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22 marzo
World Water Day 2012 Onu
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GOVERNO E ANTITRUST PER LE LIBERALIZZAZIONI NEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI
Entro il 20 gennaio sarà varato dal Governo un decreto legge sulle liberalizzazioni e riguarderà “tutti i settori: energia, trasporti, banche, assicurazioni”. Così in un passaggio televisivo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, che inserisce nell’elenco anche i servizi pubblici locali, acqua compresa: “Pensiamo di fare modifiche che non vadano contro il risultato referendario ma non vogliamo che sia un escamotage”. Al contrario, non sarà affrontato il tema della separazione Eni - Snam: “Non è una delle priorità - ha spiegato Catricalà -, vedremo se sarà necessaria, ma sul gas esistono tanti altri rimedi che consentono agli energivori di pagare meno”. Il Governo comunque ha già anticipato nelle scorse settimane il proprio intendimento in materia di servizi pubblici locali, attraverso il ministro Piero Gnudi. Si tratta, nel concreto, di una riconferma delle scelte fatte nella manovra di ferragosto dall’allora Ministro Fitto: all’articolo 4 del decreto 138/2011 (che escludeva il servizio idrico integrato, gas ed energia elettrica), oltre all’inserimento di una soglia sopra la quale sono vietati gli affidamenti in house (pari a 900mila euro all’anno), si afferma il principio secondo cui gli affidamenti devono avvenire tramite gara. Qualora gli enti locali volessero affidare il servizio in house, questi sono obbligati ad effettuare un’analisi di mercato ed infine a votare una delibera-quadro. Il nuovo intervento normativo sarà un decreto interministeriale (Regioni-Economia-Interni) e detterà agli enti locali le direttive sulla delibera quadro e sull'analisi di mercato da svolgere prima di nuovi affidamenti di servizi. Il decreto interministeriale dovrà passare alla conferenza unificata Stato-Regioni-città per poi confluire nel "pacchetto liberalizzazioni". I Comuni avranno tempo per adeguarsi fino alla scadenza delle attuali gestioni: la prima applicazione sarà quindi già al 31 marzo, quando scadranno le cosiddette gestioni "non conformi" (affidate senza gara). Nel decreto interministeriale sarà contenuto anche l'obbligo di rendere pubblici, anche in modalità on line, «i dati concernenti il livello di qualità del servizio reso, il prezzo medio per utente e il livello degli investimenti effettuati». La finalità del provvedimento è quella di «assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione dei servizi pubblici locali e di effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni». Per il settore idrico, l’intendimento del governo sembra quello di circoscrivere l’in house con i paletti Ue: l’azienda deve essere controllata al 100% dal’ente pubblico, deve svolgere attività prevalente per l’ente controllante e deve essere organizzata come braccio dell’amministrazione. Anche l’Antitrust ha inviato nei giorni scorsi al Parlamento le sue proposte tecniche per rimuovere gli ostacoli che si frappongono all’apertura dei mercati e promuovere la concorrenza. L’Antitrust propone che i principi di liberalizzazione recentemente approvati abbiano effettiva applicazione nei servizi pubblici locali. Per far questo - suggerisce - occorre introdurre l’obbligo per gli enti locali di definire in via preliminare gli obblighi di servizio pubblico. Stabilito il perimetro, gli enti locali dovranno verificare la possibilità di una gestione concorrenziale con procedure aperte di manifestazione di interesse degli operatori del settore a gestire in concorrenza i servizi. Solo in caso di fallimento di questa procedura, gli enti locali potranno mantenere la gestione in esclusiva affidata con gara a un privato, mentre l’affidamento in house è consentito solo a fronte di un’analisi di mercato che ne dimostri in modo chiaro i benefici diretti. L’Antitrust suggerisce inoltre di accelerare le scadenze degli affidamenti che non sono il frutto di un confronto competitivo, dando però all’ente locale la possibilità di evitare la scadenza anticipata attraverso l’immediato avvio di una procedura di cessione a privati con gara delle quote della società pubblica (totalitaria o mista). La procedura dovrà concludersi entro un termine ravvicinato, pena sanzioni per l’ente locale. Con riferimento al settore del gas, impregiudicata la questione del processo di separazione verticale delle fasi in monopolio da quelle in concorrenza e di separazione proprietaria della rete di trasporto e delle infrastrutture di stoccaggio attualmente controllate dall’incumbent Eni, per l’Antitrust occorre in tempi brevi ridurre il gap di informazione tra i distributori e venditori finali non integrati verticalmente con i distributori stessi, aumentando la concorrenza a valle. Per questo occorre introdurre specifici obblighi informativi e ampliare la quantità e la qualità dei dati da mettere a disposizione. L’Antitrust ritiene inoltre necessario che in tempi brevi vengano adottate misure pro-concorrenziali relative ad agevolazioni per la costruzione di nuove infrastrutture di importazione di gas.
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COMMISSIONE UE, NUOVI CRITERI PER IDENTIFICAZIONE DEGLI “AIUTI DI STATO” NEI SIEG
Dopo ampie consultazioni pubbliche, la Commissione europea ha adottato un nuovo pacchetto di norme UE sugli aiuti di Stato per la valutazione della compensazione pubblica per i servizi di interesse economico generale (SIEG). Per il Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile della concorrenza Joaquín Almunia "il nuovo pacchetto SIEG offre agli Stati membri un quadro più semplice, più chiaro e più flessibile per sostenere l'erogazione ai cittadini di servizi pubblici di alta qualità che sono diventati ancor più necessari in questi tempi di crisi. Il compito della Commissione è ovviamente quello di garantire che le imprese incaricate di servizi di interesse generale non ricevano una compensazione eccessiva, il che permette di salvaguardare le attività concorrenti e l'occupazione e garantisce un impiego efficiente delle scarse risorse pubbliche". Gli Stati membri godono di ampia libertà nel definire quali servizi sono di interesse generale. La Commissione deve tuttavia garantire che il finanziamento pubblico concesso per l'erogazione di tali servizi non falsi indebitamente la concorrenza nel mercato interno. Le nuove norme, che sostituiscono il cosiddetto "pacchetto Monti-Kroes" del luglio 2005, chiariscono nozioni di base quali quella di "attività economica" per agevolare l’applicazione da parte delle autorità nazionali, locali o regionali.
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CLINI: GESTIONE INTELLIGENTE DELL’ACQUA, RISPETTANDO IL REFERENDUM
"L'esito del referendum deve essere rispettato. Ma dobbiamo creare le condizioni affinché l'uso delle risorse sia efficiente". E' quanto ha affermato il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, a margine del convegno 'L'Italia verso Rio +20', spiegando come il decreto legge sulle liberalizzazioni si concili con l'esito del referendum in relazione all'acqua. Per il ministro, bisogna puntare ad una gestione intelligente della risorsa idrica anche perche' "c'e' un costo dell'acqua che non corrisponde al servizio reso ma alle perdite. Le tariffe, dunque, devono premiare l'efficienza e deprimere l'inefficienza".
CONFSERVIZI, ACCORDO SINDACALE CON CGIL CISL E UIL E un “avviso comune”
Anche i servizi pubblici locali, grazie all’accordo siglato da Confservizi e sindacati, seguiranno gli stessi principi dell’accordo (del 28 giugno) siglato da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria il 21 settembre scorso. Acqua, trasporti, energia, rifiuti e gas seguiranno quindi le stesse linee di principio discusse ed adottate a livello nazionale tra la contrattazione collettiva nazionale e la contrattazione aziendale: il CCNL resta il quadro generale di garanzia dei trattamenti economici e normativi, la contrattazione aziendale avrà validità erga omnes sulle materie oggetto di delega quando firmata dalla maggioranza delle rappresentanze sindacali. Sul tema specifico delle politiche per i servizi pubblici locali, è stato poi sottoscritto un “Avviso comune”. Nel documento, partendo dall’analisi della crisi economica e dei provvedimenti adottati dal Governo, si sottolinea come gli investimenti per i servizi locali possano svolgere una funzione anticongiunturale e possano rappresentare un volano per lo sviluppo territoriale. Confservizi, Cgill, Cisl e Uil esprimono quindi una posizione comune su 8 punti: la necessità di una stabilità normativa ed istituzionale che faccia riferimento alle norme UE; l’importanza di piani di investimento sulle infrastrutture prioritarie (in particolare idrogeologiche) e predisposizione di un quadro di programmazione con indicazione dei finanziamenti; il consolidamento degli ambiti territoriali ottimali e valorizzazione delle società di servizi pubblici; il rispetto delle regole comunitarie in materia di liberalizzazioni, garantendo parità di condizioni a tutti i lavoratori con obbligo di servizio pubblico e superamento di ogni dumping sociale; la neutralità rispetto ai processi di privatizzazione decisi dagli enti locali, a condizione che non ostacolino le liberalizzazioni e che siano svolti con vincoli di consolidamento economico da parte dei soggetti pubblici e non per “fare cassa”; il sostegno alla creazione di un regolatore terzo ed indipendente dei servizi pubblici, che fissi tariffe eque e sostenibili, in grado di coprire i costi di gestione; l’impegno a superare le disparità di trattamento, in particolare sugli ammortizzatori sociali, ancora esistenti tra soggetti pubblici e privati che rischiano di penalizzare le liberalizzazioni; l’esigenza di un osservatorio sulle politiche industriali dei servizi pubblici locali.
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AIM SERVIZI, SALTON NOMINATO AMMINISTRATORE UNICO
Gildo Salton, ex ad di Ascopiave, è stato nominato amministratore unico di Aim Servizi a Rete. La società vicentina gestisce gli impianti di distribuzione del gas in seno alla holding Aim, di proprietà del Comune. «Dal ruolo di consigliere del CdA di Ascopiave Spa ho dato le dimissioni. Alla mia età amo più le sfide che i compensi», ironizza Salton, con riferimento al suo incarico triennale in Aim che verrà retribuito con 40mila euro lordi l'anno. «La collaborazione con la veronese Agsm si sta sostanziando davvero - anticipa Paolo Colla, presidente della holding Aim - siamo vicini alla creazione di una newco per acquistare il gas facendo sinergia fra di noi». Nel frattempo Salton spiega i motivi del suo «sì» al gruppo vicentino, in cui il suo ramo d'azienda affiancherà quello di Aim Energy, branca guidata da Otello Dalla Rosa che per il gas si occupa di vendita e acquisto. «Questa è una realtà nuova e stimolante, orientata al business come dimostra il lavoro avviato con Agsm: con Verona si può creare una cerniera verso l'ovest, in futuro guardare anche ad A2A e a sud, ad Hera». Nel frattempo lui si occuperà soprattutto della parte strutturale dell'azienda vicentina, che oltre al capoluogo berico distribuisce energia elettrica e gas a 130mila utenti in altri 11 municipi della provincia, nell'Alto Vicentino collaborando con Pasubio Group, e pure a Treviso (77 milioni di metri cubi), Gazzo Padovano e Grantorto. La scelta di Salton è stata fatta «anche in vista dell'uscita dall' in house», prevista per legge, per la quale ipotizziamo che vi sia una gara dopo 12 o 15 mesi a partire da gennaio - osserva il sindaco Achille Variati - la gara verrà fatta da Vicenza e dai 38 municipi del Basso Vicentino, il ruolo del nuovo amministratore sarà quindi avviare colloqui con tutti questi Comuni». Anche perché «la condizione importante nelle gare è una corretta valutazione del valore degli impianti» aggiunge Salton. Salton rimarrà presidente di Asco Holding e consigliere nel CdA della bellunese Bim Gsp. «In questo caso - osserva - ho il benestare dei soci, sia di Aim che di Bim, che mi autorizzano».
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TOSCANA ENERGIA, CAMBIO AL VERTICE: DI BENEDETTO SOSTITUIRA’ BORRA
Il Consiglio di amministrazione di Toscana Energia, nelle scorse settimane, ha preso atto delle dimissioni da Amministratore delegato di Pier Borra, al vertice della società fin dalla sua costituzione nel 2006. Allo stesso tempo ha deliberato di nominare al suo posto Eduardo Di Benedetto, attuale Direttore Sviluppo e Commerciale di Snam Rete Gas. Il Presidente della società, Lorenzo Becattini, ha espresso a nome di tutti i consiglieri un sentito ringraziamento a Borra per l’impegno profuso ed i risultati conseguiti, augurandogli di proseguire la sua brillante carriera in Italgas ed ha dichiarato “Colgo l’occasione per dare il benvenuto all’Ing. Eduardo Di Benedetto con il quale, sono certo, continueremo la proficua collaborazione fra pubblico e privato che rappresenta un grande punto di forza di Toscana Energia”.
RINNOVATO IL PATTO PARASOCIALE DI ACSM AGAM: SPARISCE IL DG
Il comune di Monza, quello di Como e A2a hanno rinnovato, apportando modifiche, il patto parasociale relativo ad Acsm Agam sottoscritto nel 2008. Le modifiche sostanziali rispetto al patto originario riguardano la figura del direttore generale (dg), ora non più prevista nell’organico aziendale, e la conseguente attribuzione all’amministratore delegato dei poteri in precedenza facenti capo al direttore.
I COMUNI DI MILANO E BRESCIA PENSANO A UNA RIDUZIONE DELLE QUOTE IN A2A
Anche il comune di Brescia, come quello di Milano, è disponibile a valutare la riduzione della sua partecipazione in A2a per sopperire alla carenza di risorse con cui finanziare il livello dei servizi. “In un momento di difficoltà degli enti locali nulla può essere un tabù”, ha detto l’assessore al Bilancio della Leonessa, Fausto di Mezza, interpellato in merito alle affermazioni del suo omologo al comune di Milano, Bruno Tabacci, che ha messo in conto la vendita di parte della quota nel 2012. “Prima della fine del mese ci incontreremo con Milano e in quella sede ragioneremo sul futuro della società - ha aggiunto di Mezza. - Tra di noi c’è un patto di sindacato che va rispettato ma cercheremo di coniugare le esigenze di entrambi gli enti. Certo è che se si vuole scendere lo si deve fare in due”, ha spiegato. Brescia e Milano controllano insieme il 55% della multiutility a capo della cordata italiana che rileverà Edipower da Edison. “Si può ragionare su una riduzione della quota al 50% - spiega ancora Di Mezza - mentre penso che sia difficile andare oltre quella soglia. Brescia è molto affezionata alle sue quote”. In ogni caso nella riunione tra i comuni non si parlerà solo di dividendi e dismissioni ma “servirà soprattutto a mettere a punto il progetto e la missione industriale di A2a per il futuro”. A questo proposito, come anticipato dal sindaco Adriano Paroli, di Mezza vedrebbe bene le attività dell’ambiente a Brescia e quelle elettriche a Milano: “È evidente che analizzando i know-how noi siamo più avanti sull’ambiente e Milano sull’energia. Vantiamo due esperienze ottime e dobbiamo valorizzarle”.
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A2A, PERFEZIONATA LA CESSIONE AD UNIACQUE DELLA PARTECIPATA BAS
A2A ha perfezionato la cessione ad Uniacque della partecipazione detenuta in BAS SII SpA (99,98%), societa' che gestisce il ciclo idrico integrato nel Comune di Bergamo ed in oltre 30 Comuni della Provincia. A fronte della cessione e' stato corrisposto ad A2A un prezzo di 23,5 milioni di euro dopo la distribuzione di riserve per circa 2,7 milioni di euro. ''La cessione - spiega l'utility lombarda - avviene nell'ambito del processo di affidamento del servizio idrico integrato e della gestione delle infrastrutture e delle reti ad esso dedicate da parte dell'Ato di Bergamo alla societa' Uniacque SpA, in quanto societa' interamente pubblica, secondo il modulo gestorio ''in house'' a seguito delle delibere della Conferenza dell'Ambito Territoriale Ottimale di Bergamo''.
BRIANZACQUE, GESTORE UNICO PER IL SERVIZIO IDRICO
Completato il trasferimento delle attività di gestione delle reti del servizio idrico, precedentemente svolte dal Gruppo Aeb - Gelsia, a favore di Brianzacque. Oltre a Seregno sono interessati i comuni di Carate, Giussano, Meda, Muggiò, Sovico, Verano Brianza, Albiate, Desio e Muggiò. Questa operazione è stata attivata grazie ad un'apposita convenzione inviata al nuovo ufficio d'ambito della Provincia. Individuato, dunque, un gestore unico di ambito, attraverso la progressiva integrazione degli operatori esistenti sul territorio. La tutela del cittadino e l'assunzione del personale da Brianzacque con il mantenimento delle condizioni economiche e contrattuali sono stati i due punti fermi dell'accordo. «Prossimo passo per Brianzacque - ha evidenziato il presidente Oronzo Raho - sarà la sottoscrizione della convenzione con Idra patrimonio, anch'essa gestore uscente che ha già distaccato una parte rilevante del personale presso Brianzacque, in particolare per le attività di progettazione infrastrutture e reti». Per Maurizio Bottoni , presidente di Aeb, si tratta di un «passo avanti. Consentirà di poter gestire efficientemente la risorsa idrica contribuendo allo sviluppo dell'economia locale». In attesa che venga predisposto il piano d'ambito della Provincia di Monza, il piano investimenti avrà come prioritari gli interventi per migliorare le interconnessioni esistenti fra reti di acquedotto, eliminare le criticità igienico sanitarie, estendere la fognatura a tutti gli utenti e sostituire le tubature divenute obsolete. Brianzacque ha ottenuto recentemente prestigiosi riconoscimenti. Riconfermata con successo la triplice certificazione ottenuta nel 2008 per gli schemi della Qualità (ISO 9001), dell’Ambiente (ISO 14001) e della Sicurezza (BS OHSAS 18001), l’utility dell’acqua ha proseguito e completato il percorso conseguendo anche la certificazione Energetica ISO 50001. Un risultato considerevole che pone Brianzacque tra le primissime società in Italia in grado sia di esibire un quartetto di certificazioni, sia di fregiarsi di quella energetica nel settore idrico.
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VIVERACQUA DIVENTA PIU’ GRANDE. ENTRA ALTO VICENTINO SERVIZI
Viveracqua, la società consortile formata dalle aziende di gestione del servizio idrico integrato negli Ato di Verona e Vicenza, è diventata più grande. La realtà, che è stata costituita il 30 giugno scorso da Acque Veronesi S.c. a r.l. e Acque Vicentine S.p.A., da oggi ha come proprio socio anche Alto Vicentino Servizi S.p.A. Nei giorni scorsi, infatti, è stato siglato l’allargamento della società, che adesso è costituita per il 59,8 per cento da Acque Veronesi, per il 21,70 per cento da Acque Vicentine e per il 19,22 per cento da Alto Vicentino Servizi. Da oggi, quindi, Viveracqua avrà come componenti della propria assemblea dei soci, l’organo che assume le decisioni più rilevanti, i presidenti delle tre aziende (Angelo Guzzo di Acque Vicentine, Walter Formenton di Alto Vicentino Servizi e Anna Leso di Acque Veronesi, che è anche presidente dell’assemblea stessa) e come membri del consiglio di amministrazione i rispettivi direttori generali (Francesco Berton di Acque Veronesi, Massimo Cornaviera di Alto Vicentino Servizi e Fabio Trolese di Acque vicentine, che riveste la carica di presidente). Tutti, comunque, senza percepire nessuna indennità di carica, visto che Viveracqua è sostanzialmente a costo zero. La società ha per oggetto l’istituzione di un’organizzazione comune fra i soci gestori del servizio idrico integrato. Viveracqua non ha scopo di lucro e, nell'ambito di quanto stabilito dall'art. 2602 del Codice Civile, ha per oggetto la prestazione e l'erogazione ai soci consorziati di servizi, attraverso un'organizzazione comune e con criteri mutualistici. La Società ha sede a Verona ed ha un capitale sociale iniziale di 25.000 euro. Quattro i contenuti principali del programma: la realizzazione di economie di scala, conseguente alla possibilità di avere una maggiore capacità d’acquisto ed alla razionalizzazione delle risorse attuali; il miglioramento della qualità del servizio, che diverrà possibile grazie all’ottimizzazione dei rapporti con gli utenti; l’incremento della produttività, che sarà dovuto alla predisposizione di procedure finalizzate a garantire maggiore efficienza ed economicità, l’aumento della competitività, che avverrà sia con l’uso più diffuso delle innovazioni tecnologiche che con lo sviluppo di rapporti congiunti con le istituzioni. In particolare, e solo per citare alcuni dei suoi contenuti, il piano industriale prevede la creazione di una centrale di committenza unica che acquisterà forniture e servizi per le aziende partecipanti a Viveracqua, lo sviluppo di progetti di formazione congiunti, l’elaborazione di un progetto di finanza a sostegno dei piani di investimento delle aziende, la realizzazione di un’attività unica di ricerca e gestione dei fondi comunitari. Con l’ingresso di Alto Vicentino Servizi, Viveracqua è arrivata a coinvolgere tre aziende che operano su circa 140 Comuni con una popolazione residente di 1.400.000 persone e 545.000 utenze.
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ESTRA ENERGIE, LE BOLLETTE DEL GAS SI PAGANO AL SUPERMERCATO
Importante novità per tutti i clienti di Estra Energie: grazie ad un accordo con Coop, sarà possibile pagare le proprie bollette del gas presso le casse dei punti vendita dell’importante società cooperativa della grande distribuzione. “Il nostro obiettivo - afferma Catiuscia Fei, presidente di Estra Energie- è aumentare i canali per facilitare il pagamento delle bollette e quindi offrire un servizio più efficiente e agevole ai nostri clienti. Finora infatti le nostre bollette potevano essere pagate solo attraverso i canali più classici, ovvero banche e uffici postali. Oggi è possibile effettuare i pagamenti anche presso le casse dei supermercati e presto lo sarà anche in altre strutture aperte al pubblico”. Già dalla prossima bolletta utile si potrà pagare presso i punti vendita Coop, IperCoop e InCoop. Più nel dettaglio, il servizio offerto da Estra Energie alla propria clientela prevede che a partire dal primo giorno del mese di scadenza della propria bolletta, sarà sufficiente presentare alle casse dei supermercati Coop il codice a barre che si trova nel bollettino allegato alla fattura.
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ACQUE SPA, AL VIA IL CONCORSO VIDEO A TEMA SULL’ACQUA
Acque SpA, l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato nel Basso Valdarno, in collaborazione con FST Mediateca Toscana Film Commission, con la partnership di Antenna 5 Tv e Gonews.it , ha organizzato un video concorso nazionale per video amatori e video maker denominato “Cristalli Liquidi”, avente per tema e soggetto principali l’acqua. Il termine ultimo per l’invio delle opere è il 27 Febbraio; la premiazione si terrà il 24 Marzo 2012. Il concorso, le cui fasi si svolgeranno per intero con modalità on-line (dall’iscrizione alle comunicazioni organizzative), è riservato a opere video digitali non superiori ai 5 minuti. Si tratta di un’esperienza che Acque SpA ripercorre dopo lo straordinario successo del concorso fotografico, “Acqua in un istante”, svoltosi tra il 2009 e il 2010. Allora, furono oltre 900 gli autori provenienti da tutta Italia, con 3.000 opere in concorso. Stavolta il Gestore ha deciso di rivolgersi a tutti gli appassionati di video e corto metraggi sollecitando le loro creatività e fantasia in direzione dell’acqua. L’acqua vista come risorsa, nella sua accezione più generale, in tutte le sue forme, espressioni, colori, ambientazioni, utilizzi, collegamenti. L’opera dovrà tentare di valorizzare il suo ruolo, come risorsa naturale, primaria, motore di vita, non inesauribile; al fine di celebrare la sua presenza, il suo valore, la sua relazione con l'uomo e l'ambiente oppure descriverne la mancanza, l'assenza. L’acqua potrà essere anche un soggetto sullo sfondo, protagonista indiretta, di una narrazione, di una vicenda, di una storia. L’organizzazione utilizzerà il social network, quindi il giudizio degli utenti della Rete, per selezionare le 30 opere che verranno ammesse al giudizio finale da parte della giuria: a questo scopo sarà predisposto un canale speciale su YouTube. Ad essere premiate, con buoni per l’acquisto di materiale video e digitale, saranno le prime tre opere classificate; in più, ci saranno premi speciali per la migliore opera da 30 secondi e per quella più apprezzata dal pubblico online. “Il compito di Acque SpA - commenta il vicepresidente di Acque SpA Giancarlo Faenzi, nel corso di una conferenza stampa - è quello di gestire per conto dei cittadini del Basso Valdarno la risorsa idrica e gli impianti. Grazie alla creatività degli appassionati, cerchiamo nuove forme per provare a raccontare qualcosa di più sull’acqua, questa preziosa risorsa che spesso guardiamo distrattamente o di cui ci accorgiamo solo quando manca”.
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ACSM - AGAM, SIGLATA INTESA CON LE ASSOCIAZIONI CONSUMATORI
Il gruppo Acsm Agam ha sottoscritto nei giorni scorsi con le associazioni dei consumatori del territorio un accordo sulla conciliazione, formula che consente di risolvere in fretta e in modo semplice le eventuali controversie. L’intesa è stata siglata dalla capogruppo (teleriscaldamento) anche per conto di Enerxenia (vendita gas ed energia elettrica) e di Enercalor (gestione calore). I documenti (il protocollo con le linee guida e il regolamento che ne disciplina l’applicazione) sono stati firmati da Adiconsum, Adoc Como, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega consumatori Acli. Identica iniziativa è stata messa a punto a Monza, l’altro storico ambito di riferimento di Acsm Agam. La conciliazione è uno strumento previsto dalla legge. Consente di risolvere rapidamente i contenziosi in sede non giudiziaria. Il cliente vi può ricorrere dopo che non sia andato a buon fine il reclamo diretto con l’azienda (anch’esso stabilito dalle norme), appoggiandosi appunto ad una delle associazioni che hanno aderito alla procedura. “Acsm Agam - ha sottolineato il presidente Umberto D’Alessandro - è un punto di riferimento nel campo dei servizi per decine di migliaia di persone anche in forza del tradizionale radicamento. Il tratto distintivo delle nostre società è il rapporto diretto e trasparente con il cliente. La conciliazione offre una garanzia ulteriore, si tratta di uno strumento tanto semplice quanto efficace, in grado di risolvere piccole controversie senza sfociare in onerosi e complessi contenziosi legali”. “Nel settore della vendita gas - ha sottolineato Enrico Grigesi, amministratore delegato di Acsm Agam e di Enerxenia - purtroppo continuano a registrarsi casi di concorrenza sleale, se non veri e propri raggiri. A beneficio dei nostri clienti, e più in generale di tutti i cittadini, vogliamo mettere a disposizione tutte le opportunità che consentano di garantire la massima correttezza e soddisfazione del rapporto con noi. La procedura di conciliazione è un primo risultato del dialogo instaurato con le associazioni dei consumatori con cui intendiamo condividere anche un apposito manuale per il settore gas e la carta dei servizi per il comparto idrico”. “Per parte nostra - ha sottolineato Silvana Brenna di Federconsumatori - anche in base alle esperienze in altri settori e con altri gestori, vediamo in modo estremamente positivo le iniziative di conciliazione perché possono rappresentare un risparmio di tempo e di denaro per il consumatore in un momento estremamente delicato per il territorio e il paese”.
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EDISON: L’ACCORDO PASSA L’ESAME DEI CDA
L’intesa di santo Stefano sul riassetto di Edison ha passato l’esame dei consigli di A2a, Delmi e Iren. I board dei soci italiani di foro Buonaparte hanno infatti approvato i termini dell’accordo preliminare che pone fine alla difficile coabitazione italo-francese con il passaggio del gruppo elettrico a Edf e quello della controllata Edipower alla cordata delle multiutility tricolore. “Il consiglio ha condiviso la scelta strategica del management”, ha sintetizzato il presidente del consiglio di gestione di A2a, Giuliano Zuccoli. Com’è noto, l’intesa di fine anno tra A2a, Edf, Delmi e Edison per il riassetto societario di Edison e di Edipower prevede che i francesi acquistino da Delmi, società controllata da A2a, il 50% del capitale sociale di Transalpina di Energia (TdE). TdE (50% Delmi, 50% Edf) detiene il 61,3% del capitale con diritto di voto di Edison. Per effetto dell’acquisizione, i francesi verranno a possedere l’80,7% del capitale di Edison. Il prezzo dell’acquisizione del 50% di TdE è pari a 0,84 euro per azione Edison. Al tempo stesso Delmi acquisirà il 70% del capitale di Edipower, attualmente detenuto da Edison (50%) e da Alpiq (20%), a un prezzo pari rispettivamente a 600 e 200 milioni di euro. Per effetto dell’acquisizione, Edipower sarà interamente partecipata da Delmi (70%), A2a (20%) e Iren (10%). L’accordo “natalizio” rappresenta lo snodo di un percorso iniziato nel 2005 con l’acquisizione congiunta del gruppo Edison da parte di A2a (e degli altri soci di Delmi) e di Edf. Il passaggio non è stato però indolore: nel consiglio di gestione di A2a si è registrata l’astensione di Mario Cocchi, amministratore delegato della Carlo Tassara, la grande delusa, insieme ai soci di minoranza di foro Buonaparte, per i termini di un’intesa che lascia presagire un’opa senza premio da parte di Edf e la cessione di Edipower a Delmi a un prezzo di poco inferiore al 60% del patrimonio netto. L’astensione è stata motivata da Cocchi con la “insufficiente informativa verbale e documentale” che ha impedito al rappresentante della Tassara “di valutare approfonditamente il valore degli asset industriali di Edipower”. L’accordo ha però disinnescato le tensioni all’interno del cda di Edison, con i francesi di Edf che hanno rinviato la decisione sull’aumento di capitale a riassetto concluso. Soddisfatta della firma è Iren: “Si tratta di un risultato rilevante, che consentirà agli azionisti italiani di cogliere concrete opportunità, trasferendo una partecipazione che è risultata puramente finanziaria in una partecipazione a forte valenza industriale”, ha detto il presidente della multiutility, Roberto Bazzano. Ma il risiko non finisce qui. “È molto presto per fare previsioni serie, ma certamente Iren e presumo anche A2a e gli altri soci saranno disponibili a ogni forma di dialogo con altre ex municipalizzate”. Così l’amministratore delegato di Iren, Roberto Garbati, ha risposto, in un’intervista pubblicata dal “Quotidiano Energia”, alla domanda se sia possibile l’ingresso di nuovi soci in Edipower, per esempio Acea, per sostenere gli investimenti.
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ZUCCOLI E TARANTINI DI A2A “MOLTO SODDISFATTI” DELL’INTESA SU EDISON
“Siamo molto soddisfatti per l’esito delle trattative che, a conclusione di un percorso complesso e articolato, hanno portato ad un grande risultato per l’industria energetica italiana in generale e, in particolare, per A2a e i suoi soci”. Lo hanno detto in una nota Graziano Tarantini e Giuliano Zuccoli, presidenti del consiglio di sorveglianza e del consiglio di gestione di A2a, in merito all’intesa preliminare per il riassetto societario di Edison e di Edipower. “Attraverso l’integrazione tra A2a e Edipower - prosegue la nota - e la collaborazione con gli altri soci italiani nasce il secondo operatore nel settore elettrico che, con circa 10mila MW di capacità installata e un efficiente mix produttivo, si posiziona tra i leader europei del settore. Tale operazione, condotta insieme al management di A2a, al quale vanno i nostri più vivi complimenti, rafforza - sottolineano - la società e la consolida nel ruolo di maggiore multiutility in Italia. Essa segna un ulteriore passo nel percorso di forte crescita che ha caratterizzato la storia recente del nostro gruppo e che proseguirà nel prossimo futuro anche attraverso nuove comuni iniziative con i partner italiani”. A2a, conclude il comunicato, “è grata al ministro Passera per il supporto istituzionale fornito in questi ultimi giorni, nell’interesse del sistema industriale italiano”.
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GOVERNO, AATO PROLUNGATE FINO ALLA FINE DEL 2012
Il governo - con il decreto mille-proroghe - ha prolungato di un anno l'attività delle Autorità d'Ambito territoriali ottimali per la gestione di rifiuti e servizio idrico (fine del 2012). La scadenza naturale delle Aato era prevista per il 31 dicembre 2011. La proroga intende assicurare la continuità nell'erogazione dei servizi pubblici locali e nell'esercizio delle relative funzioni pubbliche.
ARIN, CONFERMA PER BARRACCO PRESIDENTE
Il presidente dell´Arin Maurizio Barracco è stato riconfermato alla guida della società Arin, che per volere del sindaco Luigi de Magistris si trasformerà in Abc - Acqua bene comune, società speciale di diritto pubblico. Il sindaco ha poi nominato due nuovi componenti del cda: Alberto Pierobon, esperto di diritto amministrativo, di attività aziendale e di diritto tributario, e Ugo Mattei, professore di diritto civile all´università di Torino e all´università di Berkeley e tra i protagonisti della promozione del referendum del giugno scorso. «A questo cda spetterà il compito di portare a compimento la trasformazione dell´Arin spa in Azienda speciale di diritto pubblico, oltre alla elaborazione di un piano finanziario ed industriale che tenga conto del trasferimento all´azienda degli impianti di San Giovanni e di Coroglio, nonché del futuro passaggio delle attività e delle funzioni inerenti il servizio idrico integrato ancora svolte direttamente dal Comune», dichiara l´assessore ai Beni comuni e alla democrazia partecipata, Alberto Lucarelli. L´incarico affidato a questo cda è complesso e delicato, in quanto interessa uno degli obiettivi più significativi e qualificanti del programma dell´amministrazione de Magistris: la ripubblicizzazione del servizio idrico nell´interesse esclusivo delle comunità locali in rispetto della volontà che gli italiani hanno espresso in occasione del referendum di giugno», conclude Lucarelli. Tra i prossimi passaggi verso l´acqua pubblica anche il coinvolgimento dell´università e dei centri di ricerca per elaborare un piano di restyling degli impianti del sistema idrico e innalzare gli standard qualitativi biologici dell´acqua e una campagna di sensibilizzazione e informazione sul corretto uso dell´acqua corrente.
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EMILIA ROMAGNA, AL VIA L’AGENZIA TERRITORIALE REGIONALE PER ACQUA E RIFIUTI
Via libera in Emilia Romagna alla nuova legge regionale, intitolata “Norme di organizzazione territoriale delle funzioni relative ai servizi pubblici locali dell’ambiente”, che istituirà un’unica Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per la gestione dei servizi idrici e i rifiuti, sostituendo, dal primo gennaio 2012 i nove Ato regionali. Il provvedimento va a normare l’organizzazione territoriale, occupandosi della funzione di regolazione e dell’assetto del sistema. La Regione Emilia-Romagna ha deciso di riattribuire agli enti locali e ai Comuni, in primo luogo, la piena titolarità del ruolo di regolatore economico e di soggetto preposto agli affidamenti, alla gestione del rapporto di servizio e alla proposizione degli interventi necessari allo svolgimento dei servizi pubblici locali ambientali. La costituzione dell’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici ed i rifiuti, a cui partecipano obbligatoriamente tutti i Comuni e le Province, dotata di personalità giuridica, che subentra alle vecchie Ato, permetterà di rafforzare la funzione pubblica e, in coerenza con quanto previsto dalle normative comunitarie, di attuare la separazione tra le funzioni di regolazione e di gestione dei servizi. L’Agenzia regionale opererà su due livelli, uno centrale ed uno locale con funzioni distinte di governo. Al primo livello, il consiglio d’ambito costituito da 9 sindaci o presidenti di Provincia o amministratori da loro delegati, saranno assegnate funzioni generali di regolazione economica e di approvazione di atti fondamentali, mentre al secondo livello, il consiglio locale costituito dai Comuni della provincia, e un coordinatore per i consigli locali. spetteranno compiti riferibili al territorio provinciale. Il consiglio locale, tra l’altro, invierà ai Consigli comunali una relazione annuale sullo stato dei servizi. E’previsto infine un unico presidente, scelto tra i componenti del consiglio di Ambito. Infine, è stato rafforzato il ruolo sanzionatorio nei confronti di precise inadempienze dei gestori e l’estensione della funzione relativa all’osservatorio regionale dei servizi pubblici locali da attuarsi attraverso una banca dati unitaria, lo sviluppo di un sistema informativo delle reti e degli impianti e l’apposito apporto degli osservatori provinciali e delle agenzie della regione a cominciare dall’ARPA. Il provvedimento assegna alla Regione un ruolo sia di impulso e di accompagnamento del nuovo soggetto di regolazione, durante la fase di attivazione, sia di indirizzo, attraverso l’emanazione di direttive e linee guida vincolanti, che di controllo, anche in riferimento al rispetto delle coerenze della programmazione e dei suoi strumenti.
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REGIONE VENETO: APPROVATI INTERVENTI PER TUTELA RISORSE IDRICHE
Ottenuto il parere favorevole della competente commissione consiliare, è stato approvato in via definitiva dalla giunta regionale del Veneto il programma per l’esercizio 2011 degli interventi per l’ottimizzazione dell’acqua, per la salvaguardia delle risorse idriche, per la ricarica delle falde sotterranee e per la tutela delle fonti di approvvigionamento. A darne comunicazione è l’assessore all’ambiente e al ciclo della’acqua Maurizio Conte, evidenziando che il finanziamento complessivamente previsto è di poco più di 4 milioni di euro. Tra gli interventi è prevista anche la realizzazione della rete acquedottistica per quelle aree della provincia di Treviso che sono risultate soggette ad inquinamento da mercurio. L’importo assegnato al soggetto attuatore (Alto Trevigiano Servizi Srl) è di un milione di euro. Gli altri interventi sono quelli finalizzati alla ricarica della falda acquifera nell’area del Medio Brenta (2 milioni di euro all’Aato “Brenta”), inseriti nell’Accordo di programma per la tutela delle risorse idriche superficiali e sotterranee del fiume Brenta, e la realizzazione di rete acquedottistica nelle aree con presenza di approvvigionamenti autonomi e prive di acquedotto, per lo più nella zona delle risorgive del padovano e del vicentino lungo il medio corso del Brenta (un milione di euro a Etra Spa). Infine, un importo di 50 mila euro è stato riservato per effettuare la valutazione estimativa dell’area di proprietà privata relativa al bacino Giaretta in comune di Carmignano di Brenta (Padova), nell’ambito delle azioni a tutela della falda sotterranea del medio corso del Brenta.
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ATO 1 VITERBO, IL TAR SOSPENDE GLI AUMENTI. TALETE ANNUNCIA RICORSO
Il Tar del Lazio ha sospeso l'aumento della tariffa dell'acqua nell'area di Tarquinia, accogliendo il ricorso presentato dal Comune e da altre amministrazioni locali contro l'ATO 1, operante nel nord del Lazio e nel viterbese, e il gestore Talete. Il rincaro applicato nei mesi scorsi dalla società che gestisce il servizio idrico è stato ritenuto irragionevole dai giudici amministrativi, secondo i quali, invece, “appare fondato il motivo di ricorso”. La crescita della tariffa è giustificata dalla Talete con somme iscritte a bilancio che, secondo quanto rilevato dal Tar del Lazio, sono per il momento bloccate e inutilizzabili; non vi sono, stando alla sentenza, motivazioni adeguate a giustificare il rialzo del prezzo. E’ atteso ora il pronunciamento di merito del tribunale, previsto per la fine del 2012. Per la Talete, la sospensione dell'aumento della tariffa dell'acqua per un anno intero, in attesa della pronuncia definitiva, costerà alla società che ha in gestione il servizio idrico una perdita di 800mila euro. Insieme all'ATO, l'azienda ha annunciato l'intenzione di impugnare la decisione del Tar. Nel pieno del braccio di ferro legale, intanto, diversi Comuni hanno manifestato l’intenzione di uscire dalla Talete; ma l'assessorato all'Ambiente della Regione Lazio ha invece comunicato all'Ato l'intenzione di avviare le pratiche per il commissariamento dei Comuni che ancora non ricadono sotto la società contestata.
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ATO BOLOGNA, LA TARIFFA MEDIA PASSA A 1,78
L'assemblea Ato bolognese ha approvato nei giorni scorsi gli aumenti delle tariffe idriche. Il nuovo piano regolatorio 2011-2015 ha avuto l'ok di tutti i 32 sindaci presenti e individua per il 2012 una tariffa media di 1,78 euro al metro cubo. «L'aggiornamento - si legge in una nota della Provincia - si è reso necessario per adeguare le tariffe unitarie al complessivo dei volumi d'acqua potabile venduta». "L'aggiornamento del piano tariffario - precisa Ato in una nota - si è reso necessario per adeguare le tariffe unitarie al complessivo dei volumi d'acqua potabile venduta, nel rispetto del principio della piena copertura dei costi, sancito dalla legge e dalla Corte Costituzionale e regolato dalla Convenzione che affida il Servizio Idrico Integrato a Hera fino al 2021. Tutto questo nel rafforzamento degli investimenti a carico del gestore, che saranno di 149,5 milioni di euro nell'arco dei 5 anni." Il nuovo periodo regolatorio, in anticipo di un anno rispetto alla scadenza del precedente, si è reso necessario - esplicita l'Autorità d'Ambito - perchè "se oggi non avessimo deliberato nulla, lo sbilancio risultante (31 o 34 milioni di €) sarebbe stato da recuperare - sulla base della Convenzione vigente - in un'unica annualità, con la conseguente necessità di aumentare le tariffe del 2012 del 25%". Infine, "dal 2012 sono riconosciuti al gestore solo gli oneri finanziari per l'approvvigionamento del capitale necessario agli investimenti e sono posti pari al 5,36% (costi finanziari legati all'EURIRS (Europe Interest Rate Swap + spread di 2,39)“.
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ATO PORDENONE, TARIFFA MEDIA A 1,05 EURO
Approvato nei giorni scorsi dai sindaci dell’Ato Pordenone l’adeguamento del nuovo piano dell’Ambito, gestito dalle due società Hydrogea e Sistema Ambiente nei 36 Comuni della Provincia. La tariffa (Trm) sarà pari a 1,05 euro al metro cubo. «La legge - spiega il presidente dell’Ato Stefano Bernard del Cont - ci obbliga a inserire in tariffa non solo i costi di gestione, ma anche quelli relativi agli investimenti futuri e ai mutui pregressi che i singoli Comuni avevano acceso per loro conto». Il piano investimenti (trentennale) è stato stimato intorno ai 300 milioni di euro. Il piano ha ottenuto la maggioranza dei voti dei sindaci presenti. Ha votato contro per protesta il Comune di Andreis mentre quello di Pordenone si è astenuto per una questione formale legata alla compartecipazione dei Comuni nelle spese degli investimenti.
PADOVA, L’ATO DELIBERA AUMENTI DEL 4% IN ATTESA DEI CHIARIMENTI LEGISLATIVI
L’assemblea dell’Aato Bacchiglione ha confermato nei giorni scorsi l’aumento del 4 per cento della tariffa dell’acqua. L’aumento tariffario è dovuto all’adeguamento rispetto all’inflazione e al contributo applicato per sostenere le spese delle opere connesse all’erogazione dell’acqua: manutenzione delle fognature, pulizia dei canali, realizzazione di depuratori e di strutture per mettere in sicurezza idraulica il territorio. In città uno dei lavori più importanti è il depuratore di Ca’ Nordio. Nella bolletta pagata dagli utenti non è infatti calcolato solo il costo dell’acqua consumata, ma anche una percentuale relativa ai servizi connessi al mantenimento della rete idrica, degli acquedotti e del sistema fognario. In città il servizio di manutenzione è gestito da Acegas-Aps. Altri comuni invece hanno come riferimento i gestori Cvs e Acque vicentine. L’assessore alle Manutenzioni Andrea Micalizzi ha spiegato che «l’adeguamento tariffario si è reso necessario per continuare a garantire determinati servizi ai cittadini. Nonostante l’aumento manteniamo una delle bollette più basse rispetto alle amministrazioni comunali che si rivolgono a gestori diversi dal nostro. A Padova, ogni anno, ci sono molte opere da realizzare per garantire la qualità del servizio e dell’acqua erogata. Una delle più importanti è il depuratore di Ca’ Nordio. Per la sua costruzione la Regione ci aveva promesso, nel 2008, un finanziamento di 10 milioni di euro. A oggi ci è arrivato solo 1 milione. Forse, se i patti fossero stati rispettati, avremmo potuto anche ridurre l’aumento tariffario». «Assieme al sindaco di Este - conferma l’assessore Micalizzi - abbiamo presentato un emendamento nel corso della riunione per chiedere che il Ministero ci invii i nuovi criteri per calcolare le tariffe in base ai risultati del Referendum. L’Aato infatti non può modificare autonomamente la normativa statale. La richiesta, che accoglie le sollecitazioni dei referendari, è ora stata mandata a Roma. Attendiamo quindi una risposta».
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TAR AGRIGENTO, NO AL RICORSO DEL TRE SORGENTI CONTRO IL COMMISSARIO REGIONALE
Il presidente del Tar Sicilia ha rigettato la richiesta di decreto cautelare avanzata dal consorzio acquedotto Tre Sorgenti di Canicattì (AG). Il consorzio, rappresentata da Giuseppe Brancato, aveva proposto un ricorso davanti al tribunale contro l’assessorato regionale dell’Energia ed il Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti e nei confronti dell’Ato di Agrigento e di Girgenti Acque spa per l’annullamento, previa sospensione, del decreto di nomina di Giuseppe Taverna quale commissario ad acta al fine di procedere alla consegna degli acquedotti e degli impianti del Consorzio stesso al gestore del servizio idrico integrato di Agrigento Girgenti Acque spa. Il Presidente del Tar Sicilia Filoreto D’Agostino, vista la richiesta di decreto cautelare monocratico di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, alla luce della precedente ordinanza della Corte di Cassazione che in analoga controversia ha dichiarato la giurisdizione del tribunale superiore delle acque pubbliche, ritenuta la carenza di giurisdizione del Tar, ha respinto la richiesta di decreto cautelare avanzata dal ricorrente, fissando per la trattazione collegiale della richiesta di sospensione l’udienza camerale del 18 gennaio 2012. In quella data il Tar Sicilia in composizione collegiale deciderà se confermare o meno il decreto di rigetto adottato dal presidente del Tar.
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TREVISO, IN AUMENTO PER SILE PIAVE I RITARDI NEI PAGAMENTI
La crisi fa schizzare il numero di morosi dell’acqua: più 12 per cento nel 2011 rispetto al 2010 secondo le previsioni dell’azienda Sile Piave che gestisce il servizio idrico e la fognatura nel trevigiano. «Il fenomeno di chi non paga o paga in ritardo si sta sempre più appesantendo» chiarisce Enrico Masucci, consigliere delegato del Sile Piave. Circa il 9 per cento degli utenti salda la bolletta dopo più di un mese dalla scadenza. Nel 2010 dalla sede dell’azienda sono partite 3.188 raccomandate - per buona parte relative ad utenze domestiche - ad altrettanti utenti che, dopo quattro mesi dalla scadenza, non avevano ancora saldato i conti. «Per il 2011 si prevede a consuntivo un incremento del 12% delle raccomandate» spiega Masucci. Il che significa che nell’anno appena concluso sono stati quasi 3.500 (su 41 mila utenti totali) i solleciti che il Sile Piave ha inviato ai morosi. L’invio della raccomandata mette in moto un iter della durata di due mesi finalizzato ad incalzare l’utente a pagare. Al sollecito segue un sopralluogo dei tecnici dell’azienda che informano l’utente della possibilità di vedersi rimuovere il contatore qualora la bolletta non venisse saldata. Ad un mese dal sopralluogo scatta la rimozione del contatore che coincide con la chiusura dei rubinetti. Trecentodiciannove le rimozioni effettuate nel 2010, ed anche per il 2011 il direttivo dell’azienda si attende un dato in crescita proporzionale alle raccomandate inviate. «Generalmente chi si vede rimosso il contatore salda immediatamente i propri conti per riavere subito l’acqua - aggiunge il consigliere delegato del Sile Piave - solo una piccola parte restano i morosi. Per il 2010, l’azienda avanza poco meno di 80 mila euro. Per il 2011 bisogna attendere la chiusura dei bilanci, ma ci attendiamo un dato in aumento». Dal 2000 ad oggi il numero di utenti privati (non aziende, tra cui figurano anche le ditte fallite per le quali è previsto un iter stabilito dal giudice) che non hanno ancora saldato i debiti per l’acqua sono poco più di un migliaio. «Per il 2012 ci attendiamo l’intensificarsi esponenziale della richiesta di rateizzazione della bolletta così da lenire il problema della liquidità immediata - conclude Masucci - Sempre più persone preferiscono pagare cifre attorno ai 10 euro al mese piuttosto che saldare la fattura in una sola volta». Per gli utenti indigenti, il Sile Piave si rapporta con i servizi sociali del Comune di residenza. Nel 2011 sono stati 212 i cittadini con Isee sotto i 7.500 euro che hanno beneficiato del contributo di 30 euro.
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CALTAQUA, DALLA REGIONE UN PRIMO ACCONTO DI 4 MILIONI PER LE TARIFFE
Quattro milioni a Caltaqua dalla Regione siciliana come acconto del contributo dovuto. La comunicazione è stata data dal presidente dell'Ato idrico Ferdinando Maurelli al prefetto con una nota nella quale afferma: «Si porta a conoscenza dell'obiettivo raggiunto nella riunione del 21 dicembre scorso tenutasi presso il Dipartimento delle acque di Palermo durante la quale è stata accolta la richiesta di concessione, grazie all'impegno dei sindaci e dell'ufficio dell'Ato, nonché di alcuni deputati della provincia, dell'acconto relativo al contributo regionale a sostegno della tariffa di circa 4 milioni di euro che sarà liquidato all'apertura della cassa regionale». I sindaci hanno anche ribadito la contrarietà alla messa in mobilità paventata dalla società di alcuni lavoratori i cui contratti sarebbero scaduti. Hanno pure manifestato la disponibilità dell'Ato "alla definizione con Caltaqua della revisione del triennio 2009-2011 entro il mese di gennaio 2012" a condizione che la società trasmetta «tutto il carteggio relativo agli indicatori tecnico-gestionali nonché tutta la documentazione necessaria» e hanno dichiarato anche la disponibilità «a valutare eventuali proposte del gestore del servizio idrico relative all'aggiornamento del Piano d'ambito sempre che siano conformi alle direttive dell'assemblea dei sindaci, al metodo normalizzato e alla legge».
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ACQUEDOTTO: AL VIA I LAVORI DI INTEGRAZIONE A RHO (MILANO)
Sono iniziati il 2 gennaio i lavori di costruzione del nuovo impianto di sollevamento per la rete idrica in via Tacito a Rho, in provincia di Milano. Il progetto è seguito dell’area tecnica di Cap Holding. I lavori, per un importo complessivo di 389.886 euro, saranno realizzati dalla società Sinergie e si concluderanno entro il mese di giugno di quest’anno.
FIORA, PIANO DA 120 MILIONI
L’Acquedotto del Fiora ha presentato l’edizione 2010 del “Bilancio di sostenibilità ambientale”. Insieme a questo, il piano triennale di investimenti per 120 milioni di euro totali. Stanziati 1,6 milioni per la sostituzione dei contatori alle utenze.
MISTERBIANCO (CT), RIPARTIRA’ IL DEPURATORE CONSORTILE
Avviata, dopo oltre vent’anni, la procedura per mettere in moto il depuratore consortile realizzato a Misterbianco in provincia di Catania. L'amministrazione comunale, in vista del nuovo anno, ha riunito i propri funzionari che hanno avuto o avranno competenza sull'impianto per stabilire le tappe in modo da attivare sin dal 2012 la complessa struttura. «Abbiamo dato il via al procedimento - ha detto il sindaco Ninella Caruso - assieme ai funzionari dell'ufficio tecnico, ecologia ed acquedotto affinché sinergicamente si possa con l'anno nuovo avviare la depurazione dei reflui mettendo in modo il depuratore. Un atto importante per tutta la comunità perché dopo anni si potrà iniziare a salvaguardare l'ambiente che ci circonda ed evitare nel contempo l'inquinamento delle falde». Nei prossimi giorni, si susseguiranno una serie di incontri per definire la tassa di depurazione che poi dovrà essere comunicata agli acquedotti interessati, affinché provvedano alla relativa fatturazione nelle bollette da emettere.
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EOLIE, AL VIA IL BANDO PER L’APPALTO DEL DEPURATORE E DISSALATORE PER 20 MLN
Via libera del commissario per l'emergenza idrica Luigi Pelaggi all’appalto della progettazione esecutiva e la realizzazione del depuratore e dissalatore di Lipari e Vulcano da oltre 20 milioni di euro. Termine ultimo per il ricevimento delle offerte, le ore 12.00 del 28 febbraio.
UMBRA ACQUE, MENICHETTI: “MANCANO LE RISORSE PER l'ADEGUAMENTO DEGLI IMPIANTI”
«Nel corso del 2011 Umbra Acque ha ricevuto più di cinquanta denunce di non conformità per scarichi dai depuratori (alcune di esse di rilevanza penale). L'unico (e non sufficiente) modo che ha la società di difendersi è quello di dimostrare che non ha adeguate risorse economico-finanziarie per realizzare i necessari investimenti sulla depurazione». Le parole del presidente di Umbra Acque Enrico Menichetti non lasciano spazio ad interpretazioni e sono contenute in una lettera che lo stesso numero uno della società ha inviato ai Comuni-soci. Aggiunge poi Menichetti: «Qualora l'Autorità non utilizzasse pienamente la capienza tariffaria disponibile (5 per cento più inflazione) la nostra società non potrebbe accettare passivamente tale decisione senza diventare corresponsabile per il mancato rispetto dei parametri di legge». Sullo sfondo pesa anche una richiesta di un canone più alto da parte di Conap (il Consorzio proprietario degli acquedotti) proprio ad Umbra Acque, per far fronte ad una perdita di esercizio che l'anno scorso ha sfiorato il milione di euro. La Spa che gestisce il servizio idrico di mezza Umbria ha attualmente un capitale sociale di 15.549.889 euro, che è distribuito per il 60 per cento tra soggetti pubblici (con il Comune di Perugia titolare della quota di maggioranza e pari al 33,33 per cento) e per il 40 invece tra soggetti privati con a capo l’Acea di Roma.
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MILANO, 43 MILIONI DI INVESTIMENTI PER TAM ENTRO IL 2014
Un piano degli investimenti per il periodo dal 2012 al 2014 da quasi 43 milioni di euro, di cui sette milioni e 350mila per il solo 2012. A tanto ammonta la programmazione dell'attività di Tutela Ambientale del Magentino Spa (Tam), il gestore idrico in provincia di Milano. In particolare, gli investimenti si divideranno tra interventi migliorativi dei tre impianti di depurazione di Bareggio, Robecco sul Naviglio e Turbigo, e cantieri per l'ampliamento della rete fognaria di alcuni Comuni. Tutti gli interventi saranno distribuiti in modo omogeneo sul territorio servito dall'azienda a seconda delle necessità. «La solidità di una realtà come la nostra, con cinquant'anni di storia alla spalle, caratterizzata da un'alta professionalità e forte capacità gestionale - ha spiegato il presidente Giuseppe Viola - ci ha permesso di affrontare indenni la tempesta. Grazie all'ottimizzazione dei costi e ad un'oculata gestione delle risorse potremo registrare una previsione di chiusura d'esercizio addirittura in leggero utile. Un risultato più che soddisfacente, se letto all'interno della difficile congiuntura politico-economica e finanziaria che ci troviamo ad affrontare a livello sia nazionale sia europeo». In linea con gli interventi avviati nel corso del 2011, la Tam Spa provvederà al completamento delle opere delle infrastrutture già previste. Andando a leggere tra le pieghe del Piano degli investimenti, emerge chiaramente come l'opera prioritaria del prossimo triennio sarà il primo lotto di interventi da 15 milioni di euro (su un totale di 33 milioni), che insisterà sul depuratore di Robecco sul Naviglio. Il cosiddetto Masterplan consentirà di rendere il depuratore in linea con le normative europee in materia di disinquinamento delle acque reflue e di rispondere alle esigenze di un territorio in crescita. Sono previsti, inoltre, per il triennio interventi pari a otto milioni e mezzo di euro per la riqualificazione del canale di scarico a cielo aperto a servizio del depuratore, quindi 700 mila euro nel 2014 per il risanamento e ripristino funzionale dei collettori.
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FROSINONE, ACEA ATO 5 METTE ONLINE I DATI DELL’ACQUA
Da qualche giorno, nell'ambito della campagna di massima informazione e trasparenza, Acea-Ato 5 Spa, gestore del servizio idrico in provincia di Frosinone, ha attivato un importante servizio sul proprio sito, rintracciabile nella voce «Scopri la tua acqua» e contenuto nell'area «Il mondo dell'acqua». In quest’area, è possibile verificare «on line» i valori riguardanti le caratteristiche organolettiche, fisiche e chimiche dell'acqua distribuita nel territorio. «Questo nuovo servizio permetterà a tutti- informa il gestore del servizio - di conoscere i risultati e le modalità di verifica a cura sia di Acea-Ato 5 S.p.A. che della Asl di Frosinone, dei parametri fissati dal decreto legislativo n. 31 del 2001 (61 parametri suddivisi in microbiologici, chimici, indicatori ed accessori). I dati saranno periodicamente aggiornati sulla base delle risultanze dei controlli effettuati, con cadenza regolare e costante, ai punti di campionamento distribuiti su tutto il territorio». I quali sono ben 84 tra sorgenti e pozzi ubicati in 32 comuni del territorio provinciale. Sempre sul medesimo sito ci si può fare una cultura su questo bene primario, che spesso irragionevolmente sprechiamo, conoscendone tutte le caratteristiche. E poi per scoprire l'acqua di ognuno basta cliccare sul documento allegato e usciranno i comuni con i punti di prelievo e si potranno leggere la temperatura, la conducibilità elettrica, il pH e le percentuali di magnesio, potassio, solfati, la durezza e il residuo fisso calcolato. Insomma, ci si potrà rendere conto della purezza dell'acqua. «Distribuiamo acqua di ottima qualità - afferma l'Acea - direttamente al tuo rubinetto di casa, vieni a controllare».
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ACIREALE (CT), LA REGIONE BLOCCA DIL DEPURATORE
Mancata approvazione, sotto il profilo urbanistico, della variante al Prg per la realizzazione del depuratore consortile nella zona di Santa Maria delle Grazie ad Acireale (CT). La Regione Siciliana boccia il progetto che prevedeva la costruzione del depuratore. L'assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha motivato il diniego con alcune osservazioni. Sarebbe, infatti, vietata la costruzione di una struttura di depurazione su terreni già impegnati da altre concessioni costruttive. Adesso, l'ipotesi più provabile resta una terza strada: un nuovo progetto di depuratore comunale localizzato in un'altra zona.
ACQUE SPA, NUOVO FONTANELLO NEL SENESE, CRESCE LA FIDUCIA NEL RUBINETTO
Aperto e funzionante il secondo ‘fontanello’ di acqua pubblica di alta qualità di Poggibonsi (SI). Nei giorni scorsi, il sindaco Lucia Coccheri e il presidente di Acque Spa Giuseppe Sardu hanno inaugurato il nuovo impianto nei pressi della scuola media. Presente all’inaugurazione anche l’ingegnere Mario Chiarugi di Acque Spa che ha spiegato il funzionamento dell’impianto, alcune classi della scuola media accompagnate dagli insegnanti. Durante l’inaugurazione sono state consegnante gratuitamente ai cittadini brocche di vetro. L’impianto è stato realizzato grazie alla collaborazione fra Ato, Amministrazione Comunale e Acque Spa, ed è il diciassettesimo realizzato nel Basso Valdarno nell’ambito del progetto “Acqua ad Alta Qualità”. Il ‘fontanello’ eroga la stessa acqua normalmente distribuita dall’acquedotto ma trattata attraverso un impianto che riduce i composti del cloro e che, in sostituzione, sterilizza l’acqua con raggi ultra violetti assicurando al contempo bontà e sicurezza assoluta. L’impianto, inserito in un manufatto che evoca una sorta di piccola “casa dell’acqua”, è provvisto di due erogatori, che entrano in funzione premendo un pulsante in modo da ridurre al minimo i possibili sprechi. Inoltre, presso l’impianto ci sono dei pannelli informativi per fornire in modo semplice le indicazioni sui modi e i tempi per la conservazione dell’acqua prelevata e per sensibilizzare la cittadinanza al corretto uso del ‘fontanello’. “Vogliamo - ha dichiarato il sindaco di Poggibonsi Lucia Coccheri - continuare a sensibilizzare i cittadini verso un uso consapevole dell'acqua”. “Il progetto ‘Acqua ad Alta Qualità’ - ha spiegato il presidente Giuseppe Sardu - prevede la realizzazione, nel territorio di competenza del gestore, di punti di approvvigionamento gratuiti di acqua da bere ‘immediatamente buona’ dal punto di vista organolettico. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini sul valore e l’importanza della risorsa idrica, sulla bontà e la sicurezza dell’acqua erogata dalla rete anche come acqua da bere, sulle opportunità offerte da comportamenti ed abitudini maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale. Nel medio periodo, l’obiettivo è quello di creare una rete di ‘fontanelli’ capace di coprire tutto il territorio”. Una recente indagine di mercato condotta dall’Autorità d’Ambito 2 sembra dare ragione al progetto. Cresce, infatti, il numero di cittadini nel Basso Valdarno che beve abitualmente o spesso acqua del rubinetto: l’odierno 35% contro il 10% del 2005. La popolazione sta sempre più “imparando a fidarsi” anche dell’acqua di casa che è buona, controllata, garantita dalle migliaia di campionamenti effettuati direttamente dal Gestore e dagli organismi di controllo come Asl e Arpat.
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BIOMASSE, BANDO DA 100 MLN DAL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Il ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il bando per interventi di attivazione di filiere produttive delle biomasse. Il bando è volto a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, il risparmio energetico e la riduzione degli impatti ambientali, attraverso agevolazioni in favore dei programmi di investimento riguardanti interventi di attivazione, rafforzamento e sostegno di filiere delle biomasse che integrino obiettivi energetici di salvaguardia dell'ambiente e sviluppo del territorio attraverso il riutilizzo e la valorizzazione delle biomasse. Le risorse finanziarie messe a disposizione sono pari a 100 milioni di euro, a valere sulla Linea di attività 1.1 «Interventi di attivazione di filiere produttive che integrino obiettivi energetici ed obiettivi di salvaguardia dell'ambiente e dello sviluppo del territorio» del Poi Energie rinnovabili e risparmio energetico 2007-2013. Possono accedere al bando le società, i consorzi e le società consortili, per realizzare impianti produttivi, compresi gli impianti di fabbricazione di biocarburanti, impianti di produzione e distribuzione di energia elettrica, di biometano e di calore alimentati da biomasse, e attività di servizi connessi.
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AEEG, FISSATI GLI AUMENTI PER LA REMUNERAZIONE DEGLI INVESTIMENTI IN TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE’
L'Aeeg ha stabilito con le ultime delibere l’ammontare della remunerazione del capitale investito nella rete di trasmissione e distribuzione. La remunerazione passa per il prossimo quadriennio dal 7,2 al 7,4% per la trasmissione a dal 7,4 al 7,6% per la distribuzione. L'Authority aveva inizialmente ipotizzato una remunerazione inferiore, alla fine si è trovato un giusto equilibrio tra il sostegno agli investimenti sulla rete di cui necessita il sistema elettrico italiano e l'esigenza di limitare gli ulteriori aggravi sulle bollette energetiche. L'impatto sulle tariffe finali risulta valutabile in circa 50 milioni di euro per la trasmissione e circa 120 milioni per la distribuzione per crescere un po' nel triennio seguente. Il che si traduce in un impatto tra due e tre decimi di punto percentuale sulle tariffe elettriche finali di un utente domestico tipo. Da notare che i costi riconosciuti a Terna per la trasmissione rappresentano poco meno del 3% della bolletta finale mentre quelli per la distribuzione sono di circa il 9,5%. Prudenza invece sul ricorso (anch'esso da remunerare) ai sistemi di accumulo con batterie, che dovranno essere valutati nella loro efficacia «rispetto alle diverse esigenze di rete, delle varie soluzioni tecnologiche ed i relativi costi».
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L’AUTORITÀ INTERVIENE CONTRO LA SATURAZIONE VIRTUALE DELLE RETI ELETTRICHE
Contenere il fenomeno della “saturazione virtuale” delle reti elettriche, causato dall’elevato numero di prenotazioni di capacità, cui molto spesso non fa seguito l’effettiva realizzazione dell’impianto di produzione. È questo l’obiettivo di un intervento normativo dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas che modifica alcune disposizioni del Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA). I nuovi meccanismi approvati dall’Aeeg puntano in particolare a promuovere una gestione più ordinata delle richieste di connessione e dei preventivi accettati, anche attraverso una maggiore responsabilizzazione dei richiedenti. Nelle aree di maggiore criticità, i richiedenti dovranno versare al gestore di rete un corrispettivo di “prenotazione” della capacità di rete, eventualmente sotto forma di fideiussione bancaria, “di importo pari al prodotto tra la potenza ai fini della connessione” e “20,25 €/kW”. In alternativa, “è ammissibile anche la lettera di garanzia a prima richiesta della capogruppo (Parent Company Guarantee)”. Il corrispettivo versato verrà restituito in caso di effettiva realizzazione dell’impianto o qualora il procedimento autorizzativo avesse esito negativo per cause non imputabili al richiedente (salvo rinuncia o decadenza entro i primi due anni). Il corrispettivo si applica anche nel caso in cui l’iter di connessione non sia ancora concluso poiché, diversamente, il problema della saturazione virtuale delle reti elettriche non potrebbe trovare soluzione. L’intervento - precisa l’Autorità - “non incide sui procedimenti autorizzativi, che non rientrano nelle competenze del Regolatore e rispetto ai quali è comunque necessario operare ai fini di una maggiore semplificazione e razionalizzazione per renderne certi i tempi di ottenimento. Infatti, la prenotazione della capacità di rete è spesso prolungata anche a causa delle tempistiche e delle incertezze associate all’iter autorizzativo”.
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EUROPA, PRESIDENZA ALLA DANIMARCA CHE PUNTERÀ SULL’EFFICIENZA
La presidenza danese dell’Unione europea, che è cominciata con il primo gennaio 2012, punterà con decisione sull’efficienza energetica. Con l’anno nuovo, dalla Polonia il bastone del comando di Bruxelles è passato infatti alla Danimarca e nelle linee guida dell’agenda continentale le priorità saranno “responsabilità, dinamismo, un futuro green e sicuro”, si legge in una nota. Soprattutto, investire nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica potrà dare all’Europa una spinta economica importante rendendo il mercato più dinamico. Secondo il ministro dell’Energia e del clima della Danimarca, Lenegaard Martin, “l’efficienza è uno dei campi nei quali agire sarà di fondamentale importanza per garantire all’Unione un futuro di sviluppo e sostenibilità, dando ulteriore spazio alle nuove professioni nei settori green”. “Siamo di fronte alla più grave crisi economica dai tempi della seconda guerra mondiale ma ci stiamo anche spingendo verso un aumento delle temperature fino a 6 gradi centigradi - ha detto Martin. - Per questo l’Europa non può concentrarsi solo sulla crisi economica ignorando quella ambientale”.
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RINNOVABILI: ASTE PER INCENTIVI E ADDIO AI CERTIFICATI VERDI
C’è attesa per il decreto sugli incentivi sulle energie rinnovabili. Atteso per fine novembre, il decreto è stato rinviato a causa della crisi che ha investito il Governo Berlusconi e poi ripreso dal nuovo esecutivo; la competenza è “a metà strada” tra il ministro dello Sviluppo Passera e quello dell’Ambiente Clini. Lo stesso ministro dello Sviluppo ha anticipato che il provvedimento riguarda la disciplina degli incentivi per tutte le fonti rinnovabili escluso il fotovoltaico (che ha il suo Conto Energia) e prevede il raggiungimento di una soglia massima di spesa annua tra 6 e 7 miliardi di euro. Dal 2013, intanto, scompariranno i certificati verdi, e si passerà così al vero e proprio sistema di incentivi. Nel caso dell’eolico, il decreto prevede un corrispettivo di durata ventennale (25 anni nel caso dell’eolico off-shore) e le cifre vanno da 310 euro per megawattora per gli impianti fino a 20 kilowatt, a 118 euro per quelli superiori ai 5 megawatt. Nel caso dell’idroelettrico la durata sarà pressoché identica, 25-30 anni, con cifre comprese tra 230 e 102 euro (100 e 105 euro invece le cifre comprese per la geotermia). Diversa, invece, la disciplina per gli impianti di potenza superiori ai 5 megawatt: si potrà infatti accedere agli incentivi soltanto partecipando ad aste al ribasso, mentre le biomasse potranno accedervi rispettando la soglia dei 20 megawatt. La prima asta per attribuire gli incentivi si terrà entro giugno e nel triennio 2013-15 si prevede di incentivare circa 1.850 megawatt di eolico on shore, 680 megawatt di off shore, 150 megawatt di idroelettrico, 60 megawatt di geotermico e 180 megawatt tra biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili.
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ABRUZZO, OK DALLA REGIONE ALL’AUMENTO DEI CANONI PER L’IDROELETTRICO
Il consiglio regionale dell’Abruzzo ha deciso di aumentare i canoni idroelettrici, incassando così 25 milioni in più. Secondo la nuova norma, i canoni idroelettrici passano da 27,50 a 35 euro per ogni KW. Verranno, inoltre, introdotte novità nel metodo di calcolo dei canoni. Questi dovranno essere riferiti alla “potenza vera effettiva”, così come stabilito dal rapporto annuale del GSE. Per il consigliere Caramanico (Sel), promotore dell’iniziativa, i canoni erano sottostimati: «Molise e Basilicata li hanno portati a 35 euro per Kwh, noi per anni li abbiamo tenuti a 14 euro, poi la maggioranza di centrodestra e il Pd hanno votato per 27 euro, come il Veneto e il Piemonte». E ora sono stati portati a 35. «L’aumento dei canoni a carico dei gestori degli impianti idroelettrici», aggiunge il consigliere, «potrebbe significare l’eliminazione dell’aumento sul bollo auto, e permetterebbe di destinare risorse contro il dissesto idrogeologico». Questione correlata è quella dei sovracanoni per le concessioni di grande derivazione di acqua per uso idroelettrico, fissate da Tremonti rispettivamente in 28 euro per i Bim e 7 euro per i comuni costieri. «Ma a parte i Bim del Teramano», sostiene Caramanico, «non sappiamo con precisione se i Comuni delle altre province riscuotono il sovracanone, mi riferisco soprattutto al Chietino. L’Abruzzo è un forte produttore di energia idroelettrica, ed è l’unica regione del Sud con la Calabria ad avere impianti attivi (solo da poco si è unita la Puglia). La potenza installata è pari al 5,6% del totale Italia. Sono 23 gli impianti idroelettrici abruzzesi per una potenza complessiva installata di 900 MW ed una producibilità di 1800 GWh; in funzione anche 12 piccoli impianti di recente realizzazione per una potenza complessiva di 6320 KW. La provincia abruzzese che presta il maggior contributo alla produzione idroelettrica è quella di Teramo (37% del totale), seguita da quelle di Chieti e L’Aquila che contribuiscono rispettivamente per un 24% e per un 22% del totale; alla provincia di Pescara compete il rimanente 17% della produzione idroelettrica complessiva.
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BASILICATA: FINANZIATI IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA RINNOVABILI
Su proposta dell’assessore alle Attività Produttive, Erminio Restaino, la Giunta regionale ha finanziato trentadue interventi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nell’ambito del Progetto “Sole per l’Acquedotto Lucano", e ha approvato lo schema di Accordo di programma per la realizzazione e la gestione degli impianti. Gli interventi sono finanziati per 8,9 milioni di euro con risorse del Po Fesr Basilicata 2007 - 2013 ed hanno come unico beneficiario la Società Energetica Lucana che coordinerà le attività che coinvolgono l’Autorità d`Ambito Territoriale del Servizio idrico integrato della Basilicata e l’Acquedotto Lucano. “Si tratta di importanti opere pubbliche - spiega l’assessore Restaino - che saranno realizzate utilizzando le risorse dell`asse ‘Energia e sviluppo sostenibile’ del Po Fesr 2007-2013. Gli impianti contribuiranno al miglioramento dell’equilibrio del bilancio energetico regionale, consentendo risparmio e efficienza in campo energetico. Il ricorso alle fonti rinnovabili e l`attivazione di filiere produttive - aggiunge Restaino - rafforza l`autonomia e l’autosufficienza energetica della Basilicata, riduce la dipendenza dall`esterno, ottimizza produzione e consumi interni in un’ottica di sviluppo sostenibile. Tutto il Programma - evidenzia Restaino - vale circa trenta milioni di euro che, oltre ai nove milioni del Po Fesr, può contare sulle risorse che la Sel ricaverà, grazie ad un meccanismo di compensazione, nell’ambito del Conto energia. Tale risorse non solo coprono gli e investimenti, ma generano anche ulteriori profitti da reinvestire nel settore delle energie rinnovabili. Oggi - osserva ancora Restaino - scontiamo una bolletta energetica di dodici milioni di euro, destinati a salire per effetto dei recenti incrementi dei costi energetici. Il provvedimento approvato dalla Giunta regionale - conclude Restaino - è il primo importante tassello di una manovra più complessiva che porterà, nel corso di alcuni anni, al sostanziale abbattimento dei costi energetici con vantaggi sia per l’utenza, sia per il bilancio regionale sul quale oggi gravano costi pressoché pari a quello sostenuti per l’acquisto dell’energia da parte di Acquedotto Lucano”.
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PALERMO, FINANZIAMENTI UE PER 11 MLN PER IMPIANTI FOTOVOLITAICI
Diciassette progetti della Provincia di Palermo per l'installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica sono stati ritenuti finanziabili dalla Regione siciliana con fondi comunitari ed ammessi alla graduatoria della linea d'intervento ''Sviluppo urbano sostenibile'' del Po Fesr Sicilia 2007/2013. Gli interventi, mirati alla salvaguardia dell'ambiente e al risparmio energetico, ammontano ad un costo totale di circa 11 milioni e 700 mila euro. Interessano, in particolare, lavori sulle centrali termiche di proprieta' della Provincia e l'installazione di impianti fotovoltaici da 20 Kwp negli istituti scolastici superiori di Palermo, di Termini Imprese, di Alia, di Ciminna, di Lercara Freddi e di Marineo. ''Un risultato ottenuto - commenta il presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti - grazie al lavoro di squadra delle nostre direzioni che hanno messo in campo risorse umane e professionali per il programma di utilizzo delle fonti rinnovabili che va avanti secondo gli obiettivi sanciti dal piano energetico varato dalla nostra Amministrazione". "Un programma che pone la Provincia di Palermo - conclude - fra le istituzioni piu' attente e operative sul fronte dell'energia pulita e del risparmio, in linea con le direttive del protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni inquinanti''.
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TERNA SI LANCIA NEL BUSINESS DEI SISTEMI DI ACCUMULO. NASCE TERNAPLUS
Terna senza badare troppo alle proteste dell’intero settore dei produttori energetici ha battezzato la sua nuova impresa che punta ai sistemi di accumulo per la messa in sicurezza della rete elettrica nazionale. È nata dunque Terna Plus, che dovrà occuparsi proprio dello sviluppo del business connesso a questi sistemi. L’oggetto sociale della newco, spiega MF, è la progettazione, realizzazione, gestione, sviluppo e manutenzione di sistemi di accumulo diffuso di energia (incluse le batterie), di sistemi di pompaggio e/o stoccaggio. La società si occuperà anche di impianti, apparecchiature e infrastrutture anche a rete e delle connesse attività di ricerca, consulenza e assistenza. Un business che potrà essere realizzato in Italia e all’estero anche in partnership con altri soggetti. Per l’occasione Terna ha avviato lo scorso dicembre la prima fase della gara da 400 milioni per la fornitura dei primi 130 megawatt di sistemi di accumulo che rientrano nei suoi progetti.
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IL 21 MARZO TORNANO LE GIORNATE DELLA MICROGENERAZIONE
Conto alla rovescia per le “Giornate della microgenerazione”. L’appuntamento con l’edizione 2012 del forum sulla generazione di energia distribuita di piccola taglia è fissato per il 21 marzo a Palazzo Turati, sede della Camera di Commercio di Milano. Al Microgen Forum - giunto alla sesta edizione - si farà il punto sulle strategie per battere la crisi mediante l’efficienza energetica e la generazione distribuita con l’utilizzo integrato e razionale di fonti diverse, rinnovabili e non. Ampio spazio sarà riservato alla cogenerazione e alle tecnologie di recupero del calore a bassa temperatura, mentre un capitolo della giornata verrà dedicato al tema della connessione alla rete e a quello degli accumuli, ovvero della potenzialità di un uso differito dell’energia rispetto al momento della produzione (indicato comunemente come energy storage). Gli interventi in agenda non saranno solo teorici ma basati su case history e tenuti anche in forma di tavola rotonda per stimolare il dibattito e la condivisione attiva di contenuti fra i partecipanti. Il confronto fra le parti viene favorito da un’area espositiva dove aziende, centri di ricerca, enti locali e potenziali utilizzatori avranno un punto d’incontro tra idee, esperienze e offerte.
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TOSCANA, DALLA REGIONE DUE BANDI PER INCENTIVARE LA MOBILITÀ ELETTRICA
“La guerra allo smog passa anche dall’aumento dei mezzi elettrici”. Questa la priorità del doppio bando della regione Toscana che mette a disposizione dei comuni fondi comunitari e regionali per incrementare il parco delle auto con motore non a combustibile. In Toscana sono 31 le amministrazioni che, a causa della qualità dell’aria rilevata, sono tenuti a elaborare i Piani di azione comunale, ovvero quei piani studiati per ridurre le emissioni inquinanti. I comuni sono: Arezzo, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Capannori, Carrara, Cascina, Empoli, Firenze, Grosseto, Lastra a Signa, Livorno, Lucca, Massa, Montale, Montecatini Terme, Montemurlo, Pisa, Pistoia, Piombino, Poggibonsi, Pontedera, Porcari, Prato, Rosignano Marittimo, Santa Croce sull’Arno, Scandicci, Sesto Fiorentino, Siena, Signa e Viareggio. Ed è a loro, tra i comuni più popolati della regione, che è rivolto il “doppio” bando che vuole attivare in Toscana, e comunque in un’area territorialmente vasta, un sistema di mobilità elettrica. Il primo bando impiega fondi comunitari per 4,5 milioni di euro ed è dedicato alla realizzazione delle infrastrutture necessarie a questo tipo di mobilità (come le colonnine) e finanzia fino all’80% dell’intervento. Il secondo, invece, impiega 2,8 milioni di euro tutti regionali, che sono stati attivati con una delibera di giunta approvata in queste ore, ed è rivolto per lo più all’acquisto di mezzi elettrici che potranno fare direttamente le amministrazioni comunali coinvolte fino al 100% del costo. “L’obiettivo di queste iniziative - spiega l’assessore regionale all’Ambiente e all’energia, Anna Rita Bramerini, - che nel complesso mettono a disposizione oltre 8 milioni di euro, è finanziare un numero limitato di progetti integrati, che vedano però coinvolti il più alto numero possibile di comuni in modo da rendere al massimo efficace l’intervento”. “A livello regionale - aggiunge Bramerini - è stato ricercato con successo un raccordo con l’area di coordinamento che si occupa di mobilità sostenibile, mentre a livello scientifico abbiamo pensato di coinvolgere i professori del comitato di indirizzo del distretto tecnologico delle rinnovabili e della green economy per supportare le amministrazioni nella predisposizione dei progetti. In questo modo riteniamo di incidere su più fronti: la riduzione dei livelli di inquinamento nelle città, lo stimolo a un segmento importante della green economy e l’avvio di progettualità nuove come, per esempio, quelle legate al car sharing”.
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CRESCONO DI OLTRE IL 6% LE TARIFFE DI A2A IN MONTENEGRO
A2a ottiene il tanto sospirato aumento delle tariffe dell’energia elettrica in Montenegro, dove opera attraverso la controllata Epcg. Il prezzo dell’energia, viene riferito da fonti vicine alla società, è aumentato a partire dal primo gennaio tra il 6,5% e il 6,8% per le famiglie mentre aumenti differenziati sono stati stabiliti per i grandi gruppi industriali, come il Combinato di alluminio, grande debitore di A2a (+3,7%), l’acciaieria di Niksic (+15,2%), le Ferrovie (+14,2%). Gli aumenti stabiliti dall’autorità per l’energia resteranno in vigore fino a giugno.
IL 2012 È L’ANNO INTERNAZIONALE DELL’ENERGIA SOSTENIBILE E PER TUTTI
Sono oltre 1,4 miliardi le persone in tutto il mondo che ancora oggi non hanno accesso all’elettricità, mentre un miliardo può contare su un accesso discontinuo. Ancora, 2,5 miliardi di persone - quasi la metà della popolazione mondiale - si affida a combustibili tradizionali per cucinare e riscaldarsi. Un particolare non da poco, visto che il fumo delle cucine inquinanti, così come quello dell’illuminazione e dei riscaldamenti inefficienti, provoca ogni anno la morte di quasi due milioni di persone e causa malattie croniche. Numeri che danno la misura di quanto un bene apparentemente alla portata di tutti come l’energia elettrica, in realtà non sia affatto scontato. Se a questo si aggiunge il fatto che l’energia è responsabile del 60% delle emissioni di gas a effetto serra, si capisce perché quello appena iniziato è stato decretato dall’assemblea generale dell’Onu, con la Risoluzione 65/151, “International year for sustainable energy for all”: l’Anno internazionale dell’energia sostenibile per tutti ,che sarà presentato ufficialmente ad Abu Dhabi in occasione del “World future energy summit” (16-18 gennaio). Obiettivo: assicurare entro il 2030 l’accesso universale all’energia sostenibile, investendo il 3% delle spese globali destinate all’energia per i prossimi vent’anni. A questo scopo, Ban Ki-moon, insieme all’agenzia delle Nazioni Unite per l’energia (Un-Energy) e la United nations foundation, sta coordinando l’iniziativa globale “Sustainable energy for all” che durante tutto il 2012 coinvolgerà governi, società civile e privati per raggiungere tre obiettivi fondamentali: garantire l’accesso universale a servizi energetici moderni, raddoppiare il tasso di incremento dell’efficienza energetica e la percentuale di energie rinnovabili all’interno del mix energetico globale. Nel progetto rientra la Global alliance for clean cookstoves, partnership pubblico-privata che ha presentato un piano per ridurre la mortalità causata dal ricorso domestico a fonti energetiche inquinanti: stufe da cucina, illuminazione e riscaldamento.
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L’ANTITRUST CONSIGLIA: CONCORRENZA A VALLE E PIÙ TERMINAL DI RIGASSIFICAZIONE
Far ripartire l’Italia aprendo il più possibile i mercati chiusi da protezionismi settoriali. Un autorevole contributo all’azione del governo Monti arriva anche dall’Antitrust che ha inviato a governo e Parlamento i propri consigli in materia, intervenendo anche sull’annoso capitolo energia. L’Authority, parlando del settore gas, ha sottolineato il fatto che rimane aperta la questione della separazione verticale delle fasi in monopolio da quelle in concorrenza e di separazione proprietaria della rete di trasporto e dello stoccaggio, oggi in mano all’incumbent Eni. Occorre in tempi brevi ridurre il gap di informazione tra i distributori e venditori finali non integrati verticalmente con i distributori stessi, aumentando la concorrenza a valle. Per questo, sostiene l’Antitrust, occorre introdurre specifici obblighi informativi e ampliare la quantità e la qualità dei dati da mettere a disposizione. L’Autorità ritiene inoltre necessario che in tempi brevi vengano adottate misure e agevolazioni per la costruzione di nuove infrastrutture di importazione di gas, eliminando il vincolo della tipizzazione tramite accordi aziendali. Verrebbe così, da un lato, introdotta una piena autonomia del gestore rispetto al soggetto proprietario dell’impianto incentivando, per esempio, forme di aggregazione di piccoli operatori nell’attività di approvvigionamento. Per il settore dei carburanti, l’Autorità propone invece una più incisiva razionalizzazione della rete distributiva con misure che favoriscano lo sviluppo di operatori indipendenti dalle compagnie petrolifere anche attraverso forme di aggregazione di piccoli operatori e di gestori di impianti. Per garantire l’assenza di ostacoli all’accesso a nuovi operatori non integrati verticalmente (pompe bianche e grande distribuzione), occorre vietare alle regioni di inserire vincoli all’apertura degli impianti non previsti dalle norme nazionali ed eliminare la norma che impedisce la realizzazione di impianti completamente automatizzati. Per sviluppare una rete distributiva maggiormente indipendente dalle compagnie petrolifere, infine, si dovrebbe consentire l’utilizzo, nei rapporti tra proprietari degli impianti e gestori, di tutte le tipologie contrattuali previste.
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MIGLIORANO I CALL CENTER DI 13 GRANDI AZIENDE DELL’ELETTRICITÀ E DEL GAS
I call center delle grandi aziende di vendita di elettricità e gas stanno migliorando. Ma non va diminuito l’impegno a beneficio dei consumatori. È quanto emerge dall’ultima graduatoria di merito sulla qualità del servizio offerto dai numeri verdi dei maggiori venditori di energia pubblicata dall’Autorità. La classifica - la sesta dal 2009 - evidenzia che per la maggior parte delle società monitorate i tempi di attesa al telefono stanno diminuendo, le risposte sono più chiare e gli operatori risultano più cortesi. In particolare, spiega l’Authority dell’energia, 13 delle 32 società monitorate hanno ottenuto un punteggio più alto rispetto alla precedente rilevazione. La graduatoria si basa sui punteggi assegnati ai call center di aziende con oltre 50mila clienti nel periodo gennaio - giugno 2011, in riferimento ad alcuni standard di qualità fissati dall’Autorità; fra questi, la disponibilità di linee telefoniche, la percentuale di chiamate andate a buon fine, l’accessibilità e anche la semplicità del risponditore automatico, l’orario di apertura (almeno 35 ore alla settimana per i servizi con operatore, aumentate a 50 per le imprese che non hanno sufficienti sportelli sul territorio servito), la gratuità delle chiamate, almeno da rete fissa. Le aziende sono anche obbligate a pubblicare su internet e sulle fatture il numero del call center, gli orari e il tipo di chiamate abilitate. Per le aziende che non rispettano gli standard dell’Autorità per due semestri consecutivi è previsto l’avvio di un procedimento per un’eventuale sanzione. Il 70% del punteggio viene assegnato in relazione alla qualità del servizio e alla semplicità di accesso, in base a parametri a scientifici e anche all’adozione di iniziative con le associazioni dei consumatori. Il rimanente 30% è relativo al grado di soddisfazione dei clienti, misurato dall’Autorità stessa con telefonate a un certo numero di clienti di ogni impresa di vendita che si erano rivolte ai call center.
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STOCCAGGIO GEOGASTOCK, LA BASILICATA STABILISCE LE MISURE COMPENSATIVE
La regione Basilicata ha stabilito una serie di misure di tutela ambientale e di compensazione per l’attività della Geogastock superiori alla Valutazione di impatto ambientale (Via) rilasciata dal ministero dell’Ambiente. Le opere in questione riguardano il progetto per lo stoccaggio del gas a Ferrandina, dove si prevede l’utilizzo di 14 pozzi per lo stoccaggio: il deposito avrà una capacità di accumulo complessiva di 1,2 miliardi di metri cubi di gas con una portata giornaliera massima di 5,8 milioni di metri cubi. L’iniziativa della società italo-russa Geogastock, che ha ottenuto l’ok dalla Regione Basilicata, si articola su due concessioni, il campo di Grottole Ferrandina e il campo di Pisticci. L’intesa è definitiva solo per il primo, mentre per il secondo prevede ulteriori valutazioni. Si tratta in entrambi i casi di siti naturali dai quali si era provveduto all’estrazione del gas. In particolare, il campo di Grottole-Ferrandina risale al 1958 ed entrò in produzione nel 1962. In totale sono stati perforati 68 pozzi, ma quelli che saranno utilizzati per la produzione e lo stoccaggio sono in totale 14. Per il campo di Grottole-Ferrandina, infatti, il livello considerato idoneo per lo stoccaggio di gas è un livello costituito da depositi di età pleistocenica, da considerare una trappola di tipo stratigrafico strutturale, con una tavola d’acqua individuata a -656 metri sul livello del mare. Lo stesso livello fu utilizzato come stoccaggio da parte di Eni nel periodo 1977-1985. In seguito, per ragioni di strategia aziendale, il giacimento fu nuovamente destinato alla produzione primaria di gas. Oltre alle misure di tutela e monitoraggio ambientale (sia quelle aggiuntive che quelle già previste dalla Via) l’intesa approvata dalla giunta regionale prevede anche compensazioni economiche. Nella fase di avvio del progetto, la società dovrà corrispondere un milione a ciascuno dei comuni interessati (Ferrandina, Grottole e Salandra) e 6 milioni alla Regione, a cui si aggiungeranno altri 250mila euro l’anno (a valore indicizzato) per tutta la durata della concessione. Si tratta in totale di 14 milioni di euro, a cui si aggiungeranno altri 5-6 milioni di euro di compensazioni per il mancato utilizzo alternativo del territorio, e i proventi da quote aggiuntive di tassazione ordinaria a livello locale (per un valore stimato che si aggira sul milione annuo), Iva, Irpef e Ires a livello nazionale.
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ANKARA DÀ IL VIA LIBERA AL SOUTH STREAM NEL MAR NERO
La Turchia ha dato il via libera alla costruzione del gasdotto South Stream nelle acque del Mar Nero. Lo ha fatto sapere la russa Gazprom, che detiene una partecipazione maggioritaria in South Stream. L’autorizzazione è stata data dal ministro dell’Energia turco Taner Tildiz durante le trattative con il primo ministro russo Vladimir Putin, come riportato dalle agenzie di stampa di Mosca. La società di scopo istituita per costruire il gasdotto South Stream è partecipata, oltre che da Gazprom, anche da Eni, dalla francese Edf e dalla tedesca Wintershall. Il via libera della Turchia, che permette di aggirare l’Ucraina, rimuove il principale ostacolo alla realizzazione del progetto; si risolve così il problema delle forniture di gas all’Europa, ma resta il rischio di aumentare la dipendenza del vecchio continente dalla Russia. Il progetto, che dovrebbe essere completato entro il 2015, avrà una capacità di trasporto di 63 milioni di metri cubi di gas.
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