SENATO, DELEGA PA: OK DALLA COMMISSIONE, TESTO IN AULA

Via libera dalla Commissione Affari costituzionali del Senato al disegno di legge di riorganizzazione della pubblica amministrazione, ora all’esame dell’Aula. Sono stati approvati gli emendamenti del relatore, Giorgio Pagliari (Pd), agli artt. 14 e 15 del ddl che indicano principi e criteri di razionalizzazione delle partecipate pubbliche e di riordino dei servizi pubblici locali, insieme a ulteriori modifiche proposte dai senatori.
'L'obiettivo principale - ha spiegato il ministro della PA, Marianna Madia - e' di fare ordine in una legislazione che e' cambiata troppe volte e di continuo" per arrivare a "una razionalizzazione della normativa con principi chiari" e all'applicazione del "diritto privato salvo quando ci siano particolari interessi generali da tutelare come quello della trasparenza. Il secondo obiettivo - ha aggiunto Madia al termine della seduta della commissione Affari Costituzionali del Senato - e' quello di una riduzione, ma non partiamo dai numeri”.
Tra le disposizioni contenute nel ddl, la ridefinizione della disciplina e di condizioni e limiti per costituire o mantenere partecipazioni societarie entro il perimetro dei compiti istituzionali o di ambiti strategici per la tutela di interessi pubblici rilevanti, distinguendo le società anche sulla base della quotazione o meno in Borsa. Il governo viene delegato a definire con precisione il regime delle responsabilità delle amministrazioni partecipanti, dei dipendenti e degli organi di gestione e controllo delle società partecipate. Si prevede inoltre la possibilità di fissare piani di rientro per le società con bilanci in disavanzo, con l’eventuale commissariamento. I flussi finanziari saranno guidati da criteri di parità di trattamento tra imprese pubbliche e private. Con riferimento alle società partecipate dagli enti locali si chiarisce che dovrà essere promossa la trasparenza mediante la pubblicazione dei dati economico-patrimoniali e degli indicatori di efficienza, sulla base di modelli generali che consentano il confronto. Si stabilisce poi l’introduzione di strumenti, anche contrattuali, volti a favorire la tutela dei livelli occupazionali nei processi di ristrutturazione e privatizzazione delle società partecipate.
Nell’ambito dei servizi pubblici locali saranno previsti incentivi e meccanismi di premialità per gli enti locali che favoriscono l’aggregazione delle attività e delle gestioni secondo criteri di economicità ed efficienza e l’abrogazione, previa ricognizione, dei regimi di esclusiva non conformi ai principi generali in materia di concorrenza. In merito al servizio idrico integrato, ha sottolineato Pagliari, la disciplina - tesa a risolvere le antinomie normative esistenti - dovrà tenere conto non solo della normativa europea ma anche del referendum del 2011.

CONSULTA: ROBIN TAX INCOSTITUZIONALE. FEDERUTILITY: FINE DI UNA DISCRIMINAZIONE

La Robin Tax è incostituzionale: lo ha sancito la Consulta con la sentenza n. 10/2015. La bocciatura non ha effetti retroattivi ma annulla l’imposta aggiuntiva solo per il futuro, lasciando nelle casse dell’erario il gettito pregresso - per evitare di determinare "uno squilibrio del bilancio dello Stato” tale da richiedere una manovra finanziaria aggiuntiva, è scritto nel dispositivo - che è stato stimato mediamente intorno al miliardo di euro l’anno.
La Robin Tax, una maggiorazione dell’aliquota Ires applicata a una serie di operatori del settore energetico, era stata introdotta per decreto nel 2008 dal governo Berlusconi con l'obiettivo di contenere i cosiddetti “profitti di congiuntura” in un contesto di alti prezzi del petrolio che oggi risulta ribaltato. La questione di illegittimità era stata sollevata nel 2011 dalla Commissione tributaria provinciale dell'Emilia-Romagna, secondo la quale la norma viola il principio di capacità contributiva penalizzando tutte le imprese del settore, anche quelle che non si giovano degli aumenti. La Corte costituzionale ha sottolineato che la maggiorazione colpisce “l’intero reddito dell’impresa” e non i soli sovra-profitti, che peraltro si sarebbero determinati nel contesto di una congiuntura economica eccezionale mentre con la Robin Tax si è stabilita un’imposizione strutturale.
“Si spiega da sola la sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità della cosiddetta Robin Tax”. Lo afferma in una nota Giovanni Valotti, presidente di Federutility, la federazione che riunisce i gestori dei settori energetico e idrico. “Non c'è molto da aggiungere”, secondo Valotti, dato che nel provvedimento della Consulta si legge che la tassa determina “un ingiustificato aggravio impositivo a carico delle sole imprese operanti nel settore” e, in un altro passaggio, che genera un'altra “irragionevole discriminazione, in prima istanza tra le imprese assoggettate all'addizionale rispetto alle altre e poi, all'interno di quelle assoggettate, tra produttori e distributori”.
“Erano alcuni anni - continua Giovanni Valotti - che la nostra federazione e tutte le associazioni di settore, lanciavano appelli al legislatore e alle istituzioni. La non retroattività della sentenza - conclude Valotti - non consentirà di recuperare le somme ingiustamente versate, ma almeno dal 2015 possiamo contare in un regime più equo”.

RIORGANIZZAZIONE PA, VIA LIBERA DAL SENATO

Con 144 voti favorevoli e un’astensione, il Senato ha approvato il disegno di legge n. 1577 recante deleghe al governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Il ddl detta, agli artt. 14 e 15, i principi e criteri che il governo dovrà rispettare nell’adozione dei decreti legislativi per il riordino della disciplina in materia di partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche e di quella in materia di servizi pubblici locali di interesse economico generale. Il testo passa ora alla Camera dei deputati.
Tra le disposizioni contenute nel ddl: condizioni e limiti per la costituzione o il mantenimento delle partecipazioni societarie; definizione del regime delle responsabilità delle amministrazioni partecipanti, dei dipendenti e degli organi di gestione e controllo delle società partecipate; possibilità di fissare piani di rientro per le società con bilanci in disavanzo, con eventuale commissariamento; pubblicazione dei dati economico-patrimoniali e degli indicatori di efficienza delle società; introduzione di strumenti, anche contrattuali, volti a favorire la tutela dei livelli occupazionali nei processi di ristrutturazione e privatizzazione delle società partecipate; incentivi e meccanismi di premialità per gli enti locali che favoriscono l'aggregazione delle attività e delle gestioni nei servizi pubblici locali; risoluzione delle antinomie normative esistenti in materia di servizio idrico integrato, tenendo conto della normativa europea e degli esiti del referendum 2011.

YELLOW BOOK, TUTTI I DATI SUL SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE E VENDITA GAS IN ITALIA

A pochi mesi dalla ridefinizione dello scenario industriale del servizio distribuzione del gas e alla vigilia dello svolgimento delle prime gare d’ATEM, lo YELLOW BOOK 2015 consente di fotografare il quadro nazionale del settore del gas naturale, proponendo una mappatura del sistema e una serie di spunti di riflessione in merito ai possibili scenari.
Lo studio, basato sull’elaborazione di dati tecnici, economici e contabili, si presenta come inquadramento aggiornato del settore, a partire dall’evoluzione della normativa fino all’analisi della domanda e dell’offerta di gas in Italia.
In particolare, lo Yellow Book 2015 costituisce un osservatorio sullo specifico segmento della distribuzione del gas, evidenziando le caratteristiche tecniche ed economiche dei gestori e le peculiarità dei territori su cui il servizio viene espletato. L’analisi, aggiornata al 2014, fotografa il quadro nazionale all’anno zero delle gare d’ATEM.
Infine, attraverso una valutazione per indicatori dimensionali sono proposti alcuni spunti di riflessione e stimoli per la valutazione degli scenari di possibile riposizionamento degli operatori nel settore collegati alle gare d’ATEM.
La presentazione dello Yellow Book avverrà giovedì 21 maggio a Roma, presso l’Auditorio di via Veneto. Parteciperanno - tra gli altri - Guido Bortoni (presidente AEEGSI Autorità energia elettrica, gas e sistema idrico), Giovanni Pitruzzella (presidente AGCM Autorità garante della concorrenza e del mercato), Carlo Stagnaro (capo della segreteria tecnica del Ministro dello Sviluppo Economico), Giovanni Valotti (presidente Federutility) e Stefano Bolla (presidente Assogas).
La Fondazione Utilitatis è il centro Studi istituito da Federutility e Federambiente. Per informazioni e iscrizioni: Utilitatis .

STATI GENERALI ACQUE PULITE, RECUPERARE 20 ANNI DI RITARDI

Una grande corsa nazionale per recuperare 20 anni di ritardi nella riorganizzazione del servizio idrico. Questo l’obiettivo di Erasmo D’Angelis e della “Struttura di Missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche” che guida da alcuni mesi. Nella giornata de “Gli Stati Generali Acque Pulite”, alla presenza - tra gli altri - del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, del Vice Ministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, del presidente di Federutility Giovanni Valotti e delle utility del comparto idrico - si è fatto il punto sullo stato della depurazione dei reflui nel nostro Paese e sullo stato di inadempienza di intere Regioni.
“Siamo qui per dire che siamo in grado di superare i gap infrastrutturali con un'accelerazione degli investimenti e un effetto positivo sui livelli occupazionali. Federutility li stima in una fascia compresa fra 160.000 e 220.000 posti di lavoro - spiega D’Angelis -. Il sistema idrico, fognature e depurazione è ad un livello insostenibile, così come inaccettabile è l’inquinamento dei corsi d'acqua dovuto alla loro assenza e ad una scarsa cultura del rispetto di un bene comune fondamentale e alla licenza di inquinare che alla fine ha prodotto la cultura dell'assuefazione. Non ci facciamo più caso - ha concluso D’Angelis - se non quando arriviamo sulle spiagge più belle del mondo e troviamo il cartello “Divieto di Balneazione””.
"Abbiamo un problema di progettazione e realizzazione degli interventi - ha affermato il Ministro Galletti -. I soldi ci sono: oltre 2 miliardi di euro oggi a disposizione di Regioni e Comuni per fare questi interventi, ma dal monitoraggio che abbiamo realizzato è emerso che siamo molto indietro nella realizzazione". Così "perdiamo occasioni importanti di sviluppo, ma sono soprattutto preoccupato perché rischiamo di arrivare alla fine di un procedimento di infrazione Ue molto costoso per l'Italia. Il grido di allarme di oggi - ha concluso Galletti - è rivolto a Comuni e Regioni perché facciano in fretta. Se andremo in infrazione, questo si tradurrà in un costo in più per la collettività che andrà spalmato sui cittadini".
Soffermandosi sugli aspetti d’impresa e gestionali, il Vice Ministro De Vincenti ha sottolineato che "i servizi idrici stanno assumendo sempre di più una dimensione di impresa rilevante. Da tempo si è avviato un processo di industrializzazione". "Siamo sollecitati con forza - continua De Vincenti - da procedure d'infrazione sulle quali l'Ue ha ragione: noi dobbiamo rispondere con i fatti. Non è solo un problema di immagine del Paese e di qualità della vita, ma anche di capacità di attrazione: il turismo non può permettersi arretratezza su depurazione e tutela delle acque". "Il settore - ha concluso il Vice Ministro - deve puntare, oltre che su un forte indirizzo pubblico, sul fiorire della capacità delle imprese che operano nel servizio idrico. Dal 2011 in poi - conclude - l'attività legislativa e di normazione ha ricostruito certezze per gli operatori nel rispetto dell'esito referendario: in questo quadro c'è spazio per la capacità imprenditoriale".
Giovanni Valotti, Presidente di Federutility (e di A2A) ha ricordato come “per fare le cose ci vogliono buone imprese, tecnicamente efficienti e all'avanguardia; poco importa se private, pubbliche in house o quotate. Infatti, la qualità e la competenza sono le vere discriminanti”. Sul fabbisogno per investimenti Valotti ha sottolineato come “nel settore idrico ballano miliardi sulla carta, come D'Angelis ci ha illustrato. Circa 5,5 mld all’anno, esattamente quanto investono Francia e Germania. Attualmente, l’Italia investe la metà di quanto si spende in Germania, un terzo della Gran Bretagna”.
Per Valotti “l’unico modo per difendere l’acqua come bene comune è investire”. A questo si aggiunge l’esigenza di un “quadro normativo e regolatorio affidabile e certo, con tariffe in grado di coprire i costi operativi e di investimento; una governance territoriale capace di ridisegnare gli Ato favorendo gestioni efficienti sul piano della dimensione; incentivi alle aggregazioni per arrivare ad operatori più forti e qualificati, anche per strutturare progetti di ricerca”.
Per Federutility, “il sistema delle imprese è pronto a raccogliere la sfida: il sistema politico finanziario e normativo - conclude Valotti - garantisca le condizioni affinché le imprese possano fare le imprese”.

UE, LANCIATA LA STRATEGIA DELL'UNIONE ENERGETICA

La Commissione europea ha lanciato il proprio piano strategico per l’Unione energetica, che si pone l’obiettivo di completare il mercato unico dell’energia in Europa per dotarsi di un sistema energetico “sicuro, sostenibile, competitivo e conveniente”. Il pacchetto comprende una “Strategia quadro per un’Unione energetica resiliente” con cui si indicano obiettivi e azioni da mettere in campo, anche sul piano legislativo, una comunicazione sulle interconnessioni e una contenente le proposte per un accordo globale sul clima in vista del vertice di Parigi a dicembre.
Tra i punti focali della strategia, spiega una nota di Bruxelles, c’è la riduzione della dipendenza da “singoli fornitori” (sono 6 gli Stati membri dell’Ue a dipendere da un unico fornitore esterno per il gas) e la possibilità di fare pieno affidamento sui paesi vicini grazie a una “clausola di solidarietà”, assicurando maggiore trasparenza nei contratti per l’acquisto di energia o gas da paesi extra-Ue. Altrettanto centrale il libero flusso dell’energia attraverso le frontiere, accompagnato da un rafforzamento delle regole esistenti circa l’unbundling e l’indipendenza dei regolatori, e il rinnovamento del mercato elettrico per essere “più interconnessi, più rinnovabili, più reattivi”, volgendo anche l’attenzione a una “seria ristrutturazione” degli interventi statali nei mercati interni ed eliminando “sussidi dannosi sul piano ambientale”. Focus anche sull’efficienza energetica, da trattare a pieno diritto come fonte energetica a sé. Non ultimo, l’obiettivo di transizione a una società “low-carbon”, assicurando il facile ed efficiente assorbimento in rete dell’energia prodotta da ogni fonte, promuovendo la leadership tecnologica europea, soprattutto in campo rinnovabile, e nella mobilità elettrica.
In tema di interconnessione elettrica, la comunicazione dell’esecutivo europeo indica le misure necessarie a raggiungere l’obiettivo minimo del 10% entro il 2020: target non ancora centrato da 12 Stati membri, tra cui l’Italia; un’appropriata interconnessione delle reti europee, sostiene la Commissione, potrebbe far risparmiare fino a 40 miliardi di euro l’anno ai consumatori. A tal proposito la Commissione elenca 35 progetti che potrebbero ridurre il numero di Stati in ritardo da 12 a 2.

ACQUA, ENERGIA E RIFIUTI: IL 2015 PARTE CON UTILITALIA

Il 2015 sarà l’anno dell’operatività di Utilitalia, la federazione nata dalla fusione tra Federambiente (igiene ambientale) e FederUtility (energia, gas e acqua) votata dalle rispettive Assemblee nelle scorse settimane. Utilitalia rappresenterà l'insieme delle imprese di servizi pubblici locali a rilevanza industriale, costituita da circa 577 associate con 90.000 addetti complessivi e un valore della produzione pari a 40 miliardi di euro.
Primo presidente di Utilitalia sarà Giovanni Valotti, attuale Presidente di Federutility (e di A2A). "L'unione tra queste federazioni risponde ad un disegno molto ambizioso - ha dichiarato Valotti -: rafforzare il ruolo delle imprese di servizi pubblici al servizio dei cittadini, dello sviluppo dell'economia e della tutela dell'ambiente e del territorio".
Per il presidente di Federambiente Filippo Brandolini "attraverso la costituzione della nuova associazione trarranno maggiore forza e slancio le azioni e le proposte che Federambiente ha avanzato in questi anni, con l'obiettivo di favorire nella legalità una gestione industriale dei rifiuti che è la chiave per raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei a tutela dell'ambiente e per favorire lo sviluppo economico del Paese".
I primi mesi dell’anno saranno dedicati ad affinare e tradurre in azioni quanto deliberato con la fusione ed alla formalizzazione dei vari passaggi.
Utilitalia - al pari di quanto hanno fatto storicamente le due federazioni - promuoverà le sinergie industriali, accompagnando le imprese verso lo sviluppo della Green economy e delle smart cities, la realizzazione degli obiettivi UE di sostenibilità ambientale e la crescita degli standard qualitativi dei servizi resi ai cittadini.

DEPURAZIONE, 36 OPERE DA COMMISSARIARE

Il governo si prepara a commissariare 36 interventi su fognature e depuratori finanziati dal Cipe con la delibera n. 60/2012 per un valore di 634 milioni di euro: lo riferisce un articolo de Il Sole 24 Ore che cita le opere in ritardo per le quali sarà attivato a breve, in attuazione di quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” (n. 133/2014), il potere sostitutivo.
Poche settimane fa, nel corso degli Stati generali Acque pulite organizzati dalla struttura di missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha fatto il punto sullo stato di realizzazione delle opere finanziate dalla delibera Cipe per poco meno di 1,7 miliardi di euro, finalizzate a risolvere le situazioni di criticità nel Mezzogiorno oggetto di contenzioso comunitario. Dei 182 interventi finanziati, ricordava Galletti, solo 32 (l’8%) sono in corso di realizzazione, per un valore di 148 milioni di euro, con il resto delle opere bloccato tra iter amministrativi e di progettazione. Ormai certo il commissariamento di 31 opere in Sicilia, Regione destinataria della maggior fetta di finanziamento e protagonista dei ritardi più evidenti. In particolare, l’elenco comprende in primis i lavori al depuratore di Acireale (CT), per 133,7 milioni di euro (tuttora privi di progettazione), a quello di Misterbianco (CT), per 205 milioni di euro, e altri 12 interventi ad Augusta (SR) per 37,7 milioni; ulteriori 22 interventi, afferma il Sole 24 Ore, saranno oggetto di commissariamento successivamente, ma comunque in tempi rapidi.
Per correre ai ripari anche in altri territori su cui incombe il rischio di sanzioni europee per problemi di depurazione (potenzialmente 482 milioni di euro l’anno) sarebbero anche in vista nuovi stanziamenti da parte del Cipe: 2,6 miliardi di euro disponibili a breve dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) 2014-2020 e, successivamente, altri 2 o 3 miliardi di euro da Fsc e dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Già nel novembre 2014 il ministero dell’Ambiente aveva destinato 240 milioni di euro per interventi sulla depurazione in 13 Regioni del Centro-Nord e nella Provincia autonoma di Trento.

PARTECIPATE, CRITERI PER IL RIORDINO NEL DDL PA: PREMIALITA’ PER ENTI LOCALI CON AGGREGAZIONE NEI SPL

Prende lentamente forma il progetto di riordino delle partecipate pubbliche ormai da tempo annunciato dal governo. Si parte dal disegno di legge n. 1577 “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato, che prevede il riordino della disciplina delle partecipazioni azionarie delle pubbliche amministrazioni (art. 14) e di quella dei servizi pubblici locali (art. 15).
In entrambi i casi è prevista una delega al governo che dovrà adottare i relativi decreti legislativi di semplificazione entro un anno dall’entrata in vigore della legge. A circostanziare i criteri che dovranno guidare il governo nell’adozione dei decreti delegati, già in parte dettati dal testo originario, sono arrivati due emendamenti presentati il 15 gennaio dal relatore Giorgio Pagliari (Pd) che chiariscono il quadro d’azione in cui si muoverà l’esecutivo.
L’obiettivo resta, ha ribadito nei giorni scorsi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio in occasione di un incontro organizzato dalla Business School del Sole 24 Ore a Roma, la riduzione delle partecipate “da 8.000 a 1.000”, sulla scorta del lavoro svolto dall’ex commissario per la revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli.
Il testo all’esame della Commissione parte da una distinzione tra i tipi di società “in relazione alle attività svolte e agli interessi pubblici di riferimento”. Per Delrio il provvedimento implicherà “aggregazioni successive, facendo entrare capitali privati e togliendo alla politica i posti nei consigli d’amministrazione”.
Il testo del ddl - così come riformulato dall’emendamento del relatore - prevede il riordino della disciplina relativa alle partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni con il fine di “assicurare la chiarezza della disciplina, la semplificazione normativa e la tutela e promozione della concorrenza”.
Per le società partecipate dagli enti locali, in particolare, la delega al governo indica un “rafforzamento delle misure volte a garantire il raggiungimento di obiettivi di qualità, efficienza, efficacia ed economicità, anche attraverso la riduzione dell'entità e del numero delle partecipazioni e l'incentivazione dei processi di aggregazione”. Si prevede poi l’introduzione di “incentivi e meccanismi di premialità o di riequilibrio economico-finanziario nei rapporti con i gestori per gli enti locali che favoriscono l'aggregazione delle attività e delle gestioni secondo criteri di economicità ed efficienza”.
L’emendamento detta anche la previsione di “una netta distinzione tra le funzioni di regolazione e le funzioni di gestione dei servizi, anche attraverso la modifica della disciplina sulle incompatibilità o inconferibilità di incarichi o cariche” e l’esigenza di chiarire e allocare i poteri di regolazione e controllo tra i diversi livelli di governo e le Autorità indipendenti.
Si prevedono infine una “revisione della disciplina dei regimi di proprietà e gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni, nonché di cessione dei beni in caso di subentro”, “adeguati strumenti di tutela non giurisdizionale per gli utenti dei servizi, nonché di forme di consultazione e partecipazione diretta” e la definizione di sanzioni e interventi sostitutivi in caso di violazione della disciplina in materia di servizi d’interesse economico generale.

TOP UTILITY, VINCE ACQUE SPA. NEL 2013 CRESCONO INVESTIMENTI SETTORE (+6,8%)

È Acque SpA, gestore del servizio idrico integrato del Basso Valdarno, l’azienda che si aggiudica il premio per le migliori performance nel settore delle utility italiane, consegnato a Milano in occasione della presentazione del III rapporto Top Utility Analysis che ha valutato le prime 100 utility pubbliche e private d’Italia. Una realtà che, nel suo complesso, fattura 125 miliardi di euro e che nel 2013 ha coperto oltre il 52% dell’elettricità prodotta in Italia, il 66% dell’acqua potabile erogata e il 36% dei rifiuti, incrementando gli investimenti del 6,8% rispetto all’anno precedente. In finale con Acque anche Aimag, Hera, Marche Multiservizi e Nuove Acque.
Oltre alla graduatoria assoluta, prima per sostenibilità risulta Hera (finalista nella categoria con Acea, Acque, Iren e Marche Multiservizi), primo per comunicazione è il gruppo CAP della Provincia di Milano (confrontatosi con A2A, Acea, Hera ed Acque), prima per tecnologia e innovazione è A2A (con Acqua Novara Vco, Acque del Chiampo, Aimag e Metropolitana Milanese), mentre la migliore per performance operative è la trevigiana Contarina (con Atena, Etra, Lario Reti e Toscana Energia).
Il fatturato sviluppato dalle 100 aziende più grandi rappresenta il 7,7% del Pil italiano 2013. Alle imprese di grandi dimensioni si affiancano piccole e medie aziende locali (il 53% fattura meno di 100 milioni). Nel 2013 le 100 principali utility hanno visto un calo leggero dei ricavi complessivi (125,1 miliardi di euro, -1,3%) e un aumento degli investimenti (5,7 miliardi, +6,8%). L’investimento totale nel comparto energetico è stato di 3,3 miliardi, mentre le multiutility hanno contribuito per il 27,2%. Il settore idrico e i rifiuti hanno investito nel complesso 823 milioni.
Dal punto di vista dei risultati economici, sono sopra la media le aziende del comparto energetico, mentre le aziende di gestione dei rifiuti sono gravate soprattutto dai costi del personale. Le aziende idriche hanno il miglior rapporto tra Ebitda e ricavi (22,4%), seguite dalle multiutility (17,1%) e dalle energetiche (15,1%). Il calo del giro d’affari, dovuto alla crisi dei consumi, ha riguardato soprattutto i principali gruppi energetici e alcune grandi multiutility del Nord. Ricavi stabili o in crescita si registrano, infine, per le aziende medio-piccole dei comparti ambientali (servizio idrico integrato e rifiuti), che realizzano ottimi risultati della gestione operativa e spiccano per l’attenzione alla sostenibilità, ai clienti e al territorio.
“L’analisi fotografa un settore ancora molto eterogeneo in Italia”, spiega Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys e coordinatore del gruppo di ricerca Top Utility. “Il nostro studio, che considera congiuntamente sia i profili economico-finanziari che quelli di sostenibilità, comunicazione, tecnologia e di rapporto con i consumatori, evidenzia come accanto ai grandi gruppi, ormai di dimensioni sovra regionali o nazionali, vi è una molteplicità di realtà piccole e piccolissime, con differenze di business, solidità e risultati molto differenti. Ma la linea di tendenza è chiara: crescono le dimensioni e aumenta l’efficienza, sebbene ci sia ancora strada da fare perché il settore abbia una struttura simile a quella degli altri Paesi europei”.
La ripresa economica passa da acqua, gas, luce e rifiuti. Lo ha evidenziato il presidente di Federutility Giovanni Valotti nel suo intervento alla presentazione del Top Utility Analysis. Il giro d'affari risulta, tuttavia in calo, a causa della crisi dei consumi, che ha riguardato soprattutto i principali gruppi energetici e alcune grandi multiutility del Nord. Per Valotti il comparto dei servizi pubblici rappresenta un fattore di competitività del territorio e un patrimonio strategico per il Paese, composto da imprese di grandi dimensioni affiancate a piccole e medie aziende locali.

ACEA: VERSO CDA DI 9 MEMBRI. UTILE 2014 A 162,5 MLN (+14,4%)

Sale a 162,5 milioni di euro (+14,4% sul 2013) l'utile netto del gruppo Acea a fine 2014. Il risultato incorpora l'impatto negativo dell'onere di 17 milioni derivante dal ricalcolo dell'imposizione differita sull'addizionale Ires (Robin Tax), al netto del quale l'utile avrebbe registrato una crescita superiore al 26%. La società ha realizzato un Ebitda pari a 717,7 milioni (+6,3%), mentre sono in calo a 3,038 miliardi (-7,6%) i ricavi. L'indebitamento è sceso a 2,089 miliardi dai 2,248 miliardi di fine 2013. I risultati 2014 sono stati approvati dal Cda di Acea, che proporrà all'assemblea degli azionisti (23 e 24 aprile 2015) la distribuzione di un dividendo pari a 0,45 euro per azione (payout 59%), in crescita dai 0,42 del precedente esercizio. All’assemblea sarà inoltre presentata la proposta di un aumento del numero dei consiglieri di amministrazione da 7 a 9.
Alla formazione dell'Ebitda complessivo concorrono: idrico 41%; reti 35%; energia 15%; ambiente 8%; corporate 1%. Nel corso del 2014, Acea ha realizzato investimenti per 318,5 milioni (268,6 milioni nel 2013): idrico 148,9 milioni; reti 122,4 milioni; energia 19,7 milioni; ambiente 13,3 milioni; capogruppo 14,2 milioni.
La presidente della multiutility, Catia Tomasetti, ha sottolineato come Acea abbia raggiunto tutti gli obiettivi economico-finanziari prefissati e abbia avviato la modernizzazione di tutte le società del gruppo. Ha rimarcato inoltre la digitalizzazione in corso per tutte le attività industriali e i servizi facenti capo ad Acea, attraverso investimenti strategici in nuove tecnologie che in breve tempo renderanno la multiuility sempre più competitiva. I positivi risultati del 2014, ha aggiunto l’ad Alberto Irace, sono la base per la costruzione della nuova Acea 2.0, un’azienda che per qualità di servizio e tempi di reazione sarà in grado di confrontarsi con i migliori player del mercato europeo.

SERVIZI IDRICI, LE NOVITA’ DELLO SBLOCCA ITALIA E LEGGE DI STABILITA’. NAPOLI, 20 MARZO

I servizi idrici secondo le novità contenute nel decreto Sblocca Italia e nella Legge di Stabilità. Sono questi i temi del seminario che si svolgerà a Napoli il prossimo 20 marzo, organizzato da Federutility in collaborazione con l’Università Federico II.
Parteciperanno - tra gli altri - Danilo Del Gaizo, Capo Gabinetto delle Presidenza di Giunta della Regione Campania, Mario Rosario Mazzola e Antonio Massarutto, docenti rispettivamente di Ingegneria idraulica all’Università di Palermo e di Economia applicata all’Università di Udine, Lorenzo Bardelli, Direttore Sistemi idrici dell’Aeegsi, Emanuela Cartoni e Adolfo Spaziani, Direttore Area idrico-ambientale e senior advisor di Federutility.
Il seminario “Decreto Sblocca Italia e Legge di Stabilità 2015. Le novità in materia di servizi idrici” è gratuito, previa iscrizione.
Per ulteriori informazioni: Federutility .

PIANO JUNKER, DA ITALIA 8 MLD ATTRAVERSO CDP

L’Italia contribuirà con 8 miliardi di euro al Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis), perno del Piano di investimenti da 315 miliardi di euro della Commissione Juncker. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il contributo nazionale italiano è il quarto già annunciato, sebbene il Feis non sia ancora stato formalmente costituito, e sarà fornito attraverso la Cassa depositi e prestiti. Con la stessa somma contribuiranno Francia e Germania, mentre la Spagna ha messo a disposizione 1,5 miliardi.
Il Feis avrà una dotazione iniziale di 21 miliardi di euro (16 dal bilancio Ue e 5 dalla Banca europea per gli investimenti), che crescerà con il contributo degli Stati membri dell’Ue e arriverà, secondo quanto prevede la Commissione, a mobilitare investimenti per 315 miliardi di euro nel triennio 2015-2017, con un effetto leva che innescherà numerosi finanziamenti pubblici e privati.
Alcuni dei piani di intervento riguarderanno l’Interconnessione elettrica Italia-Montenegro e Italia-Francia; il Fondo per l'efficienza energetica; lo Sviluppo della Rete Gas Nord-Ovest e Sud.

SBLOCCA ITALIA E STABILITA' PER I SERVIZI IDRICI, NAPOLI 20 MARZO

Federutility, in collaborazione con l’Università Federico II, organizza per il prossimo 20 marzo a Napoli una conferenza dal titolo “Decreto Sblocca Italia e Legge Stabilità 2015. Le novità in materia di Servizi Idrici”.
All’evento parteciperanno - tra gli altri - Lorenzo Bardelli (Direttore Aeegsi - Direzione Sistemi idrici), Danilo Del Gaizo (Capo Gabinetto della Presidenza della Giunta regione Campania), Rosario Mazzola (Università di Palermo e membro del Comitato esecutivo Invitalia) e Adolfo Spaziani (senior advisor Federutility).

TOP UTILITY AWARDS, APPUNTAMENTO A MILANO IL 4 FEBBRAIO

Si svolgerà il 4 febbraio prossimo a Milano la III edizione del premio Top Utility, iniziativa promossa da Althesys e Alessandro Marangoni affiancato da un panel accreditato e autorevole di accademici, esperti e opinion leader del sistema delle utilities, in partnership - tra gli altri - con la Commissione Ue, i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, di Enea, di Confindustria e di Federambiente e Federutility.
La premiazione segue un’attività di analisi e studio delle performance delle public utility, che valorizza le aziende impegnate nei Servizi di Pubblica Utilità (gas, acqua, elettricità, gestione rifiuti) allo scopo di sottolinearne il ruolo fondamentale per lo sviluppo del sistema Paese, della competitività e del benessere collettivo. I principi che Top Utility individua come eccellenze nel settore utility sono la sostenibilità, l’efficienza, l’economicità, l’etica e la qualità del servizio. In base a queste linee guida, Top Utility mira ad orientare quest’importante industria verso la realizzazione di una nuova economia sociale e attenta all’ambiente.
Il metodo di analisi prevede un sistema di parametri fatto di indicatori quali-quantitativi che danno vita a cinque differenti livelli di premio, per rispecchiare tutta la complessità del sistema public utilities, anche riguardo alle aspettative della pluralità degli stakeholder di riferimento.
La premiazione si svolgerà presso la Camera di Commercio di Milano. Insieme ai risultati della ricerca sulle prime 100 Utility italiane esposti da Marangoni, si susseguiranno gli interventi del Vice Ministro all’Economia Luigi Casero, del Presidente dell’Aeegsi Guido Bortoni, dell’Ad del Fondo Strategico Italiano Maurizio Tamagnini.
Il presidente di Federutility Giovanni Valotti chiuderà gli interventi sugli scenari attesi per le utility italiane, tra servizio al territorio e strategie industriali.

INAIL - FEDERUTILITY. LINEE DI INDIRIZZO SU SALUTE E SICUREZZA

Con la determina n. 25 del 26 gennaio 2015, il presidente dell’Inail Massimo De Felice ha approvato il documento “Linee d’indirizzo per l'implementazione dei sistemi di gestione per la salute e la sicurezza nelle aziende di servizi pubblici locali che operano nei settori energia elettrica, gas e acqua. SGSL-GATEF (gas, acqua, teleriscaldamento, elettricità, servizi funerari)”, elaborato da un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti dello stesso istituto e di Federutility nell’ambito dell’accordo quadro sottoscritto dai due soggetti nel gennaio 2012 con il fine di promuovere la prevenzione e la diffusione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro tra le aziende aderenti a Federutility.
Finalità delle Linee di indirizzo è quella di fornire indicazioni operative per strutturare un sistema organico di gestione, inserito nell’operatività aziendale complessiva, utile a garantire miglioramenti progressivi delle prestazioni nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nelle aziende. Il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) definisce le modalità per individuare, all’interno della struttura organizzativa aziendale, le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse per la realizzazione della politica aziendale di prevenzione. L’adozione del sistema, su base volontaria, mira alla riduzione progressiva di incidenti, infortuni e malattie professionali, alla minimizzazione dei rischi per i lavoratori o terzi, al miglioramento della salute e sicurezza sul lavoro, alla riduzione dei costi/benefici degli interventi di prevenzione, al miglioramento dell’immagine aziendale e all’aumento dell’efficienza e delle prestazioni dell’azienda.
Le imprese che applicheranno le Linee d’indirizzo potranno accedere alle agevolazioni connesse con la riduzione del premio assicurativo Inail. Le Linee di Indirizzo potranno essere soggette a futuri ulteriori revisioni ed aggiornamenti, in relazione ad eventuali cambiamenti normativi, tecnologici, organizzativi e contrattuali.

TRENTA, PROTOCOLLO PER COOPERATIVE D’UTENZA

La società di vendita di energia elettrica e gas Trenta (gruppo Dolomiti Energia) ha siglato un protocollo d’intesa con Confcooperative, attraverso la società Power Energia, inerente la costituzione di cooperative di utenza che consentano di ridurre l’incidenza delle bollette sui bilanci delle famiglie. L’iniziativa sarà attivata in 9 Province (Asti, Piacenza, Bologna, Modena, Ferrara, Ravenna, Firenze/Prato, Brescia e Agrigento) e nella Regione Umbria con l’obiettivo, in seguito, di arrivare a coprire l’intero territorio nazionale. La fornitura di energia e gas sarà garantita da Trenta, che conta oltre 500.000 clienti serviti con un mix energetico proveniente al 100% da fonti rinnovabili, proponendo prezzi di vantaggio e una serie di servizi complementari per gli utenti soci di Confcooperative.

Roma, Stati generali sui cambiamenti climatici

Il governo, insieme alla struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, promuove il 22 giugno prossimo gli Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio, in vista della conferenza di Parigi sul clima prevista per dicembre 2015. L’appuntamento, in programma a Roma presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari (via Campo Marzio 78), riunirà numerose personalità delle istituzioni, del mondo accademico, dei governi esteri e delle organizzazioni internazionali e sarà preceduto da una serie di incontri tesi a raccogliere proposte e contributi per definire l’agenda degli Stati generali. Le riunioni tecniche coinvolgono imprese, sindacati, associazioni di categoria e ambientaliste, mondo dell’agricoltura e della ricerca per la massima condivisione
Gli Stati generali del 22 giugno prevedono una mattinata dedicata all’esposizione del programma del governo in tema di cambiamenti climatici, con la presentazione delle iniziative dei vari ministeri, e alla preparazione della conferenza di Parigi, con la partecipazione dei ministri coinvolti e con la presenza del ministro francese dell’Ecologia Ségolène Royal. Il pomeriggio sarà invece dedicato all’ascolto del mondo economico, amministrativo e associativo, dapprima con la presentazione delle proposte delle organizzazioni industriali, delle associazioni della società civile e delle aziende, quindi con la discussione del ruolo degli enti locali nella lotta all’effetto serra attraverso un confronto sulle buone pratiche implementate a livello locale contro il cambiamento climatico.

SEFITDIECI, APPUNTAMENTO IL 30 GENNAIO

Sefitdieci edizione 2014 si svolgerà a Roma venerdì 30 gennaio presso la sede di FederUtility a Roma. In questa edizione si è inteso focalizzare l'incontro sul tema della riforma dei servizi funerari, come rappresentata dall'AS1611 - Disciplina delle attività funerarie, recentemente presentata dal Sen. Vaccari e altri in Senato - e valutare l'evoluzione normativa concernente le partecipate dagli Enti Locali, anche in relazione ai contenuti della recente legge di stabilità 2015 (per l'applicazione al settore funerario).
Quest'anno il Forum, che ha natura seminariale, è riservato agli associati a FederUtility SEFIT e a FederAmbiente, se applicano il CCNL funerario, nonché ad un ristretto numero di invitati esterni. La partecipazione al forum è gratuita.
Al Forum parteciperanno - tra gli altri - il senatore Stefano Vaccari, Pietro Barreca (consulente Anci e Upi e vice responsabile Sefit), Antonio Dieni (Direttore Afc Torino) e Daniele Fogli (Responsabile Sefit).
Durante la giornata saranno pure analizzati alcuni riflessi della legge di stabilità 2015 (L. 190/2014) in vigore dall’1/1/2015, all’ art. 1, commi (per quanto d’interesse il servizio cimiteriale) da 611 a 614 e 616, la quale interviene con forza sulle società partecipate dall’ente locale e sulle partecipazioni dirette ed indirette, al fine della eliminazione e delle aggregazioni o delle obbligatorie razionalizzazioni.
E’ previsto da parte del Comune l'invio di un piano operativo di razionalizzazione alla competente Corte dei Conti e relativa pubblicazione sul sito istituzionale dell’ ente locale, entro il 31/3/2015. La giornata si concluderà con le valutazioni e le conclusioni di Gilberto Giuffrida (Presidente Commissione Funeraria Federutility-SEFIT).

YELLOW BOOK, PRESENTAZIONE IL 21 MAGGIO A ROMA

Nuova edizione per lo studio della Fondazione Utilitatis sul servizio di distribuzione e vendita del gas in Italia. Il prossimo 21 maggio alle 10 - presso il Centro Congressi Auditorium di via Vittorio Veneto a Roma - si terrà infatti la presentazione dello Yellow e-Book 2015, la ricerca che fornisce un quadro di sintesi del settore gas, proponendo una mappatura del sistema e una serie di spunti di riflessione in merito ai possibili futuri scenari.
Interverranno all’evento, oltre a FederUtility ed Assogas, l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, con le conclusioni del Sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico Simona Vicari.
Il volume, giunto nel 2015 alla sua quarta edizione, si basa sull’analisi di dati tecnici, economici e finanziari, che consentono di descrivere lo stato della riforma di liberalizzazione, il ruolo del settore nell’energy mix nazionale, le peculiarità della domanda in termini di fabbisogno (consumi) e prezzi, la dimensione dell’offerta e le possibili evoluzioni del settore.
La copia cartacea dello Yellow Book 2015 verrà stampata e distribuita gratuitamente soltanto ai partecipanti (successivamente sarà acquistabile solo on-line).
Per informazioni e iscrizioni: Fondazione Utilitatis.

ANTICORRUZIONE, LE LINEE GUIDA DI ANAC

L’ANAC ha emanato le Linee guida anticorruzione, per orientare gli enti di diritto privato controllati e partecipati, direttamente e indirettamente, da pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici economici nell’applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza di cui alla legge n. 190/2012. Le Linee guida definiscono altresì le implicazioni che ne derivano, anche in termini organizzativi, per detti soggetti e per le amministrazioni di riferimento.
Già alla fine di dicembre 2014, l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) e il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) avevano approvato un documento, pubblicato sui rispettivi siti istituzionali, in cui erano tracciati i principali indirizzi a cui si attengono le presenti Linee guida e la direttiva del MEF nei confronti delle proprie società controllate e partecipate.
Le Linee guida sono innanzitutto indirizzate alle società e agli enti privati controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni nonché agli enti pubblici economici tenuti al rispetto della normativa e contengono indicazioni sulla predisposizione del Piano di prevenzione della corruzione, della nomina del responsabile della prevenzione della corruzione e sull’attuazione della disciplina sulla trasparenza prevista del d.lgs. n. 33/2013.
L’applicazione delle Linee guida è sospesa per le società emittenti strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati e per le loro controllate in attesa degli esiti del tavolo di lavoro che ANAC e MEF hanno avviato con CONSOB, in ragione delle peculiarità del regime giuridico applicabile a tali società.
Le Linee guida sono rivolte, inoltre, alle amministrazioni pubbliche vigilanti, partecipanti e controllanti da un lato gli enti di diritto privato e dall’altro gli enti pubblici economici. Ad avviso dell’Autorità, infatti, spetta in primo luogo a dette amministrazioni promuovere l’applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza da parte di tali enti.
Ciò in ragione dei poteri che le amministrazioni esercitano nei confronti degli stessi ovvero del legame organizzativo, funzionale o finanziario che li correla.
Vista la coincidenza delle questioni trattate con alcuni contenuti dell’attuale Piano nazionale anticorruzione (PNA), le Linee guida sostituiscono integralmente detti contenuti in materia di misure di prevenzione della corruzione che devono essere adottate degli enti pubblici economici, degli enti di diritto privato in controllo pubblico e delle società a partecipazione pubblica.

TOP UTILITY 2015: A MILANO, IL 4 FEBBRAIO, I NUMERI E IL PREMIO

L’analisi del settore delle Public Utility, strategico per lo sviluppo del Paese, è al centro dello studio “Top Utility Analysis” che ha preso in esame le 100 aziende ‘Top’ per volume d’affari. Lo studio - che verrà presentato il 4 febbraio alle ore 9 a Palazzo Turati (presso la Camera di Commercio di Milano Via Meravigli 9/b) illustrerà le performance industriali delle imprese acqua, energia, gas e rifiuti, individuando le 5 finaliste e le vincitrici dei premi Top Utility Assoluto, Top Utility Sostenibilità, Top Utility Comunicazione e Top Utility Wärtsila Tecnologia.
All’incontro dal titolo “Le Public Utilities: un patrimonio italiano da valorizzare”, parteciperanno tra gli altri Alberto Meomartini - Vice Presidente, Camera di Commercio di Milano e - nella tavola rotonda moderata da Gianni Trovati - Guido Bortoni, Presidente AEEGSI; Luigi Casero, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze; Gabriella Muscolo, Componente dell’Autorità Garante Concorrenza e Mercato; Maurizio Tamagnini, Amministratore Delegato Fondo Strategico Italiano e Giovanni Valotti, Presidente di Federutility.
Il premio Top Utility ha il Patrocinio di Commissione Europea Rappresentanza per l’Italia, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare, ENEA e si svolge in collaborazione con Federutility, Federambiente, Assoelettrica, Confservizi, FISE Assoambiente, GSE, Federchimica, Confindustria Energia, CEDEC - European Federation of Local Energy Companies, Assocarboni, AIDI - Associazione per l'Illuminazione, Assocarboni, FAST - Federazione delle Associazioni Tecniche e Scientifiche, Fondazione Consumo Sostenibile, Fondazione EnergyLab.
Nell’edizione 2015 si fregia anche della partecipazione di Wärstila e della media partnership di numerose testate specializzate (e-gazette, Gruppo Italia Energia, Orizzontienergia, Quindici, Quotidiano Energia, Staffetta Quotidiana, Watergas).
Per info: Top Utility.

COLLEGATO AMBIENTALE, FEDERUTILITY IN COMMISSIONE: “BENE IL FONDO, ACCELERARE L’APPROVAZIONE”

Apprezzamento per l’istituzione del Fondo di garanzia per le opere idriche, rilancio degli investimenti e rapida attuazione delle recenti novità normative relativamente alla gestione del servizio idrico integrato. Questi, in estrema sintesi, i contenuti dell’Audizione svolta nei giorni scorsi da Federutility presso la Commissione Ambiente del Senato, dove prosegue l’esame del collegato ambientale alla legge di stabilità 2014 (già approvato dalla Camera).
Se è chiara per Federutility “la volontà del legislatore di intervenire nel senso di rafforzare la capacità del settore idrico italiano” è necessario provvedere a quelle misure che nel concreto possono realizzare tali obiettivi. In particolare, a partire dalle condanne emesse dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane. “Un eventuale, ulteriore, procrastinarsi dell’adeguamento agli obblighi imposti rischia di comportare una penalità di mora che può giungere sino a 715.000 euro per ogni giorno di ritardo. La Commissione Europea - ricorda Federutility - richiede solitamente la comminazione di una ulteriore sanzione forfettaria calcolata in base all’andamento dell’inflazione e del PIL, oltre alla sospensione dei finanziamenti europei”.
Se l’Aeegsi stima che “siano state realizzate meno del 56% delle opere necessarie e che gli interventi più urgenti per superare carenze croniche e mettersi in regola con gli adempimenti europei richiedano circa 5 miliardi di euro all’anno”, Federutility sottolinea come attualmente “siano spesi solo 1,5 miliardi. Conditio sine qua non per il necessario rilancio degli investimenti è un’accelerazione del processo di consolidamento industriale del settore”.
Federutility ricorda che “lo sviluppo del settore idrico rappresenta un’opportunità di rilancio dell’intera economia nazionale, grazie alla sua capacità di rappresentare un volano di sviluppo, diffuso in maniera omogenea in tutto il Paese, e capace di generare benefici sia diretti che di sistema”.
“Sincero apprezzamento” per l’istituzione del Fondo di Garanzia “destinato a promuovere gli investimenti per la realizzazione degli interventi nel settore idrico riducendo il rischio delle operazioni ed, in particolare, garantendo il tempestivo pagamento al gestore uscente del valore dell’investimento non ammortizzato alla scadenza naturale e/o anticipata delle concessioni. L’intervento - osserva Federutility - costituisce un primo importantissimo passo verso il rilancio degli investimenti”, per il quale si sollecita una rapida conclusione dell’iter parlamentare “per consentire l’immediata istituzione del Fondo anche al fine di permettere il completamento delle reti di fognatura e depurazione, mettendo così fine alle numerose procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea”.

STATI GENERALI DELLE ACQUE PULITE. #ITALIASICURA, ROMA 24 MARZO

Gli Stati Generali delle Acque Pulite si svolgeranno a Roma il prossimo 24 marzo. Organizzati dalla “Struttura di Missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche” (#Italiasicura), l’evento sarà l’occasione per analizzare lo stato dell’arte della depurazione in Italia, anche alla luce del rinnovato impegno del governo. Questo appuntamento segue quello analogo dell’11 novembre con gli Stati Generali contro il Dissesto idrogeologico “Fuori dal fango”.
Alla conferenza, aperta dall’intervento del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, parteciperanno - tra gli altri - Gianluca Galletti, Ministro dell’ambiente, Claudio De Vincenti, Sottosegretario allo Sviluppo economico, Bernardo De Bernardinis, Presidente di Ispra, e Giorgio Alleva, Presidente di Istat.
La Tavola rotonda sarà animata dalle valutazioni di Franco Bassanini, Presidente di Cdp, Guido Bortoni, Presidente di Aeegsi, Piero Fassino, Presidente di Anci, Lars Anwandter, Senior Loan officer di Bei, e Giovanni Valotti, Presidente di Federutility. Nutrita anche la sessione tecnica, nel pomeriggio, con la partecipazione dei rappresentanti delle Regioni, degli ATO e delle maggiori aziende idriche italiane.
La conferenza sarà trasmessa in diretta streaming sul sito del governo e sulla rete sociale Twitter.
Per iscrizioni: #Italiasicura.

XV WORKSHOP M&A: “L’UTILITY DEL FUTURO”. MILANO 4 MARZO

Strategie per far fronte ai nuovi bisogni dei territori e per battere la crisi. Questo il tema del XV workshop “L’Utility del futuro”, organizzato da Agici - Finanza di Impresa, con la collaborazione - tra gli altri - di Federutility.
Se il 2014 ha visto molti cambiamenti - sia nel settore energetico che in quello idrico e ambientale - altri fattori interverranno nel determinare le scelte strategiche delle utility, dalla definizione delle città metropolitane, alla spinta alle aggregazioni, ai nuovi obiettivi per rinnovabili ed efficienza energetica.
Questi i temi affrontati dai vertici del settore nel Workshop 2015 dell’Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan Europeo delle Utility. Partendo dagli studi a livello nazionale e internazionale realizzati dall’Osservatorio, si discuteranno le non facili strategie per affrontare e superare le sfide.
Il Workshop avrà una sessione mattutina su “Utility e attrattività/competitività dei territori” e una sessione pomeridiana su “Le strategie dei gruppi internazionali contro la crisi”.
Al workshop parteciperanno - tra gli altri - il Vice Ministro dello Sviluppo economico Claudio de Vincenti, il sindaco di Torino Piero Fassino, il presidente di Federutility Giovanni Valotti e gli amministratori delegati di A2a, Acea, Dolomiti Energia, Hera, Iren e Smat.
Per informazioni e iscrizioni: “L’UTILITY DEL FUTURO”.

F2I, BERNARDO BINI SMAGHI PRESIDENTE

L’assemblea dei soci di F2i ha nominato Bernardo Bini Smaghi presidente della società. Bini Smaghi succede a Giuliano Asperti, cui l’assemblea ha espresso il ringraziamento per la preziosa attività svolta. Nel corso dell’assemblea, che ha anche approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2014, l’amministratore delegato Renato Ravanelli ha informato i soci della positiva performance di entrambi i Fondi in gestione e delle operazioni recentemente concluse. In particolare, l’utile d’esercizio relativo al Primo Fondo F2i è risultato nel 2014 pari a 110,3 milioni di euro. Il Fondo ha beneficiato di 104,4 milioni di euro di dividendi da partecipate e di 19,5 milioni di euro di plusvalenze nette. Positivo anche l’utile d’esercizio del Secondo Fondo F2i che ha chiuso il 2014 con un risultato positivo di 9,9 milioni di euro, grazie a dividendi da partecipate per 9,8 milioni di euro e plusvalenze nette per 11,5 milioni di euro.

ASSONIME SU SGRAVI IRAP E NORME ANTICORRUZIONE

Alle utility, imprese che operano a concessione o a tariffa, dovrebbero spettare in pieno gli sgravi Irap previsti dalla legge di Stabilità 2015 per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato. Lo sostiene Assonime (associazione delle società per azioni italiane) nella circolare n. 7/2015, che illustra le recenti modifiche normative in materia di disciplina Irap. La modifica più importante, spiega l’associazione, è quella che consente di dedurre integralmente dalla base imponibile i costi dei dipendenti a tempo indeterminato, a partire dal 2015. A fronte di questa misura, vi è un aumento delle aliquote Irap che viene a compensare il beneficio revocando le riduzioni di aliquota stabilite lo scorso anno, che avrebbero permesso una diminuzione del carico fiscale a partire dal 2014. Se per le restanti società è possibile la deduzione della differenza tra l’intero costo del lavoro a tempo indeterminato e le deduzioni spettanti in precedenza, le utility erano in passato escluse dalle agevolazioni ed è in dubbio se possano fruire del nuovo sgravio. Secondo l’interpretazione di Assonime tale limitazione non troverebbe giustificazione e le utility potrebbero dedurre integralmente il costo del personale.
L’Associazione è poi intervenuta sulle regole anticorruzione, che rischiano di venire applicate ad una platea troppo ampia, consigliando piuttosto di prevedere una distinzione tra società che svolgono funzioni amministrative o comunque strumentali all’attività dell’ente pubblico e le società (sia pure a partecipazione pubblica) che svolgono normale attività d’impresa.

UTILITY, TAMAGNINI (FSI): DISPONIBILI A SUPPORTARE PIANI DI CRESCITA

Il Fondo strategico italiano (Fsi), controllato dalla Cassa depositi e prestiti, è disponibile a supportare piani industriali di crescita dimensionale delle utility: lo ha detto l’amministratore delegato di Fsi, Maurizio Tamagnini, intervenendo al convegno Top Utility a Milano. Fsi non intende comportarsi da “agenzia a fondo perduto”, ha sottolineato Tamagnini, ed esorta i Comuni azionisti delle utility italiane ad aprire al capitale di rischio del Fondo.
“Per noi la dimensione è un’ossessione”, ha dichiarato il manager, “permette di effettuare investimenti, di avere accesso alla finanza, di creare valore per i Comuni azionisti e di migliorare la qualità dei servizi offerti ai clienti”. Tamagnini ha detto di essere ottimista sul fatto che "le maggiori utility inizino un percorso di crescita dimensionale", avvertendo tuttavia che "sono i Comuni a dover decidere di valorizzare le loro quote aprendosi al capitale di rischio di Fsi, noi non siamo i proprietari delle utility".
Tamagnini ha quindi citato il caso di Hera in cui il Fondo ha investito circa 110 milioni di euro attraverso un aumento di capitale riservato per poi uscirne di fronte all'interesse di altri sottoscrittori. "Se ci saranno progetti dimensionali importanti daremo la nostra disponibilità", ha concluso. Un invito spesso ribadito dal Fondo, che da oltre un anno ha reso nota la propria disponibilità a investire nel settore.

PRIVATIZZAZIONI, CDP: SIAMO ATTENTI ALLE UTILITY

Cassa depositi e prestiti ribadisce il suo interesse a giocare un ruolo nei processi di aggregazione e privatizzazione delle utility italiane: lo ha confermato Giovanni Gorno Tempini, amministratore delegato di Cdp, nel corso di un’audizione in Commissione Attività produttive della Camera su sostegno e internazionalizzazione delle imprese, sulla recente cessione di una parte del pacchetto azionario di Cdp Reti e sulle iniziative del Fondo strategico italiano nel settore turistico. "Nell'ambito delle privatizzazioni, le utilities sono certamente un nostro punto di attenzione”, ha detto l’ad. “Vorremmo giocare un ruolo a supporto del processo di privatizzazione, che va di pari passo con un processo di aggregazione inevitabile - ha aggiunto -, per avere masse critiche necessarie ad avere investimenti e un livello di servizi necessari nei vari settori, dall'energia al trasporto locale".
I progetti di aggregazione tra utility potrebbero avvalersi di 500 milioni di euro messi a disposizione dal Fondo strategico italiano proprio per sostenere operazioni del genere, ma lo stesso Gorno Tempini ha in passato evidenziato che l’interesse è stato finora scarso.

HERA, PATTO DI SINDACATO FAVOREVOLE A RIDUZIONE CONTROLLO

I soci del patto di sindacato di Hera hanno concordato di ridurre la quota di controllo pubblico della società al di sotto del 51%, arrivando al 38%, soglia che garantirebbe ancora il controllo della multiutility. È l’orientamento emerso dall’ultima riunione del patto di sindacato, tesa a individuare le linee per il rinnovo dei patti parasociali, in scadenza il 30 giugno. Il compromesso per colmare la distanza di vedute - sono soprattutto il sindaco di Bologna Virginio Merola e altre amministrazioni di Comuni più grandi a voler mettere le azioni di Hera sul mercato - è stato quello di garantire il mantenimento del controllo pubblico e di prevedere la possibilità di scegliere se vendere o meno. Un’eventuale cessione sarà comunque sottoposta al voto del comitato di sindacato. Si prospetta anche la costituzione di un patto di sindacato di secondo livello con tutti gli azionisti della città metropolitana di Bologna, compresa Imola. I soci pubblici dovrebbero continuare a mantenere la maggioranza dei componenti del Cda (11 su 14) e a Bologna, che continuerà ad essere il primo azionista, resterebbe la nomina dell’amministratore delegato.

FEDERAMBIENTE, CENCIA LASCIA DIREZIONE

L’ingegner Gianluca Cencia ha lasciato, dopo oltre 9 anni, la direzione di Federambiente. Le sue funzioni sono state affidate a Paolo Giacomelli, già dirigente tecnico della federazione. Il presidente di Federambiente Filippo Brandolini ha ringraziato Cencia “per la leale e proficua collaborazione e per l’impegno infaticabile dimostrato in tutti questi anni nel difficile compito di dirigere la Federazione affiancando e traducendo in operatività gli indirizzi e le decisioni della presidenza e del Consiglio direttivo di Federambiente, che in questi anni è cresciuta in autorevolezza e ha consolidato il suo ruolo di rappresentanza del mondo delle imprese d’igiene ambientale”.

BANDA LARGA E ULTRALARGA, VALOTTI: INVESTIMENTO FONDAMENTALE E UTILITY PROTAGONISTE

Le utility italiane si candidano per giocare un ruolo attivo nella partita per lo sviluppo della banda larga e ultralarga. Lo ha spiegato il Presidente di Federutility e di A2A Giovanni Valotti, nel corso di una conference call sulla trimestrale dell’azienda. Valotti ha dichiarato che la Federazione ha deciso “di avviare un gruppo di lavoro tra le principali aziende italiane del settore, che si confronteranno su come essere attori fondamentali di questa partita”. “Ci candidiamo a essere protagonisti di questa partita, sui nostri territori”, ha detto Valotti. “Cercheremo di definire una politica comune di intervento e ci candidiamo fin d’ora per essere sulla frontiera dei nuovi servizi e dei nuovi investimenti”. Il Presidente di A2A e di Utilitalia ha inoltre ricordato che il Piano per la banda ultralarga “è un investimento fondamentale per il Paese, fortemente voluto dal Governo che lo ritiene essenziale per allineare l’Italia a obiettivi molto ambiziosi a livello comunitario”. In questo settore, ha aggiunto l’a.d. della multiutility lombarda, Valerio Camerano, A2A è già presente con Selene, società che si occupa di installazione e posa di attività in fibra ottica e che presto cambierà nome in A2A Smartcity”.

PARTECIPATE ENTI LOCALI, ISTAT: IN ATTIVO ACQUA, ENERGIA E RIFIUTI

Nel 2012, circa due terzi delle società partecipate dagli enti locali hanno registrato un utile d’esercizio per poco più di 900 milioni di euro complessivi, mentre il 32,6% ha registrato una perdita per un totale di quasi 1,1 miliardi di euro; la percentuale di imprese in perdita risulta inferiore di circa 4 punti a quella relativa al complesso delle società di capitali. È lo scenario fotografato dall’Istat nel dossier consegnato alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera in occasione dell’audizione sul Def. Tra i settori con le quote più elevate di controllate locali in attivo vi sono i servizi idrici e di gestione dei rifiuti e quelli dell’erogazione di energia elettrica e gas. Per contro, rileva l’Istat, il settore dei trasporti è tra quelli con la quota più elevata di imprese in perdita.
Complessivamente, al netto delle attività finanziarie e assicurative, le unità considerate generano oltre 13 miliardi di valore aggiunto (circa il 6% dell’insieme dell’industria e dei servizi privati) e i due settori più rilevanti rimangono quello dei trasporti (31,8% del valore aggiunto delle controllate a partecipazione locale) e dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti (32,4%). L’Istat ricorda anche che le imprese partecipate da almeno una amministrazione pubblica regionale o locale, in cui la partecipazione pubblica implica il controllo dell’impresa, sono 3.015 imprese e impiegano poco più di 216.000 addetti.

SERVIZI A RETE TOUR, MILANO 3 - 4 MARZO

Al via il convegno delle utility Servizi a Rete Tour organizzato nella sede di Gruppo Cap con la collaborazione di A2A e Metropolitana Milanese. Durante questa edizione, che vedrà la partecipazione dei migliori specialisti nel mondo del sottosuolo, saranno presentati una serie di casi di eccellenza che hanno caratterizzato le attività dei distributori, degli ATO e degli Enti preposti a governare e normare tutte le attività connesse alla distribuzione.
In questa “piazza di incontro” ospitata abitualmente nelle sedi delle utility (la scorsa edizione si è svolta nella sede di AceGasAPS a Padova), i tecnici esporranno le loro attività, confrontandosi sui temi relativi alle reti tecnologiche che sempre più frequentemente sono motivo di interesse pubblico.
Il convegno avrà un’impronta altamente tecnica proponendosi come occasione di dibattito sulle ultime tecnologie e sperimentazioni messe in campo.
GIS - protezione catodica - ricerca perdite - information technology - telecontrollo e automazione - metering - tecnologie no-dig - sistemi di depurazione e analisi acque - risanamento e videoispezioni, sono state oggetto di interesse da parte di tutti i gestori che negli ultimi anni hanno constatato la necessità di efficientare la gestione dei sottoservizi.
Tra i relatori Davide Chiuch, Pier Carlo Anglese e Michele Tessera di Gruppo CAP; Carlo Carrettini, Stefano Tani, Paolo Capogrosso di Metropolitana Milanese; Enzo Gerosa, Ferdinando Paolitti, Piercostante Fioletti, Sergio Pacacussi di A2A oltre alle altre numerose utility che interverranno: BrianzaAcqua - Acqualatina - Gruppo HERA - Acquedotto Pugliese AQP - AcegasApsAmga - Gruppo Egea - emiliAmbiente - Gran Sasso Acqua
Per maggiori dettagli ed il programma aggiornato: Servizi a Rete Tour.

BRESCIA, L’ATO AVVIA IL CONFRONTO CON I SINDACI PER IL GESTORE UNICO

Nuovo Consiglio di amministrazione in arrivo per l´Ato di Brescia, tre nominati dall´assemblea dei sindaci e due dal presidente della Provincia, che designerà anche il presidente. I nomi - al netto dei rumors dei media - saranno ufficiliazzati nei prossimi giorni.
Sullo sfondo dell’Ato bresciano resta la scelta del gestore unico. Da mesi ormai sono in corso trattative tra A2A, Asvt e Aob2 con Garda Uno. «Se ognuno entrasse nel nuovo ente con il proprio patrimonio, A2A conterebbe per il 60% - sottolinea Aldo Boifava, delegato dal sindaco Delbono a seguire la materia e tra i candidati alla presidenza dell’Ato - . Si sta cercando di costituire una società riequilibrando i pesi per avere un soggetto che rappresenti tutti».
Il presidente della Provincia Pier Luigi Mottinelli, dal canto suo, sta avviando confronti con i sindaci bresciani: «Non è solo una questione di rispetto della legge - ha dichiarato Mottinelli - ma una grande opportunità che ci darà la possibilità di pensare alle risorse e agli investimenti in modo unitario e non settoriale, con l´obiettivo di garantire ai cittadini un servizio migliore. «È ormai chiaro - ha continuato Mottinelli - che il sistema di rete idrica attuale presenta carenze che hanno già portato 63 Comuni bresciani in procedura d´infrazione europea. Dobbiamo creare una sinergia per il gestore unico, che ci permetta di adeguare gli impianti, con le risorse necessarie, 860 milioni di euro, per raggiungere l´obiettivo».

FIRENZE, NARDELLA APRE CAPITOLO AGGREGAZIONI

Integrazioni tra società toscane che gestiscono acqua, gas e rifiuti: questa la strategia per i servizi pubblici locali a rilevanza economica tracciata dall’amministrazione comunale fiorentina che, nell’adottare il piano di razionalizzazione delle partecipate del Comune, lancia ai soci di aziende come Publiacqua, Toscana Energia e Quadrifoglio la proposta dell’aggregazione.
Il piano del Comune di Firenze è stato presentato dal sindaco Dario Nardella e dall’assessore alle Partecipate Lorenzo Perra. L’amministrazione si propone una “cura dimagrante” per le partecipate, che in 12 mesi dovrebbero passare da 19 a 12, prevedendo dismissioni e operazioni per rendere più efficienti e competitive le società strategiche, assicurando comunque la salvaguardia dei livelli di occupazione.
Per il gas il percorso potrebbe essere facilitato dall'avvicinarsi delle gare provinciali per la gestione delle reti: “non ha senso che ci sia competizione in casa”, ha osservato Nardella, evidenziando che aggregando i soggetti toscani del gas (Toscana Energia ed Estra) si potrebbe dare vita al quarto operatore italiano, in grado di competere anche al di fuori della Regione. Snam-Italgas, socio privato di Toscana Energia, condivide questa strategia, e anche a livello politico l’amministrazione comunale ha riscontrato una certa disponibilità. Per le aziende del servizio idrico integrato la soluzione sarebbe facilitata dalla presenza, accanto ai Comuni, di soci ben disposti all’innesco di un processo aggregativo: in quasi tutte le società toscane detengono partecipazioni, dirette o indirette, Acea e Suez Environnement (attraverso Ondeo Italia), a sua volta azionista di Acea con il 12,48%.

CONFINDUSTRIA BARI, RINNOVO DELLE CARICHE

Rinnovo delle cariche in Confindustria Bari e nella provincia di Bat (Barletta - Andria - Trani): per il settore dell’Energia, Ambiente ed Utilities sarà Angelo Digiovine (Enel) ad assumere l’incarico di responsabile, per il settore Finanza ed Assicurazioni Francesco Berardi (Assicredit & Finance), per l'industria Meccanica, Elettrica ed Elettronica Roberto Bianco (Icam), per il Terziario Innovativo e Comunicazione Maria Rosaria Scherillo, ), per il comparto Cemento, Evaristo Rota (Italcementi).

FUSIONE SEL-AEW: OK DA SOCI, ISTRUTTORIA ANTITRUST

Le assemblee dei soci di delle aziende energetiche altoatesine Sel e Aew hanno approvato il progetto di fusione tra le due società dopo il via libera, nelle scorse settimane, dei rispettivi Cda sulla base di valutazioni positive da parte degli esperti incaricati. Il progetto ha però destato l’attenzione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), che ha avviato un’istruttoria nei confronti della Provincia autonoma di Bolzano, dei Comuni di Bolzano e Merano, di Sel e Aew. Il provvedimento (n. 25451, pubblicato nel bollettino n. 16 dell’11 maggio 2015) è teso a verificare se l’operazione di concentrazione possa determinare la creazione di una posizione dominante tale da ridurre in misura significativa la concorrenza nell’ambito delle gare, da indirsi entro i prossimi 5 anni, per le concessioni di grande derivazione d’acqua a uso idroelettrico relative agli impianti di Lappago, Marlengo, Brunico, Ponte Gardena, Premesa, Curon, Prati di Vizze e Naturno. Inoltre, la newco prodotta dall’aggregazione di Sel e Aew raggiungerebbe quote di mercato elevate (dal 50% al 95%) nella vendita al dettaglio dell’energia elettrica ai clienti non domestici in bassa tensione, nella vendita al dettaglio dell’energia elettrica ai clienti domestici e nella vendita del gas naturale ai clienti di piccola dimensione in Provincia di Bolzano. L’operazione potrebbe limitare la concorrenza, infine, anche nel mercato per la gara di affidamento della gestione del servizio di distribuzione gas nell’Atem di Bolzano.

ISTAT: META’ SPESA AMBIENTALE REGIONI PER SUOLO, ACQUE E REFLUI

Nel 2012 la spesa ambientale delle Regioni italiane è stata di 3,8 miliardi di euro (64,2 euro/abitante), pari allo 0,23% del Pil. Il 65% della spesa ambientale totale, circa 2,5 miliardi di euro, è stato destinato a interventi di "protezione dell'ambiente" da fenomeni di inquinamento (emissioni atmosferiche, inquinamento del suolo) e degrado (perdita di biodiversità, erosione del suolo). Gli altri 1,3 miliardi di euro (35% del totale) sono stati destinati a interventi di "uso e gestione delle risorse naturali" (foreste, risorse energetiche, risorse idriche). Il settore ambientale su cui si è concentrata maggiormente la spesa (20,9%) è quello del “suolo e risanamento acque del sottosuolo e di superficie”, seguito dalle voci “risorse idriche” (16,1%), “biodiversità e paesaggio” (15,2%) e “acque reflue” (14,4%): questi 4 settori insieme coprono i 2/3 della spesa complessiva; al 6° posto invece la spesa per il settore dei rifiuti (8%) e al 7° quella per le materie prime energetiche (5,3%). Sono i dati resi noti dall’Istat nello studio “La spesa ambientale delle amministrazioni regionali”.
Secondo la ricerca, le amministrazioni regionali del Nord-Ovest e del Nord-Est hanno destinato la quota maggiore delle proprie spese ambientali alla tutela della biodiversità e del paesaggio (rispettivamente il 24% e 25% del totale nel 2012). Il 21% della spesa ambientale delle amministrazioni regionali del Centro è destinata ad interventi di protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e delle acque di superficie. Nel Mezzogiorno il 41% del totale della spesa ambientale si ripartisce pressoché in ugual misura tra interventi di protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e delle acque di superficie (21%) e interventi di gestione delle risorse idriche (20%).
Più della metà della spesa ambientale delle amministrazioni regionali è destinata a finanziare interventi di tutela ambientale realizzati da altri operatori (amministrazioni pubbliche, imprese, famiglie e istituzioni sociali private): i trasferimenti rappresentano il 60% del totale nel 2010 e nel 2011 e il 55% nel 2012.

JOBS ACT, SEMINARIO FEDERAMBIENTE - FEDERUTILITY. ROMA, 20 GENNAIO

Si svolgerà il prossimo 20 gennaio a Roma il seminario organizzato da Federambiente e Federutility dal titolo “La seconda parte del Jobs Act: il contratto a tutele crescenti e la nuova indennità di disoccupazione”.
Il seminario, che vedrà la partecipazione di Arturo Maresca e di Angelo Pandolfo - entrambi docenti di Diritto del Lavoro, presso le Facoltà di Giurisprudenza e di Economia de La Sapienza di Roma -, affronterà i temi del contratto di lavoro a tempo determinato a tutele crescenti, la nuova indennità di disoccupazione e la disciplina delle ulteriori prestazioni di sostegno al reddito.
Per iscrizioni e maggiori informazioni: Federutility.

A2A, VALOTTI: NO ANNUNCI DI ACQUISIZIONI IN PIANO INDUSTRIALE

Il piano industriale pluriennale di A2A, che sarà presentato al mercato il prossimo 10 aprile, non annuncerà alcuna acquisizione. Inoltre, con Acsm-Agam, l'utility di Como e Monza di cui A2A detiene il 21% del capitale, e con Linea Group Holding (Pavia, Cremona e Lodi), non ci sono tavoli aperti ma occasioni di confronto. Lo ha detto il presidente di A2A Giovanni Valotti a margine di Top Utility.
"Attualmente non ci sono tavoli aperti, ma abbiamo varie occasioni di confronto. Siamo nella fase di capire se ci sono interessi da parte dei vari soggetti lombardi", ha risposto il manager a chi gli chiedeva se ci fossero trattative aperte per una fusione con Acsm-Agam o Linea Group.
"Resto convinto - ha aggiunto - che sia un disegno industriale importante per la Lombardia e si potrebbero attivare anche incentivi di tipo regionale, non solo a livello nazionale". Valotti ha poi precisato che nel prossimo piano industriale "non ci sarà alcun annuncio di M&A, ma indicheremo che una parte della crescita sarà per linee esterne".

MEF E ANAC, LINEE GUIDA ANTICORRUZIONE PER SOCIETA’ DEL TESORO

Giro di vite anticorruzione per le società controllate o partecipate dal Tesoro. Secondo quanto emerso dal tavolo tra Roberto Garofoli, Capo di Gabinetto del Mef, e Raffaele Cantone, Presidente Autorità Anticorruzione, nel 2015 saranno rafforzati i meccanismi di prevenzione della corruzione e di garanzia di assoluta trasparenza delle società.
Il Tavolo, si legge in una nota diffusa dal Tesoro, ha elaborato un indirizzo comune per sciogliere i dubbi di interpretazione della disciplina vigente.
Nelle prossime settimane il Ministero indirizzerà alle società nelle quali detiene partecipazioni azionarie una direttiva chiarificatrice, mentre l'Anac provvederà all'adozione di linee guida, o comunque di atti di indirizzo, destinati all'intero comparto delle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni. Al fine di superare ogni possibile dubbio applicativo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, in quanto azionista, si farà promotore di modifiche statutarie che contemplino l'adozione delle misure di contrasto alla corruzione coerenti con le indicazioni che l'Anac introdurrà anche all'interno del prossimo Piano Nazionale Anticorruzione.Tra le pubbliche amministrazioni centrali e locali, il Ministero dell'Economia e delle Finanze è la prima ad avviare un lavoro congiunto con l'Anac. Gli esiti di tale lavoro, specifica ancora via XX Settembre, potrebbero orientare l'applicazione delle norme di settore all'intero sistema delle società in controllo pubblico del nostro Paese.

CASSA CONGUAGLIO ELETTRICO, ANDREA RIPA DI MEANA DA PRESIDENTE A DG

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha approvato la nomina di Andrea Ripa di Meana, attuale presidente della Cassa conguaglio per il settore elettrico (Ccse), a direttore generale della stessa Ccse, deliberata dal Comitato di gestione della Cassa. Il nuovo direttore generale, che sostituisce Alfredo Macchiati, ricoprirà l’incarico per tre anni.

ROMA, COMUNE VENDERÀ’ QUOTA ACEA ATO 2

Roma Capitale dismetterà la propria partecipazione diretta, pari al 3,53% del capitale sociale, in Acea Ato 2, società controllata da Acea (96,46%) che gestisce il servizio idrico integrato a Roma e Provincia. È quanto stabilito da una delibera, propedeutica al bilancio, approvata dall’Assemblea capitolina che prevede il taglio alle partecipate del Campidoglio con un risparmio previsto, all’atto delle cessioni, di 150 milioni di euro.
La delibera assembleare, integrata da un maxiemendamento della Giunta, prevede che la vendita della quota di Acea Ato 2 sia accompagnata da uno specifico piano per ricollocare i lavoratori. Per il sindaco Ignazio Marino il piano di razionalizzazione delle parteicpate rispecchia la scelta di convogliare tutto l’impegno sui servizi ai cittadini e di uscire dalle partecipate non strategiche.

LEGAMBIENTE, PREMIO ALL’INNOVAZIONE IN CAMPO AMBIENTALE

Lancio della nuova edizione del “Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente” rivolto ai soggetti pubblici e alle imprese che coniugano eco-innovazione e innovazione sociale. Promosso dalla Fondazione Legambiente Innovazione e patrocinato da Federutility, il premio vuole offrire un riconoscimento in campo ambientale a quanti coniugano competitività, attrattività e benessere dei territori.
Il bando 2015 si concentrerà sui seguenti ambiti: Suolo, agricoltura e sistemi alimentari; Sistemi e comunità energetiche; Abitare in comunità smart; comunità smart in movimento; Green economy per comunità smart. I premi saranno assegnati ai progetti che maggiormente determineranno una riduzione di emissioni inquinanti e climalteranti, efficienza nelle varie fasi del procedimento, uso di risorse rinnovabili, potenziale impatto di innovazione sul sistema produttivo e della comunità.
Il Premio darà diritto al soggetto vincitore di usare il logo “Innovazione Amica dell’Ambiente” per un anno.
Per maggiori informazioni: Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente .

ACSM AGAM, PRESENTATE LE LISTE CANDIDATI PER CDA

Sono state depositate le liste dei candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Acsm Agam, previsto nell’assemblea dei soci del 29 aprile. Come previsto dai patti parasociali, Comune di Como, Comune di Monza e A2A (75,8% del capitale sociale) hanno presentato un elenco congiunto composto dai seguenti candidati: Giovanni Orsenigo (designato alla presidenza dal Comune di Como), Annamaria Di Ruscio, Floriana Beretta, Franco Carmine Manna, Antonio Moglia, Giuseppe Ferri, Luca Angelo Allievi, Michele Enrico De Censi, Mauro Gatti, Giovanni Fabio Maggioni. Nel Cda è prevista la presenza di 3 membri in rappresentanza del Comune di Como, 3 per il Comune di Monza e 2 per A2A. Ai soci di minoranza, Edison e Fondazione Cariplo (2,609% del capitale sociale), spettano due consiglieri che saranno scelti tra: Pier Giuseppe Biandrino, Umberto D’Alessandro, Renato Riboldi, Marco Gianmaria Magnarapa, Giorgio Rizza, Simone Gilardi, Rossana Zilla, Verena Bassani, Maria Gabriella Di Giacomo, Laura Gatti.

SCIOPERO SERVIZI PUBBLICI, OBBLIGO DI COMUNICAZIONE DATI SU SITO INTERNET

Le amministrazioni o le imprese erogatrici di servizi pubblici sono tenute, in occasione di ogni sciopero, a rendere pubblici tempestivamente, attraverso l’inserimento sul proprio sito internet istituzionale, i dati numerici relativi al personale aderente allo sciopero in termini di percentuale rispetto al personale in servizio: lo afferma la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (Cgsse) nella delibera n. 15/26 “Delibera di interpretazione sull’obbligo di comunicazione dei dati, ai sensi dell’articolo 5 della legge n. 146 del 1990, e successive modificazioni”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 16 febbraio 2015.
Tale comunicazione, secondo la Commissione, accresce la trasparenza e consente “un’informazione immediata sul reale andamento del conflitto collettivo, permettendo all’utenza di effettuare considerazioni sulla portata e sull’impatto delle astensioni in relazione al soggetto proclamante”. La pubblicazione dei dati sul sito internet assorbe ogni ulteriore adempimento di comunicazione già previsto dalla Commissione con delibera del 21 gennaio 1993 (trasmissione alle emittenti televisive e ai principali quotidiani). Resta fermo ogni altro obbligo di comunicazione dei dati stabilito da disposizioni di legge speciali.

A2A, VALOTTI: DEVE RESTARE A CONTROLLO PUBBLICO

A2A deve restare una impresa a controllo pubblico. Lo ha detto il presidente Giovanni Valotti nel corso di un’audizione presso la Commissione Attività partecipate del Comune di Milano in cui ha anticipato i capisaldi del piano industriale 2015-2020, atteso per inizio aprile. Restando fermo il controllo pubblico, ha detto Valotti, si può poi ragionare sulle quote. Quanto al piano industriale, sarà previsto un tasso di crescita costante, un aumento significativo degli investimenti, il miglioramento della redditività e la riduzione del debito. Il piano sarà approvato dal Cda della multiutility il prossimo 9 aprile e presentato al mercato il giorno seguente. Conterrà obiettivi realistici ma molto ambiziosi, ha spiegato Valotti, tracciando la visione sul futuro della società, di cui riorienterà la strategia di sviluppo rafforzandone il legame con i territori. Ci sarà anche un capitolo ad hoc dedicato alla “Nuova energia”, che affronterà il tema dell'efficienza energetica e del risparmio energetico. Sul tema del debito è intervenuto anche l'ad del gruppo, Valerio Camerano, che ha sottolineato come nei 9 mesi del 2014 i costi si siano ridotti di 50 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, tendenza che sarà confermata nei prossimi anni.

WORKSHOP: SMART GAS METERING, MILANO 24 FEBBRAIO

A seguito della delibera Aeegsi (631/2013/R/gas) e dopo un anno dall’avvio del programma di sostituzione dei contatori gas, il 2015 rappresenterà il primo anno di effettivo e ampio coinvolgimento del mondo della distribuzione per l’installazione degli smart meter.
Federutility - in collaborazione con Anigas e Assogas - ha organizzato un workshop volto a confrontare le prime esperienze nazionali con quelle degli altri Paesi, dove interventi di installazione di smart meter cominciano a diffondersi.
All’evento parteciperanno le Istituzioni interessate.
Per informazioni e iscrizioni: Federutility

A2A, CDA UNICO COSTA LA METÀ DEL DUALE

L’abbandono del modello di governance duale di A2A ha consentito un taglio di quasi metà dei costi sostenuti per l’amministrazione del gruppo: lo rileva l’edizione bresciana del Corriere della Sera ricordando che l’assetto precedente costava 2,5 milioni di euro nel primo semestre 2014, scesi a meno di 1,4 milioni nella seconda parte dell’anno (con il nuovo Cda in carica per più tempo rispetto al doppio consiglio). I dati sono ricavati dalla relazione sulla remunerazione pubblicata da A2A in vista dell’assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 11 giugno. All’ordine dl giorno la sostituzione di due componenti del Cda (Mario Cocchi, dimessosi dopo la causa intentata contro A2A dal proprio azionista di riferimento, la Carlo Tassara, per la vicenda del riassetto Edison, e Stefano Cao, che ha lasciato l’incarico per assumere quello di amministratore delegato di Saipem), l’approvazione del bilancio 2014, l’acquisto di azioni proprie da parte della società e l’approvazione della relazione sulla remunerazione. L’addio al duale, ha detto il presidente di A2A Giovanni Valotti intervenendo presso il Comune di Brescia, ha accorciato la catena di comando e messo in chiaro i ruoli, chiarendo le responsabilità e velocizzando gli iter decisionali.

DOLOMITI ENERGIA, NUOVO CDA: OSS PRESIDENTE, MERLER AD

L’assemblea degli azionisti di Dolomiti Energia ha approvato il bilancio 2014, chiusosi con un utile di 119 milioni di euro (+78% rispetto al 2013), e la distribuzione di un dividendo di 0,11 euro per azione, per un totale di 41 milioni di euro. L’assemblea ha inoltre provveduto a nominare il nuovo consiglio di amministrazione e il collegio sindacale. Il nuovo consiglio di amministrazione, che rimarrà in carica fino all’approvazione del bilancio 2017, è composto da 12 membri. Rudi Oss è confermato presidente, il suo vice Diego Cattoni; gli altri componenti del Cda sono Marco Merler, Giorgio Franceschi, Leo Nicolussi Paolaz, Agostino Peroni, Marisa Zeni, Enrico Zobele, Renato Dalpalù, Raffaella Prezzi, Arianna Comencini e Floriano Migliorini. Al termine dell’assemblea il nuovo Cda per nominare nel ruolo di amministratore delegato Marco Merler, membro del comitato esecutivo insieme a Rudi Oss, Diego Cattoni, Agostino Peroni, Giorgio Franceschi. L’assemblea dei soci ha altresì nominato il collegio sindacale, composto da Giacomo Manzana (presidente), Michele Iori e Barbara Caldera.

A2A, CAO SI DIMETTE DA CDA PER PASSARE A SAIPEM (CHE HA ELETTO NUOVO PRESIDENTE E CDA)

Il consigliere indipendente di A2A Stefano Cao ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione in quanto nominato amministratore delegato di Saipem, incarico che non gli consente di garantire l’impegno e la presenza operativa richiesta dal ruolo in A2A. Il Cda di A2A ha deciso di non cooptare alcun nuovo componente fino alla data dell’assemblea degli azionisti, prevedendone la nomina all’ordine del giorno. Il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale hanno ringraziato Cao per “il fondamentale contributo assicurato alla società”.
L'assemblea di Saipem ha eletto anche il nuovo cda dove entrano, tra gli altri, Paolo Andrea Colombo, nominato presidente. Durante l'assemblea il rappresentante dell'associazione Deminor, attorno a cui si raccolgono 64 investitori esteri autori di una causa collettiva da 174 milioni, hanno chiesto al nuovo cda "chiarezza" e "trasparenza" sui profit warning lanciati nel 2013 da Saipem. L'a.d uscente Umberto Vergine ha respinto le accuse.

ANIMA, ALBERTO CAPRARI NUOVO PRESIDENTE

Alberto Caprari è il nuovo presidente di Anima, federazione confindustriale che riunisce le aziende della Meccanica Varia. Imprenditore di terza generazione, spiega una nota, Caprari è vice presidente e direttore esecutivo di Caprari spa, azienda europea leader nella produzione di pompe e soluzioni avanzate per il ciclo integrato dell'acqua, fondata nel 1945 e attiva nel mondo.
Già presidente di Assopompe, nel 2008 è entrato nel consiglio direttivo di Anima, nel 2009 è stato invitato fra i membri della giunta. Nel 2010 è stato designato alla vice presidenza di Anima, con delega allo sviluppo. "Anima rappresenta un settore fondamentale per l'economia e l'immagine dell'Italia nel mondo", ha dichiarato Caprari. "Avverto la responsabilità del compito affidato, che cercherò di svolgere con grande spirito di squadra. Anima confida di dare un contributo significativo alle imprese per il loro sviluppo in Italia ma soprattutto all'estero. Come Federazione metteremo in campo azioni mirate a supportare le imprese della meccanica verso una sempre maggiore internazionalizzazione e specializzazione dedicandoci non solo all'Europa, ormai il nostro mercato domestico, ma verso il mondo intero".

HERA, TOMMASI: PER CLIENTI E.ON PRESENTATA OFFERTA VINCOLANTE

“Sui clienti E.On abbiamo fatto un'offerta vincolante e tale rimane; inoltre abbiamo dato una deadline. Per ora tuttavia E.On non si sbilancia”. Lo ha dichiarato Tomaso Tommasi di Vignano, presidente di Hera, a margine della terza edizione di Top Utility, sottolineando che “la procedura non è chiara perché c'è un rimbalzo di responsabilità tra la Germania e gli advisor”. Riguardo invece la possibile discesa dei Comuni dal 51 al 35%, il manager ha chiarito che “è un grande tema del periodo, ma non c'è nulla di definitivo. E' una decisione ancora non presa; sarà in ogni caso un tema di quest'anno e potrà avere un impatto sull'assemblea di aprile perché nel caso occorrerà adeguare lo statuto”.

A2A, MILANO E BRESCIA CHIUDONO IL COLLOCAMENTO DEL 5%

I Comuni di Milano e di Brescia hanno chiuso il collocamento del 5% della controllata A2A, scendendo al 50% più due azioni del capitale (comunque la maggioranza assoluta). L’operazione ha permesso al titolo di volare al rialzo fino al 6,24%. La vendita è avvenuta attraverso le rispettive Tesorerie comunali (Intesa Sanpaolo per il Comune di Milano e Ubi Banca per quello di Brescia) e ha visto così completarsi la riforma della governance avviata più di un anno fa e che prevedeva, oltre al ritorno da sistema duale al monistico, proprio la vendita del 5% del capitale, necessaria soprattutto per fare quadrare il bilancio del Comune di Brescia.
L’attenzione del mercato ora è focalizzata sul piano industriale che verrà presentato dal nuovo management a inizio aprile.

FERRARA, VERSO FUSIONE CMV-AREA

Progetti di fusione tra le utility del Ferrarese Cmv Servizi (multiservizi dell’Alto Ferrarese che serve i 9 Comuni soci) e Area (società che si occupa dei servizi di igiene ambientale in 16 Comuni dell’Est della Provincia). A illustrare il progetto, riferisce La Nuova Ferrara, è stato il sindaco di Cento Piero Lodi che ha indicato come obiettivo della fusione arrivare al 2018 con 24 Comuni soci per continuare ad avere l’affidamento in house del servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio.
Da un lato, quindi, ci sarà una nuova società unica di raccolta dei rifiuti e, dall’altro, sarà creata una seconda società, Energia&Impianti, che si occuperà della commercializzazione del gas, dell’energia elettrica e della gestione degli impianti di trasformazione dei rifiuti. Per la gestione delle reti del gas l’orizzonte è la prossima gara d’ambito alla scadenza dell’attuale convenzione, nel 2019. La concessione per i servizi d’igiene ambientale scade invece il 31 dicembre 2017, data a cui la nuova società dovrà arrivare pronta per poter ottenere l’affidamento in house.

Marche Multiservizi, Pesaro e Tavullia vendono azioni

I Comuni di Pesaro e Tavullia hanno messo all’asta le azioni possedute in Marche Multiservizi, multiutility che si occupa di ciclo idrico integrato, igiene ambientale e distribuzione gas controllata al 52,85% da enti pubblici e partecipata per il 46,39% da Hera. Nel caso di Pesaro la vendita riguarda 337.106 azioni su 44.484.281 azioni complessivamente detenute dal Comune, corrispondenti al 33,26% del capitale sociale di Marche Multiservizi. Il prezzo a base d'asta è di 7,64 euro per azione (2.575.490 euro complessivi). Le offerte (per tutte le azioni in vendita, non sono ammesse offerte parziali) dovranno essere presentate entro le ore 13 del 28 maggio e saranno aperte in seduta pubblica il giorno successivo, alle ore 10.30. Il Comune di Tavullia ha messo in vendita invece l’intera quota posseduta nella società - 94.390 azioni pari allo 0,7% del capitale sociale - al medesimo prezzo per azione, pari a 720.904 euro complessivi. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 13 del 10 giugno 2015. La seduta pubblica di apertura dei plichi avrà luogo il giorno seguente alle ore 10.30.

PARTECIPATE, RENZI: “LO SFOLTIMENTO E’ L’OBIETTIVO DEL GOVERNO”

"Quando il ddl Madia sarà approvato dal Senato, a quel punto credo che nelle delega ci sia la possibilità per iniziare il percorso di sfoltimento e dimagrimento delle partecipate". Così il premier Matteo Renzi nella conferenza stampa di fine anno.
Questo della riduzione delle partecipate "è ancora un tema del governo, e proprio perché in tanti di noi" tra quelli che compongono l'esecutivo, "hanno gestito aziende pubbliche, non c'è alcun progetto Cottarelli per la riduzione partecipate, c'è un obiettivo Cottarelli, condiviso con il governo, ma il modo con cui si fanno queste cose deve essere serio. In questi anni il governo centrale non è stato serio con le autorità locali, ha cambiato le norme ogni tre per due", aggiunge il premier.

ETRA, ANDREA LEVORATO NUOVO PRESIDENTE

È Andrea Levorato, 46 anni, avvocato di Vigonza (PD), il nuovo presidente del Consiglio di gestione di Etra, di cui fanno parte anche Gianguido Benetti di Asiago (VI), ingegnere, Enzo Carraro di Campodarsego (PD), ingegnere, Gianluca La Torre di Padova, giornalista, e Antonia Zoccali di Marostica (VI), consulente del lavoro. Con la nomina del nuovo Consiglio di gestione si è concluso il rinnovo della cariche in Etra.
L'assemblea dei soci dell’utility veneta, partecipata da 75 Comuni, aveva nominato il 30 gennaio il Consiglio di sorveglianza, l'organo di indirizzo e controllo dell'azienda, presieduto da Cristiano Montagner, sindaco di Mussolente (VI). Il Consiglio di sorveglianza ha successivamente individuato i 5 componenti del Consiglio di gestione, l'organo che ha la responsabilità della gestione di Etra, che nella sua prima seduta ha provveduto alla nomina del presidente, all'unanimità. I due Consigli rimarranno in carica per un triennio.
Ringraziando i colleghi del Consiglio e i sindaci dell’assemblea in rappresentanza di 600.000 cittadini, Levorato si è detto pronto al compito “faticoso ma anche molto stimolante” che attende i nuovi vertici aziendali. L’obiettivo, ha detto Levorato, è condurre l’azienda in modo che sia efficiente e competitiva, capace di innovare e di fornire servizi di qualità a prezzi equi.

CIVITAVECCHIA (RM), NEWCO AL POSTO DI HCS

Holding Civitavecchia Servizi, società interamente partecipata dal Comune di Civitavecchia (RM) preposta alla gestione dei servizi pubblici comunali, sarà smantellata: si procederà con il concordato preventivo e sarà poi creata una newco in cui confluiranno i lavoratori dell’azienda. Lo ha reso noto, come riporta Il Messaggero, il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino durante il Consiglio comunale che ha approvato gli indirizzi per la riorganizzazione delle partecipate del Comune. Cozzolino non ha fornito ulteriori dettagli sulle intenzioni dell’amministrazione, ma si è limitato a dire che la volontà è quella di mantenere i servizi pubblici, mettere al sicuro i lavoratori e creare nuove entrate attraverso l’ampliamento dei servizi.

IREN RINNOVABILI, ACQUISITA MAGGIORANZA DI STUDIO ALFA

Iren Rinnovabili, proseguendo nella sua strategia di sviluppo nei settori “green”, ha acquisito una partecipazione di maggioranza in Studio Alfa, società con sede a Reggio Emilia che opera dal 1980 nel settore dei servizi ambientali ed energetici. L’operazione ha l'obiettivo di rafforzare la storica collaborazione tra le due società mettendo a fattor comune le diverse ma complementari competenze di entrambe nel settore dell’ambiente e dell’efficienza energetica e conferma la volontà strategica di Iren di proseguire nel percorso di crescita in un settore sempre più strategico per il gruppo.
Punto di forza fondamentale di Studio Alfa, che vanta un patrimonio di 2.500 clienti, è la struttura aziendale multidisciplinare, dalla consulenza all’analisi scientifica, una rete di presidi a livello nazionale e internazionale che consentono di raccogliere le richieste dei clienti durante l’intero percorso di assistenza. In seguito all'acquisizione Studio Alfa manterrà il proprio brand, la propria autonomia e continuità gestionale. Mauro Carretti di Studio Alfa sarà il presidente e amministratore delegato, mentre Carlo Pasini, attuale direttore generale di Iren Rinnovabili, assumerà la carica di vicepresidente.

ACSM AGAM: ORSENIGO PRESIDENTE, DE CENSI AD

Il consiglio di amministrazione di Acsm Agam, nominato dall’assemblea dei soci del 29 aprile, al termine delle procedure di insediamento ha provveduto a nominare Giovanni Orsenigo presidente, Annamaria Di Ruscio vicepresidente e Michele Enrico De Censi amministratore delegato della società. Il Cda ha poi valutato il possesso dei requisiti di indipendenza dei propri amministratori, ritenendo che Orsenigo e Di Ruscio, nonché Franco Carmine Manna, Antonio Moglia, Pier Giuseppe Biandrino e Umberto D’Alessandro siano in possesso dei requisiti di indipendenza.

PAVIA, NUOVO CDA PER ASM

Il sindaco di Pavia Massimo Depaoli ha revocato il consiglio di amministrazione di Asm, azienda controllata dal Comune che gestisce vari servizi pubblici, tra cui ciclo idrico, calore e igiene ambientale, e ne ha nominato successivamente i nuovi vertici. Il consiglio di amministrazione prescelto dal sindaco, che si riduce da 5 a 3 membri, comprende Duccio Bianchi (55 anni, socio fondatore e successivamente direttore e amministratore delegato dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia), Stefano Spagoni (48 anni, una serie di incarichi in aziende e grandi multinazionali) e Silvia Vinci (41 anni, avvocato), nomi che dovranno essere confermati dall’assemblea di Asm.
Il precedente Cda di Asm Pavia, che si era insediato ai tempi della giunta di centrodestra guidata dall'ex sindaco Alessandro Cattaneo, era formato dal presidente Giampaolo Chirichelli e dai consiglieri di amministrazione Alberto Artuso, Graziano Leonardelli e Matteo Mitsiopoulos. "Fin dal momento in cui si è insediata la nostra Giunta - ha commentato il sindaco Depaoli - abbiamo deciso di tenere la massima trasparenza con i cittadini sulla questione Asm".
Un passaggio che acquista maggior rilevanza, se collegato all’arresto dell’ex presidente ASM Lavori. I Carabinieri di Pavia hanno infatti arrestato Luca Maria Filippi Filippi, ex presidente di Asm Lavori, società attiva nel settore edile controllata dalla multiservizi controllata dal Comune Asm Pavia ed ex consigliere della stessa Asm. Filippi Filippi, figlio dell’ex poliziotto e vicesindaco di Pavia Ettore, è accusato di peculato, corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità per fatti avvenuti dal 2011 al 2014. Oltre al suo arresto, sono state eseguite diverse perquisizioni nelle abitazioni di politici ed imprenditori locali dove è stato sequestrato materiale cartaceo e informatico utile alle indagini. L'attività investigativa, cominciata nel luglio del 2014 e coordinata dal sostituto procuratore Paolo Mazza, ha condotto a ritenere che Filippi Filippi abbia speso per scopi privati denaro pubblico per importi superiori ai 50.000 euro: secondo le prime indagini, l'ex presidente dell'Asm Lavori era solito frequentare alberghi e ristoranti di Roma, della riviera ligure e della Puglia pagando con soldi della società non solo le proprie spese ma anche quelle di amici e famigliari che lo accompagnavano. Inoltre, in qualità di presidente di Asm Lavori, Filippi Filippi avrebbe abusato dei suoi poteri concordando con gli imprenditori la corresponsione, a suo favore, di una percentuale del 10% sul totale dell’appalto assegnato. Filippi Filippi avrebbe compiuto illeciti anche nella gestione del personale della società partecipata, aumentando del 300% le assunzioni e "contribuendo a creare un disavanzo di bilancio dell’Asm - scrivono i Carabinieri - pari a circa mezzo milione di euro".

GENOVA, OK A INGRESSO PARTNER IN AMIU

Entro il 31 dicembre 2015 il Comune di Genova dismetterà 17 società partecipate, senza riflessi occupazionali, con un risparmio previsto di 1,7 milioni di euro. Lo ha stabilito il Consiglio comunale la delibera sul piano di razionalizzazione delle società partecipate. Il piano prevede, tra l’atro, l’ingresso di un partner in Amiu, la partecipata che si occupa dei rifiuti, di cui il Comune manterrà il 51%. Un emendamento di Giunta al testo iniziale della delibera prevede l’ingresso di un partner in Amiu tramite operazioni di aggregazione societaria (anche infragruppo) o altre che garantiscano la migliore realizzazione del piano industriale Amiu assicurando l’unitarietà gestionale del ciclo dei rifiuti nella società. La delibera prevede inoltre che sia dato mandato alla Direzione partecipate di richiedere all’advisor Kpmg l’aggiornamento della valutazione di Amiu e il successivo supporto tecnico giuridico per il perfezionamento dell’operazione aggregativa.

ABBANOA, IN 2015 ULTIMI 20 MLN PER RICAPITALIZZAZIONE

La Regione Sardegna verserà quest’anno l’ultima tranche di 20 milioni di euro per la ricapitalizzazione di Abbanoa, iniziata nel 2011 e costata complessivamente 152 milioni di euro, costo che sale a 188 milioni di euro con i 36 milioni accantonati nel Fondo di garanzia autorizzato dall’Unione europea. Lo ha riferito l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, nel corso di un’audizione in Commissione Bilancio del Consiglio regionale.
L’iniezione di nuove risorse nei bilanci della società che gestisce il servizio idrico della Sardegna, ha spiegato Maninchedda, sarà preceduta dalla verifica della situazione finanziaria, affidata alla Sfirs, e dai pareri dell’Ato e dell’Avvocatura dello Stato.
Abbanoa ha attualmente un debito di circa 250 milioni di euro (100 verso le banche, 150 verso terzi). Le risorse del Fondo di garanzia (36 milioni di euro) serviranno per il consolidamento del debito bancario. “C’è però un’importante novità per il 2015 - ha annunciato Maninchedda - il consolidamento del debito sarà fondato sul Piano economico e finanziario della società. Nelle prossime settimane ci sarà un incontro con le banche per valutare il Pef di Abbanoa, certificato dalla Kpmg”. L’assessore ha sottolineato il netto miglioramento della situazione patrimoniale di Abbanoa dal 2013 a oggi, in termini di efficienza e di cassa. “Se le banche valuteranno positivamente il suo piano economico e finanziario - ha detto Maninchedda - le risorse del fondo di garanzia potranno essere destinate ad altro. Si pensa al ripianamento del debito della società Enas nei confronti dei Consorzi di bonifica (circa 26 milioni di euro)”.

AEW, PAOLO ACUTI NUOVO DG

Sarà Paolo Acuti il nuovo direttore generale di Aew, l’azienda energetica altoatesina controllata dai Comuni di Bolzano e Merano. Acuti, 51 anni, già vicedirettore generale di Aew, è stato designato quale successore di Nicola Calabrò che a partire dal mese prossimo passerà in Cassa di risparmio come amministratore delegato e direttore generale.

PORTO MANTOVANO (MN), ACQUA E GAS PASSANO AD ASEP E TEA

La gestione del servizio idrico integrato e la distribuzione del gas a Porto Mantovano (MN) passerà dall’Asep a Tea: lo si apprende dalla Gazzetta di Mantova, che riferisce del voto in Consiglio comunale per la cessione dei rami idrico e gas. Il trasferimento dei servizi a Tea, multiservizi a partecipazione pubblica del Mantovano, si è reso necessario in particolare per la non conformità dell’affidamento del servizio idrico integrato all’Asep, partecipata dal Comune e dalla stessa Tea, alla normativa comunitaria in materia di in house providing. Per il futuro dell’Asep si ipotizza una sua trasformazione in società in house che consenta l’affidamento diretto di una serie di servizi.

PARTECIPATE, CATANIA: PASSANO DA 23 A 7, PREVISTE LIQUIDAZIONI E DISMISSIONI

Il comune di Catania taglia i costi razionalizzando le partecipate, che passeranno da 23 a 7. Il risparmio previsto da palazzo degli Elefanti sarà pari a 2 milioni di euro all’anno e i ricavi pari a 40 milioni di euro, frutto della vendita di Asec Trade e di parte di Asec Spa.
Il Piano operativo di razionalizzazione è stato approvato dal Comune di Catania - così come previsto dalla Legge di Stabilità varata dal governo - entro fine marzo evitando che l’ente comunale subisse delle sanzioni, che avrebbero rappresentato oltre al danno anche la beffa.
Il sindaco Enzo Bianco e l’assessore alle partecipate Giuseppe Girlando sono convinti che il piano di razionalizzazione rivoluzionerà le partecipate, ma aiuterà anche le casse comunali. “Catania - sottolinea il sindaco - è stata tra le prime città italiane a centrare l’obiettivo perseguendo criteri di razionalizzazione ed efficienza e i ricavi che otterremo potranno migliorare radicalmente la qualità di servizi come quelli forniti da Multiservizi e Sidra, ma anche da Amt e Sostare, che saranno fuse con nuovi risparmi, diventando un’unica azienda che gestisce la mobilità di Catania. A loro affideremo, per esempio, il parcheggio del Pino, al centro della città”.
L’assessore Girlando parla del regolamento delle partecipate come “lo strumento che potrà consentire di intervenire in maniera efficace e moderna sul sistema di tutte queste Società e in particolare su trasparenza e controllo economico, di gestione e di qualità”.
Ecco le società per le quali è prevista liquidazione o dismissione: Asec Trade, Ato Catania Ambiente, Azienda Municipalizzata Trasporti, Cas - Consorzio Autostrade Siciliane, Coceter - Consorzio Comunale Espropri, Consorzio per l’Area di Sviluppo industriale, Consorzio Sicilia al Passo, Golftur, InvestiaCatania, Maas - Mercati Agro Alimentari Sicilia, Sie spa - Servizi Idrici Etnei e Sis - Società degli Interporti Siciliani. A essere parzialmente ceduta sarà invece l’Asec spa. Mantenuta invece la società idrica Acoset - Azienda consortile servizi etnei e la società Sidra spa.

IL BRESCIANO SI AGGREGA INTORNO ALL’ACQUA

Provincia di Brescia, A2A Ciclo Idrico, Acque Ovest Bresciano 2, Garda Uno, Azienda Servizi Valtrompia, Servizi Idrici Valle Camonica e Gandovere Depurazione hanno sottoscritto una lettera di intenti che prevede la possibilità di avviare un progetto di razionalizzazione ed efficientamento del servizio idrico integrato all’interno dell’Ato di Brescia, mediante aggregazione delle gestioni oggi affidate alle parti in un’unica società.
Il gestore unico è ormai un’esigenza per il territorio, ha sottolineato il sindaco di Brescia Emilio Del Bono: le carenze del sistema idrico attuale devono essere risolte per rispondere ai bisogni della Provincia. L'obiettivo dell'operazione, in linea con i recenti indirizzi governativi e con l’evoluzione del settore dei servizi pubblici locali, è quello di creare un operatore che, grazie a una scala adeguata e a una gestione unitaria sui territori di riferimento, possa rendere maggiormente efficiente il servizio, migliorandone la qualità per l’utenza, attrarre nuove significative risorse finanziarie (sia finanziamenti che capitale proprio), e che consenta di accelerare gli investimenti necessari all’adeguamento e al potenziamento delle infrastrutture, con ricadute rilevanti sul territorio in termini di sviluppo dell’indotto legato ai nuovi investimenti. Nelle prossime settimane le società e la Provincia di Brescia approfondiranno i termini del progetto definendo un piano industriale congiunto ed un percorso societario idoneo. In seguito alla definizione di tali elementi potrà essere verificata la possibilità di un ulteriore allargamento della compagine sociale ad altri enti e ad investitori finanziari che possano contribuire all’accelerazione degli investimenti sul territorio.

AIMAG MIRANDOLA, SI PROPONE IL PARTNER PRIVATO “PIACERE”

Piacere - la società nata nei giorni scorsi a Modena - si propone come partner strategico per Aimag di Mirandola. Piacere è costituita da quattro imprese attive nei servizi della raccolta e trattamento dei rifiuti, nell’acquisto e vendita di energia e nella gestione delle reti di distribuzione: Piacentini Costruzioni Spa, Gruppo Reggiani Spa, Gruppo Borsari Spa, Coseam. «Ci proponiamo come partner delle multiutilities nella gestione dei servizi offerti alle comunità e al territorio - specifica il presidente Dino Piacentini - per rafforzarli, offrirne di nuovi, migliorarne la qualità e l’efficienza e sostenerne lo sviluppo».
Verso Aimag, il Gruppo modenese ha un particolare interesse: «È una multiutility ben gestita con un gruppo dirigente competente e dipendenti motivati - osserva Piacentini -. Il nostro Gruppo è in grado di portare un valore aggiunto importante mantenendo la proprietà nelle mani dei Comuni e delle Fondazioni del nostro territorio. Diversamente, se dovessero prevalere altre scelte, Aimag finirebbe per diventare il satellite di un grande gruppo più attento al ritorno finanziario, ai soci e meno all’utenza, con tutti i rischi che questa situazione comporterebbe per la qualità dei servizi e per il loro costo ai cittadini. Insomma, con noi partner di Aimag, amministrazioni pubbliche e comunità territoriali manterrebbero il controllo su beni preziosi quali l’energia e le risorse idriche».
Per Piacentini, l’ingresso di Piacere in Aimag consentirebbe «di partecipare alla cosiddetta “gara del gas” che riguarderà l’affidamento della gestione delle reti di distribuzione per una durata di 12 anni e alla quale Aimag non potrebbe partecipare se si rafforzasse la partecipazione con soggetti che hanno posizioni dominanti sul mercato».

ACQUE DEL CHIAMPO, CAMBIO DEI DIRIGENTI

Cambio di dirigenti ai vertici di Acque del Chiampo, gestore del servizio idrico integrato nell’Ato veneto “Valle del Chiampo”: secondo quanto proposto dall'amministratore unico Alberto Serafin e ratificato all'unanimità dai Comuni soci, Alberto Piccoli e Giovanni Stevan sono rispettivamente il nuovo direttore generale e il nuovo direttore tecnico della società.
Con questa decisione termina l'interim di circa due mesi generato dal licenziamento del precedente direttore generale, Alessandro Rebellato. Alberto Piccoli, 42 anni, laurea in Ingegneria per l'ambiente e il territorio all'Università di Trento, in passato responsabile del Servizio acqua, suolo e rifiuti della Provincia di Vicenza, viene promosso direttore generale lasciando il ruolo di direttore tecnico al collega Giovanni Stevan, 41 anni, stesso percorso accademico, finora responsabile del settore Difesa del suolo della Provincia berica dove si è occupato per oltre 10 anni di programmazione e gestione dei lavori pubblici. La nuova struttura aziendale consentirà ad Acque del Chiampo un risparmio di 90.000 euro l’anno.

IREN, NUOVE NOMINE PER LE CONTROLLATE

I Consigli di Amministrazione di Iren Ambiente e Iren Emilia hanno provveduto, su indicazione dell’Amministratore Delegato di Iren SpA, Massimiliano Bianco, alla nomina dei nuovi Amministratori Delegati delle società. Roberto Paterlini è stato nominato Amministratore Delegato di Iren Ambiente SpA e Fabio Giuseppini è stato nominato Amministratore Delegato di Iren Emilia SpA. L’Amministratore Delegato di Iren SpA ha inoltre indicato Eugenio Bertolini quale nuovo Direttore Generale di Iren Acqua Gas e Iren Emilia.
“Desidero esprimere a Roberto Paterlini, Fabio Giuseppini ed Eugenio Bertolini, anche a nome del Consiglio di Amministrazione di Iren, l’augurio di un proficuo lavoro. - commenta il Presidente di Iren, Francesco Profumo - La loro professionalità e l’esperienza maturata in tanti anni di lavoro nel Gruppo Iren, rappresentano un solida base tecnica e manageriale per affrontare, in stretto rapporto con il territorio, i progetti di integrazione e di sviluppo industriale che ci attendono e che saranno il fulcro della nostra crescita”.
Le nomine si sono rese necessarie a seguito delle dimissioni di Andrea Viero, Vice Presidente del Gruppo e Amministratore Delegato di Iren Ambiente, TRM S.p.A. ed Iren Emilia.

BENEVENTO, DAL CONSORZIO CABIB PRIMO SI’ ALL’AGGREGAZIONE CON GESESA

Il processo di aggregazione tra Cabib e Gesesa può dirsi partito. Nei giorni scorsi, infatti, l’Assemblea consortile del Cabib - Consorzio tra Comuni e poi azienda speciale, gestore del servizio idrico nell’area sannita - presieduta da Raffaele Scarinzi, ha deliberato di approvare l’operazione e dare corso alle azioni finalizzate alla concentrazione gestionale del servizio idrico tra il consorzio stesso e la Gesesa, gestore idrico sannita per quasi 100mila abitanti partecipato da Acea.
L’operazione dovrebbe svilupparsi mediante un duplice processo consistente da un lato nel conferimento del ramo di azienda relativo alla gestione del servizio da Cabib a Gesesa - con espressa esclusione delle infrastrutture idriche che rimarranno nel patrimonio consortile - e dall’altra nell’acquisizione, da parte del consorzio, di quote azionarie del capitale sociale di Gesesa spa, per un valore pari a quello del ramo di azienda oggetto di conferimento.
Il progetto di aggregazione preliminarmente approvato dal consorzio, dovrà essere successivamente valutato e approvato dai Consiglio comunali dei singoli Comuni consorziati.

ACQUE POTABILI, CEDUTE GESTIONI A IREN E SMAT

Il consiglio di amministrazione di Acque Potabili ha deliberato la cessione dei rami d’azienda ligure e torinese in favore, rispettivamente, di Iren Acqua Gas e Smat. Le operazioni, informa Acque Potabili, sono state preventivamente approvate dagli organi competenti dei soci di riferimento delle aziende. In particolare, il ramo d’azienda ligure ceduto ad Iren Acqua Gas comprende il servizio idrico integrato dei Comuni di Camogli, Rapallo, Coreglia Ligure e Zoagli nell’Ato Genova e del Comune di Bolano La Spezia. Include, inoltre, la cessione dell’intera partecipazione posseduta da Acque Potabili in Acquedotto di Savona (100%), previo conferimento a quest’ultima del ramo d’azienda relativo alla concessione di distribuzione di acqua potabile nel Comune di Cairo Montenotte (SV). Quanto alla cessione del ramo torinese a Smat, sono interessate le gestioni di Acque Potabili nell’Ato 3 Torinese, previo trasferimento da Acquedotto Monferrato ad Acque Potabili dei cespiti relativi alle gestioni di San Sebastiano da Po e Casalborgone. In entrambi i casi, il corrispettivo della cessione è pari a 32,9 milioni di euro, al netto di un debito finanziario di circa 14,6 milioni, e la data di trasferimento è prevista indicativamente per il 1° luglio 2015.

FORLI'. SELEZIONE NUOVO DG DI LIVIA TELLUS GOVERNANCE

Il Comune di Forlì ha avviato la selezione per l’individuazione del nuovo direttore generale di Livia Tellus Governance, la holding del Comune per la gestione delle partecipazioni societarie. Alla procedura di selezione si potrà partecipare presentando domanda entro le ore 14 del 26 marzo 2015, secondo le modalità descritte nel bando pubblicato sul sito internet del Comune di Forlì. L’esame delle candidature sarà effettuato da una commissione mediante valutazione comparativa dei curricula e successivo colloquio.

IREN, VIERO FORMALIZZA DIMISSIONI

Facendo seguito a quanto comunicato il 23 dicembre scorso, Iren rende noto che Andrea Viero ha formalizzato le sue dimissioni con effetto immediato dalle cariche di consigliere di amministrazione e, conseguentemente, dal ruolo di vicepresidente della società. Iren esprime il più sentito ringraziamento al Dott. Viero per il lavoro svolto.

ABC NAPOLI, INDAGINI SU APPALTI E ASSUNZIONI

La Guardia di finanza sta acquisendo, per conto della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica di Napoli, atti e documenti negli uffici di Abc Napoli, l’azienda speciale del Comune che gestisce il servizio idrico. È quanto riporta il Corriere del Mezzogiorno, spiegando che le indagini in corso riguardano appalti e assunzioni dell’azienda. La Corte dei Conti, da un lato, si sta occupando dell’assorbimento in Abc dei dipendenti delle due controllate Net Service e Marino Lavori (circa un centinaio), avvenuto lo scorso autunno, nonché dei 107 addetti alla stazione di sollevamento di San Giovanni, non ancora avvenuto ma disposto dal Comune, che ha stanziato 5 milioni di euro per coprire i costi. All’attenzione della Procura ci sono invece alcuni appalti, tra cui l’affidamento al consorzio Serino - di cui facevano parte la ex Arin, oggi Abc, e Net Service - di interventi finanziati con i fondi della legge n. 219/1981 per le popolazioni terremotate.

BARI,. NOMINATI ORGANI SOCIALI AMGAS SPA E AMGAS SRL

Il Comune di Bari ha nominato i componenti degli organi sociali delle due aziende partecipate del gas, Amgas Spa e Amgas Srl, delle quali sono stati rinnovati i consigli di amministrazione e i collegi sindacali. Per il Amgas SpA, alla presidenza del Cda è confermato Ugo Patroni Griffi, mentre gli altri due componenti sono Giovanna Iacovone e Daniela Caterino; presidente del collegio sindacale è Dora Savino, gli altri membri Francesco Grimaldi, Giuseppe Ruta, Aurora Defalco e Fiorella Buonamico. Amgas Srl avrà per la prima volta un amministratore unico, la dirigente comunale Rosalba Cirillo, in un’ottica di contenimento delle spese e per avere maggior controllo del Comune sulle attività aziendali; per il collegio sindacale sono stati scelti Annalucia Muserra in qualità di presidente, Nicola Lopez, Vincenzo Mecca, Alessia Piscazzi e Filomena Fontanarosa.
"Ho rispettato gli impegni assunti in campagna elettorale e in consiglio comunale: ho detto che non avrei nominato parenti di amministratori o candidati non eletti - ha commentato il sindaco di Bari, Antonio Decaro - e così ho fatto. Sono inoltre soddisfatto sia per il profilo accademico professionale nonché di esperienza delle persone individuate per la guida delle aziende sia per l'elevata presenza di donne nei diversi organi sociali. Non ho rispettato i criteri della parità di genere - ha proseguito il primo cittadino - ma sono andato ben oltre, affidando tre presidenze su quattro (amministratore unico Amgas Srl ed entrambi i collegi sindacali) a professioniste di grande esperienza per le loro competenze e non per una quota di genere”.

HERA: OK A NUOVO PATTO DI SINDACATO DA IMOLA, CESENA E MODENA

I Comuni soci di Hera stanno votando in queste settimane l’adesione al nuovo patto di sindacato e la modifica dello statuto della multiutility, con l’obiettivo di vincolare le azioni oggetto del patto nella misura del 38% a partire dal prossimo luglio, mantenendo comunque il controllo pubblico attraverso lo strumento del voto doppio dei soci che manterranno bloccate le azioni per almeno 24 mesi. La proposta è stata approvata dal Consiglio comunale di Imola; l’intenzione dell’amministrazione comunale e di Con.Ami (il consorzio costituito con altri Comuni romagnoli che detiene il 7,26% delle azioni Hera) è di mantenere i propri titoli azionari e, anzi, di acquistarne di nuovi. Si avvicina l’ok anche nel Comune di Cesena, la cui amministrazione ha già reso nota la propria intenzione di aderire al nuovo patto di sindacato, approfittando della possibilità di vendere fino a un massimo di 6.551.787 azioni per finanziare investimenti sul territorio comunale. A Modena è stato invece approvato, nell’ambito del piano di razionalizzazione delle partecipate, lo scioglimento di Hsst, la holding cui gli enti locali modenesi hanno conferito le loro azioni di Hera (140 milioni di azioni, il 9,36%, di cui 102 solo del Comune di Modena); il Comune diventa così titolare diretto della propria partecipazione in Hera che rientrerà nel patto di sindacato al 38%.

ABC NAPOLI, NUOVO CDA CON MONTALTO PRESIDENTE

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha nominato nei giorni scorsi i tre componenti del Consiglio di Amministrazione di Abc Napoli, designando come presidente Maurizio Montalto, confermando consigliere Maurizio Giugni (che da ottobre sostituiva al vertice della società Ugo Mattei, l'ex presidente allontanato dal sindaco) e chiamando Stefania Mele a far parte del nuovo CdA.
Per il sindaco de Magistris «abbiamo scelto i vertici dell’azienda speciale Abc con una trasparente procedura di evidenza pubblica, dimostrando ancora una volta di saper innovare, nei metodi e nei contenuti, le scelte dei rappresentanti delle aziende del Comune di Napoli. Abbiamo individuato persone da sempre impegnate nella lotta per l’acqua pubblica come l’avvocato Montalto e abbiamo dato all’azienda una governance certa e stabile garantendo da un lato la coerenza col nostro percorso, primo ed unico in Italia, di pubblicizzazione della gestione dell’acqua e dell’intero ciclo idrico acqua bene comune e, dall’altro, la tranquillità di tutti i lavoratori superando i gravi limiti della precedente gestione».
Per Montalto, la nomina «non è un riconoscimento alla mia persona, ma ai movimenti dell'acqua ed è la scelta rivoluzionaria di dare seguito al referendum del 2011». «La Regione proprio in queste ore sta creando le condizioni per le privatizzazioni spinte. Ci opporremo». Il riferimento è alla legge regionale che dovrebbe riordinare gli ambiti territoriali commissariati da due anni. In commissione regionale c'è la proposta della giunta Caldoro per un Ato unico. «Si apre la strada alle grandi multinazionali - spiega Montalto - Eppure i Comuni avevano già speso soldi per i piani d'ambito. Così si deve ripartire daccapo. Uno spreco. In più, una norma antidemocratica perché stabilisce che a decidere sarà un gruppo ristretto di sindaci».

SICILIACQUE, 8 MLN PER 10 IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Siciliacque, società che si occupa dell’adduzione di acqua potabili in Sicilia, intende investire 8 milioni di euro per dotare i propri impianti di un sistema fotovoltaico che consentirà di abbattere il fabbisogno energetico di circa il 29%. Lo ha annunciato, come riporta MF Sicilia, l’amministratore delegato della società Stefano Albani, spiegando che gli impianti fotovoltaici saranno in tutto 10, di cui 4 (pari a un investimento di 5 milioni di euro) già in fase avanzata di realizzazione. Entro il prossimo anno Siciliacque conta di produrre il 29% del proprio fabbisogno energetico, cedendo energia alla rete e abbattendo anche la quantità di CO2 emessa in atmosfera.

ANTICORRUZIONE E APPALTI, IL GRUPPO CAP SI AGGIUDICA LE TRE STELLETTE DI LEGALITA’

Un vero e proprio bollino blu di legalità quello assegnato dall’Autorità Garante della concorrenza e del mercato al Gruppo CAP che si vede riconoscere il punteggio massimo delle tre stellette. Un riconoscimento alle imprese “virtuose” dal punto di vista della legge e della trasparenza, voluto dall’Antitrust con la collaborazione dell’Authority Anticorruzione di Cantone. Un’ élite, quella delle aziende con 3 stellette, che conta ad oggi solo 40 imprese in tutta Italia, tra cui il Gruppo CAP, unica nel mercato della gestione del Sistema Idrico Integrato.
Oneroso e stringente l’iter per la concessione del rating. E’ infatti lunga la lista dei requisiti che CAP ha dovuto rispettare per ottenere le tre stellette. Oltre ai requisiti base, i controlli incrociati dell’Autorità si sono concentrati, tra gli altri, su: il rispetto del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria; l’utilizzo dei sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge; l’adozione di processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility; l’introduzione in azienda di modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione.
“Siamo davvero orgogliosi di questo riconoscimento - commenta il Presidente del Gruppo CAP Alessandro Russo - che premia l’impegno di un’azienda pubblica che investe ogni giorno una media di oltre 160.000 euro sul territorio con un capitale di 800 milioni. E’ essenziale per noi che ogni processo, ogni decisione avvenga nella massima trasparenza e nella totale garanzia per tutti i cittadini che sono anche i nostri soci. Questo risultato è anche un forte segnale al mercato: si può, e anzi si deve, essere azienda pubblica e rappresentare, al contempo, il punto di riferimento industriale del settore per know how e rispetto della legge”.
Le tre stellette di legalità rappresentano la seconda tappa di un processo di attenzione alla trasparenza e ai meccanismi anticorruzione, inaugurato nel mese di settembre con la firma del “protocollo di legalità” sottoscritto dal Gruppo CAP e Prefettura di Milano e che prevede un’apposita piattaforma informatica, realizzata a cura di Cap Holding, destinata a raccogliere tutte le informazioni relative ai cantieri e all’intera filiera degli appalti e che consente un’attività di screening preventivo, sulla falsariga di quanto già avviene per le opere Expo, agevolando in maniera rilevante l’attività di accesso ai cantieri da parte delle Forze di Polizia.

A2A, CAUSA DI CARLO TASSARA PER RIASSETTO EDISON

La Carlo Tassara di Romain Zaleski, socio di minoranza di A2A, ha intentato una causa civile contro la multiutility lombarda e il colosso francese dell’energia Edf per presunti danni subiti nel riassetto di Edison avvenuto nel 2012. Prima della consegna dell’atto di giudizio ad A2A, Carlo Tassara ha venduto lo 0,17% del capitale della multiutility (5,3 milioni di azioni), incassando circa 5,1 milioni di euro. Successivamente il rappresentante della holding nel Cda di A2A, Mario Cocchi, si è dimesso dalla carica per “ragioni di sensibilità e di rispetto della funzione”.
La holding di Zaleski contesta le modalità in cui è stata condotta l’operazione di riassetto di Edison, lamentando di essere stata costretta in quel contesto a cedere il 10% di Edison in suo possesso a un prezzo sfavorevole, con una svalutazione per 294 milioni di euro. Con l’operazione, Edf aveva rilevato il 30% di Edison dai soci italiani, guidati da A2A, e lanciato un’Opa sul resto del capitale, a cui Carlo Tassara aveva aderito, mentre A2A e gli altri soci di Edison avevano rilevato il 50% di Edipower da Edison. Secondo la Carlo Tassara il prezzo di cessione di Edipower era stato determinato al di sotto del valore che avrebbe avuto in una transazione isolata per compensare lo sconto concesso dai soci italiani a Edf nell’acquisto delle azioni Edison. Secondo la Carlo Tassara, A2A ed Edf avrebbero agito in violazione dell’articolo 2497 del Codice civile, perseguendo esclusivamente i propri interessi; di qui la richiesta di risarcimento del danno, nella misura che risulterà in corso di causa, oltre a interessi legali e rivalutazione monetaria. A2A ha espresso sorpresa per l’iniziativa della Carlo Tassara a quasi 3 anni dall’operazione, che aveva ottenuto ogni necessaria autorizzazione da parte delle autorità di vigilanza.

MESSINA, ALL’AMAM LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA LUGLIO

Dal prossimo luglio, la gestione dei servizi ambientali passerà all’Amam, attuale gestore idrico. L’atto dovrebbe concretizzarsi entro il 30 giugno, secondo le previsioni del sindaco Accorinti. È questa la data fissata per tre momenti chiave: la liquidazione dell’Ato3, lo scioglimento di MessinAmbiente e l’affidamento all’Amam della gestione dei rifiuti.
Entro il 31 dicembre, invece, cesserà l’attività dell’Atm e tutti i servizi verranno affidati alla Multiservizi, che gradualmente, a partire dalle prime settimane del 2016, gestirà anche i servizi sociali.
Amam intanto - gravata da un decreto ingiuntivo per fatture energetiche non saldate e relative al biennio 2009-2010 - ha deciso d’istituire un ufficio preposto all’attività di recupero crediti. Tale ufficio dovrà analizzare i diversi contenziosi che l’ente vanta con privati ed istituti pubblici: i crediti totali che l’Amam iscrive a bilancio sono stimabili in circa 60 milioni di euro.

AMIAT, DIEGO COMETTO AMMINISTRATORE DELEGATO

Il consiglio di amministrazione di Amiat, società del gruppo Iren che si occupa di servizi ambientali a Torino, ha cooptato Diego Cometto conferendogli le deleghe di amministratore delegato dell’azienda. Cometto sostituisce Roberto Paterlini, consigliere di Amiat e amministratore delegato e direttore generale di Iren Ambiente. Il Cda di Amiat risulta dunque ora composto dal presidente Maurizio Magnabosco, dall’amministratore delegato Diego Cometto e dai consiglieri Roberto Ceschina, Agata Fortunato e Roberto Paterlini.
Con la nomina di Diego Cometto, 60 anni, ingegnere, il gruppo Iren intende dare continuità all’avviato processo di crescita e sviluppo del settore ambientale nell’area piemontese valorizzando i ruoli manageriali e le competenze presenti sul territorio. Cometto, in Amiat dal 1985, ha ricoperto vari incarichi dirigenziali, sino alla nomina a direttore generale nel 2008, maturando una solida esperienza nell’ambito del ciclo integrato dei rifiuti.

MONZA, CANDIDATURE PER CDA ACSM-AGAM

Il Comune di Monza cerca un candidato per il consiglio di amministrazione della multiutility Acsm-Agam, che dovrà essere rinnovato il 30 aprile. Il Comune di Monza - socio al 29,1% di Acsm-Agam insieme al Comune di Como (24,8%) e ad A2A (21,9%), con un restante 24,2% flottante - deve infatti designare 4 dei 10 candidati dell’unica lista presentata insieme a Como, che designa altri 4 nomi, e A2A, a cui spettano 2 candidature. Le candidature da sottoporre al Comune di Monza potranno essere presentate entro il 9 marzo.
Attualmente il Cda di Acsm-Agam è composto dal presidente Roberto Colombo, monzese, dal vicepresidente Umberto D’Alessandro, espressione del Comune di Como, dall’amministratore delegato Enrico Grigesi e dai consiglieri Paolo Battocchi, Luca Angelo Allievi, Paolo Lanzara, Marianna Sala, Alessandro Igino Botta Monga, Claudio Cobianchi e Vincenzo Panza. In base a quanto stabilito dai patti parasociali, nel prossimo Cda la presidenza sarà espressa dal Comune di Como e la vicepresidenza da quello di Monza, mentre A2A designerà l’amministratore delegato.

ANCI, SMART CITY: ENERGIA E AMBIENTE TRA LE AZIONI IN CANTIERE

Sono 130 i progetti della piattaforma web dell’Anci per le Smart City dedicati all’energia, e coinvolgono 53 comuni per investimenti complessivi pari a 590 milioni di euro. Si tratta di iniziative per l’utilizzo efficiente delle fonti energetiche disponibili e l’integrazione delle energie rinnovabili. In generale si va dalla riqualificazione energetica delle scuole, ai premi per i condomini che adottano soluzioni efficienti, alla riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica, alla realizzazione di impianti e pensiline fotovoltaiche, all’efficientamento degli edifici pubblici.
Un’altra sezione della piattaforma Anci per le Smart City è relativa al tema Ambiente. Le azioni riguardano interventi per la difesa dell’ambiente e per la gestione e tutela del territorio, con particolare attenzione al clima, alla gestione del ciclo dei rifiuti urbani, alla gestione idrica e al controllo dell’inquinamento. 191 progetti in 77 comuni che assorbiranno 626 milioni.
La piattaforma dell’Anci per le Smart City è suddivisa in otto macro aree: Government, Environment, Economy, People, Living, Mobility, Planning, Energy. Complessivamente, sono stati avviati 1227 progetti, per 4,5 mld di investimenti. Come sottolineato dal presidente dell’Anci e sindaco di Torino Piero Fassino, la piattaforma web è stata pensata per offrire ai Comuni uno strumento di supporto nella realizzazione dei progetti che consenta alle amministrazioni di valutare le proposte ricevute dalle imprese, definendo le priorità ed assegnando al meglio le risorse disponibili. In questo modo ci sarà una regia complessiva e i Comuni potranno replicare le best practices già realizzate.

NUOVO CDA PER ACQUE POTABILI: FRANCESCO SAVA PRESIDENTE, QUAZZO AD

L’assemblea degli azionisti di Acque Potabili, riunitasi ieri a Torino sotto la presidenza di Anna Ferrero, ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione per gli esercizi 2015-2016-2017, che resterà in carica fino alla data dell'assemblea degli azionisti convocata per l'approvazione del bilancio al 31.12.2017. Nuovo presidente della società è Francesco Sava, Armando Quazzo è amministratore delegato e Roberta Sciolotto il terzo componente del Cda.
L’assemblea degli azionisti, in sede straordinaria, ha poi deliberato alcune modifiche allo Statuto sociale (artt. 6, 9, 10, 11, 13, 15, 16, 17, 18, 19, 22). Successivamente all’assemblea degli azionisti, si è riunito il consiglio di amministrazione della società Acque Potabili per il conferimento delle deleghe agli amministratori.

UMBRA ACQUE, NUOVO CDA

Rinnovato il CdA di Umbra Acque, il gestore del servizio idrico integrato in 38 Comuni della provincia di Perugia. Gianluca Carini assume la presidenza e Paolo Pizzari diventa Amministratore delegato. Tra gli altri consiglieri: Patrizia Bianchi, Andrea Bellucci, Fabrizio Burini, Alessandro Carfì, Emanuela Cartoni, Bruno Ceppitelli e Ranieri Mamalchi.

GRUPPO CAP, ONLINE TUTTI I CANTIERI ATTIVI

Chi vuole conoscere nel dettaglio i lavori che il Gruppo CAP sta effettuando in Provincia di Milano, in veste di gestore unico del servizio idrico integrato sul territorio, da oggi ne ha la possibilità: basteranno pochi semplici click sul sito gruppocap.it, da cui si può accedere alla mappa completa dei 133 Comuni della Provincia di Milano che riporta i cantieri attivi e tutte le informazioni sugli stessi Comune per Comune, oltre alla possibilità di vedere i cantieri in modalità street view. Si tratta dell’iniziativa “cantieri trasparenti”, lanciata nei giorni scorsi dal gestore.
Il servizio si basa sulla piattaforma WebGis, un sistema informativo sviluppato dal Gruppo che consente di acquisire, estrarre e gestire le informazioni derivanti da dati georiferiti relativi alle reti e a tutte le strutture legate al servizio idrico integrato.
Ad oggi lo sviluppo del sistema - tra i pochi così avanzati in Italia e l’unico accessibile on line da tecnici, professionisti e cittadini, sottolinea il Gruppo CAP - ha richiesto un investimento di 350.000 euro, cui si aggiungeranno 250.000 euro nel prossimo futuro e si basa sul lavoro di un ufficio composto di oltre 10 persone.
“Chi di noi di fronte a un cantiere nella propria città non si è chiesto di cosa si tratta e soprattutto quando termineranno i lavori e quanto costano alla comunità?”, spiega Alessandro Russo, presidente del Gruppo CAP. “Da oggi queste e molte altre informazioni sono disponibili istantaneamente accedendo al sito web del Gruppo CAP. Chi come noi gestisce un servizio di pubblica utilità - prosegue Russo - deve garantire la massima trasparenza del proprio lavoro e allo stesso tempo contribuire al miglioramento della qualità della vita dei cittadini e degli utenti serviti. I nostri cantieri - conclude il presidente del Gruppo CAP - hanno l’obiettivo di portare nelle case dei cittadini un’acqua sempre più di qualità e sicura".

HERA, OFFERTE AGEVOLATE PER ENERGIA ALLE START UP

Un pacchetto ad hoc messo a punto per sostenere i giovani imprenditori nella fase di avvio della loro attività e di confronto con il mercato. Si chiama Hera Start Up ed è l’offerta che la multiutility, in collaborazione con Democenter - fondazione che opera a sostegno delle nuove iniziative imprenditoriali ad alta intensità di conoscenza -, e attraverso le società del Gruppo Hera Comm, Acantho e Herambiente, propone alle start up del territorio modenese. L’offerta comprende fornitura di energia elettrica e gas e una serie di servizi essenziali a condizioni estremamente convenienti.
L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi in una conferenza stampa presso la sede Hera di Modena, a cui hanno partecipato il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, l’Amministratore Delegato del Gruppo Hera Stefano Venier e il Presidente di Democenter Erio Luigi Munari. La decisione di proporre questa opportunità nasce dalla consapevolezza, condivisa con i Comuni soci, che, soprattutto in una fase così complessa per l’economia del Paese, il ruolo di una multiutility non possa limitarsi a quello di fornitore di pubblici servizi, seppur erogati con qualità ed efficienza, ma debba piuttosto caratterizzarsi, ad ampio spettro, come elemento in grado di rendere più competitivo e attrattivo un territorio. In questo senso, la partnership con Democenter rappresenta un’opportunità per promuovere l’offerta tra i giovani imprenditori a supporto dell’imprenditoria giovanile.
La proposta Hera è rivolta alle aziende in fase di start up dell’Emilia- Romagna. L’attività deve essere avviata da meno di 18 mesi e il titolare, o almeno la metà dei soci della start up, deve avere meno di 35 anni al momento della sottoscrizione del contratto. L’offerta Hera Start Up consente di avere energia elettrica e gas a mercato libero, a un costo sensibilmente migliore delle tariffe regolate. Il cliente pagherà il prezzo del mercato all’ingrosso dell’energia (un’opportunità solitamente riservata solo ai grandi operatori) con un piccolo contributo sui consumi, che per il primo anno è gratuito. Pagamento a 60 giorni e bollette on-line Hera Start up prevede il pagamento delle fatture a 60 giorni, anziché i consueti 20, e la domiciliazione bancaria o postale delle fatture stesse. L’offerta comprende la possibilità di aggiungere a luce e gas anche la fornitura di servizi di telecomunicazione, grazie alla società del Gruppo Hera, Acantho.
Infine, grazie a Herambiente, leader nazionale nel trattamento dei rifiuti, le nuove imprese potranno richiedere un preventivo gratuito per la valutazione dei rifiuti prodotti e ricevere un’offerta economica per lo smaltimento definita sulle esigenze specifiche.
“Nella visione del Gruppo Hera, una local utility rappresenta un elemento centrale nello sviluppo di infrastrutture materiali e immateriali che rendano sempre più competitivo e sostenibile il territorio”, spiega Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo Hera. “La proposta presentata oggi va esattamente in questa direzione e credo possa rappresentare un concreto contributo ad aiutare i giovani a intraprendere una nuova via imprenditoriale, di cui il Paese ha forte bisogno, così come il territorio emiliano romagnolo”.

SARDEGNA, BIANCHI (NUORO) NUOVO COMMISSARIO DELL'EGATO

Il sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi sarà il commissario straordinario del nuovo Ente di governo dell’Ambito della Sardegna, istituito con una recente legge regionale in sostituzione della soppressa Autorità d’Ambito regionale, di cui Bianchi era già commissario. La nomina è stata approvata dalla Giunta regionale.

IREN, MASSIMILIANO BIANCO RICONFERMATO AD

L’assemblea degli azionisti di Iren ha approvato il bilancio 2014 della società deliberando la distribuzione di un dividendo pari a 0,0523 euro per azione, come proposto dal Cda, e la conferma di Massimiliano Bianco nel ruolo di amministratore delegato della multiutility. La nomina è stata successivamente confermata dal Cda. Massimiliano Bianco, nato a Gioia del Colle (BA) nel 1971, è stato nominato amministratore delegato del gruppo Iren per cooptazione, il 1° dicembre 2014.
L’assemblea ha inoltre nominato il nuovo collegio sindacale per il triennio 2015-2017. Della lista dei soci pubblici sono stati nominati due sindaci effettivi, Emilio Gatto e Annamaria Fellegara, e un sindaco, Giordano Mingori. Il presidente del collegio sindacale Michele Rutigliano e il sindaco supplente Giorgio Mosci sono stati tratti dalla lista degli azionisti privati.

SALERNO: PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE PARTECIPATE

Approvato dalla Giunta il piano di razionalizzazione delle partecipazione societarie detenute dal Comune di Salerno sarà a breve discusso dal Consiglio. Il piano predisposto, in un’ottica di efficientamento e contenimento dei costi, prevede di concentrare la gestione strategica delle partecipazioni in capo a Salerno Energia holding, il cui preconsuntivo 2014 registra un utile netto di oltre due milioni di euro.
Nel 2011 la holding ha acquisito Salerno Sistemi; a seguito di tale operazione la società idrica ha fatto registrare un notevole miglioramento della performance economica, passando da una perdita di oltre 8 milioni di euro ad un utile netto nel 2014 di 396mila euro. In virtù di questi dati, il piano di razionalizzazione delle partecipate licenziato dalla giunta prevede l’integrazione nel gruppo Salerno Energia Holding delle società Salerno Solidale e Salerno Mobilità. “Inoltre - si legge nel documento - è obiettivo del Comune di Salerno trasferire alla capogruppo la proprietà delle farmacie comunali attualmente gestite dal Consorzio Farmaceutico Intercomunale. Chiaramente tale trasferimento sarà possibile solo previa fuoriuscita dell’amministrazione comunale dalla compagine del consorzio”. E sempre ad una delle società della holding sarà trasferita anche la competenza per quei servizi che non rientrano nelle attività tipiche del ciclo integrato dei rifiuti e che ora vengono svolti da Salerno Pulita.
Attraverso queste azioni di razionalizzazione ed altre relative alla riduzione dei costi di gestione, il Comune spera di risparmiare nei prossimi tre anni 19mila euro di consulenze e 201mila euro relativi a beni e servizi. Saranno poi trasferite a Salerno Energia holding anche le quote di partecipazione nelle società Asis ed Ausino, che si occupano di servizio idrico (costituita da 40 Comuni salernitani - compreso il capoluogo - la prima società, da altri 20 Comuni la seconda).
Il piano prevede infine la dismissione di Salerno Patrimonio (che sarà messa in liquidazione e poi chiusa), Consorzio Aeroporto Scarl, Banco di Salerno, Irno Service, Aeroporto di Salerno spa. Il documento stabilisce anche un crono programma per tutte queste azioni. Tra aprile ed agosto è previsto il processo di aggregazione nel gruppo Salerno Energia, mentre entro la fine dell’anno si concluderanno tutte le operazioni di dismissione che sono state previste.

ACAM GAS, ITALGAS ACQUISISCE CONTROLLO TOTALE

Italgas, società controllata da Snam, ha perfezionato l’acquisizione da Acam della quota del 51% di Acam Gas per un corrispettivo di 46 milioni di euro. Con questa operazione Italgas, che già deteneva il 49% di Acam Gas, acquisisce il controllo totale della società, consolidando ulteriormente le proprie attività di distribuzione del gas nell’Ambito territoriale minimo (Atem) di La Spezia.
Acam Gas è titolare del servizio di distribuzione del gas nella città di La Spezia e in altri 28 Comuni situati nella Provincia spezzina, con circa 112.000 punti di riconsegna attivi. Nel 2013 la Società ha registrato ricavi complessivi per circa 24 milioni di euro, un Ebitda di circa 14 milioni di euro e ha chiuso l’esercizio con una posizione finanziaria netta positiva di circa 1,5 milioni di euro.

ACEA 2.0, RIVOLUZIONE DIGITALE CON INVESTIMENTI PER 500 MLN

Parte l’operazione Acea 2.0: sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea i primi due lotti dei nuovi bandi di gara che la multiutility capitolina ha predisposto per digitalizzare le modalità di intervento e gestione delle proprie reti idriche e di distribuzione elettrica. Una rivoluzione digitale che porterà sul territorio 500 milioni di euro di investimenti. Nel corso di questi mesi, su input del presidente Catia Tomasetti e dell’ad Alberto Irace, il gruppo Acea ha avviato un percorso che, entro il 2016, permetterà di gestire attraverso innovative tecnologie mobile e in modo perfettamente integrato tutti i processi di lavoro: dalla realizzazione di infrastrutture ai servizi di manutenzione, dalla gestione delle reti al customer care. Questa rivoluzione sarà possibile grazie al sistema Work Force Management (WFM), una piattaforma informatica digitale - realizzata dalla multinazionale SAP - che consentirà di coordinare e monitorare in tempo reale tutte le attività di Acea e dei suoi fornitori. La gestione delle reti idriche a Roma e Frosinone e la distribuzione di energia elettrica a Roma saranno le prime due aree industriali a essere interessate dal processo di digitalizzazione, a partire dalla selezione dei fornitori, che dovranno obbligatoriamente adottare la nuova metodologia di lavoro digitale. La società ha infatti predisposto una nuova modalità di bandi che consentirà di investire sul territorio circa 500 milioni di euro, attuando una significativa concentrazione dei lotti: da 100 appalti annuali si passerà a 5 macroappalti, attivando così affidamenti strategici e di lungo periodo (da un minimo di 3 a un massimo di 5 anni).
Nell’ambito del servizio idrico integrato, Acea Ato 2, gestore del servizio idrico di Roma e Provincia per 3,8 milioni di abitanti, avvierà due lotti di 110 milioni di euro ciascuno per la realizzazione/manutenzione di nuove infrastrutture idriche e condotte fognarie; Acea Ato 5, gestore del servizio idrico di Frosinone e Provincia, avvierà un bando di 30 milioni di euro nel secondo semestre 2015. Quanto alla distribuzione di energia elettrica, Acea Distribuzione - la società di Acea che gestisce l’intera rete di distribuzione elettrica di Roma - avvierà entro marzo 2015 2 lotti da 120 milioni di euro ciascuno per la manutenzione e l’ammodernamento della rete. I parametri di aggiudicazione delle gare non saranno al massimo ribasso, ma tecnico-economici. L’offerta tecnica sarà valutata anche secondo parametri riguardanti l’ambiente, la sicurezza, la capacità di innovazione tecnologica dell’appaltatore.

ACQUE POTABILI, STIPULATO ATTO DI FUSIONE CON SVILUPPO IDRICO

È stato stipulato nei giorni scorsi l’atto di fusione per incorporazione di Acque Potabili in Sviluppo Idrico, società controllata pariteticamente da Iren Acqua Gas e Smat, il cui progetto di fusione era stato approvato dalle rispettive assemblee nel settembre 2014.
La fusione sarà efficace dal 1° febbraio 2015. A seguito della fusione la società incorporante assumerà la denominazione sociale di Acque Potabili SpA, con sede a Torino. Una volta efficace la fusione, le azioni Acque Potabili saranno revocate dalla quotazione sul mercato azionario.

GRUPPO IREN - INTESA SAN PAOLO: PARTNERSHIP E SCONTI ALLA CLIENTELA

Intesa Sanpaolo e Gruppo Iren hanno avviato una nuova partnership per offrire ai clienti delle Banche del Gruppo un’opportunità di risparmio trasparente e immediata sui consumi energetici. L’accordo è stato siglato a Torino, presso la sede del Centro per l’Innovazione di Intesa Sanpaolo, da Valter Pallano, Amministratore delegato di Iren Mercato, e Stefano Barrese, Responsabile Area Sales e Marketing del Gruppo bancario, alla presenza di Francesco Profumo, presidente Iren, Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, e Maurizio Montagnese, responsabile Area di Governo Chief Innovation Officer di Intesa Sanpaolo.
Le spese legate al consumo di luce e gas rappresentano un’uscita consistente e di difficile contenimento nel bilancio delle famiglie, che destinano ben il 35% del budget mensile alle spese legate all’abitazione e all’energia. Per questo motivo la collaborazione prevede uno sconto del 15% per il primo anno e del 10% per gli anni successivi, applicato a tutti i clienti Intesa Sanpaolo che, da oggi al prossimo 28 febbraio, domicilieranno il pagamento delle utenze sul proprio conto corrente. A beneficiare del taglio della bolletta saranno non solo i clienti della Banca che diventeranno nuovi clienti Iren, ma anche coloro che hanno già in corso con il partner dell’iniziativa un contratto di fornitura.
La collaborazione tra Intesa Sanpaolo e il Gruppo Iren nasce dal comune intento di essere sempre più vicini ai propri clienti - in un contesto di crisi economica non ancora superata e di comportamenti d’acquisto orientati alla prudenza - offrendo vantaggi esclusivi e livelli di servizio elevati.
L’incontro di Torino ha avviato un tavolo di collaborazione continuativo, utile per definire le strategie e i prossimi passi della partnership che intende focalizzarsi in particolare nell’offerta ai clienti Intesa Sanpaolo e ai clienti del Gruppo Iren di servizi innovativi per il risparmio e l’efficientamento energetico.
Per Francesco Profumo «la collaborazione avviata rappresenta un percorso virtuoso in grado di proporre ai clienti dei due Gruppi occasioni importanti non solo per ottimizzare i costi di gas ed energia elettrica, ma anche, in un immediato futuro, per ridurre gli sprechi e ottimizzare la gestione energetica delle famiglie e delle imprese. È una partnership che delinea un modello in cui si intrecciano e si rafforzano i vantaggi per i clienti, i vantaggi per l’ambiente e, più in generale, i vantaggi per l’intera comunità».
Per Carlo Messina «la sigla di accordi di collaborazione con partner di primario standing ci consente di gestire in modo più ampio la relazione con la nostra clientela, che, insieme alla focalizzazione sul mercato, è alla base delle evoluzioni più significative del nuovo modello di servizio e organizzativo della Banca dei Territori. Il principio è quello di andare oltre le attività bancarie di finanziamento, investimento e pagamento, facendo confluire nei nuovi motori di crescita anche un’offerta non bancaria dedicata».

OSSERVATORIO SULLE UTILITIES, SEMINARIO L’8 GIUGNO A MILANO

Un seminario per analizzare ed esplorare le dinamiche del comparto energia, rifiuti e acqua delle utility italiane, alla luce delle evoluzioni degli ultimi anni. Lo organizza l’Osservatorio sulle Utilities di Agici che indagherà le direttrici dello sviluppo del comparto, le risorse finanziarie dedicate e le possibilità di successo. Il seminario “Come cambiano le strategie delle Utilities europee e italiane. Impatti sulla competizione e sul Paese” si svolgerà a Milano il prossimo 8 giugno. Sarà presentata e discussa un’analisi di benchmark sulle strategie e sugli andamenti economico-finanziari dei 10 maggiori gruppi energetici europei e delle 5 maggiori multiutility italiane.
L’evento è a tavola rotonda (stile Aspen). Esso prevede fino a 40 partecipanti ed è riservato ai massimi esponenti di: Utilities, per comprendere le strategie dei competitor; PA (Sindaci, Assessori, …), per gestire dalla prospettiva dell’azionista il processo di cambiamento in atto; Autorità di regolazione, per meglio cogliere i cambiamenti di mercato; Operatori delle filiera, per meglio conoscere dove intendono investire i rispettivi clienti; Finanza, per meglio indirizzare gli investimenti in un settore in rapido mutamento.
Per informazioni e iscrizioni: Osservatorio sulle Utilities.

PERGINE (TN), STET: 5 MLN DI INVESTIMENTI TRA SERVIZIO IDRICO ED ENERGETICO

Ammontano a circa 5 milioni le previsioni di investimento per l’anno in corso delineate da Stet, di Pergine Valsugana (TN). Gli investimenti dovrebbero riguardare i settori dell’energia elettrica e della rete idrica, compresa la depurazione. Per quanto riguarda il terzo settore, quello relativo alla metanizzazione del territorio, i budget è per il momento esaurito, anche se le richieste non mancano. Occorrerà evidentemente valutare loro consistenza e verificare le disponibilità finanziarie, ma soprattutto considerare le nuove norme del settore.
Tra gli interventi - per una quota di circa 2,8 milioni - quelli alla rete idropotabile (alcune zone infatti sono servite da acquedotti privati, non sempre adeguati ai parametri di legge), alla rete fognaria e alle condotte acquedottistiche.
Per il settore energetico, rientrano altri 800.000 euro che secondo le direttive della presidente Manuela Forti Seraglio saranno utilizzati per la costruzione di nuove cabine MT/BT ed per il rifacimento degli impianti elettromeccanici di 11 cabine elettriche MT/BT.
La Stet spa (il 74,31% delle quote è in mano al Comune di Pergine) opera in 8 Comuni e ha circa 60 dipendenti.

MODENA, DA HERA CONTATORI SMART PER 13.000 UTENZE

Modena sarà una delle prime città in Italia a sperimentare i nuovi contatori 2.0 per luce, acqua, gas e teleriscaldamento: si tratta di misuratori dei consumi di nuova generazione che potranno essere letti a distanza, in automatico, da Hera. La sperimentazione interesserà circa 13.000 utenze modenesi. Il progetto pilota è stato selezionato dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) nell’ambito di un bando nazionale volto allo sviluppo di sistemi di telelettura dei contatori in un’ottica multiservizio, il cui obiettivo è verificare i benefici che queste innovazioni possono apportare e acquisire informazioni utili al miglioramento dell’erogazione dei servizi. Complessivamente, il progetto ha un valore di quasi 4 milioni di euro nell’arco di due anni, periodo in cui si svolgerà la fase di sperimentazione.
A Modena Hera sostituirà più di 8.700 vecchi contatori del gas, quasi 3.900 del servizio idrico e 128 per il teleriscaldamento. Inoltre, su 500 contatori per l’energia elettrica (che già ora consentono la telelettura) saranno installati strumenti in grado di eseguire una misurazione giornaliera e di renderla consultabile sul sito della società. In questo modo, i clienti interessati potranno verificare in qualsiasi momento i propri consumi e mettere in pratica eventuali azioni volte a ridurli. Riguardo ai servizi idrico e di teleriscaldamento, alla telelettura dei contatori Hera affiancherà anche la lettura dell’acqua e dell’energia immesse nella rete distributiva, effettuando il bilancio idrico/energetico in tempo reale, per rilevare immediatamente eventuali perdite. Dell’intera infrastruttura di comunicazione e trasmissione dati si occuperà Acantho, società del gruppo Hera. Tra i progetti selezionati dall’Autorità, quello di Hera è infatti l’unico a non prevedere partnership esterne.

WASTE TO ENERGY, NO DEL CONSIGLIO DI STATO AL TERMOVALORIZZATORE DI SCARLINO (GR)

Il Consiglio di Stato, ribaltando due precedenti sentenze del Tar Toscana, ha annullato i provvedimenti della Provincia di autorizzazione al termovalorizzatore di Scarlino Energia, nel grossetano. Accogliendo i ricorsi originari del comune di Follonica e del Wwf che il Tar aveva considerato improcedibili per una questione formale senza entrare nel merito, il Cds ha rilevato che “lo stato di salute delle popolazioni coinvolte e le condizioni dei corpi idrici presenti nell'area interessata dallo stabilimento in questione non siano state convenientemente disaminate e considerate” da parte della Provincia, “con conseguente sussistenza al riguardo dei dedotti vizi di difetto di istruttoria e di motivazione”.
Secondo i giudici in particolare la Provincia non ha tenuto conto della relazione presentata dal Comune di Follonia sulle emissioni di diossina dell'impianto.
Il principale azionista di Scarlino Energia è STA Società Toscana Ambiente, una holding che fa capo a imprese cooperative toscane ed emiliane (Unieco, La Castelnovese, Cooplat) e alla Banca Monte dei Paschi di Siena.

FRANCESCO PROFUMO (IREN) NOMINATO PRESIDENTE CDA TELECOM - INWIT

Francesco Profumo, presidente del gruppo Iren, è stato nominato presidente del Consiglio di amministrazione di Inwit, senza poteri esecutivi. Lo rende noto la società del gruppo Telecom Italia. Il cda ha preso atto della rinuncia alla carica di presidente da parte di Oscar Cicchetti, che è stato confermato nel ruolo di amministratore delegato.
"In quanto 'esponente di rilievo' della società Profumo non può più essere qualificato come indipendente, ai sensi del Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana", spiega Inwit.
Il cda ha provveduto alla nomina dei componenti dei Comitati Interni: fanno parte del 'Comitato per il controllo e i rischi' gli amministratori indipendenti Primo Ceppellini, Alessandro Foti e Paola Schwizer; del 'Comitato per le nomine e la remunerazione' Elisabetta Colacchia, Cristina Finocchi Mahne e Umberto Tombari. Il ruolo di Lead Independent Director è stato affidato al Consigliere Paola Schwizer.
La società Inwit ha da poco portato a termine un aumento di capitale per circa 600 mln, mediante conferimento di asset di trasmissioni (torri) da parte di Telecom.

IREN SI ALLEA CON LE START UP

Il gruppo Iren si allea con il mondo delle start up innovative: le aiuta a crescere, vara progetti comuni, ma guarda anche alla possibilità di acquisizioni. L’esperienza della multiutility è stata illustrata dal presidente Francesco Profumo in un incontro presso I3P, l’incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino: un’occasione promossa da Iren e dall’associazione PniCube, che riunisce gli incubatori e le business plan competition accademiche italiane, per presentare l’avvio di possibili collaborazioni tra il gruppo Iren e le start up selezionate dal Premio nazionale per l’innovazione 2014.
Il gruppo Iren ha già vagliato i progetti ritenuti più innovativi e attinenti le proprie aree di business, avviando un primo confronto con quattro start up: Diptera Srl, impresa innovativa per la produzione di mangimi compositi a base di insetti nutriti con scarti del settore agro-alimentare; Smart Patch Srl, che ha elaborato un sistema di monitoraggio low-cost per controllare in tempo reale e da remoto lo stato di salute di costruzioni ed infrastrutture; Water Wells Srl, che ha brevettato un sistema innovativo di realizzazione dei pozzi per l’acqua potabile; Trampoline Srl, che ha in cantiere con Iren un progetto per lo sviluppo di soluzioni di social wi-fi. Il gruppo Iren, ha sottolineato il presidente Profumo, crede fortemente nel ruolo strategico dell’innovazione e della ricerca nel panorama industriale italiano, pertanto sostiene ed incentiva piani di impresa innovativa, ritenendo che lo sviluppo e la crescita dei propri business di riferimento non possano che trarre giovamento dal confronto e dalla collaborazione con startup innovative, ambiziose e supportate da solidi progetti imprenditoriali.

TRENTINO, FUSIONE AEW-SEL: QUARTO OPERATORE DEL NORD

Per dimensione del fatturato, la società che nasce dalla fusione tra Azienda Energetica (Aew) e Sel sarà la quarta del Nord Italia, attiva nella produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, nella compravendita e distribuzione di energia elettrica e gas naturale, nonché nella produzione e fornitura di energia termica. Nell'ambito delle rinnovabili la nuova società si focalizzerà soprattutto sul settore idroelettrico e, con una produzione annua stimata in circa 4 terawattora, si affermerà come terzo operatore in Italia.
Azienda Energetica è una storica multiutility altoatesina di proprietà dei comuni di Bolzano e Merano, mentre Sel è una multiutility di proprietà della Provincia di Bolzano.
Secondo le previsioni, la nuova società avrà 1,5 miliardi di euro di fatturato, mille collaboratori, 260 milioni di ebitda, 100 milioni di utili, con una potenziale crescita dei profitti di 23-28 milioni l'anno attraverso le sinergie sui costi e di circa 20 milioni annui con quelle sui ricavi. Ma, soprattutto, la nuova società ha già in programma di investire circa 400 milioni nei prossimi cinque anni. A fare gola sono in particolare gli 11,4 gigawatt in scadenza entro il 2030 in Trentino e nel Nord Italia in generale e i 600 megawatt in scadenza, sempre entro il 2030, in Alto Adige.
Insieme alla fusione, la Provincia di Bolzano ha dato anche il via libera all'accordo quadro sulla riforma gestionale, con il quale l'ente rinuncerà al suo ruolo di azionista di maggioranza a favore dei Comuni, vendendo loro il 10% delle sue quote nella nuova società. Fino a quel momento la società sarà al 54,4% della Provincia, al 42% (in totale) dei Comuni di Bolzano e Merano e al 3,58% della Selfin, società che rappresenta 102 Comuni su 116.

ACQUEDOTTO PUGLIESE APRE AL PUBBLICO CON LA MOSTRA DI DUILIO CAMBELLOTTI

Il gestore idrico Acquedotto Pugliese apre le porte al pubblico del suo storico Palazzo, monumento unico in Italia e scrigno prezioso delle simbologie dell’acqua, delle sue grazie e delle sue virtù, realizzate dal genio di Duilio Cambellotti. Dal 27 febbraio al 14 giugno 2015 il Palazzo ospita la mostra “Duilio Cambellotti. Le grazie e le virtù dell’acqua”.
L’Acquedotto Pugliese, la Regione Puglia, la Città di Bari, con il contributo della Banca Popolare di Bari e la preziosa collaborazione della Wolfsoniana Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo di Genova e l’Archivio Cambellotti di Roma, dedicano questa mostra a Duilio Cambellotti per celebrare il primo centenario dell’arrivo dell’acqua nelle terre pugliesi (1915-2015), con un grande omaggio alla poliedrica personalità dell’artista che ha saputo dar corpo e figura alla celebrazione dell’acqua nelle terre assetate della Puglia. La mostra è organizzata dalla società Sistema Museo.
Nell’evento espositivo la narrazione del lungo percorso artistico dell’autore, attingendo alle raccolte di materiali esistenti presso il palazzo dell’Acquedotto, musei, fondazioni, collezioni private, si compone di oltre centoventi opere in dipinti, disegni, illustrazioni, celebri sculture in bronzo come la monumentale “Fonte della Palude”, ceramiche, terrecotte, vetrate, mobili e quaranta bozzetti preparatori eseguiti per il Palazzo dell’Acquedotto, in un susseguirsi di argomenti dedicati: la spiga e l’ulivo, le mille e una notte, il mondo della natura, la grazia delle donne, le virtù dell’acqua, gli stili e gli arredi.
Per informazioni: Acquedotto Pugliese .

HERA, TRA LE PRIME AZIENDE SCELTE DAI GIOVANI IN CERCA DI LAVORO

Il Gruppo Hera è tra le prime 10 aziende in Italia scelte dai giovani che cercano lavoro sul web. È il risultato di uno studio internazionale realizzato dalla società di ricerche svedese Potential Park, che ha passato in rassegna oltre 1800 questionari di studenti e neolaureati italiani e ha poi stilato, sulla base dei risultati, una classifica di 30 imprese: quelle che più rispondono alle esigenze indicate dai ragazzi. E che propongono, ad esempio, siti “mobile friendly”, su cui si può inviare un curriculum via cellulare, o che permettono di scoprire opportunità e reperire informazioni sulle condizioni lavorative attraverso il web e i social network come LinkedIn. Il Gruppo Hera è stato citato nella classifica generale al nono posto, davanti a grandi aziende come Eni (al 12esimo), Telecom (16esimo) e Ferrero (29esimo). Si è invece piazzato al secondo posto in Italia nel canale “carriere”, grazie alla sezione del sito “Lavorare nel Gruppo Hera”.
In generale, il risultato di Hera è da ricondurre all’impegno sugli strumenti di comunicazione web, che vedono il sito
del Gruppo, rinnovato di recente, accessibile anche da dispositivi mobili (smartphone o tablet) e affiancato da altri canali come la pagina aziendale di LinkedIn, il social network dedicato al mondo del lavoro. Si tratta di spazi interamente dedicati al mondo “interno” della multiutility emiliano-romagnola che, oltre a segnalare ricerche per eventuali posizioni aperte, permettono di familiarizzare con l’azienda, avere un’informazione completa anche su offerte di stage, percorsi di formazione o convenzioni con le università, capire come funziona il processo di selezione per entrare in azienda.
“Questo riconoscimento ci rende orgogliosi: da sempre ci collochiamo tra le aziende che investono di più sulle persone, sulla formazione e sul welfare aziendale. Inoltre, mettiamo in campo numerosi momenti d’ascolto verso i lavoratori, come gli incontri del top management con i dipendenti e le indagini di clima interno. Il capitale umano è la nostra risorsa principale, con cui vogliamo condividere i valori distintivi della nostra cultura aziendale” ha commentato Giancarlo Campri, Direttore Centrale Personale e Organizzazione Gruppo Hera. “Tra i profili che ricerchiamo ci sono soprattutto figure operative, come periti elettromeccanici e conduttori d'impianto con patentino, e specialistiche, con lauree prioritariamente in Economia e Ingegneria, ma anche discipline umanistiche”.

MOLISE ACQUE, COMMISSARIAMENTO E RIDUZIONE CDA

Riduzione del numero di componenti del Cda da 4 a 2 e commissariamento immediato in attesa dell’approvazione del nuovo statuto e della nomina dei nuovi vertici, il cui attuale Cda è azzerato: una rivoluzione in Molise Acque, azienda speciale della Regione che si occupa della fornitura idrica in Molise, voluta dal governatore Paolo Frattura con un emendamento alla finanziaria regionale approvata dal Consiglio regionale.
Frattura ha spiegato di star preparando una riforma strutturale dell’azienda, per la quale si pensa anche a una trasformazione dell’assetto societario; la riduzione del Cda si inserisce inoltre in una logica di razionalizzazione della spesa pubblica. La fase transitoria sarà gestita da Mauro Di Mirco, nominato commissario straordinario. Il presidente uscente di Molise Acque, Piero Neri, prima di lasciare l’azienda ha voluto tracciare il bilancio di un anno e mezzo di lavoro, illustrando l’importante lavoro di riduzione dei costi avviato: il costo del personale interno si è abbassato da 3,6 milioni nel 2012 a 3,1 milioni nel 2014, quello del personale esterno è passato da 1,6 milioni nel 2012 a 913.000 euro nel 2014 (-46%); le retribuzioni del Cda sono passate da 258.000 euro annui a 145.000 (-43%); le spese per le consulenze sono scese dai 793.000 euro del 2012 ai 476.000 dello scorso anno e quelle di rappresentanza da 351.000 euro nel 2012 a 5.000 euro nel 2014. Neri ha inoltre evidenziato il lavoro svolto e in atto sui nuovi progetti e sulle innovazioni tecnologiche, soffermandosi sui costi per l’energia elettrica che grazie ai cambiamenti in corso potranno essere tagliati di 4 milioni.

A2A, ENTRO APRILE LA DECISIONE SULLA PARTECIPAZIONE IN EPGC

Entro il prossimo mese di aprile A2A conta di trovare una soluzione definitiva in merito alla propria partecipazione in Epgc, la compagnia di stato montenegrina dell’energia elettrica di cui è socia con 43,7%. "Nel corso delle giornate di domenica 20 e lunedì 21 dicembre -spiega la società in una nota - si sono svolti intensi confronti con i rappresentanti del Governo del Montenegro".
"In particolare - prosegue la nota - in occasione dell'incontro con il Primo Ministro, si sono discusse le condizioni fondamentali per un rinnovo dell'accordo da parte di A2A: garanzia di redditività sul capitale investito, autonomia di gestione e certezza del quadro regolatorio, individuazione di un terzo partner per il sostegno di nuovi investimenti e definizione di una opzione di uscita a favore di A2A alla scadenza del primo biennio".
"Su queste basi si opererà per raggiungere nei prossimi mesi una decisione definitiva, che potrebbe essere conseguita entro il prossimo mese di aprile. Nel contempo - conclude la società - come previsto dall'accordo esistente tra le parti, rimangono in vigore tutte le condizioni e gli obblighi in essere sino ad oggi".

ASCOTRADE, RINNOVATO L’ACCORDO PER GLI SCONTI GAS PER REDDITI BASSI

Ascotrade rinnova il suo impegno sociale per il sesto anno consecutivo con l’accordo che sconta le bollette dei clienti in difficoltà economica. L’azienda trevigiana di fornitura di gas ed energia elettrica ha infatti rinnovato, insieme alla capogruppo Ascopiave, il Protocollo di intesa con le organizzazioni sindacali del Veneto, Acli Servizi di Belluno e con i CAF CGN per corrispondere uno sconto (oltre il 12%) sulla bolletta del gas ai clienti con ISEE inferiore a 20mila euro. L’accordo è stato siglato nei giorni scorsi a Treviso dal presidente di Ascotrade, Stefano Busolin, il presidente di Gruppo Ascopiave, Fulvio Zugno, i rappresentanti dei CAF CGN, delle Acli di Belluno e delle tre sigle sindacali CGIL, CISL, UIL, delle provincie di Treviso, Belluno, Padova, Rovigo, Venezia e Vicenza.
Per finanziare l’iniziativa, il Gruppo Ascopiave stanzierà un investimento complessivo di un milione e duecentomila euro, che sarà erogato attraverso uno sconto di 10 eurocent per ogni standard metro cubo di gas, per un totale massimo di 12 milioni di metri cubi standard di gas distribuito.
L’accordo, sottoscritto originariamente sei anni fa con i sindacati della Marca Trevigiana, è stato rinnovato di anno in anno e allargato progressivamente a tutto il territorio regionale. Quest’anno, inoltre, vede aggiungersi alle organizzazioni sindacali anche la rete dei CAF CGN dei professionisti.
L’iniziativa, che vede Ascotrade come soggetto capofila, ha coinvolto anche altre società di vendita del Gruppo Ascopiave, le vicentine Etra Energia e Pasubio Servizi e la veneziana Veritas Energia.
«Dalla provincia di Treviso ci siamo allargati al Veneto e, ormai da due anni, abbiamo alzato la soglia ISEE da 15mila a 20mila euro- commenta il presidente di Ascotrade, Stefano Busolin -. In questo modo siamo passati dalle circa 2mila richieste del 2010, per un investimento di 230mila euro, alle quasi 10mila degli ultimi due anni, per soddisfare le quali la nostra azienda ha investito complessivamente quasi un milione di euro».

CAP-BRIANZACQUE, ACCORDO PER RAZIONALIZZAZIONE RETI

Un passo avanti nella partnership tra il Gruppo CAP e Brianzacque per la razionalizzazione delle rispettive gestioni, con il passaggio di alcuni asset e la costituzione di due uffici unici: è il frutto di un accordo siglato nei giorni scorsi tra i due gestori, che insieme coprono il servizio idrico integrato nelle Province di Milano e Monza e Bianza. L’accordo, spiega una nota congiunta, segue a stretto giro la fusione per incorporazione di Idra Milano in CAP Holding, approvata a dicembre e che determina per il gruppo milanese un aumento di capitale di 36.550.539 euro, facendone la prima monoutility italiana per patrimonio.
Nel dettaglio l’accordo prevede due step, il primo a luglio e il secondo a dicembre del 2105, nei quali si formalizzerà la cessione degli asset patrimoniali e della gestione di fognatura, acquedotto e depurazione di un gruppo di Comuni da Brianzacque a Gruppo CAP e viceversa. A ciò si aggiunge l’istituzione di due uffici unici interaziendali e l’avvio di 4 progetti strategici condivisi. Nasceranno infatti l’ufficio di rete “gestione utenti industriali”, con sede a Pero e Monza, che diventerà l’interlocutore unico per le imprese e avrà lo scopo di garantire su tutto il territorio delle Province di Milano e di Monza e Brianza le attività di controllo degli scarichi degli utenti industriali, e l’ufficio di rete “information technology”, con sede ad Assago e Monza, con l’obiettivo di sviluppare l’infrastruttura tecnologica e di data center in ottica di integrazione dei dati e degli applicativi. Progetti strategici riguarderanno il sistema di rete dei laboratori di analisi aziendali, il piano infrastrutturale acquedotti, il contenimento dell’afflusso delle acque nei collettori e la gestione energetica e dei fanghi. E proprio in tema di risparmio energetico, di recente le due società hanno agito informa coordinata per l’acquisto di energia elettrica insieme ad altri operatori ottenendo in questo modo un significativo risparmio.

VERONA, ALL'ORIZZONTE HOLDING DEI SERVIZI CON CAPOFILA AGSM

Un’unica holding delle partecipate veronesi capitanata da Agsm, multiservizi operante in oltre 4.300 Comuni in Italia: è il grande progetto del Comune di Verona, di cui parla l’assessore competente per società ed enti partecipati Enrico Toffali sul Corriere del Veneto. A partire dall’integrazione con Amia, l’azienda di igiene ambientale la cui incorporazione in Agsm è in fase conclusiva, il processo andrà via via ad inglobare le altre società veronesi che svolgono servizi di pubblica utilità, come l’Agec (gestione immobiliare, cimiteriale, farmacie), per la quale si stanno valutando le modalità di scorporo dei servizi trasferibili alla holding. Un percorso che, secondo Toffali, “porterà grandi vantaggi per tutti”.
Il solo accorpamento di funzioni con l’Amia, aveva spiegato presentando i risultati previsionali del 2014 il direttore generale di Agsm Giampietro Cigolini, consente una razionalizzazione dei costi di 3-400.000 euro e maggiori possibilità di investimento. Per Toffali la holding unica offrirebbe un enorme guadagno in competitività e facilitazione di accesso al credito. Se con l’Agec è ipotizzabile l’avvio di un percorso già da quest’estate, più difficile è immaginare un ampliamento al settore dei trasporti, dove ha voce in capitolo anche la Provincia.

ESTRA, NUOVA EDIZIONE DI “ENERGICAMENTE”, PROGETTO EDUCATIVO PER LE SCUOLE DELL’ITALIA CENTRALE

Percorsi didattici in classe, laboratori teatrali e concorsi a premi per alunni e famiglie. Questo e molto altro è “Energicamente. A scuola di energie rinnovabili!”, rivolto a tutte le classi delle scuole medie e alle V classi delle scuole elementari. Nato da iniziative che i singoli soci di Estra attuavano già da anni, con l’aggregazione e la nascita del gruppo Estra, Energicamente si è nel tempo arricchito di materiali e percorsi didattici ed esteso a un territorio che ha raggiunto, oltre all’intera Toscana, anche l’Umbria e l’area adriatica (Marche Abruzzo e Molise).
Un lungo percorso che ha coinvolto già oltre 40mila gli studenti promuovendo il risparmio energetico e le fonti rinnovabili e coniugando gli aspetti educativi con quelli della sostenibilità ambientale, per contribuire a migliorare gli stili di vita, informare i giovani e le loro famiglie. Il progetto, che coinvolge nell’anno scolastico in corso oltre 6.300 alunni, 300 insegnanti e 127 scuole, ha preso il via nelle scorse settimane con la consegna alle classi dei kit didattici, realizzati da Giunti Progetti Educativi, e l’inizio degli incontri in classe tenuti da operatori di Legambiente e proseguirà con due concorsi - uno per le classi e uno per le famiglie.
Dopo aver costruito lo scorso anno la scuola sostenibile perfetta, quest’anno gli studenti saranno chiamati, attraverso un concorso on line, con tanto di premiazione finale, a diventare ambasciatori di messaggi legati alla tutela dell’ambiente. Green Pirates è infatti la novità della IV edizione di Energicamente: un concorso on-line rivolto alle scuole che, iscrivendosi, dovranno inserire dei contenuti (testi, video, foto, disegni) sul tema del risparmio energetico. Il “messaggio” elaborato dalle classi insieme agli insegnanti, dovrà essere inserito e pubblicato all’interno del sito web greenpirates
dedicato al concorso, entro il 15 aprile 2015. Il “messaggio” sarà visibile da chiunque visiti il sito del gioco e potrà essere votato. In più potrà essere condiviso sui social media da amici e familiari, per renderlo ancora più popolare. Il concorso prevede tre vincitori nazionali e tre per ogni area geografica individuata: in totale 18 classi verranno premiate con materiali utili alle classi e alle scuole. Un’opportunità per gli studenti di confrontarsi, coadiuvati dai loro insegnanti, con i temi dell’energia e dell’ambiente, attraverso un’esperienza ludico-didattica di scrittura condivisa, che ha l’obiettivo di contribuire a generare sempre più consapevolezza negli “adulti di domani”, sull’importanza di impegnarsi in prima persona nella tutela dell’ambiente.

EMILIA, PROTOCOLLO IREN - CONSUMATORI PER CONCILIAZIONE

Iren Mercato, Iren Acqua Gas e le associazioni dei consumatori delle Province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia Adoc, Adiconsum, Confconsumatori, Federconsumatori e Movimento difesa del cittadino hanno siglato un protocollo d’intesa per avviare attività di promozione della conciliazione e di attivazione di procedure di conciliazione paritetica nei settori della vendita di energia elettrica, gas e teleriscaldamento e del ciclo idrico integrato.
Il protocollo, che ha validità dal 1° gennaio 2015, definisce le linee guida della procedura volontaria di conciliazione delle controversie che dovessero sorgere tra le società del gruppo e clienti intestatari di utenze domestiche individuali, di utenze non domestiche o condomini.
La conciliazione paritetica è un procedimento gratuito, alternativo alla causa giudiziaria, per la risoluzione delle controversie civili e commerciali che consente di raggiungere un accordo in maniera riservata e non vincolante. Presupposto per accedere alla conciliazione, attraverso la delega a una delle associazioni firmatarie del protocollo, è aver presentato un reclamo scritto e aver ricevuto dall’azienda una risposta che si ritiene insoddisfacente o non aver ricevuto risposta oltre il termine previsto di 40 giorni.
Ogni caso verrà trattato congiuntamente da due conciliatori esperti, di cui uno indicato dall’associazione dei consumatori in rappresentanza del cliente, l’altro dall’azienda. La procedura di conciliazione paritetica è aperta alle adesioni di altre associazioni dei consumatori attive in Emilia-Romagna.

MILANO, BRESCIA E VARESE CEDONO QUOTE DI A2A

l comune di Milano e il comune di Brescia hanno venduto le rispettive quote detenute in A2A, come annunciato agli inizi di dicembre scorso. Si tratta di una quota complessiva dello 0,50%, pari allo 0,25% per ciascuno, per un totale di 16 milioni di azioni che dovrebbero garantire per ciascun Comune un guadagno di 6,42 milioni di euro, secondo gli attuali prezzi di Borsa.
A fine dicembre, era stato il comune di Brescia a cedere azioni di A2A, per far quadrare il bilancio e rispettare il patto di stabilità. Qui è stata prevista la cessione per un valore di un milione e mezzo, riservandosi però di arrivare a 4,1 milioni se, ipotesi comunque giudicata remota dalla giunta, la società Aspem Reti non dovesse saldare il suo debito da 2,6 milioni. Per il sindaco Attilio Fontana "la vendita delle quote di A2A è dovuta".

NUOVO LIBRO SULLE UTILITIES: PROFILI ECONOMICI E GESTIONALI

È disponibile da qualche settimana la nuova edizione di un libro ben noto a chi si occupa di servizi di pubblica utilità: Public Utilities e Infrastrutture. Profili economici e gestionali. Edito dalla divisione editoriale di AGICI e a cura di Andrea Gilardoni, il volume ha la prefazione di Federico Testa Commissario Straordinario dell’Enea e professore all’Università di Verona.
Elettricità, gas, idrico, ambiente, trasporti pubblici locali, rinnovabili ed efficienza energetica sono i temi affrontati, che aggiungono al tradizionale interesse di amministratori, politici e mondo economico una nuova sensibilità di imprese e fondi di investimento. Curato da Andrea Gilardoni, il testo raccoglie contributi di vari studiosi e operatori del comparto.
Pensato per gli studenti universitari, il libro offre a chiunque si occupi di servizi pubblici una sistematica e articolata panoramica delle principali questioni di management dei servizi di interesse pubblico.
Andrea Gilardoni, professore di Economia e Gestione delle Public Utilities presso l’Università Bocconi, è stato ed è presidente di aziende operanti nel settore delle Utilities. Fondatore di Agici Finanza d’Impresa, dirige la rivista Management delle Utilities e delle Infrastrutture ed è autore di numerose pubblicazioni. In quest’ultimo libro alla sua firma si affiancano quelle di altri esperti del settore delle utilities: Maurizio Bellini, Raffaele Caracciolo, Marco Carta, Stefano Clerici, Serena Corbetta, Alessandro Danovi, Alessandra Garzarella e Tommaso Perelli.
Il libro Public Utilities e Infrastrutture. Profili economici e gestionali è acquistabile online .
Maggiori informazioni sul prodotto, tra cui l’indice e un estratto gratuito, sono disponibili sul sito di Agici .

HYDROGEA, AL VERTICE TORNA GIOVANNI DEAN

Alla guida di Hydrogea, la società controllata dal Comune di Pordenone che gestisce il servizio idrico in 20 Comuni, tornerà Giovanni Dean. L’assemblea della società, scrive Il Gazzettino, lo ha nominato per subentrare all’attuale amministratore unico Marco Tullio Petrangelo, in carica fino all’approvazione del bilancio 2015, che lascerà l’azienda per un nuovo incarico nella società regionale del turismo. Dean era già stato al vertice di Hydrogea dal 2010 al 2014, come presidente del Cda prima che l’organo fosse sostituito dalla figura dell’amministratore unico.

PISA, ACQUE SPA: PROROGA DELLA CONCESSIONE AL 2028

Potranno ripartire a breve gli investimenti sulla rete idrica nel territorio dei Comuni gestiti da Acque Spa, ovvero quelli del Basso Valdarno. E' questo uno dei risultati dell'assemblea dell'Autorità Idrica Toscana che si è svolta nei giorni scorsi a Firenze. Fra i tanti atti approvati, infatti, la proroga della concessione della gestione del servizio idrico ad Acque Spa fino al 2026. Cinque anni in più, insomma, che permettono l'ammortamento di eventuali investimenti, al momento interrotti proprio per l'avvicinarsi della scadenza della concessione.

HERA, OK A DISCESA SOCI PUBBLICI SOTTO IL 51%

L’assemblea degli azionisti di Hera ha dato il via libera alle modifiche statutarie che eliminano la percentuale minima del 51% di capitale della società che dev’essere di proprietà dei soci pubblici e introducono la prevalenza dei diritti di voto di titolarità degli stessi. Sono stati inoltre approvati i bilanci economico e di sostenibilità 2014 e la conseguente distribuzione di 9 centesimi di dividendo per azione, pari a un rendimento di circa il 4,6%.
Hera è dunque una società a prevalente capitale pubblico e, nonostante l’eliminazione della percentuale minima del 51% non ci saranno variazioni nella governance, anche perché restano in piedi i vincoli statutari per il limite al possesso dei singoli azionisti privati. È stato introdotto il voto maggiorato (due voti per azione) alle azioni detenute da un medesimo azionista (pubblico o privato) per almeno 24 mesi, iscritte in un apposito elenco, che sarà applicato solo nelle votazioni per la nomina e/o revoca del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, per la modifica del limite al possesso azionario, nonché per la modifica dello stesso articolo che istituisce il voto maggiorato (art. 6). Infine, a partire dal 2017, i membri del consiglio di amministrazione passeranno da 14 a 15, 4 dei quali (anziché 3) da eleggersi nell’ambito delle liste presentate dai soci di minoranza.
L’assemblea, oltre alla relazione sul governo societario e sulla politica di remunerazione, ha infine approvato il rinnovo dell’autorizzazione al consiglio d’amministrazione all’acquisto di azioni proprie, e le modalità di disposizione delle medesime, per un controvalore fino a 150 milioni di euro per ulteriori 18 mesi. L’autorizzazione è stata richiesta per perseguire le finalità consentite dalla normativa e dalle prassi di mercato ammesse, fra cui le opportunità di investimento che implichino l’utilizzo di azioni proprie per aumentare la creazione di valore ed eventuali acquisizioni di partecipazioni che prevedano anche scambi azionari.
Qualche giorno prima del voto degli azionisti, il presidente del comitato di sindacato di Hera - il sindaco di Imola Daniele Manca - e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil avevano siglato un protocollo d’intesa che prevede il mantenimento della maggioranza assoluta delle quote azionare di Hera in capo ai soci pubblici, come già previsto nel protocollo sottoscritto all’atto della fusione con Acegas-Aps il 28 febbraio 2013, e l’apertura di trattative per il rinnovo del medesimo protocollo, presupposto per l’operatività della modifica del patto di sindacato, sia di voto che di blocco azionario. A seguito della firma la Cgil Emilia-Romagna ha deciso di sospendere lo sciopero che si sarebbe dovuto svolgere il giorno dell’assemblea dei soci Hera.

“ACEA AMA LE DIFFERENZE”, LE UTILITY CAPITOLINE PER LA DIFFERENZIATA

Un’iniziativa congiunta delle utility capitoline per sensibilizzare e coinvolgere i di dipendenti sui temi della raccolta differenziata. “Acea Ama le differenze” ha visto la partecipazione dei dipendenti di Acea usciti dalla propria sede per dare il proprio contributo e rendere più pulita l’area circostante, regalando due ore del proprio tempo lavorativo e dedicandolo alla sostenibilità dell’ambiente circostante.
Nelle due ore di volontariato, i dipendenti sono stati assistiti dagli operatori Ama e hanno dimostrato, in un tempo circoscritto ma utile, di volere migliorare l'area urbana esterna al luogo di lavoro e di volere essere protagonisti, nel proprio piccolo, di cambiamento.
L’iniziativa prelude alla nuova organizzazione delle sedi Acea, dove saranno disposti contenitori dedicati per tipologia di rifiuto.
Con questa campagna Acea intende confermare il proprio impegno sui temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, prevedendo anche una serie di iniziative come la pubblicazione sulla intranet aziendale di una nuova apposita sezione nella quale si potranno conoscere le regole e le informazioni sul tema della “raccolta differenziata”, sui “corsi di formazione interna” realizzati da Ama e sui diversi contest aziendali.
“Questa di oggi - dice la Presidente di Acea Catia Tomasetti - è la manifestazione di un progetto e di intenti che Acea ed Ama hanno condiviso ed avviato da qualche mese. Risale a novembre scorso la firma del Protocollo d’Intesa tra le due società con l’obiettivo di sensibilizzare e rendere maggiore la partecipazione dei nostri dipendenti rispetto alla ‘raccolta differenziata’. Essere in strada, intervenire nelle aree urbane intorno alla nostra sede, rappresenta l’espressione per diffondere e dare dimostrazione della massima partecipazione di tutti i nostri dipendenti e del personale addetto perché vorrei ricordare che Acea è una comunità di circa 4000 persone, dislocate in più sedi".
“Entrambe le nostre realtà aziendali - sottolinea il Presidente di Ama Daniele Fortini - sono impegnate in azioni volte a preservare e rispettare l’ambiente in cui noi tutti viviamo, Ama è quindi ben contenta di offrire la propria partnership a questa iniziativa e ad altre che sicuramente verranno in futuro. La corretta gestione dei rifiuti urbani, il riciclo e il recupero di materia sono temi ormai ineludibili che devono coinvolgere e responsabilizzare tutti, amministratori, lavoratori e cittadini. Ringrazio sinceramente sia i dipendenti di Acea che hanno voluto dedicare il loro tempo a questa giornata di pulizia, sia il nostro personale per il supporto assicurato nelle attività di tutela del decoro”.
Tra le diverse iniziative ideate e promosse da Acea ed Ama con la campagna si segnala “Disegna la tua isola”: un concorso che ha l’obiettivo di valorizzare all’interno delle sedi lavorative delle due società le aree individuate per i contenitori dedicati alla raccolta differenziata.

HERA CERTIFICATA DA TOP EMPLOYERS

Anche quest’anno Hera si conferma azienda certificata Top Employers Italia, conquistando per il sesto anno consecutivo il prestigioso riconoscimento che arriva dal Top Employers Institute, organizzazione che dal 1991 valuta gli standard qualitativi in termini di condizioni di lavoro offerte ai dipendenti. La premiazione si è svolta nei giorni scorsi a Milano, alle Officine del Volo, durante una serata alla quale hanno partecipato tutte le aziende giudicate al “top” per le politiche del personale.
La certificazione Top Employers è un’autorevole ricerca, ogni anno più selettiva, che nel 2015 ha analizzato 963 aziende in 99 paesi del mondo. Il processo di certificazione dura almeno un anno e alle aziende viene richiesta documentazione specifica e dettagliata su retribuzioni, condizioni di lavoro, formazione e sviluppo, opportunità di carriera, cultura aziendale.

ACEA, +13,5% UTILE PRIMO TRIMESTRE 2015

Acea ha chiuso il primo trimestre 2015 con ricavi in calo rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (-2,4%) a 761,6 milioni di euro, Ebitda in crescita del 6,9% a 177,4 milioni, Ebit in aumento del 4,2% a 104,1 milioni e un utile netto consolidato di 50,5 milioni (+13,5%). L’indebitamento finanziario netto del gruppo si attesta a 2.139,6 milioni di euro (+2,4% rispetto al 31 dicembre 2014). Gli investimenti effettuati nel corso del trimestre ammontano a 72 milioni di euro (+8,4% rispetto al primo trimestre 2014). I risultati sono stati approvati dal consiglio di amminsitrazione.
La crescita dell’Ebitda, spiega Acea, si deve soprattutto al contributo delle aree idrico (che ha contributo all’Ebitda per il 42%), che ha visto aumentare il proprio margine operativo lordo del 9,7% per via degli aumenti tariffari, ed energia (17% dell’Ebitda complessivo), in aumento del 28% grazie all’attività di vendita. L’area reti contribuisce all’Ebitda per il 34% e l’ambiente per il 7%. L’aumento dell’utile netto registra l’effetto positivo derivante dall’eliminazione della Robin Hood Tax e della deducibilità ai fini Irap del costo del personale assunto a tempo indeterminato introdotta dalla legge di Stabilità 2015. Gli investimenti del gruppo sono stati ripartiti tra idrico (32 milioni di euro), reti (29,9 milioni), energia (5,4 milioni), ambiente (0,9 milioni) e la capogruppo (3,8 milioni di euro).
I primi dati del 2015, ha dichiarato la presidente di Acea Catia Tomasetti, confermano che il rigore gestionale e il progressivo coinvolgimento dei dipendenti in un processo di innovazione consentono di ottenere risultati importanti, che saranno consolidati nel corso dell’anno. Margini, utile e investimenti in crescita incoraggiano Acea a fare di più, ha aggiunto l’amministratore delegato Alberto Irace, proseguendo anche nell’impegno volto all’efficientamento del capitale circolante, con l’intento di continuare a produrre valore aggiunto per azionisti e clienti.

ACQUEDOTTO DEL FIORA, STABILIZZAZIONE DI 28 PRECARI

L’Acquedotto del Fiora, gestore idrico nel grossetano, ha proceduto alla stabilizzazione di 28 lavoratori, un’operazione che “produce buona e stabile occupazione, rafforza la struttura aziendale per dare un servizio ancora migliore ai cittadini e per affrontare con maggiore coesione le nuove e immediate sfide che ci stanno di fronte”. Così la responsabile delle risorse umane dell’azienda Maria Grazia Costa. Per il presidente del Fiora Tiberio Tiberi “già nei passati anni di crisi le utilities italiane operanti nel settore idrico e ambientale e soprattutto la nostra azienda hanno fornito un contributo importante per l’economia del territorio, attraverso gli investimenti realizzati: circa 100 euro annui pro capite, quattro volte più della media nazionale e quasi il doppio di quella toscana. Oggi tali aziende si candidano ad essere motore della ripresa economica, puntando alla realizzazione di infrastrutture moderne ed efficienti, per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini e la competitività del paese Italia nell’era della globalizzazione”. “In tale contesto - prosegue il presidente Tiberi -, assume un significato particolare la scelta della stabilizzazione dei nostri precari, anche grazie alle opportunità offerte dalla legge di stabilità 2015, confermando ancora una volta il nostro ruolo per lo sviluppo economico-sociale e la qualità del territorio in cui operiamo”.

VERITAS, ASPETTATIVA RETRIBUITA AGGIUNTIVA PER I MALATI ONCOLOGICI

La multiutility veneta Veritas concederà un periodo di malattia supplementare ai propri dipendenti e a quelli delle aziende del gruppo affetti da patologie oncologiche o da affezioni neuromuscolari a carattere degenerativo, certificate da strutture sanitarie pubbliche. È questo il frutto di un accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali per venire incontro a persone che già si trovano in situazioni di disagio, evitando di aggiungere altre preoccupazioni o difficoltà a quelle che già incontrano.
L’accordo armonizza quando previsto in materia dai tre contratti nazionali di lavoro applicati nelle aziende del gruppo Veritas e prevede che Veritas e le aziende del gruppo concedano 365 giorni di congedo supplementare ai dipendenti a tempo indeterminato inquadrati con il contratto Federutility e dirigenti Confservizi, 180 a quelli di Federambiente. Durante l’assenza il dipendente percepirà lo stipendio senza le voci variabili. Se però nemmeno questo periodo fosse sufficiente, sarà possibile ottenere un ulteriore anno di aspettativa non retribuita, che potrà essere frazionato, nel caso una persona si debba sottoporre a cicli di terapie salvavita. Inoltre, dove e quando possibile, Veritas agevolerà il telelavoro dei dipendenti ammalati, in modo da rendere compatibile la loro attività con le cure e le terapie.

FUNERARIO, RINNOVATO IL CCNL DOPO 23 MESI

A circa 23 mesi dalla scadenza del precedente contratto, è stato rinnovato il Ccnl dei dipendenti delle imprese pubbliche funerarie. Con lo scioglimento delle riserve da parte sindacale e l’approvazione da parte degli organi federali, diventa pienamente efficace l’ipotesi di accordo 23 novembre 2010, sottoscritta dalla delegazione Federutility con i sindacati FP (CGIL), FIT (CISL) e UILTrasporti (UIL).
Sul piano normativo, l’intesa aggiorna gli istituti del contratto di lavoro a tempo parziale, a termine e di apprendistato professionalizzante alla nuova regolamentazione legislativa (compreso il DL n. 34/2014) e riformula gli articoli contrattuali sugli assetti contrattuali e sul sistema di relazioni industriali secondo i principi introdotti dalla contrattazione di livello confederale (da ultimo Tu Confservizi-CGIL/CISL/UIL 10 febbraio 2014). Viene inoltre ridefinita la durata del periodo di prova per i nuovi assunti e aggiornata la disciplina del trattamento di malattia e infortunio. Le parti, infine, hanno condiviso il comune impegno ad individuare nell’ambito di vigenza del contratto forme di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del settore.
Sul piano economico l’intesa prevede l’erogazione di due una tantum (a copertura del periodo di mancato rinnovo contrattuale: 250 euro per il 2013 e 295 per il 2014), calcolate sul parametro medio 175; l’incremento complessivo dei minimi contrattuali (pari a 65,00 euro sul parametro medio 175); la destinazione, a partire dal 2015, di una quota salariale alla contrattazione aziendale sul premio di risultato, per un importo annuo pari a 280,00 euro medi, sempre sul parametro 175; un contributo aggiuntivo a carico dell’azienda per ciascun dipendente iscritto al Fondo di Previdenza Complementare, con decorrenza 1 gennaio 2015.
L’intesa siglata si applicherà a partire dal mese corrente ai circa 1.000 addetti delle aziende associate, operanti nei servizi funerari e cimiteriali.
Per maggiori informazioni: Federutility.

SEL-AEW: DA FUSIONE UN CAMPIONE DELLE RINNOVABILI

Una grande opportunità di crescita che sarà sviluppata in un’ottica “green”: così hanno descritto i vertici delle aziende energetiche altoatesine Sel - controllata dalla Provincia di Bolzano - e Aew - dei Comuni di Bolzano e Merano - il progetto di fusione tra le due società, presentato per la prima volta insieme alla stampa. “Sel e Aew puntano a divenire propulsori della trasformazione energetica auspicata per l’Alto Adige, offrendo un contributo fondamentale per l’identificazione dell’Alto Adige quale ‘green region’ e per poter centrare gli ambiziosi obiettivi del piano energetico provinciale”, informano le aziende in una nota. Si punta a fare della nuova società risultante dalla fusione una delle più importanti in ambito nazionale per quanto riguarda le rinnovabili, progetto al quale contribuirà il definitivo rilevamento delle quote minoritarie del 40% che Enel detiene in SE Hydropower (attualmente il 60% è in mano a Sel), che gestisce 10 centrali idroelettriche altoatesine. Sel e Dolomiti Energia hanno inoltre recentemente acquisito le quote di minoranza dell’Enel nella SF Energy, che gestisce la centrale idroelettrica di San Floriano/Egna, portandosi ciascuna al 50%. L’operazione è costata 55 milioni di euro, 27,5 per ciascuna delle due società.
Il nuovo gruppo potrà contare su 1,5 miliardi di ricavi, 260 milioni di Ebitda, oltre 100 milioni di utile netto e 1.000 dipendenti. La nuova società creerà inoltre i presupposti per accelerare i servizi di “green innovation” con lo sviluppo di smart grid, il potenziamento della tecnologia del teleriscaldamento, nuovi prodotti e servizi ad alta efficienza energetica per abitazioni private e aziende, per finire con lo sviluppo di tecnologie smart city tra le quali le iniziative, già avviate da entrambe le società, nel campo delle colonnine di ricarica elettrica.
In base alle previsioni della società di consulenza Mc Kinsey, sfruttando le opportunità di ottimizzazione e razionalizzazione per il 2030 la società comune genererà un Ebitda dai 249 ai 265 milioni di euro, che corrispondono ad una crescita del 20-30%. Nel caso in cui le aziende rimanessero separate, per il 2030 tali valori scenderebbero a 73 milioni per Aew e 101 per Sel.

HERA, BILANCIO DI SOSTENIBILITA’: 1,6 MLD DI RICCHEZZA DISTRIBUITA

La ricchezza che Hera ha distribuito al territorio nel 2014 si attesta a 1.591,7 milioni, ed è il risultato della somma del valore aggiunto distribuito ai principali interlocutori locali di Hera (lavoratori, azionisti, pubblica amministrazione, comunità locale) per 1.085,5 milioni, con il valore economico delle forniture da realtà del territorio per 506,2 milioni. Cifre riportate nel Bilancio di sostenibilità della multiutility: 244 milioni di euro la ricchezza distribuita al territorio bolognese, nei complessivi 44 comuni serviti. Di questi, 102,3 milioni sono andati ai lavoratori, 101,1 milioni ai fornitori locali, 23,2 milioni agli azionisti e 17,3 milioni agli enti del territorio come imposte, tasse e canoni.
In crescita, sempre nel bolognese, la differenziata, che sale al 48,8%, ottimi risultati in tutto il gruppo. Diminuisce il ricorso alla discarica che scende al 12,9%. I lavoratori del Gruppo a tempo indeterminato nel 2014 sono saliti al 97%; sono oltre 330 gli assunti con questo contratto negli ultimi tre anni; i rapporti di fornitura con le cooperative sociali hanno consentito l'inserimento lavorativo di 611 persone svantaggiate.
Hera spiega di aver migliorato le proprie performance nella prevenzione degli infortuni, con un indice di frequenza (numero degli infortuni diviso i milioni di ore lavorate) sceso a 22,6 nel 2014, più che dimezzato in 10 anni.
"Il Bilancio di Sostenibilità di quest'anno - ha spiegato Stefano Venier, ad - è stato completamente rivisitato dal punto di vista editoriale, diventando uno strumento ancora più snello, chiaro e di immediata consultazione per tutti gli stakeholder. I numeri che rendicontiamo, in piena trasparenza, danno ancora una volta conto di un percorso che sempre di più ci colloca a livello di leadership nazionale e, in alcuni casi, internazionale, sui diversi fronti della sostenibilità. Dietro i molti numeri contenuti nel bilancio - conclude - non c'è solo quello che abbiamo fatto, ma anche il futuro che abbiamo in mente, in una continua ricerca del migliore equilibrio economico, sociale e ambientale per i nostri stakeholder. Il 2014 è stato un altro anno importante, con tangibili risultati e che con orgoglio presentiamo".

TELERISCALDAMENTO, COLLABORAZIONE IREN - BELGRADO

Il presidente di Iren Francesco Profumo e il sindaco della Città di Belgrado Sinisa Mali hanno sottoscritto, alla presenza del sindaco di Torino Piero Fassino, una lettera d'intenti per l'avvio di una collaborazione che ha lo scopo di supportare la capitale serba nello sviluppo in ambito energetico e nei servizi ambientali.
Il primo passo della collaborazione riguarderà l'affiancamento della Città di Belgrado per l'ottimizzazione e lo sviluppo della rete di teleriscaldamento che attualmente serve circa 800.000 abitanti, ovvero metà dell'intera popolazione della città.
La lettera d’intenti prevede che Iren - leader in Italia nel settore del teleriscaldamento con circa 80 milioni di mc teleriscaldati nelle città di Torino, Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Genova - potrà contribuire, anche attraverso l'introduzione delle migliori soluzioni tecnologiche e gestionali, all'ottimizzazione e allo sviluppo della rete di teleriscaldamento della capitale serba. Nel corso della visita per la firma dell'accordo, il sindaco di Belgrado Sinisa Mali ha potuto visitare l'impianto di cogenerazione Torino Nord che alimenta, unitamente alla centrale di Moncalieri, la rete di teleriscaldamento di Torino che serve circa il 60% degli abitanti del capoluogo piemontese. La delegazione serba ha visitato anche l'impianto di termovalorizzazione del Gerbido che sarà connesso alla rete di teleriscaldamento.

ACEA, IRACE: “TRA 2015-2016 SCENARIO PER AGGREGAZIONI”

"Nel corso del 2015 e anche nel 2016 ci sarà uno scenario con cui dovremo misurarci e contribuire a questo processo perché' rappresenta una creazione di valore per Acea. Acea è leader nazionale nella risorse idriche ed ha un forte radicamento nell'Italia centrale e su queste basi affronterà questo confronto che si svolgerà nei prossimi mesi ed è una opportunità per l'azienda". Così Alberto Irace, ad di Acea, a proposito di aggregazioni nel corso dell’assemblea degli azionisti della società nei giorni scorsi. Irace ha sottolineato che "un forte impulso è venuto dal Governo con la Legge di stabilità sulle aggregazioni" e "utility come Acea, Hera, Iren sono considerati soggetti che possono svolgere un ruolo di polo aggregante".
L’assemblea - che ha approvato il bilancio 2014 - ha dato il via libera all’ampliamento del consiglio di amministrazione da 7 a 9 membri, nominando consiglieri Roberta Neri e Massimiliano Capece Minutolo del Sasso, i quali resteranno in carica fino alla scadenza del Cda con l’approvazione del bilancio d’esercizio 2016. Il ritorno del Cda a 9 membri, dopo la riduzione decisa l’anno scorso su impulso dell’amministrazione capitolina, era stato proposto dallo stesso consiglio in ragione dei “mutati scenari normativi ed economici” e, secondo un parere tecnico del consulente Egon Zehnder, consentirà un migliore funzionamento dei comitati. L’assemblea ha anche deliberato di mantenere invariati i compensi degli amministratori: 26.000 euro lordi, al netto del rimborso su base annuale delle spese documentate e la remunerazione per la partecipazione a comitati in misura non superiore a 2.000 euro annui lordi a comitato, con il limite massimo di 4.000 euro annui lordi. I soci, infine, hanno deliberato la destinazione dell’utile relativo all’esercizio 2014 di Acea, pari a 89,6 milioni di euro, di cui 4,5 milioni (il 5%) a riserva legale, 85,1 milioni ai soci (dividendo di 0,3996 euro) e 20.587,78 euro a utili a nuovo. Ulteriori 10,7 milioni di euro, corrispondenti a un dividendo unitario di 0,0504 euro, saranno distribuiti tramite utilizzo delle riserve formate con utili di esercizi precedenti. Il dividendo complessivo è quindi di 95,8 milioni di euro (0,45 euro per azione).
A margine dell’assemblea, la presidente di Acea Catia Tomasetti ha reso noto che l’ex presidente della società, Giancarlo Cremonesi, ha fatto causa all’azienda per interruzione del mandato prima della scadenza. La causa, ha spiegato Tomasetti, è in una fase preliminare.

SASI, RINVIATO A GIUDIZIO PRESIDENTE SCUTTI

Con l’accusa di presunto concorso in false comunicazioni sociali nel bilancio 2010, il gup di Lanciano Francesco Marino ha disposto il rinvio a giudizio dell’allora presidente della Sasi, Domenico Scutti, e dei suoi consiglieri Giuseppe Di Vito e Vincenzo Palmerio. Il processo avrà inizio a ottobre.
Le accuse contro la gestione Scutti, attualmente presidente e amministratore delegato della Sasi, riguardano presunte omissioni sulla situazione economica della società che gestisce il servizio idrico integrato in Provincia di Chieti. Lo stesso gup ha invece assolto, perché il fatto non costituisce reato, il predecessore di Scutti Gaetano Pedullà, che ha chiesto il rito abbreviato per difendersi dall’accusa di false comunicazioni nel bilancio 2009 in merito a una presunta omissione di fatture emesse dall’Aca per la fornitura idrica. Con l’assoluzione di Pedullà è stato disposto il non luogo a procedere per i suoi consiglieri di allora Camillo La Barba, Vincenzo Palmerio e Giuseppe Masciulli.

NAPOLI, 107 LAVORATORI PASSANO DAL DEPURATORE AD ABC

La giunta guidata dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha deliberato l’assorbimento di 107 dipendenti del depuratore di San Giovanni nella società Abc - Acqua Bene Comune. Preoccupati i lavoratori di Abc per la sostenibilità economica, mentre per il vice sindaco Tommaso Sodano l’operazione è pienamente gestibile. «Il passaggio - dice - era un atto dovuto. Per il prossimo triennio sarà finanziato col trasferimento ad Abc dei 4.900.000 euro che il Comune finora ha versato al consorzio del depuratore e delle quote, oltre 400.000 euro all'anno, provenienti sotto forma di oneri per la depurazione dai comuni di San Giorgio e Portici. Tutto ciò in attesa del varo di un piano industriale, il prossimo autunno, che definisca i nuovi compiti e le nuove competenze di Abc».
I 107 che entrano ora nell' organico della società saranno dislocati presso le 40 stazioni di sollevamento.
Sempre in tema di acqua e depurazione, si attende che la Regione parta coi lavori di adeguamento del depuratore di Napoli est, l'impianto affidato in gestione a Termomeccanica. Previsti da almeno dieci anni, per questi lavori c'è un finanziamento da 89 milioni di euro. L'intervento servirà a dotare l'impianto della linea di trattamento biologico dei liquami e di abbattimento dei nutrienti, delle quali oggi Napoli est è sprovvisto e che sono imposte, ormai da tempo, dalla normativa comunitaria.

Hera, crescono ricavi e utile nel primo trimestre

Nel primo trimestre 2015 Hera ha realizzato ricavi per 1,3 miliardi di euro, in aumento del 7,1% rispetto allo stesso periodo del 2014, con un margine operativo lordo (Mol) di 277,2 milioni (+1,1%) e un utile netto di 92,5 milioni di euro (+3,8%). La posizione finanziaria netta si attesta a 2,5 miliardi di euro, in diminuzione del 3,2%. Questi i risultati al 31 marzo 2015 approvati dal consiglio di amministrazione del gruppo.
I valori positivi del rendiconto, spiega Hera, beneficiano in particolare del contributo delle aree gas (con il consolidamento di Amga Udine e maggiori volumi venduti) e idrico (grazie a un recupero di efficienza e al nuovo sistema tariffario). Il primo trimestre dell’anno ha anche visto un ulteriore sviluppo della presenza commerciale elettrica, che ha superato gli 800.000 clienti (+9,3%), mentre i clienti gas sono 1,3 milioni (quasi 100.000 in più rispetto al primo trimestre 2014). Il ciclo idrico integrato registra un Mol in salita dai 47,3 milioni del primo trimestre 2014 ai 50,5 milioni del corrispondente periodo 2015 (+6,9%) contribuendo per il 18,2% a quello di gruppo. Il Mol dell’area gas si attesta a 128,4 milioni (+10,2%), pari al 46,3% del Mol di gruppo, mentre l’area ambiente e l’energia elettrica registrano rispettivamente 64,9 milioni di euro (-7%, 23,4% del Mol di gruppo) e 29,3 milioni (-19,1%, 10,6% del Mol di gruppo). Nei primi 3 mesi del 2015 gli investimenti operativi del gruppo ammontano a 64,1 milioni, in aumento rispetto al dato dello stesso periodo del 2014 (56,2 milioni di euro) e in linea con quanto previsto dal piano industriale. Gli investimenti hanno riguardato principalmente interventi su impianti, reti e infrastrutture, nonché adeguamenti normativi soprattutto nell’ambito depurativo e fognario.

COGESER, PATRIMONIO DA 5 A OLTRE 37 MLN

Con il conferimento alla capogruppo della parte di reti e impianti gas (di proprietà finora dei Comuni soci e realizzate dagli stessi prima del loro ingresso nella società), si compie una mutazione storica per il gruppo Cogeser spa. Con questo conferimento il patrimonio netto di Cogeser spa passa da circa 5 milioni e 300mila euro a oltre 37 milioni di euro, aumento che è stato ratificato dal voto dei Sindaci.
Il rafforzamento patrimoniale consentirà un incremento delle capacità di investimento di Cogeser spa, oltre che un miglior posizionamento del Gruppo in vista della gara dell’Atem 4 (ambito territoriale che raccoglie 41 Comuni del nord est milanese) per l’assegnazione a un unico gestore del servizio di distribuzione del gas, gara che dovrebbe essere bandita nell’ottobre 2015.
Infine cambiano le quote azionarie dei singoli Comuni soci, a seconda dell’entità del conferimento effettuato. Si assiste infatti a un notevole passo in avanti del comune di Gorgonzola, che passa dall’11% al 17,75%. Il comune di Pioltello, il socio di maggior peso, conserva il suo abbondante 28%, mentre il comune di Bellinzago Lombardo, nel suo “piccolo”, passa dal 3,68% al 5,42%.
“La scelta dei nostri Sindaci - commenta l’amministratore unico di Cogeser spa, Giuseppe Chiarandà - ci consente di affrontare con serenità le sfide future: dalla gara d’ambito alla spinta legislativa verso le fusioni e gli accorpamenti fra società pubbliche. L’essere patrimonialmente forti ci consentirà di sederci a qualsiasi tavolo con maggior autorevolezza”.
“In un momento in cui il Governo chiede alle amministrazioni comunali di razionalizzare, ossia di ridurre, il loro impegno nelle società partecipate - prosegue Sergio Facchinetti, direttore generale del Gruppo - i nostri Comuni soci hanno scelto, con il conferimento degli impianti e delle reti del gas, di riconfermarci la loro fiducia. Di questo li ringraziamo, perché significa che considerano la partecipazione in Cogeser positiva e utile per le loro amministrazioni”.

AQP, FITCH: IL RATING SALE A BBB

L’agenzia di rating internazionale Fitch ha annunciato di avere rivisto al rialzo il rating corporate sul lungo termine dell’Acquedotto Pugliese da BBB- a BBB, con outlook stabile. Il giudizio positivo - si legge nella nota dell’agenzia - deriva dai minori rischi finanziari associati ad AQP a seguito dell’anticipazione di liquidità concessa dalla Regione Puglia e dei buoni risultati gestionali conseguiti.
La Regione Puglia ha contribuito in maniera determinante all’importante riconoscimento, garantendo ad AQP una anticipazione temporanea di liquidità (prevista dalla legge regionale n.37/2014), per complessivi 200 milioni di Euro. Tale somma, destinata esclusivamente al finanziamento degli investimenti, ha consentito nel contempo di calmierare gli incrementi della tariffa, che diversamente sarebbero stati più che tripli rispetto non solo a quelli attuati nell’anno, ma anche a quelli previsti nel prossimo futuro.
“Questo miglioramento del rating - afferma Nicola Costantino, Amministratore Unico di Acquedotto pugliese SpA - tanto più significativo in quanto conseguito in una congiuntura finanziaria non certo favorevole al nostro paese, premia l’impegno del personale dell’Acquedotto, guidato dal Direttore Generale Nicola Di Donna, e della Regione Puglia con le sue strutture tecniche, a sostegno delle percorso di ottimizzazione gestionale e di efficientamento e potenziamento delle infrastrutture a servizio del territorio, intrapreso dall’azienda negli ultimi anni”.

IREN, AL VIA IL PROGETTO TORINO LED

Prenderà avvio nel mese di marzo il progetto Torino Led promosso dalla città di Torino che prevede, nell’arco di un biennio, l’installazione di oltre 50.000 nuove lampade a led (pari al 55% del totale dei lampioni cittadini). Il progetto sarà sviluppato in partnership con Iren Servizi e Innovazione che, nell’ambito dell’esistente convenzione con la città di Torino, ne curerà la realizzazione, mettendo a disposizione il proprio know how e le proprie competenze tecniche in materia.
Il progetto Torino Led consentirà alla città di ottenere importanti benefici sul fronte economico, dimezzando i consumi di energia elettrica degli impianti interessati dall’intervento. Sarà Iren Servizi e Innovazione a sostenere l’investimento di efficientamento energetico, ricevendo in cambio una quota parte del risparmio economico conseguito durante il periodo di durata del contratto, complessivamente 12 anni. A livello energetico e ambientale, il progetto, una volta completato, consentirà un risparmio valutato in 20.000.000 kWh/anno (con una riduzione dei consumi di energia elettrica di oltre il 50%), consentendo un mancato consumo pari a circa 3600 tep (tonnellate equivalenti petrolio)/anno ed evitando, nel contempo, la produzione di 3,5 tonnellate/anno di CO2.

VICENZA, TAR CONTRO ETRA: OK AI COMUNI CHE RICORRONO ALLA GARA

Il Tar del Veneto ha respinto i ricorsi presentati dalla multiutility Etra contro tre piccoli comuni della provincia di Vicenza - Molvena, Pianezze e Mason Vicentino. Per i giudici amministrativi è assolutamente legittimo che i Comuni si rivolgano al mercato, mettendo a gara il relativo appalto, per individuare il gestore della raccolta differenziata nel loro territorio. E, per conseguenza, non è affatto obbligatorio che i medesimi Comuni affidino direttamente il suddetto servizio alla municipalizzata di cui sono soci. «I servizi pubblici a rilevanza economica - scrivono i giudici nella sentenza - possono essere gestiti indifferentemente mediante il mercato, oppure attraverso il partenariato pubblico-privato, oppure ancora attraverso l'affidamento diretto in house, senza gara».
I Comuni avrebbero dimostrato che il servizio affidato a terzi risulta più conveniente.

ACEGAS-APS-AMGA, SUL WEB INFORMAZIONI SU CANTIERI

Un servizio web gratuito per conoscere l’ubicazione e la durata dei cantieri stradali e programmare le possibilità di percorso e di parcheggio: è Infocantieri, attivato da AcegasApsAmga per tutti i territori serviti, che informa i cittadini sui cantieri relativi ai servizi gestiti dall’azienda - distribuzione gas, energia elettrica, servizio idrico, illuminazione pubblica e igiene ambientale - consentendo di evitare code e perdite di tempo negli spostamenti.
Al servizio si accede direttamente dalla home page del sito . Su una mappa interattiva vengono evidenziati tutti i cantieri AcegasApsAmga attivi. Cliccando sulle rispettive icone sono visualizzabili le informazioni più rilevanti di ogni punto: data inizio e fine lavori, il luogo esatto dell’intervento, la rete interessata, il tipo di restrizione alla viabilità che comporta (chiusura della strada, divieto di sosta), ecc. Gli utenti hanno anche la possibilità di registrarsi lasciando il numero di cellulare per essere avvisati con un sms ad ogni aggiornamento relativo al Comune o quartiere di residenza. Dal momento che l’aggiornamento di Infocantieri solitamente precede di almeno 48 ore l’attivazione del cantiere, il cittadino avrà un’informazione anticipata potendo così ridurre i disagi. Il servizio, inoltre, è destinato ad ampliarsi: l’applicativo è infatti già pronto per ospitare in futuro anche gli inserimenti di cantieri di altri soggetti del territorio, sia pubblici che privati, impegnati in lavori sul suolo pubblico.

CAP, INCORPORATA IDRA MILANO. 199 I COMUNI SOCI

Gessate, Gorgonzola, Pessano con Bornago, Agrate Brianza (quest’ultimo in provincia di Monza): sono i quattro Comuni che dal primo maggio sono diventati a tutti gli effetti soci del Gruppo CAP, grazie alla fusione per incorporazione di Idra Milano in CAP Holding. Salgono così a 199 i soci dell’azienda idrica: un numero che include a questo punto tutti i 134 Comuni della provincia di Milano, il territorio in cui CAP gestisce l’intero ciclo idrico (composto dai servizi di acquedotto, fognatura e depurazione) secondo il modello in house providing. La geografia dei soci di CAP è completata da diversi Comuni delle province di Monza, Pavia, Varese, Como.
Il patrimonio conferito con la fusione di Idra Milano vale 44 milioni di euro e fa salire il patrimonio netto di CAP Holding a 669 milioni. Aumenta anche il capitale sociale, che passa da 534.829.247 a 571.381.786 euro.
Con la fusione per incorporazione di Idra Milano in CAP Holding, si completa così il processo di razionalizzazione del servizio idrico milanese, che in meno di tre anni ha portato alla nascita del gestore unico dell’acqua per la provincia di Milano, superando la vecchia e antieconomica frammentazione tra aziende diverse, e risolvendo i singoli casi dei comuni che fino a qualche anno fa gestivano il servizio idrico in economia.
“È stato un periodo intenso e faticoso ma ricco di soddisfazioni, che ha portato il Gruppo CAP a crescere fino a configurarsi come una delle prime monoutility italiane del servizio idrico, mantenendo salda la proprietà interamente pubblica, grazie alla partecipazione diretta e totalitaria dei Comuni nell’azienda - dice il presidente Alessandro Russo -. Le dimensioni raggiunte ci consentono le economie di scala e la stabilità indispensabili per programmare gli investimenti a lungo termine di cui la Lombardia ha bisogno, e per rispondere alla sfida urgente di adeguare il servizio di depurazione, rispondendo alla procedura di infrazione comunitaria”.

IREN, UTILE IN CRESCITA NEL PRIMO TRIMESTRE 2015

Il consiglio di amminsitrazione di Iren ha approvato i risultati del primo trimestre 2015, chiusosi con ricavi stabili a 919,1 milioni di euro (+1,8% sul primo trimestre 2014), un margine operativo lordo di 211,4 milioni (+4%), un risultato operativo di 133,2 milioni (+3,5%) e un utile netto pari a 58,6 milioni (+14,2%). I debiti netti sono calati di 114 milioni a 2,172 miliardi rispetto al 31 dicembre 2014. Particolarmente positive, sottolinea il gruppo, le performance del settore idrico (ricavi +10,9%) e del settore ambiente (ricavi +107,2% grazie al consolidamento di Amiat, la società che gestisce la raccolta e l’avvio a smaltimento dei rifiuti a Torino). Il 2015 si è aperto in maniera positiva per il gruppo, ha commentato il presidente di Iren Francesco Profumo, grazie al contributo sia dei settori regolati che di quelli non regolati, che beneficiano delle attività di ricerca della massima efficienza che hanno caratterizzato gli ultimi mesi della vita aziendale. In questo quadro si inserisce anche il piano per l’assunzione di 200 giovani entro il 2017 per rinnovare le competenze e le energie all’interno del gruppo. I risultati assumono ancora maggior rilievo, ha sottolineato l’amministratore delegato Massimiliano Bianco, se si tiene conto che il primo trimestre del 2014 era stato caratterizzato da una plusvalenza non ricorrente superiore ai 10 milioni di euro. Le performance positive sono frutto anche delle azioni di snellimento gestionale sulle quali si innesta il processo di integrazione, già avviato con Amiat e destinato a creare importanti sinergie in tutte le attività di Iren.

COGESER, POSITIVO IL BILANCIO 2014 APPROVATO DAI COMUNI SOCI

Il Bilancio di esercizio 2014 del Gruppo Cogeser, approvato dagli otto Comuni soci, si è chiuso con un risultato in positivo, con un utile netto della Capogruppo di 1.300.000 € e un valore complessivo generato di 4.300.000 € a favore dei Comuni soci, redistribuito attraverso dividendi, accantonamenti e canoni di concessione reti gas. A ciò si aggiunge il sostegno del Gruppo a numerose attività culturali, sportive e di natura aggregativa a favore della crescita culturale ed economica delle comunità in cui Cogeser attualmente opera.
Un risultato di rilievo per la “grande energia locale” in una congiuntura di mercato sfavorevole, che ha registrato nel periodo corrispondente una riduzione dei consumi di gas del 10,4 % e una riduzione dei prezzi del gas del 10% (clienti domestici in regime di tutela, primo semestre 2014 vs 2013). La riduzione dei volumi di vendita è stata però decisamente compensata da una progressiva attività di focalizzazione commerciale su nuovi clienti industriali e residenziali al di fuori del territorio storico del Gruppo da un lato, dall’altro attraverso la qualità del servizio offerto agli attuali clienti, che fanno registrare un livello di fedeltà doppio rispetto alla media del mercato.
Le condizioni di solidità finanziaria hanno consentito a Cogeser di lanciare a fine 2014 “SERENA”, un’offerta che racchiude in sé vantaggi sia sotto il profilo economico (tariffe convenienti e bloccate per un anno, un bonus gas da 20 euro per chi è già cliente gas di Cogeser, fatture che rispecchiano i consumi reali) sia sotto quello del servizio.
“Abbiamo voluto - spiega Giuseppe Chiarandà, Amministratore Unico di Cogeser Spa - offrire un più completo servizio energetico ai nostri clienti, ai quali assicuriamo le consolidate caratteristiche di affidabilità, cortesia e trasparenza. Invito, quindi, chi già ci conosce per il gas, a confermarci la sua fiducia anche per la fornitura di energia elettrica; e chi non ci conosce, a calcolare gli effettivi vantaggi della nostra offerta, cogliendo l’opportunità dei consulenti energia o dei nostri Cogeser Point dislocati sul territorio. Tanto più che il mercato elettrico apre valide prospettive affinché il Gruppo possa continuare a essere un sostegno per i Comuni soci, dando respiro ai bilanci comunali in questa difficile congiuntura economica e aiutando le amministrazioni a conservare la qualità dei servizi ai cittadini”.
Il Gruppo Cogeser opera nella distribuzione e vendita di gas e di energia elettrica nell’Est milanese. Si colloca in Italia tra le prime 70 multiutility, su 330, nel campo dei servizi energetici. E’ costituito da 4 società a capitale interamente pubblico, che impiegano 55 dipendenti, con un fatturato di 50 milioni di euro. I soci del Gruppo sono i Comuni di Pioltello, Melzo, Inzago, Vignate, Gorgonzola, Truccazzano, Bellinzago Lombardo, Liscate.

HERA, PERFEZIONATA ACQUISIZIONE ALENTO GAS

È stato perfezionato il passaggio di proprietà del 100% di Alento Gas, società di vendita gas precedentemente di proprietà del Comune di Francavilla al Mare (51%) e Gdf Suez (49%), a Hera Comm Marche, società del gruppo Hera che si è aggiudicata la gara per la vendita di Alento Gas per 5,5 milioni di euro.
Hera, già presente in Marche e in Abruzzo con oltre 110.000 clienti, consolida così la propria posizione in territorio abruzzese acquisendo un portafoglio di circa 13.000 clienti gas. I contratti in essere con i clienti di Alento Gas resteranno in vigore e l’operazione non comporterà alcuna variazione nella struttura di vendita ed assistenza. La società continuerà a operare sul territorio e sarà mantenuta la sede di Francavilla al Mare con la funzione di presidio commerciale territoriale, così come lo sportello clienti e il personale dedicato.

PRATO, GARA GAS: CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER VERTICI ESTRA-CONSIAG

I pm della Procura di Prato Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri hanno chiesto il rinvio a giudizio per il direttore generale di Estra Paolo Abati, l’amministratore unico di Consiag Luciano Baggiani, il legale rappresentante di Estra Reti Paolo Quercioli e per altri due dirigenti del gruppo Estra-Consiag in relazione all’inchiesta per turbativa d’asta, abuso d’ufficio e abuso di posizione dominante nella vicenda della gara per l’assegnazione del servizio di distribuzione gas a Prato. Secondo l’accusa, i vertici di Estra, gestore della distribuzione a Prato fino ad allora, e della controllante Consiag avrebbero ostacolato lo svolgimento della gara, vinta poi da Toscana Energia (joint venture tra Italgas e 91 Comuni toscani). Estra, seconda classificata, aveva presentato ricorso, respinto di recente dal Consiglio di Stato.

BOLZANO, A SEAB I SERVIZI IDRICI E AMBIENTALI PER 30 ANNI

Proroga per altri 30 anni dell’affidamento a Seab del servizio idrico integrato e dei servizi ambientali. Lo ha stabilito nei giorni scorsi la giunta del sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, prolungando così dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2045 l’affidamento all’utility. «L'ordinamento europeo - ricorda la delibera - pone alcune condizioni per procedere all'affidamento in house di servizi pubblici locali: che il capitale sia interamente detenuto da enti pubblici; che gli enti pubblici titolari del capitale esercitino sull'azienda un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi; che l'azienda realizzi la parte più importante della propria attività con gli enti che la controllano. La Seab Spa presenta indubitabilmente tali caratteristiche, in quanto è partecipata dal Comune di Bozano al 99% (l'1% è del Comune di Laives) e svolge prioritariamente, con carattere di continuità, la propria attività nei riguardi del Comune di Bolzano, che a sua volta esercita su di essa un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi».
C'è poi il ragionamento sulla convenienza economica. «Con il modello in house - si legge nel testo - il controllo sui servizi risulta più penetrante di quello praticabile su di un soggetto terzo, in quanto esteso agli atti sociali, alle partecipazioni, ai meccanismi gestionali, agli organi gestionali, all'intero modello di governance. Seab ha contenuto i costi del personale del servizio entro livelli equiparabili al mercato esistente, realizzando nel contempo una crescita e riorganizzazione aziendali con valorizzazione del patrimonio. Inoltre ha garantito standard di qualità al di sopra della media delle aziende limitrofe in termini di soddisfazione della clientela, raccolta differenziata, perdite di rete, contenimento dei livelli tariffari. Grazie a Seab, il Comune ha in vigore tariffe tra le più basse sia a livello nazionale che locale nei settori dell'igiene ambientale e idrico, e allineate a realtà analoghe nel settore parcheggi».

A2A, RISULTATI 2014 E PIANO INDUSTRIALE. BRIVIO AL POSTO DI COCCHI

Il consiglio di amministrazione di A2A ha approvato i risultati 2014 del gruppo e il piano strategico 2015-2019. È inoltre stato nominato amministratore non esecutivo della società Giambattista Brivio, in sostituzione di Mario Cocchi, dimessosi lo scorso 27 marzo.
Il 2014 si è chiuso per la multiutility lombarda con un risultato di esercizio negativo per 37 milioni di euro (a fronte di un risultato positivo per 62 milioni nel 2013), frutto della svalutazione di asset termoelettrici per 207 milioni e dell’iscrizione di maggiori imposte per 65 milioni di euro riconducibili all’abolizione della Robin Tax. Al netto delle partite straordinarie, il risultato netto è pari a 175 milioni di euro (+12,2% rispetto al precedente esercizio). Il margine operativo lordo è risultato pari a 1.024 milioni di euro. Il Cda ha proposto agli azionisti il pagamento di un dividendo pari a 0,0363 euro per azione ordinaria (0,033 euro nel 2013).
L’aumento dei dividendi - fino a un raddoppio a fine 2019, mentre nel 2016 dovrebbe essere confermato l’attuale livello - e la crescita del margine operativo lordo (previsti 1,35 miliardi di euro, +32%, al 2019) sono tra i punti cardine del piano 2015-2019 del gruppo, che programma anche un importante rilancio degli investimenti (2,1 miliardi in 5 anni, +40% rispetto al quinquennio precedente), una riduzione del debito di oltre 800 milioni di euro rispetto al 2014 (arrivando al 2019 con un indebitamento finanziario netto di 2,5 miliardi di euro), nonché forti sviluppi nei settori ambiente, reti intelligenti e nuovi servizi energetici.
Nel quinquennio, il gruppo prevede di contrarre del 40% la capacità termoelettrica e la creazione di una società specifica (A2A Genco Gas) per le centrali a ciclo combinato.
Gli investimenti del gruppo si focalizzeranno sui settori con le migliori prospettive di sviluppo: ambiente, distribuzione gas, teleriscaldamento, mercato retail dell’energia.
In vista, inoltre, possibili aggregazioni - innanzitutto all’interno del perimetro regionale - sulla base di solidi progetti industriali, da avviare nel corso del 2015. A2A punta ad essere un "promotore di alleanze, partendo dalla Lombardia e poi coinvolgendo nuove regioni e nuovi business". Lo ha detto il presidente della società Giovanni Valotti, nel corso della conference call con gli analisti per la presentazione del piano industriale, sottolineando che "stiamo parlando con molte societa'", e che gli obiettivi vanno nella direzione di "forti progetti industriali: il tema centrale non e' finanziario, ma industriale". "Il nostro modello e' chiaro", ha aggiunto Valotti, spiegando che "non siamo solo solo interessati a comprare altre societa' ma a stabilire network con altre societa' per crescere insieme".

ABC, PER IL GIUDICE DEL LAVORO ILLEGITTIMO IL LICENZIAMENTO DEL DG PANICO DEL 2011

Per il giudice del lavoro di Napoli Carla Musella Raffaele panico fu licenziato dalla carica di Direttore generale di Abc per motivi politici. Il magistrato d’appello ha ripercorso le vicende del dicembre 2011 - presidente era Matteo Pierobon ed assessore all'Acqua Pubblica era Alberto Lucarelli: insoddisfacente la gestione degli appalti, costi esorbitanti provocati dall'uso dell'auto aziendale, discordanza tra i report gestionali delle acque immesse nel sistema idrico ed i dati a bilancio tra il 2009 ed il 2011; queste le accuse a Panico.
Per il giudice però «le risultanze istruttorie dimostrano in modo univoco la illiceità del licenziamento disciplinare, in quanto posto in essere al solo scopo di esaltare la nuova gestione aziendale e di denigrare quella precedente dell'Arin. Ciò a scopi di pubblicità mediatica e, verosimilmente, di carattere elettorale, in vista delle elezioni del febbraio 2013».
La sentenza impone ad Abc il reintegro di Panico oltre ad un risarcimento di circa 800.000 euro.
Panico, intanto, attende l'esito del procedimento aperto nei suoi confronti dalla Procura della Corte dei Conti, per un presunto danno erariale che avrebbe cagionato quando era direttore dell'Arin.

MILANO FILM FESTIVL, "CLORO" VINCE CONCORSO "I 400 SORSI"

Si chiama “Cloro”, opera del cineasta brasiliano Marcelo Grabowsky, il film vincitore del concorso per cortometraggi “I 400 sorsi” che ha l’acqua come elemento centrale, promosso da Milano Film Festival in collaborazione con il Gruppo CAP e Metropolitana Milanese (MM). Il corto, presentato durante l’ultima edizione di Milano Film Festival, si è così aggiudicato un premio di 2.000 euro e sarà proiettato durante la presentazione della XX edizione di Milano Film Festival, in programma dal 10 al 20 settembre 2015.
La giuria, composta da rappresentanti di Milano Film Festival, Gruppo CAP e MM, ha selezionato il film vincitore tra gli 11 finalisti “per il potere simbolico attribuito all’elemento acquatico, all’interno di una storia delicata ma efficace”. La trama di “Cloro” ruota intorno alle vicende di un’agiata famiglia brasiliana, riflesse nell’acqua della piscina in cui la giovane Clara trascorre le sue giornate e vive un suo personale percorso di formazione.

ASCOPIAVE, MARGINI E UTILE IN CRESCITA NEL TRIMESTRE

Ascopiave vede crescere margini e risultato nel primo trimestre 2015: al 31 marzo 2015 il gruppo registra ricavi in calo del 7% rispetto ai primi 3 mesi del 2014 (passati da 236 a 219,5 milioni di euro) per effetto di una contrazione dei ricavi da vendite di gas (-16,3 milioni), mentre il margine operativo lordo (Mol) è in lieve crescita (+0,6%) da 34,1 milioni di euro a 34,3 milioni; aumentano anche il risultato operativo (+7,3%), passando da 26,7 a 28,6 milioni, e l’utile netto (+19,9%), salito da 19 milioni di euro a 22,8 milioni. La posizione finanziaria netta del gruppo migliora di 16,5 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2014, attestandosi a 113,2 milioni di euro, con un rapporto debito/patrimonio pari a 0,26.
Il margine commerciale sull’attività di vendita di gas è migliorato di 1,8 milioni di euro, grazie soprattutto ai maggiori quantitativi di gas venduto, mentre il margine commerciale sull’attività di vendita di energia elettrica ha registrato una riduzione di 0,3 milioni di euro. I volumi di gas venduti dalle società consolidate integralmente, nei primi 3 mesi dell’esercizio 2015, sono stati pari a 378,3 milioni di mc (+7,7%). Le società consolidate con il metodo del patrimonio netto hanno venduto, pro-quota consolidamento, complessivamente 71,7 milioni di mc di gas (+17,6%). Per quanto concerne l’attività di distribuzione del gas, i volumi di gas erogati attraverso le reti gestite dalle società consolidate integralmente sono stati 336,1 milioni di mc (+15,4%), ai quali si aggiungono i 33,8 milioni di mc pro quota distribuiti dalla società Unigas Distribuzione, consolidata con il metodo del patrimonio netto. Nei primi 3 mesi del 2015 le società consolidate integralmente hanno realizzato investimenti per 3,2 milioni di euro, principalmente per lo sviluppo, la manutenzione e l’ammodernamento delle reti e degli impianti di distribuzione gas.
Soddisfatti dei risultati il presidente Fulvio Zugno e il direttore generale Roberto Gumirato. Quest’ultimo ha sottolineato che Ascopiave è pronta a giocare un ruolo da protagonista nelle aggregazioni aziendali e nelle prossime gare gas, cogliendo tutte le opportunità di crescita e consolidamento.

HERA, COMUNE DI BOLOGNA NON VENDERA' AZIONI

Il Comune di Bologna, socio di Hera al 9,7%, non venderà le azioni della multiutility in suo possesso. La decisione, annunciata dal sindaco Virginio Merola, è stata assunta dalla Giunta comunale sulla base degli impegni assunti nel corso dell’ultimo incontro dei soci pubblici di Hera, frutto di un accordo raggiunto con i sindacati, sottoscritto dal sindaco di Bologna e dai segretari provinciali di Cgil, Maurizio Lunghi, Cisl, Alessandro Alberani, e Uil, Gianfranco Martelli.
La decisione, ha spiegato Merola, non pregiudicherà le capacità di investimento del Comune, che è stato tra i promotori del rinnovo del patto di sindacato Hera con la discesa dei soci pubblici dal 51% al 38% e della conseguente modifica dello statuto, che i Comuni soci stanno valutando. A una simile eventualità e alla possibile vendita di azioni da parte dei soci pubblici si è fortemente opposta la Cgil Emilia-Romagna, proclamando uno sciopero di 8 ore dei lavoratori Hera il prossimo 28 aprile. Bologna resta favorevole al nuovo patto di sindacato, che permetterà ai Comuni che desiderano di vendere le quote libere di Hera, necessità che Bologna non ha. Al contempo, sarà siglato un patto di secondo livello tra i Comuni della Città metropolitana, Imola esclusa, per assumere decisioni comuni all’interno del patto di sindacato.
Alla luce dell’accordo, i segretari generali di Cgil Emilia-Romagna e Cgil Bologna, Vincenzo Colla e Maurizio Lunghi, chiedono al presidente del patto di sindacato dei soci pubblici, il sindaco di Imola Daniele Manca, un passo indietro rispetto all’approvazione del nuovo patto di sindacato al 38%.

FOGGIA, AMGAS BLU: NUOVA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE E SERVIZI ONLINE

Amgas Blu - società di vendita detenuta all’80% dal Gruppo Ascopiave e al 20% da Amgas S.p.A. - ha avviato alcuni innovativi servizi web per gli oltre 48mila clienti e una nuova campagna di comunicazione targata Guido Daniele, body painter di fama internazionale che impreziosisce l’operazione di ammodernamento messa in campo dall’azienda.
Con “l’energia dalle nostre mani” Amgas Blu vuole guardare oltre i confini del capoluogo dauno, accorciando l’interazione con i clienti attraverso strumenti informatici innovativi e a portata di clic. L’obiettivo è facilitare il compito dell'utenza, elevandosi ad azienda commerciale moderna, ancor più competitiva, per offerte, prezzi e servizi.
Sara più semplice, per Amgas Blu, gestire i contratti gas ed energia elettrica, nel segno dell’immediatezza e dell’affidabilità, come sottolineato dal neo presidente Antonio Cristiantelli e dal direttore operativo Alfonso De Pellegrino, in occasione della presentazione della campagna ‘Manimali’.
Le “Manimali”, ovvero mani trasformate in animali attraverso la tecnica pittorica del body painting, sono le testimonial scelte da Amgas Blu per il nuovo video istituzionale e per tutta la comunicazione corporate dell’azienda. Rappresentano in modo suggestivo e calzante, il concept espresso dal claim di Amgas Blu, che va ad arricchire di sfumature il significato della parola energia, come sinonimo di vita, natura, ma anche di creatività, arte e manualità. Aspetti che trovano una perfetta sintesi di colori nelle straordinarie creazioni di Guido Daniele. Campagna di comunicazione istituzionale che punta quindi ad esaltare i valori dell’azienda e che le società - da Bergamo a Foggia - adotteranno mantenendo brand e offerte commerciali propri.
Durante il lancio di ‘Energia dalle nostre mani’ sono stati presentati i servizi 2.0: Amgasblu App, lo sportello online, il servizio di bolletta via mail e gli avvisi via SMS ai clienti.

GAIA, AL VIA “ALLA SCOPERTA DELL’ACQUA”

Ha preso il via il progetto “Alla scoperta dell’acqua”, iniziativa didattica che il gestore idrico toscano Gaia dedica a tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio gestito (48 Comuni tra le Province di Lucca, Pistoia e Massa). Il progetto prevede, per le classi che lo richiedono, spiegazioni in aula da parte dei responsabili del servizio acquedotto e fognatura e visite guidate negli impianti in concessione al gestore.
Quest’anno le attività sono iniziate con i più piccoli: 25 alunni tra i 3 e i 6 anni della scuola dell’infanzia “Fratelli Grimm” di Ponterosso (Pietrasanta) hanno assistito a una lezione in classe sull’acqua tenuta da Alfredo Brunini, capo servizio dell’acquedotto di Gaia nella Versilia Sud, che li ha anche scortati all’esplorazione del Campo pozzi Frati di Camaiore e alle Sorgenti Casoli. In questi luoghi gli alunni hanno potuto osservare l’ambiente da cui proviene l’acqua che scorre dal rubinetto di casa e apprenderne i segreti. Il Campo pozzi Frati si trova in un’area di circa 7.000 mq ed è il più importante punto di prelievo per l’acquedotto. I pozzi sono in totale 32, hanno una profondità variabile tra i 13 e 30 metri, e servono la zona di Camaiore centro e periferia, Lido di Camaiore, una parte dell'acquedotto di Viareggio e di Marina di Pietrasanta. Nella frazione Casoli del Comune di Camaiore, a circa 1 km a monte dell’abitato, si trovano invece le Sorgenti Miglieccio, che forniscono acqua a Casoli, a parte del centro storico e alla periferia di Camaiore. Le visite e le lezioni di Gaia proseguiranno fino al giugno 2015 con le altre scuole del territorio aderenti all’iniziativa.

ESTRA, MIGLIORA IL RATING CERVED

Cerved Rating Agency ha assegnato a Estra, multiutility toscana a partecipazione pubblica, il rating A3.1, con probabilità di insolvenza a 12 mesi pari allo 0,59%, migliorando la sua classe di merito dalla precedente B1.1.
“Il rating emesso - spiega la società in una nota - è strutturato sull’analisi di molteplici elementi chiave, tra i quali i tratti storici e distintivi dell’azienda, la crescita ed il consolidamento che ha interessato Estra e il gruppo di aziende di cui è holding, i fondamenti alla base del successo e del costante rafforzamento del marchio, i vantaggi competitivi determinati dalla capacità di innovazione tecnologica, la qualità e l’affidabilità dei suoi servizi”.
“Oggi Estra si conferma un gruppo industriale di primo piano in Toscana - prosegue la nota - e tra i principali player nel mercato nazionale del gas naturale, multiutility leader del Centro Italia nei settori energia, telecomunicazioni, ambiente e servizi. L’azienda può contare oggi su una massa critica tale da competere con le altre multiutility nazionali di grandi dimensioni e, grazie al proprio know-how tecnico-produttivo, è competitiva nel mercato delle gare”.
La crescita del gruppo nei prossimi anni, anticipa Estra, si orienterà verso nuovi business, nell’ampliamento del portafoglio clienti e delle partnership. “Gli obiettivi di sviluppo e di efficiency - afferma la società - sono perseguiti attraverso una maggiore accountability a tutti i livelli aziendali. Le prospettive di sviluppo appaiono adeguatamente sostenute da nuove sinergie di gruppo, dal sostegno della proprietà e da una situazione finanziaria e patrimoniale che ritrova equilibrio dopo gli investimenti effettuati. Estra è un’azienda con fondamentali solidi - conclude la nota -, connotata da una buona capacità di far fronte agli impegni finanziari”.
Nel 2013 Estra ha registrato ricavi per 695,8 milioni di euro e un margine operativo lordo di 59,4 milioni. Il risultato ante imposte del gruppo è ammontato nello stesso anno a 21 milioni di euro.

CAP, 28 ASSUNZIONI E 40 STAGE NEL 2015

Ingegneri idraulici e civili, informatici, tecnici, geometri, ragionieri, ma anche laureati in giurisprudenza e in materie economiche e umanistiche: sono le professionalità ricercate dal Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato in 252 Comuni tra le Province di Milano, Monza e Brianza e Pavia, che per il 2015 ha in programma 28 assunzioni e 40 stage.
I nuovi assunti porteranno l’organico aziendale a quota 865 lavoratori, le cui competenze sono indispensabili per gestire 7.000 km di rete di acqua potabile e 6.000 km di fognature. Ci sono poi le opportunità formative per gli stagisti, per i quali sono già in corso le selezioni. “In questo periodo storico - spiega Alessandro Russo, presidente del Gruppo CAP - poter annunciare un piano di assunzioni così significativo è ben di più di un motivo di soddisfazione. Gestire un servizio di pubblica utilità significa anche avere il dovere di generare valore da ridistribuire sul territorio, a livello locale e nazionale. Queste 68 nuove opportunità, dedicate soprattutto a giovani e ai neolaureati e categorie protette, rappresentano proprio questo: un segnale di discontinuità concreta sul mercato del lavoro che sappiamo bene essere stato duramente colpito da questa crisi economica”.
Ad oggi, nel Gruppo Cap lavorano 837 persone e l’obiettivo è quello di fare dell’azienda un punto di riferimento per la qualità del posto di lavoro. Per queste ragioni, è stato intrapreso un percorso di social accountability che ha portato il Gruppo a ottenere all’inizio di quest’anno la SA 8000, la certificazione internazionale che garantisce una gestione aziendale attenta alla responsabilità sociale d'impresa e il rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori, la tutela contro lo sfruttamento dei minori e le garanzia di sicurezza e salubrità del posto di lavoro. Certificazione che si aggiunge a quelle già possedute (Ohsas 18001, Iso 9001 e Iso 14001) dal Gruppo e al recentissimo ottenimento del massimo punteggio - le tre stellette - nel rating di legalità dell’Antitrust.

IREN: UTILE 2014 A 68,9 MLN E DIVIDENDO INVARIATO

Iren chiude il 2014 con un utile netto di 68,9 milioni di euro, in contrazione rispetto agli 88,6 milioni registrati nel 2013; depurato degli effetti negativi straordinari legati principalmente alla fiscalità differita a seguito della dichiarazione di incostituzionalità della Robin Hood Tax, l’utile 2014 si attesterebbe a 99,7. Lo riferisce una nota al termine del consiglio di amministrazione che ha approvato i risultati, mantenendo invariata la proposta di dividendo rispetto al 2013, pari a 0,0523 euro per azione.
I ricavi consolidati del 2014 ammontano a 2.901,9 milioni di euro, in riduzione (-14%) rispetto ai 3.372,7 milioni dell’anno precedente. L’Ebitda è pari a 622,7 milioni di euro (-4,5% sul 2013) e risulta influenzato negativamente per circa 15 milioni di euro dall’effetto straordinario del saldo tra la plusvalenza legata al fondo immobiliare costituito nel 2012 e il costo per il piano di incentivi all’esodo. Rettificato di tale cifra, il margine operativo lordo si attesta a 637,9 milioni, a fronte dei 652,3 dell’esercizio 2013. Iren sottolinea la conferma della crescita, già presente nei primi 9 mesi dell’anno, dell’Ebitda margin, che passa da 19,3% del 31 dicembre 2013 al 21,5%. L’Ebit si attesta a 325,4 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto ai 331 milioni di euro registrati l’anno precedente (-1,7%). L'indebitamento finanziario netto ammonta a 2.286 milioni, in linea con i 2.192 milioni al registrati l’anno precedente. Gli investimenti lordi realizzati nel periodo ammontano a 349,1 milioni di euro. Quanto alle stime per il 2015, il gruppo punta a mantenere livelli di redditività almeno in linea con quelli del 2014.

Acsm Agam, sALGONO ricavi e utile nel trimestre

Il consiglio di amministrazione di Acsm Agam ha approvato i risultati consolidati del primo trimestre 2015, che vedono incrementati i ricavi da 81,9 milioni di euro nel corrispondente periodo 2014 a 84,5 milioni di euro, effetto soprattutto dei ricavi nelle aree vendita gas ed energia elettrica, cogenerazione e teleriscaldamento. L’area reti idriche nel primo trimestre 2015 comprende i risultati del solo bacino di Como in conseguenza della cessione del ramo d’azienda idrico di Monza, pertanto i relativi ricavi risultano in flessione rispetto al trimestre 2014. In lieve calo anche i risultati dell’area ambiente.
Il margine operativo lordo (Mol) risulta pari a 16,7 milioni di euro (+24,4%) mentre il risultato netto del gruppo è di 8,8 milioni (3,9 milioni nel primo trimestre 2014). L’indebitamento complessivo scende da 137,5 milioni di euro al 31 dicembre 2014 a 113,2 milioni al 31 marzo 2015. Il Mol cresce in tutti i settori salvo idrico e ambiente: per la vendita gas ed energia elettrica passa da 8,5 milioni di euro a 10,3 milioni, per le reti gas da 3,9 a 4,9 milioni, per cogenerazione e teleriscaldamento da 2,4 a 2,7 milioni, per la gestione calore da 623.000 a 803.000 euro. Nell’idrico si passa da 788.000 a 745.000 euro (la cessione del ramo di Monza è stata compensata dall’incremento dei ricavi nel bacino di Como generato dagli aggiornamenti tariffari), nell’ambiente da 986.000 a 958.000 euro (effetto dei minori quantitativi di rifiuti trattati).

ACQUALATINA, NEL 2014 ATTIVO DI 11 MLN €

Acqualatina, gestore del servizio idrico integrato nell’Ato 4 Lazio Meridionale, ha chiuso il bilancio 2014 con un attivo di oltre 11 milioni di euro grazie alla combinazione di efficientamento industriale e spending review: lo ha sottolineato il presidente Giuseppe Adessi presentando alla stampa i risultati. Il gestore idrico, nel corso del 2014, ha internalizzato in tutto o in parte diversi processi (sostituzione di contatori obsoleti, interventi di manutenzione delle reti) e ridotto importanti voci di costo. Nel prossimo triennio sono previsti investimenti per quasi 90 milioni di euro, con una media di 30 milioni l’anno.
L’amministratore delegato Raimondo Luigi Besson ha evidenziato la stabilizzazione del trend della tariffa nell’Ato, che tenderà nei prossimi anni a diminuire. Ancora preoccupante resta il fenomeno della morosità nel territorio: il tasso è mediamente del 9%, con picchi che arrivano al 20%, per esempio, ad Aprilia; se si allineasse con la media dell’Italia centrale, il 3%, la tariffa potrebbe diminuire già a partire dal 2016 di ben il 5% (del 2% con il contributo della sola Aprilia). La società sta quindi affinando sempre più il processo di recupero del credito, ferma restando la tutela delle situazioni di indigenza. Quanto agli investimenti programmati nel prossimo triennio, circa 20 milioni di euro sono destinati alla realizzazione dei dissalatori e delle relative opere per garantire il servizio alle isole di Ponza e Ventotene, come previsto da un protocollo d’intesa definito con la Regione Lazio. Una parte degli interventi, poi, sarà dedicata a trasparenza, efficienza e innovazione. La società prevede infatti la completa sostituzione dei sistemi informativi attualmente in uso, la realizzazione di un portale utenti per le operazioni di consultazione diretta e il pagamento, l’introduzione di contatori intelligenti controllati da remoto che permetteranno di mantenere costantemente aggiornati i consumi e, di conseguenza, gli importi fatturati, nonché di intervenire tempestivamente in caso di guasti sulla rete, prima o dopo il contatore.

IREN, CON IRENFUTURA 200 ASSUNZIONI IN 3 ANNI

Ha preso il via il 1° maggio, giorno della festa dei lavoratori, il portale IRENfutura, che permetterà di incrociare domanda e offerta di lavoro alla luce dell’importante piano di oltre 200 assunzioni, prevalentemente di giovani, che il gruppo realizzerà entro il 2017, con l’obiettivo di acquisire professionalità e competenze innovative, aprire concreti sbocchi occupazionali ai giovani e affrontare un importante ricambio generazionale all’interno del gruppo.
IRENfutura, sezione dedicata all’interno del sito internet del gruppo, permetterà alle persone interessate di inviare il proprio curriculum, conoscere le posizioni aperte e le opportunità di tirocinio candidandosi per quelle di proprio interesse, mentre la multiutility potrà comunicare con trasparenza le proprie necessità e, grazie a un database dinamico che incrocerà domanda e offerta, individuare candidati potenzialmente interessanti. Il potenziamento e la valorizzazione delle tante competenze ed esperienze già ora disponibili, riguarderà anche il personale già assunto cui saranno proposte numerose opportunità di mobilità professionale. Le ricerche di selezione interna verranno comunicate attraverso un’area dedicata della piattaforma intranet, nella sezione “l’Azienda comunica”. È inoltre previsto un importante piano di iniziative di formazione e addestramento, che il gruppo Iren realizzerà in stretta collaborazione con il mondo scolastico e universitario, delineando in questo modo anche l’occasione per creare una più stretta relazione tra i percorsi formativi tradizionali e le reali esigenze del mondo del lavoro.

AIM VICENZA, OK DAL COMUNE AL PIANO INDUSTRIALE CON 150 MLN DI INVESTIMENTI IN 4 ANNI

Ammonteranno ad oltre 150 milioni gli investimenti nei prossimi quattro anni per Aim di Vicenza. Così il piano industriale approvato dal consiglio comunale ed illustrato dall'amministratore unico Paolo Colla. Investimenti per 151 milioni di euro fino al 2018 «di cui 90 milioni di euro serviranno per affrontare le gare per le reti di distribuzione del gas». Il documento, inoltre, è incentrato su aggregazioni e integrazioni con altre aziende e prevede anche la fusione «entro fine anno» fra Aim mobilità e Ftv (Ferro tramvie vicentine). «Le politiche proposte nel piano - osserva Colla - produrranno aumento del 4% della produzione media». Infine, nel documento è prevista la creazione del «polo ambientale», con la concentrazione delle sedi delle società di Aim attive nel settore ambientale nell'area di proprietà vicino al casello di Vicenza est.
«Il Governo non butti via il capitalismo municipale - afferma il sindaco Achille Variati - ma serve che il Comune cambi mentalità e non tratti l'azienda come una società in house».

ROMA, PARENTOPOLI AMA: RICHIESTE 6 CONDANNE E 2 ASSOLUZIONI

6 le richieste di condanna e 2 di assoluzione. Si avvia a conclusione il processo romano di primo grado sulle oltre 800 assunzioni sospette della cosiddetta 'parentopoli Ama'. Cinque gli anni di reclusione chiesti dal pubblico ministero Corrado Fasanelli, nei confronti dell'ex amministratore delegato di Ama Franco Panzironi, già finito agli arresti nella vicenda di Mafia Capitale. Il pm ha sollecitato 5 ulteriori condanne: 4 anni per Luciano Cedrone (ex dirigente Ama), 2 anni per Gianfrancesco Regard (ex direttore dell'ufficio legale), 2 anni per Ivano Spadoni (ex dirigente), 1 anno e mezzo per Lorenzo Allegrucci (ex dirigente della municipalizzata) e, in ultimo, 2 anni e 6 mesi per Bruno Frigerio (consulente esterno).
Agli imputati sono contestati, a seconda delle posizioni, i reati di abuso d'ufficio e di falso.
La vicenda riguarda 841 assunzioni irregolari, fra il 2008 e il 2009, da parte di Ama.

CALTAQUA, AL VIA IL PAGAMENTO ONLINE DELLE BOLLETTE

Caltaqua, gestore del servizio idrico integrato in Provincia di Caltanissetta, dà il via al nuovo sistema di pagamento online della bolletta con carta di credito dal sito aziendale: con poche semplici operazioni, informa l’azienda in una nota, gli utenti potranno pagare le bollette direttamente dal proprio computer, tablet o smartphone, con una modalità già sperimentata e sicura.
Dalla homepage del sito, spiega Caltaqua, basta recarsi nell'area "Come pagare la tua fattura", selezionare la modalità di pagamento online, indicare il numero di contratto (desumibile dalla fattura recapitata), il nome e cognome del titolare del contratto, la causale del pagamento con la specifica del periodo di riferimento, l'importo da pagare e l'indirizzo e-mail dell'intestatario della bolletta.

AQP: ESTESA LA CERTIFICAZIONE 90001 ALLA VERIFICA DEI PROGETTI

Al termine di un complesso iter di verifica a cura dell’Ente di Certificazione Bureau Veritas, l’Acquedotto Pugliese ha ottenuto il rinnovo della certificazione UNI EN ISO 9001:2008. A seguito dell’attività di audit, il campo di applicazione della certificazione è stato esteso anche al processo di verifica dei progetti per lavori di importo inferiore a 20 milioni di euro, secondo quanto previsto dal DPR 207/2010.
Il riconoscimento si inserisce in un percorso di ricerca globale della qualità e della responsabilità ambientale e si affianca alle certificazioni UNI EN ISO 14001:2004 e ISO/IEC 17025, conseguite per specifici impianti e laboratori.
Tali traguardi sono stati raggiunti grazie alle capacità professionali e competenze tecniche interne all’azienda.
Il conseguimento di tali obiettivi è testimonianza dell’impegno di AQP verso il territorio e la qualità del servizio fornito, attraverso il miglioramento continuo dei processi aziendali, anche nel campo della salvaguardia e tutela dell’ambiente.

MM, “WOMEN FOR WATER” CON EXPO E COMUNE DI MILANO

“Women for Water” è il titolo del convegno organizzato da Metropolitana Milanese (MM) e Comitato Scientifico per Expo 2015 del Comune di Milano, che si è tenuto presso l’Acquario Civico, in collaborazione con Women for Expo.
L’acqua è fortemente connessa alla vita della donna che raccoglie, amministra e utilizza questa risorsa nell’agricoltura, nella vita comunitaria e nella preparazione del cibo. Infatti, le donne, in molte aree del mondo, sono protagoniste dell’agricoltura familiare e della gestione delle fonti idriche.
Donne e acqua, entrambe portatrici di vita, simboli di fertilità, capaci di aggirare gli ostacoli che incontrano. Sono alcune delle caratteristiche che accomunano l’acqua e la donna. Non è un caso se l’acqua quale elemento simbolico e lessicale sia declinato al femminile per l’automatica identificazione con la sua funzione generatrice. E nelle zone rurali della maggior parte dei Paesi in via di sviluppo sono proprio le donne le amministratrici delle risorse idriche.
A pochi giorni dall’apertura di Expo 2015 protagonisti del mondo politico, della società civile e della ricerca sono chiamati a discutere del valore, della gestione pubblica e del futuro di questo binomio. Durante il convegno sono intervenuti - tra gli altri - Ada Lucia De Cesaris, Vicesindaco del Comune di Milano, Claudia Sorlini, Presidente del Comitato Scientifico per Expo 2015 del Comune di Milano, Christiane Franck, Amministratore Delegato di Acqua Pubblica Europea, Marta Dassù, Presidente Esecutivo di Women for Expo e Romano Prodi, già Inviato Speciale delle Nazioni Unite per il Sahel, con una videointervista. Ha chiuso la giornata di approfondimento Davide Corritore, Presidente di MM Spa.

CONVEGNO “WATER ALLIANCE”, LA SHARING ECONOMY DELL’ACQUA

Si svolgerà presso Villa Reale a Monza il prossimo 24 aprile il convegno “Water Alliance - Acqua di Lombardia: per una sharing economy dell’acqua”, un progetto che nasce dalla volontà di Gruppo CAP, BrianzAcque, Uniacque, Padania Acque, Lario Reti Holding, SAL e Pavia Acque.
Sette realtà in house che insieme garantiscono un servizio di qualità ad oltre 5 milioni di abitanti e che hanno deciso di fare squadra per coniugare il radicamento sul territorio e le migliori pratiche nella gestione pubblica dell’acqua.
Al convegno - che vedrà la presenza dei vertici delle società organizzatrici e di amministratori comunali e regionali - parteciperà Erasmo D’Angelis, Responsabile della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e lo sviluppo delle infrastrutture idriche di Palazzo Chigi.

EGEA, MINIBOND DA 15 MLN DI EURO

Egea - multiutility pubblico-privata nata in Piemonte e operante in settori quali luce e gas, ciclo idrico, ambiente e teleriscaldamento - sbarca in Borsa con un minibond da 15 milioni di euro che servirà a sostenere il piano di crescita del gruppo sul territorio piemontese. Il minibond è quotato da martedì 31 marzo sul mercato ExtraMOT PRO, il segmento di Piazza Affari riservato ai soli investitori professionali, dopo che si è chiusa con successo l’emissione di un prestito obbligazionario senior unsecured della durata di 6 anni.
A seguire l’operazione, in qualità di co-arranger, Iccrea BancaImpresa (la banca per lo sviluppo delle imprese clienti del Credito Cooperativo - gruppo bancario Iccrea) e ADB - Analisi Dati Borsa. Egea è stata assistita dallo studio Orrick Herrington & Sutcliffe come consulente legale e da A&F SA in qualità di consulente finanziario. La banca corporate del Credito Cooperativo, che segue per la prima volta in qualità di arranger l’emissione di un minibond, auspica di condividere il prestito obbligazionario con le Banche di Credito Cooperativo che operano sul territorio piemontese per assumere una funzione determinante nel sostegno ai progetti di sviluppo delle imprese clienti, e condividere così soluzioni al di fuori dell’operatività ordinaria.

TERMOVALORIZZATORE PARMA, ANAC: IREN DEVE PAGARE ONERI DI CONCESSIONE

Il Comune di Parma ha ragione sull'iter di costruzione del termovalorizzatore e Iren dovrà pagare gli oneri di urbanizzazione, senza contare che è scaduta a dicembre 2014 la convenzione per il servizio integrato dei rifiuti, dunque l'agenzia regionale Atersir dovrà indire una gara per l'affidamento della gestione. Lo rileva il presidente dell'Autorità anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, in un pronunciamento del 4 febbraio scorso seguito all’audizione e a una successiva nota di precisazioni del Comune di Parma.
Il pronunciamento, afferma l’assessore all’Ambiente del Comune di Parla Gabriele Folli, "stabilisce in maniera inequivocabile come ad Enia (ed in seguito Iren) sia stata assicurata una posizione di mercato di vantaggio" rendendola "l'unica possibile realizzatrice" del Polo ambientale integrato di Parma, tanto che anche per la prossima gara si dovrà "tener conto che l'impiantistica necessaria per ottemperare alle previsioni dell'attuale Piano rifiuti è totalmente in mano ad Iren". Folli rimarca poi il problemi dei prezzi: le decisioni sui "costi di smaltimento che prenderà Atersir non potranno non tener conto del pronunciamento dell'Anac e rivedere i calcoli, che stabilivano la tariffa a 189 euro/tonnellata" nonostante le promesse fatte all’epoca della realizzazione dell’impianto "di Provincia, Comune ed Enia circa la necessità di fare un impianto di incenerimento per abbassare i costi", mentre gli attuali costi sono “totalmente fuori mercato rispetto ad altri impianti in regione (Piacenza e Bologna 120 euro, Ravenna 87 solo per fare alcuni esempi)”.
"La settimana prossima - prosegue Folli - insieme ad altri sindaci ed assessori di comuni della Provincia incontrerò l'assessore regionale Paola Gazzolo per chiedere atti concreti che vadano a riequilibrare i costi".

AIM VICENZA: PER 2014 - 2018 INVESTIMENTI DA 150 MLN E +8% MOL

L’amministratore unico di Aim Vicenza, Paolo Colla, ha presentato alla Giunta comunale il Piano industriale 2014-2018, mentre nei prossimi giorni si perfezionerà la presa d’atto del documento integrale sia da parte della Giunta che del Consiglio comunale. Il Piano, ha ricordato Colla nel corso della conferenza stampa seguita al passaggio in Giunta, affiancato dall'assessore alle risorse economiche Michela Cavalieri, contempla uno sviluppo del gruppo realizzato sia per linee interne (sviluppo dei business attuali) sia per linee esterne (acquisizioni e integrazioni), nonché importanti economie derivanti da razionalizzazioni e riorganizzazioni.
Sono previsti il cosiddetto “deconsolidamento” del ramo “trasporto pubblico”, da realizzare attraverso l’integrazione con FTV, l’unificazione in un unico polo e in un’unica sede delle attività nel settore dell’ambiente, la crescita nel mercato dell’energia e del gas tramite l’acquisizione di nuovi clienti e di rami di vendita. Gli investimenti previsti nel quinquennio sono pari a 150 milioni di euro, la cui fetta più rilevante è destinata alle gare per la distribuzione del gas naturale. Tale programma verrà realizzato senza appesantimento della struttura finanziaria che, anzi, grazie alla ristrutturazione del debito, si rafforzerà ulteriormente con una riduzione della posizione finanziaria netta, sia in valore assoluto che in termini di incidenza sul margine operativo lordo. Con riferimento ai risultati economici, il piano prevede una crescita del valore della produzione del 4% medio nel periodo e dell’8% del margine operativo lordo (da 38 a 52 milioni di euro), con un rilevante aumento dell’incidenza del margine sui ricavi, segno di un aumento dell’efficienza gestionale.

ASCOPIAVE: UTILE A 37,3 MLN, +25% DIVIDENDO

Il gruppo Ascopiave, attivo nella distribuzione e nella vendita del gas naturale e dell’energia elettrica, chiude il 2014 con un utile netto consolidato di 37,3 milioni di euro, in lieve calo rispetto al 2013 (41 milioni), ricavi in discesa del 12,4% a 585,3 milioni di euro (667,8 milioni nel 2013), un margine operativo lordo di 79,6 milioni in contrazione rispetto all’anno precedente (86,3 milioni), una posizione finanziaria netta che si attesta a 129,7 milioni con un rapporto debito/patrimonio netto pari a 0,32 e debito/Ebitda pari a 1,63, entrambi tra i migliori del settore. Il bilancio consolidato e il progetto di bilancio civilistico sono stati approvati dal Cda del gruppo, presieduto da Fulvio Zugno, che ha proposto all’assemblea degli azionisti un dividendo di 0,15 euro per azione, in aumento del 25% rispetto al 2013 (0,12 euro), un record nella storia di Ascopiave.

PALERMO, AMG GAS: UTILE NETTO A 1,6MLN. BASSI CONFERMATO AD, COSTANTINO PRESIDENTE

AMG Gas (Edison 80% e AMG Energia 20%) ha chiuso l'esercizio 2014 con ricavi pari 58 milioni di euro, EBITDA di 6,5 milioni e un utile netto di 1,6 milioni di euro. Il bilancio ha avuto il via libera dell'Assemblea degli azionisti. L'utile operativo netto si assesta a 3,660 milioni di euro.
I soci di AMG Gas hanno anche nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione della societa', che restera' in carica fino al 31 dicembre 2017. Ne fanno parte Vincenzo Costantino (AMG Energia), Alessandro Bassi (Edison), Roberto Buccelli (Edison), Francesco Carbone (Edison) Mario Li Castri (AMG Energia). Alessandro Bassi e' stato confermato amministratore delegato; presidente e' stato nominato Vincenzo Costantino.
Il Collegio Sindacale e' composto da Vincenzo D'Aniello (Edison) in qualita' di Presidente, Fausto Correnti (AMG Energia) e Luigi Migliavacca (Edison).

A2A, BOND A 10 ANNI DA 300 MLN E OFFERTA DI RIACQUISTO

A2A ha lanciato sul mercato del debito un bond decennale a tasso fisso con un obiettivo di raccolta di 300 milioni di euro, con cedola all’1,75% e prezzo di re-offer di 99,221%, che nella stessa giornata risulta aver registrato ordini per circa 2,5 miliardi di euro. L'operazione è gestita da Banca Imi, Uni, Bnp e Barclays. Parallelamente, la multiutility ha annunciato un’offerta di riacquisto di un prestito obbligazionario in scadenza nel 2016, con cedola al 4,50%. L'obbligazione, inizialmente da 1 miliardo di euro, è ora in circolazione per l'importo residuale di 761,591 milioni. L'offerta di riacquisto è per un corrispettivo in denaro fino a un ammontare massimo da definire. La società fornisce un prezzo di riacquisto indicativo di 107,570% ("basato sul rendimento di riacquisto dello 0%"). Il buy back terminerà il 24 febbraio, mentre il giorno successivo è prevista la comunicazione dei risultati e il regolamento dell'operazione.

ACQUA NOVARA VCO, BILANCIO 2014 IN UTILE E INVESTIMENTI PER 46 MLN IN 3 ANNI

Sessantuno milioni di fatturato e 2 milioni di utile netto. Sono i numeri principali del bilancio di Acqua Novara Vco, gestore idrico nel Piemonte Orientale, che chiude in positivo il 2014 e si appresta a investire 46 milioni di euro nei prossimi tre anni per migliorare le reti fognarie e degli acquedotti.
«La gestione di questa annata - spiega il presidente Emanuele Terzoli - era particolarmente delicata perché si trattava anche di governare la fusione con Acque Nord. C’erano state polemiche sulla collocazione dei lavoratori. Tutti temevano trasferimenti lontano da casa e, invece, le cose sono rimaste come prima, grazie alla buona organizzazione che siamo riusciti a mettere in piedi».
Dopo la fusione, sono 139 i comuni delle province di Novara e del Vco che affidano alla società la gestione del ciclo integrato. Ammontano a 450 mila gli utenti che fanno capo a questa azienda, consumando oltre 3,7 miliardi di metri cubi l’anno.
Con 270 dipendenti, la società si occupa di una rete di 6 mila chilometri di tubazioni. Nel Vco rimangono fuori 16 comuni. Gli investimenti su cui punta Acqua Novara Vco per il triennio 2015-2017 è la depurazione. «Quest’anno - spiega Terzoli - abbiamo investito 3,5 milioni sull’impianto di Verbania, ormai già al collaudo. In estate partiremo con quello di Omegna per il quale sono stati stanziati 2 milioni di euro». La restante parte delle risorse andrà al rifacimento progressivo di segmenti delle reti di fognature e acquedotti. Per il prossimo anno si prevede una riduzione dei costi di circa 900 mila con la ricontrattazione dei mutui. Più di 800 mila euro di economie sono state poi realizzate grazie alla fusione.

CAP, PREMIO SMAU PER SISTEMA WEB GIS

Il gruppo CAP è l’unico gestore idrico in Italia ad arrivare in finale nel Premio innovazione digitale di Smau grazie al sistema Web Gis per il monitoraggio in tempo reale dell’intera rete idrica della Provincia di Milano. Il gruppo è stato premiato nell’ambito degli “Stati generali dell’innovazione del Veneto” in occasione di Smau Padova.
Lo sviluppo del sistema informativo territoriale Web Gis, spiega il gruppo CAP, è scaturito dall’esigenza di avere a disposizione dati attendibili e aggiornati in tempo reale dell’intera infrastruttura della rete idrica e di permetterne l’accesso a tutti i settori dell’azienda così come all’esterno. Il progetto, sviluppato interamente dalla Direzione IT del gruppo CAP, permette tramite un’interfaccia web di entrare nel sito internet e visualizzare in tempo reale lo stato di fatto delle reti nel sottosuolo. Sulla piattaforma sono disponibili strumenti evoluti che permettono di generare monografie, fare profili longitudinali, effettuare la modellazione idraulica sulla rete di fognatura (per sapere cosa accade in periodi di secca e di piena), collaborare tra gli uffici scambiando moduli e annotazioni e, tramite un collegamento mobile, permette agli operatori sul campo di geo-referenziarsi dal luogo in cui si trovano.
Il sistema è la combinazione delle tecnologie Oracle e Autodesk con altri ambienti come Business Intelligence e Facility Management. Al sistema possono accedere i tecnici e gli addetti dell’azienda ma anche i cittadini, che hanno accesso alla mappa dei cantieri aperti, e i professionisti, che possono visionare le reti. Ad oggi lo sviluppo del sistema, tra i pochi così avanzati in Italia e l’unico accessibile online da tecnici, professionisti e da cittadini, ha richiesto un investimento di 350.000 euro, cui si aggiungeranno 250.000 euro nel prossimo futuro.

AQP, “INGENIO AL FEMMINILE” PREMIA LA CAPORALETTI

Un’ulteriore conferma del ruolo e della professionalità delle donne che lavorano in AQP è giunta in questi giorni, con il riconoscimento dato all’ing. Valeria Caporaletti, tecnico dell’Acquedotto Pugliese, da parte del Consiglio nazionale degli ingegneri nell’ambito della iniziativa “Ingenio al femminile”.
Caporaletti è stata insignita dell’ambito riconoscimento, nel corso di una suggestiva cerimonia a Palazzo Giustiniani, sede della presidenza del Senato, a Roma, insieme ad altre due professioniste: l’ing. Maurizia Bagnato, della Bosch, e le ingegnere meccaniche del team rosa della Ferrari.
Il premio a Caporaletti rende omaggio alle doti umane e professionali di un donna che ha saputo coniugare competenza ed efficienza con l’attitudine, tutta femminile, a coltivare rapporti di cordialità e disponibilità in una grande realtà aziendale, come è l’Acquedotto Pugliese, con una forza lavoro ed una tipologia di attività prettamente maschili. In particolare, sul versante professionale, Caporaletti si è distinta per la progettazione di un sistema di regolazione del flusso idrico -la cosiddetta valvola “Valeria”- da qualche mese, a servizio di Bari.
L’originale riconoscimento viene assegnato dal Consiglio nazionale degli ingegneri nell’ambito della manifestazione “Ingenio al femminile”, con l’obiettivo di valorizzare l'apporto delle donne in una professione, quella dell'ingegnere, storicamente declinata al maschile.
L’attestazione all’ing. Caporaletti dal Consiglio nazionale degli ingegneri appare come il suggello più autentico del ruolo sempre più centrale delle donne nel mondo del lavoro e, in particolare, nella realtà aziendale dell’Acquedotto Pugliese.

DOLOMITI ENERGIA, +78% UTILE 2014. NASCE DOLOMITI ENERGIA SAVING

Il gruppo Dolomiti Energia chiude il 2014 con un’impennata dell’utile netto del 78%, passato da 67 milioni di euro nel 2013 a 119 milioni. Il valore della produzione consolidato si attesta a 1.420 milioni di euro (1.307 milioni nel 2013, +9%), il margine operativo lordo passa da 269 milioni di euro a 308 milioni (+15%), il risultato operativo da 165 milioni nel 2013 a 195 milioni nel 2014 (+18%) e l’indebitamento netto da 469 milioni di euro a 415 milioni nel 2014 (-12%). Questi i risultati approvati dal consiglio di amministrazione, presieduto da Rudi Oss, sostenuti dall’eccezionale produzione idroelettrica che ha beneficiato di un anno straordinariamente ricco di precipitazioni. Il Cda ha proposto ai soci la distribuzione di un dividendo in crescita del 16% rispetto al 2013: 0,11 euro per (0,095 euro nel 2013), con un rapporto fra dividendi e utile netto consolidato (pay out) pari al 61%. Complessivamente si tratta di 41 milioni di euro di dividendi.
Gli investimenti effettuati dal gruppo nel 2014 ammontano a 42,2 milioni di euro e riguardano principalmente interventi per migliorare le reti di distribuzione di energia, gas e acqua, nonché attività finalizzate a potenziare i servizi informativi a disposizione dei clienti finali. In aumento tutti i dati della produzione idroelettrica e termoelettrica, della distribuzione e vendita di energia elettrica e gas, con un aumento del 9% dei clienti finali, dei km di reti gestite nonché della raccolta differenziata. Tra le novità in seno al gruppo (non incluse nel perimetro di consolidamento 2014), la neonata Dolomiti Ambiente, in cui sono state conferite tutte le attività dell’area ambiente, e Dolomiti Energy Saving, frutto di una recentissima partnership tra Dolomiti Energia e Bartucci, società specializzata nell’efficientamento dei sistemi produttivi industriali. Questa nuova realtà si occuperà di progetti di efficienza energetica realizzati anche grazie ai contratti di rendimento energetico (Energy Performance Contracts - EPC). Il mercato di riferimento della nuova società saranno le aziende industriali della Provincia di Trento ma, qualora esistano le condizioni, l’obiettivo è di estende l’attività anche su progetti a livello nazionale, purché coerenti con l’oggetto della società che è quello di ottimizzare dal punto di vista energetico i processi industriali.

ACEA PER ROMA, 778 PROPOSTE DAI CITTADINI

Sono 778 le proposte inviate da cittadini e associazioni ad “Acea per Roma”, l’iniziativa attivata dalla multiutility capitolina per stimolare la realizzazione di progetti destinati a contribuire al miglioramento della qualità della vita nel proprio territorio. La campagna di ascolto, avviata lo scorso 20 febbraio con il patrocinio del Campidoglio e con la collaborazione attiva dei Municipi, ha dato la possibilità di presentare progetti in diversi ambiti come, ad esempio, formazione, cultura, inclusione sociale, riqualificazione di spazi di pubblica utilità.
Sulla base delle proposte inserite dai cittadini sulla piattaforma online appositamente realizzata da Acea, il Municipio con più progetti risulta essere il I (Centro storico), con 88 proposte, seguito dal II con 71 proposte; in terza posizione il VII Municipio con 69 progetti. In generale, circa il 75% delle proposte è giunto dai quartieri periferici. Dei progetti pervenuti, 174 sono stati presentati da singoli cittadini, 604 da associazioni, cooperative, comitati di quartiere, scuole, ecc.. Nel 60% dei casi si tratti di proposte legate ai servizi alla persona, ad esempio per l’integrazione di fasce socialmente più deboli (disabili, anziani, ospiti di case famiglia, detenuti) oppure per il sostegno alle famiglie. Il rimanente 40% riguarda la riqualificazione di aree urbane e/o l’acquisto di materiali per scuole, biblioteche, aree verdi, in particolare per la realizzazione di orti urbani e recupero di aree ludico-sportive.
La campagna di ascolto “Acea per Roma” prevede un contributo complessivo di 450.000 euro, con un importo massimo per ciascun territorio municipale di 30.000 euro. Le proposte saranno ora valutate da una commissione interna all’azienda e, entro il mese di giugno, sarà reso noto l’elenco dei progetti accolti, di cui partirà successivamente la realizzazione.

IREN, BILANCIO DI SOSTENIBILITA’: “NEL 2014 EVITATE 1,8 MLN DI TONNELLATE DI CO2”

Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Iren ha ratificato nei giorni scorsi il Bilancio di Sostenibilità relativo all’anno 2014 con la rendicontazione delle performance di sostenibilità economica, ambientale e sociale del Gruppo.
In tema di sostenibilità economica, nel 2014 il Gruppo ha generato per gli stakeholder un valore aggiunto globale lordo pari a 980,6 milioni di euro, con una crescita rispetto all’anno precedente di 85,2 milioni di euro (+9,5%). In particolare il personale ha beneficiato, attraverso salari e stipendi, di circa 316 milioni di euro, la Pubblica Amministrazione (attraverso imposte dirette e indirette) di 188 milioni di euro e gli azionisti di 83 milioni di euro in dividendi.
Nell’ambito della sostenibilità ambientale ogni attività o processo produttivo del Gruppo Iren è improntato all’uso consapevole delle risorse naturali e alla ricerca di un costante miglioramento della qualità ambientale, attraverso la riduzione di ogni forma di inquinamento e l’elevata produzione di energia pulita.
E’ possibile consultate il Bilancio di Sostenibilità sul sito di Iren .

HERA: ENTRO 2018 INVESTIMENTI PER OLTRE 2 MLD, 118 NEL MODENESE

Investimenti per oltre 2 miliardi di euro, di cui 118 milioni destinati al territorio modenese: questi alcuni dei numeri del piano industriale al 2018 di Hera, approvato recentemente dall’azienda e presentato dal presidente Tomaso Tommasi di Vignano e dall'amministratore delegato Stefano Venier al Tavolo del Comune di Modena per la crescita, poi in Commissione consiliare e ai sindaci della Provincia.
Complessivamente il 70% degli investimenti di Hera sarà destinato alle reti. Dei 118 milioni previsti per la Provincia di Modena, 23 fanno parte della pianificazione 2015. Tra questi, un progetto sperimentale da 3,3 milioni di euro per la telelettura dei dati di consumo reale sui contatori gas, acqua, energia elettrica e teleriscaldamento. Già a partire dalle prossime settimane si cominceranno a installare i nuovi contatori, che permetteranno anche l'accesso ai dati reali di consumo via web e un messaggio di allerta in caso di consumi anomali. Per i servizi idrici è in programma nei prossimi anni la costruzione di nuove dorsali di acquedotto in pianura, la realizzazione di una nuova linea fanghi al depuratore di Modena e la costruzione di sistemi di collettamento e trattamento dei reflui in varie aree. Tutto questo in un contesto in cui la tariffa media per il servizio idrico a Modena è la più bassa della Regione (1,47 euro al mc rispetto ai 2,20 di Reggio Emilia).

PALERMO, 4 ANNI DI CARCERE AI VERTICI AMIA PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA

Condannati i vertici Amia per il crac finanziario del 2013 dell'ex azienda di igiene ambientale palermitana. La quinta sezione del Tribunale ha accolto la richiesta del pubblico ministero Carlo Marzella: quattro anni ciascuno all'ex presidente Enzo Galioto e all'ex direttore generale Orazio Colimberti. Tre anni, invece, per il ex componenti del consiglio d'amministrazione Angelo Canzoneri, Franco Arcudi e Paolo Barbasso. Gli imputati sono stati interdetti per cinque anni dai pubblici uffici. Il sindaco Orlando: "E' importante ricordare che allora ci costituimmo parte civile nel processo".
Pesanti, dunque, le condanne per la bancarotta fraudolenta dell'Amia. Secondo l'accusa, gli imputati, a vario titolo, avrebbero iscritto nel bilancio del 2005 false plusvalenze derivanti da vendite di automezzi e immobili per un valore di 16 milioni di euro. Il passaggio da Amia ad Amia servizi srl sarebbe stato solo fittizio, poiché la società affittò i mezzi che in realtà risultavano già venduti. Per Galioto e Colimberti, invece, il crac sarebbe stato imputabile alle assunzione imposte negli anni dal Comune.
Nella sentenza, oltre all'assoluzione di Giuseppe Costanza, Antonio Giuffrè, Gaetano Mendola e Vincenzo Gargano, il tribunale ha disposto il risarcimento in sede civile per il Comune di Palermo e per la curatela fallimentare dell'ex municipalizzata. "Quanto emerge dalla sentenza sul crac Amia conferma la volontà dell'Amministrazione affinché la Rap si tenga mille miglia distante da pratiche, comportamenti e omissioni che hanno portato al fallimento di Amia". Questo il commento del sindaco Leoluca Orlando relativamente alla sentenza.

HERA, EXPO E CIBO A SCUOLA CON "UN POZZO DI SCIENZA"

Parte da Bologna, quest’anno, “Un pozzo di scienza”, il progetto Hera di divulgazione scientifica per i ragazzi delle scuole superiori, giunto alla nona edizione, con un tema che si lega all’Expo di Milano: il cibo e l’alimentazione. Con “Fooding: allenare la mente per nutrirsi meglio”, la multiutility propone un’ampia gamma di attività tra cui gli insegnanti hanno potuto scegliere: incontri e laboratori condotti da oltre 30 tra giornalisti e studiosi e un gioco a quiz che quest’anno mette in palio i biglietti per l’Expo, con la novità delle letture teatralizzate tratte da libri che hanno come focus centrale il cibo e la realizzazione aperta a tutti di orti urbani verticali.
Dopo Bologna (23-28 febbraio), l’iniziativa ha toccato le scuole di Modena (2-7 marzo), per passare a Ferrara (9-14 marzo), Rimini (16-21 marzo), Forlì (23-28 marzo), Imola (30 marzo-1 aprile), Faenza (8-10 aprile), Ravenna (13-18 aprile) e Cesena (20-23 aprile). Complessivamente le scuole coinvolte saranno 52, di cui 12 a Bologna e Comuni limitrofi, per un totale di 11.000 studenti partecipanti. Le letture teatralizzate di alcuni dei più celebri brani di letteratura e saggi sulla cultura del cibo sono la novità di questa edizione. Saranno messe “in scena” dalla Compagnia del Teatro dell’Argine di San Lazzaro, con testi proposti scelti direttamente dagli insegnanti tra un ventaglio di proposte, e saranno seguiti da un momento di approfondimento e discussione con gli studenti. Gli incontri e i laboratori saranno guidati da giornalisti ed esperti con cui sarà possibile riflettere sulle nuove frontiere della ricerca scientifica ma anche sugli aspetti ambientali e culturali legati all'alimentazione. Grazie agli esperti di Horticity, poi, chiunque lo desideri potrà recarsi all’appuntamento previsto nei principali mercati cittadini per imparare a costruire un orto verticale in terrazzo usando materiali semplici o di recupero.
I ragazzi che parteciperanno all’iniziativa potranno poi sfidarsi un quiz online su quanto hanno appreso durante gli incontri, fissato per il 28 aprile alle ore 10. In palio una giornata a Milano con la propria classe in visita a Expo 2015. Si terminerà in grande stile con la maratona fotografica al Parco della Montagnola a Bologna, il 16 maggio, ideata e organizzata dall’Associazione DISTURbo, una caccia al tesoro (alimentare) con 5 ore di tempo per trovare e fotografare vari obiettivi in città, usando mezzi pubblici o non inquinanti.

HERA, PREMIO M&A AWARD 2015, NUOVI ORIZZONTI IN TRIVENTO E MARCHE

La creazione di un grande polo multiutility del Nord in un settore strategico come quello dei servizi di pubblica utilità: è questa la principale motivazione del riconoscimento M&A Award assegnato a Hera, a Milano, nell’ambito dell’iniziativa promossa da Kpmg e Fineurop Soditic. In particolare Hera è stata premiata nella categoria “Italia su Italia” per l’acquisizione di Amga. Un’operazione, ha spiegato il presidente di Hera Tomaso Tommasi di Vignano, rappresentativa delle 22 operazioni di integrazione che il gruppo ha affrontato negli anni, seguendo sempre una logica di contiguità territoriale, essendo le attività prevalentemente basate su reti (gas, acqua e elettriche) con sinergie crescenti quanto maggiore è la loro interconnessione. Per i successivi passi di consolidamento, ha detto Tommasi, Hera guarda soprattutto a Marche e Triveneto e auspica che gli incentivi previsti dal governo spingano il processo di aggregazione. Dopo le integrazioni di Trieste e Gorizia, portate a termine tra il 2013 e l’inizio 2014, grazie a Amga Udine Hera è arrivata a coprire quasi tutta la Regione Friuli-Venezia Giulia, incrementando qualità ed efficienza delle attività ora gestite in quell’area in maniera coordinata attraverso AcegasApsAmga, che opera anche a Padova. Nei territori del Triveneto, in particolare, nell’arco dei 5 anni del Piano industriale si prevedono circa 35 milioni di euro di sinergie, oltre il 20% in più rispetto al margine operativo lordo complessivo delle varie aziende prima della fusione.

HERA, +24% UTILE 2014

Il gruppo Hera ha chiuso il 2014 con ricavi per 4.189,1 milioni di euro (-6% rispetto al 2013), un Mol di 867,8 milioni (+7,1%), un utile operativo di 441,2 milioni (+10,4%) e un utile netto adjusted di 181,2 milioni (+24,7%). La posizione finanziaria netta si attesta a 2.640,4 milioni. Gli investimenti lordi del gruppo ammontano a 348,6 milioni di euro, in crescita rispetto al 2013 (+10%) e in linea con quanto previsto dal piano industriale. Questi i risultati approvati dal Cda, che ha confermato una proposta di dividendo di 9 centesimi di euro per azione (quasi il 4,6% di rendimento sul valore delle azioni a fine 2014).
La gestione operativa in tutte le attività, assieme a quella finanziaria e fiscale, hanno compensato la riduzione del fatturato connessa al mite clima invernale e all’andamento dei prezzi energetici. È poi proseguita l’azione di consolidamento in Friuli-Venezia Giulia, con l’integrazione di Est Reti Elettriche, Isontina Reti Gas e Amga Udine, che ha contribuito all’accelerazione dei risultati. Il 2014 è stato segnato dalla crescita delle quote di mercato dei rifiuti speciali e dal buon andamento della base clienti nei mercati energetici, salita a oltre 2,1 milioni di clienti (circa 1,9 nel 2013). Il Mol dell’area ambiente si attesta a 241,8 milioni di euro (27,9% del Mol di gruppo), in crescita rispetto ai 239,3 milioni del 2013; quello dell’area ciclo idrico a 217,1 milioni (25% del Mol di gruppo) in aumento del 12,2% rispetto al 2013; l’area gas segna un Mol di 276 milioni (31,8% il contributo al Mol di gruppo), in crescita del 3,9% rispetto all’anno precedente; l’area energia elettrica presenta un Mol di 111,4 milioni (12,8% del Mol di gruppo), +27,6% sul 2013.

ACSM - AGAM: UTILE CALA A 5,5 MLN

La multiutility lombarda Acsm Agam ha chiuso il 2014 con ricavi totali pari a 220 milioni di euro, in flessione rispetto ai 260 del 2013, un Mol di 36,8 milioni contro i 44,9 milioni dell'esercizio precedente e un utile netto in calo a 5,5 milioni (7,4 nel 2013). L'indebitamento finanziario netto è di 137,5 milioni, in linea con il 2013 (137,9 milioni). Il Cda di Acsm Agam, che ha approvato i risultati 2014, proporrà all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo lordo di 0,035 euro per azione (0,045 euro nell'esercizio precedente).
L'attività di vendita gas nel 2014 ha registrato ricavi pari a 148 milioni, in riduzione rispetto al 2013 (195,6 milioni di euro). I ricavi dell'attività di vendita e trading di energia elettrica sono stati pari a 15 milioni (13,2 milioni nel 2013). I ricavi della business unit reti gas ammontano a 38,8 milioni, in aumento dell'8% rispetto al 2013, mentre per le reti idriche i ricavi sono stati di 14,6 milioni, in aumento rispetto al 2013 (14,3 milioni). L'attività di cogenerazione e teleriscaldamento ha prodotto nel 2014 ricavi per circa 17,8 milioni, in calo rispetto al 2013. I ricavi dell'attività di gestione calore ammontano a 9,4 milioni, in flessione rispetto al 2013. I ricavi dell'attività di termovalorizzazione dei rifiuti sono pari a 9,9 milioni (11,3 nel 2013) mentre l'impianto di erogazione del metano per autotrazione ha registrato ricavi per circa 0,9 milioni di euro, in diminuzione rispetto all'esercizio precedente (1,1 milioni).

ANCONA, MULTISERVIZI AVVIA IL PROGETTO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE NELLE SCUOLE

Riprende nel mese di marzo il progetto di educazione ambientale promosso da Multiservizi nel territorio anconetano. Concluse le prenotazioni, sono 1.400 i ragazzi che vi prenderanno parte appartenenti a 32 scuole distribuite nei comuni di Ancona, Jesi, Senigallia, Chiaravalle, Monsano, Fabriano, Montecarotto, Ostra, Santa Maria Nuova, Cerreto d’Esi.
La proposta didattica riguarda la risorsa acqua ed è rivolta alle fasce scolastiche delle primarie e secondarie di primo grado.
La metodologia adottata per invitare i ragazzi a riflettere sull’acqua è differenziata in base all’età e punta al coinvolgimento diretto degli alunni così da renderli protagonisti attivi di ogni incontro.
Il percorso inizia con una lezione che si tiene in un’aula didattica allestita nei pressi delle Sorgenti Gorgovivo, basata su giochi di animazione capaci di muovere l'intuizione e la fantasia. Continuerà con la visita agli impianti di captazione delle Sorgenti che grazie alla suggestione del luogo, rendono ancora più viva la comprensione del ciclo dell’acqua, dell’ottima qualità dell’acqua del rubinetto e delle azioni di risparmio.
I ragazzi avranno a disposizione un quaderno, realizzato per stimolare la loro attenzione durante il percorso, dove potranno annotare le principali informazioni fornite dal personale Multiservizi che li guida e li aiuta a focalizzare gli aspetti più significativi dell’impianto.

MM, premio Smart Utility 2015 per innovazione digitale

Metropolitana Milanese (MM), il gestore del servizio idrico integrato della città di Milano che compirà 60 anni il prossimo 6 ottobre, ha ricevuto a Roma il premio “Smart Utility 2015” conferito da Esri Italia per il progetto “L’esperienza di Metropolitana Milanese nella città di Milano” grazie, in particolare, al sistema informativo territoriale (GIS) sviluppato dall’azienda.
A MM, spiega l’azienda, è stata riconosciuta la “migliore best practice nel settore delle utility per aver realizzato un sistema a supporto di servizi essenziali per i cittadini e un esempio virtuoso di integrazione con altri sistemi di gestione aziendale”. Il progetto GIS di MM, sviluppato in ambiente Client-Server ArcGIS e disponibile in ambiente web con Geocortex, comprende tutte le reti e gli impianti del servizio idrico integrato della città di Milano, oltre al reticolo idrico superficiale insistente sul territorio e alle linee metropolitane progettate da MM. Il progetto è stato avviato con diversi obiettivi: avviare una rapida archiviazione dell’intero patrimonio delle reti e degli impianti della città di Milano, realizzare una piattaforma di supporto alle diverse attività e funzioni aziendali (gestione asset, pianificazione, programmazione e gestione interventi, modellazione matematica delle reti, gestione clienti, laboratorio analisi, interventi sul territorio) e quindi fornire uno strumento di consultazione WebGis e Mobile ai propri operatori e agli enti terzi presenti sul territorio, oltre che a i cittadini che possono consultare le mappe dei cantieri aperti.

UNIACQUE, IN 2014-2015 INVESTIMENTI PERE 33,2 MLN

Uniacque, gestore del servizio idrico integrato in Provincia di Bergamo, ha presentato il proprio piano di investimenti per il biennio 2014-2015: interventi nei settori di acquedotto, fognatura e depurazione per un totale di 33,2 milioni di euro. Di questi, 21,7 milioni saranno destinati alla realizzazione di nuovi impianti, necessari soprattutto nelle valli per evitare sanzioni europee, mentre 11,5 milioni serviranno alla manutenzione straordinaria. Il presidente e l’amministratore delegato della società, Paolo Franco e Mario Tomasoni, hanno garantito che gli investimenti non determineranno aumenti della tariffa a carico dei cittadini.

RAVENNA HOLDING, VERSO RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE DI 20 MLN

Il Consiglio di Amministrazione di Ravenna Holding - gruppo controllato dal Comune di Ravenna e partecipato dai Comuni di Cervia e Faenza che detiene partecipazioni, tra l’altro, in Hera (5,83%) e Romagna Acque (23,19%) - dovrà ridurre il capitale sociale per circa 20 milioni di euro, a seguito di richiesta dei soci che hanno bisogno di introiti straordinari. È quanto riferito in occasione della presentazione del preconsuntivo 2014, che stima in 8.769.463 milioni di euro il risultato d’esercizio e in 1.492.720 il budget.
Il budget 2014, ha spiegato la società, migliora grazie ai dividendi distribuiti dalle società partecipate, con ricavi in aumento dovuto soprattutto alle tariffe del servizio idrico integrato. Il patrimonio netto al 31 dicembre 2014 risulta di 457.685.607 euro, mentre i valori di bilancio delle partecipazioni sono pari a 317.431.236 euro. Il debito bancario a medio e lungo termine passa da 53.378.275 euro del 2013 a 48.551.193 euro nel 2014 per effetto del rimborso delle rate di mutui. L’indice di redditività del capitale proprio (ROE) si attesta al 3,10%.
Il gruppo sottolinea le azioni di razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche nel contesto ravennate e romagnolo che, già prima delle indicazioni della legge di Stabilità, hanno consentito risparmi all’interno del gruppo stimabili in circa 500.000 euro negli ultimi anni. La prospettiva principale per il gruppo, attualmente, è quella della riduzione del capitale sociale, un’operazione rilevante - che passerà anche per la vendita di azioni Hera - che però, assicura la società, “risulta sostenibile alla luce della grande solidità patrimoniale e finanziaria della holding”.

CARNIACQUE, BILANCIO E IPOTESI DI GESTORE UNICO

Prosegue il risanamento di Carniacque Spa, il gestore idrico dell’Alto Friuli. Rispetto al bilancio consuntivo 2014 approvato dal Cda lo scorso 30 marzo, l'utile potrebbe essere superiore a quello del 2013 (che si era attestato attorno ai 157 mila euro). Le immobilizzazioni immateriali sono salite a 5,8 milioni contro i precedenti 4,5 milioni così come il patrimonio netto che attualmente raggiunge 1,3 milioni; i crediti verso clienti (intesi come bollette emesse e non ancora incassate) sono scesi da 4,1 a 3,5 milioni mentre i debiti sono stati ridotti da 9,4 a 8,2 milioni; il dato dei ricavi delle vendite e delle prestazioni è aumentato di 200 mila euro ed è dovuto all'incremento del 6,5% delle tariffe, cifra che comunque non ridimensiona il valore dell'enorme riduzione del debito (più di 1,2 milioni), dovuto ai risparmi di spesa e alla restituzione dei mutui ai Comuni, i quali dall'inizio del 2015 hanno già ricevuto 90 mila euro.
Un quadro di riscatto insomma per la società guidata dal luglio scorso da Fabrizio Luches, più volte finita "sotto processo" e che tra l'altro da febbraio si è accollata anche la gestione del depuratore consortile di Tolmezzo, permettendo la salvaguardia della piena occupazione alla Cartiera del capoluogo carnico.
Ancora incerto il quadro futuro, quando dovrà essere creato il gestore unico provinciale per il ciclo idrico integrato. Alcuni sindaci hanno già chiesto particolari salvaguardie, tradottesi in una delibera del Cato (la Consulta d'ambito Centrale Friuli), nella quale si chiede espressamente che venga previsto «un riconoscimento della Regione di un sub ambito montano all'interno dell'attuale perimetrazione provinciale udinese, al fine di garantire un piano tariffario agevolato».
Intanto, i sindaci hanno dato mandato all'assemblea dei soci di Carniacque Spa (che si terrà a breve) di aprire un tavolo di confronto con il Cafc Spa nel quale iniziare a sondare e valutare un percorso di aggregazione, auspicabilmente per tempo rispetto alla scadenza naturale dell'affidamento del servizio, prevista nel 2017. A fronte però del riconoscimento di alcune garanzie: la gestione futura della società unica con la formula dell'in-house providing, il mantenimento dell'attuale struttura operativa di Tolmezzo, una rappresentanza del territorio montano nel Cda ed il completamento dei rimborsi delle rate dei mutui.

SMAT PENSA A RATING PER HYDROBOND DA 350 MLN

Smat, gestore del servizio idrico integrato in Provincia di Torino, sta crescendo e valuta la possibilità di emettere un hydrobond per finanziare grandi opere con 350 milioni di euro, passando prima per l’assegnazione di un rating da Standard & Poor’s: lo rivela l’amministratore delegato dell’azienda Paolo Romano in un’intervista a La Repubblica Torino. La società serve oggi il 99,5% degli abitanti della Provincia di Torino e, assicurandosi in ultimo la gestione in 29 nuovi Comuni con l’acquisto del ramo d’azienda torinese da Acque Potabili (una transazione da 32,9 milioni); sta lavorando anche per l’acquisizione di alcune gestioni nell’area di Chivasso, che porterebbe la società a coprire 306 Comuni in tutto. Romano non esclude nemmeno un’espansione delle attività di Smat al di fuori del Torinese, essendo peraltro già presente nell’Astigiano e nel Cuneese, puntando soprattutto sulle compartecipazioni nelle società esistenti. La società è sana e realizza investimenti per 70-80 milioni di euro l’anno, che spera di aumentare grazie all’emissione di un hydrobond, avvalendosi del rating di Standard & Poor’s, raccogliendo 350 milioni per grandi opere quali l’acquedotto della Valle Orco, un canale mediano per le acque meteoriche e reflue di Torino e il rifacimento di un potabilizzatore. Romano esclude, invece, una quotazione in borsa della società, che comporterebbe l’ingresso di privati.

ACEA, IL “GURU” DI HARVARD PER L’INNOVAZIONE AZIENDALE

John Kotter, «guru» di Harvard dell’innovazione aziendale, ha avviato un rapporto di collaborazione con la romana Acea, su iniziativa dell’Ad Alberto Irace. L’obiettivo della consulenza è infatti convertire entro il 2016 i circa 7 mila dipendenti alle nuove modalità 2.0: e cioè accompagnare chi adesso sbriga pratiche cartacee o comunque lavora secondo modelli organizzativi tradizionali lungo ai metodi digitali.
La consulenza avrà un costo di 45mila euro al mese, ma secondo l’azienda i benefici saranno ben compensati.
Agli importanti investimenti in tecnologie avanzate che abbiamo già realizzato - spiega l’ad Irace -, stiamo affiancando un’attenta attività di formazione di tutto il nostro personale. Per cambiare davvero Acea, bisogna innanzitutto cambiare il modo in cui pensiamo e realizziamo il nostro lavoro di tutti i giorni. Serve, dunque, uno scatto culturale, prima ancora che organizzativo e tecnologico. Vogliamo che i veri protagonisti del cambiamento siano soprattutto i dipendenti, promuovendo la loro attiva partecipazione e senza lasciare indietro nessuno».

ACQUE VERONESI, SERVIZI 2.0 SUL WEB

Sportello virtuale, pagamento delle bollette online, informazioni per le imprese: sono alcuni dei servizi innovativi introdotti negli ultimi anni da Acque Veronesi nel proprio portale web, rivolti alle esigenze del “cliente 2.0”.
Il portale fornisce informazioni sul profilo di Acque Veronesi, con approfondimenti sugli assetti societari e indicazioni operative sulle modalità di intervento da parte dell’azienda, nonché indicazioni di natura tecnica, amministrativa e commerciale sul servizio idrico. Un apposito spazio è dedicato agli scarichi delle attività produttive, con informazioni sulle autorizzazioni e sulla legislazione in materia. Una delle novità introdotte recentemente è rappresentata dallo sportello online (Pronto Web) che consente all’utenza di visionare comodamente da casa la propria situazione relativa alle bollette, che possono essere scaricate in formato pdf e pagate online con carta di credito. Da un paio d’anni è a regime il servizio di invio mail della bolletta in formato pdf, con conseguenti benefici di carattere ambientale: ad oggi sono più di 13.000 i clienti che hanno scelto questa opzione. Sempre all’interno dello sportello virtuale è inoltre possibile controllare lo stato dei pagamenti e verificare e comunicare in tempo reale le letture del proprio contatore. Un servizio particolarmente apprezzato è quello che consente, inserendo semplicemente il proprio indirizzo di casa, di avere informazioni sull’analisi dell’acqua relativa al punto di prelievo più vicino alla propria abitazione.
Il sito internet ha totalizzato nell’anno 2014 circa 350.000 visite, mentre nel primo trimestre del 2015 è già stata superata la soglia dei 100.000 accessi. Uno degli obiettivi di Acque Veronesi, spiega il presidente Massimo Mariotti, è quello di implementare sempre di più la piattaforma web, anche attraverso la creazione di apposite app.

A2A, A FEBBRAIO VENDUTO 3,096% DA MILANO E BRESCIA

Tra il 2 e il 23 febbraio i Comuni di Milano e Brescia hanno ceduto complessivamente 96.989.492 azioni di A2A, pari al 3,096% del capitale, per circa 84 milioni di euro. È quanto si apprende dai filing model di internal dealing. In particolare, il Comune di Milano ha ceduto l'1,503% (pari a 47.079.892 azioni) ad un prezzo compreso tra 0,8312 e 0,8832 euro/azione per un controvalore di oltre 41 milioni di euro. Il Comune di Brescia ha ceduto l'1,593% (pari a 49.909.600 azioni) ad un prezzo compreso tra 0,8339 e 0,876 euro/azione per un controvalore di quasi 43 milioni di euro. L'operazione ha consentito ai due Comuni di concludere il collocamento del 5% del capitale dell'utility lombarda, portandosi a una partecipazione complessiva del 50% più due azioni.

SEAB, INVESTIMENTI PER 13 MLN NEI PROSSIMI 3 ANNI

Seab, società partecipata di Bolzano che si occupa di servizio idrico, distribuzione gas e igiene ambientale, ha programmato di eseguire nei prossimi 3 anni investimenti per un importo complessivo di 13 milioni di euro, di cui 9 destinati all'acquedotto, 3 alla rete fognaria ed il resto alla rete gas. "In questo modo consegniamo alla cittadinanza infrastrutture efficienti e moderne" ha detto, presentando il piano degli investimenti 2015-2017, il presidente di Seab Rupert Rosanelli, che ha sottolineato l'importanza di effettuare costantemente manutenzioni e ampliamenti delle reti e delle strutture,
Tra le principali opere programmate nel settore idrico figurano: il completamento del tratto verso monte dell'acquedotto e della fognatura nella zona San Giorgio-Guncina; il risanamento delle sorgenti Grifo e Ranigolo e della condotta che porta l'acqua fino all'abitato di Cardano; il risanamento del serbatoio Campegno e posa delle tubazioni di collegamento del serbatoio con la rete acquedottistica cittadina; la realizzazione di un nuovo serbatoio dell'acqua potabile da 5.000 mc a San Maurizio del quale, nel 2015, sarà completata la fase di progettazione. Per la rete del gas a bassa pressione è previsto il completamento della protezione catodica che ha lo scopo di proteggere le tubazioni dalla corrosione elettrica e la sostituzione dei contatori del gas con un modello che contiene un dispositivo di telelettura.

AQP, CRESCONO UTILI E INVESTIMENTI

Utile 2014 di 40 milioni di euro, 171 milioni di euro investiti l’anno scorso e 750 milioni da investire entro il 2018, un valore aggiunto di 263,8 milioni di euro distribuito al territorio nell’ultimo anno: questi alcuni dei dati salienti che emergono dal bilancio consolidato 2014, dal bilancio di sostenibilità e dal piano industriale 2015-2018 di Acquedotto Pugliese, approvati dall’assemblea dei soci.
Il bilancio consolidato presenta un utile netto di 40 milioni di euro, ricavi per 479 milioni e margine operativo lordo di 151 milioni. Gli investimenti realizzati nel 2014 dal gruppo, al lordo dei finanziamenti con fondi pubblici, ammontano a 171 milioni di euro (erano circa 144,3 milioni nel 2013). Negli ultimi 10 anni sono stati investiti 1,3 miliardi di euro; rispetto al 2005, nel 2014 Acquedotto Pugliese ha incrementato gli investimenti di 137 milioni di euro. Sempre nel decennio, il fatturato è cresciuto di 127,7 milioni, l’utile di 39 milioni e il margine operativo lordo di circa 83 milioni di euro. La posizione finanziaria netta nel 2014 è migliorata di 15 milioni rispetto all’anno precedente, attestandosi a 223 milioni; nei prossimi anni è previsto un incremento dell’indebitamento per effetto degli ulteriori investimenti da realizzare.
Quanto al prossimo triennio, Acquedotto Pugliese prevede di incrementare i ricavi fino a 651 milioni di euro al 2018 e il margine operativo fino a 289 milioni alla stessa data, mentre l'indebitamento dovrebbe scendere a 112 milioni di euro nel 2018 dopo un aumento a circa 315 milioni nei primi due anni del piano. Sono previsti investimenti per 756 milioni di euro, di cui 641 per interventi infrastrutturali e manutenzioni straordinarie (300 milioni destinati alle reti e 288 alla depurazione) e altri 115 relativi alla costruzione di allacciamenti, tronchi e capitalizzazione del costo del personale. Si stimano inoltre investimenti per 10 milioni di euro della controllata Aseco.

FORLI', ALLO STUDIO SOCIETA' PUBBLICA PER RIFIUTI

Il Comune di Forlì ha presentato il piano per una gestione "post-incenerimento" dei rifiuti, che prevede la costituzione di una nuova società pubblica che possa subentrare a Hera nel 2016.
Si parte, ha spiegato l'assessore all'Ambiente Alberto Bellini, con "il perfezionamento del piano industriale, poi la valutazione con gli istituti bancari ed infine la costituzione della società pubblica che acquisisce la concessione. Quest'anno si procederà con l'istruttoria e la concessione del servizio, appunto, per arrivare al subentro ad Hera nel 2016". La nuova società territoriale, ha detto Bellini, permetterà la separazione "tra proprietà del rifiuto (raccolta) e gestione (smaltimento e recupero), con uno stop al monopolio del ciclo integrato dei rifiuti". Del piano fa parte anche un progetto di coesione dell'Unione forlivese dei Comuni e tra gli obiettivi c'è quello di arrivare al 70% di raccolta differenziata con politiche di qualità, creando un risparmio di oltre 70 milioni di euro.

IREN, ESPANSIONE TERRITORIALE E NUOVI BUSINESS

Consolidamento delle scelte strategiche finora seguite ed espansione verso nuovi territori e nuove opportunità di business, anche attraverso strategie di acquisizione e integrazione con nuovi partner: queste le indicazioni emerse dall’incontro del Patto di sindacato di Iren, rappresentato dai sindaci di Torino, Genova e Reggio Emilia, con i vertici della multiutility, il presidente Francesco Profumo e l’amministratore delegato Massimiliano Bianco.
I sindaci hanno espresso soddisfazione per l’attività dell’azienda sotto la guida del nuovo amministratore delegato, buon andamento segnalato anche dall’incremento di valore del titolo. In relazione all’esercizio di recesso societario della città di Parma, i sindaci hanno ritenuto di confermare gli attuali equilibri negli assetti di governance fino alla loro scadenza. Hanno poi convenuto la necessità di un adeguamento, entro l’assemblea societaria del 2016, dello Statuto e del Patto di sindacato in funzione degli obiettivi di crescita aziendale. In tale contesto, i sindaci di Genova e Torino - anche in applicazione delle nuove norme della legge di Stabilità - hanno confermato la volontà di rivedere la configurazione di Finanziaria Sviluppo Utilities, che controllano pariteticamente e attraverso cui detengono il 35,96% del capitale di Iren, a vantaggio di una semplificazione degli assetti societari della multiutility.

TORINO, UN DIRIGENTE DEL PERSONALE PER I SERVIZI CIMITERIALI

La società del comune di Torino per la gestione dei servizi cimiteriali cerca un dirigente per la gestione del Personale. In particolare: Gestione della Organizzazione Aziendale; Responsabilità, Coordinamento e Controllo dei Servizi Aziendali preposti alla Gestione ed alla Amministrazione delle Risorse Umane; Responsabilità della Gestione Integrata della Qualità secondo lo standard ISO9001; Responsabilità, Coordinamento e Controllo dei Servizi Aziendali di Amministrazione, Finanza, Bilancio e Controllo di Gestione; Responsabilità, Coordinamento e Controllo del Servizio ICT (Sistema Informativo).
Sarà garantito il contratto di lavoro dirigenziale a tempo determinato della durata di tre anni, con trattamento economico iniziale pari ad euro 70.000 lordi.
Per informazioni: Afc - Servizi Cimiteriali della Città di Torino .

EXPO 2015, PROGETTO CAP PER RAGAZZI CASCINA TRIULZA

Un progetto dedicato all’acqua e al suo uso consapevole per sensibilizzare in particolare i ragazzi sui temi delle risorse idriche: è l’iniziativa del gruppo CAP, che gestisce il servizio idrico integrato in Provincia di Milano e in altri territori lombardi, a Cascina Triulza, sede del Padiglione della società civile di Expo 2015.
Il gruppo ha coinvolto negli ultimi 3 anni oltre 20.000 studenti, dalle scuole d’infanzia alle superiori, in progetti legati all’acqua e all’uso consapevole delle risorse idriche. Il progetto di Cascina Triulza è un passo ulteriore in questa direzione. I Laboratori educativi sull’acqua, spiega il presidente del gruppo Alessandro Russo, saranno uno strumento divertente per diffondere comportamenti e stili di vita attenti alla tutela delle risorse naturali e per insegnare l’importanza di una risorsa preziosa e di un suo uso corretto. Le buone pratiche imparate da giovani, aggiunge Russo, avranno ripercussioni positive sul loro comportamento da adulti.

SEL, 74 MLN DI UTILE NEL 2014 (+20%)

Il 2014 si chiude per il gruppo Sel con un utile di 74 milioni di euro (+20% rispetto al 2013), con ricavi per 672 milioni (+8%) e un Ebitda di 162 milioni (+9,5%). La posizione finanziaria netta si è ridotta a 67,4 milioni (-4% circa). Il gruppo ha realizzato nell’anno investimenti per 37 milioni di euro distribuendo in Alto Adige un valore aggiunto di 141 milioni. I risultati sono stati presentati alla stampa dal presidente di Sel Wolfram Sparber, dal direttore generale Albert Stuflesser e dal direttore finanziario Paolo Vanoni.
La produzione di energia nelle centrali idroelettriche del gruppo è salita del 15%, attestandosi su 2,7 TWh, e i relativi ricavi del 12%. I ricavi nella vendita di energia elettrica e gas naturale sono aumentati del 5% circa, mentre quelli nella distribuzione di energia elettrica e gas sono saliti del 7,5%. A crescere è anche il numero di clienti di energia elettrica e gas, arrivati a 54.000 unità (+13%). Il portafoglio di energia elettrica si aggira sui 5,7 TWh (+14%). Solo il settore del teleriscaldamento registra una flessione, imputabile principalmente alle temperature miti del 2014. Il valore aggiunto per il territorio, in forma di tasse, costi del personale, canoni ambientali, incarichi a ditte, ecc., è stato negli ultimi 3 anni di 395 milioni di euro. Prossima tappa cruciale, la fusione tra Sel e Aew che potrebbe avvenire all’inizio di luglio, originando una delle maggiori imprese energetiche italiane nel campo dell’energia sostenibile.

ABBANOA, VIA LIBERA A 45MLN PER CAPITALIZZAZIONE

Il Consiglio regionale della Sardegna ha dato il via libera all’art. 13 della Finanziaria regionale 2015, che prevede il completamento del processo di capitalizzazione del gestore del servizio idrico integrato Abbanoa con 45 milioni di euro (20 per il 2015, 15 per il 2016 e 10 per il 2017).
La capitalizzazione del gestore è prevista dal piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione europea. La Giunta, acquisito il parere della competente Commissione consiliare, deciderà come intende partecipare al capitale sociale di Abbanoa: se in forma diretta o indiretta attraverso contributi alle amministrazioni già socie o esterne al gestore.
"Su Abbanoa abbiamo messo molta energia e attenzione”, ha sottolineato il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Abbiamo portato a casa risultati sul management e sulla strutturazione della governance, con passi avanti che sono sotto gli occhi di tutti. Tuttavia - ha ammesso - ci sono questioni che vanno gestite meglio, come quella del conguaglio".

SELNET e SELGAS NET, bilanci positivi e investimenti da 18 mln €

Sono postivi i bilanci 2014 di Selnet e Selgas Net, le due società del gruppo Sel attive nella distribuzione di energia elettrica e di gas naturale. I ricavi 2014 ammontano a 55,2 milioni di euro, di cui 42,6 milioni relativi alla distribuzione dell’energia elettrica (42,5 milioni nel 2013) e 12,6 milioni alla distribuzione di gas naturale (13,6 milioni nel 2013, in calo per la diminuzione delle tariffe di distribuzione deliberata dall’Aeegsi). Nel corso dell’anno le due società hanno investito 18 milioni di euro.
Selnet, che gestisce la rete elettrica in 94 Comuni altoatesini per un totale di 5.344 km, ha concentrato i propri sforzi nella risoluzione delle criticità e nella manutenzione delle infrastrutture di propria competenza. Selgas Net ha invece investito nell’ampliamento delle proprie infrastrutture, realizzando e mettendo in esercizio la rete di distribuzione del gas naturale nei Comuni di Barbiano, Ponte Gardena e Laion, arrivando così a distribuire gas in 58 Comuni altoatesini. Si è investito inoltre nella manutenzione straordinaria di alcuni tratti della rete. Dai bilanci 2014 delle due società emergono inoltre le imposte versate: Selgas Net ha versato 1,8 milioni di euro, Selnet 3,6 milioni.

IREN ENERGIA, CONVENZIONE CON PARCO NAZIONALE GRAN PARADISO

L'amministratore delegato di Iren Energia Giuseppe Bergesio e il presidente del Parco nazionale Gran Paradiso Italo Cerise hanno sottoscritto, presso la centrale idroelettrica di Rosone a Locana (TO), una convenzione sull'esercizio delle attività degli impianti Iren presenti nell'area protetta.
La convenzione sostituisce il precedente accordo siglato fra le due parti nel 1994 e cade a quasi 66 anni dal primo accordo fra l'allora Azienda elettrica municipale di Torino e l'Ente Parco. La nuova convenzione prevede il versamento di un contributo annuo da parte di Iren a favore dell'Ente Parco per iniziative e opere finalizzate al miglioramento ambientale, alla promozione didattica, turistica e culturale del versante piemontese del parco ed in particolare della Valle Orco, sede degli impianti Iren. L'azienda, inoltre, concederà all'Ente Parco la fruibilità di alcuni edifici e spazi di sua proprietà per attività istituzionali e legate alla sorveglianza del parco stesso. È prevista, infine, la collaborazione su azioni di monitoraggio ambientale, quali la registrazione e la rielaborazione di dati meteorologici, la misurazione delle portate e dei rilasci degli impianti, gli studi sulla qualità delle acque e sullo stato dell'ittiofauna.

AEW: CRESCONO FATTURATO E UTILE, 30 MLN PER SOCI

Cresce del 2,1% il fatturato dell’azienda energetica altoatesina Aew, che per il 2014 si attesta a 775 milioni di euro. L’utile netto di esercizio è pari a 26,7 milioni di euro (erano 23,4 milioni nel 2013). Ai soci, i Comuni di Bolzano e Merano, saranno distribuiti dividendi per 30 milioni di euro, attingendo alla riserva per 3,3 milioni.
Dal bilancio 2014 approvato dall’assemblea dei soci, l’ultimo prima della fusione con Sel, risulta una produzione elettrica pari ad 834 GWh (+1% rispetto al 2013), di cui 590 (+8,3%) dalle centrali idroelettriche e 44 (+10%) da cogenerazione. La base dei clienti nel mercato libero è stata ampliata del 30% ed è aumentata la commercializzazione di energia elettrica e gas in ambito nazionale. Il gruppo ha esteso la rete di teleriscaldamento a Merano con 84 GWh termici (+1,8%) e servendo 3.846 famiglie (il 21% delle popolazione comunale).
Per quanto riguarda il teleriscaldamento, c'è stata nel comune di Merano la produzione di 84 Gw ora con un 1,8% in più rispetto al 2013. Gli investimenti nel 2014 ammontano a 25 milioni di euro.

HERA, ONSELL: UDINE NON INTENDE VENDERE AZIONI

L’amministrazione comunale di Udine, come quella di Bologna, non intende vendere quote di Hera approfittando della possibilità che si aprirà con il nuovo patto di sindacato che vedrà scendere la quota vincolata di controllo pubblico della multiutility dal 51% al 38%. A specificare la posizione di Udine è stato il sindaco Furio Honsell al termine di un incontro con le rappresentanze sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil sul tema del rinnovo del patto di sindacato e della modifica dello statuto di Hera.
Honsell ha dichiarato di aver preso atto del fatto che le proposte di modifica dello statuto che ci sono state sottoposte mantengono il controllo pubblico, tutelando Hera da qualsiasi tentativo di “scalata” da parte dei privati. Per quanto riguarda Udine, il sindaco ha ribadito che non c’è alcuna intenzione di vendere quote di Hera. Udine sarebbe peraltro disponibile a vincolare una quota di azioni anche maggiore a quella prevista qualora fosse necessario per consolidare ulteriormente il controllo pubblico.

AGSM VERONA, NEL 2014 MOL IN CRESCITA DEL 7%

Cento milioni di margine operativo lordo (+7% sul 2013), fatturato oltre gli 850 milioni, clienti in crescita del 6% e produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in aumento del 23%. Sono i numeri che raccontano il 2014 di Agsm Verona Spa, la multiutility veronese che opera nei comparti energetici e dell’illuminazione pubblica.
La holding si appresta a chiudere l’esercizio 2014 in crescita e con un margine operativo lordo che ha superato i 96 milioni, nonostante la riduzione dei consumi elettrici (-3%) e del gas (-13%).
«Il miglioramento della redditività - commenta il direttore generale Giampietro Cigolini - conferma la solidità del gruppo, che lo colloca al 5° posto per il valore della produzione nella graduatoria dei primi 30 gruppi societari sul territorio veronese, al 6° posto tra le multiutility italiane e al primo posto tra quelle a socio unico in Italia».
Gli investimenti in programma quest’anno riguardano la produzione elettrica (31 milioni di cui 8 per Ca’ del Bue), reti elettriche e gas (14 milioni), settore ambientale (5 milioni), Lighting (3,8 milioni), teleriscaldamento (1 milione), telecomunicazioni (1,6 milioni). Ma soprattutto la creazione della holding comunale con il completamento dell’integrazione con Amia, l'altra municipalizzata veronese per la raccolta rifiuti.
«A fronte di una rilevante contrazione dei consumi - ha detto il presidente Paolo Paternoster - Agsm ha continuato ad investire sulle rinnovabili, ovviando alla sofferenza nella produzione tradizionale termoelettrica. Solo negli impianti idroelettrici sono stati investiti 5,6 milioni nel 2014, e gli obiettivi per il 2015 prevedono ulteriori stanziamenti su fonti rinnovabili come eolico, fotovoltaico e idroelettrico».

ASM SET, 800.000 € PER SOCI ASM E ASCOPIAVE

Asm Set, società che commercializza gas metano ed energia elettrica a Rovigo e Provincia, porta nelle casse dei propri soci Asm e Ascopiave circa 800.000 euro con la chiusura dell’esercizio 2014. Il presidente della società, Michele Martinello, e l’amministratore delegato, Giovanni Gullì, hanno espresso in occasione dell’assemblea dei soci, a nome dell’intero Cda, soddisfazione per i risultati ottenuti, sottolineandone la rilevanza soprattutto a fronte della riduzione dei margini prevista dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico e del calo dei consumi dovuti a un inverno decisamente mite. Ciononostante, Asm Set ha mantenuto i suoi 32.000 clienti nel gas e ha incrementato il numero di quelli dell’energia elettrica, portandoli a oltre 3.000, per un totale di 35.000 clienti.

TEA, BILANCIO 2014 IN CRESCITA

Il 2014 è stato un anno positivo per le Società del Gruppo Tea, per gli importanti progetti realizzati e per i risultati economici raggiunti. L’aver concentrato l’attenzione sugli storici servizi alla comunità è risultato premiante in termini di obiettivi e valori registrati. Nel 2014 sono aumentati i dipendenti, la compagine sociale si è allargata e la raccolta domiciliare dei rifiuti è all’81%. Ai 58 Comuni Soci di Tea andrà un utile di 5,8milioni di euro.
I principali risultati del Gruppo Tea sono stati presentati nei giorni scorsi alla stampa dal presidente Luigi Gualerzi, dal direttore generale Lara Marchiani, dagli amministratori delegati Ivana Bertolasi (Tea Sei e Mantova Ambiente) e Piero Falsina (Tea Acque, Tea Energia e Tea Reteluce),.
“Siamo riusciti a mantenere la nostra rotta - ha commentato il presidente del Gruppo Luigi Gualerzi - e a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati nonostante un mare ancora in tempesta. Il Bilancio, appena approvato dal Consiglio di Amministrazione e che sottoporremo ai nostri Soci nella prossima Assemblea, presenta risultati migliori rispetto al 2013. Va precisato, al riguardo, che l’apparente miglioramento del 60% del risultato economico è in parte dovuto a una modifica introdotta sui principi contabili. A parità di regole, nel 2014 avremmo comunque avuto un incremento del 20%. In ogni caso, la solidità patrimoniale, indebitamento contenuto e i positivi risultati economici permettono a Tea di confrontarsi quanto meno alla pari con tutti i competitor, comprese le società maggiori e quotate”.

TELERISCALDAMENTO, AWARD OF EXCELLENCE PER ASTEM (GRUPPO LGH)

Astem Gestioni, società del Gruppo LGH, e la Città di Lodi hanno ricevuto l’“Award of Excellence” nella categoria “Modernization” del “Global District Energy Climate Awards 2015”(GDECA) per l’efficienza e l’affidabilità della rete di teleriscaldamento della città.
La cerimonia di premiazione si è tenuta il 27 aprile a Tallinn, in Estonia, durante il 37° congresso di “Euroheat & Power, alla presenza di oltre 250 partecipanti provenienti da organizzazioni di tutto il mondo.
Lanciato nel 2009, il GDECA è organizzato da Euroheat & Power e da International District Energy Association, sotto la supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) ed il supporto del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP). L’obiettivo del premio è generare una consapevolezza più ampia ed un maggiore adozione di soluzioni energetiche efficienti e sostenibili come il Teleriscaldamento, condividendo le esperienze di successo.
Lodi è stata insignita di un “Award of Excellence” nella categoria “Modernization” che valuta i sistemi che hanno ottenuto i migliori risultati in termini di efficienza ed efficacia dopo aver implementato modifiche di tipo tecnico, operativo o gestionale al proprio sistema. E’ la prima volta che una città italiana si aggiudica il premio più prestigioso in questa categoria: Lodi ha prevalso su alcune decine di concorrenti di Europa, America ed Asia.
Presentando il caso della città lombarda, Robin Wiltshire (IEA) ha riconosciuto “un approccio integrato, che ha garantito un aumento dell’efficienza e dell’affidabilità del sistema. In particolare l'integrazione delle fonti rinnovabili, la riduzione della temperature di rete, le diverse ottimizzazioni e l'aggiunta di un sistema di accumulo termico sono stati tutti combinati per migliorare il funzionamento complessivo del sistema.”
“Siamo orgogliosi e onorati di ricevere questo riconoscimento così importante”, ha dichiarato l’AD di LGH Franco Mazzini, “che premia il nostro impegno per fornire al territorio soluzioni energetiche efficienti e sostenibili. I sistemi di teleriscaldamento, come è accaduto a Lodi, possono avere un ruolo attivo nel migliorare la sostenibilità ambientale delle nostre città".
L’evento è stato presentato da Christian Oliver, giornalista del Financial Times, ed è stato introdotto da Francoise d’Estais (UNEP) e Robin Wiltshire (IEA) in qualità di Presidente del comitato di valutazione. Oltre a Lodi hanno ottenuto un “Award of Excellence”: Helsinki (Finlandia), per la categoria “Expansion”; Braunschweig (Germania), per la categoria “New Scheme”; Kirchweidach (Germania), per la categoria “Special Award”.

G+NUOVE RETI (GRUPPO AEB-GELSIA), AMMESSA AL PROGRAMMA ELITE DI BORSA ITALIANA

G+Nuove Reti del gruppo Aeb Gelsia tra le nuove aziende ammesse ad Elite, la piattaforma nata dalla collaborazione tra Borsa Italiana e le più importanti istituzioni e organizzazioni italiane per supportare le Imprese nella realizzazione dei loro progetti di crescita. 67 le imprese totali ammesse, 27 le italiane, tra le quali G+Nuove Reti leader di mercato nella distribuzione del gas in Brianza e 14° operatore a livello nazionale.
Nato nel 2008 dall’aggregazione di 7 aziende di servizi pubblici della provincia di Monza e Brianza, il Gruppo Aeb Gelsia rappresenta una delle prime multiutility in Lombardia per fatturato e clienti serviti ed è tra i primi 20 operatori nazionali. Il Gruppo occupa quasi 600 dipendenti e nonostante un calo dei ricavi dovuto soprattutto agli effetti climatici e all’andamento dei prezzi energetici, ha chiuso l’esercizio 2014 con risultati positivi.
La stessa G+Nuove Reti chiude un bilancio lusinghiero, con ricavi per 33,8 milioni di euro, un margine operativo pari a 16,7 milioni di euro, mentre l’utile netto ammonta a 5,3 milioni, anche grazie agli effetti dell’adeguamento della fiscalità differita conseguente alla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’addizionale IRES. G+Nuove Reti ha effettuato investimenti per 8,4 milioni di euro, creando nuovo valore e rafforzando il legame con il territorio che caratterizza da sempre il modello industriale della società G+ Nuove Reti ha quindi dimostrato di possedere i requisiti economici di ammissione in Elite e di poter rispettare le condizioni di permanenza con un programma di miglioramento e sviluppo: Elite rappresenta infatti una selettiva occasione di supporto e stimolo ai cambiamenti culturali, organizzativi e manageriali per crescere nel medio periodo.
Lo scopo dell’adesione al programma è aumentare la visibilità nei confronti della comunità imprenditoriale e finanziaria, confrontandosi in modo trasversale anche con altre imprese di settori differenti come imput di innovazione, capacita di reazione al cambiamento e sviluppo aziendale. Il programma Elite è difatti strutturato in tre fasi: una prima, che consiste in un percorso formativo con l’obiettivo di predisporre le aziende al cambiamento culturale e organizzativo; la seconda, in cu l’azienda deve mostrare di applicare le competenze acquisite, con il supporto di un “Elite Team” composto da professionisti specializzati; la fase finale prevede invece il contatto con una selezionata community di investitori, aziende e professionisti con cui si possono generare opportunità di business.

ACEGASAPSAMGA, 213,5 MLN DISTRIBUITI SUL TERRITORIO

Nel 2014 il gruppo Hera ha prodotto una ricaduta economica complessiva di 213,5 milioni di euro nei territori di Padova, Trieste, Udine e Gorizia, in cui opera AcegasApsAmga: è quanto emerge dati del bilancio di sostenibilità 2014 della multiutility, che mostrano come AcegasApsAmga abbia contribuito per il 13,5% alla complessiva distribuzione di ricchezza - pari a circa 1,6 miliardi di euro - da parte del gruppo nei territori di riferimento.
Per quanto riguarda nello specifico i Comuni serviti da AcegasApsAmga nell’area di Padova, la ricaduta economica complessiva è stata di 101,5 milioni di euro, di cui 44,4 milioni sono andati ai lavoratori, 46,3 milioni ai fornitori locali, 7,2 milioni agli azionisti e 3,6 milioni agli enti del territorio sotto forma di imposte, tasse e canoni. Ammonta invece a 84,1 milioni di euro la ricchezza distribuita dal gruppo nell’area di Trieste; di questi 47,9 milioni sono andati a beneficio dei lavoratori, 23,5 milioni ai fornitori locali, 7 milioni agli azionisti e 5,8 milioni agli enti del territorio. Il territorio di Udine ha beneficiato di una ricaduta economica pari a 20,3 milioni di euro, di cui 8,1 a favore dei lavoratori, 4 milioni dei fornitori locali, 6,1 milioni degli azionisti e 2,1 milioni degli enti. A Gorizia, dei 7,7 milioni di ricchezza distribuita 4,4 sono andati ai lavoratori, 2,1 ai fornitori locali e 1,2 milioni agli enti del territorio.

GAIA, BILANCIO 2014 POSITIVO E 600.000 EURO PER UTENZE DISAGIATE

Si chiude con un positivo di oltre 200.000 euro il bilancio 2014 di Gaia, gestore del servizio idrico integrato per le Province di Lucca, Massa Carrara e Pistoia, le cui linee guida sono state presentate nel corso di una conferenza stampa. Buone notizie anche per gli utenti della società in difficoltà economiche: i sindaci soci di Gaia hanno deciso di portare da 80.000 a 600.000 euro (+650%) il Fondo utenze disagiate che contribuisce al pagamento delle bollette dei cittadini in condizioni socio-economiche sfavorevoli.
Come confermato anche dall’Autorità idrica toscana (Ait), Gaia è il gestore idrico che ha i costi unitari tra i più bassi della Toscana. Nel 2014 la società ha investito 13,1 milioni di euro per la realizzazione dei lavori necessari al mantenimento della funzionalità delle reti e degli impianti in gestione, comprese le nuove opere. Nel 2014 si è anche concluso l’iter (bando di gara europeo) per l’ottenimento di un mutuo a medio lungo termine di 30 milioni di euro e del finanziamento a breve termine di 18 milioni per scoperto di conto e/o anticipo fatture. L’ottenimento del mutuo ha permesso all’azienda sia di estinguere il debito residuo del finanziamento in pool, sia di procedere al pagamento a favore dei Comuni, soci e non soci, della quota delle rate di mutuo per 2,4 milioni così come previsto nel piano di rientro deliberato dall’Ait nel 2011.
Quanto al Fondo utenze disagiate, l’incremento giunge a risposta di un’esigenza concreta espressa dal territorio: già nel 2014 si era registrato un notevole aumento anche delle agevolazioni concesse dal gestore, con più di 18.000 utenti che hanno ottenuto sconti sulla bolletta dell’acqua facendo domanda di agevolazione per reddito (Isee) o famiglia numerosa (più di 3 componenti). Rispetto al 2013, le domande per le famiglie numerose sono cresciute del 57%, e del 24% quelle per reddito.

AMA, SCONGIURATO RISARCIMENTO DI 900 MLN A COLARI

L’Ama non dovrà risarcire al Consorzio laziale rifiuti (Colari) di Manlio Cerroni i 900 milioni di euro richiesti dopo la chiusura della discarica di Malagrotta, nel 2013, per il mancato utilizzo per dieci anni dei due impianti di trattamento meccanico biologico (tmb) e del gassificatore di Malagrotta. Lo ha stabilito un lodo arbitrale che ha rigettato la pretesa del Colari. Il Consorzio, che nel 2009 aveva stipulato un contratto con Ama per l’utilizzo degli impianti per 6 mesi, sosteneva che l’azienda capitolina avrebbe dovuto sotttoscrivere un accordo decennale per il trattamento e lo smaltimento della parte di rifiuti indifferenziati che non era possibile lavorare negli impianti di proprietà dell’Ama. Soddisfatti il sindaco di Roma Ignazio Marino e il presidente dell’Ama Daniele Fortini, secondo cui un’eventuale condanna al risarcimento sarebbe stato un danno gravissimo per l’azienda e il Comune. È la prima volta che Ama vince un contenzioso con Colari.

ESTRA, UTILE RADDOPPIATO NEL 2014

La multiutility toscana Estra chiude il bilancio consolidato 2014 con un utile netto di 10,2 milioni di euro (5 milioni nel 2013), ricavi per 745,6 milioni di euro (708,3 milioni di euro nel 2013, +5%), Ebit di 34,7 milioni (26 milioni nel 2013) e margine operativo lordo di 58,2 milioni (59,4 nel 2013). Il gruppo ha realizzato investimenti per 23 milioni di euro (18,3 milioni nel 2013), soprattutto nel servizio della distribuzione del gas naturale, nell’innovazione tecnologica e in progetti di miglioramento. In crescita il patrimonio netto che passa da 241,1 a 245,2 milioni di euro.
Nel 2014 Estra ha commercializzato 883 milioni di mc di gas naturale (917 nel 2013), attraverso la propria rete di oltre 6.000 km, e ne ha distribuiti 755,5 milioni (788,5 nel 2013). Per quanto riguarda l’energia elettrica, le vendite 2014 hanno raggiunto quota 514 GWh (465 Gwh nel 2013). Salgono a 449.000 (rispetto ai 444.000 del 2013) i clienti di gas ed energia elettrica. Anche a fronte di una diminuzione dei metri cubi commercializzati, ha sottolineato il presidente di Estra Roberto Bianchetti, la crescita dell’utile e dei ricavi totali dimostrano la capacità del gruppo di affrontare condizioni esterne sfavorevoli operando sull’efficientamento aziendale migliorando anche la qualità dei servizi offerti. I risultati raggiunti permettono la multiutility di consolidare gli asset sui quali punta di costruire la propria crescita e di remunerare i soci.

BIM GSP: 5 MLN DI UTILE 2014, - 32 MLN IL DEBITO

Bim Gsp - società pubblica che gestisce servizio idrico integrato, servizio gpl e teleriscaldamento in Provincia di Belluno - ha chiuso il 2014 con un utile di 5 milioni di euro, avendo fatturato 28,8 milioni di euro di cui il 90% relativo al servizio idrico. Il debito della società è diminuito di 32 milioni di euro, attestandosi a meno di 55 milioni. Il patrimonio netto è pari a 19 milioni di euro.
I ricavi complessivi sono aumentati di un milione di euro rispetto all’anno precedente. Del fatturato 2014, 8 milioni di euro sono stati portati in diminuzione di vecchi crediti verso clienti. Il margine industriale, che copre ammortamenti e oneri finanziari, è cresciuto a 4,6 milioni di euro raddoppiando rispetto all’anno precedente grazie a 2 milioni di risparmi conseguiti. L’utile netto è composto principalmente dalla plusvalenza sulla cessione dei rami gas e idroelettrico e dai dividendi percepiti sulla partecipazione azionaria in Ascotrade. Il rapporto tra debiti e patrimonio è passato da 8 a 1 nel 2011 a 3 a 1. Sul fronte finanziario molto positiva è stata la generazione di cassa, ammontata nel 2014 ad oltre 20 milioni di euro. I debiti verso le banche sono passati da 43 milioni di euro a 28 milioni mentre dei 15 milioni di debiti pregressi verso i Comuni a fine 2012, 5 milioni sono stati rimborsati cash e i restanti 10 milioni di euro verranno in 3 rate annuali entro il 2017. Alla luce della nuova situazione patrimoniale e finanziaria, spiega l’amministratore unico della società Giuseppe Vignato, il sistema bancario italiano sembra aver ripreso fiducia in Bim Gsp e sta valutando la concessione di nuovi mutui, finalizzati a migliorare la struttura finanziaria della società nel rapporto tra debiti a breve e debiti a lungo termine. Sul fronte degli investimenti, infine, Bim Gsp ha completato opere per 7 milioni di euro nel biennio 2013-2014 e, nei primi mesi del 2015, ha avviato appalti per 4 dei 20 milioni di euro in programma per il quadriennio 2015-2018.

AZIENDA PLURISERVIZI MACERATA, +8,4% UTILE 2014

L’Azienda pluriservizi Macerata (Apm), multiutility controllata dal Comune di Macerata e partecipata da altri 7 Comuni nei cui territori gestisce il servizio idrico integrato servendo 111.816 abitanti, ha chiuso l’esercizio 2014 con un utile netto di 857.518 euro (+8,4% rispetto al 2013), un valore della produzione di quasi 25,5 milioni di euro (+6,7% rispetto all’esercizio precedente) e un reddito operativo vicino ai 2 milioni di euro. Ai Comuni soci, che hanno approvato il bilancio 2014, l’azienda distribuisce un dividendo di 680.000 euro, con un rendimento del 4,2% del patrimonio netto.
Nel 2014 l’azienda ha realizzato investimenti per oltre 7,2 milioni di euro (circa 55 euro per abitante servito), che si sommano ai 9 milioni del biennio precedente. Nel servizio idrico integrato, in particolare, Apm ha investito oltre 6 milioni di euro (14,3 milioni nel triennio 2012-2014), diretti al potenziamento delle reti idriche e fognarie e dei sistemi di depurazione. Per realizzare gli investimenti necessari al territorio l’azienda ha fatto ricorso a finanziamenti bancari, che hanno comportato un aumento dell’indice di indebitamento da 0,70 a 0,73. pur mantenendo nel medio/lungo termine una situazione finanziaria equilibrata e compatibile in relazione all’ammontare delle immobilizzazioni. Sotto il profilo patrimoniale, per effetto degli investimenti, il capitale immobilizzato ha superato i 42,5 milioni di euro. L’assemblea dei soci ha anche proceduto all’adeguamento dei compensi del Cda, con una riduzione del 20% sui costi del 2013 a decorrere dall’esercizio corrente.

PESCARA GAS, UTILE CRESCE NEL 2014

Pescara Gas, società controllata dal Comune di Pescara che ne gestisce la rete di distribuzione gas e l’illuminazione pubblica, ha chiuso il 2014 con un utile di 140.316 euro, più che raddoppiato rispetto al 2013 (50.698 euro), avendo registrato ricavi per 6,99 milioni di euro (6,81 milioni nell’esercizio 2013). In particolare, il settore gas ha beneficiato di ricavi per 3,5 milioni di euro e di un utile pari a 570.158 euro, mentre l’illuminazione pubblica è risultata in perdita per 429.842 euro. I risultati sono stati illustrati alla presenza del sindaco di Pescara Marco Alessandrini e del suo vice Enzo Del Vecchio.
Nel 2014 la società ha eseguito lavori per 1,5 milioni di euro per ampliamento della rete e sostituzione di reti obsolete, nonché per l’installazione di nuovi contatori (1.779) senza alcun costo a carco dei cittadini. Sono stati effettuati lavori di manutenzione straordinaria sugli impianti di illuminazione pubblica per 581.520,41 euro. L’estensione della rete della illuminazione pubblica è stata ulteriormente incrementata nel corso del 2014 raggiungendo, a partire dall’affidamento del servizio il 1° aprile 2007, un aumento dei punti luce di 2.902 unità, pari al 15,50% della consistenza iniziale, arrivando a un numero complessivo di 21.629 punti luce. Il sindaco Marco Alessandrini ha fatto sapere che a Pescara Gas sarà affidata anche l’illuminazione dei palazzi pubblici e ha sottolineato che nel settore gas sono stati realizzati investimenti per 1,5 milioni di euro.

ACQUEDOTTO DEL FIORA, 10,8 MLN UTILE E NUOVO CENTRO OPERATIVO

Nel 2014 Acquedotto del Fiora, gestore del servizio idrico integrato nelle Province di Grosseto e Siena, ha realizzato un utile di circa 10,8 milioni di euro (pari al 10% dei ricavi) e 38,5 milioni di euro di investimenti sul territorio, pari a 100 euro per abitante. È quanto risulta dal bilancio di esercizio approvato dall’assemblea dei soci, occasione anche per inaugurare la nuova struttura del gestore a Grosseto, in località Grancia, dove saranno operativi il centro di monitoraggio e telecontrollo dei sistemi idrici e fognari del Fiora e una struttura di formazione dei dipendenti che ospiterà anche attività didattiche e museali. Il nuovo centro è frutto di un intervento di riqualificazione di due fabbricati reso possibile dalla collaborazione tra il gestore e l’amministrazione comunale di Grosseto, proprietaria degli immobili.
L’utile 2014 sarà accantonato a riserva come negli anni precedenti, concorrendo alla copertura degli investimenti realizzati e da realizzare. Dall’inizio della gestione, ricorda l’azienda, sono state realizzate opere per circa 315 milioni di euro e nel quadriennio 2014-2017 è previsto un volume di investimenti pari a circa 152 milioni di euro. Importante il livello di autofinanziamento dell’azienda che ha superato i 31 milioni di euro, sottolinea il presidente di Acquedotto del Fiora Tiberio Tiberi. Da evidenziare anche l’indice di customer satisfaction al di sopra del 93%, che fotografa la buona qualità del servizio tecnico e commerciale erogato dal gestore nel territorio. Ai positivi dati di bilancio, prosegue Tiberi, si aggiungono il consolidamento a lungo termine del debito in fase di contrattualizzazione, che garantisce il completamento del piano d’ambito (con investimenti per oltre 550 milioni di euro) e il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall'Unione europea sulla depurazione nei centri abitati superiori ai 2.000 abitanti equivalenti.

QUALITA' ACQUE, PER META' DEI CORPI IDRICI UE L'OBIETTIVO 2015 SARA' MANCATO

La qualità dell'acqua dolce in Europa è migliorata negli ultimi anni, tuttavia circa la metà dei corpi idrici europei difficilmente raggiungerà il “buono stato ecologico” nel 2015 come richiesto dalla Direttiva quadro sulle acque. Se nel 2009 il 43% dei corpi idrici superficiali europei si trovava in stato ecologico buono o molto buono, è probabile che nel 2015 vi si trovi il 53%, un progresso piuttosto modesto. In Italia le aree che presentano una maggior percentuale di corpi idrici in stato ecologico meno che buono (30-50%) sono il Nord-Ovest e il centro. Si tratta di alcune conclusioni della valutazione quinquennale “L'ambiente in Europa - Stato e prospettive nel 2015” (Soer 2015) dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea).
Il Soer 2015 è una valutazione integrata dell’ambiente in Europa, che include dati a livello globale, regionale e nazionale, nonché analisi comparative tra vari paesi. Per quanto riguarda lo stato chimico, risulta in condizioni insufficienti il 10% di fiumi e laghi europei e il 25% delle acque sotterranee; non è noto lo stato chimico del 40% delle acque superficiali d’Europa. L’Aea sottolinea inoltre che, sebbene negli ultimi 25 anni gli investimenti nei sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue abbiano significativamente ridotto la presenza di nutrienti inquinanti nelle acque (azoto e fosforo), la criticità rimane elevata: tra il 1992 e il 2011 i livelli medi di fosfato e nitrato nei fiumi sono diminuiti rispettivamente del 57% e del 20%, ma l’inquinamento da fonti puntuali come impianti di depurazione e strutture industriali interessa ancora il 20-25% di fiumi e acque costiere. Da questo punto di vista, i dati sull’Italia mostrano un crescendo delle pressioni inquinanti su fiumi e laghi da Nord a Sud.

DEPURAZIONE IN SICILIA, IL GOVERNO VERSO IL COMMISSARIAMENTO DELLE OPERE

Entro febbraio il governo invierà un commissario per la gestione di poco più di un miliardo euro, fondi Cipe fermi da tre anni e destinati a 93 opere civili di depurazione. E’ il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in una delle sue enews, ad annunciare il nuovo percorso a seguito di una riunione a Palazzo Chigi, perché la Sicilia sarebbe fuori tempo massimo e il governo vuole fare presto e per di più "senza guardare in faccia nessuno". Per il premier il commissariamento è l'unica strada percorribile, per evitare l'ennesima bacchettata da Bruxelles: dal 2016 l'Italia potrebbe ricevere sanzioni dall'Ue per 600 milioni di euro, di cui 180 milioni per la sola Sicilia.
Il plafond destinato alla Sicilia, oggi guidata da Rosario Crocetta, è stato stanziato con una delibera del Cipe del 2012, che ha "destinato 1,6 miliardi di euro per 183 opere urgentissime in reti fognarie e depuratori nel Sud Italia". "Di questi, 1,1 miliardi sono stati assegnati alla Sicilia per 93 opere - dice il capo della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, Erasmo D'Angelis -. Si tratta di fondi fuori da ogni patto di stabilità ma mai spesi, se non per una quota minima di circa 24 milioni".
E mentre Renzi da Roma intravede nel commissariamento l'unica via d'uscita, un sopralluogo del nucleo tecnico-ispettivo dell'Istituto per lo sviluppo delle attività produttive (Irsap), presieduto da Alfonso Cicero, denuncia la presenza di un depuratore nell'agglomerato industriale di Ravanusa-Campobello di Licata (Ag) costato 2,5 milioni di euro, mai entrato in funzione e in stato di abbandono. "Siamo in presenza non di una infrastruttura a servizio delle imprese, ma di un'opera che ha rappresentato un'opportunità per altri affari a danno del tessuto economico produttivo della provincia", ha dichiarato il presidente dell'Irsap Cicero durante il sopralluogo.
"Considero positivo questo commissariamento anche per accelerare la spesa dei fondi gestiti direttamente dai comuni e non dalla Regione, che altrimenti li avrebbe già utilizzati". Così il Presidente della regione Rosario Crocetta. "Si tratta di soldi gestiti dai Comuni, non dalla Regione - sottolinea Crocetta - e loro disposizione. Anche noi siamo intervenuti più volte, commissariando le amministrazioni inadempienti".
Oltre ai ritardi nella realizzazione di infrastrutture finanziate, la Sicilia attende ancora la legge regionale di riordino del servizio idrico integrato, con la quale si costituirebbe la governance istituzionale.

ONU: L’ACQUA PER UN MONDO SOSTENIBILE

Presentato a Parigi e Nuova Delhi in occasione della Giornata mondiale dell'acqua il rapporto 2015 'World Water Development' delle Nazioni Unite, porta a una sola conclusione: i consumi, soprattutto agricoli ed energetici, sono insostenibili e rischiano di assetare ancora di più il Pianeta. Da qui al 2050 la domanda d'acqua aumenterà nel mondo del 55%. Per quella data l'agricoltura, che già usa il 70% dell'acqua dolce disponibile, dovrà dare all'uomo il 60% di cibo in più. I prelievi di acqua per la produzione energetica rappresentano il 15% del totale e potrebbero salire al 20% nel giro di 20 anni. In 50 anni, tra il 2000 e il 2050, la domanda d'acqua da parte dell'industria manifatturiera è prevista in aumento del 400%. Di fronte a questi dati è chiaro che serve un ripensamento complessivo.
In agricoltura è necessario migliorare le tecniche di irrigazione, ridurre gli sprechi e aumentare la produttività delle colture, evidenzia l'Onu. Sul fronte energetico serviranno sistemi più efficienti di raffreddamento degli impianti e una crescita della produzione da fonti rinnovabili come eolico, solare e geotermico. Secondo quanto scrive l’agenzia ANSA riportando l’intervento di Michel Jarraud, a capo di Onu-Acqua e segretario generale dell'Organizzazione meteorologica mondiale: “L'acqua è legata in modo indissolubile a cambiamento climatico, agricoltura, sicurezza alimentare, uguaglianza, salute, parità di genere ed educazione", scrive "C'è già un consenso internazionale sul fatto che l'acqua e i servizi igienico-sanitari siano essenziali per raggiungere molti obiettivi di sviluppo sostenibile. Questo report è fondamentale per capire il ruolo dell'acqua nell'Agenda post-2015 per lo sviluppo".
Se la situazione mondiale è allarmante, quella italiana non è rosea. Il prelievo nazionale di acqua potabile, dice l'Istat, arriva a 9,5 miliardi di metri cubi, di cui l'84,8% da acque sotterranee. L'acqua che esce dai rubinetti è tendenzialmente di buona qualità, rileva l'Enea, ma "restano da sciogliere nodi come il gran numero di gestori, l'elevata dispersione della risorsa nelle reti di distribuzione e le alte concentrazioni di elementi potenzialmente nocivi come arsenico e fluoro in alcune aree del Paese". E la vera emergenza, secondo Federutility, è proprio la depurazione mentre Legambiente parla proprio di "acqua ammalata": da Bussi a Priolo, da Cremona a Sarno, sono tanti i casi di inquinamento delle falde. Le Alpi, ricorda il Wwf, sono la più grande riserva d'acqua dolce d'Europa, ma "il 90% dei fiumi alpini ha perso il proprio stato naturale".

WORLD WATER FORUM, RAPPORTO SU FINANZIAMENTO INFRASTRUTTURE

Il World Water Council e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) hanno lanciato un appello dal 7° World Water Forum, tenutosi a Daegu (Corea del Sud) dal 12 al 17 aprile, a decisori politici e leader economici perché affrontino il nodo del finanziamento delle infrastrutture al fine di garantire la sicurezza idrica in risposta ai bisogni globali della popolazione e dell’economia. Il tema è al centro di un report - “Water: Fit to Finance?” - che attesta il crescente fabbisogno di partnership pubblico-private per il superamento delle barriere all’accesso ai finanziamenti e lo sviluppo infrastrutturale del settore. Un secondo report intitolato “Water and Green Growth”, lanciato sempre dal World Water Council e dall’agenzia governativa coreana Korea Water Resources Corporation (K-water), affronta invece il tema della relazione acqua-sostenibilità
Con la crescente domanda di acqua in tutti i settori di attività - agricoltura, industria, energia - le infrastrutture idriche, spiegano World Water Council e Ocse, devono essere “polivalenti”, il che pone problemi aggiuntivi di finanziamento: occorrono somme significative e non tutte le componenti dell’investimento sono profittevoli, sono coinvolti diversi portatori d’interesse e si verificano conflitti di priorità. Ciononostante, accanto alle fonti finanziarie esistenti sono disponibili nuovi strumenti, come i fondi pensione, le compagnie di assicurazione, fondi sovrani e climatici, green bond, ecc., in grado di sostenere un’ampia gamma di prodotti, servizi e funzioni necessari alla sicurezza idrica globale. Strumenti da sfruttare da subito, in considerazione del fatto che per il servizio idrico e i servizi igienico-sanitari si prevede un fabbisogno di 6,7 trilioni di dollari al 2050. Il report fornisce 7 proposte tese a raggiungere la sicurezza idrica per gli usi civili, per lo sviluppo economico e per la sostenibilità ambientale.

EXPO, LE CASE DELL’ACQUA DI CAP CON IL MONITORAGGIO DI MM

Per l’Expo milanese sarà l’acqua di rete - liscia o gassata - a dissetare gratis i milioni di visitatori attesi, grazie alle 32 Case dell'Acqua disseminate sull'area, controllata 24 ore al giorno da un sistema a batteri luminosi, da cui potranno uscire fino a 230 mila litri al giorno, che vuol dire 40 milioni di litri d'acqua nei sei mesi dell'Esposizione.
È questo l'approdo dell'accordo con cui Expo ha affidato al Gruppo Cap (gestore del servizio idrico della Provincia) e a Mm (gestore in città) la progettazione e realizzazione delle Case dell’Acqua.
Le Case in questione sono concettualmente identiche alle 146 tipo chioschi che Cap ha già installato da tempo in molti Comuni e che complessivamente distribuiscono ogni anno 48 milioni di litri di acqua: corrispondenti a oltre mille tonnellate di bottiglie e 2.200 tonnellate di anidride carbonica in meno. Ogni singola Casa dell'Acqua, in un Comune medio da 15 mila abitanti, vuol dire anche 38 tir, 20 tonnellate di petrolio e 2 quintali di monossido in meno.
«L'idea - spiega il presidente di Cap, Alessandro Russo - è ovviamente quella di promuovere il valore dell'acqua pubblica unito al tema del rispetto ambientale». E infatti oltre al servizio in sé è prevista in Expo una serie di eventi che avranno come base Cascina Triulza per ricordare a grandi e piccoli che l'acqua, come tutto il pianeta, non è un bene infinito.
Fra le 32 Case sparse all'Expo ce ne saranno due più grandi, capaci di dissetare sei persone per volta, e 30 più piccole, da 4 rubinetti l'una.
«L'acqua sarà la stessa che esce dai rubinetti delle case di Milano - sottolinea ancora Russo - con la differenza che questa sarà garantita Iso22000»: se la garanzia di casa nostra si ferma nel punto in cui i tubi entrano nell'edificio, questa dell'Expo sarà cioè l'unica acqua garantita fino al rubinetto. E qui entrano in gioco i tecnici di Mm: saranno loro a garantire 24 ore su 24 la qualità dell'acqua che servirà l'area dell'Expo e quella microbiologica delle Case dell'acqua. Con un nuovo sistema la cui sperimentazione sta per essere conclusa e che potrà rilevare la eventuale tossicità acuta dei campioni prelevati per mezzo di batteri bioluminescenti. Microrganismi che se entrano in contatto con sostanze tossiche muoiono e, in pratica, si spengono. Un braccio automatico preleva i campioni, li unisce ai reagenti in un contenitore, e un luminometro misura il cocktail: finché c'è luce è tutto ok. Una centrale con tre pannelli di monitoraggio invierà i dati in tempo reale a un laboratorio che terrà i valori controllati a ciclo continuo. Presto il sistema controllerà allo stesso modo l'acqua di tutta Milano. E in futuro ai batteri saranno aggiunte, quali ulteriori sentinelle, anche certe alghe speciali che segnaleranno i pesticidi.

AEEGSI, PROCEDIMENTO PER NUOVO METODO TARIFFARIO IDRICO

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha deliberato, nella riunione del 15 gennaio, l’avvio del procedimento per la definizione del Metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio (delibera 6/2015/R/idr). Il procedimento per la definizione del Metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio viene riunito con quello per la promozione dell’efficienza della produzione del servizio idrico integrato, avviato con la delibera 374/2014/R/idr, individuando come termine unico per la conclusione il 31 dicembre 2015.
Intento dell’Autorità nella definizione del prossimo metodo tariffario per il servizio idrico integrato è: garantire la stabilità e coerenza del quadro regolatorio, integrando e sviluppando la regolazione asimmetrica e innovativa già adottata; promuovere misure di semplificazione e razionalizzazione delle gestioni, rivedendo le condizioni di esclusione dall’aggiornamento tariffario; assicurare la sostenibilità finanziaria efficiente delle gestioni, adottando strumenti regolatori finalizzati al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario nei diversi contesti territoriali; rafforzare l'approccio selettivo per obiettivi ed interventi richiesto alle amministrazione competenti; implementare misure idonee alla promozione dell’efficienza nella produzione dei servizi; definire criteri e modalità per lo sviluppo di meccanismi pe favorire l’efficienza idrica e la misurazione dei consumi; accrescere l'efficacia nel ricorso al sistema dei finanziamenti; perseguire una progressiva convergenza fra le diverse aree del paese, in un quadro di forte attenzione per la sostenibilità sociale delle tariffe pagate dagli utenti finali.
Nella medesima riunione l’Autorità ha dato il via ad altri due procedimenti per il riparto della tariffa e delle spese di riscossione tra i vari gestori nel caso in cui il servizio idrico integrato sia gestito separatamente (delibera 7/2015/R/idr) e per la definizione dei criteri di articolazione tariffaria applicata agli utenti dei servizi idrici (delibera 8/2015/R/idr). Per entrambi il termine previsto è il 31 dicembre 2015.

EXPO, PRODI: L’ITALIA SIA “FAO DELL’ACQUA”

Tra le eredità lasciate dall'Expo 2015 dovrebbe esserci la candidatura dell'Italia quale sede di un nuovo organismo mondiale per la gestione del "problema acqua", una sorta di "Fao dell'acqua". A proporlo è l'ex presidente della commissione Ue ed ex premier Romano Prodi.
Prodi ha parlato dei problemi sempre maggiori nel mondo per la gestione delle risorse idriche: "Nei prossimi anni potrebbero emergere tensioni sempre più forti tra vari Paesi".

#ACQUEPULITE E STATI GENERALI DELL’ACQUA, D’ANGELIS: RECUPERARE 20 ANNI DI RITARDI

Recuperare 20 anni di ritardi nell’organizzazione del servizio idrico, nella spesa per investimenti in infrastrutture e nel monitoraggio dei dati relativi alla qualità dei corpi idrici. Aprire cantieri e disinnescare il rischio di pagamento delle sanzioni Ue per mancata depurazione. Questi gli ambiziosi obiettivi del governo, illustrati nei giorni scorsi agli “Stati generali #acquepulite”, organizzati dalla Struttura di missione #italiasicura, con i rappresentanti delle Istituzioni e degli enti del settore, con il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, il Vice Ministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincentis e Erasmo D’Angelis, Coordinatore #italiasicura.
“Siamo qui per dire che siamo in grado di superare i gap infrastrutturali con un'accelerazione degli investimenti e un effetto positivo sui livelli occupazionali. Federutility li stima in una fascia compresa fra 160.000 e 220.000 posti di lavoro” - afferma Erasmo D’Angelis, che prosegue. “Il sistema idrico, fognature e depurazione, è ad un livello insostenibile, così come inaccettabile è l’inquinamento dei corsi d'acqua”.
Occorre avviare un piano di investimenti di pubblica utilità a lungo termine per rendere davvero universale il servizio. Federutility calcola che sono da rottamare o ristrutturare 170.000 km di condotte (125.000 per acquedotti). Sono 65 i miliardi di investimenti necessari previsti in 30 anni nei Piani di Ambito. La media degli investimenti realizzati dai gestori dei servizi idrici è di 34 euro/abitante anno, che si abbassa a 28 se si considerano le gestioni comunali che investono meno di 10 euro/abitante anno. La differenza con la media di paesi europei è abissale: 80 in Germania, 90 in Francia, 100 in Gran Bretagna, 120 Danimarca.
Sono stati investiti ogni anno dal 2012 circa 1.7 miliardi soprattutto al centro-nord di cui 400 milioni di fondi pubblici di sostegno, e il resto con risorse da tariffa. Il fabbisogno stimato per invertire il trend e sviluppare reti, impianti e manutenzioni è di almeno 50 euro ad abitante. Perché se non si inverte il ritmo - avverte D’Angelis - la ricaduta economica si tradurrà in 130 miliardi di euro di costi per mancata modernizzazione, ai quali vanno aggiunti i rischi ambientali.
E’ realistico aumentare l’investimento dei gestori da 1.3 miliardi l’anno a 2,5 miliardi l’anno. Aggiungendo i 400 milioni di euro l’anno di nuovi fondi pubblici di sostegno, abbiamo una cifra annua nei prossimi 6 anni di circa 3 miliardi. Se aggiungiamo i 2.5 miliardi non spesi e da spendere - e siamo a investimenti del ciclo 2015-20 - la cifra finale ammonta ad oltre 20 miliardi. Ovvero, conclude D’Angelis - la condizione minima per iniziare a portare il settore idrico a livello europeo.
D’Angelis ha poi scattato la fotografia dell’esistente, partendo dalle tariffe. In Italia siamo 3 o 4 volte sotto la media europea, ultimi su 28 Paesi insieme alla Romania. La spesa, per l’Italia, del servizio idrico è pari a 160 euro in media l’anno, per una famiglia che consuma circa 100 metri cubi l’anno (1,66 euro a metro cubo).
Impietosi i dati relativi alla copertura del servizio di fognatura e depurazione, non solo nel Mezzogiorno, dove pure si registrano i dati peggiori. 3 italiani su 10 non sono allacciati a fognature o a depuratori, con il rischio di pesanti sanzioni Ue dopo le due condanne emesse dalla Corte di Giustizia. Il governo ha stimato per le sanzioni - in caso di mancato adeguamento entro il 2016 - una spesa pari a circa mezzo miliardo di euro, fino al completamento delle opere.
Infine, in tema di monitoraggio dei dati - dove pure si registrano ampie lacune - D’Angelis ha presentato il nuovo Portale dell’Acqua che raccoglie i dati di interesse del settore idrico. Nasce da un progetto di collaborazione tra la Struttura di missione di Palazzo Chigi #italiasicura e l’Istituto Nazionale di Statistica. Il portale fornisce i contenuti tecnici relativi al mondo dell’acqua raccolti da diverse Amministrazioni e disponibili in formato open data e su mappa interattiva.

#ITALIASICURA, D’ANGELIS: “APERTI CANTIERI PER 700 MLN. DALLE REGIONI RICHIESTE DI OPERE PER 19 MLD”

Da giugno a dicembre 2014 sono stati aperti 450 cantieri in tutta Italia per la prevenzione del rischio idrogeologico, per un importo di circa 700 milioni. Lo ha detto il capo di #italiasicura, Erasmo D'Angelis, facendo un bilancio dei primi 6 mesi di attività della struttura voluta da palazzo Chigi per combattere il dissesto idrogeologico.
L'apertura dei cantieri, sottolinea D’Angelis, è stata possibile grazie "al lavoro di squadra che sta impegnando, nell'azione di controllo, monitoraggio e sblocco di opere incagliate anche da decenni, tutto lo Stato, a partire dal ministero dell'Ambiente e dai presidenti di Regione nominati Commissari di governo". Il lavoro fatto in questi mesi ha anche consentito di avere a disposizione "un database finalmente chiaro di ciò che serve all'Italia per ridurre i suoi immensi rischi di frane e alluvioni".
D’Angelis ha anche annunciato che le Regioni, con le autorità di bacino e la protezione civile, hanno consegnato un elenco di circa 5.200 opere, per un valore complessivo di 19 miliardi. "Ma i ritardi nelle progettazioni - ha spiegato il capo di #italiasicura - sono notevolissimi, e appena un 15% di progetti sono già esecutivi e cantierabili e riguardano opere urgenti che finanzieremo. Da Genova a Milano, da Firenze a Cagliari". Abbiamo iniziato, ha aggiunto, "la più importante e urgente opera pubblica da decenni, ma non illudiamoci. Non c'è nessuna bacchetta magica. Servono sei o sette anni per ricostruire e rafforzare la tenuta di aree in dissesto, arginare la violenza di nubifragi, imparare a difenderci". Ma, ha concluso, "deve essere molto chiaro a tutti che la prima opera di prevenzione è la fine di ogni abuso, una buona pianificazione urbanistica e una buona manutenzione ordinaria del territorio".

Aeegsi, procedimento sanzionatorio per Irisacqua

Con la delibera 193/2015/S/idr, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti di Irisacqua, gestore del servizio idrico integrato nell’Ato Orientale Goriziano, per l’accertamento di violazioni della regolazione tariffaria.
Il procedimento è frutto dell’attività ispettiva svolta dall’Autorità insieme al Nucleo speciale Tutela mercati della Guardia di finanza presso la sede di Irisacqua il 13 e 14 novembre scorsi. Dalle verifiche effettuate è emerso che il gestore potrebbe aver trasmesso informazioni erronee e non aver osservato le procedure prescritte nell’ambito della raccolta dati avviata dall’Autorità ai fini della regolazione tariffaria del servizio idrico integrato; si è riscontrata inoltre una mancanza di raccordo tra i valori desumibili dalla documentazione contabile dell’azienda e quelli riportati nella modulistica trasmessa all’Aeegsi così come un difetto di veridicità di alcuni dati. Il procedimento sanzionatorio, di cui è responsabile il direttore della Direzione sanzioni e impegni dell’Autorità, prevede un’istruttoria della durata di 180 giorni dalla notifica del provvedimento, entro 90 giorni dal termine della quale sarà adottato il provvedimento finale. Irisacqua potrà presentare, entro 30 giorni dalla notifica, i propri impegni.

Ue, premio a progetto WIZ condotto da Acque SpA

Il progetto WIZ - WaterIZe spatial planning, ideato e condotto dal gestore del servizio idrico integrato del Basso Valdarno Acque SpA e cofinanziato dal programma Life+ della Commissione europea, è stato selezionato nell’ambito del programma Life tra i progetti più significativi in campo ambientale completati nel corso del 2014, che saranno premiati a Bruxelles il prossimo 4 giugno nel corso della Settimana verde dell’Unione europea. WIZ è risultato il primo assoluto degli 8 “Best of the Best” selezionati su 25 progetti attivi in una delle due sezioni del premio Best Life Projects, quella relativa allo sviluppo.
WIZ (acronimo del neologismo “waterize”, “acquificare”) è un progetto dal valore di circa 2 milioni di euro che vede come partner, oltre ad Acque SpA, l’Autorità di Bacino del fiume Arno, la società Ingegnerie Toscane e l’Instituto Tecnológico de Galicia. La sua principale finalità è quella di integrare la protezione e la gestione sostenibile dell’acqua nei processi di pianificazione urbanistica e nelle decisioni di politica locale. Per raggiungere questo obiettivo sono state attivate due piattaforme online (Wiz4All e Wiz4Planners) che attraverso consultazione e interazione hanno l’obiettivo di favorire una gestione partecipata dell’acqua e una pianificazione urbanistica che assume decisioni informate. Il progetto è stato avviato nel 2010 e ha visto il coinvolgimento diretto di 10 Comuni per la sperimentazione pilota: Altopascio, Bientina, Buggiano, Fucecchio, Monsummano Terme, Montespertoli, Montopoli Valdarno, Pisa, Ponsacco e Vicopisano. I sistemi informativi territoriali dei Comuni sono stati integrati con quelli di Acque SpA, con le cartografie della Regione Toscana e dell’Autorità di Bacino, mettendo insieme le informazioni esistenti sui trend di domanda d’acqua potabile, sulla capacità infrastrutturale, sui costi di investimento e sull’impatto del cambiamento climatico sulla risorsa idrica.

UE, PIATTAFORMA ONLINE PER ESPERTI TRATTAMENTO ACQUE DEL MEDITERRANEO

Gli studiosi e le imprese coinvolte nella tecnologia del trattamento delle acque hanno la possibilità di favorire i partenariati attraverso una nuova piattaforma online sviluppata dal progetto FP4BATIW (“Fostering Partnerships for the Implementation of Best Available Technologies for Water Treatment & Management in the Mediterranean”), finanziato dall’Ue. Si tratta di un punto di scambio per le offerte e richieste di tecnologia, in particolare per la regione del Mediterraneo. Nel progetto sono coinvolti quattro paesi partner del Mediterraneo: Egitto, Giordania, Palestina e Tunisia.
Gli esperti che accedono alla piattaforma possono trovare nuove tecnologie e idee, collegarsi a potenziali partner di R&D e commerciali, scoprendo soluzioni innovative per il trattamento delle acque. La piattaforma è un risultato importante del progetto FP4BATIW che mira a promuovere le tecnologie per il trattamento delle acque nella regione del Mediterraneo riunendo esperti importanti del settore.
Un’idea centrale di FP4BATIW, che dovrebbe concludersi a giugno 2016, è che promuovendo la cooperazione transfrontaliera si contribuirà a ridurre il divario tra i paesi del Mediterraneo sviluppati e quelli in via di sviluppo in materia di trattamento delle acque. Vengono promosse dimostrazioni di impianti pilota per il trattamento delle acque con la partecipazione dei partner del progetto, dedicando particolare attenzione allo sviluppo di modelli aziendali concentrati sullo sviluppo di soluzioni per il risparmio idrico e multiuso.
Il progetto ha recentemente lanciato un concorso per raccogliere idee aziendali innovative incentrate su questioni quali la gestione idrica, il trattamento delle acque e il risparmio idrico. Il concorso ha il duplice obiettivo di rafforzare il profilo di FP4BATIW e di invitare PMI, singoli ricercatori e imprenditori di Egitto, Giordania, Palestina e Tunisia a presentare piani aziendali innovativi. Il concorso, che rimarrà aperto fino al 20 marzo 2015, premierà le prime tre migliori proposte con un invito alla conferenza finale FP4BATIW.

COMMISSIONE UE: SFORZI MAGGIORI PER POLITICHE DELL'ACQUA

Gli Stati membri dell’Unione europea devono intensificare i loro sforzi per implementare politiche e misure che consentano l’attuazione delle Direttive Acque e Alluvioni: è quanto caldeggia la Commissione europea in una comunicazione, accompagnata da due report sul progresso a livello europeo nell’implementazione delle due Direttive.
Le politiche promosse dalla Direttiva Quadro sulle Acque, afferma la Commissione hanno contribuito a sviluppare un settore idrico dinamico e rilevante a livello globale, con 9.000 piccole e medie imprese attive nel settore e 50.000 posti di lavoro in tutta Europa. Ma la crescita del settore dev’essere sostenuta da una migliore attuazione delle politiche per raggiungere gli obiettivi ambientali e di sostenibilità prefissati. Tra i problemi più rilevanti segnalati dalla Commissione, l’eccessivo prelievo d’acqua per uso irriguo nelle regioni del Mediterraneo e del Mar Nero, l’inquinamento diffuso di derivazione agricola, le modificazioni dei corsi fluviali conseguenti alla cattiva pianificazione dello sviluppo idroelettrico e delle misure di protezione dalle alluvioni, le politiche di prezzo inadeguate. Inoltre, sebbene molte aree richiedano una significativa mole di investimenti, si riscontra in diversi Stati membri un insufficiente utilizzo dei fondi europei disponibili per perseguire gli obiettivi indicati dalle Direttive. All’Italia, nello specifico, sono rivolte raccomandazioni in merito alla completezza e alla trasparenza dei dati alla base delle attività di valutazione e controllo relative ai corpi idrici, al finanziamento delle misure adottate e al coordinamento tra soggetti competenti.
Le raccomandazioni della Commissione europea agli Stati membri saranno illustrate dal commissario per l’Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca Karmenu Vella in occasione della IV Conferenza europea sull’acqua, in programma a Bruxelles il 23 e 24 marzo. La Conferenza, che rappresenta il contributo della Commissione alla Giornata mondiale dell’acqua (22 marzo), sarà infatti incentrata sull’attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque.

FONDAZIONE BILL E MELISSA GATES: “ACQUA DA BERE DA FECI UMANE”

Acqua prodotta dalle feci umane. A berla è stato Bill Gates in un video pubblicato sul sito della fondazione Bill and Melissa Gates. Nel video l'acqua viene prodotta dalle feci tramite un macchinario chiamato OmniProcessor, creato da Janicki Bioenergy.
''Ho visto una pila di feci farsi strada nel macchinario. E pochi minuti dopo ho assaggiato il risultato: un bicchiere di acqua. La prossima generazione di questo macchinario potrà trattare le feci di 100.000 persone e produrre 86.000 litri di acqua potabile'' afferma Gates, sottolineando che il macchinario non solo riuscirebbe a tenere lontano le feci umane dall'acqua potabile, ma le trasformerebbe in una commodity con un valore di mercato. Al mondo circa 2,5 miliardi di persone non hanno accesso a strutture sanitarie, inclusi bagni, e piu' di un miliardo di persone usano l'aria aperta e gli spazi pubblici come bagni, contaminando le forniture di acqua potabile.

LOMBARDIA, CDM IMPUGNA NORMA SU SERVIZIO IDRICO

Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’impugnativa per la legge regionale della Lombardia n. 29/2014 recante, tra le altre, disposizioni in materia di servizio idrico integrato, in quanto “alcune diposizioni in materia di affidamento del servizio idrico - si legge in un comunicato di Palazzo Chigi - contrastano con il diritto europeo e con la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e tutela della concorrenza, in violazione dell’art. 117, primo comma, e secondo comma, lettere e) ed s), della Costituzione”.
In particolare, specifica il Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio, l’impugnativa è diretta all’art. 1, comma 1, lettera m) della legge che, modificando la legge regionale n. 26/2003, estende la durata massima dell’affidamento del servizio idrico da 20 a 30 anni, termine che si applica anche alle concessioni già in essere, mentre viene lasciato in capo a Province e Comune di Milano il compito di organizzare il servizio idrico integrato a livello di Ato e di stabilire la forma di gestione. Si profila in tal modo, secondo il Consiglio dei ministri, un “contrasto con la normativa statale in materia di tutela dell'ambiente e della concorrenza che prevede il ricorso a gara ad evidenza pubblica o all'affidamento in house providing” e che incarica l’Ente di governo dell’Ambito a deliberare la forma di gestione (art. 149-bis del Codice dell’ambiente).

REGGIO EMILIA, “IL DIVORZIO” DA IREN COSTEREBBE 125 MLN AI COMUNI

Per ritornare ad una “gestione pubblica del servizio idrico” ai Comuni reggiani occorrono almeno 125 milioni. Questa la conclusione dello studio di fattibilità della società Agenia, che per conto di Agac infrastrutture ha analizzato gli aspetti economici e gestionali della costituenda società dell'acqua pubblica reggiana, con soci i Comuni del territorio, prevista entro la fine del 2015. Ne dà notizia la Gazzetta di Reggio.
Il documento, presentato nei giorni scorsi in commissione Territorio dall'assessore reggiano Mirko Tutino, ha dunque schiarito i contorni di un'operazione, quella dello scorporo del servizio idrico da Iren, il cui nodo principale resta quello delle risorse a disposizione degli enti locali. In particolare, per rientrare in possesso delle tubature dalla multiutility, che ne detiene la proprietà fino al completamento dell'ammortamento degli investimenti sostenuti finora sulla rete, i Comuni della provincia di Reggio dovranno corrispondere un cosiddetto «terminal value» stimato in 102 milioni. A queste risorse vanno ad aggiungersi quelle necessarie per la manutenzione delle infrastrutture, che si prevedono in 20, 25 milioni annui, per un piano triennale fino al 2017 di 79 milioni. Per la futura società pubblica si prevede inoltre un modello organizzativo in cui dal gestore uscente (Iren) verrebbero allocati 313 dipendenti.
Infine, per quanto riguarda le tariffe, si parla di uno «sviluppo tariffario», dal 2016 in poi inizialmente in linea con i valori attuali, ma previsto in crescita negli anni successivi.
La nuova società pubblica formata dai Comuni avrebbe la gestione del servizio per circa 530.000 abitanti, pari a 180.000 utenze in 44 Comuni, con circa 7.500 chilometri di tubature acquedottistiche e fognarie.

ACQUA, PUBBLICATO REGOLAMENTO COSTI AMBIENTALI E DELLA RISORSA

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 81 dell’8 aprile 2015 il “Regolamento recante i criteri per la definizione del costo ambientale e del costo della risorsa per i vari settori d'impiego dell’acqua” approvato dal ministero dell’Ambiente con decreto del 24 febbraio 2015, n. 39.
L’allegato A al decreto riporta le linee guida per la definizione del costo ambientale e della risorsa (ERC) in attuazione degli obblighi dettati dalla Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE). Lo scopo del regolamento è quello di fornire un riferimento tecnico di supporto alle amministrazioni competenti per la ricognizione dei costi ambientali e della risorsa già internalizzati negli strumenti di recupero dei costi esistenti, l’individuazione dei costi da internalizzare e di quelli residui. Il relativo allegato tecnico n. 1 riporta una “Proposta metodologica per la rendicontazione (reporting) degli aspetti economici”.
Il decreto prevede che, nelle fasi di pianificazione e programmazione dei Piani di gestione, le Autorità competenti adeguino gli approcci metodologici di determinazione dei costi ambientali e della risorsa al regolamento; per la programmazione 2015-2021 le metodologie disciplinate dal decreto si applicano progressivamente nei casi in cui le Autorità già utilizzino metodologie che consentono di conseguire risultati equivalenti. Il decreto entra in vigore il 23 aprile 2015.

WORLD WATER FORUM, ROADMAP PER SICUEREZZA IDRICA

Un percorso di impegni triennale per assicurare maggiore sicurezza idrica al mondo: questo l’esito del 7° World Water Forum, tenutosi a Daegu, nella Repubblica di Corea, dedicato quest’anno al tema “Acqua per il nostro futuro”. L’evento ha coinvolto 30.000 visitatori da 168 paesi, tra cui 9 capi di Stato, 80 ministri e 100 delegazioni ufficiali di governi nazionali, tutti concordi nel considerare l’acqua una delle assolute priorità dell’agenda politica del prossimo decennio. Convinzione sfociata in impegni formali assunti dai partecipanti in vista del prossimo Forum mondiale, che si terrà nel 2018 a Brasilia.
I partecipanti hanno stilato una “roadmap” per promuovere azioni legate a diversi aspetti della sicurezza idrica, dal finanziamento delle infrastrutture alla governance e alla crescita verde, la cui implementazione potrà essere seguita online per favorire la trasparenza delle iniziative intraprese. Il World Water Council, la Repubblica di Corea e il Brasile dovranno assicurarsi che i vari paesi firmatari promuovano le azioni concordate. L’impegno primario è quello di ottenere l’adozione di un Obiettivo di sviluppo sostenibile per l’acqua da parte dell’Assemblea Onu, nel settembre di quest’anno a New York. Il Forum ha inoltre facilitato la conclusione di alcuni accordi di cooperazione internazionale in ambito idrico, tra cui una nuova intesa tra Messico e Stati Uniti per la gestione del fiume Colorado. Nell’ambito del Forum si è anche svolto un incontro trilaterale tra i ministri dell’Acqua di Giappone, Cina e Corea, in cui i tre rappresentanti di governo si sono impegnati a rafforzare le politiche che legano acqua e sviluppo sostenibile e ad attrarre maggiori investimenti nel settore idrico.

ACQUE REFLUE, UE: GRECIA DEFERITA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA

La Commissione europea ha deferito la Grecia alla Corte di giustizia dell’Ue per non aver garantito un adeguamento trattamento delle acque reflue, con conseguenti rischi per la salute umana, le acque interne e l’ambiente marino. Il caso riguarda la mancata applicazione della direttiva del 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue in zone con una popolazione equivalente compresa tra 2.000 e 15.000 abitanti. La Grecia era stata avvisata per la prima volta nel 2010 e, da allora, molti problemi sono rimasti irrisolti: il paese, infatti, è in ritardo con l’implementazione della legislazione relativa alle acque reflue e, stando agli ultimi rapporti che ha presentato all’Ue, mancano ancora adeguati impianti di trattamento in 5 agglomerati (Prosotsani, Doxato, Eleftheroupoli Galatista and Vagia). Per altre aree (Polichronou Chanioti and Desfina) la Commissione ritiene che i dati forniti siano incompleti o mostrino il mancato rispetto di standard appropriati.

ACQUE REFLUE, PARERE MOTIVATO DA COMMISISONE UE

La Commissione europea sollecita con un parere motivato l’Italia a migliorare la raccolta e il trattamento delle acque reflue provenienti da numerosi agglomerati di tutto il paese. La Commissione ritiene che in Italia 817 agglomerati con oltre 2.000 abitanti equivalenti non raccolgano né trattino adeguatamente le proprie acque reflue. Tra gli agglomerati più grandi figurano Roma, Firenze, Napoli e Bari. Alcuni agglomerati non rispettano inoltre l’obbligo di applicare un trattamento più rigoroso agli scarichi in aree sensibili. Sono interessati Abruzzo, Basilicata, Provincia autonoma di Bolzano, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trento, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto. L'Italia non rispetta, infine, l'obbligo di eliminare il fosforo e l’azoto dagli scarichi in 32 aree sensibili. Gli scambi di informazioni con l’Italia, riferisce la Commissione, hanno confermato l'esistenza “violazioni sistematiche” degli obblighi Ue. Se non verranno adottate misure concrete per ovviare al più presto a tali carenze, la Commissione potrebbe adire la Corte di giustizia dell’Unione europea.

NAPOLI, ABC TORNA “AZIENDA SPECIALE” CON AFFIDAMENTO A 30 ANNI

Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato la delibera che modifica lo Statuto del gestore idrico Abc -Acqua Bene Comune, da spa ad azienda speciale. La delibera è stata approvata a maggioranza, con il voto favorevole del Partito democratico e delle altre forze che compongono l'opposizione di sinistra. Non hanno partecipato al voto Ncd, Forza Italia e Fratelli d'Italia.
La delibera prevede che l'Abc tra le sue attività non potrà mai realizzare programmi che prevedano l'imbottigliamento e la vendita dell'acqua che è «bene comune». Il testo approvato inoltre prevede che eventuali utili dovranno essere impiegati per realizzare interventi sulle strutture e gli impianti. L’affidamento ad Abc è stato infine assicurato per 30 anni.

«Questa è una pagina importante che scrive Napoli nella storia». Con queste parole il sindaco Luigi de Magistris ha commentato il sì del Consiglio comunale.
Per Maurizio Montalto, Presidente di Abc, la delibera “significa che nessuno guadagnerà più sull’acqua. Oggi noi non siamo più una società sul mercato, ma siamo diventati i tutori di un diritto. È una svolta storica”.

GOVERNANCE, IL GOVERNO PRONTO AL COMMISSARIAMENTO PER 6 REGIONI

Il governo Renzi pronto al commissariamento di quelle Regione che ancora non hanno legiferato in materia di organizzazione del servizio idrico integrato. Sono 6 le Regioni interessate e oggetto di un prossimo dpcm con il quale vengono diffidate ad adempiere entro 30 o 90 giorni agli obblighi imposti dalla legge di stabilità in materia di individuazione degli enti di governo d'ambito per la gestione del servizio idrico sul territorio.
Trenta giorni verranno dati a Calabria, Lazio, Umbria e Marche, mentre 90 giorni verranno dati a Campania e Sicilia per individuare gli enti territoriali, a cui partecipano i comuni, ai quali la legge attribuisce, tra le altre cose, di determinare le tariffe dell'acqua, approvare il piano d'ambito e i piani di interventi infrastrutturali sul territorio.
Se queste sei regioni non individueranno gli enti di gestione, Palazzo Chigi - d'intesa con il ministero dell'Ambiente - attiverà i poteri commissariali sostitutivi previsti dallo Sblocca Italia (dl 133/2014), avocando a sé questa attività. La notizia dell'imminente commissariamento è stata confermata da Erasmo D'Angelis, capo della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico di palazzo Chigi, da Marina Colaizzi, della direzione dipartimento risorse idriche del ministero dell'Ambiente,e da Bruno Spadoni, capo dell'Osservatorio sui servizi pubblici locali del ministero dello sviluppo economico, nel corso del convegno su «La governance nel servizio idrico integrato», organizzato nei giorni scorsi a Roma dall'Anea, l'associazione nazionale delle autorità ed enti d'ambito.
«Dobbiamo far partire per la prima volta i commissariamenti», ha spiegato D'Angelis. «A gennaio del 2016 scatteranno le multe dell'Unione europea per le infrazioni in materia di depurazione delle acque. Si tratta di circa 500 milioni di euro l'anno che dovranno pagare le Regioni, e quindi i cittadini».
Drammatica la situazione in tutta Italia: tre italiani su dieci non sono allacciati a fognature o depuratori (quattro su dieci in Lombardia e quasi la totalità in Sicilia, Calabria e Campania).
«Ben venga l'accelerazione del governo», dice Marisa Abbondanzieri, presidente di Anea. «Fondamentale è la regolazione sul territorio svolta dagli enti d'ambito, anche per far partire i processi di razionalizzazione, nei quali dovranno essere coinvolti tutti i comuni».

MONZA, RETI IDRICHE DA ACMS-AGAM A BRIANZAQUE

In attuazione di quanto previsto dal Piano Strategico sulle aggregazioni aziendali approvato dall’Assemblea dei Soci lo scorso 19 dicembre, Brianzacque, ha acquisito dal gruppo Acsm- Agam il ramo di azienda idrico di Monza riguardante l’erogazione del servizio idrico e fognario.
Il passaggio societario ha avuto effetto a partire dal 1 gennaio 2015 scorso, quando Brianzacque è subentrata al gruppo Acsm - Agam nella gestione del servizio idrico del comune di Monza.
Soddisfazione è stata espressa dall’Amministratore Delegato di Brianzacque, Enrico Boerci: “L’acquisizione del ramo idrico del comune capoluogo - ha dichiarato - costituisce un tassello fondamentale nell’ambito del processo aggregativo societario che consente a Brianzacque di consolidarsi quale gestore, interamente pubblico, operante su tutto il territorio di Monza e Brianza”.

INQUINAMNETO FALDE, IN LOMBARDIA PROGETTO PILOTA NSA

Un contributo dai satelliti Nasa per controllare i livelli di inquinamento delle falde acquifere: questo il risultato, pubblicato su Hydrology Journal, raggiunto dal progetto del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, che ha avuto la sua prima fase pilota in Lombardia con il coordinamento di Marco Masetti, professore di Geologia applicata dell’Università di Milano.
Il progetto della Nasa intende valutare, su 20 città nel mondo, quanto le trasformazioni urbane influiscano sulle acque. Si è partiti con una fase pilota, rappresentata dal progetto Poplex (Po Plain Experiment), che ha riguardato Milano e tutta la cintura urbana circostante. I ricercatori hanno realizzato tre diverse mappe, utilizzando tre tipi di dati: i censimenti del 2001 e 2011, le foto di rilevazioni aeree fatte nel 2001, 2003 e 2007, e le rilevazioni del satellite Nasa fatte tra il 2000 e 2009 con lo scattometro QuickScat dsm, radar installato sul satellite in grado di interpretare i dati satellitari sulla città con la massima risoluzione. In questo modo è stato possibile verificare che le falde acquifere sono più vulnerabili nelle aree urbane che in quelle agricole, generalmente indicate come luoghi di origine dell’inquinamento da nitrati. I risultati potranno aiutare a valutare i futuri usi del territorio per tutelare meglio le acque e la salute umana.

RIMINI, 3 COMUNI CHIEDONO STUDIO SU FORME DI AFFIDAMENTO

Uno studio di fattibilità sulle modalità di affidamento del servizio idrico integrato: questa la richiesta avanzata all’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e i rifiuti (Atersir) dai Comuni di Riccione, Coriano e Bellaria Igea Marina. Le tre amministrazioni spiegano in una nota di voler “valutare con attenzione le ripercussioni che potrebbero vincolare il territorio provinciale per i prossimi 30 anni” e chiedono di procedere alla comparazione delle diverse modalità di affidamento al fine di individuare costi e benefici nel breve e medio periodo.
“Il contratto scaduto con Hera nel 2012 - affermano le tre amministrazioni - e la possibilità di gestione diretta da parte dei Comuni, a seguito di esito referendario, determina oggi la necessità di vagliare con attenzione le tre ipotesi in campo sulla futura scelta del gestore. L’esternalizzazione a terzi mediante bando, la costituzione di società mista pubblico-privata e la gestione ‘in house’ (affidamento diretto ad una società pubblica)”.

SARDEGNA, OPOERATIVO NUOVO ENTE DI GOVERNO D'AMBITO

Alessandro Bianchi, sindaco di Nuoro, è stato eletto presidente del Comitato istituzionale d’Ambito, organo di governo del nuovo Ente di governo dell’Ambito della Sardegna per il servizio idrico integrato, insediatosi nei giorni scorsi a Cagliari. Alla presenza dell’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda (delegato dal presidente Francesco Pigliaru a rappresentare la Regione), è stata quindi avviata l’operatività dell’Ente di governo dell’ambito della Sardegna, istituito lo scorso febbraio con la legge regionale n. 4/2015.
Bianchi è stato eletto all’unanimità dai 10 sindaci designati dal Consiglio delle autonomie locali: 2 in rappresentanza dei Comuni capoluogo di Provincia, 2 per i Comuni con popolazione uguale o superiore ai 10.000 abitanti, altrettanti per i Comuni con popolazione compresa tra i 3.000 e i 10.000 abitanti e 4 sindaci dei Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti. Del Comitato istituzionale d’Ambito fa parte di diritto anche il presidente della Regione o un suo delegato.

EXPO 2015, A PERUGIA SI ELABORA PROGETTO UN-WWAP

Il Programma delle Nazioni Unite per la valutazione delle risorse idriche mondiali (UN-Wwap) presenterà ad Expo 2015 un progetto chiamato “Le stanze dell’acqua”, un itinerario video attraverso 5 “stanze” concepite per attirare l’interesse e diffondere conoscenza in merito alle risorse idriche e alla loro gestione in un’ottica di sostenibilità. Dal 21 al 23 gennaio scienziati, creativi, registi e scrittori di tutto il mondo si sono riuniti nella sede del Programma a Villa Colombella, a Perugia, per elaborare le idee portanti del progetto.
Si tratterà in sostanza di 5 cortometraggi che accompagneranno gli spettatori alla scoperta dell'acqua, per familiarizzare con il ciclo idrologico, esplorare il concetto di governance e interrogarsi sulla possibilità che intorno a questa preziosa risorsa sorgano futuri conflitti.
Per tre giorni importanti studi di produzione, tra cui Armando Testa, Steve Cutts e Studio Bozzetto, si sono occupati di trasformare i contenuti elaborati nel meeting in cortometraggi, mentre alcuni scrittori, come Gian Antonio Stella e Marco Paolini, hanno prestato la loro penna per i monologhi. Il progetto non si limiterà alla presentazione all’Expo di Milano ma sarà distribuito a vari paesi in diverse lingue.

PROCESSO BUSSI: PER CONTAMINAZIONE ACQUE NON VI FU DOLO

Nessuna condanna per avvelenamento delle acque in relazione alla vicenda della discarica di Bussi sul Tirino (PE) perché “non c'è stato pericolo per la salute pubblica, in quanto l'acqua emunta al Campo pozzi era sostanzialmente potabile e minimamente contaminata, mentre l'acqua di falda (nel punto di maggior contaminazione) non era neppure ipoteticamente destinabile per scopi alimentari”: questo un passaggio delle motivazioni della sentenza nel processo riguardante la discarica di Bussi che si è concluso il 19 dicembre scorso davanti alla Corte d’Assise di Chieti con l’assoluzione di tutti e 19 gli imputati in relazione all’accusa di avvelenamento delle acque, fatto che per la Corte non sussiste. Il disastro ambientale è stato invece derubricato in colposo e, quindi, dichiarato prescritto. Le motivazioni della sentenza, circa 188 pagine, evidenziano come nelle condotte poste in essere dagli imputati non fosse ravvisabile il dolo diretto, inteso come “coscienza e volontà dell'evento di pericolo proprio del reato di avvelenamento”. Non vi si può infatti leggere “una comune e precostituita volontà criminosa, frutto della volontà di occultare lo stato di contaminazione della falda, potendosi al più ritenere che vi sia stata la volontà di rappresentare un quadro della contaminazione del sito dello stabilimento tale da limitare le doverose attività di messa in sicurezza e bonifica".

HERA: PER RIMINI, FERRARA E RAVENNA 176 MLN ENTRO IL 2018

Entro il 2018 Hera investirà 60 milioni di euro nel territorio riminese, altri 60 in Provincia di Ferrara e 56 nel ravennate: è quanto prevede il piano industriale della multiutility, presentato nei giorni scorsi dal presidente Tomaso Tommasi di Vignano e dall’amministratore delegato Stefano Venier ai sindaci dei territori interessati.
In Provincia di Rimini avranno priorità gli interventi a salvaguardia della balneazione e per le reti idriche. Per il 2015 sono in programma 15 interventi. Dei 60 milioni complessivi 4,4 saranno destinati al potenziamento e adeguamento dei depuratori di Riccione e di Cattolica, mentre 1,9 milioni serviranno a interventi sulle fognature di Santarcangelo. Entrerà sempre più nel vivo, inoltre, il Piano di salvaguardia della balneazione a Rimini, il progetto di Comune, Hera e Romagna Acque che con 154 milioni di investimenti e 11 interventi strutturali porterà a dimezzare già entro il 2016 gli scarichi a mare per superarli completamente entro il 2020. Nel territorio ferrarese sono previsti nei prossimi anni investimenti diretti sul servizio idrico per 39 milioni di euro, di cui 7 destinati al potenziamento del depuratore di Gramicia e alla costruzione dei depuratori di Casumaro e Bonacompra. Altri 11 milioni di euro saranno investiti nel settore del teleriscaldamento, in particolare per la riqualificazione e l’ammodernamento tecnologico della centrale Sant’Anna.
In Provincia di Ravenna 51 dei 56 milioni di euro da investire nei prossimi 3 anni saranno destinati al servizio idrico. Di questi, 8 milioni serviranno a potenziare e adeguare i depuratori di Ravenna, Lido di Classe, Lugo e Bagnacavallo.

UE, FRANCIA A GIUDIZIO E PARERE MOTIVATO A POLONIA

La Commissione europea ha deferito la Francia alla Corte di giustizia europea per l’inosservanza della normativa Ue in materia di trattamento delle acque reflue urbane (91/271/CEE) e ha inviato un parere motivato alla Polonia chiedendole di allineare la propria normativa nazionale sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento alla direttiva sulle acque sotterranee (2006/118/CE).
Circa 17 agglomerati francesi, spiega la Commissione in una nota, non possiedono un impianto di trattamento delle acque reflue conforme alle norme europee. La procedura di infrazione, relativa a zone con una popolazione equivalente compresa tra 2.000 e 15.000 abitanti, era scattata nel 2009. Quanto alla Polonia, il 24 novembre 2011 la Commissione aveva inviato una lettera di costituzione in mora allo Stato membro per lacune nell’adozione della normativa sulle acque sotterranee. La Polonia ha successivamente adottato tre leggi che non sono state sufficienti a risolvere tutti i problemi riscontrati e, se non prenderà provvedimenti entro due mesi dal parere motivato, potrà essere deferita alla Corte di giustizia.

MOROSITA', AEEGSI: GARANZIA DI FORNITURA SOLO A UTENTI DISAGIATI

Bene la previsione di una norma in materia di morosità nel settore idrico nel Collegato ambientale alla legge di Stabilità 2014, cassata dalla Camera e reintrodotta dal relatore in Commissione Ambiente del Senato, dove è in corso l’esame in seconda lettura del ddl; ma la garanzia del quantitativo d’acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali si deve limitare agli utenti morosi in condizioni di “documentato disagio economico”. È quanto segnala al governo e al Parlamento l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico con riferimento all’emendamento 44.0.100 al Collegato ambientale, secondo cui l’Autorità dovrebbe adottare direttive per il contenimento della morosità nel settore idrico garantendo il quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di fornitura per gli utenti morosi. Secondo l’Autorità tale garanzia, se assicurata anche agli utenti morosi in condizioni agiate, genererebbe costi rilevanti che ricadrebbero su tutti gli utenti del servizio idrico integrato, comprese le famiglie in difficoltà: una sorta di “perequazione al contrario” da evitare assicurando la fornitura solo in caso di documentato disagio.

IREN ACQUA GAS, CONFERIMENTO DELL’ACQUEDOTTO DI SAVONA

L'Acquedotto di Savona diventa proprietà di Iren Acqua Gas grazie al riassetto del gruppo Acque Potabili di Torino. L'operazione sarà preceduta dal conferimento ad Acquedotto di Savona del ramo d'azienda relativo alla concessione di distribuzione di acqua potabile nel comune di Cairo Montenotte. Attualmente l'Acquedotto di Savona gestisce sul territorio provinciale il servizio idrico dei comuni di Albisola Superiore, Albissola Marina, Altare, Bergeggi, Celle Ligure, Cengio, Noli, Quiliano, Savona, Spotorno, Stella, Vado Ligure, Varazze e naturalmente Savona, oltre ad altri Comuni dell'Imperiese e del Genovese per un totale di 65 mila clienti.
Nel 2013 l'Acquedotto di Savona ha fatturato 14,3 milioni di euro, chiudendo l'esercizio con un utile netto di circa 260 mila euro. Iren Acqua Gas è la società del Gruppo Iren dedicata alla gestione dei servizi pubblici di distribuzione gas e alla gestione dei servizi idrici. La società con sede a Genova gestisce il Servizio idrico integrato nell'ambito Territoriale Ottimale Genovese per un totale di 67 Comuni e oltre 878 mila abitanti serviti.

SARDEGNA, NASCE NUOVO ENTE DI GOVERNO DELL’AMBITO

Il Consiglio regionale della Sardegna, presieduto dal presidente Gianfranco Ganau, ha approvato - con 41 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astenuti - il disegno di legge che istituisce l’Ente di governo dell’Ambito della Sardegna, che assumerà le funzioni di programmazione e controllo del servizio idrico integrato in precedenza spettanti alla soppressa Autorità d’Ambito.
Il testo prevede un unico Ambito territoriale regionale ma lascia aperta la possibilità di verificare, sotto la supervisione di esperti del settore, l’opportunità di creare più Ambiti per rendere più economica, efficace ed efficiente la gestione del servizio idrico integrato. Rispetto al testo presentato dalla Giunta regionale, gli emendamenti hanno riconosciuto più spazio ai Comuni all'interno del Comitato istituzionale d'Ambito (10 su 11 componenti), il cui stesso presidente sarà scelto fra i sindaci. Del Comitato istituzionale fanno parte il presidente della Regione o un suo delegato, 2 componenti scelti tra i sindaci dei Comuni capoluogo di Provincia, 2 componenti scelti tra i sindaci dei Comuni con popolazione uguale o superiore a 10.000 abitanti, 2 scelti tra i sindaci dei Comuni con popolazione uguale o superiore a 3.000 abitanti e inferiore a 10.000, 4 tra i sindaci dei Comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti. Infine le conferenze territoriali, composte dai sindaci dei Comuni ricadenti nell'Ambito territoriale di riferimento, coincidono con le 8 circoscrizioni elettorali fino all'approvazione della riforma degli enti locali.

Basilicata, ok a Egrib da Commissioni

La prima e la terza Commissione del Consiglio regionale della Basilicata, riunite congiuntamente, hanno licenziato a maggioranza il disegno di legge della giunta regionale che istituisce l’Ente di governo per i rifiuti e le risorse idriche della Basilicata. Il testo attribuisce al nuovo ente funzioni di pianificazione, programmazione, regolazione e vigilanza in relazione alle attività afferenti il sistema idrico regionale e quello dei rifiuti, in sostituzione delle soppresse Autorità d’Ambito. Organi del nuovo ente saranno l’amministratore unico e il revisore unico, ai quali si affianca l’assemblea composta dai sindaci, dai presidenti delle Province e dal presidente della Regione. Con un emendamento approvato dalle Commissioni si prevede un voto con peso rapportato alle fasce demografiche di appartenenza dei Comuni in base alla popolazione risultante dall’ultimo censimento ufficiale.

HERA, NEL 2014 QUASI 19 MLN D'ACQUA DA EROGATORI

Nel 2014 le Case dell’acqua e le Sorgenti urbane, 60 strutture aperte al pubblico per rifornirsi di acqua di rete installate sul territorio servito da Hera in Emilia-Romagna, hanno erogato quasi 19 milioni di l d’acqua (52.000 l al giorno), l’equivalente di 12 milioni di bottiglie di plastica. I cittadini hanno prelevato 13 milioni di l d’acqua liscia (gratuita) e 5,6 milioni di acqua gassata (al costo di 5 cent/litro). Complessivamente, per produrre bottiglie di plastica da 1,5 l in grado di contenere l’acqua distribuita dagli erogatori Hera negli ultimi 4 anni, si utilizzerebbero 800 t di plastica, emettendo 4.300 t di CO2 e riempendo 32.000 cassonetti con le bottiglie vuote. Sul piano economico, il corrispondente mancato acquisto di acqua in bottiglia rappresenta per i cittadini un risparmio annuo di circa 3,4 milioni di euro.
Le Case dell’acqua e le Sorgenti urbane sono un’iniziativa alla quale Hera partecipa insieme alle amministrazioni comunali e, in alcuni territori, in collaborazione con altre società come Romagna Acqua e Unica Reti. Il progetto viene sviluppato attraverso Adriatica Acque, partecipata dal gruppo Hera, che garantisce anche la manutenzione delle strutture. La multiutility, inoltre, promuove l’uso dell’acqua di rete anche tra i propri dipendenti: attraverso il progetto Hera2O, attivo nelle sedi Hera e nei principali sportelli clienti, nel 2014 i dipendenti Hera hanno utilizzato circa 440.000 litri di acqua, prelevata da erogatori installati presso mense e uffici, pari al contenuto di 715.000 bottiglie di plastica che comporterebbero l’emissione di 127 tonnellate di CO2 e il riempimento di 450 cassonetti dei rifiuti.

AQUAE VENEZIA 2015, PRESENTATI EVENTI SCIENTIFICI

In ideale collegamento con la Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo, con la presentazione a Nuova Delhi la presentazione del World Water Development Report 2015 del Wwap-Unesco, è stato presentato all’Expo Gate di Milano il programma dei principali eventi congressuali scientifici di Aquae Venezia 2015, collaterale ufficiale di Expo Milano dedicata all’acqua che avrà inizio il prossimo 3 maggio.
Tra gli eventi previsti nell’ambito della manifestazione, il ciclo di convegni “Pianeta Vita” a cura della Fondazione Umberto Veronesi: tre appuntamenti, il cui partner ufficiale è Novartis, dedicati al rapporto tra acqua, scienza e salute, in programma il 6-7 maggio, il 19-20 giugno e il 2-3 ottobre. Il 21 e 22 maggio 2015, Wwap Unesco promuove il convegno sul rapporto delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche mondiali, dal titolo “Acqua per un mondo sostenibile”. Il rapporto verrà presentato dai ministeri dell’Ambiente e degli Esteri, da esperti internazionali e da rappresentanti delle Agenzie Onu che hanno contribuito alla sua redazione. Aquae Venezia sarà inoltre il palcoscenico che lancerà il progetto di sensibilizzazione e divulgazione scientifica “Le Stanze dell’Acqua”, coordinato dal Wwap-Unesco insieme al ministero dell’Ambiente. Sarà invece eAmbiente, società di consulenza ambientale con sede a Marghera-Venezia, a promuovere il ciclo di conferenze “Pianeta Acqua”, dedicato alle interrelazioni tra acqua, ambiente, tecnologie e industria: tre appuntamenti (8-9 maggio, 24-26 giugno, 7-10 ottobre) che spazieranno dall’uso dell’acqua in agricoltura alle tecnologie e alla gestione delle risorse idriche. Partner del ciclo di conferenze sono Federutility, EurEau e International Water Association.

EX APS, ASSESSORE REGIONALE: IN ARRIVO RISORSE PER GESTIONE AMAP

Sarà presto resa disponibile la somma di 8 milioni di euro assicurata dalla Regione Siciliana per consentire all’Amap, gestore del servizio idrico del Comune di Palermo, di subentrare per 8 mesi nella gestione del servizio idrico integrato nei 52 Comuni palermitani prima serviti dalla fallita Acque potabili siciliane (Aps): è la rassicurazione fornita dall’assessore regionale all’Energia, Vania Contrafatto, a Filctem Cgil, Femca Cisl, Ugl Chimici e Cisal Federenergia nel corso di un incontro per esaminare i problemi legati all’affidamento provvisorio del servizio ad Amap. La società dovrebbe prendere in carico il servizio idrico nel resto della Provincia a partire dal 1° marzo, anche se vi sono ancora incertezze circa la possibilità di operare 8 mesi con le risorse a disposizione.

SORICAL, RIDUZIONE PORTATA IDRICA PER COMUNI MOROSI

Riduzione della portata idrica erogata. È questa la decisone assunta da Sorical - gestore idrico “all’ingrosso” partecipata dalla Regione Calabria al 53% - che ha avviato «la riduzione idrica ai Comuni morosi a tutela e garanzia della buona e continua erogazione di acqua in ogni famiglia o attività commerciale della Calabria».
Tra i Comuni destinatari della misura di riduzione della portata idrica quello di Vibo Valentia, Lamezia, Paola e Locri.

GORI E PARTITE PREGRESSE, NUOVA PROROGA SULLA RISCOSSIONE PER TAVOLO TECNICO

n considerazione del protrarsi del confronto tecnico ancora in corso con la Regione Campania ed anche con l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ed il Sistema Idrico (“AEEGSI”), la Gestione Commissariale dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano ha annunciato un’ulteriore proroga di trenta giorni del termine entro il quale concludere i lavori del tavolo tecnico aperto e che, pertanto, si rende opportuno un nuovo differimento della riscossione delle bollette relative alle “partite pregresse ante 2012 (REPP).
Accogliendo la richiesta del Commissario Straordinario dell’Ente d’Ambito, GORI ha dunque sospeso sino al 28 gennaio 2015 l’attività di riscossione delle fatture relative alle “partite pregresse ante 2012 (REPP)”; in questo periodo proseguirà il positivo confronto istituzionale apertosi, al fine di approfondire le segnalazioni e le osservazioni trasmesse da diversi Sindaci dell’ATO 3 Campania.

VENETO, DAL MATTM 8,7 MLN PER DEPURAZIONE

Il Ministero dell’Ambiente ha trasmesso alla Regione Veneto il decreto che approva il Piano straordinario di tutela e gestione della risorse idrica finalizzato prioritariamente a potenziare la capacità di depurazione dei reflui urbani. Lo rende noto l’assessore regionale alle Politiche ambientali Maurizio Conte sottolineando che il decreto assegna al Veneto 8,7 milioni del fondo istituito a questo scopo. “Per la realizzazione di questo piano straordinario - spiega Conte - la normativa ha istituito un apposito fondo con una dotazione di 10 milioni di euro per l’esercizio 2014, 30 milioni di euro per l’esercizio 2015 e di 50 milioni di euro per l’esercizio 2016, finalizzato prioritariamente a potenziare la capacità di depurazione dei reflui urbani. La Conferenza Unificata, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella seduta del 15 maggio scorso ha espresso parere favorevole in merito al riparto del fondo, che prevede per la Regione del Veneto una dotazione complessiva di 8.776.958 euro, ripartiti in 958.672 euro per l’anno 2014, 2.931.857 euro per l’anno 2015 e 4.886.428 euro per l’anno 2016”.
Il ministero dell’Ambiente ha chiesto a tutte le Regioni di dare priorità nell’individuazione degli interventi a quelli utili a risolvere procedure di contenzioso e pre-contenzioso comunitario avviate nei confronti dell’Italia per la mancata conformità dei sistemi di raccolta e depurazione delle acque reflue urbane alle disposizioni europee. “Abbiamo quindi individuato gli interventi - conclude Conte - cercando di dare risposta a questa richiesta. Inoltre, integreremo le risorse assegnate con ulteriori somme che erano nella disponibilità della Regione per un importo di 2,7 milioni”.
Gli interventi individuati saranno ora oggetto di un accordo di programma con il ministero. I depuratori da realizzare, adeguare o potenziare sono quelli di Thiene (VI), Falcade (BL), Arquà Polesine (RO), Crocetta del Montello (TV), Erbè-Sorgà (VR), Chiarano (TV), Longarone (BL); a questi si aggiungono il sistema fognario dell’Altopiano di Asiago (VI) e delle aree produttive di Fossalta di Portogruaro (VE), la condotta di collegamento all’impianto di Campomolino e reti fognarie di Gaiarine (TV).

EQUITALIA RINUNCIA ALLA RISCOSSIONE DELLE BOLLETTE ACEA

Equitalia non riscuoterà le bollette insolute di Acea Ato 2. L’accordo ipotizzato tra Acea e la società pubblica di riscossione - che lo scorso 5 dicembre aveva vinto la gara d’appalto (bando di gara Prot. Ato2/Clo/B0573) indetta da Acea per recupere il proprio credito dagli utenti morosi - non è stato sottoscritto.
La notizia del passaggio di competenze ad Equitalia aveva creato delle preoccupazioni, al punto che alcune associazioni dei consumatori (Codici e Konsumer) avevano proposto un ricorso al Tar del Lazio.
La comunicazione di Equitalia, alla rinuncia della riscossione bollette, è arrivata nel giorno in cui il TAR ha fissato l’udienza al prossimo 11 marzo.

ACQUE SPA, CERTIFICAZIONE PER GESTIONE ENERGETICA “BEST4PLUS”

L'ente di certificazione RINA nei giorni scorsi ha consegnato ufficialmente ad Acque SpA, gestore del servizio idrico integrato del Basso Valdarno, il certificato Best4 Plus. L'attestato evidenzia il raggiungimento della certificazione in gestione energetica che va ad associarsi ai quattro schemi di norma già raggiunti dal Gruppo Acque ovvero qualità, sicurezza, ambiente e responsabilità sociale, ed enfatizza il valore del sistema integrato rispetto ai diversi fattori gestiti.
Il Best4 Plus è un marchio esclusivo che a oggi è stato attribuito a sole cinque organizzazioni in Italia e per la prima volta ad un'azienda che gestisce un servizio pubblico. Il Best 4 Plus è frutto di un percorso, dell'impegno dell'Azienda e del Gruppo verso tutti i portatori d'interesse, e che ha coinvolto dipendenti, utenti, istituzioni e fornitori, al fine di raccogliere le esigenze dell'ambiente naturale e perseguirne gli obiettivi di salvaguardia. I cinque schemi sono stati integrati negli aspetti comuni, al fine di razionalizzare e ottimizzare i processi e le procedure di gestione.
In particolare, l'ultima certificazione raggiunta in tema di risparmio energetico, secondo la norma UNI CEI EN ISO 50001, ha sviluppato una politica energetica in realtà già presente nel Gruppo Acque, come testimonia la riduzione dei consumi di energia elettrica che sono passati negli ultimi tre anni, dai 91,38 milioni di kWh del 2011, agli 87,08 del 2013, favorendo così l'adozione di ulteriori piani di monitoraggio di efficienza energetica. Il fattore ambiente, già presidiato con la norma UNI EN ISO 14001, è stato ulteriormente approfondito sul piano dei consumi energetici, portando alla luce i tanti interventi realizzati e in corso di realizzazione, volti alla riduzione del loro impatto sull'ambiente stesso.
Questo riconoscimento, che certifica l'impegno di Acque SpA, si affianca al processo di registrazione EMAS di alcuni siti e impianti aziendali (come nel caso del depuratore di Pagnana a Empoli, in corso di validazione), l'accreditamento di tutti i laboratori di analisi con la norma UNI-CEI EN ISO/IEC 17025 (come già raggiunto per quello di Pontedera) e l'ulteriore certificazione "Carbonfootprint" in base alla norma ISO/TS 14067 che mira alla riduzione della produzione di anidride carbonica nel servizio idrico.

ROVIGO, LA PROCURA INDAGA 60 SINDACI E POLESINE ACQUE

Sono coinvolti 192 amministratori polesani oltre alla società partecipata Polesine Acque in un’inchiesta della Procura della Repubblica di Rovigo che indaga per reati che vanno dal falso in bilancio all'abuso d'ufficio. Si tratta di 60 sindaci, a cui si aggiungono amministratori di Polesine acque, delle società controllate (Sodea), e poi gli amministratori e liquidatori dei consorzi acquedotti polesani.
All’origine dell’inchiesta, la segnalazione della Corte dei Conti per danno erariale, realizzato - questa la tesi accusatoria - dai pubblici amministratori con le delibere di cessione di beni demaniali da parte dei Comuni polesani (ovvero le reti idriche) a Polacque. Delibere di cessione che vennero approvate dai vari consigli comunali negli anni che vanno dal 2004 al 2006. Grazie a queste operazioni, quantificando poi in denaro le reti idriche ricevute dai Comuni, la società partecipata riuscì ad aumentare due volte il proprio capitale, evitando il fallimento. La prima volta era stato nel 2009, presidente era Giuliano Ferraccioli (deceduto), e il valore delle reti idriche venne quantificato in 64 milioni di euro. La seconda volta era nel 2012, presidente era Alessandro Mazzoni, e il capitale aumentò di 20milioni di euro.
Solo il proseguimento delle indagini potrà eventualmente condurre al rinvio a giudizio per gli attuali indagati.

BASILICATA, BANDO PER ACQUEDOTTI RURALI

La regione Basilicata ha stanziato 5 milioni di euro (a valere sul bando della misura 125 - Azione 1 B «Infrastrutture connesse allo sviluppo e all'adeguamento dell'agricoltura e della silvicoltura» del Piano di sviluppo rurale 2007-2013). Possono accedere al bando i comuni e loro associazioni. Il bando finanzia la realizzazione di acquedotti rurali a beneficio di un considerevole numero di aziende agro-forestali, ivi compresi interventi finalizzati al miglioramento della qualità delle acque sotto l'aspetto igienico-sanitario.
Gli interventi potranno riguardare reti idriche in uso o di nuova realizzazione, purché in quest'ultimo caso si dimostri che l'acquedotto sia a beneficio di un consistente numero di aziende agricole e/o forestali. Gli interventi di manutenzione ordinaria non sono ammissibili al sostegno. Sono ammissibili le spese per lavori sulle reti idriche, opere di protezione e messa in sicurezza.
Ciascuno dei potenziali beneficiari potrà presentare una sola istanza per un valore massimo pari a 350 mila euro; l'aiuto sarà erogato fino al 100% del costo ammissibile. La scadenza è fissata al 18 marzo.

ISTAT E LEGAMBIENTE: EMERGENZA DEPURAZIONE “FIUMI E LAGHI LONTANI DA OBIETTIVI UE”

Il nostro Paese "è in grande ritardo" ed "il 2015 doveva essere l'anno, secondo la direttiva 2000/60, per il raggiungimento degli obiettivi di buona qualità delle acque". In occasione del 22 marzo, Giornata mondiale dell'Acqua, Legambiente ripercorre "da nord a sud le principali vertenze".
"Ad oggi - rileva Legambiente - in Italia lo stato ecologico superiore al buono è stato raggiunto solo dal 25% dei corpi idrici superficiali, mentre lo stato chimico buono è stato raggiunto solo dal 18%. La percentuale dei corpi idrici superficiali che riesce a soddisfare tutti i requisiti è pari solo al 10%". E le previsioni per il futuro non sono migliori. "Come risulta da quanto comunicato dal nostro Paese alla Commissione europea -prosegue Legambiente- nel 2015 la percentuale dei corpi idrici superficiali in stato buono (o superiore) dovrebbe salire solo al 29%.
Anche ISTAT negli stessi giorni, lancia un allarme nazionale. Secondo lo studio dell’Istituto di Statistica, nel 2012 i gestori dei servizi idrici operanti in Italia sono 3.161: nell'82,8% dei casi si tratta di amministrazioni comunali, negli altri casi di gestori specializzati; nello stesso 2012 il prelievo nazionale di acqua a uso potabile è stato pari a 9,5 miliardi di metri cubi, di cui l'84,8% proviene da acque sotterranee, il 15,1% da acque superficiali e il restante 0,1% da acque marine o salmastre. Per la depurazione, la quota di carichi inquinanti civili trattati negli impianti di depurazione di tipo secondario o avanzato, rispetto ai carichi inquinanti generati nel territorio, è del 57,6% nel 2012: in leggero aumento rispetto al 2008 (56,5%).
Nel 2014 - rileva l’ISTAT - la Sicilia risulta essere la regione con il maggior numero di agglomerati sotto procedura di infrazione della normativa in materia di trattamento dei reflui. Sono infatti 175, segue la Calabria con 130
Legambiente tuttavia cita anche gli esempi virtuosi, "le storie delle acque salvate, di fiumi fortemente inquinati che però stanno riacquisendo uno stato migliore grazie a politiche attente di salvaguardia e recupero ambientale, attuate dalle amministrazioni di concerto con le associazioni e gli enti privati".
Sono le esperienze nate - ricorda Legambiente - "con i Contratti di fiume in Lombardia, sul Lambro e l'Olona, o sulla Bormida al confine tra Piemonte e Liguria, dove il fiume dopo anni di sversamenti e inquinamento oggi ricomincia a vivere o gli interventi di riqualificazione fluviale sul Cherio, in provincia di Bergamo".

ACQUA, D’ANGELIS: POSSIBILE INVESTIRE 20 MLD ENTRO 2020. TAVOLO TECNICO SU SICILIA

Nei prossimi 5 anni è possibile prevedere un sostanziale raddoppio degli investimenti nel settore idrico da parte dei soggetti gestori e, con l’aggiunta di ulteriori risorse e strumenti di finanziamento disponibili, arrivare a mettere in campo 20 miliardi di euro per le infrastrutture: questa l’indicazione emersa a Palazzo Chigi nel corso dell’incontro tra la struttura di missione del governo contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche e i rappresentanti delle aziende del settore, Federutility, Ispra e ministero dell’Ambiente.
Nel ciclo 2015-20, ha affermato il coordinatore della struttura di missione Erasmo D’Angelis, è realistico un aumento dell’investimento dei gestori da 1,3 a 2,5 miliardi l’anno, cui si aggiungono 400 milioni di euro l’anno di fondi pubblici di sostegno (Fsc, Por, regionali) e 2,7 miliardi non spesi e da spendere: nel complesso sono possibili investimenti per oltre 20 miliardi. Per portare il settore a livello europeo, ha sottolineato D’Angelis, bisognerà sfruttare tutte le opportunità possibili offerte da Piano Junker, Cassa depositi e prestiti, fondi Bei, emissione di obbligazioni di durata medio-lunga come gli hydrobond, ecc.
La struttura di missione del governo contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche ha intanto avviato il tavolo tecnico sulle maggiori criticità legate alle frane e alla mancata realizzazione delle opere per la depurazione in Sicilia, riunendo a Roma gli assessori regionali all’Ambiente e alle Infrastrutture, Maurizio Croce e Giovanni Pizzo, il responsabile della Protezione civile siciliana, Calogero Foti, il responsabile Anas per l’esercizio e il coordinamento del territorio, Michele Adiletta, i rappresentanti del ministero dell’Ambiente, del Dipartimento della Protezione civile e dell’Ispra.
Tra gli obiettivi della riunione, l’avvio delle riforme previste dalla normativa per poter superare i ritardi nella governance e nella realizzazione delle infrastrutture idriche, che vede l’isola al centro di diverse procedure di infrazione della Commissione europea, e per impegnare i finanziamenti già programmati per i quali sono partiti i primi commissariamenti. Il tavolo tecnico proseguirà nelle prossime settimana con ulteriori convocazioni.

ABC NAPOLI, BLOCCATTO IL PASSAGGIO DI IMPIANTI E DIPENDENTI

Sarebbe al momento bloccato il trasferimento di 22 impianti e 107 lavoratori dal Comune di Napoli all’azienda speciale per la gestione del servizio idrico, Abc Napoli, che dovrebbero consentire all’azienda la gestione delle centrali di sollevamento della città. A riferirlo è l’edizione napoletana de La Repubblica, che spiega la paralisi con il disaccordo tra Comune e gestore sulle risorse necessarie.
Abc si occupa attualmente del servizio di acquedotto, mentre le fognature per ora sono rimaste al Comune e gran parte della depurazione è di competenza regionale. Per arrivare a coprire tutto il ciclo integrato dell’acqua, l’azienda deve acquisire le risorse necessarie: il Comune ha stabilito il passaggio all’azienda dei 107 dipendenti della stazione di sollevamento di San Giovanni a Teduccio, che invia i reflui fognari al depuratore Napoli Est, stanziando a tal fine 4,9 milioni di euro. La somma non sarebbe sufficiente, occorrerebbero 9 milioni di euro, fondi che il Comune ha difficoltà a stanziare. Il problema si aggraverebbe poi ulteriormente se Abc dovesse assorbire i circa 400 addetti alle fognature, considerando anche che la tariffa applicata dal gestore consente un incasso di gran lunga inferiore ai costi previsti.

GORI, TAR SOSPENDE ORDINANZE ANTI-DISTACCHI

La sezione V del Tar per la Campania di Napoli ha sospeso con 5 ordinanze l'efficacia dei provvedimenti dei sindaci di Scisciano, Cercola, Brusciano, Palma Campania e San Vitaliano che avevano vietato al gestore del servizio idrico integrato Gori di procedere al distacco dei contatori e all’interruzione della fornitura idrica nei confronti degli utenti morosi. Il Tar non ha ritenuto ravvisabili i presupposti per l'emanazione delle ordinanze, peraltro adottate in modo generalizzato senza fissazione di un termine finale e senza dimostrare, attraverso un’adeguata istruttoria, la ricorrenza effettiva di un pericolo per la pubblica incolumità o per l’igiene pubblica”. La trattazione nel merito dei ricorsi presentati da Gori è stata fissata all'8 ottobre prossimo.
Soddisfatto il presidente della Gori Amedeo Laboccetta che, insieme al commissario straordinario dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, ricorda come non vi sia alcun impedimento a un confronto con le amministrazioni locali per la condivisione di soluzioni ai problemi e che per tutelare e agevolare gli utenti in difficoltà sarà messo a disposizione anche nel 2015 un bonus idrico per contribuire al pagamento delle bollette.

SICILIA, 8 MLN DALLA REGIONE PER EMERGENZA IDRICA

L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato un ddl che prevede l’assegnazione di 8 mln di euro in favore dei Comuni presso i quali si verificano situazioni emergenziali nel settore idrico, al fine di evitare disastri ambientali, nonché l’interruzione di pubblico servizio. I finanziamenti previsti sono a disposizione dei Comuni che ne faranno richiesta entro il 30 aprile prossimo.
A comunicarlo è Vincenzo Vinciullo, Vice Presidente Vicario della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS.

ATO 5 FROSINONE, OK A PIANO INTERVENTI DA 62,5 MLN

L’assemblea dei sindaci dell’Ato5 (Provincia di Frosinone) ha approvato il Piano degli interventi 2014-2017 che il gestore Acea Ato 5 dovrà realizzare. Il Piano, che prevede investimenti per circa 62,5 milioni di euro, è stato adottato con il voto favorevole di 38 Comuni, contrari invece 17 Comuni, un solo Comune si è astenuto. Il territorio di Frosinone era in attesa di un nuovo piano di interventi nel settore idrico da 11 anni, ricorda in una nota il presidente della Provincia e della conferenza dei sindaci dell’Ato 5, Antonio Pompeo. Gli investimenti che il gestore deve effettuare, dichiara Pompeo, oltre ad essere indispensabili per il miglioramento del servizio, sono molto importanti anche dal punto di vista del lavoro, perché muovono l’economia. L’approvazione, ricorda Pompeo, si aggiunge allo sblocco ottenuto nei mesi scorsi di altre due questioni molto importanti per il territorio: la ripresa del pagamento ai Comuni delle rate di mutuo per le opere del servizio idrico realizzate prima della gestione integrata e affidate in concessione ad Acea Ato 5 e la fissazione dell’udienza di merito sul contenzioso relativo alla decisione del commissario Dell’Oste che ha riconosciuto al gestore un conguaglio di 75 milioni di euro. Nella seduta precedente dell’Assemblea dei sindaci, ricorda inoltre il presidente della Provincia, 49 amministratori avevano sottoscritto un documento contenente specifiche richieste al gestore per risolvere i problemi del servizio idrico che causano disagio ai cittadini e richiedono una celere soluzione.

GORI, CASA DELL’ACQUA E ACQUA DI RETE PER LE SCUOLE AD ANACAPRI (NA)

Grazie al finanziamento ottenuto dalla Provincia di Napoli, il Comune di Anacapri sta per dar vita ad una grande rivoluzione ambientale che riguarderà l’intera popolazione e non solo. Sono in via di ultimazione i lavori per la realizzazione della “Casa dell’Acqua”, una piccola struttura a basso impatto ambientale che permetterà l’erogazione a cifre irrisorie (pochi centesimi al litro) di acqua sanificata proveniente dalla rete idrica pubblica gestita da GORI. L’acqua a disposizione di residenti e turisti sarà refrigerata, naturale e frizzante e permetterà in tal modo un consistente abbattimento della diffusione di bottiglie di plastica e del conseguente smaltimento.
Contestualmente è già stata completata l’installazione di distributori di acqua trattata anche per le scuole elementari e medie presenti nel territorio anacaprese. Le stesse sono state fornite di brocche in policarbonato (per le mense scolastiche) e di borraccine in alluminio per permettere a tutti gli studenti di dissetarsi in modo sicuro, igienico ed ecocompatibile. Di fianco a tali virtuose iniziative, GORI e l’amministrazione comunale hanno avviato in tutti i plessi dell’Istituto Comprensivo Vincenzo Gemito la campagna di sensibilizzazione “Stappal’acqua”, rivolta a docenti e studenti, mirata a sensibilizzare al corretto utilizzo della risorsa idrica, alla qualità dell’acqua proveniente dalla rete cittadina ed all’importanza di ridurre la quantità di plastica da smaltire. In particolare, per gli studenti si è trattato di un vero e proprio viaggio alla scoperta della preziosa, ma esauribile, risorsa acqua, nonché di una serie di informazioni grazie alle quali hanno compreso a fondo la necessità di produrre il minor numero possibile di rifiuti per salvaguardare l’ambiente che ci circonda.
Nel corso degli incontri è stato anche presentato un concorso a premi attraverso il quale gli studenti potranno preparare elaborati grafici e disegni inerenti il tema della campagna “Stappa l’Acqua”, che saranno esposti in occasione dell’inaugurazione della Casa dell’Acqua di via Orlandi.

CASSINO (FR), CDS SOSPENDE CONSEGNA RETI IDRICHE AD ACEA

Il Consiglio di Stato ha sospeso con un decreto la sentenza n. 1090/2014 del Tar di Latina con cui si ordinava al Comune di Cassino (FR) di consegnare reti e impianti idrici all’Acea Ato 5, gestore del sistema idrico integrato in Provincia di Frosinone. Il provvedimento cautelare è adottato nelle more di una decisione in camera di consiglio, fissata per il 16 aprile.
Soddisfatto il sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, che lo ritiene un importante risultato in attesa del pronunciamento definitivo in merito al ricorso presentato dal Comune per evitare la consegna di reti e impianti.

ISS: LINEE GUIDA PER SICUREZZA SISTEMI EDROPOTABILI

L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha pubblicato le “Linee guida per la valutazione e gestione del rischio nella filiera delle acque destinate al consumo umano secondo il modello dei Water Safety Plan”, indirizzate ai responsabili e operatori dei sistemi di gestione idrica, alle autorità sanitarie e a tutti i soggetti interessati alla qualità delle acque potabili. Le linee guida, spiega il ministero della Salute in una nota, sono frutto del progetto “Sperimentazione del modello dei WSP per la valutazione e gestione del rischio nella filiera delle acque destinate al consumo umano”, promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm).
Si tratta delle prime linee guida nazionali basate sui modelli Water Safety Plan, piani di sicurezza dell’acqua di cui si raccomanda l’adozione nei sistemi idropotabili italiani, prioritariamente in quelli piccoli. L’obiettivo è di migliorare la sicurezza delle filiere idropotabili, la fiducia dei consumatori e il livello di tutela della salute pubblica. Nel complesso, spiega il ministero, la qualità delle acque potabili fornite agli utenti in Italia è buona, ma una particolare attenzione va rivolta alle piccole gestioni, spesso svolte in economia a livello di piccole municipalità, che incontrano maggiori difficoltà di investimento con possibili conseguenze anche in termini di qualità dell’acqua distribuita.
Per analizzare lo stato dell’arte e i possibili sviluppi applicativi e normativi finalizzati a migliorare il livello di sicurezza e il controllo della filiera idropotabile, è previsto per il 15 aprile il convegno nazionale “La qualità delle acque destinate al consumo umano: attualità e prospettive” presso il ministero della Salute. L’incontro si avvarrà del contributo degli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità e della Commissione europea, delle autorità sanitarie e ambientali nazionali, regionali e locali, nonché delle Autorità d’ambito, dei gestori idropotabili e di Università ed enti di ricerca.

SII, LOTTA ALL'ABUSIVISMO: NEL 2014 RECUPERATI 250.000 €

Sii, gestore del servizio idrico integrato in Provincia di Terni, ha recuperato circa 250.000 euro di fatturato grazie all’attività di contrasto all’abusivismo svolta nel 2014. Nell’anno appena trascorso la società ha svolto 1.366 sopralluoghi regolarizzando 171 utenze (in media oltre 1.440 euro recuperati a utenza). Le somme recuperate nel 2014 si vanno ad aggiungere a quelle già incamerate nel biennio 2011-2013 che si erano attestate su 1 milione di euro, consentendo alla Sii di avere a disposizione nuove risorse da investire nel miglioramento dei sistemi. L’obiettivo, affermano il presidente Stefano Puliti e il direttore generale Paolo Rueca, è quello di far pagare tutti e far pagare meno.
Per venire incontro ad eventuali situazioni di necessità, la Sii offre la possibilità a chi non risulta ancora in regola e si autodenuncia, di poterlo fare contattando gli uffici e studiando ogni singola situazione. Il distacco dell’utenza non è quindi automatico ma arriva al termine di una lunga serie di iniziative attraverso gli strumenti a disposizione. Solo alla fine, davanti a circostanze conclamate e reiterate di abusivismo, si è costretti ad intervenire in altro modo.

AEEGSI, SANZIONI PER ACAM E SAT

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha avviato dei procedimenti sanzionatori per violazioni della regolazione tariffaria del servizio idrico integrato nei confronti di Acam Acque, gestore in 26 Comuni della Provincia de La Spezia, e della Società Acquedotti Tirreni (Sat), fornitrice di acqua all’ingrosso di Acam Acque.
Entrambi i procedimento seguono la verifica ispettiva effettuata presso Acam Acque dall’Autorità, in collaborazione con il Nucleo speciale tutela mercati della Guardia di Finanza, il 27, 28, 29 e 30 ottobre 2014. Dall’analisi della documentazione acquisita è emersa, da un lato, l’inosservanza da parte di Acam Acque delle procedure di compilazione prescritte ai fini della definizione delle tariffe del servizio idrico per gli anni 2014 e 2015, inerenti in particolare i valori dei rimborsi di mutui dei proprietari delle infrastrutture concessi in uso al gestore e degli altri corrispettivi ai proprietari; dall’altro, in relazione alla fornitura di acqua all’ingrosso nel periodo luglio 2012 - dicembre 2013, l’applicazione ad Acam Acque di una tariffa incrementata del 120% da parte di Sat, una variazione eccessiva e soprattutto non deliberata dall’Ente d’Ambito competente né approvata dall’Autorità. L’Aeegsi ha stabilito gli importi delle sanzioni in 75.000 euro per Acam Acque e 29.700 euro per Sat, ridotti a un terzo nel caso di chiusura semplificata del procedimento con pagamento entro 30 giorni dalla notifica. Altrimenti, l’istruttoria si concluderà entro 180 giorni con adozione del provvedimento finale entro 90 giorni dal termine della stessa.

CREMONA: FALDA INQUINATA, EX VERTICI TAMOIL SAPEVANO

A Cremona, per anni, la rete fognaria di Tamoil, alcuni pozzi e serbatoi hanno "gravemente inquinato la falda acquifera, riversando attraverso tubature corrose nelle aree sottostanti la raffineria e le canottieri che si affacciano sul Po, metri cubi di idrocarburi pericolosi per la salute". E per anni, quantomeno dal 2001, i dirigenti della società hanno "ingannevolmente" sottaciuto le cause. Un comportamento che sarebbe stato determinato dalla "indifferenza per il bene protetto" e dal calcolo, dal momento che l’azienda ha ottenuto una "utilità economica" derivata "dallo spalmare su oltre 13 anni lavori che avrebbero dovuto essere svolti con urgenza". Sono questi alcuni passaggi delle 404 pagine nelle quali il gup di Cremona Guido Salvini spiega la sentenza con cui, nel luglio scorso, ha condannato con rito abbreviato a 6 anni di reclusione, per disastro ambientale doloso, Enrico Gilberti, legale rappresentante di Tamoil Raffinazione dal febbraio 2001 all’aprile 2004 e preposto alla gestione della raffineria di Cremona e relativi oleodotti dal 1989 sino alla chiusura dello stabilimento nel 2011, e a 3 anni di reclusione Giuliano Guerrino Billi, amministratore delegato di Tamoil Raffinazione dall’aprile 1999 al febbraio 2001 e amministratore delegato di Tamoil Petroli dal settembre 1999 all’aprile 2004.
Per disastro ambientale colposo, erano stati condannati a 1 anno e 8 mesi di reclusione ciascuno Pierluigi Colombo, direttore generale di Tamoil Raffinazione dal maggio del 2006 a febbraio 2007, e Mohamed Saleh Abulaiha, amministratore delegato di Tamoil Raffinazione nel maggio del 2006 e dal gennaio del 2007 anche direttore generale. Era invece stato assolto Ness Yammine, direttore generale nel 2004. Il gup ha anche disposto la trasmissione degli atti al pm per valutare l'esercizio dell'azione nei confronti della Tamoil come persona giuridica in base alla legge n. 231/2001, che impone alle aziende l'adozione di modelli comportamentali per prevenire gli illeciti. Per Guido Salvini, infatti, "Tamoil ha volutamente depositato nel 2001 dei documenti fumosi, privi di effettivi dettagli e irrispettosi anche delle prescrizioni legislative dettate in ordine alla loro stessa formazione. In definitiva ha reso impossibile ogni intervento degli assolutamente inadeguati soggetti, l'Arpa in particolare, che dovevano controllarne l'operato”.

AMIANTO, TOSCANA: DATI NON PREOCCUPANTI E MONITORATI

"Il Tavolo coordinato dalla Regione e costituito per affrontare la questione dal punto di vista sanitario e scientifico ha programmato le azioni da intraprendere e prime tra queste i campionamenti delle acque. Campionamenti che ad oggi hanno dato risultati tranquillizzanti". Così gli assessori regionali a ambiente e tutela della salute, Anna Rita Bramerini e Luigi Marroni, sulla questione del cemento-amianto e la rete idrica.
"Insieme all'Ispo, l'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica - spiegano - si è fatto poi il punto sulle conoscenze in nostro possesso e sulle norme che riguardano la presenza di fibre d'amianto nelle acque per le quali le "Linee guida per la qualità dell’acqua potabile" emesse dall'Organizzazione mondiale della sanità nel 1994, e poi ribadite nel 2011, affermano che non esiste alcuna prova seria che l'ingestione di amianto sia pericolosa per la salute. A fine gennaio 2015 è previsto un nuovo incontro con l'Istituto Superiore di Sanità per la messa a punto della metodica analitica nazionale, mentre a metà gennaio è prevista la riunione del gruppo di lavoro regionale per la definizione del progetto di monitoraggio analitico e sulla rete delle condotte in cemento-amianto verranno selezionate le reti a maggiore rischio di presenza di fibre di amianto, valutate attraverso la vetustà delle condotte, l'aggressività delle acque e la portata fluente. Ciò non di meno - concludono gli assessori - abbiamo provveduto a scrivere al Ministero dell'Ambiente e a quello della Sanità per chiedere che sia fissato un valore limite di legge anche per l'amianto che ad oggi, in base alla normativa italiana, non rientra nei parametri da analizzare".

BRESCIA, QUASI DEL TUTTO ABBATTUTO IL CROMO VI

A dicembre 2014 il valore di cromo esavalente registrato nel 75% dell’acqua immessa nell’acquedotto di Brescia è risultato inferiore a 2 microgrammi/litro, concentrazione al di sotto del limite di rilevabilità delle metodiche analitiche attualmente utilizzate, mentre il 100% dell’acqua ha un valore inferiore a 3 microgrammi/litro, quantità molto al di sotto dei migliori standard normativi mondiali: è quanto hanno riferito il presidente e l’amministratore delegato di A2A, Giovanni Valotti e Valerio Camerano, il responsabile del Ciclo Idrico di A2A Mario Tomasoni, il sindaco e l’assessore all’Ambiente del Comune di Brescia, Emilio Del Bono e Luigi Fondra, presentando gli ultimi risultati relativi all’abbattimento dl cromo esavalente nell’acqua distribuita a Brescia.
Ad oggi, è stato spiegato, l’installazione del sistema di abbattimento del cromo esavalente ha riguardato 10 pozzi ed entro il 2015 sarà completata sui restanti pozzi. Gli impianti realizzati consentono la trasformazione del cromo esavalente (solubile in acqua) in cromo trivalente (insolubile in acqua), tramite l’addizione di solfato ferroso (FeSO4). Il cromo trivalente viene poi rimosso definitivamente, filtrando l’acqua su un letto di carbone attivo. È stato ricordato che per il cromo totale (comprensivo di cromo trivalente e cromo esavalente) il valore limite attuale, fissato dalle normative di riferimento, è pari a 50 microgrammi/litro, valore confermato anche nell’ultima edizione delle Guidelines for Drinking Water Quality dell’Organizzazione mondiale della sanità.
L'ammontare degli investimenti a carico del Gruppo A2A per conseguire un miglioramento nella qualità dell'acqua distribuita nella città di Brescia è di oltre 4 milioni di euro in 2 anni.

CIVITAVECCHIA, RICORSO CONTRO DIFFIDA A CONSEGNARE RETI IDRICHE

La Giunta comunale di Civitavecchia (RM) ha deciso di affidare incarico a un legale per la costituzione in giudizio contro il provvedimento con cui la Regione Lazio, nel marzo scorso, ha diffidato i Comuni dell’Ato 2 che non hanno ancora provveduto a consegnare le infrastrutture del servizio idrico al gestore d’Ambito Acea Ato 2. L’incaricato valuterà se agire congiuntamente agli altri Comuni che hanno già deciso di presentare ricorso al Tar per lo stesso motivo (Agosta, Canale Monterano, Capena, Ladispoli, Corchiano).
Secondo l’amministrazione comunale l’individuazione e la costituzione dei nuovi Enti di governo degli Ato, la definizione dei nuovi ambiti di bacino idrografico e l’affidamento del servizio al gestore unico costituiscono il presupposto per ogni determinazione relativa agli affidamenti esistenti, pertanto la Regione starebbe diffidando i Comuni ad aderire alla gestione Acea prima ancora della riorganizzazione della governance del sistema idrico regionale e del conseguente affidamento del servizio idrico integrato al gestore unico. Peraltro, sostiene la Giunta regionale, la diffida è intervenuta prima del termine previsto dalla legge di conversione del decreto “Sblocca Italia” per l’affidamento al gestore del servizio idrico integrato delle infrastrutture di proprietà degli enti locali e, non ultimo, la forma di gestione deliberata dall’Ato 2 del Lazio non sarebbe conforme all’ordinamento europeo non essendo mai stata effettuata la gara per l’affidamento al soggetto gestore.

LAZIO, “COMUNI RIBELLI” CONTRO LA DIFFIDA DELLA REGIONE

«Non intendiamo consegnare i nostri acquedotti ai gestori di Ato 2 e Ato 5. La Regione deve procedere alla revisione dei piani d'ambito». Così i sindaci di 14 Comuni delle province di Roma e di Frosinone (tra i quali Cassino, Paliano e Trevi nel Lazio), in risposta alla diffida inviata dalla Regione a consegnare ai rispettivi gestori gli impianti, secondo quanto disposto dallo Sblocca Italia e dall’ultima Legge di Stabilità.
Contro la lettera della Regione di messa in mora del 13 marzo scorso, i sindaci si sono ribellati e in documento hanno chiesto un incontro urgente con il presidente Nicola Zingaretti e con l'assessore regionale all'ambiente Fabio Refrigeri. Per i sindaci “ribelli” «la diffida ricevuta appare in forte contrasto con la stessa legge regionale sul governo delle acque voluta alla unanimità dal consiglio regionale un anno fa». E con Zingaretti e Refrigeri gli amministratori intendono «concordare le modalità per interrompere le preoccupanti procedure sostitutive che configgono con lo spirito della legge regionale 5/2014, e affinchè questa venga al più presto attuata attraverso l'individuazione dei nuovi ambiti di bacino».

DA BUONA PRATICA AD USO COMUNE. I FONTANELLI AD ALTA QUALITÀ DIVENTANO SEMPRE PIÙ POPOLARI

Partita come “buona pratica” ambientale è ormai divenuto un fenomeno di costume, un’abitudine consolidata per le famiglie del territorio e una pratica in continua crescita. Parliamo del progetto Acqua ad Alta Qualità, portato avanti da Acque SpA, gestore idrico del Basso Valdarno, insieme all’Autorità Idrica Toscana e ai Comuni del territorio.
Nel 2014 i 45 fontanelli che forniscono gratuitamente acqua della rete idrica priva di cloro hanno erogato 37,5 milioni di litri. Il risparmio economico per le tasche dei cittadini, rispetto all’ipotetico acquisto di acqua minerale in bottiglia dal costo medio di 0,21€, è stato di quasi 8 milioni di euro (per la precisione 7,89). Rispetto al 2013 il volume d’acqua erogata è aumentato del 45%, in larga parte motivato dalla realizzazione di 8 nuovi impianti, ai quali si andranno ad aggiungere ulteriori 4 previsti nel 2015. L’erogazione media giornaliera nel Basso Valdarno è stata di oltre 103 metri cubi e si stima siano stati oltre 11mila i cittadini che ogni giorno si sono approvvigionati. I fontanelli più “usati” sono stati quelli di San Giuliano Terme (1877 mc), Pisa (1854), Empoli Maratona (1663), Vinci (1626) e Fucecchio (1554).
Grazie ai fontanelli si sono potuti “risparmiare” 25 milioni di bottiglie di plastica da 1,5 litri. Se per realizzare 30 bottiglie di plastica è necessario 1 kg di pet (per il quale si impiegano 2 kg di petrolio), nel 2014 nel Basso Valdarno sono state risparmiate 833 tonnellate di plastica equivalenti a 1667 tonnellate di petrolio e svariate altre tonnellate di sostanze potenzialmente inquinanti. A distanza di 6 anni, dal pieno avvio del progetto, si calcola che siano stati 26,4 i milioni di euro risparmiati dalle famiglie grazie ai fontanelli, a fronte di un investimento per circa 2 milioni di euro.
“Acqua ad Alta Qualità è una delle attività delle quali andiamo maggiormente fieri - spiega Giuseppe Sardu, Presidente di Acque SpA - Non solo perché il riscontro da parte dei cittadini è molto positivo, ma anche perché così facciamo la nostra parte per difendere l’ambiente, per ridurre la produzione di rifiuti e il consumo di energia. Inoltre si tratta di un’opportunità concreta di risparmio per le famiglie del nostro territorio. Così facendo crediamo di riuscire a valorizzare una risorsa come l’acqua potabile che talvolta si tende a dare un po’ per scontata”.

VITERBO, ARSENICO: COMPLETATI INTERVENTI. ZINGARETTI "PROMESSA MANTENUTA"

A partire dal primo gennaio, nella provincia di Viterbo viene garantita l’erogazione di acqua depurata da arsenico. Si sono conclusi, infatti, gli interventi necessari a risolvere i problemi che avevano reso non potabili le riserve idriche della zona. Sono state terminate, inoltre, le ultime ispezioni disposte dalla Asl e dall'Arpa agli impianti di potabilizzazione delle acque per verificare l’operatività e l’efficacia del sistema nel suo insieme.
“Si tratta di una promessa mantenuta. - ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti -. La conclusione degli interventi è la prova tangibile che la Regione Lazio è in grado di rispondere alle attese dei cittadini, ora aspettiamo gli esiti delle analisi che effettueranno Asl e Arpa per voltare definitivamente pagina”.

PALERMO, PER 8 MESI AMAP GESTORE NEI 52 COMUNI EX APS

L'Amap si farà carico del servizio idrico integrato nei 52 comuni della Provincia, ex Aps. E' il resoconto dell'incontro avvenuto nei giorni scorsi a Palazzo d'Orleans, dove si sono riuniti il presidente della Regione Rosario Crocetta, l'assessore all'Energia Vania Contrafatto, il presidente della commissione Affari Istituzionali Antonello Cracolici, l'Ufficio legale e legislativo della Regione; per il Comune di Palermo erano presenti il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori all'Ambiente Cesare La Piana e al Bilancio Luciano Abbonato; per la Provincia il commissario Manlio Munafò, per Amap il presidente Maria Prestigiacomo.
Nel corso dell'incontro si è convenuto che Amap, con separato ramo d'azienda, potrà gestire dal 31 gennaio questo servizio per un periodo non superiore a 8 mesi. Per tutta la durata dell'incarico dovrà essere verificata la possibilità di affidare definitivamente il servizio idrico integrato pubblico, a un gestore unico, con il coinvolgimento dei Comuni interessati della provincia.
Il Comune ha confermato la disponibilità delle sue partecipate, e in particolare dell'Amap - dopo il fallimento di Aps - a mettere a disposizione competenze, strutture e professionalità in una prospettiva di area larga. "E' evidente - ha dichiarato il sindaco Orlando, commentando positivamente l'odierno incontro - che ciò dovrà realizzarsi, dopo la disastrosa gestione privata degli anni scorsi, nel presupposto della pubblicità della gestione dell'acqua e con il necessario consenso e coinvolgimento dei Comuni interessati e nel pieno e inderogabile rispetto degli equilibri finanziari e gestionali dell'Amap".

TRENTINO, APPROVATO IL PIANO DI TUTELE DELLE ACQUE

Le acque trentine stanno bene e sono in arrivo misure che potranno renderle ancora migliori, grazie al Piano di tutela delle acque approvato dalla Giunta provinciale di Trento su proposta dell'assessore Mauro Gilmozzi. Il documento, da un lato, descrive la qualità dei fiumi, dei laghi e delle acque sotterranee in Trentino e, dall’altro, contiene le misure necessarie per risanarli o per mantenerne buono lo stato chimico ed ecologico. Ne emerge che il 18% dei corpi idrici fluviali trentini presenta uno stato ecologico elevato, il 70% buono, l'8% sufficiente e il 4% scarso. Rispetto al 2009, si è registrato il miglioramento di 18 corpi idrici fluviali, 16 dei quali sono passati dallo stato sufficiente allo stato buono e 2 dal buono all’elevato. Per quanto riguarda i corpi idrici lacustri, non vi sono problemi relativamente alla balneazione, laddove prevista; per tutti i laghi, poi, lo stato chimico è buono, mentre lo stato ecologico va da sufficiente a buono. Tutti i corpi idrici sotterranei, infine, sono risultati in stato chimico buono, sottratte le aree oggetto di bonifica.
Rispetto al vecchio Piano di tutela delle acque, che prevedeva il raggiungimento degli obiettivi di qualità solo per le aste principali dei corsi d'acqua, il nuovo attribuisce gli obiettivi di qualità ad una serie di corpi idrici tipizzati, che possono essere un tratto di fiume, un lago o un volume distinto di acque sotterranee. La classificazione, pertanto, è attualmente attribuita a 412 tratti di fiume, a 14 laghi e a 10 corpi idrici sotterranei. Il vecchio Piano, inoltre, utilizzava criteri diversi e più limitati per la classificazione, dando rilievo soprattutto ai problemi relativi all'eutrofizzazione, ovvero all'inquinamento da azoto e da fosforo, mentre il nuovo Piano tiene in considerazione una più vasta gamma di agenti inquinanti, nonché la composizione e abbondanza delle comunità biologiche acquatiche.
Il nuovo Piano prevede due principali tipologie di misure per consentire l’ulteriore miglioramento dello stato delle acque trentine: interventi di depurazione, con priorità per i servizi di pubblica fognatura che interessano corpi idrici di qualità inferiore a buono, e interventi per proteggere le acque dall'inquinamento dei fitosanitari. Il Piano contiene inoltre nuove regole per le concessioni idroelettriche.

ALTO CALORE SERVIZI, PROTOCOLLO CON ATO E 15 COMUNI IRPINI

Alto Calore Servizi (ACS), società che gestisce il servizio idrico per 125 Comuni delle Province di Avellino e Benevento, ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Ato Calore Irpino e 15 Comuni irpini per la realizzazione di una fase progettuale da condurre in ambito europeo, nazionale e regionale volta all’ammodernamento delle reti idriche e fognarie e alla costruzione di nuovi impianti di depurazione comprensoriali. Con l'intesa raggiunta saranno coordinate tutte le iniziative rivolte ad ottenere finanziamenti mediante la progettazione preliminare delle opere.
Il protocollo è stato siglato presso l’aula consiliare del Comune di Gesualdo (AV) dal presidente dell’ACS Raffaello De Stefano, dal presidente dell’Ato Giovanni Colucci e dai sindaci di Fontanarosa, Frigento, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Paternopoli, Rocca San Felice, Sant’Angelo all'Esca, San Mango sul Calore, Sturno, Taurasi, Torella dei Lombardi, Villamaina, Gesualdo e Grottaminarda. Soddisfazione è stata espressa sia da Giovanni Colucci che da Raffaello De Stefano, che ha evidenziato come siano già pronti a essere presentati numerosi progetti per richiedere finanziamenti nell’ambito della programmazione 2014-2020.

AMAP, CDA APPROVA RICHIESTA D'AFFITTO RAMO D'AZIENDA APS

Il Cda di Amap, la società che eroga il servizio idrico a Palermo, ha approvato la richiesta di affitto del ramo d’azienda di Acque potabili siciliane (Aps), la società fallita che gestiva il servizio idrico in 52 Comuni del Palermitano. Si tratta di un passaggio propedeutico per il passaggio della gestione ex Aps ad Amap fino al 30 settembre.
La richiesta di affitto del ramo d’azienda è stata formalizzata alla curatela fallimentare di Aps, al presidente della Regione Rosario Crocetta, ai sindaci dei Comuni della Provincia e al prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo.

PESCARA, ACA: DAL CONCORDATO PREVENTIVO AI RISPARMI GIA’ OTTENUTI

Riorganizzazione del personale, nuovo contratto per l’energia elettrica, recupero dei crediti, accordo con l’Ato e 8,5 mln dallo Sblocca Italia. Questi gli ingredienti della nuova stagione di Aca, il gestore idrico del pesarese presieduto da Enzo Di Baldassarre. L’ultimo bilancio è «lacrime e sangue - spiega Di Baldassarre - perché evidenzia una perdita di 8 milioni di euro ma è un’operazione di chiarezza e di credibilità da cui partire per fare pulizia. Le perdite accumulate non andranno a incidere sulle tariffe dell’acqua: non saranno aumentate».
Aca è chiamata al rispetto del concordato preventivo, un piano di salvataggio dell’azienda che insieme è un “caso pilota” perché presentato - e accolto - da un’azienda pubblica. Se il bilancio è in perdita - ragiona il presidente - è anche perché «sono stati fatti alcuni errori contabili, non sono state affrontate le possibili passività e, ad esempio, non sono state accantonate quelle somme per coprire i possibili debiti». In un anno Aca è riuscita ad accantonare 17 milioni di euro «senza far venire meno il servizio e riducendo le spese all’osso. Abbiamo un nuovo contratto per l’energia elettrica che ci permette di risparmiare un milione e 300mila all’anno, abbiamo abbattuto del 20 per cento i costi per gli appalti, ridotto i costi del personale tra cui quello dei dirigenti che da sei sono passati a tre con un risparmio di 600-700 mila euro».
L’Aca, come racconta il presidente, sta «tagliando le spese inutili da quelle più piccole, come il call-center esterno, a quelle più grandi. Una volta - aggiunge - si impiegavano 500mila euro per una condotta che serviva poche case, un prezzo assurdo perché simile a quello per un depuratore». Quei 17 milioni accantonati sono pronti per essere utilizzati per rispettare il concordato preventivo dell’Aca per cui si tornerà in tribunale il 5 febbraio.

TALETE, 18 COMUNI AL TAR PER NON CONSEGNARE RETI

Diciotto Comuni della Provincia di Viterbo hanno promosso un ricorso al Tar contro il provvedimento con cui la Regione Lazio ha diffidato i Comuni dell’Ato 1 Lazio Nord Vitervo a cedere all’attuale gestore del servizio idrico integrato, Talete, le infrastrutture idriche di proprietà comunale. I Comuni che hanno deciso di impugnare il provvedimento regionale sono Montalto di Castro, Tuscania, Bassano in Teverina, Sutri, Bassano Romano, Orte, Cellere, Fabrica di Roma, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Monteromano, S. Lorenzo Nuovo, Vasanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Vitorchiano, Latera, Gallese.
Il ricorso notificato dai legali incaricati affronta diversi aspetti, dal contrasto tra l’ingiunzione regionale e gli impegni dalla stessa Regione assunti con la legge regionale n. 5/2014 relativi all’istituzione degli ambiti di bacino idrografico (e contestuale costituzione dei relativi enti di governo), alla contestazione mossa nei confronti di Talete a diventare gestore unico, quale soggetto avente tutti i requisiti di società in house (in particolare sotto il profilo dell’esercizio del controllo analogo) secondo l’orientamento comunitario. I ricorrenti sottolineano inoltre la grave situazione economico-finanziaria di Talete che, a loro parere, confligge con una gestione improntata ai principi di economicità, efficienza ed efficacia.
Sempre con il ricorso sono state formulate eccezioni di costituzionalità dell’art.7 del decreto Sblocca Italia, tese alla verifica dell’idoneità dello strumento del decreto legge per procedere alla modifica del Codice dell’ambiente e della sussistenza dei presupposti di estrema urgenza, nonché in merito al rispetto del riparto delle competenze legislative tra Stato e Regione. È stata, infine, avanzata istanza di rimessione del giudizio innanzi alla Corte di Giustizia Ue per la valutazione della compatibilità delle nuove norme nazionali con l’art. 106 del trattato Tfue.

ROMAGNA ACQUE, IL RISPARMIO DELL’AMBIENTE CON LE CASE DELL’ACQUA

Più di 7 milioni di bottiglie di plastica risparmiate: questo il bilancio finale di un anno di Case dell'Acqua in Romagna. Di questi piccoli impianti per l'erogazione locale di acqua buona da bere, liscia e gassata, Romagna Acque presenta i dati aggiornati al 31 dicembre 2014, relativi a ciascuna istallazione, Comune per Comune.
Così è possibile quantificare il risparmio complessivo che queste fonti hanno garantito per tutto il 2014, in termini di bottiglie di plastica non prodotte né smaltite, di anidride carbonica non immessa nell'atmosfera, di tir che non hanno viaggiato, eccetera. A ciò, si aggiunge la certificazione qualitativa dell’acqua erogata.

ICE: GRANDI OPPORTUNITA' NEL SETTORE IDRICO INDIANO

Le imprese italiane che vogliano investire nel settore idrico in India potranno giovarsi delle opportunità aperte dall’accordo di rappresentanza in Italia della manifestazione fieristica indiana “Everything About Water” siglato dall’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. La manifestazione, dedicata la settore del trattamento delle acque, si svolge con cadenza annuale ed è giunta quest’anno alla 12° edizione, che avrà luogo a New Delhi dal 21 al 23 maggio.
L'Italia è uno dei migliori offerenti al mondo nel comparto e questa intesa dovrebbe facilitare le aziende che vorranno esporre le proprie tecnologie. La manifestazione, spiega l'Ice, è la principale del paese e del subcontinente indiano per il comparto delle tecnologie mirate al trattamento e alla salvaguardia dell'acqua: un'industria che in India sta crescendo del 15-20% l'anno, con un valore stimato del mercato pari a 12 miliardi di dollari. Le potenzialità di mercato del settore sono state largamente accresciute dal nuovo governo Modi: è stato definito, infatti, un progetto per la pulizia del fiume Gange (Cleaning Gange Project), modello che verrà utilizzato per la pulizia anche di altri fiumi del paese nei prossimi 18 anni, con investimenti pari a 6,53 miliardi di euro. Il primo obiettivo di medio termine consiste nel raggiungimento dei target sanitari, tramite il trattamento e la conservazione delle acque, in 118 centri urbani e 1.649 villaggi lungo il Gange.
"La costante crescita della domanda, la crescente attenzione agli standard ambientali e le significative spese di bilancio indirizzate al settore idrico, che dovrebbero vedere una conferma proprio in occasione del prossimo varo della prima finanziaria del Governo Modi a fine febbraio - rileva l'Ice - offrono grandi opportunità per le aziende che desiderano entrare, e successivamente espandersi, nel mercato delle tecnologie per il trattamento e per la conservazione delle acque in India".

CAP, L’ACQUA NELLE SMART CITIES

La Giornata Mondiale dell’Acqua - quest’anno dedicata allo Sviluppo Sostenibile - è stata la cornice dell’incontro organizzato dal Gruppo CAP per fare il punto sulle innovazioni nel settore idrico e per presentare il libro “L’acqua intelligente, una gestione sostenibile ed economica è possibile” scritto da Laura Bettini, giornalista di Radio 24, pubblicato da Edizioni Ambiente.
Al dibattito, moderato da Federico Pedrocchi, esperto di Smart Cities e direttore di Moebius, il settimanale di scienza di Radio 24, sono intervenuti Alessandro Russo, presidente del Gruppo CAP, Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilità, Ambiente, Metropolitane, Acqua pubblica, Energia del Comune di Milano, Marco Alparone, sindaco di Paderno Dugnano e Damiano di Simine, presidente Legambiente Lombardia, oltre all’autrice Laura Bettini.
“Il settore idrico è per natura e per tradizione - ha spiegato Alessandro Russo - un ambiente poco propenso alle innovazioni. D’altra parte lo si può definire un monopolio naturale ed è difficile immaginarlo impegnato in rinnovamenti spericolati. Negli ultimi anni però la competizione virtuosa tra aziende ha prodotto un fermento palpabile, e anche un settore conservatore come quello dell’acqua non è rimasto immune alle innovazioni tecnologiche, soprattutto quando si sono rivelate essenziali per la salute dell’uomo e per la sicurezza dell’ambiente. Si tratta ora di far emergere queste eccellenze, di scambiarsi informazioni e conoscenze, non solo per far guadagnare competitività al sistema, ma anche dimostrare rispetto e cura per una delle risorse più delicate del nostro pianeta”.
“In una smart city - ha aggiunto Laura Bettini - anche l’acqua deve diventare “intelligente”. Come l’energia e i trasporti, anche l’acqua può beneficiare di innovazioni che consentono di razionalizzarne l’uso, il riuso e la gestione. Per ora, in Italia l’acqua continua a essere la cenerentola quando si parla di smart city, anche se si stanno affacciando importanti novità. Il libro vuole offrire un punto di partenza per individuare e mettere in rete le migliori pratiche ed esperienze, rivelando scenari poco conosciuti dal pubblico”.

AQP, GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA E DELLA COOPERAZIONE IDRICA

Il progetto dell’Acquedotto Pugliese per portare l’acqua potabile a Beit Ula in Palestina è lo scopo della missione compiuta nei giorni scorsi dall'Amministratore Unico di Acquedotto Pugliese SpA, Nicola Costantino, insieme a una delegazione della Direzione Servizi Tecnici, presso la municipalità di Beit Ula, nel governatorato di Hebron in Palestina.
Il progetto prevede la realizzazione di 7 chilometri di nuove condotte per l’approvvigionamento idrico di 4.200 abitanti (un quarto dei residenti) della città di Beit Ula, attualmente sprovvisti di rete idrica. Un’opera che consentirà di evitare l’utilizzo delle autobotti con evidenti benefici economici e, soprattutto, igienico-sanitari.
L’iniziativa s’inserisce nel programma di cooperazione italo-palestinese “Palestinian Municipalities Support Program (PMSP)”, promosso dal Ministero Italiano agli Affari Esteri, tramite il Consolato Generale d'Italia, che ha interessato sulla questione la Regione Puglia, azionista di riferimento dell’Acquedotto Pugliese spa.
La delegazione dell’Acquedotto Pugliese ha incontrato i responsabili della municipalità di Beit Ula e dell’Autorità Idrica Palestinese.
Nel corso dell’incontro sono state acquisite tutte le informazioni tecnico-economiche necessarie alla progettazione e si è presa visione dello stato dei luoghi e delle opere idriche gestite dalla municipalità di Beit Ula. Attività tutte propedeutiche alla progettazione delle nuove condutture.
AQP accoglierà inoltre nei prossimi mesi tecnici palestinesi presso la sede di Bari per addestrarli all’uso delle tecnologie di ricerca perdite e per ampliarne la competenza nella gestione delle opere idriche.

CAMPANIA, 35 MLN PER FOGNATURA E DEPURAZIONE

La Regione Campania ha ammesso a finanziamento 18 nuovi interventi per l’adeguamento di sistemi fognari e impianti di depurazione nei Comuni delle 5 Province campane, per un totale di oltre 35 milioni di euro. I relativi decreti, fa sapere in una nota l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano, sono stati firmati dal direttore generale dell’assessorato.
I provvedimenti riguardano i Comuni di: Sassinoro, Calvi, Melizzano, Montesarchio e Sant’Angelo a Cupolo, in Provincia di Benevento; Anacapri e Barano d’Ischia, in Provincia di Napoli; Carife, Fontanarosa, Teora e Sant’Angelo dei Lombardi, in Provincia di Avellino; Castelnuovo Cilento, Prignano Cilento, Torraca e Perdifumo, in Provincia di Salerno; Lusciano, Pontelatone, Recale e Trentola Ducenta, in Provincia di Caserta. Ad oggi, ha spiegato Romano, l’assessorato regionale all’Ambiente ha finanziato complessivamente 167 interventi relativi all’adeguamento e al miglioramento dei sistemi fognari e depurativi comunali per un totale di 431,3 milioni di euro.

PORDENONE, LA GESTIONE PASSA A SISTEMA AMBIENTE. 6,5 MLN PER DEPURAZIONE

Dal primo gennaio scorso, Sistema Ambiente ha assunto la gestione del servizio integrato integrato a Sacile e in altri 15 Comuni della provincia di Pordenone (per un totale di circa 110 mila utenti serviti), in precedenza affidato a Siba spa. Il passaggio di gestione ha comportato anche quello del personale in servizio: da Siba spa e Acque potabili spa a Sistema Ambiente. Il nuovo organico comprende 46 unità, rispetto alle 34 precedenti.
Sistema Ambiente sarà chiamata ad affrontare il tema della depurazione in alcuni Comuni (Sacile, Cordenons, e Porcia), sui quali pendono le condanne Ue. Il piano investimenti da realizzare prevede l'ampliamento di alcuni depuratori, per una spesa complessiva di circa 6,5 mln. Tali opere sono finanziate con contributi governativi e dovranno essere appaltate entro il 2016.
L'attuale piano d'ambito, in fase di revisione, prevede 155milioni di investimenti, nei 30 anni di concessione, che dovranno essere garantiti dai ricavi da tariffa. Tali interventi sono così distribuiti: 85milioni di euro per l'adeguamento del sistema fognario e acquedottistico e altri 70milioni di euro per sostituire le condotte obsolete.

ABBANOA, LOTTA I PLURIEVASORI DELL’ACQUA CON I DISTACCHI

Pronti i primi 1.000 slacci per i "plurievasori dell’acqua”. Morosi recidivi con decine di fatture mai saldate (complessivamente oltre 66 mila bollette ignorate) e innumerevoli solleciti "fatti cadere nel vuoto". Lo dice Abbanoa, il gestore idrico sardo, che annuncia anche la pubblicazioni sui principali giornali regionali delle utenze interessate (con numero identificativo).
"Rappresentano meno dell'1% degli oltre 700 mila clienti ma hanno procurato all'azienda mancati incassi per circa 30 milioni di euro - viene evidenziato - un danno per il corretto funzionamento del servizio idrico integrato e una beffa per la stragrande maggioranza dei clienti che invece paga regolarmente i propri consumi. Tra le categorie più puntali nei pagamenti ci sono i pensionati mentre tra i plurimorosi figurano anche resort, condomini di lusso e villaggi vacanze".
L'elenco delle utenze interessate - con numero identificativo visibile in bolletta nel rispetto della privacy - sarà pubblicata sui due principali quotidiani regionali, L'Unione Sarda e la Nuova Sardegna, con cadenza mensile. E chi si riconoscerà nell'elenco avrà due settimane di tempo per regolarizzare la propria posizione.
"La sospensione dell'erogazione dell’acqua non è l'effetto immediato al mancato pagamento di una bolletta - spiega Abbanoa - ma la conseguenza del protrarsi nel tempo di un atteggiamento elusivo delle regole e del servizio che, al contrario, vengono rispettati da 8 sardi su 10". Per questo "ai morosi recidivi nelle prossime settimane verrà sospesa l'erogazione idrica, un'azione mirata e ampiamente documentata che si inserisce nel progressivo riordino e certificazione che la società sta portando avanti a garanzia di chi regolarmente paga il servizio".
Per i "plurimorosi" Abbanoa ha messo in campo due solleciti di pagamento, telegramma e ora anche un servizio di chiamata diretta. A coloro, invece, che si trovano in difficoltà vengono proposte diverse soluzioni: dalle tariffe agevolate per le famiglie a basso reddito a lunghi piani di rateizzazione, passando per il servizio di conciliazione e di recupero crediti.

ATO VARESE, TAR LOMBARDIA RIBADISCE IL PRINCIPIO DI UNICITA' DELLA GESTIONE

Il Tar per la Lombardia, con la sentenza n.98/2015 depositata il 12 gennaio, ha in parte respinto e in parte dichiarato improcedibile il ricorso presentato da Lura Ambiente, società a partecipazione pubblica che gestisce il servizio idrico in 8 Comuni tra le Province di Varese e di Como, contro la Provincia e l’Ato di Varese per l’annullamento dei provvedimenti con cui è stato deciso di affidare il servizio idrico integrato della Provincia di Varese a un gestore unico in house, disponendo la cessazione delle gestioni in essere al termine del 2012.
La Lura Ambiente, affidataria del servizio idrico nei Comuni di Caronno Pertusella e Saronno (in quest’ultimo svolge solo il servizio di depurazione), intendeva veder riconosciuto il proprio diritto alla prosecuzione delle gestioni sino alla scadenza naturale dell’affidamento (31 dicembre 2020). Il Tar ha però sottolineato che “alcuni motivi di ricorso sono divenuti improcedibili per carenza sopravvenuta di interesse a ricorrere a seguito della modifica normativa voluta dal Decreto-Legge 12 settembre 2014, n. 133 convertito con modificazioni dalla L. 11 novembre 2014, n. 164, che ha introdotto il principio dell’unicità della gestione, ha
disciplinato il modello dell’affidamento in house ed ha dettato nuovi termini per la successione alle gestioni esistenti”.
Per quanto attiene alla previsione della scadenza anticipata al 31 dicembre 2012 delle gestioni esistenti, i giudici hanno sancito l’improcedibilità del ricorso “perché tale termine era previsto come condizionato e non è stato rispettato”. Il Tar chiarisce anche che la nuova normativa “stabilisce che gli affidamenti illegittimi decadono con l’avvio della procedura di affidamento al nuovo gestore unico, mentre negli altri casi stabilisce, in modo molto contorto, nuovi termini e nuove modalità per il subentro. Ciò comporta che, poiché l’ente di governo del servizio idrico della Provincia di Varese non ha ancora avviato la procedura di affidamento, dovrà rinnovare, almeno in parte, la procedura di ricognizione delle gestioni esistenti e definire i nuovi termini di scadenza”.

FROSINONE, CDS RESPINGE APPELLO CONTRO PIANO INVESTIMENTI

Con l’ordinanza n. 749/2015, depositata il 18 febbraio, la quinta sezione del Consiglio di Stato ha respinto l’appello proposto dall’associazione Acqua bene comune e dal Comune di Torrice (FR) per la riforma dell’ordinanza cautelare del Tar di Latina con cui era stata rigettata la richiesta di sospensiva dell’emendamento al piano degli investimenti 2014-2017 proposto dal gestore del servizio idrico integrato, Acea Ato 5, e approvato dalla Conferenza dei sindaci della Provincia di Frosinone. All’appello si erano opposti lo stesso gestore, la Conferenza dei sindaci e l’Autorità d’Ambito del Lazio meridionale, così come l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) e la Regione Lazio.
In primo grado i ricorrenti avevano contestato la suddivisione degli importi adotta per il piano degli investimenti e le conseguenti ricadute tariffarie. Secondo il Tar Comune e associazione non avevano fornito alcuna prova del fatto che un diverso criterio di suddivisione potesse produrre un vantaggio pratico a loro favore. Il Consiglio di Stato conferma il giudizio, affermando che “gli appellanti non hanno dimostrato l’incidenza dell’emendamento approvato sulla misura della tariffa” e che “il paventato danno, del quale deve essere dimostrata la gravità ed irreparabilità, potrà eventualmente derivare da successivi provvedimenti”. Gli appellanti sono condannati in solido al pagamento delle spese in favore di Autorità d’Ambito e Acea Ato 5, mentre sono compensate le spese nei confronti dell’Aeegsi.

AGRIGENTO, LOTTA A MOROSITA’ E ABUSIVISMO. OK ALLE TARIFFE 2014-2015

Girgenti acque, gestore idrico nell’agrigentino, intensificherà l’attività di controllo e di denuncia alle competenti autorità giudiziarie di tutte le irregolarità e gli abusi legati agli allacciamenti abusivi alla rete idrica e al prelievo abusivo di acqua. In particolare, saranno ulteriormente ricercati e denunciati gli allacciamenti abusivi alla rete idrica; la manomissione dei contatori; la manomissione dei sigilli. La societàò ricorda che la riapertura dell’utenza con manomissione dei suggelli a seguito di chiusura per morosità è un reato, quindi un comportamento sanzionato penalmente, come anche lo scarico dei reflui in pubblica fognatura provenienti da immobili non allacciati alla rete idrica.
"Chi ruba l’acqua e/o usufruisce abusivamente della fognatura - scrive la società in una nota - danneggia principalmente l’intera collettività, perché fa pagare l’acqua che ruba e i servizi di cui gode agli utenti regolare che pagano la bolletta. Ed è proprio per garantire gli utenti virtuosi che Girgenti Acque SpA ha potenziato la campagna antiabusivismo, intensificando i controlli sulle utenze, in modo da individuare i furbi e gli abusivi. Il principio che si intende affermare è quello di 'pagare tutti per pagare meno'”.
Nel frattempo, l’Aeegsi ha approvato le tariffe idriche dell’Ato 9 agrigentino per gli anni 2014 e 2015. Lo rende noto il direttore generale Bernardo Barone, in un documento firmato anche dal responsabile delle attività, Giuseppe Milano e dal commissario dell’Ato idrico, Alessandra Di Liberto.
“Secondo il regolamento approvato dall’Autorità - spiega il direttore dell’Ato Ag 9, Dino Barone - non sono stati previsti aumenti a carico degli utenti per il 2014 e 2015 e sono state confermate le tariffe che erano state approvate dal commissario, nel 2013”. La tariffa applicata si distingue per tipologia di utenza e per fascia di consumo annuo per metro cubo di acqua.

ABRUZZO, SI ACCELERA SPESA DI 100 MLN PER OPERE IDRICHE

Entro il 30 novembre dovranno essere chiuse tutte le procedure per l’aggiudicazione provvisoria delle gare finalizzate alla realizzazione degli interventi per il sistema idrico abruzzese, che godono di un finanziamento di oltre 100 milioni di euro nel biennio 2014-2015 (fondi Fas, risorse premiali, accordo di programma integrativo con il ministero dell’Ambiente). Lo ha stabilito l’assessore regionale al Servizio idrico, Mario Mazzocca, al termine di un incontro convocato dal presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, proprio allo scopo di monitorare il cronoprogramma delle stazioni appaltanti, in vista di una accelerazione delle attività procedurali. Alla riunione hanno partecipato i soggetti gestori del servizio idrico integrato e gli uffici regionali coinvolti.
Il termine ultimo del 31 dicembre per l’individuazione del soggetto aggiudicatario, ha spiegato Mazzocca, va prudenzialmente anticipato allo scopo di evitare il disimpegno dei fondi a disposizione e, conseguentemente, la non realizzazione delle opere. Proprio per questo si è voluto conoscere dalle stazioni appaltanti eventuali difficoltà nello svolgersi del percorso autorizzativo, offrendo la massima collaborazione degli uffici regionali alla risoluzione di ostacoli e gap burocratici. Il 30% dei 65 progetti finanziati, in una fase più avanzata di progettazione, sarà messo in cantiere entro il 30 settembre.

CIPE, 9,5 MLN PER OPERE IDRICHE IN 3 COMUNI

Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha definitivamente assegnati circa 198,6 milioni di euro per il completamento di opere in 137 Comuni italiani che hanno proposto interventi appaltabili entro il 30 aprile 2015 e cantierabili entro il 31 agosto 2015 a seguito della ricognizione degli interventi segnalati dai sindaci alla Presidenza del Consiglio in risposta all’invito del presidente Renzi. Di questa somma, 9,5 milioni di euro sono destinati a opere per il servizio idrico in 3 Comuni.
Tra i finanziamenti assegnati, 5 milioni di euro per la ristrutturazione del sistema idrico di adduzione e dei serbatoi cittadini della Sidra a Catania. L’appalto per la realizzazione dell’intervento, ha fatto sapere il sindaco di Catania Enzo Bianco, partirà entro luglio e consentirà di rinnovare il sistema dei serbatoi idrici in località Cerza per servire 55.000 cittadini dei rioni di Picanello, Rotolo, Ognina e delle zone limitrofe. La realizzazione dell’opera sarà finanziata in parte, per 700.000 euro, dalla Sidra, la partecipata del Comune di Catania proprietaria della rete idrica. Tra le altre opere finanziate, la realizzazione di un impianto di depurazione per il pretrattamento dei liquami del Comune di Reitano (ME) e della frazione Villa Margi per 2,5 milioni di euro e il completamento della rete di fognatura bianca a Poggiorsini (BA) per 2 milioni di euro.

A2A, DEPURATORE NEL BRESCIANO PER OLTRE 4 MLN

L’impianto di depurazione a San Paolo (BS) sarà realizzato entro il 2018 e sarà collegato da un reticolo di collettori a servizio del capoluogo e di altre frazioni, per complessivi 12mila abitanti equivalenti. Il progetto realizzato dai tecnici di A2A prevederà un investimento di circa 4 milioni e 700mila euro e i lavori dovrebbero iniziare nel 2016, anticipati dalla realizzazione dei collettori.
«Il processo di trattamento impiegherà le migliori e più moderne tecnologie - anticipa il sindaco di San Paolo Giancarla Zernini - e comprenderà in linea di massima macchinari per sollevamento e grigliatura, dissabbiatura e sgrassatura; oltre a una sezione biologica all´interno della quale abbattere i nitrati, attuare l´ossidazione dei fanghi e la loro stabilizzazione con la successiva sedimentazione e disinfezione».
Alla fine del processo la parte solida derivante dal ciclo di «lavaggio» dell´acqua sarà trasferita al reattore biologico di Brescia, oppure utilizzata direttamente come fertilizzante in agricoltura.
All´insegna della trasparenza, il progetto preliminare dell´impianto è stato presentato dai tecnici di A2A al consiglio comunale nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato numerosi cittadini.

GORI, TAR SALERNO ANNULLA 7 ORDINANZE ANTI-DISTACCO

Il Tar per la Campania (sezione distaccata di Salerno) ha accolto i ricorsi di Gori, gestore del servizio idrico integrato nell’Ato Sarnese Vesuviano, contro 7 Comuni salernitani che avevano emesso ordinanze per vietare i distacchi dei contatori idrici agli utenti morosi sul proprio territorio comunale. Le ordinanze - emesse dai sindaci di Siano, Nocera Superiore, Fisciano, Castel San Giorgio, San Marzano sul Sarno, Sarno e Pagani - sono quindi state annullate.
Secondo i giudici amministrativi, i provvedimenti delle amministrazioni comunali erano stati adottati in difetto di apposita istruttoria per accertare che vi fosse una situazione di effettivo e rilevante pregiudizio per la pubblica incolumità o per la pubblica igiene; mancavano peraltro di un termine di efficacia, ma soprattutto intervenivano nella gestione di singoli rapporti d’utenza evocando una supposta compromissione di interessi generali. Quanto alle eventuali situazioni di disagio economico, i giudici hanno evidenziato come gli stessi Comuni possano affrontarle con gli strumenti a disposizione per la tutela dei soggetti deboli. Gli utenti di Gori in condizioni di disagio economico possono fruire, tra l’altro, del bonus idrico attivabile per le annualità dal 2012 al 2015, con una dotazione complessiva di 4,7 milioni di euro, e della rateizzazione fino a 36 mesi della morosità.
Già qualche settimana fa il Tar di Napoli era intervenuto in un analogo ricorso della Gori contro i Comuni di Brusciano, Scisciano, Cercola, Palma Campania e San Vitaliano, sospendendo l’efficacia delle ordinanze anti-distacco emesse dai sindaci in attesa delle sentenza di merito.

SONDRIO, SECAM INVESTE 1,2 MLN IN DEPURAZIONE E ACQUEDOTTO

Sarà Secam - la multiutility pubblica attiva nei servizi idrici, ambientali ed energetici nella provincia di Sondrio - ad intervenire con fondi propri per gli investimenti in depurazione e acquedotto che i Comuni serviti aspettano da tempo. «Sono opere di stretta necessità, la cui realizzazione non poteva più essere ritardata - spiega il presidente della Comunità Montana di Morbegno e segretario provinciale della Lega Nord Christian Borromini -, i Comuni e la stessa Cm, con i continui tagli del Governo, non avrebbero potuto sostenere questi interventi, perciò abbiamo lavorato per reperire queste risorse, che non compaiono sul nostro bilancio 2015 ma di cui beneficerà il territorio. La cifra è importante ma lo sono ancora di più i problemi che andremo a risolvere affinché i nostri cittadini possano contare su servizi moderni ed efficienti».
Si tratta complessivamente di quasi 1,2 milioni di euro. Secam rimborserà le rate del mutuo che verrà contratto dall'ente comprensoriale per un totale di 170 mila euro.

ATI 4 UMBRIA, INSEDIATA COMMISSIONE CONCILIAZIONE

Eliminare le spese ed accorciare i tempi per i contenziosi legali tra utenti e servizio idrico: questo l’obiettivo della commissione di conciliazione che l’Ati 4 Umbria (Provincia di Terni), il gestore del servizio idrico integrato Sii e le associazioni dei consumatori hanno recentemente costituito e che si è insediato ufficialmente stamattina. Si tratta, spiega il gestore in una nota, di una delle prime esperienze di questo genere in Italia che mira a risolvere le controversie che possono sorgere nel processo di erogazione dei servizi dimezzando i tempi per i ricorsi.
Attualmente sono circa 70 i contenziosi in atto che col sistema ordinario, cioè con il ricorso legale, imporrebbero tempi che in media superano i due anni. Il lavoro della commissione punta invece ad accelerare gli iter e a dare risposte sensibilmente più veloci, prendendo in carico i contenziosi e analizzandoli in maniera più snella. Il primo obiettivo fissato dalla commissione è quello di esaminare ed istruire tutte le 70 pratiche pendenti nel giro di due mesi. Il lavoro è iniziato già oggi, dopo l’insediamento.

NAPOLI, LA GIUNTA BLINDA ABC: PROPOSTA DI DELIBERA PER AFFIDAMENTO TRENTENNALE

La giunta comunale di Napoli ha adottato una delibera di proposta al consiglio, a firma degli assessori alle Infrastrutture, al Bilancio e all'Ambiente, Mario Calabrese, Salvatore Palma e Tommaso Sodano, con la quale si approva la convenzione finalizzata a regolare i diritti e gli obblighi del Comune di Napoli con la sua azienda speciale Abc per la gestione del "servizio idrico integrato". Ne dà notizia il Corriere del Mezzogiorno.
Con questa convenzione l'amministrazione comunale «va verso la definitiva messa in sicurezza dell'azienda Abc blindando così la gestione pubblica della stessa passando dunque ad una concessione formale che garantisce così la distribuzione dell'acqua pubblica e scongiura l'entrata di privati nella gestione dell'acqua. La durata dell'affidamento è stabilita in 30 anni», come si legge in una nota. La parola definitiva spetta ora al Consiglio comunale.

ACQUA, SENTENZA: IL GESTORE DEVE GIUSTIFICARE I CONSUMI

In caso di contestazioni di bollette dell'acqua è il gestore del servizio idrico che ha l'onere di dimostrare il corretto funzionamento del contatore e non l'utente. Lo sancisce il Tribunale di Caltanissetta (giudice Andrea Gilotta) in una sentenza dello scorso 14 gennaio, riportata da Il Sole 24 Ore.
La sentenza riguarda il caso della titolare di un'utenza idrica che non aveva pagato le fatture per l'erogazione relativa agli anni 2008 e 2009, ritenendo che i consumi addebitati fossero eccessivi. La società che gestisce il servizio le aveva sospeso la fornitura e la donna si era rivolta al Tribunale per dimostrare che il consumo registrato era sproporzionato, in quanto dovuto a un malfunzionamento del contatore dell'acqua, e ottenere dal gestore la riparazione del guasto e lo storno delle fatture emesse. La società, a sua volta, ha dedotto la regolarità dei consumi rilevati e ha chiesto il rigetto delle istanze dell'utente.
Spettava al gestore dimostrare la regolarità del funzionamento del contatore, ma il Tribunale ha ritenuto non provate le deduzioni del convenuto: è infatti stato accertato che il contatore presentava effettivamente un margine di errore superiore al limite di tolleranza (2%) e il giudice ha ordinato al gestore di riattivare il servizio e rimodulare le bollette in base ai reali consumi.

PALERMO, OK AL SUBENTRO TEMPORANEO DI AMAP CON ACCORDO SUL PERSONALE EX APS

Raggiunto l'accordo tra sindaci del palermitano ex Aps, il Comune di Palermo e i sindacati sull'affidamento del servizio idrico integrato. Il documento sottoscritto dai sindaci verrà inviato all'ATO1 Palermo, alla curatela fallimentare ex Aps e, per conoscenza, al prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo.
L'assemblea dell'Amap ha autorizzato l'azienda "ad adottare ogni opportuno intervento volto a garantire e a confermare l'operazione che va, certamente, valutata nella doppia dimensione emergenziale e progettuale".
Lo rende noto Palazzo delle Aquile, dove nelle scorse settimane si sono susseguiti numerosi incontri istituzionali per evitare che la gestione del servizio idrico integrato - esaurita la fase di commissariamento - tornasse nelle mani dei Comuni sprovvisti delle adeguate strutture tecniche e finanziarie. Allo studio, il subentro del gestore del capoluogo Amap.
L’accordo prevede la proroga di affitto, per altri due mesi che saranno rinnovati fino a settembre, del ramo d'azienda ad Ato da parte della curatela fallimentare. La proroga si è resa necessaria per consentire il subentro di Amap nella gestione del servizio idrico.
Le condizioni sottoscritte al tavolo prevedono un accordo che consente di derogare sui trattamenti eccedenti i minimi e di intervenire sugli inquadramenti, proponendo una riduzione da full time a part time per il personale impiegatizio (circa 70 dipendenti sugli oltre 200), del 10% per il secondo e terzo livello, fino al 40% per il settimo e l'ottavo livello.
Gli operai manterranno il full time ma rinunciano agli scatti di anzianità.

RUZZO RETI, AUMENTO TARIFFA PER TORNARE AL LIVELLO 2013

Aumenterà la tariffa del servizio idrico integrato pagata dai cittadini teramani, un aumento che però significa sostanzialmente il ritorno alla tariffa del 2013 e che ha come obiettivo la realizzazione di investimenti sul territorio: è quanto emerso nel corso di un incontro tra Ruzzo Reti, gestore del servizio idrico nei 40 Comuni dell’Ato Teramano n. 5, e i sindaci del territorio per discutere del nuovo piano industriale della società.
Tra il 2013 e il 2014, ha spiegato il presidente e amministratore delegato di Ruzzo Reti Antonio Forlini, la tariffa nell’Ato Teramano n. 5 è diminuita dell’8,5%. Quindi, l’aumento previsto la riporterà al livello precedente. Nel piano industriale, di cui Ruzzo Reti e i sindaci torneranno a discutere nei prossimi giorni, ci sono gli investimenti definiti dall’Ato per i prossimi anni, prevalentemente concentrati sull’utilizzo dei Fondi Fas e tesi principalmente a realizzare interventi su fognature e depurazione, oltre che al collegamento del potabilizzatore di Montorio alla costa. Si affronterà inoltre il monitoraggio e la manutenzione delle reti acquedottistiche, sulle quali durante l’emergenza maltempo si sono registrate circa 130 rotture.

ACEA ATO 5 PAGA 2,4 MLN AI COMUNI

Acea Ato 5, gestore del servizio idrico integrato in Provincia di Frosinone, ha provveduto a trasferire ai Comuni dell’Ato 2,4 milioni di euro a titolo di pagamento della rata di mutuo riferita al secondo semestre 2009 per i beni affidati in concessione al gestore.
Acea Ato 5 è infatti impegnata dalla convenzione di gestione a corrispondere un canone di concessione comprendente il pagamento delle rate dei mutui contratti dai Comuni per la realizzazione delle opere relative al servizio idrico consegnate alla società all’avvio della gestione integrata. Il mancato pagamento di tali rate nel corso del tempo è stato oggetto di contenzioso tra il gestore e l’Ato. Soddisfatto il presidente della Provincia di Frosinone, nonché dell’Autorità d’Ambito, Antonio Pompeo che afferma: “non avveniva dal 2008”.
“Si tratta di un primo segnale incoraggiante - dichiara Pompeo - che ci consentirà di avviare un nuovo rapporto con il gestore del servizio idrico, il quale dopo numerosi solleciti ha accolto positivamente le nostre richieste e mantenuto gli impegni presi”.

LAGO DI GARDA, 1,4 MLN PER LE FOGNATURE DEI COMUNI RIVIERASCHI

Lavori di adeguamento delle reti fognarie lungo il lago di Garda, in otto Comuni che si affacciano sul bacino. Il piano degli interventi, ai quali la Regione Veneto partecipa con 1,4 milioni di euro, è stato presentato a Peschiera (Verona) nel corso di un incontro a cui ha partecipato l'assessore regionale all'Ambiente del Veneto Maurizio Conte.
Il contributo in questione - concesso nel 2008 ai Comuni rivieraschi del lago di Garda - serve per realizzare una serie di stralci di interventi generali di adeguamento delle reti fognarie e acquedottistiche attesi dal 2009.
Lo scorso settembre l'Autorità d'ambito veronese - Consiglio di Bacino Veronese ha trasmesso alla Regione, per conto delle amministrazioni comunali interessate, i provvedimenti con cui si approva il nuovo progetto preliminare 'Protezione e riqualificazione ambientale nell'ambito territoriale del Lago di Garda', dichiarando la disponibilità dello stesso ente a svolgere il ruolo di soggetto gestore del progetto. ''Abbiamo accolto questa proposta - osserva Conte - perché gli interventi programmati sono pienamente in linea con l'interesse dell'amministrazione regionale, in quanto risultano apportare un sostanziale e tangibile miglioramento alle reti idriche e fognarie attualmente esistenti del territorio costiero del Lago di Garda. Il contributo è stato quindi riassegnato al Consiglio di Bacino Veronese che seguirà la realizzazione dei lavori''.

TOSCANA, AL VIA CABINA DI REGIA PER TALLIO A PIETRASANTA (LU)

È stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Provincia di Lucca, Comune di Pietrasanta, Asl, Ars, Autorità idrica toscana, Gaia, Cnr-Istituto di chimica dei composti organo-metallici di Pisa e Università di Pisa-Dipartimento di scienze con cui viene istituita una cabina di regia per contrastare la contaminazione da tallio a Pietrasanta e Valdicastello, in Provincia di Lucca. La cabina di regia, che sarà presieduta dal sindaco di Pietrasanta, ha il compito di coordinare le attività finalizzate al contrasto della contaminazione da tallio della zona di Valdicastello e Pietrasanta centro storico. Opererà attraverso due gruppi di lavoro: uno per la parte ambientale e uno per la parte sanitaria. Il primo è presieduto dall'assessore all'Ambiente del Comune di Pietrasanta, composto dall'Università di Pisa, Arpat, Ait/Gaia. Il secondo, presieduto dal sindaco di Pietrasanta, è composto da rappresentanti della Asl 12, di Ars e Cnr. In entrambi i gruppi di lavoro partecipano rappresentanti dei comitati dei cittadini.
L'accordo elenca tutte le analisi, gli studi e i campionamenti su popolazione e matrici ambientali che dovranno svolgere a breve, medio e lungo termine Asl, Cnr, Agenzia regionale di sanità e Arpat per un ammontare complessivo di circa 300.000 euro. L’Ars elaborerà anche uno studio epidemiologico per descrivere lo stato di salute generale della popolazione di Pietrasanta ed evidenziare eccessi di eventi sanitari dei residenti nelle frazioni a rischio per esposizione a tallio. Sono previsti anche approfondimenti delle conoscenze geologiche, mineralogiche e idrogeologiche (Cnr) e il monitoraggio esteso alla ricerca del tallio nelle acque superficiali e sotterranee nel bacino del Baccatoio (Arpat).
Il gestore idrico Gaia, dopo aver già realizzato gli interventi più urgenti per il ripristino delle condizioni di potabilità delle acque per circa 815.000 euro, si impegna all'attuazione del programma degli interventi del valore complessivo di 1,2 milioni di euro per evitare situazioni di criticità di approvvigionamento idropotabile nei periodi estivi. Gli interventi comprendono la ricerca delle perdite, la realizzazione di nuove condotte degli attuali pozzi alla rete esistente, due nuovi pozzi e adeguamenti impiantistici. Il tutto dovrà essere concluso entro il 30 maggio 2015.

PIANO GESTIONE ACQUE, INTESA REGIONI CAMPANIA E LAZIO ED ATTO AGGIUNTIVO CON MOLISE

Campania e Lazio, con i rispettivi assessorati all’Ambiente e alle Infrastrutture, hanno sottoscritto nei giorni scorsi un Protocollo di intesa per la regolamentazione del trasferimento idrico interregionale. L’atto firmato è propedeutico all’accordo di programma unico per il trasferimento della risorsa idrica nell’ambito del distretto idrografico dell’Appennino Meridionale.
L’intesa è finalizzata a garantire la sostenibilità tecnica, ambientale, sociale ed economica del trasferimento della risorsa per quanto riguarda i bacini del fiume Volturno. Lo schema idrico interessato al trasferimento di acqua potabile dal Lazio alla Campania è l’acquedotto della Campania Occidentale, attraverso il prelievo in prossimità delle sorgenti del fiume Gari. A questo si aggiungono altri due prelievi in favore del Comune di Cassino e del Consorzio Aurunci. Un apposito Comitato Tecnico, di cui faranno parte anche l’Autorità di Bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno, Arpa Lazio, Arpa Campania e Acqua Campania spa, definirà gli aspetti legati al trasferimento della risorsa, e il raggiungimento degli obiettivi fissati.
La Regione Campania ha altresì firmato un atto aggiuntivo con la Regione Molise per effettuare uno studio relativamente alla galleria drenante del San Bartolomeo e alla derivazione dalle sorgenti del fiume Biferno, e per salvaguardare e valorizzare le risorse idriche nell’alto bacino del Volturno.

FIRENZE, PUBLIACQUA: ERSA COMPLETO, DEPURAZIONE AL 100%

Inaugurato nel maggio 2014, sta giungendo a definitivo completamento l’Emissario in riva sinistra d’Arno (Ersa), la grande opera che permette la depurazione al 100% dei reflui di Firenze e dintorni. Lo rende noto il gestore del servizio idrico integrato dell’area fiorentina, Publiacqua, rimarcando che a Firenze sono ormai superate le condizioni oggetto di infrazione comunitaria, richiamate di recente in un parere motivato della Commissione europea in merito all’inadeguata depurazione delle acque reflue in 817 agglomerati italiani. Stanno infatti per terminare i lavori delle opere accessorie dell’Ersa, che già da un anno colletta i reflui di circa 120.000 abitanti all’impianto di depurazione di San Colombano, una totale copertura del territorio attestata anche dalla Regione Toscana. I lavori siano terminati a tempo di record: il cantiere per il primo tratto dell’Emissario è stato avviato nel settembre 2010 chiudendosi nel marzo 2014, mentre il 9 maggio 2014 sono terminati gli interventi relativi ai circa 2 km di tubazione, in anticipo sulle previsioni. Ma l’impegno per la depurazione nel territorio servito da Publiacqua non termina con questo risultato: il Piano di investimenti 2014-2021 per il Medio Valdarno prevede interventi per oltre 517 milioni di euro, di cui circa 228 dedicati proprio a fognatura e depurazione.

BRIANZACQUE, AMMODERNAMENTO RETE E DEPURAZIONE A MONZA

Adeguare l’impianto ai nuovi limiti di scarico imposti dalla regione Lombardia entro la fine del 2016 in modo da evitare le sanzioni dell’Unione Europea ed eliminare quanto prima i miasmi prodotti nel quartiere. Questi gli obiettivi di BrianzAcque - gestore unico del servizio idrico integrato sul territorio di Monza e Brianza - illustrati nei giorni scorsi ai sindaci e alla Provincia dall’ad Enrico Boerci, che ha presentato il piano di investimenti per l’ammodernamento della rete idrica brianzola e il nuovo progetto per la ristrutturazione del depuratore di Monza.
Per quel che riguarda l’impianto, l’azienda (controllata dai comuni brianzoli) - dopo aver revocato per “sopraggiunti motivi di interesse pubblico” l’incarico all’associazione di imprese che se l’era aggiudicata - ha rivisto il progetto ottenendo di abbattere tempi e costi: sui tempi si passa dai 12 anni inizialmente previsti ai 2 anni, mentre i costi scendono da 62 a 15 milioni di euro. Contenuti anche i costi di manutenzione a regime. L’attività futura dell’azienda idrica sarà liberata anche da eventuali ricorsi legali con l’Ati grazie alla sottoscrizione di un accordo transattivo che dovrebbe attestarsi sui 2 milioni di euro, invece dei 10 inizialmente richiesti.
Il restyling dell’impianto si fonda sull’adozione di nuove tecnologie di ossidazione a cicli alterni e nella copertura delle due grandi vasche di sedimentazione primaria. I lavori saranno completati entro fine 2016, interesseranno solo le strutture esistenti e saranno eseguiti con l’impianto in funzione, così da assicurare continuità al servizio di depurazione dei reflui.
BrianzAcque conta di abbattere le esalazioni nel giro di un biennio mentre, stando al vecchio progetto, la copertura dei sedimentatori sarebbe stata eseguita solo a partire dal 2027. Grazie agli interventi, la società conta di rispettare entro la data del 31 dicembre i limiti delle acque di scarico previsti dal Regolamento della Regione (n.3/2006), iniziativa che permetterà di scongiurare le salate sanzioni europee. Il vecchio progetto prevedeva di centrare il traguardo solo dal 2020-21.

AFFIDAMENTO A TALETE, LA REGIONE LAZIO AVVISA I COMUNI INADEMPIENTI

La Regione Lazio pronta a commissariare i 31 Comuni viterbesi che non hanno ancora affidato il servizio al gestore Talete. Ne dà notizia il quotidiano Il Messaggero di Roma, che aggiunge che la Regione concederà altri 30 giorni di tempo ai consigli comunali per votare l'ingresso nella società, pena l'arrivo di un commissario che lo farà d'ufficio esautorando i sindaci. «Questa amministrazione - recita l'avviso della Regione - non ha provveduto all'affidamento in concessione d'uso gratuita al gestore del servizio idrico integrato delle infrastrutture comunali».
Critiche dal sindaco di Castiglione (tra i diffidati), Mirco Luzi (Pd): «Un'iniziativa inopportuna. Talete spa è sull'orlo del fallimento. Non ci intimorisce la minaccia del danno erariale che ci viene palesato in mancanza di un nostro provvedimento. La Regione pensi a dar seguito allo Sblocca Italia, delimitando gli ambiti territoriali ottimali, e alla legge di iniziativa popolare per la ripubbliciazione del serviziO.

SARDEGNA, OLTRE 100 MLN PER OPERE IDRICHE. AEEGSI, VIA LIBERA AD ANTICIPO DI 90 MLN

Oltre 550 milioni di euro per 259 interventi, da finanziare con un mutuo da 700 milioni previsto nella finanziaria regionale per il 2015: è quanto prevede il piano infrastrutturale adottato dalla Giunta regionale sarda, che include opere idriche per un fabbisogno complessivo di oltre 100 milioni di euro. La delibera è stata trasmessa alla Commissione consiliare competente per il parere, acquisito il quale tornerà alla Giunta per l’approvazione definitiva.
Le opere da finanziare esclusivamente con mutuo sono 109, per un totale di 417 milioni di euro. Vi rientrano interventi relativi al sistema idrico multisettoriale (dighe e opere di adduzione) di competenza principalmente dell’Ente acque della Sardegna (Enas), con un fabbisogno di 25,9 milioni, nonché opere del servizio idrico integrato (impianti di depurazione e potabilizzazione, stazioni di pompaggio e di sollevamento, interventi sulle reti) di competenza di Abbanoa, per un totale di 83,6 milioni di euro. Sono poi previste altre 150 opere, per un totale di 133,8 milioni di euro, destinatarie di ulteriori risorse finanziarie (fondi Por e Fsc 2014-2020, risorse regionali, statali e comunitarie già assegnate), tra cui 10 milioni per la costruzione e il completamento di invasi e opere idriche e 5,3 milioni per opere di sbarramento.
Contemporaneamente, l’Aeegsi ha conferito mandato alla Cassa conguaglio per il settore elettrico (Ccse) per erogare un’anticipazione finanziaria a favore del gestore unico del servizio idrico integrato della Sardegna, Abbanoa, a fronte delle “urgenti e straordinarie criticità finanziarie” documentate dal gestore. La delibera fa seguito all’avvio del procedimento, circa un mese fa, per l’introduzione di sistemi solidaristici di perequazione e anticipazione di importi, anche su scala nazionale, nel settore idrico.

MARSALA, APPALTO PER GESTIONE DEPURATORE

Il Comune di Marsala (TP) ha pubblicato un bando di gara per l’affidamento del servizio di direzione, gestione operativa, custodia e manutenzione dell’impianto di depurazione comunale con annessi impianti di sollevamento. L’affidamento del servizio è concesso per un anno, prorogabile. L’importo a base di gara è di 448.457,18 euro oltre Iva. Il servizio verrà aggiudicato con il criterio del prezzo più basso. È consentito il sub-appalto, formalizzato in sede di offerta, nel limite massimo del 30% dell’importo. Le offerte potranno essere presentate entro le ore 13 del 27 maggio 2015. La gara sarà espletata il giorno seguente.

AQP, MICROONDE E DRONI PER LA RICERCA DELLE PERDITE

Un innovativo sistema di ricerca delle perdite di rete e l’utilizzo di droni per la videoispezione del Canale Principale dell’acquedotto: sono le novità sperimentate dall’Acquedotto Pugliese in collaborazione con l’Università del Salento e il Politecnico di Bari, presentate nei giorni scorsi a Bari.
Si tratta del sistema SIMPLe (System for Identifying and Monitoring Pipe Leaks), brevettato dall’azienda MoniTech, spin off dell’Università del Salento, che sfrutta le microonde per localizzare le perdite in reti idriche e fognarie. La sperimentazione su larga scala di SIMPLe è il frutto di una collaborazione, avviata nel 2011, tra l’Università del Salento, il Politecnico di Bari e l’Acquedotto Pugliese. Una prima esperienza pilota è stata realizzata su una nuova rete idrica a Lecce per un’estensione di circa 10 km.
Diversamente dai sistemi tradizionali di ricerca delle perdite, spiega Acquedotto Pugliese, SIMPLe è più efficace, preciso, affidabile, economico, permette di ridurre i tempi di ispezione ed è utilizzabile in qualunque condizione di esercizio della rete (anche con scarsa pressione in rete o in presenza di rumori ambientali, aspetti che, generalmente, limitano il campo di utilizzo di altre tecniche). La tecnologia di rilevazione perdite sfrutta la propagazione di un segnale elettromagnetico, facendolo “viaggiare” attraverso “elementi sensibili” opportunamente predisposti in fase di realizzazione della rete e adattati alla topologia dell’impianto, e la relativa riflessione (cambiamento del segnale) provocata dalla presenza di acqua libera fuoriuscita dalla conduttura in seguito ad un guasto o rottura.
L’Acquedotto Pugliese ha inoltre avviato la sperimentazione di un drone in collaborazione con Grenic e Subsea Fenix, società specializzate del settore, nel Canale principale dell’acquedotto Sele-Calore, lungo 245 km, che consente di trasportare l’acqua captata dalle sorgenti del Sele e del Calore in Puglia e Basilicata. Il Canale, risalente al 1918, ha subito diversi fenomeni di dissesto e conseguenti interventi manutentivi, pertanto necessita di una costante attività di monitoraggio e controllo, sinora svolta dai tecnici dell’azienda con temporanee interruzioni del flusso idrico per consentire le visite ispettive. L’utilizzo del drone ha permesso di ispezionare un tratto di Canale di circa 3 km normalmente non assoggettabile a verifiche per ragioni di continuità operativa, senza alcuna interruzione di flusso.
La sperimentazione, afferma Acquedotto Pugliese, ha mostrato diversi vantaggi, quali l’assenza di interruzione del flusso idrico, l’alta qualità dei dati e della loro standardizzazione, la possibilità di ispezionare tratti del Canale che non sono ispezionati da tempo, quella di effettuare l’ispezioni in qualsiasi momento, nonché la riduzione dei costi di ispezione.

ABC NAPOLI, "BEVERINI" PER LEGALITA' E VITTIME CRIMNE

Due “beverini” e una targa commemorativa a un passo da piazza del Plebiscito per ricordare le vittime innocenti del crimine organizzato e promuovere la legalità: questo il contributo di Abc Napoli, l'azienda speciale che gestisce il servizio idrico integrato nel capoluogo campano, al progetto #Noninvano, sostenuto dalla Fondazione Polis e dalla Regione Campania, in collaborazione con Libera e il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità. “L'acqua della legalità” è stata inaugurata presso i giardini di via Cesario Console, accanto a Palazzo Reale, alla presenza del sindaco di Napoli Luigi de Magistris, del presidente di Abc Napoli Maurizio Montalto, dei vertici della Fondazione Polis, Paolo Siani e Giuseppe Fiorenza, e delle altre associazioni promotrici.
La nuova installazione si integrerà con il monumento in memoria delle vittime innocenti del crimine organizzato. Assieme alle sigle dei promotori - Fondazione Polis, Libera, Legambiente per Napoli, Ispa, Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, Comune di Napoli e Abc - la targa commemorativa posta tra i due beverini installati dall'azienda idrica reca la scritta “In memoria delle vittime innocenti delle mafie. L'acqua della legalità. Buona da bere".

PALERMO, IL SERVIZIO IDRICO EX APS VA AD AMAP

Con la firma del contratto di affitto fino al prossimo 30 settembre del ramo di azienda ex Aps tra Amap e curatela - che fa seguito all'atto di affidamento del servizio da parte dell’Ato - si è definito nei giorni scorsi il passaggio della gestione del servizio idrico integrato da Ato ad Amap, in 35 Comuni della provincia di Palermo.
"L'affidamento all'Amap del servizio idrico integrato di 35 Comuni della Provincia di Palermo è un importante risultato sia per i cittadini, che finalmente riceveranno un servizio degno di questo nome, sia per i lavoratori ex Aps cui viene data una prospettiva di stabilità". Lo dice l'assessore regionale all'Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità della Sicilia, Vania Contrafatto.
"L'Amministrazione comunale esprime apprezzamento per la definizione della vertenza Aps, che ha visto protagonisti l'Amap e numerosi sindaci della provincia - spiega il sindaco di Palermo Leoluca Orlando - e che consentirà la normalizzazione del servizio idrico integrato nei 35 Comuni che hanno aderito alle gestione Amap e la salvaguardia dei livelli occupazionali del personale ex Aps”.

TORINO, CON SOFCOM ENERGIA PRODOTTA DA DEPURAZIONE

Produrre energia dalla depurazione delle acque: è l’obiettivo del progetto europeo Sofcom, coordinato dal Politecnico di Torino e comprendente 10 partner europei accademici e aziendali di 7 paesi. Applicando il procedimento messo a punto dal progetto, finanziato dalla Commissione europea con 6,2 milioni di euro, sarà possibile non solo ottenere energia elettrica e calore (caratteristica di un sistema cogenerativo), ma anche altri due prodotti: acqua pulita e il ri-fissaggio del contenuto di carbonio del combustibile primario (biogas) in forma di biomassa (alghe) che può essere reimpiegata. Il prototipo messo a punto - spiega Massimo Santarelli, docente del Dipartimento Energia del Politecnico di Torino e coordinatore del progetto - prevede la realizzazione di un sistema energetico integrato basato sull’utilizzo di combustibili rinnovabili (biogas da digestione anaerobica e syngas da gassificazione di biomassa) in generatori elettrochimici ad alta efficienza organizzati in configurazione poli-generativa, con recupero completo della CO2 e riutilizzo del carbonio. La tecnologia utilizzata impiega celle a combustibile a ossidi solidi (SOFC - Solid Oxide Fuel Cell) che funzionano a circa 800°C e che possono essere alimentate anche direttamente a gas metano o a biogas. Il prototipo è stato presentato a Torino nel corso del seminario “Patrimonio idrico, risorse rinnovabili e ambiente. Il presente e il futuro della depurazione in Europa”, organizzato da Smat, uno dei partner del progetto.

SIRACUSA, PASSAGGIO AL GESTORE SIAM E RICORSO AL TAR CONTRO INGIUNZIONE DI PAGAMENTO SOGEAS

Passaggio di consegne alla società Siam, società vincitrice dell’appalto per la gestione a Siracusa e Solarino per un anno del servizio idrico. La consegna degli impianti e della parte amministrativa a favore di Siam - costituita dalla spagnola “Dam” e della aretusea “Onda”- è scattata nei giorni scorsi, e pone fine agli otto mesi circa di gestione straordinaria a cura dell’ente pubblico, a seguito del fallimento del gestore uscente Sai8-Sogeas. Siam gestirà il servizio per un anno, con la possibilità di continuare a farlo per altri 12 mesi al massimo.
«È stata chiusa una fase transitoria economicamente insostenibile per il Comune - ha detto il sindaco Giancarlo Garozzo - e fornite una serie di garanzie ad almeno 85 lavoratori. A cui occorre però dare certezze sul piano occupazione ed è per questo che auspico che l’anno che ci attende serva per avere a livello regionale una legge chiara ed efficiente per il riordino del servizio idrico».
Intanto, la vicenda del fallimento Sai8-Sogeas ripresenta il conto al comune di Siracusa: poco meno di sei milioni di euro. La cifra è quella stabilita nel decreto ingiuntivo con cui il vecchio gestore del servizio idrico già nel 2012 aveva richiesto il pagamento di quella somma “a saldo degli investimenti non ammortizzati per impianti, macchinari e manutenzione straordinaria per effetto dell’anticipato scioglimento della concessione per la gestione del servizio idrico comunale affidato alla Sogeas”, come da convenzione del 31 gennaio del 1992.
Una vicenda che oggi torna attuale perchè lo scorso 16 febbraio la curatela del fallimento Sogeas ha richiesto nuovamente al Tar di Catania la condanna del Comune al pagamento. Siracusa, con il suo ufficio legale, ha presentato immediatamente un nuovo ricorso ai giudici amministrativi.

ORISTANO, MOZIONE PER VALUTARE USCITA DA ABBANOA

Il Comune di Oristano istituirà una commissione speciale per valutare la possibilità di uscire dalla gestione unica di Abbanoa. Lo ha deciso il Consiglio comunale approvando all’unanimità una mozione presentata che, oltre all’istituzione della commissione, impegna il sindaco e la Giunta a fare le opportune verifiche sui depositi cauzionali richiesti da Abbanoa ai cittadini e a chiedere al gestore idrico di sospenderne il pagamento. La mozione, inoltre, impegna il sindaco e la Giunta a verificare che le tariffe applicate non discriminino i nuclei familiari numerosi.
Il sindaco Guido Tendas ha riferito che “l'amministratore di Abbanoa terrà presto un'assemblea pubblica a Oristano per affrontare tutti i problemi come quello della conciliazione delle bollette”. L’assessore alla programmazione, Giuseppina Uda, ha ricordato il credito che il Comune vanta nei confronti di Abbanoa e le due cause avviate dall’ente per recuperare dal gestore idrico rispettivamente 4.225.000 e 203.000 euro. “Sull'ipotesi di un ritorno alla gestione comunale - ha detto Uda - dobbiamo considerare che oggi una struttura organizzativa efficiente deve comprendere operai, impiegati, ingegneri, un biologo, figure un tempo assenti e oggi indispensabili. Altro problema sarebbe quello del costo all'ingrosso dell'acqua. Da questi ragionamenti dobbiamo partire - ha concluso l’assessore - per capire se un servizio che anni fa ci appariva efficiente, ma aveva standard diversi, oggi sarebbe sostenibile per il Comune”.

AQP, SERBATOIO PER 150.000 UTENTI NEL TARANTINO

Acquedotto Pugliese ha inaugurato in località Monte Belvedere del Comune di San Giorgio Ionico (TA) un nuovo serbatoio a servizio di Leporano, Pulsano e delle rispettive marine, un’area con circa 80.000 abitanti che nel periodo estivo arriva a ospitare oltre 150.000 persone. Il serbatoio, informa il gestore pugliese, costituisce il nucleo essenziale delle opere realizzate per l’integrazione e normalizzazione dell’alimentazione idrica dell’area interessata.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato l'amministratore unico di Acquedotto Pugliese, Nicola Costantino, il direttore generale, Nicola Di Donna, e i sindaci dell’area interessata. L’intervento, cofinanziato dalla Regione Puglia e costato 17,2 milioni di euro, consente di ottimizzare il funzionamento idraulico dell’intero comprensorio alimentato dalle derivazioni dell’Acquedotto del Pertusillo (nodo di Grottaglie e Cantagallo), a vantaggio degli abitati di San Giorgio Ionico, Grottaglie, Rocca forzata e Faggiano. Il serbatoio ha una capacita di 24.500 mc ed è dotato di verde pensile posizionato sul lastrico solare, sistema antintrusione, impianto di illuminazione e impianto fotovoltaico. Ognuna delle sezioni (camere di manovra, serbatoio, impianto di sollevamento) è asservita da apparecchiature, strumentazioni e quant’altro necessario per il funzionamento (pompe, motori elettrici, strumenti di misura e di controllo, valvole di regolazione di pressione e di portata).

MM SPA: LA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO DI MILANO PUNTO DI RIFERIMENTO PER ALTRE CITTA’

MM SpA, gestore del servizio idrico integrato di Milano dal 2003, porta la propria esperienza nella manutenzione non invasiva della rete idrica. Gli esempi degli interventi non più a cielo aperto verranno presentati al Workshop organizzato da IATT il prossimo 20 maggio a Cagliari, con il coinvolgimento di Pubbliche Amministrazioni e operatori del settore come Abbanoa e Iren.
“Lo scopo è quello mettere a confronto le tecnologie che permettono ai gestori di rinnovare le reti idriche senza scavo - ha dichiarato Stefano Cetti, Direttore Generale di MM SpA - senza interruzione del servizio. Politica che a Milano è già stata avviata da noi con successo”.
Per contenere i costi e le interferenze alla viabilità MM attua e sviluppa, anche partecipando a Commissioni Tecniche Regionali e Nazionali (come associato di IATT- Italian Association for Trenchless Technolo gy), l’utilizzo di tecnologie non invasive (comprensive delle moderne attività georadar di localizzazione e mappatura del sottoservizi), che consentono la riabilitazione di importanti arterie acquedottistiche e fognarie con significativi minori impatti sulla viabilità e con evidenti benefici socio-ambientali, nonché economici.
Le nuove tecnologie applicate a Milano sono “no dig”, quali “relining” con resine bicomponenti, con malte cementizie, con infilaggio di calze-resine, con infilaggio di tubazioni plastiche (“slip lining”) nella rete acquedottistica e consolidamenti con malte tixotropiche fibrorinforzate o inserimento nei condotti di liner (inversione ad aria, inversione ad acqua, inserimento e polimerizzazione con metodo UV) nella rete fognaria.

ABBANOA, LETTURA CONTATORI CON PALMARI A CAGLIARI E IN ALTRI 14 COMUNI

C'è anche la città di Cagliari tra i Comuni della provincia interessati dalla campagna di Abbanoa "Consumi certi" con la lettura di tutti i contatori tramite palmari elettronici e fotografia. Oltre al capoluogo le letture riguardano i centri di Armungia, Escalaplano, Gesico, Nurallao, Sadali, Samatzai, San Nicolò Gerrei, San Vito, Sarroch, Selegas, Senorbì, Settimo San Pietro, Uta e Villasimius. Gli operatori del gestore idrico sono muniti di un palmare che consente il caricamento automatico dei dati dei contatori, la loro precisa localizzazione tramite il sistema di georeferenziazione "Gps", e la fotografia digitale della lettura caricata che potrà essere richiesta in qualsiasi momento dagli utenti a garanzia del consumo realmente fatturato. L'obiettivo di una fatturazione costante e corretta è stato raggiunto dopo la bonifica delle rilevanti anomalie presenti nelle banche dati delle utenze consegnate ad Abbanoa al momento del passaggio delle competenze sul servizio idrico integrato. Abbanoa emette con scadenza regolare le bollette ogni sei mesi, esclusivamente basate sulle letture dei contatori sempre effettuate con palmari e fotografia. In questo modo i clienti hanno la certezza dei consumi realmente addebitati. Inoltre chi effettua la domiciliazione bancaria o postale ha diritto al rimborso del deposito cauzionale nella successiva bolletta. Per i clienti che hanno il contatore all'interno dell'abitazione è fondamentale la collaborazione quando gli operatori di Abbanoa chiedono di poter eseguire le letture. In questo modo si può contare ugualmente su fatture periodiche calcolate sui consumi effettivi e si evitano esosi conguagli relativi a lunghi periodi di consumo non registrato.

ACQUEDOTTO DEL FIORA, OK AIT A RIMODULAZIONE INVESTIMENTI

L’Autorità idrica toscana (Ait) ha approvato ieri la rimodulazione del programma degli investimenti 2014-2026 di Acquedotto del Fiora, gestore del servizio idrico nelle Province di Grosseto e Siena, spostando circa 20 milioni di interventi dal triennio 2017-2019 al triennio 2020-2022 ma, allo stesso tempo, garantendo gli impegni sulla depurazione richiesti dalle direttive europee e dalle leggi nazionali e regionali. La delibera, spiega Acquedotto del Fiora in una nota, mette il gestore nelle condizioni di sottoscrivere con le banche un finanziamento strutturato a lungo termine (2025) fino a 140 milioni di euro, che permetterà di consolidare la posizione finanziaria netta e di completare il Piano d’Ambito degli investimenti (oltre 550 milioni di euro nei 25 anni di concessione).
“La rimodulazione approvata oggi dall’Ait, l’efficienza operativa raggiunta dal gestore e la scelta di non distribuire gli utili - afferma il presidente di Acquedotto del Fiora, Tiberio Tiberi - mettono Acquedotto del Fiora nelle condizioni di sottoscrivere un prestito strutturato a lungo termine, dopo 7 anni in cui si è dovuta finanziare tramite operazioni ‘ponte di breve periodo’ a causa delle instabilità finanziarie dovute alla crisi globale e alle modifiche del sistema di regolazione successive al referendum del 2011. Tuttavia se un prestito di lungo periodo può consentire all’azienda di garantire gli impegni richiesti dal Piano d’Ambito entro la fine della concessione (2026) - prosegue Tiberi -, lo stato attuale delle infrastrutture del sistema idrico del territorio richiederebbe molti più interventi rispetto a quelli, seppure consistenti, contenuti nel programma degli investimenti a carico della tariffa. Un tema quest’ultimo da affrontare anche con l’Ait e la Regione Toscana nei prossimi mesi”.
Infine, spiega Tiberi, il gestore è in grado di limitare l’indebitamento massimo a 140 milioni di euro - 35 milioni in meno di quanto previsto dal piano precedente - e, di conseguenza, abbattere di una decina di milioni di euro gli oneri finanziari nel prossimo decennio. “Si tratta complessivamente di circa 45 milioni di minori esborsi rispetto a quanto precedentemente pianificato - afferma il presidente della società - che potrebbero essere utilizzati o per mitigare la tariffa oppure per realizzare maggiori investimenti”.

ACEA ATO 2, MAGGIOR CONTROLLO QUALITA' ACQUE DEL TEVERE

Entro i prossimi 8 mesi Acea Ato 2 installerà 3 nuove centraline di controllo della qualità delle acque del Tevere, rafforzando ulteriormente le attività di monitoraggio in tempo reale sul tracciato del fiume. Gli impianti saranno ubicati nel Comune di Torrita Tiberina e, a Roma, nel punto di confluenza tra l’Aniene e il Tevere. Verrà inoltre ristrutturata e presa in gestione anche la centralina di Porta Portese. L’investimento complessivo previsto è di circa 300.000 euro.
I nuovi dispositivi, una volta attivi, integreranno la rete di controllo della qualità dei corsi d’acqua gestita da Acea Ato 2, composta da ulteriori 4 centraline di monitoraggio e da oltre 10 punti di prelievo per il campionamento delle acque del Tevere e dell’Aniene. La novità è stata annunciata dai responsabili di Acea Ato 2 nel corso di un convegno che ha sancito la nascita del comitato promotore per il “Contratto di fiume del Tevere”, al quale Acea, in qualità di organo tecnico, ha dato la sua piena adesione. Il comitato sarà composto da istituzioni nazionali e locali, da enti di ricerca e aziende specializzate nel settore ambientale, allo scopo di definire e redigere una strategia e un piano di azione per la salvaguardia e la valorizzazione del Tevere.

SINERGIE: GARDA UNO INSIEME A AGS VERONA E SISAM DI MANTOVA

Nasce sul Garda l´alleanza fra le società di servizi idrici delle tre province di riferimento. A Verona e Mantova, si aggiunge infatti la parte bresciana con Garda Uno, che ha approvato il protocollo d´intesa che aggrega in un progetto globale la gestione del ciclo idrico integrato e dell´igiene urbana.
Garda Uno per il Bresciano, Ags per il Veronese e Sisam per il Mantovano - tutte società a totale capitale pubblico - si uniranno in una struttura comune per realizzare gli adempimenti tecnici e le varie attività d´impresa.
«Ne parlavamo da tempo - spiega il presidente di Garda Uno Mario Bocchio - e ora il protocollo fra le tre multiutility lombarde e veneta è stato messo nero su bianco. Significa organizzare tra i soci gestori alcune attività imprenditoriali con l´obiettivo di creare sinergie tra esse, ottimizzandone i costi industriali. E poi realizzare, sempre insieme, progetti coordinati volti all´ammodernamento del sistema di collettamento fognario e della depurazione dell’intero àmbito gardesano, infine analizzare - conclude Bocchio - le operazioni economicamente più promettenti».
Sono 102 i Comuni che si estendono su una superficie di ben 3.100 chilometri quadrati con una popolazione residente di 610mila persone e una totale di 932 mila, con 385 mila utenti.

FVG, PRESENTATO PROGETTO TRANSFRONTALIERO HYDROKARST

"Un progetto di grande valore scientifico, che migliora la conoscenza dell'acquifero, permette di sviluppare una gestione più razionale delle risorse idriche, valorizza e tutela il Timavo-Reka, incrementando così il patrimonio di relazioni tra i tecnici con la vicina Slovenia": è la descrizione fornita dall'assessore all'Ambiente del Friuli-Venezia Giulia, Sara Vito, del progetto "Hydrokarst, L'acquifero del Carso quale risorsa idrica strategica transfrontaliera", presentato ieri all'Area Science Park di Padriciano (Trieste). Il progetto, di durata triennale e del costo di 1,05 milioni di euro, è finanziato nell'ambito del Programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e dai fondi nazionali. Partner del progetto sono l'Università degli Studi di Trieste, la Regione Friuli-Venezia Giulia, AcegasApsAmga, l'Aquedotto Carsico (Sezana) e gli Istituti sloveni di geologia, biologia e ricerca sul Carso.
La collaborazione tra i partner italiani e sloveni ha portato alla realizzazione di una base cartografica unificata e una banca dati georeferenziata di tutto il bacino del Carso Classico in Italia e Slovenia, che ha consentito nella fase successiva di elaborare le carte di vulnerabilità, determinanti per la delimitazione delle aree di salvaguardia. Il monitoraggio della rete acquedottistica di distribuzione e gli interventi per il risparmio idrico hanno permesso di promuovere i progetti di minimizzazione delle perdite, ottimizzando così i tratti poco efficienti delle reti. Nell'ambito del progetto, oltre a creare partenariati stabili tra i soggetti partecipanti, è stata attuata anche una notevole campagna d'informazione e di sensibilizzazione delle tematiche trattate attraverso pubblicazioni, un sito internet, le presentazioni e un convegno.

WATER ALLIANCE, NASCE RETE DEI GESTORI LOMBARDI

Con un brindisi simbolico a base di acqua di rete, al termine di un convegno sulle prospettive del servizio idrico, è stato avviato a Monza il percorso che entro fine anno porterà alla nascita della prima joint venture contrattuale tra aziende idriche in house della Lombardia. “Water Alliance - Acqua di Lombardia” è il progetto voluto da gruppo CAP, Brianzacque, Uniacque, Padania Acque, Lario Reti Holding, Sal e Pavia Acque, sette realtà in house che insieme garantiscono un servizio di qualità a oltre 5 milioni di abitanti (più della metà dei cittadini lombardi) che hanno deciso di fare squadra per coniugare il radicamento sul territorio e le migliori pratiche nella gestione pubblica dell'acqua. Il progetto ha il patrocinio di Expo 2015, ANCI Lombardia e Confservizi Lombardia.
Come aggregato, nel settore idrico le sette aziende sono seconde in Italia solo ad Acea. Insieme servono poco meno di 900 Comuni, dove erogano ogni anno oltre 500 milioni di mc d'acqua, con 24.727 km di rete di acquedotto e 2.733 pozzi. Gestiscono 508 depuratori, ai quali confluiscono quasi 20.000 km di rete fognaria. I ricavi complessivi delle sette aziende superano i 630 milioni di euro. Nei prossimi 5 anni, i gestori hanno in programma investimenti per 800 milioni di euro. La rete nata con Water Alliance, come evidenziato da Alessandro Russo, presidente del gruppo CAP (capofila del progetto), si propone sullo scenario come il più grande soggetto pubblico aggregato del servizio idrico ed è aperta a ulteriori adesioni per far fronte insieme alle nuove esigenze di investimenti in infrastrutture e servizi.

PRATO, GIDA GESTORE UNICO DELL’ACQUEDOTTO INDUSTRIALE

Dal febbraio 2015 l’acquedotto industriale di Prato, che serve 210 aziende, è interamente gestito da Gida (Gestione impianti depurazione acque): ne dà notizia Il Tirreno, spiegando che l’azienda - partecipata dal Comune di Prato, dall’Unione industriale pratese e da Consiag - ha preso in affitto il ramo d’azienda di Conser (Consorzio servizi del 1° macrolotto industriale di Prato) consistente in 15 km di acquedotto industriale, in precedenza gestiti da Idra, che si aggiungono ai 60 km di proprietà della Consiag già gestiti da Gida.
Con la gestione unica dell’acquedotto industriale, afferma il quotidiano, a Conser saranno applicate le tariffe più contenute di cui già fruiscono le imprese servite da Gida. Un accordo “vantaggioso per tutti”, secondo il presidente di Conser Vincenzo Mellace, fortemente voluto dall’industria pratese e condiviso da tutti i soci coinvolti nell’operazione.

GORI: 4,7 MLN DI EURO PER BONUS IDRICO

Nel 2015 sono a disposizione circa 4,7 milioni di euro per aiutare i cittadini dei 76 Comuni dell’Ato 3 Sarnese Vesuviano che si trovano in difficoltà a pagare le bollette dell’acqua: è il bonus idrico, rinnovato quest’anno dall’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano e da Gori. La somma potrà essere ulteriormente incrementata, hanno spiegato Ente d’Ambito e gestore, se il numero delle richieste lo renderà necessario. Potranno usufruire del bonus gli utenti in possesso di una attestazione Isee di valore inferiore o uguale a 7.500 euro e utenti con nucleo familiare composto da quattro o più figli a carico e una attestazione Isee non superiore a 20.000 euro. L’ammontare complessivo del contributo per un nucleo familiare composto da tre persone sarà pari a circa 490 euro per quattro annualità: 2012,2013, 2014, 2015. Resta esclusa l’annualità 2014 per coloro che hanno beneficiato del bonus idrico in quell’anno.
È stato inoltre ulteriormente differito il termine di pagamento delle partite pregresse ante 2012, fissato ora al 9 maggio, nelle more del procedimento avviato dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico per l’adozione di sistemi di perequazione economica e finanziaria nel servizio idrico integrato. Si tratterà di un meccanismo di supporto finanziario per quei gestori che, come Gori, riscontrano difficoltà legate alla sostenibilità finanziaria proprio in relazione alla rateizzazione dei conguagli per le partite pregresse.

BASILICATA, IN DDL NUOVO ENTE DI GOVERNO SETTORE IDRICO

Sarà l’Ente per il governo e la pianificazione dell’uso delle risorsa idrica della Basilicata (Egrib) a svolgere le funzioni di programmazione e controllo in materia di acqua nel territorio lucano: è quanto prevede un disegno di legge trasmesso al Consiglio regionale dalla Giunta Pittella, che istituisce il nuovo Ente con il fine di “accelerare il processo di riordino ed efficientamento della pianificazione strategica dell’asset acqua”.
Trai compiti dell’Egrib figurano il coordinamento, l’alta vigilanza, la programmazione e l’indirizzo rispetto alle politiche di competenza regionale in materia di acqua, anche con riferimento agli accordi interregionali di settore, nonché funzioni di indirizzo, coordinamento e vigilanza sugli operatori pubblici e privati coinvolti nel sistema idrico regionale.
L’Egrib avrà un amministratore unico nominato dalla Giunta regionale, che durerà in carica 5 anni, e un revisore unico nominato dal Consiglio regionale. Per lo svolgimento delle proprie funzioni l’Ente si avvarrà del personale regionale o degli enti e delle partecipate controllati dalla Regione. La dotazione dell’Ente è stimata in 200.000 euro, destinati principalmente alla copertura dei compensi dell’amministratore e del revisore unico.

TORINO, IMPIANTI SMAT APERTI AL PUBBLICO

Torna la manifestazione "Impianti Aperti”, con l'obiettivo di far conoscere ai cittadini il funzionamento degli impianti ed il lavoro quotidiano del gestore idrico dell’area torinese. Lo scorso 10 maggio, oltre 250 persone hanno varcato i cancelli dell’Impianto di potabilizzazione SMAT, in corso Unità d’Italia a Torino. I visitatori hanno raggiunto il complesso industriale situato sulla riva sinistra del Po in bicicletta, dalla vicina pista ciclabile, e con i trenini messi a disposizione gratuitamente da SMAT.
Il calendario degli eventi ha previsto una seconda domenica di visite per la cittadinanza, con l’apertura al pubblico dell’impianto di depurazione dell’area metropolitana, situato a Castiglione torinese. Si tratta di una struttura industriale di grande rilevanza: nonostante i suoi trent’anni di attività, l’impianto si avvale di un sistema innovativo ed economicamente vantaggioso per trasformare il processo di depurazione in risorsa, grazie ad una cella a combustibile ad alta efficienza frutto della ricerca congiunta del Politecnico di Torino e del Centro Ricerche SMAT (all’interno del progetto europeo SOFCOM).

PALERMO: ASSESSORE REGIONALE: AMAP NON PUO' RILEVARE SERVIZIO IDRICO INTEGRATO. "RETI ANDRANNO AI COMUNI

"Dobbiamo prendere atto che l'Amap non è nelle condizioni di poter rilevare il servizio idrico integrato svolto da Aps''. Così l'assessore regionale all'Energia della Sicilia Vania Contrafatto, al termine della riunione alla presenza del dirigente generale del dipartimento acqua e rifiuti Domenico Armenio, del commissario della Provincia di Palermo Manlio Munafò, del dirigente generale del dipartimento regionale delle autonomie locali, Maria Concetta Moavero e del presidente dell'Amap, Maria Prestigiacomo.
“L'Amap ci ha comunicato solo adesso che non vuole aumentare il proprio capitale - dichiara l'assessore - il che rende impossibile il trasferimento dei fondi regionali e ha chiesto nuovamente apposite deroghe per il mal funzionamento degli impianti di depurazione. Tutto ciò ci costringe a rivolgerci direttamente ai comuni visto che, al momento, non si profilano altre soluzioni. Sulla depurazione, da un punto di vista normativo, non sono previste deroghe. La Regione, ancora una volta, interverrà in una vicenda giunta al collasso per garantire la continuità del servizio”.
“Purtroppo - conclude l'assessore - i promotori di questa soluzione hanno fatto perdere tempo prezioso a tutti, lavoratori per primi, impedendo, di fatto, la ricerca di alternative. Continueremo a impegnarci per la miglior gestione del servizio e per i lavoratori che lo hanno garantito sino ad oggi”.
"L'assessore Contrafatto informerà, immediatamente, il Prefetto dei risvolti della vicenda", si legge in una nota.

SASI, SEQUESTRATI 12 DEPURATORI

Dodici impianti di depurazione delle acque reflue gestiti dalla Sasi, azienda affidataria del servizio idrico integrato nell’Ato 6 Chietino, sono stati sequestrati ieri da uomini della Polizia giudiziaria del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Pescara, della Capitaneria di Porto di Ortona e del comando provinciale del Corpo forestale di Chieti, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lanciano. Il decreto di sequestro è stato emesso dal gip del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, su richiesta della Procura, al termine di indagini durate due anni e dopo relazioni tecniche, chimiche e biologiche da parte dei consulenti, che hanno riscontrato violazioni ambientali “persistenti, tuttora in atto e derivanti da una programmatica, pervicace e dolosa gestione degli impianti del tutto noncurante degli esiti negativi dei controlli succedutisi nel corso degli anni”. Gli impianti sono stati affidati in custodia giudiziale ai responsabili Sasi, disponendo il differimento della loro chiusura per 30 giorni in modo da consentire attività dirette a rimuovere i fatti illeciti accertati. Degli impianti sequestrati tre si trovano a Lanciano, tre ad Atessa, due a Rocca San Giovanni, uno in ciascuno dei Comuni di Treglio, Santa Maria Imbaro, Bomba e Quadri.

EMILIAMBIENTE, LA SCUOLA DELL’ACQUA PER I COMUNI SERVITI

È suonata la campanella della Scuola dell’Acqua! Il nuovo Laboratorio Didattico Permanente sul tema del ciclo idrico e della risorsa-acqua, offerto gratuitamente da EmiliAmbiente alle scuole primarie e secondarie nei Comuni parmensi serviti dall’utility, ha avuto infatti una sua anteprima con un appuntamento speciale presso la Scuola dell’Infanzia di Fidenza. I piccoli ospiti della scuola, da sempre orientata ad una particolare attenzione verso il tema ambientale, hanno potuto cimentarsi nella “Sfida all’Ultima Goccia”, un gioco con cui imparare divertendosi come si comportano gli oggetti della nostra vita quotidiana a contatto con l’elemento acqua.
A partire da febbraio, la Scuola dell’Acqua entrerà nel vivo con quasi 900 bambini e ragazzi coinvolti in visite guidate, giochi didattici, laboratori e lezioni interattive: «Nella fase di raccolta iscrizioni, che si è chiusa a fine novembre 2014 - afferma Emiliano Occhi, amministratore unico della SpA - abbiamo ricevuto la richiesta di adesione di 14 scuole di diverso ordine e grado, distribuite su 8 diversi Comuni. È l’ottimo inizio di un progetto a cui crediamo molto: per ottenere il giusto feedback e modularlo sulla base delle reali esigenze delle scuole abbiamo già in programma la costituzione di un Tavolo Didattico che possa avvalersi della partecipazione e dell’esperienza delle insegnanti coinvolte nella prima edizione del Laboratorio».

PIACENZA, ATESIR E COMUNI ALLA RICERCA DEL NUOVO GESTORE

Nell’ultima riunione di Atersir di Piacenza, convocata su richiesta del presidente Giuseppe Sidoli, si è chiesto ai sindaci di esprimersi chiaramente in merito alla gestione futura del servizio idrico. Delle tre ipotesi in campo, ossia la gestione in house (pubblica), la costituzione di una società mista pubblico - privata o l’indizione di una nuova gara, sembra essere quest’ultima quella che ha preso maggiore slancio. Proprio quella che sembrava essere - a seguito delle posizioni espresse in precedenza da alcuni amministratori locali - la meno papabile. Ne dà notizia Piacenzasera.it.
Nelle prossime settimane, i primi cittadini dei 48 comuni piacentini saranno chiamati a esprimere il proprio voto. Pesano come un de profundis, espressione usata dallo stesso sindaco di Bobbio Roberto Pasquali, le dichiarazioni del vice sindaco del comune di Piacenza, in merito ai costi da sostenere sia per la società mista sia per quella in house, il quale cita i recenti studi commissionati sia dal comune di Reggio Emilia che quello di Matteo Baldini per l'ambito piacentino. "Nello studio per la società mista (Beldini, ndr) i Comuni devono stanziare come capitale sociale 3,5 milioni di euro. Nell'ipotesi della società in house il capitale sale a oltre 30 milioni di euro, da ripartire in base al numero di abitanti. Ad esempio Piacenza dovrebbe contribuire con 10 milioni, e noi questi soldi non li abbiamo, nemmeno ipoteticamente. Non solo: per poter bloccare il bilancio, sarebbe necessario stanziare oltre ai 30 milioni iniziali, una quota aggiuntiva dello stesso importo. Su questo tema, noi abbiamo una posizione delicata, siamo anche soci del gestore uscente Iren e interveniamo con una certa delicatezza per questo motivo".
"Traducendo i dati forniti dal vice sindaco Timpano - dice il presidente Sidoli - in contributi pro capite, ciascun Comune dovrebbe stanziare 121 euro pro abitante, per costituire la società in house".
A fare chiarezza sui tempi il direttore di Atersir regionale, Vito Belladonna. "Il contratto con il gestore attuale è scaduto nel 2011, ed è stato prorogato per ragioni oggettive - spiega - ma non è possibile andare oltre. La legge "Sblocca Italia" pone precise responsabilità per quanto riguarda gli amministratori dei rispettivi ambiti: se non rispettano i tempi previsti (settembre 2015) per l'assegnazione del servizio idrico, il presidente della Regione può decidere di commissionare Atersir. Se anche il presidente della non Regione non si assume questo compito, l'Autorità può nominare un commissario ad hoc e si rischia il danno erariale".
Il primo cittadino di Bobbio ribadisce di essere favorevole alla costituzione di una società mista. "Con un nuovo gestore non avremo controllo - dice - sul servizio e sugli investimenti, a meno di non stilare un capitolato molto preciso sugli impegno che il nuovo gestore dovrebbe assumersi". L'ipotesi in house, soprattutto dopo le affermazioni di Timpano, è, per il rappresentante dell'Alta Valtrebbia, da scartare.

ABBANOA, GIUDICE ORDINA RIALLACCIO UTENZE IDRICHE. GESTIONE DIRETTA: NO DEL GESTORE

«Ritenuto che il tempo necessario per la rituale convocazione della controparte pregiudichi irreparabilmente i diritti fondamentali dei ricorrenti e delle loro famiglie si ordina di riattivare immediatamente la somministrazione della fornitura idrica nel complesso immobiliare di Is Campus». Questa la decisione preliminare del giudice cagliaritano Monica Moi, cui si sono appellati i residenti morosi del quartiere Is Campus contro Abbanoa, gestore del servizio idrico integrato. Ne dà notizia l’Unione Sarda.
Il debito accumulato - dal 2008 ad oggi - ammonta a circa 56mila euro. Per Abbanoa «i beneficiari non si sono mai preoccupati di regolarizzare la propria posizione: l'allaccio è rimasto intestato all'impresa costruttrice e le reti idriche e fognarie non sono mai state collaudate e cedute al Comune». La prima udienza si terrà a fine marzo prossimo.
Intanto, per i vertici di Abbanoa - in audizione presso la Commissione regionale Territorio, impegnata ad esaminare la proposta di legge popolare sulla gestione autonoma del servizio idrico - i Comuni non sarebbero in grado di assumere la gestione diretta del servizio e di sostenerne i costi. La proposta era venuta da alcuni sindaci sardi: Domusnovas, Fluminimaggiore, Paulilatino, Nuxis, Olzai, Bonarcado, Burgos, Anela, Bottida, Bultei, Esporlatu, Sinnai, Teulada, Modolo e Santulussurgiu.
Infine, sulla vicenda dei conguagli, il presidente della commissione ha chiesto ad Abbanoa se fosse possibile distribuire sul lungo periodo i 150 euro previsti a famiglia. I vertici dell'azienda hanno subordinato il sì alla dilazione solo se il gestore potrà utilizzare la «cassa conguagli», come avviene per il settore elettrico.

ROMA, PRIMA CASA DELL'ACQUA ALLA MAGLIANA

Si trova nel quartiere della Magliana la prima Casa dell’acqua installata da Acea sul territorio romano: dopo un periodo di test effettuato presso la sede Acea di piazzale Ostiense, è stato installato il primo erogatore di Roma a servizio dei cittadini che vorranno prelevare acqua fresca, naturale o frizzante, o ricaricare cellulari e tablet grazie ad apposite porte usb di cui è dotata la struttura. L’inaugurazione, all’interno del mercato rionale di via Pescaglia, è avvenuta alla presenza della presidente di Acea Catia Tomasetti, dell’assessore ai Lavori Pubblici di Roma Capitale Maurizio Pucci, dell’assessore a Roma Produttiva e Città Metropolitana Marta Leonori e del presidente del Municipio XI Maurizio Veloccia.
Secondo quanto approvato dall’assemblea dei sindaci dell’Ato 2, in Provincia di Roma si potranno installare oltre 100 Case dell’acqua nei prossimi 3 anni, con una programmazione che si intensificherà già nelle prossime settimane. Dopo la tappa della Magliana, sabato 18 aprile un nuovo erogatore sarà installato presso il mercato Appagliatore di Ostia. Il 24 aprile sarà la volta di Pisoniano, mentre il 2 maggio sarà il turno del mercato di Laurentina.
Alcuni esemplari delle Case dell’acqua saranno installati per servire il flusso di pellegrini che giungerà a Roma in occasione del Giubileo.
A regime, a fronte di un’erogazione prevista di circa 60.000 mc di acqua all’anno, si stima un risparmio di 1.800 tonnellate di bottiglie di plastica, per produrre, trasportare e smaltire le quali si emetterebbero 5.000 tonnellate di CO2; una famiglia tipo di tre persone, afferma Acea, potrà risparmiare fino a 130 euro all’anno per l’acquisto di acqua minerale.

ALTO ADIGE, 33 MLN PER FOGNATURA E DEPURAZIONE

La Giunta della Provincia autonoma di Bolzano ha approvato il programma pluriennale di finanziamento degli investimenti 2015-2017 per le reti fognarie e gli impianti di depurazione dell'Alto Adige, per un importo complessivo di 33 milioni di euro. Il programma finanzia 72 nuovi progetti, 28 dei quali riguardanti gli impianti di depurazione e i restanti la costruzione o il risanamento di reti fognarie. Tra i progetti principali figurano gli impianti di depurazione della bassa Valle Isarco, di Bolzano, di Termeno e di San Candido. Tra gli interventi valutati con carattere d'urgenza dall'Ufficio provinciale tutela delle acque, anche il risanamento della rete fognaria nella zona di Cantinafredda (Comune di Barbiano), a San Lorenzo e fra Terlano e Bolzano, oltre alla realizzazione della vasca di ritenzione sulla rete fognaria principale Aldino-Trodena e al risanamento della stazione di pompaggio fra Frangarto e Cardano. Molti progetti, ha spiegato il direttore dell'Ufficio tutela delle acque Ernesto Scarperi, riguardano l'ampliamento della rete fognaria per aumentare ulteriormente la connessione con la rete pubblica in modo da poter dismettere fosse settiche e pozzi neri".

PALERMO, VIA LIBERA A PROGETTO POTENZIAMENTO DEPURATORE

La Giunta comunale di Palermo ha approvato il progetto per l’adeguamento e il potenziamento dell'impianto di depurazione di Acqua dei Corsari, sviluppato a livello definitivo per l'appalto di progettazione ed esecuzione dei lavori per l'importo complessivo di cica 26,6 milioni di euro. L'intervento rientra tra i 13 previsti per il territorio comunale di Palermo finanziati, per 100 milioni di euro circa, nell'ambito dell'Accordo di programma quadro “Depurazione delle acque reflue”, stipulato il 30 gennaio 2013 fra il ministero dello Sviluppo economico, il ministero dell'Ambiente, il ministero delle Infrastrutture e la Regione Siciliana in attuazione della delibera Cipe n. 60/2012 per la risoluzione della procedura d'infrazione aperta dall’Unione europea.
Il progetto prevede il potenziamento delle linee di trattamento in funzione dell'entrata in esercizio delle nuove opere di collettamento delle fognature cittadine allo stesso impianto, che porteranno il bacino di utenza servito da 440.000 a 880.000 abitanti. Con questo potenziamento il depuratore, che diverrà l'unico della città, potrà trattare tutti i reflui urbani, evitando gli scarichi nell'area marina protetta di Capo Gallo.

SORICAL, ALTRE 13 DIFFIDE AI COMUNI MOROSI

Sono partite dalla Sorical - gestore idrico “all’ingrosso” della regione Calabria - altre 13 diffide ad altrettanti Comuni morosi. Nel frattempo, la società ha adottato la procedura della riduzione di della fornitura.
La Sorical ha intanto ottenuto i pagamenti richiesti ad altri 35 Comuni che erano stati “avvisati” nelle settimane scorse dell’avvio della “procedura di riduzione” della fornitura dell’acqua. In questi Comuni si è tornati alla normalità.

ALACO, PROCURA DI VIBO: FORNIVA ACQUA NON POTABILE

Le acque contenute nell'invaso Alaco, a servizio di diversi Comuni nelle Province di Vibo Valentia e Catanzaro, non sarebbero mai state analizzate per accertarne la potabilità: è quanto emerso dall'inchiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia denominata “Acqua sporca 2”, che ha portato all'emissione di 10 avvisi di garanzia nei confronti di 7 funzionari della Regione Calabria e 3 dirigenti di società. I reati ipotizzati vanno dalla truffa all’avvelenamento colposo di acque, all’abuso d’ufficio, omissione di atti e falso.
Secondo gli inquirenti dall’Alaco sarebbe stata prelevata acqua non idonea al consumo umano, distribuita poi nella rete idrica pubblica. Nel corso delle indagini è emerso che invece di procedere alla classificazione attraverso analisi delle acque del bacino erano state analizzate e classificate le acque di due delle numerose fiumare affluenti del bacino idrico artificiale. Pertanto, la classificazione di “acque potabili previo trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione” dell'invaso, attribuita dalla Regione Calabria, risulterebbe non corrispondente al vero. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati su disposizione del sostituto procuratore di Vibo Valentia, Michele Sirigiovanni, a Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Bologna, Ragusa e Roma dai Carabinieri, che hanno eseguito anche delle perquisizioni negli uffici della Regione Calabria (dipartimenti Ambiente, Obiettivi strategici e Lavori pubblici), presso una società di Vibo Valentia e due di Roma.
Le indagini hanno anche rilevato una presunta distrazione di fondi, originariamente destinati all'implementazione tecnico-organizzativa dell'Arpacal e dirottati verso un'azienda privata. La distrazione dei fondi sarebbe avvenuta attraverso lo svolgimento di una gara d'appalto della Regione Calabria relativa al “Sistema di rilevamento quali/quantitativo dei corpi idrici superficiali” per la quale, secondo l'accusa, è stata illecitamente trovata la copertura finanziaria soltanto dopo la sua aggiudicazione.

FIORA, INAUGURATO IL DEPURATORE DI ROCCASTRADA (GR) PER COMPLESSIVI 3 MLN

Inaugurato a Roccatederighi (GR) il nuovo impianto per il trattamento dei reflui, ora al centro delle ultime verifiche fino al graduale raggiungimento delle condizioni ottimali. Si tratta di un sistema di trattamento biologico a fanghi attivi, a servizio delle località Roccatederighi e Sassofortino, dimensionato per una capacità di trattamento fino a 3mila abitanti.
L'intervento, che rientra nella programmazione finalizzata a dotare di sistemi di depurazione dei reflui tutti gli agglomerati sopra i 2mila abitanti equivalenti - come previsto dalle normative nazionali ed europee -, fa parte di un più ampio progetto di infrastrutturazione della zona, che ha visto anche la realizzazione dei collettori fognari per le due località di Roccatederighi e Sassofortino, per un investimento complessivo di circa 3 milioni e 500mila euro.
«La realizzazione di questo impianto - commenta il presidente di Acquedotto del Fiora Tiberio Tiberi - è un ulteriore dimostrazione del constante impegno del gestore a portare avanti gli investimenti nelle infrastrutture del sistema idrico integrato del territorio, investimenti che nell'esercizio 2014 sono stati pari a circa 100 euro per abitante, un importo 3 volte superiore alla media nazionale». «Vogliamo continuare a lavorare in sinergia con le amministrazioni comunali per migliorare sempre di più il servizio verso i cittadini sia per quanto riguarda l’erogazione di acqua potabile che per la depurazione, dotando il nostro territorio di infrastrutture all'avanguardia, che contribuiscano a garantirne la qualità e la sostenibilità ambientale sia oggi che nei prossimi anni, perché possano goderne anche le generazioni future».

AGRIGENTO, RETI CONSORTILI AL GESTORE D’AMBITO

Un passaggio storico quello relativo alle reti idriche in carico al Consorzio Tre Sorgenti di Canicattì (AG). Dopo una delibera consortile votata, sospesa e poi riconfermata e dopo le dimissioni del presidente del consorzio Gaetano Moscato si è giunti al passaggio delle infrastrutture all’Ato agrigentino, che a sua volta le girerà al gestore d’Ambito Girgenti Acque.
L’atto è conseguente alla sentenza del Tribunale Superiore delle Acque, che nel novembre scorso ha dichiarato l’illegittimità dell’attività del Consorzio tre Sorgenti per quanto concerne la gestione degli impianti e delle risorse idriche. Alla sentenza si è aggiunta la pressione del Dipartimento Regionale Acque, che ha intimato al consorzio il passaggio delle reti; in caso contrario, la mancata consegna avrebbe costituito danno erariale.
Tre Sorgenti è un consorzio tra 7 Comuni (Canicattì, Campobello di Licata, Licata, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Grotte e Ravanusa) che svolge attività di captazione e distribuzione. Ha maturato un debito nei confronti di Siciliacqua di 7,5 mln, riconosciuto dal Tribunale, per fatture dal 2009 al 2012, cifra che dovrà essere spalmata tra i Comuni soci in base alla percentuale di partecipazione al consorzio. Vanta tuttavia un credito di circa 6 mln verso Girgenti Acque.

MILANO, PRIMO RISANAMENTO IN ITALIA DI UNA CONDOTTA SENZA SCAVO

Riguarderà la rete di Milano il primo caso in Italia di risanamento di una condotta idrica effettuato senza scavo. L'intervento, che sarà eseguito nei pressi della stazione di pompaggio di San Siro, vedrà l'utilizzo dell’innovativa tecnologia 3M Scotchkote Liner che, attraverso uno speciale carrello inserito all’interno della tubatura, spruzza una vernice in grado di rivestire le pareti della condotta.
"L’impiego di una tecnologia non invasiva - spiega Davide Panciera, responsabile dei progetti acqua ed energia di 3M Italia - non prevede interruzioni del servizio idrico né deviazioni del traffico contestualmente all’intervento". L’intervento - commissionato da Metropolitana Milanese per conto del Comune di Milano alla società Euroscavi, che si è aggiudicata l'appalto tramite gara - oltre a evitare il rischio di dispersioni d’acqua, consente di abbattere i costi di pompaggio e per il ripristino del manto stradale, di risparmiare energia e di preservare il verde cittadino.
"L’emergenza idrica nel nostro territorio è in crescita”, afferma Panciera. “L’Istat ha calcolato che ogni anno il tasso di dispersione di acqua potabile immessa nella rete idrica italiana è mediamente pari al 47%. La tecnologia 3M consentirà di fronteggiare agevolmente gli alti tassi di dispersione idrica - conclude - e i disagi conseguenti alla rottura delle tubature di acqua potabile".

ABBANOA, SARDEGNA: PIANO DA 50 MLN PER 14 OPERE FOGNARIE E DEPURATIVE

Rete fognaria nel litorale quartese, nella provincia cagliaritana, per un investimento complessivo di circa 8,5 milioni di euro; nuovo depuratore a Badesi, nel sassarese, che servirà il centro gallurese e le vicine località per un investimento di circa 4,3 milioni; completamento della rete fognaria a Iglesias, con un costo di 1,2 milioni di euro. Questi alcuni degli interventi previsti dal piano di Abbanoa, gestore idrico sardo, per costruire o adeguare reti fognarie e depuratori nelle zone a maggiore rischio ambientale, con un investimento complessivo di 50 milioni di euro. Quasi 42 sono già impegnati per la realizzazione di 12 opere appaltate, mentre per altri due progetti (tra i quali la costruzione del nuovo depuratore di Sant'Antioco) occorrerà attendere la fine del 2015.
I soldi per queste opere arrivano dal Cipe che nel 2012 ha stanziato 1,6 miliardi di euro per realizzare 183 opere in sei regioni del sud Italia. Il piano investimenti di Abbanoa consentirà di scongiurare le multe per infrazioni per il mancato trattamento dei reflui. Le opere già appaltate sono 12: ora si aspetta solo il via definitiva dell'Autorità d'ambito per l'avvio dei cantieri.
«Dalla fase di progettazione a quella di avvio dei lavori, prima che venisse approvato il piano sblocca-cantieri della Regione, trascorrevano in media quasi tre anni» spiega Alessandro Ramazzotti, amministratore unico di Abbanoa, «ora, si spera, saremo più rapidi».

VITERBO, COMUNI CONTRO LA DIFFIDA DELLA REGIONE E L’INGRESSO IN TALETE

Alla diffida della Regione Lazio rispondono con una controdiffida. E’ questo il contenuto della lettera recapitata all’Assessorato regionale Infrastrutture e Ambiente e alla Giunta dai sindaci della Tuscia, che nei giorni scorsi avevano ricevuto la diffida dall’Ente territoriale per il mancato conferimento delle infrastrutture idriche al gestore Talete e l’avviso del previsto danno erariale.
I Comuni firmatari della missiva sono: Montalto di Castro, Monte Romano, Villa San Giovanni in Tuscia, Sutri, Bassano Romano, Caprarola, Fabbrica di Roma, Vasanello, Orte, Bassano in Teverina, Vitorchiano, Tuscania, Valentano, Latera, Gradoli, San Lorenzo Nuovo, Capodimonte, Farnese, Grotte di Castro, Cellere e Ischia di Castro.
I sindaci giustificano il mancato conferimento di infrastrutture e gestione del servizio con il fatto che la Regione stessa risulti inadempiente a sua volta: “non si può non rilevare come ad oggi l’unico soggetto inadempiente rispetto alla vigente normativa in materia di servizio idrico integrato (sia nazionale che regionale) risulti essere proprio la Regione Lazio, la quale non ha ancora individuato né gli ambiti di bacino idrografico in attuazione sia dell’art. 147 del D.Lgs. 152/2006 sia dell’art. 5 comma 1 della Legge Regionale n. 5/2014, né gli Enti di Governo d’Ambito”.
Anche il gestore Talete entra nella missiva dei sindaci: “non può non evidenziarsi come l’attuale soggetto gestore del servizio ATO 1 Viterbo, Talete s.p.a. (cui viene “impropriamente” chiesto dalla Regione di cedere in concessione d’uso le infrastrutture idriche), da una lettura del Bilancio 2013, manifesti una stridente situazione di disequilibrio economico finanziario”. Di qui - proseguono i sindaci - “appare, altresì, inappropriato il richiamo, sempre nell’atto di diffida ad un asserita responsabilità erariale”.

PIETRASANTA (LU), FINE DELL'EMERGENZA TALLIO

È di nuovo potabile l’acqua di rete in tutto il territorio comunale di Pietrasanta (LU), compresa la frazione di Valdicastello, la più colpita dall’emergenza del tallio nell’acqua destinata al consumo umano e l’ultima a uscirne. Il sindaco della cittadina versiliese, Domenico Lombardi, ha revocato interamente l’ordinanza di non potabilità a seguito degli esiti favorevoli delle analisi effettuate dal gestore Gaia e dall’Ausl 12 Versilia.
Per abbattere la concentrazione di tallio nell’acqua potabile Gaia ha investito 700.000 euro destinati alla sostituzione della rete idrica (6 km di tubazioni a Valdicastello e 400 m a Pietrasanta). Oltre ai lavori sulla rete, il gestore ha effettuato più di 2.000 campionamenti, in media 40 prelievi al giorno in vari punti: fontane, sorgenti, serbatoi e abitazioni, per un costo totale di 60.000 euro. Ma gli interventi non si fermano: prossimamente saranno avviati altri lavori, del costo di circa 2 milioni di euro, con l’obiettivo di evitare l'emergenza idrica in estate, vista l’esclusione di una fonte di approvvigionamento inquinata dalla presenza di tallio.

GORI E AQP, PROTOCOLLO DI INTESA PER OTTIMIZZARE IL SERVIZIO

E’ stato siglato nei giorni scorsi ad Ercolano (NA) un importante Protocollo d’Intesa tra il gestore idrico vesuviano GORI e Acquedotto Pugliese, mirato all’instaurazione di stabili relazioni industriali atte al miglioramento del servizio offerto ai rispettivi utenti.
L’intesa sottoscritta con GORI mira alla definizione ed all’implementazione di procedure e sistemi gestionali innovativi, con particolare riferimento all’efficienza delle reti e degli impianti gestiti. Le due aziende, entrambe ricadenti nel distretto idrografico dell’Appennino meridionale, valuteranno anche la possibilità di adottare comuni forniture (ad esempio per l’energia elettrica) abbattendo in tal modo i costi operativi. Il tutto, ovviamente, a vantaggio dei cittadini dei Comuni gestiti. Per la realizzazione di tutte le attività previste dal Protocollo sottoscritto, è stato stabilito di istituire un tavolo tecnico congiunto.
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TOSCANA, PREDISPOSTO ACCORDO PER INTERVENTI FOGNARIO-DEPURATIVI

Il Consiglio metropolitano di Firenze ha approvato un accordo di programma per l’attuazione di un programma di interventi relativi ai sistemi di fognatura e depurazione sul territorio toscano. L’accordo è stato predisposto di concerto tra Regione Toscana, Autorità idrica toscana, Province di Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Prato e Pistoia, Città metropolitana di Firenze, Comuni di Abetone (PT) e Fiesole (FI), Acque SpA, Acquedotto del Fiora, Asa, Gaia, Nuove Acque e Publiacqua.
L’accordo riguarda gli scarichi dei piccoli agglomerati fino a 2.000 abitanti equivalenti recapitanti in acque superficiali interne e in acque di transizione, nonché degli agglomerati fino a 10.000 abitanti equivalenti recapitanti in acque superficiali marino-costiere. Obiettivo dell’accordo è definire gli interventi necessari all’adeguamento di tali scarichi, concorrere al perseguimento degli obiettivi di qualità ambientale indicati dalla direttiva 2000/60/CE, coordinando la programmazione dell’Autorità idrica toscana nel settore fognario-depurativo con la pianificazione regionale di tutela delle acque e il Piano di gestione distrettuale. Gli allegati all’accordo individuano gli interventi da effettuare in tre tranche: entro il 31 dicembre 2015 (19 scarichi per 2.264 ae, costo complessivo di 2,35 milioni di euro), entro il 31 dicembre 2018 (149 scarichi per 42.660 ae, costo complessivo di 43,5 milioni di euro) e successivamente al 1° gennaio 2019 (166 scarichi per 26.313 ae, costo complessivo di 48,4 milioni di euro). Sono inoltre individuati degli interventi su 78 scarichi con meno di 1.000 abitanti equivalenti (39.777 ae in tutto), per un totale di 20,6 milioni di euro, da programmare entro il 31 dicembre 2017. L’accordo prevede infine la costituzione di un Collegio di vigilanza, presieduto dal presidente della Giunta regionale toscana o da un suo delegato e composto da rappresentanti delle altre parti firmatarie, con il compito di vigilare sull’adempimento dell’accordo stesso.

EX CONSORZIO AURUNCI, INCHIESTA DELLA CORTE DEI CONTI SU DEBITO DI 67 MLN

L’ex Consorzio acquedotto degli Aurunci al centro di un’inchiesta della finanza per il debito accumulato. La guardia di finanza ha infatti acquisito gli atti presso il comune di Cassino, su mandato della Corte dei Conti che, a seguito di alcuni esposti, ha dato il via agli accertamenti sulla massa debitoria che supera i 67 milioni di euro. L’obiettivo dell’indagine è accertare eventuali responsabilità contabili da parte di chi negli anni si è succeduto all'amministrazione del Consorzio. La mole di passività accumulata negli anni, anche dopo la cessazione della specifica funzione di costituzione risalente al 1942, verrà passata sotto la lente della magistratura contabile.
Un indagine che arriva dopo la certificazione dello stato di passività da parte dei tecnici nominati lo scorso anno dalla Prefettura. Il debito è pari a 67 milioni di euro, in capo ai Comuni che in precedenza facevano parte dell'Ente e ora hanno aderito all'Ato 5. Tutto nasce nel 1996, quando avvenne il passaggio di funzioni dal Consorzio degli Aurunci ad Acea - Ato 5 ma non si procedette alla liquidazione. Solo nel 2010 furono nominati i commissari per la ricognizione di bilancio, conclusa con una relazione debitoria da 67 milioni di euro e con 13 milioni di crediti, che, però, nessuno ha mai riscosso. In totale i Comuni ex consorziati sono 79, sparsi in tre regioni, Lazio, Abruzzo e Molise.

LUCCA, DAL COMUNE OK AI RECUPERI TARIFFARI

Ratificati dal comune di Lucca provvedimenti finali presi dall’Autorità idrica toscana e dall’Aeegsi in merito al conguaglio delle tariffe idriche degli anni 2010 e 2011. La revisione della tariffa idrica di questi due anni era infatti stata sospesa dall’organo competente (il Cipe) in considerazione del riordino del settore in corso e del passaggio delle competenze ad una apposita Autorità nazionale, avvenuto poi nel 2011 a favore dell’Aeegsi. Quest’ultima, alla fine di un percorso assai complesso, nel giugno 2014 ha approvato le regole per la determinazione del recupero e, in applicazione di queste disposizioni, l’Autorità idrica toscana ha quantificato il recupero della tariffa.
In base alla quantificazione del recupero deciso dall’Ait per il Comune di Lucca, il gestore idrico Geal dovrà recuperare complessivamente 490.000 euro e il recupero riguarderà le utenze domestiche e quelle industriali. In particolare le utenze domestiche dovranno corrispondere nel 2015 in media 15 euro in più in bolletta. L’incremento di 15 euro è applicato solo per il 2015 quindi in misura una tantum e non andrà ad incidere in alcun modo sulla base di partenza delle tariffe degli anni successivi. Per rendere più agevole il pagamento è stato inoltre deciso di distribuire il recupero dei circa 15 euro per utenza su 4 bollette.
Le risorse che verranno recuperate attraverso il conguaglio verranno reinvestite dall’azienda sulla rete locale di distribuzione del servizio idrico, di fognatura e depurazione.

PORDENONE, GESTORI IDRICI RINUNCIANO A CONGUAGLI PER 1 MLN

Le due società che gestiscono il servizio idrico integrato in 36 Comuni della Provincia di Pordenone, Sistema Ambiente e Hydrogea, hanno rinunciato a parte dei conguagli tariffari relativi agli anni 2012 e 2013, per i quali le determinazioni tariffarie sottoposte all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico non erano ancora state approvate in quanto eccedenti il limite di variazione previsto (6,5%). Ne dà conto Il Gazzettino dopo che la stessa Autorità ha approvato le tariffe dei due gestori per gli anni 2014 e 2015 stabilendo anche i moltiplicatori tariffari relativi al biennio precedente, utili alla quantificazione dei conguagli, a seguito della rinuncia.
Il recupero di quanto inizialmente previsto avrebbe comportato un incremento delle bollette del 15% per gli utenti di Sistema Ambiente (pari a circa 600.000 euro) e del 2,5% per quelli di Hydrogea (circa 400.000 euro). Le due società hanno dunque rinunciato a un introito complessivo di circa 1 milione di euro, su richiesta dell’assemblea Ato che ha ritenuto opportuno non determinare ulteriori aggravi per gli utenti. Entrambe le società hanno chiuso i propri bilanci in attivo e sono pertanto in grado di fronteggiare il mancato incasso.

MM, TRAINING LUNGO IL PERCORSO DELLE “VEDOVELLE” IN VISTA DELLA MARATONA DI NEW YORK

Il popolo dei runners si arricchisce dei dipendenti della storica MM SpA (ex Metropolitana Milanese), gestore del servizio idrico integrato a Milano. che vedono nella manifestazione del 12 aprile un'occasione per rilanciare il proprio impegno sociale e la sensibilità sul tema dell’acqua.
Sarà uno spunto, per tutti i partecipanti, già consapevoli dell'importanza di questo momento di festa. MM infatti vuole promuovere un programma di training rivolto ai runners milanesi, ma anche ai semplici cittadini, in vista della competizione newyorkese del 1° novembre. Il training sarà effettuato a luglio, lungo un itinerario caratterizzato dalla presenza delle ‘Vedovelle’, le mitiche fontane verdi che contraddistinguono Milano nel Mondo.
Con questo appuntamento hanno inizio i festeggiamenti che, in varie tappe, porteranno a celebrare i “primi” 60 anni di MM il prossimo 6 ottobre.
La squadra di dipendenti che consegue il risultato migliore andrà a New York per proseguire la corsa in sostegno di Amref.
A partecipare all’evento di domenica 12 aprile saranno 7 le squadre di MM.
L’azienda, inoltre, sarà presente alla partenza con un gazebo e fornirà, lungo tutta la tratta, l’acqua per lo spugnaggio e per il ristoro.

LIGURIA, CONSULTA BOCCIA GESTIONE AUTONOMA IN PICCOLI COMUNI

La Corte costituzionale, con sentenza n. 32/2015, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell'art. 10, comma 1, della legge regionale della Liguria n. 1/2014 (“Norme in materia di individuazione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni relative al servizio idrico integrato e alla gestione integrata dei rifiuti”), impugnato dal Consiglio dei ministri, con cui la Regione aveva dato la possibilità ai Comuni già appartenenti alle Comunità montane e con popolazione inferiore o uguale a 3.000 abitanti di gestire autonomamente il servizio idrico, in forma singola o associata.
Il Consiglio dei ministri aveva contestato la norma in quanto contrastante con le competenze legislative statali in materia dei tutela della concorrenza e dell’ambiente. La Corte, presieduta da Alessandro Criscuolo, ha confermato la censura, annullando di fatto i provvedimenti adottati in questi mesi da oltre una decina di piccoli Comuni della Liguria, i cui Consigli comunali avevano votato per la gestione diretta del servizio.

ISRAELE - GIORDANIA, ACCORDO PER CONDIVIDERE L'ACQUA

Israele e Giordania hanno firmato un accordo bilaterale per lo scambio di acqua. L'intesa, del valore di circa 780 milioni di euro, consentirà ai due paesi di condividere l’acqua potabile prodotta in un futuro impianto di desalinazione ad Aqaba, porto giordano sul Mar Rosso. L’impianto rifornirà di acqua potabile la città portuale di Eilat, nel sud di Israele, e le aree circostanti; al contempo, ricaricherà il Mar Morto con acqua salata trasportata da un’apposita condotta. In cambio della sua quota di acqua dissalata, Israele raddoppierà le proprie forniture di acqua al fiume Giordano dal lago di Tiberiade.
L'accordo, firmato dal ministro israeliano dell’Energia e dell’Acqua Silvan Shalom e dal ministro giordano dell’Acqua Hazim El-Naser, è il risultato di un memorandum d’intesa firmato da Israele, Giordania e Autorità nazionale palestinese nel dicembre 2013 a Washington. Durante la prima fase del progetto dall’impianto di Aqaba verranno pompati 300 milioni di mc d’acqua l’anno, con l’obiettivo finale di arrivare a 2 miliardi di mc. Il progetto prevede inoltre che parte dell’acqua proveniente dall’impianto sia fornita all’Autorità palestinese.

ANCE, PIANO DA 5.000 CANTIERI: 260 OPERE PER 432 MLN

Circa 5.300 cantieri per realizzare opere utili al paese e in grado di rilanciare l’economia, producendo 165.000 posti di lavoro e una ricaduta positiva di 32 miliardi di euro. Questo il piano dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), frutto di una ricognizione su tutto il territorio nazionale, lanciato dal presidente Paolo Buzzetti nel corso del Building day organizzato a Roma dall’Ance insieme a tutta la filiera del settore edile (Cna costruzioni, Anaepa Confartigianato, Aci - Produzione lavoro e Federcostruzioni). Il costo delle opere, il 75% delle quali è a un livello di progettazione avanzata, sarebbe di 9,8 miliardi di euro, da finanziare con il Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020. Nella lista anche 260 infrastrutture idriche (il 5% del totale delle opere) per un importo complessivo di 432 milioni di euro (il 4% del totale). Di queste, 19 sarebbero da realizzare in Abruzzo (6,8 milioni di euro), 31 in Calabria (47,5 milioni di euro), 33 in Campania (91,6 milioni di euro), una in Emilia-Romagna (3,4 milioni di euro), 8 in Friuli-Venezia Giulia (2,5 milioni di euro), 13 nel Lazio (23 milioni di euro), 19 in Liguria (6,9 milioni di euro), 13 in Lombardia (3,2 milioni di euro), 6 nelle Marche (8,3 milioni di euro), 6 in Piemonte (4,1 milioni di euro), 23 in Puglia (82,7 milioni di euro), 2 in Sardegna (450.000 euro), 62 in Sicilia (144 milioni di euro), 16 in Toscana (4,9 milioni di euro) e 8 in Veneto (2,3 milioni di euro).

ACQUE VERONESI, AL VIA I LAVORI SU POTABILIZZATORE DI LONIGO (VI)

Sono partiti in queste settimane, e termineranno entro la fine di giugno, i lavori per la realizzazione del primo stralcio dell’impianto di potabilizzazione di Madonna di Lonigo (VI), eseguiti da Acque Veronesi. L’intervento nasce dalla necessità di rimuovere le sostanze perfuoralchiliche (pfass), come da linee guida emanate dalla Commissione europea (2010/161/UE), la cui eventuale presenza nelle acque è monitorata dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) in accordo con il ministero dell'Ambiente.
L’indagine sull’impianto di Longo, spiega Acque Veronesi, aveva evidenziato la presenza di pfass nelle falde acquifere di Almisano, sfruttate per l’approvvigionamento idrico del Comune di Lonigo, dei Comuni in sinistra Adige della Provincia di Verona e del Comune di Montagnana (PD), nonché di alcuni Comuni dell’area berica. L'Istituto superiore di sanità, il 10 giugno 2013, aveva rassicurato circa la mancanza di un rischio immediato per la popolazione servita dall’impianto, ma a scopo cautelativo aveva consigliato l'adozione di misure di trattamento delle acque potabili per l'abbattimento delle sostanze in questione. Era stata avviata un’attività di prevenzione e controllo sulla filiera idrica delle acque destinate al consumo umano nei territori interessati e, per ridurre al minimo il potenziale rischio per la popolazione, Acque Veronesi aveva attivato il trattamento di potabilizzazione già esistente presso la centrale di produzione idrica.
Attualmente l’impianto è costituito da due filtri a sabbia e da quattro unità di filtrazione su carbone attivo granulare e disinfezione. Ha però una potenzialità di soli 200 l/s che, a fine intervento, sarà elevata a 500 l/s mediante l’aggiunta di ulteriori 3 filtri a sabbia e 6 filtri a carbone attivo granulare. L’intervento in fase di realizzazione rappresenta il primo stralcio di un progetto complessivo consistente nel potenziamento del sistema di trattamento a carboni attivi e in un serbatoio di accumulo di 4.000 mc, necessario per ottimizzare la gestione dell’intero sistema idrico di distribuzione. “Porteremo a termine l’intervento nei tempi previsti - ha assicurato Massimo Mariotti, presidente di Acque Veronesi - per assicurare maggiore sicurezza a tutte le famiglie servite. L’opera avrà un costo di 1 milione e 400 mila euro e la stessa cifra verrà investita per la realizzazione del secondo stralcio”. Per quanto concerne invece i pozzi privati utilizzati per scopi potabili, Acque Veronesi aveva già dato disponibilità ad effettuare i controlli necessari presso i propri laboratori per la verifica dell’eventuale contaminazione soprattutto nelle Province di Verona, Vicenza e Padova.

INFRAZIONI, ACCORDO ATO - PAVIA ACQUA PER INTERVENTI FOGNARI E DEPURATIVI PER QUASI 3 MLN

L’accordo di programma firmato nei giorni scorsi tra Ato della provincia di Pavia e il gestore in house Pavia Acque ha dato il via a interventi per circa 2milioni e 800mila euro, di cui oltre 2milioni messi dall’Ato e la parte rimanente da Pavia Acque. Si tratta di interventi che riguarderanno i sistemi di depurazione e che verranno effettuati nei comuni di San Martino, Cava Manara e Vidigulfo. Serviranno per regolarizzare situazioni già oggetto di procedura di infrazione comunitaria, in quanto riguardano centri con più di 2mila abitanti.
«La loro realizzazione risulta di prioritaria importanza - sottolinea Giampiero Acciaioli, direttore di Ato -. Serviranno a risolvere forti criticità che riguardano la rete fognaria e gli impianti di depurazione». Impianto di depurazione addirittura inesistente a Vidigulfo che conta 6mila abitanti. Qui infatti verrà effettuato l’intervento più significativo, anche dal punto di vista economico, ricorda il presidente di Ato, Delio Todeschini che parla di «un centro dove finalmente si provvederà al collettamento dei reflui fognari e alla realizzazione di un depuratore». La spesa è di circa 2milioni, un milione e 710mila euro il finanziamento dell’Ufficio d’Ambito.
Ammonta invece a 565mila euro il costo dell’intervento di collettamento delle acque reflue che verrà effettuato a Cava, quasi 198mila euro la somma investita da Ato che invece a San Martino, per il completamento della stazione di sollevamento, ha dirottato risorse per 125.676 euro per lavori che complessivamente costeranno circa 190mila euro. «A Cava - chiarisce il presidente Todeschini - questa operazione consentirà di convogliare le acque reflue ora convogliate a Mezzana Corti nel nuovo impianto di Cava Manara. Importanti anche i lavori che verranno eseguiti a San Martino dove si completerà il sistema di depurazione dell’intero corpo idrico, visto che un terzo della popolazione non era allacciata al depuratore».
A breve, spiega Acciaioli, partiranno le gare d’appalto, mentre entro primavera prenderanno il via i lavori. «I progetti sono stati approvati da Ato e verranno realizzati da Pavia Acque - precisa -. Li abbiamo inseriti nel Piano d’Ambito per evitare le sanzioni». «Va ricordato - conclude Todeschini - che Ato finanzierà questi interventi, senza però intaccare le tariffe a carico dei cittadini. Si tratta infatti di fondi che siamo riusciti ad ottenere da Regione Lombardia e Ministero dell’Ambiente».
Ato ha anche approvato l’intervento (800mila euro) ad Oriolo (Voghera) e al Cavo Lagozzo, località Medassino (Voghera) per 2milioni e 600mila euro.

ABRUZZO, 69 MLN PER SISTEMA IDRICO

La Giunta regionale abruzzese ha approvato una delibera con la quale individua gli interventi da finanziare con i fondi derivanti dal decreto Sblocca Italia, per complessivi 69 milioni di euro. Si tratta di una serie di opere miranti al completamento del sistema idrico integrato della Regione, che si compone di tre indirizzi: potenziamento dell’acquedotto del Ruzzo (33 milioni di euro, intervento a cura di Ruzzo Reti); disinquinamento dei fiumi Aterno e Pescara (14,1 milioni di euro, un intervento da 3,5 milioni a cura di Gran Sasso Acqua); adeguamento e ottimizzazione delle reti idriche e fognarie (21,9 milioni di euro, un intervento da 8,5 milioni a cura dell’Aca, uno da 2 milioni di competenza del Cam, uno da 1,9 milioni riguardante Saca e 1,6 milioni per Sasi nell’ambito di un intervento del valore complessivo di 8,5 milioni).

BASILICATA, EGRIB SI OCCUPERA' ANCHE DI RIFIUTI

La Giunta regionale della Basilicata ha presentato un nuovo testo del disegno di legge che istituisce l’Ente di governo delle risorse idriche della Basilicata (Egrib), ritirando quello precedente, dopo i rilievi delle Commissioni consiliari circa la possibilità di attribuire all’Ente funzioni di governance anche nel settore dei rifiuti. Il nuovo soggetto si chiamerà dunque Ente di governo per i rifiuti e le risorse idriche della Basilicata.
Il nuovo impianto del ddl, all’esame della prima Commissione, prevede un unico ente che si occupi di “coordinamento, alta vigilanza ed indirizzo rispetto alle politiche di competenza regionale in materia di acqua, anche con riferimento agli accordi interregionali di settore”, nonché di “indirizzo, coordinamento e alta vigilanza sugli operatori pubblici e privati coinvolti nel sistema idrico regionale”, del governo del servizio idrico integrato e della gestione integrata dei rifiuti. L’avvio a regime del nuovo sistema è previsto per il 1° gennaio 2016.

LEGNAGO (VR), OK ALL'ESTENSIONE DELL'ACQUEDOTTO A TORRETTA

Il Comitato istituzionale del Consiglio di Bacino Veronese, nell’ultimo Cda, ha approvato il progetto preliminare “Estensione della rete idrica dell’acquedotto alla località Torretta - Comune di Legnago”: l’acqua potabile di acquedotto arriverà nella frazione di Torretta di Legnago, centro abitato della Provincia veronese confinante con la Provincia di Rovigo. L’intervento, del costo totale di 315.000 euro, ha l’obiettivo di estendere il servizio acquedotto alla frazione Torretta, permettendo l’allacciamento di circa 175 abitanti alla rete acquedottistica pubblica. Attualmente gli abitanti si servono di pozzi privati che prelevano acqua dalla prima falda, soggetta ad inquinamento da arsenico.
L’intervento è frutto della collaborazione tra i Consigli di Bacino Veronese e Polesine. Il problema da superare era la lunga distanza che separa Torretta dalla rete idrica di Legnago: l’allacciamento con quest’ultima avrebbe comportato la realizzazione di un lungo collegamento, con un elevato costo. L’interessamento diretto dell’amministrazione comunale di Legnago e il supporto economico della Regione Veneto (200.000 euro) hanno consentito di individuare una soluzione tecnicamente ed economicamente più vantaggiosa, con un collegamento più breve alla rete idrica dell’Ato Polesine (Provincia di Rovigo): Polesine Acque fornirà quindi acqua all’ingrosso ad Acque Veronesi. Il progetto prevede la posa di circa 1.600 m di nuova rete acquedotto ad opera di Acque Veronesi. Oltre alla posa su piano stradale, è previsto anche l’attraversamento del fiume Tartaro, confinante con il centro abitato di Torretta.

ANDRIA (BT), INDAGATI PERRONE E EX VERTICI AQP PER GLI SCARICHI DEL DEPURATORE

C’è anche il sindaco di Lecce Paolo Perrone tra le 12 persone indagate dalla Procura di Trani per l’inquinamento del depuratore di Andria. L’iscrizione di Perrone nel registro degli indagati è un atto dovuto e formale in quanto il sindaco del capoluogo salentino è anche presidente dell’Autorità idrica pugliese, il cui direttivo è composto in totale da cinque sindaci, uno per provincia.
L’ipotesi accusatoria è quella di aver omesso di compiere atti di controllo e di sanzione rispetto al gestore dell’impianto di depurazione, che scaricava acque inquinate nei canali di acqua pulita. L’impianto nel 2013 venne sottoposto a sequestro preventivo in quanto dalle analisi effettuate sulle acque si riscontrò la presenza del batterio “escherichia coli”, responsabile della sindrome “emolitica uremica” che in passato colpì molti bambini della zona. Oltre a Perrone risultano indagati nell’inchiesta anche gli ultimi due ex amministratori unici di Aqp, Gioacchino Maselli e Ivo Monteforte. Ma ci sono anche i responsabili dell’Aip: oltre al presidente del cda, Perrone, anche Vito Colucci e Roberta Maria Rana. E poi l’allora presidente di Pura Depurazione (la società incaricata della conduzione dei depuratori, ormai assorbita da Aqp), Mauro Spagnoletta; i funzionari Teresa Trimigliozzi per Aqp e Giovanni Di Scipio di Pura Depurazione; la dirigente del servizio Tutela acque della Regione e coordinatrice dell’ufficio del commissario per l’Emergenza rifiuti, Maria Antonia Iannarelli; i tecnici della commissione di collaudo (Antonio Marra, Luigi Nigro e Francesco Sannicandro).

SARDEGNA, OK A 11 COMUNI PER GESTIONE ACQUA

Gli 11 Comuni montani sardi con meno di 1.000 abitanti potranno mantenere la gestione autonoma della risorsa idrica: è quanto emerso nel corso del primo incontro tra la Regione Sardegna, l’Anci regionale e una delegazione dei sindaci dei Comuni attualmente non inseriti nell’Ato regionale e non aderenti al gestore unico del servizio idrico integrato Abbanoa.
I Comuni interessati sono Bultei, Anela, Burgos, Esporlatu, Modolo, Bessude, Bottida, Cheremule, Gadoni, Olzai e Siligo. Per altri nove centri che sono fuori da Abbanoa ma che vengono riforniti dal gestore, si individuerà una soluzione che coinvolga Abbanoa valorizzando le loro competenze. Sulla situazione di altri 12 paesi che gestiscono la risorsa idrica autonomamente, sia in termini di risorse che di impianti e reti, la Regione e l’Anci intendono aprire un approfondimento sulla gestione futura nel rispetto del principio di sussidiarietà della Costituzione.

PARTITE PREGRESSE, SARDEGNA: RINVIO IN ATTESA DI AEEGSI

“È una novità importante, perciò abbiamo chiesto ad Abbanoa di posticipare la data del 31 marzo". Così l'assessore della regione Sardegna ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda commenta la delibera dell’Aeegsi di avviare il procedimento per l'anticipazione dei conguagli alla società, così come richiesto da Regione e Abbanoa sin da luglio 2014. "Speriamo - aggiunge - che la decisione dell'Aeegsi consenta a brevissimo l'anticipazione dei conguagli e quindi di spostare l'incasso in un tempo più lungo e meno impattante sui redditi delle famiglie”.
"Per questo importante risultato - prosegue Maninchedda - voglio ringraziare prima di tutto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Del Rio, l'onorevole Luca Lotti, i parlamentari Francesco Sanna, Roberto Capelli e Luciano Uras che si sono quotidianamente e in silenzio impegnati per portare a casa il risultato, il consigliere regionale Gavino Manca e infine un particolare ringraziamento ad Anci Sardegna. È un tema che ormai sta diventando importante per tutte le Regioni italiane, la Sardegna sta giocando un fondamentale ruolo da apripista".

NAPOLI. GORI E BONUS IDRICO, COSENTINO: “CONTRASTO ALLA MOROSITÀ E’ TUTELA PER GLI UTENTI IN REGOLA”

Grazie al Bonus Idrico istituito dall’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, a partire dalla prossima fatturazione utile emessa da GORI, 177 famiglie di Brusciano (NA) riceveranno un rimborso annuale, pari all'importo relativo a 80 litri al giorno su base annua per ciascun componente del nucleo familiare. In questo modo, diverse famiglie azzereranno quasi completamente i corrispettivi annuali per il servizio idrico integrato. I beneficiari hanno presentato domanda all’ufficio Servizi Sociali del Comune di Brusciano che ha poi trasmesso a GORI l’elenco degli aventi diritto in relazione all’anno 2014. Analoga iniziativa è già stata deliberata dall’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano anche per il 2015. Si tratta di un aiuto concreto in arrivo per le tante famiglie in difficoltà economica, che va ad affiancarsi all’altra importante iniziativa messa in campo, relativa ai 30 mila litri d’acqua l’anno a quota variabile gratis per tutte le utenze domestiche residenti.
Considerate le azioni poste in essere a tutela di chi vive reali condizioni di difficoltà economica, GORI è obbligata a proseguire le attività di distacco della fornitura per morosità, come previsto dal Regolamento di utenza del Servizio Idrico Integrato e dalla normativa vigente, anche e soprattutto in rispetto della stragrande maggioranza dei cittadini che con regolarità pagano i corrispettivi del servizio idrico integrato erogatogli.
Per tali motivi, si ritiene ingiustificabile e comunque priva di qualsiasi fondamento morale e legale l’Ordinanza del Comune di Brusciano annunciata dagli organi di stampa (e, allo stato, mai notificata), che intende vietare alla GORI di procedere ad effettuare le sospensioni della fornitura idrica; naturalmente, una volta notificataci, la Società procederà ad impugnare innanzi l’Autorità giudiziaria competente l’Ordinanza in questione.
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ETRA, INTERVENTI DA 1 MLN SU FOGNATURA E DEPURAZIONE NEL MANTOVANO

Etra, azienda veneta che gestisce il servizio idrico integrato nel territorio che si estende lungo il bacino del fiume Brenta, ha avviato lavori per oltre 1 milione di euro per diminuire l’impatto ambientale del depuratore di Carmignano di Brenta ed estendere la rete fognaria del Comune di Rubano, in Provincia di Padova.
Il primo intervento, del valore di 850.000 euro, consentirà di migliorare la qualità delle acque depurate, minimizzare i rischi di emissioni maleodoranti e aumentare l'affidabilità globale dell'impianto di depurazione di Carmignano del Brenta. I lavori sono interamente finanziati dal Consiglio di Bacino Brenta nel quadro del Piano d’Ambito. Si tratta del secondo stralcio di un progetto generale, spiega il presidente del Consiglio di gestione di Etra Stefano Svegliado, approvato dalla Regione Veneto per potenziare l’impianto a 30.000 abitanti equivalenti, da realizzarsi in tre fasi. La prima, conclusa nel 2003, ha portato la capacità di trattamento dell’impianto a 20.000 abitanti equivalenti. Questo nuovo intervento, spiega Svegliado, “è finalizzato a migliorare la qualità finale delle acque depurate prima dello scarico nel corpo idrico ricettore e a minimizzare i rischi di emissioni maleodoranti in atmosfera grazie all'introduzione di nuovi filtri”. La conclusione dei lavori è prevista entro aprile.
Quanto alla rete fognaria di Rubano, si prevede un intervento da 211.000 euro per garantire l’allacciamento a 15 utenze residenziali al momento non raggiunte dal servizio. I lavori consistono nella posa di nuove condotte dedicate alla raccolta di acque nere per un totale di 382 m di lunghezza. Nel progetto è prevista una parte del deflusso dei reflui a gravità, mentre per un breve tratto si dovrà sfruttare la pressione generata da un impianto di sollevamento, di nuova realizzazione, che permetterà di convogliare e immettere le acque nella rete di fognatura esistente in via Gioberti. I lavori sono finanziati da Etra e saranno terminati a giugno 2015.

CAM, EVITATO RISARCIMENTO DI 75 MLN A ENEL

Il Consorzio acquedottistico marsicano (Cam), gestore del servizio idrico integrato nell’Ato 2 dell’Abruzzo, ha vinto una battaglia legale durata 19 anni con l’Enel, sottraendosi al rischio di dover sborsare 75 milioni di euro. Lo segnala il Centro, edizione de L’Aquila, raccontando come - dopo 9 diverse sentenze, di cui 2 delle sezioni unite della Cassazione - il Tribunale superiore delle acque pubbliche abbia definitivamente respinto le richieste di risarcimento avanzate dall’Enel nei confronti del Cam per l’utilizzo delle fonti che alimentano gli acquedotti della Marsica: acque che Enel era titolare a sfruttare per la produzione di energia elettrica in virtù di una concessione statale mentre il Cam non aveva alcuna concessione per il loro utilizzo ai fini del consumo umano. Ma il gestore idrico ha dimostrato le sue ragioni dinanzi al Tribunale e, salvo ulteriore ricorso dell’Enel alle sezioni unite della Cassazione, ha scampato il pericolo del risarcimento milionario. La sentenza segue un recente giudizio del Tribunale superiore delle acque in una vicenda analoga che vedeva contrapposti il Cam e il Comune di Castellafiume (AQ) a Enel Green Power.

CATANZARO, APPALTATI I LAVORI PER IL NUOVO DEPURATORE

È stato assegnato in via provvisoria a un raggruppamento temporaneo di imprese, unica offerta pervenuta, l’affidamento in project financing dei lavori di realizzazione e gestione del nuovo sistema depurativo con annesse reti fognanti al servizio della città di Catanzaro. Al raggruppamento d’impresa è stata anche aggiudicata la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva dell’opera. A renderlo noto, in un comunicato, è il Comune di Catanzaro che si potrà dotare finalmente, dopo circa 30 anni, di un nuovo depuratore.
La realizzazione dell’opera costerà complessivamente circa 25 milioni di euro e consentirà, tra l’altro, di decongestionare le reti fognarie esistenti e di ridurre il rischio di sversamenti di liquami nel lungomare della città. Il progetto prevede la costruzione del nuovo sistema depurativo con annesse reti fognarie a servizio del territorio urbano della città in località Germaneto, sulla sponda sinistra del fiume Corace, e la dismissione dell’impianto esistente. L’appalto prevede inoltre l’affidamento del servizio di gestione degli impianti e della rete di collettori fognari che sarà realizzata nelle zone sprovviste di rete fognaria.
Per tale progetto il Comune ha ottenuto un finanziamento pubblico nell'ambito dell'accordo di programma quadro "Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche". Parte dell’importo è strato messo a disposizione dal ministero dell'Ambiente e parte del Cipe, per un totale di 14.507.000 euro, la restante parte proviene da finanziamento privato.

DEPURAZIONE AD AUGUSTA (SR): 40 MILIONI FERMI E NESSUN GESTORE

Mentre la Commissione straordinaria che guida il Comune di Augusta (SR) si dichiara incompetente sulla costruzione del nuovo depuratore consortile e delle opere fognarie connesse, ancora nulla si muove sul piano operativo, nonostante i circa 40 mln stanziati dal Cipe. Entro il dicembre scorso era attesa la nomina di un commissario straordinario per completare la progettazione dell’opera, per poi passare all’affidamento e alla realizzazione. Ne dà notizia il Quotidiano di Sicilia.
Per Francesco Puglisi, componente della Commissione straordinaria “il Comune non è stato nelle condizioni di trasmettere agli organi competenti tutti gli atti e i progetti, da porre a base di gara, per realizzare le suddette opere, non essendo il soggetto attuatore, e questo spiega il mancato espletamento dell'iter. La stessa risposta è stata fornita all'Ispra, a cui spetta verificare lo stato dell'arte dell'iter e quindi decidere se nominare un commissario”. “L’Ispra - continua Puglisi - ci ha chiesto una relazione. Noi abbiamo chiarito che il soggetto attuatore è ancora l'Ato, in dismissione, ma che esiste ancora come Ente. Lo scorso dicembre abbiamo per iscritto comunicato che il responsabile unico del procedimento dei 12 progetti è l'ingegnere Figura dell'Ato, ma finora non abbiamo ottenuto risposta. L'alternativa al commissariamento sarebbe quella di nominare il Comune soggetto attuatore. I fondi stanziati dal Cipe per la realizzazione del sistema di depurazione dei reflui si perderanno? è la domanda alla quale nessuno al momento è in grado di dare risposta. Il primo dicembre 2014 dal Governo nazionale è pervenuta al Comune, la notifica dell'assegnazione del termine perentorio di 15 giorni per trasmettere atti e progetti. Termine che non è stato rispettato, perché il Comune non è appunto il soggetto attuatore”.
I 12 progetti riguardanti la costruzione della rete fognaria e l'impianto di depurazione sono stati redatti a cura della Sai8, ora fallita e in liquidazione, cui nessun gestore è ancora subentrato. Dei 12 progetti 11 non sono stati approvati, quindi non esecutivi mentre uno addirittura non è pronto.

FIUME OGLIO, DEPURAZIONE E COLLETTAMENTO TRA BERGAMO E BRESCIA DA 4,5 MLN

Una conferenza di servizi fissata a Palazzolo (BS) per portare a termine il progetto dei nuovi impianti di depurazione dei reflui che attualmente scaricano nel fiume Oglio e riqualificare così l’area, con un investimento di 4,5 milioni di euro, diviso tra la bergamasca Uniacque e la bresciana Aob2.
Il progetto, di cui si parlava da anni, è stato ripreso nel 2013, portando allo stesso tavolo le due società, i Comuni e le rispettive Province.
La conferenza segna l´avvio della fase di realizzazione del progetto concordato: si prevede di costruire un nuovo depuratore a Palazzolo, dove confluiranno le fognature anche del vicino comune di Castelli Calepio, spostando a «valle» dell´Oglio le acque depurate, che potranno essere utilizzate per l´irrigazione. Il progetto prevede una nuova dorsale per le fognature del Comune bergamasco, che saranno convogliate sulla sponda bresciana, eliminando gli scarichi nel fiume.
Per le opere di collettamento, la cui costruzione dovrebbe iniziare in primavera ed essere completata nell´estate 2016, Uniacque spenderà 1,4 milioni di euro. I lavori per la costruzione del nuovo depuratore, che costerà 3 milioni di euro (al 50% tra le due società) inizieranno nell´autunno del 2015 e finiranno nel 2017. Angelo Zinelli, presidente di Aob2, apprezza «la collaborazione con i Comuni di Palazzolo e Castelli Calepio, che hanno lavorato insieme dotare quel tratto dell´Oglio di una depurazione adeguata».

PUGLIA, PAVONCELLI BIS E POTABILIZZATORE DI CUOZZO IN AUDIZIONE REGIONALE

Audizione in Commissione Ambiente della regione Puglia sullo stato dei lavori per la realizzazione della Galleria di valico “Pavoncelli bis” e l’impianto di potabilizzazione “Cuozzo” di Conza della Campania. A dare delle delucidazione in merito alla realizzazione della “Pavoncelli bis” è stato il commissario straordinario Roberto Sabatelli, che ha informato la Commissione che i lavori sono ripresi da pochi giorni e procedono regolarmente, dopo uno stop di quattro mesi a causa delle fuoriuscite di gas e gli allagamenti in galleria. La fine dei lavori è prevista per la fine del 2016, ma è compromessa dalle difficoltà finanziarie derivanti da una carenza di liquidità, poiché le risorse utili ai fini del completamento dell’opera, derivano da quattro fonti diverse di finanziamento.
L’aspetto finanziario è stato trattato dal dirigente dell’Assessorato ai lavori pubblici Antonio Lacatena, il quale ha spiegato che dei 37 milioni di euro che giacciono sul bilancio regionale, a causa delle restrizioni dettate dal Patto di stabilità e secondo quanto disposto dal Ministero dell’economia, solo 22 milioni saranno erogati per la Pavoncelli. A questi si aggiungono altre somme derivanti da alcune delibere Cipe, la cui erogazione però procede con la rendicontazione annuale. Ci sarebbero anche 30 milioni rivenienti dall’ultima delibera Cipe rientrante nel Piano per il Sud, la cui erogazione è bloccata nonostante la Regione abbia chiesto la concessione diretta. Quindi attualmente c’è una disponibilità che serve a far fronte alla prosecuzione dei lavori per altri sei mesi, dopodiché l’opera è destinata a subire l’ennesimo blocco.
Per quanto riguarda l’impianto di potabilizzazione “Cuozzo” di Conza della Campania, è emerso che questo continua a versare in mare mille litri al secondo di acqua potabilizzata, in attesa che l’ASL di Avellino proceda all’avvio delle attività di campionamento per verificarne la potabilità. In merito alla gestione dell’impianto da parte dell’Aqp è stato ascoltato il direttore generale Nicola Di Donna, che ha sottolineato che l’acquedotto pugliese mantiene in piena funzionalità l’impianto sopportando notevoli costi, considerato che è stato messo in funzione a gennaio 2013 e che è ancora in attesa del rilascio degli atti autorizzativi necessari all’utilizzo nella rete potabile della produzione di acqua. A questo proposito, il dirigente del servizio risorse idriche Luca Limongelli ha sollecitato l’Asl campana a provvedere in merito al rilascio dell’atto autorizzativo, fondamentale per lo schema idrico pugliese.

ROMA, ARCHIVIATA L’INCHIESTA SULL’ACQUA NON POTABILE

Archiviata l’inchiesta della Procura di Roma sul presunto avvelenamento e omissione di atti d'ufficio relativa alla fornitura idrica in alcune zone periferiche della capitale. Nei giorni scorsi, il pm Maria Letizia Golfieri ha chiesto al gip l'archiviazione del procedimento non solo perché i fatti accertati non supportano le ipotesi inizialmente formulate e non hanno trovato riscontro, ma soprattutto perché soggetti a prescrizione.
La prima intesa tra Acea, Arsial, Regione e Comuni di Roma e Fiumicino per riscattare le zone interesaste dagli acquedotti rurali e dotarle di acqua potabile risale al 25 marzo 1998. Per la Procura, tutte le utenze erano perfettamente consapevoli della pericolosità dell'acqua erogata e per la quale pagavano una cifra inferiore al resto della cittadinanza (dal 2012 le bollette riportano tutti i dati).
Rimangono agli atti le inerzie o lentezze dei soggetti coinvolti, ricostruite dai carabinieri del Nas. «Per almeno un ventennio - è spiegato nell'informativa depositata nel 2014- la cittadinanza coinvolta ha soggiaciuto a un'erogazione di acqua contaminata, nociva e potenzialmente pericolosa per la salute umana».

MILANO, IL COMUNE AGGIORNA IL PIANO INVESTIMENTI DI MM: 890 mln al 2037

Il Consiglio comunale di Milano ha aggiornato il ’Piano dAmbito della Città di Milano del 2007 che prevederà 890 milioni per acquedotto, depurazione, fognatura, sino al 2037 per il gestore idrico Metropolitana Milanese (MM). Per l'assessore comunale all’Ambiente Pierfrancesco Maran si tratta di “un grande piano per mantenere il nostro acquedotto all'avanguardia”. Più nel dettaglio, il piano prevede interventi per il miglioramento della qualità dell’acqua potabile distribuita, per la mitigazione del rischio idraulico nelle aree urbane e per la riduzione dei consumi energetici.
L’aggiornamento (il precedente era del 2010) si è reso necessario, oltre che per obblighi normativi, anche in ragione dei nuovi criteri regolatori disposti dall’Aeegsi. L’aggiornamento, inoltre, estende il periodo di riferimento del piano vigente di un decennio, spostandone la scadenza al 2037. In questo modo sarà possibile rimodulare gli interventi secondo le effettive possibilità di realizzazione, ridurre la spesa annua per gli investimenti, aumentare il monte complessivo di investimenti e intervenire positivamente sulle variazioni tariffarie previste dall’AEEGSI.
Gli investimenti previsti fino al 2037 ammontano complessivamente a 890 milioni di euro. Per quanto riguarda il piano tariffario, lo spostamento della scadenza del Piano al 2037 consentirà, secondo il Comune, di spalmare gli investimenti su un arco temporale più esteso e di ottenere quindi una stabilizzazione della tariffa favorevole ai cittadini. Nel 2027, ad esempio, si prevede una tariffa media di 0,89 €/m3, contro i 0,95 €/m3 previsti nella precedente pianificazione. La tariffa nel 2037 dovrebbe raggiungere un livello di 0,91€/m3, inferiore quindi alla tariffa massima fissata nel 2010.

CAP, CHIUSURA DEL DEPURATORE DI VAREDO: SI CHIUDE L’INFRAZIONE A VANTAGGIO DEL SEVESO E DELL’AMBIENTE

Sono circa 150 mila gli abitanti che eviteranno di pagare le sanzioni UE frutto dell’infrazione comunitaria sulla depurazione. Mancano pochi giorni, infatti, alla definitiva dismissione del depuratore di Varedo a cui, ad oggi, confluiscono i reflui dei 9 Comuni, e che non era possibile adeguare alle nuove norme sui limiti allo scarico, sempre più restrittive.
L’opera, un maxi-intervento da 8 milioni di euro progettato e realizzato da Gruppo CAP, consentirà alle acque nere provenienti dagli scarichi civili e industriali dell’are nord del Seveso di confluire nel depuratore di Pero, con un grande vantaggio ambientale per il territorio e i comuni interessati. In questi mesi le squadre del Gruppo CAP sono state al lavoro senza sosta per portare a termine l’intervento con anticipo rispetto alla scadenza che era fissata per fine 2015.
Nei prossimi giorni la fase decisiva, il by-pass, come lo definiscono i tecnici, che consentirà di staccare i tubi dal depuratore di Varedo per collegarli alla conduttura che porta a Pero. Un’operazione che adotta una soluzione tecnologicamente avanzata e che permetterà di effettuare la maggior parte dei lavori senza fermare l’impianto di depurazione. Solo di una giornata, infatti, lo stop, all’operatività della struttura che, il 18 febbraio, infatti, sarà fermata per alcune ore sotto il controllo di una task force formata dai tecnici di Arpa, Gruppo CAP e Provincia di Monza e Brianza, che ha autorizzato l’intera operazione.
I lavori, per i quali ci si è assicurati il minimo impatto ambientale, dureranno poi circa una settimana durante la quale le funzionalità dell’impianto saranno limitate ai trattamenti primari. Al termine dell’intervento e le operazioni di pulizia e messa in sicurezza, si procederà alla demolizione del vecchio impianto di Varedo e alla riqualificazione dell’area.

AQP, ENTRO IL 2018 INTERVENTI PER 167 MLN NEL FOGGIANO

Entro il 2018 Acquedotto Pugliese investirà 167 milioni di euro in Provincia di Foggia. Interventi per 94 milioni di euro (per 65 milioni già in esecuzione), riguarderanno il servizio di distribuzione idrica con 22 milioni, in particolare, destinati a ricerca perdite e risanamento reti. Nel settore della fognatura sono previsti investimenti per 31 milioni di euro, tra cui il potenziamento e risanamento della rete fognaria dell’agglomerato di Foggia per 11,1 milioni (in esecuzione) e il collettamento dei reflui delle marine di Manfredonia al relativo depuratore per circa 7,3 milioni di euro (in fase di progettazione). Altri 42 milioni di euro sono destinati all’attuazione del piano di investimenti per la depurazione, con lavori di potenziamento dell’impianto di depurazione di Foggia già in corso d’opera per un valore di 7,5 milioni di euro, nonché interventi sugli impianti di Marina di Lesina, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Rodi Garganico Marine, Cerignola, Lucera 1 e B, Ordona, Stornara, e Ortanova. Nel settore depurativo il fabbisogno infrastrutturale
censito dal gestore per la Provincia di foggia richiederebbe ulteriori 46 milioni di euro.

PESCARA, UDIENZA PRELIMINARE BUSSI BIS

Si è tenuta nei giorni scorsi, al Tribunale di Pescara, l’udienza preliminare relativa al processo “Bussi bis”, stralcio del procedimento principale riguardante l’inquinamento dell’acqua in Val Pescara provocato dalla discarica di Bussi sul Tirino. Il procedimento vede coinvolte 5 persone, principalmente ex vertici dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), gestore del servizio idrico, e dell’Ato: si tratta di Giorgio D'Ambrosio, all'epoca dei fatti presidente dell'Ato, Bruno Catena, all'epoca presidente dell'Aca, Bartolomeo Di Giovanni, direttore generale dell'Aca, Lorenzo Livello, direttore tecnico dell'Aca e Roberto Rongione, responsabile del Servizio Sian della Asl di Pescara.
I legali difensori, nel corso dell'udienza, hanno articolato le contestazioni sulle costituzioni di parte civile. L'avvocato di Giorgio D'Ambrosio ha chiesto la riformulazione del capo di imputazione da distribuzione di acqua avvelenata a distribuzione di acqua adulterata. La prossima udienza è prevista per il 3 marzo, con le controdeduzioni dei pm e delle parti civili.

VAREDO (MB), AL POSTO DEL DEPURATORE UN PARCO

È stato definitivamente dismesso il depuratore di Varedo, in Provincia di Monza e Brianza: l’impianto, realizzato negli anni ’60, era obsoleto e non conforme alle prescrizioni sui limiti allo scarico. Grazie alla cooperazione tra gli 8 Comuni serviti dall’impianto, la Provincia di Monza e Brianza, la città metropolitana di Milano e i gestori del servizio idrico CAP e Brianzacque, i reflui trattati dal depuratore sono stati convogliati all’impianto di Pero (MI) e l’area in cui sorgeva il depuratore dismesso sarà trasformata in un parco pubblico. L’intera operazione ha un costo di 8 milioni di euro, 1 milione è stato fornito dalla Regione Lombardia.
A beneficiare del progetto, ha spiegato il sindaco di Varedo Diego Marzorati, saranno soprattutto i cittadini, che potranno usufruire di un’area di 60 kmq adiacente al Seveso trasformata in parco fluviale. Ne trarrà giovamento anche il sistema depurativo dell’area, uscendo dall’infrazione comunitaria. Il presidente del gruppo CAP Alessandro Russo ha promesso che entro la fine dell’anno saranno risolte tutte le situazioni critiche su fognature e depuratori, evitando le sanzioni europee.

PUBLIACQUA: IN 4 ANNI 162 MLN DI LITRI DAI FONTANELLI, 70 MLN NEL 2014

Nel 2014 gli 82 fontanelli di Publiacqua, gestore del servizio idrico integrato per 46 Comuni del Medio Valdarno, hanno erogato 70 milioni di litri d’acqua; un quantitativo che si aggiunge ai 92,6 milioni di litri erogati dal 2011 al dicembre 2013 (17,5 milioni nel 2011, 33,5 nel 2012 e 41,6 nel 2013) per un totale di oltre 162 milioni di litri in 4 anni. Numeri record, evidenzia l’azienda in una nota, che testimoniano il successo del progetto, fortemente voluto dall’azienda e dalle amministrazioni comunali.
In particolare, spiega Publiacqua, sull’area Firenze e Chianti (Firenze, Bagno a Ripoli, Scandicci, Lastra a Signa, Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa, Greve in Chianti, Impruneta) i litri erogati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2014 ammontano a 25,5 milioni. Nell’area Prato e Pistoia (Pistoia, Agliana, Quarrata, Montale, Serravalle Pistoiese, Prato, Montemurlo, Carmignano, Vernio, Vaiano, Poggio a Caiano, Calenzano, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Signa) l’erogato ha invece raggiunto i 42 milioni di litri.
L’acqua erogata dai fontanelli di alta qualità di Publiacqua nel 2014 equivale a oltre 46 milioni di bottiglie da 1,5 litri (108 milioni di bottiglie nel periodo 2011-2014): per produrre 25 bottiglie di plastica da 1,5 litri, sottolinea l’azienda, occorrono 2 kg di petrolio e 17,5 litri d’acqua, un impatto ambientale a cui va aggiunto il trasporto e lo smaltimento della plastica. Il consumo di acqua in bottiglia evitato grazie ai fontanelli, inoltre, sarebbe costato ai cittadini oltre 18,6 milioni di euro nel 2014 e 43 milioni di euro nel periodo 2011-2014.

BARI, NASCE MUSEO DELL'ACQUA WATER HOUSE

Insegnare a risparmiare, conoscere e non sprecare l'acqua: è lo scopo della Water House di Bari, il museo dell'acqua allestito nell'atrio dello Stadio del Nuoto di via Maratona e inaugurato nei giorni scorsi. L'iniziativa rientra tra le azioni previste e finanziate dal “European territorial cooperation programme Greece-Italy 2007-2013”, progetto WaS4D (Water Saving for Development - Risparmio dell'Acqua per lo Sviluppo) ed è realizzata in collaborazione con i partner istituzionali del progetto: Autorità idrica pugliese, Provincia di Brindisi, Regione Puglia, Università di Ioannina, Adep (azienda municipale di Patrasso per la pianificazione e lo sviluppo). A tagliere il nastro sono stati l'assessore alle Politiche comunitarie del Comune di Bai, Paola Romano, e l'amministratore unico di Acquedotto pugliese, Nicola Costantino, alla presenza del rappresentante della municipalità di Patrasso, Konstantinos Konstadokopulos, e degli alunni di due prime classi della scuola primaria Manzoni.
La Water House, ha spiegato Paola Romano, sarà un luogo dedicato interamente all'acqua come risorsa unica e preziosa per la comunità, che promuoverà il risparmio idrico e la consapevolezza del valore dell’acqua sia dal punto di vista ambientale che da quello economico. Una struttura gemella sorgerà nella città greca di Patrasso. Tra le numerose attività previste, campagne informative, percorsi educativi interattivi, eventi a tema, mostre e manifestazioni, con un occhio di riguardo per il coinvolgimento dei più piccoli.

ROSSANO (CS), DOPO 20 ANNI SI SBLOCCA IL PROGETTO DEL DEPURATORE

Finalmente, dopo venti anni, l’area urbana Corigliano-Rossano (CS) potrà avere il nuovo depuratore consortile. La Regione Calabria ha trasferito al comune bizantino la prima trance di 1.4 milioni di euro. “Poseremo a breve la prima pietra - ha dichiarato il sindaco di Rossano Antoniotti - di un’opera strategica che trova la sua genesi nel lontano 1994, quando l’allora amministrazione Caputo sollevò l’esigenza di garantire alla città un sistema di depurazione delle acque efficiente. Nacque così l’idea di questa infrastruttura, che ha avuto un lunghissimo periodo di gestazione e che oggi, con l’arrivo del primo finanziamento, passa di fatto alla fase esecutiva. Certo, nel corso di venti anni la morfologia urbana e le esigenze del territorio sono notevolmente cambiate e con esse anche la visione di questo grande progetto che è stato così inquadrato in un più complesso sistema consortile a servizio delle due città dell’area urbana. Il finanziamento complessivo è di 30 milioni di cui 16 con risorse pubbliche.

PATTI (ME), SEQUESTRATO IL DEPURATORE COMUNALE CON 10 INDAGATI

La Polizia di Stato e LA Capitaneria di Porto, coordinate dalla Procura di Patti (me), hanno sequestrato - su ordine del gip - l'impianto del depuratore comunale ora affidato ad un custode giudiziale, oltre ad alcuni automezzi della ditta concessionaria del servizio di prelievo e smaltimento dei reflui della rete fognaria di Patti. Sono 10 le persone indagate per getto pericoloso di cose e violazione delle norme del testo unico ambientale e illecito smaltimento di rifiuti speciali liquidi.
Tra il 2013 ed il 2014, attraverso l'analisi su campioni di reflui in uscita dal depuratore, la polizia con il personale specializzato dell'Arpa, aveva accertato il superamento dei limiti batteriologici e chimici consentiti, indice dell'inefficacia del processo di depurazione dell'impianto (che scarica in mare attraverso una condotta sottomarina a oltre 40 metri di profondità).
Secondo le indagini, il malfunzionamento era «riconducibile a precise condotte omissive degli amministratori del comune di Patti (i sindaci susseguitisi nel periodo tra il 2011 ed il 2014, un assessore e responsabili dell'Ufficio Tecnico competente) che, tralasciando di assolvere agli obblighi contrattuali e normativi in materia incombenti sull'ente comunale, e disattendendo le pur esplicite richieste e diffide rivolte loro dalle ditte private concessionarie della gestione dell'impianto comunale (segnatamente connesse alla fornitura dei mezzi per lo smaltimento dei fanghi), hanno impedito il corretto svolgimento del ciclo funzionale di depurazione e consentito lo scarico in mare di liquidi destinati a compromettere la salubrità delle acque marine e la salute delle persone che con esse vengono ordinariamente a contatto».
Durante le indagini è emersa - dicono gli investigatori - «la ricorrente prassi della ditta incaricata del servizio di stasatura e pulizia della rete fognaria di smaltire i rifiuti liquidi raccolti immettendoli nell'impianto di depurazione comunale, peraltro privo di autorizzazione, ovvero sversandoli dentro un pozzetto della condotta fognaria».

UE: VIA LIBERA ECOFIN A FONDO PER GLI INVESTIMENTI STRATEGICI

Il Consiglio Ecofin ha dato il via libera al regolamento del Fondo europeo per gli investimenti strategici. Il prossimo passo sarà l'approvazione da parte del Parlamento europeo. Il Fondo del piano Juncker per gli investimenti avrà un nucleo di 16 miliardi di euro di garanzie pubbliche e di 5 miliardi versati dalla Bei, con l'obiettivo di raccogliere 315 miliardi di euro complessivi. Il Fondo sarà operativo dal prossimo luglio.
Consiglio, Commissione e Parlamento inizieranno ora il trilogo per trovare un accordo definitivo sull'Efsi, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, con l'obiettivo di arrivare a un'intesa a giugno e dare il via ai nuovi investimenti per la metà dell'anno in corso, probabilmente a luglio. L'Efsi sarà istituito all'interno della Banca europea per gli Investimenti e sosterrà progetti in diversi settori, fra cui trasporti, energia, banda larga, educazione, salute, ricerca e finanziamenti alle piccole e medie imprese. In particolare l'obiettivo del Fondo è di sostenere progetti "socialmente ed economicamente validi" per far fronte ai fallimenti di mercato ma senza prestabilire alcuna allocazione a livello settoriale o regionale.
L'Efsi poggerà su una dotazione iniziale di 16 miliardi di euro di garanzie dal bilancio dell'Ue e su 5 miliardi dalla Bei. Fino ad ora quattro Stati membri hanno garantito il sostegno ai progetti finanziati dal Fondo e non al Fondo stesso: Italia, Germania e Francia verseranno 8 miliardi ognuna attraverso le rispettive banche di sviluppo, con la Cassa Depositi e Prestiti nel caso italiano, mentre la Spagna parteciperà con 1,5 miliardi. L'obiettivo è di raccogliere complessivamente 315 miliardi fra il 2015 e il 2017, con un effetto leva pari a 15 volte.
Il Fondo del piano Juncker avrà una governance dualistica. Un comitato direttivo, per impostare la strategia globale, la politica di investimento e il profilo di rischio del fondo, e un comitato d'investimento indipendente per selezionare i progetti da finanziare.
Per evitare ogni influenza politica sulla selezione dei progetti, i membri del comitato direttivo verranno solamente dall'esecutivo di Bruxelles e dalla Bei.

UE, PROGETTO PER EFFICIENZA ENERGETICA NEL TERZIARIO

Migliorare la sostenibilità e l’attrattiva degli investimenti in efficienza energetica e supportare le società di servizi energetici (Esco) per liberare il potenziale nel settore terziario dei paesi dell’Europa meridionale. È questo l’obiettivo di Trust-EPC-South, un nuovo progetto finanziato nell’ambito del programma europeo Horizon 2020, che intende supportare le aziende operanti nel settore dei servizi energetici in Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Croazia e Grecia.
Ad annunciarlo è la società italiana LifeGate, che fa parte del consorzio di Trust-EPC-South, formato da 10 partner in 6 paesi che devono migliorare l’efficienza energetica del settore terziario (ad esempio per raffreddamento/riscaldamento). Il progetto europeo si pone l’obiettivo di aiutare le Esco, che oggi fanno fatica ad operare soprattutto perché i possibili progetti di efficienza energetica ed energia rinnovabile non soddisfano i criteri per l’accesso al credito adottati dagli istituti finanziari. Trust-EPC-South prevede una serie di azioni prioritarie, come un’analisi del settore terziario, l’identificazione dei meccanismi finanziari e delle soluzioni per eventuali ostacoli degli EPC (Energy Performance Contracting) e l’elaborazione di una metodologia di standardizzazione e valutazione finanziaria dei progetti all'interno di un quadro di riferimento condiviso per creare fiducia negli istituti finanziari.

ITALIA MESSA IN MORA PER TERZO PACCHETTO ED EFFICIENZA

La Commissione europea ha aperto due procedure d’infrazione nei confronti dell’Italia relative all’applicazione del Terzo pacchetto energia e della direttiva sull’efficienza energetica. Nel primo caso allo Stato italiano si contesta una scorretta trasposizione nella legislazione nazionale delle direttive Ue 2009/72/CE e 2009/73/CE, relativamente all’unbundling nella rete di trasmissione, all’indipendenza e ai poteri dell’Autorità per l’energia e alla tutela dei consumatori sul mercato al dettaglio. Nel secondo, la Commissione obietta una trasposizione incompleta della direttiva 2012/27/UE in materia, tra l’altro, di contatori smart, cogenerazione, audit energetico, consigli sull’efficienza energetica in bolletta, misure e investimenti per l’efficienza delle reti, promozione del mercato dei servizi energetici e altro ancora. Bruxelles ha quindi deciso di inviare due lettere di messa in mora all’Italia, che ha due mesi di tempo per rispondere fornendo spiegazioni.

UE, IN VIA DI DEFINIZIONE STRATEGIA PER UNIONE ENERGETICA

Sicurezza, interconnessione, completamento del mercato unico, efficienza energetica e taglio delle emissioni saranno al centro del nuovo quadro strategico per la realizzazione dell’unione energetica europea, la cui presentazione da parte della Commissione Ue è attesa per il 25 febbraio. Il documento sarà accompagnato da una comunicazione sul clima, in vista della conferenza di Parigi, e una circa i progressi fatti in vista dell’obiettivo di interconnessione elettrica del 10%.
Cinque i pilastri portanti della nuova strategia, che sarà definita nelle prossime settimane: la sicurezza delle forniture e la solidarietà europea, con diversificazioni di fonti, rotte e meccanismi di aiuto tra stati membri, reverse flow incluso; il completamento del mercato interno, affrontando la questione dei costi e dei prezzi energetici per consumatori e industria; la realizzazione o il completamento di infrastrutture e interconnessioni, al centro del Piano Juncker; le aree strategiche relative all'efficienza energetica, alla decarbonizzazione e al taglio delle emissioni, oltre al nuovo sistema degli Ets; la ricerca e innovazione nel settore energetico e climatico.

AEEGSI, NASCE L’OSSERVATORIO PERMANENTE PER LA REGOLAZIONE

Con la Delibera dell’Aeegsi n. 83/2015/A del 5 marzo scorso, è stato costituito l’Osservatorio permanente della regolazione energetica, idrica e del teleriscaldamento. L’Osservatorio, che ha sede presso gli uffici dell’Autorità, avrà tra i suoi obiettivi quello di incrementare la partecipazione degli stakeholder ai processi decisionali dell’Autorità; favorire l’acquisizione di dati e informazioni e la formulazione di proposte utili alla predisposizione dei documenti di consultazione; acquisire, infine, da parte dei rappresentanti delle associazioni dei consumatori, utenti e clienti finali, elementi utili ai fini della valutazione dei risultati effettivamente conseguiti dall’attuazione degli impegni presi dalle imprese destinatarie di procedimenti sanzionatori da parte dell’Autorità.
L’Osservatorio si riunirà per la prima volta il prossimo 31 maggio 2015.

INPS: PER IL 99% DELLE PENSIONI DEL SETTORE ELETTRICO, VALE ANCORA IL “RICCO” RETRIBUTIVO

Il 99% delle pensioni di vecchiaia e anzianità liquidate agli ex dipendenti dell'Enel e delle aziende del settore elettrico tra il 2000 e il 2014 è superiore all' assegno ricalcolato con il metodo contributivo. Lo rileva l'Inps nell' indagine sull' ex Fondo elettrici. Il Fondo nel 2015 avrà un disavanzo di 1.972 milioni e un debito di 30 miliardi.
Secondo i calcoli contenuti nella scheda all' interno dell'operazione '' Porte aperte'' dell'Inps, grazie alle regole più generose rispetto a quelle generali previste per i lavoratori dipendenti del settore privato, l' 84% dei pensionati del settore elettrico gode di prestazioni superiori di almeno il 20% rispetto a quanto si sarebbe ottenuto con il calcolo contributivo. Solo l'1% avrebbe una prestazione più alta ricalcolata con il contributivo mentre il 2% ha un vantaggio inferiore al 10%. Il 13% dei pensionati ha un vantaggio variabile tra il 10% e il 20% mentre il 48% ha un trattamento tra il 20% e il 30% superiore a quello che avrebbe avuto basando l'assegno sui contributi versati. Il 5% ha un vantaggio tra il 40% e il 50% mentre il 31% dei pensionati del settore ha un trattamento superiore ai contributi versati tra il 30% e il 40%. Il vantaggio aumenta a fronte di età di pensionamento più basse. Le variazioni, sottolinea l'Inps, '' sono significative''. Ad esempio un funzionario andato in pensione a 61 anni nel 2013, titolare a gennaio 2015 di una pensione lorda mensile di 3.100 euro, percepisce una prestazione di 900 euro più alta di quella che avrebbe ottenuto con il calcolo contributivo. L'Inps ricorda tra le regole più generose per il settore la retribuzione usata per il calcolo della pensione fino al 1992 riferita agli ultimi 6 mesi e non agli ultimi 5 anni come per il fondo lavoratori dipendenti e l'aliquota di rendimento fissata al 2,514% e non al 2%. Tra il 2012 e il 2017 per gli iscritti e i pensionati del Fondo è previsto un contributo di solidarietà.
Il Fondo, costituito nel 1956, è stato soppresso nel 2000. Da allora i lavoratori del settore vengono iscritti al Fondo pensione lavoratori dipendenti.

UE, 100 MLN PER CONNETTERE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE

La Commissione europea ha dato il via alla presentazione di proposte nell’ambito del programma Connecting Europe Facility (CEF) per il finanziamento di progetti relativi a infrastrutture energetiche trans-europee, rientranti tra i “Progetti di interesse comune”, una lista di 248 progetti infrastrutturali chiave adottata dalla Commissione Ue nell’ottobre 2013 e da aggiornare entro la fine del 2015. Saranno resi disponibili a tal fine 100 milioni di euro, destinati a finanziare progetti finalizzati a porre fine all’isolamento energetico, a rimuovere i “colli di bottiglia” negli scambi di energia e a completare il mercato energetico europeo. Le risorse liberate, nelle intenzioni della Commissione, dovrebbero produrre un effetto catalizzatore per ulteriori finanziamenti di investitori pubblici e privati, per un totale di 650 milioni di euro attesi nel 2015. Il termine per la presentazione delle proposte è il 29 aprile e gli esiti saranno noti a metà luglio. Una seconda tornata di proposte sarà raccolta nella seconda metà dell’anno. L’iniziativa si inserisce nella strategia della Commissione per l’Unione energetica, che ha tra i suoi punti focali l’interconnessione delle reti.

AEEGSI, OBBLIGO DI CONCILIAZIONE ESTESO A PROSUMER

Estensione del servizio conciliazione on-line anche ai prosumer, i produttori/consumatori di energia elettrica, obbligo di partecipazione per tutti i distributori, i fornitori della maggior tutela nell'elettrico e per il Gse, quest'ultimo solo per le materie regolate. Sono le principali novità introdotte dall'Autorità per l’Energia elettrica, il Gas e i Servizi idrici (Aeegsi) che dal prossimo primo luglio 2015 rafforzeranno l'operatività del servizio conciliazione on-line del Regolatore.
Per facilitare ulteriormente il raggiungimento di un accordo - precisa una nota - vengono inoltre ottimizzate alcune regole procedurali, prevedendo l'allineamento e la riduzione di diverse tempistiche.
La Conciliazione on-line è il servizio introdotto dall'Autorità per affrontare - e risolvere - del tutto gratuitamente, con l'assistenza di un mediatore formato sui temi energetici, eventuali controversie con gli operatori del settore dell’energia elettrica o del gas.

G7 Energia, sicurezza e sostenibilità al centro del vertice

Rafforzare e migliorare la sicurezza energetica collettiva anche in un’ottica di sostenibilità: è stato questo il tema conduttore della riunione dei ministri dell’Energia dei paesi del G7, svoltasi ad Amburgo. L’incontro, al quale ha partecipato il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, si è tenuto a distanza di un anno dalla riunione ministeriale G7 del maggio 2014 a Roma, presieduta dallo stesso ministro, nel corso della quale era stata lanciata la “Rome Initiative” sulla sicurezza energetica, le cui azioni continueranno ad essere sviluppate. Il filo conduttore che unisce il G7 di Roma e quello di Amburgo, ha dichiarato Guidi, è il rafforzamento di una comune politica energetica su scala globale per garantire una disponibilità di risorse energetiche diversificata, affidabile ed economicamente sostenibile. La diversificazione delle fonti primarie è elemento imprescindibile per la sicurezza energetica, ha sottolineato il ministro, così come la diversificazione delle tecnologie di produzione e distribuzione dell’energia. Allo stesso tempo il G7 di Amburgo ha riaffermato l’impegno a promuovere misure per l’efficienza energetica e per un uso più diffuso delle fonti energetiche a basse emissioni di carbonio. È stato affrontato, inoltre, il tema della cybersecurity per proteggere da attacchi informatici le infrastrutture energetiche, aprendo la strada a una collaborazione tra istituzioni e imprese a livello internazionale. Il vertice è stato anche l’occasione per approfondire le discussioni sui recenti sviluppi della sicurezza energetica, con riferimento ai paesi più a rischio, inclusa l’Ucraina ove le criticità energetiche non sono ancora terminate.

DDL CONCORRENZA, GOVERNO: SUPERAMENTO GRADUALE DELLA TUTELA DAL 2018

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per lo sviluppo Economico Federica Guidi, ha approvato nei giorni scorsi un disegno di legge che dà attuazione al provvedimento annuale sulla concorrenza, con l’obiettivo di stimolare la crescita economica frenata dalla scarsa concorrenza nel settore dei servizi. Opinione del Governo, infatti, è che le liberalizzazioni faranno crescere del 3,3% il Pil in 5 anni, secondo le stime del Fondo monetario internazionale, migliorando la credibilità del Paese ed il suo rating e costituendo un elemento importante nel giudizio della Commissione europea sulle riforme italiane.
In particolare, nei settori energetici, il governo propone di superare le residue regolamentazioni di prezzo, prevedendo: a) per il gas naturale, la graduale eliminazione della “tutela” a decorrere dal 2018 nel mercato domestico (prezzi fissati dall’Aeegsi per i consumatori che non hanno scelto un fornitore sul libero mercato); b) per l’energia elettrica la graduale restrizione dell’attuale perimetro di tutela (pmi e famiglie che non hanno scelto un fornitore sul mercato), sempre a decorrere dal 2018. c) per i carburanti si vieta l’introduzione, in particolare da parte delle Regioni, di norme discriminatori, ad esempio a carico dei nuovi entranti.

EFFICIENZA ENERGETICA, AL VIA LA CABINA DI REGIA

Il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell’Ambiente hanno dato il via alla cabina di regia per l’efficienza energetica per il coordinamento ottimale delle misure e degli interventi di efficienza energetica. Il decreto che stabilisce le modalità di funzionamento della cabina di regia è stato firmato il 9 gennaio scorso.
La cabina di regia si potrà avvalere della collaborazione dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e del Gestore servizi energetici (Gse). Tra i primi obiettivi, coordinare la rapida attuazione del programma per la riqualificazione energetica degli edifici della pubblica amministrazione centrale previsto dal decreto legislativo 102/2014, per il quale il governo ha stanziato 350 milioni di euro per il periodo 2014-2020. Attualmente, è in corso l’istruttoria dei primi 30 progetti presentati dalle amministrazioni centrali in risposta alla call chiusa il 15 ottobre 2014.
''L'efficienza energetica è la priorità di intervento della Strategia energetica nazionale (Sen)'', ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, in un messaggio inviato a un convegno organizzato nei giorni scorsi dall’Associazione Industriale Bresciana e A2A sul tema. Il ministro, che non ha potuto partecipare ai lavori, ha voluto sottolineare che ''l'efficienza energetica ha il pregio di essere lo strumento più economico per l'abbattimento delle emissioni con un ritorno positivo sugli investimenti per il paese, di accrescere la sicurezza energetica, di ridurre il deficit della bilancia commerciale e di stimolare la domanda in un momento in cui sono attive molte imprese italiane''.
Secondo il ministro ''il target nazionale di riduzione dei consumi di energia (15,5 Mtep/anno al 2020) è tra i più ambiziosi nell'Unione europea e per raggiungerlo il nostro paese ha attivato un pacchetto di interventi che nel biennio 2011-2012 ha consentito di ridurre i consumi di circa 2,32 Mtep. Riteniamo di poter conseguire l'obiettivo al 2020 - ha concluso Guidi - anche per effetto del potenziamento e dell'integrazione delle misure esistenti con quelle previste nel decreto di recepimento della direttiva sull'efficienza energetica''.

A2A: ACCORDO CON REPOWER PER LA MOBILITA' ELETTRICA A BRESCIA E MILANO

Ampliare l'utilizzo dei punti di ricarica a chi utilizza i veicoli elettrici a Milano e Brescia. Questo l'obiettivo dell'accordo siglato da A2a e Repower, che permetterà di rendere più agevole l'uso dei veicoli elettrici. Lo comunica in una nota A2a, spiegando che fino a dicembre 2015, anche i clienti Repower potranno utilizzare le colonnine di ricarica di A2a presenti nei due capoluoghi lombardi.
L'intesa punta a sostenere attivamente la mobilità elettrica, rilanciando il settore con nuovi servizi: "Oltre al valore pratico di tale accordo - spiega Marco Malaspina, direttore strategia e sviluppo business di Repower Italia - è significativo anche il messaggio che A2a e Repower mandano, mostrando un atteggiamento collaborativo finalizzato a creare un nuovo modello di servizio, in un mercato dove ci sono ancora pochi punti di riferimento."
Per Paolo Manzoni, responsabile ricerca e innovazione di A2a, si tratta di "un ulteriore passo in avanti nel percorso intrapreso dal gruppo per lo sviluppo della mobilità elettrica". Un nuovo impulso per "rendere effettiva l'interoperabilità delle infrastrutture di ricarica pubbliche e delle schede di ricarica utilizzate dai clienti finali, così da accedere a tutti gli impianti di ricarica con la medesima tessera".
L'infrastruttura pubblica di ricarica per auto elettriche realizzata a Brescia e Milano, sottolinea la nota di A2a, conta su un totale di 50 colonnine per 100 punti di ricarica e permette la ricarica veloce fino a 22 kW in trifase, consentendo alle auto di ultima generazione di ricaricarsi all'80% in circa 50 minuti. In parallelo, proseguono le installazioni di punti di ricarica privati per società di car-sharing e possessori di veicoli elettrici a beneficio della qualità dell'aria delle città.

TARIFFE DISTRIBUZIONE ELETTRICA, CONSULTAZIONE V PERIODO

Con il documento di consultazione 5/2015/R/eel l'Autorità ha indicato i criteri che intende seguire per la definizione delle tariffe e della qualità dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica per il quinto periodo di regolazione che decorre dal 1 gennaio 2016. Per quanto riguarda le tariffe, il documento ipotizza un allungamento da 4 a 6 anni del periodo regolatorio. In tema di riconoscimento dei costi l’ipotesi è di fare riferimento alla spesa totale (costi operativi e sugli investimenti), attraverso l'identificazione di una baseline, la definizione di criteri di ripartizione degli scostamenti tra livelli obiettivo e livelli effettivi della spesa totale e la fissazione della quota della spesa da considerare ai fini dell'aggiornamento del capitale investito riconosciuto. Sugli obiettivi di recupero di produttività l'Autorità intende valutare ulteriori recuperi di produttività rispetto a quelli già conseguiti dalle imprese nel quarto periodo di regolazione. Prevede inoltre che il trasferimento dei benefici ai consumatori non vada oltre il termine del quinto periodo di regolazione. Sulle modalità di determinazione e aggiornamento del WACC si ipotizza l'unificazione di tutti i parametri utilizzati per i servizi regolati dei settori elettrico e gas (procedimento già di fatto avviato con delibera 597/2014/R/com), ad eccezione del parametro ß.
Sul vincolo ai ricavi ammessi è prevista un'evoluzione degli attuali schemi di regolazione tra utenti e operatori, in modo da responsabilizzare maggiormente gli operatori rispetto ai costi del servizio, introducendo possibilità di scelte regolatorie che prevedano soluzioni a più basso rischio con conseguente riduzione della remunerazione, e soluzioni a più alto rischio, le quali possono offrire livelli di remunerazione più elevati. Quanto alle tariffe per l'uso della rete il documento ipotizza di aumentare il peso delle componenti delle tariffe per l'uso delle reti legate alla potenza impegnata, lasciando ai singoli operatori la possibilità di definire opzioni tariffarie differenziate. Sulla regolazione delle connessioni l'Autorità intende valutare la definizione di un'unica disciplina dei punti di connessione, in relazione alle caratteristiche dei punti e l'introduzione di forme di flessibilità sui livelli di potenza richiesti.
In merito all'incentivazione dello sviluppo delle reti di trasmissione, l’ipotesi è introdurre meccanismi che tengano conto degli impatti effettivi sul mercato elettrico, sull'integrazione delle fonti rinnovabili e sulla sicurezza del sistema, in modo da perseguire una maggiore selettività nella remunerazione degli investimenti. Sulla distribuzione l'Autorità intende introdurre logiche di tipo output-based nel riconoscimento degli investimenti. Quanto infine al servizio di misura l'Autorità ritiene che gli investimenti connessi al rinnovo del parco di misuratori installati debbano essere effettuati seguendo logiche di selettività e debbano essere fondati su attente analisi costi-benefici Il termine ultimo per le osservazioni è il 16 febbraio 2015.

EFFICIENZA ENERGETICA, AL VIA CABINA DI REGIA AL MISE

Si è insediata al Ministero dello Sviluppo economico la cabina di regia per l’efficienza energetica che avrà come priorità la realizzazione del programma di riqualificazione energetica degli edifici della pubblica amministrazione centrale, come previsto dal d.lgs n. 102/2014 che ha recepito un’apposita Direttiva europea.
Della cabina di regia fanno parte esponenti del ministero dello Sviluppo economico, del ministero dell’Ambiente e rappresentanti di Gse ed Enea. La prima riunione è servita a fissare le tempistiche per l’approvazione dei primi progetti di intervento e a definire il cronoprogramma delle attività per la messa a punto della strategia per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare nazionale e per l’attivazione del Fondo nazionale per l’efficienza energetica. È stato inoltre deciso di effettuare una mappatura dei certificati di prestazione energetica già esistenti per gli edifici della pubblica amministrazione centrale, in modo da accelerare il piano di interventi. Tutte le iniziative prese saranno diffuse attraverso i siti Internet dei due ministeri.

CAPACITY MARKET, INDAGINE UE SU AIUTI DI STATO

La Commissione europea ha avviato un’indagine di settore sugli aiuti di Stato per garantire la disponibilità a produrre forniture di energia elettrica sufficienti (i cosiddetti “meccanismi di capacità”) in ogni momento, onde evitare black-out. L’indagine riguarda diversi paesi, tra cui l’Italia, ed è tesa a raccogliere informazioni sui meccanismi di regolazione della capacità per esaminare se garantiscano un approvvigionamento sufficiente di energia elettrica senza distorsioni della concorrenza o degli scambi commerciali nel mercato unico.
Un numero crescente di Stati membri, spiega la Commissione, adotta meccanismi di regolazione della capacità per promuovere gli investimenti in centrali elettriche o prevede incentivi per mantenerle in funzione, al fine di garantire che l’approvvigionamento di energia elettrica soddisfi la domanda in qualsiasi momento. La Commissione riconosce che tali misure pubbliche possono essere giustificate in certe situazioni e, nei suoi orientamenti del 2014 in materia di aiuti di Stato per la tutela ambientale e l’energia, per la prima volta ha fissato criteri per valutare se i meccanismi di regolazione della capacità sono conformi alla normativa in materia di aiuti di Stato. L’indagine di settore è la prima ai sensi della normativa Ue sugli aiuti di Stato e, inizialmente, raccoglierà informazioni presso un campione rappresentativo di Stati membri che hanno adottato o intendono adottare meccanismi di regolazione della capacità: Italia, Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia. L’intento è di pubblicare i risultati finali dell’indagine alla metà del 2016.

SISTEMA ELETTRICO, 210 MLN PER LA RICERCA

Sono 210 milioni di euro le risorse richieste per finanziare il Piano 2015/2017 per la ricerca nel sistema elettrico. La delibera è stata trasmessa dall'Autorità per l'Energia ai ministeri dell'Istruzione e dell'Ambiente e alla Cassa conguaglio per il settore elettrico per l'acquisizione del relativo parere, prima del necessario via libera del MiSE.
Le risorse ammonteranno mediamente a 70 milioni di euro annui, da destinare alle quattro aree di intervento prioritario: interconnessione e integrazione dei mercati; generazione elettrica a basse emissioni; trasmissione e distribuzione; efficienza energetica.
Più nel dettaglio, alle reti di distribuzione sono destinati 28 mln, alle bioenergie 20 mln, al solare fotovoltaico, piano e a concentrazione 19 mln, agli accumuli 19 mln ai processi e macchinari industriali 15 mln. Da segnalare anche gli 8 mln agli edifici intelligenti e i 7 mln alla mobilità elettrica.
Le risorse sono messe a disposizione dal Fondo per la Ricerca di sistema istituito presso la Ccse e alimentato dalla componente A5 della bolletta, il cui ammontare non può superare i 0,0516 cent €/kWh.
L'Autorità si è peraltro "resa disponibile a fornire il proprio contributo per definire una nuova disciplina delle modalità di gestione del Fondo". Il Regolatore auspica inoltre il passaggio da una programmazione operativa annuale a una triennale (in coincidenza con la tempistica del Piano) al fine di eliminare "vincoli procedurali particolarmente gravosi, ritardi e inefficienze legate anche alla eccessiva frammentazione dei progetti di ricerca".

UE: NUOVI STRUMENTI BEI PER EFFICIENZA ENERGETICA, CLIMA E BIODIVERSITA'

Incentivare i privati ad investire nei progetti di efficienza energetica, di conservazione della natura e di adattamento ai cambiamenti climatici: questo lo scopo di due nuovi meccanismi di finanziamento lanciati dalla Commissione europea in partnership con la Banca europea per gli investimenti (Bei). Ad annunciarli, a Bruxelles, sono stati il commissario europeo per l’Ambiente Karmenu Vella, il commissario per Clima ed Energia, Miguel Arias Cañete, e il vicepresidente della Bei responsabile per clima ed energia, Jonathan Taylor.
I nuovi strumenti si chiamano Private Finance for Energy Efficiency (PF4EE) e Natural Capital Financing Facility (NCFF). Il primo è pensato per aiutare le istituzioni finanziarie a sostenere il dispiego dei piani nazionali di efficienza energetica. L’iniziativa incoraggerà le banche locali ad aumentare il credito a favore dei progetti di efficienza energetica, sia tramite prestiti a lungo termine e a basso costo che fornendo protezione dal rischio di credito agli intermediari finanziari. A tale scopo la Commissione europea fornirà 80 milioni di euro. Si prevede che l’iniziativa possa attivare finanziamenti per 500 milioni di euro, supportando prioritariamente i progetti laddove vi è un maggior fabbisogno di investimenti in efficienza energetica e una carenza di finanziamenti accessibili. Lo strumento sarà applicabile per non più di un intermediario finanziario in ogni paese, con un limite totale di 10-15 intermediari. Quanto al NCFF, si tratta di un’iniziativa rivolta al finanziamento di progetti legati alle infrastrutture verdi, alla preservazione dei servizi ecosistemici e all’adattamento al cambiamento climatico, che prevedano investimenti relativi a protezione da alluvioni, compensazioni di biodiversità, riciclo dell’acqua piovana, protezione delle foreste, riduzione dell’inquinamento dell’acqua e del suolo ed ecoturismo. La Commissione Ue e la Bei metteranno a disposizione 125 milioni di euro per l’implementazione del meccanismo, che sarà avviato con una fase pilota di 3 o 4 anni e finanzierà dai 9 ai 12 progetti.

GME: AL VIA MARKET COUPLING SU FRONTIERE ITALIANE

Prenderà il via il 24 febbraio il progetto di market coupling sulle frontiere italiane. L'avvio operativo del progetto, nel quale sono coinvolti per l'Italia il Gestore dei mercati energetici (Gme) e Terna, è subordinato all'approvazione definitiva da parte dei regolatori competenti e rappresenta un passo avanti verso un mercato elettrico europeo integrato.
Tre delle cinque frontiere interessate dal progetto, spiega Gme in una nota, saranno collegate al "Multi-Regional Coupling" (MRC) e, quindi, alla maggior parte dei mercati elettrici dell'Ue, dalla Finlandia al Portogallo e alla Slovenia. Dal 24 febbraio in poi, la capacità sulle frontiere italo-austriaca, italo-francese e italo-slovena sarà assegnata in modo implicito attraverso la soluzione “Price Coupling of Regions” (PRC) per i mercati del giorno prima, integrando tali frontiere nell'area MRC. I mercati del giorno prima di tali zone, estesi al market coupling sulle frontiere italiane, copriranno 20 paesi europei con consumi elettrici annuali di circa 2.800 TWh. La quantità media giornaliera oggetto di compensazione in tali paesi sarà di oltre 4 TWh, pari ad un controvalore medio giornaliero di oltre 150 milioni di euro.

ELETTRICITA' E GAS, FARO ANTITRUST SU 4 SOCIETA'

L’Antitrust ha avviato 4 istruttorie per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti delle società energetiche Beetwin, Acea Energia, Hera ed Eni in relazione ad attivazioni di forniture non richieste di elettricità e/o gas nonché alla comunicazione di informazioni ingannevoli o omissive; ad Acea Energia, Hera ed Eni si contesta anche l’aver ostacolato l’esercizio del diritto di ripensamento. Le istruttorie sono state avviate a seguito di numerose segnalazioni pervenute da associazioni dei consumatori e, nel solo caso di Beetwin, da società concorrenti.

UE, PROSEGUONO FINANZIAMENTI A PROGETTI ENERGETICI

Sarà pubblicato a giugno il secondo bando europeo Cef - Connecting Europe Facility dedicato a progetti di connessione delle infrastrutture energetiche nell’Ue: lo anticipa l’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (Inea) dell’Unione, annunciando i primi 15 finanziamenti nell’ambito del bando 2014. I progetti sinora selezionati sono stati 34, per un valore complessivo di 648 milioni di euro, a fronte di 68 proposte per un ammontare di 1,6 miliardi. Il primo bando 2015, chiusosi il 29 aprile scorso, prevedeva invece lo stanziamento di 100 milioni di euro.
I progetti selezionati contribuiscono all’implementazione di Progetti di interesse comune (248 in tutto) individuati per il periodo 2013-2015 e mirano allo sviluppo di nuove infrastrutture di trasmissione di rilevanza europea o al potenziamento di quelle esistenti allo scopo di far fronte alla futura domanda di energia, di assicurare le forniture e di sostenere lo sviluppo a vasta scala delle fonti rinnovabili. Tra i 15 progetti finanziati vi sono attività propedeutiche alla realizzazione dell’interconnessione elettrica tra Francia e Regno Unito (contributo Ue di 1,7 milioni di euro), alla costruzione di un nuovo terminale Gnl offshore in Grecia (1,8 milioni di euro) e alla realizzazione di tre linee elettriche in Bulgaria (279.000 euro). L’Inea informa anche che è stata completata la prima azione prevista dal Cef 2014 per l’energia, riguardante la sincronizzazione del sistema elettrico dei paesi baltici con la rete continentale europea, grazie al completamento di uno studio di fattibilità finale.
Sempre in ambito energetico, sono da poco scaduti i termini di 4 bandi Horizon 2020 in tema di Competitive Low Carbon Energy (LCE) e Smart Cities & Communities (SCC), per un totale di 425 milioni di euro di finanziamenti previsti. Sono pervenute 315 proposte per una richiesta complessiva di 3 miliardi di euro. La valutazione dei progetti iniziera in giugno e i risultati saranno annunciati all’inizio di ottobre.

IREX ANNUAL REPORT 2015: LE RINNOVABILI ITALIANE GUARDANO ALL’ESTERO

L’industria delle energie rinnovabili, dopo aver cambiato le regole del mercato elettrico in Italia, è chiamata ad affrontare una nuova fase di consolidamento e di sviluppo, in parte determinata dalla fine degli incentivi e dalla crescita di settori contigui, come l’efficienza energetica. Nell'ultimo anno le nostre imprese hanno comunque dimostrato di poter crescere anche sui mercati internazionali, attirando l’interesse degli investitori.
Per fare il punto sullo stato del settore delle rinnovabili, le strategie dei principali operatori e i prossimi scenari di sviluppo, torna il 22 aprile l’Irex Annual Report 2015, realizzato da Althesys, che monitora il settore dal 2008.
L’appuntamento, che avrà come tema “La trasformazione dell’industria elettrica e le rinnovabili. Strategie industriali italiane e politiche europee”, si terrà a Roma presso l’Auditorium GSE (Viale Maresciallo Pilsudski, 92, ore 9-13). Un confronto sul futuro del mercato delle rinnovabili post incentivi e sulla trasformazione del sistema elettrico coinvolgerà i rappresentanti delle principali aziende e associazioni delle energie green.
Presenti, tra gli altri, Nando Pasquali, presidente del GSE - Gestore Servizi Energetici e Christine Lins, Executive Secretary REN21 dell'UNEP.

LAZIO VERSO NUOVO PIANO ENERGETICO

Dopo oltre 14 anni di attesa la Regione Lazio avvia il processo di costruzione del nuovo Piano energetico regionale con la presentazione di un documento strategico: lo ha annunciato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. L’amministrazione regionale ha chiamato a raccolta - in vista della Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici che si terrà alla fine di quest’anno - oltre 500 soggetti tra enti locali, gestori di servizi di interesse economico generale, università ed enti di ricerca, associazioni di categoria, del settore dell’energia e dell’efficienza energetica, ordini e collegi professionali, organizzazioni non governative, organizzazioni sindacali per discutere le condizioni idonee allo sviluppo di un sistema energetico regionale sempre più rivolto all’utilizzo di fonti rinnovabili e all’uso efficiente dell’energia, in particolare ai fini della riduzione della CO2.
Il nuovo Piano energetico regionale è lo strumento di programmazione strategica in ambito energetico, con cui la Regione definirà le modalità per fare fronte agli impegni al 2020 in coerenza con gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili individuati per le Regioni attraverso il decreto del ministero dello Sviluppo economico del 15 Marzo 2012 (c.d. decreto “Burden Sharing”). Con il Piano si procederà all’individuazione di scenari tendenziali e scenari obiettivo, del pacchetto di azioni da attuare nel medio termine per l’uso efficiente dell’energia, per l’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia e la riduzione delle emissioni di gas serra.

MAGGIOR TUTELA, BORTONI: OCCORRE PERCORSO GRADUALE

Il superamento del regime di maggior tutela “non è un processo che si può fare dalla sera alla mattina”, motivo per cui l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico indica, nel Quadro strategico 2015-2018, una “roadmap” per il suo superamento. Lo ha sottolineato il presidente dell’Autorità, Guido Bortoni, a margine della presentazione del report Top Utility Analysis a Milano.
“Nei prossimi anni - ha detto Bortoni - il servizio potrebbe restringersi per le imprese, rimanendo in vigore solo per le utenze domestiche e le famiglie”. Secondo indiscrezioni, il cosiddetto “ddl Concorrenza” al quale sta lavorando il governo potrebbe prevedere il superamento della maggior tutela entro il 30 giugno 2015 per il gas e un anno dopo per l’energia elettrica. “Credo - ha affermato Bortoni - che il metodo migliore non sia quello di fissare una data, sia essa lontana o vicina, ma di identificare un percorso di uscita per le imprese perché consentirebbe di avere i tempi giusti necessari per poterle informare adeguatamente che una tutela sta venendo meno”. Un passaggio, insomma, ragionato e poco traumatico, nel quale le imprese potranno essere supportate anche con i servizi già a disposizione, come le comparazioni delle offerte e i call center informativi, “per elevare il livello di consapevolezza e affrontare al meglio l’impatto o l’accesso al mercato”.

MISE, 73 MLN DI RIMBORSI CREDITI CO2 PER 25 AZIENDE

Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha firmato un decreto che eroga, attingendo direttamente a fondi del ministero, la prima tranche dei rimborsi per i crediti dovuti agli impianti industriali rimasti esclusi dall’assegnazione delle quote di emissione di CO2 a titolo gratuito nell’ambito del secondo periodo di vigenza dell’Emissions Trading Scheme (il mercato europeo dell’anidride carbonica). Il provvedimento ha consentito di accelerare la procedura di rimborso, senza attendere la disponibilità delle somme da parte del ministero dell’Economia, sbloccando i primi 73 milioni di euro per 25 imprese che hanno concluso con esito positivo l’istruttoria. Il resto dei rimborsi sarà disponibile nel corso dei prossimi mesi, in base alle somme che saranno liberate dal ministero dell’Economia. Nel complesso i rimborsi, che interessano 200 soggetti appartenenti al settore elettrico, manifatturiero e di servizi, ammontano a 700 milioni di euro, interessi inclusi. Per il periodo 2008-2010, il totale delle somme da restituire è di 260 milioni di euro.

E.ON, ASSETT TERMOELETTRICI ALLA CECA EPH

E.On lascia la produzione elettrica da fonti tradizionali in Italia. Il colosso energetico tedesco ha infatti venduto tutte le sue centrali a carbone e a gas al gruppo energetico ceco Energetický a Prumyslový Holding (eph). Si tratta di asset di generazione per una capacità complessiva pari a 4.500 megawatt. Tra questi, la centrale a carbone sarda di Fiume Santo da 600 MW e 3.900 megawatt di altre sei centrali a gas situate nella penisola e in Sicilia. Quasi tutti gli impianti erano stati acquistati dalla società nel 2008 nell'ambito dell'acquisizione di Endesa Italia.
Non si conosce il prezzo corrisposto, ma E.On ha spiegato di aver scelto per la vendita delle sue attività di produzione termoelettrica in Italia un soggetto "che si è pienamente impegnato per l'ulteriore sviluppo a lungo termine di questi asset, contribuendo così a garantire la sicurezza della fornitura energetica per il Paese".
Energetický a Prumyslový Holding è una società energetica integrata con sede a Praga, controllata dagli imprenditori Patrik Tkac (37%) e Daniel Kretinsky (37%), quest'ultimo noto per essere anche il presidente della squadra di calcio Sparta Praga.
La società ceca ha recentemente ampliato la sua presenza in Europa con acquisizioni in Germania e in Gran Bretagna e viene indicata tra i potenziali acquirenti della controllata slovacca di Enel Slovenske Elektrarne. L'operazione dovrebbe concludersi nel secondo trimestre di quest'anno, dopo l'approvazione della direzione Antitrust della Commissione Europea.
Le centrali cedute sono, in particolare, oltre a Fiume Santo, quelle a gas di Livorno Ferraris (VC), Tavazzano (LO), Ostiglia (MN), la CEF di Ferrara, la centrale calabrese di Scandale e quella di Trapani.
Vendute le centrali termoelettriche - le più problematiche - ora E.On dovrebbe concentrarsi sulla dismissione degli asset più appetibili, a cominciare dall’idroelettico di Terni e dal pacchetto clienti. Tra i pretendenti Erg, Hera, F2i-Edison.

EFFICIENZA, 30 MLN PER DIAGNOSI ENERGETICHE IN PMI

Via libera al programma destinato a stimolare le piccole e medie imprese a rendere più efficienti i loro consumi energetici: è stato infatti pubblicato l’avviso dei ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente che consente a Regioni e Province autonome di presentare programmi finalizzati a sostenere la realizzazione di diagnosi energetiche nelle piccole e medie aziende. L’iniziativa, prevista dalle norme di recepimento della Direttiva sull’efficienza energetica, mette a disposizione 15 milioni di euro nel 2015 per il cofinanziamento di programmi regionali volti ad incentivare gli audit energetici nelle Pmi o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme ISO 50001. Considerando anche le risorse che saranno allocate dalle Regioni, saranno disponibili 30 milioni di euro a copertura del 50% dei costi che le imprese sosterranno per la realizzazione delle diagnosi energetiche. Si stima che non meno di 15.000 Pmi all’anno potranno essere coinvolte in questa iniziativa e che altrettanti progetti di efficienza energetica scaturiranno dalle diagnosi energetiche.
La scadenza per presentare i programmi è fissata al 30 giugno 2015. L’iniziativa verrà replicata annualmente con analoghe risorse sino al 2020.
Con decreto dei due ministeri, inoltre, sono stati approvati gli schemi - predisposti da Accredia - di certificazione ed accreditamento per la conformità alle norme tecniche relative alle società che forniscono servizi energetici (Esco), agli esperti in gestione dell’energia (Ege), ai sistemi di gestione dell’energia (Sge). Il provvedimento, anch’esso previsto dalle norme di recepimento della Direttiva sull’efficienza energetica, rappresenta un passo in avanti per la qualificazione dei soggetti che operano in campo energetico.

AIE, IL TURCO FATIH BIROL SARA' IL NUOVO DIRETTORE

Il capo economista dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), Fatih Birol, assumerà la guida dell'organizzazione a partire dal prossimo settembre, succedendo a Maria van del Hoeven, il cui mandato è in scadenza. Lo ha annunciato la stessa Agenzia fondata dall'Ocse.
"Il consiglio di amministrazione dell'Agenzia internazionale dell'energia - si legge in una nota dell’Aie - ha confermato questa settimana la nomina di Fatih Birol come nuovo direttore esecutivo dell'agenzia. Birol succederà a Maria van der Hoeven, il cui mandato di quattro anni terminerà il 31 agosto 2015". Di nazionalità turca, nato nel 1958 ad Ankara, Birol era entrato all'Aie nel 1995, dopo aver lavorato nella segreteria dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) a Vienna. Birol esercita attualmente le funzioni di economista capo della direzione dell'economia mondiale dell'energia.

COMITATO REGOLATORI ACER, LORD MOGG PRESIDENTE

Il comitato dei regolatori dell’Agenzia europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (Acer), riunitosi a Ljubljana (Slovenia), ha confermato il britannico Lord John Mogg (Ofgem) nel ruolo di presidente dell’organismo. L’incarico avrà la durata di due anni e mezzo a partire dal maggio 2015. Lord Mogg si è detto onorato della conferma di fiducia, esprimendo grande apprezzamento per il lavoro dell’Acer, iniziato ormai 5 anni fa. Ha inoltre sottolineato la cruciale importanza di rafforzare la cooperazione tra i regolatori europei e di perfezionare la complementarietà delle responsabilità di regolazione tra livello nazionale ed europeo.

TERMOVALORIZZAZIONE, 18 ITER IN CORSO

Alla fine del gennaio 2015 sono 18 gli iter di realizzazione di nuova capacità di termovalorizzazione in corso in Italia: è il quadro che emerge dal monitoraggio trimestrale di Nomisma Energia, che denota come dall’ottobre 2014 ad oggi ci siano pochi passi avanti in questo ambito, anche a causa delle forti resistenze delle comunità locali per i progetti di nuovi impianti, ampliamento o revamping. Il progetto in fase più avanzata di realizzazione risulta quello per un nuovo impianto a Case Passerini, nel Comune di Sesto Fiorentino (FI), presentato da Q.tHermo (60% Quadrifoglio, 40% Sviluppo Ambiente Toscana del gruppo Hera). Seguono l’ampliamento dell’impianto di Corteolona (PV) di A2A Ambiente, il progetto di revamping dell’Associazione consortile dei Comuni dell’Alto Milanese (Accam) a Busto Arsizio (VA), l’ampliamento dell’impianto di Macomer (NU) ad opera dell’Ati Area Impresa-Monsud e quello del termovalorizzatore di Trezzo sull’Adda (MI) della Prima Srl. Sia sui progetti più avanti negli iter che su quelli ancora all’inizio del percorso pesano incertezze e rallentamenti, inclusi i ricorsi giudiziari.

AUTORITA’, ROADMAP PER IL SUPERAMENTO DEI PREZZI REGOLATI

Tra gli obiettivi strategici fissati dall’Autorità per l’energia per nella versione definitiva del Quadro Strategico per il 2015-2018 c’è la definizione di una “roadmap per la progressiva revisione del perimetro delle tutele di prezzo per le diverse tipologie di utenza”. L'orizzonte temporale è ampio, l'Aeegsi indica tra il 2015 e il primo semestre 2016, e precisa che la definizione sarà “da condividere con il ministero dello Sviluppo economico”.
Nella audizioni annuali dell'Authority di novembre, molti operatori avevano lamentato che nella stesura iniziale del Piano strategico non fosse ancora indicata alcuna tempistica per il superamento delle tutela di prezzo per elettricità e gas al dettaglio. Il superamento progressivo delle tutele di prezzo potrebbe essere oggetto di una norma ad hoc nel futuro Ddl sulla concorrenza, che il governo dovrebbe varare nei prossimi mesi.

ROBIN TAX, AEESI: VALIDI GLI OBIETTIVI INFORMATIVI ANTE 2014

Dopo la dichiarazione di incostituzionalità della Robin Hood Tax da parte della Consulta (sentenza n. 10/2015), gli operatori interessati non sono più tenuti a trasmettere all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) i dati e le informazioni contabili relativi all’esercizio 2014. Restano invece validi gli obblighi informativi relativi agli esercizi precedenti. Lo ha comunicato l’Autorità che, ai sensi della legge istitutiva della Robin Hood Tax, aveva il compito di verificare che gli operatori non trasferissero l’addizionale Ires sui prezzi finali. Gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale non sono retroattivi, pertanto non ricadono su eventuali inottemperanze degli anni passati.

ALTO ADIGE, MASTERPLAN PER RETE DI DISTRIBUZIONE ELETTRICA

Un “masterplan” con la lista dettagliata delle criticità nella rete di distribuzione di energia elettrica dell’Alto Adige, da cui partire per elaborare un programma di priorità con gli investimenti più urgenti: questo il risultato dell’ultima riunione del tavolo sull’energia della Provincia autonoma di Bolzano, presentato dai direttori generali di Selnet, Alois Amort, e di Aew Reti, Andreas Bordonetti. Il masterplan, oltre a descrivere le criticità che possono rendere difficoltosa la fornitura puntuale in singole aree del territorio, indica in quali zone della Provincia l’infrastruttura registra un alto grado di saturazione, che non permette di fornire ulteriore energia - ad esempio quella prodotta da fonti rinnovabili - alla rete esistente.
Un quarto dell’energia elettrica in Alto Adige viene fornita attraverso circa 6.000 impianti esterni: il 40% da impianti fotovoltaici, il 22% da impianti termoelettrici e il 38% da centrali idroelettriche. Soltanto Selnet gestisce attualmente 40 cantieri in cui si lavora all’adeguamento delle sottostazioni e delle linee per migliorare la distribuzione nella media tensione, ma prioritario e urgente - ha detto Amort - è il miglioramento delle linee dell’alta tensione. Per garantire questo obiettivo è fondamentale la collaborazione con Terna, con cui è stato sottoscritto un accordo bilaterale a gennaio e che parteciperà a una delle prossime riunioni del tavolo. La prossima riunione del tavolo sarà incentrata sul tema della tutela delle acque.

2015: ANNO INTERNAZIONALE DELLA LUCE, A PARIGI L’INAUGURAZIONE

Da Internet all'arte, passando per l'astronomia e la medicina, la luce è il motore delle tecnologie del futuro, così come è sempre stata un motivo conduttore della conoscenza scientifica: per questo che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2015 Anno internazionale della Luce. L'inaugurazione ufficiale dell'iniziativa è in programma il 19 gennaio a Parigi presso la sede dell'Unesco.
Se l'elettronica è stata la protagonista di uno dei principali sviluppi tecnologici del XX secolo, la scienza che studia il comportamento delle particelle di luce (fotoni) si prepara a prendere il testimone. La fotonica diventa così la scienza del futuro, destinata ad avere ricadute sempre più importanti sulle tecnologie alla base di smartphone, tablet e computer, così come dello sviluppo di tecnologie più efficienti al servizio dell’energia solare, per l'illuminazione sostenibile degli edifici. E ancora apparecchiature per le diagnosi mediche in grado di rilevare immagini sempre più precise e dettagliate.
''La luce è legata all'intero sviluppo della scienza'', osserva il presidente dell'Istituto Nazionale di Ricerca in Metrologia (Inrim), Massimo Inguscio. ''Basti pensare - aggiunge - alla luce delle galassie, che permette di risalire indietro nel tempo nella storia dell'universo, o al fatto che comprendere la natura della luce sia sempre andato di pari passo con la scienza, dalla teoria della relatività alla fisica quantistica''. Ancora la luce, prosegue Inguscio, ''ha portato all'invenzione del laser e dei led, premiati nel 2014 con il Nobel come esempio di tecnologia al servizio dell'umanità''.
Almeno mille i partecipanti che daranno il via alle celebrazioni, nella cerimonia inaugurale di Parigi. A rappresentare l'Italia, mettendo in relazione luce e arte, sarà Alessandro Farini, dell'Istituto di Ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dell'università di Firenze.
''L'illuminazione - ha detto - può modificare la percezione delle opere d'arte''. Numerosissimi gli eventi previsti in Italia, dove l'inaugurazione ufficiale dell'Anno della Luce è in programma il 26 gennaio a Torino, nella cerimonia organizzata da Inrim, Società Italiana di Fisica e Comune di Torino. Decine gli eventi in programma in tutta Italia fino al dicembre 2015.

BOLLETTA 2.0, APPLICAZIONE DAL 1° GENNAIO 2016

La bolletta 2.0 per l’energia elettrica e il gas sarà operativa a partire dal 1° gennaio 2016 e non il 1° settembre 2015 come previsto in precedenza: lo ha stabilito l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) con la delibera 200/2015/R/com, che reca altresì l’approvazione del Glossario e la definizione del livello di aggregazione degli importi fatturati ai clienti finali serviti nei regimi di tutela.
La proroga è stata disposta a seguito delle richieste di numerose aziende di allineare l’entrata in vigore della bolletta 2.0 con quella prevista per la riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici. La nuova bolletta si applicherà alle fatture contabilizzanti prelievi di energia elettrica o gas effettuati successivamente al 1° gennaio 2016. Il provvedimento precisa inoltre l’ambito di applicazione della bolletta 2.0 relativamente ai clienti gas (domestici, condomini ad uso domestico, attività di servizio pubblico o usi diversi, che abbiano consumo annuo complessivamente inferiore a 200.000 Smc), introduce per il settore gas due ulteriori elementi da riportare nella bolletta sintetica (il codice REMI e la classe del misuratore), definisce ulteriori specificazioni in merito ai ricalcoli, prevede alcuni dettagli in merito alle informazioni sul costo medio della fornitura e chiarisce le modalità di esposizione dei prezzi unitari negli elementi di dettaglio.
Sempre in merito al progetto bolletta 2.0, l’Autorità ha anche approvato il documento di consultazione 201/2015/R/com in cui illustra i propri orientamenti in merito alla definizione della guida alla lettura e del modello di bolletta dell’energia elettrica e del gas per i clienti serviti in regime di tutela. Le osservazioni possono essere presentate entro il 29 maggio.

EFFICIENZA ENERGETICA, 157 PROGETTI FINANZIATI AL SUD

Sono 157 i progetti di efficientamento energetico finanziati nell'ambito del “POI Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico”, un programma operativo tra ministero dell’Ambiente, ministero dello Sviluppo economico e le Regioni obiettivo convergenza, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Lo ha reso noto il sottosegretario all'Ambiente, Silvia Velo, intervenendo al convegno “POI Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico Fesr 2007-2013: le realizzazioni e i risultati nel racconto dei protagonisti”. In particolare, ha spiegato Velo, i progetti finanziati riguardano 268 edifici pubblici, tra scuole, ospedali, uffici comunali, aeroporti, musei, biblioteche, impianti sportivi, centri di accoglienza sociale, palazzi di giustizia e caserme.
Sono state anche realizzate circa 300 diagnosi energetiche su edifici pubblici di Comuni, Province e Comunità montane, utilizzabili per ulteriori interventi di efficientemente energetico in futuro.

ENEA, GUIDA SU ECOBONUS ED EFFICIENZA ENERGETICA

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) ha realizzato la “Guida all’efficienza per il 2015” in cui sono raccolte e spiegate le novità sugli ecobonus del 65%, nonché le scadenze e gli obblighi di legge che scattano da quest’anno per famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche in tema di efficienza energetica. La guida è disponibile online all’indirizzo efficienzaenergetica.acs.enea.it, sito curato da Enea in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico che offre informazioni sugli ecobonus e numeri di telefono per richiedere indicazioni sugli incentivi rinnovati dal governo per l’anno in corso.
Le principali innovazioni in tema di efficienza per il 2015 riguardano l’estensione degli incentivi sotto forma di detrazioni del 65% introdotta dalla legge di Stabilità e l’attuazione delle previsioni del d.lgs. 102/2014. Fra queste, in particolare, la predisposizione, in collaborazione con Enea, di un programma di intervento per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione centrale e l’obbligo di diagnosi energetica per le imprese di grandi dimensioni entro fine 2015.
Per quanto riguarda gli ecobonus, da quest’anno valgono anche per l'acquisto e la posa in opera delle schermature solari, ovvero per le spese sostenute nei prossimi 12 mesi fino a un valore massimo di 60.000 euro; saranno detraibili le spese per tende esterne, chiusure oscuranti, dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate, e in generale le schermature. Inoltre, l'ecobonus del 65% è stato ampliato alle spese per l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Le spese devono essere sostenute nei prossimi 12 mesi fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.
La legge di Stabilità rinnova anche le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni e del 65% per gli interventi di efficienza energetica. Confermata la proroga anche per gli interventi di efficientamento energetico che interessano le parti comuni degli edifici condominiali, per i quali è prevista l'agevolazione maggiorata al 65% fino al 31 dicembre 2015. Per gli interventi di riqualificazione energetica restano immutati i tetti massimi di spesa detraibili: 153.846 euro per la riqualificazione energetica; 92.307,69 euro per gli interventi sull'involucro e per l'installazione dei pannelli solari; 46.153,85 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Per tutto il 2015 resterà al 65% anche la detrazione prevista per le spese destinate agli interventi antisismici e di messa in sicurezza statica.

AEEGSI, CONSULTAZIONE SU UNBUNDLING FUNZIONALE

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha pubblicato il documento di consultazione 77/2015/R/com con cui illustra i propri orientamenti finali in materia di riforma degli obblighi di separazione funzionale per i settori dell’energia elettrica e il gas. Alla consultazione, aperta fino al 13 aprile, seguirà l’adozione entro l’autunno 2015 del provvedimento finale recante il Testo integrato di unbundling funzionale, che avrà efficacia a partire dal 1° gennaio 2016.
Il documento prevede, tra l’altro, la semplificazione degli obblighi di separazione funzionale per le imprese di distribuzione gas con meno di 100.000 clienti allacciati e il rafforzamento di quelli relativi a imprese che superano tale numero di clienti. Obblighi rafforzati anche per le imprese di distribuzione di energia elettrica, indipendentemente dalla loro dimensione. Altre previsioni riguardano le imprese di distribuzione operanti nelle Province di Trento e Bolzano e le cooperative elettriche che operano in maniera integrata, il trattamento delle informazioni commercialmente sensibili e la realizzazione di un unico sistema informatico di raccolta delle comunicazioni obbligatorie. L’Autorità prevede infine l'obbligo di separazione del marchio e delle politiche di comunicazione (compresa la denominazione sociale) delle imprese di distribuzione rispetto alle imprese di vendita e, nel settore elettrico, anche tra vendita nel mercato libero e il servizio di maggior tutela, con prima applicazione a partire dal 1° gennaio 2017.

CAGLIARI, ENTRO 2020 PREVISTO -20% CO2

Il Comune di Cagliari si impegna a ridurre del 26%, entro il 2020, le emissioni di anidride carbonica prodotte nel proprio territorio. Il Joint Research Centre, organismo tecnico di valutazione della Commissione europea, ha infatti accettato ufficialmente il Piano energetico della città di Cagliari, approvato dal Consiglio comunale di Cagliari il 22 luglio 2014.
L'attuazione del Piano comporterà per l'amministrazione un impegno finanziario per il periodo 2015-2020 di circa 70 milioni di euro, di cui una parte relativi a interventi già finanziati e a progetti sui quali è ipotizzabile l'intervento di privati, nonché altri candidabili a programmi europei. Tra le prime azioni che verranno realizzate, la creazione e l'avvio dello Sportello energia al servizio della cittadinanza e degli operatori economici del territorio e l'individuazione di soggetti professionali nel campo delle attività basate sul risparmio energetico e sulle fonti energetiche rinnovabili (Esco) con i quali attivare meccanismi di coinvolgimento di capitale privato nel settore dell'efficientamento energetico del patrimonio comunale e in generale nel contesto urbano.
"Ruolo importante - spiega l'assessore alla Pianificazione, Barbara Cadeddu - avranno anche le campagne di sensibilizzazione al risparmio energetico e incentivazione all'uso di energie rinnovabili sviluppate in collaborazione con operatori del settore e nell'ambito dei progetti di disseminazione patrocinati dal progetto regionale Sardegna CO2.0, in particolare nel programma Smart Cities. In questo percorso - conclude Cadeddu - anche i cittadini dovranno fare la loro parte, considerando l'incidenza del settore residenziale e della mobilità nei consumi e nelle emissioni globali".

ENERGIA, CONSULTAZIONE MEDREG SU INTERCONNESSIONI INFRASTRUTTURE

Si chiama ''Interconnection Infrastructures in the Mediterranean: A Challenging Environment for Investments'' il primo documento di consultazione approvato da Medreg, l'associazione delle Autorità per l'energia del Mediterraneo, in cui viene presentata una mappatura dettagliata delle infrastrutture energetiche transfrontaliere, esistenti e programmate, soggette a regolazione e rilevanti per il buon funzionamento e lo sviluppo del mercato energetico nel Mediterraneo.
I dati raccolti, sono frutto di un lavoro di elaborazione di informazioni fornite attraverso un questionario dettagliato dai membri dell'associazione, di cui fanno parte 24 Autorità di 21 paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il report contiene anche un'analisi delle principali forme di finanziamento per nuove infrastrutture energetiche, evidenziando altresì i principali ostacoli considerati prioritari dai regolatori nazionali. Obiettivo della consultazione, rendono noto i promotori, è quello di verificare il quadro delineato e se le priorità e i principali ostacoli agli investimenti individuati all'interno dello studio siano condivisi. Al termine della consultazioni saranno elaborate una serie di proposte volte a migliorare le condizioni per favorire gli investimenti in infrastrutture energetiche nel Mediterraneo.
È possibile partecipare alla consultazione attraverso il sito web fino al 18 marzo, mentre entro la fine di aprile in Egitto è prevista l'organizzazione di un workshop dedicato al processo di consultazione cui saranno invitati i principali protagonisti del settore energetico operanti nella regione. Il rapporto finale dovrebbe essere pubblicato entro giugno 2015.

CAMPANIA, TAR BOCCIA RICORSO CONTRO TERMOVALORIZZATORE

Il Tar per la Campania ha respinto il ricorso presentato dai Comuni di Qualiano, Marano di Napoli, Villaricca, Melito di Napoli, Trentola Ducenta, Mugnano di Napoli e, ad adiuvandum, dai Comuni di Lusciano e Calvizzano per ottenere l’annullamento del bando di gara per l’affidamento della concessione per la progettazione definitiva ed esecutiva, la realizzazione e la gestione del termovalorizzatore per i rifiuti stoccati in balle in Campania, la cui costruzione è previsto nel Comune di Giugliano in Campania (NA).
Secondo il Tar, la scelta della localizzazione, contestata dai ricorrenti, “non appare irragionevole” in quanto proprio sul territorio di Giugliano e nelle aree limitrofe sono stoccate la maggior parte delle balle di rifiuti da smaltire, il cui trasporto verso località più lontane comporterebbe maggiori costi. Inoltre l’impianto, se progettato con le migliori tecnologie disponibili, quali il gassificatore con torce al plasma, rispetterà la salvaguardia della popolazione e dell’ambiente.

PIANO JUNKER, L'ITALIA PROPONE INTERCONNESSIONI ELETTRICHE E GASDOTTI

L’Italia ha già presentato alla Commissione europea, che li sta vagliando, 14 progetti per il Piano Juncker, che mette in campo con il Fondo europeo per gli investimenti strategici (Efsi) e con il coinvolgimento della Banca europea degli investimenti (Bei) una dotazione iniziale di 21 miliardi di euro da triplicare con la raccolta di ulteriori fondi per il finanziamento di investimenti infrastrutturali e progetti di piccole e medie imprese fino a raggiungere in 3 anni, con un effetto leva, ben 315 miliardi di investimenti. Tra i progetti italiani, che elenca La Repubblica, figurano le interconnessioni elettriche e i gasdotti, accanto ad ambiti quali le telecomunicazioni, l’ambiente, l’aerospazio e la sperimentazione della fusione nucleare.
Per il settore energetico, in particolar modo, il governo ha selezionato i progetti “Interconnessione Italia-Montenegro” (1,1 mld €) e “Interconnessione Italia-Francia” (0,5 mld €), entrambi riguardanti Terna, il “Fondo per l’efficienza energetica” (0,7 mld €) per l’efficientamento di edifici pubblici, reti di illuminazione e teleriscaldamento, lo sviluppo della “Rete Gas Nord Ovest” (0,5 mld €) e della “Rete Sud” (0,4 mld €), ad opera di Snam, nonché il progetto di Italgas “Stoccaggio Cornegliano” (0,6 mld €) per la costruzione di un deposito sotterraneo destinato allo stoccaggio di 1,3 mld mc di gas.

A2A, ENTRO 2016 BRESCIA ILLUMINATA A LED

Entro il 2016 tutti i punti luce di Brescia, circa 43.000, utilizzeranno apparecchi a led grazie ad un piano di sostituzione voluto dal Comune di Brescia e realizzato da A2A. Una scelta innovativa che garantirà uguale efficienza e pari resa luminosa, un risparmio del 39% dei consumi e di 8 milioni di euro in 10 anni sulla “bolletta” del Comune di Brescia. L'ammontare degli investimenti a carico del Gruppo A2A è di 12 milioni di euro, per sostituire tutti i corpi illuminanti della città.
Grazie alla nuova illuminazione il consumo annuo pro capite verrà quasi dimezzato, passando dagli 92 kWh attuali ad una quota di 56 kWh. Nel complesso si passa da oltre 18 milioni di kWh annui - una quantità di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di 8.200 appartamenti - a 11 milioni di kWh, corrispondenti al consumo ipotetico di 5.000 appartamenti.
I nuovi corpi illuminanti, spiega A2A, garantiscono uguale prestazione luminosa rispetto alle tradizionali lampade fino ad oggi utilizzate (100 lumen/watt), ma con un migliore orientamento del fascio luminoso, oltre a un ciclo di vita molto più lungo (anche 5 volte di più rispetto alle tradizionali lampade) che, in termini di qualità del servizio e sicurezza, vuol dire meno luci guaste e spente sulle vie della città. Saranno almeno 2.500 le lampade bruciate in meno ogni anno. E con la nuova tecnologia adottata - il telecontrollo - le informazioni sulle condizioni degli impianti e su eventuali malfunzionamenti arriveranno in tempo reale consentendo di intervenire molto più rapidamente. La riduzione delle spese è garantita anche dal significativo risparmio energetico e dalla riduzione dei costi di manutenzione ordinaria e sostituzione dei led, che si distinguono per la durata, la resistenza alle vibrazioni e alle sfavorevoli condizioni atmosferiche.

MERCATO DELLA CAPACITA’, AEEGSI CHIEDE DI ANTICIPARE L’AVVIO

L’Autorità per l’Energia Elettrica ha chiesto al ministero dello Sviluppo economico di anticipare al 2017 una prima fase di attuazione del mercato della capacità al fine di massimizzare la concorrenza potenziale di nuovi entranti. Nel dare il via libera definitivo al meccanismo, il Mise ne aveva previsto l'entrata in vigore per il 2018-19 con il decreto del luglio scorso. Per garantire la produzione elettrica di riserva in caso di necessità è stato previsto un meccanismo di aste. Il sistema, impostato dall'Autorità dell’energia e messo a punto da Terna, premierà l'efficienza degli impianti sia nella generazione sia nell'interconnessione.
Visto l’eccesso di capacità produttiva, i criteri definiti dall'Autorità prevedevano che questa polizza venisse applicata non prima del 2018-19 e solo per la quantità veramente necessaria. Quindi, fino ad allora, ai produttori di energia elettrica non sarà riconosciuto alcun corrispettivo. Alla scadenza prevista, quando il mercato della capacità sarà avviato, i produttori dovranno garantire una disponibilità di capacità produttiva di energia elettrica tale da tutelare il sistema dal rischio di deficit di generazione o di situazioni critiche. I quantitativi di capacità da rendere disponibili saranno determinati dal gestore della rete in base ai consumi attesi e alle esigenze di riserva, tenendo conto anche degli effetti delle misure di efficienza energetica e della produzione da fonti rinnovabili.

ASSORINNOVABILI E ASSOELETTRICA, NO AI SOVRACANONI SULL’IDROELETTRICO

AssoRinnovabili e Assoelettrica guardano con grande preoccupazione alla prossima approvazione al Senato del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2014. La norma contenuta all’art. 45, che innalza di oltre il 30% (da 22,88 a 30,40 €/kW) i sovracanoni dovuti dai piccoli impianti idroelettrici ai Comuni dei Bacini Imbriferi Montani (BIM), avrà infatti pesanti ripercussioni sulla competitività e sulla stabilità del settore.
I canoni demaniali e i sovracanoni (BIM ed Enti Rivieraschi) hanno già visto continui aumenti nell’ultimo decennio, ben oltre le dinamiche inflazionistiche; un ulteriore aumento improvviso del 30% è contro qualsiasi logica di mercato e di previsione di business plan, oltre a non avere alcuna correlazione ne’ con l’andamento dei ricavi dei produttori idroelettrici ne’ con i capitoli di spesa pubblica a cui dovrebbero essere destinati i canoni.
Se la norma verrà approvata - sostengono Assorinnovabili e Assoelettrica -, un piccolo impianto idroelettrico senza incentivi e senza prezzi minimi garantiti (cioè la maggior parte dei soggetti interessati) arriverà a pagare canoni e imposte indirette per valori vicini al 30% del fatturato. I titolari saranno quindi costretti a limitare al minimo le attività di manutenzione e di rinnovo degli impianti stessi, se non addirittura a chiudere, con significativi impatti negativi in termini di occupazione e ricchezza delle comunità locali.
A ciò si aggiunga - proseguono le due associazioni - che nella proposta di modifica della legge di stabilità 2013 presentata nel Collegato Ambientale, si intende eliminare il presupposto giustificativo dell’applicazione del maggior canone, attualmente legato alla prosecuzione degli interventi infrastrutturali da parte dei comuni. In questo modo, i maggiori oneri per gli operatori, appaiono slegati da qualsiasi giustificazione razionale visto che sono dovuti a prescindere dall’effettuazione degli interventi da parte dei comuni montani.

SARDEGNA, CENTRALI ELETTRICHE ESSENZIALI FINO A 31 DICEMBRE

L’essenzialità delle centrali elettriche sarde, compresa quella di Ottana, è stata prorogata sino al 31 dicembre prossimo. Lo annuncia la Regione Sardegna riferendo di un provvedimento dell’Autorità per l’energia. La proroga dell’essenzialità, sottolinea l’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras, è il riconoscimento dell’oggettivo svantaggio della Sardegna in tema energetico, da identificare come un fattore di mancata competitività. La proroga è importante soprattutto per la Sardegna centrale e per la zona industriale di Ottana, nucleo produttivo attorno al quale devono realizzarsi interventi di reindustrializzazione.

TIRRENO POWER, ANDREA DE VITO NUOVO DIRETTORE

Il Consiglio di amministrazione di Tirreno Power, società proprietaria delle centrali termoelettriche di Vado Ligure e Civitavecchia, ha accettato le dimissioni di Massimiliano Salvi, annunciate nel corso del consiglio di amministrazione dello scorso 12 febbraio, dall’incarico di direttore generale con efficacia dal 30 aprile 2015. Il Cda ha quindi nominato nuovo direttore generale Andrea De Vito, attuale direttore finanziario della società, che ricoprirà la carica a partire dal 1° maggio 2015.
Massimiliano Salvi ha ricevuto dai soci e dai componenti del Cda ringraziamenti per avere affrontato e saputo gestire una situazione estremamente complessa in una fase molto delicata per la sopravvivenza della società. Alla fine del gennaio scorso Tirreno Power ha trovato un accordo con le banche per ristrutturare un debito da 894 milioni di euro: l’intesa prevede che 294 milioni vengano convertiti in strumenti partecipativi e altri 250 milioni trasformati in un bond convertibile, i restanti 350 milioni di debito verranno riscadenzati nella parte che non verrà coperta dall’aumento di capitale (circa 100 milioni). Tirreno Power ha come soci Gdf-Suez (50%), Sorgenia (39%), Iren (5,5%) e Hera (5,5%).

TIRRENO POWER: “AIA CON PRESCRIZIONI INATTUABILI”

La nuova Aia per la centrale elettrica a carbone di Vado Ligure prevede "prescrizioni inattuabili" e "non è in alcun modo ottemperabile dalla società". Così, in una nota, Tirreno Power, la società che gestisce la centrale elettrica è sotto sequestro dal marzo 2014 per violazioni all'Aia."Prendiamo atto con sconcerto e disappunto dell'emissione del decreto del Ministero dell'Ambiente, con il quale si rilascia l'Aia per la centrale. Un provvedimento che ricalca quanto stabilito dalla conferenza dei servizi incluse alcune prescrizioni incongrue ed inattuabili, come più volte affermato dalla Società. Il paradosso della situazione è ben evidenziato dalla contemporanea emissione, sempre il 31 dicembre, anche del decreto del Ministero dello Sviluppo economico che autorizza la costruzione della copertura del carbonile. La nuova Aia non recepisce nemmeno questo provvedimento mantenendo la scadenza al marzo 2015 per un'opera colossale per la cui conclusione il decreto dello Sviluppo economico prevede 30 mesi di tempo, invece dei tre mesi concessi dalla nuova Aia. Così come permane l'obbligo dell'avviamento da subito a gas naturale, che comporta il fermo della centrale per due anni senza nessun concreto beneficio ambientale o i tempi di decorrenza delle prescrizioni che non si riferiscono alla disponibilità degli impianti, attualmente sotto sequestro, ma al rilascio dell'Aia". La società dichiara di conservare comunque "un atteggiamento di fiducia nei confronti degli impegni assunti dal Governo" e di attendere "una pronta correzione delle disposizioni di un'Aia che rende ancora più complessa una situazione già estremamente difficile e che rischia di vanificare la continuità aziendale e l'impegno profuso da Tirreno Power per salvaguardare un asset essenziale per la società, con i suoi rilevanti livelli occupazionali diretti e nell'indotto".
Per la centrale di Vado sono circa 800 i lavoratori coinvolti: 250 diretti e il resto delle società esterne. Al Governo e al Ministro dell'Ambiente l'azienda aveva espresso anche la convinzione che vi fosse "una discriminazione molto forte tra la centrale di Vado Ligure e altre centrali simili italiane.
Per il Ministro Galletti “Tirreno Power non è ferma per le prescrizioni del ministero, ma per un sequestro operato dalla magistratura”.

MILANO, OBIETTIVO -20% CO2 TRA 2005 E 2020

Ridurre le emissioni di anidride carbonica di almeno il 20% nel 2020, rispetto all’anno di riferimento 2005, passando da 7.418 kton del 2005 a 5.934: è questo l’obiettivo finale del Piano di azione per l’energia sostenibile e il clima (Paes) di Milano, presentato dall’assessore all’Ambiente Pierfrancesco Maran in un incontro pubblico a Palazzo Reale. Il piano, elaborato nei mesi scorsi dall’assessorato all’Ambiente ed Amat in un percorso di confronto interno all’amministrazione e aperto ad associazioni e imprese, sarà portato nelle prossime settimane alla Giunta comunale prima di iniziare l’iter per l’approvazione.
L’area di intervento su cui saranno massimizzati gli sforzi e da cui sono previsti i risultati più importanti è quella degli edifici, con un piano di efficientamento e di riqualificazione energetica che prevede l’estensione dell’attuale rete di teleriscaldamento, con un raddoppio della capacità termica attuale grazie all’allacciamento di importanti edifici pubblici. Per quanto riguarda l’edilizia privata, si stimolerà il coinvolgimento dei cittadini con iniziative di comunicazione e sensibilizzazione attraverso il potenziamento delle attività degli Sportelli Energia e si promuoverà l’efficienza energetica nel settore terziario attraverso accordi con associazioni di categoria, linee guida e regolamenti. Il 15 aprile si è inoltre concluso il ciclo di verifiche sperimentali sulle grandi centrali termiche avviato dall’amministrazione, che permetterà di valutare anche l’efficienza energetica e di suggerire interventi integrati di miglioramento delle prestazioni energetiche. Il piano prevede poi la promozione di politiche mirate nei settori dei rifiuti e della mobilità. Nel campo dell’illuminazione pubblica, il grande intervento di sostituzione di tutti i corpi illuminanti di Milano con lampade a led è già completato all’80%: entro agosto Milano, raggiunto il 100%, sarà la prima grande città al mondo ad essere completamente illuminata con luci a basso consumo energetico, per un risparmio di 31,3 kilotonnellate di CO2 rispetto al 2005.

ENERGIA, AEEGSI: MERCATI DI MASSA DINAMICI, MA LA CONCORRENZA NON E' ANCORA MATURA

Mercati retail dell'energia elettrica e del gas dinamici, con tassi di cambio verso nuovi fornitori in linea o superiori alla media europea: circa il 25% dei clienti elettrici domestici ha scelto il mercato libero, il 22% nel gas. La concorrenza però è ancora poco matura, più sviluppata per l'elettricità e i grandi clienti "energy-intensive", meno per i domestici, con prezzi del mercato libero mediamente superiori a quelli della tutela (+15-20% per l’energia elettrica), e clienti ancora poco consapevoli dei meccanismi delle offerte. Condizioni che suggeriscono l'opportunità di mantenere ancora attivi, per entrambi i settori, gli strumenti e regimi di tutela, pensando piuttosto ad un percorso graduale per il loro superamento. È questo, in sintesi, il quadro che emerge dal Monitoraggio dei mercati retail dell'Autorità per l'energia per gli anni 2012-2013, disponibile sul sito dell’Aeegsi.
Per il settore elettrico l'analisi ha evidenziato condizioni concorrenziali dell’offerta uniformi sul territorio nazionale, ma disomogenee per tipologia di clienti. Se infatti l'attività di vendita ai grandi clienti (in media tensione) presenta un'effettiva concorrenza, con positivi indici di concentrazione (i primi 3 operatori hanno solo il 23% circa dei volumi di vendita nel libero) e di cambio fornitore, emergono invece indicazioni di segno opposto per domestici e piccole imprese. Nel 2013 ancora il 75% dei clienti domestici è in maggior tutela, e quasi il 60% di chi passa al libero sceglie il venditore dello stesso gruppo che aveva in tutela.
Per il settore del gas naturale, la concorrenza ha luogo principalmente su scala geografica regionale o sub-regionale e non nazionale: nel 2012-2013 solo 4 venditori hanno quote di mercato significative in più di 5 regioni e, di questi, solo 2 sono presenti in più di 15 regioni. Gli indici di concentrazione su base regionale segnalano la presenza di vantaggi concorrenziali per i venditori "tradizionali" o incumbent locali, cioè quei venditori che in passato operavano come monopolisti: nel 2013 oltre il 94% dei volumi di gas sono stati consegnati in regioni dove i venditori tradizionali hanno una quota di mercato complessivamente superiore al 75%.

ENEL-TERNA, INTESA PER PROGETTI DI TRASMISSIONE ALL’ESTERO

L’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, e l’amministratore delegato di Terna, Matteo Del Fante, hanno siglato un Memorandum of Understanding (Mou) di cooperazione per individuare, valutare e sviluppare iniziative integrate e opportunità Greenfield (per la realizzazione di nuovi asset) e/o Brownfield (per l’acquisizione di asset esistenti) legate alle reti di trasmissione nei paesi, diversi dall’Italia, dove sia Enel che Terna hanno un interesse strategico o commerciale.
L’accordo, ha spiegato Francesco Starace, è molto importante per lo sviluppo di reti e interconnessioni aggiuntive nei paesi che ne hanno bisogno, soprattutto nel Sud del mondo. L’attenzione di Terna all’estero, ha sottolineato Del Fante, è concentrata sul proprio core business, la trasmissione elettrica, e con un soggetto come Enel, che ha una presenza importante in tutto il mondo, sarà possibile portare avanti le attività di trasmissione contribuendo alla progettazione ed eventualmente alla realizzazione di impianti. Nei paesi esteri in cui opera, Enel è interessata - anche tramite società appartenenti al gruppo - all’acquisizione, sviluppo ed esercizio di progetti relativi a reti di trasmissione o connessione in alta tensione, anche integrate con una componente di generazione o distribuzione di energia elettrica, sia per quanto riguarda la realizzazione di nuovi asset, sia per quanto riguarda l’acquisizione di asset già esistenti. Terna potrà fornire la propria collaborazione tecnica rispetto all’analisi del sistema elettrico, alla pianificazione di rete, alla progettazione, esercizio e manutenzione di asset di trasmissione ed è anche interessata a valutare l’acquisizione o lo sviluppo di asset di trasmissione nell’ambito di iniziative integrate. In base all’accordo, qualora una parte individui un’opportunità che ritenga possa essere di reciproco interesse o anche di esclusivo interesse dell’altra parte, potrà sottoporre all’attenzione di quest’ultima le informazioni relative a tale opportunità. Le opportunità verranno valutate dalle due società in base ai comuni interessi. L’accordo ha una durata di tre anni.

ROMA, ENTRO META' APRILE 2.000 LAMPADINE A LED PER LE PERIFERIE

“La nuova illuminazione prima alle periferie”: questo lo slogan del piano per le periferie che il sindaco di Roma Ignazio Marino e gli esponenti della sua Giunta stanno presentando in Campidoglio, che prevede l’installazione di circa 2.000 lampade a led entro metà aprile. L’innovativo progetto di illuminazione a led è partito nei mesi scorsi di Tor Sapienza e proseguirà con le nuove installazioni equamente distribuite in ogni municipio decentrato della capitale.
L’intervento, promosso da Acea, consentirà al Comune di risparmiare fino al 55% della sua attuale bolletta elettrica - oltre 15 milioni di euro l’anno - e di incrementare la sicurezza delle strade di Roma.

UE: ITALIA ADOTTI NORME SU EFFICIENZA IN EDILIZIA

La Commissione europea ha chiesto all’Italia, ai Paesi Bassi e alla Polonia di intervenire affinché la direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (2010/31/UE) sia integralmente recepita negli ordinamenti nazionali. In forza di questa direttiva gli Stati membri devono stabilire e applicare requisiti minimi di prestazione energetica agli edifici nuovi ed esistenti, assicurare la certificazione del rendimento energetico degli edifici e prescrivere l’ispezione regolare dei sistemi di riscaldamento e di condizionamento. La direttiva impone inoltre agli Stati membri di provvedere a che dal 2021 tutti i nuovi edifici siano del tipo “a energia quasi zero”. La direttiva doveva essere recepita entro il 9 luglio 2012.
L’Italia e i Paesi Bassi hanno già ricevuto un parere motivato per non aver adottato alcuna misura volta a recepire la direttiva, rispettivamente nel gennaio e nel giugno del 2013. Nel frattempo entrambi i paesi hanno adottato misure di recepimento ma alcune disposizioni della direttiva continuano a non trovare posto nei loro ordinamenti. Per quanto riguarda la Polonia, nel luglio del 2014 la Commissione ha deciso di deferire il paese alla Corte di giustizia dell’Ue e, nonostante l’adozione di provvedimenti di attuazione della direttiva, alcune disposizioni non sono state ancora recepite. La Commissione ha quindi inviato altri pareri motivati ai tre Stati membri che, se non ottemperano al loro obbligo giuridico entro due mesi, potranno essere deferiti alla Corte di giustizia.

TERMOVALORIZZATORE ACERRA, NASCE OSSERVATORIO AMBIENTALE

La Giunta regionale della Campania ha istituito l’Osservatorio ambientale del termovalorizzatore di Acerra (NA). Si tratta, spiega l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano, di uno strumento a tutela della popolazione e dell’ambiente, ma anche a garanzia della partecipazione dei cittadini e della trasparenza sulle attività svolte dall’impianto. L’Osservatorio è infatti un organismo indipendente di interfaccia tra i cittadini (rappresentati anche attraverso le loro associazioni), le istituzioni e il gestore dell’impianto e ha il compito di vigilare in modo permanente sul corretto funzionamento del termovalorizzatore. Già istituito durante la fase commissariale, aveva poi cessato le sue funzioni con il passaggio all’ordinario. La Giunta regionale lo ha reintrodotto per soddisfare le necessità di informazione e di sicurezza dei cittadini. Fanno parte dell’Osservatorio, a titolo gratuito: un rappresentante del Dipartimento della salute e delle risorse naturali, in qualità di presidente; un rappresentante della Direzione generale per la tutela della salute e il Coordinamento del sistema sanitario regionale; un rappresentante della Direzione generale per l’ambiente e l’ecosistema; un rappresentante della Direzione generale per le politiche agricole, alimentari e forestali; un rappresentante della Città metropolitana di Napoli; il sindaco del Comune di Acerra (NA) o un suo delegato; il sindaco del Comune di San Felice a Cancello (CE) o un suo delegato; un rappresentante dell’Asl NA2 Nord; un rappresentante dell’Arpac-Distretto provinciale di Napoli; massimo due rappresentanti delle principali associazioni ambientaliste segnalate dai Comuni di Acerra e San Felice a Cancello; un epidemiologo e un ingegnere chimico industriale designati dall’Università degli Studi di Napoli Federico II.

TERNA E ANIE LANCIANO IL PROGETTO “CANTIERI SICURI”

Eseguire in sicurezza i lavori necessari per garantire la massima efficienza dei circa 63.800 km della rete elettrica nazionale: questo l’oggetto del Protocollo siglato da Terna e Anie, la Federazione che riunisce le principali imprese del settore elettrotecnico ed elettronico.
Il Protocollo - il primo di questo tipo siglato da Anie con un’azienda infrastrutturale - fa seguito a quello siglato nel 2012 sulla sicurezza ambientale dei cantieri, ed è espressione di una cooperazione sinergica che mira a minimizzare i rischi attraverso l’adozione di specifiche procedure nelle attività nei cantieri. L’accordo si articola in 3 documenti tecnici, elaborati congiuntamente da Terna e Anie nel corso di oltre 30 incontri, che fissano le modalità operative dei lavori di costruzione, manutenzione e rimozione delle linee elettriche aeree della rete di trasmissione nazionale.
“Voglio esprimere grande soddisfazione - ha commentato l’Amministratore Delegato di Terna, Matteo Del Fante - anche a nome dei 3.500 lavoratori di Terna, per questo nuovo, importante traguardo che abbiamo raggiunto con la firma di questo Protocollo con Anie. Il messaggio forte che arriva da questo nuovo accordo è che per garantire sul serio la sicurezza dei lavoratori, bisogna lavorare insieme e in sinergia. Anche per questo il Protocollo di oggi è unico nel suo genere: essendo stato elaborato insieme ad Anie, non distingue più, e quindi unifica, i lavoratori di Terna e quelli Anie sul versante della sicurezza. E ci auguriamo, impegnandoci fin d’ora a promuovere anche presso tutti i 2.000 fornitori di Terna, l’adozione di regole e comportamenti rispettosi della salute e della sicurezza dei lavoratori, che il Protocollo siglato oggi possa diventare una best practice anche in altri settori e a livello nazionale”.
“Il lavoro sugli elettrodotti è peculiare: la sicurezza sul lavoro deve essere un elemento fondamentale nella gestione di tutte le aziende, ma è evidente che questo tipo di infrastruttura comporta un rischio esponenziale rispetto ad altri lavori - ha dichiarato il Presidente di ANIE, Claudio Andrea Gemme -. Proprio per questo, la nostra Federazione, d’accordo con Terna, ha sentito l’esigenza di adottare un provvedimento più stringente e più tutelante per tutti coloro che operano nel settore. L’attenzione alla componente sociale della professione e a tutte le risorse che operano nel comparto dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica costituisce d’altronde un elemento fondante della nostra Federazione e della policy interna di tutte le aziende nostre associate, da sempre particolarmente sensibili all’importanza del capitale umano: la vera ricchezza di un’impresa.”
Con questo nuovo Protocollo, Terna si impegna ad adottare delle specifiche linee guida condivise per una corretta gestione delle attività dei propri addetti, mentre Anie si obbliga a promuoverne l’applicazione anche presso le aziende associate. Inoltre, Terna e Anie hanno espresso la comune volontà di presentare i contenuti dei documenti oggi sottoscritti al Ministero del Lavoro per il riconoscimento della buona prassi di sicurezza a livello nazionale.

GME: AVVIATO MARKET COUPLING SU FRONTIERE ITALIANE

Il 24 febbraio è stato lanciato con successo il market coupling sulle frontiere italiane. Lo annuncia in una nota il Gme, spiegando che le frontiere italo-austriaca, italo-francese e italo-slovena sono state accoppiate con il Multi-Regional Coupling (MRC), collegandosi alla maggior parte dei mercati elettrici dell’Ue, dalla Finlandia al Portogallo e alla Slovenia.
“La partenza del market coupling sulle frontiere italiane - si legge nella nota - conferma la flessibilità e l’affidabilità della soluzione Price Coupling of Regions (PCR). Oggi per la prima volta, la capacità sulle frontiere italo-austriaca, italo-francese e italoslovena è stata assegnata implicitamente attraverso la soluzione PCR per i mercati del giorno prima (Day-Ahead), integrando tali frontiere nell’area MRC. Questo accoppiamento del prezzo pieno permette il calcolo simultaneo dei prezzi dell'energia elettrica e dei flussi transfrontalieri in tutta la regione. Ciò porterà un beneficio ai consumatori finali derivate da un uso più efficiente della rete elettrica e delle infrastrutture transfrontaliere come conseguenza di un maggiore coordinamento tra i mercati dell'energia. Grazie a questo risultato, la capacità transfrontaliera di tutti i dispositivi di interconnessione all'interno e tra i seguenti paesi è ora assegnato entro il termine del giorno prima: Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia (tramite il SwePol link), Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia”. I mercati day-ahead dell’MRC, estesi al market coupling sulle frontiere italiane, attualmente coprono 19 paesi europei con consumi elettrici annuali di circa 2.800 TWh. La quantità media giornaliera oggetto di clearing in tali paesi sarà di oltre 4 TWh, pari ad un controvalore medio giornaliero di oltre 150 milioni di euro.

ENTRATE, CHIARIMENTI SU REVERSE CHARGE IN SETTORE ENERGETICO

L’Agenzia delle Entrate ha emanato una circolare (14/E) per fornire chiarimenti sull’estensione, a partire dal 1° gennaio 2015, del meccanismo di inversione contabile Iva (reverse charge) nell’ambito dei settori edile ed energetico e della cessione dei bancali di legno (pallets) recuperati dopo il primo utilizzo, novità introdotte dalla legge di Stabilità.
Per quanto riguarda il settore energetico, spiega l’Agenzia, il meccanismo si estende ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra e a quelli di altre unità che possono essere utilizzate per conformarsi alla Direttiva 2003/87/CE. In questa misura vengono inclusi anche i certificati che hanno la finalità di incentivazione dell’efficienza energetica o della produzione di energia da fonti rinnovabili, come per esempio i certificati verdi. Inoltre, il reverse charge apre anche alle cessioni di gas e di energia elettrica al soggetto passivo-rivenditore. Restano escluse dal reverse charge le cessioni di Gpl poiché non avvengono tramite un sistema di gas naturale o reti connesse a questo sistema.

CRESME: SPRECHI ENERGETICI NELLE SCUOLE ITALIANE, POSSIBILE RIDURRE I CONSUMI DEL 48,8%

Spreco energetico in Italia e in particolare negli edifici scolastici. Secondo i dati contenuti nella ricerca ''Riuso03'' del Cresme, l'Italia spende 45,2 miliardi di euro ogni anno per consumi termici ed elettrici negli edifici residenziali, altri 1,3 miliardi nelle scuole e 644 milioni negli edifici pubblici.
La sfida è quindi quella di sviluppare una strategia dedicata a quei segmenti del patrimonio maggiormente ''energivori'' e capire che le risorse da destinare al risparmio energetico non devono essere considerate come spese, ma come investimenti. Si tratta, in particolare, degli edifici utilizzati per gli uffici pubblici che hanno più di 70 anni (49% del totale) e delle scuole con il vetro singolo fra quelle costruite più di 50 anni fa (35%).
Gli edifici scolastici, nel 2013, ammontano a 52.000 unità che consumano ogni anno oltre 9,6 TeraWattora tra consumi termici ed elettrici, per una spesa annua dei Circoli Didattici di circa 1,3 miliardi di euro. Il segmento più energivoro conta 10.400 edifici per un consumo di oltre 2,6 TWh pari a 351 milioni di euro annui.
Applicando un mix di interventi differenziato per zona climatica a tale patrimonio, è possibile ridurne il consumo del 48,3% facendo scendere la ''bolletta energetica'' a 181 milioni di euro annui per un risparmio di 169 milioni l'anno.
In termini complessivi, significa che intervenendo solo sul 20% degli immobili più energivori è possibile abbattere i consumi dell'intero patrimonio del 13,1%. Secondo il Cresme, un investimento di 3,6 miliardi di euro consentirebbe di abbattere i costi energetici degli edifici sottoposti a interventi di 181 milioni di euro annui (-48,3%). Il risparmio aumenta dalle zone climatiche più calde (-44,8%) a quelle più fredde (-49,8%).
Gli interventi di riqualificazione energetica si ripagherebbero in poco più di 21 anni senza incentivi e in poco più di 7 anni con una incentivazione paragonabile a quella del 65%. Ogni Kwh risparmiato costerebbe 2,7 euro e la Co2 non emessa compenserebbe quasi 100 mila nuove automobili che percorrono 25 mila km annui.

ROMA, IL SERVIZIO DI ILLUMINAZIONE DEGLI UFFICI PASSA A GALA

In attesa dei tempi tecnici della gara, dal primo marzo non sarà più Acea a illuminare i palazzi del Comune di Roma. La giunta Marino ha infatti preferito aggiudicare il servizio alla miglior offerta, ovvero alla società Gala, che ha proposto la cifra di 35 milioni contro i 38 milioni di Acea.
Gala ha anche assicurato che, attraverso la revisione dei 7500 contatori delle utenze comunali, il risparmio sarà superiore ai 3 milioni. "Probabilmente" spiega il consigliere del Pd Athos De Luca "in passato il Comune, non essendo in regola con i pagamenti nei confronti di Acea, prorogava il servizio senza gara. Ma oggi, avendo pagato puntualmente, potrà fare un forte risparmio. E a questo - aggiunge De Luca - bisogna aggiungere i 21 milioni all'anno risparmiati con l'accordo tra il Campidoglio e Acea sulla trasformazione a led di tutta l'illuminazione pubblica della città, che conta 187 mila punti luce da attivare entro il 2016".

TAGLIA BOLLETTE, MISE: RISPARMI PER 2,7 MLN

Risparmi per quasi 2,7 miliardi sulla bolletta elettrica, di cui circa 1,7 miliardi a beneficio delle Pmi e il rimanente miliardo a favore dei consumatori: è l’effetto, stimato dal ministero dello Sviluppo economico, del “taglia bollette” contenuto nel decreto Competitività (dl n. 91/2014) e degli altri provvedimenti varati dal governo per incidere sulla bolletta elettrica, grazie ai quali imprese e famiglie spenderanno nel corso del 2015 molto meno. Nel dettaglio, per le imprese il minore esborso determinato dal “taglia bollette” ammonterà a 910 milioni di euro mentre per le famiglie sarà pari a 313 milioni. Le ulteriori misure varate impatteranno positivamente per 771 milioni sulle aziende e per 694 milioni sui consumatori.
Le riduzioni della spesa deriveranno, oltre che dal pacchetto a favore delle Pmi, da altre misure sulle componenti regolate della bolletta e da interventi pro-concorrenza sul mercato elettrico. I consumatori beneficiano inoltre del calo dei prezzi dei combustibili impiegati per la produzione elettrica e di una riduzione del costo del dispacciamento. L’Autorità per l’Energia elettrica e il gas stima che i due fenomeni incideranno sulla spesa di una famiglia tipo (3 kW di potenza impegnata e consumi pari a 2.700 kWh/anno) per circa il 3% nel primo trimestre. La riduzione per le Pmi non energivore è stimata, su base annua, attorno all’8-10% in media.
Per le Pmi non energivore la riduzione è stimata, su base annua, intorno all’8-10% in media. Sulla base dei dati aggiornati sul numero di Pmi beneficiarie delle misure e sui relativi consumi di energia elettrica, indicati dall’Autorità, e facendo riferimento ai soli interventi sulle componenti regolate delle tariffe già avviate all’inizio del 2015, le misure messe in campo, comprese quelle con effetto una tantum, equivalgono a un risparmio medio di 740 euro su base annua per le 845.000 imprese in bassa tensione con potenza superiore a 16,5 kW e di circa 10.500 euro su base annua per le 100.000 imprese in media tensione non energivore. Il beneficio non sarà cumulabile, a regime, con le agevolazioni attualmente previste a favore delle imprese ad elevata intensità energetica.

SEL, ACQUISITO CONTROLLO TOTALE “SE HYDROPOWER”

Enel e Sel hanno perfezionato l’acquisizione della quota di minoranza (40%) che Enel Produzione deteneva nella società SE Hydropower da parte della società energetica altoatesina, per un corrispettivo di 345 milioni di euro. Sel diventa quindi l’unica proprietaria di SE Hydropower, che gestisce 10 centrali idroelettriche a grande derivazione e 7 centrali a piccola derivazione in Alto Adige.
L’atto di acquisizione è stato sottoscritto dal direttore della Country Italia del gruppo Enel, Carlo Tamburi, e dal presidente di Sel, Wolfram Sparber. L’acquisizione è stata sostenuta da una garanzia fideiussoria biennale per 276 milioni di euro fornita dalla Provincia di Bolzano, che consente a Sel di accedere a un finanziamento per un importo massimo di 345 milioni di euro concordato con un pool di banche composto da Banca IMI/Intesa, Mediobanca e Barclays Corporate Banking. La Giunta provinciale ha inoltre confermato il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale di Sel, sotto la guida di Wolfram Sparber sino alla definizione dell’atto di fusione con Aew.
Con l’acquisizione, per l’Alto Adige si profila un valore aggiunto fino a 50 milioni di euro all’anno in termini di utili e di imposte. Nell’anno passato SE Hydropower ha registrato un utile di oltre 36 milioni di euro. L’operazione rappresenta inoltre un’ulteriore tappa nel processo di fusione tra Sel e Aew e conclude il processo di cessione delle quote Enel nelle centrali idroelettriche altoatesine, iniziato a gennaio con l’acquisizione della quota di SF Energy da parte di Sel e di Dolomiti Energia, per un valore complessivo di 55 milioni di euro.

ENERGY FOOTPRINT, CONSULTAZIONE AEEGSI

Con il documento di consultazione 186/2015/R/eel, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha presentato i propri orientamenti in merito alle diverse modalità di messa a disposizione dei dati storici di consumo di energia elettrica e di prelievo di potenza ai clienti finali in bassa tensione (“energy footprint”), in attuazione di quanto previsto dal d.lgs. n. 102/2014 che ha recepito la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. La consultazione, che avrà termine il 1° giugno 2015, segue quella precedente sulle soluzioni tecnologiche disponibili.
La consultazione esamina due tipologie di dati storici di consumo: quelli corrispondenti agli intervalli di fatturazione, il cui obbligo di messa a disposizione ricadrà sui venditori (inclusi quelli di maggior tutela), proponendo di mettere a disposizione i dati corrispondenti agli intervalli di fatturazione relativi almeno ai tre anni precedenti anche al cliente che in tale periodo abbia cambiato fornitore; quelli corrispondenti ai profili temporali di consumo, acquisibili tramite appositi dispositivi (collegati tramite la linea elettrica o in grado di leggere l’impulso ottico sul frontalino del contatore) non soggetti a regolazione tariffaria, la cui messa a disposizione potrebbe essere opzionale e non obbligatoria per il venditore, fruibile tramite un’offerta commerciale sviluppata non solo dai venditori di energia elettrica ma anche da altri soggetti commerciali interessati (operatori di telecomunicazione, produttori di applicazioni software, venditori di elettrodomestici, fornitori di servizi energetici, ecc.).

TERNI-ENERGIA, CESSIONE DEL 50% DI SOLTER E ENERGIA ALTERNATIVA A L&T CITY REAL ESTATE

TerniEnergia, attiva nei settori dell’energia da fonti rinnovabili, efficienza energetica, waste e energy management, quotata sul segmento Star di Borsa italiana e parte del gruppo Italeaf, ha sottoscritto un accordo con L&T City Real Estate Ltd, società con sede in Londra, per la cessione del 50% delle quote detenute da TerniEnergia nelle società Energia alternativa Srl e Solter Srl, titolari di impianti fotovoltaici di taglia industriale per la potenza complessiva rispettivamente di circa 13,9 MWp e circa 3,8 MWp. Il corrispettivo complessivo della cessione è pari a 7,47 milioni di euro.
L'operazione si inquadra nella nuova strategia intrapresa nel settore energetico dal gruppo TerniEnergia - come spiega un suo comunicato - che intende perseguire l'obiettivo di rafforzare le attività di energy management più innovative e di gestione industriale degli impianti di produzione energetica, attraverso la riduzione del debito e il rafforzamento delle partnership con primari investitori internazionali del settore green e renewables. L'accordo - prosegue il comunicato - permette di ridurre la posizione finanziaria netta del gruppo di circa un terzo, con impatti molto positivi sugli indicatori economici e finanziari di TerniEnergia.

CAPACITY MARKET, GERMANIA CONTRARIA

Il Ministro dell'Economia e dell'Energia tedesco Sigmar Gabriel ha suscitato le accese critiche delle maggiori utility del Paese per aver affermato che alla Germania non serve un meccanismo di remunerazione della capacità elettrica. “Non avremo problemi di capacità per i prossimi cinque anni”, ha detto il vice di Gabriel, Rainer Baake, aggiungendo che il capacity market non può essere uno strumento per mantenere in funzione centrali che non guadagnano più. I produttori sono interessati ai capacity payment per poter “conservare capacità in eccesso a spese dei consumatori” ha detto per parte sua Gabriel al quotidiano Handelsblatt. Invece dei mercati della capacità, ha aggiunto il ministro, la Germania ha scelto di puntare sulla forza del mercato: “un mercato elettrico funzionante richiede reali segnali di scarsità. Mandano i necessari segnali per gli investimenti”. Ma i politici, ha proseguito, non dovrebbero introdurre i capacity market sull'onda della “codardia”, producendo aggravi di prezzo. Gabriel considera preferibile un modello basato sulla libera dinamica di mercato con l'aggiunta di un meccanismo di di riserva strategica. I commenti di Gabrie e Baake seguono di pochi giorni quelli, anch'essi scettici sull'utilità del capacity market, resi dalla cancelliera Angela Merkel in persona. Un uno-due che ha messo in allarme il mondo delle utility convenzionali in forte sofferenza negli ultimi anni. Il numero uno di E.On Johannes Teyssen durante una conferenza sull'energia organizzata dallo stesso Handelsblatt ha criticato il ministro rilevando che la “sicurezza delle forniture richiede un mercato equo e un prezzo equo”. “Ci serve un mercato della capacità” ha detto il vice a.d. di RWE Rolf Martin Schmitz, aggiungendo che “i costi reali di un capacity market sono molto bassi”. Il capacity market prevede un meccanismo di mercato per la selezione di capacità produttiva elettrica disposta a restare a disposizione del sistema elettrico in caso di necessità in cambio di un corrispettivo. Con il crollo dei prezzi dei mercati elettrici tradizionali, dovuto negli ultimi anni alla crisi dei consumi e al boom delle rinnovabili, molte utility sostengono da tempo la necessità di un evoluzione del mercato verso meccanismi di remunerazione della capacità in luogo dell'energia prodotta.

ATENE, STOP ALLA PRIVATIZZAIZONE DELL’ENERGIA

La Grecia non procederà con il suo programma di privatizzazioni nel campo dell'Energia. Lo ha detto, in un'intervista a Ethnos, il ministro dell'Energia Panagiotis Lafazanis, nonostante l'impegno assunto di non interrompere le privatizzazioni avviate.
L'offerta per Admie, l'operatore della rete elettrica, "non andrà avanti", ha spiegato, "perché non sono state presentate offerte vincolati quindi non sarà completata. Lo stesso vale per Ppc", la società pubblica dell’elettricità.

EXPO, IMPEGNO WAME PER ACCESSO A ENERGIA NEL MONDO

L’elettricità oggi è negata a 1,3 miliardi di persone nel mondo, il 18% della popolazione globale, e per una popolazione altrettanto numerosa l’accesso è saltuario e inadeguato. Non solo: 2,7 miliardi di persone, il 40% della popolazione mondiale, sono privi di “clean cooking facilities”, ovvero cucinano e scaldano l’abitazione bruciando legna o altre biomasse, con danni gravi alla salute, all’ambiente e al proprio sviluppo sociale. Ogni anno 3,5 milioni di persone muoiono prematuramente per l’inquinamento dell’aria delle abitazioni causato da inefficiente combustione. Le Nazioni Unite hanno indicato un obiettivo preciso: energia sostenibile per tutti al 2030. Il tema è al centro di World Access to Modern Energy (Wame), iniziativa dell’associazione senza scopo di lucro Wame & Expo costituita da 8 società del settore energetico (A2A, Edison, Enel, Eni, E.On Italia, Gas Natural Italia, Gdf Suez Energia Italia, Tenaris-Dalmine) e da Expo 2015 Spa con l’obiettivo di promuovere la sensibilizzazione sul problema dell’accesso all’energia. Wame è presente all’Expo di Milano con due mostre-installazioni, gli “energy corners”, presso il Padiglione della Società Civile in Cascina Triulza.
L’espressione “energia moderna” è stata introdotta dall’Agenzia internazionale dell’energia e indica, da un lato, l’energia elettrica (per illuminazione, alimentazione dei telefoni, produzione del freddo per conservare medicine e vaccini) e, dall’altro, un combustibile per cucinare ed eventualmente riscaldare l’abitazione che sia sicuro per l’ambiente e la salute. L’obiettivo è promuovere l’utilizzo di energia moderna lì dove manca, un problema che riguarda in particolar modo l’Africa sub-sahariana e l’Asia sud-orientale, dove vive il 95% delle persone che non hanno accesso a questo tipo di energia, di cui l’84% vive in zone rurali. Il lavoro avviato da Wame su queste problematiche lascerà un’eredità alle future edizioni di Expo ad Astana (2017) e Dubai (2020), per questo l’associazione ha sottoscritto la Carta di Milano come impegno a contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di accesso universale all’energia e lavorerà sul tema anche attraverso una serie di appuntamenti che si svolgeranno durante l’Expo di Milano.

CHIETI, GARA PER L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO IN 47 COMUNI

Circa 3 milioni di euro di investimenti per la riqualificazione energetica dei sistemi di pubblica illuminazione presenti in 47 Comuni del territorio provinciale chietino. E’ l'ammontare messo a base di gara dal nuovo bando a soglia comunitaria pubblicato nell'ambito del Programma Elena-Chieti Towards 2020, il progetto di efficientamento energetico sviluppato dalla Provincia di Chieti.
Si tratta del secondo bando di gara dedicato alle reti di pubblica illuminazione. Il precedente, pubblicato nel corso del 2014, ha riguardato altre venti municipalità del territorio teatino ed è stato recentemente aggiudicato ad una E.S.Co locale, che ha proposto investimenti complessivi in efficientamento energetico per 9.7 milioni di euro con una percentuale media di efficienza elettrica garantita di oltre il 50%. Valori estremamente positivi, considerato che la base di gara stimava l'importo complessivo in circa 5 milioni di euro, mentre la riduzione minima dei consumi energetici doveva essere pari almeno al 25%.
“Stiamo procedendo per portare a compimento efficacemente tutti i passaggi previsti dal Programma ELENA - ha sottolineato il presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, - in modo da venire incontro alle esigenze di risparmio energetico delle municipalità interessate”.
La procedura attualmente in corso è volta alla selezione di una E.S.Co. per l'affidamento in concessione dell'esecuzione di interventi di efficientamento energetico, inclusi i servizi di progettazione, realizzazione, conduzione e manutenzione, messa in sicurezza e adeguamento normativo degli impianti. La concessione riguarda due distinti lotti comprendenti complessivamente circa 20.000 punti luce suddivisi in 47 Comuni della Provincia di Chieti. L'affidamento ha lo scopo di ottenere una riduzione minima dei consumi energetici, sugli impianti comunali di illuminazione pubblica complessivamente considerati, pari almeno al 30% rispetto ai consumi energetici attuali.

CENTRALI, MISE: IN DUE ANNI FERMATI QUASI 6 GW

Il ministero dello Sviluppo Economico ha dato il via libera alla messa fuori servizio di centrali termoelettriche Enel per 3.7 GW, che si aggiungono ai 2,1 GW dell'anno precedente. Sono inoltre in corso istruttorie per autorizzare la disattivazione di altri 4.1 GW. E’ quanto emerge dal consueto rapporto del Mise sullo stato delle autorizzazioni delle centrali con potenza sopra i 300 MW relativo al periodo marzo 2014-febbraio 2015. il via libera alla disattivazione, chiesto da Enel che ha già acquisito l'assenso di terna, riguarda in particolare Genova 3, Giugliano in Campania, Pietrafitta 3 e 4, Porto Marghera, Cassano d'Adda 1, Porto Tolle e Porto Empedocle PE2, per complessivi 3.678 MW. E’ in corso l'istruttoria per la messa fuori servizio degli impianti di Turbigo tl31, Livorno, Piombino, Montalto 3 e 4 e Rossano 3, 4 e tg “c” e “g” per complessivi 4.110 MW.
Sempre tra marzo 2014 e febbraio 2015 il Mise ha ricevuto inoltre rinunce formali ai procedimenti autorizzativi sulla realizzazione delle centrali termoelettriche di Salandra (MT, Basento Energia, 400 MW), Irsina (MT, Bradano Energia, 400 MW) e Cona (VE, Elettra GLL, 800 MW), nonché ai progetti di trasformazione delle centrali di Monfalcone (a2a, trasformazione a carbone) e Tor di Valle (Acea, repowering unità di cogenerazione).

SEAS, IL SOFTWARE DI ENEA PER LA DIAGNOSI ENERGETICA DEGLI EDIFICI

Si chiama Seas, Software Energetico per Audit Semplificati, il nuovo software professionale per la diagnosi energetica degli edifici che l'Enea mette a disposizione gratuitamente di tutti gli operatori pubblici e privati del settore. La procedura di calcolo di cui si avvale Seas - si legge nella newsletter dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile - è aggiornata alle più recenti normative e può essere applicata sia all'edilizia residenziale, sia ad uffici, scuole e ospedali.
Oltre a calcolare per ogni edificio i consumi di energia necessari per servizi quali il riscaldamento, la produzione di acqua calda sanitaria e l'illuminazione, il software permette di svolgere anche un'analisi costi-benefici dei possibili interventi di riqualificazione energetica.
"Seas - spiega Gaetano Fasano, dell'Unità Efficienza Energetica dell'Enea - è uno strumento a disposizione di professionisti e operatori per far fronte agli adeguamenti richiesti dal quadro normativo vigente e rispondere con efficacia alla domanda di mercato per l'efficienza energetica che è in continua crescita, in modo particolare nel settore degli edifici della Pubblica Amministrazione". Le caratteristiche di Seas, aggiunge Fasano, sono semplicità d'uso, flessibilità nell'inserimento dei dati per permettere all'utente di simulare qualsiasi tipologia di edificio e di servizi, e interfaccia grafica per consentire un'intuitiva gestione della simulazione.
Seas è scaricabile gratuitamente, compilando un semplice modulo con i propri dati, dal sito dell'Enea, che ne ha curato la realizzazione, insieme all'Università di Pisa, nell'ambito dell'Accordo di Programma tra Ministero dello Sviluppo Economico ed Enea per la Ricerca di Sistema Elettrico Nazionale.

AEEGSI, CONSULTAZIONE SULLA RIFORMA DELLE TARIFFE CLIENTI DOMESTICI

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha pubblicato la consultazione 34/2015/R/eel che illustra le possibili opzioni di regolazione per la riforma delle tariffe di rete e delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema per i clienti domestici di energia elettrica. Gli obiettivi della riforma riguardano l'allineamento delle tariffe di rete ai costi, l'utilizzo razionale delle risorse e la promozione delle iniziative di efficienza energetica e di sviluppo delle fonti rinnovabili. La consultazione è aperta sino al 16 marzo 2015.
I criteri fissati dal decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sull'efficienza energetica (d.lgs. n. 102/2014) - spiega una scheda tecnica dell’Autorità - prevedono, per quanto riguarda le tariffe elettriche dei clienti domestici: il superamento dell'attuale struttura progressiva rispetto ai consumi, che provoca sussidi incrociati e redistribuzioni tra gruppi di clienti; l'adeguamento delle componenti tariffarie al costo dei servizi (applicabile solo alle tariffe di rete, e non agli oneri generali che hanno valore parafiscale); forme di gradualità di impatto per i clienti domestici interessati dalla riforma; l'introduzione di contestuali proposte per l'adeguamento del bonus sociale elettrico. Nel documento di consultazione sono considerate quattro opzioni alternative. Per quanto riguarda le tariffe dei servizi di rete (trasmissione, distribuzione e misura), si considera come "opzione zero" quella attuare la tariffa di riferimento D1 senza modifiche alla sua attuale definizione, mentre le altre tre opzioni individuano una nuova forma della tariffa di rete aderente ai costi. In ogni caso, per la tariffa di rete (che copre un gettito annuo di circa 3 miliardi di euro) non vi sono differenze tra residenti e non residenti. Per quanto riguarda invece le componenti a copertura degli oneri generali (gettito attuale di circa 3,5 miliardi di euro), le diverse opzioni prevedono: copertura degli oneri caricata sulla componente variabile proporzionale ai consumi (“opzione zero”); 50% del carico sulla componente fissa correlata alla potenza impegnata e 50% sulla componente variabile proporzionale ai consumi senza differenziazioni tra residenti e non; 50% potenza e 50% prelievi differenziando tra residenti e non residenti il corrispettivo per potenza impegnata; 75% consumi e 25% su componente fissa, quest’ultima differenziata tra residenti e non. In base alle stime degli impatti delle varie opzioni, l’Autorità predilige la terza opzione.
Il documento prevede un percorso graduale che, partendo dal 1° gennaio 2016, si sviluppi nell'arco di due anni e consenta di introdurre la struttura tariffaria a regime dal 1°gennaio 2018. Il percorso di gradualità dipenderà dalla struttura tariffaria che verrà adottata e sarà oggetto di una seconda consultazione entro la pausa estiva 2015. Nel documento sono anche analizzate le conseguenze attese per i titolari di bonus per disagio economico rispetto alle diverse opzioni presentate e sono illustrate tre ipotesi di possibili interventi correttivi alla disciplina per neutralizzare, in tutto o in parte, gli effetti di maggior impatto della riforma tariffaria, da segnalare al governo e al Parlamento.

ENEL, MEF CEDE 5,74% SCENDENDO AL 25,5%

ll Ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) ha annunciato l’avvenuta cessione di 540.116.400 azioni ordinarie Enel, corrispondenti a circa il 5,74% del capitale della società attraverso un Accelerated Book Building (ABB) riservato a investitori qualificati in Italia e a investitori istituzionali esteri. A seguito dell’operazione, la partecipazione detenuta dal Mef in Enel è scesa dal 31,24% al 25,50% circa del capitale sociale. Il corrispettivo della vendita delle azioni Enel ammonta complessivamente a circa 2,2 miliardi di euro. Il regolamento dell’operazione avverrà il prossimo 2 marzo.
BofA Merrill Lynch, Goldman Sachs International, Mediobanca - Banca di Credito Finanziario e UniCredit Corporate & Investment Banking hanno svolto il ruolo di Joint Bookrunners nell’ambito dell’operazione. Il Mef si è impegnato con i Joint Bookrunners a non vendere sul mercato ulteriori azioni Enel per un periodo di 180 giorni senza il consenso degli stessi e salvo esenzioni come da prassi di mercato. Equita Sim e Clifford Chance hanno assistito il ministero nell’ambito dell’operazione, rispettivamente in qualità di advisor finanziario ed advisor legale.

TERNA E FS, INTESA PER CESSIONE RETI ELETTRICHE

Le Ferrovie dello Stato Italiane, la Rete Ferroviaria Italiana e la Società Elettrica Ferroviaria hanno siglato un accordo non vincolante con Terna per avviare il processo di potenziale cessione alla stessa Terna delle reti elettriche di trasmissione in alta e altissima tensione, attualmente di proprietà del Gruppo FS. L’eventuale cessione riguarderebbe sia le reti già inserite nella rete di trasmissione nazionale di energia elettrica, sia quelle destinate a farne parte, in caso di perfezionamento dell’operazione ai sensi della Legge di Stabilità.
L’accordo definisce le attività che il Gruppo FS e Terna dovranno svolgere per perfezionare l’operazione che si prevede possa concludersi entro quest’estate. Il passaggio della rete elettrica FS a Terna è infatti subordinato, oltre che dal buon esito della negoziazione, alle determinazioni che verranno adottate in materia dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.

ACEA, IN VENDITA GLI IMPIANTI DELLA CENTRALE DI TOR DI VALLE

Acea ha messo in vendita, in tutto o in parte, le “componenti elettromeccaniche” della centrale cogenerativa a ciclo combinato di Tor di Valle. L’invito a manifestare interesse prevede un termine alle ore 13 del 24 aprile. La società esaminerà le manifestazioni pervenute “senza alcun vincolo temporale” e in vista di una “eventuale successiva fase negoziale” comunicherà ai soggetti interessati “i termini e le condizioni per presentare la propria offerta vincolante”. Ne dà notizia il Quotidiano Energia.
L’asta prevista da Acea riguarda complessivamente circa 120 MW. L’intento di Acea è quello di ammodernare la centrale, con un impianto più piccolo, anche in vista della realizzazione del nuovo stadio di calcio che sorgerà nelle vicinanze.

SMART GRID, PROROGATA SPERIMENTAZIONE PROGETTI

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha deciso di prorogare per tutto il 2015 la sperimentazione dei progetti pilota smart grid ammessi a trattamento incentivante (maggiorazione del tasso di remunerazione del capitale investito pari al 2% per 12 anni), avviati nel 2011 da A2A Reti Elettriche, Asm Terni, Assem, Acea Distribuzione, Enel Distribuzione e Deval. Si tratta della seconda proroga, giacché la conclusione della sperimentazione era prevista per la fine del 2013 e si è protratta fino al termine del 2014; sono stati resi pubblici i risultati finali dei progetti e le relazioni degli operatori. Alcune imprese hanno riscontrato dei rallentamenti e hanno chiesto di poter prolungare la sperimentazione di un anno per completare la fase di monitoraggio e test. Richiesta accolta dall’Autorità, anche per permettere un ampliamento della disseminazione dei risultati con ulteriori relazioni delle imprese coinvolte. I risultati sinora presentati, secondo l’Aeegsi, sono di notevole interesse soprattutto per la possibilità concreta di aumentare la hosting capacity delle reti grazie agli interventi effettuati, nonché per consentire il dispacciamento delle risorse distribuite. Tutti gli investimenti realizzati dovranno entrare in esercizio entro il 31 agosto 2015, pena la perdita dell’incentivo per il periodo successivo al 31 dicembre 2014. Entro il 1° marzo 2016 le imprese che non avranno rinunciato alla sperimentazione entro i termini previsti dovranno inviare all’Autorità una relazione in merito alla prosecuzione dei progetti.

TERNA A PARTECIPAZIONE CINESE (2,01%) E LANCIO OBBLIGAZIONE 1 MLD A 7 ANNI

People's Bank of China (PBOC), la banca centrale cinese, ha rafforzato la presenza in Italia con l'acquisto del 2,01% del capitale di Terna, operatore di reti per la trasmissione di energia, partecipazione che si affianca a quelle già rilevate in altre grandi società italiane.
In base alle comunicazioni sulle partecipazioni rilevanti della Consob, il 9 gennaio PBOC ha comprato il 2,01% di Terna, pacchetto che vale circa 150 milioni di euro agli attuali prezzi di Borsa.
Terna è controllata da Cassa depositi e prestiti (Cdp) attraverso Cdp Reti, holding cui fa capo anche il pacchetto di controllo della rete gas di Snam. L'anno scorso il 35% di Cdp Reti è stato ceduto per un corrispettivo di oltre 2 miliardi di euro al gruppo cinese State Grid Corporation of China, che ha ottenuto il diritto di nominare proprio rappresentante nei consigli di amministrazione delle controllate di Cdp Reti Snam e Terna. Quest’ultima ha cooptato come nuovo amministratore non esecutivo Yunpeng He, in sostituzione del consigliere dimissionario Simona Camerano, su proposta di Cdp Reti.
Terna ha anche lanciato sul mercato un’emissione obbligazionaria in Euro, a tasso fisso, per un totale di 1 miliardo di Euro, nell’ambito del proprio Programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da Euro 6.000.000.000, a cui è stato attribuito un rating “BBB” con outlook stabile da Standard and Poor’s, “(P)Baa1” con outlook stabile da Moody’s e “BBB+” con outlook stabile da Fitch.
I titoli, aventi durata pari a 7 anni e scadenza in data 2 febbraio 2022, pagheranno una cedola pari a 0,875%, saranno emessi a un prezzo pari a 99,42%, con uno spread di 52 punti base rispetto al midswap (i “Titoli”). Per i Titoli sarà presentata richiesta per l’ammissione a quotazione presso la Borsa del Lussemburgo.
L’emissione obbligazionaria, destinata ad investitori qualificati, è stata collocata da un sindacato di banche composto da Banca IMI, BofA, BNP Paribas, JP Morgan, SocGen e Unicredit in qualità di joint lead managers e joint bookrunners.
L’operazione rientra nei programmi di ottimizzazione finanziaria di Terna, a copertura delle esigenze del Piano Industriale del Gruppo.

ENERGIVORI, NUOVE MODALITA' DI EROGAZIONE AGEVOLAZIONI 2014

Con la delibera 112/2015/R/eel, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha disposto la soppressione del meccanismo di acconto/conguaglio per il riconoscimento delle agevolazioni alle imprese a forte consumo di energia elettrica per l’anno 2014. Il provvedimento modifica in parte quanto già disposto per il medesimo anno in attesa dei risultati del procedimento avviato dalla Commissione europea di verifica della compatibilità delle misure adottate con le norme europee in materia di aiuti di stato. Rispetto al 2013, viene eliminato il meccanismo di acconto e anticipato il momento di erogazione dell’agevolazione. La Cassa conguaglio per il settore elettrico raccoglierà dal 15 maggio al 31 ottobre 2015 le dichiarazioni delle imprese relative al 2014. Alle imprese che avranno presentato le dichiarazioni entro il 30 giugno e superato i controlli, l’intero ammontare delle agevolazioni sarà erogato entro il 30 settembre 2015; alle restanti imprese aventi diritto le agevolazioni sarà erogate con tempistiche previste dalla Cassa e comunque entro il 31 dicembre 2015. L’elenco delle imprese aventi diritto sarà pubblicato entro il 30 novembre 2015.

ELETTRA INVESTIMENT DEBUTTA SU AIM ITALIA

Elettra Investimenti debutta su Aim Italia, il listino dedicato alle piccole e medie imprese. La società è attiva nella realizzazione, sviluppo e gestione di impianti per la produzione di energia elettrica e termica, alimentati da combustibile fossile o da fonti rinnovabili. In fase di collocamento la società ha raccolto 4,7 milioni di euro, il flottante al momento dell'ammissione
è del 21,3% con una capitalizzazione pari a circa 22,3 milioni di euro.
"Elettra Investimenti è la settima società dell'anno - spiega Barbara Lunghi, responsabile del mercato dedicato alle Pmi di Borsa Italiana - ad essere ammessa su Aim Italia. Con questa nuova ammissione il mercato per le pmi continua a crescere, proponendosi ancora una volta come possibilità di diversificazione per il finanziamento alle piccole imprese, favorendone la crescita e lo sviluppo". Elettra Investimenti sarà inserita da domani anche nel paniere dell'indice Ftse Aim Italia.

SAN FILIPPO DEL MELA (ME), PIANO EDIPOWER PER RINCONVERSIONE CENTRALE

Un abbattimento dell’85% degli ossidi di zolfo (SO2), del 23% degli ossidi di azoto (NOx) e del 73% dell’anidride carbonica (CO2): sono le previsioni di Edipower, società del gruppo A2A, per la centrale termoelettrica siciliana di San Filippo del Mela (ME) che, secondo il piano illustrato dalla società nel corso di un tavolo tecnico presso l’assessorato alle Attività produttive della Regione Siciliana, sarà convertita in un polo tecnologico delle energie rinnovabili.
Il progetto di riconversione della centrale si rende necessario per garantire la continuazione delle attività dell’impianto, che alle attuali condizioni non potrebbe più essere produttivo una volta ultimato l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi tra Sicilia e Calabria. Per questo motivo, il gruppo A2A ha elaborato un piano industriale per il passaggio della centrale da un’alimentazione a olio a una principale a Combustibile Solido Secondario (CSS). Il gruppo sta anche valutando di integrare il progetto per la centrale di San Filippo del Mela con tecnologie di ultima generazione per la produzione di energia elettrica e di recupero di materia (in particolare solare termodinamico, biomasse a filiera corta, Ecocentro per il trattamento e recupero di vetro, plastiche e altri materiali) in sinergia con A2A Ambiente. Gli interventi principali riguarderanno la sostituzione di un gruppo da 160 MWe con due linee di produzione da 100 MWt. Secondo uno studio commissionato all’Università di Messina, grazie al nuovo assetto produttivo e all’impiego del nuovo combustibile rinnovabile sarà possibile il significativo abbattimento delle emissioni in atmosfera previsto dalla società.

EFFICIENZA ENERGETICA, DA MISE 120 MLN

Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha firmato un decreto, in corso di registrazione alla Corte dei Conti, che mette a disposizione 120 milioni di euro a valere sul POI “Energie rinnovabili ed efficienza energetica” Fesr 2007/2013, destinati alle imprese di qualsiasi dimensione con unità produttive localizzate nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che vogliono realizzare investimenti nel settore dell’efficienza energetica. Il nuovo bando, spiega il ministero in una nota, prosegue e rafforza l’azione di sostegno attivata con il bando efficienza energetica 2013, sostenendo la crescita e il rilancio competitivo delle imprese attraverso l’attuazione di investimenti funzionali ad un uso più razionale e sostenibile dell’energia all’interno dei processi produttivi.
I progetti finanziabili, analogamente a quanto previsto nel bando precedente, consistono in programmi integrati d’investimento finalizzati alla riduzione e alla razionalizzazione dell’uso dell’energia primaria all’interno di unità produttive esistenti e devono prevedere spese ammissibili non inferiori a euro 30.000. Le agevolazioni sono concesse nelle forme alternative di: contributo in conto impianti per un massimo del 50% delle spese ammissibili per i programmi di importo fino a 400.000 euro che si concludano entro il 31 dicembre 2015; finanziamento agevolato per il 75% delle spese ammissibili complessive per i programmi che si concludano entro il 31 dicembre 2016. L’intero procedimento, compresa la fase di erogazione delle agevolazioni, è gestito dalla Direzione generale per gli incentivi alle imprese del Ministero.

BOLLETTA 2.0, CONSULTAZIONE AEEGSI SU GLOSSARIO E VOCI

Con il documento di consultazione 61/2015/R/com, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha illustrato i propri orientamenti in merito all’aggiornamento delle voci del Glossario della bolletta 2.0 di energia elettrica e gas, nonché al livello di aggregazione degli importi fatturati. Osservazioni e suggerimenti possono essere trasmessi all’Autorità entro il 20 marzo.
Relativamente all’aggregazione degli importi fatturati nelle bollette elettriche, l’Autorità propone per i clienti serviti in maggior tutela tre voci in cui suddividere la bolletta sintetica: spesa per la materia energia (corrispondente ai servizi di vendita); spesa per il trasporto e la gestione del contatore (comprensiva delle componenti UC3 e UC6 dei servizi di rete); spesa per oneri di sistema (in cui troverebbero posto anche i corrispettivi relativi alle c.d. ulteriori componenti dei servizi di vendita, escluse le componenti UC3 e UC6). Stesso schema anche per le bollette del gas destinate ai clienti della maggior tutela (domestici e condomini usi domestici), dove la voce relativa alla spesa per il trasporto e la gestione del contatore comprenderebbe, oltre alle componenti Qt, t1 e t3, anche le componenti UG1 e RS e, quando valorizzate, le componenti ST e VR; la voce spesa per oneri di sistema raggrupperebbe invece le componenti RE, UG2 e GS per i condomini uso domestico; nella spesa per la materia gas troverebbero posto, tra l’altro, le componenti GRAD e Cpr relative ai c.d. altri corrispettivi dei servizi di vendita. Infine, per entrambi i settori, gli eventuali sconti per la fatturazione elettronica nel caso di clienti che pagano con addebito automatico dell’importo andrebbero evidenziati alla voce spesa per la materia energia/gas. Peri clienti del mercato libero saranno comunque evidenziati in bolletta, separatamente rispetto alle altre voci, gli importi relativi alla spesa per il trasporto e la gestione del contatore e alla spesa per oneri di sistema (eventualmente accorpati), così come le voci ricalcoli, altre partite, bonus, totale imposte e Iva.
L’Autorità propone inoltre gli elenchi delle voci da inserire nel Glossario, con le relative descrizioni, distinti per settore elettrico e gas e per parte sintetica o elementi di dettaglio (questi ultimi solo per la maggior tutela) degli elementi di dettaglio.

ENERGIA, IPOTESI COMMISSARIAMENTO PER SOGIN E GRUPPO GSE

Il governo starebbe ipotizzando il commissariamento di due società pubbliche attive nel campo dell'energia. In particolare, secondo quanto ha appreso l’Ansa in ambienti parlamentari, si tratterebbe di Sogin, responsabile dello smantellamento del nucleare, e del gruppo Gse, che comprende il Gestore dei servizi energetici (Gse) responsabile degli incentivi da rinnovabili, l'Acquirente Unico (Au) responsabile della fornitura di elettricità ai clienti del mercato tutelato e il Gme che gestisce la Borsa elettrica, del gas e dei mercati ambientali. Al decreto starebbe lavorando il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi (Dagl), la struttura di supporto al Presidente del Consiglio per il coordinamento dell'attività normativa del Governo. Secondo quanto riferiscono informalmente fonti vicine al dossier, anche se non ci sono conferme ufficiali, la ragione dietro il commissariamento della Sogin sarebbe legata a divergenze emerse alla guida della società. Sul Gruppo Gse, i cui vertici sono in scadenza di mandato, invece ci sarebbe la volontà di mettere mano al comparto dell'elettricità su cui gravitano notevoli interessi.

MODENA, APPALTO DA QUASI 70 MLN PER CALORE ED ELETTRICITA'

Rendere più efficiente ed economica la gestione energetica del patrimonio immobiliare del Comune di Modena: questo l’obiettivo dell’appalto di servizio per la fornitura di calore, elettricità e climatizzazione per circa 200 edifici comunali, principalmente scuole e strutture sportive, le cui linee di indirizzo sono state illustrate dall’assessore comunale all’Ambiente Giulio Guerzoni alle Commissioni consiliari Risorse e Seta. La delibera sarà discussa in Consiglio comunale nelle prossime settimane e il bando sarà pubblicato in aprile. L’appalto sarà assegnato sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valutando in misura prevalente (con il 65% del punteggio) la componente tecnico-qualitativa e riservando alla componente prezzo la quota restante del 35%. La spesa annuale prevista per il servizio è di 7,5 milioni di euro (Iva compresa), per un valore complessivo di quasi 70 milioni di euro nei 9 anni di affidamento, dal 1° ottobre 2015 fino al 30 settembre 2024. Con il nuovo affidamento del servizio, attualmente gestito da Hera, il Comune intende ottenere risparmi energetici ed economici e proseguire nell’opera di efficientamento degli impianti.

IDROELETTRICO, ALTO ADIGE: RIASSEGNATE 10 CONCESSIONI

La Giunta della Provincia autonoma di Bolzano ha riesaminato e riassegnato 10 concessioni di grandi derivazioni idroelettriche assegnate illecitamente nel 2010, rideterminando i vincitori delle gare: le concessioni riguardano le centrali di Lappago, Molini di Tures, Sarentino, Ponte Gardena, Bressanone, San Pancrazio, Lana, Pracupola-Santa Valburga, Tel e Cardano. La concessione per la centrale di Sant’Antonio a Bolzano era già stata riassegnata il 3 febbraio scorso al nuovo concessionario Eisackwerk.
In 9 casi su 10 il vincitore della gara è stato confermato dalla Giunta provinciale in conformità alla valutazione degli uffici competenti, delle commissioni e dei gruppi di esperti. Di conseguenza la SE Hydropower (società compartecipata Sel-Enel) mantiene le concessioni per le centrali di Cardano, Bressanone, Sarentino, Lana, San Pancrazio, Pracupola-Santa Valburga, Molini di Tures, Ponte Gardena e Tel. Dovrà invece essere annullata e nuovamente messa a gara la concessione idroelettrica per l’impianto di Lappago, in quanto nessun competitor ha risposto in pieno ai criteri di valutazione. Chiuso questo capitolo, ha evidenzato l’assessore all’Ambiente ed Energia Richard Theiner, si potranno completare i prossimi passi, l’assunzione delle quote Enel e la fusione fra Sel e Aew, che produrranno un valore aggiunto per tutta la popolazione altoatesina.

TERMOVALORIZZAZIONE TORINO, APPROVATO PROGETTO TELERISCALDAMENTO

L’Associazione d’Ambito Torinese per il Governo dei Rifiuti ATO-R ha approvato il progetto per la realizzazione del sistema infrastrutturale di trasporto del calore, prodotto dal termovalorizzatore Trm, che sarà utilizzato dalle reti di teleriscaldamento dei Comuni di Grugliasco e Beinasco, in Provincia di Torino. L’opera verrà realizzata e gestita dalla società Tlr V, interamente controllata dal gruppo Iren. I lavori di realizzazione inizieranno nel corso del 2015, mentre l’erogazione del calore è prevista nel corso della stagione termica 2016-2017.
Il termovalorizzatore gestito da Trm, società partecipata dal gruppo Iren, opera in assetto cogenerativo, producendo sia energia elettrica, sia calore. L’energia termica, attraverso una dorsale di collegamento costituita da doppia tubazione interrata della lunghezza complessiva di circa 5,4 km, sarà trasportata a due punti di interconnessione, rispettivamente con la rete di teleriscaldamento di Grugliasco e della futura rete di Beinasco. Si prevede che il calore utilizzato per il teleriscaldamento sia inizialmente pari a circa 150 GWh all’anno, al fine di servire l’attuale volumetria nel Comune di Grugliasco, con interconnessione, in futuro, verso i comuni di Collegno e Rivoli. La popolazione che potrà beneficiare del servizio nei due Comuni (Grugliasco e Beinasco) è a oggi quantificabile in circa 50.000 abitanti. L’utilizzo del calore derivato dalla combustione dei rifiuti consentirà di eliminare il consumo di combustibile fossile, oggi utilizzato dalle caldaie condominiali per riscaldare le utenze dell’area, senza aumentare il quantitativo di emissioni rilasciate in atmosfera. Queste ultime, in futuro, potrebbero ulteriormente diminuire grazie alla realizzazione di nuovi allacci.

EGP-TESLA, ACCORDO SU BATTERIE PER IMPIANTI EOLICI E FV

Enel Green Power e Tesla hanno finalizzato un accordo per testare l’integrazione dei sistemi stazionari di accumulo di energia Tesla negli impianti eolici e fotovoltaici di Enel Green Power. L’accordo mira ad aumentare la produzione degli impianti interessati e a fornire servizi avanzati per una migliore integrazione delle energie rinnovabili con la rete. Le società inizieranno la loro collaborazione con la selezione di un primo sito pilota per l’installazione di un sistema di accumulo Tesla da 1,5 MW di potenza e 3 MWh di capacità di stoccaggio.
L’accordo rientra in un più ampio Memorandum of Understanding esistente tra le due società che prevede l’integrazione di sistemi di energia Tesla nel business Enel e lo sviluppo della mobilità elettrica, e si colloca inoltre nell’ambito del programma complessivo di sperimentazione di Enel Green Power sui sistemi di storage stazionario, con progetti pilota in fase avanzata di implementazione che coinvolgono altri importanti player mondiali del settore, quali Fiamm, General Electric, Samsung SDI e Toshiba.

GALA, ACCORDO CON CONFCOMMERCIO PER FORNITURA ENERGETICA E SERVIZI

La società di vendita di energia elettrica e gas Gala guidata da Filippo Tortoriello ha siglato nei giorni scorsi un accodo quadro di durata quinquennale per la fornitura e servizi energetici alle imprese associate al «sistema Confcommercio», tramite le rispettive associazioni territoriali di riferimento.
In virtù di tale accordo, per 5 anni le imprese associate alla Confederazione del Commercio potranno stipulare contratti di fornitura di prodotti e servizi energetici con la Gala, beneficiando delle condizioni concordate con la stessa organizzazione e con le sue associazioni territoriali. Tale convenzione si inserisce nel piano di azioni avviate dalla Gala per lo sviluppo di particolari segmenti del mercato e rappresenta una formidabile opportunità di crescita e di diversificazione del suo portafoglio clienti e di sbocco per i nuovi prodotti e servizi di efficienza energetica su cui la società intende investire.

IREN, PREMIO SMAU PER EFFICIENZA ENERGETICA A SCUOLA

Il gruppo Iren ha ricevuto il premio Smart Communities di Smau Torino 2015 per EDEN - Energy Data Engagement, un progetto legato all’utilizzo di tecnologie digitali per misurare l’efficienza energetica in tre scuole torinesi del quartiere Campidoglio (Scuola Elementare Gambaro, Scuole Medie Nigra e De Sanctis). Al progetto EDEN hanno collaborato assieme ad Iren Energia, Csp, Politecnico di Torino, Commitworld, Capetti Elettronica, Consorzio Top-IX, Experentia, Ismb e Sisvel Technology. Il premio è stato ritirato dal direttore Internazionalizzazione e Innovazione del gruppo Iren, Enrico Pochettino.
L’attività - sostenuta da un finanziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2007/2013, dallo Stato italiano e dalla Regione Piemonte a parziale copertura del budget totale di 1,35 milioni di euro - prevede lo sviluppo di una piattaforma digitale che, partendo dai dati di consumo energetico raccolti da sensori collocati negli istituti scolastici e in altri edifici, generi consapevolezza e stimoli comportamenti sostenibili negli studenti, nelle famiglie e nei cittadini. Il progetto è articolato su quattro livelli funzionali: partendo da una base dati proveniente dal campo (Data Platform) sono state create rappresentazioni e aggregazioni dei dati specifiche per le esigenze dei vari stakeholder individuati (Publication Platform). Si è poi provveduto alla realizzazione di una piattaforma “social” a scopo didattico (Social Platform) con la previsione quindi di alimentare la Smart Data Platform della Regione Piemonte.

MERCATO ELETTRICO, APPUNTAMENTO CON ASSORINOVABILI E ALTHESYS

Le fonti rinnovabili saranno il cardine attorno al quale ruoterà il mondo dell’energia: mercoledì 25 marzo 2015 all’Auditorium di Via Veneto a Roma si terrà il convegno “Ripensare il mercato elettrico: evoluzione industriale e convergenza europea”, organizzato da assoRinnovabili in collaborazione con Althesys.
Negli ultimi anni l’industria elettrica in Italia e in Europa ha vissuto un rapido e profondo cambiamento che ne ha influenzato la struttura e le logiche competitive, rendendo necessario un nuovo assetto del mercato elettrico e della normativa. In questo scenario, le fonti rinnovabili di energia saranno il focal point a partire dal quale si declinerà l’intero settore elettrico.
Per capire le tendenze e anticipare le dinamiche del settore, si terrà il 25 marzo presso l’Auditorium di Via Veneto a Roma il convegno “Ripensare il mercato elettrico: evoluzione industriale e convergenza europea” organizzato da assoRinnovabili in collaborazione con Althesys. In questa occasione sarà presentato lo studio commissionato all’economista Alessandro Marangoni, CEO della società di analisi economiche Althesys, le cui principali evidenze saranno la base di partenza per una riflessione sul settore elettrico italiano e sulla convergenza verso un mercato elettrico unico a livello europeo, grazie anche alla testimonianza di Giulio Volpi della Commissione Europea.
Per consultare il programma: Assorinnovabili .

CAMPANIA, 25.3 MLN PER EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

Il consigliere del presidente della Regione Campania per le Attività produttive e lo Sviluppo economico, Fulvio Martusciello, ha consegnato ai Comuni campani 23 decreti di ammissione a finanziamento nell’ambito degli interventi di accelerazione della spesa dei Fondi strutturali europei per interventi di efficientamento energetico. Il totale dello stanziamento ammonta a 25,3 milioni di euro.
In Provincia di Avellino sono finanziati 4 interventi per complessivi 5,8 milioni di euro, in Provincia di Benevento 3 progetti per 3,1 milioni di euro, 4 interventi in Provincia di Caserta ottengono 4,5 milioni di euro, 5 progetti in Provincia di Napoli sono destinatari di 5,7 milioni di euro e altri 7 interventi in Provincia di Salerno vengono finanziati per 6,1 milioni di euro.
“Oggi stanziamo 25 milioni di euro - ha commentato Martusciello - per progetti che consentiranno ai sindaci dei Comuni campani di avviare quanto prima le gare per realizzare nuove infrastrutture, interventi di risparmio energetico che permetteranno alle scuole e agli edifici comunali di essere più sostenibili ed, infine, di produrre un risparmio concreto in bolletta per le comunità. Abbiamo lavorato in forte sinergia con Anci Campania e con il sistema dei territori - ha aggiunto - per garantire una spesa di qualità dei fondi europei”.

CONFINDUSTRIA TERAMO E L’AQUILA, NASCE “UNICA ENERGIA” PER I SERVIZI ENERGETICI ALLE IMPRESE ASSOCIATE

Confindustria Teramo e Confindustria L’Aquila hanno dato vita a una nuova società consortile, Unica Energia, finalizzata all'approvvigionamento di energia elettrica e gas naturale a condizioni vantaggiose per le aziende associate dei due territori. La nuova società, che ha sede legale a L’Aquila, metterà in campo tutte le iniziative necessarie a trattare le migliori condizioni con i fornitori di energia elettrica e gas naturale nell'interesse delle oltre 700 imprese aderenti a Confindustria nelle province di Teramo e L’Aquila.
Unica Energia, oltre ad acquistare e vendere energia elettrica, gas, calore anche a soggetti non soci, «erogherà servizi ed assistenza dedicata, svolgerà la gestione amministrativa delle varie forniture e, in generale, si occuperà di tutte le operazioni (commerciali, industriali, finanziarie) ritenute utili per perseguire i propri scopi».

CAVO SICILIA, TERNA FA RICORSO IN CASSAZIONE

Terna ha depositato un ricorso in Cassazione contro il sequestro di un pilone del collegamento elettrico tra Sicilia e Calabria, nel comune di Saponara. Lo ha annunciato l'ad di Terna Matteo Del Fante durante un'audizione sul pacchetto Unione dell'Energia davanti alle Commissioni Industria e Ambiente del Senato. "L'opera è quasi conclusa ma bloccata dal sequestro di un unico sostegno per motivi ambientalisti che l'11 febbraio ha fermato i lavori, pensiamo di risolvere entro fine a fino anno", ha spiegato Del Fante. "Abbiamo presentato un ricorso in Cassazione che dovrebbe essere esaminato in due o tre mesi, se sarà esaminato entro l'estate i lavori si concluderanno entro fine anno, altrimenti il collegamento rischia di slittare". Del Fante ha comunque detto di essere "fiducioso di concludere entro l'anno". L'ad di Terna ha anche ricordato che fino a questo momento i costi del collegamento sono di "circa 650 milioni" e, una volta in funzione, "porterà un risparmio intorno ai 600 milioni all'anno al sistema". A fine aprile Terna aveva annunciato agli operatori di stimare l'entrata in esercizio il 31 dicembre 2015.

VADO LIGURE, TIRRENO POWER RICORRE AL TAR CONTRO AIA

L'ufficio legale di Tirreno Power ha presentato ricorso al Tar contro la nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per la centrale a carbone di Vado Ligure (SV), che secondo l'azienda contiene prescrizioni inattuabili. Lo si è appreso nel corso della prima riunione del tavolo tecnico a Roma a cui hanno partecipato la Regione Liguria, gli enti locali interessati, i ministeri dell'Ambiente, della Salute e dello Sviluppo economico. La riunione era stata convocata per cercare una soluzione che consenta la riapertura della centrale, sotto sequestro dal marzo 2014, garantendo gli interventi di ristrutturazione e una ripresa della produzione nel rispetto delle norme ambientali e della salute.
Tirreno Power chiede modifiche all'Aia su quattro punti. Per la copertura del carbonile, prevista entro il 15 marzo 2015, l'azienda vuole che venga recepito dall’Aia il decreto Mise del 31 dicembre 2014 che ne autorizza la costruzione prevedendo 30 mesi per la realizzazione. Chiede inoltre che i tempi delle prescrizioni non decorrano dal rilascio dell'Aia ma dalla disponibilità degli impianti, visto che sono sotto sequestro. L'azienda vuole poi che la durata dell'Aia sia di 16 anni e che sia consentito l'avviamento a olio combustibile nel periodo necessario per la costruzione del sistema di avviamento a metano, di circa 20 mesi, ritenendo peraltro marginale l’impatto ambientale dell’avviamento a olio.

F2I RILEVA IL FOTOVOLTAICO DI E.ON

Passano di mano 7 impianti per complessivi 50 megawatt Il veicolo Hfv raggiunge così i 150 megawatt e diventa il secondo gruppo in Italia F2i conquista le attività nel fotovoltaico del colosso tedesco dell'energia Eon. La firma tra le due parti sarebbe stata messa sull'accordo ieri. Al fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli passeranno dunque i 7 impianti fotovoltaici per complessivi 50 megawatt: attività che confluiranno nel veicolo Hfv Holding Fotovoltaica, che già possiede 100 megawatt nel fotovoltaico. Quindi, complessivamente, la controllata di F2i arriverà a possedere centrali in grado di generare 150 megawatt. Con questa acquisizione Hfv diventerà la seconda realtà italiana del settore. Holding Fotovoltaica è nata nel 2009 dall'alleanza dell'italiano F2i e del portoghese NovEnergia. Nell'arco del triennio 2010- 2013 la società ha completato il piano di investimenti previsto raggiungendo quota 89 megawatt con un portafoglio di 25 siti . Continua così l'espansione di F2i nel settore delle energie rinnovabili. Alla fine dello scorso anno F2i ha partecipato al riassetto nel settore concluso da Edf ed Edison: con la costituzione di un polo delle rinnovabili con circa 600 megawatt di capacità installata. Della nuova società il fondo guidato da Ravanelli possiede il 70 per cento. E poi c'è la controllata Alerion Clean Power, con i relativi 200 megawatt installati, azienda di cui F2i è azionista di maggioranza con il 15,7 per cento. Ora l'obiettivo del fondo infrastrutturale è quello di diventare un punto di aggregazione, anche per altri operatori più piccoli. Si tratta di una strategia a tutto campo che potrebbe continuare visto che proprio F2i è in corsa anche per gli impianti eolici che la stessa tedesca Eon sta cedendo: 10 parchi dislocati in Sardegna, Sicilia, Campania, Basilicata, Toscana e Calabria. Proprio la multinazionale di Düsseldorf sta continuando nel break-up delle sue attività italiane, volto alla cessione di quest'ultime in modo separato. A metà gennaio Eon ha ceduto le sue attività di produzione da fonti convenzionali (a gas e a carbone) al gruppo energetico ceco Energeticky a Prumyslovy Holding (Eph): una vendita che ha riguardato tutti gli impianti termoelettrici della società tedesca in Italia per un capacità produttiva totale di circa 4.500 megawatt. Inoltre all'idroelettrico di Terni, con i suoi 513 megawatt di potenza installata e i suoi 16 impianti in concessione fino al 2029, è interessata la genovese Erg della famiglia Garrone . Insomma, sta proseguendo la strategia di Eon in Italia, che punta a uscire dal Paese tramite uno spezzatino che consenta di massimizzare gli incassi di ogni attività.

SALINE JONICHE (RC), TAR LAZIO BOCCIA CENTRALE TERMOELETTRICA

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf, poi unificato a quello della Regione Calabria e di altre associazioni nazionali e locali, contro il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri e la Valutazione d’impatto ambientale che avevano dato il via libera alla costruzione della centrale a carbone di Saline Joniche, in Provincia di Reggio Calabria. I ricorrenti avevano evidenziato violazioni delle norme di tutela ambientale, carenze progettuali e il parere contrario delle istituzioni e delle comunità locali.
Secondo le associazioni, il progetto della centrale di Saline Joniche risponde a una visione ormai superata della politica energetica italiana, visto che ormai il 37,5% della domanda elettrica del paese è soddisfatto da fonti rinnovabili e si ha una sovrabbondanza di capacità di produzione elettrica. Il Tar del Lazio, fanno sapere i ricorrenti, ha sottolineato la necessità di dare ascolto anche alle popolazioni locali, alle istanze della società civile volte alla tutela del paesaggio e del territorio e alle realtà produttive locali.

CONCILIAZIONE, AEEGSI: 2.500 RICHIESTE E SOLUZIONI PER 9 CASI SU 10

In 2 anni sono state oltre 2.500 le richieste di conciliazione (+50% rispetto al primo anno); l'80% circa è stato ammesso e per poco meno della metà di queste si è arrivati alla conciliazione che, 9 volte su 10, ha portato alla soluzione del problema. Sono questi i principali risultati del Servizio Conciliazione dell'Aeegsi. Dal prossimo luglio inoltre il Servizio sarà esteso anche ai prosumer (i produttori-consumatori) e tutti i distributori e i soli fornitori della maggior tutela per l'elettricità avranno l'obbligo di partecipare al tentativo di conciliazione se un cliente attiverà il servizio.
Avviato nell'aprile 2013, la Conciliazione on line è il servizio dell'Autorità introdotto per risolvere, del tutto gratuitamente, con l'assistenza di un mediatore formato sui temi energetici, eventuali controversie con gli operatori del settore dell’energia elettrica o del gas. La partecipazione al Servizio è volontaria, ma alcuni operatori si sono impegnati ad aderire per un biennio iscrivendosi nell'apposito elenco dell'Autorità: ad oggi risultano iscritte 24 società del settore, fra le quali Acea Energia, Gdf-Suez, Iren Mercato, Trenta. A seguito di un procedimento sanzionatorio concluso con impegni, dallo scorso aprile anche Eni risulta iscritta all'elenco. Gli altri operatori decidono di volta in volta se partecipare.

RUBBIA: BASTA RINNOVABILI, IL FUTURO E’ NEL “ROMPERE” IL METANO

Creare energia dal metano senza produrre l'inquinante CO2: è questa la scommessa che il premio Nobel Carlo Rubbia sta portando avanti all'interno dei laboratori del Politecnico di Karlsruhe. I progressi di questa innovativa tecnica sono stati presentati dal fisico e senatore a vita in occasione della conferenza 'Energia per oggi e domani' all'Accademia Nazionale dei Lincei.
"Abbiamo sviluppato in Germania una nuova tecnologia per produrre energia da fonti fossili senza emissione di CO2", ha spiegato è Carlo Rubbia, premiato con il Nobel nel 1984 per i suoi studi nella fisica delle particelle e che da alcuni decenni ha spostato le sue attenzioni alla ricerca in campo energetico. "Si tratta di un metodo in grado di 'spaccare' il metano, detto methan cracking, dividendolo in carbonio e idrogeno. Dall'idrogeno a quel punto è possibile produrre energia senza liberare anidride carbonica mentre il carbonio 'scartato' può essere usato per altri scopi".
Il nuovo metodo messo a punto nei laboratori tedeschi potrebbe quindi rappresentare una valida alternativa di produzione di energia pulita ai più costosi metodi da fonti rinnovabili. Secondo il fisico italiano, la scelta dell'Europa di investire tutto sullo sviluppo delle rinnovabili rischia di tagliarla fuori.
"Gli Usa, e molte altre nazioni, stanno spostando i loro sforzi nello sfruttamento del gas naturale, i cui costi di estrazione sono stati abbattuti da nuove tecniche. Questo garantisce una nuova era di 'abbondanza' dove però sarà necessario trovare nuovi metodi per abbattere la CO2".
Una possibile strada potrebbe quindi arrivare dalla possibilità di 'rompere' il metano e il prossimo passo, ha aggiunto Rubbia, sarà quello di passare allo sviluppo applicativo.

AGCM, VIOLAZIONE ENI SU QUOTA MERCATO GAS

Eni ha sforato la soglia della quota di mercato all’ingrosso del gas applicatale in Italia (55%) dichiarando, per l’anno termico 2013-2014, un valore del 50-54% a fronte di una quota effettivamente detenuta del 56-60%, in violazione dell’art. 3, comma 6, del d.lgs. n. 130/2010. Lo rileva l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) in un provvedimento pubblicato sul bollettino n. 12 del 13 aprile 2015. In base al decreto, l’Agcm deve infliggere una sanzione amministrativa pecuniaria ai soggetti che attestino, contrariamente al vero, una quota di mercato all’ingrosso inferiore al valore soglia ma, in ragione della scarsa gravità della violazione, l’Autorità ha deciso di non comminare alcuna sanzione. In particolare, l’Agcm ha rilevato che, trattandosi del primo procedimento in cui si contestava una violazione della norma in questione, le imprese tenute ad attestare la propria quota di mercato non potevano fare affidamento su un’interpretazione consolidata circa la sua applicazione; inoltre, Eni ha reso disponibili le assunzioni adottate e le voci di calcolo utilizzate semplificando l’attività di accertamento da parte dell’Autorità.

MILLEPROROGHE, SLITTANO LE GARE GAS

Con l’approvazione del decreto milleproroghe (con voto di fiducia alla Camera) viene posticipata la pubblicazione dei bandi di gara per il servizio di distribuzione gas. In particolare, il testo prevede la proroga di quattro mesi dall'11 marzo all'11 luglio del termine oltre il quale scatta il potere sostitutivo della Regione, che può bandire la gara in caso di inerzia dei Comuni. Slitta quindi anche l'obbligo di inviare all'Aeegsi la documentazione almeno sessanta giorni prima (da gennaio a maggio).
Inoltre, la “penale” del 20% delle somme spettanti agli enti locali - prevista nel caso in cui le stazioni appaltanti non rispettino le scadenze per la pubblicazione del bando - scatterà in ogni caso solo dopo il termine del 31 dicembre 2015, sia per la prima tranche (scadenza 11 luglio), sia per la seconda (11 giugno).

GAS, UE: PIU' SFORZI PER CORRIDOIO SUD, RAPPORTO EQUO CON MOSCA

I paesi dell’Unione europea devono “intensificare” gli sforzi per aumentare le importazioni di gas dall’Asia centrale attraverso il c.d. “Corridoio Sud” e recuperare, in futuro, un rapporto economico con la Russia su basi più eque. È quanto si legge nel documento messo a punto dalla Commissione europea per indicare il cammino verso un mercato energetico unico.
“Le criticità politiche degli ultimi mesi hanno mostrato che la diversificazione delle fonti energetiche, dei fornitori e delle rotte è cruciale per assicurare approvvigionamenti sicuri e affidabili”, si legge nel documento. “Quando le condizioni saranno giuste, la Ue valuterà una riformulazione delle relazioni energetiche con la Russia - aggiunge la Commissione - sulla base di termini più equi”.

DISTRIBUZIONE GAS, FIFORMA MISURA PUNTI DI RICONSEGNA

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha approvato, con la delibera 117/2015/R/gas, la riforma della regolazione in materia di misura dei prelievi dei clienti finali nei punti di riconsegna allacciati a reti di distribuzione del gas, anche con riferimento al processo di switching. La delibera introduce modifiche e integrazioni alla disciplina vigente in materia di frequenze di lettura, messa a disposizione delle misure e delle eventuali rettifiche da parte delle imprese di distribuzione, gestione delle autoletture e delle indisponibilità di dati di misura effettivi, modalità e tempistiche di rilevazione e messa a disposizione della lettura di switching. Parallelamente, sono state emanate le direttive in tema di standardizzazione dei flussi informativi utilizzati per la messa a disposizione dei dati di misura, sia rilevati dall’impresa di distribuzione sia derivanti da autolettura effettuata dal cliente finale, e delle eventuali rettifiche degli stessi. Le disposizioni introdotte hanno entrate in vigore differenziate fino al 1° gennaio 2016.

Gare gas, PIATTAFORMA AEEGSI PER DOCUMENTAZIONE

Con la determina 6/2015-Diuc, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha dettato le disposizioni per l’acquisizione, la custodia e il trattamento della documentazione inviata dalle stazioni appaltanti per lo svolgimento delle gare di affidamento del servizio di distribuzione gas. L’Autorità ha predisposto un’apposita piattaforma informatica, che garantisce elevati livelli di sicurezza e riservatezza delle informazioni trasmesse, rendendo disponibile un manuale d’uso pubblicato sul proprio sito internet. La piattaforma sarà disponibile a partire dal 5 maggio.

TAP, IAN BRADSHAW NUOVO AD

Ian Bradshaw sarà il nuovo amministratore delegato di Trans Adriatic Pipeline AG (Tap) dal primo febbraio 2015. Lo annuncia la società in una nota. Prenderà il posto di Kjetil Tungland che tornerà in Norvegia dopo aver guidato la joint venture per oltre quattro anni.Tungland, entrato in Tap nell'aprile 2010, ha guidato il progetto che prevede la realizzazione del gasdotto che collegherà il Mar Caspio alla Puglia. Bradshaw, 34enne, arriva alla guida di Tap dal gruppo British Gas, dove ha lavorato dal 2005 in varie posizioni dirigenziali di alto livello.

UNIONE ENERGETICA, UE CHIEDE DI VALUTARE ACQUISTI COLLETTIVI GAS

I leader europei dovranno decidere se dare un mandato alla Commissione Ue per proporre una serie di opzioni per l’acquisto collettivo volontario di gas. È quanto prevede una bozza di conclusioni preparata per il Consiglio europeo sulla strategia dell’Unione energetica, in linea con quanto proposto dalla Commissione in una recente comunicazione. Diversi grandi consumatori, tra cui l’Italia, non sono favorevoli a una centralizzazione degli acquisti, a differenza dei paesi medio-piccoli che dipendono quasi unicamente dal gas russo.
I meccanismi di aggregazione della domanda potrebbero implicare la creazione di un’agenzia europea per l’acquisto collettivo del gas oppure di consorzi volontari tra le aziende interessate, o la previsione dell’obbligo di vendere il gas in piattaforme regionali europee. Nel documento si sollecita inoltre il rafforzamento della trasparenza sul mercato di gas e l’assicurazione che gli accordi di fornitura stipulati con partner extra-Ue rispettino pienamente le regole europee e le priorità di sicurezza energetica.

BIOMETANO IN RETE, AEEGSI: DIRETTIVE E COPERTURA INCENTIVI

Con le delibere 210/2015/R/gas e 208/2015/R/gas, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha approvato le prime direttive in tema di processi di mercato relativi all’immissione di biometano nella reti di trasporto e di distribuzione del gas naturale, definendo anche disposizioni attuative funzionali all’allocazione del biometano nei casi di ritiro da parte del Gse in alternativa alla vendita diretta sul mercato e limitatamente agli impianti con capacità produttiva fino a 500 smc/ora, nonché le modalità di copertura tariffaria degli incentivi per l’immissione del biometano in rete, ai sensi del decreto 5 dicembre 2013 del ministro dello Sviluppo economico di concerto con il ministro dell’Ambiente e il ministro delle Politiche agricole. L’Autorità ha previsto che la copertura degli incentivi sia effettuata mediante l’utilizzo del Fondo per misure ed interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore gas naturale, alimentato dal gettito derivante dall’applicazione della componente RE della tariffa obbligatoria per il servizio di distribuzione del gas naturale e della componente tariffaria addizionale della tariffa di trasporto RET.

CDS: GARE GAS, NO ALL’ALLEANZA ITALGAS-ACEGAS. PRATO CONFERMATA A TOSCANA GAS

Rovesciando due sentenze del Tar Lazio del marzo 2014, il Consiglio di Stato ha confermato la validità delle censure dell'Antitrust sull'alleanza stretta nel 2012 da Italgas e AcegasAps nella distribuzione gas nel Nord Est.
L'operazione doveva portare Italgas e AcegasAps ad assumere il controllo congiunto di Isontina Reti Gas, distributore di Gorizia e gran parte della provincia, conferendo inoltre in essa gli asset di Acegas nella distribuzione gas e le concessioni di Italgas in 42 comuni del Nord Est. Secondo l'Antitrust però ciò avrebbe di fatto eliminato la competizione nelle future gare nei quattro ambiti territoriali nei quali le società coinvolte sono già oggi dominanti (Gorizia, Trieste, Padova 1 e Pordenone). Da qui la decisione nel 2013 di vietare l'operazione. Attualmente Isontina Reti Gas è controllata congiuntamente da AcegasAps - che nel frattempo si è fusa con Hera - e da Eni.
Le società avevano fatto ricorso al Tar che aveva dato loro ragione (la decisione non aveva comunque indotto le aziende a mosse concrete per riportare in vita l'accordo). Ora però il Cds ha capovolto le valutazioni del Tar dando ragione all'Antitrust.
Nello specifico, diversamente dal Tar, il Cds considera le censure del Garante “immuni di vizi logici” laddove evidenziavano “che indizi gravi, precisi e concordanti rendono palese l'esistenza di un intento anticoncorrenziale, preordinato a produrre effetti non occasionali mediante la partecipazione della nuova impresa comune IRG alle previste gare d'ambito”.
“Legittimamente e condivisibilmente - rincara il Cda - l'Autorità ha ritenuto che, attraverso l'operazione esaminata, le società contraenti abbiano avuto lo scopo di ripartirsi il mercato”.
Sempre in tema di gare gas è stata pubblicata nei giorni scorsi una nuova sentenza (per una precedente sentenza sullo stesso caso che conferma l'aggiudicazione a Toscana Energia (jv tra 90 comuni toscani e Italgas), della concessione per la città di Prato, respingendo un ricorso della seconda classificata Estra (Consiag 44%, Intesa s.p.a. e Coingas s.p.a. 28% ciascuna) contro precedenti sentenze del Tar Toscana già ad essa sfavorevoli.
Infine con una sentenza depositata il 22 gennaio il Cds ha confermato l'aggiudicazione a Molteni della gara per il Comune di Verbania (VB) respingendo una ricorso di Enel Rete Gas (F2i) contro una sentenza del Tar Piemonte ad essa già sfavorevole. Diversamente da quanto argomentato dalla ricorrente il Cds ha dichiarato condivisibili le conclusioni di una consulenza che ha confermato la natura non anomala dell'offerta della Molteni s.p.a., ed in particolare che il piano economico-finanziario da quest'ultima previsto in sede di gara era idoneo a generare un utile nonostante il TIR si attestasse su un valore inferiore al WACC definito dall'Autorità.

PORTO EMPEDOCLE (AG), AL VIA IL TURBOGAS DI ENEL

È stato inaugurato nei giorni scorsi il nuovo gruppo turbogas della centrale Enel di Porto Empedocle (AG). Per la sua realizzazione sono stati necessari 12 mesi, 350mila ore di lavoro, 25 le imprese coinvolte con medie di 150 persone occupate ogni giorno. Il progetto di adeguamento impiantistico e ambientale realizzato da Enel ha richiesto un investimento di circa 80 milioni di euro.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, il direttore Global generation di Enel, Enrico Viale, il responsabile Generazione Italia di Enel, Giuseppe Molina, accolti dal responsabile dell’Unità di Business Enel di Porto Empedocle, Ignazio Mancuso.
Il nuovo impianto è costituito da un turbogas di 80 MW, alimentato a metano. La sua elasticità di esercizio garantisce considerevoli vantaggi operativi che consentono di ottenere una flessibilità di produzione, di regolazione e di riserva, indispensabili per migliorare il servizio elettrico della Sicilia.
“Ambiente, sicurezza sul lavoro, sviluppo e occupazione - ha dichiarato Enrico Viale, direttore Global generation di Enel - sono da sempre le priorità della nostra azienda e punti di forza di questo progetto che, con un significativo investimento, consentirà alla centrale di Porto Empedocle di poter continuare a ben operare nei prossimi anni, per garantire la sicurezza della rete elettrica nell’area sud-occidentale della Sicilia, con una configurazione d’impianto rinnovata grazie all’adozione di tecnologie all’avanguardia”.
La sua entrata in esercizio ha anche evidenti vantaggi ambientali perché, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie e all’uso del metano, azzera le emissioni in atmosfera delle polveri e degli ossidi di zolfo, riducendo in modo significativo anche le emissioni degli ossidi di azoto e del monossido di carbonio, in linea con le migliori tecnologie presenti oggi sul mercato.
Il nuovo impianto turbogas è in fase di collaudo e a breve entrerà in esercizio commerciale. Alcune attività di cantiere continueranno, comunque, anche nei prossimi mesi. Entro la fine dell’estate dovranno essere, infatti, completate alcune parti accessorie del nuovo impianto e saranno demoliti la ciminiera e il generatore di vapore del vecchio gruppo 2, ormai fuori servizio dalla scorsa estate. Rimarrà disponibile in riserva fredda il gruppo 1 che potrà funzionare solo per 1000 ore l’anno quando il turbogas sarà indisponibile all’esercizio, nel rispetto di quanto previsto nel nuovo decreto AIA rilasciato lo scorso 19 dicembre.

VARESE, PROVINCIA SI PROPONE PER GESTIRE GARA GAS

La Provincia di Varese intendere svolgere in qualità di stazione appaltante la gara per la distribuzione del gas nell’Ambito territoriale Nord Varese 1, dove il servizio dovrà essere affidato entro il 2017 a un gestore unico. Ne dà notizia la testata Varese News dopo un incontro tra il 57 Comuni dell’area e la stessa Provincia. L’affidamento al gestore unico, è stato spiegato, è un passo molto importante per i Comuni, soprattutto quelli che non hanno ancora una rete di distribuzione (Castello Cabiaglio, Curiglia con Monteviasco, Duno e Tronzano). Se i Consigli comunali approveranno la proposta, la Provincia di Varese bandirà e gestirà la gara e l’iter successivo. La gara sarà rinnovata ogni 12 anni.

GARE GAS, PIATTAFORMA PER COMUNICARE DATI VIR-RAB

E' disponibile sul sito dell'Autorità la piattaforma informatica per l'acquisizione della documentazione necessaria per le verifiche degli scostamenti tra Vir e Rab ai fini della gare per il servizio di distribuzione gas. La stazione appaltante accede alla piattaforma previo accreditamento tramite l'inserimento dei propri dati di accesso.

STOCCAGGIO GAS, DECRETO MISE E DELIBERA SUL 2015-2016

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato sul proprio sito il decreto sul prossimo anno di stoccaggio, datato 6 febbraio. Il decreto conferma in 500 mln mc la capacità, derivante dalla riduzione del volume di stoccaggio strategico, riservata ai servizi integrati di rigassificazione e stoccaggio per clienti industriali. L'eventuale capacità non allocata si aggiungerà anche quest'anno alla capacità di modulazione da assegnare in via prioritaria alle esigenze di fornitura del mercato civile, quantificata in 6.843 mln mc contro i 6.950 dello scorso anno. A questi però quest'anno si aggiungerà anche la capacità di stoccaggio minerario non richiesta e non assegnata ai produttori upstream di gas, che come segnalato quest'anno si è ridotta. Diversamente dallo scorso anno inoltre il decreto non prevede che nelle prime aste il 50% dello spazio la partecipazione sia riservata alle imprese di vendita che forniscono il mercato civile. In aggiunta alla modulazione ora citata, che verrà offerta in prodotti con profilo di erogazione variabile su base stagionale, pensato per il mercato civile, saranno 1.122 i mln mc offerti con profilo uniforme, modalità pensata invece per gli altri settori (es. termoelettrico e civile) contro i 1.610 dello scorso anno. La differenza è dovuta al fatto che 500 mln mc verranno prima offerti su base pluriennale e, se non assegnati, verranno offerti nelle aste annuali per il prodotto uniforme. Con la delibera 49/2015/R/gas l'Autorità ha approvato le disposizioni per il conferimento delle capacità di stoccaggio per l'anno termico 2015-2016 e le tariffe relative ai servizi di stoccaggio allocati con procedure non di mercato.

MISE, NESSUNA EMERGENZA GAS, STOCCAGGI IN LINEA CON FABBISOGNO

Nessuna emergenza gas perché gli stoccaggi sono attualmente in linea con quanto programmato per soddisfare in sicurezza il fabbisogno. E' quanto si legge in una nota del Ministero dello Sviluppo Economico, che sottolinea come il Paese non corra alcun rischio per la domanda di gas, neanche in questi giorni di gran freddo.
La nota del Ministero arriva dopo che Snam Rete Gas, sul proprio sito Web, ha pubblicato una nota secondo la quale "il Ministero dello Sviluppo Economico ha dichiarato lo stato di Allarme (Alert) previsto dal Piano Emergenza in vigore, essendo stato consuntivato per il giorno gas 29/12/2014 un volume giornaliero erogato da stoccaggio superiore al 100% della Capacità di Erogazione giornaliera conferita e disponibile agli Utenti".
In relazione a questo, il Ministero dello Sviluppo "chiarisce dunque che il livello cosiddetto di 'allarme', scattato in base alle regole esistenti, significa esclusivamente che gli importatori di gas dall'estero vengono richiamati ad aumentare il livello delle importazioni - oggi molto basso - proprio per conservare il più a lungo possibile il livello di gas contenuto negli stoccaggi e garantire così la sicurezza del sistema italiano fino alla fine dell'inverno".

ALENTO GAS, AGGIUDICAZIONE A HERA COMM MARCHE

Con determina dirigenziale n. 310/2015 del Comune di Francavilla al Mare (CH) è stato aggiudicato in via definitiva alla Hera Comm Marche il 100% delle quote di partecipazione azionaria nella società Alento Gas, al prezzo offerto di 5.526.000 euro. Hera Comm Marche si era aggiudicata provvisoriamente l’ex partecipata del Comune lo scorso gennaio, a seguito di un’asta pubblica, assicurandosi un bacino di 13.000 clienti.

DISTRIBUZIONE GAS, SICILIA ADEGUA NORMATIVA

Le aziende che operano nel settore della distribuzione gas in Sicilia non potranno più ottenere una semplice concessione dai Comuni senza procedura di gara e senza pagare alcun canone: lo stabilisce una norma della legge di stabilità 2015 della Regione Siciliana (art. 98) che modifica la disciplina regionale in materia adeguandola alla normativa nazionale. A distanza di 15 dal d.lgs. n. 164/2000, che ha recepito la direttiva comunitaria 98/30/CE recante norme comuni per il mercato interno del gas naturale, la Regione determina la fine del regime transitorio che consentiva il mantenimento delle concessioni gratuite in essere. I Comuni saranno tenuti ad avviare le procedure di gara entro un anno dalla pubblicazione della legge, termine oltre il quale la Regione potrà nominare un commissario ad acta. Sino al subentro del nuovo concessionario, gli attuali concessionari dovranno garantire l’erogazione del servizio. Nelle more dell’espletamento delle gare, i Comuni possono applicare un canone pari al 10% del vincolo sui ricavi di distribuzione, destinando le risorse aggiuntive prioritariamente all’attivazione di misure di tutela sociale per le fasce deboli della popolazione, a spese di investimento o a supporto delle procedure di riequilibrio finanziario.

MATERIA PRIMA GAS, IL BOOMERANG DEL “SALVA TAKE OR PAY”

Il meccanismo cosiddetto “salva take or pay”, lo schema assicurativo triennale introdotto dall'Autorità per l'energia con la riforma dei prezzi finali del gas per il servizio di tutela per venire incontro alle esigenze dei venditori con contratti di lungo periodo, ha fatto incassare a Eni lo scorso anno 60 milioni di euro ma potrebbe costargliene 480. E’ quanto si legge nella Relazione finanziaria del gruppo per il 2014. Il meccanismo, si ricorda, compensa i venditori di una parte della differenza, quando positiva, tra i prezzi di approvvigionamento oil linked e l'andamento del mercato spot, riferimento unico per i prezzi tutelati. Se però la differenza è di segno opposto è il venditore a dover pagare. Nel 2014, grazie all'apposita componente APR applicata alla generalità degli utenti in tutela Eni ha incassato una prima tranche di 60 mln. Tuttavia, si legge nella Relazione, “l'indice di approvvigionamento definito dell'AEEGSI per l'anno termico 2014-2015 considerato il sensibile declino delle quotazioni del greggio potrebbe determinare una posizione a debito a carico Eni fino all'importo massimo di €480 milioni”.
Ciò, scrive Eni, dipende dal fatto che “l'indice oil utilizzato dall'Autorità non rappresenta il costo medio di approvvigionamento dell'Eni che in virtù delle rinegoziazioni è indicizzato in misura prevalente ai prezzi hub e pertanto non rifletterà il prevedibile calo dell'indicizzazione oil-linked”. Pur sperando un una modifica della formula da parte dell'Autorità, si legge, nelle more “Eni ha prudenzialmente impugnato la delibera dell'AEEGSI che ha ridefinito l'indice di approvvigionamento eccependo l'incongruenza dei risultati e i connessi profili di legittimità”.

AIM ENERGY, 20.000 NUOVI CLIENTI GAS

Il gruppo vicentino Aim, attraverso Aim Energy, ha perfezionato in questi giorni l’acquisto del 51% di Cogaspiù Energie, azienda abruzzese operante nel mercato della vendita di gas naturale con un portafoglio di oltre 20.000 clienti in 120 Comuni tra Abruzzo, Lazio, Molise e Puglia. L’acquisizione della maggioranza di Cogaspiù Energie consentirà ad Aim Energy di incrementare il proprio fatturato di oltre 15 milioni di euro, con un margine operativo lordo atteso pari a circa 1,1 milioni di euro.
Con questa operazione, Aim Energy supera i 180.000 clienti di gas ed energia elettrica, proseguendo nel percorso di rafforzamento e crescita nel mercato nazionale dell’energia dopo aver acquisito, lo scorso anno, il 15% della ferrarese Soenergy. Per Dario Vianello, direttore generale di Aim Vicenza, l’acquisizione rappresenta un’importante tappa della strategia aziendale indicata nel nuovo piano industriale, che prevede la ricerca e la strutturazione di nuove alleanze in linea con le attività del gruppo Aim.

ENI, DESCALZI: PUNTARE SU CORRIDOIO NORD-SUD CON L’AFRICA E SULLA PRODUZIONE DOMESTICA

L'Europa, a causa dei limiti alle emissioni che si è data, in futuro avrà sempre più bisogno di gas e per averlo dovrà puntare sull'Africa, con "un corridoio Nord-Sud che è un'alternativa a quello Est-Ovest e con il mare del Nord". E' questo uno dei punti su cui l'Europa dovrebbe organizzare la propria strategia energetica, a giudizio dell'ad dell'Eni Claudio Descalzi.
Intervenendo all'incontro "L'energia del futuro. Nuove fonti e nuovi mercati per Stati Uniti ed Europa", organizzato da Aspen Institute ed Eni, Descalzi ha anche spiegato che l'Europa, per recuperare il gap che si è creato con gli Stati Uniti, dovrebbe "mettere a fattor comune tutte le proprie installazioni" e "connettere tutta la rete di trasporto e gli stoccaggi, basandosi su un quadro regolatorio comune".
Per la produzione, poi, bisognerebbe puntare prima di tutto sul mercato domestico: "Possiamo raddoppiare la produzione nazionale con un investimento tra i 15 e i 18 miliardi e penso che con le nuove regole potremmo farlo". Ma per raggiungere una vera e propria autonomia "bisogna rivolgersi all'Africa e all'area mediterranea, perché si tratta di un continente che ha molta energia e poca domanda". Bisognerebbe dunque puntare su "un corridoio Nord-Sud" che avrebbe "senso da un punto di vista industriale: pensiamo a una connessione che abbiamo avuto modo di proporre, un'alternativa virtuosa con un'energia che non è cara". Secondo Descalzi, infine, "proprio questo è il momento in cui bisogna pensare al domani, è il momento per preparare il nostro futuro".

HERA COMM MARCHE IL 100% DI ALENTO GAS

Il Gruppo Hera consolida la propria presenza in Abruzzo grazie alla gara per l’acquisizione del 100% di Alento Gas, società di vendita partecipata dal Comune di Francavilla (51%), e dai francesi di GdfSuez Energie (49%). Alento Gas, che ha conseguito nel 2013 un Margine Operativo Lordo di quasi 1 milione di euro, conta attualmente un portafoglio clienti di circa 13.000 contratti, in grado di generare circa 10 milioni di mc di gas venduto all'anno, distribuiti sul territorio comunale. Questi clienti si aggiungono agli oltre 2,1 milioni di clienti gas ed energia elettrica del Gruppo Hera.
Hera Comm Marche, società del Gruppo Hera, si è aggiudicata provvisoriamente la gara alla quale hanno partecipato altri operatori nazionali quali Prometeo, Made in Energy e Uno gas. Il prezzo di aggiudicazione, pari a 5,526 milioni di euro, è stato formulato sulla base della situazione economica, nonché della situazione finanziaria e delle riserve di patrimonio netto di Alento Gas.
Hera Comm Marche è la società del Gruppo Hera controllata da Hera Comm al 57,4% e partecipata da Marche Multiservizi (la multiutility della provincia di Pesaro-Urbino) e da Walter Sadori, storico operatore delle Marche. E’ attiva nei territori dell’Abruzzo e delle Marche, con oltre 110.000 clienti di cui circa 9.000 in Abruzzo.
Con l’acquisizione di Alento Gas, che segue quella del dicembre 2013 di Fucino Gas, il Gruppo Hera prosegue il proprio percorso di sviluppo lungo l'asse adriatico, consolidando una presenza che vede già la partnership della multiutility con diverse forze economiche del territorio.
"Per il Gruppo Hera l’acquisizione di Alento Gas rappresenta un punto importante nel proprio percorso di sviluppo, teso ad estendere la propria presenza sul mercato libero di gas ed energia elettrica nelle regioni adriatiche, area di storico insediamento", spiega Cristian Fabbri, Amministratore Delegato di Hera Comm Marche. Grazie al portafoglio clienti acquisito con Alento Gas e alla radicata presenza di agenzie Hera Comm, siamo certi potremo ulteriormente valorizzare l'assistenza post-vendita e la proposizione di servizio, potendo contare anche sull'offerta integrata del Gruppo Hera".

TARIFFE TRASPORTO, DA OTTOBRE ONERI SISTEMA APPLICATI A GAS RICONSEGNATO

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha approvato la delibera 60/2015/R/gas che riforma le componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema, razionalizzando - con decorrenza dal 1° ottobre 2015, le disposizioni relative alle maggiorazioni del corrispettivo unitario variabile CV della tariffa di trasporto.
In particolare, l’Autorità ha stabilito la sostituzione delle componenti tariffarie CVOS (a copertura di oneri Gse e per il servizio di stoccaggio ove i relativi ricavi siano inferiori al ricavo tariffario ammissibile), CVI (oneri per il contenimento dei consumi di gas) e CVBL (oneri connessi al sistema di bilanciamento), applicate alle immissioni in rete, con nuove componenti applicate al gas prelevato ai punti di riconsegna della rete di trasporto. Le componenti tariffarie sostituite (dalle nuove CRVOS, applicata nel solo periodo invernale, CRVI e CRVBL), spiega l’Autorità, in ragione della natura degli oneri da esse coperte, possono presentare maggiore variabilità e frequenza di aggiornamento e pertanto incidere negativamente sulle negoziazioni nel mercato all’ingrosso e sulla sua liquidità. La delibera, inoltre, sopprime il corrispettivo unitario variabile CVLIC a copertura degli oneri legati al meccanismo di incentivazione tariffaria del trasporto del gas naturale, in quanto la relativa disciplina non è più in vigore.

SARDEGNA, NEL FUTURO MINI IMPIANTI DI RIGASSIFICAZIONE

La Sardegna, unica regione non metanizzata in Italia, sta progettando mini-impianti di rigassificazione per poter essere alimentata di energia a basso impatto ambientale e a bassi costi. La Liquigas, storica azienda italiana fondata nel '36 a Milano e specializzata nei gas liquefatti, ha proposto alla Regione la realizzazione di piccoli impianti per importare il metano liquido, da riportare allo stato gassoso al momento dell'utilizzo.
Intanto, la centrale del latte 3A di Arborea - in provincia di Oristano - si è dotata di un primo impianto di questo tipo, alimentato in questo caso di metano importato dalla Spagna. La Sardegna era interessata dal progetto Galsi, un grande metanodotto da posare fra l'Algeria e l'isola, poi accantonato e in fase di ripensamento.
Per Andrea Arzà, dg e amministratore delegato della Liquigas, «l'esperienza dell'Enel a Porto Empedocle o quella della Olt a Livorno mostra che i grandissimi rigassificatori, su terraferma o al largo, trovano mille ostacoli e richiedono investimenti impegnativi, non meno di 600 milioni ma spesso oltre il miliardo, con lavori di costruzione che durano un'infinità d'anni. I mini-rigassificatori invece possono costare una trentina di milioni - sottolinea Arzà - e dall'autorizzazione sono attivi in un paio d'anni».
Su piccoli impianti locali hanno puntato la Norvegia, la Svezia e l'isola portoghese di Madera, con impianti locali di stoccaggio del metano liquido che viene portato ai consumatori con le autobotti. «Abbiamo proposto alla Regione l'ipotesi di quattro mini-stoccaggi, a partire da Cagliari, e siamo aperti alle proposte di investitori o di enti locali che siano interessati a offrire il servizio gas ai cittadini o alle imprese».

SNAM IN BORSA EUROPEA GAS, MALACARNE: “LIQUIDITA’ E PIU’ TRADING”

L'ingresso di Snam nella Borsa del gas europeo, a partire dal prossimo 26 marzo, porterà a un allineamento dei prezzi applicati in Italia con il resto d'Europa, anche se un differenziale di qualche centesimo ci sarà ancora e quindi l'effetto in bolletta non sarà così immediato. A dirlo è l'Ad della società proprietaria della gran parte dei gasdotti italiani, Carlo Malacarne.
"E' una piattaforma creata con lungimiranza alcuni anni fa quando non c'era ancora una base di scambio e la sua peculiarità si basa sulla quantità di gas che viene scambiato. Il fatto che le borse europee siano entrate in Italia vuol dire che hanno interesse a creare liquidità e c'è maggiore possibilità di fare trading a livello italiano", ha detto il manager commentando quanto avverrà da marzo: il punto di scambio virtuale del gas italiano (psv) gestito da Snam sbarcherà sulla piattaforma europea Pegas consentendo così l'avvio di un mercato comune dell'energia.
"Si tratta di un fatto positivo perché la maggiore competizione allinea i nostri prezzi a quelli europei, anche se resta un differenziale di 2-3 centesimi al metro cubo di gas con il Nord Europa. Maggiore liquidità e maggiore trading significano prezzi più allineati. Quanto alla bolletta ci sarà qualche beneficio, ma non subito. Non siamo più un'isola periferica", ha concluso.

GASDOTTO TAP, TAR SBLOCCA I LAVORI

I lavori per la realizzazione di sondaggi geotecnici lungo il percorso a terra del gasdotto Tap e nell'area del terminale di ricezione possono riprendere. Lo ha stabilito il Tar Lazio che, con l'ordinanza 398/2015 emessa il 28 gennaio, ha annullato la sospensione disposta dal Comune di Melendugno lo scorso settembre.
“Compatibilmente con i tempi necessari alla mobilitazione dei tecnici e della strumentazione - si legge in una nota Tap - i sondaggi riprenderanno nei prossimi giorni”.
Secondo i giudici amministrativi c'è un “prevalente interesse pubblico alla realizzazione dell'infrastruttura che si configura quale opera strategica e di preminente interesse per lo Stato”.
L'udienza di merito si terrà il prossimo 15 giugno.
TAP ha nel frattempo deciso di render pubblico l'elenco delle imprese prequalificate per i singoli contratti per la realizzazione dell'opera nelle procedure avviate fino a questo momento.
Nell'elenco disponibile in allegato si contano diverse aziende Italiane tra cui Saipem, Nuova Ghizzoni e Sicilsaldo per il tratto interrato del gasdotto in Albania e Grecia,APS Engineering C. Roma, Progetti Europa & Global, ABB S.p.A per le stazioni di compressione in Albania e Grecia.

CATANIA, IN VENDITA ASEC TRADE E PARTE DI ASEC

Il Comune di Catania si appresta a vendere Asec Trade e parte di Asec, le società di distribuzione e vendita gas del Comune, prevedendo un incasso di 40 milioni di euro. Lo ha annunciato il sindaco Enzo Bianco illustrando in piano operativo di razionalizzazione delle partecipate approvato dal Comune, che prevede una riduzione delle partecipazioni da 23 a 7. I ricavi ottenuti, ha spiegato il sindaco, potranno migliorare radicalmente la qualità di servizi come quelli forniti da Multiservizi, Sidra, Amt e Sostare (che saranno fuse diventando un’unica azienda per la mobilità di Catania). Sono previste, tra le altre, dismissioni per Servizi Idrici Etnei e Ato Catania Ambiente.

SNAM, SCIOLTO ILPATTO CON CDP GAS DOPO TRASFERIMENTO QUOTA TAG

Ha cessato di avere valore l'accordo di sospensione (standtill) tra Snam e Cdp Gas e Cdp su operazioni su titoli e strumenti finanziari correlati al Gruppo di San Donato Milanese, legato al contratto quadro per il trasferimento della quota di Tag (Trana Austria Gasleitung) sottoscritto a settembre. Lo si legge in una nota in cui viene spiegato che l'accordo era legato all'esecuzione del contratto stesso, avvenuta lo scorso 19 dicembre.
Snam, inoltre, ha perfezionato l'acquisto della quota (pari al 84,47% del capitale sociale, cui spetta l'89,22% dei diritti economici), detenuta da Cdp Gas in Tag. L'operazione era stata approvata dal Cda a metà settembre.

LUCCA, DEFINITO ITER PER GARA GAS

Si è svolta a Lucca l’assemblea dei Comuni facenti pare dell’Ambito territoriale minimo (Atem), corrispondente all’intero territorio provinciale, sulla prossima gara per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas, che dovrà essere indetta entro il 10 settembre 2015. Si tratta del quarto incontro convocato dal Comune di Lucca, che ha il ruolo di stazione appaltante. Nei precedenti incontri i Comuni, in un’ottica di condivisione del percorso di gara, avevano scelto come strumento organizzativo quello della convezione, nella quale è previsto che ogni singolo Comune valuti e trasmetta alla stazione appaltante il valore della rete del gas presente sul proprio territorio e che spetti invece all’assemblea dei Comuni decidere il valore e la dimensione dei nuovi investimenti che saranno inseriti all’interno del bando di gara. Diversi Comuni hanno evidenziato di non possedere le competenze per la valutazione della rete, perciò il Comune di Lucca indirà una gara per individuare una società di consulenza specializzata che assista gli enti locali. Si è inoltre deciso di costituire un coordinamento tecnico tra i singoli Comuni che seguire la fase di predisposizione del piano di investimenti che dovrà essere indicato nel bando.

TAP, COMUNE DI MELENDUGNO SOSPENDE LAVORI

La Polizia municipale di Melendugno (LE) ha ordinato la sospensione dei lavori in corso per i sondaggi geotecnici del gasdotto Trans-Adriatic Pipeline (Tap) a seguito di un’ispezione effettuata in uno dei punti autorizzati dalla Prefettura di Lecce, contestando al personale di cantiere la mancanza in loco della documentazione tecnica e la mancanza di autorizzazione paesaggistica. Lo rende noto la società Tap, spiegando che la sospensione avrà efficacia fino alla verifica della documentazione tecnica e delle autorizzazioni possedute. La società contesta fortemente il provvedimento, per il quale avanzerà richiesta di risarcimento dei danni (5.000 euro al giorno) e ha chiesto alla Procura della Repubblica di Lecce di valutare i profili penali. Il Comune è stato diffidato a revocare immediatamente l’atto.
Il punto sul quale è stata effettuata l’ispezione, spiega Tap, non è uno dei quattro per i quali la società è in attesa di ricevere l’autorizzazione paesaggistica dai competenti uffici regionali (data l’inerzia del Comune di Melendugno) e comunque la documentazione richiesta è in possesso dell’ufficio tecnico comunale già dallo scorso 7 ottobre 2014 (data della comunicazione di inizio lavori). Inoltre, con ordinanza del Tar Lazio del 28 gennaio scorso, sono stati annullati gli effetti dell’ordinanza con cui il Comune aveva disposto la sospensione dei sondaggi appena iniziati ed è stato sancito che i carotaggi autorizzati con decreto prefettizio del 30 maggio 2014 sono quelli per i quali non è risultato necessario il nulla osta paesaggistico, costituiscono adempimento della prescrizione del decreto Via e rivestono carattere di urgenza al fine di poter compilare la progettazione esecutiva, oltre a non comportare un’alterazione permanente del territorio e ad avere portata ridotta.

EUROPA, DE VINCENTI: “ITALIA NON FAVOREVOLE AD ACQUISTI COLLETTIVI DI GAS”

Per il viceministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti l'Italia dirà no agli acquisti collettivi di gas da parte dei Paesi membri dell'unione. De Vincenti ha parlato con i giornalisti a margine della prima riunione del Consiglio energia Ue.
"Non siamo molto favorevoli a questa ipotesi perché in un mercato libero come quello che abbiamo realizzato in Europa sono gli operatori di mercato che fanno gli acquisti. L'importante è monitorare sempre la situazione e fare in modo che ci sia sempre la sicurezza degli approvvigionamenti", ha detto De Vincenti rispondendo ad una domanda sull'eventualità che si possa procedere ad acquisti di materie prime energetiche collettivamente.
Per il commissario all'Energia Miguel Arias Canete "la commissione valuterà la fattibilità di acquisti collettivi, ma solo se volontari, in caso di crisi, e per i Paesi dipendenti da un unico fornitore".
L'Europa sta studiando il modo di ridurre la propria dipendenza energetica per meglio affrontare possibili buchi nella forniture provocati da crisi locali o d'area. Fra le altre cose, si discute del rafforzamento delle reti di trasporto di gas ed energia elettrica e delle modalità con cui arrivare ad una maggiore diversificazione delle fonti. E' entrata nel dibattito anche la possibilità di proporre acquisti collettivi europei per fronteggiare la forza contrattuale dei Paesi produttori.

SASSARI, AL VIA I LAVORI DA 24,5 MLN PER RETE GAS

È stato ufficialmente inaugurato a Sennori (SS) il cantiere per la posa della rete del gas, il primo di un’opera complessiva da 24,5 milioni di euro, finanziata per 1/3 dalla Regione Sardegna, che prevede più di 141 km di condotte per la distribuzione del gas nel bacino di Porto Torres, Stintino, Sennori, Sorso e Osilo che sarà garantita per 12 anni dalla Fontenergia 4 di Cagliari.
L'assessore regionale dell'Industria, Maria Grazia Piras, ha spiegato che a Sennori saranno avviati altri 2 cantieri per la posa di un tratto complessivo di 35 km di rete. Solo a Sennori l’investimento è di 2 milioni di euro. Si tratta di lavori propedeutici alla realizzazione del progetto Galsi, il gasdotto che dovrebbe consentire l’importazione di gas dall’Algeria all’Italia attraverso la Sardegna, fermo da circa 5 anni. In attesa dell’avvio del progetto, nei Comuni sardi saranno realizzati serbatoi di stoccaggio del GPL.

ENI, IPOTESI SCORPORO GAS & POWER CON VENDITA DI QUOTA DI MINORANZA

L’Eni starebbe studiando lo scorporo delle attività Gas & Power con l'obiettivo di alienarne una quota di minoranza, anche attraverso la possibile quotazione a Piazza Affari. Il progetto, secondo quanto risulta a Radiocor, sarebbe stato messo a punto con l'assistenza di Goldman Sachs e potrebbe essere presto oggetto di esame da parte del Cda del colosso energetico. Interpellata in merito all'operazione, Eni ha fatto sapere che non commenta le indiscrezioni di mercato.
Lo scorporo, secondo l’agenzia, si inserirebbe nel contesto del nuovo piano industriale che verrà presentato a Londra il prossimo 13 marzo. Lo sbarco sul listino di Milano della nuova società, con contestale cessione di una significativa quota di minoranza, potrebbe poi avvenire nella prima parte del 2016. Il segmento Gas & Power ha chiuso il 2013 con ricavi per 32,1 miliardi di euro e una perdita di 246 milioni su cui pesano tuttavia svalutazioni per 1,68 miliardi (l'anno precedente aveva infatti registrato un utile adjusted di 473 milioni e nel primo semestre 2014 era a +197 milioni). Comprende tutte le attività di approvvigionamento e vendita di gas naturale e di produzione e vendita di energia elettrica; ciò significa, per il gas, oltre a 2.600 clienti tra grandi imprese, produttori di energia elettrica e grossisti, circa 8 milioni di clienti tra famiglie, professionisti e Pmi e altri 2 milioni di clienti in Europa, oltre ai diritti di trasporto sui principali gasdotti che arrivano nel Vecchio Continente: nel 2013 le vendite di gas di Eni hanno toccato 93 miliardi di mc, di cui 57 miliardi all'estero. La produzione di energia elettrica viene effettuata invece attraverso 7 centrali dislocate in Italia per complessivi 5,2 GW.

CROAZIA, CONCESSIONI PER ESPLORAZIONI OIL & GAS E PROGETTO DI RIGASSIFICAZIONE. NO DEL VENETO

Il governo croato ha deciso di affidare in concessione dieci aree del mare Adriatico per l'esplorazione di possibili campi per l'estrazione di gas e petrolio. Il consorzio tra l'americana Marathon Oil e l'austriaca Omv si è aggiudicato sette delle dieci aree concesse. Due licenze sono andate al consorzio tra la società pubblica croata Ina e l'ungherese Mol, una al consorzio tra l'Eni e l'inglese Medoil gas.
Il governo croato ha anche manifestato l’intenzione di avviare la realizzazione di un impianto di rigassificazione lungo le sue coste (sull'isola di Veglia, Krk in croato), nel nord Adriatico, vicino alla città portuale di Fiume (Rijeka). Questo progetto ha "il pieno appoggio dell'amministrazione americana". Lo ha detto in un'intervista al giornale bosniaco Dnevni Avaz, Robin Dunningan, vice sottosegretario di Stato americano, incaricata delle questione energetiche. "Con il rigassificatore la Croazia potrebbe diventare uno snodo energetico regionale e il terminal su Veglia si trova sulla lista dei progetti prioritari dell'Ue che godono del pieno appoggio degli Stati Uniti", ha spiegato.
Se da una parte dell’adriatico si dà l’ok, sulla sponda italiana si manifestano le contrarietà. La Giunta regionale del Veneto ha adottato nei giorni scorsi un provvedimento con cui confermal'assoluta contrarietà alle trivellazioni in Adriatico. "Posso dire ufficialmente - ha annunciato il presidente, Luca Zaia - che ricorreremo in tutte le sedi, convinti ed auspicando nel contempo che anche il Governo faccia altrettanto a livello nazionale"."La nostra - ha proseguito - sarà un'opposizione dura, perché riteniamo che non vadano fatte simili operazioni in un catino d'acqua com'è l'Adriatico. Abbiamo iniziato questa mattina l'iter promesso, perché si va verso la scadenza dei termini per il ricorso contro lo Sblocca-Italia".

TIRRENO POWER, 47 INDAGATI

Sono 47 le persone indagate dalla Procura di Savona nell’ambito dell’inchiesta sulle attività della centrale termoelettrica di Vado Ligure (SV) di proprietà della Tirreno Power, società che vede tra i suoi azionisti Gdf Suez (50%), Sorgenia (39%), Iren (5,5%) ed Hera (5,5%). Tra questi il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, insieme a dirigenti dell’azienda, funzionari regionali e ministeriali. Tra le ipotesi di reato il concorso in disastro ambientale, legato alle emissioni inquinanti dei due nuclei a carbone posti sotto sequestro nel marzo 2014 per il mancato rispetto dei limiti imposti dall’Aia. Secondo la Procura vi sarebbero state anche violazioni nell’iter amministrativo di concessione dell’esercizio della centrale.
Le carte in mano alla Procura riferiscono di 427 morti “anomale” tra il 2000 e il 2007. Secondo le perizie, inoltre, tra il 2005 e il 2012 sarebbero stati 2.097 i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sarebbero stati 586 i bambini ricoverati per patologie respiratorie. Il governatore Burlando chiede però che sia reso noto un documento dell’Istituto superiore di sanità secondo cui non vi sarebbe correlazione tra le emissioni della centrale e la salute dei cittadini. La Regione è impegnata a far riaprire gli impianti sequestrati chiedendo al governo di rivedere le prescrizioni contenute nella nuova Aia, che secondo l'azienda sono "inapplicabili". In ballo diverse centinaia di posti di lavoro.

GAZPROM, GAS RUSSO A UE ATTRAVERSO LA TURCHIA

L’Unione europea dovrà ricevere il gas russo attraverso la Turchia, realizzando le infrastrutture necessarie per collegarsi alla nuova rotta: è quanto ha dichiarato Alexei Miller, amministratore delegato del monopolista del gas russo Gazprom, in occasione di un incontro con il vicepresidente della Commissione europea per l’Unione energetica, Maros Sefrovic.
Annullato il progetto di costruzione del gasdotto South Stream, Gazprom punta tutto sulla realizzazione del Turkish Stream. Stimato in 16 miliardi di euro, il progetto South Stream, che vedeva coinvolta anche Eni, doveva collegare la Russia alla Bulgaria attraverso il mar Nero per dirigersi verso l'Europa occidentale via Serbia, Ungheria e Slovenia. Ora “il gasdotto Turkish Stream costituisce il solo itinerario attraverso il quale saranno trasportati i 63 miliardi di metri cubi di gas russo che attualmente transitano attraverso l’Ucraina”, ha chiarito Miller. "I nostri partner europei sono stati informati - ha aggiunto - e adesso il loro compito è di creare le infrastrutture del gas necessarie partendo dalla frontiera greco-turca". Il numero uno di Gazprom ha anche precisato che i tempi sono brevi e “i lavori devono cominciare subito". In caso contrario, ha aggiunto, "i volumi di gas andranno verso altri paesi".
Miller ha anche spiegato che le forniture di gas all’Unione europea attraverso l’Ucraina rischiano di subire nuove ripercussioni già questo inverno, malgrado l’accordo trovato da Mosca e Kiev per risolvere il loro contenzioso. “I rischi che riguardano il transito del gas russo attraverso l’Ucraina questo inverno rimangono, nella misura in cui l’Ucraina, a causa delle difficoltà finanziarie, non ha potuto acquistare i volumi di gas necessario a novembre e dicembre dell’anno scorso - ha dichiarato - e che le riserve di gas negli stoccaggi sotterranei sono fortemente diminuite”.
In risposta alle dichiarazioni di Miller, la Commissione europea ha fatto sapere di aver preso nota dell'annuncio di Gazprom e che "analizzerà i piani in base alla loro sostenibilità economica e fattibilità legale”, nonché le possibili conseguenze, prima di assumere una posizione finale a riguardo. Bruxelles "si aspetta in ogni caso che vengano rispettati gli obblighi derivanti dai contratti in essere", ha chiarito la portavoce per l’Energia della Commissione.

INTESA RUSSIA - UCRAINA: AL SICURO FORNITURE INVERNALI

Russia e Ucraina hanno raggiunto un’intesa sulla fornitura di gas, che sarà assicurata fino a fine marzo. L’accordo è stato raggiunto nel corso di un vertice trilaterale a Bruxelles con l’Unione europea. Ad annunciarlo è stato il vicepresidente della Commissione Ue Maroš Šefcovic. L’accordo salvaguarda l’applicazione del pacchetto invernale per le forniture di gas, mentre entro fine marzo vi sarà un secondo incontro sulle forniture estive.
Con l’intesa - siglata da Šefcovic, dal ministro russo Alexander Novak e dall'ucraino Valdimir Demchyshyn - l’ucraina Naftogaz s'impegna a rispettare il sistema dei prepagamenti, a ordinare a Gazprom sufficienti quantità di gas per coprire il fabbisogno domestico per marzo e a garantire il transito delle forniture all'Ue. Gazprom, a sua volta, s'impegna a consegnare 114 milioni di mc al giorno di gas prepagato nei punti stabiliti. Mosca e Kiev hanno inoltre espresso la loro volontà di continuare i negoziati trilaterali sul seguito al pacchetto invernale, che scade a fine mese, in linea con gli accordi di Minsk. Le parti sono invitate da Bruxelles a presentare le loro proposte per il prossimo incontro, che si terrà prima della fine di marzo.

TURKISH STREAM, DEFINITA LA ROTTA ONSHORE

Mosca e Istanbul hanno identificato la rotta onshore del futuro gasdotto che, dopo la cancellazione del progetto South Stream, porterà il metano russo in Turchia passando sotto il Mar Nero. L'amministratore delegato di Gazprom Alexei Miller e il ministro dell'energia turco Taner Yildiz, informa un comunicato Gazprom, hanno compiuto un volo di ricognizione in elicottero e hanno concordato i punti di riferimento e le soluzioni tecniche della pipeline: l'approdo sarà l'area del villaggio di Kayakoy, nel sud-ovest della Turchia, il punto di consegna del gas ai consumatori turchi sarà a Luleburgaz, nella Turchia europea, e l'area di uscita al confine turco-greco intorno a Ipsala.
La lunghezza del tratto onshore sarà di 180 km. Il volume di metano concordato è di 47 miliardi di mc, anche se il gasdotto avrà una capacità di 63 miliardi di mc all'anno. La possibile data per il completamento della prima linea è dicembre 2016. La Turchia è il secondo maggior cliente di Gazprom, dopo la Germania, con 27,4 miliardi di mc di gas importati nel 2014.

OLT, CONCLUSO LO SCARICO 100.000 METRI CUBI DI GAS

Si sono concluse nei giorni scorsi le operazioni di scarico di gas naturale liquefatto (gnl) presso l'impianto di rigassificazione Olt di Livorno, per un quantitativo pari a circa 100.000 metri cubi. L'operazione fa seguito alla gara indetta dalla Olt, nell'ambito della procedure per il servizio di Peak Shaving, che lo scorso 19 dicembre si era aggiudicata la società Gunvor International BV Amsterdam. Lo rende noto un comunicato della società Olt offshore Lng Toscana.
Il gas, stoccato presso i serbatoi del Terminale Fsru Toscana, resterà a disposizione fino al 31 marzo 2015. L'offerta di capacità di rigassificazione è comunque garantita (come risulta dalle pubblicazioni sul sito web di Olt) anche in concomitanza con il servizio di Peak Shaving.
La società Olt offshore Lng Toscana ha offerto il servizio di Peak Shaving per il secondo anno consecutivo. Il Peak Shaving è una delle misure di emergenza stabilite con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, nell'ambito del "Piano di Emergenza" per fronteggiare particolari situazioni sfavorevoli per il sistema nazionale del gas, che possono verificarsi nel periodo invernale dell'anno termico 2014-2015, e garantire la sicurezza del sistema gas in Italia.
In caso di emergenza, tale servizio permetterebbe, a partire dal 1° gennaio 2015, di immettere gas in rete - precedentemente scaricato e stoccato nei serbatoi del Terminale - con breve preavviso per far fronte a esigenze di richiesta di punta del sistema gas per un periodo limitato di tempo.
Olt offshore Lng Toscana spa. è una società partecipata da Gruppo Iren (49,07%), Gruppo E.On (48,24%) e Golar Lng (2,69%) che detiene la proprietà e la gestione commerciale del Terminale galleggiante di rigassificazione "Fsru Toscana", ormeggiato a circa 22 chilometri al largo delle coste tra Livorno e Pisa.
L'impianto è connesso alla rete nazionale attraverso un gasdotto di 36,5 km realizzato e gestito da Snam Rete Gas, per 29,5 km circa a mare e per i restanti 7 km a terra. A regime, il terminale ha una capacità di rigassificazione di 3,75 miliardi di metri cubi annui, equivalente a circa il 4% del fabbisogno nazionale.

GAZPROM: DEFINITA ROTTA DEL GAS PER TURCHIA, IN SERVIZIO A FINE 2016

Il nuovo gasdotto che collegherà la Russia alla Turchia attraverso il Mar Nero si svilupperà per 660 km lungo la rotta prevista per il South Stream, progetto ormai abbandonato che doveva portare il gas russo in Europa passando per la Bulgaria, e attraverserà per altri 250 km un nuovo corridoio in direzione della Turchia europea. È quanto stabilito al termine di un incontro ad Ankara tra il numero uno di Gazprom Alexei Miller e il ministro dell’Energia Turco Taner Yildiz. Il nuovo gasdotto avrà una capacità totale di 63 miliardi di mc l’anno e l’Unione europea dovrà provvedere alla realizzazione delle infrastrutture necessarie per approvvigionarvisi.
Gazprom si occuperà della realizzazione della parte sottomarina del progetto e collaborerà, per le installazioni sul territorio turco, con la Botas. Le due società stanno predisponendo il calendario dei lavori; si ipotizza che il gasdotto possa entrare in servizio a fine 2016.

E.ON. VENDE QUOTA GEI A FAMIGLIA CROTTI

Nel quadro della dismissione delle sue attività italiane E.On ha realizzato nelle scorse settimane anche la cessione alla sua quota di circa il 48% nella società di distribuzione gas Gestione Energetica Impianti - GEI Spa di Crema. E' quanto emerge dalla lettura del report 2014 pubblicato dalla società tedesca. La cessione è avvenuta a dicembre per un importo che non è stato reso noto e l'acquirente è la famiglia Crotti che già deteneva la restante quota e sale così al 100%. GEI è attiva nella distribuzione di gas in un'ottantina di comuni lombardi. Insieme a Enercom e Omnia Servizi fa parte del gruppo Energei. E.On, che sta vendendo le proprie attività italiane a pacchetti, ha ceduto il mese scorso a F2i gli impianti solari, in gennaio ha annunciato l'accordo con la ceca EPH per il termoelettrico (che risale però a dicembre), sarebbe in trattative esclusive con Italtrading per il suo pacchetto clienti e, secondo i sindacati, potrebbe vendere a Erg il nucleo idro di Terni.

ESTRA, ATTIVATO BONUS GAS PER 83.000 UTENTI

Estra, multiutility Toscana dell’energia, ha attivato - tramite la propria società di distribuzione gas Centria - 83.000 bonus gas su un totale di 430.000 utenti finali del gas, quota che intende estendere sfruttando nuovi spazi di comunicazione ai cittadini. Per questo la società accoglie con favore l’iniziativa dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi), che ha avviato un’indagine demoscopica su un campione di clienti che percepiscono il bonus elettrico/gas al fine di rafforzarne il meccanismo. Il sondaggio, condotto dalla società di ricerca Izi selezionata con gara pubblica, ha l’obiettivo di acquisire maggiori informazioni sulle difficoltà incontrate dai clienti in condizioni di disagio economico nell’accesso al bonus, sui canali di informazione utilizzati e sull’adeguatezza dello sconto rispetto all’aspettativa. La conoscenza e l’utilizzo dello strumento del bonus da parte dei cittadini, infatti, sembra non essere ancora sufficientemente diffusa. Si tratta invece di un’opportunità di risparmio da promuovere, ricorda Estra: il bonus gas permette alle famiglie con basso reddito di ottenere una riduzione delle bollette del 15% circa, al netto da imposte, da un minimo di 25 euro a un massimo di 160 euro a seconda del consumo e da 40 a 230 euro per le famiglie con oltre 4 componenti.

EDIPOWER, RICONVERSIONE PER LA CENTRALE TERMOELETTRICA MESSINESE

La centrale termoelettrica di San Filippo del Mela (ME) sarà riconvertita in un polo delle energie rinnovabili. È quanto illustrato nel progetto presentato da Edipower nei giorni scorsi presso l’assessorato regionale alle Attività produttive. L’obiettivo, come ha spiegato la stessa società del gruppo A2A, è quello di “garantire la continuazione delle attività dell’impianto, a fronte del mutato scenario del mercato elettrico nazionale e locale che ha, di fatto, posto la centrale di San Filippo nella condizione di non poter più essere produttiva, nel momento in cui sarà ultimato l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi”.
Il gruppo sta anche valutando di integrare il progetto con tecnologie di ultima generazione per la produzione di energia elettrica e di recupero di materia (in particolare solare termodinamico, biomasse a filiera corta, Ecocentro per il trattamento e recupero di vetro, plastiche ed altri materiali).
Gli interventi principali riguarderanno la sostituzione di un gruppo da 160 Mwe con due linee di produzione da 100 Mwt. Secondo uno studio commissionato all’Università di Messina, grazie al nuovo assetto produttivo e all’impiego del nuovo combustibile rinnovabile sarà possibile abbattere dell’85% gli ossidi di zolfo (So2), del 23% gli ossidi di azoto (Nox) e del 73% l’anidride carbonica (CO2), rispetto alle attuali condizioni di produzione. Sono previsti, inoltre, interventi sui sistemi di trattamento dei fumi, che garantiranno ulteriori riduzioni delle emissioni in atmosfera.
Edipower ha poi spiegato che “il progetto si pone l’obiettivo di consentire alla centrale di continuare a essere competitiva sul mercato anche nel medio-lungo periodo, garantendo al contempo il mantenimento dei livelli occupazionali”. Una sinergia messa in campo con A2A Ambiente è che, come è stato più volte sottolineato, comporterà la possibilità di dare un “importante contributo alla gestione del ciclo ambientale siciliano, in linea con quanto previsto dalla normative europee di riferimento e con il Piano regionale per la gestione dei rifiuti, che privilegia l’utilizzo di impianti esistenti per la valorizzazione energetica delle frazioni che non sono destinate a raccolta differenziata”.
Già qualche tempo fa l’assessore all’Ambiente del Comune di Milazzo, Salvatore Gitto, aveva spiegato, durante un incontro con la Consulta per l’ambiente che “diventa necessario incentivare tutte le forme di trattamento che prevedono la digestione della frazione umida ai fini della produzione di gas naturale. Per queste ragioni si chiede ad A2A di promuovere tutte le azioni e gli studi preliminari per creare nel sito attualmente occupato dalla centrale termoelettrica un Parco tecnologico dell’energia rinnovabile costituito da un’area di ricerca, un’area promozione d’impresa e consulenza e da un impianto solare termodinamico”.
Le tre aree, secondo il progetto, dovrebbero consentire di coinvolgere i centri di ricerca d’eccellenza presenti nel territorio e di supportare imprese ed istituzioni nei programmi di efficientamento energetico e di diffusione delle fonti rinnovabili.

LECCO, IN VENDITA RETI E IMPIANTI PER DISTRIBUZIONE GAS

Il Consiglio comunale di Lecco ha deliberato la vendita di reti, impianti e strumentazioni accessorie di proprietà del Comune destinate alla distribuzione del gas naturale, del valore complessivo di 7.979.413,07 euro, nell’ambito della procedura di gara per l’individuazione del nuovo gestore del servizio di distribuzione gas dell’ambito Lecco 1 Nord.
L’alienazione è stata resa possibile alla modifica dell’art. 2 della legge regionale n. 26/2003, operata con la recente legge regionale n. 19/2014, che vietava la cessione delle dotazioni patrimoniali destinate all’esercizio dei servizi pubblici. La vendita delle reti nell’ambito della gara garantisce il rispetto del vincolo di destinazione funzionale delle stesse al servizio. I beni di proprietà del Comune messi in vendita sono collocati, oltre che nel territorio comunale, in alcuni Comuni limitrofi (Civate, Galbiate, Gariate, Malgrate, Mandello del Lario, Olginate, Valgreghentino e Valmadrera).

GAS, GRECIA APRE A TURKISH STREAM

Una più stretta alleanza tra la Russia e la Grecia unite dalle condotte del futuro gasdotto Turkish Stream: questo l’oggetto del colloquio tra il premier greco Alexis Tsipras, in visita a Mosca, e il presidente russo Vladimir Putin, sfociato nell’annuncio di Tsipras dell’interesse di Atene per un allacciamento alla nuova infrastruttura che dovrebbe portare il gas russo in Europa attraverso la Turchia, un’alternativa al progetto ormai accantonato del South Stream. Secondo Putin il Turkish Stream potrebbe trasformare la Grecia in un hub per la distribuzione del gas in Europa e attrarre investimenti importanti per l’economia greca, creando posti di lavoro. Sebbene non vi sia ancora alcun accordo concreto, il governo greco potrebbe essere allettato da un appiglio per superare le difficoltà economiche del paese. Putin ha parlato della possibilità di fornire crediti per grandi progetti, come quello del gasdotto che potrebbe fruttare ad Atene centinaia di milioni di euro; un’adesione al progetto potrebbe anche valere alla Grecia uno sconto sulle forniture di gas. Eventualità, quella del collegamento del Turkish Stream alla Grecia, che cozza con l’intento dell’Ue di diversificare le fonti di approvvigionamento del gas.

GAS, CROLLATI I CONSUMI, AI MINIMI DAL 1998

Crollo dei consumi di gas italiani, che chiudono il 2014 sotto i livelli del 1998, soprattutto per il rovinoso e prolungato crollo della domanda termoelettrica. È quanto emerge dal servizio mensile su domanda e offerta gas della Staffetta Quotidiana, sulla base delle elaborazioni sui dati di Snam Rete Gas e del ministero dello Sviluppo economico.
Il freddo leggermente più rigido di queste ultime settimane non poteva operare un impossibile miracolo: i consumi di gas naturale italiani nel 2014 sono tornati indietro di ben 16 anni, totalizzando un valore addirittura inferiore a quello del 1998.
Secondo le elaborazioni della Staffetta Quotidiana sui dati di Snam Rete Gas, nell'anno appena concluso in Italia si sono consumati soltanto 61,4 miliardi, oltre 8 miliardi in meno rispetto al 2013, perfino più di un miliardo in meno rispetto al lontanissimo 1998 e ben 19 miliardi in meno, il 23,8%, rispetto a dieci anni fa. Il calo sul 2013 è stato del 11,6%, l'anno scorso ci si era fermati al 6,4%, mentre la flessione sul 2012 è stata del 17,3%. Numeri pesantissimi che confermano un flessione che continua ininterrottamente dal 2008, con la sola eccezione del 2010, anno caratterizzato da temperature ben al di sotto della media e di gran lunga l'anno più freddo dell'ultimo decennio, e che, appunto, non possono essere spiegati con le temperature miti che hanno caratterizzato i mesi invernali del 2014.
Il freddo, infatti, incide sui consumi residenziali e dei servizi, che rappresentano più del 40% della domanda complessiva, e che nell'anno appena trascorso hanno segnato un -14,5%, 28,8 miliardi di mc contro i 33,7 del 2013 e i 33,8 mld del 2012.
A pesare negativamente ancora una volta la domanda di gas per generare energia elettrica caratterizzata da un nuovo annus horribilis, a causa della debolezza dei consumi di elettricità e dagli spazi sempre più significativi guadagnati dalle fonti rinnovabili. La flessione è del 14,6%: 17,6 mld mc, contro i quasi 20,7 del 2013. Rispetto al 2012 il crollo è addirittura del 28,5%. Molto più contenuta invece la flessione della grande industria, che nei 12 mesi del 2014 perde solo lo 0,3% totalizzando 13,1 mld di mc (-1% sul 2012). Mentre i consumi delle automobili alimentate a metano, anche quest'anno in aumento, restano ancora troppo modesti.

GAS, EUROPA CENTRO - SUD-EST: ALMENO TRE FONTI PER STATO

Ogni Stato dell’Europa centrale, orientale e meridionale dovrebbe avere accesso ad almeno tre diverse fonti di gas: è quanto convenuto nel corso della prima riunione del gruppo ad alto livello Central East South Europe Gas Connectivity (CESEC), composto dai ministri e rappresentanti di Austria, Bulgaria, Grecia, Ungheria, Italia, Romania, Slovenia e Slovacchia, oltre che dal vicepresidente della Commissione europea per l’Unione energetica, Maroš Šefcovic, e dal commissario per il Clima e l’Energia Miguel Arias Cañete.
Obiettivo del gruppo ad alto livello è stabilire una roadmap per le infrastrutture regionali prioritarie e assicurarne l’attuazione con lo scopo di sviluppare le infrastrutture carenti e migliorare la sicurezza delle forniture di gas. Il tempestivo sviluppo delle infrastrutture, afferma il gruppo in un comunicato congiunto, è particolarmente importante alla luce della vulnerabilità della regione, dimostrata anche dagli stress test effettuati lo scorso anno. L’azione del gruppo ad alto livello è iniziata con l’adozione dei termini di riferimento che definiscono l’ambito specifico delle sue attività e la sua governance. Tra i temi affrontati, gli aspetti sia interni che esterni relativi all’approvvigionamento di gas della regione, con un particolare focus sulle interconnessioni e sull’utilizzo ottimale delle infrastrutture esistenti. I lavori proseguiranno con specifiche analisi condotte in sottogruppi riguardanti i singoli corridoi infrastrutturali con l’obiettivo di identificare gap e ostacoli che intralciano l’integrazione del mercato. Un puntuale piano d’azione per accelerare la realizzazione dei progetti identificati sarà adottato all’inizio dell’estate e la sua implementazione sarà monitorata dal gruppo CESEC.

GASDOTTI, TAP APRE ALL’IRAN

“TAP è aperto a nuovi azionisti che possano aggiungere valore strategico al progetto”. La portavoce del gasdotto transadriatico TAP Lisa Givert ha risposto così ieri alla domanda dei cronisti a Baku se sia possibile un ingresso dell'Iran nel Trans Adriatic Pipeline se verranno rimosse le sanzioni. Givert ha aggiunto che qualunque volume aggiuntivo si renderà disponibile “TAP rispetterà le regole Ue e le sanzioni rilevanti”. Un'apertura, per quanto prudente, che segue la dichiarazione lo scorso 4 aprile di Rovnag Abdullayev, presidente della compagnia di stato azera Socar - tra i principali azionisti di TAP, del tratto turco TANAP e del giacimento Shah Deniz che fornirà i primi 10 mld mc/a destinati all'Europa, che "se l'Iran avrà gas in futuro (da esportare) non potrà che usare il TANAP per rifornire gli altri mercati”. L'Iran è da tempo tra i potenziali candidati a fornire gas al Corridoio Sud, progetto in cui TAP si inserisce e con cui l'Europa vuole ridurre la sua dipendenza dal gas russo. Con l'imposizione delle sanzioni il suo ruolo è rimasto congelato - come congelato è al momento un contratto che nel 2007 l'iraniana Nigec aveva stipulato con EGL (oggi Axpo), uno degli azionisti di TAP, per fornire fino a 5,5 mld mc. Se però il 30 giugno fosse raggiunto un accordo formale che porti alla cancellazione delle sanzioni la situazione potrebbe cambiare.

TAP, TAR LAZIO RESPINGE RICROSO DELLA PUGLIA

Il Tar del Lazio ha respinto con un’ordinanza la richiesta della Regione Puglia di sospendere, cautelativamente, la nota del ministero dell'Ambiente circa la non applicabilità della direttiva Seveso per la realizzazione del terminale di ricezione del gasdotto Tap a Melendugno (LE). Secondo i giudici appare “controverso” quanto sostenuto dalla Regione, che da tempo si oppone all’approdo del gasdotto nella località salentina, in merito alla riconducibilità del terminale di ricezione al concetto di stabilimento richiamato dalla direttiva. Inoltre non sono ravvisabili, secondo il Tar, i presupposti del pericolo di pregiudizio irreparabile in quanto, a causa della mancata intesa Stato-Regione, è ancora in corso il procedimento di autorizzazione unica, rimesso alla Presidenza del Consiglio. Il Tar ha condannato la Regione al pagamento delle spese.

CIPE, APPROVATI I CRITERI PER METANIZZAIZONE DEL MEZZOGIORNO

Il Cipe ha stabilito i criteri per la concessione dei contributi a favore dei Comuni e dei loro consorzi per il completamento del programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno. La legge n. 147/2013 aveva già stanziato per questa finalità 20 milioni di euro l’anno dal 2014 al 2020, a valere sul Fondo sviluppo e coesione (Fsc) 2014-2020. Secondo quanto stabilito dal Cipe le risorse, fino ad esaurimento, andranno a finanziare tre categorie di priorità (Comuni inseriti in vecchie graduatorie, Comuni inseriti nel programma e non finanziati, altri Comuni finora esclusi dal programma) e il maggior numero di destinatari è localizzato nell’area del Cilento. La misura massima del contributo statale per ogni progetto si manterrà entro il 50%.
L’erogazione dei contributi, ha chiarito il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari commentando la delibera, avverrà solo laddove l’avanzamento dei lavori raggiunga almeno il 25% della spesa ammessa a finanziamento. Saranno interessati in tutto 96 Comuni tra Calabria, Campania e Sicilia.

TAP, BANDI DI PREQUALIFICAZIONE PER TRATTA SOTTOMARINA

Trans Adriatic Pipeline (Tap) ha pubblicato due bandi di prequalificazione per la costruzione della tratta sottomarina tra le coste albanesi e quelle italiane del gasdotto che porterà il gas azero in Europa. Si tratta di 105 km sotto il mare Adriatico, a una profondità massima di 820 m.
Il primo bando riguarda progettazione esecutiva, acquisti, costruzione e installazione (EPCI) e include i connessi lavori di ingegneria civile a entrambi gli approdi, le attività di ispezione dei fondali e quelle di precollaudo. Il secondo bando, suddiviso in tre lotti, riguarda la fornitura di tubi lineari e rivestimenti sottomarini. Entrambi i bandi sono pubblicati sul supplemento TED della Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

PRIMO METANO IN SARDEGNA

Un’autobotte di gas naturale liquefatto (GNL) proveniente dalla Spagna è sbarcata a Cagliari un paio di settimane fa e ha portato per la prima volta il metano in Sardegna. Lo riporta la Staffetta Quotidiana precisando che 'iniziativa è di Cpl Concordia, che ha realizzato uno stoccaggio di Gnl per l'impianto cogenerativo dell'azienda agricola 3A di Arborea, in provincia di Oristano. L'impianto è ancora in fase di collaudo e l'entrata in funzione a regime è slittata un po' rispetto alle previsioni. L'amministrazione regionale, che nelle prossime settimane dovrà aggiornare il Piano energetico e decidere come portare il gas nell'isola, se con un tubo dalla Toscana (o ancora dall'Algeria?) o con un rigassificatore.

TURCHIA: AL VIA GASDOTTO TANAP, COOPERAZIONE CON UE

È stata avviata in Turchia, nei pressi della città di Kars, la costruzione del gasdotto Trans-Anatolian Natural Gas Pipeline (Tanap), opera che a partire dal 2020 dovrà portare in Europa il gas azero proveniente dal giacimento di Shah Deniz 2, nel Mar Caspio, collegandosi con il gasdotto Tap che attraverserà la Grecia e l’Albania per approdare in Italia. L’investimento, valutato in circa 10 miliardi di dollari, consentirà la posa di 1.850 km di tubazioni per una capacità annua iniziale stimata in 16 miliardi di mc - espandibile a 31 miliardi di mc - di cui 10 diretti al mercato europeo e 6 destinati alla Turchia. All’avvio della costruzione, che sarà conclusa nel 2018, hanno presenziato i presidenti di Azerbaigian e Turchia, Ilham Aliev e Recep Tayyip Erdogan.
Il progetto ha come obiettivo la riduzione della dipendenza europea dalle forniture russe. Il vicepresidente della Commissione Ue con delega all’Unione energetica, Maros Sefcovic, ha infatti incontrato il ministro turco dell’Energia, Taner Yildiz, sancendo un rafforzamento della cooperazione energetica tra Ankara e l’Europa. Per rafforzare la sicurezza delle forniture, la Ue e la Turchia stanno promuovendo lo sviluppo del Corridoio Sud del gas e coopereranno per costruire il Tanap. Sefcovic e Yildiz hanno inoltre concordato di avviare un dialogo di alto livello su tutti i settori energetici, con un incontro ministeriale che si terrà entro la fine dell’anno.

TURKISH STREAM, SEFCOVIC: PROGETTO NON SOSTENIBILE

Il progetto di costruire un gasdotto dalla Russia alla Turchia come alternativa al South Stream, ipotizzato da Gazprom, è problematico e in contraddizione con gli attuali contratti di fornitura fra Gazprom e i gruppi europei dell’energia. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea con delega all’Unione energetica, Maros Sefcovic.
“I contratti indicano chiaramente il luogo di consegna”, ha spiegato Sefcovic, “dubito che il luogo di consegna per la maggior parte di questi sia il confine greco-turco”. Inoltre, secondo Sefcovic, il progetto non sarebbe sostenibile economicamente: un cambio improvviso del percorso del gas evitando l’Ucraina, ha detto, non sarebbe semplicemente praticabile.

GAS, UE: FORNITURE DA AZERBAIGIAN POTREBBERO RADDOPPIARE

Le importazioni europee di gas naturale dai giacimenti azeri di Shah Deniz, sul Mar Caspio, potrebbero raddoppiare raggiungendo i 20 miliardi di mc anno: lo ha dichiarato Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo per l'Unione energetica. Attualmente è previsto che il cosiddetto Southern Gas Corridor, costituto da tre gasdotti (South Caspian, Trans Anatolian e Trans Adriatic) per complessivi 3.490 km, trasporti 16 miliardi di mc/anno di cui 6 miliardi destinati alla Turchia, 10 all'Italia e ulteriori quantitativi marginali a Grecia e Bulgaria. "Ma aggiungendo nuova compressione", ha rilevato Sefcovic in occasione di un incontro del Comitato consultivo del Southern Corridor tenutosi a Baku, la portata potrebbe essere portata a oltre 26 miliardi di mc anno. La tabella di marcia del Southern Corridor prevede che le prime forniture in Italia giungano nel 2018.
Le attività per la realizzazione del tratto turco (Trans Anatolian), che sarà lungo 1.800 km e raggiungerà il confine greco, sono già avviate. Il governo di Ankara ha completato all'inizio di quest'anno le operazioni di esproprio ("right of way") per la posa delle condutture e sono già stati selezionati i fornitori delle tubazioni: la cinese Baosteel, il gruppo Mannesmann e due aziende turche. Il Trans Anatolian si collegherà al Tap (Trans Adriatic Pipeline) che proseguirà fino in Italia attraverso l'Albania, dove è previsto l'avvio dei lavori nel giugno di quest'anno
Il problema di diversificare le fonti di approvvigionamento europeo di gas naturale attraverso il Southern Corridor è diventato un tema strategico nell'attuale stato di tensione tra Unione Europea e Russia. Sefcovic ha aggiunto che in questo contesto l'Unione Europea ha interesse a prolungare il Southern Corridor anche attraverso il Caspio, in modo da poter accedere anche alle riserve di gas del Turkmenistan senza dover passare dal territorio russo. Complessivamente, le riserve di gas dei giacimenti azeri del Caspio ammontano a oltre 1.400 miliardi di mc, quelle stimate del Turkmenistan a 7.500 miliardi di mc.

TAP, PROCURA DI ROMA INDAGA SULL'ITER AUTORIZZATIVO

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sull’iter che ha portato il ministero dell’Ambiente a decretare la compatibilità ambientale del gasdotto Tap, il progetto per portare il gas azero del Mar Caspio in Italia - con approdo a Melendugno (LE) - attraverso Grecia e Albania. A riferirlo è La Gazzetta del Mezzogiorno, seguita dal Fatto Quotidiano. L’apertura del fascicolo - al momento contro ignoti - segue un esposto presentato dal comitato “No Tap” secondo cui l’iter seguito dal ministero presenterebbe “seri e fondati profili di irregolarità della procedura”.
In particolare, il comitato ha rilevato la possibilità che la società Tap - costituita per la progettazione e la realizzazione del gasdotto da BP (20%), Socar (20%), Statoil (20%), Fluxys (19%), Enagás (16%) e Axpo (5%) - abbia trasmesso fuori tempo massimo della documentazione integrativa al ministero, circostanza da cui deriverebbe che il ministero abbia dichiarato un falso in atto pubblico. Stando a quanto dichiarato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti in risposta a un’interrogazione di Dario Stefano (Sel) e alla documentazione inviata da Tap al Fatto Quotidiano i termini di scadenza per la trasmissione degli atti sarebbero stati rispettati. Ad accertare i fatti sarà l’inchiesta, aperta dal pm Maria Letizia Golfieri.

ASSM ESTENDERA’ LA RETE GAS DI TOLENTINO

Assm, società controllata dal Comune di Tolentino (MC) e partecipata da altri 5 Comuni della Provincia di Macerata che gestisce i servizi di distribuzione di energia elettrica, gas metano e acqua, estenderà la rete di gas metano del Comune di Tolentino. La Giunta comunale ha infatti approvato il progetto preliminare predisposto da Assm per estendere la rete a zone del territorio comunale che ne sono attualmente sprovviste.
I costi di realizzazione delle opere saranno tutti a carico della Assm, che ha previsto gli interventi nel proprio piano degli investimenti 2014-2015. L’amministrazione comunale ha ritenuto fondamentale l’approvazione di questo progetto, che consentirà anche a chi vive nelle zone rurali di poter usufruire del servizio di distribuzione del gas. Una prima tranche di lavori è già stata appaltata e sarà avviata a breve in contrada Bura.

GAS, SHELL ACQUISISCE BRITISH GAS PER 64,7 MLD €

Royal Dutch Shell ha annunciato di aver raggiunto un accordo per acquisire la rivale britannica British Gas per 47 miliardi di sterline (circa 64,7 miliardi di euro), con l’obiettivo di espandere la produzione di gas colmando il gap con l’americana ExxonMobil. In base all’accordo Shell pagherà 0,383 sterline in contanti e 0,4454 azioni azioni Shell di tipo B per ogni azione BG, per un valore equivalente a circa 1,35 sterline ad azione, con un premio del 52% circa sulla media del titolo negli ultimi 90 giorni di negoziazione in borsa. A fusione ultimata, gli azionisti di BG avranno circa il 19% del nuovo gruppo.
I due gruppi hanno confermato che Shell pagherà un dividendo di 1,88 dollari per le azioni ordinarie nel 2015 e almeno la stessa cifra nel 2016. Si prevede che il nuovo gruppo registri un leggero aumento dell’utile per azione già nel 2017 e un forte aumento dal 2018 in poi. Shell dovrebbe iniziare un programma di buyback nel 2017 per almeno 25 miliardi di dollari nel periodo 2017-2020.

ROBIN TAX, NON DOVUTA DAL 12 FEBBRAIO 2015

Le società che operano nel settore petrolifero ed energetico da quest’anno non dovranno più pagare la Robin Hood Tax: lo precisa la circolare n. 18/E dell’Agenzia delle Entrate, che indica le principali conseguenze in ambito fiscale derivanti dalla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’addizionale Ires. Il documento scioglie, inoltre, alcuni dei principali dubbi relativi alla gestione delle perdite e dei crediti maturati dalle imprese interessate.
Gli effetti della dichiarazione di illegittimità costituzionale, spiega l’Agenzia delle Entrate, decorrono a partire dal 12 febbraio 2015, giorno successivo alla pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale. Le società con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare sono tenute, quindi, per l’anno d’imposta 2014, a versare il saldo della Robin Tax entro la scadenza ordinaria del 16 giugno 2015, a completamento degli acconti dovuti nel corso del 2014. Le imprese il cui esercizio sociale non coincide con l’anno solare, invece, non saranno assoggettate alla Robin Tax a partire dal periodo d’imposta in corso al 12 febbraio di quest’anno. Le eventuali eccedenze versate negli anni precedenti alla sentenza e non utilizzate nel saldo d’imposta relativo al 2014 potranno essere compensate solo orizzontalmente, chieste a rimborso o cedute alle consolidate ai fini della compensazione dell’Ires. Le perdite pregresse, chiarisce poi l’Agenzia, assumono rilevanza a prescindere dal periodo in cui sono maturate. Nel caso, quindi, un’impresa rientri nell’ambito dei settori di attività colpiti dall’addizionale, senza superare costantemente nel corso degli anni le soglie minime dei ricavi e di reddito necessarie per l’applicazione della Robin Tax, le perdite maturate anteriormente concorreranno alla determinazione della base imponibile. La Robin Hood Tax trova applicazione, tra l’altro, qualora l’impresa consegua un reddito imponibile superiore ad una soglia data. Al riguardo, spiega la circolare, occorre considerare il reddito imponibile al netto delle perdite pregresse, disponibili e quindi compensabili.

GAZPROM NEL MIRINO DI BRUXELLS PER ABUSO DI POSIZIONE

Gazprom finisce nel mirino della Commissione Ue per abuso di posizione dominante. Pur in assenza di comunicati ufficiali, la notizia ha circolato in questi giorni su numerose testate giornalistiche, a cominciare dal Wall Street Journal e dal Financial Times che hanno dato quasi per certa l'intenzione dei servizi antitrust di Bruxelles, guidati dalla commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, di annunciare nei prossimi giorni quali violazioni delle norme Ue vengono contestate al gigante del gas russo. Anche se, come sempre in questi casi, la Commissione non ha nè confermato nè smentito le indiscrezioni.
Nel caso di Gazprom, come è stato per Google, la formalizzazione dell'indagine europea arriverà dopo una lunga istruttoria. Della vicenda non si era più parlato dall'autunno scorso, quando il dossier passò dalle mani dell'allora commissario alla concorrenza uscente, Joaquin Almunia, a quelle di Vestager. Per mesi l'attenzione, nel quadro della crisi in Ucraina, si è concentrata sull'esigenza di assicurare continuità alle forniture di gas russo a Kiev e, attraverso il territorio ucraino, a molti Paesi europei. Nonostante la delicatezza politica del dossier, pare invece che ora la commissaria alla concorrenza si sia decisa a rompere gli indugi.

UE, CONTATTI CON TURKMENISTAN PER GASDOTTO TRANS-CASPIAN

Il commissario europeo per l’Energia, Maroš Šefcovic, visiterà il Turkmenistan nei prossimi mesi per riaprire la discussione sul progetto del gasdotto Trans-Caspian, destinato a trasportare gas in Europa dal paese asiatico attraverso il Mar Caspio, rientrando nell’ambito del Corridoio Sud. Lo ha riferito all’agenzia Reuters Denis Daniilidis, un funzionario della Commissione Ue di stanza ad Asgabat. La partita sul progetto Trans-Caspian, che era passato in secondo piano dopo le prime discussioni di alcuni anni fa, si è riaperta per via della necessità dell’Europa di cercare fornitori di gas alternativi alla Russia.

GAS, BORTONI: GME PER SVILUPPO MERCATI IN ITALIA

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) supporta le diverse iniziative volte ad offrire agli operatori del mercato nuove soluzioni di trading e ad incrementare la liquidità del mercato del gas in Italia, ma quando si parla di mercati finanziari con consegne fisiche le leggi nazionali impongono una collaborazione con il Gestore dei mercati energetici (Gme): lo ha affermato il presidente dell’Aeegsi Guido Bortoni a margine dell’audizione presso la Commissione Industria del Senato riguardo all’indagine conoscitiva sui prezzi finali di energia elettrica e gas naturale, commentando l’annuncio della borsa tedesca Eex (European Energy Exchange) di un mercato del gas naturale con consegne fisiche a termine in Italia.
Quanto ai prezzi, Bortoni ha sottolineato che in Italia la convenienza di quelli dell’energia elettrica è molto elevata rispetto al resto d’Europa per consumi fino a 5.000 kWh/anno, che riguardano circa il 96% dei clienti italiani che acquistano il 90% dell’energia venduta nel nostro paese. I prezzi risultano invece tra i più elevati d’Europa nel caso dei consumatori industriali che acquistano tra i 20 e i 500 MWh l’anno, sebbene nel 2014 si sia avuta una significativa riduzione dei differenziali di prezzo, specie nei confronti di Germania e Spagna, rispetto al 2013. Sui prezzi finali dell’energia elettrica resta elevata l’incidenza degli oneri generali di sistema, il cui fabbisogno di gettito annuo nel 2015 raggiunge i 15 miliardi di euro (il doppio del 2011) in conseguenza della rilevante crescita della componente A3 relativa alla copertura degli incentivi alle fonti rinnovabili ed assimilate. Nel settore del gas, al contrario, la situazione degli oneri generali non desta particolari preoccupazioni, sebbene esistano alcune criticità attuative delle norme a favore delle imprese energivore gas, in mancanza di specifici indirizzi da parte del ministro dello Sviluppo economico. Sui mercati europei del gas, i prezzi spot all’ingrosso hanno evidenziato un calo significativo tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, seguito da un’inversione di tendenza nello scorso mese di febbraio fino a una risalita intorno ai 21-22 €/MWh nel mese di marzo. Nel primo trimestre del 2015 i prezzi sono stati mediamente inferiori a quelli del corrispondente periodo del 2014.

FVG, RICORSO REGIONE CONTRO RIGASSIFICATORE TRIESTE

Per iniziativa della presidente del Friuli-Venezia Giulia Debora Serracchiani, la Giunta regionale ha deciso di impugnare dinanzi al Tar del Lazio il parere di compatibilità espresso al ministero dell’Ambiente dalla Commissione tecnica di Via e Vas riguardo l’impianto di rigassificazione che il gruppo catalano Gas Natural intende costruire in località Zaule, frazione di Muggia (TS). Secondo il governo regionale la presenza del rigassificatore sarebbe pregiudizievole per le attività portuali e per la sensibilità del sito, che si trova a ridosso dell’impianto di stoccaggio di idrocarburi della Siot. Serracchiani ha inoltre evidenziato che manca, al momento, un chiarimento su come sarebbe distribuito il gas, in quanto ancora non c’è un parere favorevole di Via del gasdotto. Essendo il parere della Commissione di Via diametralmente opposto a quello della Regione, si è deciso di impugnarlo.

BILANCIAMENTO GAS, CONSULTAZIONE AEEGSI

Con il documento 187/2015/R/gas l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha sottoposto a consultazione le integrazioni e modifiche alla disciplina del bilanciamento della rete gas finalizzate ad attuare il regolamento n. 312/2014 della Commissione europea. Il termine per l’invio delle osservazioni è fissato al 25 maggio.
Questi i principali aspetti di innovazione del regolamento Ue rispetto alla disciplina italiana: il gestore del sistema non attiva direttamente le risorse necessarie per bilanciare la rete, ma agisce nell’ambito del mercato all’ingrosso approvvigionandosi di prodotti c.d. title, che non modificano direttamente la quantità di gas effettivamente immessa o prelevata dalla rete ma solo l’equazione di bilancio dei singoli utenti; l’approvvigionamento delle risorse di bilanciamento da parte del responsabile del bilanciamento non avviene più in adempimento di direttive predefinite dall’Autorità ma risponde a scelte autonome circa i tempi e le quantità da acquistare o vendere per assicurare il bilanciamento della rete con efficienza, per cui l’Autorità intende introdurre un appropriato meccanismo di misurazione delle prestazioni e incentivazione al miglioramento dell’efficienza, a cui verrà dedicato un documento di consultazione separato; il regolamento promuove la competizione, nel corso del giorno gas, di tutte le risorse flessibili disponibili (per l’Italia ciò comporta disponibilità di ulteriori risorse, oltre lo stoccaggio, quali l’importazione o la rigassificazione del Gnl). Nell’adottare la disciplina attuativa, l’Autorità intende redigere un unico testo integrato con le disposizioni che non sono modificate o sostituite dalla nuova disciplina attuativa.

STOCCAGGI, INCENTIVI ALLA NUOVA CAPACITA’

Con la delibera 182/2015/R/gas l'Autorità per l'energia ha definito incentivi per lo sviluppo di investimenti in ulteriori prestazioni di capacità di punta di stoccaggio, in attuazione a delle norme della legge Sblocca Italia 133/14. Il provvedimento individua tra le altre cose misure asimmetriche a favore di soggetti diversi dagli operatori storici dello stoccaggio, per promuovere la pluralità del mercato. Agli incentivi è ammessa capacità di punta aggiuntiva. rispetto a quella già offerta l'anno termico 2015-2016 per la quale venga presentata istanza all'Autorità entro il 30 settembre 2015. Sono esclusi gli investimenti ex Dlgs 130/2010. Per avere accesso agli incentivi i progetti devono avviare i lavori entro il 2015, entrare in funzione entro l'anno termico 2020-21 ed il working gas, ossia il gas utilizzabile a fini commerciali, deve essere pari ad almeno il 50% del gas totale contenuto, incluso il cushion gas. L'incentivo viene applicato alla capacità massima resa disponibile dal proprietario dell'impianto per un periodo di 15 giorni nell'anno termico. La delibera prevede che l'incentivo sia riconosciuto per 12 anni alle imprese di stoccaggio esistenti e per 15 ai nuovi operatori. La durata del fattore correttivo di garanzia sui ricavi dove previsto sarà pari a quella dell'incentivo. In alternativa gli operatori possono richiedere un valore maggiore di incentivo (0,65 euro per Smc le imprese storiche e 1,10 euro i nuovi entranti ) a fronte della riduzione del tempo di erogazione a 8 anni, senza effetti sulla durata del fattore correttivo. Se l'impresa garantisce un tempo massimo di svuotamento di 70 giorni il valore dell'incentivo, aggiornato annualmente su base ISTAT, è pari a 0,5 euro per Smc/giorno per le imprese esistenti e a 0,7 euro per Smc/giorno per le nuove. Se però le verifiche ex post evidenziano un tempo di svuotamento superiore a 77 giorni, per gli operatori storici l'incentivo è ridotto a 0,05 euro e non viene riconosciuto il fattore correttivo, per i nuovi scende a 0,25 euro e il fattore correttivo è ridotto al valore minimo tra il 5,4% e il tasso di remunerazione riconosciuto per il servizio di stoccaggio.

GAZPROM, UE CONTESTA ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE

La Commissione europea ha inviato ha inviato una comunicazione degli addebiti a Gazprom in cui sostiene che alcune pratiche commerciali attuate dall’azienda russa sui mercati del gas dell'Europa centrale ed orientale (Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia) costituiscano un abuso di posizione dominante in violazione delle norme europee in materia di antitrust. A seguito dell’indagine formale avviata nel 2012, la Commissione è giunta alla conclusione preliminare che Gazprom violi tali norme mettendo in atto una strategia di compartimentazione dei mercati in questione, ad esempio limitando la capacità dei propri clienti di rivendere il gas a livello transfrontaliero. Ciò potrebbe aver consentito a Gazprom di praticare una politica dei prezzi sleale in alcuni Stati membri (Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia). La Commissione ritiene inoltre probabile che Gazprom abbia abusato della propria posizione dominante sul mercato subordinando le proprie forniture di gas alla Bulgaria e alla Polonia all’assunzione di impegni di altra natura da parte dei rivenditori all’ingrosso per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto del gas. Gazprom dispone ora di 12 settimane di tempo per rispondere alla comunicazione degli addebiti e può anche richiedere un'audizione per presentare le proprie argomentazioni.
Il colosso russo ha definito infondati gli addebiti dell’Ue, assicurando di attenersi rigorosamente a tutte le norme internazionali e alle legislazioni nazionali dei paesi in cui opera.

TAP, VIA LIBERA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Il Consiglio dei ministri ha deliberato il via libera all'autorizzazione finale per la realizzazione del gasdotto Transadriatico TAP Grecia-Albania-Italia che nel 2020 porterà gas azero, superando l'opposizione della Puglia. Lo annuncia lo stesso governo in una nota. "Poiché la Regione Puglia aveva espresso il proprio diniego all'intesa sull'opera, il presidente Nichi Vendola ha partecipato alla riunione e ha illustrato le ragioni del dissenso", si legge nella nota. "Il progetto - rimarca il governo - sarà portato avanti nella totale osservanza di tutte le prescrizioni previste dalle amministrazioni intervenute nel procedimento, prevedendo anche le opportune misure per massimizzare le ricadute positive sull'economia del territorio e sulle attività tipiche locali. L'infrastruttura ha conosciuto una lunga elaborazione e un'istruttoria complessa, durata alcuni anni, che ne ha vagliato in maniera approfondita tutti gli aspetti, a partire dalla compatibilità ambientale", si legge ancora. "Con la decisione odierna - conclude la nota - il Consiglio dei Ministri ha ribadito all'unanimità la rilevanza del gasdotto sotto il profilo della necessità di una diversificazione delle forniture energetiche". L'atto di via libera del Cdm conclude l'iter di 90 giorni in cui il governo ha cercato di ricomporre il dissenso della Regione che aveva dato parere sfavorevole alla localizzazione di Melendugno. Sulla scorta della decisione del Cdm il ministero dello Sviluppo economico può ora rilasciare l'autorizzazione unica a firma del ministro Federica Guidi, che potrebbe arrivare già questa settimana.

TURKISH STREAM, UE: DOVRA' RISPETTARE REGOLE EUROPEE

Come tutti i progetti energetici, anche l’eventuale estensione del progetto Turkish Stream lanciato in territorio greco deve rispettare le regole dell’Unione europea: lo ha affermato la portavoce del vicepresidente della Commissione Ue Maroš Šefcovic, sottolineando che è difficile esprimersi in proposito prima di qualsiasi accordo tra Russia e Grecia. L’ipotesi di un tratto greco del Turkish Stream - il gasdotto che la Russia progetta in alternativa al tramontato South Stream per indirizzare le proprie forniture di gas all’Europa attraverso la Turchia, aggirando l’Ucraina - è stata ventilata nelle ultime settimane a seguito di una visita del premier greco Alexis Tsipras a Mosca, alla quale è seguito nei giorni scorsi un incontro ad Atene tra Tsipras e il numero uno di Gazprom Alexei Miller. Se i due paesi raggiungessero effettivamente un’intesa, ha detto la portavoce di Šefcovic, la Commissione sarebbe pronta a offrire la sua consulenza tecnica per valutare un accordo di questo tipo.

TURKISH STREAM, ACCORDO GAZPROM - TURCHIA PER OPERATIVITA’ ENTRO IL 2016

Il colosso russo del gas Gazprom ha iniziato la fase di preparazione per la costruzione della porzione offshore del Turkish Stream: il nuovo gasdotto russo-turco che Mosca ha annunciato dopo la cancellazione del progetto South Stream, che avrebbe dovuto portare il metano russo in Europa attraverso il Mar Nero bypassando l'Ucraina. Lo ha annunciato l'ad di Gazprom, Alexiei Miller, alla tv Rossija 24, dichiarando che "quella di oggi puo' essere considerata la data di inizio della costruzione della sezione marittima del gasdotto". La Gazprom e la turca Botas hanno siglato un memorandum d'intesa l'1 dicembre scorso per la realizzazione della porzione offshore del metanodotto attraverso il Mar Nero.
Il Turkish Stream - nelle intenzioni dell’ad di Gazprom Alexiei Miller e del ministro dell’energia turco Taner Yidiz - comincerà ad entrare in attività nel dicembre 2016.