ALLA SMAT DI TORINO IL PREMIO “TOP UTILITY”

Nel 2012 le imprese di servizi pubblici locali hanno superato la crisi con risultati economici e finanziari stabili o, in molti casi, addirittura in crescita. Acquedotti, aziende elettriche e del gas, aziende del comparto dei rifiuti, per esempio, hanno investito oltre 4,2 miliardi di euro, pari allo 0,3% del Prodotto interno lordo e hanno sviluppato ricavi per 130 miliardi con 130mila dipendenti. Queste cento aziende rappresentano il 66% dell’energia distribuita nel Paese, il 79% dell’acqua potabile erogata al 71% della popolazione e il 38% dei rifiuti raccolti.
Crescono nei dati economici, ma anche in quelli sociali e ambientali, e rafforzano il dialogo con i consumatori. Le loro dimensioni contano per il successo, ma non sono determinanti: alcune utility di taglia più contenuta e locale hanno avuto risultati migliori di grandi imprese quotate in Borsa.
Emerge dallo studio condotto sulle maggiori cento aziende italiane pubbliche e private dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti messe a confronto in occasione della seconda edizione della Top Utility Analisys, realizzata da Althesys in collaborazione con Federutility, Federambiente, Confservizi, Fise Assoambiente, Assoelettrica, Federchimica, Confindustria Energia, Cedec, Gse, Unioncamere, Aidi, Assocarboni, Fast, Fcs e EnergyLab, per valutare in un’ottica integrata di sostenibilità economica, finanziaria, ambientale e sociale le performance delle principali utility attive in Italia.Il confronto ha consentito di valutare le cento maggiori utility e di dare una graduatoria che valorizza le eccellenze: per qualità assoluta d’impresa è prima la Smat - l’acquedotto di Torino - seguita da due aziende idriche toscane, la Publiacqua di Firenze e Acque Spa di Empoli.
Per sostenibilità, le prime tre sono l’Edison (energia), l’Acea di Roma e l’Etra, multiutility di Bassano (Vicenza). Nella qualità della comunicazione spicca la Hera di Bologna con la lombarda A2A e l’Enel. Per innovazione è prima la toscana Publiambiente (settore rifiuti) con acquedotto Ciip di Ascoli Piceno e, terza, la società di servizi rifiuti Contarina della Marca trevisana.
Un’analisi a parte per le imprese di dimensioni minori, con fatturato sotto i 150 milioni: in testa per qualità aziendale l’acquedotto empolese Acque, l’acquedotto aretino Nuoveacque e la multiutility Marche Multiservizi di Pesaro. Queste le motivazioni dei premi.
Smat - TOP UTILITY ASSOLUTO È l’azienda che ha coniugato al meglio performance operative con costi mediamente inferiori rispetto ai competitor, investimenti elevati e con un’attenzione particolare ai rapporti con gli utenti.
Gruppo Hera - TOP UTILITY COMUNICAZIONE Considerando l’insieme dei risultati nelle diverse aree - comunicazione istituzionale, finanziaria, commerciale, marketing e sostenibilità - il Gruppo Hera nel 2012 è risultato in cima al ranking. Ottime le valutazioni per comunicazione finanziaria e on line.
Edison - TOP UTILITY SOSTENIBILITA’ Ha mostrato ottimi risultati sia sul fronte ambientale che su quello della CSR. In particolare si è distinta per i livelli molto elevati di formazione del personale e per gli indici di frequenza e gravità degli infortuni decisamente sotto la media del comparto.
Publiambiente - TOP UTILITY TECONOLOGIA E INNOVAZIONE Publiambiente ha investito molto in infrastrutture e attrezzature tecnologiche in un settore, quello dei rifiuti, che in Italia presenta ancora diverse carenze. Il comparto è l’unico tra quelli analizzati che nel 2012 ha visto una crescita degli investimenti rispetto all’anno precedente.
Acque Spa - TOP UTILITY SPECIALE PMI Lo studio ha fatto emergere un buon numero di piccole realtà locali con ottimi risultati in tutte le aree di analisi. Il premio speciale è dedicato alle local utility con ricavi al di sotto dei 150. In particolare Acque Spa si è contraddistinta per essersi classificata tra le prime società in tutte le aree analizzate dal nostro modello di valutazione.
“Per scoprire queste eccellenze - spiega l'economista Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys e coordinatore della ricerca Top Utility - abbiamo esaminato 153 parametri in cinque diverse aree di valutazione, cioè il criterio economico-finanziario, i risultati operativi e la capacità di innovazione, la sostenibilità, i clienti e lo sviluppo sul territorio, la qualità della comunicazione. Il metodo di valutazione che abbiamo adottato considera anche le dimensioni e le differenti aree di business. L’obiettivo è fornire alle imprese, alla classe dirigente ma soprattutto ai consumatori le indicazioni generali sull’andamento del settore, gli strumenti per valutare i cambiamenti, e l’obiettivo è anche premiare chi si è distinto”.






FESTIVAL DELL'ACQUA 2015 A MILANO E INTANTO…

La nuova edizione del Festival dell’Acqua sarà ospitata a Milano, in collaborazione con EXPO 2015 e nella prima settimana di ottobre.
La scaramanzia non consente di annunciare il luogo dell’evento, ma nell’attesa c’è molto da vedere: interviste, relazioni, articoli, foto e video del Festival dell'Acqua in un nuovo sito internet.
Nei giorni scorsi, infatti, sono state completate tutte le aree del sito del Festival , riorganizzandone i contenuti e mettendo a disposizione del pubblico gli interventi dei relatori sui tanti temi oggetto della manifestazione svoltasi a L'Aquila nell'ottobre scorso.
Acqua bene comune, acqua scienza e tecnica, regolazione, investimenti, diritto all'acqua, tecnologie e Mezzogiorno sono tra gli argomenti più importanti della manifestazione che nel 2013 ha visto L'Aquila sede del Festival, come espressione concreta della solidarietà del mondo dei servizi idrici ad una città che ancora sconta il dopo-terremoto.
Possibile navigare per temi e approfondirne i dettagli, grazie alla divisione in sezioni.
Inedita poi la sezione de "Il valore dell'acqua", un'originale raccolta di video-contributi da un minuto ciascuno sul tema dell'acqua, cui hanno partecipato i relatori più rilevanti del Festival. Ne emerge la trama di un settore industriale strategico per il futuro sostenibile dei nostri territori: www.festivalacqua.org

TARIFFE IDRICHE, IL TAR RESPINGE I RICORSI

Il Tar della Lombardia ha rigettato i ricorsi contro il Metodo tariffario transitorio (Mtt, del. 585/2012/r/idr) dell’Aeegsi, affermando la legittimità del quadro regolatorio già delineato e sotteso all’attuale Metodo tariffario idrico (del. 643/2013/r/idr). I ricorsi erano stati avanzati dall’Associazione Acqua bene comune e Federconsumatori da un lato e dal Codacons dall’altro. Il tribunale ha chiarito che “l’analisi della normativa risultante dal referendum (da reputarsi esclusivamente abrogativo e non propositivo […]) non può essere confusa con le finalità di ordine politico o sociale - ovviamente assolutamente legittime - perseguite dalle associazioni o dai soggetti che hanno promosso il referendum stesso”. In sostanza, per il giudice amministrativo la lettura della normativa risultante dall’esito referendario del 2011 e propugnata dalle associazioni ricorrenti, oltre a porsi in palese contrasto con le norme sulla tutela della concorrenza e sull’economicità della gestione, non appare “conforme allo stato attuale della legislazione”, non essendo sufficiente una limitata “abrogazione della norma che garantiva una remunerazione del capitale “adeguata”, vale a dire certa […]”.
Il Tar ribadisce inoltre che “il servizio idrico integrato deve essere qualificato come servizio di interesse economico (secondo la definizione di cui alla nota sentenza della Corte Costituzionale n. 325/2000), caratterizzato, quanto ai profili tariffari, dalla necessità della copertura integrale dei costi”, che includono anche quelli di investimento del capitale proprio, poiché determina un rischio di impresa assimilabile a quello derivante dall’impiego di capitale di debito.
L’esclusione dal servizio idrico della “logica del profitto” - così come contenuto nella sentenza 26/2011 della Corte Costituzionale di ammissibilità del referendum abrogativo - per il giudice amministrativo non inficia la natura economica del servizio, soggetto alle regole sulla concorrenza e al principio di integrale copertura dei costi, così come ribadito più volte dalla stessa Consulta.
Infine il Tar ha respinto il ricorso relativamente al meccanismo di determinazione degli oneri finanziari secondo il modello dei costi standardizzati, riconoscendolo legittimo oltre che preferibile, in quanto un meccanismo a piè di lista potrebbe trasferire sull’utenza le inefficienze dei gestori.

COLLEGATO AMBIENTALE, FEDERUTILITY: “INVESTIMENTI, GOVERNANCE E AGGREGAZIONI”

“Profondo apprezzamento” per l’istituzione del Fondo di garanzia, attenzione ai ritardi infrastrutturali che rischiano di costarci multe comunitarie salatissime e “approccio industriale al settore, favorendo le aggregazioni”. Così Federutility nell’audizione in Commissione Ambiente alla Camera, dove è in discussione il collegato ambientale alla legge di stabilità (Ac 2093).
Davanti ai Commissari, Federutility ha sottolineato la necessità stringente di “realizzare programmi di crescita, efficientamento e miglioramento delle infrastrutture, tali da tradurre la relativa spesa in un moltiplicatore di opportunità e benessere per tutta la collettività”. Nel sottolineare il ruolo anticiclico degli investimenti nel settore idrico, Federutility ha stimato che per ogni miliardo speso nel servizio idrico si determina un aumento occupazionale di 15/20mila unità, oltre al gettito fiscale generato. In quest’ottica Federutility vede nel Fondo di garanzia previsto dal collegato ambientale, “un primo importantissimo passo verso il rilancio degli investimenti”. Tra gli interventi di maggiore urgenza, quelli relativi al comparto fognario e depurativo, viste le condanne già emesse dalla Corte di Giustizia Ue per inadempienza rispetto agli obblighi di trattamento dei reflui. “La penalità di mora - ha precisato Federutility ai parlamentari - può giungere fino a 715.000 euro per ogni giorno di ritardo nell’adeguamento”, cui potrebbero aggiungersi una sanzione forfettaria e la sospensione dei finanziamenti europei.
La Federazione richiama poi il ritardo italiano nell’attuazione della governance distrettuale (con relativa procedura di infrazione comunitaria) per cui è urgente “l’individuazione di un unico riferimento istituzionale (Autorità di bacino distrettuale) e pianificatorio (Piano di gestione)”, come prescritto dalla direttiva quadro (Dir. 2000/60/cee). Positiva la “revisione delle delimitazioni distrettuali”, che prevede complessivamente 7 distretti.
Sul servizio idrico integrato - che conta 2.200 gestori, di cui 1.900 sono Comuni con gestione diretta -, Federutility auspica il “completamento delle procedure di affidamento per ambito territoriale ottimale” (come evidenziato nel Def 2014), sottolineando tuttavia come “la dimensione ottimale, sia dal punto di vista istituzionale, sia (a tendere) per la gestione operativa, è certamente almeno quella regionale se non addirittura di distretto idrografico”. In tal senso, la Federazione auspica un intervento teso a “favorire le aggregazioni degli operatori a livello quanto meno di Ambito territoriale”, attraverso un meccanismo premiale nei confronti degli enti locali proprietari.
Infine, sul tema della morosità - la cui gestione è affidata all’Aeegsi - Federutility sottolinea la necessità che “il quantitativo dei acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di fornitura d’acqua per gli utenti morosi” sai limitato agli utenti domestici in condizioni economico-sociali disagiate, in modo da evitare strumentalizzazioni.

SIGLATO IL RINNOVO CCNL GAS ACQUA

“È un risultato importante da molti punti di vista, anche rispetto alle indicazioni dell’Autorità dell’energia in materia di produttività, che pone fine alle incertezze sulla natura pubblica o privata del lavoro legato alla pubblica utilità, caratterizzato da una forte componente industriale. È sicuramente un contratto più moderno, che tiene conto del contesto economico e della realtà operativa”.
Con queste parole Massimiliano Bianco (direttore generale di Federutility) e Adolfo Spaziani (che nello stesso ruolo diede avvio alla trattativa) hanno commentato la sigla per il rinnovo del contratto gas acqua, che interessa oltre quarantamila addetti, giunto dopo una lunga e tormentata trattativa.
A firmare il CCNL, le associazioni datoriali Anigas, Anfida, Assogas, Confindustria energia, Federestrattiva e Federutility e le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.
Si tratta di un’intesa innovativa che conclude un lungo percorso per superare differenziali normativi ed economici derivanti da storie contrattuali differenti tra il settore pubblico e privato.
Un obiettivo particolarmente importante per il settore gas interessato dalle gare per il rinnovo delle concessioni per l'attività di distribuzione.
Modifiche importanti hanno riguardato il superamento definitivo degli automatismi retributivi, come gli scatti di anzianità e della reperibilità che consentirà di migliorare il servizio ed in particolare la sicurezza ai clienti. In materia di mercato del lavoro l'intesa sull'apprendistato favorirà l'ingresso di giovani attraverso un percorso formativo qualificato.
Per la parte economica l'accordo consente la tutela il potere di acquisto dei lavoratori e destina una quota importante di risorse anche al salario di produttività da legare in azienda a concreti obiettivi di miglioramento del servizio.
Secondo Federutility “il nuovo clima nel rapporto tra le parti sociali è auspicabile che costituisca un supporto importante per la gestione dei processi di ristrutturazione delle imprese, impattate dalla difficile congiuntura economica e dalla forte spinta all'efficientamento richiesta dall'Autorità di regolazione dei mercati e dall'avvio della stagione delle gare gas".

WWD 2014. D’ASCENZI: L’ACQUA NON E’ L’ORO BLU, UN CITTADINO SU TRE SCARICA IN MARE

“Oro blu, equilibrio mondiale con i Paesi in via di sviluppo, acquedotti colabrodo e rispetto per Sorella Acqua. In occasione della Giornata Mondiale dell’acqua sono quasi sempre questi i temi ricordati. In Italia sarebbe bene concentrarsi, sulle nostre vere emergenze: un cittadino su quattro non è collegato alle fognature e un cittadino su tre scarica direttamente i liquami a mare, senza passare per la depurazione. Riconoscere valore all’acqua, significa prendersene cura con i fatti”. È questo il messaggio che Mauro D’Ascenzi - vicepresidente di Federutility - ha lanciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2014.
“La mia provocazione è per spiegare che ogni Paese, in relazione all’acqua, ha una necessità differente. Da noi c’è un’urgenza sulla depurazione per il cronico ritardo che abbiamo verso l’UE. Una ritardo che ci costerà 700 milioni l’anno di sanzioni dalla Corte UE, se non ci sbrighiamo a costruire depuratori”.
“Nei Paesi OCSE più evoluti del nostro - dove per ciascun abitante si investono 80 euro l’anno dedicati al servizio idrico, con punte di 160 euro/anno in Danimarca contro i nostri 30 euro/anno - le necessità sono meno ingenti, le reti idriche perdono di meno e gli standard ambientali sono rispettati. Nei Paesi in via di sviluppo ci si deve concentrare sull’approvvigionamento e molte aziende italiane potrebbero contribuire alla realizzazione di acquedotti e di infrastrutture se venisse riconosciuto - come chiediamo da tempo - l’accantonamento dell’1% delle bollette a favore delle iniziative di cooperazione internazionale. Non beneficienza, progetti industriali”.
L’acqua è un valore - ha ricordato D’Ascenzi - ma spesso le nostre istituzioni, la politica e le associazioni, si limitano ad affermarlo più a parole che nei fatti. Riconoscere valore all’acqua significa prendersene cura, realizzando 3 miliardi all’anno di investimenti per i prossimi 20 anni, concentrandosi sulla depurazione delle acque che scarichiamo per non lasciare ai nostri figli un mostruoso debito ambientale”.

METODO TARIFFARIO TRANSITORIO, IL TAR RINVIA L’UDIENZA AL 20 FEBBRAIO

Il Tar della Lombardia ha rinviato la discussione sul ricorso presentato dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua e da Federconsumatori contro la delibera 585/2012/R/idr di approvazione del Metodo Tariffario Transitorio per i servizi idrici, che vede coinvolti quali controparti, oltre all’AEEG, anche il Ministero dell’Ambiente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alcuni Enti d’Ambito e diversi gestori. Federutility è intervenuta ad adiuvandum nel procedimento a tutela degli interessi delle proprie Associate.
La discussione è stata rinviata al 20 febbraio.

TERMOELETTRICO, ANCHE FEDERUTILITY DA ZANONATO PER “TAVOLO PERMANENTE

Al via il Tavolo permanente sul termoelettrico tra sindacati, Assoelettrica e Federutility da un lato e il governo dall’altro, con l’obiettivo di affrontare e ricercare soluzioni alla crisi del settore. Questo il risultato dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi tra i rappresentanti del settore con il Ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, al quale era già stata recapitata nei mesi scorsi una lettera congiunta relativa alla crisi del settore, caratterizzato da un calo di consumi che non accenna a diminuire (-4% a gennaio 2014 rispetto all’anno scorso; Terna) e le conseguenze sul piano occupazionale che inevitabilmente potrebbero ricadere su imprese e lavoratori.
Per Adolfo Spaziani, coordinatore per Federutility al Tavolo, “l’obiettivo è quello di perseguire congiuntamente politiche di efficientamento del mercato elettrico, anche rivedendone la struttura in chiave di sviluppo. Più in dettaglio, occorre individuare soluzioni alla crisi della produzione termoelettrica evitando di penalizzare impianti ad alta efficienza, in grado mdi garantire la sicurezza del sistema Infine, al governo è rivolta la richiesta di favorire politiche per una maggiore penetrazione del vettore elettrico, anche supportando il processo di revisione della struttura tariffaria avviata dall’Autorità. Operazione - conclude Spaziani - da realizzarsi in tempi brevi”.

TOP UTILITY AWARD, L’ECCELLENZA DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI: ROMA, 25 FEBBRAIO

TOP UTILITY AWARD, L’ECCELLENZA DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI: ROMA, 25 FEBBRAIO
Il premio Top Utility alle quattro migliori aziende italiane dei servizi pubblici locali sarà assegnato a Roma il prossimo 25 febbraio (Sala del Tempio di Adriano, ore 9). Giunto alla seconda edizione, la selezione avverrà su una platea di 100 aziende analizzate dagli economisti di Althesys che hanno diffuso in anteprima il dato comparativo relativo ai fatturati a livello europeo. “Le prime dodici utility italiane - commenta il direttore scientifico di TOP UTILITY, Alessandro Marangoni (Althesys) - in termini di Ebitda sul fatturato hanno un valore medio superiore al 20%, mentre il dato delle top 12 europee si ferma al 15,7% nonostante le dimensioni molto superiori. Secondo le nostre analisi per TOP UTILITY, l’insieme delle 100 maggiori aziende di servizi pubblici locali fattura 130,5 miliardi e ha circa 130.000 addetti”.
La premiazione - che sarà preceduta dalla presentazione delle performance aziendali da parte di Marangoni - avverrà all’interno di una cornice più ampia, nella quale si svolgerà una riflessione a più voci sullo stato dei servizi pubblici e sulle performance delle Utility. Saranno presenti, coordinati da Gianni Trovati (Sole 24 ore): Franco Bassanini (Presidente, Cassa Depositi e Prestiti), Alessandro Cosimi (Sindaco di Livorno - ANCI), Giancarlo Cremonesi (presidente Confservizi e Camera di Commercio di Roma), Graziano Delrio (Ministro Affari Regionali e Autonomie), Luigi Casero (Vice Ministro dell'Economia e delle Finanze), Erasmo D’Angelis (Sottosegretario, Ministero delle Infrastrutture), Claudio De Vincenti (Sottosegretario, Ministero dello Sviluppo Economico).

ACQUA, METODO TARIFFARIO: IL TAR DECIDERA’ SUI RICORSI, FEDERUTILITY “AD ADIUVANDUM”

Entro gennaio si aprirà l’udienza preliminare relativa al ricorso di Federconsumatori e del Comitato Acque Bene Comune contro la delibera Aeeg 585/2012/R/idr di approvazione del Metodo Tariffario Transitorio per i servizi idrici. Come controparti, sono coinvolti - oltre all’Aeeg - anche il Ministero dell’Ambiente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alcuni Enti d’Ambito e diversi Gestori, cui si aggiunge Federutility ad adiuvandum.
Il ricorso proposto dalle Associazioni si basa sull’interpretazione che vorrebbe il servizio idrico - a seguito del referendum che ha cancellato la voce di “remunerazione del capitale investito” - finanziato direttamente dallo Stato e gestito da soggetti di diritto pubblico.
Per i gestori invece, il servizio idrico si conferma - anche a seguito della sentenza della Corte Costituzionale (24/2011) - come servizio a rilevanza economica, cui si applica il principio comunitario del full cost recovery. In caso di “nazionalizzazione del servizio idrico”, lo Stato dovrebbe rimborsare tutte le opere realizzate direttamente dai Gestori e indennizzarli per la cessione anticipata delle concessioni in essere; oltre a provvedere direttamente alla gestione del servizio.

TOP UTILITY AWARD, L’ITALIA SORPASSA L’EUROPA: APPUNTAMENTO IL 25 FEBBRAIO

Le public utility italiane registrano risultati economici migliori dei principali concorrenti europei. Questa l’anticipazione della seconda edizione del premio TOP UTILITY, che sarà assegnato il 25 febbraio a Roma alle quattro migliori aziende italiane di servizi pubblici locali sulle 100 analizzate dagli economisti di Althesys per TOP UTILITY.
“Le prime dodici utility italiane - commenta il direttore scientifico di TOP UTILITY, Alessandro Marangoni (Althesys) - in termini di Ebitda sul fatturato hanno un valore medio superiore al 20%, mentre il dato delle top 12 europee si ferma al 15,7% nonostante le dimensioni molto superiori. Secondo le nostre analisi per TOP UTILITY, l'insieme delle 100 maggiori aziende di servizi pubblici locali fattura 130,5 miliardi e ha circa 130.000 addetti”.
Le utility non sono risultate indenni dalla congiuntura economica negativa: tutte le imprese, italiane ed europee, hanno registrato nel corso del 2012 un calo dei margini e le aziende italiane hanno risentito maggiormente della crisi. “Tuttavia - conclude Marangoni - sono riuscite a mantenere performance mediamente superiori a quelle dei competitor europei”.
Il premio TOP UTILITY - ideato da esperti provenienti da università, centri di ricerca e consulenti specializzati e sviluppato da Althesys - effettua una valutazione basata sul modello proprietario “vip” - Valutazione Integrata delle Performance, che consente di individuare le aziende “best in class” secondo parametri oggettivi che ne garantiscono l’imparzialità e la trasparenza. Il modello di ranking considera i diversi comparti delle utility: gas, acqua, elettricità, gestione dei rifiuti.
I criteri di analisi di TOP UTILITY valutano le utility nella loro completezza, facendo riferimento a tre ambiti: economico (i principali profili economico-finanziari); ambiente e Csr (clima ed energia, acqua, rifiuti, risorse umane, safety, sostenibilità), consumatori e territorio (qualità del servizio, performance operative, customer satisfaction, comunicazione ai clienti).
La seconda edizione di TOP UTILITY si svolgerà il 25 febbraio presso la sala del Tempio di Adriano a Roma. Verranno assegnati quattro premi: TOP UTILITY Assoluto: premia l’azienda utility che risulta prima classificata nell’anno rispetto alla valutazione complessiva; TOP UTILITY Sostenibilità: premia l’eccellenza nella sostenibilità ambientale e sociale; TOP UTILITY Comunicazione: premia la migliore utility nell’insieme delle attività di comunicazione, considerando i diversi canali e i vari comparti; TOP UTILITY Innovazione & Tecnologia: premia l’eccellenza nell’innovazione tecnologica o gestionale.
TOP UTILITY AWARD si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e di ENEA.
Partner dell’iniziativa sono Federutility, Assoelettrica, Federambiente, FISE Assoambiente, Confservizi, GSE, GME, AU, Unioncamere, Fondazione Consumo Sostenibile, Fondazione EnergyLab, AIDI, Cedec-European Federation of Local Energy Companies, FAST, IIP, Federchimica, Assocarboni, CESI SpA. Media partner - Ansa, e-gazette, Energia Media, Quindici, Quotidiano Energia, Staffetta Quotidiana.

MINISTERO DELL’AMBIENTE GALLETTI: “GREEN ECONOMY STRATEGICA E IRRINUNCIABILE”

E’ riduttivo il nome del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, si dovrebbe aggiungere anche 'dell'economia e dello sviluppo sostenibile', perche' una delle nostre missioni e' di sostenere lo sviluppo economico del paese". Così il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti nell’audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero in Commissione Ambiente alla Camera.
"L'ambiente puo' davvero trainare la ripresa", ha spiegato Galletti, sottolineando che "se c'e' un'economia che ha tenuto piu' delle altre, e anzi ha segnato un segno positivo, e' quella della 'green economy'". "In un Paese che vuole rapidamente uscire dalla crisi e tornare a crescere, la scelta di puntare sull'ambiente non e' solo strategica, ma irrinunciabile". Anche l’Europa deve "guardare alle politiche ambientali non come un insieme di vincoli sterili ma come misure che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi di crescita, occupazione e competitivita'". E proprio per avviare un dibattito a livello europeo in tal senso "ho confermato con il mio collega del lavoro, il ministro Poletti, l'organizzazione per il 17 luglio a Milano del Consiglio informale congiunto dei ministri dell'ambiente e del lavoro". Il semestre europeo a presidenza italiana, da luglio, sarà una grande opportunità per l'Ambiente, secondo il ministro, perché si potrà potenziarne il ruolo "nelle politiche di bilancio. Per la prima volta le riforme ambientali" possono "entrare nelle politiche economiche ad esempio attraverso l'economia circolare, con l'utilizzo efficiente delle risorse comuni", quindi contro lo sfruttamento intensivo delle materie prime, che sono limitate, a partire dall'acqua.
Per Galletti "la sfida della crescita e dell'occupazione non puo' essere disgiunta dal fronteggiare efficacemente il fenomeno dei cambiamenti climatici", ha continuato il ministro, che va affrontato con "una definizione chiara e rapida del pacchetto clima-energia al 2030, indispensabile per dare stabilita' e chiarezza agli operatori economici". Sempre in tema energetico, "da un punto di vista strategico, la strada da seguire e' chiara: spingere sull'efficienza energetica, favorire lo sviluppo delle rinnovabili termiche e accompagnare la crescita delle rinnovabili elettriche: per quanto attiene in particolare al fotovoltaico, secondo stime prudenti il settore conta 18mila occupati, con un indotto di 100mila lavoratori e un patrimonio di potenza installata di 15mila MW di picco, parti al 6% del fabbisogno nazionale di energia elettrica. Servono dunque, oggi, interventi e norme che agevolino il mantenimento del mercato fotovoltaico".
Galletti si è poi soffermato sul tema della bonifica e della gestione delle risorse idriche: “Occorre facilitare l’accesso e tutelare il diritto individuale al ‘bene pubblico, acqua’, ridurre gli sprechi, affrontare i problemi derivanti dalle alterazioni climatiche”. In particolare, per il Ministro occorre valorizzare il patrimonio idrico nazionale: ''e' mia intenzione - ha detto - promuovere un 'Piano nazionale di tutela e gestione della Risorsa Idrica', che traduca finalmente le risultanze referendarie in criteri e vincoli per una gestione efficiente, efficace ed economicamente sostenibile della risorsa 'acqua', anche al fine di chiudere le procedure di infrazioni avviate nei confronti dell'Italia e evitare che la Commissione Europea apra altri casi''.

SERVIZI PUBBLICI TRA STABILITA' E SPENDING REVIEW, IL WORKSHOP DI UTILITATIS

Un workshop dedicato ai 'Temi e problemi dell'assetto dei Servizi Pubblici Locali' che affronterá i passaggi specifici della legge di stabilitá, i vincoli assunzionali in capo agli esercenti e i risvolti della nuova attivitá commissariale sulla spending review.
Il workshop, organizzato dalla Fondazione Utilitatis, Federambiente e Federutility, si svolgerá a Roma il prossimo 4 marzo.
Tra i relatori, Stefano Pozzoli, Laura Cavallo (Ministero dello Sviluppo economico), Arturo Maresca (Universitá La Sapienza, Roma) e Chiara Goretti (Consigliere economico - Ministero dell'economia).
Per informazioni e iscrizioni: www.utilitatis.org


DOPO L’ANTITRUST, IL COMUNE DI RAVVENNA DA OK A FUSIONE AMGA - HERA

Il consiglio comunale di Ravenna ha dato il via libera alla proposta di fusione per incorporazione di Amga, azienda multiservizi spa di Udine, in Hera spa, e alla conseguente proposta di aumento di capitale e modifica dello statuto sociale di Hera. Hanno votato a favore Pd, Pri e Idv; contro Fds, Sel e i gruppi di opposizione.
L’approvazione avviene dopo la pronuncia dell’Antitrust dei giorni scorsi. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti deliberato di non procedere all'avvio dell'istruttoria con riferimento alla fusione per incorporazione di Amga - Azienda Multiservizi S.p.A. in Hera S.p.A..
Si realizza una delle condizioni sospensive previste dall’accordo sottoscritto lo scorso 23 gennaio 2014 e si compie così un ulteriore passo nel processo di definizione dell’aggregazione della multiservizi di Udine con il Gruppo Hera.
Amga è la società capogruppo del gruppo Amga, partecipata dal Comune di Udine per il 58,69%, che svolge direttamente e indirettamente attività di gestione e sviluppo di servizi di pubblica utilità nel Comune e nella Provincia di Udine. In particolare, Amga e le altre società del gruppo operano principalmente nella distribuzione e vendita di gas naturale, di energia elettrica, della gestione impianti e cogenerazione e dell'illuminazione pubblica.
Il percorso aggregativo, spiega il Comune in una nota, "viene visto come finalizzato a creare valore a Hera, aumentandone in particolare la patrimonializzazione, i mercati territoriali di riferimento e conseguentemente la valorizzazione della società, nel rispetto dei principi di governance che hanno assicurato un'equa rappresentanza dei territori sui quali i servizi sono forniti".
Il rapporto di cambio è stato determinato in 572 azioni ordinarie Hera del valore nominale di 1 euro per ogni azione Amga di nominali 500 euro. Non sono previsti conguagli in denaro.
L'assemblea straordinaria di Hera, che sarà chiamata ad approvare il progetto di fusione, delibererà, a servizio della fusione, un aumento scindibile del capitale sociale, con esclusione del diritto di opzione, fino a un importo massimo di nominali 68.196.128 euro.
Conseguentemente, Hera emetterà fino a un massimo di 68.196.128 di nuove azioni ordinarie del valore nominale di 1 euro ciascuna, negoziate sul Mta e che saranno assegnate ai soci di Amga.
E’ intanto in corso l’iter autorizzativo dei soci pubblici di Hera all’operazione, che ad oggi ha già visto esprimersi 14 enti, fra amministrazioni comunali e holding pubbliche di partecipazione e che dovrebbe vedere la conclusione entro la fine di marzo.
L’operazione di aggregazione sarà poi sottoposta all’approvazione delle Assemblee dei Soci di Hera S.p.A. e Amga - Azienda Multiservizi S.p.A, già fissate per il prossimo 23 aprile. In caso di positivo esito del percorso, la fusione avrà decorrenza dal prossimo 1 luglio 2014.

BLUE BOOK, I DATI SUL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO. PRESENTAZIONE IL 14 MAGGIO

Geografia degli affidamenti, modelli organizzativi delle pianificazioni d’ambito, analisi della composizione tariffaria e della spesa media. Questi sono alcuni dei temi al centro della nuova indagine del “Blue Book. I dati sul servizio idrico integrato in Italia”, a cura della Fondazione Utilitatis
Giunto all’VIII edizione, il Blue Book sarà presentato il 14 maggio a Roma presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari (Palazzo dei Gruppi Parlamentari - via Campo Marzio 78).
Il Blue Book 2014 fornirà un’ampia panoramica del settore, a partire dal valore della produzione del servizio idrico sulla base dei dati di bilancio, completando l’immagine con un quadro sinottico sugli operatori, sugli investimenti effettuati, sui costi sostenuti, sul fatturato registrato e sugli addetti impiegati.
Per iscrizioni e informazioni: Federutility.it.

AMGA, IL COMUNE REINTEGRA IL CDA PER IL VOTO FINALE SULL’AGGREGAZIONE CON HERA

Marco Craighero (presidente), Patrizia Minen e Daniele Romanello sono i nuovi membri del CdA del gruppo Amga di Udine. I nomi sono stati comunicati dal sindaco di Udine Furio Honsell all'assemblea dei soci, convocata nei giorni scorsi proprio per reintegrare il consiglio dopo le dimissioni anticipate dei precedenti consiglieri. Honsell ha reso noto inoltre che è stato prorogato a fine gennaio il termine entro il quale la multiutility udinese dovrà decidere se procedere o meno alla fusione con Hera.
Su questo dossier, intanto, la minoranza in Consiglio comunale ha inviato alla Procura della Corte dei Conti friulana un dossier nel quale stigmatizza l’esclusiva nella trattativa con Hera, vista la disponibilità manifestata anche dalla veneta Ascopiave a realizzare sinergie industriali.
Il cda di Amga si esprimerà sulla fusione con Hera il prossimo 24 gennaio; in caso di parere favorevole, l’aggregazione dovrebbe essere operativa tra maggio e giugno. Il comune di Udine dovrebbe avere una quota della nuova Hera intorno al 2,5% del capitale.
Secondo l’agenzia Reuters .- che cita una fonte politica friulana - l'operazione "prevede la fusione fra Acegas-Aps e Amga, con sede legale a Trieste, la società sarà poi controllata dal gruppo Hera, ma con radicamento territoriale nel Friuli-Venezia Giulia".
Il comune di Udine detiene il 61,32% del capitale di Amga ed esprime quattro consiglieri, E.On Italia con il 21,93% ha diritto a un altro consigliere, c'è poi Acegas-Aps che ha il 5,24% del capitale.

Indagine Federutility, raddoppia la presenza femminile nei cda delle utility

“In meno di un biennio la presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle utilities è quasi raddoppiata. Erano 57 nel 2011 e sono 93 a fine 2013, laddove i cda rinnovati nel corso del 2013 sono passati da 242 membri complessivi a 215. È questo un primo effetto della legge 120/2011
(e il relativo dpr 251/2012) che ha stabilito obblighi di equilibrio di genere per le società quotate in borsa e per le società a controllo pubblico”. Il dato emerge dall'indagine di Federutility, la federazione delle aziende di servizi pubblici dei settori energetico ed idrico, che da alcuni anni rileva la presenza qualitativa e quantitativa delle donne nelle aziende associate.
I settori industriali di acqua ed energia rivelano un aumento significativo delle donne, non solo nei cda, per effetto di legge, “ma nell'organizzazione interna alle aziende dove crescono soprattutto le responsabili di strutture tecniche (+15%), commerciali e marketing (+22%) e di comunicazione e relazioni
esterne (+20%)”. Un elemento spicca su tutti: “a capo dei laboratori degli acquedotti nelle più importanti città italiane ci sono donne”, rileva Federutility.
Dai risultati “si evince che la presenza femminile nei cda delle utilities è cresciuta in modo significativo e positivo, testimoniando con i numeri non solo l'efficacia della legge, ma anche il positivo e crescente contributo manageriale che le donne esprimono nelle nostre aziende”, commenta Anna Ferrero,
coordinatrice della ricerca e del gruppo di lavoro ad hoc che Federutility ha da tempo costruito.
Però “gli effetti più marcati - osserva Ferrero - si registreranno nel prossimo biennio, quando tutti i cda saranno rinnovati secondo le nuove norme. Da qui ci aspettiamo le novità più interessanti”.

ACQUEDOTTO PUGLIESE, NICOLA COSTANTINO NUOVO AMMINISTRATORE UNICO

L’Assemblea degli azionisti di Acquedotto Pugliese ha nominato nei giorni scorsi Nicola Costantino Amministratore Unico della società fino alla approvazione del bilancio d’esercizio 2016, in sostituzione di Gioacchino Maselli.
Ordinario di Ingegneria Economico-Gestionale del Politecnico di Bari - di cui è stato Rettore da ottobre 2009 a settembre 2013 - Costantino ha conseguito il brevetto di Certified Cost Engineer dell’International Cost Engineering Council e nel 2006 quello di Fellow della Royal Institution of Chartered Surveyors.
E’ stato Consigliere d’Amministrazione di Tecnopolis CSATA e del Centro Laser, componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dell’Organismo di Vigilanza dell’Acquedotto Pugliese e consulente della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Autorità per l’Informazione Statistica, del Ministero delle Infrastrutture - Genio Civile Opere Marittime, del Ministero dell’Economia - CONSIP e di numerosi enti locali.
Autore di oltre 200 pubblicazioni, prevalentemente internazionali, ha svolto attività didattica e di ricerca negli Stati Uniti e in Cina, Regno Unito, Danimarca e Spagna.
Attualmente è Consigliere d’Amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Rita Maierotti.

ASSOGAS, MARTA BUCCI NUOVO DG

Assogas, l’Associazione Nazionale Industriali Privati gas e Servizi Energetici che raggruppa attualmente 81 aziende, ha nominato Marta Bucci come suo nuovo direttore generale. Ingegnere meccanico con specializzazione in energia (40 anni e due figli), Bucci ha alle sue spalle una lunga esperienza professionale in Edison dove ha iniziato a lavorare nel 1999, alla vigilia della liberalizzazione del mercato gas, e dove e’ rimasta fino al 2011, entrando poi in Assogas nel 2012.
“Ringrazio gli associati per la fiducia che hanno voluto accordarmi. E’ per me un onore ricoprire questo ruolo e poter contribuire alla difesa dei principi del libero mercato e della concorrenza nel settore gas, principi per i quali l’associazione si batte fin dal 1979”, ha detto il neo direttore generale. “Si tratta certamente di un’esperienza molto sfidante ma ancor piu’ interessante. Posso assicurare che, con rinnovato impegno e ancor maggiore determinazione, cerchero’, insieme alla struttura associativa, in larga parte recentemente rinnovata, di affiancare e sostenere le aziende associate nelle numerose e difficili prove che, in un momento di profondi cambiamenti del mercato gas, dovranno necessariamente affrontare”, conclude Bucci.

FEDERUTILITY E FESTIVAL DELL’ENERGIA, APPUNTAMENTO A MILANO 15 E 16 MAGGIO

Energia e geopolitica, energia e sviluppo, energia e innovazione, energia ed economia, politica, consumi. Anche quest’anno il Festival dell’Energia si propone di comporre - con il contributo dei protagonisti delle istituzioni, delle imprese, della ricerca e dei media - il profilo complesso della questione energetica.
Tra le più importanti manifestazioni italiane sul tema, il Festival dell’Energia si terrà dal 15 al 17 maggio a Milano. L’evento è promosso da Aris (Agenzia di Ricerche Informazione e Società) e Politecnico di Milano, in collaborazione con Assoelettrica, assoRinnovabili e FederUtility e con il patrocinio di Expo Milano 2015, Acquirente Unico e WAME.
Per l’occasione Federutility ha ideato il LIGHT lunch, un pranzo luminoso, un convegno accompagnato gastronomicamente per parlare di illuminazione pubblica, economia, tecnologia, sicurezza e arte.
Temi di attualità che spazieranno dell’efficienza energetica alle bollette per gli enti locali, dalla luce necessaria per la mobilità e per la sicurezza dei cittadini alla la valorizzazione delle città d’arte e dei monumenti.
Tutti i protagonisti, le informazioni utili e il programma del Festival dell’Energia 2014 - oltre allo storico delle passate edizioni - saranno disponibili sul sito Festival dell'Energia .

IWA WATER IDEAS 2014, CONFERENZA INTERNAZIONALE ALL’INTERNO DI ACCADUEO (BOLOGNA 22-24 OTTOBRE)

Sarà la fiera Accadueo 2014 (a Bologna dal 22 al 24 ottobre) ad accogliere la conferenza internazionale Iwa Water Ideas sulla gestione efficiente delle perdite, dell’energia e della domanda nelle reti di distribuzione idrica. Presso la fiera di Bologna - dal 22 al 24 ottobre.
Grazie alla collaborazione tra l'International Water Association (IWA), la Fiera H2O, Federutility, alcune tra le principali water utility Italiane e le Università di Ferrara e Perugia, la conferenza riunirà gli esperti di tutto il mondo e saranno presentate le tecnologie più innovative e i più recenti progetti di ricerca finanziati dalla Commissione Europea e dalle Università.
E’ possibile presentare un paper relativo ad argomenti connessi alla gestione intelligente dei sistemi idrici (Smart water networks, Innovative data driven technologies, modellazione, gestione perdite, energia e domanda nei sistemi di distribuzione, AMR ecc.) entro il 15 settembre, mentre un abstract dello stesso paper deve essere inviato via email all'indirizzo committee@waterideas2014.com committee@waterideas2014.com entro il 30 Aprile 2014.
Gli atti della Conferenza Water IDEAS 2014 saranno pubblicati con codice ISBN. Inoltre verranno selezionati dei paper per la pubblicazione dal "Civil Engineering and Environmental Systems Journal.
La conferenza ospiterà poi una sessione speciale sui Progetti Smart Water finanziati dalla Commissione Europea e da altre Istituzioni, consentendo ai partner dei progetti di presentare le loro soluzioni innovative e disseminare i loro risultati.
E' previsto nella giornata di mercoledì 22 Ottobre 2014 un workshop preliminare "SWAN DAY" in cui sarà fatto il punto sulle attuali tecnologie smart water. SWAN (Smart Water Networks) è una rete internazionale di esperti e tecnici del settore che promuove lo sviluppo e l'adozione di tecnologie data-driven nella gestione delle reti idriche, rendendole più intelligenti, più efficienti e sostenibili.
Per maggiori informazioni:
Iwa Water Ideas 2014 .

PROVINCE E CITTA METROPOLITANE, OK DEFINITIVO AL DDL DELRIO

La Camera dei Deputati ha dato il via libera definitivo al ddl Delrio, che trasforma le Province in enti di secondo livello e istituisce le 9 città metropolitane, cui si aggiunge la città metropolitana di Roma capitale. Per il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio si tratta di «una riforma attesa da anni» con la quale sarà «semplificato il quadro degli enti locali». Ora - ha spiegato - «c'è uno spazio nel futuro per una riduzione fiscale della tassazione provinciale» mentre in tempi rapidi «spariranno tremila amministratori provinciali e nei piccoli comuni gli amministratori saranno impegnati a titolo gratuito».
In attesa che la riforma costituzionale elimini dagli articoli 114 e seguenti della carta fondamentale il riferimento alle Province, il ddl Delrio ne cambia i connotati. Saranno enti di secondo livello, imperniati su tre organi: il presidente, che sarà il sindaco del comune capoluogo; l'assemblea dei sindaci, che raggrupperà tutti i primi cittadini del circondario; il consiglio provinciale, che sarà formato da 10 a 16 membri (a seconda della popolazione) scelti tra gli amministratori municipali del territorio. Per nessuno di questi organi è previsto un compenso. Così come non percepiranno alcuna indennità né i 52 presidenti di Provincia che sarebbero scaduti in primavera e né i 21 commissari in carica per effetto della legge di stabilità fino al 30 giugno. Fino all'inizio del 2015 quando le nuove Province s'insedieranno saranno questi organi a supplire al consiglio provinciale mentre gli assessori resteranno al loro posto.
Su trasporti, ambiente e mobilità le nuove Province avranno la semplice pianificazione, sull'edilizia scolastica manterranno la gestione e cominceranno a occuparsi anche di pari opportunità. Tutte le altre competenze passeranno ai Comuni, a meno che le Regioni non preferiscano tenerli per sè. E lo stesso percorso seguiranno il personale e il patrimonio.
Il secondo pilastro del provvedimento è rappresentato dalla nascita delle prime 10 Città metropolitane che sostituiranno, sempre a partire dal 1° gennaio 2015, altrettante amministrazioni provinciali. Le città metropolitane si occuperanno della pianificazione territoriale generale, comprese le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture, dell'organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano, della viabilità e mobilità e dello sviluppo economico.
Infine, il provvedimento approvato consente ai Comuni fino a 3mila abitanti di derogare alla regola che prevede per il sindaco un massimo di due mandati consecutivi, portando il tetto a tre. Fino a 3mila abitanti avranno infatti un sindaco, 10 consiglieri e massimo due assessori (ora hanno solo sindaco e sei consiglieri) mentre nella fascia 3mila-10mila abitanti ci saranno un sindaco, 12 consiglieri e al massimo 4 assessori. Tutti incarichi per i quali non verrà comunque corrisposto alcun compenso.
Per l'abolizione definitiva delle Province bisognerà aspettare l'approvazione del Ddl di riforma costituzionale approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, che abolisce il Senato elettivo e riforma il Titolo V della Costituzione.

NAPOLI, NUOVO CDA PER GORI. LABOCCETTA PRESIDENTE E MARATI CONFERMATO AD

Cambio ufficializzato per il vertice della Società che gestisce il Servizio Idrico Integrato nell’ATO 3 Sarnese-Vesuviano. L’Assemblea dei Soci di GORI ha affidato ad Amedeo Laboccetta il ruolo di Presidente. Napoletano, ex deputato Pdl, Laboccetta ha “accettato con onore l’incarico che mi è stato affidato perché ritengo quello idrico un settore di grande rilevanza strategica per il nostro Paese. Sono fortemente motivato - ha detto - e fornirò il mio contributo affinché l’Azienda continui a migliorare le proprie performance, con l’obiettivo principale di offrire ai cittadini dei 76 comuni dell’ATO 3 Campania un servizio qualitativamente sempre migliore”.
L’Assemblea dei soci ha poi confermato Giovanni Paolo Marati come amministratore delegato della Società. Ingegnere e dirigente del gruppo Acea (socio di Gori), dal 2003 è in Gori, prima come responsabile della Pianificazione, poi come direttore generale, e infine come Ad. Gori, negli ultimi anni, si è caratterizzata per gli importanti risultati gestionali raggiunti, primo fra tutti quello relativo alla qualità dell’acqua distribuita, con il superamento della deroga qualitativa del parametro fluoro che ha caratterizzato per decenni il territorio vesuviano oltre al miglioramento del livello del servizio in aree con frequenti problemi di carenza idrica. Non meno importante l’azione di risanamento dei conti societari e la ritrovata sinergia con le pubbliche amministrazioni per la realizzazione di interventi necessari al miglioramento del servizio all’utenza.
“Ringrazio i Soci ed il Consiglio di Amministrazione - dichiara Marati - che mi permettono di proseguire nel lavoro avviato negli ultimi anni. Sono stati raggiunti importanti obiettivi, tesi a migliorare il servizio offerto ai cittadini, anche grazie alla collaborazione istituzionale con la Regione Campania e le amministrazioni comunali, avviata d’intesa con il Commissario Straordinario, On. Carlo Sarro e con l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano”.
Gli altri membri del CdA sono: Ranieri Mamalchi (vice presidente), Rachele Iovino, Iolanda Papalini, Antonio Sodano, Francesco Saverio Auriemma, Salvatore Stabile e Maurizio Bruno.

ROMA, FORTINI NUOVO AD DI AMA

Daniele Fortini è il nuovo presidente e amministratore delegato di Ama, la società del comune di Roma per i servizi ambientali. Dal 2008, Fortini ha ricoperto lo stesso incarico per l’azienda napoletana Asìa, e in precedenza è stato consigliere delegato della Publiservizi di Firenze, dirigente di Confservizi-Cispel Toscana, consigliere dell’Agenzia regionale toscana per l’ambiente e sindaco di Orbetello. E’ presidente di Federambiente dal 2005. La nomina di Fortini arriva dopo il passo indietro di Ivan Strozzi per l’avviso di garanzia ricevuto dalla procura di Patti (ME) nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione dei rifiuti.
«I capisaldi della nostra strategia sono chiari: no alla costruzione di termovalorizzatori, innalzamento della raccolta differenziata in città al 65% entro il 2015, realizzazione ed avvio di impianti biodigestori anaerobici», spiegano in una nota congiunta il sindaco di Roma e l’assessore all’ambiente Estella Marino.
"Mi atterrò all'indirizzo dell'amministrazione, che è quello di sviluppare la raccolta differenziata e l'impiantistica per il recupero di materia in modo da minimizzare le necessità di smaltimento, sia che si tratti di recupero energetico che di discariche”. Così Fortini nella sua prima intervista (La Repubblica), nella quale afferma che il problema vero “è sviluppare in modo ossessivo il recupero dai rifiuti e usare gli impianti industriali che già ci sono e che dovremmo rendere sufficienti, così da diminuire la necessità di smaltire la spazzatura fuori città". L’obiettivo quindi sarà quello di rinnovare e ampliare “gli impianti di trattamento esistenti o già pianificati dal Comune".

AGENDA DIGITALE E SMART CITIES, PALOSCHI (FEDERUTILITY): UTILITIES PRONTE

L’Agenda digitale come valorizzazione del patrimonio di infrastrutture che le società pubbliche già hanno e che può essere sfruttato in vista della realizzazione delle reti in fibra ottica e soprattutto delle smart cities. Ne è convinto Gerardo Paloschi, presidente della Commissione Tlc di Federutilty e dg di Lineacom, per il quale “i servizi pubblici locali dovranno usare in modo intensivo le nuove tecnologie per offrire servizi con maggiore appeal per l’utente: le smart cities non si fanno solo con le infrastrutture”. Ne dà notizia Il Corriere delle Comunicazioni.
Paloschi è convinto che “la banda larga e ultra-larga sono le nostre ‘riforme strutturali’, che ci consentirebbero di raggiungere i livelli di qualità ed efficienza di Francia, Regno Unito e Germania: l’amministrazione pubblica italiana diventerà il primo vero cliente che ne trarrà profitto guadagnando in efficienza. L’amministrazione pubblica può svolgere anche un compito culturale importante, diventando un traino e un volano per la diffusione e il rinnovamento di tutte le piccole e medie imprese”.
Per realizzare tutto questo, Paloschi propone di ripartire dal lavoro svolto da Francesco Caio (ex Commissario per l’Agenda digitale) e dal decreto scavi. “A tale riguardo - spiega -, con la recente conversione in legge del decreto “Destinazione Italia”, il decreto scavi ha acquistato maggiore ‘robustezza’ per l’inserimento di due commi che meglio definiscono l’utilizzo di tecniche innovative di scavo per una migliore diffusione della banda larga e ultra-larga. L’intervento del governo dovrà essere pertanto di indirizzo verso tutte le amministrazioni locali nell’inserimento di regole di semplificazione amministrativa per tutti i soggetti privati e di pianificazione all’interno dei loro piani regolatori. Ma servono ulteriori provvedimenti riguardanti l’introduzione della fibra ottica all’interno dei verticali delle abitazioni private. Le smart cities saranno una naturale conseguenza dell’applicazione proprio di queste regole e scenari”. In fondo - osserva Paloschi - “tutte le città e le utilities possono agire con la stessa efficienza e sinergia di azioni tra scavi pubblici e nuove infrastrutture Ict. Le utilities sono pronte e aperte a queste sfide.
“Bisogna evitare di rendere smart le città dimenticando piccoli centri e paesini - ricorda Paloschi - , che rappresentano gran parte del territorio italiano. Occorre prevedere insomma anche una ‘smart country’, altrimenti rischiamo un digital divide tra campagna e città. Anche in Lombardia, motore economico di rilievo, le infrastrutture Ict ci sono ma non sono pervasive. C’è il tema della campagna, quello delle aree rurali e poi la montagna. Una crescita reale non può lasciare fuori considerazioni anche su questi fronti. Perché le smart cities non devono necessariamente fermarsi alle cities”.

ROMA, IL COMUNE NOMINA IVAN STROZZI AL VERTICE DI AMA

Il comune di Roma - azionista unico - ha nominato nei giorni scorsi il nuovo CdA di Ama, il gestore dei servizi di igiene ambientale della capitale. Si tratta di Ivan Strozzi, Amministratore delegato, e di Rita Caldarozzi e Carolina Cirillo, dirigenti dell’amministrazione comunale. “Per me è un grandissimo onore. Trasparenza e legalita' saranno al centro della mia azione. Oltre a essere un onore gestire un'azienda di queste dimensioni, è un grande onore perchè la struttura economico-finanziaria è complicata e complessa quindi il lavoro sarà impegnativo”. Per Strozzi “le aziende municipalizzate hanno lo spirito di orgoglio di appartenenza ed è necessario risvegliarlo. Mi piacerebbe trasmettere la passione che ho per il mio lavoro e mi auguro di poter ‘toccare’ i dipendenti dell'azienda della stessa volontà”.
Per il sindaco di Roma Ignazio Marino “è una giornata importante, avevo detto che volevo cambiare tutto e oggi si comincia”, esulta. Rivendicando ancora una volta di aver “chiuso la ferita di Malagrotta”, di essere quasi arrivati “al 40% di raccolta differenziata, dal 20 di sette mesi fa” e di aver scelto “il candidato migliore in base al curriculum”.
Strozzi, reggiano di 68 anni e laureato in chimica industriale, è stato negli scorsi anni Amministratore delegato della multiutility spezzina Acam e della torinese Amiat. A Roma, dovrà guidare un’azienda con 7mila dipendenti e circa 700mln di debiti.

ACQUA E ARCHELOGIA: ASA LIVORNO E IL MUSEO DI POPULONIA

Venerdì 28 marzo alle ore 17.00 verrà inaugurata a Piombino, al Museo archeologico del Territorio di Populonia, l’esposizione temporanea dei reperti raccolti durante gli scavi effettuati per la realizzazione del sistema fognario di Baratti e Populonia da parte di ASA SpA in strettissima collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.
Il lungo tracciato per la posa in opera di tubi e pozzetti ha attraversato tutto il Golfo di Baratti imbattendosi, a più riprese, in contesti archeologici ancora intatti.
La perfetta sinergia tra ASA SpA e Soprintendenza ha portato all’acquisizione di nuove importanti conoscenze sulla storia e l’archeologia dell’antico territorio di Populonia. La mostra, corredata da pannelli didattico/descrittivi, esporrà i corredi funerari di otto delle quindici tombe scoperte a Baratti tra Maggio 2012 e Ottobre 2013. Si tratta di contesti rinvenuti integri che hanno restituito oggetti di vita quotidiana in ottimo stato di conservazione.
Come proseguimento dell’inaugurazione, è prevista per sabato 29 marzo un’apertura straordinaria del Museo dalle 10 alle 23 mentre domenica 30 marzo, dalle 15.30 alle 17.30, verrà proposto il laboratorio “Restaurare la ceramica. La mostra sarà visitabile gratuitamente, nei giorni di apertura del museo, fino al 10 luglio 2014.

Confservizi, anche i servizi pubblici nel testo unico sulla rappresentanza sindacale

Confservizi, la confederazione che riunisce i servizi pubblici locali rappresentati da Asstra, Federambiente e Federutility, ha sottoscritto il Testo unico sulla rappresentanza sindacale con CGIL, CISL e UIL, rafforzando la strada già aperta dalle organizzazioni sindacali nell’accordo siglato con Confindustria lo scorso 10 gennaio.
L’accordo - che segna una svolta per le relazioni industriali e per i meccanismi di riconoscimento della rappresentanza sindacale - si applica quindi anche ai settori energia, acqua, trasporto locale, ambiente, un comparto composto da oltre 900 imprese, ripartite sull’intero territorio nazionale, che occupano oltre 186mila dipendenti, sviluppando un fatturato complessivo di quasi 37 miliardi di euro.
I servizi di pubblica utilità si uniformano così - in materia di rappresentanza - ai settori industriali, in perfetta continuità con il Protocollo d’Intesa che i segretari generali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti avevano siglato insieme al presidente della Confservizi, Giancarlo Cremonesi, lo scorso 1° agosto 2013.
Da parte di Confservizi si sottolinea, in questa occasione, che “il nuovo approccio alla rappresentanza sindacale appare in grado di garantire l’esigibilità degli accordi contrattuali presi a maggioranza e, nel complesso, relazioni sindacali più fluide. Aspetti che ben si adattano alle caratteristiche peculiari dei servizi pubblici, per loro natura universali e incentrati sulla flessibilità verso le esigenze degli utenti, sulla continuità del servizio, sulla responsabilità sociale del ruolo e sul coordinamento operativo con gli enti locali di appartenenza”.

FEDERAMBIENTE, FILIPPO BRANDOLINI ELETTO PRESIDENTE

Filippo Brandolini, Consigliere d’Amministrazione Hera e Presidente di Herambiente, è stato eletto nei giorni scorsi all’unanimità Presidente di Federambiente, l’associazione nazionale che riunisce imprese, aziende e consorzi che gestiscono servizi d'igiene e risanamento ambientale di cui era già Vicepresidente.
Federambiente riunisce attualmente 191 aderenti tra società di capitali, consorzi, aziende speciali, enti locali ed altri soggetti operanti nel settore ambientale, al servizio di circa 37 milioni di cittadini distribuiti su circa 3.500 comuni. Il comparto complessivamente fattura 4,6 miliardi di euro l’anno, gestendo
22,5 milioni di tonnellate annue di rifiuti speciali e urbani.
Ravennate, 50 anni, Brandolini ha alle spalle una lunga esperienza come amministratore del comune di Ravenna dal 1992 al 1999. Successivamente ha ricoperto la carica di Presidente di Area, multiservizi di Ravenna, confluita nel 2002 in Hera. Brandolini è inoltre membro della Giunta Esecutiva di Confservizi e del Consiglio Direttivo dell’Associazione ATIA-ISWA ITALIA, l’organismo internazionale che riunisce le imprese del settore ambiente.
“Sono onorato di poter rappresentare un settore strategico per lo sviluppo e la qualità della vita del Paese”, afferma Brandolini. “Le numerose emergenze ambientali in corso, legate alla mancanza di cicli di gestione del rifiuto efficienti e virtuosi, dimostrano l’assoluta urgenza di lavorare, assieme alle istituzioni nazionali e del territorio, per incrementare la dotazione impiantistica e i modelli organizzativi e gestionali di un sistema di imprese ancora troppo polverizzato. Il sistema delle imprese di Federambiente è pronto a fare la propria parte attraverso il proprio know-how e la capacità di investimento ed innovazione. Tutto questo può però avvenire solo all’interno di un quadro normativo chiaro e stabile, che l’intero settore ambiente sta purtroppo attendendo da troppo tempo”.

ACQUA PUBBLICA, PROTESTE DEI COMITATI REFERENDARI IN EMILIA E CALABRIA

Proteste degli attivisti dei comitati “Acqua bene comune” in Emilia e Calabria. A Bologna la protesta è contro l’Atersir, ossia l‘Agenzia territoriale per i servizi e i rifiuti dell’Emilia Romagna, che a fine anno ha stabilito nuove tariffe retroattive, fissando in 9,6 milioni di euro la cifra da rimborsare ai cittadini. Dall’altra si schierano invece i comitati referendari, che hanno chiesto di non fare sconti e di considerare l’intero periodo che va da giugno 2011 a dicembre 2013, così da arrivare alla soglia di 150 milioni di euro da redistribuire in tutta la regione. La decisione dell’Atersir è arrivata il 30 dicembre, quando l’agenzia presieduta dal sindaco di Bologna Virginio Merola, che si occupa di determinare la composizione della bolletta, ha approvato le nuove tariffe dell’acqua con valore retroattivo. Quindi valide anche per gli anni 2012 e 2013.
Il provvedimento, spiega l’Atersir in una nota, è stato preso sulla base del “metodo stabilito per legge dall’Aeeg, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, nel settembre del 2013. E prevede la piena copertura dei costi attraverso le tariffe e l’eliminazione della remunerazione fissa del capitale come richiesto ed ottenuto dal referendum”. Da qui il calcolo dei 9,6 milioni di euro da restituire agli utenti. Che corrispondono alla “indebita remunerazione del capitale, ossia l’utile finanziario riconosciuto indebitamente ai gestori e cancellato dal referendum, che i gestori hanno incassato nelle bollette del 2011”.
In Calabria, invece, si è tenuto un presidio al Consiglio regionale del comitato a favore dell’acqua pubblica per chiedere l'avvio della discussione della legge di iniziativa popolare, presentata nel luglio scorso, per un nuovo modello gestionale del Servizio Idrico Integrato in Calabria che rispetti l'esito dei referendum del 2011. Una delegazione del Coordinamento calabrese Bruno Arcuri ha incontrato il Capo di gabinetto del Consiglio regionale, Pasquale Crupi, il Presidente della II commissione, Candeloro Imbalzano, e i consiglieri regionali.
Gli attivisti per l'Acqua Pubblica sono stati informati della particolarità dell'iter previsto per il progetto di legge che, trattando la stessa tematica di una proposta della giunta regionale, deve procedere in una discussione abbinata con l'altro testo. Proprio delle problematiche legate alla proposta di legge della giunta, in attesa di integrazioni da parte del Dipartimento dei Lavori Pubblici, ha costretto la Commissione ha fermare l'iter legislativo. Nonostante questo, il Presidente della IV Commissione, Gianluca Gallo, ha garantito che dalla prima seduta utile inizieranno le audizioni in commissione per la discussione del progetto di legge ''Acqua Bene Comune Calabria”, come appunto chiesto dal presidio.

ACQUEDOTTO PUGLIESE, NICOLA DI DONNA NUOVO DIRETTORE GENERALE

Nicola Di Donna è stato nominato Direttore Generale di Acquedotto Pugliese SpA, durante l’ultima assemblea svoltasi a fine 2013. Di Donna rimarrà in carica per un triennio solare (e comunque fino ad approvazione del bilancio 2016), rinnovabile e gli sarà corrisposto un compenso annuo lordo - sostitutivo di quello percepito quale dirigente di AQP - di Euro 150 mila oltre incentivo per raggiungimento obiettivi fino ad un massimo di 45 mila euro lordi.
Alla nomina si è giunti attraverso un procedimento di selezione trasparente e rispettoso delle procedure di selezione aziendali. Al fine di rafforzare l’efficienza e l’imparzialità della scelta, la preventiva valutazione e comparazione delle candidature è stata affidata ad una società specializzata. A conclusione dell’attività di screening, alla Regione è stata trasmessa una lista ristretta di candidati, accompagnata da una relazione di sintesi. La Regione Puglia a sua volta ha sottoposto la lista dei candidati al parere di una commissione di tre esperti guidata dal Prof. Nicola Costantino, già Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, che ha proposto il nominativo ritenuto più idoneo a ricoprire l’incarico.
Gioacchino Maselli, amministratore unico di AQP, ha quindi preso atto con soddisfazione della scelta operata dall’azionista e si è detto convinto che “Nicola Di Donna saprà sovrintendere al funzionamento della Società ed a tutte le operazioni relative con l’equilibrio, la lealtà e la competenza che lo contraddistinguono”.
Nel corso dell’Assemblea è stato anche fornito un aggiornamento sullo stato di attuazione dei progetti finanziati con delibere CIPE: dei 66 progetti, 56 hanno completato l’iter di verifica da parte del Ministero dell’Ambiente, per un importo complessivo di 216,6 milioni di euro (di cui 45 relativi all’adeguamento ed al potenziamento di impianti di depurazione).
Per quanto concerne il Piano Industriale, Maselli ha comunicato che il processo di redazione è ormai ben incardinato, essendo in fase di conclusione la verifica dell’efficacia depurativa dei 35 impianti di potenzialità superiore a 50.000 abitanti equivalenti, che rappresentano il 57% del carico totale regionale previsto dal Piano Tutela delle Acque, mentre è stata completata per gli altri impianti oggetto di finanziamento nell’ambito della richiamata deliberazione CIPE; è stata definita la strategia per la gestione dei fanghi per il breve e medio -lungo periodo, orizzonte temporale in cui si prevede un incremento della produzione pari al 67% per effetto degli interventi di adeguamento e potenziamento degli impianti; si propongono soluzioni alternative allo smaltimento dei reflui in trincee drenanti alla luce dell’esperienza maturata nella gestione che ha mostrato l’inefficacia di detti recapiti; è stato, infine, redatto il documento “manutenzione programmata” partendo da un’accurata ricognizione di tutti gli impianti in esercizio.
Quanto sin qui elaborato ha mostrato con evidenza l’opportunità di conseguire una gestione unitaria dei reflui, concentrando in un unico soggetto la conduzione della rete fognaria, degli impianti di sollevamento, degli impianti di depurazione nonché dello smaltimento.

GERARDO PALOSCHI NUOVO PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE TLC DI FEDERUTILITY

Sarà Gerardo Paloschi, direttore generale di Lineacom, la società ICT del Gruppo Lgh con sedi a Cremona, Pavia e Rovato (BS), a coordinare la commissione telecomunicazioni di Federutility. Paloschi, già membro della commissione nazionale TLC, è stato nominato dalla Giunta Esecutiva della federazione, che punta a valorizzare le eccellenze in materia di information technology, raccolte dalla federazione tra le proprie associate.
"Le Aziende di servizi pubblici locali - ha commentato Paloschi - sono chiamate a giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo digitale del Paese. Il grande patrimonio infrastrutturale presente nel sottosuolo, gestito dalle Utilities italiane, può accelerare la realizzazione della rete nazionale ad alta velocità (ngn), così come determinante può essere la funzione delle Aziende di Servizi pubblici locali nella trasformazione delle città italiane in smart city. L’obiettivo è portare questa disponibilità a porsi come motore dell'economia digitale, anche all’attenzione dei vertici dell'Agenzia per l'Italia Digitale".

BASSANINI, CDP PRONTA A SOSTENERE IL CONSOLIDAMENTO DELLE UTILITY

“Attraverso il fondo strategico siamo disponibili a sostenere con equity il processo di consolidamento delle utility locali”. Lo ha detto Franco Bassanini, presidente della Cassa Depositi Prestiti, nel corso del suo intervento a un convegno sull' energia organizzato da Gdf Suez. Bassanini ha rilevato che “la frammentazione del settore è ancora enorme”. “Occorre un processo di consolidamento - ha proseguito - e se serve un apporto di capitale i nostri strumenti sono a disposizione”.

HERA, AMGA UDINE APPROVA IL PROGETTO DI FUSIONE

I cda di Hera e Amga (azienda multiservizi controllata al 58,69 per cento dal Comune di Udine), hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Amga in Hera. Dopo la fusione, che sarà ratificata dalle assemblee entro il 23 aprile e sarà operativa dal 1° luglio, seguirà il conferimento delle attività di distribuzione gas di Amga a AcegasAps. La direzione “Distribuzione Gas” avrà sede a Udine, riporterà direttamente al Direttore Generale di AcegasAPS e svolgerà la funzione di coordinamento e controllo di tutte le attività del settore “Distribuzione Gas” del Gruppo Hera nelle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto. La vendita energia e gestione calore verrà conferita a Hera Comm, che manterrà autonomia giuridica, ragione sociale e sede legale nella città friulana. Il Comune di Udine sarà nel patto di sindacato di Hera e nel cda di AcegasAps.
“L'integrazione tra le due realtà - si legge in una nota diffusa da Hera - potrà consentire di valorizzare al meglio le rispettive strutture industriali nei settori gas, energia elettrica, illuminazione pubblica, gestione impianti e cogenerazione, nonché nelle attività collegate, sia sulle dimensioni di scala sia in quelle di presidio della filiera, anche grazie al trasferimento verso Amga delle piattaforme tecnologiche e del know-how sviluppati dal Gruppo Hera”.
“L'aggregazione di Amga - continua ancora la nota - segue di pochi mesi il rafforzamento del Gruppo Hera (sempre attraverso AcegasAps), nelle attività nella Provincia di Gorizia e, dunque, rappresenta un ulteriore passaggio nella politica di sviluppo e razionalizzazione della presenza del gruppo in Friuli Venezia Giulia, che può già contare sul radicamento industriale e operativo di AcegasAps, integrata a inizio 2013. La nuova realtà, omogenea territorialmente e in grado di valorizzare la base industriale già presente, potrà, con ancora maggiore efficienza ed efficacia, rispondere alle crescenti necessità di servizio del territorio”.
“Tra gli obiettivi - si legge ancora - coerentemente con quanto indicato nel piano industriale 2013-2017, ci sono il prosieguo del percorso di crescita del Gruppo Hera, avvenuto, inoltre, grazie al recente aumento di capitale conseguente anche alle intese raggiunte con il Fondo Strategico Italiano e l’ottimizzazione della presenza industriale in Bulgaria, dove sia Amga che AcegasAps sono attive nella distribuzione e vendita del gas a clientela civile e industriale”.

ACEA, SLITTA L’ASSEMBLEA. IL SINDACO MARINO: “STRAVOLTO IL CALENDARIO CON DANNO GRAVISSIMO”

Il CdA avrebbe “stravolto il calendario societario” che era stato ufficializzato e che prevedeva l’approvazione del bilancio nel termine ordinario del 30 aprile. Così il sindaco di Roma Ignazio Marino nella lettera di diffida inviata ai vertici di Acea e relativa allo slittamento dell’assemblea decisa dal CdA nei giorni scorsi. Il sindaco aveva chiesto alla società che l’ordine del giorno dell’assemblea recasse non solo l’approvazione del bilancio ma anche la riduzione dei componenti del consiglio di amministrazione, con l’evidente obiettivo di puntare all’azzeramento dei vertici. La società aveva risposto rinviando l’assemblea al 5 giugno.
"Rispetto ai punti all'ordine del giorno richiesti dal socio di maggioranza, la dilazione reca gravissimo danno alla società, agli azionisti e a Roma Capitale -si legge nella lettera di Marino - riguardando sia l'assetto della governance societaria sia gli emolumenti del consiglio di amministrazione che gli attuali componenti stanno continuando a maturare nella inammissibile dilazione che essi stessi stanno generando".
L’ordine del giorno definitivo dell’Assemblea sarà noto solo all’inizio di aprile. Il CdA - recita una nota dell’utility - “terrà conto della richiesta pervenuta dal sindaco di Roma, come comunicato al mercato il 20 marzo, riguardante: riduzione dei componenti del consiglio di amministrazione; nomina del presidente; determinazione del compenso del consiglio di amministrazione”. Anche il collegio sindacale è allineato al cda e “si è riservato di effettuare eventuali ulteriori considerazioni all’esito della definizione dell’ordine del giorno dell’assemblea e delle relative relazioni”.
Il sindaco Marino ha sondato a più riprese la possibilità di una convergenza con gli altri azionisti di riferimento (Caltagirone al 16% e Gaz de France-Suez al 12%) per arrivare ad un avvicendamento condiviso delle cariche apicali.

A2A: PRESENTATE 283 CANDIDATURE PER IL CDA. RANCI RINUNCIA

Pippo Ranci si sfila dalla corsa per la presidenza del futuro consiglio di amministrazione di A2A. “Non ho presentato alcuna candidatura” ha detto all'Ansa l'attuale presidente del consiglio di sorveglianza della multiutility lombarda, nel giorno in cui si sono chiusi i bandi dei Comuni di Brescia e Milano per selezionare i futuri consiglieri di amministrazione. Nel complesso sono state presentate 283 candidature: a Milano ne sono state depositate 53 per il cda e 49 per il collegio sindacale, a Brescia si sono proposti in 85 per il Cda e in 96 per il collegio sindacale. In ballo ci sono otto posti per il consiglio di amministrazione e quattro per il collegio sindacale, che Brescia e Milano, azionisti di A2A con il 55% del capitale, si ripartiranno a metà. La rinuncia di Ranci, in carica dal maggio 2012, potrebbe spianare la strada della presidenza a Giovanni Valotti, presidente della Metropolitana Milanese, le cui quotazioni appaiono in ascesa a Milano, ma anche a Brescia, dove è nato. Ranci era stato chiamato in A2A nel maggio del 2012 dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, per rasserenare gli animi all'interno della multiutility in un periodo difficile e piuttosto conflittuale (la società veniva dal riassetto Edison ed era stata colpita dalla morte di Giuliano Zuccoli).
A questo punto le candidature verranno scrutinate dai comitati di saggi dei due Comuni. Quelle ritenute idonee verranno sottoposte ai sindaci che, entro il 19 maggio, dovranno stilare la lista congiunta in vista dell'assemblea del 13 giugno. Il nono nome, quello dell'amministratore delegato, verrà scelto insieme dai due Comuni: senza l'individuazione di un nome forte, resta favorito l'attuale direttore generale Renato Ravanelli.

IL NUOVO MINISTRO DELL'AMBIENTE, GIANLUCA GALLETTI: "PRIMI PROVVEDIMENTI SULL'IDROGEOLOGICO"

“In Italia abbiamo un problema idrogeologico che si perpetua da anni: ritengo che i primi provvedimenti debbano riguardare questo". Lo ha detto il neoministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, arrivando sabato al Quirinale. "Io sono stato scelto da Renzi - ha aggiunto - e ne sono orgoglioso. Ho esperienze amministrative e politiche e credo di poter far bene il mio lavoro. Dopo mi giudicherete”.
Galletti, già Sottosegretario al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca con il ministro Maria Chiara Carrozza nel Governo Letta, è nato a Bologna il 15 luglio del 1961, è sposato con quattro figli. Laureato in Scienze Economiche e Commerciali presso l'Università degli Studi di Bologna, è dottore commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti. Esercita la libera professione di commercialista in Bologna dal 1989, svolgendo prevalentemente consulenza fiscale, civilistica e societaria per primarie società ed istituti di credito.
Deputato alla Camera nella XV legislatura (2006-2008) è stato riconfermato deputato a Montecitorio nella XVI legislatura (2008-2013) ricoprendo gli incarichi di Vice presidente della V Commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione) dal Novembre 2009 all'Ottobre 2010. Galletti è stato anche componente della VI Commissione (Finanze) dall'Ottobre 2010, Commissione parlamentare per l'attuazione del Federalismo Fiscale (Gennaio 2010), Commissione parlamentare di vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti S.P.A. (Maggio 2009). Conferenza dei Capigruppo (Aprile 2012). Il 2 maggio 2013 viene nominato Sottosegretario di Stato al Miur.

ROMA: MARINO, IN ACEA DIFENDO GLI INTERESSI DEI CITTADINI, NON QUELLI DEGLI AZIONISTI


“Non voglio criticare o aggredire i vertici dell'Acea. Voglio semplicemente dire che l'Acea è un'azienda quotata in borsa e va rispettata come tale. Bisogna però utilizzare la prudenza necessaria di separare la politica e il mondo dell'economia. Ma l'Acea è anche una società che, per il 51% è posseduta dal Comune di Roma e la sua mission principale, dal punto di vista del Comune, sono i servizi. In questo momento, come sindaco, devo difendere i servizi e i cittadini romani e non gli interessi degli azionisti”. È quanto ha dichiarato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervenendo ai microfoni di TeleRadioStereo.
Nel corso del suo intervento, il sindaco di Roma ha poi ricordato che ci sono zone della città in cui si costruì senza prevedere l'allaccio alla rete fognaria o all'acqua potabile. “Il compito del Comune è oggi quello di sanare quelle situazioni - ha ribadito ancora Marino - . Per chiunque si troverà a fare la campagna elettorale nel 2018, quelli dell'allacciamento alla rete fognaria, dell'illuminazione, della possibilità di avere l'acqua potabile - ovunque nella nostra città - non dovranno più essere temi elettorali, perché ho l'ambizione di risolverli entro i 4 anni”

MICELI CONFERMATO SEGRETARIO GENERALE DELLA FILCTEM CGIL

Al termine dei lavori congressuali, Elena Lattuada - a nome della segreteria confederale Cgil - ha proposto al nuovo Direttivo nazionale appena insediatosi la conferma di Emilio Miceli alla guida della Filctem, la Federazione della Cgil che unisce i lavoratori chimici, tessili, dell'energia e delle manifatture.
Il nuovo Comitato direttivo nazionale ha poi votato, a scrutinio segreto, ed eletto Emilio Miceli a segretario generale con 132 voti favorevoli (86,3%), 16 contrari (10,5%) e cinque astenuti (3,2%).
Emilio Miceli, 57 anni, palermitano, una lunga esperienza di direzione in importanti strutture della Cgil (Camera del lavoro di Palermo e Sindacato dei lavoratori della Comunicazione), consigliere Cnel dal
2001 al 2004, dall'ottobre 2013 è il segretario generale della Filctem-Cgil.
“Voglio continuare a cimentarmi - ha esordito Emilio Miceli, appena insediatosi - con una sfida appassionante: quella - ha aggiunto - di rituffarci nelle vertenze per contribuire a ricostruire il
tessuto industriale del paese, oggi troppo lacerato da una crisi senza precedenti. Per questo serve - ha concluso - il contrasto netto a licenziamenti e precariato per la stabilità sociale del paese, e che
rimetta prepotentemente al centro della scena politica investimenti pubblici e privati su innovazione, ricerca e conoscenza, senza i quali non ci sarà futuro né per il Paese, né per i nostri giovani, né tantomeno per la dignità e il valore del lavoro”.

CESARE DE MICHELIS NUOVO PRESIDENTE DI EXPO VENICE

Cesare De Michelis si è formalmente insediato alla Presidenza di Expo Venice, società della quale era già vicepresidente. Il mandato, su indicazione del CdA, è di dare continuità al progetto iniziato da Piergiacomo Ferrari, guidando la società fieristica veneziana in un momento di crescita e forte evoluzione grazie al recente aumento di capitale sociale e all'ingresso di nuovi importanti soci come Veneto Sviluppo e Ente Autonomo per le Fiere di Verona.
Il primo obiettivo è cogliere al meglio le opportunità che si presenteranno nel 2015, anno dell'Expo. Expo Venice è infatti promotrice del progetto Aquae 2015, esposizione di carattere culturale e commerciale dedicata all'acqua come elemento fondamentale per la vita, collaterale di Expo Milano 2015. Per l'occasione Condotte Immobiliare sta realizzando nell'area di Vega 2 un quartiere polifunzionale dedicato ad esposizioni e attività convegnistiche che avrà come obiettivo rafforzare il processo di riconversione di Porto Marghera da polo chimico industriale e polo del terziario avanzato.
''Expo Venice è ormai una delle principali realtà private nella produzione di eventi culturali e commerciali a Venezia - afferma Cesare De Michelis - le opportunità che si presenteranno con Expo 2015 rafforzeranno la società nel percorso virtuoso finalizzato a portare a Venezia turismo di qualità legato alla convegnistica, alle fiere e ai grandi eventi. Per fare questo Expo Venice mira a rafforzare la sinergia con l'Amministrazione Comunale e altre grandi Istituzioni.''

ASCOPIAVE, ZUGNO VERSO LA RICONFERMA

Fulvio Zugno sarà riconfermato presidente di Ascopiave. Lo scrive il Quotidiano energia, anticipando che l’ufficializzazione si avrà solo all’assemblea del 24 aprile. Eppure, - scrive il giornale - “guardando alle liste presentate dal socio di maggioranza (61,5%) Asco Holding per il rinnovo del CdA non paiono esserci dubbi, visto che il nome di Zugno figura in cima.

REGINA, CONFINDUSTRIA STUDIA UNA RIFORMA ORGANICA SERVIZI PUBBLICI

“Stiamo lavorando ad un progetto organico di riforma e reindirizzo di tutti i servizi pubblici: sarà un grande progetto condiviso. Ci auguriamo di arrivare ad una grande conferenza dei servizi pubblici locali” (trasporti, energia, acqua e rifiuti) nei prossimi mesi, dopo averla presentato la proposta condivisa con Confservizi al Governo.
Lo ha detto il vice presidente per lo sviluppo economico di Confindustria Aurelio Regina a margine del Forum di Fs sul trasporto pubblico locale. “Arriveremo ad un progetto strutturale e condiviso di Confindustria che presenteremo nei prossimi mesi”.

A2A, NEI PATTI PARASOCIALI IL RUOLO DI AGGREGATORE REGIONALE

A2A sarà polo aggregante delle utility lombarde. La notizia è anticipata da Radiocor, che ha visionato i nuovi patti parasociali firmati nelle scorse settimane dai sindaci Giuliano Pisapia ed Emilio Del Bono. Nero su bianco, sono fissate le regole di convivenza tra i due enti locali per il prossimo triennio. Tra queste c'è anche l'intenzione di «rafforzare la produzione di energia da fonti rinnovabili e la raccolta differenziata» oltre che la decisione che il primo presidente della multiutility sarà nominato da Milano.
L'obiettivo delle amministrazioni sarà «favorire lo sviluppo e il rafforzamento della società quale gruppo di riferimento per le aziende del settore dei servizi pubblici locali e dell'energia, operanti nel territorio lombardo». Per questo, i due Comuni «faranno quanto in loro potere affinché tale sviluppo avvenga nel rispetto dei principi di pariteticità e di maggioranza pubblica in capo a Brescia e Milano e senza ricorrere, ove possibile, a ulteriori esborsi o investimenti, in capitale o altro, da parte dei soci».
I patti, infine, stabiliscono anche che la cessione del 5%, che diminuirà la quota dei Comuni al 50% più due azioni, dovrà avvenire entro il 30 giugno, come peraltro annunciato dai due Sindaci.

ASCOPIAVE ACQUISISCE IL 49% DI VERITAS ENERGIA PER 4 MLN

Veritas e Ascopiave hanno perfezionato l’operazione per il trasferimento del 49% del capitale sociale di Veritas Energia, da Veritas ad Ascopiave, che gia’ deteneva una quota pari al 51% del capitale della societa’. Ascopiave arriva cosi’ a detenere il 100% di Veritas Energia.
E’ quanto comunica la societa’ in una nota. Il controvalore pagato per l’acquisizione, pari a 4 milioni di euro, corrisponde ad un enterprise value di Veritas Energia pari a 16,4 milioni di euro.

CiboAmico: donati da Hera oltre 10.400 pasti nel 2013

Creare una rete solidale e sostenibile a km zero sul territorio. È questo l’obiettivo di CiboAmico, il progetto avviato da Hera a partire dal 2010 per il recupero dei pasti preparati, ma non consumati, nelle cinque mense dell’azienda, a favore di associazioni onlus che operano sul territorio con persone in situazioni di difficoltà. La giornata nazionale contro lo spreco alimentare, il 5 febbraio, è l’occasione per tracciare il bilancio dell’anno appena trascorso: nel 2013 sono state quasi 4,5 le tonnellate di cibo recuperato da Hera, corrispondenti a 10.400 pasti.
L’attività è realizzata con il supporto di Last Minute Market, società spin-off dell’Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco e la sostenibilità ambientale, e la collaborazione di Concerta, la società che gestisce le mense di Hera.
Il progetto è oggi attivo nelle mense aziendali Hera di Bologna e Granarolo dell’Emilia (Bo), Imola, Rimini e Ferrara. Nel 2013 sono stati 42 i pasti completi al giorno recuperati nelle strutture coinvolte, per un totale di 10.400 nel corso dell’intero anno, e donati a 5 associazioni onlus del territorio che complessivamente ospitano oltre 270 persone. I benefici di questa azione sono sociali, economici e ambientali, a partire dalla prevenzione della produzione di rifiuti (4,5 tonnellate corrispondono alla capienza di circa 10 cassonetti), dal riutilizzo delle eccedenze e dall’avere evitato lo spreco di acqua, energia e consumo di terreno che sono stati necessari alla loro produzione. Dall’inizio del progetto a tutto il 2013 sono stati complessivamente donati circa 38.000 pasti, per un valore economico complessivo di oltre 150.000 euro.
Per Filippo Bocchi, Direttore Corporate Social Responsibility del Gruppo Hera, “la sostenibilità deve essere una caratteristica che permea tutti i settori dell’azienda ed avere ricadute concrete anche verso l’esterno. Questo progetto ci ha consentito di creare una rete solidale sul territorio tra soggetti diversi sensibilizzando i lavoratori sugli aspetti ambientali ma soprattutto sociali connessi allo spreco alimentare”.
Per il prof. Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market e direttore del Dipartimento di Scienze agroalimentari dell’Università di Bologna, “CiboAmico dimostra che coniugare la sostenibilità con la solidarietà non solo è possibile ma anche conveniente”.

PRODI, CON L'EXPO L'ITALIA SI CANDIDI A CENTRO MONDIALE DELL'ACQUA

"In occasione dell'Expo 2015 vorrei che l'Italia prendesse un impegno forte di fronte al mondo per creare un centro mondiale che si occupi dell'acqua in tutti i suoi aspetti, quelli giuridici, militari, di irrigazione e tecnologici". Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervenendo ad un evento a Roma nei giorni scorsi.
Prodi, che è inviato Onu in Africa, ha spiegato che "finché non ci sarà un'autorità mondiale, l'acqua sarà una grande fonte di tensione per la storia futura, basterebbe invece gestirla per ridurre i problemi, con un po' di organizzazione e tecnologie si può utilizzare un decimo dell'acqua per irrigare, e in questo senso l'Italia può dare un buon esempio con la pianura padana".

IL COMUNE DI MILANO PENSA A UNA VENDITA “ACCELERATA” DI AZIONI A2A SUL MERCATO

Il Comune di Milano pensa di affidarsi a una “accelerated bookbuild” per la cessione delle azioni di A2A. Lo ha riferito ai capigruppo del Consiglio comunale il sindaco Giuliano Pisapia. La procedura, che dovrà essere concordata con il Comune di Brescia (che ancora non è stato sentito al riguardo), è stata consigliata da Mittel, l'advisor scelto dai due Comuni per la vendita congiunta del 5% della multiutility. La scelta dell'eventuale collocatore sarebbe definita attraverso un bando.
A giocare a favore dell'accelerated bookbuild, che è procedura di vendita sul mercato riservata a investitori istituzionali, rispetto all'asta pubblica, secondo la relazione dell'advisor, sarebbero i tempi celeri per concludere l'operazione e il rischio che una gara per l'intero 5% di azioni vada deserta. La decisione dovrà comunque arrivare in tempi rapidi, in quanto l'operazione si dovrà concludere entro il 19 maggio, termine per la presentazione delle liste per l'assemblea di A2A, in agenda a giugno.

ROVATO, COGEME SPA ENTRA NELL’ASSOCIAZIONE INDUSTRIALE BRESCIANA

Cogeme entra a far parte di Aib, l'associazione industriale bresciana. La multiutility è partecipata da 70 Comunità locali bresciane e bergamasche. «La nostra non è solo un'adesione formale ad Aib - ha voluto sottolineare il presidente di Cogeme, Dario Remo Fogazzi - bensì un'azione coerente per il sistema di relazioni economiche nel quale operiamo. Credo infatti che Aib stia sviluppando un progetto di intensificazione delle proprie attività a supporto della ripresa economica che deve essere sostenuto da parte di tutti i soggetti della nostra provincia».
Soddisfazione arriva direttamente dai vertici di Aib: «Cogeme porterà in Aib un patrimonio di grande valore, costituito anzitutto dal forte radicamento sul territorio e dalla credibilità che su quel territorio l'azienda è stata in grado di ottenere, erogando servizi di qualità - ha sottolineato il direttore di Aib, David Vannozzi - Oltre che un interlocutore rappresentativo e autorevole, Cogeme troverà in Aib servizi professionali e uno stimolo per individuare ambiti di lavoro e necessità comuni tanto alle imprese pubbliche quanto a quelle private».
Nata nel 1970 con l'obiettivo di metanizzare la Franciacorta, Cogeme Spa è cresciuta con il passare degli anni. Dal 2006 è con AEM Cremona prima azionista di Linea Group, holding attiva nei settori ambiente, energia, distribuzione gas, ICT. Cogeme, infine, detiene il 74% di AOB2, società che gestisce il servizio idrico integrato nell'ovest bresciano.

CONSIGLIO COMUNALE DI UDINE: SI ALLA FUSIONE AMGA - HERA

Il Consiglio comunale di Udine ha approvato con 25 voti favorevoli e 16 contrari (41 i presenti) le linee di indirizzo per la fusione tra Amga Multiservizi Spa ed Hera Spa. “Questa operazione - ha commentato il sindaco friulano Furio Honsell - rappresenta il modo migliore per assicurare ad Amga leadership e continuità in un contesto internazionale caratterizzato da forti criticità e in un settore difficile come quello dell’energia. La collaborazione con Hera assicurerà una nuova stagione di investimenti nel campo delle energie rinnovabili e pone la città di Udine in un contesto autenticamente di macro regione europea, perché il capoluogo friulano potrà intervenire nei consessi che decideranno il futuro dell’energia e dei servizi pubblici in questa grande area”.
Honsell ha ricordato poi come la fusione rappresenti “un passo molto importante soprattutto per il territorio e per il Friuli. Finalmente riusciamo a dare un futuro forte a una azienda importante, che diventerà il cervello di gestione delle reti in tutto Triveneto. Una vera e propria multiutility non regionale, ma macroregionale. Il Comune di Udine, infatti, siederà con pari dignità degli altri Comuni all’interno del comitato di indirizzo”.
“A questi vantaggi - ha proseguito - si aggiungono quelli relativi al mantenimento certo dei posti di lavoro, non solo nei numeri, ma anche nel luogo dove attualmente viene svolto. Visto che l’opposizione tanto teme la perdita di friulanità di Amga, mi auguro che quando bisognerà difendere quella del gestore unico dei rifiuti e il fatto che resti completamente in mano pubblica sia possibile trovare il pieno appoggio e la disponibilità sia del centrosinistra, sia del centrodestra”.

NOVI LIGURE (AL), ACOS: ALLO STUDIO LE GARE GAS O GLI INVESTIMENTI POST INDENNIZZO

Il futuro del Gruppo Acos a un bivio. La società che si occupa delle reti del gas potrebbe infatti abbandonare la storica gestione, per rivolgersi ad altre politiche energetiche come la cogenerazione, la geotermia e proseguire con il fotovoltaico. Una scelta epocale, su cui sono in corso attentissime valutazioni.
La decisione sulla quale sarà chiamato a decidere il Gruppo è determinata dall'appalto gestionale sulle reti e dagli ambiti territoriali, che sono stati ridisegnati. Attualmente Acos gestisce le reti del gas di parte dei due ambiti territoriali di competenza: quello che coinvolge il Novese, l'Acquese e l'Ovadese e l'altro che riguarda il Tortonese e le valli Curone, Borbera e Scrivia, compresi Serravalle, Arquata e Gavi (in totale circa 100 mila abitanti per ciascun ambito). Nei prossimi mesi, quindi, Acos deciderà se e con quali modalità partecipare al bando di gara per la gestione delle reti del gas. Nel caso vincesse, dovrebbe attuare una politica di forti investimenti, reperendo ingenti capitali, non certo facili da trovare.
Potrebbe però non vincere la gara, oppure, semplicemente, astenersi. In entrambi i casi riceverebbe un indennizzo dalla società subentrante superiore ai 35 milioni di euro. Ecco allora che con questa somma Acos potrebbe rilanciarsi verso altre soluzioni imprenditoriali rivolte ad esempio alle fonti di energia alternative, pur venendo meno il settore storico del gas che è uno dei punti di forza dell'intero Gruppo.
«Penso che dovremmo fare il possibile per partecipare e per vincere - sostiene l'amministratore delegato di Acos, Mauro D’Ascenzi-. Per noi sarebbe l'occasione di passare dai 50 mila abitanti serviti, ai 100 mila in un solo ambito. Addirittura a 200 mila, qualora vincessimo in entrambi gli ambiti. Comunque non bisogna mai innamorarsi di nulla. Per cui bisogna valutare la possibilità di altre vantaggiose opportunità che si potrebbero presentare, incassando i soldi dell'indennizzo che ci spetterebbe in caso di non aggiudicazione delle gare a nostro favore. Valuteremo attentamente i pro e i contro che questa operazione implica. La decisione finale sarà intrapresa in assoluta serenità, prendendo appunto in esame tutte le opportunità. Certo, la possibilità di incamerare 30 milioni di euro cedendo il passo a un'altra società ci concederebbe la facoltà di poter intraprendere importanti business nel settore della cogenerazione e in quello del teleriscaldamento».

MULTIUTILITY: GAMBERALE SOGNA GRANDE AGGREGAZIONE PER ACQUA E RIFIUTI

Vito Gamberale sogna che “l'Italia possa dare origine a una grande aggregazione nell'acqua e nei rifiuti”, due settori dove le multiutility sono, a suo dire, “troppe”. L'amministratore delegato di F2i, nel corso dell'assemblea dell'Aifi a Milano, ha spiegato come immagina il futuro per le infrastrutture italiane, un tempo “all'avanguardia nel mondo”: ma ora, dice, “bisogna aggregarle. Non è possibile avere 4mila aziende che gestiscono l'acqua e 6mila i rifiuti”.
Allo stesso modo, il numero uno del fondo infrastrutturale auspica che il Governo vada avanti con le privatizzazioni, ma punti proprio sulle multiutility locali. “I guadagni che ne possono derivare
- spiega - vanno visti in rapporto al debito di quell'ente locale”. Le privatizzazioni degli asset locali possono rispondere anche “alla nuova ondata di interesse da parte degli investitori stranieri in Italia”.
Gamberale ripercorre, durante il convegno Aifi, la storia recente delle multiutility, come Acea, A2a, Iren e Hera, di cui nei primi anni 2000 si è tentata la privatizzazione, “purtroppo rimasta spesso incompiuta”. Secondo il manager, “bisognerebbe avere il coraggio, per settori come l'acqua e i rifiuti, di fare ciò che il
primo Governo di Centrosinistra fece per l'energia elettrica nel 1963, quando, partendo da numerosissimi operatori locali, nacque Enel”.
E questo perché “solo player di dimensioni rilevanti e specializzati possono generare cash flow quantitativamente sufficienti alla realizzazione di nuovi investimenti”. Laddove, invece, “le aziende infrastrutturali sono rimaste totalmente o a maggioranza pubblica, specialmente a livello locale, hanno progressivamente risentito delle carenze della finanza pubblica, di gestioni opache, di inefficienze dovute alla frammentazione degli asset”.
Le infrastrutture, invece, oggi “possono ritornare ad essere un volano di sviluppo, fornendo l'impulso necessario alla ripresa economica del nostro Paese”. La stessa F2i ha offerto “un modello” al
mondo delle infrastrutture in Italia. Gamberale elenca gli ultimi risultati ottenuti dal fondo: nel 2013 ha raggiunto un fatturato di 2,2 miliardi, con Ebitda pari a 850 milioni e investimenti pari al 55%
dell'Ebitda (480 mln). Nelle multiutility, lo spazio deve essere lasciato ai privati: “Il ruolo di aggregatore non può più essere assolto dallo Stato per carenza di finanza pubblica, che, in passato, è stata il motore dello sviluppo delle infrastrutture. La gestione efficiente delle infrastrutture può - conclude - essere perseguita
solo attraverso la finanza privata, purché sana e non speculativa”.

Iren, conclusa con successo l’emissione di un Private Placement per 100 milioni di euro

Iren SpA ha completato con successo in data odierna l’emissione di un Private Placement per un ammontare di 100 milioni di euro con la durata di 5 anni e cedola pari al 3% annuo. Le obbligazioni, quotate alla Borsa Irlandese, sono interamente sottoscritte da Morgan Stanley e sono riservate per la negoziazione ad investitori istituzionali.
L’operazione, che segue il primo collocamento obbligazionario perfezionato e riaperto a ottobre 2013, conferma l’indirizzo strategico definito nel Piano Industriale del Gruppo Iren per rafforzare la propria flessibilità e solidità finanziaria.
L’emissione del prestito obbligazionario contribuisce a migliorare ulteriormente il profilo dell’indebitamento del Gruppo Iren attraverso un allungamento della scadenza media e assicura un maggiore grado di differenziazione delle fonti di finanziamento, riscontrando ancora una volta la favorevole disponibilità del mercato, non solo bancario, a finanziare le attività e i progetti di sviluppo del Gruppo.

MANAGEMENTE DELLE UTILITIES, PREMIATI MANCINI (ENEL) E IRACE (ACEA)

Gianfilippo Mancini, Direttore Divisione Generazione, Energy Management e Mercato Italia di Enel e Alberto Irace, Executive Vice President Water Division di Acea sono i vincitori del premio “Manager Utility dell’anno 2013”. Il primo per la sezione "Energie", e “per i risultati conseguiti nei mercati finali dell’elettricità e del gas in un contesto complesso”; il secondo per quella dei Servizi Pubblici locali e “per i risultati conseguiti nei mercati finali dell’elettricità e del gas in un contesto complesso”.
I premi “Manager Utility dell’anno 2013” sono assegnati da Management delle Utilities e delle Infrastrutture (MUI), la rivista leader in Italia nel settore dei servizi di pubblica utilità, che nel 2013 ha esteso il proprio campo di analisi anche al mondo delle infrastrutture. MUI è diretta da AndreaGilardoni professore di Economia e Gestione delle Imprese all’Università Bocconi. A consegnare i premi sono stati: Renato Ravanelli (A2A), Tomaso Tommasi di Vignano (HERA) e Andrea Gilardoni.
Il premio è assegnato attraverso una votazione segreta in cui l’elettorato attivo è costituito dai componenti dei Comitati Scientifici e d’Onore della Rivista Management delle Utilities e delle Infrastrutture. Ne fanno parte anche autorevolissimi docenti e esponenti di tali settori. Ogni anno sono premiati uno o più operatori dei settori delle Utilities che si sono distinti per il contributo dato allo sviluppo del sistema. Il premio è stato consegnato nei giorni scorsi a Milano (Palazzo Clerici) nel corso del XIV Workshop annuale dell’Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie del Mercato Pan-Europeo delle Utilities.
Gianfilippo Mancini è laureato in Economia a Genova, con una specializzazione in Business Administration presso la Columbia University di New York. Ha lavorato in in Olivetti (ICT) e poi in Enel, dove ricopre la posizione di responsabile della pianificazione e del controllo del Gruppo. Nel 2003 assume la responsabilità della gestione dei combustibili e, poco dopo, di tutto l’Energy Management. Dal 2007 è Direttore della Divisione Generazione ed Energy Management (25 m.di/€ di ricavi annui, 7.000 persone, 40 GW di capacità installata), con responsabilità della produzione e della vendita di energia sui mercati all'ingrosso, nonché dell’approvvigionamento dei combustibili e del trading dei prodotti energetici sui mercati internazionali. Dal 2008 aggiunge a questa responsabilità quella di Direttore della Divisione Mercato (20 m.di/€ di ricavi annui, 14.000 persone), con responsabilità della gestione di 31 milioni di clienti e dello sviluppo del mercato finale dell'energia in Italia.
Alberto Irace lavora ai massimi livelli di management di Acea, il principale operatore italiano del servizio idrico. Amministratore Delegato di diverse aziende del settore in Toscana, è profondo conoscitore delle dinamiche industriali e di regolazione del settore in Italia e all’estero. Ha scritto con Erasmo D’Angelis “Il valore dell’acqua” e “Come riparare l’Italia”. Come Amministratore Delegato della Società Publiacqua SpA, gestore del SII dell'ATO delle province di Firenze, Prato Pistoia ed Arezzo, ha guidato la progettazione e la realizzazione di un sistema di Work Force Management (WFM) introducendo per la prima volta in una società idrica in Italia soluzioni organizzative nuove ed all'avanguardia nel panorama internazionale della gestione dei servizi a rete. Il modello di WFM realizzato in Publiacqua rappresenta un importante elemento strategico di gestione del fattore lavoro, a servizio del miglioramento ed efficientemente di tutti i processi produttivi e del contestuale incremento della qualità del servizio erogato.

PIACENZA, SI’ ALLA CREAZIONE DI UNA SOCIETA’ MISTA PER IL SII

La provincia di Piacenza ha approvato il provvedimento relativo alla creazione di una società mista per la gestione del servizio idrico integrato. L’assessore Franco Timpano ha illustrato la proposta: il consiglio locale di Atersir (l’ente pubblico che raccoglie i Comuni del territorio e la Provincia) è l’autorità preposta a decidere sulla forma della società.
“E’ stata scelta una forma mista - ha precisato Timpano - fatto salvo lo studio di fattibilità che adesso illustriamo. Secondo una tabella di marcia che e’ molto stringente, il bando di gara per il servizio idrico nel bacino piacentino dovrà essere pronto per il luglio 2014, e il servizio dovrà essere assegnato per il marzo 2015.
La costituzione della società avverrà con la deliberazione di tutti e 48 i Comuni della Provincia, cui seguirà l’individuazione del partner industriale.

TEA ACQUE, IL TAR AVVIA LA GESTIONE CON IL SOCIO PRIVATO

Il Tar di Brescia ha respinto nei giorni scorsi la richiesta di sospensiva della gara di Tea Acque, stoppando così l’associazione temporanea d’imprese (Ati) arrivata seconda, che vede alleati Costruzione Dondi, F.Imm ed Euromec. In attesa dell’udienza di merito, Tea Acque può quindi firmare i contratti con la cordata vincitrice, che somma la Cpl di Concordia alla Sta di Mantova e alla Impec Costruzioni di Napoli.
Per il presidente di Tea Luigi Gualerzi «non solo l’ordinanza del Tar accoglie le nostre motivazioni, ma si spinge oltre, lasciando intendere che le motivazioni della controparte sono deboli».
A gara, la scelta del socio privato per la gestione del servizio idrico integrato: 60 mln di investimenti in 14 anni. Il bando prevede l’acquisizione da parte del socio privato del 40% del capitale; socio operativo, che riceve in dote i contratti per i lavori messi a gara: (dalla lettura dei contatori alla manutenzione dei depuratori).
«Non c’era alternativa - ripete Gualerzi -. L’affidamento diretto non era conforme, se non ci fossimo messi a posto, saremmo andati a gara. E allora sì che sarebbero arrivate le multinazionali».

GRUPPO CAP, AFFIDAMENTO VENTENNALE IN HOUSE PROVIDING

Il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, il presidente di Cap Holding Alessandro Ramazzotti, il presidente di Amiacque Marco Passaretta, il presidente di Ato Provincia di Milano Graziano Musella e il consigliere provinciale Giuseppe Russomanno hanno illustrato nell’ambito di una conferenza stampa i termini della convenzione che sancisce l’attribuzione in house providing, per i prossimi vent’anni, della gestione delle reti e degli impianti al Gruppo Cap.
La nuova realtà aziendale, nata in virtù della fusione di cinque società (Cap Holding, Ianomi, Tam, Tasm e Idra patrimonio) e che insieme al “braccio” operativo Amiacque coordinerà la rete dei Comuni dell’Ambito, ha già stanziato per il periodo 2013-2019 un investimento di oltre 500 milioni di euro. Il gestore unitario si pone al 1° posto in Italia per capitalizzazione ed al 5° posto per fatturato.
Durante l’incontro è stato ribadito che le tariffe della provincia, indicate con un metodo transitorio dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, risultano, ad oggi, tra le più basse in Italia: se nel 2012 si attestavano a 0,9255 €/mc, nel 2013 sono arrivate a 1,0148 €/mc, con un incremento irrisorio del 3,6%. In altre parole, per una famiglia composta da quattro persone, la variazione incide nell’ordine di 13,40 € all’anno.
«La gestione del servizio idrico del Milanese è, da sempre, altamente efficiente - ha dichiarato il presidente Podestà -. Siamo, del resto, ai vertici tra le realtà italiane. Il mutamento che ha caratterizzato questo comparto è giunto al termine con un complesso percorso di fusione realizzato con la collaborazione dei consigli comunali e provinciale. Gli investimenti programmati nei prossimi anni non solo risponderanno a ciò che l’Europa ci ha chiesto ma genereranno anche sul territorio nuove opportunità di lavoro per i nostri cittadini. Ribadisco, infine, che il nostro prodotto ultimo, l’acqua, è di una qualità straordinaria con le sue indiscusse proprietà organolettiche: invitiamo, pertanto, i milanesi a berla con fiducia».
«Il Gruppo CAP è una grande impresa pubblica con un fatturato di 270 milioni di euro annui e un Piano investimenti da 500 milioni di euro fra il 2013 e il 2019: la somma delle storie e della tradizione delle aziende impegnate nel servizio idrico sul territorio - ha aggiunto il presidente di CAP Holding, Alessandro Ramazzotti -. Un’acqua di qualità straordinaria quella del nostro territorio, grazie ad una gestione efficiente, attenta all’ambiente e alle esigenze dei cittadini».

TAR, VIA LIBERA ALL’ACQUISIZIONE DI ISONTINA RETE GAS DA PARTE DI ACEGAS E ITALGAS

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Italgas che aveva impugnato il provvedimento del 17 aprile dell'Antitrust, che vietava il passaggio del controllo congiunto di Isontina Rete Gas (Irg) da Eni e Acegas-Aps a Italgas e Acegas-Aps. È quanto si legge nella sentenza di del Tar del Lazio che ritiene, in sintesi, “il ricorso fondato” e, pertanto, “deve essere accolto con conseguente annullamento del provvedimento impugnato”.
In particolare, si legge, il Collegio osserva “come le finalità dell'operazione siano state fin dall'inizio riassunte e rese pubbliche dalle Parti nell'ambito degli atti societari che hanno evidenziato i benefici derivanti da economie di scala e di miglioramento delle performance operative ed economiche indipendenti dalle gare di Atem e dai tempi del loro svolgimento. La riorganizzazione societaria, in particolare, consente di realizzare immediatamente un nuovo assetto operativo e di razionalizzare l'attività societaria con la previsione del trasferimento ad Irg dei rami d'azienda delle parti negli Atem di riferimento”.
Tale riassetto societario, peraltro, si sottolinea, “seppure in previsione della partecipazione a successive gare, assume una valenza immediata che appare prescindere dall'unicità di scopo ravvisata dalla Agcm nel provvedimento impugnato. L'espletamento delle gare d'Atem, infatti, si esaurirà in un periodo temporale relativamente lungo mentre la riorganizzazione societaria risulta immediatamente operativa e tale da garantire immediati e diretti miglioramenti delle performance operative ed economiche che propendono a far ritenere corretta la finalità dell'operazione volta alla riorganizzazione dell'assetto sociale in vista dalla ottimizzazione della performance”. Infatti, rileva ancora il Collegio, “deve escludersi che Italgas possa rivelarsi un concorrente potenziale di Acegas-Aps e viceversa nell'ambito degli Atem considerati; ciò in quanto, se i vantaggi degli incumbent si considerano dirimenti già a partire dalla soglia del 50%, lo sono a fortiori di fronte alle quote Da tali argomentazioni, dunque, si legge nella sentenza, “deriva che l'operazione di concentrazione non appare idonea a modificare la situazione attualmente esistente e nemmeno utile ad eliminare alcun profilo di illegittima anticoncorrenzialità in assenza dei presupposti di natura economica sul mercato di riferimento”.

Ascopiave conclude l’acquisizione del 49% di Veritas Energia

È stato perfezionato il trasferimento del 49% del capitale sociale di Veritas Energia ad Ascopiave, che già deteneva una quota pari al 51% del capitale della società: La multiutility veneta arriva così a detenere il 100% di Veritas Energia. Il controvalore pagato per l'acquisizione, pari a 4 milioni di euro, corrisponde ad un enterprise value di Veritas Energia pari a 16,4 milioni di euro.
Per Fulvio Zugno, presidente di Ascopiave, “l'operazione conclusa con Veritas rappresenta un significativo tassello nel percorso di razionalizzazione e rafforzamento degli asset del Gruppo Ascopiave. Dimostriamo, ancora una volta, che alle parole seguono i fatti: le nostre acquisizioni poggiano esclusivamente su basi industriali e si concentrano nel settore del gas, nel quale da tempo abbiamo concentrato le nostre migliori energie”. E Vladimiro Agostini, presidente di Veritas, ha ribadito: “Con la cessione delle quote di Veritas Energia, concentreremo ancor di più le nostre forze nei settori della gestione idrica e ambientale, che hanno raggiunto la piena dimensione d'ambito.” Il direttore generale di Ascopiave, Roberto Gumirato e il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini informano congiuntamente, che “dall'operazione ha preso avvio lo studio di un protocollo d'intenti per la valutazione di ulteriori, proficue collaborazioni tra Veritas e Ascopiave”.

ACEA, IL TRIBUNALE RESPINGE IL RICORSO DEL SINDACO. ASSEMBLEA CONFERMATA IL 5 GIUGNO

Per il tribunale di Roma è "non luogo a provvedere sull'istanza di convocazione dell'assemblea ordinaria di Acea, già convocata dal Cda per il 5 giugno 2014", rendendo dunque "inammissibile la domanda di anticipazione della data dell'assemblea per la trattazione degli argomenti indicati da Roma Capitale nella nota del 3 marzo 2014". Così il Tribunale di Roma, che ha respinto il ricorso del sindaco Ignazio Marino teso ad anticipare la convocazione dell’Assemblea di Acea e a definirne l’ordine del giorno relativamente a composizione ed emolumenti del cda.
Per il Campidoglio, il cda "aveva tenuto un comportamento omissivo e dilatorio", tanto da invocare la "violazione dell'articolo 2367 del codice civile che impone che l'assemblea richiesta dal socio sia convocata e si svolga senza ritardo".
"Evidentemente il Consiglio di Amministrazione e il collegio sindacale si è comportato secondo le norme di legge e secondo lo statuto societario. Tant'è vero che il tribunale ha ritenuto di non poter e non dover intervenire sui provvedimenti presi dal consiglio di amministrazione". Così, il presidente di Acea Giancarlo Cremonesi, alla decisione del Tribunale di Roma.
Per Marino "la decisione del Tribunale da un lato prende atto che dopo il nostro ricorso finalmente l'assemblea è stata convocata, esattamente come da noi richiesto, dall'altro conferma il chiaro atteggiamento dilatorio degli attuali vertici della multiutility".

CAP HOLDING: TIROCINI E STAGE FORMATIVI DI ORIENTAMENTO NELLE AZIENDE DEL GRUPPO

38 giovani avranno l’opportunità di intraprendere un’esperienza formativa attraverso gli strumenti del tirocinio e dello stage con il progetto “Diamo spazio all’energia giovane” promosso e sostenuto dal Gruppo CAP. “La formazione delle nuove generazioni - spiega una nota - è considerata un elemento imprescindibile per la crescita della società nel suo complesso, e per questo il Gruppo propone un progetto che consentirà agli studenti di vivere un’esperienza di crescita formativa utile per approfondire l’argomento di ricerca di proprio interesse, comprendendo a fondo le logiche industriali di funzionamento aziendale”.
“Questa importante esperienza - commenta il Presidente di CAP Holding Alessandro Ramazzotti - è un’occasione per avvicinare e verificare modelli e schemi concettuali appresi durante i vari corsi di studio e applicarli alla nostra realtà operativa. Fornire un'opportunità di completamento della formazione accademica e un momento utile per lo sviluppo dei propri interessi all’interno di uno specifico contesto professionale è il nostro impegno per valorizzare la forza delle idee dei giovani.”
Le tipologie di tirocinio formativo e di orientamento offerte sono pubblicate nelle sezioni “Lavora con noi” dei siti aziendali di CAP Holding e Amiacque, dove è inoltre possibile consultare gli annunci di stage e tutte le informazioni per accedere al progetto.
Il Gruppo CAP è una realtà industriale che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Milano, Monza e Brianza, Pavia, Varese, Como secondo il modello in house providing, cioè garantendo il controllo pubblico degli enti soci. Per dimensione e patrimonio il Gruppo si pone tra le più importanti monoutility nel panorama nazionale.

A2A, MILANO PROROGA AL 14 APRILE LA SCADENZA PER PRESENTARE LE CANDIDATURE AL CDA

Il Comune di Milano ha deciso di prorogare al 14 aprile la scadenza per la presentazione delle candidature per il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale della società A2A spa. In questo modo Il Comune - si legge in una nota - si uniforma alla data di scadenza del bando che il Comune di Brescia ha pubblicato solo il 4 marzo. L’assemblea ordinaria di A2A spa è prevista il giorno 13 giugno in prima convocazione e il giorno successivo in seconda convocazione. Il bando attualmente pubblicato è il primo per la composizione del CdA in base alla nuova governance, decisa dai consigli comunali di Milano e Brescia, che ha portato al superamento della gestione duale.

BIM BELLUNO INFRASTRUTTURE, OK AL BILANCIO E ZANOLLA RICONFERMATO

Chiude con ricavi pari a 5,2 milioni di euro il bilancio 2013 di Bim Belluno infrastrutture, utility energetica partecipata dai 67 Comuni bellunesi. Positivo anche il risultato operativo (740 mila euro) in crescita rispetto al 2012 (era a 531mila euro). L’utile generato, infine, è di 381 mila euro (+ 54 per cento rispetto al 2012). Consistenti anche gli investimenti sul territorio: 1,5 milioni di euro per allacciamenti ed estensioni di rete. Scende il credito che Bim Infrastrutture ha nei confronti di Bim Gsp (da 6,2 milioni di euro a 2,2). Passando ai debiti, calano quello verso le banche (dagli 11 milioni del 2012 a circa 10) e verso i fornitori. Questi ultimi avanzano 4,4 milioni di euro, ma nei primi sei mesi di quest'anno saranno saldati circa 2,5 milioni alle imprese. In calo, infine, anche i debiti verso i comuni legati al settore dell’idroelettrico.
L’Assemblea dei soci che ha approvato il bilancio ha anche riconfermato Bruno Zanolla alla guida di Bim Infrastutture per i prossimi 3 anni come Amministratore unico.

EON ITALIA, I PRETENDENTI AL DISIMPEGNO DELL’UTILITY TEDESCA

Dopo il dossier di Goldman Sachs sul disimpegno di Eon in Italia dei mesi scorsi, il quotidiano economico MF-Milano Finanza riporta la notizia dell’interesse di Ascopiave per Eon Energia, la controllata attiva nella vendita di elettricità e gas dell’utility tedesca, il cui valore si aggirerebbe tra 150 e 180 milioni di euro. Ascopiave, guidata dal presidente Fulvio Zugno, ha circa 830mila clienti e 900mila sono quelli di Eon Italia.
Sul fronte della produzione, la stampa italiana continua ad evidenziare l’interesse di Erg per la centrale idroelettrica di Terni di Eon, ma altri sarebbero interessati all’acquisizione.
Il dossier di Goldman Sachs stimava in circa 3 miliardi gli introiti possibili dalla vendita di tutte le attività italiane di Eon.

PAVIA, PARTE LA CORDATA PER LA GARA ATEM

È partita la sfida per l'aggiudicazione del servizio di distribuzione gas nell'Atem Pavia 4-Oltrepo Pavese, come previsto dalla nuova normativa. Lo scorso anno i 78 Comuni che fanno parte dell'Ambito territoriale minimo hanno conferito al comune di Voghera il ruolo di stazione appaltante per la gara. Entro la fine del 2014 sarà presentato il bando per l'affidamento del servizio e, poi, entro metà del 2015 sarà espletata la gara. È un'operazione molto ambita, perché chi la vince si aggiudica le reti gas dell'ambito, per un valore complessivo stimato di 80 milioni di euro.
Alla gara è interessata la Broni-Stradella spa, che dal 2000 gestisce il servizio di distribuzione gas nel comune di Stradella e che vende gas a clienti finali in oltre 100 Comuni, non solo in provincia di Pavia. La società municipalizzata oltrepadana sta cercando di organizzare una cordata insieme ad Asm Voghera e alla privata Libarna Gas. Le tre società insieme arriverebbero così a possedere circa la metà degli impianti dell'ambito, mentre l'altra metà appartiene ad Enel gas, che dovrebbe essere l'altro partecipante alla gara. «L'esito non è affatto scontato - spiega il presidente Luigi Maggi -. Noi stiamo lavorando con gli istituti bancari per ottenere la fideiussione necessaria, in caso di vittoria, per indennizzare i concessionari privati. Si parla di circa 50 milioni di euro». La Broni-Stradella spa, però, vuole partecipare alla cordata con un certo peso, acquisendo la proprietà degli impianti del Comune di Stradella. L'amministrazione comunale non ha ancora preso una decisione definitiva, ma la cessione potrebbe essere vantaggiosa perché metterebbe fine alla questione del lodo Italgas, un contenzioso con la società che aveva in concessione gli impianti prima del 2000, per cui è atteso a breve un pronunciamento della Cassazione su un ricorso presentato dal Comune.

IREN, OK ALL’EMISSIONE PRIVATE PLACEMENT PER 100 MLN

Iren SpA ha completato con successo l’emissione di un Private Placement per un ammontare di 100 milioni di euro con la durata di 5 anni e cedola pari al 3% annuo. Le obbligazioni, quotate alla Borsa Irlandese, sono interamente sottoscritte da Morgan Stanley e sono riservate per la negoziazione ad investitori istituzionali.
L’operazione, che segue il primo collocamento obbligazionario perfezionato e riaperto a ottobre 2013, conferma l’indirizzo strategico definito nel Piano Industriale del Gruppo Iren per rafforzare la propria flessibilità e solidità finanziaria.
L’emissione del prestito obbligazionario contribuisce a migliorare ulteriormente il profilo dell’indebitamento del Gruppo Iren attraverso un allungamento della scadenza media e assicura un maggiore grado di differenziazione delle fonti di finanziamento, riscontrando ancora una volta la favorevole disponibilità del mercato, non solo bancario, a finanziare le attività e i progetti di sviluppo del Gruppo.

LEGALITA’. PROTOCOLLO TRA PREFETTURA E GRUPPO IREN CONTRO INFILTRAZIONI MAFIOSE

Il prefetto di Genova Giovanni Balsamo e gli amministratori delegati di Iren Acqua Gas spa, Mediterranea delle acque Spa e Reti gas spa hanno sottoscritto un protocollo di intesa per la tutela del sistema delle imprese dal rischio di infiltrazione mafiosa, individuando nel territorio provinciale misure a difesa dell'economia legale.
"I firmatari - si legge in un comunicato delle prefettura - hanno ravvisato l'esigenza di rafforzare la collaborazione tra Prefettura e stazioni appaltanti nella prevenzione e nel contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore degli appalti di lavori, servizi e forniture pubbliche mediante strumenti efficaci per perseguire il preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza nelle procedure concorsuali d'appalto".
Il primo protocollo antimafia e' stato sottoscritto fra prefettura e Comune di Genova per il piano di opere pubbliche triennale 2011-2013 ed e' uno strumento che consente di alzare il controllo sulle infiltrazioni della criminalità organizzata.
La scorsa settimana il procuratore antimafia Franco Roberti ha visitato Imperia, affermando che "l'attenzione sulla Liguria è massima".

A2A: PISAPIA E DEL BONO FIRMANO NUOVO PATTO PARASOCIALE

Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e quello di Brescia Emilio Del Bono hanno firmato il nuovo Patto parasociale tra i due Comuni per A2A. L’intesa entrata in vigore dal primo gennaio 2014 è di durata triennale. Il Patto vincola per ogni Comune una quota pari al 25% e una azione del capitale sociale di A2A.
La principale novità del Patto, le cui linee guida sono state approvate nei giorni scorsi dai consigli comunali di Milano e Brescia, riguarda il cambio della governante, che passa dal sistema duale a quello tradizionale, con un consiglio di amministrazione che sarà composto da dodici membri, dei quali nove indicati dalla lista maggioritaria in assemblea e tre indicati da altre liste.
È prevista l’introduzione di un amministratore delegato che sarà scelto congiuntamente dai comuni di Milano e Brescia. Il passaggio dal Consiglio di Sorveglianza e di Gestione ad un unico CdA permetterà una maggiore efficienza nella gestione della Società e una riduzione dei costi. L’accordo prevede anche la cessione da parte del Comune di Milano e del Comune di Brescia delle azioni possedute in eccesso rispetto a quelle sindacate. Si tratta esattamente di 83.637.292 azioni del Comune di Milano e di 76.946.215 azioni del Comune di Brescia, pari complessivamente a circa il 5% del capitale sociale di A2A. L’obiettivo è di concretizzare la vendita delle azioni nei primi mesi del 2014.

IREN: CON SMAT LANCIA OPA SU ACQUE POTABILI

Iren, IAG (Iren Acqua Gas, societa' interamente controllata da Iren) e Smat, Societa' metropolitana acque Torino, hanno deliberato di promuovere attraverso la societa' Sviluppo Idrico, societa' il cui capitale e' detenuto in parti uguali da Iag e Smat, un'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria su 13.785.355 azioni ordinarie di Acque potabili (Sap).
IAG e Smat detengono attualmente rispettivamente 11.108.795 e 11.109.295 azioni di Sap, pari complessivamente al 61,71% del capitale sociale della societa'.
L'offerta, si legge in una nota, è finalizzata, in primo luogo, alla revoca delle azioni ordinarie Sap dalla quotazione sul Mercato telematico azionario gestito da Borsa Italiana.

HERA: CHIUDE 2013 CON UTILE NETTO IN CRESCITA, PROPORRÀ UN DIVIDENDO DI 9 CENTESIMI

Il cda del gruppo Hera ha approvato i risultati economici consolidati al 31 dicembre 2013, unitamente al corrispondente bilancio di sostenibilità. L'anno si è chiuso con un utile netto di periodo in crescita a 181,7 milioni (+35,2% rispetto ai 134,4 milioni del 2012) “considerando - precisa il gruppo- un tax rate, al netto degli effetti straordinari, del 46,1%. Depurando il risultato dalle componenti straordinarie sopra citate, l'utile netto adjusted ammonterebbe a 145,3 milioni (+32,7% rispetto ai 109,5 milioni del 2012)”. L'utile netto di pertinenza del gruppo ammonta a 164,9 milioni, in aumento del 38,9% (al netto delle componenti straordinarie si sarebbe attestato a 128,5 milioni, +37%). I ricavi si sono attestati a 4.579,7 milioni (+1,95), il Mol a 830,7 milioni (+25,5%). A fronte dei risultati conseguiti, il cda ha deciso di proporre all'Assemblea dei Soci del prossimo 23 aprile un dividendo di 9 centesimi per azione, in linea con quanto distribuito nello scorso esercizio.

ACSM-AGAM, ALLO STUDIO PROGETTO DI FUSIONE CON AEB

I Cda di Acsm -Agam e di Aeb, che controlla il Gruppo Gelsia, hanno deciso di avviare lo studio di un progetto di aggregazione industriale e societaria. Il Gruppo delle utility di Como e Monza e il Gruppo Aeb - Gelsia, simili per caratteristiche industriali e di business gestiti, operano in aree geografiche contigue e sono accomunati dal forte radicamento territoriale.
Questi presupposti sono alla base di una ipotesi di aggregazione che consentirebbe di valorizzare le rispettive presenze industriali nei settori dell'Energia e dell'Ambiente, in un'ottica di complessivo rafforzamento competitivo. Il progetto di aggregazione sarà successivamente sottoposto all'esame e alle decisioni dei soci. I due Gruppi hanno conferito un incarico congiunto a Banca Profilo come Financial Advisor del progetto di aggregazione.

HERA - AMGA, IL COMUNE DICE SI’ ALLA FUSIONE. UDINE AVRA’ IL 2,98% DI HERA

Il comune di Udine ha dato il via libera all’operazione di fusione tra Hera ed Amga, con 25 voti favorevoli contro 16. Per il pd - massicciamente presente in aula, non solo con i consiglieri ma con deputati nazionali (Paolo Coppola e Giovanni Malisani) e responsabili regionali del partito - si tratta di un’azione di “responsabilità”. “Oggi - ha spiegato la democratica Monica Paviotti - si vedrà chi avrà il coraggio di abbandonare una linea di proteste artificiose e prive di reali contenuti propositivi e fare finalmente gli interessi dei cittadini udinesi”.
Quest’ultimo voto ha anche previsto un diverso concambio, a favore del sindaco Honsell, pari al 2,98% del capitale di Hera: Amga dunque avrà oltre 44 milioni di azioni di Hera.

ACSM - AGAM, BUSINESS PLAN E PIANO DIVIDENDI

Il Consiglio di Amministrazione di Acsm Agam ha approvato il Business Plan del Gruppo per il periodo 2014-2016. Sul fronte dei risultati economici è previsto che l'Ebitda, anche senza l'apporto del settore idrico, superi a fine 2016 i 43 milioni di euro, rispetto ai 44,6 milioni di euro del 2013 (dei quali circa 2,5 milioni riferiti al settore idrico). L'Ebit è previsto in aumento sino a 23,7 milioni di euro a fine 2016 (21,8 milioni del 2013). Il Risultato netto del Gruppo è previsto in forte crescita sino a 10,8 Mln di euro nel 2016 (7,4 milioni nel 2013) anche grazie all'attesa riduzione dell'imposizione diretta che grava sulle attività energetiche (c.d. Robin Tax).
Il periodo di Piano sarà caratterizzato dallo svolgimento delle gare d'ambito per il servizio di distribuzione gas; il Gruppo intende partecipare alle gare negli ambiti in cui è presente storicamente ovvero negli ambiti denominati Como 1 (Triangolo Lariano e Brianza Comasca), Como 2 (Como e Olgiatese), Monza Brianza 1 (Est), Venezia 2 (Entroterra e Veneto Orientale), valutando ipotesi di partnership nei singoli contesti. E’ previsto che gli effetti delle gare si manifesteranno oltre l'orizzonte temporale di piano.
Nel settore idrico è prevista la cessione dei rami di azienda relativi alla città di Monza e all'area di Como a soggetti interamente pubblici titolari di affidamenti per il servizio idrico integrato rispettivamente per l'Ato Monza Brianza e Como, a corrispettivi ipotizzati prudenzialmente pari ai valori di libro. Nel Piano è stata ipotizzata continuità della gestione dei rami di azienda fino alla loro cessione.
Nel settore della vendita gas ed energia elettrica si prevede lo sviluppo delle vendite legato all'offerta congiunta di gas ed energia elettrica (dual fuel) anche in nuove aree e lo sviluppo nel mercato retail della vendita di energia elettrica. Nel settore ambiente è previsto l'ingresso in nuovi segmenti della filiera. Nel settore della cogenerazione e teleriscaldamento è previsto uno sviluppo progressivo delle vendite a clienti del teleriscaldamento nell'area di Monza.
Intanto l’azienda ha chiuso il bilancio 2013 proponendo per i soci pubblici 0,045 euro per ogni azione posseduta: il per Comune di Monza significa un dividendo di circa un milione, poco meno per Como.

IREN, NUOVA PROROGA PER L’ESERCIZIO PROVVISORIO DELL’INCENERITORE DI PARMA

Iren proroga l’esercizio provvisorio dell’inceneritore di Parma e rimanda ancora l’avvio definitivo dell’impianto, che era previsto per il 19 gennaio. Lo rende noto l’associazione Gcr, “Gestione corretta rifiuti e risorse”, che si batte contro l’inceneritore e si chiede oggi cosa stia succedendo davvero a Ugozzolo, nel parmense.
Dal 28 agosto, giorno di avvio dell'esercizio provvisorio, l'inceneritore - leggiamo nella nota - ha funzionato a singhiozzo, al 35% circa delle sue potenzialità. “Ci sbagliamo a sostenere che sia una evidente manifestazione del sovradimensionamento dell'impianto? Una linea sempre spenta, l'altra che funziona a tratti, il fumo perenne che esce dal camino, con consumi di gas metano che non osiamo nemmeno conteggiare”.
“Come nulla si sa del destino delle ceneri di fondo dell'inceneritore. Sono migliaia di tonnellate di ceneri nelle quali sono depositati metalli pesanti, diossine, furani, tutte molecole di una certa delicatezza, ma il silenzio regola anche questo tema. La trasparenza del progetto, una delle tante bandiere stracciate, è palesemente rappresentata da monitor spesso spenti, di dubbia leggibilità, dove le polveri sottili sono costantemente riportate a valore zero. Zero notizie da Ugozzolo, e il balletto andrà avanti ancora 2 mesi”. “La nebbia - conclude polemicamente l’associazione - non è solo nell'aria”.

MANTOVA, CPL E STA SOCI PRIVATI DI TEA ACQUE

Tea Acque ha il nuovo socio privato. È la cordata formata dalla Cpl di Concordia e dalla Sta di Mantova che si è aggiudicata la travagliatissima gara partita circa due anni fa per l’aggiudicazione del 40% del capitale e conclusasi nei giorni scorsi con l’apertura delle buste da parte dell’apposita commissione. I mantovano-modenesi hanno avuto la meglio sull’associazione temporanea di imprese formata da Euromec di Mantova e dalle reggiane Dondi e F.imm.
Erano questi gli unici due gruppi rimasti in lizza dopo che via via si erano defilati, con corollario di ricorsi poi ritirati, Dolomiti Energia e gli inglesi di Seven trent e Sisba. Cpl e Sta hanno vinto grazie all’offerta tecnica giudicata dai commissari migliore di quella della cordata di Euromec che aveva, invece, presentato l’offerta economica più vantaggiosa con uno sconto del 5% rispetto all’1% dei rivali. Alla fine i vincitori hanno totalizzato 79 punti contro 68. La parola ora passa al cda di Tea che dovrà procedere all’aggiudicazione provvisoria della gara, passaggio obbligatorio per arrivare a quella definitiva dopo aver verificato l’intera documentazione presentata dal vincitore.
Con questa gara i privati entrano con il 40% in Tea acque e procederanno all’aumento di capitale; in cambio, Tea acque metterà a disposizione la sua dote di lavori per 4,2 milioni di euro all’anno sino al 2025: il bando, inizialmente, prevedeva una durata di 14 anni, successivamente ridottisi a 12; conseguentemente, si è ridotto anche l’ammontare dei lavori previsti.

In libreria “Obiettivo Comune”: partnership pubblico-privato fra innovazione, responsabilità e fiducia

Occorre disporre di strumenti in grado di stimolare l'innovazione, anche grazie all'utilizzo delle reti e delle nuove tecnologie e al diverso ruolo che cittadini e imprese hanno assunto nel generare valore sul territorio. Questa la chiave di lettura delle partnership pubblico privato che propone “Obiettivo Comune”, la pubblicazione a cura di Marisa Parmigiani, Segretario Generale di Impronta Etica, e Alessandra Vaccari, AD di Indica, che raccoglie i contributi di Luca De Biase, Marco Frey, Natalia Gusmerotti, Roberta Paltrinieri, Ilaria Orfino e Mariella Stella. Il libro non fornisce solo un inquadramento giuridico e teorico dei processi di sussidiarietà e delle diverse tipologie di partnership, ma racconta anche alcuni casi di successo e best practice guidati da logiche non negoziali ma collaborative e condivise. Il testo evidenzia come, a fronte dell'aumentato ricorso a progetti di partnership pubblico privato, anche come risposta alla crisi e alla scarsità di risorse, non esiste ad oggi una adeguata dotazione strumentale che faciliti e sostenga tali forme di collaborazione.

BANCHETTI (ESTRA) NUOVO COORDINATORE ENERGIA DI CONFSERVIZI CISPEL TOSCANA

I presidenti delle aziende gas e energia associate a Confservizi Cispel Toscana, su proposta del presidente Alfredo De Girolamo, hanno nominato Roberto Banchetti, Presidente di Estra, coordinatore della Commissione Energia dell'associazione regionale che rappresenta le aziende di servizio pubblico. La decisione, già assunta dall’Assemblea dell'Associazione nel dicembre scorso, è stata recentemente ratificata dal coordinamento di settore.
Roberto Banchetti è da alcuni anni alla guida del gruppo Estra, frutto della fusione fra i tre operatori del gas e dell’energia di Arezzo (Coingas), Siena (Intesa) e Prato (Consiag), attualmente uno dei due più importanti gruppi operanti in Toscana, e con attività diffuse in tutta Italia.
De Girolamo ha sottolineato come la nomina di Banchetti si collochi “in una fase delicata del settore, in Italia e in Toscana, che dovrà affrontare dalla fine di quest’anno la stagione delle gare ad evidenza pubblica per l’assegnazione del servizio di distribuzione di gas, dopo anni di rinvii. Una fase importante anche per le sfide, cui anche gli operatori della distribuzione di gas sono chiamati a rispondere, nel settore dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per raggiungere gli obiettivi europei nel 2020".
La soddisfazione di Roberto Banchetti: “interpreto questa nomina anche come un riconoscimento ad Estra, ai suoi risultati e ai suoi progetti di sviluppo. Come evidenziato da De Girolamo ci attende una stagione difficile ma proprio per questo entusiasmante. Le nostre aziende sono diverse: legate al territorio, espressione della volontà dei sindaci e quindi dei cittadini, orientate con decisione al mercato ma senza mai perdere di vista la dimensione sociale dell’impresa. Rappresentiamo non solo la qualità dei servizi ma anche un pilastro concreto del sistema economico territoriale”.

A2a, migliorano i conti nel 2013. Annunciati i dati preliminari

Il 2013 è stato un anno in chiaroscuro per A2A, che in settimana ha presentato i risultati preliminari. Nel complesso le indicazioni positive sono arrivate dal MOL e dall’indebitamento, mentre la nota dolente riguarda i ricavi. Più in dettaglio, i “Ricavi” del Gruppo A2A sono stati pari a 5,6 miliardi di euro, in flessione del 13% rispetto ai 6,5 miliardi del 2012, sostanzialmente per effetto della decisione di contrarre l’attività di intermediazione di gas sui mercati all’ingrosso. Il “Margine Operativo Lordo”, pari a oltre 1,1 miliardi di euro, è risultato in crescita del 6% rispetto all’esercizio precedente. A tale andamento hanno contribuito i positivi risultati delle filiere cogenerazione e teleriscaldamento, ma anche reti e ambiente. Stabile, invece, il risultato della filiera energia, grazie anche all’ottimo andamento dei risultati industriali della partecipata EPCG. La dinamica del Margine Operativo Lordo ha complessivamente beneficiato dei primi risultati positivi del piano triennale di efficienza operativa.
Capitolo debiti: l’“Indebitamento Finanziario Netto” a fine 2013 è risultato inferiore a 3,9 miliardi di euro, in miglioramento di 0,5 miliardi di euro rispetto al 2012 (4,4 miliardi di euro) a seguito della positiva generazione di cassa attribuibile alla gestione operativa, nonchè degli effetti positivi derivanti dalle operazioni straordinarie finalizzate nel corso del 2013 (cessione di cinque piccoli impianti idroelettrici ad acqua fluente e scissione non proporzionale di Edipower S.p.A.), pur in presenza di investimenti per circa 290 milioni di euro e, infine, come conseguenza del pagamento dei dividendi per 81 milioni di euro. Il rapporto di indebitamento (debito netto/Ebitda) si attesta così a 3,4 (era 4,1 a fine 2012).

A2A, MITTEL SARA’ ADVISORY PER LA CESIONE DEL 5%

Per la cessione della quota del 5% di A2A, "i Comuni hanno deciso di affidare in via provvisoria a Mittel Advisory l'incarico, in attesa della verifica documentale che durerà una settimana". Così l’agenzia Reuters, citando una fonte vicina al comune bresciano. L’advisor avrà il compito di definire il prezzo congruo per la vendita del 5,12% del capitale, cifra da sottoporre alle giunte che poi dovranno approvare le procedure di vendita. Al termine dell'operazione, Milano e Brescia scenderanno al 50% più due azioni nel capitale della utility.
Mittel Advisory ha presentato un'offerta al ribasso del 75% rispetto al prezzo massimo stabilito nel bando pari a 50.000 euro. Pertanto la somma che spetterà all'advisor è di 15.000 euro.
In questa fase, come si legge del bando, sono escluse per l’acquisto le banche o le società di intermediazione finanziaria che, invece, saranno coinvolte nel collocamento vero e proprio a partire da marzo. Nelle intenzioni dei due sindaci la cessione del pacchetto dovrà avvenire entro la fine di maggio, comunque in tempo utile per consentire ai nuovi azionisti di depositare le quote per l'assemblea del prossimo 13 giugno. Un appuntamento particolarmente importante per A2A perché sancirà il passaggio dal sistema duale di governance a quello tradizionale.

MULTISERVIZI E ESTRA DANNO VITA A EDMA, NHOLDING DA 270 MILIONI DI EURO

Nasce Edma, Energia del Medio Adriatico, una società costituita da Multiservizi (al 55%) e dalla toscana Estra (45%), entrambe a capitale pubblico. L'atto ufficiale è stato sottoscritto dal presidente di Multiservizi, Ferdinando Avenali, e dall'amministratore delegato di Estra, Alessandro Piazzi. 46 i Comuni soci di Multiservizi, 99 quelli di Estra, una delle prime aziende in Italia per la fornitura e distribuzione di gas naturale ed energia elettrica.
Nella nuova società Multiservizi conferirà la partecipazione in Prometeo, primo operatore delle Marche per la vendita di energia, e il ramo di azienda della distribuzione di gas naturale, attività svolta attualmente in 15 comuni della provincia di Ancona. Il gruppo toscano porta in dote la propria rete di distribuzione e il pacchetto di clienti che detiene in Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise, oltre ad un supporto economico di 10 milioni di euro.
Edma, si legge in una nota, ha tra le sue finalità la gestione delle reti di distribuzione del gas naturale, unico servizio di pubblica utilità che viene assegnato obbligatoriamente con gara: la holding dell'energia, con sede ad Ancona, avrà un fatturato stimato in circa in 270 milioni di euro e 120 addetti. Presidente della nuova società è Chiara Sciascia; Moreno Clementi è l'amministratore delegato.

HERA, BILANCIO DI SOSTENIBILITA’ 2013: 2 MLD DI RICCHEZZA AL TERRITORIO

Una multiutility che sta attraversando una fase macroeconomica estremamente complessa tenendo però la barra ben dritta sull’impegno a favore della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Questo il quadro che emerge dal Bilancio di Sostenibilità presentato nei giorni scorsi da Hera, la multiutility emiliana-romagnola-veneta-friulana che nel 2013 ha distribuito al territorio una ricchezza pari a 1.996 milioni. Una generazione di valore significativa, con effetto anti-ciclico in questa fase di perdurante stagnazione economica, che ha saputo però coniugarsi con il prosieguo del forte impegno a favore dell’ambiente, in cui si registra, ad esempio, una sensibile riduzione delle emissioni di gas serra o l’ulteriore incremento dell’energia da fonte rinnovabile prodotta.
Grazie sia al contributo di AcegasAps che alla crescita organica della sola Hera, il valore aggiunto globale lordo prodotto è stato di 1.372 milioni (+27,6% sul 2012). Di grande importanza la ricchezza distribuita nel 2013 al territorio, salita a 1.996 milioni contro i 1.698 milioni dello scorso anno (+17,6%). Tale valore somma il valore aggiunto distribuito ai principali interlocutori locali di Hera (lavoratori, azionisti, pubblica amministrazione, comunità locale, azienda), pari a 1.057 milioni, al valore economico delle forniture da realtà del territorio, pari a 939 milioni (equivalenti a livello consolidato al 63,2% delle forniture del Gruppo).
Anche la ricaduta occupazionale del Gruppo Hera è di tutto rilievo. Complessivamente, fra lavoratori diretti del Gruppo (8.294) e indiretti (5.278 dipendenti dei fornitori del Gruppo) l’occupazione totale ammonta a 13.572 unità, di cui 135 nuovi lavoratori assunti a tempo indeterminato. Inoltre il dato relativo alle forniture da cooperative sociali, che hanno avuto un valore di oltre 35 milioni di euro (+7,1% sul 2012) e hanno consentito l’inserimento lavorativo di 581 persone svantaggiate (576 nel 2012).
Sul fronte della tutela dell’ambiente, il 71,7% della produzione energetica elettrica e termica del Gruppo Hera è avvenuto da fonte rinnovabile o assimilata alle rinnovabili. L’attenzione all’ambiente si è manifestata anche nella produzione di gas serra generata dagli impianti del Gruppo. Per ogni MWh di energia prodotta nel 2013, infatti, sono state emesse 549 Kg di CO2 equivalente (-6% rispetto al 2012) grazie alla riduzione delle emissioni dagli impianti e alla contemporanea maggiore produzione di energia da fonti rinnovabili (+10%, in particolare per digestori anaerobici, centrali a biomasse e geotermia).
Il 66% degli acquisti commissionati da Hera è stato effettuato ad aziende con sede commerciale nel territorio di riferimento, senza effettuare gare pubbliche al massimo ribasso (il 76% del valore degli affidamenti viene aggiudicato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa).
Il Bilancio di Sostenibilità 2013 per il primo anno, vengono utilizzate come riferimento le linee guida internazionali GRI-G4, pubblicate a maggio 2013 che mettono al centro del processo di reporting gli aspetti e gli argomenti considerati più importanti dagli stakeholder. I principali nuovi indicatori introdotti dalle linee guida riguardano i fornitori e la governance.

ASCOPIAVE AVVIA LE TRATTATIVE PER ACQUISIRE IL 49% DI VERITAS ENERGIA

Ascopiave, che già detiene una quota pari al 51% del capitale sociale di Veritas Energia, ha avviato una trattativa con Veritas, detentrice della residua quota di minoranza pari al 49% del capitale sociale, per l'acquisizione della totalità della partecipazione. Lo rende noto il gruppo in una nota. Preliminarmente, la possibile operazione è stata oggetto di comunicazione all'Autorità Garante della concorrenza e del mercato.

ACQUA NOVARA VCO, INCORPORATA ACQUE NORD

Acqua Novara Vco, gestore idrico nelle province di Novara, Verbania-Cusio-Ossola, ha perfezionato nei giorni scori la fusione per incorporazione di Acque Nord srl. La fusione tra le due società consentirà di avere un unico soggetto gestore per il servizio idrico nei 137 Comuni delle due province; per dimensioni, il nuovo soggetto sarà il secondo del Piemonte.
L’operazione si inquadra nell’ambito dei processi di concentrazione delle gestioni idriche, volte a creare soggetti più grandi e strutturati, che possano sfruttare economie di scala sempre più significative e generare organizzazioni sempre più efficienti.
Acqua Novara Vco ha incorporato dal 2010 11 società, mantenendo il controllo della società in mano alle amministrazione pubbliche.

A2A, NEL 2013 UTILE NETTO A 62 MILIONI

A2A chiude il 2013 con un margine operativo lordo pari a 1.133 milioni, in crescita di 65 milioni (+6,1%) rispetto all'esercizio 2012. L'utile netto del periodo è pari a 62 milioni (260 milioni al 31 dicembre 2012). Esso include l'effetto contabile di svalutazioni per complessivi 267 milioni, che al netto dell'impatto fiscale pesano sul risultato netto per 177 milioni. La posizione finanziaria netta a fine 2013 si è attestata a 3.874 milioni, in miglioramento di 498 milioni rispetto al 2012 (4.372 milioni).
L'energia elettrica venduta nei mercati all'ingrosso e al dettaglio dalle società del Gruppo (al netto del contributo della partecipata montenegrina EPCG) è risultata pari a 44,3 TWh (miliardi di kilowattora), in crescita del 5% rispetto all'esercizio 2012. L'esercizio 2014 si caratterizzerà per il permanere di una situazione di debolezza dei mercati energetici che, soprattutto nella prima parte dell'anno, continueranno ad essere caratterizzati da una domanda in contrazione. L'azione del gruppo sarà dunque rivolta alla difesa dei livelli di redditività - anche attraverso il continuo miglioramento dell'efficienza operativa - e al conseguimento di un ulteriore calo della posizione finanziaria netta. Le attività di sviluppo industriale saranno focalizzate in particolare nelle filiere ambiente e calore.

ACQUEDOTTO PUGLIESE, VENDOLA: “DEVE RIMANERE PROPRIETÀ PUBBLICA”

A fine dicembre 2018 scadrà l'affidamento del servizio idrico integrato della Puglia ad Acquedotto Pugliese. La scadenza di questo affidamento, stabilito con il decreto legislativo 141/99 - con cui l'Ente autonomo Acquedotto Pugliese veniva trasformato in società per azioni - e conseguente convenzione di gestione sottoscritta nel 2002, pone un problema non indifferente: terminata l'attuale gestione, il successivo affidamento dovrà avvenire secondo le modalità previste dalla legge, vale a dire l'affidamento in house o tramite gara. Nel primo caso la Regione - attualmente socio unico di Aqp - dovrebbe cederne le azioni ai Comuni pugliesi cui spetterebbe, attraverso l'Autorità idrica pugliese che li rappresenta, l'affidamento del servizio; nel secondo caso si profilerebbe il rischio dell'ingresso di privati nella gestione del servizio idrico pugliese.
Ipotesi, soprattutto quest'ultima, che parte del mondo politico pugliese sembra decisa a contrastare: in questo senso va il manifesto-appello lanciato ieri dal consigliere regionale Fabiano Amati (Pd) con Umberto Fratino, Ernesto Sticchi Damiani, Corrado Petrocelli, Graziana Brescia, Antonio Felice Uricchio, Gianluigi Pellegrino, Roberta Maria Rana, Michele Laforgia, Gabriella Genisi, Mario Aulenta, Federica Cotecchia, Franco Gagliardi La Gala, Francesca Portincasa, Nicola Lamaddalena, Mauro Bolognese, intitolato “L'Acquedotto siamo noi” e rivolto ai parlamentari pugliesi “per ottenere la modifica della legge nazionale che fissa al 31 dicembre 2018 la scadenza della gestione del servizio idrico in capo ad Acquedotto Pugliese e l'obbligo della Regione Puglia di vendere le azioni”.
L'appello, aperto alla sottoscrizione di tutti i cittadini, mira a mantenere la proprietà regionale di Aqp. “Le particolari condizioni idro-geo-morfologiche della Puglia - recita il documento - determinarono la necessità di costruire un sistema di distribuzione idrica sostanzialmente universale e interconnesso, dipendente per l'approvvigionamento da fonti generalmente extra regionali. Ed ancora oggi è così, né potrà mutare. Se a questo si aggiungono le notevoli complicazioni sulla gestione dell'imponente sistema di collettamento fognario, cioè raccolta, depurazione e scarico dei reflui, in uno con la difficoltà di definire recapiti finali coerenti e compatibili dal punto di vista normativo ed ambientale, la scelta di una gestione totalmente pubblica si trasfigura in necessità inderogabile. Mettere a gara la gestione del servizio idrico in Puglia - si sottolinea con enfasi - significherebbe mettere a gara noi stessi, il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro”. La “gestione totalmente pubblica” reclamata parrebbe equivalere al mantenimento dell'intero capitale sociale in capo alla Regione, dato che i promotori dell'iniziativa ritengono “che il Parlamento nazionale debba provvedere con urgenza a modificare la normativa vigente, cancellando sia la data di scadenza della concessione in favore di Acquedotto pugliese, sia l'obbligo della Regione Puglia di vendere le sue azioni”.
Per il presidente della Regione, Nichi Vendola: “La mia amministrazione ha orgogliosamente difeso la natura pubblica della proprietà dell'Acquedotto pugliese. Il servizio idrico per noi è un servizio pubblico e l'Aqp deve mantenere la sua natura di soggetto con proprietà pubblica”.
“Ricordo - aggiunge - che con uno slancio di coraggio istituzionale abbiamo anche cercato di far ritornare la società Aqp alla sua natura originaria di ente pubblico, registrando purtroppo una sentenza sfavorevole della Corte Costituzionale. Non intendo recedere di un millimetro da questa posizione. Apprezzo gli articoli di stampa che riportano all'ordine del giorno il tema della durata della concessione del servizio idrico integrato, così come auspico che tutti i parlamentari pugliesi si impegnino con proposte legislative a garantire la continuità, anche oltre il 2018, della concessione del servizio”.
“Meglio ancora sarebbe - conclude Vendola - se tutte le forze parlamentari del centrosinistra, superando pulsioni privatizzatrici che pure sono emerse, traducessero in una legge nazionale quello che la Regione Puglia ha tentato di fare con le sue limitate competenze legislative”.

ASCOPIAVE E ASCOTRADE, ACCORDO SINDACALE PER SCONTI IN BOLLETTA CON ISEE SOTTO I 20MILA EURO

Rinnovato l'accordo tra Gruppo Ascopiave e Ascotrade con le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil di Belluno: per i clienti con reddito ISEE inferiore a 20mila euro, è prevista la possibilità di sconto sulla bolletta del gas di circa il 13%. L'iniziativa sarà promossa mediante una capillare campagna di comunicazione. Per il presidente di Ascotrade Stefano Busolin si tratta di «allargare quest'opportunità a sempre più clienti, pronti a ritrovarci in estate per un primo bilancio».
L'azienda trevigiana di fornitura di gas ed energia elettrica ha infatti rinnovato, insieme alla capogruppo Ascopiave, il protocollo di intesa con le organizzazioni sindacali per corrispondere uno sconto sulla bolletta. L'accordo è stato siglato nei giorni scorsi a Treviso dal presidente di Ascotrade Stefano Busolin e i rappresentanti delle tre sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil. Anche nel 2014, dunque, i clienti Ascotrade che dichiarino presso i Caf un reddito Isee inferiore a 20 mila euro potranno usufruire di uno sconto sui consumi del gas di circa il 13%. Ascotrade comunicherà in bolletta la possibilità di ottenere lo sgravio a tutti i propri clienti, i quali potranno presentare domanda compilando un apposito modulo, dopo aver certificato la propria situazione Isee presso i Caf autorizzati.

Edison chiude il bilancio 2013 con ricavi in crescita ma Ebitda in calo


In uno scenario di riferimento negativo, che ha visto calare ulteriormente la domanda complessiva di energia elettrica e gas e aumentare la pressione competitiva, Edison ha realizzato una performance complessivamente positiva, in particolare nel settore elettrico, che in parte ha compensato la riduzione del risultato nel settore idrocarburi, ancora soggetto ai processi di price review dei contratti long term di fornitura gas. È quanto si apprende dal Cda dell’utility italo-francese che ha approvato il bilancio dello scorso anno. Il 2013 - si legge in una nota - ha registrato un’ulteriore prosecuzione di quel trend di progressiva decrescita che affligge l’economia italiana dal 2008. Una situazione che si riflette nell’andamento dei consumi nazionali di energia elettrica e gas. Nel 2013 la domanda italiana di energia elettrica è diminuita del 3,4% rispetto all’anno precedente, con una contrazione che è andata a detrimento esclusivo della produzione termoelettrica, sia per lo strutturale aumento della capacità da fonti rinnovabili, sia per l’elevata idraulicità del periodo. In conseguenza di questo scenario il parco termoelettrico è in fase di razionalizzazione. In calo anche i consumi italiani di gas che nel 2013 hanno fatto registrare una flessione del 6,4% rispetto all’anno prima. Il protrarsi di una situazione in cui la debolezza della domanda si accompagna al continuo incremento della capacità elettrica e della disponibilità di gas, ha determinato un ulteriore incremento della pressione competitiva sui prezzi di vendita sia dell’elettricità sia del gas. In questo contesto il gruppo Edison ha chiuso l’anno con ricavi di vendita pari a 12.335 milioni di euro (+ 2,7% dai 12.014 milioni di euro nel 2012), grazie al positivo contributo della filiera elettrica (+ 5,1% a 7.319 milioni di euro), che ha beneficiato dei maggiori volumi venduti. Il positivo andamento del settore energia elettrica ha compensato la contrazione della filiera idrocarburi (-10,6% a 5.872 milioni di euro) che ha risentito del deterioramento dello scenario di riferimento.
Previsioni - La società conferma la sua capacità ricorrente di generare un Margine Operativo Lordo di 1 miliardo di euro, che può variare secondo le tempistiche di price review dei contratti a lungo termine di fornitura di gas. La società è tuttora impegnata nella seconda fase di questi processi di price review, la cui finalizzazione è prevista nel 2014/2015. Nel 2014, al netto di ogni effetto delle predette rinegoziazioni, è previsto che il Margine Operativo Lordo si attesti a un valore superiore a 600 milioni di euro.
Dividendo agli azionisti - Alle azioni di risparmio verrà distribuito un dividendo unitario di 0,05 euro per azione, alle azioni ordinarie un dividendo unitario di 0,011 euro. Il dividendo per le azioni di risparmio sarà messo in pagamento dal 17 aprile 2014, con stacco cedola in data 14 aprile 2014 e record date il 16 aprile 2014. Il dividendo per le azioni ordinarie sarà messo in pagamento dal 17 aprile 2014.

XIV WORKSHOP AGICI - ACCENTURE SULLE UTILITIES: COME CRESCERE IN UN MERCATO STAGNANTE?

Giunge alle quattordicesima edizione il Workshop dell’Osservatorio Agici-Accenture sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan Europeo delle Utilities. Homeserve è il Main Sponsor di questa edizione. Il Workshop si terrà per l’intera giornata del 5 marzo 2014 presso Palazzo Clerici, a Milano. L’evento è destinato ai top manager delle utility operanti in Italia ma anche ad altri che in questo settore giocano ruoli cruciali: finanza, pubblica amministrazione, mondo associativo, produttori di sistemi e componenti, impiantistica.
Il Workshop è strutturato in tre parti. La prima parte verterà sulle tematiche di marketing&vendite soprattutto nel gas e nell’elettricità, temi sempre più strategici in un mercato europeo ed italiano dove la domanda è stabile se non in calo da diversi anni. Tra gli altri interverranno Pierfederico Pelotti (Accenture), Lionello Guelfi (Homeserve), Alessandro Zunino (Edison), Andrea Chinellato (Electra Italia), Gianfilippo Mancini (Enel), Pier Lorenzo Dell'Orco (Sorgenia), Andrea Cavallini (A2A), Stefano Venier (Hera).
Nella seconda parte dell’incontro saranno consegnati i premi "Manager Utility 2014", promossi dalla rivista "Management delle Utilities e delle Infrastrutture". I premi saranno consegnati da Renato Ravanelli e Tomaso Tommasi di Vignano.
La terza ed ultima parte del workshop si concentrerà su: il finanziamento alle reti e agli impianti, mettendo a confronto i punti di vista della finanza con quello delle utility; i possibili sentieri per innovare nell’idrico; un dibattito con esponenti di vertice delle aziende sulle strategie per far fronte a un mercato in crisi ormai da diversi anni. Interverranno tra gli altri Francesco Profumo (Iren), Tomaso Tommasi di Vignano (Hera), Aldo Chiarini (GDF Suez), Stefano Colombo (Alpiq), Salvatore Pinto (Axpo), Massimiliano Bianco (FederUtility), Paolo Giachino (CVA). Modera il prof. Andrea Gilardoni, presidente dell’Osservatorio.
Per maggiori informazioni sull’evento e sugli studi: Agici

ACSM - AGAM, RICAVI IN AUMENTO NEL BILANCIO 2013

Approvato il bilancio consolidato 2013 di Acsm-Agam con ricavi in aumento e un risultato netto del gruppo che registra una crescita del 17,1%. Il consiglio di amministrazione, presieduto da Roberto Colombo, ha approvato il progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato del gruppo per l'esercizio chiuso al 31 dicembre. Con un margine operativo lordo pari a 44,9 milioni, di fatto un aumento del 20,9%, quello netto è di 21,8 milioni e sale del 12,3%. Cresce anche l'indebitamento: da 126 milioni a 137. I ricavi delle vendite sono pari a 260,5 milioni di euro: questo comporta un lieve aumento rispetto all'esercizio precedente (258 milioni di euro al 31 dicembre 2012).
L'attività della vendita di gas ha fatto registrare ricavi pari a 183,7 milioni di euro (in linea con l'esercizio precedente, 183,5 milioni). Sul fronte della distribuzione del gas i ricavi ammontano a 36 milioni di euro e qui è sensibile l'incremento (+8%) rispetto all'esercizio precedente. Due i motivi principali: «Per effetto dell'andata a regime delle nuove gestioni acquisite nel corso dell'esercizio 2012 e della nuova gestione avviata dal mese di luglio in 14 Comuni appartenenti alla Comunità Montana del Triangolo Lariano». La gestione calore si piazza sui 12 milioni, in lieve flessione, mentre non varia sostanzialmente l'attività di teleriscaldamento e cogenerazione; quest'ultima ha contribuito al totale dei ricavi consolidati per 15,9 milioni di euro. Per il termovalorizzatore dei rifiuti, il contributo ai ricavi è di 9,6 milioni di euro e anche qui si assiste a un lieve decremento a causa dei prezzi diminuiti a loro volta. Crescono invece i ricavi della distribuzione d'acqua ( 12,8 milioni). Tra gli altri dati, quelli relativi a vendita e trading di energia elettrica: ricavi per 13,2 milioni di euro (11,5 milioni l'anno precedente). Un aumento legato a quello del numero di clienti finali. Infine, l'impianto di erogazione del metano per autotrazione ha portato ricavi - in crescita - per 1,1 milioni di euro.
In linea i costi del personale (20,7 milioni). Il risultato netto finale è pari a 9,3 milioni di euro (7,8 milioni di euro nell'esercizio precedente); quello del gruppo, dopo le detrazioni relative alla quota di utile degli azionisti di minoranza, risulta positivo e pari a 7,4 milioni di euro (contro i 6,4 milioni del 2012). Per quanto riguarda l'aumento dell'indebitamento - di 11,7 milioni di euro -, questo è legato ai maggiori esborsi per investimenti, in particolare nella distribuzione gas.

FIRMATA UN’ALLEANZA MILANO-BERGAMO SOTTO IL SEGNO DELL’ACQUA

Investire in ricerca e sviluppo, concorrere insieme ai bandi europei, ma anche collaborare perché le province di Milano e Bergamo rispondano alla procedura di infrazione comunitaria e mettano a norma depuratori e reti fognarie entro il termine ultimo del 2015, data oltre la quale scatteranno le multe europee. Sono gli obiettivi principali dell’accordo di collaborazione industriale siglato tra il Gruppo CAP e Uniacque, i due gestori del servizio idrico integrato che operano rispettivamente in provincia di Milano e in provincia di Bergamo. Due aziende pubbliche, entrambe affidatarie del servizio idrico sul territorio di propria competenza secondo il modello in house (ovvero sotto il controllo pubblico degli Enti soci), che hanno deciso di lavorare insieme per migliorarsi e migliorare, attuando così economie di scala e puntando sull’innovazione.
L’accordo è stato sottoscritto nei giorni scorsi dal presidente del Gruppo CAP, Alessandro Ramazzotti, e dal presidente di Uniacque, Giovanni D’Aloia. “Per due aziende pubbliche del servizio idrico, a marcato profilo industriale, qui in Lombardia la collaborazione è un dato naturale, anche per una profonda similitudine nelle scelte adottate e nei percorsi intrapresi negli ultimi anni - commenta Ramazzotti per CAP -. Oggi il settore idrico richiede capacità finanziaria, competenze robuste, esperienze e investimenti tecnologici: sfide che possiamo affrontare meglio se facciamo squadra e lavoriamo insieme, garantendo in questo modo anche risparmi economici e gestionali per le nostre società”.
Concorda con lui il presidente di Uniacque D’Aloia, esprimendo il suo compiacimento per l’intesa raggiunta: “È il primo accordo del genere in Lombardia e riguarda la collaborazione tra due aziende che, assieme, coprono quasi un terzo della popolazione regionale. L’intesa raggiunta consentirà di ottenere sinergie ed economie di scala ed è volta a mettere in comune e condividere ricerche, tecnologie ed esperienze acquisite nel settore dalle due aziende, per migliorare l’efficienza e il livello di qualità del servizio fornito sui rispettivi territori”.
Alla Regione Lombardia e alle Autorità d’Ambito delle province di Milano e Bergamo è stata trasmessa una copia dell’accordo, che - tra gli altri punti d’incontro - prevede di “proseguire nella strada della semplificazione e razionalizzazione del servizio idrico, fortemente sostenuta anche da Regione Lombardia”

A2A: BEI FINANZIA PER 115 MILIONI IL PIANO D'INVESTIMENTI

La Banca europea per gli investimenti e la multiutility A2A hanno sottoscritto un contratto di finanziamento per 115 milioni, con una durata di 15 anni, per la realizzazione di investimenti relativi al ciclo integrato dei rifiuti e alla produzione di energia idroelettrica. Per quanto concerne il ciclo integrato dei rifiuti, gli investimenti oggetto del finanziamento comprendono: interventi sugli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti di Brescia e di Milano volti a incrementarne l'efficienza energetica; l'acquisto di mezzi a basso impatto ambientale per la raccolta dei rifiuti nelle aree di Milano, Brescia, Bergamo, Varese e Como; la realizzazione di un nuovo impianto per il recupero del vetro ad Asti. I progetti relativi alla produzione di energia idroelettrica (Filiera Energia di A2A) si riferiscono invece a interventi di manutenzione e di incremento dell'efficienza energetica di impianti situati in Lombardia e in Calabria.
Tutti i progetti rispondono ai requisiti definiti dalla BEI per l'erogazione di finanziamenti nel settore dell'energia e dell'ambiente; essi, infatti, favoriranno un incremento delle produzioni elettriche da fonti rinnovabili e una più efficiente attività di recupero di materiali, con conseguenti impatti positivi sull'ambiente. Tali progetti porteranno, inoltre, a miglioramenti nella sicurezza e affidabilità dei siti produttivi.

MULTISERVIZI DI ANCONA, DA 10 ANNI AL SERVIZIO DEL TERRITORIO: 200 MLN DI INVESTIMENTI E 110 MLN DI DIVIDENDI AI COMUNI

Un percorso lungo dieci anni al servizio del territorio della provincia di Ancona e una piccola parte di quella di Macerata, che comprende 46 Comuni. Qui ha le sue radici l’attuale Multiservizi, nata nel nell’aprile del 2004, dall’unione di Gorgovivo Multiservizi e Cisco Acque. Con una tavola rotonda organizzata al ridotto del teatro delle Muse di Ancona, il presidente e il direttore di Multiservizi, Ferdinando Avenali e Patrizio Ciotti, hanno presentato un bilancio dei primi dieci anni e prospettato il futuro dell’Azienda nel settore dei servizi.
All’incontro hanno partecipato il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, primo presidente di Multiservizi S.p.A., il sindaco di Montemarciano, Liana Serrani, in rappresentanza dell’Anci regionale, Enzo Giancarli, presidente della Commissione assetto territoriale e ambientale, del Consiglio Regionale, il direttore generale della Federutility, Massimiliano Bianco.
“ Dieci anni fa, ha esordito il presidente Ferdinando Avenali, 46 Comuni seppero guardare oltre i propri confini e dar vita ad un’azienda unica, completamente pubblica, per la gestione del servizio idrico e delle reti energetiche. Un’azienda che avesse una visione complessiva e potesse intervenire in maniera coordinata ed efficace più di quanto potevano permettersi le singole Comunità. I numeri che riassumo il lavoro di dieci anni sono tanti, ne posso ricordare solo alcuni: acqua potabile garantita al 100% del territorio, al 92% assicurata la copertura della rete fognaria e all’80% il servizio depurazione tariffa unica per tutti i 45 Comuni fin dal 2009, 150 km di nuove reti gas nei 15 Comuni dove si gestisce la distribuzione del metano, investimenti per oltre 200 milioni di euro in impianti e infrastrutture, 110 milioni distribuiti ai Comuni soci. Multiservizi è un’azienda pubblica sana che ha migliorato i servizi, e con la sua attività ha creato ricchezza per il territorio e l’ha distribuita alle comunità servite.
Nel futuro di Multiservizi ci sono soprattutto le gare per la gestione delle reti gas. Multiservizi insieme al partner toscano Estra ha costituito la società Edma (Energia del Medio Adriatico) di cui detiene il 55%, che parteciperà alle gare nell’ambito di Ancona e in altri eventuali ambiti d’interesse. L’obiettivo è vincere per continuare ad essere attivi nel settore energetico, generare quel valore aggiunto che andremo a ridistribuire a beneficio delle comunità, come abbiamo fatto fino ad ora coerentemente con la nostra missione di azienda del territorio.
Sul servizio idrico, l’obiettivo è aggregare la gestione in un’unica azienda provinciale per acqua, rifiuti ed energia, settori che rivestono grande importanza per il sistema economico locale. E’ questa una partita aperta da qualche anno, le carte sono in mano ai Comuni e alle istituzioni locali che devono decidere se dare il via libera al processo.

A ROMA LA CENTRALE UNICA ACQUISTI SARA’ ESTESA ANCHE ALLE MUNICIPALIZZATE

"Abbiamo concluso il lavoro, iniziato la settimana scorsa, di razionalizzazione della spesa del comune. Abbiamo approvato la seconda delibera, che riguarda l'acquisto di beni e servizi per le municipalizzate". Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a margine della Giunta capitolina di questo pomeriggio che ha approvato la delibera che estende la Centrale Unica anche alle aziende municipalizzate per l'acquisto di beni e servizi. "Questo consentirà, a regime, nel 2015, di arrivare a un risparmio di costi della spesa corrente per il Campidoglio di 220 milioni e con la delibera di oggi di 60 milioni - ha spiegato -. Stiamo parlando di delibere che si applicheranno a tutti i beni e servizi e permetteranno di risparmiare quasi 300 milioni di euro di tasse dei cittadini". "Rimane al di fuori dei beni e servizi acquistati soltanto la gara calore - ha aggiunto - che verrà gestita insieme alla Consip, che permetterà risparmi superiori a quelli della centrale unica, perché verrà fatta insieme ad altri enti dello stato e con un meccanismo di gara che determinerà per le aziende che vinceranno, la necessità di migliorare la coibentazione e il risparmio energetico delle strutture". "Chi vince la gara calore - ha concluso - deve mettere in atto un piano di risparmio energetico, in modo che nel tempo, oltre al risparmio sull'acquisto del combustibile, ci sarà un risparmio sulla minore dispersione di energia".

APRICA (A2A) APRE A COMO: INAUGURATA LA NUOVA SEDE E LA SALA OPERATIVA

Aprica, società del gruppo A2A, ha inaugurato la sua nuova sede aziendale a Montano Lucino (CO). Dopo aver vinto la gara d’appalto per 10 anni (di cui 2,5 anni opzionali) per un valore economico complessivo di oltre 130 milioni di euro, Aprica ha avviato il 1° luglio 2013 le attività di gestione dei servizi ambientali nel Comune di Como.
Tra i primi obiettivi fissati dalla Società, in accordo con l’Amministrazione Comunale, c’è l’avvio della raccolta differenziata nel capoluogo lariano, previsto per il 3 giugno 2014.
A partire dal prossimo mese di marzo, Aprica e il Comune lariano avvieranno una attività informativa rivolta ai cittadini sulle nuove modalità di raccolta; saranno organizzati in città degli incontri dedicati e, a maggio, partirà la distribuzione degli appositi Kit ambientali in diversi punti della città. Anche a Como, come nel resto dei comuni serviti, gli 86.000 utenti domestici ed i circa ottomila non domestici potranno contare sull’esperienza di Aprica, che deriva anche dall’essere parte del più grande operatore italiano nel settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti a fini del recupero energetico.
Nella nuova sede è stata allestita la sala operativa di Aprica, che consente di rilevare, in tempo reale, il posizionamento degli automezzi dedicati ai servizi di raccolta rifiuti, spazzamento e pulizia e, quindi, di verificare sul sistema cartografico aziendale il percorso eseguito, confrontandolo con il percorso pianificato.

HERA, AL VIA LA NUOVA BOLLETTA ELABORATA CON I CLIENTI

Più semplice e immediata, inizierà ad arrivare nelle case da metà aprile. E’ la nuova bolletta di Hera, la multiutility dell’Emilia Romagna, presentata nei giorni scorsi a Ravenna e realizzata con i suggerimenti dei clienti per renderne più facile la lettura e la comprensione.
Un'informazione d'immediata comprensione, la valorizzazione delle informazioni più importanti, il quadro storico dei consumi attraverso rappresentazioni grafiche. Sono queste le caratteristiche principali della nuova bolletta Hera, in distribuzione da aprile.
All'elaborazione del nuovo layout hanno contribuito clienti Hera del territorio storico e dei territori di espansione commerciale nonché clienti di altre aziende del settore, con lo scopo di ottenere un riscontro ampio e articolato per acquisire tutte le informazioni utili a rendere più facile la lettura e la comprensione di questo documento. Sono circa 1.000 in totale i clienti che hanno partecipato a focus group e risposto a domande, contribuendo a definire, con le loro idee e le loro proposte, il progetto della nuova bolletta.
Quale documento di rendicontazione dei consumi, la bolletta è, di fatto, lo strumento di comunicazione a diffusione più capillare, fra Hera e i suoi clienti, basta pensare che ogni anno le bollette inviate sono 15 milioni.
Le novità più importanti sono: la riorganizzazione dei contenuti, l'introduzione del colore per rendere la bolletta più leggibile grazie all'evidenza diversificata delle informazioni di maggior interesse e l'inserimento di un grafico che, per ogni servizio, indica l'andamento dei consumi. Si tratta di un'azione concreta che favorisce la trasparenza, una scelta che comporta anche un impegno economico più elevato, con l'obiettivo di investire sulla qualità del servizio mantenendola alta e sulla soddisfazione dei clienti.
Alla nuova bolletta sarà allegato, nel primo invio, un flyer informativo. Presso gli sportelli clienti sarà anche a disposizione l'opuscolo "Guida alla bolletta" che sostituirà la versione precedente.
La guida, in una versione interattiva, sarà disponibile anche in formato elettronico sul sito del Gruppo Hera e accessibile anche dai dispositivi mobili.

EFFICIENZA ENERGETICA PER LE IMPRESE, ACCORDO HERA COMM - CEFLA

Aumentare l’efficienza energetica dell’impresa, attraverso un pacchetto che unisce progettazione, realizzazione e gestione di impianti in grado di consentire il risparmio energetico. E’ questo l’obiettivo dell’accordo commerciale tra Hera Comm e Cefla per proporre soluzioni che sfruttino le piu’ avanzate tecnologie al fine di consentire una riduzione del fabbisogno energetico con benefici economici e ambientali.
Hera Comm, in qualita’ di Esco, sviluppa l’iniziativa con il cliente per massimizzare il beneficio economico e ambientale, affidando a Cefla il compito di progettare e costruire l’impianto di efficientamento. Hera Comm poi si fa carico della gestione ottimizzata dell’impianto. Partendo dall’analisi del consumo energetico e dal processo produttivo, Cefla e Hera Comm identificano le reali necessita’ del cliente e il risultante risparmio economico. L’obiettivo e’ impiegare tutta l’energia elettrica e termica prodotta per massimizzare l’efficienza globale del sistema attraverso il monitoraggio dei consumi prima e dopo l’intervento, al fine di rendicontare l’efficienza prodotta e il beneficio effettivo per il cliente.
Hera Comm si occupa della gestione dell’impianto di produzione di energia termica ed elettrica al fine di massimizzarne i rendimenti energetici ed economici e segue l’iter per l’ottenimento dei Titoli di Efficienza Energetica (rilasciati dal Gse) e la loro eventuale vendita.
Hera Comm e Cefla hanno del resto già concluso un intervento che riguarda una primaria azienda operante nel settore alimentare. In questo caso, in tempi molto ridotti, e’ stato realizzato un impianto di cogenerazione industriale ad alto rendimento da 1 Mw, che rispetta i piu’ moderni standard ambientali e di efficienza. L’impianto e’ realizzato per soddisfare la maggior parte del fabbisogno dello stabilimento, in sostituzione delle fonti di alimentazione tradizionali, con benefici economici ed ambientali: oltre 1.000 tonnellate all’anno di Co2 evitate (l’equivalente di 167 ettari di bosco) e un minor consumo annuale pari a 430 tonnellate equivalenti di petrolio.

L’ANTITRUST: "SI ALL’ACQUISTO DI ENI DELLA QUOTA RESIDUA DI ACAM CLIENTI"


L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha dato il via libera all'acquisizione da parte di Eni del restante 51% di Acam Clienti spa, società spezzina di cui già detiene il 49% del capitale. Acam Clienti, si legge sul bollettino settimanale dell'Authority, é attiva nella vendita al dettaglio di gas naturale ed energia elettrica e nella vendita di gpl. Nel 2012 ha realizzato un fatturato di circa 123 milioni di euro. Dopo aver esaminato l'operazione, l'Antitrust ha stabilito che “non conduce alla costituzione o al rafforzamento di una posizione dominante nei mercati interessati tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza”.

MODENA: AIMAG INVESTIRA’ 68 MLN NEL PROSSIMO TRIENNIO

Per la multiutility modenese Aimag saranno complessivamente 68 i milioni da investire nel prossimo triennio, di cui 22 mln nel servizio idrico, 21 mln nella filiera ambientale e 7,2 mln nella distribuzione gas. L’obiettivo è recuperare la redditività pre-terremoto, arrivando a sfiorare nel 2016 i 44 milioni di euro di Ebitda, contro i 40,6 milioni attesi per quest’anno.
Nel settore idrico, gli investimenti non saranno finalizzati alla sola riduzione delle perdite di rete. Dalla scorsa estate è emerso un problema relativo alla presenza di amianto in alcuni tratti dell’acquedotto, cui Aimag pensa di rimediare attraverso la realizzazione di un piccolo impianto di decontaminazione, posto subito dopo i pozzi di alimentazione alla rete. L’impianto, dopo che l’acqua è estratta dai pozzi e prima che finisca nella rete di distribuzione, consentirà di immettere in rete due sostanze chimiche, zinco e fosfato monosodico alimentare, in quantità insignificanti per il consumo umano. Quelle sostanze, grazie a una reazione, formano una pellicola di silicato di zinco, che protegge l’acqua stessa dalle contaminazioni del suo recipiente.
Nel comparto ambientale, Aimag punta ad incrementare la raccolta differenziata (dal 62% al 76%), posto che il trattamento dell’indifferenziato è quasi esclusivamente fonte di costi. Sono previsti investimenti sulla filiera dell’organico, con un’apposita strumentazione per il digestore anaerobico.
Infine, nel settore della distribuzione gas sono previsti investimenti per 7,2 mln di euro. Sul tema delle gare d’ambito - che nell’area modenese sono state rinviate a causa dell’evento sismico al 2016 - è intervenuto il presidente Mirco Arletti: «Noi ci stiamo preparando assieme a Sorgea, grazie alla società comune As Retigas. Ma quando sarà il momento spero che riusciremo a costituire un’ati con Hera».
Sul ricorrente tema dell’incorporazione di Aimag in Hera - che partecipa con il 25% del capitale sociale dal 2009 - Arletti ha ribadito che «il tema compete alla nostra proprietà pubblica, a Comuni e Fondazioni che in tutto ha il 65% delle azioni» e che «i sindaci hanno deciso che il tema andava spostato a dopo le prossime amministrative».

VERONA, LA NUOVA BOLLETTA SMART DI AGSM

Una vignetta con avatar personalizzato, un indirizzo, una casa, un contatore dell'energia elettrica e uno del gas. Sullo sfondo: fili elettrici (o pale eoliche) e paesaggi che cambiano con le stagioni e uno scontrino con il totale da pagare di luce e gas. In attesa della bolletta semplificata, la multiutility veronese Agsm punta su un modello di bolletta di immediata comprensione. Una rivoluzione nei rapporti tra la multiutility e i 330.000 clienti, grazie all'infografica costruita sul lato interno della busta contenente tutte le informazioni fondamentali per il consumatore, oltre a comunicazioni, raccomandazioni sui consumi, avvisi e iniziative. Tra questi, l'adesione alla bolletta elettrica anche attraverso un QR code per smartphone e un processo di digitalizzazione che e' solo all'inizio.
''Siamo stati tra le prime multiutility a offrire l'app per l'autolettura del contatore del gas, con decine di migliaia di adesioni; ora puntiamo tutto sull'innovazione al servizio degli utenti - ha detto Floriano Ceschi, vice direttore di Agsm e direttore di Agsm Energia- con progetti di personalizzazione degli strumenti digitali e sfruttando l'entertainment in favore dell'esperienza domestica''.
La tecnologia studiata per l'invio della bolletta smart - che non sostituisce ma si aggiunge al modello di informazione e di fatturazione previsto dall’Aeeg - si basa su un modello di stampa autoformante che utilizza la busta per esprimere dati variabili senza alcun costo aggiuntivo, e' ecologica perche' non viene impiegata la plastica per la finestrella trasparente evitando anche il magazzinaggio delle buste personalizzate a rischio deterioramento e obsolescenza.
Il primo invio a un campione di utenti e' in corso in questi giorni, mentre nei prossimi mesi sara' possibile personalizzare i messaggi con i volti dei clienti, la personalizzazione delle abitazioni (o aziende), la profilazione di altri elementi esclusivi dei committenti per un totale di 2 milioni di bollette all'anno che adotteranno la nuova infografica. Una svolta, quella di Agsm, nata da una ricerca di mercato condotta da DataBank sulle indicazioni della ''bolletta ideale': ''Siamo partiti - ha aggiunto il direttore di Agsm Energia- dal fatto che i clienti lamentassero poca chiarezza data dall'eccesso di informazioni contenute in bolletta e cosi' abbiamo concepito un modello smart, piu' vicino all'esperienzialita' della gente e alle necessita' di sapere con immediatezza e chiarezza le poche informazioni di base. Con molte altre sorprese che i nostri utenti scopriranno in modo unico e personale''.

ACQUEDOTTO DEL FIORA, 85 MLN DI INVESTIMENTI NEL PROSSIMO BIENNIO

L’Acquedotto del Fiora, il gestore unico del servizio idrico integrato di 56 Comuni delle province di Grosseto e Siena, ha presentato nei giorni scorsi un'analisi sugli impegni per il prossimo biennio. Un programma dettagliato che interessa gli 11mila chilometri tra acquedotti e fognature gestiti dal Fiora in Maremma e nel Senese. A parlare ad ampio raggio delle nuove sfide di Acquedotto del Fiora, il presidente Tiberio Tiberi, il direttore operazioni Lorenzo Pirritano e Barbara Biagini, responsabile Piani, sviluppo e lavori.
Tra le priorità del gestore del servizio idrico c'è al primo posto una politica di investimenti in entrambe le province. «Acquedotto del Fiora - spiega Tiberi - nel prossimo biennio porterà avanti un piano di investimenti al fine di garantire i massimi standard qualitativi per gli utenti. Gli interventi per il 2014-2015 ammontano a 85 milioni di euro: 25 per i nuovi depuratori o l'adeguamento degli impianti esistenti nei centri urbani con più di 2000 abitanti equivalenti (per mettersi in regola con le richieste dell'Unione europea). Altri 10 milioni saranno investiti per la depurazione nei centri urbani con meno di duemila abitanti, 10 milioni saranno impiegati per la sostituzione delle tubazioni, 15 milioni serviranno per potenziare le reti, mentre 10 milioni saranno utilizzati per le nuove captazioni (dissalatori e pozzi)».
Tiberi fa una riflessione anche sulle tariffe: «Dipendono fortemente dalla quantità di investimenti, quelli di Acquedotto del Fiora superano la media italiana ed europea: ammontano a circa cento euro annuo pro capite, contro la media dei 30 euro in Italia, 45 euro in Toscana e 80 in Europa». In merito alle priorità, il direttore operazioni Lorenzo Pirritano, apre una parentesi: «Le priorità reali sono di due tipi: da un lato la riduzioni delle perdite che comporterebbe la sostituzione delle vetuste tubazioni, e dall'altro quella della depurazione con una connotazione di natura ambientale. Per quanto riguarda il primo caso, non ci sono le risorse a sufficienza poiché servirebbero circa 20 milioni di euro all'anno per garantire lo status quo. Su questo fronte Acquedotto del Fiora (purtroppo) riesce ad impegnare mediamente solo 7 milioni di euro ogni anno. Il massimo sforzo per i prossimi anni è concentrato sulle priorità ambientali: un impegno che se non rispettato porterà pesanti sanzioni dall'Unione europea. Le criticità, invece, sono soprattutto di natura economica e finanziaria. Considerando che la nostra area di competenza è molto vasta: Acquedotto del Fiora agisce su un territorio che per estensione, come Ato, è al quarto posto nella classifica italiana, dopo tre regioni, mentre per residenti siamo al 42esimo posto. In definitiva, pur essendo ai primi posti in Europa per investimenti pro-capite, occorrerebbero più risorse, ma l'unica fonte è la tariffa avvertita già come gravosa».

ESTRA LANCIA “ECO SCHOOL GAME”, TERZA ED. DI ENERGICAMENTE

“Eco School Game, costruisci la tua scuola ecologica” è la novità della terza edizione di “EnergicaMente, a scuola di energie rinnovabili” la campagna sul risparmio energetico e la sostenibilità ambientale ideata da Estra, in collaborazione con Legambiente e Giunti Progetti Educativi e rivolta a tutte le classi delle scuole medie e alle V classi delle scuole elementari di Toscana, Umbria, Marche, Molise e Abruzzo. Attraverso un gioco interattivo - “Eco School Game” - le classi partecipanti costruiranno la “scuola sostenibile perfetta”.
Gli alunni, guidati dall’insegnante, potranno scegliere le varie soluzioni di costruzione rispondendo a domande su bioedilizia, utilizzo delle energie rinnovabili, gestione dei servizi interni in modo ecologico (acqua, rifiuti, alimentazione), sicurezza degli impianti, progettazione spazi esterni (giardini, orti, spazi gioco). Giorno dopo giorno verrà costruita la scuola sostenibile. Ad oggi hanno partecipato al concorso oltre 4.100 studenti e 180 classi.
Saranno 12 le classi vincitrici premiate con buoni spesa per materiale didattico, per una cifra complessiva di 2.400 euro. Per queste 12 classi è prevista la creazione di un video di circa 3 minuti che riepilogherà le scelte fatte durante il gioco “Eco-School Game” e che sarà proiettato durante le premiazioni dei concorsi che si svolgeranno in occasione delle Feste dell’Energia che si svolgeranno a maggio ad Arezzo, Siena, Prato e Teramo.
Il 18 aprile scade anche il concorso Ri-Energy su risparmio energetico, sicurezza ed energie rinnovabili rivolto alle famiglie. Gli studenti che parteciperanno ai percorsi didattici potranno prendervi parte compilando, insieme alla propria famiglia, un questionario sulle abitudini domestiche relative al consumo di energia, che sarà distribuito nelle scuole durante i percorsi didattici. Il concorso avrà come premio una fornitura gratuita di gas metano. Il concorso avrà come premi buoni in gas metano da 250 a 1.000 euro.
“EnergicaMente, a scuola di energie rinnovabili” nasce per diffondere una cultura del risparmio energetico all’interno della comunità scolastica, coniugare gli aspetti educativi con quelli della sostenibilità ambientale, contribuire a migliorare gli stili di vita, informare i giovani e le loro famiglie sulle energie rinnovabili. La partecipazione per le scuole è completamente gratuita.

DIVISIONE AMBIENTE DI UNIECO NEL GRUPPO IREN, SIGLATO L’ACCORDO

Il Gruppo Iren, attraverso la controllata Iren Ambiente SpA, società attiva nella gestione integrata dei rifiuti, e Unieco Società Cooperativa, attraverso la propria controllata UCM, hanno sottoscritto un accordo finalizzato alla progressiva integrazione della Divisione Ambiente di Unieco in Iren Ambiente. L’operazione, si legge in una nota, che integra le competenze e le expertise di Iren Ambiente e della Divisione Ambiente di Unieco consentirà al Gruppo Iren di rafforzare la propria posizione nel settore ambiente, divenendo uno dei principali soggetti nel panorama nazionale attivo lungo tutta la filiera della gestione rifiuti, di sviluppare la propria presenza nelle regioni di riferimento (Emilia Romagna, Liguria e Piemonte) e di ampliare il proprio bacino geografico in territori con rilevanti potenzialità di sviluppo.
La prima fase dell’operazione di integrazione prevede, tra l’altro, per Iren Ambiente l’acquisto di una partecipazione in UCH Holding, società controllata da UCM Srl in cui saranno conferite solo le partecipazioni sociali della Divisione Ambiente di Unieco oggetto dell’operazione di integrazione, e l’acquisizione dei diritti di blocco a garanzia della fase interinale di gestione. Le due Società hanno individuato alcuni progetti di sviluppo di comune interesse, a cui Iren Ambiente parteciperà con un impegno a versare fino a 7 milioni di euro in UCH. La seconda fase dell’operazione, che inizierà nei prossimi giorni con una due diligence e che verrà realizzata solo ove si verificassero determinate condizioni tra le quali, a titolo esemplificativo, il raggiungimento tra le parti di un accordo sul rapporto di cambio nonché di un’intesa su tutti gli aspetti dell’integrazione, ha l’obiettivo di realizzare una fusione per incorporazione di UCH Holding in Iren Ambiente. Al termine dell’operazione Iren manterrà la maggioranza assoluta delle azioni di Iren Ambiente.
In caso di mancata conclusione dell’intera operazione entro il 30 settembre 2014 o di interruzione anticipata delle trattative, Iren Ambiente uscirà dal capitale di UCH Holding, con obbligo delle parti di ricostituire la situazione preesistente ed in particolare di restituire tutti gli importi versati da Iren Ambiente a UCH Holding. La Divisone Ambiente di Unieco è attiva sul territorio nazionale, in particolare in Emilia Romagna, Toscana e Piemonte, e gestisce 40 impianti per rifiuti urbani e speciali tra selezione e trattamento, discariche, termovalorizzatori, compostaggio, depuratori, generatori di biogas, valorizzazione di materia e trattamento chimico-fisico-biologico.

E’ ACEA L’UNICA UTILITY EUROPEA A PARTECIPARE A PROGETTO 'PANOPTESEC

Acea è l'unica utility europea che partecipa a ''Panoptesec'', un progetto fortemente voluto dalle Istituzioni comunitarie per aumentare il livello di sorveglianza rispetto alle minacce Cyber e velocizzare, in modo significativo, i tempi di reazione in caso di necessità. Lo fa sapere la stessa Acea spiegando che l'iniziativa, finanziata al 70% dalla Commissione Europea nell'ambito del Settimo Programma Quadro, ha un budget complessivo di 7,5 milioni di euro e dovrà essere completata entro il prossimo 2016.
Le altre sette aziende e istituzioni aderenti al progetto, tra cui prestigiose università francesi, tedesche e il Centro di Ricerca di Cyber Intelligence e Information Security (Cis) de ''la Sapienza” di Roma svilupperanno per Acea un prototipo del sistema, che sarà applicato alla protezione di infrastrutture critiche, reti e dati sensibili, oltre che per una gestione più efficiente di incidenti e situazioni di emergenza. Acea potrà quindi compiere un ulteriore passo in avanti sul fronte della sicurezza delle proprie reti, per garantire a cittadini, clienti e lavoratori i più alti standard in termini di continuità e qualità dei servizi offerti.
Dall'altro lato l'azienda, considerato il ruolo svolto sul fronte della gestione delle reti idriche e della fornitura di energia, dovrà contribuire come best practice italiana allo sviluppo del progetto a livello comunitario e alla sua dimostrazione e promozione.

ACQUEDOTTO PUGLIESE, INAUGURATO IL PRIMO TRATTO DELLA CICLOVIA DELLA RETE BICITALIA

Inaugurata la prima ciclovia sull’acqua nel comune di Cisternino (Br) dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, dall’Assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Giovanni Giannini e dall’Amministratore Unico di Acquedotto Pugliese Nicola Costantino. La ciclovia - realizzata dall’Acquedotto Pugliese - si snoda tra i camminamenti del Canale Principale, la galleria centenaria che trasporta l’acqua del Sele dall’Irpinia alla Puglia. Il tracciato inaugurato, 2° percorso ciclabile europeo su acquedotto, è parte dell’Itinerario ciclabile nazionale n. 11 (ciclovia degli Appennini) della rete Bicitalia.
Lo storico “fiume nascosto” della Puglia che attraversa ambienti unici e suggestivi contraddistinti da macchia mediterranea e dalle tipiche costruzioni coniche, i trulli, è da oggi fruibile per passeggiate a piedi e in bicicletta. Un progetto che sostiene un turismo diverso, eco-sostenibile e rispettoso della storia e dei luoghi interessati. In particolare, i lavori hanno interessato il tratto compreso tra Cisternino e Ceglie Messapica, per un totale di circa 10 chilometri, e rappresentano il primo stralcio di un grande sistema della ciclovia dell'Acquedotto di oltre 250 Km, inserita nel piano della rete ciclabile regionale della Puglia.
L’intervento ha riguardato la pista di servizio dell'Acquedotto Pugliese da Figazzano, contrada del comune di Cisternino, in corrispondenza dell'incrocio sulla Via dei Trulli fino all'incrocio della SP 3bis Martina Franca - Ceglie Messapica nel comune di Ceglie Messapica.
L’intervento è stato realizzato a seguito di uno studio di fattibilità finanziato dalla Regione Puglia lungo tutto il tracciato del canale principale, dalle sorgenti di Caposele a Monte Fellone nei pressi di Villa Castelli. Il costo complessivo dei lavori, interamente finanziati dalla Regione Puglia, ammonta a € 855.418,49 Euro.

IREN: nascono i Comitati Consultivi Territoriali

Creare un canale strutturato di confronto tra Iren e gli stakeholder: è questo l’obiettivo dei Comitati Consultivi Territoriali presentati oggi a Piacenza dalla multiutility.
I Comitati - costituiti su base provinciale e corrispondenti alle aree geografiche di riferimento di Iren, ovvero Genova, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Torino - nascono per favorire il dialogo e l’ascolto continuo del territorio, garantendo un più profondo radicamento nelle comunità di appartenenza grazie alla promozione di momenti di consultazione e di progettazione partecipata su aspetti quali la sostenibilità ambientale e sociale, l’innovazione e la qualità dei servizi forniti.
Coerentemente con i propri valori aziendali e con le caratteristiche del proprio business, il Gruppo Iren ha promosso la nascita dei Comitati al fine di crescere insieme ai propri stakeholder, erogando servizi efficienti e di qualità attraverso una gestione sostenibile delle risorse naturali.
Finalità dei Comitati sarà, infatti, quella di raccogliere contributi e spunti di miglioramento provenienti dal territorio relativamente ad aspetti ambientali e sociali legati sia all’impatto sulla collettività delle attività del Gruppo Iren, sia alle possibili migliori sinergie che si possono creare tra il Gruppo e il territorio di riferimento. I Comitati avranno, inoltre, il compito di stimolare il costante miglioramento dei servizi nonché la trasparenza, l’informazione e la correttezza dei rapporti contrattuali.
I Comitati nascono per essere un luogo aperto di confronto in cui le espressioni del territorio si riuniscono per un fine comune di responsabilità, per rappresentare uno strumento di ascolto delle esigenze e delle aspettative degli stakeholder locali in relazione all’azione del Gruppo Iren e, infine, per divenire luogo d’incontro tra il sapere locale, rappresentato da Università e Associazioni, e il sapere del Gruppo.
Ciascun Comitato sarà composto da un massimo di 20 componenti, di cui 15 rappresentanti indicati di Associazioni e realtà della società civile, compreso il mondo scolastico e universitario. A questi si aggiungono 5 componenti di diritto: il Presidente e il Vicepresidente di Iren, un rappresentante del Comune capoluogo, un rappresentante a rotazione dei Comuni della provincia e un rappresentante dell’Università locale.
Al fine di garantire ed allargare il coinvolgimento capillare, il Comitato utilizzerà una piattaforma online, primo esempio a livello nazionale, accessibile dal sito internet di Iren in cui tutti i cittadini, potranno partecipare direttamente pubblicando propri contributi sui temi di competenza dei Comitati, avanzare nuove proposte o suggerimenti su tematiche d’interesse per il Gruppo con l’obiettivo di generare progetti concreti e tangibili. Il flusso informativo prodotto dalla piattaforma sarà inoltre una fonte preziosa cui Iren potrà ispirarsi per adottare strategie innovative di servizio e per anticipare i bisogni del territorio


HERA, BOOM DI ADESIONI ALLA BOLLETTA ONLINE. VERRANNO PIANTATI 2.000 ALBERI

Sono 50.000 le adesioni al progetto di Hera “Regala un albero alla tua città”, che promuove il passaggio dalla bolletta cartacea a quella on-line e lega il risultato alla piantumazione di alberi nelle città emiliano-romagnole coinvolte. L’obiettivo è stato centrato e superato con un anno di anticipo rispetto all’iniziale tabella di marcia, che prevedeva il raggiungimento delle 50.000 adesioni entro la fine del 2014. A oggi, infatti, sono già quasi 53.000 le famiglie che hanno deciso di ricevere la bolletta Hera in formato elettronico.
La campagna di sensibilizzazione ha durata quadriennale e si concluderà nel 2016, con l’obiettivo finale di arrivare a quota 100.000 bollette on-line. I clienti che chiedono di passare alla bolletta on-line ricevono, al posto della bolletta cartacea, un semplice file pdf che viene recapitato nella casella di posta elettronica. Si tratta di una scelta ecologica, che riduce l’utilizzo di carta e le risorse per la spedizione e il trasporto del documento. La decisione di passare alla bolletta on-line sarà premiata con la piantumazione complessiva di 2.000 alberi (uno ogni 50 adesioni) nelle aree individuate dai Comuni che, insieme a Hera, collaborano alla promozione dell’iniziativa attraverso azioni di sensibilizzazione e informazione nei confronti dei propri cittadini. Le piante sono state messe a dimora nei Comuni che hanno ottenuto i migliori risultati in termini di nuove adesioni. Le 53.000 adesioni raggiunte permetteranno di evitare il consumo di oltre 1.250.000 fogli di carta all’anno. Non è tutto: entro ottobre saranno piantumati altri 500 alberi, in aggiunta ai 500 già messi a dimora fra dicembre e gennaio. Le aree verdi coinvolte sono complessivamente 88. Si tratta, per lo più, di parchi pubblici già esistenti in cui rafforzare la piantumazione.

AMAP, MARIA PRESTIGIACOMO NUOVO PRESIDENTE DELL’UTILITY PALERMITANA

Dopo l’uscita di scena di Vincenzo Costantino e Giuseppe Modica dal vertice di Amap e Amat, le municipalizzate dell’acqua e dei trasporti di Palermo, il sindaco Leoluca Orlando non ha perso tempo e ha proceduto alla nomina dei nuovi presidenti delle due aziende, con la conferma dei restanti componenti dei Consigli di Amministrazione.
“L’immediata regolarizzazione dei vertici delle aziende partecipate - ha detto - è conferma dell’importanza strategica dei servizi resi ai cittadini e anche della necessità di una visione armonica e condivisa con l’unica amministrazione comunale riguardo alla qualità dei servizi e all’assetto economico-finanziario delle stesse aziende”.
Si tratta di due esponenti della società civile, del mondo delle imprese e delle professioni, scelti dal sindaco, che ne ha fornito informazione alla Giunta Comunale.
Più nello specifico, il nuovo presidente dell’Amap è Maria Prestigiacomo, architetto, professionista e imprenditrice nel settore delle piccole e medie imprese; Michelangelo Salamone e Giuseppe Monteleone sono stati confermati nel Cda.

HERA “CAMBIA IL FINALE”. NUOVA VITA AI RIFIUTI INGOMBRANTI

Dove mettiamo il vecchio armadio? Oppure la credenza della nonna? O il frigo ancora funzionante? Parte in questi giorni “Cambia il finale”, il nuovo servizio di Hera, realizzato in collaborazione con Last Minute Market ed enti no profit del territorio servito, per dare nuova vita agli oggetti ancora utilizzabili e favorire un virtuoso e solidale circuito del riuso, con l’impiego anche di persone svantaggiate.
Negli ultimi 3 anni, dal 2011 al 2013, sono state oltre 215.000 le richieste ricevute dal Servizio clienti Hera per il ritiro a domicilio, che hanno portato alla raccolta di 145.000 tonnellate tra ingombranti, grandi elettrodomestici, pc e tv, frigoriferi. Da oggi, una parte di questi beni potrà evitare di diventare un rifiuto ed essere riutilizzata: “Ora puoi cambiare il finale della storia”, come recita il titolo del depliant che illustra l’iniziativa.
Come funziona il servizio - Con il progetto “Cambia il finale” si può telefonare al numero verde del Servizio clienti 800.999.500 per richiedere il servizio di ritiro degli ingombranti a domicilio; al cliente verranno fornite le indicazioni per contattare enti no profit del territorio che si sono dichiarate disponibili al loro riutilizzo nel caso siano ancora in buone condizioni. Gli enti partner si sono impegnati a ritirare i materiali secondo le modalità definite da ciascuno e dettagliate nel sito dedicato all'iniziativa www.gruppohera.it/cambiailfinale . Saranno i cittadini a concordare direttamente con le associazioni le modalità operative per il ritiro o la consegna degli ingombranti.
In questo modo verranno facilitati recupero e riuso dei “beni ingombranti” ancora in buono stato e che si ritiene possano non essere gettati via. Sarà inoltre possibile donare agli enti no profit anche quegli oggetti di uso quotidiano che spesso vengono destinati alla raccolta indifferenziata. Nel caso, invece, l’oggetto non sia più riutilizzabile, il Servizio Clienti di Hera darà le indicazioni per portarlo alla stazione ecologica più vicina oppure attiverà il servizio gratuito di raccolta rifiuti ingombranti, dove presente.
Sono 15 le associazioni che al momento hanno accettato di aderire al progetto e 94 i Comuni dove il nuovo servizio è stato attualmente attivato. L’iniziativa di Hera è in linea con le più recenti normative in materia ambientale, che mettono al primo posto la prevenzione dei rifiuti e il loro utilizzo, richiedendo quindi un cambiamento culturale e un nuovo approccio ai vecchi concetti di consumo e di rifiuto. L’obiettivo è quello di contribuire a passare dall’attuale modello lineare (produci, usa e getta) ad un nuovo sistema circolare e virtuoso come quello del riciclo.
Inoltre, con questo progetto Hera intende promuovere l'attività di quelle Onlus che recuperano beni non più utilizzati dai cittadini, avviandoli al riutilizzo anche con eventuale attività di rigenerazione, e sviluppare di conseguenza ricadute sociali positive. L’iniziativa ha anche il risultato di valorizzare e sostenere il personale svantaggiato che la quasi totalità di questi enti benefici impiega per lo svolgimento dell’attività, con la stipula di accordi con i Comuni, le Aziende Sanitarie, l’Autorità Giudiziaria e i centri di ascolto/assistenza per l’inserimento di persone in difficoltà attraverso l’utilizzo, ad esempio, di borse lavoro, tirocini formativi, reinserimenti lavorativi.

BILANCIO IREN 2013, CALA L’UTILE MA NON IL DIVIDENDO. IN CRESCITA DOLOMITI ENERGIA

Cala l’utile di Iren, ma il dividendo ai comuni azionisti resta invariato. È questa la sintesi dei conti presentati dalla multiutility del Nord-Ovest. Uno sforzo finanziario che segue la richiesta effettuata dagli enti azionisti, con l’acqua alla gola a causa dei tagli ai trasferimenti. Il 2013 si è chiuso con ricavi consolidati per 3,4 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai 4,3 miliardi segnati nel 2012, effetto di una contrazione dei contratti di vendita e dell’andamento del prezzo delle materie prime. L’utile netto contabile è stato pari a 80,6 milioni di euro (- 47,2%), per l’effetto di elementi straordinari pari a 53,3 milioni di euro (rimborso straordinario Irap e revisione delle partecipazioni). Il margine operativo lordo (Ebitda) nel 2013 è risultato in crescita a 646 milioni di euro (+ 2,6%), mentre il risultato operativo (Ebit) si è attestato a 313,1 milioni di euro (- 6,3%).
Il cda ha quindi deliberato di proporre all’assemblea degli azionisti (fissata il 18 giugno prossimo) un dividendo pari a 0,0523 euro per azione, in linea con il 2012. In caso di approvazione della proposta - sulla quale non ci saranno certo opposizioni da parte degli enti locali - i soldi verranno trasferiti nelle casse comunali il 26 giugno. A fare la parte del leone, come sempre, saranno le quote di Torino e Genova che detengono ciascuno il 35,96%.
Vanno piuttosto bene, invece, i conti di Dolomiti Energia. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato i risultati 2013 del Gruppo. Il bilancio presenta risultati economici ampiamente positivi e in netto miglioramento rispetto all’esercizio 2012. Solida e adeguata a supportare l’andamento futuro delle attività industriali la situazione finanziaria del Gruppo, che vede un deciso miglioramento dell’indebitamento netto. Il Valore della produzione è a 1.307 milioni di euro (1.126 milioni di euro nel 2012, +16%); Il Margine operativo lordo a 269 milioni di euro a fronte di un risultato pari a 202 milioni di euro nel 2012 (+ 33%); l’Utile netto è di 66.6 milioni di euro (43,7 milioni di euro nel 2012, +52%).
Il perimetro di consolidamento del Gruppo include la Capogruppo Dolomiti Energia, Set Distribuzione, Trenta, Dolomiti Energia Rinnovabili, Dolomiti Reti, Depurazione Trentino Centrale, Multiutility, Dolomiti Edison Energy, Hydro Dolomiti Enel (51%) e SF Energy (33%), Trentino Trading. Gli investimenti effettuati nel 2013 ammontano a 44,4 milioni di euro e riguardano gli interventi per potenziare la capacità produttiva e rinnovare gli impianti idroelettrici oltre a ottimizzare le reti di distribuzione di energia, gas e acqua su tutto il territorio servito dal Gruppo.

ACEA: 2,4 MLD DI INVESTIMENTI PER AMMODERNAMENTO RETI E REDDITIVITA’

Acea prevede per il periodo 2014-18 investimenti pari a 2,4 miliardi di euro per l'ammodernamento delle reti e degli impianti e per migliorare la redditivita' economico-finanziaria. E' quanto si legge nel piano industriale 2014-18 del gruppo capitolino che e' stato approvato dal Cda. Nel periodo sono previsti investimenti pari a 246 milioni di euro per l'area industriale ambiente, pari a 159 milioni di euro per l'area energia, pari a 1,29 mld per l'area idrica, pari a 642 milioni di euro per l'area reti e pari a 75 mln di euro per l'area corporate. Per quanto riguarda l'area idrica, Acea nel piano ''si prefigge il consolidamento della posizione di Leader nel mercato nazionale idrico e lo sviluppo degli investimenti finalizzati all'ammodernamento della rete e al miglioramento del livello di depurazione''. Il gruppo gestisce attualmente il servizio idrico integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive Province e in altre zone del Lazio, Toscana, Umbria e Campania.
Acea ha chiuso il 2013 con un utile netto pari a 141,9 milioni di euro, in crescita dell'83,3% rispetto ai 77,4 mln di euro del 2012. I ricavi si attestano a 3,612 miliardi di euro, in calo dell'1,2% rispetto ai 3,57 mld del 2012. Lo rende noto il gruppo energetico capitolino in un comunicato al termine del Cda, presieduto da Giancarlo Cremonesi, che ha approvato il progetto di Bilancio e il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2013. L'ebitda consolidato di Acea ammonta a 766,1 mln di euro (+10,2%) mentre l'ebit consolidato e' pari a 383,8 mln di euro (+30,6%). La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2013, pari a -2,46 mld di euro, si riduce di 27,3 mln di euro rispetto al 31 dicembre 2012 e di 68,5 mln di euro rispetto al 30 settembre 2013, confermando un'elevata attenzione all'andamento del debito e una puntuale gestione del capitale circolante.

FALLIMENTO DELLA MUNICIPALIZZATA DI FOGGIA, DICIANNOVE INDAGATI

Diciannove, tra amministratori e politici, sono stati coinvolti nell'inchiesta della procura di Foggia e della Guardia di Finanza sul fallimento dell'Amica, l'ex azienda municipalizzata per l'igiene urbana del capoluogo dauno. I finanzieri hanno notificato agli indagati l'avviso di conclusione delle indagini con le accuse di bancarotta fraudolenta. Tra le persone coinvolte nell'inchiesta, Orazio Ciliberti, sindaco di una giunta di centrosinistra dal 2004 al 2009, gli ex assessori Angelo Benvenuto, Italo Pontone e Lino Del Carmine, gli ex presidenti di Amica, Elio Aimola e Gianni Ricci e gli ex commissari della municipalizzata, i viceprefetti Michele Di Bari e Pasquale Santamaria.
Coinvolti anche numerosi componenti dei consiglio di amministrazione dell'ex azienda municipalizzata. Diversi i filoni dell'inchiesta della procura di Foggia, dal costo dei lavori nella discarica di Passo Breccioso all'aumento dei costi per la partecipazione del Comune nelle aziende satelliti di Amica.

TRENTO, UTILE IN CRESCITA DEL 150% PER SET DISTRIBUZIONE (DOLOMITI ENERGIA)

Risultati positivi per Set distribuzione, la società di Trento del gruppo Dolomiti Energia. L'assemblea ha infatti approvato un bilancio con 14,8 milioni di euro di utile e la distribuzione di un dividendo per 6,5 milioni di euro. Il valore della produzione ha raggiunto i 103,07 milioni di euro (+24,5%); il margine operativo lordo (EbitDa) ha raggiunto i 50,02 milioni (+50,8%). Il risultato operativo (Ebit) raggiunge i 32,96 milioni +100%). Grande balzo dell'utile netto che arriva a 14,83 milioni, partendo dai 5,91 milioni di euro del 2012, +151%). L'indebitamento netto scende a 96,8 milioni di euro (era di 128 nel 2012, -24 %). Gli investimenti hanno raggiunto i 17 milioni di euro.
Per l’ad Stefano Quaglino «i risultati sono stati possibili grazie agli sforzi di tutta l'organizzazione rivolti al miglioramento dell'efficienza operativa e della qualità del servizio». Importante anche «l'accoglimento, da parte dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, dell'istruttoria presentata per il riconoscimento delle "specificità territoriali" in cui Set distribuzione opera». L'effetto si traduce in «maggiori ricavi per Set senza incidere sulle tariffe applicate al cliente finale», che nel bilancio 2013 ha visto contabilizzati anche i benefici relativi agli anni precedenti. «Il 2013 è stato anche l'anno che ha visto consolidarsi il quadro normativo con l'approvazione del Piano provinciale della distribuzione elettrica - continua l'ad -, che ha confermato il ruolo centrale di Set distribuzione per la gestione e il miglioramento del servizio sull'intero territorio provinciale. A tale proposito anche nell'esercizio 2013 l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha premiato i livelli di qualità e sicurezza raggiunti da Set nella gestione della rete di distribuzione elettrica. Risultati, in alcuni casi migliori addirittura del 71% rispetto allo standard di riferimento fissato dall'Autorità stessa».
Risultato positivo anche per il presidente Leo Nicolussi Paolaz, in particolare «in un territorio articolato come il Trentino, dove occorre confrontarsi quotidianamente con sfide specifiche e complessità logistiche non presenti altrove».

LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA SUL BUCO FINANZIARIO DI MESSINAMBIENTE

La Procura della Repubblica di Messina ha aperto un'inchiesta su un presunto “buco” finanziario a Messinambiente. Al Comune è stato così disposto il sequestro di tutti gli atti e delle relazioni ispettive relativi alle irregolarità della società pubblica concessionaria dei servizi di pulizia cittadina. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Roberta La Speme.
Al vaglio dei magistrati ci sarebbero secondo quanto si apprende consulenze per oltre settecentomila euro, acquisti effettuati con procedure irregolari, contenziosi, nonché esposizioni col fisco per svariati milioni di euro.

ESTRA, VIA LIBERA DALL'ASSEMBLEA ALLA QUOTAZIONE IN BORSA.


L’Assemblea dei Soci di Consiag ha approvato all’unanimità il processo che porterà alla quotazione di Estra S.p.A. inizialmente presso AIM Italia, il Mercato Alternativo del Capitale di Borsa Italiana e successivamente al mercato principale MTA.
I soci presenti hanno approvato un ordine del giorno nel quale si esprime indirizzo favorevole al percorso da seguire per la quotazione, si invita i Comuni a porre in essere sollecitamente quanto di competenza e si da mandato all’amministratore unico di Consiag di fare tutto quanto in suo potere per consentire il necessario approfondimento nei consigli comunali dei soci.
AIM Italia, nato in Italia nel 2012, è il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese impegnate in progetti di crescita credibili e sostenibili all’interno di settori in espansione, in grado di attrarre una platea diversificata di investitori.
La quotazione sull’AIM Italia è per Estra propedeutica al passaggio sull’MTA, nello specifico sul segmento STAR, per il quale la Società detiene già oggi i criteri di ammissione. Estra, inoltre, ha ricevuto da CERVED il rating Baa.7, che la posiziona tra le imprese più solide e competitive del suo mercato di riferimento.
“Essere arrivati a questo traguardo è motivo di grande soddisfazione - afferma Luciano Baggiani amministratore unico di Consiag - rappresenta infatti il raggiungimento di un obiettivo considerato strategico dai Comuni soci che hanno sempre dato voce all’esigenza di proposte concrete e operative per la quotazione in borsa. Significa dare la possibilità ad Estra di ottenere risorse finanziarie per affrontare le prossime gare per l’affidamento della distribuzione del gas. Significa anche essere lungimiranti e saper guardare a nuove opportunità di sostegno dei bilanci degli enti locali e quindi della capacità di spesa pubblica.”
Estra S.p.A. verrà affiancata nel processo di quotazione da KON SpA in qualità di advisor finanziario e dall’avvocato Luca Perfetti dello Studio Villata, Degli Esposti, Perfetti Associati, in qualità di advisor legale.
Con l'approvazione da parte dell'Assemblea dei Soci il percorso di quotazione in borsa di Estra S.p.A. prevede ora il passaggio nei singoli consigli comunali dei 23 soci di Consiag, a cui verrà proposto di adottare una apposita delibera che autorizza il processo di parziale privatizzazione. Una delibera dunque che autorizzi non solo l’accesso al mercato AIM ma anche, senza ulteriori passaggi, al mercato STAR.

AMAG ALESSANDRIA, ANCHE UNA BOLLETTA PUÒ SERVIRE NELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Amag Spa, Alegas Srl e Ream Spa, che si occupano della distribuzione di acqua, gas e gestione calore nel territorio del Comune di Alessandria e in 50 comuni della provincia, scendono in campo a fianco di Me.dea Onlus, un’associazione di promozione sociale di Alessandria che ha come obiettivo la lotta a ogni forma di violenza psicologica, fisica, sessuale, economica e stalking contro le donne. Dalle prossime settimane le bollette inviate ai cittadini conterranno un apposito box con le informazioni sull’attività dell’associazione Me.dea Onlus, con giorni e orari di apertura del Centro Antiviolenza. Con questa iniziativa saranno raggiunte oltre 45.000 famiglie, molte delle quali residenti fuori Alessandria e magari non ancora al corrente dei servizi offerti da Me.dea.
“Siamo molto contente di questo progetto perché ci permette di far conoscere capillarmente la nostra realtà e sensibilizzare tanti cittadini sul fenomeno della violenza di genere”, commenta Sarah Sclauzero, presidente Me.dea Onlus. “Esso, inoltre, è la riprova del fatto che si possono attivare collaborazioni e realizzare iniziative utili a costo zero, compensando la carenza di risorse con una buona idea”.
“Quando si colpiscono le donne, si compie un atto indegno dell’umanità e si distrugge l’energia essenziale alla vita su questo pianeta. Chi, come noi, si occupa di energia, non può che essere dalla parte delle donne e della loro energia positiva” aggiunge Noemi Podestà, Presidente Ream.


Tea estende i propri confini nell'area industriale: collaborazione con IES.

Un’area di 30mila metri quadrati ceduta a Tea da IES in diritto di superficie ventennale. Il terreno, recentemente bonificato dall’amianto e a confine con la sede di via Taliercio, ospiterà i magazzini e la logistica della multiutility.
Riunire servizi e funzioni ora dislocati in diversi punti della città e della provincia, in immobili ed aree condotti in locazione, per migliorare le efficienze organizzative, i contatti e l'operatività: questa l'esigenza di Tea, impegnata da tempo a cercare sul territorio spazi disponibili e compatibili.
La soluzione è arrivata da vicino, in particolare dal terreno IES confinante con la palazzina direzionale Tea che per caratteristiche risponde perfettamente alle necessità logistiche del Gruppo. L'area, di poco inferiore ai 30mila metri quadrati e che IES ha appena bonificato dall'amianto (materiale ereditato dall'attività industriale passata), viene ceduta a Tea in diritto di superficie, con la possibilità pertanto di eseguire gli interventi di ristrutturazione necessari, compresa la posa di un impianto fotovoltaico da 200 kWe destinato ad alimentare gli uffici Tea, e di ampliare la superficie coperta.
Il diritto di superficie, che comprende anche il capannone di 5.500 metri quadrati esistente, è concesso per vent'anni. Il prezzo concordato è di circa 400mila Euro, dilazionati in tre anni; inoltre IES, per l’eventuale assunzione di ciascun proprio dipendente da parte di Tea, prevede l’applicazione di una riduzione rispetto all’ammontare totale.
"Come è noto - ha spiegato il Presidente di Tea, Luigi Gualerzi - avevamo la necessità di razionalizzare in maniera efficiente e funzionale le nostre strutture operative, i magazzini, i depositi attualmente sparsi e locati in più punti della città e anche in provincia. Partendo dalla considerazione che la sede principale di via Taliercio non pare al momento sostituibile, la soluzione individuata è sembrata la più vantaggiosa, sotto diversi aspetti. La collaborazione stretta con la vicina IES, infatti, è positiva per il recupero dell'area industriale esistente e per le economie e funzionalità che Tea potrà ottenere, sia come minori costi sia come maggiori efficienze operative”. “L'estensione della porzione di terreno acquisita - ha continuato Gualerzi - potrà, inoltre, soddisfare eventuali future necessità di spazi per le attività aziendali. L'area ricade nel SIN, ma la formula contrattuale individuata, acquisizione in diritto di superficie e non in proprietà, non farà ricadere sul nostro Gruppo oneri aggiuntivi per la procedura di bonifica del sito".

AMG GAS PALERMO: BILANCIO CON UN UTILE DI 2,5 MILIONI DI EURO

L’Assemblea degli azionisti di Amg Gas (Edison 80% e AMG Energia 20%), ha approvato il bilancio 2013, che ha visto i ricavi salire a 65,078 milioni di euro ( 5,3% rispetto al 2012) e il margine operativo lordo (EBITDA) a 8,508 milioni di euro ( 30,8% rispetto ai 6,505 milioni di euro dell’anno precedente). Amg Gas chiude l’esercizio 2013 con un utile netto pari a 2,564 milioni di euro in crescita del 22,2% rispetto ai 2,099 milioni di euro del 2012. A partire dalla sua privatizzazione nel 2009, a seguito dell’acquisizione della quota di maggioranza da parte di Edison, Amg Gas ha incrementato la propria redditivita', raggiungendo una gestione finanziaria attiva: l’utile netto e' migliorato del 140% rispetto al 2008, i ricavi di vendita sono aumentati del 24,7% rispetto al 2008. "Questo importante risultato e' il frutto di una gestione industriale finalizzata ad un forte recupero di produttivita', di efficienza dei processi gestionali e di una strategia di sviluppo commerciale che ha visto crescere l’azienda sia sotto il profilo dell’offerta con la vendita dell’energia elettrica oltre che quella del gas, sia sotto il profilo territoriale, andando a toccare anche aree limitrofe al comune di Palermo (Monreale, Montelepre, Grisi' e Camporeale)", dicono dall'azienda. “In questi anni - sottolinea Alessandro Bassi, Amministratore Delegato di Amg Gas - abbiamo prestato una particolare attenzione al recupero dell’insoluto e alla prevenzione di abusi. Questo ci ha consentito di poter venire incontro a quei nuclei famigliari maggiormente esposti alla crisi attraverso piani di sostegno personalizzati. Azioni rese possibili grazie anche alla gestione efficiente e finanziariamente attenta. Con un totale di 142.170 clienti, di cui 135.642 gas e 6.528 elettrici, AMG Gas oggi e' una societa' multiutility attiva sia nel comparto elettrico che in quello del gas, in grado di eccellere in un mercato sempre piu' competitivo”

COMMISSIONE UE SOSTIENE INIZIATIVA CITTADINI MA DICE NO A STOP ALLA PRIVATIZZAZIONE

La Commissione europea ha deciso di dare seguito, nel quadro delle sue competenze, alla prima iniziativa dei cittadini europei che ha raggiunto due milioni di firme, di cui 70mila in Italia. Gli organizzatori dell'iniziativa “L’acqua è un diritto” hanno chiesto alla Commissione di garantire che tutti i cittadini dell'UE possano godere del diritto all' acqua e ai servizi igienico-sanitari, di escludere l'approvvigionamento idrico e la gestione delle risorse idriche dalle logiche del mercato interno e dalla liberalizzazione e di intensificare gli sforzi per assicurare un accesso indiscriminato all'acqua e ai servizi igienico-sanitari in tutto il mondo. Il Vicepresidente della Commissione Maros Sefcovic ha detto: “I cittadini europei hanno fatto sentire la loro voce e oggi la Commissione ha espresso il suo consenso. Questa forma inedita di esercizio della democrazia sotto forma di iniziativa popolare paneuropea si tradurrà in un miglioramento immediato della qualità dell'acqua, delle infrastrutture, dei servizi igienico-sanitari e della trasparenza per i cittadini europei e dei paesi in via di sviluppo. Mi congratulo con gli organizzatori per i risultati conseguiti”.
Nulla di fatto, però, per la richiesta di assicurare che l'acqua sia solo un servizio pubblico: “La decisione di come fornire al meglio i servizi idrici rimane fermamente nelle mani degli Stati membri” ha detto Sefcovic, che rispetto alle preoccupazioni sulla liberalizzazione dei servizi idrici ha però confermato che “la legislazione sul mercato unico non si applica quando le autorità locali forniscono direttamente il servizio”. Bruxelles deve rispettare le regole dei trattati europei “che richiedono all'Ue di rimanere neutrale sulle decisioni nazionali relative alla proprietà delle imprese idriche”, principio che si applica anche nelle relazioni con i Paesi terzi, ha concluso Sefcovic.

WORKSHOP SUL PROGETTO SHOWW - “IL TRATTAMENTO E LA GESTIONE DEI FANGHI DI DEPURAZIONE”

Un workshop gratuito sul “Trattamento e la gestione dei fanghi di depurazione: stato dell’arte, normativa e innovazione” è organizzato dalla Fondazione Utilitatis il prossimo 8 e 9 maggio a Roma (via dei Gracchi 324). Nell'ambito del progetto europeo LIFE10 INF/IT/000282 puShing aHead with field implementatiOn of best fitting WasteWater treatment and management solutions (SHOWW), in partnership con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell'Università di Firenze (DICEA), Physis, società di progettazione ambientale, e LEQUIA, Laboratorio di Chimica ed Ingegneria Ambientale dell’Università di Girona, il workshop offrirà un esauriente aggiornamento sul tema della depurazione.
L'iscrizione è gratuita fino ad esaurimento dei posti disponibili e può essere effettuata tramite email, all'indirizzo life-showw@utilitatis.org oppure direttamente sulla pagina web del progetto all'indirizzo showwproject.eu .

CORTE DEI CONTI, SERVIZI PUBBLICI: LA SPA PUO’ TRASFORMARSI IN AZIENDA SPECIALE

Il Comune può trasformare in azienda consortile una spa attiva nei servizi pubblici locali a rilevanza economica, perché entrambe le società sono dotate di patrimonio proprio a garanzia dei creditori. Così la sezione Autonomie della Corte dei Conti (Del 2/2014), con la quale i giudici hanno concesso il via libera alla trasformazione per la Smat di Torino - gestore del servizio idrico integrato - in azienda speciale consortile di diritto pubblico.

TARIFFA IDRICA, FEDERUTILITY PRESENTA IL TOOL DI CALCOLO DEL NUOVO METODO

Si svolgerà il prossimo 14 febbraio il seminario tecnico organizzato da Confservizi Cispel Lombardia e Federutility titolo ‘Il nuovo metodo tariffario del servizio idrico. Presentazione applicativo di calcolo’ (Milano, Sala convegni di Amiacque - via Rimini, 34/36). Grazie alla partecipazione di Regione Lombardia, AEEG e Federutility, il seminario (gratuito) sarà l’occasione per illustrare nel dettaglio novità e modifiche rispetto al metodo precedente. Federutility presenterà inoltre un nuovo tool, uno strumento di calcolo che consentirà di semplificare notevolmente ai gestori le operazioni di calcolo della tariffa. L’invito è rivolto particolarmente ai gestori della Lombardia e di tutta Italia, agli enti locali e agli Ato. A fare gli ‘onori di casa’ Marco Passaretta, Presidente Amiacque, e Giovanni Bordoni, Presidente Confservizi Cispel Lombardia che aprirà il tavolo degli interventi. Dopo i saluti di Claudia Terzi, Assessore all’Ambiente Regione Lombardia, e Mauro D’Ascenzi, Vice Presidente delegato Federutility, interverranno: Alessandro Ramazzotti, Coordinatore Gruppo Acqua Confservizi Cispel Lombardia Lorenzo Bardelli, Direttore Direzione Sistemi Idrici AEEG Claudio Cosentino, Direttore Area Idrico Ambientale Federutility Rita Mileno, Settore Studi e Ricerche Utilitatis.

SMAT, SCUOLA DELL'ACQUA: WEBSEMINAR SULLA GESTIONE DEI FANGHI

Nuovo appuntamento con La Scuola dell’Acqua, ciclo di seminari (anche online) realizzati dal gestore torinese Smat grazie all’esperienza maturata nella gestione delle risorse idriche e in attività e progetti di ricerca applicata all’innovazione tecnologica e allo sviluppo industriale del settore. Tutto ciò ha reso possibile un know how consolidato nel campo della formazione, che in questi mesi Smat sta mettendo a disposizione di operatori e gestori italiani.
Si tratta di corsi di formazione, addestramento e aggiornamento professionale per gli operatori delle Imprese di pubblici servizi e per tutti coloro che sono coinvolti in questi settori. Nel campo dell’aggiornamento professionale la Scuola dell'Acqua di Smat ha predisposto un programma di formazione a distanza in particolare realizzato attraverso seminari via web.
Il prossimo appuntamento si svolgerà il 30 gennaio, con il seguente programma: Stato dell’arte dei trattamenti termici dei fanghi; Strategie adottate da Smat per la gestione dei fanghi; Ottimizzazione della digestione anaerobica; Trattamenti innovativi per la gestione dei fanghi.
Per informazioni e iscrizioni: Scuola dell’Acqua - Smat .

AGENZIA INTERNAZIONALE ENERGIA, ALLARME PER CONSUMI IDRICI CRESCENTI

La produzione di energia assorbe attualmente circa il 15% dei consumi di acqua nel mondo. Ma questa percentuale è destinata ad aumentare creando uno squilibrio che, anche a causa della prevedibile crescita demografica e della ripresa economica a livello globale, potrebbe divenire insostenibile. Lo denuncia il rapporto dell'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), da qualche giorno reso consultabile per tutti sul web.
L'IEA è un organismo indipendente che produce analisi e raccomandazioni che, come ha detto il suo direttore esecutivo, Maria van der Hoeven, "intende aiutare tutti i Paesi interessati ad utilizzare nel modo più efficiente le proprie risorse idriche nella fase della produzione e del consumo di energia". Nel rapporto, chiamato "Water for Energy: Is energy becoming a thirstier resource?", l'agenzia sottolinea come le esigenze idriche del settore energetico siano destinate a crescere nei prossimi anni, rendendo il consumo di acqua un criterio sempre più importante per valutare la fattibilità di progetti energetici. In questo processo, emergono ancora una volta i punti di forza delle fonti rinnovabili: i ricercatori scrivono infatti come l'efficienza energetica, l'eolico e il solare fotovoltaico contribuiscano ad un futuro energetico a basse emissioni senza intensificare la domanda d' acqua "in modo significativo". Al contrario un massiccio ricorso all' acqua è indispensabile sia per estrarre petrolio e gas dal sottosuolo - anche con i nuovi metodi, sviluppati particolarmente nel continente americano - sia per il biocaburante a causa della irrigazione che ne costituisce la premessa, sia ovviamente per l'energia idroelettrica sebbene in questo caso l'acqua possa essere riutilizzata.

UE, PARERE MOTIVATO ALL’ITALIA SU RECEPIMENTO DIRETTIVA QUADRO SULLE ACQUE

La dg Ambiente della Commissione Ue ha inviato un’integrazione di “parere motivato (secondo passo della procedura di infrazione) all’Italia per la trasposizione non corretta di un articolo della direttiva quadro sulle Acque 2000/60, norma che nel suo insieme punta ad istituire un quadro per la salvaguardia delle acque (da quelle costiere a quelle sotterranee).
In particolare, secondo Bruxelles il decreto legge 152 dell’aprile 2006 non recepisce in pieno l’articolo 11 della direttiva, nella parte dove si elencano i requisiti minimi per prevenire o controllare l’introduzione di inquinanti in acqua.
Il carteggio tra Bruxelles e Roma dura ormai da anni e la prima fase della procedura di infrazione è scattata nel maggio 2010, con la lettera di messa in mora. Il parere motivato è invece stato inviato all’Italia nel marzo 2012 e di recente la dg Ambiente, guidata dal commissario Janez Potocnik, ha fatto recapitare il supplemento, in cui si approfondiscono i motivi per i quali ritiene che la trasposizione non sia corretta.

AUTORITÀ IDRICA TOSCANA, AL VIA RIMBORSO A CITTADINI

L’Autorità Idrica Toscana ha calcolato correttamente i rimborsi ai cittadini relativi alla remunerazione del capitale. Lo ha detto l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che ha confermando i calcoli dell’ente toscano. I rimborsi riguardano il periodo 21 luglio - 31 dicembre 2011.
Tutti i gestori (ad eccezione della società GAIA per la quale è stato chiesto un chiarimento) dovranno restituire agli utenti gli importi nella prima bolletta utile, dando evidenza dell’importo restituito. Ciò fatto, dovranno trasmettere all'Aeeg la comunicazione dell'avvenuta restituzione entro i successivi 30 giorni.
È certo che gli utenti toscani troveranno i rimborsi nella prima bolletta utile e comunque non oltre marzo 2014. "Siamo soddisfatti del lavoro compiuto - ha dichiarato il direttore generale dell'AIT, Alessandro Mazzei - perché possiamo restituire i soldi dovuti ai cittadini, e anche perché l'Aeeg ha riconosciuto che l'Autorità Idrica Toscana, malgrado le critiche di qualcuno, ha calcolato bene gli importi dei rimborsi".

ACQUA SPORCA E POCA IGIENE UCCIDONO OGNI GIORNO 1400 BIMBI

Acqua sporca e scarsi servizi igienici, a causa delle malattie collegate, uccidono ogni giorno nel mondo 1400 bambini. Con lo spettro che di qui al 2050 saranno 25 milioni i più piccoli senza cibo a causa della siccità. L'accesso all'acqua potabile, diritto universale riconosciuto dall'Onu, è motivo di allarme per Unicef e Save the Children che - in occasione della Giornata mondiale dell'acqua del 22 marzo - sottolineano come la risorsa idrica manchi per quasi un miliardo di persone al mondo. Secondo gli ultimi dati dell'Unicef e dell'Oms sono 768 milioni le persone che non hanno accesso ad acqua potabile.
La maggior parte delle persone senza accesso all'acqua sono povere e vivono in aree rurali remote; oltre il 60% della popolazione che non ha accesso a fonti sicure di acqua potabile vive in 10 Paesi: in testa la Cina, seguita da India, Nigeria ed Etiopia. Per Save the Children su una popolazione di 7 miliardi di persone “2,5 miliardi vivono in pessime condizioni igieniche”. L'Africa subsahariana, l'America centrale e meridionale, l'Asia orientale e i Caraibi sono le aree del mondo dove è più bassa la disponibilità di acqua controllata e potabile, e di servizi igienici. L'Unicef ricorda che le più colpite dalla mancanza di acqua sono donne e bambine, che per questo mettono a rischio anche la propria istruzione; il 71% del carico quotidiano di acqua potabile è infatti trasportato da loro, e spesso non possono, per questo, permettersi di andare a scuola. Per queste persone anche un gesto semplice come lavarsi le mani con il sapone può ridurre l'incidenza di malattie e salvare una vita. Inoltre una minaccia ulteriore alla negazione del diritto all'acqua pulita arriva anche dall'impatto dei cambiamenti climatici.
Secondo i calcoli dell'Organizzazione mondiale della sanità un miliardo di individui vive con meno di 20 litri di acqua potabile al giorno; sono 8 milioni le persone che muoiono a causa di malattie legate alla fragilità dell'approvvigionamento idrico. Per parlare di condizioni accettabili per la vita umana l'Oms fissa una soglia di almeno 50 litri al giorno. In base ai calcoli della Fao la crescita della popolazione mondiale porterà invece ad un aumento della domanda di acqua dolce di 64 miliardi di metri cubi all'anno (insieme la domanda di cibo aumenterà tra il 70% e il 100% per il 2050). Nel mondo si passa da una disponibilità media di 425 litri al giorno per ogni cittadino degli Stati Uniti ai 10 a testa di un abitante del Madagscar. L'Italia è uno dei Paesi che ne consuma di più; il primo in Europa e il terzo al mondo, dopo Canada e Stati Uniti.
In Italia il vero problema dell'acqua è maggiormente legato all'emergenza ambientale, all'inquinamento degli scarichi e alla depurazione. “In Italia sarebbe bene concentrarsi sulle nostre vere emergenze - dice il vicepresidente di Federutility, Mauro D'Ascenzi -. Un cittadino su quattro non è collegato alle fognature e uno su tre scarica direttamente i liquami a mare. Da noi c'è un'urgenza sulla depurazione. Riconoscere valore all'acqua significa prendersene cura, realizzando 3 miliardi all'anno di investimenti per i prossimi 20 anni”. Un aspetto questo, sul quale punta i riflettori anche Legambiente rilevando come sia “sconosciuto il 78% dello stato chimico delle nostre acque superficiali e il 56% dello stato ecologico”. Per Legambiente “una nuova politica di tutela delle risorse idriche” può essere anche “un'opportunità economica”, con un ritorno di 45.000 posti di lavoro a fronte di investimenti per 27 miliardi nei prossimi 10 anni.

PROGETTO UE “WATER DROP”, COORDINATO DA ENEA

Al via ''Water drop" (Water Development Resources Opportunity Policies for the water management in semi-arid areas), coordinato dall'Enea e sviluppato nell'ambito del Programma multilaterale di cooperazione transfrontaliera “Mediterranean Sea Basin Programme 2007/2013”, co-finanziato dall'Unione Europea. Un progetto dedicato alla gestione efficiente delle risorse idriche nel bacino del Mediterraneo, obiettivo prioritario per la maggior parte dei Paesi dell'area visto che molte delle criticita' riscontrate in quest'ambito derivano da una cattiva gestione e dall'incoerenza delle politiche che incidono sull’acqua.
Il progetto intende sviluppare un approccio comune per la gestione integrata delle risorse idriche attraverso la creazione di partnership in grado di coinvolgere una pluralita' di attori pubblici e privati con l'obiettivo di incidere sugli aspetti tecnico-metodologici, sull'implementazione e sul rafforzamento delle capacity building e sullo sviluppo di proposte per l'adeguamento normativo.
I beneficiari finali del progetto saranno i circa 3 milioni di cittadini che vivono in quattro aree specifiche, la cui sopravvivenza dipende in maniera diretta dalla gestione della risorsa acqua. Queste comunita' beneficeranno di un aumento della disponibilita' di acqua pro-capite e della diminuzione dell'inquinamento delle risorse idriche. Inoltre, nell'ambito del progetto, verra' condotta una campagna di sensibilizzazione che coinvolgera' 18 scuole nelle aree identificate.
Il progetto Water-DROP e' stato co-finanziato al 90% dall'Ue con un contributo di circa 1,7 milioni di euro di cui circa il 50% e' destinato ai Paesi della sponda Sud del Mediterraneo.
Il programma “Mediterranean Sea Basin Programme 2007/2013” opera nell'ambito dello Strumento europeo di vicinato e partenariato (Enpi), con l'obiettivo di costituire un'area di stabilita', prosperita' e buon vicinato tra Paesi Mediterranei dell'Ue (Eumc) e i Paesi Partner Mediterranei (Mpc).
Il progetto avra' una durata di 24 mesi e prevede il coinvolgimento di altri nove partner provenienti da Italia (Regione Toscana e ong Halie'us e Arcs di Roma), Spagna (ong Acpp di Valencia), Cipro (Universita' di Nicosia), Libano (Planning and Development Agency di Hermel, National Council for Scientific Research di Beirut), Territori Palestinesi (Palestinian Hydrology Group), Giordania (Iucn - Ufficio Regionale per il Medio Oriente di Amman) e tre partner associati (Regione Lazio, The Middle East Desalination Research Center, Water Right Foundation).

REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO, AL VIA I RIMBORSI

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e i servizi idrici (Aeegsi) ha fissato i rimborsi previsti per la restituzione della quota tariffaria relativa alla remunerazione del capitale investito per il periodo luglio - dicembre 2011. Con la del 163/2014/r/idr , l’Autorità ha accettato le quantificazioni di rimborso stabilite da 70 Ato, mentre per 7 Ato (in Campania, Liguria, Molise e Sicilia) che non hanno adempiuto all’obbligo di comunicazione ha stabilito il valore forfettario 4,92 euro/utente.
Il rimborso verrà corrisposto nel primo documento di fatturazione utile.

COMMISSIONE EUROPEA, PARERE MOTIVATO SU INQUINAMENTO DELLE ACQUE

La Commissione europea chiede all’Italia di allineare la politica sulle acque alle norme dell’UE. Le carenze riscontrate riguardano l'attuazione nel diritto nazionale della direttiva quadro sulle acque, che costituisce il quadro in cui s'iscrive l'azione dell'Unione in materia di politica delle risorse idriche. Dopo aver rilevato una serie di problemi in occasione dei controlli della conformità effettuati nel 2009, nel maggio 2010 la Commissione ha inviato all'Italia una lettera di costituzione in mora, cui ha fatto seguito un parere motivato nel marzo 2012. “Benché molti dei problemi allora rilevati siano stati nel frattempo risolti, rileva la Commissione europea, è tramesso all'Italia un parere motivato complementare sui requisiti minimi in base ai quali i programmi devono riguardare le fonti diffuse che possono provocare un inquinamento delle acque e sulle misure di prevenzione o controllo dell’immissione di inquinanti”.
Se l'Italia non si conformerà alla direttiva, la questione potrà essere deferita alla Corte di giustizia dell'UE.

SERVIZI IDRICI, PARTNERSHIP TRA HERA, IREN E SMAT

Ricerca applicata, sviluppo tecnologico e innovazione nei settori e nelle attivita' legate al servizio idrico integrato: sono questi gli obiettivi della partnership che vede Hera, Iren e Smat insieme. Le tre utility, grazie a uno specifico protocollo d'intesa - si legge in una nota - metteranno a fattor comune le proprie esperienze, conoscenze e studi nel settore, definendo sviluppi congiunti, a beneficio di tutte e tre le aziende, di progetti innovativi, per continuare a garantire ai cittadini un servizio di qualita' e sempre piu' attento alla sostenibilita' e alla preservazione della risorsa idrica.
Si tratta della prima esperienza in Italia di collaborazione tra aziende leader nel settore sulla ricerca applicata e l'innovazione.
L'accordo e' stato siglato oggi a Torino, alla presenza di Salvatore Mole', Direttore Tecnologie e Sviluppo del Gruppo Hera; di Francesco Profumo, Presidente del Gruppo Iren e di Paolo Romano, Amministratore delegato del Gruppo Smat, un momento simbolico di grande importanza per mettere in luce da un lato l'importanza della risorsa idrica, dall'altro la notevole necessita' di investimenti in infrastrutture, tecnologia e ricerca per assicurare a tutti i cittadini un servizio idrico integrato di eccellenza.
L'obiettivo delle tre aziende e' anche quello di creare collaborazioni con altri soggetti, quali Atenei, Enti di Ricerca, mondo imprenditoriale. Hera, Iren e Smat decideranno insieme le priorita' sulle quali lavorare in condivisione e i soggetti con cui collaborare saranno ricercati anche all'estero, per creare una rete internazionale di rapporti e partecipare a ricerche e progetti di livello europeo e internazionale, in particolare all'interno del contesto del Programma Quadro della Commissione Europea per la ricerca e l'innovazione.

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, MINISTERO ESTERI ED ENEA PER GREEN ECONOMY

Il ministro plenipotenziario Giampaolo Cantini, direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo del ministero degli Affari Esteri, e Giovanni Lelli, commissario dell'Enea, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per rafforzare e strutturare la collaborazione gia' avviata per attivita' di cooperazione allo sviluppo nel campo dell'efficienza energetica, fonti rinnovabili, ambiente e clima, sviluppo sostenibile, innovazione del sistema agro-industriale e formazione tecnico-scientifica. Il protocollo contribuira' al sostegno delle politiche dei Paesi partner della Cooperazione Italiana nell'ambito dello sviluppo economico sostenibile e della green economy, attraverso la definizione ed esecuzione di programmi e progetti, incluso il trasferimento tecnologico e la formazione specialistica.
Inoltre Enea collaborera' con la DGCS nella definizione delle posizioni e proposte della Cooperazione Italiana nel campo dell'energia e dello sviluppo economico sostenibile nel quadro dell'agenda internazionale post-2015 e nell'ottica della partecipazione della Cooperazione Italiana a Expo 2015.

L’EUROPARLAMENTO ESCLUDE L’ACQUA DA NUOVE NORME SU CONCESSIONI

L'Europarlamento ha escluso l'acqua dall'applicazione delle nuove norme sulle concessioni pubbliche. L'accordo sulle nuove regole europee per le concessioni ricorda che gli Stati membri “restano liberi di decidere come desiderino siano eseguiti i lavori pubblici o erogati i servizi”, se in-house o esternalizzandoli a società private.
La nuova direttiva, spiega il testo approvato dal Parlamento europeo, “non impone la privatizzazione delle imprese pubbliche che forniscono servizi al pubblico”. Inoltre i deputati hanno riconosciuto la particolare natura dell'acqua come un bene pubblico, accettandone l'esclusione dal campo di applicazione delle nuove regole.

AEEG, AL VIA LE ISPEZIONI PER LA CORRETTEZZA DELLE TARIFFE APPLICATE

L’Autorità per l’energia ha approvato una campagna di controlli sulle tariffe applicate nel servizio idrico e sulla restituzione della remunerazione del capitale investito. Le verifiche ispettive previste hanno l’obiettivo, in particolare, di accertare la correttezza e la coerenza dei dati utilizzati dai gestori per definire le tariffe dell’acqua per il biennio 2012-2013, l’efficienza del servizio di installazione e gestione del contatore e il rispetto dei criteri e delle procedure indicati dall’Autorità per la restituzione ai clienti della quota remunerazione del capitale investito per il secondo semestre 2011.
La campagna verrà realizzata in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza. In particolare, la Deliberazione 29/2014/E/idr, prevede tre ispezioni presso gestori individuati in base alla dimensione e alla distribuzione sul territorio nazionale e in relazione a incongruenze nei dati dichiarati all’Autorità. Le verifiche serviranno anche ad accertare la corretta applicazione delle agevolazioni tariffarie e della rateizzazione dei pagamenti alle popolazioni colpite dal sisma del maggio 2012. L’Autorità potrà prendere visione ed accertare la correttezza e coerenza dei dati trasmessi anche, attraverso il controllo dei bilanci aziendali e della documentazione di supporto, dei documenti relativi al rapporto con l’Ente d’Ambito o con il soggetto competente per ciascun territorio, dei documenti di fatturazione e dei contratti di fornitura. Informazioni e documentazioni utili potranno eventualmente essere chiesti anche ai soggetti coinvolti nelle procedure di determinazione delle tariffe per ciascun territorio e agli Enti d’Ambito.

DEPOSITATA LA LEGGE NAZIONALE PER L'ACQUA PUBBLICA E PARTECIPATA

Una legge in attuazione dei referendum 2011 Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha comunicato che è stato depositato, presso la Camera dei Deputati, il testo aggiornato della legge di iniziativa popolare, presentato nel 2007, “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”. Tale fatto assume un valore aggiunto e una grande valenza politica poiché avviene, sostanzialmente, in occasione della Giornata Mondiale per l'Acqua. Infatti, all'inizio dell'attuale legislatura, il forum ha lavorato nell’obiettivo di far nascere un intergruppo parlamentare “Acqua Bene Comune” che si ponesse come obiettivo prioritario la condivisione di quel testo e poterlo ripresentare alla discussione parlamentare.Il testo della proposta di legge è stato depositato attraverso la sottoscrizione di decine di parlamentari afferenti a diverse forze politiche (Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia e Libertà, Partito Democratico) in armonia con lo spirito che ha portato alla costituzione dell'intergruppo Acqua Bene Comune, al quale hanno aderito più di 200 parlamentari.
La presente proposta di legge risponde, quindi, all'urgenza di dotare il nostro paese di un quadro legislativo unitario rispetto al governo delle risorse idriche come bene comune, introducendo modelli di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico,procedendo da subito alla ripubblicizzazione dello stesso. Tale testo, dunque, scaturisce dalla necessità di un cambiamento normativo nazionale e risulta essere la reale e concreta attuazione dell'esito referendario, che segni una svolta radicale rispetto alle politiche, che hanno fatto dell'acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione.
“Chiediamo quindi - rende noto il Forum - che il Parlamento avvii da subito la discussione di questa legge proprio nel rispetto della volontà popolare chiaramente espressa dalla maggioranza assoluta del popolo italiano con i referendum del 2011, perché ancora una volta si scrive acqua ma si legge democrazia”.

VAL BORMIDA, 23 COMUNI VOGLIONO PRESENTARE UNA PETIZIONE ALLA REGIONE LIGURIA PER GESTIRE ATO IN PROPRIO

I 23 comuni del bacino padano della Val Bormida nella provincia di Savona hanno deciso di presentare una petizione alla Regione Liguria per chiedere piena autonomia da parte dei comuni aderenti per la gestione del proprio ATO.
La decisione è stata adottata dopo un incontro indetto dal sindaco, nonché presidente del consorzio Cira, Fiorino Zappa, con i sindaci dei 23 comuni del bacino padano della provincia di Savona, con al centro la tematica della legge regionale in materia di individuazione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni relative al servizio idrico integrato e alla gestione integrata dei rifiuti.
L’assemblea, come spiega Zappa, aveva il compito di ribadire la volontà di mantenere i criteri di efficienza ed economicità che hanno sempre caratterizzato il comprensorio, contraddistinto da un bacino idrografico ben distinto da quello costiero. Del Consorzio intercomunale fanno parte, dalla sua costituzione, i Comuni di Altare, Cairo, Carcare e Dego; altri centri della Val Bormida sono consorziati, altri affidano al consorzio la depurazione delle acque.

ACQUA 2.0, APPUNTAMENTO CON ENERGIA MEDIA

Il giorno 15 Maggio 2014 a Milano si terrà il secondo appuntamento del percorso Acqua 2.0 iniziato a Roma con le Istituzioni e le imprese lo scorso 27 marzo 2014. L’evento intitolato: “Telecontrollo, Smart Grid & Smart Meter Water” avrà come tema centrale la misura e i metodi per gestire in maniera intelligente il settore idrico.
La possibilità di applicazione anche al settore idrico degli strumenti di telecontrollo e misura propri delle telecomunicazioni e del data management rappresenta un terreno aperto, tutto da conquistare, in cui le imprese più innovative potranno interfacciarsi con i gestori di settore per studiare e valutare le migliori soluzioni e dare al cittadino un servizio più efficiente e con standard internazionali adeguati.
Uno degli obiettivi di Energia Media, organizzatore di questo appuntamento, è di mettere in relazione soggetti con interessi convergenti. In particolare relativamente al percorso Acqua 2.0, si intende avvicinare domanda e offerta di tecnologie e servizi.
Con queste premesse, il format di questo evento prevede una Tavola Rotonda in cui i soggetti invitati avranno la possibilità di intervenire presentando il proprio punto di vista, a valle delle relazioni introduttive della prima parte della mattinata che inquadreranno le diverse tematiche.
A seguire, proprio nell’ottica di far incontrare domanda e offerta, si metteranno a disposizione dei partecipanti alcuni corner per incontri riservati.
Per informazioni e iscrizioni: Acqua 2.0 .

ATO BRIANZA, 87 MLN DI INVESTIMENTI NEL TRIENNIO PER DEPURAZIONE E FOGNATURA

Ammodernare depuratori e fognature per evitare le sanzioni comunitarie e ridurre la dispersione dell'acqua: sono gli obiettivi del Piano stralcio 2014-2017 approvato nei giorni scorsi dall’Ato della Brianza, che prevede investimenti per 87 milioni nei prossimi tre anni
La proposta ora sarà trasmessa all'Aeegsi e sottoposta all'Assemblea dei sindaci. entro il 15 aprile. Il Piano stralcio, che dovrà essere completato entro la fine del 2015 per evitare a molti comuni di pagare multe per una trentina di milioni inflitte dall'Unione Europea per il mancato rispetto dei parametri sulla depurazione delle acque, comprende interventi per 25.200.000 euro in molte località della provincia, oltre alla realizzazione del collettore di collegamento tra l'ex depuratore di Varedo e quello di Rho-Pero e uno stanziamento di 3.000.000 per il ripristino ambientale del sito dismesso di Varedo. A Monza nel giro di tre anni il depuratore spenderà 12.500.000 euro per le migliorie, peraltro già previste dal Master Plan da 60.000.000.
Il capoluogo è interessato anche dalla creazione di un campo pozzi alla Boscherona per un totale di 1.000.000. Lo scolmatore di piena a Brugherio, che scongiurerà le frequenti esondazioni del Lambro, richiederà 1.000.000 di euro mentre 1.400.000 serviranno per la costruzione del collettore tra Limbiate e Cesano Maderno. Il completamento della dorsale che porterà l'acqua da Trezzo a Besana assorbirà altri 17.000.000.
Nel prossimo triennio, inoltre, l'Ato poserà venti nuove case dell'acqua sul modello delle otto che saranno inaugurate tra qualche settimana. La contropartita degli investimenti è costituita dall'aumento delle tariffe che, in media, toccherà il 6% annuo. «Gli incrementi - spiega il vicepresidente dell'Ato Adriano Poletti - variano a seconda dei comuni in quanto, finora, le diverse aziende di erogazione hanno applicato prezzi differenti. Per le famiglie, in ogni caso, i rincari rimarranno sotto i dieci euro l'anno». «Abbiamo faticato - conclude Poletti - a mettere insieme tutte le opere da attuare, ma il risultato finale è buono. Abbiamo dimostrato che la Brianza è in grado di esercitare la propria autonomia e che l'emancipazione di Monza da Milano rappresenta una realtà».

LAZIO: SÌ A LEGGE PER ACQUA PUBBLICA, PIÙ FORZA AI COMUNI

L'acqua del Lazio è, e sarà sempre, a gestione “pubblica e partecipata” perché si tratta di un “bene naturale e un diritto umano universale”, sottratto ai meccanismi della concorrenza commerciale. Quello che prima era un principio emerso dal referendum nazionale del 2011, da oggi è legge. Il Consiglio regionale del Lazio ha infatti approvato all'unanimità la legge sull'acqua pubblica di iniziativa referendaria proposta da 39 Comuni, in testa quello di Corchiano (Viterbo), e sottoscritta da ben 40mila cittadini.
Per il governatore Nicola Zingaretti “abbiamo ancora una volta dimostrato che si può cambiare davvero il volto di questa regione. È un grande successo di cittadini e istituzioni che hanno combattuto insieme perché l'acqua restasse un bene di tutti”. A esultare sono oggi infatti soprattutto i comitati per l'acqua pubblica che hanno seguito passo passo il dibattito in Aula: “Ora auspichiamo una reazione a catena delle altre Regioni. Questa è una legge che rimette al centro finalmente gli enti locali”.
Il testo, infatti, sancisce che la gestione del servizio idrico integrato “deve essere svolta senza fini di lucro”, e dovrà avvenire a livello di bacino idrografico (i nuovi Ambiti saranno da individuare entro sei mesi), ognuno con un bilancio idrico sostenibile. Le Autorità di bacino, formate dagli enti locali coinvolti, Comuni in prima fila, dovranno gestire il sistema in modo integrato: tutti gli impianti, dagli acquedotti alle fognature, dovranno essere di proprietà pubblica. E per quegli enti locali che volessero subentrare nelle società di capitali, è stato istituito il Fondo di ripubblicizzazione, sostenuto dal bilancio regionale.

LA UE STANZIA 50 MILIONI PER I PROGETTI DI RICERCA LEGATI ALL'ACQUA

Sono undici i nuovi progetti di ricerca approvati per il finanziamento Ue, con l'obiettivo di promuovere soluzioni innovative per le sfide legate al tema dell'acqua. Gli undici progetti, ai quali viene destinato un totale di 50 milioni di finanziamento (dalla gara 2013 "Ambiente" del Settimo programma quadro 2007-2013), coinvolgono 179 partner provenienti da organizzazioni di ricerca ed imprese private (tra cui oltre 70 Pmi), di 19 Paesi Ue. "Questi progetti aiuteranno a trovare soluzioni innovative per alcuni dei problemi più pressanti di oggi, dalla qualità delle acque alla lotta contro la loro scarsità", ha afferma il commissario Ue per Ricerca, innovazione e scienza Máire Geoghegan-Quinn. E, nel presentare lo stanziamento, il commissario evidenzia come garantire l'approvvigionamento idrico sicuro e abbondante resterà un obiettivo chiave anche nell'ambito del programma Orizzonte 2020.

LA UE STANZIA 50 MILIONI PER UNDICI PROGETTI DI RICERCA LEGATI ALL’ACQUA

Dalle biotecnologie per il trattamento dell'inquinamento da metalli pesanti nelle acque di scarico, alla gestione intelligente delle reti di distribuzione: sono solo due esempi degli undici nuovi progetti di ricerca approvati per il finanziamento Ue, con l'obiettivo di promuovere soluzioni innovative per le sfide legate al tema dell'acqua.
Gli undici progetti, ai quali viene destinato un totale di 50 milioni di finanziamento (dalla gara 2013 “Ambiente” del Settimo programma quadro 2007-2013), coinvolgono 179 partner provenienti da organizzazioni di ricerca ed imprese private (tra cui oltre 70 Pmi), di 19 Paesi Ue. “Questi progetti aiuteranno a trovare soluzioni innovative per alcuni dei problemi più pressanti di oggi, dalla qualità delle acque alla lotta contro la loro scarsità”, afferma il commissario Ue per Ricerca, innovazione e scienza Máire Geoghegan-Quinn.
E nel presentare lo stanziamento, il commissario evidenzia come garantire l'approvvigionamento idrico sicuro e abbondante resterà un obiettivo chiave anche nell'ambito del programma Orizzonte 2020.

LAZIO: SÌ A LEGGE SU ACQUA PUBBLICA, ECCO COSA DISPONE

La legge sull'acqua pubblica approvata dal Consiglio regionale del Lazio stabilisce innanzitutto che “l'acqua è un bene naturale e un diritto umano universale”. Così spiega una scheda diffusa dalla Pisana. Da questo principio, che recepisce lo spirito dei referendum nazionali del 2011, discende che “tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili”. La gestione del servizio idrico integrato “deve essere svolta senza finalità lucrative e ha come obiettivo il pareggio di bilancio, persegue finalità di carattere sociale e ambientale”. Vengono aboliti i vecchi Ato, Ambiti territoriali ottimali: la gestione dell'acqua dovrà avvenire nel bacino idrografico, e in base a un preciso bilancio idrico che dovrà assicurare “l'equilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico” e dovrà essere aggiornato con cadenza almeno quinquennale. Ogni anno le autorità di bacino dovranno predisporre “un report sulle perdite idriche nelle reti di distribuzione”. Gli ambiti di bacino idrografico dovranno essere individuati dalla Regione entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, attraverso un nuovo provvedimento legislativo. Ciascun ambito sarà “governato” da un'autorità di bacino, a cui partecipano gli enti locali corrispondenti per territorio. I delegati degli enti locali partecipano alle "assemblee decisionali di bacino" con vincolo di mandato. La gestione del servizio idrico dovrà avvenire in maniera integrata: “Le opere di captazione, gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato - si legge all'articolo 6 - sono di proprietà degli enti locali e sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico”. Saranno inoltre costituiti due fondi: il primo destinato alla “ripubblicizzazione” di cui possono beneficiare gli enti locali che vogliono tornare a gestire il servizio “subentrando a società di capitale”. Tale fondo sarà finanziato nel triennio 2014-2016 da un apposito capitolo di bilancio. Il secondo, avrà carattere di “solidarietà internazionale”, “al fine di concorrere ad assicurare l'accesso all'acqua potabile a tutti gli abitanti del pianeta” e sarà destinato a progetti cooperativi, escludendo ogni forma di profitto privato.

ACCORDO EATALY - ACEA, L’ACQUA DI ROMA TRA LE SPECIALITA’ ALIMENTARI

L’acqua dei ''nasoni'' di Roma sbarca tra le specialità alimentari di Eataly. Le tipiche fontanelle saranno a disposizione del visitatori del negozio della Capitale grazie all'accordo firmato dalla struttura con l'Acea per valorizzare l’acqua di Roma, ''la più buona d'Italia'' secondo il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti.
L'accordo prevede la realizzazione di diverse iniziative dedicate all’acqua come bene primario e come risorsa fondamentale da usare in modo sempre più sostenibile a partire dalle 'Giornate dell'acqua di Roma' che si terranno in primavera negli spazi del negozio e dai corsi di cucina ed educazione alimentare 'Acqua … For dummies'. Inoltre, sarà esposta presso Eataly la scultura 'Conversazioni' di Oliviero Rainaldi, di proprietà dell'Acea.
''Siamo molto soddisfatti di questa partnership - hanno dichiarato il presidente e l'a.d. di Acea, Giancarlo Cremonesi e Paolo Gallo - perché garantirà a un numero sempre maggiore di cittadini di conoscere l'ottima qualità dell’acqua di Roma''.
''Ci si può lamentare di tante cose a Roma, ma non dell’acqua, purché resti pubblica, non troppo costosa e buona così'', ha aggiunto Farinetti. ''Dico sempre che il rubinetto batte la bottiglia, perché l’acqua pubblica è la migliore e la più controllata. Questo accordo restituisce finalmente un po' di orgoglio ai nostri acquedotti'', conclude il sottosegretario alle Infrastrutture Erasmo De Angelis.

TRIESTE, AQP TRA REGIONE E MINISTERI PER L’OPERA DI DEPURAZIONE DA 52,2 MLN

La Regione Friuli Venezia Giulia e i ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico hanno firmato nei giorni scorsi l'Accordo di Programma di Quadro (Apq) con cui potrà partire ufficialmente l’adeguamento dell’impianto di trattamento reflui di Servola, a servizio della città di Trieste. L’opera avrà un costo complessivo di 52,2 mln e si avvrrà anche di unh contributo della Regione pari a 740mila euro per venti annualità.
Acegas-Aps, gestore idrico del territorio, ha sviluppato la fase di progettazione definitiva dell’impianto e ha anche curato, con la collaborazione del Comune e della Cato (Consulta d’Ambito territoriale Ottimale), l’iter che ha portato al rilascio delle autorizzazioni necessarie per l'inizio dei lavori di adeguamento. L’intervento prevede alcuni lavori nel vecchio impianto, la bonifica di un’area di 27.000mq nell’area dell’ex Scalo Legnami, la costruzione di collegamenti e sottopassi ferroviari tra l’impianto attuale e quello nuovo e la costruzione della nuova sezione di trattamento.
Il gestore triestino, già nel 2012, con un’azione condivisa con Comune e Cato, aveva curato una suddivisione dell’intervento in stralci funzionali, facendone partire l’esecuzione in base alle risorse economiche via via disponibili. Sono stati nel tempo realizzati la rimozione e l'eliminazione delle tettoie con copertura in ethernith, l’indagine sugli ordigni bellici, il rifacimento della sezione di grigliatura fine all’ingresso dell’impianto (opera che si concluderà entro il prossimo 31 luglio), la ristrutturazione di una cabina elettrica all’interno dell’impianto e la progettazione e l’eliminazione dello scarico di Barcola.

PARMA, PROTOCOLLO D’INTESA PER PORTARE L’ACQUA DI RUBINETTO NELLE SCUOLE CITTADINE

A Parma, nelle mense scolastiche dei nidi, delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado, a partire dall’anno scolastico 2014-2015, sarà utilizzata solo acqua del rubinetto. Questo il contenuto del Protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi da Nicoletta Paci, vicesindaco con delega alla scuola e servizi educativi; Gabriele Folli, assessore ambiente e mobilità; Loris Borghi, rettore Università Studi di Parma; Francesco Zilioli, direttore Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione - Ausl Parma; Vito Belladonna, direttore Atersir; Lorenzo Bagnacani, Presidente Iren acqua gas Spa e il professor Renzo Valloni, direttore del Centroacque.eu dell’Università degli studi di Parma.
“Si tratta di un momento importante - ha precisato l’assessore Folli - per fare in modo che l’acqua di rete sia apprezzata non solo dai ragazzi che frequentano le scuole comunali di Parma, ma anche dalle loro famiglie. Le implicazioni legate al mancato utilizzo di bottiglie di plastica sono molto rilevanti da un punto di vista ambientale”. Una tesi condivisa dal direttore di Atersir Vito Belladonna che ha sottolineato come “l’acqua di rete sia di buona qualità, lo scorso anno in Italia il consumo medio di acqua in bottiglie sia stato di 200 litri pro capite con un’incidenza pari a 1.400.000 tonnellate di CO2”. Un dato che potrebbe essere ridimensionato proprio grazie alle buone pratiche legate all’utilizzo dell’acqua del rubinetto.
Il vicesindaco Nicoletta Paci, con delega alla scuola ed ai servizi educativa, si è soffermata sul valore formativo del progetto. “L’accordo - ha spiegato - è stato inserito nel nuovo bando della ristorazione dove è previsto l’uso dell’acqua di rete nelle mense scolastiche”. “Nel mese di maggio - ha aggiunto - il percorso proseguirà con incontri rivolti a insegnanti e genitori per informarli su come l’acqua di rete sia una risorsa per il territorio in quanto sana e controllata, a volte, migliore di quella in bottiglia”.
Lorenzo Bagnacani ha parlato del protocollo come di uno strumento che introduce “cambiamenti culturali attraverso un processo virtuoso legato ad un approccio innovativo all’acqua di rete. Ed ha ricordato che l’acquedotto di Parma è di 2.900 Km e che ogni anno vengono effettuate da Iren 640.000 analisi di cui 100mila su territorio di Parma. E’, quindi, giusto informare sulla qualità dell’acqua garantita dai gestori per promuovere comportamenti virtuosi”.
La sottoscrizione del protocollo di intesa rappresenta, quindi, per il Comune una priorità per l’impatto ambientale legato al passaggio dall’acqua in bottiglia all’acqua di rete che avverrà nel rispetto delle più strette garanzie legate al controllo dell’acqua stessa da parte dell’Ausl - Servizio di Igiene degli alimenti e nutrizione e di Iren che verificano la qualità dell’acqua potabile lungo tutta la sua filiera: dall’origine, attraverso le reti di distribuzione, alle utenze. A ciò si affianca l’azione svolta dall’Università con specifici gruppi di ricerca sul tema acqua come il Centro Acque ed Atersir che promuove l’utilizzo dell’acqua potabile in vista della riduzione dei rifiuti.

ACQUA POTABILE, LA PROCURA DI NAPOLI APRE UN'INCHIESTA

La questione della potabilità dell'acqua di Napoli, tornata alla ribalta della cronaca con la pubblicazione di un servizio di copertina intitolato "Bevi Napoli e poi muori" sul settimanale L'Espresso, che riporta i risultati di una ricerca commissionata dal comando americano di Napoli ed eseguita su campioni di acqua, cibo, terreni, fumi raccolti dal 2009 al 2011 su un’area di oltre mille chilometri quadrati, costata ben 30 milioni di dollari, è ora oggetto di un’indagine della magistratura.
La procura di Napoli ha infatti deciso di aprire un'inchiesta sulla questione, acquisendo una serie di atti presso la Regione Campania, l'Arpac e le autorità militari statunitensi che negli anni scorsi disposero analisi sulla qualità dell'acqua in Campania. L'inchiesta, condotta dai pm della Dda Antonello Ardituro e Marco Del Gaudio è scaturita da indagini su appalti assegnati, con i criteri della somma urgenza, a ditte sospettate di legami con il boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria. Al momento, però, non risulta alcun indagato.
Dopo la pubblicazione dell’articolo, il Comune di Napoli aveva denunciato il settimanale, formulando una richiesta di risarcimento. "Una copertina vergognosa, che merita una risposta immediata" era stata il commento del sindaco Luigi de Magistris, che ha spiegato in più occasioni che "l'acqua di Napoli è la più controllata d'Italia e assolutamente potabile", mostrando anche i dati delle analisi effettuate dall'ABC (azienda speciale del Comune che si occupa dell'erogazione idrica a Napoli).

ACQUEDOTTO LUCANO, ASSEMBLEA SU BILANCIO ATTIVITA’

Da aprile a dicembre 2013 su 60 mila utenti di Acquedotto Lucano non in regola con i pagamenti, circa 25 mila hanno iniziato a pagare i debiti accumulati: fino a oggi sono stati recuperati circa 10.500 euro su 33 milioni, e sono state sospese 213 forniture idriche e fognarie (non domestiche).
I dati sono stati resi noti a Potenza, nel corso dell'assemblea degli azionisti di Acquedotto Lucano, per l'approvazione della relazione sulla gestione e gli investimenti. ''La task force - secondo quanto ha reso noto l'ufficio stampa - messa in piedi dal presidente di Al, Rosa Gentile, andrà avanti senza sosta per recuperare i crediti vantati dai morosi e far venire allo scoperto gli abusivi, gli utenti cioè che usano l’acqua per scopi differenti da quelli previsti nel contratto o quelli che, pur non avendo sottoscritto alcun contratto con l'azienda, usufruiscono del servizio''.
Nonostante le difficoltà legate all'attuale momento di crisi, ai nuovi impegni e alla gestione delle reti idriche, nel 2013 ''Acquedotto Lucano - ha detto Gentile - è riuscito a mettere in campo una serie di azioni che hanno prodotto risultati molto significativi, come attesta la positiva variazione della situazione finanziaria'', e ''i risultati conseguiti in particolar modo negli ultimi mesi - ha concluso - sono la conseguenza positiva del nuovo corso avviato di concerto dalla Regione, grazie al quale sarà possibile perseguire l'equilibrio economico e finanziario della gestione del servizio idrico integrato''.
Il direttore generale Gerardo Marotta ha ricordato che, per quanto riguarda gli investimenti di Al, esistono ''difficoltà causate dai tempi, ormai lunghissimi, necessari alla acquisizione di pareri ed autorizzazioni in fase progettuale, nonché dal patto di stabilità'' ma per le opere non sottoposte al vincolo, il programma ''è stato quasi interamente concluso, una buona parte degli interventi è già stata rendicontata, e gli altri nove interventi ancora in esecuzione sono in fase di completamento: lintero programma, per circa undici milioni di euro, potrà essere rendicontato entro il primo semestre del 2014''.

VARESE, APPROVATO IL PIANO D’AMBITO

La Provincia di Varese ha approvato il nuovo Piano d’Ambito che illustra gli investimenti e le necessità del territorio in merito alle rete idrica, fognaria e depurativa dell’intera provincia di Varese. Si tratta dello strumento guida che il costituendo gestore unico in house dovrà seguire per ottimizzare il servizio.
Il documento è stato elaborato seguendo una modalità di trasparenza e condivisione tra i sindaci, i tecnici amministrativi di tutti i comuni del Varesotto insieme agli attuali gestori e l’Ato.
Oltre al Piano degli investimenti, è stato approvato anche il Modello gestionale organizzativo del futuro gestore e il Piano economico finanziario.

LAZIO, APPROVATE LE LINEE GUIDA PER NUOVO AMBITO UNICO REGIONALE

Efficienza, efficacia ed economicità. Sono questi i principi sanciti dalle linee guida approvate dalla giunta regionale del Lazio su cui determinare la proposta di legge sull’uso dell’acqua per il consumo umano e sulla gestione del servizio. Le linee guida - come riportato dall’agenzia Agenparl - non consentono la costituzione e la permanenza di società patrimoniali finalizzate alla detenzione delle reti e delle infrastrutture, che afferiscono al demanio idrico. Si sottolinea che l’erogazione del servizio idrico integrato sia condotta perseguendo il recupero integrale dei costi, anche ambientali e di impiego della risorsa, mediante i ricavi ottenuti dalla gestione delle singole fasi del ciclo idrico.
Sono cancellati i 5 Ato oggi esistenti, sostituiti da un unico ambito territoriale a livello regionale, denominato Atou (Ambito Territoriale Ottimale Unico). Per lo svolgimento delle funzioni relative al servizio idrico integrato, si propone l’istituzione dell’Ear (Ente d’ambito Regionale), ente di diritto pubblico dotato di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile, rappresentativo di tutti i comuni, che subentrerà in tutti i rapporti attivi e passivi delle Autorità d’ambito. Esso avrà poteri decisionali in merito all’individuazione delle forme di affidamento del servizio idrico integrato, e sarà soggetto a principi di trasparenza e anti-corruzione.
All’interno dell’Ear si propone inoltre l’istituzione di una assemblea dei sindaci, titolare di poteri di iniziativa e poteri consultivi (obbligatori ma non vincolanti) in materia di redazione del piano d’ambito, nonché di adozione delle carte del servizio, sulla scorta dei modelli predisposti dall’Aeeg.
Le linee guida, deliberate dalla Giunta, saranno ora inviate alle Commissioni regionali competenti.

ABBANOA RADDOPPIA GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE IN GALLURA

Con il nuovo anno Abbanoa raddoppia i fondi per le manutenzioni in Gallura: da 347mila euro spesi nell'ultimo trimestre 2013 il gestore idrico passerà agli oltre 700mila programmati per il primo trimestre 2014. L'aumento è stato possibile grazie al nuovo appalto, complessivamente 12 milioni di euro per i prossimi tre anni, sugli interventi nelle reti del distretto 7 di Olbia.
I lavori riguardano i comuni di La Maddalena, Palau, Arzachena, Aggius, Aglientu, Bortigiadas, Calangianus, Luogosanto, Luras, Santa Teresa, Sant'Antonio, Tempio Pausania, Olbia, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Monti, Padru e Telti. Per quanto concerne i 700 mila euro per il primo trimestre 2014, 350 mila euro saranno utilizzati per le manutenzioni ordinarie (riparazioni di perdite) in tutti i Comuni, e 350 mila euro per manutenzioni straordinarie (interventi di sostituzione di interi tratti di rete). Nei prossimi sei mesi si è deciso di dare priorità a interventi straordinari sulla reti idriche e fognarie di Arzachena, per un investimento complessivo di 203 mila euro.

PERGINE (TN), 2,3 MLN PER ACQUEDOTTO E FOGNATURA DA PARTE DI STET

Avvio da parte di Stet spa (Servizi Territoriali Set Trentino) della procedura per la realizzazione delle reti idriche e fognarie nel territorio di Pergine (TN). Si tratta del rifacimento della rete idrica e ristrutturazione della rete fognaria (acque bianche e acque nere) e della costruzione della fognatura nera in territori limitrofi.
L’avviso di avvio dell’iter è anche ai fini dell’esproprio e delle servitù dei terreni necessari. Il costo dell’opera è di circa 2,3 milioni di euro. L’inizio lavori in maggio.

ABRUZZO: CHIODI 11 MILIONI PER LA DEPURAZIONE

Una "premialita' aggiuntiva di 11 milioni di euro in favore della Regione Abruzzo" in materia di depurazione e qualita' delle acque, e' stata annunciata dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso della conferenza stampa sui progetti di depurazione che sono stati finanziati con i fondi Fas.
Chiodi ha detto che "e' arrivata dal ministero la notizia della premialita' aggiuntiva di 11 milioni di euro che naturalmente andremo ad investire su altri progetti per la depurazione delle acque reflue in modo da alzare la quota di depurazione a livello nazionale". "Si tratta - ha aggiunto Chiodi - di una notizia molto importante perche' il ministero ci ha informati che siamo la prima regione in Italia ad aver ottenuto questo tipo di premialita'".
Su questo punto, il presidente della Regione ha fornito qualche dato sulle percentuali di depurazione delle acque. "Secondo i dati ufficiosi dell'Istat - ha detto Chiodi - nel 2012 abbiamo raggiunto un tasso di depurazione delle acque negli agglomerati urbani di circa il 66% degli abitanti totali urbani della regione: un dato straordinario, se si pensa che dal 2008 abbiamo fatto registrare un balzo in avanti di 12 punti percentuali e nel 2005 avevamo una percentuale di depurazione del 51,4%. I grandi progressi fatti negli ultimi due anni - ha spiegato Chiodi - ci premiano per la scelta fatta di destinare il 10% del Fas alla depurazione e alla qualita' delle acque".

FIRENZE, STOP AGLI SCARICHI REFLUI IN ARNO. L’ERSA DI PUBLIACQUA

Sarà «la più importante opera idraulica di Firenze dopo le fognature del Poggi». Così Alberto Irace, amministratore delegato di Publiacqua, il gestore idrico dell’Ato fiorentino, all’avvio - tra qualche giorno - del Ersa: emissario in riva sinistra d’Arno. Si tratta di una infrastruttura che porterà le acque nere di 120mila fiorentini al depuratore di San Colombano, un’opera che ha richiesto 14 anni di lavori e 70 milioni di euro.
L’ersa è un tubo lungo quasi 7 km del diametro di 2 metri. Un’’opera complessa, «non solo dal punto di vista tecnico», ammette Irace, che dal 2007 segue operativamente l'Ersa. Lungo il corso di Ersa c'era di tutto. Discariche abusive, quelle per il dopo alluvione del '66, zone inquinate. Ma anche orti sociali e aree private da espropriare. La normativa prevede che, quando si «apre» il terreno ed è da bonificare, non ci si fermi alla sola area necessaria al passaggio, ma si intervenga per alcuni metri a valle e a monte. Risultato: «Abbiamo bonificato un'area pare a 15 campi di calcio». Poi il passaggio sotto il fiume Greve e l'Autostrada, con un sistema di pompe e sifoni, e lo sminamento di alcune bombe della Seconda guerra mondiale.
Grazie all’ersa, 45 mila metri cubi di acque nere smetteranno di finire nell’Arno e saranno trattate dal depuratore. Con questo intervento, Firenze diventa la più grande area metropolitana depurata in Italia.

PAVONCELLI BIS, VENDOLA: “IL MINISTRO LUPI CI HA DETTO CHE SARÀ IN CDM”

“Noi abbiamo già concordato col ministro per i Trasporti e le infrastrutture Lupi la proroga del commissariamento per un'opera così importante come la Pavoncelli bis. E il ministro ci ha detto che nel Consiglio dei ministri prossimo, ci sarà questo provvedimento”. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando con i giornalisti della possibilità che si sospendano i lavori per la nuova galleria che dalla Campania portano acqua in Piglia.
La Pavoncelli bis, ha aggiunto, “è un'opera attesa da decenni, da quando la Pavoncelli fu lesionata dal terremoto del 1980”. “Si tratta - ha concluso - di un veicolo fondamentale per trasportare tanta parte dell'acqua che serve per la vita civile in Puglia”.
L'incarico del commissario straordinario per la Pavoncelli bis, che coincide con la stazione appaltante dei lavori, scadrà il prossimo 31 marzo. Se non sarà prorogato, i lavori dovranno essere interrotti.

PAVIA ACQUE: GESTIONE FINO AL 2033, CON 458 MLN DI INVESTIMENTI COPERTI DA TARIFFA

Pavia Acque, la società provinciale e consortile che gestirà il servizio idrico per i prossimi venti anni, investirà tra il 2014 e il 2033 458 milioni, 58 dei quali nel primo triennio. «Pavia Acque - spiega il presidente del Consiglio provinciale Vittorio Poma - è legittimata a gestire il ciclo idrico integrato della provincia di Pavia in seguito all’affidamento “in house” da parte del Consiglio».
Tra i primi aspetti da affrontare, vi sarà quello di integrare “centro e periferie”, come spiega Pierangelo Fazzini, consigliere provinciale e presidente della commissione ambiente. «Le Asm locali - prosegue - manterranno una serie di compiti come l’assistenza agli utenti, le manutenzioni e i piccoli lavori. Alla società spetterà la gestione delle grandi opere, con un budget di 58 milioni, nei prossimi tre anni, per rispondere alle urgenze legate agli acquedotti e agli impianti di depurazione». Sul piano concreto, tutto questo significa che la società presieduta da Luigino Maggi si farà carico del potenziamento ed ampliamento degli impianti di depurazione di Pavia, Vigevano, Voghera, Broni e Casteggio.
Nell’ambito del programma dei lavori già definito ed approvato e di imminente attuazione risultano anche importanti lavori nel campo della raccolta delle acque reflue, quali la costruzione di nuove opere di collettamento a impianti di depurazione centralizzati, l’estensione delle reti fognarie a servire agglomerati isolati, la rinnovazione e il risanamento di tratti di fognatura danneggiati o inadeguati, la separazione delle reti acque bianche/acque nere, l’adeguamento delle stazioni di sollevamento. L’obiettivo perseguito è il progressivo adeguamento alla normativa vigente in materia sia nazionale sia europea.
Anche nel settore delle acque potabili, Pavia Acque ha previsto la prossima realizzazione di opere di estensione e di rinnovamento delle reti idriche al fine di migliorare le performance del servizio acquedottistico, la costruzione di nuove centrali di potabilizzazione e l’adeguamento di alcune centrali esistenti, nonché la perforazione di nuovi pozzi al fine di garantire all’utenza la dotazione idrica prevista in termini sia quantitativi sia qualitativi.
Gli investimenti saranno coperti in gran parte delle tariffe. Il piano industriale prevede che questa voce, gradualmente, passi dai 71 milioni del 2014 ai 149 del 2033. Potendo poi contare su ricavi in qualche modo fissi, Pavia acque potrà agevolmente chiedere finanziamenti alle banche offrendo una garanzia di grande solidità. Infine è previsto che la Regione Lombardia fornisca supporto all’attività degli ambiti territoriali ottimali di tutte le province.

VITERBO, TALETE COSTRETTA AI RISARCIMENTI PER ARSENICO DA SENTENZA GIUDICE DI PACE

Per sono una quindicina, ma il numero degli utenti che potrebbero vedersi riconoscere da Talete - il gestore idrico viterbese - assegni da 1.000 euro come risarcimento per l’erogazione di acqua con livelli di arsenico superiori alla soglia consentita potrebbe aumentare. Oltre al risarcimento, gli utenti beneficerebbero dello sconto del 50% sulle prossime bollette. Lo ha stabilito il giudice di pace di Viterbo, che ha accolto i ricorsi di alcuni utenti di Talete, supportati dal Comitato Acqua Potabile - Adoc.
Talete, intanto, si è appellata contro la sentenza. Per il presidente Marco Fedele ''la cosa davvero importante è che noi non abbiamo alcuna responsabilità sulla questione dell’arsenico nell’acqua né sui ritardi per le soluzioni. E’ per questo che già da tempo abbiamo chiamato in causa l’Ato e la Regione Lazio. L’uno, l’Ato, perché fino ad oggi non ha fornito gli strumenti di programmazione e l’indicazione di tariffe adeguate. L’altra, la Regione, per i ritardi che, peraltro, essa stessa ha ammesso''.
Il problema dell’arsenico nel viterbese non è ancora risolto. L’appalto, regionale, ha visto il completamento di alcuni lavori ma non di altri. ''Di quelli portati a termine - dice ancora Fedele - nessuno è stato collaudato e lo stesso dicasi per i dearsenificatori che avrebbero messo in evidenza significativi problemi di funzionamento. Se a ciò si aggiunge che alla fine del 2014 la situazione dovrebbe essere risolta, almeno secondo i tempi dettati a suo tempo dalla Pisana, bisogna fare davvero un grande sforzo per essere ottimisti. La situazione, sostanzialmente, sarebbe più o meno al punto di partenza”.
Di fronte al rischio di un’impennata dei ricorsi, “Talete - conclude Fedele - non avrebbe materialmente e concretamente le risorse per far fronte ai risarcimenti''.

AVELLINO, ATO E ACS PER LE RETI IRPINE CON FONDI UE 2007-2013. PREVISTO IL CATASTO DELLE RETI

E’ il «Grande progetto per la limitazione e la gestione delle perdite idriche in rete» in Irpinia, presentato nei giorni scorsi da Ato e Alto Calore Servizi, per avviare finalmente il programma di riqualificazione delle condotte e dimezzare i costi legati allo sperpero dell’acqua ed energia. I presidenti di Ato e Acs, Giovanni Colucci e Lello de Stefano, insieme alla dirigente tecnica della provincia di Avellino, Annunziata Lanzillotta, hanno condiviso pure un primo screening dei progetti da candidare all’ultima coda dei finanziamenti europei 2007-2013, chiedendo esplicitamente alla Regione un supplemento sull’Accelerazione della spesa.
Si tratta di 36 misure già esecutive e cantierabili. Il presupposto per agire in maniera mirata sulle perdite, però, sarà il cosiddetto Catasto delle reti. Il progetto presentato, e che vale complessivamente 15 milioni di euro, si articola in quattro punti sostanziali, per un arco temporale di realizzazione di almeno 12 mesi. Il primo passaggio prevede l’analisi dei 4.500 chilometri di reti dislocate nei 118 Comuni irpini (38 chilometri in media per centro), per un costo di 3 milioni. Il secondo punto - si legge nel Grande progetto - riguarda la calibrazione di un vero e proprio modello di azione, con simulazioni operate in un Comune standard di piccole dimensioni, con un massimo 3.000 abitanti, e la successiva divisione dell’intera rete idrica in comprensori. Il penultimo passaggio, invece, consentirà una lettura mirata delle condotte, per tarare un modello di rete e individuare le perdite. Il quarto ed ultimo, infine, l’ottimizzazione dei campi di pressione idrica per la realizzazione della nuova rete, con la sostituzione dei tratti definiti in gergo tecnico ammalorati e l’adeguamento dei serbatoi di accumulo e degli impianti.
«Una volta operato tutto questo - ha spiegato il numero uno dell’Ato Calore irpino, Giovanni Colucci - avremo il controllo della spesa e potremo immaginare un intervento di carattere amministrativo. Si inseriscono in questo solco i progetti di riqualificazione vera e propria, sui quali bisognerà fare sintesi». Una prima ricognizione di questo lavoro è stata realizzata già nella seduta svoltasi ieri all’Ato. «Siamo sostanzialmente pronti - ha dichiarato dal canto suo il presidente dell’Alto Calore, Lello De Stefano - a tenere, al massimo entro 15 giorni, un tavolo politico con il commissario straordinario della Provincia, Raffaele Coppola. Abbiamo operato un primo screening dei progetti che potrebbero essere ammessi a finanziamento. Insieme al catasto delle reti, potremo porre l’Irpinia all’avanguardia nel Mezzogiorno, con un piano moderno ed efficiente di riqualificazione degli impianti». L’obiettivo, sottolinea il numero uno dell’Alto Calore, è quello di poter guardare con maggiore consapevolezza ai finanziamenti europei previsti nella nuova programmazione economica 2014-2020. In questa direzione, l’ente di Corso Europa ha già previsto un piano ambizioso, che suddivide l’intera infrastruttura idrica della provincia di Avellino in 12 comprensori. «Grazie alla grande intesa che si è consolidata tra Ato, Acs e Provincia - evidenzia De Stefano - possiamo diventare una realtà pilota per la qualità e la modernità dei progetti. Si tratta di un esempio di buona politica dopo tanti anni di ritardi ed approssimazione».

ATO SIRACUSA, SI E’ DIMESSO IL COMMISSARIO STRAORDINARIO E LIQUIDATORE DI SAI 8

Si è dimesso nei giorni scorsi il commissario straordinario e liquidatore dell’Ato idrico siracusano Ferdinando Buceti. «Non ritengo ci siano più le condizioni per operare bene - ha affermato - mi sentivo tutelato dall'assessore Marino, ora non so chi sia il successore e non mi interessa: la mia avventura finisce qui». La gestione commissariale era stata avviata dopo il fallimento del gestore Sai 8. Tutta la provincia ora potrebbe assistere - come già avvenuto nel palermitano - alla consegna delle reti al Prefetto se entro il 27 maggio, quando terminerà la curatela fallimentare di Sai 8, non si dovesse trovare un nuovo soggetto gestore. «Dovevo incontrare alcune persone per proseguire la gestione del servizio - conclude Buceti - stavamo portando avanti il discorso sulla gestione pubblica dell'acqua. Peccato. Spero il mio successore possa proseguire comunque il mio lavoro».

INVASO DELL’ALACO, CHIUSA L’INCHIESTA CON 36 INDAGATI

La Procura di Vibo Valentia ha chiuso le indagini per 36 persone coinvolte nell'inchiesta sull'acqua non potabile dell'invaso Alaco. Gli indagati sono accusati di avvelenamento colposo di acque, inadempimento di contratti di pubbliche forniture, omissione in atti d'ufficio e interruzione di un servizio di pubblica utilità. I carabinieri del Nas ed il Corpo forestale hanno notificato gli avvisi.
Restano sequestrati l'invaso dell'Alaco e l'impianto di potabilizzazione, in uso alle
province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria.
Tra le 36 persone indagate ci sono dirigenti e tecnici della società di gestione del servizio idrico Sorical, responsabili di Aziende sanitarie provinciali, dirigenti regionali e dell'Arpacal nonché i sindaci di alcuni comuni (Vibo e Catanzaro).
L'invaso, l'impianto di potabilizzazione e la rete di distribuzione erano stati sequestrati nel maggio del 2012 su disposizione della Procura di Vibo Valentia. Nel corso delle indagini era emerso che l’acqua non depurata veniva immessa nella rete di distribuzione.
Riguardo l'invaso e l'impianto di potabilizzazione la Procura ha disposto di dover mantenere il sequestro, intensificando, per la tutela della salute pubblica e per evitare l'aggravamento dei reati contestati, i controlli di routine, previsti così come indicato dal consulente tecnico.
Sulla rete di distribuzione ed i relativi impianti la Procura ha proceduto, invece, ad un parziale dissequestro.

NAPOLI, TARIFFE IDRICHE + 5%. ABC: “CONGUAGLI DOPO DELIBERA REGIONALE”

Le tariffe per l’acqua di Abc Napoli nel 2013 applicano la delibera dell’Autorità per l’energia n. 88/ 2013 e comprendono gli incrementi tariffari applicati dalla Regione Campania con delibera 805/2012, ma eventuali conguagli saranno comunicati all’ utenza solo in seguito a delibera dell’Autorità per l’energia.
E’ quanto afferma Abc Napoli in relazione alle notizie di stampa sugli aumenti del servizio idrico. “Le tariffe - afferma un comunicato del gestore partenopeo - tengono conto dell’incremento proposto da Abc nella misura del 5,1%. Tale percentuale comprende gli incrementi tariffari applicati dalla Regione Campania, con delibera 805/2012 ad Abc”.”L’incremento tariffario della Regione Campania, e proposto all’ Aeeg, però, non risulta ad oggi ancora valutato e deliberato dall’Autorità competente”, aggiunge Abc. “Solo a valle di tale delibera Abc potrà calcolare eventuali conguagli” - conclude Abc - che smentisce che vi sia stato qualunque “errore di calcolo” nell’aumento della tariffa 2013.

PALERMO, IL SERVIZIO IDRICO ASSEGNATO TEMPORANEAMENTE A ONDA ENERGIA

L’Ato di Palermo ha assegnato in via temporanea il servizio idrico dei 44 Comuni del palermitano alla siracusana Onda Energia che prenderà il posto della fallita Aps. A febbraio l’accordo tra l’ex assessore regionale all’Energia Niccolò Marino, i sindaci, il commissario straordinario della Provincia Domenico Tucci, le parti sociali, la curatela fallimentare di Aps e il prefetto di Palermo Francesca Cannizzo aveva stabilito che la società d’ambito affittasse per 4 mesi il ramo d’azienda di Aps in attesa di un bando. Ora il servizio passerà nelle mani di Onda Energia, l’unica di 5 candidate a presentare un’offerta: le altre erano Caltacqua di Caltanissetta, Consorzio Simegas di Cefalù, Euromec di Brescia e Amap di Palermo.
La Regione dovrebbe ora stanziare 500 mila € per la fase di start up e altri 500 mila per la manovra bis. Nel frattempo 8 Comuni (Altavilla Milicia, Campofiorito, Castronovo di Sicilia, Cinisi, Mezzojuso, Terrasini, Trappeto e Villafrati) hanno ottenuto dalla Corte d’Appello di Palermo la restituzione delle reti idriche per la gestione diretta.

CASE DELL’ACQUA: MILANO FESTEGGIA UN 1 MILIONE E 270MILA LITRI IN UN ANNO

Le case dell’acqua del Comune di Milano festeggiano il loro primo anno con un boom di prelievi: sono oltre 1 milione e 270mila i litri d’acqua che i milanesi si sono portati a casa gratuitamente, da marzo 2013 ad oggi, prelevandoli dai 6 impianti in città.
“Le case dell’acqua sono nate per promuovere un bene comune preziosissimo. Milano è una delle migliori città d’Italia per la qualità e la gestione della sua acqua pubblica e la risposta dei milanesi all’installazione di questi impianti è stata eccezionale - ha dichiarato l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran -Il nostro impegno è di continuare a garantire l’accesso a questa fondamentale risorsa per tutti i cittadini”.
In particolare sono 519.212 i litri di naturale e 751.756 quelli di gasata. Grazie ai cittadini che hanno utilizzato questo servizio gratuito, messo a disposizione dal Comune di Milano e gestito da Metropolitana Milanese, che garantisce la qualità dell’acqua in città (l’unica in Italia con marchio registrato, Milano Blu) con oltre 190mila controlli annui, è stato possibile risparmiare 39.400 chilogrammi di CO2 e 34.316 di Pet (la plastica con cui sono fabbricati bottiglie e bicchieri). Inoltre, considerando una spesa media di 50 centesimi per 1,5 litri di acqua minerale di marca, si stima che i milanesi in questo anno abbiano risparmiato circa 420mila euro.
In un anno la casa dell’acqua più utilizzata è stata quella del parco Savarino-ex Bassi (Zona 9, 106.221 litri), seguita da quelle di Zona 5 (parco Chiesa Rossa) con 88.348 litri e di Zona 2 (giardino Cassina de’ Pomm) con 87.514 litri. Sono poi 83.869 i litri prelevati dalla casa dell’acqua di Zona 3 in via Morgagni e 78.766 quelli di largo Marinai d’Italia (Zona 4). Infine, 74.494 litri sono stati erogati in via Lessona, dove il vecchio impianto installato nel 2011 è stato sostituito a fine giugno 2013 con un modello di ultima generazione, uguale agli altri 5.
Infine, il 21 marzo a Milano 20 partecipanti si sfideranno al Blu Hackathon, il contest lanciato da Metropolitana Milanese per la creazione di una applicazione sull’acqua per smartphone ispirata al sito www.milanoblu.com . L’obiettivo è fornire ai cittadini informazioni per conoscere e comprendere le caratteristiche e i servizi che riguardano l’acqua di Milano. L’applicazione, che deve essere compatibile con i sistemi iOs e Android, dovrà contenere la mappa delle 481 vedovelle, oltre che delle 6 case dell’acqua di Milano, garantire l’accesso ai dati sulla qualità dell’acqua, avere le sezioni News, Video e Contatti. La App migliore sarà acquistata da Metropolitana Milanese per il valore di 1.000 euro e, una volta realizzate, le tre migliori saranno caricate sul sito www.milanoblu.com .

TRIESTE, 52 MLN PER LA DEPURAZIONE DEL CAPOLUOGO

La Regione sottoscriverà con i ministeri dell´Ambiente e dello Sviluppo economico l´accordo di programma quadro previsto dal Cipe e finalizzato all´adeguamento del depuratore di Servola, il principale impianto di trattamento degli scarichi fognari di Trieste. "E´ un momento storico - sottolinea l´assessore all´Ambiente Sara Vito, che ha seguito da vicino il complesso iter burocratico - perché, dopo mesi di lavoro, finalmente sblocchiamo una situazione difficile che si trascinava da anni e che avevo inserito tra le reali priorità del 2013". "Grazie a questo provvedimento - evidenzia l´assessore - la città di Trieste potrà usufruire di un servizio idrico integrato all´altezza della situazione, senza contare - precisa - che siamo riusciti ad evitare il rischio di una pesantissima sanzione comunitaria".
L´avvio delle procedure per l´intervento sul depuratore - quantificato in 52,5 milioni di euro dei quali 30 provenienti da fondi statali, 15 da quelli regionali ed il rimanente da accantonamenti e risorse varie - è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell´assessore alle Finanze, Francesco Peroni. "Dopo questo primo importantissimo passo - annuncia ancora Vito - nel 2014 ci occuperemo di rivedere con le autorità che gestiscono il servizio idrico anche gli accordi relativi agli altri depuratori presenti in Friuli Venezia Giulia, completando un programma di interventi a beneficio di tutte le aree interessate".

PALERMO, IL SINDACO E L’AZIENDA: "AMAP PRONTA A GESTIRE ATO 1"

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ed il presidente dell'Amap Vincenzo Costantino hanno inviato una nota all'assessore regionale per l'Energia e i Servizi di pubblica utilita' Nicolo' Marino, nella quale manifestano "la disponibilita' da parte di Amap a svolgere un ruolo di soggetto protagonista nella gestione unitaria del Servizio Idrico Integrato nei 52 Comuni facenti parte dell'Ato 1 di Palermo". Tale proposta, affermano "si muove nel solco del principio della gestione pubblica dell’acqua, che costituisce un fondamento dell'azione tanto dell'Amministrazione comunale quanto dell'azienda Amap".
Per Orlando e Costantino, resta quindi valido quanto dichiarato sia dal Comune che dalla Regione nel corso della riunione svoltasi in Prefettura il 23 dicembre, quando la priorita' pubblica era stata chiaramente ribadita e dove era stato fatto esplicito riferimento ad un Consorzio fra "i Comuni interessati e consenzienti" per la gestione del servizio senza soluzione di continuita'.
Nell'approssimarsi della scadenza del periodo di esercizio provvisorio deciso dal Tribunale per la societa' Aps (Acque potabili siciliane), il Sindaco di Palermo e il Presidente di Amap ricordano che "ogni eventuale intervento d'urgenza dovra' comunque essere conforme alla vigente normativa e alle esigenze finanziarie degli enti coinvolti", ribadendo inoltre che "l'ipotizzato ricorso all'affitto dell'Azienda Aps non risponde alle esigenze di funzionalita' ne' alla definitiva soluzione del problema ne' al rispetto delle autonomie".

ABBANOA E LA PROCURA. MARCONI: “DIMOSTREREMO CHE LA STRADA E’ GIUSTA”

“Il 27 febbraio dimostreremo di aver imboccato la strada giusta”. Risponde così Carlo Marconi, Amministratore unico di Abbanoa, il gestore idrico della Sardegna finito nel mirino della Procura della Repubblica di Nuoro per i conti in rosso. Per quella data è prevista la prima udienza nella quale il pm potrebbe chiedere il fallimento della società.
Abbanoa, dal 2005 gestore idrico per conto di Regione e Comuni, avrebbe registrato debiti per 828 milioni ma avviato contestualmente un rigoroso piano di lotta all’evasione e stanato oltre 30 mila “ladri d’acqua”.
“L’istanza di fallimento - spiega Marconi al quotidiano L’Unione sarda - è incomprensibile, arriva proprio nel momento in cui stavamo per superare le difficoltà. Sono fiducioso sull’esito finale”. E la fiducia, a quanto pare, poggia sui fatti e sul nuovo sistema tariffario dell’Autorità per l’energia elettrica il gas ed il servizio idrico. Abbanoa oltre ai crediti commerciali per i servizi già fatturati, vanterebbe infatti ampi crediti verso gli ATO per conguagli relativi al periodo 2005-2011, 90 milioni già riconosciuti ed altri 70 di prossimo riconoscimento.
“Oggi - spiega ancora -, per dare acqua ai sardi occorrono 550mila euro al giorno, a fronte di ricavi dello stesso importo. Nel 2005, quando è nata Abbanoa, erano 250mila. Di più. In Sardegna ci sono 750mila utenze e nel 2013 abbiamo incassato 190 milioni e stanato 30mila abusivi, i ladri d’acqua. Sono scattate 4mila denunce e siamo a metà del guado: c’è ancora mezza Sardegna da controllare. Questa è la via del risanamento finanziario, economico e gestionale”.

PASIANO (PN), DAL COMUNE OK ALLA FUSIONE TRA ACQUE DEL BASSO LIVENZA E CAIBT

Il consiglio comunale di Pasiano (PN) ha approvato nei giorni scorsi la delibera di fusione degli acquedotti Acque del Basso Livenza spa e Caibt spa (basso Tagliamento). Pasiano è uno dei primi Comuni ad approvarla vista la vicinanza con l’appuntamento elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale. «Si tratta dell’iter conclusivo di tre anni di lavoro - ha spiegato il sindaco Claudio Fornasieri - svolto dai funzionari e dai consigli di amministrazione dei due acquedotti. Il loro lavoro è poi passato ai sindaci affinchè trovassero l'accordo finale. Ci sono forti tensioni, in quanto in gioco c’è molto lavoro, concentrato soprattutto nell'area di Bibione. Alla fine è stato trovato l'accordo, in particolare per quanto riguarda i Comuni del Caibt».
Con la delibera il Comune affida alla nuova società nascente Lta (Livenza Tagliamento acque) la gestione del servizio idrico integrato in house per trent’anni, a patto che la fusione venga completata entro il 31 dicembre di quest’anno. In caso contrario il Comune potrà decidere di indire una gara ad evidenza europea per l'affidamento del servizio.
«Se noi non avessimo approvato - ha sottolineato Fornasieri - non fermeremmo la fusione ma pagheremo alti costi, almeno 150 mila euro, in quanto la pratica passerebbe in mano a un commissario». Il Comune di Pasiano, che in Abl aveva l’8,37% di quote, in Lta avrà il 5,09% di quote. Complessivamente i Comuni di Abl avranno il 60% delle quote, quelli di Caibt il restante 40%. Il Comune con una partecipazione piú alta sarà quello di San Michele al Tagliamento che avrà il 23% delle quote.
Il consiglio ha approvato la delibera con un solo voto di astensione.

PAVONCELLI BIS, PROROGATO IL COMMISSARIO FINO AL 2015

Prorogato sino al 31 dicembre 2015 il commissario preposto al completamento dei lavori per la realizzazione della galleria ''Pavoncelli bis'' volta ad assicurare il rifornimento idrico di oltre 1,3 milioni di pugliesi, trasferendo in regione Puglia attraverso l'acquedotto del Sele le acque prelevate dalla sorgente di Caposele.
Ne ha dato notizia il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi: ''La nuova galleria - si legge in una nota del Ministero - e' un'alternativa a quella esistente, a rischio di crollo anche in conseguenza di eventi sismici che l'hanno colpita, e la cui interruzione impedirebbe l'approvvigionamento idrico della Puglia''.

MILANO, CARTA DI INTENTI TRA GRUPPO CAP, ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI

“Possiamo dire con orgoglio che l’acqua del nostro territorio è di ottima qualità e a un prezzo fra i più bassi d’Italia, ma soprattutto oggi possiamo dire che, grazie alla stretta collaborazione fra i sindaci, la Provincia, le aziende idriche e le associazioni del territorio, i cittadini possono verificare quotidianamente i dati sulla qualità dell’acqua, e quindi toccare con mano cosa significa avere un’azienda pubblica che lavora bene, con un piano strategico importante per gli investimenti sulle infrastrutture e la gestione del servizio”. Così Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, che ha aperto la presentazione della Carta d’intenti per l’acqua, il documento che definisce l’impegno del Gruppo CAP, degli Enti Locali e delle associazioni in tema di trasparenza dei dati relativi alla qualità dell’acqua di rete.
“Se l’acqua del nostro territorio è buona - gli ha fatto eco Alessandro Ramazzotti, presidente di CAP Holding - lo dobbiamo soprattutto alla natura, ma grazie all’impegno delle nostre aziende pubbliche, è anche garantita e sicura, e questo non è un dato di fatto, un obiettivo raggiunto una volta per tutte, ma un esercizio quotidiano in cui sono impegnate le centinaia di persone che lavorano nel Gruppo CAP per garantire il servizio idrico integrato a oltre due milioni di persone”.
Il presidente di Amiacque, Marco Passaretta, ha centrato l’attenzione sui “500 milioni di investimenti in 7 anni: è questo il primo patto con i Comuni, che si completa con questa carta d’intenti nel segno della trasparenza, che abbiamo voluto presentare oggi, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua, chiedendo ai Comuni anche di essere cassa di risonanza per diffondere un uso consapevole e sostenibile dell’acqua in un mondo dove ancora oltre un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile”.
La Carta d’intenti è un protocollo con il quale il Gruppo CAP, i Comuni e le associazioni locali si impegnano a mettere in atto tutta una serie di azioni per diffondere e rendere sempre più fruibili da parte dei cittadini tutti i dati relativi all’acqua di rete: le analisi, i controlli, le caratteristiche e ogni altra informazione utile.

ACEA, SEQUESTRATI 7 DEPURATORI TRA ROMA E FROSINONE. L’AZIENDA: “PIENA FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA”

La Procura di Roma ha disposto il sequestro di sette depuratori gestiti da Acea Ato 5 e Acea Ato 2 (a Frosinone, Ferentino, Anagni, Ceccano, Fiuggi, Veroli e Trevi) per gestione illecita dei sistemi di depurazione, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica e danneggiamento. I carabinieri del Noe - cui sono state affidate le indagini dal pm Adolfo Coletta - avrebbero riscontrato già nel 2012 irregolarità nel trattamento dei reflui, con il superamento dei valori previsti dalla legge in fase di scarico finale.
La Procura, che ha concesso all’Acea la facoltà d’uso dei depuratori, nei prossimi giorni disporrà un consulenza per accertare l’effettiva funzionalità degli impianti e la loro idoneità tecnica a trattare le acque reflue provenienti dalle abitazioni dei centri urbani.
«L’azienda - si legge in una nota di Acea Ato 5 - esprime piena fiducia nell’ operato della magistratura e attende con assoluta fiducia gli esiti degli accertamenti e delle verifiche che dovranno essere intraprese di qui innanzi e a cui è strumentale il sequestro eseguito oggi, che, per scelta tecnica esplicitata dal magistrato inquirente, non persegue finalità cautelari ma, per l’appunto, istruttorie. L’azienda, inoltre, prende atto della circostanza che nel provvedimento eseguito si è constatato, in maniera corretta ed oggettiva, che le analisi eseguite da un laboratorio certificato comprovano la funzionalità degli impianti in sequestro e che, pertanto, la fatturazione degli importi indicati nel provvedimento è avvenuta sul presupposto della perfetta funzionalità depurativa degli impianti, come detto, debitamente certificata».

CIVITAVECCHIA, HCS: STOP AL FALLIMENTO FINO AD OTTOBRE

Scongiurato, per ora, il fallimento della Holding Civitavecchia Servizi (Hcs), la multiutility comunale per la quale il Tribunale cittadino aveva respinto la richiesta di concordato. Per la Corte d’Appello di Roma invece esistono i presupposti per la concessione della proroga richiesta dal Comune e dai liquidatori della società. Ci sarà tempo fino a ottobre per fare il punto della situazione e riattualizzare il piano messo a punto dall’ amministrazione per risanare la situazione della Holding.
Il commissario prefettizio avrà dunque più tempo per studiare la situazione e soprattutto cercare di individuare le risorse necessarie per il pagamento (anche a rate) del debito della Holding. Debito che sarebbe stato dilazionato in più rate, di cui due già scadute (dicembre e a gennaio), ma che in realtà non sarebbero state pagate proprio per carenza di informazioni.
Ora i liquidatori hanno tempo fino a ottobre per cercare (affiancati in questo lavoro fino a maggio anche dal commissario) di capire se Hcs può essere salvata oppure no.
Hcs ha 400 dipendenti diretti, cui si aggiungono quelli delle società collegate. Svolge il servizio idrico e ambientale a Civitavecchia.

PALERMO, IL SERVIZIO IDRICO AFFIDATO ALL’ATO PER 4 MESI

Il Prefetto di Palermo ha firmato un provvedimento con cui si dispone di affidare, in via temporanea, all’ATO1 Palermo la gestione del Servizio idrico integrato per la provincia di Palermo e i 52 comuni serviti dalla Societa’ ormai fallita. E’ stata così eseguita l’ordinanza del prefetto Francesca Cannizzo per scongiurare i problemi di ordine pubblico (evidenziati dal Comando provinciale dei carabinieri) che sarebbero derivati dall’interruzione dell’erogazione idrica ad un bacino di 444 mila utenti, quelli igienico-ambientali segnalati dall’Asp e il disastro ambientale per il fermo dei depuratori, richiamato dal dipartimento regionale Acque e rifiuti.
Dall’ordinanza prefettizia si apprende che per selezionare le cinque offerte pervenute all’Ato e affidare la gestione provvisoria fino alla riforma regionale del settore serviranno tre mesi. Il mandato all’Ato scadrà fra 4 mesi.
L’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità, Nicolò Marino, che con l’Ato si è assunto la responsabilità di dare continuità al servizio, ha costituito una unità di crisi a supporto del commissario per tutte le attività di coordinamento. All’Ato restano la gestione e la regolamentazione della gara per il nuovo gestore.

UDINE, CAFC FINANZIA CENTRO STUDI SU RISORSE IDRICHE

Cinque progetti di ricerca che ruotano attorno alla risorsa acqua, dalle indagini epidemiologiche e tossicologiche nella Bassa Friulana, al monitoraggio della riduzione dei fanghi al depuratore di Terenzano, fino all'identificazione dei nuovi inquinanti e allo studio degli scenari di pericolosità e trasporto di inquinanti all'interno delle reti acquedottistiche, sono stati approvati dal Centro Studi Acqua di Cafc Spa.
Il comitato scientifico del Centro ha dato il via libera firmando le convenzioni con le Università di Trieste e di Udine e con l'Irccs Mario Negri di Milano, con un finanziamento di 150 mila euro.
Per l'amministratore unico di Cafc e presidente del Centro Studi Acqua, Eddi Gomboso, "si tratta di un investimento su una realtà che coinvolge strutture già esistenti, con le quali si punta a mettere a fattor comune conoscenze e discipline, ad esempio l'area ingegneristica con quella medica, l'epidemiologia con la tossicologia, tant'è che una delle convenzioni del Centro riguarda i nuovi inquinanti emergenti non regolamentati, dove convergono l'epidemiologia con la tossicologia per monitorare la qualità dell' acqua".
E' prossima alla sigla, invece, la convenzione con l'Ateneo udinese riguardante l'allargamento di una precedente indagine sull'analisi strutturale e la valutazione della sicurezza alle azioni sismiche dei serbatoi per acquedotti mediante metodi non distruttivi, con l'analisi di 12 serbatoi pensili di Cafc.

FIRENZE, WWD 2014 BRINDISI PER I 100 MLN DI LITRI EROGATI DAI FONTANELLI

Il Comune di Firenze, l’Autorità Idrica Toscana, Publiacqua e Water Right Foundation hanno celebrato nei giorni scorsi la Giornata Mondiale dell’Acqua incontrando gli studenti delle scuole fiorentine. Una grande festa dedicata all’Acqua con attività didattiche, musica e giocoleria. Un’occasione per celebrare anche i Cento Milioni di litri di Acqua distribuiti dai fontanelli Publiacqua.
L’iniziativa si è tenuta nel Parco dell’Anconella e si è conclusa con un brindisi ai Cento milioni di litri di acqua erogati dai fontanelli Publiacqua. Presenti, tra gli altri, il vicesindaco del Comune di Firenze Dario Nardella ed il Presidente di Publiacqua Filippo Vannoni.

CALABRIA, APPALTI TRUCCATI PER OPERE IDRICHE: ARRESTI ANCHE IN SORICAL

16 persone ai domiciliari, 12 società e oltre 40 mln di beni mobili sequestrati. Questo l’esito dell’inchiesta avviata dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria, che ha contestato il reato di associazione a delinquere relativamente agli appalti indetti dalla Provincia, dalla Stazione unica appaltante e dalla Sorical; quest’ultima, società mista partecipata dalla Regione e titolare delle “Opere idropotabili Regionali” ed il connesso servizio di fornitura all’ingrosso ai Comuni calabresi per 30 anni.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Federico Cafiero De Raho e dal sostituto Matteo Centini, avrebbe messo in luce il “sistema Bagalà”, dal nome degli imprenditori Giuseppe e Carmelo Bagalà di Gioia Tauro, già nel mirino degli investigatori nel 2012 per un elenco di funzionari pubblici risultati a libro paga ritrovato negli uffici delle loro società. Secondo gli investigatori, alcuni dipendenti di Sorical avrebbero intascato le tangenti necessarie ai Bagalà per truccare gli appalti, secondo “la metodica rivelazione di segreti d’ufficio dai parte dei pubblici funzionari”.
L’inchiesta ha portato a perquisizioni in Calabria, Veneto, Marche e Toscana, dove hanno sede le imprese che secondo l’accusa facevano parte del “sistema Bagalà”. La Procura ha contestato agli indagati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.

LAGO DI GARDA. IL SOTTOSEGRETARIO GIORGETTI: “ PER DEPURAZIONE FONDI DAL GOVERNO E DALLA UE”

E’ un coro di assensi al progetto del nuovo Sistema di collettamento e depurazione del lago di Garda presentato nei giorni scorsi alla presenza del sottosegretario al Ministero dell'Economia Alberto Giorgetti, dell'assessore regionale ai Lavori pubblici Massimo Giorgetti, del presidente della Provincia Giovanni Miozzi e del presidente di Azienda Gardesana Servizi (Ags) Alberto Tomei. Si tratta di interventi, per complessivi 202 mln, per la realizzazione di une condotte fognarie, per l’adeguamento del depuratore arilicense, e per la realizzazione di un nuovo impianto di trattamento dei reflui a Visano.
Il sottosegretario Giorgetti - che ha la delega ai Finanziamenti comunitari - ha annunciato che lavorerà su due fronti: «Da un lato la compartecipazione alla spesa del Governo, dall'altro per garantire l'accesso alle risorse europee. Stiamo parlando del più grande lago italiano e di un patrimonio non solo ambientale ma anche economico. Faremo quanto possibile per assicurare al progetto la più alta finanziabilità da parte dell'Europa. Noi possiamo lavorare in vista del semestre di governo italiano tra giugno e dicembre 2014 e per qual periodo auspico che potremo presentare un progetto definito e condiviso da tutti. Coinvolgerò direttamente il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi».
Il presidente di Ags Tomei ha ricordato la vetustà dell'impianto di collettamento esistente della sponda veronese - circa 60 chilometri di tubature che da 30 anni raccolgono le acque nere da Malcesine sino a Peschiera dove le convogliano nel depuratore - e la necessità di una sua sostituzione. «Per garantire la salubrità delle acque del lago anche in futuro - serve un nuovo collegamento, moderno e con la divisione tra acque bianche e nere. I costi complessivi sono ingenti, ma questa è l'unica progettualità possibile se, come stiamo facendo, ragioniamo in un'ottica di rispetto e riqualificazione ambientale e a lungo termine. Per questo nel 2012 abbiamo commissionato il progetto preliminare di riqualificazione del sistema di collettamento che presentiamo oggi e su cui auspichiamo la più ampia convergenza politica e istituzionale».

NAPOLI, ENTE D’AMBITO E GORI PER IL RISANAMENTO DEL GOLFO

Novità in vista per la qualità delle acque marine del Golfo di Napoli, e in particolare della costa vesuviana. Nei giorni scorsi è stato scritto un nuovo e importante capitolo della lunga serie di interventi che nel corso degli anni hanno caratterizzato le attività dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano e di GORI, mirate al risanamento del mare.
Con il protocollo d’intesa siglato con Arcadis, infatti, GORI ha assunto il ruolo di soggetto attuatore del completamento del sistema fognario del Comune di Torre Annunziata, passaggio fondamentale per il convogliamento di tutti i reflui verso l’impianto di depurazione di Foce Sarno, con l’eliminazione definitiva dei restanti scarichi. In precedenza l’azienda aveva già provveduto alla messa in esercizio della galleria fognaria di Torre Annunziata e del sistema di pompaggio che recapita i reflui al depuratore Foce Sarno. Tale intervento ha consentito il progressivo allaccio di numerosi scarichi di acque reflue dei Comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Torre Annunziata, eliminando gran parte delle immissioni sul tratto di costa Oplontina.
Negli ultimi 10 anni l’Ente d’Ambito e GORI hanno portato a compimento una lunga serie di interventi che hanno migliorato sensibilmente la qualità delle acque marine del Golfo di Napoli. Tra i più significativi, quelli relativi a Portici dove sono stati eliminati gli scarichi in mare e sono stati avviati i lavori di allacciamento al collettore fognario, contribuendo in maniera determinante all’ottenimento della balneabilità delle acque costiere cittadine dopo circa 50 anni. Ad Ercolano, GORI è stato individuato quale soggetto attuatore dell’intero sistema fognario ed ha già provveduto alla progettazione ed all’affidamento dei lavori, che consentiranno di eliminare gli scarichi fognari sul tratto di costa cittadino.

PORDENONE, LA CONSULTA D’AMBITO PER LA FUSIONE TRA ABL E CAIBT. SAN VITO CONTRO

Il sindaco di San Vito (PN) Antonio Di Bisceglie contro Fabio Santin, presidente di Catoi Lemene (la consulta dell'ambito ottimale che governa il servizio idrico integrato nel territorio di 26 Comuni tra Friuli e Veneto). Di Bisceglie ha dimostrato la sua contrarietà alle politiche della Catoi in primis votando contrario (l’unico) a tre delibere, concernenti la fusione dei due gestori del servizio idrico, Abl e Caibt, l’affidamento a esse dei servizi e il rapporto tra esse e Ambiente servizi (cui il sindaco riconosce efficienza e vorrebbe divenisse gestore a tutti gli effetti). Numerosi i dubbi espressi da Di Bisceglie, per il quale il punto fermo dev’essere che le tariffe non aumentino («Non siamo soddisfatti degli investimenti dell’ente gestore sul sistema fognario sanvitese»).
Per Santin, Ambiente Servizi non aveva nel 2010 e non ha tuttora i requisiti per essere un gestore salvaguardato. L’unico motivo per cui è ora chiamata in causa è il contratto del 2008 per gestire depuratore e collettore per San Vito, Casarsa, Valvasone, Arzene e San Martino. Le tariffe stabilite dall’autorità competente, Aeeg, vanno rispettate: abbiamo adeguato su quella base quelle di Abl e Caibt. Anche Ambiente servizi deve rispettarle. Non corrisponde al vero lasciar intendere che con Ambiente servizi non si aumenteranno le tariffe, anzi, costerebbe di più: lo dimostra il rendiconto su depuratore e collettore riferito al 2012, approvato per oltre 800 mila euro di spesa, quando l’importo sulla base delle tariffe stabilite da Aeeg è di circa 620 mila euro. Chi mette la differenza?».
Sulla fusione, per Santin «si sta facendo chiasso inutilmente. Con la società unica, come da patti parasociali approvati dai consigli comunali nel 2006, si arriverà nel 2018 a una tariffa unica basata su quella di Abl, rispettando quanto dettato da Aeeg e tenendo conto che la differenza attuale tra le tariffe di Caibt e Abl è di circa 5 centesimi al metro cubo». Insoddisfazione per gli investimenti? «Di cosa si parla? Il Sanvitese introiterà, per depuratore e collettore, 450 mila euro, come da bilancio 2012 - riferisce Santin - Inoltre, tra un paio di mesi, altri 400 mila euro dalla Regione andranno alla fognatura del Sanvitese, per tamponare le infiltrazioni d’acqua che vanno a sovraccaricaricare il depuratore e per la pluridecennale, mancata manutenzione della zona dell’ospedale. Tutti questi soldi, se non provenissero dalla Catoi, col prelievo delle tariffe, il Comune dovrebbe prelevarli dalle tasche dei cittadini».

AGRIGENTO, GIUDICE DI PACE: NULLA LA BOLLETTA SENZA CONSUMI

Il Giudice di Pace di Aragona (AG) ha dichiarato l’illegittimità della bolletta idrica di un utente perché mancava l’indicazione della quantità d’acqua consumata. "In buona sostanza - si legge nella sentenza - chi consuma molta acqua paga lo stesso importo di chi consuma pochissimo o addirittura nulla: ad esempio, l’anziano pensionato che abita da solo in due stanze, paga il medesimo importo della famiglia numerosa che abita in una villa magari con piscina e giardino. Il criterio corretto, così come previsto dalla Legge statale e comunitaria, ma contemplato anche dal regolamento idrico approvato solo qualche anno fa dal Consiglio comunale, richiederebbe che il Comune provvedesse alla misurazione dell’acqua consumata dall’utente, attraverso apposito contatore, facendogli pagare soltanto l’acqua consumata".

PRESENTATO IL CONCORSO “WATER IS ALIVE”, CHE PREMIA I PROGETTI DI RISANAMENTO DELLE ACQUE DELL'ALTO VERBANO

Individuare e premiare progetti con un obiettivo ambizioso, ma estremamente concreto: occuparsi della depurazione delle acque del Verbano coniugando in modo innovativo gli aspetti tecnologici a quelli ambientali. È questa la finalità del concorso nazionale di idee “Water is alive. La depurazione come risorsa”, presentato nella sede di Villa Recalcati a Varese e proposto dalla Società per il risanamento e la salvaguardia dei bacini della sponda orientale del Verbano Spa in collaborazione con la Provincia di Varese, l'Ordine degli architetti e l'Ordine degli ingegneri varesini.
“Occorre un passaggio culturale dall'idea di depurazione come costo al concetto di depurazione come risorsa per la collettività: l'iniziativa che presentiamo - ha affermato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo, che a Varese ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione del concorso - va nella direzione di valorizzare progetti di concreta utilità, sensibilizzando i portatori di interesse verso un percorso che metta al centro non un'attività gestionale, ma un vero e proprio processo di sostenibilità”.
L'obiettivo è di mettere a sistema i tre impianti per il trattamento dei reflui fognari, due dei quali (Porto Valtravaglia e Maccagno) devono essere dismessi; per il terzo (Luino) è previsto invece un progetto di potenziamento di 9 milioni di euro. Il concorso punta a rivoluzionare la depurazione delle acque, che attualmente viene effettuata con i tre impianti che coprono un bacino di 30 Comuni (11 dei quali situati in Provincia di Varese), partendo dal concetto che il processo di depurazione da costo si deve trasformare in risorsa. Un percorso che dovrà avvenire tenendo conto non solo degli aspetti ingegneristici rispettosi dell'ambiente, e con soluzioni innovative eco sostenibili, ma anche considerando gli aspetti storico-culturali e il coinvolgimento di tutte le realtà interessate, a cominciare dalle scuole.

MONFERRATO, DAL CONSORZIO ACQUEDOTTISTICO 3 MLN PER LA RETE

Il Consorzio Comuni Acquedotto del Monferrato, che serve 44 Comuni nell’Alessandrino, 50 nell’Astigiano e 5 nel Torinese, sta completando i lavori in quello che viene definito il «ramo alessandrino», cominciati nel 2010 con una spesa di circa 3 milioni di euro, sostenuta da un finanziamento regionale.
«Si è trattato soprattutto - dice il presidente Aldo Quilico - di posa di condotte e di attraversamenti strade, una parte già sottoposta a collaudi idraulici, per scongiurare perdite e migliorare il servizio per i cittadini. L’intervento più consistente è stato sul serbatoio di Alfiano Natta, un ramo del quale si collega a Penango e Grazzano Badoglio». Ma i lavori non sono terminati. Ora dovrebbe partire un ammodernamento della centrale di Robella d’Asti per il «ramo astigiano», sfruttando le risorse a disposizione grazie ai Fondi strutturali (5,6 milioni, dei quali circa 2,5 messi dallo stesso Acquedotto): proprio recentemente la Regione ha comunicato che sono a disposizione finanziamenti.
«Anche in questo caso - continua Quilico - si tratta di interventi dai costi elevati, quasi 5 milioni di euro. In particolare circa 700 mila per la sostituzione di tubi in piccoli tratti, ma soprattutto saranno sostituite pompe e condotte idrauliche ed elettriche nella centrale la cui costruzione risale agli Anni ‘30. L’intervento è importante perché consente l’interconnessione con la rete verso l’Astigiano».
Un altro intervento che l’Acquedotto del Monferrato intende attuare nel 2014 riguarda lavori di messa in sicurezza dell’ex Orfanotrofio confinante con la sede del Consorzio a Moncalvo. «Lo avevamo acquistato anni addietro dal Comune e la nostra sede vi è collegata grazie a un cortile contiguo, ma, in tempi di risorse scarse, preferiamo dare priorità agli interventi sul servizio».

GAIA: STUDENTI ALLA SCOPERTA DEL CICLO DELLE ACQUE

Gli impianti del gestore toscano Gaia si aprono alle scuole, con visita a sorgenti, pozzi, acquedotti e depuratori. Il progetto si chiama "Alla scoperta dell'acqua": gli studenti saranno accompagnati dai tecnici di Gaia nell'esplorazione dei segreti del lungo viaggio che compie l'acqua dal momento in cui viene prelevata dalla natura fino al rubinetto di casa.
Il Campo pozzi Frati a Camaiore rimane il più importante punto di prelievo per l’acquedotto. Qui la captazione delle acque viene effettuata da più di 20 pozzi, che servono la zona di Camaiore centro e periferia, Lido di Camaiore, una parte dell'acquedotto di Viareggio e di Marina di Pietrasanta. Una curiosità: gli esterni di alcuni pozzi, della centrale di sollevamento delle acque e della centrale elettrica sono abbelliti da alcuni dipinti che riproducono in stile cartoon i rubinetti, l'acqua che scorre e le tubature.
Le Sorgenti Miglieccio si trovano nella frazione di Casoli del Comune di Camaiore, a circa un chilometro a monte dell'abitato. L'acqua delle sorgenti alimentano Casoli e la periferia di Camaiore, e anche una parte del centro storico.

ABBANOA, LA REGIONE APPENA INSEDIATA PRENDE TEMPO

Assemblea e rinvio di assemblea per Abbanoa, il gestore idrico della Sardegna. Gli azionisti - con la Regione in testa con il 46% delle quote - hanno deciso di aggiornare la riunione al 14 aprile, quando il tribunale di Nuoro si pronuncerà sull’istanza di fallimento presentata dalla Procura e la giunta regionale appena insediata avrà affrontato il problema della propria società, gravata da un forte indebitamento e da una seconda ’inchiesta giudiziaria per peculato, abuso d’ufficio e falso che minaccia di provocare un terremoto.
Nell’unica udienza sin qui svolta presso il tribunale di Nuoro, la difesa ha potuto dimostrare che «l'ente ha circa 800 milioni di debiti ma può contare su 589 milioni di crediti reali esigibili. Non solo: i 142 milioni concessi dalla Regione, hanno garantito la capitalizzazione della società e la soluzione di parti delle esposizioni a breve». Così il legale di Abbanoa, cui la procura ha risposto depositando una memoria allo studio delle parti.
La prossima udienza, intermedia, è fissata per il 26 marzo; mentre la decisione del giudice potrebbe avvenire a metà aprile.

AMBIENTE: CAMERA APPROVA MOZIONI CONTRASTO DISSESTO IDROGEOLOGICO

Sì unanime e bipartisan dell'Aula della Camera a tutte le mozioni sulle iniziative per escludere dai vincoli del patto di stabilità interno le spese per finanziare il contrasto al dissesto idrogeologico. In base ai testi approvati, il governo risulta tra l'altro impegnato a: “consentire agli enti locali di realizzare quelle opere fondamentali e necessarie di manutenzione e consolidamento del territorio, di rinaturalizzazione dei corsi d'acqua, di prevenzione del dissesto, nonché gli interventi di messa in sicurezza statica e strutturale degli edifici, a partire da quelli scolastici, consapevoli che tali interventi diffusi risultano essere la più grande opera di cui il nostro Paese necessita nei prossimi anni, che si può trasformare in una straordinaria occasione per generare investimenti e occupazione”.
Il governo è poi impegnato “a costruire una cornice normativa chiara per affrontare le emergenze conseguenti alle calamità naturali, nella quale possa agire la protezione civile, e a rifinanziare adeguatamente il Fondo unico per le calamità, al fine di garantire certezza, rapidità e omogeneità degli interventi a beneficio dei territori tragicamente colpiti; ad affrontare la questione relativa all'efficace gestione dei centri di spesa e dei livelli di governo, anche nell'ambito della discussione parlamentare del cosiddetto collegato ambientale, portando a compimento il percorso di riforma e di semplificazione del quadro dei soggetti, dalle competenze e degli strumenti in materia di difesa del suolo; ad investire con ogni possibile azione sulla sicurezza e sulla bellezza del territorio italiano in quanto fonte straordinaria ed inesauribile, a patto che venga tutelata, per produrre ricchezza, occupazione e sviluppo di qualità”.

Acqua: al via ispezioni per verificare la correttezza delle tariffe applicate ai clienti

L’Autorità per l’energia ha approvato una campagna di controlli sulle tariffe applicate nel servizio idrico e sulla restituzione della remunerazione del capitale investito. Le verifiche ispettive previste hanno in particolare l’obiettivo di accertare la correttezza e la coerenza dei dati utilizzati dai gestori per definire le tariffe dell’acqua per il biennio 2012-2013, l’efficienza del servizio di installazione e gestione del contatore e il rispetto dei criteri e delle procedure indicati dall’Autorità per la restituzione ai clienti della quota remunerazione del capitale investito per il periodo 21 luglio 2011 - 31 dicembre 2011 abolita dal referendum. La campagna verrà realizzata in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza.
In particolare, la Deliberazione 29/2014/E/idr prevede tre ispezioni presso gestori individuati in base alla dimensione e alla distribuzione sul territorio nazionale e in relazione a incongruenze nei dati dichiarati all’Autorità. Le verifiche serviranno anche ad accertare la corretta applicazione delle agevolazioni tariffarie e della rateizzazione dei pagamenti alle popolazioni colpite dal sisma del maggio 2012.
L’Autorità potrà prendere visione ed accertare la correttezza e coerenza dei dati trasmessi anche attraverso il controllo dei bilanci aziendali e della documentazione di supporto, dei documenti relativi al rapporto con l’Ente d’Ambito o con il soggetto competente per ciascun territorio, dei documenti di fatturazione e dei contratti di fornitura. Informazioni e documentazioni utili potranno eventualmente essere chiesti anche ai soggetti coinvolti nelle procedure di determinazione delle tariffe per ciascun territorio e agli Enti d’Ambito.
La Deliberazione 29/2014/E/idr è disponibile sul sito www.autorita.energia.it

TRIBUNALE DI CALTANISSETTA: IL GESTORE HA L’OBBLIGO DI VERIFICARE LA CORRETTEZZA DEL CONTATORE

Non basta la lettura del contatore a riprova dei consumi. Così il Tribunale di Caltanissetta (sentenza dell’11/11/2013), che ha annullato un'ingiunzione di pagamento per il servizio idrico inviata a un'impresa. Alla base del ricorso, la contestazione dell’impresa sull’ammontare dei consumi registrati dal gestore del servizio idrico, in contraddittorio con una propria perizia sul contatore. Per il giudice - che ha richiamato la giurisprudenza della Cassazione -, l'obbligo del gestore di computare gli addebiti sulla base delle indicazioni del contatore «non si può risolvere in un privilegio fondato sulla non contestabilità del dato recato in bolletta» (Cassazione n. 10313/04). Se l'utente infatti contesta i valori ricavati dal contatore, è obbligo del gestore offrire la prova del suo corretto funzionamento e l'affidabilità dei valori registrati (Cassazione n. 18231/08).

ACQUE VERONESI, NEL 2013 OPERE PER 6 MLN

“Obiettivi raggiunti. Nonostante le difficoltà economiche che attanagliano anche le aziende pubbliche, il piano di investimenti per il 2013 è stato ampiamente rispettato”. Il presidente di Acque Veronesi, Massimo Mariotti, fotografa così l’anno che si è appena concluso. Anche grazie al supporto economico della Regione Veneto, ed in particolare dell’Assessorato all’Ambiente, l’azienda è potuta intervenire in numerose zone del veronese ancora sprovviste di infrastrutture fondamentali per i cittadini.
E’ il caso, ad esempio, del nuovo acquedotto di Belfiore. Fino ad oggi, infatti, i residenti del comune dell’est veronese potevano utilizzare acqua proveniente esclusivamente da pozzi privati. Dall’inizio della prossima estate, circa 3 mila abitanti potranno approvvigionarsi dall’acquedotto cittadino. L’opera, per un investimento di 2 milioni 850 mila euro, prevede la realizzazione di 9 chilometri di rete idrica. Anche Villa Bartolomea, come Belfiore, è uno degli ultimi comuni della provincia scaligera ancora sprovvisto di un impianto acquedottistico pubblico. Acque Veronesi ha aperto i cantieri per la costruzione del nuovo acquedotto, che avrà un’estensione di 7,5 km. L’intervento, del valore di 1 milione e mezzo di euro, porterà benefici ad oltre 2 mila cittadini della bassa Veronese. I lavori, partiti a settembre, prolungheranno la rete già presente nel comune di Legnago, che sarà estesa dalla frazione di Vigo fino al centro abitato di Villa Bartolomea.
Stop a pozzi privati e falde inquinate anche per gli studenti delle scuole elementari e medie di via Galilei a Nogara. Dopo 30 anni di attesa è finalmente arrivato l’acquedotto anti-arsenico. Non solo acquedotti, ma anche nuove reti fognarie. Quelle di San Bonifacio e Cologna Veneta (l’investimento complessivo delle due infrastrutture è di circa 8 milioni di euro), i cui cantieri sono iniziati la scorsa estate, avranno una grande rilevanza per la popolazione. Il completamento del 1° stralcio del Collettore Est di San Bonifacio servirà a risolvere le criticità legate al sovraccarico delle fognature che nei periodi di intense piogge provocano talvolta perdite ed allagamenti, mentre a Cologna Veneta si colletteranno al depuratore gli scarichi delle frazioni di S. Andrea e s. Sebastiano che fino ad oggi hanno utilizzato vasche imhoff, meno efficaci rispetto al trattamento del depuratore di Cologna Veneta. Nel 2014 Acque Veronesi prevede investimenti per 10 milioni 200 mila euro.

ALLUVIONI, CAP HOLDING: “PRONTI A GESTIRE LE ACQUE PIOVANE”

“È urgente ripensare profondamente la gestione delle acque meteoriche nel nostro Paese”. Il presidente di CAP Holding, Alessandro Ramazzotti, commenta i recenti allagamenti che hanno riguardato diverse città italiane, tra cui anche parecchi comuni della provincia di Milano dove l’azienda gestisce il servizio idrico integrato, e lancia una proposta all’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEG): “Questi avvenimenti, a volte sfociati in tragedia, dimostrano la fragilità di un territorio che non riesce più a gestire eventi metereologici sempre più frequenti e intensi. L’urbanizzazione e l’eccessiva cementificazione del suolo sono la causa principale di quanto sta succedendo, eppure la soluzione sarebbe a portata di mano se solo si rivolgesse lo sguardo ad altre esperienze europee, per esempio quella francese”.
In Francia infatti sono le aziende che gestiscono il ciclo idrico (acquedotto, fognatura e depurazione) ad occuparsi della raccolta, canalizzazione e drenaggio urbano delle acque piovane. Ed è quanto Ramazzotti propone di attuare anche in Italia, dove invece, per ora, le aziende del settore sono escluse da tali competenze.
Nel Piano d’Ambito della Provincia di Milano, per esempio, il Gruppo CAP (gestore unico del servizio idrico) ha quantificato in oltre 1 miliardo di euro il fabbisogno di investimenti per affrontare il problema delle acque meteoriche. Una somma che si aggiungerebbe agli oltre 1,2 miliardi di euro già programmati per i prossimi vent’anni in interventi per la gestione del servizio idrico in senso stretto.
“In un momento in cui la Provincia sta cedendo il passo alla Città Metropolitana, diventa stringente garantire che gli enti intermedi facciano la loro parte, liberando i Comuni da una gestione non più affrontabile a livello di singola amministrazione - continua Ramazzotti -. La tariffa dovrà ovviamente rispondere a questo nuovo ruolo garantendo risorse adeguate alle nuove responsabilità richieste. E’ inutile infatti vantarsi di avere le tariffe più basse d’Europa quando la fiscalità generale deve poi sopportare i costi di danni e ritardi non più tollerabili”.

SICILIA, AL VIA IL LAVORI PER EVITARE SANZIONI UE SUI REFLUI

Al via, con una prima tranche di appalti per 232 milioni di euro, l’attuazione dell’Accordo di programma quadro per la depurazione delle acque reflue in Sicilia (gennaio 2013), finalizzato a superare la procedura di infrazione avviata dall’Unione europea per otto delle nove province siciliane (e’ esclusa Enna) e finanziato per 1,1 miliardi di euro con la delibera Cipe numero 60 del 2012.
Nel corso dell’incontro con una delegazione di Ance Sicilia, il dirigente generale del dipartimento regionale Acque e rifiuti Marco Lupo ha riferito che dei 94 interventi previsti, 64 sono in fase di progetto, 15 in fase di approvazione, 14 prossimi all’affidamento e uno (Giammoro) in esecuzione. Recentemente si sono sbloccate delle risorse finanziarie che consentono di avviare le prime gare d’appalto.
In particolare, fa sapere l’Ance, entro questo mese saranno adottati i decreti di finanziamento di 13 lavori gia’ approvati dal ministero dell’Ambiente, per un totale di 76 milioni di euro, che subito dopo potranno andare in gara. Entro maggio potranno essere adottati i decreti di finanziamento per altre 16 opere, pari a 156 milioni di euro, che potranno essere affidate tramite pubblico incanto non appena otterranno il via libera finale dal Ministero. Fra queste ultime figurano, a Palermo, il raddoppio del depuratore di Acqua dei Corsari (26,4 milioni), il completamento del collettore Sud-orientale (33,5 milioni) e le reti fognarie di Marinella, Sferracavallo e Passo di Rigano (17,5 milioni), nel palermitano.
Come ha spiegato Lupo, il ministero sta valutando altri 49 progetti e presto se ne aggiungeranno due.
“Entro l’anno - ha detto l’assessore regionale Nicolo’ Marino - contiamo di rispettare le scadenze previste per quasi tutti i progetti dell’Apq. Come noto, stiamo lavorando per recuperare il ritardo pregresso sugli impianti di Catania e Misterbianco. La realizzazione di tutte le opere sara’ possibile senza incrementi di costi, avendo derogato con la Legge di stabilita’ al nuovo prezziario regionale che, in caso contrario, ci avrebbe costretto
alla revisione di tutti i progetti”.

AUTORITÀ TOSCANA, AEEGSI DICE NO ALLA PROROGA PER LA DEFINIZIONE DELLE TARIFFE

Scadrà il 31 marzo il termine per la definizione delle tariffe relative al servizio idrico per gli anni 2014-2015, cioè il metodo con cui vengono decisi i costi delle bollette dell'acqua per gli utenti, e l'Autorità Idrica Toscana, per garantire ai sindaci della regione la possibilità di decidere con serietà e accuratezza le tariffe, ha chiesto una proroga della scadenza all'autorità nazionale. Lo riporta un comunicato in cui, però, si evidenzia che “da Roma hanno rifiutato la richiesta perché pensano che in questa fase di consolidamento della nuova regolazione tariffaria” sia necessario rispettare i tempi previsti per l'attuazione del nuovo Metodo Tariffario Idrico.
“È bizzarro che l'autorità nazionale sia improvvisamente così rigida - ha dichiarato il presidente dell'Autorità Idrica Toscana, Alessandro Cosimi -. Negli ultimi anni siamo andati avanti con un metodo tariffario provvisorio, indicato proprio dall'Autorità nazionale per l'energia elettrica, il gas e il servizio idrico, che per essere calcolato aveva bisogno di Einstein e adesso l'autorità nazionale non dà la possibilità ai territori di definire il metodo tariffario in maniera adeguata alle necessità degli utenti e dei gestori, cioè non ci dà la possibilità di avere qualche settimana in più per definire meglio le tariffe”.
Perplessità, si legge nella stessa nota, sono state espresse anche dalla Regione Toscana rispetto alla risposta dell'autorità nazionale AEEG, come ha dichiarato l'assessore Annarita Bramerini: “È sorprendente questa fermezza, di fronte al fatto che oltre la metà dei Comuni toscani andrà al voto e quindi la proroga richiesta dall'Autorità Idrica Toscana doveva consentire anche ai nuovi sindaci di poter intervenire sull'argomento, vista l'importanza e la delicatezza, contemperando l'esigenza di garantire gli investimenti necessari e non gravare troppo sui cittadini”.
L'Autorità Idrica Toscana è sconcertata da tale decisione ma è comunque pronta a rispettare la scadenza imposta dall'alto, per garantire il ruolo centrale dei sindaci, la tutela degli utenti, e la certezza del piano degli investimenti necessari per un servizio più efficace in tutti i territori regionali (si tratta di 1,8 miliardi di interventi fino a fine concessione). “Quindi, pur non condividendo le disposizioni rigide dell'Autorità nazionale per l'energia elettrica, il gas e il servizio idrico - continua Cosimi - siamo in dovere di applicarle e per farlo non vogliamo rinunciare al ruolo e alla voce dei sindaci toscani, perché altrimenti la partita sarebbe giocata interamente dai gestori che potrebbero proporre le loro tariffe, svincolate da una valutazione dell'Autorità Idrica Toscana che tenga conto degli interessi generali. Per questo motivo, nei prossimi giorni, convocheremo gli organi dei sindaci della Toscana per sottoporre le proposte relative alle tariffe”.

UMBRIA, SALGONO A 40 LE FONTANELLE D’ACQUA NATURALE IN REGIONE

Salgono a quaranta le fontanelle di acqua naturale, frizzante e refrigerata, proveniente dalla rete acquedottistica umbra, attivate in Umbria. Altre tre nuovi impianti, infatti, si aggiungono a quelli diffusi sul territorio regionale che, con il finanziamento della Regione Umbria, sono stati realizzati nell'ambito del progetto regionale “Fontanelle”. Una buona pratica per ridurre i rifiuti alla fonte, promuovere il corretto consumo dell'acqua, in particolare di quella locale, con un risparmio per le famiglie e per 'ambiente: il rappresentante dell'Assessorato regionale all'Ambiente ha sintetizzato così obiettivi e risultati del progetto, partecipando, a Ponte di Ferro, nel comune di Gualdo Cattaneo, in via Palazzari, all'inaugurazione della fontanella che, per il primo mese, erogherà direttamente l'acqua dell'acquedotto gestito dalla Valle Umbra Servizi.
Acqua di qualità controllata, è stato sottolineato, che potrà essere imbottigliata in contenitori riutilizzabili, senza produrre rifiuti di bottiglie di plastica, al costo contenuto di 5 centesimi di euro per ogni litro e mezzo; per il primo mese l'erogazione sarà gratuita.
Tra i risultati del progetto, la sensibilizzazione dei cittadini sulle tematiche ambientali affinché contribuiscano alla tutela dell'ambiente e del territorio: il crescente favore incontrato dalle fontanelle dimostra, e' stato rilevato, come sia possibile con una pratica semplice e conveniente limitare la produzione di rifiuti e usare in modo consapevole le risorse idriche.
Il rappresentante dell'Assessorato all'Ambiente ha ricordato, in particolare, come in Umbria la produzione dei rifiuti sia scesa dalle 550mila tonnellate annue del 2010 alle 487mila tonnellate del 2013: una diminuzione su cui ha inciso anche un progetto innovativo quale quello delle “fontanelle”, che ha introdotto un nuovo strumento per ridurre i rifiuti e per il riuso dei materiali in plastica e vetro.
Una fontanella di acqua gassata e naturale refrigerata e' attiva anche in via Pierpaolo Prosperi, a Cascia; lunedì 28 aprile è in programma l'attivazione di una seconda fontanella nel comune di Spoleto, a san Giacomo, in via San Marino. I tre impianti sono stati realizzati con il finanziamento di 25mila euro assegnati dalla Regione Umbria all'Ati (Ambito territoriale integrato) 3.

SARDEGNA, PROTEZIONE CIVILE: PER LE SCUOLE, OPUSCOLO SU ACQUA E DIFESA DEL SUOLO

Il Distretto Idrografico della Sardegna ha realizzato un opuscolo informativo su “Acqua e Difesa del suolo in Sardegna” per promuovere tra gli studenti sulle scuole secondarie di primo e secondo grado e in generale fra le nuove generazioni la cultura della tutela delle acque, della difesa del suolo e la conoscenza del servizio idrico integrato.
L'opuscolo è stato pubblicato sul sito dell' Autorità di Bacino Regionale della Sardegna e affronta temi di particolare rilevanza educativa alla luce degli effetti disastrosi provocati dalla recente alluvione. Si va dalla situazione generale dell'acqua nell'isola, alle norme di riferimento in materia ambientale; dalla gestione delle risorse idriche fino alla descrizione della struttura e del funzionamento degli impianti di potabilizzazione e di depurazione, di acquedotti, fognature e del riutilizzo delle acque reflue e qualità dell'acqua.
L'opuscolo tratta ampiamente di difesa del suolo, biodiversità e dissesto idrogeologico, con un capitolo dedicato alle indicazioni della protezione civile in caso di alluvione. Il tutto arricchito da grafici e schemi esaustivi e foto.
Sul sito del Distretto Idrografico inoltre, nella sezione Studi e ricerche vengono riportati gli studi più recenti e di maggior interesse per il cittadino su questi temi, pubblicati nella loro totalità o con una relazione di sintesi. Fra i più recenti (dic. 2013), il documento con le prime valutazioni sulle precipitazioni relative all'evento alluvionale del 18 novembre 2013.

BRASILE: SICCITÀ, S.PAOLO CHIEDE ACQUA A RIO, CHE LA NEGA

Nel pieno dell'emergenza idrica, provocata dalla siccità che ha colpito soprattutto le regioni del Centro-Sud brasiliano, il governatore dello Stato di San Paolo, Geraldo Alckmin ha chiesto aiuto al suo collega di Rio de Janeiro, Sergio Cabral, che per ora glielo ha negato.
Lo Stato di San Paolo - il più ricco del Brasile, con un Pil che da solo è maggiore di quello dell'Argentina e del Venezuela - dall'inizio dell'anno sta soffrendo le conseguenze dell' assenza di pioggia soprattutto nel livello del Cantareira, uno dei maggiori bacini idrici del mondo, arrivato ai suoi minimi storici. Di qui la proposta di ”prendere in prestito” l'acqua dal fiume Paraiba do Sul, che alimenta i rubinetti di 11 milioni di persone nel confinante Stato di Rio. I governatori dei due stati sono su due fronti politici opposti: quello dello stato di San Paolo è del Psdb (partito di opposizione al governo di Dilma Rousseff), mentre quello di Rio è esponente del Pmbd, alleato della presidente. E così Cabral ha respinto la richiesta di Alckim: una deviazione del corso d'acqua verso San Paolo provocherebbe, ha detto, un “danno gigantesco” alla popolazione di Rio.

ACQUEDOTTO DEL FIORA, TIBERI: “RESTITUZIONE QUOTA REMUNERAZIONE CORRETTA”

«Se l’Acquedotto del Fiora è, tra i gestori toscani, quello che deve restituire meno di tutti ai propri utenti, ovvero 37 centesimi, è perché è quello che meno di tutti ha fatto spendere ai propri utenti più di quanto necessario per garantire un servizio di qualità. Ne è ulteriore prova la scelta fatta dall’azienda di non ridistribuire i propri utili ai soci che non hanno mai avuto un euro di dividendo. Quelle risorse sono sempre rimaste all’interno della società e sono state utilizzate per realizzare nuove infrastrutture per migliorare la rete». Così Tiberio Tiberi e Paolo Pizzari, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Acquedotto del Fiora spa, il gestore idrico del grossetano, in una conferenza stampa nella quale hanno risposto ai Comitati per l’Acqua Bene Comune che nei giorni scorsi hanno contestato le cifre della restituzione della quota di remunerazione del capitale investito.
Secondo i comitati, il Fiora dovrebbe rimborsare 96 euro. A dicembre, invece, dai calcoli dell’’Aeeg e l’Ait, l’importo da restituire è risultato pari a 37 centesimi ad utente. «Lo scostamento tra quanto immaginavano le associazioni e i comitati, trascurando il principio universalmente adottato del full cost recovery, con quanto ha stabilito l’Ait è evidente», spiegano Tiberi e Pizzari. «Così come è comprensibile che l’esigua entità della restituzione possa esser male interpretata». Sulla differenza tra i due calcoli incide soprattutto il periodo di riferimento: per l’Aeeg (e il Consiglio di Stato) va restituita la remunerazione del luglio-dicembre 2011; per i comitati va resa anche quella del 2012 e 2013.
«Io - conclude Tiberi - sono stato un referendario convinto e partivo dal presupposto del full cost recovery. L’obiettivo vero è fare una tariffa che sia il più trasparente possibile; la battaglia per la restituzione della remunerazione del capitale investito è già di retroguardia».

CARPI, SOLUZIONE SPERIMENTALE PER CONTRASTARE ARSENICO IN ACQUEDOTTO

Sarà un formulato a base di fosfato monosodico alimentare e zinco la soluzione adottata per proteggere i cittadini di Carpi (MO) dalla presenza di particelle di arsenico in soluzione riscontrate nella rete acquedottistica. La soluzione è stata studiata dal tavolo tecnico-scientifico composto da Comune, Atesir, Aimag, Hera, Iren, Sorgeacqua e Federutility; soluzione poi validata dall’Ausl, su parere dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss).
“Si tratta di un formulato - spiega Italo Melchiorre, esperto del settore e consulente di AIMAG - ampiamente testato e applicato in Italia ed in altri paesi da decenni”. L’attività di monitoraggio consentirà di verificare le variazioni sulla presenza di fibre di amianto e di registrare i miglioramenti nella rete idrica cittadina. Il monitoraggio riguarderà quattro punti fissi nella tratta dell’adduttrice presa in esame e una trentina di altri punti in città che, a rotazione, verranno campionati, con una frequenza di 14 campioni al mese. Verranno tenuti sotto controllo tutti i parametri sia chimici che microbiologici, come previsto dalle indicazioni dell’Ausl. Le analisi verranno pubblicate sul sito del Comune di Carpi, nella specifica sezione informativa.

LODI, DA SAL OLTRE 4 MLN PER LA DEPURAZIONE

Il sistema di depurazione dei reflui fognari di Lodi verrà potenziato di un terzo, raggiungendo una capacità di trattamento equivalente ad una popolazione di 60.000 abitanti, rispetto all’attuale configurazione per 45.000 abitanti. Promosso da Sal, la società pubblica che gestisce il ciclo idrico integrato sull’intero territorio provinciale, il progetto degli interventi prevede un investimento complessivo di 4.300.000 euro.
I lavori porteranno il depuratore a disporre di portata media di 300 litri/abitante-giorno per un numero di abitanti pari a 60.000, mentre la capacità di trattamento delle acque reflue in condizioni di pioggia arriverà fino a 750 litri/abitante-giorno.
Pienamente conforme alle disposizioni di legge, il nuovo dimensionamento dell’impianto garantirà una buona capacità di adattamento alle fluttuazioni di portata e di carico.
Il progetto definitivo sarà aggiornato alla versione esecutiva dal vincitore della gara d’appalto per la realizzazione dei lavori (attualmente in corso) con scadenza al 31 marzo.
Sono inoltre previste misure di mitigazione dell’impatto visivo, degli odori e dei rumori. Sotto il profilo del risparmio energetico il progetto prevede la riduzione massima dei dislivelli tra le varie vasche, al fine di minimizzare i consumi necessari per il sollevamento dei liquami, e l’utilizzo di apparecchiature a minor consumo energetico.
“Con questo importante intervento sul depuratore, che fa seguito agli altrettanti importanti lavori avviati per l’estensione della rete fognaria - dichiara il sindaco, Simone Uggetti - il sistema di raccolta e trattamento delle acque reflue della città si potenzierà e qualificherà ulteriormente, raggiungendo capacità di smaltimento superiori sia alla popolazione attualmente residente che ai possibili sviluppi demografici a medio termine. Già ora Lodi vanta un’efficienza in questo settore che, con oltre il 95% di reflui trattati, colloca la città tra i primi capoluoghi di Provincia in Italia, e che si aggiunge alle performance altrettanto significative della rete idrica, che vanta una delle più base percentuali di perdite a livello nazionale. L’amministrazione comunale esprime quindi profonda soddisfazione per questa ennesima dimostrazione da parte di Sal di saper investire considerevoli risorse economiche e professionali nel miglioramento continuo del servizio idrico in tutto il suo ciclo integrato”.

CONSUMATI 580 MILIARDI DI MC/ANNO PER PRODURRE ENERGIA

Il 15% dei consumi di acqua è attribuibile alla produzione di energia e questa percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi vent'anni. Il rapporto dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) “World Energy Outlook” dipinge un quadro preoccupante destinato ad aggravarsi, secondo lo studio infatti ogni anno si consumano 580 miliardi di metri cubi d'acqua per la produzione di energia, collocando i consumi del settore subito dopo quelli dell'agricoltura. I consumi derivano soprattutto dall'estrazione dei combustibili non convenzionali (il fracking per lo shale gas tra questi), il trasporto e la trasformazione, come l'irrigazione per le colture destinate alla produzione di biocarburanti.
La relazione sottolinea come l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili, in primis l'energia solare ed eolica, possano “contribuire a un futuro energetico a basse emissioni, senza l'intensificazione della richiesta di acqua in modo significativo”, mentre le altre tecnologie a basse emissioni come il nucleare hanno un consumo di acqua più massiccio.
Le energie “rinnovabili non termiche, come l'eolico e il solare fotovoltaico, continua il rapporto, possono utilizzare piccole quantità di acqua, impiegata per la pulizia o il lavaggio dei pannelli. Oltre a ridurre l'uso dell'acqua presso il sito di produzione di energia elettrica, queste tecnologie rinnovabili hanno poco o nessun uso di acqua associato con la produzione di energia e un impatto minimo sulla qualità delle acque rispetto alle energie alternative che scaricano grandi quantità di acqua di raffreddamento riscaldata o contaminanti nell'ambiente. Gli impianti di estrazione convenzionali del gas naturale e del petrolio sono meno “idrovori” rispetto alla produzione di carbone e di gas di scisto. Quest'ultimo richiede non solo il consumo di acqua supplementare per la fratturazione idraulica, ma presenta anche forti “rischi di contaminazione delle acque provocata dalla fuoriuscita di fluidi di fratturazione, idrocarburi o acqua salina nelle falde sotterranee e il trattamento e lo smaltimento delle acque reflue”.
Tra gli altri Paesi presi in esame, il rapporto rimarca come in “India e negli Stati Uniti sia diminuita l'acqua impiegata per la produzione di combustibili tradizionali a discapito di consumi più massicci per l'estrazione di combustibili non convenzionali”. Il rapporto si sofferma anche sulla situazione cinese e sul Canada. In Cina il trend dei consumi sarà crescente con uno sfruttamento sempre maggiore delle risorse idriche sotterranee, stante il livello di inquinamento di quelle superficiali. Lo studio rimarca come il governo cinese si stia impegnando in una politica di riduzione dei consumi che dovrebbe andare a regime entro il 2050. In Canada, dove l'acqua non manca, la minaccia viene dall'estrazione del petrolio e del gas dalle sabbie bituminose con tecniche che impiegano forti quantità d'acqua. Il rapporto si conclude avvertendo che in futuro la necessaria riduzione dei prelievi idrici renderà il settore energetico sempre più vulnerabile, e richiederà quindi lo sviluppo di “una migliore tecnologia” e una migliore integrazione delle politiche energetiche e idriche.

IMPERIA, AMAT E SCUOLE PER L’ACQUA A KM 0

Acqua a km 0 nelle scuole. Ci ha pensato l’Amat di Imperia, che ha avviato un’iniziativa per la progettazione e realizzazione di un erogatore di acqua di rete presso l’Istituto tecnico Ruffini della città, con il coinvolgimento dei docenti e degli studenti, affiancati dal personale tecnico del gestore idrico Amiat.
L’iniziativa è legata al «progetto fontanelle», che vuole promuovere il consumo responsabile della risorsa idrica dell'acquedotto pubblico, salvaguardando l'ambiente, con la progettazione, l'installazione e la gestione di un moderno erogatore automatico di acqua pubblica proveniente dall'acquedotto. «L'attività - spiegano gli organizzatori - rientra in un quadro più ampio di azioni rivolte all'educazione allo sviluppo sostenibile ed è stata avviata al direttore tecnico dell'Amat, ingegner Angelo Gallea, e al dirigente scolastico del Ruffini, professor Giovanni Poggio. Sarà coordinato dalla geometra Signorella con il sostegno operativo dei tecnici dei vari reparti dell'azienda e potrà essere realizzato grazie al contributo economico stanziato dal Consiglio di amministrazione presieduto da Paolo Trucco, rappresentato in fase progettuale da Emma Faviere».
Gli studenti di Agraria, agroalimentare e agroindustria saranno affiancati dai tecnici della società prima nella fase progettuale e poi in quella esecutiva dell'impianto. L'iniziativa favorisce la riduzione dell'uso delle bottiglie di plastica, che producono rifiuti inquinanti. L'utilizzo di quest'acqua realizza un consumo «a km 0» e, oltre a valorizzare la qualità delle risorse idriche locali, evita il trasporto su gomma delle minerali imbottigliate e quindi l'immissione in atmosfera di anidride carbonica.
I ragazzi formati dai tecnici diventeranno a loro volta divulgatori dell'attività svolta dal servizio pubblico. L'Amat ha collocato da tempo un erogatore di acqua nel Parco urbano, che permette di ridurre l'utilizzo di bottiglie.

CALABRIA, CHIESTO LO STATO DI EMERGENZA E L’ACCORDO DI PROGRAMMA PER OPERE IDRAULICHE

La Giunta regionale della Calabria ha chiesto al governo la dichiarazione dello stato di emergenza per gli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico dei giorni scorsi. Su proposta dell’Assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Gentile e’ stato poi deliberato di promuovere l’Accordo di programma, finalizzato alla realizzazione di un’ingegnerizzazione delle reti idriche di distribuzione urbana ed ai lavori di manutenzione straordinaria ed infrastrutturazione delle reti funzionali al miglioramento della gestione del servizio di distribuzione idrica ed alla riduzione delle perdite nella regione per i comuni capoluogo.

A2a replica sulla presenza del cromo nell’acqua “I nostri controlli hanno dato esito negativo”

“Possiamo assicurare che tutte le 26 analisi effettuate nell’ultimo anno nei punti rete di controllo prossimi alle due abitazioni hanno dato valori di cromo esavalente nettamente inferiori a quelli rilevati privatamente sui campioni di acqua prelevati nelle due abitazioni”. Risponde così A2A, gestore dell’acquedotto di Brescia, a quelle famiglie che nei giorni scorsi hanno fatto analizzare l’acqua dei loro rubinetti a laboratori chimici privati, riscontrando valori di cromo molto più alti dei campionamenti dell’Asl.
Una famiglia di via Gallucci il 17 gennaio ha infatti prelevato un campione d’acqua dal rubinetto della cucina portandolo ad un laboratorio di Valpolicella (Vr) dove i chimici hanno riscontrato 26,6 microgrammi per litro di cromo esavalente. Dato che contrastava con gli 11 microgrammi trovati dall’Asl tre mesi prima nella vicina fontanella pubblica di via Lama. Caso simile per un’altra famiglia residente in via Fratelli Lechi, che il 4 febbraio fa analizzare l’acqua del rubinetto di casa e scopre 11,6 microgrammi di cromo esavalente, mentre venti giorni prima l’Asl nella vicina fontanella di Porta Venezia aveva riscontrato meno di 5 microgrammi al litro.
Interpellata dal Corriere, la Asl sceglie di non replicare alla denuncia di un gruppo di mamme e quindi non spiega il perché delle differenze tra analisi pubbliche e private. Lo fa invece la multiutility cittadina A2a.
“L’Asl - fanno sapere - non è la sola ad effettuare mensilmente analisi della potabilità dell’acqua in 48 punti.” Analisi chimiche e biologiche vengono fatte anche da A2A in un laboratorio chimico esterno in possesso dell’accreditamento per l’analisi dell’acqua potabile rilasciato “da Accredia, unico ente nazionale di accreditamento designato dal Governo”. E la multiutility ricorda come i valori di cromo riscontrati in tutta la città siano in linea con quelli dell’Asl: “variano al massimo di 2 o 3 punti. Mai abbiamo trovato valori doppi rispetto al nostri campioni”. Dal quartier generale di A2a arrivano poi una serie di dati per confutare i due casi sollevati dalle mamme anti-cromo: “Nell’ultimo anno in via Lama i valori di cromo variano da un massimo di 14 ug/l ad un minimo di 7,8µug/l, in ogni caso ben lontani dai 26,6 ug riferiti all’acqua prelevata nell’abitazione. In via Benacense (punto di controllo vicino all’abitazione di via Lechi) il cromo varia da un massimo di 11,8 ug/l ad un minimo inferiore al limite di rilevabilità”.
Nonostante gli sforzi di A2A, quella del cromo e dei solventi clorurati resta comunque un’emergenza reale per la città, come sottolineato anche dal Ministero in un recente convegno sul sito Caffaro.
Il caso Brescia era sul tavolo del dimissionario ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Dopo l’interrogazione presentata ad ottobre dal deputato pentastellato Giorgio Girgis Sorial, nei giorni scorsi è stato Alfredo Bazoli (Pd) a sottoscrivere un’interrogazione scritta molto puntuale. Ricorda la cancerogenicità del cromo esavalente e come la California nel 2013 abbia adottato un limite di 10 microgrammi al litro, mentre quello in vigore in Europa (50 microgrammi per il cromo totale) risale ormai al 1958. “Il ministro - commenta Bazoli - deve dirci se non ritiene opportuno farsi promotore di un percorso per la rivisitazione di questi limiti che sono davvero irrazionali”.

NUORO, DOPO L’ALLUVIONE CONTINUA L’EMERGENZA PER I DEPURATORI

Dopo l’alluvione dello scorso novembre, il nuorese fa ancora i conti con i danni. Ambientali in questo caso, con depuratori messi fuori uso e ripristinati con interventi per fronteggiare l’urgenza. «La bomba ecologica è innescata», è stato l’allarme lanciato dal presidente della Provincia Roberto Deriu, a conclusione del tavolo che si è riunito nei giorni scorsi per discutere delle problematiche ambientali ed esaminare la situazione del servizio idrico e della viabilità.
Al tavolo hanno partecipato i sindaci dei Comuni danneggiati, il Prefetto di Nuoro, i rappresentanti di Abbanoa e dell’Anas e il Genio civile, in rappresentanza dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici. «Il sistema di depurazione colpito dall’alluvione è stato ripristinato in modo emergenziale e non è in grado, in questo momento, di sopportare sovraccarichi. L’arrivo della prossima stagione estiva pone un problema serio e fa emergere una nuova criticità di tipo ambientale. Su questo fronte l’attenzione della Provincia e dei sindaci dei comuni interessati sarà massima», ha detto Deriu, al termine dell’intervento dei rappresentanti di Abbanoa, i quali hanno illustrato le operazioni di ripristino attuate. «Interventi al limite», hanno detto. Sistemazioni tampone, ai quali dovranno però seguire lavori molto più importanti.
«Eseguita la messa in sicurezza idraulica e la chiusura di argini nell’emergenza, ora dovrà essere rivolta la massima attenzione alle opere di difesa», ha spiegato Salvatore Spanu, del Genio civile.

REGIONE: USO DEFLUSSO MINIMO VITALE A FINI IDROELETTRICI APERTO A TUTTI

Sarà esteso a tutti, oltre che ai concessionari, lo sfruttamento idroelettrico del deflusso minimo vitale (DMV) dei corsi d'acqua. Le nuove concessioni saranno autorizzate nel rispetto del principio della libera concorrenza e dovranno garantire la continuità del corso d'acqua, salvaguardando l'ambiente fluviale. Lo prevede l'articolo 14 del progetto di legge 137 che adegua la normativa regionale ad alcune direttive europee, nonché alla legislazione statale che disciplina i rapporti tra le Regioni e l'Unione europea su alcuni aspetti ambientali. La decisione, di particolare rilievo per le zone di montagna, è stata presa dalla Commissione consiliare Ambiente, presieduta a Luca Marsico (FI), che ha espresso a maggioranza parere favorevole al progetto di legge, che sarà ora esaminato in sede referente dalla Commissione consiliare Programmazione e bilancio. Astenuti il gruppo PD e M5S, non condividendo appieno alcuni aspetti delle modifiche normativi. Nello specifico, la novità riguarda il comma 5 dell'art.14. Sono state recepite alcune osservazioni dell'Ufficio legislativo del Consiglio e un emendamento illustrato da Lara Magoni, della Lista Maroni. Il nuovo testo prevede, in particolare, che la durata della nuova concessione per lo sfruttamento del DMV sia legata alla durata della concessione principale. In precedenza la Commissione aveva sentito in audizione i rappresentanti di ENEL Energia, che avevano rimarcato forti criticità sulle nuove disposizioni. Sempre in tema di programmazione europea, la Commissione ha votato a maggioranza una risoluzione (illustrata da Roberto Anelli, Lega Nord) sul Documento che riguarda il Programma di lavoro della Commissione Europea - Anno 2014. In particolare, la Commissione sul tema dell'ambiente e dell'energia sollecita la nascita del “Fondo ESCO” per supportare gli investimenti degli enti locali per l'efficentamanento energetico e la riqualificazione del patrimonio edilizio. Un maggior impegno viene richiesto sul fronte della bonifica dei siti inquinati e per l'eliminazione dell'amianto, la messa in sicurezza dei territori, intervenendo sul dissesto idrogeologico e sul contenimento del consumo di suolo. In tema di rifiuti speciali pericolosi si prevede una revisione della normativa inerente la localizzazione, anche attraverso l'utilizzo della Valutazione di impatto sanitario (VIS). Risorse dedicate vengono richieste per la qualità dell'aria, riconoscendo le specificità geomorfologiche della Pianura padana.

SICILIA, CROCETTA: “SERVE RIFORMA PER GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA”

“In Sicilia serve una riforma vera per l'acqua, che introduca la gestione diretta pubblica. Ringrazio il
Prefetto che mi ha aiutato a risolvere la situazione critica nella provincia di Palermo”.
Lo ha detto il Governatore della Regione siciliana, Rosario Crocetta, durante la presentazione del nuovo
servizio online “Esenzione con un click” presso la sede dell'Asp di Palermo.

ROMAGNA ACQUE FIRMA CON MINAMBIENTE LA RIDUZIONE DI CO2

Il presidente di Romagna Acque-Società delle Fonti Spa, Tonino Bernabè, ha firmato nei giorni scorsi a Roma un accordo volontario con il Ministero dell’Ambiente. Tema dell’accordo è la promozione di progetti comuni finalizzati all’analisi della sostenibilità ambientale, alla riduzione ed alla neutralizzazione dell’impatto sul clima delle società di gestione delle acque potabili per applicazioni civili e industriali. Romagna Acque è la prima azienda pubblica in Italia a firmare l’accordo.
In particolare, Romagna Acque si impegna a contabilizzare le emissioni di anidride carbonica prodotte in atmosfera nel corso della gestione e della distribuzione della risorsa idrica, nell’ottica di una loro successiva diminuzione e neutralizzazione attraverso i meccanismi del Protocollo di Kyoto. L’azienda si impegnerà nello specifico a definire un sistema di gestione delle emissioni volto alla riduzione della cosiddetta “impronta di carbonio”, o carbon footprint (una misura che esprime il totale di anidride carbonica equivalente al totale di emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto o ad un servizio), misura che già molte imprese hanno adottato come strumento di identificazione del proprio impegno per la protezione dell’ambiente e del clima in particolare; e che è percepita dai consumatori come un indice di qualità e di sostenibilità delle imprese e dei prodotti stessi.
Per parte sua il Ministero, attraverso il Programma Nazionale per la Valutazione dell’Impronta Ambientale, fornirà la propria collaborazione istituzionale, anche attraverso un riconoscimento dell’intero processo di valutazione della “carbon footprint” attuato, della relativa metodologia di calcolo applicata e dei relativi esiti conseguiti.
L’accordo avrà durata annuale, e prevede uno specifico programma di lavoro, che definisce le tempistiche di realizzazione dell’attività.
”Siamo molto soddisfatti per la firma di questo accordo - commenta il presidente di Romagna Acque, Tonino Bernabè -: è un motivo di orgoglio essere la prima azienda pubblica italiana a sottoscriverlo, a conferma del costante impegno della società nel campo della sostenibilità ambientale, e della volontà di mettere in atto ogni possibile misura atta a migliorare le condizioni ambientali della società stessa e del territorio in cui opera”.

PESCARA, OK DAL TRIBUNALE AL CONCORDATO PREVENTIVO PER ACA

Il tribunale di Pescara ha ammesso al concordato preventivo l’Aca, il gestore idrico dei circa 60 Comuni pescaresi. Per i giudici, infatti, Aca - nonostante sia partecipata da soli soggetti pubblici - è da ritenersi «un soggetto di diritto privato» e quindi assoggettabile alla legge fallimentare. «Va valorizzata - si legge nel provvedimento - quella giurisprudenza civile e amministrativa per la quale la natura del rapporto funzionale con l’ente proprietario non si riflette sulla disciplina applicabile all’organizzazione societaria che rimane quella ordinaria prevista dal codice civile. Le società di capitali con partecipazione pubblica non mutano la loro natura di soggetto di diritto privato solo perché lo Stato o gli enti pubblici ne posseggano le azioni, in tutto o in parte, non assumendo rilievo alcuno, per le vicende della medesima, la persona dell’azionista, dato che tale società - quale persona giuridica privata - opera nell’esercizio della propria autonomia negoziale, senza alcun collegamento con l’ente pubblico».
Entro il prossimo 10 maggio, data della prossima udienza, Aca dovrà presentare il piano di ristrutturazione. Il tribunale ha inoltre nominato Guglielmo Lancasteri commissario giudiziale. Su Aca pesano circa 100 milioni di debiti.
L’opzione del concordato preventivo è stata avanzata dall’amministratore unico Vincenzo Di Baldassarre, nominato a fine novembre dai soci pubblici, perché consentirebbe - nel caso di accoglimento da parte del Tribunale - di continuare a gestire il servizio idrico integrato con una cristallizzazione del debito alla data di presentazione della domanda salvaguardando i livelli occupazionali.
Contrari a questa scelta i sindacati secondo i quali si tratterebbe di una opzione di «una gravità inaudita», che rischierebbe di compromettere irrimediabilmente il futuro della spa pubblica.

TORRI IDRICHE “RICICLATE” IN ALBERGHI E CASE DI LUSSO

La voglia di casa e l'ingegno umano permettono di rendere abitabile davvero qualunque cosa. La nuova tendenza del “riciclo” è convertire ad abitazione le vecchie torri idriche, dei cilindri di cemento utilizzati come depositi d'acqua . "Dal Belgio a New York, alzando gli occhi si possono trovare torri idriche dismesse riconvertite da architetti e designer di talento in abitazioni moderne e uniche" riporta In a Bottle, sito dedicato all'acqua e ai temi ambientali. "Invece che essere abbattute - si legge sulla pagina web - queste imponenti torri di cemento sono trasformate in case sbalorditive, ridisegnando il territorio circostante. Le soluzioni di design assolutamente originali e irripetibili rendono questi edifici dei piccoli gioielli".
Ad Anversa, in Belgio, spiccano in una foresta gli appartamenti Woning Moereels, realizzati dallo studio Crepain Binst Architecture. A Steenokkerzeel si trova invece lo Chateau d&rsquoEau, una torre di trenta metri costruita alla fine degli anni Trenta e utilizzata fino ai tardi anni Novanta, ora ristrutturata con stile minimal e moderno. Ci sono poi gli esempi dell'Olanda, dove una torre idrica degli anni Trenta è stata riconvertita in un'abitazione su nove piani, o della Danimarca, dove lo studio Dorte Mandrup ha trasformato la torre idrica di Jægersborg in un complesso di appartamenti destinati agli studenti. A Essen, in Germania, spicca tra gli alberi la Umbau Wasserturm, edificio multiuso di otto piani che ospita sia uffici che appartamenti. Presso Joachimsthal, parco naturale fuori Berlino, sorge invece Biorama, torre idrica arredata con uno stile moderno e lussuoso. Non potevano mancare esempi anche in Inghilterra: nella campagna del Cheshire la Lymm Water Tower House "ospita un’abitazione lussuosa e ultra moderna entro una torre vecchia di 130 anni". Nel Suffolk, invece, una struttura è stata adattata a bed and breakfast. A New York, infine, un vecchio deposito di acqua arrugginito di New York è stato trasformato in una Tank House, "un nido dai pavimenti in legno e realizzato con materiali naturali, pensato per essere un rifugio in cui trovare pace e relax dove ritirarsi per leggere un libro, ascoltare un nuovo disco o semplicemente trovare un momento di pace".

REGIONE PUGLIA, PRONTI 14,5 MILIONI PER ADEGUARE CINQUE DEPURATORI

Si sono chiuse le conferenze di servizi decisorie relative alle valutazioni ambientali che riguardano ben cinque impianti di depurazione di altrettanti comuni della nostra Regione; il via libera sul piano ambientale a questi impianti permetterà di utilizzare ben 14,5 milioni di euro finanziati con deliberazione Cipe su proposta della Regione Puglia”. Lo riferisce l'assessore alla Qualità dell' Ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro. Si tratta di procedure di adeguamento di impianti esistenti
nei comuni di Barletta (investimento 3,7 milioni di euro), Laterza (3,7 milioni), Crispiano (2,6 milioni), Castellaneta (2,7 milioni), in provincia di Taranto, e Santeramo in Colle (2,1 milioni), in provincia di Bari, che
mirano ad aumentare la portata cercando di risolvere criticità nella fase di gestione che si sono evidenziate nel tempo creando disagi ai cittadini del territorio.
“Stando al cronoprogramma fissato dal Cipe stesso i lavori - prosegue Nicastro - dovranno essere appaltati entro il 30 giugno prossimo al fine di spendere le risorse individuate. Il via libera agli interventi sul piano ambientale permetterà ai soggetti procedenti di avviare l'iter per aprire i cantieri e, quindi, porre
rimedio ai problemi verificatisi. Si tratta di una grossa opportunità - conclude l' assessore - che la Puglia coglie rispondendo alle istanze accorate dei sindaci di quelle località”.

ACQUA BUONA E GRATUITA DAI FONTANELLI DI ACQUE SPA NEL 2013 - RISPARMI PER 5,7 MILIONI DI EURO

Un mare di acqua buona e gratuita. Sono stati 25.926 metri cubi, praticamente 26 milioni, i litri d'acqua ad alta qualità che i 37 fontanelli di Acque SpA, il gestore idrico del Basso Valdarno, hanno erogato gratuitamente nel 2013. Il risparmio economico per i cittadini in evitato esborso per l’acquisto di acqua minerale in bottiglia - dal costo medio di 0,22 euro - è stato di 5,7 milioni di euro. Questi i dati essenziali presentati da Giuseppe Sardu e Emanuela Cartoni, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Acque SpA, da Mario Chiarugi, direttore Esercizio Gestione Operativa, e Roberto Cecchini, direttore Investimenti, nel corso di una conferenza stampa sui risultati del progetto Acqua ad Alta Qualità nel 2013 e nei primi cinque anni di attività.
Rispetto al 2012 si è registrato un aumento del 16% dell'acqua erogata (che nello scorso anno fu pari a 21.684 metri cubi), in larga parte dovuta all'apertura di 9 nuovi impianti, ai quali andranno aggiunti gli altri due inaugurati nel gennaio 2014 e quelli in programma per i prossimi mesi. L'erogazione media giornaliera di acqua ad alta qualità nel Basso Valdarno è stata di oltre 71 metri cubi e si stima siano stati quasi 8.000 al giorno i cittadini se ne sono approvvigionati. I fontanelli più “usati” continuano ad essere quelli dell'Empolese Valdelsa: Castelfiorentino (2.245 mc), Fucecchio (2.120) e Certaldo (2.064); i primi in provincia di Pisa, San Giuliano Terme (1.670), San Romano (1.238) e Molino d'Egola (1.182).
Il ''risparmio'' ambientale ha numeri davvero impressionanti: l'equivalente di 17,3 milioni di bottiglie di plastica da 1,5 litri. Se si pensa che, per realizzare 30 bottiglie di plastica, è necessario 1 kg di pet (per il quale si impiega 2 kg di petrolio), nel 2013 nel Basso Valdarno si sono risparmiate 576 tonnellate di
Plastica, equivalenti a 1152 tonnellate di petrolio e svariate altre tonnellate di idrocarburi, ossidi di zolfo e azoto, monossido di carbonio e anidride carbonica, prodotti nel processo di produzione e trasporto dell'acqua minerale.
A distanza di 5 anni dalla piena attuazione del progetto Acqua ad Alta Qualità (i primi due realizzati nel 2008 avevano ancora carattere sperimentale) è stato calcolato che siano stati circa 18,5 milioni di euro i risparmi conseguiti dalle famiglie grazie alla “buona pratica” dei fontanelli, a fronte di un investimento per
circa 1,6 milioni di euro.

VICENZA, IL TAR ANNULLA LA GESTIONE ACQUEDOTTISTICA IN HOUSE

Etra, multiutility vicentina, e Ato Brenta hanno vinto davanti al Tar regionale perché la gestione del servizio acquedottistico nel comune di Nove non poteva essere affidata alla Noveimpianti srl. Secondo i giudici, quindi, va annullata la delibera di marzo 2013 dell'affidamento in house, per trent'anni dell'acqua novese. La magistratura amministrativa ha emesso due sentenze, in quanto la multiutility Etra e l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale hanno presentato ricorsi distinti: entrambi contro la delibera 14 del 7 marzo scorso con cui il consiglio comunale novese ha affidato fino al 2043 il «servizio di captazione, adduzione e distribuzione dell'acqua» alla Noveimpianti. La società è a capitale comunale, ed è presieduta da Roberto Fazioli, ex guida della multiutility Aim Vicenza.
Secondo l'Ato, il Comune non aveva il diritto di affidare la gestione dell'acquedotto, in quanto il servizio non può essere diviso dalla gestione della fognatura e della depurazione delle acque reflue.

GERMANIA, NEL 2014 TORNANO LE FONTANELLE PUBBLICHE DI ACQUA POTABILE

L'anno appena iniziato potrebbe diventare “l'anno delle fontanelle pubbliche di acqua potabile”. Lo scrive la Sueddeutsche Zeitung, che constata l'accoglimento da parte di un crescente numero di Comuni tedeschi della raccomandazione emessa nel settembre del 2013 dal Bundestag sull'estensione a livello nazionale delle fontanlle pubbliche. A confermare la tendenza è Gerd Landsberg, presidente dell'Associazione dei Comuni tedeschi, il quale sottolinea che “da alcuni anni ognuno va in giro portandosi dietro una bottiglia d'acqua. Questo nuovo comportamento deve trovare riscontro a livello cittadino”, poiché l'acqua potabile fornita dalle aziende comunali è “l'alimento meglio controllato della Germania”. "Vogliamo che le forniture d'acqua restino nelle mani dei Comuni", spiega Landsberg, sottolineando che “le fontanelle sono un'importante conferma di questo fatto”. A Monaco di Baviera sono 77 le storiche fontanelle cittadine che fanno sgorgare acqua potabile, mentre 20 sono in funzione a Berlino da aprile a ottobre, facendo scorrere ininterrottamente due metri cubi di acqua al giorno. I costi di mantenimento delle fontanelle sono di fatto non essenziali, in quanto ammortizzano quelli inevitabili di ripulitura periodica delle condutture.
Con questa iniziativa i Comuni tedeschi stanno prendendo esempio dall'Olanda, dove dal 2012 sono state installate quasi ovunque centinaia di fontanelle pubbliche di acqua potabile a forma di rubinetto gigante, con l'obiettivo di incoraggiare la popolazione a bere, riducendo in tal modo il sovrappeso corporeo e alleggerendo così i costi per la sanità pubblica.

METODO TARIFFARIO: RICORSO AL TAR DI ALCUNI GESTORI

Acea Ato 2, Publiacqua, Acquedotto Pugliese e un'altra decina di operatori dell'acqua hanno presentato ricorso al Tar della Lombardia contro la delibera dell'Autorità per l'energia e il sistema idrico 643/2013/R/idr che ha definito il nuovo metodo tariffario. Lo si legge su Staffetta Acqua, che sta seguendo con molta attenzione le evoluzioni applicative del lavoro dell’AEEGSI. Le impugnazioni, formalizzate tra il 7 e il 10 marzo, sono finora 13. Tra i ricorrenti figurano anche Acqua Latina, Cap Holding, GORI, Acquedotto del Fiora, Sacap, Umbria Acque, Milanoduepur, Acqua Campania, Siciliacque e Prealpi Servizi.


AEEGSI: SEMPLIFICAZIONE DELLA GOVERNANCE E RIORDINO NORMATIVO CON LE REGIONI

In un “contesto normativo molto articolato” è indispensabile “la definizione di un quadro regolatorio stabile, chiaro e certo per lo sviluppo necessario del settore. Così Guido Bortoni, presidente dell’Aeegsi, durante l’audizione parlamentare presso la Commissione per la semplificazione, nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulla semplificazione legislativa e amministrativa, svolta la scorsa settimana. Ne dà notizia la Staffetta Quotidiana.
L'Autorità fa notare come il settore sia caratterizzato da “un contesto normativo molto articolato” in cui le competenze attribuite all'Autorità si intersecano con quelle di altri soggetti, con compiti e funzioni discendenti non solo da leggi nazionali ma anche regionali; leggi, queste ultime, peraltro disomogenee e nei contenuti e negli stati di avanzamento. Si aggiunge, a tale quadro, il ruolo della Commissione europea. Una governance complessa rende a sua volta complesso il processo di semplificazione del settore.
“In tale contesto - osserva l'Autorità - la definizione di un quadro regolatorio stabile, chiaro e certo, rappresenta un framework indispensabile per lo sviluppo necessario del settore, cui non può prescindere, nel contempo, una forte semplificazione, da parte delle diverse istituzioni coinvolte, che porti all'emanazione dei necessari regolamenti di delegificazione volti ad individuare con chiarezza le disposizioni che si sono susseguite nel tempo”. Importante, in questo senso, il ruolo assunto da due anni a questa parte dall'Aeeg e la definizione - seguita ad un ampio processo di consultazione - del Metodo tariffario idrico 2014-2015 “con l'individuazione di criteri certi e stabili - conclude la memoria dell'Aeeg - validi a livello nazionale nel rispetto delle specificità territoriali, prevedendo schemi regolatori semplificati da assumere a riferimento”.

MCE - MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT. APPUNTAMENTI FEDERUTILITY E AGICI

Gestione dell’acqua nella città intelligente del presente e del futuro. Questo l’obiettivo e il tema della partecipazione di Federutility a MCE - MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT, la manifestazione dedicata all’impiantistica civile e industriale, alla climatizzazione e alle energie rinnovabili, in calendario dal 18 al 21 marzo in Fiera Milano.
Martedì 19 marzo si parlerà della gestione idrica in chiave di risparmio e di efficienza.
L’obiettivo dell’evento è di fare il punto sullo scenario lombardo e raccontare così il cambiamento in corso nel modo di progettare e costruire le nostre città. Il convegno va ad integrarsi con l’ampia panoramica espositiva delle oltre 2.000 aziende presenti alla manifestazione e con il ricco programma dei convegni dedicato a Smart Plants, Smart Cities , uno dei temi di maggior importanza per un nuovo modo di abitare all’insegna del risparmio e dell’efficienza energetica in grado di incidere positivamente sulla vita delle persone e sul territorio. Smart Plants, Smart Cities sarà sviluppato tramite tre chiavi di lettura: si partirà dall’analisi dello scenario italiano per proseguire con le più significative case history internazionali e finire con un quadro sulle potenzialità del mercato.
Anche Agici Finanza d’Impresa è Partner Scientifico della MCE, presentando un ciclo di quattro seminari dedicati all’efficienza energetica nel settore residenziale e nelle PMI.
Il programma completo della manifestazione è consultabile online su
MCE - MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT.

IL SOTTOSEGRETARIO VELO: “NESSUN PROFITTO PER I GESTORI SERVIZIO IDRICO”

“Nessun profitto per i gestori della tariffa del servizio idrico integrato: il regime tariffario prevede la piena copertura dei costi, compresi gli oneri finanziari necessari per sostenere gli investimenti”. Lo ha affermato alla Camera il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo rispondendo a un’interpellanza della parlamentare Federica Daga del M5S sul tema dell’acqua pubblica.
“Nella tariffa del servizio idrico - ha osservato - si rispetta quanto è previsto dalla legge”. Per quanto riguarda il ruolo del ministero dell’Ambiente a tutela e valorizzazione della risorsa acqua, il sottosegretario ha ricordato che nello scorso dicembre è stata istituita una “task force” con l’obiettivo di individuare le strategie per promuovere le migliori pratiche nell’uso sostenibile delle risorse idriche. Tra gli obiettivi del gruppo di lavoro - ha aggiunto il sottosegretario Velo - c’è l’esclusione dal Patto di stabilità delle spese sugli investimenti per i servizi pubblici essenziali.
Interpellata poi “sulla contaminazione delle acque potabili di molti comuni italiani, in particolare a causa della concentrazione di arsenico, floruri e vanadio”, il sottosegretario Velo ha spiegato che “la maggior parte delle contaminazioni presenti nelle acque è di origine naturale e che i sindaci di molti comuni italiani hanno già provveduto a imporre divieti, limiti e prescrizioni all’utilizzo delle acque contaminate”.
“Visto che spesso la contaminazione interessa l’intera falda e non vi è la disponibilità di altre risorse idriche a cui attingere per il soddisfacimento della domanda di acqua potabile - ha concluso Velo - si ricorre a forniture sostitutive, considerando che le opere di risanamento richiedono costi ingenti d’investimento”.

OCEANI DI ACQUA A 400 km DI PROFONDITA’.

Nelle profondità della Terra esistono enormi 'oceani' di acqua. Lo racconta l’agenzia ANSA nel dare notizia di una scoperta in Brasile di un particolare diamante, il primo e unico campione conosciuto ad arrivare direttamente da oltre 400 chilometri di profondità. L'analisi del minerale, realizzata da un gruppo di ricercatori internazionale coordinato dall'Università dell'Alberta a cui ha partecipato anche l'Università di Padova e pubblicata su Nature, conferma quindi l'esistenza di una zona detta di transizione, ricca di acqua, e molte delle ipotesi, quasi impossibili da verificare, relative alla composizioneinterna del nostro pianeta. tra i 400 e i 670 chilometri di profondità è presente una quantità di acqua pari a quelle di tutti gli oceani: non si tratta però dei mari navigabili immaginati dalla fantasia di Verne bensì di acqua intrappolata all'interno di minerali detti ringwoodite, la cui esistenza era stata ipotizzata anni fa. Il rinvenimento di un piccolo campione di questo minerale in un diamante trovato in rasile conferma ora la correttezza di molte delle ipotesi fatte riguardo alla costituzione interna del nostro pianeta. La scoperta suggerisce inoltre che una gran parte dell'acqua presente in superficie, mari e oceani, potrebbe essere stata dovuta alla risalita dell'acqua intrappolata nel mantello attraverso le grandi eruzioni che caratterizzarono le prime fasi della formazione del pianeta

ACQUA CON ARSENICO A ROMA NORD, DALLA ASL LE INDICAZIONI PER L’USO

Il problema dell'acqua non potabile di Roma Nord è complicato dalla compresenza di arsenico e di inquinamento batteriologico, che rende necessari particolari accorgimenti per quanto riguarda l'utilizzo dell'acqua contaminata. Lo scrive Staffetta Quotidiana, rendendo note informazioni della Asl stessa.
“La Asl Roma E - si legge in un comunicato - è stata interessata da parte del Comune del problema. Purtroppo, un più esteso problema di contaminazione nella nostra Regione è già stato riscontrato da qualche anno per il territorio della Provincia di Viterbo, dove sono state prese analoghe misure di divieto, e la Asl ha recepito e diffuso in proposito i suggerimenti dell'Istituto superiore di sanità”. Nel caso dell'acqua proveniente dagli acquedotti rurali Arsial - spiega l'Asl - “la situazione è complicata dalla concomitante presenza di inquinanti biologici, per i quali l'ordinanza del sindaco impone all'Arsial l'immediata eliminazione dell'inquinamento batteriologico, dandone riscontro all'amministrazione”, per questo motivo permangono ulteriori restrizioni fino a risoluzione di questo aspetto".
In particolare, al divieto d'uso potabile e per cottura, reidratazione e ricostituzione degli alimenti, la Asl accompagna il divieto d'uso per la preparazione di alimenti e bevande, escluso il lavaggio di frutta e verdura sotto flusso d'acqua e utilizzando acqua potabile per l'ultimo risciacquo soltanto dopo i provvedimenti dell'Arsial per l'eliminazione dell'inquinamento batteriologico; analoga limitazione riguarda l'uso dell'acqua per l'igiene personale, consentito solo a seguito dell'eliminazione dell'inquinamento batteriologico (tranne nei casi di presenza di specifiche patologie cutanee), mentre resta vietato l'uso per pratiche d'igiene personale che comportino ingestione anche limitata di acqua (per esempio il lavaggio dei denti).
Al momento sono consentite tutte le operazioni di igiene domestica, scarico wc e impianti di riscaldamento, mentre solo dopo l'eliminazione dell'inquinamento batteriologico da parte dell'Arsial sarà possibile lavare indumenti e stoviglie.
Vi è poi il divieto d'impiego dell'acqua da parte delle imprese alimentari: l'Asl Roma E ha indirizzato loro una specifica informativa con le indicazioni per l'approvvigionamento alternativo di acqua da utilizzare per la produzione, la preparazione e il trattamento dei prodotti alimentari forniti ai consumatori. I Servizi competenti del Dipartimento di prevenzione - informa l'Asl - provvederanno ad individuare e a contattare attivamente le imprese interessate “per essere sicuri del rispetto delle indicazioni fornite e per le attività di vigilanza conseguenti. Si verificherà - conclude il comunicato - la eventuale presenza, nelle utenze elencate nell'ordinanza, di altre attività lavorative per la valutazione del rischio, anche in relazione ai rilievi analitici di riferimento, ed i conseguenti provvedimenti”.

TARIFFA ACQUA IN CIOCIARIA +13%

I sindaci dell’Ato 5 hanno approvato - con solo un voto di margine, 21 voti a favore, 20 contrari e 3 astenuti - l’aumento del 13% per le tariffe idriche degli 2012/2013. I corrispettivi approvati, che sostituiscono quella di 1.36 euro/mc che Acea Ato 5 usa in via provvisoria per la fatturazione sono di 1,44 euro/mc per il 2012 e 1,54 per il 2013.
E’ così stata accolta la proposta di tariffa minima presentata dalla Segreteria Tecnico Operativa che prevedeva, appunto, un aumento del 13% rispetto alla tariffa attuale.
Il passaggio successivo è quello dell'Autorità garante, che dovrà esprimersi in materia, eventualmente avviare un'istruttoria in contraddittorio per definire una volta per tutte quanto i cittadini dovranno pagare l'acqua.
Oggi e in futuro: se infatti la tariffa, come è molto probabile che sia, non copre i reali costi operativi del gestore, e se non viene aumentata, gli eventuali conguagli andranno spalmati su quella del 2015. Altri debiti che vanno ad accumularsi ai 75 milioni di euro che il Tar ha già riconosciuto al gestore quale differenza tra quanto incassato negli anni 2006-2011 con le tariffe provvisorie definite dalla conferenza dei sindaci rispetto a quanto avrebbe dovuto incassare applicando il metodo tariffario normalizzato. “Per la prima volta dopo anni i sindaci sono usciti dalla Conferenza con una proposta. Nessuno potrà tacciare l'Assise di inadempienza”, ha detto Nicola Ottaviani, primo cittadino di Frosinone. Ora, entro il 31 marzo, la Conferenza è chiamata a definire le tariffe per gli anni 2014 e 2015.

AVEZZANO, IL SINDACO CHIEDE PER IL CAM LA GESTIONE DEL NUOVO DEPURATORE

Il sindaco di Avezzano (AQ) Gianni Di Pangrazio ha chiesto alla Regione l’affidamento del nuovo depuratore della Marsica all’attuale gestore del servizio idrico Cam. L’impianto è stato realizzato grazie ai 9,3 mld di fondi pubblici e attualemte la sua gestione è contesa da due enti, entrambi commissariati dalla Giunta Chiodi: l'ex Ato e il Consorzio del nucleo industriale.
“La città di Avezzano e la Marsica tutta - afferma il sindaco, che ha scritto agli assessori regionali, ai Commissari dell'ex Ato e del Consorzio nucleo industriale e al presidente del consiglio di gestione del Cam, Andrea Ziruolo - non sono più disponibili ad accettare una situazione che, da un lato vede i Comuni impegnati a sostenere la qualità della filiera agro-alimentare locale e, dall'altro, un sistema di depurazione carente che rischia di danneggiare la produzione e la commercializzazione dei prodotti con gravi danni per le imprese agricole”.

GORI A CAPRI LOTTA CONTRO I MOROSI: HOTEL E NIGHT CLUB TRA GLI ABUSIVI\

Va avanti incessantemente l’attività dei tecnici GORI, mirata a contrastare i fenomeni illegali relativi alla morosità e agli allacci abusivi alla rete idrica. Negli ultimi giorni sono stati effettuati diversi distacchi della fornitura idrica per morosità in tutte le zone del Comune di Capri. Ad essere interessati, però, non sono stati solo utenti domestici (uno solo aveva un debito superiore a 7.600 euro), ma anche attività commerciali in debito per diverse migliaia di euro. In particolare, è stato effettuato il distacco della fornitura idrica ad un noto night-club ubicato a poca distanza dalla famosa piazzetta di Capri. I titolari della struttura avevano sottoscritto con GORI un accordo di rateizzo per estinguere il debito maturato nei confronti dell’Azienda che gestisce il servizio idrico integrato, ma non hanno provveduto ad effettuare i pagamenti concordati. Per tale motivo, i tecnici hanno rimosso il contatore e chiuso il flusso idrico. Stesso discorso (mancato rispetto dell’accordo di rateizzo) anche per quanto riguarda un famoso Hotel con piscina ubicato a poca distanza da Marina Grande. In tal caso, essendo il contatore installato all’interno della proprietà i tecnici GORI hanno provveduto a chiudere la fornitura idrica “tagliando” la condotta che dalla strada serve la storica struttura ricettiva.

DISSESTO - ARRIVA IL MODELLO ENEA SULLA PIANIFICAZIONE SOSTENIBILE

Per contribuire a definire le mappe delle aree più pericolose, propedeutiche a una migliore opera di prevenzione, negli ultimi quindici anni l’Enea ha condotto campagne di studio in aree colpite da eventi franosi registrati in territori particolarmente vulnerabili come la Versilia e i comuni di Cervinara (Avellino), Giampilieri (Messina), Scaletta Zanclea (Messina), San Fratello (Messina) i bacini dei Torrenti Virginio (Firenze) e Fiumicino (Roma). Gli studi hanno permesso di evidenziare le criticità geomorfologiche che sono all’origine di tali eventi. Nello specifico, è emerso che tra i fattori di attivazione dei movimenti franosi ci sono lo stato di abbandono dei sistemi di terrazzamento dei versanti e dei relativi circuiti di drenaggio superficiale, il sovraccarico dei versanti causato dallo sviluppo di vegetazione boschiva in aree precedentemente coltivate e l’incuria dei versanti sovrastanti i percorsi stradali e i tagli stradali stessi.
In seguito a tali studi L'Enea ha sviluppato una metodologia innovativa volta alla quantificazione della pericolosità da frana che può rappresentare uno strumento chiave nella messa a punto di politiche di pianificazione territoriale sostenibile, nella redazione di piani di protezione civile e nella definizione di interventi strutturali diretti alla mitigazione del rischio.
In particolare, la metodologia Enea si concentra sull’analisi dei fattori di carattere naturale e antropico, responsabili del livello di pericolosità di un territorio, consentendo di stimare l’intensità sia riguardo a eventi franosi occorsi in passato sia riguardo a eventi futuri. Inoltre fornisce un contributo alla definizione di soglie pluviometriche di innesco indispensabili per la predisposizione di sistemi di allerta rapida.


ACQUE VERONESI, POTENZIAMENTO FOGNARIO PER I COMUNI GESTITI

Prenderanno il via in questi giorni i lavori di Acque Veronesi per il rifacimento della rete fognaria in via Santa Croce ad Angiari (VR). I lavori dureranno circa 4 mesi e serviranno a potenziare la rete fognaria comunale. Angiari è servito al momento infatti sia da una rete tradizionale a gravità, che da una rete fognaria in depressione. Entrambi le reti hanno come recapito finale l’Impianto di sollevamento nel comune e poi nel comune di Legnago. La centrale è sottodimensionata e i tratti terminali della rete funzionano in modo inadeguato. Ciò comporta la conseguente impossibilità di collegare nuove utenze.
Il progetto si inserisce nell’ambito del quadro generale di potenziamento ed adeguamento della rete di fognatura del Comune di Angiari, finalizzato all’estensione della rete di raccolta alle zone non ancora servite.
L’opera avrà un costo complessivo di 200 mila euro. Un futuro secondo stralcio porterà a compimento il progetto con la realizzazione di una nuova fognature nel tratto finale di Via Santa Croce e lungo Via Roma. “Un intervento necessario, di cui andranno a beneficiare circa 100 cittadini, la dimostrazione di come, nonostante risorse economiche sempre più limitate - dice il presidente di Acque Veronesi, Massimo Mariotti -, l’azienda cerchi di rispondere concretamente alle esigenze dei cittadini residenti nei 74 comuni serviti”.
Soddisfazione per l’avvio del cantiere è stata espressa anche dal primo cittadino di Angiari, Vincenzo Bonomo: “La realizzazione delle fognature di Via Santa Croce è un completamento di un’opera attesa dai cittadini da circa trent’anni. Finalmente verrà ultimata grazie alla collaborazione di Acque Veronesi, con la quale il Comune si è impegnato a cofinanziare l’infrastruttura, andando così a servire le abitazioni comprese tra la zona “dell’orto” e la Chiesetta di Santa Croce. Quest’opera testimonia quanto può essere utile la collaborazione e la sinergia tra gli enti e le amministrazioni”.

MOLISE, DALLA DIGA CHIAUCI 7 MLN DI MC PER IL VASTESE

Il Vastese potrà disporre per i mesi estivi di risorse idriche messe a disposizione dalla diga di Chiauci: lo ha comunicato l'assessore alle Politiche agricole della Regione Marche, Mauro Febbo, dopo un incontro avuto con i tecnici del Consorzio di bonifica Sud e il presidente dell'ente, Fabrizio Marchetti.
“In questi giorni - ha spiegato Mauro Febbo - sono iniziate le operazioni di invaso sperimentale presso la diga che permetterà l'invasamento di circa 7 milioni di metri cubi di acqua che potrà garantire la fornitura necessaria di risorse per tutto il periodo estivo, prevenendo in questo modo il pericolo di crisi idriche. Quest'anno abbiamo avuto un inverno poco piovoso - ha spiegato l'assessore - pertanto è stata nostra premura monitorare e controllare la portata di acqua presso la diga affinché la zona industriale di San Salvo potesse continuare a lavorare serenamente e contestualmente fornire la popolazione della riviera senza togliere al mondo agricolo la necessaria risorsa idrica. Chiauci - ha rimarcato Febbo - in questo senso rimane un'opera fondamentale in grado di risolvere i problemi di carenza idrica nei centri del Vastese e del basso Molise. Nonostante le varie difficoltà e le strumentali polemiche sollevate negli ultimi mesi nei confronti dell'Ente - hanno affermato Febbo e Marchetti - le varie ispezione del Rid, il Registro nazionale delle dighe, confermano il buon lavoro svolto e presto la diga potrà raccogliere 9 milioni di metri cubi di acqua per poi avviare il completamento dell'opera, che prevede la gestione di 14 milioni di metri cubi di acqua”.

ABBANOA, VIA AL TAVOLO CON LE ASSOCIAZIONI

Confronto aperto tra Abbanoa, gestore del servizio idrico integrato in Sardegna, e le associazioni di consumatori sul tema della qualità dell'acqua, dopo i casi di non potabilità riscontrati nelle scorse settimane nel cagliaritano.
“Nel gestire l'emergenza - spiega il gestore - Abbanoa ha attuato correttamente tutti i provvedimenti necessari. All'origine della non potabilità c'è stato il cambio di approvvigionamento di acqua grezza fornita dall'Enas ai potabilizzatori di San Michele, Sestu e Simbirizzi. Gli impianti hanno dovuto trattare una risorsa idrica di scarsissima qualità, ricca di carica batterica e notevolmente torbida. Da parte di Abbanoa sono stati rispettati i protocolli per far fronte all'emergenza ma è stato necessario modificare il sistema di trattamento che, pur comportando un leggero aumento di cloriti, sottoprodotto del processo di disinfezione, ha permesso di ottenere la completa eliminazione di sostanze potenzialmente pericolose per la salute dei cittadini”.
Nel corso dell'incontro si è convenuto nel condannare in modo unanime “chi ha generato un ingiustificata psicosi tra i consumatori” e si è ritenuto che le strumentalizzazioni abbiano semplicemente distolto l'attenzione dal vero problema, “consistente non tanto nell'avvisare per tempo dell'arrivo di una valanga (di fango) nei potabilizzatori, ma come evitare che ciò possa avvenire”. Si auspica per il futuro una maggiore collaborazione e programmazione tra gli enti
Nell'ottica della collaborazione messa in atto sulla conciliazione e sulle rateizzazioni, Abbanoa ha proposto alle associazioni dei consumatori di ampliare il confronto anche sugli aspetti della qualità dell'acqua. Si inizierà con il sopralluogo congiunto nei laboratori di analisi e negli impianti di potabilizzazione per la verifica dei protocolli applicati e si proseguirà con la revisione della Carta del Servizio includendovi la qualità dell'acqua. Per garantire una maggiore informazione e consapevolezza dei consumatori, sarà avviata una collaborazione anche in vista della Giornata Mondiale dell'Acqua, in programma per il 22 marzo, quando Abbanoa aprirà al pubblico gli impianti per mostrare come viene prodotta la risorsa distribuita in rete.
“Purtroppo - conclude Abbanoa - la Sardegna vanta un triste primato a livello nazionale: l'85% dell'acqua proviene da laghi artificiali, contro il 25% del resto d'Italia, e la sua potabilizzazione richiede complessi e costosi processi di lavorazione”.

ACQUE SPA: NEL 2013: RISPARMI PER 5,7 MILIONI DI EURO, DAI FONTANELLI

Sono stati quasi 26 milioni, i litri d'acqua ad alta qualità che i 37 fontanelli di Acque SpA, il gestore idrico del Basso Valdarno, hanno erogato gratuitamente nel 2013. Il risparmio economico per i cittadini in evitato esborso per l’acquisto di acqua minerale in bottiglia - dal costo medio di 0,22 euro - è stato di 5,7 milioni di euro. Questi i dati essenziali presentati da Giuseppe Sardu e Emanuela Cartoni, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Acque SpA, da Mario Chiarugi, direttore Esercizio Gestione Operativa, e Roberto Cecchini, direttore Investimenti, sui risultati del progetto Acqua ad Alta Qualità nel 2013 e nei primi cinque anni di attività.
Rispetto al 2012 si è registrato un aumento del 16% dell'acqua erogata (che nello scorso anno fu pari a 21.684 metri cubi), in larga parte dovuta all'apertura di 9 nuovi impianti, ai quali andranno aggiunti gli altri due inaugurati nel gennaio 2014 e quelli in programma per i prossimi mesi. L'erogazione media giornaliera di acqua ad alta qualità nel Basso Valdarno è stata di oltre 71 metri cubi e si stima siano stati quasi 8.000 al giorno i cittadini se ne sono approvvigionati. I fontanelli più “usati” continuano ad essere quelli dell'Empolese Valdelsa: Castelfiorentino (2.245 mc), Fucecchio (2.120) e Certaldo (2.064); i primi in provincia di Pisa, San Giuliano Terme (1.670), San Romano (1.238) e Molino d'Egola (1.182).
Il ''risparmio'' ambientale ha numeri davvero impressionanti: l'equivalente di 17,3 milioni di bottiglie di plastica da 1,5 litri. Se si pensa che, per realizzare 30 bottiglie di plastica, è necessario 1 kg di pet (per il quale si impiega 2 kg di petrolio), nel 2013 nel Basso Valdarno si sono risparmiate 576 tonnellate di
Plastica, equivalenti a 1152 tonnellate di petrolio e svariate altre tonnellate di idrocarburi, ossidi di zolfo e azoto, monossido di carbonio e anidride carbonica, prodotti nel processo di produzione e trasporto dell'acqua minerale.
A distanza di 5 anni dalla piena attuazione del progetto Acqua ad Alta Qualità (i primi due realizzati nel 2008 avevano ancora carattere sperimentale) è stato calcolato che siano stati circa 18,5 milioni di euro i risparmi conseguiti dalle famiglie grazie alla “buona pratica” dei fontanelli, a fronte di un investimento per circa 1,6 milioni di euro.

EXPO, IL KUWAIT PROPONE UN VIAGGIO INTERATTIVO NELLE RISORSE NATURALI

1423 mq, con temporali in diretta e un acquario per i giovani visitatori. Questi gli elementi caratterizzanti del viaggio culturale che il Kuwait esporrà all'interno dell'Expo di Milano. L'obiettivo del paese arabo è mostrare le asperità di un terra difficile, in balia del caldo, del deserto e della mancanza d'acqua; ma anche mostrare il miracolo della vegetazione dopo la stagione della pioggia e le risorse messe in campo per dar vita a un paese abitabile e accogliente, vivace e dinamico.
Il Kuwait propone dunque uno show interattivo dove ci si immergerà nella natura del paesaggio, con il cambio delle stagioni e il passaggio dal giorno alla notte.?Il progetto del padiglione che il Kuwait realizzerà per Expo 2015 è ''un'esperienza affascinante - ha spiegato Emanuele Rossetti, direttore di Nussli Italia, azienda che è contraente generale -. Attraverso le moderne tecnologie vogliamo spiegare come sia possibile generare la vita''.?Prima la presentazione del paese, che parte dall'ingresso con enormi vele che riproducono le tradizionali imbarcazioni kuwaitiane, il sambuco, insieme al racconto-esperienza delle difficili caratteristiche climatiche attraverso un sentiero nel deserto. Seguirà uno sguardo sulle soluzioni tecnologiche, educative e di ricerca che stanno rimodellando l'ambiente, con particolare attenzione ai temi della desalinizzazione, del riuso dell'acqua, delle energie rinnovabili, dello sviluppo dell'agricoltura e delle risorse ittiche.?Infine, l'incontro con l'ospitalità e la cultura della società kuwaitiana con un souk, un mercato in cui sarà possibile acquistare prodotti locali e un ristorante che servirà pietanze della cucina tradizionale.

AL MELBOURNE FOOD & WINE FESTIVAL 2014 L’ACQUA E’ LA REGINA

Torna il Melbourne Food & Wine Festival, la manifestazione enogastronomica d’importanza mondiale che ogni anno intrattiene e diverte i visitatori del Victoria - regione dell’Australia che, all’interno di uno spazio relativamente piccolo, racchiude una sbalorditiva gamma di attrazioni - con più di 200 eventi e manifestazioni.
L’edizione 2014, aperta fino al 16 marzo, è interamente dedicata al tema “Acqua” e accompagnerà gli amanti del buon cibo e del buon vino in un viaggio alla scoperta di questa risorsa di vitale importanza. Dopo l’apertura dell’evento con l’ormai tradizionale “pranzo più lungo del mondo” organizzato dalla Bank of Melbourne immersi nel panorama dei Alexandra Park, in cui 1500 commensali gustano l’esclusivo menu creato dai più importanti chef del paese (da Stefano De Pieri, Adam D’Sylva a Jacques Reymond), durante i successivi 17 giorni, i numerosissimi eventi di show cooking, degustazioni e masterclass faranno della regione del Victoria la capitale del gusto.
Cuore del programma sarà The Immersery: Festival Kitchen, Bar and Raingarden, spazio espositivo situato in Queensbridge Square, sulle sponde del fiume Yarra, che sarà il punto di raccolta della cucina più innovativa e del vino più ricercato. L’impianto, ideato da HASSELL, studio di progettazione di fama internazionale, è ispirato al tema centrale della manifestazione: i tre livelli che lo costituiscono, infatti, rappresentano il ciclo dell’acqua e i suoi tre stati, liquido, solido e gassoso.
Il vino sarà il protagonista dell’Acqua Panna Global Wine Experience, che vedrà sfilare i più importanti produttori e sommeliers internazionali, come Tim Atkin (UK) e Aline Baly (Francia), tra degustazioni e scoperte. Ma anche la cucina della nostra penisola sarà rappresentata in numerosi eventi, primo fra tutti la Coastal Sicilian Adventure, il Sicilian Party che celebrerà le acque pure del Mediterraneo. Lo chef Joseph Vargetto onorerà la tradizione siciliana servendo pesce grigliato,calamari, sardine e arancini a Kew, nel suo rinomato ristorante Mister Bianco, ricoperto di sabbia bianca in onore delle coste siciliane.
La rappresentanza italiana non poteva di certo mancare al Langham Melbourne MasterClass dove dall’8 al 9 marzo si daranno appuntamento i più grandi chef di tutto il mondo, tra i quali gli italianissimiLuigi Taglienti e Mauro Uliassi. Taglienti è dal 2012 Executive Chef de Il Ristorante Trussardi Alla Scala di Milano e nella sua cucina concilia la passione per la tradizione italiana e ispirazioni originali; Uliassi, invece, nel suo Ristorante Uliassi a Senigallia trasforma i classici della cucina nostrana in pietanze pluristellate.
A completare l’edizione 2014 del Melbourne Food & Wine Festival ci saranno gli eventi dedicati alle famiglie come il Little Foodies Corner pensato per i più piccoli; la scoperta dei migliori cocktail attraverso il Bar Express e il Regional Weekend che dal 14 al 16 marzo proporrà 22 “pranzi regionali più lunghi del mondo” sparsi nella regione del Victoria in location spettacolari come i vigneti della Mornington Peninsula, Queenscliff Harbour o ammirando l’oceano dalla Gippsland.

GSE, OLTRE 11 MILIARDI DI EURO PER INCENTIVI ALLE RINNOVABILI NEL 2013

Per gli incentivi alle fonti rinnovabili nel 2013 in Italia si spenderanno oltre 11 miliardi di euro: la parte del leone la fanno quelli destinati agli impianti fotovoltaici, pari a 6,7 miliardi di euro a fine anno, mentre quelli destinati alle altre fonti, aggiornati al 30 novembre, ammontavano a 4,5 miliardi. È quanto emerge dai dati elaborati dal Gestore dei servizi energetici (Gse), che ha aggiornato il Contatore degli oneri delle fonti rinnovabili e rende pubblici i dati relativi alla soglia di incentivi erogati per quanto riguarda gli impianti a energia rinnovabile. Nel computo complessivo rientrano tutte quelle strutture che, negli anni, sono state riconosciute come aventi diritto ai bonus relativi alle differenti varianti del Conto Energia, ma non solo. Il Gestore evidenzia come, nel conteggio, siano inclusi tutti gli impianti incentivati tramite Certificati Verdi, Tariffe Omnicomprensive e CIP 6. Sono compresi anche gli impianti ammessi ai registri in posizione utile e le strutture vincitrici delle procedure d'asta, oltre agli impianti i cui Soggetti Responsabili hanno presentato richiesta di ammissione.

IN 10 ANNI SCAMBIATI 26 MILIONI DI CERTIFICATI BIANCHI, 6 MILIONI SOLO NEL 2013

Un meccanismo consolidato, capace in 10 anni di funzionamento di supportare la realizzazione di oltre il
50% dei risparmi energetici conseguiti a livello paese, con il migliore rapporto costo-efficacia fra gli incentivi erogati. Il risparmio annuo di circa 5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio garantito dallo schema (circa 50 miliardi di kWh) costerà in tariffa circa 2.500 milioni di euro in 5 anni, per un costo cumulato equivalente di circa 0,05 euro/kWh risparmiato, da confrontare con il costo dell'elettricità e del gas per le famiglie (rispettivamente 0,19 euro/kWh e 0,9 euro/kWh risparmiato).
Sono i dati emersi in occasione del convegno Fire (Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia) “Certificati Bianchi-Titoli di efficienza energetica a portata di mano”. In 10 anni sono stati emessi circa 26 milioni di Tee (6 dei quali nel 2013). Dei progetti presentati circa l'80% e' di natura industriale, proposti con schede a consuntivo. Tra giugno 2013 e marzo 2014 (anno d'obbligo 2013) il Gse ha rilasciato 4.852 Tee, pari all'88% dell'obiettivo 2013.
Tra le novità emerse, da gennaio 2014 sono ammissibili al meccanismo solo progetti ancora da realizzarsi o in corso di realizzazione. Altra novità riguarda i soggetti ammessi, ossia, imprese ed enti pubblici con un sistema di gestione dell'energia in conformità alla certificazione Isi 50001 o che abbiano nominato volontariamente un Energy Manager. In aumento il numero degli operatori ammessi: sul mercato siamo a 661 operatori.
Cambiamenti ci sono anche nel campo del contributo tariffario. Il nuovo contributo sarà definito in due tempi (a preventivo e a conguaglio dopo un anno) per essere più vicina alle esigenze dei distributori e del mercato. Inoltre per i “grandi progetti” il regolatore ha definito le regole per individuare tale prezzo, legato all'andamento del mercato dei Tee nei tre anni precedenti.
Dalla tavola rotonda delle associazioni (Anie, Aidi, Federazione Confindustria Ceramica e Laterizi, Anie Energia, Anima, Assoesco, Federchimica, Federutility) è emerso che i certificati bianchi stannoaiutando le imprese a fare investimenti in efficienza energetica che altrimenti non sarebbero possibili e inv questo modo offrono un importante aiuto in termini di competitività. Lo strumento non è stato ancora sfruttato adeguatamente ed è importante investire di più nella comunicazione e nell'informazione.
In linea generale il terziario è rimasto fuori dal meccanismo, le associazioni auspicano pertanto che siano introdotti dei correttivi che consentano una maggiore partecipazione e il raggiungimento degli obiettivi previsti al 2020 per questo comparto.
Per Assoesco l'importanza dei titoli per le Esco è centrale, perché accorciano i tempi di ritorno degli investimenti e abbassano il livello di rischio degli stessi, consentendo di attivare meccanismi come il finanziamento tramite terzi e i contratti di rendimento energetico. Sul lato distribuzione Federutility propone la riapertura di un tavolo operatori-istituzioni per avere un momento di incontro e cooperare al superamento delle problematiche.
Attenzione rivolta anche alla direttiva 2012/27 e a come l'Italia si prepara a recepirla. Mauro Mallone del Mse ha evidenziato che il decreto di recepimento impatta in modo sostanzioso sul tema dell'efficienza energetica e sui certificati bianchi. La bozza presentata, al momento al vaglio delle Commissioni parlamentari competenti, tra l'altro impone l'obbligo dal 2015 per le grandi imprese di realizzare diagnosi energetiche destinando dei fondi per il cofinanziamento con le regioni di diagnosi energetiche da realizzare presso le Pmi.
Si prevede che il 60% degli obiettivi vincolanti al 2020 verranno raggiunti con i certificati bianchi. Altro aspetto importante della bozza di decreto riguarda la qualificazione degli operatori. Da giugno 2016 i soggetti che partecipano al meccanismo saranno solo quelli certificati come Esco o esperti in gestione dell'energia.
È prevista poi l'istituzione di un fondo di natura rotativa per la concessione di garanzie e finanziamenti per interventi di efficienza energetica realizzati dalla Pubblica Amministrazione, le Esco e le imprese. La dotazione del fondo è di circa 70 milioni di euro l'anno per il periodo 2014-2020. Infine la bozza di decreto prevede fondi per l'informazione e la formazione.
Per quanto riguarda le regole applicative per il rilascio dei Tee, queste saranno trattate in una guida che sta per essere pubblicata sul sito del Gestore. Lo strumento contiene la descrizione del procedimento amministrativo, la definizione degli attori coinvolti, le tempistiche previste dalla normativa, la presentazione dei progetti e un quadro completo di tutte le regole a disposizione e le modalità per poterle sfruttare al meglio e semplificare il procedimento di presentazione ed ottenimento dei certificati bianchi. Per supportare gli operatori e le aziende sono disponibili altre guide operative: quelle dell'Enea indirizzate ai progetti settoriali e quella realizzata dalla Fire dedicata ai decisori aziendali e ai non addetti ai lavori.

EMISSIONI 2030, NUOVI TARGET UE - BRUXELLES PUNTA AL TAGLIO DEL 40%

La Commissione europea porta in Parlamento la proposta di ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG) del 40% rispetto al 1990, un obiettivo vincolante a livello UE, che punta anche a modificare la quota delle energie rinnovabili al 27%, fare politiche più ambiziose in materia di efficienza energetica, creare un nuovo sistema di governance e una serie di nuovi indicatori per assicurare un sistema energetico competitivo e sicuro.
Sostenuto da un’analisi dettagliata dei costi e dei prezzi dell’energia, il quadro 2030 in materia di clima ed energia “garantirà certezza normativa per gli investitori e un approccio coordinato fra gli Stati membri per sviluppare nuove tecnologie. Il quadro si propone come stimolo costante per progredire verso un’economia a basse emissioni di carbonio e un sistema energetico competitivo e sicuro, da cui deriveranno prezzi accessibili per tutti i consumatori, maggiore sicurezza delle forniture energetiche, minore dipendenza dalle importazioni di energia e nuove opportunità per la crescita e l’occupazione, se si considerano i potenziali impatti sui prezzi a lungo termine”.
La comunicazione che stabilisce il quadro 2030 sarà discussa ai massimi livelli, in particolare in seno al Consiglio europeo e al Parlamento europeo. Il testo sarà accompagnato da una proposta legislativa per una riserva di stabilità del mercato per il sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (UE ETS), da attivare a partire dal 2021. Una relazione sui costi e sui prezzi dell’energia in Europa, pubblicata contemporaneamente alla comunicazione, suggerisce che l’aumento dei prezzi può essere contenuto attuando politiche efficaci sotto il profilo economico, creando mercati energetici competitivi e con una migliore efficienza energetica.
Gli elementi chiave del quadro strategico per il 2030 istituito dalla Commissione prevede un obiettivo vincolante per la riduzione dei gas serra: elemento centrale della politica climatica ed energetica dell’UE per il 2030, l’obiettivo di ridurre le emissioni del 40% al di sotto del livello 1990 verrebbe raggiunto unicamente mediante misure interne. La riduzione annua del massimale delle emissioni dei settori compresi nel sistema ETS dell’UE aumenterebbe, passando dall'attuale 1,74% al 2,2% dopo il 2020. Le emissioni dei settori che non rientrano nel sistema ETS dovranno ridursi del 30% al di sotto del livello 2005; questo sforzo sarebbe ripartito equamente tra gli Stati membri. La Commissione invita il Consiglio e il Parlamento europei a concordare, entro la fine del 2014, che l’UE si impegni all'inizio del 2015 a realizzare una riduzione del 40% nell’ambito dei negoziati internazionali per un nuovo accordo mondiale sul clima, che si concluderanno a Parigi alla fine del 2015.
Un altro punto centrale è la riforma del sistema ETS dell'UE: la Commissione propone di stabilire una riserva per la stabilità del mercato all'inizio del prossimo periodo di scambio ETS, nel 2021. La riserva permetterà sia di affrontare l’eccedenza di quote di emissioni che si è costituita negli ultimi anni sia di migliorare la resilienza del sistema agli shock gravi, regolando automaticamente la fornitura di quote da mettere all’asta. La creazione di una tale riserva è sostenuta da molte parti. Secondo quanto previsto dalla legislazione proposta, la riserva opererebbe interamente secondo regole predefinite che non lascerebbero margini discrezionali alla Commissione o agli Stati membri per la sua attuazione.
Connie Hedegaard, Commissaria incaricata dell'Azione per il clima, si dice soddisfatta: “Abbiamo smentito tutti quelli che dicevano che oggi la Commissione non avrebbe proposto niente di particolarmente ambizioso. Tagliare le emissioni del 40% rappresenta l'obiettivo più efficace in materia di costi per l'UE e tiene conto della nostra responsabilità a livello mondiale. Naturalmente, l'Europa deve continuare a spingere fortemente per le energie rinnovabili: per questo la proposta di un obiettivo vincolante annunciata dalla Commissione è estremamente importante. Si dovrà ora raggiungere un accordo sui dettagli, ma la direzione da percorrere è già chiara. Se anche altre regioni del mondo fossero altrettanto ambiziose nella lotta ai cambiamenti climatici - ha concluso Hedegaard - oggi il pianeta sarebbe in condizioni decisamente migliori”.

DA OETTINGER UN APPELLO A COMPLETARE IL MERCATO INTERNO EUROPEO

“Dobbiamo completare il mercato interno e sviluppare ulteriormente le infrastrutture” del settore energetico. Lo ha affermato il commissario europeo all'Energia Gunther Oettinger nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles in cui la Commissione europea ha presentato il pacchetto di azione per clima e energia.
"Dobbiamo diversificare - ha proseguito Oettinger - creare maggiore competitività, avere meno regolamentazione dei prezzi a livello di dettaglio e anche una eventuale riduzione delle tasse a livello degli Stati membri”.
Oettinger ha anche sollecitato un sistema omogeneo e uniformato a livello europeo per promuovere le rinnovabili. “C'è bisogno - ha detto Oettinger - dell'armonizzazione del sistema di incentivi alle rinnovabili, fondamentale per realizzare l'obiettivo minimo a livello europeo del 27%” nel mix energetico.

IL PREZZO DELL’ELETTRICITÀ DEL TUTELATO È PIÙ BASSO DI QUELLO DEL MERCATO LIBERO, LO DICE L’ACQUIRENTE UNICO

Il prezzo del mercato tutelato per le micro e piccole imprese, da quattro anni a questa parte, è inferiore ai prezzi praticati dal mercato libero, in concomitanza con un regime di prezzi discendenti. La quota del prezzo finale dell’energia pagato dai cittadini che si forma sul mercato è tra le più ampie in Europa: 47% in Italia contro il 35% della Germania. È questo il quadro che emerge da due studi promossi da Acquirente Unico: “I prezzi dell’energia elettrica per le micro e piccole imprese nelle rilevazioni della Camera di Commercio di Milano” e “Indagine comparata delle componenti di prezzo retail e degli strumenti di tutela nel mercato elettrico liberalizzato”. Gli studi, realizzati rispettivamente dall’istituto REF e da un team guidato dalla professoressa Fabiana Di Porto, dell’Università del Salento, sono stati presentati ai principali operatori del settore e ai rappresentanti delle Istituzioni.
“In tutta Europa - ha affermato Paolo Vigevano, presidente e amministratore delegato dell’AU - i prezzi dell’energia sono in calo, ma ovunque i consumatori non beneficiano di questo fenomeno per via dei crescenti oneri fiscali e parafiscali che si scaricano in bolletta. Si tratta di fenomeni su cui riflettere, soprattutto in un momento in cui il Governo sta predisponendo politiche per la discesa dei prezzi dell’energia per le imprese di medie e piccole dimensioni”.
“Per quanto riguarda l’Italia”, ha continuato Vigevano, “dobbiamo salutare come un successo il fatto che, comunque, un terzo degli utenti ha deciso di scegliere un operatore e affidarsi alle offerte del libero mercato, lasciando così il mercato tutelato. Certo, noi tutti vorremmo che dagli attuali 1,2/1,5 milioni di clienti l’anno si passasse a 2 o 3 milioni di transiti l’anno”.
Come emerge dallo studio sulle piccole imprese, il fatto che l’uscita dal mercato tutelato non sia più rapida va imputato alle difficoltà di un momento in cui si somma, in Italia, la sovracapacità dell’offerta e la contemporanea crisi della domanda. Occorre, invece, guardarsi da interpretazioni secondo cui il mercato tutelato costituisce un fattore distorsivo della concorrenza. Il mercato tutelato è, piuttosto, il benchmark che consente un’efficace politica di offerta. Forme di tutela, inoltre, sono presenti in vario modo in tutti i paesi europei, come pone in evidenza l’indagine comparata delle componenti di prezzo retail. In Gran Bretagna, patria della liberalizzazione, il regolatore interviene addirittura per verificare che eventuali aumenti di prezzo decisi dagli operatori rispecchino effettive variazioni nei costi”.
“Qualunque revisione dell'attuale meccanismo di tutela nel settore elettrico che voglia favorire il passaggio verso il mercato libero”, ha concluso il presidente e amministratore delegato di AU, “deve essere indirizzata a creare le condizioni affinché le offerte diventino più competitive a favore del consumatore e per stimolare la concorrenza. Soprattutto in una fase di crisi gravissima per le famiglie, per i consumatori e le PMI, ma anche per tutti gli altri attori, occorre guardarsi dal rischio di produrre soluzioni inefficaci perché di breve respiro”.

BOLLETTE ELETTRICHE, BORTONI: “13,7 MLD DI COMPONENETI PARAFISCALI NEL 2013”

«Il gettito delle componenti parafiscali collegate alle bollette elettriche delle famiglie ha raggiunto ormai le dimensioni di una manovra finanziaria: più di 11 miliardi nel 2012 e più di 13,7 miliardi nel 2013». Così Guido Bortoni, presidente dell’Aeeg in audizione alla Commissione industria della Camera.
Il 90% di questo gettito va a coprire gli incentivi alla generazione elettrica da fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico. Il garante del settore non intende sconfessare la politica degli incentivi in sé ma segnala che la si potrebbe rendere meno onerosa, dato che «nei prezzi al consumo dell’energia elettrica, dal gennaio 2009 al gennaio 2013 il peso percentuale delle politiche pubbliche di varia natura è triplicato».

UE FISSERÀ TARGET CLIMA-ENERGIA 2030 ENTRO OTTOBRE

L'Unione Europea fisserà i target di riferimento della strategia su clima-energia per il 2030 “al più presto possibile e non oltre ottobre”. Questa la scadenza prevista nelle conclusioni del vertice Ue. Dietro forte pressione della Polonia, il testo non fa cenno alle cifre proposte dalla Commissione Europea (un taglio vincolante a livello nazionale del 40% di CO2 rispetto al 1990 e un target Ue di almeno il 27% di energia da rinnovabili), ma assicura che “alla luce del summit Onu sul clima di settembre” l'obiettivo di riduzione della CO2 “sarà pienamente in linea con quello di lungo periodo per il 2050”, cioè di almeno l'80%. In compenso nella partita per il 2030 oltre a taglio di gas serra e rinnovabili è rientrata l'efficienza energetica. I leader dei 28 chiedono chiaramente una “tempestiva revisione della direttiva sull'efficienza energetica” per elaborare in tempo un nuovo quadro di riferimento. Il vertice Ue di giugno arriverà dopo una valutazione dell'impatto dei target proposti su ciascuno Stato membro, l'elaborazione di meccanismi per una condivisione degli oneri fra i Paesi Ue e di misure per evitare una potenziale delocalizzazione, assicurando la competitività delle industrie europee più energivore. Perché ad avere l'ultima parola sull'intero pacchetto non saranno i ministri dell'ambiente o dell'energia, ma i leader dei 28, probabilmente al vertice Ue di ottobre.
Per giugno quindi è attesa una discussione più accesa di quella di oggi, in cui si è rotto il ghiaccio per la prima volta e “nessuno si è battuto fino in fondo per avere subito i target” riferiscono fonti Ue. “Questa volta insomma la Polonia l'ha avuta vinta, ma probabilmente la prossima non sarà così” avvertono le stesse fonti comunitarie.

CONSIGLIO DEI MINISTRI: 800 MILIONI PER L’EFFICIENZA ENERGETICA

Su proposta della Presidenza del Consiglio, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente, il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi il decreto di recepimento della direttiva europea (2012/27 UE). Con questo atto sono introdotte nuove misure finalizzate a promuovere l’efficienza energetica nella pubblica amministrazione centrale, nell’edilizia pubblica e privata, nei processi produttivi, nei sistemi di produzione, trasmissione e distribuzione di energia e nel settore domestico, per conseguire l’obiettivo di riduzione dei consumi di energia al 2020 già fissato dalla Strategia energetica nazionale.
“Consumare meno e meglio: un’economia più efficiente sotto il profilo energetico è la chiave di volta per rilanciare la crescita economica e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro connessi alla diffusione di soluzioni tecnologiche innovative - ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi.- Il Governo mette a disposizione quasi 800 milioni di euro dal 2014 al 2020 per promuovere l’efficienza energetica. Sono inoltre previste - conclude il Ministro - iniziative che mirano ad accrescere la consapevolezza dei consumi energetici tra le famiglie”.
“La sfida dell’efficienza energetica - ha sottolineato il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti - può rappresentare un volano per la ripartenza del Paese, perché innescherà lavoro e quindi sviluppo sia nel pubblico che nel privato nell’ambito della Green Economy. Otterremo così, in prospettiva, un rilevante risparmio sia ambientale, in termini di minori emissioni di gas serra e polveri sottili, che economico grazie al minore consumo di energia. - Se pensiamo che il consumo degli edifici pubblici è pari al 18% di quello generale dello Stato, si comprende come acquisisca assoluto rilievo già il solo obiettivo di ‘ambientalizzazione’ del nostro patrimonio pubblico immobiliare”.

CEER (REGOLATORI ENERGETICI UE) SU CAPACITY PAYMENT E RINNOVABILI

Dal Consiglio dei regolatori energetici europei (Ceer) arriva il docuemnto a commento delle Linee guida sull’intervento dello Stato nel settore elettrico presentate nei mesi scorsi dalla Commissione Ue. Il Ceer muove dall’esame di meccanismi di capacity payment, di strumenti tecnologici per realizzare risparmi di sistemi significativi e da una riforma degli incentivi alle rinnovabili.
In Europa, in particolare in Italia e Germania, il tema del capacity payment è particolarmente sentito avendo messo in crisi la produzione elettrica dei cicli combinati. Per il Ceer “misure sulla capacità incompatibili o mal disegnate rischiano di distorcere il mercato elettrico e le decisioni di investimento”. Eventuali misure di remunerazione della capacità, dovrebbero essere subordinate alla valutazione dell'adeguatezza della capacità di generazione a livello europeo o regionale, di fondamentale importanza per determinare la necessità di generazione flessibile tenendo conto delle dinamiche di quella intermittente e dei possibili benefici delle interconnessioni. A questo scopo, il Consiglio sta lavorando al rapporto "Assessment of generation adequacy in European countries", che sarà presentato all'inizio del 2014.
Inoltre, per aumentare stabilità ed efficienza del sistema elettrico occorrerebbero interventi sulla gestione della domanda, che “potrebbero portare risparmi per decine di miliardi all'anno. Risparmi che arriverebbero soprattutto da investimenti evitati per garantire la copertura nei picchi di domanda, molto probabilmente sotto forma di richiesta di incentivi da parte delle centrali elettriche convenzionali”. Il risultato sarebbe anche una “maggiore efficienza del sistema e maggior capacità di accogliere le fonti rinnovabili intermittenti”.
Infine, il Ceer propone una revisione sul sistema di incentivi alle rinnovabili, con un sistema market-based, possibilmente finanziato dalla fiscalità generale. L'obiettivo dovrebbe essere creare “un campo da gioco livellato dove si considerino sia le esternalità positive che negative”.

ZANONATO FIRMA DM CHE RIDUCE ONERI SCARICATI IN TARIFFA

D'ora in avanti la remunerazione dell'energia elettrica da impianti Cip6/92 sarà più aderente e coerente con la struttura dei costi del mercato del gas naturale, consentendo così una riduzione degli oneri complessivamente scaricati in tariffa. Il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha infatti emanato il decreto sulle nuove modalità di determinazione del cosiddetto CEC, ossia il parametro rappresentativo del costo evitato di combustibile che viene utilizzato per definire la remunerazione dell'energia elettrica prodotta dagli impianti in convenzione Cip 6/92. Tali nuove modalità saranno applicate con gradualità per il 2013 e, a regime, dal 1° gennaio 2014. Il provvedimento rappresenta l'attuazione di una specifica attribuzione prevista dal decreto legge 69/2013, da esercitare sulla base della proposta formulata dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. "La misura rientra tra quelle adottate negli ultimi mesi dal Governo e dal Parlamento per ridurre i costi della bolletta elettrica per imprese e famiglie, come fattore indispensabile per favorire la ripresa economica e l'occupazione", spiega il ministero in una nota.

REPORT GSE, DALLE RINNOVABILI IL 31% DELLA PRODUZIONE TOTALE ITALIANA NEL 2012

Le fonti rinnovabili ricoprono un ruolo sempre più importante nel mix energetico nazionale. A fine 2012, secondo l'ultimo Rapporto statistico del Gestore dei servizi energetici (Gse), gli impianti alimentati da fonti rinnovabili rappresentavano circa il 37% della potenza complessiva istallata in Italia e il 31% della produzione lorda totale. La potenza installata in Italia nel 2012 ha raggiunto i 47.345 MW, 5.946 MW in più rispetto al 2011, anno in cui l'aumento della potenza rinnovabile installata era stato pari a 11.115 MW. A livello di impianti, quelli italiani alimentati con fonti rinnovabili sono 484.587 a fine 2012 contro i 335.151 dell'anno precedente, una crescita dovuta ai circa 150mila nuovi impianti fotovoltaici installati nella Penisola. Grazie al contributo delle nuove installazioni, la produzione rinnovabile ha segnato un nuovo record arrivando a 92.222 GWh, l'11% in più rispetto al 2011. A questo quantitativo la produzione idraulica contribuisce con 41.875 Gwh; seguono la fonte solare (18.862 GWh), l'eolica (13.407 GWh), le bioenergie (12.487 GWh) e la geotermica (5.592 GWh). Sempre secondo l'ultimo rapporto del Gse, il cospicuo incremento ha modificato anche la posizione nazionale rispetto agli altri Paesi dell'Europa dei 15. Nel corso del 2012 solo la Germania, con 136.814 GWh, e la Svezia, con 96.511 GWh, hanno prodotto da fonti rinnovabili più dell'Italia, che nell'anno ha messo a segno un sorpasso sulla Spagna (86.510) conquistando il terzo posto.

ITALIA SOLO 49° PER QUALITÀ DELL’ENERGIA; NORVEGIA, NUOVA ZELANDA E FRANCIA IN TESTA

Il World Economic Forum ha presentato il Global Energy Architecture Performance Index Report 2014 (Report Globale 2014 sulla performance energetica di 124 paesi nel mondo), realizzato in collaborazione con Accenture. L'analisi nasce con l'intento di stimolare l'impegno dei Paesi nell'affrontare le sfide e le opportunità energetiche in modo innovativo.
L'Indice valuta 124 paesi e da quest'anno alcune aree geografiche (28 stati Ue, Nord Africa, Brics, Nord America, l'Africa sub-sahariana e l'Asean) in base a tre indicatori: crescita economica, sostenibilità ambientale e sicurezza energetica, analizzando le interazioni tra i diversi Paesi e i gradi di dipendenza che influenzano gli sforzi di ogni Paese.
La Norvegia è in testa alla classifica, seguita da Nuova Zelanda e Francia. Le prime dieci posizioni sono dominate da paesi Ue e Ocse con l'eccezione di Costa Rica e Colombia.
Il 41% dell'energia dei primi dieci paesi proviene da fonti energetiche a basse emissioni di carbonio (nucleare compreso) rispetto ad una media globale del 28%. L'Unione Europea e i paesi Nordici occupano le posizioni più alte in classifica, anche grazie alla priorità che destinano agli investimenti per lo sviluppo di economie a basse emissioni attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili e politiche di efficienza energetica. La spinta verso la sostenibilità ha comportato alcuni compromessi riguardo all'accessibilità energetica, come suffragato dal dibattito politico in Europa, mentre le utilities e i consumatori devono scontrarsi con i prezzi e un panorama politico incerto.
Nella classifica generale, l'Italia si colloca al 49° posto, risultando ultima tra i paesi UE 28 (26° posizione su 28 davanti a Cipro e Malta). I risultati dei paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) subiscono le ripercussioni di una maggiore presenza di industrie a intenso consumo energetico e generazione di emissioni.
"La ricchezza di risorse o lo sviluppo economico da soli non garantiscono importanti risultati nell'Indice", spiega Roberto Bocca - senior director, responsabile delle industrie energetiche del World Economic Forum. "Per un sistema energetico efficace, i paesi devono focalizzarsi su tutti e tre gli aspetti del triangolo energetico: sostenibilità ambientale, sicurezza delle risorse e accessibilità".
Il report rileva che molti paesi in via di sviluppo lottano ancora per soddisfare le esigenze energetiche di base dei propri cittadini, fornendo energia a meno del 50% della popolazione totale. Il documento evidenzia inoltre le eccessive dipendenze di molti sistemi energetici, con il 32% dei paesi che dipende dalle importazioni per soddisfare più della metà del proprio fabbisogno energetico. Tuttavia, il commercio energetico può influenzare positivamente sia i paesi importatori che quelli esportatori, ma può anche porre rischi economici e di sicurezza dell'energia, in particolare quando abbinato alla dipendenza da
pochi partner commerciali.

CHICCO TESTA (ASSOELETTRICA): IL GOVERNO FACCIA PARTIRE LE GARE

“Occorre che il governo bandisca al più presto delle gare per assicurare al Paese la necessaria capacità produttiva elettrica stabile, quella che va a sostituire le energie rinnovabili quando non producono”. Così Chicco Testa, presidente di Assoelettrica - l'associazione che rappresenta tutti i produttori elettrici nazionali - sintetizza i termini della questione energetica più controversa del momento, cioè il costo insostenibile del mantenimento in funzione delle centrali termoelettriche rese non più competitive dal boom delle rinnovabili. La presenza di queste centrali, però, resta preziosa per produrre l'energia che serve quando solare ed eolico, per ragioni meteorologiche, non producono.
Con le gare auspicate da Assoelettrica i produttori termoelettrici tradizionali potrebbero ottenere una remunerazione del costo assorbito dal fatto di mantenere attive le centrali a gas o a carbone, oggi poco sfruttate e quindi in perdita. “Da qui al 2017”, aggiunge Testa, “una copertura di questi costi è già prevista, ma si tratta di 150 milioni: troppo pochi. Ne servirebbero alcune centinaia”.

RINNOVABILI, L’AEEG APPROVA LA RIDUZIONE VOLONTARIA DEGLI INCENTIVI

Il decreto legge Destinazione Italia va nella giusta direzione per ridurre gli oneri in bolletta, introducendo una riduzione volontaria degli incentivi per le fonti rinnovabili elettriche, aumentandone però la durata di sette anni. Lo ha detto il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, Guido Bortoni, durante un'audizione sul dl davanti alle commissioni finanze e attività produttive della Camera.
"Questa autorità - ha detto Bortoni - già nel passato ha segnalato al Governo l'opportunità di adottare misure volte a ridurre strutturalmente il valore assoluto degli oneri derivanti dall'incentivazione della generazione elettrica da fonti rinnovabili,” dunque “concorda con tale previsione normativa".

HORIZON 2020, I PROGRAMMI DEL SETTORE ENERGIA

Presentato nei giorni scorsi presso il GSE il programma europeo Horizon 2020, che erogherà in sette anni (2014-2020) circa 77 mld. Il programma è strutturato in 3 macroaree: Eccellenza scientifica (Excellent science), Leadership industriale (Industrial technology leadership) e Sfide per la società (Societal challenges).
In ambito energetico - Sfide per la società - rientra il programma Energia sicura pulita ed efficiente (Secure, clean and efficient energy), a cui sono attribuiti 5,4 miliardi di euro (7,7% del budget complessivo) utilizzabili dalle imprese comunitarie per finanziare progetti mirati ai seguenti obiettivi: riduzione del consumo di energia e delle emissioni di carbonio grazie al suo utillizzo intelligente e sostenibile; energia elettrica a basso costo e a basse emissioni; fonti energetiche mobili e combustibili alternativi; unica rete elettrica europea intelligente; nuove conoscenze e tecnologie; processo decisionale e impegno pubblico di rilievo; adozione delle innovazioni in campo energetico.
Le misure a sostegno di progetti di interesse energetico si ritrovano nell'area Excellent science, Tecnologie emergenti e future (2,5 mld €); nell'area Industrial leadership, Nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione e trasformazione avanzate (circa 4 miliardi €); nell'area societal challenge, Trasporti intelligenti, verdi e integrati (5,8 mld €), Azioni per il clima, efficienza delle risorse e materie prime (2,8 mld €) e Sicurezza alimentare, agricoltura e selvicoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e sulle acque interne nonché bioeconomia (3,5 mld €).
Maggiori informazioni sul sito dell’Agenzia per la promozione della ricerca europea - Apre .

IL PIEMONTE È LA PRIMA REGIONE PER INVESTIMENTI NELL’ENERGIA DA FONDI EUROPEI

È il Piemonte, con 265 milioni di euro la Regione italiana che ha destinato la quota maggiore di finanziamenti europei per la realizzazione di progetti in tema di efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili. Torino, con 50 milioni di euro per 195 progetti, è il Comune che in ambito regionale ha ricevuto i finanziamenti pubblici maggiori, secondi i dati del Dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico.

AUTHORITY, PER L’ENERGIA AL NORD MENO INTERRUZIONI E QUALITÀ MIGLIORE

Le famiglie e i piccoli consumatori di energia elettrica che beneficiano della migliore qualità del servizio a livello nazionale abitano prevalentemente al Nord Italia, in centri urbani di con oltre 50mila abitanti, e sono riforniti da società di distribuzione con la maggior parte di rete interrata. È quanto emerge dalla prima graduatoria a livello nazionale delle società di distribuzione di energia elettrica, realizzata dall'Autorità per l'energia sulla base del confronto fra numero e durata delle interruzioni, sia di diretta responsabilità del distributore sia per guasti provocati da terzi. Dalla classifica, emerge che le società di distribuzione di energia elettrica più virtuose a livello nazionale, con meno di due interruzioni l'anno e inferiori a 15 minuti, operano nelle aree urbane del Nord Italia e hanno la maggior parte della rete di distribuzione interrata. In generale, la situazione più favorevole per numero e durata di interruzioni riguarda circa 10 milioni di italiani che vivono nelle città con oltre 50.000 abitanti: il 68% subisce mediamente meno di tre interruzioni l'anno, il 20% da 3 a 6 interruzioni e il restante 12% oltre 6 interruzioni. Per quanto riguarda la durata delle interruzioni, 4 clienti su 10 hanno avuto in media disservizi complessivamente inferiori a 25 minuti, 5 su 10 hanno subito interruzioni dai 25 a 50 minuti, il restante 12% oltre i 50 minuti.
I disservizi colpiscono un po' più spesso (sia per numero che per durata) i 18 milioni di utenze situate nei comuni di media grandezza, con oltre 5.000 fino a 50.000 abitanti: il 16% delle utenze subisce mediamente meno di 3 interruzioni nell'anno, il 38% da 3 a 6 interruzioni, il restante 46% oltre 6 interruzioni. Inoltre, il 40% delle utenze subisce interruzioni per oltre 50 minuti e il 33% dai 25 ai 50 minuti. Solo il 27% dei consumatori ha interruzioni per meno di 25 minuti.
Infine, nei comuni più piccoli, quelli sotto i 5.000 abitanti, su circa 8,5 milioni di utenze - ben il 78% - subisce oltre sei interruzioni in un anno, il 21% da tre a sei interruzioni e solo l'1% ha avuto mediamente meno di 3 interruzioni; quanto alla durata delle interruzioni, il 3% delle utenze in media ha perso meno di 25 minuti, il 59% da 25 a 50 minuti, il restante 38% oltre i 50 minuti. Per le utenze allacciate in media tensione, le prestazioni migliori in relazione al numero di interruzioni lunghe e brevi e di interruzioni transitorie, sono equamente distribuite tra le imprese distributrici, anche se con un leggero primato delle società nel Nord Italia. Inoltre, anche per quanto riguarda la media tensione, le società di distribuzione con rete prevalentemente in cavo hanno prestazioni migliori rispetto a società che operano in aree caratterizzate dalla presenza di linee aeree. Più in generale, su circa 93.000 utenti collegati in media tensione, il 92% ha avuto un numero di interruzioni lunghe (oltre 3 minuti) e brevi (tra 1 secondo e 3 minuti) migliore degli standard definiti dall'Autorità, e l'87% degli utenti ha avuto un numero di interruzioni transitorie (inferiori a 1 secondo) entro i limiti indicati dall'Autorità.

ENEA, CONSULTAZIONE PUBBLICA SULL’EFFICIENZA ENERGETICA

Partirà il prossimo 6 maggio sul web la consultazione pubblica degli Stati Generali dell'Efficienza Energetica, promossa dall'Enea con il supporto tecnico di EfficiencyKnow, partner di Smart Energy Expo, fiera internazionale sull'efficienza energetica di Verona. Sul portale statigeneraliefficienzaenergetica.it , tutti potranno partecipare alla discussione online, articolata in cinque settori strategici di sviluppo dell'efficienza energetica: semplificazione, finanziabilita', dinamiche domanda-offerta, comunicazione e formazione.
L'obiettivo e' di chiamare a raccolta tutti gli attori interessati all'efficienza energetica (aziende industriali, commerciali e di servizi; organizzazioni di ricerca; professionisti; consumatori) per contribuire a definire politiche e misure necessarie alla crescita di un settore fondamentale per il recupero della competitivita' del sistema Paese, anche sulla base delle esperienze gia' positivamente acquisite da operatori pubblici e privati.
La consultazione pubblica rimarra' aperta fino al 25 luglio. Sara' l'Enea a valutare i contributi presentati al fine di elaborare proposte concrete per una strategia nazionale ed europea sull'efficienza energetica, anche in vista dell'imminente semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea.
I risultati saranno presentati a ottobre nell'ambito di Smart Energy Expo. Gli Stati Generali che si terranno a Verona il 9 ottobre 2014.

RETI INTELLIGENTI, RSE PUBBLICA SUL WEB RISULTATI E PROSPETTIVE IN ITALIA

L'opera è divulgata in inglese ma è frutto della ricerca italiana. Con il titolo “A snapshot of Smart Grids Achievements in Italy”, la pubblicazione di RSE (centro di ricerca del Gruppo GSE) affronta il tema delle "reti intelligenti", offrendo un quadro dei risultati finora ottenuti in Italia. Partendo dalla struttura del sistema energetico ed elettrico nazionale, trovano spazio l'illustrazione delle principali applicazioni delle tecnologie smart nelle reti di trasmissione e distribuzione, descrivendo i principali progetti in corso e delineando le prospettive e le tendenze per il futuro del settore.
Il documento testimonia la vivacità di un settore che vede a stretto contatto il mondo della ricerca, aziende e amministrazioni pubbliche.

A PIEMONTE, UMBRIA E MARCHE I MAGGIORI FONDI UE PER EFFICIENZA E RINNOVABILI

Sono Piemonte, con 250 milioni di euro (il 13% di 2 miliardi di euro di finanziamenti monitorati), Umbria, con 53 milioni di euro su 576 milioni (il 9%) e Marche, con 54 milioni di euro sul totale di quasi 600 milioni di euro (9%), le tre regioni che hanno destinato la quota maggiore di finanziamenti europei all'efficienza energetica e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Una cifra che per l'Italia ammonta a 2,1 miliardi di euro per 5.802 progetti su tutto il territorio nazionale (dati Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico). Questi i dati elaborati da Officinae Verdi, Energy-Financial System Integrator UniCredit - Wwf. Ad oggi, ancora in 10 Regioni ci sono finanziamenti in corso per la promozione di efficienza energetica e utilizzo dell'energia sostenibile, con il 2015 come termine ultimo per spendere le risorse residue dei fondi strutturali: Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Veneto. Cifra record per il Lazio, con 50 milioni di euro destinati alle piccole e medie imprese che vogliono investire sull'uso efficiente delle risorse energetiche e la produzione da fonti rinnovabili.
Seguono Abruzzo con oltre 44 milioni di euro e Veneto con 39 milioni di euro. Per le imprese delle regioni “convergenza” Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, dal prossimo 23 aprile ci sono 100 milioni di euro complessivi. Dal punto di vista normativo invece, sono Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Puglia le Regioni più virtuose, che si sono dotate di leggi che rendono obbligatori interventi di efficienza energetica, uso di energia da fonti rinnovabili e certificazione energetica degli edifici. Lazio e Umbria hanno introdotto obblighi sull'uso dell'energia da fonti rinnovabili, ma non prevedono parametri di efficienza energetica, né controlli in caso di mancata certificazione energetica. Veneto, Toscana, Campania, Calabria e Marche hanno emanato Linee Guida per l'edilizia sostenibile, che devono essere adottate dai regolamenti comunali per entrare in vigore. Le altre regioni si limitano a dare semplici indicazioni sullo sviluppo delle fonti rinnovabili (fonte Rapporto Efficienza Energetica Enea 2013). Secondo Giovanni Tordi, amministratore delegato di Officinae Verdi, “quella dell'Italia a ‘energia pulita’ è una mappa articolata e complessa, che è necessario monitorare perché ad oggi ammonta ancora a 4,4 Mtep/anno di energia primaria risparmiata il gap che separa l'Italia dall'obiettivo europeo del 20% di efficienza energetica al 2020 e l'impegno delle amministrazioni regionali è fondamentale nel dare seguito ai provvedimenti nazionali e cogliere l'opportunità di innovazione e sviluppo offerta dai fondi strutturali europei”. Gli investimenti in energie rinnovabili ed efficienza energetica, secondo Tordi, "possono far ripartire la nostra economia grazie ad un modello di sviluppo diffuso a basso impatto ambientale ma ad alto tasso di occupazione e innovazione tecnologica, con importanti possibilità di ricerca applicata: i soli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici hanno mobilitato, al 2013, 19 miliardi di euro di investimenti e attivato tra diretto e indotto 280mila posti di lavoro (dati Servizio studi della Camera dei Deputati)”.

EUROPA DIVISA SUI TARGET UE CO2 E RINNOVABILI AL 2030

Il prossimo 22 gennaio la Commissione europea presenterà la sua proposta sulla strategia Ue su clima ed energia per il 2030. Al centro, due punti fondamentali, il taglio della CO2 e la quota di energia da rinnovabili, sui quali però non c’è accordo tra gli Stati membri. A Bruxelles si prospetta dunque una dura battaglia, con grandi divisioni a livello politico e fra i 28 Paesi. Il primo appuntamento di verifica della strategia al 2030 sarà quello dei 28 ministri europei dell'ambiente e dell'energia a marzo, poi dei leader europei. I tempi per trovare l'accordo e preparare una proposta legislativa sono stretti: il mandato di questa Commissione Ue scade a ottobre.
L'Italia ha fatto blocco con le altre tre maggiori economie europee (Germania, Francia e Gran Bretagna) per chiedere un obiettivo di riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990. Lo stesso messaggio lanciato dalla relazione congiunta delle commissioni ambiente e industria dell'Europarlamento, che risulta quello più probabile per la proposta della Commissione europea, secondo fonti comunitarie. Il grande pomo della discordia sarà quindi quello delle rinnovabili: la Gran Bretagna ha già espresso chiaramente il suo "no" ad altri obiettivi vincolanti oltre a quello della CO2, appoggiata da un big dell'area orientale come la Polonia, impegnata a difendere il suo carbone. L'Italia, schierata ora con Francia, Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Irlanda e Portogallo, fa pressing perché un target sulle fonti verdi venga previsto, senza però definire né un "quantum" né se debba essere vincolante o meno.
L'ipotesi più accreditata è che la nuova strategia in arrivo a Bruxelles si basi su un impegno volontario, dando agli Stati membri più libertà di scegliere il proprio mix energetico, ma tagliando le gambe ai forti incentivi per le rinnovabili. Sul fronte dell'Europarlamento le commissioni ambiente e industria si sono accordate su un target del 30% di consumo da rinnovabili, oltre che su un aumento del 40% dell'efficienza energetica. Quest'ultimo però è per ora destinato a rimanere nell'ombra, visto che quello del 20% già fissato per il 2020 non sarà raggiunto e si attende la revisione dell'apposita direttiva, con un testo che deve ancora passare al vaglio della plenaria del Parlamento europeo a febbraio.

SORGENIA, LE BANCHE AL LAVORO. IPOTESI CONVERSIONE DEL DEBITO IN AZIONI

Le banche creditrici di Sorgenia, il produttore e venditore di energia controllato da Cir, stanno lavorando a una soluzione condivisa sul debito della società. A dirlo è Alessandro Cataldo, responsabile corporate investment banking Italia di Unicredit. "Si sta lavorando. C'è un dialogo in corso, ovviamente c'è attesa di tutti per trovare una soluzione condivisa", ha detto a margine di un convegno.
Nei giorni scorsi il Sole 24 Ore ha riportato una lettera delle banche in cui si ipotizza una conversione di parte del debito di Sorgenia in azioni e quindi il controllo della società da parte degli istituti. Sorgenia è in crisi di liquidità ed in trattative con le banche per ristrutturare l'indebitamento che ha raggiunto quota 1,9 miliardi.
Una fonte vicina alle trattative, che conferma l'indiscrezione sulla lettera, sottolinea che "le banche non sono tutte unite su come portare avanti il braccio di ferro perché alcune sono più esposte di altre e ci sono livelli diversi di garanzia". Inoltre, l'ipotesi che le banche entrino nel capitale di Sorgenia "creerebbe problemi di governance perché la Cir si ritroverebbe ad avere un ruolo minoritario nella società energetica", aggiunge.
Il tutto mentre è già scaduto il mese di tempo di autonomia per la società, in assenza di un accordo con le banche finanziatrici sulla moratoria del debito, annunciato lo scorso 17 febbraio.

CLIMA ENERGIA AL 2030, BRUXELLES PUNTA AL TAGLIO DEL 40%

La Commissione europea porta in Parlamento la proposta di ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG) del 40% rispetto al 1990, un obiettivo vincolante a livello UE, che punta anche a modificare la quota delle energie rinnovabili al 27%, fare politiche più ambiziose in materia di efficienza energetica, creare un nuovo sistema di governance e una serie di nuovi indicatori per assicurare un sistema energetico competitivo e sicuro.
Sostenuto da un’analisi dettagliata dei costi e dei prezzi dell’energia, il quadro 2030 in materia di clima ed energia “garantirà certezza normativa per gli investitori e un approccio coordinato fra gli Stati membri per sviluppare nuove tecnologie. Il quadro si propone come stimolo costante per progredire verso un’economia a basse emissioni di carbonio e un sistema energetico competitivo e sicuro, da cui deriveranno prezzi accessibili per tutti i consumatori, maggiore sicurezza delle forniture energetiche, minore dipendenza dalle importazioni di energia e nuove opportunità per la crescita e l’occupazione, se si considerano i potenziali impatti sui prezzi a lungo termine”.
La comunicazione che stabilisce il quadro 2030 sarà discussa ai massimi livelli, in particolare in seno al Consiglio europeo e al Parlamento europeo. Il testo sarà accompagnato da una proposta legislativa per una riserva di stabilità del mercato per il sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (UE ETS), da attivare a partire dal 2021. Una relazione sui costi e sui prezzi dell’energia in Europa, pubblicata contemporaneamente alla comunicazione, suggerisce che l’aumento dei prezzi può essere contenuto attuando politiche efficaci sotto il profilo economico, creando mercati energetici competitivi e con una migliore efficienza energetica.
Gli elementi chiave del quadro strategico per il 2030 istituito dalla Commissione prevede un obiettivo vincolante per la riduzione dei gas serra: elemento centrale della politica climatica ed energetica dell’UE per il 2030, l’obiettivo di ridurre le emissioni del 40% al di sotto del livello 1990 verrebbe raggiunto unicamente mediante misure interne. La riduzione annua del massimale delle emissioni dei settori compresi nel sistema ETS dell’UE aumenterebbe, passando dall'attuale 1,74% al 2,2% dopo il 2020. Le emissioni dei settori che non rientrano nel sistema ETS dovranno ridursi del 30% al di sotto del livello 2005; questo sforzo sarebbe ripartito equamente tra gli Stati membri. La Commissione invita il Consiglio e il Parlamento europei a concordare, entro la fine del 2014, che l’UE si impegni all'inizio del 2015 a realizzare una riduzione del 40% nell’ambito dei negoziati internazionali per un nuovo accordo mondiale sul clima, che si concluderanno a Parigi alla fine del 2015.
Un altro punto centrale è la riforma del sistema ETS dell'UE: la Commissione propone di stabilire una riserva per la stabilità del mercato all'inizio del prossimo periodo di scambio ETS, nel 2021. La riserva permetterà sia di affrontare l’eccedenza di quote di emissioni che si è costituita negli ultimi anni sia di migliorare la resilienza del sistema agli shock gravi, regolando automaticamente la fornitura di quote da mettere all’asta. La creazione di una tale riserva è sostenuta da molte parti. Secondo quanto previsto dalla legislazione proposta, la riserva opererebbe interamente secondo regole predefinite che non lascerebbero margini discrezionali alla Commissione o agli Stati membri per la sua attuazione.
Connie Hedegaard, Commissaria incaricata dell'Azione per il clima, si dice soddisfatta: “Abbiamo smentito tutti quelli che dicevano che oggi la Commissione non avrebbe proposto niente di particolarmente ambizioso. Tagliare le emissioni del 40% rappresenta l'obiettivo più efficace in materia di costi per l'UE e tiene conto della nostra responsabilità a livello mondiale. Naturalmente, l'Europa deve continuare a spingere fortemente per le energie rinnovabili: per questo la proposta di un obiettivo vincolante annunciata dalla Commissione è estremamente importante. Si dovrà ora raggiungere un accordo sui dettagli, ma la direzione da percorrere è già chiara. Se anche altre regioni del mondo fossero altrettanto ambiziose nella lotta ai cambiamenti climatici - ha concluso Hedegaard - oggi il pianeta sarebbe in condizioni decisamente migliori”.

DUE MILIARDI DA BEI PER PROGETTI SULLE RINNOVABILI E STOCCAGGIO DEL CARBONIO

Dalla BEI sono in arrivo più di due miliardi per i progetti innovativi di energia rinnovabile e stoccaggio del carbonio(ccs). La finalità è di svilupparli fino a poterli utilizzare su scala commerciale. La peculiarità del prestito della Banca è il fatto che i denari sono stati ottenuti con la vendita dei crediti per le emissioni di carbonio seguendo le linee del programma NER 300, iniziato nel 2011 e terminato quest'anno. La BEI ha proceduto alla vendita di 300 permessi di emissioni in due fasi. La prima, iniziata il 5 dicembre 2011 e terminata nel settembre 2012, ha permesso di piazzare sul mercato 200 crediti per un valore di un miliardo e mezzo. Tale cifra è già stata destinata a sostenere 23 progetti di energia rinnovabile. A luglio la Commissione europea indicherà i progetti che fruiranno dei fondi raccolti nel corso della seconda parte del programma, relativa ai rimanenti 100 crediti di emissione.

ELETTRICITÀ: MENO BLACK-OUT AL NORD ITALIA, MIGLIORA LA QUALITÀ DEL SERVIZIO NELLE AREE URBANE

Le famiglie e i piccoli consumatori di energia elettrica che beneficiano della migliore qualità del servizio a livello nazionale abitano prevalentemente al Nord Italia, in centri urbani con oltre 50mila abitantie sono riforniti da società di distribuzione con la maggior parte di rete interrata.
È quanto emerge dalla prima graduatoria nazionale delle società di distribuzione di energia elettrica, realizzata dall’Autorità per l’energia sulla base del confronto fra numero e durata delle interruzioni, sia di diretta responsabilità del distributore sia per guasti provocati da terzi. Le società di distribuzione di energia elettrica più virtuose a livello nazionale, con meno di due interruzioni l’anno e inferiori a 15 minuti, operano nelle aree urbane del Nord Italia e hanno la maggior parte della rete di distribuzione interrata.
In generale, la situazione più favorevole per numero e durata di interruzioni riguarda circa 10 milioni di italiani che vivono nelle città con oltre 50.000 abitanti: il 68% subisce mediamente meno di tre interruzioni l’anno, il 20% da 3 a 6 interruzioni e il restante 12% oltre 6 interruzioni. Per quanto riguarda la durata delle interruzioni, 4 clienti su 10 hanno avuto in media disservizi complessivamente inferiori a 25 minuti, 5 su 10 hanno subito interruzioni dai 25 a 50 minuti, il restante 12% oltre i 50 minuti.
I disservizi colpiscono un po’ più spesso (sia per numero che per durata) i 18 milioni di utenze situate nei comuni di media grandezza, con oltre 5.000 fino a 50.000 abitanti: il 16% delle utenze subisce mediamente meno di 3 interruzioni nell’anno, il 38% da 3 a 6 interruzioni, il restante 46% oltre 6 interruzioni. Inoltre, il 40% delle utenze subisce interruzioni per oltre 50 minuti e il 33% dai 25 ai 50 minuti. Solo il 27% dei consumatori ha interruzioni per meno di 25 minuti.
Infine nei comuni più piccoli, sotto i 5.000 abitanti, su circa 8,5 milioni di utenze una percentuale ragguardevole, ben il 78%, subisce oltre sei interruzioni in un anno, il 21% da tre a sei interruzioni e solo l’1% ha avuto mediamente meno di 3 interruzioni; quanto alla durata delle interruzioni, il 3% delle utenze in media ha perso meno di 25 minuti, il 59% da 25 a 50 minuti, il restante 38% oltre i 50 minuti.
Per le utenze allacciate in media tensione le prestazioni migliori in relazione al numero di interruzioni lunghe e brevi e di interruzioni transitorie sono equamente distribuite tra le imprese distributrici, anche se con un leggero primato delle società nel Nord Italia. Inoltre, anche per quanto riguarda la media tensione, le società di distribuzione con rete prevalentemente in cavo hanno prestazioni migliori rispetto a società che operano in aree caratterizzate dalla presenza di linee aeree.

RINNOVABILI ED EFFICIENZA ENERGETICA, CRESCE FREE. ZORZOLI PRESIDENTE

Il 7 febbraio si sono svolte l’Assemblea straordinaria e ordinaria del Coordinamento Free (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), alle quali hanno partecipato per la prima volta quattro nuovi soci, Assorinnovabili, Ises Italia, Cna Installazione Impianti e Renael, portando da 20 di un anno fa a 28 i soci che, nel loro insieme, rappresentano più di 4.000 aziende e circa 150.00 occupati. In tal modo più del 90% del mondo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili è ormai presente all’ interno di Free, che gode anche dell’adesione di altre 13 Associazioni, le cui caratteristiche impediscono loro di diventare soci a tutti gli effetti.
“Chiediamo al Ministro dello Sviluppo economico, una presenza costante di Free al tavolo di confronto tra le parti sociali, le imprese e il Governo per affrontare la crisi del sistema elettrico. Il divario fra le potenzialità dello sviluppo economico e occupazionale del settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica e il moltiplicarsi di azioni di campagne mediatiche che nascono a livello governativo e parlamentare, nonché da parte di associazioni imprenditoriali e forze sindacali, rendono necessario un confronto costante al quale siamo tenuti a partecipare”. E’ quanto ha dichiarato il neo presidente eletto di Free, Giovan Battista Zorzoli, nel corso dell’Assemblea. Eletto anche il nuovo Consiglio direttivo di Free che risulta così formato: Simone Togni (Anev), Livio De Santoli (Aicarr), Marino Berton (Aiel), Edoardo Zanchini (Legambiente), Sergio D’Alessandris (Assolterm), Agostino Re Rebaudengo (Assorinnovabili).

L’UNIONE EUROPEA PUNTA A RIDURRE PROGRESSIVAMENTE SUSSIDI ALLE RINNOVABILI

Ridurre progressivamente i sussidi alla produzione di energia da fonti rinnovabili per cercare diridurre i prezzi dell'energia elettrica e aumentare la competitività delle imprese europee. È uno degli obiettivi della Commissione europea, che ha presentato nuove regole sugli aiuti di Stato per le energie rinnovabili e la protezione dell'ambiente.
Molti Paesi membri della Ue sostengono con aiuti e sussidi le energie rinnovabili per raggiungere gli obiettivi sull'ambiente fissati da Ue per il 2020. Spesso però gli incentivi sono finanziati con aumenti dei prezzi in bolletta, che fanno aumentare i prezzi dell'energia elettrica per i consumatori e le imprese europee.
Le nuove norme, che dovrebbero entrare in vigore il prossimo luglio, prevedono “un passaggio graduale al sostegno di mercato per le energie rinnovabili”, si spiega dalla Commissione. Per le rinnovabili, ha sottolineato il commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia, “è tempo di entrare nel mercato. Queste norme contribuiranno a rendere il mercato dell'energia più affidabile”.

NASCE CONFINDUSTRIA ENERGIA ADRIATICA

Le cinque Associazioni industriali delle Marche hanno dato vita a Confindustria Energia Adriatica regionale, una società consortile che aiuterà le Pmi a risparmiare su energia elettrica e gas. Il nuovo aggregato conta 500 aziende per circa 300 milioni di kw/h e 6 milioni di metri cubi di gas. Parte da un fatturato complessivo di circa 45 milioni di euro (fra intermediazione e fatturazione diretta), con l'obiettivo di arrivare a 60 milioni entro i prossimi tre anni. Confindustria Energia Adriatica sarà un interlocutore unico per tutto quanto riguarda energia elettrica e gas: acquisto in forma aggregata all'ingrosso, audit di efficienza, accise, qualità della rete elettrica, burocrazia per nuovi allacci e variazioni. A breve sarà attivo anche un servizio per l'acquisto in forma aggregata di energia prodotta dagli impianti fotovoltaici.

VIGEVANO (ACQUIRENTE UNICO): “CREARE CONDIZIONI PER OFFERTE PIÙ COMPETITIVE”

A sette anni di distanza dalla apertura del mercato elettrico ai piccoli consumatori, il prezzo del mercatotutelato per le micro e piccole imprese è da 4 anni inferiore ai prezzi praticati dal mercato libero, in concomitanza con un regime di prezzi discendenti. Mentre la quota del prezzo finale dell'energia pagato dai cittadini che si forma sul mercato è tra le più ampie in Europa: 47% in Italia contro il 35% della
Germania. È il quadro che emerge da due studi promossi da Acquirente Unico-AU presentati ai principali operatori del settore e ai rappresentanti delle Istituzioni nell'ambito di un convegno sul mercato elettrico.
“In tutta Europa - ha affermato Paolo Vigevano, presidente e Ad dell'AU - i prezzi dell'energia sono incalo, ma ovunque i consumatori non beneficiano di questo fenomeno per via dei crescenti oneri fiscali e parafiscali che si scaricano in bolletta. Si tratta di fenomeni su cui riflettere, soprattutto in un momento in cui il Governo sta predisponendo politiche per la discesa dei prezzi dell'energia per le Pmi. Per quanto riguarda l'Italia - ha continuato - dobbiamo salutare come un successo il fatto che un terzo degli utenti ha deciso di scegliere un operatore e affidarsi alle offerte del libero mercato, lasciando così il mercato tutelato. Qualunque revisione dell'attuale meccanismo di tutela nel settore elettrico che voglia favorire ilpassaggio verso il mercato libero - ha concluso - deve essere indirizzata a creare le condizioni affinché le offerte diventino più competitive a favore del consumatore e per stimolare la concorrenza. Soprattutto in una fase di crisi gravissima per le famiglie, per i consumatori e le Pmi, ma anche per tutti gli altri attori, occorre guardarsi dal rischio di produrre soluzioni inefficaci perché di breve respiro”.

POMPE DI CALORE, NUOVO INCENTIVO DALLA TARIFFA ELETTRICA

In arrivo la nuova tariffa elettrica dedicata alle pompe di calore (pdc), che consentirà di migliorare la convenienza economica di questo impianto per la climatizzazione degli ambienti. La nuova tariffa dovrebbe consentire un risparmio di diverse centinaia di euro l’anno sulla bolletta elettrica.
La nuova tariffa sarà in vigore da giugno, alla quale potranno accedere, in via sperimentale e volontaria, gli utenti che installino una pdc come impianto di riscaldamento principale in un'abitazione di residenza, anche nel caso in cui scelgano il mercato libero. Con il nuovo sistema tariffario infatti il costo del KWh sarà costante, a prescindere dai consumi. Gli utenti che la sceglieranno potranno accedere alla tariffa D1 e pagheranno tutti i kWh consumati - compresi quelli destinati alla pdc - circa 21 centesimi (a seconda di come verranno aggiornati oneri di sistema, di rete e imposte da qui a giugno).
“La progressività delle tariffe elettriche italiane era un grosso ostacolo alla diffusione delle pompe di calore in Italia" - spiega Fernando Pettorossi, responsabile del gruppo Pompe di calore di Anima-Co.Aer, intervistato dal sito QualEnergia.it -. Un settore che "pur essendo stata all'avanguardia, finora è stata costretta a esportare circa il 50% della produzione". "Giudichiamo in maniera molto positiva - continua Pettorossi - la nuova tariffa che sarà introdotta. Ora la palla è nelle mani degli operatori della filiera: bisogna trarre il massimo da questo 2014 che si annuncia l'anno più propizio per questa tecnologia visto che, oltre alla nuova tariffa, fino al 31 dicembre sono ancora in vigore le detrazioni fiscali del 65%, l'incentivo più attraente per le pdc”.

NASCE IL MANIFESTO EUROPEO CONTRO GLI SPRECHI DEGLI EDIFICI

Un manifesto comune contro gli sprechi energetici negli edifici, che punta ad abbattere i
consumi dell'80% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2010, risparmiando 240 miliardi di euro all'anno e creando due milioni di nuovi posti di lavoro. A lanciarlo è Renovate Europe, l'iniziativa europea volta a sensibilizzare istituzioni e cittadini dei 28 paesi dell'Ue sulla riqualificazione energetica.
Renovate Europe è una campagna promossa da 31 sostenitori, che riuniscono associazioni non governative, enti locali, sindacati, gruppi di esperti e il settore terziario. A rappresentare l'Italia è Rete Irene, network di imprese italiane specializzato in riqualificazione energetica.
L'obiettivo è promuovere una serie di interventi legislativi e programmi di riqualificazione del patrimonio immobiliare del Vecchio Continente, attualmente responsabile del 40% del consumo energetico europeo complessivo nonchè del 36% delle emissioni di biossido di carbonio nell'atmosfera. A questo scopo il 2
aprile è partita una raccolta di firme, in contemporanea a Bruxelles e nei diversi paesi dell'Ue, che coinvolgerà i candidati alle imminenti elezioni per il rinnovo dell'Europarlamento, a cui verrà chiesto di impegnarsi per fermare gli sprechi di energia negli edifici europei.

CLIMA GLOBALE: APPROVATO IL PACCHETTO DI BRUXELLES. LE POSIZIONI DEI PAESI

I ministri dei Ventotto, durante il Consiglio Energia dell'Ue a Bruxelles, hanno appoggiato in linea di massima la nuova proposta della Commissione europea di tagliare entro il 2030 le emissioni di gas a effetto serra dell'Unione per il 40% rispetto ai livelli del 1990, insistendo sull'esigenza di garantire la massima flessibilità e autonomia dei singoli Stati membri per quanto riguarda il modo di conseguire quest'obiettivo, ovvero le scelte nell'ambito di ciascun "mix" energetico nazionale.
La Commissione ha proposto anche di portare al 27%, sempre entro il 2030, la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo complessivo dell'Unione, ma senza declinare quest'obiettivo al livello nazionale. La maggior parte dei ministri intervenuti nel dibattito al Consiglio Energia ha approvato l'assenza di obiettivi nazionali in questo settore. Molti ministri, inoltre, si sono detti contrari a conferire all'Esecutivo Ue poteri forti di controllo e coordinamento nei riguardi dei piani nazionali che gli Stati membri dovranno presentare per lo sviluppo delle rinnovabili sul loro territorio.
I leader europei discuteranno nuovamente, al prossimo vertice del 20 e 21 marzo, il pacchetto di politiche climatiche ed energetiche proposto dalla Commissione Europea, in vista del vertice sul clima organizzato, per settembre, dal segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon.
Avere al livello nazionale un obiettivo cospicuo di riduzione delle emissioni, senza accompagnarlo con un obiettivo di aumento della quota di rinnovabili nel "mix" energetico significa, nelle intenzioni di molti Stati membri, poter incentivare con il sostegno pubblico non solo le fonti "verdi" vere e proprie, ma anche le altre cosiddette fonti "low carbon", ovvero il nucleare e il gas (compreso il controverso gas di scisto). Musica per le orecchie delle compagnie energetiche che, dopo aver investito nelle centrali a gas, si sono ritrovate spiazzate dal forte sviluppo delle rinnovabili (spinto dagli incentivi) e dalla rivoluzione del gas di scisto americano, con il conseguente arrivo di carbone a prezzi stracciati dagli Usa.
L'idea che gli incentivi pubblici possano andare non solo alle rinnovabili, ma anche al nucleare, è stata già messa in pratica dal governo britannico, che si è impegnato a sostenere per 35 anni, con una tariffa fissa garantita e indicizzata all'inflazione, l'energia prodotta da una nuova centrale atomica in costruzione a Hinkley Point, nel Sud Ovest dell'Inghilterra.
È lo stesso tipo di incentivo ("feed-in tariff") applicato per anni alle rinnovabili in molti paesi Ue, a partire da Italia e Germania. Il commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, ha aperto un'inchiesta (potrebbe trattarsi di aiuti di Stato proibiti dal diritto Ue), ma il suo collega all'Energia, il tedesco Günther Öttinger, non sarebbe contrario. A chi gli chiedeva se pensi che con il nuovo pacchetto clima-energia si potrà dare al gas e al nucleare lo stesso tipo di sostegno pubblico che hanno avuto finora le rinnovabili, Öttinger ha risposto: "È una questione aperta, dobbiamo verificare. Comunque, questo tipo di aiuti va notificato alla Commissione, come ha fatto il Regno Unito" per la centrale di Hinkley Point.
A premere perché il Consiglio Ue del 20 marzo dia un segnale chiaro sul pacchetto clima-energia per il 2030 sono stati gli altri big dell'economia europea: Germania, Francia e Gran Bretagna, mentre a frenare è soprattutto la Polonia, insieme ad altri vicini dell'est.


RINNOVABILI: FIRMATO PROTOCOLLO ANEV-GSE PER ISTITUIRE TAVOLO TECNICO

Un tavolo tecnico permanente per confrontarsi sugli aspetti normativi del settore delle fonti rinnovabili. Questo lo scopo del protocollo d'intesa firmato da Nando Pasquali, presidente e amministratore delegato del Gestore dei Servizi Energetici (Gse) e Simone Togni, presidente dell'Associazione nazionale energia del vento (Anev). In particolare, l'accordo e' finalizzato alla realizzazione congiunta di attivita' a sostegno dello sviluppo del settore eolico. Nell'ambito del tavolo tecnico, infatti, il Gse fornira', su richiesta di Anev, informazioni e chiarimenti che saranno da questa condivisi con i propri associati. Il rapporto di collaborazione reciproca tra i due soggetti consentira' di facilitare il perseguimento del comune intento di promozione delle energie rinnovabili, di attenuare eventuali rischi di contraddittorio e di migliorare la comunicazione tra Anev e Gse. L'Anev diffondera' ai propri iscritti le regole applicative definite dal Gse e raccogliera' e veicolera' verso il Gestore le eventuali problematiche riscontrate dagli associati. A sua volta il Gse garantira' l'istituzione di un canale telematico dedicato ad Anev al fine di fornire specifica assistenza e supporto tecnico.
''L'accordo con l'Anev- dichiara Nando Pasquali, presidente e amministratore delegato Gse - punta, tra l'altro, alla realizzazione congiunta di attivita' mirate a sostenere lo sviluppo del tessuto imprenditoriale italiano attivo nel settore delle energie rinnovabili, in particolare quello eolico, nell'ottica di una presenza maggiore sui mercati esteri. E' un ulteriore rafforzamento, quindi, delle attivita' gia' in corso con Corrente, il portale del Gse che aggrega, in maniera gratuita e volontaria, le aziende italiane attive
nei settori delle rinnovabili e delle tecnologie pulite''. ''La firma del protocollo d'intesa con il Gse rappresenta un ulteriore traguardo nell'ambito dei rapporti istituzionali dell'associazione - aggiunge il presidente Anev Simone Togni - si tratta del consolidamento di una gia' fattiva collaborazione avviata sin dalla nascita dell'associazione, finalizzata a semplificare il dialogo tra le aziende associate e il Gse, in particolare in merito alla normativa di settore e alla relativa applicazione''.

Gara illuminazione pubblica: nuovo ricorso di Enel a Tea

Tea annuncia di aver ricevuto un altro ricorso, il terzo, da parte di Enel Sole teso nuovamente a sospendere la gara di Tea Reteluce.
L’atto è stato notificato nella serata di venerdì 7 marzo anche ai 29 Comuni mantovani che hanno aderito al progetto di illuminazione pubblica promosso da Tea.
Al riguardo, la Società non può che ribadire la propria posizione, tesa a tutelare gli interessi dei Comuni titolari dei servizi messi a gara e dei cittadini, e informa di aver già fissato per venerdì 14 marzo un incontro con tutti gli Enti coinvolti proprio al fine di condividere i passi da compiere.
Tea è fiduciosa che anche in questa sede, come nelle due precedenti, l’istanza di Enel Sole venga disattesa dai giudici amministrativi.
Si ricorda, infine, che è già stata fissata l’udienza per la discussione del merito per il prossimo 28 maggio.

NASCE ENERGIEPERTE.IT DI GDF SUEZ, NEWS E CONSIGLI PER CONSUMATORI

Consigli pratici su come risparmiare, informazioni sulle bollette, suggerimenti su contratti, agevolazioni e pannelli fotovoltaici. E' il nuovo servizio ai consumatori offerto da Gdf Suez attraverso il portale Energieperte.it che, attraverso immagini, colori e un linguaggio semplice, si pone l'obiettivo di "spiegare il mondo complesso dell'energia", con l'obiettivo e l'ambizione di fornire, in futuro, supporto ai cittadini anche a proposito di apparecchi di uso domestico, come le caldaie. Per Aldo Chiarini, ceo di Gdf Suez Italia, "il panorama dell'energia sta cambiando da alcuni anni". E' in corso una "transizione energetica in Europa, e Gdf Suez vuole essere leader di questa transizione". Nel corso del convegno dedicato ai 'Nuovi linguaggi e nuovi canali per il consumatore di energia' organizzato dal gruppo a Milano, Chiarini ha spiegato meglio il concetto di transizione energetica: "Si basa - dice - sulle rinnovabili, sull'efficienza energetica e sull'innovazione". Ed e' proprio su quest'ultima che Gdf Suez vuole puntare. "La nostra strategia in Europa pone il cliente al centro e - aggiunge il ceo - il portale sara' un elemento determinante". Energieperte.it, presentato oggi, punta su diverse modalita' di contatto e comunicazione tra i clienti e l'azienda, che mette a disposizione una apposita pagina Facebook, video interattivi, live chat, oltre ai piu' tradizionali strumenti di accesso, rinnovati e potenziati.

ENEL GREEN POWER: IN TOSCANA, IL 26% DELL’ENERGIA ELETTRICA DALLA GEOTERMIA

Da 100 anni, la geotermia in Toscana contribuisce alla produzione elettrica grazie al calore della terra. E nel 2013, i 33 impianti di Enel Green Power - dislocati tra le province di Pisa, Grosseto e Siena - hanno prodotto più di 5.235 Gigawattora, attestandosi intorno al 26,5% di produzione di energia elettrica.
Con il 2013 si conclude un anno particolare e importante per la geotermia toscana, quello del centenario dell’entrata in esercizio della prima centrale geotermica al mondo: nel settembre 1913, infatti, dopo che nel 1904 il principe Piero Ginori Conti aveva dato il via agli usi elettrici della geotermia, accendendo cinque lampadine grazie a una dinamo azionata da un motore alternato tramite vapore endogeno, a Larderello fu avviato il primo impianto industriale che produceva elettricità da fonte geotermica.
Tra gli eventi organizzati da Enel Green Power, l’apertura delle Centrali al pubblico, l’inaugurazione del Museo nazionale della geotermia, un convegno all’Università di Pisa e tante iniziative sportive e culturali.

AD APRILE DOPPIA RIDUZIONE DELLE BOLLETTE, ELETTRICITÀ -1,1% E GAS -3,8%

Scattata una doppia riduzione delle bollette di famiglie e piccoli consumatori a partire da aprile: l’energia elettrica diminuirà dell’1,1% e il gas del 3,8%, con un calo complessivo della spesa per il metano di oltre l’11% in un anno, tenuto conto della diminuzione del 7,3% del 2013. Lo ha deciso l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico nell’aggiornamento dei prezzi di riferimento per il trimestre aprile-giugno 2014, con particolare riferimento al ‘consumatore-tipo’ servito in tutela. In diminuzione del 3,9% rispetto al mese precedente anche il GPL distribuito a mezzo reti.
Le nuove condizioni stabilite dall’Autorità si tradurranno in una minore spesa di 6 euro su base annua per l’energia elettrica e di 46 euro per il gas, portando il risparmio sulla bolletta del metano a un totale di circa 140 euro negli ultimi 12 mesi. Un risultato particolarmente significativo, reso possibile dalla riforma del gas approvata nel 2012 dall’Autorità.
Sul fronte elettrico la riduzione della bolletta è legata alla forte discesa dei prezzi del gas utilizzato nella produzione termoelettrica dopo la riforma del 2012: alla diminuzione ha infatti contribuito sostanzialmente il calo del 2,8% dei costi di acquisto dell’energia elettrica all’ingrosso (la cosiddetta componente materia prima), in parte attenuato dalla necessità di incrementare le componenti per la commercializzazione (+0,2%) e per i meccanismi di riequilibrio dei costi di perequazione, ovvero i conguagli per i servizi di rete (+1%).
Sulla variazione della bolletta elettrica pesa anche un ulteriore limitato aumento degli oneri di sistema (+ 0,5%), in particolare di quelli per il finanziamento della messa in sicurezza degli impianti nucleari disattivati. L’insieme degli oneri di sistema è cresciuto dell’11% nell’ultimo anno, raggiungendo il 21,5% della bolletta elettrica.
La famiglia tipo ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW; per il gas i consumi sono di 1.400 metri cubi. Oltre al servizio di tutela vi è il mercato libero, con offerte stabilite dai diversi venditori per la parte materia prima.
La diminuzione della spesa della fattura del gas naturale è frutto del forte calo (-5,4%) dei prezzi della materia prima, solo in parte controbilanciato dall’incremento dell’1,6% della cosiddetta “assicurazione” per la stabilità dei prezzi (la componente CPR), introdotta dall’Autorità per incentivare la rinegoziazione dei contratti a lungo termine e per ridurre la volatilità delle bollette a fronte di rischi tipici dei mercati spot come le variazioni di prezzo o di volume.
Nel dettaglio, in aprile il prezzo di riferimento dell’energia elettrica sarà di 18,975 centesimi di euro per kilowattora, in riduzione di 0,214 centesimi di euro, tasse incluse, rispetto al trimestre precedente. Il prezzo di riferimento del gas sarà invece di 83,01 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse.

OETTINGER (UE) "RETI URBANE AD ALTA EFFICIENZA ENERGETICA"

Reinventare l'Europa: reti urbane intelligenti che collegano generazione di energia, mezzi di trasporto, edilizia popolare e luoghi di lavoro ad alta efficienza energetica. Sono stati questi i temi portanti del MIPIM, il salone internazionale del real estate, che si è svolto dal 10 al 13 marzo a Cannes e che ha visto la partecipazione del Commissario europeo all'energia Gunther H. Oettinger. Architetti e pianificatori urbani di molti Paesi sono da tempo impegnati a definire il mondo che avremo nelle prossime due o tre generazioni. In particolare le decisioni di politica dell'energia attuali modelleranno il mondo dei nostri figli e dei nostri nipoti. Le città sono e saranno il cuore delle politiche energetiche. I cambiamenti nel modo di configurare l'energia nelle città disegneranno differenti tipologie di futuro. “La Commissione europea - ha detto Oettinger - ha messo in campo su tale tema un ampio range di iniziative. Va segnalato inoltre che 5.000 sindaci europei si sono volontariamente impegnati ad aumentare l'efficienza energetica e l'uso delle fonti rinnovabili nei loro territori”.

AZIENDE ENERGETICHE E CONSUMATORI CHIEDONO UN MERCATO PIÙ EFFICIENTE

Edison, EnerGrid, E.On, GdF Suez Energie, Flyenergia e Sorgenia, insieme ad una delegazione in rappresentanza di tutte le associazioni dei consumatori del Cncu Consiglio nazionale consumatori e utenti, hanno incontrato nella sede dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas i membri del Collegio per presentare una riflessione condivisa sul mercato libero dell'energia: una dettagliata analisi delle tematiche che ostacolano l'efficiente funzionamento del mercato libero nel rapporto tra venditore e distributore e insieme l'esame delle maggiori problematiche nel rapporto tra venditore e cliente finale.
Il documento è il risultato dell'analisi congiunta del tavolo di lavoro a cui hanno partecipato le aziende promotrici dell'iniziativa e a cui hanno aderito tutte e 18 le associazioni dei consumatori del Cncu.
"La soddisfazione del cliente e la qualità del servizio sono obiettivi prioritari sia per i venditori finali sia per le associazioni dei consumatori, ma per poterli garantire è necessario che tutta la filiera del settore funzioni correttamente e in modo efficiente", hanno detto i partecipanti al tavolo di lavoro, che intendono proseguire ed estendere l'iniziativa anche ad altri soggetti interessati.
Nel corso dell'incontro i rappresentanti delle aziende e delle associazioni dei consumatori hanno richiesto interventi dell'Autorità finalizzati a superare le criticità oggettive che ancora impediscono l'efficiente funzionamento e sviluppo del mercato finale.
Il documento verrà presentato al pubblico il 19 marzo a Roma nel corso di un evento che vedrà il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati: aziende, associazioni, consumatori e la stessa Autorità dell’energia.

SINDACATI: SONO A RISCHIO 5MILA POSTI DI LAVORO NEL TERMOELETTRICO

Il tema dell'energia è strategico per rilanciare e qualificare lo sviluppo del Paese, sia in termini di sostenibilità sia di competitività. Ma essenziale è la fase di transizione nella quale vanno governati i tempi del passaggio dal vecchio modello (prevalentemente incentrato sulle fonti fossili, petrolio, gas, carbone), al nuovo, più incline all'efficienza e risparmio energetico, alle fonti rinnovabili”.
Lo hanno detto i sindacati dell'energia Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil, ascoltati dalla commissione Industria del Senato. “Questo passaggio - affermano i sindacati - va governato sotto il profilo economico (costi eccessivi dell'energia sull'apparato produttivo, oltre il 30% in più che negli altri paesi europei nostri concorrenti), sociale (per la crisi del lavoro nel termoelettrico)”. In particolare, affermano i sindacati, occorre salvaguardare “i livelli occupazionali, per evitare la Waterloo del lavoro (su 10.000 addetti, oltre 5.000 sono i lavoratori a rischio nel termoelettrico)”. Diverse le riflessioni e le proposte avanzate dai sindacati.
Patrimonio da salvaguardare - Raffinerie, rigassificatori, pipeline, smart grid, trasporto e distribuzione, centrali elettriche - queste ultime peraltro le più moderne ed efficienti di Europa - sono un patrimonio del paese che va salvaguardato e non dismesso in questa fase di congiuntura negativa, per poterlo rilanciare nel futuro.
Costo dell’energia -Intervenire sulla diminuzione dei costi dell'energia con un intervento sulle cause strutturali (alto costo del mix di fonti primarie, inefficienze del sistema, disfunzioni della rete) nonchè la definizione di un nuovo sistema tariffario che riduca la componente fiscale e parafiscale delle bollette, tra cui gli oneri di sistema (fonti rinnovabili e assimilate, oneri nucleari, ecc.) incentivando l'efficienza energetica negli usi finali e riducendo l'attuale progressività delle tariffe che penalizza l'utilizzo razionale del vettore elettrico, ma salvaguardando le fasce sociali più deboli. È necessaria dunque la ridefinizione delle regole del mercato elettrico e in particolare la riforma dei meccanismi di funzionamento della Borsa elettrica affinchè l'elettricità prodotta a costi più bassi contribuisca alla riduzione dei prezzi finali.
Capitolo occupazione - Occorre un’attenta gestione della fase di transizione in corso per garantire autonomia e sicurezza energetica del paese, costi competitivi, valorizzando gli investimenti fatti e quelli necessari per ridurre i costi e la dipendenza energetica dall'estero (oggi attorno all'80%), salvaguardando e tutelando i livelli occupazionali per evitare la Waterloo del lavoro (su 10.000 addetti, oltre 5000 lavoratori a rischio nel termoelettrico, più di 6000 nella raffinazione).
Innovazione tecnologica - Costruire una filiera industriale legata allo sviluppo delle energie alternative, promuovendo le nostre eccellenze industriali. Investire poi una parte dei proventi derivanti dalle cedole milionarie che, ad esempio, Eni ed Enel "staccano" ogni anno allo Stato per contribuire a finanziare almeno il loro lavoro industriale, ricerca, chimica di base e "verde", raffinazione e settore termoelettrico.
Ridurre le tasse - Oltre alla riduzione degli oneri di sistema sull'assetto tariffario, occorre un intervento che aiuti le imprese del settore industriale e manifatturiero mediante una significativa riduzione dell'Iva e delle accise per l'energia elettrica.
Recuperare i siti energetici dismessi - Recuperare e bonificare i siti energetici in via di dismissione (circa 70 impianti) ai fini della loro riqualificazione e riutilizzo. Tali operazioni, a costo zero per i titolari delle centrali dismesse, sono in grado di attivare investimenti per oltre 1 miliardo di euro in Italia ed il trasferimento all'estero di ingegneria e costruzione di impianti nei paesi emergenti.

ENEL: PIANO 2014-2018, PREVISTI INVESTIMENTI PER 25.7 MILIARDI

Gli investimenti netti complessivi cumulati nel periodo di piano sono previsti in misura pari a circa 25,7 miliardi di euro, di cui circa 9,1 miliardi di euro destinati a supportare la crescita organica. Di tali investimenti complessivi, circa il 57% verra' poi indirizzato sui Paesi in crescita. Principalmente grazie alle azioni manageriali di riduzione dei costi e di ottimizzazione degli investimenti, si prevede che il Gruppo possa beneficiare di un "free cash flow" cumulato nell'arco di piano pari a circa 9,7 miliardi di euro, dopo il pagamento di dividendi per 11,6 miliardi di euro. Al fine di rafforzare la struttura patrimoniale del Gruppo, il piano industriale prevede di completare il pacchetto di dismissione di attivi patrimoniali precedentemente annunciato al mercato, con cessioni di asset per circa 4,4 miliardi di euro da realizzare entro la fine del 2014. Inoltre, nell'arco di piano, si proseguira' nella strategia di semplificazione della struttura societaria e di riorganizzazione del Gruppo anche attraverso operazioni di minority buyout; queste ultime, una volta finalizzate, si prevede possano incrementare la parte di utile netto consolidato di pertinenza del Gruppo dal 65% del 2014 al 76% del 2018. Per il 2014 si prevedono Ebitda pari a circa 15,5 miliardi di euro; Utile netto ordinario di Gruppo pari a circa 3 miliardi di euro; Indebitamento finanziario netto pari a circa 37 miliardi di euro. Per il 2016 si prevedono Ebitda pari a circa 16,5 miliardi; Utile netto ordinario di Gruppo pari a circa 3,7 miliardi; Indebitamento finanziario netto pari a circa 39 miliardi. Per il 2018 si prevedono Ebitda pari a circa 18 miliardi; Utile netto ordinario di Gruppo pari a circa 4,5 miliardi; Indebitamento finanziario pari a circa 36 miliardi.
Le priorita' strategiche fissate per il Gruppo nel periodo di piano 2014-2018 tengono conto dello strutturale cambiamento atteso negli scenari di riferimento, relativi sia ai macro-sistemi economici mondiali che al settore energetico. In particolare, si prevedono le seguenti principali linee guida di evoluzione di tali scenari: i mercati emergenti continueranno a guidare i processi di crescita mondiali; l'innovazione tecnologica costituira' uno degli elementi rilevanti nell'evoluzione delle tendenze nel settore energetico; il cliente finale sara' sempre piu' "consapevole" sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista ambientale; e i sistemi regolatori si focalizzeranno sempre di piu' sulle tematiche ambientali e i costi di sistema. Il Gruppo e' pronto ad affrontare queste nuove sfide del settore energetico attraverso le seguenti priorita' strategiche: proseguimento del percorso virtuoso di generazione di cassa; riduzione dell'indebitamento, ottimizzazione del portafoglio attivi e riorganizzazione del Gruppo, anche attraverso operazioni di minority buyouts; proseguimento del percorso di crescita organica nella generazione convenzionale (limitatamente ai mercati emergenti) e da fonti rinnovabili, nonche' nella distribuzione e nella vendita di energia elettrica e gas, facendo leva sui seguenti punti di forza gia' consolidati: nella generazione convenzionale, il Gruppo nel suo complesso puo' contare su circa 90.000 MW di capacita' installata, ben bilanciata e caratterizzata da un significativo contributo delle tecnologie a basso costo variabile e a "zero emissioni" (come il grande idroelettrico e il nucleare), nonche' su circa 257 TWh di energia elettrica prodotta, diversificata geograficamente, di cui circa il 49% sui mercati in crescita dell'America Latina, Europa dell'Est e Russia, e basata su un significativo apporto del grande idroelettrico e del nucleare, per circa il 41
Nelle energie rinnovabili, il Gruppo si posiziona come uno dei leader a livello mondiale, con circa 8.900 MW di capacita' installata in 16 Paesi, ripartita sulle prime 5 tecnologie del settore; nella distribuzione, il Gruppo conta su circa 400 TWh di energia distribuita in 8 Paesi, circa 61 milioni di utenti finali (di cui circa 14 milioni presenti in America Latina e particolarmente concentrati in grandi aree urbane ad elevata crescita, quali Santiago, Rio de Janeiro, Bogota' e Lima), nonche' circa 38,8 milioni di contatori digitali gia' installati in Europa; nella vendita, il Gruppo dispone di un portafoglio di circa 61 milioni di clienti nel mondo e risulta essere il piu' grande operatore europeo del settore, con una particolare attenzione alla vendita di prodotti e servizi legati all'efficienza energetica e ad elevato contenuto tecnologico

IL MINISTRO GUIDI, “PER IMPRESE BOLLETTE PIÙ LEGGERE ENTRO FINE 2014”

Per le imprese “una bolletta più leggera, più equa e trasparente”, agendo sugli “oneri di sistema”, con “un piano che partirà dal primo maggio, che evidentemente avrà bisogno di alcune tempistiche a seconda anche del tipo di provvedimento che dovremo prendere” ma che “probabilmente in gran parte potranno essere decreti ministeriali o comunque atti che potranno essere presi velocemente”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, illustrando le misure prese dal Cdm. “L'obiettivo è quello di arrivare a un completamento realistico di questa misura entro la fine del 2014”, ha aggiunto la Guidi.

SCENARIO. LA CINA DIVERRÀ IL PRIMO IMPORTATORE D’ENERGIA DEL MONDO

Nel 2035 la Cina sarà il maggiore importatore di energia del mondo. Lo afferma il Rapporto pubblicato dal colosso britannico del petrolio BP. Secondo questo studio, nel 2035 la produzione di energia della Cina aumenterà del 61%, contro un incremento dei consumi pari al 71 per cento. Così, la quota della Cina nella domanda globale di energia crescerà nel 2035 dal 22 al 27% e la sua dipendenza dall'import aumenterà dal 15 al 20 per cento. A quel punto e a quella data la Cina avrà superato l'Europa, divenendo appunto il maggiore importatore del globo.
Il mix energetico si evolverà sensibilmente: il carbone passerà dal 69 al 52% e il petrolio rimarrà stabile intorno al 18%, mentre il gas raddoppierà passando al 12 per cento.
La Cina sorpasserà gli Stati Uniti come maggior consumatore di petrolio nel 2027.

SCONTI ENERGETICI ALLE IMPRESE, ACCORDO BERLINO - UE

C'è l'intesa fra Bruxelles e Berlino sullo sconto per l’energia pulita di cui beneficeranno le imprese tedesche. Lo scrive la Dpa, citando fonti di governo. L'accordo arriva prima di una decisione del governo Merkel sulla riforma della legge sull’energia rinnovabile, che dovrebbe frenare l'aumento dei costi energetici.
Berlino era nel mirino della Commissione europea dallo scorso dicembre, per i forti sconti concessi a migliaia di imprese, concepiti come incentivo per l’energia pulita: nel 2014 è previsto che circa 2100 imprese si spartiscano uno sconto di 5,1 miliardi di euro.

CONSUMATORI CONTRO IL DECRETO EFFICIENZA: BOLLETTA MODIFICATA ALL’INSAPUTA DI TUTTI

L’Italia si appresta a recepire la Direttiva 2012/27 sull’efficienza energetica mediante un provvedimento adottato all’ultimo minuto, che avrebbe dovuto essere oggetto di ampia discussione e dibattito. Tuttavia, non solo non vi è stata alcuna discussione sulla materia, ma con questo decreto si modifica radicalmente la struttura della bolletta elettrica, eliminando la “progressività” all’insaputa di 30 milioni di utenze domestiche e premiando chi consuma di più.
È la posizione espressa in un comunicato congiunto delle associazioni consumatori Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codacons, Codici, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.
“Un vero paradosso, se pensiamo che da tempo i Consumatori chiedono che l’introduzione delle politiche sull’efficienza e dei comportamenti dei consumatori finali siano volte al risparmio e alla riduzione degli sprechi alla luce, della grande crisi che stiamo vivendo e del peso che le bollette energetiche hanno sempre più nei bilanci familiari e che la struttura tariffaria attuale, nata nel 1973 (quindi in piena emergenza energetica), è coerente perché incentiva il risparmio”.
“La beffa - rilevano le associazioni - sta nel fatto che all’Art.11 dello schema di DLGS va nella direzione di riformare la struttura tariffaria non più progressiva, scontrandosi di fatto con la attuale fase recessiva e cultura del risparmio energetico su cui si sposa con l’efficienza e su cui noi tutti sappiamo che è il futuro su cui lavorare. Come si può coniugare efficienza e risparmio, se la bolletta non sarà più progressiva? Pertanto le associazioni chiedono alle commissioni competenti lo stralcio dell’articolo 11, considerato che ha altri fini e nulla a che vedere con l’efficienza energetica”.
I consumatori chiedono infine di autorizzare l’elevazione della potenza da 3 a 4,5 KW senza maggiorazioni tariffarie e oneri per gli utenti, consentendo l’utilizzo delle pompe di calore così come previsto nel conto termico, ma anche il superamento dell’attuale impostazione degli incentivi sulle FER, spostandole sulla fiscalità generale anziché farle cadere sulle spalle dei consumatori domestici.

RICORSO AL TAR, CONFARTIGIANATO CONTRO LE ENERGIVORE

Per Confartigianato, i ritocchi alla composizione delle bollette energetiche costeranno quasi 700 euro in più a ciascuna piccola impresa artigiana. Questo il dato diffuso nei giorni scorsi in una conferenza stampa svoltasi a Milano, nel corso della quale Confartigianato ha presentato il ricorso al Tar della Lombardia sul decreto ministeriale del 5 aprile 2013, che «fa pagare ai piccoli consumatori gli sconti sul costo dell'energia concessi alle grandi aziende energivore».
L'iniziativa prevede l'impugnazione della deliberà dell'Autorità per l'energia al fine di far dichiarare illegittima l'agevolazione concessa alle aziende energivore e alleggerire le bollette di tutte le Pmi. Il decreto, infatti, introduce una nuova voce di costo tra gli oneri generali di sistema: la componente Ae, destinata a finanziare le grandi industrie (2986 in Italia, pari allo 0,07% di tutte le imprese nazionali). «Il risultato - spiega il presidente Agostino Bonomo - è l'aumento del 16,1% degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica delle Pmi nel 2014, pari a 600 milioni di euro in più, cui si aggiungono 300 milioni di rincari per il secondo semestre 2013. Una piccola impresa tipo, quindi, deve versare 684 euro in più l'anno». «La componente Ae per le imprese artigiane vicentine - conclude il presidente Bonomo - vale 14 milioni di euro. Perciò ho deciso di espormi in prima persona, a nome di tutti gli imprenditori vicentini, per dire basta ad una situazione che quotidianamente diventa sempre più insostenibile».

L'AUTORITÀ CONTESTA IL MSE SU SULCIS E PREZZI RINNOVABILI

Il presidente dell'Autorità per l'energia, Guido Bortoni, ha espresso al Governo diverse critiche durante un incontro alla Camera sulle norme energetiche del decreto Destinazione Italia. Eccole, in sunto: no ai sovraccosti in bolletta per la progettata centrale del Sulcis, sopprimere le norme del Dl destinazione Italia su prezzi minimi garantiti per le fonti rinnovabili e sui prezzi elettrici biorari e, soprattutto, non entrare nelle competenze dell’Authority: al governo spetta dare direttive e gli obiettivi, ma gli atti spettano all’organismo di regolazione.
Positivo, invece, il parere dell’Authority sulle norme per la rimodulazione volontaria degli incentivi alle rinnovabili (uno sconto in cambio del prolungamento della durata) e, in parte, quelle sulle gare gas.
A parere dell’Autorità, le tariffe elettriche biorarie vanno sì aggiornate, poiché gli stili di consumo sono cambiati fra giorno e notte, tuttavia è preferibile non intervenire perché una modifica sarebbe complessa e di difficile effetto.
Per quanto riguarda i prezzi minimi garantiti per le rinnovabili, non ha senso cancellare del tutto l’agevolazione, che garantisce l'equilibrio finanziario degli impianti con incentivi parziali. Bene la rimodulazione volontaria, cioè un incentivo più contenuto ma per un periodo più lungo.
L'Autorità dell’energia invece pensa che i costi della futura centrale a carbone e cattura dell’anidride carbonica nel Sulcis (stimabili in una sessantina di milioni l’anno) non debbano essere coperti dalle bollette dei consumatori, poiché “non rispondono - dice Bortoni - ad interessi generali del settore elettrico”, dato che la Sardegna è già in surplus energetico.
Infine, sulle gare del gas non ci devono essere pretesti per farle slittare ancora, mentre i contributi privati potrebbero dare sulle tariffe di distribuzione un risparmio sui 3 miliardi di euro, ed è necessaria chiarezza sulle norme fra riscatto e il valore delle reti riconosciuto ai fini regolatori.

A MILANO AL VIA CAMPAGNA DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEI CONDOMINI

Partirà ad aprile 2014 la campagna di riqualificazione energetica dei condomini di Milano “Habitami” che, dopo un tour capillare in tutte le nove zone della città, si concluderà a marzo 2015. Si tratta del piano operativo per condomini efficienti di “Patti Chiari per l'Efficienza Energetica”, iniziativa dell'assessorato all'Ambiente del Comune di Milano, che patrocina l'iniziativa.
In un anno verranno monitorati oltre 5.000 condomini e verranno effettuati più di 1.000 audit energetici; due gli incontri pubblici in agenda in ogni zona di Milano per informare i cittadini sulle novità della riforma del condominio e sensibilizzare sui temi dell'efficienza energetica.

A2A AMBIENTE VARA IL NUOVO PROGETTO PER LA CENTRALE EDIPOWER DI BRINDISI

A2a Ambiente, società del gruppo A2A, ha depositato presso Provincia e Comune di Brindisi il progetto definitivo e lo studio di impatto ambientale del nuovo impianto per la produzione di Ecoergite. Si tratta dell'innovativo combustibile rinnovabile brevettato da A2A Ambiente, che potrà essere impiegato nella centrale Edipower di Brindisi per la produzione di energia elettrica, se gli iter autorizzativi si concluderanno positivamente.
Come anticipato negli incontri tenuti a Brindisi a partire da metà 2012 e nelle richieste di Autorizzazione inviate al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e agli Enti competenti, il nuovo combustibile verrebbe impiegato nella centrale di Brindisi in co-combustione, sostituendo in termini termici una quota pari al 10% del carbone in ingresso, contribuendo in questo modo all'ulteriore abbattimento delle emissioni in atmosfera.
Il nuovo impianto verrà realizzato all'interno del perimetro della centrale Edipower, permettendo così di minimizzare gli impatti ambientali associati al trasporto del combustibile per l'approvvigionamento della centrale. A2A Ambiente ha previsto di lavorare un quantitativo massimo in ingresso di circa 95 mila tonnellate di CSS (Combustibile Solido Secondario) prodotto in Regione, che grazie alla tecnologia brevettata dalla Società saranno trasformati in circa 75.000 tonnellate di Ecoergite, interamente destinate al funzionamento della centrale Edipower. L'impianto accoglierà CSS di varia origine e qualità provenienti dal territorio pugliese a valle del processo di raccolta differenziata. Attualmente il materiale, se non utilizzato per la produzione di energia, è destinato a smaltimento in discarica; l'attività effettuata da A2A Ambiente ne consentirà il recupero attraverso la produzione di energia, nel rispetto di tutte le norme ambientali e integrandosi, quindi, con quanto previsto dal Piano Regionale relativo ai rifiuti. Facendo riferimento alla sola provincia di Brindisi, quasi il 50% dei rifiuti attualmente destinati alla discarica potrebbero essere recuperati e trasformati in Ecoergite, mentre a livello regionale si potrebbe recuperare il 5%. La tecnologia sviluppata e brevettata da A2A Ambiente per la produzione di Ecoergite prevede una prima fase di trattamento aerobico di bioessiccazione dei materiali. A seguito di questo trattamento è prevista la raffinazione, che consiste in una serie di operazioni finalizzate per esempio a togliere le plastiche clorurate e i metalli recuperabili e, infine, la triturazione, che consente la produzione di un combustibile di pezzatura particolarmente ridotta, dalle caratteristiche stabili e uniformi e dall'elevato rendimento termico, idoneo all'utilizzo in centrali termoelettriche.

IL PETROLIO IN VAL PADANA, LA LOMBARDIA AUTORIZZA LA RICERCA DI IDROCARBURI A MENO DI 100METRI DAI CENTRI ABITATI

La AleAnna Resources, la multinazionale americana che ha ottenuto dalla Regione Lombardia l’autorizzazione a cercare idrocarburi nella bassa pavese e nella bassa lodigiana, potrà effettuare i rilievi a 75 metri dai centri abitati, e non ad una distanza di 150 metri, come era stato richiesto da alcuni Comuni. Lo leggiamo su La Provincia Pavese.
Lo stabilisce la Regione Lombardia, che ha dato il via libera all’intesa con il Ministero dello Sviluppo economico per il permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi su un’area di 322 chilometri quadrati. Se ancora non si conosce quando la AleAnna inizierà i sondaggi, si sa però che entro 45 giorni dalla data in cui dovranno partire i rilievi, la società dovrà depositare il progetto esecutivo a cui dovrà allegare la cartografia georefenziata che indicherà i tracciati dei punti in cui verranno effettuati i sondaggi.
E stando alle prescrizioni regionali, la multinazionale con sede nello stato del Delaware, uffici a Matera e a Roma, dovrà presentarne copia non solo a Palazzo Pirelli e ad Arpa, ma anche ai singoli Comuni. In tutto 45 centri, 28 nel Pavese, 16 nel Lodigiano e uno nel Milanese.
“Quando l’azienda depositerà il piano esecutivo lo valuteremo con attenzione e lo discuteremo - dice il sindaco di Filighera Stefania Pernice -. Le singole amministrazioni indicheranno i percorsi migliori dove posizionare i sensori e dove far passare i vibroseis, i camion che produrranno le vibrazioni necessarie a sondare il terreno e questo è un punto fondamentale, visto che è stata ridotta la fascia di rispetto dai centri abitati”.
Si cercherà di salvaguardare il più possibile le infrastrutture: dagli acquedotti alle fognature, dalle abitazioni ai cascinali, ai beni architettonici di pregio, fino agli argini. Per questo i centri della Convenzione e della Consulta ambientale avevano chiesto alla società di rilasciare fidejussioni ai Comuni per eventuali danni arrecati dalle indagini che verranno realizzate nel periodo autunnale e invernale, come era stato richiesto dagli agricoltori per tutelare le coltivazioni.

TERNA, CATTANEO: CALO DEI CONSUMI ELETTRICI, MA POSSIBILE INVERSIONE CON MOBILITA’ ELETTRICA

La domanda di energia elettrica nel 2013 e' calata del 3,4% e nel 2014 "la tendenza e' perlomeno per la non crescita". Lo ha detto l'amministratore delegato di Terna Flavio Cattaneo, nel corso di un'audizione presso la commissione Attivita' produttive della Camera.
"Questo calo sensibile - ha spiegato Cattaneo - e' dovuto a un minor consumo per la crisi, ma credo che potremmo avere un'inversione di trend notevole con le auto elettriche". Infatti - ha aggiunto - "credo che molto si possa fare con il passaggio all'elettrico delle auto aumentando i punti di distribuzione nelle citta'".

BIOMASSE DAL LEGNAME RACCOLTO SULLE SPIAGGE. AL VIA PROGETTO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE

La soluzione “più agevole ed ecologicamente più corretta” per smaltire le tonnellate di legname accumulatesi sulle spiagge dopo le recenti mareggiate è il ricorso agli impianti a biomasse. Con questa soluzione le emissioni saranno sotto controllo, non si perderà materiale per la produzione di energia e si risparmierà rispetto alla consegna del materiale alle discariche. Lo ha affermato il ministro dell'ambiente Andrea Orlando, a Sarzana per una conferenza stampa. Proprio dalla città spezzina partirà il progetto pilota del Ministero dell'Ambiente per il recupero e la valorizzazione dei detriti legnosi portati sulle coste italiane dalle mareggiate. Un problema che riguarda da vicino anche i litorale italiani, invaso periodicamente da tonnellate di legna dopo le ondate di maltempo. Tronchi, rami ed arbusti, dopo essere stati accuratamente separati dagli altri rifiuti, verranno raccolti con apposite pale meccaniche prima di essere triturati e ridotti in “cippato”, costituito da scagliette di piccole dimensioni da destinare alla combustione uso civile, domestico o industriale.
“In questo modo - ha concluso Orlando - toglieremo in tempi brevi un peso consistente alle amministrazioni locali, dando una risposta evoluta e sostenibile a un problema che non era solo di tipo ambientale, ma anche estetico e economico”.

ORLANDO, PIÙ CERTIFICATI VERDI GRATIS BILANCINO TAGLIO C02

Più certificati verdi gratuiti per bilanciare il taglio di C02. È la proposta avanzata dal ministro dell'Ambiente Andrea Orlando - in un’intervista al Corriere della Sera - con l'obiettivo di tenere insieme il “balzo in avanti” ambientalista e la tutela dei settori più energivori del Paese, in modo da evitare penalizzazioni a chimica, acciaio, produzione di energia, pilastri del nostro sistema produttivo. Nel “settore acciaio dal 2008 al 2012 sono stati garantiti con 96 milioni di quote gratuite per una media di 19 milioni l'anno per cinque anni. Nel periodo 2013-2020 queste quote saliranno a 20 milioni l'anno. Ciò significa 160 milioni in otto anni: si tratta di un margine di flessibilità ampio, che potrebbe probabilmente essere mantenuto anche oltre il 2020”.
Orlando spiega che la riduzione delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2030, di cui si sta discutendo in questi giorni in Europa, “è un target alla nostra portata, che stimola investimenti verdi e innovazione tecnologica. Lo scorso anno un terzo dei consumi elettrici sono stati soddisfatti con le energie verdi”. L'Italia, assicura il ministro, chiede “target ambiziosi anche sulle quote di rinnovabili. Detto questo, probabile che alla fine ci si attesti intorno al 27%. Sarebbe importante almeno avere obiettivi vincolanti a livello nazionale che valorizzino gli investimenti realizzati che peraltro iniziano a dare i primi dividendi”.

BORTONI, GUARDARE AL MERCATO DELL’EFFICIENZA PER I CONSUMATORI FINALI

“La vera frontiera è il mercato dell'efficienza fatto presso il consumatore finale” ma servono delle regole e “io credo che in un paese moderno sia opportuno siano fatte da chi ha strumenti di mercato per farle” come l'Autorità. Lo ha detto il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, Guido Bortoni, intervenendo a un convegno sull'efficienza energetica.
Bortoni ha spiegato di riferirsi al mercato di quegli interventi che il consumatore fa a casa sua per l'efficienza per i quali bisogna creare una serie di strumenti facili da usare, come le detrazioni fiscali, e che “in un mercato di questo tipo è molto importante la regolazione per tutelare il cliente dai diversi soggetti e aziende che lo sollecitano perché ora non c'è”.
A margine dei lavori Bortoni ha anche detto che la riduzione del 10% del costo dell'energia per le Pmi “non sarà uno spostamento” di costi ma una “riduzione”. Egli ha spiegato che l'Aeeg “sta collaborando con il
Governo” e che “le prime norme dovrebbero arrivare entro i primi di maggio”.

PARMA, 4 NUOVE COLONNINE DI RICARICA ELETTRICA

Aumentano le colonnine di ricarica elettrica in Emila Romagna a cura di Enel. A Parma sono già 4 quelle presenti, e una quinta presto si aggiungerà. È il primo passo di un progetto più ampio, che prevede l'attivazione nei prossimi mesi di 10 colonnine nell'area urbana parmense.
L'installazione delle nuove infrastrutture in città completa l'opera di diffusione della mobilità elettrica promossa da Enel in tutte le principali città della Regione, coinvolgendo tutti i distributori di energia elettrica presenti (Enel, Iren ed Hera) secondo il principio dell'interoperabilità.
Il Protocollo d'Intesa con la Regione Emilia Romagna risale al dicembre 2010, ma negli ultimi anni Enel è stata particolarmente attiva nella promozione della mobilità a zero emissioni, siglando accordi, avviando collaborazioni con amministrazioni locali e municipalizzate e realizzando le infrastrutture di ricarica per favorire la diffusione dei veicoli elettrici.
Sono già numerose le città dove si stanno affermando le soluzioni proposte da Enel: progetti pilota di e-mobility sono partiti nelle città di Roma, Milano, Genova, numerosi Comuni dell'Umbria, Potenza, Matera, Bari e, più recentemente, anche a Brindisi e a Lecce.
L'ultima intesa firmata in ordine di tempo è quella con cinque comuni dell'hinterland milanese, che prevede l'installazione di 43 infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici ad Assago, Rho, San Donato Milanese, Segrate e Sesto San Giovanni.
Nel corso degli ultimi anni, Enel ha sviluppato collaborazioni anche con partner privati: i più recenti sono quelli con BMW, attraverso l'iniziativa "Charge Now" con pacchetti di ricarica "tutto compreso" per le elettriche BMW serie i, e con Ikea, grazie ad un accordo che prevede l'installazione di trentasei infrastrutture di ricarica presso diciotto punti vendita Ikea in tutta Italia.

AL VIA PROGETTO "MARTE" PER EFFICIENZA ENERGETICA

Ha preso il via in Regione Marche il progetto “Marte”, finanziato dal programma Energia intelligente per l'Europa, che ha come obiettivo principale la promozione dell'efficienza energetica degli edifici sanitari. I fondi europei 2014-2020 saranno, più che in passato, concentrati sull'efficienza energetica e la Regione Marche segue questa tendenza nel suo programma operativo del fondo europeo di sviluppo regionale. Previsto uno strumento finanziario (fondo di rotazione) combinato a sovvenzioni per l'efficientamento energetico degli edifici. Il progetto “Marte” mira a mobilitare finanziamenti per i progetti di energia sostenibile in cinque edifici sanitari, attivando potenzialmente 15,5 milioni di euro di investimenti, con i contratti di rendimento energetico. Saranno creati nuovi modelli di business per gli interventi di efficienza energetica che possono essere replicati in altri settori (come nel social housing) e nel territorio. Partner di “Marte” sono l'Asur, l'Università Politecnica delle Marche, l'Agenzia per l'energia e lo sviluppo sostenibile di Modena e la Società italiana dell'Architettura e dell'Ingegneria per la Sanità. Il progetto ha un budget di oltre 570 mila euro e terminerà il 31 ottobre 2016.

MANTOVA, BANDO PER IL CAR SHARING A COSTO ZERO PER L’AMMINISTRAZIONE

A Mantova, dopo le bici, arriveranno anche le auto elettriche. Sarà l’azienda del Comune Aster a preparare il bando pubblico per individuare i privati in grado di fornire questo servizio a costo praticamente zero per l’amministrazione. Al progetto stanno lavorando il mobility manager Alessandro Gatti e i vertici della Polizia locale. «Vogliamo inserire questa modalità di trasporto - spiega Gatti - nei luoghi di interscambio, come la stazione ferroviaria e i parcheggi, per dare alla città un servizio nuovo a basso impatto ambientale».
Ormai le vetture elettriche hanno un’autonomia di oltre 150 chilometri e le batterie si possono ricaricare, almeno al 70%, in quaranta minuti. In città il Comune dovrebbe installare delle colonnine di ricarica davanti alla stazione, in centro e nei parcheggi delle aree più frequentate. Allo studio un sistema di pagamento e prenotazione all’avanguardia rispetto a quello utilizzato per il bike sharing, basato sugli smartphone. «Cercheremo - dice Gatti - di spendere il meno possibile. Alla società che sarà coinvolta forniremo i posti auto per le vetture elettriche e le colonnine di ricarica; tutto il resto sarà a carico suo. Naturalmente, si prenderà gli incassi».
Soddisfatto per questo nuovo servizio che presto sarà a disposizione della cittadinanza è il vice sindaco nonchè assessore alla mobilità Espedito Rose: «Le auto elettriche sono l’ideale per muoversi in città e il car sharing fa il paio con la sperimentazione che partirà a giugno, d’intesa con la Tea, di auto blu elettrica».

ENEA, +30% DI RISPARMIO ENERGETICO NEL 2012

Nel 2012 il risparmio energetico complessivo è stato di circa 75.000 GWh/anno, 30% in più rispetto al 2011, raggiungendo il 60% dell'obiettivo fissato dal Piano di azione nazionale per l'efficienza energetica (Paee) per il 2016. È quanto emerge dal terzo “Rapporto Annuale sull'Efficienza Energetica” predisposto dall'Enea, che analizza i risparmi energetici conseguiti in seguito all'applicazione del Paee e della Strategia energetica nazionale (Sen), passando in rassegna le misure di miglioramento dell'efficienza energetica.
I settori che hanno maggiormente contribuito a questo risultato, soprattutto negli ultimi anni, sono l'industria e il residenziale. Questi due settori insieme rappresentano l'80% del risparmio totale conseguito. L'industria ha raggiunto questi risultati grazie all'adozione di tecnologie più innovative riguardanti l'impiantistica di supporto e i processi produttivi, la cogenerazione ad alto rendimento, i motori elettrici ad alta efficienza e il recupero di calore dai processi produttivi e l'efficientamento energetico.
Nel residenziale è stato raggiunto il 75% degli obiettivi del Paese grazie alla proroga delle detrazioni fiscali del 55%, che hanno dato luogo soprattutto ad interventi di recupero e riqualificazione degli edifici, che hanno riguardato oltre il 65% degli investimenti, per un risparmio di circa 9.000 Gwh/anno.
L'Enea, che è l'organismo deputato a ricevere le richieste di detrazione fiscale (ex 55%, ora 65%), dal 2007 al 2012 ha ricevuto complessivamente 1.500.000 pratiche. Il settore dell'edilizia ha subito una radicale trasformazione grazie alle nuove tecnologie per l'efficienza energetica, quali caldaie a condensazione, ed ai nuovi materiali ad alte prestazioni, come quelli per l'involucro edilizio. Il settore dei trasporti, grazie ad un miglioramento delle tecnologie che consentono una maggiore efficienza energetica, concorre al risparmio complessivo con circa 6.500 Gwh/anno, nonostante lo scarso rinnovo del parco automobilistico dovuto alla crisi economica. Il settore terziario per il momento non mostra progressi di rilievo, ma potrebbe migliorare grazie alle disposizioni contenute nel Decreto Certificati Bianchi e al nuovo Conto Termico.
Anche per la Pubblica amministrazione l'efficienza energetica costituisce un impegno rilevante per razionalizzare i consumi e ridurre gli sprechi. Tra i settori d'intervento che offrono maggiori potenzialità figurano l'illuminazione pubblica e l'efficientamento energetico del patrimonio edilizio storico.

FEDERCONSUMATORI, MERCATO LIBERO DELL’ENERGIA MENO CONVENIENTE

Si restringe il risparmio massimo sulle bollette che possono ottenere i consumatori che passano al mercato libero dell'energia, secondo uno studio di Federconsumatori, e la grande maggioranza delle famiglie, dopo il passaggio, si trova con offerte più onerose rispetto al mercato tutelato.
Secondo l'indagine presentata al Cnel durante il convegno “I mercati dell'energia in Italia e in Europa”, la migliore offerta a prezzo variabile è passata da un risparmio rispetto al mercato tutelato del 10,7% nel 2010 al 3,52% dell'aprile 2014 (per un consumo tipo di 2700 kw/h annui). Si sono persi così in cinque anni oltre due terzi del massimo risparmio possibile. È calata anche la convenienza delle migliori offerte a prezzo bloccato rispetto al mercato tutelato: il massimo risparmio possibile è diminuito dall'11,38% del 2010 al 7,14% di oggi.
Il mercato dell'energia si sta rivelando, secondo il vicepresidente di Federconsumatori, Mauro Zanini, ''un mercato pieno di insidie per i consumatori che sta tradendo le loro aspettative e che ora richiede una ‘vera svolta’ per ridare credibilità alla parola mercato e al concetto di concorrenza con vantaggi veri (e non svantaggi) per i consumatori”.

IN GERMANIA LE RINNOVABILI SALGONO AL 23,4% PRODUZIONE ELETTRICA

La quota di energia elettrica prodotta da energie rinnovabili in Germania è salita dello 0,6% toccando quota 23,4% nel 2013. È quanto risulta dai dati preliminari diffusi dall'associazione di settore Bdew. La produzione di elettricità complessiva è invece scesa dello 0,1% a 629 miliardi di kilowatt, mentre l'utilizzo netto di energia elettrica è sceso dell'1,8% a 596 miliardi di kilowatt. Tra le energie rinnovabili a fare la parte del leone è l'eolico, con 49,8 miliardi di kilowatt, seguito dal fotovoltaico con 28,3 miliardi di kilowatt.

ROMA, AL VIA NUOVO PROGETTO DI ILLUMINAZIONE DELL’AREA ARCHEOLOGICA DELLO STADIO DOMIZIANO

È stata inaugurata l'area archeologica dello stadio di Domiziano a Roma alla presenza del sindaco di Roma Capitale, Ignazio Marino, della Sovraintendenza Capitolina e del presidente di Acea, Giancarlo Cremonesi. La nuova destinazione d'uso dell'area, illustrata alla presenza delle numerose istituzioni, prevede tra le tante novità l'apertura al pubblico in occasione di allestimenti di carattere espositivo. Con l'occasione Acea ha presentato il nuovo progetto di illuminazione del sito. La società ha potuto evidenziare il cambiamento tra l'attuale impianto d'illuminazione dell'area archeologica, che si costituisce di apparecchi illuminanti al sodio, ad alta pressione, con temperatura di colore di 2000 Kelvin che producono luce gialla, “tipo stradale”, ed il nuovo che impiega apparecchi a Led. L'intervento ha richiesto, infatti, una rivisitazione dell'intero impianto d'illuminazione dell'area archeologica, cui si è giunti dopo un serrato e produttivo confronto di lavoro svoltosi tra i responsabili Acea, la “Mkt” che ha in concessione l'area, e i responsabili della Sovraintendenza di Roma Capitale. La scelta, condivisa, ha portato alla realizzazione ex novo dell'intero impianto d'illuminazione con apparecchiature a Led. Come spiega Acea, “i proiettori scelti constano di 25 led, per una potenza complessiva di 40W, con temperatura di colore di 3000K (Kelvin) che producono cioè una tonalità bianca, più calda, e sono dotati di un sistema di gestione che consente la regolazione del flusso luminoso per ogni singolo proiettore”. Quest'ultima caratteristica consente “di intervenire sul sistema d'illuminazione, che potrà essere rimodulato in termini di accensione, spegnimento e d'intensità per ogni singolo punto luce secondo specifiche esigenze”. “Inoltre questo sistema consente, nel tempo, di potere ipotizzare una gestione computerizzata dell'illuminazione: sarà sufficiente la sola realizzazione della rete di comando in quanto le nuove apparecchiature sono già predisposte per essere gestite con controllo anche in remoto. Il progetto - spiega ancora Acea - prevede l'impiego di 42 corpi illuminanti con tecnologia Led, per una potenza complessiva pari a 1.680w, in sostituzione dei 17 proiettori di potenza di 150w a scarica nei gas, che impegnano complessivamente 2.550w nominali”. “Nonostante la differenza numerica dei proiettori impiegati nel progetto d'illuminazione, la nuova soluzione consente un risparmio energetico che, considerate le perdite a scarica nei gas dei precedenti, è di circa 1.250w. I benefici, poi, non sono soltanto legati ai consumi, poiché l'impiego di un numero maggiore di apparecchi si traduce in una più efficace uniformità nella diffusione dell'illuminazione sul piano di calpestio, capace di evidenziare ed esaltare, al meglio, i reperti archeologici all'interno dell'area”.

FIRENZE PUNTA SULLA MOBILITÀ ELETTRICA, IN ARRIVO 170 COLONNINE DI RICARICA

Firenze continua a credere alla mobilità elettrica: la giunta comunale ha infatti approvato due delibere per raddoppiare le colonnine di ricarica dei mezzi elettrici e per l'acquisto di 85 nuovi mezzi elettrici della flotta comunale. Si tratta di progetti da oltre 3 milioni di euro provenienti da finanziamenti europei. Per quanto riguarda le colonnine, oggi sono 115 e tra pochi mesi, una volta conclusa la gara per l'affidamento dei lavori, saranno 170 in più, ovvero 285, e distribuite in tutta la città. Non solo: mentre oggi le colonnine sono semplici prese elettriche dove attaccare il mezzo per la ricarica, quelle nuove (e quelle vecchie una volta adeguate) saranno invece intelligenti, nel senso che saranno multioperative, ovvero predisposte a riconoscere una card e un codice e potranno consentire anche il car-sharing o il motorbike-sharing.
La delibera vale un milione e 300 mila euro. Saranno inoltre acquistati 85 nuovi veicoli elettrici (quadricicli e motocarri), che andranno a sostituire i mezzi ormai obsoleti di proprietà del Comune. In questo caso si tratta di un finanziamento per oltre 2 milioni di euro. “La lotta al traffico e all'inquinamento - sottolinea l'assessore alla mobilità Filippo Bonaccorsi - sono per l'amministrazione due priorità. Abbiamo fatto cose straordinarie in questi quattro anni e mezzo e ancor di più ci impegniamo per dare una seria alternativa a tutti i cittadini all'uso dei mezzi privati a motore tradizionale, garantendo la possibilità di un car sharing elettrico in tutta la città. In più, come amministrazione, vogliamo dare il buon esempio e tutta la nostra flotta sarà progressivamente composta da mezzi non inquinanti”.
Bonaccorsi ricorda anche che Firenze ha aderito all'iniziativa bike-0, cofinanziata dal ministero dell'Ambiente, che prevede l'assegnazione all'amministrazione, in via sperimentale, di 50 biciclette a pedalata assistita che saranno utilizzate dai dipendenti per gli spostamenti di lavoro.

EFFETTO SHALE, GLI USA BATTONO IL RECORD DI ESTRAZIONE DI GREGGIO, PUÒ RIPRENDERE L’EXPORT

L’estrazione nazionale di petrolio e di gas negli Stati Uniti è ai massimi grazie alle nuove tecniche di estrazione come lo shale oil, lo shale gas, le sabbie bituminose e altri metodi che consentono di alzare l’efficienza dei giacimenti e la qualità degli idrocarburi.
Così il Governo di Washington sta valutando, per la prima volta dall’inizio degli anni ’90, la possibilità di eliminare l'embargo sulle esportazioni di petrolio nazionale.
Lo riferisce il Washington Post, secondo il quale diversi esponenti di spicco dell’industria e della politica hanno parlato dell’opportunità di togliere l’embargo, senza il quale ci saranno vantaggi sui prezzi e sull’occupazione negli Usa.
Dal 1975, con la crisi petrolifera, Washington aveva deciso di vietare le esportazioni di greggio, se non in particolari e ben limitate eccezioni (c’è un piccolo flusso di esportazioni verso il Canada). Rimase permesso invece l’export di benzina, gasolio e altri prodotti raffinati.
Ora gli Stati Uniti si stanno avvicinando all'autosufficienza energetica con oltre 7,5 milioni di barili al giorno, come non accadeva da vent’anni.
L’effetto di questa maggiore disponibilità di energia ha portato a una riduzione dei prezzi e delle importazioni di petrolio, di modo che il deficit petrolifero è sceso a novembre a 34,3 miliardi di dollari, e i carburanti liquidi sono sempre più marginali per l’import (dal 60% di una decina d’anni fa al 25-30% attuale).
Un’altra conseguenza è il fatto che la capacità di raffinazione statunitense non è sufficiente a soddisfare la domanda dei consumatori e l’offerta dei giacimenti nazionali.
Secondo studio del Peterson Institute for international economics, la rivoluzione legata allo shale gas e al tight oil può dare all'economia Usa benefici stimabili in un aumento del Pil annuo dello 0,2% per tutto il decennio.

SIGLATO IN CAMPIDOGLIO IL PROTOCOLLO TRA ROMA CAPITALE E GSE

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha siglato con il presidente del Gestore dei Servizi Energetici, Nando Pasquali un protocollo d'intesa per nuove iniziative volte a migliorare l'efficienza energetica degli edifici comunali e delle scuole romane, a realizzare sul territorio progetti mirati allo sviluppo della sostenibilità ambientale e a promuovere percorsi formativi e didattici sul tema delle energie rinnovabili e dei meccanismi di sostegno. In base all'accordo Gse, società che gestisce i sistemi incentivanti delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica in Italia, metterà a disposizione di Roma Capitale la propria esperienza e la propria competenza per definire un piano di efficientamento energetico degli immobili comunali. E il Comune di Roma risparmierà circa 10 milioni di euro, aumentando l'efficienza energetica di quasi 2 mila edifici comunali, tra cui 160 asili, 790 scuole, 180 uffici e 173 edifici Erp. "La firma di questo protocollo - ha spiegato Marino - ci permetterà di abbattere i costi di gestione dei suoi immobili, di ridurre l'inquinamento atmosferico e ottenere un considerevole risparmio energetico. L'accordo modificherà l'appalto che assicura il riscaldamento a circa 2mila edifici pubblici comunali. Una nuova concezione che avrà ripercussioni positive sull'ambiente e sulla vita dei romani con progetti specifici che consentiranno un risparmio per le casse comunali anche del 40%. Il progetto coinvolgerà 1.841 edifici per i quali, oggi, spendiamo ogni anno 20 milioni e 290mila euro. Il risparmio sarà di poco meno di 10 milioni". "L'efficienza energetica, unita alle fonti rinnovabili, costituisce una leva fondamentale per ridurre i consumi di gas serra e abbattere i costi della bolletta" ha aggiunto il presidente del Gse, Pasquali. "In tema di energia e di tutela dell'ambiente- ha infine dichiarato l'assessore ai Lavori pubblici Paolo Masini- c'è bisogno di un cambio di paradigma culturale e amministrativo, che renda l'ente locale motore di una forte sinergia tra pubblico e privato e consenta di investire anche in periodo di crisi sull'efficientamento energetico. La firma del Protocollo con il Gse è una tappa fondamentale di questo percorso, che potrà portare Roma ad essere all'avanguardia su questi temi".

TORINO, ILLUMINAZIONE PUBBLICA: CONTROLLO UMANO E TECNOLOGICO

Controllano il funzionamento del servizio di illuminazione pubblica lampione per lampione, garantendo quindi la sicurezza di tutti i cittadini. Sono i lavoratori di Iren Servizi, il gestore del servizio di illuminazione pubblica di Torino, che ogni sera ispezionano circa 14 mila punti luce. Iren ha infatti preferito il controllo umano al telecontrollo, troppo costoso. Lo racconta La Stampa, nell’edizione torinese dei giorni scorsi.
«Per ogni luce si spende da 30 a 50 euro in più», spiega Carlo De Matteo, direttore generale di Iren Servizi. Non vale la pena spendere in telecontrollo. Non a caso, città come Milano - che avevano introdotto il telecontrollo - stanno facendo marcia indietro.
Il lavoro del controllo dei lampioni non si esaurisce con la segnalazione di mancato funzionamento; a questa segue l’intervento della squadra di pronto intervento. Sul sistema, comunque, vigila la centrale che governa l'illuminazione, la distribuzione di elettricità e i semafori di Torino. Ci lavorano tre persone. Al resto pensano sensori, monitor, mappe. Da lì parte il comando che, un attimo prima che faccia buio nel giro di 270 secondi accende le 98.287 luci di Torino. Tutto è automatizzato, anche la soluzione agli inconvenienti: «Se il sistema per qualche motivo si inceppa ci sono tre alternative per farlo partire», assicura Gianpaolo Roscio, responsabile tecnico di Iren Servizi.

EFFICIENZA DEGLI EDIFICI, 10 METROPOLI USA RISPARMIERANNO 1 MILIARDO

I sindaci di dieci tra le maggiori città degli Stati Uniti si sono impegnati a migliorare l'efficienza energetica dei loro edifici con un risparmio stimato di circa un miliardo di dollari l'anno. Il programma, denominato CEP (City Energy Project), è una iniziativa dell'NRDC (Natural Resources Defence Council) e dell'IMT (Institute for Market Transformation). Le città che hanno aderito al progetto sono Atlanta, Boston, Chicago, Denver, Houston, Kansas City, Los Angeles, Orlando, Philadelphia e Salt Lake City.
Negli Stati Uniti i consumi di energia degli edifici rappresentano il 40 per cento delle emissioni di carbonio del Paese, un valore che sale al 50 per cento se si considera solo il livello delle grandi città. È stato calcolato che complessivamente il risparmio di emissioni potrà essere tra i 5 e i 7 milioni di tonnellate per anno.

SUD, FONDAZIONE ENEL CON SVIMEZ PER EFFICIENZA E RINNOVABILI

La Fondazione Centro Studi Enel e Svimez, l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, hanno siglato nei giorni scorsi un protocollo per la realizzazione e la diffusione di progetti che favoriscano lo sviluppo delle energie rinnovabili e l'utilizzo di pratiche per l'efficienza energetica.
L'accordo è stato siglato dal Gianluca Comin, consigliere delegato della Fondazione Centro Studi Enel, e da Adriano Giannola, presidente di Svimez, ha una durata di due anni e prevede, oltre ad un finanziamento di 100mila euro reso disponibile in parti uguali, la possibilità di reperire fondi da soggetti terzi. L'obiettivo è quello di sviluppare il Progetto “Energie Rinnovabili ed Efficienza Energetica nel futuro del Mezzogiorno” attraverso la mappatura delle ricadute in termini economici, energetici e ambientali derivanti da interventi di risparmio energetico e dall'impiego di tecnologie di generazione da fonti verdi. Con queste attività la Fondazione Enel e Svimez desiderano fornire uno strumento utile ai policy maker, regionali, nazionali e comunitari, per la realizzazione di programmi di intervento per lo sviluppo del Mezzogiorno. Attraverso la firma di questo protocollo, i due istituti rimarcano come l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili siano tra i driver più importanti per il rilancio dello sviluppo del Mezzogiorno e dell'intero Paese.
Il progetto “Energie Rinnovabili ed Efficienza Energetica nel futuro del Mezzogiorno” si articolerà in due fasi, ognuna della durata di un anno. La prima porterà alla creazione di una matrice in cui le opportunità di intervento saranno classificate in base al potenziale delle fonti e tecnologie energetiche nelle diverse aree geografiche e per le diverse filiere produttive. La seconda fase dell'analisi prevede l'approfondimento del potenziale, dal punto di vista economico e energetico, di alcune selezionate tecnologie di generazione da fonti rinnovabili e l'applicazione di strumenti per l'efficienza energetica su specifiche filiere produttive.

TERNA, 5.6 MLD IN 10 ANNI PER INVESTIMENTI RETE TRASMISSIONE NAZIONALE

Il Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale prevede investimenti per 8,1 miliardi di euro, di cui 5,6 miliardi di euro nei prossimi 10 anni, che saranno destinati alla riduzione delle congestioni interzonali in favore della piena integrazione nel sistema elettrico delle fonti di energia rinnovabile e a garantire sicurezza e qualita' del servizio elettrico. Sono i dati del Piano Strategico del Gruppo Terna per il periodo 2014-2018, approvato dal Consiglio di Amministrazione di Terna SpA, presieduto da Luigi Roth e presentato dall'ad Flavio Cattaneo. Dal 2005 ad oggi sono stati investiti circa 8 miliardi di euro sulla rete per realizzare 2.500 km di nuove linee e 89 nuove stazioni elettriche.
Con riferimento ai maggiori progetti, questo sforzo ha gia' prodotto 5,4 miliardi di euro di minori costi per cittadini e imprese - 3,4 dei quali per la migliore efficienza nell'attivita' del "dispacciamento" - ai quali si aggiungeranno i 9,7 miliardi di euro di risparmi delle future opere, per un totale di oltre 15 miliardi di risparmi.

LA CALABRIA INVESTE 32 MILIONI PER IL RISPARMIO E LA PRODUZIONE DEGLI ENTI LOCALI

Trentadue milioni di euro a disposizione degli enti pubblici calabresi per la realizzazione di 21 progetti, da finanziare a scorrimento delle graduatorie dei bandi regionali del 2011, in materia di risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili.
Sono i fondi delle convenzioni siglate nei giorni scorsi, che danno il via alla realizzazione degli interventi a favore di enti e istituzioni calabresi. Le intese si aggiungono a quelle sottoscritte nei mesi scorsi per 48 milioni di euro e realizzano un ammontare complessivo di risorse pari a 80 milioni di euro. Le convenzioni sono state sottoscritte presso palazzo Alemanni alla presenza di Regione Calabria, Dipartimento attività produttive ed i rappresentanti delle amministrazioni beneficiarie che disciplinano l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico di edifici pubblici nonché di interventi per la produzione di energia elettrica e termica da fonte rinnovabile.
Tredici sono le iniziative che riguardano la produzione di energia per autoconsumo, otto quelle relative al risparmio attraverso attività come, ad esempio, “cappotti termici” o installazione di infissi speciali.

ENEL CONDANNATA PER L’INQUINAMENTO DELLA CENTRALE DI PORTO TOLLE

Il Tribunale di Rovigo ha condannato in primo grado di giudizio il vertice dell’Enel per il “grave inquinamento” derivato dal funzionamento della centrale termoelettrica di Porto Tolle, alimentata a olio combustibile e ormai inattiva da anni. La condanna prevede una pena di 3 anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per gli ex ad Paolo Scaroni e Franco Tatò. Assolto invece, “per mancanza di elemento soggettivo”, l’attuale amministratore e direttore generale Fulvio Conti. La stima di danni ambientali è di 3,6 miliardi di euro.
Dopo la sentenza, Paolo Scaroni ha commentato: “Non mi è mai passato per l’anticamera del cervello di poter essere condannato per una cosa di cui non mi ha mai parlato nessuno, che è successa 10 anni fa, anzi non si è mai verificata, perché non c’è stato nessun disastro ambientale”.
Greenpeace, Legambiente e Wwf esprimono soddisfazione per la sentenza, che rappresenta “l'archiviazione definitiva per i progetti di riconversione a carbone della Centrale di Porto Tolle. L'impianto, che sorge nel bel mezzo del Parco del Delta del Po, era già costato ad Enel la condanna in due processi precedenti”.

NEL MONDO 1,3 MILIARDI DI PERSONE SENZA ACCESSO A ELETTRICITÀ

Nel mondo 1,3 miliardi di persone (di cui 585 milioni in Africa Subsahariana) non hanno accesso all'energia e 2,6 miliardi di uomini utilizzano la biomassa come principale fonte di energia. In Etiopia, il 90% delle popolazioni che abitano le zone rurali non ha accesso all'elettricità. Lo rileva la ricerca Onu ''Sustainable energy for all'', secondo la quale sono circa 1,45 milioni le persone che ogni anno perdono la vita a causa dell'inquinamento domestico, causato da stufe inefficienti: numero destinato ad aumentare, entro il 2030, fin oltre le 4.000 morti al giorno, diventando una delle principali cause di mortalità per bambini e donne (superiore perfino alle morti per Hiv).
Lo studio riporta un dato del World Economic Outlook (2012, Energy for All Case), che stima in 979 miliardi di dollari (circa il 3% dell'investimento complessivo nei paesi in via di sviluppo, 49 miliardi l'anno) l'investimento per garantire l'accesso all'energia sostenibile per tutti entro il 2030. I dati sono stati illustrati da Coopi-Cooperazione Internazionale, organizzazione umanitaria italiana, laica e indipendente, che lotta contro ogni forma di povertà, in occasione del lancio della quinta edizione del Good Energy Award 2014.

ENEL: FIRMA MEMORANDUM INTESA CON STATE GRID CORPORATION OF CHINA

“Fulvio Conti, Amministratore delegato di Enel, ha firmato a Pechino un Memorandum d'Intesa con Liu Zhenya, Presidente della State Grid Corporation of China, la piu' grande azienda mondiale di distribuzione e trasmissione di energia e leader cinese nel settore. L'accordo ha come obiettivo la cooperazione nel campo delle tecnologie Smart Grid per lo sviluppo urbano sostenibile e lo scambio di esperienze nella generazione di energia da fonti rinnovabili”. E' quanto si legge in una nota dell'Enel.
“L'accordo di oggi segna l'inizio di una importante partnership che riconosce il potenziale contributo di Enel attraverso la sua tecnologia ed esperienza, cosi' come i significativi progressi compiuti da State Grid nel campo delle smart grid e dell'energia rinnovabile - commenta l'ad di Eel Fulvio Conti -. Sono fiducioso che la cooperazione in corso tra Enel e le aziende leader in Cina nel settore dell'energia, come State Grid, creera' valore e opportunita' per tutte le parti coinvolte''.

SORGERÀ AD ORISTANO LA BASE LOGISTICA DEL CAVO SOTTOMARINO CHE UNIRÀ LA SARDEGNA AL CONTINENTE

Avrà una base logistica nell'area portuale di Oristano il sistema di manutenzione del Sapei, l'elettrodotto marino che collega la Sardegna alla Penisola, con numeri da record: la sua posa è la più profonda al mondo (1.640 metri sotto il livello del mare) e i suoi 435 km di lunghezza ne fanno il più lungo cavo sottomarino da 1.000 megawatt al mondo. Un lotto del consorzio industriale provinciale oristanese è stato scelto dal Gruppo Terna per realizzare un deposito funzionale al progetto Sapei, acronimo
che sta per Sardegna-Penisola Italiana.
Per gestire le operazioni di stoccaggio e quindi poter disporre in tempi rapidi dei materiali e delle attrezzature utili - come cavi sottomarini di scorta da utilizzare in caso di necessità per interventi di riparazione - Terna Rete Italia ha individuato un'area del Consorzio industriale adiacente all'area demaniale del Porto industriale, ritenuta ideale per le sue caratteristiche.
Il Consorzio l'ha concessa in locazione per oltre dieci anni, dopo un incontro con Terna Rete Italia che si è svolto negli uffici del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, al quale ha partecipato anche la Capitaneria di Porto di Oristano. Con quest'ultima e Terna Rete Italia, il Cipor ha convenuto come l'area consortile individuata fosse la soluzione ottimale anche per non limitare il normale svolgimento delle operazioni
portuali.
Secondo il direttore del Consorzio industriale Marcello Siddu, “si tratta di un'iniziativa che mette al centro
dell'attenzione lo scalo industriale oristanese, ritenuto strategico non solo per la sua posizione al centro del
Mediterraneo, ma anche per la sua versatilità e connotazione in qualità di porto industriale e commerciale al contempo”. Terna ha già avviato la realizzazione della piattaforma, ormai in fase di completamento. Si è provveduto allo stoccaggio dei primi sette chilometri di cavo in alluminio, ai quali se ne aggiungeranno altrettanti in rame nel corso dell'ultimazione dei lavori.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA, PER CATTANEO NECESSARIA UNA NUOVA LEGGE PER OTTIMIZZARE I CONSUMI

Illuminazione pubblica: piani della luce, energia e sostenibilità. Sono questi i temi affrontati nel convegno che si è svolto nei giorni scorsi a Palazzo Pirelli, promosso dall'agenzia Enea-Progetto e coordinato dal Consigliere regionale Umberto Ambrosoli (Patto Civico) e aperto dal Presidente Raffaele Cattaneo. L'efficienza e il risparmio nel settore dell'illuminazione pubblica - ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo - sono centrali nelle politiche energetiche. L'illuminazione pubblica consuma circa il 15% di tutta l'elettricità prodotta nell'Unione Europea, anche a causa dell'utilizzo di tecnologie spesso obsolete e a scarso rendimento energetico.
Occorre, inoltre, dare attuazione alla linee programmatiche dell'Unione attraverso la programmazione strategica in ambito energetico ed ambientale. La Giunta regionale - ha ricordato Cattaneo - ha già avviato un programma per la riduzione delle emissioni di CO2 prevista dall'UE nella misura del 20% entro il 2020. Da parte del Consiglio, è certamente utile una buona legge, che sia punto di riferimento per redigere i Piani regolatori dell'illuminazione pubblica e contribuire ad uno sviluppo più organico ed omogeneo delle reti di illuminazione, con l'obiettivo di ottimizzare consumi, migliorare la rete e definire concretamente l'idea non effimera di smart cities".
Il convegno, presentato dall'agenzia Enea-Progetto Lumière e dall'Associazione italiana di illuminazione, ha ricevuto il patrocinio di Agesi (Associazione imprese di facility management ed energia), del Centro di ricerca interuniversitario in Economia del territorio e di Assil (Associazione nazionale produttori illuminazione).

ENERGIA DA ONDE DEL MARE, A PANTELLERIA 150MWH L'ANNO

Produrre energia sfruttando le onde del mare. È questa l'idea di “Wave 4 Energy”, start up di I3P, Incubatore delle Imprese Innovative del Politecnico di Torino, che, dopo una sperimentazione in vasca, a settembre varerà il suo primo prototipo nel mare di Pantelleria che consentirà di produrre 150Mwh l'anno. In particolare, l'energia prodotta, soddisferà il fabbisogno annuo di circa 200 famiglie. La risorsa dell'onda, spiega all'Adnkronos, Giuliana Mattiazzo, Ceo di 'Wave 4 Energy, ”è più densa rispetto alle altre rinnovabili e questa caratteristica si traduce in un minore ingombro dei dispositivi”. L'eolico e il fotovoltaico ”vengono installati sulla terra e per non continuare ad impattare in un territorio molto denso come il nostro, abbiamo avuto l'idea di spostarci sul mare”.
Il prototipo sviluppato da Wave 4 Energy è studiato esplicitamente per il Mediterraneo e, rispetto ad altri sistemi, presenta alcuni vantaggi. Ad esempio, il non avere parti mobili in acqua lo rende più sicuro e meno impattante”. Si tratta di una “sorta di barca dove il sistema di conversione è collocato all'interno. Quindi a livello di manutenzione e di inquinamento è più sicura''.
Inoltre, questa tecnologia “riesce ad adattarsi alla variazione della lunghezza d'onda del mare. Essendo un sistema attivo possiamo regolare la capacità di produttività dello strumento”. La società è nata nel 2010 e il primo prototipo, quello di Pantelleria, “verrà utilizzato per produrre acqua dolce. Il prossimo prototipo, previsto per febbraio 2015, lo connetteremo alla rete elettrica sempre per Pantelleria”. I due progetti sono finanziati dalla regioni Piemonte e Sicilia.

NEGLI STATI UNITI BOOM ENERGETICO A RISCHIO PER LA SCARSITA’ D’ACQUA

La mancanza di acqua mette a rischio il boom energetico americano, facendo scontrare gli interessi dei colossi petroliferi con quelli delle comunità locali. Nel fracking, la tecnica usata per estrarre il petrolio e il gas scisto, l'acqua è essenziale e ne servono 2 milioni di galloni (1 gallone è 3,8 litri) per ogni pozzo. Gli eventuali contrasti con le comunità locali per l'acqua - riporta il Financial Times - potrebbe spingere i colossi petroliferi a soluzioni costose, come il trasporto di acqua con camion, che rallenterebbero il boom americano. L'impatto ambientale del fracking finisce così nel mirino. E anche gli azionisti delle maggiori società petrolifere vogliono capire nel dettaglio quale potrebbe essere. I fondi pensione di New York intendono chiedere alle assemblee annuali di Exxon, Chevron e Eog dettagli su quale sia l'impatto, incluso sull'uso dell'acqua.

ENEL GREEN POWER, MAXI IMPIANTO IDROELETTRICO IN BRASILE

Enel Green Power ha avviato i lavori per la costruzione in Brasile del nuovo complesso idroelettrico di Apiacas, nello stato di Mato Grosso per un investimento di quasi 209 milioni di euro. L’impianto, con una capacità di 102 MW, produrrà fino a circa 490 GWh all'anno. Per ridurre i consumi del cantiere sarà realizzato anche un impianto fotovoltaico stand-alone da 1,2 MW.
Si stima che in Brasile la domanda di nuova energia elettrica crescerà a un tasso medio annuo del 4% fino al 2020. In Brasile, Enel Green Power conta attualmente su circa 210 MW di capacità installata, dei quali 93 MW idroelettrici e il resto eolici.


L'Agenzia internazionale dell'energia prevede un nuovo aumento nella domanda di petrolio

L'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) ha alzato, per il terzo mese consecutivo, le previsioni sulla domanda mondiale di petrolio per il 2014. L’Aie infatti ha rilevato una ripresa dei consumi negli Usa e nei Paesi sviluppati, ripresa che non fa prevedere eccessi di offerta di greggio sul mercato.
La domanda di petrolio di quest'anno, in base alla relazione mensile dell'Aie, è prevista in media a 92,6 milioni di barili al giorno, 125mila barili al giorno in più rispetto alle previsioni del mese scorso e 1,4 milioni in più rispetto al 2013.

Milleproroghe, l’Autorità dell’energia aggiornerà i criteri per le tariffe elettriche

Il contenimento delle tariffe elettriche è una delle principali misure contenute nel decreto legge Destinazione Italia del decaduto governo Letta, che con il via libera di palazzo Madama è diventata legge. Con l'obiettivo di ridurre i prezzi per l'energia elettrica, l'Autorità dovrà aggiornare i criteri per la
determinazione dei prezzi di riferimento dell'elettricità per i clienti in regime di maggior tutela. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge dovrà provvedere alla revisione dei criteri e a fornire un indirizzo di criteri da seguire.
Il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, chiudendo la discussione generale nell'aula di palazzo Madama, ha detto che si tratta di un “provvedimento importante per agganciare la ripresa e irrobustire le capacità di ripresa economica dell'Italia. Destinazione Italia, aggiunge De Vincenti, “è fortemente atteso dalle imprese, dai lavoratori e dalle forze sociali del nostro paese”.

Mille città europee chiedono a Bruxelles obiettivi di efficienza più stringenti

il gruppo Energy, costituito da oltre 1000 città europee, ha chiesto al presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy di introdurre per il 2030 obiettivi di riduzione vincolanti del 40% per quanto riguarda l'efficienza energetica e del 30% per le energie rinnovabili, in linea con una proposta presentata al Parlamento europeo. La richiesta delle città viene dopo la decisione della Commissione che ha adottato delle misure più miti e che fissano degli obiettivi vincolanti per l'Europa, ma non per i singoli Stati membri. Secondo i rappresentanti delle città, l'adozione di misure più severe, oltre a limitare l'inquinamento, sarebbe un grosso stimolo per attirare investimenti ed aumentare i posti di lavoro.
I nuovi dati di Eurostat dicono che il consumo di energia nell'UE è sceso dell'8% tra il 2006 e il 2012, ma il vecchio continente rimane dipendente dalle importazioni di combustibili fossili per il 53% del suo fabbisogno energetico, e non sarà in grado di raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico per il 2020.
Secondo una recente analisi dalla rivista “The Economist”, un terzo delle città del mondo subirà le conseguenze del cambiamento climatico entro il 2025, al quale contribuiscono con la quantità enorme di edifici e di lampioni stradali, responsabili di oltre il 70% delle emissioni globali di gas serra. In Europa il 45% delle emissioni totali di CO2 proviene da inefficienze nei sistemi di riscaldamento e raffreddamento degli edifici, percentuali che potrebbero essere ridotte se solo si facessero progettazioni guidate da criteri di ecostenibilità.

Milleproroghe, nessun rinvio per l’obbligo di rinnovabili al 35% negli edifici

Saltano le proroghe decise dal Senato per il ricorso alle fonti rinnovabili nella realizzazione di edifici o in ristrutturazioni rilevanti. Con poche modifiche, la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe, n.150/2013, che ora torna al Senato per il via libero definitivo, entro il 28 febbraio. L’Aula, in seguito a emendamenti presentati da M5S e Sel, ha annullato la decisione del Senato di far slittare di un anno, al primo giorno del 2015, l'obbligo di dotare i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti di impianti di produzione da fonti rinnovabili che coprano almeno il 35%, come disposto nel d.lgs n. 28/11.
Si torna quindi ai precedenti termini: dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016 i nuovi edifici e le ristrutturazioni importanti dovranno prevedere il 35% di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, elettricità e raffreddamento. Dal 1° gennaio 2017 si passerà al 50%.



Euroconfronto. Fra il 2006 e il 2012 il consumo italiano d’energia cala del 12%

I consumi energetici dell'Italia sono crollati del 12% tra il 2006 e il 2012, settimo tra i cali più significativi dei Paesi Ue e sopra la media Ue dell'8%.
L'Italia è poi maglia nera per la dipendenza energetica, con un tasso di quasi l'81%, tra i cinque Paesi Ue più energìvori, dove si posiziona quarta per consumi dietro Germania, Francia e Gran Bretagna.
Emerge dai dati Eurostat, secondo cui l'Italia è anche il quarto paese Ue produttore di energia da rinnovabili (10%) dietro Germania, Francia e Svezia.
Tra il 2006 e il 2012 in 24 Paesi Ue su 28 si sono ridotti i consumi energetici, e i cali maggiori sono stati registrati in Lituania (-17,5%), Portogallo (-15,2), Grecia (-14,4), Ungheria (-14,2), Danimarca (-13,9) e Gran Bretagna (-12,2%).
Nel 2012 il tasso di dipendenza energetica a livello Ue è stato del 53%, mentre a livello di energia prodotta nella Ue nucleare e rinnovabili hanno contato per circa la metà (nell’ordine 29% e 22%), contro il 21% di combustibili solidi come il carbone; infine gas e petrolio (10%).
Il consumo interno lordo nella Ue a 28 è salito dall’energia pari a 1,67 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente del 1990 a 1,83 miliardi nel 2006, per poi declinare a 1,68 miliardi nel 2012.
Tra i cinque maggiori consumatori di energia tra i 28, dietro l'Italia che ha il tasso di dipendenza energetica maggiore ci sono la Spagna (73%), Germania (61%) Francia (48%) e Gran Bretagna (42%).
Tra questi vi sono anche i principali produttori di energia Ue, alla cui testa vi è la Francia (17%), seguita da Germania (16%), Gran Bretagna (15%), Polonia (9%) e Olanda (8%).
Nel 2012 Germania e Polonia sono stati i maggiori produttori di combustibili solidi (35% e 29%), la Gran Bretagna di gas (26%), Francia e Germania di energia nucleare (48% e 11%), mentre per le rinnovabili sempre la Germania (19%), poi Francia (12%), Svezia (10%), Italia (10%) e Spagna (8%).

Il Destinazione Italia è legge, via libera alla “spalmatura” degli incentivi alle rinnovabili

Via libera del Senato alla conversione in legge del decreto Destinazione Italia, che prevede tra l’altro il meccanismo volontario di adesione alla rimodulazione degli incentivi alle fonti rinnovabili, dal quale ci si aspetta una riduzione degli incentivi di circa 700 milioni di euro, che si dovrebbe tradurre anche in una riduzione dei costi in bolletta. Entro marzo si dovrà scegliere se continuare a usufruire dei finanziamenti nella misura consueta o se dilazionarli nel tempo (meno incentivi, ma per sette anni). Spalmando gli incentivi alle imprese delle rinnovabili, il governo punta a ridurre i relativi oneri nella bolletta dei consumatori. Altri 150 milioni arriveranno dal “ritiro dedicato“, ovvero dall’energia venduta direttamente al Gse dai piccoli impianti.
Nel provvedimento anche l’assegnazione di fondi per la realizzazione di una nuova centrale a carbone nel Sulcis, dotata di un impianto di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS).
Forti critiche sul provvedimento arrivano dal Coordinamento Free. “Il rischio - si legge in una nota - che l’intero settore delle rinnovabili subisse un ulteriore attacco retroattivo, con la conversione in Legge del Decreto Destinazione Italia, è purtroppo divenuto realtà, con l’approvazione senza modifiche di questo provvedimento avvenuta al Senato. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, decaduto sabato, non ha preso in considerazione le proposte alternative per ridurre gli oneri della Componente A3 della bolletta elettrica avanzate dal Coordinamento Free, che - dice ancora il Coordinamento stesso - avrebbero realmente ridotto il costo delle bollette, salvaguardando lo nel contempo sviluppo delle rinnovabili, e ha voluto invece mantenere il cosiddetto “spalma incentivi”, in sostanza un ricatto agli operatori del settore, i quali si trovano a dover accettare un taglio retroattivo degli incentivi, poichè in caso contrario non potranno effettuare interventi di efficientamento sugli impianti esistenti”.
Per il coordinamento, il provvedimento “colpisce in particolare gravemente l’eolico, senza peraltro lasciar prevedere significativi benefici per la bolletta elettrica, visto che di fatto esclude la gran parte degli impianti responsabili degli oneri della A3. Inoltre, alla marginale riduzione annuale della bolletta corrisponderà un allungamento dell’incentivo che renderà più lontano il periodo di abbattimento degli oneri per i consumatori. L’adozione di tale legge, peraltro con un Governo dimissionario, conferma lo scarso sostegno nei confronti delle rinnovabili da parte del Ministro Zanonato e dei Ministri succedutisi negli ultimi anni che, attraverso provvedimenti come, la Robin Tax, l’introduzione di meccanismi farraginosi come le aste e i registri e altri inutili orpelli burocratici, stanno affossando un settore promettente e promosso in tutto il mondo”.

Il progetto dell’Europa per rilanciare i vecchi impianti idroelettrici. Italia ancora al palo

Ridare vita e vitalità a vecchi impianti idroelettrici inutilizzati e anche a vecchi mulini ad acqua presenti nei paesi Ue. Questa è la una missione dell'Unione europea, che ha avviato un progetto per far rivivere tali strutture. Si chiama Restorhydro il progetto europeo che, con un budget di circa 2,5 milioni di euro, ha coinvolto Italia, Francia, Lituania, Belgio, Svezia, Polonia, Grecia e Slovenia.
In Italia per ora, a metà del progetto iniziato nel 2012 e con scadenza 2015, non si è ancora arrivati alla realizzazione di nessuna cooperativa, ma ci sono vari lavori in corso a Monza, Pavia, Settimo Torinese e nella Valle dell'Olona, assicurano i responsabili italiani di Restorhydro parlando al Greenenergyjournal.
In compenso è nata la prima guida, Guida Restorhydro, che intende dare indicazioni chiare e dettagliate, al fine di permettere la creazione di cooperative atte ad affrontare e risolvere i problemi legati alla rimessa in vita di queste strutture, soprattutto quelli economici. L'idea è, infatti, proprio quella di mappare dei siti possibili per poi realizzare progetti di cooperative che rendano possibile l'utilizzo di queste strutture fuori uso.
I vecchi mulini ad acqua sono circa 350mila e gli impianti di produzione idroelettrica dismessi non mancano. Lo sfruttamento di queste strutture per produrre energia a livello locale rappresenta un esempio virtuoso di sostenibilità.

ENI RINNOVA L’ACCORDO DI COLLABORAZIONE CON IL CNR

Eni e il Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno rinnovato l'accordo quadro di collaborazione
per la ricerca, incentrato sulla produzione di energia sostenibile, sulla salvaguardia ambientale e sulla sperimentazione di nuove tecnologie. L'accordo è stato firmato dall'ad di Eni, Paolo Scaroni e dal presidente del CNR, Luigi Nicolais.
Questo accordo, sottolinea Scaroni, “dà un ulteriore impulso ai rapporti che abbiamo da molti anni con il Cnr. È una collaborazione che è uno dei pilastri della nostra ricerca. E la ricerca ci permette di rafforzare la nostra posizione e la nostra competitività”.
Le attività previste dall'accordo coinvolgono tecnici e ricercatori Eni e Cnr in un ampio programma di ricerca applicata su diversi ambiti, tra cui la sperimentazione di nuove tecniche per la caratterizzazione di giacimenti di idrocarburi, il monitoraggio ambientale finalizzato alla sostenibilità della produzione di petrolio e gas, soluzioni eco sostenibili per la mobilità e la salvaguardia ambientale, la sperimentazione di celle solari avanzate.
La collaborazione scientifica Eni-CNR, iniziata nel 2009, ha già permesso di ottenere apprezzabili risultati in vari campi. L'innovazione tecnologica è per Eni una leva imprescindibile per la sostenibilità dello sviluppo
energetico, tanto che nel prossimo quadriennio Eni vi investirà dere circa 1,1 miliardi di euro. L'azienda ha sviluppato un sistema di alleanze strategiche e di collaborazioni scientifiche con Università e centri di ricerca la cui eccellenza è riconosciuta a livello internazionale. Tra le partnership più prestigiose, quelle con il MIT Massachussetts Institute of Technology e con la Stanford University. In Italia, oltre che con il Cnr, Eni ha sottoscritto accordi quadro per attività di ricerca e sviluppo con i Politecnici di Milano e Torino.

PROTOCOLLO ANCI E ANEA PER IL RISPARMIO ENERGETICO IN CAMPANIA

Sarà firmato venerdì 28 febbraio, nel corso di una conferenza stampa presso la sezione campana dell'Anci, il protocollo d'intesa con Anea (Agenzia napoletana energia e ambiente). Il contenuto dell'accordo prevede un supporto alle amministrazioni per la redazione di progetti Paes (Piani d'azione energia sostenibile) per i Comuni della Campania che intendono ridurre le emissioni di CO2 e aumentare il risparmio energetico, con un conseguente risparmio in bilancio.
Prima occasione di promozione del protocollo l'appuntamento alla settima edizione di EnergyMed, nella Mostra d'Oltremare di Napoli dal 27 al 29 marzo, dove si svolgeranno convegni e workshop per supportare
la pianificazione delle iniziative. Un importante momento di scambio sarà rappresentato anche dal primo meeting italiano del progetto europeo Shaams (Strategic hubs for the analysis and acceleration of
Mediterranean solar sector), al quale prenderanno parte sette delegazioni straniere, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Italia, Libano e Spagna che parteciperanno al un confronto sullo stato dell'arte in tema di energia solare.
L'obiettivo del progetto, che si concluderà nel 2015, è di sensibilizzare l'opinione pubblica in materia di efficienza energetica attraverso il trasferimento e le applicazioni di buone pratiche in ambito legale, normativo, economico ed organizzativo e la promozione di nuovi meccanismi di finanziamento per agevolare l'adozione delle tecnologie solari.

Ricerca Rse, nel 2020 un’auto elettrica costerà come quelle a benzina



Entro il 2020 il prezzo di una piccola utilitaria elettrica, con batteria di circa 20 kwh e autonomia reale di circa 150 km, potrebbe eguagliare quello di un modello omologo con motore a combustione interna. La previsione arriva da una serie di studi e ricerche svolte da Rse (Ricerca sul Sistema Energetico) sulla mobilità elettrica, contenuti nella nuova monografia “E... muoviti! Mobilità elettrica a sistema” curata da Giuseppe Mauri del dipartimento “Sviluppo dei sistemi energetici” di Rse.
Lo scenario analizzato nella monografia di Rse (edita da Editrice Alkes) considera al 2030 un'elevata diffusione di veicoli elettrici con 10 milioni di veicoli in tutta Italia, concentrata per il 50% nelle grandi città. L'analisi valuta l'aumento annuale dei consumi di energia elettrica dovuto alla mobilita come inferiore al 5%, con una riduzione delle importazioni di energia primaria pari a circa 1,8 miliardi di euro e un miglior sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile non programmabili.
Nella parte conclusiva della monografia sono presentate le vie che dovranno essere percorse per alimentare la diffusione del veicolo elettrico e per capitalizzare, in termini economici e ambientali, i vantaggi che questa comporta. In particolare sono considerati aspetti tecnico-normativi le facilitazioni funzionali e dei sistemi di ricarica. Le previsioni indicano una tendenza di miglioramento delle prestazioni che porteranno entro il 2020 il prezzo di una piccola utilitaria elettrica (con batteria di circa 20 kWh e autonomia reale di circa 150 km) ad eguagliare quello di un modello omologo con motore a combustione interna.


Terna e Anci firmano accordo per lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture elettriche

Condividere la localizzazione delle opere elettriche sul territorio italiano attraverso una sempre maggiore armonizzazione fra gli interventi di sviluppo di Terna e gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale dei Comuni. Questo l’obiettivo principale del protocollo di intesa firmato a Roma da Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna, e Piero Fassino, presidente dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani a cui aderiscono 7.318 Comuni, rappresentativi del 90% della popolazione.
L’importanza di questo accordo risiede nel fatto che Terna e Anci - in un'ottica di sviluppo sostenibile e con
l'obiettivo di accelerare la realizzazione di interventi strategici - lavoreranno insieme per armonizzare le
necessità del sistema elettrico con quelle della tutela dell’ambiente e del territorio a livello comunale in ordine alla localizzazione delle opere di sviluppo della rete elettrica di trasmissione.
L’accordo prevede, in particolare, l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento fra Anci e Terna, per definire specifici strumenti utili nella fase di concertazione tra la società e i Comuni sul percorso e la
realizzazione delle opere previste dal piano di sviluppo di Terna. Saranno, inoltre, istituiti specifici tavoli di
concertazione tra i Comuni e Terna, relativi alle singole opere per consentire la partecipazione anche degli altri enti pubblici interessati.
Con questo protocollo d’intesa, Terna e Anci si impegnano a consultarsi periodicamente per: promuovere insieme l’attività di concertazione preventiva delle opere sul territorio con il coinvolgimento diretto dei Comuni; sottoscrivere con i Comuni interessati uno specifico protocollo d’intesa relativo alla localizzazione di
massima delle opere; realizzare azioni congiunte per informare i cittadini dei territori coinvolti dagli interventi del piano di sviluppo della rete elettrica nazionale e per un reciproco scambio di dati tra Terna e Anci;
favorire la massima condivisione con le popolazioni interessate delle infrastrutture elettriche da realizzare.
Finora Terna ha investito circa 8 miliardi di euro dal 2005 a oggi per posare 2.500 km di nuova rete e per realizzare 84 nuove stazioni elettriche, ed altrettanti investimenti prevede nel prossimo decennio, con circa 3 miliardi di euro già in corso di realizzazione nei 250 cantieri attualmente aperti che danno lavoro ogni giorno a 4.000 risorse e 750 ditte. Un impegno, quello di Terna, sia sul dispacciamento sia sulla rete che complessivamente, dal 2005 ad oggi, ha prodotto 5,4 miliardi di euro di risparmi per cittadini e imprese.


L’UNIONE EUROPEA APPROVA LA DIRETTIVA SULLE INFRASTRUTTURE PER CARBURANTI ALTERNATIVI

È stata approvata dai rappresentanti degli Stati membri dell'Unione europea la direttiva per la costruzione di infrastrutture minime per la ricarica dei veicoli alimentati con carburanti alternativi. La direttiva, che entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Ue, intende incentivare la domanda di veicoli, elettrici, a idrogeno e alimentati con gas naturale, attraverso la creazione di una rete di stazioni di ricarica e di rifornimento e si propone di incoraggiare i produttori a sviluppare questo tipo di veicoli a prezzi competitivi per promuovere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.
Il testo prevede, inoltre, l'adozione da parte degli Stati membri di politiche nazionali volte ad incrementare sia il mercato sia il numero delle infrastrutture per i carburanti alternativi.

ZANONATO, GALSI NON È ALTERNATIVO AL GASDOTTO TAP

Il gasdotto Galsi, che porterà il gas dall'Algeria all'Italia, “non è alternativo al Tap”, il gasdotto che porterà nel Belpaese quello proveniente dall'Azerbaigian. Ad affermarlo, nel corso del “Question Time”, è il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato in merito ad un'interrogazione sull'approvvigionamento energetico della Sardegna.
“Sia il Galsi che il Tap - sottolinea - soddisfano l'esigenza del nostro Paese di diversificare le fonti di approvvigionamenti”. I ritardi del Galsi, rileva il ministro, “non sono in nessun modo connessi al Tap. Sono legati alla crisi del mercato energetico che non favorisce gli investimenti della compagine azionaria che è soprattutto algerina”.

GARE GAS, L’AEEG ALL’ANCI: PROGETTO PER LA DETERMINAZIONE DELLA RAB

In una recente nota inviata all’Anci, l’Aeeg ha comunicato che sta predisponendo un progetto dedicato all’acquisizione dei dati inerenti i cespiti di proprietà dei gestori del servizio di distribuzione, necessari per la determinazione dei valori di capitale investito netto di località (Rab), che saranno oggetto di trasferimento al gestore entrante a seguito delle gare d’ambito.
Tale iniziativa dell’Autority - che si svilupperà nel corso del primo quadrimestre 2014 - riscontra le esigenze già manifestate dall’Anci nelle Osservazioni al documento di consultazione 359/2013/R/GAS del 3/10/2013, dove l’Associazione aveva evidenziato che l’assenza di informazioni utili e dati per i Comuni, non rendeva possibile esercitare in maniera adeguata il ruolo di controllo e verifica rispetto alle gare d’ambito per la distribuzione del gas l’Aeeg, soprattutto perché non era possibile confrontare i dati relativi ai valori di capitale investito netto di località.
Il progetto dell’Aeeg permetterà di acquisire le informazioni necessarie a disaggregare i valori delle RAB di località per soggetto proprietario, e l’Autorità stessa calcolerà poi il valore oggetto di trasferimento al gestore entrante, a seguito delle gare d’ambito, aggiornati al mese di novembre 2013.
Le succitate informazioni saranno rese disponibili alle Stazioni Appaltanti sul sito dell’Aeeg.
Importante evidenziare che, fino al completamento della succitata procedura, l’Autorità può rendere disponibili alle Stazioni Appaltanti i dati in suo possesso inerenti i valori aggregati di RAB di località senza distinzione del profilo proprietario. Le Sa ovvero i singoli Comuni potranno poi chiedere ai gestori i dati di input, che gli stessi hanno trasmesso all’Aeeg ai fini tariffari, e calcolare autonomamente la Rab oggetto di trasferimento, confrontandola con quella da loro calcolata.

LIVORNO, ATTACCO DI ANONYMOUS AL SITO DI ASA CONTRO IL RIGASSIFICATORE

Attacco informatico di Anonymous Italia al sito internet di Asa spa, l'azienda livornese che gestisce il servizio idrico e la distribuzione del gas. L’incursione, denominata “Operation green rights”, viene rivendicata dagli attivisti di Anonymous e arriva tre giorni dopo una prima azione più soft. Nel messaggio, Anonymous sostiene che avrebbe potuto “creare un vero e proprio disastro cancellando il database e il relativo back-up dei dati”. L'azione però si è limitata alle minacce “per dimostrare come, volendo, sia possibile creare più danni a strutture non debitamente protette”. Il sito è stato così manomesso e in home page era stato postato il fotomontaggio di un tramonto livornese con sullo sfondo la torre della Meloria e alcuni bidoni radioattivi e una scritta rossa: “No rigassificatore“.
“L’incursione odierna - riferiscono dall’Asa - è molto più invasiva rispetto a quella dei giorni scorsi. All’inizio della prossima settimana contatteremo i tecnici per risolvere nel più breve tempo possibile il problema: il livello di sicurezza sarà aumentato”.

È NATO 2I RETE GAS, IL NUOVO COLOSSO ITALICO DELLA DISTRIBUZIONE

Enel Rete Gas cambia nome e diventa 2i Rete Gas, in capo al gruppo F2i Reti Italia (dove le 2i stanno per infrastruttura italiana), facendo nascere così il principale operatore indipendente nazionale del settore della distribuzione del gas. L’operazione giunge a valle della recente acquisizione da parte di F2i e Ardian (ex AXA Private Equity) della quota residuale del 14,8% che il gruppo Enel deteneva in Enel Rete Gas SpA - primo operatore indipendente e secondo per quota di mercato nel settore della distribuzione del gas a livello nazionale. La nuova denominazione verrà ratificata in occasione della prossima Assemblea della Società, che si terrà nel mese di marzo.
Da un percorso iniziato a fine 2009 - con l’acquisizione da parte di F2i Reti Italia di una quota di controllo di Enel Rete Gas SpA dal gruppo Enel - sino alle più recenti acquisizioni delle attività di distribuzione del gas in Italia del colosso tedesco E.On e della francese Gaz de France, l’azienda ha raddoppiato le proprie dimensioni, passando da 2,1 a oltre 3,8 milioni di clienti, con un fatturato che, da 300 milioni, ha superato i 700 milioni e un EBITDA che da 160 mln è arrivato a oltre 370 mln.
Negli ultimi anni, 2i Gas si è affermata quale campione nazionale nel settore della distribuzione del gas, svolgendo un ruolo pionieristico nel processo di aggregazione e concentrazione delle numerose e frammentate realtà locali. “Un’organizzazione - dichiara l’amministratore delegato di 2i Rete Gas, Gianclaudio Neri - che, grazie anche al continuo supporto dei nostri azionisti, ci ha permesso e ci permetterà di giocare un ruolo da protagonista e di sostenere importanti investimenti a vantaggio dello sviluppo, dell’ammodernamento, dell’efficienza e della sicurezza della rete. Il nostro ruolo è quello di catalizzare e consolidare il sistema in un mercato ancora troppo frammentato ma che a breve sarà caratterizzato da fenomeni di concentrazione, favoriti dallo svolgimento delle gare per ambiti territoriali minimi”.

APPROVVIGIONAMENTI E INFRASTRUTTURE GAS, DE VINCENTI: “NO ALLARMI, PRESTO DPCM”

"La situazione e' sotto controllo, anche se va monitorata, dobbiamo seguirla con grande attenzione in modo da garantire l'approvvigionamento sufficiente. Al momento non vedo motivo di allarme, naturalmente il riempimento degli stoccaggi la prossima estate avra' un ruolo molto importante e quello della differenziazione delle fonti di approvvigionamento resta un tema centrale".
Cosi' il viceministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, interpellato dalla Commissione Attivita' produttive della Camera sui rischi per la fornitura di gas all'Italia derivanti dalla crisi tra Russia e Ucraina. "Nel prossimo dpcm indicheremo stoccaggi e rigassificatori strategici per la sicurezza", ha inoltre annunciato De Vincenti.

SCHIEPPATI NUOVO AD DI ITALGAS, PRENDE IL POSTO DI PAOLO MOSA CHE VA IN SNAM RETE GAS

Il Consiglio di Amministrazione Italgas (la società 100% Snam leader in Italia nella distribuzione cittadina del gas naturale), che si è riunito a San Donato Milanese, ha nominato Luca Schieppati amministratore delegato. Schieppati, ingegnere nucleare, lascia l'incarico di direttore generale Operations di Snam Rete Gas che ricopriva da gennaio 2012. Il Cda ringrazia Paolo Mosa che ha intanto assunto il nuovo incarico di amministratore delegato di Snam Rete Gas. Il nuovo Cda della società leader in Italia nel trasporto e dispacciamento di gas naturale al termine dell'Assemblea ha nominato il nuovo board della società per il prossimo triennio con ad Mosa e la conferma di Carlo Malacarne presidente, carica che ricopre mantenendo
quella di amministratore delegato della controllante Snam.
Paolo Mosa, ingegnere meccanico, lascia l'incarico di amministratore delegato Italgas che ricopriva da marzo 2010. Il Consiglio di Amministrazione ringrazia l'amministratore delegato uscente, Francesco Iovane, per la preziosa collaborazione e i risultati conseguiti dalla società nel corso degli anni.

SCARONI (ENI) INCONTRA AD ASGABAT IL PRESIDENTE TURKMENO PER IL GREGGIO DEL CASPIO

Il presidente della repubblica del Turkmenistan, Gurbanguly Berdimuhammedov, e l'amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, si sono incontrati a Asgabat per fare il punto sulle attività e sui progetti dell’Eni in corso nel Paese, con particolare attenzione a possibili nuove attività esplorative offshore nel mar Caspio. Lo rende noto la società in una nota.
“Durante l'incontro - spiega l’Eni - si è discusso anche della possibilità di prolungare le attività di Eni nel Paese estendendo la durata della concessione detenuta dalla società nell'onshore del Paese e di valorizzare le risorse di metano del Paese anche utilizzando tecnologia gtl (gas to liquid)”.
L’Eni è presente in Turkmenistan dal 2008 in seguito all'acquisizione della società petrolifera Burren Energy e nel 2012 la produzione è stata di 11mila barili al giorno.

BORTONI, SE IL RIGASSIFICATORE OLT DIVENTA STRATEGICO CI SARANNO PIÙ ONERI IN BOLLETTA

Se il rigassificatore Olt di Livorno di proprietà di Iren e E.on sarà definito strategico, “certamente” genererà oneri in bolletta. “Le infrastruttura strategiche rispondono a un interesse generale e come tali se sono strategiche è giusto che il costo sia in tutto o in parte sostenuto anche nelle tariffe” - ha detto il presidente dell'Authority per l' Energia, Guido Bortoni, a margine del Forum sull'innovazione di Suez Gdf.
In un recente intervento alla Commissione Industria della Camera il vice ministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, aveva lasciato intendere la possibilità che il rigassificatore livornese finisse tra le infrastrutture strategiche da individuare con Dpcm (decreto del presidente del consiglio dei ministri).

GAS, PIÙ INDENNIZZI PER I DISSERVIZI E PREVENTIVI ANCHE AL TELEFONO

Indennizzi più alti in caso di disservizi, obbligo di avvisare i clienti almeno tre giorni prima per interruzioni programmate, preventivi più rapidi, anche telefonici, per attivare e disattivare la fornitura. Sono alcune delle novità introdotte dall’Autorità per l’energia per migliorare la qualità del servizio di distribuzione del gas, in vigore dal 1° gennaio.
Da gennaio sono diventate operative anche le nuove regole per la corretta ricostruzione dei consumi di gas in caso di malfunzionamento o di guasto del contatore: con i nuovi meccanismi sarà possibile superare alcune criticità riscontrate nel ricalcolo dei consumi a seguito di una verifica del contatore su richiesta del venditore, del cliente o nell’ambito delle attività del distributore.
Le nuove regole dell’Autorità (vedi delibera 574/2013/R/gas) riguardano il servizio di distribuzione e misura nel periodo regolatorio 2014-2019, ovvero le attività di servizio delle società di distribuzione per portare il gas naturale dai gasdotti nazionali alle abitazioni e per la gestione del contatore.
Fra le principali innovazioni, l’aumento da 30 a 35 euro dell’indennizzo base accreditato automaticamente in bolletta ai consumatori in caso di mancato rispetto dei parametri di qualità del servizio. Altre novità riguardano il rafforzamento della sicurezza nella distribuzione del gas tramite reti, con l’obbligo per i distributori di pubblicare mensilmente sui propri siti internet, mantenendole visibili per almeno due anni, le ispezioni effettuate alla rete, specificando nel dettaglio il Comune e l’indirizzo stradale dell’intervento.
Sul fronte della sicurezza, l’Autorità ha anche previsto un’extra-remunerazione per gli investimenti nella sostituzione delle condotte in ghisa con giunti di canapa e piombo e per ammodernare i sistemi di odorizzazione: l’extra-remunerazione è collegata ai risultati effettivamente ottenuti nella riduzione delle dispersioni segnalate da terzi e nell’aumento del numero minimo di misure del grado di odorizzazione.
Fra i miglioramenti nella qualità del servizio, l’obbligo di ridurre i tempi dei preventivi; in caso di lavori complessi saranno di 30 giorni al massimo, invece dei precedenti 40 giorni, mentre per le attivazioni e disattivazioni di fornitura si potranno ottenere anche via telefono.
Inoltre, in caso di interruzioni programmate della fornitura di gas le società di distribuzione dovranno avvertire i clienti con un minimo di tre giorni lavorativi rispetto al precedente termine di un giorno.
In caso di guasto del contatore - Con le nuove regole sulla corretta ricostruzione dei consumi in caso di malfunzionamento del contatore, l’Autorità ha previsto due metodologie: la prima per fornire indicazioni e chiarimenti sulle modalità già in vigore per stabilire il volume di riferimento, criterio fondamentale per ricostruire i consumi; questa metodologia si applicherà nei casi in cui in sede di verifica del contatore sia possibile individuare l’errore di misura. La seconda metodologia consente di ricostruire i consumi anche nei casi in cui l’errore del contatore non sia determinabile, per esempio nei casi di blocco del totalizzatore meccanico: la stima del volume di ricalcolo avverrà sulla base del parametro del prelievo annuo, applicando quindi una profilazione convenzionale dei prelievi.
La nuova disciplina riguarda tutti i punti di riconsegna del gas alimentati in bassa pressione; per dare il tempo alle società di distribuzione di adeguarsi alle nuove regole, è previsto un periodo transitorio fino al prossimo 30 giugno, nel quale potranno essere applicati i precedenti meccanismi.

ANTITRUST, TRATTATIVA SU TAKE OR PAY NON SIA SOLO SU VOLUMI

La rinegoziazione dei contratti gas take or pay da parte di Eni, Edison ed Enel dovrebbe avvenire non solo sui volumi, ma anche sui prezzi. È quanto auspica l'Antitrust. “Una eccessiva enfasi sulla riduzione dei volumi (a parità di prezzo) - ha detto il presidente Pitruzzella - avrebbe sicuramente l'effetto di alleggerire la posizione” degli operatori, “che sarebbero gravati in misura minore da obblighi di ritiro”, ma ci sarebbe “il rischio di un incremento dei prezzi spot nazionali a causa della contrazione dell'offerta”.
Pitruzzella ha anche auspicato, nel corso di un’audizione alla Camera, che si vada verso un “progressivo abbandono del regime di maggior tutela a favore del mercato libero” su elettricità e gas. La tariffa di maggior tutela (vale a dire il costo delle bollette che ogni tre mesi viene deciso dall'Autorità per l'energia), ha ricordato, riguarda ancora “grande parte dei consumatori italiani e il fatto che quasi tutti si trovino in questa condizione impedisce lo sviluppo di una dinamica concorrenziale”.

CDP: CON SNAM MEMORANDUM INTESA PER TRASFERIMENTO QUOTA TAG

Cassa depositi e prestiti comunica di aver firmato con Snam Spa un Memorandum of Understanding che definisce il processo negoziale per l'eventuale trasferimento a Snam della quota posseduta in TAG GmbH, società che detiene i diritti di trasporto nel gasdotto che collega il confine tra Slovacchia e Austria con l'entry point di Tarvisio. È quanto si legge in una nota di Cdp. La Snam, dando notizia a sua volta della firma del Memorandum of Understanding, specifica in una nota che il sistema è formato da tre pipeline da 380 km ciascuna (per una lunghezza complessiva di 1.140 km) e da cinque centrali di compressione e ha una capacità di trasporto di circa 48 miliardi di metri cubi di gas. “Pensiamo di concludere entro la fine dell'anno il processo di acquisizione di Tag”. Così il numero uno di Snam, Carlo Malacarne, rispondendo ad una domanda degli analisti circa la tempistica prevista per il trasferimento a Snam della quota posseduta dalla Cdp (89%) in Tag, la società che controlla il gasdotto che collega il confine tra Slovacchia e Austria con l'entry point di Tarvisio.
“Una delle opportunità che stiamo valutando è di acquisire Tag con un aumento di capitale dedicato”, ha spiegato Malacarne incontrando la stampa dopo la presentazione del piano industriale 2014-2017. Quanto alla tempistica dell'operazione con la Cdp il top manager ha ribadito che “è ragionevole pensare che entro il 2014 si possa chiudere. Magari si riesce anche ad anticipare”.
Sull'andamento invece dei consumi di gas, Malacarne ha spiegato che “oggi in Europa assistiamo a trend di crescita marginali”. Per l'Italia il manager parla di “una crescita media annua dello 0,7% da qui al 2025”. In pratica si tratterebbe di un incremento “dagli attuali 70 miliardi di metri cubi a 76 miliardi, contro gli 85 miliardi di metri cubi del 2009”.

LA CINA DIVERSIFICA MA NON RIESCE A RIDURRE IL RICORSO AL CARBONE

L’amministrazione cinese per l’energia ha presentato gli obiettivi del 2014 confermando l'impegno del governo nel rispetto dell'ambiente, ma il consumo di carbone per il prossimo anno segnerà un aumento dell'1,6% rispetto ai valori del 2013, nelle proiezioni dell'ente cinese, a 3,8 miliardi di tonnellate di carbone equivalenti. In crescita dell'1,8%, invece, il fabbisogno di greggio, a 510 milioni di tonnellate. Molto più alta invece, la domanda apparente di gas, che rispetto ai valori dello scorso anno, dovrebbe crescere del 14,5%, a 193 miliardi di metri cubi. Un ruolo sempre più importante avranno il nucleare, l'energia idroelettrica, l'eolico e il solare, anche se secondo molti esperti, non servirà a ridurre la dipendenza della Cina dal carbone. Troppo basso il livello di riduzione del consumo energetico per unità di prodotto interno lordo, al 5,4% di media annua dal 2011, contro una prevista diminuzione del 16% a partire dal prossimo anno. Anche il dato ufficiale sulla riduzione di carbone su base quinquennale non soddisfa le aspettative della commissione: solo il 6,6% contro un atteso 17%.
Le proiezioni al 2035 dell'Energy Outlook di BP prevedono una crescita ancora alta per il carbone, fino a circa il 2030, nonostante gli sforzi dei legislatori cinesi per contrastarla. Ci vorranno ancora quindici anni, secondo le stime del gruppo petrolifero britannico per iniziare a vedere un lento declino nell'uso del carbone da parte della Cina, e il relativo declino dell'industrializzazione del Paese. Ancora nel 2035, però, la Cina rimarrà il maggiore consumatore di carbone, con il 51% del totale mondiale, seguita, a partire dal 2024, dall'India, che con la sua quota supererà gli Stati Uniti. «A partire del 2030 - si legge nel rapporto - la domanda probabilmente diminuirà, a causa del ribilanciamento dell'economia cinese verso i servizi e il consumo interno, e sarà sostenuta dai miglioramenti nell'efficienza e da politiche ambientali più severe».
Ambiziosi anche gli obiettivi per il futuro delle risorse energetiche non convenzionali, anche se, secondo l'opinione di molti, difficilmente la Cina arriverà ai livelli di sfruttamento di shale gas degli Stati Uniti. Nel 2013, la Cina ha prodotto una media di due milioni di metri cubi di shale gas al giorno, ed entro il 2030, la produzione di gas e petrolio non convenzionale dovrebbe essere pari a un terzo del totale della produzione interna di queste due risorse. Ancora poco, secondo le stime dell'Energy Outlook di BP, rispetto agli standard di Stati Uniti e Canada che faranno affidamento sulle riserve di shale gas per il 99% della produzione interna di gas fino al 2016, e per il 70% da allora al 2035. Insieme, Washington, Ottawa e Pechino contano di sfruttare circa l'81% delle riserve mondiali di shale gas mondiale entro i prossimi venti anni, secondo le stime di BP.

CONSUMI DI GAS, SIAMO TORNATI AI LIVELLI DEL 2002 (- 6,4% RISPETTO AL 2012)

È crollata la domanda di gas naturale in Italia nel 2013, con i consumi ormai tornati ai primi anni del 2002. A pesare è il nuovo annus horribilis della domanda termoelettrica, penalizzata dalla debolezza dei consumi di elettricità. Secondo le elaborazioni della “Staffetta Quotidiana” sui dati di Snam Rete Gas, nell'anno appena concluso l'Italia ha consumato solo 69,5 miliardi di metri cubi, un valore perfino inferiore, e non di poco, ai 70,5 miliardi mc del 2002. Il calo sul 2012 è stato del 6,4% (l'anno scorso ci si era fermati al 4,1%), mentre quello sul 2011 è del 10,2%. Quest'anno ci sono state meno punte di freddo intenso, come nel 2012. Analizzando la domanda per settore di consumo, la flessione più pronunciata si registra nella produzione termoelettrica: 20,61 miliardi mc, in calo del 16,5% sul 2012 e addirittura del 25,7% sul 2011. Segue l'industria, che nei 12 mesi cede lo 0,8% a 13,15 miliardi mc (-2,9% sul 2011). Chiude invece ai livelli del 2012 il comparto civile: 33,88 miliardi mc, con una flessione dello 0,1% sul 2012 e un aumento dello 0,5% sul 2011.
Passando ai dati mensili, a differenza dello scorso anno in dicembre i consumi non hanno beneficiato di condizioni meteo particolarmente avverse, fermandosi a 8.777,3 milioni di mc, in flessione del 4,3% sullo stesso mese del 2012 (sul 2011 il calo è invece solo dell'1%). A consumare meno sono stati in particolare i clienti civili, in flessione del 8,5% a 5395,4 milioni di mc (+2,1 % invece rispetto al più mite dicembre di due anni fa). In ripresa sia l'industria che il termoelettrico: le grandi imprese hanno prelevato in tutto 1.115,6 milioni mc (+ 3,7% sul 2012 e +0,4% sul 2011) e le centrali 1.973,4 milioni mc (rispettivamente +2,8% e -9,1%).

DE VINCENTI: SUL TAP TERREMO CONTRO DEL PARERE DELLA VIA DELLA PUGLIA

“Il governo terrà debitamente conto del parere espresso dal comitato Via (valutazione impatto ambientale) della Regione Puglia sull'attuale configurazione del progetto Tap e solleciterà una più attenta analisi dell'intero ventaglio di possibili scelte di approdo. L’obiettivo è di contemperare al meglio la tutela ambientale con la strategicità del gasdotto per il Paese e per l'Europa”.
Con queste parole il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti ha commentato la bocciatura del gasdotto che dovrebbe approdare a San Foca, nel Salento, da parte del comitato tecnico regionale di valutazione di impatto ambientale della Puglia.
“Ho letto con attenzione il parere del comitato via che si esprime negativamente, principalmente per una carenza di analisi comparativa, da parte della società, tra l'approdo da essa scelto e le possibili alternative. Viene anche rilevata una scarsa attenzione agli impatti sull'economia locale e la vocazione turistica del territorio. Sia il ministero dello Sviluppo economico che il ministero dell'Ambiente terranno debitamente conto di questo parere e solleciteranno l'acquisizione di una più completa analisi delle diverse ipotesi di approdo, per arrivare ad una scelta che consenta di contemperare al meglio le esigenze di tutela ambientale del territorio con il rilievo strategico dell'opera per l'Italia e l'Europa”.
L’investimento nel progetto Trans Adriatic Pipeline è di 40 miliardi di euro, ed è destinato a trasportare 8 miliardi di metri cubi l'anno di gas dall'Azerbaigian verso l'Europa. Contro questo progetto molte le proteste dei salentini e le contestazioni, anche dure, contro il sottosegretario De Vincenti, nell'incontro del 27 dicembre a Lecce.
Tra le motivazioni addotte per il rifiuto, le caratteristiche di pregio ambientale della marina di Melendugno, il comune di arrivo della condotta, l'assenza della individuazione nei progetti di siti alternativi, la mancata definizione del sistema di connessione del gasdotto con la rete nazionale.

IL MINISTERO DELL’AMBIENTE CHIEDE A TAP DI SPOSTARE IN ALTRI PUNTI DELLA PUGLIA IL GASDOTTO

Il Ministero dell'Ambiente ha chiesto alla Trans Adriatic Pipeline di approfondire diverse ipotesi di approdo in Salento del gasdotto internazionale che porterà in Europa attraverso l’Italia il gas del giacimento Shah Denize in Azerbaigian, valutando approdi alternativi a San Foca nel comune di Melendugno. Tale sollecitazione fa parte di una lunga serie di integrazioni chieste dal dicastero in relazione al progetto presentato dalla multinazionale nel settembre 2013 e sottoposto alla procedura di Via.
Il documento è stato licenziato il 7 marzo dal presidente della Commissione Via, Guido Monteforte Specchi, e poi inoltrato dalla direzione generale del Ministero alla Tap, che ha reso noto di essere già al lavoro per rispondere in modo esaustivo, dichiarandosi aperta “ad ogni forma di fattiva collaborazione per rispettare la bellezza dei luoghi e la vocazione turistica di San Foca e del territorio circostante”. San Foca è una spiaggia libera, senza insediamenti turistici, nel Leccese.
Il Ministero ha chiesto espressamente alla società di “approfondire l'analisi delle alternative, sia quelle sviluppate a nord di quella prescelta e già ipotizzate nel Sia e sia di ulteriori alternative”, anche alla luce dell'ordine del giorno con cui il Governo, nell'assemblea della Camera del 5 dicembre scorso (nella quale è stato ratificato il trattato internazionale Italia-Grecia-Albania per la realizzazione dell'opera) “si è impegnato ad assicurare la più attenta valutazione delle alternative”.
Il Ministero dell'Ambiente ha espresso inoltre dubbi sulla realizzazione di un terminale di ricezione, così come previsto nel progetto, chiedendo a Tap di “contenere l'attuale area di 12 ettari” e di “limitare la superficie a quella indispensabile per la realizzazione degli impianti”.
In riferimento all'area di cantiere del micro tunnel a terra per evitare lo scavo di trincee di posa della conduttura, è chiesto “di precisare l'estensione dell'area necessaria, vista la genericità del lay-out del progetto definitivo”, nonché di “verificare e correggere evidenti incongruenze” riscontrate in merito alle dimensioni del pozzo di spinta del micro tunnel, all'area di lavoro e al processi di trattamento dei fanghi di perforazione.
Altri chiarimenti vengono sollecitati dalla Commissione Via in relazione alla realizzazione di una trincea in mare e alla “formazione di probabili campate libere lungo il tracciato della condotta. Il ministero ha inoltre ritenuto necessari approfondimenti di natura ambientale, considerata la vicinanza della Palude di Cassano e di praterie di Posidonia, che risultano censite in maniera differente da diversi enti, nonché l'ipotesi di espianto di 1900 ulivi.
In totale sono 48 le integrazioni chieste dalla Commissione Via a Tap. All'ultimo punto viene sollecitata “una valutazione preliminare anche sugli impatti cumulativi che la completa realizzazione dell'infrastruttura a regime potrà indurre”. Il progetto Trans Adriatic Pipeline prevede, infatti, la realizzazione del gasdotto dall'Azerbaijan fino alla costa salentina, ma altre opere dovranno essere in seguito realizzate per convogliare il gas alla rete di trasporto nazionale Snam. La multinazionale ha a disposizione 45 giorni per fornire le integrazioni richieste, se tale termine decorresse “senza esito” - è stato specificato dalla direzione generale del ministero dell'Ambiente - la Commissione tecnica concluderà l'istruttoria sulla base della documentazione agli atti.

BORTONI SUL DECRETO DESTINAZIONE ITALIA: NO AL CARBONE IN BOLLETTA

No ai sovraccosti in bolletta per la progettata centrale del Sulcis, mentre le norme sui prezzi minimi garantiti per rinnovabili e sui prezzi elettrici biorari sono da rivedere. Sono alcuni degli appunti che il presidente dell'Autorità per l'energia, Guido Bortoni, ha espresso al Governo durante un’audizione alla Camera sulle norme energetiche del decreto Destinazione Italia. Il presidente ha anche precisato che il Governo non deve entrare nelle competenze dell’Authority: “Dia le direttive e gli obiettivi, ma poi gli atti spettano all’organismo di regolazione”.
Bene invece, secondo l'authority, le norme sulla rimodulazione volontaria degli incentivi alle rinnovabili (uno sconto in cambio del prolungamento della durata) e, in parte, quelle sulle gare gas.
Bortoni nel corso della audizione ha detto che i costi della futura centrale a carbone e cattura dell’anidride carbonica nel Sulcis (stimabili in una sessantina di milioni l’anno) non devono essere coperti dalle bollette dei consumatori, poiché “non rispondono - dice Bortoni - ad interessi generali del settore elettrico”, anche tenuto conto del fatto che la Sardegna è già in surplus energetico.
A parere dell’Autorità, le tariffe elettriche biorarie “vanno aggiornate perché gli stili di consumo sono cambiati fra giorno e notte; tuttavia è preferibile non intervenire, dato che una modifica sarebbe complessa e di difficile effetto”. Sui prezzi minimi garantiti per le rinnovabili, ha quindi rilevato, “non ha senso cancellare del tutto l’agevolazione, che garantisce l'equilibrio finanziario degli impianti con incentivi parziali”. Bene, infine, la rimodulazione volontaria, cioè un incentivo più contenuto ma per un periodo più lungo.

GUIDI (MISE): “L’ENERGIA DEL SUD E’ ORO, BASTA VETI E IMMOBILISMO”

L’energia del Sud "e' oro" per questo "basta con i veti e l'immobilismo". E' il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ad affermarlo, intervistata da "Il Mattino". "Non si puo' continuare a far finta di nulla -dice Guidi- sapendo che sotto i nostri piedi ci sono enormi potenzialita' energetiche, giacimenti di gas e idrocarburi indispensabili a garantire energia allo sviluppo del Paese". Quindi bisogna vincere la sfida per il Sud di avviare "lo sfruttamento delle risorse petrolifere di cui gran parte del territorio e' ricco ma che restano sottoutilizzate per non dire del tutto ignorate".
"Ci sono investimenti privati, e non da oggi, pronti ad essere attivati nel rispetto delle piu' ampie garanzie di tutela ambientale. Penso -continua il Ministro - alla Basilicata, alle coste della Sicilia, al progetto del gasdotto Tap". "Non si possono confondere - incalza la titolare del Mise- le giuste esigenze ambientali con l'immobilismo piu' totale. Il mondo cambia in 24 ore, e noi non possiamo continuare a dipendere dall'estero: se penso che tra i piu' importanti Paesi fornitori di energia all'Italia figurano Siria, Libia
e Ucraina, una riflessione vada fatta".
Per il Governo, prosegue Guidi, l’energia "e' uno degli asset di sviluppo sui quali stiamo alacremente lavorando". "Entro il primo maggio - assicura - vareremo un primo pacchetto di misure per arrivare entro il 2015 ad abbassare la bolletta energetica delle imprese di almeno il 10%".

ACCORDO IREN-ITALGAS PER SEPARAZIONE RAMI AES TORINO

Iren Energia, società interamente controllata da Iren, e Italgas, società interamente controllata da
Snam, hanno sottoscritto oggi un accordo vincolante per la separazione delle attività di distribuzione del gas naturale e del calore da teleriscaldamento attualmente svolte da Aes Torino, società partecipata per il 51% da Iren Energia e per il 49% da Italgas. Lo rendono noto Iren e Snam in un comunicato congiunto.
Secondo l'accordo, che prevede la scissione parziale non proporzionale di Aes Torino, il gruppo Iren sarà beneficiario del ramo d'azienda relativo all'attività di distribuzione di calore da teleriscaldamento e uscirà dalla compagine azionaria di Aes Torino, mentre Italgas verrà a detenere l'intero capitale sociale di Aes
Torino, quale esso risulterà a seguito del completamento della scissione. L'operazione è condizionata dall'ottenimento delle necessarie autorizzazioni, tra cui quella Antitrust, e terminerà con l'efficacia della scissione prevista per il primo luglio 2014.
Con il perfezionamento dell'accordo, Iren Energia tornerà a essere direttamente titolare della rete di teleriscaldamento nei Comuni di Torino, Moncalieri e Nichelino, che, con 56 milioni di metri cubi teleriscaldati (pari al 60% circa degli abitanti), è la rete più estesa d'Italia e consoliderà la leadership in Italia nel settore del teleriscaldamento con oltre 78 milioni di metri cubi serviti nei comuni di Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia.
Attraverso Aes Torino, Italgas tornerà a gestire direttamente il servizio di distribuzione del gas naturale nella
Città di Torino con una delle reti cittadine più importanti del Paese, con 1.335 chilometri di condotte, 469.000 punti di riconsegna attivi e 625 milioni di metri cubi vettoriati nel 2013.
L'operazione permetterà pertanto a ciascuna delle parti di focalizzarsi, nell'area torinese, sui propri business strategici di riferimento, favorendo lo sviluppo dei rispettivi asset. Le ragioni dello scioglimento della joint venture tengono conto, tra l'altro, dell'evoluzione del quadro normativo relativo al servizio di distribuzione del gas, che ha fatto venir meno i presupposti sottesi all'esercizio combinato dei due servizi.
Aes Torino ha registrato nel 2013 un Margine Operativo Lordo di 150 milioni di euro, un indebitamento finanziario netto di 288 e un patrimonio netto di 331 milioni di euro.

L’UCRAINA NON PAGA IL GAS E LA MOROSITÀ SALE A 3,3 MILIARDI DI DOLLARI

La situazione economica ucraina peggiora sempre di più. Secondo il giornale moscovita Vedomosti, il debito del governo ucraino per l'acquisto del metano russo dalla Gazprom è salito a 3,35 miliardi di dollari e - nonostante la forte riduzione della tariffa del gas da circa 400 a 268,5 dollari per mille metri cubi concessa da Mosca a Kiev - la società energetica statale ucraina Naftogaz non ha ancora pagato i 650 milioni di dollari dovuti per il mese di gennaio.

GASDOTTO TAP, IL MINISTRO DELL’AZERBAIGIAN ENTUSIASTA DEI PROGETTI CON L’ITALIA

“L'Italia è un partner molto importante per l'Azerbaigian e le relazioni bilaterali e multilaterali tra i due paesi sono destinate a registrare un forte sviluppo”, dice il ministro azero degli Esteri, Elmar Mammadiarov.
L’Azerbaigian è il Paese ex sovietico che, con i suoi giacimenti di metano, dovrebbe alimentare l’Europa attraverso i gasdotti progettati verso l’Italia, come il Tap e il progetto gemello Igi Poseidon, entrambi da posare in Adriatico fra i Balcani e la Puglia.
"La decisione del consorzio Shah Deniz di scegliere la Trans-Adriatic Pipeline (Tap) - ha aggiunto - rafforza il nostro ruolo nel mercato europeo dell'energia. Come ha sottolineato il presidente Ilham Aliyev, questo progetto cambierà la mappa energetica della regione e dell'Europa".
“Le relazioni tra Italia e Azerbaigian - ha spiegato Mammadiarov - hanno un background lungo e storicamente molto ricco che passa per i grandi esploratori italiani nel Medioevo, i rapporti commerciali con le città stato al tempo della Via della Seta, fino all'istituzione delle prime istituzioni diplomatiche negli anni 1918-1920. Solide fondamenta storiche, che hanno ulteriormente sviluppato le nostre relazioni dopo l'indipendenza dell'Azerbaigian”.
“A livello politico - ha aggiunto Mammadiarov - il rapporto con l'Italia si è sviluppato nella reciproca comprensione, strette consultazioni, frequenti visite bilaterali e nella cooperazione con le organizzazioni internazionali. L'Italia resta il maggior partner commerciale del Paese, con un interscambio bilaterale di oltre 5 miliardi di euro. Cifre che potrebbero lievitare ancora se si realizzerà l'obiettivo del Paese di diventare il principale fornitore di gas per l'Italia”.

GAS: PITRUZZELLA, CALO DOMANDA RISCHIA DIVENTARE STRUTTURALE

C'è “un costante ridimensionamento della domanda finale di gas naturale che da fenomeno congiunturale legato alla crisi economica rischia di divenire un dato strutturale del sistema italiano”. Lo afferma il presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella in un'audizione alla Camera segnalando che questo avviene "anche a seguito della contestuale crescita delle energie rinnovabili che ha ridotto la componente termo-elettrica della domanda".
La domanda di gas in Italia è infatti diminuita “in maniera notevole negli ultimi cinque anni. Nel 2008 i consumi ammontavano a circa 86 mld. di metri cubi/anno. Nel 2012 i consumi sono stati circa 75 miliardi. I primi consuntivi per il 2013 indicano una ulteriore caduta a circa 70 miliardi di metri cubi (facendo tornare il livello dei consumi di gas indietro di quasi venti anni)”, ha rilevato il presidente dell'Autorità. Questa caduta dei consumi amplifica ulteriormente, osserva Pitruzzella, il fenomeno dell’ “eccesso di offerta” di gas che si sta sperimentando da tempo. “Da un punto di vista concorrenziale l'eccesso di offerta è potenzialmente una condizione positiva perché consente una discesa dei prezzi; affinché tale potenziale positivo si concretizzi, però, all'accesso di offerta deve accompagnarsi una strutturale riduzione dei prezzi del gas naturale”, rileva.
La prospettiva di ulteriori investimenti delle infrastrutture di gas, rispetto a quelle esistenti e quelle già previste, appare riprendere spazio nell'ipotesi che, come effettivamente proposto dalla Sen, l'Italia possa assurgere al ruolo di “hub mediterraneo del gas”, così da poter convogliare le quantità in eccesso di gas giunte sul nostro territorio verso i mercati del Nord Europa.

RUMORS, SORGENIA IN CRISI METTE IN VENDITA I SUOI IMPIANTI RINNOVABILI?

Sorgenia ha annunciato ai sindacati di voler cedere gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Lo si legge su Reuters. L’azienda intende così “fare cassa” per fare fronte alla propria difficile situazione finanziaria. Nei primi nove mesi del 2013, l’azienda ha riportato una perdita netta di 434 milioni di euro. Secondo quanto comunicato dall’azienda, la perdita è dovuta “alle svalutazioni di attività (per complessivi 396,6 milioni di euro, di cui 232,8 milioni nel solo terzo trimestre), in particolare a causa della negativa congiuntura economica e dei mutati contesti regolatori, ma anche nell’ambito dell’avvio di un percorso di rifocalizzazione della società sul core business della generazione e vendita di energia elettrica”.
I ricavi sono diminuiti dell’1,4 per cento da 1,75 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2012 a 1,73 miliardi nei primi tre trimestri di quest’anno. L’azienda non ha fornito dettagli riguardo alle attività nel fotovoltaico.
Sempre nei giorni scorsi i manager delle banche esposte (Mps, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Bpm, Banco Popolare, Mediobanca, Bnp Paribas-Bnl) hanno chiesto a Sorgenia di ricapitalizzare. I manager della società del gruppo Cir avrebbero quantificato in 80 milioni il fabbisogno immediato: la liquidità è funzionale al business. Delle principali banche, solo Mps ha mantenuto il rubinetto aperto senza mai interrompere i flussi.

SNAM VALUTA JOINT COMPANY CON FLUXYS PER UNIRE ASSET IN EUROPA

Fluxys e Snam hanno concordato di valutare insieme la creazione di una società a controllo congiunto per la gestione integrata dei rispettivi asset internazionali detenuti in Europa. È quanto comunicano le due società in una nota. Secondo i termini del memorandum, “la joint company attualmente allo studio combinerebbe, in particolare, gli asset internazionali di Fluxys e Snam situati nei corridoi energetici europei Sud-Nord ed Est-Ovest, ad esclusione dei rispettivi mercati nazionali delle Società (Belgio e Italia), con l'obiettivo di svolgere un ruolo chiave come facilitatore di una maggiore flessibilità e liquidità del mercato attraverso una migliore interconnessione delle reti gas a livello europeo”.
L'Ad di Snam, Carlo Malacarne, e il managing director di Fluxys, Walter Peeraer, hanno commentato: “Unendo le forze a livello internazionale, Snam e Fluxys diventerebbero un player di riferimento in Europa, interconnettendo i mercati come previsto dal Terzo Pacchetto Energia Ue. La gestione congiunta delle nostre attività europee punta a creare valore sia per il mercato che per i nostri azionisti”. Snam e Fluxys lavorano già in stretta collaborazione per il progetto di reverse flow sud-nord in Italia, Svizzera e Germania per consentire al gas in arrivo in Italia di transitare oltreconfine verso l'Europa nord-occidentale e il Regno Unito. Le società sono, inoltre, co-azionisti nel gasdotto Interconnector che collega il Regno Unito al Belgio.
Anche il presidente dell'Autorità per l' energia e il gas, Guido Bortoni, promuove l'alleanza tra Snam e Fluxys per gestire congiuntamente le rispettive reti europee. ''Va bene avere sempre più Europa per la nostra rete del gas nazionale, abbiamo il massimo interesse che Snam si espanda all'estero”.

SNAM: MALACARNE, RIDURRE PREZZI DELL’ENERGIA IN ITALIA È UNA PRIORITÀ

“La nostra priorità è creare le condizioni per garantire al paese la sicurezza degli approvvigionamenti e la liquidità del mercato del gas con l'obiettivo di contribuire alla riduzione dei prezzi dell'energia in Italia e al loro allineamento ai livelli europei”. Lo ha sottolineato l'amministratore delegato di Snam, Carlo Malacarne, nel suo intervento all'assemblea degli azionisti.
Negli ultimi anni la società “ha vissuto un processo di profondo cambiamento”, ha aggiunto Malacarne, sottolineando che con la separazione tra Snam da Eni è stato creato “un soggetto nuovo che opera in modo indipendente nel mercato europeo del gas, mantenendo le caratteristiche di solidità e affidabilità”.
Per il 2014 il piano del gruppo “è orientato allo sviluppo delle infrastrutture gas in Italia, in un'ottica di maggiore interconnessione con le reti europee e allo sviluppo internazionale, volto a consolidare il ruolo di Snam tra i principali operatori infrastrutturali in Europa”, ha aggiunto il manager.
Intanto, in settimana, è stato presentato il bilancio di sostenibilità che illustra i risultati del gruppo in tema di sviluppo sostenibile e responsabilità sociale. Nel 2013 Snam ha investito 166,6 milioni di euro per la protezione ambientale e 51,7 milioni per la tutela della salute e della sicurezza delle persone. “Nel 2013 - si legge nel bilancio - le emissioni di CO2 sono diminuite del 12% rispetto al 2012 e gli interventi per il recupero gas nelle attività di trasporto hanno consentito di evitare l'emissione in atmosfera di circa 85.000 tonnellate di CO2 equivalenti”. Un altro contributo alla riduzione dei gas ad effetto serra “deriva dall'acquisto di quote di energia elettrica provenienti da fonti rinnovabili e dall'incremento dell'installazione di pannelli”. Quanto alla sicurezza sul lavoro, Snam sottolinea ''il mantenimento di bassi valori degli indici infortunistici dei dipendenti e la rilevante flessione degli indici infortunistici dei contrattisti, con un indice di frequenza pari a 2,6 (-38% rispetto al 2012) e indice di gravità pari a 0,16 (-45%)”.

SNAM: 6 MILIARDI DI INVESTIMENTI ENTRO IL 2017

Snam conferma il proprio piano di 6 miliardi di investimenti per la rete di distribuzione nazionale di gas fino al 2017, con un incremento della Rab (la base di calcolo per le tariffe di distribuzione ndr) pari a circa il 3,3% annuo ed un dividendo per azione di 0,25 euro fino al 2015, pari all'ultima cedola distribuita. È quanto si legge in una nota diffusa dal gruppo di San Dnato Milanese, presieduto da Lorenzo Bini Smaghi e guidato dall'Ad Carlo Malacarne.
L'obiettivo del piano - spiega Malacarne - è di “aumentare il grado di sicurezza e di flessibilità del sistema gas italiano in un'ottica più ampia di integrazione con le reti europee”. La sua realizzazione, poi, secondo il manager, “risponderà alla consueta e rigorosa disciplina finanziaria, consentendo a Snam di continuare il percorso intrapreso di crescita profittevole e di confermare una dividend policy attrattiva e sostenibile, mantenendo inalterata la solida struttura patrimoniale”. Per le infrastrutture di distribuzione in Italia il piano da 6 miliardi prevede un primo impegno di 1,3 miliardi nel 2014, per un potenziamento della rete gas nazionale in un'ottica di “effettiva interconnessione con le reti europee, incrementando la sicurezza degli approvvigionamenti e la flessibilità del sistema”.
Entro il 2017 Snam intende realizzare infrastrutture sulla dorsale Sud-Nord e in Pianura Padana per incrementare la capacità di trasporto nel nord del Paese e rendere possibile l'esportazione di gas verso il Nord Europa. Snam punta poi ad aumentare la flessibilità e la liquidità del mercato nazionale ed europeo, anche attraverso l'offerta di nuovi servizi integrati agli operatori del sistema. La rete di trasporto subirà un incremento del 3% di circa 1.000 km, mentre, per le centrali di compressione, l'aumento previsto di 130 megawatt è pari al 15% dei megawatt installati attualmente. Snam punta poi ad un miglioramento della sicurezza e della flessibilità complessiva del sistema di stoccaggio, con l'incremento della capacità del servizio di modulazione (+18% a 13,5 miliardi) e della gestione delle punte di domanda (+12% a 316 milioni di metri cubi al giorno).

GAZPROM: MILLER "NON VOGLIAMO CRISI GAS, SOUTH STREAM A DICEMBRE”

“L'Ucraina sta attraversando una crisi molto seria, ma deve pagare i suoi debiti per il gas che ha acquistato. Le nostre azioni nei confronti dell'Ucraina sono assolutamente leali. Avremmo il diritto, da contratto, a fare appello alla clausola del pagamento anticipato, ma non abbiamo intenzione di farlo, per evitare il collasso economico dell'Ucraina e di minacciare il transito di gas verso l'Europa. Noi chiediamo che i nostri partner ucraini restino solvibili e non vogliamo una crisi del gas”. Così Alexey Miller, CEO di Gazprom, nel corso di una conferenza stampa a Berlino, in occasione del quarantesimo anniversario della cooperazione energetica tra Russia e Germania. “Abbiamo appreso che gli Usa hanno intenzione di supportare l'Ucraina con un aiuto di 1 miliardo di dollari, ma la Russia - ha aggiunto - ha già concesso un aiuto finanziario di 5 miliardi. Lo scorso anno abbiamo garantito all'Ucraina un prestito di 3 miliardi e i restanti 2 miliardi di debito in forniture di gas sono de facto un prestito. A seguito dei pagamenti mancanti da parte dell'Ucraina, Gazprom ha meno fondi da destinare agli investimenti. Per questa ragione, abbiamo meno denaro per pagare i dividendi dei nostri investitori, tra i quali ci sono anche molti stranieri”. Quanto al South Stream, Miller ha sottolineato come “negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita costante dell'export. South Stream verrà completato nei tempi stabiliti. Non ci sono dubbi che il gas inizierà a scorrervi a dicembre”.

ENERGIA, DALLA ROBIN TAX 2,8 MILIARDI DI EURO DI GETTITO

Oltre 2,8 miliardi di euro, dei quali 2,4 da imprese del settore elettrico e del gas e circa 400 milioni da società petrolifere. È il gettito stimato dall’Autorità per l’energia sulla maggiorazione Ires introdotta con la Robin Hood Tax nel biennio 2011-2012. Lo evidenzia la Relazione annuale sull’attività di vigilanza svolta nel 2013 dall’Autorità per l’energia sul divieto di traslazione della maggiorazione Ires sui prezzi al consumo.
Dal rapporto, il sesto inviato al Parlamento dall’Autorità dopo l’introduzione della Robin Hood Tax nel 2008, emerge la progressiva diminuzione, a seguito di diversi interventi normativi, del numero di operatori vigilati dai 552 del 2009 ai 386 nel 20122, mentre dall’esercizio 2013 il dl 101/13 ha previsto accertamenti a campione sulle imprese con fatturato superiore a 482 milioni di euro, confermando però il divieto di traslazione per tutti i soggetti incisi dalla maggiorazione. In precedenza, con il dl 69/13, il cosiddetto “Decreto del Fare”, era stato anche ampliato il numero dei soggetti sottoposti all’applicazione della Robin Hood Tax, ipotizzando un incremento del gettito fiscale per il 2015 e il 2016.
Rispetto agli accertamenti sul divieto di traslazione, la Relazione sottolinea che “il monitoraggio svolto per il triennio 2010-2012 ha evidenziato ancora una volta che una parte dei soggetti vigilati ha adottato politiche di prezzo che generano un incremento dei margini non sufficientemente motivato”. In particolare, per l’esercizio 2010, la Direzione Osservatorio, Vigilanza e Controlli dell’Autorità, in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza - ha inviato richieste di motivazioni a 87 società che presentavano indizi di traslazione; di queste, 14 hanno fornito risposte esaustive, mentre nei confronti delle altre 73 sono previsti ulteriori approfondimenti.
L’addizionale Ires corrisposta da queste 73 società per il 2010 è di 42,3 milioni di euro - su un totale di 527 milioni di euro - e rappresenta l’entità massima di una possibile traslazione.
Per l’esercizio 2011, su 401 soggetti vigilati, è stata riscontrata una variazione positiva del margine di contribuzione in 144 casi. L’addizionale IRES dovuta da questi operatori ammonta a circa 508 milioni di euro - su un totale di 1.482 milioni di euro -, dei quali 146 milioni relativi al settore petrolifero e 362 a quello dell'energia elettrica e gas. Ai soggetti che presentano maggiori indizi di traslazione stanno per essere trasmesse specifiche richieste di motivazione per svolgere gli ulteriori approfondimenti necessari a individuare i casi di possibili condotte traslative. Rispetto all’eventuale violazione del divieto di traslazione, l’Autorità non ha poteri sanzionatori e - come ribadito anche dal Consiglio di Stato -il suo intervento ha portata solo conoscitiva e referente nei confronti del Parlamento.
Il potere sanzionatorio è, di fatto, circoscritto alle violazioni della propria regolazione, per esempio
sull’obbligo di fornire la documentazione; quindi, nei casi in cui le imprese non abbiano adempiuto agli obblighi informativi nei termini previsti, l'Autorità intima formalmente ad adempiere con apposito provvedimento. Nel 2013, a seguito delle intimazioni ad adempiere, l’Autorità ha avviato 17 procedimenti sanzionatori nei confronti di tredici società del settore petrolifero e di quattro del settore energia elettrica e gas.

PER L’UNIONE EUROPEA IL SOUTH STREAM NON È UNA PRIORITÀ

L'Unione europea non prende in considerazione un eventuale congelamento del progetto South
Stream, anche se ritiene che la costruzione di tale gasdotto non sia una priorità. Lo ha detto alla Tanjug Sabine Berger, portavoce del commissario all'energia Guenther Oettinger. South Stream, destinato a portare il gas russo in Europa occidentale evitando il transito sul territorio ucraino, è un progetto messo a punto dal colosso energetico russo Gazprom unitamente all'italiana Eni e altri gruppi europei. Ad esso partecipa anche
la Serbia. La commissione Ue, ha aggiunto la portavoce comunitaria, appoggia la costruzione di un qualsiasi gasdotto a condizione però che venga realizzato secondo gli standard europei. Sabine Berger si è rifiutata di commentare un articolo apparso sul londinese The Telegraph, secondo il quale il presidente della commissione europea Jose Manuel Barroso, nel corso di una recente visita in Bulgaria, avrebbe espresso l'intenzione dell'Unione europea di congelare il progetto South Stream.
“La costruzione del gasdotto South Stream non è una priorità per la Ue. La nostra priorità è trovare nuovi Paesi esportatori di gas per incoraggiare la diversificazione negli approvvigionamenti”, ha detto la portavoce.
Con la crisi fra Mosca e Kiev e con le minacce di sanzioni occidentali contro la Russia, si parla con sempre maggiore insistenza di possibili ripercussioni sul progetto South Stream.

A2A AMBIENTE FORNIRA’ UN NUOVO COMBUSTIBILE ECO ALLA CENTRALE EDIPOWER DI BRINDISI

Ambiente, società del gruppo A2A, ha depositato, presso Provincia e Comune di Brindisi, il progetto definitivo e lo studio di impatto ambientale del nuovo impianto per la produzione di Ecoergite. Si tratta dell'innovativo combustibile rinnovabile brevettato da A2A Ambiente, che potrà essere impiegato nella centrale Edipower di Brindisi per la produzione di energia elettrica, se gli iter autorizzativi si concluderanno positivamente. Come anticipato negli incontri tenuti a Brindisi a partire da metà 2012 e nelle richieste di Autorizzazione inviate al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e agli Enti competenti, il nuovo combustibile verrebbe impiegato nella centrale di Brindisi in co-combustione, sostituendo, in termini termici, una quota pari al 10% del carbone in ingresso, contribuendo in questo modo all'ulteriore abbattimento delle emissioni in atmosfera.
Il nuovo impianto verrà realizzato all'interno del perimetro della centrale Edipower, permettendo così di minimizzare gli impatti ambientali associati al trasporto del combustibile per l'approvvigionamento della centrale. A2A Ambiente ha previsto di lavorare un quantitativo massimo in ingresso di circa 95 mila tonnellate di CSS (Combustibile Solido Secondario), prodotto in Regione, che saranno trasformati, grazie alla tecnologia brevettata dalla Società, in circa 75.000 tonnellate di Ecoergite, interamente destinate al funzionamento della centrale Edipower. L'impianto accoglierà CSS di varia origine e qualità provenienti dal territorio pugliese a valle del processo di raccolta differenziata. Attualmente questo materiale qualora non utilizzato per la produzione di energia è destinato a smaltimento in discarica; l'attività effettuata da A2A Ambiente ne consentirà il recupero attraverso la produzione di energia, nel rispetto di tutte le norme ambientali e integrandosi, quindi, con quanto previsto dal Piano Regionale relativo ai rifiuti. Facendo riferimento alla sola provincia di Brindisi, quasi il 50% dei rifiuti attualmente destinati alla discarica potrebbero essere recuperati e trasformati in Ecoergite, mentre a livello regionale si potrebbe recuperare il 5%. La tecnologia sviluppata e brevettata da A2A Ambiente per la produzione di Ecoergite prevede una prima fase di trattamento aerobico di bioessiccazione dei materiali, seguito da raffinazione e triturazione.

I MANAGER DEI COLOSSI ENERGETICI CHIEDONO ALL’EUROPA POLITICHE PIÙ NITIDE

A Bruxelles in occasione del summit tra i capi di Stato e di Governo europei, durante il quale è stato affrontato un dibattito cruciale sul futuro energetico dell'Europa, gli amministratori delegati delle
aziende che compongono il Magritte Group (Cez Group, Enel, Eni, EOn, Fortum, GasNatural Fenosa, GasTerra, Gdf Suez, Iberdrola, Omv, Rwe) hanno ribadito la necessità di prendere decisioni ambiziose, realistiche e tempestive, presentando a tal fine un elenco di raccomandazioni.
Già nel maggio scorso, sottolinea il Magritte, gli amministratori delegati avevano lanciato l'allarme sulla situazione in cui versa il mercato energetico europeo. I ceo hanno evidenziato che le attuali politiche energetiche delle istituzioni della Ue e degli Stati membri minacciano la sicurezza degli approvvigionamenti, incrementano le emissioni di CO2 e disincentivano gli investimenti nel settore, contribuendo all'elevato livello delle bollette energetiche dei cittadini e dei clienti industriali.
Per rispondere a queste grandi sfide, i leader delle società del gruppo Magritte hanno elaborato proposte concrete per rinvigorire la politica energetica dell'Europa.
I ceo, afferma una nota del gruppo, hanno contribuito attivamente al dibattito con i principali stakeholder per individuare delle riforme in grado di indirizzare la politica energetica europea sulla giusta strada. Il pacchetto 2030 della Commissione europea, che sarà discusso in occasione del Consiglio europeo, rappresenta un passo nella giusta direzione. Tuttavia, è fondamentale che i leader europei raggiungano un accordo sulla struttura di una nuova politica energetica per il periodo 2020-2030, al fine di evitare i rischi relativi all'aumento dei costi energetici, alla perdita di competitività e alle possibili carenze negli approvvigionamenti che il settore attualmente affronta.
Gli amministratori delegati delle società energetiche sono convinti che questo dovrebbe avvenire attraverso una politica energetica europea più omogenea, con un maggior livello d'interconnessione, una maggiore competitività e una maggiore stabilità e visibilità regolatoria, al fine di fornire ai clienti l'accesso all'energia pulita e affidabile a un prezzo competitivo. Per facilitare le decisioni su questi importanti temi, i ceo hanno presentato nove raccomandazioni al vertice europeo. Tra esse: soluzioni per rendere i prezzi europei dell'energia più competitivi, la necessità di optare per un unico obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2, la riorganizzazione del sistema di trading delle emissioni, misure relative ai capacity mechanisms volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico, integrazione delle energie rinnovabili mature nel mercato dell'energia, riducendo progressivamente i sussidi e valorizzando la produzione di gas domestica.

TAP ITALIA, IN ALBANIA PROGETTO ENTRA IN FASE ESECUTIVA

“Il Consiglio nazionale del Territorio (Kkt ndr) in Albania, presieduto dal premier Edi Rama, ha
rilasciato al Tap il “Permesso di sviluppo complesso, I Fase”, per la costruzione del gasdotto Trans Adriatic Pipeline, che trasporterà in Europa, il gas azero attraversando la Grecia e l'Albania per poi raggiungere le coste pugliesi”. Lo rende noto la società Tap Italia.
“A questa sorta di autorizzazione quadro - prosegue Tap Italia- seguiranno le altre rilasciate direttamente dal ministero dell'Energia e dell'Industria via via che i lavori procederanno. La realizzazione del gasdotto in Albania inizierà con la costruzione o l'adeguamento di strade di accesso e ponti a partire dal 2015 cui seguirà la posa del gasdotto e la realizzazione delle altre strutture di Tap”.
Il progetto è stato selezionato dal consorzio che sviluppa il giacimento azerbaigiano di Shah Deniz per trasportare il gas sui mercati europei. Il gasdotto di circa 870 chilometri partirà all'interconnessione con il gasdotto Tanap (Trans Anatoilian Pipeline) al confine greco turco di Kipoi, attraverserà la Grecia, l'Albania e
il Mare Adriatico e approderà in Puglia, presso San Foca di Melendugno in provincia di Lecce, il punto della costa individuato dalla società. La capacità iniziale del gasdotto sarà di circa 10 miliardi di metri cubi di gas all'anno ma potrà salire fino a 20 miliardi.

TIRRENO POWER, LA CENTRALE POTREBBE RIAPRIRE CON SISTEMI DI CONTROLLO, MA IL NODO È IL FUTURO DEL TERMOELETTRICO

Dopo il sequestro della centrale elettrica Tirreno Power di Vado Ligure, avvenuto su iniziativa del gip di Savona Fiorenza Giorgi, l'azienda si dice convinta che “alcuni elementi che hanno portato al sequestro siano superati dai fatti e che una volta fornita la documentazione a integrazione delle informazioni in possesso del giudice si potrà rivalutare la decisione sul blocco”. Nel decreto di sequestro il giudice, dopo aver censurato il comportamento della proprietà, ha lasciato comunque uno spiraglio per la riapertura: “Se la Tirreno Power - si legge nel provvedimento - provvedesse all'installazione di un sistema di controllo adeguato, da calibrare e monitorare a opera di uno o più tecnici nominati da questo giudice, ai quali verrebbe affidato anche il compito di accertare, attraverso controlli giornalieri, che i gruppi a carbone Vl3 e Vl4 siano gestiti in modo da mantenere le emissioni nei limiti, potrà provvedersi al dissequestro degli impianti”.
Secondo la procura di Savona, tra il 2000 e il 2007 i fumi della centrale hanno causato 442 morti. L’impianto avrebbe causato anche “tra i 1700 e i 2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini sarebbero stati ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d'asma tra il 2005 e il 2012”.
Intanto, il segretario nazionale della Flaei-Cisl, Amedeo Testa, è intervenuto in occasione di un incontro a Vado, cercando di rassicurare i lavoratori dopo l’incontro a Roma con il direttore generale di Tirreno Power Massimiliano Salvi. “I livelli di inquinamento sono assai simili sia con la centrale attiva sia con i due gruppi a carbone spenti - ha rilevato. Purtroppo Tirreno Power sta scontando problemi strumentali e non ha nulla di diverso rispetto ad altre realtà produttive simili; non si capisce, quindi, come mai qui si sia arrivati al blocco totale”. Il punto centrale emerso è che “l’azienda ha problemi di carattere specifico, ma risente dei problemi di tutto il settore della produzione termoelettrica. In questo contesto Tirreno Power manifesta una chiara difficoltà”.

AUGUSTA (SR), INVITALIA FINANZIA CENTRALE GAS CON 47 MLN

Invitalia e Sasol Italy Energia - società del settore petrolchimico che fa capo alla multinazionale sudafricana Sasol Ltd - hanno firmato nei giorni scorsi un Contratto di Sviluppo del valore complessivo di oltre 47 milioni di euro per realizzare in Sicilia un impianto innovativo, a basso impatto ambientale, per produrre energia elettrica e vapore. Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa del Tesoro, finanzierà il progetto con circa 30 milioni di euro.
La centrale di cogenerazione sorgerà nel polo petrolchimico di Augusta (Siracusa), precisamente in contrada Marcellino, sarà alimentata a gas naturale e produrrà energia elettrica di potenza nominale di 40 MWe. Il programma di investimento prevede opere infrastrutturali e forniture di impianti, attrezzature e macchinari industriali. I lavori si concluderanno entro aprile 2015.
L’accordo è stato firmato a Roma da Domenico Arcuri, Amministratore delegato di Invitalia, e Antonino Maraffa, amministratore unico di Sasol Italy Energia.
“La firma di oggi - ha affermato Arcuri - dà il via a un nuovo investimento produttivo nel Sud da parte di un’impresa multinazionale che, grazie al Contratto di Sviluppo gestito dalla nostra Agenzia, può contare su tempi ridotti e procedure semplificate”. La centrale contribuirà a decongestionare la rete elettrica, con conseguente maggiore sicurezza di approvvigionamento per i clienti situati nell’area circostante. Il fatturato a regime, previsto nel 2016, è di oltre 32 milioni di euro.

ESPANSIONE RUSSA - GAZPROM PRONTA A SFRUTTARE I GIACIMENTI DELLA CRIMEA

Il colosso russo Gazprom ha proposto alla Crimea un piano di sviluppo nel settore del gas e del petrolio. “Ovviamente - spiega il vicepremier della Crimea, Rustam Temirgaliev - Gazprom è stata la prima a contattarci con una proposta”.
Nei giorni scorsi Temirgaliev aveva preannunciato che le autorità locali avrebbero potuto vendere la società energetica CernoMorNaftoGaz a una compagnia russa “come Gazprom” non appena la regione assumerà il controllo dell'azienda, che è ora parte della società energetica ucraina.

UE: SOTTO LENTE INGRANDIMENTO L’ITER PER CENTRALI BIOGAS

Il Commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik ha risposto all'interrogazione dell'eurodeputato PD Andrea Zanoni, che aveva chiesto di verificare la compatibilità dell'ordinamento italiano relativo all'autorizzazione delle centrali a biogas/biomasse con la normativa ambientale europea.
“È necessario rendere obbligatoria la valutazione degli impianti di biogas e biomassa anche ai valori inferiori a 50 MW non è un mero cavillo burocratico, ma un'esigenza che tiene in considerazione le criticità del nostro territorio” .
"Nell'ambito del procedimento d'infrazione 2009/2086 in corso, la Commissione sta già esaminando la questione dell'uso esclusivo delle soglie basate sulle dimensioni previsto dalla legislazione italiana per escludere dallo screening i progetti elencati all'allegato II della suddetta direttiva nonché il problema della mancata considerazione di tutti i criteri pertinenti stabiliti nell'allegato III in merito allo svolgimento di questi esami". È la risposta del Commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik all'interrogazione presentata dall'eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo.
Il 17 gennaio 2014 Zanoni aveva chiesto, in particolare, di verificare se le disposizioni dell'articolo 12 del Decreto legislativo 387/2003 di recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, che disciplina la quasi totalità dei procedimenti di autorizzazione di tali impianti in Italia, non facciano sì che le autorizzazioni vengano rilasciate in modo troppo frettoloso e non vengano presi in dovuta considerazione tutta una serie di aspetti importanti dal punto di vista ambientale.
Il 4 marzo 2014, la Commissione europea ha fatto sapere che "ai sensi della Direttiva 2011/92/UE (direttiva VIA) i progetti elencati all'allegato I della stessa devono essere oggetto di una valutazione d'impatto ambientale (VIA), mentre i progetti dell'allegato II sono soggetti a una verifica preliminare (screening) intesa a stabilire se sia necessario lo svolgimento di una VIA. Nello svolgimento di tali verifiche, si tiene conto dei pertinenti criteri stabiliti all'allegato III. Gli impianti che producono energia a partire da biogas o biomassa, con una potenza termica non superiore a 50 MW, rientrano nell'allegato II della direttiva VIA. Per questo tipo di impianti è obbligatorio effettuare uno screening".
Nella risposta, infine, si sottolinea che "nel dicembre 2013 la Commissione, nell'ambito del pacchetto Aria pulita, ha adottato una proposta di direttiva sugli impianti di combustione medi. Tale direttiva mira a disciplinare le emissioni di particolato, di diossido di zolfo e di ossidi di azoto provenienti dalla combustione di combustibili fossili e biomassa presso impianti aventi una potenza termica nominale compresa fra 1 e 50 MW".


GUERRA DEL METANO. MOSCA PRONTA A TAGLIARE, GLI USA PRONTI A SOSTITUIRE MOSCA

Il colosso russo Gazprom minaccia di interrompere le forniture di gas all'Ucraina.
Gli Stati Uniti in risposta stanno valutando come rimuovere gli ostacoli federali all'esportazione di gas per togliere potere di ricatto alla Russia, che alimenta i consumi dell'Ucraina e di molti Paesi Ue.
“L'Ucraina ha de facto smesso di pagare il gas. - dice l'amministratore delegato di Gazprom, Aleksej Miller - Non possiamo fornire il gas gratis. Per cui, o l'Ucraina paga il debito e paga le attuali forniture, oppure il rischio è quello di ripetere la situazione dell'inizio del 2009”. Nel gennaio 2009 Mosca ridusse le esportazioni di gas all'Ucraina, tagliando anche drasticamente le forniture all'Europa, che passano attraverso l'Ucraina.
Secondo Miller, gli arretrati dell'Ucraina salgono così a 1,89 miliardi di dollari. Mercoledì scorso il presidente russo, Vladimir Putin, e la stessa Gazprom avevano annunciato che, a partire da aprile, Mosca avrebbe ritirato lo sconto sulle forniture di gas accordato in precedenza all'Ucraina se la bolletta di febbraio non fosse stata interamente saldata.
Secondo il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, e il sottosegretario di Stato Nicolas Burn, ogni decisione sull'esportazione di Gnl (gas naturale liquefatto) sarà fatta caso per caso in base alle necessità.
La nuova crisi in Crimea sta rafforzando l'amministrazione Obama nella scelta di enfatizzare, nella sua politica energetica, lo sfruttamento di gas naturale negli Stati Uniti. Lo scrive il New York Times, specificando che Washington intende usare il boom del gas naturale americano come arma per diminuire l'influenza di Vladimir Putin sull'Ucraina e sull'Europa.
Insomma, la realizzazione di una nuova diplomazia energetica che permetta all'amministrazione Obama intende muoversi in modo aggressivo per sfruttare i vantaggi delle nuove risorse per ridurre le vendite di gas naturale russo all'Ucraina ed all'Europa, con l'obiettivo di indebolire nel futuro le mosse di Mosca. Nonostante la Russia rimanga la principale esportatrice mondiale di gas naturale, gli Stati Uniti recentemente l'hanno sorpassata come principale produttore, sempre di gas naturale. Il boom della produzione Usa di gas naturale è dovuto principalmente alle nuove tecniche che permettono l'estrazione del gas di scisto (shale gas).
Nessun problema per l'export di gas russo verso l'Europa attraverso l'Ucraina. Lo ha detto un portavoce di Gazprom. Lo scorso anno la società russa ha fornito a Ue e Turchia 162 miliardi di metri cubi, una cifra record, dei quali 86 giunti in Europa attraverso l'Ucraina.
“Quali soluzioni alternative di approvvigionamento di gas intende predisporre il governo italiano nel caso di una escalation della crisi ucraina che comporti un eventuale interruzione di fornitura di energia, soprattutto nel lungo periodo”. È uno dei quesiti posti dal senatore del Partito Democratico Francesco Scalia attraverso un'interrogazione parlamentare ai ministri dell'Economia e delle finanze e dello Sviluppo Economico.
"Non ci sono al momento, né per il medio periodo, problemi di approvvigionamento energetico" per l'Italia dalla crisi ucraina e libica. Lo ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini al termine della conferenza internazionale sulla Libia.
"La situazione in Libia e Ucraina si deve risolvere a prescindere dalle nostre esigenze energetiche", ha sottolineato la titolare della Farnesina.

LA SNAM VALUTA L’ACQUISIZIONE DEL GASDOTTO AUSTRIACO TAG DELLA CDP

“Stiamo valutando una possibile acquisizione del gasdotto Tag: potrebbe essere interessante dal punto di vista strategico, anche se è prematuro parlarne. Abbiamo comunque intenzione di velocizzare la valutazione per un’eventuale acquisizione”: lo ha affermato da Carlo Malacarne, amministratore delegato del gruppo Snam.
Tag (Trans Austria Gasleitung) è il gasdotto che trasporta il gas russo proveniente dai giacimenti siberiani dal confine Austria-Slovacchia
(Baumgarten) fino al Tarvisio. Attualmente Tag è controllato per l'89% dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp) attraverso Cdp Gas e per la quota restante dall'austriaca Ömw.

SCARONI, BEN VENGA TAP, ANCHE PERCHÉ PREVEDE EXPORT

“Ben venga il Tap - il nuovo gasdotto transadriatico che farà arrivare in Italia il gas azero - non tanto perché è un nuovo tubo, ma perché porta nuovo gas”. Lo ha dichiarato l'ad dell'Eni, Paolo Scaroni, ricordando che malgrado si tratti di “una cosa piccola, che porterà 10 miliardi di metri cubi” è importante perché “presuppone il reverse flow, cioè che l'Italia esporti gas”.
Adesso, ha infatti osservato Scaroni intervenendo in audizione alla Commissione Attività produttive della Camera, “il tubo che ci collega all'Europa del nord non lo consente. Bisogna che l'Autorità imponga investimenti per esportare gas dall'Italia”.

Cresce a 92 milioni (+10,8%) il margine operativo della Gas Natural Fenosa in Italia

L'azienda spagnola Gas Natural Fenosa ha realizzato in Italia un margine operativo lordo di 92 milioni di euro nel 2013, con una crescita del 10,8% rispetto al 2012.
Attiva nel mercato della distribuzione del metano, Gas Natural Fenosa ha raggiunto in Italia 455mila punti di erogazione (+1,3% rispetto al 2012) e ha aggiunto 73 chilometri a una rete distributiva salita a 6.958 chilometri (+1,1%) in cui, nel corso del 2013, è transitato gas pari a un’energia di 3,78 miliardi di chilowattora.