ACQUA, ENERGIA E RIFIUTI: IL 2015 PARTE CON UTILITALIA

Il 2015 sarà l’anno dell’operatività di Utilitalia, la federazione nata dalla fusione tra Federambiente (igiene ambientale) e FederUtility (energia, gas e acqua) votata dalle rispettive Assemblee nelle scorse settimane. Utilitalia rappresenterà l'insieme delle imprese di servizi pubblici locali a rilevanza industriale, costituita da circa 577 associate con 90.000 addetti complessivi e un valore della produzione pari a 40 miliardi di euro.
Primo presidente di Utilitalia sarà Giovanni Valotti, attuale Presidente di Federutility (e di A2A). "L'unione tra queste federazioni risponde ad un disegno molto ambizioso - ha dichiarato Valotti -: rafforzare il ruolo delle imprese di servizi pubblici al servizio dei cittadini, dello sviluppo dell'economia e della tutela dell'ambiente e del territorio".
Per il presidente di Federambiente Filippo Brandolini "attraverso la costituzione della nuova associazione trarranno maggiore forza e slancio le azioni e le proposte che Federambiente ha avanzato in questi anni, con l'obiettivo di favorire nella legalità una gestione industriale dei rifiuti che è la chiave per raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei a tutela dell'ambiente e per favorire lo sviluppo economico del Paese".
I primi mesi dell’anno saranno dedicati ad affinare e tradurre in azioni quanto deliberato con la fusione ed alla formalizzazione dei vari passaggi.
Utilitalia - al pari di quanto hanno fatto storicamente le due federazioni - promuoverà le sinergie industriali, accompagnando le imprese verso lo sviluppo della Green economy e delle smart cities, la realizzazione degli obiettivi UE di sostenibilità ambientale e la crescita degli standard qualitativi dei servizi resi ai cittadini.

PARTECIPATE, CRITERI PER IL RIORDINO NEL DDL PA: PREMIALITA’ PER ENTI LOCALI CON AGGREGAZIONE NEI SPL

Prende lentamente forma il progetto di riordino delle partecipate pubbliche ormai da tempo annunciato dal governo. Si parte dal disegno di legge n. 1577 “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato, che prevede il riordino della disciplina delle partecipazioni azionarie delle pubbliche amministrazioni (art. 14) e di quella dei servizi pubblici locali (art. 15).
In entrambi i casi è prevista una delega al governo che dovrà adottare i relativi decreti legislativi di semplificazione entro un anno dall’entrata in vigore della legge. A circostanziare i criteri che dovranno guidare il governo nell’adozione dei decreti delegati, già in parte dettati dal testo originario, sono arrivati due emendamenti presentati il 15 gennaio dal relatore Giorgio Pagliari (Pd) che chiariscono il quadro d’azione in cui si muoverà l’esecutivo.
L’obiettivo resta, ha ribadito nei giorni scorsi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio in occasione di un incontro organizzato dalla Business School del Sole 24 Ore a Roma, la riduzione delle partecipate “da 8.000 a 1.000”, sulla scorta del lavoro svolto dall’ex commissario per la revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli.
Il testo all’esame della Commissione parte da una distinzione tra i tipi di società “in relazione alle attività svolte e agli interessi pubblici di riferimento”. Per Delrio il provvedimento implicherà “aggregazioni successive, facendo entrare capitali privati e togliendo alla politica i posti nei consigli d’amministrazione”.
Il testo del ddl - così come riformulato dall’emendamento del relatore - prevede il riordino della disciplina relativa alle partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni con il fine di “assicurare la chiarezza della disciplina, la semplificazione normativa e la tutela e promozione della concorrenza”.
Per le società partecipate dagli enti locali, in particolare, la delega al governo indica un “rafforzamento delle misure volte a garantire il raggiungimento di obiettivi di qualità, efficienza, efficacia ed economicità, anche attraverso la riduzione dell'entità e del numero delle partecipazioni e l'incentivazione dei processi di aggregazione”. Si prevede poi l’introduzione di “incentivi e meccanismi di premialità o di riequilibrio economico-finanziario nei rapporti con i gestori per gli enti locali che favoriscono l'aggregazione delle attività e delle gestioni secondo criteri di economicità ed efficienza”.
L’emendamento detta anche la previsione di “una netta distinzione tra le funzioni di regolazione e le funzioni di gestione dei servizi, anche attraverso la modifica della disciplina sulle incompatibilità o inconferibilità di incarichi o cariche” e l’esigenza di chiarire e allocare i poteri di regolazione e controllo tra i diversi livelli di governo e le Autorità indipendenti.
Si prevedono infine una “revisione della disciplina dei regimi di proprietà e gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni, nonché di cessione dei beni in caso di subentro”, “adeguati strumenti di tutela non giurisdizionale per gli utenti dei servizi, nonché di forme di consultazione e partecipazione diretta” e la definizione di sanzioni e interventi sostitutivi in caso di violazione della disciplina in materia di servizi d’interesse economico generale.

TOP UTILITY AWARDS, APPUNTAMENTO A MILANO IL 4 FEBBRAIO

Si svolgerà il 4 febbraio prossimo a Milano la III edizione del premio Top Utility, iniziativa promossa da Althesys e Alessandro Marangoni affiancato da un panel accreditato e autorevole di accademici, esperti e opinion leader del sistema delle utilities, in partnership - tra gli altri - con la Commissione Ue, i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, di Enea, di Confindustria e di Federambiente e Federutility.
La premiazione segue un’attività di analisi e studio delle performance delle public utility, che valorizza le aziende impegnate nei Servizi di Pubblica Utilità (gas, acqua, elettricità, gestione rifiuti) allo scopo di sottolinearne il ruolo fondamentale per lo sviluppo del sistema Paese, della competitività e del benessere collettivo. I principi che Top Utility individua come eccellenze nel settore utility sono la sostenibilità, l’efficienza, l’economicità, l’etica e la qualità del servizio. In base a queste linee guida, Top Utility mira ad orientare quest’importante industria verso la realizzazione di una nuova economia sociale e attenta all’ambiente.
Il metodo di analisi prevede un sistema di parametri fatto di indicatori quali-quantitativi che danno vita a cinque differenti livelli di premio, per rispecchiare tutta la complessità del sistema public utilities, anche riguardo alle aspettative della pluralità degli stakeholder di riferimento.
La premiazione si svolgerà presso la Camera di Commercio di Milano. Insieme ai risultati della ricerca sulle prime 100 Utility italiane esposti da Marangoni, si susseguiranno gli interventi del Vice Ministro all’Economia Luigi Casero, del Presidente dell’Aeegsi Guido Bortoni, dell’Ad del Fondo Strategico Italiano Maurizio Tamagnini.
Il presidente di Federutility Giovanni Valotti chiuderà gli interventi sugli scenari attesi per le utility italiane, tra servizio al territorio e strategie industriali.

SEFITDIECI, APPUNTAMENTO IL 30 GENNAIO

Sefitdieci edizione 2014 si svolgerà a Roma venerdì 30 gennaio presso la sede di FederUtility a Roma. In questa edizione si è inteso focalizzare l'incontro sul tema della riforma dei servizi funerari, come rappresentata dall'AS1611 - Disciplina delle attività funerarie, recentemente presentata dal Sen. Vaccari e altri in Senato - e valutare l'evoluzione normativa concernente le partecipate dagli Enti Locali, anche in relazione ai contenuti della recente legge di stabilità 2015 (per l'applicazione al settore funerario).
Quest'anno il Forum, che ha natura seminariale, è riservato agli associati a FederUtility SEFIT e a FederAmbiente, se applicano il CCNL funerario, nonché ad un ristretto numero di invitati esterni. La partecipazione al forum è gratuita.
Al Forum parteciperanno - tra gli altri - il senatore Stefano Vaccari, Pietro Barreca (consulente Anci e Upi e vice responsabile Sefit), Antonio Dieni (Direttore Afc Torino) e Daniele Fogli (Responsabile Sefit).
Durante la giornata saranno pure analizzati alcuni riflessi della legge di stabilità 2015 (L. 190/2014) in vigore dall’1/1/2015, all’ art. 1, commi (per quanto d’interesse il servizio cimiteriale) da 611 a 614 e 616, la quale interviene con forza sulle società partecipate dall’ente locale e sulle partecipazioni dirette ed indirette, al fine della eliminazione e delle aggregazioni o delle obbligatorie razionalizzazioni.
E’ previsto da parte del Comune l'invio di un piano operativo di razionalizzazione alla competente Corte dei Conti e relativa pubblicazione sul sito istituzionale dell’ ente locale, entro il 31/3/2015. La giornata si concluderà con le valutazioni e le conclusioni di Gilberto Giuffrida (Presidente Commissione Funeraria Federutility-SEFIT).

TOP UTILITY 2015: A MILANO, IL 4 FEBBRAIO, I NUMERI E IL PREMIO

L’analisi del settore delle Public Utility, strategico per lo sviluppo del Paese, è al centro dello studio “Top Utility Analysis” che ha preso in esame le 100 aziende ‘Top’ per volume d’affari. Lo studio - che verrà presentato il 4 febbraio alle ore 9 a Palazzo Turati (presso la Camera di Commercio di Milano Via Meravigli 9/b) illustrerà le performance industriali delle imprese acqua, energia, gas e rifiuti, individuando le 5 finaliste e le vincitrici dei premi Top Utility Assoluto, Top Utility Sostenibilità, Top Utility Comunicazione e Top Utility Wärtsila Tecnologia.
All’incontro dal titolo “Le Public Utilities: un patrimonio italiano da valorizzare”, parteciperanno tra gli altri Alberto Meomartini - Vice Presidente, Camera di Commercio di Milano e - nella tavola rotonda moderata da Gianni Trovati - Guido Bortoni, Presidente AEEGSI; Luigi Casero, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze; Gabriella Muscolo, Componente dell’Autorità Garante Concorrenza e Mercato; Maurizio Tamagnini, Amministratore Delegato Fondo Strategico Italiano e Giovanni Valotti, Presidente di Federutility.
Il premio Top Utility ha il Patrocinio di Commissione Europea Rappresentanza per l’Italia, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare, ENEA e si svolge in collaborazione con Federutility, Federambiente, Assoelettrica, Confservizi, FISE Assoambiente, GSE, Federchimica, Confindustria Energia, CEDEC - European Federation of Local Energy Companies, Assocarboni, AIDI - Associazione per l'Illuminazione, Assocarboni, FAST - Federazione delle Associazioni Tecniche e Scientifiche, Fondazione Consumo Sostenibile, Fondazione EnergyLab.
Nell’edizione 2015 si fregia anche della partecipazione di Wärstila e della media partnership di numerose testate specializzate (e-gazette, Gruppo Italia Energia, Orizzontienergia, Quindici, Quotidiano Energia, Staffetta Quotidiana, Watergas).
Per info: Top Utility.

COLLEGATO AMBIENTALE, FEDERUTILITY IN COMMISSIONE: “BENE IL FONDO, ACCELERARE L’APPROVAZIONE”

Apprezzamento per l’istituzione del Fondo di garanzia per le opere idriche, rilancio degli investimenti e rapida attuazione delle recenti novità normative relativamente alla gestione del servizio idrico integrato. Questi, in estrema sintesi, i contenuti dell’Audizione svolta nei giorni scorsi da Federutility presso la Commissione Ambiente del Senato, dove prosegue l’esame del collegato ambientale alla legge di stabilità 2014 (già approvato dalla Camera).
Se è chiara per Federutility “la volontà del legislatore di intervenire nel senso di rafforzare la capacità del settore idrico italiano” è necessario provvedere a quelle misure che nel concreto possono realizzare tali obiettivi. In particolare, a partire dalle condanne emesse dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane. “Un eventuale, ulteriore, procrastinarsi dell’adeguamento agli obblighi imposti rischia di comportare una penalità di mora che può giungere sino a 715.000 euro per ogni giorno di ritardo. La Commissione Europea - ricorda Federutility - richiede solitamente la comminazione di una ulteriore sanzione forfettaria calcolata in base all’andamento dell’inflazione e del PIL, oltre alla sospensione dei finanziamenti europei”.
Se l’Aeegsi stima che “siano state realizzate meno del 56% delle opere necessarie e che gli interventi più urgenti per superare carenze croniche e mettersi in regola con gli adempimenti europei richiedano circa 5 miliardi di euro all’anno”, Federutility sottolinea come attualmente “siano spesi solo 1,5 miliardi. Conditio sine qua non per il necessario rilancio degli investimenti è un’accelerazione del processo di consolidamento industriale del settore”.
Federutility ricorda che “lo sviluppo del settore idrico rappresenta un’opportunità di rilancio dell’intera economia nazionale, grazie alla sua capacità di rappresentare un volano di sviluppo, diffuso in maniera omogenea in tutto il Paese, e capace di generare benefici sia diretti che di sistema”.
“Sincero apprezzamento” per l’istituzione del Fondo di Garanzia “destinato a promuovere gli investimenti per la realizzazione degli interventi nel settore idrico riducendo il rischio delle operazioni ed, in particolare, garantendo il tempestivo pagamento al gestore uscente del valore dell’investimento non ammortizzato alla scadenza naturale e/o anticipata delle concessioni. L’intervento - osserva Federutility - costituisce un primo importantissimo passo verso il rilancio degli investimenti”, per il quale si sollecita una rapida conclusione dell’iter parlamentare “per consentire l’immediata istituzione del Fondo anche al fine di permettere il completamento delle reti di fognatura e depurazione, mettendo così fine alle numerose procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea”.

PRIVATIZZAZIONI, CDP: SIAMO ATTENTI ALLE UTILITY

Cassa depositi e prestiti ribadisce il suo interesse a giocare un ruolo nei processi di aggregazione e privatizzazione delle utility italiane: lo ha confermato Giovanni Gorno Tempini, amministratore delegato di Cdp, nel corso di un’audizione in Commissione Attività produttive della Camera su sostegno e internazionalizzazione delle imprese, sulla recente cessione di una parte del pacchetto azionario di Cdp Reti e sulle iniziative del Fondo strategico italiano nel settore turistico. "Nell'ambito delle privatizzazioni, le utilities sono certamente un nostro punto di attenzione”, ha detto l’ad. “Vorremmo giocare un ruolo a supporto del processo di privatizzazione, che va di pari passo con un processo di aggregazione inevitabile - ha aggiunto -, per avere masse critiche necessarie ad avere investimenti e un livello di servizi necessari nei vari settori, dall'energia al trasporto locale".
I progetti di aggregazione tra utility potrebbero avvalersi di 500 milioni di euro messi a disposizione dal Fondo strategico italiano proprio per sostenere operazioni del genere, ma lo stesso Gorno Tempini ha in passato evidenziato che l’interesse è stato finora scarso.

ISTAT: META’ SPESA AMBIENTALE REGIONI PER SUOLO, ACQUE E REFLUI

Nel 2012 la spesa ambientale delle Regioni italiane è stata di 3,8 miliardi di euro (64,2 euro/abitante), pari allo 0,23% del Pil. Il 65% della spesa ambientale totale, circa 2,5 miliardi di euro, è stato destinato a interventi di "protezione dell'ambiente" da fenomeni di inquinamento (emissioni atmosferiche, inquinamento del suolo) e degrado (perdita di biodiversità, erosione del suolo). Gli altri 1,3 miliardi di euro (35% del totale) sono stati destinati a interventi di "uso e gestione delle risorse naturali" (foreste, risorse energetiche, risorse idriche). Il settore ambientale su cui si è concentrata maggiormente la spesa (20,9%) è quello del “suolo e risanamento acque del sottosuolo e di superficie”, seguito dalle voci “risorse idriche” (16,1%), “biodiversità e paesaggio” (15,2%) e “acque reflue” (14,4%): questi 4 settori insieme coprono i 2/3 della spesa complessiva; al 6° posto invece la spesa per il settore dei rifiuti (8%) e al 7° quella per le materie prime energetiche (5,3%). Sono i dati resi noti dall’Istat nello studio “La spesa ambientale delle amministrazioni regionali”.
Secondo la ricerca, le amministrazioni regionali del Nord-Ovest e del Nord-Est hanno destinato la quota maggiore delle proprie spese ambientali alla tutela della biodiversità e del paesaggio (rispettivamente il 24% e 25% del totale nel 2012). Il 21% della spesa ambientale delle amministrazioni regionali del Centro è destinata ad interventi di protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e delle acque di superficie. Nel Mezzogiorno il 41% del totale della spesa ambientale si ripartisce pressoché in ugual misura tra interventi di protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e delle acque di superficie (21%) e interventi di gestione delle risorse idriche (20%).
Più della metà della spesa ambientale delle amministrazioni regionali è destinata a finanziare interventi di tutela ambientale realizzati da altri operatori (amministrazioni pubbliche, imprese, famiglie e istituzioni sociali private): i trasferimenti rappresentano il 60% del totale nel 2010 e nel 2011 e il 55% nel 2012.

JOBS ACT, SEMINARIO FEDERAMBIENTE - FEDERUTILITY. ROMA, 20 GENNAIO

Si svolgerà il prossimo 20 gennaio a Roma il seminario organizzato da Federambiente e Federutility dal titolo “La seconda parte del Jobs Act: il contratto a tutele crescenti e la nuova indennità di disoccupazione”.
Il seminario, che vedrà la partecipazione di Arturo Maresca e di Angelo Pandolfo - entrambi docenti di Diritto del Lavoro, presso le Facoltà di Giurisprudenza e di Economia de La Sapienza di Roma -, affronterà i temi del contratto di lavoro a tempo determinato a tutele crescenti, la nuova indennità di disoccupazione e la disciplina delle ulteriori prestazioni di sostegno al reddito.
Per iscrizioni e maggiori informazioni: Federutility.

LEGAMBIENTE, PREMIO ALL’INNOVAZIONE IN CAMPO AMBIENTALE

Lancio della nuova edizione del “Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente” rivolto ai soggetti pubblici e alle imprese che coniugano eco-innovazione e innovazione sociale. Promosso dalla Fondazione Legambiente Innovazione e patrocinato da Federutility, il premio vuole offrire un riconoscimento in campo ambientale a quanti coniugano competitività, attrattività e benessere dei territori.
Il bando 2015 si concentrerà sui seguenti ambiti: Suolo, agricoltura e sistemi alimentari; Sistemi e comunità energetiche; Abitare in comunità smart; comunità smart in movimento; Green economy per comunità smart. I premi saranno assegnati ai progetti che maggiormente determineranno una riduzione di emissioni inquinanti e climalteranti, efficienza nelle varie fasi del procedimento, uso di risorse rinnovabili, potenziale impatto di innovazione sul sistema produttivo e della comunità.
Il Premio darà diritto al soggetto vincitore di usare il logo “Innovazione Amica dell’Ambiente” per un anno.
Per maggiori informazioni: Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente .

MEF E ANAC, LINEE GUIDA ANTICORRUZIONE PER SOCIETA’ DEL TESORO

Giro di vite anticorruzione per le società controllate o partecipate dal Tesoro. Secondo quanto emerso dal tavolo tra Roberto Garofoli, Capo di Gabinetto del Mef, e Raffaele Cantone, Presidente Autorità Anticorruzione, nel 2015 saranno rafforzati i meccanismi di prevenzione della corruzione e di garanzia di assoluta trasparenza delle società.
Il Tavolo, si legge in una nota diffusa dal Tesoro, ha elaborato un indirizzo comune per sciogliere i dubbi di interpretazione della disciplina vigente.
Nelle prossime settimane il Ministero indirizzerà alle società nelle quali detiene partecipazioni azionarie una direttiva chiarificatrice, mentre l'Anac provvederà all'adozione di linee guida, o comunque di atti di indirizzo, destinati all'intero comparto delle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni. Al fine di superare ogni possibile dubbio applicativo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, in quanto azionista, si farà promotore di modifiche statutarie che contemplino l'adozione delle misure di contrasto alla corruzione coerenti con le indicazioni che l'Anac introdurrà anche all'interno del prossimo Piano Nazionale Anticorruzione.Tra le pubbliche amministrazioni centrali e locali, il Ministero dell'Economia e delle Finanze è la prima ad avviare un lavoro congiunto con l'Anac. Gli esiti di tale lavoro, specifica ancora via XX Settembre, potrebbero orientare l'applicazione delle norme di settore all'intero sistema delle società in controllo pubblico del nostro Paese.

ANIMA, ALBERTO CAPRARI NUOVO PRESIDENTE

Alberto Caprari è il nuovo presidente di Anima, federazione confindustriale che riunisce le aziende della Meccanica Varia. Imprenditore di terza generazione, spiega una nota, Caprari è vice presidente e direttore esecutivo di Caprari spa, azienda europea leader nella produzione di pompe e soluzioni avanzate per il ciclo integrato dell'acqua, fondata nel 1945 e attiva nel mondo.
Già presidente di Assopompe, nel 2008 è entrato nel consiglio direttivo di Anima, nel 2009 è stato invitato fra i membri della giunta. Nel 2010 è stato designato alla vice presidenza di Anima, con delega allo sviluppo. "Anima rappresenta un settore fondamentale per l'economia e l'immagine dell'Italia nel mondo", ha dichiarato Caprari. "Avverto la responsabilità del compito affidato, che cercherò di svolgere con grande spirito di squadra. Anima confida di dare un contributo significativo alle imprese per il loro sviluppo in Italia ma soprattutto all'estero. Come Federazione metteremo in campo azioni mirate a supportare le imprese della meccanica verso una sempre maggiore internazionalizzazione e specializzazione dedicandoci non solo all'Europa, ormai il nostro mercato domestico, ma verso il mondo intero".

PARTECIPATE, RENZI: “LO SFOLTIMENTO E’ L’OBIETTIVO DEL GOVERNO”

"Quando il ddl Madia sarà approvato dal Senato, a quel punto credo che nelle delega ci sia la possibilità per iniziare il percorso di sfoltimento e dimagrimento delle partecipate". Così il premier Matteo Renzi nella conferenza stampa di fine anno.
Questo della riduzione delle partecipate "è ancora un tema del governo, e proprio perché in tanti di noi" tra quelli che compongono l'esecutivo, "hanno gestito aziende pubbliche, non c'è alcun progetto Cottarelli per la riduzione partecipate, c'è un obiettivo Cottarelli, condiviso con il governo, ma il modo con cui si fanno queste cose deve essere serio. In questi anni il governo centrale non è stato serio con le autorità locali, ha cambiato le norme ogni tre per due", aggiunge il premier.

IREN, NUOVE NOMINE PER LE CONTROLLATE

I Consigli di Amministrazione di Iren Ambiente e Iren Emilia hanno provveduto, su indicazione dell’Amministratore Delegato di Iren SpA, Massimiliano Bianco, alla nomina dei nuovi Amministratori Delegati delle società. Roberto Paterlini è stato nominato Amministratore Delegato di Iren Ambiente SpA e Fabio Giuseppini è stato nominato Amministratore Delegato di Iren Emilia SpA. L’Amministratore Delegato di Iren SpA ha inoltre indicato Eugenio Bertolini quale nuovo Direttore Generale di Iren Acqua Gas e Iren Emilia.
“Desidero esprimere a Roberto Paterlini, Fabio Giuseppini ed Eugenio Bertolini, anche a nome del Consiglio di Amministrazione di Iren, l’augurio di un proficuo lavoro. - commenta il Presidente di Iren, Francesco Profumo - La loro professionalità e l’esperienza maturata in tanti anni di lavoro nel Gruppo Iren, rappresentano un solida base tecnica e manageriale per affrontare, in stretto rapporto con il territorio, i progetti di integrazione e di sviluppo industriale che ci attendono e che saranno il fulcro della nostra crescita”.
Le nomine si sono rese necessarie a seguito delle dimissioni di Andrea Viero, Vice Presidente del Gruppo e Amministratore Delegato di Iren Ambiente, TRM S.p.A. ed Iren Emilia.

ABBANOA, IN 2015 ULTIMI 20 MLN PER RICAPITALIZZAZIONE

La Regione Sardegna verserà quest’anno l’ultima tranche di 20 milioni di euro per la ricapitalizzazione di Abbanoa, iniziata nel 2011 e costata complessivamente 152 milioni di euro, costo che sale a 188 milioni di euro con i 36 milioni accantonati nel Fondo di garanzia autorizzato dall’Unione europea. Lo ha riferito l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, nel corso di un’audizione in Commissione Bilancio del Consiglio regionale.
L’iniezione di nuove risorse nei bilanci della società che gestisce il servizio idrico della Sardegna, ha spiegato Maninchedda, sarà preceduta dalla verifica della situazione finanziaria, affidata alla Sfirs, e dai pareri dell’Ato e dell’Avvocatura dello Stato.
Abbanoa ha attualmente un debito di circa 250 milioni di euro (100 verso le banche, 150 verso terzi). Le risorse del Fondo di garanzia (36 milioni di euro) serviranno per il consolidamento del debito bancario. “C’è però un’importante novità per il 2015 - ha annunciato Maninchedda - il consolidamento del debito sarà fondato sul Piano economico e finanziario della società. Nelle prossime settimane ci sarà un incontro con le banche per valutare il Pef di Abbanoa, certificato dalla Kpmg”. L’assessore ha sottolineato il netto miglioramento della situazione patrimoniale di Abbanoa dal 2013 a oggi, in termini di efficienza e di cassa. “Se le banche valuteranno positivamente il suo piano economico e finanziario - ha detto Maninchedda - le risorse del fondo di garanzia potranno essere destinate ad altro. Si pensa al ripianamento del debito della società Enas nei confronti dei Consorzi di bonifica (circa 26 milioni di euro)”.

BENEVENTO, DAL CONSORZIO CABIB PRIMO SI’ ALL’AGGREGAZIONE CON GESESA

Il processo di aggregazione tra Cabib e Gesesa può dirsi partito. Nei giorni scorsi, infatti, l’Assemblea consortile del Cabib - Consorzio tra Comuni e poi azienda speciale, gestore del servizio idrico nell’area sannita - presieduta da Raffaele Scarinzi, ha deliberato di approvare l’operazione e dare corso alle azioni finalizzate alla concentrazione gestionale del servizio idrico tra il consorzio stesso e la Gesesa, gestore idrico sannita per quasi 100mila abitanti partecipato da Acea.
L’operazione dovrebbe svilupparsi mediante un duplice processo consistente da un lato nel conferimento del ramo di azienda relativo alla gestione del servizio da Cabib a Gesesa - con espressa esclusione delle infrastrutture idriche che rimarranno nel patrimonio consortile - e dall’altra nell’acquisizione, da parte del consorzio, di quote azionarie del capitale sociale di Gesesa spa, per un valore pari a quello del ramo di azienda oggetto di conferimento.
Il progetto di aggregazione preliminarmente approvato dal consorzio, dovrà essere successivamente valutato e approvato dai Consiglio comunali dei singoli Comuni consorziati.

ABC NAPOLI, NUOVO CDA CON MONTALTO PRESIDENTE

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha nominato nei giorni scorsi i tre componenti del Consiglio di Amministrazione di Abc Napoli, designando come presidente Maurizio Montalto, confermando consigliere Maurizio Giugni (che da ottobre sostituiva al vertice della società Ugo Mattei, l'ex presidente allontanato dal sindaco) e chiamando Stefania Mele a far parte del nuovo CdA.
Per il sindaco de Magistris «abbiamo scelto i vertici dell’azienda speciale Abc con una trasparente procedura di evidenza pubblica, dimostrando ancora una volta di saper innovare, nei metodi e nei contenuti, le scelte dei rappresentanti delle aziende del Comune di Napoli. Abbiamo individuato persone da sempre impegnate nella lotta per l’acqua pubblica come l’avvocato Montalto e abbiamo dato all’azienda una governance certa e stabile garantendo da un lato la coerenza col nostro percorso, primo ed unico in Italia, di pubblicizzazione della gestione dell’acqua e dell’intero ciclo idrico acqua bene comune e, dall’altro, la tranquillità di tutti i lavoratori superando i gravi limiti della precedente gestione».
Per Montalto, la nomina «non è un riconoscimento alla mia persona, ma ai movimenti dell'acqua ed è la scelta rivoluzionaria di dare seguito al referendum del 2011». «La Regione proprio in queste ore sta creando le condizioni per le privatizzazioni spinte. Ci opporremo». Il riferimento è alla legge regionale che dovrebbe riordinare gli ambiti territoriali commissariati da due anni. In commissione regionale c'è la proposta della giunta Caldoro per un Ato unico. «Si apre la strada alle grandi multinazionali - spiega Montalto - Eppure i Comuni avevano già speso soldi per i piani d'ambito. Così si deve ripartire daccapo. Uno spreco. In più, una norma antidemocratica perché stabilisce che a decidere sarà un gruppo ristretto di sindaci».

UMBRA ACQUE, NUOVO CDA

Rinnovato il CdA di Umbra Acque, il gestore del servizio idrico integrato in 38 Comuni della provincia di Perugia. Gianluca Carini assume la presidenza e Paolo Pizzari diventa Amministratore delegato. Tra gli altri consiglieri: Patrizia Bianchi, Andrea Bellucci, Fabrizio Burini, Alessandro Carfì, Emanuela Cartoni, Bruno Ceppitelli e Ranieri Mamalchi.

GRUPPO CAP, ONLINE TUTTI I CANTIERI ATTIVI

Chi vuole conoscere nel dettaglio i lavori che il Gruppo CAP sta effettuando in Provincia di Milano, in veste di gestore unico del servizio idrico integrato sul territorio, da oggi ne ha la possibilità: basteranno pochi semplici click sul sito gruppocap.it, da cui si può accedere alla mappa completa dei 133 Comuni della Provincia di Milano che riporta i cantieri attivi e tutte le informazioni sugli stessi Comune per Comune, oltre alla possibilità di vedere i cantieri in modalità street view. Si tratta dell’iniziativa “cantieri trasparenti”, lanciata nei giorni scorsi dal gestore.
Il servizio si basa sulla piattaforma WebGis, un sistema informativo sviluppato dal Gruppo che consente di acquisire, estrarre e gestire le informazioni derivanti da dati georiferiti relativi alle reti e a tutte le strutture legate al servizio idrico integrato.
Ad oggi lo sviluppo del sistema - tra i pochi così avanzati in Italia e l’unico accessibile on line da tecnici, professionisti e cittadini, sottolinea il Gruppo CAP - ha richiesto un investimento di 350.000 euro, cui si aggiungeranno 250.000 euro nel prossimo futuro e si basa sul lavoro di un ufficio composto di oltre 10 persone.
“Chi di noi di fronte a un cantiere nella propria città non si è chiesto di cosa si tratta e soprattutto quando termineranno i lavori e quanto costano alla comunità?”, spiega Alessandro Russo, presidente del Gruppo CAP. “Da oggi queste e molte altre informazioni sono disponibili istantaneamente accedendo al sito web del Gruppo CAP. Chi come noi gestisce un servizio di pubblica utilità - prosegue Russo - deve garantire la massima trasparenza del proprio lavoro e allo stesso tempo contribuire al miglioramento della qualità della vita dei cittadini e degli utenti serviti. I nostri cantieri - conclude il presidente del Gruppo CAP - hanno l’obiettivo di portare nelle case dei cittadini un’acqua sempre più di qualità e sicura".

ACQUE POTABILI, STIPULATO ATTO DI FUSIONE CON SVILUPPO IDRICO

È stato stipulato nei giorni scorsi l’atto di fusione per incorporazione di Acque Potabili in Sviluppo Idrico, società controllata pariteticamente da Iren Acqua Gas e Smat, il cui progetto di fusione era stato approvato dalle rispettive assemblee nel settembre 2014.
La fusione sarà efficace dal 1° febbraio 2015. A seguito della fusione la società incorporante assumerà la denominazione sociale di Acque Potabili SpA, con sede a Torino. Una volta efficace la fusione, le azioni Acque Potabili saranno revocate dalla quotazione sul mercato azionario.

GRUPPO IREN - INTESA SAN PAOLO: PARTNERSHIP E SCONTI ALLA CLIENTELA

Intesa Sanpaolo e Gruppo Iren hanno avviato una nuova partnership per offrire ai clienti delle Banche del Gruppo un’opportunità di risparmio trasparente e immediata sui consumi energetici. L’accordo è stato siglato a Torino, presso la sede del Centro per l’Innovazione di Intesa Sanpaolo, da Valter Pallano, Amministratore delegato di Iren Mercato, e Stefano Barrese, Responsabile Area Sales e Marketing del Gruppo bancario, alla presenza di Francesco Profumo, presidente Iren, Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, e Maurizio Montagnese, responsabile Area di Governo Chief Innovation Officer di Intesa Sanpaolo.
Le spese legate al consumo di luce e gas rappresentano un’uscita consistente e di difficile contenimento nel bilancio delle famiglie, che destinano ben il 35% del budget mensile alle spese legate all’abitazione e all’energia. Per questo motivo la collaborazione prevede uno sconto del 15% per il primo anno e del 10% per gli anni successivi, applicato a tutti i clienti Intesa Sanpaolo che, da oggi al prossimo 28 febbraio, domicilieranno il pagamento delle utenze sul proprio conto corrente. A beneficiare del taglio della bolletta saranno non solo i clienti della Banca che diventeranno nuovi clienti Iren, ma anche coloro che hanno già in corso con il partner dell’iniziativa un contratto di fornitura.
La collaborazione tra Intesa Sanpaolo e il Gruppo Iren nasce dal comune intento di essere sempre più vicini ai propri clienti - in un contesto di crisi economica non ancora superata e di comportamenti d’acquisto orientati alla prudenza - offrendo vantaggi esclusivi e livelli di servizio elevati.
L’incontro di Torino ha avviato un tavolo di collaborazione continuativo, utile per definire le strategie e i prossimi passi della partnership che intende focalizzarsi in particolare nell’offerta ai clienti Intesa Sanpaolo e ai clienti del Gruppo Iren di servizi innovativi per il risparmio e l’efficientamento energetico.
Per Francesco Profumo «la collaborazione avviata rappresenta un percorso virtuoso in grado di proporre ai clienti dei due Gruppi occasioni importanti non solo per ottimizzare i costi di gas ed energia elettrica, ma anche, in un immediato futuro, per ridurre gli sprechi e ottimizzare la gestione energetica delle famiglie e delle imprese. È una partnership che delinea un modello in cui si intrecciano e si rafforzano i vantaggi per i clienti, i vantaggi per l’ambiente e, più in generale, i vantaggi per l’intera comunità».
Per Carlo Messina «la sigla di accordi di collaborazione con partner di primario standing ci consente di gestire in modo più ampio la relazione con la nostra clientela, che, insieme alla focalizzazione sul mercato, è alla base delle evoluzioni più significative del nuovo modello di servizio e organizzativo della Banca dei Territori. Il principio è quello di andare oltre le attività bancarie di finanziamento, investimento e pagamento, facendo confluire nei nuovi motori di crescita anche un’offerta non bancaria dedicata».

WASTE TO ENERGY, NO DEL CONSIGLIO DI STATO AL TERMOVALORIZZATORE DI SCARLINO (GR)

Il Consiglio di Stato, ribaltando due precedenti sentenze del Tar Toscana, ha annullato i provvedimenti della Provincia di autorizzazione al termovalorizzatore di Scarlino Energia, nel grossetano. Accogliendo i ricorsi originari del comune di Follonica e del Wwf che il Tar aveva considerato improcedibili per una questione formale senza entrare nel merito, il Cds ha rilevato che “lo stato di salute delle popolazioni coinvolte e le condizioni dei corpi idrici presenti nell'area interessata dallo stabilimento in questione non siano state convenientemente disaminate e considerate” da parte della Provincia, “con conseguente sussistenza al riguardo dei dedotti vizi di difetto di istruttoria e di motivazione”.
Secondo i giudici in particolare la Provincia non ha tenuto conto della relazione presentata dal Comune di Follonia sulle emissioni di diossina dell'impianto.
Il principale azionista di Scarlino Energia è STA Società Toscana Ambiente, una holding che fa capo a imprese cooperative toscane ed emiliane (Unieco, La Castelnovese, Cooplat) e alla Banca Monte dei Paschi di Siena.

A2A, ENTRO APRILE LA DECISIONE SULLA PARTECIPAZIONE IN EPGC

Entro il prossimo mese di aprile A2A conta di trovare una soluzione definitiva in merito alla propria partecipazione in Epgc, la compagnia di stato montenegrina dell’energia elettrica di cui è socia con 43,7%. "Nel corso delle giornate di domenica 20 e lunedì 21 dicembre -spiega la società in una nota - si sono svolti intensi confronti con i rappresentanti del Governo del Montenegro".
"In particolare - prosegue la nota - in occasione dell'incontro con il Primo Ministro, si sono discusse le condizioni fondamentali per un rinnovo dell'accordo da parte di A2A: garanzia di redditività sul capitale investito, autonomia di gestione e certezza del quadro regolatorio, individuazione di un terzo partner per il sostegno di nuovi investimenti e definizione di una opzione di uscita a favore di A2A alla scadenza del primo biennio".
"Su queste basi si opererà per raggiungere nei prossimi mesi una decisione definitiva, che potrebbe essere conseguita entro il prossimo mese di aprile. Nel contempo - conclude la società - come previsto dall'accordo esistente tra le parti, rimangono in vigore tutte le condizioni e gli obblighi in essere sino ad oggi".

MILANO, BRESCIA E VARESE CEDONO QUOTE DI A2A

l comune di Milano e il comune di Brescia hanno venduto le rispettive quote detenute in A2A, come annunciato agli inizi di dicembre scorso. Si tratta di una quota complessiva dello 0,50%, pari allo 0,25% per ciascuno, per un totale di 16 milioni di azioni che dovrebbero garantire per ciascun Comune un guadagno di 6,42 milioni di euro, secondo gli attuali prezzi di Borsa.
A fine dicembre, era stato il comune di Brescia a cedere azioni di A2A, per far quadrare il bilancio e rispettare il patto di stabilità. Qui è stata prevista la cessione per un valore di un milione e mezzo, riservandosi però di arrivare a 4,1 milioni se, ipotesi comunque giudicata remota dalla giunta, la società Aspem Reti non dovesse saldare il suo debito da 2,6 milioni. Per il sindaco Attilio Fontana "la vendita delle quote di A2A è dovuta".

EMILIA, PROTOCOLLO IREN - CONSUMATORI PER CONCILIAZIONE

Iren Mercato, Iren Acqua Gas e le associazioni dei consumatori delle Province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia Adoc, Adiconsum, Confconsumatori, Federconsumatori e Movimento difesa del cittadino hanno siglato un protocollo d’intesa per avviare attività di promozione della conciliazione e di attivazione di procedure di conciliazione paritetica nei settori della vendita di energia elettrica, gas e teleriscaldamento e del ciclo idrico integrato.
Il protocollo, che ha validità dal 1° gennaio 2015, definisce le linee guida della procedura volontaria di conciliazione delle controversie che dovessero sorgere tra le società del gruppo e clienti intestatari di utenze domestiche individuali, di utenze non domestiche o condomini.
La conciliazione paritetica è un procedimento gratuito, alternativo alla causa giudiziaria, per la risoluzione delle controversie civili e commerciali che consente di raggiungere un accordo in maniera riservata e non vincolante. Presupposto per accedere alla conciliazione, attraverso la delega a una delle associazioni firmatarie del protocollo, è aver presentato un reclamo scritto e aver ricevuto dall’azienda una risposta che si ritiene insoddisfacente o non aver ricevuto risposta oltre il termine previsto di 40 giorni.
Ogni caso verrà trattato congiuntamente da due conciliatori esperti, di cui uno indicato dall’associazione dei consumatori in rappresentanza del cliente, l’altro dall’azienda. La procedura di conciliazione paritetica è aperta alle adesioni di altre associazioni dei consumatori attive in Emilia-Romagna.

“ACEA AMA LE DIFFERENZE”, LE UTILITY CAPITOLINE PER LA DIFFERENZIATA

Un’iniziativa congiunta delle utility capitoline per sensibilizzare e coinvolgere i di dipendenti sui temi della raccolta differenziata. “Acea Ama le differenze” ha visto la partecipazione dei dipendenti di Acea usciti dalla propria sede per dare il proprio contributo e rendere più pulita l’area circostante, regalando due ore del proprio tempo lavorativo e dedicandolo alla sostenibilità dell’ambiente circostante.
Nelle due ore di volontariato, i dipendenti sono stati assistiti dagli operatori Ama e hanno dimostrato, in un tempo circoscritto ma utile, di volere migliorare l'area urbana esterna al luogo di lavoro e di volere essere protagonisti, nel proprio piccolo, di cambiamento.
L’iniziativa prelude alla nuova organizzazione delle sedi Acea, dove saranno disposti contenitori dedicati per tipologia di rifiuto.
Con questa campagna Acea intende confermare il proprio impegno sui temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, prevedendo anche una serie di iniziative come la pubblicazione sulla intranet aziendale di una nuova apposita sezione nella quale si potranno conoscere le regole e le informazioni sul tema della “raccolta differenziata”, sui “corsi di formazione interna” realizzati da Ama e sui diversi contest aziendali.
“Questa di oggi - dice la Presidente di Acea Catia Tomasetti - è la manifestazione di un progetto e di intenti che Acea ed Ama hanno condiviso ed avviato da qualche mese. Risale a novembre scorso la firma del Protocollo d’Intesa tra le due società con l’obiettivo di sensibilizzare e rendere maggiore la partecipazione dei nostri dipendenti rispetto alla ‘raccolta differenziata’. Essere in strada, intervenire nelle aree urbane intorno alla nostra sede, rappresenta l’espressione per diffondere e dare dimostrazione della massima partecipazione di tutti i nostri dipendenti e del personale addetto perché vorrei ricordare che Acea è una comunità di circa 4000 persone, dislocate in più sedi".
“Entrambe le nostre realtà aziendali - sottolinea il Presidente di Ama Daniele Fortini - sono impegnate in azioni volte a preservare e rispettare l’ambiente in cui noi tutti viviamo, Ama è quindi ben contenta di offrire la propria partnership a questa iniziativa e ad altre che sicuramente verranno in futuro. La corretta gestione dei rifiuti urbani, il riciclo e il recupero di materia sono temi ormai ineludibili che devono coinvolgere e responsabilizzare tutti, amministratori, lavoratori e cittadini. Ringrazio sinceramente sia i dipendenti di Acea che hanno voluto dedicare il loro tempo a questa giornata di pulizia, sia il nostro personale per il supporto assicurato nelle attività di tutela del decoro”.
Tra le diverse iniziative ideate e promosse da Acea ed Ama con la campagna si segnala “Disegna la tua isola”: un concorso che ha l’obiettivo di valorizzare all’interno delle sedi lavorative delle due società le aree individuate per i contenitori dedicati alla raccolta differenziata.

FUNERARIO, RINNOVATO IL CCNL DOPO 23 MESI

A circa 23 mesi dalla scadenza del precedente contratto, è stato rinnovato il Ccnl dei dipendenti delle imprese pubbliche funerarie. Con lo scioglimento delle riserve da parte sindacale e l’approvazione da parte degli organi federali, diventa pienamente efficace l’ipotesi di accordo 23 novembre 2010, sottoscritta dalla delegazione Federutility con i sindacati FP (CGIL), FIT (CISL) e UILTrasporti (UIL).
Sul piano normativo, l’intesa aggiorna gli istituti del contratto di lavoro a tempo parziale, a termine e di apprendistato professionalizzante alla nuova regolamentazione legislativa (compreso il DL n. 34/2014) e riformula gli articoli contrattuali sugli assetti contrattuali e sul sistema di relazioni industriali secondo i principi introdotti dalla contrattazione di livello confederale (da ultimo Tu Confservizi-CGIL/CISL/UIL 10 febbraio 2014). Viene inoltre ridefinita la durata del periodo di prova per i nuovi assunti e aggiornata la disciplina del trattamento di malattia e infortunio. Le parti, infine, hanno condiviso il comune impegno ad individuare nell’ambito di vigenza del contratto forme di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del settore.
Sul piano economico l’intesa prevede l’erogazione di due una tantum (a copertura del periodo di mancato rinnovo contrattuale: 250 euro per il 2013 e 295 per il 2014), calcolate sul parametro medio 175; l’incremento complessivo dei minimi contrattuali (pari a 65,00 euro sul parametro medio 175); la destinazione, a partire dal 2015, di una quota salariale alla contrattazione aziendale sul premio di risultato, per un importo annuo pari a 280,00 euro medi, sempre sul parametro 175; un contributo aggiuntivo a carico dell’azienda per ciascun dipendente iscritto al Fondo di Previdenza Complementare, con decorrenza 1 gennaio 2015.
L’intesa siglata si applicherà a partire dal mese corrente ai circa 1.000 addetti delle aziende associate, operanti nei servizi funerari e cimiteriali.
Per maggiori informazioni: Federutility.

AQP, FITCH: IL RATING SALE A BBB

L’agenzia di rating internazionale Fitch ha annunciato di avere rivisto al rialzo il rating corporate sul lungo termine dell’Acquedotto Pugliese da BBB- a BBB, con outlook stabile. Il giudizio positivo - si legge nella nota dell’agenzia - deriva dai minori rischi finanziari associati ad AQP a seguito dell’anticipazione di liquidità concessa dalla Regione Puglia e dei buoni risultati gestionali conseguiti.
La Regione Puglia ha contribuito in maniera determinante all’importante riconoscimento, garantendo ad AQP una anticipazione temporanea di liquidità (prevista dalla legge regionale n.37/2014), per complessivi 200 milioni di Euro. Tale somma, destinata esclusivamente al finanziamento degli investimenti, ha consentito nel contempo di calmierare gli incrementi della tariffa, che diversamente sarebbero stati più che tripli rispetto non solo a quelli attuati nell’anno, ma anche a quelli previsti nel prossimo futuro.
“Questo miglioramento del rating - afferma Nicola Costantino, Amministratore Unico di Acquedotto pugliese SpA - tanto più significativo in quanto conseguito in una congiuntura finanziaria non certo favorevole al nostro paese, premia l’impegno del personale dell’Acquedotto, guidato dal Direttore Generale Nicola Di Donna, e della Regione Puglia con le sue strutture tecniche, a sostegno delle percorso di ottimizzazione gestionale e di efficientamento e potenziamento delle infrastrutture a servizio del territorio, intrapreso dall’azienda negli ultimi anni”.

ESTRA, MIGLIORA IL RATING CERVED

Cerved Rating Agency ha assegnato a Estra, multiutility toscana a partecipazione pubblica, il rating A3.1, con probabilità di insolvenza a 12 mesi pari allo 0,59%, migliorando la sua classe di merito dalla precedente B1.1.
“Il rating emesso - spiega la società in una nota - è strutturato sull’analisi di molteplici elementi chiave, tra i quali i tratti storici e distintivi dell’azienda, la crescita ed il consolidamento che ha interessato Estra e il gruppo di aziende di cui è holding, i fondamenti alla base del successo e del costante rafforzamento del marchio, i vantaggi competitivi determinati dalla capacità di innovazione tecnologica, la qualità e l’affidabilità dei suoi servizi”.
“Oggi Estra si conferma un gruppo industriale di primo piano in Toscana - prosegue la nota - e tra i principali player nel mercato nazionale del gas naturale, multiutility leader del Centro Italia nei settori energia, telecomunicazioni, ambiente e servizi. L’azienda può contare oggi su una massa critica tale da competere con le altre multiutility nazionali di grandi dimensioni e, grazie al proprio know-how tecnico-produttivo, è competitiva nel mercato delle gare”.
La crescita del gruppo nei prossimi anni, anticipa Estra, si orienterà verso nuovi business, nell’ampliamento del portafoglio clienti e delle partnership. “Gli obiettivi di sviluppo e di efficiency - afferma la società - sono perseguiti attraverso una maggiore accountability a tutti i livelli aziendali. Le prospettive di sviluppo appaiono adeguatamente sostenute da nuove sinergie di gruppo, dal sostegno della proprietà e da una situazione finanziaria e patrimoniale che ritrova equilibrio dopo gli investimenti effettuati. Estra è un’azienda con fondamentali solidi - conclude la nota -, connotata da una buona capacità di far fronte agli impegni finanziari”.
Nel 2013 Estra ha registrato ricavi per 695,8 milioni di euro e un margine operativo lordo di 59,4 milioni. Il risultato ante imposte del gruppo è ammontato nello stesso anno a 21 milioni di euro.

AQP: ESTESA LA CERTIFICAZIONE 90001 ALLA VERIFICA DEI PROGETTI

Al termine di un complesso iter di verifica a cura dell’Ente di Certificazione Bureau Veritas, l’Acquedotto Pugliese ha ottenuto il rinnovo della certificazione UNI EN ISO 9001:2008. A seguito dell’attività di audit, il campo di applicazione della certificazione è stato esteso anche al processo di verifica dei progetti per lavori di importo inferiore a 20 milioni di euro, secondo quanto previsto dal DPR 207/2010.
Il riconoscimento si inserisce in un percorso di ricerca globale della qualità e della responsabilità ambientale e si affianca alle certificazioni UNI EN ISO 14001:2004 e ISO/IEC 17025, conseguite per specifici impianti e laboratori.
Tali traguardi sono stati raggiunti grazie alle capacità professionali e competenze tecniche interne all’azienda.
Il conseguimento di tali obiettivi è testimonianza dell’impegno di AQP verso il territorio e la qualità del servizio fornito, attraverso il miglioramento continuo dei processi aziendali, anche nel campo della salvaguardia e tutela dell’ambiente.

AEEGSI, PROCEDIMENTO PER NUOVO METODO TARIFFARIO IDRICO

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha deliberato, nella riunione del 15 gennaio, l’avvio del procedimento per la definizione del Metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio (delibera 6/2015/R/idr). Il procedimento per la definizione del Metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio viene riunito con quello per la promozione dell’efficienza della produzione del servizio idrico integrato, avviato con la delibera 374/2014/R/idr, individuando come termine unico per la conclusione il 31 dicembre 2015.
Intento dell’Autorità nella definizione del prossimo metodo tariffario per il servizio idrico integrato è: garantire la stabilità e coerenza del quadro regolatorio, integrando e sviluppando la regolazione asimmetrica e innovativa già adottata; promuovere misure di semplificazione e razionalizzazione delle gestioni, rivedendo le condizioni di esclusione dall’aggiornamento tariffario; assicurare la sostenibilità finanziaria efficiente delle gestioni, adottando strumenti regolatori finalizzati al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario nei diversi contesti territoriali; rafforzare l'approccio selettivo per obiettivi ed interventi richiesto alle amministrazione competenti; implementare misure idonee alla promozione dell’efficienza nella produzione dei servizi; definire criteri e modalità per lo sviluppo di meccanismi pe favorire l’efficienza idrica e la misurazione dei consumi; accrescere l'efficacia nel ricorso al sistema dei finanziamenti; perseguire una progressiva convergenza fra le diverse aree del paese, in un quadro di forte attenzione per la sostenibilità sociale delle tariffe pagate dagli utenti finali.
Nella medesima riunione l’Autorità ha dato il via ad altri due procedimenti per il riparto della tariffa e delle spese di riscossione tra i vari gestori nel caso in cui il servizio idrico integrato sia gestito separatamente (delibera 7/2015/R/idr) e per la definizione dei criteri di articolazione tariffaria applicata agli utenti dei servizi idrici (delibera 8/2015/R/idr). Per entrambi il termine previsto è il 31 dicembre 2015.

#ITALIASICURA, D’ANGELIS: “APERTI CANTIERI PER 700 MLN. DALLE REGIONI RICHIESTE DI OPERE PER 19 MLD”

Da giugno a dicembre 2014 sono stati aperti 450 cantieri in tutta Italia per la prevenzione del rischio idrogeologico, per un importo di circa 700 milioni. Lo ha detto il capo di #italiasicura, Erasmo D'Angelis, facendo un bilancio dei primi 6 mesi di attività della struttura voluta da palazzo Chigi per combattere il dissesto idrogeologico.
L'apertura dei cantieri, sottolinea D’Angelis, è stata possibile grazie "al lavoro di squadra che sta impegnando, nell'azione di controllo, monitoraggio e sblocco di opere incagliate anche da decenni, tutto lo Stato, a partire dal ministero dell'Ambiente e dai presidenti di Regione nominati Commissari di governo". Il lavoro fatto in questi mesi ha anche consentito di avere a disposizione "un database finalmente chiaro di ciò che serve all'Italia per ridurre i suoi immensi rischi di frane e alluvioni".
D’Angelis ha anche annunciato che le Regioni, con le autorità di bacino e la protezione civile, hanno consegnato un elenco di circa 5.200 opere, per un valore complessivo di 19 miliardi. "Ma i ritardi nelle progettazioni - ha spiegato il capo di #italiasicura - sono notevolissimi, e appena un 15% di progetti sono già esecutivi e cantierabili e riguardano opere urgenti che finanzieremo. Da Genova a Milano, da Firenze a Cagliari". Abbiamo iniziato, ha aggiunto, "la più importante e urgente opera pubblica da decenni, ma non illudiamoci. Non c'è nessuna bacchetta magica. Servono sei o sette anni per ricostruire e rafforzare la tenuta di aree in dissesto, arginare la violenza di nubifragi, imparare a difenderci". Ma, ha concluso, "deve essere molto chiaro a tutti che la prima opera di prevenzione è la fine di ogni abuso, una buona pianificazione urbanistica e una buona manutenzione ordinaria del territorio".

FONDAZIONE BILL E MELISSA GATES: “ACQUA DA BERE DA FECI UMANE”

Acqua prodotta dalle feci umane. A berla è stato Bill Gates in un video pubblicato sul sito della fondazione Bill and Melissa Gates. Nel video l'acqua viene prodotta dalle feci tramite un macchinario chiamato OmniProcessor, creato da Janicki Bioenergy.
''Ho visto una pila di feci farsi strada nel macchinario. E pochi minuti dopo ho assaggiato il risultato: un bicchiere di acqua. La prossima generazione di questo macchinario potrà trattare le feci di 100.000 persone e produrre 86.000 litri di acqua potabile'' afferma Gates, sottolineando che il macchinario non solo riuscirebbe a tenere lontano le feci umane dall'acqua potabile, ma le trasformerebbe in una commodity con un valore di mercato. Al mondo circa 2,5 miliardi di persone non hanno accesso a strutture sanitarie, inclusi bagni, e piu' di un miliardo di persone usano l'aria aperta e gli spazi pubblici come bagni, contaminando le forniture di acqua potabile.

LOMBARDIA, CDM IMPUGNA NORMA SU SERVIZIO IDRICO

Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’impugnativa per la legge regionale della Lombardia n. 29/2014 recante, tra le altre, disposizioni in materia di servizio idrico integrato, in quanto “alcune diposizioni in materia di affidamento del servizio idrico - si legge in un comunicato di Palazzo Chigi - contrastano con il diritto europeo e con la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e tutela della concorrenza, in violazione dell’art. 117, primo comma, e secondo comma, lettere e) ed s), della Costituzione”.
In particolare, specifica il Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio, l’impugnativa è diretta all’art. 1, comma 1, lettera m) della legge che, modificando la legge regionale n. 26/2003, estende la durata massima dell’affidamento del servizio idrico da 20 a 30 anni, termine che si applica anche alle concessioni già in essere, mentre viene lasciato in capo a Province e Comune di Milano il compito di organizzare il servizio idrico integrato a livello di Ato e di stabilire la forma di gestione. Si profila in tal modo, secondo il Consiglio dei ministri, un “contrasto con la normativa statale in materia di tutela dell'ambiente e della concorrenza che prevede il ricorso a gara ad evidenza pubblica o all'affidamento in house providing” e che incarica l’Ente di governo dell’Ambito a deliberare la forma di gestione (art. 149-bis del Codice dell’ambiente).

MONZA, RETI IDRICHE DA ACMS-AGAM A BRIANZAQUE

In attuazione di quanto previsto dal Piano Strategico sulle aggregazioni aziendali approvato dall’Assemblea dei Soci lo scorso 19 dicembre, Brianzacque, ha acquisito dal gruppo Acsm- Agam il ramo di azienda idrico di Monza riguardante l’erogazione del servizio idrico e fognario.
Il passaggio societario ha avuto effetto a partire dal 1 gennaio 2015 scorso, quando Brianzacque è subentrata al gruppo Acsm - Agam nella gestione del servizio idrico del comune di Monza.
Soddisfazione è stata espressa dall’Amministratore Delegato di Brianzacque, Enrico Boerci: “L’acquisizione del ramo idrico del comune capoluogo - ha dichiarato - costituisce un tassello fondamentale nell’ambito del processo aggregativo societario che consente a Brianzacque di consolidarsi quale gestore, interamente pubblico, operante su tutto il territorio di Monza e Brianza”.

EXPO 2015, A PERUGIA SI ELABORA PROGETTO UN-WWAP

Il Programma delle Nazioni Unite per la valutazione delle risorse idriche mondiali (UN-Wwap) presenterà ad Expo 2015 un progetto chiamato “Le stanze dell’acqua”, un itinerario video attraverso 5 “stanze” concepite per attirare l’interesse e diffondere conoscenza in merito alle risorse idriche e alla loro gestione in un’ottica di sostenibilità. Dal 21 al 23 gennaio scienziati, creativi, registi e scrittori di tutto il mondo si sono riuniti nella sede del Programma a Villa Colombella, a Perugia, per elaborare le idee portanti del progetto.
Si tratterà in sostanza di 5 cortometraggi che accompagneranno gli spettatori alla scoperta dell'acqua, per familiarizzare con il ciclo idrologico, esplorare il concetto di governance e interrogarsi sulla possibilità che intorno a questa preziosa risorsa sorgano futuri conflitti.
Per tre giorni importanti studi di produzione, tra cui Armando Testa, Steve Cutts e Studio Bozzetto, si sono occupati di trasformare i contenuti elaborati nel meeting in cortometraggi, mentre alcuni scrittori, come Gian Antonio Stella e Marco Paolini, hanno prestato la loro penna per i monologhi. Il progetto non si limiterà alla presentazione all’Expo di Milano ma sarà distribuito a vari paesi in diverse lingue.

GORI E PARTITE PREGRESSE, NUOVA PROROGA SULLA RISCOSSIONE PER TAVOLO TECNICO

n considerazione del protrarsi del confronto tecnico ancora in corso con la Regione Campania ed anche con l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ed il Sistema Idrico (“AEEGSI”), la Gestione Commissariale dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano ha annunciato un’ulteriore proroga di trenta giorni del termine entro il quale concludere i lavori del tavolo tecnico aperto e che, pertanto, si rende opportuno un nuovo differimento della riscossione delle bollette relative alle “partite pregresse ante 2012 (REPP).
Accogliendo la richiesta del Commissario Straordinario dell’Ente d’Ambito, GORI ha dunque sospeso sino al 28 gennaio 2015 l’attività di riscossione delle fatture relative alle “partite pregresse ante 2012 (REPP)”; in questo periodo proseguirà il positivo confronto istituzionale apertosi, al fine di approfondire le segnalazioni e le osservazioni trasmesse da diversi Sindaci dell’ATO 3 Campania.

VENETO, DAL MATTM 8,7 MLN PER DEPURAZIONE

Il Ministero dell’Ambiente ha trasmesso alla Regione Veneto il decreto che approva il Piano straordinario di tutela e gestione della risorse idrica finalizzato prioritariamente a potenziare la capacità di depurazione dei reflui urbani. Lo rende noto l’assessore regionale alle Politiche ambientali Maurizio Conte sottolineando che il decreto assegna al Veneto 8,7 milioni del fondo istituito a questo scopo. “Per la realizzazione di questo piano straordinario - spiega Conte - la normativa ha istituito un apposito fondo con una dotazione di 10 milioni di euro per l’esercizio 2014, 30 milioni di euro per l’esercizio 2015 e di 50 milioni di euro per l’esercizio 2016, finalizzato prioritariamente a potenziare la capacità di depurazione dei reflui urbani. La Conferenza Unificata, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella seduta del 15 maggio scorso ha espresso parere favorevole in merito al riparto del fondo, che prevede per la Regione del Veneto una dotazione complessiva di 8.776.958 euro, ripartiti in 958.672 euro per l’anno 2014, 2.931.857 euro per l’anno 2015 e 4.886.428 euro per l’anno 2016”.
Il ministero dell’Ambiente ha chiesto a tutte le Regioni di dare priorità nell’individuazione degli interventi a quelli utili a risolvere procedure di contenzioso e pre-contenzioso comunitario avviate nei confronti dell’Italia per la mancata conformità dei sistemi di raccolta e depurazione delle acque reflue urbane alle disposizioni europee. “Abbiamo quindi individuato gli interventi - conclude Conte - cercando di dare risposta a questa richiesta. Inoltre, integreremo le risorse assegnate con ulteriori somme che erano nella disponibilità della Regione per un importo di 2,7 milioni”.
Gli interventi individuati saranno ora oggetto di un accordo di programma con il ministero. I depuratori da realizzare, adeguare o potenziare sono quelli di Thiene (VI), Falcade (BL), Arquà Polesine (RO), Crocetta del Montello (TV), Erbè-Sorgà (VR), Chiarano (TV), Longarone (BL); a questi si aggiungono il sistema fognario dell’Altopiano di Asiago (VI) e delle aree produttive di Fossalta di Portogruaro (VE), la condotta di collegamento all’impianto di Campomolino e reti fognarie di Gaiarine (TV).

EQUITALIA RINUNCIA ALLA RISCOSSIONE DELLE BOLLETTE ACEA

Equitalia non riscuoterà le bollette insolute di Acea Ato 2. L’accordo ipotizzato tra Acea e la società pubblica di riscossione - che lo scorso 5 dicembre aveva vinto la gara d’appalto (bando di gara Prot. Ato2/Clo/B0573) indetta da Acea per recupere il proprio credito dagli utenti morosi - non è stato sottoscritto.
La notizia del passaggio di competenze ad Equitalia aveva creato delle preoccupazioni, al punto che alcune associazioni dei consumatori (Codici e Konsumer) avevano proposto un ricorso al Tar del Lazio.
La comunicazione di Equitalia, alla rinuncia della riscossione bollette, è arrivata nel giorno in cui il TAR ha fissato l’udienza al prossimo 11 marzo.

ACQUE SPA, CERTIFICAZIONE PER GESTIONE ENERGETICA “BEST4PLUS”

L'ente di certificazione RINA nei giorni scorsi ha consegnato ufficialmente ad Acque SpA, gestore del servizio idrico integrato del Basso Valdarno, il certificato Best4 Plus. L'attestato evidenzia il raggiungimento della certificazione in gestione energetica che va ad associarsi ai quattro schemi di norma già raggiunti dal Gruppo Acque ovvero qualità, sicurezza, ambiente e responsabilità sociale, ed enfatizza il valore del sistema integrato rispetto ai diversi fattori gestiti.
Il Best4 Plus è un marchio esclusivo che a oggi è stato attribuito a sole cinque organizzazioni in Italia e per la prima volta ad un'azienda che gestisce un servizio pubblico. Il Best 4 Plus è frutto di un percorso, dell'impegno dell'Azienda e del Gruppo verso tutti i portatori d'interesse, e che ha coinvolto dipendenti, utenti, istituzioni e fornitori, al fine di raccogliere le esigenze dell'ambiente naturale e perseguirne gli obiettivi di salvaguardia. I cinque schemi sono stati integrati negli aspetti comuni, al fine di razionalizzare e ottimizzare i processi e le procedure di gestione.
In particolare, l'ultima certificazione raggiunta in tema di risparmio energetico, secondo la norma UNI CEI EN ISO 50001, ha sviluppato una politica energetica in realtà già presente nel Gruppo Acque, come testimonia la riduzione dei consumi di energia elettrica che sono passati negli ultimi tre anni, dai 91,38 milioni di kWh del 2011, agli 87,08 del 2013, favorendo così l'adozione di ulteriori piani di monitoraggio di efficienza energetica. Il fattore ambiente, già presidiato con la norma UNI EN ISO 14001, è stato ulteriormente approfondito sul piano dei consumi energetici, portando alla luce i tanti interventi realizzati e in corso di realizzazione, volti alla riduzione del loro impatto sull'ambiente stesso.
Questo riconoscimento, che certifica l'impegno di Acque SpA, si affianca al processo di registrazione EMAS di alcuni siti e impianti aziendali (come nel caso del depuratore di Pagnana a Empoli, in corso di validazione), l'accreditamento di tutti i laboratori di analisi con la norma UNI-CEI EN ISO/IEC 17025 (come già raggiunto per quello di Pontedera) e l'ulteriore certificazione "Carbonfootprint" in base alla norma ISO/TS 14067 che mira alla riduzione della produzione di anidride carbonica nel servizio idrico.

AMIANTO, TOSCANA: DATI NON PREOCCUPANTI E MONITORATI

"Il Tavolo coordinato dalla Regione e costituito per affrontare la questione dal punto di vista sanitario e scientifico ha programmato le azioni da intraprendere e prime tra queste i campionamenti delle acque. Campionamenti che ad oggi hanno dato risultati tranquillizzanti". Così gli assessori regionali a ambiente e tutela della salute, Anna Rita Bramerini e Luigi Marroni, sulla questione del cemento-amianto e la rete idrica.
"Insieme all'Ispo, l'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica - spiegano - si è fatto poi il punto sulle conoscenze in nostro possesso e sulle norme che riguardano la presenza di fibre d'amianto nelle acque per le quali le "Linee guida per la qualità dell’acqua potabile" emesse dall'Organizzazione mondiale della sanità nel 1994, e poi ribadite nel 2011, affermano che non esiste alcuna prova seria che l'ingestione di amianto sia pericolosa per la salute. A fine gennaio 2015 è previsto un nuovo incontro con l'Istituto Superiore di Sanità per la messa a punto della metodica analitica nazionale, mentre a metà gennaio è prevista la riunione del gruppo di lavoro regionale per la definizione del progetto di monitoraggio analitico e sulla rete delle condotte in cemento-amianto verranno selezionate le reti a maggiore rischio di presenza di fibre di amianto, valutate attraverso la vetustà delle condotte, l'aggressività delle acque e la portata fluente. Ciò non di meno - concludono gli assessori - abbiamo provveduto a scrivere al Ministero dell'Ambiente e a quello della Sanità per chiedere che sia fissato un valore limite di legge anche per l'amianto che ad oggi, in base alla normativa italiana, non rientra nei parametri da analizzare".

BRESCIA, QUASI DEL TUTTO ABBATTUTO IL CROMO VI

A dicembre 2014 il valore di cromo esavalente registrato nel 75% dell’acqua immessa nell’acquedotto di Brescia è risultato inferiore a 2 microgrammi/litro, concentrazione al di sotto del limite di rilevabilità delle metodiche analitiche attualmente utilizzate, mentre il 100% dell’acqua ha un valore inferiore a 3 microgrammi/litro, quantità molto al di sotto dei migliori standard normativi mondiali: è quanto hanno riferito il presidente e l’amministratore delegato di A2A, Giovanni Valotti e Valerio Camerano, il responsabile del Ciclo Idrico di A2A Mario Tomasoni, il sindaco e l’assessore all’Ambiente del Comune di Brescia, Emilio Del Bono e Luigi Fondra, presentando gli ultimi risultati relativi all’abbattimento dl cromo esavalente nell’acqua distribuita a Brescia.
Ad oggi, è stato spiegato, l’installazione del sistema di abbattimento del cromo esavalente ha riguardato 10 pozzi ed entro il 2015 sarà completata sui restanti pozzi. Gli impianti realizzati consentono la trasformazione del cromo esavalente (solubile in acqua) in cromo trivalente (insolubile in acqua), tramite l’addizione di solfato ferroso (FeSO4). Il cromo trivalente viene poi rimosso definitivamente, filtrando l’acqua su un letto di carbone attivo. È stato ricordato che per il cromo totale (comprensivo di cromo trivalente e cromo esavalente) il valore limite attuale, fissato dalle normative di riferimento, è pari a 50 microgrammi/litro, valore confermato anche nell’ultima edizione delle Guidelines for Drinking Water Quality dell’Organizzazione mondiale della sanità.
L'ammontare degli investimenti a carico del Gruppo A2A per conseguire un miglioramento nella qualità dell'acqua distribuita nella città di Brescia è di oltre 4 milioni di euro in 2 anni.

PALERMO, PER 8 MESI AMAP GESTORE NEI 52 COMUNI EX APS

L'Amap si farà carico del servizio idrico integrato nei 52 comuni della Provincia, ex Aps. E' il resoconto dell'incontro avvenuto nei giorni scorsi a Palazzo d'Orleans, dove si sono riuniti il presidente della Regione Rosario Crocetta, l'assessore all'Energia Vania Contrafatto, il presidente della commissione Affari Istituzionali Antonello Cracolici, l'Ufficio legale e legislativo della Regione; per il Comune di Palermo erano presenti il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori all'Ambiente Cesare La Piana e al Bilancio Luciano Abbonato; per la Provincia il commissario Manlio Munafò, per Amap il presidente Maria Prestigiacomo.
Nel corso dell'incontro si è convenuto che Amap, con separato ramo d'azienda, potrà gestire dal 31 gennaio questo servizio per un periodo non superiore a 8 mesi. Per tutta la durata dell'incarico dovrà essere verificata la possibilità di affidare definitivamente il servizio idrico integrato pubblico, a un gestore unico, con il coinvolgimento dei Comuni interessati della provincia.
Il Comune ha confermato la disponibilità delle sue partecipate, e in particolare dell'Amap - dopo il fallimento di Aps - a mettere a disposizione competenze, strutture e professionalità in una prospettiva di area larga. "E' evidente - ha dichiarato il sindaco Orlando, commentando positivamente l'odierno incontro - che ciò dovrà realizzarsi, dopo la disastrosa gestione privata degli anni scorsi, nel presupposto della pubblicità della gestione dell'acqua e con il necessario consenso e coinvolgimento dei Comuni interessati e nel pieno e inderogabile rispetto degli equilibri finanziari e gestionali dell'Amap".

VITERBO, ARSENICO: COMPLETATI INTERVENTI. ZINGARETTI "PROMESSA MANTENUTA"

A partire dal primo gennaio, nella provincia di Viterbo viene garantita l’erogazione di acqua depurata da arsenico. Si sono conclusi, infatti, gli interventi necessari a risolvere i problemi che avevano reso non potabili le riserve idriche della zona. Sono state terminate, inoltre, le ultime ispezioni disposte dalla Asl e dall'Arpa agli impianti di potabilizzazione delle acque per verificare l’operatività e l’efficacia del sistema nel suo insieme.
“Si tratta di una promessa mantenuta. - ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti -. La conclusione degli interventi è la prova tangibile che la Regione Lazio è in grado di rispondere alle attese dei cittadini, ora aspettiamo gli esiti delle analisi che effettueranno Asl e Arpa per voltare definitivamente pagina”.

PESCARA, ACA: DAL CONCORDATO PREVENTIVO AI RISPARMI GIA’ OTTENUTI

Riorganizzazione del personale, nuovo contratto per l’energia elettrica, recupero dei crediti, accordo con l’Ato e 8,5 mln dallo Sblocca Italia. Questi gli ingredienti della nuova stagione di Aca, il gestore idrico del pesarese presieduto da Enzo Di Baldassarre. L’ultimo bilancio è «lacrime e sangue - spiega Di Baldassarre - perché evidenzia una perdita di 8 milioni di euro ma è un’operazione di chiarezza e di credibilità da cui partire per fare pulizia. Le perdite accumulate non andranno a incidere sulle tariffe dell’acqua: non saranno aumentate».
Aca è chiamata al rispetto del concordato preventivo, un piano di salvataggio dell’azienda che insieme è un “caso pilota” perché presentato - e accolto - da un’azienda pubblica. Se il bilancio è in perdita - ragiona il presidente - è anche perché «sono stati fatti alcuni errori contabili, non sono state affrontate le possibili passività e, ad esempio, non sono state accantonate quelle somme per coprire i possibili debiti». In un anno Aca è riuscita ad accantonare 17 milioni di euro «senza far venire meno il servizio e riducendo le spese all’osso. Abbiamo un nuovo contratto per l’energia elettrica che ci permette di risparmiare un milione e 300mila all’anno, abbiamo abbattuto del 20 per cento i costi per gli appalti, ridotto i costi del personale tra cui quello dei dirigenti che da sei sono passati a tre con un risparmio di 600-700 mila euro».
L’Aca, come racconta il presidente, sta «tagliando le spese inutili da quelle più piccole, come il call-center esterno, a quelle più grandi. Una volta - aggiunge - si impiegavano 500mila euro per una condotta che serviva poche case, un prezzo assurdo perché simile a quello per un depuratore». Quei 17 milioni accantonati sono pronti per essere utilizzati per rispettare il concordato preventivo dell’Aca per cui si tornerà in tribunale il 5 febbraio.

PORDENONE, LA GESTIONE PASSA A SISTEMA AMBIENTE. 6,5 MLN PER DEPURAZIONE

Dal primo gennaio scorso, Sistema Ambiente ha assunto la gestione del servizio integrato integrato a Sacile e in altri 15 Comuni della provincia di Pordenone (per un totale di circa 110 mila utenti serviti), in precedenza affidato a Siba spa. Il passaggio di gestione ha comportato anche quello del personale in servizio: da Siba spa e Acque potabili spa a Sistema Ambiente. Il nuovo organico comprende 46 unità, rispetto alle 34 precedenti.
Sistema Ambiente sarà chiamata ad affrontare il tema della depurazione in alcuni Comuni (Sacile, Cordenons, e Porcia), sui quali pendono le condanne Ue. Il piano investimenti da realizzare prevede l'ampliamento di alcuni depuratori, per una spesa complessiva di circa 6,5 mln. Tali opere sono finanziate con contributi governativi e dovranno essere appaltate entro il 2016.
L'attuale piano d'ambito, in fase di revisione, prevede 155milioni di investimenti, nei 30 anni di concessione, che dovranno essere garantiti dai ricavi da tariffa. Tali interventi sono così distribuiti: 85milioni di euro per l'adeguamento del sistema fognario e acquedottistico e altri 70milioni di euro per sostituire le condotte obsolete.

SONDRIO, SECAM INVESTE 1,2 MLN IN DEPURAZIONE E ACQUEDOTTO

Sarà Secam - la multiutility pubblica attiva nei servizi idrici, ambientali ed energetici nella provincia di Sondrio - ad intervenire con fondi propri per gli investimenti in depurazione e acquedotto che i Comuni serviti aspettano da tempo. «Sono opere di stretta necessità, la cui realizzazione non poteva più essere ritardata - spiega il presidente della Comunità Montana di Morbegno e segretario provinciale della Lega Nord Christian Borromini -, i Comuni e la stessa Cm, con i continui tagli del Governo, non avrebbero potuto sostenere questi interventi, perciò abbiamo lavorato per reperire queste risorse, che non compaiono sul nostro bilancio 2015 ma di cui beneficerà il territorio. La cifra è importante ma lo sono ancora di più i problemi che andremo a risolvere affinché i nostri cittadini possano contare su servizi moderni ed efficienti».
Si tratta complessivamente di quasi 1,2 milioni di euro. Secam rimborserà le rate del mutuo che verrà contratto dall'ente comprensoriale per un totale di 170 mila euro.

LAGO DI GARDA, 1,4 MLN PER LE FOGNATURE DEI COMUNI RIVIERASCHI

Lavori di adeguamento delle reti fognarie lungo il lago di Garda, in otto Comuni che si affacciano sul bacino. Il piano degli interventi, ai quali la Regione Veneto partecipa con 1,4 milioni di euro, è stato presentato a Peschiera (Verona) nel corso di un incontro a cui ha partecipato l'assessore regionale all'Ambiente del Veneto Maurizio Conte.
Il contributo in questione - concesso nel 2008 ai Comuni rivieraschi del lago di Garda - serve per realizzare una serie di stralci di interventi generali di adeguamento delle reti fognarie e acquedottistiche attesi dal 2009.
Lo scorso settembre l'Autorità d'ambito veronese - Consiglio di Bacino Veronese ha trasmesso alla Regione, per conto delle amministrazioni comunali interessate, i provvedimenti con cui si approva il nuovo progetto preliminare 'Protezione e riqualificazione ambientale nell'ambito territoriale del Lago di Garda', dichiarando la disponibilità dello stesso ente a svolgere il ruolo di soggetto gestore del progetto. ''Abbiamo accolto questa proposta - osserva Conte - perché gli interventi programmati sono pienamente in linea con l'interesse dell'amministrazione regionale, in quanto risultano apportare un sostanziale e tangibile miglioramento alle reti idriche e fognarie attualmente esistenti del territorio costiero del Lago di Garda. Il contributo è stato quindi riassegnato al Consiglio di Bacino Veronese che seguirà la realizzazione dei lavori''.

AQP, MICROONDE E DRONI PER LA RICERCA DELLE PERDITE

Un innovativo sistema di ricerca delle perdite di rete e l’utilizzo di droni per la videoispezione del Canale Principale dell’acquedotto: sono le novità sperimentate dall’Acquedotto Pugliese in collaborazione con l’Università del Salento e il Politecnico di Bari, presentate nei giorni scorsi a Bari.
Si tratta del sistema SIMPLe (System for Identifying and Monitoring Pipe Leaks), brevettato dall’azienda MoniTech, spin off dell’Università del Salento, che sfrutta le microonde per localizzare le perdite in reti idriche e fognarie. La sperimentazione su larga scala di SIMPLe è il frutto di una collaborazione, avviata nel 2011, tra l’Università del Salento, il Politecnico di Bari e l’Acquedotto Pugliese. Una prima esperienza pilota è stata realizzata su una nuova rete idrica a Lecce per un’estensione di circa 10 km.
Diversamente dai sistemi tradizionali di ricerca delle perdite, spiega Acquedotto Pugliese, SIMPLe è più efficace, preciso, affidabile, economico, permette di ridurre i tempi di ispezione ed è utilizzabile in qualunque condizione di esercizio della rete (anche con scarsa pressione in rete o in presenza di rumori ambientali, aspetti che, generalmente, limitano il campo di utilizzo di altre tecniche). La tecnologia di rilevazione perdite sfrutta la propagazione di un segnale elettromagnetico, facendolo “viaggiare” attraverso “elementi sensibili” opportunamente predisposti in fase di realizzazione della rete e adattati alla topologia dell’impianto, e la relativa riflessione (cambiamento del segnale) provocata dalla presenza di acqua libera fuoriuscita dalla conduttura in seguito ad un guasto o rottura.
L’Acquedotto Pugliese ha inoltre avviato la sperimentazione di un drone in collaborazione con Grenic e Subsea Fenix, società specializzate del settore, nel Canale principale dell’acquedotto Sele-Calore, lungo 245 km, che consente di trasportare l’acqua captata dalle sorgenti del Sele e del Calore in Puglia e Basilicata. Il Canale, risalente al 1918, ha subito diversi fenomeni di dissesto e conseguenti interventi manutentivi, pertanto necessita di una costante attività di monitoraggio e controllo, sinora svolta dai tecnici dell’azienda con temporanee interruzioni del flusso idrico per consentire le visite ispettive. L’utilizzo del drone ha permesso di ispezionare un tratto di Canale di circa 3 km normalmente non assoggettabile a verifiche per ragioni di continuità operativa, senza alcuna interruzione di flusso.
La sperimentazione, afferma Acquedotto Pugliese, ha mostrato diversi vantaggi, quali l’assenza di interruzione del flusso idrico, l’alta qualità dei dati e della loro standardizzazione, la possibilità di ispezionare tratti del Canale che non sono ispezionati da tempo, quella di effettuare l’ispezioni in qualsiasi momento, nonché la riduzione dei costi di ispezione.

FVG, PRESENTATO PROGETTO TRANSFRONTALIERO HYDROKARST

"Un progetto di grande valore scientifico, che migliora la conoscenza dell'acquifero, permette di sviluppare una gestione più razionale delle risorse idriche, valorizza e tutela il Timavo-Reka, incrementando così il patrimonio di relazioni tra i tecnici con la vicina Slovenia": è la descrizione fornita dall'assessore all'Ambiente del Friuli-Venezia Giulia, Sara Vito, del progetto "Hydrokarst, L'acquifero del Carso quale risorsa idrica strategica transfrontaliera", presentato ieri all'Area Science Park di Padriciano (Trieste). Il progetto, di durata triennale e del costo di 1,05 milioni di euro, è finanziato nell'ambito del Programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e dai fondi nazionali. Partner del progetto sono l'Università degli Studi di Trieste, la Regione Friuli-Venezia Giulia, AcegasApsAmga, l'Aquedotto Carsico (Sezana) e gli Istituti sloveni di geologia, biologia e ricerca sul Carso.
La collaborazione tra i partner italiani e sloveni ha portato alla realizzazione di una base cartografica unificata e una banca dati georeferenziata di tutto il bacino del Carso Classico in Italia e Slovenia, che ha consentito nella fase successiva di elaborare le carte di vulnerabilità, determinanti per la delimitazione delle aree di salvaguardia. Il monitoraggio della rete acquedottistica di distribuzione e gli interventi per il risparmio idrico hanno permesso di promuovere i progetti di minimizzazione delle perdite, ottimizzando così i tratti poco efficienti delle reti. Nell'ambito del progetto, oltre a creare partenariati stabili tra i soggetti partecipanti, è stata attuata anche una notevole campagna d'informazione e di sensibilizzazione delle tematiche trattate attraverso pubblicazioni, un sito internet, le presentazioni e un convegno.

EMILIAMBIENTE, LA SCUOLA DELL’ACQUA PER I COMUNI SERVITI

È suonata la campanella della Scuola dell’Acqua! Il nuovo Laboratorio Didattico Permanente sul tema del ciclo idrico e della risorsa-acqua, offerto gratuitamente da EmiliAmbiente alle scuole primarie e secondarie nei Comuni parmensi serviti dall’utility, ha avuto infatti una sua anteprima con un appuntamento speciale presso la Scuola dell’Infanzia di Fidenza. I piccoli ospiti della scuola, da sempre orientata ad una particolare attenzione verso il tema ambientale, hanno potuto cimentarsi nella “Sfida all’Ultima Goccia”, un gioco con cui imparare divertendosi come si comportano gli oggetti della nostra vita quotidiana a contatto con l’elemento acqua.
A partire da febbraio, la Scuola dell’Acqua entrerà nel vivo con quasi 900 bambini e ragazzi coinvolti in visite guidate, giochi didattici, laboratori e lezioni interattive: «Nella fase di raccolta iscrizioni, che si è chiusa a fine novembre 2014 - afferma Emiliano Occhi, amministratore unico della SpA - abbiamo ricevuto la richiesta di adesione di 14 scuole di diverso ordine e grado, distribuite su 8 diversi Comuni. È l’ottimo inizio di un progetto a cui crediamo molto: per ottenere il giusto feedback e modularlo sulla base delle reali esigenze delle scuole abbiamo già in programma la costituzione di un Tavolo Didattico che possa avvalersi della partecipazione e dell’esperienza delle insegnanti coinvolte nella prima edizione del Laboratorio».

AEEGSI, OBBLIGO DI CONCILIAZIONE ESTESO A PROSUMER

Estensione del servizio conciliazione on-line anche ai prosumer, i produttori/consumatori di energia elettrica, obbligo di partecipazione per tutti i distributori, i fornitori della maggior tutela nell'elettrico e per il Gse, quest'ultimo solo per le materie regolate. Sono le principali novità introdotte dall'Autorità per l’Energia elettrica, il Gas e i Servizi idrici (Aeegsi) che dal prossimo primo luglio 2015 rafforzeranno l'operatività del servizio conciliazione on-line del Regolatore.
Per facilitare ulteriormente il raggiungimento di un accordo - precisa una nota - vengono inoltre ottimizzate alcune regole procedurali, prevedendo l'allineamento e la riduzione di diverse tempistiche.
La Conciliazione on-line è il servizio introdotto dall'Autorità per affrontare - e risolvere - del tutto gratuitamente, con l'assistenza di un mediatore formato sui temi energetici, eventuali controversie con gli operatori del settore dell’energia elettrica o del gas.

EFFICIENZA ENERGETICA, AL VIA LA CABINA DI REGIA

Il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell’Ambiente hanno dato il via alla cabina di regia per l’efficienza energetica per il coordinamento ottimale delle misure e degli interventi di efficienza energetica. Il decreto che stabilisce le modalità di funzionamento della cabina di regia è stato firmato il 9 gennaio scorso.
La cabina di regia si potrà avvalere della collaborazione dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e del Gestore servizi energetici (Gse). Tra i primi obiettivi, coordinare la rapida attuazione del programma per la riqualificazione energetica degli edifici della pubblica amministrazione centrale previsto dal decreto legislativo 102/2014, per il quale il governo ha stanziato 350 milioni di euro per il periodo 2014-2020. Attualmente, è in corso l’istruttoria dei primi 30 progetti presentati dalle amministrazioni centrali in risposta alla call chiusa il 15 ottobre 2014.
''L'efficienza energetica è la priorità di intervento della Strategia energetica nazionale (Sen)'', ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, in un messaggio inviato a un convegno organizzato nei giorni scorsi dall’Associazione Industriale Bresciana e A2A sul tema. Il ministro, che non ha potuto partecipare ai lavori, ha voluto sottolineare che ''l'efficienza energetica ha il pregio di essere lo strumento più economico per l'abbattimento delle emissioni con un ritorno positivo sugli investimenti per il paese, di accrescere la sicurezza energetica, di ridurre il deficit della bilancia commerciale e di stimolare la domanda in un momento in cui sono attive molte imprese italiane''.
Secondo il ministro ''il target nazionale di riduzione dei consumi di energia (15,5 Mtep/anno al 2020) è tra i più ambiziosi nell'Unione europea e per raggiungerlo il nostro paese ha attivato un pacchetto di interventi che nel biennio 2011-2012 ha consentito di ridurre i consumi di circa 2,32 Mtep. Riteniamo di poter conseguire l'obiettivo al 2020 - ha concluso Guidi - anche per effetto del potenziamento e dell'integrazione delle misure esistenti con quelle previste nel decreto di recepimento della direttiva sull'efficienza energetica''.

TARIFFE DISTRIBUZIONE ELETTRICA, CONSULTAZIONE V PERIODO

Con il documento di consultazione 5/2015/R/eel l'Autorità ha indicato i criteri che intende seguire per la definizione delle tariffe e della qualità dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica per il quinto periodo di regolazione che decorre dal 1 gennaio 2016. Per quanto riguarda le tariffe, il documento ipotizza un allungamento da 4 a 6 anni del periodo regolatorio. In tema di riconoscimento dei costi l’ipotesi è di fare riferimento alla spesa totale (costi operativi e sugli investimenti), attraverso l'identificazione di una baseline, la definizione di criteri di ripartizione degli scostamenti tra livelli obiettivo e livelli effettivi della spesa totale e la fissazione della quota della spesa da considerare ai fini dell'aggiornamento del capitale investito riconosciuto. Sugli obiettivi di recupero di produttività l'Autorità intende valutare ulteriori recuperi di produttività rispetto a quelli già conseguiti dalle imprese nel quarto periodo di regolazione. Prevede inoltre che il trasferimento dei benefici ai consumatori non vada oltre il termine del quinto periodo di regolazione. Sulle modalità di determinazione e aggiornamento del WACC si ipotizza l'unificazione di tutti i parametri utilizzati per i servizi regolati dei settori elettrico e gas (procedimento già di fatto avviato con delibera 597/2014/R/com), ad eccezione del parametro ß.
Sul vincolo ai ricavi ammessi è prevista un'evoluzione degli attuali schemi di regolazione tra utenti e operatori, in modo da responsabilizzare maggiormente gli operatori rispetto ai costi del servizio, introducendo possibilità di scelte regolatorie che prevedano soluzioni a più basso rischio con conseguente riduzione della remunerazione, e soluzioni a più alto rischio, le quali possono offrire livelli di remunerazione più elevati. Quanto alle tariffe per l'uso della rete il documento ipotizza di aumentare il peso delle componenti delle tariffe per l'uso delle reti legate alla potenza impegnata, lasciando ai singoli operatori la possibilità di definire opzioni tariffarie differenziate. Sulla regolazione delle connessioni l'Autorità intende valutare la definizione di un'unica disciplina dei punti di connessione, in relazione alle caratteristiche dei punti e l'introduzione di forme di flessibilità sui livelli di potenza richiesti.
In merito all'incentivazione dello sviluppo delle reti di trasmissione, l’ipotesi è introdurre meccanismi che tengano conto degli impatti effettivi sul mercato elettrico, sull'integrazione delle fonti rinnovabili e sulla sicurezza del sistema, in modo da perseguire una maggiore selettività nella remunerazione degli investimenti. Sulla distribuzione l'Autorità intende introdurre logiche di tipo output-based nel riconoscimento degli investimenti. Quanto infine al servizio di misura l'Autorità ritiene che gli investimenti connessi al rinnovo del parco di misuratori installati debbano essere effettuati seguendo logiche di selettività e debbano essere fondati su attente analisi costi-benefici Il termine ultimo per le osservazioni è il 16 febbraio 2015.

A2A: ACCORDO CON REPOWER PER LA MOBILITA' ELETTRICA A BRESCIA E MILANO

Ampliare l'utilizzo dei punti di ricarica a chi utilizza i veicoli elettrici a Milano e Brescia. Questo l'obiettivo dell'accordo siglato da A2a e Repower, che permetterà di rendere più agevole l'uso dei veicoli elettrici. Lo comunica in una nota A2a, spiegando che fino a dicembre 2015, anche i clienti Repower potranno utilizzare le colonnine di ricarica di A2a presenti nei due capoluoghi lombardi.
L'intesa punta a sostenere attivamente la mobilità elettrica, rilanciando il settore con nuovi servizi: "Oltre al valore pratico di tale accordo - spiega Marco Malaspina, direttore strategia e sviluppo business di Repower Italia - è significativo anche il messaggio che A2a e Repower mandano, mostrando un atteggiamento collaborativo finalizzato a creare un nuovo modello di servizio, in un mercato dove ci sono ancora pochi punti di riferimento."
Per Paolo Manzoni, responsabile ricerca e innovazione di A2a, si tratta di "un ulteriore passo in avanti nel percorso intrapreso dal gruppo per lo sviluppo della mobilità elettrica". Un nuovo impulso per "rendere effettiva l'interoperabilità delle infrastrutture di ricarica pubbliche e delle schede di ricarica utilizzate dai clienti finali, così da accedere a tutti gli impianti di ricarica con la medesima tessera".
L'infrastruttura pubblica di ricarica per auto elettriche realizzata a Brescia e Milano, sottolinea la nota di A2a, conta su un totale di 50 colonnine per 100 punti di ricarica e permette la ricarica veloce fino a 22 kW in trifase, consentendo alle auto di ultima generazione di ricaricarsi all'80% in circa 50 minuti. In parallelo, proseguono le installazioni di punti di ricarica privati per società di car-sharing e possessori di veicoli elettrici a beneficio della qualità dell'aria delle città.

AUTORITA’, ROADMAP PER IL SUPERAMENTO DEI PREZZI REGOLATI

Tra gli obiettivi strategici fissati dall’Autorità per l’energia per nella versione definitiva del Quadro Strategico per il 2015-2018 c’è la definizione di una “roadmap per la progressiva revisione del perimetro delle tutele di prezzo per le diverse tipologie di utenza”. L'orizzonte temporale è ampio, l'Aeegsi indica tra il 2015 e il primo semestre 2016, e precisa che la definizione sarà “da condividere con il ministero dello Sviluppo economico”.
Nella audizioni annuali dell'Authority di novembre, molti operatori avevano lamentato che nella stesura iniziale del Piano strategico non fosse ancora indicata alcuna tempistica per il superamento delle tutela di prezzo per elettricità e gas al dettaglio. Il superamento progressivo delle tutele di prezzo potrebbe essere oggetto di una norma ad hoc nel futuro Ddl sulla concorrenza, che il governo dovrebbe varare nei prossimi mesi.

E.ON, ASSETT TERMOELETTRICI ALLA CECA EPH

E.On lascia la produzione elettrica da fonti tradizionali in Italia. Il colosso energetico tedesco ha infatti venduto tutte le sue centrali a carbone e a gas al gruppo energetico ceco Energetický a Prumyslový Holding (eph). Si tratta di asset di generazione per una capacità complessiva pari a 4.500 megawatt. Tra questi, la centrale a carbone sarda di Fiume Santo da 600 MW e 3.900 megawatt di altre sei centrali a gas situate nella penisola e in Sicilia. Quasi tutti gli impianti erano stati acquistati dalla società nel 2008 nell'ambito dell'acquisizione di Endesa Italia.
Non si conosce il prezzo corrisposto, ma E.On ha spiegato di aver scelto per la vendita delle sue attività di produzione termoelettrica in Italia un soggetto "che si è pienamente impegnato per l'ulteriore sviluppo a lungo termine di questi asset, contribuendo così a garantire la sicurezza della fornitura energetica per il Paese".
Energetický a Prumyslový Holding è una società energetica integrata con sede a Praga, controllata dagli imprenditori Patrik Tkac (37%) e Daniel Kretinsky (37%), quest'ultimo noto per essere anche il presidente della squadra di calcio Sparta Praga.
La società ceca ha recentemente ampliato la sua presenza in Europa con acquisizioni in Germania e in Gran Bretagna e viene indicata tra i potenziali acquirenti della controllata slovacca di Enel Slovenske Elektrarne. L'operazione dovrebbe concludersi nel secondo trimestre di quest'anno, dopo l'approvazione della direzione Antitrust della Commissione Europea.
Le centrali cedute sono, in particolare, oltre a Fiume Santo, quelle a gas di Livorno Ferraris (VC), Tavazzano (LO), Ostiglia (MN), la CEF di Ferrara, la centrale calabrese di Scandale e quella di Trapani.
Vendute le centrali termoelettriche - le più problematiche - ora E.On dovrebbe concentrarsi sulla dismissione degli asset più appetibili, a cominciare dall’idroelettico di Terni e dal pacchetto clienti. Tra i pretendenti Erg, Hera, F2i-Edison.

ENEA, GUIDA SU ECOBONUS ED EFFICIENZA ENERGETICA

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) ha realizzato la “Guida all’efficienza per il 2015” in cui sono raccolte e spiegate le novità sugli ecobonus del 65%, nonché le scadenze e gli obblighi di legge che scattano da quest’anno per famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche in tema di efficienza energetica. La guida è disponibile online all’indirizzo efficienzaenergetica.acs.enea.it, sito curato da Enea in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico che offre informazioni sugli ecobonus e numeri di telefono per richiedere indicazioni sugli incentivi rinnovati dal governo per l’anno in corso.
Le principali innovazioni in tema di efficienza per il 2015 riguardano l’estensione degli incentivi sotto forma di detrazioni del 65% introdotta dalla legge di Stabilità e l’attuazione delle previsioni del d.lgs. 102/2014. Fra queste, in particolare, la predisposizione, in collaborazione con Enea, di un programma di intervento per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione centrale e l’obbligo di diagnosi energetica per le imprese di grandi dimensioni entro fine 2015.
Per quanto riguarda gli ecobonus, da quest’anno valgono anche per l'acquisto e la posa in opera delle schermature solari, ovvero per le spese sostenute nei prossimi 12 mesi fino a un valore massimo di 60.000 euro; saranno detraibili le spese per tende esterne, chiusure oscuranti, dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate, e in generale le schermature. Inoltre, l'ecobonus del 65% è stato ampliato alle spese per l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Le spese devono essere sostenute nei prossimi 12 mesi fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.
La legge di Stabilità rinnova anche le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni e del 65% per gli interventi di efficienza energetica. Confermata la proroga anche per gli interventi di efficientamento energetico che interessano le parti comuni degli edifici condominiali, per i quali è prevista l'agevolazione maggiorata al 65% fino al 31 dicembre 2015. Per gli interventi di riqualificazione energetica restano immutati i tetti massimi di spesa detraibili: 153.846 euro per la riqualificazione energetica; 92.307,69 euro per gli interventi sull'involucro e per l'installazione dei pannelli solari; 46.153,85 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Per tutto il 2015 resterà al 65% anche la detrazione prevista per le spese destinate agli interventi antisismici e di messa in sicurezza statica.

2015: ANNO INTERNAZIONALE DELLA LUCE, A PARIGI L’INAUGURAZIONE

Da Internet all'arte, passando per l'astronomia e la medicina, la luce è il motore delle tecnologie del futuro, così come è sempre stata un motivo conduttore della conoscenza scientifica: per questo che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2015 Anno internazionale della Luce. L'inaugurazione ufficiale dell'iniziativa è in programma il 19 gennaio a Parigi presso la sede dell'Unesco.
Se l'elettronica è stata la protagonista di uno dei principali sviluppi tecnologici del XX secolo, la scienza che studia il comportamento delle particelle di luce (fotoni) si prepara a prendere il testimone. La fotonica diventa così la scienza del futuro, destinata ad avere ricadute sempre più importanti sulle tecnologie alla base di smartphone, tablet e computer, così come dello sviluppo di tecnologie più efficienti al servizio dell’energia solare, per l'illuminazione sostenibile degli edifici. E ancora apparecchiature per le diagnosi mediche in grado di rilevare immagini sempre più precise e dettagliate.
''La luce è legata all'intero sviluppo della scienza'', osserva il presidente dell'Istituto Nazionale di Ricerca in Metrologia (Inrim), Massimo Inguscio. ''Basti pensare - aggiunge - alla luce delle galassie, che permette di risalire indietro nel tempo nella storia dell'universo, o al fatto che comprendere la natura della luce sia sempre andato di pari passo con la scienza, dalla teoria della relatività alla fisica quantistica''. Ancora la luce, prosegue Inguscio, ''ha portato all'invenzione del laser e dei led, premiati nel 2014 con il Nobel come esempio di tecnologia al servizio dell'umanità''.
Almeno mille i partecipanti che daranno il via alle celebrazioni, nella cerimonia inaugurale di Parigi. A rappresentare l'Italia, mettendo in relazione luce e arte, sarà Alessandro Farini, dell'Istituto di Ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dell'università di Firenze.
''L'illuminazione - ha detto - può modificare la percezione delle opere d'arte''. Numerosissimi gli eventi previsti in Italia, dove l'inaugurazione ufficiale dell'Anno della Luce è in programma il 26 gennaio a Torino, nella cerimonia organizzata da Inrim, Società Italiana di Fisica e Comune di Torino. Decine gli eventi in programma in tutta Italia fino al dicembre 2015.

A2A, ENTRO 2016 BRESCIA ILLUMINATA A LED

Entro il 2016 tutti i punti luce di Brescia, circa 43.000, utilizzeranno apparecchi a led grazie ad un piano di sostituzione voluto dal Comune di Brescia e realizzato da A2A. Una scelta innovativa che garantirà uguale efficienza e pari resa luminosa, un risparmio del 39% dei consumi e di 8 milioni di euro in 10 anni sulla “bolletta” del Comune di Brescia. L'ammontare degli investimenti a carico del Gruppo A2A è di 12 milioni di euro, per sostituire tutti i corpi illuminanti della città.
Grazie alla nuova illuminazione il consumo annuo pro capite verrà quasi dimezzato, passando dagli 92 kWh attuali ad una quota di 56 kWh. Nel complesso si passa da oltre 18 milioni di kWh annui - una quantità di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di 8.200 appartamenti - a 11 milioni di kWh, corrispondenti al consumo ipotetico di 5.000 appartamenti.
I nuovi corpi illuminanti, spiega A2A, garantiscono uguale prestazione luminosa rispetto alle tradizionali lampade fino ad oggi utilizzate (100 lumen/watt), ma con un migliore orientamento del fascio luminoso, oltre a un ciclo di vita molto più lungo (anche 5 volte di più rispetto alle tradizionali lampade) che, in termini di qualità del servizio e sicurezza, vuol dire meno luci guaste e spente sulle vie della città. Saranno almeno 2.500 le lampade bruciate in meno ogni anno. E con la nuova tecnologia adottata - il telecontrollo - le informazioni sulle condizioni degli impianti e su eventuali malfunzionamenti arriveranno in tempo reale consentendo di intervenire molto più rapidamente. La riduzione delle spese è garantita anche dal significativo risparmio energetico e dalla riduzione dei costi di manutenzione ordinaria e sostituzione dei led, che si distinguono per la durata, la resistenza alle vibrazioni e alle sfavorevoli condizioni atmosferiche.

TIRRENO POWER: “AIA CON PRESCRIZIONI INATTUABILI”

La nuova Aia per la centrale elettrica a carbone di Vado Ligure prevede "prescrizioni inattuabili" e "non è in alcun modo ottemperabile dalla società". Così, in una nota, Tirreno Power, la società che gestisce la centrale elettrica è sotto sequestro dal marzo 2014 per violazioni all'Aia."Prendiamo atto con sconcerto e disappunto dell'emissione del decreto del Ministero dell'Ambiente, con il quale si rilascia l'Aia per la centrale. Un provvedimento che ricalca quanto stabilito dalla conferenza dei servizi incluse alcune prescrizioni incongrue ed inattuabili, come più volte affermato dalla Società. Il paradosso della situazione è ben evidenziato dalla contemporanea emissione, sempre il 31 dicembre, anche del decreto del Ministero dello Sviluppo economico che autorizza la costruzione della copertura del carbonile. La nuova Aia non recepisce nemmeno questo provvedimento mantenendo la scadenza al marzo 2015 per un'opera colossale per la cui conclusione il decreto dello Sviluppo economico prevede 30 mesi di tempo, invece dei tre mesi concessi dalla nuova Aia. Così come permane l'obbligo dell'avviamento da subito a gas naturale, che comporta il fermo della centrale per due anni senza nessun concreto beneficio ambientale o i tempi di decorrenza delle prescrizioni che non si riferiscono alla disponibilità degli impianti, attualmente sotto sequestro, ma al rilascio dell'Aia". La società dichiara di conservare comunque "un atteggiamento di fiducia nei confronti degli impegni assunti dal Governo" e di attendere "una pronta correzione delle disposizioni di un'Aia che rende ancora più complessa una situazione già estremamente difficile e che rischia di vanificare la continuità aziendale e l'impegno profuso da Tirreno Power per salvaguardare un asset essenziale per la società, con i suoi rilevanti livelli occupazionali diretti e nell'indotto".
Per la centrale di Vado sono circa 800 i lavoratori coinvolti: 250 diretti e il resto delle società esterne. Al Governo e al Ministro dell'Ambiente l'azienda aveva espresso anche la convinzione che vi fosse "una discriminazione molto forte tra la centrale di Vado Ligure e altre centrali simili italiane.
Per il Ministro Galletti “Tirreno Power non è ferma per le prescrizioni del ministero, ma per un sequestro operato dalla magistratura”.

CRESME: SPRECHI ENERGETICI NELLE SCUOLE ITALIANE, POSSIBILE RIDURRE I CONSUMI DEL 48,8%

Spreco energetico in Italia e in particolare negli edifici scolastici. Secondo i dati contenuti nella ricerca ''Riuso03'' del Cresme, l'Italia spende 45,2 miliardi di euro ogni anno per consumi termici ed elettrici negli edifici residenziali, altri 1,3 miliardi nelle scuole e 644 milioni negli edifici pubblici.
La sfida è quindi quella di sviluppare una strategia dedicata a quei segmenti del patrimonio maggiormente ''energivori'' e capire che le risorse da destinare al risparmio energetico non devono essere considerate come spese, ma come investimenti. Si tratta, in particolare, degli edifici utilizzati per gli uffici pubblici che hanno più di 70 anni (49% del totale) e delle scuole con il vetro singolo fra quelle costruite più di 50 anni fa (35%).
Gli edifici scolastici, nel 2013, ammontano a 52.000 unità che consumano ogni anno oltre 9,6 TeraWattora tra consumi termici ed elettrici, per una spesa annua dei Circoli Didattici di circa 1,3 miliardi di euro. Il segmento più energivoro conta 10.400 edifici per un consumo di oltre 2,6 TWh pari a 351 milioni di euro annui.
Applicando un mix di interventi differenziato per zona climatica a tale patrimonio, è possibile ridurne il consumo del 48,3% facendo scendere la ''bolletta energetica'' a 181 milioni di euro annui per un risparmio di 169 milioni l'anno.
In termini complessivi, significa che intervenendo solo sul 20% degli immobili più energivori è possibile abbattere i consumi dell'intero patrimonio del 13,1%. Secondo il Cresme, un investimento di 3,6 miliardi di euro consentirebbe di abbattere i costi energetici degli edifici sottoposti a interventi di 181 milioni di euro annui (-48,3%). Il risparmio aumenta dalle zone climatiche più calde (-44,8%) a quelle più fredde (-49,8%).
Gli interventi di riqualificazione energetica si ripagherebbero in poco più di 21 anni senza incentivi e in poco più di 7 anni con una incentivazione paragonabile a quella del 65%. Ogni Kwh risparmiato costerebbe 2,7 euro e la Co2 non emessa compenserebbe quasi 100 mila nuove automobili che percorrono 25 mila km annui.

TERNA E ANIE LANCIANO IL PROGETTO “CANTIERI SICURI”

Eseguire in sicurezza i lavori necessari per garantire la massima efficienza dei circa 63.800 km della rete elettrica nazionale: questo l’oggetto del Protocollo siglato da Terna e Anie, la Federazione che riunisce le principali imprese del settore elettrotecnico ed elettronico.
Il Protocollo - il primo di questo tipo siglato da Anie con un’azienda infrastrutturale - fa seguito a quello siglato nel 2012 sulla sicurezza ambientale dei cantieri, ed è espressione di una cooperazione sinergica che mira a minimizzare i rischi attraverso l’adozione di specifiche procedure nelle attività nei cantieri. L’accordo si articola in 3 documenti tecnici, elaborati congiuntamente da Terna e Anie nel corso di oltre 30 incontri, che fissano le modalità operative dei lavori di costruzione, manutenzione e rimozione delle linee elettriche aeree della rete di trasmissione nazionale.
“Voglio esprimere grande soddisfazione - ha commentato l’Amministratore Delegato di Terna, Matteo Del Fante - anche a nome dei 3.500 lavoratori di Terna, per questo nuovo, importante traguardo che abbiamo raggiunto con la firma di questo Protocollo con Anie. Il messaggio forte che arriva da questo nuovo accordo è che per garantire sul serio la sicurezza dei lavoratori, bisogna lavorare insieme e in sinergia. Anche per questo il Protocollo di oggi è unico nel suo genere: essendo stato elaborato insieme ad Anie, non distingue più, e quindi unifica, i lavoratori di Terna e quelli Anie sul versante della sicurezza. E ci auguriamo, impegnandoci fin d’ora a promuovere anche presso tutti i 2.000 fornitori di Terna, l’adozione di regole e comportamenti rispettosi della salute e della sicurezza dei lavoratori, che il Protocollo siglato oggi possa diventare una best practice anche in altri settori e a livello nazionale”.
“Il lavoro sugli elettrodotti è peculiare: la sicurezza sul lavoro deve essere un elemento fondamentale nella gestione di tutte le aziende, ma è evidente che questo tipo di infrastruttura comporta un rischio esponenziale rispetto ad altri lavori - ha dichiarato il Presidente di ANIE, Claudio Andrea Gemme -. Proprio per questo, la nostra Federazione, d’accordo con Terna, ha sentito l’esigenza di adottare un provvedimento più stringente e più tutelante per tutti coloro che operano nel settore. L’attenzione alla componente sociale della professione e a tutte le risorse che operano nel comparto dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica costituisce d’altronde un elemento fondante della nostra Federazione e della policy interna di tutte le aziende nostre associate, da sempre particolarmente sensibili all’importanza del capitale umano: la vera ricchezza di un’impresa.”
Con questo nuovo Protocollo, Terna si impegna ad adottare delle specifiche linee guida condivise per una corretta gestione delle attività dei propri addetti, mentre Anie si obbliga a promuoverne l’applicazione anche presso le aziende associate. Inoltre, Terna e Anie hanno espresso la comune volontà di presentare i contenuti dei documenti oggi sottoscritti al Ministero del Lavoro per il riconoscimento della buona prassi di sicurezza a livello nazionale.

CAPACITY MARKET, GERMANIA CONTRARIA

Il Ministro dell'Economia e dell'Energia tedesco Sigmar Gabriel ha suscitato le accese critiche delle maggiori utility del Paese per aver affermato che alla Germania non serve un meccanismo di remunerazione della capacità elettrica. “Non avremo problemi di capacità per i prossimi cinque anni”, ha detto il vice di Gabriel, Rainer Baake, aggiungendo che il capacity market non può essere uno strumento per mantenere in funzione centrali che non guadagnano più. I produttori sono interessati ai capacity payment per poter “conservare capacità in eccesso a spese dei consumatori” ha detto per parte sua Gabriel al quotidiano Handelsblatt. Invece dei mercati della capacità, ha aggiunto il ministro, la Germania ha scelto di puntare sulla forza del mercato: “un mercato elettrico funzionante richiede reali segnali di scarsità. Mandano i necessari segnali per gli investimenti”. Ma i politici, ha proseguito, non dovrebbero introdurre i capacity market sull'onda della “codardia”, producendo aggravi di prezzo. Gabriel considera preferibile un modello basato sulla libera dinamica di mercato con l'aggiunta di un meccanismo di di riserva strategica. I commenti di Gabrie e Baake seguono di pochi giorni quelli, anch'essi scettici sull'utilità del capacity market, resi dalla cancelliera Angela Merkel in persona. Un uno-due che ha messo in allarme il mondo delle utility convenzionali in forte sofferenza negli ultimi anni. Il numero uno di E.On Johannes Teyssen durante una conferenza sull'energia organizzata dallo stesso Handelsblatt ha criticato il ministro rilevando che la “sicurezza delle forniture richiede un mercato equo e un prezzo equo”. “Ci serve un mercato della capacità” ha detto il vice a.d. di RWE Rolf Martin Schmitz, aggiungendo che “i costi reali di un capacity market sono molto bassi”. Il capacity market prevede un meccanismo di mercato per la selezione di capacità produttiva elettrica disposta a restare a disposizione del sistema elettrico in caso di necessità in cambio di un corrispettivo. Con il crollo dei prezzi dei mercati elettrici tradizionali, dovuto negli ultimi anni alla crisi dei consumi e al boom delle rinnovabili, molte utility sostengono da tempo la necessità di un evoluzione del mercato verso meccanismi di remunerazione della capacità in luogo dell'energia prodotta.

TERNI-ENERGIA, CESSIONE DEL 50% DI SOLTER E ENERGIA ALTERNATIVA A L&T CITY REAL ESTATE

TerniEnergia, attiva nei settori dell’energia da fonti rinnovabili, efficienza energetica, waste e energy management, quotata sul segmento Star di Borsa italiana e parte del gruppo Italeaf, ha sottoscritto un accordo con L&T City Real Estate Ltd, società con sede in Londra, per la cessione del 50% delle quote detenute da TerniEnergia nelle società Energia alternativa Srl e Solter Srl, titolari di impianti fotovoltaici di taglia industriale per la potenza complessiva rispettivamente di circa 13,9 MWp e circa 3,8 MWp. Il corrispettivo complessivo della cessione è pari a 7,47 milioni di euro.
L'operazione si inquadra nella nuova strategia intrapresa nel settore energetico dal gruppo TerniEnergia - come spiega un suo comunicato - che intende perseguire l'obiettivo di rafforzare le attività di energy management più innovative e di gestione industriale degli impianti di produzione energetica, attraverso la riduzione del debito e il rafforzamento delle partnership con primari investitori internazionali del settore green e renewables. L'accordo - prosegue il comunicato - permette di ridurre la posizione finanziaria netta del gruppo di circa un terzo, con impatti molto positivi sugli indicatori economici e finanziari di TerniEnergia.

TERNA A PARTECIPAZIONE CINESE (2,01%) E LANCIO OBBLIGAZIONE 1 MLD A 7 ANNI

People's Bank of China (PBOC), la banca centrale cinese, ha rafforzato la presenza in Italia con l'acquisto del 2,01% del capitale di Terna, operatore di reti per la trasmissione di energia, partecipazione che si affianca a quelle già rilevate in altre grandi società italiane.
In base alle comunicazioni sulle partecipazioni rilevanti della Consob, il 9 gennaio PBOC ha comprato il 2,01% di Terna, pacchetto che vale circa 150 milioni di euro agli attuali prezzi di Borsa.
Terna è controllata da Cassa depositi e prestiti (Cdp) attraverso Cdp Reti, holding cui fa capo anche il pacchetto di controllo della rete gas di Snam. L'anno scorso il 35% di Cdp Reti è stato ceduto per un corrispettivo di oltre 2 miliardi di euro al gruppo cinese State Grid Corporation of China, che ha ottenuto il diritto di nominare proprio rappresentante nei consigli di amministrazione delle controllate di Cdp Reti Snam e Terna. Quest’ultima ha cooptato come nuovo amministratore non esecutivo Yunpeng He, in sostituzione del consigliere dimissionario Simona Camerano, su proposta di Cdp Reti.
Terna ha anche lanciato sul mercato un’emissione obbligazionaria in Euro, a tasso fisso, per un totale di 1 miliardo di Euro, nell’ambito del proprio Programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da Euro 6.000.000.000, a cui è stato attribuito un rating “BBB” con outlook stabile da Standard and Poor’s, “(P)Baa1” con outlook stabile da Moody’s e “BBB+” con outlook stabile da Fitch.
I titoli, aventi durata pari a 7 anni e scadenza in data 2 febbraio 2022, pagheranno una cedola pari a 0,875%, saranno emessi a un prezzo pari a 99,42%, con uno spread di 52 punti base rispetto al midswap (i “Titoli”). Per i Titoli sarà presentata richiesta per l’ammissione a quotazione presso la Borsa del Lussemburgo.
L’emissione obbligazionaria, destinata ad investitori qualificati, è stata collocata da un sindacato di banche composto da Banca IMI, BofA, BNP Paribas, JP Morgan, SocGen e Unicredit in qualità di joint lead managers e joint bookrunners.
L’operazione rientra nei programmi di ottimizzazione finanziaria di Terna, a copertura delle esigenze del Piano Industriale del Gruppo.

RUBBIA: BASTA RINNOVABILI, IL FUTURO E’ NEL “ROMPERE” IL METANO

Creare energia dal metano senza produrre l'inquinante CO2: è questa la scommessa che il premio Nobel Carlo Rubbia sta portando avanti all'interno dei laboratori del Politecnico di Karlsruhe. I progressi di questa innovativa tecnica sono stati presentati dal fisico e senatore a vita in occasione della conferenza 'Energia per oggi e domani' all'Accademia Nazionale dei Lincei.
"Abbiamo sviluppato in Germania una nuova tecnologia per produrre energia da fonti fossili senza emissione di CO2", ha spiegato è Carlo Rubbia, premiato con il Nobel nel 1984 per i suoi studi nella fisica delle particelle e che da alcuni decenni ha spostato le sue attenzioni alla ricerca in campo energetico. "Si tratta di un metodo in grado di 'spaccare' il metano, detto methan cracking, dividendolo in carbonio e idrogeno. Dall'idrogeno a quel punto è possibile produrre energia senza liberare anidride carbonica mentre il carbonio 'scartato' può essere usato per altri scopi".
Il nuovo metodo messo a punto nei laboratori tedeschi potrebbe quindi rappresentare una valida alternativa di produzione di energia pulita ai più costosi metodi da fonti rinnovabili. Secondo il fisico italiano, la scelta dell'Europa di investire tutto sullo sviluppo delle rinnovabili rischia di tagliarla fuori.
"Gli Usa, e molte altre nazioni, stanno spostando i loro sforzi nello sfruttamento del gas naturale, i cui costi di estrazione sono stati abbattuti da nuove tecniche. Questo garantisce una nuova era di 'abbondanza' dove però sarà necessario trovare nuovi metodi per abbattere la CO2".
Una possibile strada potrebbe quindi arrivare dalla possibilità di 'rompere' il metano e il prossimo passo, ha aggiunto Rubbia, sarà quello di passare allo sviluppo applicativo.

TAP, IAN BRADSHAW NUOVO AD

Ian Bradshaw sarà il nuovo amministratore delegato di Trans Adriatic Pipeline AG (Tap) dal primo febbraio 2015. Lo annuncia la società in una nota. Prenderà il posto di Kjetil Tungland che tornerà in Norvegia dopo aver guidato la joint venture per oltre quattro anni.Tungland, entrato in Tap nell'aprile 2010, ha guidato il progetto che prevede la realizzazione del gasdotto che collegherà il Mar Caspio alla Puglia. Bradshaw, 34enne, arriva alla guida di Tap dal gruppo British Gas, dove ha lavorato dal 2005 in varie posizioni dirigenziali di alto livello.

MISE, NESSUNA EMERGENZA GAS, STOCCAGGI IN LINEA CON FABBISOGNO

Nessuna emergenza gas perché gli stoccaggi sono attualmente in linea con quanto programmato per soddisfare in sicurezza il fabbisogno. E' quanto si legge in una nota del Ministero dello Sviluppo Economico, che sottolinea come il Paese non corra alcun rischio per la domanda di gas, neanche in questi giorni di gran freddo.
La nota del Ministero arriva dopo che Snam Rete Gas, sul proprio sito Web, ha pubblicato una nota secondo la quale "il Ministero dello Sviluppo Economico ha dichiarato lo stato di Allarme (Alert) previsto dal Piano Emergenza in vigore, essendo stato consuntivato per il giorno gas 29/12/2014 un volume giornaliero erogato da stoccaggio superiore al 100% della Capacità di Erogazione giornaliera conferita e disponibile agli Utenti".
In relazione a questo, il Ministero dello Sviluppo "chiarisce dunque che il livello cosiddetto di 'allarme', scattato in base alle regole esistenti, significa esclusivamente che gli importatori di gas dall'estero vengono richiamati ad aumentare il livello delle importazioni - oggi molto basso - proprio per conservare il più a lungo possibile il livello di gas contenuto negli stoccaggi e garantire così la sicurezza del sistema italiano fino alla fine dell'inverno".

ENI, DESCALZI: PUNTARE SU CORRIDOIO NORD-SUD CON L’AFRICA E SULLA PRODUZIONE DOMESTICA

L'Europa, a causa dei limiti alle emissioni che si è data, in futuro avrà sempre più bisogno di gas e per averlo dovrà puntare sull'Africa, con "un corridoio Nord-Sud che è un'alternativa a quello Est-Ovest e con il mare del Nord". E' questo uno dei punti su cui l'Europa dovrebbe organizzare la propria strategia energetica, a giudizio dell'ad dell'Eni Claudio Descalzi.
Intervenendo all'incontro "L'energia del futuro. Nuove fonti e nuovi mercati per Stati Uniti ed Europa", organizzato da Aspen Institute ed Eni, Descalzi ha anche spiegato che l'Europa, per recuperare il gap che si è creato con gli Stati Uniti, dovrebbe "mettere a fattor comune tutte le proprie installazioni" e "connettere tutta la rete di trasporto e gli stoccaggi, basandosi su un quadro regolatorio comune".
Per la produzione, poi, bisognerebbe puntare prima di tutto sul mercato domestico: "Possiamo raddoppiare la produzione nazionale con un investimento tra i 15 e i 18 miliardi e penso che con le nuove regole potremmo farlo". Ma per raggiungere una vera e propria autonomia "bisogna rivolgersi all'Africa e all'area mediterranea, perché si tratta di un continente che ha molta energia e poca domanda". Bisognerebbe dunque puntare su "un corridoio Nord-Sud" che avrebbe "senso da un punto di vista industriale: pensiamo a una connessione che abbiamo avuto modo di proporre, un'alternativa virtuosa con un'energia che non è cara". Secondo Descalzi, infine, "proprio questo è il momento in cui bisogna pensare al domani, è il momento per preparare il nostro futuro".

HERA COMM MARCHE IL 100% DI ALENTO GAS

Il Gruppo Hera consolida la propria presenza in Abruzzo grazie alla gara per l’acquisizione del 100% di Alento Gas, società di vendita partecipata dal Comune di Francavilla (51%), e dai francesi di GdfSuez Energie (49%). Alento Gas, che ha conseguito nel 2013 un Margine Operativo Lordo di quasi 1 milione di euro, conta attualmente un portafoglio clienti di circa 13.000 contratti, in grado di generare circa 10 milioni di mc di gas venduto all'anno, distribuiti sul territorio comunale. Questi clienti si aggiungono agli oltre 2,1 milioni di clienti gas ed energia elettrica del Gruppo Hera.
Hera Comm Marche, società del Gruppo Hera, si è aggiudicata provvisoriamente la gara alla quale hanno partecipato altri operatori nazionali quali Prometeo, Made in Energy e Uno gas. Il prezzo di aggiudicazione, pari a 5,526 milioni di euro, è stato formulato sulla base della situazione economica, nonché della situazione finanziaria e delle riserve di patrimonio netto di Alento Gas.
Hera Comm Marche è la società del Gruppo Hera controllata da Hera Comm al 57,4% e partecipata da Marche Multiservizi (la multiutility della provincia di Pesaro-Urbino) e da Walter Sadori, storico operatore delle Marche. E’ attiva nei territori dell’Abruzzo e delle Marche, con oltre 110.000 clienti di cui circa 9.000 in Abruzzo.
Con l’acquisizione di Alento Gas, che segue quella del dicembre 2013 di Fucino Gas, il Gruppo Hera prosegue il proprio percorso di sviluppo lungo l'asse adriatico, consolidando una presenza che vede già la partnership della multiutility con diverse forze economiche del territorio.
"Per il Gruppo Hera l’acquisizione di Alento Gas rappresenta un punto importante nel proprio percorso di sviluppo, teso ad estendere la propria presenza sul mercato libero di gas ed energia elettrica nelle regioni adriatiche, area di storico insediamento", spiega Cristian Fabbri, Amministratore Delegato di Hera Comm Marche. Grazie al portafoglio clienti acquisito con Alento Gas e alla radicata presenza di agenzie Hera Comm, siamo certi potremo ulteriormente valorizzare l'assistenza post-vendita e la proposizione di servizio, potendo contare anche sull'offerta integrata del Gruppo Hera".

SNAM, SCIOLTO ILPATTO CON CDP GAS DOPO TRASFERIMENTO QUOTA TAG

Ha cessato di avere valore l'accordo di sospensione (standtill) tra Snam e Cdp Gas e Cdp su operazioni su titoli e strumenti finanziari correlati al Gruppo di San Donato Milanese, legato al contratto quadro per il trasferimento della quota di Tag (Trana Austria Gasleitung) sottoscritto a settembre. Lo si legge in una nota in cui viene spiegato che l'accordo era legato all'esecuzione del contratto stesso, avvenuta lo scorso 19 dicembre.
Snam, inoltre, ha perfezionato l'acquisto della quota (pari al 84,47% del capitale sociale, cui spetta l'89,22% dei diritti economici), detenuta da Cdp Gas in Tag. L'operazione era stata approvata dal Cda a metà settembre.

CROAZIA, CONCESSIONI PER ESPLORAZIONI OIL & GAS E PROGETTO DI RIGASSIFICAZIONE. NO DEL VENETO

Il governo croato ha deciso di affidare in concessione dieci aree del mare Adriatico per l'esplorazione di possibili campi per l'estrazione di gas e petrolio. Il consorzio tra l'americana Marathon Oil e l'austriaca Omv si è aggiudicato sette delle dieci aree concesse. Due licenze sono andate al consorzio tra la società pubblica croata Ina e l'ungherese Mol, una al consorzio tra l'Eni e l'inglese Medoil gas.
Il governo croato ha anche manifestato l’intenzione di avviare la realizzazione di un impianto di rigassificazione lungo le sue coste (sull'isola di Veglia, Krk in croato), nel nord Adriatico, vicino alla città portuale di Fiume (Rijeka). Questo progetto ha "il pieno appoggio dell'amministrazione americana". Lo ha detto in un'intervista al giornale bosniaco Dnevni Avaz, Robin Dunningan, vice sottosegretario di Stato americano, incaricata delle questione energetiche. "Con il rigassificatore la Croazia potrebbe diventare uno snodo energetico regionale e il terminal su Veglia si trova sulla lista dei progetti prioritari dell'Ue che godono del pieno appoggio degli Stati Uniti", ha spiegato.
Se da una parte dell’adriatico si dà l’ok, sulla sponda italiana si manifestano le contrarietà. La Giunta regionale del Veneto ha adottato nei giorni scorsi un provvedimento con cui confermal'assoluta contrarietà alle trivellazioni in Adriatico. "Posso dire ufficialmente - ha annunciato il presidente, Luca Zaia - che ricorreremo in tutte le sedi, convinti ed auspicando nel contempo che anche il Governo faccia altrettanto a livello nazionale"."La nostra - ha proseguito - sarà un'opposizione dura, perché riteniamo che non vadano fatte simili operazioni in un catino d'acqua com'è l'Adriatico. Abbiamo iniziato questa mattina l'iter promesso, perché si va verso la scadenza dei termini per il ricorso contro lo Sblocca-Italia".

GAZPROM, GAS RUSSO A UE ATTRAVERSO LA TURCHIA

L’Unione europea dovrà ricevere il gas russo attraverso la Turchia, realizzando le infrastrutture necessarie per collegarsi alla nuova rotta: è quanto ha dichiarato Alexei Miller, amministratore delegato del monopolista del gas russo Gazprom, in occasione di un incontro con il vicepresidente della Commissione europea per l’Unione energetica, Maros Sefrovic.
Annullato il progetto di costruzione del gasdotto South Stream, Gazprom punta tutto sulla realizzazione del Turkish Stream. Stimato in 16 miliardi di euro, il progetto South Stream, che vedeva coinvolta anche Eni, doveva collegare la Russia alla Bulgaria attraverso il mar Nero per dirigersi verso l'Europa occidentale via Serbia, Ungheria e Slovenia. Ora “il gasdotto Turkish Stream costituisce il solo itinerario attraverso il quale saranno trasportati i 63 miliardi di metri cubi di gas russo che attualmente transitano attraverso l’Ucraina”, ha chiarito Miller. "I nostri partner europei sono stati informati - ha aggiunto - e adesso il loro compito è di creare le infrastrutture del gas necessarie partendo dalla frontiera greco-turca". Il numero uno di Gazprom ha anche precisato che i tempi sono brevi e “i lavori devono cominciare subito". In caso contrario, ha aggiunto, "i volumi di gas andranno verso altri paesi".
Miller ha anche spiegato che le forniture di gas all’Unione europea attraverso l’Ucraina rischiano di subire nuove ripercussioni già questo inverno, malgrado l’accordo trovato da Mosca e Kiev per risolvere il loro contenzioso. “I rischi che riguardano il transito del gas russo attraverso l’Ucraina questo inverno rimangono, nella misura in cui l’Ucraina, a causa delle difficoltà finanziarie, non ha potuto acquistare i volumi di gas necessario a novembre e dicembre dell’anno scorso - ha dichiarato - e che le riserve di gas negli stoccaggi sotterranei sono fortemente diminuite”.
In risposta alle dichiarazioni di Miller, la Commissione europea ha fatto sapere di aver preso nota dell'annuncio di Gazprom e che "analizzerà i piani in base alla loro sostenibilità economica e fattibilità legale”, nonché le possibili conseguenze, prima di assumere una posizione finale a riguardo. Bruxelles "si aspetta in ogni caso che vengano rispettati gli obblighi derivanti dai contratti in essere", ha chiarito la portavoce per l’Energia della Commissione.

OLT, CONCLUSO LO SCARICO 100.000 METRI CUBI DI GAS

Si sono concluse nei giorni scorsi le operazioni di scarico di gas naturale liquefatto (gnl) presso l'impianto di rigassificazione Olt di Livorno, per un quantitativo pari a circa 100.000 metri cubi. L'operazione fa seguito alla gara indetta dalla Olt, nell'ambito della procedure per il servizio di Peak Shaving, che lo scorso 19 dicembre si era aggiudicata la società Gunvor International BV Amsterdam. Lo rende noto un comunicato della società Olt offshore Lng Toscana.
Il gas, stoccato presso i serbatoi del Terminale Fsru Toscana, resterà a disposizione fino al 31 marzo 2015. L'offerta di capacità di rigassificazione è comunque garantita (come risulta dalle pubblicazioni sul sito web di Olt) anche in concomitanza con il servizio di Peak Shaving.
La società Olt offshore Lng Toscana ha offerto il servizio di Peak Shaving per il secondo anno consecutivo. Il Peak Shaving è una delle misure di emergenza stabilite con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, nell'ambito del "Piano di Emergenza" per fronteggiare particolari situazioni sfavorevoli per il sistema nazionale del gas, che possono verificarsi nel periodo invernale dell'anno termico 2014-2015, e garantire la sicurezza del sistema gas in Italia.
In caso di emergenza, tale servizio permetterebbe, a partire dal 1° gennaio 2015, di immettere gas in rete - precedentemente scaricato e stoccato nei serbatoi del Terminale - con breve preavviso per far fronte a esigenze di richiesta di punta del sistema gas per un periodo limitato di tempo.
Olt offshore Lng Toscana spa. è una società partecipata da Gruppo Iren (49,07%), Gruppo E.On (48,24%) e Golar Lng (2,69%) che detiene la proprietà e la gestione commerciale del Terminale galleggiante di rigassificazione "Fsru Toscana", ormeggiato a circa 22 chilometri al largo delle coste tra Livorno e Pisa.
L'impianto è connesso alla rete nazionale attraverso un gasdotto di 36,5 km realizzato e gestito da Snam Rete Gas, per 29,5 km circa a mare e per i restanti 7 km a terra. A regime, il terminale ha una capacità di rigassificazione di 3,75 miliardi di metri cubi annui, equivalente a circa il 4% del fabbisogno nazionale.

GAS, CROLLATI I CONSUMI, AI MINIMI DAL 1998

Crollo dei consumi di gas italiani, che chiudono il 2014 sotto i livelli del 1998, soprattutto per il rovinoso e prolungato crollo della domanda termoelettrica. È quanto emerge dal servizio mensile su domanda e offerta gas della Staffetta Quotidiana, sulla base delle elaborazioni sui dati di Snam Rete Gas e del ministero dello Sviluppo economico.
Il freddo leggermente più rigido di queste ultime settimane non poteva operare un impossibile miracolo: i consumi di gas naturale italiani nel 2014 sono tornati indietro di ben 16 anni, totalizzando un valore addirittura inferiore a quello del 1998.
Secondo le elaborazioni della Staffetta Quotidiana sui dati di Snam Rete Gas, nell'anno appena concluso in Italia si sono consumati soltanto 61,4 miliardi, oltre 8 miliardi in meno rispetto al 2013, perfino più di un miliardo in meno rispetto al lontanissimo 1998 e ben 19 miliardi in meno, il 23,8%, rispetto a dieci anni fa. Il calo sul 2013 è stato del 11,6%, l'anno scorso ci si era fermati al 6,4%, mentre la flessione sul 2012 è stata del 17,3%. Numeri pesantissimi che confermano un flessione che continua ininterrottamente dal 2008, con la sola eccezione del 2010, anno caratterizzato da temperature ben al di sotto della media e di gran lunga l'anno più freddo dell'ultimo decennio, e che, appunto, non possono essere spiegati con le temperature miti che hanno caratterizzato i mesi invernali del 2014.
Il freddo, infatti, incide sui consumi residenziali e dei servizi, che rappresentano più del 40% della domanda complessiva, e che nell'anno appena trascorso hanno segnato un -14,5%, 28,8 miliardi di mc contro i 33,7 del 2013 e i 33,8 mld del 2012.
A pesare negativamente ancora una volta la domanda di gas per generare energia elettrica caratterizzata da un nuovo annus horribilis, a causa della debolezza dei consumi di elettricità e dagli spazi sempre più significativi guadagnati dalle fonti rinnovabili. La flessione è del 14,6%: 17,6 mld mc, contro i quasi 20,7 del 2013. Rispetto al 2012 il crollo è addirittura del 28,5%. Molto più contenuta invece la flessione della grande industria, che nei 12 mesi del 2014 perde solo lo 0,3% totalizzando 13,1 mld di mc (-1% sul 2012). Mentre i consumi delle automobili alimentate a metano, anche quest'anno in aumento, restano ancora troppo modesti.