ALLA SMAT DI TORINO IL PREMIO “TOP UTILITY”

Nel 2012 le imprese di servizi pubblici locali hanno superato la crisi con risultati economici e finanziari stabili o, in molti casi, addirittura in crescita. Acquedotti, aziende elettriche e del gas, aziende del comparto dei rifiuti, per esempio, hanno investito oltre 4,2 miliardi di euro, pari allo 0,3% del Prodotto interno lordo e hanno sviluppato ricavi per 130 miliardi con 130mila dipendenti. Queste cento aziende rappresentano il 66% dell’energia distribuita nel Paese, il 79% dell’acqua potabile erogata al 71% della popolazione e il 38% dei rifiuti raccolti.
Crescono nei dati economici, ma anche in quelli sociali e ambientali, e rafforzano il dialogo con i consumatori. Le loro dimensioni contano per il successo, ma non sono determinanti: alcune utility di taglia più contenuta e locale hanno avuto risultati migliori di grandi imprese quotate in Borsa.
Emerge dallo studio condotto sulle maggiori cento aziende italiane pubbliche e private dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti messe a confronto in occasione della seconda edizione della Top Utility Analisys, realizzata da Althesys in collaborazione con Federutility, Federambiente, Confservizi, Fise Assoambiente, Assoelettrica, Federchimica, Confindustria Energia, Cedec, Gse, Unioncamere, Aidi, Assocarboni, Fast, Fcs e EnergyLab, per valutare in un’ottica integrata di sostenibilità economica, finanziaria, ambientale e sociale le performance delle principali utility attive in Italia.Il confronto ha consentito di valutare le cento maggiori utility e di dare una graduatoria che valorizza le eccellenze: per qualità assoluta d’impresa è prima la Smat - l’acquedotto di Torino - seguita da due aziende idriche toscane, la Publiacqua di Firenze e Acque Spa di Empoli.
Per sostenibilità, le prime tre sono l’Edison (energia), l’Acea di Roma e l’Etra, multiutility di Bassano (Vicenza). Nella qualità della comunicazione spicca la Hera di Bologna con la lombarda A2A e l’Enel. Per innovazione è prima la toscana Publiambiente (settore rifiuti) con acquedotto Ciip di Ascoli Piceno e, terza, la società di servizi rifiuti Contarina della Marca trevisana.
Un’analisi a parte per le imprese di dimensioni minori, con fatturato sotto i 150 milioni: in testa per qualità aziendale l’acquedotto empolese Acque, l’acquedotto aretino Nuoveacque e la multiutility Marche Multiservizi di Pesaro. Queste le motivazioni dei premi.
Smat - TOP UTILITY ASSOLUTO È l’azienda che ha coniugato al meglio performance operative con costi mediamente inferiori rispetto ai competitor, investimenti elevati e con un’attenzione particolare ai rapporti con gli utenti.
Gruppo Hera - TOP UTILITY COMUNICAZIONE Considerando l’insieme dei risultati nelle diverse aree - comunicazione istituzionale, finanziaria, commerciale, marketing e sostenibilità - il Gruppo Hera nel 2012 è risultato in cima al ranking. Ottime le valutazioni per comunicazione finanziaria e on line.
Edison - TOP UTILITY SOSTENIBILITA’ Ha mostrato ottimi risultati sia sul fronte ambientale che su quello della CSR. In particolare si è distinta per i livelli molto elevati di formazione del personale e per gli indici di frequenza e gravità degli infortuni decisamente sotto la media del comparto.
Publiambiente - TOP UTILITY TECONOLOGIA E INNOVAZIONE Publiambiente ha investito molto in infrastrutture e attrezzature tecnologiche in un settore, quello dei rifiuti, che in Italia presenta ancora diverse carenze. Il comparto è l’unico tra quelli analizzati che nel 2012 ha visto una crescita degli investimenti rispetto all’anno precedente.
Acque Spa - TOP UTILITY SPECIALE PMI Lo studio ha fatto emergere un buon numero di piccole realtà locali con ottimi risultati in tutte le aree di analisi. Il premio speciale è dedicato alle local utility con ricavi al di sotto dei 150. In particolare Acque Spa si è contraddistinta per essersi classificata tra le prime società in tutte le aree analizzate dal nostro modello di valutazione.
“Per scoprire queste eccellenze - spiega l'economista Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys e coordinatore della ricerca Top Utility - abbiamo esaminato 153 parametri in cinque diverse aree di valutazione, cioè il criterio economico-finanziario, i risultati operativi e la capacità di innovazione, la sostenibilità, i clienti e lo sviluppo sul territorio, la qualità della comunicazione. Il metodo di valutazione che abbiamo adottato considera anche le dimensioni e le differenti aree di business. L’obiettivo è fornire alle imprese, alla classe dirigente ma soprattutto ai consumatori le indicazioni generali sull’andamento del settore, gli strumenti per valutare i cambiamenti, e l’obiettivo è anche premiare chi si è distinto”.






FESTIVAL DELL'ACQUA 2015 A MILANO E INTANTO…

La nuova edizione del Festival dell’Acqua sarà ospitata a Milano, in collaborazione con EXPO 2015 e nella prima settimana di ottobre.
La scaramanzia non consente di annunciare il luogo dell’evento, ma nell’attesa c’è molto da vedere: interviste, relazioni, articoli, foto e video del Festival dell'Acqua in un nuovo sito internet.
Nei giorni scorsi, infatti, sono state completate tutte le aree del sito del Festival , riorganizzandone i contenuti e mettendo a disposizione del pubblico gli interventi dei relatori sui tanti temi oggetto della manifestazione svoltasi a L'Aquila nell'ottobre scorso.
Acqua bene comune, acqua scienza e tecnica, regolazione, investimenti, diritto all'acqua, tecnologie e Mezzogiorno sono tra gli argomenti più importanti della manifestazione che nel 2013 ha visto L'Aquila sede del Festival, come espressione concreta della solidarietà del mondo dei servizi idrici ad una città che ancora sconta il dopo-terremoto.
Possibile navigare per temi e approfondirne i dettagli, grazie alla divisione in sezioni.
Inedita poi la sezione de "Il valore dell'acqua", un'originale raccolta di video-contributi da un minuto ciascuno sul tema dell'acqua, cui hanno partecipato i relatori più rilevanti del Festival. Ne emerge la trama di un settore industriale strategico per il futuro sostenibile dei nostri territori: www.festivalacqua.org

FEDERUTILITY, TOMASETTI (ACEA) E D’ASCENZI (ACOS) VICE PRESIDENTI

Con il primo Consiglio Direttivo successivo all’elezione a presidente, parte oggi ufficialmente il nuovo corso di Federutility guidata da Giovanni Valotti (A2A Spa). Il Consiglio ha infatti nominato all’unanimità i vicepresidenti, la Giunta Esecutiva Federale, il Comitato delle Quotate e il Consigliere delegato alla gestione economico-finanziaria.
Catia Tomasetti, presidente di ACEA Spa di Roma e Mauro D’Ascenzi, amministratore delegato di ACOS Spa di Novi Ligure, saranno i nuovi vicepresidenti. Tomasetti fornirà uno specifico contributo per lo sviluppo del settore idrico integrato del quale guida la maggiore azienda nazionale, inoltre, con la propria pluriennale esperienza in ambito legale, fornirà un supporto qualificato per l’evoluzione della legislazione nazionale e comunitaria in materia di servizi di pubblica utilità. D’Ascenzi sarà invece focalizzato sullo sviluppo associativo della federazione, che nei prossimi mesi prevede tappe serrate.
I membri della Giunta Esecutiva sono 14 (compresi il presidente e i vice) e hanno la “missione” di una partecipazione molto attiva alla definizione delle linee di indirizzo della federazione. Lo chiede lo stesso presidente Valotti, secondo il quale “quello dei servizi pubblici è un mondo composito, fatto di imprese, grandi e piccole, quotate e non, operanti nel mercato libero o in-house. Soltanto con organi molto inclusivi possiamo sostenere la crescita in tutti i settori, dimostrando che le differenze sono un valore e non un limite, sulla base della convinzione che il miglioramento degli standard di qualità ed efficienza siano il presupposto comune per un rafforzamento della capacità competitiva nell’interesse del cittadino”.
Questi i nomi dei 14 membri di Giunta Esecutiva: Roberto Barilli (HERA - Bologna); Roberto Banchetti (ESTRA - Prato); Nicola Costantino (ACQUEDOTTO PUGLIESE - Bari); Mauro D'Ascenzi (ACOS - Novi Ligure); Angelo Guzzo (Acque Vicentine - Vicenza); Rudi Oss (Dolomiti Energia - Rovereto); Maria Vittoria Pisante (SIBA - Milano); Maria Prestigiacomo (AMAP - Palermo); Francesco Profumo (IREN Torino); Alessandro Ramazzotti (ABBANOA - Cagliari); Paolo Romano (SMAT - Torino); Catia Tomasetti (ACEA - Roma); Riccardo Trisoldi (C.V.A. - Chatillon, Aosta); Fulvio Zugno (ASCOPIAVE - Pieve di Soligo, TV).
Il Comitato delle Quotate sarà composto - oltre che da Valotti (a2a) - da Roberto Colombo (Acsm Agam, Como); Francesco Profumo (Iren, Reggio Emilia); Catia Tomasetti (Acea, Roma); Tomaso Tommasi di Vignano (Hera, Bologna) e Fulvio Zugno (Ascopiave, Pieve di Soligo).
Giuseppe Sardu, presidente Acque spa di Empoli, ricoprirà l’incarico di Consigliere delegato alla gestione economico-finanziaria.

CONFSERVIZI, GIOVANNI VALOTTI ELETTO PRESIDENTE

Presidente di A2A e di FederUtility e prorettore dell’Università Bocconi, Valotti assume la guida della confederazione che unisce Acqua, Energia, Gas, Trasporti e Rifiuti. Presidente e Giunta lavoreranno a tappe forzate per “accelerare i processi in corso sui servizi pubblici”.
Confservizi - la confederazione formata da ASSTRA, FEDERAMBIENTE e FEDERUTILITY, che raccoglie tutte le imprese di servizi pubblici locali - ha nominato nei giorni scorsi il nuovo presidente e la nuova giunta. L’assemblea ha infatti votato il rinnovo degli organi, nominando presidente Giovanni Valotti e membri di giunta i rappresentanti indicati dalle tre federazioni: per ASSTRA, Massimo Roncucci (Tiemme Arezzo), Massimo Bettarello (ATV Verona), Luca Scalabrin (ACTV Venezia), Vincenzo Surace (Cotral Roma); per FEDERAMBIENTE Filippo Brandolini (Herambiente Bologna), Daniele Fortini (AMA Roma), Paolo Rossetti (A2A Ambiente Brescia) e Dover Scalera (Quadrifoglio Firenze); per FEDERUTILITY lo stesso Giovanni Valotti (A2A Milano), Mauro D’Ascenzi (ACOS Novi Ligure), Paolo Romano (SMAT Torino) e Catia Tomasetti (ACEA Roma).
Su proposta del neo presidente, di concerto con le Federazioni, l’Assemblea di Confservizi ha deliberato il nuovo regolamento che prevede l’azzeramento dei costi e delle indennità per il presidente e per gli organi di governo.
Valotti ha illustrato le tappe forzate che l’Assemblea si è data per la semplificazione del sistema di rappresentanza e per la valorizzazione delle imprese di servizi di pubblica utilità: “c'è una fase di cambiamento che non è dettata da noi, ma dal contesto economico e politico. Dobbiamo accelerare nel dare risposte ed elaborare proposte. Si parla di mesi, non di anni. Ho esperienza in varie aziende - piccole, medie, in-house o quotate - e nei vari settori. Sono ormai certo che la sola differenza sia tra imprese efficienti e imprese non efficienti. Che siano pubbliche, private o miste, l’importante è che siano competitive. A questo aggiungo il convincimento personale che le aziende pubbliche abbiano il dovere di dimostrare di essere più efficienti del privato, altrimenti viene meno la loro stessa ragion d’essere”.

FEDERUTILITY, ASSEMBLEA E TAVOLA ROTONDA CON COTTARELLI, MORANDO, DE VINCENTI, FASSINO E GORNO TEMPINI

Il Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli, i Viceministri dell’Economia e dello Sviluppo economico Enrico Morando e Claudio De Vincenti, il Presidente dell’Anci Piero Fassino e l’Amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti Giovanni Gorno Tempini saranno i protagonisti della Tavola rotonda da titolo “Da 8.000 a 1.000. Il futuro delle società partecipate, tra tagli alla spesa e garanzia dei servizi pubblici".
Organizzata da Federutility - e preceduta dall’Assemblea annuale della Federazione - l’incontro sarà l’occasione per conoscere da vicino l’orientamento in materia del governo.
L’appuntamento si svolgerà a Roma, presso l’Auditorium Via Veneto, a partire dalle 15.
Per ulteriori informazioni: Federutility.

FEDERUTILITY, GIOVANNI VALOTTI ELETTO PRESIDENTE

E’ Giovanni Valotti il nuovo presidente di Federutility, eletto all’unanimità dall’Assemblea della Federazione. “Ringrazio tutti gli associati per la fiducia accordatami. Da molti anni mi occupo di servizi pubblici ed è per me una sfida professionale davvero stimolante quella di accompagnare il sistema associativo in questa fase di grande cambiamento. Le utilities, per loro stessa natura, affiancano attenzione al sociale ad esigenze di competitività industriale, hanno un forte radicamento sul territorio, ma devono guardare a mercati nazionali e anche internazionali. A questo si sommano le differenze tecniche intrinseche dei settori acqua, energia elettrica e gas”.
A Roberto Bazzano - presidente uscente - ha rivolto il ringraziamento dell’intera federazione e suo personale “per il cammino svolto alla guida di Federutility in anni di formidabile mutamento nell’assetto dei servizi pubblici locali. Bazzano ha saputo seguire con pazienza e tenacia i passaggi più critici di questa transizione, lasciandoci in eredità un’associazione avviata ad interpretare ancora un ruolo strategico nel quadro economico e sociale del Paese”.
Prorettore per le relazioni istituzionali e ordinario di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche all’Università Bocconi, Giovanni Valotti ha ricoperto diversi incarichi in qualità di presidente in imprese operanti nel settore dei servizi pubblici. Ha lasciato nel mese di giugno 2014 la presidenza dell’azienda idrica MM Metropolitana Milanese S.p.a. per assumere il ruolo di Presidente del Gruppo A2A S.p.a..
“Guidare la Federazione che riunisce anime e territori diversi - ha dichiarato Valotti - richiederà una visione da regista, una squadra solida e competitiva e una grande attenzione al mutamento della società. Il mondo delle utilities è differenziato, come il nostro Paese. Ci sono aziende quotate, pubbliche, private e miste, monoservizio o pluriservizi ed enti locali che gestiscono in modo diretto. Responsabilità della Federazione è promuovere e sostenere una continua qualificazione dell’offerta, affiancando percorsi di sviluppo delle imprese fondati sul miglioramento dell’efficienza e del servizio finale al cittadino. Per fare questo - ha concluso - ,è importante puntare ad una semplificazione, attraverso l’accelerazione nel processo di creazione di una rappresentanza unica di tutto il mondo dei servizi pubblici (energia, acqua e ambiente) e, in questo modo, assicurare la valorizzazione di tutte le competenze storicamente presenti in questi settori".

TARIFFE IDRICHE, IL TAR RESPINGE I RICORSI

Il Tar della Lombardia ha rigettato i ricorsi contro il Metodo tariffario transitorio (Mtt, del. 585/2012/r/idr) dell’Aeegsi, affermando la legittimità del quadro regolatorio già delineato e sotteso all’attuale Metodo tariffario idrico (del. 643/2013/r/idr). I ricorsi erano stati avanzati dall’Associazione Acqua bene comune e Federconsumatori da un lato e dal Codacons dall’altro. Il tribunale ha chiarito che “l’analisi della normativa risultante dal referendum (da reputarsi esclusivamente abrogativo e non propositivo […]) non può essere confusa con le finalità di ordine politico o sociale - ovviamente assolutamente legittime - perseguite dalle associazioni o dai soggetti che hanno promosso il referendum stesso”. In sostanza, per il giudice amministrativo la lettura della normativa risultante dall’esito referendario del 2011 e propugnata dalle associazioni ricorrenti, oltre a porsi in palese contrasto con le norme sulla tutela della concorrenza e sull’economicità della gestione, non appare “conforme allo stato attuale della legislazione”, non essendo sufficiente una limitata “abrogazione della norma che garantiva una remunerazione del capitale “adeguata”, vale a dire certa […]”.
Il Tar ribadisce inoltre che “il servizio idrico integrato deve essere qualificato come servizio di interesse economico (secondo la definizione di cui alla nota sentenza della Corte Costituzionale n. 325/2000), caratterizzato, quanto ai profili tariffari, dalla necessità della copertura integrale dei costi”, che includono anche quelli di investimento del capitale proprio, poiché determina un rischio di impresa assimilabile a quello derivante dall’impiego di capitale di debito.
L’esclusione dal servizio idrico della “logica del profitto” - così come contenuto nella sentenza 26/2011 della Corte Costituzionale di ammissibilità del referendum abrogativo - per il giudice amministrativo non inficia la natura economica del servizio, soggetto alle regole sulla concorrenza e al principio di integrale copertura dei costi, così come ribadito più volte dalla stessa Consulta.
Infine il Tar ha respinto il ricorso relativamente al meccanismo di determinazione degli oneri finanziari secondo il modello dei costi standardizzati, riconoscendolo legittimo oltre che preferibile, in quanto un meccanismo a piè di lista potrebbe trasferire sull’utenza le inefficienze dei gestori.

SUPERUTILITY DEL NORD: PER FASSINO E PISAPIA E’ FATTIBILE, DEL BONO FRENA

Una riflessione a più voci - quelle degli azionisti pubblici - attorno al futuro delle utility controllate, destinatarie di misure governative di riassetto, di riorganizzazione nei servizi pubblici locali e di ipotesi di accorpamenti, con la cosiddetta “superutility”.
Per il sindaco di Torino Piero Fassino "si sta riproponendo il tema di creare in Italia delle superutility. Il problema è quello della polverizzazione, tenendo conto che in Italia ci sono 4 big che operano nel campo dell'energia, 30 società medie e centinaia e centinaia di società piccolissime. Serve un processo di riaggregazione e di riorganizzazione".
Per Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, “è indubbio che grandi società come A2A e Iren e altre grandi multiutilities dovranno avere sempre di più avere la forza e la capacità di una presenza sul mercato nazionale e internazionale. Ipotesi che abbiano un orizzonte industriale più ampio devono essere approfondite senza tabù e senza pregiudizi. Su questo - ha aggiunto Pisapia - è utile che i CdA inizino a confrontarsi per raggiungere un obiettivo che rafforzerebbe le società e darebbe occasioni di sviluppo e nuova occupazione nell'interesse delle aziende e dei cittadini. Lo studio di aggregazione tra A2A e Iren si potrà riprendere e approfondire non appena sarà portata a termine la cessione delle quote di A2A già deliberata dai Comuni di Milano e Brescia".
Più cauta la posizione del sindaco di Brescia Emilio Del Bono che preferisce un rafforzamento dell’azienda “come player lombardo, guardando per esempio a Linea Group per sviluppare forme di collaborazione o anche di più”.

BLUE BOOK, 20 ANNI DI RITARDI E BASSI INVESTIMENTI

Non sono bastati venti anni per attuare la prima legge quadro italiana sui servizi idrici, né l’assetto raggiunto è stato in grado di supportare un settore industriale tanto delicato quanto strategico. Si può sintetizzare così il rapporto economico - statistico della Fondazione Utilitatis “Blue Book. I dati sul servizio idrico integrato in Italia”. Giunto all’VIII edizione, lo studio è stato presentato nei giorni scorsi a Roma, alla presenza - tra gli altri - del Viceministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, del Presidente dell’Aeegsi Guido Bortoni, e del responsabile dell'Unità di missione di Palazzo Chigi per il contrasto all'emergenza idrogeologica Erasmo D’Angelis.
Il Blue Book ha fotografato la mappa delle gestioni e degli affidamenti in Italia, rilevando come il 25% dei Comuni gestisca ancora il servizio in economia e il 19% è servito da gestioni obsolete o perennemente transitorie. Solo il 70% della popolazione è servito da affidamenti conformi allo spirito della legge, che prevedeva gestioni d’ambito e tariffe a supporto degli investimenti. Al contrario, il livello degli investimenti in Italia rimane tra i più bassi in Europa: circa 30euro per abitante, contro un media di 80 euro per abitante.
Per il Viceministro De Vincenti ''c'è molta strada da fare per superare la frammentazione e arrivare a una gestione efficiente. Il problema che abbiamo oggi è portare fino in fondo l'aggregazione e l'economia di scala. Inoltre abbiamo bisogno in questo settore, dove la proprietà delle reti è giustamente in mano pubblica, di finanziamenti strutturali''.
Per Erasmo D'Angelis, responsabile dell'Unità di missione di Palazzo Chigi per il contrasto all'emergenza idrogeologica (che ha anche annunciato un protocollo d'intesa con Federutility e le utility su questo fronte specifico) "va fatto un punto zero. Dobbiamo riuscire a fare in modo che il pubblico sia in grado di risolvere le emergenze. Non possiamo ripetere, con la partita della depurazione, la figuraccia internazionale fatta con la spazzatura di Napoli".
Rivendica il “coraggio” messo in campo con il metodo tariffario idrico il presidente dell’Aeegsi Guido Bortoni, per il quale “abbiamo pensato a schemi regolatori che pensassero alla situazione territoriale e agli obiettivi specifici da raggiungere”. ''Il Tar della Lombardia - prosegue Bortoni a proposito della sentenza che ha confermato l’impianto tariffario dell’Autorità - ha sancito la legittimità del nostro metodo tariffario: un punto in più a quanto fatto. Il settore idrico ha bisogno da decenni al recupero di credibilità. Siamo sulla buona strada''.
Per il Vice Presidente di Federutility Mauro D’Ascenzi viene confermata la ''necessità di investimenti per 5 miliardi all'anno per almeno 20 anni” e per il dg Massimiliano Bianco "la priorità va data proprio a fognature e depurazione".
Il Blue Book sarà venduto in versione elettronica, collegandosi al sito Fondazione Utilitatis.

ACEA: CATIA TOMASETTI PRESIDENTE E NUOVO CDA RIDOTTO

L’Assemblea, con il 67,90% dei voti favorevoli, il 31,96% dei contrari e lo 0,13% degli astenuti l'Assemblea degli azionisti di Acea ha votato anche la riduzione dei membri del Cda portandoli da 9 a 7. L’Assemblea è infatti chiamata ad approvare, oltre al bilancio 2013, la riduzione e la nuova composizione del Cda, come proposto dall’azionista pubblico di maggioranza. Tra i contrari, il rappresentante di Ondeo Italia (Suez Environnement, con il 12,473%) e il gruppo Caltagirone (con il 15,856%).
In apertura di Assemblea, il sindaco di Roma Ignazio Marino, ha ripercorso le ragioni della proposta capitolina di riduzione del Cda “volta a perseguire gli obiettivi di razionalizzazione della governance e contenimento dei costi” e “in linea con il codice di autodisciplina per le societa' quotate in borsa. Si tratta - ha precisato Marino - di una scelta coerente con gli interventi di governance gia' adottati nelle societa' controllate da Roma Capitale sin dall'inizio del mandato dell'attuale amministrazione". Il nuovo Cda di Acea- ha proseguito Marino "costerà circa il 30% in meno del totale di quello che è costato fino a oggi”.
Per Marino “la funzione del CdA di una società quotata in borsa” è insieme “garantire il massimo profitto per i soci” e “garantire a noi romani, e a tutti gli utenti, un'eccellente qualità del servizio”. “Tutte le scelte che si propongono, dunque, in tema di riduzione dei componenti, di criteri di scelta e di compenso del CdA vanno proprio nella direzione di contemplare entrambi gli obiettivi sopra esposti".

COLLEGATO AMBIENTALE, FEDERUTILITY: “INVESTIMENTI, GOVERNANCE E AGGREGAZIONI”

“Profondo apprezzamento” per l’istituzione del Fondo di garanzia, attenzione ai ritardi infrastrutturali che rischiano di costarci multe comunitarie salatissime e “approccio industriale al settore, favorendo le aggregazioni”. Così Federutility nell’audizione in Commissione Ambiente alla Camera, dove è in discussione il collegato ambientale alla legge di stabilità (Ac 2093).
Davanti ai Commissari, Federutility ha sottolineato la necessità stringente di “realizzare programmi di crescita, efficientamento e miglioramento delle infrastrutture, tali da tradurre la relativa spesa in un moltiplicatore di opportunità e benessere per tutta la collettività”. Nel sottolineare il ruolo anticiclico degli investimenti nel settore idrico, Federutility ha stimato che per ogni miliardo speso nel servizio idrico si determina un aumento occupazionale di 15/20mila unità, oltre al gettito fiscale generato. In quest’ottica Federutility vede nel Fondo di garanzia previsto dal collegato ambientale, “un primo importantissimo passo verso il rilancio degli investimenti”. Tra gli interventi di maggiore urgenza, quelli relativi al comparto fognario e depurativo, viste le condanne già emesse dalla Corte di Giustizia Ue per inadempienza rispetto agli obblighi di trattamento dei reflui. “La penalità di mora - ha precisato Federutility ai parlamentari - può giungere fino a 715.000 euro per ogni giorno di ritardo nell’adeguamento”, cui potrebbero aggiungersi una sanzione forfettaria e la sospensione dei finanziamenti europei.
La Federazione richiama poi il ritardo italiano nell’attuazione della governance distrettuale (con relativa procedura di infrazione comunitaria) per cui è urgente “l’individuazione di un unico riferimento istituzionale (Autorità di bacino distrettuale) e pianificatorio (Piano di gestione)”, come prescritto dalla direttiva quadro (Dir. 2000/60/cee). Positiva la “revisione delle delimitazioni distrettuali”, che prevede complessivamente 7 distretti.
Sul servizio idrico integrato - che conta 2.200 gestori, di cui 1.900 sono Comuni con gestione diretta -, Federutility auspica il “completamento delle procedure di affidamento per ambito territoriale ottimale” (come evidenziato nel Def 2014), sottolineando tuttavia come “la dimensione ottimale, sia dal punto di vista istituzionale, sia (a tendere) per la gestione operativa, è certamente almeno quella regionale se non addirittura di distretto idrografico”. In tal senso, la Federazione auspica un intervento teso a “favorire le aggregazioni degli operatori a livello quanto meno di Ambito territoriale”, attraverso un meccanismo premiale nei confronti degli enti locali proprietari.
Infine, sul tema della morosità - la cui gestione è affidata all’Aeegsi - Federutility sottolinea la necessità che “il quantitativo dei acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di fornitura d’acqua per gli utenti morosi” sai limitato agli utenti domestici in condizioni economico-sociali disagiate, in modo da evitare strumentalizzazioni.

ACQUA ED ENERGIA, APPUNTAMENTO DOPPIO: PRESENTAZIONE BLUE BOOK E LIGHT LUNCH PER FESTIVAL DELL’ENERGIA

Uno dedicato ai servizi idrici, con la presentazione del Blue Book, giunto ormai all’VIII edizione; l’altro, al mondo dell’energia e in particolare all’illuminazione pubblica, all’interno del nuovo appuntamento del Festival dell’energia. Sono i due prossimi eventi promossi da Federutility per il mese di maggio.
Mercoledì 14 maggio a Roma (presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari, Roma, via Campo Marzio 78) verrà presentata l’VIII edizione del “Blue Book. I dati sul Servizio Idrico Integrato in Italia”, a cura della Fondazione Utilitatis. Lo studio - svolto con il sostegno e la collaborazione di Anea (Associazione Nazionale Autorità e Enti di Ambito) e di Federutility - ha analizzato i maggiori dati economico finanziari del comparto idrico, a partire dal valore della produzione, dal fabbisogno per investimenti e dai costi sostenuti, sulla base dei dati di bilancio dei gestori. L’illustrazione della ricerca sarà seguita da una Tavola rotonda, cui prenderanno parte - tra gli altri - Erasmo D’Angelis (Responsabile Unità di missione di Palazzo Chigi su Dissesto idrogeologico), Ermete Realacci (presidente Commissione Ambiente della Camera dei Deputati) e Guido Bortoni (Presidente di Aeegsi). Le conclusioni saranno affidate al Viceministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti. Ai presenti, sarà consegnata versione cartacea del volume, successivamente acquistabile soltanto nella versione e-book.
Per quanto riguarda il settore energetico, Federutility - che anche quest’anno sostiene il Festival dell’Energia (Milano 15 - 17 maggio) - propone l’evento di venerdì 16 maggio, alle ore 13: un “LIGHT lunch” per parlare in modo originale di illuminazione pubblica e degli aspetti che la collegano all’efficienza energetica, ai costi per gli enti locali, alla mobilità, alla sicurezza dei cittadini ed alla valorizzazione delle città d’arte.
Per informazioni e iscrizioni: Federutility.

SIGLATO IL RINNOVO CCNL GAS ACQUA

“È un risultato importante da molti punti di vista, anche rispetto alle indicazioni dell’Autorità dell’energia in materia di produttività, che pone fine alle incertezze sulla natura pubblica o privata del lavoro legato alla pubblica utilità, caratterizzato da una forte componente industriale. È sicuramente un contratto più moderno, che tiene conto del contesto economico e della realtà operativa”.
Con queste parole Massimiliano Bianco (direttore generale di Federutility) e Adolfo Spaziani (che nello stesso ruolo diede avvio alla trattativa) hanno commentato la sigla per il rinnovo del contratto gas acqua, che interessa oltre quarantamila addetti, giunto dopo una lunga e tormentata trattativa.
A firmare il CCNL, le associazioni datoriali Anigas, Anfida, Assogas, Confindustria energia, Federestrattiva e Federutility e le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.
Si tratta di un’intesa innovativa che conclude un lungo percorso per superare differenziali normativi ed economici derivanti da storie contrattuali differenti tra il settore pubblico e privato.
Un obiettivo particolarmente importante per il settore gas interessato dalle gare per il rinnovo delle concessioni per l'attività di distribuzione.
Modifiche importanti hanno riguardato il superamento definitivo degli automatismi retributivi, come gli scatti di anzianità e della reperibilità che consentirà di migliorare il servizio ed in particolare la sicurezza ai clienti. In materia di mercato del lavoro l'intesa sull'apprendistato favorirà l'ingresso di giovani attraverso un percorso formativo qualificato.
Per la parte economica l'accordo consente la tutela il potere di acquisto dei lavoratori e destina una quota importante di risorse anche al salario di produttività da legare in azienda a concreti obiettivi di miglioramento del servizio.
Secondo Federutility “il nuovo clima nel rapporto tra le parti sociali è auspicabile che costituisca un supporto importante per la gestione dei processi di ristrutturazione delle imprese, impattate dalla difficile congiuntura economica e dalla forte spinta all'efficientamento richiesta dall'Autorità di regolazione dei mercati e dall'avvio della stagione delle gare gas".

WWD 2014. D’ASCENZI: L’ACQUA NON E’ L’ORO BLU, UN CITTADINO SU TRE SCARICA IN MARE

“Oro blu, equilibrio mondiale con i Paesi in via di sviluppo, acquedotti colabrodo e rispetto per Sorella Acqua. In occasione della Giornata Mondiale dell’acqua sono quasi sempre questi i temi ricordati. In Italia sarebbe bene concentrarsi, sulle nostre vere emergenze: un cittadino su quattro non è collegato alle fognature e un cittadino su tre scarica direttamente i liquami a mare, senza passare per la depurazione. Riconoscere valore all’acqua, significa prendersene cura con i fatti”. È questo il messaggio che Mauro D’Ascenzi - vicepresidente di Federutility - ha lanciato in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2014.
“La mia provocazione è per spiegare che ogni Paese, in relazione all’acqua, ha una necessità differente. Da noi c’è un’urgenza sulla depurazione per il cronico ritardo che abbiamo verso l’UE. Una ritardo che ci costerà 700 milioni l’anno di sanzioni dalla Corte UE, se non ci sbrighiamo a costruire depuratori”.
“Nei Paesi OCSE più evoluti del nostro - dove per ciascun abitante si investono 80 euro l’anno dedicati al servizio idrico, con punte di 160 euro/anno in Danimarca contro i nostri 30 euro/anno - le necessità sono meno ingenti, le reti idriche perdono di meno e gli standard ambientali sono rispettati. Nei Paesi in via di sviluppo ci si deve concentrare sull’approvvigionamento e molte aziende italiane potrebbero contribuire alla realizzazione di acquedotti e di infrastrutture se venisse riconosciuto - come chiediamo da tempo - l’accantonamento dell’1% delle bollette a favore delle iniziative di cooperazione internazionale. Non beneficienza, progetti industriali”.
L’acqua è un valore - ha ricordato D’Ascenzi - ma spesso le nostre istituzioni, la politica e le associazioni, si limitano ad affermarlo più a parole che nei fatti. Riconoscere valore all’acqua significa prendersene cura, realizzando 3 miliardi all’anno di investimenti per i prossimi 20 anni, concentrandosi sulla depurazione delle acque che scarichiamo per non lasciare ai nostri figli un mostruoso debito ambientale”.

METODO TARIFFARIO TRANSITORIO, IL TAR RINVIA L’UDIENZA AL 20 FEBBRAIO

Il Tar della Lombardia ha rinviato la discussione sul ricorso presentato dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua e da Federconsumatori contro la delibera 585/2012/R/idr di approvazione del Metodo Tariffario Transitorio per i servizi idrici, che vede coinvolti quali controparti, oltre all’AEEG, anche il Ministero dell’Ambiente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alcuni Enti d’Ambito e diversi gestori. Federutility è intervenuta ad adiuvandum nel procedimento a tutela degli interessi delle proprie Associate.
La discussione è stata rinviata al 20 febbraio.

TERMOELETTRICO, ANCHE FEDERUTILITY DA ZANONATO PER “TAVOLO PERMANENTE

Al via il Tavolo permanente sul termoelettrico tra sindacati, Assoelettrica e Federutility da un lato e il governo dall’altro, con l’obiettivo di affrontare e ricercare soluzioni alla crisi del settore. Questo il risultato dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi tra i rappresentanti del settore con il Ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, al quale era già stata recapitata nei mesi scorsi una lettera congiunta relativa alla crisi del settore, caratterizzato da un calo di consumi che non accenna a diminuire (-4% a gennaio 2014 rispetto all’anno scorso; Terna) e le conseguenze sul piano occupazionale che inevitabilmente potrebbero ricadere su imprese e lavoratori.
Per Adolfo Spaziani, coordinatore per Federutility al Tavolo, “l’obiettivo è quello di perseguire congiuntamente politiche di efficientamento del mercato elettrico, anche rivedendone la struttura in chiave di sviluppo. Più in dettaglio, occorre individuare soluzioni alla crisi della produzione termoelettrica evitando di penalizzare impianti ad alta efficienza, in grado mdi garantire la sicurezza del sistema Infine, al governo è rivolta la richiesta di favorire politiche per una maggiore penetrazione del vettore elettrico, anche supportando il processo di revisione della struttura tariffaria avviata dall’Autorità. Operazione - conclude Spaziani - da realizzarsi in tempi brevi”.

SEMESTRE UE, GOZI: “SFORZO STRAORDINARIO PER ABBATTERE LE INFRAZIONI ITALIANE”. RENZI SU G7 ENERGIA

"Vogliamo cambiare l'Europa e non possiamo non fare uno sforzo straordinario per abbattere il numero di infrazioni che tra l'altro costano svariati milioni di euro l'anno" al Paese. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi, coordinatore del Comitato interministeriale per gli Affari europei in vista del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea, cui partecipano - tra gli altri - i ministri Federica Mogherini (Esteri), Pier Carlo Padoan (Economia), Andrea Orlando (Giustizia), Stefania Giannini (Istruzione) e Maria Carmela Lanzetta (Politiche regionali).
Nell’incontro del 4 giugno, presente anche il presidente dell'assemblea delle Regioni Vasco Errani, il Comitato ha lavorato su due documenti, uno più politico e l'altro più tecnico, con i contributi di tutti i dicasteri sugli obiettivi del semestre. Documenti che poi verranno sottoposti al premier Renzi che li valuterà. All'Odg del Comitato c'era anche la questione delle procedure di infrazione cui è sottoposto il nostro Paese a livello comunitario, tema molto importante per le aziende del settore idrico, impegnate nel settore della depurazione.
Nella stessa giornata l’energia è stata al centro dell’apertura del G7 a Bruxelles cui ha partecipato il premier Renzi parlando - con gli altri leader europei ed il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama - di gas, energie rinnovabili e scenari futuri. Temi che erano stati al centro del vertice interministeriale - presieduto da Federica Guidi - svoltosi a Roma nelle scorse settimane. Le conclusioni di quel vertice potrebbero essere l’inizio di una strategia globale di diversificazione delle fonti energetiche. Nel documento frutto del meeting di Roma, Giappone e Regno Unito, Stati Uniti e Italia, Canada, Germania e Francia concordano sul fatto che l’energia «non dovrebbe mai essere utilizzata come mezzo di coercizione politica o come una minaccia alla sicurezza» di un Paese, insistono sulla necessità di «una diversificazione delle fonti e delle rotte dell’energia», chiedono ai Paesi del G7 di simulare «piani di emergenza energetica» per il prossimo inverno, pianificano uno scenario in cui il ruolo della Russia viene contenuto da un maggiore coordinamento internazionale, «sostenendo gli sforzi della Ue nell’identificare possibili punti di contatto» fra le infrastrutture esistenti ed impianti di rigassificazione.

TOP UTILITY AWARD, L’ECCELLENZA DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI: ROMA, 25 FEBBRAIO

TOP UTILITY AWARD, L’ECCELLENZA DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI: ROMA, 25 FEBBRAIO
Il premio Top Utility alle quattro migliori aziende italiane dei servizi pubblici locali sarà assegnato a Roma il prossimo 25 febbraio (Sala del Tempio di Adriano, ore 9). Giunto alla seconda edizione, la selezione avverrà su una platea di 100 aziende analizzate dagli economisti di Althesys che hanno diffuso in anteprima il dato comparativo relativo ai fatturati a livello europeo. “Le prime dodici utility italiane - commenta il direttore scientifico di TOP UTILITY, Alessandro Marangoni (Althesys) - in termini di Ebitda sul fatturato hanno un valore medio superiore al 20%, mentre il dato delle top 12 europee si ferma al 15,7% nonostante le dimensioni molto superiori. Secondo le nostre analisi per TOP UTILITY, l’insieme delle 100 maggiori aziende di servizi pubblici locali fattura 130,5 miliardi e ha circa 130.000 addetti”.
La premiazione - che sarà preceduta dalla presentazione delle performance aziendali da parte di Marangoni - avverrà all’interno di una cornice più ampia, nella quale si svolgerà una riflessione a più voci sullo stato dei servizi pubblici e sulle performance delle Utility. Saranno presenti, coordinati da Gianni Trovati (Sole 24 ore): Franco Bassanini (Presidente, Cassa Depositi e Prestiti), Alessandro Cosimi (Sindaco di Livorno - ANCI), Giancarlo Cremonesi (presidente Confservizi e Camera di Commercio di Roma), Graziano Delrio (Ministro Affari Regionali e Autonomie), Luigi Casero (Vice Ministro dell'Economia e delle Finanze), Erasmo D’Angelis (Sottosegretario, Ministero delle Infrastrutture), Claudio De Vincenti (Sottosegretario, Ministero dello Sviluppo Economico).

CORTE DEI CONTI, INDAGINE SULLE PARTECIPATE: I SERVIZI PUBBLICI LOCALI SONO IL 33% DEL TOTALE MA PRODUCONO IL 69% DELLA RICCHEZZA

La Relazione della Corte dei Conti sugli organismi partecipati dagli enti locali ha contato (alla data del 18 aprile 2014) 7.472 organismi partecipati dai Comuni. Solo il 20,81% degli enti (1.684 su 8.092, corrispondenti al 9,44% della popolazione nazionale) non è in possesso di partecipazioni in società/organismi. Il quadro di sintesi rappresentato nell’indagine svolta dalla Sezione delle Autonomie, che si è avvalsa anche dei dati e delle informazioni raccolti dalle Sezioni regionali, ha esaminato i dati di bilancio ponendoli in relazione con i flussi finanziari erogati dai soggetti pubblici partecipanti/controllanti.
L’indagine della Corte dei Conti ha distinto tra organismi operanti nei servizi pubblici locali e organismi strumentali: i primi sono solo il 33,86% del totale e rappresentano il 69,15% del valore della produzione; i secondi sono il 66,14% del totale e rientrano nelle diversificate attività definite come “strumentali” agli enti pubblici.
Nei 1.521 organismi a totale partecipazione pubblica, con uno o più soci, emerge la netta prevalenza degli affidamenti in house.
I giudici contabili hanno analizzato la natura e la consistenza dei contratti di servizio, quale strumento privilegiato con il quale gli enti affidanti esercitano il potere di vigilanza e di controllo sugli organismi partecipati/controllati. Tra le erogazioni degli enti proprietari nei confronti degli organismi partecipati, rilevano anche i trasferimenti (in conto esercizio, straordinari e in conto capitale), gli oneri per copertura delle perdite (mediante spesa corrente o aumenti di capitale, anche per ricapitalizzazioni), nonché gli aumenti/acquisizioni di capitale per cause diverse dal ripiano delle perdite.

CONGRESSO CGIL, SPAZIANI: “SUI SERVIZI PUBBLICI MESSAGGI IMPORTANTI”

“La relazione del segretario Camusso appare condivisibile in molte parti ed in particolare nei passaggi in cui si invita alla maggior partecipazione, alla condivisione di responsabilità e alla difesa dell'accordo sulla rappresentanza sottoscritto anche da Confservizi. Nel nostro comparto, quello dei servizi pubblici locali, sono fondamentali gli appelli che la CGIL ha lanciato sui temi dei rifiuti, dell’acqua e più in generale dei meccanismi che regolano gli appalti”. Adolfo Spaziani, responsabile delle relazioni sindacali di Confservizi - la confederazione che riunisce i servizi pubblici locali rappresentati da Asstra, Federambiente e Federutility - commenta così la relazione con la quale il segretario Susanna Camusso ha aperto il XVII Congresso della CGIL a Rimini.
“È condivisibile ad esempio - continua Spaziani - l’intenzione di affrontare le gravi condizioni del settore dei rifiuti, cogliendo il riordino del settore come opportunità di sviluppo economico e tutela della legalità. Per quanto riguarda l’acqua, all’importante richiamo di tutela pubblica della risorsa, deve aggiungersi un impegno congiunto di governo, imprese e parti sociali, affinché il diritto di accesso all’acqua e la tutela dell’ambiente siano tradotti in investimenti, senza i quali lasceremo sulle future generazioni un pesante debito ambientale”.
Spaziani ha infine posto l’accento sul meccanismo degli appalti, anche questo toccato dal segretario della CGIL: “anche per le imprese di servizi pubblici è ormai un’assoluta necessità affrontare il tema degli appalti, le cui logiche di selezione mediante offerte al massimo ribasso hanno prodotto meccanismi distorsivi che facilitano l’infiltrazione di soggetti industriali talvolta ai limiti della legalità”.

ACQUA, METODO TARIFFARIO: IL TAR DECIDERA’ SUI RICORSI, FEDERUTILITY “AD ADIUVANDUM”

Entro gennaio si aprirà l’udienza preliminare relativa al ricorso di Federconsumatori e del Comitato Acque Bene Comune contro la delibera Aeeg 585/2012/R/idr di approvazione del Metodo Tariffario Transitorio per i servizi idrici. Come controparti, sono coinvolti - oltre all’Aeeg - anche il Ministero dell’Ambiente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alcuni Enti d’Ambito e diversi Gestori, cui si aggiunge Federutility ad adiuvandum.
Il ricorso proposto dalle Associazioni si basa sull’interpretazione che vorrebbe il servizio idrico - a seguito del referendum che ha cancellato la voce di “remunerazione del capitale investito” - finanziato direttamente dallo Stato e gestito da soggetti di diritto pubblico.
Per i gestori invece, il servizio idrico si conferma - anche a seguito della sentenza della Corte Costituzionale (24/2011) - come servizio a rilevanza economica, cui si applica il principio comunitario del full cost recovery. In caso di “nazionalizzazione del servizio idrico”, lo Stato dovrebbe rimborsare tutte le opere realizzate direttamente dai Gestori e indennizzarli per la cessione anticipata delle concessioni in essere; oltre a provvedere direttamente alla gestione del servizio.

TOP UTILITY AWARD, L’ITALIA SORPASSA L’EUROPA: APPUNTAMENTO IL 25 FEBBRAIO

Le public utility italiane registrano risultati economici migliori dei principali concorrenti europei. Questa l’anticipazione della seconda edizione del premio TOP UTILITY, che sarà assegnato il 25 febbraio a Roma alle quattro migliori aziende italiane di servizi pubblici locali sulle 100 analizzate dagli economisti di Althesys per TOP UTILITY.
“Le prime dodici utility italiane - commenta il direttore scientifico di TOP UTILITY, Alessandro Marangoni (Althesys) - in termini di Ebitda sul fatturato hanno un valore medio superiore al 20%, mentre il dato delle top 12 europee si ferma al 15,7% nonostante le dimensioni molto superiori. Secondo le nostre analisi per TOP UTILITY, l'insieme delle 100 maggiori aziende di servizi pubblici locali fattura 130,5 miliardi e ha circa 130.000 addetti”.
Le utility non sono risultate indenni dalla congiuntura economica negativa: tutte le imprese, italiane ed europee, hanno registrato nel corso del 2012 un calo dei margini e le aziende italiane hanno risentito maggiormente della crisi. “Tuttavia - conclude Marangoni - sono riuscite a mantenere performance mediamente superiori a quelle dei competitor europei”.
Il premio TOP UTILITY - ideato da esperti provenienti da università, centri di ricerca e consulenti specializzati e sviluppato da Althesys - effettua una valutazione basata sul modello proprietario “vip” - Valutazione Integrata delle Performance, che consente di individuare le aziende “best in class” secondo parametri oggettivi che ne garantiscono l’imparzialità e la trasparenza. Il modello di ranking considera i diversi comparti delle utility: gas, acqua, elettricità, gestione dei rifiuti.
I criteri di analisi di TOP UTILITY valutano le utility nella loro completezza, facendo riferimento a tre ambiti: economico (i principali profili economico-finanziari); ambiente e Csr (clima ed energia, acqua, rifiuti, risorse umane, safety, sostenibilità), consumatori e territorio (qualità del servizio, performance operative, customer satisfaction, comunicazione ai clienti).
La seconda edizione di TOP UTILITY si svolgerà il 25 febbraio presso la sala del Tempio di Adriano a Roma. Verranno assegnati quattro premi: TOP UTILITY Assoluto: premia l’azienda utility che risulta prima classificata nell’anno rispetto alla valutazione complessiva; TOP UTILITY Sostenibilità: premia l’eccellenza nella sostenibilità ambientale e sociale; TOP UTILITY Comunicazione: premia la migliore utility nell’insieme delle attività di comunicazione, considerando i diversi canali e i vari comparti; TOP UTILITY Innovazione & Tecnologia: premia l’eccellenza nell’innovazione tecnologica o gestionale.
TOP UTILITY AWARD si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commissione Europea, del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e di ENEA.
Partner dell’iniziativa sono Federutility, Assoelettrica, Federambiente, FISE Assoambiente, Confservizi, GSE, GME, AU, Unioncamere, Fondazione Consumo Sostenibile, Fondazione EnergyLab, AIDI, Cedec-European Federation of Local Energy Companies, FAST, IIP, Federchimica, Assocarboni, CESI SpA. Media partner - Ansa, e-gazette, Energia Media, Quindici, Quotidiano Energia, Staffetta Quotidiana.

“UTILITIES: IL PICCOLO NON E’ PIU’ PRINCIPE?” SE NE PARLA IL 14 OTTOBRE A ROMA

Sforbicia-Italia, rapporto della Corte dei conti, dossier sulla Spending Review, decreto Sblocca-Italia e a breve la Legge di Stabilità. Si moltiplicano i documenti istituzionali e i provvedimenti del Governo che affrontano il complesso universo delle società partecipate. Un universo la cui parte industriale è rappresentata dalle utilities: i servizi pubblici locali e le relative infrastrutture dell’energia, dell’acqua e dei rifiuti. Il prossimo appuntamento, molto atteso, è con la Legge di Stabilità.
Se per le società partecipate strumentali, infatti, sono previsti tagli significativi, il comparto delle utilities è destinato a grandi aggregazioni, fusioni e progetti di politica industriale, in questi giorni emersi anche dal Forum Ambrosetti di Cernobbio.
Un’evoluzione graduale o un cambiamento epocale? Cosa è mutato nel Paese dalla “municipalizzazione” di Giolitti del 1903? Quale sarà la dimensione ideale delle aziende per competere sul mercato europeo e garantire sviluppo dei servizi ai cittadini? Entro quando e come si potrà ridurre il divario tra il centro-nord e un Mezzogiorno, sul quale pesa un vistoso ritardo infrastrutturale?
Per tentare di rispondere a questi ed altri numerosi interrogativi, le Fondazioni ASTRID e MEZZOGIORNO EUROPA, in collaborazione con FederUtility e con la partecipazione della multiutility capitolina ACEA, promuovono il convegno “Utilities: il Piccolo non è più Principe? Energia, acqua, rifiuti e infrastrutture: i servizi pubblici locali alla sfida della crescita” che si terrà a Roma il prossimo 14 ottobre 2014.
A discutere delle relazioni che verranno presentate dalle due fondazioni - rispettivamente dal prof. Franco Bassanini e dal prof. Umberto Ranieri - sono stati chiamati alcuni membri del Governo (Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e Finanze); i rappresentanti della politica, i tecnici del mondo bancario nazionale ed internazionale; i titolari degli enti e delle istituzioni locali, i gestori dei servizi pubblici locali a rilevanza industriale e le loro associazioni.
L’incontro - gratuito ma con obbligo di iscrizione - si terrà a partire dalle ore 9 presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari (Via Campo Marzio 78, Roma)
Per info e iscrizioni: affarigenerali@federutility.it.

MINISTERO DELL’AMBIENTE GALLETTI: “GREEN ECONOMY STRATEGICA E IRRINUNCIABILE”

E’ riduttivo il nome del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, si dovrebbe aggiungere anche 'dell'economia e dello sviluppo sostenibile', perche' una delle nostre missioni e' di sostenere lo sviluppo economico del paese". Così il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti nell’audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero in Commissione Ambiente alla Camera.
"L'ambiente puo' davvero trainare la ripresa", ha spiegato Galletti, sottolineando che "se c'e' un'economia che ha tenuto piu' delle altre, e anzi ha segnato un segno positivo, e' quella della 'green economy'". "In un Paese che vuole rapidamente uscire dalla crisi e tornare a crescere, la scelta di puntare sull'ambiente non e' solo strategica, ma irrinunciabile". Anche l’Europa deve "guardare alle politiche ambientali non come un insieme di vincoli sterili ma come misure che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi di crescita, occupazione e competitivita'". E proprio per avviare un dibattito a livello europeo in tal senso "ho confermato con il mio collega del lavoro, il ministro Poletti, l'organizzazione per il 17 luglio a Milano del Consiglio informale congiunto dei ministri dell'ambiente e del lavoro". Il semestre europeo a presidenza italiana, da luglio, sarà una grande opportunità per l'Ambiente, secondo il ministro, perché si potrà potenziarne il ruolo "nelle politiche di bilancio. Per la prima volta le riforme ambientali" possono "entrare nelle politiche economiche ad esempio attraverso l'economia circolare, con l'utilizzo efficiente delle risorse comuni", quindi contro lo sfruttamento intensivo delle materie prime, che sono limitate, a partire dall'acqua.
Per Galletti "la sfida della crescita e dell'occupazione non puo' essere disgiunta dal fronteggiare efficacemente il fenomeno dei cambiamenti climatici", ha continuato il ministro, che va affrontato con "una definizione chiara e rapida del pacchetto clima-energia al 2030, indispensabile per dare stabilita' e chiarezza agli operatori economici". Sempre in tema energetico, "da un punto di vista strategico, la strada da seguire e' chiara: spingere sull'efficienza energetica, favorire lo sviluppo delle rinnovabili termiche e accompagnare la crescita delle rinnovabili elettriche: per quanto attiene in particolare al fotovoltaico, secondo stime prudenti il settore conta 18mila occupati, con un indotto di 100mila lavoratori e un patrimonio di potenza installata di 15mila MW di picco, parti al 6% del fabbisogno nazionale di energia elettrica. Servono dunque, oggi, interventi e norme che agevolino il mantenimento del mercato fotovoltaico".
Galletti si è poi soffermato sul tema della bonifica e della gestione delle risorse idriche: “Occorre facilitare l’accesso e tutelare il diritto individuale al ‘bene pubblico, acqua’, ridurre gli sprechi, affrontare i problemi derivanti dalle alterazioni climatiche”. In particolare, per il Ministro occorre valorizzare il patrimonio idrico nazionale: ''e' mia intenzione - ha detto - promuovere un 'Piano nazionale di tutela e gestione della Risorsa Idrica', che traduca finalmente le risultanze referendarie in criteri e vincoli per una gestione efficiente, efficace ed economicamente sostenibile della risorsa 'acqua', anche al fine di chiudere le procedure di infrazioni avviate nei confronti dell'Italia e evitare che la Commissione Europea apra altri casi''.

A2A, CAMERANO NUOVO AD E VALOTTI PRESIDENTE

Luca Valerio Camerano, ex ad di Gdf Suez Energie ex dg di Enel Gas, sarà il nuovo amministratore delegato di A2A. E’ quanto è emerso dall’ultimo incontro tra i sindaci di Milano Giuliano Pisapia e di Brescia Emilio Del Bono, poco prima della del termine per il deposito delle liste per il nuovo Cda di dell’utility. Giovanni Valotti (ex Metropolitana milanese) sarà il nuovo presidente e Giovanni Combini il suo vice.
Tutte le nomine saranno ufficializzate nel corso dell’Assemblea dei soci del prossimo 13e giugno.

MINISTERO DELL’AMBIENTE, DPCM RIORGANIZZA LA STRUTTURA

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi uno schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di riorganizzazione del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell’Organismo indipendente di valutazione e degli uffici di diretta collaborazione.
Il decreto interviene sul Segretariato Generale, le Direzioni, gli uffici di diretta collaborazione e l’OIV (Organismo indipendente di valutazione della performance), con l’obiettivo di garantire la massima efficienza delle strutture e un sempre più stretto coordinamento con le politiche ambientali europee. Una delle funzioni prioritarie attribuite dal DPCM alle Direzioni è l‘attività di “informazione, formazione ed educazione ambientale”.
Segretario Generale del Ministero sarà Antonio Agostini (riconfermato). Le Direzioni Generali salgono da sei a sette (erano cinque): Rifiuti e Inquinamento; Salvaguardia del territorio e delle acque; Protezione della natura e del mare; Clima ed energia; Valutazioni e autorizzazioni ambientali; Sviluppo sostenibile, per il danno ambientale e per i rapporti con la Ue e gli organismi internazionali; Affari generali e personale.

SERVIZI PUBBLICI TRA STABILITA' E SPENDING REVIEW, IL WORKSHOP DI UTILITATIS

Un workshop dedicato ai 'Temi e problemi dell'assetto dei Servizi Pubblici Locali' che affronterá i passaggi specifici della legge di stabilitá, i vincoli assunzionali in capo agli esercenti e i risvolti della nuova attivitá commissariale sulla spending review.
Il workshop, organizzato dalla Fondazione Utilitatis, Federambiente e Federutility, si svolgerá a Roma il prossimo 4 marzo.
Tra i relatori, Stefano Pozzoli, Laura Cavallo (Ministero dello Sviluppo economico), Arturo Maresca (Universitá La Sapienza, Roma) e Chiara Goretti (Consigliere economico - Ministero dell'economia).
Per informazioni e iscrizioni: www.utilitatis.org


DOPO L’ANTITRUST, IL COMUNE DI RAVVENNA DA OK A FUSIONE AMGA - HERA

Il consiglio comunale di Ravenna ha dato il via libera alla proposta di fusione per incorporazione di Amga, azienda multiservizi spa di Udine, in Hera spa, e alla conseguente proposta di aumento di capitale e modifica dello statuto sociale di Hera. Hanno votato a favore Pd, Pri e Idv; contro Fds, Sel e i gruppi di opposizione.
L’approvazione avviene dopo la pronuncia dell’Antitrust dei giorni scorsi. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti deliberato di non procedere all'avvio dell'istruttoria con riferimento alla fusione per incorporazione di Amga - Azienda Multiservizi S.p.A. in Hera S.p.A..
Si realizza una delle condizioni sospensive previste dall’accordo sottoscritto lo scorso 23 gennaio 2014 e si compie così un ulteriore passo nel processo di definizione dell’aggregazione della multiservizi di Udine con il Gruppo Hera.
Amga è la società capogruppo del gruppo Amga, partecipata dal Comune di Udine per il 58,69%, che svolge direttamente e indirettamente attività di gestione e sviluppo di servizi di pubblica utilità nel Comune e nella Provincia di Udine. In particolare, Amga e le altre società del gruppo operano principalmente nella distribuzione e vendita di gas naturale, di energia elettrica, della gestione impianti e cogenerazione e dell'illuminazione pubblica.
Il percorso aggregativo, spiega il Comune in una nota, "viene visto come finalizzato a creare valore a Hera, aumentandone in particolare la patrimonializzazione, i mercati territoriali di riferimento e conseguentemente la valorizzazione della società, nel rispetto dei principi di governance che hanno assicurato un'equa rappresentanza dei territori sui quali i servizi sono forniti".
Il rapporto di cambio è stato determinato in 572 azioni ordinarie Hera del valore nominale di 1 euro per ogni azione Amga di nominali 500 euro. Non sono previsti conguagli in denaro.
L'assemblea straordinaria di Hera, che sarà chiamata ad approvare il progetto di fusione, delibererà, a servizio della fusione, un aumento scindibile del capitale sociale, con esclusione del diritto di opzione, fino a un importo massimo di nominali 68.196.128 euro.
Conseguentemente, Hera emetterà fino a un massimo di 68.196.128 di nuove azioni ordinarie del valore nominale di 1 euro ciascuna, negoziate sul Mta e che saranno assegnate ai soci di Amga.
E’ intanto in corso l’iter autorizzativo dei soci pubblici di Hera all’operazione, che ad oggi ha già visto esprimersi 14 enti, fra amministrazioni comunali e holding pubbliche di partecipazione e che dovrebbe vedere la conclusione entro la fine di marzo.
L’operazione di aggregazione sarà poi sottoposta all’approvazione delle Assemblee dei Soci di Hera S.p.A. e Amga - Azienda Multiservizi S.p.A, già fissate per il prossimo 23 aprile. In caso di positivo esito del percorso, la fusione avrà decorrenza dal prossimo 1 luglio 2014.

“DA 8.000 A 1.000”, I CONTRIBUTI ALLA TAVOLA ROTONDA DI FEDERUTILITY

Il futuro dei servizi pubblici locali secondo il Commissario alla Revisione della Spesa pubblica Carlo Cottarelli, l’Amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti (Cdp) Giovanni Gorno Tempini e i due viceministri Claudio De Vincenti (Sviluppo economico) e Enrico Morando (Economia), uniti nella Tavola rotonda organizzata da Federutility e dal titolo “Da 8.000 a 1.000. il futuro delle società partecipate, tra tagli alla spesa e garanzia dei servizi pubblici”.
Introdotti dalla Relazione del presidente uscente Roberto Bazzano , ha iniziato Cottarelli con la conferma che la struttura da lui guidata è al lavoro per consegnare a luglio uno schema di razionalizzazione delle società partecipate. Le quali - ha spiegato - “sarebbero più di 10.000, composte per il 20% circa da società di servizi pubblici a rete, con almeno il 50% del fatturato complessivo”. Di fronte a questi numeri, “la strategia principale per i servizi pubblici a rete è quella delle aggregazioni, per sfruttare le economie di scala. Ci guiderà - ha spiegato Cottarelli - il concetto di 'interesse generale'”. Il Commissario non ha eluso il tema della proliferazione delle strumentali, talvolta “veicoli per sviare i vincoli di finanza pubblica posti in capo agli enti locali”.
Gorno Tempini (ad di Cdp e presidente del Fondo strategico italiano - Fsi) non ha nascosto l’interesse particolare di Cdp per il mondo delle utility. “Cdp - ha detto - ha poche aree di attenzione come quella delle utility, verso cui vorremmo offrire un contributo fattivo su debito e capitale di rischio. Dal 2003 ad oggi questo settore ha accumulato oltre 4 mld di utili per gli enti locali proprietari. La sottodimensione generale rende assolutamente subottimale il livello di investimenti attesi”. La razionalizzazione delle partecipate è per Gorno Tempini “indispensabile per cominciare il lavoro, condizione imprescindibile per attirare i capitali”. “Fsi l’anno scorso - ha concluso -ha dichiarato che è disposta ad investire almeno 500 mln di equity per processi di aggregazione. Ad oggi le risposte arrivare sono state zero. Siamo pronti a fare di più, con l’augurio di lavorare insieme”.
Per De Vincenti sono evidenti le differenze tra le società di spl e le strumentali; “le prime - ha spiegato - si sono in qualche modo confrontate con il mercato e non ha senso imporre loro vincoli su personale e in house”. E’ indispensabile “ripartire dalla definizione degli ambiti territoriali ottimali - ha detto De Vincenti, richiamando un passaggio della Relazione di Bazzano - perché l’affidamento su base d’ambito impone inevitabilmente la crescita dimensionale del gestore. La cessione di pacchetti azionari è un passaggio fondamentale e il governo potrebbe provvedere ad incentivi ai Comuni per le aggregazioni”. Si tratterebbe di passaggi - ha concluso il viceministro - “nei quali le aziende più dinamiche di Federutility avrebbero un ruolo di attrattori, con le piccole spinte verso le aggregazioni”.
Per il viceministro Enrico Morando, “il comparto dei servizi pubblici è decisivo per la produttività del nostro sistema: non perde, realizza utili e può anche fare meglio. La revisione della spesa è limitata alle strumentali, che non erogano servizi a cittadini”. I spl soffrono però di “sottocapicalizzazione e bassi investimenti per efficienza. Ci può essere una svolta con il disegno di incentivi sulle aggregazione che conduca verso le public company”. Infine, Morando ha tracciato un obiettivo di lungo corso, di legislatura: “Il governo e il parlamento devono cambiare le norme sul patto di stabilità interno, nel giro di due anni. In questo modo, l'obiettivo da 8.000 a 1.000 diventa possibile”.
Le conclusioni della Tavola rotonda sono state affidate al neo presidente di Federutility Giovanni Valotti, in una sorta di staffetta con l’uscente Bazzano. “C'è un enorme potenziale da scaricare, per ora inespresso. In mondo ideale non esiste differenza tra pubblico e privato, intesi come competitori per realizzare il miglior servizio. Nel mio personale mondo ideale, il pubblico deve essere migliore del privato, chè altrimenti non avrebbe motivo d’essere”. Nel confermare la validità di un processo complessivo di aggregazioni, Valotti ha affermato che “esse non sono un bene in sè, ma servono per realizzare il disegno che ci immagiamo e che vogliamo tracciare nei prossimi 5-10 anni, a partire dal Piano energetico nazionale e da un piano investimenti per l’idrico. Bene la riduzione - ha concluso - ma usiamo logica del boscaiolo: disboschiamo per aumentare la produttività del bosco”.
Gli interventi integrali della Tavola rotonda sono disponibili online, sul sito di Radio Radicale .

BLUE BOOK, I DATI SUL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO. PRESENTAZIONE IL 14 MAGGIO

Geografia degli affidamenti, modelli organizzativi delle pianificazioni d’ambito, analisi della composizione tariffaria e della spesa media. Questi sono alcuni dei temi al centro della nuova indagine del “Blue Book. I dati sul servizio idrico integrato in Italia”, a cura della Fondazione Utilitatis
Giunto all’VIII edizione, il Blue Book sarà presentato il 14 maggio a Roma presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari (Palazzo dei Gruppi Parlamentari - via Campo Marzio 78).
Il Blue Book 2014 fornirà un’ampia panoramica del settore, a partire dal valore della produzione del servizio idrico sulla base dei dati di bilancio, completando l’immagine con un quadro sinottico sugli operatori, sugli investimenti effettuati, sui costi sostenuti, sul fatturato registrato e sugli addetti impiegati.
Per iscrizioni e informazioni: Federutility.it.

ISES ITALIA, DI MATTEO CONFERMATO PRESIDENTE

Umberto Di Matteo è stato confermato presidente dell’Associazione Ises Italia dal Consiglio Direttivo, “che ha rinnovato la fiducia nell’opera di rinnovamento che il professor Di Matteo sta portando avanti nell’Associazione”.
Di Matteo - che lo scorso anno aveva sostituito Giovanni Battista Zorzoli - ha rilanciato Ises su formazione e informazione, ricerca scientifica e divulgazione.
La nuova giunta è composta da: Federico Rossi, Gianpiero Joime, Pino Noviello, Salvatore Grasso.

IWA WATER IDEAS 2014, CONFERENZA INTERNAZIONALE ALL’INTERNO DI ACCADUEO (BOLOGNA 22-24 OTTOBRE)

Sarà la fiera Accadueo 2014 (a Bologna dal 22 al 24 ottobre) ad accogliere la conferenza internazionale Iwa Water Ideas sulla gestione efficiente delle perdite, dell’energia e della domanda nelle reti di distribuzione idrica. Presso la fiera di Bologna - dal 22 al 24 ottobre.
Grazie alla collaborazione tra l'International Water Association (IWA), la Fiera H2O, Federutility, alcune tra le principali water utility Italiane e le Università di Ferrara e Perugia, la conferenza riunirà gli esperti di tutto il mondo e saranno presentate le tecnologie più innovative e i più recenti progetti di ricerca finanziati dalla Commissione Europea e dalle Università.
E’ possibile presentare un paper relativo ad argomenti connessi alla gestione intelligente dei sistemi idrici (Smart water networks, Innovative data driven technologies, modellazione, gestione perdite, energia e domanda nei sistemi di distribuzione, AMR ecc.) entro il 15 settembre, mentre un abstract dello stesso paper deve essere inviato via email all'indirizzo committee@waterideas2014.com committee@waterideas2014.com entro il 30 Aprile 2014.
Gli atti della Conferenza Water IDEAS 2014 saranno pubblicati con codice ISBN. Inoltre verranno selezionati dei paper per la pubblicazione dal "Civil Engineering and Environmental Systems Journal.
La conferenza ospiterà poi una sessione speciale sui Progetti Smart Water finanziati dalla Commissione Europea e da altre Istituzioni, consentendo ai partner dei progetti di presentare le loro soluzioni innovative e disseminare i loro risultati.
E' previsto nella giornata di mercoledì 22 Ottobre 2014 un workshop preliminare "SWAN DAY" in cui sarà fatto il punto sulle attuali tecnologie smart water. SWAN (Smart Water Networks) è una rete internazionale di esperti e tecnici del settore che promuove lo sviluppo e l'adozione di tecnologie data-driven nella gestione delle reti idriche, rendendole più intelligenti, più efficienti e sostenibili.
Per maggiori informazioni:
Iwa Water Ideas 2014 .

PROVINCE E CITTA METROPOLITANE, OK DEFINITIVO AL DDL DELRIO

La Camera dei Deputati ha dato il via libera definitivo al ddl Delrio, che trasforma le Province in enti di secondo livello e istituisce le 9 città metropolitane, cui si aggiunge la città metropolitana di Roma capitale. Per il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio si tratta di «una riforma attesa da anni» con la quale sarà «semplificato il quadro degli enti locali». Ora - ha spiegato - «c'è uno spazio nel futuro per una riduzione fiscale della tassazione provinciale» mentre in tempi rapidi «spariranno tremila amministratori provinciali e nei piccoli comuni gli amministratori saranno impegnati a titolo gratuito».
In attesa che la riforma costituzionale elimini dagli articoli 114 e seguenti della carta fondamentale il riferimento alle Province, il ddl Delrio ne cambia i connotati. Saranno enti di secondo livello, imperniati su tre organi: il presidente, che sarà il sindaco del comune capoluogo; l'assemblea dei sindaci, che raggrupperà tutti i primi cittadini del circondario; il consiglio provinciale, che sarà formato da 10 a 16 membri (a seconda della popolazione) scelti tra gli amministratori municipali del territorio. Per nessuno di questi organi è previsto un compenso. Così come non percepiranno alcuna indennità né i 52 presidenti di Provincia che sarebbero scaduti in primavera e né i 21 commissari in carica per effetto della legge di stabilità fino al 30 giugno. Fino all'inizio del 2015 quando le nuove Province s'insedieranno saranno questi organi a supplire al consiglio provinciale mentre gli assessori resteranno al loro posto.
Su trasporti, ambiente e mobilità le nuove Province avranno la semplice pianificazione, sull'edilizia scolastica manterranno la gestione e cominceranno a occuparsi anche di pari opportunità. Tutte le altre competenze passeranno ai Comuni, a meno che le Regioni non preferiscano tenerli per sè. E lo stesso percorso seguiranno il personale e il patrimonio.
Il secondo pilastro del provvedimento è rappresentato dalla nascita delle prime 10 Città metropolitane che sostituiranno, sempre a partire dal 1° gennaio 2015, altrettante amministrazioni provinciali. Le città metropolitane si occuperanno della pianificazione territoriale generale, comprese le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture, dell'organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano, della viabilità e mobilità e dello sviluppo economico.
Infine, il provvedimento approvato consente ai Comuni fino a 3mila abitanti di derogare alla regola che prevede per il sindaco un massimo di due mandati consecutivi, portando il tetto a tre. Fino a 3mila abitanti avranno infatti un sindaco, 10 consiglieri e massimo due assessori (ora hanno solo sindaco e sei consiglieri) mentre nella fascia 3mila-10mila abitanti ci saranno un sindaco, 12 consiglieri e al massimo 4 assessori. Tutti incarichi per i quali non verrà comunque corrisposto alcun compenso.
Per l'abolizione definitiva delle Province bisognerà aspettare l'approvazione del Ddl di riforma costituzionale approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, che abolisce il Senato elettivo e riforma il Titolo V della Costituzione.

AMGA, IL COMUNE REINTEGRA IL CDA PER IL VOTO FINALE SULL’AGGREGAZIONE CON HERA

Marco Craighero (presidente), Patrizia Minen e Daniele Romanello sono i nuovi membri del CdA del gruppo Amga di Udine. I nomi sono stati comunicati dal sindaco di Udine Furio Honsell all'assemblea dei soci, convocata nei giorni scorsi proprio per reintegrare il consiglio dopo le dimissioni anticipate dei precedenti consiglieri. Honsell ha reso noto inoltre che è stato prorogato a fine gennaio il termine entro il quale la multiutility udinese dovrà decidere se procedere o meno alla fusione con Hera.
Su questo dossier, intanto, la minoranza in Consiglio comunale ha inviato alla Procura della Corte dei Conti friulana un dossier nel quale stigmatizza l’esclusiva nella trattativa con Hera, vista la disponibilità manifestata anche dalla veneta Ascopiave a realizzare sinergie industriali.
Il cda di Amga si esprimerà sulla fusione con Hera il prossimo 24 gennaio; in caso di parere favorevole, l’aggregazione dovrebbe essere operativa tra maggio e giugno. Il comune di Udine dovrebbe avere una quota della nuova Hera intorno al 2,5% del capitale.
Secondo l’agenzia Reuters .- che cita una fonte politica friulana - l'operazione "prevede la fusione fra Acegas-Aps e Amga, con sede legale a Trieste, la società sarà poi controllata dal gruppo Hera, ma con radicamento territoriale nel Friuli-Venezia Giulia".
Il comune di Udine detiene il 61,32% del capitale di Amga ed esprime quattro consiglieri, E.On Italia con il 21,93% ha diritto a un altro consigliere, c'è poi Acegas-Aps che ha il 5,24% del capitale.

ESTRA VUOLE QUOTARSI IN BORSA, MA MANCA IL VIA LIBERA DI 99 COMUNI TOSCANI

La multi utility toscana Estra vuole sbarcare in tempi rapidi in Borsa (sul listino Aim), ma mancano ancora le delibere di parte dei suoi numerosi azionisti pubblici. La situazione è spiegata su Repubblica. Dietro i tre grandi azionisti di Estra (Intesa Siena al 28%, Coin-Gas Arezzo al 28% e Consiag Prato al 44%) ci sono infatti ben novantanove comuni toscani, e tutti devono formalmente approvare lo sbarco in Borsa dell’utility specializzata nella vendita e distribuzione del gas (più altre attività legate alle telecomunicazioni e alla vendita del Gpl dove non riescono ad arrivare con il metano). L’ipotesi è di realizzare l’approdo al listino nella prima parte di luglio, ma non è detto che si faccia in tempo e che non ci sia uno slittamento a dopo l’estate (anche causa delle elezioni amministrative in molti comuni). “Noi lavoriamo con l’obiettivo di arrivare alla quotazione prima dell’estate, ma per approvare una delibera comunale occorre un tempo non aziendale” sottolinea Alessandro Piazzi, amministratore delegato di Estra. Nel frattempo, si sta completando la messa a punto della macchina. Estra punta infatti decisamente alla crescita e già ora fa parte dei primi dieci gruppi del gas in Italia: il bilancio 2013, che deve ancora essere approvato in assemblea, si è chiuso con un fatturato in lieve crescita, (da quasi 660 a 690 milioni di euro), un Ebitda sceso da circa 65 a 59 milioni e un utile netto praticamente dimezzato, intorno a 5 milioni.

“ITALIA-SICURA”, L’UNITA’ DI MISSIONE DEL GOVERNO GUIDATA DA D’ANGELIS

Il governo mette in campo 4 miliardi per rialzare l'Italia dal dissesto del suolo e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. A Palazzo Chigi, Graziano Delrio ha presentato l'unità di missione ad hoc guidata da Erasmo D'Angelis. Si chiama “Italiasicura” e ha come obiettivo portare avanti 3.395 cantieri anti-alluvioni e la messa in sicurezza dalle frane, oltre a 183 opere per depurazione e fognature. In tutto, 4 miliardi: quasi 2,5 miliardi per il dissesto e 1,6 per l'acqua per cantieri in tutte le Regioni. La vera sfida, secondo Palazzo Chigi, sarà affrontare e risolvere le emergenze dei due settori, cercando di evitare le sanzioni che pendono sul Paese. Il governo ha affidato alla struttura di missione misure straordinarie e il compito di fare regia e coordinare tutte le strutture dello Stato. “Diamo inizio alla più importante opera pubblica di cui il Paese ha urgente bisogno - osserva Delrio -. La scelta del governo è stata quella di cambiare radicalmente la governance e la filiera delle responsabilità e dei controlli che fino ad oggi hanno impedito o ritardato la sicurezza di molte aree”. “Abbiamo fatto un'analisi su risorse e opere - rileva D'Angelis -. Dal bilancio dello Stato e dai fondi europei la cifra che abbiamo messo insieme è di 2.480 milioni di risorse non spese dal 1998”. Per l'acqua si parla di 1,6 miliardi relativi ad una delibera del Cipe del 2012 “per 183 opere critiche che riguardano soprattutto depuratori e fognature, dalla Campania alla Sicilia”. Ora per D'Angelis è “il momento di accelerare interventi e investimenti” anche perché “i cambiamenti climatici” hanno reso diverso “il regime delle precipitazioni, oggi a carattere 'esplosivo'”. Per Delrio “un Paese moderno deve saper prevenire più che riparare, poi ci sono le eccezionalità, che però non devono esser dovute a una mancanza di intelligenza e di programmazione. Troppe emergenze hanno caratterizzato il nostro Paese in questi anni”. Infatti la cifra pagata per non fare prevenzione è impressionante. Nei conti di Palazzo Chigi si arriva a 3,5 miliardi l'anno il costo pagato dallo Stato, dal 1945 ad oggi, per danni e risarcimenti da frane e alluvioni. Questo, dice D'Angelis, in quello che forse è il Paese più vulnerabile al mondo per le frane, con quasi l'82% dei comuni a rischio, pari a 6.633 hanno aree 'sensibili'. Infine, a Palazzo Chigi è stato portato anche un appello in forma di petizione on-line al governo da parte dell'Ance degli architetti dei geologi e di Legambiente per cominciare da subito a fare prevenzione.

AMA DI ROMA, INCHIESTA INTERNA E GIUDIZIARIA SU ASSENZE E PERMESSI DEI DIPENDENTI

Alle lettere di richiamo o di licenziamento, alcuni dipendenti di Ama - la società di igiene urbana del comune di Roma - rischiano di associare anche l’iscrizione nel registro degli indagati per truffa e falso. La Procura di Roma infatti vuole capire perché un quarto dei dipendenti (in totale 8.000) usufruisca del permesso della legge 104 o perché le assenze per malattia breve si concentrino a ridosso del fine settimana. Anche l’azienda ha avviato da qualche tempo un’analisi sulle assenze dei dipendenti e sta collaborando con la Procura per lo scambio di informazioni.
Per il sindaco Ignazio Marino «il tasso di assenteismo è inaccettabile. Impossibile che ci sia poi un così alto ricorso alla 104 tra impiegati e spazzini». Intanto, il presidente di Ama Daniele Fortini ha adottato la procedura più veloce, quella di licenziare i dipendenti che hanno accumulato il maggior numero di assenze ingiustificate. Il rigore sembra pagare perché le assenze - dati di Ama - sono passate dal 19 di gennaio al 15 per cento di oggi. All’inizio di gennaio erano assestate sui diciannove.

“HYDROEUROPE”, CONVEGNO DI ASSOELETTRICA-FEDERUTILTIY SUI REGIMI CONCESSORI IN EUROPA

Nonostante il ruolo economico e ambientale che l’energia idroelettrica riveste in Italia e in Europa, il settore ormai liberalizzato risulta ancora poco investigato e a livello comunitario è presente una eterogeneità in termini di competenze istituzionali, di modalità di affidamento e di durata delle concessioni non sempre di facile interpretazione. Da questo punto di vista, il nostro Paese rappresenta uno dei pochi casi in cui il Legislatore ha avviato un percorso di rinnovo delle concessioni attraverso un’effettiva apertura del settore alla concorrenza.
Per meglio comprendere il ruolo della risorsa idroelettrica ed il quadro normativo di riferimento in Europa, Federutility ed Assoelettrica hanno commissionato alla FSR - Florence School of Regulation, dell’EUI - European University Institute, centro per gli studi regolatori legato alle istituzioni europee - , uno studio dal titolo “Regimes for granting rights to use hydropower in Europe”, la cui importanza è costituita in primis dall’essere il primo tentativo di analisi comparativa del settore a livello comunitario.
I risultati del suddetto studio saranno presentati all’interno di un convegno "HydroEurope? Hydropower concession regimes in Europe: status, issues, which lessons to learn?", organizzato dal Centro di ricerca sulle pubbliche amministrazioni “Vittorio Bachelet” della Luiss Guido Carli, che ha condiviso con Federutility ed Assoelettrica la rilevanza della trattazione del tema nel quadro delle prossime attività delle Istituzioni europee e nazionali.
Al convegno parteciperanno, tra gli altri, Jean-Michel Glachant (Direttore School of Florence Regulation) che presenterà lo studio; Massimiliano Atelli (Capo Segreteria tecnica MATTM); Alberto Biancardi (Componente collegio AEEGSI); Roberto Potì (Presidente Comitato Europa, Assoelettrica); Giovanni Valotti (Presidente Federutility) e Claudio de Vincenti (Viceministro dello Sviluppo Economico).
Per iscrizioni e informazioni: Luiss.

FEDERUTILITY, SEMINARIO SUGLI STRUMENTI FINANZIARI PER GLI INVESTIMENTI IDRICI

Per il 20 giugno prossimo Federutility ha organizzato un seminario su "Le infrastrutture idriche: profili giuridici e strumenti finanziari per gli investimenti". L’appuntamento ha lo scopo di approfondire le condizioni e gli aspetti legali e convenzionali connessi alle operazioni finanziarie per gli investimenti nel settore idrico.
In particolare, saranno affrontati i profili giuridici del regime di concessione dei servizi, la questione del valore terminale, con riferimento sia al quadro normativo settoriale sia agli esiti dei recenti sviluppi giurisprudenziali. Saranno poi svolti interventi sugli strumenti finanziari anche innovativi disponibili per il finanziamento degli investimenti, con particolare riferimento sia alle opportunità di emissioni obbligazionarie sia alle problematiche della finanza di progetto.
E’ prevista la partecipazione della Banca Europea degli Investimenti, per la discussione dei requisiti di bancabilità, e dell’Autorità dell’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico, che ha ultimamente avviato il processo che porterà alla definizione della convenzione tipo per i servizi idrici.
Per informazioni e iscrizioni: Federutility.

CDP: GORNO TEMPINI, 500 MLN EURO PER MUNICIPALIZZATE

Cassa Depositi e Prestiti punta sulle municipalizzate con 500 milioni di euro. "Questo è uno dei settori chiave per gli investimenti nelle infrastrutture che il Paese necessita e per facilitare il processo abbiamo messo da parte idealmente mezzo miliardo". Così l’ad di di Cdp Giovanni Gorno Tempini, a margine del suo intervento all''Italian Infrastructure Day' di Milano.
"Noi abbiamo detto chiaramente che Cdp, attraverso il Fondo strategico italiano, ha il denaro per investire e vuole investire. Stiamo aspettando che ci vengano presentati dei progetti. Lo avevamo detto - aggiunge - in una conferenza stampa alla fine dell'anno scorso, siamo a settembre 2014 e ribadiamo a quasi un anno di distanza che siamo pronti a farlo. Però questo significa avere dei progetti industriali. Posso dire - conclude - che fino ad oggi noi di progetti non ne abbiamo visti".

Indagine Federutility, raddoppia la presenza femminile nei cda delle utility

“In meno di un biennio la presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle utilities è quasi raddoppiata. Erano 57 nel 2011 e sono 93 a fine 2013, laddove i cda rinnovati nel corso del 2013 sono passati da 242 membri complessivi a 215. È questo un primo effetto della legge 120/2011
(e il relativo dpr 251/2012) che ha stabilito obblighi di equilibrio di genere per le società quotate in borsa e per le società a controllo pubblico”. Il dato emerge dall'indagine di Federutility, la federazione delle aziende di servizi pubblici dei settori energetico ed idrico, che da alcuni anni rileva la presenza qualitativa e quantitativa delle donne nelle aziende associate.
I settori industriali di acqua ed energia rivelano un aumento significativo delle donne, non solo nei cda, per effetto di legge, “ma nell'organizzazione interna alle aziende dove crescono soprattutto le responsabili di strutture tecniche (+15%), commerciali e marketing (+22%) e di comunicazione e relazioni
esterne (+20%)”. Un elemento spicca su tutti: “a capo dei laboratori degli acquedotti nelle più importanti città italiane ci sono donne”, rileva Federutility.
Dai risultati “si evince che la presenza femminile nei cda delle utilities è cresciuta in modo significativo e positivo, testimoniando con i numeri non solo l'efficacia della legge, ma anche il positivo e crescente contributo manageriale che le donne esprimono nelle nostre aziende”, commenta Anna Ferrero,
coordinatrice della ricerca e del gruppo di lavoro ad hoc che Federutility ha da tempo costruito.
Però “gli effetti più marcati - osserva Ferrero - si registreranno nel prossimo biennio, quando tutti i cda saranno rinnovati secondo le nuove norme. Da qui ci aspettiamo le novità più interessanti”.

FEDERUTILITY, SEMINARIO SU STRUMENTI FINANZIARI PER LE INFRASTRUTTURE IDRICHE

Nell’ambito delle iniziative finalizzate a rappresentare la positiva incidenza delle evoluzioni regolatorie sulla bancabilità, Federutility ha organizzato un seminario di approfondimento sugli aspetti legali e convenzionali connessi alle operazioni finanziarie per gli investimenti nel settore idrico dal titolo "Le infrastrutture idriche: profili giuridici e strumenti finanziari per gli investimenti".
L’appuntamento, che si svolgerà a Roma il prossimo 20 giugno, affronterà il tema dei profili giuridici del regime di concessione dei servizi, la questione del valore terminale, con riferimento sia al quadro normativo settoriale sia agli esiti degli ultimi sviluppi giurisprudenziali. Saranno poi svolti interventi sugli strumenti finanziari anche innovativi disponibili per il finanziamento degli investimenti, con particolare riferimento sia alle opportunità di emissioni obbligazionarie sia alle problematiche della finanza di progetto.
E’ prevista la partecipazione della Banca Europea degli Investimenti, per la discussione dei requisiti di bancabilità, nonché dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico che ha ultimamente avviato il processo che porterà alla definizione della convenzione tipo per i servizi idrici.
L’evento, oltre alle aziende Associate, è aperto ai rappresentanti delle istituzioni e degli organismi finanziatori.
Per ulteriori informazioni: Federutility.

ACQUEDOTTO PUGLIESE, NICOLA COSTANTINO NUOVO AMMINISTRATORE UNICO

L’Assemblea degli azionisti di Acquedotto Pugliese ha nominato nei giorni scorsi Nicola Costantino Amministratore Unico della società fino alla approvazione del bilancio d’esercizio 2016, in sostituzione di Gioacchino Maselli.
Ordinario di Ingegneria Economico-Gestionale del Politecnico di Bari - di cui è stato Rettore da ottobre 2009 a settembre 2013 - Costantino ha conseguito il brevetto di Certified Cost Engineer dell’International Cost Engineering Council e nel 2006 quello di Fellow della Royal Institution of Chartered Surveyors.
E’ stato Consigliere d’Amministrazione di Tecnopolis CSATA e del Centro Laser, componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dell’Organismo di Vigilanza dell’Acquedotto Pugliese e consulente della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Autorità per l’Informazione Statistica, del Ministero delle Infrastrutture - Genio Civile Opere Marittime, del Ministero dell’Economia - CONSIP e di numerosi enti locali.
Autore di oltre 200 pubblicazioni, prevalentemente internazionali, ha svolto attività didattica e di ricerca negli Stati Uniti e in Cina, Regno Unito, Danimarca e Spagna.
Attualmente è Consigliere d’Amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Rita Maierotti.

HERA, STEFANO VENIER NUOVO AD. TOMMASI DI VIGNANO CONFERMATO ALLA PRESIDENZA

Alla guida di Hera per il posto ricoperto fino a poco tempo fa da Maurizio Chiarini è stato chiamato Stefano Venier. È lui il nuovo amministratore delegato della multiutility del Nord-Est. Alla presidenza è stato confermato, invece, come amministratore esecutivo, Tomaso Tommasi di Vignano.
Udinese, 51 anni, in Hera dal 2004, Venier ha ricoperto finora la carica di direttore generale Sviluppo e Mercato. Le nomine sono state decise all'unanimità a Bologna nella seduta di insediamento del nuovo cda, nominato dall'assemblea dei soci dello scorso 23 aprile. Nominato anche un nuovo vicepresidente (non esecutivo). Si tratta di Giovanni Basile, modenese, 51 anni, dottore commercialista e revisore legale. Basile è consigliere di amministrazione e sindaco effettivo in alcune società di capitali in Italia, all'estero e di enti non-profit. Tommasi (nella carica di presidente), Basile, Venier e Riccardo Illy sono stati infine nominati membri del Comitato esecutivo.

ASSOGAS, MARTA BUCCI NUOVO DG

Assogas, l’Associazione Nazionale Industriali Privati gas e Servizi Energetici che raggruppa attualmente 81 aziende, ha nominato Marta Bucci come suo nuovo direttore generale. Ingegnere meccanico con specializzazione in energia (40 anni e due figli), Bucci ha alle sue spalle una lunga esperienza professionale in Edison dove ha iniziato a lavorare nel 1999, alla vigilia della liberalizzazione del mercato gas, e dove e’ rimasta fino al 2011, entrando poi in Assogas nel 2012.
“Ringrazio gli associati per la fiducia che hanno voluto accordarmi. E’ per me un onore ricoprire questo ruolo e poter contribuire alla difesa dei principi del libero mercato e della concorrenza nel settore gas, principi per i quali l’associazione si batte fin dal 1979”, ha detto il neo direttore generale. “Si tratta certamente di un’esperienza molto sfidante ma ancor piu’ interessante. Posso assicurare che, con rinnovato impegno e ancor maggiore determinazione, cerchero’, insieme alla struttura associativa, in larga parte recentemente rinnovata, di affiancare e sostenere le aziende associate nelle numerose e difficili prove che, in un momento di profondi cambiamenti del mercato gas, dovranno necessariamente affrontare”, conclude Bucci.

FEDERUTILITY E FESTIVAL DELL’ENERGIA, APPUNTAMENTO A MILANO 15 E 16 MAGGIO

Energia e geopolitica, energia e sviluppo, energia e innovazione, energia ed economia, politica, consumi. Anche quest’anno il Festival dell’Energia si propone di comporre - con il contributo dei protagonisti delle istituzioni, delle imprese, della ricerca e dei media - il profilo complesso della questione energetica.
Tra le più importanti manifestazioni italiane sul tema, il Festival dell’Energia si terrà dal 15 al 17 maggio a Milano. L’evento è promosso da Aris (Agenzia di Ricerche Informazione e Società) e Politecnico di Milano, in collaborazione con Assoelettrica, assoRinnovabili e FederUtility e con il patrocinio di Expo Milano 2015, Acquirente Unico e WAME.
Per l’occasione Federutility ha ideato il LIGHT lunch, un pranzo luminoso, un convegno accompagnato gastronomicamente per parlare di illuminazione pubblica, economia, tecnologia, sicurezza e arte.
Temi di attualità che spazieranno dell’efficienza energetica alle bollette per gli enti locali, dalla luce necessaria per la mobilità e per la sicurezza dei cittadini alla la valorizzazione delle città d’arte e dei monumenti.
Tutti i protagonisti, le informazioni utili e il programma del Festival dell’Energia 2014 - oltre allo storico delle passate edizioni - saranno disponibili sul sito Festival dell'Energia .

RUDI OSS (DOLOMITI ENERGIA) NUOVO PRESIDENTE DI CEDEC

CEDEC, la Confederazione europea delle utility energetiche locali, ha eletto all’unanimità Rudi Oss alla carica di presidente. Candidato di Federutility, Oss è attualmente presidente di Dolomiti Energia e membro del Consiglio Direttivo e della Giunta Esecutiva di Federutility. Nel CdA di Cedec anche Andrea Bossola (Direttore Area Reti di Acea, Roma) e Giampietro Cigolini (Direttore generale di Agsm, Verona). Cedec sarà interlocutore della Presidenza del Consiglio dell’Unione europea, a guida italiana dal prossimo luglio.
Oss ha espresso l’auspicio che Cedec possa continuare a rappresentare con una sola voce le istanze delle utility locali nella definizione delle politiche energetiche europee. “Le caratteristiche delle nostre imprese e il contributo da esse offerto ai territori di riferimento in termini di sistemi energetici sostenibili, di sicurezza negli approvvigionamenti e di sostegno alle economie locali, non sono mai stati tanto importanti quanto oggi. Nella vicinanza quotidiana a cittadini e utenti, il senso della nostra missione di accompagnamento verso la transizione energetica”.
Rudi Oss è attualmente Presidente di Dolomiti Energia, di Trenta e di Confservizi Trentino Alto Adige. E’ consigliere di PVB Bulgaria e Hydro Dolomiti Enel, membro del Consiglio direttivo di Confindustria Trento, Invitato Permanente di Confindustria Nazionale - Commissione Energia e Mercato e membro del Consiglio Direttivo e della Giunta Esecutiva di Federutility.
Oss - che succede al tedesco Bernd Wilmert - sarà coadiuvato da 4 vice presidenti: Luc Hujoel (Sibelga, Belgio), André Jurjus (Netbeheer Nederland, Olanda), Akhobi Sitou (Seolis, Francia) e Bernd Wilmert (Stadtwerke Bochum, Germania).
Cedec è un’organizzazione no profit che riunisce oltre 1.500 aziende dell’elettricità, del gas e delle connessioni che forniscono servizi a più di 85 milioni di cittadini in nove Paesi europei (Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Svizzera), per un fatturato annuo di 120miliardi di euro e 350.000 dipendenti. Federutility aderisce a Cedec, con oltre 200 aziende.

LORENZO BECATTINI (TOSCANA ENERGIA) DIVENTA DEPUTATO PD, SOSTITUISCE BIFFONI

Lorenzo Becattini, presidente di Toscana Energia, è ufficialmente deputato nel gruppo del Partito Democratico: l'insediamento come primo dei non eletti in Toscana è avvenuto a seguito delle dimissioni del neosindaco di Prato Matteo Biffoni. Becattini, già segretario metropolitano dei Ds a Firenze, è stato sindaco di Reggello e successivamente assessore allo sviluppo economico del Comune di Firenze. Dal giugno 2011 ad oggi ha fatto parte della giunta esecutiva di Federutility.

AGENDA DIGITALE E SMART CITIES, PALOSCHI (FEDERUTILITY): UTILITIES PRONTE

L’Agenda digitale come valorizzazione del patrimonio di infrastrutture che le società pubbliche già hanno e che può essere sfruttato in vista della realizzazione delle reti in fibra ottica e soprattutto delle smart cities. Ne è convinto Gerardo Paloschi, presidente della Commissione Tlc di Federutilty e dg di Lineacom, per il quale “i servizi pubblici locali dovranno usare in modo intensivo le nuove tecnologie per offrire servizi con maggiore appeal per l’utente: le smart cities non si fanno solo con le infrastrutture”. Ne dà notizia Il Corriere delle Comunicazioni.
Paloschi è convinto che “la banda larga e ultra-larga sono le nostre ‘riforme strutturali’, che ci consentirebbero di raggiungere i livelli di qualità ed efficienza di Francia, Regno Unito e Germania: l’amministrazione pubblica italiana diventerà il primo vero cliente che ne trarrà profitto guadagnando in efficienza. L’amministrazione pubblica può svolgere anche un compito culturale importante, diventando un traino e un volano per la diffusione e il rinnovamento di tutte le piccole e medie imprese”.
Per realizzare tutto questo, Paloschi propone di ripartire dal lavoro svolto da Francesco Caio (ex Commissario per l’Agenda digitale) e dal decreto scavi. “A tale riguardo - spiega -, con la recente conversione in legge del decreto “Destinazione Italia”, il decreto scavi ha acquistato maggiore ‘robustezza’ per l’inserimento di due commi che meglio definiscono l’utilizzo di tecniche innovative di scavo per una migliore diffusione della banda larga e ultra-larga. L’intervento del governo dovrà essere pertanto di indirizzo verso tutte le amministrazioni locali nell’inserimento di regole di semplificazione amministrativa per tutti i soggetti privati e di pianificazione all’interno dei loro piani regolatori. Ma servono ulteriori provvedimenti riguardanti l’introduzione della fibra ottica all’interno dei verticali delle abitazioni private. Le smart cities saranno una naturale conseguenza dell’applicazione proprio di queste regole e scenari”. In fondo - osserva Paloschi - “tutte le città e le utilities possono agire con la stessa efficienza e sinergia di azioni tra scavi pubblici e nuove infrastrutture Ict. Le utilities sono pronte e aperte a queste sfide.
“Bisogna evitare di rendere smart le città dimenticando piccoli centri e paesini - ricorda Paloschi - , che rappresentano gran parte del territorio italiano. Occorre prevedere insomma anche una ‘smart country’, altrimenti rischiamo un digital divide tra campagna e città. Anche in Lombardia, motore economico di rilievo, le infrastrutture Ict ci sono ma non sono pervasive. C’è il tema della campagna, quello delle aree rurali e poi la montagna. Una crescita reale non può lasciare fuori considerazioni anche su questi fronti. Perché le smart cities non devono necessariamente fermarsi alle cities”.

MEDITERRANEA DELLE ACQUE, BELTRAMETTI E’ IL NUOVO PRESIDENTE

Luca Beltrametti è il nuovo presidente di Mediterranea delle Acqua, che sostituisce Giovanni Battista Pittaluga. Ad amministrare la società, controllata da Iren Acqua Gas e partecipata dal fondo F2i di Vito Gamberale, resterà l’attuale amministratore, Gian Luigi Devoto. In cda, ancora in quota Comune di Genova, entrerà poi Fabiola Mascardi.

ROMA, IL COMUNE NOMINA IVAN STROZZI AL VERTICE DI AMA

Il comune di Roma - azionista unico - ha nominato nei giorni scorsi il nuovo CdA di Ama, il gestore dei servizi di igiene ambientale della capitale. Si tratta di Ivan Strozzi, Amministratore delegato, e di Rita Caldarozzi e Carolina Cirillo, dirigenti dell’amministrazione comunale. “Per me è un grandissimo onore. Trasparenza e legalita' saranno al centro della mia azione. Oltre a essere un onore gestire un'azienda di queste dimensioni, è un grande onore perchè la struttura economico-finanziaria è complicata e complessa quindi il lavoro sarà impegnativo”. Per Strozzi “le aziende municipalizzate hanno lo spirito di orgoglio di appartenenza ed è necessario risvegliarlo. Mi piacerebbe trasmettere la passione che ho per il mio lavoro e mi auguro di poter ‘toccare’ i dipendenti dell'azienda della stessa volontà”.
Per il sindaco di Roma Ignazio Marino “è una giornata importante, avevo detto che volevo cambiare tutto e oggi si comincia”, esulta. Rivendicando ancora una volta di aver “chiuso la ferita di Malagrotta”, di essere quasi arrivati “al 40% di raccolta differenziata, dal 20 di sette mesi fa” e di aver scelto “il candidato migliore in base al curriculum”.
Strozzi, reggiano di 68 anni e laureato in chimica industriale, è stato negli scorsi anni Amministratore delegato della multiutility spezzina Acam e della torinese Amiat. A Roma, dovrà guidare un’azienda con 7mila dipendenti e circa 700mln di debiti.

Confservizi, anche i servizi pubblici nel testo unico sulla rappresentanza sindacale

Confservizi, la confederazione che riunisce i servizi pubblici locali rappresentati da Asstra, Federambiente e Federutility, ha sottoscritto il Testo unico sulla rappresentanza sindacale con CGIL, CISL e UIL, rafforzando la strada già aperta dalle organizzazioni sindacali nell’accordo siglato con Confindustria lo scorso 10 gennaio.
L’accordo - che segna una svolta per le relazioni industriali e per i meccanismi di riconoscimento della rappresentanza sindacale - si applica quindi anche ai settori energia, acqua, trasporto locale, ambiente, un comparto composto da oltre 900 imprese, ripartite sull’intero territorio nazionale, che occupano oltre 186mila dipendenti, sviluppando un fatturato complessivo di quasi 37 miliardi di euro.
I servizi di pubblica utilità si uniformano così - in materia di rappresentanza - ai settori industriali, in perfetta continuità con il Protocollo d’Intesa che i segretari generali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti avevano siglato insieme al presidente della Confservizi, Giancarlo Cremonesi, lo scorso 1° agosto 2013.
Da parte di Confservizi si sottolinea, in questa occasione, che “il nuovo approccio alla rappresentanza sindacale appare in grado di garantire l’esigibilità degli accordi contrattuali presi a maggioranza e, nel complesso, relazioni sindacali più fluide. Aspetti che ben si adattano alle caratteristiche peculiari dei servizi pubblici, per loro natura universali e incentrati sulla flessibilità verso le esigenze degli utenti, sulla continuità del servizio, sulla responsabilità sociale del ruolo e sul coordinamento operativo con gli enti locali di appartenenza”.

CAGLIARI, LA PROCURA RINUNCIA ALLA RICHIESTA DI FALLIMENTO PER ABBANOA

La Procura della Repubblica di Cagliari non procederà nella richiesta fallimentare per Abbanoa, il gestore idrico sardo. Il pubblico ministero Giangiacomo Pilia ha infatti ritirato la richiesta di fallimento e la decisione, che appare scontata, sarà presa ufficialmente dal magistrato Vincenzo Amato e dovrebbe arrivare prima della pausa estiva. Ad annunciare la notizia, l’assessore regionale ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda. «È stato possibile questo risultato grazie alla collaborazione fra parti dell’amministrazione regionale, che prima erano invece in conflitto fra loro, alla capitalizzazione di oltre 80 milioni della società da parte della Regione e anche grazie all’esito positivo del confronto con le banche sull’esposizione di Abbanoa. Dunque, la situazione non è più catastrofica come sei mesi fa e ora possiamo davvero cominciare una nuova era nella gestione dell’acqua pubblica».
Alla base della svolta, le considerazioni del consulente tecnico della Procura, Giuseppe Aste, che ha riconosciuto l’avvio verso il pieno risanamento della società. In particolare, le prove a discolpa del fallimento sarebbero l’approvazione del bilancio 2013, che si è chiuso con un attivo di oltre 70 milioni, l’avvio della prima capitalizzazione della società - con la Regione che ha già versato in cassa 38 milioni - e la delibera con cui l’Autorità d’ambito ha riconosciuto un conguaglio di 100 milioni sulle tariffe. Tutte voci in attivo che - stando alla perizia ma anche ai documenti presentati dal collegio di difesa, l’ufficio legale della Regione e l’Avvocatura dello Stato - hanno ribaltato la situazione economica del gestore, fino ad allora invischiato nei debiti, seguita anche dalla riorganizzazione interna, con l’arrivo del nuovo amministratore unico, Alessandro Ramazzotti, e l’assegnazione delle deleghe ai dirigenti.
Per Maninchedda: «sono stati quattro mesi di duro lavoro, ma alla fine la magistratura ha riconosciuto il nostro impegno per evitare il tracollo». Adesso - aggiunge l’assessore - occorre «proseguire nel risanamento col possibile aumento di un centesimo a metro cubo dell’acqua e con questa tariffa appena ritoccata finanzieremo un’assicurazione contro le perdite nella rete idrica. Rete su cui vogliamo intervenire subito d’intesa con i Comuni e in bolletta potrebbe essere prevista una quota minima per gli investimenti. Perché da oggi in poi Abbanoa dovrà essere in grado di autofinanziarsi».

ACQUA E ARCHELOGIA: ASA LIVORNO E IL MUSEO DI POPULONIA

Venerdì 28 marzo alle ore 17.00 verrà inaugurata a Piombino, al Museo archeologico del Territorio di Populonia, l’esposizione temporanea dei reperti raccolti durante gli scavi effettuati per la realizzazione del sistema fognario di Baratti e Populonia da parte di ASA SpA in strettissima collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.
Il lungo tracciato per la posa in opera di tubi e pozzetti ha attraversato tutto il Golfo di Baratti imbattendosi, a più riprese, in contesti archeologici ancora intatti.
La perfetta sinergia tra ASA SpA e Soprintendenza ha portato all’acquisizione di nuove importanti conoscenze sulla storia e l’archeologia dell’antico territorio di Populonia. La mostra, corredata da pannelli didattico/descrittivi, esporrà i corredi funerari di otto delle quindici tombe scoperte a Baratti tra Maggio 2012 e Ottobre 2013. Si tratta di contesti rinvenuti integri che hanno restituito oggetti di vita quotidiana in ottimo stato di conservazione.
Come proseguimento dell’inaugurazione, è prevista per sabato 29 marzo un’apertura straordinaria del Museo dalle 10 alle 23 mentre domenica 30 marzo, dalle 15.30 alle 17.30, verrà proposto il laboratorio “Restaurare la ceramica. La mostra sarà visitabile gratuitamente, nei giorni di apertura del museo, fino al 10 luglio 2014.

A2A: COMITATO PARITETICO, POSITIVO BILANCIO PRIMO ANNO ATTIVITÀ

A un anno dalla firma del protocollo di autoregolazione che ha istituito il Comitato Paritetico, A2A Energia e le Associazioni Consumatori (ACU, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Coniacut, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) fanno un primo, positivo, bilancio delle attività svolte.
Durante il primo anno di attività del Comitato, nessuna pratica commerciale scorretta è stata riscontrata nelle attività svolte da A2A Energia e dai suoi operatori. I principali temi oggetto di verifica e controllo da parte dei membri delle Associazioni e di A2A Energia sono stati: la verifica dei contratti tipo con partner commerciali; la formazione e la qualità dell'operato del personale di partner commerciali di A2A Energia; l'analisi delle principali criticità nel settore delle vendite a distanza, al fine di prevenire eventuali contestazioni. Il Comitato ha potuto verificare sul campo, attraverso visite alla sede del call center e la partecipazione alle sessioni di formazione dei singoli operatori, le buone prassi adottate da A2A Energia volte alla tutela del consumatore, nel pieno rispetto del codice di condotta commerciale definito dall'Autorità per l'energia elettrica il gas ed il sistema idrico.
L'attività messa in campo da A2A Energia e dalle AACC per prevenire eventuali pratiche commerciali scorrette continuerà anche in futuro; un impegno rinnovato contro un fenomeno ancora significativo che vede spesso A2A Energia nel ruolo di vittima al pari dei propri clienti.

PARTECIPATE, COTTARELLI: “IN LEGGE DI STABILITA’ IL PROVVEDIMENTO COMPLESSIVO”

La razionalizzazione delle società partecipate dagli enti locali sara' affrontata complessivamente nelle legge di stabilita'. Lo ha confermato il commissario alla spending review Carlo Cottarelli, in occasione di un incontro al Tesoro, spiegando perche' le misure non sono finite nel decreto 'sblocca-Italia'.
"Le misure non sono finite nello 'sblocca-Italia perche' - ha detto - credo sia meglio intervenire con un provvedimento generale, complessivo, invece di intervenire con qualche misura in un decreto e altre misure in altri decreti". Comunque, ha chiarito, "gia' si prevedeva di intervenire con un provvedimento complessivo nella legge di stabilita'".
Le misure previste da Cottarelli - presentate lo scorso agosto in un piano dettagliato al governo - prevedono la riduzione del numero delle partecipate, misura che da sola potrebbe riportare nelle casse dello Stato, a regime, fino a 3 miliardi di euro.
Il piano invita a intervenire non solo sul numero delle società, ma anche sui numeri dei Cda e sugli stipendi dei manager, prestando invece massima cura alla gestione degli eventuali esuberi (non stimati) attraverso "un percorso non traumatico": per esempio ricorrendo alla Cig in deroga o ai nuovi contratti di “ricollocazione”, attualmente in via di sperimentazione.
Dallo studio di Cottarelli emergerebbero circa 3mila “scatole vuote”, ovvero società che hanno meno dipendenti che cariche nei consigli di amministrazione (ce ne sono 1213 che non hanno nemmeno un dipendente e altre 1407 che ne hanno al massimo cinque).
L'attenzione si è concentrata soprattutto sulle società che non servono al “core business” dell'amministrazione pubblica, identificata da una lista in 12 capitoli che comprende servizi come acqua, elettricità, trasporti locali, rifiuti o manutenzione delle strade.

FEDERAMBIENTE, FILIPPO BRANDOLINI ELETTO PRESIDENTE

Filippo Brandolini, Consigliere d’Amministrazione Hera e Presidente di Herambiente, è stato eletto nei giorni scorsi all’unanimità Presidente di Federambiente, l’associazione nazionale che riunisce imprese, aziende e consorzi che gestiscono servizi d'igiene e risanamento ambientale di cui era già Vicepresidente.
Federambiente riunisce attualmente 191 aderenti tra società di capitali, consorzi, aziende speciali, enti locali ed altri soggetti operanti nel settore ambientale, al servizio di circa 37 milioni di cittadini distribuiti su circa 3.500 comuni. Il comparto complessivamente fattura 4,6 miliardi di euro l’anno, gestendo
22,5 milioni di tonnellate annue di rifiuti speciali e urbani.
Ravennate, 50 anni, Brandolini ha alle spalle una lunga esperienza come amministratore del comune di Ravenna dal 1992 al 1999. Successivamente ha ricoperto la carica di Presidente di Area, multiservizi di Ravenna, confluita nel 2002 in Hera. Brandolini è inoltre membro della Giunta Esecutiva di Confservizi e del Consiglio Direttivo dell’Associazione ATIA-ISWA ITALIA, l’organismo internazionale che riunisce le imprese del settore ambiente.
“Sono onorato di poter rappresentare un settore strategico per lo sviluppo e la qualità della vita del Paese”, afferma Brandolini. “Le numerose emergenze ambientali in corso, legate alla mancanza di cicli di gestione del rifiuto efficienti e virtuosi, dimostrano l’assoluta urgenza di lavorare, assieme alle istituzioni nazionali e del territorio, per incrementare la dotazione impiantistica e i modelli organizzativi e gestionali di un sistema di imprese ancora troppo polverizzato. Il sistema delle imprese di Federambiente è pronto a fare la propria parte attraverso il proprio know-how e la capacità di investimento ed innovazione. Tutto questo può però avvenire solo all’interno di un quadro normativo chiaro e stabile, che l’intero settore ambiente sta purtroppo attendendo da troppo tempo”.

ROMA, FORTINI NUOVO AD DI AMA

Daniele Fortini è il nuovo presidente e amministratore delegato di Ama, la società del comune di Roma per i servizi ambientali. Dal 2008, Fortini ha ricoperto lo stesso incarico per l’azienda napoletana Asìa, e in precedenza è stato consigliere delegato della Publiservizi di Firenze, dirigente di Confservizi-Cispel Toscana, consigliere dell’Agenzia regionale toscana per l’ambiente e sindaco di Orbetello. E’ presidente di Federambiente dal 2005. La nomina di Fortini arriva dopo il passo indietro di Ivan Strozzi per l’avviso di garanzia ricevuto dalla procura di Patti (ME) nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione dei rifiuti.
«I capisaldi della nostra strategia sono chiari: no alla costruzione di termovalorizzatori, innalzamento della raccolta differenziata in città al 65% entro il 2015, realizzazione ed avvio di impianti biodigestori anaerobici», spiegano in una nota congiunta il sindaco di Roma e l’assessore all’ambiente Estella Marino.
"Mi atterrò all'indirizzo dell'amministrazione, che è quello di sviluppare la raccolta differenziata e l'impiantistica per il recupero di materia in modo da minimizzare le necessità di smaltimento, sia che si tratti di recupero energetico che di discariche”. Così Fortini nella sua prima intervista (La Repubblica), nella quale afferma che il problema vero “è sviluppare in modo ossessivo il recupero dai rifiuti e usare gli impianti industriali che già ci sono e che dovremmo rendere sufficienti, così da diminuire la necessità di smaltire la spazzatura fuori città". L’obiettivo quindi sarà quello di rinnovare e ampliare “gli impianti di trattamento esistenti o già pianificati dal Comune".

NAPOLI, NUOVO CDA PER GORI. LABOCCETTA PRESIDENTE E MARATI CONFERMATO AD

Cambio ufficializzato per il vertice della Società che gestisce il Servizio Idrico Integrato nell’ATO 3 Sarnese-Vesuviano. L’Assemblea dei Soci di GORI ha affidato ad Amedeo Laboccetta il ruolo di Presidente. Napoletano, ex deputato Pdl, Laboccetta ha “accettato con onore l’incarico che mi è stato affidato perché ritengo quello idrico un settore di grande rilevanza strategica per il nostro Paese. Sono fortemente motivato - ha detto - e fornirò il mio contributo affinché l’Azienda continui a migliorare le proprie performance, con l’obiettivo principale di offrire ai cittadini dei 76 comuni dell’ATO 3 Campania un servizio qualitativamente sempre migliore”.
L’Assemblea dei soci ha poi confermato Giovanni Paolo Marati come amministratore delegato della Società. Ingegnere e dirigente del gruppo Acea (socio di Gori), dal 2003 è in Gori, prima come responsabile della Pianificazione, poi come direttore generale, e infine come Ad. Gori, negli ultimi anni, si è caratterizzata per gli importanti risultati gestionali raggiunti, primo fra tutti quello relativo alla qualità dell’acqua distribuita, con il superamento della deroga qualitativa del parametro fluoro che ha caratterizzato per decenni il territorio vesuviano oltre al miglioramento del livello del servizio in aree con frequenti problemi di carenza idrica. Non meno importante l’azione di risanamento dei conti societari e la ritrovata sinergia con le pubbliche amministrazioni per la realizzazione di interventi necessari al miglioramento del servizio all’utenza.
“Ringrazio i Soci ed il Consiglio di Amministrazione - dichiara Marati - che mi permettono di proseguire nel lavoro avviato negli ultimi anni. Sono stati raggiunti importanti obiettivi, tesi a migliorare il servizio offerto ai cittadini, anche grazie alla collaborazione istituzionale con la Regione Campania e le amministrazioni comunali, avviata d’intesa con il Commissario Straordinario, On. Carlo Sarro e con l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano”.
Gli altri membri del CdA sono: Ranieri Mamalchi (vice presidente), Rachele Iovino, Iolanda Papalini, Antonio Sodano, Francesco Saverio Auriemma, Salvatore Stabile e Maurizio Bruno.

AGICI, WORKSHOP RINNOVABILI: NUOVI INVESTITORI E MODELLI DI BUSINESS

Si svolgerà a Milano il prossimo 1° luglio il VI Workshop Annuale dell’Osservatorio Rinnovabili OIR con la presentazione del tradizionale Rapporto Annuale "I nuovi investitori nelle rinnovabili. Modelli di business in un mercato in evoluzione". A cura di Agici, il workshop affronterà le prospettive di crescita delle rinnovabili in Italia e nel mondo, le strategie di diversificazione tra rinnovabili e fossili, i modelli di business per le rinnovabili in grid-parity.
Altro tema di forte interesse sarà quello relativo al ruolo emergente dei finanziatori non tradizionali nelle rinnovabili, quali fondi pensione, assicurazioni, banche pubbliche, private equity, fondi infrastrutturali, fondi sovrani.
Per iscrizioni e informazioni: Agici.

RENZI COINVOLGE FSI PER LE UTILITY: PRONTI GLI INVESTIMENTI

Una newco per il consolidamento delle utility. Il Fondo Strategico Italiano della Cassa Depositi e Prestiti sta per tornare ad essere il protagonista del consolidamento delle ex municipalizzate. In particolare, scrive MF, una delle ipotesi allo studio prevede la costituzione di una holding dedicata a investire in equity nei settori di pubblica utilità, il cui capitale potrebbe essere aperto a investitori privati con una quota fino al 49%, per una potenza di fuoco che potrebbe arrivare a 2-3 miliardi di euro. Per la verità si tratta di un'idea nata contestualmente all'investimento di FSI in Hera, alla fine del 2013, ma ora che il risiko delle multiutility sembra pronto a ripartire l'opzione è tornata sul tavolo del fondo guidato da Maurizio Tamagnini.
Sul tavolo ci sarebbero già alcuni dossier, relativi in particolare ad aziende attive nel Mezzogiorno, area in cui il braccio finanziario della Cassa Depositi e Prestiti conta di avere un doppio ruolo: di aggregatore e di propulsore per il miglioramento della qualità, dei servizi ai cittadini. In realtà, se le premesse delle ultime settimane si concretizzeranno, nei prossimi mesi le opportunità di investimento nel settore fioriranno un po' ovunque in Italia. Cassa Depositi e Prestiti sarebbe pronta a investire oltre 500 milioni di euro in aziende municipalizzate dopo la chiamata del Primo Ministro Matteo Renzi per il consolidamento del settore. “Vediamo opportunità soprattutto nel sud Italia," ha detto il Chief Executive Officer Giovanni Gorno Tempini in un'intervista ripresa da Bloomberg.
Solo la settimana scorsa, infatti, il sindaco di Torino e presidente dell'Anci, Piero Fassino, ha aperto alla possibilità di una simultanea discesa degli enti locali nel capitale delle utility. La proposta è quella di aprire un tavolo, all'interno dell'associazione dei Comuni, per mettere a punto una regola che stabilisca che le tutte le amministrazioni locali scendano nel capitale delle ex municipalizzate a una quota di massimo il 35%. Di certo un simile intervento potrebbe contare sulla sponda del premier Matteo Renzi, che ha detto più volte di puntare a ridurre sensibilmente il numero delle ex municipalizzate, dalle attuali 8 mila a solo mille nell'arco di tre anni.

COMUNE DI ROMA, NEL PIANO DI RIENTRO ACCORPAMENTI E ALIENAZIONI DI ALCUNE PARTECIPATE

Il piano di rientro del comune di Roma, cui stanno lavorando il sindaco Ignazio Marino e il neo assessore al bilancio Silvia Scozzese, è stato presentato nei giorni scorsi alla giunta e per il 24 giugno sarà discusso con il governo. "Il piano di rientro si divide in tre parti - ha detto il primo cittadino - La prima è l'analisi storica delle modalità con cui è stato creato il disavanzo dal 2009 al 2013. La seconda parte è un'analisi di tutte le misure che intendiamo prendere, alcune delle quali già prese come il bilancio 2014. Silvia Scozzese ha analizzato tutte le voci di spesa, dal numero impressionante di 20mila. La terza parte riguarda un piano di investimenti".
Nello specifico, il piano di investimenti "lo abbiamo suddiviso in alcune macro-aree in modo tale da identificare, rispetto ai risparmi che vanno conseguiti con il taglio alla spesa pubblica e le riduzioni delle partecipate, le aree su cui investire che vanno dall'edilizia al ciclo dei rifiuti ai trasporti fino alla cultura".
Sulle partecipate, ha aggiunto il sindaco, "è stata elaborata una proposta di intervento dividendole in tre grandi settori: servizi pubblici locali, servizi strumentali, servizi relativi ad aziende speciali e mutue assicuratrici". Per ognuno di questi grandi capitoli - ha continuato Marino - sono state fatte delle proposte che in alcuni casi vanno nel proseguimento della partecipazione e in altri prevedono alienazione e accorpamento. Possiamo già dire che il numero di partecipazioni a società che si intende dimensionare verrà ridotto di 15-20".
Marino ha spiegato che "il sottosegretario Giovanni Legnini sta lavorando con Graziano Delrio per definire la convocazione del tavolo istituzionale prima del 24 giugno. Quindi - ha concluso - voglio arrivare per quella data con il piano definito".

AI DOMICILIARI L’EX MINISTRO CLINI: FONDI PER PROGETTI AMBIENTALI ALL’ESTERO

L'ex ministro dell'Ambiente Corrado Clini si trova agli arresti domiciliari perché accusato di aver intascato oltre un milione di euro proveniente da un finanziamento che il governo italiano aveva concesso per il progetto New Eden in Iraq. Il denaro sarebbe finito, attraverso l'emissione di false fatture, su un conto corrente aperto a Lugano, con otto bonifici per complessivi 1.020.000. L'inchiesta è partita dalla procura di Ferrara, che ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare. Clini avrebbe avuto accesso a un conto cifrato in Svizzera, denominato Pesce, nel quale sarebbero confluiti i fondi sottratti al finanziamento del governo italiano per il progetto di risanamento delle acque in Iraq.
L’inizio delle indagini risale all’estate scorsa e aveva per oggetto un flusso di false fatturazioni della società olandese Gbc allo studio d'ingegneria Med Ingegneria Srl, che ha sede a Ferrara e in altre città italiane. La società aderiva al consorzio Nature Iraq, cui partecipavano anche lo Studio Galli Ingegneria di Padova e Iraq Foundation, una ong con sede negli Stati Uniti, attiva nel progetto New Eden. Una prima fase delle indagini aveva visto la collaborazione di Eurojust e della polizia tributaria olandese, e si era conclusa lo scorso luglio con la contestazione, da parte delle Fiamme Gialle ferraresi, di accuse di frode fiscale per l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per 1,5 milioni di euro, con l'iscrizione di cinque indagati per frode fiscale e il sequestro di beni per 330.000 euro disposto dal gip di Ferrara. Lo stesso ex ministro Clini era stato interrogato, l'ottobre scorso, in procura a Ferrara, per le verifiche investigative che gli inquirenti stavano compiendo.
Il dirigente del ministero dell’Ambiente è anche indagato a Roma insieme con la moglie Martina Hauser e altre persone per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione con l'aggravante della transnazionalità. L'inchiesta verte su presunte provviste realizzate tramite progetti per centinaia di milioni realizzati in Cina e Montenegro, rispettivamente per 200 milioni e 14 milioni di euro approvati nell'arco di più di un decennio e riguardano prevalentemente la riqualificazione ambientale di alcune aree. Il sospetto degli inquirenti è che dietro il finanziamento di questi progetti, ottenuti da imprese italiane, ci sia stato un giro di mazzette.

ACQUA PUBBLICA, PROTESTE DEI COMITATI REFERENDARI IN EMILIA E CALABRIA

Proteste degli attivisti dei comitati “Acqua bene comune” in Emilia e Calabria. A Bologna la protesta è contro l’Atersir, ossia l‘Agenzia territoriale per i servizi e i rifiuti dell’Emilia Romagna, che a fine anno ha stabilito nuove tariffe retroattive, fissando in 9,6 milioni di euro la cifra da rimborsare ai cittadini. Dall’altra si schierano invece i comitati referendari, che hanno chiesto di non fare sconti e di considerare l’intero periodo che va da giugno 2011 a dicembre 2013, così da arrivare alla soglia di 150 milioni di euro da redistribuire in tutta la regione. La decisione dell’Atersir è arrivata il 30 dicembre, quando l’agenzia presieduta dal sindaco di Bologna Virginio Merola, che si occupa di determinare la composizione della bolletta, ha approvato le nuove tariffe dell’acqua con valore retroattivo. Quindi valide anche per gli anni 2012 e 2013.
Il provvedimento, spiega l’Atersir in una nota, è stato preso sulla base del “metodo stabilito per legge dall’Aeeg, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, nel settembre del 2013. E prevede la piena copertura dei costi attraverso le tariffe e l’eliminazione della remunerazione fissa del capitale come richiesto ed ottenuto dal referendum”. Da qui il calcolo dei 9,6 milioni di euro da restituire agli utenti. Che corrispondono alla “indebita remunerazione del capitale, ossia l’utile finanziario riconosciuto indebitamente ai gestori e cancellato dal referendum, che i gestori hanno incassato nelle bollette del 2011”.
In Calabria, invece, si è tenuto un presidio al Consiglio regionale del comitato a favore dell’acqua pubblica per chiedere l'avvio della discussione della legge di iniziativa popolare, presentata nel luglio scorso, per un nuovo modello gestionale del Servizio Idrico Integrato in Calabria che rispetti l'esito dei referendum del 2011. Una delegazione del Coordinamento calabrese Bruno Arcuri ha incontrato il Capo di gabinetto del Consiglio regionale, Pasquale Crupi, il Presidente della II commissione, Candeloro Imbalzano, e i consiglieri regionali.
Gli attivisti per l'Acqua Pubblica sono stati informati della particolarità dell'iter previsto per il progetto di legge che, trattando la stessa tematica di una proposta della giunta regionale, deve procedere in una discussione abbinata con l'altro testo. Proprio delle problematiche legate alla proposta di legge della giunta, in attesa di integrazioni da parte del Dipartimento dei Lavori Pubblici, ha costretto la Commissione ha fermare l'iter legislativo. Nonostante questo, il Presidente della IV Commissione, Gianluca Gallo, ha garantito che dalla prima seduta utile inizieranno le audizioni in commissione per la discussione del progetto di legge ''Acqua Bene Comune Calabria”, come appunto chiesto dal presidio.

VERONA, PROGETTO SPERIMENTALE DI AGSM PER TELELETTURA E TELEGESIONE

Agsm Distribuzione si è aggiudicata dall'Aeegsi un finanziamento di 300mila euro per attivare un progetto sperimentale per la telelettura e la telegestione di circa 5.000 punti (tra contatori e sensori), ripartiti sui servizi gas, energia elettrica, teleriscaldamento, acqua, illuminazione pubblica e sensori smart city.
«La sperimentazione - precisa il direttore operativo di Paolo Dall'O' - durerà un paio di anni e sarà realizzata all'interno del Comune di Verona».

ASCOPIAVE, DIVIDENDI RECORD NEL NUOVO BILANCIO. RICONFERMATO IL PRESIDENTE ZUGNO

L’assemblea degli azionisti di Ascopiave ha riconfermato il presidente Fulvio Zugno e approvato il bilancio 2013, che ha riconosciuto un dividendo record: 0,12 centesimi ad azione, in pagamento il 15 maggio 2014. Sul conto economico ha tuttavia pesato il meno 20% dei ricavi, a quota 854,3 milioni rispetto il miliardo dello scorso anno, causa «razionalizzazione del portafoglio clienti», calo dei volumi nelle vendite di gas ed energia elettrica. La marginalità è in aumento: l’Ebitda segna 105,9 milioni (+3,1%), con un utile netto di 41 milioni contro i 29 del 2012 (+37%). La posizione finanziaria netta è di 131,6 milioni, -38,5 milioni sul 2012. Infine il capitolo Sinergie Italiane, società liquidata lo scorso anno, le cui perdite oggi «sono quasi completamente assorbite - dice Zugno - con un piccolo lascito di 280mila euro». «Tre anni fa entrai in un momento di tensione - ha ribadito il presidente- ma abbiamo cambiato il passo, riorganizzato la governance, tagliato i costi, ridotto il perimetro delle partecipate da 27 a 13».
Nel corso dell’anno Ascopiave ha dismesso il ramo fotovoltaico, incassando 4 milioni e cessato la vendita non redditizia del gas all’ingrosso. L’azienda ora, fa sapere il dg Roberto Gumirato, ha pronti 300 milioni per partecipare a una decina di gare d’ambito entro fine anno e aumentare del 50% gli utenti. Gumirato ha però escluso al momento acquisizioni e fusioni: «ora non sono previste acquisizioni, stiamo vedendo società di dimensioni contenute» ha risposto il dg, per il quale all’orizzonte non c’è «nulla di concreto, solo parole finora». Da tempo - oltre all’affare con Amga di Udine, ormai sfumato per la confluenza in Hera - si parla di un interesse per Asm Rovigo e di accordi sulla distribuzione con Agsm Verona.
L’Assemblea, nel confermare Zugno, ha nominato gli altri membri del CdA: Greta Pietrobon, Dimitri Coin, Enrico Quarello e Bruno Piva. L’Assemblea ha poi approvato un nuovo piano di acquisto di azioni proprie, non superiore al 20% del capitale sociale, al valore di un euro ciascuna. A oggi, la società detiene il 5,2% del capitale sociale. Primo socio resta Asco Holding con il 61,5%. Tra i nuovi investitori, anche il Fondo Amber, che a febbraio ha comprato il 3,09% dell’utility trevigiana. «Abbiamo investito in un’ottica di lungo termine - ha precisato il delegato del fondo - vediamo in Ascopiave ottime possibilità e uno dei bilanci più solidi nel mondo delle utility».

ACQUEDOTTO PUGLIESE, NICOLA DI DONNA NUOVO DIRETTORE GENERALE

Nicola Di Donna è stato nominato Direttore Generale di Acquedotto Pugliese SpA, durante l’ultima assemblea svoltasi a fine 2013. Di Donna rimarrà in carica per un triennio solare (e comunque fino ad approvazione del bilancio 2016), rinnovabile e gli sarà corrisposto un compenso annuo lordo - sostitutivo di quello percepito quale dirigente di AQP - di Euro 150 mila oltre incentivo per raggiungimento obiettivi fino ad un massimo di 45 mila euro lordi.
Alla nomina si è giunti attraverso un procedimento di selezione trasparente e rispettoso delle procedure di selezione aziendali. Al fine di rafforzare l’efficienza e l’imparzialità della scelta, la preventiva valutazione e comparazione delle candidature è stata affidata ad una società specializzata. A conclusione dell’attività di screening, alla Regione è stata trasmessa una lista ristretta di candidati, accompagnata da una relazione di sintesi. La Regione Puglia a sua volta ha sottoposto la lista dei candidati al parere di una commissione di tre esperti guidata dal Prof. Nicola Costantino, già Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, che ha proposto il nominativo ritenuto più idoneo a ricoprire l’incarico.
Gioacchino Maselli, amministratore unico di AQP, ha quindi preso atto con soddisfazione della scelta operata dall’azionista e si è detto convinto che “Nicola Di Donna saprà sovrintendere al funzionamento della Società ed a tutte le operazioni relative con l’equilibrio, la lealtà e la competenza che lo contraddistinguono”.
Nel corso dell’Assemblea è stato anche fornito un aggiornamento sullo stato di attuazione dei progetti finanziati con delibere CIPE: dei 66 progetti, 56 hanno completato l’iter di verifica da parte del Ministero dell’Ambiente, per un importo complessivo di 216,6 milioni di euro (di cui 45 relativi all’adeguamento ed al potenziamento di impianti di depurazione).
Per quanto concerne il Piano Industriale, Maselli ha comunicato che il processo di redazione è ormai ben incardinato, essendo in fase di conclusione la verifica dell’efficacia depurativa dei 35 impianti di potenzialità superiore a 50.000 abitanti equivalenti, che rappresentano il 57% del carico totale regionale previsto dal Piano Tutela delle Acque, mentre è stata completata per gli altri impianti oggetto di finanziamento nell’ambito della richiamata deliberazione CIPE; è stata definita la strategia per la gestione dei fanghi per il breve e medio -lungo periodo, orizzonte temporale in cui si prevede un incremento della produzione pari al 67% per effetto degli interventi di adeguamento e potenziamento degli impianti; si propongono soluzioni alternative allo smaltimento dei reflui in trincee drenanti alla luce dell’esperienza maturata nella gestione che ha mostrato l’inefficacia di detti recapiti; è stato, infine, redatto il documento “manutenzione programmata” partendo da un’accurata ricognizione di tutti gli impianti in esercizio.
Quanto sin qui elaborato ha mostrato con evidenza l’opportunità di conseguire una gestione unitaria dei reflui, concentrando in un unico soggetto la conduzione della rete fognaria, degli impianti di sollevamento, degli impianti di depurazione nonché dello smaltimento.

EQUITA SIM, LE UTILIY ALLA PROVA DELLE AGGREGAZIONI

Il settore delle utility è in fermento e, nei prossimi mesi, non sono escluse nuove aggregazioni. Ne è convinta Equita sim, che, in una nota, prevede nuove possibili aggregazioni, con potenziale creazione di valore tra il 10-15%. Hera e Iren sono i due gruppi favoriti e sono 60 le aziende potenzialmente interessanti.
In attesa della pubblicazione degli incentivi definitivi alle aggregazioni (previsti nel dl Sblocca Italia, in corso di limatura da parte del governo), gli analisti fanno il punto sul potenziale mercato di riferimento. Con 1.500 società a partecipazione pubblica, prevalentemente nel segmento idrico e del waste to energy, il mercato dell'M&A nel settore ex municipalizzate ha un potenziale notevole per le società quotate. Sono circa 60 le aziende potenzialmente interessanti per A2A, Hera, Iren e Acea, con un monte ebitda aggredibile per linee esterne di quasi 2 mld di euro. Un ruolo in questo scenario dovrebbe svolgerlo anche la Cdp.
A livello geografico, Piemonte, Veneto/Friuli, Lombardia, Toscana e Lazio sono le regioni con il numero maggiore di aziende target. In Nord Italia sono tre i gruppi che potrebbero diventare degli aggregatori naturali, ossia A2A, Iren e Hera. Hera viene vista da Equita come l'azienda in una posizione migliore.

A2A: PRESENTATE 283 CANDIDATURE PER IL CDA. RANCI RINUNCIA

Pippo Ranci si sfila dalla corsa per la presidenza del futuro consiglio di amministrazione di A2A. “Non ho presentato alcuna candidatura” ha detto all'Ansa l'attuale presidente del consiglio di sorveglianza della multiutility lombarda, nel giorno in cui si sono chiusi i bandi dei Comuni di Brescia e Milano per selezionare i futuri consiglieri di amministrazione. Nel complesso sono state presentate 283 candidature: a Milano ne sono state depositate 53 per il cda e 49 per il collegio sindacale, a Brescia si sono proposti in 85 per il Cda e in 96 per il collegio sindacale. In ballo ci sono otto posti per il consiglio di amministrazione e quattro per il collegio sindacale, che Brescia e Milano, azionisti di A2A con il 55% del capitale, si ripartiranno a metà. La rinuncia di Ranci, in carica dal maggio 2012, potrebbe spianare la strada della presidenza a Giovanni Valotti, presidente della Metropolitana Milanese, le cui quotazioni appaiono in ascesa a Milano, ma anche a Brescia, dove è nato. Ranci era stato chiamato in A2A nel maggio del 2012 dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, per rasserenare gli animi all'interno della multiutility in un periodo difficile e piuttosto conflittuale (la società veniva dal riassetto Edison ed era stata colpita dalla morte di Giuliano Zuccoli).
A questo punto le candidature verranno scrutinate dai comitati di saggi dei due Comuni. Quelle ritenute idonee verranno sottoposte ai sindaci che, entro il 19 maggio, dovranno stilare la lista congiunta in vista dell'assemblea del 13 giugno. Il nono nome, quello dell'amministratore delegato, verrà scelto insieme dai due Comuni: senza l'individuazione di un nome forte, resta favorito l'attuale direttore generale Renato Ravanelli.

ACEA, SLITTA L’ASSEMBLEA. IL SINDACO MARINO: “STRAVOLTO IL CALENDARIO CON DANNO GRAVISSIMO”

Il CdA avrebbe “stravolto il calendario societario” che era stato ufficializzato e che prevedeva l’approvazione del bilancio nel termine ordinario del 30 aprile. Così il sindaco di Roma Ignazio Marino nella lettera di diffida inviata ai vertici di Acea e relativa allo slittamento dell’assemblea decisa dal CdA nei giorni scorsi. Il sindaco aveva chiesto alla società che l’ordine del giorno dell’assemblea recasse non solo l’approvazione del bilancio ma anche la riduzione dei componenti del consiglio di amministrazione, con l’evidente obiettivo di puntare all’azzeramento dei vertici. La società aveva risposto rinviando l’assemblea al 5 giugno.
"Rispetto ai punti all'ordine del giorno richiesti dal socio di maggioranza, la dilazione reca gravissimo danno alla società, agli azionisti e a Roma Capitale -si legge nella lettera di Marino - riguardando sia l'assetto della governance societaria sia gli emolumenti del consiglio di amministrazione che gli attuali componenti stanno continuando a maturare nella inammissibile dilazione che essi stessi stanno generando".
L’ordine del giorno definitivo dell’Assemblea sarà noto solo all’inizio di aprile. Il CdA - recita una nota dell’utility - “terrà conto della richiesta pervenuta dal sindaco di Roma, come comunicato al mercato il 20 marzo, riguardante: riduzione dei componenti del consiglio di amministrazione; nomina del presidente; determinazione del compenso del consiglio di amministrazione”. Anche il collegio sindacale è allineato al cda e “si è riservato di effettuare eventuali ulteriori considerazioni all’esito della definizione dell’ordine del giorno dell’assemblea e delle relative relazioni”.
Il sindaco Marino ha sondato a più riprese la possibilità di una convergenza con gli altri azionisti di riferimento (Caltagirone al 16% e Gaz de France-Suez al 12%) per arrivare ad un avvicendamento condiviso delle cariche apicali.

GERARDO PALOSCHI NUOVO PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE TLC DI FEDERUTILITY

Sarà Gerardo Paloschi, direttore generale di Lineacom, la società ICT del Gruppo Lgh con sedi a Cremona, Pavia e Rovato (BS), a coordinare la commissione telecomunicazioni di Federutility. Paloschi, già membro della commissione nazionale TLC, è stato nominato dalla Giunta Esecutiva della federazione, che punta a valorizzare le eccellenze in materia di information technology, raccolte dalla federazione tra le proprie associate.
"Le Aziende di servizi pubblici locali - ha commentato Paloschi - sono chiamate a giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo digitale del Paese. Il grande patrimonio infrastrutturale presente nel sottosuolo, gestito dalle Utilities italiane, può accelerare la realizzazione della rete nazionale ad alta velocità (ngn), così come determinante può essere la funzione delle Aziende di Servizi pubblici locali nella trasformazione delle città italiane in smart city. L’obiettivo è portare questa disponibilità a porsi come motore dell'economia digitale, anche all’attenzione dei vertici dell'Agenzia per l'Italia Digitale".

BASSANINI, CDP PRONTA A SOSTENERE IL CONSOLIDAMENTO DELLE UTILITY

“Attraverso il fondo strategico siamo disponibili a sostenere con equity il processo di consolidamento delle utility locali”. Lo ha detto Franco Bassanini, presidente della Cassa Depositi Prestiti, nel corso del suo intervento a un convegno sull' energia organizzato da Gdf Suez. Bassanini ha rilevato che “la frammentazione del settore è ancora enorme”. “Occorre un processo di consolidamento - ha proseguito - e se serve un apporto di capitale i nostri strumenti sono a disposizione”.

CEDEC GAS DAY, APPUNTAMENTO A VERONA

Si svolgerà a Verona il prossimo 27 maggio la terza edizione del CEDEC GAS DAY, organizzato da CEDEC - associazione europea rappresentativa delle imprese energetiche a capitale pubblico -, in associazione con AGSM e Dolomiti Energia e Federutility.
La giornata, la cui partecipazione è libera e gratuita, vedrà la presenza in qualità di relatori di membri del Governo, dell’Aeegsi e dell’EIA (Energy International Agency) e costituisce pertanto a pochi mesi dall’avvio della presidenza italiana UE un utile opportunità di discussione e riflessione sulle prospettive del ruolo del gas nel futuro del mix energetico europeo, sul quadro normativo e regolatorio per gli investimenti nelle reti di distribuzione e generazione, nonché sul potenziale delle tecnologie di conversione power to gas.
Per iscrizioni e informazioni: Federutility.

ASCOPIAVE: IL CDA NOMINA AMMINISTRATORE CLAUDIO PARON

Il Cda di Ascopiave ha nominato Claudio Paron nuovo amministratore della società, in sostituzione di Bruno Piva, eletto dalla lista presentata dal socio di minoranza Asm Rovigo, risultata seconda per numero di voti ottenuti, nell'ambito dell'assemblea dei soci del 24 aprile 2014.

CEDEC, RUDI OSS DI DOLOMITI ENERGIA E’ IL NUOVO PRESIDENTE. CIGOLINI (AGSM) NEL CDA

Il CEDEC, la Federazione europea delle utility energetiche locali, ha un nuovo presidente. Rudi Oss, presidente di Dolomiti Energia, è stato eletto all’unanimità, sostituendo Bernd Wilmert. Oss sarà coadiuvato da 4 vice presidenti: Luc Hujoel (Sibelga, Belgio), André Jurjus (Netbeheer Nederland, Olanda), Akhobi Sitou (Seolis, Francia) e Bernd Wilmert (Stadtwerke Bochum, Germani).
Oss ha espresso l’auspicio che Cedec possa continuare a rappresentare con una sola voce le istanze delle utility locali nella definizione delle politiche energetiche europee. “Le caratteristiche delle nostre imprese e il contributo da esse offerto ai territori di riferimento in termini di sistemi energetici sostenibili, di sicurezza negli approvvigionamenti e di sostegno alle economie locali, non sono mai stati tanto importanti quanto oggi. Nella vicinanza quotidiana a cittadini e utenti il senso della nostra missione di accompagnamento verso la transizione energetica”.
Nel Consiglio di amministrazione anche Giampietro Cigolini, direttore generale di Agsm Verona.
Cedec è un’organizzazione no profit che riunisce oltre 1500 aziende dell’elettricità, del gas e delle connessioni, fornendo servizi a più di 85milioni di clienti in nove paesi europei (Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Svizzera) per un fatturato annuo di 120miliardi di euro.

BERGAMO, NUOVO CDA PER HIDROGEST. SULLO SFONDO IL NODO CON UNIACQUE

Gian Maria Mazzola è stato confermato presidente di Hidrogest, la società che gestisce il servizio idrico in 30 Comuni bergamaschi; mentre Marco Donadoni è il nuovo amministratore delegato. La società sta gestendo da qualche tempo un contenzioso che la vede contrapposta all’Ato e ad Uniacque, l’altro gestore. Il Tar ha infatti stabilito che Hidrogest entri nel gestore unico (Uniacque), ma contro la sentenza dei giudici amministrativi Hidrogest ha presentato appello al Consiglio di Stato (udienza fissata a dicembre).
«Noi siamo disponibili a riprendere il dialogo con tutti gli attori del sistema per giungere ad una soluzione condivisa. Ricordo che non siamo stati noi ad interrompere il tavolo in Provincia» spiega il presidente Mazzola. Che precisa: «Siamo pronti a trovare una soluzione condivisa che vada nella direzione del mantenimento della nostra autonomia economica-gestionale, trovando forme di sinergia con Uniacque». «Non spetta a noi dire da dove si dovrà ripartire con Uniacque - spiega l’ad Donadoni -, si dovrà trovare la forma giuridica adeguata, la Scarl, la Società consortile a responsabilità limitata, potrebbe essere una soluzione. Fondamentale per noi è mantenere l'economia gestionale ed economica finanziaria all'interno di un percorso unitario. Con la Scarl le società sono tutte sullo stesso piano ma con pesi diversi».
Nei prossimi cinque anni il nuovo Cda di Hidrogest lavorerà in continuità con quanto fatto finora. «Abbiamo ottenuto risultati in termini di contenimento della tariffa, 0,95 al metro cubo, tra le più basse della provincia» aggiunge Mazzola. In programma c'è anche un piano d'investimenti da 18 milioni.

HERA, AMGA UDINE APPROVA IL PROGETTO DI FUSIONE

I cda di Hera e Amga (azienda multiservizi controllata al 58,69 per cento dal Comune di Udine), hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Amga in Hera. Dopo la fusione, che sarà ratificata dalle assemblee entro il 23 aprile e sarà operativa dal 1° luglio, seguirà il conferimento delle attività di distribuzione gas di Amga a AcegasAps. La direzione “Distribuzione Gas” avrà sede a Udine, riporterà direttamente al Direttore Generale di AcegasAPS e svolgerà la funzione di coordinamento e controllo di tutte le attività del settore “Distribuzione Gas” del Gruppo Hera nelle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto. La vendita energia e gestione calore verrà conferita a Hera Comm, che manterrà autonomia giuridica, ragione sociale e sede legale nella città friulana. Il Comune di Udine sarà nel patto di sindacato di Hera e nel cda di AcegasAps.
“L'integrazione tra le due realtà - si legge in una nota diffusa da Hera - potrà consentire di valorizzare al meglio le rispettive strutture industriali nei settori gas, energia elettrica, illuminazione pubblica, gestione impianti e cogenerazione, nonché nelle attività collegate, sia sulle dimensioni di scala sia in quelle di presidio della filiera, anche grazie al trasferimento verso Amga delle piattaforme tecnologiche e del know-how sviluppati dal Gruppo Hera”.
“L'aggregazione di Amga - continua ancora la nota - segue di pochi mesi il rafforzamento del Gruppo Hera (sempre attraverso AcegasAps), nelle attività nella Provincia di Gorizia e, dunque, rappresenta un ulteriore passaggio nella politica di sviluppo e razionalizzazione della presenza del gruppo in Friuli Venezia Giulia, che può già contare sul radicamento industriale e operativo di AcegasAps, integrata a inizio 2013. La nuova realtà, omogenea territorialmente e in grado di valorizzare la base industriale già presente, potrà, con ancora maggiore efficienza ed efficacia, rispondere alle crescenti necessità di servizio del territorio”.
“Tra gli obiettivi - si legge ancora - coerentemente con quanto indicato nel piano industriale 2013-2017, ci sono il prosieguo del percorso di crescita del Gruppo Hera, avvenuto, inoltre, grazie al recente aumento di capitale conseguente anche alle intese raggiunte con il Fondo Strategico Italiano e l’ottimizzazione della presenza industriale in Bulgaria, dove sia Amga che AcegasAps sono attive nella distribuzione e vendita del gas a clientela civile e industriale”.

IL NUOVO MINISTRO DELL'AMBIENTE, GIANLUCA GALLETTI: "PRIMI PROVVEDIMENTI SULL'IDROGEOLOGICO"

“In Italia abbiamo un problema idrogeologico che si perpetua da anni: ritengo che i primi provvedimenti debbano riguardare questo". Lo ha detto il neoministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, arrivando sabato al Quirinale. "Io sono stato scelto da Renzi - ha aggiunto - e ne sono orgoglioso. Ho esperienze amministrative e politiche e credo di poter far bene il mio lavoro. Dopo mi giudicherete”.
Galletti, già Sottosegretario al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca con il ministro Maria Chiara Carrozza nel Governo Letta, è nato a Bologna il 15 luglio del 1961, è sposato con quattro figli. Laureato in Scienze Economiche e Commerciali presso l'Università degli Studi di Bologna, è dottore commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti. Esercita la libera professione di commercialista in Bologna dal 1989, svolgendo prevalentemente consulenza fiscale, civilistica e societaria per primarie società ed istituti di credito.
Deputato alla Camera nella XV legislatura (2006-2008) è stato riconfermato deputato a Montecitorio nella XVI legislatura (2008-2013) ricoprendo gli incarichi di Vice presidente della V Commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione) dal Novembre 2009 all'Ottobre 2010. Galletti è stato anche componente della VI Commissione (Finanze) dall'Ottobre 2010, Commissione parlamentare per l'attuazione del Federalismo Fiscale (Gennaio 2010), Commissione parlamentare di vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti S.P.A. (Maggio 2009). Conferenza dei Capigruppo (Aprile 2012). Il 2 maggio 2013 viene nominato Sottosegretario di Stato al Miur.

UNIACQUE, APPROVATO IL BILANCIO. MA L’ASSEMBLEA SI SPACCA SULL’AUMENTO DELLE TARIFFE

70 Comuni a favore (pari al 53,93% delle quote), 77 contro (19,56%) e 3 astenuti. Approvato dunque il bilancio di Uniacque, il gestore idrico del bergamasco, con il voto favorevole e pesante della Provincia. Politicamente, hanno votato a favore Lega, alcuni pezzi del Pd e di Forza Italia; contrari i sindaci del Nuovo centrodestra riuniti nel Comitato acqua bene comune e contrari agli aumenti tariffari.
Il consiglio di amministrazione, in scadenza, lavorerà in prorogatio. L’assemblea ha infatti deciso a maggioranza di spostare a maggioranza il rinnovo a dopo le elezioni.
Sull’approvazione hanno pesato gli aumenti tariffari decisi dall’Ato. «Bisogna saperli leggere i bilanci”, ha spiegato l’ad di Uniacque Alessandro Pezzotta. “È scritto che la tariffa poteva avere un incremento massimo del 24,3%, ma invece sarà del 13,4%. E nelle note sono richiamati tutti i motivi perché l’aumento applicato è del 13,4».

A2A: VALOTTI PRESIDENTE E CAMERANO AD

Luca Valerio Camerano, AD, Giovanni Valotti, presidente e Giovanni Comboni, vicepresidente. È questa la terna scelta dai sindaci di Milano e Brescia, principali azionisti di A2A per guidare la superutility lombarda nel prossimo triennio, post passaggio dal sistema duale a quello tradizionale. Un vertice completamente rinnovato, che non avrà alcun esponente dei precedenti consigli. Resta da capire quale sarà il futuro di Renato Ravanelli, attuale direttore generale, la cui posizione sarà vagliata dal nuovo consiglio di amministrazione composto da dodici componenti quando sarà nominato il 13 giugno prossimo al termine dell'assemblea degli azionisti. "Sarà il nuovo Cda che dovrà decidere se puntare su un direttore generale unico, attualmente peraltro ce ne sono due, oltre a Ravanelli c'è anche Paolo Rossetti", sottolinea una fonte politica. A questa decisione si è giunti al fotofinish, a ridosso della scadenza per la presentazione delle liste, dopo un lungo braccio di ferro fra i due primi cittadini, Emilio Delbono per Brescia e Giuliano Pisapia per Milano, che si sono visti nella sede di A2A a Brescia per mettere a punto le liste definitive e chiarire gli ultimi dettagli. Brescia puntava a Ravanelli come AD della nuova A2A, Milano su Stefano Cao, ex direttore generale Eni; ma il gioco dei veti incrociati messo in atto dai due sindaci ha di fatto annullato queste scelte e per questo si è andato su un terzo nome, Camerano appunto, fino a un paio di mesi fa AD della società di vendita Gdf-Suez Energie, parente di Simona Camerano, che entrerà nel Cda di Terna, proveniente dalla Cdp.
Valotti e Comboni, candidati alla presidenza e alla vicepresidenza, sono entrambi bresciani e si sono formati all'Università Bocconi; Valotti è però stato indicato da Milano. Oltre ai tre già citati, i due comuni cui spettano quattro posti hanno designato nel cda anche Cao, Michaela Castelli, Stefano Pareglio (Milano), Elisabetta Ceretti, Fausto Di Mezza e Antonio Bonomo (Brescia). A questi nove si aggiungeranno altri tre presentati dalle minoranze. La lista dei due comuni è comunque composta da tredici nominativi nel caso in cui quella delle minoranza non dovesse essere approvata.

MICELI CONFERMATO SEGRETARIO GENERALE DELLA FILCTEM CGIL

Al termine dei lavori congressuali, Elena Lattuada - a nome della segreteria confederale Cgil - ha proposto al nuovo Direttivo nazionale appena insediatosi la conferma di Emilio Miceli alla guida della Filctem, la Federazione della Cgil che unisce i lavoratori chimici, tessili, dell'energia e delle manifatture.
Il nuovo Comitato direttivo nazionale ha poi votato, a scrutinio segreto, ed eletto Emilio Miceli a segretario generale con 132 voti favorevoli (86,3%), 16 contrari (10,5%) e cinque astenuti (3,2%).
Emilio Miceli, 57 anni, palermitano, una lunga esperienza di direzione in importanti strutture della Cgil (Camera del lavoro di Palermo e Sindacato dei lavoratori della Comunicazione), consigliere Cnel dal
2001 al 2004, dall'ottobre 2013 è il segretario generale della Filctem-Cgil.
“Voglio continuare a cimentarmi - ha esordito Emilio Miceli, appena insediatosi - con una sfida appassionante: quella - ha aggiunto - di rituffarci nelle vertenze per contribuire a ricostruire il
tessuto industriale del paese, oggi troppo lacerato da una crisi senza precedenti. Per questo serve - ha concluso - il contrasto netto a licenziamenti e precariato per la stabilità sociale del paese, e che
rimetta prepotentemente al centro della scena politica investimenti pubblici e privati su innovazione, ricerca e conoscenza, senza i quali non ci sarà futuro né per il Paese, né per i nostri giovani, né tantomeno per la dignità e il valore del lavoro”.

A2A, NEI PATTI PARASOCIALI IL RUOLO DI AGGREGATORE REGIONALE

A2A sarà polo aggregante delle utility lombarde. La notizia è anticipata da Radiocor, che ha visionato i nuovi patti parasociali firmati nelle scorse settimane dai sindaci Giuliano Pisapia ed Emilio Del Bono. Nero su bianco, sono fissate le regole di convivenza tra i due enti locali per il prossimo triennio. Tra queste c'è anche l'intenzione di «rafforzare la produzione di energia da fonti rinnovabili e la raccolta differenziata» oltre che la decisione che il primo presidente della multiutility sarà nominato da Milano.
L'obiettivo delle amministrazioni sarà «favorire lo sviluppo e il rafforzamento della società quale gruppo di riferimento per le aziende del settore dei servizi pubblici locali e dell'energia, operanti nel territorio lombardo». Per questo, i due Comuni «faranno quanto in loro potere affinché tale sviluppo avvenga nel rispetto dei principi di pariteticità e di maggioranza pubblica in capo a Brescia e Milano e senza ricorrere, ove possibile, a ulteriori esborsi o investimenti, in capitale o altro, da parte dei soci».
I patti, infine, stabiliscono anche che la cessione del 5%, che diminuirà la quota dei Comuni al 50% più due azioni, dovrà avvenire entro il 30 giugno, come peraltro annunciato dai due Sindaci.

ASCOPIAVE ACQUISISCE IL 49% DI VERITAS ENERGIA PER 4 MLN

Veritas e Ascopiave hanno perfezionato l’operazione per il trasferimento del 49% del capitale sociale di Veritas Energia, da Veritas ad Ascopiave, che gia’ deteneva una quota pari al 51% del capitale della societa’. Ascopiave arriva cosi’ a detenere il 100% di Veritas Energia.
E’ quanto comunica la societa’ in una nota. Il controvalore pagato per l’acquisizione, pari a 4 milioni di euro, corrisponde ad un enterprise value di Veritas Energia pari a 16,4 milioni di euro.

REGINA, CONFINDUSTRIA STUDIA UNA RIFORMA ORGANICA SERVIZI PUBBLICI

“Stiamo lavorando ad un progetto organico di riforma e reindirizzo di tutti i servizi pubblici: sarà un grande progetto condiviso. Ci auguriamo di arrivare ad una grande conferenza dei servizi pubblici locali” (trasporti, energia, acqua e rifiuti) nei prossimi mesi, dopo averla presentato la proposta condivisa con Confservizi al Governo.
Lo ha detto il vice presidente per lo sviluppo economico di Confindustria Aurelio Regina a margine del Forum di Fs sul trasporto pubblico locale. “Arriveremo ad un progetto strutturale e condiviso di Confindustria che presenteremo nei prossimi mesi”.

HERA CHIUDE LA FUSIONE CON AMGA

Hera ha reso noto che è stato stipulato l'atto di fusione per incorporazione nella stessa Hera di Amga. L'efficacia civilistica della fusione è stata fissata a decorrere dal prossimo primo luglio 2014. Hera emetterà, a servizio della Fusione, 68.196.128 azioni ordinarie, rappresentanti circa il 4,578% del capitale sociale di Hera post fusione, aventi le medesime caratteristiche delle azioni ordinarie in circolazione alla relativa data di emissione.
“L'atto di fusione stipulato conclude positivamente il percorso di integrazione di Amga all'interno del gruppo Hera, iniziato a settembre 2013”, spiega Tomaso Tommasi di Vignano, presidente Hera. “In questi mesi abbiamo potuto approfondire la solidità di un progetto industriale che certamente porterà benefici al territorio di Udine e più in generale alla regione Friuli Venezia-Giulia”.

ACQUE POTABILI: FABIOLA MASCARDI PRESIDENTE SOCIETÀ

Fabiola Mascardi è il nuovo presidente della società Acque Potabili. È stata nominata nei giorni scorsi dal consiglio di amministrazione su indicazione di Iren Acqua Gas, come previsto dai Patti parasociali, e resterà in carica fino alla prossima assemblea degli azionisti convocata per il 27 giugno (15 luglio in seconda convocazione).

BENEVENTO, ALTO CALORE SERVIZI: OK AL BILANCIO 2013, CON PASSIVO DI 5,5 MLN

L’assemblea dei soci dell’Alto Calore servizi ha approvato nei giorni scorsi il bilancio di esercizio per l’anno 2013. Per il Consiglio di amministrazione guidato da Raffaello De Stefano si trattava della prima importante prova a quasi un anno dall’elezione. Il conto è passato con un solo voto contrario e l’Assemblea contava il 64% degli aventi diritto.
Il bilancio illustrato da De Stefano segna una perdita di 5,2 milioni di euro, ma l’azienda non correrebbe alcun pericolo perché il risanamento è stato avviato. Il presidente ha sottolineato che non sono state fatte nuove assunzioni e che si è opposto all’aumento degli stipendi, ha ricordato la sottoscrizione della convenzione con la Consip per ridurre i costi per la fornitura elettrica e l’avvio della nuova governance interna. Poi il percorso per garantire la massima efficienza e trasparenza sugli interventi relativi alla rete ed il passaggio della tariffa a consumo rispetto a quella flat.
De Stefano ha ricordato di aver trovato una soluzione debitoria molto seria, con fatture relative ai consumi di elettricità non pagate da anni. Sono aumentati i ricavi, ma pure il debito complessivo che da 89 milioni è salito a 104 milioni.

AGGREGAZIONI: ACSM - AGAM E GELSIA - AEB FIMRANO LETTERA D’INTENTI

I Consigli di Amministrazione di Acsm Agam S.p.A., Gelsia S.r.l. e AEB S.p.A., nella sua qualità di capogruppo del gruppo Gelsia, hanno approvato la sottoscrizione di una Lettera di Intenti non vincolante con cui sono state condivise le linee guida di un progetto di aggregazione industriale e societaria, il cui avvio è già stato annunciato al mercato con il comunicato congiunto del 21 gennaio scorso.
Gli approfondimenti di questi mesi, effettuati con il supporto dei rispettivi advisor, hanno infatti confermato l’opportunità di perseguire tale progetto in un’ottica di valorizzazione di due realtà, simili e congruenti per caratteristiche industriali e radicamento locale, con prospettive di ulteriore sviluppo comune.
Un orientamento, quello dell’aggregazione, in linea con l’evoluzione del settore, volto alla razionalizzazione con progressiva selezione dei competitori, processo rafforzato dai recenti indirizzi governativi sul tema.
L’obiettivo di entrambe le società è quello di crescere ulteriormente e di consolidare la storica presenza territoriale, confermandosi quale punto di riferimento nei comparti dell’energia e dell’ambiente.
Con il supporto di Banca Profilo S.p.A. - cui è stato conferito l’incarico di comune Financial Advisor del progetto - nonché dei rispettivi advisor legali incaricati (lo Studio Bonelli Erede Pappalardo per AEB/Gelsia e lo Studio Bettini Formigaro Pericu per Acsm Agam), Acsm Agam, Gelsia e AEB nelle prossime settimane intendono definire i termini del progetto di aggregazione, che sarà quindi sottoposto alla valutazione dei rispettivi Consigli di Amministrazione e dei soci.

ACEA: SOCIETÀ IN ‘ROSA’, ANCHE COMITATI CON GUIDA DONNE. NOMINE PER SOCIETA’ DEL GRUPPO

Non solo una presidente donna, ora anche tutti i comitati interni hanno una guida ‘rosa’. Il Consiglio di amministrazione di Acea Spa, presieduto da Catia Tomasetti, ha nominato i membri dei quattro comitati. Il “comitato Controllo e Rischi” è composto da Elisabetta Maggini, Paola Antonia Profeta, Giovanni Giani; quello “Operazioni con Parti Correlate” da Diane d'Arras, Elisabetta Maggini, Paola Antonia Profeta; “il comitato per le Nomine e la Remunerazione” da Elisabetta Maggini, Paola Antonia Profeta, Giovanni Giani; e infine il “comitato etico” da Paola Antonia Profeta, Francesco Caltagirone, Elisabetta Maggini.
Il Consiglio di Amministrazione di Acea ha approvato nei giorni scorsi anche le nomine relative alle società del gruppo, su proposta dell’ad Irace. Paolo Saccani sarà presidente di Acea Ato 2 e Sandro Cecili di Acea Distribuzione. In Publiacqua l’ad designato è Alessandro Carfi mentre in Gori è attesa Claudio Cosentino, nei due anni appena trascorsi direttore dell’area idrico ambientale di Federutility.

CESARE DE MICHELIS NUOVO PRESIDENTE DI EXPO VENICE

Cesare De Michelis si è formalmente insediato alla Presidenza di Expo Venice, società della quale era già vicepresidente. Il mandato, su indicazione del CdA, è di dare continuità al progetto iniziato da Piergiacomo Ferrari, guidando la società fieristica veneziana in un momento di crescita e forte evoluzione grazie al recente aumento di capitale sociale e all'ingresso di nuovi importanti soci come Veneto Sviluppo e Ente Autonomo per le Fiere di Verona.
Il primo obiettivo è cogliere al meglio le opportunità che si presenteranno nel 2015, anno dell'Expo. Expo Venice è infatti promotrice del progetto Aquae 2015, esposizione di carattere culturale e commerciale dedicata all'acqua come elemento fondamentale per la vita, collaterale di Expo Milano 2015. Per l'occasione Condotte Immobiliare sta realizzando nell'area di Vega 2 un quartiere polifunzionale dedicato ad esposizioni e attività convegnistiche che avrà come obiettivo rafforzare il processo di riconversione di Porto Marghera da polo chimico industriale e polo del terziario avanzato.
''Expo Venice è ormai una delle principali realtà private nella produzione di eventi culturali e commerciali a Venezia - afferma Cesare De Michelis - le opportunità che si presenteranno con Expo 2015 rafforzeranno la società nel percorso virtuoso finalizzato a portare a Venezia turismo di qualità legato alla convegnistica, alle fiere e ai grandi eventi. Per fare questo Expo Venice mira a rafforzare la sinergia con l'Amministrazione Comunale e altre grandi Istituzioni.''

ROMA: MARINO, IN ACEA DIFENDO GLI INTERESSI DEI CITTADINI, NON QUELLI DEGLI AZIONISTI


“Non voglio criticare o aggredire i vertici dell'Acea. Voglio semplicemente dire che l'Acea è un'azienda quotata in borsa e va rispettata come tale. Bisogna però utilizzare la prudenza necessaria di separare la politica e il mondo dell'economia. Ma l'Acea è anche una società che, per il 51% è posseduta dal Comune di Roma e la sua mission principale, dal punto di vista del Comune, sono i servizi. In questo momento, come sindaco, devo difendere i servizi e i cittadini romani e non gli interessi degli azionisti”. È quanto ha dichiarato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervenendo ai microfoni di TeleRadioStereo.
Nel corso del suo intervento, il sindaco di Roma ha poi ricordato che ci sono zone della città in cui si costruì senza prevedere l'allaccio alla rete fognaria o all'acqua potabile. “Il compito del Comune è oggi quello di sanare quelle situazioni - ha ribadito ancora Marino - . Per chiunque si troverà a fare la campagna elettorale nel 2018, quelli dell'allacciamento alla rete fognaria, dell'illuminazione, della possibilità di avere l'acqua potabile - ovunque nella nostra città - non dovranno più essere temi elettorali, perché ho l'ambizione di risolverli entro i 4 anni”

ASCOPIAVE, ZUGNO VERSO LA RICONFERMA

Fulvio Zugno sarà riconfermato presidente di Ascopiave. Lo scrive il Quotidiano energia, anticipando che l’ufficializzazione si avrà solo all’assemblea del 24 aprile. Eppure, - scrive il giornale - “guardando alle liste presentate dal socio di maggioranza (61,5%) Asco Holding per il rinnovo del CdA non paiono esserci dubbi, visto che il nome di Zugno figura in cima.

BARI, SPERIMENTAZIONE AEEGSI CON AMGAS - ENEL DISTRIBUZIONE - AQP E COMUNE

Bari si conferma città dell’innovazione: l’Aeegsi ha infatti selezionato il progetto FRII Bari (Facciamo Rete Integrando Innovando per Bari), progetto pilota per la realizzazione di un sistema integrato di telegestione multi -servizi promosso da Amgas, Enel Distribuzione, Acquedotto Pugliese e Comune di Bari. Il progetto è uno dei sette selezionati dall’Autorità per il finanziamento, come previsto del bando pubblicato con Deliberazione 393/2013/R/gas del 19 settembre 2013. Nella logica di “Smart City”, il Progetto prevede l’implementazione di un sistema di telelettura e telegestione multi- servizio, con infrastruttura di comunicazione condivisa, di contatori di gas naturale e di acqua congiuntamente ad altri servizi di pubblica utilità, quali calore, illuminazione pubblica e gestione energetica. E’ previsto inoltre un canale web che consentirà ai clienti di verificare periodicamente i propri consumi ed un’applicazione su piattaforma innovativa per l’accesso a tali dati da tablet o smartphone. Il costo totale del progetto di Bari è di oltre 2.6 milioni di Euro.
La telegestione dei contatori d’utenza offre diversi benefici: il contenimento dei costi e l’ottimizzazione della gestione; una corretta gestione dei flussi di dati e dei livelli di servizio; la eliminazione di incertezze e presunti nella fatturazione; la possibilità di intervento da remoto; la messa a disposizione del cliente finale delle informazioni relative ai propri consumi storici; la possibilità di applicazioni smart home; un più efficace controllo del malfunzionamento dei contatori e delle frodi; un valido supporto nelle operazioni di pianificazione ed ammodernamento reti di distribuzione; la possibilità di applicazione di tariffe multi-orarie.
In aggiunta a tali benefici, ve ne sono altri, non meno importanti, specifici dell’erogazione del servizio di distribuzione idrica, legati alla conoscenza del bilancio idrico ed al controllo delle perdite di rete. Tali dati possono essere d’aiuto, infatti, per programmare con efficacia sempre maggiore, gli investimenti di manutenzione nelle reti di distribuzione, o per l’implementazione di metodologie evolute di pre-localizzazione delle perdite, anche sulla base di modelli statistici che elaborano dati storici mediante specifici algoritmi. Nelle reti di distribuzione, l’infrastruttura potrà gestire altresì grandezze quali la pressione, i parametri di qualità dell’acqua, i dati per la ricerca perdite. Tali dati potranno in futuro costituire la base conoscitiva di un modello integrato di gestione intelligente delle reti idriche (“water smart grid”), consentendo significativi benefici gestionali.
La sperimentazione riguarderà oltre 10.000 punti telegestiti e verrà effettuata su tre differenti aree territoriali, tutte ricadenti nel Comune di Bari. L’attività sperimentale durerà circa due anni: 12 mesi per consentire il completamento delle installazioni dei misuratori e dell’infrastruttura di comunicazione, ulteriori 12 mesi per la gestione e trasmissione dei dati.
Grazie al replacement massivo eseguito negli ultimi anni da Acquedotto Pugliese, oltre l’80% dei misuratori previsti in tele gestione sono già predisposti alla tele lettura e non dovranno essere sostituiti ma solo equipaggiati per la comunicazione radio.

CiboAmico: donati da Hera oltre 10.400 pasti nel 2013

Creare una rete solidale e sostenibile a km zero sul territorio. È questo l’obiettivo di CiboAmico, il progetto avviato da Hera a partire dal 2010 per il recupero dei pasti preparati, ma non consumati, nelle cinque mense dell’azienda, a favore di associazioni onlus che operano sul territorio con persone in situazioni di difficoltà. La giornata nazionale contro lo spreco alimentare, il 5 febbraio, è l’occasione per tracciare il bilancio dell’anno appena trascorso: nel 2013 sono state quasi 4,5 le tonnellate di cibo recuperato da Hera, corrispondenti a 10.400 pasti.
L’attività è realizzata con il supporto di Last Minute Market, società spin-off dell’Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco e la sostenibilità ambientale, e la collaborazione di Concerta, la società che gestisce le mense di Hera.
Il progetto è oggi attivo nelle mense aziendali Hera di Bologna e Granarolo dell’Emilia (Bo), Imola, Rimini e Ferrara. Nel 2013 sono stati 42 i pasti completi al giorno recuperati nelle strutture coinvolte, per un totale di 10.400 nel corso dell’intero anno, e donati a 5 associazioni onlus del territorio che complessivamente ospitano oltre 270 persone. I benefici di questa azione sono sociali, economici e ambientali, a partire dalla prevenzione della produzione di rifiuti (4,5 tonnellate corrispondono alla capienza di circa 10 cassonetti), dal riutilizzo delle eccedenze e dall’avere evitato lo spreco di acqua, energia e consumo di terreno che sono stati necessari alla loro produzione. Dall’inizio del progetto a tutto il 2013 sono stati complessivamente donati circa 38.000 pasti, per un valore economico complessivo di oltre 150.000 euro.
Per Filippo Bocchi, Direttore Corporate Social Responsibility del Gruppo Hera, “la sostenibilità deve essere una caratteristica che permea tutti i settori dell’azienda ed avere ricadute concrete anche verso l’esterno. Questo progetto ci ha consentito di creare una rete solidale sul territorio tra soggetti diversi sensibilizzando i lavoratori sugli aspetti ambientali ma soprattutto sociali connessi allo spreco alimentare”.
Per il prof. Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market e direttore del Dipartimento di Scienze agroalimentari dell’Università di Bologna, “CiboAmico dimostra che coniugare la sostenibilità con la solidarietà non solo è possibile ma anche conveniente”.

PRODI, CON L'EXPO L'ITALIA SI CANDIDI A CENTRO MONDIALE DELL'ACQUA

"In occasione dell'Expo 2015 vorrei che l'Italia prendesse un impegno forte di fronte al mondo per creare un centro mondiale che si occupi dell'acqua in tutti i suoi aspetti, quelli giuridici, militari, di irrigazione e tecnologici". Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervenendo ad un evento a Roma nei giorni scorsi.
Prodi, che è inviato Onu in Africa, ha spiegato che "finché non ci sarà un'autorità mondiale, l'acqua sarà una grande fonte di tensione per la storia futura, basterebbe invece gestirla per ridurre i problemi, con un po' di organizzazione e tecnologie si può utilizzare un decimo dell'acqua per irrigare, e in questo senso l'Italia può dare un buon esempio con la pianura padana".

ASSOGAS, RINNOVATO IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Si è svolta a Milano l'Assemblea annuale di Assogas (Associazione Nazionale Industriali Privati Gas e Servizi energetici). Oltre alla consueta approvazione del bilancio annuale, le 45 aziende intervenute hanno provveduto a rinnovare il Consiglio Direttivo per il quadriennio 2014-2017. L'Assemblea ha confermato molti dei consiglieri già in carica nel periodo 2010-2013 inserendone dei nuovi in rappresentanza delle aziende che si sono recentemente associate. Il nuovo Consiglio risulta pertanto composto da Stefano Bolla - Presidente; Flavio Aldini - vice presidente; Pier Paolo Carini - Vice Presidente; Emilio Montani - vice presidente; Francesco Carcioffo - Vice Presidente; Marco Meo; Michele Sadori; Andrea Ardissone; Gianfranco Bedussi; Carlo Bambini; Marco Barzaghi; Andrea Bolla; Stefano Canesi; Achille Capelli; Domenico Piazzini; Carlo Porta; Loredana Spotti. Il presidente, Stefano Bolla, riconfermato lo scorso anno per il triennio 2013-2015, nel corso della sua relazione annuale ha sottolineato come “il rafforzamento della struttura organizzativa attuato negli ultimi due anni ha permesso all'associazione di potenziare i servizi offerti alle proprie aziende associate e di qualificarsi come un interlocutore di riferimento per le Istituzioni del settore energetico”.
L'Associazione, fondata nel 1979 e aderente a Confindustria da circa un ventennio, rappresenta oggi circa 80 aziende di media dimensione, aziende private, pubbliche, multiservizi, cooperative ad aziende quotate alla Borsa italiana. “La caratteristica delle nostre associate - ha commentato Bolla - è che operano sul mercato senza vincoli o legami con operatori dominanti, italiani o europei. Si tratta in sostanza dei veri soggetti 'entranti', vale a dire degli operatori che hanno creduto nel progetto di liberalizzazione del mercato gas e che, pertanto, sono certamente tra i maggiori interessati allo sviluppo di reali dinamiche competitive nel settore. Per questo ASSOGAS ha fatto della difesa della concorrenza la propria mission associativa ed è convinta che solo la concorrenza possa garantire servizi energetici efficienti e tutelare, quindi, i consumatori. Ci auguriamo - ha aggiunto - che si possa allargare ulteriormente la base associativa, accogliendo tutte quelle imprese che quotidianamente lottano per rimanere sul mercato. Crediamo, infatti, che mantenere una pluralità di operatori nel settore gas sia indispensabile per garantirne lo sviluppo”. Al suo fianco il neo direttore Generale, Marta Bucci, che, alla sua prima Assemblea dopo la nomina dello scorso febbraio, ha aggiunto di “voler lavorare con impegno ed entusiasmo affinchè Assogas possa offrire alle Istituzioni un contributo sempre efficace e propositivo”.

IL COMUNE DI MILANO PENSA A UNA VENDITA “ACCELERATA” DI AZIONI A2A SUL MERCATO

Il Comune di Milano pensa di affidarsi a una “accelerated bookbuild” per la cessione delle azioni di A2A. Lo ha riferito ai capigruppo del Consiglio comunale il sindaco Giuliano Pisapia. La procedura, che dovrà essere concordata con il Comune di Brescia (che ancora non è stato sentito al riguardo), è stata consigliata da Mittel, l'advisor scelto dai due Comuni per la vendita congiunta del 5% della multiutility. La scelta dell'eventuale collocatore sarebbe definita attraverso un bando.
A giocare a favore dell'accelerated bookbuild, che è procedura di vendita sul mercato riservata a investitori istituzionali, rispetto all'asta pubblica, secondo la relazione dell'advisor, sarebbero i tempi celeri per concludere l'operazione e il rischio che una gara per l'intero 5% di azioni vada deserta. La decisione dovrà comunque arrivare in tempi rapidi, in quanto l'operazione si dovrà concludere entro il 19 maggio, termine per la presentazione delle liste per l'assemblea di A2A, in agenda a giugno.

HERA, ANCHE BLACKROCK NEL CAPITALE SOCIALE

E’ un colosso mondiale dell'asset management e da qualche tempo è anche azionista in Hera. Nell'ultima assemblea sono spuntati tre fondi del gruppo BlackRock - che hanno espresso voto favorevole sul bilancio 2013, chiuso con ricavi pari a 4,6 miliardi di euro, un ebitda di 830,7 milioni e un utile netto di pertinenza di 164,9 milioni.
BlackRock Ecosolutions Invt Trust, BlackRock Indexed All-Country Equity e BlackRock Inst Trust Fundsfor Employee Benefit complessivamente hanno depositato oltre 1,3 milioni di azioni Hera per partecipare all'assise, un pacchetto che corrisponde allo 0,1% del capitale dell'ex municipalizzata guidata da Tomaso Tommasi di Vignano. I tre fondi hanno espresso voto contrario sulla politica di remunerazione, in merito alla quale Hera ha stabilito una riduzione dei compensi dei consiglieri e ha anche ridotto da 20 a 14 il numero dei componenti il cda stesso.

FEDERUTILITY, EMANUELA CARTONI ALLA DIREZIONE IDRICO - AMBIENTALE

Cambio alla Direzione Idrico - Ambientale di Federutility, con Emanuela Cartoni che subentra a Claudio Cosentino. 56 anni, ingegnere idraulico, Cartoni lascia la carica di Amministratore Delegato di Acque spa, il gestore idrico del Basso Valdarno. Per il gruppo Acea è Responsabile della funzione Relazioni Soggetti Regolatori. Ricopre vari ruoli nelle società collegate: Amministratore Delegato di Acque Servizi, Presidente di Acque Blu Arno Basso SpA e Consigliere di Amministrazione di Acea ATO2 SpA (gestore del servizio idrico integrato dell’Ato2 Lazio). In precedenza è stata Amministratore Delegato di Publiacqua Ingegneria, Responsabile dei rapporti con l’Autorità d’Ambito di Acque SpA e degli investimenti di Publiacqua SpA e Responsabile della U.O. Tecnica della Direzione Commerciale Italia di ACEA S.p.A..
L'esperienza ormai trentennale nel settore idrico ha riguardato fino al 1999 prevalentemente gli aspetti della pianificazione, progettazione direzione lavori e consulenza tecnica, lavorando in tutto il mondo per la società di ingegneria C. Lotti & Associati.

MULTIUTILITY: GAMBERALE SOGNA GRANDE AGGREGAZIONE PER ACQUA E RIFIUTI

Vito Gamberale sogna che “l'Italia possa dare origine a una grande aggregazione nell'acqua e nei rifiuti”, due settori dove le multiutility sono, a suo dire, “troppe”. L'amministratore delegato di F2i, nel corso dell'assemblea dell'Aifi a Milano, ha spiegato come immagina il futuro per le infrastrutture italiane, un tempo “all'avanguardia nel mondo”: ma ora, dice, “bisogna aggregarle. Non è possibile avere 4mila aziende che gestiscono l'acqua e 6mila i rifiuti”.
Allo stesso modo, il numero uno del fondo infrastrutturale auspica che il Governo vada avanti con le privatizzazioni, ma punti proprio sulle multiutility locali. “I guadagni che ne possono derivare
- spiega - vanno visti in rapporto al debito di quell'ente locale”. Le privatizzazioni degli asset locali possono rispondere anche “alla nuova ondata di interesse da parte degli investitori stranieri in Italia”.
Gamberale ripercorre, durante il convegno Aifi, la storia recente delle multiutility, come Acea, A2a, Iren e Hera, di cui nei primi anni 2000 si è tentata la privatizzazione, “purtroppo rimasta spesso incompiuta”. Secondo il manager, “bisognerebbe avere il coraggio, per settori come l'acqua e i rifiuti, di fare ciò che il
primo Governo di Centrosinistra fece per l'energia elettrica nel 1963, quando, partendo da numerosissimi operatori locali, nacque Enel”.
E questo perché “solo player di dimensioni rilevanti e specializzati possono generare cash flow quantitativamente sufficienti alla realizzazione di nuovi investimenti”. Laddove, invece, “le aziende infrastrutturali sono rimaste totalmente o a maggioranza pubblica, specialmente a livello locale, hanno progressivamente risentito delle carenze della finanza pubblica, di gestioni opache, di inefficienze dovute alla frammentazione degli asset”.
Le infrastrutture, invece, oggi “possono ritornare ad essere un volano di sviluppo, fornendo l'impulso necessario alla ripresa economica del nostro Paese”. La stessa F2i ha offerto “un modello” al
mondo delle infrastrutture in Italia. Gamberale elenca gli ultimi risultati ottenuti dal fondo: nel 2013 ha raggiunto un fatturato di 2,2 miliardi, con Ebitda pari a 850 milioni e investimenti pari al 55%
dell'Ebitda (480 mln). Nelle multiutility, lo spazio deve essere lasciato ai privati: “Il ruolo di aggregatore non può più essere assolto dallo Stato per carenza di finanza pubblica, che, in passato, è stata il motore dello sviluppo delle infrastrutture. La gestione efficiente delle infrastrutture può - conclude - essere perseguita
solo attraverso la finanza privata, purché sana e non speculativa”.

NOVI LIGURE (AL), ACOS: ALLO STUDIO LE GARE GAS O GLI INVESTIMENTI POST INDENNIZZO

Il futuro del Gruppo Acos a un bivio. La società che si occupa delle reti del gas potrebbe infatti abbandonare la storica gestione, per rivolgersi ad altre politiche energetiche come la cogenerazione, la geotermia e proseguire con il fotovoltaico. Una scelta epocale, su cui sono in corso attentissime valutazioni.
La decisione sulla quale sarà chiamato a decidere il Gruppo è determinata dall'appalto gestionale sulle reti e dagli ambiti territoriali, che sono stati ridisegnati. Attualmente Acos gestisce le reti del gas di parte dei due ambiti territoriali di competenza: quello che coinvolge il Novese, l'Acquese e l'Ovadese e l'altro che riguarda il Tortonese e le valli Curone, Borbera e Scrivia, compresi Serravalle, Arquata e Gavi (in totale circa 100 mila abitanti per ciascun ambito). Nei prossimi mesi, quindi, Acos deciderà se e con quali modalità partecipare al bando di gara per la gestione delle reti del gas. Nel caso vincesse, dovrebbe attuare una politica di forti investimenti, reperendo ingenti capitali, non certo facili da trovare.
Potrebbe però non vincere la gara, oppure, semplicemente, astenersi. In entrambi i casi riceverebbe un indennizzo dalla società subentrante superiore ai 35 milioni di euro. Ecco allora che con questa somma Acos potrebbe rilanciarsi verso altre soluzioni imprenditoriali rivolte ad esempio alle fonti di energia alternative, pur venendo meno il settore storico del gas che è uno dei punti di forza dell'intero Gruppo.
«Penso che dovremmo fare il possibile per partecipare e per vincere - sostiene l'amministratore delegato di Acos, Mauro D’Ascenzi-. Per noi sarebbe l'occasione di passare dai 50 mila abitanti serviti, ai 100 mila in un solo ambito. Addirittura a 200 mila, qualora vincessimo in entrambi gli ambiti. Comunque non bisogna mai innamorarsi di nulla. Per cui bisogna valutare la possibilità di altre vantaggiose opportunità che si potrebbero presentare, incassando i soldi dell'indennizzo che ci spetterebbe in caso di non aggiudicazione delle gare a nostro favore. Valuteremo attentamente i pro e i contro che questa operazione implica. La decisione finale sarà intrapresa in assoluta serenità, prendendo appunto in esame tutte le opportunità. Certo, la possibilità di incamerare 30 milioni di euro cedendo il passo a un'altra società ci concederebbe la facoltà di poter intraprendere importanti business nel settore della cogenerazione e in quello del teleriscaldamento».

ASCOTRADE, BUSOLIN CONFERMATO PRESIDENTE

L’Assemblea dei soci di Ascotrade, società di vendita di gas ed energia elettrica di Ascopiave (89%) ha nominato nei giorni scorsi il nuovo Consiglio di Amministrazione. Stefano Busolin è stato confermato Presidente per il secondo mandato.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione di Ascotrade, in carica per il triennio 2014-2016, è composto, oltre che dal Presidente Stefano Busolin, da Roberto Loschi (dal 2004 al 2013 Presidente del Consiglio di Amministrazione della società Treviso Mercati Spa), da Giuseppe Vignato (dal 2013 Amministratore Unico di Bim Gsp Belluno), da Bruno Zanette (dal 2007 Consigliere Comunale di maggioranza a Conegliano) e da Valeriano Beraldo (già consigliere Ascotrade nel precedente triennio).
Il presidente Busolin, dopo aver ringraziato gli Amministratori uscenti Alberto Maniero, Franco Roccon, e il Presidente del Consiglio uscente Gianbattista Rossetti per il lavoro svolto e la professionalità dimostrata, ha affermato: “Gli impegni primari sono di dare continuità all’ottimo lavoro già avviato dal precedente Consiglio di Amministrazione e di capire le esigenze derivanti da un mercato particolarmente dinamico. Ancora grande attenzione alle famiglie e sconti a chi ha un reddito ISEE inferiore ai 20.000 euro. L’impegno dell’azienda è di mantenere un’alta efficienza nella soddisfazione dei bisogni dei clienti. Il programma dei prossimi anni prevede infatti la trasformazione degli uffici commerciali di Ascotrade - 19 in totale distribuiti su tutto il territorio - in punti di riferimento per i clienti, dei veri e propri centri multi-servizio. L’idea è di replicare l’esperienza già avviata con SAVNO e ATS e di estenderla agli altri territori in cui Ascotrade è già presente. Nei nuovi uffici dovremo mettere il cliente nella condizione di poter fare i contratti di luce, gas, acqua e rifiuti, con risparmio di tempi e costi.”
Ascotrade ha chiuso il bilancio 2013 con un utile di esercizio storico di quasi 19 mln.

CONFINDUSTRIA, SI DIMETTE IL VICEPRESIDENTE REGINA

Aurelio Regina, vicepresidente di Confindustria, manager romano, ex presidente di Confindustria Lazio, ha rassegnato le dimissioni. Regina, che è stato uno dei grandi elettori di Squinzi, aveva le deleghe per lo sviluppo e per l’energia, lascia per motivi personali ma anche - scrive AdnKronos - per “fraintendimenti e divergenze” sulla gestione di Viale dell’Astronomia. La decisione si è concretizzata nei giorni scorsi, in occasione del Consiglio di presidenza.
Dopo aver salutato gli uscenti Fulvio Conti, Massimo Sarmi e Paolo Zegna (i primi due se ne vanno perché lasciano il vertice dei rispettivi gruppi, Enel e Poste italiane, il terzo per motivi personali), Squinzi ha annunciato il rimescolamento di alcune deleghe. E l’intenzione di avocare a sé quelle su sviluppo ed energia finora assegnate a Regina, che andrebbero a sommarsi a quelle su Europa e infrastrutture.
A sostituire Regina (che è anche presidente di Credit Suisse Italy e Fondazione Musica per Roma) nella squadra di presidenza sarà con tutta probabilità Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi, a cui Squinzi aveva affidato il compito di gestire la Commissione per la riforma del sistema di rappresentanza degli industriali.

GAIA SPA: LATTANZI NUOVO PRESIDENTE

Nicola Lattanzi è il nuovo presidente di Gaia, il gestore del servizio idrico della Versilia. Eletto all’unanimità dai 40 Comuni soci, è professore associato di Economia aziendale all'Università di Pisa. Accanto a Lattanzi, gli altri componenti del cda sono Claudia Laudanna (vice), Fernando Della Pina, Marina Venturini e Franco Allegretti.
Tutti i sindaci intervenuti hanno espresso i loro ringraziamenti alla presidente uscente, Maria Clorinda Martinengo, per la sua professionalità e competenza, e per la capacità di gestire con grande equilibrio una fase delicata dell'amministrazione della società.

ROVATO, COGEME SPA ENTRA NELL’ASSOCIAZIONE INDUSTRIALE BRESCIANA

Cogeme entra a far parte di Aib, l'associazione industriale bresciana. La multiutility è partecipata da 70 Comunità locali bresciane e bergamasche. «La nostra non è solo un'adesione formale ad Aib - ha voluto sottolineare il presidente di Cogeme, Dario Remo Fogazzi - bensì un'azione coerente per il sistema di relazioni economiche nel quale operiamo. Credo infatti che Aib stia sviluppando un progetto di intensificazione delle proprie attività a supporto della ripresa economica che deve essere sostenuto da parte di tutti i soggetti della nostra provincia».
Soddisfazione arriva direttamente dai vertici di Aib: «Cogeme porterà in Aib un patrimonio di grande valore, costituito anzitutto dal forte radicamento sul territorio e dalla credibilità che su quel territorio l'azienda è stata in grado di ottenere, erogando servizi di qualità - ha sottolineato il direttore di Aib, David Vannozzi - Oltre che un interlocutore rappresentativo e autorevole, Cogeme troverà in Aib servizi professionali e uno stimolo per individuare ambiti di lavoro e necessità comuni tanto alle imprese pubbliche quanto a quelle private».
Nata nel 1970 con l'obiettivo di metanizzare la Franciacorta, Cogeme Spa è cresciuta con il passare degli anni. Dal 2006 è con AEM Cremona prima azionista di Linea Group, holding attiva nei settori ambiente, energia, distribuzione gas, ICT. Cogeme, infine, detiene il 74% di AOB2, società che gestisce il servizio idrico integrato nell'ovest bresciano.

HERA COLLOCA IL PRIMO GREEN BOND ITALIANO, VIA A EMISSIONE DA 500 MILIONI

Finanziare gli investimenti in sostenibilità. È l'obiettivo del primo “green bond” italiano lanciato da Hera, per complessivi 500 milioni, rimborsabili in 10 anni a una cedola del 2,375% e un rendimento pari a 2,436%. Hera inaugura così anche in Italia uno strumento già utilizzato in Europa da altre grandi utility, che mette la finanza al servizio dell'ambiente, raccogliendo risorse che saranno poi destinate specificatamente ad investimenti legati a migliorare le performance ambientali nel territorio. In particolare, i fondi raccolti da Hera saranno finalizzati a finanziare o rifinanziare investimenti già effettuati o previsti nel piano industriale al 2017, negli ambiti della lotta al cambiamento climatico, del miglioramento della qualità dell'aria, del miglioramento della qualità della depurazione acque e della gestione del ciclo dei rifiuti.
Gli ordini per acquistare l'obbligazione hanno raggiunto quota 1,7 miliardi di euro (più di tre volte rispetto all'ammontare emesso), sono stati raccolti principalmente da investitori residenti fuori dall'Italia (75% circa con Francia, Germania e Gran Bretagna che hanno registrato le percentualimaggiori) con una prevalenza di asset manager.

CONSIGLIO COMUNALE DI UDINE: SI ALLA FUSIONE AMGA - HERA

Il Consiglio comunale di Udine ha approvato con 25 voti favorevoli e 16 contrari (41 i presenti) le linee di indirizzo per la fusione tra Amga Multiservizi Spa ed Hera Spa. “Questa operazione - ha commentato il sindaco friulano Furio Honsell - rappresenta il modo migliore per assicurare ad Amga leadership e continuità in un contesto internazionale caratterizzato da forti criticità e in un settore difficile come quello dell’energia. La collaborazione con Hera assicurerà una nuova stagione di investimenti nel campo delle energie rinnovabili e pone la città di Udine in un contesto autenticamente di macro regione europea, perché il capoluogo friulano potrà intervenire nei consessi che decideranno il futuro dell’energia e dei servizi pubblici in questa grande area”.
Honsell ha ricordato poi come la fusione rappresenti “un passo molto importante soprattutto per il territorio e per il Friuli. Finalmente riusciamo a dare un futuro forte a una azienda importante, che diventerà il cervello di gestione delle reti in tutto Triveneto. Una vera e propria multiutility non regionale, ma macroregionale. Il Comune di Udine, infatti, siederà con pari dignità degli altri Comuni all’interno del comitato di indirizzo”.
“A questi vantaggi - ha proseguito - si aggiungono quelli relativi al mantenimento certo dei posti di lavoro, non solo nei numeri, ma anche nel luogo dove attualmente viene svolto. Visto che l’opposizione tanto teme la perdita di friulanità di Amga, mi auguro che quando bisognerà difendere quella del gestore unico dei rifiuti e il fatto che resti completamente in mano pubblica sia possibile trovare il pieno appoggio e la disponibilità sia del centrosinistra, sia del centrodestra”.

HERA, “FONDO DI SOLIDARIETA’” CONTRO LE PERDITE

Si chiama 'Fondo Fughe Acqua’ ed è un nuovo strumento che Hera mette a disposizione dei propri utenti per proteggerli dagli oneri dovuti ai maggiori consumi causati dalle perdite d’acqua accidentali e occulte sulla rete privata. Quelle perdite che si verificano cioè sulla rete di proprietà del cliente (ad esempio su aree verdi) e che possono provocare consumi anomali anche di notevole entità. Basteranno 15 euro all'anno per proteggersi dalle rotture accidentali, con adesione facoltativa e "massima trasparenza sulla gestione".
Il fondo di solidarietà è già stato sperimentato nelle province di Rimini e Ravenna, dove è attivo da diversi anni. Il fenomeno del resto, rileva l'azienda, giustifica questa misura, che diventa ora realtà in tutti i territori in cui è Hera a gestire il servizio idrico: le perdite occulte sono almeno 10 mila all'anno sul territorio gestito da Hera e sono per lo più rotture di tubi e guasti agli impianti interni. Si tratta di perdite che si disperdono nel sottosuolo e non danno luogo a fenomeni evidenti: causano così il prolungarsi nel tempo della dispersione, che assume dimensioni economiche rilevanti senza che l'utente possa accorgersi del problema sul suo impianto. In base ai dati a disposizione di Hera, la bolletta media in caso di fughe si aggira solitamente sui 1.600 euro. I picchi possono però arrivare fino a migliaia di metri cubi d’acqua consumata, con importi anche oltre i 10 mila euro.
In caso di fuga viene rimborsato l'intero importo riferito ai volumi che eccedono dell'80% la media consumi degli anni precedenti, con un limite di 10mila euro in un biennio. Quindi, se un cittadino si vede arrivare una bolletta, ad esempio, con consumi di 2.000 metri cubi (la cui causa è una rottura accidentale) e ha aderito al fondo, non dovrà preoccuparsi: se il suo consumo medio annuale è di 100 metri cubi, pagherà solo l'80% in più del suo abituale consumo, cioè un importo equivalente a 180 metri cubi. La soglia dell'80% funziona da 'franchigia' ed è stata scelta perché è il limite entro il quale, statisticamente, consumi più alti della media non sono riconducibili a eventi straordinari. Per esempio, in una stagione particolarmente siccitosa è possibile che una famiglia si trovi a consumare molto di più di quanto fa di solito.
Altre informazioni su Hera.

METROPOLITANA MILANESE, CORRITORE INDICATO DA PISAPIA PER LA PRESIDENZA

Davide Corritore, ex direttore generale del Comune di Milano, è stato indicato dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, come successore di Giovanni Valotti alla presidenza di Metropolitana Milanese. Valotti si è dimesso dopo essere stato inserito nella lista congiunta dei Comuni di Milano e Brescia per il
rinnovo del board di A2a.
Corritore, riferisce il Comune in una nota, ha esperienze nel campo dell'economia e della finanza e ha occupato ruoli apicali in Deutsche Bank e in Citibank. È stato consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal 2011 al 2013 è stato Direttore Generale del Comune di Milano.

Iren, conclusa con successo l’emissione di un Private Placement per 100 milioni di euro

Iren SpA ha completato con successo in data odierna l’emissione di un Private Placement per un ammontare di 100 milioni di euro con la durata di 5 anni e cedola pari al 3% annuo. Le obbligazioni, quotate alla Borsa Irlandese, sono interamente sottoscritte da Morgan Stanley e sono riservate per la negoziazione ad investitori istituzionali.
L’operazione, che segue il primo collocamento obbligazionario perfezionato e riaperto a ottobre 2013, conferma l’indirizzo strategico definito nel Piano Industriale del Gruppo Iren per rafforzare la propria flessibilità e solidità finanziaria.
L’emissione del prestito obbligazionario contribuisce a migliorare ulteriormente il profilo dell’indebitamento del Gruppo Iren attraverso un allungamento della scadenza media e assicura un maggiore grado di differenziazione delle fonti di finanziamento, riscontrando ancora una volta la favorevole disponibilità del mercato, non solo bancario, a finanziare le attività e i progetti di sviluppo del Gruppo.

MANAGEMENTE DELLE UTILITIES, PREMIATI MANCINI (ENEL) E IRACE (ACEA)

Gianfilippo Mancini, Direttore Divisione Generazione, Energy Management e Mercato Italia di Enel e Alberto Irace, Executive Vice President Water Division di Acea sono i vincitori del premio “Manager Utility dell’anno 2013”. Il primo per la sezione "Energie", e “per i risultati conseguiti nei mercati finali dell’elettricità e del gas in un contesto complesso”; il secondo per quella dei Servizi Pubblici locali e “per i risultati conseguiti nei mercati finali dell’elettricità e del gas in un contesto complesso”.
I premi “Manager Utility dell’anno 2013” sono assegnati da Management delle Utilities e delle Infrastrutture (MUI), la rivista leader in Italia nel settore dei servizi di pubblica utilità, che nel 2013 ha esteso il proprio campo di analisi anche al mondo delle infrastrutture. MUI è diretta da AndreaGilardoni professore di Economia e Gestione delle Imprese all’Università Bocconi. A consegnare i premi sono stati: Renato Ravanelli (A2A), Tomaso Tommasi di Vignano (HERA) e Andrea Gilardoni.
Il premio è assegnato attraverso una votazione segreta in cui l’elettorato attivo è costituito dai componenti dei Comitati Scientifici e d’Onore della Rivista Management delle Utilities e delle Infrastrutture. Ne fanno parte anche autorevolissimi docenti e esponenti di tali settori. Ogni anno sono premiati uno o più operatori dei settori delle Utilities che si sono distinti per il contributo dato allo sviluppo del sistema. Il premio è stato consegnato nei giorni scorsi a Milano (Palazzo Clerici) nel corso del XIV Workshop annuale dell’Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie del Mercato Pan-Europeo delle Utilities.
Gianfilippo Mancini è laureato in Economia a Genova, con una specializzazione in Business Administration presso la Columbia University di New York. Ha lavorato in in Olivetti (ICT) e poi in Enel, dove ricopre la posizione di responsabile della pianificazione e del controllo del Gruppo. Nel 2003 assume la responsabilità della gestione dei combustibili e, poco dopo, di tutto l’Energy Management. Dal 2007 è Direttore della Divisione Generazione ed Energy Management (25 m.di/€ di ricavi annui, 7.000 persone, 40 GW di capacità installata), con responsabilità della produzione e della vendita di energia sui mercati all'ingrosso, nonché dell’approvvigionamento dei combustibili e del trading dei prodotti energetici sui mercati internazionali. Dal 2008 aggiunge a questa responsabilità quella di Direttore della Divisione Mercato (20 m.di/€ di ricavi annui, 14.000 persone), con responsabilità della gestione di 31 milioni di clienti e dello sviluppo del mercato finale dell'energia in Italia.
Alberto Irace lavora ai massimi livelli di management di Acea, il principale operatore italiano del servizio idrico. Amministratore Delegato di diverse aziende del settore in Toscana, è profondo conoscitore delle dinamiche industriali e di regolazione del settore in Italia e all’estero. Ha scritto con Erasmo D’Angelis “Il valore dell’acqua” e “Come riparare l’Italia”. Come Amministratore Delegato della Società Publiacqua SpA, gestore del SII dell'ATO delle province di Firenze, Prato Pistoia ed Arezzo, ha guidato la progettazione e la realizzazione di un sistema di Work Force Management (WFM) introducendo per la prima volta in una società idrica in Italia soluzioni organizzative nuove ed all'avanguardia nel panorama internazionale della gestione dei servizi a rete. Il modello di WFM realizzato in Publiacqua rappresenta un importante elemento strategico di gestione del fattore lavoro, a servizio del miglioramento ed efficientemente di tutti i processi produttivi e del contestuale incremento della qualità del servizio erogato.

LEMENE, ULTIMO SI’ ALLA FUSIONE DI ABL E CAIBT

Il consiglio comunale di San Vito, in provincia di Pordenone, ha approvato nei giorni scorsi il progetto di fusione tra Abl e Caibt, le società che gestiscono il servizio idrico integrato nell'ambito interregionale del Lemene. I due soggetti si fonderanno nella nuova società Livenza Tagliamento acque spa.
Il Comune sanvitese era rimasto l’unico tra i 26 enti locali dell’ambito a non aver ancora votato la fusione tra le due società. La delibera è passata all'unanimità dell'aula, ma il sindaco Antonio DI Bisceglie ha voluto ribadire al consiglio due indicazioni ben precise: che la nuova tariffa d’ambito si orienti verso il basso e che vi sia un rafforzamento del “controllo analogo”.
Di Bisceglie ha portato in consiglio comunale anche un ordine del giorno - approvato - che punta al superamento della Consulta per il servizio idrico integrato dell'ambito territoriale ottimale interregionale del Lemene (Catoi).
Si tratta di un atto - spiega il Gazzettino - preliminare ad un nuovo ambito, solo regionale. Ha quindi citato un parere formulato dalla Direzione centrale ambiente ed energia della Regione, dove si fa riferimento al fatto che l'Amministrazione regionale sta considerando «un riordino complessivo con un possibile eventuale superamento dell'ambito interregionale». L'odg approvato chiede quindi «la salvaguardia della contrattualistica di servizio»: significa tra l'altro che si vuole salvaguardare il rapporto in essere con Ambiente Servizi che gestisce il depuratore di San Vito e del collettore che serve San Vito, Casarsa, Arzene e San Martino. Contratto con il Catoi che scadrà nel 2018 e che non potrà essere rinnovato.

ALESSANDRO CARFI NUOVO AD PUBLIACQUA

Il consiglio d’amministrazione di Publiacqua ha ratificato la nomina di Alessandro Carfì all’incarico di amministratore delegato in sostituzione di Alberto Irace, passato all’Acea di Roma. Ingegnere, classe '68, Carfi arriva a Publiacqua dopo l’esperienza nel settore internazionale di Acea, di cui è stato responsabile dal 2012, e come amministratore delegato di Umbra Acque, soggetto gestore del servizio idrico integrato per il Comune di Perugia e per altri 37 comuni limitrofi.
A Irace è andato il ringraziamento del Cda di Publiacqua a nome di tutta l'azienda per il lavoro svolto dal dicembre 2009. "Un lavoro - si legge in una nota dell'azienda - che ha raggiunto risultati importanti non solo dal punto di vista economico, con l'azienda fiorentina che in questi anni si è consolidata ulteriormente rispetto alle precedenti gestioni, ma anche e soprattutto dal punto di vista dell'innovazione". Con Irace, Publiacqua ha avviato e reso operativi progetti che hanno rivoluzionato il modo di gestire il servizio idrico, come il Work Force Management, e portato a compimento opere strategiche per l'ambiente ed il territorio, come ad esempio l'Emissario in riva sinistra d'Arno (Ersa) che ha reso l'area metropolitana fiorentina una delle prime in Italia ad essere depurata al 100%.
"Ad Alessandro Carfì e ad Alberto Irace un grosso in bocca al lupo per i loro rispettivi nuovi incarichi", conclude la nota di Publiacqua.

ROVIGO, ASM SET RINNOVA IL CDA. GULLI’ CONFERMATO AD

Rinnovati i vertici di Asm Set, l’utility energetica partecipata da Asm (100% comune di Rovigo) e da Ascopiave (al 49%). Nuovo presidente sarà Michele Martinello, in sostituzione di Massimo Bergamin, e consiglieri Elena Chiarion, Giuseppe Scaramozzino e Federico Gallina. Giovanni Gullì è stato confermato come Amministratore delegato.
Negli scorsi mesi, si era analizzata l’ipotesi di cessione ad Ascopiave dell’intero pacchetto azionario di Asm Set, poi fallita per l’opposizione del Consiglio comunale.

BELLUNO, BIM GSP: MINI BOND BEI PER FINANZIARE GLI INVESTIMENTI. BILANCIO IN CRESCITA

Bim Gsp, il gestore del servizio idrico integrato del bellunese, emetterà mini bond. Per l’amministratore unico Giuseppe Vignato «i mini bond costituiscono un'alternativa al credito bancario "nudo e crudo" per il finanziamento di aziende non quotate. Per sostenere futuri investimenti a favore del sistema idrico provinciale, aderiamo all'operazione di "Viveracqua", la società consortile dei gestori del servizio idrico integrato del Veneto. Per una partita limitata, però, pari a cinque milioni di euro. E con collocazione "a fermo", e finanziata per intero dalla Bei, la banca europea degli investimenti. Poi i titoli saranno piazzati su ExtraMot, sistema multilaterale di negoziazione della Borsa italiana per strumenti obbligazionari».
All’avvio della procedura, manca solo l’ok definitivo dal board di Bei «che dovrebbe chiudere la partita il 6 giugno. Entro il 30 di giugno dovrebbe concludersi il funding; e cioè il concreto finanziamento della banca».
Vignato ha poi anticipato i dati più significativi del nuovo bilancio: «Positivi i risultati conseguiti: ricavi per 38 milioni di euro (+7% rispetto al 2012), risultato operativo di 2,1 milioni di euro, cassa generata per oltre 6 milioni di euro, debito complessivo sceso a 68 milioni».
Infine - in merito al ricorso pendente al Tar contro i rincari tariffari decisi dall’ente d’ambito - Vignato conferma di «non essere preoccupato, avendo avuto il sì dell'autorità competente».

ACEA, IL TRIBUNALE RESPINGE IL RICORSO DEL SINDACO. ASSEMBLEA CONFERMATA IL 5 GIUGNO

Per il tribunale di Roma è "non luogo a provvedere sull'istanza di convocazione dell'assemblea ordinaria di Acea, già convocata dal Cda per il 5 giugno 2014", rendendo dunque "inammissibile la domanda di anticipazione della data dell'assemblea per la trattazione degli argomenti indicati da Roma Capitale nella nota del 3 marzo 2014". Così il Tribunale di Roma, che ha respinto il ricorso del sindaco Ignazio Marino teso ad anticipare la convocazione dell’Assemblea di Acea e a definirne l’ordine del giorno relativamente a composizione ed emolumenti del cda.
Per il Campidoglio, il cda "aveva tenuto un comportamento omissivo e dilatorio", tanto da invocare la "violazione dell'articolo 2367 del codice civile che impone che l'assemblea richiesta dal socio sia convocata e si svolga senza ritardo".
"Evidentemente il Consiglio di Amministrazione e il collegio sindacale si è comportato secondo le norme di legge e secondo lo statuto societario. Tant'è vero che il tribunale ha ritenuto di non poter e non dover intervenire sui provvedimenti presi dal consiglio di amministrazione". Così, il presidente di Acea Giancarlo Cremonesi, alla decisione del Tribunale di Roma.
Per Marino "la decisione del Tribunale da un lato prende atto che dopo il nostro ricorso finalmente l'assemblea è stata convocata, esattamente come da noi richiesto, dall'altro conferma il chiaro atteggiamento dilatorio degli attuali vertici della multiutility".

CAP HOLDING: TIROCINI E STAGE FORMATIVI DI ORIENTAMENTO NELLE AZIENDE DEL GRUPPO

38 giovani avranno l’opportunità di intraprendere un’esperienza formativa attraverso gli strumenti del tirocinio e dello stage con il progetto “Diamo spazio all’energia giovane” promosso e sostenuto dal Gruppo CAP. “La formazione delle nuove generazioni - spiega una nota - è considerata un elemento imprescindibile per la crescita della società nel suo complesso, e per questo il Gruppo propone un progetto che consentirà agli studenti di vivere un’esperienza di crescita formativa utile per approfondire l’argomento di ricerca di proprio interesse, comprendendo a fondo le logiche industriali di funzionamento aziendale”.
“Questa importante esperienza - commenta il Presidente di CAP Holding Alessandro Ramazzotti - è un’occasione per avvicinare e verificare modelli e schemi concettuali appresi durante i vari corsi di studio e applicarli alla nostra realtà operativa. Fornire un'opportunità di completamento della formazione accademica e un momento utile per lo sviluppo dei propri interessi all’interno di uno specifico contesto professionale è il nostro impegno per valorizzare la forza delle idee dei giovani.”
Le tipologie di tirocinio formativo e di orientamento offerte sono pubblicate nelle sezioni “Lavora con noi” dei siti aziendali di CAP Holding e Amiacque, dove è inoltre possibile consultare gli annunci di stage e tutte le informazioni per accedere al progetto.
Il Gruppo CAP è una realtà industriale che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Milano, Monza e Brianza, Pavia, Varese, Como secondo il modello in house providing, cioè garantendo il controllo pubblico degli enti soci. Per dimensione e patrimonio il Gruppo si pone tra le più importanti monoutility nel panorama nazionale.

BERGAMO, LA PROVINCIA VALUTA FUSIONE TRA ABM (CALORE) E UNIACQUE

Nel quadro di razionalizzazione delle partecipate dalla provincia di Bergamo, il presidente Ettore Pirovano sta valutando l’opportunità di una fusione per incorporazione tra Abm (interamente proprietà della Provincia e attiva nella gestione calore) e il gestore idrico Uniacque (a sua volta partecipata dalla provincia al 7,17%).
Abm ha nel suo patrimonio le reti dell'acquedotto della pianura bergamasca, una proprietà che «le fu data in dote quando è stata creata», ricorda Pirovano. Ora, visto tra l'altro che uno dei punti deboli di Uniacque è proprio la carenza di patrimonio, l'indirizzo è di procedere all'aggregazione, che porterebbe in Uniacque «un valore di 35 milioni di reti», spiega Pirovano. Il che consentirebbe alla società del servizio idrico di fare degli ammortamenti, e quindi per meccanismi contabili, di pagare meno tasse sui propri ricavi «avendo così più risorse da impiegare per i necessari investimenti».

GRUPPO CAP, AFFIDAMENTO VENTENNALE IN HOUSE PROVIDING

Il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, il presidente di Cap Holding Alessandro Ramazzotti, il presidente di Amiacque Marco Passaretta, il presidente di Ato Provincia di Milano Graziano Musella e il consigliere provinciale Giuseppe Russomanno hanno illustrato nell’ambito di una conferenza stampa i termini della convenzione che sancisce l’attribuzione in house providing, per i prossimi vent’anni, della gestione delle reti e degli impianti al Gruppo Cap.
La nuova realtà aziendale, nata in virtù della fusione di cinque società (Cap Holding, Ianomi, Tam, Tasm e Idra patrimonio) e che insieme al “braccio” operativo Amiacque coordinerà la rete dei Comuni dell’Ambito, ha già stanziato per il periodo 2013-2019 un investimento di oltre 500 milioni di euro. Il gestore unitario si pone al 1° posto in Italia per capitalizzazione ed al 5° posto per fatturato.
Durante l’incontro è stato ribadito che le tariffe della provincia, indicate con un metodo transitorio dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, risultano, ad oggi, tra le più basse in Italia: se nel 2012 si attestavano a 0,9255 €/mc, nel 2013 sono arrivate a 1,0148 €/mc, con un incremento irrisorio del 3,6%. In altre parole, per una famiglia composta da quattro persone, la variazione incide nell’ordine di 13,40 € all’anno.
«La gestione del servizio idrico del Milanese è, da sempre, altamente efficiente - ha dichiarato il presidente Podestà -. Siamo, del resto, ai vertici tra le realtà italiane. Il mutamento che ha caratterizzato questo comparto è giunto al termine con un complesso percorso di fusione realizzato con la collaborazione dei consigli comunali e provinciale. Gli investimenti programmati nei prossimi anni non solo risponderanno a ciò che l’Europa ci ha chiesto ma genereranno anche sul territorio nuove opportunità di lavoro per i nostri cittadini. Ribadisco, infine, che il nostro prodotto ultimo, l’acqua, è di una qualità straordinaria con le sue indiscusse proprietà organolettiche: invitiamo, pertanto, i milanesi a berla con fiducia».
«Il Gruppo CAP è una grande impresa pubblica con un fatturato di 270 milioni di euro annui e un Piano investimenti da 500 milioni di euro fra il 2013 e il 2019: la somma delle storie e della tradizione delle aziende impegnate nel servizio idrico sul territorio - ha aggiunto il presidente di CAP Holding, Alessandro Ramazzotti -. Un’acqua di qualità straordinaria quella del nostro territorio, grazie ad una gestione efficiente, attenta all’ambiente e alle esigenze dei cittadini».

TAR, VIA LIBERA ALL’ACQUISIZIONE DI ISONTINA RETE GAS DA PARTE DI ACEGAS E ITALGAS

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Italgas che aveva impugnato il provvedimento del 17 aprile dell'Antitrust, che vietava il passaggio del controllo congiunto di Isontina Rete Gas (Irg) da Eni e Acegas-Aps a Italgas e Acegas-Aps. È quanto si legge nella sentenza di del Tar del Lazio che ritiene, in sintesi, “il ricorso fondato” e, pertanto, “deve essere accolto con conseguente annullamento del provvedimento impugnato”.
In particolare, si legge, il Collegio osserva “come le finalità dell'operazione siano state fin dall'inizio riassunte e rese pubbliche dalle Parti nell'ambito degli atti societari che hanno evidenziato i benefici derivanti da economie di scala e di miglioramento delle performance operative ed economiche indipendenti dalle gare di Atem e dai tempi del loro svolgimento. La riorganizzazione societaria, in particolare, consente di realizzare immediatamente un nuovo assetto operativo e di razionalizzare l'attività societaria con la previsione del trasferimento ad Irg dei rami d'azienda delle parti negli Atem di riferimento”.
Tale riassetto societario, peraltro, si sottolinea, “seppure in previsione della partecipazione a successive gare, assume una valenza immediata che appare prescindere dall'unicità di scopo ravvisata dalla Agcm nel provvedimento impugnato. L'espletamento delle gare d'Atem, infatti, si esaurirà in un periodo temporale relativamente lungo mentre la riorganizzazione societaria risulta immediatamente operativa e tale da garantire immediati e diretti miglioramenti delle performance operative ed economiche che propendono a far ritenere corretta la finalità dell'operazione volta alla riorganizzazione dell'assetto sociale in vista dalla ottimizzazione della performance”. Infatti, rileva ancora il Collegio, “deve escludersi che Italgas possa rivelarsi un concorrente potenziale di Acegas-Aps e viceversa nell'ambito degli Atem considerati; ciò in quanto, se i vantaggi degli incumbent si considerano dirimenti già a partire dalla soglia del 50%, lo sono a fortiori di fronte alle quote Da tali argomentazioni, dunque, si legge nella sentenza, “deriva che l'operazione di concentrazione non appare idonea a modificare la situazione attualmente esistente e nemmeno utile ad eliminare alcun profilo di illegittima anticoncorrenzialità in assenza dei presupposti di natura economica sul mercato di riferimento”.

FIRENZE, ARCHIVIAZIONE DELL’INDAGINE SULLE TARIFFE PUBLIACQUA

Il Giudice per le indagini preliminari di Firenze Paola Belsito ha firmato nei giorni scorsi il decreto di archiviazione dell'inchiesta riguardante il presunto mancato allineamento delle tariffe del servizio idrico praticate dal gestore Publiacqua, a seguito del referendum. Le ''condotte" attuate da Publiacqua e dal suo Amministratore Delegato Alberto Irace - si legge nelle motivazioni provvedimento di archiviazione - ''certamente non assumono alcun rilievo penale, e rispetto alle quali si potra', se del caso, agire in sede civile''.
Irace, l'ad di Publiacqua e responsabile del settore idrico di Acea, è stato indicato dal sindaco di Roma Ignazio Marino per la carica di Ad nell’utility capitolina.
L'inchiesta toscana, avviata dalla Procura di Pistoia in seguito all'esposto di alcuni comitati referendari, era stata trasferita a Firenze per competenza territoriale.
Davanti alla Corte d'Appello di Firenze, e' stata poi archiviata definitivamente la class action sulla stessa materia, gia' respinta in primo grado. La stessa Autorita' Idrica Toscana, alcuni giorni fa, aveva confermato che Publiacqua ha correttamente applicato la normativa nazionale e regionale.

PIACENZA, SI’ ALLA CREAZIONE DI UNA SOCIETA’ MISTA PER IL SII

La provincia di Piacenza ha approvato il provvedimento relativo alla creazione di una società mista per la gestione del servizio idrico integrato. L’assessore Franco Timpano ha illustrato la proposta: il consiglio locale di Atersir (l’ente pubblico che raccoglie i Comuni del territorio e la Provincia) è l’autorità preposta a decidere sulla forma della società.
“E’ stata scelta una forma mista - ha precisato Timpano - fatto salvo lo studio di fattibilità che adesso illustriamo. Secondo una tabella di marcia che e’ molto stringente, il bando di gara per il servizio idrico nel bacino piacentino dovrà essere pronto per il luglio 2014, e il servizio dovrà essere assegnato per il marzo 2015.
La costituzione della società avverrà con la deliberazione di tutti e 48 i Comuni della Provincia, cui seguirà l’individuazione del partner industriale.

Ascopiave conclude l’acquisizione del 49% di Veritas Energia

È stato perfezionato il trasferimento del 49% del capitale sociale di Veritas Energia ad Ascopiave, che già deteneva una quota pari al 51% del capitale della società: La multiutility veneta arriva così a detenere il 100% di Veritas Energia. Il controvalore pagato per l'acquisizione, pari a 4 milioni di euro, corrisponde ad un enterprise value di Veritas Energia pari a 16,4 milioni di euro.
Per Fulvio Zugno, presidente di Ascopiave, “l'operazione conclusa con Veritas rappresenta un significativo tassello nel percorso di razionalizzazione e rafforzamento degli asset del Gruppo Ascopiave. Dimostriamo, ancora una volta, che alle parole seguono i fatti: le nostre acquisizioni poggiano esclusivamente su basi industriali e si concentrano nel settore del gas, nel quale da tempo abbiamo concentrato le nostre migliori energie”. E Vladimiro Agostini, presidente di Veritas, ha ribadito: “Con la cessione delle quote di Veritas Energia, concentreremo ancor di più le nostre forze nei settori della gestione idrica e ambientale, che hanno raggiunto la piena dimensione d'ambito.” Il direttore generale di Ascopiave, Roberto Gumirato e il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini informano congiuntamente, che “dall'operazione ha preso avvio lo studio di un protocollo d'intenti per la valutazione di ulteriori, proficue collaborazioni tra Veritas e Ascopiave”.

TEA ACQUE, IL TAR AVVIA LA GESTIONE CON IL SOCIO PRIVATO

Il Tar di Brescia ha respinto nei giorni scorsi la richiesta di sospensiva della gara di Tea Acque, stoppando così l’associazione temporanea d’imprese (Ati) arrivata seconda, che vede alleati Costruzione Dondi, F.Imm ed Euromec. In attesa dell’udienza di merito, Tea Acque può quindi firmare i contratti con la cordata vincitrice, che somma la Cpl di Concordia alla Sta di Mantova e alla Impec Costruzioni di Napoli.
Per il presidente di Tea Luigi Gualerzi «non solo l’ordinanza del Tar accoglie le nostre motivazioni, ma si spinge oltre, lasciando intendere che le motivazioni della controparte sono deboli».
A gara, la scelta del socio privato per la gestione del servizio idrico integrato: 60 mln di investimenti in 14 anni. Il bando prevede l’acquisizione da parte del socio privato del 40% del capitale; socio operativo, che riceve in dote i contratti per i lavori messi a gara: (dalla lettura dei contatori alla manutenzione dei depuratori).
«Non c’era alternativa - ripete Gualerzi -. L’affidamento diretto non era conforme, se non ci fossimo messi a posto, saremmo andati a gara. E allora sì che sarebbero arrivate le multinazionali».

A2A, MILANO PROROGA AL 14 APRILE LA SCADENZA PER PRESENTARE LE CANDIDATURE AL CDA

Il Comune di Milano ha deciso di prorogare al 14 aprile la scadenza per la presentazione delle candidature per il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale della società A2A spa. In questo modo Il Comune - si legge in una nota - si uniforma alla data di scadenza del bando che il Comune di Brescia ha pubblicato solo il 4 marzo. L’assemblea ordinaria di A2A spa è prevista il giorno 13 giugno in prima convocazione e il giorno successivo in seconda convocazione. Il bando attualmente pubblicato è il primo per la composizione del CdA in base alla nuova governance, decisa dai consigli comunali di Milano e Brescia, che ha portato al superamento della gestione duale.

BIM BELLUNO INFRASTRUTTURE, OK AL BILANCIO E ZANOLLA RICONFERMATO

Chiude con ricavi pari a 5,2 milioni di euro il bilancio 2013 di Bim Belluno infrastrutture, utility energetica partecipata dai 67 Comuni bellunesi. Positivo anche il risultato operativo (740 mila euro) in crescita rispetto al 2012 (era a 531mila euro). L’utile generato, infine, è di 381 mila euro (+ 54 per cento rispetto al 2012). Consistenti anche gli investimenti sul territorio: 1,5 milioni di euro per allacciamenti ed estensioni di rete. Scende il credito che Bim Infrastrutture ha nei confronti di Bim Gsp (da 6,2 milioni di euro a 2,2). Passando ai debiti, calano quello verso le banche (dagli 11 milioni del 2012 a circa 10) e verso i fornitori. Questi ultimi avanzano 4,4 milioni di euro, ma nei primi sei mesi di quest'anno saranno saldati circa 2,5 milioni alle imprese. In calo, infine, anche i debiti verso i comuni legati al settore dell’idroelettrico.
L’Assemblea dei soci che ha approvato il bilancio ha anche riconfermato Bruno Zanolla alla guida di Bim Infrastutture per i prossimi 3 anni come Amministratore unico.

PAVIA, PARTE LA CORDATA PER LA GARA ATEM

È partita la sfida per l'aggiudicazione del servizio di distribuzione gas nell'Atem Pavia 4-Oltrepo Pavese, come previsto dalla nuova normativa. Lo scorso anno i 78 Comuni che fanno parte dell'Ambito territoriale minimo hanno conferito al comune di Voghera il ruolo di stazione appaltante per la gara. Entro la fine del 2014 sarà presentato il bando per l'affidamento del servizio e, poi, entro metà del 2015 sarà espletata la gara. È un'operazione molto ambita, perché chi la vince si aggiudica le reti gas dell'ambito, per un valore complessivo stimato di 80 milioni di euro.
Alla gara è interessata la Broni-Stradella spa, che dal 2000 gestisce il servizio di distribuzione gas nel comune di Stradella e che vende gas a clienti finali in oltre 100 Comuni, non solo in provincia di Pavia. La società municipalizzata oltrepadana sta cercando di organizzare una cordata insieme ad Asm Voghera e alla privata Libarna Gas. Le tre società insieme arriverebbero così a possedere circa la metà degli impianti dell'ambito, mentre l'altra metà appartiene ad Enel gas, che dovrebbe essere l'altro partecipante alla gara. «L'esito non è affatto scontato - spiega il presidente Luigi Maggi -. Noi stiamo lavorando con gli istituti bancari per ottenere la fideiussione necessaria, in caso di vittoria, per indennizzare i concessionari privati. Si parla di circa 50 milioni di euro». La Broni-Stradella spa, però, vuole partecipare alla cordata con un certo peso, acquisendo la proprietà degli impianti del Comune di Stradella. L'amministrazione comunale non ha ancora preso una decisione definitiva, ma la cessione potrebbe essere vantaggiosa perché metterebbe fine alla questione del lodo Italgas, un contenzioso con la società che aveva in concessione gli impianti prima del 2000, per cui è atteso a breve un pronunciamento della Cassazione su un ricorso presentato dal Comune.

ACQUE SPA, GIOVANNI PAOLO MARATI E’ IL NUOVO AD

Nei giorni scorsi, il Consiglio di Amministrazione di Acque SpA - il gestore idrico del Basso Valdarno - ha nominato Giovanni Paolo Marati nuovo amministratore delegato, che subentra a Emanuela Cartoni. Marati è nato a Martano in provincia di Lecce nel 1961. Laureato con il massimo dei voti in ingegneria civile idraulica presso l’Università di Roma, dopo una lunga esperienza nel settore privato sia in Italia che all’estero, nel 2004 entra a far parte di G.O.R.I. SpA, società che gestisce il servizio idrico integrato per 76 comuni nelle province di Napoli e Salerno, divenendone poi amministratore delegato nel 2009. Dal 2010, inoltre, diviene dirigente del Gruppo Acea, che, come è noto, è il soggetto capofila del socio privato di Acque SpA.
“Nell’augurare buon lavoro all’ingegner Marati e con la certezza che saprà condurre l’Azienda verso nuovi ed importanti risultati - commenta il presidente di Acque SpA Giuseppe Sardu - rivolgo a nome di tutto il cda un caloroso e sincero ringraziamento all’ingegner Cartoni per lo straordinario lavoro svolto alla guida dell’Azienda, che ha seguito sin dalla sua nascita. Grazie al suo prezioso contributo la nostra realtà è cresciuta e si è rafforzata, divenendo una delle principali nel panorama dei gestori idrici italiani e lasciando in eredità un’esperienza fatta di ottimi risultati sia sul piano economico, che nel miglioramento e nell’efficientamento del servizio.”

CONSIGLIO NAZIONALE DELLA GREEN ECONOMY: 6 PROPOSTE PER SEMESTRE UE

Da un lato il fisco 'verde', dall'altro misure per clima ed energia, insieme a pratiche agricole sostenibili, attenzione alle risorse idriche, al settore rifiuti, e alla crescita ecologica per la creazione di nuovi posti di lavoro. Questa la ricetta che il Consiglio nazionale della green economy (composto da 66 organizzazioni, tra le quali Federutility) suggerisce al governo italiano, da prendere in considerazione nel corso del semestre di presidenza Ue.
Le proposte si articolano in 6 punti e sono indirizzate in particolare al presidente del Consiglio, ai ministri dell'Ambiente, dello Sviluppo economico, e al Parlamento. Per quanto riguarda la fiscalità ecologica si propone la rimozione dei sussidi pubblici dannosi per l'ambiente, la contabilità ambientale, lo spostamento "significativo" della tassazione dal lavoro all'ambiente, un meccanismo di 'carbon tax'.
Per clima ed energia si chiedono "tre target distinti, ambiziosi e legalmente vincolanti" su emissioni di gas serra, rinnovabili ed efficienza energetica, affidando molta importanza all'accordo che si raggiungerà alla Conferenza mondiale Onu a Parigi nel 2015. Poi, il sostegno al riutilizzo delle acque reflue per uso agricolo e industriale, attraverso la fissazione di standard europei che superino anche le normative regionali, e la gestione dei rifiuti con linee guida europee per la prevenzione e un obiettivo del 50% di acquisti verdi per le P.A.. Infine il superamento del concetto di Pil meramente economico per pensare al 'benessere' umano, inteso come sviluppo, lavoro ed economia 'verde'.

IREN: COMUNE PARMA, USCITA DA PATTO NON PRELUDE CESSIONE

“L'uscita dal patto di sindacato per tutte le azioni Iren da parte del Comune di Parma non prelude ad una loro cessione” e “avrà effetto solo dall'1 luglio 2015, a quella data nulla vieta di rinegoziare un nuovo patto con i soci pubblici in funzione del numero di azioni che saranno nella disponibilità del Comune”. Lo precisa il Comune di Parma in una nota, dopo la protesta ieri di Cgil, Cisl e Uil che in un comunicato stampa avevano protestato contro “la delibera del Consiglio comunale che ha previsto la (s)vendita progressiva di 52 milioni di azioni Iren”, date “alle banche a garanzia della situazione debitoria di Stt”, una delle partecipate comunali in crisi. L'operazione, spiega il Comune, “rientra nel percorso legato al piano di ristrutturazione del debito previsto per Stt Holding Spa e Parma Infrastrutture Spa”. E “non significa che tra un anno sarà necessario vendere tali azioni in quanto le due società possiedono beni mobili e immobili che hanno un loro valore”. Non è volontà del Comune uscire dall'azionariato, ribadisce la nota: questa operazione è “una scelta obbligata dettata dalla necessità delle banche creditrici di Stt e Parma Infrastrutture di rientrare dal debito accumulato con la Giunta precedente. Ciò permetterà di scongiurare eventuali azioni di fallimento” e “non vi sono altre soluzioni possibili per salvare il patrimonio di società che svolgono funzioni vitali per il Comune”. Si “conferma, quindi, la volontà di mantenere il proprio patrimonio azionario e si impegna nel percorso avviato volto al risanamento ed alla ristrutturazione del debito delle due società”.

EON ITALIA, I PRETENDENTI AL DISIMPEGNO DELL’UTILITY TEDESCA

Dopo il dossier di Goldman Sachs sul disimpegno di Eon in Italia dei mesi scorsi, il quotidiano economico MF-Milano Finanza riporta la notizia dell’interesse di Ascopiave per Eon Energia, la controllata attiva nella vendita di elettricità e gas dell’utility tedesca, il cui valore si aggirerebbe tra 150 e 180 milioni di euro. Ascopiave, guidata dal presidente Fulvio Zugno, ha circa 830mila clienti e 900mila sono quelli di Eon Italia.
Sul fronte della produzione, la stampa italiana continua ad evidenziare l’interesse di Erg per la centrale idroelettrica di Terni di Eon, ma altri sarebbero interessati all’acquisizione.
Il dossier di Goldman Sachs stimava in circa 3 miliardi gli introiti possibili dalla vendita di tutte le attività italiane di Eon.

AGSM VERONA, EOLICO CON BOND

Producono energia elettrica per i residenti e a breve anche dividendi. Sono le pale eoliche di Rivoli Veronese della multiutility Agsm di Verona, a cavallo tra le Colline Moreniche e il Lago di Garda. Agsm nei giorni scorsi ha presentato una innovativa proposta di investimento riservata alle 700 famiglie del territorio. La formula dell’investimento è quella del ‘bond’ e garantirà un tasso di interesse del 6,5%, valore ben superiore alla media nazionale dei fondi se si considera il rating più che positivo della multiutility. Gli importi riservati alle famiglie (e solo in seconda istanza alle imprese) vanno da 1.000 a 30.000 euro per 7 anni, con possibilità per l’investitore, in caso di necessità, di uscita anticipata. “Un progetto pilota che, se a buon fine, indurrà Agsm a considerare addirittura l’ipotesi ‘Public Company’ nella quale i cittadini stessi diventerebbero azionisti del parco”. Ha detto il presidente di Agsm Paolo Paternoster.
L'impianto eolico di Rivoli, dotato di 4 aerogeneratori per una potenza di 8mw, ha prodotto nel suo primo anno di attività una produzione di 15mln di chilowattora registrati. Qui non si è registrata la nota sindrome di Nimby, 'not in my back yard' (non nel mio cortile). Al contrario, il progetto è stato premiato a Milano, in occasione della fiera Solarexpo, da Legambiente "(…) per il processo di confronto con il territorio sulle scelte di localizzazione degli aerogeneratori, di conservazione dei prati aridi e delle orchidee in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato". In questi anni infatti Agsm - assieme a Legambiente e al Corpo forestale - ha messo in atto una serie importante di misure ambientali, spostando e ricreando il particolare habitat 'arido' della zona. Un lavoro certosino, che ha portato a raccogliere, separare e conservare le sementi indigene di tutte le specie di orchidee selvatiche, attraverso l'allargamento dei prati aridi e la mappatura non solo delle specie di orchidee ma di tutti i singoli esemplari (23) mitigando al massimo gli impatti del cantiere. E ancora, la realizzazione di una nuova pista ciclabile tra le pale e la bellezza del paesaggio circostante: un autentico sentiero didattico (che si collega alla pista che porta direttamente a Verona) che consentirà di visitare gli aerogeneratori passando a fianco dei prati aridi e usufruendo di pannelli e didascalie di spiegazione dell’impianto eolico stesso e delle specie floristiche del sito.

MARCHE MULTISERVIZI, BILANCIO DI SOSTENIBILITA’: “13 MLN DI INVESTIMENTI SUL TERRITORIO”

«Gli scettici della fusione dovrebbero ricredersi». Così l’amministratore delegato di Marche Multiservizi, Mauro Tiviroli, che ha illustrato nei giorni scorsi il bilancio di sostenibilità della multiutility partecipata da Hera e nata dalla fusione tra da Megas S.p.A. di Urbino e Aspes Multiservizi S.p.A. di Pesaro.
Gli investimenti sono stati di 13 milioni e il valore aggiunto ridistribuito nel territorio di 64 milioni. Sono 595 i dipendenti a tempo indeterminato più 326 occupati indirettamente. Poi i macrocapitoli: acqua, depurazione, rifiuti.
Per un consumo di 1000 litri in una famiglia l’acqua potabile che esce dai rubinetti costa 2,40 euro. Il confronto con la minerale non regge: 230 euro. Marche Multiservizi gestisce 1920 chilometri di rete fognaria per 105 impianti di depurazione. La raccolta differenziata ha superato il 55 per cento in provincia con 87 milioni di chili di rifiuti. L’87 per cento di questi viene recuperato come il legno, carta e vetro. Calano quindi i materiali smaltiti in discarica passando da 162 mila tonnellate nel 2012 a 117 mila nel 2013.
«Tutto questo con Aspes e Megas sarebbe stato impossibile - spiega Tiviroli - stiamo facendo investimenti e serve un bilancio in utile per potersi presentare in banca e ottenere risorse. Andiamo a migliorare gli impianti e offrire servizi sempre più di qualità, come nel caso dell’acqua potabile. Purtroppo abbiamo strutture obsolete e servono fondi per adeguarle». Quanto alle tariffe, non si parla di ritocchi. «Dipendono dall’autorità nazionale, non c’è più la tariffa normalizzata».
Il presidente Domenicucci sottolinea un altro aspetto. «Quante società hanno fatto danni all’ambiente? Quante puntano solo a fare clientele? Lavoriamo per il territorio. Abbiamo avuto pressioni per assunzioni e clientele, ma siamo andati avanti per la nostra strada. Basta polemiche sugli utili, non è una vergogna, anzi ci permettono di migliorare gli impianti e i servizi». Un cenno, infine, anche al mandato in scadenza. «Vedremo dopo le elezioni».

IREN, OK ALL’EMISSIONE PRIVATE PLACEMENT PER 100 MLN

Iren SpA ha completato con successo l’emissione di un Private Placement per un ammontare di 100 milioni di euro con la durata di 5 anni e cedola pari al 3% annuo. Le obbligazioni, quotate alla Borsa Irlandese, sono interamente sottoscritte da Morgan Stanley e sono riservate per la negoziazione ad investitori istituzionali.
L’operazione, che segue il primo collocamento obbligazionario perfezionato e riaperto a ottobre 2013, conferma l’indirizzo strategico definito nel Piano Industriale del Gruppo Iren per rafforzare la propria flessibilità e solidità finanziaria.
L’emissione del prestito obbligazionario contribuisce a migliorare ulteriormente il profilo dell’indebitamento del Gruppo Iren attraverso un allungamento della scadenza media e assicura un maggiore grado di differenziazione delle fonti di finanziamento, riscontrando ancora una volta la favorevole disponibilità del mercato, non solo bancario, a finanziare le attività e i progetti di sviluppo del Gruppo.

BASSANO DEL GRAPPA (VI), DA ETRA LA NUOVA BOLLETTA TRASPARENTE

Nuovo look per le bollette del servizio idrico, che diventano più chiare, trasparenti e di facile lettura. Etra, la multiutility di Bassano del Grappa (VI), ha infatti recepito la delibera dell´Aeegsi con la quale si dà avvio alla prima Direttiva per la trasparenza dei documenti di fatturazione per il servizio idrico. Il nuovo layout verrà applicato nella prima bolletta utile.
«La nuova bolletta si presenta rivista nella grafica e nei contenuti. L´obiettivo è consentire una più facile lettura, una conoscenza delle caratteristiche del servizio e un uso più consapevole delle risorse idriche - spiega Stefano Svegliado, presidente del Consiglio di gestione di Etra - Conterrà informazioni puntuali su vari argomenti; per esempio, si troverà un paragrafo sull´autolettura del contatore».
La nuova bolletta includerà anche lo storico dei consumi e altre informazioni obbligatorie per legge che offrono una risposta a molte delle domande che solitamente sono rivolte agli sportelli Etra.

A2A: PISAPIA E DEL BONO FIRMANO NUOVO PATTO PARASOCIALE

Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e quello di Brescia Emilio Del Bono hanno firmato il nuovo Patto parasociale tra i due Comuni per A2A. L’intesa entrata in vigore dal primo gennaio 2014 è di durata triennale. Il Patto vincola per ogni Comune una quota pari al 25% e una azione del capitale sociale di A2A.
La principale novità del Patto, le cui linee guida sono state approvate nei giorni scorsi dai consigli comunali di Milano e Brescia, riguarda il cambio della governante, che passa dal sistema duale a quello tradizionale, con un consiglio di amministrazione che sarà composto da dodici membri, dei quali nove indicati dalla lista maggioritaria in assemblea e tre indicati da altre liste.
È prevista l’introduzione di un amministratore delegato che sarà scelto congiuntamente dai comuni di Milano e Brescia. Il passaggio dal Consiglio di Sorveglianza e di Gestione ad un unico CdA permetterà una maggiore efficienza nella gestione della Società e una riduzione dei costi. L’accordo prevede anche la cessione da parte del Comune di Milano e del Comune di Brescia delle azioni possedute in eccesso rispetto a quelle sindacate. Si tratta esattamente di 83.637.292 azioni del Comune di Milano e di 76.946.215 azioni del Comune di Brescia, pari complessivamente a circa il 5% del capitale sociale di A2A. L’obiettivo è di concretizzare la vendita delle azioni nei primi mesi del 2014.

ASSOELETTRICA, PUPOLIN LASCIA LA DIREZIONE GENERALE

Stefano Pupolin lascia, dopo oltre tre anni, la direzione generale di Assoelettrica per assumere nuovi importanti incarichi nel mondo dell'energia. Lo rende noto Assoelettrica in un comunicato.
Il Presidente Chicco Testa, i membri della Giunta e le imprese associate, si legge nella nota, "lo ringraziano per il lavoro svolto e gli augurano un percorso di successo. Gli organi statuari di Assoelettrica definiranno a breve la figura del suo successore".

LEGALITA’. PROTOCOLLO TRA PREFETTURA E GRUPPO IREN CONTRO INFILTRAZIONI MAFIOSE

Il prefetto di Genova Giovanni Balsamo e gli amministratori delegati di Iren Acqua Gas spa, Mediterranea delle acque Spa e Reti gas spa hanno sottoscritto un protocollo di intesa per la tutela del sistema delle imprese dal rischio di infiltrazione mafiosa, individuando nel territorio provinciale misure a difesa dell'economia legale.
"I firmatari - si legge in un comunicato delle prefettura - hanno ravvisato l'esigenza di rafforzare la collaborazione tra Prefettura e stazioni appaltanti nella prevenzione e nel contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore degli appalti di lavori, servizi e forniture pubbliche mediante strumenti efficaci per perseguire il preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza nelle procedure concorsuali d'appalto".
Il primo protocollo antimafia e' stato sottoscritto fra prefettura e Comune di Genova per il piano di opere pubbliche triennale 2011-2013 ed e' uno strumento che consente di alzare il controllo sulle infiltrazioni della criminalità organizzata.
La scorsa settimana il procuratore antimafia Franco Roberti ha visitato Imperia, affermando che "l'attenzione sulla Liguria è massima".

ANBI, GARGANO CONFERMATO PRESIDENTE

Massimo Gargano, è stato confermato presidente dell'Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (Anbi), dall'Assemblea dei Consorzi di bonifica italiani, svoltasi nei giorni scorsi. Gargano, laureato in Agraria, è stato anche vicepresidente di Coldiretti.
"I Consorzi di bonifica, all'interno dell'Unita' di Missione voluta dal Governo, devono conservare un ruolo protagonista nella salvaguardia del territorio dal rischio idrogeologico, gestendo la risorsa acqua a servizio di quei valori agricoli ed ambientali, che fanno dell'Italia un modello unico ed inclonabile - ha detto Gargano -. In questo quadro va inserito l'impegno per i Piani di
Sviluppo Rurale ed il Piano Operativo Nazionale, nel cui ambito sono previsti 300 milioni per il Piano Irriguo Nazionale da rimpinguare, pero', con ulteriori risorse provenienti dai Fondi di Coesione. La crescente importanza di una corretta gestione della risorsa idrica l'abbiamo individuata da tempo - prosegue il Presidente Anbi - impegnandoci nella realizzazione e nello sviluppo del sistema irriguo esperto Irriframe, che gia' oggi permette di risparmiare, grazie al miglior consiglio irriguo agli agricoltori, 100 milioni di metri cubi d'acqua all'anno, ma puntiamo entro breve a raggiungere i 500 milioni con evidente beneficio per l'ambiente ed i conti economici delle aziende rurali! Ulteriori sfide, inoltre, ci attendono nel campo della produzione di energia dal cosiddetto microidroelettrico cosi' come nella realizzazione di zone umide, che abbinino la funzione ambientale a quella di contenimento delle piene".
"Sul piano istituzionale, la soppressione di Province e Comunita' Montane valorizza l'autogoverno dei Consorzi di bonifica, esaltandone la sussidiarieta' a servizio delle esigenze del territorio; ne sono testimonianza i crescenti rapporti di collaborazione fattiva con Regioni ed Enti Locali, ma anche con altre realta' quali le associazioni naturalistiche o i volontari di Protezione Civile. L'ANBI ed i Consorzi di bonifica rappresentati - conclude Gargano - vogliono quindi essere fra i protagonisti dei cambiamenti in atto a servizio di un Paese, di cui sono autentica espressione popolare".
Massimo Gargano, nel prossimo Settembre, diventera' anche, presidente di turno della Euwma (European Union Water Management Associations), organismo europeo, cui fa capo l'Anbi.

IREN: CON SMAT LANCIA OPA SU ACQUE POTABILI

Iren, IAG (Iren Acqua Gas, societa' interamente controllata da Iren) e Smat, Societa' metropolitana acque Torino, hanno deliberato di promuovere attraverso la societa' Sviluppo Idrico, societa' il cui capitale e' detenuto in parti uguali da Iag e Smat, un'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria su 13.785.355 azioni ordinarie di Acque potabili (Sap).
IAG e Smat detengono attualmente rispettivamente 11.108.795 e 11.109.295 azioni di Sap, pari complessivamente al 61,71% del capitale sociale della societa'.
L'offerta, si legge in una nota, è finalizzata, in primo luogo, alla revoca delle azioni ordinarie Sap dalla quotazione sul Mercato telematico azionario gestito da Borsa Italiana.

GORI SPA, CLAUDIO COSENTINO NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO

Il Consiglio di Amministrazione di GORI, presieduto dal presidente Amedeo Laboccetta, ha nominato Claudio Cosentino nuovo amministratore delegato della società. Già vicepresidente di GORI nello scorso CdA, Cosentino subentra a Giovanni Paolo Marati, che ha ricoperto l’incarico negli ultimi 5 anni.
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Cosentino, romano di 45 anni, nel 1992 si è laureato con lode in Ingegneria Civile presso l’Università di Roma “La Sapienza”, ottenendo il dottorato di ricerca in Idraulica e Costruzioni Idrauliche presso le Università di Napoli, Roma e Palermo. La sua carriera professionale all’interno del gruppo Acea è significativa. Ha iniziato sul campo come progettista dell’area idrico-ambientale, per poi passare nel 1999 a rivestire il ruolo di Responsabile Pianificazione e Mercato per le Gestioni Idriche Estero, dove, tra i numerosi progetti sviluppati, si è occupato della sottoscrizione di contratti di gestione del servizio idrico in Armenia, Repubblica Dominicana, Albania e Colombia. Dal 2003 Claudio Cosentino ha ricoperto poi incarichi crescenti in AceaElectrabel, fino a quello di Amministratore Delegato. Dal 2008, inoltre, è responsabile per il gruppo Acea del coordinamento delle gestioni idriche in Campania. Dal 2012 è stato Direttore dell’Area Idrico Ambientale di Federutility. Collabora con il Dipartimento di Scienza dell’Ingegneria Civile della III Università di Roma, conducendo attività didattica e di ricerca ed è autore di numerose pubblicazioni su riviste tecnico-scientifiche nazionali ed internazionali.
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HERA - AMGA, IL COMUNE DICE SI’ ALLA FUSIONE. UDINE AVRA’ IL 2,98% DI HERA

Il comune di Udine ha dato il via libera all’operazione di fusione tra Hera ed Amga, con 25 voti favorevoli contro 16. Per il pd - massicciamente presente in aula, non solo con i consiglieri ma con deputati nazionali (Paolo Coppola e Giovanni Malisani) e responsabili regionali del partito - si tratta di un’azione di “responsabilità”. “Oggi - ha spiegato la democratica Monica Paviotti - si vedrà chi avrà il coraggio di abbandonare una linea di proteste artificiose e prive di reali contenuti propositivi e fare finalmente gli interessi dei cittadini udinesi”.
Quest’ultimo voto ha anche previsto un diverso concambio, a favore del sindaco Honsell, pari al 2,98% del capitale di Hera: Amga dunque avrà oltre 44 milioni di azioni di Hera.

HERA: CHIUDE 2013 CON UTILE NETTO IN CRESCITA, PROPORRÀ UN DIVIDENDO DI 9 CENTESIMI

Il cda del gruppo Hera ha approvato i risultati economici consolidati al 31 dicembre 2013, unitamente al corrispondente bilancio di sostenibilità. L'anno si è chiuso con un utile netto di periodo in crescita a 181,7 milioni (+35,2% rispetto ai 134,4 milioni del 2012) “considerando - precisa il gruppo- un tax rate, al netto degli effetti straordinari, del 46,1%. Depurando il risultato dalle componenti straordinarie sopra citate, l'utile netto adjusted ammonterebbe a 145,3 milioni (+32,7% rispetto ai 109,5 milioni del 2012)”. L'utile netto di pertinenza del gruppo ammonta a 164,9 milioni, in aumento del 38,9% (al netto delle componenti straordinarie si sarebbe attestato a 128,5 milioni, +37%). I ricavi si sono attestati a 4.579,7 milioni (+1,95), il Mol a 830,7 milioni (+25,5%). A fronte dei risultati conseguiti, il cda ha deciso di proporre all'Assemblea dei Soci del prossimo 23 aprile un dividendo di 9 centesimi per azione, in linea con quanto distribuito nello scorso esercizio.

ACSM-AGAM, ALLO STUDIO PROGETTO DI FUSIONE CON AEB

I Cda di Acsm -Agam e di Aeb, che controlla il Gruppo Gelsia, hanno deciso di avviare lo studio di un progetto di aggregazione industriale e societaria. Il Gruppo delle utility di Como e Monza e il Gruppo Aeb - Gelsia, simili per caratteristiche industriali e di business gestiti, operano in aree geografiche contigue e sono accomunati dal forte radicamento territoriale.
Questi presupposti sono alla base di una ipotesi di aggregazione che consentirebbe di valorizzare le rispettive presenze industriali nei settori dell'Energia e dell'Ambiente, in un'ottica di complessivo rafforzamento competitivo. Il progetto di aggregazione sarà successivamente sottoposto all'esame e alle decisioni dei soci. I due Gruppi hanno conferito un incarico congiunto a Banca Profilo come Financial Advisor del progetto di aggregazione.

ANCI-SMART CITY, 100 GIORNATE DI CONSULENZA PER PROGETTI VINCITORI

Ischia, Bari, Cosenza, Messina, assieme a Reggio Calabria e Catania e alla Comunità montana di Vallo di Diano, sono i 5 enti locali delle regioni del Mezzogiorno vincitori del bando “Efisio-Finanziare le città intelligenti” che beneficeranno di un'assistenza specialistica per pianificare, dal punto di vista finanziario, interventi destinati al miglioramento della qualità di vita delle città negli ambiti delle smart Living, smart Energy, smart Government, smart Mobility and trasport e smart Building.
L’elenco completo dei progetti selezionati è pubblicato sul sito 'Studiare Sviluppo S.R.L.’ L’annuncio dei vincitori si è svolto nei giorni scorsi a Roma, nella sede dell'Anci, alla presenza, tra gli altri, di Paolo Testa direttore Cittalia e responsabile dell'Osservatorio delle smart City-Anci, Francesco Profumo, presidente dell'Osservatorio smart City-Anci, Giovanni Detritto, del dipartimento degli Affari regionali, Marco Nicolai, di 'Studiare Sviluppo'.
In Calabria, con il progetto 'Cosenza Smart Hystorical City' l'amministrazione comunale di Cosenza sarà supportata nella pianificazione finanziaria di interventi in ambito di 'Smart Government' per la rivitalizzazione e la riqualificazione del proprio centro storico.
La Sicilia è rappresentata dalla città di Messina che, con il progetto 'Smart Co.M.M.-Smart Core Mediterranean Mobility' sarà accompagnata nella pianificazione finanziaria di interventi relativi ai sistemi di gestione del trasporto pubblico locale.
La Puglia e la Campania saranno rappresentate rispettivamente dalle amministrazioni di Bari e Ischia. Per Bari si tratta di una proposta di intervento sulla pubblica illuminazione (Bari smart public lighting) che nasce dal percorso sviluppato dall'amministrazione nell'ambito del patto dei sindaci; per Ischia, invece, il territorio isolano beneficerà di un'azione di supporto relativamente al progetto di innovazione sociale denominato 'The smart innovation island'.
Sempre in Campania è stata selezionata anche la comunità montana del Vallo di Diano e il suo territorio, rappresentato da 15 comuni. Il progetto selezionato (Nem -VdD Network Environmental Monitoring Vallo di Diano) riguarda la costruzione di una rete integrata per il monitoraggio dei rischi ambientali e territoriali come ad esempio le frane, le alluvioni, gli incendi e i terremoti.

AGSM VERONA, FATTURATO 2013 A 900 MILIONI (+38%)

Agsm Verona Spa, holding del Gruppo Agsm, ha chiuso il 2013 con un fatturato che sfiora i 900 milioni di euro (+38%), l’Ebitda a +34% (95,2 milioni) e un utile ante imposte a +18% (18,9 milioni). Anche per il 2013 si conferma la crescita della multiutility con base a Verona e operante in circa 4mila comuni italiani nei settori dell’elettricità, del gas e del calore ma anche in altre attività di servizio. A confermarlo il suo consiglio di amministrazione che nei giorni scorsi ha approvato il progetto di bilancio, ora al vaglio dei soci.
Crescono il portafoglio dei servizi multibusiness, i clienti (saldo attivo di 7mila nuovi clienti nel 2013), il fatturato e la redditività del settore commerciale. Cresce anche la quota dei clienti che hanno scelto il libero mercato (il 65% del totale), il doppio rispetto alla media nazionale.
“Nonostante il difficile contesto macroeconomico, la sofferenza economica di aziende e famiglie, la riduzione dei volumi di gas e delle tariffe, nonché la svalutazione dell’impianto termoelettrico di Salionze l’azienda - ha detto il dg del Gruppo Giampietro Cigolini - cresce, investe e presenta dati positivi. Nell’energia rinnovabile in primis, che ha registrato un aumento della produzione del 130%, grazie anche agli investimenti effettuati soprattutto nell’ultimo biennio con quattro nuovi impianti eolici tra Toscana e Veneto, ma anche nell’espansione commerciale che, grazie ai nuovi clienti acquisiti, ha visto fatturato e margini in notevole crescita”.

ACSM - AGAM, BUSINESS PLAN E PIANO DIVIDENDI

Il Consiglio di Amministrazione di Acsm Agam ha approvato il Business Plan del Gruppo per il periodo 2014-2016. Sul fronte dei risultati economici è previsto che l'Ebitda, anche senza l'apporto del settore idrico, superi a fine 2016 i 43 milioni di euro, rispetto ai 44,6 milioni di euro del 2013 (dei quali circa 2,5 milioni riferiti al settore idrico). L'Ebit è previsto in aumento sino a 23,7 milioni di euro a fine 2016 (21,8 milioni del 2013). Il Risultato netto del Gruppo è previsto in forte crescita sino a 10,8 Mln di euro nel 2016 (7,4 milioni nel 2013) anche grazie all'attesa riduzione dell'imposizione diretta che grava sulle attività energetiche (c.d. Robin Tax).
Il periodo di Piano sarà caratterizzato dallo svolgimento delle gare d'ambito per il servizio di distribuzione gas; il Gruppo intende partecipare alle gare negli ambiti in cui è presente storicamente ovvero negli ambiti denominati Como 1 (Triangolo Lariano e Brianza Comasca), Como 2 (Como e Olgiatese), Monza Brianza 1 (Est), Venezia 2 (Entroterra e Veneto Orientale), valutando ipotesi di partnership nei singoli contesti. E’ previsto che gli effetti delle gare si manifesteranno oltre l'orizzonte temporale di piano.
Nel settore idrico è prevista la cessione dei rami di azienda relativi alla città di Monza e all'area di Como a soggetti interamente pubblici titolari di affidamenti per il servizio idrico integrato rispettivamente per l'Ato Monza Brianza e Como, a corrispettivi ipotizzati prudenzialmente pari ai valori di libro. Nel Piano è stata ipotizzata continuità della gestione dei rami di azienda fino alla loro cessione.
Nel settore della vendita gas ed energia elettrica si prevede lo sviluppo delle vendite legato all'offerta congiunta di gas ed energia elettrica (dual fuel) anche in nuove aree e lo sviluppo nel mercato retail della vendita di energia elettrica. Nel settore ambiente è previsto l'ingresso in nuovi segmenti della filiera. Nel settore della cogenerazione e teleriscaldamento è previsto uno sviluppo progressivo delle vendite a clienti del teleriscaldamento nell'area di Monza.
Intanto l’azienda ha chiuso il bilancio 2013 proponendo per i soci pubblici 0,045 euro per ogni azione posseduta: il per Comune di Monza significa un dividendo di circa un milione, poco meno per Como.

A2A PUBBLICA LA CARTA DI QUALITÀ DEL TELERISCALDAMENTO

A2A Calore&Servizi, controllata della multiutility lombarda, pubblica la Carta della Qualità del teleriscaldamento. Il documento fissa i principi e i criteri generali per la gestione di questo tipo di servizio con la finalità principale di garantire la soddisfazione dei clienti.
L’obiettivo della Carta è spiegare, in maniera chiara e trasparente, quali sono gli impegni che legano l’azienda ai propri clienti. Nel documento sono esposti gli standard di qualità del servizio, le modalità di ascolto dei clienti e gli strumenti a disposizione per la tutela del consumatore.
La Carta, che è gratuita e può essere ritirata presso gli sportelli aziendali aperti al pubblico, è stata condivisa e realizzata con le Associazioni dei Consumatori riconosciute dal CRCU Lombardia (ACU, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, La Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Coniacut, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) ed è rivolta ai clienti di tutte le aree dove è presente il teleriscaldamento di A2A Calore & Servizi.
“L’obiettivo di questa importante pubblicazione è quello di mettere a disposizione dei nostri clienti e di quanti intendano saperne di più sul teleriscaldamento, uno strumento concreto di interazione con la nostra azienda. Averlo realizzato con l’ausilio delle Associazioni dei Consumatori ci ha permesso di includere tutti quegli elementi di conoscenza indispensabili per i nostri interlocutori”, hanno dichiarato Riccardo Fornaro, responsabile commerciale teleriscaldamento di A2A Calore&Servizi e Laura Colombo, responsabile relazioni con gli enti associativi di A2A.

IREN, NUOVA PROROGA PER L’ESERCIZIO PROVVISORIO DELL’INCENERITORE DI PARMA

Iren proroga l’esercizio provvisorio dell’inceneritore di Parma e rimanda ancora l’avvio definitivo dell’impianto, che era previsto per il 19 gennaio. Lo rende noto l’associazione Gcr, “Gestione corretta rifiuti e risorse”, che si batte contro l’inceneritore e si chiede oggi cosa stia succedendo davvero a Ugozzolo, nel parmense.
Dal 28 agosto, giorno di avvio dell'esercizio provvisorio, l'inceneritore - leggiamo nella nota - ha funzionato a singhiozzo, al 35% circa delle sue potenzialità. “Ci sbagliamo a sostenere che sia una evidente manifestazione del sovradimensionamento dell'impianto? Una linea sempre spenta, l'altra che funziona a tratti, il fumo perenne che esce dal camino, con consumi di gas metano che non osiamo nemmeno conteggiare”.
“Come nulla si sa del destino delle ceneri di fondo dell'inceneritore. Sono migliaia di tonnellate di ceneri nelle quali sono depositati metalli pesanti, diossine, furani, tutte molecole di una certa delicatezza, ma il silenzio regola anche questo tema. La trasparenza del progetto, una delle tante bandiere stracciate, è palesemente rappresentata da monitor spesso spenti, di dubbia leggibilità, dove le polveri sottili sono costantemente riportate a valore zero. Zero notizie da Ugozzolo, e il balletto andrà avanti ancora 2 mesi”. “La nebbia - conclude polemicamente l’associazione - non è solo nell'aria”.

MANTOVA, CPL E STA SOCI PRIVATI DI TEA ACQUE

Tea Acque ha il nuovo socio privato. È la cordata formata dalla Cpl di Concordia e dalla Sta di Mantova che si è aggiudicata la travagliatissima gara partita circa due anni fa per l’aggiudicazione del 40% del capitale e conclusasi nei giorni scorsi con l’apertura delle buste da parte dell’apposita commissione. I mantovano-modenesi hanno avuto la meglio sull’associazione temporanea di imprese formata da Euromec di Mantova e dalle reggiane Dondi e F.imm.
Erano questi gli unici due gruppi rimasti in lizza dopo che via via si erano defilati, con corollario di ricorsi poi ritirati, Dolomiti Energia e gli inglesi di Seven trent e Sisba. Cpl e Sta hanno vinto grazie all’offerta tecnica giudicata dai commissari migliore di quella della cordata di Euromec che aveva, invece, presentato l’offerta economica più vantaggiosa con uno sconto del 5% rispetto all’1% dei rivali. Alla fine i vincitori hanno totalizzato 79 punti contro 68. La parola ora passa al cda di Tea che dovrà procedere all’aggiudicazione provvisoria della gara, passaggio obbligatorio per arrivare a quella definitiva dopo aver verificato l’intera documentazione presentata dal vincitore.
Con questa gara i privati entrano con il 40% in Tea acque e procederanno all’aumento di capitale; in cambio, Tea acque metterà a disposizione la sua dote di lavori per 4,2 milioni di euro all’anno sino al 2025: il bando, inizialmente, prevedeva una durata di 14 anni, successivamente ridottisi a 12; conseguentemente, si è ridotto anche l’ammontare dei lavori previsti.

GORNO TEMPINI ILLUSTRA ALLA CAMERA IL FUTURO DI CDP

La Cassa depositi e prestiti, controllata dal Tesoro, avrà sempre più un ruolo incisivo nell'economia nazionale. Lo ha detto nel corso di un'audizione alla Camera Giovanni Tempini che di Cdp è amministratore delegato. A breve il gruppo potrà investire anche nei settori turistico-alberghiero, dell'agroalimentare e della distribuzione, della gestione dei beni culturali e artistici.
Sino ad oggi, l'attività del Fondo si è concentrata sui settori della difesa, della sicurezza, delle infrastrutture, dei trasporti, delle comunicazioni, dell'energia, delle assicurazioni, dell'intermediazione finanziaria, della ricerca e innovazione e dei servizi pubblici. D'ora in poi, invece, grazie al decreto firmato dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, potrà allargare il suo spettro di attività puntando su " settori di particolare rilievo per l'economia italiana, che, caratterizzati da estrema frammentazione e ridotte dimensioni aziendali, potranno beneficiare di un nuovo strumento in grado di promuovere processi di aggregazione e sviluppo", commenta Gorno Tempini.
Il Fondo potrà investire anche in società che, seppur basate all'estero, hanno controllate italiane in possesso di particolari requisiti di fatturato (almeno 50 milioni) e dipendenti (non meno di 250). "In questo modo - ha aggiunto - sarà ancora più agevole attrarre capitali stranieri e promuovere processi di internazionalizzazione".
Resta poi confermata la possibilità per il Fondo di acquisire partecipazioni in società, che, pur non operando nei settori canonici, presentino un fatturato non inferiore a 300 milioni e un numero medio di dipendenti non inferiore a 250, con un margine di ribasso del 20% qualora l'attività della società risulti comunque rilevante in termini di indotto e di presenza di stabilimenti produttivi.

FUSIONE HERA - ACEGAS-APS, ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI PER DANNO ERARIALE

Esposto alla Corte dei Conti per la fusione tra Hera e Acegas-Aps, per un concambio e una valutazione giudicarti troppo bassi, con danno erariale al comune di Padova. Lo hanno presentato alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, convinti che la valutazione effettuata a monte della fusione sia stata “erronea, incongrua e illegittima, dal carattere probabilmente fraudolento”. Ne dà notizia il Fatto quotidiano.
Per il vicesindaco Ivo Rossi - al ballottaggio tra qualche giorno per la poltrona di sindaco - l’operazione ha “fatto il bene di Padova, tanto che il Comune ha incassato 6,5 milioni di dividendi, più del doppio di prima”.
Saranno i magistrati contabili ad analizzare l’esposto, nel quale è ipotizzato un danno erariale fino a 200 mln.

ACEA, IL CAMPIDOGLIO PROPONE IRACE AD E TOMASETTI PRESIDENTE

Potrebbero essere Alberto Irace come ad e Catia Tomasetti come presidente i nuovi vertici di Acea, su indicazione del sindaco Ignazio Marino. Irace è attualmente ad di Publiacqua di Firenze e responsabile del settore idrico in Acea, mentre la Tomasetti è una giovane avvocata romana. I nomi proposti dal Campidoglio dovranno essere tuttavia approvati dalla giunta e poi dall’assemblea dell’utility, fissata per il 5 giugno prossimo.
Intanto Francesco Gaetano Caltagirone - azionista Acea con il 16% circa - si è detto “molto contento delle scelte fatte dall'attuale management di Acea; dei risultati e della credibilità dell'azienda sul mercato internazionale, dove è riuscita a collocare un bond obbligazionario molto bene, a condizioni molto vantaggiose”. Per Caltagirone “l'importante è che le professionalità siano adeguate”. Infine, Caltagirone ha osservato come il titolo Acea sia oggi molto apprezzato sul mercato rispetto a un anno fa.

In libreria “Obiettivo Comune”: partnership pubblico-privato fra innovazione, responsabilità e fiducia

Occorre disporre di strumenti in grado di stimolare l'innovazione, anche grazie all'utilizzo delle reti e delle nuove tecnologie e al diverso ruolo che cittadini e imprese hanno assunto nel generare valore sul territorio. Questa la chiave di lettura delle partnership pubblico privato che propone “Obiettivo Comune”, la pubblicazione a cura di Marisa Parmigiani, Segretario Generale di Impronta Etica, e Alessandra Vaccari, AD di Indica, che raccoglie i contributi di Luca De Biase, Marco Frey, Natalia Gusmerotti, Roberta Paltrinieri, Ilaria Orfino e Mariella Stella. Il libro non fornisce solo un inquadramento giuridico e teorico dei processi di sussidiarietà e delle diverse tipologie di partnership, ma racconta anche alcuni casi di successo e best practice guidati da logiche non negoziali ma collaborative e condivise. Il testo evidenzia come, a fronte dell'aumentato ricorso a progetti di partnership pubblico privato, anche come risposta alla crisi e alla scarsità di risorse, non esiste ad oggi una adeguata dotazione strumentale che faciliti e sostenga tali forme di collaborazione.

MOODY'S VEDE RATING UTILITY ITALIANE IN TENUTA

Le utility italiane dovrebbero mantenere invariato il loro merito di credito nonostante il ribasso atteso nei prezzi all'ingrosso dell'energia e la domanda debole. È quanto sostiene l'agenzia di rating Moody's, che ha dedicato uno studio all'argomento, in cui viene evidenziato che, a prescindere da eventuali scosse non previste nel mercato del gas naturale, i prezzi all'ingrosso dell'energia elettrica continueranno a scendere fino al 2020, soprattutto a causa del calo delle quotazioni del metano.
Un indebolimento che condizionerà i profitti della maggior parte delle utility italiane con rating. In ogni caso - sostengono gli analisti di Moody's - l'impatto sul merito di credito delle società interessate sarà mitigato dalla diversificazione verso attività regolate a minor rischio, dall'accesso ai mercati dei servizi per la fornitura di energia, dalla flessibilità degli approvvigionamenti e dalle attività di copertura del rischio sui prezzi. “Ci aspettiamo - scrivono gli analisti di Moody's - un calo dei prezzi dell'energia dai 54-52 euro per megawattora di oggi ai 47-52 euro del 2020”. Attualmente il rating di Enel è pari a “Baa2” con prospettiva negativa, mentre quello di A2a e di Edison è pari a 'Baa3' con prospettiva stabile.

UMBRA ACQUE, UTILE OLTRE I 3 MLN NEL BILANCIO 2013

L’Assemblea dei Soci di Umbra Acque S.p.A., società mista costituita al 60% dai 38 Comuni degli ATI 1 e 2 dell’Umbria ed al 40% dal socio operativo ACEA S.p.A., ha approvato il Bilancio consuntivo 2013. L’utile risulta pari ad 3.102.489,71 euro che i Soci hanno deciso di destinare, integralmente, a riserva per alimentare i necessari investimenti infrastrutturali nei territori serviti.
Dal 2008 a oggi Umbra Acque ha reinvestito sul territorio circa il 90% degli utili conseguiti, per un valore superiore a 8 milioni di Euro. Sul versante costi, in particolare, è da segnalare la riduzione di circa un milione di Euro (6%) del costo del personale, frutto della riduzione dell’organico e della nuova organizzazione interna che ha consentito, a parità di efficacia del servizio all’utenza, l’abbattimento delle ore di straordinario. Anche la scelta strategica di reinternalizzare diverse attività operative ha consentito di impiegare al meglio le risorse umane in organico abbattendo il costo degli appalti per i lavori esterni (risparmi per oltre 3 milioni di Euro). Il costante monitoraggio e presidio di tutti i centri di costo sono palesati anche dalla flessione dei costi di gestione relativi allo smaltimento fanghi ed autospurghi ed ai materiali di consumo.
E’ inoltre da evidenziare un’attenta politica di recupero delle morosità pregresse e di contenimento dell’indebitamento, che nell’ultimo triennio è passato da 53 milioni a 32 milioni di Euro, garantendo il recupero di credibilità economico/finanziaria ed un nuovo accesso al credito a medio/lungo termine per finanziare gli investimenti necessari.
Nell’ultimo decennio, Umbra Acque ha realizzato investimenti per 130 milioni di Euro, di cui circa 100 a carico del sistema tariffario e 30 con finanziamenti pubblici comunitari; rispetto agli anni 2003 e 2004, la capacità di investimento è più che raddoppiata (da 4,5 a 10 milioni di Euro/anno), consentendo la realizzazione di infrastrutture “invisibili beni comuni” volte al miglioramento della qualità del servizio e dell’ambiente, per i cittadini di oggi e per le generazioni future.

BANCHETTI (ESTRA) NUOVO COORDINATORE ENERGIA DI CONFSERVIZI CISPEL TOSCANA

I presidenti delle aziende gas e energia associate a Confservizi Cispel Toscana, su proposta del presidente Alfredo De Girolamo, hanno nominato Roberto Banchetti, Presidente di Estra, coordinatore della Commissione Energia dell'associazione regionale che rappresenta le aziende di servizio pubblico. La decisione, già assunta dall’Assemblea dell'Associazione nel dicembre scorso, è stata recentemente ratificata dal coordinamento di settore.
Roberto Banchetti è da alcuni anni alla guida del gruppo Estra, frutto della fusione fra i tre operatori del gas e dell’energia di Arezzo (Coingas), Siena (Intesa) e Prato (Consiag), attualmente uno dei due più importanti gruppi operanti in Toscana, e con attività diffuse in tutta Italia.
De Girolamo ha sottolineato come la nomina di Banchetti si collochi “in una fase delicata del settore, in Italia e in Toscana, che dovrà affrontare dalla fine di quest’anno la stagione delle gare ad evidenza pubblica per l’assegnazione del servizio di distribuzione di gas, dopo anni di rinvii. Una fase importante anche per le sfide, cui anche gli operatori della distribuzione di gas sono chiamati a rispondere, nel settore dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per raggiungere gli obiettivi europei nel 2020".
La soddisfazione di Roberto Banchetti: “interpreto questa nomina anche come un riconoscimento ad Estra, ai suoi risultati e ai suoi progetti di sviluppo. Come evidenziato da De Girolamo ci attende una stagione difficile ma proprio per questo entusiasmante. Le nostre aziende sono diverse: legate al territorio, espressione della volontà dei sindaci e quindi dei cittadini, orientate con decisione al mercato ma senza mai perdere di vista la dimensione sociale dell’impresa. Rappresentiamo non solo la qualità dei servizi ma anche un pilastro concreto del sistema economico territoriale”.

A2a, migliorano i conti nel 2013. Annunciati i dati preliminari

Il 2013 è stato un anno in chiaroscuro per A2A, che in settimana ha presentato i risultati preliminari. Nel complesso le indicazioni positive sono arrivate dal MOL e dall’indebitamento, mentre la nota dolente riguarda i ricavi. Più in dettaglio, i “Ricavi” del Gruppo A2A sono stati pari a 5,6 miliardi di euro, in flessione del 13% rispetto ai 6,5 miliardi del 2012, sostanzialmente per effetto della decisione di contrarre l’attività di intermediazione di gas sui mercati all’ingrosso. Il “Margine Operativo Lordo”, pari a oltre 1,1 miliardi di euro, è risultato in crescita del 6% rispetto all’esercizio precedente. A tale andamento hanno contribuito i positivi risultati delle filiere cogenerazione e teleriscaldamento, ma anche reti e ambiente. Stabile, invece, il risultato della filiera energia, grazie anche all’ottimo andamento dei risultati industriali della partecipata EPCG. La dinamica del Margine Operativo Lordo ha complessivamente beneficiato dei primi risultati positivi del piano triennale di efficienza operativa.
Capitolo debiti: l’“Indebitamento Finanziario Netto” a fine 2013 è risultato inferiore a 3,9 miliardi di euro, in miglioramento di 0,5 miliardi di euro rispetto al 2012 (4,4 miliardi di euro) a seguito della positiva generazione di cassa attribuibile alla gestione operativa, nonchè degli effetti positivi derivanti dalle operazioni straordinarie finalizzate nel corso del 2013 (cessione di cinque piccoli impianti idroelettrici ad acqua fluente e scissione non proporzionale di Edipower S.p.A.), pur in presenza di investimenti per circa 290 milioni di euro e, infine, come conseguenza del pagamento dei dividendi per 81 milioni di euro. Il rapporto di indebitamento (debito netto/Ebitda) si attesta così a 3,4 (era 4,1 a fine 2012).

A2A, MITTEL SARA’ ADVISORY PER LA CESIONE DEL 5%

Per la cessione della quota del 5% di A2A, "i Comuni hanno deciso di affidare in via provvisoria a Mittel Advisory l'incarico, in attesa della verifica documentale che durerà una settimana". Così l’agenzia Reuters, citando una fonte vicina al comune bresciano. L’advisor avrà il compito di definire il prezzo congruo per la vendita del 5,12% del capitale, cifra da sottoporre alle giunte che poi dovranno approvare le procedure di vendita. Al termine dell'operazione, Milano e Brescia scenderanno al 50% più due azioni nel capitale della utility.
Mittel Advisory ha presentato un'offerta al ribasso del 75% rispetto al prezzo massimo stabilito nel bando pari a 50.000 euro. Pertanto la somma che spetterà all'advisor è di 15.000 euro.
In questa fase, come si legge del bando, sono escluse per l’acquisto le banche o le società di intermediazione finanziaria che, invece, saranno coinvolte nel collocamento vero e proprio a partire da marzo. Nelle intenzioni dei due sindaci la cessione del pacchetto dovrà avvenire entro la fine di maggio, comunque in tempo utile per consentire ai nuovi azionisti di depositare le quote per l'assemblea del prossimo 13 giugno. Un appuntamento particolarmente importante per A2A perché sancirà il passaggio dal sistema duale di governance a quello tradizionale.

CAFC UDINE, NEL 2013 UTILI PER 4 MLN E INVESTIMENTI PER 10 MLN

L’assemblea dei soci di Cafc spa - il gestore del servizio idrico integrato in 83 Comuni udinesi - ha approvato il bilancio d’esercizio che chiude con un utile di 3.976.258 mila euro e un patrimonio netto di oltre 62milioni di euro. Gli utili saranno reinvestiti, come dichiarato dall’amministratore unico di Cafc Eddi Gomboso, che ha anche dato conto degli investimenti realizzati: oltre 10 milioni di euro investiti nel 2013 che sono stati suddivisi in interventi sulle reti acquedottistiche (circa 5milioni di euro), sulla rete fognaria (oltre 3milioni di euro) sugli impianti di depurazione (2milioni e 600 mila euro).
«Il 2013 per Cafc spa - precisa l’amministratore unico, Eddi Gomboso - è stato un anno importante; ha visto la società impegnata nell’operazione di acquisizione del ramo d’acqua della città di Udine. Si è trattato di un progetto industriale di grande rilevanza che ha richiesto energie e impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti, che ha reso più forte Cafc facendo diventare la società un soggetto gestore del servizio idrico per 400mila abitanti della provincia di Udine». Gomboso ha evidenziato come questa scelta non sia stata fatta solo in funzione dell'iter verso il gestore unico ma nell'ottica di un rafforzamento, in provincia di Udine, del servizo idrico di qualità per tutto il territorio servito.
Il direttore generale di Cafc spa, Massimo Battiston, ha illustrato i principali dati, non economici, del 2013 indicando i 145mila contratti stabili che, con l'ingresso dal primo gennaio degli utenti della città di Udine sono aumentati di 26mila unità. Ha spiegato inoltre come i volumi d’acqua fatturati hanno registrato un calo, indice della crisi economia, ma anche dell’attenzione che gli utenti hanno usato nell'utilizzo del servizio idrico. L’assemblea ha scelto di rinviare la determinazione del numero dei componenti dell'organo amministrativo e dovrà essere convocata entro il 30 giugno.

MAZZINI (LGH) “PRESENTI SUL TERRITORIO CON CREDIBILITÀ EUROPEA”

“In chiave internazionale, abbiamo avuto un recente importante riconoscimento per il lavoro che abbiamo svolto fin qui, e del fatto che si può vivere e lavorare a stretto contatto con il territorio e nello stesso tempo avere una visibilità e una credibilità su scala europea”. Così Franco Mazzini, amministratore delegato di LGH, nell'intervista cover che apre il numero di Nuova Energia non nasconde la propria soddisfazione per il riconoscimento ottenuto dal suo Gruppo - la holding che comprende le aziende municipalizzate di Cremona (AEM), Pavia (ASM), Lodi (ASTEM), Rovato (COGEME) e Crema (SCS/SCRP) - e aggiunge: “Si tratta della recente esperienza legata all'emissione di bond che abbiamo presentato sui mercati internazionali di riferimento - Londra, Francoforte, Parigi - e che ha generato un riscontro al di sopra delle nostre migliori attese”. “Rispetto ad un'offerta di valore complessivo pari a 300 milioni di euro, la richiesta è arrivata a 940 milioni. Siamo stati la prima utility non quotata ad affacciarsi al mercato finanziario internazionale”.
Quali presupposti hanno determinato questo atto di fiducia? “La diversificazione delle attività e il radicamento locale - sottolinea - si sono rivelati dei punti di forza. Poter garantire in prima persona i vari servizi di cui può aver bisogno un cittadino - igiene urbana, raccolta dei rifiuti, energia elettrica, gas, banda larga - con una logica di filiera, ha permesso di meglio attutire e compensare eventuali strappi al ribasso di un singolo comparto”. “Il fatto di essere presenti sul territorio - aggiunge Mazzini - con una rete estesa ed efficiente di servizi, una storia pregressa seria ed autorevole, ma anche con una dimensione media, ideale per avere sempre un contatto davvero diretto, ci ha permesso in questa difficile fase dell'economia di continuare ad investire (sul territorio) e di mantenere il nostro quadro economico di riferimento sostanzialmente stabile”.

ACSM - AGAM, COMUNI E A2A AL RINNOVO DEL PATTO PARASOCIALE

I Comuni di Monza e Como, insieme ad A2A, hanno intenzione di rinnovare il patto parasociale che li lega in Acsm-Agam, in scadenza a fine dicembre. Lo comunica la società monzese. Le condizioni del patto saranno definite e comunicate al mercato entro fine anno.

ACQUA NOVARA VCO, INCORPORATA ACQUE NORD

Acqua Novara Vco, gestore idrico nelle province di Novara, Verbania-Cusio-Ossola, ha perfezionato nei giorni scori la fusione per incorporazione di Acque Nord srl. La fusione tra le due società consentirà di avere un unico soggetto gestore per il servizio idrico nei 137 Comuni delle due province; per dimensioni, il nuovo soggetto sarà il secondo del Piemonte.
L’operazione si inquadra nell’ambito dei processi di concentrazione delle gestioni idriche, volte a creare soggetti più grandi e strutturati, che possano sfruttare economie di scala sempre più significative e generare organizzazioni sempre più efficienti.
Acqua Novara Vco ha incorporato dal 2010 11 società, mantenendo il controllo della società in mano alle amministrazione pubbliche.

A2A, NEL 2013 UTILE NETTO A 62 MILIONI

A2A chiude il 2013 con un margine operativo lordo pari a 1.133 milioni, in crescita di 65 milioni (+6,1%) rispetto all'esercizio 2012. L'utile netto del periodo è pari a 62 milioni (260 milioni al 31 dicembre 2012). Esso include l'effetto contabile di svalutazioni per complessivi 267 milioni, che al netto dell'impatto fiscale pesano sul risultato netto per 177 milioni. La posizione finanziaria netta a fine 2013 si è attestata a 3.874 milioni, in miglioramento di 498 milioni rispetto al 2012 (4.372 milioni).
L'energia elettrica venduta nei mercati all'ingrosso e al dettaglio dalle società del Gruppo (al netto del contributo della partecipata montenegrina EPCG) è risultata pari a 44,3 TWh (miliardi di kilowattora), in crescita del 5% rispetto all'esercizio 2012. L'esercizio 2014 si caratterizzerà per il permanere di una situazione di debolezza dei mercati energetici che, soprattutto nella prima parte dell'anno, continueranno ad essere caratterizzati da una domanda in contrazione. L'azione del gruppo sarà dunque rivolta alla difesa dei livelli di redditività - anche attraverso il continuo miglioramento dell'efficienza operativa - e al conseguimento di un ulteriore calo della posizione finanziaria netta. Le attività di sviluppo industriale saranno focalizzate in particolare nelle filiere ambiente e calore.

A2A, SVOLTA PER LA CONTROLLATA MONTENEGRINA EPCG NELLA QUESTIONE DEI DEBITI CON IL GOVERNO

Buone notizie per Epcg, la controllata montenegrina di A2A. Secondo alcuni analisti si avvicina, infatti, il momento in cui sarà estinto il debito da 45 milioni di euro che Epgc ha verso il governo del Montenegro, il quale è a sua volta titolare del 55% del capitale di Epcg, che potrà essere rimborsato grazie all’aumento di capitale riservato approvato dall’assemblea della società lo scorso 17 luglio.
Dopo che una grande industria montenegrina rifornita da Epcg, in seguito a problemi, aveva lasciato un insoluto di 45 milioni di euro nei conti della società elettrica, quest’ultima aveva siglato un term sheet con il governo montenegrino per non pagare tasse per lo stesso ammontare (45 milioni). L’aumento di capitale avrà ad oggetto 5,9 milioni di nuove azioni ordinarie Epcg, che saranno sottoscritte dal governo del Montenegro, per un valore di 45 milioni di euro sulla base del prezzo nominale dei titoli (7,65 euro) e di 18 milioni di euro secondo il valore di mercato delle azioni (3 euro).
Completata la ricapitalizzazione, Epcg non avrà più alcun debito con il governo, mentre A2A diluirà la sua partecipazione dall’attuale 43,7% al 41,7%. Non ci saranno, invece, cambiamenti nella governance di Epcg, dove l’amministratore delegato e il direttore finanziario sono stati scelti dalla controllante.

ASCOPIAVE AVVIA LE TRATTATIVE PER ACQUISIRE IL 49% DI VERITAS ENERGIA

Ascopiave, che già detiene una quota pari al 51% del capitale sociale di Veritas Energia, ha avviato una trattativa con Veritas, detentrice della residua quota di minoranza pari al 49% del capitale sociale, per l'acquisizione della totalità della partecipazione. Lo rende noto il gruppo in una nota. Preliminarmente, la possibile operazione è stata oggetto di comunicazione all'Autorità Garante della concorrenza e del mercato.

COTTARELLI E CANTONE CONTRO GLI SPRECHI, POSSIBILE RINEGOZIAZIONE CONTRATTI DI FORNITURE

100 lettere ad altrettanti enti locali, asl e centri di spesa pubblici sono state inviate nei giorni scorsi dai Commissari Carlo Cottarelli (spending review) e Raffaele Cantone (anticorruzione) per verificare se gli acquisti da questi compiuti al di fuori del sistema Consip nascondano anomalie da approfondire. In caso di mancata o insoddisfacente risposta, i Commissari potranno inviare funzionari della Ragioneria generale o la guardia di finanza.
Lo prevede il decreto Irpef che autorizza gli amministratori pubblici a rinegoziare i contratti in corso per forniture di energia elettrica, gas, telefonia, combustibili e sanità.

BRIANZACQUE, L’ANTITRUST ARCHIVIA L’IMPUGNAZIONE

Per l’Antitrust l’affidamento dell’Ato idrico a Brianzacque è regolare. L’Autorità ha infatti disposto l’archiviazione prendendo atto «dei progressi conseguiti nel processo di regolarizzazione del modello di affidamento del servizio idrico integrato ai parametri fissati dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale». Queste la nota dell’Antitrust, che invita l’Ufficio dell'Ato a rendere noti «gli ulteriori passaggi propedeutici alla totale retrocessione delle quote del capitale della società Brianzacque agli enti locali affidanti». Attraverso questo processo, ormai quasi completato, sono infatti i sindaci a diventare gli unici azionisti della società.
Per Adriano Poletti, presidente facente funzioni dell'Ato di Monza e Brianza «il duro lavoro di questi anni ci è stato riconosciuto anche dagli osservatori più severi. La Brianza ha un gestore totalmente pubblico, nelle mani dei cittadini attraverso i loro sindaci. L'acqua è un bene comune ed in Brianza questo non è uno slogan ma la realtà. Ora si dovrà lavorare con grande impegno sugli investimenti da realizzare, 87 milioni di euro per la riqualificazione di tutte le infrastrutture idriche del territorio».
E’ già in corso di realizzazione un piano stralcio per i primi investimenti da 25 milioni, focalizzati sui comparti di fognatura e depurazione.

MULTISERVIZI E ESTRA DANNO VITA A EDMA, NHOLDING DA 270 MILIONI DI EURO

Nasce Edma, Energia del Medio Adriatico, una società costituita da Multiservizi (al 55%) e dalla toscana Estra (45%), entrambe a capitale pubblico. L'atto ufficiale è stato sottoscritto dal presidente di Multiservizi, Ferdinando Avenali, e dall'amministratore delegato di Estra, Alessandro Piazzi. 46 i Comuni soci di Multiservizi, 99 quelli di Estra, una delle prime aziende in Italia per la fornitura e distribuzione di gas naturale ed energia elettrica.
Nella nuova società Multiservizi conferirà la partecipazione in Prometeo, primo operatore delle Marche per la vendita di energia, e il ramo di azienda della distribuzione di gas naturale, attività svolta attualmente in 15 comuni della provincia di Ancona. Il gruppo toscano porta in dote la propria rete di distribuzione e il pacchetto di clienti che detiene in Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise, oltre ad un supporto economico di 10 milioni di euro.
Edma, si legge in una nota, ha tra le sue finalità la gestione delle reti di distribuzione del gas naturale, unico servizio di pubblica utilità che viene assegnato obbligatoriamente con gara: la holding dell'energia, con sede ad Ancona, avrà un fatturato stimato in circa in 270 milioni di euro e 120 addetti. Presidente della nuova società è Chiara Sciascia; Moreno Clementi è l'amministratore delegato.

CONSORZIO IDRICO TERRA DI LAVORO, RIDOTTO IL CDA E CONFERMATO DI BLASIO PRESIDENTE

Il nuovo Statuto del Consorzio Idrico Terra di Lavoro è diventato esecutivo, consentendo la riduzione del cda - che opera in regime di proroga - di ridurre da 9 a 5 i membri, così come previsto dalle nuove regole sulla spending review. Ne fanno parte - a titolo gratuito - il presidente Pasquale Di Biasio, Carmine Palmieri, Felice Del Monaco, Carlo Sorrentino e Franco Cervo. Si sono invece dimessi Pasquale Di Fruscio, Antonio Siero e Angelo Garofalo.
«Ho già trasmesso al presidente dell'assemblea dei soci, Giancarlo L'Arco tutti gli adempimenti necessari affinché possa procedere alla convocazione dell'assemblea per il rinnovo delle cariche», fa sapere Di Biasio. Il prossimo cda resterà in sella per 5 anni e Di Biasio, al vertice dal 2006, ha posto la sua ricandidatura: «Resto a disposizione», si limita a dire. L'ex sindaco di Carinola ha illustrato la scorsa settimana i risultati raggiunti dall'Ente, rispondendo alle accuse dello scrittore Roberto Saviano, che ha rilanciato quelle del sindaco di Camigliano Cenname: Il consorzio, per l'autore di Gomorra, è simbolo di spreco e carrozzone politico. Di Biasio invece ha sottolineato il taglio dei costi e il risanamento realizzato. «Il vero problema è la fatiscenza della rete idrica provinciale, con una dispersione almeno del 50 per cento. Per il futuro - aggiunge - è necessaria un'assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche nella gestione del ciclo integrato delle acque».

BILANCIO ESTRA 2013, RICAVI OLTRE I 695 MLN

Ammontano a 695,8 milioni di euro i ricavi realizzati nel 2013 (+7,4% rispetto al 2012) dal gruppo Estra, multiutility attiva principalmente nel settore della distribuzione, vendita e trading del gas naturale, e nella vendita di energia elettrica con sede a Prato.
Durante l’esercizio 2013 il Gruppo, tramite i 6.097 km di rete, ha distribuito 780 milioni di metri cubi di gas naturale, ha commercializzato 920 milioni di metri cubi di gas naturale ed oltre un milione di metri cubi di gas propano liquido. Nell’area energia elettrica sono stati venduti 465 Gwh. Il numero complessivo dei clienti (gas ed energia elettrica) si è attestato a 438.000 unità.
Il margine operativo lordo si attesta a 59,4 milioni di euro, in diminuzione rispetto al 2012 a causa sia delle miti condizioni climatiche, sia della regolamentazione tariffaria decisa dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.
Il risultato ante oneri finanziari del Gruppo ammonta a 26 milioni di euro, mentre quello ante imposte a 21 milioni. Gli investimenti raggiungono quota 18,3 milioni di euro principalmente attribuibili alla distribuzione del gas (12,1 milioni di euro tra reti e allacciamenti) e 2,6 milioni di euro derivanti dall’innovazione tecnologica ed all’efficientamento. Il patrimonio netto passa da 229,4 milioni di euro del 2012 a 241,1 milioni di euro del 2013 anche per effetto dell’aumento di capitale sottoscritto dai soci di ESTRA nel corso del 2013 (9,6 milioni di euro).
“L’esercizio trascorso - ha affermato il presidente Roberto Banchetti - ha fatto registrare una crescita importante del trading ed una crescente presenza nell’upstream che, attraverso la diversificazione dei fornitori, ci ha consentito una maggiore competitività con ricadute positive sui nostri clienti e sul territorio. Nel 2013 Estra ha costituito, unitamente alla Multiservizi di Ancona, la società EDMA. Tale iniziativa porterà a regime ad una entità in grado di esprimere un fatturato di oltre 270 milioni di euro e contare su 200.000 clienti nel bacino territoriale delle Marche, Umbria, Molise e Lazio. Il triennio 2014-2016 ci vedrà impegnati nel consolidamento e nella crescita del Gruppo, in particolare con investimenti nel servizio della distribuzione del gas naturale. Tale settore vedrà svolgersi, su tutto il territorio nazionale, le gare per l’affidamento della gestione.”

HERA, BILANCIO DI SOSTENIBILITA’ 2013: 2 MLD DI RICCHEZZA AL TERRITORIO

Una multiutility che sta attraversando una fase macroeconomica estremamente complessa tenendo però la barra ben dritta sull’impegno a favore della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Questo il quadro che emerge dal Bilancio di Sostenibilità presentato nei giorni scorsi da Hera, la multiutility emiliana-romagnola-veneta-friulana che nel 2013 ha distribuito al territorio una ricchezza pari a 1.996 milioni. Una generazione di valore significativa, con effetto anti-ciclico in questa fase di perdurante stagnazione economica, che ha saputo però coniugarsi con il prosieguo del forte impegno a favore dell’ambiente, in cui si registra, ad esempio, una sensibile riduzione delle emissioni di gas serra o l’ulteriore incremento dell’energia da fonte rinnovabile prodotta.
Grazie sia al contributo di AcegasAps che alla crescita organica della sola Hera, il valore aggiunto globale lordo prodotto è stato di 1.372 milioni (+27,6% sul 2012). Di grande importanza la ricchezza distribuita nel 2013 al territorio, salita a 1.996 milioni contro i 1.698 milioni dello scorso anno (+17,6%). Tale valore somma il valore aggiunto distribuito ai principali interlocutori locali di Hera (lavoratori, azionisti, pubblica amministrazione, comunità locale, azienda), pari a 1.057 milioni, al valore economico delle forniture da realtà del territorio, pari a 939 milioni (equivalenti a livello consolidato al 63,2% delle forniture del Gruppo).
Anche la ricaduta occupazionale del Gruppo Hera è di tutto rilievo. Complessivamente, fra lavoratori diretti del Gruppo (8.294) e indiretti (5.278 dipendenti dei fornitori del Gruppo) l’occupazione totale ammonta a 13.572 unità, di cui 135 nuovi lavoratori assunti a tempo indeterminato. Inoltre il dato relativo alle forniture da cooperative sociali, che hanno avuto un valore di oltre 35 milioni di euro (+7,1% sul 2012) e hanno consentito l’inserimento lavorativo di 581 persone svantaggiate (576 nel 2012).
Sul fronte della tutela dell’ambiente, il 71,7% della produzione energetica elettrica e termica del Gruppo Hera è avvenuto da fonte rinnovabile o assimilata alle rinnovabili. L’attenzione all’ambiente si è manifestata anche nella produzione di gas serra generata dagli impianti del Gruppo. Per ogni MWh di energia prodotta nel 2013, infatti, sono state emesse 549 Kg di CO2 equivalente (-6% rispetto al 2012) grazie alla riduzione delle emissioni dagli impianti e alla contemporanea maggiore produzione di energia da fonti rinnovabili (+10%, in particolare per digestori anaerobici, centrali a biomasse e geotermia).
Il 66% degli acquisti commissionati da Hera è stato effettuato ad aziende con sede commerciale nel territorio di riferimento, senza effettuare gare pubbliche al massimo ribasso (il 76% del valore degli affidamenti viene aggiudicato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa).
Il Bilancio di Sostenibilità 2013 per il primo anno, vengono utilizzate come riferimento le linee guida internazionali GRI-G4, pubblicate a maggio 2013 che mettono al centro del processo di reporting gli aspetti e gli argomenti considerati più importanti dagli stakeholder. I principali nuovi indicatori introdotti dalle linee guida riguardano i fornitori e la governance.

SMART CITY: AL VIA IL TAVOLO ANCI, FORUM PA E FEDERUTILITY

In occasione del Forum Pa (Roma, 27-29 maggio) si è svolto il convegno su “Smart city: costruire le piattaforme abilitanti per dare spazio a reti e servizi innovativi”, promosso dall’Osservatorio Nazionale Smart City di Anci e Federutility. Nell’occasione è stato ufficializzato il Tavolo tra L’Osservatorio Anci, Federutility e Forum PA, per promuovere un approccio integrato a soluzioni tecnologiche in ambito urbano, con la definizione di politiche territoriali e la messa in pratica di nuove modalità di collaborazione fra gli attori locali.
“Questo Tavolo è l’occasione per Federutility di capire quali sinergie condividere con coloro che intendono sviluppare le smart city e avviare collaborazioni tra chi ha ruoli diversi ma tutti orientati verso l’obiettivo comune delle smart city”. Così Gerardo Paloschi, presidente della Commissione Tlc di Federutility. “Le utility - ha spiegato - svolgono funzioni essenziali per lo sviluppo locale verso le smart city. La stessa storia e fisionomia delle utility hanno definito e segnato nel tempo lo sviluppo dei territori: dalle fabbriche del ghiaccio del primo Novecento al teleriscaldamento dei nostri giorni. L’evoluzione è stata da utility a smart utility, perché oggi osserviamo che non c’è ambito nel quale le tlc non intersechino gli altri servizi”.
Per Antonella Galdi, Vice Segretario nazionale Anci, “l’Osservatorio non sarà solo un luogo di scambio di buone pratiche, peraltro allargate all’Amministrazione centrale, ma uno spazio di coordinamento tra pubblico e privato, perché solo coinvolgendo tutti gli stakeholder si potrà realizzare un risultato migliore. Ai Protocolli già sottoscritti con alcuni soggetti (Enel e Vodafone), vanno ora agganciate le Pmi e le nostre Utility, che rappresentano il terreno per l’innovazione in termini di servizi”.
Per Paolo Testa, coordinatore dell’osservatorio Anci, “i progetti presentati dai Comuni - e raccolti nel sito- rappresentano gli esempi di una comunità che scambia buone pratiche e riflessioni attorno all’obiettivo comune delle smart city. Abbiamo raccolto 500 progetti - ha proseguito - dall’energy, al mobility, alle smart grid fino al social. Il denominatore comune è che i Comuni stanno cercando di modificare non solo il singolo servizio ma i comportamenti d'uso della cittadinanza. Questo è il modo di lasciar segni duraturi, perché non legato ad un singolo servizio”.

ACQUEDOTTO PUGLIESE, VENDOLA: “DEVE RIMANERE PROPRIETÀ PUBBLICA”

A fine dicembre 2018 scadrà l'affidamento del servizio idrico integrato della Puglia ad Acquedotto Pugliese. La scadenza di questo affidamento, stabilito con il decreto legislativo 141/99 - con cui l'Ente autonomo Acquedotto Pugliese veniva trasformato in società per azioni - e conseguente convenzione di gestione sottoscritta nel 2002, pone un problema non indifferente: terminata l'attuale gestione, il successivo affidamento dovrà avvenire secondo le modalità previste dalla legge, vale a dire l'affidamento in house o tramite gara. Nel primo caso la Regione - attualmente socio unico di Aqp - dovrebbe cederne le azioni ai Comuni pugliesi cui spetterebbe, attraverso l'Autorità idrica pugliese che li rappresenta, l'affidamento del servizio; nel secondo caso si profilerebbe il rischio dell'ingresso di privati nella gestione del servizio idrico pugliese.
Ipotesi, soprattutto quest'ultima, che parte del mondo politico pugliese sembra decisa a contrastare: in questo senso va il manifesto-appello lanciato ieri dal consigliere regionale Fabiano Amati (Pd) con Umberto Fratino, Ernesto Sticchi Damiani, Corrado Petrocelli, Graziana Brescia, Antonio Felice Uricchio, Gianluigi Pellegrino, Roberta Maria Rana, Michele Laforgia, Gabriella Genisi, Mario Aulenta, Federica Cotecchia, Franco Gagliardi La Gala, Francesca Portincasa, Nicola Lamaddalena, Mauro Bolognese, intitolato “L'Acquedotto siamo noi” e rivolto ai parlamentari pugliesi “per ottenere la modifica della legge nazionale che fissa al 31 dicembre 2018 la scadenza della gestione del servizio idrico in capo ad Acquedotto Pugliese e l'obbligo della Regione Puglia di vendere le azioni”.
L'appello, aperto alla sottoscrizione di tutti i cittadini, mira a mantenere la proprietà regionale di Aqp. “Le particolari condizioni idro-geo-morfologiche della Puglia - recita il documento - determinarono la necessità di costruire un sistema di distribuzione idrica sostanzialmente universale e interconnesso, dipendente per l'approvvigionamento da fonti generalmente extra regionali. Ed ancora oggi è così, né potrà mutare. Se a questo si aggiungono le notevoli complicazioni sulla gestione dell'imponente sistema di collettamento fognario, cioè raccolta, depurazione e scarico dei reflui, in uno con la difficoltà di definire recapiti finali coerenti e compatibili dal punto di vista normativo ed ambientale, la scelta di una gestione totalmente pubblica si trasfigura in necessità inderogabile. Mettere a gara la gestione del servizio idrico in Puglia - si sottolinea con enfasi - significherebbe mettere a gara noi stessi, il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro”. La “gestione totalmente pubblica” reclamata parrebbe equivalere al mantenimento dell'intero capitale sociale in capo alla Regione, dato che i promotori dell'iniziativa ritengono “che il Parlamento nazionale debba provvedere con urgenza a modificare la normativa vigente, cancellando sia la data di scadenza della concessione in favore di Acquedotto pugliese, sia l'obbligo della Regione Puglia di vendere le sue azioni”.
Per il presidente della Regione, Nichi Vendola: “La mia amministrazione ha orgogliosamente difeso la natura pubblica della proprietà dell'Acquedotto pugliese. Il servizio idrico per noi è un servizio pubblico e l'Aqp deve mantenere la sua natura di soggetto con proprietà pubblica”.
“Ricordo - aggiunge - che con uno slancio di coraggio istituzionale abbiamo anche cercato di far ritornare la società Aqp alla sua natura originaria di ente pubblico, registrando purtroppo una sentenza sfavorevole della Corte Costituzionale. Non intendo recedere di un millimetro da questa posizione. Apprezzo gli articoli di stampa che riportano all'ordine del giorno il tema della durata della concessione del servizio idrico integrato, così come auspico che tutti i parlamentari pugliesi si impegnino con proposte legislative a garantire la continuità, anche oltre il 2018, della concessione del servizio”.
“Meglio ancora sarebbe - conclude Vendola - se tutte le forze parlamentari del centrosinistra, superando pulsioni privatizzatrici che pure sono emerse, traducessero in una legge nazionale quello che la Regione Puglia ha tentato di fare con le sue limitate competenze legislative”.

HERA, CONCILIAZIONE PARITETICA ANCHE PER IL SERVIZIO IDRICO

Poche e chiare regole per mettersi attorno a un tavolo e risolvere eventuali incomprensioni fra azienda e cliente, senza ricorrere alla via giudiziaria. E’ questo il senso della conciliazione paritetica che il Gruppo Hera ha esteso anche al servizio idrico, dopo la pluriennale esperienza maturata con gas ed energia elettrica.
Il nuovo regolamento sulla conciliazione è stato definito dopo un’articolata fase di confronto con le principali associazioni dei consumatori: ACU, A.Di.Do., Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Arco Consumatori, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione Nazionale Consumatori.
La conciliazione, completamente gratuita per il cliente, ha l’obiettivo di raggiungere un accordo transattivo tra le parti ai sensi dell’art. 1965 del Codice Civile. E’ uno strumento a disposizione del cliente privato per la risoluzione di situazioni chiuse in maniera ritenuta non soddisfacente dalla gestione ordinaria del reclamo e per le quali non resterebbe che la via giudiziaria.
Operativamente, la conciliazione si svolge con l’ausilio di due conciliatori, che rappresentano le due parti interessate e hanno il compito di individuare la proposta da sottoporre alle parti. Per il cliente si tratta quindi di un’alternativa economica e veloce alle cosiddette “vie legali”, fermo restando che in caso di mancato raggiungimento dell’accordo le parti possono sempre attivare una causa giudiziale.
La conciliazione si avvia solo se il cliente non si ritiene soddisfatto da risposta motivata a reclamo scritto e prevede tempi precisi di svolgimento, con la sua conclusione entro 120 giorni dalla richiesta (sia nel caso di avvenuta che di mancata conciliazione). Durante la procedura di conciliazione sono sospese eventuali interruzioni del servizio e di recupero forzoso dei crediti fino a quel momento maturati.
“L’ampliamento della conciliazione al servizio idrico rientra nel più ampio e continuo impegno del Gruppo Hera nel miglioramento del dialogo con i propri clienti”, spiega Cristian Fabbri, Amministratore Delegato di Hera Comm. “In questo senso, ha assunto particolare rilievo l’attivazione del nuovo canale web dedicato alle associazioni dei consumatori e l’introduzione della nuova bolletta, sviluppata attraverso il coinvolgimento diretto dei clienti stessi”.

Edison chiude il bilancio 2013 con ricavi in crescita ma Ebitda in calo


In uno scenario di riferimento negativo, che ha visto calare ulteriormente la domanda complessiva di energia elettrica e gas e aumentare la pressione competitiva, Edison ha realizzato una performance complessivamente positiva, in particolare nel settore elettrico, che in parte ha compensato la riduzione del risultato nel settore idrocarburi, ancora soggetto ai processi di price review dei contratti long term di fornitura gas. È quanto si apprende dal Cda dell’utility italo-francese che ha approvato il bilancio dello scorso anno. Il 2013 - si legge in una nota - ha registrato un’ulteriore prosecuzione di quel trend di progressiva decrescita che affligge l’economia italiana dal 2008. Una situazione che si riflette nell’andamento dei consumi nazionali di energia elettrica e gas. Nel 2013 la domanda italiana di energia elettrica è diminuita del 3,4% rispetto all’anno precedente, con una contrazione che è andata a detrimento esclusivo della produzione termoelettrica, sia per lo strutturale aumento della capacità da fonti rinnovabili, sia per l’elevata idraulicità del periodo. In conseguenza di questo scenario il parco termoelettrico è in fase di razionalizzazione. In calo anche i consumi italiani di gas che nel 2013 hanno fatto registrare una flessione del 6,4% rispetto all’anno prima. Il protrarsi di una situazione in cui la debolezza della domanda si accompagna al continuo incremento della capacità elettrica e della disponibilità di gas, ha determinato un ulteriore incremento della pressione competitiva sui prezzi di vendita sia dell’elettricità sia del gas. In questo contesto il gruppo Edison ha chiuso l’anno con ricavi di vendita pari a 12.335 milioni di euro (+ 2,7% dai 12.014 milioni di euro nel 2012), grazie al positivo contributo della filiera elettrica (+ 5,1% a 7.319 milioni di euro), che ha beneficiato dei maggiori volumi venduti. Il positivo andamento del settore energia elettrica ha compensato la contrazione della filiera idrocarburi (-10,6% a 5.872 milioni di euro) che ha risentito del deterioramento dello scenario di riferimento.
Previsioni - La società conferma la sua capacità ricorrente di generare un Margine Operativo Lordo di 1 miliardo di euro, che può variare secondo le tempistiche di price review dei contratti a lungo termine di fornitura di gas. La società è tuttora impegnata nella seconda fase di questi processi di price review, la cui finalizzazione è prevista nel 2014/2015. Nel 2014, al netto di ogni effetto delle predette rinegoziazioni, è previsto che il Margine Operativo Lordo si attesti a un valore superiore a 600 milioni di euro.
Dividendo agli azionisti - Alle azioni di risparmio verrà distribuito un dividendo unitario di 0,05 euro per azione, alle azioni ordinarie un dividendo unitario di 0,011 euro. Il dividendo per le azioni di risparmio sarà messo in pagamento dal 17 aprile 2014, con stacco cedola in data 14 aprile 2014 e record date il 16 aprile 2014. Il dividendo per le azioni ordinarie sarà messo in pagamento dal 17 aprile 2014.

XIV WORKSHOP AGICI - ACCENTURE SULLE UTILITIES: COME CRESCERE IN UN MERCATO STAGNANTE?

Giunge alle quattordicesima edizione il Workshop dell’Osservatorio Agici-Accenture sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan Europeo delle Utilities. Homeserve è il Main Sponsor di questa edizione. Il Workshop si terrà per l’intera giornata del 5 marzo 2014 presso Palazzo Clerici, a Milano. L’evento è destinato ai top manager delle utility operanti in Italia ma anche ad altri che in questo settore giocano ruoli cruciali: finanza, pubblica amministrazione, mondo associativo, produttori di sistemi e componenti, impiantistica.
Il Workshop è strutturato in tre parti. La prima parte verterà sulle tematiche di marketing&vendite soprattutto nel gas e nell’elettricità, temi sempre più strategici in un mercato europeo ed italiano dove la domanda è stabile se non in calo da diversi anni. Tra gli altri interverranno Pierfederico Pelotti (Accenture), Lionello Guelfi (Homeserve), Alessandro Zunino (Edison), Andrea Chinellato (Electra Italia), Gianfilippo Mancini (Enel), Pier Lorenzo Dell'Orco (Sorgenia), Andrea Cavallini (A2A), Stefano Venier (Hera).
Nella seconda parte dell’incontro saranno consegnati i premi "Manager Utility 2014", promossi dalla rivista "Management delle Utilities e delle Infrastrutture". I premi saranno consegnati da Renato Ravanelli e Tomaso Tommasi di Vignano.
La terza ed ultima parte del workshop si concentrerà su: il finanziamento alle reti e agli impianti, mettendo a confronto i punti di vista della finanza con quello delle utility; i possibili sentieri per innovare nell’idrico; un dibattito con esponenti di vertice delle aziende sulle strategie per far fronte a un mercato in crisi ormai da diversi anni. Interverranno tra gli altri Francesco Profumo (Iren), Tomaso Tommasi di Vignano (Hera), Aldo Chiarini (GDF Suez), Stefano Colombo (Alpiq), Salvatore Pinto (Axpo), Massimiliano Bianco (FederUtility), Paolo Giachino (CVA). Modera il prof. Andrea Gilardoni, presidente dell’Osservatorio.
Per maggiori informazioni sull’evento e sugli studi: Agici

ASCOPIAVE E ASCOTRADE, ACCORDO SINDACALE PER SCONTI IN BOLLETTA CON ISEE SOTTO I 20MILA EURO

Rinnovato l'accordo tra Gruppo Ascopiave e Ascotrade con le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil di Belluno: per i clienti con reddito ISEE inferiore a 20mila euro, è prevista la possibilità di sconto sulla bolletta del gas di circa il 13%. L'iniziativa sarà promossa mediante una capillare campagna di comunicazione. Per il presidente di Ascotrade Stefano Busolin si tratta di «allargare quest'opportunità a sempre più clienti, pronti a ritrovarci in estate per un primo bilancio».
L'azienda trevigiana di fornitura di gas ed energia elettrica ha infatti rinnovato, insieme alla capogruppo Ascopiave, il protocollo di intesa con le organizzazioni sindacali per corrispondere uno sconto sulla bolletta. L'accordo è stato siglato nei giorni scorsi a Treviso dal presidente di Ascotrade Stefano Busolin e i rappresentanti delle tre sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil. Anche nel 2014, dunque, i clienti Ascotrade che dichiarino presso i Caf un reddito Isee inferiore a 20 mila euro potranno usufruire di uno sconto sui consumi del gas di circa il 13%. Ascotrade comunicherà in bolletta la possibilità di ottenere lo sgravio a tutti i propri clienti, i quali potranno presentare domanda compilando un apposito modulo, dopo aver certificato la propria situazione Isee presso i Caf autorizzati.

HERA, BOLOGNA VUOLE VENDERE UNA QUOTA

Il Comune di Bologna progetta di vendere 7 milioni di azioni Hera, la multiutility che gestisce acqua, gas e elettricità in Emilia-Romagna, Marche e Triveneto. L’idea, viste le quotazioni attuali del titolo in borsa, è quella di raccogliere 14 milioni di euro per fare cassa e finanziare progetti in città. Se sarà confermata - la delibera di giunta dovrà passare prima dal consiglio comunale - quella bolognese non sarà comunque la prima operazione di questo tipo.
Nel 2010 il Comune di Modena aveva aperto la strada deliberando la vendita graduale di 11 milioni di azioni (del valore di 1,4038 euro per azione). Poi è arrivata Ferrara, dove la giunta Pd ha deciso la vendita di 5 milioni di euro di azioni di Hera spa. Infine la piccola Monzuno, a guida Pdl, che ad aprile 2014 ha annunciato di voler vendere 400mila euro in azioni per reinvestire il ricavato in progetti di risparmio energetico.
Ora potrebbe essere il turno di Bologna, e il Corriere di Bologna - che dà la notizia - ne è sicuro, visto che parla di “piano di fatto già pronto”. Un sostanziale ripensamento rispetto a quando dichiarato, per esempio, nel settembre 2011, quando alla Festa dell’Unità il sindaco di Bologna escluse categoricamente di voler vendere azioni Hera.
Si tratterebbe comunque di azioni svincolate dal Patto di sindacato dei soci pubblici, che detengono la maggioranza del pacchetto azionario di Hera e controllano così la società. Hera spa è in mano a circa 190 Comuni che complessivamente detengono una quota del 57,6%. A fare la parte del leone c’è il Comune di Bologna, con il 14,5% delle azioni. I soci pubblici sono vincolati fino al 31 dicembre 2014 al mantenimento di una partecipazione al capitale sociale “in misura almeno pari al 51% del capitale stesso”.
L’incognita è cosa succederà nel 2015, visto che Ferrara e Forlì, per ragioni diverse, hanno già annunciato di volersi sfilare dal Patto di sindacato. Per i Comitati referendari “Acqua Bene Comune” si tratta delle prime avvisaglie di una futura privatizzazione dell’azienda. “I Comuni avranno sempre più bisogno di soldi perché i trasferimenti Stato-Enti locali subiranno sempre più tagli - aveva spiegato tempo Andrea Caselli del comitato bolognese -. La loro unica via d’uscita sarà quella di vendere azioni, magari ad altri soci formalmente pubblici come la Cassa depositi e prestiti. Così il controllo sulla carta rimarrà pubblico, ma le collettività locali avranno perso ogni mezzo per influenzare le decisioni aziendali”.

ACSM - AGAM, RICAVI IN AUMENTO NEL BILANCIO 2013

Approvato il bilancio consolidato 2013 di Acsm-Agam con ricavi in aumento e un risultato netto del gruppo che registra una crescita del 17,1%. Il consiglio di amministrazione, presieduto da Roberto Colombo, ha approvato il progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato del gruppo per l'esercizio chiuso al 31 dicembre. Con un margine operativo lordo pari a 44,9 milioni, di fatto un aumento del 20,9%, quello netto è di 21,8 milioni e sale del 12,3%. Cresce anche l'indebitamento: da 126 milioni a 137. I ricavi delle vendite sono pari a 260,5 milioni di euro: questo comporta un lieve aumento rispetto all'esercizio precedente (258 milioni di euro al 31 dicembre 2012).
L'attività della vendita di gas ha fatto registrare ricavi pari a 183,7 milioni di euro (in linea con l'esercizio precedente, 183,5 milioni). Sul fronte della distribuzione del gas i ricavi ammontano a 36 milioni di euro e qui è sensibile l'incremento (+8%) rispetto all'esercizio precedente. Due i motivi principali: «Per effetto dell'andata a regime delle nuove gestioni acquisite nel corso dell'esercizio 2012 e della nuova gestione avviata dal mese di luglio in 14 Comuni appartenenti alla Comunità Montana del Triangolo Lariano». La gestione calore si piazza sui 12 milioni, in lieve flessione, mentre non varia sostanzialmente l'attività di teleriscaldamento e cogenerazione; quest'ultima ha contribuito al totale dei ricavi consolidati per 15,9 milioni di euro. Per il termovalorizzatore dei rifiuti, il contributo ai ricavi è di 9,6 milioni di euro e anche qui si assiste a un lieve decremento a causa dei prezzi diminuiti a loro volta. Crescono invece i ricavi della distribuzione d'acqua ( 12,8 milioni). Tra gli altri dati, quelli relativi a vendita e trading di energia elettrica: ricavi per 13,2 milioni di euro (11,5 milioni l'anno precedente). Un aumento legato a quello del numero di clienti finali. Infine, l'impianto di erogazione del metano per autotrazione ha portato ricavi - in crescita - per 1,1 milioni di euro.
In linea i costi del personale (20,7 milioni). Il risultato netto finale è pari a 9,3 milioni di euro (7,8 milioni di euro nell'esercizio precedente); quello del gruppo, dopo le detrazioni relative alla quota di utile degli azionisti di minoranza, risulta positivo e pari a 7,4 milioni di euro (contro i 6,4 milioni del 2012). Per quanto riguarda l'aumento dell'indebitamento - di 11,7 milioni di euro -, questo è legato ai maggiori esborsi per investimenti, in particolare nella distribuzione gas.

BOCCONI, CONFRONTO TRA QUATTRO DELLE MAGGIORI UTILITY. MILANO, 23 SETTEMBRE

Il CERTeT - Centro di economia regionale, dei trasporti e del turismo - e il Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico organizzano presso l’Università Bocconi di Milano un convegno dal titolo “Le sfide delle imprese nel settore dei servizi pubblici. L’opinione dei protagonisti” per il prossimo 23 settembre.
I servizi di pubblica utilità, infatti, risultano fondamentali per lo sviluppo economico e sociale del Paese, in particolare in quadro generale di contenimento della spesa pubblica. La sfida, oggi, è servire meglio e in modo più efficiente (a un minor costo), nonché soddisfare le esigenze emergenti.
Si confronteranno su questo tema gli amministratori delegati delle quattro maggiori utility italiane: Valerio Camerano (A2A), Nicola De Sanctis (Iren), Alberto Irace (Acea) e Stefano Venier (Hera), insieme a Giovanni Valotti, docente di Economia delle aziende e delle pubbliche amministrazioni in Bocconi e presidente di Federutility.
Il confronto sarà introdotto da Giovanni Fattori (Dipartimento di analisi delle Politiche e Management Pubblico), Oliviero Baccelli (CERTeT) e da Andrea Gilardoni (docente di Economia e gestione delle public utilities - Bocconi).
Per informazioni e registrazioni: Università Bocconi .

TRENTO, IN CRESCITA IL BILANCIO DI DOLOMITI ENERGIA: 47 MLN DI INVESTIMENTI NEL 2013

L’Assemblea degli azionisti di Dolomiti Energia ha approvato nei giorni scorsi il bilancio 2013, con risultati economici positivi e in netto miglioramento rispetto all'esercizio 2012. L'assemblea ha anche approvato la distribuzione di un dividendo di 0,095 euro per azione, pari complessivamente a 39 milioni di euro. Il valore della produzione è consolidato a 1.307 milioni di euro (con un +16% rispetto al 2012); mentre il margine operativo lordo è consolidato (EbitDa) a 269 milioni di euro, a fronte di un risultato pari a 202 milioni del 2012 (+33%). Risultato operativo consolidato (Ebit) a 165 milioni di euro (104,9 nel 2012, +57 %); utile netto consolidato a 66,6 milioni di euro (43,7 nel 2012, +52%); indebitamento netto a 469,1 milioni di euro (550,5 nel 2012, -15%).
Il perimetro di consolidamento del gruppo include la capogruppo Dolomiti Energia, Set Distribuzione, Trenta, Dolomiti Energia Rinnovabili, Dolomiti Reti, Depurazione Trentino Centrale, Multiutility, Dolomiti Edison Energy, Hydro Dolomiti Enel (51%) e SF Energy (33%), Trentino Trading.
Gli investimenti nel 2013 sono ammontati a 47 milioni di euro: quelli più importanti riguardano gli interventi per potenziare la capacità produttiva e rinnovare gli impianti idroelettrici oltre a ottimizzare le reti di distribuzione di energia, gas e acqua sul territorio. La produzione idroelettrica di Dolomiti Energia, Dolomiti Edison Energy, Hydro Dolomiti Enel e SF Energy è pari a 4,6 miliardi di kWh, in aumento rispetto ai 3,5 miliardi di kWh del 2012 di oltre il 30%, grazie alle condizioni climatiche ricche di precipitazioni. La produzione termoelettrica, prevalentemente da cogenerazione, ha generato 135 milioni di kWh (136 milioni di kWh nel 2012). Il gruppo inoltre ha distribuito 2,3 miliardi di kWh attraverso una rete di distribuzione di 9.862 chilometri. Per il gas naturale, nel 2013 sono stati distribuiti 287 milioni di metri cubi di gas lungo una rete di 2.269 chilometri. Mentre sono stati 33 milioni di metri cubi di acqua immessi nella rete lunga 1.348 chilometri. Per il settore vendita, il gruppo ha commercializzato 4,47 miliardi di kWh di energia elettrica e 481 milioni di metri cubi di gas.

ASTI, LA MULTIUTILITY ASP CHIUDE IN UTILE IL 2013

Il bilancio della multiutility Asp (Asti Servizi Pubblici) ha chiuso con un utile di 542 mila euro, più del doppio di quello 2012 (221 mila euro). I numeri - certificati dal revisore Deloitte & Touche - sono stati illustrati dal presidente Paolo Bagnadentro che ammette: «e pensare che a metà 2013 non sapevamo, a fronte dei tagli, se avremmo raggiunto il pareggio».
L’utile verrà distribuito al Comune per la parte che l'ente detiene all'interno della spa: ovvero il 55% dei 542 mila euro, cioè 298 mila. «Abbiamo amministrato con oculatezza, nonostante il taglio ai trasferimenti di un milione di euro e i minori ricavi, non c'è stato un solo licenziamento, si è continuato ad investire e oggi possiamo dire alla città che Asp è un'azienda sana, coperta da rischi e insolvenze. Lo affermano i numeri».
L'Amministratore delegato Paolo Golzio si è soffermato sugli investimenti perché «mentre l'utile fotografa il passato, l'investimento è la rappresentazione del futuro. Sono 7 milioni e 800 mila euro - ha detto - spalmati su tutti i settori per interventi di ammodernamento delle "flotte" dei bus, del noleggio, della raccolta rifiuti, su Valbella, sulla rete idrica, oltre al tempio crematorio; investimenti che non hanno inciso sull'indebitamento».
Sul tema dei crediti non riscossi i vertici di Asp preferiscono la matematica alle parole: «Per il recupero dei crediti - hanno spiegato il presidente e il vice Luigi Visconti - abbiamo fatto un'azione interna che ci ha portato ad una riduzione dell'ammontare delle somme da incassare». Nel 2010 erano 14 milioni e 272 mila, l'anno seguente 14 milioni e 300 mila, saliti 14 milioni e 500 nel 2012. «Al 31 dicembre 2013, noi siamo insediati da un anno e mezzo, - ha precisato Bagnadentro - si è passati a 11 milioni e 528 mila euro. L'ultimo aggiornamento al 30 aprile ci indica che abbiamo recuperato ancora 700 mila euro. Senza dimenticare che possiamo contare su 5 milioni di riserve accantonate a copertura dei crediti».

AMAG “FRENA” SULL’AGGREGAZIONE CON IREN. “SIAMO APERTI A TUTTI”

Il comune di Alessandria “frena” sull’ipotesi di aggregare la multiservizi con Iren, l’utility che ha fra i suoi principali azionisti la vicina Torino e apre ad A2A e Hera, anche se la scelta verrà fatta attraverso una gara ad evidenza pubblica. Come riferisce a Reuters il sindaco Rita Rossa, “siamo alla ricerca di un partner finanziario e industriale sia della holding sia delle business unit e siamo interessati alla proposta del governo di ridurre le municipalizzate da 8.000 a 1.000”.
Di qui l’apertura “non solo a Iren, che potrebbe essere il player di riferimento se ci fosse l’attenzione da parte della Regione e della città metropolitana Torino. Tuttavia, siamo aperti anche ad A2A, Hera, in generale alle grandi multiutility del Paese”, aggiunge Rossa.
In questa fase i principali soci della multiservizi, controllata per oltre il 70% dal comune di Alessandria (130 milioni di ricavi e un mol di 8,6 milioni nel 2012), stanno portando avanti la modifica dello statuto che consentirà di svolgere tutte le attività sotto lo stesso tetto: gas, rete idrica integrata e filiera rifiuti.
“Adesso stiamo facendo la multiutility e mettiamo a sistema questo modello, poi ci sarà l’apertura e la ricerca di un partner”, conclude il sindaco.

AIM VICENZA, UTILI A 14,6 MLN NEL BILANCIO 2013. COLLA CONFERMATO AU

Il sindaco di Vicenza Achille Variati, in rappresentanza del socio unico Comune, ha approvato nei giorni scorsi il bilancio di AIM Vicenza Spa relativo all’esercizio 2013 e il bilancio consolidato del Gruppo. Il sindaco ha provveduto a confermare Paolo Colla quale Amministratore unico di AIM Vicenza Spa. Il bilancio consolidato 2013 presenta un risultato positivo ante imposte di 14,6 milioni di euro. L’utile netto dell’esercizio del Gruppo, dopo aver scontato imposte per circa 8 milioni di euro, ammonta a 6,7 milioni di euro. Gli investimenti effettuati nell’esercizio si attestano a 18,6 milioni di euro; il personale impiegato è stato di 888 unità medie.
“I risultati dell’Azienda negli ultimi tre anni sono stati lusinghieri - è il commento del sindaco Variati - non solo per i numeri del bilancio, ma anche per la qualità dei servizi e l’attenzione verso i cittadini, due caratteristiche fondamentali per un’azienda pubblica. In questo senso, le tariffe di Aim sono fra le più basse d’Italia: certo, avremmo potuto alzarle per aumentare gli utili, ma abbiamo scelto di non pesare sui cittadini in un periodo di difficoltà a causa della crisi. Visti i soddisfacenti risultati, è opportuno preservare la continuità di un’amministrazione che ha fatto bene all’azienda - ha concluso il sindaco - e per questo confermiamo la fiducia all’Amministratore unico Paolo Colla per i prossimi anni”.
Nel piano industriale 2014-2018 di Aim sono previste “aggregazioni con realtà industriali controllate da enti pubblici con storie industriali e funzionali similari e con radicamento territoriale; in particolare dovrà essere verificato un possibile processo aggregativo con società erogatrici di servizi pubblici locali, previa verifica delle congruità patrimoniali, finanziarie e di indebitamento”.
Nello specifico del servizio di distribuzione gas prossimo alle gare d’ambito, Aim mira all’acquisizione “del servizio distribuzione GAS mediante gara in ambito 1, di cui Vicenza è capofila, ulteriori successive acquisizioni nell’ambito 4 ( Valdagno) e 3 (Schio), ricercando l’accordo con gli altri soggetti presenti nella distribuzione in detti ambiti. Qualora non fossero sufficienti tradizionali forme di reperimento di risorse finanziarie, anche con un partner finanziario. Valutazione di partecipazione a gare in altri ambiti territoriali fuori provincia, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili/reperibili”.

FIRMATA UN’ALLEANZA MILANO-BERGAMO SOTTO IL SEGNO DELL’ACQUA

Investire in ricerca e sviluppo, concorrere insieme ai bandi europei, ma anche collaborare perché le province di Milano e Bergamo rispondano alla procedura di infrazione comunitaria e mettano a norma depuratori e reti fognarie entro il termine ultimo del 2015, data oltre la quale scatteranno le multe europee. Sono gli obiettivi principali dell’accordo di collaborazione industriale siglato tra il Gruppo CAP e Uniacque, i due gestori del servizio idrico integrato che operano rispettivamente in provincia di Milano e in provincia di Bergamo. Due aziende pubbliche, entrambe affidatarie del servizio idrico sul territorio di propria competenza secondo il modello in house (ovvero sotto il controllo pubblico degli Enti soci), che hanno deciso di lavorare insieme per migliorarsi e migliorare, attuando così economie di scala e puntando sull’innovazione.
L’accordo è stato sottoscritto nei giorni scorsi dal presidente del Gruppo CAP, Alessandro Ramazzotti, e dal presidente di Uniacque, Giovanni D’Aloia. “Per due aziende pubbliche del servizio idrico, a marcato profilo industriale, qui in Lombardia la collaborazione è un dato naturale, anche per una profonda similitudine nelle scelte adottate e nei percorsi intrapresi negli ultimi anni - commenta Ramazzotti per CAP -. Oggi il settore idrico richiede capacità finanziaria, competenze robuste, esperienze e investimenti tecnologici: sfide che possiamo affrontare meglio se facciamo squadra e lavoriamo insieme, garantendo in questo modo anche risparmi economici e gestionali per le nostre società”.
Concorda con lui il presidente di Uniacque D’Aloia, esprimendo il suo compiacimento per l’intesa raggiunta: “È il primo accordo del genere in Lombardia e riguarda la collaborazione tra due aziende che, assieme, coprono quasi un terzo della popolazione regionale. L’intesa raggiunta consentirà di ottenere sinergie ed economie di scala ed è volta a mettere in comune e condividere ricerche, tecnologie ed esperienze acquisite nel settore dalle due aziende, per migliorare l’efficienza e il livello di qualità del servizio fornito sui rispettivi territori”.
Alla Regione Lombardia e alle Autorità d’Ambito delle province di Milano e Bergamo è stata trasmessa una copia dell’accordo, che - tra gli altri punti d’incontro - prevede di “proseguire nella strada della semplificazione e razionalizzazione del servizio idrico, fortemente sostenuta anche da Regione Lombardia”

VERITAS, BOND DA 100 MLN PER FINANZIARE GLI INVESTIMENTI

Veritas, la multiutility veneziana che si occupa di servizi idrici, gestione dei rifiuti e di energia da fonti rinnovabili, lascia il tradizionale strumento del mutuo bancario per cercare finanziamenti attraverso l'emissione di obbligazioni a cinque anni per un valore di 100 milioni. L'operazione avrà luogo fra i prossimi mesi di settembre e dicembre e sarà quotata alla borsa del Lussemburgo.
«È solo un modo diverso per andare a strutturare il nostro sistema di finanziamento, dell'ordine di 150 milioni in più anni - spiega l'amministratore delegato, Andrea Razzini - analogamente a quanto stanno facendo varie altre sigle del nostro settore, come Hera o A2A. Questo alla luce del fatto che, soltanto per il mantenimento in efficienza dei seimila chilometri di rete idrica con tubazioni nel centro storico che hanno ormai 130 anni di età e dei nove grandi impianti per la potabilizzazione, investiamo ogni anno dai 15 ai 25 milioni. L'emissione di obbligazioni, anche grazie ad un sistema fiscale più favorevole risulta lo strumento più economico».
Attualmente Veritas deve anche gestire un parco di 450 mezzi pesanti per il trasporto dei rifiuti oltre a 66 battelli che svolgono l'operazione nei canali della laguna. La multiutility è controllata con il 50,3% dal Comune di Venezia mentre una quota del 10,8% appartiene alla municipalità di Chioggia. Il rimanente è distribuito fra altri 46 Comuni. Il fatturato della società è di circa 330 milioni per un Ebitda di 44 milioni e un utile netto di 3,2. Lo scorso febbraio Veritas aveva ceduto il 49% di Veritas energia ad Ascopiave, che già ne deteneva il 51%.

A2A: DIMISSIONI PER I DIRETTORI GENERALI RAVANELLI E ROSSETTI

Si sono dimessi i due direttori generali di A2A, Renato Ravanelli e Paolo Rossetti. Il cda della multiutility, riunitosi - riferisce un comunicato - ha proseguito nella semplificazione della struttura organizzativa in coerenza con il nuovo modello di governance.
Con Ravanelli è stata concordata “una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro a fare data dal 31 agosto 2014, sulla base di 18 mensilità, nonché l'immediata rinuncia alle procure, alla carica nelle partecipate e alla carica di direttore generale”. Rossetti, che ha preannunciato le dimissioni per pensionamento, sempre a fare data dal 31 agosto, ma con rinuncia immediata alla carica di dg, continuerà a “svolgere un ruolo di supporto tecnico al comitato esecutivo”. L'intesa con i direttori, si conclude, “è stata conclusa grazie al senso di responsabilità dimostrato dalle parti nell'interesse della società”.
Il Consiglio di Amministrazione ha quindi varato una nuova organizzazione di vertice al fine di garantire piena continuità ed efficacia all’azione aziendale.

A ROMA LA CENTRALE UNICA ACQUISTI SARA’ ESTESA ANCHE ALLE MUNICIPALIZZATE

"Abbiamo concluso il lavoro, iniziato la settimana scorsa, di razionalizzazione della spesa del comune. Abbiamo approvato la seconda delibera, che riguarda l'acquisto di beni e servizi per le municipalizzate". Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a margine della Giunta capitolina di questo pomeriggio che ha approvato la delibera che estende la Centrale Unica anche alle aziende municipalizzate per l'acquisto di beni e servizi. "Questo consentirà, a regime, nel 2015, di arrivare a un risparmio di costi della spesa corrente per il Campidoglio di 220 milioni e con la delibera di oggi di 60 milioni - ha spiegato -. Stiamo parlando di delibere che si applicheranno a tutti i beni e servizi e permetteranno di risparmiare quasi 300 milioni di euro di tasse dei cittadini". "Rimane al di fuori dei beni e servizi acquistati soltanto la gara calore - ha aggiunto - che verrà gestita insieme alla Consip, che permetterà risparmi superiori a quelli della centrale unica, perché verrà fatta insieme ad altri enti dello stato e con un meccanismo di gara che determinerà per le aziende che vinceranno, la necessità di migliorare la coibentazione e il risparmio energetico delle strutture". "Chi vince la gara calore - ha concluso - deve mettere in atto un piano di risparmio energetico, in modo che nel tempo, oltre al risparmio sull'acquisto del combustibile, ci sarà un risparmio sulla minore dispersione di energia".

GARDA, L’UTILE PER AGS SUPERA IL MILIONE

L’assemblea degli azionisti di Ags - Alto Garda Servizi spa ha approvato nei giorni scorsi il bilancio 2013, con un fatturato di gruppo attorno ai 15 milioni di euro, 9 invece per quanto riguarda la sola Ags. L’utile si attesta a circa un milione e 200 mila euro.
L’assemblea ha poi deciso di prorogare fin all’autunno prossimo il management. Il presidente uscente Floriano Migliorini (che ha raggiunto il limite massimo dei tre mandati) chiuderà quindi nei prossimi mesi la partita sulla riorganizzazione societaria dettata da due passaggi fondamentali. In primis lo scorporo del ramo acqua, che verrà affidato all'Agi. Quindi la concessione per il gas metano, ora scaduta, e che dovrà essere assegnata con gara e gestione su scala provinciale.

A2A, BILANCIO SOSTENIBILITÀ 2013: A+ PER GLOBAL REPORTING INITIATIVE

Nuova edizione per il bilancio di sostenibilità di A2A, che per la prima volta include le attività di Edipower. Il bilancio di sostenibilità 2013 ha confermato il massimo livello di applicazione (A+) dello standard internazionale Global Reporting Initiative (G3.1), grazie alla completezza e alla qualità dei dati rendicontati.
Sul piano della responsabilità ambientale, si è notevolmente innalzata la quota di energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile, passata dal 35,9% al 41,8%; mentre la produzione di energia termica ha toccato quota 47,4% prodotta dai rifiuti sul totale della produzione del Gruppo. L'utilizzo di tecnologie green -idroelettrico, cogenerazione, recupero di energia dai rifiuti- ha garantito un consistente beneficio ambientale: 3,1 milioni di tonnellate di CO2 evitate nel 2013 grazie al risparmio di combustibili fossili e al minor ricorso allo smaltimento in discarica. Nel settore ambientale, la quasi totalità dei rifiuti urbani raccolti (1,2 milioni di tonnellate), è stata recuperata come materia (50%) o come energia (49%) e solo una quota inferiore all'1% è stata conferita in discarica. Crescono gli indici di raccolta differenziata (media al 47,5%) nei Comuni dove il Gruppo gestisce i servizi di igiene urbana. Nella gestione dei servizi idrici A2A ha aumentato i livelli di attenzione sul monitoraggio della qualità dell'acqua, arrivando ad analizzare fino a 3.224 parametri per milione di metri cubi erogati (+30% rispetto al 2012).
Nel 2013 è stata varata una nuova Politica Qualità, Ambiente e Sicurezza ed è cresciuta la diffusione dei Sistemi di Gestione Ambientale ISO 14001, che già coprono la totalità degli impianti idroelettrici, termoelettrici e dei termovalorizzatori, mentre è aumentato, da 13 a 18, il numero degli impianti in possesso di registrazione ambientale EMAS.
A2A ha rafforzato il suo impegno nel coinvolgimento degli stakeholder esterni con 70 incontri con associazioni dei consumatori e degli ambientalisti, migliaia di clienti coinvolti in indagini di customer satisfaction, l'apertura di nuovi canali di contatto sui social network, numerose collaborazioni e tavoli di lavoro con le istituzioni.
A2A ha infine continuato a investire per lo sviluppo professionale delle 9.945 persone che operano nel Gruppo (il 98,4% con contratto di lavoro a tempo indeterminato) ponendo in atto piani di performance management, job posting, formazione manageriale e addestramento.

ACSM - AGAM, VIA LIBERA AL BILANCIO: 3,5 MLN DI DIVIDENDI

L’Assemblea degli azionisti di ACSM-AGAM ha approvato il bilancio per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 e, contestualmente, ha esaminato il bilancio consolidato del Gruppo. Il bilancio consolidato 2013 del Gruppo ACSM-AGAM evidenzia i seguenti principali risultati: Ricavi pari a 260,5 mln di Euro; Margine Operativo Lordo pari a 44,9 mln di Euro; Margine Operativo Netto pari a 21,8 mln di Euro; Risultato Ante Imposte pari a 20,4 mln di Euro; Risultato Netto pari a 9,3 mln di Euro, di cui di pertinenza del Gruppo 7,4 mln di Euro; Indebitamento finanziario netto pari a 137,9 mln di Euro.
Per quanto riguarda la capogruppo, i principali risultati 2013 di ACSM-AGAM S.p.A. sono stati: Ricavi pari a 50,8 mln di Euro; Margine Operativo Lordo pari a 5,6 mln di Euro; Risultato Netto pari a 2,7 mln di Euro; Indebitamento finanziario netto pari a 112,7 mln di Euro.
L’Assemblea dei Soci ha approvato la proposta del Consiglio di Amministrazione formulata il 21 marzo scorso ed ha deliberato la distribuzione di un dividendo unitario lordo pari a Euro 0,045 per azione (complessivi Euro 3.447.859,725). Il dividendo verrà messo in pagamento il 29 maggio 2014.
L’Assemblea ha inoltre confermato la nomina del Consigliere Luca Angelo Allievi, cooptato nel corso dell’esercizio 2013, che rimarrà in carica fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2014.
L’Assemblea dei Soci ha altresì approvato la Relazione sulla Remunerazione che contiene gli indirizzi di politica retributiva posti in essere dalla Società, con riferimento agli amministratori ed ai dirigenti con funzioni strategiche, secondo quanto richiesto dal comma 6 dell’art 123-ter del D.lgs 58/1998.

MULTISERVIZI DI ANCONA, DA 10 ANNI AL SERVIZIO DEL TERRITORIO: 200 MLN DI INVESTIMENTI E 110 MLN DI DIVIDENDI AI COMUNI

Un percorso lungo dieci anni al servizio del territorio della provincia di Ancona e una piccola parte di quella di Macerata, che comprende 46 Comuni. Qui ha le sue radici l’attuale Multiservizi, nata nel nell’aprile del 2004, dall’unione di Gorgovivo Multiservizi e Cisco Acque. Con una tavola rotonda organizzata al ridotto del teatro delle Muse di Ancona, il presidente e il direttore di Multiservizi, Ferdinando Avenali e Patrizio Ciotti, hanno presentato un bilancio dei primi dieci anni e prospettato il futuro dell’Azienda nel settore dei servizi.
All’incontro hanno partecipato il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, primo presidente di Multiservizi S.p.A., il sindaco di Montemarciano, Liana Serrani, in rappresentanza dell’Anci regionale, Enzo Giancarli, presidente della Commissione assetto territoriale e ambientale, del Consiglio Regionale, il direttore generale della Federutility, Massimiliano Bianco.
“ Dieci anni fa, ha esordito il presidente Ferdinando Avenali, 46 Comuni seppero guardare oltre i propri confini e dar vita ad un’azienda unica, completamente pubblica, per la gestione del servizio idrico e delle reti energetiche. Un’azienda che avesse una visione complessiva e potesse intervenire in maniera coordinata ed efficace più di quanto potevano permettersi le singole Comunità. I numeri che riassumo il lavoro di dieci anni sono tanti, ne posso ricordare solo alcuni: acqua potabile garantita al 100% del territorio, al 92% assicurata la copertura della rete fognaria e all’80% il servizio depurazione tariffa unica per tutti i 45 Comuni fin dal 2009, 150 km di nuove reti gas nei 15 Comuni dove si gestisce la distribuzione del metano, investimenti per oltre 200 milioni di euro in impianti e infrastrutture, 110 milioni distribuiti ai Comuni soci. Multiservizi è un’azienda pubblica sana che ha migliorato i servizi, e con la sua attività ha creato ricchezza per il territorio e l’ha distribuita alle comunità servite.
Nel futuro di Multiservizi ci sono soprattutto le gare per la gestione delle reti gas. Multiservizi insieme al partner toscano Estra ha costituito la società Edma (Energia del Medio Adriatico) di cui detiene il 55%, che parteciperà alle gare nell’ambito di Ancona e in altri eventuali ambiti d’interesse. L’obiettivo è vincere per continuare ad essere attivi nel settore energetico, generare quel valore aggiunto che andremo a ridistribuire a beneficio delle comunità, come abbiamo fatto fino ad ora coerentemente con la nostra missione di azienda del territorio.
Sul servizio idrico, l’obiettivo è aggregare la gestione in un’unica azienda provinciale per acqua, rifiuti ed energia, settori che rivestono grande importanza per il sistema economico locale. E’ questa una partita aperta da qualche anno, le carte sono in mano ai Comuni e alle istituzioni locali che devono decidere se dare il via libera al processo.

A2A: BEI FINANZIA PER 115 MILIONI IL PIANO D'INVESTIMENTI

La Banca europea per gli investimenti e la multiutility A2A hanno sottoscritto un contratto di finanziamento per 115 milioni, con una durata di 15 anni, per la realizzazione di investimenti relativi al ciclo integrato dei rifiuti e alla produzione di energia idroelettrica. Per quanto concerne il ciclo integrato dei rifiuti, gli investimenti oggetto del finanziamento comprendono: interventi sugli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti di Brescia e di Milano volti a incrementarne l'efficienza energetica; l'acquisto di mezzi a basso impatto ambientale per la raccolta dei rifiuti nelle aree di Milano, Brescia, Bergamo, Varese e Como; la realizzazione di un nuovo impianto per il recupero del vetro ad Asti. I progetti relativi alla produzione di energia idroelettrica (Filiera Energia di A2A) si riferiscono invece a interventi di manutenzione e di incremento dell'efficienza energetica di impianti situati in Lombardia e in Calabria.
Tutti i progetti rispondono ai requisiti definiti dalla BEI per l'erogazione di finanziamenti nel settore dell'energia e dell'ambiente; essi, infatti, favoriranno un incremento delle produzioni elettriche da fonti rinnovabili e una più efficiente attività di recupero di materiali, con conseguenti impatti positivi sull'ambiente. Tali progetti porteranno, inoltre, a miglioramenti nella sicurezza e affidabilità dei siti produttivi.

IREN, INAUGURATO IL TERMOVALORIZZATORE DI TORINO

Inaugurato il nuovo termovalorizzatore di Torino. Francesco Profumo, presidente di Iren, e i vertici di TRM, la società che gestisce il termovalorizzatore,hanno illustrato le fasi di costruzione e il ciclo di funzionamento dell’impianto. “Dopo un percorso di autorizzazione, progettazione e costruzione durato circa 10 anni - ha commentato Bruno Torresin, presidente di TRM - oggi siamo in grado di consegnare a Torino e provincia un’opera che pone questa città a livello delle principali capitali europee come Vienna, Parigi, Amsterdam, Lisbona, Berlino, Barcellona, dove questo tipo di impianti funzionano da anni e sono perfettamente integrati nel territorio. Proprio per permettere ai cittadini di conoscere meglio il termovalorizzatore, sabato e domenica organizziamo due open day in cui sarà possibile partecipare alle visite guidate all’impianto”.
“Questo nuovo termovalorizzatore - ha sottolineato Andrea Viero, Vice Presidente di Iren e Amministratore Delegato di TRM - chiude idealmente il ciclo integrato di gestione dei rifiuti della nascente area metropolitana torinese, dove il Gruppo Iren è presente anche con la partecipata Amiat, consentendo la progressiva eliminazione del ricorso alle discariche e ponendo questo territorio, nel quale la raccolta differenziata ha già raggiunto il 50%, sempre più in linea con i più elevati standard europei”.
L’impianto, autorizzato a smaltire fino a 421.000 tonnellate di rifiuti all’anno, provenienti dalla provincia di Torino, può operare in assetto “solo elettrico”, producendo annualmente l’energia corrispondente al fabbisogno di circa 175.000 famiglie di tre persone, oppure in assetto “cogenerativo”, cioè fornendo sia energia elettrica sia termica per il teleriscaldamento, generando ogni anno l’energia termica in grado di scaldare 17.000 abitazioni e l’elettricità per il fabbisogno di circa 160.000 famiglie. Il recupero dell’energia contenuta nei rifiuti permette, quindi, il risparmio di circa 70.000 tonnellate/anno di combustibile tradizionale, con evidenti ricadute positive sull’ambiente.
Costruito tra il 2010 e il 2013 e collocato a Torino, in località Gerbido, il termovalorizzatore - dopo una fase di test e collaudo prestazionale durata un anno - è in piena attività a partire dal 1° maggio 2014, così come previsto dalla concessione rilasciata dall’Autorità d’ambito per i Rifiuti.

APRICA (A2A) APRE A COMO: INAUGURATA LA NUOVA SEDE E LA SALA OPERATIVA

Aprica, società del gruppo A2A, ha inaugurato la sua nuova sede aziendale a Montano Lucino (CO). Dopo aver vinto la gara d’appalto per 10 anni (di cui 2,5 anni opzionali) per un valore economico complessivo di oltre 130 milioni di euro, Aprica ha avviato il 1° luglio 2013 le attività di gestione dei servizi ambientali nel Comune di Como.
Tra i primi obiettivi fissati dalla Società, in accordo con l’Amministrazione Comunale, c’è l’avvio della raccolta differenziata nel capoluogo lariano, previsto per il 3 giugno 2014.
A partire dal prossimo mese di marzo, Aprica e il Comune lariano avvieranno una attività informativa rivolta ai cittadini sulle nuove modalità di raccolta; saranno organizzati in città degli incontri dedicati e, a maggio, partirà la distribuzione degli appositi Kit ambientali in diversi punti della città. Anche a Como, come nel resto dei comuni serviti, gli 86.000 utenti domestici ed i circa ottomila non domestici potranno contare sull’esperienza di Aprica, che deriva anche dall’essere parte del più grande operatore italiano nel settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti a fini del recupero energetico.
Nella nuova sede è stata allestita la sala operativa di Aprica, che consente di rilevare, in tempo reale, il posizionamento degli automezzi dedicati ai servizi di raccolta rifiuti, spazzamento e pulizia e, quindi, di verificare sul sistema cartografico aziendale il percorso eseguito, confrontandolo con il percorso pianificato.

IL CONSIGLIO DI GESTIONE DI A2A HA ESAMINATO E APPROVATO IL BILANCIO

Un ulteriore calo del debito netto della società (per il settimo trimestre consecutivo) e un incremento dell’utile netto. Sono i dati principali del resoconto trimestrale di A2A, che ha esaminato e approvato il Resoconto Intermedio di gestione al 31 marzo 2014.
Dai dati emerge che la marginalità industriale (Ebitda), al netto degli effetti sulle vendite di energia per usi riscaldamento (calore e gas) derivanti dalle elevate e anomale temperature registrate nel primo trimestre dell’anno, è risultata in linea con quella del corrispondente trimestre del 2013. Tali risultati sono stati conseguiti anche grazie all’ulteriore contributo positivo del piano di efficienza operativa in corso, che ha consentito di contrastare la situazione congiunturale nel settore elettrico che permane molto negativa.
In questo comparto, la domanda nazionale è risultata in calo per il decimo trimestre consecutivo (-3,7%) e i prezzi di mercato nel periodo sono stati inferiori di oltre 10 euro/MWh (-18%) e di 29 euro/MWh (-36%) rispetto ai corrispondenti periodi del 2013 e del 2012. Il Margine Operativo Lordo è risultato pari a 305 milioni di euro (328 milioni di euro nel primo trimestre 2013). La contrazione di 23 milioni di euro include gli effetti connessi alle alte temperature quantificabili in circa 20 milioni di euro, nonché quelli relativi alla scadenza (da ottobre 2013) dell’incentivo CIP6 sulle produzioni di energia elettrica del termovalorizzatore di Brescia, per 11 milioni di euro. Tali impatti sono stati parzialmente compensati da una efficace gestione ordinaria. Con riferimento ai singoli settori di attività, sono risultate sostanzialmente stabili le redditività della Filiera Reti, della Filiera Ambiente (nonostante la scadenza CIP6) e della Filiera Energia. Lo sviluppo commerciale nella Filiera Cogenerazione e Teleriscaldamento non ha potuto invece compensare il calo delle vendite derivante dall’anomala situazione climatica. Il risultato operativo netto del periodo è risultato pari a 182 milioni di euro (+2,2%), mentre l’utile netto ha raggiunto gli 80 milioni di euro (+5,3%).
Migliorato il rating - Buone notizie arrivano dalle agenzie di rating. Moody’s ha migliorato infatti l’outlook del rating di A2A che è passato da “negative” a “stable”, confermando il rating di lungo termine, pari a Baa3. Il miglioramento dell’outlook premia i risultati economici conseguiti dalla Società nel 2013, con particolare riferimento al programma di riduzione del debito e all’efficacia della strategia finanziaria, che A2A ha conseguito nonostante il difficile contesto economico e la pressione dei margini nei mercati dell’energia.

ACEA: SEMESTRALE CON UTILI IN CRESCITA, CONFERMATO IL PIANO INDUSTRIALE

Si chiude con un utile netto in salita del 14%, a 80,5 milioni di euro, la semestrale Acea approvata dal Cda con i risultati al 30 giugno 2014, confermando i target del piano industriale 2014-2018. I ricavi si flettono dai 1,64 mld del primo semestre 2013 a 1,51 del semestre 2014 con una variazione dell'8%. Cresce l'Ebit del 3,6%, mentre l'Ebitda - spiega una nota del gruppo - si attesta a 331 mln di Euro, in linea con il dato del primo semestre 2013. Nel primo semestre dell'esercizio, il Gruppo ha realizzato investimenti per 142,3 milioni di Euro.
Per quanto riguarda il piano industriale, il Cda conferma la crescita media annua dell'Ebitda superiore al 6%, un rapporto Posizione Finanziaria Netta/Ebitda al 2018 pari a 2,6 e un programma complessivo di investimenti da 2,1 mld di Euro.
La Posizione Finanziaria Netta al termine del primo semestre 2014 negativa per 2.376,7 milioni di Euro, aumenta di 128,1 milioni di Euro rispetto al dato di fine 2013.
“I positivi risultati di oggi dimostrano che Acea continua a creare valore, stimolando al tempo stesso la crescita dei territori in cui opera, a partire da Roma e dal Lazio. La nostra sfida è aumentare ulteriormente l'efficienza e la qualità dei servizi che eroghiamo, investendo in tecnologie innovative e nella valorizzazione del nostro capitale umano”, afferma il presidente Catia Tomasetti.
“Acea si conferma una realtà industriale solida e affidabile - ha dichiarato l'ad Alberto Irace - come dimostrato anche dal successo della nostra ultima emissione obbligazionaria. Anche i dati di oggi indicano che siamo sulla strada giusta per intensificare la crescita delle nostre principali aree industriali. Abbiamo avviato il piano di investimenti mettendo in campo risorse che porteranno innovazione e occupazione nei territori. Intendiamo continuare a svolgere fino in fondo il ruolo di grande player sul fronte delle reti, dell'energia e dei settori idrico e ambientale”.

EFFICIENZA ENERGETICA PER LE IMPRESE, ACCORDO HERA COMM - CEFLA

Aumentare l’efficienza energetica dell’impresa, attraverso un pacchetto che unisce progettazione, realizzazione e gestione di impianti in grado di consentire il risparmio energetico. E’ questo l’obiettivo dell’accordo commerciale tra Hera Comm e Cefla per proporre soluzioni che sfruttino le piu’ avanzate tecnologie al fine di consentire una riduzione del fabbisogno energetico con benefici economici e ambientali.
Hera Comm, in qualita’ di Esco, sviluppa l’iniziativa con il cliente per massimizzare il beneficio economico e ambientale, affidando a Cefla il compito di progettare e costruire l’impianto di efficientamento. Hera Comm poi si fa carico della gestione ottimizzata dell’impianto. Partendo dall’analisi del consumo energetico e dal processo produttivo, Cefla e Hera Comm identificano le reali necessita’ del cliente e il risultante risparmio economico. L’obiettivo e’ impiegare tutta l’energia elettrica e termica prodotta per massimizzare l’efficienza globale del sistema attraverso il monitoraggio dei consumi prima e dopo l’intervento, al fine di rendicontare l’efficienza prodotta e il beneficio effettivo per il cliente.
Hera Comm si occupa della gestione dell’impianto di produzione di energia termica ed elettrica al fine di massimizzarne i rendimenti energetici ed economici e segue l’iter per l’ottenimento dei Titoli di Efficienza Energetica (rilasciati dal Gse) e la loro eventuale vendita.
Hera Comm e Cefla hanno del resto già concluso un intervento che riguarda una primaria azienda operante nel settore alimentare. In questo caso, in tempi molto ridotti, e’ stato realizzato un impianto di cogenerazione industriale ad alto rendimento da 1 Mw, che rispetta i piu’ moderni standard ambientali e di efficienza. L’impianto e’ realizzato per soddisfare la maggior parte del fabbisogno dello stabilimento, in sostituzione delle fonti di alimentazione tradizionali, con benefici economici ed ambientali: oltre 1.000 tonnellate all’anno di Co2 evitate (l’equivalente di 167 ettari di bosco) e un minor consumo annuale pari a 430 tonnellate equivalenti di petrolio.

TRENTO, IL BIM DISTRIBUISCE 3 MLN PER EFFICIENZA ENERGETICA, INCERTEZZA SUI SOVRACANONI

3 milioni di euro per l’efficienza energetica degli edifici comunali messi a disposizione dal Bim del Sarca di Tione (TN) e destinati ad acquisti e investimenti per miglioramenti energetici. Il provvedimento è stato deliberato dai bacini imbriferi montani diretti da Gianfranco Pederzolli nella seduta del 21 maggio scorso. «Si tratta di un intervento che abbiamo condiviso con i comuni - dice Pederzolli - e che riteniamo molto significativo. La tematica è delle più attuali. Contiamo di mettere in circolo, da subito, importanti risorse pubbliche, dando impulso alla nostra economia e lavoro agli artigiani». Fra i requisiti richiesti, perché i comuni possano accedere ai contributi pari al 75% della cifra annessa, occorre che i lavori siano cantierabili entro il 31 dicembre di quest’anno.
L’intervento è realizzato con gli accantonamenti dei sovracanoni dello sfruttamento delle acque e, in parte, da avanzi di amministrazione. In particolare, da un capitolo di bilancio recuperato dopo la chiusura della lunga vertenza che ha contrapposto il Bim del Sarca, Enel e Dolomiti Energia per le quote di sovracanoni relative alla centrale di Santa Massenza dove, con i ricalcoli, i Bacini Imbriferi sono andati a credito.
La questione è complessa e risale al contenzioso che oppone da anni i Comuni e il Bim a Enel e Dolomiti Energia per il recupero di parte dei sovracanoni versati in più, a causa dei minori prelievi d’acqua imposti ai produttori di energia elettrica. Molti Comuni dovrebbero far fronte alla restituzione di cospicue somme, di cui però il Bim si è impegnato a rispondere personalmente. «Anche perché - dice Pederzolli - molte amministrazioni non saprebbero nemmeno dove reperire i fondi».
Il Bim, oltre a mettere in circolo 3 milioni di euro a favore dell’economia locale, si è impegnato a rispondere anche di circa 1 milione di euro che i Comuni dovrebbero restituire entro il 6 agosto. E proprio in questi giorni nelle varie giunte comunali si stanno sottoscrivendo le deleghe al Bim. L’Enel aveva chiesto la restituzione di dodici anni, ma la transazione prevede la resa solo delle somme dal 2006.

LUCCA, FATTURATO OLTRE I 13 MLN NEL BILANCIO DI GEAL

Si chiude con un saldo positivo e con un volume di investimenti che ha superato i 4 milioni di euro il bilancio 2013 della Geal SpA. Anche per il 2013 la tariffa dell'acqua di Lucca è rimasta la più contenuta della Toscana, ammontando in media a 1,75 euro al metro cubo. Seppur più contenuto rispetto al 2012, l'utile realizzato dalla società è stato di 1.827.000 euro, parte del quale andrà a sostenere nuovi investimenti, mentre un'altra parte già accantonata pari a 50.000 euro andrà a vantaggio delle utenze svantaggiate. La restante quota di utile, 973.000 euro, sarà distribuita in forma di dividendi agli azionisti della società così come deciso nel corso dell'assemblea che ha approvato il bilancio svoltasi nei giorni scorsi.
«I numeri del bilancio 2013 - commenta il presidente di Geal Giulio Sensi - sono il risultato di una gestione efficiente del servizio idrico integrato da parte di un'azienda che riesce a migliorare le performance economiche, dando più qualità al servizio, investendo in innovazione ed estensione delle reti e mantenendo la tariffa ai minimi livelli della Toscana. Un'azienda che guarda alla gestione dell'acqua come ad un bene comune. Anche per questo, nonostante i ritardi infrastrutturali che caratterizzano parte del territorio lucchese e che il finanziamento tramite tariffa andrà progressivamente a sanare, gli aumenti tariffari sono stati contenuti nel 2013 e lo saranno nel 2014. In valore assoluto i più bassi tra i gestori toscani, pur partendo da un livello inferiore».
«Nel corso del 2013 -afferma l'amministratore delegato di Geal Andrea De Caterini- abbiamo toccato il picco di investimenti nella storia dell'azienda, raggiungendo quota 4,2 milioni di euro. Quelli del 2012 e 2013, sommati ai 36 previsti nei prossimi 4 anni, portano la cifra complessiva a 43 milioni di euro. Stiamo lavorando coerentemente ad accelerare la progettazione e realizzazione degli investimenti sul territorio: perché si apre una stagione importante che porterà l'azienda nei prossimi anni a colmare il vuoto infrastrutturale che caratterizza il territorio lucchese, in particolare per la carenza di rete fognaria nella zona dell'Oltreserchio».
Nel complesso nel 2013 Geal ha fatturato 13.452.000 di euro di acqua. Grazie ai nuovi allacciamenti alla rete idrica le utenze sono aumentate dello 0,6% anche se il consumo medio per utenza è diminuito nettamente (5,5%) e il calo è stato più evidente fra gli usi commerciali e quelli pubblici (con meno 8,5% a fronte del 4,8% di quelli domestici).

HERA, AL VIA LA NUOVA BOLLETTA ELABORATA CON I CLIENTI

Più semplice e immediata, inizierà ad arrivare nelle case da metà aprile. E’ la nuova bolletta di Hera, la multiutility dell’Emilia Romagna, presentata nei giorni scorsi a Ravenna e realizzata con i suggerimenti dei clienti per renderne più facile la lettura e la comprensione.
Un'informazione d'immediata comprensione, la valorizzazione delle informazioni più importanti, il quadro storico dei consumi attraverso rappresentazioni grafiche. Sono queste le caratteristiche principali della nuova bolletta Hera, in distribuzione da aprile.
All'elaborazione del nuovo layout hanno contribuito clienti Hera del territorio storico e dei territori di espansione commerciale nonché clienti di altre aziende del settore, con lo scopo di ottenere un riscontro ampio e articolato per acquisire tutte le informazioni utili a rendere più facile la lettura e la comprensione di questo documento. Sono circa 1.000 in totale i clienti che hanno partecipato a focus group e risposto a domande, contribuendo a definire, con le loro idee e le loro proposte, il progetto della nuova bolletta.
Quale documento di rendicontazione dei consumi, la bolletta è, di fatto, lo strumento di comunicazione a diffusione più capillare, fra Hera e i suoi clienti, basta pensare che ogni anno le bollette inviate sono 15 milioni.
Le novità più importanti sono: la riorganizzazione dei contenuti, l'introduzione del colore per rendere la bolletta più leggibile grazie all'evidenza diversificata delle informazioni di maggior interesse e l'inserimento di un grafico che, per ogni servizio, indica l'andamento dei consumi. Si tratta di un'azione concreta che favorisce la trasparenza, una scelta che comporta anche un impegno economico più elevato, con l'obiettivo di investire sulla qualità del servizio mantenendola alta e sulla soddisfazione dei clienti.
Alla nuova bolletta sarà allegato, nel primo invio, un flyer informativo. Presso gli sportelli clienti sarà anche a disposizione l'opuscolo "Guida alla bolletta" che sostituirà la versione precedente.
La guida, in una versione interattiva, sarà disponibile anche in formato elettronico sul sito del Gruppo Hera e accessibile anche dai dispositivi mobili.

L’ANTITRUST: "SI ALL’ACQUISTO DI ENI DELLA QUOTA RESIDUA DI ACAM CLIENTI"


L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha dato il via libera all'acquisizione da parte di Eni del restante 51% di Acam Clienti spa, società spezzina di cui già detiene il 49% del capitale. Acam Clienti, si legge sul bollettino settimanale dell'Authority, é attiva nella vendita al dettaglio di gas naturale ed energia elettrica e nella vendita di gpl. Nel 2012 ha realizzato un fatturato di circa 123 milioni di euro. Dopo aver esaminato l'operazione, l'Antitrust ha stabilito che “non conduce alla costituzione o al rafforzamento di una posizione dominante nei mercati interessati tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza”.

AGSM VERONA: IL FATTURATO È AUMENTATO IN DIECI ANNI DEL 157%

Dal 2004 a oggi il gruppo Agsm di Verona ha ottenuto incrementi notevoli di performance sul fatturato - in crescita nell'ultimo decennio del 157% - e sul margine operativo lordo (+34% sul 2012). È quanto emerge dai dati presentati nella convention della multiutility, in presenza del sindaco scaligero, Flavio Tosi, dell'assessore alle Partecipate Enrico Toffali, del presidente Agsm, Paolo Paternoster e del direttore generale del gruppo, Giampietro Cigolini. Oltre a loro tutti i presidenti e i direttori operativi delle Società controllate. Ben 13 le aziende che fanno capo al coordinamento di Agsm Verona spa e che sono state consolidate nel bilancio del Gruppo, tra queste le principali per fatturato: Agsm Energia, Agsm Distribuzione, Amia Verona e Serit srl. Il trend positivo si è confermato anche nel bilancio 2013, che ha sfiorato quota 900mln di euro di fatturato (+38% sull'esercizio precedente) e 95mln di Margine Operativo Lordo rispetto ai 75 dello scorso anno. Questi i numeri presentati anche all'assemblea dei soci che ha approvato la distribuzione di 4mln di euro di utili della Società (dai 5,5 di utile netto).
“L'ingresso nel libero mercato - ha detto il dg, Giampietro Cigolini - la corretta gestione delle tariffe e i forti investimenti nelle energie rinnovabili hanno pagato con una crescita della multiutility su tutto il territorio nazionale; inoltre, la strategia di diversificazione energetica ci consente di superare egregiamente la svalutazione di 8mln dell'impianto termoelettrico del Mincio. E non è un caso che Agsm abbia di recente ottenuto un finanziamento della Banca europea degli investimenti (Bei) per 100mln di euro per sostenere il piano degli investimenti”.
Per il presidente di Agsm, Paolo Paternoster: “Dieci anni fa eravamo presenti in soli 8 comuni italiani: oggi forniamo gas ed energia in 4.200 (su un totale di 8.000 comuni in Italia); ciò significa che riusciamo a far confluire a Verona risorse provenienti da tutto il Paese”. Nel 2013 Agsm - che ha aumentato del 130% l'energia prodotta da fonti rinnovabili - è stata la sesta azienda veronese per attivo patrimoniale e con la sua controllata, Agsm Energia, è ottava per fatturato. E la crescita del gruppo, dei propri dipendenti, dei servizi e dell'indotto è sinonimo di benefici per tutta la città”.
L’anno scorso Agsm ha investito 35,4mln di euro in impianti di produzione, infrastrutture di rete, teleriscaldamento, telecomunicazioni e illuminazione pubblica, oltre ai 7,3 milioni impiegati per l'acquisizione del controllo di società operanti nel settore ambiente ed energia. Nel bilancio approvato si evidenzia anche come l'area di consolidamento del gruppo sia passata da 11 a 13 società (tra cui Amia). Tra le azioni commerciali più significative, il saldo positivo (grazie anche al canale web) dei clienti fuori Verona, che si attesta a +7.000 punti di fornitura.

MODENA: AIMAG INVESTIRA’ 68 MLN NEL PROSSIMO TRIENNIO

Per la multiutility modenese Aimag saranno complessivamente 68 i milioni da investire nel prossimo triennio, di cui 22 mln nel servizio idrico, 21 mln nella filiera ambientale e 7,2 mln nella distribuzione gas. L’obiettivo è recuperare la redditività pre-terremoto, arrivando a sfiorare nel 2016 i 44 milioni di euro di Ebitda, contro i 40,6 milioni attesi per quest’anno.
Nel settore idrico, gli investimenti non saranno finalizzati alla sola riduzione delle perdite di rete. Dalla scorsa estate è emerso un problema relativo alla presenza di amianto in alcuni tratti dell’acquedotto, cui Aimag pensa di rimediare attraverso la realizzazione di un piccolo impianto di decontaminazione, posto subito dopo i pozzi di alimentazione alla rete. L’impianto, dopo che l’acqua è estratta dai pozzi e prima che finisca nella rete di distribuzione, consentirà di immettere in rete due sostanze chimiche, zinco e fosfato monosodico alimentare, in quantità insignificanti per il consumo umano. Quelle sostanze, grazie a una reazione, formano una pellicola di silicato di zinco, che protegge l’acqua stessa dalle contaminazioni del suo recipiente.
Nel comparto ambientale, Aimag punta ad incrementare la raccolta differenziata (dal 62% al 76%), posto che il trattamento dell’indifferenziato è quasi esclusivamente fonte di costi. Sono previsti investimenti sulla filiera dell’organico, con un’apposita strumentazione per il digestore anaerobico.
Infine, nel settore della distribuzione gas sono previsti investimenti per 7,2 mln di euro. Sul tema delle gare d’ambito - che nell’area modenese sono state rinviate a causa dell’evento sismico al 2016 - è intervenuto il presidente Mirco Arletti: «Noi ci stiamo preparando assieme a Sorgea, grazie alla società comune As Retigas. Ma quando sarà il momento spero che riusciremo a costituire un’ati con Hera».
Sul ricorrente tema dell’incorporazione di Aimag in Hera - che partecipa con il 25% del capitale sociale dal 2009 - Arletti ha ribadito che «il tema compete alla nostra proprietà pubblica, a Comuni e Fondazioni che in tutto ha il 65% delle azioni» e che «i sindaci hanno deciso che il tema andava spostato a dopo le prossime amministrative».

ACQUE POTABILI, PROROGATA L’OPA E RILANCIO DEL PREZZO

Il Consiglio di Amministrazione di Acque Potabili spa ha approvato alcune variazioni relative all'Offerta Pubblica di Acquisto totalitaria promossa da Sviluppo Idrico srl su azioni ordinarie di Acque Potabili, in particolare con riferimento alla proroga della durata del periodo di adesione sino al 6 giugno 2014 ed al Nuovo Corrispettivo di euro 1,20 per ciascuna azione, a fronte del precedente pari a 1,05 (+ 14,28%).
Acque Potabili è partecipata da Iren e Smat (pariteticamente al 30,85%) e da Intesa San Paolo (9,7). Sviluppo Idrico è controllata alla pari da Iren Acqua Gas e Smat.

METROPOLITANA MILANESE, INAUGURAZIONE PER L’ACQUEDOTTO RISTRUTTURATO

Dopo circa 2 anni di lavoro, Metropolitana Milanese Spa - il gestore del servizio idrico integrato nel Comune di Milano - ha concluso l’intervento di riqualificazione della centrale Padova, l’impianto di pompaggio e trattamento dell’acqua potabile che serve la zona nord-est della città. Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti l’Assessore alla Mobilità, Ambiente, Metropolitane e Acqua Pubblica Pierfrancesco Maran e il Presidente di MM Davide Corritore.
L’intervento di ristrutturazione della centrale Padova, la cui realizzazione risale agli anni ‘60, ha interessato sia la parte elettromeccanica sia quella edile, per un investimento complessivo di oltre 8 milioni di euro. L’obiettivo principale è stato garantire una gestione ancora più efficiente in un’ottica di sicurezza degli impianti, risparmio energetico e tutela ambientale. In particolare per l’ottimizzazione energetica delle stazioni di spinta dell’acquedotto, MM si è avvalsa della collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Idraulica del Politecnico di Milano.
“La ristrutturazione della Centrale Padova - ha dichiarato Davide Corritore, Presidente di Metropolitana Milanese - rappresenta un passo significativo nel piano di riqualificazione degli impianti del servizio idrico di Milano e un esempio di come MM interpreta la sua funzione di operatore pubblico del servizio idrico, sempre attento all’efficienza gestionale e alla compatibilità ambientale della sua attività industriale”. “Nel piano industriale di MM riferito al periodo 2014 -2018 - ha proseguito Corritore - abbiamo previsto un significativo programma di investimenti per 230 milioni di euro. Lo scopo ultimo è soddisfare i nostri 2 milioni di utenti, milanesi e pendolari, elevando la qualità dell’acqua, la sicurezza e il livello del servizio erogato”.

ACQUEDOTTO DEL FIORA, 85 MLN DI INVESTIMENTI NEL PROSSIMO BIENNIO

L’Acquedotto del Fiora, il gestore unico del servizio idrico integrato di 56 Comuni delle province di Grosseto e Siena, ha presentato nei giorni scorsi un'analisi sugli impegni per il prossimo biennio. Un programma dettagliato che interessa gli 11mila chilometri tra acquedotti e fognature gestiti dal Fiora in Maremma e nel Senese. A parlare ad ampio raggio delle nuove sfide di Acquedotto del Fiora, il presidente Tiberio Tiberi, il direttore operazioni Lorenzo Pirritano e Barbara Biagini, responsabile Piani, sviluppo e lavori.
Tra le priorità del gestore del servizio idrico c'è al primo posto una politica di investimenti in entrambe le province. «Acquedotto del Fiora - spiega Tiberi - nel prossimo biennio porterà avanti un piano di investimenti al fine di garantire i massimi standard qualitativi per gli utenti. Gli interventi per il 2014-2015 ammontano a 85 milioni di euro: 25 per i nuovi depuratori o l'adeguamento degli impianti esistenti nei centri urbani con più di 2000 abitanti equivalenti (per mettersi in regola con le richieste dell'Unione europea). Altri 10 milioni saranno investiti per la depurazione nei centri urbani con meno di duemila abitanti, 10 milioni saranno impiegati per la sostituzione delle tubazioni, 15 milioni serviranno per potenziare le reti, mentre 10 milioni saranno utilizzati per le nuove captazioni (dissalatori e pozzi)».
Tiberi fa una riflessione anche sulle tariffe: «Dipendono fortemente dalla quantità di investimenti, quelli di Acquedotto del Fiora superano la media italiana ed europea: ammontano a circa cento euro annuo pro capite, contro la media dei 30 euro in Italia, 45 euro in Toscana e 80 in Europa». In merito alle priorità, il direttore operazioni Lorenzo Pirritano, apre una parentesi: «Le priorità reali sono di due tipi: da un lato la riduzioni delle perdite che comporterebbe la sostituzione delle vetuste tubazioni, e dall'altro quella della depurazione con una connotazione di natura ambientale. Per quanto riguarda il primo caso, non ci sono le risorse a sufficienza poiché servirebbero circa 20 milioni di euro all'anno per garantire lo status quo. Su questo fronte Acquedotto del Fiora (purtroppo) riesce ad impegnare mediamente solo 7 milioni di euro ogni anno. Il massimo sforzo per i prossimi anni è concentrato sulle priorità ambientali: un impegno che se non rispettato porterà pesanti sanzioni dall'Unione europea. Le criticità, invece, sono soprattutto di natura economica e finanziaria. Considerando che la nostra area di competenza è molto vasta: Acquedotto del Fiora agisce su un territorio che per estensione, come Ato, è al quarto posto nella classifica italiana, dopo tre regioni, mentre per residenti siamo al 42esimo posto. In definitiva, pur essendo ai primi posti in Europa per investimenti pro-capite, occorrerebbero più risorse, ma l'unica fonte è la tariffa avvertita già come gravosa».

ANCONA, MOL E RICAVI IN CRESCITA NEL BILANCIO DI MULTISERVIZI

“Nell’anno in cui Multiservizi compie dieci anni, siamo particolarmente soddisfatti di approvare il bilancio consuntivo del 2013 che chiude con molte voci in positivo, malgrado la difficile situazione economica. Il primo dato da sottolineare è l’ utile netto di 9,7 milioni di euro, ottenuto con la continua ricerca di efficienza nella gestione dell’Azienda”. Con queste parole il presidente, Ferdinando Avenali, ha illustrato, nei giorni scorsi, il bilancio consuntivo 2013 all’Assemblea dei quarantasei soci di Multiservizi S.p.A. che dieci anni fa decisero di costituire un’azienda completamente pubblica per la gestione del servizio idrico e delle reti energetiche.
I numeri delineano un’azienda solida che mantiene un equilibrio economico-finanziario generale e, in termini gestionali, del servizio idrico integrato e distribuzione gas metano.
Il bilancio evidenzia ricavi per oltre 75 milioni di euro con un lieve incremento rispetto all’anno precedente. I costi per acquisti di beni e servizi, di poco inferiori ai 20 milioni di euro, registrano una significativa contrazione, -3%, rispetto a quelli del 2012. Stabile, anzi in leggero decremento, il costo del personale a dimostrazione di un costante miglioramento della produttività.
Il margine operativo lordo (MOL), significativo della ricchezza generata, è stato di 39 milioni di euro con un incremento del + 4% sul 2012.
Dopo aver spesato ammortamenti per 12 milioni di euro e remunerato l’uso di reti e impianti di proprietà dei Comuni per 11 milioni, l’esercizio si chiude con un utile netto di 9,7 milioni di euro, in crescita del +16% rispetto all’anno precedente.
Gli investimenti per reti e impianti idrici e gas metano ammontano a oltre 13 milioni di euro, destinati in larga parte al settore idrico.
“Questi numeri - ha affermato il presidente Avenali- testimoniano una grande attenzione alla gestione, che ha caratterizzato l’Azienda fin dalla sua nascita, coniugata alla conoscenza delle priorità del territorio e alla soddisfazione delle esigenze delle nostre comunità. Il Consiglio di Amministrazione e la struttura aziendale sono impegnati a creare le condizioni finanziarie e tecniche per realizzare un massiccio piano d’investimenti nei prossimi tre anni. Da destinare soprattutto, ha concluso Avenali, alla raccolta delle acque reflue e alla depurazione così da creare, con il lavoro di oggi, importanti infrastrutture da lasciare alle generazioni di domani. Ciò permetterà anche di evitare le infrazioni previste dalla Comunità Europea che dovrebbero essere pagate da tutti i cittadini”.
I soci hanno accolto con favore i risultati del bilancio consuntivo e lo hanno votato all’unanimità.

LA BANCA EUROPEA SOSTERRÀ IL POTENZIAMENTO DEL SERVIZIO IDRICO ACEA CON 200 MILIONI DI EURO

La Banca Europea per gli Investimenti supporterà con 200 milioni una parte significativa degli investimenti che Acea ha programmato nei prossimi quattro anni, pari a 680 milioni di euro complessivi, per potenziare e rafforzare le infrastrutture del servizio idrico integrato dell'ambito territoriale ottimale del Lazio centrale Ato 2 (Roma e provincia di Roma).
L'operazione tra Acea e Bei - informa Acea - è stata siglata in seguito a una dettagliata istruttoria tecnica condotta dall'istituto finanziario europeo, che ha riconosciuto la piena corrispondenza tra il piano di interventi infrastrutturali e i principi di sostenibilità sociale e ambientale. Gli investimenti infrastrutturali finanziati prevedono infatti la manutenzione o la costruzione di nuove opere, allo scopo di migliorare le condizioni ambientali di Roma e del Lazio centrale attraverso il potenziamento del sistema di trattamento delle acque reflue e l'ulteriore rafforzamento degli standard di sicurezza e qualità dell'acqua erogata agli utenti.
L'elenco delle realizzazioni finanziate da Bei - circa 30 interventi, tra grandi e piccoli - comprende in particolare la costruzione di nuovi impianti o la riqualificazione di quelli esistenti per l'estrazione e il trattamento delle acque, la tutela delle fonti idriche, la costruzione e la riqualificazione degli invasi, il potenziamento dell'interconnessione tra gli acquedotti, il miglioramento della sicurezza e della qualità della risorsa idrica, l'ampliamento o il rifacimento delle reti idriche e fognarie, il potenziamento e la ristrutturazione di impianti di trattamento delle acque reflue.
“Il finanziamento concesso - ha dichiarato l'AD di Acea Alberto Irace - riflette la positiva evoluzione del quadro regolatorio nel settore idrico e si inserisce nella tradizione di rapporti consolidati tra la nostra azienda e la BEI, la cui mission è finanziare lo sviluppo sostenibile nei Paesi membri. Le condizioni ottenute dimostrano che Acea si conferma una realtà industriale solida e affidabile anche a livello comunitario e internazionale”.

VERONA, LA NUOVA BOLLETTA SMART DI AGSM

Una vignetta con avatar personalizzato, un indirizzo, una casa, un contatore dell'energia elettrica e uno del gas. Sullo sfondo: fili elettrici (o pale eoliche) e paesaggi che cambiano con le stagioni e uno scontrino con il totale da pagare di luce e gas. In attesa della bolletta semplificata, la multiutility veronese Agsm punta su un modello di bolletta di immediata comprensione. Una rivoluzione nei rapporti tra la multiutility e i 330.000 clienti, grazie all'infografica costruita sul lato interno della busta contenente tutte le informazioni fondamentali per il consumatore, oltre a comunicazioni, raccomandazioni sui consumi, avvisi e iniziative. Tra questi, l'adesione alla bolletta elettrica anche attraverso un QR code per smartphone e un processo di digitalizzazione che e' solo all'inizio.
''Siamo stati tra le prime multiutility a offrire l'app per l'autolettura del contatore del gas, con decine di migliaia di adesioni; ora puntiamo tutto sull'innovazione al servizio degli utenti - ha detto Floriano Ceschi, vice direttore di Agsm e direttore di Agsm Energia- con progetti di personalizzazione degli strumenti digitali e sfruttando l'entertainment in favore dell'esperienza domestica''.
La tecnologia studiata per l'invio della bolletta smart - che non sostituisce ma si aggiunge al modello di informazione e di fatturazione previsto dall’Aeeg - si basa su un modello di stampa autoformante che utilizza la busta per esprimere dati variabili senza alcun costo aggiuntivo, e' ecologica perche' non viene impiegata la plastica per la finestrella trasparente evitando anche il magazzinaggio delle buste personalizzate a rischio deterioramento e obsolescenza.
Il primo invio a un campione di utenti e' in corso in questi giorni, mentre nei prossimi mesi sara' possibile personalizzare i messaggi con i volti dei clienti, la personalizzazione delle abitazioni (o aziende), la profilazione di altri elementi esclusivi dei committenti per un totale di 2 milioni di bollette all'anno che adotteranno la nuova infografica. Una svolta, quella di Agsm, nata da una ricerca di mercato condotta da DataBank sulle indicazioni della ''bolletta ideale': ''Siamo partiti - ha aggiunto il direttore di Agsm Energia- dal fatto che i clienti lamentassero poca chiarezza data dall'eccesso di informazioni contenute in bolletta e cosi' abbiamo concepito un modello smart, piu' vicino all'esperienzialita' della gente e alle necessita' di sapere con immediatezza e chiarezza le poche informazioni di base. Con molte altre sorprese che i nostri utenti scopriranno in modo unico e personale''.

DIVISIONE AMBIENTE DI UNIECO NEL GRUPPO IREN, SIGLATO L’ACCORDO

Il Gruppo Iren, attraverso la controllata Iren Ambiente SpA, società attiva nella gestione integrata dei rifiuti, e Unieco Società Cooperativa, attraverso la propria controllata UCM, hanno sottoscritto un accordo finalizzato alla progressiva integrazione della Divisione Ambiente di Unieco in Iren Ambiente. L’operazione, si legge in una nota, che integra le competenze e le expertise di Iren Ambiente e della Divisione Ambiente di Unieco consentirà al Gruppo Iren di rafforzare la propria posizione nel settore ambiente, divenendo uno dei principali soggetti nel panorama nazionale attivo lungo tutta la filiera della gestione rifiuti, di sviluppare la propria presenza nelle regioni di riferimento (Emilia Romagna, Liguria e Piemonte) e di ampliare il proprio bacino geografico in territori con rilevanti potenzialità di sviluppo.
La prima fase dell’operazione di integrazione prevede, tra l’altro, per Iren Ambiente l’acquisto di una partecipazione in UCH Holding, società controllata da UCM Srl in cui saranno conferite solo le partecipazioni sociali della Divisione Ambiente di Unieco oggetto dell’operazione di integrazione, e l’acquisizione dei diritti di blocco a garanzia della fase interinale di gestione. Le due Società hanno individuato alcuni progetti di sviluppo di comune interesse, a cui Iren Ambiente parteciperà con un impegno a versare fino a 7 milioni di euro in UCH. La seconda fase dell’operazione, che inizierà nei prossimi giorni con una due diligence e che verrà realizzata solo ove si verificassero determinate condizioni tra le quali, a titolo esemplificativo, il raggiungimento tra le parti di un accordo sul rapporto di cambio nonché di un’intesa su tutti gli aspetti dell’integrazione, ha l’obiettivo di realizzare una fusione per incorporazione di UCH Holding in Iren Ambiente. Al termine dell’operazione Iren manterrà la maggioranza assoluta delle azioni di Iren Ambiente.
In caso di mancata conclusione dell’intera operazione entro il 30 settembre 2014 o di interruzione anticipata delle trattative, Iren Ambiente uscirà dal capitale di UCH Holding, con obbligo delle parti di ricostituire la situazione preesistente ed in particolare di restituire tutti gli importi versati da Iren Ambiente a UCH Holding. La Divisone Ambiente di Unieco è attiva sul territorio nazionale, in particolare in Emilia Romagna, Toscana e Piemonte, e gestisce 40 impianti per rifiuti urbani e speciali tra selezione e trattamento, discariche, termovalorizzatori, compostaggio, depuratori, generatori di biogas, valorizzazione di materia e trattamento chimico-fisico-biologico.

ESTRA LANCIA “ECO SCHOOL GAME”, TERZA ED. DI ENERGICAMENTE

“Eco School Game, costruisci la tua scuola ecologica” è la novità della terza edizione di “EnergicaMente, a scuola di energie rinnovabili” la campagna sul risparmio energetico e la sostenibilità ambientale ideata da Estra, in collaborazione con Legambiente e Giunti Progetti Educativi e rivolta a tutte le classi delle scuole medie e alle V classi delle scuole elementari di Toscana, Umbria, Marche, Molise e Abruzzo. Attraverso un gioco interattivo - “Eco School Game” - le classi partecipanti costruiranno la “scuola sostenibile perfetta”.
Gli alunni, guidati dall’insegnante, potranno scegliere le varie soluzioni di costruzione rispondendo a domande su bioedilizia, utilizzo delle energie rinnovabili, gestione dei servizi interni in modo ecologico (acqua, rifiuti, alimentazione), sicurezza degli impianti, progettazione spazi esterni (giardini, orti, spazi gioco). Giorno dopo giorno verrà costruita la scuola sostenibile. Ad oggi hanno partecipato al concorso oltre 4.100 studenti e 180 classi.
Saranno 12 le classi vincitrici premiate con buoni spesa per materiale didattico, per una cifra complessiva di 2.400 euro. Per queste 12 classi è prevista la creazione di un video di circa 3 minuti che riepilogherà le scelte fatte durante il gioco “Eco-School Game” e che sarà proiettato durante le premiazioni dei concorsi che si svolgeranno in occasione delle Feste dell’Energia che si svolgeranno a maggio ad Arezzo, Siena, Prato e Teramo.
Il 18 aprile scade anche il concorso Ri-Energy su risparmio energetico, sicurezza ed energie rinnovabili rivolto alle famiglie. Gli studenti che parteciperanno ai percorsi didattici potranno prendervi parte compilando, insieme alla propria famiglia, un questionario sulle abitudini domestiche relative al consumo di energia, che sarà distribuito nelle scuole durante i percorsi didattici. Il concorso avrà come premio una fornitura gratuita di gas metano. Il concorso avrà come premi buoni in gas metano da 250 a 1.000 euro.
“EnergicaMente, a scuola di energie rinnovabili” nasce per diffondere una cultura del risparmio energetico all’interno della comunità scolastica, coniugare gli aspetti educativi con quelli della sostenibilità ambientale, contribuire a migliorare gli stili di vita, informare i giovani e le loro famiglie sulle energie rinnovabili. La partecipazione per le scuole è completamente gratuita.

PARTECIPATE, PER LA PRIMA VOLTA IL COMUNE DI PRATO ADOTTA IL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE

Per la prima volta il Comune di Prato si doterà del Documento Unico di Programmazione 2014-2016, che detterà gli indirizzi strategici per le aziende partecipate. L'atto sarà presentato il 18 settembre in Consiglio comunale come allegato al Bilancio di previsione 2014. Le linee principali sono state illustrate in settimana dal vicesindaco con delega al coordinamento delle società partecipate Simone Faggi.
“Il Documento di Programmazione delineerà le strategie amministrative e contabili non solo dell'ente, ma anche delle sue partecipazione - ha spiegato Faggi - . L'azione amministrativa e di governo coinvolge infatti anche queste aziende, che erogano servizi importanti per i cittadini. Soprattutto per questo c'era bisogno di intervenire per ricalibrare certi equilibri e dare delle linee guida che garantissero efficacia ed economicità, eliminando ogni spreco. È compito del Comune fornire questi indirizzi e verificare che vengano rispettati”. L'obiettivo principale è ridurre i costi, ma a parità di servizi resi ai cittadini. Ovvero migliorare la qualità delle prestazioni e il grado di soddisfazione degli utenti, risparmiando però sui costi di gestione riducendo i costi dei contratti di servizio, il che potrebbe tradursi in un abbassamento degli importi delle bollette.
Le società a partecipazione pubblica totale o di controllo, nonché le società affidatarie in house si dovranno attenere al principio di riduzione dei costi di personale, attraverso il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni, al fine di garantire una graduale riduzione del rapporto tra spese di personale e spese correnti, razionalizzare e snellire le strutture, anche attraverso l'accorpamento di uffici, per non creare inutili doppioni, e per quanto riguarda gli stipendi, contenere le dinamiche di crescita dei fondi di produttività e incentivanti della contrattazione integrativa con garanzia di mantenimento dell'attuale livello quantitativo e qualitativo delle prestazioni regolate dai contratti di servizio. Si stima che il risparmio che si otterrà attraverso questa azione sinergica sarà di circa 2,5 milioni all'anno per tutto il complesso delle municipalizzate. “Nell'ottica di un'applicazione della politica di contenimento dei costi, a cui sono chiamati tutti gli enti pubblici, saranno aboliti benefit come ad esempio le auto aziendali o come le spese di rappresentanza - ha proseguito il vicesindaco - . Anche il capitolo sponsorizzazioni, contributi ad iniziative, manifestazioni o altro, se supereranno il limite dei 5.000 euro dovranno essere preventivamente autorizzate dalla giunta comunale. Sarà inoltre da concordare con ogni società anche un piano triennale per il personale che tenga conto dei pensionamenti”.

ACQUE VERONESI, UTILI PER 2,6 MLN NEL BILANCIO 2013

Abbiamo investito milioni di euro sia a Verona che in provincia, riuscendo a risolvere criticità che si trascinavano da anni». Così Massimo Mariotti, presidente di Acque Veronesi, ha commentato l’approvazione del bilancio relativo all’anno 2013 della società consortile. Il bilancio di esercizio ha evidenziato un utile pari a 2.584.858 euro, nonostante un budget iniziale previsto in pareggio, ricavi che oltrepassano il livello dei 90 milioni di Euro, 5 milioni in più dell’anno 2012.
La società consortile presieduta da circa 2 anni da Massimo Mariotti, con vice Marco Olivati e da Marco Battistoni, consigliere di amministrazione, gestisce il servizio idrico integrato in 74 Comuni della provincia veronese, servendo circa 800.000 cittadini, attraverso 5.300 chilometri di acquedotto, 2.500 chilometri di fognatura ed una settantina di impianti di depurazione. La società consortile, dal 2007 ad oggi, ha investito circa 100,6 milioni di euro in infrastrutture.
Le tariffe applicate finora da Acque Veronesi sono state tra le più basse di Italia; infatti una famiglia spende mediamente meno di 19 euro al mese per usufruire di oltre 175.000 litri di acqua potabile all’anno. Il volume degli investimenti realizzati nel corso dell’anno è stato pari a 8,3 milioni di euro di opere realizzate.
Il Valore della Produzione è migliorato di 4,5 milioni rispetto al Budget; a tale risultato hanno certamente contribuito i risparmi di circa Euro 1,8 milioni ottenuti da minori costi sostenuti per l’acquisto di Energia Elettrica (0,5 milioni), per lo smaltimento dei fanghi da depurazione (0,4 milioni), per l’acquisto di materiali di esercizio (0,3 milioni), per conduzione impianti e contratti di servizio (0,4 milioni) e per la lettura contatori, stampa e recapito bollette (0,2 milioni).
«I numeri emersi nel corso dell’approvazione del bilancio sono sinonimo di un’azienda sana e di notevoli sforzi per essere il più possibile vicini ai cittadini in un momento di certo non facile per le famiglie - ha detto Mariotti - Per il futuro sono in cantiere altri importanti interventi di ammodernamento delle reti idriche e fognarie. Ce lo chiedono i sindaci e i cittadini. Ed è nostro dovere accontentarli».

ACQUEDOTTO PUGLIESE, INAUGURATO IL PRIMO TRATTO DELLA CICLOVIA DELLA RETE BICITALIA

Inaugurata la prima ciclovia sull’acqua nel comune di Cisternino (Br) dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, dall’Assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Giovanni Giannini e dall’Amministratore Unico di Acquedotto Pugliese Nicola Costantino. La ciclovia - realizzata dall’Acquedotto Pugliese - si snoda tra i camminamenti del Canale Principale, la galleria centenaria che trasporta l’acqua del Sele dall’Irpinia alla Puglia. Il tracciato inaugurato, 2° percorso ciclabile europeo su acquedotto, è parte dell’Itinerario ciclabile nazionale n. 11 (ciclovia degli Appennini) della rete Bicitalia.
Lo storico “fiume nascosto” della Puglia che attraversa ambienti unici e suggestivi contraddistinti da macchia mediterranea e dalle tipiche costruzioni coniche, i trulli, è da oggi fruibile per passeggiate a piedi e in bicicletta. Un progetto che sostiene un turismo diverso, eco-sostenibile e rispettoso della storia e dei luoghi interessati. In particolare, i lavori hanno interessato il tratto compreso tra Cisternino e Ceglie Messapica, per un totale di circa 10 chilometri, e rappresentano il primo stralcio di un grande sistema della ciclovia dell'Acquedotto di oltre 250 Km, inserita nel piano della rete ciclabile regionale della Puglia.
L’intervento ha riguardato la pista di servizio dell'Acquedotto Pugliese da Figazzano, contrada del comune di Cisternino, in corrispondenza dell'incrocio sulla Via dei Trulli fino all'incrocio della SP 3bis Martina Franca - Ceglie Messapica nel comune di Ceglie Messapica.
L’intervento è stato realizzato a seguito di uno studio di fattibilità finanziato dalla Regione Puglia lungo tutto il tracciato del canale principale, dalle sorgenti di Caposele a Monte Fellone nei pressi di Villa Castelli. Il costo complessivo dei lavori, interamente finanziati dalla Regione Puglia, ammonta a € 855.418,49 Euro.

CAP E BRIANZACQUE, PROSEGUE LA PARTNERSHIP INDUSTRIALE

Dalle prossime fatturazioni ogni cliente del servizio idrico nelle province di Milano e Monza e Brianza riceverà la bolletta e il servizio direttamente dal soggetto competente per ambito: Gruppo CAP per i 133 Comuni della Provincia di Milano, BrianzAcque per i 55 Comuni della provincia di Monza e della Brianza. Arriva così a compimento un passaggio importante per il servizio idrico lombardo: il Gruppo CAP e BrianzAcque concludono il percorso iniziato il 5 novembre con la lettera d’intenti per la partnership industriale tra le due aziende.
“I gestori - si legge nella comunicazione inviata ai clienti - garantiscono a tutti i clienti un comportamento uniforme per assicurare la continuità del servizio offerto nel pieno rispetto degli accordi sottoscritti. I due gestori collaborano in stretta sinergia nella massima trasparenza affinché i cittadini utenti non subiscano alcun disagio”.
In questo modo il servizio idrico in ognuna delle due province sarà gestito da un unico soggetto - nel rispetto della normativa regionale - BrianzAcque per la provincia di Monza e della Brianza, il Gruppo CAP per la provincia di Milano, in entrambi i casi secondo il modello in house providing, ossia attraverso società interamente partecipate dagli Enti Locali. Contemporaneamente si procede a una riorganizzazione del servizio, che porterà al trasferimento al gestore d’ambito delle infrastrutture non interconnesse e alla definizione di accordi per lo svolgimento delle attività connesse alla gestione delle infrastrutture interdipendenti. A conclusione del percorso, ciascun soggetto gestore sarà quindi proprietario delle reti e degli impianti su base provinciale, si occuperà della loro gestione ed erogherà il servizio connesso. Per quanto riguarda invece, le infrastrutture interconnesse saranno attribuite al gestore nella cui provincia si trova l’impianto o nel cui territorio si effettua il recapito finale e la gestione avverrà con criteri condivisi.
Secondo Enrico Boerci, vicepresidente e consigliere delegato allo sviluppo e al consolidamento dei rapporti con i gestori extra-ambito, si tratta di “un’intesa storica, attraverso cui BrianzAcque e il Gruppo CAP, nel pieno rispetto delle singole identità, cercano sinergie in tutti i campi della loro attività, con particolare riferimento alle politiche tariffarie e nei riguardi dell’utenza, delle politiche di investimento, delle risorse umane, strumentali e delle iniziative per la tutela della risorsa acqua”.
“Se in generale abbiamo sempre sostenuto che l’acqua non ha confini, questo vale a maggior ragione per le province di Milano e Monza e Brianza, profondamente interconnesse dal punto di vista delle infrastrutture idriche con diversi comuni brianzoli serviti dagli impianti del Gruppo CAP situati nella provincia di Milano”. Così il presidente di CAP Holding Alessandro Ramazzotti, che conclude: “Oggi compiamo un nuovo passo nella gestione del servizio nei nostri territori, perfezionando una partnership già consolidata che va a vantaggio dei cittadini.”

E’ ACEA L’UNICA UTILITY EUROPEA A PARTECIPARE A PROGETTO 'PANOPTESEC

Acea è l'unica utility europea che partecipa a ''Panoptesec'', un progetto fortemente voluto dalle Istituzioni comunitarie per aumentare il livello di sorveglianza rispetto alle minacce Cyber e velocizzare, in modo significativo, i tempi di reazione in caso di necessità. Lo fa sapere la stessa Acea spiegando che l'iniziativa, finanziata al 70% dalla Commissione Europea nell'ambito del Settimo Programma Quadro, ha un budget complessivo di 7,5 milioni di euro e dovrà essere completata entro il prossimo 2016.
Le altre sette aziende e istituzioni aderenti al progetto, tra cui prestigiose università francesi, tedesche e il Centro di Ricerca di Cyber Intelligence e Information Security (Cis) de ''la Sapienza” di Roma svilupperanno per Acea un prototipo del sistema, che sarà applicato alla protezione di infrastrutture critiche, reti e dati sensibili, oltre che per una gestione più efficiente di incidenti e situazioni di emergenza. Acea potrà quindi compiere un ulteriore passo in avanti sul fronte della sicurezza delle proprie reti, per garantire a cittadini, clienti e lavoratori i più alti standard in termini di continuità e qualità dei servizi offerti.
Dall'altro lato l'azienda, considerato il ruolo svolto sul fronte della gestione delle reti idriche e della fornitura di energia, dovrà contribuire come best practice italiana allo sviluppo del progetto a livello comunitario e alla sua dimostrazione e promozione.

ASSM TOLENTINO (MC), APPROVATO IL BILANCIO CON UTILI A 1,4 MLN

Il Consiglio di Amministrazione dell'Azienda Specializzata Settore Multiservizi di Tolentino (Assm spa) ha approvato la bozza di bilancio 2013 con un utile di 1.467.000 euro al netto della tassazione. Grande soddisfazione è stata espressa da parte di tutto il CdA e del sindaco, Giuseppe Pezzanesi, socio di maggioranza della Municipalizzata.
Il Consiglio di Amministrazione ha proposto di distribuire parte dell'utile d'esercizio. Con questa operazione si raggiunge l'ambizioso obiettivo di azzerare il debito che vedeva il Comune di Tolentino notevolmente esposto nei confronti di ASSM, portando così una nota positiva, in termini di miglioramento del rating, tanto per ASSM quanto per il Comune di Tolentino.

VERONA, IL COMUNE AFFIDA AD AGSM LA FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA

Agsm Energia, società dell’omonimo gruppo, si è aggiudicata la gara per la fornitura di energia elettrica al Comune di Verona per l’anno 2015. Lo si legge su L’Arena. Si tratta di oltre 1.100 utenze relative alla sede comunale, a scuole, Circoscrizioni, edifici pubblici, uffici e servizi.
“L’offerta di Agsm Energia, oltre ad aver assicurato gli standard di qualità di servizio richiesti dal bando - ha commentato alle Aziende Enrico Toffali - è risultata la più vantaggiosa economicamente. Esprimo quindi la mia personale soddisfazione, unita a quella dell’amministrazione comunale, per l’esito di questa gara, che conferma Agsm come realtà solida e competitiva, con presenza in tutto il territorio nazionale, a servizio di oltre 330.000 clienti.” “Per garantire massima trasparenza - ha aggiunto Toffali - il Comune di Verona ha proceduto all'aggiudicazione delle proprie forniture mediante gara pubblica, cui hanno potuto partecipare le imprese aventi requisiti dimensionali e di solidità finanziaria adeguati. Alla procedura aperta per l’affidamento della fornitura di energia elettrica, del valore di 2 milioni 200 mila euro, oltre ad Agsm hanno partecipato primari operatori energetici nazionali, quali Edison, A2A e Gala.
“Per il Comune di Verona - ha concluso Toffali - la scelta di approvvigionarsi sul libero mercato consente di ottenere consistenti risparmi economici per centinaia di migliaia di euro ogni anno”.

IREN: nascono i Comitati Consultivi Territoriali

Creare un canale strutturato di confronto tra Iren e gli stakeholder: è questo l’obiettivo dei Comitati Consultivi Territoriali presentati oggi a Piacenza dalla multiutility.
I Comitati - costituiti su base provinciale e corrispondenti alle aree geografiche di riferimento di Iren, ovvero Genova, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Torino - nascono per favorire il dialogo e l’ascolto continuo del territorio, garantendo un più profondo radicamento nelle comunità di appartenenza grazie alla promozione di momenti di consultazione e di progettazione partecipata su aspetti quali la sostenibilità ambientale e sociale, l’innovazione e la qualità dei servizi forniti.
Coerentemente con i propri valori aziendali e con le caratteristiche del proprio business, il Gruppo Iren ha promosso la nascita dei Comitati al fine di crescere insieme ai propri stakeholder, erogando servizi efficienti e di qualità attraverso una gestione sostenibile delle risorse naturali.
Finalità dei Comitati sarà, infatti, quella di raccogliere contributi e spunti di miglioramento provenienti dal territorio relativamente ad aspetti ambientali e sociali legati sia all’impatto sulla collettività delle attività del Gruppo Iren, sia alle possibili migliori sinergie che si possono creare tra il Gruppo e il territorio di riferimento. I Comitati avranno, inoltre, il compito di stimolare il costante miglioramento dei servizi nonché la trasparenza, l’informazione e la correttezza dei rapporti contrattuali.
I Comitati nascono per essere un luogo aperto di confronto in cui le espressioni del territorio si riuniscono per un fine comune di responsabilità, per rappresentare uno strumento di ascolto delle esigenze e delle aspettative degli stakeholder locali in relazione all’azione del Gruppo Iren e, infine, per divenire luogo d’incontro tra il sapere locale, rappresentato da Università e Associazioni, e il sapere del Gruppo.
Ciascun Comitato sarà composto da un massimo di 20 componenti, di cui 15 rappresentanti indicati di Associazioni e realtà della società civile, compreso il mondo scolastico e universitario. A questi si aggiungono 5 componenti di diritto: il Presidente e il Vicepresidente di Iren, un rappresentante del Comune capoluogo, un rappresentante a rotazione dei Comuni della provincia e un rappresentante dell’Università locale.
Al fine di garantire ed allargare il coinvolgimento capillare, il Comitato utilizzerà una piattaforma online, primo esempio a livello nazionale, accessibile dal sito internet di Iren in cui tutti i cittadini, potranno partecipare direttamente pubblicando propri contributi sui temi di competenza dei Comitati, avanzare nuove proposte o suggerimenti su tematiche d’interesse per il Gruppo con l’obiettivo di generare progetti concreti e tangibili. Il flusso informativo prodotto dalla piattaforma sarà inoltre una fonte preziosa cui Iren potrà ispirarsi per adottare strategie innovative di servizio e per anticipare i bisogni del territorio


HERA, BOOM DI ADESIONI ALLA BOLLETTA ONLINE. VERRANNO PIANTATI 2.000 ALBERI

Sono 50.000 le adesioni al progetto di Hera “Regala un albero alla tua città”, che promuove il passaggio dalla bolletta cartacea a quella on-line e lega il risultato alla piantumazione di alberi nelle città emiliano-romagnole coinvolte. L’obiettivo è stato centrato e superato con un anno di anticipo rispetto all’iniziale tabella di marcia, che prevedeva il raggiungimento delle 50.000 adesioni entro la fine del 2014. A oggi, infatti, sono già quasi 53.000 le famiglie che hanno deciso di ricevere la bolletta Hera in formato elettronico.
La campagna di sensibilizzazione ha durata quadriennale e si concluderà nel 2016, con l’obiettivo finale di arrivare a quota 100.000 bollette on-line. I clienti che chiedono di passare alla bolletta on-line ricevono, al posto della bolletta cartacea, un semplice file pdf che viene recapitato nella casella di posta elettronica. Si tratta di una scelta ecologica, che riduce l’utilizzo di carta e le risorse per la spedizione e il trasporto del documento. La decisione di passare alla bolletta on-line sarà premiata con la piantumazione complessiva di 2.000 alberi (uno ogni 50 adesioni) nelle aree individuate dai Comuni che, insieme a Hera, collaborano alla promozione dell’iniziativa attraverso azioni di sensibilizzazione e informazione nei confronti dei propri cittadini. Le piante sono state messe a dimora nei Comuni che hanno ottenuto i migliori risultati in termini di nuove adesioni. Le 53.000 adesioni raggiunte permetteranno di evitare il consumo di oltre 1.250.000 fogli di carta all’anno. Non è tutto: entro ottobre saranno piantumati altri 500 alberi, in aggiunta ai 500 già messi a dimora fra dicembre e gennaio. Le aree verdi coinvolte sono complessivamente 88. Si tratta, per lo più, di parchi pubblici già esistenti in cui rafforzare la piantumazione.

AMAP, MARIA PRESTIGIACOMO NUOVO PRESIDENTE DELL’UTILITY PALERMITANA

Dopo l’uscita di scena di Vincenzo Costantino e Giuseppe Modica dal vertice di Amap e Amat, le municipalizzate dell’acqua e dei trasporti di Palermo, il sindaco Leoluca Orlando non ha perso tempo e ha proceduto alla nomina dei nuovi presidenti delle due aziende, con la conferma dei restanti componenti dei Consigli di Amministrazione.
“L’immediata regolarizzazione dei vertici delle aziende partecipate - ha detto - è conferma dell’importanza strategica dei servizi resi ai cittadini e anche della necessità di una visione armonica e condivisa con l’unica amministrazione comunale riguardo alla qualità dei servizi e all’assetto economico-finanziario delle stesse aziende”.
Si tratta di due esponenti della società civile, del mondo delle imprese e delle professioni, scelti dal sindaco, che ne ha fornito informazione alla Giunta Comunale.
Più nello specifico, il nuovo presidente dell’Amap è Maria Prestigiacomo, architetto, professionista e imprenditrice nel settore delle piccole e medie imprese; Michelangelo Salamone e Giuseppe Monteleone sono stati confermati nel Cda.

GAIA SPA, BILANCIO IN UTILE E 17 MLN DI INVESTIMENTI IN 2013

Si chiude con un positivo di più di 300 mila euro il bilancio al 31 dicembre 2013 di GAIA S.p.A., il gestore del servizio idrico integrato per le province di Lucca, Massa Carrara e Pistoia. La somma sarà destinata dall'Assemblea, recependo la proposta del Consiglio di Amministrazione, a rafforzare la struttura patrimoniale della Società.
I dati dell’esercizio 2013 confermano il trend positivo di costante miglioramento economico-finanziario della Società, avvenuto nel corso degli ultimi anni grazie al piano di riorganizzazione avviato nel 2009. Nello scorso anno la Società ha investito 17,2 milioni di euro per la realizzazione di tutti i lavori necessari al mantenimento della funzionalità delle reti e degli impianti in gestione, comprese le nuove opere, con l'obiettivo di offrire un servizio di buona qualità e, al contempo, una maggiore tutela del patrimonio ambientale.
Anche per il 2013 è stata simulata la spesa media annua di un utente di GAIA, con una articolazione tariffaria su un consumo di 150 m3, e, a paragone con gli altri Gestori presenti nella regione, risulta la tariffa più bassa della Toscana.
Il capitale sociale della Società ammonta a più di 16 milioni di euro. La Società anche nel corso dell’esercizio 2013 ha proseguito nell’attività per il recupero della morosità pregressa, avviando tutta una nuova serie di procedure che consente agli uffici di monitorare tempestivamente il pagamento delle bollette, consentendo al Gestore di recuperare più tempestivamente le bollette non pagate ed evitare la formazione di ulteriori crediti verso le utenze con un alto rischio di morosità.
L’utile ante imposte del 2013, è pari ad € 2,67 mln con una crescita del 3% rispetto al corrispondente periodo 2012. I ricavi caratteristici risultano in aumento rispetto all’esercizio precedente. Il margine operativo lordo presenta un incremento di oltre il 10% rispetto all’anno 2012 (+1,92 mln), mentre il risultato operativo è aumentato di circa 1,01 mln (+18,6%) passando dai 5,6 mln di euro dell’esercizio 2012 a 6,6 mln di euro alla fine dell’esercizio 2013. L'ultimo comune entrato nella gestione di GAIA S.p.A. è Pontremoli il 1 luglio 2013 che porta a 48 i numeri di Comuni gestiti, per un totale di quasi 260.000 utenze.

LA SPEZIA, OK AL BILANCIO DEL GRUPPO ACAM. NUOVE NOMINE INTERNE

L’Assemblea dei Soci di Acam SpA ha approvato il Bilancio d’esercizio e il Bilancio Consolidato del Gruppo per l’anno 2013 e approvato il budget 2014 per Acam SpA, Acam Ambiente, Acam Acque, Integra, Centrogas.
Il gruppo ha chiuso il 2013 con un utile netto del consolidato di 95.000 euro a fronte di una perdita registrata nel 2012 di 11.619 Milioni di euro. I ricavi consolidati del 2013, pari a 210,188 Milioni di euro sono leggermente in calo rispetto ai 226 Milioni di euro del 2012, effetto principalmente di una strategia commerciale più selettiva da parte di Acam Clienti. Il margine operativo lordo (EBTDA ), che si attesta a 37.734 milioni di euro, si presenta in crescita (+ 2,4%) rispetto ai 35.400 del 2012. Nel corso del 2013 sono stati effettuati investimenti per 11.7 Milioni di Euro.
Tutte le società del Gruppo conseguono, già nel primo anno del Piano di Riassetto, un utile netto di circa 3 Milioni di euro per la Holding contro una perdita del 2012 di 2.730 Milioni di euro, 719.000 Euro per Acam Acque a fronte di una perdita di circa 5 Milioni di euro nel 2012, 766.000 euro per Acam Ambiente contro una perdita di circa 3 Milioni di euro del 2012.
Inoltre l’Assemblea dei Soci ha deliberato il rinnovo per tre anni dell’incarico di Direttore Generale a Gaudenzio Garavini che resta anche nelle funzioni di Presidente e Amministratore Delegato; ha poi indicato, per l’Assemblea dei Soci di Acam Ambiente, a fronte di sopraggiunte cause normative di incompatibilità/incoferibilità dell’Amministratore Unico uscente Gaudenzio Garavini, la nomina di Salvatore Cappello, attuale Dirigente di TRM di Torino ed in passato AD e DG rispettivamente delle aziende di Igiene Urbana di Roma (AMA SpA) e di Milano (AMSA Gruppo A2A).
Vengono confermati Amministratore Unico di Integra Gianluigi Pagliari e Amministratore Unico di Centrogas Giovanni Monti.
Per Garavini “il Bilancio 2013 e i Budget 2014 (che confermano tali trend positivi) rappresentano un risultato di grande soddisfazione oltre che una prima risposta ai tanti che non credevano che il Gruppo Acam potesse farcela a rispettare l’impegnativo Piano di Riassetto omologato a luglio del 2013 dal Tribunale della Spezia. La strada è ancora lunga e impegnativa ma possiamo dire di averla imboccata positivamente. Ringrazio il Sindaco Federici e tutti i Sindaci Soci per la rinnovata fiducia accordatami, dopo quasi due anni di intenso lavoro, è una fiducia reciproca, la loro nei miei confronti e la mia nel loro impegno continuativo, nella consapevolezza che l’impresa è talmente gravosa che richiede un vero gioco di squadra pur nel rispetto dei ruoli e delle diverse naturali responsabilità”.

A METROPOLITANA MILANESE (MM) ANCHE LE CASE POPOLARI

Il comune di Milano ha disdettato la convenzione che lo legava all’agenzia regionale Aler per la gestione del proprio patrimonio edilizio residenziale, con l’intenzione di affidarlo a Metropolitana Milanese (MM), l’attuale gestore del servizio idrico. La Giunta si appresta quindi a completare i passaggi tecnici per preparare il passaggio entro il 1° dicembre prossimo. Il patrimonio immobiliare in questione consta di 28.791 appartamenti, 1.226 negozi e 8.732 tra box e posti auto.
La decisione di affidare a MM la gestione delle case popolari del Comune è «una svolta importante rispetto al passato» perché «attualmente la situazione non è degna di un paese civile», ha commentato il sindaco Pisapia al termine della riunione della Giunta che ha affrontato il tema del superamento della convenzione con Aler. «Intendiamo dare un segnale concreto di miglioramento - ha sottolineato Pisapia - di fronte a problemi di degrado, illegalità e occupazioni abusive».
Secondo quanto spiegato dall’assessore alla Casa Daniela Benelli e dal vice sindaco Ada Lucia De Cesaris, il progetto comprende il rilancio del portierato attivo in una logica di presidio costante delle realtà, anche in funzione anti-abusivismo. E proprio alle occupazioni abusive, e al racket che le gestisce, il Comune ha intenzione di dichiarare guerra. In questa logica, una delle principali leve sarà la ristrutturazione puntuale degli alloggi che ne necessitano perché non se ne abbiano mai sfitti. «La sfida è dimostrare che possa esserci un modello diverso - ha detto De Cesaris - e questa non è altro che un’assunzione di responsabilità ulteriore da parte del Comune».

EMILIAMBIENTE, CHIUSO IL BILANCIO IN UTILE. PATRIMONIALIZZAZIONE IN CRESCITA

Per il quinto anno consecutivo EmiliAmbiente SpA chiude il bilancio con un utile netto: nel 2013, infatti, la società che gestisce il servizio idrico integrato di Fidenza, Salsomaggiore e di dieci Comuni della Bassa parmense ha “messo da parte” 137.776 euro, che verranno interamente reinvestiti in opere di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla rete, a tutto vantaggio delle 44.654 utenze servite.
La performance dell’azienda - società interamente pubblica - è tanto più importante se si considera che nel 2013 EmiliAmbiente ha realizzato con fondi propri investimenti per circa 3 milioni di euro; il tutto, peraltro, fronteggiando il consistente calo delle vendite che sta interessando nell’ultimo periodo gli operatori del settore.
“I dati di bilancio - afferma Emiliano Occhi, Amministratore Unico della SpA - confermano i risultati positivi ottenuti dalla società fin dall’atto della sua costituzione, nel 2008. Nel corso degli anni EmiliAmbiente si è costantemente rafforzata, dimostrando come con una gestione attenta, lungimirante e finalizzata unicamente allo scopo sociale, le aziende pubbliche non hanno nulla da invidiare alle società miste o quotate, sia a livello di efficienza che di risultati economici. Tutto questo nonostante un contesto economico molto difficile e uno scenario normativo in continua evoluzione. Vorrei inoltre sottolineare come l’attività di EmiliAmbiente (investimenti, manutenzioni, acquisti ecc.) movimenti un giro di affari annuo superiore ai 7 milioni di euro, che ricadono in gran parte sul territorio”.
Il 2013 è stato un anno importante anche perché ha visto la riconferma dell’affidamento in house providing concesso a EmiliAmbiente da ATERSIR fino al 2025, a seguito della conclusione positiva dell’istruttoria avviata dalla stessa ATERSIR: una decisione che per l’azienda si traduce nella possibilità di confermare il piano economico-finanziario e il piano degli investimenti relativo ai prossimi anni 11 anni di attività.
Il bilancio d’esercizio 2013 è l’ultimo con la configurazione di EmiliAmbiente come mera società gestionale: dal 1° gennaio 2014, infatti, la società ha acquisito gli assets della rete idrica servita dalle società che li detenevano in precedenza (ASCAA e San Donnino Multiservizi), raggiungendo ora un patrimonio di circa 20 milioni di euro.
“Un passaggio, questo - sottolinea il Direttore, Dino Pietralunga - che riveste enorme importanza per il futuro sviluppo della SpA; infatti la patrimonializzazione consentirà di ridurre drasticamente il fabbisogno di fonti esterne di finanziamento, permettendoci di affrontare gli investimenti futuri con più autonomia”.

RIFIUTI: IREN ACQUISTA IL 24% DELL’INCENERITORE DI TORINO

Il consiglio di amministrazione di Iren Spa ha deliberato di esercitare l'opzione di acquisto da F2i Ambiente Spa per il 24% di TRM V, spa di cui detiene già il 25% e che controlla Trm Spa, la quale ha ricevuto l'affidamento per progettare, costruire e gestire il termovalorizzatore dei rifiuti urbani della zona sud della provincia di Torino. Lo ha reso noto la stessa multiutility. Il perfezionamento dell'operazione è previsto entro il 9 maggio al prezzo di circa 35,6 milioni di euro.

HERA “CAMBIA IL FINALE”. NUOVA VITA AI RIFIUTI INGOMBRANTI

Dove mettiamo il vecchio armadio? Oppure la credenza della nonna? O il frigo ancora funzionante? Parte in questi giorni “Cambia il finale”, il nuovo servizio di Hera, realizzato in collaborazione con Last Minute Market ed enti no profit del territorio servito, per dare nuova vita agli oggetti ancora utilizzabili e favorire un virtuoso e solidale circuito del riuso, con l’impiego anche di persone svantaggiate.
Negli ultimi 3 anni, dal 2011 al 2013, sono state oltre 215.000 le richieste ricevute dal Servizio clienti Hera per il ritiro a domicilio, che hanno portato alla raccolta di 145.000 tonnellate tra ingombranti, grandi elettrodomestici, pc e tv, frigoriferi. Da oggi, una parte di questi beni potrà evitare di diventare un rifiuto ed essere riutilizzata: “Ora puoi cambiare il finale della storia”, come recita il titolo del depliant che illustra l’iniziativa.
Come funziona il servizio - Con il progetto “Cambia il finale” si può telefonare al numero verde del Servizio clienti 800.999.500 per richiedere il servizio di ritiro degli ingombranti a domicilio; al cliente verranno fornite le indicazioni per contattare enti no profit del territorio che si sono dichiarate disponibili al loro riutilizzo nel caso siano ancora in buone condizioni. Gli enti partner si sono impegnati a ritirare i materiali secondo le modalità definite da ciascuno e dettagliate nel sito dedicato all'iniziativa www.gruppohera.it/cambiailfinale . Saranno i cittadini a concordare direttamente con le associazioni le modalità operative per il ritiro o la consegna degli ingombranti.
In questo modo verranno facilitati recupero e riuso dei “beni ingombranti” ancora in buono stato e che si ritiene possano non essere gettati via. Sarà inoltre possibile donare agli enti no profit anche quegli oggetti di uso quotidiano che spesso vengono destinati alla raccolta indifferenziata. Nel caso, invece, l’oggetto non sia più riutilizzabile, il Servizio Clienti di Hera darà le indicazioni per portarlo alla stazione ecologica più vicina oppure attiverà il servizio gratuito di raccolta rifiuti ingombranti, dove presente.
Sono 15 le associazioni che al momento hanno accettato di aderire al progetto e 94 i Comuni dove il nuovo servizio è stato attualmente attivato. L’iniziativa di Hera è in linea con le più recenti normative in materia ambientale, che mettono al primo posto la prevenzione dei rifiuti e il loro utilizzo, richiedendo quindi un cambiamento culturale e un nuovo approccio ai vecchi concetti di consumo e di rifiuto. L’obiettivo è quello di contribuire a passare dall’attuale modello lineare (produci, usa e getta) ad un nuovo sistema circolare e virtuoso come quello del riciclo.
Inoltre, con questo progetto Hera intende promuovere l'attività di quelle Onlus che recuperano beni non più utilizzati dai cittadini, avviandoli al riutilizzo anche con eventuale attività di rigenerazione, e sviluppare di conseguenza ricadute sociali positive. L’iniziativa ha anche il risultato di valorizzare e sostenere il personale svantaggiato che la quasi totalità di questi enti benefici impiega per lo svolgimento dell’attività, con la stipula di accordi con i Comuni, le Aziende Sanitarie, l’Autorità Giudiziaria e i centri di ascolto/assistenza per l’inserimento di persone in difficoltà attraverso l’utilizzo, ad esempio, di borse lavoro, tirocini formativi, reinserimenti lavorativi.

LGH, BILANCIO CON RICAVI E UTILI IN CRESCITA

L’Assemblea dei Soci di LGH ha approvato il bilancio della Holding per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2013. L’utile netto dell’esercizio 2013 di LGH Spa è di 8,8 milioni di euro. Un risultato questo che consente di verificare e confermare l’andamento complessivamente positivo del gruppo industriale e di deliberare un dividendo di 8 milioni di euro. I dati 2013 mettono in luce ancora una volta la grande stabilità e capacità produttiva e finanziaria di LGH, che opera quotidianamente a favore di oltre 200 Comuni nelle province di Cremona, Brescia, Bergamo, Pavia e Lodi.
I risultati consolidati sono positivi: ricavi netti pari a 692 milioni di euro (in crescita del 5,6% rispetto al 2012), con un risultato netto consolidato di 3,6 milioni di euro (+25,8%). Il patrimonio netto presenta, alla fine dell’esercizio, un saldo di 245 milioni di euro, in crescita di circa 4 milioni di euro. Contestualmente all’aumento dei mezzi propri si è ridotta la posizione finanziaria netta di circa 15 milioni di euro (38 milioni nell’ultimo biennio), oltre ad aver rivisto profondamente la struttura delle proprie componenti grazie all’emissione del prestito obbligazionario ed alla sottoscrizione di un importante finanziamento BEI. La durata media residua dei finanziamenti è ora superiore a 5 anni.
Inoltre, il rapporto di indebitamento (PFN/Patrimonio netto) è sceso da 1,56 a 1,47.
Nel corso del 2013 sono stati realizzati investimenti per un totale di 48 mln euro, in aumento di 1,37 mln euro rispetto al 2012. Anche nel 2013 il Gruppo LGH conferma il proprio posizionamento nel settore delle multiutilities, con un valore della produzione di quasi 700 mln di euro, tra i primi 10 operatori a livello nazionale.
Per Franco Mazzini, Amministratore Delegato di LGH, “il contesto economico del Paese, e quindi dei nostri territori, rimane complesso. Anche per questa ragione assume particolare valore l’impegno di LGH, nel 2013, per mantenere costante ed ampliare la propria quota di mercato, migliorando la posizione finanziaria e garantendo un dividendo significativo agli azionisti. Lo scorso anno confermammo l’impegno a lavorare per migliorare l’efficienza interna, anche grazie ad operazioni societarie di semplificazione. È quello che abbiamo fatto, razionalizzando le nostre realtà operanti in medesimi settori e costituendo Linea Gestioni e Linea Com, operanti in ambiti di particolare rilevanza come l’Igiene Urbana e l’ICT. Una serietà ed affidabilità che ci è stata pienamente riconosciuta anche dal mercato, dove abbiamo collocato con successo un prestito obbligazionario, raccogliendo un’ampia adesione da parte di investitori sia nazionali che esteri”.
Anche il Presidente di LGH, Alessandro Conter, esprime soddisfazione in merito: “Proseguiamo quanto già intrapreso nel recente passato. Dopo un anno, il 2012, di rilevanti investimenti - in particolare nel settore energetico - LGH prosegue questo impegno di crescita, da un lato garantendo la solidità industriale e finanziaria del Gruppo, dall’altro fornendo pieno riconoscimento alla fiducia dei Soci con un dividendo rilevante. Il valore del nostro operato ha tante ricadute dirette come occupazione, servizi, efficienze per i nostri clienti, dividendi per i nostri soci”.

BILANCIO IREN 2013, CALA L’UTILE MA NON IL DIVIDENDO. IN CRESCITA DOLOMITI ENERGIA

Cala l’utile di Iren, ma il dividendo ai comuni azionisti resta invariato. È questa la sintesi dei conti presentati dalla multiutility del Nord-Ovest. Uno sforzo finanziario che segue la richiesta effettuata dagli enti azionisti, con l’acqua alla gola a causa dei tagli ai trasferimenti. Il 2013 si è chiuso con ricavi consolidati per 3,4 miliardi di euro, in riduzione rispetto ai 4,3 miliardi segnati nel 2012, effetto di una contrazione dei contratti di vendita e dell’andamento del prezzo delle materie prime. L’utile netto contabile è stato pari a 80,6 milioni di euro (- 47,2%), per l’effetto di elementi straordinari pari a 53,3 milioni di euro (rimborso straordinario Irap e revisione delle partecipazioni). Il margine operativo lordo (Ebitda) nel 2013 è risultato in crescita a 646 milioni di euro (+ 2,6%), mentre il risultato operativo (Ebit) si è attestato a 313,1 milioni di euro (- 6,3%).
Il cda ha quindi deliberato di proporre all’assemblea degli azionisti (fissata il 18 giugno prossimo) un dividendo pari a 0,0523 euro per azione, in linea con il 2012. In caso di approvazione della proposta - sulla quale non ci saranno certo opposizioni da parte degli enti locali - i soldi verranno trasferiti nelle casse comunali il 26 giugno. A fare la parte del leone, come sempre, saranno le quote di Torino e Genova che detengono ciascuno il 35,96%.
Vanno piuttosto bene, invece, i conti di Dolomiti Energia. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato i risultati 2013 del Gruppo. Il bilancio presenta risultati economici ampiamente positivi e in netto miglioramento rispetto all’esercizio 2012. Solida e adeguata a supportare l’andamento futuro delle attività industriali la situazione finanziaria del Gruppo, che vede un deciso miglioramento dell’indebitamento netto. Il Valore della produzione è a 1.307 milioni di euro (1.126 milioni di euro nel 2012, +16%); Il Margine operativo lordo a 269 milioni di euro a fronte di un risultato pari a 202 milioni di euro nel 2012 (+ 33%); l’Utile netto è di 66.6 milioni di euro (43,7 milioni di euro nel 2012, +52%).
Il perimetro di consolidamento del Gruppo include la Capogruppo Dolomiti Energia, Set Distribuzione, Trenta, Dolomiti Energia Rinnovabili, Dolomiti Reti, Depurazione Trentino Centrale, Multiutility, Dolomiti Edison Energy, Hydro Dolomiti Enel (51%) e SF Energy (33%), Trentino Trading. Gli investimenti effettuati nel 2013 ammontano a 44,4 milioni di euro e riguardano gli interventi per potenziare la capacità produttiva e rinnovare gli impianti idroelettrici oltre a ottimizzare le reti di distribuzione di energia, gas e acqua su tutto il territorio servito dal Gruppo.

FIORA, 7,5 MLN DI UTILI DA REINVESTIRE

Nel 2013 Acquedotto del Fiora, gestore del servizio idrico nel Grossetano e nel Senese, ha realizzato investimenti per 39 milioni di euro, pari a circa 100 euro per abitante, un importo 3 volte superiore alla media nazionale e in costante crescita rispetto al passato, con un +42% rispetto al 2011 e un +15% sul 2012. È questo, oltre all’utile, il dato più significativo del Bilancio di esercizio della gestione 2013, portato in approvazione all'assemblea dei soci svoltasi nei giorni scorsi a Siena.
Nonostante la persistente fase di incertezza economica, finanziaria e normativa, il Fiora ha proseguito il proprio percorso del piano operativo triennale (POT) 2011-2013, realizzando investimenti per 110 milioni di euro. Oltre agli investimenti sulle infrastrutture del sistema idrico integrato, il gestore ha realizzato opere finalizzate al raggiungimento degli obiettivi assegnati dalle Autority per la qualità del servizio: interventi per l'approvvigionamento idrico, riduzione delle perdite, estensione della rete per gli insediamenti non serviti da acquedotti, protezione delle fonti e regolarizzazione espropri, estensione della rete per gli insediamenti non serviti da fognatura, mantenimento o ripristino delle infrastrutture esistenti.
Il bilancio di esercizio 2013 si è chiuso con un utile di circa 7,5 milioni di euro che, come negli anni precedenti, non sarà distribuito ai soci ma verrà accantonato a riserva concorrendo alla copertura degli investimenti realizzati e da realizzare.
"Anche nel 2013 il gestore si è trovato ad affrontare sfide impegnative in una fase di continui e rapidi cambiamenti - commenta il presidente Tiberio Tiberi - che caratterizzerà anche il 2014 anno in cui sono in programma investimenti per 41 milioni di euro, che saliranno a 45 nel 2015. Una buona misura di questi saranno destinati alla depurazione oltre che al rinnovo della rete idrica e all’ammodernamento tecnologico. Tali investimenti, necessari per garantire un servizio sempre migliore ai cittadini, vengono sviluppati dal Fiora, così come da tutti gli altri gestori, quasi unicamente con risorse economiche provenienti dalla tariffa. In tale situazione si è reso necessario un adeguamento tariffario che l’Autorità Idrica Toscana ha determinato per il 2014 e 2015 nella misura del 6,5% all’anno. Ciò si traduce, per la media delle famiglie del nostro territorio, in un incremento di circa 1 euro al mese (il costo di un caffè) della bolletta idrica".

ACEA: 2,4 MLD DI INVESTIMENTI PER AMMODERNAMENTO RETI E REDDITIVITA’

Acea prevede per il periodo 2014-18 investimenti pari a 2,4 miliardi di euro per l'ammodernamento delle reti e degli impianti e per migliorare la redditivita' economico-finanziaria. E' quanto si legge nel piano industriale 2014-18 del gruppo capitolino che e' stato approvato dal Cda. Nel periodo sono previsti investimenti pari a 246 milioni di euro per l'area industriale ambiente, pari a 159 milioni di euro per l'area energia, pari a 1,29 mld per l'area idrica, pari a 642 milioni di euro per l'area reti e pari a 75 mln di euro per l'area corporate. Per quanto riguarda l'area idrica, Acea nel piano ''si prefigge il consolidamento della posizione di Leader nel mercato nazionale idrico e lo sviluppo degli investimenti finalizzati all'ammodernamento della rete e al miglioramento del livello di depurazione''. Il gruppo gestisce attualmente il servizio idrico integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive Province e in altre zone del Lazio, Toscana, Umbria e Campania.
Acea ha chiuso il 2013 con un utile netto pari a 141,9 milioni di euro, in crescita dell'83,3% rispetto ai 77,4 mln di euro del 2012. I ricavi si attestano a 3,612 miliardi di euro, in calo dell'1,2% rispetto ai 3,57 mld del 2012. Lo rende noto il gruppo energetico capitolino in un comunicato al termine del Cda, presieduto da Giancarlo Cremonesi, che ha approvato il progetto di Bilancio e il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2013. L'ebitda consolidato di Acea ammonta a 766,1 mln di euro (+10,2%) mentre l'ebit consolidato e' pari a 383,8 mln di euro (+30,6%). La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2013, pari a -2,46 mld di euro, si riduce di 27,3 mln di euro rispetto al 31 dicembre 2012 e di 68,5 mln di euro rispetto al 30 settembre 2013, confermando un'elevata attenzione all'andamento del debito e una puntuale gestione del capitale circolante.

ACEA, SUCCESSO PER L’EMISSIONE DEL BOND DECENNALE DA 600 MILIONI DI EURO

Acea ha completato con successo il collocamento di un’emissione obbligazionaria per un importo complessivo di 600 milioni di euro della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da 1,5 miliardi di Euro deliberato dal Consiglio di Amministrazione in data 10 marzo 2014 e assistito dai co-arranger: Banca IMI, BNP Paribas e UniCredit Bank. L’emissione è finalizzata al rifinanziamento di alcuni bond e prestiti in scadenza, in un’ottica di riduzione degli oneri finanziari e di allungamento della durata media del debito.
Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di 100.000 euro e scadono il 15 luglio 2024, pagano una cedola lorda annua pari al 2,625% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,195%. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari a 2,718%, corrispondente ad un rendimento di 128 punti base sopra il tasso midswap a 10 anni.
L’operazione di collocamento è stata curata da Banca IMI, BNP Paribas, Crédit Agricole Corporate and Investment Bank, Mediobanca e UniCredit Bank in qualità di Joint Lead Managers.

HERA: SUPERATE LE 75MILA ADESIONI ALLA BOLLETTA ON LINE

Con un anno e mezzo di anticipo rispetto agli obiettivi iniziali, ha raggiunto e superato le 75mila adesioni il progetto di Hera “Regala un albero alla tua città”, che promuove il passaggio dalla bolletta cartacea a quella on line legando il risultato alla piantumazione di alberi.
L’iniziativa è partita a novembre 2012 e, ad oggi, sono già oltre 78mila le famiglie che hanno deciso di ricevere la bolletta in formato elettronico, un traguardo inizialmente previsto per fine 2015. La campagna di sensibilizzazione si concluderà nel 2016, con l’obiettivo finale di arrivare a quota 100 mila passaggi a bollette web: al posto della bolletta cartacea i clienti riceveranno un semplice file pdf nella propria casella di posta elettronica. In questo modo si evita l’utilizzo di carta e vengono impegnate minori risorse per spedizione e trasporto. Per premiare questa scelta si pianteranno 2mila alberi complessivi (uno ogni 50 adesioni) in aree individuate dai Comuni emiliano-romagnoli che collaborano con Hera alla realizzazione dell’iniziativa con azioni di sensibilizzazione e informazione nei confronti della propria cittadinanza. Le 78mila adesioni raggiunte permettono di evitare già ora l’utilizzo di oltre 1 milione e 800mila fogli di carta all’anno. I Comuni coinvolti nel territorio servito da Hera sono 69, nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Grazie alle adesioni arrivate fino a oggi si prevede che, nella primavera del 2015, nei 15 comuni che hanno ottenuto i migliori risultati in termini di passaggi alla bolletta web si pianteranno altri 500 alberi, dopo i 500 piantumati tra dicembre 2013 e gennaio 2014 e i 500 previsti in autunno.
Entro una decina di mesi diventeranno quindi 1.500 gli alberi già messi a dimora, i tre quarti di quanto previsto nell’intero progetto. Si tratta di un risultato che supera ampiamente le attese, a conferma dell’interesse dei cittadini verso una iniziativa concreta e i cui risultati saranno ben visibili nelle aree verdi scelte: 88 in totale. Per lo più si tratta di parchi pubblici già esistenti, in cui rafforzare la piantumazione, o aree verdi da creare.

SEMESTRALI, BENE ACEA ED HERA. CONTI IN ROSSO PER IREN E ASCOPIAVE

Acea archivia i primi sei mesi dell'anno con un utile netto in crescita e ricavi in calo. La società multiservizi capitolina ha chiuso il primo semestre con un utile di 83,72 milioni di euro, in crescita dell'8,6% rispetto ai 71 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente, mentre il risultato pre-tasse è salito del 7,7% a 138,58 milioni di euro. I ricavi netti consolidati, invece, sono diminuiti a 1,511 miliardi, pari all'8% su base annua, mentre l'ebit ha fatto segnare un miglioramento del 3,6% a 188,38 milioni e l'ebitda è rimasto invariato a 330,965 milioni, con un'incidenza del 42% del comparto idrico, del 36% delle reti,del 14% dell'energia e dell'8% dell'ambiente. L'indebitamento netto a fine periodo è cresciuto di 128,1 milioni a 2,377 miliardi di euro rispetto a fine 2013, mentre gli investimenti sono stati pari a 142,3 milioni di euro (135,2 milioni un anno fa).
Tra le quotate chiamate a fare i conti con i numeri dei primi sei mesi dell’anno c’è anche Hera. L’utility del Nord-Est ha chiuso la semestrale con ricavi a quota 2,09 miliardi di euro, in flessione dell’11,2% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. Il reddito operativo ha raggiunto quota 242,8 milioni di euro, in aumento del 3,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il margine operativo lordo si è attestato a 450,9 milioni di euro, in progressione del 4,4% su base annua. Buone indicazioni anche dall’utile netto aduste, che è salito a 106,8 milioni, l’8,9% in più rispetto a un anno fa.
Meno positivo il bilancio di Iren, che da gennaio a giugno ha registrato un forte calo di utile, ricavi ed Ebitda. Nel dettaglio, l’utile netto è passato da 112,32 milioni a 76,96 milioni di euro (-31,5%); i ricavi sono scesi a 1,52 miliardi di euro da 1,79 miliardi messi a segno un anno fa (-14,9%); l’Ebitda è passato da 379,58 milioni a 370,54 milioni di euro (-2,4%). Per finire, l’indebitamento netto di Iren a fine giugno ammontava a 2,24 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 2,19 miliardi di inizio anno.
Male anche Ascopiave, che ha chiuso il primo semestre 2014 con un utile netto in calo del 23,5% a 22,7 milioni e ricavi per 337,1 milioni con una diminuzione del 16,8%. Il margine operativo lordo è sceso del 20,2% a 45,2 milioni, mentre l'ebit è di 32,5 milioni (-25,3%), dice una nota della società.

IREN: OBBLIGAZIONE DA 300 MILIONI, DOMANDA PARI A 2,5 VOLTE

Iren ha emesso un'obbligazione da 300 milioni di euro sul mercato Eurobond con durata settennale e cedola del 3%. L'operazione, si legge in una nota della società, “è stata accolta con grande interesse” raccogliendo adesioni pari a 2,5 volte l'ammontare offerto. Il bond migliorerà il profilo finanziario di Iren attraverso un allungamento della scadenza e una diminuzione del costo del debito.

BRIANZACQUE, UTILI OLTRE IL MILIONE

Si è svolta nei giorni scorsi la prima assemblea dei soci di Brianzacque con la presenza pressochè totale dei sindaci della Provincia. Tra gli invitati anche i sindaci soci di Idra Patrimonio, da pochi giorni soci di Brianzacque, e la Provincia di Monza e Brianza.
All’ordine del giorno, l’illustrazione del bilancio di esercizio 2013 dell’azienda idrica interamente pubblica, che alla fine, è stato approvato all’unanimità. Il documento contabile chiude con un utile di 1 milione e 491 mila euro che costituisce un netto incremento rispetto al 2012. Un risultato da ascrivere sia agli adeguamenti tariffari approvati dall’Aeegsi e dalle Conferenze dei Comuni tanto per l’Ambito della Provincia di Monza e della Brianza quanto per quella di Milano, sia ad una politica di rigore e di attenzione alla gestione aziendale.
In crescita anche il Mol che tocca i 6,7 milioni euro e che dimostra la capacità della società di sostenere e di realizzare gli investimenti sulle reti e sulle infrastrutture idriche del territorio previste dal Piano d’Ambito del’ATO di Monza e Brianza, approvato lo scorso aprile.
Per il vice presidente Enrico Boerci “i dati positivi di bilancio sono ancora più significativi se si tiene conto che Brianzacque, nel corso del 2013, ha aumentato gli investimenti e completato l’acquisizione delle gestioni in economia in uno scenario di mercato che deve comunque fare i conti con un calo generalizzato dei consumi e una ridotta capacità di spesa delle famiglie e delle imprese”.
Con l’integrazione di ALSI di Monza e Idra Patrimonio di Vimercate, Brianzacque conta 263 dipendenti, un patrimonio di circa 127 milioni di euro, ricavi per 70 milioni e rappresenta quindi una delle principali realtà industriali del territorio.

FALLIMENTO DELLA MUNICIPALIZZATA DI FOGGIA, DICIANNOVE INDAGATI

Diciannove, tra amministratori e politici, sono stati coinvolti nell'inchiesta della procura di Foggia e della Guardia di Finanza sul fallimento dell'Amica, l'ex azienda municipalizzata per l'igiene urbana del capoluogo dauno. I finanzieri hanno notificato agli indagati l'avviso di conclusione delle indagini con le accuse di bancarotta fraudolenta. Tra le persone coinvolte nell'inchiesta, Orazio Ciliberti, sindaco di una giunta di centrosinistra dal 2004 al 2009, gli ex assessori Angelo Benvenuto, Italo Pontone e Lino Del Carmine, gli ex presidenti di Amica, Elio Aimola e Gianni Ricci e gli ex commissari della municipalizzata, i viceprefetti Michele Di Bari e Pasquale Santamaria.
Coinvolti anche numerosi componenti dei consiglio di amministrazione dell'ex azienda municipalizzata. Diversi i filoni dell'inchiesta della procura di Foggia, dal costo dei lavori nella discarica di Passo Breccioso all'aumento dei costi per la partecipazione del Comune nelle aziende satelliti di Amica.

TRENTO, UTILE IN CRESCITA DEL 150% PER SET DISTRIBUZIONE (DOLOMITI ENERGIA)

Risultati positivi per Set distribuzione, la società di Trento del gruppo Dolomiti Energia. L'assemblea ha infatti approvato un bilancio con 14,8 milioni di euro di utile e la distribuzione di un dividendo per 6,5 milioni di euro. Il valore della produzione ha raggiunto i 103,07 milioni di euro (+24,5%); il margine operativo lordo (EbitDa) ha raggiunto i 50,02 milioni (+50,8%). Il risultato operativo (Ebit) raggiunge i 32,96 milioni +100%). Grande balzo dell'utile netto che arriva a 14,83 milioni, partendo dai 5,91 milioni di euro del 2012, +151%). L'indebitamento netto scende a 96,8 milioni di euro (era di 128 nel 2012, -24 %). Gli investimenti hanno raggiunto i 17 milioni di euro.
Per l’ad Stefano Quaglino «i risultati sono stati possibili grazie agli sforzi di tutta l'organizzazione rivolti al miglioramento dell'efficienza operativa e della qualità del servizio». Importante anche «l'accoglimento, da parte dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, dell'istruttoria presentata per il riconoscimento delle "specificità territoriali" in cui Set distribuzione opera». L'effetto si traduce in «maggiori ricavi per Set senza incidere sulle tariffe applicate al cliente finale», che nel bilancio 2013 ha visto contabilizzati anche i benefici relativi agli anni precedenti. «Il 2013 è stato anche l'anno che ha visto consolidarsi il quadro normativo con l'approvazione del Piano provinciale della distribuzione elettrica - continua l'ad -, che ha confermato il ruolo centrale di Set distribuzione per la gestione e il miglioramento del servizio sull'intero territorio provinciale. A tale proposito anche nell'esercizio 2013 l'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha premiato i livelli di qualità e sicurezza raggiunti da Set nella gestione della rete di distribuzione elettrica. Risultati, in alcuni casi migliori addirittura del 71% rispetto allo standard di riferimento fissato dall'Autorità stessa».
Risultato positivo anche per il presidente Leo Nicolussi Paolaz, in particolare «in un territorio articolato come il Trentino, dove occorre confrontarsi quotidianamente con sfide specifiche e complessità logistiche non presenti altrove».

ESTRA DI PRATO, OBBLIGAZIONI PER 30 MLN E QUOTAZIONE IN BORSA

La multiutility pratese Estra spa ha deciso di affidare a Banca Popolare di Vicenza il mandato per la strutturazione di un prestito obbligazionario a un tasso fisso del 5% per un ammontare nominale minimo di 30 milioni di euro. L’offerta di obbligazioni si rivolge al pubblico di investitori professionali e avrà una durata di 5 anni con scadenza nel 2019. Il capitale sarà rimborsato alla scadenza, gli interessi maturati saranno corrisposti su base annuale. Estra farà domanda di ammissione alla quotazione dello strumento obbligazionario presso il segmento ExtraMot Pro di Borsa Italiana.
L’emissione offre agli investitori professionali la possibilità di investire in una società che ha recentemente ottenuto da CERVED il rating B1.1, che la posiziona tra le imprese più solide e competitive del suo mercato di riferimento. Estra ha chiuso il 2013 con ricavi a quota 695,8 milioni di euro (in crescita del 7,4% rispetto al 2012), e un margine operativo lordo di 59,4 milioni di euro (rispetto ai 63,5 del 2012).
“Il collocamento di mini bond è un passo importante nella direzione di finanziare uno sviluppo sano e continuo sul mercato”, ha affermato il presidente di Estra Roberto Banchetti. “L’azienda sta vivendo un periodo di espansione in molte realtà regionali. Nel centro Italia ad esempio abbiamo da poco costituito con Multiservizi di Ancona una newco, EDMA, azienda leader nelle Marche per la distribuzione di gas. Siamo certi che il collocamento odierno incontrerà un vasto sostegno e un’ampia adesione tra gli investitori”.

EGEA CHIUDE IL 2013 CON RICAVI IN CRESCITA, MA L’UTILE È DIMEZZATO

L'assemblea dei soci di Egea, multiutility del Piemonte ad azionariato misto privato e pubblico, ha esaminato i conti 2013, che vedono i ricavi a 848,9 milioni (+6,4%), un margine operativo lordo di 24,1 milioni (+14,2%), un ebit di 14 milioni (+12,1%) e un utile netto di 1,85 milioni, sostanzialmente dimezzato rispetto all'anno scorso, principalmente a causa di un incremento degli oneri finanziari.
L'assise ha anche approvato la proposta del consiglio di gestione per la distribuzione di un dividendo pari a 0,75 euro per azione. La posizione finanziaria netta è negativa per 70,4 milioni, entro il rapporto di tre volte sul margine operativo lordo. L'anno scorso gli investimenti sono ammontati a 13,1 milioni, gli stessi investimenti negli ultimi quattro anni hanno raggiunto quota 76,5 milioni.
“Sono dati in linea con le previsioni - sottolinea l’amministratore delegato PierPaolo Carini - , noi andremo avanti con la nostra filosofia di collaborazione con enti pubblici e aziende, valorizzando i nostri punti forza, ma senza tapparci le orecchie davanti a multiutility e colossi energetici”.
Anche con Iren, aggiunge Carini, ci sono diversi tavoli aperti, sempre sul teleriscaldamento e sull'illuminazione pubblica. Tutto ciò in attesa delle gare sulle concessioni gas del 2015, dove Egea potrebbe allearsi con operatori del settore per presentarsi all'appuntamento con maggiore solidità e competitività”.

BOLOGNA CEDE 7,5 MILIONI DI AZIONI DI HERA E INCASSA 15 MILIONI DI EURO

Bologna fa cassa cedendo quasi 7,5 milioni di azioni possedute in Hera, così come deliberato dal Consiglio comunale il 14 luglio scorso. Il controvalore totale della cessione delle 7.493.446 azioni ammonta a 15.246.975,80 euro, equivalente ad un incasso per il Comune (al netto di commissioni) di 15.218.006,54 euro. Alla data odierna, il pacchetto azionario del Comune ammonta a 144.951.776 azioni, pari al 9,73% del capitale sociale. “La vendita delle azioni di Hera - dichiara il sindaco Virginio Merola - ci permette di proseguire nel percorso di cura, manutenzione e riqualificazione della città. Grazie alle risorse ottenute molti dei progetti indicati nel piano triennale degli investimenti e delle opere pubbliche della città 2014-2016, che ammonta a 150 milioni di euro, potranno essere realizzati in tempi certi: tra le priorità scuole e strade. Questo produrrà effetti positivi sull’occupazione e sullo sviluppo del nostro territorio. La vendita delle azioni libere da patto di sindacato in possesso del Comune di Bologna non modifica il controllo pubblico di Hera. Infine, esprimo apprezzamento per gli ottimi risultati di bilancio ottenuti da Hera nel primo semestre 2014 e il positivo andamento delle azioni in Borsa”.

LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA SUL BUCO FINANZIARIO DI MESSINAMBIENTE

La Procura della Repubblica di Messina ha aperto un'inchiesta su un presunto “buco” finanziario a Messinambiente. Al Comune è stato così disposto il sequestro di tutti gli atti e delle relazioni ispettive relativi alle irregolarità della società pubblica concessionaria dei servizi di pulizia cittadina. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Roberta La Speme.
Al vaglio dei magistrati ci sarebbero secondo quanto si apprende consulenze per oltre settecentomila euro, acquisti effettuati con procedure irregolari, contenziosi, nonché esposizioni col fisco per svariati milioni di euro.

IREN, BILANCIO 2013 IN CRESCITA

I risultati 2013 di Iren, la multiutility del Nord Ovest, sono in miglioramento rispetto al 2012. È quanto emerge dai dati di bilancio approvato dall’Assemblea ordinaria, che ha deliberato la distribuzione di un dividendo pari a 0,0523 euro per azione. I ricavi consolidati del 2013, pari a 3.448,0 milioni di euro, sono anch’essi in calo rispetto a 4.327,9 milioni di euro del 2012, per effetto principalmente di una strategia commerciale del Gruppo più selettiva e maggiormente focalizzata sui segmenti di vendita microbusiness e retail nonché per l’andamento generale del prezzo delle commodities. Tale strategia ha contribuito ad un incremento significativo del rapporto Ebitda/Ricavi (dal 14,5% del 2012, al 18,7% del 2013 e al dimezzamento del capitale circolante netto.
Il Margine Operativo Lordo (Ebitda), che si attesta a 646,0 milioni di euro, si presenta in crescita (+2,6%) rispetto a 629,6 milioni di euro del 2012. Sulla crescita dell’Ebitda, oltre al conseguimento delle sinergie programmate, incidono principalmente i risultati delle aree di business non regolate.Il Risultato Operativo (Ebit) è pari a 313,1 milioni di euro, in contrazione (-6,3%) rispetto ai 334,1 milioni di euro registrati nell’anno precedente, principalmente a causa di effetti contabili straordinari e all’incremento prudenziale del fondo svalutazione crediti. L’Utile Netto della gestione ordinaria si attesta a 133,8 milioni di euro, in crescita (+6,8%) rispetto a 125,3 milioni di euro del 2012, ed è prevalentemente influenzato sia dai risultati operativi registrati nel periodo che da una migliore gestione finanziaria.

ESTRA, VIA LIBERA DALL'ASSEMBLEA ALLA QUOTAZIONE IN BORSA.


L’Assemblea dei Soci di Consiag ha approvato all’unanimità il processo che porterà alla quotazione di Estra S.p.A. inizialmente presso AIM Italia, il Mercato Alternativo del Capitale di Borsa Italiana e successivamente al mercato principale MTA.
I soci presenti hanno approvato un ordine del giorno nel quale si esprime indirizzo favorevole al percorso da seguire per la quotazione, si invita i Comuni a porre in essere sollecitamente quanto di competenza e si da mandato all’amministratore unico di Consiag di fare tutto quanto in suo potere per consentire il necessario approfondimento nei consigli comunali dei soci.
AIM Italia, nato in Italia nel 2012, è il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese impegnate in progetti di crescita credibili e sostenibili all’interno di settori in espansione, in grado di attrarre una platea diversificata di investitori.
La quotazione sull’AIM Italia è per Estra propedeutica al passaggio sull’MTA, nello specifico sul segmento STAR, per il quale la Società detiene già oggi i criteri di ammissione. Estra, inoltre, ha ricevuto da CERVED il rating Baa.7, che la posiziona tra le imprese più solide e competitive del suo mercato di riferimento.
“Essere arrivati a questo traguardo è motivo di grande soddisfazione - afferma Luciano Baggiani amministratore unico di Consiag - rappresenta infatti il raggiungimento di un obiettivo considerato strategico dai Comuni soci che hanno sempre dato voce all’esigenza di proposte concrete e operative per la quotazione in borsa. Significa dare la possibilità ad Estra di ottenere risorse finanziarie per affrontare le prossime gare per l’affidamento della distribuzione del gas. Significa anche essere lungimiranti e saper guardare a nuove opportunità di sostegno dei bilanci degli enti locali e quindi della capacità di spesa pubblica.”
Estra S.p.A. verrà affiancata nel processo di quotazione da KON SpA in qualità di advisor finanziario e dall’avvocato Luca Perfetti dello Studio Villata, Degli Esposti, Perfetti Associati, in qualità di advisor legale.
Con l'approvazione da parte dell'Assemblea dei Soci il percorso di quotazione in borsa di Estra S.p.A. prevede ora il passaggio nei singoli consigli comunali dei 23 soci di Consiag, a cui verrà proposto di adottare una apposita delibera che autorizza il processo di parziale privatizzazione. Una delibera dunque che autorizzi non solo l’accesso al mercato AIM ma anche, senza ulteriori passaggi, al mercato STAR.

AIM, 45 MLN DA BEI: IL “TAGLIO PICCOLO” DEL MEDIUM SIZED UTILITIES PROGRAM LOAN

45 mln dalla Bei alla vicentina Aim per la realizzazione del piano industriale nei settori ambiente, gas, energia elettrica e calore. Il tasso di interesse dovrebbe aggirarsi intorno all’1% (2% se si opta per il tasso fisso). «Ritengo giusto sottolineare - è il primo commento di Paolo Colla, amministratore unico di Aim - che tale importante risultato, ottenuto senza la necessità di ricorrere a supporti di consulenza esterni, va ascritto alla struttura interna del gruppo che ha svolto la complessa istruttoria in completa autonomia, ottenendo il plauso esplicito degli advisor della Bei».
Il finanziamento di Bei si inserisce nel programma “Medium sized utilities program loan”, previsto per l´erogazione di credito ad aziende di servizi pubblici di media dimensione. Se di norma il programma ha una tranche minima d´ingresso di 100 milioni, in questo caso la taglia è stata ridotta. «Il fatto che abbiano accettato di firmare con noi un finanziamento di 45 milioni - spiega Dario Vianello, direttore generale del gruppo Aim - sta a indicare l´apprezzamento della nostra realtà da parte della Bei. E noi siamo orgogliosi di essere stati fra i primi ad avere avuto accesso al nuovo specifico programma della Bei riservato alle aziende multiutility di media grandezza».
«Tenuto conto che Bei finanzia al massimo il 50 per cento dei finanziamenti previsti per il prossimo quadriennio - prosegue Vianello - è evidente che noi utilizzeremo questa provvista per intervenire in alcuni punti chiave del nostro sistema di distribuzione di energia. Penso, per esempio, all´aggiornamento ai nuovi standard della linea di Monte Crocetta, al potenziamento e aggiornamento della centrale di teleriscaldamento, alla sostituzione dei vecchi giunti in canapa e piombo che ancora troviamo nelle condotte del gas. Tutti interventi strutturali che miglioreranno il servizio e che, per inciso, avranno una importante ricaduta economica nel territorio».

IREN, SALTA L'ACQUISIZIONE DEL RAMO AMBIENTALE DI UNIECO

Saltano le trattative per l'acquisizione della divisione ambientale di Unieco da parte del gruppo Iren. Un comunicato della multiutility del Nord Ovest sottolinea che “data la distanza su alcuni elementi in grado di incidere sul rapporto di cambio non è stato raggiunto un accordo sull'integrazione delle due realtà operanti nel campo ambientale, cioè la divisione ambiente di Unieco e Iren Ambiente”.
Pertanto, le parti “hanno formalizzato l'interruzione delle trattative e ricostituiranno la situazione preesistente alla stipula dell'accordo del 28 febbraio 2014”.

AMAG ALESSANDRIA, ANCHE UNA BOLLETTA PUÒ SERVIRE NELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Amag Spa, Alegas Srl e Ream Spa, che si occupano della distribuzione di acqua, gas e gestione calore nel territorio del Comune di Alessandria e in 50 comuni della provincia, scendono in campo a fianco di Me.dea Onlus, un’associazione di promozione sociale di Alessandria che ha come obiettivo la lotta a ogni forma di violenza psicologica, fisica, sessuale, economica e stalking contro le donne. Dalle prossime settimane le bollette inviate ai cittadini conterranno un apposito box con le informazioni sull’attività dell’associazione Me.dea Onlus, con giorni e orari di apertura del Centro Antiviolenza. Con questa iniziativa saranno raggiunte oltre 45.000 famiglie, molte delle quali residenti fuori Alessandria e magari non ancora al corrente dei servizi offerti da Me.dea.
“Siamo molto contente di questo progetto perché ci permette di far conoscere capillarmente la nostra realtà e sensibilizzare tanti cittadini sul fenomeno della violenza di genere”, commenta Sarah Sclauzero, presidente Me.dea Onlus. “Esso, inoltre, è la riprova del fatto che si possono attivare collaborazioni e realizzare iniziative utili a costo zero, compensando la carenza di risorse con una buona idea”.
“Quando si colpiscono le donne, si compie un atto indegno dell’umanità e si distrugge l’energia essenziale alla vita su questo pianeta. Chi, come noi, si occupa di energia, non può che essere dalla parte delle donne e della loro energia positiva” aggiunge Noemi Podestà, Presidente Ream.

GRUPPO CAP: FATTURATO, UTILI E INVESTIMENTI IN CRESCITA

Cap Holding, il gruppo che opera nel settore idrico del milanese, ha chiuso il bilancio di esercizio con un valore della produzione di 128.306.026€ e un utile di 3.779.384€. Oltre 51 milioni gli investimenti, di cui quasi 20 milioni di nuove opere, oltre 17 di manutenzioni straordinarie e quasi 10 per risolvere le situazioni sottoposte all’infrazione comunitaria su fognature e depuratori. 139mila euro investiti ogni giorno, con 70 cantieri mediamente aperti sul territorio, che al 31 maggio 2014 sono oltre 100.
“Il bilancio - ha evidenziato il direttore generale Michele Falcone - una grande capacità progettuale di CAP Holding, con 209 interventi progettati, 208mila € di progettato pro die e 75 procedure bandite nel 2013”.
Cap ha illustrato anche il Bilancio di sostenibilità, che rappresenta per il Gruppo lo strumento per rispondere alla domanda di trasparenza e comunicazione del proprio pubblico di riferimento, un'occasione per illustrare l'insieme delle azioni e degli obiettivi che caratterizzano la missione del Gruppo fornendo parametri certi su cui verificare i progressi e i miglioramenti qualitativi della propria azione imprenditoriale nel corso dei prossimi anni, nella sua dimensione sociale, ambientale, oltre che economica.
864 pozzi, 7273 chilometri di rete di acquedotto e 5933 di fognatura, 63 depuratori, oltre 240 metri cubi d’acqua erogata e oltre 2 milioni di abitanti serviti: i numeri descrivono bene un Gruppo industriale in crescita, con una forte presenza sul territorio e dimensioni tali da garantire sviluppo, conoscenza, economie di scala e allo stesso tempo vicinanza agli Enti soci e attenzione alle loro esigenze. “Un grande gruppo di rilevanza nazionale, - ha concluso il presidente, Alessandro Ramazzotti - espressione non solo della qualità dell’impresa pubblica, ma anche di un nuovo protagonismo che colloca il settore idrico fra i più avanzati e incisivi nella prospettiva di rilancio dell’economia del Paese”.


Tea estende i propri confini nell'area industriale: collaborazione con IES.

Un’area di 30mila metri quadrati ceduta a Tea da IES in diritto di superficie ventennale. Il terreno, recentemente bonificato dall’amianto e a confine con la sede di via Taliercio, ospiterà i magazzini e la logistica della multiutility.
Riunire servizi e funzioni ora dislocati in diversi punti della città e della provincia, in immobili ed aree condotti in locazione, per migliorare le efficienze organizzative, i contatti e l'operatività: questa l'esigenza di Tea, impegnata da tempo a cercare sul territorio spazi disponibili e compatibili.
La soluzione è arrivata da vicino, in particolare dal terreno IES confinante con la palazzina direzionale Tea che per caratteristiche risponde perfettamente alle necessità logistiche del Gruppo. L'area, di poco inferiore ai 30mila metri quadrati e che IES ha appena bonificato dall'amianto (materiale ereditato dall'attività industriale passata), viene ceduta a Tea in diritto di superficie, con la possibilità pertanto di eseguire gli interventi di ristrutturazione necessari, compresa la posa di un impianto fotovoltaico da 200 kWe destinato ad alimentare gli uffici Tea, e di ampliare la superficie coperta.
Il diritto di superficie, che comprende anche il capannone di 5.500 metri quadrati esistente, è concesso per vent'anni. Il prezzo concordato è di circa 400mila Euro, dilazionati in tre anni; inoltre IES, per l’eventuale assunzione di ciascun proprio dipendente da parte di Tea, prevede l’applicazione di una riduzione rispetto all’ammontare totale.
"Come è noto - ha spiegato il Presidente di Tea, Luigi Gualerzi - avevamo la necessità di razionalizzare in maniera efficiente e funzionale le nostre strutture operative, i magazzini, i depositi attualmente sparsi e locati in più punti della città e anche in provincia. Partendo dalla considerazione che la sede principale di via Taliercio non pare al momento sostituibile, la soluzione individuata è sembrata la più vantaggiosa, sotto diversi aspetti. La collaborazione stretta con la vicina IES, infatti, è positiva per il recupero dell'area industriale esistente e per le economie e funzionalità che Tea potrà ottenere, sia come minori costi sia come maggiori efficienze operative”. “L'estensione della porzione di terreno acquisita - ha continuato Gualerzi - potrà, inoltre, soddisfare eventuali future necessità di spazi per le attività aziendali. L'area ricade nel SIN, ma la formula contrattuale individuata, acquisizione in diritto di superficie e non in proprietà, non farà ricadere sul nostro Gruppo oneri aggiuntivi per la procedura di bonifica del sito".

ROMAGNA ACQUE, POSITIVO IL BILANCIO ECONOMICO E DI SOSTENIBILITA’

Romagna Acque - Società delle Fonti Spa ha presentato nei giorni scorsi a Rimini il proprio annuale bilancio di sostenibilità. Nel 2013 ha distribuito 107 milioni di metri cubi d'acqua nelle tre province romagnole, coprendo oltre un milione di residenti (più, ovviamente, i turisti), con un record di 430mila metri cubi in un giorno (la media è 295 metri cubi). La rete misura 566 chilometri di tubi. Un'annata in cui per tutti i primi sei mesi l'invaso di Ridracoli è stato al massimo della propria capienza. Nei dodici mesi sono stati 33 i milioni di metri cubi invasati.
La centrale idroelettrica di Isola a Santa Sofia ha prodotto energia per Enel Green Power. Nel 2013 Romagna Acque ha poi realizzato, nel quarto quadrimestre dell'anno, 5 nuovi impianti fotovoltaici. L'obiettivo è però di incrementare la percentuale di energia autoprodotta da fonti rinnovabili dall'attuale 13% al 40% entro il 2018. Romagna Acque e il dipartimento di ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali (Dicam) dell'università di Bologna hanno stipulato una convenzione per il miglioramento dell'utilizzo di Ridracoli. Altrettanto si vuole fare con Scienze Ambientali (sede di Ravenna) sulla qualità dell'acqua. Oltre 162mila, a tale proposito, i controlli effettuati.
In materia di trasparenza, la società ha reso accessibile sul sito internet le informazioni sull'affidamento di lavori, forniture e servizi e ai concorsi e prove selettive per l'assunzione del personale. L'acqua venduta ha dato ricavi per 39 milioni di euro, quella dell’energia elettrica 465.513 euro. Bilancio chiuso con 3,4 milioni di utili.

ISCHIA, EVI CHIUDE IN ATTIVO IL BILANCIO DELLA SOCIETA’ IN LIQUIDAZIONE

L’Assemblea dell’Energia Verde Idrica (EVI) spa, gestore del ciclo idrico integrato dell’isola d’Ischia, ha approvato il bilancio 2013. Per la prima volta dal 2008 il bilancio riporta un risultato positivo, pari a 64.362 euro, quando il bilancio 2012 si era chiuso con un passivo di euro 930.673.
Nel 2008 l’esercizio si era chiuso con un utile di 108.398 euro; nel 2009 il deficit ammontava già a - 989.833 euro; nel 2010 si attestava a - 641.898 euro, per schizzare a - 1.142.257 euro nel 2011.
Il Margine Operativo Lordo (MOL) è rimasto negativo ma si è alleggerito di molto, passando da - 687.729 euro del 2012 all’attuale - 258.986 euro. Balzo in avanti del risultato di esercizio prima delle imposte: da - 800.784 euro nel 2012 a + 240.155 euro nel 2013. Il valore della produzione, ammontante a + 6.161.681 euro nel 2012, è salito a 6.895.937 euro nel 2013.
Questi risultati testimoniano della sterzata operativa impressa all’Acquedotto ischitano dalla gestione del Liquidatore Pierluca Ghirelli. Chiamato negli ultimi mesi del 2012 a chiudere l’EVI ed a licenziare i dipendenti considerati in esubero, Ghirelli, in pieno accordo con i sindaci dei sei Comuni dell’isola d’Ischia e con il Consorzio CISI (holding di EVI spa), ha cercato di rimettere in sesto l’azienda salvaguardando i livelli occupazionali: ed i primi esiti sono assolutamente incoraggianti.
Nella relazione sulla gestione del bilancio il Liquidatore sottolinea “le favorevoli, concrete prospettive di risanamento economico-finanziario della Società alla luce anche dei provvedimenti e delle azioni finalizzate al contenimento della spesa, nonché all’adeguamento tariffario in corso di perfezionamento”.
Le prospettive per il consolidamento dell’attivo e per la revoca della liquidazione dell’EVI sono dunque concrete. Ghirelli ha infatti “predisposto ed attuato, insieme alla struttura della Società, un piano di risanamento aziendale - oggetto di approvazione preliminare da parte dell’Assemblea del CISI in data 27.11.2012 - che prevedeva, da un lato, l’incremento del fatturato aziendale conformemente alla recente normativa di settore e, dall’altro, l’efficientamento e la razionalizzazione dei costi aziendali”.
Inoltre, a partire da quest’anno, i dipendenti dell’EVI spa sono in “contratto di solidarietà”, ricevendo il 30% dello stipendio in meno e liberando “risorse finanziarie da destinare agli investimenti ed al risanamento del debito pregresso”.
A margine dell’Assemblea, Ghirelli ha dichiarato che “questi risultati sono ascrivibili ad un percorso intrapreso con il pieno supporto dei sindaci dell’isola d’Ischia ed anche dei dipendenti dell’EVI. La strada per il risanamento dell’EVI, per la revoca della liquidazione e per l’efficientamento del servizio è ancora lunga e c’è ancora molto da lavorare. Tuttavia ritengo che il percorso intrapreso sia quello giusto e, benché severo, sia l’unico percorribile”.

AMG GAS PALERMO: BILANCIO CON UN UTILE DI 2,5 MILIONI DI EURO

L’Assemblea degli azionisti di Amg Gas (Edison 80% e AMG Energia 20%), ha approvato il bilancio 2013, che ha visto i ricavi salire a 65,078 milioni di euro ( 5,3% rispetto al 2012) e il margine operativo lordo (EBITDA) a 8,508 milioni di euro ( 30,8% rispetto ai 6,505 milioni di euro dell’anno precedente). Amg Gas chiude l’esercizio 2013 con un utile netto pari a 2,564 milioni di euro in crescita del 22,2% rispetto ai 2,099 milioni di euro del 2012. A partire dalla sua privatizzazione nel 2009, a seguito dell’acquisizione della quota di maggioranza da parte di Edison, Amg Gas ha incrementato la propria redditivita', raggiungendo una gestione finanziaria attiva: l’utile netto e' migliorato del 140% rispetto al 2008, i ricavi di vendita sono aumentati del 24,7% rispetto al 2008. "Questo importante risultato e' il frutto di una gestione industriale finalizzata ad un forte recupero di produttivita', di efficienza dei processi gestionali e di una strategia di sviluppo commerciale che ha visto crescere l’azienda sia sotto il profilo dell’offerta con la vendita dell’energia elettrica oltre che quella del gas, sia sotto il profilo territoriale, andando a toccare anche aree limitrofe al comune di Palermo (Monreale, Montelepre, Grisi' e Camporeale)", dicono dall'azienda. “In questi anni - sottolinea Alessandro Bassi, Amministratore Delegato di Amg Gas - abbiamo prestato una particolare attenzione al recupero dell’insoluto e alla prevenzione di abusi. Questo ci ha consentito di poter venire incontro a quei nuclei famigliari maggiormente esposti alla crisi attraverso piani di sostegno personalizzati. Azioni rese possibili grazie anche alla gestione efficiente e finanziariamente attenta. Con un totale di 142.170 clienti, di cui 135.642 gas e 6.528 elettrici, AMG Gas oggi e' una societa' multiutility attiva sia nel comparto elettrico che in quello del gas, in grado di eccellere in un mercato sempre piu' competitivo”

ACQUE VERONESI, ILLASI SI AGGIUNGE AI COMUNI SERVITI

Acque Veronesi ha raggiunto quota 75. La società consortile ha aggiunto un nuovo Comune alla lista di quelli già serviti. Dal primo luglio, infatti, è subentrata nella gestione del servizio idrico integrato del Comune di Illasi. Con questo ingresso, il numero degli abitanti serviti dall’azienda presieduta da Massimo Mariotti raggiunge quota 800 mila. L’affidamento del servizio idrico integrato ad Acque Veronesi, previsto dalle normative vigenti, comporterà migliorie per i cittadini, quali ad esempio una razionalizzazione del servizio, il raggiungimento di elevati standard di qualità e sicurezza, un maggior numero di controlli e la realizzazione di importanti investimenti in nuove infrastrutture, spesso attese da anni. La società consortile a responsabilità limitata si occuperà inoltre della fatturazione dei consumi e dell'assistenza alla clientela.
«L’ampliamento della compagine sociale di Acque Veronesi costituisce la prova del fatto che la gestione pubblica dell’acqua nel territorio veronese è efficiente e funzionale. Nel comune di Illasi, che è già dotato di un proprio acquedotto e di rete fognarie, - ha commentato Massimo Mariotti, presidente della società consortile - ci impegneremo per garantire la realizzazione di nuovi investimenti, che si tradurranno in un beneficio in termini di servizi per i cittadini».
Per il sindaco di Illasi, Paolo Tertulli, si tratta di «un’operazione necessaria per legge, che arriva al termine di un confronto tra le parti. Auspichiamo che la collaborazione possa essere proficua e, a fronte di un inevitabile aumento delle tariffe, che il servizio sia il più possibile capillare ed efficiente».

GIULIANOVA (TE), BILANCI IN ATTIVO PER LE PARTECIPATE JULIA SERVIZI E JULIA RETE

Positivi i dati di bilancio 2013 per Julia Servizi e Julia Rete, le due società del comune di Giulianova (TE) che si occupano della vendita e gestione del gas metano e dell’energia elettrica. Gli utili di Julia Servizi, amministrata da Simona Conte, ammontano a 217.272 euro, un 51% in più rispetto al 2013. La società, che ad aprile ha fatto il proprio ingresso anche nella vendita dell’energia elettrica, ha superato la soglia dei 13.000 utenti, non solo in campo comunale, ma anche provinciale e regionale. Gli utili di Julia Rete invece, rappresentata da Antonio Marinozzi, ammontano a 242.967 euro, mentre è di 448.405 euro la cifra che il Comune riceverà quale canone di utilizzo rete.
«E' un andamento assai positivo», afferma Conte, «considerando la crisi in atto. La società non solo ha saputo reagire bene, ma addirittura ha realizzato un apprezzabile incremento rispetto allo scorso anno». «Diciamo subito che c'è stata una diminuzione dei consumi di gas, dovuta evidentemente alla crisi economica, ma anche all'aumento di energia alternativa», sostiene Marinozzi, «Il secondo dato che mi preme evidenziare è il grande investimento sia sui contatori elettronici che sulla rete. Tutto ciò in previsione della costituzione degli Atem, cioè gli Ambiti territoriali minimi, che assorbiranno tutti i distributori presenti in provincia».
Per il sindaco Francesco Mastromauro le due partecipate sono «una risorsa preziosa per la nostra città», oltre che società leader del settore, capaci di incrementare il rispettivo livello occupazionale.

SILE PIAVE, BILANCIO IN ATTIVO E FUSIONE ENTRO 2015 CON SERVIZI IDRICI SINISTRA PIAVE

Sile-Piave, gestore idrico tra le province di Treviso e Venezia per oltre 38mila abitanti, chiude il bilancio 2013 in attivo. L’Assemblea dei soci formata dai rappresentanti dei comuni di Casale, Casier, Monastier, Roncade, San Biagio e Silea e dei veneziani Marcon, Meolo e Quarto d’Altino ha approvato all’unanimità il documento contabile.
«È la dimostrazione che l’azienda è in salute e pronta a garantire la propria parte in vista dell’aggregazione con la Servizi Idrici Sinistra Piave», spiega il presidente di Sile-Piave, Francesco Borga. Il percorso di aggregazione, con la fusione delle due aziende nell’unica società Piave Servizi previsto entro la fine del 2015, teoricamente si potrebbe raggiungere già a gennaio del prossimo anno.

ACCREDIA E LE UTILITIES: DALLE GARE AI CONTATORI

Gli ultimi comunicato stampa riguardano un protocollo per la sicurezza stradale (tra i firmatari anche la multiutility IREN), la sicurezza nelle Ferrovie, l’utilizzo dei gas fluorati o la marcatura CE.
La Gazzetta Ufficiale gli affida il compito di stabilire, entro la fine del 2014, gli opportuni schemi di certificazione e accreditamento per i soggetti che dovranno operare nel settore dei servizi energetici, in relazione alla Direttiva UE in materia di efficienza energetica degli edifici (il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il decreto legislativo che introduce nella normativa nazionale i contenuti della Direttiva 2012/27/UE).
Accredia - l'Ente unico nazionale di accreditamento designato dal Governo italiano, che ha il compito di attestare la competenza, l’imparzialità e l’indipendenza dei laboratori ed organismi che verificano la conformità di prodotti, servizi e professionisti agli standard normativi di riferimento - cresce di importanza e sembra destinato ad avere avere sempre più rilevanza anche nel settore delle utilities.
Accredia e INRIM, l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (l’Ente di ricerca nella scienza delle misure e dei materiali) hanno siglato una convenzione che consentirà di rafforzare il team di lavoro dedicato all’attività di accreditamento dei laboratori di taratura.
L’INRIM, firmatario per l’Italia dell’Accordo internazionale di mutuo riconoscimento dei campioni delle unità di misura e dei certificati di taratura e misura emessi dagli istituti metrologici di tutti i paesi aderenti, metterà a disposizione del sistema di accreditamento governato da Accredia oltre 350 giornate di attività specialistica da parte dei suoi tecnici, ovvero conoscenze e competenze maturate in più di trent'anni di esperienza nel settore della taratura.
Le verifiche di Accredia sui laboratori hanno lo scopo di attestare la loro competenza a svolgere le attività di taratura degli strumenti e delle apparecchiature di misura utilizzate nei diversi processi di produzione di beni e servizi e nella tutela di consumatori e cittadini, dalle bilance agli autovelox, ai contatori dell’energia e del gas naturale.
È probabile che Accredia (che è un’associazione privata senza scopo di lucro che opera sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico) acquisti gradualmente importanza anche nei capitolati tecnici o nei bandi di gara di opere pubbliche, specialmente in campo ambientale e in relazione all’individuazione dei requisiti e delle certificazioni dei materiali da impiegare.
In Italia infatti. Accredia è l’unico soggetto titolato all’accreditamento, che attesta che gli organismi di certificazione e ispezione, i laboratori di prova e di taratura abbiano le competenze per valutare la conformità dei prodotti, dei processi e dei sistemi agli standard di riferimento.
L’ente è responsabile per l’accreditamento in conformità agli standard internazionali della serie ISO 17000 e alle guide e alla serie armonizzata delle norme europee EN 45000.

MIRANDOLA (MO), POSITIVO IL BILANCIO DI AIMAG. OK ALLA FUSIONE TRA SORGEA ENERGIA E SINERGAS

I Consigli di Amministrazione di Aimag, Sorgea Energia e Sinergas hanno deliberato nei giorni scorsi il progetto di fusione per incorporazione di Sorgea Energia, alla quale fanno capo 25mila clienti e 30 milioni di fatturato, in Sinergas. La notizia è stata diffusa dal presidente di Aimag, Mirco Arletti, durante la conferenza di presentazione del bilancio d’esercizio e del bilancio di sostenibilità.
Un bilancio, «che è il migliore di sempre della storia di Aimag - ha commentato Arletti - in cui l’azienda riduce il suo indebitamento per la prima volta dal 2005». Il valore della produzione del gruppo si attesta sui 214 milioni con un Margine operativo lordo, pari a 49,9 milioni. L’utile netto d’esercizio è pari a 12,4 milioni e registra un aumento del 24% rispetto all’anno precedente. L’Assemblea dei soci, inoltre, ha previsto di destinare il 50,71% dell’utile netto d’esercizio con un dividendo pari a 0,063 euro ad ogni azione ordinaria posseduta.
«Cresce il valore economico dell’impresa e si cerca di mantenere la posizione raggiunta sul mercato», ha commentato Antonio Dondi, direttore generale di Aimag. Questo nonostante si confermi per il 2013 un trend crescente per la morosità, che si attesta al 10% del fatturato per il servizio gas, e per il 15% del fatturato al servizio acqua, attraverso rilevazioni che tengono come tempo medio 45 giorni di ritardo dopo la scadenza delle fatture.
Sulla fusione interviene Adelmo Bonvicini, presidente di Sinergas: «secondo il piano industriale 2017, quindi dopo la fusione, il fatturato sarà superiore a 150 milioni di euro, i clienti saranno 120mila, in aumento rispetto alla somma attuale di 115mila, in 4 regioni: Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige. Il Mol sarà di 15 milioni, pari al 10% del fatturato, il rapporto tra la posizione finanziaria netta e il Mol pari a 1,9, ben lontano dall’indicatore di allerta, uguale a 3».
Ai soci Sorgea Energia verrà dato un concambio dopo la fusione e, sul piano operativo, questa scomparirà a favore di Sinergas. «Verso fine 2014, quando la fusione diverrà operativa - prosegue Arletti - i clienti Sorgea Energia riceveranno una lettera che comunicherà che da quel momento in poi le fatture arriveranno da Sinergas».

ESTRA, SUCCESSO PER IL BOND DA 50 MLN

Estra, multiutility del settore dell’energia leader nel Centro Italia, annuncia il pieno successo dell’operazione di collocamento del prestito obbligazionario per complessivi 50 milioni di euro (“Estra Spa 5.00% 07/2019”). L’operazione ha raccolto l’interesse di un numero significativo di investitori nazionali ed esteri, tanto da consentire l’incremento della dimensione del prestito dai previsti 30 milioni di euro sino a 50 milioni (ammontare massimo approvato dal CdA). Gli investitori che hanno aderito all’offerta di mini bond comprendono asset manager inglesi e francesi e primarie realtà del wealth management internazionale. In Italia il collocamento ha attirato l’attenzione di assicurazioni e dei neo costituiti fondi di credito che investono in obbligazioni emesse da PMI italiane. Fra i sottoscrittori del prestito obbligazionario sono presenti anche operatori locali attivi nell’area del Centro Italia dove opera Estra. Banche locali e Fondazioni, quali ad esempio la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, hanno contribuito al successo dell’operazione.
Le risorse acquisite saranno destinate a supportare il piano di investimenti di Estra e a conseguire le strategie della medesima con l’obiettivo di accrescere e consolidare l’attuale posizione nel settore delle multiutility.
Banca Popolare di Vicenza ha agito in qualità di arranger e lead Manager per l’Italia, mentre KNG Securities si è occupata del collocamento sui mercati esteri. La Merchant-kon group ha agito in qualità di advisor finanziario. Studio legale Orrick e Studio Legale White & Case hanno agito in qualità di consulenti legali.
Il prestito obbligazionario di Estra prevede un tasso fisso del 5% e una durata di 5 anni con scadenza nel 2019. Il capitale sarà rimborsato alla scadenza, le cedole maturate saranno corrisposte su base annuale. E.S.TR.A. S.p.A ha sottoposto domanda di ammissione alla quotazione dello strumento obbligazionario presso il segmento ExtraMot Pro di Borsa Italiana, che partirà oggi (14 luglio).
Il presidente di Estra, Roberto Banchetti ha così commentato: “per la prima volta abbiamo deciso di ricorrere allo strumento dei mini bond per reperire le risorse finanziarie necessarie per crescere ed il mercato, sia italiano che estero, ci ha dato ragione supportando appieno l’iniziativa. Il successo del collocamento testimoniato dall’aumento dell’ammontare conferma la bontà delle decisioni prese e ci rende fiduciosi per il percorso di avvicinamento al mercato azionario abbiamo deciso di intraprendere”.

ACQUEDOTTO PUGLIESE, CRESCONO UTILI E INVESTIMENTI NEL BILANCIO 2013

Nei giorni scorsi, l’Assemblea dei soci di Acquedotto Pugliese ha approvato il bilancio 2013, che presenta un utile netto 2013 pari a Euro 36 milioni, ammortamenti ed accantonamenti per complessivi Euro 115 milioni ed imposte per Euro 30 milioni.
L’utile 2013 è sensibilmente superiore a quello del 2012 (17 milioni di euro) in conseguenza dell’entrate in vigore del nuovo metodo tariffario stabilito dall’Autorità Garante per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Servizio idrico Integrato (AEEGSI) che, in base al principio del full cost recovery, prevede l’imputazione di competenza al 2013 di una quota di ricavi che saranno finanziariamente conseguiti solo negli anni successivi. La mutata impostazione contabile ha determinato un incremento dell’utile di esercizio 2013 (rispetto alla precedente metodologia di calcolo) per circa 23,1 milioni di Euro, con incremento anche delle relative imposte, a detrimento - naturalmente - degli esercizi futuri, nel corso dei quali tali importi saranno effettivamente incassati.
Tale utile, così come quelli conseguiti negli anni precedenti, sarà destinato per almeno il 90%, ad una maggiore patrimonializzazione della Società, a sostegno della realizzazione di investimenti e del miglioramento della qualità del servizio, così come esplicitamente previsto dallo Statuto sociale.
Il valore della produzione presenta un incremento di circa Euro 21 milioni rispetto a quello del 2012, conseguenza degli effetti sui ricavi del nuovo metodo tariffario per 12,3 milioni, all’incremento tariffario per Euro 8,4 milioni, ed all’incremento dei contributi su investimenti e su costruzione allacci e tronchi per gli interventi eseguiti.
I costi diretti di gestione si sono ridotti di 1,4 milioni di Euro per minori costi di materie prime per prodotti chimici e materiale di consumo e minori costi di energia, nonostante i maggiori costi per la gestione degli impianti di depurazione. Il costo del lavoro è in linea con quello del 2012 ma in termini percentuali rispetto al valore della produzione presenta una minore incidenza (18,94% rispetto al 19,93% del 2012).
Il margine operativo lordo migliora, passando da un’incidenza sul fatturato del 31,14% nel 2012 al 33,86% nel 2013, così come l’utile operativo netto che passa dal 6,67 % nel 2012 al 9,87% nel 2013. Si evidenzia che negli accantonamenti, anche nel 2013 così come già avvenuto nel 2012, AQP ha stanziato la quota FoNI per le utenze deboli secondo quanto deliberato ad aprile 2013 dall’Autorità Idrica Pugliese (AIP). Il fondo ammonta al 31 dicembre 2013 ad Euro 20,9 milioni (Euro 13,4 milioni al 31 dicembre 2012).
Gli investimenti realizzati nel 2013, al lordo dei finanziamenti con fondi pubblici, ammontano a Euro 144,3 milioni (circa 139 milioni di Euro nel 2012). In conseguenza degli investimenti realizzati nel 2013, l’indebitamento netto è cresciuto e la posizione finanziaria netta è peggiorata di 29 milioni, attestandosi a 238 milioni. Nei prossimi anni si prevede che l’indebitamento continui a crescere sia a seguito degli investimenti da realizzare, che subiranno ulteriori incrementi per l’adeguamento degli impianti di depurazione, sia a causa del nuovo metodo tariffario, che prevede il ristoro in tariffa degli investimenti dopo due anni dalla loro realizzazione.
Tenuto conto della breve durata residua della concessione di gestione del SII nell’ATO Puglia (scadente nel 2018), non è possibile allineare i tempi di rimborso dei finanziamenti a quelli di rientro degli investimenti realizzati. Conseguentemente, AQP deve far fronte alle esigenze finanziarie o con finanziamenti a medio-breve termine o con prestiti che prevedano una scadenza entro il 2018, ovvero che siano rimborsabili sul terminal value della concessione, come quello di 200 milioni di € richiesto dall’Autorità Idrica Pugliese alla Regione Puglia.

ABBANOA, POSITIVO IL BILANCIO 2013: AUMENTA FATTURATO E INCASSO

Primo bilancio in attivo per Abbanoa dopo anni di segni meno e alla vigilia di una richiesta di fallimento davanti al tribunale di Cagliari con l'udienza slittata a settembre. L'assemblea dei soci, con in testa la Regione Sardegna che detiene oltre il 50%, ha approvato il consuntivo per l'anno 2013. Il documento finanziario, che riporta un risultato di esercizio di 71,97 milioni (era di -11,567 milioni nel 2012) e un margine operativo di 38 milioni di euro, è stato approvato con l'89,45% devi voti mentre il 10,55% dei soci si è astenuto. Il risultato d'esercizio del gestore delle risorse idriche in Sardegna è dovuto all'aumento di fatturato e incassi e al contenimento dei costi.
Inoltre, l'Autorità per l'energia e il gas e i servizi idrici ha riconosciuto ad Abbanoa conguagli per 106 milioni di euro perché la tariffa applicata negli anni precedenti era sottostimata.
Un taglio è stato dato sul fronte dei debiti: verso le banche sono passati da 106,63 milioni a 94,02 milioni nel 2013, verso i fornitori da 283,77 a 272,8 milioni di euro.
Abbanoa gestisce 13 mila chilometri di reti, 1.800 impianti di sollevamento, 49 potabilizzatori, 360 depuratori e fornisce ogni anno ai cittadini della Sardegna 250 milioni di metri cubi d'acqua potabilizzata, utilizzata e successivamente depurata per essere restituita all'ambiente.

GALLETTI: SPINGERE SU OCCUPAZIONE GREEN, 20 MILIONI DI POSTI AL 2020

Per il semestre di presidenza italiana Ue la parola d'ordine è “spingere sulla creazione di occupazione che può derivare dal settore della green economy” visto che “nel 2002-2011 sono nati in Europa 4 milioni di 'lavori verdi', e 1 milioni dal 2007 al 2011, e da qui al 2020 potrebbero essere creati oltre 20 milioni di posti di lavoro 'green”'. È stato il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti a rimarcarlo parlando nel corso di una conferenza stampa del Conai, nel corso della quale ha illustrato la sfida italiana “per un semestre green”.
Galletti ha quindi ricordato che i disoccupati nei 28 Stati europei sono oltre 25 milioni, di cui oltre 3 milioni solo in Italia e che per questo bisogna spingere sulla green economy per creare nuova occupazione in Europa. Il ministro ha anche sollecitato l'importanza di “utilizzare in pieno le risorse europee, per un budget stimato di 1.000 miliardi di euro di fondi Ue 2014-2020, circa il 20% è destinato a migliorare i target delle emissioni, pari a circa 200 miliardi di euro”.

IN LOMBARDIA SARÀ “FINLOMBARDA" IL COLLETTORE DEGLI ATO PER L’ACCESSO AL CREDITO EUROPEO

Finlombarda farà da collettore delle esigenze degli Ato per l’accesso al credito offerto dalla Banca europea per il settore idrico. Lo ha confermato, in Consiglio regionale, l’assessore regionale all’Ambiente Terzi, rispondendo a un’interrogazione di Laura Barzaghi, consigliere regionale del Pd.
Nel documento, Barzaghi voleva conoscere “le iniziative di Regione Lombardia per l’accesso ai finanziamenti europei in tema di servizio idrico integrato e qualità delle acque - ha spiegato in Aula -, considerato che si registrano gravi lacune infrastrutturali e la necessità, dunque, di sostanziali investimenti vicini ai 3 miliardi di euro”.
I canali sono due, ha fatto presente Barzaghi: “Bei mette a disposizione mutui venticinquennali a tasso agevolato, con tagli minimi di 200 milioni di euro, richiedendo un cofinanziamento da parte del richiedente del 50%. Il nuovo bando Life+ 2014 include, poi, misure per il raggiungimento dello stato ecologico ‘buono’ dei fiumi. Ovviamente è difficile che un singolo Ato, per quanto grande, sia in grado di gestire una partita del genere. Serviva un ente intermediario che noi avevamo individuato in Finlombarda. Ed effettivamente l’assessore ci ha detto che, superato un vincolo statutario sulla durata dell’ente, ora è possibile che proprio questo Istituto faccia da centrale per l’accesso al credito”.
Soddisfatti, dunque, il Pd e la Barzaghi: “Finalmente la maggioranza si sta attivando. L’obiettivo di tutti è avere una qualità buona delle acque lombarde". E per quanto riguarda Life+ 2014, l’assessore ha assicurato che Regione Lombardia anche in questo caso si sta muovendo assieme al Piemonte per partecipare a bandi integrati.

NASCE WAREG, NETWORK 11 REGOLATORI EUROPEI DEL SETTORE IDRICO

Promuovere un coordinamento a livello europeo fra i regolatori del settore idrico, per creare un punto di riferimento e di scambio di best practices per favorire gli investimenti, un servizio efficiente e di qualità, la sostenibilità ambientale e la tutela dei consumatori.
È con questo obiettivo che nasce il Network Regolatori europei dei servizi idrici (WAREG) che ha riunito per la prima volta 11 authority di settore a Milano - ad un anno dall'Expo - presso la sede dell'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI).
Oltre all'Autorità Italiana, che ha aderito al nuovo Network secondo il mandato della propria legge istitutiva, gli altri Regolatori del servizio idrico che per primi hanno promosso l'iniziativa sono quelli di Bulgaria (SEWRC), Irlanda (CER), Malta (MRA) Portogallo (ERSAR), Scozia (WICS), Ungheria (HEA), Lettonia (SPRK), Lituania (NCC), Danimarca (NST), Spagna (MAGRAMA).
Già altri Regolatori europei stanno comunque valutando di aggregarsi a questo Network. "L'avvio di WAREG - ha sottolineato il presidente dell'Autorità, Guido Bortoni - ha per la nostra Autorità un significato simbolico importante: si colloca infatti all'indomani dell'affermazione legittima - anche nell'ordinamento italiano - dei principi di regolazione 'tutta europea’, che introduce in modo stabile i criteri UE del 'pieno riconoscimento dei costi' e del 'chi inquina di più paga di più' ".
Per il primo periodo di attività WAREG si doterà di un Segretariato informale e individuerà le principali tematiche sulle quali attivare i primi gruppi di lavoro; in seguito verrà impostata un'attività di cooperazione più strutturata, anche valutando l'opportunità di assumere un diverso stato giuridico, da network informale ad associazione no-profit.

COMMISSIONE UE SOSTIENE INIZIATIVA CITTADINI MA DICE NO A STOP ALLA PRIVATIZZAZIONE

La Commissione europea ha deciso di dare seguito, nel quadro delle sue competenze, alla prima iniziativa dei cittadini europei che ha raggiunto due milioni di firme, di cui 70mila in Italia. Gli organizzatori dell'iniziativa “L’acqua è un diritto” hanno chiesto alla Commissione di garantire che tutti i cittadini dell'UE possano godere del diritto all' acqua e ai servizi igienico-sanitari, di escludere l'approvvigionamento idrico e la gestione delle risorse idriche dalle logiche del mercato interno e dalla liberalizzazione e di intensificare gli sforzi per assicurare un accesso indiscriminato all'acqua e ai servizi igienico-sanitari in tutto il mondo. Il Vicepresidente della Commissione Maros Sefcovic ha detto: “I cittadini europei hanno fatto sentire la loro voce e oggi la Commissione ha espresso il suo consenso. Questa forma inedita di esercizio della democrazia sotto forma di iniziativa popolare paneuropea si tradurrà in un miglioramento immediato della qualità dell'acqua, delle infrastrutture, dei servizi igienico-sanitari e della trasparenza per i cittadini europei e dei paesi in via di sviluppo. Mi congratulo con gli organizzatori per i risultati conseguiti”.
Nulla di fatto, però, per la richiesta di assicurare che l'acqua sia solo un servizio pubblico: “La decisione di come fornire al meglio i servizi idrici rimane fermamente nelle mani degli Stati membri” ha detto Sefcovic, che rispetto alle preoccupazioni sulla liberalizzazione dei servizi idrici ha però confermato che “la legislazione sul mercato unico non si applica quando le autorità locali forniscono direttamente il servizio”. Bruxelles deve rispettare le regole dei trattati europei “che richiedono all'Ue di rimanere neutrale sulle decisioni nazionali relative alla proprietà delle imprese idriche”, principio che si applica anche nelle relazioni con i Paesi terzi, ha concluso Sefcovic.

ISTAT, AUMENTA IL VOLUME DELL'ACQUA POTABILE, MA PEGGIORANO LE DISPERSIONI

Nel 2012 il volume complessivo di acqua prelevata per uso potabile è pari a 9,5 miliardi di metri cubi, con una crescita del 3,8% rispetto al dato censito nel 2008. Lo rende noto l'Istat. Il 30,6% dell’acqua prelevata esce dai trattamenti di potabilizzazione, per un totale annuo di 2,9 miliardi di metri cubi. Il volume immesso nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile è pari a 8,4 miliardi di metri cubi, 385 litri al giorno per abitante. Il valore risulta superiore del 2,6% rispetto a quanto registrato nel 2008. Il volume erogato agli utenti è di 5,2 miliardi di metri cubi, che corrisponde a un consumo giornaliero di acqua pari a 241 litri per abitante, 12 litri al giorno in meno rispetto all’ultimo dato censito nel 2008.
Nel complesso, le dispersioni delle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile ammontano a 3,1 miliardi di metri cubi. Pertanto, il 37,4% dei volumi immessi in rete non raggiunge gli utenti finali. Si registra un peggioramento rispetto al 2008, quando le dispersioni di rete erano del 32,1%. Rispetto al 2008, le dispersioni regionali di rete mostrano situazioni di maggiore criticità nelle Isole e nel Centro-Sud, con le eccezioni di Abruzzo e Puglia, che negli ultimi anni hanno sanato alcune situazioni di forte dispersione. Seppur con livelli più bassi, anche nelle regioni del Nord si registra un generale peggioramento della dispersione di rete, ad eccezione della Valle d’Aosta.
Gli impianti di depurazione delle acque reflue urbane sono 18.786, di cui 18.162 in esercizio. Al Nord si concentra il maggior numero di impianti di depurazione. Gli impianti di depurazione con trattamento avanzato, pur rappresentando soltanto il 10% degli impianti complessivi, trattano più del 60% dei carichi inquinanti convogliati nei depuratori delle acque reflue urbane. Nella maggior parte dei casi tali impianti sono a servizio dei grandi centri urbani. Al Sud e nelle Isole è più alta la percentuale di impianti con trattamento almeno secondario. Rispetto al 2008, si riduce del 27,8% il carico di inquinanti di origine industriale che affluisce agli impianti di depurazione delle acque reflue urbane con trattamento secondario o avanzato. La quota di carichi inquinanti di origine civile trattati negli impianti di tipo secondario o avanzato è pari al 57,6%, di poco superiore a quella del 2008 (56,5%).

TAR LOMBARDIA, ANNULLATA LA DELIBERA AEEGSI SU RESTITUZIONE DELLA REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO

Per il Tar della Lombardi “è fondata” la censura relativa al “quantum della restituzione della componente relativa alla remunerazione del capitale investito per violazione del principio del full cost recovery e della deliberazione n. 585/2012”. Così i giudici amministrativi, nella sentenza (n. 01275/2014) che ha opposto Iren Acqua Gas all’Aeegsi, relativamente alla del 273/2013 ora annullata.
Il Tar osserva che “con la deliberazione n. 585 del 2012, l’AEEGSI ha riconosciuto la necessità di copertura dei costi relativi al capitale investito, sia esso capitale di rischio o ovvero capitale preso a prestito. Appare pertanto che di tali costi non si sia tenuto conto nella delibera n. 273 del 2013, considerato che la restituzione dell’intera componente R priva gli operatori non solo della possibilità di conseguire la remunerazione del capitale investito, ma anche della possibilità di conseguire una quota tariffaria correlata al costo del capitale. Sussiste pertanto contraddittorio - concludono i giudici - la violazione del principio del full cost recovery.

WORKSHOP SUL PROGETTO SHOWW - “IL TRATTAMENTO E LA GESTIONE DEI FANGHI DI DEPURAZIONE”

Un workshop gratuito sul “Trattamento e la gestione dei fanghi di depurazione: stato dell’arte, normativa e innovazione” è organizzato dalla Fondazione Utilitatis il prossimo 8 e 9 maggio a Roma (via dei Gracchi 324). Nell'ambito del progetto europeo LIFE10 INF/IT/000282 puShing aHead with field implementatiOn of best fitting WasteWater treatment and management solutions (SHOWW), in partnership con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell'Università di Firenze (DICEA), Physis, società di progettazione ambientale, e LEQUIA, Laboratorio di Chimica ed Ingegneria Ambientale dell’Università di Girona, il workshop offrirà un esauriente aggiornamento sul tema della depurazione.
L'iscrizione è gratuita fino ad esaurimento dei posti disponibili e può essere effettuata tramite email, all'indirizzo life-showw@utilitatis.org oppure direttamente sulla pagina web del progetto all'indirizzo showwproject.eu .

DISSESTO E INFRASTRUTTURE IDRICHE: 3,2 MLD DAI FONDI CIPE COORDINATI DA PALAZZO CHIGI

Il Consiglio dei Ministri dei giorni scorsi ha licenziato il decreto ambiente del ministro Galletti, con il quale i Presidenti di Regione diventano Commissari di Governo contro il dissesto idrogeologico e saranno coordinati dall’unità di missione di Palazzo Chigi su difesa del suolo e infrastrutture idriche. La regia, affidata ad Erasmo D’Angelis, responsabile della struttura, coordinerà i presidenti di Regione, i ministeri competenti, la Protezione civile, i Consorzi di bonifica e tutti gli enti locali interessati. L'obiettivo è trasformare in cantieri 1,6 miliardi disponibili e non spesi dal 2010 contro il dissesto idrogeologico più altri 1,6 miliardi di euro stanziati nel 2012 e non spesi per fognature e depuratori in particolare nelle Regioni del Sud.
"Il dissesto - chiarisce Erasmo D'Angelis - non solo uccide ma aumenta il debito pubblico producendo 3,5 miliardi di danni l'anno, pagati dallo Stato dal 1945 ad oggi. Di fronte all’81,9% dei Comuni (6.633) in dissesto, per la prima volta l'Italia smette di piangere lacrime di coccodrillo e di rinviare opere di protezione e prevenzione ma taglia i tempi della burocrazia per aprire o riaprire circa 3.500 cantieri in grandissima parte fermi o ancora molto lontani dalla fase di cantiere. Così come per gli investimenti e gli interventi legati alle infrastrutture idriche, in particolare fognature e depurazione, che ci vedono ancora in ritardo e sotto infrazione europea. La struttura di missione - conclude - garantirà il monitoraggio degli interventi fornendo ai Presidenti di Regione nella loro veste di Commissari di Governo il supporto tecnico scientifico e procedurale per dare inizio alla più importante opera pubblica di cui il Paese ha urgente bisogno".

CORTE DEI CONTI, SERVIZI PUBBLICI: LA SPA PUO’ TRASFORMARSI IN AZIENDA SPECIALE

Il Comune può trasformare in azienda consortile una spa attiva nei servizi pubblici locali a rilevanza economica, perché entrambe le società sono dotate di patrimonio proprio a garanzia dei creditori. Così la sezione Autonomie della Corte dei Conti (Del 2/2014), con la quale i giudici hanno concesso il via libera alla trasformazione per la Smat di Torino - gestore del servizio idrico integrato - in azienda speciale consortile di diritto pubblico.

WATER FOOTPRINT DIVENTA UNA NORMA INTERNAZIONALE, PUBBLICATA LA ISO 14046

Water footprint, o impronta idrica, ovvero la "traccia" che consente di misurare l'impatto dei processi di produzione sulla risorsa idrica, rinnovabile sì ma sempre più limitata, soprattutto in alcune zone del mondo, definire eventuali danni e programmare possibili soluzioni per evitare le ricadute negative sull'ambiente e sulla qualità della vita.
La water footprint adesso è oggetto di una norma internazionale, la Iso 14046 ''Environmental management - water footprint - Principles, requirements and guidelines'', che ha visto la luce proprio nei giorni che hanno preceduto l'avvio della World Water Week, la settimana mondiale dedicata all'acqua organizzata dallo Stockholm International Water Institute che si è conclusa a Stoccolma il 5 settembre.
Acqua ed energia sono state il tema conduttore dell'edizione 2014 della Settimana, che ha visto riuniti oltre 2.000 tra esperti, operatori, manager e imprenditori di tutto il mondo.
Di "water footprint" si parla già da tempo, ma al problema ogni Paese ha dato una sua risposta. "Per gestire un problema ambientale, che è la disponibilità di risorse idriche, c'è bisogno di uno standard", spiga Alessandro Manzardo del Cesqa (dipartimento Ingegneria Industriale dell'Università di Padova), coordinatore del gruppo di lavoro Uni sulla gestione ambientale di prodotto, che ha contribuito alla stesura della norma Iso. "L'acqua - continua - è una risorsa indispensabile ma, sebbene rinnovabile, disponibile in quantità limitata quindi va gestita in modo accorto. Una necessità comune a cui, però, si sono date risposte diverse con un proliferare di strumenti di 'water footprint', generando una certa confusione". Da qui la necessità di trovare dei parametri comuni. Due restano, comunque, i principi fondamentali della norma: l'analisi dell'impatto sull'intero ciclo di vita del prodotto "dalla culla alla tomba", cioè dall'estrazione delle materie prime al consumo finale, e la completezza della valutazione. L'intero processo viene analizzato in tutte le sue sfaccettature.
La water footprint analizza non solo i prelievi di risorse idriche, ma anche l'inquinamento delle acque generato dalle attività umane, oltre a prendere in considerazione diverse categorie di impatto, dalla degradazione all'eutrofizzazione, dalla tossicità all'acidificazione delle acque.
Conoscere l'impronta idrica di un processo aziendale è un vantaggio non solo per i consumatori ma anche per le aziende. Vantaggio che si traduce in efficienza dei processi produttivi, risparmio di risorse idriche e possibilità di conquistare nuove fette di mercato, attirando i clienti e i consumatori più sensibili alle produzioni sostenibili.

TARIFFA IDRICA, FEDERUTILITY PRESENTA IL TOOL DI CALCOLO DEL NUOVO METODO

Si svolgerà il prossimo 14 febbraio il seminario tecnico organizzato da Confservizi Cispel Lombardia e Federutility titolo ‘Il nuovo metodo tariffario del servizio idrico. Presentazione applicativo di calcolo’ (Milano, Sala convegni di Amiacque - via Rimini, 34/36). Grazie alla partecipazione di Regione Lombardia, AEEG e Federutility, il seminario (gratuito) sarà l’occasione per illustrare nel dettaglio novità e modifiche rispetto al metodo precedente. Federutility presenterà inoltre un nuovo tool, uno strumento di calcolo che consentirà di semplificare notevolmente ai gestori le operazioni di calcolo della tariffa. L’invito è rivolto particolarmente ai gestori della Lombardia e di tutta Italia, agli enti locali e agli Ato. A fare gli ‘onori di casa’ Marco Passaretta, Presidente Amiacque, e Giovanni Bordoni, Presidente Confservizi Cispel Lombardia che aprirà il tavolo degli interventi. Dopo i saluti di Claudia Terzi, Assessore all’Ambiente Regione Lombardia, e Mauro D’Ascenzi, Vice Presidente delegato Federutility, interverranno: Alessandro Ramazzotti, Coordinatore Gruppo Acqua Confservizi Cispel Lombardia Lorenzo Bardelli, Direttore Direzione Sistemi Idrici AEEG Claudio Cosentino, Direttore Area Idrico Ambientale Federutility Rita Mileno, Settore Studi e Ricerche Utilitatis.

SMAT, SCUOLA DELL'ACQUA: WEBSEMINAR SULLA GESTIONE DEI FANGHI

Nuovo appuntamento con La Scuola dell’Acqua, ciclo di seminari (anche online) realizzati dal gestore torinese Smat grazie all’esperienza maturata nella gestione delle risorse idriche e in attività e progetti di ricerca applicata all’innovazione tecnologica e allo sviluppo industriale del settore. Tutto ciò ha reso possibile un know how consolidato nel campo della formazione, che in questi mesi Smat sta mettendo a disposizione di operatori e gestori italiani.
Si tratta di corsi di formazione, addestramento e aggiornamento professionale per gli operatori delle Imprese di pubblici servizi e per tutti coloro che sono coinvolti in questi settori. Nel campo dell’aggiornamento professionale la Scuola dell'Acqua di Smat ha predisposto un programma di formazione a distanza in particolare realizzato attraverso seminari via web.
Il prossimo appuntamento si svolgerà il 30 gennaio, con il seguente programma: Stato dell’arte dei trattamenti termici dei fanghi; Strategie adottate da Smat per la gestione dei fanghi; Ottimizzazione della digestione anaerobica; Trattamenti innovativi per la gestione dei fanghi.
Per informazioni e iscrizioni: Scuola dell’Acqua - Smat .

DEPURAZIONE: CORTE DEI CONTI CONDANNA GANAPINI (EX ASSESSORE CAMPANIA) PER DANNO ERARIALE

«Accostare me ai canoni da riscuotere è un po’ come accostarmi a Brigitte Bardot». Usa l’arma dell’ironia Walter Ganapini, ex assessore all’Ambiente della regione Campania condannato dalla Corte dei Conti per i mancati introiti derivanti da canoni per la depurazione, finiti poi in prescrizione durante il suo mandato. Il danno erariale contestato ammonta a 9 mln e riguarda 1023 verbali, elevati fra il 2002 e il 2005 da organismi di controllo quali Carabinieri, Arpac, Asl, ma mai incassati dalla Regione. Insieme a Ganapini, i magistrati hanno condannato due dirigenti regionali.
«Se l’accusa è omissione in vigilando - replica l’ex assessore - io non ho omesso un bel nulla. Anzi, fui io quando arrivai, nel 2008, a sollevare il caso dei depuratori che scaricavano acque più inquinate di quelle che entravano. Collaborò con me il dirigente Pasquale Fontana, col quale avevo sostituito Schiavone al settore acque. E quando chiesi lumi a Rauci, dirigente dell’assessorato, mi disse che era tutto sotto controllo. In ogni caso, in base alla legge Bassanini, siamo in una tipica competenza che è tutta dirigenziale, l’assessore non c’entra nulla. E la materia era anche sotto commissariato. Inoltre ricordo che allestii anche un gruppo di lavoro, al quale partecipò l’avvocato dello Stato Francesco Lettera. Organismo che riorganizzò il settore acque in Regione fino al punto da sanare in seguito quel buco relativo alle esazioni».
I magistrati hanno anche disposto il pignoramento di beni per oltre 2 milioni a carico dei tre condannati.

AGENZIA INTERNAZIONALE ENERGIA, ALLARME PER CONSUMI IDRICI CRESCENTI

La produzione di energia assorbe attualmente circa il 15% dei consumi di acqua nel mondo. Ma questa percentuale è destinata ad aumentare creando uno squilibrio che, anche a causa della prevedibile crescita demografica e della ripresa economica a livello globale, potrebbe divenire insostenibile. Lo denuncia il rapporto dell'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), da qualche giorno reso consultabile per tutti sul web.
L'IEA è un organismo indipendente che produce analisi e raccomandazioni che, come ha detto il suo direttore esecutivo, Maria van der Hoeven, "intende aiutare tutti i Paesi interessati ad utilizzare nel modo più efficiente le proprie risorse idriche nella fase della produzione e del consumo di energia". Nel rapporto, chiamato "Water for Energy: Is energy becoming a thirstier resource?", l'agenzia sottolinea come le esigenze idriche del settore energetico siano destinate a crescere nei prossimi anni, rendendo il consumo di acqua un criterio sempre più importante per valutare la fattibilità di progetti energetici. In questo processo, emergono ancora una volta i punti di forza delle fonti rinnovabili: i ricercatori scrivono infatti come l'efficienza energetica, l'eolico e il solare fotovoltaico contribuiscano ad un futuro energetico a basse emissioni senza intensificare la domanda d' acqua "in modo significativo". Al contrario un massiccio ricorso all' acqua è indispensabile sia per estrarre petrolio e gas dal sottosuolo - anche con i nuovi metodi, sviluppati particolarmente nel continente americano - sia per il biocaburante a causa della irrigazione che ne costituisce la premessa, sia ovviamente per l'energia idroelettrica sebbene in questo caso l'acqua possa essere riutilizzata.

PUBBLICATO IL MANUALE DI CORRETTA PRASSI IGIENICA PER I CHIOSCHI DELL'ACQUA

Dopo la pubblicazione di tre Manuali operativi e la recente firma del “Protocollo di intesa in materia di valorizzazione dell'acqua di rete, riduzione dei rifiuti e delle emissioni di CO2” con il Ministero dell'Ambiente e Federutility, l'Associazione Aqua Italia raggiunge un nuovo traguardo: la validazione del Manuale di Corretta Prassi Igienica da parte del Ministero della Salute per la distribuzione di acqua affinata, refrigerata e/o gasata da unità distributive automatiche al pubblico
Il Regolamento (CE) n.852/2004 promuove infatti l’elaborazione dei manuali di corretta prassi operativa in materia di igiene e applicazione dei principi del sistema HACCP e ne incoraggia la divulgazione e l’uso. Nonostante l’adozione da parte degli operatori del settore alimentare (Osa) sia ad oggi una scelta volontaria, va sottolineata l’importanza del loro utilizzo per facilitare gli operatori stessi nell’osservanza degli obblighi normativi in materia di igiene. Il Ministero della Salute ha valutato e validato il manuale di corretta prassi operativa di Aqua Italia con il supporto tecnico dell’Istituto Superiore di Sanità coinvolgendo nel contempo anche le Regioni, le province autonome di Trento e Bolzano e le Associazioni dei consumatori interessate alla materia oggetto del manuale, così come stabilito dall’Accordo Stato-Regioni. Il documento, consultabile sul sito del Ministero della Salute, costituisce uno strumento informativo finalizzato a fornire agli addetti ai lavori indicazioni e criteri generali per svolgere al meglio il proprio operato nell'ambito dei Chioschi dell'Acqua pubblici.

ROMA, RIPRISTINATA LA POTABILITA’ PER LE 200 UTENZE A NORD DELLA CAPITALE

A sei mesi dall’ordinanza sindacale che ha vietato l’uso dell’acqua del rubinetto per alcune centinaia di utenti romani serviti dall’acquedotto rurale Arsial, gli acquedotti di Santa Maria di Galeria, Monte Oliviero e Piansaccoccia tornano finalmente a norma. Lo ha stabilito un provvedimento firmato nei giorni scorsi dal sindaco Ignazio Marino, che consente a 200 famiglie dei municipi XIV e XV di tornare a utilizzare l’acqua per bere, cucinare e lavarsi.
Prosegue poi l’attività di riqualificazione degli acquedotti da parte di Acea che porterà nei prossimi mesi al ripristino della potabilità degli altri quattro impianti fuori legge, tutti gestiti dall’agenzia regionale Arsial, a Malborghetto, Camuccini, Brandosa e Santa Brigida.
«Il lavoro messo in campo in questi mesi da Roma Capitale con Acea - sottolineano i minisindaci del XIV e XV municipio, Valerio Barletta e Daniele Torquati - consente oggi a 200 famiglie, prima costrette a rifornirsi tramite autobotti, di aprire il rubinetto e consumare acqua potabile sicura al cento per cento. E consentirà nei prossimi mesi di restituire al consumo umano tutta la rete degli acquedotti rurali dei nostri municipi».

MANTOVA: OK DALLA PROVINCIA ALLE NUOVE TARIFFE EPR TEA, AIMAG, SICAM, ACQUE POTABILI INDECAST E ASEP

Il Consiglio provinciale di Mantova ha dato il via libera nei giorni scorsi ai programmi degli interventi, al piano economico e alle tariffe 2014 e 2015 dei sei gestori del servizio idrico: Tea Acque, Aimag, Sicam, Indecast, Asep e Acque potabili. L’ultima parola spetta ora all’Aeegsi.
Secondo le simulazioni circolate sui vari organi stampa, gli aumenti potrebbero variare dal 14,1% in due anni applicato da Tea Acque al 18% di Asep e Acque potabili, passando per il 13,8% di Sicam, il 13% di Aimag e l’11,6% di Indecast. Tra i gestori, solo Tea e Aimag applicano nella tariffazione attuale gli aumenti autorizzati dall’Authority per il 2012 e il 2013; gli altri quattro gestori sono fermi alle tariffe del 2011.
Con l’aumento delle tariffe, i gestori saranno in grado di finanziare nei prossimi anni investimenti per poco più di 52 milioni 272 mila euro. A cui si aggiungono 59 milioni 587mila euro per i periodi residui di affidamento del servizio che per Acque potabili dal 2018 al 2012 e per gli altri quattro gestori dal 2018 al 2025. Considerando un cofinanziamento di 7 milioni 313mila euro, a disposizione ci saranno 115 mln 136mila euro.

AUTORITÀ IDRICA TOSCANA, AL VIA RIMBORSO A CITTADINI

L’Autorità Idrica Toscana ha calcolato correttamente i rimborsi ai cittadini relativi alla remunerazione del capitale. Lo ha detto l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che ha confermando i calcoli dell’ente toscano. I rimborsi riguardano il periodo 21 luglio - 31 dicembre 2011.
Tutti i gestori (ad eccezione della società GAIA per la quale è stato chiesto un chiarimento) dovranno restituire agli utenti gli importi nella prima bolletta utile, dando evidenza dell’importo restituito. Ciò fatto, dovranno trasmettere all'Aeeg la comunicazione dell'avvenuta restituzione entro i successivi 30 giorni.
È certo che gli utenti toscani troveranno i rimborsi nella prima bolletta utile e comunque non oltre marzo 2014. "Siamo soddisfatti del lavoro compiuto - ha dichiarato il direttore generale dell'AIT, Alessandro Mazzei - perché possiamo restituire i soldi dovuti ai cittadini, e anche perché l'Aeeg ha riconosciuto che l'Autorità Idrica Toscana, malgrado le critiche di qualcuno, ha calcolato bene gli importi dei rimborsi".

UE, PARERE MOTIVATO ALL’ITALIA SU RECEPIMENTO DIRETTIVA QUADRO SULLE ACQUE

La dg Ambiente della Commissione Ue ha inviato un’integrazione di “parere motivato (secondo passo della procedura di infrazione) all’Italia per la trasposizione non corretta di un articolo della direttiva quadro sulle Acque 2000/60, norma che nel suo insieme punta ad istituire un quadro per la salvaguardia delle acque (da quelle costiere a quelle sotterranee).
In particolare, secondo Bruxelles il decreto legge 152 dell’aprile 2006 non recepisce in pieno l’articolo 11 della direttiva, nella parte dove si elencano i requisiti minimi per prevenire o controllare l’introduzione di inquinanti in acqua.
Il carteggio tra Bruxelles e Roma dura ormai da anni e la prima fase della procedura di infrazione è scattata nel maggio 2010, con la lettera di messa in mora. Il parere motivato è invece stato inviato all’Italia nel marzo 2012 e di recente la dg Ambiente, guidata dal commissario Janez Potocnik, ha fatto recapitare il supplemento, in cui si approfondiscono i motivi per i quali ritiene che la trasposizione non sia corretta.

DL AMBIENTE, FONDO PRESSO LA CASSA CONGUAGLIO ELETTRICA

Ancora in stand by il decreto ambiente finalizzato a rilanciare i programmi di investimento “con particolare riferimento agli impianti di fognatura e depurazione dei reflui”. Il dl, fermo in pre-Consiglio dei Ministri, ha previsto un Fondo di garanzia presso la Cassa conguaglio per il settore elettrico. Il Fondo dovrebbe essere alimentato attraverso una specifica componente del servizio idrico integrato, determinata a cura dell’Aeegsi. Ancora all’Autorità spetterebbe definire le modalità di gestione del Fondo, così come la garanzia di accesso universale all’acqua per le utenze disagiate, attraverso l’applicazione di principi individuati da un dpcm.
I criteri e le modalità relativi alle misure di garanzia prestate dal Fondo dovrebbero essere definite da un altro dpcm, su proposta del Ministero dell’Ambiente e di concerto con l’Economia, lo Sviluppo economico, le Infrastrutture, previa intesa con la Conferenza unificata.

EMERGENZA ATO PALERMO, RIUNITA LA COMMISSIONE ARS

Si è riunita nei giorni scorsi, a palazzo dei Normanni, la commissione Affari istituzionali dell'Ars, presieduta da Antonello Cracolici del Pd, per discutere dell'emergenza del settore idrico in provincia di Palermo dove, a seguito del fallimento del gestore Aps, il 5 giugno scadrà la gestione commissariale da parte dell'Ato. "Bisogna garantire la regolare erogazione delle risorse idriche e il futuro lavorativo dei dipendenti Aps", ha detto Cracolici, promotore della riunione alla quale hanno partecipato l'assessore regionale all'Energia Salvatore Calleri, il commissario della Provincia di Palermo Domenico Tucci, sindaci e amministratori in rappresentanza dei comuni dell'Ato idrico coinvolti nell'emergenza. "Questa riunione è stata convocata con l'obiettivo di favorire il confronto fra tutti i soggetti interessati - ha aggiunto Cracolici -, per affrontare questa emergenza serve un'azione coordinata. Il parlamento, nel frattempo, deve procedere con decisione al varo della legge di riordino del settore".

PROGETTO UE “WATER DROP”, COORDINATO DA ENEA

Al via ''Water drop" (Water Development Resources Opportunity Policies for the water management in semi-arid areas), coordinato dall'Enea e sviluppato nell'ambito del Programma multilaterale di cooperazione transfrontaliera “Mediterranean Sea Basin Programme 2007/2013”, co-finanziato dall'Unione Europea. Un progetto dedicato alla gestione efficiente delle risorse idriche nel bacino del Mediterraneo, obiettivo prioritario per la maggior parte dei Paesi dell'area visto che molte delle criticita' riscontrate in quest'ambito derivano da una cattiva gestione e dall'incoerenza delle politiche che incidono sull’acqua.
Il progetto intende sviluppare un approccio comune per la gestione integrata delle risorse idriche attraverso la creazione di partnership in grado di coinvolgere una pluralita' di attori pubblici e privati con l'obiettivo di incidere sugli aspetti tecnico-metodologici, sull'implementazione e sul rafforzamento delle capacity building e sullo sviluppo di proposte per l'adeguamento normativo.
I beneficiari finali del progetto saranno i circa 3 milioni di cittadini che vivono in quattro aree specifiche, la cui sopravvivenza dipende in maniera diretta dalla gestione della risorsa acqua. Queste comunita' beneficeranno di un aumento della disponibilita' di acqua pro-capite e della diminuzione dell'inquinamento delle risorse idriche. Inoltre, nell'ambito del progetto, verra' condotta una campagna di sensibilizzazione che coinvolgera' 18 scuole nelle aree identificate.
Il progetto Water-DROP e' stato co-finanziato al 90% dall'Ue con un contributo di circa 1,7 milioni di euro di cui circa il 50% e' destinato ai Paesi della sponda Sud del Mediterraneo.
Il programma “Mediterranean Sea Basin Programme 2007/2013” opera nell'ambito dello Strumento europeo di vicinato e partenariato (Enpi), con l'obiettivo di costituire un'area di stabilita', prosperita' e buon vicinato tra Paesi Mediterranei dell'Ue (Eumc) e i Paesi Partner Mediterranei (Mpc).
Il progetto avra' una durata di 24 mesi e prevede il coinvolgimento di altri nove partner provenienti da Italia (Regione Toscana e ong Halie'us e Arcs di Roma), Spagna (ong Acpp di Valencia), Cipro (Universita' di Nicosia), Libano (Planning and Development Agency di Hermel, National Council for Scientific Research di Beirut), Territori Palestinesi (Palestinian Hydrology Group), Giordania (Iucn - Ufficio Regionale per il Medio Oriente di Amman) e tre partner associati (Regione Lazio, The Middle East Desalination Research Center, Water Right Foundation).

SERVIZIO IDRICO, IL CONSIGLIO DEI MINISTRI IMPUGNA LA LEGGE REGIONALE DEL LAZIO

Il Consiglio dei ministri ha deliberato nei giorni scorsi l'impugnativa per la legge della regione Lazio sulla tutela e gestione del risorse idriche perché in contrasto con la legislazione statale. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi.
La legge in questione aveva avuto il via libera meno di tre mesi fa (leggere regionale 5/2014). Ora, su proposta del ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge ''in quanto numerose disposizioni, riguardanti l'organizzazione e la gestione del servizio idrico integrato, contrastano con le regole riservate alla legislazione statale in materia di tutela della concorrenza, dell'ambiente, e dell'ordinamento civile''. Tali disposizioni - afferma Palazzo Chigi - sono ''in violazione dell'articolo 117, secondo comma, lettere e), l), e s), della Costituzione''.

ACQUA SPORCA E POCA IGIENE UCCIDONO OGNI GIORNO 1400 BIMBI

Acqua sporca e scarsi servizi igienici, a causa delle malattie collegate, uccidono ogni giorno nel mondo 1400 bambini. Con lo spettro che di qui al 2050 saranno 25 milioni i più piccoli senza cibo a causa della siccità. L'accesso all'acqua potabile, diritto universale riconosciuto dall'Onu, è motivo di allarme per Unicef e Save the Children che - in occasione della Giornata mondiale dell'acqua del 22 marzo - sottolineano come la risorsa idrica manchi per quasi un miliardo di persone al mondo. Secondo gli ultimi dati dell'Unicef e dell'Oms sono 768 milioni le persone che non hanno accesso ad acqua potabile.
La maggior parte delle persone senza accesso all'acqua sono povere e vivono in aree rurali remote; oltre il 60% della popolazione che non ha accesso a fonti sicure di acqua potabile vive in 10 Paesi: in testa la Cina, seguita da India, Nigeria ed Etiopia. Per Save the Children su una popolazione di 7 miliardi di persone “2,5 miliardi vivono in pessime condizioni igieniche”. L'Africa subsahariana, l'America centrale e meridionale, l'Asia orientale e i Caraibi sono le aree del mondo dove è più bassa la disponibilità di acqua controllata e potabile, e di servizi igienici. L'Unicef ricorda che le più colpite dalla mancanza di acqua sono donne e bambine, che per questo mettono a rischio anche la propria istruzione; il 71% del carico quotidiano di acqua potabile è infatti trasportato da loro, e spesso non possono, per questo, permettersi di andare a scuola. Per queste persone anche un gesto semplice come lavarsi le mani con il sapone può ridurre l'incidenza di malattie e salvare una vita. Inoltre una minaccia ulteriore alla negazione del diritto all'acqua pulita arriva anche dall'impatto dei cambiamenti climatici.
Secondo i calcoli dell'Organizzazione mondiale della sanità un miliardo di individui vive con meno di 20 litri di acqua potabile al giorno; sono 8 milioni le persone che muoiono a causa di malattie legate alla fragilità dell'approvvigionamento idrico. Per parlare di condizioni accettabili per la vita umana l'Oms fissa una soglia di almeno 50 litri al giorno. In base ai calcoli della Fao la crescita della popolazione mondiale porterà invece ad un aumento della domanda di acqua dolce di 64 miliardi di metri cubi all'anno (insieme la domanda di cibo aumenterà tra il 70% e il 100% per il 2050). Nel mondo si passa da una disponibilità media di 425 litri al giorno per ogni cittadino degli Stati Uniti ai 10 a testa di un abitante del Madagscar. L'Italia è uno dei Paesi che ne consuma di più; il primo in Europa e il terzo al mondo, dopo Canada e Stati Uniti.
In Italia il vero problema dell'acqua è maggiormente legato all'emergenza ambientale, all'inquinamento degli scarichi e alla depurazione. “In Italia sarebbe bene concentrarsi sulle nostre vere emergenze - dice il vicepresidente di Federutility, Mauro D'Ascenzi -. Un cittadino su quattro non è collegato alle fognature e uno su tre scarica direttamente i liquami a mare. Da noi c'è un'urgenza sulla depurazione. Riconoscere valore all'acqua significa prendersene cura, realizzando 3 miliardi all'anno di investimenti per i prossimi 20 anni”. Un aspetto questo, sul quale punta i riflettori anche Legambiente rilevando come sia “sconosciuto il 78% dello stato chimico delle nostre acque superficiali e il 56% dello stato ecologico”. Per Legambiente “una nuova politica di tutela delle risorse idriche” può essere anche “un'opportunità economica”, con un ritorno di 45.000 posti di lavoro a fronte di investimenti per 27 miliardi nei prossimi 10 anni.

COMMISSIONE EUROPEA, PARERE MOTIVATO SU INQUINAMENTO DELLE ACQUE

La Commissione europea chiede all’Italia di allineare la politica sulle acque alle norme dell’UE. Le carenze riscontrate riguardano l'attuazione nel diritto nazionale della direttiva quadro sulle acque, che costituisce il quadro in cui s'iscrive l'azione dell'Unione in materia di politica delle risorse idriche. Dopo aver rilevato una serie di problemi in occasione dei controlli della conformità effettuati nel 2009, nel maggio 2010 la Commissione ha inviato all'Italia una lettera di costituzione in mora, cui ha fatto seguito un parere motivato nel marzo 2012. “Benché molti dei problemi allora rilevati siano stati nel frattempo risolti, rileva la Commissione europea, è tramesso all'Italia un parere motivato complementare sui requisiti minimi in base ai quali i programmi devono riguardare le fonti diffuse che possono provocare un inquinamento delle acque e sulle misure di prevenzione o controllo dell’immissione di inquinanti”.
Se l'Italia non si conformerà alla direttiva, la questione potrà essere deferita alla Corte di giustizia dell'UE.

D'ANGELIS: E’ ORA DI UTILIZZARE I FONDI - 1,7 MILIARDI - CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO

"Di fronte ai drammi prodotti dalle emergenze alluvioni e frane e al bilancio di danni incalcolabili e lutti, dopo decenni di inutili promesse, disattenzioni e di calo progressivo di risorse per la difesa del suolo e per la riduzione del dissesto idrogeologico, il governo Renzi ha varato per la prima volta una struttura di missione contro il dissesto e per la messa in sicurezza di territori devastati''. Così Erasmo D'Angelis, nominato capo dell'unità di missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico.
''Milioni di cittadini - aggiunge - aspettano da noi risposte credibili e concrete e aperture di cantieri utili. Ringrazio il presidente Renzi per avermi conferito l'incarico di capo struttura di missione che dovrà coordinare e dare impulso agli interventi bloccati - ad oggi 1500 -, spendendo i circa 1,7 miliardi disponibili e non spesi da anni. Farcela è un obbligo morale prima che politico".

DL COMPETITIVITÀ, GALLETTI: LE NORME SULL’AMBIENTE SUPERANO IL PRIMO TEST

“L'approvazione in Senato del Decreto Legge Competitività è un primo test superato per le norme ambientali introdotte con questo importante decreto". Lo afferma Gian Luca Galletti, ministro dell'Ambiente.
“Il dl - spiega Galletti - interviene con puntualità sui settori nevralgici della tutela ambientale, consentendo innanzitutto di superare alcune emergenze come quelle in tema di gestione dei rifiuti, di semplificare le procedure sulle bonifiche e contro il dissesto idrogeologico, ma introducendo anche sostanziosi investimenti come i 350 milioni di euro per l'efficienza energetica delle scuole”.
“Di grande rilevanza - osserva Galletti - sono le misure per consentire un futuro di rispetto ambientale e di rilancio produttivo all'Ilva di Taranto, così come le norme per la tutela della fauna e delle acque, tra cui quella innovativa che estende la responsabilità degli incidenti nel mare anche alle compagnie che si affidano a barche senza i necessari standard di sicurezza per il trasporto di idrocarburi”. “Vengono infine - aggiunge Galletti - superate diverse censure e infrazioni mosse dall'Europa nei confronti dell'Italia, che significa risparmi reali per le casse dello Stato”.
“Adesso - conclude Galletti - ci attendiamo che la Camera possa dare il via libera definitivo a misure necessarie, che aiutano il Paese a crescere nell'unica prospettiva possibile: quella del pieno rispetto per l'ambiente”.

ISTAT, ACQUA: IN AUMENTO CONSUMI E PERDITE

Nel 2012 il volume complessivo di acqua prelevata per uso potabile è stata pari a 9,5 miliardi di metri cubi, con una crescita del 3,8% rispetto al dato censito nel 2008. Il 30,6% dell'acqua prelevata esce dai trattamenti di potabilizzazione, per un totale annuo di 2,9 miliardi di metri cubi. Questi alcuni dei dati resi noti da Istat, nel “Censimento delle acque per usi civili” e relativi al 2012.
Il volume immesso nelle reti comunali di distribuzione dell'acqua potabile è stato pari a 8,4 miliardi di metri cubi, 385 litri al giorno per abitante. Il valore risulta superiore del 2,6% rispetto a quanto registrato nel 2008. Il volume erogato agli utenti è stato di 5,2 miliardi di metri cubi, che corrisponde a un consumo giornaliero di acqua pari a 241 litri per abitante, 12 litri al giorno in meno rispetto all'ultimo dato censito nel 2008.
Nel complesso, le dispersioni delle reti comunali di distribuzione dell'acqua potabile ammontano a 3,1 miliardi di metri cubi. Pertanto il 37,4% dei volumi immessi in rete non raggiunge gli utenti finali. Si registra un peggioramento rispetto al 2008, quando le dispersioni di rete erano del 32,1%.
Per il rapporto completo: Istat.

REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO, AL VIA I RIMBORSI

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e i servizi idrici (Aeegsi) ha fissato i rimborsi previsti per la restituzione della quota tariffaria relativa alla remunerazione del capitale investito per il periodo luglio - dicembre 2011. Con la del 163/2014/r/idr , l’Autorità ha accettato le quantificazioni di rimborso stabilite da 70 Ato, mentre per 7 Ato (in Campania, Liguria, Molise e Sicilia) che non hanno adempiuto all’obbligo di comunicazione ha stabilito il valore forfettario 4,92 euro/utente.
Il rimborso verrà corrisposto nel primo documento di fatturazione utile.

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, MINISTERO ESTERI ED ENEA PER GREEN ECONOMY

Il ministro plenipotenziario Giampaolo Cantini, direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo del ministero degli Affari Esteri, e Giovanni Lelli, commissario dell'Enea, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per rafforzare e strutturare la collaborazione gia' avviata per attivita' di cooperazione allo sviluppo nel campo dell'efficienza energetica, fonti rinnovabili, ambiente e clima, sviluppo sostenibile, innovazione del sistema agro-industriale e formazione tecnico-scientifica. Il protocollo contribuira' al sostegno delle politiche dei Paesi partner della Cooperazione Italiana nell'ambito dello sviluppo economico sostenibile e della green economy, attraverso la definizione ed esecuzione di programmi e progetti, incluso il trasferimento tecnologico e la formazione specialistica.
Inoltre Enea collaborera' con la DGCS nella definizione delle posizioni e proposte della Cooperazione Italiana nel campo dell'energia e dello sviluppo economico sostenibile nel quadro dell'agenda internazionale post-2015 e nell'ottica della partecipazione della Cooperazione Italiana a Expo 2015.

NAPOLI, LA REGIONE “BOCCIA” L’AFFIDAMENTO DI ABC

Con una nota datata aprile scorso, la regione Campania ha espresso parere sfavorevole sull’affidamento del servizio idrico all’azienda speciale Abc del comune di Napoli. Per la Regione, infatti, la giunta di de Magistris - che ha trasformato l’ex Arin in azienda speciale - non ha poi provveduto alla “messa in sicurezza”, cioè alla stipula di un contratto con l’Ato Napoli - Volturno. In più, l’affidamento sarebbe avvenuto da parte di un commissario e non dei Comuni che rappresentano l’Ato. “I commissari - scrive la Regione - sono organi monocratici, non rappresentano i territori: quindi la proposta di individuare Abc come gestore non è condivisa dagli enti locali che per legge detengono la funzione del servizio idrico”.
Il presidente di Abc Ugo Mattei ritiene “arbitraria e inaccettabile la posizione della Regione, alla luce dell’assoluta carenza motivazionale. Il commissario dell’Ato ha tutti i poteri per decidere l’affidamento. Così si mantiene una situazione giuridicamente incerta. Faremo richiesta formale all’Ato, se mi viene negata non escludo di impugnare l’atto al Tar”.
Intanto in Regione, comunque, giace da oltre un anno una legge di riordino del sistema idrico, che riduce le Ato da 4 a 3. Ma sul testo gravano oltre 150 emendamenti.

SERVIZI IDRICI, PARTNERSHIP TRA HERA, IREN E SMAT

Ricerca applicata, sviluppo tecnologico e innovazione nei settori e nelle attivita' legate al servizio idrico integrato: sono questi gli obiettivi della partnership che vede Hera, Iren e Smat insieme. Le tre utility, grazie a uno specifico protocollo d'intesa - si legge in una nota - metteranno a fattor comune le proprie esperienze, conoscenze e studi nel settore, definendo sviluppi congiunti, a beneficio di tutte e tre le aziende, di progetti innovativi, per continuare a garantire ai cittadini un servizio di qualita' e sempre piu' attento alla sostenibilita' e alla preservazione della risorsa idrica.
Si tratta della prima esperienza in Italia di collaborazione tra aziende leader nel settore sulla ricerca applicata e l'innovazione.
L'accordo e' stato siglato oggi a Torino, alla presenza di Salvatore Mole', Direttore Tecnologie e Sviluppo del Gruppo Hera; di Francesco Profumo, Presidente del Gruppo Iren e di Paolo Romano, Amministratore delegato del Gruppo Smat, un momento simbolico di grande importanza per mettere in luce da un lato l'importanza della risorsa idrica, dall'altro la notevole necessita' di investimenti in infrastrutture, tecnologia e ricerca per assicurare a tutti i cittadini un servizio idrico integrato di eccellenza.
L'obiettivo delle tre aziende e' anche quello di creare collaborazioni con altri soggetti, quali Atenei, Enti di Ricerca, mondo imprenditoriale. Hera, Iren e Smat decideranno insieme le priorita' sulle quali lavorare in condivisione e i soggetti con cui collaborare saranno ricercati anche all'estero, per creare una rete internazionale di rapporti e partecipare a ricerche e progetti di livello europeo e internazionale, in particolare all'interno del contesto del Programma Quadro della Commissione Europea per la ricerca e l'innovazione.

GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA IN PICCOLI COMUNI, LA LIGURIA PUNTA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Tornare alla gestione comunale dell’acqua. E’ la sfida che alcuni Comuni del Levante ligure (soprattutto delle valli di Sturla e Aveto) avevano abbracciato, a fronte della possibilità offerta dalla legge regionale per i centri sotto i tremila abitanti, già parte di Comunità montane.
L’operazione, passata anche attraverso consultazioni popolari, era finita in stand by dopo che il Governo nazionale aveva impugnato alcuni articoli della legge regionale di riordino degli ambiti territoriali di gestione, tra cui, appunto, quello riguardante i piccoli Comuni montani e la loro gestione autonoma. Adesso, però, la giunta regionale ha dato incarico a due avvocati romani per resistere, non accettando, quindi, l’impugnazione del Governo.
A darne notizia - leggiamo su Il Secolo XIX - è il consigliere Ezio Chiesa di “Liguria Viva”, già promotore di quella parte del testo di legge. “In attesa che la Corte costituzionale si pronunci - dice Chiesa - è utile ricordare come la legge resti in vigore. Ai Comuni che hanno le caratteristiche per gestire il ciclo integrato delle acque, in base ai tempi stabiliti dalla stessa legge, restano, ormai, circa tre settimane di tempo per decidere se accettare questa sfida, voluta soprattutto dalla gente”.

DEPOSITATA LA LEGGE NAZIONALE PER L'ACQUA PUBBLICA E PARTECIPATA

Una legge in attuazione dei referendum 2011 Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha comunicato che è stato depositato, presso la Camera dei Deputati, il testo aggiornato della legge di iniziativa popolare, presentato nel 2007, “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”. Tale fatto assume un valore aggiunto e una grande valenza politica poiché avviene, sostanzialmente, in occasione della Giornata Mondiale per l'Acqua. Infatti, all'inizio dell'attuale legislatura, il forum ha lavorato nell’obiettivo di far nascere un intergruppo parlamentare “Acqua Bene Comune” che si ponesse come obiettivo prioritario la condivisione di quel testo e poterlo ripresentare alla discussione parlamentare.Il testo della proposta di legge è stato depositato attraverso la sottoscrizione di decine di parlamentari afferenti a diverse forze politiche (Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia e Libertà, Partito Democratico) in armonia con lo spirito che ha portato alla costituzione dell'intergruppo Acqua Bene Comune, al quale hanno aderito più di 200 parlamentari.
La presente proposta di legge risponde, quindi, all'urgenza di dotare il nostro paese di un quadro legislativo unitario rispetto al governo delle risorse idriche come bene comune, introducendo modelli di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico,procedendo da subito alla ripubblicizzazione dello stesso. Tale testo, dunque, scaturisce dalla necessità di un cambiamento normativo nazionale e risulta essere la reale e concreta attuazione dell'esito referendario, che segni una svolta radicale rispetto alle politiche, che hanno fatto dell'acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione.
“Chiediamo quindi - rende noto il Forum - che il Parlamento avvii da subito la discussione di questa legge proprio nel rispetto della volontà popolare chiaramente espressa dalla maggioranza assoluta del popolo italiano con i referendum del 2011, perché ancora una volta si scrive acqua ma si legge democrazia”.

REGGIO CALABRIA, APPROVATO IL PROGETTO PER MIGLIORARE LA RETE IDRICA

La Commissione straordinaria del Comune di Reggio Calabria, con propria delibera, ha approvato il progetto definitivo, redatto dal Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici della Regione Calabria, relativo alla “Ingegnerizzazione delle reti idriche di distribuzione urbana e lavori di manutenzione straordinaria e Infrastrutturazione delle reti”. L'accordo di programma, funzionale al miglioramento della gestione del servizio di distribuzione idrica e alla riduzione delle perdite nella Regione Calabria, prevede il coinvolgimento dei comuni di Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone. Il progetto preliminare ed esecutivo, trasmesso al Comune di Reggio Calabria, è stato realizzato in base alle informazioni e alle documentazioni richieste al settore Servizi Tecnici. Il territorio comunale risulta già interessato da lavori relativi alla sostituzione di circa l'80% di condotte della rete di distribuzione, nonostante il mantenimento in esercizio anche della vecchia condotta. Da qui la necessità di dare priorità al collegamento tra le utenze private e la nuova rete urbana di distribuzione di cui è stata già, in gran parte, realizzata la mappatura e l'informatizzazione. Sono stati inoltre acquisiti agli atti dell'Ente alcuni elaborati del progetto relativo al completamento del sistema di telecontrollo di tutta la rete, già in parte esistente e costituito da un Centro di Telecontrollo e da periferiche (MTU e RTU ) distribuite sul territorio comunale.
La copertura finanziaria grava interamente sui fondi Por Calabria FESR 2007/2013.

L’EUROPARLAMENTO ESCLUDE L’ACQUA DA NUOVE NORME SU CONCESSIONI

L'Europarlamento ha escluso l'acqua dall'applicazione delle nuove norme sulle concessioni pubbliche. L'accordo sulle nuove regole europee per le concessioni ricorda che gli Stati membri “restano liberi di decidere come desiderino siano eseguiti i lavori pubblici o erogati i servizi”, se in-house o esternalizzandoli a società private.
La nuova direttiva, spiega il testo approvato dal Parlamento europeo, “non impone la privatizzazione delle imprese pubbliche che forniscono servizi al pubblico”. Inoltre i deputati hanno riconosciuto la particolare natura dell'acqua come un bene pubblico, accettandone l'esclusione dal campo di applicazione delle nuove regole.

RELAZIONE AEEGSI: PROGRAMMATI 3 MILIARDI DI INVESTIMENTI NEI PROSSIMI 4 ANNI

Cresce il fabbisogno di investimenti per la maggior parte delle gestioni delle acque. Le amministrazioni competenti hanno infatti programmato, nei prossimi quattro anni, interventi per tre miliardi di euro, rispetto alla valorizzazione delle immobilizzazioni pregresse. Lo evidenzia il capitolo dedicato all’acqua della Relazione annuale dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che ha assunto da tempo anche le deleghe sulle risorse idriche. “Alla luce del nuovo quadro regolatorio - rileva il presidente Guido Bortoni - sta emergendo visibilmente un accresciuto interesse a sostenere gli investimenti previsti nel settore da parte di istituti finanziatori, sia nazionali sia esteri. Più in generale, lo sviluppo di investimenti nelle infrastrutture dei settori regolati dall’Autorità, includendo quindi anche i settori dell’energia, è uno dei fattori che, con effetto volano, può contribuire all’uscita dall’attuale congiuntura di crisi. Da tutto ciò si evince che l’effetto leva della regolazione sugli investimenti dei prossimi anni sta funzionando”.
Tra i dati emerge che l’Autorità ha già approvato le tariffe per oltre 34 milioni di italiani, serviti da 536 gestori presenti in 3.883 comuni. Il TAR - ricorda la relazione - “ha respinto interamente sia i ricorsi proposti da alcune Associazioni dei consumatori e dai promotori del referendum 2011 sia, nei loro aspetti strutturali, i ricorsi presentati dalle imprese di gestione, confermando la nuova regolazione. In particolare, da una parte è stata dichiarata la correttezza della regolazione della nuova disciplina tariffaria dell’Autorità rispetto all’esito referendario, dall’altra è stato riscontrato il potere dell’Autorità di incidere sulle convenzioni di gestione in essere, anche in relazione alle gestioni cosiddette ex-CIPE e ai gestori attivi nell’erogazione di servizi idrici all’ingrosso”.

AEEG, AL VIA LE ISPEZIONI PER LA CORRETTEZZA DELLE TARIFFE APPLICATE

L’Autorità per l’energia ha approvato una campagna di controlli sulle tariffe applicate nel servizio idrico e sulla restituzione della remunerazione del capitale investito. Le verifiche ispettive previste hanno l’obiettivo, in particolare, di accertare la correttezza e la coerenza dei dati utilizzati dai gestori per definire le tariffe dell’acqua per il biennio 2012-2013, l’efficienza del servizio di installazione e gestione del contatore e il rispetto dei criteri e delle procedure indicati dall’Autorità per la restituzione ai clienti della quota remunerazione del capitale investito per il secondo semestre 2011.
La campagna verrà realizzata in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza. In particolare, la Deliberazione 29/2014/E/idr, prevede tre ispezioni presso gestori individuati in base alla dimensione e alla distribuzione sul territorio nazionale e in relazione a incongruenze nei dati dichiarati all’Autorità. Le verifiche serviranno anche ad accertare la corretta applicazione delle agevolazioni tariffarie e della rateizzazione dei pagamenti alle popolazioni colpite dal sisma del maggio 2012. L’Autorità potrà prendere visione ed accertare la correttezza e coerenza dei dati trasmessi anche, attraverso il controllo dei bilanci aziendali e della documentazione di supporto, dei documenti relativi al rapporto con l’Ente d’Ambito o con il soggetto competente per ciascun territorio, dei documenti di fatturazione e dei contratti di fornitura. Informazioni e documentazioni utili potranno eventualmente essere chiesti anche ai soggetti coinvolti nelle procedure di determinazione delle tariffe per ciascun territorio e agli Enti d’Ambito.

ATO ROVIGO, AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO A POLESINE ACQUE PER 25 ANNI

Ok all’affidamento a Polesine acque per la gestione del servizio idrico integrato per i prossimi 25 anni da parte dei 52 Comuni dell’Ato di Rovigo. L’assemblea dei sindaci ha poi approvato l’aumento della tariffa pari al 4,5%. “Non era previsto che aumentassimo la tariffa del 4,5% ma per compensazione del 2012 e del 2013 purtroppo siamo stati costretti a votare questa variazione - spiega il presidente del Consorzio Natale Pigaiani - per il 2014 non era previsto nessuna variazione, ma i cittadini se la ritroveranno comunque”.
In virtù dell’applicazione del referendum sull’acqua i Consorzi dovevano restituire il 7% della tariffa ai cittadini, "cosa che è avvenuta - spiega Ernesto Boniolo, rinominato durante l'assemblea dei cosi direttore del Consorzio - contemporaneamente doveva essere applicato un aumento per l’esercizio 2012-2013 che è stato fatto in parte e che non ha tenuto conto dello scompenso creatosi con la restituzione". Per cui i polesani nel 2014 si troveranno in bolletta l’aumento del 4,5%.
L’assemblea poi ha approvato l’affidamento delle gestione del ciclo integrato dell’acqua per il prossimi 25 anni a Polesine Acque. All’unanimità è stato approvato l’affidamento - racconta Pigaiani - era un punto all’ordine del giorno molto importante come aver approvato le tariffe che sono state trasmesse a Polesine Acque per il relativo calcolo per singolo comune”.
Approvato infine il piano di investimenti di circa 140 milioni di euro per il periodo 2014/38. “Ci sono molti progetti di massima segnati in questo piano, i quali possono subire variazioni come implementazioni o cancellazioni" conclude Pigaiani.

ACQUEDOTTO PUGLIESE E REGIONE BASILICATA SI ACCORDANO PER LA TARIFFA

L'Acquedotto pugliese si è impegnata a versare alla Regione Basilicata cinque milioni di euro per il pregresso e altri cinque milioni per il 2014, in attesa che l'Autorità per l'energia stabilisca formalmente la composizione della tariffa. E’ quanto scaturito dalla riunione del Comitato di coordinamento tra le regioni Puglia e Basilicata per l'accordo di programma sull'acqua che si è tenuta nei giorni scorsi. Lo rende noto l'assessore ai lavori pubblici della Regione Puglia, Giovanni Giannini, che ha partecipato all'incontro insieme al governatore della Lucania, Marcello Pittella, e un rappresentante del ministero delle Infrastrutture. All'ordine del giorno c'erano, tra l'altro, la situazione pregressa della tariffa dell'acqua all'ingrosso e l'approvazione degli oneri tariffari per il 2012-2013.
“Abbiamo fatto il punto sulle partite pregresse, dal 2010 al 2013 - spiega Giannini in una nota - e per quelle del 2014. La Basilicata ci ha chiesto formalmente di sollecitare per i debiti il consorzio di bonifica Stornara e Tara e l'Ilva, cosa che faremo con una nota formale”. La tariffa individuata è comunque provvisoria fino al pronunciamento dell'Autorità dell'Energia. “Abbiamo rappresentato - aggiunge Giannini - la necessità di chiarire se sulle compensazioni ambientali ci sia una duplicazione del pagamento da parte dell'Aqp che paga direttamente le compensazioni e da parte degli utenti che ritrovano una quota in bolletta. Questo è un aspetto che dovrà essere chiarito, perché Aqp ritiene che le quote forse sono fatte pagare due volte: l'Autorità dovrà sciogliere i dubbi e chiarire la struttura della tariffa. L'accordo è certamente positivo sia per la Puglia che per la Basilicata, all'insegna di un proficuo rapporto di collaborazione”.

POTENZA, INDAGINE SU UN BANDO DI GARA DI ACQUEDOTTO LUCANO PER FALSO, ABUSO E TRUFFA

Sei persone - tre dirigenti e funzionari di Acquedotto lucano, due imprenditori e un direttore di cantiere - sono indagate in un'inchiesta coordinata dal pm di Potenza Daniela Pannone sull'assegnazione di un bando di gara del 2007 per i lavori per la rete idrica e fognaria a Ruoti, per un importo di circa 3,6 milioni di euro.
I Carabinieri della sezione di polizia giudiziaria del Tribunale di Potenza hanno anche sequestrato tutta la documentazione relativa al bando di gara e all’assegnazione dei lavori, che sono ancora in corso.
L’appalto è andato a un’Associazione temporanea di imprese composta da due aziende del Potentino: le persone coinvolte nell’inchiesta, secondo quanto si è appreso, sarebbero indagate a vario titolo per falso, abuso d’ufficio e truffa.

VAL BORMIDA, 23 COMUNI VOGLIONO PRESENTARE UNA PETIZIONE ALLA REGIONE LIGURIA PER GESTIRE ATO IN PROPRIO

I 23 comuni del bacino padano della Val Bormida nella provincia di Savona hanno deciso di presentare una petizione alla Regione Liguria per chiedere piena autonomia da parte dei comuni aderenti per la gestione del proprio ATO.
La decisione è stata adottata dopo un incontro indetto dal sindaco, nonché presidente del consorzio Cira, Fiorino Zappa, con i sindaci dei 23 comuni del bacino padano della provincia di Savona, con al centro la tematica della legge regionale in materia di individuazione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni relative al servizio idrico integrato e alla gestione integrata dei rifiuti.
L’assemblea, come spiega Zappa, aveva il compito di ribadire la volontà di mantenere i criteri di efficienza ed economicità che hanno sempre caratterizzato il comprensorio, contraddistinto da un bacino idrografico ben distinto da quello costiero. Del Consorzio intercomunale fanno parte, dalla sua costituzione, i Comuni di Altare, Cairo, Carcare e Dego; altri centri della Val Bormida sono consorziati, altri affidano al consorzio la depurazione delle acque.

EXPO VENICE: A VENEZIA “AQUAE 2015” ESPOSIZIONE DEDICATA ALL' ACQUA

In concomitanza con Expo 2015, Venezia ospiterà da maggio a ottobre un’esposizione internazionale dedicata all'acqua, collaterale all'Esposizione universale di Milano. Un’occasione, ha detto il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, per "rilanciare l'immagine della città dopo la crisi che l'ha ferita". Venezia, ha sottolineato Baretta alla presentazione del progetto, "ha voglia e diritto di ripartire ed Expo è la prima grande occasione di riscatto. Aquae 2015 è il biglietto da visita di questo rilancio".
L'esposizione sarà ospitata in un padiglione polifunzionale in via di realizzazione all'interno dei progetti di riqualificazione di Marghera, struttura che continuerà a funzionare come padiglione fieristico anche al termine dell'Esposizione universale. Il padiglione, vicino al Parco Scientifico Tecnologico Vega, avrà una area espositiva di 14mila metri quadri e una sezione espositiva di sei mesi, di carattere istituzionale, cui si affiancheranno eventi temporanei dedicati, tra l'altro, ai sistemi di bonifica e recupero delle aree inquinate (“Pianeta Acqua”) wellness, benessere e salute (“Acqua e Vita”), all'uso dell'acqua in ambiente domestico, al tempo libero, all'economia e alla finanza. In programma anche un evento dedicato alle religioni e alle culture sorte sulle rive dei grandi fiumi. Tra le sezioni permanenti anche uno spazio dedicato all'alimentazione e al cibo. Completa l'esposizione il parco a tema “Alla scoperta dell'acqua”.

ACQUA 2.0, APPUNTAMENTO CON ENERGIA MEDIA

Il giorno 15 Maggio 2014 a Milano si terrà il secondo appuntamento del percorso Acqua 2.0 iniziato a Roma con le Istituzioni e le imprese lo scorso 27 marzo 2014. L’evento intitolato: “Telecontrollo, Smart Grid & Smart Meter Water” avrà come tema centrale la misura e i metodi per gestire in maniera intelligente il settore idrico.
La possibilità di applicazione anche al settore idrico degli strumenti di telecontrollo e misura propri delle telecomunicazioni e del data management rappresenta un terreno aperto, tutto da conquistare, in cui le imprese più innovative potranno interfacciarsi con i gestori di settore per studiare e valutare le migliori soluzioni e dare al cittadino un servizio più efficiente e con standard internazionali adeguati.
Uno degli obiettivi di Energia Media, organizzatore di questo appuntamento, è di mettere in relazione soggetti con interessi convergenti. In particolare relativamente al percorso Acqua 2.0, si intende avvicinare domanda e offerta di tecnologie e servizi.
Con queste premesse, il format di questo evento prevede una Tavola Rotonda in cui i soggetti invitati avranno la possibilità di intervenire presentando il proprio punto di vista, a valle delle relazioni introduttive della prima parte della mattinata che inquadreranno le diverse tematiche.
A seguire, proprio nell’ottica di far incontrare domanda e offerta, si metteranno a disposizione dei partecipanti alcuni corner per incontri riservati.
Per informazioni e iscrizioni: Acqua 2.0 .

VENETO, LA COMMISSIONE AMBIENTE APPROVA IL PROGRAMMA SULLA SALVAGUARDIA DELL’ACQUA

Ammonta a 21,5 milioni di euro complessivi il programma 2014 predisposto dalla Giunta regionale per gli interventi finalizzati all'ottimizzazione dell'uso dell'acqua, alla salvaguardia delle risorse idriche, alla ricarica di falde sotterranee e tutela delle fonti. Il programma, approvato dalla commissione Ambiente, prevede in particolare 10 milioni per interventi di sistemazione idraulica del fiume Fratta da realizzare contestualmente al prolungamento del collettore 'A.ri.c.a'. L'obiettivo è quello di migliorare la fruibilità ambientale del fiume nel tratto di attraversamento dell'abitato di Cologna Veneta, nonché la messa in sicurezza idraulica delle aree in sponda sinistra, di adeguamento della capacità di portata dell'alveo e di risanamento dei dissesti di sponda. Il programma prevede poi l'istituzione di un fondo di garanzia (2 milioni) per la realizzazione di opere prioritarie in materia di servizio idrico integrato, 3,5 milioni per l'acquisto dell'area del bacino Giaretta nel Comune di Carmignano di Brenta con l'obiettivo di tutelare la falda sotterranea e 6 milioni per interventi da parte dei Consorzi di Bonifica per il miglioramento dell'utilizzo e risparmio della risorsa idrica ad uso irriguo.

SIRACUSA, PROROGA DELLA GARA PER L’APPALTO DEL SERVIZIO IDRICO

I comuni di Siracusa e Solarino - in autonomia rispetto all’Ato commissariato, per altro alle prese con la procedura fallimentare del passato gestore Sai8 - ha comunicato una proroga per la presentazione delle offerte relative alla gara di affidamento in concessione del servizio idrico integrato nei due Comuni.
Le tre imprese partecipanti - la Severn Trent Italia Spa di Desenzano del Garda, la Dam depuracion de Aguas del Mediterraneo di Valencia e la Acquereggine Scpa di Reggio Calabria - hanno infatti chiesto una proroga, motivata dalla necessità di acquisire maggiori informazioni utili per una corretta formulazione dell'offerta e così l'amministrazione comunale ha deciso di condividere le preoccupazioni e fissare il termine ultimo per il 29 settembre.

VENETO, 200 MLN DI MINIBOND PER GLI ACQUEDOTTI CON BEI E VENETO SVILUPPO

Veneto Sviluppo (51% Regione e 49% pool di banche) lancerà un minibond per finanziare gli acquedotti di Verona, Vicenza, Padova, Venezia e Belluno (Acque Veronesi, Acque Vicentine, Etra, Cvs, Acque del Chiampo, Alto Vicentino Servizi, Azienda Servizi Integrati, Acque del Basso Livenza e Bim Gsp).
Si tratta di obbligazioni del valore complessivo di 200 mln, per un finanziamento a 20 anni.
L’operazione è stata costruita insieme a Bei e ha portato alla messa a punto di tanti minibond, ciascuno con il proprio rating quotati in borsa sull’Extramot. La serie sarà acquistata subito dopo l’emissione da un veicolo costruito da Finint, che con una cartolarizzazione emetterà un bond unico, acquistato per 160 mln da Bei e per la quota restante da fondi pensione.
“Il risultato è di mettere a disposizione degli acquedotti finanziamenti con ammortamenti lunghi e tassi sotto il 5%, quando i minibond a 5 anni stanno sull’8% - spiega Giorgio Grosso, presidente di Veneto Sviluppo.

VITERBO, TALETE CONTRO I MOROSI PER RIDURRE IL DEBITO

Talete, il gestore idrico del Viterbese, ha avviato una massiccia campagna di distacchi ai contatori degli utenti morosi, per recuperare le somme non riscosse. Si tratta di migliaia di fatture mai pagate, che sono andate a ingrossare il debito di Talete, lievitato almeno fino a 20 milioni di euro.
Da 24 mesi gli operai della società che gestisce l'acqua pubblica nell'Ato 1, Lazio Nord, girano per la provincia a sigillare i contatori dei morosi. Il fenomeno, diffuso nei i comuni aderenti alla spa, ha portato al recupero di 4.500.000 euro in soli due anni. Ma altri milioni di bollette insolute restano da riprendere, per il biennio 2012-2013.
Il fenomeno della morosità, cronico a livello nazionale, ha avuto qui un’esplosione legata all'emergenza arsenico.

LA UE STANZIA 50 MILIONI PER I PROGETTI DI RICERCA LEGATI ALL'ACQUA

Sono undici i nuovi progetti di ricerca approvati per il finanziamento Ue, con l'obiettivo di promuovere soluzioni innovative per le sfide legate al tema dell'acqua. Gli undici progetti, ai quali viene destinato un totale di 50 milioni di finanziamento (dalla gara 2013 "Ambiente" del Settimo programma quadro 2007-2013), coinvolgono 179 partner provenienti da organizzazioni di ricerca ed imprese private (tra cui oltre 70 Pmi), di 19 Paesi Ue. "Questi progetti aiuteranno a trovare soluzioni innovative per alcuni dei problemi più pressanti di oggi, dalla qualità delle acque alla lotta contro la loro scarsità", ha afferma il commissario Ue per Ricerca, innovazione e scienza Máire Geoghegan-Quinn. E, nel presentare lo stanziamento, il commissario evidenzia come garantire l'approvvigionamento idrico sicuro e abbondante resterà un obiettivo chiave anche nell'ambito del programma Orizzonte 2020.

ATO BRIANZA, 87 MLN DI INVESTIMENTI NEL TRIENNIO PER DEPURAZIONE E FOGNATURA

Ammodernare depuratori e fognature per evitare le sanzioni comunitarie e ridurre la dispersione dell'acqua: sono gli obiettivi del Piano stralcio 2014-2017 approvato nei giorni scorsi dall’Ato della Brianza, che prevede investimenti per 87 milioni nei prossimi tre anni
La proposta ora sarà trasmessa all'Aeegsi e sottoposta all'Assemblea dei sindaci. entro il 15 aprile. Il Piano stralcio, che dovrà essere completato entro la fine del 2015 per evitare a molti comuni di pagare multe per una trentina di milioni inflitte dall'Unione Europea per il mancato rispetto dei parametri sulla depurazione delle acque, comprende interventi per 25.200.000 euro in molte località della provincia, oltre alla realizzazione del collettore di collegamento tra l'ex depuratore di Varedo e quello di Rho-Pero e uno stanziamento di 3.000.000 per il ripristino ambientale del sito dismesso di Varedo. A Monza nel giro di tre anni il depuratore spenderà 12.500.000 euro per le migliorie, peraltro già previste dal Master Plan da 60.000.000.
Il capoluogo è interessato anche dalla creazione di un campo pozzi alla Boscherona per un totale di 1.000.000. Lo scolmatore di piena a Brugherio, che scongiurerà le frequenti esondazioni del Lambro, richiederà 1.000.000 di euro mentre 1.400.000 serviranno per la costruzione del collettore tra Limbiate e Cesano Maderno. Il completamento della dorsale che porterà l'acqua da Trezzo a Besana assorbirà altri 17.000.000.
Nel prossimo triennio, inoltre, l'Ato poserà venti nuove case dell'acqua sul modello delle otto che saranno inaugurate tra qualche settimana. La contropartita degli investimenti è costituita dall'aumento delle tariffe che, in media, toccherà il 6% annuo. «Gli incrementi - spiega il vicepresidente dell'Ato Adriano Poletti - variano a seconda dei comuni in quanto, finora, le diverse aziende di erogazione hanno applicato prezzi differenti. Per le famiglie, in ogni caso, i rincari rimarranno sotto i dieci euro l'anno». «Abbiamo faticato - conclude Poletti - a mettere insieme tutte le opere da attuare, ma il risultato finale è buono. Abbiamo dimostrato che la Brianza è in grado di esercitare la propria autonomia e che l'emancipazione di Monza da Milano rappresenta una realtà».

CATANZARO, NEL BANDO PER IL DEPURATORE RIENTRA LA RISCOSSIONE. CONCESSIONE VENTENNALE

Se la progettazione e realizzazione non bastano a convincere le imprese a partecipare alla gara per il nuovo depuratore (le precedenti andate deserte), il Comune aggiunge al bando anche la riscossione. Così A Catanzaro, dove il nuovo bando prevederà di affidare contestualmente ai lavori anche la riscossione dei canoni. Le modalità saranno definite dal capitolato, ma l’orientamento sarebbe quello di creare un conto corrente in cui versare gli importi dovuti dai cittadini e dal quale sarebbe poi prelevata la percentuale destinata al futuro gestore del servizio di depurazione. Ne dà notizia la Gazzetta del Sud.
L’operazione economica sarà suddivisa in parti più o meno uguali: 14 milioni di euro circa sono provenienti da finanziamento pubblico (regionale) e circa 15 milioni dovrebbero essere messi in campo dai privati, ai quali andrebbe una concessione ventennale. Rispetto alla prima gara andata deserta è stata modificata anche la localizzazione degli impianti. Dal doppio depuratore Valle del Corace - Alli si è passati infatti all’impianto unico nella Valle del Corace.
Il progetto del Comune prevede l’ottimizzazione del sistema fognario e il collettamento di almeno il 90% dei reflui prodotti sul territorio.

REGGIO EMILIA, AD AGAC INFRASTRUTTURE L’ISTRUTTORIA VERSO LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO

Per il prossimo novembre è atteso il piano industriale e per la fine del 2015 la nascita del nuovo soggetto che subentrerà ad Iren nella gestione del servizio idrico a Reggio Emilia e negli altri 44 Comuni reggiani. Il via libera è arrivato dall’Assemblea dei soci di Agac Infrastrutture, composta dai sindaci reggiani, cui spetterà il compito di verificare il valore delle reti e dei servizi e di redigere il piano industriale.
«Il passaggio elettorale ha dato un nuovo e più forte impulso al percorso - dice l'assessore ai Beni comuni Mirko Tutino, delegato dal sindaco di Reggio nell'Assemblea Agac - Il voto unanime dei sindaci della provincia mette la struttura tecnica in condizione di arrivare in tempi brevi alla produzione di un piano industriale. La grande differenza, rispetto alle delibere del Consiglio locale di Atersir (composto dalla Provincia e dai sindaci reggiani) già assunte, è che in questo caso i Comuni non agiscono come ente di controllo del servizio, ma come futuri soci del nuovo soggetto che gestirà operativamente l'acqua».
Agac Infrastrutture è la società interamente pubblica partecipata dai Comuni reggiani e possiede le reti del servizio idrico integrato realizzate fino al 2005. La società ha le caratteristiche per poter condurre, a nome dei Comuni, le analisi necessarie all'avvio della nuova società. In particolare verrà compiuta una ricognizione su tutte le infrastrutture attualmente nella disponibilità di Iren e attraverso una prima proposta di piano industriale sarà definita la struttura del nuovo soggetto che gestirà l'acqua nel nostro territorio.
I compiti assegnati ad Agac Infrastrutture - come spiega la Gazzetta di Reggio - saranno portati a termine mantenendo il rapporto con i componenti del Forum Provinciale per l'Acqua nato nei mesi scorsi per condividere il percorso di ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato.

LAZIO: SÌ A LEGGE PER ACQUA PUBBLICA, PIÙ FORZA AI COMUNI

L'acqua del Lazio è, e sarà sempre, a gestione “pubblica e partecipata” perché si tratta di un “bene naturale e un diritto umano universale”, sottratto ai meccanismi della concorrenza commerciale. Quello che prima era un principio emerso dal referendum nazionale del 2011, da oggi è legge. Il Consiglio regionale del Lazio ha infatti approvato all'unanimità la legge sull'acqua pubblica di iniziativa referendaria proposta da 39 Comuni, in testa quello di Corchiano (Viterbo), e sottoscritta da ben 40mila cittadini.
Per il governatore Nicola Zingaretti “abbiamo ancora una volta dimostrato che si può cambiare davvero il volto di questa regione. È un grande successo di cittadini e istituzioni che hanno combattuto insieme perché l'acqua restasse un bene di tutti”. A esultare sono oggi infatti soprattutto i comitati per l'acqua pubblica che hanno seguito passo passo il dibattito in Aula: “Ora auspichiamo una reazione a catena delle altre Regioni. Questa è una legge che rimette al centro finalmente gli enti locali”.
Il testo, infatti, sancisce che la gestione del servizio idrico integrato “deve essere svolta senza fini di lucro”, e dovrà avvenire a livello di bacino idrografico (i nuovi Ambiti saranno da individuare entro sei mesi), ognuno con un bilancio idrico sostenibile. Le Autorità di bacino, formate dagli enti locali coinvolti, Comuni in prima fila, dovranno gestire il sistema in modo integrato: tutti gli impianti, dagli acquedotti alle fognature, dovranno essere di proprietà pubblica. E per quegli enti locali che volessero subentrare nelle società di capitali, è stato istituito il Fondo di ripubblicizzazione, sostenuto dal bilancio regionale.

LA UE STANZIA 50 MILIONI PER UNDICI PROGETTI DI RICERCA LEGATI ALL’ACQUA

Dalle biotecnologie per il trattamento dell'inquinamento da metalli pesanti nelle acque di scarico, alla gestione intelligente delle reti di distribuzione: sono solo due esempi degli undici nuovi progetti di ricerca approvati per il finanziamento Ue, con l'obiettivo di promuovere soluzioni innovative per le sfide legate al tema dell'acqua.
Gli undici progetti, ai quali viene destinato un totale di 50 milioni di finanziamento (dalla gara 2013 “Ambiente” del Settimo programma quadro 2007-2013), coinvolgono 179 partner provenienti da organizzazioni di ricerca ed imprese private (tra cui oltre 70 Pmi), di 19 Paesi Ue. “Questi progetti aiuteranno a trovare soluzioni innovative per alcuni dei problemi più pressanti di oggi, dalla qualità delle acque alla lotta contro la loro scarsità”, afferma il commissario Ue per Ricerca, innovazione e scienza Máire Geoghegan-Quinn.
E nel presentare lo stanziamento, il commissario evidenzia come garantire l'approvvigionamento idrico sicuro e abbondante resterà un obiettivo chiave anche nell'ambito del programma Orizzonte 2020.

TOSCANA, AIT: DOMANDA DI RIMBORSO QUOTA DEPURAZIONE ENTRO SETTEMBRE

Scadrà il 30 settembre la possibilità per i cittadini di alcune zone della Toscana di fare richiesta del rimborso per la quota tariffaria relativa alla depurazione, non ancora realizzata (come indicato nella sentenza 335/2008 della Corte costituzionale). "È l'ultima data possibile perché siamo già oltre i termini indicati dal Ministero dell'Ambiente. Infatti, se applicassimo l'interpretazione ministeriale, la possibilità di ricevere rimborsi sarebbe già ampiamente scaduta, addirittura il 15 ottobre dello scorso anno, perché la sentenza era del 16 ottobre 2008 e dava possibilità di istanze di rimborso per i soli 5 anni successivi", si legge in una nota dell'Autorità Idrica Toscana.
La scadenza interessa gli utenti delle aziende che erogano il servizio idrico nelle zone di Livorno, Massa Carrara e provincia di Lucca, Firenze e area metropolitana (province di Prato e Pistoia). Le richieste di rimborso per la mancata depurazione, quindi, devono essere rivolte ai gestori di Asa, Gaia, Publiacqua (sui loro siti web sono rintracciabili le informazioni per fare domanda di rimborso).
L'Autorità Idrica Toscana, a garanzia di tutte le parti, "invita tutti i gestori coinvolti e tutti i sindaci dei Comuni interessati dal diritto al rimborso a pubblicizzare massimamente questa notizia, in modo che i cittadini possano essere informati di questa opportunità".

LA COMMISSIONE UE LANCIA UNA CONSULTAZIONE PUBBLICA ACQUA POTABILE

La commissione Europea ha lanciato nei giorni scorsi una consultazione pubblica sulla politica Ue in materia di acqua potabile per identificare le aree che possono esser migliorate. La consultazione - spiega la commissione - rappresenta ''una risposta concreta a 'Right2Water', il primo esempio di iniziativa dei cittadini europei giunta in porto''. ''La fornitura di acqua potabile sicura e di buona qualità in tutta l'Unione europea rappresenta un risultato importante della normativa Ue - afferma il commissario Ue all'Ambiente Janez Potocnik -, ma dobbiamo anche considerare le sfide future e affrontare i problemi segnalati dall'iniziativa dei cittadini. Ciò significa proseguire il dialogo con i cittadini e ascoltare le aspettative dei consumatori e delle altre parti interessate sulla futura normativa dell'Ue”. Questo, osserva Maros Sefcovic, vicepresidente e commissario per le Relazioni interistituzionali e l'amministrazione, “costituisce in realtà solo il punto di partenza del processo. È solo adesso che iniziamo a mantenere le nostre promesse”.
Dalla consultazioni si dovrebbe ottenere ''una migliore comprensione delle opinioni dei cittadini sulla necessità e sulle possibili azioni che potrebbero essere intraprese per migliorare la fornitura di acqua potabile di qualità elevata”. Le problematiche riguardano ''l'attuale livello di qualità dell'acqua potabile, le principali minacce per l'acqua potabile, le esigenze di informazione dei cittadini''. La consultazione è aperta fino al 15 settembre 2014. Inoltre, la commissione Ue intende avviare ''presto un dialogo strutturato tra le parti interessate per quanto riguarda la trasparenza nel settore dell'acqua”.

FRIULI, LA PRESIDENTE SERRACCHIANI: "PIANO REGIONE MODELLO DA ESPORTARE"

"Il Piano d'ambito del Cato Centrale Friuli e' un modello di buona prassi da esportare anche in altri settori perche' pone l'intero Friuli Venezia Giulia all'avanguardia". Lo ha evidenziato la presidente della Regione Debora Serracchiani, intervenendo a Udine alla presentazione del nuovo Piano che interessa gli utenti dei gestori del servizi idrico, Carniacque Spa, Cafc Spa, Acquedotto Poiana Spa dei 136 Comuni udinesi.
La presidente ha osservato quanto sia "importante l'opera di chi investe nel rinnovamento e nell'adeguamento delle infrastrutture acquedottistiche di competenza, assicurando al contempo lavoro e occupazione nelle imprese del Friuli Venezia Giulia e dimostrando capacita' di aggregazione tra le realta' locali e di razionalizzazione della spesa".
Serracchiani ha cosi' rivolto ai rappresentanti delle tre societa' di gestione e ai numerosi sindaci intervenuti il plauso dell'Amministrazione per il percorso intrapreso, che portera' ad attivare interventi per rinnovare la rete acquedottistica, in un'ottica di estensione ai territori non ancora serviti. Il nuovo Piano d'ambito si configura infatti come un business plan e ha l'obiettivo di pervenire al miglior utilizzo delle entrate derivanti dalle tariffe dell'acqua che, e' stato ribadito, sono piu' basse rispetto ad altre realta'.

TRIESTE, AQP TRA REGIONE E MINISTERI PER L’OPERA DI DEPURAZIONE DA 52,2 MLN

La Regione Friuli Venezia Giulia e i ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico hanno firmato nei giorni scorsi l'Accordo di Programma di Quadro (Apq) con cui potrà partire ufficialmente l’adeguamento dell’impianto di trattamento reflui di Servola, a servizio della città di Trieste. L’opera avrà un costo complessivo di 52,2 mln e si avvrrà anche di unh contributo della Regione pari a 740mila euro per venti annualità.
Acegas-Aps, gestore idrico del territorio, ha sviluppato la fase di progettazione definitiva dell’impianto e ha anche curato, con la collaborazione del Comune e della Cato (Consulta d’Ambito territoriale Ottimale), l’iter che ha portato al rilascio delle autorizzazioni necessarie per l'inizio dei lavori di adeguamento. L’intervento prevede alcuni lavori nel vecchio impianto, la bonifica di un’area di 27.000mq nell’area dell’ex Scalo Legnami, la costruzione di collegamenti e sottopassi ferroviari tra l’impianto attuale e quello nuovo e la costruzione della nuova sezione di trattamento.
Il gestore triestino, già nel 2012, con un’azione condivisa con Comune e Cato, aveva curato una suddivisione dell’intervento in stralci funzionali, facendone partire l’esecuzione in base alle risorse economiche via via disponibili. Sono stati nel tempo realizzati la rimozione e l'eliminazione delle tettoie con copertura in ethernith, l’indagine sugli ordigni bellici, il rifacimento della sezione di grigliatura fine all’ingresso dell’impianto (opera che si concluderà entro il prossimo 31 luglio), la ristrutturazione di una cabina elettrica all’interno dell’impianto e la progettazione e l’eliminazione dello scarico di Barcola.

ANBI, NECESSARIO COMITATO CONSULTIVO SU COLLEGATO AMBIENTE

''Nel momento in cui, con il testo del Collegato Ambiente, si provvede all'istituzione delle Autorità di distretto idrografico, non si può trascurare di prevedere una partecipazione quanto meno consultiva dei Consorzi di bonifica all'azione delle nuove Autorità''. Lo ha chiesto l'Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni (Anbi) durante l'audizione informale alla commissione Ambiente della Camera in merito al disegno di legge ''Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali”, collegato alla Legge di Stabilità 2014.
La richiesta è stata quella di un ''comitato di Consultazione che consenta la partecipazione di istituzioni, come i Consorzi di bonifica, che svolgono azioni operative, rilevanti sia per la difesa del suolo che per la gestione delle acque”, in modo da ''realizzare un raccordo tra l'organo di pianificazione e gli enti che operano sul territorio”.
L'associazione ha inoltre chiesto che anche per il consumo di energia finalizzato all'esercizio degli impianti idrovori e idraulici siano applicati i regimi tariffari speciali previsti dalla legislazione per i grandi consumatori industriali di energia elettrica.

ACCORDO EATALY - ACEA, L’ACQUA DI ROMA TRA LE SPECIALITA’ ALIMENTARI

L’acqua dei ''nasoni'' di Roma sbarca tra le specialità alimentari di Eataly. Le tipiche fontanelle saranno a disposizione del visitatori del negozio della Capitale grazie all'accordo firmato dalla struttura con l'Acea per valorizzare l’acqua di Roma, ''la più buona d'Italia'' secondo il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti.
L'accordo prevede la realizzazione di diverse iniziative dedicate all’acqua come bene primario e come risorsa fondamentale da usare in modo sempre più sostenibile a partire dalle 'Giornate dell'acqua di Roma' che si terranno in primavera negli spazi del negozio e dai corsi di cucina ed educazione alimentare 'Acqua … For dummies'. Inoltre, sarà esposta presso Eataly la scultura 'Conversazioni' di Oliviero Rainaldi, di proprietà dell'Acea.
''Siamo molto soddisfatti di questa partnership - hanno dichiarato il presidente e l'a.d. di Acea, Giancarlo Cremonesi e Paolo Gallo - perché garantirà a un numero sempre maggiore di cittadini di conoscere l'ottima qualità dell’acqua di Roma''.
''Ci si può lamentare di tante cose a Roma, ma non dell’acqua, purché resti pubblica, non troppo costosa e buona così'', ha aggiunto Farinetti. ''Dico sempre che il rubinetto batte la bottiglia, perché l’acqua pubblica è la migliore e la più controllata. Questo accordo restituisce finalmente un po' di orgoglio ai nostri acquedotti'', conclude il sottosegretario alle Infrastrutture Erasmo De Angelis.

LAZIO: SÌ A LEGGE SU ACQUA PUBBLICA, ECCO COSA DISPONE

La legge sull'acqua pubblica approvata dal Consiglio regionale del Lazio stabilisce innanzitutto che “l'acqua è un bene naturale e un diritto umano universale”. Così spiega una scheda diffusa dalla Pisana. Da questo principio, che recepisce lo spirito dei referendum nazionali del 2011, discende che “tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili”. La gestione del servizio idrico integrato “deve essere svolta senza finalità lucrative e ha come obiettivo il pareggio di bilancio, persegue finalità di carattere sociale e ambientale”. Vengono aboliti i vecchi Ato, Ambiti territoriali ottimali: la gestione dell'acqua dovrà avvenire nel bacino idrografico, e in base a un preciso bilancio idrico che dovrà assicurare “l'equilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico” e dovrà essere aggiornato con cadenza almeno quinquennale. Ogni anno le autorità di bacino dovranno predisporre “un report sulle perdite idriche nelle reti di distribuzione”. Gli ambiti di bacino idrografico dovranno essere individuati dalla Regione entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, attraverso un nuovo provvedimento legislativo. Ciascun ambito sarà “governato” da un'autorità di bacino, a cui partecipano gli enti locali corrispondenti per territorio. I delegati degli enti locali partecipano alle "assemblee decisionali di bacino" con vincolo di mandato. La gestione del servizio idrico dovrà avvenire in maniera integrata: “Le opere di captazione, gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato - si legge all'articolo 6 - sono di proprietà degli enti locali e sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico”. Saranno inoltre costituiti due fondi: il primo destinato alla “ripubblicizzazione” di cui possono beneficiare gli enti locali che vogliono tornare a gestire il servizio “subentrando a società di capitale”. Tale fondo sarà finanziato nel triennio 2014-2016 da un apposito capitolo di bilancio. Il secondo, avrà carattere di “solidarietà internazionale”, “al fine di concorrere ad assicurare l'accesso all'acqua potabile a tutti gli abitanti del pianeta” e sarà destinato a progetti cooperativi, escludendo ogni forma di profitto privato.

BRUXELLES DÀ IL VIA AL BANDO PER PROGETTI LIFE DA 238,86 MILIONI

Eco-progetti innovativi cercasi. A lanciare il nuovo bando del programma Life è la Commissione europea, che per il 2014 stanzierà 238,86 milioni di euro. L'obiettivo è rispondere alle sfide ambientali in tutta Europa, specie sul fronte di conservazione della natura e biodiversità, efficienza delle risorse, governance e informazione ambientale. Grazie a questi fondi, secondo il commissario Ue all'ambiente Janez Potocnik, "si contribuirà a realizzare una crescita sostenibile tramite investimenti in un'economia efficiente nell'impiego delle risorse e si consentirà agli Stati membri e alle autorità locali di attuare piani e strategie in ambiti fondamentali quali la natura, i rifiuti, l'aria e l'acqua". Il sottoprogramma, che rientra nel programma LIFE dell'UE per il periodo 2014-2020, metterà a disposizione nei prossimi sette anni oltre due miliardi e mezzo di euro per l'ambiente. Per i progetti classificati come "tradizionali", la Commissione accoglie con particolare favore le proposte in linea con le tematiche prioritarie di progetto indicate nel programma di lavoro pluriennale LIFE per il periodo 2014-2017. Le organizzazioni interessate possono fare domanda entro il 16 ottobre 2014 per i progetti tradizionali e entro il 10 ottobre 2014 per i progetti integrati.

CAMPANIA: 230 MILIONI PER IMPIANTI DEPURAZIONE, PER CALDORO “GIORNATA STORICA”

Duecentotrenta milioni di euro destinati dalla Regione Campania per mettere a norma i cinque impianti di depurazione delle acque reflue del territorio regionale, compreso il grande impianto dei Regi Lagni. Di questi fondi 30 milioni sono stati già spesi, mentre i rimanenti 200 milioni saranno messi a gara nei prossimi giorni. Complessivamente, per tutto il collettamento delle acque reflue e le reti idriche dei 72 Comuni a Nord di Napoli dove risiedono circa 2,5 milioni di abitanti vengono destinati più di 400 milioni di euro.
Le risorse sono per il 90 % a valere sui fondi POR sia dell’attuale che prossima programmazione. Dei cinque impianti di depurazione previsti tre sono già in gara (il bando prevede che l’impresa aggiudicatrice effettui i lavori e per cinque anni è anche gestore degli impianti). Per i rimanenti due depuratori, l’assegnazione è vicina.
Il presidente della giunta regionale della Campania Stefano Caldoro, in conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia ha parlato di “giornata storica”. “Con questi Grandi Progetti avviamo - ha detto - un processo di tranquillità per quel che riguarda la depurazione, e pensiamo di rispondere anche alle numerose infrazioni comunitarie che finora c’hanno perseguitato a valle e a monte”.
“Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale europea - aggiunge Caldoro - delle gare relative all’affidamento della progettazione esecutiva, del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e dell’esecuzione dei lavori necessari per la rifunzionalizzazione e adeguamento delle sezioni di trattamento degli impianti di depurazione di Cuma e Napoli Nord, manteniamo gli impegni assunti con il Grande progetto sui Regi Lagni”.
“In particolare - sottolineano gli assessori regionali Edoardo Cosenza, coordinatore dei Grandi progetti e Giovanni Romano, delegato all’Ambiente - l’importo relativo al quadro economico dei lavori che riguardano l’impianto di Cuma è pari a 49 milioni 941mila euro; l’importo del quadro economico dell’impianto di depurazione Napoli Nord è pari a 36 milioni 587mila euro. A queste cifre vanno aggiunte quelle necessarie alla gestione dei due depuratori. Grazie alla sinergia con la Procura di Santa Maria Capua Vetere e il Provveditorato alle Opere pubbliche di Campania e Molise, sono state bandite tutte le cinque gare che riguardano i depuratori, per un importo di 200 milioni di euro a valere sul Grande progetto Regi Lagni”, concludono.

EMILIAROMAGNA: PIANI GESTIONE ACQUE, AL VIA PERCORSO PARTECIPATO

Al via il percorso di partecipazione che portera' all'aggiornamento dei Piani di gestione dei distretti idrografici adottati nel 2010 in attuazione della direttiva comunitaria "Acque". L'obiettivo e' quello di dotarsi, entro la fine del 2015, di nuove misure per garantire una maggiore tutela qualitativa e quantitativa delle acque emiliano-romagnole.
Il tema e' stato al centro di un convegno che si e' svolto a Bologna nella sede della Regione, con la partecipazione dell'assessore regionale alla Difesa del suolo Paola Gazzolo e dei segretari generali dell'Autorita' di bacino dei fiumi Po, Arno e Tevere.
Nel corso dei lavori e' stato annunciato l'avvio di un ciclo di incontri di ascolto, dialogo e confronto con i vari soggetti portatori di interesse; promossi e organizzati dalla Regione, si svolgeranno nelle prossime settimane nella sede di viale della Fiera 8. Tra i primi temi affrontati, quelli dei servizi idrici integrati e dell'energia.
"La partecipazione e' lo strumento fondamentale con cui dare nuovo impulso alle politiche di tutela e risanamento della risorsa idrica - ha affermato l'assessore Gazzolo -. Nei singoli settori, civile, produttivo e agro-Zootecnico, e' necessario definire misure piu' moderne ed efficaci per la salvaguardia dell'acqua, capaci di conciliarne i diversi usi e assicurarne una gestione sostenibile e di lungo periodo".

AREZZO, I COMUNI SOCI DI NUOVE ACQUE: TAGLIO AI DIVIDENDI PER ABBASSARE LE TARIFFE

Dal taglio dei dividendi spettanti ai Comuni soci di Nuove Acque (il gestore idrico aretino), le risorse per contenere le bollette del servizio idrico. E’ stata dunque accolta la proposta avanzata nei giorni scorsi dal sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani.
I sindaci, riuniti in assemblea, hanno evidenziato che in questa situazione di gravissima crisi economica e sociale non è pensabile aumentare le bollette dei servizi pubblici. Ed hanno quindi concordato di rinunciare agli utili derivanti ai Comuni da Nuove Acque e di destinarli a favore delle famiglie e delle imprese. Le tariffe verranno quindi ridotte. Le questioni tecniche saranno adesso affrontate in sede di Autorità idrica toscana (Ait) ma la decisione politica è già stata assunta questa mattina.

ACQUA POTABILE, LA PROCURA DI NAPOLI APRE UN'INCHIESTA

La questione della potabilità dell'acqua di Napoli, tornata alla ribalta della cronaca con la pubblicazione di un servizio di copertina intitolato "Bevi Napoli e poi muori" sul settimanale L'Espresso, che riporta i risultati di una ricerca commissionata dal comando americano di Napoli ed eseguita su campioni di acqua, cibo, terreni, fumi raccolti dal 2009 al 2011 su un’area di oltre mille chilometri quadrati, costata ben 30 milioni di dollari, è ora oggetto di un’indagine della magistratura.
La procura di Napoli ha infatti deciso di aprire un'inchiesta sulla questione, acquisendo una serie di atti presso la Regione Campania, l'Arpac e le autorità militari statunitensi che negli anni scorsi disposero analisi sulla qualità dell'acqua in Campania. L'inchiesta, condotta dai pm della Dda Antonello Ardituro e Marco Del Gaudio è scaturita da indagini su appalti assegnati, con i criteri della somma urgenza, a ditte sospettate di legami con il boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria. Al momento, però, non risulta alcun indagato.
Dopo la pubblicazione dell’articolo, il Comune di Napoli aveva denunciato il settimanale, formulando una richiesta di risarcimento. "Una copertina vergognosa, che merita una risposta immediata" era stata il commento del sindaco Luigi de Magistris, che ha spiegato in più occasioni che "l'acqua di Napoli è la più controllata d'Italia e assolutamente potabile", mostrando anche i dati delle analisi effettuate dall'ABC (azienda speciale del Comune che si occupa dell'erogazione idrica a Napoli).

PARMA, PROTOCOLLO D’INTESA PER PORTARE L’ACQUA DI RUBINETTO NELLE SCUOLE CITTADINE

A Parma, nelle mense scolastiche dei nidi, delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado, a partire dall’anno scolastico 2014-2015, sarà utilizzata solo acqua del rubinetto. Questo il contenuto del Protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi da Nicoletta Paci, vicesindaco con delega alla scuola e servizi educativi; Gabriele Folli, assessore ambiente e mobilità; Loris Borghi, rettore Università Studi di Parma; Francesco Zilioli, direttore Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione - Ausl Parma; Vito Belladonna, direttore Atersir; Lorenzo Bagnacani, Presidente Iren acqua gas Spa e il professor Renzo Valloni, direttore del Centroacque.eu dell’Università degli studi di Parma.
“Si tratta di un momento importante - ha precisato l’assessore Folli - per fare in modo che l’acqua di rete sia apprezzata non solo dai ragazzi che frequentano le scuole comunali di Parma, ma anche dalle loro famiglie. Le implicazioni legate al mancato utilizzo di bottiglie di plastica sono molto rilevanti da un punto di vista ambientale”. Una tesi condivisa dal direttore di Atersir Vito Belladonna che ha sottolineato come “l’acqua di rete sia di buona qualità, lo scorso anno in Italia il consumo medio di acqua in bottiglie sia stato di 200 litri pro capite con un’incidenza pari a 1.400.000 tonnellate di CO2”. Un dato che potrebbe essere ridimensionato proprio grazie alle buone pratiche legate all’utilizzo dell’acqua del rubinetto.
Il vicesindaco Nicoletta Paci, con delega alla scuola ed ai servizi educativa, si è soffermata sul valore formativo del progetto. “L’accordo - ha spiegato - è stato inserito nel nuovo bando della ristorazione dove è previsto l’uso dell’acqua di rete nelle mense scolastiche”. “Nel mese di maggio - ha aggiunto - il percorso proseguirà con incontri rivolti a insegnanti e genitori per informarli su come l’acqua di rete sia una risorsa per il territorio in quanto sana e controllata, a volte, migliore di quella in bottiglia”.
Lorenzo Bagnacani ha parlato del protocollo come di uno strumento che introduce “cambiamenti culturali attraverso un processo virtuoso legato ad un approccio innovativo all’acqua di rete. Ed ha ricordato che l’acquedotto di Parma è di 2.900 Km e che ogni anno vengono effettuate da Iren 640.000 analisi di cui 100mila su territorio di Parma. E’, quindi, giusto informare sulla qualità dell’acqua garantita dai gestori per promuovere comportamenti virtuosi”.
La sottoscrizione del protocollo di intesa rappresenta, quindi, per il Comune una priorità per l’impatto ambientale legato al passaggio dall’acqua in bottiglia all’acqua di rete che avverrà nel rispetto delle più strette garanzie legate al controllo dell’acqua stessa da parte dell’Ausl - Servizio di Igiene degli alimenti e nutrizione e di Iren che verificano la qualità dell’acqua potabile lungo tutta la sua filiera: dall’origine, attraverso le reti di distribuzione, alle utenze. A ciò si affianca l’azione svolta dall’Università con specifici gruppi di ricerca sul tema acqua come il Centro Acque ed Atersir che promuove l’utilizzo dell’acqua potabile in vista della riduzione dei rifiuti.

ATO PALERMO, ESPOSTO DEI SINDACATI CONTRO LA RICONSEGNA DEL SERVIZIO AI SINGOLI COMUNI

I sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uilm, Ugl Chimici e Cisal Federenergia non condividono la decisione della Regione siciliana di volere smembrare l'Ato idrico palermitano per riconsegnare il servizio ai singoli Comuni. "La proroga decisa alla fino al 31 ottobre è da ritenere positiva in quanto garantisce per circa 3 mesi la ricerca di soluzioni idonee. Ma siamo assolutamente contrari e riteniamo contra legem l'intervento della Regione che vuole obbligare i Comuni a gestire in proprio il servizio - dicono i sindacati congiuntamente, che sulla vicenda hanno deciso di presentare un esposto -. La restituzione ai singoli Comuni non apre le porte automaticamente alla ripresa del servizio pubblico: molti Comuni non sono in grado di gestire il servizio e stanno esternalizzando a soggetti privati attraverso il ricorso ad appalti e subappalti".
I sindacati hanno quindi deciso di rivolgersi ai magistrati contro la restituzione del servizio ai singoli Comuni. "Oltre a non essere prevista dall'ordinamento, proprio in questi giorni qualche Comune si è ripreso il servizio dall'Ato per affidarlo immediatamente a soggetti privati", è la denuncia. E intendono prendere iniziative pubbliche alla presenza delle istituzioni e di tutti i sindaci "al fine di convergere sulla soluzione Amap", a maggior ragione dopo l'impegno preso dal sindaco Orlando, che ha confermato la disponibilità dell'amministrazione ad acquisire la gestione del servizio nei 52 Comuni e tutti i lavoratori.
I sindacati, che hanno incontrato i vertici regionali insieme ad alcuni sindaci dei 52 Comuni interessati dalla proroga del servizio gestito dall’Ato, hanno dichiarato che manterranno “alta la guardia per la continuità e funzionalità del servizio e la tutela di tutti i 203 lavoratori'' ex Aps (gestore uscente e in liquidazione).
La proroga fino a novembre del servizio all’Ato, decisa dal prefetto, è stata adottata a seguito del passo indietro di Onda Energia, la società di Siracusa vincitrice della gara per il servizio idrico nei Comuni della provincia palermitana. L'amministratore delegato di Onda Energia ha comunicato alle organizzazioni sindacali che la difficoltà principale rimane l'obsolescenza e la vetustà degli impianti, la cui messa a norma, secondo la stima della stessa Ato, comporterebbe un investimento di circa 30 milioni di euro.

BELLUNO, COMUNI CONTRO IL RINCARO DELLE TARIFFE: APPELLO AL GOVERNO CONTRO AEEGSI

Dal comune di Feltre (BL) all’Anci veneta, contro i rincari delle tariffe del servizio idrico integrato. La richiesta del Comune sarà infatti portata avanti dall’associazione dei Comuni che si rivolgerà all’Aeegsi perché modifichi parametri di calcolo; almeno questo nelle intenzioni degli amministratori.
Nell'ultimo incontro del Consiglio «Dolomiti bellunesi», in cui si sarebbero dovute predisporre le tariffe del servizio idrico per gli anni 2014 e 2015, il Comune di Feltre ha presentato un punto all'ordine del giorno con il quale si impegnava il presidente del Consiglio di bacino Daniela Larese Filon (sindaco di Auronzo di Cadore) a sollecitare l'Anci ad assumere una posizione contraria nei confronti del nuovo metodo di calcolo dell'Authority, che ha determinato rincari delle bollette, metodo che sarebbe - nella valutazione degli amministratori - contraria al referendum del 2011.
L’obiettivo del Comune è quello di chiedere al governo nazionale di modificare l'attuale quadro normativo, con il contestuale ritiro all'Authority della “delega” per la determinazione delle tariffe. Contro i rincari decisi dall’Ato e confermati dall’Aeegsi, alcuni soggetti sarebbero pronti ad avviare una class action nei confronti del gestore idrico Bim Gsp, sostenendo che sia stato violato il principio di irretroattività degli atti amministrativi. Contro l’Aeegsi sarebbe pronto un ricorso al Tar Lombardia.
Secondo il Corriere del Veneto, potrebbe aprirsi un nuovo scenario: la richiesta di accertamento delle responsabilità individuali nella creazione del debito del gestore, un’azione che avrebbe risvolti civili e penali, e che potrebbe chiamare in causa sindaci e amministratori. «Siamo andati a consultare i bilanci di Bim Gsp, e abbiamo riscontrato irregolarità nel bilancio al 31 dicembre 2012», ha spiegato l'avvocato veneziano Alberto Pagnoscin, che con il collega Augusto Palese cura le iniziative legali. Nel documento, ha puntualizzato, «si vantavano crediti per 30 milioni di euro, derivanti dall'aumento delle tariffe, che però è stato approvato dall'Authority soltanto a novembre 2013. Quindi è stata messa una posta che non esisteva: mettere un credito non approvato dall'unica autorità delegata a farlo significa creare un falso. Se un bilancio è falso, questo espone a azioni di carattere penale per colpire i responsabili».

ECOSTP2014, A VERONA LA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA DEPURAZIONE

Presentato nei giorni scorsi la conferenza internazionale “EcoSTP2014-Ecotechnologies for Wastewater Treatment”, evento dedicato al trattamento delle acque reflue che si terrà a Verona dal 23 al 27 giugno. All’appuntamento erano presenti Mario Pezzotti, delegato del rettore alla Ricerca, Francesco Fatone, ricercatore di Impianti Chimici dell’università di Verona, Massimo Mariotti, presidente di Acque Veronesi, Alberto Tomei, presidente di Azienda Gardesana Servizi, Angelo Cresco, presidente di Depurazioni Benacensi, Luciano Franchini, direttore del Consiglio di Bacino Veronese, e Paolo Rocca, direttore tecnico di Arpav.
“Ecostp2014” è organizzato da Università di Verona, Politecnico di Milano, Istituto di Ricerca sulle Acque del Cnr, Consiglio di Bacino Veronese, Acque Veronesi, Azienda Gardesana Servizi, Ordine degli Ingegneri Verona e provincia grazie anche alla collaborazione del Comune di Verona.
Mariotti ha commentato: “I processi di depurazione rappresentano l’ultimo passaggio del processo di convivenza uomo-ambiente in tema idrico. Acque Veronesi gestisce circa 70 depuratori in tutta la provincia di Verona e dedica impegno ed attenzione ad un tema fondamentale come la depurazione e una sua corretta gestione dell’acqua. Tra gli impianti di depurazione nel Veronese il più grande è quello di Basso Acquar, che serve tutto il territorio del Comune di Verona, lavorando su una portata di 30 milioni di metri cubi all’anno (30 miliardi di litri) e un carico di 410mila abitanti. L’evoluzione delle normative ambientali rendono necessari continui controlli e verifiche. L’incontro internazionale di oggi illustra interessanti ed innovative metodologie scientifiche che serviranno ad affrontare al meglio le problematiche relative ai numerosi impianti controllati. Dal 23 al 27 giugno, Verona ospiterà una delegazione proveniente da 41 paesi che rappresenta il meglio della “green economy” mondiale”.
Le sfide globali, lo stato dell’arte e le nuove frontiere delle ecotecnologie per il trattamento delle acque reflue. Questi i temi che si discuteranno nella conferenza internazionale EcoSTP2014-Ecotechnologies for Wastewater Treatment, “vetrina” degli studi e prime applicazioni in atto su processi e metodologie di gestione innovative e intelligenti, senza tralasciare applicabilità e sostenibilità tecnica, economica e ambientale.
Un vero esercito di esperti da tutto il mondo si riunirà nella città veneta per parlare di risparmio energetico, l’applicazione e lo sviluppo di innovazioni tecnologiche con minimo impatto sull’ambiente, la riduzione di emissioni gas serra, il recupero di energia rinnovabile (biogas, bioidrogeno) e materia (bioplastiche) dalle acque reflue.
Il programma dettagliato è consultabile sul sito Ecostp .

ACQUEDOTTO LUCANO, ASSEMBLEA SU BILANCIO ATTIVITA’

Da aprile a dicembre 2013 su 60 mila utenti di Acquedotto Lucano non in regola con i pagamenti, circa 25 mila hanno iniziato a pagare i debiti accumulati: fino a oggi sono stati recuperati circa 10.500 euro su 33 milioni, e sono state sospese 213 forniture idriche e fognarie (non domestiche).
I dati sono stati resi noti a Potenza, nel corso dell'assemblea degli azionisti di Acquedotto Lucano, per l'approvazione della relazione sulla gestione e gli investimenti. ''La task force - secondo quanto ha reso noto l'ufficio stampa - messa in piedi dal presidente di Al, Rosa Gentile, andrà avanti senza sosta per recuperare i crediti vantati dai morosi e far venire allo scoperto gli abusivi, gli utenti cioè che usano l’acqua per scopi differenti da quelli previsti nel contratto o quelli che, pur non avendo sottoscritto alcun contratto con l'azienda, usufruiscono del servizio''.
Nonostante le difficoltà legate all'attuale momento di crisi, ai nuovi impegni e alla gestione delle reti idriche, nel 2013 ''Acquedotto Lucano - ha detto Gentile - è riuscito a mettere in campo una serie di azioni che hanno prodotto risultati molto significativi, come attesta la positiva variazione della situazione finanziaria'', e ''i risultati conseguiti in particolar modo negli ultimi mesi - ha concluso - sono la conseguenza positiva del nuovo corso avviato di concerto dalla Regione, grazie al quale sarà possibile perseguire l'equilibrio economico e finanziario della gestione del servizio idrico integrato''.
Il direttore generale Gerardo Marotta ha ricordato che, per quanto riguarda gli investimenti di Al, esistono ''difficoltà causate dai tempi, ormai lunghissimi, necessari alla acquisizione di pareri ed autorizzazioni in fase progettuale, nonché dal patto di stabilità'' ma per le opere non sottoposte al vincolo, il programma ''è stato quasi interamente concluso, una buona parte degli interventi è già stata rendicontata, e gli altri nove interventi ancora in esecuzione sono in fase di completamento: lintero programma, per circa undici milioni di euro, potrà essere rendicontato entro il primo semestre del 2014''.

FROSINONE, DA ACEA ATO 5 INVESTIMENTI PER 62 MLN

Addio alle fosse biologiche nella città di Frosinone. Questo l’impegno assunto tra il sindaco del capoluogo Nicola Ottaviani ed i dirigenti di Acea Ato 5, gestore idrico d’ambito. Nei prossimi anni verranno investiti 62 milioni di euro per adeguare il sistema degli acquedotti provinciali, gli impianti di fognatura e quelli di depurazione.
Soddisfatto il primo cittadino: «L’Acea si è impegnata affinché i lavori inizino già dal prossimo mese con l'ampliamento del depuratore che dovrebbe completarsi tra qualche mese. In questo modo si riuscirà a garantire il fabbisogno di altre 4-5 mila utenze ed evitare di costringere i costruttori a realizzare impianti di depurazione e di filtraggio delle acque nere sul territorio».

AMBIENTE: AVEZZANO; COMUNE DÀ OK AD ARAP PER DEPURATORE

Puzzle delle autorizzazioni dei vari Enti al completo, il Comune di Avezzano autorizza l'Arap (ex nucleo industriale) a mettere in funzione le macchine del nuovo depuratore in località Borgo via Nuova-strada 2: l'ok, sottoscritto dopo l'analisi dei vari certificati, chiude il cerchio e dà il via a una stagione nuova nel delicato settore della depurazione e, quindi, della tutela dell'ambiente e del comparto agricolo.
Obiettivo centrale per l'amministrazione Di Pangrazio, ribadito nella conferenza stampa in Municipio, in perfetta sintonia con Tiziano Pietrucci, (presidente dell'Arap), Francesco Sciarretta (presidente del consorzio di bonifica), i rappresentanti di Coldiretti (Massimiliano Volponi e Dino Mestieri), Confagricoltura (Stefano Fabrizi), Acqua nostra (Gianvincenzo Sforza), Centro giuridico del cittadino (Augusto Di Bastiano).
L'entrata in funzione dell'impianto, dopo circa sedici anni di attesa, determinerà il superamento dei problemi igienico-ambientali dovuti alla carenza di depurazione. "Quando ci sono le sinergie giuste e si opera insieme", ha sottolineato il sindaco, Gianni Di Pangrazio, "si vedono i risultati. In meno di un mese, grazie alla collaborazione di Arap, Consorzio di Bonifica, Arta, Asl, Provincia, Ato, Cam ed Enel, e allo stimolo dei rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura, Cia, comitato Acqua nostra e Centro giuridico del cittadino, abbiamo centrato un obiettivo importante che consentirà al territorio di recuperare il tempo perduto negli anni precedenti". "Anni e anni di scarsa sensibilità ambientale hanno rischiato di portare l'intera Marsica sull'orlo del baratro", ha sottolineato l'assessore all'ambiente, Roberto Verdecchia, "l'Amministrazione Di Pangrazio, sensibile ai temi della salvaguardia dell'ambiente, della salute e del comparto agricolo, un volano primario dell'economia marsicana con un perfetto gioco di squadra con gli altri protagonisti della questione ha bruciato le tappe e raggiunto l'obiettivo".

CONTATORI IDRICI VERSO LA METROLOGIA SMART, APPUNTAMENTO L’11 LUGLIO A ROMA

“Acqua: la metrologia non è mai stata così smart” è il titolo del convegno organizzato dal Gruppo Italia Energia, in collaborazione con Unioncamere e Anima, che si svolgerà a Roma il prossimo 11 luglio. L’obiettivo del convegno è quello di approfondire il tema del recepimento delle ultime novità regolatorie e di verifica della misura nel decreto acqua e calore e i primi regolamenti in merito di Unioncamere.
Al convegno parteciperanno, tra gli altri, Anna Signore (Ministero dello Sviluppo economico), che illustrerà i contenuti del decreto acqua e calore; Francesca Gialdini (Aeegsi); Lorenzo Petrilli (Accredia), Ugo Pagani (A2A) e Claudio Cosentino (Direttore del servizio idrico di Federutility).
Per informazioni e registrazioni: Canale Energia.

VARESE, APPROVATO IL PIANO D’AMBITO

La Provincia di Varese ha approvato il nuovo Piano d’Ambito che illustra gli investimenti e le necessità del territorio in merito alle rete idrica, fognaria e depurativa dell’intera provincia di Varese. Si tratta dello strumento guida che il costituendo gestore unico in house dovrà seguire per ottimizzare il servizio.
Il documento è stato elaborato seguendo una modalità di trasparenza e condivisione tra i sindaci, i tecnici amministrativi di tutti i comuni del Varesotto insieme agli attuali gestori e l’Ato.
Oltre al Piano degli investimenti, è stato approvato anche il Modello gestionale organizzativo del futuro gestore e il Piano economico finanziario.

ABBANOA RADDOPPIA GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE IN GALLURA

Con il nuovo anno Abbanoa raddoppia i fondi per le manutenzioni in Gallura: da 347mila euro spesi nell'ultimo trimestre 2013 il gestore idrico passerà agli oltre 700mila programmati per il primo trimestre 2014. L'aumento è stato possibile grazie al nuovo appalto, complessivamente 12 milioni di euro per i prossimi tre anni, sugli interventi nelle reti del distretto 7 di Olbia.
I lavori riguardano i comuni di La Maddalena, Palau, Arzachena, Aggius, Aglientu, Bortigiadas, Calangianus, Luogosanto, Luras, Santa Teresa, Sant'Antonio, Tempio Pausania, Olbia, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Monti, Padru e Telti. Per quanto concerne i 700 mila euro per il primo trimestre 2014, 350 mila euro saranno utilizzati per le manutenzioni ordinarie (riparazioni di perdite) in tutti i Comuni, e 350 mila euro per manutenzioni straordinarie (interventi di sostituzione di interi tratti di rete). Nei prossimi sei mesi si è deciso di dare priorità a interventi straordinari sulla reti idriche e fognarie di Arzachena, per un investimento complessivo di 203 mila euro.

PERGINE (TN), 2,3 MLN PER ACQUEDOTTO E FOGNATURA DA PARTE DI STET

Avvio da parte di Stet spa (Servizi Territoriali Set Trentino) della procedura per la realizzazione delle reti idriche e fognarie nel territorio di Pergine (TN). Si tratta del rifacimento della rete idrica e ristrutturazione della rete fognaria (acque bianche e acque nere) e della costruzione della fognatura nera in territori limitrofi.
L’avviso di avvio dell’iter è anche ai fini dell’esproprio e delle servitù dei terreni necessari. Il costo dell’opera è di circa 2,3 milioni di euro. L’inizio lavori in maggio.

ABRUZZO: CHIODI 11 MILIONI PER LA DEPURAZIONE

Una "premialita' aggiuntiva di 11 milioni di euro in favore della Regione Abruzzo" in materia di depurazione e qualita' delle acque, e' stata annunciata dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso della conferenza stampa sui progetti di depurazione che sono stati finanziati con i fondi Fas.
Chiodi ha detto che "e' arrivata dal ministero la notizia della premialita' aggiuntiva di 11 milioni di euro che naturalmente andremo ad investire su altri progetti per la depurazione delle acque reflue in modo da alzare la quota di depurazione a livello nazionale". "Si tratta - ha aggiunto Chiodi - di una notizia molto importante perche' il ministero ci ha informati che siamo la prima regione in Italia ad aver ottenuto questo tipo di premialita'".
Su questo punto, il presidente della Regione ha fornito qualche dato sulle percentuali di depurazione delle acque. "Secondo i dati ufficiosi dell'Istat - ha detto Chiodi - nel 2012 abbiamo raggiunto un tasso di depurazione delle acque negli agglomerati urbani di circa il 66% degli abitanti totali urbani della regione: un dato straordinario, se si pensa che dal 2008 abbiamo fatto registrare un balzo in avanti di 12 punti percentuali e nel 2005 avevamo una percentuale di depurazione del 51,4%. I grandi progressi fatti negli ultimi due anni - ha spiegato Chiodi - ci premiano per la scelta fatta di destinare il 10% del Fas alla depurazione e alla qualita' delle acque".

LAZIO, APPROVATE LE LINEE GUIDA PER NUOVO AMBITO UNICO REGIONALE

Efficienza, efficacia ed economicità. Sono questi i principi sanciti dalle linee guida approvate dalla giunta regionale del Lazio su cui determinare la proposta di legge sull’uso dell’acqua per il consumo umano e sulla gestione del servizio. Le linee guida - come riportato dall’agenzia Agenparl - non consentono la costituzione e la permanenza di società patrimoniali finalizzate alla detenzione delle reti e delle infrastrutture, che afferiscono al demanio idrico. Si sottolinea che l’erogazione del servizio idrico integrato sia condotta perseguendo il recupero integrale dei costi, anche ambientali e di impiego della risorsa, mediante i ricavi ottenuti dalla gestione delle singole fasi del ciclo idrico.
Sono cancellati i 5 Ato oggi esistenti, sostituiti da un unico ambito territoriale a livello regionale, denominato Atou (Ambito Territoriale Ottimale Unico). Per lo svolgimento delle funzioni relative al servizio idrico integrato, si propone l’istituzione dell’Ear (Ente d’ambito Regionale), ente di diritto pubblico dotato di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile, rappresentativo di tutti i comuni, che subentrerà in tutti i rapporti attivi e passivi delle Autorità d’ambito. Esso avrà poteri decisionali in merito all’individuazione delle forme di affidamento del servizio idrico integrato, e sarà soggetto a principi di trasparenza e anti-corruzione.
All’interno dell’Ear si propone inoltre l’istituzione di una assemblea dei sindaci, titolare di poteri di iniziativa e poteri consultivi (obbligatori ma non vincolanti) in materia di redazione del piano d’ambito, nonché di adozione delle carte del servizio, sulla scorta dei modelli predisposti dall’Aeeg.
Le linee guida, deliberate dalla Giunta, saranno ora inviate alle Commissioni regionali competenti.

PADOVA, 1 MLN PER ESTENDERE LA RETE FOGNARIA IN PROVINCIA

Si estende la rete fognaria a Galliera Veneta (PD), con la previsione di un investimento di un milione e quindicimila euro e la posa di condotte per oltre due chilometri, a servizio di quasi 800 abitanti. «La rete fognaria di Galliera Veneta - spiega il sindaco Stefano Bonaldo - pur avendo uno sviluppo lineare di circa 17 chilometri, presenta delle carenze piuttosto gravi in corrispondenza di zone densamente abitate e oggetto di future lottizzazioni. Abbiamo quindi individuato, insieme ad Ato Brenta e Etra, gli interventi prioritari".
«Il costo dei lavori è preventivato in 1.015.845 euro - spiega Stefano Svegliado, presidente del gestore idrico Etra - di cui 120 mila di finanziamento regionale. I lavori sono effettuati per stralci. L'intervento sarà completamente concluso entro i primi giorni del mese di agosto del 2015».

AIMAG, PRESTO LA SPERIMENTAZIONE PER RIDURRE LA PRESENZA DI AMIANTO

«Finché il ministero e l'Ausl non ci daranno indicazioni chiare e precise, non partiremo con la sperimentazione». Così Mirco Arletti, presidente di Aimag, sulla sperimentazione in corso per l'immissione di una sostanza alimentare nelle tubature dell'acqua pubblica per ridurre la presenza di fibre di amianto. «Riteniamo positivo il parere di Ausl e Istituto superiore della sanità - spiega il responsabile del servizio idrico integrato Davide De Battisti . Hanno richiesto altre informazioni e delucidazioni che trasmetteremo. Stiamo comunque parlando di questioni di dettaglio, quando tutti i confronti saranno terminati potremo partire con la sperimentazione».
Aimag sta anche lavorando per presentare il progetto di fattibilità chiesto dal sindaco Alberto Bellelli sulla completa sostituzione di tutto il reticolato idrico della città, 220 chilometri di tubature in cemento-amianto per un costo che supera i 50 milioni di euro. Un'impresa titanica per cui ci vorrebbero almeno dieci anni. Aimag è molto perplessa: «Non è impossibile ma la complessità è davvero rilevante - spiega Arletti -; per completare la sostituzione in dieci anni dovremmo sostituire 20 chilometri di tubature all'anno: avete un'idea di cosa comporta in termini di lavori stradali, disagi per i cittadini e per il traffico?».
Intanto Aimag nei prossimi tre anni sostituirà alcuni tratti di tubature in cemento-amianto particolarmente vecchie in una decina di zone della città: un investimento da 1 milione e 400 mila euro la cui realizzazione partirà quest'anno e si concluderà nel 2017.

ACQUE VICENTINE, GUZZO: “ATTIVO IL FONDO SOCIALE PER OFFRIRE SGRAVI IN BOLLETTA”

Acque Vicentine scende in campo con un fondo di 126 mila euro a favore delle famiglie e degli utenti in difficoltà economica. Sono infatti in arrivo le lettere con le quali la società che gestisce il servizio idrico integrato informa i beneficiari dell´utilizzo di un fondo sociale, a disposizione dei Comuni, che si tradurrà di fatto in una riduzione della bolletta per il servizio. I destinatari dell´agevolazione sono stati segnalati dalle singole amministrazioni comunali: l´importo del bonus verrà scalato direttamente dalla bolletta.
Le risorse derivano da una parte “vincolata” delle entrate che le aziende del sistema idrico integrato ottengono con le bollette e che viene destinata in parte alla realizzazione di nuovi investimenti per migliorare il servizio e in parte alla copertura di queste agevolazioni.
«Si tratta di un aiuto importante, soprattutto in questo periodo di crisi, e mirato visto che sono stati gli stessi Comuni ad aver scelto i criteri di assegnazione e a segnalare gli utenti a cui destinare lo sconto - spiega Angelo Guzzo, presidente della società -. In questi anni, grazie al lavoro di tanti, Acque Vicentine ha saputo distinguersi per l´efficienza e la qualità del servizio, per un bilancio sano, per una grande capacità di realizzare interventi di miglioramento su impianti e reti, ma anche per la sua attenzione verso gli utenti. Attenzione che passa anche attraverso azioni come questa, prevista dall´Autorità, o le agevolazioni alle famiglie numerose o ancora il sostegno alle scuole del territorio o a progetti di solidarietà promossi da associazioni vicentine. È una strada sulla quale continueremo a lavorare per essere ancora più attenti e vicini al territorio».
Il fondo speciale per sostenere gli interventi di carattere sociale è legato al cosiddetto “Foni”, un fondo introdotto dall´Autorità per l´energia elettrica il gas e il sistema idrico che è vincolato alla realizzazione di nuovi investimenti e, appunto, ad agevolazioni a carattere sociale. Per Acque Vicentine nel 2014 le risorse destinate a quest´ultima finalità corrispondono a 126 mila euro, pari a un euro per ogni utenza attiva nel territorio di competenza. L´azienda sta informando con una lettera tutti i beneficiari segnalando l´importo del bonus.

CAMPAGNA DI ABBANOA CONTRO LE PERDITE DEI CLIENTI. UNA POLIZZA ANTIRINCARI

Troppe “bollette pazze” non erano “pazze”: erano incuria dei clienti, perdite nascoste dentro le case e altre inefficienze di spettanza degli utenti e non del fornitore. Per questo motivo Abbanoa, ente unico di gestione dell’acqua in Sardegna, consiglia ai consumatori controlli sugli impianti domestici e una polizza assicurativa per combattere i rincari delle bollette.
La spesa media delle famiglie per il servizio idrico integrato è di 208 euro all'anno, ma su 128mila utenze presenti nel distretto di Sassari dal 2008 molti clienti registrano consumi eccessivi che fanno crescere gli importi e per i quali è stato presentato reclamo dai diretti interessati. All'origine di tali situazioni si celano perdite occulte negli impianti interni delle abitazioni, di competenza dei proprietari.
Impropriamente definite ''bollette pazze”, in realtà spesso sono frutto di consumi effettivi avvenuti dopo la misurazione del contatore. Negli ultimi anni ne sono state e accertate di diversa natura: dispersioni nelle tubature che passano sotto i cortili e che non si manifestano in superficie, lo sciacquone del wc difettoso, il malfunzionamento dei sistemi del ''troppo pieno'' nei serbatoi domestici e condominiali, case disabitate con una perdita interna dimenticata, ma anche veri furti d'acqua.
Abbanoa comunica che comunque, prima di emettere una bolletta relativa a consumi eccessivi, esegue tutte le verifiche sulla corretta funzionalità del contatore (dai raffronti con le letture precedenti fino alla messa in prova dell'apparecchio). In ogni caso, prima dell'invio della fattura, al cliente viene spedita una lettera che segnala il consumo anomalo.
''Quando la perdita occulta è accertata - spiega la società - Abbanoa riconosce lo scomputo dalle bollette della quota relativa al servizio di fognatura e depurazione. È allo studio l'ipotesi di un'assicurazione, già introdotta da alcuni gestori del servizio idrico di altre Regioni, che metta al riparo gli utenti da eventuali future perdite occulte”. Il problema, comunque, è destinato ad attenuarsi con la messa a regime delle letture certificate ogni sei mesi.
Dal 2014 tutti i clienti dell'isola hanno la data certa di lettura e la data certa di fattura. Ciò eviterà l'accumularsi di periodi di fatturazione, anche relativi a più anni, che sono stati causati dalle ingenti anomalie presenti nelle banche dati dei clienti consegnate ad Abbanoa da chi gestiva in precedenza il servizio. A ogni Comune sono stati segnalati i mesi in cui verranno effettuati i giri letture.

PALERMO, A RISCHIO IL SERVIZIO IDRICO IN 52 COMUNI

Nei prossimi giorni, i cittadini di 52 Comuni palermitani saranno a rischio fornitura idrica. A lanciare l’allarme sono i sindaci dell’Ato della provincia di Palermo e i sindacati di categoria che paventano l’interruzione del servizio di oltre 100 impianti di depurazione e di sollevamento.
Queste “sono le conclusioni di una vicenda che ormai si trascina da mesi - scrivono in una nota - e per la quale né l’Assemblea regionale siciliana, che non ha ancora approvato il disegno di legge di riordino del Servizio Idrico Integrato, né il governo regionale hanno trovato una soluzione definitiva”.
Secondo i sindaci e sindacati, “a seguito della rinuncia della società Onda Energia, aggiudicatrice del servizio e unica partecipante al bando di gara attivato dall’ATO Idrico, diventa decisivo l’intervento del presidente della Regione Sicilia al quale si chiede di adottare l’unica soluzione oggi possibile, e cioè l’emissione di una ordinanza avente carattere urgente e contingibile per affidare a terzi la gestione di un servizio pubblico essenziale”. Al governatore e al prefetto di Palermo Francesca Cannizzo, l’assemblea ha chiesto un incontro urgente.
Onda Energia, individuata con un bando dell’Ato quale gestore del servizio in sostituzione di Aps in liquidazione, ha però deciso di recedere perché alcuni Comuni sarebbero intenzionati a rivendicare impianti e reti afferenti il rispettivo servizio idrico in virtù di titoli esecutivi emessi dalla Autorità Giudiziaria, e “hanno diffidato Onda dal prendere in consegna gli stessi beni per l’espletamento del servizio che le è stato affidato”.
Sul tema è intervenuta la consigliera regionale del M5s Valentina Palmeri, a seguito di un nuovo incontro tra i sindaci del palermitano, il commissario dell'ex provincia, sindacati e lavoratori ex Aps. “Il dato che emerge prepotentemente - afferma la Palmeri - è l'assenza del governo e dell'amministrazione di Palermo, il primo interpellato per un confronto urgente. Al tavolo - prosegue - erano quasi tutti concordi sull'impossibilità tecnica di gestire in maniera diretta il servizio idrico integrato da parte dei singoli comuni. Crocetta - conclude Palmeri - deve assumersi le sue responsabilità politiche e legali affinchè non si interrompa il servizio, si scongiurino interruzioni della depurazione delle acque e affinchè si rispetti la legge non frammentando la gestione dei 52 comuni. Purtroppo peró alla fine si è deciso solo di far redigere ai sindacati una lettera indirizzata a Onda Energia, allo scopo di ricontrattare al ribasso il costo del lavoro degli operai di Aps per far ritornare il privato sui suoi passi".

CAMPANIA: APPROVATO NUOVO PIANO ASSETTO IDROGEOLOGICO

Il Comitato istituzionale dell'Autorità di Bacino Campania Centrale, presieduto dall'assessore ai Lavori pubblici Edoardo Cosenza, su proposta del segretario generale dell'ente Stefano Sorvino, ha adottato in via preliminare il nuovo Piano stralcio per l'assetto idrogeologico dell'intero territorio precedentemente incluso nella sfera di competenza dell'Autorità di Bacino Sarno e dell'Autorità di Bacino Nord Occidentale (poi accorpate).
"Si tratta - ha spiegato l'assessore Cosenza - di un'area di 2.250 Kmq che include 187 Comuni delle cinque province campane e che riveste una grande complessità dal punto di vista idrogeologico anche perché abbraccia zone esposte anche a criticità sismiche e vulcaniche. Rientrano nel territorio dell'Autorità di Bacino Campania centrale anche Sarno, l'area dei Regi Lagni, i torrenti vesuviani e il sistema insulare. Il livello di rischio per gli insediamenti antropici e le principali infrastrutture è rimasto inalterato. I territori maggiormente esposti restano quelli intorno al Sarno, il versante nord-ovest del Vesuvio in corrispondenza dei crinali dei versanti vulcanici e l'area della Solofrana".
"Ringrazio il commissario Pasquale Marrazzo, che mi ha preceduto in questa delicata opera di integrazione dei Piani delle vecchie Autorità di Bacino nel nuovo strumento di programmazione. Grazie al lavoro tecnico portato avanti interamente in house, attraverso un gruppo di progettazione interno all'ente e dunque senza aggravi di spesa per le casse regionali, abbiamo ora - ha dichiarato il segretario generale, Stefano Sorvino - un Piano di assetto idrogeologico omogeneo e approfondito per l'intero territorio. Uno strumento avanzatissimo anche dal punto di vista tecnico poiché adotta la scala di dettaglio 1:5000 e rispetta la direttiva Alluvioni. Il Piano appena adottato dal Comitato istituzionale in via provvisoria, sara' ora sottoposto alla Conferenza programmatica alla quale partecipano tutti gli enti territoriali (Comuni e Province in primis) coinvolti nel processo".

PAVONCELLI BIS, VENDOLA: “IL MINISTRO LUPI CI HA DETTO CHE SARÀ IN CDM”

“Noi abbiamo già concordato col ministro per i Trasporti e le infrastrutture Lupi la proroga del commissariamento per un'opera così importante come la Pavoncelli bis. E il ministro ci ha detto che nel Consiglio dei ministri prossimo, ci sarà questo provvedimento”. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando con i giornalisti della possibilità che si sospendano i lavori per la nuova galleria che dalla Campania portano acqua in Piglia.
La Pavoncelli bis, ha aggiunto, “è un'opera attesa da decenni, da quando la Pavoncelli fu lesionata dal terremoto del 1980”. “Si tratta - ha concluso - di un veicolo fondamentale per trasportare tanta parte dell'acqua che serve per la vita civile in Puglia”.
L'incarico del commissario straordinario per la Pavoncelli bis, che coincide con la stazione appaltante dei lavori, scadrà il prossimo 31 marzo. Se non sarà prorogato, i lavori dovranno essere interrotti.

FIRENZE, STOP AGLI SCARICHI REFLUI IN ARNO. L’ERSA DI PUBLIACQUA

Sarà «la più importante opera idraulica di Firenze dopo le fognature del Poggi». Così Alberto Irace, amministratore delegato di Publiacqua, il gestore idrico dell’Ato fiorentino, all’avvio - tra qualche giorno - del Ersa: emissario in riva sinistra d’Arno. Si tratta di una infrastruttura che porterà le acque nere di 120mila fiorentini al depuratore di San Colombano, un’opera che ha richiesto 14 anni di lavori e 70 milioni di euro.
L’ersa è un tubo lungo quasi 7 km del diametro di 2 metri. Un’’opera complessa, «non solo dal punto di vista tecnico», ammette Irace, che dal 2007 segue operativamente l'Ersa. Lungo il corso di Ersa c'era di tutto. Discariche abusive, quelle per il dopo alluvione del '66, zone inquinate. Ma anche orti sociali e aree private da espropriare. La normativa prevede che, quando si «apre» il terreno ed è da bonificare, non ci si fermi alla sola area necessaria al passaggio, ma si intervenga per alcuni metri a valle e a monte. Risultato: «Abbiamo bonificato un'area pare a 15 campi di calcio». Poi il passaggio sotto il fiume Greve e l'Autostrada, con un sistema di pompe e sifoni, e lo sminamento di alcune bombe della Seconda guerra mondiale.
Grazie all’ersa, 45 mila metri cubi di acque nere smetteranno di finire nell’Arno e saranno trattate dal depuratore. Con questo intervento, Firenze diventa la più grande area metropolitana depurata in Italia.

ABBANOA, 83 MLN PER LA CAPITALIZZAZIONE. RAMAZZOTTI NUOVO AMMINISTRATORE UNICO

La regione Sardegna ha stanziato nei giorni scorsi 83 mln per il gestore idrico Abbanoa, a saldo dei 142 previsti per la capitalizzazione. Una prima tranche è già stata versata (pari a 38 milioni), il resto arriverà entro il 10 agosto. Secondo il Piano, inoltre, la Regione dovrà versare ancora 45 milioni di euro nei prossimi tre anni (2015-2017).
La decisione arriva una settimana prima dell'udienza che si terrà a Cagliari sulla richiesta di fallimento della società. La Giunta regionale ritiene che «il fallimento della società sia infondato giuridicamente, economicamente e finanziariamente», si legge in una nota. La Regione ha affidato la difesa della società all'Avvocatura dello Stato.
Il versamento annunciato è stato bene accolto dai sindacati perché «mantiene gli impegni presi a suo tempo per risanare l'ente», sottolinea Giacomo Migheli, segretario regionale della Filctem Cgil. Un'azione di «impulso al risanamento e al rilancio della società» come ha sottolineato la stessa Regione che ricorda come il quadro economico di Abbanoa sia migliorato. In particolare il bilancio consuntivo 2013 è positivo, sono state revisionate le tariffe, sono aumentati gli incassi e le letture nel primo semestre 2014, è stata portata avanti la compensazione debiti-crediti con oltre 100 Comuni sardi. «Risultati», commenta la Regione, «inimmaginabili solo qualche mese fa, che dicono come la società è viva e questa può essere un'occasione di crescita e di sviluppo per la Sardegna».
Intanto, alla guida di Abbanoa è stato nominato un nuovo Amministratore Unico: Alessandro Ramazzotti, attualmente presidente di Cap (il gestore idrico lombardo in quasi 200 Comuni) è stato nominato dalla Regione. Ramazzotti entrerà in carica a partire dal mese di agosto.

CAMPANIA, DALLA REGIONE 14 MLN PER LA DEPURAZIONE DEL GOLFO NAPOLI

La Giunta regionale della Campania, su proposta dell'assessore all'Ambiente Giovanni Romano, ha sbloccato i fondi relativi a quattro interventi nell'ambito del comparto depurativo-fognario in provincia di Napoli: il completamento dell'impianto di depurazione di Punta Gradelle a Sorrento, la costruzione dell'impianto di depurazione di Ischia, l'adeguamento della rete di collettori dell'impianto di depurazione di Cuma e la costruzione del collettore di Gragnano, opere essenziali per eliminare le criticità ambientali nel Golfo di Napoli.
"Assicuriamo la copertura finanziaria necessaria a riavviare interventi importanti e strategici nel campo della depurazione", spiega Romano, secondo cui "sono interventi fondamentali per i quali è stato realizzato un lungo e laborioso lavoro amministrativo per reperire le risorse che ammontano, complessivamente, a circa 14 milioni di euro".
"Diamo una forte accelerazione all'esecuzione dei lavori di detti impianti che contribuiranno ulteriormente al risanamento ambientale di importanti tratti delle costa campana, tra cui aree di vera eccellenza dal punto di vista turistico, quali l'Isola di Ischia e la costa sorrentina. La conclusione dei suddetti interventi - aggiunge Romano - rappresenterà inoltre un ulteriore passo anche per il superamento della procedura di infrazione comunitaria da parte della Corte di Giustizia Europea del 2010 che ha interessato la Regione Campania".

TARIFFA UNICA SERVIZIO IDRICO CAFC NEL 2020

"La tariffa unica del servizio idrico integrato, per i comuni gestiti da Cafc, arriverà nel 2020; è già previsto per il prossimo quadriennio una proposta di investimento di 71 milioni euro per migliorare le interconnessioni dei sistemi idrici, razionalizzare il sistema distributivo, con una previsione di dismettere 207 impianti di depurazione, potenziare il telecontrollo oltre alla manutenzione straordinaria di circa 300 chilometri di rete acquedottistica". È stato sottolineato in un incontro alla Cafc, dai vertici dell' azienda che hanno illustrato ai soci gli obiettivi e il piano di investimenti previsti dal piano d'ambito che dovrebbe essere approvato a breve. Il 22 maggio, la Consulta d'ambito Friuli Centrale, dovrebbe, infatti, convocare l'assemblea per licenziare il documento.

PAVIA ACQUE: GESTIONE FINO AL 2033, CON 458 MLN DI INVESTIMENTI COPERTI DA TARIFFA

Pavia Acque, la società provinciale e consortile che gestirà il servizio idrico per i prossimi venti anni, investirà tra il 2014 e il 2033 458 milioni, 58 dei quali nel primo triennio. «Pavia Acque - spiega il presidente del Consiglio provinciale Vittorio Poma - è legittimata a gestire il ciclo idrico integrato della provincia di Pavia in seguito all’affidamento “in house” da parte del Consiglio».
Tra i primi aspetti da affrontare, vi sarà quello di integrare “centro e periferie”, come spiega Pierangelo Fazzini, consigliere provinciale e presidente della commissione ambiente. «Le Asm locali - prosegue - manterranno una serie di compiti come l’assistenza agli utenti, le manutenzioni e i piccoli lavori. Alla società spetterà la gestione delle grandi opere, con un budget di 58 milioni, nei prossimi tre anni, per rispondere alle urgenze legate agli acquedotti e agli impianti di depurazione». Sul piano concreto, tutto questo significa che la società presieduta da Luigino Maggi si farà carico del potenziamento ed ampliamento degli impianti di depurazione di Pavia, Vigevano, Voghera, Broni e Casteggio.
Nell’ambito del programma dei lavori già definito ed approvato e di imminente attuazione risultano anche importanti lavori nel campo della raccolta delle acque reflue, quali la costruzione di nuove opere di collettamento a impianti di depurazione centralizzati, l’estensione delle reti fognarie a servire agglomerati isolati, la rinnovazione e il risanamento di tratti di fognatura danneggiati o inadeguati, la separazione delle reti acque bianche/acque nere, l’adeguamento delle stazioni di sollevamento. L’obiettivo perseguito è il progressivo adeguamento alla normativa vigente in materia sia nazionale sia europea.
Anche nel settore delle acque potabili, Pavia Acque ha previsto la prossima realizzazione di opere di estensione e di rinnovamento delle reti idriche al fine di migliorare le performance del servizio acquedottistico, la costruzione di nuove centrali di potabilizzazione e l’adeguamento di alcune centrali esistenti, nonché la perforazione di nuovi pozzi al fine di garantire all’utenza la dotazione idrica prevista in termini sia quantitativi sia qualitativi.
Gli investimenti saranno coperti in gran parte delle tariffe. Il piano industriale prevede che questa voce, gradualmente, passi dai 71 milioni del 2014 ai 149 del 2033. Potendo poi contare su ricavi in qualche modo fissi, Pavia acque potrà agevolmente chiedere finanziamenti alle banche offrendo una garanzia di grande solidità. Infine è previsto che la Regione Lombardia fornisca supporto all’attività degli ambiti territoriali ottimali di tutte le province.

GORI, IL CONSIGLIO DI STATO LIBERA IL GESTORE DA INTERVENTI FOGNARI PER AREA SARNESE

La Quarta Sezione del Consiglio di Stato (sentenza n. 2941 del 10 giugno 2014) ha chiuso il contenzioso che vedeva contrapposti GORI - gestore del servizio idrico integrato dell’area vesuviana - e il Commissario per l’emergenza del fiume Sarno (oggi l’Agenzia Regionale ARCADIS) sul presunto obbligo della GORI di finanziare gli interventi per la realizzazione delle reti fognarie interne di alcuni Comuni ricadenti nel bacino idrografico del fiume Sarno, tra i quali Scafati, Castellammare di Stabia, Nocera Inferiore, Gragnano, Sarno, Pompei, Ottaviano e Pagani.
Il Consiglio di Stato ha stabilito che GORI non è più tenuta a corrispondere alcunché e che il Protocollo d’Intesa stipulato nel 2004 tra il Commissario, la Regione Campania, l’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano e la GORI va considerato come automaticamente risolto e non più valido per le parti, per effetto della sopraggiunta sentenza della Corte Costituzionale n°335 del 2008.
In pratica, il Protocollo prevedeva che il finanziamento posto a carico della GORI e pari a 48 milioni di euro (in parte già erogati) sarebbe stato garantito dai proventi relativi al servizio di depurazione. La sentenza della Corte Costituzionale n°335 ha invece sancito l’illegittimità del pagamento della quota di tariffa relativa alla depurazione in assenza del servizio, causando, di conseguenza, dei mancati introiti per GORI. La citata sentenza ha dunque costituito un fatto nuovo e non dipendente da GORI, ed è per questo che alla società è stata riconosciuta la sopravvenuta impossibilità a far fronte al residuo degli impegni finanziari derivanti dal Protocollo.
“La sentenza del Consiglio di Stato - dichiara l’amministratore delegato di GORI, Giovanni Paolo Marati - ripristina la verità dei fatti. Troppo spesso sono state ingiustificatamente imputate alla Società colpe e responsabilità. La realizzazione delle opere fognarie nel bacino idrografico del Sarno era una precisa competenza, sotto il profilo tecnico ed economico-finanziario, del Commissario per l’emergenza Sarno e, oggi, dell’ARCADIS. Tuttavia, con il Protocollo d’Intesa la GORI aveva voluto contribuire finanziariamente alla rapida risoluzione delle problematiche ambientali, destinando le risorse provenienti dalla riscossione dei canoni per il servizio di depurazione. Mancando tali risorse la Società, come chiarito dal Consiglio di Stato, non è stata più in grado di sostenere tali impegni”.

AVELLINO, ATO E ACS PER LE RETI IRPINE CON FONDI UE 2007-2013. PREVISTO IL CATASTO DELLE RETI

E’ il «Grande progetto per la limitazione e la gestione delle perdite idriche in rete» in Irpinia, presentato nei giorni scorsi da Ato e Alto Calore Servizi, per avviare finalmente il programma di riqualificazione delle condotte e dimezzare i costi legati allo sperpero dell’acqua ed energia. I presidenti di Ato e Acs, Giovanni Colucci e Lello de Stefano, insieme alla dirigente tecnica della provincia di Avellino, Annunziata Lanzillotta, hanno condiviso pure un primo screening dei progetti da candidare all’ultima coda dei finanziamenti europei 2007-2013, chiedendo esplicitamente alla Regione un supplemento sull’Accelerazione della spesa.
Si tratta di 36 misure già esecutive e cantierabili. Il presupposto per agire in maniera mirata sulle perdite, però, sarà il cosiddetto Catasto delle reti. Il progetto presentato, e che vale complessivamente 15 milioni di euro, si articola in quattro punti sostanziali, per un arco temporale di realizzazione di almeno 12 mesi. Il primo passaggio prevede l’analisi dei 4.500 chilometri di reti dislocate nei 118 Comuni irpini (38 chilometri in media per centro), per un costo di 3 milioni. Il secondo punto - si legge nel Grande progetto - riguarda la calibrazione di un vero e proprio modello di azione, con simulazioni operate in un Comune standard di piccole dimensioni, con un massimo 3.000 abitanti, e la successiva divisione dell’intera rete idrica in comprensori. Il penultimo passaggio, invece, consentirà una lettura mirata delle condotte, per tarare un modello di rete e individuare le perdite. Il quarto ed ultimo, infine, l’ottimizzazione dei campi di pressione idrica per la realizzazione della nuova rete, con la sostituzione dei tratti definiti in gergo tecnico ammalorati e l’adeguamento dei serbatoi di accumulo e degli impianti.
«Una volta operato tutto questo - ha spiegato il numero uno dell’Ato Calore irpino, Giovanni Colucci - avremo il controllo della spesa e potremo immaginare un intervento di carattere amministrativo. Si inseriscono in questo solco i progetti di riqualificazione vera e propria, sui quali bisognerà fare sintesi». Una prima ricognizione di questo lavoro è stata realizzata già nella seduta svoltasi ieri all’Ato. «Siamo sostanzialmente pronti - ha dichiarato dal canto suo il presidente dell’Alto Calore, Lello De Stefano - a tenere, al massimo entro 15 giorni, un tavolo politico con il commissario straordinario della Provincia, Raffaele Coppola. Abbiamo operato un primo screening dei progetti che potrebbero essere ammessi a finanziamento. Insieme al catasto delle reti, potremo porre l’Irpinia all’avanguardia nel Mezzogiorno, con un piano moderno ed efficiente di riqualificazione degli impianti». L’obiettivo, sottolinea il numero uno dell’Alto Calore, è quello di poter guardare con maggiore consapevolezza ai finanziamenti europei previsti nella nuova programmazione economica 2014-2020. In questa direzione, l’ente di Corso Europa ha già previsto un piano ambizioso, che suddivide l’intera infrastruttura idrica della provincia di Avellino in 12 comprensori. «Grazie alla grande intesa che si è consolidata tra Ato, Acs e Provincia - evidenzia De Stefano - possiamo diventare una realtà pilota per la qualità e la modernità dei progetti. Si tratta di un esempio di buona politica dopo tanti anni di ritardi ed approssimazione».

VITERBO, TALETE COSTRETTA AI RISARCIMENTI PER ARSENICO DA SENTENZA GIUDICE DI PACE

Per sono una quindicina, ma il numero degli utenti che potrebbero vedersi riconoscere da Talete - il gestore idrico viterbese - assegni da 1.000 euro come risarcimento per l’erogazione di acqua con livelli di arsenico superiori alla soglia consentita potrebbe aumentare. Oltre al risarcimento, gli utenti beneficerebbero dello sconto del 50% sulle prossime bollette. Lo ha stabilito il giudice di pace di Viterbo, che ha accolto i ricorsi di alcuni utenti di Talete, supportati dal Comitato Acqua Potabile - Adoc.
Talete, intanto, si è appellata contro la sentenza. Per il presidente Marco Fedele ''la cosa davvero importante è che noi non abbiamo alcuna responsabilità sulla questione dell’arsenico nell’acqua né sui ritardi per le soluzioni. E’ per questo che già da tempo abbiamo chiamato in causa l’Ato e la Regione Lazio. L’uno, l’Ato, perché fino ad oggi non ha fornito gli strumenti di programmazione e l’indicazione di tariffe adeguate. L’altra, la Regione, per i ritardi che, peraltro, essa stessa ha ammesso''.
Il problema dell’arsenico nel viterbese non è ancora risolto. L’appalto, regionale, ha visto il completamento di alcuni lavori ma non di altri. ''Di quelli portati a termine - dice ancora Fedele - nessuno è stato collaudato e lo stesso dicasi per i dearsenificatori che avrebbero messo in evidenza significativi problemi di funzionamento. Se a ciò si aggiunge che alla fine del 2014 la situazione dovrebbe essere risolta, almeno secondo i tempi dettati a suo tempo dalla Pisana, bisogna fare davvero un grande sforzo per essere ottimisti. La situazione, sostanzialmente, sarebbe più o meno al punto di partenza”.
Di fronte al rischio di un’impennata dei ricorsi, “Talete - conclude Fedele - non avrebbe materialmente e concretamente le risorse per far fronte ai risarcimenti''.

FROSINONE, L’ATO APPROVATA TARIFFA E PIANO INVESTIMENTI: 65 MILIONI FINO AL 2017

L’Assemblea dell’Ato Frosinone ha approvato il Piano d’Ambito e la relativa tariffa, fissata a 1,68 a mq nel 2014 e a 1,83 nel 2015. Il piano degli investimenti prevede oltre 62 milioni fino al 2017, 21 dei quali destinati alal depurazione.
Determinante l’intervento del sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani: «Per la prima volta c’è un Piano d’Ambito, che vincola il gestore a determinanti interventi sulle reti idriche e fognarie e sugli impianti di depurazione». Per il commissario della Provincia Giuseppe Patrizi ci sono per la prima volta «62 milioni di investimenti sulla rete idrica e per la prima volta abbiamo le ”carte” per chiedere all’Acea di rispettare i patti. Non capisco chi ha votato no. Inoltre, nell’ambito della trasparenza e della legalità, mi auguro che per gli interventi che dovranno essere effettuati vengano tenute presenti le ditte locali».
L’Assemblea dell’Ato ha tuttavia deliberato spaccandosi: 55 presenti su 86: 31 sì (in rappresentanza di 267.743 abitanti su 479.731), 19 no (per 96.126 abitanti), 5 astenuti (18.788 abitanti).

ATO SIRACUSA, SI E’ DIMESSO IL COMMISSARIO STRAORDINARIO E LIQUIDATORE DI SAI 8

Si è dimesso nei giorni scorsi il commissario straordinario e liquidatore dell’Ato idrico siracusano Ferdinando Buceti. «Non ritengo ci siano più le condizioni per operare bene - ha affermato - mi sentivo tutelato dall'assessore Marino, ora non so chi sia il successore e non mi interessa: la mia avventura finisce qui». La gestione commissariale era stata avviata dopo il fallimento del gestore Sai 8. Tutta la provincia ora potrebbe assistere - come già avvenuto nel palermitano - alla consegna delle reti al Prefetto se entro il 27 maggio, quando terminerà la curatela fallimentare di Sai 8, non si dovesse trovare un nuovo soggetto gestore. «Dovevo incontrare alcune persone per proseguire la gestione del servizio - conclude Buceti - stavamo portando avanti il discorso sulla gestione pubblica dell'acqua. Peccato. Spero il mio successore possa proseguire comunque il mio lavoro».

INVASO DELL’ALACO, CHIUSA L’INCHIESTA CON 36 INDAGATI

La Procura di Vibo Valentia ha chiuso le indagini per 36 persone coinvolte nell'inchiesta sull'acqua non potabile dell'invaso Alaco. Gli indagati sono accusati di avvelenamento colposo di acque, inadempimento di contratti di pubbliche forniture, omissione in atti d'ufficio e interruzione di un servizio di pubblica utilità. I carabinieri del Nas ed il Corpo forestale hanno notificato gli avvisi.
Restano sequestrati l'invaso dell'Alaco e l'impianto di potabilizzazione, in uso alle
province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria.
Tra le 36 persone indagate ci sono dirigenti e tecnici della società di gestione del servizio idrico Sorical, responsabili di Aziende sanitarie provinciali, dirigenti regionali e dell'Arpacal nonché i sindaci di alcuni comuni (Vibo e Catanzaro).
L'invaso, l'impianto di potabilizzazione e la rete di distribuzione erano stati sequestrati nel maggio del 2012 su disposizione della Procura di Vibo Valentia. Nel corso delle indagini era emerso che l’acqua non depurata veniva immessa nella rete di distribuzione.
Riguardo l'invaso e l'impianto di potabilizzazione la Procura ha disposto di dover mantenere il sequestro, intensificando, per la tutela della salute pubblica e per evitare l'aggravamento dei reati contestati, i controlli di routine, previsti così come indicato dal consulente tecnico.
Sulla rete di distribuzione ed i relativi impianti la Procura ha proceduto, invece, ad un parziale dissequestro.

NAPOLI, TARIFFE IDRICHE + 5%. ABC: “CONGUAGLI DOPO DELIBERA REGIONALE”

Le tariffe per l’acqua di Abc Napoli nel 2013 applicano la delibera dell’Autorità per l’energia n. 88/ 2013 e comprendono gli incrementi tariffari applicati dalla Regione Campania con delibera 805/2012, ma eventuali conguagli saranno comunicati all’ utenza solo in seguito a delibera dell’Autorità per l’energia.
E’ quanto afferma Abc Napoli in relazione alle notizie di stampa sugli aumenti del servizio idrico. “Le tariffe - afferma un comunicato del gestore partenopeo - tengono conto dell’incremento proposto da Abc nella misura del 5,1%. Tale percentuale comprende gli incrementi tariffari applicati dalla Regione Campania, con delibera 805/2012 ad Abc”.”L’incremento tariffario della Regione Campania, e proposto all’ Aeeg, però, non risulta ad oggi ancora valutato e deliberato dall’Autorità competente”, aggiunge Abc. “Solo a valle di tale delibera Abc potrà calcolare eventuali conguagli” - conclude Abc - che smentisce che vi sia stato qualunque “errore di calcolo” nell’aumento della tariffa 2013.

LOMBARDIA, 9 MLN PER LA DEPURAZIONE NEL PAVESE

L'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile della Lombardia Claudia Maria Terzi ha annunciato che “nella prossima seduta di Giunta regionale ci sara' un aggiornamento dell'Accordo di programma quadro (Apq) 'Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche', che prevede lo stanziamento di 9.063.483 euro per gli interventi di collettamento e depurazione a Vigevano, Mortara, Arena Po', Bosnasco, Montu' Beccaria, Rovescala e San Damiano al Colle, oltre che alla realizzazione di un canale scolamatore sempre a Mortara".
"Questi interventi - ha spiegato Terzi - si rendono necessari per l'inadeguatezza del sistema idrico integrato nel Pavese, per cui, oltre agli interventi emergenziali, e' necessaria un'attenta pianificazione e programmazione. Ci sono gia' 4 agglomerati, o zone, in infrazione comunitaria che per fortuna non e' ancora sfociata in sanzione". "Con questi 9 milioni - ha auspicato - dovremmo quantomeno riuscire a contenere procedure di infrazioni gia' aperte dalla Commissione Europea e a evitare che altri 121 agglomerati irregolari sfocino in una procedura di infrazione, che sarebbe gravissima soprattutto per le ricadute economiche".

VERSILIA, 32 MLN DA GAIA PER FOGNATURE E DEPURAZIONE

Dal gestore idrico della Versilia Gaia spa arrivano 32 milioni di euro in quattro anni per sistemare depuratori, acquedotti e rete fognaria. L’Autorità idrica toscana (Ait) ha infatti approvato - alla presenza del sindaco di Viareggio Leonardo Betti e dell’assessore all’Ambiente di Camaiore Davide Dalle Mura - il programma degli interventi per i prossimi anni, assieme ad un percorso di recupero di risorse economiche fondamentali per la loro realizzazione. Uno degli obiettivi prioritari fissati nel documento è “procedere al recupero delle partite pregresse 2005-2013 da parte della società Gaia, per un importo di quasi 43 milioni di euro”. Ne dà notizia il quotidiano Il Tirreno.
Le risorse finanziarie arriveranno in parte dall’aumento delle tariffe varato nei giorni scorsi (+6,5%) e in parte dal recupero delle bollette non incassate. Queste ultime dovrebbero essere destinate ai Comuni come rimborso dei mutui utilizzati per la realizzazione delle infrastrutture gestite dalla società e per lavori utili al territorio. Si tratta di oltre 12 milioni di euro per il Comune di Camaiore e più di 20 per il Comune di Viareggio.
Gli interventi, previsti nel piano che copre un periodo che arriva fino al 2017, riguardano la riqualificazione di tutti i depuratori (sono tre: uno a Capezzano, uno a monte del Lido e uno su Viareggio), la realizzazione di nuove reti fognarie e, dove necessario, verifiche sugli acquedotti.
«Gaia è l'unica società toscana interamente pubblica e le sue risorse sono devolute tutte ai cittadini e ai territori - affermano il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto e il sindaco di Viareggio Betti - Le risorse che Gaia reperirà dovranno servire, prima di tutto, per il completamento delle reti fognarie e per l'adeguamento degli impianti esistenti per la depurazione: un tema caldissimo, visto che il problema dell'inquinamento della fossa dell'Abate trova le proprie radici anche nel fatto che Gaia deve ancora completare i propri impegni programmatici con Camaiore e Viareggio».

ABBANOA, PER LA PROCURA IL GESTORE PUO’ FALLIRE

Per il consulente finanziario del pubblico ministero, Abbanoa “è insolvente”. Questa la conclusione dello studio consegnato al pm di Cagliari Giangiacomo Pilia dal consulente Giuseppe Aste, incaricato di svolgere un'analisi finanziaria ed economica sulla società nell’ambito dell’inchiesta (senza indagati) per abuso d'ufficio e peculato. La consulenza sottolinea lo stato di insolvenza di Abbanoa, gravata da debiti per 800 mln.
L’8 luglio, si svolgerà l’udienza nella quale si discuterà del fallimento. Il pm Pilia ha intanto integrato il fascicolo dell'indagine prefallimentare con la consulenza di Aste. Dell'incartamento fanno parte anche le dichiarazioni rese in qualità di persone informate sui fatti dai sindaci della società, dal revisore dei conti Caria (dal quale le indagini erano partite) e dall'assessore regionale ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda, tutti sentiti in Procura nelle scorse settimane. Collegio sindacale e revisore hanno ribadito quanto sostenuto in passato sulle condizioni finanziarie dell'azienda; Maninchedda si è detto pubblicamente convinto che Abbanoa non sia nelle condizioni di fallire, anche perché «per la prima volta dalla sua costituzione il bilancio consuntivo 2013 avrà un risultato positivo, oggi è possibile canalizzare gli incassi, l'azienda ha una certificazione seria dei crediti, un fondo di garanzia di 42 milioni di euro e risorse accantonate per la ricapitalizzazione di 83 milioni».
Il piano di ricapitalizzazione scadrà il 30 giugno, gli 83 milioni sono parte dei 142 previsti complessivamente e le banche, i cui crediti verso Abbanoa sono diminuiti, non avrebbero ancora dato l'assenso al consolidamento del debito e all'erogazione di nuovi finanziamenti, passaggi invece nodali del piano di ristrutturazione approvato dalla commissione europea lo scorso luglio.

LUCCA, GAIA: VIA AL RECUPERO DELLE PARTITE PREGRESSE

Gli utenti di GAIA, il gestore idrico nel pistoiese e lucchesia, troveranno una voce di costo in più nelle prossime bollette dell'acqua. E' il "recupero delle partite pregresse", ovvero un conguaglio tariffario riconosciuto dall'Autorità Idrica Toscana, seguendo le direttive dell'Autorità nazionale, che costerà 30 centesimi al metro cubo per i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione.
L'ammontare dell'adeguamento tariffario sarà proporzionale al consumo di ciascun utente. L'importo totale dovuto sarà rateizzato in due bollette per l'anno in corso.
L'Autorità AIT riconosce al Gestore l'adeguamento tariffario delle partite pregresse, a seguito delle analisi degli investimenti realizzati, dei costi di gestione, dei mutui pendenti e dei ricavi dello stesso. Sulla base di questi fattori viene quantificato l'ammontare dell'adeguamento, che serve a "pareggiare" i conti rispetto ai costi di gestione. Il tema è stato al centro di una conferenza stampa dei vertici di Gaia, per spiegare in modo trasparente il contenuto del provvedimento.
"Abbiamo deciso di convocare un conferenza stampa per spiegare con chiarezza ai cittadini cosa sono le "partite pregresse", un termine che alla prima lettura in bolletta potrebbe apparire di difficile comprensione. E' un atto di rispetto necessario e dovuto per i nostri utenti. A nessuno piace pagare senza sapere cosa in concreto paga. La nostra intenzione è agire nella massima trasparenza, per questo diamo la notizia una settimana prima della spedizione delle fatture." ha commentato il Presidente di GAIA S.p.A. Nicola Lattanzi durante la conferenza stampa.
Nella prima pagina della bolletta la nuova voce di costo verrà riportata nella generica voce "altri addebiti e accrediti". L'addebito è consultabile nel dettaglio nella seconda pagina, sotto la specifica voce "Partite pregresse 2006/2011". Altre informazioni sono descritte nelle FAQ, l'ultima pagina che compone la bolletta di GAIA, contenente le risposte alle domande più frequenti degli utenti.
Da questo giro di conguagli sono escluse le utenze di Aulla, Podenzana e Tresana, entrate in GAIA successivamente al periodo di riferimento.
GAIA ricorda agli utenti che è possibile ridurre sensibilmente il costo della propria bolletta dell'acqua prima di tutto controllando periodicamente i consumi, effettuando la lettura del contatore. Da Regolamento il Gestore è tenuto a fare due giri di letture l'anno, ma l'utente in qualsiasi momento può chiamare gratuitamente il numero 800-004200 e fare l'autolettura. Questa semplice operazione consente di evitare l'addebito in bolletta di cifre in acconto e di accorgersi per tempo di consumi anomali, ad esempio provocati da una perdita d'acqua occulta. Inoltre sono disponibili agevolazioni tariffarie che consentono di abbattere fino a oltre il 50% il costo della bolletta: sono le agevolazioni Isee (per reddito) e famiglie numerose (per nuclei familiari con più di tre componenti, indipendentemente dal reddito).

CAP HOLDING, 11 MLN DI INVESTIMENTI A LEGNANO SU ACQUEDOTTO E DEPURAZIONE

Sono circa 11 milioni gli investimenti che il Gruppo Cap, il gestore idrico lombardo, è pronto a mettere in campo nella sola città di Legnano tra 2014 e 2019 per un ammodernamento di rete fognaria e nuovi pozzi. Di questa cifra 6,7 milioni di euro sono destinati all'acquedotto e gli altri 4,5 alle fognature.
In alcuni casi, si tratta di interventi volti a scongiurare le multe ue. «Si tratta di interventi importanti, fondamentali e improcrastinabili di adeguamento per il rispetto dell'ambiente e per il ciclo dell'acqua. Con Cap ci mettiamo dunque subito al lavoro ma poi occorre riflettere anche sul fatto che, ad esempio, nella provincia di Varese si trovano poi delle realtà dove invece si è ben lontani dall'inquadrare il problema come intendiamo affrontarlo qui», ha commentato il sindaco Alberto Centinaio durante la presentazione dei lavori.
Alessandro Ramazzotti, presidente di Cap ha così illustrato la ragione dei lavori che non si possono più rinviare: «Sono necessari per poter ridurre significativamente l'impatto ecologico, convogliando gli scarichi delle fogne verso la depurazione altrimenti si rischia di non adempiere alle direttive Ue molto precise in materia. Con i lavori sulla rete idrica si aggiungeranno oltre 100 litri al secondo sulla quantità di acqua erogata in città. Il nostro è un servizio a chilometro zero: l'acqua che si beve dal rubinetto di casa di ciascuna famiglia legnanese arriva dalla falda e solamente 45 minuti prima si trovava a 200 metri di profondità».

PALERMO, IL SINDACO E L’AZIENDA: "AMAP PRONTA A GESTIRE ATO 1"

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ed il presidente dell'Amap Vincenzo Costantino hanno inviato una nota all'assessore regionale per l'Energia e i Servizi di pubblica utilita' Nicolo' Marino, nella quale manifestano "la disponibilita' da parte di Amap a svolgere un ruolo di soggetto protagonista nella gestione unitaria del Servizio Idrico Integrato nei 52 Comuni facenti parte dell'Ato 1 di Palermo". Tale proposta, affermano "si muove nel solco del principio della gestione pubblica dell’acqua, che costituisce un fondamento dell'azione tanto dell'Amministrazione comunale quanto dell'azienda Amap".
Per Orlando e Costantino, resta quindi valido quanto dichiarato sia dal Comune che dalla Regione nel corso della riunione svoltasi in Prefettura il 23 dicembre, quando la priorita' pubblica era stata chiaramente ribadita e dove era stato fatto esplicito riferimento ad un Consorzio fra "i Comuni interessati e consenzienti" per la gestione del servizio senza soluzione di continuita'.
Nell'approssimarsi della scadenza del periodo di esercizio provvisorio deciso dal Tribunale per la societa' Aps (Acque potabili siciliane), il Sindaco di Palermo e il Presidente di Amap ricordano che "ogni eventuale intervento d'urgenza dovra' comunque essere conforme alla vigente normativa e alle esigenze finanziarie degli enti coinvolti", ribadendo inoltre che "l'ipotizzato ricorso all'affitto dell'Azienda Aps non risponde alle esigenze di funzionalita' ne' alla definitiva soluzione del problema ne' al rispetto delle autonomie".

HERA PUBBLICA UN APPROFONDIMENTO SULLA GESTIONE DELL’ACQUA

Hera mette online il nuovo numero dei suoi periodici approfondimenti, dedicato all’acquedotto e all’innovazione tecnologica in campo idrico. Nel documento si parla di tecnologie industriali, ricerca e sviluppo, soluzioni innovative per affrontare la crisi idrica con video, interviste, articoli, infografiche e fotogallery, per far capire anche ai non addetti ai lavori quanto impegno c’è dietro a un semplice rubinetto che si apre e fa uscire l’acqua.
Il Dossier dedica una parte alla situazione italiana, illustrando tutti i numeri del ritardo infrastrutturale (secondo stime del Blue Book di Federutility). Perdite alte, continuità non garantita, danni ambientali per la mancata depurazione: il Paese è indietro rispetto agli standard europei, visto che a fronte di almeno 3 miliardi di euro di investimenti annui necessari se ne fanno solo la metà. E il 25% degli italiani resta ancora scollegato alle fognature. In questa parte si trovano tutti i numeri dell’emergenza.
Sul sito si possono trovare, inoltre, una serie di azioni e interventi posti in essere da Hera per la rete idrica. la multiutility del Nord Est, è, infatti, al primo posto per il contenimento delle perdite, cioè dell’acqua non fatturata. Un risultato a cui hanno contribuito diverse soluzioni hi-tech, a partire dai sistemi per la localizzazione automatica delle perdite sul tratto di tubo che va dalla condotta distributrice al contatore dell’utenza o la telelettura dei contatori acqua.

PALERMO, IL SERVIZIO IDRICO ASSEGNATO TEMPORANEAMENTE A ONDA ENERGIA

L’Ato di Palermo ha assegnato in via temporanea il servizio idrico dei 44 Comuni del palermitano alla siracusana Onda Energia che prenderà il posto della fallita Aps. A febbraio l’accordo tra l’ex assessore regionale all’Energia Niccolò Marino, i sindaci, il commissario straordinario della Provincia Domenico Tucci, le parti sociali, la curatela fallimentare di Aps e il prefetto di Palermo Francesca Cannizzo aveva stabilito che la società d’ambito affittasse per 4 mesi il ramo d’azienda di Aps in attesa di un bando. Ora il servizio passerà nelle mani di Onda Energia, l’unica di 5 candidate a presentare un’offerta: le altre erano Caltacqua di Caltanissetta, Consorzio Simegas di Cefalù, Euromec di Brescia e Amap di Palermo.
La Regione dovrebbe ora stanziare 500 mila € per la fase di start up e altri 500 mila per la manovra bis. Nel frattempo 8 Comuni (Altavilla Milicia, Campofiorito, Castronovo di Sicilia, Cinisi, Mezzojuso, Terrasini, Trappeto e Villafrati) hanno ottenuto dalla Corte d’Appello di Palermo la restituzione delle reti idriche per la gestione diretta.

CASE DELL’ACQUA: MILANO FESTEGGIA UN 1 MILIONE E 270MILA LITRI IN UN ANNO

Le case dell’acqua del Comune di Milano festeggiano il loro primo anno con un boom di prelievi: sono oltre 1 milione e 270mila i litri d’acqua che i milanesi si sono portati a casa gratuitamente, da marzo 2013 ad oggi, prelevandoli dai 6 impianti in città.
“Le case dell’acqua sono nate per promuovere un bene comune preziosissimo. Milano è una delle migliori città d’Italia per la qualità e la gestione della sua acqua pubblica e la risposta dei milanesi all’installazione di questi impianti è stata eccezionale - ha dichiarato l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran -Il nostro impegno è di continuare a garantire l’accesso a questa fondamentale risorsa per tutti i cittadini”.
In particolare sono 519.212 i litri di naturale e 751.756 quelli di gasata. Grazie ai cittadini che hanno utilizzato questo servizio gratuito, messo a disposizione dal Comune di Milano e gestito da Metropolitana Milanese, che garantisce la qualità dell’acqua in città (l’unica in Italia con marchio registrato, Milano Blu) con oltre 190mila controlli annui, è stato possibile risparmiare 39.400 chilogrammi di CO2 e 34.316 di Pet (la plastica con cui sono fabbricati bottiglie e bicchieri). Inoltre, considerando una spesa media di 50 centesimi per 1,5 litri di acqua minerale di marca, si stima che i milanesi in questo anno abbiano risparmiato circa 420mila euro.
In un anno la casa dell’acqua più utilizzata è stata quella del parco Savarino-ex Bassi (Zona 9, 106.221 litri), seguita da quelle di Zona 5 (parco Chiesa Rossa) con 88.348 litri e di Zona 2 (giardino Cassina de’ Pomm) con 87.514 litri. Sono poi 83.869 i litri prelevati dalla casa dell’acqua di Zona 3 in via Morgagni e 78.766 quelli di largo Marinai d’Italia (Zona 4). Infine, 74.494 litri sono stati erogati in via Lessona, dove il vecchio impianto installato nel 2011 è stato sostituito a fine giugno 2013 con un modello di ultima generazione, uguale agli altri 5.
Infine, il 21 marzo a Milano 20 partecipanti si sfideranno al Blu Hackathon, il contest lanciato da Metropolitana Milanese per la creazione di una applicazione sull’acqua per smartphone ispirata al sito www.milanoblu.com . L’obiettivo è fornire ai cittadini informazioni per conoscere e comprendere le caratteristiche e i servizi che riguardano l’acqua di Milano. L’applicazione, che deve essere compatibile con i sistemi iOs e Android, dovrà contenere la mappa delle 481 vedovelle, oltre che delle 6 case dell’acqua di Milano, garantire l’accesso ai dati sulla qualità dell’acqua, avere le sezioni News, Video e Contatti. La App migliore sarà acquistata da Metropolitana Milanese per il valore di 1.000 euro e, una volta realizzate, le tre migliori saranno caricate sul sito www.milanoblu.com .

TRIESTE, 52 MLN PER LA DEPURAZIONE DEL CAPOLUOGO

La Regione sottoscriverà con i ministeri dell´Ambiente e dello Sviluppo economico l´accordo di programma quadro previsto dal Cipe e finalizzato all´adeguamento del depuratore di Servola, il principale impianto di trattamento degli scarichi fognari di Trieste. "E´ un momento storico - sottolinea l´assessore all´Ambiente Sara Vito, che ha seguito da vicino il complesso iter burocratico - perché, dopo mesi di lavoro, finalmente sblocchiamo una situazione difficile che si trascinava da anni e che avevo inserito tra le reali priorità del 2013". "Grazie a questo provvedimento - evidenzia l´assessore - la città di Trieste potrà usufruire di un servizio idrico integrato all´altezza della situazione, senza contare - precisa - che siamo riusciti ad evitare il rischio di una pesantissima sanzione comunitaria".
L´avvio delle procedure per l´intervento sul depuratore - quantificato in 52,5 milioni di euro dei quali 30 provenienti da fondi statali, 15 da quelli regionali ed il rimanente da accantonamenti e risorse varie - è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell´assessore alle Finanze, Francesco Peroni. "Dopo questo primo importantissimo passo - annuncia ancora Vito - nel 2014 ci occuperemo di rivedere con le autorità che gestiscono il servizio idrico anche gli accordi relativi agli altri depuratori presenti in Friuli Venezia Giulia, completando un programma di interventi a beneficio di tutte le aree interessate".

PALERMO, IL COMUNE CONTRO L’AFFIDAMENTO AI PRIVATI DEL SERVIZIO IN PROVINCIA

Il comune di Palermo contro la privatizzazione del servizio idrico e disponibile ad un ruolo in Provincia. Questo il senso della missiva dell’assessore all'Ambiente di Palermo Cesare Lapiana indirizzata all'assessore regionale per l'Energia e Servizi di pubblica utilità Salvatore Calleri, per confermare la contrarietà dell'Amministrazione comunale ad ogni forma di privatizzazione dell'acqua e della sua gestione.
Lapiana lo ribadisce a causa della ''ventilata ipotesi'' di un passaggio della gestione dell'ex Ato1 ad una azienda privata ''scelta dalla Regione''. Il riferimento è alla società siracusana Onda Energia, che però avrebbe ricevuto lettere di diffida da alcuni Comuni palermitani.
Dopo aver sottolineato come il sindaco Leoluca Orlando abbia più volte manifestato contrarietà a questa ipotesi, Lapiana ricorda che sempre il primo cittadino inviò il 20 gennaio scorso all'assessorato regionale una lettera in cui ''si palesava la disponibilità del Comune di Palermo, per il tramite della sua azienda pubblica Amap, ad assumere un ruolo di protagonista per le gestione dell'acqua nei 52 Comuni dell'Ato1 della Provincia di Palermo''.
A quella lettera, osserva Lapiana, ''nessuna risposta è pervenuta dall'assessorato regionale circa la possibilità di affidare in mani pubbliche la gestione unitaria del sistema idrico integrato, per la quale il Comune di Palermo mantiene la propria disponibilità''.

PASIANO (PN), DAL COMUNE OK ALLA FUSIONE TRA ACQUE DEL BASSO LIVENZA E CAIBT

Il consiglio comunale di Pasiano (PN) ha approvato nei giorni scorsi la delibera di fusione degli acquedotti Acque del Basso Livenza spa e Caibt spa (basso Tagliamento). Pasiano è uno dei primi Comuni ad approvarla vista la vicinanza con l’appuntamento elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale. «Si tratta dell’iter conclusivo di tre anni di lavoro - ha spiegato il sindaco Claudio Fornasieri - svolto dai funzionari e dai consigli di amministrazione dei due acquedotti. Il loro lavoro è poi passato ai sindaci affinchè trovassero l'accordo finale. Ci sono forti tensioni, in quanto in gioco c’è molto lavoro, concentrato soprattutto nell'area di Bibione. Alla fine è stato trovato l'accordo, in particolare per quanto riguarda i Comuni del Caibt».
Con la delibera il Comune affida alla nuova società nascente Lta (Livenza Tagliamento acque) la gestione del servizio idrico integrato in house per trent’anni, a patto che la fusione venga completata entro il 31 dicembre di quest’anno. In caso contrario il Comune potrà decidere di indire una gara ad evidenza europea per l'affidamento del servizio.
«Se noi non avessimo approvato - ha sottolineato Fornasieri - non fermeremmo la fusione ma pagheremo alti costi, almeno 150 mila euro, in quanto la pratica passerebbe in mano a un commissario». Il Comune di Pasiano, che in Abl aveva l’8,37% di quote, in Lta avrà il 5,09% di quote. Complessivamente i Comuni di Abl avranno il 60% delle quote, quelli di Caibt il restante 40%. Il Comune con una partecipazione piú alta sarà quello di San Michele al Tagliamento che avrà il 23% delle quote.
Il consiglio ha approvato la delibera con un solo voto di astensione.

PAVONCELLI BIS, PROROGATO IL COMMISSARIO FINO AL 2015

Prorogato sino al 31 dicembre 2015 il commissario preposto al completamento dei lavori per la realizzazione della galleria ''Pavoncelli bis'' volta ad assicurare il rifornimento idrico di oltre 1,3 milioni di pugliesi, trasferendo in regione Puglia attraverso l'acquedotto del Sele le acque prelevate dalla sorgente di Caposele.
Ne ha dato notizia il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi: ''La nuova galleria - si legge in una nota del Ministero - e' un'alternativa a quella esistente, a rischio di crollo anche in conseguenza di eventi sismici che l'hanno colpita, e la cui interruzione impedirebbe l'approvvigionamento idrico della Puglia''.

ABBANOA E LA PROCURA. MARCONI: “DIMOSTREREMO CHE LA STRADA E’ GIUSTA”

“Il 27 febbraio dimostreremo di aver imboccato la strada giusta”. Risponde così Carlo Marconi, Amministratore unico di Abbanoa, il gestore idrico della Sardegna finito nel mirino della Procura della Repubblica di Nuoro per i conti in rosso. Per quella data è prevista la prima udienza nella quale il pm potrebbe chiedere il fallimento della società.
Abbanoa, dal 2005 gestore idrico per conto di Regione e Comuni, avrebbe registrato debiti per 828 milioni ma avviato contestualmente un rigoroso piano di lotta all’evasione e stanato oltre 30 mila “ladri d’acqua”.
“L’istanza di fallimento - spiega Marconi al quotidiano L’Unione sarda - è incomprensibile, arriva proprio nel momento in cui stavamo per superare le difficoltà. Sono fiducioso sull’esito finale”. E la fiducia, a quanto pare, poggia sui fatti e sul nuovo sistema tariffario dell’Autorità per l’energia elettrica il gas ed il servizio idrico. Abbanoa oltre ai crediti commerciali per i servizi già fatturati, vanterebbe infatti ampi crediti verso gli ATO per conguagli relativi al periodo 2005-2011, 90 milioni già riconosciuti ed altri 70 di prossimo riconoscimento.
“Oggi - spiega ancora -, per dare acqua ai sardi occorrono 550mila euro al giorno, a fronte di ricavi dello stesso importo. Nel 2005, quando è nata Abbanoa, erano 250mila. Di più. In Sardegna ci sono 750mila utenze e nel 2013 abbiamo incassato 190 milioni e stanato 30mila abusivi, i ladri d’acqua. Sono scattate 4mila denunce e siamo a metà del guado: c’è ancora mezza Sardegna da controllare. Questa è la via del risanamento finanziario, economico e gestionale”.

SIRACUSA, SINDACATI PREOCCUPATI PER GLI EX DI SAI 8. GARA IN DUE COMUNI PER LA GESTIONE DEL SERVIZIO

I sindacati degli ex lavoratori di Sai 8 - il gestore idrico siracusano in liquidazione - hanno scritto nuovamente al prefetto Armando Gradone per «il preoccupante silenzio registrato sulla delicata vicenda che vede coinvolti i lavoratori ma anche i Comuni che avevano consegnato gli impianti, salvo poi tornare proprietari per la gestione diretta». Diversi i vertici fra Prefettura e Provincia in presenza del commissario dell'Ato idrico Mario Ortello, ai quali sono seguite soltanto dichiarazioni d'intenti ma non azioni concrete per garantire la continuità e la qualità del servizio. «Chiediamo al prefetto Gradone - sottolineano le segreterie confederali dei sindacati - di farsi promotore di un tavolo di trattativa che veda coinvolti tutti i soggetti già presenti alle precedenti riunioni».
La Commissione Bilancio all'Ars nel frattempo, ha approvato nei giorni scorsi un emendamento che riguarda proprio i lavoratori ex Sai 8 e che consentirà ai Comuni del siracusano di richiamarli in servizio. Il nodo rimane il futuro dei lavoratori, 154 quelli della ex Sai8, che rimangono in attesa di comunicazione dopo che i Comuni hanno deciso di gestire direttamente il servizio.
Intanto, tra poche settimane, sarà assegnata la gestione del servizio per quanto riguarda il consorzio Siracusa-Solarino (ne faceva parte anche Augusta che poi si è tirata indietro). Sono cinque le manifestazioni di interesse arrivate da aziende italiane, ma hanno risposto anche una società inglese ed una spagnola. Le manifestazioni di interesse sono al vaglio degli uffici comunali. L'importo della concessione, a base di gara, è di 16 milioni 527mila euro l'anno; la gestione durerà un anno, rinnovabile fino a un massimo di altri due successivi. La vincitrice non potrà cedere la gestione ad altri e dovrà assorbire 85 lavoratori dell'ex Sai8, dando priorità agli ex Sogeas.

REGIONE MARCHE: APPROVATE LE LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DEI FIUMI

"L'approvazione da parte del Consiglio regionale all'atto amministrativo che detta linee guida per i progetti generali di gestione dei corsi d'acqua è molto importante". Questo il commento dell'assessore regionale della Marche alla Difesa del suolo Paola Giorgi, diffuso in una nota. "Considerata la notevole fragilità del nostro territorio, allo scopo di difendere il suolo e prevenire le alluvioni - spiega -, la Giunta aveva proposto due normative per la pulitura dei fiumi, la compatibilità delle infrastrutture e il migliore assetto idrogeologico del territorio. Nel corso degli anni, la grande quantità di opere realizzate dall'uomo ha modificato i corsi d'acqua. A questo va aggiunta la saltuarietà delle azioni di manutenzione con le conseguenze disastrose che sono già state sperimentate. Effetti ai quali si potrà ora rispondere con maggiore efficacia e mantenere al meglio gli alvei dei fiumi nel rispetto delle loro funzioni ecologiche. I progetti - aggiunge l'assessore - dovranno essere realizzati in un'ottica di sistema e rispetto dell'ambiente, per garantire le migliori pratiche, evitare sovrapposizioni e risparmiare risorse pubbliche. Lo scopo - conclude la Giorgi - è quello di fare in modo che le scelte pianificatorie, fin dalla fase della loro ideazione, valutino la pericolosità idraulica presente e potenziale delle aree e le possibili alterazione del regime idraulico indotte dalle scelte".
La Regione Marche destina 390mila euro per finanziare quattro nuovi interventi di difesa del suolo a Peglio, Offagna, Pioraco e Montecavallo. Le risorse sono quelle del bilancio regionale 2014. Una prima quota di 1,6 milioni è stata destinata, il mese scorso, a 12 progetti di manutenzione idraulica e del territorio che interessano le cinque le province marchigiane.
"Le nuove disponibilità - afferma l'assessore Paola Giorgi - derivano da un'economia e da altre risorse presenti in bilancio. I quattro interventi finanziati sono stati individuati sulla base delle segnalazioni di aggravamento del dissesto in corso, a seguito degli eventi piovosi degli ultimi mesi, che richiedono una soluzione delle criticità per non compromettere la funzionalità dei sistemi infrastrutturali e insediativi coinvolti".
I quattro comuni compresi nel nuovo programma di ripristino dei dissesti sono tutti interessati da frane.

ACCORDO TECNICO CINA-SVIZZERA SULL'ACQUA

Svizzera e Cina hanno firmato nei giorni scorsi a Crans-Montana un accordo tecnico volto a rafforzare la collaborazione nel settore delle acque. L'intesa interviene dopo oltre un decennio di collaborazione bilaterale in materia, culminata in un trattato bilaterale nel 2009. A fare gli onori di casa in Vallese la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente (DATEC) Doris Leuthard. La delegazione cinese era guidata dal viceministro cinese delle acque Hu Siyi; la firma è intervenuta nel corso del "Sesto dialogo sino-svizzero ad alto livello sulla gestione delle acque" dedicato in particolare agli impatti del cambiamento climatico.
L'intesa tecnica verte su una gestione ottimale delle risorse idriche dello Yangtze a cui parteciperanno specialisti svizzeri e cinesi. La scelta del Vallese come sede dell'incontro non è casuale, dato che il cantone nei secoli ha acquisito esperienza per lottare contro la siccità con la vastissima rete di acquedotti; altre competenze sono legate ai ghiacciai, ai laghi artificiali per la produzione di elettricità e alle correzioni del corso del Rodano.
Nel quadro dell'accordo del 2009 sono in corso diversi progetti concreti fra l'UFAM, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e le autorità cinesi: fra questi un sistema di preallarme e di sorveglianza dei ghiacciai in relazione ai cambiamenti climatici nella provincia dello Xinjiang o le previsioni di piena nel bacino fluviale dello Yangtze e del Rodano.

A2A, MIGLIORA L’ACQUA DI BRESCIA CON I NUOVI IMPIANTI DI ABBATTIMENTO DEL CROMO ESAVALENTE

Grazie alle attività di ricerca e sperimentazione avviate da A2A Ciclo Idrico negli scorsi mesi, la qualità dell’acqua potabile di Brescia è ulteriormente migliorata anche per quanto riguarda la presenza di cromo esavalente. Già nel corso del mese di settembre 2014, il 60% dell’acqua distribuita in città avrà valori di cromo esavalente inferiori a 2 microgrammi/litro, concentrazione al di sotto della quale le metodiche analitiche attualmente utilizzate non sono in grado di rilevarne la presenza.
La percentuale di acqua potabile immessa in rete, dopo il trattamento con il nuovo sistema, supererà il 70% entro la fine del 2014 e raggiungerà il 100% entro il 2015 con il completamento del programma di installazione dei nuovi impianti di abbattimento del cromo esavalente.
L’intervento messo in campo da A2A Ciclo Idrico prevede la rimozione del cromo esavalente dall’acqua prelevata dai pozzi, prima che alimenti la rete di distribuzione. Gli impianti realizzati sulla scorta di una sperimentazione condotta dall’inizio del 2013 su un pozzo temporaneamente fuori servizio, prevedono la trasformazione del cromo esavalente (solubile in acqua) in cromo trivalente (insolubile in acqua), tramite l’addizione di solfato ferroso (FeSO4). Il cromo trivalente viene poi rimosso definitivamente, filtrando l’acqua su un letto di carbone attivo.
A2A Ciclo Idrico ha iniziato l’attività di installazione del sistema di abbattimento del cromo esavalente nei pozzi che ne avevano una maggiore presenza (Sereno 2, San Donino, Grazzine e San Bartolomeo). L'ammontare degli investimenti a carico del Gruppo A2A, per conseguire un miglioramento nella qualità dell'acqua distribuita nella città di Brescia, è di oltre 4 mln di euro in 2 anni.
È opportuno ricordare che per il cromo totale (comprensivo di cromo trivalente e cromo esavalente) il valore limite attuale, fissato dalle normative di riferimento, è pari a 50 microgrammi/litro; valore confermato anche nell’ultima edizione delle Guideline for Drinking Water Quality dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
L’acquedotto di Brescia, gestito da A2A Ciclo Idrico, è rigorosamente controllato secondo un protocollo di analisi concordato con l’Asl. Questo protocollo prevede il prelievo almeno mensile di campioni di acqua ai punti rete di controllo (26 dislocati su tutto il territorio cittadino) rappresentativi della rete distributiva territoriale, oltre al campionamento dell’acqua presso le fonti di approvvigionamento e gli impianti di trattamento, la cui frequenza, almeno annuale, è variabile in relazione alla qualità dell’acqua grezza prelevata. Lo scorso anno, per la sola città di Brescia, A2A Ciclo Idrico ha effettuato 1.944 verifiche (1.557 per il controllo dei parametri chimico-fisici e 378 per il controllo dei parametri microbiologici) ed ha misurato complessivamente 35.553 parametri chimici, fisici e biologici. Le analisi hanno confermato la piena rispondenza dell’acqua distribuita dal civico acquedotto al D.lgs. 31/01. Ogni anno tutte le analisi vengono trasmesse in copia all’Asl di competenza che effettua propri prelievi e analisi per assicurare la massima indipendenza ed efficacia dei controlli nei confronti del gestore.
Per garantire una adeguata informazione ai cittadini di Brescia, proseguiranno anche nei prossimi mesi le attività di comunicazione da parte di A2A Ciclo idrico. In particolare, verrà inviata una brochure (dopo quella di aprile 2014) a tutte le famiglie bresciane con tutti i dati sulla qualità dell’acqua e i risultati ottenuti grazie al nuovo sistema di abbattimento del cromo esavalente. Sarà inoltre possibile reperire tutte le informazioni sul sito internet di A2A Ciclo idricoe sui canali social della Società.

MILANO, CARTA DI INTENTI TRA GRUPPO CAP, ENTI LOCALI E ASSOCIAZIONI

“Possiamo dire con orgoglio che l’acqua del nostro territorio è di ottima qualità e a un prezzo fra i più bassi d’Italia, ma soprattutto oggi possiamo dire che, grazie alla stretta collaborazione fra i sindaci, la Provincia, le aziende idriche e le associazioni del territorio, i cittadini possono verificare quotidianamente i dati sulla qualità dell’acqua, e quindi toccare con mano cosa significa avere un’azienda pubblica che lavora bene, con un piano strategico importante per gli investimenti sulle infrastrutture e la gestione del servizio”. Così Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, che ha aperto la presentazione della Carta d’intenti per l’acqua, il documento che definisce l’impegno del Gruppo CAP, degli Enti Locali e delle associazioni in tema di trasparenza dei dati relativi alla qualità dell’acqua di rete.
“Se l’acqua del nostro territorio è buona - gli ha fatto eco Alessandro Ramazzotti, presidente di CAP Holding - lo dobbiamo soprattutto alla natura, ma grazie all’impegno delle nostre aziende pubbliche, è anche garantita e sicura, e questo non è un dato di fatto, un obiettivo raggiunto una volta per tutte, ma un esercizio quotidiano in cui sono impegnate le centinaia di persone che lavorano nel Gruppo CAP per garantire il servizio idrico integrato a oltre due milioni di persone”.
Il presidente di Amiacque, Marco Passaretta, ha centrato l’attenzione sui “500 milioni di investimenti in 7 anni: è questo il primo patto con i Comuni, che si completa con questa carta d’intenti nel segno della trasparenza, che abbiamo voluto presentare oggi, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua, chiedendo ai Comuni anche di essere cassa di risonanza per diffondere un uso consapevole e sostenibile dell’acqua in un mondo dove ancora oltre un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile”.
La Carta d’intenti è un protocollo con il quale il Gruppo CAP, i Comuni e le associazioni locali si impegnano a mettere in atto tutta una serie di azioni per diffondere e rendere sempre più fruibili da parte dei cittadini tutti i dati relativi all’acqua di rete: le analisi, i controlli, le caratteristiche e ogni altra informazione utile.

VARESE, AUMENTO DELLE TARIFFE E NEWCO PUBBLICA PER IL FUTURO

«Qualsiasi aumento in questo momento è sicuramente spiacevole per i cittadini, ma con questa decisione si dà il via a una riorganizzazione del servizio che sarà positiva per Varese». Così l’assessore al bilancio di Varese Giuseppe Montalbetti, assessore al Bilancio, alla notizia dell’aumento delle tariffe d’ambito che passano da 25 centesimi a 30 centesimi al mc (fino a 250 mc).
«Erano anni che non si ritoccavano le tariffe e anche adesso, dopo l'aumento, a Varese ci manteniamo sotto rispetto ad altre città italiane - commenta William Malnati, presidente di Aspem, società che si occupa della gestione di 34 acquedotti e della relativa bollettazione - L'aumento servirà per fare interventi sul piano di ambito: la priorità saranno gli impianti di depurazione che sono più vetusti. L'impianto più vecchio (tra i grossi) del Comune di Varese è quello del Pravaccio in via Peschiera».
L'aumento deciso dall'Ato può essere considerato un primo atto di una rivoluzione che interessa la gestione idrica. L'Ato, infatti, dovrebbe promuovere la costituzione di una nuova società pubblica ancora da costituire. «I diversi gestori che ci sono adesso nel medio e nel lungo termine dovrebbero confluire in questa nuova società (ma Aspem ha fatto ricorso ritenendo di avere le caratteristiche per poter gestire fino a naturale scadenza gli acquedotti, ndr) - continua Malnati - Nel breve periodo non cambierà niente, operativamente parlando».

CIVITAVECCHIA, HCS: STOP AL FALLIMENTO FINO AD OTTOBRE

Scongiurato, per ora, il fallimento della Holding Civitavecchia Servizi (Hcs), la multiutility comunale per la quale il Tribunale cittadino aveva respinto la richiesta di concordato. Per la Corte d’Appello di Roma invece esistono i presupposti per la concessione della proroga richiesta dal Comune e dai liquidatori della società. Ci sarà tempo fino a ottobre per fare il punto della situazione e riattualizzare il piano messo a punto dall’ amministrazione per risanare la situazione della Holding.
Il commissario prefettizio avrà dunque più tempo per studiare la situazione e soprattutto cercare di individuare le risorse necessarie per il pagamento (anche a rate) del debito della Holding. Debito che sarebbe stato dilazionato in più rate, di cui due già scadute (dicembre e a gennaio), ma che in realtà non sarebbero state pagate proprio per carenza di informazioni.
Ora i liquidatori hanno tempo fino a ottobre per cercare (affiancati in questo lavoro fino a maggio anche dal commissario) di capire se Hcs può essere salvata oppure no.
Hcs ha 400 dipendenti diretti, cui si aggiungono quelli delle società collegate. Svolge il servizio idrico e ambientale a Civitavecchia.

ACEA, SEQUESTRATI 7 DEPURATORI TRA ROMA E FROSINONE. L’AZIENDA: “PIENA FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA”

La Procura di Roma ha disposto il sequestro di sette depuratori gestiti da Acea Ato 5 e Acea Ato 2 (a Frosinone, Ferentino, Anagni, Ceccano, Fiuggi, Veroli e Trevi) per gestione illecita dei sistemi di depurazione, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica e danneggiamento. I carabinieri del Noe - cui sono state affidate le indagini dal pm Adolfo Coletta - avrebbero riscontrato già nel 2012 irregolarità nel trattamento dei reflui, con il superamento dei valori previsti dalla legge in fase di scarico finale.
La Procura, che ha concesso all’Acea la facoltà d’uso dei depuratori, nei prossimi giorni disporrà un consulenza per accertare l’effettiva funzionalità degli impianti e la loro idoneità tecnica a trattare le acque reflue provenienti dalle abitazioni dei centri urbani.
«L’azienda - si legge in una nota di Acea Ato 5 - esprime piena fiducia nell’ operato della magistratura e attende con assoluta fiducia gli esiti degli accertamenti e delle verifiche che dovranno essere intraprese di qui innanzi e a cui è strumentale il sequestro eseguito oggi, che, per scelta tecnica esplicitata dal magistrato inquirente, non persegue finalità cautelari ma, per l’appunto, istruttorie. L’azienda, inoltre, prende atto della circostanza che nel provvedimento eseguito si è constatato, in maniera corretta ed oggettiva, che le analisi eseguite da un laboratorio certificato comprovano la funzionalità degli impianti in sequestro e che, pertanto, la fatturazione degli importi indicati nel provvedimento è avvenuta sul presupposto della perfetta funzionalità depurativa degli impianti, come detto, debitamente certificata».

EVI, SINERGIA CON L’OSSERVATORIO VESUVIANO PER CONTROLLO SISMICO DI ISCHIA

Un’importante sinergia tra l’Osservatorio Vesuviano e il gestore idrico Energia Verde Idrica (EVI) spa sarà presto operativa per sorvegliare i movimenti del suolo dell’isola d’Ischia, sia per motivi scientifici che di protezione civile. La richiesta di collaborazione, formulata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e da Giuseppe De Natale, direttore dell’Osservatorio Vesuviano, è stata immediatamente accolta da Pierluca Ghirelli, Liquidatore dell’EVI spa.
A breve, quindi, presso l’area del serbatoio idrico del Montagnone Alto, al confine tra i Comuni di Ischia e Barano, sarà installata una “stazione tiltmetrica da pozzo in acquisizione continua”: un’apparecchiatura che avrà lo scopo di monitorare le deformazioni e le inclinazioni del suolo nel tempo, acquisendo e trasmettendo dati senza interruzione.
La stazione del Montagnone Alto sarà uno dei tre punti in cui si articolerà la rete tiltmetrica dell’isola d’Ischia (gli altri due saranno installati a Barano ed a Forio).
La stazione tiltmetrica sarà composta da un contenitore nel quale troveranno alloggio il sistema di acquisizione, alimentazione e trasmissione dei dati (computer, modem, batterie, caricabatteria); il sensore tiltmetrico sarà inserito alla base di uno scavo di diametro di dieci centimetri e profondo 25 metri, chiuso in superficie con un tombino.
La decisione di utilizzare l’area dove sorge il serbatoio del Montagnone Alto è venuta dopo un incontro tra gli scienziati dell’Osservatorio Vesuviano e Franco Trani, capo dell’Area Tecnica dell’EVI spa.

PALERMO, IL SERVIZIO IDRICO AFFIDATO ALL’ATO PER 4 MESI

Il Prefetto di Palermo ha firmato un provvedimento con cui si dispone di affidare, in via temporanea, all’ATO1 Palermo la gestione del Servizio idrico integrato per la provincia di Palermo e i 52 comuni serviti dalla Societa’ ormai fallita. E’ stata così eseguita l’ordinanza del prefetto Francesca Cannizzo per scongiurare i problemi di ordine pubblico (evidenziati dal Comando provinciale dei carabinieri) che sarebbero derivati dall’interruzione dell’erogazione idrica ad un bacino di 444 mila utenti, quelli igienico-ambientali segnalati dall’Asp e il disastro ambientale per il fermo dei depuratori, richiamato dal dipartimento regionale Acque e rifiuti.
Dall’ordinanza prefettizia si apprende che per selezionare le cinque offerte pervenute all’Ato e affidare la gestione provvisoria fino alla riforma regionale del settore serviranno tre mesi. Il mandato all’Ato scadrà fra 4 mesi.
L’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità, Nicolò Marino, che con l’Ato si è assunto la responsabilità di dare continuità al servizio, ha costituito una unità di crisi a supporto del commissario per tutte le attività di coordinamento. All’Ato restano la gestione e la regolamentazione della gara per il nuovo gestore.

UDINE, CAFC FINANZIA CENTRO STUDI SU RISORSE IDRICHE

Cinque progetti di ricerca che ruotano attorno alla risorsa acqua, dalle indagini epidemiologiche e tossicologiche nella Bassa Friulana, al monitoraggio della riduzione dei fanghi al depuratore di Terenzano, fino all'identificazione dei nuovi inquinanti e allo studio degli scenari di pericolosità e trasporto di inquinanti all'interno delle reti acquedottistiche, sono stati approvati dal Centro Studi Acqua di Cafc Spa.
Il comitato scientifico del Centro ha dato il via libera firmando le convenzioni con le Università di Trieste e di Udine e con l'Irccs Mario Negri di Milano, con un finanziamento di 150 mila euro.
Per l'amministratore unico di Cafc e presidente del Centro Studi Acqua, Eddi Gomboso, "si tratta di un investimento su una realtà che coinvolge strutture già esistenti, con le quali si punta a mettere a fattor comune conoscenze e discipline, ad esempio l'area ingegneristica con quella medica, l'epidemiologia con la tossicologia, tant'è che una delle convenzioni del Centro riguarda i nuovi inquinanti emergenti non regolamentati, dove convergono l'epidemiologia con la tossicologia per monitorare la qualità dell' acqua".
E' prossima alla sigla, invece, la convenzione con l'Ateneo udinese riguardante l'allargamento di una precedente indagine sull'analisi strutturale e la valutazione della sicurezza alle azioni sismiche dei serbatoi per acquedotti mediante metodi non distruttivi, con l'analisi di 12 serbatoi pensili di Cafc.

IL GRUPPO CAP CONNETTE GLI ACQUEDOTTI DI MELEGNANO E CERRO AL LAMBRO

Il gruppo CAP ha avviato i lavori di una dorsale per interconnettere due acquedotti comunali e migliorare il servizio. I cantieri sono stati aperti a Melegnano e Cerro al Lambro. Un investimento importante, quasi 550mila euro, per potenziare le reti idriche di entrambi i comuni del Sud Milanese: in questo momento, infatti, l’intervento avvantaggerà maggiormente Melegnano, dove l’approvvigionamento di acqua potabile potrebbe avere maggiori sofferenze, ma in futuro sarà utile anche a garantire la continuità del servizio idrico a Cerro al Lambro, soprattutto in caso di eventuali manutenzioni.
È proprio questo lo spirito della condivisione delle risorse: interconnettere i due acquedotti consente infatti di non trivellare nuovi pozzi e ottenere ugualmente l’obiettivo di un servizio idrico di qualità, semplicemente compensando le carenze di un comune con le risorse attinte nell’altro, nell’uno o nell’altro senso a seconda dei momenti e delle necessità.
I lavori, iniziati in settimana, dureranno fino all’autunno; Cap prevede di posare in tutto circa 1200 metri di tubazioni diametro 250 in polietilene, a partire da via IV Novembre all’altezza dell’incrocio con via Bismantova nel comune di Cerro al Lambro, passando più che altro su terreni agricoli, fino a via dei Cedri a Melegnano. A fine lavori verranno ripristinate le pavimentazioni stradali manomesse e verrà ridisegnata la segnaletica orizzontale.

ACQUA TOUR, PREMIAZIONE FINALE DEL PROGETTO DIDATTICO DI ACQUE SPA

Sono stati oltre 600 i bambini e i ragazzi di varie classi delle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria inferiore che nei giorni scorsi presso il Teatro Era a Pontedera hanno preso parte alla manifestazione conclusiva di Acque Tour, il progetto di educazione ambientale che ogni anno Acque SpA, il gestore idrico del Basso Valdarno, organizza e mette a disposizione gratuitamente per le scuole del territorio servito. L'evento si è sviluppato intorno alla mostra dei lavori (cartelloni, presentazioni digitali, audiovisivi, modellini) inviati dalle classi partecipanti al concorso "Buona da Bere".
Proprio nel corso della manifestazione si è svolta la premiazione dei vincitori e la consegna a tutte le classi degli attestati di partecipazione; a fare gli onori di casa ci ha pensato il presidente di Acque SpA Giuseppe Sardu che con la propria presenza ha voluto testimoniare l'impegno sociale del Gestore anche verso le nuove generazioni.
Acque Tour è il progetto di educazione ambientale promosso da Acque Spa per le scuole il cui obiettivo è quello di diffondere la conoscenza del ciclo tecnologico dell'acqua e il funzionamento del sistema idrico integrato: un mondo spesso "sotterraneo" e poco conosciuto, che viene svelato attraverso percorsi didattici con rappresentazioni, laboratori, visite e gite guidate agli impianti di Acque SpA.
Questa attività, inoltre si pone l'obiettivo di sviluppare tra i cittadini una riflessione sul tema dell'utilizzo razionale dell'acqua, affinché venga preservata dallo spreco, salvaguardata e valorizzata. Acque Tour, giunto alla sua dodicesima edizione, coinvolge ogni anno quasi seimila tra studenti ed adulti nel Basso Valdarno.

DIGA DI RIDRACOLI, BERNABE’: “PER QUEST’ANNO NESSUN PROBLEMA DI APPROVVIGIONAMENTO”

«Per quest’anno nessun problema per l’approvvigionamento idrico». Così il presidente di Romagna Acque Tonino Bernabè, che commenta la tracimazione della diga di Ridracoli avvenuta nei giorni scorsi. «Le annate siccitose del 2011 e 2012 ci hanno insegnato molto - aggiunge Tonino Bernabè -; ma quest’anno siamo riusciti ad approvvigionare le case di 1 milione di utenti con l’acqua buona di Ridracoli. Le falde acquifere della pianura sono intatte e quelle in appennino sono gonfie d’acqua per cui mi sento di dire che per il 2014 problemi non ce ne saranno».
«I cambiamenti climatici - spiega Bernabè - con le ‘bombe d’acqua’ alternate a periodi siccitosi e al gravissimo dissesto idrogeologico, ci devono far riflettere. Sono convinto che la diga, che è un’opera dell’uomo, sia servita in questi anni di esercizio non solo a rifornire d’acqua le città della Romagna, ma anche ad essere un presidio fondamentale nella difesa del territorio e nella regolazione dei fiumi e dei versanti appenninici».
La curva dei volumi dell’invaso e i metri cubi d’acqua dell’invaso di Ridracoli sono in linea con l’annata 2013 per quanto riguarda i primi quattro mesi dell’anno e maggio è dunque iniziato con una nuova tracimazione. «Le persone che hanno visitato la diga e il suo lago - conclude Tonino Bernabè - hanno potuto ammirare uno spettacolo naturale affascinante. Perché la diga e gli ambienti del parco nazionale sono anche una risorsa turistica importante».

LAGO DI GARDA. IL SOTTOSEGRETARIO GIORGETTI: “ PER DEPURAZIONE FONDI DAL GOVERNO E DALLA UE”

E’ un coro di assensi al progetto del nuovo Sistema di collettamento e depurazione del lago di Garda presentato nei giorni scorsi alla presenza del sottosegretario al Ministero dell'Economia Alberto Giorgetti, dell'assessore regionale ai Lavori pubblici Massimo Giorgetti, del presidente della Provincia Giovanni Miozzi e del presidente di Azienda Gardesana Servizi (Ags) Alberto Tomei. Si tratta di interventi, per complessivi 202 mln, per la realizzazione di une condotte fognarie, per l’adeguamento del depuratore arilicense, e per la realizzazione di un nuovo impianto di trattamento dei reflui a Visano.
Il sottosegretario Giorgetti - che ha la delega ai Finanziamenti comunitari - ha annunciato che lavorerà su due fronti: «Da un lato la compartecipazione alla spesa del Governo, dall'altro per garantire l'accesso alle risorse europee. Stiamo parlando del più grande lago italiano e di un patrimonio non solo ambientale ma anche economico. Faremo quanto possibile per assicurare al progetto la più alta finanziabilità da parte dell'Europa. Noi possiamo lavorare in vista del semestre di governo italiano tra giugno e dicembre 2014 e per qual periodo auspico che potremo presentare un progetto definito e condiviso da tutti. Coinvolgerò direttamente il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi».
Il presidente di Ags Tomei ha ricordato la vetustà dell'impianto di collettamento esistente della sponda veronese - circa 60 chilometri di tubature che da 30 anni raccolgono le acque nere da Malcesine sino a Peschiera dove le convogliano nel depuratore - e la necessità di una sua sostituzione. «Per garantire la salubrità delle acque del lago anche in futuro - serve un nuovo collegamento, moderno e con la divisione tra acque bianche e nere. I costi complessivi sono ingenti, ma questa è l'unica progettualità possibile se, come stiamo facendo, ragioniamo in un'ottica di rispetto e riqualificazione ambientale e a lungo termine. Per questo nel 2012 abbiamo commissionato il progetto preliminare di riqualificazione del sistema di collettamento che presentiamo oggi e su cui auspichiamo la più ampia convergenza politica e istituzionale».

ALTO CALORE SERVIZI, LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE

Stato di agitazione per i dipendenti di Alto Calore Servizi (Acs) a seguito del “mancato pagamento alle maestranze delle spettanze maturate del mese di aprile 2014”. E' quanto si legge nella missiva inviata alle Prefetture di Avellino e Benevento, alla Commissione di Garanzia per l’attuazione della Legge sullo sciopero nei Servizi Pubblici essenziali di Roma, all'azienda Alto Calore Servizi SpA di Avellino e per conoscenza alla Regione Campania, assessorato all’Ambiente e al Commissario per l’ATO 1 di Avellino.

CAP HOLDING, INAUGURATO IL DEPURATORE DI SESTO SAN GIOVANNI, È STATO RISTRUTTURATO

Inaugurato il depuratore di Sesto San Giovanni, a seguito dei lavori di ristrutturazione e potenziamento realizzati dal Gruppo CAP, che hanno visto un investimento importante: oltre 2 milioni di euro per restituire un impianto ancora più efficiente e adatto alle nuove esigenze depurative del territorio.
Infatti l’impianto, così com’era prima dei lavori, non sarebbe stato in grado di far fronte alle nuove normative, più stringenti, che entreranno in vigore dal 2016, al nuovo fabbisogno in termini di depurazione e alla possibilità che il principale insediamento produttivo del territorio ampli la propria attività nei prossimi anni.
L’impianto è dotato di un sistema di biofiltrazione, brevetto Degremont, tecnologicamente molto avanzato poichè permette di gestire tutta una serie di processi relativi alle fasi dell’impianto di depurazione in una porzione più piccola, ottimizzando lo spazio. Questo sistema è l’unico che permette l’utilizzo di uno spazio ridotto per le fasi di lavorazione dell’acqua. Infatti gli interventi hanno visto la realizzazione ex-novo di manufatti necessari a potenziare l’impianto per renderlo adatto a soddisfare in futuro il fabbisogno di depurazione, anche attraverso l’integrazione con una linea che ha la possibilità di essere ulteriormente potenziata.
Alessandro Ramazzotti, presidente di CAP Holding, sottolinea che “Il Gruppo CAP, grazie al continuo scambio con le realtà del territorio servito, sta portando avanti importanti investimenti anche, e soprattutto, rispetto all’innovazione tecnologica, che vanno a migliorare gli impianti gestiti. Inoltre teniamo molto non solo al rapporto con l’amministrazione comunale, ma anche al rapporto di trasparenza che ci lega ai cittadini del nostro territorio servito, ed eventi come questo sono realizzati proprio per stimolare la curiosità e far conoscere il nostro importante lavoro per garantire standard altissimi e competitivi a livello nazionale”.

CALABRIA, APPALTI TRUCCATI PER OPERE IDRICHE: ARRESTI ANCHE IN SORICAL

16 persone ai domiciliari, 12 società e oltre 40 mln di beni mobili sequestrati. Questo l’esito dell’inchiesta avviata dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria, che ha contestato il reato di associazione a delinquere relativamente agli appalti indetti dalla Provincia, dalla Stazione unica appaltante e dalla Sorical; quest’ultima, società mista partecipata dalla Regione e titolare delle “Opere idropotabili Regionali” ed il connesso servizio di fornitura all’ingrosso ai Comuni calabresi per 30 anni.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Federico Cafiero De Raho e dal sostituto Matteo Centini, avrebbe messo in luce il “sistema Bagalà”, dal nome degli imprenditori Giuseppe e Carmelo Bagalà di Gioia Tauro, già nel mirino degli investigatori nel 2012 per un elenco di funzionari pubblici risultati a libro paga ritrovato negli uffici delle loro società. Secondo gli investigatori, alcuni dipendenti di Sorical avrebbero intascato le tangenti necessarie ai Bagalà per truccare gli appalti, secondo “la metodica rivelazione di segreti d’ufficio dai parte dei pubblici funzionari”.
L’inchiesta ha portato a perquisizioni in Calabria, Veneto, Marche e Toscana, dove hanno sede le imprese che secondo l’accusa facevano parte del “sistema Bagalà”. La Procura ha contestato agli indagati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.

CAP, BANDO DI GARA PER I PROGETTI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE NELLE SCUOLE

Si è aperta da qualche giorno la gara del Gruppo CAP per affidare le attività di educazione ambientale sul tema “acqua” per gli anni scolastici 2014 - 2015 e 2015 - 2016 nei Comuni del territorio servito dal Gruppo CAP. Da diversi anni il Gruppo CAP propone alle scuole dei Comuni serviti di partecipare ai progetti di educazione ambientale sul tema dell’acqua. La formazione dei giovani è infatti il motore principale dei cambiamenti negli stili di vita delle persone, perché si diffondano comportamenti sempre più sostenibili e attenti alla tutela delle risorse naturali. Per questo il Gruppo Cap finanzia percorsi di formazione nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Per le scuole quindi la partecipazione è totalmente gratuita e rappresenta un’opportunità per conoscere meglio il mondo dell’acqua e il lavoro delle aziende del settore per garantire il servizio idrico integrato a tutti i cittadini.
Gli scorsi due anni hanno visto oltre 1500 ore di educazione ambientale svolte in classe e moltissime visite agli impianti e ai Laboratori Analisi aziendali, grazie alla collaborazione con la fondazione Pime Onlus, che si è aggiudicata la gara per lo scorso biennio e ha portato la mascotte del progetto, Fontana Jones, in centinaia di scuole del territorio, accompagnando bambini e ragazzi nelle avventure “Alla ricerca dell’acqua perduta” e nel “Tempio rubinetto”.
La gara raccoglierà le offerte e i progetti che riguardano i prossimi due anni scolastici, che verranno valutati sia per la qualità del progetto che per i costi, considerando che l’importo complessivo a base dell’appalto è 142mila euro, e che sono stimate 1500 ore di attività didattica svolta in classe e 200 ore attività presso gli impianti idrici o le Case dell’Acqua, nonché tutte le ore necessarie ai lavori di segreteria e progettazione.
Il servizio sarà aggiudicato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Particolare valore sarà attribuito ai progetti caratterizzati da metodologie che stimolino la partecipazione attiva degli studenti, da contenuti ampi, innovativi e aderenti ai valori aziendali del Gruppo CAP, dalla multidisciplinarità. Saranno inoltre valutati positivamente i materiali distribuiti agli studenti, l’utilizzo di supporti tecnologici e eventi pubblici organizzati in aggiunta rispetto alle ore in classe.
Il termine per la presentazione delle offerte è perentoriamente fissato per le ore 14 del 23 settembre 2014.

ACQUEDOTTO PUGLIESE: PREMIATA LA POLITICA AMBIENTALE, ESTESA LA NORMA UNI ISO 14001:2004

Nel mese di giugno, al termine di un complesso iter di verifica a cura dell’Ente di Certificazione Bureau Veritas, il Gruppo Acquedotto Pugliese ha ottenuto l’estensione di conformità alla norma UNI EN ISO 14001:2004 ai processi di Gestione e Conduzione degli Impianti di captazione, adduzione e vettoriamento delle acque, alle Sorgenti di Cassano Irpino ed all’Impianto di Potabilizzazione del Locone.
Il riconoscimento testimonia la sensibilità dell’azienda verso uno sviluppo delle proprie attività in chiave eco-sostenibile e dimostra che il sistema di gestione ambientale è conforme ad uno standard di eccellenza.
Già in precedenza gli impianti di potabilizzazione del Sinni e di depurazione di Maglie e Noci avevano ottenuto il prestigioso certificato.
La rigidità delle disposizioni di riferimento - che non solo prescrivono le caratteristiche di processo proprie di un sistema di gestione efficiente, ma vincolano l’azienda al rispetto delle norme in materia ambientale - accresce l’importanza del risultato.
A tutto ciò si aggiunge l’ottenimento della Validazione della Dichiarazione Ambientale (VDA) per gli impianti di Potabilizzazione del Sinni, dell’annessa discarica di fanghi e di Aseco, l’azienda del gruppo AQP leader nella produzione di fertilizzanti di qualità ottenuti attraverso i processi di trasformazione e riutilizzo dei fanghi da impianti di trattamento delle acque reflue urbane.
La VDA costituisce un passaggio fondamentale per la Registrazione di conformità al regolamento CE 1221/2009 EMAS (Eco-Management and Audit Scheme): strumento volontario creato dalla Comunità europea al quale possono aderire le organizzazioni (aziende, enti pubblici, ecc.) per valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire al pubblico e ad altri soggetti interessati informazioni sulla propria gestione ambientale. Scopo prioritario dell'EMAS è contribuire alla realizzazione di uno sviluppo economico sostenibile, ponendo in rilievo il ruolo e le responsabilità delle imprese.
L’ottenimento delle attestazioni si inserisce in un percorso di ricerca globale della qualità - l’azienda possiede già la certificazione ISO 9001:2008 - che è impossibile oggi pensare di slegarlo dalla “questione ambientale”.
Tali traguardi sono stati raggiunti grazie alle capacità professionali ed umane interne all’azienda.
Il conseguimento di tali obiettivi proietta AQP tra le migliori esperienze nel campo della salvaguardia e tutela dell’ambiente, contribuendo ad accrescere la consapevolezza delle proprie responsabilità socio-ambientali nel garantire la salvaguardia della risorsa idrica.

ACQUEDOTTO PUGLIESE, LABORATORI ANALISI CERTIFICATI ACCREDIA

Nel mese di Giugno il team di ispettori ACCREDIA (Ente unico nazionale di accreditamento) ha confermato la rispondenza dei Laboratori Centrali e di Foggia di Acquedotto Pugliese alla severa norma ISO17025 che certifica la competenza dei laboratori di prova e di taratura e, conseguentemente, attesta la qualità dei risultati espressi da un laboratorio di analisi.
La bontà delle procedure seguite da Acquedotto Pugliese viene dunque formalmente riconosciuta e certificata da una entità esterna indipendente. “Questo momento rappresenta una tappa importante lungo un percorso di vari anni che non sarebbe stato possibile senza la valorizzazione delle competenze interne e un gioco di squadra che ha visto coinvolte tutte le professionalità presenti nei laboratori”. Ha commentato Pier Paolo Abis, responsabile dell’Area Controllo e Qualità di AQP, la storica azienda dell’acqua pubblica guidata da Nicola Costantino.
I parametri chimici e microbiologici monitorati dall’Acquedotto quotidianamente sulle acque sono oltre 390 mila all’anno. Un’attività incessante e gestita da 6 laboratori dislocati sul territorio servito (Bari,Taranto, Brindisi, Lecce, Foggia e Vieste) e dai 4 laboratori siti presso altrettanti impianti di potabilizzazione dell’acqua degli invasi.
Ad ulteriore garanzia della qualità dell’acqua distribuita, alcuni principali indicatori di potabilità sono controllati in tempo reale attraverso un sistema di telecontrollo ed stazioni di disinfezione complementari sono posizionate sui principali nodi della rete.

FIRENZE, WWD 2014 BRINDISI PER I 100 MLN DI LITRI EROGATI DAI FONTANELLI

Il Comune di Firenze, l’Autorità Idrica Toscana, Publiacqua e Water Right Foundation hanno celebrato nei giorni scorsi la Giornata Mondiale dell’Acqua incontrando gli studenti delle scuole fiorentine. Una grande festa dedicata all’Acqua con attività didattiche, musica e giocoleria. Un’occasione per celebrare anche i Cento Milioni di litri di Acqua distribuiti dai fontanelli Publiacqua.
L’iniziativa si è tenuta nel Parco dell’Anconella e si è conclusa con un brindisi ai Cento milioni di litri di acqua erogati dai fontanelli Publiacqua. Presenti, tra gli altri, il vicesindaco del Comune di Firenze Dario Nardella ed il Presidente di Publiacqua Filippo Vannoni.

NAPOLI, ENTE D’AMBITO E GORI PER IL RISANAMENTO DEL GOLFO

Novità in vista per la qualità delle acque marine del Golfo di Napoli, e in particolare della costa vesuviana. Nei giorni scorsi è stato scritto un nuovo e importante capitolo della lunga serie di interventi che nel corso degli anni hanno caratterizzato le attività dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano e di GORI, mirate al risanamento del mare.
Con il protocollo d’intesa siglato con Arcadis, infatti, GORI ha assunto il ruolo di soggetto attuatore del completamento del sistema fognario del Comune di Torre Annunziata, passaggio fondamentale per il convogliamento di tutti i reflui verso l’impianto di depurazione di Foce Sarno, con l’eliminazione definitiva dei restanti scarichi. In precedenza l’azienda aveva già provveduto alla messa in esercizio della galleria fognaria di Torre Annunziata e del sistema di pompaggio che recapita i reflui al depuratore Foce Sarno. Tale intervento ha consentito il progressivo allaccio di numerosi scarichi di acque reflue dei Comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Torre Annunziata, eliminando gran parte delle immissioni sul tratto di costa Oplontina.
Negli ultimi 10 anni l’Ente d’Ambito e GORI hanno portato a compimento una lunga serie di interventi che hanno migliorato sensibilmente la qualità delle acque marine del Golfo di Napoli. Tra i più significativi, quelli relativi a Portici dove sono stati eliminati gli scarichi in mare e sono stati avviati i lavori di allacciamento al collettore fognario, contribuendo in maniera determinante all’ottenimento della balneabilità delle acque costiere cittadine dopo circa 50 anni. Ad Ercolano, GORI è stato individuato quale soggetto attuatore dell’intero sistema fognario ed ha già provveduto alla progettazione ed all’affidamento dei lavori, che consentiranno di eliminare gli scarichi fognari sul tratto di costa cittadino.

GAIA: STUDENTI ALLA SCOPERTA DEL CICLO DELLE ACQUE

Gli impianti del gestore toscano Gaia si aprono alle scuole, con visita a sorgenti, pozzi, acquedotti e depuratori. Il progetto si chiama "Alla scoperta dell'acqua": gli studenti saranno accompagnati dai tecnici di Gaia nell'esplorazione dei segreti del lungo viaggio che compie l'acqua dal momento in cui viene prelevata dalla natura fino al rubinetto di casa.
Il Campo pozzi Frati a Camaiore rimane il più importante punto di prelievo per l’acquedotto. Qui la captazione delle acque viene effettuata da più di 20 pozzi, che servono la zona di Camaiore centro e periferia, Lido di Camaiore, una parte dell'acquedotto di Viareggio e di Marina di Pietrasanta. Una curiosità: gli esterni di alcuni pozzi, della centrale di sollevamento delle acque e della centrale elettrica sono abbelliti da alcuni dipinti che riproducono in stile cartoon i rubinetti, l'acqua che scorre e le tubature.
Le Sorgenti Miglieccio si trovano nella frazione di Casoli del Comune di Camaiore, a circa un chilometro a monte dell'abitato. L'acqua delle sorgenti alimentano Casoli e la periferia di Camaiore, e anche una parte del centro storico.

MONFERRATO, DAL CONSORZIO ACQUEDOTTISTICO 3 MLN PER LA RETE

Il Consorzio Comuni Acquedotto del Monferrato, che serve 44 Comuni nell’Alessandrino, 50 nell’Astigiano e 5 nel Torinese, sta completando i lavori in quello che viene definito il «ramo alessandrino», cominciati nel 2010 con una spesa di circa 3 milioni di euro, sostenuta da un finanziamento regionale.
«Si è trattato soprattutto - dice il presidente Aldo Quilico - di posa di condotte e di attraversamenti strade, una parte già sottoposta a collaudi idraulici, per scongiurare perdite e migliorare il servizio per i cittadini. L’intervento più consistente è stato sul serbatoio di Alfiano Natta, un ramo del quale si collega a Penango e Grazzano Badoglio». Ma i lavori non sono terminati. Ora dovrebbe partire un ammodernamento della centrale di Robella d’Asti per il «ramo astigiano», sfruttando le risorse a disposizione grazie ai Fondi strutturali (5,6 milioni, dei quali circa 2,5 messi dallo stesso Acquedotto): proprio recentemente la Regione ha comunicato che sono a disposizione finanziamenti.
«Anche in questo caso - continua Quilico - si tratta di interventi dai costi elevati, quasi 5 milioni di euro. In particolare circa 700 mila per la sostituzione di tubi in piccoli tratti, ma soprattutto saranno sostituite pompe e condotte idrauliche ed elettriche nella centrale la cui costruzione risale agli Anni ‘30. L’intervento è importante perché consente l’interconnessione con la rete verso l’Astigiano».
Un altro intervento che l’Acquedotto del Monferrato intende attuare nel 2014 riguarda lavori di messa in sicurezza dell’ex Orfanotrofio confinante con la sede del Consorzio a Moncalvo. «Lo avevamo acquistato anni addietro dal Comune e la nostra sede vi è collegata grazie a un cortile contiguo, ma, in tempi di risorse scarse, preferiamo dare priorità agli interventi sul servizio».

AQP, LA VOCE DELL’ACQUA SBARCA IN RETE GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE DELLE SCUOLE

Nei giorni scorsi, l’Amministratore Unico di Acquedotto Pugliese Nicola Costantino ha presentato a Bari, nella Sala Conferenze dell’Acquedotto Pugliese, alla presenza del Presidente del Consiglio Regionale della Puglia Onofrio Introna, il sito dell’House Organ aziendale “ La Voce dell’Acqua ”, realizzato da un gruppo di alunni del Liceo Polivalente “Don Punzi” di Cisternino (Brindisi) vincitori del concorso “La Voce dell’Acqua in rete”.
La Voce dell’Acqua, il tradizionale foglio trimestrale di Acquedotto Pugliese, sbarca così in rete con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi, ma anche la comunità tutta del territorio servito, al valore dell’acqua bene comune, anche attraverso la riscoperta della storia dell’acquedotto e delle sue molteplici attività.
Il sito racconta il viaggio del prezioso liquido, raccogliendo le testimonianze di tecnici e operatori che con il loro impegno garantiscono ad oltre 4 milioni di cittadini l’accesso ad un bene fondamentale per la vita. Un vero e proprio portale dell’informazione che interagisce con la principali piazze virtuali in rete: facebook, Twitter e Youtube e che costituirà un vero e proprio laboratorio all’interno di Lettera 22, il progetto formativo promosso dal Servizio Biblioteca e Relazioni Istituzionali del Consiglio della Regione Puglia e rivolto agli alunni delle scuole medie superiori.
L’iniziativa nasce, infatti, grazie alla collaborazione del Servizio Biblioteca e Comunicazione Istituzionale del Consiglio Regionale della Puglia e con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico regionale.
Il gruppo di lavoro, composto da Nicola Zurlo, Antonella Epicoco, Clara Punzi, Gianpiero Vignola, Alessandro Scarafile e coordinato dal Prof. Franco Paolucci, è stato selezionato attraverso un apposito concorso riservato agli alunni delle classi III, IV e V di tutte le scuole secondarie di II grado della Puglia.
Nel corso dell’evento sono stati premiati gli istituti vincitori di “tWeet Water”, il concorso a premi che ha celebrato la riapertura del Museo dell’Acqua, a cui hanno partecipato le scolaresche in visita. Acquedotto Pugliese ha inteso così sensibilizzare i giovani al tema dell'acqua bene comune nelle sue molteplici declinazioni, anche artistiche.
Ogni scolaresca, dopo aver effettuato la visita al Palazzo dell’Acquedotto Pugliese, è stata invitata a diffondere un “tweet”. Una commissione alla scadenza del concorso ha premiato i migliori tre, a cui l’azienda del servizio idrico ha destinato € 100,00 (cento) per ciascuno di essi all’Istituto scolastico proponente.
All’evento hanno partecipato, altresì, Daniele Amoruso, giornalista scientifico, Onofrio Pagone, Capo Redattore de La Gazzetta del Mezzogiorno e Daniela Daloiso, Dirigente del Servizio Biblioteca e Relazioni Istituzionali del Consiglio della Regione Puglia. Graditissimi ospiti che hanno offerto ai presenti interessanti spunti di riflessioni sul valore dell’acqua bene comune sotto vari profili: scientifico, sociale e della comunicazione.

ASSAGO (MI), ADEGUAMENTO E AMPLIAMENTO DEL DEPURATORE PER 20 MLN

Un importante miglioramento ambientale: i lavori appena iniziati all’impianto di depurazione di Assago (MI) consentiranno l’ampliamento della capacità depurativa e il conseguimento di un’efficienza di trattamento in termini di qualità delle acque scaricate. Inoltre verranno adottate tutte le misure necessarie per la risoluzione degli odori, con la sistemazione e la copertura delle zone critiche per le esalazioni e la realizzazione di sistemi di deodorizzazione dell’aria.
“Il progetto di ampliamento e adeguamento del depuratore di Assago - spiega il presidente di CAP Holding, Alessandro Ramazzotti - ripropone in modo coerente alcuni principi a cui, come Gruppo CAP, teniamo molto: la garanzia del funzionamento - ottenuta grazie all’adozione di tecnologie collaudate e di provata affidabilità a cominciare del controllo automatico dei processi e la minimizzazione dell’impatto ambientale, ottenuta col contenimento di odori e rumori e con una progettazione architettonica studiata per garantire l’ottimale inserimento paesaggistico”.
L’obiettivo del progetto non è infatti solamente quello di adeguare la capacità di trattamento dell’impianto di depurazione, dimensionato in origine per 105mila abitanti equivalenti, alla potenzialità di 160mila, con un occhio anche alle future esigenze depurative: va infatti tenuto conto che il depuratore è stato costruito in un’epoca in cui i limiti allo scarico erano quelli stabiliti dalla Legge Merli e, di conseguenza, lo schema di processo era di fatto quello classico a fanghi attivi. Gli interventi di potenziamento dell’impianto si rendono quindi necessari anche per assicurare il rispetto dei ben più restrittivi limiti allo scarico oggi imposti dalla normativa vigente, che prevedono il ricorso obbligatorio a sistemi impiantistici di moderna concezione e di elevata efficienza. Il progetto prevede di utilizzare molte delle dotazioni impiantistiche esistenti, e questo determina un’importante riduzione dei costi complessivi dell’intervento, che si prospetta decisamente corposo e prevede un investimento di oltre 20 milioni di euro dei quali ben 14 direttamente finanziati da CAP.
Il sindaco di Assago, Graziano Musella, sottolinea un altro aspetto fondamentale: “al momento della costruzione, (è in funzione dal 1985 e serve, oltre ad Assago, i comuni di Cesano Boscone, Corsico, Buccinasco) l’impianto si veniva a trovare in un’area periferica, lontana dai centri abitati, con problemi d’inserimento paesaggistico e d’impatto completamente diversi da quelli che si generano oggi, a seguito dell’espansione urbanistica che ha caratterizzato nel corso degli anni la zona. Quello che una volta era un piccolo quartiere di uffici si è convertito in una grossa area urbanizzata e in prossimità dell’impianto sono stati costruiti importanti complessi ricreativi. Sono particolarmente soddisfatto di questo risultato - conclude Musella - l’inizio dei lavori di ristrutturazione del vecchio depuratore è un’ottima notizia, sia per l’ambiente sia per i cittadini di Assago, infatti il progetto del Gruppo CAP punta a integrare le opere esistenti con quelle nuove, nel rispetto dell’ambiente circostante: tutte le vasche destinate alle fasi di trattamento saranno all’interno di strutture chiuse e deodorizzate, quindi saranno funzionali a ridurre i rumori e gli odori, ma anche belle da vedere, grazie al progetto architettonico che garantisce un ottimale inserimento paesaggistico”.

PALERMO. INTESA TRA AUTORITÀ PORTUALE, COMUNE E AMAP PER SCARICO REFLUI

Firmato tra l'Autorita' portuale, il Comune di Palermo e il gestore idrico Amap un atto di intesa per l'opera di deviazione e convogliamento definitivo delle acque che sboccano all'Acquasanta, all'interno del porto industriale. L'intesa e' stata sottoscritta dal presidente dell'Autorita' portuale Vincenzo Cannatella, dal vicesindaco Emilio Arcuri, e dal presidente dell'Amap Maria Prestigiacomo.
L'Autorita' portuale, secondo quanto prevede l'atto di intesa, si impegna a proseguire i propri interventi con la disotturazione del canale di scarico per dare piena funzionalita' all'impianto sgrossatore gia' realizzato; il Comune si fara' carico del completamento delle opere previste; mentre l'Amap gestira' l'impianto sgrossatore, assicurandone l'efficienza.
"L'Autorita' portuale - commenta Cannatella - ha operato per eliminare l'annoso problema dello scarico fognario di circa 400 mila abitanti all'interno porto di Palermo, realizzando una prima parte dell'opera che certamente migliorera' le condizioni ambientali delle acque del bacino portuale".
"Oggi - spiega Arcuri - abbiamo normalizzato una situazione di fatto non accettabile, ponendo le basi per il futuro. Una premessa necessaria, dunque, per proseguire i lavori che porteranno al completo disinquinamento della costa, facendo confluire i liquami al depuratore di Acqua dei Corsari".
"La gestione del nuovo impegno - dice Prestigiacomo - costituisce il primo passo verso il completo disinquinamento della fascia costiera e assicura la funzionalita' delle opere realizzate".
Quando l'opera sara' terminata, infatti, dai quattro collettori Molo, Notarbartolo, Passo di Rigano e Sampolo, le acque reflue, opportunamente trattate, raggiungeranno il depuratore di Acqua del Corsari, mediante la condotta in corso di realizzazione da parte del Comune.

CAMPANIA, DISCIPLINA REGIONALE PER L’USO AGRONOMICO DEI FANGHI DI DEPURAZIONE

"Con l'approvazione della disciplina tecnica regionale per l'utilizzazione agronomica dei fanghi di depurazione creiamo una concreta opportunità per l'agricoltura regionale per la riduzione del riutilizzo di composti sintetici". Così Daniela Nugnes, assessore all'Agricoltura della Regione Campania, commenta la deliberazione approvata dalla Giunta. "L'utilizzazione, nel pieno rispetto delle norme tecniche, sia dei fanghi di depurazione delle acque che dei fanghi derivanti dalle acque di lavaggio dei prodotti vegetali nell'ambito dei processi produttivi dell'industria agro-alimentare - prosegue - rappresenta una risposta attesa per una regione come la Campania con la più alta concentrazione di industrie conserviere che, nel proprio ciclo produttivo, producono fanghi derivanti dal lavaggio della materia prima vegetale, che è in grado di svolgere un'azione 'ammendante' per i terreni agricoli''. "Occorre sottolineare - aggiunge la Nugnes - che, rispetto alle altre discipline regionali, che discendono dal Testo unico ambientale, la Regione Campania si è impegnata a redigere un disciplinare che eserciti un forte controllo dei possibili carichi di inquinanti sui suoli agricoli che ricevono questo tipo di spandimento attraverso un costante monitoraggio sia sui suoli che sui fanghi stessi e che punti a far emergere eventuali spandimenti non autorizzati causati proprio da un vuoto regolamentare ormai decennale".
"La deliberazione approvata oggi dalla giunta - afferma dal canto suo l'assessore alla Tutela dell'Ambiente Giovanni Romano - fissa i criteri e le norme tecniche per l'utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura ed è finalizzato alla prevenzione di fenomeni di contaminazione del suolo e l'inquinamento delle acque al fine di evitare effetti dannosi sull'uomo, sugli animali e sulla vegetazione''. "Il provvedimento - continua Romano - va inoltre incontro alle legittime esigenze del comparto produttivo conserviero, di grande rilievo per la nostra Regione. Infatti, queste aziende, durante il ciclo di lavorazione, producono terreno e fanghi derivanti dal lavaggio della materia prima vegetale che oggi vengono smaltiti come rifiuti, con aggravio di costi per le imprese e con un consistente aumento di rifiuti nelle discariche. Tali fanghi, invece, nel pieno rispetto delle norme tecniche approvate, possono essere utilizzati come una concreta opportunità per l'agricoltura campana in termini di riduzione dell'utilizzo di composti sintetici perché si configurano come una "materia prima seconda" proveniente dal semplice lavaggio dei prodotti agricoli e, come tali, sono esenti da elementi contaminanti".

CENTRO VENETO SERVIZI (CVS), UTILE OLTRE IL MILIONE E RADDOPPIO DEL FONDO SOCIALE

Raddoppio del fondo per il sociale e adeguamenti tariffari tra i più bassi nel Veneto. Così il bilancio consuntivo 2013 approvato dall’Assemblea dei soci del Centro veneto servizi (Cvs), la società che gestisce la risorsa idrica per 59 comuni tra le province di Padova e Vicenza, raggiungendo quasi 254 mila abitanti per un totale di oltre 117 mila utenze. Il bilancio si è chiuso con un utile netto di 1.054.751 euro e con un valore della produzione di 50.710.847.
La riorganizzazione aziendale degli ultimi mesi ha ridotto i costi di produzione del Cvs di un milione di euro (nel 2013 si sono fermati a 46,9 milioni). Si sono ridotti pure i consumi di acqua, scesi del 5,53% rispetto al 2012. Sul fronte degli investimenti, ammonta a 23.971.000 di euro il capitolo di spesa per opere completate e collaudate nel corso del 2013. Sempre sul piano operativo, la società monselicense ha registrato nel 2013 ben 37.015 interventi, perlopiù sulle reti idriche (19.101), sui depuratori (8.594) e sulle reti fognarie (7.947).
Sul fronte bollette il Cvs ha applicato incrementi tariffari pari al mero adeguamento Istat. La variazione tariffaria prevista per il 2014 è infatti di +3,2%.
L’assemblea dei soci ha inoltre approvato il raddoppio del fondo sociale creato dal Cvs per sostenere le famiglie in difficoltà. Cvs stanzierà ai Comuni due euro per ogni utenza: i 117.144 euro fissati qualche settimana fa passeranno ora a 234.288 euro. La somma verrà scalata dalle bollette dell’acqua delle famiglie segnalate dai servizi sociali dei singoli Comuni. L’attenzione al territorio arriva infine da un altro elemento, certificato dal bilancio sociale redatto per la prima volta dalla società: nel 2013 Cvs ha deciso di far lavorare preferibilmente le imprese del territorio. In totale è veneto l’80% dei fornitori a cui l’ente si è rivolto l’anno scorso. Di questi, il 75% è della provincia di Padova.

AGRIGENTO, GIUDICE DI PACE: NULLA LA BOLLETTA SENZA CONSUMI

Il Giudice di Pace di Aragona (AG) ha dichiarato l’illegittimità della bolletta idrica di un utente perché mancava l’indicazione della quantità d’acqua consumata. "In buona sostanza - si legge nella sentenza - chi consuma molta acqua paga lo stesso importo di chi consuma pochissimo o addirittura nulla: ad esempio, l’anziano pensionato che abita da solo in due stanze, paga il medesimo importo della famiglia numerosa che abita in una villa magari con piscina e giardino. Il criterio corretto, così come previsto dalla Legge statale e comunitaria, ma contemplato anche dal regolamento idrico approvato solo qualche anno fa dal Consiglio comunale, richiederebbe che il Comune provvedesse alla misurazione dell’acqua consumata dall’utente, attraverso apposito contatore, facendogli pagare soltanto l’acqua consumata".

PRESENTATO IL CONCORSO “WATER IS ALIVE”, CHE PREMIA I PROGETTI DI RISANAMENTO DELLE ACQUE DELL'ALTO VERBANO

Individuare e premiare progetti con un obiettivo ambizioso, ma estremamente concreto: occuparsi della depurazione delle acque del Verbano coniugando in modo innovativo gli aspetti tecnologici a quelli ambientali. È questa la finalità del concorso nazionale di idee “Water is alive. La depurazione come risorsa”, presentato nella sede di Villa Recalcati a Varese e proposto dalla Società per il risanamento e la salvaguardia dei bacini della sponda orientale del Verbano Spa in collaborazione con la Provincia di Varese, l'Ordine degli architetti e l'Ordine degli ingegneri varesini.
“Occorre un passaggio culturale dall'idea di depurazione come costo al concetto di depurazione come risorsa per la collettività: l'iniziativa che presentiamo - ha affermato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo, che a Varese ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione del concorso - va nella direzione di valorizzare progetti di concreta utilità, sensibilizzando i portatori di interesse verso un percorso che metta al centro non un'attività gestionale, ma un vero e proprio processo di sostenibilità”.
L'obiettivo è di mettere a sistema i tre impianti per il trattamento dei reflui fognari, due dei quali (Porto Valtravaglia e Maccagno) devono essere dismessi; per il terzo (Luino) è previsto invece un progetto di potenziamento di 9 milioni di euro. Il concorso punta a rivoluzionare la depurazione delle acque, che attualmente viene effettuata con i tre impianti che coprono un bacino di 30 Comuni (11 dei quali situati in Provincia di Varese), partendo dal concetto che il processo di depurazione da costo si deve trasformare in risorsa. Un percorso che dovrà avvenire tenendo conto non solo degli aspetti ingegneristici rispettosi dell'ambiente, e con soluzioni innovative eco sostenibili, ma anche considerando gli aspetti storico-culturali e il coinvolgimento di tutte le realtà interessate, a cominciare dalle scuole.

PONTEDERA (PI), IL COMUNE CONTRO I DISTACCHI DI ACQUE SPA

Dopo il comune di Ponsacco (PI), anche Pontedera ha approvato in Consiglio Comunale una mozione antidistacchi proposta dal Forum Acqua Valdera. Con essa, si impegna il sindaco, qualora si verificassero da parte del gestore Acque SpA distacchi delle utenze idriche, ad agire ai fini del ripristino immediato dell'erogazione di acqua, senza che venga corrisposto alcun onere finanziario per la riattivazione del servizio. Con la stessa mozione il Comune si è impegnato anche a dare corso a tutte le azioni necessarie affinché Acque SpA provveda a modificare la propria Carta dei Servizi e il "Regolamento del servizio idrico integrato", eliminando definitivamente la possibilità di distacco della fornitura idrica e introducendo la garanzia per ogni cittadino di poter comunque usufruire di almeno 50 litri giornalieri di acqua.

PORDENONE, LA CONSULTA D’AMBITO PER LA FUSIONE TRA ABL E CAIBT. SAN VITO CONTRO

Il sindaco di San Vito (PN) Antonio Di Bisceglie contro Fabio Santin, presidente di Catoi Lemene (la consulta dell'ambito ottimale che governa il servizio idrico integrato nel territorio di 26 Comuni tra Friuli e Veneto). Di Bisceglie ha dimostrato la sua contrarietà alle politiche della Catoi in primis votando contrario (l’unico) a tre delibere, concernenti la fusione dei due gestori del servizio idrico, Abl e Caibt, l’affidamento a esse dei servizi e il rapporto tra esse e Ambiente servizi (cui il sindaco riconosce efficienza e vorrebbe divenisse gestore a tutti gli effetti). Numerosi i dubbi espressi da Di Bisceglie, per il quale il punto fermo dev’essere che le tariffe non aumentino («Non siamo soddisfatti degli investimenti dell’ente gestore sul sistema fognario sanvitese»).
Per Santin, Ambiente Servizi non aveva nel 2010 e non ha tuttora i requisiti per essere un gestore salvaguardato. L’unico motivo per cui è ora chiamata in causa è il contratto del 2008 per gestire depuratore e collettore per San Vito, Casarsa, Valvasone, Arzene e San Martino. Le tariffe stabilite dall’autorità competente, Aeeg, vanno rispettate: abbiamo adeguato su quella base quelle di Abl e Caibt. Anche Ambiente servizi deve rispettarle. Non corrisponde al vero lasciar intendere che con Ambiente servizi non si aumenteranno le tariffe, anzi, costerebbe di più: lo dimostra il rendiconto su depuratore e collettore riferito al 2012, approvato per oltre 800 mila euro di spesa, quando l’importo sulla base delle tariffe stabilite da Aeeg è di circa 620 mila euro. Chi mette la differenza?».
Sulla fusione, per Santin «si sta facendo chiasso inutilmente. Con la società unica, come da patti parasociali approvati dai consigli comunali nel 2006, si arriverà nel 2018 a una tariffa unica basata su quella di Abl, rispettando quanto dettato da Aeeg e tenendo conto che la differenza attuale tra le tariffe di Caibt e Abl è di circa 5 centesimi al metro cubo». Insoddisfazione per gli investimenti? «Di cosa si parla? Il Sanvitese introiterà, per depuratore e collettore, 450 mila euro, come da bilancio 2012 - riferisce Santin - Inoltre, tra un paio di mesi, altri 400 mila euro dalla Regione andranno alla fognatura del Sanvitese, per tamponare le infiltrazioni d’acqua che vanno a sovraccaricaricare il depuratore e per la pluridecennale, mancata manutenzione della zona dell’ospedale. Tutti questi soldi, se non provenissero dalla Catoi, col prelievo delle tariffe, il Comune dovrebbe prelevarli dalle tasche dei cittadini».

BATTIPAGLIA (SA), OK AL DEPURATORE DA 4 MLN PROGETTATO DA SOGESID

E’ stato approvato nei giorni scorsi il progetto preliminare per l’adeguamento tecnologico dell’impianto di depurazione di Tavernola (SA) tramesso dalla Socesid spa. È l’ultimo atto prima dell’inizio dei lavori. A sei anni dalla firma dell’accordo di programma strategico per le compensazioni ambientali nella Regione Campania e a cinque anni dalla successiva modifica, Battipaglia potrebbe finalmente vedere in funzione il depuratore di Tavernola.
L’opera, per il primo stralcio funzionale, costerà circa 4 milioni e mezzo di euro, mentre la convenzione tra Sogesid e Ministero dell’Ambiente prevede uno stanziamento di circa 8 milioni e mezzo di euro. Al momento, l’intervento prevede esclusivamente l’adeguamento funzionale ed il potenziamento dell’impianto di depurazione di Tavernola, nonché il collettamento dei reflui di un’area a valle del depuratore verso lo stesso impianto.
Al fine di rientrare nelle economie disponibili, la Sogesid ha dovuto stralciare dal progetto originario il collettamento fognario della fascia costiera e la messa in funzione del sistema di telecontrollo. Al momento Battipaglia di fatto può contare su un unico depuratore per i reflui del centro cittadino, quello in località Tavernola, in grado di rigenerare due milioni di metri cubi di acque reflue (prodotte da 15mila cittadini), a confronto di una produzione cittadina di cinque milioni (52mila abitanti).

SIRACUSA, EX SAI 8: COMUNI IN ORDINE SPARSO E LAVORATORI IN ATTESA DI LICENZIAMENTO

I dieci Comuni siracusani che negli scorsi anni avevano ceduto impianti e infrastrutture al gestore idrico Sai 8 - oggi in liquidazione - dovranno a breve trovare una soluzione, sia per la gestione del servizio sia per il futuro degli oltre ottanta lavoratori. I quali stanno per ricevere le lettere di licenziamento, nonostante i tentativi di mediazione messi in campo dai sindacati Filctem, Femca e Uilcem che nei giorni scorsi avevano organizzato manifestazioni di piazza per richiamare l’attenzione dei Sindaci.
L’incontro tra il commissario Ato Mario Ortello e il presidente della Regione Crocetta non ha prodotto i risultati attesi: l’Ato chiedeva risorse per traghettare lavoratori e servizio almeno fino ad agosto. Il successivo vertice tra Prefettura, Ato e Sindaci ha sostanzialmente preso atto dell’impossibilità di una soluzione congiunta tra i Sindaci.
Al momento, sembra che Siracusa, Augusta e Solarino costituiranno un consorzio (con assorbimento di alcune decine di lavoratori) per il quale sarà presentato a breve l’avviso pubblico per la gara d’appalto; Lentini e Noto andranno avanti in autonomia; Priolo potrebbe andare verso l’esternalizzazione del servizio mentre Pachino e Portopalo potrebbero unire le forze per costituire un soggetto gestore autonomo.

ABBANOA, LA REGIONE APPENA INSEDIATA PRENDE TEMPO

Assemblea e rinvio di assemblea per Abbanoa, il gestore idrico della Sardegna. Gli azionisti - con la Regione in testa con il 46% delle quote - hanno deciso di aggiornare la riunione al 14 aprile, quando il tribunale di Nuoro si pronuncerà sull’istanza di fallimento presentata dalla Procura e la giunta regionale appena insediata avrà affrontato il problema della propria società, gravata da un forte indebitamento e da una seconda ’inchiesta giudiziaria per peculato, abuso d’ufficio e falso che minaccia di provocare un terremoto.
Nell’unica udienza sin qui svolta presso il tribunale di Nuoro, la difesa ha potuto dimostrare che «l'ente ha circa 800 milioni di debiti ma può contare su 589 milioni di crediti reali esigibili. Non solo: i 142 milioni concessi dalla Regione, hanno garantito la capitalizzazione della società e la soluzione di parti delle esposizioni a breve». Così il legale di Abbanoa, cui la procura ha risposto depositando una memoria allo studio delle parti.
La prossima udienza, intermedia, è fissata per il 26 marzo; mentre la decisione del giudice potrebbe avvenire a metà aprile.

ACQUE SPA ED INGEGNERIE TOSCANE AD ECOMONDO PRESENTANO IL PROGETTO PUMAN

Il gestore idrico del Basso Valdarno, Acque SpA, e la sua partecipata Ingegnerie Toscane sono state scelte per presentare un progetto di green economy all'interno del convegno "Ecoinnovation" alla 18° edizione di Ecomondo, la principale fiera del comparto ecologia-ambiente-rifiuti in Italia, che si terrà come ogni anno a Rimini il prossimo novembre.
Le due aziende toscane presenteranno il progetto denominato PUMAN (Portate Utenze Media Annua Nera) ovvero una nuova metodologia per la misurazione delle portate della fognatura nera, con l'obiettivo di uniformare la definizione delle priorità degli interventi e degli investimenti necessari al settore della depurazione.
Il nostro Paese è particolarmente vulnerabile in questo settore. La Direttiva Europea 91/271 infatti, indica standard estremamente elevati di copertura del servizio per il trattamento delle acque reflue urbane e l'Italia, come noto, è stata più volte inadempiente in materia e per questo oggetto di varie procedure di infrazione, talvolta anche a causa dell'obiettiva difficoltà nel quantificare il carico inquinante afferente nei vari punti di scarico, spesso stimato con criteri non oggettivi e non omogenei.
Del resto, in un contesto di limitatezza delle risorse, gestori del servizio ed enti pubblici o di controllo, sono obbligati più che mai ad un'attenta valutazione degli investimenti economici e della loro programmazione, in modo da massimizzarne l'efficacia.
Attraverso un modello matematico, il progetto PUMAN mette in evidenza proprio come sia possibile ottenere una stima affidabile della ripartizione idraulica delle acque reflue tra zone fognate e non-fognate ed una quantificazione in Abitanti Equivalenti di ogni punto di scarico del sistema, sia esso un impianto di depurazione o uno scarico non depurato. Il modello è inoltre flessibile ed esportabile in altre situazioni dove non è possibile procedere ad una misura diretta delle portate nere. In questo senso può essere utilizzato per fornire una mappatura puntuale, anche su scala nazionale, al fine di costituire una base-dati comune per definire i contesti critici e quantificare gli impatti in termini sociali, ambientali ed economici.
Per quanto riguarda l'applicazione del modello nel territoriale di riferimento, il metodo è già stato condiviso con l'Autorità Idrica Toscana e con la Regione Toscana.

AMBIENTE: CAMERA APPROVA MOZIONI CONTRASTO DISSESTO IDROGEOLOGICO

Sì unanime e bipartisan dell'Aula della Camera a tutte le mozioni sulle iniziative per escludere dai vincoli del patto di stabilità interno le spese per finanziare il contrasto al dissesto idrogeologico. In base ai testi approvati, il governo risulta tra l'altro impegnato a: “consentire agli enti locali di realizzare quelle opere fondamentali e necessarie di manutenzione e consolidamento del territorio, di rinaturalizzazione dei corsi d'acqua, di prevenzione del dissesto, nonché gli interventi di messa in sicurezza statica e strutturale degli edifici, a partire da quelli scolastici, consapevoli che tali interventi diffusi risultano essere la più grande opera di cui il nostro Paese necessita nei prossimi anni, che si può trasformare in una straordinaria occasione per generare investimenti e occupazione”.
Il governo è poi impegnato “a costruire una cornice normativa chiara per affrontare le emergenze conseguenti alle calamità naturali, nella quale possa agire la protezione civile, e a rifinanziare adeguatamente il Fondo unico per le calamità, al fine di garantire certezza, rapidità e omogeneità degli interventi a beneficio dei territori tragicamente colpiti; ad affrontare la questione relativa all'efficace gestione dei centri di spesa e dei livelli di governo, anche nell'ambito della discussione parlamentare del cosiddetto collegato ambientale, portando a compimento il percorso di riforma e di semplificazione del quadro dei soggetti, dalle competenze e degli strumenti in materia di difesa del suolo; ad investire con ogni possibile azione sulla sicurezza e sulla bellezza del territorio italiano in quanto fonte straordinaria ed inesauribile, a patto che venga tutelata, per produrre ricchezza, occupazione e sviluppo di qualità”.

CASAL DI PRINCIPE (CE), INCANDIDABILITA’ PER NON AVER RISCOSSO I CANONI IDRICI

La Guardia di Finanza di Caserta ha notificato a 23 persone (ex sindaci, amministratori e funzionari del comune di Casal di Principe (CE)) provvedimenti di incandidabilità per 10 anni in merito alla responsabilità sul dissesto finanziario del Comune. I provvedimenti fanno seguito alla condanna degli stessi amministratori per la mancata riscossione dei canoni idrici a Casal di Principe, con riguardo alle ultime tre consiliature.
Tutti sono accusati di non aver provveduto a fare pagare le utenze idriche e contemporaneamente di aver redatto bilanci irregolari fino alla dichiarazione di dissesto. Tra i destinatari del provvedimento c'è anche un consigliere comunale eletto nelle file dell'opposizione nell'ultima tornata elettorale. Amministratori e funzionari del Comune avranno 30 giorni per eventuali controdeduzioni o per essere ascoltati, successivamente scatterà l'ineleggibilità e l'incandidabilità decennale da qualsiasi carica pubblica.

DRINKADRIA, PROGETTO UE CON L’ACQUEDOTTO ISTRIANO

L’Acquedotto istriano è uno dei 16 partner degli 8 Paesi membri a partecipare al progetto europeo denominato “DrinkAdria”, finalizzato allo studio della gestione sostenibile e integrata dell’acqua potabile fra i Paesi dell’area adriatica. Il valore complessivo del programma ammonta a 6,6 milioni di euro ed è finanziato nella misura dell’85% dai fondi europei del programma Ipa Adriatic Cross Border Cooperation 2007-2013 e nella misura del rimanente 15% dai paesi dell’area interessata: Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia.
I partner croati sono quattro e tra questi figura appunto l’Acquedotto istriano di Pinguente, al quale spettano 610 mila euro. All’azienda è stata affidata la seconda fase del progetto pilota sull’applicazione dei contatori controllati, per un maggior risparmio dell’acqua. Nella prima fase, attuata grazie a uno stanziamento dell’Aquedotto stesso di 200.000 euro, sono stati installati 145 contatori “intelligenti” mentre nella seconda - per la quale si attingerà ai fondi europei - ne saranno sistemati altri 320.
Come spiegato dalla responsabile del progetto, Marija Brajkovic, intervenuta al primo laboratorio nazionale su “DrinkAdria” tenutosi nell’impianto di condizionamento a Bottonega nei giorni scorsi, si tratta di contatori altamente tecnologici che permettono la lettura dei dati e la gestione a distanza da parte del centro operativo centrale di Pinguente e di quelli periferici delle sorgenti di San Giovanni e Gradole e del bacino artificiale di Bottonega. «Grazie all’installazione di tali contatori - ha aggiunto Brajkovic - si ridurranno le perdite d’acqua dell’Acquedotto istriano che sono comunque contenute e si aggirano intorno al 17%». La media croata, però, raggiunge il 40%. «In secondo luogo - ha detto la responsabile del progetto - si ridurranno i costi energetici e quelli operativi legati alla lettura dei contatori di ogni singolo allacciamenti e si permetteranno forniture idriche più sicure agli utenti».
L’attuazione del progetto è iniziata il primo novembre 2013 e la durata complessiva è di 29 mesi. artecipano altri tre partner della Croazia: la Facoltà di Edilizia di Fiume, l’Istituto geologico nazionale e la Regione Istriana.

DEPURAZIONE, DALLA REGIONE FONDO DI GARANZIA PER 90 INTERVENTI DI GAIA E FIORA

La Regione Toscana ha stanziato 8 milioni e 600 mila euro per la depurazione nelle province di Grosseto, Siena, Lucca e Massa. La somma è stata divisa e messa a disposizione dei gestori Acquedotto del Fiora (4 milioni e 500mila euro) e Gaia Spa (4 milioni e 100mila euro) quale fondo di garanzia per attivare nel loro territorio un totale di 90 interventi prioritari per la depurazione, in modo da superare il rischio di sanzioni Ue (per il mancato trattamento dei reflui, dopo la condanna della Corte di Giustizia europea)e ridurre il rischio ambientale.
Grazie al fondo di garanzia della Regione, le banche, tramite Fidi, potrebbero mettere a disposizione tutte le risorse necessarie che i gestori restituiranno in dieci anni, cosicché sarà possibile per l'Acquedotto del Fiora avviare 10 interventi per un valore complessivo di 17 milioni e per Gaia Spa 80 interventi per un valore di 15 milioni.
"Ci auguriamo che le banche possano dare tutti i 32 milioni utili per realizzare i 90 interventi in programma, il che segnerebbe una svolta significativa sul piano della depurazione in questi territori - dice l'assessore regionale all'ambiente e all'energia Anna Rita Bramerini - Quella del fondo di garanzia è stata un'operazione di governance che è piaciuta anche al Governo centrale tanto da indurlo a inserire lo stesso meccanismo nella nuova legge sulla Pubblica Amministrazione in modo che possano seguire questa strada anche tutte le altre Regioni italiane".

Acqua: al via ispezioni per verificare la correttezza delle tariffe applicate ai clienti

L’Autorità per l’energia ha approvato una campagna di controlli sulle tariffe applicate nel servizio idrico e sulla restituzione della remunerazione del capitale investito. Le verifiche ispettive previste hanno in particolare l’obiettivo di accertare la correttezza e la coerenza dei dati utilizzati dai gestori per definire le tariffe dell’acqua per il biennio 2012-2013, l’efficienza del servizio di installazione e gestione del contatore e il rispetto dei criteri e delle procedure indicati dall’Autorità per la restituzione ai clienti della quota remunerazione del capitale investito per il periodo 21 luglio 2011 - 31 dicembre 2011 abolita dal referendum. La campagna verrà realizzata in collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza.
In particolare, la Deliberazione 29/2014/E/idr prevede tre ispezioni presso gestori individuati in base alla dimensione e alla distribuzione sul territorio nazionale e in relazione a incongruenze nei dati dichiarati all’Autorità. Le verifiche serviranno anche ad accertare la corretta applicazione delle agevolazioni tariffarie e della rateizzazione dei pagamenti alle popolazioni colpite dal sisma del maggio 2012.
L’Autorità potrà prendere visione ed accertare la correttezza e coerenza dei dati trasmessi anche attraverso il controllo dei bilanci aziendali e della documentazione di supporto, dei documenti relativi al rapporto con l’Ente d’Ambito o con il soggetto competente per ciascun territorio, dei documenti di fatturazione e dei contratti di fornitura. Informazioni e documentazioni utili potranno eventualmente essere chiesti anche ai soggetti coinvolti nelle procedure di determinazione delle tariffe per ciascun territorio e agli Enti d’Ambito.
La Deliberazione 29/2014/E/idr è disponibile sul sito www.autorita.energia.it

MULTISERVIZI, A SENIGALLIA LA PREMIAZIONE DELLE SCUOLE

Due concorsi riservati agli alunni delle scuole primarie e medie premiati nei giorni scorsi a Senigallia e organizzati da Multiservizi (il gestore idrico di 46 Comuni dell’Anconetano) e dall’Autorità d’Ambito. “Gocce d’Immaginazione” e “L’acqua fa notizia”. La scelta di Senigallia non è stata casuale: la presenza dei ragazzi, delle famiglie e degli insegnanti è il modo più concreto per esprimere solidarietà e vicinanza ad una città che reagisce con grande coraggio ai danni dell’alluvione.
In totale, hanno partecipato ai due progetti 1.400 alunni di 25 scuole elementari e medie
del territorio provinciale, segno che il tema dell’acqua stimola l’interesse e la creatività dei ragazzi.
Il progetto “Gocce d’Immaginazione” aveva lo scopo di collegare la fantasia all’acqua, lasciando che la creatività si esprimesse liberamente, seguendo i percorsi più originali.
E così sono nate storie e racconti fiabeschi sull’uso corretto dell’acqua, sull’importanza che essa riveste per la vita delle comunità, sulla lotta all’inquinamento e allo spreco, sulla normativa europea a tutela della risorsa. Ragazzi e insegnanti hanno saputo cogliere gli elementi più importanti e dibattuti della risorsa idrica attraverso particolari linguaggi, sfumature, colorazioni e fantasiosi materiali. Allo stesso tempo sono riusciti a far emergere profili differenti sullo stesso argomento, catturando l’attenzione e facendo trasparire il grande impegno con cui sono state condotte le ricerche e realizzati gli elaborati.
Gli stessi temi sono stati esplorati dai lavori presentati per il concorso dell’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n. 2 “Marche centro - Ancona “L’acqua fa notizia”, utilizzando la forma più classica di informazione, il giornale nelle sue due vesti, cartacea e digitale. Si discute molto di acqua, in tv, nei giornali, nel web nonché delle problematiche “scottanti” ad essa legate e che riguardano la sua gestione in forma pubblica o privata, la distribuzione, la proprietà delle reti e degli impianti, il sistema tariffario. Le scuole hanno individuato, selezionato e preso spunto proprio da queste notizie e dagli articoli aventi come tema l’acqua, per realizzare un giornalino contenente tutto il materiale che è risultato utile a descrivere, affrontare, approfondire e trarre gli insegnamenti inerenti questo importante argomento.

ALLUVIONI, CAP HOLDING: “PRONTI A GESTIRE LE ACQUE PIOVANE”

“È urgente ripensare profondamente la gestione delle acque meteoriche nel nostro Paese”. Il presidente di CAP Holding, Alessandro Ramazzotti, commenta i recenti allagamenti che hanno riguardato diverse città italiane, tra cui anche parecchi comuni della provincia di Milano dove l’azienda gestisce il servizio idrico integrato, e lancia una proposta all’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEG): “Questi avvenimenti, a volte sfociati in tragedia, dimostrano la fragilità di un territorio che non riesce più a gestire eventi metereologici sempre più frequenti e intensi. L’urbanizzazione e l’eccessiva cementificazione del suolo sono la causa principale di quanto sta succedendo, eppure la soluzione sarebbe a portata di mano se solo si rivolgesse lo sguardo ad altre esperienze europee, per esempio quella francese”.
In Francia infatti sono le aziende che gestiscono il ciclo idrico (acquedotto, fognatura e depurazione) ad occuparsi della raccolta, canalizzazione e drenaggio urbano delle acque piovane. Ed è quanto Ramazzotti propone di attuare anche in Italia, dove invece, per ora, le aziende del settore sono escluse da tali competenze.
Nel Piano d’Ambito della Provincia di Milano, per esempio, il Gruppo CAP (gestore unico del servizio idrico) ha quantificato in oltre 1 miliardo di euro il fabbisogno di investimenti per affrontare il problema delle acque meteoriche. Una somma che si aggiungerebbe agli oltre 1,2 miliardi di euro già programmati per i prossimi vent’anni in interventi per la gestione del servizio idrico in senso stretto.
“In un momento in cui la Provincia sta cedendo il passo alla Città Metropolitana, diventa stringente garantire che gli enti intermedi facciano la loro parte, liberando i Comuni da una gestione non più affrontabile a livello di singola amministrazione - continua Ramazzotti -. La tariffa dovrà ovviamente rispondere a questo nuovo ruolo garantendo risorse adeguate alle nuove responsabilità richieste. E’ inutile infatti vantarsi di avere le tariffe più basse d’Europa quando la fiscalità generale deve poi sopportare i costi di danni e ritardi non più tollerabili”.

TERAMO, INTERVENTI PER 22 MLN PER RUZZO RETI

Ruzzo reti, il gestore idrico teramano per oltre 130mila abitanti, sta avviando l’intervento per circa 22 milioni di euro per costruire nuovi depuratori e superare le vecchie vasche Imhoff. Sono sei i progetti che il Ruzzo sta per varare, tutti finanziati con fondi Fas - secondo la ripartizione decisa dalla Regione - e in parte con fondi propri. E tutto dovranno concludersi entro giugno o settembre 2017.
Il primo progetto è il più corposo: prevede un investimento di 11 milioni 800mila euro, di cui il 10% a carico della Rutzzo reti. «Il nuovo impianto di depurazione - spiega il presidente Antonio Forlini - servirà in toto Alba e in maniera parziale Colonnella, Corropoli, Martinsicuro e Tortoreto. Dismetteremo quello vecchio fra Alba e Martinsicuro, il nuovo sorgerà più verso monte. E dismetteremo alcune vecchie fosse Imhoff. Tutta la depurazione dell'area migliorerà in maniera significativa. L'impianto di Alba, per quanto al momento adeguato, è arrivato ai limiti della sua capacità. E' un modo di dare risposte alle sollecitazioni dei Comuni rivieraschi sui problemi che ci sono stati nel passato». Sia questo, che gli altri progetti, sono nella fase della progettazione e l’appalto è previsto entro fine anno.
Il secondo riguarda la realizzazione di un altro nuovo depuratore, ma a Tortoreto, sul Salinello. «Anche questo sarà realizzato più a monte dell’esistente - continua il presidente del Ruzzo - e servirà tutta Tortoreto e Giulianova nord. L’investimento è di 5,8 milioni di cui 5,1 di Fas. La struttura esistente ancora regge ma sarà sostituita con un impianto più nuovo e di maggiori capacità depurative, in grado di risolvere alcune passate criticità. D’altronde sono tutti impianti vecchiotti».
Il terzo progetto riguarda un collettore fognante per Civitella. «Oggi è servita da alcune fosse Imhoff e da impianti piccoli e di difficile manutenzione - chiarisce Forlini - sarà tutto dismesso e le acque nere convogliate al depuratore Sant'Egidio». La spesa è di 2,1 milioni di cui 200mila euro a carico della Ruzzo reti.
Altri progetti, di più piccole dimensioni, sono stati progettati da Ruzzo tra i quali investimenti sul telecontrollo e sulla costruzione di collettori.
Sul reperimento di fondi a carico del Ruzzo, circa 2 milioni, Forlini appare tranquillo: «Presto il bilancio 2013 sarà sottoposto all'assemblea dei soci, potremo constatare che la situazione finanziaria tende a quei miglioramenti necessari per sostenere il piano di investimenti».

ACQUE VERONESI, NEL 2013 OPERE PER 6 MLN

“Obiettivi raggiunti. Nonostante le difficoltà economiche che attanagliano anche le aziende pubbliche, il piano di investimenti per il 2013 è stato ampiamente rispettato”. Il presidente di Acque Veronesi, Massimo Mariotti, fotografa così l’anno che si è appena concluso. Anche grazie al supporto economico della Regione Veneto, ed in particolare dell’Assessorato all’Ambiente, l’azienda è potuta intervenire in numerose zone del veronese ancora sprovviste di infrastrutture fondamentali per i cittadini.
E’ il caso, ad esempio, del nuovo acquedotto di Belfiore. Fino ad oggi, infatti, i residenti del comune dell’est veronese potevano utilizzare acqua proveniente esclusivamente da pozzi privati. Dall’inizio della prossima estate, circa 3 mila abitanti potranno approvvigionarsi dall’acquedotto cittadino. L’opera, per un investimento di 2 milioni 850 mila euro, prevede la realizzazione di 9 chilometri di rete idrica. Anche Villa Bartolomea, come Belfiore, è uno degli ultimi comuni della provincia scaligera ancora sprovvisto di un impianto acquedottistico pubblico. Acque Veronesi ha aperto i cantieri per la costruzione del nuovo acquedotto, che avrà un’estensione di 7,5 km. L’intervento, del valore di 1 milione e mezzo di euro, porterà benefici ad oltre 2 mila cittadini della bassa Veronese. I lavori, partiti a settembre, prolungheranno la rete già presente nel comune di Legnago, che sarà estesa dalla frazione di Vigo fino al centro abitato di Villa Bartolomea.
Stop a pozzi privati e falde inquinate anche per gli studenti delle scuole elementari e medie di via Galilei a Nogara. Dopo 30 anni di attesa è finalmente arrivato l’acquedotto anti-arsenico. Non solo acquedotti, ma anche nuove reti fognarie. Quelle di San Bonifacio e Cologna Veneta (l’investimento complessivo delle due infrastrutture è di circa 8 milioni di euro), i cui cantieri sono iniziati la scorsa estate, avranno una grande rilevanza per la popolazione. Il completamento del 1° stralcio del Collettore Est di San Bonifacio servirà a risolvere le criticità legate al sovraccarico delle fognature che nei periodi di intense piogge provocano talvolta perdite ed allagamenti, mentre a Cologna Veneta si colletteranno al depuratore gli scarichi delle frazioni di S. Andrea e s. Sebastiano che fino ad oggi hanno utilizzato vasche imhoff, meno efficaci rispetto al trattamento del depuratore di Cologna Veneta. Nel 2014 Acque Veronesi prevede investimenti per 10 milioni 200 mila euro.

DEPURAZIONE E INNOVAZIONE TECNOLOGICA. A VERONA L’INCONTRO TRA SCIENZA, TECNICA E GESTIONE

Nei prossimi giorni (dal 23 al 27 giugno) Verona si farà capitale mondiale della ricerca nel settore delle ecotecnologie per il trattamento delle acque reflue, ospitando la conferenza internazionale ecoSTP2014-Ecotechnologies for Wastewater Treatment, “vetrina” degli studi e prime applicazioni in atto su processi e metodologie di gestione innovative e intelligenti, senza tralasciare sostenibilità tecnica, economica e ambientale.
Parallelamente si terrà il meeting plenario del network internazionale Water2020, che promuove lo scambio di esperienze e informazioni tra ricercatori e professionisti di tutta Europa sul tema di una rinnovata concezione di “impianto di depurazione”, per la migliore qualità dell’effluente restituito all’ambiente, il recupero di risorse rinnovabili, il contenimento dei costi e dei consumi energetici, l’efficienza della gestione.
Saranno oltre 250 i contributi da 41 Paesi: un vero esercito di esperti da tutto il mondo. L’obiettivo è illustrare il risparmio reso possibile dal corretto trattamento dei reflui: energia rinnovabile, fertilizzanti biopolimeri e bioplastiche. Grazie alla ricerca scientifica e all'innovazione tecnologica, il depuratore potrebbe diventare una "fabbrica di risorse rinnovabili", ovvero un pilastro della tanto attuale green economy.
L’appuntamento a Verona affronta i problemi, i quesiti, traducendosi in una piattaforma internazionale di interazione fra scienza, tecnica, gestione e innovazione della depurazione delle acque reflue; è inoltre occasione di confronto tra ricerca applicata - di carattere spiccatamente ingegneristico - e operatori del settore, quali amministrazioni pubbliche, enti di controllo, professionisti, aziende e gestori del servizio idrico.
Tra gli argomenti protagonisti: il risparmio energetico, l’applicazione e lo sviluppo di innovazioni tecnologiche con minimo impatto sull’ambiente, la riduzione di emissioni gas serra, il recupero di energia rinnovabile (biogas, bioidrogeno) e materia (bioplastiche) dalle acque reflue; il tutto descrivendo casi pilota e impianti dimostrativi.
Per informazioni e iscrizioni: Iwa Eco STP.

REMUNERAZIONE CAPITALE INVESTITO, RESTITUZIONE DA MULTISERVIZI ANCONA

L’Ato 2 Marche Centro - Ancona e Multiservizi S.p.A, gestore del Servizio Idrico Integrato, hanno reso noto che è in corso l’attività di restituzione della componente tariffaria relativa alla remunerazione del capitale investito (dal 21/07/2011 al 31/12/2011), così come stabilito dal Consiglio di Stato (parere 267/2013).
Il rimborso, calcolato dall’Ato con delibera n. 14/2013 e sulla base dei criteri fissati dall’Aeegsi con la del. 163/2014, corrisponde a 8,86 euro ad utenza.
La restituzione sarà effettuata a beneficio di tutte le utenze attive nel periodo 21/07-31/12/2011.

TRIBUNALE DI CALTANISSETTA: IL GESTORE HA L’OBBLIGO DI VERIFICARE LA CORRETTEZZA DEL CONTATORE

Non basta la lettura del contatore a riprova dei consumi. Così il Tribunale di Caltanissetta (sentenza dell’11/11/2013), che ha annullato un'ingiunzione di pagamento per il servizio idrico inviata a un'impresa. Alla base del ricorso, la contestazione dell’impresa sull’ammontare dei consumi registrati dal gestore del servizio idrico, in contraddittorio con una propria perizia sul contatore. Per il giudice - che ha richiamato la giurisprudenza della Cassazione -, l'obbligo del gestore di computare gli addebiti sulla base delle indicazioni del contatore «non si può risolvere in un privilegio fondato sulla non contestabilità del dato recato in bolletta» (Cassazione n. 10313/04). Se l'utente infatti contesta i valori ricavati dal contatore, è obbligo del gestore offrire la prova del suo corretto funzionamento e l'affidabilità dei valori registrati (Cassazione n. 18231/08).

PUBLIACQUA, PREMIAZIONE PER I CONCORSI STUDENTESCHI

Un teatro pieno di alunni delle scuole del territorio per una giornata tutta dedicata all’Arno e all’acqua. Nei giorni scorsi, il Teatro Puccini di Firenze è stato animato e rallegrato dalla presenza di oltre 400 alunni delle scuole di Firenze, Pisa, del Mugello, del Chianti, del Valdarno, delle province di Prato e Pistoia. Studenti delle Primarie di I° e II° grado che hanno partecipato ai concorsi didattici organizzati da Publiacqua e dall’Associazione per l’Arno.
A premiare i bambini sono intervenuti Renzo Crescioli, Assessore all'Ambiente della Provincia di Firenze nonché Presidente dell’Associazione per l’Arno, Marco Bottino, Presidente del Consorzio URBAT, e Filippo Vannoni, Presidente di Publiacqua.
Due erano i concorsi premiati. Il primo indetto da Publiacqua e Associazione per l’Arno, in collaborazione con il Progetto “Chiavi della Città” del Comune di Firenze e con Water Right Foundation, aveva i seguenti temi: “Immagina e racconta il tuo Arno pulito” (riservato ai ragazzi dell’area fiorentina e dove ha diretto impatto il cantiere dell’Emissario in Riva Sinistra d’Arno), “Crea il logo per la Centrale del Mugello”, (riservato ai ragazzi dei comuni del Mugello), e “Racconta l’acqua del tuo territorio” (per tutti gli studenti degli altri Comuni). Il secondo, il concorso invece promosso come tutti gli anni dall’Associazione per l’Arno e valido per tutti i Comuni presenti sull’asta del fiume aveva come tema e titolo “L’Arno che vorrei”.
Al termine della premiazione, gli studenti hanno assistito ad uno spettacolo teatrale della compagnia “Pupi di Stac”.

UMBRIA, SALGONO A 40 LE FONTANELLE D’ACQUA NATURALE IN REGIONE

Salgono a quaranta le fontanelle di acqua naturale, frizzante e refrigerata, proveniente dalla rete acquedottistica umbra, attivate in Umbria. Altre tre nuovi impianti, infatti, si aggiungono a quelli diffusi sul territorio regionale che, con il finanziamento della Regione Umbria, sono stati realizzati nell'ambito del progetto regionale “Fontanelle”. Una buona pratica per ridurre i rifiuti alla fonte, promuovere il corretto consumo dell'acqua, in particolare di quella locale, con un risparmio per le famiglie e per 'ambiente: il rappresentante dell'Assessorato regionale all'Ambiente ha sintetizzato così obiettivi e risultati del progetto, partecipando, a Ponte di Ferro, nel comune di Gualdo Cattaneo, in via Palazzari, all'inaugurazione della fontanella che, per il primo mese, erogherà direttamente l'acqua dell'acquedotto gestito dalla Valle Umbra Servizi.
Acqua di qualità controllata, è stato sottolineato, che potrà essere imbottigliata in contenitori riutilizzabili, senza produrre rifiuti di bottiglie di plastica, al costo contenuto di 5 centesimi di euro per ogni litro e mezzo; per il primo mese l'erogazione sarà gratuita.
Tra i risultati del progetto, la sensibilizzazione dei cittadini sulle tematiche ambientali affinché contribuiscano alla tutela dell'ambiente e del territorio: il crescente favore incontrato dalle fontanelle dimostra, e' stato rilevato, come sia possibile con una pratica semplice e conveniente limitare la produzione di rifiuti e usare in modo consapevole le risorse idriche.
Il rappresentante dell'Assessorato all'Ambiente ha ricordato, in particolare, come in Umbria la produzione dei rifiuti sia scesa dalle 550mila tonnellate annue del 2010 alle 487mila tonnellate del 2013: una diminuzione su cui ha inciso anche un progetto innovativo quale quello delle “fontanelle”, che ha introdotto un nuovo strumento per ridurre i rifiuti e per il riuso dei materiali in plastica e vetro.
Una fontanella di acqua gassata e naturale refrigerata e' attiva anche in via Pierpaolo Prosperi, a Cascia; lunedì 28 aprile è in programma l'attivazione di una seconda fontanella nel comune di Spoleto, a san Giacomo, in via San Marino. I tre impianti sono stati realizzati con il finanziamento di 25mila euro assegnati dalla Regione Umbria all'Ati (Ambito territoriale integrato) 3.

AUTORITÀ TOSCANA, AEEGSI DICE NO ALLA PROROGA PER LA DEFINIZIONE DELLE TARIFFE

Scadrà il 31 marzo il termine per la definizione delle tariffe relative al servizio idrico per gli anni 2014-2015, cioè il metodo con cui vengono decisi i costi delle bollette dell'acqua per gli utenti, e l'Autorità Idrica Toscana, per garantire ai sindaci della regione la possibilità di decidere con serietà e accuratezza le tariffe, ha chiesto una proroga della scadenza all'autorità nazionale. Lo riporta un comunicato in cui, però, si evidenzia che “da Roma hanno rifiutato la richiesta perché pensano che in questa fase di consolidamento della nuova regolazione tariffaria” sia necessario rispettare i tempi previsti per l'attuazione del nuovo Metodo Tariffario Idrico.
“È bizzarro che l'autorità nazionale sia improvvisamente così rigida - ha dichiarato il presidente dell'Autorità Idrica Toscana, Alessandro Cosimi -. Negli ultimi anni siamo andati avanti con un metodo tariffario provvisorio, indicato proprio dall'Autorità nazionale per l'energia elettrica, il gas e il servizio idrico, che per essere calcolato aveva bisogno di Einstein e adesso l'autorità nazionale non dà la possibilità ai territori di definire il metodo tariffario in maniera adeguata alle necessità degli utenti e dei gestori, cioè non ci dà la possibilità di avere qualche settimana in più per definire meglio le tariffe”.
Perplessità, si legge nella stessa nota, sono state espresse anche dalla Regione Toscana rispetto alla risposta dell'autorità nazionale AEEG, come ha dichiarato l'assessore Annarita Bramerini: “È sorprendente questa fermezza, di fronte al fatto che oltre la metà dei Comuni toscani andrà al voto e quindi la proroga richiesta dall'Autorità Idrica Toscana doveva consentire anche ai nuovi sindaci di poter intervenire sull'argomento, vista l'importanza e la delicatezza, contemperando l'esigenza di garantire gli investimenti necessari e non gravare troppo sui cittadini”.
L'Autorità Idrica Toscana è sconcertata da tale decisione ma è comunque pronta a rispettare la scadenza imposta dall'alto, per garantire il ruolo centrale dei sindaci, la tutela degli utenti, e la certezza del piano degli investimenti necessari per un servizio più efficace in tutti i territori regionali (si tratta di 1,8 miliardi di interventi fino a fine concessione). “Quindi, pur non condividendo le disposizioni rigide dell'Autorità nazionale per l'energia elettrica, il gas e il servizio idrico - continua Cosimi - siamo in dovere di applicarle e per farlo non vogliamo rinunciare al ruolo e alla voce dei sindaci toscani, perché altrimenti la partita sarebbe giocata interamente dai gestori che potrebbero proporre le loro tariffe, svincolate da una valutazione dell'Autorità Idrica Toscana che tenga conto degli interessi generali. Per questo motivo, nei prossimi giorni, convocheremo gli organi dei sindaci della Toscana per sottoporre le proposte relative alle tariffe”.

CASTELLI ROMANI, I SINDACI CHIEDONO IL PASSAGGIO AD ACEA ATO 2

Sei comuni dei Castelli Romani e dei Monti Prenestini (RM) chiedono di passare ad Acea Ato 2 per risolvere i problemi storici dell'approvvigionamento e della distribuzione della risorsa idrica. Ne dà notizia il quotidiano Il Messaggero.
Pasquale Boccia, sindaco di Rocca di Papa a nome dei sindaci dei comuni di Olevano Romano, Canterano, Capranica Prenestina, Gerano e Rocca Canterano ha inviato una lettera ai vertici dell’Acea Ato 2, chiedendo il subentro nella gestione del servizio idrico. «I nostri cittadini - dice il sindaco Boccia - non possono essere penalizzati, pagando l'acqua di più dei romani. Da anni stiamo cercando di favorire il passaggio dai vecchi gestori ad Acea Ato 2, ma una serie incredibile di veti e di impedimenti burocratici non ci permette di rispettare le giuste volontà dei cittadini».
I sindaci hanno scritto personalmente al presidente e all’ad di Acea, rispettivamente Catia Tomasetti e Alberto Ierace, nella speranza che la questione venga risolta al più presto. Secondo il sindaco di Rocca di Papa «tutti gli incartamenti sono a posto e le procedure avviate da tempo. Adesso è solo questione di buona volontà».

SICILIA, AL VIA IL LAVORI PER EVITARE SANZIONI UE SUI REFLUI

Al via, con una prima tranche di appalti per 232 milioni di euro, l’attuazione dell’Accordo di programma quadro per la depurazione delle acque reflue in Sicilia (gennaio 2013), finalizzato a superare la procedura di infrazione avviata dall’Unione europea per otto delle nove province siciliane (e’ esclusa Enna) e finanziato per 1,1 miliardi di euro con la delibera Cipe numero 60 del 2012.
Nel corso dell’incontro con una delegazione di Ance Sicilia, il dirigente generale del dipartimento regionale Acque e rifiuti Marco Lupo ha riferito che dei 94 interventi previsti, 64 sono in fase di progetto, 15 in fase di approvazione, 14 prossimi all’affidamento e uno (Giammoro) in esecuzione. Recentemente si sono sbloccate delle risorse finanziarie che consentono di avviare le prime gare d’appalto.
In particolare, fa sapere l’Ance, entro questo mese saranno adottati i decreti di finanziamento di 13 lavori gia’ approvati dal ministero dell’Ambiente, per un totale di 76 milioni di euro, che subito dopo potranno andare in gara. Entro maggio potranno essere adottati i decreti di finanziamento per altre 16 opere, pari a 156 milioni di euro, che potranno essere affidate tramite pubblico incanto non appena otterranno il via libera finale dal Ministero. Fra queste ultime figurano, a Palermo, il raddoppio del depuratore di Acqua dei Corsari (26,4 milioni), il completamento del collettore Sud-orientale (33,5 milioni) e le reti fognarie di Marinella, Sferracavallo e Passo di Rigano (17,5 milioni), nel palermitano.
Come ha spiegato Lupo, il ministero sta valutando altri 49 progetti e presto se ne aggiungeranno due.
“Entro l’anno - ha detto l’assessore regionale Nicolo’ Marino - contiamo di rispettare le scadenze previste per quasi tutti i progetti dell’Apq. Come noto, stiamo lavorando per recuperare il ritardo pregresso sugli impianti di Catania e Misterbianco. La realizzazione di tutte le opere sara’ possibile senza incrementi di costi, avendo derogato con la Legge di stabilita’ al nuovo prezziario regionale che, in caso contrario, ci avrebbe costretto
alla revisione di tutti i progetti”.

TAR LIGURIA DÀ RAGIONE AL COMUNE PER I COSTI DEL DEPURATORE

ll Tar Liguria ha rigettato il ricorso della Siba Spa, la società che gestisce il depuratore di Imperia, contro la decisione della dirigenza comunale di affidamento temporaneo dell’impianto. Il comune - leggiamo su Imperiapost.it - ha sostenuto la validità del contratto stipulato tra le parti nel lontano 1989 che prevedeva la costruzione e la gestione provvisoria di un anno dal termine dell’opera per il collaudo con spese a carico dell’impresa più altri cinque di gestione ordinaria. Nel corso della disputa, il Comune si è reso disponibile a riconoscere a Siba il 100% dell’adeguamento Istat, ma questa ha avanzato una richiesta molto superiore al canone previsto dal contratto (940 mila euro annui contro circa 360 mila annui), giustificando la richiesta con l’aumento dei costi di gestione.
Se in un primo momento l’ATI (ambiti territoriali integrati) sembrava essere intenzionata ad affidarsi ad un accertamento tecnico preventivo richiesto al tribunale ordinario di Imperia, nelle scorse settimane è arrivata la brusca decisione di abbandonare il sito da parte di uno dei due soci, la Ferrero Attilio Costruzioni Spa. La Siba perciò continuerà a gestire il depuratore alle condizioni del comune, circa 30mila euro al mese, sino a quando l’ente non sarà in grado di sostituirla o affiancarla ad un’altra società che dovrebbe essere pubblica: Rivieracque o Amat.

UDINE, APPROVATO IL PIANO D’AMBITO EPR 3 GESTORI: 1 MLD FINO AL 2043

Il Piano d’ambito, approvato dalla Consulta d’ambito Friuli centrale (CaTO), prevede investimenti, in un arco temporale trentennale, compreso fra il 2014 e il 2043, di 100milioni di euro per Acquedotto Poiana Spa, 85 milioni per Carniacque Spa e 658milioni per Cafc Spa. Il Piano è stato presentato in una conferenza stampa organizzata da Cafc spa in cui sono intervenuti Eddi Gomboso, amministratore unico di Cafc spa, Andrea Zuliani, già presidente Cato Centrale Friuli, Attilio Vuga, amministratore unico Acquedotto Poiana spa, Roberto Pittoni, presidente Carniacque spa e Massimo Canali, direttore Cato Centrale Friuli. Per Zuliani si tratta della “terza ricostruzione dopo la Seconda guerra mondiale e il terremoto”.
"L'investimento rilevante del Piano - ha precisato Gomboso - è volano per l'economia ma anche per una maggior tutela dell'ambiente vedasi, ad esempio, la razionalizzazione dei depuratori prevista dal Piano, con conseguenti minori costi di gestione e riduzione degli scarichi nell’ambiente e il miglioramento dell’intero patrimonio infrastrutturale del sistema idrico integrato per renderlo ottimizzato, più sicuro ed efficiente; miglioramento che prevede anche la riduzione delle perdite della risorsa idrica e dunque, ancora, tutela dell'ambiente".
Gomboso ha sottolineato la semplificazione dei soggetti gestori che viene portata avanti con spirito di collaborazione e ha ricordato che in provincia di Udine vi è stata la riduzione degli stessi da 6 a 3; un obiettivo importante anche al fine di ottimizzare le risorse.
La “tariffa unica” del servizio idrico integrato, per tutti i comuni arriverà nel 2020. In base a questo necessario aggiustamento tariffario, il costo in bolletta per un nucleo familiare di tre persone e residente in uno dei comuni storici di Cafc spa, con un consumo annuo di 150 m3/anno, inciderà per 210 euro quest'anno, il prossimo per 213 euro. Le stesse caratteristiche ma nell’area città di Udine fanno scendere l’importo quest’anno a 146 euro e il prossimo anno cresce a 159 euro. Per l’Acquedotto Poiana, le cifre sono sempre per il 2014 e il 2015, rispettivamente 221 euro e 228 euro mentre per Carniacque spa gli importi sono di 171 euro e 182 euro.

COSENZA, SEQUESTRATO IL DEPURATORE CON FACOLTA’ D’USO

E’ finito sotto sequestro preventivo il depuratore di Crosia, in provincia di Cosenza, secondo le disposizioni della Procura di Castrovillari. A seguito di verifiche tecniche ed accertamenti svolti dai militari della Guardia Costiera con i tecnici dell’Arpa, è stato infatti accertato il cattivo funzionamento del sistema di depurazione delle acque, anche a causa di problemi tecnici alle vasche di sedimentazione e al sistema di clorazione.
L’intero impianto è stato sottoposto a sequestro con facoltà d’uso e di gestione da parte della ditta incaricata dal Comune. La posizione degli amministratori della ditta titolare della gestione e della manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti nonché dei responsabili dei diversi uffici comunali è al vaglio dell’Autorità giudiziaria.

PUBLIACQUA POTENZIA IL DEPURATORE DI PISTOIA

Sarà potenziato con un aumento della capacità depurativa l’impianto principale di Pistoia. L'intervento al depuratore di via Toscana è necessario per rendere la struttura in grado di trattare i reflui di tutto il territorio comunale di Pistoia, come stabilito dalle direttive dell'Unione europea, garantendo al contempo il trattamento più efficace delle acque di scarico e maggiore efficienza dell'infrastruttura.
L'opera prevede anche la realizzazione di un edificio a due piani a servizio del personale necessario per la manutenzione della struttura e la realizzazione di macchine automatiche per aumentare i controlli dell'impianto.
È in via di perfezionamento il progetto definitivo; i lavori prenderanno il via nei primi mesi del 2015 per concludersi entro il 2017. Intanto in autunno partiranno gli interventi di risanamento e sistemazione dell'area in preparazione dei nuovi lavori.
"L'avvio dei lavori per il potenziamento del depuratore di via Toscana - dice il sindaco Samuele Bertinelli - rappresenta un importante passo avanti nel segno del progetto di governo ''Pistoia città di tutti''. Infatti, a questo obiettivo contribuisce anche la realizzazione delle infrastrutture fondamentali a servizio dei cittadini”.
L'opera consiste nella realizzazione di nuove vasche per la depurazione delle acque reflue domestiche e produttive, portando l’impianto dagli attuali 50mila abitanti serviti a 90mila, attraverso anche investimenti sulla rete fognaria. Per dare il via libera all'ampliamento è stata necessaria la verifica di impatto ambientale, valutazione eseguita da Provincia e Arpat le quali hanno dato il via libera al progetto. Sarà costruita un’ulteriore linea acque e pretrattamenti per ridurre i fanghi di risulta dal trattamento e abbatterne il fosforo per renderli compatibili in agricoltura. Sarà anche ridotto l’impatto sui torrenti Brana e Brusigliano. Nel 2013 il depuratore di via Toscana ha depurato acque reflue per 5,8 milioni di metri cubi.

SARDEGNA, PROTEZIONE CIVILE: PER LE SCUOLE, OPUSCOLO SU ACQUA E DIFESA DEL SUOLO

Il Distretto Idrografico della Sardegna ha realizzato un opuscolo informativo su “Acqua e Difesa del suolo in Sardegna” per promuovere tra gli studenti sulle scuole secondarie di primo e secondo grado e in generale fra le nuove generazioni la cultura della tutela delle acque, della difesa del suolo e la conoscenza del servizio idrico integrato.
L'opuscolo è stato pubblicato sul sito dell' Autorità di Bacino Regionale della Sardegna e affronta temi di particolare rilevanza educativa alla luce degli effetti disastrosi provocati dalla recente alluvione. Si va dalla situazione generale dell'acqua nell'isola, alle norme di riferimento in materia ambientale; dalla gestione delle risorse idriche fino alla descrizione della struttura e del funzionamento degli impianti di potabilizzazione e di depurazione, di acquedotti, fognature e del riutilizzo delle acque reflue e qualità dell'acqua.
L'opuscolo tratta ampiamente di difesa del suolo, biodiversità e dissesto idrogeologico, con un capitolo dedicato alle indicazioni della protezione civile in caso di alluvione. Il tutto arricchito da grafici e schemi esaustivi e foto.
Sul sito del Distretto Idrografico inoltre, nella sezione Studi e ricerche vengono riportati gli studi più recenti e di maggior interesse per il cittadino su questi temi, pubblicati nella loro totalità o con una relazione di sintesi. Fra i più recenti (dic. 2013), il documento con le prime valutazioni sulle precipitazioni relative all'evento alluvionale del 18 novembre 2013.

ACQUA, LA COOPERAZIONE NON VA IN PENSIONE

E’ un pensionato del Gruppo Cap, ma non ha mai smesso di occuparsi di acqua. Anzi, di accesso all’acqua. Si chiama Marino Anselmi, 75 anni, per trent'anni tecnico dell'allora Consorzio acqua potabile, oggi Amiacque. Negli ultimi anni ha dedicato gran parte del tempo in Kenya per scavare, installare tubature, pompe e impianti, riuscendo a portare l'acqua in cinque zone remote, distanti anche mille chilometri, raggiungendo per la prima volta migliaia di persone decine di scuole e gli ospedali.
Appena pensionato, nel 2002, viene invitato dall’azienda a seguire un progetto di solidarietà internazionale «Acqua per la vita» per la missione di padre Orazio Mazzucchi a Matiri.
Nessun compenso per Anselmi, che terminato l’incaro ha continuato autonomamente. «Negli ultimi cinque anni però- spiega - ho continuato a mio carico: c'è tanto da fare, la manutenzione e le riparazioni». Ma non solo. «Da novembre a febbraio mi sono preso l'impegno di progettare, finanziare e costruire da solo un acquedotto per la scuola di Ncaini, dove non c'era nulla. E così ho fatto».
In una valutazione sul dare - avere non ci sono dubbi: «Mi sento utile così, sono loro, le persone che abitano lì e i bambini che mi hanno dato tantissimo».

ETRA, RINNOVO DELLA CERTIFICAZIONE ISO/IEC PER IL LABORATORIO. 25.000 MILA CONTROLLI ALL’ANNO

Venticinquemila indagini all'anno per garantire acqua buona e sicura e rinnovo della certificazione di qualità al laboratorio di analisi di Etra. Per il dodicesimo anno consecutivo la multiutility ha ottenuto la certificazione di qualità ISO/IEC 17025 per il rinnovo quadriennale del certificato.
«La certificazione garantisce l'esistenza di una modalità di gestione che assicura la qualità dei processi e dei dati risultanti dalle analisi. - spiega Stefano Svegliado, presidente del Consiglio di gestione di Etra - Una garanzia per gli utenti che non solo risponde alle norme cui devono sottostare i gestori di acquedotto, ma anche alle esigenze che il laboratorio sia affidabile e indipendente». Nato a supporto della gestione operativa delle attività del gruppo Etra per verificare la corrispondenza dei prodotti e dei servizi erogati agli standard di qualità previsti dalla legislazione e dalla Carta dei servizi, il laboratorio si trova a Camposampiero presso il Centro biotrattamenti. È gestito da personale di alta professionalità, in tutto 12 tecnici, ed è dotato di attrezzature all'avanguardia. Ogni anno effettua 25.000 indagini analitiche sull'acqua di rubinetto: i risultati dei principali parametri sono consultabili nel sito internet dell'azienda.
Le verifiche prendono in esame tutte le fasi del ciclo compresa l'approvvigionamento dalla falda e quella delicata della depurazione, prima di essere rimessa in rete. Etra serve 72 Comuni e gestisce 5.200 km di acquedotto. Ogni anno sono immessi in rete 60.498.637 i metri cubi di acqua e 170 litri consumati per abitante al giorno. La rete gestita da Etra comprende 1.220 impianti tra centrali idriche, depuratori, pozzi, e piattaforme di sollevamenti.
«La certificazione ottenuta dal laboratorio di analisi di Camposampiero - spiega Manuela Lanzarin, presidente del Consiglio di sorveglianza di Etra - è un altro tassello nel percorso di ricerca della qualità che quotidianamente compiamo, convinti che le certificazioni siano la conferma che il sistema aziendale funziona». Dell'acqua che esce dai rubinetti, circa l'1% viene utilizzato per bere; il 6% per cucinare; il 40% per l'igiene personale. Il resto è usato per la pulizia della casa e delle stoviglie, per il bucato, nei sanitari, per giardini.

BRASILE: SICCITÀ, S.PAOLO CHIEDE ACQUA A RIO, CHE LA NEGA

Nel pieno dell'emergenza idrica, provocata dalla siccità che ha colpito soprattutto le regioni del Centro-Sud brasiliano, il governatore dello Stato di San Paolo, Geraldo Alckmin ha chiesto aiuto al suo collega di Rio de Janeiro, Sergio Cabral, che per ora glielo ha negato.
Lo Stato di San Paolo - il più ricco del Brasile, con un Pil che da solo è maggiore di quello dell'Argentina e del Venezuela - dall'inizio dell'anno sta soffrendo le conseguenze dell' assenza di pioggia soprattutto nel livello del Cantareira, uno dei maggiori bacini idrici del mondo, arrivato ai suoi minimi storici. Di qui la proposta di ”prendere in prestito” l'acqua dal fiume Paraiba do Sul, che alimenta i rubinetti di 11 milioni di persone nel confinante Stato di Rio. I governatori dei due stati sono su due fronti politici opposti: quello dello stato di San Paolo è del Psdb (partito di opposizione al governo di Dilma Rousseff), mentre quello di Rio è esponente del Pmbd, alleato della presidente. E così Cabral ha respinto la richiesta di Alckim: una deviazione del corso d'acqua verso San Paolo provocherebbe, ha detto, un “danno gigantesco” alla popolazione di Rio.

ACQUEDOTTO DEL FIORA, TIBERI: “RESTITUZIONE QUOTA REMUNERAZIONE CORRETTA”

«Se l’Acquedotto del Fiora è, tra i gestori toscani, quello che deve restituire meno di tutti ai propri utenti, ovvero 37 centesimi, è perché è quello che meno di tutti ha fatto spendere ai propri utenti più di quanto necessario per garantire un servizio di qualità. Ne è ulteriore prova la scelta fatta dall’azienda di non ridistribuire i propri utili ai soci che non hanno mai avuto un euro di dividendo. Quelle risorse sono sempre rimaste all’interno della società e sono state utilizzate per realizzare nuove infrastrutture per migliorare la rete». Così Tiberio Tiberi e Paolo Pizzari, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Acquedotto del Fiora spa, il gestore idrico del grossetano, in una conferenza stampa nella quale hanno risposto ai Comitati per l’Acqua Bene Comune che nei giorni scorsi hanno contestato le cifre della restituzione della quota di remunerazione del capitale investito.
Secondo i comitati, il Fiora dovrebbe rimborsare 96 euro. A dicembre, invece, dai calcoli dell’’Aeeg e l’Ait, l’importo da restituire è risultato pari a 37 centesimi ad utente. «Lo scostamento tra quanto immaginavano le associazioni e i comitati, trascurando il principio universalmente adottato del full cost recovery, con quanto ha stabilito l’Ait è evidente», spiegano Tiberi e Pizzari. «Così come è comprensibile che l’esigua entità della restituzione possa esser male interpretata». Sulla differenza tra i due calcoli incide soprattutto il periodo di riferimento: per l’Aeeg (e il Consiglio di Stato) va restituita la remunerazione del luglio-dicembre 2011; per i comitati va resa anche quella del 2012 e 2013.
«Io - conclude Tiberi - sono stato un referendario convinto e partivo dal presupposto del full cost recovery. L’obiettivo vero è fare una tariffa che sia il più trasparente possibile; la battaglia per la restituzione della remunerazione del capitale investito è già di retroguardia».

MACERATA, LA CORTE DEI CONTI CONTRO I COMPENSI DELL’ATO. LA DIFESA DEI COMPONENTI

Otto componenti del Cda dell’Ato 3 Marche Centro avrebbero percepito indebitamente indennità pari a 360mila euro in 4 anni. Questo quanto accertato dalla Guardia di Finanza di Macerata che ha svolto le indagini su delega della Corte dei Conti di Ancona. I finanzieri hanno infatti svolto una ispezione contabile all'ente pubblico sia con l'acquisizione di documentazione e di delibere dell'ente.
Antonio Secchiari, presidente dell'Ato 3, anche a nome dei membri del consiglio di amministrazione, ha però voluto fare chiarezza. Secondo quanto riportato da Il resto del Carlino, «da marzo, da quando sono stati effettuati i controlli, abbiamo sospeso di nuovo il pagamento delle indennità. Ora abbiamo trasmesso le controdeduzioni alle contestazioni avanzate dalla Corte dei Conti, sicuri di aver agito sempre nel massimo rispetto delle norme. Nessuno - spiega - ha preso un euro in più di quanto previsto dalla legge. Semmai la vicenda è stata generata da norme non sempre così chiare. Un decreto del giugno 2010 in un articolo vieta genericamente di corrispondere indennità di carica e di funzione agli amministratori di Comunità Montane, Unione di Comuni o altre forme di associazioni di enti locali. In un comma, però, impone la riduzione del 10% delle stesse indennità ad una serie di enti specificamente elencati, tra i quali anche gli Ato. Da una parte sembra che non si debba alcuna indennità; dall'altra, invece, sembra che per gli Ato si debba procedere solo ad una riduzione». In conclusione, dice Secchiari, «da giugno 2010 ad ottobre 2011, proprio per l'incertezza che c'era, l'indennità è stata sospesa. Poi è stata di nuovo corrisposta, ma ridotta del 10%, dopo due precedenti riduzioni, del 20 e del 50%, già attuate negli anni precedenti».
I componenti dell’ato hanno ora inviato le loro controdeduzioni alla Corte dei Conti. «Vedremo quale sarà la risposta, ma è evidente che non c'è stata nessuna malafede. Mi piace aggiungere, a sottolineare quanto la gestione sia rigorosa, che proprio di recente abbiamo riportato all'amministrazione dell'Ato centraline per la produzione di energia elettrica presenti lungo le condotte del Nera: 900mila euro l'anno nelle casse pubbliche, che prima in forza di una convenzione, finivano ai privati».

DEPURAZIONE, INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLA CALABRIA

“Il Governo deve occuparsi in fretta dei depuratori in Calabria come nel resto del paese per salvaguardare l’ambiente ed evitare le procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea”. A dichiararlo è il parlamentare Paolo Parentela (M5S), dopo aver depositato un’interrogazione parlamentare sulla situazione degli impianti di depurazione e scarichi abusivi a mare in Calabria. “Ad oggi 90 Comuni calabresi - afferma Parentela - rischiano seriamente di essere coinvolti nelle sanzioni previste dall’UE, ma aldilà delle sanzioni pecuniarie, bisognerebbe pensare alla salute dei nostri mari e dei cittadini. La situazione disastrosa dei depuratori si aggiunge alla massiccia presenza di scarichi abusivi a mare e mette a serio repentaglio l’economia della Calabria. La politica sta distruggendo i nostri mari ed uccidendo l’ecosistema, portandosi via la speranza di chi vorrebbe vivere di pesca e turismo. È inaccettabile osservare - prosegue il parlamentare calabrese - come, durante 8 anni di commissariamento, la politica si sia dimostrata incapace di risolvere quella che è una vera e propria emergenza ambientale ed economica per l’intera regione. Ogni estate assistiamo ad un vero e proprio bollettino di guerra, fatto di impianti sequestrati ed avvisi di garanzia. È spaventoso che bagnanti e i consumatori del pesce calabrese debbano essere allontanati dalla noncuranza della politica. Bisogna salvaguardare l’ambiente marino per consentire alla Calabria un’economia che sia basata anche sulle bellezze naturalistiche delle proprie coste. Agire per salvaguardare i nostri mari e di conseguenza il turismo deve rappresentare la priorità assoluta dell’intera Calabria”.
L’interrogazione di Parentela al Ministero dell’Ambiente segue analoghe iniziative di altri parlamentari.

LODI, DA SAL OLTRE 4 MLN PER LA DEPURAZIONE

Il sistema di depurazione dei reflui fognari di Lodi verrà potenziato di un terzo, raggiungendo una capacità di trattamento equivalente ad una popolazione di 60.000 abitanti, rispetto all’attuale configurazione per 45.000 abitanti. Promosso da Sal, la società pubblica che gestisce il ciclo idrico integrato sull’intero territorio provinciale, il progetto degli interventi prevede un investimento complessivo di 4.300.000 euro.
I lavori porteranno il depuratore a disporre di portata media di 300 litri/abitante-giorno per un numero di abitanti pari a 60.000, mentre la capacità di trattamento delle acque reflue in condizioni di pioggia arriverà fino a 750 litri/abitante-giorno.
Pienamente conforme alle disposizioni di legge, il nuovo dimensionamento dell’impianto garantirà una buona capacità di adattamento alle fluttuazioni di portata e di carico.
Il progetto definitivo sarà aggiornato alla versione esecutiva dal vincitore della gara d’appalto per la realizzazione dei lavori (attualmente in corso) con scadenza al 31 marzo.
Sono inoltre previste misure di mitigazione dell’impatto visivo, degli odori e dei rumori. Sotto il profilo del risparmio energetico il progetto prevede la riduzione massima dei dislivelli tra le varie vasche, al fine di minimizzare i consumi necessari per il sollevamento dei liquami, e l’utilizzo di apparecchiature a minor consumo energetico.
“Con questo importante intervento sul depuratore, che fa seguito agli altrettanti importanti lavori avviati per l’estensione della rete fognaria - dichiara il sindaco, Simone Uggetti - il sistema di raccolta e trattamento delle acque reflue della città si potenzierà e qualificherà ulteriormente, raggiungendo capacità di smaltimento superiori sia alla popolazione attualmente residente che ai possibili sviluppi demografici a medio termine. Già ora Lodi vanta un’efficienza in questo settore che, con oltre il 95% di reflui trattati, colloca la città tra i primi capoluoghi di Provincia in Italia, e che si aggiunge alle performance altrettanto significative della rete idrica, che vanta una delle più base percentuali di perdite a livello nazionale. L’amministrazione comunale esprime quindi profonda soddisfazione per questa ennesima dimostrazione da parte di Sal di saper investire considerevoli risorse economiche e professionali nel miglioramento continuo del servizio idrico in tutto il suo ciclo integrato”.

PUBLIACQUA, PINOCCHIO TESTIMONIAL DELLA NUOVA CAMPAGNA SU RISPARMIO E QUALITA’ DELL’ACQUA

E' Pinocchio il testimonial delle campagne di sensibilizzazione 2014 di Publiacqua. Dopo Paolo Hendel, tocca al celebre burattino di legno aiutare Publiacqua a promuovere l'uso consapevole dell'acqua e la qualità di quella del rubinetto. La campagna dedicata al risparmio dell'acqua è stata promossa nel mese di luglio sugli autobus urbani ed interurbani delle quattro province dove il servizio idrico è gestito da Publiacqua. Da oggi, invece, il via alle affissioni pubbliche nei 46 Comuni del nostro territorio e soprattutto il via a spot radio e tv sulle principali emittenti delle province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo.
Nei prossimi mesi, poi, via alla campagna sulla qualità dell’acqua del pubblico acquedotto.
A presentare le campagne nel suggestivo palcoscenico dello Spazio Alfieri a Firenze, tra gli altri, Giovanni Mattioli, erede del grande maestro fiorentino Leo Mattioli alle cui tavole la campagna si ispira, Alessandro Mazzei, direttore generale dell'Autorità Idrica Toscana, Filippo Vannoni, Presidente di Publiacqua, Alessandro Carfì, amministratore delegato di Publiacqua.
A rubare la scena a tutti, però, ci ha pensato Pinocchio. Sugli schermi dell’Alfieri, infatti, sono stati proiettati in anteprima i due spot che da oggi saranno in programmazione su alcune delle maggiori tv regionali e locali. Due spot in cui domina la straordinaria sagoma del burattino disegnato da Leo Mattioli ed in cui risultano subito inconfondibili le voci degli attori Alessandro Paci, Kagliostro (al secolo Alessio Nonfanti) e Monica Bauco.
Pinocchio nel campo dei miracoli e Pinocchio nel paese dei balocchi sono i due primi vieo della campagna.

CHIETI, SOTTO INCHIESTA DEPURATORI E SCARICHI FOGNARI

La Procura di Lanciano ha ampliato l’inchiesta relativa alla gestione di 97 depuratori in funzione nelle aree di Lanciano e della Val di Sangro, aprendo un nuovo filone sull’inquinamento di falde acquifere e del suolo nella zona di Sant’Amato (CH). Il titolare della maxi inchiesta, il procuratore capo Francesco Menditto, si sta occupando sia dei risultati dei controlli sui depuratori avviati da mesi sia dell’inquinamento delle falde acquifere nella contrada di Sant’Amato: alcuni scarichi fognari sarebbero stati collegati direttamente ai pozzi o scaricati nel terreno senza passare per le fogne e i depuratori. «L’inchiesta sui depuratori e gli scarichi fognari è ancora aperta e il nuovo filone è da sviluppare - conferma Menditto che mantiene assoluto riserbo sulle indagini -. Sui depuratori posso solo dire che sono appena arrivate le schede tecniche delle consulenze che ora analizzeremo. Sull’altra inchiesta non proferisco parola».
L’inchiesta si sta svolgendo sulla documentazione prelevata dalla Sasi, gestore idrico dell’Ato chietino (92 Comuni e circa 150mila abitanti serviti).
A scoperchiare il caso sono state le analisi fatte fare da un residente sulle acque del proprio pozzo risultate contaminate sembra da streptococchi e altri batteri. Comune di Lanciano e Provincia di Chieti inizieranno a bonificare l’area ma, in attesa che la Sasi completi la fogna, i proprietari delle case devono dotarsi di pompe di sollevamento per allacciarsi alla condotta esistente o di pozzi Imof.

CARPI, SOLUZIONE SPERIMENTALE PER CONTRASTARE ARSENICO IN ACQUEDOTTO

Sarà un formulato a base di fosfato monosodico alimentare e zinco la soluzione adottata per proteggere i cittadini di Carpi (MO) dalla presenza di particelle di arsenico in soluzione riscontrate nella rete acquedottistica. La soluzione è stata studiata dal tavolo tecnico-scientifico composto da Comune, Atesir, Aimag, Hera, Iren, Sorgeacqua e Federutility; soluzione poi validata dall’Ausl, su parere dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss).
“Si tratta di un formulato - spiega Italo Melchiorre, esperto del settore e consulente di AIMAG - ampiamente testato e applicato in Italia ed in altri paesi da decenni”. L’attività di monitoraggio consentirà di verificare le variazioni sulla presenza di fibre di amianto e di registrare i miglioramenti nella rete idrica cittadina. Il monitoraggio riguarderà quattro punti fissi nella tratta dell’adduttrice presa in esame e una trentina di altri punti in città che, a rotazione, verranno campionati, con una frequenza di 14 campioni al mese. Verranno tenuti sotto controllo tutti i parametri sia chimici che microbiologici, come previsto dalle indicazioni dell’Ausl. Le analisi verranno pubblicate sul sito del Comune di Carpi, nella specifica sezione informativa.

IMPERIA, AMAT E SCUOLE PER L’ACQUA A KM 0

Acqua a km 0 nelle scuole. Ci ha pensato l’Amat di Imperia, che ha avviato un’iniziativa per la progettazione e realizzazione di un erogatore di acqua di rete presso l’Istituto tecnico Ruffini della città, con il coinvolgimento dei docenti e degli studenti, affiancati dal personale tecnico del gestore idrico Amiat.
L’iniziativa è legata al «progetto fontanelle», che vuole promuovere il consumo responsabile della risorsa idrica dell'acquedotto pubblico, salvaguardando l'ambiente, con la progettazione, l'installazione e la gestione di un moderno erogatore automatico di acqua pubblica proveniente dall'acquedotto. «L'attività - spiegano gli organizzatori - rientra in un quadro più ampio di azioni rivolte all'educazione allo sviluppo sostenibile ed è stata avviata al direttore tecnico dell'Amat, ingegner Angelo Gallea, e al dirigente scolastico del Ruffini, professor Giovanni Poggio. Sarà coordinato dalla geometra Signorella con il sostegno operativo dei tecnici dei vari reparti dell'azienda e potrà essere realizzato grazie al contributo economico stanziato dal Consiglio di amministrazione presieduto da Paolo Trucco, rappresentato in fase progettuale da Emma Faviere».
Gli studenti di Agraria, agroalimentare e agroindustria saranno affiancati dai tecnici della società prima nella fase progettuale e poi in quella esecutiva dell'impianto. L'iniziativa favorisce la riduzione dell'uso delle bottiglie di plastica, che producono rifiuti inquinanti. L'utilizzo di quest'acqua realizza un consumo «a km 0» e, oltre a valorizzare la qualità delle risorse idriche locali, evita il trasporto su gomma delle minerali imbottigliate e quindi l'immissione in atmosfera di anidride carbonica.
I ragazzi formati dai tecnici diventeranno a loro volta divulgatori dell'attività svolta dal servizio pubblico. L'Amat ha collocato da tempo un erogatore di acqua nel Parco urbano, che permette di ridurre l'utilizzo di bottiglie.

CALABRIA, CHIESTO LO STATO DI EMERGENZA E L’ACCORDO DI PROGRAMMA PER OPERE IDRAULICHE

La Giunta regionale della Calabria ha chiesto al governo la dichiarazione dello stato di emergenza per gli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico dei giorni scorsi. Su proposta dell’Assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Gentile e’ stato poi deliberato di promuovere l’Accordo di programma, finalizzato alla realizzazione di un’ingegnerizzazione delle reti idriche di distribuzione urbana ed ai lavori di manutenzione straordinaria ed infrastrutturazione delle reti funzionali al miglioramento della gestione del servizio di distribuzione idrica ed alla riduzione delle perdite nella regione per i comuni capoluogo.

CONSUMATI 580 MILIARDI DI MC/ANNO PER PRODURRE ENERGIA

Il 15% dei consumi di acqua è attribuibile alla produzione di energia e questa percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi vent'anni. Il rapporto dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) “World Energy Outlook” dipinge un quadro preoccupante destinato ad aggravarsi, secondo lo studio infatti ogni anno si consumano 580 miliardi di metri cubi d'acqua per la produzione di energia, collocando i consumi del settore subito dopo quelli dell'agricoltura. I consumi derivano soprattutto dall'estrazione dei combustibili non convenzionali (il fracking per lo shale gas tra questi), il trasporto e la trasformazione, come l'irrigazione per le colture destinate alla produzione di biocarburanti.
La relazione sottolinea come l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili, in primis l'energia solare ed eolica, possano “contribuire a un futuro energetico a basse emissioni, senza l'intensificazione della richiesta di acqua in modo significativo”, mentre le altre tecnologie a basse emissioni come il nucleare hanno un consumo di acqua più massiccio.
Le energie “rinnovabili non termiche, come l'eolico e il solare fotovoltaico, continua il rapporto, possono utilizzare piccole quantità di acqua, impiegata per la pulizia o il lavaggio dei pannelli. Oltre a ridurre l'uso dell'acqua presso il sito di produzione di energia elettrica, queste tecnologie rinnovabili hanno poco o nessun uso di acqua associato con la produzione di energia e un impatto minimo sulla qualità delle acque rispetto alle energie alternative che scaricano grandi quantità di acqua di raffreddamento riscaldata o contaminanti nell'ambiente. Gli impianti di estrazione convenzionali del gas naturale e del petrolio sono meno “idrovori” rispetto alla produzione di carbone e di gas di scisto. Quest'ultimo richiede non solo il consumo di acqua supplementare per la fratturazione idraulica, ma presenta anche forti “rischi di contaminazione delle acque provocata dalla fuoriuscita di fluidi di fratturazione, idrocarburi o acqua salina nelle falde sotterranee e il trattamento e lo smaltimento delle acque reflue”.
Tra gli altri Paesi presi in esame, il rapporto rimarca come in “India e negli Stati Uniti sia diminuita l'acqua impiegata per la produzione di combustibili tradizionali a discapito di consumi più massicci per l'estrazione di combustibili non convenzionali”. Il rapporto si sofferma anche sulla situazione cinese e sul Canada. In Cina il trend dei consumi sarà crescente con uno sfruttamento sempre maggiore delle risorse idriche sotterranee, stante il livello di inquinamento di quelle superficiali. Lo studio rimarca come il governo cinese si stia impegnando in una politica di riduzione dei consumi che dovrebbe andare a regime entro il 2050. In Canada, dove l'acqua non manca, la minaccia viene dall'estrazione del petrolio e del gas dalle sabbie bituminose con tecniche che impiegano forti quantità d'acqua. Il rapporto si conclude avvertendo che in futuro la necessaria riduzione dei prelievi idrici renderà il settore energetico sempre più vulnerabile, e richiederà quindi lo sviluppo di “una migliore tecnologia” e una migliore integrazione delle politiche energetiche e idriche.

A2a replica sulla presenza del cromo nell’acqua “I nostri controlli hanno dato esito negativo”

“Possiamo assicurare che tutte le 26 analisi effettuate nell’ultimo anno nei punti rete di controllo prossimi alle due abitazioni hanno dato valori di cromo esavalente nettamente inferiori a quelli rilevati privatamente sui campioni di acqua prelevati nelle due abitazioni”. Risponde così A2A, gestore dell’acquedotto di Brescia, a quelle famiglie che nei giorni scorsi hanno fatto analizzare l’acqua dei loro rubinetti a laboratori chimici privati, riscontrando valori di cromo molto più alti dei campionamenti dell’Asl.
Una famiglia di via Gallucci il 17 gennaio ha infatti prelevato un campione d’acqua dal rubinetto della cucina portandolo ad un laboratorio di Valpolicella (Vr) dove i chimici hanno riscontrato 26,6 microgrammi per litro di cromo esavalente. Dato che contrastava con gli 11 microgrammi trovati dall’Asl tre mesi prima nella vicina fontanella pubblica di via Lama. Caso simile per un’altra famiglia residente in via Fratelli Lechi, che il 4 febbraio fa analizzare l’acqua del rubinetto di casa e scopre 11,6 microgrammi di cromo esavalente, mentre venti giorni prima l’Asl nella vicina fontanella di Porta Venezia aveva riscontrato meno di 5 microgrammi al litro.
Interpellata dal Corriere, la Asl sceglie di non replicare alla denuncia di un gruppo di mamme e quindi non spiega il perché delle differenze tra analisi pubbliche e private. Lo fa invece la multiutility cittadina A2a.
“L’Asl - fanno sapere - non è la sola ad effettuare mensilmente analisi della potabilità dell’acqua in 48 punti.” Analisi chimiche e biologiche vengono fatte anche da A2A in un laboratorio chimico esterno in possesso dell’accreditamento per l’analisi dell’acqua potabile rilasciato “da Accredia, unico ente nazionale di accreditamento designato dal Governo”. E la multiutility ricorda come i valori di cromo riscontrati in tutta la città siano in linea con quelli dell’Asl: “variano al massimo di 2 o 3 punti. Mai abbiamo trovato valori doppi rispetto al nostri campioni”. Dal quartier generale di A2a arrivano poi una serie di dati per confutare i due casi sollevati dalle mamme anti-cromo: “Nell’ultimo anno in via Lama i valori di cromo variano da un massimo di 14 ug/l ad un minimo di 7,8µug/l, in ogni caso ben lontani dai 26,6 ug riferiti all’acqua prelevata nell’abitazione. In via Benacense (punto di controllo vicino all’abitazione di via Lechi) il cromo varia da un massimo di 11,8 ug/l ad un minimo inferiore al limite di rilevabilità”.
Nonostante gli sforzi di A2A, quella del cromo e dei solventi clorurati resta comunque un’emergenza reale per la città, come sottolineato anche dal Ministero in un recente convegno sul sito Caffaro.
Il caso Brescia era sul tavolo del dimissionario ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Dopo l’interrogazione presentata ad ottobre dal deputato pentastellato Giorgio Girgis Sorial, nei giorni scorsi è stato Alfredo Bazoli (Pd) a sottoscrivere un’interrogazione scritta molto puntuale. Ricorda la cancerogenicità del cromo esavalente e come la California nel 2013 abbia adottato un limite di 10 microgrammi al litro, mentre quello in vigore in Europa (50 microgrammi per il cromo totale) risale ormai al 1958. “Il ministro - commenta Bazoli - deve dirci se non ritiene opportuno farsi promotore di un percorso per la rivisitazione di questi limiti che sono davvero irrazionali”.

AMG ENERGIA, I DIPENDENTI ACQUISTANO ACQUA PER I MIGRANTI SBARCATI A PALERMO

I dipendenti di Amg Energia Spa in aiuto dei 235 migranti soccorsi nel canale di Sicilia e sbarcati al porto di Palermo. I lavoratori della societa' - attiva nei servizi di distribuzione gas ed energia elettrica, partecipata dal Comune - si sono mobilitati per l’acquisto di diverse confezioni di acqua che sono state consegnate alla task force allestita per accogliere e prestare la prima assistenza ai migranti. In rappresentanza della societa' al porto era presente il direttore generale,
Dario Allegra. "Ringrazio i dipendenti di Amg per la loro sensibilita' - ha detto il presidente di Amg Energia, Daniela Faconti -. Come sempre, la nostra citta' fa sentire in maniera forte la sua solidarieta' e il suo sostegno a quanti hanno bisogno".

AGRIGENTI, GIRGENTI ACQUE CHIUDE LE CONDOTTE SOTTOMARINE DEI REFLUI. CONCORSO A PREMI CONTRO GLI ALLACCI ABUSIVI

E’ entrato in funzione il nuovo sistema di depurazione che renderà finalmente il mare di San Leone (AG) pienamente balneabile. Sono stati infatti completati i lavori che permettono ai reflui del litorale agrigentino di confluire nell’impianto di contrada Sant’Anna. Girgenti acque ha deciso di procedere all'operazione e chiudere le condotte sottomarine e le relative centraline di sollevamento. Lo scorso anno, gli accertamenti svolti dall'Arpa, dall'Asp, dalla Guardia costiera e dai carabinieri avrebbero rivelato che "la rete fognaria a servizio della zona Sud-Est di Agrigento immette reflui in mare tramite le condotte, i cosiddetti 'pennelli a mare', in assenza di autorizzazione allo scarico, essendo scaduto e mai rinnovato il titolo originario".
Girgenti Acque sostiene che l'inquinamento del mare non si fermerà del tutto, almeno fino a quando non verranno scoperte tutte le cause, che potrebbero anche essere ricercate negli scarichi abusivi delle abitazioni nella frazione balneare.
Il gestore idrico, intanto, ha avviato una nuova campagna contro gli allacci abusivi. «Cerca e trova l'abusivo» è una sorta di concorso a «premi» rivolto ai dipendenti e ai collaboratori che lavorano negli uffici e nelle sedi sia di Agrigento che dei diversi Comuni della provincia.
La società ha messo in palio un montepremi di cinquemila euro da ripartire tra i primi cinque dipendenti classificati e cioè tra coloro che da qui alla fine di luglio avranno trovato, segnalato e denunciato il maggior numero di utenze abusive.
«Il primo classificato - si legge nell'avviso aziendale - si aggiudicherà un premio di duemila euro, il secondo 1.200 euro, il terzo 800 euro, il quarto 600 euro e il quinto 400 euro. A tutti gli operatori che entro il 31 luglio 2014 avranno individuato un numero di utenze non inferiore a 20, sarà comunque corrisposto un premio pari a cento euro, mentre chi avrà individuato oltre cento utenze abusive riceveranno un ulteriore premio pari a mille euro».

ACA PESCARA, 17,5 MLN (FONDI FAS) PER LA DEPURAZIONE

Al via nel pescarese interventi dell'Aca (Azienda consortile acquedottistica, 62 Comuni per 450mila abitanti serviti) per 17 milioni e mezzo di euro che riguardano la depurazione. Lo rende noto il sito di informazione Abruzzo24.
"Sono cinque - spiega il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa - i macroprogetti che si andranno a realizzare nel pescarese, con interventi per 17 milioni e mezzo di euro che riguarderanno la depurazione (si tratta di fondi Fas) e che sono ritenuti urgenti. La gara - aggiunge Testa - partirà entro l'anno, con tutte le conseguenze positive sul territorio che comportano opere di questa entità".

MOLISE, DALLA REGIONE PIANO DA 43 MLN PER PERDITE E RETE E DEPURAZIONE

"L'obiettivo è di ridurre in Regione la dispersione idrica, che oggi sfiora il 70%, fino al 20%". Il presidente della regione Molise Paolo Frattura ha presentato così il Piano per arginare le perdite idriche, riqualificare gli impianti di fognatura e depurazione, varato nei giorni scorsi dalla Giunta, per un importo complessivo di poco superiore ai 43 milioni di euro.
Di questi, 26 milioni e 800mila destinati alle reti idriche comunali e 16 milioni e 494 mila destinati invece al sistema fognario e depurativo.

SICILIA, CROCETTA: “SERVE RIFORMA PER GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA”

“In Sicilia serve una riforma vera per l'acqua, che introduca la gestione diretta pubblica. Ringrazio il
Prefetto che mi ha aiutato a risolvere la situazione critica nella provincia di Palermo”.
Lo ha detto il Governatore della Regione siciliana, Rosario Crocetta, durante la presentazione del nuovo
servizio online “Esenzione con un click” presso la sede dell'Asp di Palermo.

AREZZO, NUOVE ACQUE COMPLETA IL PROCESSO DI RIMBORSO PER CANONE DEPURAZIONE

Nuove Acque, gestore idrico dell’aretino e del senese, ha avviato le procedure conclusive di rimborso per il canone di depurazione, come già avvenuto per molti altri gestori italiani. Grazie alle indicazioni dell'Autorità Idrica Toscana - che ha deliberato la quantificazione totale anche per quei clienti a cui si applicano modalità di rettifica previste dalla legge - Nuove Acque può ora chiudere il processo di rimborso.
"Nuove Acque completerà nelle scadenze previste dalla normativa il rimborso: la società attendeva la delibera dell'organo competente per l'ultimo gruppo di clienti - precisano da Nuove Acque - in questo caso, appunto, è l'AIT, mentre nel recente passato alcune AATO avevano già determinato il dovuto importo sia per i gestori che per alcuni Comuni. Questo importo corrisponde all'ultima tranche del rimborso" puntualizzano da Nuove Acque, specificando che le modalità approvate confermano i criteri che sono già stati applicati ai clienti già rimborsati negli anni precedenti.
L’importo dei rimborsi ammonta a circa 2mln per 18.912 utenze, per il periodo compreso tra il 2003 al 2008.

ROMAGNA ACQUE FIRMA CON MINAMBIENTE LA RIDUZIONE DI CO2

Il presidente di Romagna Acque-Società delle Fonti Spa, Tonino Bernabè, ha firmato nei giorni scorsi a Roma un accordo volontario con il Ministero dell’Ambiente. Tema dell’accordo è la promozione di progetti comuni finalizzati all’analisi della sostenibilità ambientale, alla riduzione ed alla neutralizzazione dell’impatto sul clima delle società di gestione delle acque potabili per applicazioni civili e industriali. Romagna Acque è la prima azienda pubblica in Italia a firmare l’accordo.
In particolare, Romagna Acque si impegna a contabilizzare le emissioni di anidride carbonica prodotte in atmosfera nel corso della gestione e della distribuzione della risorsa idrica, nell’ottica di una loro successiva diminuzione e neutralizzazione attraverso i meccanismi del Protocollo di Kyoto. L’azienda si impegnerà nello specifico a definire un sistema di gestione delle emissioni volto alla riduzione della cosiddetta “impronta di carbonio”, o carbon footprint (una misura che esprime il totale di anidride carbonica equivalente al totale di emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto o ad un servizio), misura che già molte imprese hanno adottato come strumento di identificazione del proprio impegno per la protezione dell’ambiente e del clima in particolare; e che è percepita dai consumatori come un indice di qualità e di sostenibilità delle imprese e dei prodotti stessi.
Per parte sua il Ministero, attraverso il Programma Nazionale per la Valutazione dell’Impronta Ambientale, fornirà la propria collaborazione istituzionale, anche attraverso un riconoscimento dell’intero processo di valutazione della “carbon footprint” attuato, della relativa metodologia di calcolo applicata e dei relativi esiti conseguiti.
L’accordo avrà durata annuale, e prevede uno specifico programma di lavoro, che definisce le tempistiche di realizzazione dell’attività.
”Siamo molto soddisfatti per la firma di questo accordo - commenta il presidente di Romagna Acque, Tonino Bernabè -: è un motivo di orgoglio essere la prima azienda pubblica italiana a sottoscriverlo, a conferma del costante impegno della società nel campo della sostenibilità ambientale, e della volontà di mettere in atto ogni possibile misura atta a migliorare le condizioni ambientali della società stessa e del territorio in cui opera”.

REGIONE: USO DEFLUSSO MINIMO VITALE A FINI IDROELETTRICI APERTO A TUTTI

Sarà esteso a tutti, oltre che ai concessionari, lo sfruttamento idroelettrico del deflusso minimo vitale (DMV) dei corsi d'acqua. Le nuove concessioni saranno autorizzate nel rispetto del principio della libera concorrenza e dovranno garantire la continuità del corso d'acqua, salvaguardando l'ambiente fluviale. Lo prevede l'articolo 14 del progetto di legge 137 che adegua la normativa regionale ad alcune direttive europee, nonché alla legislazione statale che disciplina i rapporti tra le Regioni e l'Unione europea su alcuni aspetti ambientali. La decisione, di particolare rilievo per le zone di montagna, è stata presa dalla Commissione consiliare Ambiente, presieduta a Luca Marsico (FI), che ha espresso a maggioranza parere favorevole al progetto di legge, che sarà ora esaminato in sede referente dalla Commissione consiliare Programmazione e bilancio. Astenuti il gruppo PD e M5S, non condividendo appieno alcuni aspetti delle modifiche normativi. Nello specifico, la novità riguarda il comma 5 dell'art.14. Sono state recepite alcune osservazioni dell'Ufficio legislativo del Consiglio e un emendamento illustrato da Lara Magoni, della Lista Maroni. Il nuovo testo prevede, in particolare, che la durata della nuova concessione per lo sfruttamento del DMV sia legata alla durata della concessione principale. In precedenza la Commissione aveva sentito in audizione i rappresentanti di ENEL Energia, che avevano rimarcato forti criticità sulle nuove disposizioni. Sempre in tema di programmazione europea, la Commissione ha votato a maggioranza una risoluzione (illustrata da Roberto Anelli, Lega Nord) sul Documento che riguarda il Programma di lavoro della Commissione Europea - Anno 2014. In particolare, la Commissione sul tema dell'ambiente e dell'energia sollecita la nascita del “Fondo ESCO” per supportare gli investimenti degli enti locali per l'efficentamanento energetico e la riqualificazione del patrimonio edilizio. Un maggior impegno viene richiesto sul fronte della bonifica dei siti inquinati e per l'eliminazione dell'amianto, la messa in sicurezza dei territori, intervenendo sul dissesto idrogeologico e sul contenimento del consumo di suolo. In tema di rifiuti speciali pericolosi si prevede una revisione della normativa inerente la localizzazione, anche attraverso l'utilizzo della Valutazione di impatto sanitario (VIS). Risorse dedicate vengono richieste per la qualità dell'aria, riconoscendo le specificità geomorfologiche della Pianura padana.

SEZZE (LT), ACQUALATINA ASSORBE A TEMPO DETERMINATO I LAVORATORI DELLA DONDI

Nei giorni scorsi, presso la sede di Acqulatina si è svolto l’incontro al tra il presidente della società Raimondo Besson, il responsabile del personale Stefano De Giovanni, il sindaco di Sezze Andrea Campoli e il segretario generale della Femca Cisl di Latina Roberto Cecere, per affrontare il problema relativo a quei lavoratori della Dondi che, fino a pochi giorni fa, hanno operato a Sezze per conto della società di Rovigo. L’accordo firmato a fine riunione prevede che queste persone siano assunte a tempo determinato in Acqualatina, in attesa che il Consiglio di Stato dica la parola definitiva sulla gestione Dondi nel comune di Sezze. Anche per i letturisti è prevista una soluzione lavorativa. Ne dà notizia il quotidiano online Latinatoday.
“A chiedere l’incontro - spiega la stessa sigla sindacale - era stata la Femca Cisl di Latina dopo che il pronunciamento del Tar di Latina aveva, nei fatti, estromesso la Dondi dal servizio idrico integrato del comune setino e permesso al sindaco Campoli di prendere immediatamente in carico l’acquedotto comunale. Questo aveva consentito di stipulare con Acqualatina un accordo con il quale alla società venivano dati in carico i beni, gli impianti e tutte le attrezzature legate al servizio idrico integrato precedentemente gestiti dalla Costruzioni Dondi".

NUORO, DOPO L’ALLUVIONE CONTINUA L’EMERGENZA PER I DEPURATORI

Dopo l’alluvione dello scorso novembre, il nuorese fa ancora i conti con i danni. Ambientali in questo caso, con depuratori messi fuori uso e ripristinati con interventi per fronteggiare l’urgenza. «La bomba ecologica è innescata», è stato l’allarme lanciato dal presidente della Provincia Roberto Deriu, a conclusione del tavolo che si è riunito nei giorni scorsi per discutere delle problematiche ambientali ed esaminare la situazione del servizio idrico e della viabilità.
Al tavolo hanno partecipato i sindaci dei Comuni danneggiati, il Prefetto di Nuoro, i rappresentanti di Abbanoa e dell’Anas e il Genio civile, in rappresentanza dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici. «Il sistema di depurazione colpito dall’alluvione è stato ripristinato in modo emergenziale e non è in grado, in questo momento, di sopportare sovraccarichi. L’arrivo della prossima stagione estiva pone un problema serio e fa emergere una nuova criticità di tipo ambientale. Su questo fronte l’attenzione della Provincia e dei sindaci dei comuni interessati sarà massima», ha detto Deriu, al termine dell’intervento dei rappresentanti di Abbanoa, i quali hanno illustrato le operazioni di ripristino attuate. «Interventi al limite», hanno detto. Sistemazioni tampone, ai quali dovranno però seguire lavori molto più importanti.
«Eseguita la messa in sicurezza idraulica e la chiusura di argini nell’emergenza, ora dovrà essere rivolta la massima attenzione alle opere di difesa», ha spiegato Salvatore Spanu, del Genio civile.

RAPPORTO LEGAMBIENTE SU MARI E LAGHI: BOOM DEI REATI NELLA DEPURAZIONE

Tra mare e costa, nel 2013 forze dell’ordine e capitanerie di porto hanno accertato quasi 40 infrazioni al giorno, per l’esattezza 14.504. La pesca di frodo rappresenta il 42% di questa illegalità ma più del 22% dei reati (3.264) riguarda, invece, lo scarico abusivo in mare per colpa di cattiva depurazione e scarichi fognari e per lo sversamento di idrocarburi. Quasi il 19% (2.742 reati) è stato registrato nel campo della violazione del codice della navigazione e il 16,6% nel ciclo del cemento, con ben 2.412 reati messi a verbale. Questi alcuni dei dati contenuti nel dossier di Legambiente Mare Monstrum 2014 che confermano come l’aumento del numero di reati sia stato costante negli ultimi 4 anni. Rispetto al 2012 si registra un incremento complessivo del 7,3%, mentre l’aumento più significativo di reati si è riscontrato nel settore della depurazione con un’impennata del 26%. Da questo punto di vista occorre sottolineare ancora una volta i problemi strutturali del sistema di depurazione in Italia, che copre solo il 78,5% della popolazione. Un dato decisamente troppo basso rispetto agli obiettivi europei, che, dopo due sentenze di condanna già pervenute, ci è valso nel 2014 l’apertura della terza procedura d’infrazione per il mancato rispetto della direttiva europea del 1991 sul trattamento delle acque reflue urbane.
Per questo, la Goletta Verde di Legambiente sta effettuando un monitoraggio di 200 punti critici legati a problemi di depurazione. La storica imbarcazione, con il laboratorio mobile che la accompagna via terra, ha in programma 32 tappe lungo la costa (in questo momento sta risalendo l’Adriatico tra il Molise e l’Abruzzo) svolgendo le analisi previste dalla legge sui campioni d’acqua prelevati e fornendo i risultati in tempo reale, ma si occuperà anche di consumo di suolo costiero e di trivellazioni offshore. Il giro si concluderà il 14 agosto in Friuli Venezia Giulia.
Il monitoraggio non esclude neppure i laghi sotto pressione a causa di numerosi fenomeni di abusivismo e illegalità di vario genere. Per questo è stata avviata la campagna di Legambiente Goletta dei laghi, partita il 25 giugno scorso dal Lago d’Iseo, che si concluderà il 31 luglio sul Pertusillo. Attraverso un attento monitoraggio scientifico, anche in questo caso l’obiettivo del viaggio è quello di informare e sensibilizzare i cittadini sui rischi legati agli scarichi inquinanti e sull’importanza di proteggere la biodiversità e l’equilibrio degli ecosistemi dalle aggressioni dell’abusivismo e dell’incuria. Molti laghi italiani infatti sono minacciati da inquinamento, cattiva depurazione, captazioni eccessive, consumo di suolo e sovrasfruttamento.

TORRI IDRICHE “RICICLATE” IN ALBERGHI E CASE DI LUSSO

La voglia di casa e l'ingegno umano permettono di rendere abitabile davvero qualunque cosa. La nuova tendenza del “riciclo” è convertire ad abitazione le vecchie torri idriche, dei cilindri di cemento utilizzati come depositi d'acqua . "Dal Belgio a New York, alzando gli occhi si possono trovare torri idriche dismesse riconvertite da architetti e designer di talento in abitazioni moderne e uniche" riporta In a Bottle, sito dedicato all'acqua e ai temi ambientali. "Invece che essere abbattute - si legge sulla pagina web - queste imponenti torri di cemento sono trasformate in case sbalorditive, ridisegnando il territorio circostante. Le soluzioni di design assolutamente originali e irripetibili rendono questi edifici dei piccoli gioielli".
Ad Anversa, in Belgio, spiccano in una foresta gli appartamenti Woning Moereels, realizzati dallo studio Crepain Binst Architecture. A Steenokkerzeel si trova invece lo Chateau d&rsquoEau, una torre di trenta metri costruita alla fine degli anni Trenta e utilizzata fino ai tardi anni Novanta, ora ristrutturata con stile minimal e moderno. Ci sono poi gli esempi dell'Olanda, dove una torre idrica degli anni Trenta è stata riconvertita in un'abitazione su nove piani, o della Danimarca, dove lo studio Dorte Mandrup ha trasformato la torre idrica di Jægersborg in un complesso di appartamenti destinati agli studenti. A Essen, in Germania, spicca tra gli alberi la Umbau Wasserturm, edificio multiuso di otto piani che ospita sia uffici che appartamenti. Presso Joachimsthal, parco naturale fuori Berlino, sorge invece Biorama, torre idrica arredata con uno stile moderno e lussuoso. Non potevano mancare esempi anche in Inghilterra: nella campagna del Cheshire la Lymm Water Tower House "ospita un’abitazione lussuosa e ultra moderna entro una torre vecchia di 130 anni". Nel Suffolk, invece, una struttura è stata adattata a bed and breakfast. A New York, infine, un vecchio deposito di acqua arrugginito di New York è stato trasformato in una Tank House, "un nido dai pavimenti in legno e realizzato con materiali naturali, pensato per essere un rifugio in cui trovare pace e relax dove ritirarsi per leggere un libro, ascoltare un nuovo disco o semplicemente trovare un momento di pace".

PESCARA, OK DAL TRIBUNALE AL CONCORDATO PREVENTIVO PER ACA

Il tribunale di Pescara ha ammesso al concordato preventivo l’Aca, il gestore idrico dei circa 60 Comuni pescaresi. Per i giudici, infatti, Aca - nonostante sia partecipata da soli soggetti pubblici - è da ritenersi «un soggetto di diritto privato» e quindi assoggettabile alla legge fallimentare. «Va valorizzata - si legge nel provvedimento - quella giurisprudenza civile e amministrativa per la quale la natura del rapporto funzionale con l’ente proprietario non si riflette sulla disciplina applicabile all’organizzazione societaria che rimane quella ordinaria prevista dal codice civile. Le società di capitali con partecipazione pubblica non mutano la loro natura di soggetto di diritto privato solo perché lo Stato o gli enti pubblici ne posseggano le azioni, in tutto o in parte, non assumendo rilievo alcuno, per le vicende della medesima, la persona dell’azionista, dato che tale società - quale persona giuridica privata - opera nell’esercizio della propria autonomia negoziale, senza alcun collegamento con l’ente pubblico».
Entro il prossimo 10 maggio, data della prossima udienza, Aca dovrà presentare il piano di ristrutturazione. Il tribunale ha inoltre nominato Guglielmo Lancasteri commissario giudiziale. Su Aca pesano circa 100 milioni di debiti.
L’opzione del concordato preventivo è stata avanzata dall’amministratore unico Vincenzo Di Baldassarre, nominato a fine novembre dai soci pubblici, perché consentirebbe - nel caso di accoglimento da parte del Tribunale - di continuare a gestire il servizio idrico integrato con una cristallizzazione del debito alla data di presentazione della domanda salvaguardando i livelli occupazionali.
Contrari a questa scelta i sindacati secondo i quali si tratterebbe di una opzione di «una gravità inaudita», che rischierebbe di compromettere irrimediabilmente il futuro della spa pubblica.

APPALTATI IN SARDEGNA LAVORI PER DEPURATORI E FOGNATURE PER 20 MLN DI EURO

Venti milioni di euro per depuratori e reti fognarie. In questi giorni Abbanoa, il gestore unico del servizio idrico integrato dell'autorità d'ambito della Sardegna, ha aggiudicato nove maxi-appalti per interventi su depuratori e collettori fognari in zone a rischio ambientale. Gli impianti esistenti, ormai vecchi e inadeguati al reale carico di lavoro, erano
stati acquisiti dal Gestore unico, che ha provveduto alla progettazione degli interventi di rinnovamento e potenziamento.
I lavori riguarderanno diverse zone della Sardegna e sono tutti appalti integrati che prevedono, oltre all'esecuzione dei lavori, anche la progettazione esecutiva degli interventi. Complessivamente l'investimento è di oltre 17 milioni di euro più iva, pari a circa venti milioni di euro. A questi appalti si aggiungeranno a breve le aggiudicazioni per altri due grossi interventi in fase di gara per 14 milioni.
Gli interventi sono finanziati con le risorse Cipe del ''Fondo per lo sviluppo e coesione - programmazione regionale e assegnazione di risorse per interventi di rilevanza strategica regionale nel Mezzogiorno nei settori ambientali della depurazione delle acque.

REGIONE PUGLIA, PRONTI 14,5 MILIONI PER ADEGUARE CINQUE DEPURATORI

Si sono chiuse le conferenze di servizi decisorie relative alle valutazioni ambientali che riguardano ben cinque impianti di depurazione di altrettanti comuni della nostra Regione; il via libera sul piano ambientale a questi impianti permetterà di utilizzare ben 14,5 milioni di euro finanziati con deliberazione Cipe su proposta della Regione Puglia”. Lo riferisce l'assessore alla Qualità dell' Ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro. Si tratta di procedure di adeguamento di impianti esistenti
nei comuni di Barletta (investimento 3,7 milioni di euro), Laterza (3,7 milioni), Crispiano (2,6 milioni), Castellaneta (2,7 milioni), in provincia di Taranto, e Santeramo in Colle (2,1 milioni), in provincia di Bari, che
mirano ad aumentare la portata cercando di risolvere criticità nella fase di gestione che si sono evidenziate nel tempo creando disagi ai cittadini del territorio.
“Stando al cronoprogramma fissato dal Cipe stesso i lavori - prosegue Nicastro - dovranno essere appaltati entro il 30 giugno prossimo al fine di spendere le risorse individuate. Il via libera agli interventi sul piano ambientale permetterà ai soggetti procedenti di avviare l'iter per aprire i cantieri e, quindi, porre
rimedio ai problemi verificatisi. Si tratta di una grossa opportunità - conclude l' assessore - che la Puglia coglie rispondendo alle istanze accorate dei sindaci di quelle località”.

VICENZA, IL TAR ANNULLA LA GESTIONE ACQUEDOTTISTICA IN HOUSE

Etra, multiutility vicentina, e Ato Brenta hanno vinto davanti al Tar regionale perché la gestione del servizio acquedottistico nel comune di Nove non poteva essere affidata alla Noveimpianti srl. Secondo i giudici, quindi, va annullata la delibera di marzo 2013 dell'affidamento in house, per trent'anni dell'acqua novese. La magistratura amministrativa ha emesso due sentenze, in quanto la multiutility Etra e l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale hanno presentato ricorsi distinti: entrambi contro la delibera 14 del 7 marzo scorso con cui il consiglio comunale novese ha affidato fino al 2043 il «servizio di captazione, adduzione e distribuzione dell'acqua» alla Noveimpianti. La società è a capitale comunale, ed è presieduta da Roberto Fazioli, ex guida della multiutility Aim Vicenza.
Secondo l'Ato, il Comune non aveva il diritto di affidare la gestione dell'acquedotto, in quanto il servizio non può essere diviso dalla gestione della fognatura e della depurazione delle acque reflue.

ACQUA BUONA E GRATUITA DAI FONTANELLI DI ACQUE SPA NEL 2013 - RISPARMI PER 5,7 MILIONI DI EURO

Un mare di acqua buona e gratuita. Sono stati 25.926 metri cubi, praticamente 26 milioni, i litri d'acqua ad alta qualità che i 37 fontanelli di Acque SpA, il gestore idrico del Basso Valdarno, hanno erogato gratuitamente nel 2013. Il risparmio economico per i cittadini in evitato esborso per l’acquisto di acqua minerale in bottiglia - dal costo medio di 0,22 euro - è stato di 5,7 milioni di euro. Questi i dati essenziali presentati da Giuseppe Sardu e Emanuela Cartoni, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Acque SpA, da Mario Chiarugi, direttore Esercizio Gestione Operativa, e Roberto Cecchini, direttore Investimenti, nel corso di una conferenza stampa sui risultati del progetto Acqua ad Alta Qualità nel 2013 e nei primi cinque anni di attività.
Rispetto al 2012 si è registrato un aumento del 16% dell'acqua erogata (che nello scorso anno fu pari a 21.684 metri cubi), in larga parte dovuta all'apertura di 9 nuovi impianti, ai quali andranno aggiunti gli altri due inaugurati nel gennaio 2014 e quelli in programma per i prossimi mesi. L'erogazione media giornaliera di acqua ad alta qualità nel Basso Valdarno è stata di oltre 71 metri cubi e si stima siano stati quasi 8.000 al giorno i cittadini se ne sono approvvigionati. I fontanelli più “usati” continuano ad essere quelli dell'Empolese Valdelsa: Castelfiorentino (2.245 mc), Fucecchio (2.120) e Certaldo (2.064); i primi in provincia di Pisa, San Giuliano Terme (1.670), San Romano (1.238) e Molino d'Egola (1.182).
Il ''risparmio'' ambientale ha numeri davvero impressionanti: l'equivalente di 17,3 milioni di bottiglie di plastica da 1,5 litri. Se si pensa che, per realizzare 30 bottiglie di plastica, è necessario 1 kg di pet (per il quale si impiega 2 kg di petrolio), nel 2013 nel Basso Valdarno si sono risparmiate 576 tonnellate di
Plastica, equivalenti a 1152 tonnellate di petrolio e svariate altre tonnellate di idrocarburi, ossidi di zolfo e azoto, monossido di carbonio e anidride carbonica, prodotti nel processo di produzione e trasporto dell'acqua minerale.
A distanza di 5 anni dalla piena attuazione del progetto Acqua ad Alta Qualità (i primi due realizzati nel 2008 avevano ancora carattere sperimentale) è stato calcolato che siano stati circa 18,5 milioni di euro i risparmi conseguiti dalle famiglie grazie alla “buona pratica” dei fontanelli, a fronte di un investimento per
circa 1,6 milioni di euro.

GERMANIA, NEL 2014 TORNANO LE FONTANELLE PUBBLICHE DI ACQUA POTABILE

L'anno appena iniziato potrebbe diventare “l'anno delle fontanelle pubbliche di acqua potabile”. Lo scrive la Sueddeutsche Zeitung, che constata l'accoglimento da parte di un crescente numero di Comuni tedeschi della raccomandazione emessa nel settembre del 2013 dal Bundestag sull'estensione a livello nazionale delle fontanlle pubbliche. A confermare la tendenza è Gerd Landsberg, presidente dell'Associazione dei Comuni tedeschi, il quale sottolinea che “da alcuni anni ognuno va in giro portandosi dietro una bottiglia d'acqua. Questo nuovo comportamento deve trovare riscontro a livello cittadino”, poiché l'acqua potabile fornita dalle aziende comunali è “l'alimento meglio controllato della Germania”. "Vogliamo che le forniture d'acqua restino nelle mani dei Comuni", spiega Landsberg, sottolineando che “le fontanelle sono un'importante conferma di questo fatto”. A Monaco di Baviera sono 77 le storiche fontanelle cittadine che fanno sgorgare acqua potabile, mentre 20 sono in funzione a Berlino da aprile a ottobre, facendo scorrere ininterrottamente due metri cubi di acqua al giorno. I costi di mantenimento delle fontanelle sono di fatto non essenziali, in quanto ammortizzano quelli inevitabili di ripulitura periodica delle condutture.
Con questa iniziativa i Comuni tedeschi stanno prendendo esempio dall'Olanda, dove dal 2012 sono state installate quasi ovunque centinaia di fontanelle pubbliche di acqua potabile a forma di rubinetto gigante, con l'obiettivo di incoraggiare la popolazione a bere, riducendo in tal modo il sovrappeso corporeo e alleggerendo così i costi per la sanità pubblica.

GIOIOSA MAREA: SEQUESTRATI 2 DEPURATORI, NOTIFICATI 6 AVVISI GARANZIA

Sei avvisi di garanzia sono stati notificati ad amministratori ed ex amministratori, dirigenti comunali e a due imprese coinvolte nella gestione dei depuratori nel comune di Gioiosa Marea, oltre a porre sotto sequestro preventivo i due impianti di depurazione dei reflui urbani di Zappardino e San Giorgio di Gioiosa Marea.
Le indagini hanno permesso di scoprire che l'impianto di depurazione di San Giorgio di Gioiosa, sebbene realizzato vent'anni fa, non è mai entrato in funzione. Il provvedimento cautelare è scattato a seguito delle risultanze investigative dei Commissariati di Capo d'Orlando e Patti e della Capitaneria, che già nel 2013 avevano portato al sequestro di oltre 40 metri cubi di fanghi da depurazione lasciati in deposito incontrollato presso l'impianto di depurazione. Sono tredici i capi d'imputazione contestati: dall'imbrattamento di acque marine all'omissione in atti d'ufficio per la procedura di autorizzazione allo scarico, fino allo scarico di reflui con parametri batteriologici superiori fino a 1100 volte superiori ai limiti previsti. Contestato anche lo stoccaggio illecito di rifiuti speciali non pericolosi senza la prescritta autorizzazione per i fanghi da depurazione non smaltiti e depositati dentro l'impianto di depurazione di Zappardino di Gioiosa Marea.
Individuata anche un'attività illecita di smaltimento di rifiuti liquidi provenienti dalla pulizia della rete fognaria, rifiuti che venivano scaricati senza la prescritta comunicazione presso l'impianto di Zappardino, utilizzato di fatto come un impianto per lo smaltimento dei rifiuti liquidi, qualifica che necessita di una specifica autorizzazione.

METODO TARIFFARIO: RICORSO AL TAR DI ALCUNI GESTORI

Acea Ato 2, Publiacqua, Acquedotto Pugliese e un'altra decina di operatori dell'acqua hanno presentato ricorso al Tar della Lombardia contro la delibera dell'Autorità per l'energia e il sistema idrico 643/2013/R/idr che ha definito il nuovo metodo tariffario. Lo si legge su Staffetta Acqua, che sta seguendo con molta attenzione le evoluzioni applicative del lavoro dell’AEEGSI. Le impugnazioni, formalizzate tra il 7 e il 10 marzo, sono finora 13. Tra i ricorrenti figurano anche Acqua Latina, Cap Holding, GORI, Acquedotto del Fiora, Sacap, Umbria Acque, Milanoduepur, Acqua Campania, Siciliacque e Prealpi Servizi.


AEEGSI: SEMPLIFICAZIONE DELLA GOVERNANCE E RIORDINO NORMATIVO CON LE REGIONI

In un “contesto normativo molto articolato” è indispensabile “la definizione di un quadro regolatorio stabile, chiaro e certo per lo sviluppo necessario del settore. Così Guido Bortoni, presidente dell’Aeegsi, durante l’audizione parlamentare presso la Commissione per la semplificazione, nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulla semplificazione legislativa e amministrativa, svolta la scorsa settimana. Ne dà notizia la Staffetta Quotidiana.
L'Autorità fa notare come il settore sia caratterizzato da “un contesto normativo molto articolato” in cui le competenze attribuite all'Autorità si intersecano con quelle di altri soggetti, con compiti e funzioni discendenti non solo da leggi nazionali ma anche regionali; leggi, queste ultime, peraltro disomogenee e nei contenuti e negli stati di avanzamento. Si aggiunge, a tale quadro, il ruolo della Commissione europea. Una governance complessa rende a sua volta complesso il processo di semplificazione del settore.
“In tale contesto - osserva l'Autorità - la definizione di un quadro regolatorio stabile, chiaro e certo, rappresenta un framework indispensabile per lo sviluppo necessario del settore, cui non può prescindere, nel contempo, una forte semplificazione, da parte delle diverse istituzioni coinvolte, che porti all'emanazione dei necessari regolamenti di delegificazione volti ad individuare con chiarezza le disposizioni che si sono susseguite nel tempo”. Importante, in questo senso, il ruolo assunto da due anni a questa parte dall'Aeeg e la definizione - seguita ad un ampio processo di consultazione - del Metodo tariffario idrico 2014-2015 “con l'individuazione di criteri certi e stabili - conclude la memoria dell'Aeeg - validi a livello nazionale nel rispetto delle specificità territoriali, prevedendo schemi regolatori semplificati da assumere a riferimento”.

MCE - MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT. APPUNTAMENTI FEDERUTILITY E AGICI

Gestione dell’acqua nella città intelligente del presente e del futuro. Questo l’obiettivo e il tema della partecipazione di Federutility a MCE - MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT, la manifestazione dedicata all’impiantistica civile e industriale, alla climatizzazione e alle energie rinnovabili, in calendario dal 18 al 21 marzo in Fiera Milano.
Martedì 19 marzo si parlerà della gestione idrica in chiave di risparmio e di efficienza.
L’obiettivo dell’evento è di fare il punto sullo scenario lombardo e raccontare così il cambiamento in corso nel modo di progettare e costruire le nostre città. Il convegno va ad integrarsi con l’ampia panoramica espositiva delle oltre 2.000 aziende presenti alla manifestazione e con il ricco programma dei convegni dedicato a Smart Plants, Smart Cities , uno dei temi di maggior importanza per un nuovo modo di abitare all’insegna del risparmio e dell’efficienza energetica in grado di incidere positivamente sulla vita delle persone e sul territorio. Smart Plants, Smart Cities sarà sviluppato tramite tre chiavi di lettura: si partirà dall’analisi dello scenario italiano per proseguire con le più significative case history internazionali e finire con un quadro sulle potenzialità del mercato.
Anche Agici Finanza d’Impresa è Partner Scientifico della MCE, presentando un ciclo di quattro seminari dedicati all’efficienza energetica nel settore residenziale e nelle PMI.
Il programma completo della manifestazione è consultabile online su
MCE - MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT.

IL SOTTOSEGRETARIO VELO: “NESSUN PROFITTO PER I GESTORI SERVIZIO IDRICO”

“Nessun profitto per i gestori della tariffa del servizio idrico integrato: il regime tariffario prevede la piena copertura dei costi, compresi gli oneri finanziari necessari per sostenere gli investimenti”. Lo ha affermato alla Camera il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo rispondendo a un’interpellanza della parlamentare Federica Daga del M5S sul tema dell’acqua pubblica.
“Nella tariffa del servizio idrico - ha osservato - si rispetta quanto è previsto dalla legge”. Per quanto riguarda il ruolo del ministero dell’Ambiente a tutela e valorizzazione della risorsa acqua, il sottosegretario ha ricordato che nello scorso dicembre è stata istituita una “task force” con l’obiettivo di individuare le strategie per promuovere le migliori pratiche nell’uso sostenibile delle risorse idriche. Tra gli obiettivi del gruppo di lavoro - ha aggiunto il sottosegretario Velo - c’è l’esclusione dal Patto di stabilità delle spese sugli investimenti per i servizi pubblici essenziali.
Interpellata poi “sulla contaminazione delle acque potabili di molti comuni italiani, in particolare a causa della concentrazione di arsenico, floruri e vanadio”, il sottosegretario Velo ha spiegato che “la maggior parte delle contaminazioni presenti nelle acque è di origine naturale e che i sindaci di molti comuni italiani hanno già provveduto a imporre divieti, limiti e prescrizioni all’utilizzo delle acque contaminate”.
“Visto che spesso la contaminazione interessa l’intera falda e non vi è la disponibilità di altre risorse idriche a cui attingere per il soddisfacimento della domanda di acqua potabile - ha concluso Velo - si ricorre a forniture sostitutive, considerando che le opere di risanamento richiedono costi ingenti d’investimento”.

OCEANI DI ACQUA A 400 km DI PROFONDITA’.

Nelle profondità della Terra esistono enormi 'oceani' di acqua. Lo racconta l’agenzia ANSA nel dare notizia di una scoperta in Brasile di un particolare diamante, il primo e unico campione conosciuto ad arrivare direttamente da oltre 400 chilometri di profondità. L'analisi del minerale, realizzata da un gruppo di ricercatori internazionale coordinato dall'Università dell'Alberta a cui ha partecipato anche l'Università di Padova e pubblicata su Nature, conferma quindi l'esistenza di una zona detta di transizione, ricca di acqua, e molte delle ipotesi, quasi impossibili da verificare, relative alla composizioneinterna del nostro pianeta. tra i 400 e i 670 chilometri di profondità è presente una quantità di acqua pari a quelle di tutti gli oceani: non si tratta però dei mari navigabili immaginati dalla fantasia di Verne bensì di acqua intrappolata all'interno di minerali detti ringwoodite, la cui esistenza era stata ipotizzata anni fa. Il rinvenimento di un piccolo campione di questo minerale in un diamante trovato in rasile conferma ora la correttezza di molte delle ipotesi fatte riguardo alla costituzione interna del nostro pianeta. La scoperta suggerisce inoltre che una gran parte dell'acqua presente in superficie, mari e oceani, potrebbe essere stata dovuta alla risalita dell'acqua intrappolata nel mantello attraverso le grandi eruzioni che caratterizzarono le prime fasi della formazione del pianeta

ACQUA CON ARSENICO A ROMA NORD, DALLA ASL LE INDICAZIONI PER L’USO

Il problema dell'acqua non potabile di Roma Nord è complicato dalla compresenza di arsenico e di inquinamento batteriologico, che rende necessari particolari accorgimenti per quanto riguarda l'utilizzo dell'acqua contaminata. Lo scrive Staffetta Quotidiana, rendendo note informazioni della Asl stessa.
“La Asl Roma E - si legge in un comunicato - è stata interessata da parte del Comune del problema. Purtroppo, un più esteso problema di contaminazione nella nostra Regione è già stato riscontrato da qualche anno per il territorio della Provincia di Viterbo, dove sono state prese analoghe misure di divieto, e la Asl ha recepito e diffuso in proposito i suggerimenti dell'Istituto superiore di sanità”. Nel caso dell'acqua proveniente dagli acquedotti rurali Arsial - spiega l'Asl - “la situazione è complicata dalla concomitante presenza di inquinanti biologici, per i quali l'ordinanza del sindaco impone all'Arsial l'immediata eliminazione dell'inquinamento batteriologico, dandone riscontro all'amministrazione”, per questo motivo permangono ulteriori restrizioni fino a risoluzione di questo aspetto".
In particolare, al divieto d'uso potabile e per cottura, reidratazione e ricostituzione degli alimenti, la Asl accompagna il divieto d'uso per la preparazione di alimenti e bevande, escluso il lavaggio di frutta e verdura sotto flusso d'acqua e utilizzando acqua potabile per l'ultimo risciacquo soltanto dopo i provvedimenti dell'Arsial per l'eliminazione dell'inquinamento batteriologico; analoga limitazione riguarda l'uso dell'acqua per l'igiene personale, consentito solo a seguito dell'eliminazione dell'inquinamento batteriologico (tranne nei casi di presenza di specifiche patologie cutanee), mentre resta vietato l'uso per pratiche d'igiene personale che comportino ingestione anche limitata di acqua (per esempio il lavaggio dei denti).
Al momento sono consentite tutte le operazioni di igiene domestica, scarico wc e impianti di riscaldamento, mentre solo dopo l'eliminazione dell'inquinamento batteriologico da parte dell'Arsial sarà possibile lavare indumenti e stoviglie.
Vi è poi il divieto d'impiego dell'acqua da parte delle imprese alimentari: l'Asl Roma E ha indirizzato loro una specifica informativa con le indicazioni per l'approvvigionamento alternativo di acqua da utilizzare per la produzione, la preparazione e il trattamento dei prodotti alimentari forniti ai consumatori. I Servizi competenti del Dipartimento di prevenzione - informa l'Asl - provvederanno ad individuare e a contattare attivamente le imprese interessate “per essere sicuri del rispetto delle indicazioni fornite e per le attività di vigilanza conseguenti. Si verificherà - conclude il comunicato - la eventuale presenza, nelle utenze elencate nell'ordinanza, di altre attività lavorative per la valutazione del rischio, anche in relazione ai rilievi analitici di riferimento, ed i conseguenti provvedimenti”.

TARIFFA ACQUA IN CIOCIARIA +13%

I sindaci dell’Ato 5 hanno approvato - con solo un voto di margine, 21 voti a favore, 20 contrari e 3 astenuti - l’aumento del 13% per le tariffe idriche degli 2012/2013. I corrispettivi approvati, che sostituiscono quella di 1.36 euro/mc che Acea Ato 5 usa in via provvisoria per la fatturazione sono di 1,44 euro/mc per il 2012 e 1,54 per il 2013.
E’ così stata accolta la proposta di tariffa minima presentata dalla Segreteria Tecnico Operativa che prevedeva, appunto, un aumento del 13% rispetto alla tariffa attuale.
Il passaggio successivo è quello dell'Autorità garante, che dovrà esprimersi in materia, eventualmente avviare un'istruttoria in contraddittorio per definire una volta per tutte quanto i cittadini dovranno pagare l'acqua.
Oggi e in futuro: se infatti la tariffa, come è molto probabile che sia, non copre i reali costi operativi del gestore, e se non viene aumentata, gli eventuali conguagli andranno spalmati su quella del 2015. Altri debiti che vanno ad accumularsi ai 75 milioni di euro che il Tar ha già riconosciuto al gestore quale differenza tra quanto incassato negli anni 2006-2011 con le tariffe provvisorie definite dalla conferenza dei sindaci rispetto a quanto avrebbe dovuto incassare applicando il metodo tariffario normalizzato. “Per la prima volta dopo anni i sindaci sono usciti dalla Conferenza con una proposta. Nessuno potrà tacciare l'Assise di inadempienza”, ha detto Nicola Ottaviani, primo cittadino di Frosinone. Ora, entro il 31 marzo, la Conferenza è chiamata a definire le tariffe per gli anni 2014 e 2015.

AVEZZANO, IL SINDACO CHIEDE PER IL CAM LA GESTIONE DEL NUOVO DEPURATORE

Il sindaco di Avezzano (AQ) Gianni Di Pangrazio ha chiesto alla Regione l’affidamento del nuovo depuratore della Marsica all’attuale gestore del servizio idrico Cam. L’impianto è stato realizzato grazie ai 9,3 mld di fondi pubblici e attualemte la sua gestione è contesa da due enti, entrambi commissariati dalla Giunta Chiodi: l'ex Ato e il Consorzio del nucleo industriale.
“La città di Avezzano e la Marsica tutta - afferma il sindaco, che ha scritto agli assessori regionali, ai Commissari dell'ex Ato e del Consorzio nucleo industriale e al presidente del consiglio di gestione del Cam, Andrea Ziruolo - non sono più disponibili ad accettare una situazione che, da un lato vede i Comuni impegnati a sostenere la qualità della filiera agro-alimentare locale e, dall'altro, un sistema di depurazione carente che rischia di danneggiare la produzione e la commercializzazione dei prodotti con gravi danni per le imprese agricole”.

GORI A CAPRI LOTTA CONTRO I MOROSI: HOTEL E NIGHT CLUB TRA GLI ABUSIVI\

Va avanti incessantemente l’attività dei tecnici GORI, mirata a contrastare i fenomeni illegali relativi alla morosità e agli allacci abusivi alla rete idrica. Negli ultimi giorni sono stati effettuati diversi distacchi della fornitura idrica per morosità in tutte le zone del Comune di Capri. Ad essere interessati, però, non sono stati solo utenti domestici (uno solo aveva un debito superiore a 7.600 euro), ma anche attività commerciali in debito per diverse migliaia di euro. In particolare, è stato effettuato il distacco della fornitura idrica ad un noto night-club ubicato a poca distanza dalla famosa piazzetta di Capri. I titolari della struttura avevano sottoscritto con GORI un accordo di rateizzo per estinguere il debito maturato nei confronti dell’Azienda che gestisce il servizio idrico integrato, ma non hanno provveduto ad effettuare i pagamenti concordati. Per tale motivo, i tecnici hanno rimosso il contatore e chiuso il flusso idrico. Stesso discorso (mancato rispetto dell’accordo di rateizzo) anche per quanto riguarda un famoso Hotel con piscina ubicato a poca distanza da Marina Grande. In tal caso, essendo il contatore installato all’interno della proprietà i tecnici GORI hanno provveduto a chiudere la fornitura idrica “tagliando” la condotta che dalla strada serve la storica struttura ricettiva.

DISSESTO - ARRIVA IL MODELLO ENEA SULLA PIANIFICAZIONE SOSTENIBILE

Per contribuire a definire le mappe delle aree più pericolose, propedeutiche a una migliore opera di prevenzione, negli ultimi quindici anni l’Enea ha condotto campagne di studio in aree colpite da eventi franosi registrati in territori particolarmente vulnerabili come la Versilia e i comuni di Cervinara (Avellino), Giampilieri (Messina), Scaletta Zanclea (Messina), San Fratello (Messina) i bacini dei Torrenti Virginio (Firenze) e Fiumicino (Roma). Gli studi hanno permesso di evidenziare le criticità geomorfologiche che sono all’origine di tali eventi. Nello specifico, è emerso che tra i fattori di attivazione dei movimenti franosi ci sono lo stato di abbandono dei sistemi di terrazzamento dei versanti e dei relativi circuiti di drenaggio superficiale, il sovraccarico dei versanti causato dallo sviluppo di vegetazione boschiva in aree precedentemente coltivate e l’incuria dei versanti sovrastanti i percorsi stradali e i tagli stradali stessi.
In seguito a tali studi L'Enea ha sviluppato una metodologia innovativa volta alla quantificazione della pericolosità da frana che può rappresentare uno strumento chiave nella messa a punto di politiche di pianificazione territoriale sostenibile, nella redazione di piani di protezione civile e nella definizione di interventi strutturali diretti alla mitigazione del rischio.
In particolare, la metodologia Enea si concentra sull’analisi dei fattori di carattere naturale e antropico, responsabili del livello di pericolosità di un territorio, consentendo di stimare l’intensità sia riguardo a eventi franosi occorsi in passato sia riguardo a eventi futuri. Inoltre fornisce un contributo alla definizione di soglie pluviometriche di innesco indispensabili per la predisposizione di sistemi di allerta rapida.


ACQUE VERONESI, POTENZIAMENTO FOGNARIO PER I COMUNI GESTITI

Prenderanno il via in questi giorni i lavori di Acque Veronesi per il rifacimento della rete fognaria in via Santa Croce ad Angiari (VR). I lavori dureranno circa 4 mesi e serviranno a potenziare la rete fognaria comunale. Angiari è servito al momento infatti sia da una rete tradizionale a gravità, che da una rete fognaria in depressione. Entrambi le reti hanno come recapito finale l’Impianto di sollevamento nel comune e poi nel comune di Legnago. La centrale è sottodimensionata e i tratti terminali della rete funzionano in modo inadeguato. Ciò comporta la conseguente impossibilità di collegare nuove utenze.
Il progetto si inserisce nell’ambito del quadro generale di potenziamento ed adeguamento della rete di fognatura del Comune di Angiari, finalizzato all’estensione della rete di raccolta alle zone non ancora servite.
L’opera avrà un costo complessivo di 200 mila euro. Un futuro secondo stralcio porterà a compimento il progetto con la realizzazione di una nuova fognature nel tratto finale di Via Santa Croce e lungo Via Roma. “Un intervento necessario, di cui andranno a beneficiare circa 100 cittadini, la dimostrazione di come, nonostante risorse economiche sempre più limitate - dice il presidente di Acque Veronesi, Massimo Mariotti -, l’azienda cerchi di rispondere concretamente alle esigenze dei cittadini residenti nei 74 comuni serviti”.
Soddisfazione per l’avvio del cantiere è stata espressa anche dal primo cittadino di Angiari, Vincenzo Bonomo: “La realizzazione delle fognature di Via Santa Croce è un completamento di un’opera attesa dai cittadini da circa trent’anni. Finalmente verrà ultimata grazie alla collaborazione di Acque Veronesi, con la quale il Comune si è impegnato a cofinanziare l’infrastruttura, andando così a servire le abitazioni comprese tra la zona “dell’orto” e la Chiesetta di Santa Croce. Quest’opera testimonia quanto può essere utile la collaborazione e la sinergia tra gli enti e le amministrazioni”.

MOLISE, DALLA DIGA CHIAUCI 7 MLN DI MC PER IL VASTESE

Il Vastese potrà disporre per i mesi estivi di risorse idriche messe a disposizione dalla diga di Chiauci: lo ha comunicato l'assessore alle Politiche agricole della Regione Marche, Mauro Febbo, dopo un incontro avuto con i tecnici del Consorzio di bonifica Sud e il presidente dell'ente, Fabrizio Marchetti.
“In questi giorni - ha spiegato Mauro Febbo - sono iniziate le operazioni di invaso sperimentale presso la diga che permetterà l'invasamento di circa 7 milioni di metri cubi di acqua che potrà garantire la fornitura necessaria di risorse per tutto il periodo estivo, prevenendo in questo modo il pericolo di crisi idriche. Quest'anno abbiamo avuto un inverno poco piovoso - ha spiegato l'assessore - pertanto è stata nostra premura monitorare e controllare la portata di acqua presso la diga affinché la zona industriale di San Salvo potesse continuare a lavorare serenamente e contestualmente fornire la popolazione della riviera senza togliere al mondo agricolo la necessaria risorsa idrica. Chiauci - ha rimarcato Febbo - in questo senso rimane un'opera fondamentale in grado di risolvere i problemi di carenza idrica nei centri del Vastese e del basso Molise. Nonostante le varie difficoltà e le strumentali polemiche sollevate negli ultimi mesi nei confronti dell'Ente - hanno affermato Febbo e Marchetti - le varie ispezione del Rid, il Registro nazionale delle dighe, confermano il buon lavoro svolto e presto la diga potrà raccogliere 9 milioni di metri cubi di acqua per poi avviare il completamento dell'opera, che prevede la gestione di 14 milioni di metri cubi di acqua”.

ABBANOA, VIA AL TAVOLO CON LE ASSOCIAZIONI

Confronto aperto tra Abbanoa, gestore del servizio idrico integrato in Sardegna, e le associazioni di consumatori sul tema della qualità dell'acqua, dopo i casi di non potabilità riscontrati nelle scorse settimane nel cagliaritano.
“Nel gestire l'emergenza - spiega il gestore - Abbanoa ha attuato correttamente tutti i provvedimenti necessari. All'origine della non potabilità c'è stato il cambio di approvvigionamento di acqua grezza fornita dall'Enas ai potabilizzatori di San Michele, Sestu e Simbirizzi. Gli impianti hanno dovuto trattare una risorsa idrica di scarsissima qualità, ricca di carica batterica e notevolmente torbida. Da parte di Abbanoa sono stati rispettati i protocolli per far fronte all'emergenza ma è stato necessario modificare il sistema di trattamento che, pur comportando un leggero aumento di cloriti, sottoprodotto del processo di disinfezione, ha permesso di ottenere la completa eliminazione di sostanze potenzialmente pericolose per la salute dei cittadini”.
Nel corso dell'incontro si è convenuto nel condannare in modo unanime “chi ha generato un ingiustificata psicosi tra i consumatori” e si è ritenuto che le strumentalizzazioni abbiano semplicemente distolto l'attenzione dal vero problema, “consistente non tanto nell'avvisare per tempo dell'arrivo di una valanga (di fango) nei potabilizzatori, ma come evitare che ciò possa avvenire”. Si auspica per il futuro una maggiore collaborazione e programmazione tra gli enti
Nell'ottica della collaborazione messa in atto sulla conciliazione e sulle rateizzazioni, Abbanoa ha proposto alle associazioni dei consumatori di ampliare il confronto anche sugli aspetti della qualità dell'acqua. Si inizierà con il sopralluogo congiunto nei laboratori di analisi e negli impianti di potabilizzazione per la verifica dei protocolli applicati e si proseguirà con la revisione della Carta del Servizio includendovi la qualità dell'acqua. Per garantire una maggiore informazione e consapevolezza dei consumatori, sarà avviata una collaborazione anche in vista della Giornata Mondiale dell'Acqua, in programma per il 22 marzo, quando Abbanoa aprirà al pubblico gli impianti per mostrare come viene prodotta la risorsa distribuita in rete.
“Purtroppo - conclude Abbanoa - la Sardegna vanta un triste primato a livello nazionale: l'85% dell'acqua proviene da laghi artificiali, contro il 25% del resto d'Italia, e la sua potabilizzazione richiede complessi e costosi processi di lavorazione”.

ACQUE SPA: NEL 2013: RISPARMI PER 5,7 MILIONI DI EURO, DAI FONTANELLI

Sono stati quasi 26 milioni, i litri d'acqua ad alta qualità che i 37 fontanelli di Acque SpA, il gestore idrico del Basso Valdarno, hanno erogato gratuitamente nel 2013. Il risparmio economico per i cittadini in evitato esborso per l’acquisto di acqua minerale in bottiglia - dal costo medio di 0,22 euro - è stato di 5,7 milioni di euro. Questi i dati essenziali presentati da Giuseppe Sardu e Emanuela Cartoni, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Acque SpA, da Mario Chiarugi, direttore Esercizio Gestione Operativa, e Roberto Cecchini, direttore Investimenti, sui risultati del progetto Acqua ad Alta Qualità nel 2013 e nei primi cinque anni di attività.
Rispetto al 2012 si è registrato un aumento del 16% dell'acqua erogata (che nello scorso anno fu pari a 21.684 metri cubi), in larga parte dovuta all'apertura di 9 nuovi impianti, ai quali andranno aggiunti gli altri due inaugurati nel gennaio 2014 e quelli in programma per i prossimi mesi. L'erogazione media giornaliera di acqua ad alta qualità nel Basso Valdarno è stata di oltre 71 metri cubi e si stima siano stati quasi 8.000 al giorno i cittadini se ne sono approvvigionati. I fontanelli più “usati” continuano ad essere quelli dell'Empolese Valdelsa: Castelfiorentino (2.245 mc), Fucecchio (2.120) e Certaldo (2.064); i primi in provincia di Pisa, San Giuliano Terme (1.670), San Romano (1.238) e Molino d'Egola (1.182).
Il ''risparmio'' ambientale ha numeri davvero impressionanti: l'equivalente di 17,3 milioni di bottiglie di plastica da 1,5 litri. Se si pensa che, per realizzare 30 bottiglie di plastica, è necessario 1 kg di pet (per il quale si impiega 2 kg di petrolio), nel 2013 nel Basso Valdarno si sono risparmiate 576 tonnellate di
Plastica, equivalenti a 1152 tonnellate di petrolio e svariate altre tonnellate di idrocarburi, ossidi di zolfo e azoto, monossido di carbonio e anidride carbonica, prodotti nel processo di produzione e trasporto dell'acqua minerale.
A distanza di 5 anni dalla piena attuazione del progetto Acqua ad Alta Qualità (i primi due realizzati nel 2008 avevano ancora carattere sperimentale) è stato calcolato che siano stati circa 18,5 milioni di euro i risparmi conseguiti dalle famiglie grazie alla “buona pratica” dei fontanelli, a fronte di un investimento per circa 1,6 milioni di euro.

EXPO, IL KUWAIT PROPONE UN VIAGGIO INTERATTIVO NELLE RISORSE NATURALI

1423 mq, con temporali in diretta e un acquario per i giovani visitatori. Questi gli elementi caratterizzanti del viaggio culturale che il Kuwait esporrà all'interno dell'Expo di Milano. L'obiettivo del paese arabo è mostrare le asperità di un terra difficile, in balia del caldo, del deserto e della mancanza d'acqua; ma anche mostrare il miracolo della vegetazione dopo la stagione della pioggia e le risorse messe in campo per dar vita a un paese abitabile e accogliente, vivace e dinamico.
Il Kuwait propone dunque uno show interattivo dove ci si immergerà nella natura del paesaggio, con il cambio delle stagioni e il passaggio dal giorno alla notte.?Il progetto del padiglione che il Kuwait realizzerà per Expo 2015 è ''un'esperienza affascinante - ha spiegato Emanuele Rossetti, direttore di Nussli Italia, azienda che è contraente generale -. Attraverso le moderne tecnologie vogliamo spiegare come sia possibile generare la vita''.?Prima la presentazione del paese, che parte dall'ingresso con enormi vele che riproducono le tradizionali imbarcazioni kuwaitiane, il sambuco, insieme al racconto-esperienza delle difficili caratteristiche climatiche attraverso un sentiero nel deserto. Seguirà uno sguardo sulle soluzioni tecnologiche, educative e di ricerca che stanno rimodellando l'ambiente, con particolare attenzione ai temi della desalinizzazione, del riuso dell'acqua, delle energie rinnovabili, dello sviluppo dell'agricoltura e delle risorse ittiche.?Infine, l'incontro con l'ospitalità e la cultura della società kuwaitiana con un souk, un mercato in cui sarà possibile acquistare prodotti locali e un ristorante che servirà pietanze della cucina tradizionale.

AL MELBOURNE FOOD & WINE FESTIVAL 2014 L’ACQUA E’ LA REGINA

Torna il Melbourne Food & Wine Festival, la manifestazione enogastronomica d’importanza mondiale che ogni anno intrattiene e diverte i visitatori del Victoria - regione dell’Australia che, all’interno di uno spazio relativamente piccolo, racchiude una sbalorditiva gamma di attrazioni - con più di 200 eventi e manifestazioni.
L’edizione 2014, aperta fino al 16 marzo, è interamente dedicata al tema “Acqua” e accompagnerà gli amanti del buon cibo e del buon vino in un viaggio alla scoperta di questa risorsa di vitale importanza. Dopo l’apertura dell’evento con l’ormai tradizionale “pranzo più lungo del mondo” organizzato dalla Bank of Melbourne immersi nel panorama dei Alexandra Park, in cui 1500 commensali gustano l’esclusivo menu creato dai più importanti chef del paese (da Stefano De Pieri, Adam D’Sylva a Jacques Reymond), durante i successivi 17 giorni, i numerosissimi eventi di show cooking, degustazioni e masterclass faranno della regione del Victoria la capitale del gusto.
Cuore del programma sarà The Immersery: Festival Kitchen, Bar and Raingarden, spazio espositivo situato in Queensbridge Square, sulle sponde del fiume Yarra, che sarà il punto di raccolta della cucina più innovativa e del vino più ricercato. L’impianto, ideato da HASSELL, studio di progettazione di fama internazionale, è ispirato al tema centrale della manifestazione: i tre livelli che lo costituiscono, infatti, rappresentano il ciclo dell’acqua e i suoi tre stati, liquido, solido e gassoso.
Il vino sarà il protagonista dell’Acqua Panna Global Wine Experience, che vedrà sfilare i più importanti produttori e sommeliers internazionali, come Tim Atkin (UK) e Aline Baly (Francia), tra degustazioni e scoperte. Ma anche la cucina della nostra penisola sarà rappresentata in numerosi eventi, primo fra tutti la Coastal Sicilian Adventure, il Sicilian Party che celebrerà le acque pure del Mediterraneo. Lo chef Joseph Vargetto onorerà la tradizione siciliana servendo pesce grigliato,calamari, sardine e arancini a Kew, nel suo rinomato ristorante Mister Bianco, ricoperto di sabbia bianca in onore delle coste siciliane.
La rappresentanza italiana non poteva di certo mancare al Langham Melbourne MasterClass dove dall’8 al 9 marzo si daranno appuntamento i più grandi chef di tutto il mondo, tra i quali gli italianissimiLuigi Taglienti e Mauro Uliassi. Taglienti è dal 2012 Executive Chef de Il Ristorante Trussardi Alla Scala di Milano e nella sua cucina concilia la passione per la tradizione italiana e ispirazioni originali; Uliassi, invece, nel suo Ristorante Uliassi a Senigallia trasforma i classici della cucina nostrana in pietanze pluristellate.
A completare l’edizione 2014 del Melbourne Food & Wine Festival ci saranno gli eventi dedicati alle famiglie come il Little Foodies Corner pensato per i più piccoli; la scoperta dei migliori cocktail attraverso il Bar Express e il Regional Weekend che dal 14 al 16 marzo proporrà 22 “pranzi regionali più lunghi del mondo” sparsi nella regione del Victoria in location spettacolari come i vigneti della Mornington Peninsula, Queenscliff Harbour o ammirando l’oceano dalla Gippsland.

GSE, OLTRE 11 MILIARDI DI EURO PER INCENTIVI ALLE RINNOVABILI NEL 2013

Per gli incentivi alle fonti rinnovabili nel 2013 in Italia si spenderanno oltre 11 miliardi di euro: la parte del leone la fanno quelli destinati agli impianti fotovoltaici, pari a 6,7 miliardi di euro a fine anno, mentre quelli destinati alle altre fonti, aggiornati al 30 novembre, ammontavano a 4,5 miliardi. È quanto emerge dai dati elaborati dal Gestore dei servizi energetici (Gse), che ha aggiornato il Contatore degli oneri delle fonti rinnovabili e rende pubblici i dati relativi alla soglia di incentivi erogati per quanto riguarda gli impianti a energia rinnovabile. Nel computo complessivo rientrano tutte quelle strutture che, negli anni, sono state riconosciute come aventi diritto ai bonus relativi alle differenti varianti del Conto Energia, ma non solo. Il Gestore evidenzia come, nel conteggio, siano inclusi tutti gli impianti incentivati tramite Certificati Verdi, Tariffe Omnicomprensive e CIP 6. Sono compresi anche gli impianti ammessi ai registri in posizione utile e le strutture vincitrici delle procedure d'asta, oltre agli impianti i cui Soggetti Responsabili hanno presentato richiesta di ammissione.

IL GOVERNO APPROVA IL DECRETO DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA UE SULL’EFFICIENZA ENERGETICA

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo per il recepimento della direttiva europea 2012/27/UE sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE.
L’esecutivo, leggiamo in una nota di Palazzo Chigi, ha stanziato oltre 800 milioni di euro a partire da quest'anno per avviare un programma di interventi di riqualificazione energetica negli edifici della pubblica amministrazione centrale. Nell'ambito delle forniture alla Pubblica Amministrazione centrale è stato, poi, rafforzato il vincolo di acquisto di prodotti e servizi ad alta efficienza energetica. Altro capitolo importante è dedicato alle grandi aziende e alle imprese ad alta intensità energetica: dal 5 dicembre 2015 saranno tenute a eseguire diagnosi energetiche periodiche, utili per individuare gli interventi più efficaci per ridurre i consumi di energia. Per le piccole e medie imprese sono stati stanziati 105 milioni per favorire il ricorso alle diagnosi energetiche e per focalizzare l'attenzione sui vantaggi competitivi dell'efficienza.
Per incentivare poi la realizzazione dei progetti di efficienza energetica che scaturiranno dalle diagnosi è stato previsto di rafforzare il meccanismo dei certificati bianchi. Le imprese che intendono realizzare nuovi impianti di produzione di energia elettrica o di energia termica, con potenza superiore a 20 MW termici, nonché nuove reti di teleriscaldamento, dovranno effettuare un'analisi costi-benefici, mentre sarà contestualmente avviata un'analisi sul territorio nazionale per identificare le aree con maggiore potenziale di sviluppo del teleriscaldamento, allo scopo di indirizzare gli investimenti e di semplificare i procedimenti autorizzativi.
Grande attenzione è rivolta all'incremento delle professionalità e della qualità dei servizi energetici. Il provvedimento potenzia, infatti, la disponibilità di regimi di qualificazione e certificazione per i fornitori di servizi, rendendoli obbligatori, in alcuni casi, per l'accesso agli incentivi.
Il provvedimento istituisce, inoltre, il “Fondo nazionale per l'efficienza energetica”, un importante strumento finanziario volto a favorire gli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici della PA e per la riduzione dei consumi di energia nei settori dell'industria e dei servizi. Una specifica sezione del Fondo sarà dedicata a sostenere gli investimenti in reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento. Il Fondo, che agirà mediante la concessione di garanzie e finanziamenti, sarà alimentato con circa 70 milioni di euro l'anno, nel periodo 2014-2020.
“Si tratta di un pacchetto che, insieme alle altre misure approvate finora, consente di affrontare le importanti sfide dirette a migliorare la sicurezza di approvvigionamento e la riduzione dei costi energetici”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, auspicando che “possano presto diventare tangibili i benefici a favore dei consumatori, delle imprese e dell'ambiente”.

IN 10 ANNI SCAMBIATI 26 MILIONI DI CERTIFICATI BIANCHI, 6 MILIONI SOLO NEL 2013

Un meccanismo consolidato, capace in 10 anni di funzionamento di supportare la realizzazione di oltre il
50% dei risparmi energetici conseguiti a livello paese, con il migliore rapporto costo-efficacia fra gli incentivi erogati. Il risparmio annuo di circa 5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio garantito dallo schema (circa 50 miliardi di kWh) costerà in tariffa circa 2.500 milioni di euro in 5 anni, per un costo cumulato equivalente di circa 0,05 euro/kWh risparmiato, da confrontare con il costo dell'elettricità e del gas per le famiglie (rispettivamente 0,19 euro/kWh e 0,9 euro/kWh risparmiato).
Sono i dati emersi in occasione del convegno Fire (Federazione Italiana per l'uso Razionale dell'Energia) “Certificati Bianchi-Titoli di efficienza energetica a portata di mano”. In 10 anni sono stati emessi circa 26 milioni di Tee (6 dei quali nel 2013). Dei progetti presentati circa l'80% e' di natura industriale, proposti con schede a consuntivo. Tra giugno 2013 e marzo 2014 (anno d'obbligo 2013) il Gse ha rilasciato 4.852 Tee, pari all'88% dell'obiettivo 2013.
Tra le novità emerse, da gennaio 2014 sono ammissibili al meccanismo solo progetti ancora da realizzarsi o in corso di realizzazione. Altra novità riguarda i soggetti ammessi, ossia, imprese ed enti pubblici con un sistema di gestione dell'energia in conformità alla certificazione Isi 50001 o che abbiano nominato volontariamente un Energy Manager. In aumento il numero degli operatori ammessi: sul mercato siamo a 661 operatori.
Cambiamenti ci sono anche nel campo del contributo tariffario. Il nuovo contributo sarà definito in due tempi (a preventivo e a conguaglio dopo un anno) per essere più vicina alle esigenze dei distributori e del mercato. Inoltre per i “grandi progetti” il regolatore ha definito le regole per individuare tale prezzo, legato all'andamento del mercato dei Tee nei tre anni precedenti.
Dalla tavola rotonda delle associazioni (Anie, Aidi, Federazione Confindustria Ceramica e Laterizi, Anie Energia, Anima, Assoesco, Federchimica, Federutility) è emerso che i certificati bianchi stannoaiutando le imprese a fare investimenti in efficienza energetica che altrimenti non sarebbero possibili e inv questo modo offrono un importante aiuto in termini di competitività. Lo strumento non è stato ancora sfruttato adeguatamente ed è importante investire di più nella comunicazione e nell'informazione.
In linea generale il terziario è rimasto fuori dal meccanismo, le associazioni auspicano pertanto che siano introdotti dei correttivi che consentano una maggiore partecipazione e il raggiungimento degli obiettivi previsti al 2020 per questo comparto.
Per Assoesco l'importanza dei titoli per le Esco è centrale, perché accorciano i tempi di ritorno degli investimenti e abbassano il livello di rischio degli stessi, consentendo di attivare meccanismi come il finanziamento tramite terzi e i contratti di rendimento energetico. Sul lato distribuzione Federutility propone la riapertura di un tavolo operatori-istituzioni per avere un momento di incontro e cooperare al superamento delle problematiche.
Attenzione rivolta anche alla direttiva 2012/27 e a come l'Italia si prepara a recepirla. Mauro Mallone del Mse ha evidenziato che il decreto di recepimento impatta in modo sostanzioso sul tema dell'efficienza energetica e sui certificati bianchi. La bozza presentata, al momento al vaglio delle Commissioni parlamentari competenti, tra l'altro impone l'obbligo dal 2015 per le grandi imprese di realizzare diagnosi energetiche destinando dei fondi per il cofinanziamento con le regioni di diagnosi energetiche da realizzare presso le Pmi.
Si prevede che il 60% degli obiettivi vincolanti al 2020 verranno raggiunti con i certificati bianchi. Altro aspetto importante della bozza di decreto riguarda la qualificazione degli operatori. Da giugno 2016 i soggetti che partecipano al meccanismo saranno solo quelli certificati come Esco o esperti in gestione dell'energia.
È prevista poi l'istituzione di un fondo di natura rotativa per la concessione di garanzie e finanziamenti per interventi di efficienza energetica realizzati dalla Pubblica Amministrazione, le Esco e le imprese. La dotazione del fondo è di circa 70 milioni di euro l'anno per il periodo 2014-2020. Infine la bozza di decreto prevede fondi per l'informazione e la formazione.
Per quanto riguarda le regole applicative per il rilascio dei Tee, queste saranno trattate in una guida che sta per essere pubblicata sul sito del Gestore. Lo strumento contiene la descrizione del procedimento amministrativo, la definizione degli attori coinvolti, le tempistiche previste dalla normativa, la presentazione dei progetti e un quadro completo di tutte le regole a disposizione e le modalità per poterle sfruttare al meglio e semplificare il procedimento di presentazione ed ottenimento dei certificati bianchi. Per supportare gli operatori e le aziende sono disponibili altre guide operative: quelle dell'Enea indirizzate ai progetti settoriali e quella realizzata dalla Fire dedicata ai decisori aziendali e ai non addetti ai lavori.

EMISSIONI 2030, NUOVI TARGET UE - BRUXELLES PUNTA AL TAGLIO DEL 40%

La Commissione europea porta in Parlamento la proposta di ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG) del 40% rispetto al 1990, un obiettivo vincolante a livello UE, che punta anche a modificare la quota delle energie rinnovabili al 27%, fare politiche più ambiziose in materia di efficienza energetica, creare un nuovo sistema di governance e una serie di nuovi indicatori per assicurare un sistema energetico competitivo e sicuro.
Sostenuto da un’analisi dettagliata dei costi e dei prezzi dell’energia, il quadro 2030 in materia di clima ed energia “garantirà certezza normativa per gli investitori e un approccio coordinato fra gli Stati membri per sviluppare nuove tecnologie. Il quadro si propone come stimolo costante per progredire verso un’economia a basse emissioni di carbonio e un sistema energetico competitivo e sicuro, da cui deriveranno prezzi accessibili per tutti i consumatori, maggiore sicurezza delle forniture energetiche, minore dipendenza dalle importazioni di energia e nuove opportunità per la crescita e l’occupazione, se si considerano i potenziali impatti sui prezzi a lungo termine”.
La comunicazione che stabilisce il quadro 2030 sarà discussa ai massimi livelli, in particolare in seno al Consiglio europeo e al Parlamento europeo. Il testo sarà accompagnato da una proposta legislativa per una riserva di stabilità del mercato per il sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (UE ETS), da attivare a partire dal 2021. Una relazione sui costi e sui prezzi dell’energia in Europa, pubblicata contemporaneamente alla comunicazione, suggerisce che l’aumento dei prezzi può essere contenuto attuando politiche efficaci sotto il profilo economico, creando mercati energetici competitivi e con una migliore efficienza energetica.
Gli elementi chiave del quadro strategico per il 2030 istituito dalla Commissione prevede un obiettivo vincolante per la riduzione dei gas serra: elemento centrale della politica climatica ed energetica dell’UE per il 2030, l’obiettivo di ridurre le emissioni del 40% al di sotto del livello 1990 verrebbe raggiunto unicamente mediante misure interne. La riduzione annua del massimale delle emissioni dei settori compresi nel sistema ETS dell’UE aumenterebbe, passando dall'attuale 1,74% al 2,2% dopo il 2020. Le emissioni dei settori che non rientrano nel sistema ETS dovranno ridursi del 30% al di sotto del livello 2005; questo sforzo sarebbe ripartito equamente tra gli Stati membri. La Commissione invita il Consiglio e il Parlamento europei a concordare, entro la fine del 2014, che l’UE si impegni all'inizio del 2015 a realizzare una riduzione del 40% nell’ambito dei negoziati internazionali per un nuovo accordo mondiale sul clima, che si concluderanno a Parigi alla fine del 2015.
Un altro punto centrale è la riforma del sistema ETS dell'UE: la Commissione propone di stabilire una riserva per la stabilità del mercato all'inizio del prossimo periodo di scambio ETS, nel 2021. La riserva permetterà sia di affrontare l’eccedenza di quote di emissioni che si è costituita negli ultimi anni sia di migliorare la resilienza del sistema agli shock gravi, regolando automaticamente la fornitura di quote da mettere all’asta. La creazione di una tale riserva è sostenuta da molte parti. Secondo quanto previsto dalla legislazione proposta, la riserva opererebbe interamente secondo regole predefinite che non lascerebbero margini discrezionali alla Commissione o agli Stati membri per la sua attuazione.
Connie Hedegaard, Commissaria incaricata dell'Azione per il clima, si dice soddisfatta: “Abbiamo smentito tutti quelli che dicevano che oggi la Commissione non avrebbe proposto niente di particolarmente ambizioso. Tagliare le emissioni del 40% rappresenta l'obiettivo più efficace in materia di costi per l'UE e tiene conto della nostra responsabilità a livello mondiale. Naturalmente, l'Europa deve continuare a spingere fortemente per le energie rinnovabili: per questo la proposta di un obiettivo vincolante annunciata dalla Commissione è estremamente importante. Si dovrà ora raggiungere un accordo sui dettagli, ma la direzione da percorrere è già chiara. Se anche altre regioni del mondo fossero altrettanto ambiziose nella lotta ai cambiamenti climatici - ha concluso Hedegaard - oggi il pianeta sarebbe in condizioni decisamente migliori”.

CHIUSA LA CONSULTAZIONE DELL’AUTORITÀ SULL’ADEGUAMENTO DEL CAPACITY PAYMENT

Si è chiuso il 9 giugno scorso il termine ultimo previsto dall’Autorità per l'energia per l'invio delle osservazioni al documento di consultazione sull'adeguamento del capacity payment elettrico transitorio, pubblicato lo scorso 23 maggio. La proposta - in merito alla quale la decisione finale spetterà al ministero dello Sviluppo - si articola su due voci principali: da un lato l'introduzione di un segmento ulteriore nel sistema a regime, ossia il mercato della capacità, dall’altro l'adeguamento vero e proprio del transitorio ex delibera 48/04, dovrebbe consistere in una specifica remunerazione di ulteriori servizi di flessibilità, da selezionare attraverso una procedura concorsuale. Terna avrà il compito di indicare le quantità di capacità necessarie. Nessuna indicazione nel documento su dove saranno reperire le risorse per remunerare i nuovi servizi.

TELERISCALDAMENTO, WORKSHOP AIRU E FEDERUTILITY

Un workshop dedicato al tema del Teleriscaldamento, a seguito della chiusura dell’indagine conoscitiva avviata nei mesi scorsi dall’Antitrust e dello Schema di decreto attuativo del governo sulla direttiva efficienza energetica (Dir. 2012/27/Ue). Organizzato da Airu e Federutility, il workshop - Milano, 20 maggio - vedrà la partecipazione di operatori e rappresentanti delle Istituzioni e sarà l’occasione per focalizzare l’interesse del mondo energetico su un settore che ha significative possibilità di crescita.
e merita un inquadramento normativo equilibrato ed adeguato alle caratteristiche del mercato di riferimento.
Per informazioni e iscrizioni: Federutility.

ENERGIA: PARTE BANDO UE PRIMI 750MLN PROGETTI GAS-ELETTRICITÀ

È stato ufficialmente lanciato il bando per accedere alla prima tranche da 750 milioni di euro di finanziamenti Ue che rientrano nella Connecting Europe Faciliy (Cef) per lo sviluppo e il completamento delle grandi reti infrastrutturali energetiche. Il focus sarà su gas ed elettricità per aumentare la sicurezza delle forniture e mettere fine all'isolamento energetico di alcuni Paesi Ue.
La decisione sui primi progetti d'interesse comune che potranno avere i fondi europei sarà presa dalla Commissione Ue entro novembre, mentre le domande dovranno essere presentate entro il 19 agosto. A poter partecipare a questo primo bando sono quei 248 progetti già identificati come prioritari da Bruxelles lo scorso ottobre. Tra questi ve ne sono 31 italiani, tra cui i gasdotti Tap e Itgi ma anche le interconnessioni che collegano l'Italia a Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Algeria, Malta e Montenegro.
"Questa è una tappa cruciale, e un così enorme ammontare di sostegno finanziario Ue farà una grande differenza", ha affermato il commissario Ue all'energia Guenther Oettinger, sottolineando che "l'attuale crisi ucraina sottolinea l'importanza dell'aggiornamento dell'infrastruttura energetica e della costruzione delle interconnessioni mancati tra gli stati membri per aumentare la sicurezza energetica dell'Ue".
Tra i criteri con cui saranno selezionati i primi progetti vincitori, il livello di maturità del progetto, il contributo apportato alla sicurezza delle forniture e al completamento del mercato interno dell'energia. Non c'è una quota prefissata tra progetti su gas ed elettricità per l'allocazione dei primi 750 milioni di euro. A disposizione ci sono complessivamente 5,85 miliardi per l'intero periodo 2014-2020 da assegnare tramite bandi annuali, mentre ogni due anni verrà effettuata la revisione della lista dei progetti prioritari.

AEEGSI, OLTRE 485MILA PICCOLE CENTRALI ISTALLATE IN ITALIA

“In Italia sempre più energia elettrica viene prodotta con mini-centrali alimentate prevalentemente da fonti rinnovabili: si tratta di impianti di piccole e piccolissime dimensioni che nell’insieme rappresentano oltre 30 mila MW, un quarto della potenza installata totale nazionale”. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale sul monitoraggio della generazione distribuita pubblicato dall’Aeegsi sulla base degli ultimi dati disponibili, aggiornati al 2012. “Oggi nel nostro Paese le ‘mini-centrali’ hanno raggiunto quota 485 mila, contribuiscono per oltre il 19% della produzione nazionale totale (circa 57 Terawattora sui 299,3 complessivi) e ben 7 su 10 utilizzano fonti rinnovabili (70%), con il solare che copre ormai il 31%. Dal rapporto e dai numerosi dati e grafici riportati si conferma il trend di forte crescita delle mini-centrali per numero di impianti, per potenza installata e per produzione lorda. Particolarmente evidente è il notevole sviluppo degli impianti di piccola taglia, per lo più fotovoltaici: infatti, oltre il 99% degli impianti monitorati per un totale di 482mila, è di piccolissime dimensioni con una capacità di generazione non superiore a 1 MW”.
“Nell’insieme, le ‘micro-centrali’ hanno una capacità produttiva di 15.105 MW, rappresentano il 35,6% della produzione totale (20,3 TWh) e utilizzano quasi esclusivamente fonti rinnovabili (98%), prevalentemente solare (70%) ma anche biomasse, biogas e bioliquidi - prosegue l’Autorità -. Da notare che circa il 40% dell’energia prodotta da generazione distribuita viene autoconsumata mentre il rimanente viene immesso in rete o, in piccolissima parte, utilizzato per servizi ausiliari della produzione. Il Rapporto è stato realizzato adottando per la prima volta la definizione europea di “generazione distribuita” che comprende tutti gli “impianti di generazione connessi al sistema di distribuzione”, senza limiti di potenza; nei precedenti rapporti, invece, la generazione distribuita era definita come l’insieme degli impianti di produzione aventi potenza inferiore a 10 MVA”.
“Anche la nuova metodologia conferma il trend di forte crescita di questi anni - conclude l’Authority -: infatti, il confronto omogeneo per la sola classe di impianti fino a 10 MVA, evidenzia una crescita di quasi il 45% rispetto all’anno precedente con 150 mila nuovi impianti; la potenza installata è aumentata di 5.600 MW (+ 31,2%) e la produzione di 10.500 GWh (+35,9%), prevalentemente per lo sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici. In questo scenario assumono particolare rilevanza gli interventi di regolazione per promuovere l’integrazione della generazione distribuita nel sistema elettrico e garantire la sicurezza, innovando le modalità di gestione delle reti e degli impianti e promuovendo lo sviluppo delle infrastrutture di rete, tra cui le smart grids”.

DA OETTINGER UN APPELLO A COMPLETARE IL MERCATO INTERNO EUROPEO

“Dobbiamo completare il mercato interno e sviluppare ulteriormente le infrastrutture” del settore energetico. Lo ha affermato il commissario europeo all'Energia Gunther Oettinger nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles in cui la Commissione europea ha presentato il pacchetto di azione per clima e energia.
"Dobbiamo diversificare - ha proseguito Oettinger - creare maggiore competitività, avere meno regolamentazione dei prezzi a livello di dettaglio e anche una eventuale riduzione delle tasse a livello degli Stati membri”.
Oettinger ha anche sollecitato un sistema omogeneo e uniformato a livello europeo per promuovere le rinnovabili. “C'è bisogno - ha detto Oettinger - dell'armonizzazione del sistema di incentivi alle rinnovabili, fondamentale per realizzare l'obiettivo minimo a livello europeo del 27%” nel mix energetico.

IL PREZZO DELL’ELETTRICITÀ DEL TUTELATO È PIÙ BASSO DI QUELLO DEL MERCATO LIBERO, LO DICE L’ACQUIRENTE UNICO

Il prezzo del mercato tutelato per le micro e piccole imprese, da quattro anni a questa parte, è inferiore ai prezzi praticati dal mercato libero, in concomitanza con un regime di prezzi discendenti. La quota del prezzo finale dell’energia pagato dai cittadini che si forma sul mercato è tra le più ampie in Europa: 47% in Italia contro il 35% della Germania. È questo il quadro che emerge da due studi promossi da Acquirente Unico: “I prezzi dell’energia elettrica per le micro e piccole imprese nelle rilevazioni della Camera di Commercio di Milano” e “Indagine comparata delle componenti di prezzo retail e degli strumenti di tutela nel mercato elettrico liberalizzato”. Gli studi, realizzati rispettivamente dall’istituto REF e da un team guidato dalla professoressa Fabiana Di Porto, dell’Università del Salento, sono stati presentati ai principali operatori del settore e ai rappresentanti delle Istituzioni.
“In tutta Europa - ha affermato Paolo Vigevano, presidente e amministratore delegato dell’AU - i prezzi dell’energia sono in calo, ma ovunque i consumatori non beneficiano di questo fenomeno per via dei crescenti oneri fiscali e parafiscali che si scaricano in bolletta. Si tratta di fenomeni su cui riflettere, soprattutto in un momento in cui il Governo sta predisponendo politiche per la discesa dei prezzi dell’energia per le imprese di medie e piccole dimensioni”.
“Per quanto riguarda l’Italia”, ha continuato Vigevano, “dobbiamo salutare come un successo il fatto che, comunque, un terzo degli utenti ha deciso di scegliere un operatore e affidarsi alle offerte del libero mercato, lasciando così il mercato tutelato. Certo, noi tutti vorremmo che dagli attuali 1,2/1,5 milioni di clienti l’anno si passasse a 2 o 3 milioni di transiti l’anno”.
Come emerge dallo studio sulle piccole imprese, il fatto che l’uscita dal mercato tutelato non sia più rapida va imputato alle difficoltà di un momento in cui si somma, in Italia, la sovracapacità dell’offerta e la contemporanea crisi della domanda. Occorre, invece, guardarsi da interpretazioni secondo cui il mercato tutelato costituisce un fattore distorsivo della concorrenza. Il mercato tutelato è, piuttosto, il benchmark che consente un’efficace politica di offerta. Forme di tutela, inoltre, sono presenti in vario modo in tutti i paesi europei, come pone in evidenza l’indagine comparata delle componenti di prezzo retail. In Gran Bretagna, patria della liberalizzazione, il regolatore interviene addirittura per verificare che eventuali aumenti di prezzo decisi dagli operatori rispecchino effettive variazioni nei costi”.
“Qualunque revisione dell'attuale meccanismo di tutela nel settore elettrico che voglia favorire il passaggio verso il mercato libero”, ha concluso il presidente e amministratore delegato di AU, “deve essere indirizzata a creare le condizioni affinché le offerte diventino più competitive a favore del consumatore e per stimolare la concorrenza. Soprattutto in una fase di crisi gravissima per le famiglie, per i consumatori e le PMI, ma anche per tutti gli altri attori, occorre guardarsi dal rischio di produrre soluzioni inefficaci perché di breve respiro”.

BOLLETTE ELETTRICHE, BORTONI: “13,7 MLD DI COMPONENETI PARAFISCALI NEL 2013”

«Il gettito delle componenti parafiscali collegate alle bollette elettriche delle famiglie ha raggiunto ormai le dimensioni di una manovra finanziaria: più di 11 miliardi nel 2012 e più di 13,7 miliardi nel 2013». Così Guido Bortoni, presidente dell’Aeeg in audizione alla Commissione industria della Camera.
Il 90% di questo gettito va a coprire gli incentivi alla generazione elettrica da fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico. Il garante del settore non intende sconfessare la politica degli incentivi in sé ma segnala che la si potrebbe rendere meno onerosa, dato che «nei prezzi al consumo dell’energia elettrica, dal gennaio 2009 al gennaio 2013 il peso percentuale delle politiche pubbliche di varia natura è triplicato».

BRUXELLES PROPONE -30% PER I CONSUMI DI ENERGIA UE AL 2030

Strategia vincente non si cambia. Così la Commissione europea non abbandona il triplice fronte d'attacco del pacchetto clima-energia per il 2020 e per il 2030, oltre alla riduzione del 40% di CO2 e al 27% di energia da rinnovabili, propone un nuovo tassello: l'aumento del 30% di efficienza energetica.
Una cifra in leggero rialzo rispetto alle previsioni, dopo l'imbeccata del presidente eletto del nuovo esecutivo Ue, Jean-Claude Juncker. "Per me un target vincolante del 30% sull'efficienza energetica è il minimo" ha detto pochi giorni fa Juncker agli eurodeputati. Un assist per il commissario al clima, Connie Hedegaard, alla guida del drappello dei più 'ambiziosi' del collegio, che nella riunione di oggi ha avuto la meglio.
Visti i tempi stretti per l'approvazione ad ottobre, il nuovo pacchetto clima-energia era già sottoposto da tempo al fuoco incrociato di blocchi diversi di Stati membri, ambientalisti, industria e gruppi politici dell'Europarlamento.
Secondo, Gunther Oettinger, commissario Ue all'energia, il target Ue di aumento dell'efficienza energetica del 30% per il 2030 "è proporzionato, ma anche ambizioso" e "ha buone possibilità di essere adottato dal Consiglio Ue". Se poi avrà un carattere vincolante o meno, saranno i leader europei nell'ottobre prossimo a dirlo.
Ogni decisione sul pacchetto si prospetta però più che mai difficile per i 28, considerando il problema della sicurezza energetica e la dipendenza da Mosca, nel pieno dello scontro diplomatico sulla crisi ucraina. I punti di vista in materia sono piuttosto diversi.
Se, da un lato, Hedegaard considera il nuovo target sull'efficienza energetica "non una buona notizia per Putin", per Greenpeace "si tratta di un regalo agli oligarchi del mondo" e il Wwf è "deluso". Dura anche la posizione del gruppo dei socialisti dell'Europarlamento, che considera la proposta "un'occasione mancata" per il suo carattere non vincolante e la cifra, inferiore al 40% indicato dal precedente Europarlamento. Pronti a dare battaglia anche i liberali dell'Alde, che puntano ad un obiettivo "molto più elevato" del 30%, come i Verdi.
Sul fronte opposto Businesseurope, la Confindustria europea, secondo cui il triplice target "rischia di essere, ancora una volta, improduttivo" e preme invece per "azioni immediate per ridurre i prezzi non competitivi dell'energia nell'Ue".

AUTORITÀ, OLTRE 1000 RICHIESTE CONCILIAZIONE ONLINE

A un anno dalla sua attivazione, il servizio conciliazione on line dell'Autorità per l'energia ha ricevuto più di mille richieste di intervento, con un aumento del 158% negli ultimi sei mesi. È quanto emerso nel convegno sul “Servizio conciliazione energia dell'Autorità: the Alternative Dispute ReVolution”.
La conciliazione on line è un servizio introdotto dall'Autorità per affrontare - e risolvere - gratuitamente e con l'assistenza di un mediatore eventuali controversie con i fornitori di luce o gas. Nel primo anno di vita - si legge in una nota dell'Autorità - sono 260 le conciliazioni andate a buon fine con la stipula di transazioni per rateizzazioni, rettifiche di fatturazione, restituzione di importi ed anche compensazioni ai clienti finali. Oltre il 60% delle domande ha riguardato controversie sulla fatturazione, come ad esempio doppie bollette o maxi-conguagli consumi stimati, letture di switching e, in seconda battuta, problematiche contrattuali come morosità, distacchi e volture. Nel 50% dei casi il valore della controversia non ha superato i mille euro, ma ci sono state conciliazioni per importi fino a 200 mila euro.
Al Servizio si sono rivolti soprattutto clienti domestici (79%) per richieste che hanno riguardato in prevalenza il settore elettrico (57%), per il 35% il settore gas e l'8% a forniture congiunte di luce e gas.

CAPACITY PAYMENT, IL MINISTERO FIRMA IL DECRETO

Il ministero dello Sviluppo Economico, in coerenza col pacchetto di provvedimenti che si stanno approntando per ridurre la bolletta energetica a favore delle pmi (e che introdurrà anche altre misure di risparmio oltre a quelle già individuate dal Dl competitività), ha approvato, firmando il relativo decreto, la disciplina a regime del mercato della capacità elettrica.
Lo rende noto il ministero in un comunicato precisando che si tratta dello schema elaborato da Terna e trasmesso dall'Autorità dell'Energia.
Il provvedimento, che si prevede dispiegherà i suoi effetti a partire dal 2018/2019, è finalizzato ad aumentare la contendibilità del mercato, a garantire la sicurezza del sistema elettrico a minimo costo e a integrare al meglio anche le fonti rinnovabili.
Il decreto del Mise dispone che il nuovo meccanismo sia funzionale ad assicurare una riduzione dei costi del sistema e degli oneri a carico dei consumatori.

REPORT GSE, DALLE RINNOVABILI IL 31% DELLA PRODUZIONE TOTALE ITALIANA NEL 2012

Le fonti rinnovabili ricoprono un ruolo sempre più importante nel mix energetico nazionale. A fine 2012, secondo l'ultimo Rapporto statistico del Gestore dei servizi energetici (Gse), gli impianti alimentati da fonti rinnovabili rappresentavano circa il 37% della potenza complessiva istallata in Italia e il 31% della produzione lorda totale. La potenza installata in Italia nel 2012 ha raggiunto i 47.345 MW, 5.946 MW in più rispetto al 2011, anno in cui l'aumento della potenza rinnovabile installata era stato pari a 11.115 MW. A livello di impianti, quelli italiani alimentati con fonti rinnovabili sono 484.587 a fine 2012 contro i 335.151 dell'anno precedente, una crescita dovuta ai circa 150mila nuovi impianti fotovoltaici installati nella Penisola. Grazie al contributo delle nuove installazioni, la produzione rinnovabile ha segnato un nuovo record arrivando a 92.222 GWh, l'11% in più rispetto al 2011. A questo quantitativo la produzione idraulica contribuisce con 41.875 Gwh; seguono la fonte solare (18.862 GWh), l'eolica (13.407 GWh), le bioenergie (12.487 GWh) e la geotermica (5.592 GWh). Sempre secondo l'ultimo rapporto del Gse, il cospicuo incremento ha modificato anche la posizione nazionale rispetto agli altri Paesi dell'Europa dei 15. Nel corso del 2012 solo la Germania, con 136.814 GWh, e la Svezia, con 96.511 GWh, hanno prodotto da fonti rinnovabili più dell'Italia, che nell'anno ha messo a segno un sorpasso sulla Spagna (86.510) conquistando il terzo posto.

IL CONSIGLIO STATO DÀ RAGIONE ALL’AUTORITÀ, NO AI 150 MILIONI DI EXTRACOSTI

I consumatori italiani non dovranno pagare extra oneri fino a 150 milioni sulle bollette elettriche. È l'effetto della sentenza del Consiglio di Stato cha ha dato ragione all'Autorità per l'energia, confermando la validità del metodo di calcolo del valore degli incentivi CIP-6 per le fonti rinnovabili e assimilate, introdotto con la delibera 553/2013/E/EEL. Un provvedimento che aveva avuto, fra l'altro, il pieno sostegno delle Associazioni dei consumatori, intervenute nella fase di consultazione pubblica e, dopo un contenzioso durato diversi anni, porta a oltre 1,2 miliardi gli extracosti evitati complessivamente. In particolare, il supremo organo della giustizia amministrativa, riconoscendo il principio della competenza e della ampia "discrezionalità tecnica" dell'Autorità nello stabilire l'importo del conguaglio del costo evitato di combustibile (CEC) per il 2008, ha pienamente confermato la validità del metodo adottato. Se fosse stato accolto il ricorso delle aziende a favore di un valore più elevato, per le bollette vi sarebbe stato un ulteriore aggravio dai 100 ai 150 milioni.
Respinta anche ogni richiesta di risarcimento di danni patrimoniali. La delibera 553/2013 attuava quanto previsto da precedenti sentenze del Consiglio di Stato, secondo le quali nell'aggiornamento del valore del CEC si deve far riferimento al costo medio dei contratti del gas per una centrale termoelettrica e che, però, se questo fosse risultato "iniquo, irreale, sbilanciato", si sarebbero potuti assumere elementi correttivi individuando "parametri oggettivi e ragionevoli" per riportarlo nell'ambito del "modello di un operatore virtuoso".

ITALIA SOLO 49° PER QUALITÀ DELL’ENERGIA; NORVEGIA, NUOVA ZELANDA E FRANCIA IN TESTA

Il World Economic Forum ha presentato il Global Energy Architecture Performance Index Report 2014 (Report Globale 2014 sulla performance energetica di 124 paesi nel mondo), realizzato in collaborazione con Accenture. L'analisi nasce con l'intento di stimolare l'impegno dei Paesi nell'affrontare le sfide e le opportunità energetiche in modo innovativo.
L'Indice valuta 124 paesi e da quest'anno alcune aree geografiche (28 stati Ue, Nord Africa, Brics, Nord America, l'Africa sub-sahariana e l'Asean) in base a tre indicatori: crescita economica, sostenibilità ambientale e sicurezza energetica, analizzando le interazioni tra i diversi Paesi e i gradi di dipendenza che influenzano gli sforzi di ogni Paese.
La Norvegia è in testa alla classifica, seguita da Nuova Zelanda e Francia. Le prime dieci posizioni sono dominate da paesi Ue e Ocse con l'eccezione di Costa Rica e Colombia.
Il 41% dell'energia dei primi dieci paesi proviene da fonti energetiche a basse emissioni di carbonio (nucleare compreso) rispetto ad una media globale del 28%. L'Unione Europea e i paesi Nordici occupano le posizioni più alte in classifica, anche grazie alla priorità che destinano agli investimenti per lo sviluppo di economie a basse emissioni attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili e politiche di efficienza energetica. La spinta verso la sostenibilità ha comportato alcuni compromessi riguardo all'accessibilità energetica, come suffragato dal dibattito politico in Europa, mentre le utilities e i consumatori devono scontrarsi con i prezzi e un panorama politico incerto.
Nella classifica generale, l'Italia si colloca al 49° posto, risultando ultima tra i paesi UE 28 (26° posizione su 28 davanti a Cipro e Malta). I risultati dei paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) subiscono le ripercussioni di una maggiore presenza di industrie a intenso consumo energetico e generazione di emissioni.
"La ricchezza di risorse o lo sviluppo economico da soli non garantiscono importanti risultati nell'Indice", spiega Roberto Bocca - senior director, responsabile delle industrie energetiche del World Economic Forum. "Per un sistema energetico efficace, i paesi devono focalizzarsi su tutti e tre gli aspetti del triangolo energetico: sostenibilità ambientale, sicurezza delle risorse e accessibilità".
Il report rileva che molti paesi in via di sviluppo lottano ancora per soddisfare le esigenze energetiche di base dei propri cittadini, fornendo energia a meno del 50% della popolazione totale. Il documento evidenzia inoltre le eccessive dipendenze di molti sistemi energetici, con il 32% dei paesi che dipende dalle importazioni per soddisfare più della metà del proprio fabbisogno energetico. Tuttavia, il commercio energetico può influenzare positivamente sia i paesi importatori che quelli esportatori, ma può anche porre rischi economici e di sicurezza dell'energia, in particolare quando abbinato alla dipendenza da
pochi partner commerciali.

ZANONATO FIRMA DM CHE RIDUCE ONERI SCARICATI IN TARIFFA

D'ora in avanti la remunerazione dell'energia elettrica da impianti Cip6/92 sarà più aderente e coerente con la struttura dei costi del mercato del gas naturale, consentendo così una riduzione degli oneri complessivamente scaricati in tariffa. Il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha infatti emanato il decreto sulle nuove modalità di determinazione del cosiddetto CEC, ossia il parametro rappresentativo del costo evitato di combustibile che viene utilizzato per definire la remunerazione dell'energia elettrica prodotta dagli impianti in convenzione Cip 6/92. Tali nuove modalità saranno applicate con gradualità per il 2013 e, a regime, dal 1° gennaio 2014. Il provvedimento rappresenta l'attuazione di una specifica attribuzione prevista dal decreto legge 69/2013, da esercitare sulla base della proposta formulata dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. "La misura rientra tra quelle adottate negli ultimi mesi dal Governo e dal Parlamento per ridurre i costi della bolletta elettrica per imprese e famiglie, come fattore indispensabile per favorire la ripresa economica e l'occupazione", spiega il ministero in una nota.

EFFICIENZA ENERGETICA, OK DALLA CONFERENZA UNIFICATA ALLO SCHEMA DI DECRETO

Lo schema di decreto legislativo recante l’attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica ha ottenuto nei giorni scorsi il parere positivo da parte della Conferenza Unificata e ha accolto la richiesta dell’Anci prevedendo nel fondo per l'efficienza energetica una quota di risorse ad hoc per il "teleriscaldamento e il teleraffreddamento".
Per il Vice Ministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti si tratta di “passi in avanti che aiuteranno a rendere piu' efficace il decreto". De Vincenti ha spiegato che le modifiche richieste dalle autonomie porteranno ad esempio "maggiore finalizzazione del fondo per l'efficienza energetica, in particolare, riservandone una parte per il teleriscaldamento".
“Sono state accolte le nostre osservazioni - ha spiegato il sindaco di Bologna Virginio Merola -. Abbiamo sottolineato la necessità di prevedere nel fondo per l'efficienza energetica una quota per il teleriscaldamento e il teleraffreddamento per il finanziamento di questi interventi. E' stata accolta anche la richiesta di accessibilita' ai dati Enea da parte dei Comuni sul controllo dell'efficienza energetica degli edifici pubblici".
Lo schema di decreto è ora all’esame in sede consultiva della Commissione Attività produttive della Camera.

POMPE DI CALORE, DAL 1° LUGLIO È IN VIGORE LA TARIFFA D1 PER IL RISCALDAMENTO DOMESTICO

Arriva la rivoluzione per l’energia elettrica: dal 1° luglio è disponibile, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2015, la nuova tariffa D1 per gli utenti privati che decideranno di utilizzare la pompa di calore come esclusiva fonte di riscaldamento. Rientrano nella sperimentazione solo impianti in grado di riscaldare l’abitazione in modo monovalente ed eventualmente raffrescare e produrre acqua calda sanitaria.
Ma in cosa la nuova tariffa D1 è diversa dalla tariffa attuale? Il prezzo dell’energia elettrica per gli utenti domestici italiani è definito - come è noto - sommando tre corrispettivi: un corrispettivo fisso (definito in centesimi di euro/anno); un corrispettivo di potenza, proporzionale al valore di potenza impegnata (in centesimi di euro/anno per ogni kW); un corrispettivo variabile in funzione dei consumi effettivi (in centesimi di euro/kWh). Le tariffe domestiche attualmente in vigore (chiamate D2 e D3) prevedono che quest’ultima componente variabile abbia un valore crescente con i consumi e risultano quindi “progressive”: più consumi, più paghi ogni kWh consumato; i clienti con alti livelli di consumo annuo sono dunque i più penalizzati dall’attuale struttura tariffaria progressiva, con bollette elettriche che crescono più che proporzionalmente all’incremento dei consumi. Al contrario, la tariffa D1 prevede che ogni kWh sia pagato sempre uguale, indipendentemente dal volume di consumo annuo.
Secondo alcune stime effettuate, assumendo in un caso tipo una famiglia composta da quattro persone in un’abitazione in zona climatica E, dove il consumo annuo delle utenze elettriche è di circa 3000 kWh e dove per soddisfare il fabbisogno termico invernale, estivo e di acqua calda sanitaria una pompa di calore potrà consumare circa 3600kWh elettrici, la tariffa D1 comporterà un risparmio complessivo di oltre il 25% verso la tariffa D3, con una riduzione della spesa in bolletta di circa 500€ annui.

UE FISSERÀ TARGET CLIMA-ENERGIA 2030 ENTRO OTTOBRE

L'Unione Europea fisserà i target di riferimento della strategia su clima-energia per il 2030 “al più presto possibile e non oltre ottobre”. Questa la scadenza prevista nelle conclusioni del vertice Ue. Dietro forte pressione della Polonia, il testo non fa cenno alle cifre proposte dalla Commissione Europea (un taglio vincolante a livello nazionale del 40% di CO2 rispetto al 1990 e un target Ue di almeno il 27% di energia da rinnovabili), ma assicura che “alla luce del summit Onu sul clima di settembre” l'obiettivo di riduzione della CO2 “sarà pienamente in linea con quello di lungo periodo per il 2050”, cioè di almeno l'80%. In compenso nella partita per il 2030 oltre a taglio di gas serra e rinnovabili è rientrata l'efficienza energetica. I leader dei 28 chiedono chiaramente una “tempestiva revisione della direttiva sull'efficienza energetica” per elaborare in tempo un nuovo quadro di riferimento. Il vertice Ue di giugno arriverà dopo una valutazione dell'impatto dei target proposti su ciascuno Stato membro, l'elaborazione di meccanismi per una condivisione degli oneri fra i Paesi Ue e di misure per evitare una potenziale delocalizzazione, assicurando la competitività delle industrie europee più energivore. Perché ad avere l'ultima parola sull'intero pacchetto non saranno i ministri dell'ambiente o dell'energia, ma i leader dei 28, probabilmente al vertice Ue di ottobre.
Per giugno quindi è attesa una discussione più accesa di quella di oggi, in cui si è rotto il ghiaccio per la prima volta e “nessuno si è battuto fino in fondo per avere subito i target” riferiscono fonti Ue. “Questa volta insomma la Polonia l'ha avuta vinta, ma probabilmente la prossima non sarà così” avvertono le stesse fonti comunitarie.

IL LIGHT LUNCH DI FEDERUTILITY PER L’ILLUMINAZIONE PUBBLICA

All’interno del Festival dell’Energia - a cura di Aris, Politecnico di Milano e Allea e in collaborazione con Assoelettrica, Assorinnovabili, Anigas e Federutility - è andato in scena nei giorni scorsi il Light Lunch, evento promosso da Federutility e interamente dedicato al tema dell’illuminazione pubblica.
Si è trattato di un appuntamento rivolto ad amministratori pubblici e gestori energetici, dove il tema dell’Illuminazione Pubblica è stato declinato verso l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale e il risparmio di risorse pubbliche. Senza tuttavia dimenticare la componente della sicurezza urbana, per la quale l’illuminazione degli spazi pubblici rappresenta un elemento di protezione deterrente.
L’illuminazione pubblica - fatta non solo di pali di ferro, cemento e lampadine - è stata presentata come un sistema di infrastrutture di servizio, utilissime e innovative: con i led possono essere ridotti i consumi, con i dimmer si controlla a distanza l’intensità luminosa, con una centralina telefonica ci si connette. Il risultato è un insieme di servizi innovativi, dal monitoraggio del traffico, all’infomobilità, dalla gestione della mobilità elettrica al monitoraggio della qualità dell’aria, dalla sicurezza all’interattività sociale.
Nessuna di queste innovazioni è futuribile, piuttosto presente e tecnologicamente matura e vista la pervasività e diffusione della rete di illuminazione pubblica è evidente il ruolo che questa può svolgere nei nuovi e tradizionali servizi urbani.
Il Light Lunch è stata l’occasione per fare il punto sull’Illuminazione Pubblica e il futuro delle smart city. L’intero comparto rappresenta da solo il 12% dei consumi annuali di energia elettrica, il 60% del costo delle bollette pagate dai Comuni e ogni cittadino - più o meno consapevolmente - partecipa pagando circa 20 € all’anno, come ha ricordato Andrea Bossola Direttore Reti di ACEA S.p.A. L’utilizzo di tecnologie smart è in grado di ridurli del 30%, con minori emissioni di CO2 dell’ordine di 1,3 Ml di tonn/anno.
Per avviare processi di innovazione, è opportuno innanzitutto un quadro normativo organico e la Legge Regionale Lombarda (L.R. 17/2000), presentata da Dino De Simone responsabile del Gruppo di Lavoro Lombardo sul Piano Energetico Ambientale, è ritenuta un utile veicolo estendibile al Paese.
Il comparto - costituito oltre che dai gestori delle reti di illuminazione pubblica anche da oltre mille pmi - registrano un fatturato di 4 mld all’anno. L’Italia risulta quarto produttore al mondo di sistemi e corpi illuminanti, con alto valore tecnologico, e con firme di altissimo livello di design e made in Italy noto in tutto il mondo, come hanno raccontato i responsabili di ASSIL e AIDI, sottolineando che la rivoluzione dell’illuminazione pubblica è già in corso con l’adozione dei LED.

CONSIGLIO DEI MINISTRI: 800 MILIONI PER L’EFFICIENZA ENERGETICA

Su proposta della Presidenza del Consiglio, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente, il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi il decreto di recepimento della direttiva europea (2012/27 UE). Con questo atto sono introdotte nuove misure finalizzate a promuovere l’efficienza energetica nella pubblica amministrazione centrale, nell’edilizia pubblica e privata, nei processi produttivi, nei sistemi di produzione, trasmissione e distribuzione di energia e nel settore domestico, per conseguire l’obiettivo di riduzione dei consumi di energia al 2020 già fissato dalla Strategia energetica nazionale.
“Consumare meno e meglio: un’economia più efficiente sotto il profilo energetico è la chiave di volta per rilanciare la crescita economica e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro connessi alla diffusione di soluzioni tecnologiche innovative - ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi.- Il Governo mette a disposizione quasi 800 milioni di euro dal 2014 al 2020 per promuovere l’efficienza energetica. Sono inoltre previste - conclude il Ministro - iniziative che mirano ad accrescere la consapevolezza dei consumi energetici tra le famiglie”.
“La sfida dell’efficienza energetica - ha sottolineato il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti - può rappresentare un volano per la ripartenza del Paese, perché innescherà lavoro e quindi sviluppo sia nel pubblico che nel privato nell’ambito della Green Economy. Otterremo così, in prospettiva, un rilevante risparmio sia ambientale, in termini di minori emissioni di gas serra e polveri sottili, che economico grazie al minore consumo di energia. - Se pensiamo che il consumo degli edifici pubblici è pari al 18% di quello generale dello Stato, si comprende come acquisisca assoluto rilievo già il solo obiettivo di ‘ambientalizzazione’ del nostro patrimonio pubblico immobiliare”.

TAGLIO BOLLETTA 10% A PMI, IL DECRETO ARRIVERÀ VERSO METÀ MAGGIO

Il piano per ridurre del 10% della bolletta elettrica per le piccole e medie imprese, “di cui ho parlato con il presidente del Consiglio, è a buon punto e ridurrà il gap che separa le nostre imprese dai concorrenti europei, aumentandone la competitività”.
Lo ha detto nei giorni scorsi in una nota il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Il taglio dei costi dell'energia per le Pmi - ha confermato Matteo Renzi dopo il Cdm della scorsa settimana - “siamo pronti a farlo partire, vediamo se approvarlo subito o dopo le elezioni per evitare che sia considerata una misura elettorale”.
Nel mirino potrebbero esserci i 300-400 milioni di euro l'anno destinati alle Ferrovie dello Stato che godono appunto di una tariffa speciale: un regime tariffario che risale al 1962 quando l'Enel acquisì le centrali idroelettriche e geotermiche che il gruppo Fs deteneva e i segmenti di rete che allora appartenevano alle Ferrovie. Regime tariffario che per 52 anni non è mai stato ritoccato, ma che questa volta potrebbe essere rivisto.
Dalle riduzioni delle agevolazioni di cui godono Vaticano e San Marino, invece, si potrebbero ricavare tra i 10 e i 30 milioni. Dagli interventi sulle Reti interne di utenza e Sistemi efficienti di turno, oggi esonerati dal pagamento degli oneri generali di sistema, invece, sottolineano esperti del settore, si potrebbero ricavare circa 50 milioni rimodulando le esenzioni. Tra le leve possibili per alleggerire la bolletta delle Pmi, ci sono quelle legate al costo dello smantellamento delle centrali nucleari (Latina, Caorso, Trino Vercellese, Garigliano) che ammonta complessivamente a circa 150 milioni.

SBILANCIAMENTI, IL CONSIGLIO DI STATO CANCELLA LE DELIBERE DELL'AUTORITÀ

Il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli dell'Aeegsi, annullando definitivamente le delibere n. 281 e 493 del 2012 in materia di sbilanciamenti. In quei pronunciamenti l’authority reintroduceva l'obbligo per i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili intermittenti (eolico e fotovoltaico) di pagare gli oneri di sbilanciamento in base al principio secondo cui siccome la produzione dal sole e dal vento non è perfettamente programmabile, sono i produttori di queste energie a dover pagare i costi sostenuti da Terna per tenere in equilibrio la rete in occasione degli sbalzi positivi o negativi di potenza da fonte rinnovabile. È bene ricordare, tra l’altro, che Tar e Consiglio di Stato avevano già censurato analoghe delibere dell'Aeegsi.
La sentenza dà quindi ragione a numerosi operatori e associazioni, tra cui Anev e AssoRinnovabili, a conclusione del percorso giurisdizionale di contestazione della disciplina avviato nel 2012.
“Un grande risultato per tutto il settore in generale, e per la nostra associazione in particolare - commenta Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili, a valle della sentenza. - Il percorso è stato lungo e non privo di ostacoli, ma l'importante è che finalmente sia stato posto rimedio ad una disciplina ingiustamente lesiva degli interessi dei produttori di energia pulita”.
L'accertata illegittimità delle delibere, tuttavia, non dovrà corrispondere ad una nuova stangata sulla bolletta dei consumatori. Su questo punto Re Rebaudengo ha le idee molto chiare: “È con grande senso di responsabilità che intendiamo affrontare la questione dei costi, che resteranno a carico degli operatori. Ci auguriamo, pertanto, che la futura regolazione economica e tecnica che l'Autorità dovrà predisporre introduca meccanismi equi e calibrati sulla specificità delle singole fonti e che tenga conto delle difficoltà ad effettuare previsioni affidabili di immissione in rete.
Il Consiglio di Stato rileva anche come - si legge in una nota Anev - “la riscontrata discriminazione non può ritenersi superata in ragione della previsione di apposite franchigie, atteso che le stesse, come si afferma negli stessi provvedimenti dell’Autorità, non sono differenziate in ragione della tipologia di fonte”.
A fronte di questa ulteriore pronuncia, l’Associazione dell’eolico ribadisce la propria piena condivisione del principio, peraltro ripreso anche dal Consiglio di Stato, che le fonti rinnovabili non programmabili possano contribuire anche loro agli oneri di sbilanciamento, ma solo nei limiti in cui questo non risulti discriminatorio rispetto alle altre fonti, e quindi nei limiti di quanto tecnicamente possibile.

CIP 6, CONSIGLIO DI STATO DA' RAGIONE AD AEEGSI: “EVITATI EXTRACOSTI PER 150 MLN SU BOLLETTE”

I consumatori italiani non dovranno pagare extra oneri fino a 150 milioni di euro sulle bollette elettriche. Così i giudici del Consiglio di Stato che hanno dato ragione all'Aeegsi, confermando la validità del metodo di calcolo del valore degli incentivi Cip-6 per le fonti rinnovabili e assimilate, introdotto con la delibera 553 del 2013. In particolare, il Consiglio di Stato, riconoscendo il principio della competenza e della ampia "discrezionalità tecnica" dell'Autorità nello stabilire l'importo del conguaglio del costo evitato di combustibile (Cec) per il 2008, ha pienamente confermato la validità del metodo adottato. Se fosse stato accolto il ricorso delle aziende a favore di un valore più elevato, per le bollette vi sarebbe stato un ulteriore aggravio dai 100 ai 150 milioni di euro.
Respinta anche ogni richiesta di risarcimento di danni patrimoniali.
"Il provvedimento - spiega l’Autorità in una nota - aveva avuto, fra l'altro, il pieno sostegno delle Associazioni dei consumatori, intervenute nella fase di consultazione pubblica e, dopo un contenzioso durato diversi anni, porta a oltre 1,2 miliardi gli extracosti evitati complessivamente".
La delibera 553 del 2013 attuava quanto previsto da precedenti sentenze del Consiglio di Stato che avevano stabilito che nell'aggiornamento del valore del Cec si dovesse far riferimento al costo medio dei contratti del gas per una centrale termoelettrica e che, però, se questo fosse risultato "iniquo, irreale, sbilanciato", si sarebbero potuti assumere elementi correttivi individuando "parametri oggettivi e ragionevoli" per riportarlo nell'ambito del "modello di un operatore virtuoso".

SBLOCCA-ITALIA, IL GOVERNO RENZI VUOLE TORNARE A ESTRARRE PETROLIO E GAS

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi potrebbe riuscire a sbloccare gli investimenti per avviare l'estrazione di idrocarburi sul territorio nazionale e oltretutto senza che le Regioni possano mettersi di traverso sui nuovi progetti. È quanto emerge dal Decreto Sblocca-Italia uscito dal Consiglio dei ministri di venerdì, anche se qualche dubbio sull’effettiva portata del testo rimane. Solo dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale si potranno avere certezze su quello che effettivamente conterrà. Su molte parti, in ogni caso, c’è pieno assenso: è il caso dell’articolo 44, secondo cui “le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale rivestono carattere di interesse strategico e sono di pubblica utilità, urgenti e indifferibili”. Lo Stato si riprenderebbe dunque i pieni poteri in materia energetica, non più affidata alla competenza concorrente Stato-regioni. Lo Sblocca-Italia punta in effetti a superare i veti delle Regioni per gli investimenti delle compagnie e a velocizzare gli iter autorizzativi. Secondo le stime di Nomisma Energia, ci sono 15 miliardi di investimenti potenziali che potrebbero garantire all’erario almeno 1 miliardo di maggiori entrate all’anno fra imposte e royalties.
Lo stesso Renzi non ha fatto mistero del suo obiettivo, dichiarando in conferenza stampa che “è assurdo continuare a importare, invece di estrarre il petrolio nel sottosuolo di Basilicata e Sicilia”. I progetti, ha poi precisato, verranno studiati "ovviamente con il coinvolgimento delle Regioni”. Ma la decisione finale sarà comunque del Governo.
Lo stesso ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha confermato che il decreto Sblocca-Italia propone “una serie di norme che attribuisce al governo centrale capacità di indirizzo, pianificazione e accelerazione per le procedure di costruzione di infrastrutture per l'estrazione di risorse sul nostro territorio”.
E il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, senatrice del Nuovo Centrodestra, Simona Vicari, ha aggiunto che “c'è tanto per la Basilicata nel decreto Sblocca Italia: finalmente abbiamo dato ai cittadini lucani gli strumenti necessari per sfruttare le rilevanti risorse del loro sottosuolo, che per troppo tempo, a causa di leggi stratificate e di una burocrazia contorta, non sono riuscite a produrre la necessaria ricchezza”.
Intanto è stato approvato un emendamento al collegato Ambientale, in commissione Ambiente alla Camera, che istituisce in Italia il divieto di fracking, la tecnica di fratturazione delle rocce per la ricerca di idrocarburi, in particolare gas. Lo afferma il relatore al provvedimento Enrico Borghi del Pd, secondo cui il testo andrà in Aula a metà settembre. Inoltre, nessuna norma che autorizza l'estrazione di shale gas è stata introdotta dal Governo nel decreto legge sblocca Italia. Lo chiarisce in una nota il Ministero dello Sviluppo economico, smentendo le indiscrezioni di stampa diffuse negli ultimi giorni.

CEER (REGOLATORI ENERGETICI UE) SU CAPACITY PAYMENT E RINNOVABILI

Dal Consiglio dei regolatori energetici europei (Ceer) arriva il docuemnto a commento delle Linee guida sull’intervento dello Stato nel settore elettrico presentate nei mesi scorsi dalla Commissione Ue. Il Ceer muove dall’esame di meccanismi di capacity payment, di strumenti tecnologici per realizzare risparmi di sistemi significativi e da una riforma degli incentivi alle rinnovabili.
In Europa, in particolare in Italia e Germania, il tema del capacity payment è particolarmente sentito avendo messo in crisi la produzione elettrica dei cicli combinati. Per il Ceer “misure sulla capacità incompatibili o mal disegnate rischiano di distorcere il mercato elettrico e le decisioni di investimento”. Eventuali misure di remunerazione della capacità, dovrebbero essere subordinate alla valutazione dell'adeguatezza della capacità di generazione a livello europeo o regionale, di fondamentale importanza per determinare la necessità di generazione flessibile tenendo conto delle dinamiche di quella intermittente e dei possibili benefici delle interconnessioni. A questo scopo, il Consiglio sta lavorando al rapporto "Assessment of generation adequacy in European countries", che sarà presentato all'inizio del 2014.
Inoltre, per aumentare stabilità ed efficienza del sistema elettrico occorrerebbero interventi sulla gestione della domanda, che “potrebbero portare risparmi per decine di miliardi all'anno. Risparmi che arriverebbero soprattutto da investimenti evitati per garantire la copertura nei picchi di domanda, molto probabilmente sotto forma di richiesta di incentivi da parte delle centrali elettriche convenzionali”. Il risultato sarebbe anche una “maggiore efficienza del sistema e maggior capacità di accogliere le fonti rinnovabili intermittenti”.
Infine, il Ceer propone una revisione sul sistema di incentivi alle rinnovabili, con un sistema market-based, possibilmente finanziato dalla fiscalità generale. L'obiettivo dovrebbe essere creare “un campo da gioco livellato dove si considerino sia le esternalità positive che negative”.

SMART METER, AL VIA LA SPERIMENTAZIONE AEEGSI IN 9 CITTA’

In nove grandi città italiane stanno arrivando gli “smart meter multiservizio”, una sperimentazione nei settori del gas, dell’acqua, dell’energia elettrica, teleriscaldamento ed altri servizi di pubblica utilità, per un totale di circa 60 mila punti di fornitura coinvolti.
L’iniziativa è promossa dall’Aeegsi che, attraverso un’apposita Commissione composta anche da esperti esterni, ha selezionato sette progetti pilota di telegestione multiservizio da realizzare a Torino, Reggio Emilia, Parma, Modena, Genova, Verona, Bari, Salerno, Catania e in alcuni Comuni di minori dimensioni1.
I progetti sono finanziati con un mini-contributo di circa 10 centesimi l’anno per consumatore a livello nazionale, prelevato attraverso la bolletta del gas e si propongono di sperimentare, in una logica smart city, la possibilità di utilizzare un’unica rete condivisa per trasferire i dati sui consumi dai contatori di luce, gas, acqua ai diversi fornitori. Una soluzione innovativa e tecnicamente avanzata che consentirebbe di ridurre i costi di gestione e di funzionamento dei servizi, assicurando una gestione ottimale dei flussi di dati.
I risultati dei sette progetti vincitori saranno resi pubblici e messi a disposizione di tutti gli operatori dei servizi regolati direttamente dall’Autorità ma anche di altri settori come l’illuminazione pubblica o altri servizi “smart city”. Fra questi ultimi, ad esempio, la sperimentazione di sensori per parcheggi dedicati ai portatori di handicap (prevista dal progetto della ASEC di Catania); di sensori per le rilevazioni del rumore (AGSM Verona); di sensori per misurare il riempimento dei cassonetti dei rifiuti (Hera di Modena),i di sensori per la rilevazione delle perdite dall’acquedotto pubblico (Acquedotto Pugliese e Comune di Bari).
Nell’ambito del bando per la selezione dei progetti, l’Autorità ha inoltre previsto la fornitura ai clienti interessati di informazioni sui propri consumi “online” e in ottica multi-servizio: anche se i contatori delle diverse utenze rimarranno separati, i clienti potranno accedere ad un unico sito web nel quale trovare tutti i consumi relativi alle diverse forniture.
La realizzazione e gestione dei sistemi di telegestione multi-servizio sarà a cura di “operatori terzi”, separati rispetto ai distributori di gas coinvolti nei progetti.
I tempi previsti sono di un anno per la realizzazione e da uno a due anni per la fase di esercizio; in quest’ultima fase i soggetti che realizzano le sperimentazioni dovranno inviare report periodici all’Autorità e diffondere i risultati ottenuti.

GALLETTI, IL TARGET DEL 30% PER L’EFFICIENZA IMPATTA SU TUTTO PACCHETTO UE

L'obiettivo del 30% entro il 2030 per l'efficienza energetica ha "un impatto molto importante sul pacchetto clima ed energia 2030, che è strategico per questa presidenza e per questo Parlamento" ed è anche "strettamente correlato all'obiettivo di crescita e occupazione che ci siamo dati". Così il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti davanti alla commissione ambiente dell'Europarlamento, sottolineando che "sarà il compito della presidenza italiana trovare un accordo il più ambizioso possibile e che metta d'accordo tutti i paesi Ue". Da qui l'appello ad "accantonare le divisioni" e a una "convergenza tra le principali forze politiche" in modo che "si possa procedere uniti come Europa" da cui bisogna "attendersi quel balzo in avanti che troppo a lungo è stato frenato da localismi e scelte di parte". In questo contesto la proposta di riforma dell'Ets "riveste per la presidenza italiana un'importanza particolare" su cui quindi, ha assicurato il ministro, "si impegnerà per far progredire i lavori in Consiglio".

DECRETO TAGLIA BOLLETTE, CORSA PER TROVARE LE RISORSE

Le nuove misure per ridurre del 10% il costo dell’energia a carico delle pmi sono al vaglio del Ministero dell’Economia, che ne deve verificare la fattibilità finanziaria. Il risparmio stimato è di circa 1,5 miliardi di euro, considerando che la spesa media annua per l’energia sostenuta da piccole e medie imprese italiane è circa 15 miliardi di euro. La domanda che ora rimbalza dal Ministero dello Sviluppo Economico a quello dell’Economia è come arrivare a quella cifra senza danneggiare gli operatori delle rinnovabili.
L'ipotesi di ridurre la componente A3 della bolletta tramite l'emissione di bond sembra non essere percorribile. A quanto riportano in diversi, sia Istat che Bankitalia avrebbero bocciato l'opzione perché i bond del Gse, così come l'alternativa della cartolarizzazione, in base alle regole Eurostat rischiano di gravare sul debito pubblico. Lo Sviluppo Economico - riporta Quotidiano Energia - sarebbe quindi orientato a riprendere in mano lo spalma-incentivi obbligatorio sugli impianti fotovoltaici già esistenti sopra i 200 kW, allungando da 20 a 25 anni il periodo di incentivazione, con la relativa riduzione dell'incentivo annuo. Per le banche sarebbe prevista la possibilità di coprire la differenza con dei finanziamenti, ma gli istituti sono preoccupati dei tagli retroattivi e chiedono una garanzia della Cdp, se non addirittura una garanzia diretta dello Stato. In alcuni ambienti è stata anche formulata l'ipotesi di affidare il bond alla Cassa conguaglio del settore elettrico, ma non è ben chiaro se il MiSE abbia valutato l'opzione.
Secondo le stime del ministero dello Sviluppo economico, il 70% dei commercianti dovrebbe beneficiare dello sconto in bolletta, con una diminuzione degli oneri pari a circa 3mila euro per un albergo, 400 euro per un ristorante, a quasi 900 euro per un piccolo esercizio commerciale e a circa 250 euro per un bar, “non proprio bruscolini”, come si è espresso il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi all'assemblea generale di Confcommercio, annunciando che il pacchetto di misure per sarà presentato il 20 giugno.
AssoRinnovabili, pur non condividendo le ragioni per cui non è stata accolta la soluzione dell’emissione del bond, “che avrebbe ridotto le bollette delle PMI in modo efficace senza colpire il settore delle rinnovabili”, ha inviato al Governo una nuova proposta di soluzione alternativa che, attraverso una dilazione dei pagamenti degli incentivi, sgraverebbe la componente A3 per una cifra di oltre 700 milioni.

HORIZON 2020, I PROGRAMMI DEL SETTORE ENERGIA

Presentato nei giorni scorsi presso il GSE il programma europeo Horizon 2020, che erogherà in sette anni (2014-2020) circa 77 mld. Il programma è strutturato in 3 macroaree: Eccellenza scientifica (Excellent science), Leadership industriale (Industrial technology leadership) e Sfide per la società (Societal challenges).
In ambito energetico - Sfide per la società - rientra il programma Energia sicura pulita ed efficiente (Secure, clean and efficient energy), a cui sono attribuiti 5,4 miliardi di euro (7,7% del budget complessivo) utilizzabili dalle imprese comunitarie per finanziare progetti mirati ai seguenti obiettivi: riduzione del consumo di energia e delle emissioni di carbonio grazie al suo utillizzo intelligente e sostenibile; energia elettrica a basso costo e a basse emissioni; fonti energetiche mobili e combustibili alternativi; unica rete elettrica europea intelligente; nuove conoscenze e tecnologie; processo decisionale e impegno pubblico di rilievo; adozione delle innovazioni in campo energetico.
Le misure a sostegno di progetti di interesse energetico si ritrovano nell'area Excellent science, Tecnologie emergenti e future (2,5 mld €); nell'area Industrial leadership, Nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione e trasformazione avanzate (circa 4 miliardi €); nell'area societal challenge, Trasporti intelligenti, verdi e integrati (5,8 mld €), Azioni per il clima, efficienza delle risorse e materie prime (2,8 mld €) e Sicurezza alimentare, agricoltura e selvicoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e sulle acque interne nonché bioeconomia (3,5 mld €).
Maggiori informazioni sul sito dell’Agenzia per la promozione della ricerca europea - Apre .

AIUTI DI STATO ALL'ENERGIA, ENTRANO IN VIGORE LE NUOVE REGOLE UE

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea C 200 la Comunicazione della Commissione europea “Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020”. Si tratta delle nuove linee guida sugli aiuti di Stato nei settori dell'energia e dell'ambiente, entrati in vigore nei giorni scorsi e che saranno valide fino al 2020. Per le rinnovabili vengono introdotti elementi di concorrenza nell'assegnazione degli incentivi; per gli energivori, la disciplina permette esenzioni per un numero limitato di settori definito nell'allegato 3 ma saranno possibili eccezioni per settori molto energivori. Quanto ai meccanismi di remunerazione della capacità (capacity payment), gli Stati dovranno dimostrare in modo chiaro e articolato perché il mercato non è in grado di fornire la potenza necessaria; l'incentivo dovrà remunerare solo la disponibilità di capacità e non la produzione di energia e dovrà essere technology neutral, cioè accessibile a chi dispone di capacità esistente (da qualsiasi fonte e tecnologia, a parità di prestazioni), a impianti ancora da realizzare, a sistemi di gestione dei carichi, agli accumuli, a nuove interconnessioni e ad aggregatori di produzione e di domanda. All'assegnazione degli incentivi potranno partecipare anche operatori di altri Stati membri.

FIRMATO ACCORDO MINAMBIENTE-INVIMIT PER RENDERE PIÙ EFFICIENTE IL PATRIMONIO PUBBLICO

Il ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, e l'amministratore delegato di Invimit Sgr (società del ministero dell'Economia), Elisabetta Spitz, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa “per fornire supporto tecnico agli Enti locali interessati all'efficientamento energetico del patrimonio pubblico”. In particolare, obiettivi della collaborazione sono, fra l'altro, quelli di facilitare i processi valutativi e gli audit energetici degli Enti Locali e Regioni interessati per l'attivazione di uno o più fondi immobiliari e di favorire la
collaborazione tra diverse Pubbliche amministrazioni al fine di sperimentare, con il supporto unitario di Invimit, le migliori pratiche per l'avvio dei fondi immobiliari, finalizzati all'efficientamento energetico e alla razionalizzazione del patrimonio pubblico di proprietà. Si tratta, come spiega il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti, “di un primo passo volto a rendere lo Stato e gli enti locali protagonisti di un processo virtuoso di efficientamento energetico del proprio patrimonio immobiliare”.
“Gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 - aggiunge il ministro - non riguardano solo le imprese e i cittadini, ma anche la pubblica amministrazione. Inoltre, la riqualificazione degli immobili pubblici potrà avere effetti positivi per l'ambiente così come per l'economia in ragione sia dei risparmi che potranno essere realizzati che degli investimenti che saranno necessari”.

PER BORTONI IL DECRETO SULLA P.A. MINA L’INDIPENDENZA DELL’AUTORITÀ

Il decreto sulla riforma della pubblica amministrazione "conterrebbe alcune disposizioni che, se confermate, da un lato non inducono risparmi di spesa e, dall'altro, minano l'indipendenza e la competenza tecnica che, negli anni, si sono concentrate nell'Autorità, soprattutto nella struttura". Lo ha affermato il presidente dell'Autorità per l'Energia, Guido Bortoni, parlando del decreto che, afferma, "incide sulle autorità indipendenti".
Secondo Bortoni, "il venir meno di queste condizioni ha un costo molto alto, in questo momento, per le prospettive di crescita dell'intero Paese con pesanti ricadute per i consumatori, famiglie e imprese, e per gli operatori dei settori energia e acqua".

IL PIEMONTE È LA PRIMA REGIONE PER INVESTIMENTI NELL’ENERGIA DA FONDI EUROPEI

È il Piemonte, con 265 milioni di euro la Regione italiana che ha destinato la quota maggiore di finanziamenti europei per la realizzazione di progetti in tema di efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili. Torino, con 50 milioni di euro per 195 progetti, è il Comune che in ambito regionale ha ricevuto i finanziamenti pubblici maggiori, secondi i dati del Dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico.

AUTHORITY, PER L’ENERGIA AL NORD MENO INTERRUZIONI E QUALITÀ MIGLIORE

Le famiglie e i piccoli consumatori di energia elettrica che beneficiano della migliore qualità del servizio a livello nazionale abitano prevalentemente al Nord Italia, in centri urbani di con oltre 50mila abitanti, e sono riforniti da società di distribuzione con la maggior parte di rete interrata. È quanto emerge dalla prima graduatoria a livello nazionale delle società di distribuzione di energia elettrica, realizzata dall'Autorità per l'energia sulla base del confronto fra numero e durata delle interruzioni, sia di diretta responsabilità del distributore sia per guasti provocati da terzi. Dalla classifica, emerge che le società di distribuzione di energia elettrica più virtuose a livello nazionale, con meno di due interruzioni l'anno e inferiori a 15 minuti, operano nelle aree urbane del Nord Italia e hanno la maggior parte della rete di distribuzione interrata. In generale, la situazione più favorevole per numero e durata di interruzioni riguarda circa 10 milioni di italiani che vivono nelle città con oltre 50.000 abitanti: il 68% subisce mediamente meno di tre interruzioni l'anno, il 20% da 3 a 6 interruzioni e il restante 12% oltre 6 interruzioni. Per quanto riguarda la durata delle interruzioni, 4 clienti su 10 hanno avuto in media disservizi complessivamente inferiori a 25 minuti, 5 su 10 hanno subito interruzioni dai 25 a 50 minuti, il restante 12% oltre i 50 minuti.
I disservizi colpiscono un po' più spesso (sia per numero che per durata) i 18 milioni di utenze situate nei comuni di media grandezza, con oltre 5.000 fino a 50.000 abitanti: il 16% delle utenze subisce mediamente meno di 3 interruzioni nell'anno, il 38% da 3 a 6 interruzioni, il restante 46% oltre 6 interruzioni. Inoltre, il 40% delle utenze subisce interruzioni per oltre 50 minuti e il 33% dai 25 ai 50 minuti. Solo il 27% dei consumatori ha interruzioni per meno di 25 minuti.
Infine, nei comuni più piccoli, quelli sotto i 5.000 abitanti, su circa 8,5 milioni di utenze - ben il 78% - subisce oltre sei interruzioni in un anno, il 21% da tre a sei interruzioni e solo l'1% ha avuto mediamente meno di 3 interruzioni; quanto alla durata delle interruzioni, il 3% delle utenze in media ha perso meno di 25 minuti, il 59% da 25 a 50 minuti, il restante 38% oltre i 50 minuti. Per le utenze allacciate in media tensione, le prestazioni migliori in relazione al numero di interruzioni lunghe e brevi e di interruzioni transitorie, sono equamente distribuite tra le imprese distributrici, anche se con un leggero primato delle società nel Nord Italia. Inoltre, anche per quanto riguarda la media tensione, le società di distribuzione con rete prevalentemente in cavo hanno prestazioni migliori rispetto a società che operano in aree caratterizzate dalla presenza di linee aeree. Più in generale, su circa 93.000 utenti collegati in media tensione, il 92% ha avuto un numero di interruzioni lunghe (oltre 3 minuti) e brevi (tra 1 secondo e 3 minuti) migliore degli standard definiti dall'Autorità, e l'87% degli utenti ha avuto un numero di interruzioni transitorie (inferiori a 1 secondo) entro i limiti indicati dall'Autorità.

D1, AL VIA LA SPERIMENTAZIONE DELLA NUOVA TARIFFA PER POMPE DI CALORE

L’Autorità per l’Energia elettrica, il Gas e i Sistemi idrici ha previsto l’obbligo di inserimento nelle prossime bollette di energia elettrica di una dicitura specifica per informare l’utenza delle nuove tariffe elettriche in caso di adozione di pompe di calore.
“Per tutti i clienti domestici che per il riscaldamento individuale dell'abitazione di residenza utilizzano unicamente pompe di calore elettriche, dal 1 luglio 2014 l'Autorità per l'energia consente di sperimentare una nuova tariffa (chiamata D1), relativa ai servizi di rete e agli oneri generali di sistema. La nuova tariffa (in c€/kWh) potrà essere applicata alle forniture di energia elettrica sia con contratti di mercato libero sia di maggior tutela e sarà costante, a prescindere dai consumi. Ulteriori informazioni inerenti i requisiti e le modalità di adesione, la possibile convenienza economica in diverse situazioni e le imprese di vendita di energia elettrica che offrono questa opportunità sono disponibili sul sito dell’ Autorità .

ENEA, CONSULTAZIONE PUBBLICA SULL’EFFICIENZA ENERGETICA

Partirà il prossimo 6 maggio sul web la consultazione pubblica degli Stati Generali dell'Efficienza Energetica, promossa dall'Enea con il supporto tecnico di EfficiencyKnow, partner di Smart Energy Expo, fiera internazionale sull'efficienza energetica di Verona. Sul portale statigeneraliefficienzaenergetica.it , tutti potranno partecipare alla discussione online, articolata in cinque settori strategici di sviluppo dell'efficienza energetica: semplificazione, finanziabilita', dinamiche domanda-offerta, comunicazione e formazione.
L'obiettivo e' di chiamare a raccolta tutti gli attori interessati all'efficienza energetica (aziende industriali, commerciali e di servizi; organizzazioni di ricerca; professionisti; consumatori) per contribuire a definire politiche e misure necessarie alla crescita di un settore fondamentale per il recupero della competitivita' del sistema Paese, anche sulla base delle esperienze gia' positivamente acquisite da operatori pubblici e privati.
La consultazione pubblica rimarra' aperta fino al 25 luglio. Sara' l'Enea a valutare i contributi presentati al fine di elaborare proposte concrete per una strategia nazionale ed europea sull'efficienza energetica, anche in vista dell'imminente semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea.
I risultati saranno presentati a ottobre nell'ambito di Smart Energy Expo. Gli Stati Generali che si terranno a Verona il 9 ottobre 2014.

PADOVA, COMUNE E HERA - ACEGAS-APS PER L’ILLUMINAZIONE PUBBLICA EFFICIENTE

Un investimento complessivo di circa 9 milioni e 300mila euro per i prossimi 9 anni, con l'obiettivo di ammodernare gli oltre 35mila «punti-luce» presenti a Padova. Il progetto prevede la sostituzione delle attuali lampade a mercurio con quelle a Led, con una spesa annuale di circa un milione di euro fino al 2022.
E' la scelta operata dalla giunta di Palazzo Moroni, su proposta diretta del sindaco reggente Ivo Rossi, e condivisa dal gruppo Hera-AcegasAps, che coprirà poco più del 35% della somma totale prevista. Il resto, pari a poco meno del 65%, lo metterà il Comune.
«Abbiamo la necessità di "ringiovanire" i cosiddetti corpi illuminanti che si trovano in città, a cominciare da quelli delle periferie ha spiegato Rossi E lo faremo, nei prossimi anni, adoperando una tecnologia migliore, cioè più performante, economica e pulita di quella utilizzata finora. In questo modo, doteremo i quartieri ed il centro storico di lampioni che faranno più luce sulle nostre piazze e strade, inquinando però di meno e consumando meno energia elettrica, garantendoci così un discreto risparmio in bolletta. Nei prossimi due anni - ha aggiunto Rossi - l'obiettivo è quello di sostituire almeno 12 mila "punti-luce"».

CHICCO TESTA (ASSOELETTRICA): IL GOVERNO FACCIA PARTIRE LE GARE

“Occorre che il governo bandisca al più presto delle gare per assicurare al Paese la necessaria capacità produttiva elettrica stabile, quella che va a sostituire le energie rinnovabili quando non producono”. Così Chicco Testa, presidente di Assoelettrica - l'associazione che rappresenta tutti i produttori elettrici nazionali - sintetizza i termini della questione energetica più controversa del momento, cioè il costo insostenibile del mantenimento in funzione delle centrali termoelettriche rese non più competitive dal boom delle rinnovabili. La presenza di queste centrali, però, resta preziosa per produrre l'energia che serve quando solare ed eolico, per ragioni meteorologiche, non producono.
Con le gare auspicate da Assoelettrica i produttori termoelettrici tradizionali potrebbero ottenere una remunerazione del costo assorbito dal fatto di mantenere attive le centrali a gas o a carbone, oggi poco sfruttate e quindi in perdita. “Da qui al 2017”, aggiunge Testa, “una copertura di questi costi è già prevista, ma si tratta di 150 milioni: troppo pochi. Ne servirebbero alcune centinaia”.

RINNOVABILI, L’AEEG APPROVA LA RIDUZIONE VOLONTARIA DEGLI INCENTIVI

Il decreto legge Destinazione Italia va nella giusta direzione per ridurre gli oneri in bolletta, introducendo una riduzione volontaria degli incentivi per le fonti rinnovabili elettriche, aumentandone però la durata di sette anni. Lo ha detto il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, Guido Bortoni, durante un'audizione sul dl davanti alle commissioni finanze e attività produttive della Camera.
"Questa autorità - ha detto Bortoni - già nel passato ha segnalato al Governo l'opportunità di adottare misure volte a ridurre strutturalmente il valore assoluto degli oneri derivanti dall'incentivazione della generazione elettrica da fonti rinnovabili,” dunque “concorda con tale previsione normativa".

DUE MILIARDI DA BEI PER PROGETTI SULLE RINNOVABILI E STOCCAGGIO DEL CARBONIO

Dalla BEI sono in arrivo più di due miliardi per i progetti innovativi di energia rinnovabile e stoccaggio del carbonio(ccs). La finalità è di svilupparli fino a poterli utilizzare su scala commerciale. La peculiarità del prestito della Banca è il fatto che i denari sono stati ottenuti con la vendita dei crediti per le emissioni di carbonio seguendo le linee del programma NER 300, iniziato nel 2011 e terminato quest'anno. La BEI ha proceduto alla vendita di 300 permessi di emissioni in due fasi. La prima, iniziata il 5 dicembre 2011 e terminata nel settembre 2012, ha permesso di piazzare sul mercato 200 crediti per un valore di un miliardo e mezzo. Tale cifra è già stata destinata a sostenere 23 progetti di energia rinnovabile. A luglio la Commissione europea indicherà i progetti che fruiranno dei fondi raccolti nel corso della seconda parte del programma, relativa ai rimanenti 100 crediti di emissione.

ENEA, INVESTITI 18 MILIARDI PER LA RIQUALIFICAZIONE DEGLI EDIFICI

Dal 2007 al 2012, grazie alle detrazioni fiscali al 55%, sono stati investiti 18 miliardi di euro nelle riqualificazioni energetiche degli edifici. È quanto rileva l'Enea, che ha presentato al ministero dello Sviluppo Economico il Rapporto 2012 “Le detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente”, nel quale viene fornito il quadro complessivo degli interventi realizzati sugli edifici residenziali secondo la normativa vigente. Il risparmio energetico in energia primaria attribuibile agli interventi di riqualificazione energetica che nel 2012 hanno beneficiato degli incentivi fiscali previsti dalla legge 296/06 (e successive modifiche) è stato di circa 1.260 GWh/anno, con una conseguente riduzione di CO2 emessa in atmosfera stimabile in 270 kt/anno. Le richieste d'intervento sono state 265.400 per investimenti complessivi superiori a 2,8 miliardi di euro e un totale degli importi portati in detrazione pari a 1,58 miliardi di euro. Il costo medio per intervento è di 10.865 euro, con un risparmio medio pari a circa 4,7 MWh/anno. Nei risultati ottenuti si conferma una forte disomogeneità tra le realtà regionali e si osserva nell'insieme una leggera riduzione del numero di pratiche inviate ad Enea, degli investimenti e dei risultati ottenuti rispetto all'anno fiscale 2011.
Tra le molteplici cause, è stato evidenziato il contemporaneo innalzamento dal 36% al 50% dell'aliquota delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, oltre agli effetti della crisi economica.

TOSCANA, NASCE LA RETE GEOTERMICA PER UN PRIMO IMPIANTO PILOTA

La Toscana rilancia la sua tradizione geotermica (da ricava più del 26% del proprio fabbisogno elettrico) provando a creare una filiera industriale interamente made in Italy per la costruzione di impianti geotermici a ciclo combinato chiuso, senza alcuna emissione in atmosfera e dunque a ridotto impatto ambientale.
La Rete Geotermica, promossa e presieduta dall'imprenditore aretino Gianni Gori, riunisce 16 aziende titolari di know how, permessi di ricerca e capacità tecnologico-produttive in campo geotermico: si va da Sorgenia a Exergy del gruppo Maccaferri, da Turboden fino a ToscoGeo e Magma Energy Italia, controllate con una quota di maggioranza dallo stesso Gori. La rete associa in pratica l'85% delle aziende che detengono permessi di ricerca geotermica in Toscana e il 50% di quelle che hanno permessi in Italia.
Il progetto che ne sta alla base punta sulla geotermia a media entalpia (temperatura del fluido compresa tra 90 e 150 gradi), finora mai sviluppata in Italia. L’obiettivo della Rete Geotermica sarà la costruzione di un impianto-pilota da 5 megawatt, che richiederà un investimento vicino a 30 milioni di euro. Ma a lungo termine, si immaginano 20-30 centrali geotermiche a ciclo combinato chiuso, di "taglia" vicina a 20 megawatt, in Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna, con investimenti compresi tra 150 e 300 milioni di euro. «In tre anni vogliamo triplicare i nostri ricavi nelle energie rinnovabili - conclude Gori - e la geotermia è una fonte dalle grandi potenzialità».

RETI INTELLIGENTI, RSE PUBBLICA SUL WEB RISULTATI E PROSPETTIVE IN ITALIA

L'opera è divulgata in inglese ma è frutto della ricerca italiana. Con il titolo “A snapshot of Smart Grids Achievements in Italy”, la pubblicazione di RSE (centro di ricerca del Gruppo GSE) affronta il tema delle "reti intelligenti", offrendo un quadro dei risultati finora ottenuti in Italia. Partendo dalla struttura del sistema energetico ed elettrico nazionale, trovano spazio l'illustrazione delle principali applicazioni delle tecnologie smart nelle reti di trasmissione e distribuzione, descrivendo i principali progetti in corso e delineando le prospettive e le tendenze per il futuro del settore