LA COMMISSIONE UE: SULLA PROPRIETÀ PUBBLICA O PRIVATA DELL’ACQUA SIAMO NEUTRALI

La Commissione Ue “ha una posizione neutrale sulla proprietà pubblica o privata delle risorse idriche” e riconosce che “l’acqua è un bene pubblico, di vitale importanza per i cittadini e che la gestione delle risorse idriche è di competenza degli stati membri”. Con queste parole i commissari Ue all’Ambiente, Janez Potocnik, e agli Affari interni, Michel Barnier, hanno precisato la loro posizione riguardo all’argomento.
Nei giorni scorsi la commissione “mercato interno” del Parlamento europeo aveva dato il suo ok all’apertura dei negoziati col Consiglio dei ministri per rivedere le leggi europee sulle concessioni e gli appalti pubblici.
Intanto il leader del gruppo S&D Hannes Swoboda ha fatto sapere “di schierarsi contro qualsiasi forma di privatizzazione”. “Nei casi in cui l’autorità pubblica di un paese decida di fornire servizi attraverso un operatore economico privato - proseguono invece Potocnik e Barnier - la Commissione ha proposto regole che contribuiranno alla trasparenza ed efficacia nella spesa di denaro pubblico, permettendo alle autorità pubbliche di fare scelte migliori”

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA: LE INIZIATIVE DI FEDERUTILITY E DEI GESTORI

Che si chiami “etichetta del rubinetto”, “tabella dell’acqua”, “lista della trasparenza” o che abbia altri nomi fantasiosi, un dato è certo: quasi tutti i gestori dell’acqua pubblicano l’elenco dei parametri qualitativi dell’acqua che circola nei nostri acquedotti.
Federutility - la federazione che li riunisce - ha pensato di celebrare la Giornata Mondiale dell’Acqua, raccogliendo centinaia di indirizzi web delle pagine dedicate, dalle aziende, ai parametri fisici e chimici dell’acqua che distribuiscono.
Sul sito della Federazione da venerdi sarà possibile spigolare attraverso le pagine che aiutano a leggere come l’acqua sia viva e diversa in ogni parte del Paese.
Ma per la Giornata Mondiale dell’Acqua - appuntamento voluto dalle Nazioni Unite - non è solo questo lo sforzo di sensibilizzazione sulle risorse idriche.
Insieme con molte aziende associate che ne hanno realizzato delle versioni personalizzate, Federutility promuove la diffusione del video che ha vinto il terzo premio di Movi&Co 2012
, realizzato dal gruppo di lavoro guidato dalla giovane video maker Alessandra Atzori e dal titolo “Difficile come bere un bicchier d’acqua”.
Il video, in versione libera e gratuita, può essere utilizzato per sensibilizzare gli studenti ed i cittadini sui temi della depurazione, vera emergenza dell’acqua nel nostro paese.
Molte le iniziative dei gestori per la Giornata Mondiale dell’Acqua. Brianzacque, gestore nell’area milanese, ha realizzato “Sperimentacqua”, una serie di video clip di stampo didattico- educativo destinate ai bambini per familiarizzare e conoscere le sorprendenti caratteristiche dell’H20. I cinque brevi filmati, on line sul sito istituzionale di Brianzacque a partire dal 22 marzo, ricorrenza del World Water Day, mostrano una serie di esperimenti, semplici e divertenti, da guardare e da riprodurre a scuola con le insegnanti oppure a casa, in autonomia o con i genitori.
Acqualatina, gestore nella provincia di Latina, ha scelto di diffondere, attraverso le maggiori TV locali ed il proprio sito web il documentario vincitore del terzo premio al concorso Movi&Co 2012. “Tutte le attività che portiamo avanti, dalla depurazione, all’ottimizzazione della rete e delle centrali di produzione - ha dichiarato il Presidente di Acqualatina Giuseppe Addessi- sono tutte attente al relativo impatto ambientale, lo stesso cerchiamo di fare con le attività di comunicazione, laddove miriamo ai valori della consapevolezza e della salvaguardia ambientale, come, ad esempio, nel caso del Progetto Scuola o della Campagna per il risparmio idrico”.
Il gruppo Cap Holding, che si avvia alla fusione con altri gestori dell’area milanese, ha partecipato alla fiera “Fa' la cosa giusta”, che quest’anno ha festeggiato i dieci anni di consumo critico e di stili di vita sostenibili. Cap era presente con uno stand, nella sezione Abitare Green, e un progetto condiviso per rilanciare l’utilizzo dell’acqua di rete e diffondere il messaggio che la qualità dell’acqua di casa è buona, sicura, controllata e amica dell’ambiente.
L’Acquedotto del Fiora, il gestore idrico del grossetano, aprirà al pubblico le sorgenti di Santa Fiora (GR) e del Vivo (SI). Inoltre a Grosseto, presso il parco urbano Fiume Ombrone, in collaborazione con Legambiente, proporrà alcune attività con le scuole e la presentazione del libro “In una goccia d’acqua”, percorso didattico destinato a tutti gli alunni di scuola secondaria superiore di primo grado dei Comuni serviti. allo scopo di sollecitare i ragazzi ad imparare a conoscere e tutelare il bene acqua.
In alcune zone d’Italia, inoltre, sarà estesa la campagna informativa “Sull’acqua il massimo della trasparenza” realizzata da Coop e Federutility, con il contributo tecnico dell’Istituto Superiore di Sanità. Una iniziativa che ha già coinvolto oltre 500 punti vendita Coop in tutta Italia, diffondendo informazioni sui principali parametri qualitativi e su un corretto e consapevole consumo dell’acqua.
L’Accademia dei Lincei, infine, organizzerà per il 22 marzo un incontro scientifico che quest’anno avrà per tema "Calamità idrogeologiche: aspetti economici". Tra i temi al centro delle riflessioni, i costi delle calamità idrogeologiche; i costi assicurativi; l’analisi economica degli impatti di modalità alternative di gestione del rischio idraulico; l’uso sostenibile del suolo.
Tra i relatori, Paola Salvati (Cnr - Irpi), Antonio Massarutto (Università di Udine), Ivan Faiella (Baca d’Italia), Jaroslav Mysiak (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici - Fondazione Eni Enrico Mattei), Ignazio Musu (Università Ca’ Foscari).
Il programma completo del convegno è disponibile sul sito dell’Accademia dei Lincei: www.lincei.it .

FEDERUTILITY: “UNA TARIFFA PER GLI INVESTIMENTI”. IL SOTTOSEGRETARIO D’ANGELIS: “RISCHIAMO BRUTTE FIGURE SU DEPURAZIONE”

"La tariffa per l'acqua si delinea, finalmente, ma ora devono parlare i numeri e le regole". Potrebbe essere questa la sintesi che accomuna tutti gli attori del sistema idrico nazionale che per la prima volta hanno analizzato stamattina a Firenze il metodo tariffario transitorio proposto dall'autorità per l'energia ed il gas. "Da fine giugno lo Stato dovrà far fronte a centinaia di milioni di euro di sanzioni dall'Unione Europea sul tema della depurazione - ha ricordato il sottosegretario alle infrastrutture Erasmo D'Angelis - multe che andranno dai 20 mila ai 700 mila euro al giorno! Dobbiamo evitare questa figuraccia mondiale, paragonabile a quella dei rifiuti a Napoli. Due italiani su dieci non sono collegati ad una fogna e tre su dieci non sono collegati ad un depuratore. L'acqua è un bene comune e universale, quindi non può più essere rimosso dalle politiche economiche nazionali".
Di instabilità normativa, di impossibilità di garantire i 4,5 miliardi di euro l'anno necessari, di paragoni con le realtà internazionali e dei possibili effetti del nuovo metodo tariffario, hanno parlato stamani a Firenze Erasmo D’Angelis (Sottosegretario alle Infrastrutture), Guido Bortoni (Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas), Bernardo Bini Smaghi (Cassa Depositi e Prestiti), Corrado Santini (F2i), Lars Anwandter (Bei) e Adolfo Spaziani (Direttore generale di Federutility).
“Per far fronte agli investimenti del settore idrico (oltre 65 mld nei prossimi 30 anni), il governo scelga come finanziare le opere: tasse, trasferimenti o tariffe”. E’ questo l’appello Adolfo Spaziani, direttore generale di Federutility - la federazione dei Gestori idrici italiani. Al convegno è stato presentato il dossier di Federutility sugli investimenti attesi, in particolare quelli direttamente connessi con la tutele della risorsa idrica e dell’ambiente.
E’ il fronte della depurazione, infatti, quello di maggiore allarme, a causa della condanna da parte della Corte di Giustizia Ue per il mancato trattamento dei reflui urbani. Le sanzioni previste possono arrivare a 714.240 euro al giorno, ad una multa secca in base al Pil (che per l’Italia potrebbe essere di 9.902.000 euro) e alla sospensione dei finanziamenti europei.
E’ proprio per scongiurare il rischio di queste sanzioni che Federutility chiede al governo che si inserisca stabilmente nei piani di programmazione pluriennali e nei documenti economici quale sarà la proporzione tra tasse, trasferimenti e tariffe nella copertura degli investimenti del servizio idrico.
Si tratta del metodo europeo (EUREAU), che prevede la copertura dei costi dei servizi pubblici attraverso le tasse, i trasferimenti o le tariffe.
Il dossier sugli investimenti di Federutility (basato su una ricognizione dei 34 maggiori gestori idrici) mostra che l’ammontare complessivo degli investimenti che possono essere messi immediatamente in cantiere è di 4.569.145.981 euro per 628 interventi.

ACQUA , TARIFFE E 7%: PER AEEG VALE IL FULL COST RECOVERY

L’aeeg ha approvato nei giorni scorsi la delibera per la definizione dei criteri di calcolo degli importi da restituire agli utenti, corrispondenti alla remunerazione del capitale investito e versati nelle bollette dell'acqua nel periodo post referendum (dal 21 luglio al 31 dicembre 2011. La delibera (del. 38/2013/R/idr) segue il parere (267/13) reso dal Consiglio di Stato su richiesta della stessa Aeeg sull'esatta decorrenza temporale dei propri poteri in tema di tariffe dell'acqua.
I criteri per individuare la quota parte della tariffa da restituire agli utenti (per il periodo compreso fra il 21 luglio e il 31 dicembre 2011) saranno quelli già utilizzati per la definizione del c.d. Metodo Tariffario Transitorio (biennio 2012-2013), ovvero il principio del full cost recovery confermato anche dal Consiglio di Stato. Saranno gli Enti d'Ambito - che hanno determinato le tariffe applicate nel 2011 - ad individuare gli importi corrispondenti alla remunerazione del capitale investito da restituire ai singoli utenti finali, qualora eccedenti la quota del 7%. Successivamente, l’Aeeg definirà le modalità e gli strumenti operativi con i quali assicurare concretamente la restituzione e le procedure di verifica e approvazione delle determinazioni degli Enti d'Ambito.
L'Ufficio Speciale Tariffe e Qualità dei Servizi Idrici, responsabile del procedimento, potrà acquisire tutte le informazioni e gli elementi di valutazione ritenuti utili; in caso di rifiuto, omissione o ritardo nel fornire le informazioni richieste senza giustificato motivo, o in caso di trasmissione di informazioni o documenti non veritieri, l'Autorità potrà esercitare i poteri sanzionatori ad essa attribuiti.
Tutti i soggetti interessati - e in particolare le associazioni dei consumatori e dei gestori, gli Enti d'Ambito, le Regioni ed gli altri soggetti portatori di interessi collettivi - hanno 30 giorni di tempo dalla pubblicazione della delibera, per presentare eventuali osservazioni.
Per Mauro D’Ascenzi, vice presidente di Federutility, di fronte al parere del Consiglio di Stato “ci sono due reazioni, una tecnica ed una emotiva. Il Consiglio scioglie nodi importanti di interpretazione. Ha confermato all’Autorità dell’Energia (che lo aveva richiesto) la competenza sui mesi luglio-dicembre 2011, antecedenti la sua titolarità ufficiale alla regolazione. Ora potrà lavorare a pieno titolo per il metodo tariffario tanto atteso. L’altra reazione è emotiva, ha valore simbolico perché legata alle bollette, ma non sul piano economico. Si parla del ricalcolo, per sei mesi, di una sola voce della tariffa. Il Consiglio di Stato, peraltro, invita al rispetto del quadro normativo europeo assicurando la completa copertura dei costi. Tenendo conto che nel 2011 i tassi di interesse pagati dalle aziende erano elevatissimi a causa della crisi economica, è addirittura possibile che il calcolo risulti a favore di qualche gestore. Il calcolo - conclude D’Ascenzi - dovrà farlo l’Autorità dell’Energia, caso per caso. Alle nostre aziende, come ai cittadini, non resta che attendere risultati e modalità. Ancora una volta, però, ci si occupa della pagliuzza invece che della trave. Si discute di questioni di principio mentre gli investimenti sono bloccati da anni, non ci sono risorse e non si trovano finanziatori per un settore che si mostra perennemente incerto”.

AEEG, TARIFFE IDRICHE TRANSITORIE PER 2012 - 2013. FEDERUTILITY: “FINALMENTE UN METODO UNICO”

Renderà “il quadro di regole più chiaro, certo e stabile, garantendo l'equità e la protezione degli interessi degli utenti” e creerà “le condizioni per favorire gli investimenti in un settore che ne ha urgente necessità per perseguire gli obiettivi di qualità del servizio e di tutela ambientale richiesti dalla normativa nazionale e comunitaria". Così l’Autorità per l’Energia Elettrica e il gas (Aeeg) che nei giorni scorsi ha emanato la delibera per la definizione del metodo tariffario relativo agli anni 2012-2013 e la direttiva per la trasparenza dei documenti di fatturazione (Delibera 585/2012/R/idr e Delibera 586/2012/R/idr).
Il nuovo metodo tariffario individua i criteri che saranno adottati a livello nazionale per determinare le tariffe 2012 e 2013 del servizio idrico integrato, compresi i servizi di captazione a usi multipli e di depurazione a uso industriale e civile. La metodologia proposta anticipa le linee generali di quella definitiva, prevista a partire dal 2014. La nuova metodologia che non determina le tariffe, ma definisce i criteri per la loro quantificazione, prevede che nella fase transitoria sia mantenuta un'articolazione tariffaria per gestore/ambito tariffario analoga alla preesistente e che gli Enti d'ambito preposti abbiano tempo fino alla fine di marzo per sottoporre ad approvazione dell'Autorità le nuove proposte tariffarie per gli ambiti di propria competenza. A salvaguardia dell'impatto sugli utenti finali viene introdotto, per il biennio, un limite di variazione della tariffa.
La nuova tariffa incorporerà il costo «della risorsa finanziaria» relativo agli investimenti, costo riconosciuto ad opere realizzate e messe in funzione; è comunque prevista la possibilità di riconoscere in tariffa uno specifico importo per alimentare un fondo per il finanziamento di nuovi investimenti.
Nella Direttiva sulla trasparenza dei documenti di fatturazione, l’Aeeg ha previsto l'obbligo per i gestori di mettere a disposizione degli utenti sul proprio sito la Carta dei Servizi e le informazioni sulla qualità dell’acqua erogata entro il 30 giugno prossimo. Altre innovazioni come la pubblicazione di un glossario, da poter consultare online, con i termini più frequentemente utilizzati nel servizio idrico integrato, saranno operative dal 1 gennaio 2014.
"Per ora l'unico dato commentabile ed importante è che finalmente esiste un metodo tariffario ed un sistema unico sul quale, da oggi in poi, tutti dovranno confrontarsi. Per il resto qualsiasi commento sarà possibile soltanto dopo che il metodo sarà stato declinato nelle diverse realtà". Questo il commento di Adolfo Spaziani, direttore generale di Federutility. "Purtroppo - ha aggiunto - l'Italia dell’acqua non è uniforme ed omogenea come quella dell’energia. Ci sono aziende di diversa forma, scelte dei comuni e degli Ato che negli anni si sono diversificate, a volte accumulando ritardi negli investimenti per non perdere consensi con aumento delle tariffe. Non è neanche da escludere, purtroppo, che si possano innescare contenziosi legali. Come associazione faremo di tutto per evitarli, perché ogni ulteriore ritardo applicativo del metodo, comporterà ritardi negli investimenti. Il primo vero bilancio potremo vederlo, forse, dopo un anno di esercizio". "In ogni caso - conclude Spaziani - qualsiasi metodo verrà adottato in modo transitorio o definitivo, risulterà fallimentare se non accompagnato da una garanzia per i finanziamenti necessari agli investimenti. Al settore idrico, per recuperare i ritardi, serve una prima fase di avvio con almeno 5 miliardi all'anno, per scendere a 2,5 quando si giunge a regime".

DEBITI PA, VIA AL DECRETO PER 40 MLD DI PAGAMENTI

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi il decreto legge che sbloccherà i pagamenti dei debiti (scaduti) delle PA verso le imprese, per un importo di 40 miliardi da erogare entro il 2014. Il decreto (Dl 35 dell’8 aprile scorso) prevede l’esclusione per il 2013 dal Patto di stabilità interno dei pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili di parte capitale (investimenti già effettuati dalle PA) per un importo di 5 miliardi di euro per quanto riguarda gli enti locali, di 1,4 miliardi per quanto riguarda le regioni, 500 milioni per quanto riguarda le amministrazioni centrali e 800 milioni per investimenti cofinanziati dai fondi strutturali europei, necessario a consentire il conseguimento dei target di spesa.
E’ prevista poi l’istituzione nel bilancio dello Stato di un unico Fondo - con dotazione di 26 miliardi di euro -, articolato in tre sezioni dedicate per il pagamento dei debiti degli enti locali (2 miliardi nel 2013 e 2 miliardi nel 2014), delle Regioni per debiti diversi da quelli sanitari (3 miliardi nel 2013 e 5 miliardi nel 2014) e sempre delle Regioni ma per debiti sanitari (5 miliardi nel 2013 e 9 miliardi nel 2014). Ancora, ammonta a 2,5 mld nel 2013 e a 4 mld nel 2014 l’incremento delle erogazioni previsto per i rimborsi di imposta. Il decreto delinea, infine, specifiche procedure da seguire per ottenere i pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni.

CCNL ELETTRICI: CHIUSA TRATTATIVA 2013-2015. SPAZIANI: “LO SVILUPPO DEL SETTORE E’ CONDIZIONE PER CRESCITA DEL PAESE”

Chiusa nella notte del 18 febbraio, dopo oltre 7 mesi di trattative, la vertenza per il rinnovo del ccnl elettrici a valere per il triennio 2013-2015 tra Federutility, Assoelettrica, Enel, Terna, Gse e Sogin da una parte e le OO.SS. sindacali Filctem-CGIL, Flaei-CISL, Uiltec-UIL. Per Adolfo Spaziani, dg di Federutility, “lo sviluppo delle imprese dell’energia è una esigenza per la ripresa economica di tutto il Paese e la giusta risposta al sostegno all’occupazione”.
Le parti più qualificanti dell’intesa sottolineano la strategicità di uno sviluppo del sistema delle relazioni sindacali per affrontare una fase di crisi e ristrutturazione del settore.
Una importante intesa è stata raggiunta anche sul tema dell’esercizio del diritto di sciopero, intesa che coniuga un rafforzamento delle garanzie nei confronti degli utenti del sistema, che non subiscono alcuna interruzione nell’erogazione del servizio, con le esigenze sindacali di confronto con i cittadini, attraverso una inedita e civile modalità di comunicazione delle ragioni che portano all’eventuale conflitto.
La consapevolezza della situazione di grave crisi in cui versa il settore, tenuto conto delle condizioni difficili soprattutto del settore della produzione termoelettrica ma anche del settore commerciale e della contemporanea forte erosione di redditività del servizio di distribuzione, ha portato le parti a misurarsi sui temi della flessibilità del’organizzazione, delle prestazioni del lavoro e dei regimi di orario in azienda: è stato sottoscritto un Protocollo che impegna le Parti ad avviare tempestivamente un negoziato a livello aziendale per convenire misure in grado di realizzare - accanto alla tutela del fattore lavoro - la soluzione dei problemi organizzativi e gestionali delle imprese, attraverso intese a livello aziendale modificative delle norme poste dai CCNL in materia di orario e di organizzazione, per rimuovere alcune rigidità delle regole generali e favorire così l’adattamento del sistema aziendale alle situazioni di criticità e la ripresa della competitività dell’impresa. Tutto secondo le previsioni degli accordi interconfederali in materia e con il monitoraggio ed il sostegno delle parti firmatarie del CCNL.
Per quanto attiene al mercato del lavoro ed alla flessibilità in entrata, si è data attuazione alla disciplina sull’apprendistato come modalità preferita di ingresso nelle imprese del comparto.
Innovativa anche la parte economica, che vede imprese e sindacati accogliere la sfida della produttività con risorse previste dal livello contrattuale nazionale. L’accordo prevede infatti un aumento dei minimi pari a 160 euro a regime, assolutamente in linea con gli andamenti inflattivi e produttivi del settore e gli indicatori IPCA previsti dagli accordi interconfederali ed alcune erogazioni una tantum aventi il medesimo fine di garanzia salariale per tutti i lavoratori.
Attraverso una manovra di “slittamento” delle tranches dei suddetti aumenti, che colloca parte consistente dell’aumento nell’ultimo anno di copertura contrattuale (con un’ultima tranche fissata per il 1 dicembre 2015), si sono create anche le risorse all’interno dell’aumento economico complessivo per determinare una quota, dal montante di 800 euro triennali, vincolata alla definizione di accordi aziendali di produttività/ redditività/competitività ed al raggiungimento degli obiettivi in essi definiti, secondo i meccanismi del premio di risultato (importo una tantum variabile, corrisposto l’anno successivo a quello di riferimento).
Federutility auspica un rapido avvio delle negoziazioni a livello di impresa per recuperare produttività e redditività, per superare la crisi e garantire un adeguato livello di investimenti, di cui il settore ha bisogno.

TAGLI ALLE BOLLETTE DALL’AEEG. FEDERUTILITY: POSSIBILI EFFETTI PARADOSSALI

Dal prossimo mese di aprile le bollette dell’energia elettrica diminuiranno dell’1%, che si aggiunge al -1,4% di gennaio, mentre quelle del gas caleranno del 4,2%. La riduzione genererà un risparmio complessivo per la famiglia tipo di circa 60 euro su base annua, di cui 5 euro per l’energia elettrica e 55 euro per il gas. Lo ha deciso l’Autorità per l’energia nell’aggiornamento trimestrale per le famiglie e le piccole imprese servite in tutela.
In diminuzione da aprile anche il prezzo del gpl che registra un calo dello 0,5% dopo il meno 1,6% di marzo e il meno 3,8% di febbraio.
La decisa riduzione della bolletta del gas - la prima dopo tre anni - riporta il prezzo della materia prima a valori inferiori a quelli di un anno fa, spiega l’Authority, grazie all’attuazione della prima fase della riforma del settore introdotta dopo un’ampia consultazione pubblica: la tendenziale indicizzazione del prezzo della materia prima riferito al mercato spot piuttosto che ai contratti take or pay. Con questo primo passo e il percorso previsto dalle successive fasi della riforma, l’Autorità prevede che si arriverà entro fine anno a un calo di almeno il 7% della bolletta del metano, con un risparmio complessivo di circa 90 euro a famiglia.
“Siamo di fronte a un passaggio netto, un momento di cesura che ha richiesto determinazione e rigore tecnico per progettare e avviare una riforma che consentisse di trasferire ai consumatori i benefici del mutamento di paradigma nei mercati del gas - commenta il presidente dell’Autorità, Guido Bortoni. - Una riforma che prende il via da un’idea semplice: partire dal prezzo del gas quale motore per l’efficientamento complessivo del settore energia in Italia”.
Tutto ciò, ha proseguito Bortoni, “attraverso un percorso innovatore, strutturato in più fasi, con l’ascolto delle parti coinvolte e nel rispetto della gradualità prevista dal decreto Cresci Italia, varato dal governo nel gennaio 2012, incipit alla riforma stessa”.
Nel dettaglio, dal primo aprile i prezzi di riferimento del gas saranno di 88,93 centesimi di euro per metro cubo, in calo di 3,85 centesimi, tasse incluse, rispetto al trimestre precedente. Per il cliente tipo ciò comporta una spesa di circa 1.245 euro su base annua.
Il prezzo dell’energia elettrica sarà invece di 18,936 centesimi di euro per chilowattora, con una diminuzione rispetto al trimestre precedente di 0,191 centesimi di euro, tasse incluse. La spesa media annua della famiglia tipo sarà di circa 511 euro.
Per Federutility la riforma l’Aeeg colpisce paradossalmente proprio quegli operatori che hanno contribuito a creare le precondizioni per la nascita del mercato a termine (spot): aziende di piccola e media dimensione che agli albori della liberalizzazione, in qualità di nuovi entranti, hanno scelto di optare per forme di approvvigionamento non convenzionali, diverse dai contratti di lungo periodo. E ’stata proprio la diversificazione delle fonti di approvvigionamento realizzata dalle aziende new comer che ha consentito ai prezzi spot di diventare competitivi, con l’effetto di rendere possibile una revisione a ribasso dei prezzi, a vantaggio dei consumatori.
Ora però - sostiene Federutility - la riforma voluta dall’Autorità introduce si dei benefici per gli utenti nel breve periodo, ma nel medio-lungo termine rischia di vanificare lo stesso processo di liberalizzazione, in quanto genera l’esito paradossale di riconcentrare il mercato nelle mani di un numero ristretto di operatori, andando ad incidere pesantemente sui conti economici delle imprese che hanno stimolato la dinamicità del mercato e determinato il level pleying field che lo hanno reso liquido e dinamico.

AEEG, PIANO CONTROLLI CON LA GUARDIA DI FINANZA ANCHE SULL’IDRICO

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas e il Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza hanno dato il via a un nuovo Piano di controlli e vigilanza a beneficio dei consumatori nei mercati dell’energia elettrica, del gas e, per la prima volta anche dei servizi idrici.
Il nuovo Piano, illustrato nei giorni scorsi a Roma dal Presidente dell’Aeeg Guido Bortoni e dal Comandante dei Reparti Speciali Gen. C.A. Giorgio Toschi, prevede specifici controlli sulla corretta applicazione della normativa in materia di sicurezza e qualità del servizio elettrico e gas e del servizio di connessione alla rete elettrica degli impianti di produzione. Fra le attività svolte in collaborazione, anche le verifiche sul divieto di traslazione sui prezzi al consumo della maggiorazione Ires, la cosiddetta “Robin Hood Tax”.
La collaborazione fra l’Autorità e la Guardia di Finanza, intrapresa sin dal 2001 a seguito della stipula di un Protocollo d’Intesa rinnovato ed esteso in data 19.12.2005, prevede anche la prosecuzione di accertamenti in alcuni settori particolarmente sensibili, già al centro di verifiche ispettive negli anni precedenti quali, ad esempio, il rispetto degli obblighi nel servizio di pronto intervento gas; le verifiche sulla qualità del gas (potere calorifico, pressione e odorizzazione); la corretta registrazione delle interruzioni del servizio elettrico; gli impianti incentivati di produzione di energia elettrica; le integrazioni tariffarie alle Imprese elettriche minori.
Con il piano operativo del 2013 è, altresì, previsto il rafforzamento di forme di collaborazione strutturata con l’interscambio di dati e notizie utili al perseguimento delle reciproche finalità istituzionali, inclusa la verifica degli investimenti nel settore della distribuzione gas.

CONTRATTI ELETTRICO E GAS-ACQUA, FEDERUTILITY: “OK POTERE D’ACQUISTO MA CON PRODUTTIVITA’

“I rinnovi dei contratti sia elettrico che gas-acqua devono essere caratterizzati da recuperi di efficienza e produttività. Chiave per arrivare alla fine del processo è passare per un recupero di produttività del fattore lavoro, accanto al mantenimento del potere di acquisto che copra l'inflazione futura”. Così Adolfo Spaziani, dg di Federutility sul tema dei rinnovi contrattuali del gas-acqua (35.000 dipendenti delle imprese associate alla federazione) e dell’elettrico (11.000).
Tra gli elementi discriminanti nella trattativa in corso pesa senz’altro la contrazione dei consumi. “I nostri settori mai come oggi stanno subendo l'impatto della crisi. L'elettrico vive una fase drammatica” - spiega Spaziani, condividendo la recente analisi di Assoelettrica sul calo dei consumi tornati ai livelli 2004. Nella distribuzione, “il price cap è più alto dell'inflazione reale e ciò rende necessari recuperi di efficienza”. Quanto all'acqua, “solo oggi si sta definendo un metodo tariffario che prevede la copertura dei costi operativi, un metodo il cui esito non è scontato viste le forti contestazioni”. L’idrico, peraltro, accumula un fabbisogno per investimenti che rimane inevaso. Il settore della distribuzione gas sconta le incertezze relative alle prossime gare di ambito, dove il rischio è quello di una forte ri-concentrazione. Infine, il tema della cosiddetta “materia prima gas”, con il nuovo ancoraggio dei prezzi studiato dall’Autorità che rischia di sottrarre margini ai venditori che in questi anni hanno comprato all'ingrosso sui più convenienti mercati a breve. “Come associazione, torneremo su questo tema. La nostra idea, comunque, è che si debbano sì sostenere i consumatori ma anche lo sviluppo del sistema di imprese”.
Sui rinnovi contrattuali, Spaziani rinnova dunque “la volontà di arrivare a una soluzione”, ma dall’altra chiede che le parti sociali “si impegnino a rendere esplicito il cambio di registro che stanno vivendo questi settori”. “Vogliamo lavorare al rinnovo del contratto unico del settore gas-acqua , pur con le necessarie declinazioni tra i diversi comparti, in particolare quello idrico”. Irricevibile però, precisa Spaziani, una unificazione del contratto con quello del settore petrolio, che sarebbe “un'accelerazione non sopportabile per il nostro sistema di imprese”. Una soluzione unilaterale come quella siglata nel contratto petrolio non aiuta. "Mi spiace dover ricordare almeno ad una organizzazione sindacale, la CGIL , che non si può un giorno prendere posizione, attraverso suoi qualificati esponenti, contro il metodo tariffario idrico e poi firmare per un contratto insieme al petrolio."

IL MONDO DELL’ENERGIA PERDE ENRICO CERRAI

Il professor Enrico Cerrai - venuto a mancare lo scorso 1 marzo - era una di quelle persone straordinarie che già a prima vista suscitavano ammirazione e qualche invidia.
Classe 1924, folta capigliatura nera,a cui una patina grigio-acciaio negli ultimi anni donava ancora maggiore autorevolezza, un eloquio chiaro e continuo, una lucidità che lasciava sempre ammirati. Frutto indubbiamente della sua lunga attività di professore al Politecnico e della quotidiana interrelazione con i ragazzi, giovani ingegneri che seguivano speranzosi i corsi di “Tecnologia dei materiali nucleari" quando ancora negli anni Sessanta e Settanta sembrava tecnologia d’avanguardia e meritava l'edizione di una rivista dedicata, da lui diretta con passione e competenza.
Il professor Cerrai ci teneva però a presentarsi oltre che come fisico, anche per le sue competenze di chimico, perché la chimica era stata la sua attività prevalente, quando arrivato a Milano, nell’immediato dopoguerra, l'aveva esercitata come giovanissimo ricercatore della Montecatini. Anche nel seguito degli anni continuò ad occuparsi di ricerca finalizzata all’industria, per tutto il ciclo di esistenza del CISE, del quale fece parte fin dalla costituzione e per il quale si batté sempre strenuamente per salvaguardarlo (con i suoi 400 ricercatori) dalle varie ondate di tagli sopravvenute dopo la privatizzazione dell'ENEL.
La sua passione civile e la sua riconosciuta dirittura morale lo hanno fatto più volte diventare “l’uomo delle emergenze”. Anche per questo venne chiamato dall’amministrazione comunale di Milano per ben due volte, in decisive fasi storiche, come Presidente alla guida dell’AEM, Azienda Elettrica di Milano che lui trasformò in energetica, negli anni '80 guidando l'acquisizione della rete gas dalla Montedison e avviando la metanizzazione. Più tardi nel '93, guidò la trasformazione dell'AEM in Società per Azioni, fondamentale passaggio verso la quotazione in Borsa nel 1998, che segnò l'inizio di un movimento di modernizzazione e di apertura verso il mercato delle aziende pubbliche locali. In questi periodi cruciali seppe mantenere sempre la barra dritta degli interessi aziendali rivolti allo sviluppo, unica condizione per poter progredire sia come comunità aziendale, sia come cittadinanza (amministrazione e cittadini) direttamente coinvolti nel buon funzionamento dei servizi di pubblica utilità e dei beni comuni. E seppe riportare i suoi valori e competenze a tutto il sistema delle Aziende energetiche impegnandosi per lunghi anni al vertice di Federelettrica e del Cedec.

TORINO, IL COMUNE APPROVA LA DELIBERA PER SMAT PUBBLICA

Via libera dal consiglio comunale di Torino alla delibera sulla gestione partecipativa, e senza fini di lucro, del servizio idrico torinese. Il documento prevede che si attivino le procedure per verificare se sia possibile trasformare Smat da società per azioni ad azienda speciale consortile di diritto pubblico, previa però l’analisi dei costi e benefici, da effettuare entro novanta giorni, e la verifica di sostenibilità del piano d’ambito dell’Ato e dei piani di investimento adottati dall’azienda.
La delibera è passata con i voti di Pd, Sel e Moderati. Qualora il percorso di trasformazione andasse a buon fine, la nuova società sarà finalizzata solo alla produzione ed erogazione del servizio idrico integrato nel territorio degli enti consorziati.
L’azienda dovrà inoltre garantire la partecipazione della popolazione alle scelte relative al servizio da erogare e dei propri dipendenti a quelle relative all’organizzazione del lavoro. Sarà il sindaco a promuovere l’adesione degli enti locali alla nuova società consortile.

IREN RICEVE 100 MILIONI DI FINANZIAMENTO DA CDP PER INVESTIMENTI SU RETI

Iren, multiutility di Torino, Genova e dei comuni emiliani, ha reso noto in questi giorni di aver ottenuto dalla Cassa depositi e prestiti un finanziamento di 100 milioni di euro della durata 15 anni a supporto del piano industriale 2013-2015 e, in particolare, degli investimenti sulle reti di distribuzione del gas e dell’energia elettrica. Lo si legge in una nota dell’azienda, in cui si spiega che la Cdp ha ritenuto gli investimenti “coerenti” con la sua missione di sostenere programmi infrastrutturali per la crescita del paese.
I progetti ai quali la società sta lavorando sono numerosi. Il 30 aprile prenderà l’avvio l’attività del termovalorizzatore Trm di Torino, del quale Iren e F2i, il fondo di investimenti di Vito Gamberale, hanno acquistato l’80% in dicembre.
La notizia è stato confermata da Roberto Garbati, amministratore delegato di Iren, a margine della presentazione del volume “Trent’anni di teleriscaldamento a Torino”. E proprio in materia di teleriscaldamento Garbati ha annunciato che entro dieci anni oltre il 75% della città di Torino sarà servito con questa tecnologia, a fronte dell’attuale 60%, con uno stanziamento complessivo di circa 200 milioni di euro.
“Torino è la città più teleriscaldata d’Italia - ha sottolineato il sindaco, Piero Fassino - ed è all’avanguardia anche in Europa, con effetti positivi in termini ambientali, energetici ed economici”.
Altro progetto condiviso da comune e Iren sono le colonnine di ricarica per le auto elettriche. “Sarà pronto nei prossimi mesi”, ha assicurato Fassino. “Stiamo andando avanti, i tempi sono quelli tecnici”, ha spiegato Enzo Lavolta, assessore comunale alle Politiche per l’ambiente, l’innovazione e lo sviluppo. “L’idea è di abbinare le colonnine alle postazioni di car sharing, inizialmente una decina nelle zone centrali”, ha concluso.

A UDINE FIRMATO L’ACCORDO PER TRASFERIRE IL SERVIZIO IDRICO DA AMGA A CAFC

È stato sottoscritto nei giorni scorsi a Udine il contratto preliminare che prevede il trasferimento dell’attività del servizio idrico integrato di Amga al Cafc. Il trasferimento, secondo quanto previsto dall’accordo firmato dai presidenti di Amga, Paolo Cerutti, e di Cafc, Eddi Gomboso, avrà effetto a partire dal primo gennaio 2014 per consentire al Comune di Udine di diventare nel frattempo socio di Cafc. Il corrispettivo per Amga sarà di 23,5 milioni di euro, a cui si aggiungerà un ulteriore milione nel caso in cui le nuove metodologie tariffarie assicurassero ai gestori nei prossimi anni una maggiore marginalità. La cessione dell’attività prevede anche il trasferimento del contratto di concessione e il diritto d’uso degli asset strumentali al servizio, quali i 400 chilometri di rete idrica, i 300 di rete fognaria e l’impianto di depurazione cittadino. L’operazione riguarderà nel complesso oltre 30mila utenti.
L’operazione si perfezionerà tramite l’acquisizione da parte del Comune di Udine delle quote di partecipazione detenute da Amga in Friulenergie tramite successiva incorporazione di Friulenergie in Cafc. Il comune diventerà socio del Cafc con una quota di partecipazione circa del 3,6%.

TOMMASI DI VIGNANO (HERA) E RAVANELLI (A2A) “MANAGER DELL’ANNO”

Il premio “Manager utility 2012” va al presidente di Hera, Tomaso Tommasi di Vignano ed al suo gruppo di lavoro, per l’operazione di aggregazione con AcegasAps. Premiato anche Renato Ravanelli, direttore generale di A2a, “per la complessità dell’operazione Edison” conclusa l’anno scorso.
L’award, promosso dalla rivista “Management delle utilities”, è stato assegnato a Milano in occasione della presentazione dell’Osservatorio sulle ex municipalizzate italiane ed europee di Accenture e Agici finanza d’impresa.
“L’aggregazione tra Hera e la multiutility del nordest - si legge nelle motivazioni del premio - si inserisce in una strategia di consolidamento della leadership nei servizi pubblici a livello nazionale”. Il progetto industriale dà vita a una realtà al servizio di 3,5 milioni di cittadini con un valore della produzione di oltre 4,5 miliardi e un margine operativo lordo di oltre 750 milioni. “Questo riconoscimento premia un grande lavoro di squadra che ha coinvolto gli azionisti e il management del gruppo - ha spiegato Tommasi di Vignano - Un lavoro coerente con la strategia di crescita che dura da dieci anni e di cui AcegasAps rappresenta il tassello più recente”.
Oltre a quella di Hera, premiata anche la strategia della lombarda A2a. Renato Ravanelli, dg della multiutility, ha conquistato il titolo di “manager 2012” per la ristrutturazione societaria “messa in atto in un contesto di mercato particolarmente complesso”.
Mauro Moretti, ad del gruppo Ferrovie dello stato, ha ricevuto il riconoscimento per il settore infrastrutture.

IN HOUSE, IL GOVERNO ANNUNCIA UN DPCM

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi un decreto del Presidente del Consiglio che attua il decreto sulla spending review, nella parte relativa alle società in house (articolo 4, DL 95/2012). Ne da notizia il comunicato diffuso da Palazzo Chigi.
Il testo prevederebbe l’esclusione dall’applicazione delle norme del decreto per le società SOGEI e CONSIP, Riscossione Sicilia Spa ed Equitalia Spa.
Al momento, il testo del Dpcm non è stato reso noto.

A2A AMBIENTE CERCA SOCI

A2a è alla ricerca di un partner per A2a Ambiente, la società in cui la multiutility lombarda ha fatto confluire le sue attività ambientali. La caccia, però, partirà nella seconda metà dell’anno, come ha anticipato il direttore generale, Renato Ravanelli, a margine della presentazione dell’Osservatorio sulle utility di Accenture e Agici.
“Per quanto riguarda il polo A2A ambiente - ha detto il dg - stiamo lavorando sulla sua riorganizzazione. Il problema del nuovo socio lo affronteremo nel secondo semestre”, scrive il “Corriere della sera”.
La società, che ha come azionisti di maggioranza i comuni di Milano e Brescia, è tra i leader nel settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti e punta proprio sull’ambiente per il rilancio. Del resto, a causa della crisi, il settore energetico non promette grandi performance in questo periodo. Chi sarà il socio? Qualche nome comincia a girare. C’è chi dice il fondo F2i di Vito Gamberale e chi ipotizza un ingresso della Cassa depositi e prestiti, che già in altre occasioni ha mostrato interesse per le ex municipalizzate: ultimi in ordine di tempo i 100 milioni investiti in Iren.

OTTANTA CANTIERI PER CAP HOLDING

Ottanta cantieri aperti sul territorio, 55 milioni di euro di investimento totale nel settore idrico. È la fotografia dei lavori in corso ad opera del gruppo Cap nelle province di Milano e di Monza e Brianza.
Lavori che spaziano dal ramo di acquedotto ai servizi di fognatura e depurazione, informa la holding. Ottanta cantieri che includono il potenziamento e l’interconnessione delle reti, la realizzazione di nuovi pozzi e impianti di sollevamento, la manutenzione straordinaria di serbatoi o centrali, fino all’ammodernamento di depuratori e all’allacciamento di reti fognarie.
La panoramica dei lavori in corso - leggiamo in una nota - è il frutto dell’integrazione degli investimenti nella gestione dell’acqua pianificati e gestiti non solo da Cap Holding ma anche da Ianomi, Tam e Tasm, le altre tre aziende pubbliche del servizio idrico milanese che proprio in queste settimane stanno ultimando il percorso di fusione per incorporazione in Cap.
“Il nostro primo obiettivo è ovviamente quello di rispondere al fabbisogno di investimenti, garantendo l’efficienza del servizio idrico - spiega Alessandro Ramazzotti, presidente di Cap Holding - ma tra gli effetti dell’accelerazione che abbiamo impresso ai lavori sul territorio vorrei sottolineare la boccata d’ossigeno per l’economia locale, tanto più in un momento di crisi economica come quello che stiamo ancora vivendo. Ottanta cantieri aperti significano appalti, forniture e, in generale, lavoro per le imprese di costruzione del comparto edile”.

TRASPORTI, AMET TRANI AZZERA IL CDA

Il sindaco di Trani, Gigi Riserbato, ha revocato le cariche in seno al consiglio di amministrazione di Amet. La decisione è giunta poche ore dopo la ricezione delle dimissioni di uno dei componenti, Domenico Paolo Serafino. Lo apprendiamo da “Trani News”.
Il primo cittadino, nel confermare la circostanza, ha annunciato che nelle prossime ore diffonderà una nota per ringraziare il cda del lavoro compiuto, illustrando anche i motivi alla base dello scioglimento anticipato dell’organismo, che avrebbe terminato il suo mandato il mese prossimo.

HERA PER LA QUARTA VOLTA NELLA CLASSIFICA “TOP EMPLOYERS”

Anche quest’anno Hera si conferma “Top Employers Italia”, conquistando per il quarto anno consecutivo il prestigioso riconoscimento che arriva dallo studio di Crf Institute, il “Top employers Hr best practices survey”. Si tratta di una ricerca che giudica gli standard qualitativi delle principali aziende italiane in termini di risorse umane. Ne dà notizia la società in un comunicato.
È la quarta vittoria consecutiva per il gruppo, entrato in pianta stabile tra le aziende italiane che eccellono nelle condizioni di lavoro offerte ai dipendenti. Il Top Employers, attribuito quest’anno in Italia a 45 aziende e riconosciuto a livello internazionale, è una certificazione che analizza dati e informazioni sulle politiche di gestione dei dipendenti delle diverse aziende, le quali si sottopongono volontariamente alla valutazione.
I criteri di valutazione sono cinque: formazione e sviluppo, retribuzione, opportunità di carriera, condizioni di lavoro e benefit, cultura aziendale.

TOSCANA, GAIA ADOTTA IL CODICE ETICO

Gaia, gestore del servizio idrico integrato nella Toscana nord, adotta il codice etico. “È un patto di onestà, una carta dei diritti e dei doveri, che vogliamo stringere prima di tutto con gli utenti, creando con loro un rapporto ispirato alla reciproca fiducia”, commenta il presidente Ermindo Tucci. “Gaia - aggiunge - si avvale della professionalità di più di 450 dipendenti e collaboratori che lavorano per garantire buoni livelli di servizio a più di 400mila cittadini”.

IREN TROVA L’ACCORDO SULLA GOVERNANCE, RISPARMI CON MANAGER INTERNI

C’è l’accordo sulla nuova governance di Iren tra i grandi azionisti della multiutility: i comuni di Genova, Torino, Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Ora il testo del nuovo statuto è nelle mani di tutti i soci, inclusi i piccoli comuni emiliani, che avvieranno l’iter all’interno delle commissioni e dei consigli comunali con l’obiettivo di approvarlo entro i primi di maggio e poi sottoporlo all’assemblea straordinaria della società.
Il nuovo statuto, a quanto si apprende, darà centralità al consiglio di amministrazione e prevede tre figure di vertice: il presidente, con poteri di rappresentanza e strategia, il vicepresidente, con funzioni di controllo, e l’amministratore delegato, a cui verranno riservate le deleghe operative e gestionali.
Archiviato il comitato esecutivo, in cui sedevano presidente, vicepresidente, amministratore delegato e direttore generale, incarichi oggetto di rigida suddivisione tra i principali comuni di Iren.
Dalla semplificazione della governance, con lo snellimento dei consigli delle controllate e l’inserimento di manager interni a costo zero anziché di esterni da retribuire, è atteso un risparmio di costi del 50%. Le modifiche statutarie, viene fatto notare dall’azienda, sono finalizzate a semplificare per essere più efficienti rispetto alle esigenze del mercato, senza rinunciare al radicamento territoriale. Fulcro dell’operazione è la valorizzazione del cda, da un lato, con una maggiore linearità a livello di deleghe e l’attenzione ai costi di funzionamento del gruppo, dall’altro, con l’obiettivo di dare un segnale ai soci pubblici in una fase di difficoltà per tutti.
L’accordo raggiunto chiude il processo di revisione della governance avviato la scorsa estate con l’assegnazione a un comitato di tre saggi - Paolo Cantarella, Marco Elefanti e Alessandro Ghibellini - del compito di aggiornare lo statuto per valorizzare l’integrazione del gruppo e superare la macchinosità dei meccanismi decisionali del comitato esecutivo.

MATERIA PRIMA, FEDERUTILITY: “PERPLESSITA’ SULLA RIFORMA DEL MERCATO DEL GAS”

“Apprezziamo i lievi miglioramenti rispetto alla proposta messa in consultazione dall’Autorità. In particolare riteniamo positiva la revisione dei livelli della componente per la copertura degli oneri di vendita QVD”. Così Fabio Santini, Direttore dell’Area Mercato di Federutility, in riferimento alla delibera che definisce la seconda fase della riforma delle condizione della materia prima gas nel servizio di tutela (1 ottobre 2013).
“Per quanto concerne i meccanismi di gradualità - spiega Santini -, se da un lato è apprezzabile l’allungamento temporale previsto, da due a tre anni, dall’altro si sottolinea la revisione, al ribasso, rispetto ai valori prospettati per il primo anno nel documento di consultazione. Restano inoltre delle perplessità legate ad una riforma che, al di là del condivisibile obiettivo di riconoscere alcuni vantaggi ai clienti finali, ridisegna di fatto l’assetto di mercato dei midstream, introducendo criticità che potrebbero penalizzare i nuovi entranti e quegli operatori che hanno contribuito a rendere più liquido e competitivo il mercato”.
In una fase come quella attuale, caratterizzata da una forte incertezza legata alle rinegoziazioni dei contratti take or pay e all’entrata in funzione di nuove infrastrutture, Federutility ritiene che gli effetti della riforma, che spinge gli operatori verso una modifica delle strategie di approvvigionamento, debbano essere attentamente valutati. Si sottolinea inoltre che non risulta comprensibile l’azzeramento della componente QS, dal momento che gli operatori hanno sostenuto dei costi per l’acquisizione della capacità di stoccaggio che non risultano coperti dal differenziale estate/inverno.
A 13 anni dall’avvio del processo di liberalizzazione, Federutility ritiene che i tempi siano maturi per avviare una seria riflessione sull’opportunità di consentire che lo spiegamento della concorrenza avvenga attraverso le dinamiche di libero mercato e non come la conseguenza di interventi regolatori. A tale fine consideriamo auspicabile un ripensamento del ruolo del consumatore come soggetto attivo nella scelta dell’offerte commerciali e la riduzione progressiva del perimetro di tutela, coerentemente a quanto sancito a livello comunitario della Corte di Giustizia circa i limiti temporale in tema di fissazione di prezzi regolati”.
L’Autorità ha infatti dato il via libera ad un secondo intervento relativo alla riforma del mercato del gas, che dovrebbe portare - nelle intenzioni del regolatore - nel 2013 un risparmio complessivo del 7% sulle bollette. ''Ad aprile abbiamo realizzato la prima fase con una riduzione del 4,2% - ha spiegato Guido Bortoni, presidente dell’Aeeg - e in queste ore abbiamo deciso di attivare la seconda fase per ottobre. L’obiettivo complessivo è di un abbassamento del 7% del prezzo nel 2013, pensiamo di poterlo raggiungere anche se per ora non si può dire con certezza”.

MENNEA, L’ADDIO DELLE AZIENDE DELL’ACQUA ALL’IDROFORO DELLA STAFFETTA

“E' una perdita per l'Italia e per tutti quanti lo hanno conosciuto. Mennea è stato lo straordinario e tenace campione italiano che tutti ricorderanno, nello sport e nella vita. Per Federutility, si è messo in gioco, correndo nel 2011 non più per una medaglia o un podio, ma per la tutela e la valorizzazione dell'acqua. Nella Staffetta dell’Acqua, Mennea ha corso per le città italiane e per l'acqua delle nostre case.
Organizzata da Federutility, la Staffetta era una campagna di sensibilizzazione sul consumo dell'acqua che vide in Mennea un simbolico "idroforo", in grado di raccogliere intorno a sé i maratoneti amatoriali, i ragazzi delle polisportive e tre generazioni di suoi ammiratori.
Lo ricordano con grande affetto le aziende di servizi pubblici che ospitarono Mennea, i gestori delle città che di quella Staffetta dell'Acqua furono le protagoniste: Reggio Emilia (Iren), Torino (Smat), Venezia (Veritas), Assago (Cap Holding), Ancona (Multiservizi), Firenze (Publiacqua), Potenza (Acquedotto Lucano), Palermo (Amap), Milano (MM), Udine (Amga), Roma (Acea) e la "sua" Bari (AQP).

ACQUA E BOLLETTE, I GESTORI: “SI GUARDA LA PAGLIUZZA INVECE DELLA TRAVE”

“Sul parere del Consiglio di Stato ci sono due reazioni, una tecnica ed una emotiva. Il Consiglio scioglie nodi importanti di interpretazione. Ha confermato all’Autorità dell’Energia (che lo aveva richiesto) la competenza sui mesi luglio-dicembre 2011, antecedenti la sua titolarità ufficiale alla regolazione. Ora potrà lavorare a pieno titolo per il metodo tariffario tanto atteso. L’altra reazione è emotiva, ha valore simbolico perché legata alle bollette, ma non sul piano economico. Si parla del ricalcolo, per sei mesi, di una sola voce della tariffa. Il Consiglio di Stato, peraltro, invita al rispetto del quadro normativo europeo assicurando la completa copertura dei costi. Tenendo conto che nel 2011 i tassi di interesse pagati dalle aziende erano elevatissimi a causa della crisi economica, è addirittura possibile che il calcolo risulti a favore di qualche gestore. In un caso o nell’altro stiano sereni gli utenti, si parla comunque di centesimi o pochi euro”.
Mauro D’Ascenzi, vicepresidente di Federutility, commenta così il parere del Consiglio di Stato reso all’Aeeg sul tema delle tariffe idriche da ricalcolare per il periodo post-referendario luglio-dicembre 2011.
“Il calcolo, caso per caso, dovrà farlo l’Autorità dell’Energia. Alle nostre aziende, come ai cittadini, non resta che attendere risultati e modalità. Ancora una volta, però, ci si occupa della pagliuzza invece che della trave. Si discute di questioni di principio - conclude D’Ascenzi - mentre gli investimenti sono bloccati da anni, non ci sono risorse e non si trovano finanziatori per un settore che si mostra perennemente incerto”.

IN HOUSE, CONTRATTI DI LAVORO SENZA I VINCOLI DELLA PA

Per le società di servizi pubblici locali “non derivano impedimenti allo svolgimento della contrattazione collettiva né vincoli normativi a quella nazionale”, neppure nel caso di affidamenti in house perché le regole sul personale sono disciplinate dal diritto privato. Per la contrattazione di secondo livello, “in considerazione della loro natura industriale e del carattere privatistico del rapporto di lavoro, le società sono tenute a rispettare, nell’esercizio della loro autonomia contrattuale e gestionale, i limiti previsti dalla legge e le direttive dell’ente controllante”. Così il Ministero dello Sviluppo economico, d’intesa con il Ministero dell’economia e il Dipartimento affari regionali, che in una nota chiarisce il perimetro di applicazione dei contratti collettivi alle società partecipate.
L’interpretazione così resa chiarisce i limiti invece prefigurati dal dl Sviluppo 2, che aveva esteso alle società in house le regole sul personale degli enti controllanti.
Per il direttore generale di Federutility Adolfo Spaziani, che ha guidato buona parte del processo, “il risultato conseguito è importante perché riconosce il ruolo negoziale autonomo dei soggetti titolari di affidamenti di servizi pubblici locali, non assimilabili alla pubblica amministrazione ”.

CDA PARTECIPATE, DAI PROSSIMI RINNOVI QUOTE ROSA OBBLIGATORIE

L’equilibrio di genere nei cda delle partecipate sta per cominciare. In attuazione del Dpr. 30 novembre n. 251 (ai sensi della L. 120/2011), i prossimi rinnovi di organi amministrativi e di controllo delle società partecipate dalle amministrazioni pubbliche dovranno prevedere l’applicazione del principio dell’equilibrata proporzione tra i generi. Tale disposizione è già vigente per le società quotate.
Preventiva alle nuove nomine è la modifica statutaria che dovrà prevedere che il genere meno rappresentato ottenga almeno un terzo dei componenti di ciascun organo. L’obbligo occorre per tre mandati consecutivi e al primo mandato la quota riservata al genere meno rappresentato dovrà essere pari almeno ad un quinto (arrotondato per eccesso all’unità superiore).
Le nuove nomine dovranno poi essere comunicate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (o al Ministro delegato) per la successiva relazione triennale al Parlamento sullo stato di attuazione della norma.
In caso di inadempienza è prevista la decadenza dell’organo sociale.

OCSE: STRESS IDRICO IN ITALIA. FEDERUTILITY: “INVESTIMENTI PER 4,5 MLD”

Gli investimenti strategici per il servizio idrico integrato che da subito si possono fare ammontano a 4.569.145.981 euro. Questa la stima, contenuta in dossier di Federutility - basato su quanto indicato dalle 34 maggiori aziende del Paese in termini di fatturato (15 per il nord Italia; 13 per il centro; 6 per il sud) - per gli "interventi immediatamente cantierabili, o già in corso d'opera, con disponibilità di risorse finanziarie". La Federazione fa riferimento a quanto viene indicato nelle 'raccomandazioni' dell'Ocse proprio sulla gestione della risorsa idrica.
La suddivisione geografica degli investimenti vede in testa il meridione: 1.803.066.106 euro per le aziende del nord (39% del totale); 938.403.211 euro per le aziende del centro (21%); 1.827.676.644 euro per le aziende del sud (40%). Il numero totale degli interventi è 628: 74 interventi al nord (12%); 160 interventi previsti dalle aziende del centro (25%); 394 interventi per il sud (63%). I dati sono stati classificati in acquedotto e fognatura-depurazione; nuove opere e manutenzione straordinaria; emergenza ambientale, emergenza idrica, opere strategiche e miglioramento dell'efficienza gestionale.
Per l’Ocse, che ha stilato un rapporto sulle performance ambientali in Italia presentato nei giorni scorsi, "l'Italia, con un prelievo pari a circa il 30% delle risorse idriche rinnovabili disponibili, può essere classificato come un Paese soggetto a stress idrico medio-alto”. E nonostante la qualità delle acque dei fiumi sia migliorata “le medie nazionali nascondo però notevoli disparità tra le regioni e il Mezzogiorno ha fatto registrare performance inferiori al nord del Paese". Così, l’organismo internazionale mette in evidenza che è "necessario e urgente che l'Italia si doti di una visione strategica per il settore idrico, definendo in che modo il governo possa assistere al meglio le autorità regionali e locali; sembra essenziale razionalizzare gli accordi istituzionali per la gestione dei bacini idrografici per migliorare efficacia ed efficienza"
"E' molto positivo questo richiamo per mettere in piedi una governance in linea con lo schema comunitario". Così il direttore generale di Federutility Adolfo Spaziani, che sottolinea inoltre che "resta il problema delle risorse per fare investimenti in questo settore. Ora ci sono due opzioni: per la difesa del suolo c'é il contributo dello Stato; per il servizio, le risorse devono venire dalla tariffa". Ma "finché la tariffa continuerà a malapena a coprire i costi di gestione sarà difficile fare investimenti adeguati". Quello che però vorrei - conclude Spaziani - è che "questo fosse un tema prioritario per il nuovo governo e per gli enti locali; che entrasse in un'agenda di lavoro. Ma si fanno troppe parole e pochi fatti. Non c'é mai una decisione. Il problema non è pubblico o privato".

SERVIZI PUBBLICI, CRESCONO LE DONNE NELLE POSIZIONI APICALI E NEI SETTORI TECNICI

Cresce nelle aziende di pubblici servizi la presenza di donne in ruoli e aree di business significativi. Le competenze tecniche e la cultura del servizio al cittadino di cui le donne sono portatrici hanno modificato in questi ultimi anni le strutture organizzative delle aziende di servizi pubblici (Acqua, Gas ed Energia elettrica). E la rivoluzione che la legge sulle quote rosa innescherà nei prossimi mesi darà un’ulteriore impulso alla crescita quantitativa delle donne nei cda e collegi sindacali e, si auspica, nelle organizzazioni aziendali. E’ questo il dato emerso dalla presentazione della seconda Indagine Federutility - Acta su “Occupazione e competenze nelle public utilities: il ruolo delle donne”, presentata nei giorni scorsi a Roma.
Alla presentazione hanno partecipato Alessia Mosca (Deputata), Lella Golfo (Presidente Fondazione Bellisario), Susanna Stefani (Vice presidente Governance Consulting), Mariacristina Spinosa (Assessore alle Pari opportunità Comune di Torino), Liliana Ocmin (Segretario Confederale Cisl), Alessandra Servidori (Consigliera Nazionale Parità) e Gaia Checcucci (Vice Presidente Federutility), con la moderazione alla tavola rotonda di Laura Chimenti (Tg1).
La ricerca ha mostrato che la presenza delle donne nelle aziende di pubblici servizi è aumentata nell’area marketing (+22%), comunicazione (+20%), tecnica (+ 15%), approvvigionamenti (+13%, settore particolarmente significativo dal punto di vista dell’etica). Nell’area commerciale - marketing, la presenza femminile si attesta al 48%; nelle Relazioni esterne al 59%.
Sono tuttavia ancora lievi i cambiamenti negli organi societari delle aziende di servizi pubblici, dove la presenza femminile risulta ancora scarsa. Di qui, l’attesa per i prossimi rinnovi che i Comuni (azionisti di riferimento ) saranno chiamati a fare.
Per Adolfo Spaziani - dg di Federutility - “è in crescita l’apporto quantitativo ma soprattutto qualitativo delle donne nelle aziende di pubblici servizi. Le nostre aziende - aggiunge - dimostrano dai dati di saper valorizzare il patrimonio di competenze che le donne portano con sé. Il processo di liberalizzazione che alcuni settori (in particolare quello dell’energia) hanno vissuto negli ultimi anni ha facilitato politiche assunzionali meritocratiche, le sole in grado di alimentare l’equità interna ed un accrescimento di valore per azionisti, utenti e cittadini”.
Lella Golfo - Presidente della Fondazione Bellisario e co-autrice con Alessia Mosca della Legge 120/2011 che prevede entro il 2022 la parità di genere negli organi societari di aziende quotate e partecipate da enti pubblici - si dice “orgogliosa della rivoluzione innescata. La legge sulle quote rosa è un antibiotico che farà bene all’economia del Paese, non solo alle donne. Staremo a vedere i prossimi rinnovi delle quotate e delle partecipate, complessivamente oltre 9 mila imprese, dai quali ci aspettiamo circa 4 mila ingressi femminili”.
“La formazione continua e specifica è una delle richieste maggiori che le donne in posizioni di vertice richiedono”. Così Susanna Stefani (Vice presidente Governance Consulting) che ha sottolineato come le donne che si apprestano ad entrare nei cda o che già vi fanno parte chiedono “per la loro naturale pignoleria e meticolosità una formazione adeguata. In genere - ha osservato - gli uomini ritengono di sapere già tutto, di non necessitare di approfondimenti su bilanci e norme. Inoltre - aggiunge la Stefani - il tema dell’etica è entrato nella formazione proprio su impulso delle donne”.

CATANIA, RIZZO NUOVO PRESIDENTE DI ACOSET

Nuovo presidente per l'Acoset, il gestore del servizio idrico nella fascia pedemontana della provincia di Catania: è Giuseppe Rizzo , vicesindaco nel comune di Pedara. Per il comune di Pedara, Rizzo si occupa di Acquedotto e Fognature, Igiene e Sanità - Rapporti con le Ato, Nettezza urbana ed Ecologia. Rizzo, dopo la nuova nomina, si è dimesso dall’incarico amministrativo.
“Seguo da tantissimo tempo, attraverso il mio assessorato, tutte le vicende legate all’Acoset, ritengo di avere il polso della situazione. Le priorità? In estate continuano ad esserci troppe emergenze idriche per cui si dovrà intervenire con ancora più forza. Poi, c’è una situazione finanziaria che va riconsiderata: l’Acoset è stata nel baratro e quando il presidente uscente Fabio Fatuzzo si è insediato aveva due possibilità. Una era quella di consegnare i libri contabili direttamente al Tribunale; l’altra, quella di provare ad andare avanti. E va dato atto a Fatuzzo di avere avuto coraggio”. Sul lavoro futuro, Rizzo indica due obiettivi: “Dovremo migliorare le reti idriche e svincolarci da quei ricatti legati ai proprietari di pozzi privati che finiscono inevitabilmente col farci lievitare i costi. Il lavoro c’è e non sarà facile portarlo a compimento”.

CDP, GIARDA: CINQUE SU SEI SARANNO DIRIGENTI DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA

Il governo si appresta a nominare sei componenti del Consiglio di amministrazione della Cassa depositi e prestiti di cui cinque saranno dirigenti del ministero dell'Economia. Lo ha riferito il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda nel corso dell'informativa in capigruppo sulle nomine della Cdp. La nomine così congegnate potranno consentire più facilmente eventuali sostituzioni al prossimo governo.

IL DECRETO SISTRI È IN “GAZZETTA UFFICIALE”. A OTTOBRE SI PARTE

Il sistema di tracciabilità dei rifiuti sarà pienamente operativo da marzo 2014. Il decreto sul riavvio del Sistri pubblicato in “Gazzetta Ufficiale” mette nero su bianco le regole del gioco che riguarda migliaia di aziende, anche se in modo graduale (si parte da ottobre) “e secondo un percorso di verifica e semplificazione delle procedure”, come ha detto l'ormai ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini, facendo notare come il contratto con la Selex resta valido anche se sono in corso delle verifiche sui costi a vantaggio delle imprese che useranno il servizio.
Sul sistema finito al centro dell’indagine della magistratura di Napoli sulla Selex (la società di Finmeccanica che ha avuto l’appalto del servizio) Clini pensa alla costituzione di parte civile per il ministero. In ogni caso, il Sistri partirà a breve. Il via libera alla prima fase è previsto dal 30 aprile per i grandi produttori di rifiuti pericolosi con più di dieci dipendenti. Per queste imprese la piena operatività avverrà dal primo ottobre 2013. Per gli altri operatori, invece, il periodo di allineamento va da ottobre al 2 marzo 2014, per poi entrare in piena operatività dal 3 marzo.
Ma Rete Imprese Italia non ci sta. E definisce “sconcertante” la decisione di riavviare il Sistri “nonostante tutte le criticità più volte evidenziate”. Il presidente, Carlo Sangalli, ha chiesto il ritiro e l’abrogazione del sistema, perché, sostiene, non si tiene minimamente conto delle gravi difficoltà che stanno attraversando le pmi”.
“Il sistema può funzionare - ha spiegato invece il ministro - anche se il suo avvio va gestito in modo graduale, per consentire al ministero eventualmente di modificare e semplificare alcune procedure”. Secondo Clini, “la mancanza del riavvio del Sistri stava creando un vuoto nei sistemi di controllo, con il rischio che l’Italia si trovasse inadempiente rispetto agli obblighi europei. E - ha ricordato - senza la tracciabilità dei rifiuti si lascia spazio alla malavita”.

ESTENERGY, NUOVO CDA NEL SEGNO DI HERA

Albino Belli è il nuovo amministratore delegato della società Est Energy (51% Acegas-Aps, 49% Ascopiave), società di vendita energetica a Trieste e Padova. L’assemblea ha infatti rinnovato gli organi societari, sancendo l’uscita dell’ad Alberto Sanmarchi, espressione di Ascopiave. Il cda sarà ora composto dal presidente Stefano Venier, dall’ad Belli, dai consiglieri Baroncini, Fabbri e Zugno.
Venier è un manager di Hera, mentre il nuovo ad è stato direttore amministrativo di Bim Gsp, recentemente licenziato. Il padovano Baroncini è direttore generale “facente funzioni” di AcegasAps, dove ha guidato il settore gas. Fabbri opera in Hera Comm, una delle controllate dell’utility presieduta da Tommasi. Zugno, infine, è presidente di Ascopiave e assessore leghista al bilancio nel Comune di Treviso.

ONU, 2013 ANNO INTERNAZIONALE DELLA COOPERAZIONE IDRICA

Per le Nazioni Unite, il 2013 sarà l' Anno Internazionale della Cooperazione nel Settore Idrico . L'acqua è un bene sempre più prezioso e allo stesso tempo sempre più scarso, e l'Onu ha deciso di organizzare una mobilitazione globale: conferenze, incontri, proposte legislative legate a un tema che nei prossimi anni sarà decisivo.
Sono 145 i Paesi che si trovano a gestire e amministrare risorse idriche importanti in coabitazione con altri Stati: fiumi, laghi o falde che attraversano frontiere e toccano più territori, talvolta causando tensioni e conflitti anche gravi.
Tra gli appuntamenti chiave dell'anno delle Nazioni Unite sull'acqua sono da segnalare la conferenza a Saragozza che si è chiusa nei giorni scorsi; poi l’11 febbraio a Parigi, con l'inaugurazione ufficiale dell'anno dedicato alla cooperazione idrica. Infine il 22 marzo sarà celebrato come ogni anno la Giornata Mondiale dell’Acqua.
Altri appuntamenti importanti saranno la Conferenza Internazionale sulla Cooperazione Idrica di Dushambe (Tagikistan) ad agosto, e la World Water Week che si terrà a Stoccolma dall'1 al 6 settembre 2013.

ACEA, AD APRILE NUOVO CDA

Si svolgerà il prossimo 15 (prima convocazione) o il 22 aprile (seconda convocazione) l'assemblea di Acea che dovrà rinnovare i vertici. Al Comune di Roma, azionista di maggioranza, spetterà la nomina di 5 dei nove consiglieri di amministrazione. La particolarità sta nel fatto che solo a maggio - e a giugno, in caso di ballottaggio - si insedierà il nuovo sindaco in Campidoglio. Sarà dunque l’attuale sindaco Gianni Alemanno a compiere le nomine per l’utility.
Attualmente, Giancarlo Cremonesi è presidente della società e Marco Staderini è amministratore delegato. Le date per l'assemblea sono state decise dagli amministratori della società nel rispetto degli obblighi statutari, che fissano i termini per l'approvazione del bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio.
Per effetto del d.P.R. 30 novembre 2012, n. 251, entreranno in cda per la prima volta anche due donne.

FESTIVAL ENERGIA, SPAZIANI: “VALORIZZARE GLI INVESTIMENTI DEGLI IMPIANTI A GAS PER LA SICUREZZA DEL SISTEMA ELETTRICO”

Un appuntamento per spiegare, approfondire e informare sul presente e il futuro dell’energia, un’occasione per definire le priorità sulle quali lavorare e le prospettive verso cui il settore muoverà. Federutility rinnova anche quest’anno la partnership con il Festival dell’Energia (Roma, 24 - 25 maggio), realizzato da Aris (Aris - Agenzia di Ricerche Informazione e Società) e dall’associazione Italiacamp, con il patrocinio e la collaborazione dell’Università LUISS Guido Carli, del Politecnico di Milano e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Per Federutility, riflettere e confrontarsi su questi temi è strategico e rappresenta un’esigenza imprescindibile per la crescita economica del Paese, in un’ottica di sostegno all’occupazione e di sviluppo delle tecnologie green.
“In qualità di gestori di rete - in particolare nelle aree metropolitane del Paese - e come possessori e promotori di tecnologie all’avanguardia nelle smart grids e nell’efficienza energetica, riteniamo di poter contribuire fattivamente ad un dibattito pubblico su priorità e scenari, favorendo lo scambio di esperienze e competenze con tutti i soggetti interessati”.
Così Adolfo Spaziani, dg di Federutility, che sottolinea in particolare l’attualità del tema della sicurezza del sistema elettrico nazionale: “In questa fase di transizione nella quale le Fer, in crescita, porranno nuovi problemi di sicurezza del sistema elettrico nazionale nel breve medio-termine, occorre saper valorizzare l’investimento strategico compiuto in Italia negli ultimi anni con gli impianti gas a ciclo combinato, un parco di produzione elettrica efficiente, in grado di scongiurare possibili nuovi black out, come avvenuto solo pochi anni fa. Si tratta - conclude Spaziani - di valorizzare i due cicli di investimenti realizzati negli ultimi anni e supportare un rilancio dei consumi elettrici con un basso impatto ambientale”.
Al Festival parteciperanno - tra gli altri - Paolo Gallo (Amministratore delegato di Acea) e Valter Pallano (Commissione Energia Federutility) sulle priorità della politica energetica nazionale e sul futuro delle infrastrutture e della risorsa gas. Il Festival sarà presentato in conferenza stampa a Roma il 15 maggio, e sarà illustrato il nuovo rapporto del Nimby Forum.
Per informazioni: Festival dell’Energia

IREN, AGGIORNAMENTO DEL PIANO INDUSTRIALE AL 2015

Il Gruppo Iren ha presentato nei giorni scorsi l’aggiornamento del Piano Industriale al 2015. Nel periodo 2013-2015 il Gruppo Iren intende consolidare e rafforzare la propria posizione nei settori ambiente, ciclo idrico integrato e teleriscaldamento, per linee di crescita sia interna che esterne, con particolare focalizzazione nei territori di riferimento. Si tratta di settori che presentano una significativa redditività, all’interno dei quali il Gruppo gode di una posizione di rilevante vantaggio competitivo e dai quali si ritiene possibile cogliere le opportunità che verranno offerte dall’evoluzione dello scenario di mercato.
Nei settori liberalizzati, il Gruppo perseguirà l’ottimizzazione del proprio portafoglio impianti, con lo scopo di massimizzarne la profittabilità anche in una situazione macroeconomica poco favorevole. Si pone in quest’ottica l’esercizio dell’opzione put per l’uscita da Edipower con l’assegnazione ad Iren, quale contropartita della partecipazione, dell’impianto termoelettrico a ciclo combinato ad alta efficienza di Turbigo e del nucleo idroelettrico di Tusciano. Un’operazione che consentirà al Gruppo di ottenere una maggiore flessibilità strategica e maggiori sinergie realizzabili dalla gestione diretta degli impianti acquisiti, integrandoli nel complesso del parco impianti Iren, con impatti positivi sull’Ebitda e sul cash-flow.
Il consolidamento del Gruppo nei territori di riferimento passerà anche attraverso un’azione mirata all’allargamento della propria base Clienti, principalmente tramite cross-selling e la promozione di offerte dual-fuel, con una focalizzazione sul segmento retail e small business. Centrale continuerà ad essere l’obiettivo dell’efficientamento che ha già permesso al Gruppo di superare 40 milioni di euro di sinergie nel triennio 2010-2012, che saliranno, grazie anche alla ricerca dell’operational full potential a circa 80 milioni di euro al 2015.
Completa il quadro degli obiettivi il rafforzamento della solidità finanziaria che avverrà principalmente attraverso la generazione di cassa (tutte le aree di business saranno cashgenerating a partire dall’anno in corso) e la riduzione del capitale circolante. A ciò si aggiungerà anche un programma di dismissioni di asset non-core, di cui una parte cospicua già realizzata nell’ultimo trimestre 2012, e l’apertura a partnership finanziarie specifiche, che renderanno disponibili ulteriori risorse da utilizzare per cogliere le opportunità offerte dal mercato.
Sulla base di queste linee strategiche, il Gruppo si prefigge una crescita dell’Ebitda a circa 670 milioni di euro nel 2015 (CAGR 3,2%).
Il Piano Industriale prevede inoltre un programma di investimenti cumulati al 2015 per circa 800 milioni di euro.
La Posizione Finanziaria Netta stimata a fine Piano è inferiore a 2 miliardi di euro, in contrazione di circa 700 milioni di euro rispetto al 2011, con un rapporto Net-Debt/Ebitda in discesa a 2,9 volte (4,5 volte al 2011).
Il cda dell'azienda ha inoltre cooptato il nuovo vice presidente Lorenzo Bagnacani, in sostituzione di Giuseppe Villani.

22 MARZO, D’ASCENZI: DAL DIRITTO UNIVERSALE ALL’ACQUA AL DISIMPEGNO NAZIONALE

"Mai come oggi, di fronte alle sfide globali e ai bisogni di globalizzazione, è evidente il diritto di tutti gli uomini ad avere l'accesso alla risorsa". Così Mauro D’Ascenzi, vicepresidente di Federutility, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua (22 marzo). “Per esempio - spiega D'Ascenzi - la possibilità di dare l’acqua a molti Paesi dell'Africa vuol dire dare sviluppo e lavoro, ridurre l'emigrazione e il degrado dei posti abbandonati. Significa creare lì lo sviluppo e migliorare la situazione. Per non parlare delle prospettive di guerre, come tra Israele e Palestina che ha tra i suoi motivi di tensione anche quello della risorsa idrica".
Un'analisi della situazione in Italia cambia però l'impostazione del discorso di D'Ascenzi: in questo caso, dice, "si continua a non parlare di acqua perché ci si sofferma sulla governance dell'azienda invece di guardare alle cose più concrete. I cambiamenti climatici stanno davvero cambiando il sistema idrico creando danni gravissimi. C'é una situazione - continua il vicepresidente di Federutility - in cui si stanno estinguendo i sistemi di diluizione dell’acqua, sfruttiamo troppo le falde e non riusciamo a trattenere le grandi quantità di piogge delle cosiddette 'bombe d'acqua". Per questo, "noi dobbiamo anche prepararci a una situazione di mancanza dell’acqua, sia per la vita civile che per le industrie".
Il tasto diventa dolente quando si apre il capitolo del recupero delle acque: "Stiamo buttando un mare di acqua per via della mancata depurazione, per non parlare della batosta micidiale che ci comporterà in termini economici da parte dell'Europa" per via delle procedura d'infrazione per mancato trattamento dei reflui. Insomma per D'Ascenzi "non c'é nessun impegno da parte di nessuno per reperire le risorse per oggi e per le generazioni future: servono 65 miliardi per le infrastrutture ma se si calcola anche la salvaguardia del territorio ne servono forse 100". Questo perché, avverte, è "un'urgenza nazionale fare investimenti in questo settore e farli partire subito"; cosa che "sarebbe soltanto un beneficio per l'ambiente e i lavoratori".
In questo quadro, "l'Authority è un passo avanti notevole, anche se lotta tra due contenziosi, e pur avendo introdotto un metodo per le tariffe che ha tanti meriti, l’effetto è posticipato al 2015".
Questi, conclude il vicepresidente di Federutility, sono temi che verranno trattati anche nel prossimo festival dell’acqua 'Dissetare la Terra', in programma a ottobre a Salerno, e propedeutico all'Expo 2015 a Milano.

HERA - ACEGAS-APS: DAI SINDACATI OK A PROGETTO INDUSTRIALE

Gli enti locali dell'Emilia Romagna soci di Hera e i comuni di Padova e Trieste hanno siglato un protocollo d'intesa con Cgil, Cisl e Uil sulla recente aggregazione fra Hera e Acegas Aps. «Condivisa» spiega una nota del Gruppo «la valenza strategica del progetto industriale che ha portato alla nascita di una fra le maggiori multiutility del Paese, confermando la volontà di perseguire ulteriori miglioramenti nella capacità di investimento, nella qualità ed efficacia del servizio e nella solidità finanziaria, con l'obiettivo di promuovere la qualità della vita delle comunità servite, concorrere alla ridistribuzione delle risorse sul territorio e tutelare occupazione, sicurezza e diritti dei lavoratori.
Nel protocollo vengono condivisi alcuni punti qualificanti che dovranno caratterizzare il nuovo soggetto. Fra questi, l'impegno a mantenere la maggioranza del Gruppo in mano pubblica. C’è l’impegno a destinare gli utili derivanti dalla partecipazione in Hera verso alcune finalità prioritarie: il reinvestimento in infrastrutture industriali, nei servizi pubblici locali e in misure volte all'abbattimento delle tariffe per i cittadini e le famiglie disagiate.

ASTI, NUOVO CDA CON BAGNADENTRO PRESIDENTE

Nominato il nuovo consiglio di amministrazione di Asti Pubblici Servizi spa (Asp). Oltre a Paolo Bagnadentro indicato quale presidente, sono stati nominati Luigi Visconti (vice), Paolo Golzio (amministratore delegato) e i consiglieri Giorgio Ferrero e Marco Guerra.

IREN, DIMISSIONI DAL CDA PER VILLANI E BUZZI

Si è dimesso dal cda di Iren Luigi Villani, ora agli arresti domiciliari. Insieme ad Angelo Buzzi (presidente di Iren Emilia, decaduto per le dimissioni dell’intero cda), Angelo Costa (ex presidente della partecipata Stt) e all’ex sindaco di Parma Pietro Vignali, Villani è accusato di corruzione e peculato, nell’ambito dell’inchiesta “Public Money” della procura di Parma.
In una nota, Iren afferma che la società “è già parte civile nei processi scaturiti dall’indagine Green Money” (da cui la nuova inchiesta discende) “dalla quale emergono circostanze che confermerebbero la condizione di parte lesa dell’Azienda. La Società - continua la nota - garantirà la massima collaborazione agli organi inquirenti, come avvenuto in occasione di “Green Money” che aveva portato al licenziamento dei due dipendenti all’epoca coinvolti nell’inchiesta. Esprimendo piena fiducia nell’operato della Magistratura, Iren ribadisce la propria totale estraneità ai fatti contestati ai soggetti coinvolti e, ritenendosi parte lesa, ha dato mandato ai propri legali per l’eventuale tutela dei propri interessi e della propria immagine”.
Riferendosi alle dimissioni di Villani, il sindaco di Reggio Graziano Delrio ha parlato di “atto che abbiamo richiesto e che è stato sollecitato dal dg Andrea Viero”.

LGH, NUOVO CDA CON GIUSEPPE CONTER PRESIDENTE

L’Assemblea dei Soci di LGH - costituita dalle società patrimoniali Cogeme, Aem Cremona, ASM Pavia, Astem Lodi, Scrp Crema - ha nominato il nuovo consiglio d’amministrazione: alla Presidenza Alessandro Giuseppe Conter, vice Presidente Claudio Tedesi, Amministratore Delegato Franco Mazzini, consiglieri Giovanni Soffiantini e Giuseppe Demuro.
Per il collegio sindacale sono stati nominati Presidente Carlo Tinelli, Sindaci effettivi Umberta Bianchessi e Vittorino Orione.
Al nuovo consiglio, l’Assemblea dei Soci ha chiesto di operare in tempi solleciti per definire un nuovo piano industriale che punti al rafforzamento anche dimensionale del gruppo attraverso alleanze e operazioni strategiche. E’ da ricordare, in questo ambito, che il Governo attraverso il Fondo Strategico Italiano ha iniziato un’azione che punta a favorire le aggregazioni tra ex municipalizzate.
In ossequio a quanto previsto dalle normative vigenti (spending review) tre membri del consiglio d’amministrazione sono dirigenti delle società o enti controllanti. Si tratta di Claudio Tedesi, direttore generale Asm Pavia, Giovanni Soffiantini, direttore generale SCRP Crema, e Giuseppe Demuro dirigente del Comune di Lodi.
L’Assemblea dei Soci ha ritenuto di interpretare lo spirito insito nella norma nota come “spending review” prevedendo una riduzione di circa il 20% dei compensi e delle indennità che saranno riconosciute ai nuovi amministratori e ai sindaci della Società.

CORTE DEI CONTI CONDANNA L’EX CDA DI POLESINE ACQUE PER RIMBORSI SPESE

La Corte dei Conti del Veneto ha condannato alcuni membri dell'ex cda di Polesine Acque per i rimborsi-spese forfettari ai consiglieri, stabiliti nel biennio 2003-2004. Sono 13 i membri condannati al pagamento di 25.000 euro complessivi per aver provocato un danno erariale alla Spa che gestisce il ciclo idrico integrato. Così il quotidiano locale il Corriere Veneto.
Nel mirino i rimborsi forfettari delle spese, decisi per i giudici contabili in maniera indebita. A pagare il risarcimento, i consiglieri che votarono effettivamente quelle delibere. Ovvero Iginio Bendin (ex presidente) per 7.000 euro, Gianfranco Tiengo per 2.500, Paolo Giordano per 2.000, per 1.500 ciascuno Gilberto Bianchini, Gabriele Della Gatta, Ugo Mancin, Paolo Masiero, Italo Pernisa, Danilo Stoppa, Gabriella Toffanin, Pierluigi Parisotto. Condanna a 750 euro a testa per Marinella Chieregato e Alessandro Casellato.
Dopo le indagini della polizia tributaria la cifra inizialmente contestata, quasi 60.000 euro, è scesa al di sotto della metà.

PER I 10 ANNI DI MOVI&CO, I VIDEO FEDERUTILITY ALLA TRIENNALE DI MILANO

10 anni di Movi&Co, l’associazione che organizza il concorso per giovani registi incentrato sui temi della responsabilità sociale e ambientale. Nell’ultima edizione, sono state premiate con il terzo posto Alessandra Atzori e con il premio migliore colonna sonora Valentina Barreca, autrici di video dedicati ai temi del risparmio energetico ed idrico. I due video sono stati ispirati dalla partnership con Federutility.
Il decennale di Movi&Co sarà celebrato dal dal 19 al 24 febbraio presso la Triennale di Milano con la mostra “10 anni di Movi&Co. - Un viaggio attraverso l’evoluzione del video”.

A FORLI’ IL RUOLO DELLE MULTIUTILITIES NELLA RICERCA E INNOVAZIONE

Si svolgerà il 12 aprile a Forlì il convegno nazionale dal titolo “Il ruolo delle Multiutilities nella Ricerca e nell’Innovazione Tecnologica”, a cura di Hera e Federutility, incentrato quest’anno sul tema delle Infrastrutture Idriche.
Al convegno, introdotto dal vice presidente di Federutility Mauro D’Ascenzi, parteciperanno le aziende del comparto idrico (Hera, Siba, Acea-Gori) che sottolineeranno il ruolo delle attività di Ricerca e Sviluppo, di innovazione dei sistemi di depurazione e dei processi di efficientamento. Alla Tavola rotonda sul tema dei finanziamenti ai servizi idrici, coordinata da Gianni Trovati (Il sole 24 ore), parteciperanno Anna Ferrero (Commissione Formazione, Ricerca e Innovazione Federutiltity), Mauro Zanini (Federconsumatori), Alberto Biancardi (Aeeg), Giovanni Costigliola (Intesa San Paolo) e Vito Belladonna (Atesir Emilia Romagna).
Il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti chiuderà il convegno sul tema del “Ruolo dei servizi idrici nella politica economica nazionale”.

IREN, AL VIA LA RIFORMA DELLA GOVERNANCE SOCIETARIA

Il comune di Torino ha dato il via libera al nuovo statuto di Iren. Ultimo Consiglio comunale tra gli oltre 40 che nelle scorse settimane hanno votato la nuova governace - tra cui Reggio Emilia e Genova -, Torino ha dato così mandato al Cda di procedere alle ultime modifiche.
Le novità in fatto di governance riguardano la concentrazione delle principali deleghe in capo all’Ad, che dovrebbe essere indipendente rispetto alle singole realtà territoriali, il principioo della maggioranza qualificata per le decisioni del Cda (10 consiglieri su 13), la definizione di tre e non più quattro soggetti che rappresentano il board (Ad, Presidente e Vice).
A questo punto, sarà il Cda - convocato il 19 giugno prossimo - a decidere sulla nuova società “caposettore”, Iren Reti accanto a Iren Energia, Iren Acqua Gas, Iren Emilia, Iren Ambiente e Iren Mercato.

HERA, DAL PRIMO GENNAIO ATTIVA LA FUSIONE CON ACEGAS-APS

La fusione tra la multiutility emiliana Hera e la triestino-padovana Acegas-Aps, annunciata al mercato lo scorso 17 dicembre, è attiva da martedì primo gennaio. Lo si legge in una nota sulla “decorrenza degli effetti dell’operazione”. A seguito dell’efficacia della fusione, l’utility bolognese lancerà un’opa totalitaria su Acegas-Aps, con l’obiettivo del ritiro di quest’ultima dal listino di Piazza Affari. L’operazione assumerà la forma di un acquisto e scambio di azioni, come già annunciato lo scorso 25 luglio, che vedrà Hera mettere sul piatto una cifra complessiva di 5,5 milioni di euro, pari a 0,27 euro per azione in contanti, più 84,8 milioni di nuove azioni, da offrire con un rapporto di concambio di 4,1 titoli a uno.
Attualmente la multiutility emiliana controlla il 62,6% del capitale di Acegas-Aps, che prima della fusione perfezionata in queste ore era in mano all’omonima holding triestina, controllata al 50,1% dal comune di Trieste e al 49,9% da quello di Padova, con cui Hera aveva sottoscritto lo scorso 10 dicembre un patto parasociale.
Oggetto dell’offerta sono 20,3 milioni di azioni ordinarie di Acegas-Aps, pari al 37% del capitale, con un rapporto di concambio di 4,1 azioni Hera di nuova emissione del valore di un euro per ogni titolo Acegas-Aps, più un corrispettivo in denaro di 0,27 euro per azione rilevata, per un totale massimo di 5,5 milioni. Per fare fronte all’offerta, l’assemblea straordinaria degli azionisti di Hera aveva deliberato lo scorso 15 ottobre un aumento di capitale da 84,8 milioni. Dopo l’operazione, grazie allo scambio azionario previsto, gli attuali azionisti di Acegas-Aps controlleranno una quota pari al 6,3% di Hera.

L’ANTITRUST VIETA L’ACQUISIZIONE DI IRG DA PARTE DI ACEGAS-APS E ITALGAS

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di vietare il passaggio del controllo congiunto di Isontina rete gas (Irg) da Eni e Acegas-Aps a Italgas e Acegas-Aps (gruppo Hera). Secondo l’Antitrust, informa un comunicato, “l’operazione comporta la creazione di una posizione dominante in capo a Irg, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza nei mercati delle gare future per la concessione del servizio di distribuzione di gas naturale negli ambiti territoriali (Atem) di Gorizia, Trieste, Pordenone e Padova 1”.
In particolare, spiega l’Autorità, nei quattro ambiti interessati, ciascuna delle imprese coinvolte nell’operazione (Irg a Gorizia, Hera e Acegas-Aps a Trieste e Padova 1, Italgas a Pordenone), in base alla sua dimensione e alla attuale titolarità delle concessioni negli stessi Atem, “detiene una posizione di grande vantaggio competitivo in vista delle future gare”. Attraverso l’operazione che l’Autorità ha vietato, Italgas e Acegas avrebbero partecipato congiuntamente ai bandi con l’effetto di eliminare, in sede di gara, la concorrenza del principale competitor potenziale (Italgas a Gorizia, Trieste e Padova 1, Hera e Acegas-Aps a Pordenone), “dando così luogo alla costituzione di una posizione dominante”.

AIM VICENZA E AGSM VERONA, JOINT VENTURE DA 750 MLN

Joint venture tra Aim Energy e Agsm Energy Verona, con una nuova società a capitale paritario e con un fatturato aggregato di 750 milioni di euro. Lo hanno annunciato nei giorni scorsi il sindaco scaligero Flavio Tosi ed il suo pari grado vicentino Achille Variati. Con loro c'erano i due i due top manager dei rispettivi gruppi: Paolo Paternoster per Agsm e Paolo Colla per Aim. La newco si chiama 2V Energy. Variati e Tosi hanno annunciato che l'alleanza, che ha una natura strategica e industriale, è già pronta per nuovi orizzonti: Rovigo e Mantova in primis, ma non solo. Nel mirino c'è anche il Trentino.
Dal canto loro Paternoster e Colla hanno invece precisato che la neonata società vede di buon occhio partnership con altri soggetti, sia pubblici che privati, ma con una governance «che deve rimanere saldamente in mano alle comunità locali». Attualmente Agsm è presente su tutto il territorio nazionale con 330.000 forniture sparse su 83 province e 900 comuni. La dote di Aim energy vale invece 160mila clienti sparsi su 470 comuni in circa quaranta province. La veronese vende 445 milioni di metri cubi di gas 2,3 terawattora di energia elettrica il che genera un fatturato di 620 milioni di euro. La compagine del gruppo Aim risponde con 250 milioni di metri cubi di gas e 0,12 terawattora di energia elettrica con un fatturato complessivo di 150 milioni di euro nel 2011. Tradizionalmente il ramo energia è il più redditizio delle multiutility pubbliche.

AIMAG DI MIRANDOLA (MO), PIANO INDUSTRIALE “PER NORMALITA’ POST SISMA”

Il Cda di Aimag - la multiutility modenese attiva nei servizi idrici, energetici ed ambientali - ha approvato nei giorni scorsi il piano industriale 2013-2015 che punta ad investire sul territorio 64 milioni. Già dal 2013, a fronte del significativo calo delle marginalità nell’anno appena concluso a causa del terremoto, si punta a migliorare la redditività. Saranno 30 milioni le risorse per gli investimenti nel settore idrico finalizzate alla ricostruzione delle infrastrutture danneggiate dal sisma, all’efficientamento degli impianti con l’applicazione di più avanzate tecnologie (automazione e telecontrollo) che porteranno benefici nell’ottimizzazione delle risorse e nella salvaguardia del territorio in caso di disservizi nonchè alle attività dedicate alla riduzione delle perdite.
Per il settore ambiente - raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti - sono previsti investimenti per quasi 20 milioni con in cima lo sviluppo della raccolta differenziata, anche con l’estensione nel 2014 e 2015 del servizio porta a porta in nuovi territori finora esclusi; alla messa in funzione della nuova sezione a digestione anaerobica dell’impianto di compostaggio che permetterà di incrementare la capacità di trattamento e consentirà la produzione di energia elettrica da biogas. Per quanto riguarda il settore della produzione di energia da fonti rinnovabili si prevedono investimenti di circa 3 milioni finalizzati al mantenimento e alla gestione dell’attuale parco di impianti fotovoltaici e della rete di teleriscaldamento di Bomporto. Sono infine 8 milioni le risorse che verranno dedicate al settore della distribuzione gas che prevede anche l’installazione dei dispositivi di telelettura e per la preparazione alle prossime gare.
«È un piano sostanzialmente dedicato al ritorno alla normalità e ai livelli economici precedenti il sisma - spiega il presidente Mirco Arletti - in quanto l'azienda vuole continuare a gestire, con qualità, servizi importanti per la comunità ma vuole anche essere protagonista, al fianco di cittadini ed imprese, nella ricostruzione e nello sviluppo. A questo proposito ricordo che, oltre agli obiettivi di carattere industriale, nel piano sono stati definiti anche gli obiettivi di carattere sociale ed ambientale. Tra i più significativi per il 2013: migliorare gli indicatori di frequenza e gravità degli infortuni; arrivare, nel bacino Aimag, al 60% di raccolta differenziata; migliorare, sul fronte delle perdite idriche, raggiungendo il 26%; mantenere intorno al 118% la percentuale fra il totale dell’energia consumata e quella prodotta da rinnovabile più quella risparmiata e certificata».

SALERNO, MANIFESTAZIONI DI INTERESSE PER LA VENDITA DI SALERNO ENERGIA

La vendita delle società non è prevista a breve, ma intanto il comune di Salerno incassa l’interesse di molti soggetti. Salerno Energia Vendite e Salerno Energia distribuzione - due delle società comunali che la giunta vuole dismettere - ha ricevuto la manifestazione di interesse di Eni, Enel, Iren, Ital Trading Gas e Energia, Amalfitana gas, Gas Natural, Acquaviva delle Fonti, Cpl Concordia, Gea Commerciale Spa e Erogasmet Spa. Lo riporta il quotidiano locale La Città.
La vendita, se e quando ci sarà, avverrà successivamente e molto dipenderà anche dai bandi di gara che il Comune farà per le singole società. In vendita, infatti, anche la Centrale del latte, Metanauto Service, Sinergia, Salerno Pulita, Salerno Mobilità e Salerno Solidale.
«La prima sensazione è di estrema soddisfazione ed orgoglio. L’interesse di grandi gruppi nazionali - spiega Ferdinando Argentino, presidente e ad di Salerno energia holding - significa che c’è un’attenzione positiva per ciò che è stato fatto e per come sono cresciute le società del nostro gruppo. Per quanto ci riguarda porteremo avanti il disegno nei modi e nelle forme che saranno individuati dalla proprietà».
Per il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca "abbiamo semplicemente fatto una manifestazione d’interesse, abbiamo cioè cercato di verificare se sul mercato ci sono imprenditori interessati ad investire nel territorio salernitano. Questo, peraltro, sapendo che la legge già ci obbliga a mettere sul mercato quote di proprietà del Comune relative alle aziende pubbliche: c’è stata una proroga, ma mese prima o mese dopo saremo obbligati a privatizzare queste aziende. È ovvio - puntualizza il sindaco - che se lo faremo fra 10 mesi, quando saremo costretti a farlo, queste aziende non varranno più niente e si rischia di doversi accontentare di aziende minori; se lo facciamo oggi possiamo intercettare grandi investitori che, non solo garantiscono l’occupazione attuale, ma consentono di fare ulteriori investimenti e di creare nuova occupazione".

COMUNI TERREMOTATI, RIDUZIONI E RATEIZZI PER DUE ANNI

Dopo la sospensione di sei mesi dei termini di pagamento delle bollette di energia elettrica e gas, le popolazioni colpite dal sisma del maggio 2012 potranno usufruire di rateizzazioni automatiche senza interessi, per un periodo minimo di due anni, da applicarsi sia alle forniture in servizio di tutela sia sul libero mercato. Lo ha stabilito l'Autorita' per l'energia, prevedendo anche l'azzeramento dei costi per eventuali nuove connessioni, subentri o volture richieste da soggetti la cui abitazione e' inagibile e la riduzione del 50% delle tariffe di rete e degli oneri generali1 in bolletta. Fra le agevolazioni vi e' anche la rateizzazione delle bollette dell'acqua per 12 mesi.
Il provvedimento a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, spiega il Regolatore, e' stato adottato a seguito della comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 16 gennaio sull'entita' delle agevolazioni, a conclusione di un tavolo istituzionale avviato il 6 novembre scorso che ha coinvolto l'Autorita', le Regioni interessate, il MISE e la stessa Presidenza. Le agevolazioni si applicano in modo automatico a tutte le utenze che gia' esistevano nei Comuni colpiti dal sisma e a quelle dei moduli abitativi temporanei e sono cumulabili con il bonus elettrico e gas e con eventuali meccanismi di sostegno locali per la fornitura idrica. Le agevolazioni dovranno invece essere esplicitamente richieste al proprio venditore dai titolari di utenze site in uno dei comuni interessati dal sisma, ma diverse da quella originarie, o nel caso di utenze delle citta' di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Rovigo che hanno ottenuto il differimento dei termini di pagamento degli obblighi tributari.
L'Autorita' ha stabilito che i clienti interessati vengano informati di tutte le agevolazioni previste e della loro durata -comprese le modalita' di rateizzazione - attraverso le loro bollette e che sia prevista un'apposita informativa da pubblicare sui siti delle societa' di vendita di energia.

MANTOVA, TEA METTE IN VENDITA LA RETE IN FIBRA OTTICA

Tea di Mantova mette in vendita la rete in fibra ottica cittadina, un’importante infrastruttura tecnologica che attualmente si estende su un tracciato di oltre 72 chilometri. La procedura di vendita, deliberata dal consiglio di amministrazione della multiutility, rientra nel processo di razionalizzazione delle attività gestite dal Gruppo, focalizzandolo sui settori più aderenti alla sua mission, tra cui quelli dell’energia, dell’ambiente e dell’acqua.
L’infrastruttura di rete di TLC è stata sviluppata da Tea dopo il 2005 e attualmente ospita oltre 129 chilometri di cavi in fibra ottica, con una notevole capillarità (passa per oltre il 60% degli edifici), specie nel centro storico di Mantova.
Attualmente la connettività ottica viene affittata ad operatori di telecomunicazione locali e nazionali che servono prevalentemente clienti business nel territorio comunale; la rete in fibra ha un presidio unico in termini tecnologici e di presenza territoriale.
La rete in fibra ottica opera secondo un modello consolidato di rivendita di connettività. In prospettiva, le attività TLC e le infrastrutture potrebbero fungere da solida base per l’avvio di un piano d’investimenti, facendo leva anche su altre infrastrutture idonee per la posa di cavi in fibra già presenti nel territorio del comune di Mantova.
La vendita a un grande operatore di TLC, questo è l’auspicio, consentirà di sviluppare appieno le potenzialità tecnologiche dell’importante infrastruttura cittadina, che potrà proiettare Mantova verso la nuova e più evoluta banda di trasmissione ultralarga, cosiddetta NGAN (Next Generation Access Network).

MANAGERIALITA’ FEMMINILE NELLE UTILITIES: INDAGINE FEDERUTILITY

Sarà presentata nei prossimi giorni (17 aprile, Roma) la seconda indagine sulla “Managerialità femminile nelle public utilities” a cura di Federutility. Nel corso di questi ultimi anni, la Federazione ha avviato un percorso di analisi e di approfondimento sulla presenza ed il ruolo delle donne nelle aziende di servizi pubblici, grazie anche alla partecipazione delle Associate.
Il Gruppo di lavoro, appositamente costituito e composto da donne con ruoli di responsabilità nelle diverse aree organizzative delle aziende, ha indagato nel periodo 2007-2011 la presenza femminile all’interno delle aziende valutando, anche attraverso il confronto di genere, le variazioni delle dinamiche occupazionali rispetto alle collocazioni organizzative ed agli inquadramenti contrattuali.
L’indagine, introdotta da Roberto Bazzano, presidente di Federutility, e da Anna Ferrero di Acta Consulting, vedrà la partecipazione - tra gli altri - di Lella Golfo (presidente Fondazione Bellisario), Alessia Mosca (Camera Deputati), Mariacristina Spinosa (Assessore alle Pari Opportunità, Comune di Torino), Annamaria Furlan (Segretario confederale Cisl) e Sara Romano (Dg Ministero Sviluppo economico).
La tavola rotonda sarà chiusa dal vice presidente di Federutility Gaia Checcucci.

ANTITRUST CONTRO IL COMUNE DI ROMA PER I CONTRATTI CON ACEA E ATAC

L’Autorità garante della concorrenza e il mercato ha bacchettato nei giorni scorsi il comune di Roma per i contratti di servizio firmati con Acea e con Atac. In primo è relativo alla gestione dell’illuminazione pubblica, il secondo all’affidamento del servizio di trasporto pubblico.
Per l’Antitrust, guidata da Giovanni Pitruzzella, gli affidamenti diretti «violano i principi della concorrenza». L’ultimo, relativo al contratto con Atac, è del 1° febbraio 2013 e denuncia «un indebito vantaggio riconosciuto dal Comune all’azienda che può falsare la concorrenza». Il Campidoglio ha 60 giorni di tempo per comunicare all’Autorità le iniziative intraprese per rimuovere la violazione della concorrenza.
Il contratto di servizio con Acea è stato rinnovato dal Campidoglio fino al 31 dicembre 2027, senza gara pubblica. In questo caso l’Antitrust porta l’esempio abruzzese dove l’indizione di una gara ha garantito un ribasso del 23% nel costo delle forniture elettriche, e conclude con una certa durezza: «La scelta del Comune di mantenere in capo ad Acea per un periodo prolungato l’affidamento diretto del servizio di gestione degli impianti di illuminazione pubblica (…) senza procedere a gara, ha determinato un danno per la concorrenza, la cui estensione può essere commisurata alle mancate economie realizzate nel Comune di Roma».
Considerati tutti questi elementi l’Antitrust arriva ad auspicare che «il Comune di Roma voglia avvalersi della facoltà di revoca anticipata della concessione e avviare le procedure di evidenza pubblica necessarie per garantire condizioni favorevoli a beneficio del mercato e del cittadino contribuente».
Un parere da prendere seriamente, considerando che per la Corte Costituzionale, l’Antitrust potrà legittimamente intervenire con un parere motivato, entro sessanta giorni, su tutti gli atti amministrativi generali, i regolamenti e i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica, statale, regionale o locale, che ritenga emanati in violazione delle norme a tutela della concorrenza e del mercato. (sentenza 20/2013 che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal mondo delle Autonomie e in particolare dalla regione Veneto contro l’art. 35, comma 1 del DL 201/2011, con il quale in governo ha inteso ampliare le competenze dell’Antitrust, compresa l’impugnazione di fronte al Tar tramite l’Avvocatura dello Stato).

TLC, PALOSCHI: “FEDERUTILITY SOSTIENE IL RUOLO DELLE UTILITY IN INVESTIMENTI E INNOVAZIONE”

“Quando si parla di un progetto Paese come quello dell’infrastrutturazione digitale, occorre una camera di regia che favorisca il dialogo e la ricerca di soluzioni comuni”. Gerardo Paloschi, membro del tavolo Tlc di Federutility lancia un appello al governo, auspicando la creazione di una struttura ad hoc che diventi punto di riferimento per tutte le questioni legate alla digitalizzazione del Paese. “Deve maturare la consapevolezza che lo sviluppo dell’economia digitale è oggi il fattore critico per la competitività del sistema Paese e che ci sono molteplici fronti sui quali è necessario agire con urgenza ma in modo coordinato; dallo sviluppo infrastrutturale, al contesto normativo e regolatorio, allo stimolo della domanda anche mediante l’accesso ai servizi online della pubblica amministrazione, alla creazione di filiere di imprese”, sottolinea Paloschi.
L’Agenzia Digitale - ricorda - è chiamata a creare le basi per consentire al Paese di ripartire e svilupparsi. “Non si può prescindere da una roadmap che indirizzi in tempi strettissimi i temi dello sviluppo delle infrastrutture di rete di nuova generazione e di ammodernamento del sistema Paese, a partire dalla pubblica amministrazione”.
Paloschi sottolinea il ruolo strategico delle utility negli ingenti investimenti del settore, in particolare per l’estensione capillare della fibra ottica: “Le utility possono giocare un ruolo fondamentale nella riduzione dei costi di realizzazione, vista la disponibilità di infrastrutture già esistenti nel sottosuolo e l’esperienza nella gestione dei sottoservizi”.
Sul fronte delle realizzazioni, Paloschi evidenzia il caso Cremona: “Rappresenta un modello di eccellenza in Italia grazie alla presenza di un’estesa rete in fibra ottica che consente l’implementazione di tutti i servizi via internet a banda larga ed alla particolare sensibilità di istituzioni pubbliche, aziende e cittadini. Oggi, oltre il 35 % degli edifici di Cremona è raggiunto dalla fibra ottica secondo il modello Ftth (Fiber To The Home) ed alla rete metropolitana di Cremona sono ormai collegati migliaia di clienti residenziali, le principali realtà produttive del territorio e la maggior parte degli uffici della PA. La storia di Cremona dovrebbe essere quella di tutta Italia”.
Da parte sua Federutility, annuncia Paloschi - intende essere elemento di stimolo e fornire spunti di riflessione - oltre che dati sulla base di quanto disponibile all’interno delle aziende rappresentate - utili ad indirizzare le politiche di sviluppo. “Il tema dell’Ict connota la capacità di servizio di alcune importanti realtà territoriali. L’obiettivo è certamente quello di non veder snaturati gli investimenti già fatti e di favorire una politica nazionale che possa sviluppare l’economia”.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA, AGSM BATTUTA NELLA GARA PER VERONA

La gara indetta dal comune di Verona per il servizio di illuminazione pubblica è stata vinta dalla romana Gala spa, che è stata capace di presentare un’offerta inferiore all’uscente Agsm di pochi centesimi. La gara pubblica era del valore complessivo di 7,9 milioni di euro e l´affidamento del servizio avrà durata di un anno, a partire dal 1 giugno 2013.
Le reazioni non si sono fatte attendere. «Spiace - ha dichiarato il sindaco Flavio Tosi - non tanto per il margine operativo della gara che non supera i 30mila euro lordi, quanto piuttosto per il valore simbolico rappresentato dal rapporto consolidato fra il Comune di Verona e l´Agsm nell´ambito della fornitura dei servizi. La ditta che si è aggiudicata l´appalto - continua - ha vinto con un´offerta economica di 66,90 euro/Mwh, contro l´offerta di 67,50 euro presentata da Agsm Energia. Adesso - conclude - vogliamo capire se questo esito era inevitabile, frutto di libera competizione nel mercato, o se si poteva fare di più per aggiudicarsi una fornitura cui tenevamo molto poiché l´Agsm è un patrimonio della città ed era importante mantenere questo rapporto».
Il presidente di Agsm Paolo Paternoster ridimensiona l’accaduto: «L´Agsm partecipa a decine di gare per la fornitura di gas ed energia elettrica ed è difficile vincerle tutte». E aggiunge: «Su un fatturato totale del gruppo di 850 milioni di euro, questa gara ne valeva quattro, cioè lo 0,5 per cento, tanto per far capire l´entità dal punto di vista economico. Altra cosa - continua - è la questione di immagine per la città: mi dispiace aver perso, l´azienda che ha vinto è specializzata in appalti di fornitura ad enti pubblici, e capisco l´arrabbiatura del sindaco, ma questo è il mercato... L´anno prossimo vinceremo alla grande. Il lato positivo - conclude - è che il Comune avrà l’energia elettrica ad un prezzo stracciato, a tutto vantaggio dei cittadini».
Anche Giampietro Cigolini, direttore generale di Agsm, minimizza: «Perdere per un ribasso di 50 centesimi su mille chilowatt dimostra il livello di competizione e la serietà con cui si è svolta la gara... D´altra parte, questa stessa società non l´avevamo battuta nella fornitura ad Acque Veronesi».

ACQUA, GAMBERALE: CREARE UN CAMPIONE NAZIONALE SUL MODELLO DI TERNA E SNAM

Creare per l'acqua, come per i rifiuti, un "campione nazionale" sul modello di Terna o Snam con la partecipazione di fondi privati "a carattere istituzionale" quali F2i o il Fondo Strategico Italiano. E' l'idea lanciata al prossimo governo dall'amministratore delegato di F2i, Vito Gamberale, che invita a riflettere su "un grande progetto Paese" che possa rilanciare l'economia con investimenti e lavori su tutto il territorio nazionale e creare grandi aziende a livello internazionale.
"Se nell'elettricità e nel gas abbiamo campioni come Terna e Snam - ha detto nel corso del convegno organizzato da Staffetta Quotidiana sulle reti del gas - abbiamo tanti 'anticampioni' nell'acqua e nei rifiuti. Dobbiamo capire come dalle frattaglie si possa creare un campione nazionale. Le tariffe - ha proseguito Gamberale - sono basse, più basse che in Europa, e questo si riflette sugli investimenti". L'obiettivo deve essere quindi quello di "un grande progetto Paese per l'acqua attraverso una public company, cioé con i soldi privati di un soggetto di carattere istituzionale come FSI o F2i".
Si tratterebbe di creare "un fondo speciale per l'acqua e un altro fondo specifico per i rifiuti" ai quali "F2i si candiderebbe a far parte".

IREN, ACCORDO SULLA GOVERNANCE, DELEGHE GESTIONALI ALL'AD

Accordo sulla nuova governance di Iren tra i grandi azionisti della multiutility, i comuni di Genova, Torino, Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Ora il testo del nuovo statuto è nelle mani di tutti i soci, inclusi i piccoli comuni emiliani, che avvieranno l'iter all'interno delle commissioni e dei consigli comunali con l'obiettivo di approvarlo entro i primi di maggio e poi sottoporlo all'assemblea straordinaria della società.
Il nuovo statuto - secondo fonti Ansa - darà centralità al consiglio di amministrazione e prevede tre figure di vertice: il presidente, con poteri di rappresentanza e strategia, il vicepresidente, con funzioni di controllo, e l'amministratore delegato, a cui verranno riservate le deleghe operative e gestionali. Archiviato il comitato esecutivo, fino ad ora sede decisionale della società, in cui sedevano presidente, vicepresidente, amministratore delegato e direttore generale, incarichi oggetto di rigida suddivisione tra i principali comuni di Iren.
Dalla semplificazione della governance, con lo snellimento dei consigli delle controllate e l'inserimento di manager interni 'a costo zero' anziché di esterni da retribuire, è atteso un risparmio di costi del 50%.
L'accordo raggiunto chiude il processo di revisione della governance avviato la scorsa estate con l'assegnazione a un comitato di tre 'saggi' (Paolo Cantarella, Marco Elefanti e Alessandro Ghibellini) del compito di aggiornare lo statuto così da valorizzare l'integrazione del gruppo e superare la macchinosità dei meccanismi decisionali del comitato esecutivo.

ACCORDO TRA L’ANCI E I COMUNI VIRTUOSI. TRA I CAPISALDI RICICLO E RIUSO DEI RIFIUTI

Adottare nuovi stili di vita utili alla conservazione dell’ambiente, con la diffusione tra i cittadini di nuove conoscenze per favorire la sostenibilità e la gestione del territorio, e promuovendo l’uso intelligente dell’energia e il riuso e il riciclo dei rifiuti. Queste le principali finalità di un protocollo d’intesa siglato dall’Anci e dall’Associazione dei comuni virtuosi.
“Questo accordo è un esempio concreto di cambiamento che nasce dal basso, senza nessun decreto del ministero dell’Ambiente”, ha spiegato il presidente dell’Anci, Graziano Delrio. “Nasce con lo scopo di migliorare la qualità della vita dei cittadini, ben lontano da ciò che un indicatore come il Pil può esprimere, con un impegno particolare per la rigenerazione del suolo, visto come risorsa e non più come oggetto di consumo. Gli amministratori dell’Associazione dei comuni virtuosi lavorano in rete per scambiare tra loro le migliori pratiche. Sono convinto che sia questa la strada giusta - ha sottolineato Delrio - e se la stessa modalità fosse seguita anche dal governo centrale, anziché operare con decreti, le cose funzionerebbero meglio”.
I capisaldi dei comuni virtuosi, ha spiegato il presidente dell’associazione e sindaco di Monsano (Ancona), Gianluca Fioretti, sono cinque: gestione del territorio (che prevede tra l’altro l’opzione cementificazione zero, recupero delle aree dismesse, progettazione partecipata, bioedilizia), rifiuti (raccolta differenziata porta a porta “spinta”, progetti per la riduzione dei rifiuti e loro riuso), impronta ecologica della macchina comunale (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche), mobilità sostenibile (car sharing, car pooling, trasporto pubblico integrato, biocombustibili, piedibus) e nuovi stili di vita (filiera corta, disimballo dei territori, autoproduzione, finanza etica e altro ancora).
L’Associazione dei comuni virtuosi è nata nel maggio del 2005 su iniziativa di Colorno (Parma), Melpignano (Lecce), Vezzano Ligure (La Spezia) e Monsano (Ancona). Oggi sono settanta i municipi iscritti, presenti in tutte le regioni, dal più piccolo, Villa Verde (Oristano), al più grande, capannoni (Lucca).

ENI COMPRA ASA TRADE PER 35 MLN

La partecipazione azionaria di Asa Trade, società finalizzata alla vendita del gas agli utenti e alle aziende, è stata ceduta dalla multiutility livornese Asa all’Eni. Il passaggio delle quote, ultimo atto di un’operazione che era praticamente definita già da metà dicembre, è avvenuta il 25 marzo. Da quel giorno il gas che tutti i livornesi utilizzano non è più quello fornito dall’Asa ma dall’Eni.
Il percorso di gara iniziato alcuni mesi fa, si è concluso - spiega una nota della società - con soddisfazione di entrambe le parti. Si avvia ora la fase di passaggio di consegne.
La società manterrà la propria sede legale e operativa a Livorno. E, per adesso, manterrà anche il nome di Asa Trade.
Il vero business per Eni - pagato a caro prezzo, visto che l’operazione alla fine è costata circa 35 milioni di euro - è stata l’acquisizione degli 80mila clienti ex Asa Trade. Il colosso energetico nominerà interamente il nuovo management.

GAIA SPA, A LUCCA I DATI DELLA COMMISSIONE MISTA DI CONCILIAZIONE

Gaia spa, gestore del servizio idrico nelle province di Lucca e Massa Carrara, ha presentato i dati sulle pratiche conciliative adottate grazie alla Commissione mista appositamente istituita. Nel 2012 hanno infatti trovato soluzione ben 96 casi di contenzioso con la Società, con soddisfazione sia degli Utenti che del Gestore, su 250.000 utenti e 47 comuni gestiti.
“Grazie al lavoro della Commissione mista conciliativa possiamo affermare che trovare un accordo con Gaia è diventato più semplice e veloce, e soprattutto economico: l'attività della Commissione è totalmente gratuita per il cittadino. Evidentemente sempre più Utenti hanno compreso la portata dello strumento che proponiamo, visto che i numeri parlano chiaro: solo nel 2012 sono giunte 294 richieste di conciliazione. Di queste sono ad oggi state analizzate 185 richieste, di cui in 130 casi la Commissione ha formulato una proposta conciliativa, e tra questi in 96 casi la conciliazione che è andata a buon fine. Per i rimanenti casi siamo in attesa della risposta dell'utente, attualmente un solo Utente ha espressamente rifiutato la soluzione proposta.” Con queste parole Ermindo Tucci, Presidente di Gaia insieme a Matteo Vagli, Presidente della Commissione e rappresentante del Difensore Civico hanno tracciato un bilancio sull’attività della Commissione Mista Conciliativa di Gaia, durante la conferenza stampa che si è svolta nei giorni scorsi a Montignoso (MS). Erano presenti anche Lucia Franchini, Difensore Civico della Regione Toscana, Narciso Buffoni, Sindaco di Montignoso.
Ha continuato Tucci: “Elemento essenziale della Commissione, visto il ruolo che ricopre, è la sua assoluta terzietà e neutralità, garantita dalla presenza di ben 2 rappresentanti del cittadino, ovvero il Difensore civico rappresentato da Matteo Vagli, e il Rappresentate dei Consumatori, Giuseppe Minio, contro un solo rappresentante del Gestore, Nicola Bertoni. Siamo convinti che la snellezza della procedura e la possibilità di concedere un'audizione diretta degli utenti, hanno contribuito all'apertura verso un dialogo sempre più aperto e trasparente tra le parti. Davvero mi congratulo con i membri della Commissione per lo spirito di collaborazione con il quale hanno lavorato in questo anno: tutte le decisioni fin qui prese hanno goduto del consenso unanime di tutti e tre, sempre nel rispetto delle norme del Regolamento del Servizio Idrico Integrato.”
Un caso su due ha riguardato le “perdite occulte” (189 richieste su 294) che generano importi elevati in bolletta. Per questo il Regolamento del Servizio Idrico Integrato dal 2012 ha introdotto un criterio di calcolo più favorevole per l’utente in caso di perdite. In ogni caso, Gaia ricorda l’opportunità per gli utenti di comunicare le autoletture al numero verde della società. In ogni caso, il Gestore è impegnato da Regolamento ad effettuare almeno due letture l'anno.

ANCI, IL SINDACO DI SENNORI (SS) DESINI DELEGATO AI SERVIZI PUBBLICI LOCALI

“Spero nella più ampia partecipazione dei commissari alla riunione della Commissione servizi pubblici locali dell’Anci convocata per il prossimo 23 gennaio presso la sede dell’Associazione, la prima da me presieduta dopo la nomina ricevuta nel corso dell’ultima Assemblea Anci”. Così Roberto Desini, Sindaco di Sennori (SS) e neo presidente della Commissione SPL dell’Anci, in vista del prossimo incontro.
“Risulta essenziale - prosegue Desini - infatti affrontare insieme, come amministratori, la delicata tematica dei servizi, alla luce delle novità introdotte nei provvedimenti di dicembre scorso, che hanno segnato inoltre la fine dell’esecutivo tecnico”. “La riunione - chiosa il Presidente - sarà quindi l’occasione per condividere ed analizzare gli effetti della normativa sulle future decisioni dei Comuni in materia di affidamento e partecipazioni; rinnovo quindi l’invito a partecipare ai lavori”.

ACEA, CEDUTA CONTROLLATA DEL FOTOVOLTAICO

Acea Reti e Servizi Energetici (ARSE), Energy Service Company, controllata al 100% da Acea che opera nel settore dell'energia rinnovabile, ha sottoscritto il contratto con RTR Capital (controllata da Terra Firma) per la cessione della Società Apollo attiva nel settore fotovoltaico.
Apollo possiede impianti con una potenza installata di 32,544 MW. Il prezzo della vendita ammonta a 102,5 milioni di Euro, per un corrispettivo medio per MW superiore a 3 milioni di Euro. Gli impianti posseduti da Apollo situati in Puglia, Lazio e Campania, hanno realizzato nel corso del 2011 un EBITDA pari a 14,3 milioni di Euro.
"L'Operazione- spiega Acea - si inquadra nella strategia del Gruppo che prevede, tra l'altro, la valorizzazione di asset non strategicamente rilevanti al fine di perseguire il consolidamento della leadership nelle attività regolamentate, confermando sempre la massima attenzione ad una struttura finanziaria equilibrata ed efficiente".

MOROSITA’, HERA: FLESSIBILITA’ E RATEIZZAZIONI PER PRIVATI E AZIENDE

In crescita, ma con la possibilità della rateizzazione prevista dai gestori. La morosità degli utenti nei servizi energetici ed idrici aumenta, a causa della crisi, come nel caso di Hera. Sandro Bosso, direttore del Mercato Famiglie di Hera Comm, parla di “fenomeno crescente e consistente. Nell'ultimo anno nel territorio di Forlì-Cesena le richieste di maggiore accesso al credito e di rateizzazione dei pagamenti sono aumentate del 30%. Anche nell'anno precedente si era evidenziato questo problema, ma allora la percentuale di aumento era di circa il 20%. Con riguardo alla base clienti il dato non è clamoroso, si parla di un 4-5% sul totale, ma la crescita dei disagi di persone e aziende è evidente».
Per fortuna le morosità sono stabili, così come la chiusura dei contatori. “Le chiusure intrusive dei contatori si attestano ai livelli precrisi, sono aumentate di un 3-4% ma questo è un dato che rientra nella norma. Ovviamente questi numeri non tengono in considerazione le aziende che chiudono, che purtroppo negli ultimi tempi sono in crescita. A ogni modo in media quando si staccano i contatori vengono poi riattivati nel giro di 2-3 giorni e questi provvedimenti riguardano una parte esigua (circa l'1%) della base clienti»
Per andare incontro all’utenza, Hera “ha adottato una politica preventiva attraverso una serie di possibilità per agevolare i clienti. La prima è la concessione di un sistema flessibile di rateizzazione, che prevede l'opportunità di posticipare il pagamento nei tre mesi successivi. Poi c'è la possibilità di cumulare le rateizzazioni, ossia in soldoni spalmare' il pagamento anche della bolletta successiva a quella già posticipata. Con questi provvedimenti abbiamo risolto il problema dei picchi di spesa invernali che altrimenti avrebbero messo in difficoltà alcune persone. Infine, per i cassintegrati, i disoccupati e le persone messe in mobilità la rateizzazione si può estendere a 6 mesi”.
Tra i servizi più soggetti alle procedure di rateizzazione, quello del gas è quello che ne risente maggiormente “in quanto ha un importo più elevato e in questo periodo se ne consuma molto di più”.

PRIMATI NEGATIVI: ITALIA IN TESTA NEI PROCEDIMENTI EUROPEI PER LE ECO-INFRAZIONI

Record di procedimenti di infrazione Ue a carico dell’Italia, ma ancora nessuna multa per il nostro paese sul quale, però, pende la spada di Damocle di Malagrotta e della qualità dell’aria. Secondo i dati della Commissione europea di marzo 2013, sono 135 i procedimenti di infrazione aperti per l’Italia sui 1.775 totali dei 27 stati membri (la Spagna ne conta 99, Francia e Polonia 95, Germania e Regno Unito 76). A livello europeo, su 1.775 procedure, 299 riguardano l’ambiente, ovvero il 17% del totale, e anche in questo l’Italia resta in testa: 33 sulle 135 complessive, di cui due chiuse nel frattempo. Si va dalla non corretta attuazione della direttiva sul rumore ambientale al mancato recepimento delle regole relative alla valutazione e gestione dei rischi di alluvioni, dalla scorretta trasposizione della normativa sulla qualità delle acque balneabili alla cattiva applicazione di quella sul trattamento dei reflui urbani.
Ma è lungo l’iter che va dalla messa in mora alla Corte di giustizia alla sentenza definitiva (circa 54 mesi) e a quest’ultimo step l’Italia non è ancora giunta. E, quindi, per ora non paga alcuna multa.
Obiettivo Ue: non la multa ma la soluzione del problema - “Siamo però a rischio multa per Malagrotta e per la qualità dell’aria, perché su questi due temi la Commissione non fa sconti - spiega all’Adnkronos Mauro Albrizio, direttore dell’ufficio europeo di Legambiente. - Quello dei rifiuti è un tema caldo, considerata la grande emergenza: la Ue ha infatti calcolato che la piena attuazione, a livello europeo, della normativa di settore consentirebbe di far risparmiare all’Unione 72 miliardi di euro l’anno, creando 400mila posti di lavoro entro il 2020”.
Il nostro paese è già incappato in “misure preventive”, che la Commissione Ue ha messo a punto per il caso dei rifiuti di Napoli e per l’inquinamento da nitrati, nel tentativo di risolvere velocemente la situazione: il blocco dei fondi strutturali per le regioni del mezzogiorno e anche di quelli agricoli. “Obiettivo di Bruxelles - conferma Albrizio - non è la multa ma la soluzione del problema”.

HERA, A MODENA ACCORDO CON IMPRESE PER LANCIARE LA MOBILITA’ ELETTRICA

Firmato l’accordo fra Hera e alcune aziende del modenese (Bper, Acciaieria Rubiera e Socfeder) per il lancio della mobilità elettrica e per avviare un progetto con cui arrivare a un taglio netto delle emissioni di anidride carbonica e a un parco mezzi sempre più “verde”.
L’accordo è stato presentato nei giorni scorsi nella sede modenese di Hera da Cristian Fabbri, ad Hera Comm, Franco Fogacci, direttore area territoriale Modena di Hera, Eugenio Garavini, vice direttore generale Bper, e dall’imprenditore Claudio Testi di Acciaierie Rubiera e Socfeder. L’accordo dà attuazione al progetto “L'Hera della mobilità elettrica”, in cui la multiutility si impegna ad incentivare l'uso dei veicoli elettrici e ridurre le emissioni inquinanti. Le aziende partner verificano di fatto, per le auto elettriche che hanno acquistato, i sistemi di ricarica pubblica e privata predisposti da Hera, che ha già collocato a Modena una decina di colonnine con cui si ricaricano le vetture elettriche. Hera Comm, società di vendita del Gruppo Hera, mette a disposizione ricariche illimitate all'auto elettrica con una spesa mensile di 25 euro. Il pacchetto comprende anche una home station all'interno dell'azienda: un punto di ricarica personalizzato che Hera ha installato nelle sedi delle tre imprese.
«Questo impegno di Hera nasce dalla nostra tendenza all'innovazione, che si concretizza anche nello sviluppo delle energie rinnovabili, negli investimenti sulle reti elettriche intelligenti e nell’adeguare le reti di distribuzione ai migliori standard di qualità e servizio» ha detto l’ad Cristian Fabbri.

A2A, DALLA CRISI DEI CONSUMI AGLI ESUBERI DEL PERSONALE

Anche per A2A la crisi dei consumi detta misure eccezionali sul fronte occupazionale. L'utility lombarda ha infatti annunciato ai sindacati nei giorni scorsi misure sul personale, con un piano che prevederebbe circa 400 esuberi e la cassa integrazione ordinaria per alcuni impianti a ciclo combinato. Con queste misure A2A ritiene di raggiungere le efficienze sui costi (circa 70 milioni) previste dal piano industriale al 2015. Per gli esuberi sarebbero previsti interventi di mobilità, prepensionamenti e incentivi all'esodo.
In una comunicazione alle confederazioni, l'azienda ha ricordato gli investimenti, che saranno pari a 1,2 miliardi nel prossimo triennio, ma anche «la profonda crisi dei settori industriali in cui l'azienda opera». Per quanto riguarda la cig negli impianti termoelettrici A2A ha ricordato che il loro livello di utilizzo a causa del drastico calo della domanda di energia elettrica, è sceso ormai sotto il 25%.

ACEA, 100 MLN DAL COMUNE DI ROMA A PARZIALE SALDO DEL DEBITO

Il comune di Roma salda parte dei suoi debiti verso Acea, come anticipato da quotidiano MF- Milano Finanza. Si tratta di parte dei crediti vantati dall’utility capitolina: 100 mln a fronte di un debito di 310,5 a (settembre 2012). Di questi quasi 170 milioni erano crediti commerciali, mentre la parte rimanente riguarda partite di natura finanziaria.
Allo sblocco di parte dei crediti si sarebbe arrivati grazie al gruppo di lavoro creato a inizio 2012 dalla multiutility e da Roma Capitale, con il compito di riconciliare «le partite di credito e debito reciproche», nonché per «l'individuazione delle modalità di rientro del saldo netto a credito del gruppo Acea», si leggeva nel bilancio consolidato del 2011.

ACEGASAPS APPROVA L’OPA DI HERA

Il consiglio di amministrazione di AcegasAps ha approvato il comunicato in merito all’offerta pubblica obbligatoria totalitaria di acquisto e scambio promossa dalla controllante Hera sulle azioni della stessa multiutility del nordest. Il comunicato - aggiunge AcegasAps - verrà reso pubblico assieme al documento di offerta, nei termini e con le modalità previsti dalla legge.
Sul fronte Hera, Giovanni Perissinotto, ex group ceo di Generali, è entrato a far parte del comitato esecutivo in seno al cda del gruppo emiliano romagnolo, dove rappresenta l’intesa tra i sindaci di Padova e di Trieste. “Con Perissinotto rappresentiamo al meglio l’interesse della città dentro Hera - ha detto il sindaco di Trieste, Roberto Cosolini - e contemporaneamente diamo un apporto di grande qualità e competenza al governo di quella che è una delle più grandi industrie italiane”.
Perissinotto era stato indicato da Cosolini come membro del cda in rappresentanza del socio comune di Trieste.
Fanno inoltre parte del comitato esecutivo il presidente di Hera, Tomaso Tommasi di Vignano, il vicepresidente, Giorgio Razzoli, e l’amministratore delegato, Maurizio Chiarini.

BIM BELLUNO, IL CDA SI ARRENDE

Si è dimesso il cda di Bim Gsp, il gestore di servizi idrici ed energetici del bellunese, formato da Mario Leonardi, Rudy De Battista e Gildo Salton. «L'azienda, ora, non va: perché pochi "favoriti" ne compromettono il funzionamento. C'eravamo messi in mente, io e il presidente Leonardi, di cancellare i privilegi, ma la politica ci ha bloccati: gli "sponsor" si sono ribellati». Con queste parole il vice presidente Rudy De Battista saluta la società, lasciando incompiuta la riorganizzazione interna che doveva provvedere alla valorizzazione di Ascotrade (società di vendita di prodotti energetici del gruppo Ascopiave, partecipata da Bim all'11%) e di Energie Comuni, in vista di una possibile alienazione; una riorganizzazione - prosegue De Battista «che non comportava licenziamenti, ma solo spostamenti interni».
A gennaio scorso, era toccato al direttore generale Albino Belli lasciare la società, gravata da un disavanzo superiore a 80 mln oltre ai crediti verso l’utenza. Nelle scorse settimane, Mario Leonardi aveva annunciato un lieve miglioramento dei conti grazie ai risparmi ottenuti nel 2012 pari a 1 milione. Economie ottenute grazie alla riduzione dei costi su auto aziendali, blocco delle assunzioni, la regolamentazione dello straordinario, divieto di incarichi professionali esterni.
Sarà l'Assemblea dei sindaci a sbrogliare la matassa nelle prossime ore.

LGH: SVOLTA VERDE CON 27 MILIONI INVESTITI

Cinque nuovi impianti a fonte rinnovabile - idro, biomasse e biogas - messi in rete nel 2012 e in fase di finalizzazione architettonica in questi mesi, per un investimento di 27 milioni di euro. Una produzione complessiva di energia elettrica green per 276 GWh prevista nel 2013, grazie a una dotazione impiantistica nei principali settori delle rinnovabili, con una spiccata e storica attenzione all’idroelettrico.
È il bilancio verde di Linea Energia, società di Linea group holding che si occupa di ricerca, progettazione e produzione nel settore energetico, presentato la scorsa settimana in un incontro a Rovato (Brescia).
“Pur in un contesto economico non semplice, abbiamo generato, grazie alle positive performance dei nostri impianti e a una corretta gestione, oltre 10 milioni di euro di utili netti nel triennio 2009-2011”, ha sottolineato il presidente Gianluca Delbarba. Non solo: “Abbiamo voluto dare prova di uno sforzo ulteriore - ha proseguito - mettendo al servizio del nostro territorio investimenti e impianti coerenti con le esigenze locali. Una nuova derivazione in valle Camonica, dove senza modificare il letto fluviale, e con un piccolo salto artificiale di una condotta già esistente, produrremo 3 GWh entro fine 2013. Due impianti a biomasse legnose che, utilizzando legnami già oggi all’interno del gruppo grazie alle attività di raccolta differenziata, vanno a chiudere il ciclo di risulta. E due impianti a biogas al servizio di discariche nel sud”.
Nel 2012 Linea Energia ha prodotto 260 GWh di elettricità e nel 2013 prevede un incremento del 6% per arrivare a 276 GWh.

SALERNO AVVIA LA VENDITA DI QUOTE DI PARTECIPATE. ESCLUSE ACQUA ED ENERGIA

«Cominciamo a sondare il terreno e sulla base delle risposte che riceveremo saremo in grado di preparare successivamente anche un bando più specifico per la vendita delle quote». Così Alfonso Buonaiuto, assessore al Bilancio del comune di Salerno, che annuncia l’intenzione dell’ente di vendere quote di partecipate, così come deliberato dalla giunta nei giorni scorsi.
La procedura prevede la pubblicazione di un avviso pubblico entro il mese, con il quale sondare l’appetibilità delle muncipalizzate. Coloro che risponderanno all’avviso pubblico potranno specificare non solo a quale azienda sono interessati ma anche a quanta parte delle quote: la maggioranza, l’intero pacchetto o la minoranza.
Per il momento la manifestazione d’interesse riguarderà tutte le società a totale partecipazione comunale - esclusi i servizi di acqua, gas ed energia - e solo in un secondo momento sulla base del grado di interesse suscitato da ognuna di loro si deciderà per quali preparare un bando di vendita. «Non dobbiamo dimenticare - ha chiarito Buonaiuto - che le società hanno già avuto una prima valutazione da Kmpg che ha svolto in questi mesi il ruolo di advisor per il Comune di Salerno». Nell’elenco del Comune rientrano Salerno Pulita, Salerno Solidale, Salerno Mobilità e la Centrale del Latte. In totale sono oltre duemila le persone impiegate in queste aziende ed anche per questo, nei mesi scorsi, il sindaco De Luca ha commentato: «Bisognerà garantire i livelli occupazionali, ma dobbiamo prepararci ad un grande piano di dismissione».

PUBLIACQUA, DANTE E LEONARDO PROMUOVONO L’ACQUA DEL RUBINETTO

Nuova campagna pubblicitaria di Publiacqua per promuovere il consumo dell'acqua del rubinetto al posto della bottiglia di acqua minerale. Sono due i nuovi spot presentati nei giorni scorsi a Firenze che vedono protagonista Paolo Hendel nei panni di Dante Alighieri e di Leonardo Da Vinci. "Ah. Bona. Sembra d'essere in paradiso, con rispetto parlando!", dice Hendel/Dante. "Date retta a un bischero, l'acqua della cannella è bona e si risparmia! Un ci vuole un genio per capirlo!", dice Hendel/Leonardo.
La campagna partirà nei prossimi giorni e sarà diffusa attraverso giornali, radio, televisioni, internet, social network, autobus e manifesti in tutti i 49 Comuni della Toscana centrale nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo, dove Publiacqua gestisce il servizio idrico.
"Non facciamo la guerra alle acque minerali, ma a pregiudizi duri a morire nel nostro territorio", ha spiegato il presidente di Publiacqua, Erasmo D'Angelis, che ha rivendicato "l'eccellente qualità dell'acqua pubblica, supercontrollata da oltre 300.000 mila test l'anno".

DA BEI 150 MILIONI PER L’ACQUEDOTTO PUGLIESE

E’ stato perfezionato a fine dicembre il finanziamento di 150 milioni di euro della Banca europea per gli investimenti (Bei) a favore di Acquedotto pugliese spa (Aqp). Per la Bei era presente il Vice Presidente Dario Scannapieco, responsabile per le operazioni in Italia, Malta, Balcani Occidentali e Grecia; per Acquedotto Pugliese l’amministratore unico Gioacchino Maselli; e infine per la Regione Puglia, azionista unico di Aqp, il Presidente Nichi Vendola.
“Con questo finanziamento sosteniamo una infrastruttura fondamentale per il Mezzogiorno italiano, un’area che è storicamente al centro delle politiche di finanziamento della Banca dell’Unione Europea”, ha commentato Scannapieco, “nelle regioni del Sud la nostra operatività si concentra, oltre che sulle grandi opere, anche nel finanziamento dei programmi operativi regionali e, in particolare negli ultimi anni, nei prestiti alle piccole e medie imprese attraverso le partnership con le banche italiane. Anche nel 2013 saremo a fianco dell’economia delle regioni del Mezzogiorno per sostenerle nel processo di uscita da questa lunga, pesante crisi”, ha aggiunto.
Gli investimenti del prestito perfezionato oggi riguarderanno sia la rete idrica di Aqp, sia gli impianti tecnologici di trattamento delle acque, in modo da aumentare la disponibilità e la qualità dell’acqua potabile distribuita. Nel dettaglio, gli investimenti programmati da Aqp puntano a ridurre le perdite, mantenere l’efficienza delle opere gestite, migliorare la qualità delle acque, aumentare la dotazione idrica pro-capite, incrementare la copertura del servizio idrico e fognario, rendere più efficiente il processo di depurazione delle acque.
Il finanziamento della Bei per Aqp è il primo prestito diretto della Bei per il servizio idrico integrato nel Sud d’Italia a 13 anni dal prestito di 36 milioni alla rete idrica di Palermo. Negli ultimi dieci anni la Bei ha finanziato nove progetti individuali nel servizio idrico integrato in Italia, tutti localizzati nel Centro-nord, per un valore totale complessivo dei prestiti pari a 813 milioni.

ACQUE VERONESI, IL PRESIDENTE MAROTTI: “AUMENTIAMO LA PATRIMONIALIZZAZIONE”

«Acque Veronesi affronta la situazione di precarietà legata alla transizione imposta dalle nuove regole sul servizio idrico integrato e alle conseguenti difficoltà di accesso al credito rinserrando le fila. E ha proposto ai Comuni e alle loro società l´acquisizione delle reti e degli impianti del servizio idrico integrato al patrimonio della società consortile». Così Massimo Mariotti, presidente di Acque Veronesi, anticipa le iniziative che sta prendendo la società consortile del servizio idrico integrato. Sono questi, d´altro canto, i temi che sono stati trattati nell´assemblea di Acque Veronesi che si è svolta poco prima delle festività e ha avuto la partecipazione di circa l´80% dei soci. Alla base di ogni approfondimento è stata la considerazione che il servizio idrico integrato ha bisogno di un elevato livello di investimenti.
«A fronte di questa situazione - spiega Mariotti - Acque Veronesi, che non ha capitali importanti, ha davanti tre vie. Ottenere garanzie da Regione, finanziarie regionali o altri enti pubblici territoriali. Poter contare su garanzie dei soci che siano ritenute idonee dagli istituti di credito. Aumentare il proprio patrimonio con il conferimento da parte dei Comuni soci della proprietà delle infrastrutture idriche a un unico soggetto pubblico: Acque Veronesi. Questa scelta permetterebbe ad Acque Veronesi di creare una patrimonializzazione del valore di quasi 100 milioni. Un capitale che permetterà alla società, che gestisce il servizio idrico integrato in 73 Comuni, di accedere senza problemi al credito. Un passaggio fondamentale, visto che in questo modo i 12 milioni di opere avviati nel 2012 diventerebbero il doppio nei prossimi 2 anni, mentre invece senza credito il piano degli interventi dovrebbe essere drasticamente ridotto».

HERA DONA DIECIMILA PASTI CON CIBOAMICO

Grazie all’iniziativa CiboAmico, Hera ha donato oltre 10.400 pasti nel 2012. Sette le onlus coinvolte nel progetto di solidarietà con l’utility emiliano romagnola: il risparmio finora è stato di quasi 110mila euro. Ogni giorno si recuperano 42 pasti nelle mense del gruppo, a beneficio di oltre 270 persone. L’attività è realizzata con il supporto di Last minute market.

TORTONA, VENDUTA AD ASM VOGHERA LA PARTECIPATA ASMT

L’ex municipalizzata Asmt di Tortona (AL) passerà ad Asm di Voghera. L’atto per il definitivo passaggio di proprietà è stato firmato nei giorni scorsi e porterà oltre 4 mln di euro nelle casse del Comune, salvato così dal dissesto finanziario.
«Questo atto rappresenta la chiusura di un percorso durato 4 anni e votato al risanamento non solo del bilancio disastroso di questo Comune, che abbiamo ereditato - commenta il sindaco Massimo Berutti -. Certo non sono contento quando vendo e, in particolare, quando vendo le partecipate, ma se c’è la necessità bisogna mettere in pratica ogni azione possibile per il bene della città. Con questi soldi si dà ulteriore ossigeno ai fornitori; abbiamo portato il bilancio da un disavanzo di quasi 10 milioni a un milione e 264mila e credo che questo sia, insieme all’archiviazione da parte della Corte dei Conti dei procedimenti riguardanti anche Farmacom, la dimostrazione che forse proprio incapace non sono. Un grazie a chi si è impegnato, in particolare a Asm, ad Ariet e a chi è subentrato perché è importante che in momenti come questo, di grande difficoltà economica, ci siano persone serie e competenti intenzionate ad investire».
Per Filippo Musti, presidente di Asm, la sua società ha «concluso un’operazione difficile, che fa diventare Asm la ex municipalizzata più grande della provincia di Pavia, con un bacino di utenza che passa da 90mila a 300mila abitanti».

VENETO, CRESCE IL CONSORZIO VIVERACQUA

Avviato nel 2011, il progetto Viveracqua di collaborazione tra diversi gestori idrici veneti ha presentato nei giorni scorsi il suo nuovo profilo, decisamente ampliato. Sono 7 le società presenti (Acque Veronesi, Acque Vicentine, Acque del Chiampo, Alto Vicentino Servizi, Centro Veneto Servizi, Etra, ASI Basso Piave), con un bacino d’utenza complessivo di 299 Comuni e circa 2 milioni e 200 mila abitanti.
I presidenti delle aziende aderenti hanno perciò ritenuto opportuno un momento di confronto, non solo interno, sulle prospettive future di questa “rete”, invitando alla discussione anche l’assessore regionale all’ambiente, Maurizio Conte, il presidente e il vicepresidente della commissione ambiente della Regione Veneto, Nicola Finco e Stefano Fracasso e i Sindaci delle principali città che hanno creduto in questo progetto, in primis Flavio Tosi e Achille Variati.
«I Sindaci di Verona e Vicenza hanno saputo guardare con lungimiranza al di là delle diverse appartenenze politiche e con la loro determinazione hanno tracciato un solco in cui noi gestori del servizio idrico abbiamo potuto seminare e lavorare - introduce così i lavori il presidente di Acque Vicentine, Angelo Guzzo - ed oggi stiamo vedendo i primi frutti».
«Viveracqua è nata per rispondere in modo congiunto ai bisogni comuni e per fare “massa critica” rispetto a finanziatori ed istituzioni - spiega il presidente di Viveracqua, Fabio Trolese. - Su indicazione dei soci, abbiamo lavorato finora a tre obiettivi principali: approvvigionamenti congiunti, relazioni comuni con i nuovi regolatori del servizio, ricerca di soluzioni comuni per finanziare gli investimenti in programma per il miglioramento e potenziamento delle infrastrutture di acquedotto, fognatura e depurazione. I primi riscontri sono incoraggianti e vediamo che il nostro progetto sta destando un crescente interesse in ambito regionale».
Per quanto riguarda l’adeguamento e lo sviluppo di reti e impianti, tutti i gestori aderenti a Viveracqua necessitano di forme di credito di medio-lungo periodo per effettuare subito i costosi e necessari investimenti di cui sono incaricati, senza generare repentini incrementi delle tariffe a carico degli utenti. Ma, a causa delle ridotte dimensioni aziendali, hanno difficoltà ad ottenere tali forme di finanziamento dal sistema bancario. Una delle attività di Viveracqua è stata dunque quella di aggregare i singoli piani di investimento, redigendo un piano generale di sviluppo delle infrastrutture, che complessivamente prevede opere pubbliche per un valore totale di circa 2 miliardi di euro. Un piano di investimenti di ampia portata, con un’alta rilevanza per la salvaguardia delle risorse ambientali della nostra regione, e che, proprio per questo, ha potuto attivare un dialogo in ambito regionale su possibili linee di finanziamento dedicate allo sviluppo del servizio idrico.

EDIPOWER, IREN AVVIA L’USCITA CON CONTROPARTITA

“A valle dei positivi confronti tra le parti, il cda di Iren ha deliberato di dar corso all’esercizio dell’opzione put per l’uscita da Edipower, contemplata dagli accordi, e di avviare la procedura formale secondo le modalità e i tempi previsti” Con questa nota, Iren avvia la procedura di uscita da Edipower e il divorzio da A2A.
Quale contropartita, ad Iren spetteranno l’impianto termoelettrico a ciclo combinato ad alta efficienza di Turbigo (800 MW di potenza installata) e il nucleo idroelettrico di Tusciano (capacità produttiva annua di circa 250 GWh). Con i due nuovi impianti, la capacità termoelettrica a ciclo combinato di Iren passerà a 2.000 MW e quella idroelettrica ad oltre 600 MW.
“L’uscita da Edipower, e la conseguente acquisizione di asset di produzione, consentirà al Gruppo Iren di ottenere sia una maggiore flessibilità strategica sia maggiori sinergie realizzabili dalla gestione diretta degli impianti acquisiti, integrandoli nel complesso del parco impianti Iren”.

TARANTINI (A2A) UFFICIALIZZA: IL POLO AMBIENTALE A BRESCIA

Il comune di Brescia gestirà A2a Ambiente, a Milano il polo energetico. Il ramo ambientale della multiutility lombarda partirà in autunno, avrà sede nella città della Leonessa e governance tradizionale.
L’annuncio ufficiale è stato dato la scorsa settimana dal presidente del consiglio di gestione di A2a, il bresciano Graziano Tarantini, che non ha però fornito i dettagli dell’operazione che porterà alla nascita del polo green dall’unione di Partenope, Ecodeco, Amsa e Aprica. Queste ultime due aziende conserveranno il nome. Lo scrive Quibrescia.it.
Il nodo più complesso da sciogliere da qui all’autunno, secondo il giornale bresciano, sarà la “difficile digestione” del piano da parte dell’Amsa. “Siamo ancora in fase di trattativa”, ha spiegato Tarantini ai consiglieri della commissione speciale partecipate nel corso dell’audizione con il direttore generale Paolo Rossetti.
Il piano industriale deve ridurre di 1,4 miliardi il debito facendolo scendere da 4,6 a 3,2 miliardi.
Tarantini ha anche annunciato che A2a ha chiuso il 2012 con un bilancio migliore di quello dell’anno precedente, rilanciando il piano industriale 2013-2015, che punta alla riduzione del debito, appunto, ma senza toccare l’occupazione. Il piano si propone inoltre di attuare politiche di efficientamento dell’azienda tagliando 70 milioni - 20 già nel 2013, - accrescere le attività che portano maggiori ricavi, realizzare singoli asset riferibili a Edipower e creare, appunto, il polo ambientale bresciano.

ENERGY SAVING DAY, A ROMA LA PRIMA EDIZIONE DEDICATA A WATER TREATMENT E PUBLIC UTILITIES

Si svolgerà il 21 marzo prossimo a Roma la prima edizione dell’Energy Saving Day, dedicata al mondo water treatment e public utilities. L’incontro, a cura di Omron e patrocinato da Federutility, sarà l'occasione per comprendere come l'adozione di opportune tecnologie di automazione possa impattare positivamente sulla gestione delle acque, con implicazioni di risparmio energetico anche considerevoli.

IREN POSTICIPA AL 23 APRILE L’ACCENSIONE DELL’INCENERITORE DI PARMA

Con una comunicazione inviata da Iren alla provincia di Parma, l’ente gestore del nuovo inceneritore della città emiliana ha fatto sapere che l’avvio dell’impianto è stato posticipato di una settimana. La struttura entrerà in funzione martedì 23 aprile e non, come comunicato in precedenza, il 16 aprile.
Restano comunque i dubbi espressi dall’assessore all’Ambiente del comune di Parma, Gabriele Folli, difficilmente risolvibili nell’arco di una sola settimana.
“Diverse sono le prescrizioni ante-operam che devono obbligatoriamente essere assolte dal gestore prima di dare l’avvio all’impianto - ha scritto in una nota l’esponente della giunta a 5 Stelle. - Abbiamo evidenziato come per alcune sia materialmente impossibile farvi fronte entro quella data. Gli aspetti più evidenti del non completamento dell’opera riguardano la viabilità interna ed esterna e il cosiddetto boschetto mangia polveri”. Inoltre, prosegue l’assessore, sono ancora da chiarire tematiche legate a competenze sulle autorizzazioni di conformità edilizia, al rispetto della normativa sismica e ai compiti della commissione di collaudo.
In definitiva, la giunta grillina ritiene siano necessari “ancora diversi mesi perché tutte le prescrizioni siano ottemperate”. “Saremo inflessibili nel richiedere alla provincia, in quanto ente responsabile dell’autorizzazione, il rispetto dei patti stabiliti da parte del gestore”, avverte Folli.

LINEA DI CREDITO DA 600 MILIONI PER A2A

A2a ha sottoscritto il contratto per una nuova linea di credito “revolving” da 600 milioni e della durata di cinque anni, che andrà a sostituire simili linee di credito in scadenza nei prossimi 24 mesi e a oggi non utilizzate. Lo rende noto la società, che specifica come dopo l’operazione “l’importo complessivo delle linee di credito disponibili è pari a 1.640 milioni”. La nuova operazione ha visto la partecipazione di nove gruppi bancari europei, di cui sei italiani.

AIM VICENZA, PROTOCOLLO COMUNE - SINDACATI A DIFESA DELLE GESTIONI

«Aim non sarà privatizzata. Certe preoccupazioni sono infondate». Così il protocollo d’intesa siglato da comune di Vicenza, Aim e sindacati a difesa della proprietà pubblica e della salvaguardia dell'occupazione, nell'ambito del piano di uscita dell'ex municipalizzata dalla gestione diretta dei servizi di Vicenza.
Dopo alcune settimane di confronto i vertici di Aim - in mano al Comune - e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno siglato un patto che pone fine alle polemiche legate a presunte manovre destinate alla vendita del gruppo, che si occupa di gestione e distribuzione di servizi quali sosta, luce, gas e rifiuti. Servizi che, dal prossimo anno, verranno affidati attraverso una gara. Un cambiamento epocale che aveva destato più di qualche perplessità tra i sindacati per le possibili ripercussioni negative sui posti di lavoro. Ma il sindaco Achille Variati è chiaro: «Aim si misurerà con il mercato. Si tratta di un'opportunità da non perdere, che potrebbe portare addirittura all'incremento dell'occupazione. Verranno garantiti i livelli contributivi sia nei contratti collettivi che in quelli integrativi».
Per Marina Bergamin, segretaria provinciale della Cgil, occorre che Aim presenti quanto prima il piano industriale. «Faremo la nostra parte. Auspichiamo che la cittadinanza si impegni a preservare un grande patrimonio della città».

UDINE, OK DA AMGA ALLA CESSIONE DEL RAMO IDRICO A CAFC

Il consiglio di amministrazione di Cafc spa riunitosi, alla presenza della commissione del controllo analogo, ha approvato il documento che prevede il “contratto preliminare” per il trasferimento dell’attività del servizio idrico integrato di Amga (gestore a Udine) al Cafc (gestore in provincia). Il documento verrà illustrato all'assemblea dei soci con il crono programma, nel quale sono inseriti i passaggi fondamentali per arrivare, a fine anno, a realizzare concretamente l'operazione di trasferimento del servizio idrico al Cafc spa.
Propedeutica alla riunione dell'assemblea dei soci Cafc spa, sarà anche l'assemblea del coordinamento dei soci; si procederà alla surroga di uno dei componenti del controllo analogo, il dimissionario, per motivi lavorativi, Alfio Cecutti e alla nomina del pesidente dell'assemblea del coordinamento.
E proprio il controllo analogo di Cafc che rappresenta l'intera compagine societaria dei 78 comuni soci, esprime commenti positivi sul contratto preliminare con Amga: "Si tratta di un'operazione che il controllo analogo ha sempre promosso - precisa Pier Mauro Zanin del comitato di controllo - perchè la fusione con Amga è la strada per addivenire alla creazione del gestore unico che ha come obiettivo quello di mantenere la gestione pubblica della risorsa idrica, determinare maggiore efficienza ed efficacia, sia per il sistema acquedottistico sia per quello della depurazione, e rappresenta inoltre un'azione importante a livello simbolico. Infatti, in tempi in cui - spiega - le piccole realtà vengono assorbite dalle multinazionali, noi abbiamo difeso il sistema locale mantenendo sul territorio un'importante realtà".
Zanin, anche a nome degli altri componenti del controllo analogo (Ennio Bendetti, Lorenzo Tosolini e Roberto Fasan), ringrazia quanti si sono attivati affinchè il decennale e articolato percorso arrivasse a conclusione. "Un ringraziamento va - dichiara - sia alla provincia di Udine, in particolare ad Adriano Ioan, che si è attivato per il buon esito del percorso sia al comune di Udine che ha condiviso la posizione dei soci di Cafc spa".
Zanin conclude indicando come "Le ampie dimensioni di questa aggregazione societaria ci portano a guardare con tranquillità anche sul versante del piano d'ambito provinciale dedicato agli investimenti nel servizio idrico integrato".
Intanto, l’assemblea di coordinamento dei soci Cafc ha nominato come nuovo presidente Luca Fanotto, sindaco di Lignano, che subentra a Silvano Del Zotto.

VIVERACQUA, BILANCIO IN POSITIVO PER ACQUISTI E INVESTIMENTI

“Ottenere risparmi ed offrire un servizio migliore ai nostri utenti grazie ad una società che non costa nulla ai cittadini perché chi vi lavora lo fa a titolo gratuito rappresenta sicuramente un motivo di orgoglio e mi auguro possa diventare un riferimento per altre società anche al di fuori dei confini veneti. Viveracqua rappresenta una novità a livello nazionale nel panorama delle public utilities e di questo dobbiamo essere grati alla lungimiranza del Sindaco di Verona Flavio Tosi che già diversi anni fa aveva ideato questo struttura aziendale”. Così Massimo Mariotti, presidente di Acque Veronesi ha aperto l’Assemblea dei Soci di Viveracqua, il consorzio nato dalla collaborazione di alcuni gestori idrici veneti, con un bacino di 299 Comuni e oltre 2 milioni di abitanti serviti.
A poco più di un anno e mezzo dalla sua costituzione, la società consortile a capitale interamente pubblico ha approvato il bilancio di esercizio 2012 dei 5 gestori che fanno parte del progetto: Acque Veronesi ( la società con il più alto capitale sociale, il 46,88%), Acque Vicentine, Alto Vicentino Servizi, Centro Veneto Servizi, e Acque del Chiampo. Una vera e propria “rete” regionale dell’acqua, nata con lo scopo di creare sinergie e gestire in comune molteplici fasi amministrative e operative del servizio idrico nei territori veronesi, vicentini e successivamente anche nelle province di Padova e Treviso, attualmente presieduta da Fabio Trolese (direttore generale di Acque Vicentine), Francesco Berton, vicepresidente di Viveracqua e direttore generale di Acque Veronesi ed il consigliere di amministrazione Massimo Cornaviera, direttore generale di Alto Vicentino Servizi. Un risultato gestionale che mostra risultati decisamente positivi quello certificato nella sede di Acque Veronesi, oltre che dal consiglio di amministrazione di Viveracqua (che, è bene ricordarlo, è a costo zero, i membri che ne fanno parte non percepiscono infatti nessun indennizzo), anche dai vertici delle singole aziende del servizio idrico venete coinvolte, e che rispecchia la mission costitutiva dell’operazione, vale a dire aumentare l’efficienza e la qualità dei servizi attraverso economie di scala che permetteranno di competere al meglio sul mercato attuale e futuro.
Viveracqua, che non ha scopo di lucro e, nell'ambito di quanto stabilito dall'art. 2602 del Codice Civile, ha per oggetto la prestazione e l'erogazione ai soci consorziati di servizi, ha un capitale sociale di 39 mila euro e ha chiuso l’esercizio 2012 con un dato in pareggio e senza nessuna perdita di natura economica.
Viveracqua aha anche istituito un gruppo di lavoro congiunto per approfondire i documenti di consultazione emessi dalla AEEG nella sua attività di Ente Regolatore. Tale gruppo di lavoro si è stabilizzato in un nucleo di risorse appartenenti sia a soci che ad altre società venete operanti nel settore idrico trovando una sua continuità lavorativa che ha portato, nei primi mesi del 2013, alla costituzione di un apposito ufficio che dovrà stabilmente occuparsi dei rapporti con la AEEG e della gestione delle ricadute operative sulle società socie dei provvedimenti adottati da quest’ultima.

TRENTO + ROVERETO: OK A UN’UNICA SOCIETÀ IN HOUSE PER ACQUA E RIFIUTI

Approvata dal consiglio comunale di Rovereto la delibera per la costituzione - su iniziativa dei comuni di Trento e Rovereto - di una unica società in house per gestire sia il servizio idrico che il servizio di igiene urbana. La delibera è stata approvata con 24 voti a favore, di cui quattro espressi dalle minoranze, e con cinque astenuti.
Il testo approvato, spiega una nota dell’amministrazione trentina, è “un atto di indirizzo che formula le principali linee strategiche attorno a cui si andrà a costituire la nuova società”. Ll consiglio comunale di Rovereto si era già espresso in favore della gestione in house del servizio idrico. Ora l’accorpamento in un’unica società anche dell’igiene urbana “consentirà di conseguire economie di scala, sia per gli utenti, sia per l’organizzazione del servizio”, dice il sindaco Andrea Morandi.

ACQUALATINA, POSSIBILI TAGLI AL PERSONALE

Si svolgerà nei prossimi giorni l’incontro tra azienda e sindacati sulle misure da applicare per far fronte alle difficoltà economiche e agli eventuali esuberi. Acqualatina, gestore idrico nel’Ato 4 laziale, è da tempo in difficoltà per una pluralità di cause: crediti importanti verso i clienti, conflitto ancora non risolto dell’affidamento del servizio ad Aprilia, la vicenda della Dondi di Sezze, i canoni da pagare ai Consorzi di bonifica.
La prima azione che verrà adottata dall’azienda - come riportato dal quotidiano Il Messaggero - sarà lo «scivolo» per i dipendenti vicini alla pensione. In cerca di un accordo con i sindacati si tenterà anche la strada dell’uscita volontaria. I dipendenti interessati sono i 340 in forza ad Acqualatina: dal call center agli operatori, ma anche i dirigenti.

ASA LIVORNO, INAUGURAZIONE DELL’IMPIANTO DI ABBATTIMENTO DEL BORO

Sarà inaugurato il 7 febbraio prossimo, presso la centrale di Franciana (Piombino), l’impianto di abbattimento del boro nelle acque potabili della Val di Cornia e dell’Isola d’Elba. L’impianto sarà vicino al più grande impianto d’Europa per l’abbattimento dell’arsenico, già realizzato.
L’opera, unica al mondo per l’utilizzo sulle acque di falda della tecnologia a resine selettive specifiche per il boro e soprattutto unica per le dimensioni (350 l/s), è stata realizzata nel quadro dell’Accordo di Programma per gli interventi urgenti finalizzati al miglioramento della qualità dell’acqua potabile del territorio di ATO 5 Toscana Costa.
Sono attesi all’inaugurazione alcuni Rappresentanti del Governo, l’Assessore Regionale all’Ambiente Anna Rita Bramerini e Massimo Ottaviani già Direttore del Settore presso l’Istituto Superiore di Sanità. Inoltre saranno presenti i Sindaci della Val di Cornia e dell’Isola d’Elba.

ESTRA, TOUGHBOOK PER LA SICUREZZA E LA MANUTENZIONE DELLE RETI GAS

Operai e tecnici armati di tablet. Questa la scelta operativa adottata da Estra Divisione Reti Gas, società del gruppo Estra che distribuisce gas naturale in 88 Comuni, con oltre 460 mila clienti finali. I Toughbook Panasonic in uso al personale di Estra da anni sono oramai uno strumento lavorativo indispensabile per le squadre di manutenzione. Lavorando quotidianamente in mobilità, gli operai hanno sempre a disposizione l’intera cartografia aziendale e i gestionali di cui hanno bisogno (SAP) per le loro attività quotidiane, come eseguire il picking in magazzino, gestire i rilievi sul campo e tracciare le saldature dei gasdotti, consuntivare tutte le attività operative su SAP in tempo reale.
“Implementare i servizi informatici e ottimizzare i processi è frutto di una precisa scelta strategica”, sostiene Roberto Banchetti, Presidente di Estra. “Il percorso avviato ormai da tempo dalla nostra azienda verso l’utilizzo di programmi e tecnologie sempre più avanzate, ci ha permesso di diventare la realtà dinamica e orientata sempre più al cliente che siamo oggi”.
Positive anche le ricadute in termini di ottimizzazione delle risorse: “Il sistema che abbiamo messo a punto - continua Banchetti - grazie anche alla professionalità e disponibilità del nostro personale che ha mostrato fin da subito disponibilità a implementare e sviluppare questa nuova modalità di lavoro, mira ad ottimizzare la gestione delle pratiche e quindi il servizio ai cittadini con risposte in tempi sempre più brevi e con ulteriori garanzie di sicurezza ed efficienza”.
“Le operazioni di gestione della rete e di distribuzione del gas naturale sono complesse e delicate e richiedono l’utilizzo delle tecnologie più innovative per intervenire al meglio in caso di perdite o anomalie della rete”, afferma Cesare Calistri, Responsabile del Sistema Funzionale Integrato (SAP-cartografia-telecontrolli degli impianti) di Estra Divisione Reti Gas e responsabile dell’adozione dei Toughbook sin dai tempi di Consiag. “Il servizio di pronto intervento, ad esempio, è attivo 24 su 24 per eseguire operazioni in qualsiasi punto della rete gestita, con squadre che devono essere pronte a lavorare in qualsiasi condizione climatica e ambientale, alla piena luce del sole come nella totale oscurità, con temperature elevate d’estate e rigide d’inverno. I Toughbook Panasonic permettono alle nostre squadre di agire in sicurezza avendo a disposizione in ogni luogo tutte le informazioni disponibili in azienda”.

VERONA, AGSM APRE BUSINESS CARBURANTI LOW COST

Inaugurata a Verona la prima pompa di benzina a marchio «Agsm by Bpp», primo esperimento della multiutilitity scaligera sul mercato dei carburanti in partnership con Bpp, che proporrà benzina e gasolio a prezzi low cost. L’iniziativa è frutto della newco composta per il 55% dalla multiutility veronese e per il 45% dalla Bpp spa. La nuova società è guidata da un consiglio di amministrazione che comprende Paternoster (presidente), il direttore generale di Agsm Giampietro Cigolini, Andrea Bussinello, Stefano Masetti e Walter Trimboli.
"Quello dei carburanti - spiega il presidente di Agsm Paolo Paternoster - è un mercato molto interessante su cui investeremo anche in futuro, che completa l'offerta di Agsm sul territorio". Soddisfatto anche il sindaco di Verona Flavio Tosi: "Agsm è un'azienda pubblica impegnata su più fronti che però dimostra di saper stare, e bene, anche sul mercato privato. Questo è un business per i cittadini veronesi, perchè Agsm è loro".

MOROSITA’, ACCORDO ACEGAS-APS CON IL COMUNE PER RATEIZZAZIONI

Cresce il dato sulla morosità e parallelamente le iniziative di agevolazione per disagio economico. «L'accordo che abbiamo firmato conferma che Acegas-Aps continua a essere molto attenta alle problematiche del territorio, smentendo tutti coloro che paventavano, dopo la fusione con Hera, un distacco dalla città, una perdita di sensibilità nei confronti dei triestini da parte della ex municipalizzata». Così il sindaco Roberto Cosolini ha presentato il protocollo operativo che lega il Comune di Trieste e le società Acegas-Aps, Acegas-Aps service ed Estenergy e che ha come obiettivo quello di «agevolare i clienti economicamente svantaggiati», puntando soprattutto a «evitare il distacco delle utenze per morosità». «L'accordo - come ha sottolineato l'assessore comunale Laura Famulari - ripercorre lo schema di quello fatto un anno fa, che aveva carattere sperimentale e che è stato rivisto e migliorato a favore degli utenti». Innanzitutto è prevista la possibilità di rateizzare i pagamenti «con tempi più comodi rispetto a prima - ha precisato Famulari - prevedendo piani di rientro per i cittadini in carico al Servizio sociale comunale». In secondo luogo, a beneficiare delle agevolazioni saranno d'ora in avanti anche i cassaintegrati e il personale in mobilità, che in precedenza ne erano esclusi. Ulteriore elemento di novità è l'impegno, da parte delle tre società firmatarie, a non procedere al distacco delle utenze, nei casi in cui sia già stato inviato all’utente l’avviso di sospensione, qualora il Servizio sociale comunale si dichiari disponibile a sostenere la persona in carico con un contributo economico finalizzato al saldo totale, che l'amministrazione si impegna a versare entro i 30 giorni successivi. Tutto ciò se la morosità risulti essere di almeno 150 euro. Le tre società con l'accordo si sono impegnate anche ad accogliere le richieste di rateizzazione che arriveranno direttamente dalle famiglie con reddito Isee superiore a 7.500 euro e inferiore a 15mila (o a 20mila nel caso ci siano almeno quattro figli a carico), sempre sopra la soglia dei 150 euro. Nel 2012 le richieste di agevolazione sono state 712 «ma il numero crescerà - ha detto l'amministratore delegato di AcegasAps Cesare Pillon - perché abbiamo esteso l'accordo alle aziende della Fipe e della Confesercenti in difficoltà». L'accordo, oltre che dal sindaco e da Pillon, è stato firmato da Francesco Callegari per conto di AcegasAps service e da Gianni Vido e da Renzo Codarin per la Estenergy.

SEFIT, DIENI E’ IL NUOVO COORDINATORE DELLA COMMISSIONE

Il Consiglio direttivo della Federutility, su indicazione della commissione nazionale funeraria SEFIT, ha nominato nei giorni scorsi Antonio Dieni Coordinatore Tecnico della stessa commissione funeraria. Dieni è attualmente direttore generale dell'AFC Torino S.p.A., società a socio unico Città di Torino, che si occupa della gestione dei Servizi Cimiteriali cittadini.
Dieni succede a Paola Colla, già Presidente di ADE S.P.A di Parma, con il compito di coordinare i lavori della commissione funeraria SEFIT.

MOROSITA’, CRESCONO LE RATEIZZAZIONI CON LINEA PIU’

Sono state 1750 le richieste di rateizzazioni delle bollette del gas accettate da Linea Più (del gruppo Lgh) nel corso del 2012: nel 2011 erano poco meno della metà, circa 850. «Se viene richiesta in anticipo, ovvero quando arriva la bolletta e prima della scadenza della stessa, la richiesta viene accettata senza alcuna limitazione - spiega Pier Ezio Ghezzi, direttore Generale di Linea Più. - Se invece il cliente presenta la richiesta quando la bolletta è già scaduta non è possibile accedere al piano di rateizzazione». Le bollette che vengono rateizzate sono sopra i 500 euro e spesso riguardano i mesi invernali da ottobre a marzo, quando i consumi si impennano. Per evitare accumuli di cifre da capogiro l’azienda locale emette bollette ogni 45 giorni: «Stiamo lavorando a un progetto per l’emissione ogni 30 giorni nei mesi invernali - afferma Ghezzi - Inoltre abbiamo messo a disposizione lo strumento della rata costante calcolata sulla base dello storico dei consumi: si paga tutto l’anno una bolletta costante e si fa il conguaglio fine anno».
«La morosità tende ad aumentare - spiega il direttore generale di Linea Più Pier Ezio Ghezzi - ma abbiamo anche fatto un lavoro ampio di recupero crediti. In particolare anticipiamo i tempi della segnalazione della morosità per anticipare l’incancrenirsi di situazioni critiche. Se si aspettano tre bollette scadute e non pagate per mandare l’avviso di distacco si arriva a oltre 2mila euro di morosità nella maggior parte dei casi, se si interviene con la segnalazione e la richiesta di piombatura dopo una sola bolletta, la morosità da recuperare cala a circa 800 euro».

CODIGORO (FE), IL GESTORE CADF INCORPORA LA SOCIETA’ DELLE RETI

Il consiglio comunale di Codigoro (FE) ha approvato nei giorni scorsi all’unanimità il provvedimento che autorizza l’incorporazione della Società Delta Reti SpA in Cadf SpA. Al voto, erano presenti i vertici di Cadf: il presidente Cristiano Bertelli, il direttore Silvio Stricchi ed il dirigente Annibale Cavallari. «Di fatto - ha sottolineato Bertelli - è caduta la necessità di tenere distinte la gestione dell’acqua dal patrimonio costituito dalle reti di distribuzione». Questo comporterà, «oltre che un contenimento dei costi, una rivalutazione complessiva di Cadf ed una semplificazione amministrativa e di gestione dell’intera filiera produttiva».
I numeri del gestore idrico sono stati illustrati da Cavallari in merito al consuntivo 2012 di Cadf SpA, chiuso conseguendo un utile di 407mila euro, oltre 10 milioni di metri cubi di acqua fatturati, 7 milioni e 473mila di metri cubi di servizio di fognatura, con un organico di 145 dipendenti e 68mila 783 utenze servite. Gli investimenti complessivi sono stati quantificati complessivamente in 25milioni e 205mila euro, che hanno consentito una serie articolata di interventi strutturali necessari a migliorare, modernizzare e rendere produttiva l’attività e la rete distributiva e fognaria gestita da Cadf
. Tra questi, da evidenziare i 2 milioni e 300 mila euro utilizzati, tra l’altro, per realizzare il sistema fognario intercomunale connesso al nuovo depuratore di Migliarino, nonchè interventi di adeguamento della rete acquedottistica rurale con la rimozione di circa 47 chilometri di condutture obsolete in cemento-amianto, soggette ad altissima frequenza di guasti e relative consistenti perdite di acqua.

IREN CEDE GEA A ESTRA PER 19 MILIONI DI EURO

Iren Acqua Gas, controllata dal gruppo Iren, ha firmato con Estra il contratto per la cessione dell’intera partecipazione detenuta nella Gea, società per azioni operante nella distribuzione del gas a Grosseto e Campagnatico.
L’intesa prevede che, per la cessione del 59,34% del capitale sociale di Gea detenuto da Iren, Estra paghi 19 milioni di euro. L’operazione, subordinata al via libera dell’Antitrust, darà al gruppo Iren una plusvalenza di 12 milioni.

A2A TROVA L’ACCORDO CON I SINDACATI PER CASSA INTEGRAZIONE E MOBILITÀ

I sindacati hanno siglato con A2a l’accordo quadro riguardante la cassa integrazione ordinaria per gli impianti di Cassano d’Adda (Milano), Sermide (Mantova), Turbigo (Milano) e Chivasso (Torino) e la mobilità per l’integrazione di Edipower (Mestre e Venezia). È quanto si legge in una nota diffusa dal segretario nazionale dell’Ugl Chimici, Luigi Ulgiati.
A2a, secondo il comunicato sindacale, ha confermato la “disponibilità ad anticipare e integrare il trattamento economico a carico dell’Inps”, oltre che a “mettere in atto tutte le azioni possibili per ridurre l’impatto degli ammortizzatori sociali”. Quanto a Edipower, gli esuberi - spiega Ulgiati - riguarderanno 130 dipendenti, e non 180 come stimato inizialmente, “sulla base dei criteri della volontarietà della scelta e del possesso dei requisiti per il prepensionamento entro il 15 settembre 2013”.
L’azienda, infine, ha manifestato la propria disponibilità a “valutare il ricollocamento professionale in altre società del gruppo dei lavoratori in esubero e a predisporre corsi di formazione e riqualificazione”.

SEL, ASM BRESSANONE RITIRA I RICORSI

La societa' elettrica della Provincia autonoma Sel e Asm Bressanone hanno concluso un accordo sul loro contenzioso per le concessioni idroelettriche. Prevede una collaborazione in due nuovi progetti in campo energetico di importanza strategica per le due imprese, con il ritiro da parte di Bressanone dei ricorsi relativi all'assegnazione delle concessioni a Sel.
L'accordo dovra' essere ratificato dal consiglio comunale di Bressanone.

VICENZA, AIM AVVIA IL PROGETTO SMART GRIDS FINANZIATO DAL MIUR

Un’operazione sperimentale per avviare a Vicenza un esperimento di autonomia energetica. Entro l'anno, in un quartiere della città, scatterà un'operazione sperimentale finanziata con una parte dei quasi 20 milioni stanziati dal Ministero dell´università e ricerca nell'ambito del progetto «Regal» (Rete di energia generata e accumulata localmente). L'utility vicentina Aim si è infatti classificata prima nel bando ministeriale destinato ai cosiddetti «smart-grids», sistemi di gestione intelligente delle reti elettriche.
«La novità consentirà ai vicentini di ridurre le bollette», hanno detto il sindaco Achille Variati e l'amministratore unico di Aim Paolo Colla illustrando l'iniziativa. Attraverso fonti rinnovabili come i pannelli fotovoltaici, il solare termodinamico e il teleriscaldamento, cittadini e enti che lo desidereranno potranno produrre energia autonomamente in modo da non dipendere più da quella esterna fornita dal gestore. «Regal metterà in comunicazione generatori, accumulatori e carichi, per cui se qualche utente produrrà più energia, potrà venderla ad altri - ha aggiunto Colla - Tra gli obiettivi, c'è l´ottimizzazione dell´energia prodotta e consumata in ogni singolo minisistema, e di quella distribuita».
Se l'idea avrà successo, ha assicurato Variati, potrà essere estesa a tutto il territorio. «Vicenza è città all'avanguardia nel campo della sostenibilità - ha concluso - I vantaggi non saranno solo per i cittadini, ma anche per il Comune».

CIVITANOVA, GAS MARCA RILANCIA UN FONDO DI SOLIDARIETA’ CONTRO LA MOROSITA’ CRESCENTE

Un nuovo fondo di solidarietà per famiglie bisognose e un'iniziativa per incentivare la devoluzione del 5 per mille al Comune. Queste le proposte messe in campo dall'azienda partecipata Gas Marca, che gestisce il servizio del metano sul territorio di Civitanova (MC), coprendo17mila utenze. La società, che fa capo alla società Atac Spa, ha chiuso il 2012 con un attivo di 396mila euro (il fatturato si attesta invece attorno ai 15milioni).
Sulla morosità nel pagamento delle bollette, il quadro scoraggiato del presidente Flavio Rogani. Sono circa 1.000 gli utenti morosi a cui è stato revocato il contratto. La cifra totale della morosità, nel periodo compreso fra 2005 e 2013, ammonta a 1.785mila 503 euro. Dai 30mila euro del 2005 la cifra annuale è arrivata ai 461mila euro del 2012. Numeri che indicano la crescita costante delle famiglie civitanovesi in difficoltà. «Nei casi di morosità si cerca di evitare di arrivare al decreto ingiuntivo - spiega Rogani - Con l'ausilio di alcuni legali stiamo cercando di recuperare il più possibile dell'introito mancante».
L'azienda sta poi predisponendo forme generali di agevolazione dei pagamenti. Fra queste il sistema della rata costante, che prevede un pagamento ogni 2 mesi, con una rata fissata in accordo con l'utente.
Inoltre, «è stato istituito un fondo di solidarietà di 30mila euro - afferma Rogani - Le risorse andranno a famiglie morose, segnalate dai servizi sociali e permetteranno di estinguere il debito. Propongo inoltre di creare un comitato, «Civitanova Solidale», per sostenere la devoluzione del 5 per mille al Comune».
Civitanova Marche è stato teatro nelle scorse settimane di un triplice suicidio per povertà.

ACQUALATINA, INAUGURATO AD AD APRILIA L’IMPIANTO DI DEARSENIZZAZIONE

Si è svolta nei giorni scorsi la presentazione ufficiale del dearsenizzatore a servizio dei Comuni di Aprilia, Anzio, Nettuno e dei Borghi nord di Latina. La presentazione ha avuto lo scopo di illustrare il funzionamento e le caratteristiche tecniche dell’impianto, oltre al percorso affrontato per diminuire progressivamente la presenza di arsenico nelle acque, e che ha portato, ad oggi, al rispetto dei parametri di legge entro la scadenza prefissata del 31/12/2012 su tutto il territorio gestito.
“Grazie a questo impianto che, ricordo è il più grande d’Italia e tra i più grandi d’Europa, è stato possibile rientrare nei limiti di concentrazione Arsenico stabiliti per legge, già dal 28 dicembre 2012”. Così il Presidente di Acqualatina Giuseppe Addessi. “Questo non vuole essere un discorso trionfalistico ma una semplice constatazione dei fatti: ad oggi abbiamo rispettato gli impegni, riportando i limiti di arsenico nell’acqua al di sotto dei limiti di legge, poiché l’abbiamo ritenuto doveroso, ancor prima che nei confronti della Comunità Europea, nei confronti di tutti i cittadini-utenti”.
Addessi ha, poi, ringraziato i partner commerciali, che hanno fornito gli impianti, e tutto il personale Acqualatina, in particolare i tecnici, che si sono adoperati per il raggiungimento di questo importante obiettivo. “È con grande soddisfazione che mi congratulo con l’Ato4 e Acqualatina S.p.A. per il lavoro svolto - ha affermato la Responsabile del reparto SIAN dell’Asl di Latina Marilena Rocchi. Le nostre analisi, come noto, hanno rilevato valori di arsenico ben al di sotto dei limiti di legge e questa è una grande vittoria per tutto il territorio. Ad ogni modo, noi continueremo a vigilare e ad analizzare le acque distribuite”.
All’inaugurazione anche il Direttore del reparto Acque Potabili dell’Istituto Superiore della Sanità Luca Lucentini che si è augurato di poter presto partecipare ad altri eventi di questo tipo, nei restanti Ambiti Territoriali laziali.

FESTIVAL DELL’ENERGIA: FEDERUTILITY PARTNER. LA NOVITA’ DI ITALIACAMP

Sesta edizione per il Festival dell’energia, che quest’anno si svolgerà a Roma presso la Luiss dal 24 al 25 maggio. Promosso dall’agenzia Aris e realizzato in partnership con Assoelettrica e Federutility, il festival si rinnova grazie alla collaborazione con ItaliaCamp, l’associazione che unisce 70 università Italiane con Istituzioni e Imprese Paese per sostenere l’innovazione sociale in Italia.
La nuova edizione del festival sarà giocata sul filo della dicotomia tra conference e unconference, tra il consolidato format della tavola rotonda e quello più innovativo del barcamp. Nato nell’Università americana di Stanford e importato in Italia da ItaliaCamp, il barcamp si configura come conferenza destrutturata, i cui contenuti sono generati dai partecipanti, che svolgono un ruolo attivo nel corso del dibattito.
La giornata inaugurale del Festival vedrà l’alternarsi di talk show, dibattiti e workshop, che saranno in larga parte fruibili in streaming sul web. Alcuni momenti della manifestazione verranno, inoltre, trasmessi all’interno di spazi televisivi che consentiranno di raggiungere il grande pubblico.
La seconda giornata sarà dedicata ad un barcamp, spazio innovativo dedicato all’energia sostenibile e alle tecnologie in ambito cleantech, pensato per mettere a confronto esperienze già mature con idee che guardano al futuro. Il Camp sarà l’occasione per far emergere progetti e risorse che possano determinare l’affermazione di un primato italiano nell’ambito di un settore economico determinante per la crescita del nostro Paese e dell’Europa.
Tre sessioni in contemporanea ospiteranno interventi da 5 minuti, da parte di quanti vorranno condividere progettualità ed idee relative a tre macro tematiche, dedicate al diritto all’energia, alla cultura dell’efficienza energetica e alle reti intelligenti. All’interno delle tre sessioni sarà, inoltre, possibile ascoltare i progetti innovativi messi a punto da docenti, ricercatori e studenti delle Università italiane. Le idee più interessanti, che saranno presentate all’interno delle 3 sessioni, verranno raccolte attraverso una Call For Ideas dedicata - aperta nei giorni scorsi sui siti ItaliaCamp e Festival dell’Energia
Sarà possibile caricare idee e progettualità focalizzate sullo sviluppo di politiche ambientali ed energetiche, in riferimento alla prima area tematica “La policy ambientale per un futuro sostenibile. Il diritto e l’accesso all’energia”. Ancora, i progetti potranno essere incentrati sulla cultura dell’efficienza energetica, ambito legato alla seconda macro area tematica “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: la cultura dell’efficienza”. Infine, le idee relative ai sistemi di reti, intelligenti e integrati avranno come focus una terza area tematica “Città e imprese oltre la crisi: nuove opportunità di crescita smart & green”.
Le idee che perverranno entro il 30 aprile 2013, saranno esaminate da una giuria che sceglierà le migliori. Queste potranno essere presentate nel corso delle 3 sessioni di barcamp del 25 maggio.

ASM DI BRESSANONE, BILANCIO POSITIVO DOPO L’INCORPORAZIONE DEI SERVIZI IDRICI

Approvato all'unanimità dal consiglio comunale di Bressanone (BZ) il bilancio 2012 della multiutility Asm. Si tratta del primo bilancio dopo l'operazione che ha portato alla fusione di Forum, Acquarena e Asm. «La fusione ha portato i suoi frutti - dice il sindaco Albert Pürgstaller - e nonostante i buchi di Forum e Acquarena, l'anno si è chiuso con un utile di 65 mila euro. Prima della fusione il Comune doveva coprire le perdite di Forum e Acquarena e pagare i contributi per le associazioni. Dal 2012 le cose sono cambiate. Dalle fognature e dall'acqua non si guadagna niente, ma dal riscaldamento e dalla produzione di energia elettrica sì e quindi l'Asm è riuscita a bilanciare le perdite riuscendo anche a guadagnare 65 mila euro. Siamo soddisfatti».
Nominato dal consiglio comunale anche il nuovo Cda dell'Asm: Patrick Silbernagl (presidente) e i consiglieri Carlo Costa, Karl Michaeler, Margareth Helfer, Annemarie Kaser e Susanne Fink.

“PAGAONLINE” - LA BOLLETTA DI AMIACQUE SI SALDA VIA WEB

E’ attivo sul sito di Amiacque il nuovo servizio Pagaonline. Grazie al link si possono pagare le bollette dell’acqua in qualsiasi momento e da casa utilizzando la carta di credito, informa l’azienda del gruppo Cap in un comunicato.
La bolletta interattiva si salda senza alcun costo aggiuntivo, attraverso ogni dispositivo web (pc, smartphone, tablet) e in sicurezza. L’attivazione del sistema è gratuita e disponibile 24 ore su 24: dopo essersi registrati al sito bisogna accedere allo sportello on line e seguire la procedura guidata di associazione contratti.
Sul sito, conclude la nota, sono disponibili altri servizi web “realizzati per velocizzare e agevolare i rapporti tra gli utenti e l’azienda all’insegna della trasparenza”.

AE, DIVIDENDI A 24 MLN PER I COMUNI DI BOLZANO E MERANO

L'Azienda energetica (Ae) erogherà quest'anno ai Comuni di Bolzano e Merano, entrambi azionisti con il 50%, dividendi pari a 24 milioni di euro, 12 per ciascun azionista. Le cifre sono state illustrate nei giorni scorsi dal presidente di Ae Massimiliano Sturaro al consiglio comunale di Bolzano, in una seduta interamente dedicata al rapporto annuale della Spa dell'energia.
«Il gruppo - ha spiegato Sturaro - è composto da oltre 480 collaboratori ed opera prevalentemente nei settori produzione, trasmissione, distribuzione e vendita di energia elettrica; distribuzione e vendita di gas naturale, teleriscaldamento. Nell'ambito della produzione è attivo con le società partecipate principalmente nel settore delle energie rinnovabili con fonte idraulica, solare e da biomassa. Ae distribuisce di energia elettrica in più di 30 Comuni altoatesini, vende energia elettrica in tutta Italia e gas nei Comuni di Bolzano e Merano, distribuisce gas e teleriscaldamento solo a Merano».
Sturaro ha fornito alcuni dati analitici sulla produzione. «Nel 2012 ha detto abbiamo raggiunto 467 milioni di kilowattora con le nostre centrali idroelettriche di Tel, Senales, Naturno e Bolzano. Abbiamo registrato un leggero calo rispetto al 2011, riconducibile esclusivamente all'andamento pluviometrico annuale. Ottimo riscontro arriva dall'impianto fotovoltaico da 12 milioni di kwh installato in Sardegna. Insieme al gruppo Leitner abbiamo completato la realizzazione del parco eolico di Montecatini capace di produrre 30 milioni di kwh con un investimento congiunto di 42 milioni di euro. Stiamo valutando un sito nel Sud Italia per realizzare un secondo parco eolico. Sono entrate in funzione le 3 centrali idroelettriche in Bulgaria realizzate con Petrolvilla, delle quali abbiamo il 20%. Altre due saranno pronte entro l'anno e il piano di espansione prevede altri 4 impianti. Unico neo è la centrale a olio di palma di Biopower Sardegna, società che controlliamo al 79%: a regime produrrebbe 250 milioni di kwh, ma abbiamo scontato un lungo fermo per un motore guasto. Nel 2013 prevediamo ottimi risultati grazie ai certificati verdi e alla piena capacità produttiva».
Per quanto riguarda il fatturato, il dato preconsuntivo stimato per il 2012 è di 860 milioni di euro (nel 2011 erano 741 milioni) con un dividendo per i due Comuni di 24 milioni di euro (19,6 nel 2011) che verrà proposto dal cda ai soci nell'assemblea di fine giugno. In aumento anche il numero di dipendenti, che adesso sono 482 (nel 2011 erano 468). «L'aumento dei ricavi - ha precisato Sturaro - dipende soprattutto dalle vendite di Ae trading nel mercato libero fuori provincia. In Alto Adige abbiamo 140.000 clienti, il bacino è saturo e non possiamo crescere».

ACSM - AGAM, PIANO INDUSTRIALE 2013-2015 DA 83 MLN

83 mln di investimenti nel triennio 2013-2015 per Acsm - Agam di Como e Monza, principalmente nel settore della distribuzione di gas (50 mln), che porteranno l'ebitda oltre i 43 milioni alla fine del piano, rispetto ai 37,5 milioni realizzati nel 2011. E' quanto si legge in un comunicato emesso al termine del Cda, presieduto da Roberto Colombo.
Acsm-Agam è oggi titolare di 48 concessioni per la distribuzione di gas naturale in Comuni tra Lombardia, Veneto e Friuli. A copertura del fabbisogno per investimenti, Acsm - Agam ha ottenuto da Cassa Depositi e Prestiti un finanziamento per un importo massimo di 39,8 mln; di cui 21,8 a valere su fondi concessi dalla Bei.
Il piano industriale prevede, nel dettaglio, una crescita dell'ebitda oltre i 43 mln nel 2015, rispetto ai 37,5 mln del 2011. Anche l’ebit è previsto in aumento oltre quota 20 milioni al 2015 dai 16,9 milioni raggiunti nel 2011, nonostante la crescita degli ammortamenti conseguenti al consistente piano industriale.
Nella distribuzione gas, Acsm - Agam intende aumentare il numero dei clienti serviti, attraverso la partecipazione alle gare di Atem, a cominciare da Como 1, Como 2, Monza Brianza 1, Venezia 2, valutando ipotesi di partnership nei singoli contesti. Nell’ambito della vendita di gas ed energia elettrica si prevede l’ingresso nel mercato retail della vendita di energia elettrica e lo sviluppo delle vendite legato all’offerta congiunta di gas ed energia elettrica, anche in nuovi ambiti. Nella cogenerazione e teleriscaldamento è prevista la crescita, grazie ad iniziative di saturazione e potenziamento degli impianti di Monza. Nel settore ambiente, gli investimenti saranno utilizzati per mantenere e aumentare l’efficienza produttiva del termovalorizzatore di Como, mentre nel servizio idrico integrato è stata ipotizzata una continuità della gestione durante l’orizzonte del piano, nonostante i Comuni della province Monza-Brianza e Como abbiano deliberato l’affidamento del servizio secondo il modello “in house providing”.
L’indebitamento complessivo netto è previsto pari a 159,9 mln nel 2015, per effetto del consistente piano di investimenti. Il Roi è previsto in leggera crescita, dal 6,1% del 2011 al 6,3% di fine 2015. Infine, Acsm - Agam intende mantenere stabile la politica di dividendi, con un pay out ipotizzato intorno al 40% del risultato netto.

BRIANZACQUE: UN’AZIENDA VIRTUOSA PER LE BUONE PRASSI AZIENDALI

Progetti di sostenibilità ambientale; qualità del lavoro e delle relazioni con il personale, con i fornitori, i clienti e i consumatori; iniziative a favore della comunità e del territorio. Sono questi i comportamenti socialmente responsabili che sono valsi a Brianzacque il riconoscimento di Unioncamere Lombardia e delle Camere di Commercio Lombarde per aver messo in campo buone prassi aziendali.
La cerimonia di premiazione, che ha visto la selezione di 78 imprese disseminate nell’intera Regione, si è svolta nei giorni scorsi a Milano a palazzo Turati, al termine di una cerimonia che ha sottolineato il valore dell’iniziativa, giunta alla sua quarta edizione.
Soddisfazione è stata espressa dal Presidente della local utility idrica, Oronzo Raho:” Per
Brianzacque, l’investimento in responsabilità sociale rappresenta una costante e un impegno
preciso verso la comunità, i lavoratori e il territorio. Quest’importante premio ci rende
particolarmente felici ed orgogliosi e ci sprona a continuare sulla strada intrapresa fin dalla nostra nascita con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini, garantendone un sempre maggiore soddisfacimento”.
Le azioni “socialmente responsabili” messe in atto saranno oggetto di periodica rendicontazione all’interno del Bilancio Sociale dell’azienda, attualmente in fase di completamento. Operativa dal 2007, Brianzacque si occupa della gestione del ciclo idrico integrato (acquedotto, fognatura, depurazione) nella Provincia di Monza e Brianza e in alcuni comuni del Nord Est Milanese. Conta quasi 250 dipendenti e serve un bacino territoriale di 850 mila abitanti.
I profili delle 78 imprese “fiore all’occhiello” della Lombardia, di cui 10 nella Provincia di Monza e Brianza, sono consultabili online da tutti gli interessati sul sito di Unioncamere
nella sezione “repertorio delle buone prassi Lombarde 2012: Il Repertorio costituisce un primo, innovativo strumento in Italia per consumatori, aziende e società civile, per dare pubblica evidenza all’agire “sociale” aziendale. Il sito sarà completamente aggiornato, così come previsto dell’”action plan” nazionale per le attività svolte per la diffusione delle buone prassi in Italia.

WELFARE, HERA FACILITA LA CONCILIAZIONE TRA FAMIGLIA E LAVORO

Un supporto concreto a chi si trova a dover conciliare il lavoro con esigenze familiari pressanti che impongono assenze prolungate, come, per esempio, la nascita di un figlio o l’assistenza a un parente. È questo l’obiettivo di “Le politiche del buon rientro”, progetto di Hera che il dipartimento per le Politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri ha ammesso al finanziamento per una parte delle risorse necessarie in ragione del carattere innovativo e socialmente rilevante delle misure proposte.
Per l’azienda - spiega una nota - si tratta di un risultato lusinghiero, dal momento che su 272 progetti presentati, solo 87 sono stati valutati positivamente e il finanziamento a Hera, come importo complessivo, si colloca tra i primi sei. La parte più consistente di “Le politiche del buon rientro”, frutto del lavoro di squadra di numerose funzioni aziendali, ciascuna delle quali ha contribuito mettendosi a disposizione del progetto con le proprie competenze, e messo a punto con il coinvolgimento di tutte le rappresentanze sindacali aziendali, riguarda la gestione dei congedi dal lavoro e il potenziamento dei servizi all’infanzia. Un’attività specifica di sensibilizzazione e di formazione sarà poi destinata a dirigenti e quadri aziendali, per valorizzare la gestione delle risorse umane tenendo conto delle esigenze di conciliazione fra tempi di vita e di lavoro, favorendo una cultura aziendale complessivamente sensibile a questo tema.
Tutte le attività saranno poi oggetto di una comunicazione interna specifica, al fine di favorirne l’effettiva conoscenza fra tutti i dipendenti.

CLOUD E BIG DATA: I NUOVI ALLEATI DEL MONDO M2M E DI INTERNET OF THINGS

Si svolgerà il prossimo 14 maggio presso il Centro Congressi Milanofiori la nuova edizione di M2M Forum
, appuntamento per il mondo della comunicazione tra macchine (M2M) per promuovere il confronto tra esperti di respiro internazionale sul mondo M2M/IoT (Internet of Things): protagonisti gli scenari futuri e presenti, il dinamismo, la rapidità di cambiamenti e tutte le ultime novità del settore.
“La vera sfida per l’M2M è gestire l’Energia: ridurre i costi e ottimizzare i consumi sono le spinte per l’utilizzo massivo, magari il tutto con soluzioni M2M prodotte dalle aziende italiane, quelle che io chiamo del Made M2M in Italy. Pochi nel nostro Paese sanno che l’Italia è pioniere nel mondo M2M e che le nostre aziende sono leader mondiali in questo settore” dichiara Gianluigi Ferri, CEO di Innovability, veterano del mondo M2M e organizzatore del Forum, che aggiunge “Tema importante di questa edizione è il rapporto tra mondo M2M - in particolare startup - e la finanza. In questi anni nel mondo M2M italiano si registra una difficoltà nell’erogazione dei finanziamenti sia a causa del credit crunch sia per il posizionamento dei player M2M non chiaro tra la classica automazione industriale e la nuova internet economy tanto amata dai Venture Capital ”.
Su questi temi ci sarà una discussione con un panel composto da banche, Venture Capital, investitori industriali, business angels, che hanno già investito nel mondo M2M o stanno cercando opportunità - e rappresentanti dell’industria che direttamente coinvolti in operazioni di funding.
M2M Forum approfondirà il ruolo sempre più di rilievo assunto dall’Internet delle Cose: la Rete sta diventando sempre più un tessuto connettivo che pervade oggetti e luoghi concreti, "circonda" l'uomo e crea sempre più un mondo in cui le persone potranno essere connesse a ogni sorta di oggetto e così gli oggetti tra loro, dando vita a nuovi servizi ma anche a un volume enorme di dati.
Per questo motivo, sin dalla scorsa edizione M2M Forum pone un’attenzione particolare alle soluzioni M2M Cloud, dedicando al tema una specifica sessione di conferenza che presenta, in esclusiva, le prime realizzazioni M2M nella «nuvola degli oggetti» o Cloud of Things e ai Big Data. Grazie alla natura pervasiva del M2M, i cui milioni di sensori interconnessi sono presenti in vari settori tra cui i trasporti, l’automotive, le utilities e il retail, M2M è potenzialmente uno dei maggiori contributori ai Big Data. Molte altre le tematiche trattate nel corso della sessione plenaria e dei workshop pomeridiani: M2M for Smart Grid e M2M come “motore” delle future Smart City.

GAIA (LU), CODICE ETICO COME PATTO DI ONESTA’ CON GLI UTENTI

Codice etico per Gaia spa, il gestore idrico dell’alta Toscana, presentato nei giorni scorsi e illustrato ai dipendenti dal presidente Ermindo Tucci. " Gaia si avvale della professionalità di più di 450 dipendenti e collaboratori che lavorano per garantire buoni livelli di servizio a più di 400 mila cittadini: oggi vogliamo suggellare questa relazione, adottando il Codice Etico, uno strumento di vitale importanza che orienta l'agire dei nostri dipendenti ai principi di disponibilità, professionalità, cortesia, con l'obiettivo primario di perseguire la piena soddisfazione dell'Utente e di tutelare i suoi diritti. Il Codice Etico è un patto di onestà che vogliamo stringere prima di tutto con gli Utenti, creando con loro un rapporto solido, ispirato alla reciproca fiducia, bandendo dalla nostra organizzazione qualsiasi ombra di mala gestio, garantendo invece trasparenza, imparzialità, tutela della privacy, chiarezza nelle comunicazioni."
Alla presentazione erano presenti anche il Sindaco di Pietrasanta, Domenico Lombardi, il Presidente dell'Organismo di Vigilanza, Gaetano Aita insieme alla dott.ssa Valentina Stilla, e il rappresentante RSU di Gaia S.p.A., Franco Galeotti. Il Codice Etico è redatto ai sensi del D.Lgs. 231/01.
Ha continuato Tucci: "Il Codice Etico è la Carta Costituzionale della nostra Società, fissa i diritti e i doveri di tutti coloro che entrano a far parte dell’organizzazione aziendale, ed è parte integrante degli obblighi contrattuali del personale di GAIA, che è chiamato a grandi responsabilità, qualsiasi sia il ruolo ricoperto nella Società. Operai, consulenti, manager, ma anche gli amministratori, i soci, i fornitori tutti sono coinvolti in maniera attiva al rispetto delle norme, per fare della legalità la causa prima del nostro agire. L’obiettivo del Codice è anche stimolare un miglior clima interno, fornendo una guida per creare un ambiente che valorizzi le risorse umane, sia dal punto di vista professionale che umano. “
“Per verificare il contenuto del Codice Etico si è insediato in GAIA l'Organismo di Vigilanza, con il compito non solo di aiutare nell'interpretazione delle norme i nostri dipendenti, ma anche di
controllarne le violazioni."
Gaia ha anche avviato nei giorni scorsi il servizio “NOI CON TE”, una sorta di sportello a domicilio per anziani, disabili e ammalati impossibilitati a raggiungere le sedi aziendali.

REDDITIVITÀ PREVISTA IN CRESCITA PER A2A

Redditività in crescita per A2a. La multiutility lombarda dovrebbe chiudere l’anno in corso con un ulteriore progresso nei principali indicatori, nonostante la recessione che ha ridotto la domanda di gas ed energia. Lo anticipa il quotidiano “La Repubblica”.
In questo contesto difficile, A2a prevede comunque un progresso nei principali indicatori a partire dall’ebitda atteso oltre 1,1 miliardi nel 2013 per salire a 1,3 miliardi nel 2015, con un rapporto sui debiti in discesa. Tutto ciò, spiega l’articolo, all’interno di un programma che vede il rafforzamento patrimoniale, l’integrazione di Edipower e lo sviluppo di tutti i business dopo il varo di A2a Ambiente atteso a luglio 2013.
“Siamo riusciti a portare a termine molte iniziative importanti di carattere strategico e a conseguire risultati industriali molto positivi - commenta Graziano Tarantini, presidente del consiglio di gestione di A2a. - La generazione di cassa ha quasi interamente ripagato il debito derivante dall’acquisizione di Edipower e la struttura finanziaria della società è solida, mentre la liquidità disponibile è tale da garantire le scadenze delle linee di debito oltre la fine del 2015”.
Nel frattempo non si ferma la protesta a Brindisi. “Preoccupazione per gli operai della Sogesa”, quattro dei quali protestano dallo scorso 2 aprile in cima a una torre del nastro trasportatore della centrale Edipower, a quaranta metri di altezza, viene espressa in una nota dai sindacati provinciali di categoria Cgil-Filcams Cisl-Fisascat UilTrasporti.
La Sogesa si occupa della pulizia dell’impianto e per l’azienda lavorano 24 addetti, i quali nei giorni scorsi hanno ricevuto la lettera con la quale si comunica l’avvio delle procedure per la cassa integrazione.

CAP HOLDING, OK AL BILANCIO CON DIVEDENDI REINVESTITI

“Una nuova importante conferma della volontà dei Comuni soci di CAP Holding di costituire un grande gruppo industriale per il Servizio Idrico Integrato, che possa garantire gli investimenti necessari per un servizio sempre migliore ai cittadini”. Esprime così la sua soddisfazione Alessandro Ramazzotti, presidente di CAP Holding, al termine dell’Assemblea dei Soci dei giorni scorsi a Milano. “Nonostante il periodo di crisi, i Comuni hanno rinunciato al dividendo dimostrando grande senso di responsabilità nell’attribuire una grande importanza agli investimenti necessari nel settore idrico, che vede il Paese in grande difficoltà e anche il territorio regionale: il fabbisogno di investimenti, certificato dal Piano triennale 2013 - 2015 di CAP Holding, ammonta a oltre 250 milioni di euro nelle province di Milano e Monza e Brianza. Solo per risolvere l’infrazione comunitaria su fognature e depuratori sono necessari 123 milioni di euro per la Provincia di Milano e 10 per il territorio servito da CAP in provincia di Monza e Brianza: una parte di questi interventi sono già stati realizzati, ma c’è l’impegno di CAP a risolvere questa situazione entro il 2015, quando scatteranno le sanzioni dell’Unione Europea, che prevedono 715mila euro al giorno di multa”.
Alla base della scelta dei Comuni di rinunciare ai dividendi c’è quindi il riconoscimento della grande necessità di investimenti nel settore idrico e in particolare nell’adeguamento delle reti fognarie e dei depuratori alla luce della procedura di infrazione comunitaria.
Il direttore generale di CAP Holding, Michele Falcone, ha illustrato la relazione al bilancio: “Il bilancio 2012 è al tempo stesso coronamento del processo di espansione di CAP Holding iniziato nel 2010 e avvio della costituzione del nuovo Gestore Unico”. Falcone conferma la data dell’atto di fusione, fissata al 22 maggio, e descrive un’azienda che cresce, confermando la propria posizione di massimo player nei territori provinciali in cui è presente in dimensioni - ricevendo gli affidamenti da nuovi Comuni - e che vede aumentare gli investimenti: le lavorazioni con destinazione “investimento” sono state nel 2012 28.929.913 euro, a fronte di 18.853.023 euro nel 2011 e 14.285.439 euro nel 2010; che significa un incremento del 53% rispetto al 2011 e del 103% rispetto al 2010. “Un importante volano per l’economia - ha sottolineato Falcone - in particolare in questo momento di crisi”.
Nel dettaglio dei dati di bilancio - approvato all’unanimità dai 75 Comuni presenti - è entrato invece il direttore amministrativo Federico Feltri, descrivendo attraverso i numeri un’azienda solida, fortemente patrimonializzata, che vede un risultato prima delle imposte di 12.963.335 euro, che corrisponde a un utile di 8.309.975 euro, che il Consiglio di Amministrazione ha proposto di non dividere fra gli azionisti ma, oltre alla riserva legale, come previsto dall’articolo 2430 del codice civile, di accantonare a riserva Fondo Rinnovamento Impianti.

IREN, PARMA VERSO LA SCELTA DEL SUCCESSORE DI VILLANI

Sarà ufficializzato nei prossimi giorni, ma il sindaco di Parma Federico Pizzarotti sembra aver scelto il successore di Luigi Villani, vice presidente di Iren coinvolto nell’inchiesta Public Money con l’accusa di corruzione e peculato. Ne da notizia la stampa locale. Si tratta di Lorenzo Bagnacani, 42 anni, amministratore delegato di alcune società del gruppo Greenvision ambiente, noto in passato per le sue battaglie ambientaliste contro l’ipotesi della costruzione di un inceneritore a Gavassa. Della designazione - stando a quanto riporta Telereggio - è stato infornato anche il sindaco di Reggio Graziano Delrio, nell’ambito del patto fra gli azionisti pubblici di Iren. Sulla designazione di Bagnacani, Delrio avrebbe espresso il suo apprezzamento.

A2A, BILANCIO IN UTILE CON 80 MLN DI DIVIDENDI

Il Consiglio di Sorveglianza di A2A ha approvato nei giorni scorsi il bilancio separato e quello consolidato al 31 dicembre 2012. Contestualmente, è stata approvata la proposta del Consiglio di Gestione di sottoporre all’assemblea degli azionisti il pagamento di un dividendo per azione ordinaria pari a 0,026 euro da mettere in pagamento dal 27 giugno 2013. Il monte dividendo è fissato in 80 mln di euro.
La società ha chiuso il 2012 con un utile netto di 260 milioni di euro. Il bilancio consolidato è cresciuto del 5,7% a 6,48 miliardi, mentre il margine operativo lordo (Mol) è superiore al miliardo, in crescita di 144 milioni (+15,6%) sull’esercizio precedente. In calo il “mol” della sezione Ambiente, passato da 287 milioni a 267 milioni). Cresce invece la voce “Calore e Servizi”, che passa da 67 a 69 milioni. La filiera “Energia” chiude ha chiuso invece a quota quasi 541 milioni in crescita di 205 milioni (+61%).

DOLOMITI ENERGIA, ASSORBITA L’AZIENDA ELETTRICA COMUNALE DI FAI (TN)

Formalizzato nei giorni scorsi l’accordo con cui il Comune di Fai della Paganella (TN) conferisce il ramo d’azienda dell’Azienda elettrica comunale relativo al servizio di distribuzione di energia elettrica in SET Distribuzione, la società del Gruppo Dolomiti Energia leader nella distribuzione di energia elettrica in Trentino. L’intesa prevede, oltre alla scelta di razionalizzare la rete delle infrastrutture energetiche comunali nell’ottica del miglioramento e potenziamento del servizio, che il Comune di Fai della Paganella diventi azionista di SET Distribuzione.
Oltre all’accordo riguardante il servizio di distribuzione, il Comune di Fai della Paganella ha siglato, per quanto concerne la gestione delle attività di vendita, un’intesa con Trenta spa nella quale viene stabilito il passaggio dei circa 1000 clienti serviti sul territorio comunale a Trenta. La società di via Fersina curerà tutti i rapporti commerciali, dalla gestione dei contratti di attivazione al sistema di bollettazione.

ACEA, UTILI A QUOTA 77 MILIONI

L’assemblea di Acea ha approvato, con il 99,9% dei voti, il bilancio e la proposta di dividendo relativi al 2012. L’anno si chiude con un utile di 77,4 milioni di euro (meno 10%) e ricavi in crescita del 2,1% a 3,6 miliardi di euro. Il dividendo, invece, è pari a 0,30 euro, di cui 0,21 già distribuiti in acconto agli azionisti, con pagamento dal 23 maggio.
Via libera dell’assemblea anche al nuovo consiglio di amministrazione composto da nove membri. Del cda fanno parte, per la lista del comune di Roma, Giancarlo Cremonesi (confermato presidente), Antonella Illuminati, Paolo Gallo (l’attuale direttore generale destinato al ruolo di ad in sostituzione di Marco Staderini), Maurizio Leo (ex assessore al Bilancio della giunta Alemanno) e Andrea Peruzy; per quella di Caltagirone Francesco Caltagirone e Paolo Di Benedetto, per Gdf-Suez Diane D’Arras e Giovanni Giani.
Le nomine, spiega l’azienda romana in una nota, rispettano così le norme sulle quote rosa, che prevedono la presenza di donne per un quinto dei componenti.

ESTRA, IN CRESCITA IL BILANCIO 2012

Ammontano a 658 milioni di euro i ricavi realizzati nel 2012 dal Gruppo Estra, multiutility pubblica nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni e dei servizi. Sul totale dei ricavi, 646 milioni di euro (+ 34,9% vs 2011) si riferiscono alla filiera Energia (distribuzione e infrastrutture, trading e commercializzazione). Il giro d’affari delle Telecomunicazioni è stato pari a 3 milioni di euro mentre i rimanenti ricavi sono attribuibili alla gestione calore e a prestazioni e servizi residuali.
Durante l’esercizio 2012 il Gruppo ha commercializzato circa 1,1 miliardi di metri cubi di gas naturale, 598 MW/h di energia elettrica e 1,2 milioni di mc. di gas propano liquido. La divisione reti di Estra ha distribuito nell’anno 738 milioni di metri cubi di gas naturale.
In crescita anche il portafoglio clienti gas ed energia elettrica che giunge a quota 454.757 nel 2012.
“L’esercizio trascorso - ha affermato il presidente Roberto Banchetti - ha visto, pur in una situazione congiunturale estremamente negativa, una crescita importante del fatturato del Gruppo. Ciò testimonia che le scelte operate ci hanno permesso di mantenere alta la nostra competitività. Il biennio 2013-2014 sarà finalizzato al consolidamento e alla crescita del Gruppo: accanto ad investimenti nei servizi distribuzione e vendita gas naturale sono previsti ulteriori e importanti impegni nel settore delle energie rinnovabili. Ci concentreremo, inoltre, su una politica di trading che, attraverso la diversificazione dei fornitori, consenta la maggiore competitività possibile con ricadute positive sui nostri clienti e sul territorio”.
Il margine operativo lordo si attesta a 63,8 milioni di euro e rappresenta il 9,7% del valore dei ricavi (12,8% nel 2011). Tra i fattori che contribuiscono a tale riduzione si evidenzia il significativo aumento delle vendite gas a grossisti e trader passate da 32,8 milioni di Euro del 2011 a 111,4 milioni di euro del 2012, vendite caratterizzate da una minor marginalità. Nonostante ciò il margine operativo lordo registra una crescita di 1,3 milioni di Euro rispetto al precedente esercizio.
Il risultato operativo netto, che si attesta a fine esercizio a 31,6 milioni di Euro, è segno di una gestione oculata di ammortamenti ed accantonamenti (32,1 Milioni di Euro) che conferma l’accortezza e prudenza di Estra. Tale risultato consente di consolidare un utile d’esercizio ante imposte di 24,3 milioni di euro superiore per 6,9 milioni di Euro a quello del 2011. L’utile netto di pertinenza del Gruppo raggiunge pertanto gli 8,6 milioni di euro, risultato in decisa crescita rispetto all’esercizio precedente ( + 7,4 milioni di Euro).
I principali investimenti realizzati dal gruppo nel 2012, al lordo delle dismissioni sono pari a 49 milioni di euro. Gli stessi fanno riferimento all’acquisizione della partecipazione in GEA srl , ad ampliamenti ed estendimenti delle nostre reti di adduzione e distribuzione del gas naturale e gas propano liquido e interessanti molti dei comuni soci di Consiag allo sviluppo informatico, alla filiera delle energie rinnovabili e delle telecomunicazioni.

DOLOMITI ENERGIA , OK Al BILANCIO CON DIVIDENDO A 0, 07 CENT

L'Assemblea degli azionisti di Dolomiti Energia ha approvato i risultati 2012 del Gruppo Dolomiti Energia. "In un contesto macroeconomico difficile, il bilancio presenta risultati economici ampiamente positivi e in linea con l'esercizio 2011 al netto degli effetti della svalutazione di Delmi, che aveva inciso negativamente per 85 milioni di euro sull'esercizio precedente" viene sottolineato dal Gruppo in una nota. "Solida e adeguata per supportare l'andamento futuro delle attività industriali la situazione finanziaria del Gruppo, che vede - viene aggiunto - un deciso miglioramento dell'indebitamento netto".
I principali dati economico-finanziari vedono al 31 dicembre 2012 il valore della produzione in milioni di euro a 1.133 (+5,7% sul 2011), il margine operativo lordo a 202 (-5,63%), il risultato operativo a 104,9 (-13%), il risultato di esercizio a 43,7, a fronte del -41,7 del 2011, e l'indebitamento netto a 550,6 (-11,5%). L'Assemblea ha approvato la distribuzione dei dividendi relativi al 2012 che ammontano complessivamente a 28,7 milioni di euro (20,5 milioni di euro nel 2011) per un valore di 0,07 centesimi di euro per azione. Gli investimenti effettuati nel 2012 ammontano a 52 milioni di euro.
Il perimetro di consolidamento del Gruppo include la Capogruppo Dolomiti Energia, Set Distribuzione, Trenta, Dolomiti Energia Rinnovabili, Dolomiti Reti, Depurazione Trentino Centrale, Multiutility, Dolomiti Edison Energy, Hydro Dolomiti Enel (51%) e SF Energy (33%), Trentino Trading.

UDINE, AMGA VERSO LA CESSIONE A CAFC DEL RAMO ACQUA

L’Amga, la società partecipata dal comune di Udine, cede il ramo acqua al Cafc (Consorzio acquedotto Friuli centrale). Il Consiglio comunale ha infatti approvato le linee di indirizzo per arrivare alla cessione del ramo acqua dall’Amga al Cafc attraverso una Newco e la fusione con il Cafc di Friulenergia, la società nata negli anni Novanta quando si pensava alla stessa operazione con anche la cessione del ramo gas dal Cafc all’Amga. Ne da notizia il Messaggero Veneto.
«Soci di Friulenergia - ha spiegato il sindaco Honsell - sono tutti i Comuni del Cafc, l’Amga (34%) e una società che imbottiglia acqua minerale. I Comuni hanno la possibilità di obbligare Amga a ricomprarsi le azioni e, in quel caso, l’Amga si troverebbe a sborsare una quantità significativa di denaro liquido». A questa motivazione, alla base della cessione del ramo acqua, il sindaco ha aggiunto anche il fatto che «l’Ato, a seguito dei provvedimenti normativi, sta alluvionando di lettere l’Amga minacciandola di revocarle il diritto a gestire l’acqua e di conferirlo al Cafc».
Per arrivare alla gestione pubblica dell’acqua, il Comune acquisterà da Amga le quote di Friulenergia, la quale diventerà pubblica, Amga attraverso una Newco venderà il ramo acqua al Cafc, il consorzio che, a sua volta, si fonderà con Friulenergia e il Comune di Udine si troverà, automaticamente, socio con una quota rilevante del Cafc. In cambio, come ha sottolineato Honsell, Udine nominerà di diritto un componente nel Cda del Cafc.

ACEA, GALLO NUOVO AD DI ACEA

Niente continuità tra Staderini e Gallo. Il passaggio di consegne al vertice dell’Acea comincerà con la vendita della sede di piazzale Ostiense - comprata nel 2012 dall’ex ad - da parte dell’attuale direttore generale, Paolo Gallo, destinato a prendere il posto di Marco Staderini dal 16 aprile, come indicato dal Campidoglio.
Nell’operazione di riacquisto della sede (la multiutility romana l’aveva venduta nel 2006 a Beni Stabili per una somma di 108 milioni) la società si infatti è trovata a sborsare, solo di acconto, 1,5 milioni di euro, “che a fine anno sono destinati probabilmente a triplicare”, scrive il “Sole 24 Ore”. Per questo, durante la conference call con gli analisti per la presentazione del bilancio 2012, il dg Gallo ha annunciato che la sede verrà rivenduta, se possibile già nel 2013. E sarà solo il primo segnale del cambiamento.
La nomina di Gallo, peraltro, non piace al Pd che parla di “golpe del sindaco Alemanno” per voce del vicepresidente della commissione Ambiente, Athos De Luca. “Gli azionisti privati Gaz de France e Caltagirone non vedono l’ora di mettere le mani su Acea e sulla gestione dell’acqua - avverte De Luca, citato dall’agenzia Adnkronos - che è una fonte inesauribile di risorse. Vorrei ricordare a Gallo, molto vicino a quegli azionisti, che l’unica cosa saggia da fare, nell’interesse dei cittadini e dei dipendenti di Acea, è mantenere saldamente nelle mani pubbliche la gestione dell’azienda”.
Gli altri consiglieri indicati dalla mano pubblica sono il presidente Giancarlo Cremonesi, Antonella Illuminati, magistrato del tribunale di Roma, l’ex assessore al Bilancio Maurizio Leo e Andrea Peruzy, che ha il sostegno del Pd. A seguire Luigi Pelaggi, Donatella Visconti e Patrizia Del Vecchio. Per Gaz de France entrerà invece la seconda donna, Diane D’Arras, e sarà confermato Giovanni Giani. Indicati poi Olivier Jacquier, Gael Falchier, JeanLouis Chaussade, Philippe Maillard, Enrica Tocci, Francesca Menabuoni e Paola Vezzaro. Anche per Caltagirone due conferme: Francesco Caltagirone jr., presidente di Cementir, e l’ex commissario Consob Paolo di Benedetto, marito del ministro Severino. Quindi Tatiana Caltagirone e Mario Delfini. Alla presidenza del collegio sindacale, su indicazione dei soci privati, andrà il professor Enrico Laghi, presidente del collegio di Luxottica e Pirelli.
Infine, arriva l’erogazione dei bonus, quest’anno al 50%, per i vertici di Acea. La società ha remunerato con 360mila euro il presidente Giancarlo Cremonesi, con 420mila euro l’ad, Marco Staderini, e con 663mila euro il direttore generale, Paolo Gallo. I tre manager hanno incassato un bonus, rispettivamente, di 60, 70 e 190mila euro, il 50% del massimo previsto, per aver centrato nel 2012 solo uno dei due obiettivi, relativi a mol (migliorato) e posizione finanziaria (peggiorata), a cui sono agganciati gli incentivi.

BIM GSP, DAL LICENZIAMENTO DEL DG AI NODI FINANZIARI

Sarà la prossima ed imminente assemblea del consorzio BIM Gsp di Belluno a sciogliere alcune delle criticità rimaste inevase. A cominciare dal licenziamento nelle scorse settimane del dg Albino Belli, passando dall’alienazione dell’11% di Ascotrade, per finire con il rapporto tra cda e Comuni consorziati, posta la fragilità finanziaria del gestore che ha un’esposizione verso le banche di oltre 80 mln.
Intanto, in un vivace Consiglio comunale a Belluno è stato votato un documento che impegna il sindaco Jacopo Massaro a portare all'assemblea dei soci tutta una serie di inviti e di misure per avviare il risanamento della società. In particolare, considerato che «l’equilibrio economico, finanziario e patrimoniale della società è l’obiettivo imprescindibile», si invoca «una nuova fase nella gestione della società, che contempli un monitoraggio attento della gestione e impedisca il ripetersi degli errori del passato», anche con un ruolo più forte del Comune di Belluno, che deve diventare «capofila nel proporre alle altre amministrazioni l’avvio di una responsabilizzazione di tutte le parti coinvolte». Tra le misure più urgenti, da attuare entro due mesi, ci sono la presentazione di un accurato piano di rientro del debito, la prosecuzione della riorganizzazione aziendale, condivisa però con i portatori di interesse, la verifica dell'operato del CdA dalla nomina ad oggi, la separazione dei ruoli tra politica e gestione tecnica, il consolidamento dei rapporti con le banche, la vendita del patrimonio azionario detenuto da Bim Gsp. A medio termine, invece, si chiede di ricercare nuovi finanziamenti per rilanciare gli investimenti e di garantire «trasparenza e controllo nelle azioni di governo e di gestione del servizio idrico integrato, sia nelle funzioni istituzionali in capo al Consiglio di Bacino sia nel governo di Bim Gsp».
Alla richiesta delle opposizioni sui «nomi e cognomi» dei responsabili della crisi di Bim, Massaro ha indicato «i sindaci, il presidente della Provincia in quanto presidente dell'Ato, i vari cda e la struttura stessa della società».

ASCOPIAVE, ACCORDO CON ENI

Ascopiave ed Eni hanno siglato una lettera d’intenti per una partnership finalizzata allo sviluppo congiunto dell’attività di commercializzazione di gas ed energia elettrica al mercato residenziale e delle piccole e medie imprese. L’ambito territoriale dell’accordo è focalizzato sul Triveneto, ma estendibile anche ad altre realtà territoriali.
La definizione dell’operazione, che prevede la costituzione di una o più società partecipate dalle parti in cui confluiranno le partecipazioni rispettivamente detenute in società di vendita del nordest e ulteriori asset commerciali, è attesa nel secondo semestre di quest’anno. La partnership, informa una nota, “mira a migliorare la qualità dell’offerta commerciale e del servizio alla clientela, per accrescere la capacità competitiva e raggiungere alti livelli di efficienza gestionale”.
Il gruppo Ascopiave è attivo nel settore del gas naturale, soprattutto nei segmenti della distribuzione e vendita ai clienti finali, ed è il primo operatore del nordest. La vendita di metano è svolta attraverso diverse società, alcune delle quali controllate con quote maggioritarie, altre partecipate al 49% e al 51% e sulle quali il gruppo esercita un controllo congiunto con gli altri soci.
Complessivamente, le società controllate e partecipate forniscono gas a circa 850mila clienti.

IREN, UTILI A QUOTA 670 MILIONI

Utili ante imposte al 2015 di circa 670 milioni di euro, con una crescita media annua del 3,2%. Posizione finanziaria netta in contrazione per circa 700 milioni rispetto al 2011 e, a fine piano, inferiore a 2 miliardi di euro. Investimenti cumulati dal 2013 al 2015 per circa 800 milioni. Linee strategiche di sviluppo: consolidamento e crescita nei business in cui il gruppo è ai top: ambiente, ciclo idrico integrato e teleriscaldamento.
Sono questi gli high light contenuti nell’aggiornamento del piano industriale al 2015 che la multiutility Iren ha presentato alla comunità finanziaria.
Nei settori liberalizzati, il gruppo “perseguirà l’ottimizzazione del proprio portafoglio impianti - informa la società - con lo scopo di massimizzarne la profittabilità anche in una situazione macroeconomica poco favorevole. Si pone in quest’ottica l’esercizio dell’opzione put per l’uscita da Edipower con l’assegnazione a Iren, quale contropartita della partecipazione, dell’impianto termoelettrico a ciclo combinato ad alta efficienza di Turbigo e del nucleo idroelettrico di Tusciano”. Centrale continuerà poi a essere l’obiettivo dell’efficientamento, che ha già permesso al gruppo di superare 40 milioni di euro di sinergie nel triennio 2010-2012. Che saliranno a circa 80 milioni al 2015.
Iren è una delle principali multiutility italiane nata dalla fusione tra Iride ed Enìa. Fornisce servizi di pubblica utilità nelle province di Genova, Torino, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, con un portafoglio multibusiness che va dall’energia elettrica, al gas, dall’acqua ai rifiuti fino al teleriscaldamento e alle energie rinnovabili.

TRENTO, 900 MILA EURO GLI UTILI DEL CEIS

Il Ceis, Consorzio elettrico industriale di Stenico in provincia di Trento, anticipa i dati dell’esercizio 2012 che presenterà ufficialmente nell’assemblea dei prossimi giorni. Il bilancio firmato dal presidente Mario Tonina vede un utile di 1,125 milioni, che al netto delle imposte è di oltre 938.000 euro. La produzione di energia elettrica immessa in rete e destinata al consumo è stata di 18,9 milioni di kWh dalla centrale di Ponte Pià e 1,38 milioni dagli impianti fotovoltaici. Grazie al lavoro del Ceis, in cui operano 17 persone, i 3.372 soci aderenti hanno risparmiato 1,335 milioni di euro sulla bolletta rispetto a un ipotetico approvvigionamento tramite il «mercato di maggior tutela». Il patrimonio netto della cooperativa è di 15,8 milioni di euro, gli ammortamenti si attestano a poco più di un milione di euro. L'utile di esercizio è stato assegnato a riserva legale (30%), statutaria (67%) e fondo mutualistico (3%).

PARMA, F2I DA L’ULTIMATUM SULL’INCENERITORE

Ore decisive per l’inceneritore di Parma. Se non partirà, minaccia Vito Gamberale - il presidente del fondo F2i che sostiene Iren nell’operazione, - salterà un affare da 80 milioni di euro. Per dirimere la matassa è previsto un incontro tra Gamberale, il sindaco grillino Federico Pizzarotti, che vuole fermare l’impianto, e Roberto Bazzano, a capo della multiutility.
“Fino a quando non sarà delineata con chiarezza la risoluzione della faccenda - ha scritto Gamberale a Iren, preoccupato anche per i 180 milioni di penali da pagare se l’inceneritore non sarà ultimato - si ritiene opportuno sospendere l’investimento in Iren Ambiente”.

ESTRA, SECONDO LOTTO IMPIANTO FOTOVOLTAICO IN TOSCANA (17 MW)

Banca Etruria e Banca Popolare dell’Emilia Romagna finanziano il secondo lotto del parco fotovoltaico di Tegolaia, nel Comune di Cavriglia (AR). Il contratto di finanziamento tra la società Tegolaia spv e le due banche è stato sottoscritto lo scorso 19 dicembre. Un finanziamento in project di 12 milioni, a fronte di un investimento complessivo di 16 milioni, di cui il restante 25% stanziato dai soci della Tegolaia spv.
Il secondo lotto della centrale fotovoltaica, 7 megawatt, si aggiunge ai 10 megawatt del primo lotto, per una potenza complessiva di 17 megawatt. Un impianto, costruito sui 40 ettari dell’ex area mineraria di S. Barbara, completamente recuperata e risanata. L’impianto è stato realizzato da Cellini Gtc capofila dei lavori, insieme a Ciab società cooperativa idrici e affini, per conto dell’associazione temporanea vincitrice dell’appalto: Ccc-Consorzio cooperative costruzioni, Ctc-Consorzio toscano cooperative, Estra spa.
L’impianto di Cavriglia, primo e secondo lotto, produce complessivamente più di 21 mila MWh, fornisce energia elettrica a circa 6mila abitazioni e 20mila abitanti. Quasi 70mila pannelli installati, con minori emissioni annue per più di 9 milioni di chili di anidride carbonica e per 3600 Tep (tonnellate equivalenti petrolio).

A2A: L’IMPIANTO DI ACERRA HA FATTO IL PIENO ANCHE NEL 2012

Per il secondo anno consecutivo il termovalorizzatore di Acerra ha raggiunto in anticipo il 100% della capacità produttiva. Lo rende noto A2a, che gestisce l’impianto tramite la controllata Partenope Ambiente.
La struttura del napoletano ha raggiunto quota 615mila tonnellate di rifiuti trattati nel 2012, che hanno permesso di generare e immettere in rete 552 milioni di Kwh di energia elettrica, pari al fabbisogno annuo di circa 200mila famiglie. Secondo la multiutility lombarda, il funzionamento dell’impianto ha consentito di evitare l’emissione in atmosfera di circa 250mila tonnellate di CO2 e l’utilizzo di circa 103mila tonnellate di petrolio equivalente.

MASSA CARRARA, NUOVO LABORATORIO ANALISI PER GAIA

“Siamo presenti oggi al taglio del nastro per dare simbolicamente inizio alle attività del nuovo Laboratorio Analisi, un efficace strumento di controllo che garantirà agli utenti la qualità dell'acqua potabile distribuita dai nostri circa 1.000 acquedotti, e il monitoraggio dei nostri oltre 400 impianti di depurazione”. Con queste parole il presidente di Gaia Ermindo Tucci ha inaugurato il Laboratorio di Analisi di GAIA S.p.A. , il gestore del servizio idrico integrato del nord-est Toscana. Ha dichiarato Tucci: “Ancora una volta vogliamo lanciare un chiaro segnale di impegno nel migliorare gli standard di efficenza del servizio. Per far questo non ci siamo solo attrezzati di moderni macchinari e impiegato professionisti nello staff del Laboratorio, ma abbiamo pensato a rendere pubbliche le analisi delle acque potabili, affinché i cittadini possano verificare con i loro occhi i risultati del nostro lavoro. Collegandosi al sito webwww.gaia-spa.it , nella sezione dedicata al Laboratorio, è possibile conoscere, con pochi semplici click, i valori di ciascun parametro presente nella propria acqua del rubinetto, e confrontare questi dati con i limiti imposti dalla legge. Le analisi pubblicate sono relative a 515 punti di campionamento su tutto il territorio, un'informazione capillare, che costituisce una vera e propria “etichetta” dell'acqua di casa”.
“L’attività del nuovo Laboratorio è supportata da un programma di gestione (LIMS) che permette di conoscere in tempi molto brevi i dati delle analisi e di comunicarli in tempo reale ai tecnici. All’interno della struttura oltre agli uffici e al locale consegna campioni, sono presenti il laboratorio acque potabili, il laboratorio acque reflue, la sezione dedicata alla batteriologia, il locale strumenti e quello dedicato ai fornetti. Tra la strumentazione presente c'è anche un cromatografo ionico, utile a caratterizzare chimicamente l’acqua destinata al consumo umano attraverso l’analisi quantitativa degli ioni e dei cationi che la compongono, come il Sodio, il Potassio, Calcio, Magnesio, Cloro ed altri ancora, importanti per l’equilibrio idrosalino del nostro organismo. Per la realizzazione del Laboratorio, GAIA ha investito oltre 100.000 euro, adattando una palazzina preesistente situata all’interno dell’area di pertinenza del depuratore Lavello 2. Per il mese di dicembre 2012 il Laboratorio ha previsto di effettuare oltre 3.000 campionamenti per più di 50.000 parametri analizzati.”

ACSM - AGAM, TRIMESTRALE IN CRESCITA. IN CDA ENTRA ALLIEVI

La multiutility comasca e monzese Acsm Agam ha chiuso il trimestre 2013 con ricavi e margini in crescita. I Ricavi sono ammontati a 106 milioni rispetto ai 100,7 del trimestre di riferimento, il mol e' salito del 5,9% a 21,4 milioni e l'utile netto di gruppo e' cresciuto del 6,2% a 8 milioni di euro. L'indebitamento complessivo risulta di 120 milioni di euro rispetto ai 126,1 di fine 2012.
Il cda della società, mediante cooptazione, ha provveduto a nominare Luca Angelo Allievi al posto del dimissionario Gianni Castelli.

HERA, UTILE NETTO A 118 MLN, DIVEDENDO DI 9 CENTESIMI

Si è chiuso con un utile netto a 118,7 milioni di euro, in rialzo del 13,5% sull’anno precedente, l’esercizio 2012 del gruppo Hera. I ricavi - si legge in una nota della multiutility emiliano romagnola - salgono a 4.492,7 milioni di euro (+9,4%) mentre il margine operativo lordo si è attestato a 662 milioni con una crescita del 2,7% sul 2011.
Il cda, inoltre, ha deciso di proporre all’assemblea un dividendo per azione di 9 centesimi, in linea con quanto erogato nello scorso esercizio.
Quanto agli investimenti operativi, al lordo delle dismissioni, si sono attestati a 289,3 milioni di euro, mentre la posizione finanziaria netta, allo scorso 31 dicembre, si è attestata a 2.216,6 milioni di euro contro i 1.987,1 milioni del 2011: “L’incremento - spiega Hera - è dovuto all’ampliamento del perimetro di consolidamento del gruppo, alla dilatazione del capitale circolante netto, in relazione all’aumento dei crediti commerciali a causa della crisi congiunturale e del sisma del maggio 2012”.
Insomma, malgrado “il perdurante contesto economico di crisi, anche nel 2012 il gruppo è riuscito a proseguire il trend crescente di positivi risultati che lo caratterizza fin dalla nascita - osserva Tomaso Tommasi di Vignano, presidente della multiutility. - Questo ci consentirà di proporre all’assemblea dei soci il mantenimento del medesimo dividendo dello scorso anno: 9 centesimi per azione. Di particolare significato anche l’azione di sviluppo intrapresa dal gruppo in un anno così difficoltoso, che - conclude - ha visto in primo luogo concretizzarsi l’aggregazione con AcegasAps, da cui ci aspettiamo già per il 2013 un positivo contributo in termini di sinergie operative”.

CONCLUSE LE PRESENTAZIONI. CAP HOLDING CAPITALIZZA 567 MILIONI

Con l’incontro di Rozzano si è concluso il ciclo di assemblee in provincia di Milano per presentare il nuovo gestore unico del servizio idrico. Il neonato gestore avrà “dimensioni decisamente importanti”, ha spiegato Alessandro Ramazzotti, presidente di Cap Holding, sottolineando come il settore idrico in Italia abbia “un’enorme necessità di investimenti”.
Il nuovo gruppo Cap sarà la prima monoutility italiana per capitalizzazione: 567 milioni, pari al doppio di Acquedotto Pugliese e al cinquanta per cento in più rispetto a Smat Torino. E fra le prime per fatturato: quello stimato per il 2012 in base all’aggregazione delle cinque aziende che lo compongono - le quattro di gestione (Tasm, Tam, Ianomi e la stessa Cap Holding) e quella di erogazione Amiacque - è di 232 milioni di euro.
Il nuovo soggetto “sarà un’azienda a capitale pubblico, interamente controllata dai comuni, ma di dimensioni tali da garantire gli investimenti e la gestione di un servizio di qualità attraverso economie di scala, senza perdere la vicinanza con il territorio - ha commentato il sindaco di Rozzano, Massimo D’Avolio. - Il riferimento è anche alla città metropolitana - ha spiegato D’Avolio - che dovrà governare i processi ed essere in grado di offrire risposte prima di tutto sui temi dei servizi, dei trasporti e dell’ambiente”.
Le precedenti assemblee si sono svolte a Cernusco sul Naviglio per la zona est, Robecco sul Naviglio per la zona ovest e Bollate per la zona nord.

CIIP, OK AL BILANCIO DI PREVISIONE 2013

E’ stato approvato all’unanimità nei giorni scorsi il bilancio di previsione 2013 della CIIP spa, il gestore idrico dell’Ato 5 di Ascoli Piceno. Nel corso dell’Assemblea il presidente Giacinto Alati ha comunicato ai Sindaci l'azione di trasparenza che ha svolto all’interno dell’azienda prima della discussione sul bilancio: con il proprio CdA ha voluto condividere con tutti i dipendenti il conto economico del Ciip Spa.
Il Bilancio Previsionale 2013 prevede una chiusura dell'esercizio con un risultato positivo netto di 2.333.391,00 ed un budget degli investimenti per l'anno 2013 pari ad € 23.086.122,51.
Il presidente Alati ha dissolto timori di licenziamenti, voci che si erano propagate senza alcun fondamento anche nel corso del Consiglio comunale di Ascoli Piceno tanto da farne preoccupazione dello stesso sindaco Guido Castelli “questo è un Ente che deve essere maggiormente ottimizzato - dice Giacinto Alati - e abbiamo già iniziato a farlo quindi non deve essere evocato alcun timore di licenziamenti perché se si lavora sulla macchina questa è un’azienda che in futuro potrà invece assumere personale”.
L'azione del Consiglio di Amministrazione ha reso possibile chiudere con la regolazione tariffaria della gestione 2003-2010, poi con l'ottenimento, in pochi mesi di lavoro, della Variante di Piano d'Ambito 2011-2032 che ha reso bancabile il Piano d'Ambito stesso senza aumentare la tariffa né diminuire il monte degli investimenti.
In quest’ottica, si sta cercando di recuperare efficienza in vista di una progressiva re-internalizzazione dei servizi ritenuti principali e non strumentali. In questa direzione sarà decisiva la formazione del personale e pure in questa direzione va letta la realizzazione della sede operativa di Fermo e l'acquisto della sede operativa di San Benedetto del Tronto. Si ritiene che entrambe diverranno operative entro il 2013.
Anche rispetto alla partecipata Hydrowatt spa il CdA ha posto in essere una diversa attenzione dando mandato ai rappresentanti di nomina CIIP in seno alla partecipata di tutelare maggiormente gli interessi della componente pubblica. In quest'ottica si è pure chiesto alla Hydrowatt di rinegoziare la convenzione per lo sfruttamento idroelettrico delle nostre condotte che ci ha visto sinora fortemente penalizzati sotto il profilo economico.
Grazie alla Variante 2011-2032 nel 2011 si è conseguito per la prima volta l'obiettivo di realizzare completamente il monte degli investimenti previsti; obiettivo che si ritiene di poter conseguire pure per il 2012 ed il 2013.
Sono state affrontate e risolte anche le notevoli criticità ereditate nel campo degli investimenti di ordine strutturale come ad es. quella del depuratore del basso Tenna (importo commessa € 4.249.000), i cui lavori sono iniziati nell'aprile 2011 e terminati a dicembre 2012. Quest'opera, realizzata a tempo di record, è finora, nella Regione Marche, l'unico caso con cui si è data positiva soluzione ad una grave infrazione Comunitaria.
Altre importanti commesse, avviate in precedenza, quali la galleria dell'Ascensione, il Ponte di Novele, quello Tallacano, il Ponte Marese stanno progressivamente trovando soluzione.

A2A TORNA IN UTILE PER 260 MILIONI

A2a torna in utile per 260 milioni nel 2012, dopo il rosso 2011 di 423 milioni legato a svalutazioni per 627 milioni. I ricavi sono saliti del 5,7% a 6.480 milioni, informa una nota della principale multiutility italiana, e agli azionisti verrà distribuito un dividendo di 0,26 euro per azione, il doppio dell’anno precedente.
Il 2013 non è previsto migliore del 2012, anticipa l’azienda, ma dal punto di vista reddituale sarà aiutato dal consolidamento di Edipower, il cui acquisto ha fatto aumentare l’indebitamento finanziario netto di 351 milioni a 4.372 milioni nel 2012, e dal piano triennale di efficientamento. Ancora, il volume d’affari consolidato, in crescita del 5,7%, ha raggiunto i 6,5 miliardi di euro e il cash flow netto generato nel periodo è stato positivo e pari a 732 milioni.
“Tale positivo risultato - leggiamo nel comunicato - appare ancor più rilevante se si considerano le perduranti e profonde difficoltà che caratterizzano i comparti del settore energetico in cui il gruppo opera, nonché gli effetti derivanti da recenti modifiche del quadro normativo e regolatorio. Queste modifiche, alcune con effetto retroattivo, hanno infatti pesato per circa 54 milioni di euro sulle performance delle filiere ambiente e reti”. La crescita del margine industriale è da attribuire al comparto dell’energia, il cui margine operativo lordo è salito di 205 milioni di euro (+61%). Al risultato della filiera ha contribuito anche la controllata montenegrina Epcg, il cui risultato industriale è tornato positivo e in crescita di 17 milioni di euro rispetto all’anno precedente.
I risultati sono stati approvati dal consiglio di gestione, sotto la presidenza di Graziano Tarantini.

ACEGAS DÀ L’ADDIO ALLA BORSA

Acegas-Aps informa che la Borsa Italiana ha reso noto che il suo titolo sarà revocato dalla quotazione nel mercato azionario dal 3 maggio 2013, con sospensione dalle negoziazioni per le sedute del 29 e 30 aprile e 2 maggio.
La decisione, spiega una nota, “segue il superamento da parte di Hera del 95% di partecipazione nel capitale della stessa Acegas-Aps e l’adempimento dell’obbligo di acquisto contestualmente all’esercizio del diritto di acquisto”.

TOSCANA ENERGIA, APPROVATO IL BILANCIO CON 60 MLN AGLI AZIONISTI

L’Assemblea dei soci di Toscana Energia ha approvato nei giorni scorsi il bilancio d’esercizio 2012 e deliberato la distribuzione del dividendo ordinario e straordinario. Sulla base dei risultati conseguiti, con un utile che ammonta a 35,7 mln di euro (+ 34% rispetto all’anno precedente), l’Assemblea ha approvato la distribuzione di 33.6 mln euro, corrispondente ad un dividendo per azione di euro 0,23; l’importo sarà messo in pagamento a luglio.
I risultati del bilancio 2012 evidenziano inoltre un fatturato di 115,4 mln di euro (+1,1%), un margine operativo lordo di 84,8 mln di euro (+5%) e investimenti sul territorio per 46,5 mln.
E’ stata inoltre approvata la distribuzione ai soci di una parte delle riserve del patrimonio netto per un importo pari a 26,3 mln di euro, corrispondenti ad un ulteriore 0,18 euro ad azione.
Tra i maggiori azionisti pubblici il Comune di Firenze che, con una quota pari al 20,6%, quest’anno incasserà un dividendo di 12.365.931 euro (rispetto ai 4.399.654 dello scorso anno) e il Comune di Pisa che, con la quota del 4,1%, si ritroverà in cassa 2.515.901 euro (rispetto ai 895.128 del precedente esercizio).
“La solidità economica e finanziaria della società, conseguita nell’ultimo triennio, ha permesso la distribuzione di un dividendo straordinario“ dichiara il Presidente di Toscana Energia Lorenzo Becattini. “Un intervento che ottimizza la remunerazione del capitale investito dai soci senza alterare l’equilibrio economico-finanziario della società nella prospettiva delle gare. In un momento difficile per l’economia, Toscana Energia ha deciso di intervenire nel 2013 con tre misure importanti: un dividendo di 60 mln di cui il 50% direttamente a favore dei comuni azionisti; investimenti programmati per 50 mln che generano un importante mole di lavoro per le imprese; infine l’assoluto rispetto dei termini di pagamento, stabiliti a 90 giorni, nei confronti di tutti i fornitori come avvenuto fino ad oggi”.

ACEA, SALGONO GLI UTILI GRAZIE AL SETTORE ENERGIA

Risultati in crescita per il primo trimestre 2013 della romana Acea. I ricavi consolidati sono stati pari a 888,2 milioni di euro, in aumento dell'1,6% rispetto allo stesso periodo del 2012 e l'utile netto di gruppo in crescita del 60,7% a 38,9 milioni. Lo comunica la società, precisando che l'utile, dopo le attribuzioni a terzi, è pari a 36,8 milioni (+64,3%) e il margine operativo lordo è pari a 177,7 milioni (+12,5%).
Il miglioramento dei margini è dovuto al maggior apporto dell'area Energia, passato da 12,2 a 22,3 milioni di euro (di fatto la metà dell'aumento complessivo di 20 milioni), dopo i lavori di efficientamento degli impianti idroelettrici che ha visto aumentare del 50% i volumi di energia prodotta. In aumento anche la quantità di rifiuti trattati e di energia prodotta dagli impianti di termovalorizzazione.
Nonostante questo, il contributo del settore della gestione idrica rimane di gran lunga il più importante per Acea, visto che copre il 46% dell'Ebidta; a seguire le Reti (33%), Energia (13%), Ambiente (6%) e Capogruppo (2%).
"Il primo trimestre ha visto il raggiungimento di elevati livelli di redditività, con una crescita a doppia cifra di tutti gli indicatori economici - ha sottolineato l'ad di Acea, Paolo Gallo - grazie al contributo di tutte le aree di business, a un'efficace azione di contenimento dei costi della capogruppo e alla funzionale gestione finanziaria".

ACSM - AGAM: APPROVATO IL BILANCIO 2012 E NOMINATO IL NUOVO COLLEGIO SINDACALE

Approvato dall’Assemblea dei soci il bilancio per l’esercizio 2012 di Acsm-Agam. Il bilancio consolidato ha evidenziato i seguenti principali risultati: Ricavi delle Vendite pari a 257,8 mln di Euro; Margine Operativo Lordo pari a 37,1 mln di Euro; Margine Operativo Netto pari a 19,4 mln di Euro; Risultato Ante Imposte pari a 16,0 mln di Euro; Risultato Netto pari a 7,8 mln di Euro, di cui di pertinenza del Gruppo 6,4 mln di Euro; Indebitamento finanziario netto pari a 126,1 mln di Euro.
Per quanto riguarda la capogruppo, i Ricavi delle Vendite sono stati pari a 48,0 mln di Euro; il Margine Operativo Lordo pari a 3,5 mln di Euro; l’Utile Netto pari a 5,0 mln di Euro e l’Indebitamento finanziario netto pari a 124,4 mln di Euro.
L’Assemblea dei Soci, approvando la proposta del CdA formulata il 18 marzo scorso in sede di approvazione del progetto di bilancio, ha deliberato la distribuzione di un dividendo unitario lordo pari a Euro 0,04 per azione (complessivi Euro 3.064.764,20). Il dividendo verrà messo in pagamento il 30 maggio 2013 (data stacco cedola, numero 13, il 27 maggio 2013) e record date 29 maggio 2013, secondo il calendario di Borsa.
L’Assemblea dei Soci ha altresì approvato la Relazione sulla Remunerazione che contiene gli indirizzi di politica retributiva posti in essere dalla Società con riferimento agli amministratori ed ai dirigenti con funzioni strategiche, secondo quanto richiesto dal comma 6 dell’art 123-ter del D.lgs 58/1998.
L’Assemblea degli Azionisti ha poi provveduto a nominare il nuovo Collegio Sindacale della Società, che sarà composto da Giampaolo Brianza (Presidente), Mara Salvadè e Marco Maria Lombardi. Andrea Passarelli e Marcello Mascheroni sono stati nominati sindaci supplenti.

ACSM - AGAM, RISULTATI IN CRESCITA NEL 2012 CON UTILI A 6,4 MLN

Il consiglio di amministrazione di ACSM-AGAM di Como e Monza ha approvato il bilancio consolidato dell'esercizio 2012. I ricavi complessivi delle vendite consolidate si attestano a 257,8 milioni di euro in crescita rispetto ai 217,21 milioni dell'esercizio precedente. Il margine operativo lordo passa da 36,2 a 37,12 milioni di euro e, al netto delle poste non ricorrenti cresce da 36 a 40,8 milioni di euro. Le poste non ricorrenti positive per 3,8 milioni di euro derivano dai conguagli relativi a precedenti esercizi derivanti dai meccanismi di perequazione applicati dalla Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico (CCSE). Conguagli negativi derivano dall'ex regime CIP 6 per il termovalorizzatore.
Il margine operativo netto cresce del 20,5% a 19,4 milioni di euro. Il risultato netto del gruppo passa da 5,65 a 7,75 milioni di euro, quello di gruppo da 4,23 a 6,35 milioni di euro. La posizione finanziaria netta è negativa per 126,14 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto di 158,65 milioni di euro.
Il consiglio di amministrazione proporrà la distribuzione di una cedola di 0,04 euro per azione in crescita sugli 0,03 dell'esercizio precedente.

TRIMESTRALI - SALE A 76 MILIONI L’UTILE DI A2A

A2a ha chiuso il primo trimestre del 2013 con un utile netto di 76 milioni di euro, in linea con l’analogo periodo del 2012, e un indebitamento finanziario netto calato a 4,24 miliardi di euro (-134 milioni rispetto alla fine dello scorso esercizio). I ricavi, spiega la società in una nota, sono scesi del 17,6% a 1,59 miliardi soprattutto a causa delle minori vendite di gas all’ingrosso, mentre il margine operativo lordo è salito del 25,7% a 328 milioni grazie al contributo della filiera energia (153 milioni) che ha beneficiato dal consolidamento di Edipower e dell’ottima performance della controllata montenegrina Epcg.
Per quanto riguarda le prospettive 2013, A2a prevede che la difficile situazione congiunturale sperimentata nel primo trimestre dell’anno “rallenterà la crescita della marginalità industriale”, prevista comunque positiva su base annua “per effetto del contributo derivante dal consolidamento per l’intero esercizio di Edipower, per le previsioni di crescita della produzione idroelettrica, per la crescita dei risultati della filiera calore e per i benefici derivanti dall’avvio del piano triennale di efficientamento”. La crescita del risultato industriale (mol) è stata spinta dalla filiera energia (da 79 a 153 milioni) e da quella calore e servizi (da 43 a 55 milioni) mentre sulla frenata della filiera ambiente (da 71 a 57 milioni) ha impattato la revisione degli incentivi Cip6 da parte dell’Autorità per l’energia.
Stabile il contributo della filiera reti, scesa da 68 a 67 milioni. Per quanto riguarda Epcg il mol del trimestre è stato di 30 milioni di euro contro il milione raggiunto nel primo trimestre del 2012.
Ravanelli: “Margini in crescita rispetto al 2012” - “Confermiamo a livello di margine industriale un anno in crescita rispetto al 2012. Non è poco, visto il contesto esterno”, ha commentato il direttore generale di A2a, Renato Ravanelli, commentando la trimestrale. Per quanto riguarda il debito a fine anno, “sarei contento - ha detto il dg, - al netto di eventuali operazioni straordinarie sulla filiera ambiente su cui non abbiamo preso ancora decisioni operative, se la società iniziasse a vedere un tre come primo numero”.
Standard & Poor’s conferma il rating - Standard & Poor’s ha confermato il rating di lungo termine di A2a, che era pari a “Bbb” con outlook negativo, e il rating a breve termine pari a “A-2”. La conferma del rating, informa un comunicato, “premia il programma di riduzione del debito e l’efficacia della strategia finanziaria, volta a dotarsi anticipatamente delle risorse per il rimborso dei debiti in scadenza”.
La valutazione riflette inoltre “un profilo di business forte e stabile, caratterizzato da un elevato livello di diversificazione e integrazione e supportato da una significativa presenza nelle attività regolate”.

AST, ANCORA POSITIVO IL BILANCIO DELLA MULTIUTILITY BRESCIANA

L’Azienda Servizi territoriali spa di Travagliato (BS) ha chiuso il bilancio 2012 in attivo, grazie alla politica di risanamento realizzata di recente. «Al nostro arrivo nell´estate del 2008 - ha raccontato il presidente Gianluigi Buizza - al netto di tutti i crediti difficilmente esigibili, l’azienda era in perdita per 1,5 milioni di euro. D´intesa con l´amministrazione e il sindaco, il nostro Consiglio di amministrazione ha dunque deciso di mettere in atto una serie di importanti operazioni straordinarie, in particolare nel settore del gas e del ciclo idrico integrato».
Per prima cosa è stata suddivisa l´attività di trasporto e distribuzione, che è rimasta in capo ad Ast, dall´attività di pura vendita del gas e fatturazione, che è invece stata messa sul mercato. L´operazione di cessione della commercializzazione del gas, che in precedenza veniva svolta sempre da Ast e che ora è gestita da varie società, ha consentito di incassare 1,7 milioni di euro, garantendo anche entrate certe e consistenti per il servizio di vettoriamento fornito a queste società. La rete del gas è rimasta al 100% di proprietà di Ast, come sono rimasti in capo agli operatori e ai tecnici di Ast tutti i lavori di manutenzione, di apertura e chiusura delle utenze e degli impianti, di installazione, rimozione e lettura dei contatori, nonché l´assistenza agli utenti.

IREN, POSITIVA LA TRIMESTRALE CON LA CRESCITA DEGLI UTILI

Iren chiude il primo trimestre 2013 con un utile netto in crescita del 47,4% a 81,1 milioni. In calo i ricavi (- 14,9%) a 1.120,7 milioni, compensati da una sforbiciata ai costi (- 22%) che permettono di ottenere un margine operativo lordo (243,7 milioni +27,9%) e risultato operativo (173,3 milioni, +38,9%) in crescita. Il cda ha approvato i conti e convocato l’assemblea per il 27 giugno prossimo.
Per l’intero anno il gruppo «conferma le previsioni che, pur influenzate dall’evoluzione dello scenario energetico, dalla normativa di riferimento e dalla stagionalità dei settori di intervento, beneficeranno anche dell’impatto positivo connesso all’entrata in esercizio, nella seconda parte dell’anno, del terminale di rigassificazione di Livorno e del Polo Ambientale Integrato di Parma».
Iren ha proseguito inoltre sulla strada della riduzione del debito, in calo da quattro trimestri: l'indebitamento finanziario netto è sceso a 2.504 milioni (-2% rispetto a fine 2012 e -13,5% rispetto a marzo). Il calo dei ricavi, spiega la nota, «è riconducibile principalmente alla strategia commerciale» che prevede «una maggiore focalizzazione nei segmenti di vendita a clienti microbusiness e retail», strategia che ha avuto anche impatti positivi sull'ebitda.
Sul margine operativo lordo incidono positivamente, oltre al conseguimento delle sinergie programmate, i risultati delle aree di business Generazione e Mercato che migliorano le performance in tutti i settori: energia elettrica, calore e gas. In particolare il contributo all’ebitda della generazione è cresciuto del 23,3% a 89,4 milioni mentre quello dell’area mercato è più che raddoppiato (+114% a 66,6 milioni).

BILANCIO HERA - DISTRIBUITI 1,7 MILIARDI DI EURO AL TERRITORIO

Un’azienda più green, che distribuisce sul territorio risorse che superano il miliardo e 700 milioni di euro all’anno. Emerge dal bilancio di sostenibilità 2012 di Hera, on line all’indirizzo bs.gruppohera.it .
Oltre a rendicontare l’anno appena trascorso, il documento offre un consuntivo sociale, ambientale ed economico dei primi dieci anni di vita della multiutility emiliano romagnola. Nel periodo, ad esempio, l’energia termica ed elettrica prodotta da fonti rinnovabili è quintuplicata, la raccolta differenziata è raddoppiata, si è dimezzato l’uso delle discariche, sono state ridotte del 70% le emissioni dei termovalorizzatori e si sono ridotti del 70% gli infortuni sul lavoro.
Fra i risultati ambientali più importanti raggiunti si trova la produzione da fonti verdi che nel 2012 è risultata pari a 560 GWh. Dalle rinnovabili sommate alle assimilate, apprendiamo dal bilancio, arriva più del 70% della produzione totale del gruppo, pari al fabbisogno energetico di 389mila famiglie.
Inoltre, con un piano pluriennale di ammodernamento dei termovalorizzatori, le emissioni in atmosfera di questi impianti “oggi sono mediamente inferiori dell’89% rispetto ai livelli consentiti dalla legge”.
Una cartina di tornasole della qualità ambientale espressa da Hera riguarda il mix di trattamento dei rifiuti. Nel 2002 circa la metà della spazzatura raccolta (49%) finiva in discarica, nel 2012 i rifiuti conferiti in questo modo sono scesi al 21%.
Inoltre, è cresciuta ancora la ricaduta economica del gruppo sul territorio servito. Nel 2012, infatti, la ricchezza complessivamente distribuita ha superato il miliardo e 700 milioni (+2,6% rispetto all’anno precedente).
Altro capitolo riguarda gli investimenti: dal 2003 al 2012 sono stati complessivamente 3,5 miliardi di euro, mediamente oltre 318 milioni all’anno, contro i 177 del 2002.
Infine, l’indice di frequenza di infortunio che si è ridotto per l’ottavo anno consecutivo (-23% rispetto al 2010).
“I dati dimostrano che avere dato vita, con la fusione di diverse ex municipalizzate, a un soggetto più grande e solido, ha non solo migliorato la sostenibilità sociale e ambientale dei cittadini e delle aziende servite, ma ha anche conseguito una distribuzione di risorse in termini di valore aggiunto sul territorio assolutamente consistente - osserva Maurizio Chiarini, amministratore delegato di Hera. -Alla luce soprattutto della crisi economica di questi ultimi anni ritengo si tratti di uno straordinario contributo anticiclico all’economia e alla qualità della vita delle comunità”.

ACEA - SEGNO MENO NEL 2012. PERSI DIECI PUNTI PERCENTUALI DI UTILI

Acea chiude il 2012 con un utile netto pari a 77,4 milioni di euro, in flessione del 10% rispetto al 2011. I ricavi sono invece in crescita del 2,1% a 3,612 miliardi. Lo annuncia la società energetica romana, aggiungendo che all’assemblea degli azionisti sarà proposta la distribuzione di un dividendo pari a 30 centesimi per azione (payout 75%), di cui 21 centesimi già versati a titolo di acconto.
L’ebitda è pari a 685,2 milioni di euro, in crescita del 6%, l’ebit aumenta del 32% a 293,8 milioni e la posizione finanziaria netta si attesta a 2,495 miliardi.
Il presidente Giancarlo Cremonesi, nella nota, parla di “risultati positivi” che consentono all’azienda di “guardare con fiducia al futuro”. “Il posizionamento strategico della società, nonché la solidità patrimoniale, fanno sì che il gruppo possa continuare a perseguire con impegno gli obiettivi del piano industriale”, aggiunge il numero uno.
Per l’ad Marco Staderini “la crescita del volume d’affari, il netto miglioramento del margine operativo accompagnati da una solida struttura patrimoniale del gruppo dimostrano, ancora una volta, la validità della strategia adottata dall’azienda che ha saputo ben reagire dinanzi a un contesto macroeconomico sfavorevole e a uno scenario regolatorio ancora incerto”.

INVESTIMENTI PUBBLICI, LE RAGIONI DEL CROLLO NEL SAGGIO DI SAVONA E MARSULLO

Quali le cause della caduta degli investimenti pubblici? Solo vincoli di finanza pubblica o altre cause? A queste domande ha tentato una risposta Paolo Savona, accademico ed ex ministro dell’Industria nel governo Ciampi, nella presentazione al libro di Luigi Marsullo “Il filo di Arianna per un buon governo”, che sarà presentato nei prossimi giorni a Roma presso la sede di Dexia Crediop.
“La ratio della pubblicazione - scrive Savona - è quella di stabilire un parallelismo tra la situazione economica e sociale agli inizi degli anni ottanta del secolo scorso e quella che si deve affrontare oggi a distanza di un trentennio: come togliere gli investimenti pubblici dalle secche causate dalle ristrettezze finanziarie dovute agli squilibri del rapporto debito pubblico/PIL che oggi, contrariamente ad allora, sono per giunta oggetto di precisi impegni di riduzione presi in sede europea. L’interpretazione di fondo, che tuttora condivido con Marsullo, è che la caduta degli investimenti pubblici non sia dovuta in misura prevalente alla scarsità di risorse finanziarie, ma all’incapacità di mobilitare quelle potenzialmente disponibili all’interno, in Europa e sui mercati internazionali perché non si vuole ammettere che la loro scelta debba essere affidata alla valutazione del loro rendimento economico e sociale di questi investimenti e al controllo minuzioso dell’esecuzione, tracciandone il percorso dal momento della proposta a quello dell’attuazione e del collaudo. Spero che questo saggio sul tema serva ad attivare l’attenzione sull’assoluta necessità di riprendere l’esperienza interrotta”.
All’incontro parteciperanno, tra gli altri, Mario Sarcinelli, presidente di Dexia, Giorgio La Malfa, vice presidente Assemblea Parlamentare Nato, Michele Giuseppe Dipace, Avvocato generale dello Stato e Rainer Mezzera, consigliere della Corte dei conti.
Agli autori sono giunti gli auguri del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per “l’impegno nella produzione del presente saggio, su una materia quanto mai attuale e di indubbio interesse”.
Il saggio è disponibile sul sito Progetto Cultura .

ASCOPIAVE, L’ASSEMBLEA DA’ L’OK AL BILANCIO

L’assemblea dei soci di Ascopiave, multiutility di Pieve di Soligo (Treviso) quotata alla Borsa di Milano, ha votato il bilancio d’esercizi 2012 approvato dal cda lo scorso 15 marzo. Il documento esprime ricavi consolidati per 1.078 milioni di euro, in lieve flessione rispetto ai 1.099,2 dell’esercizio precedente, effetto di una riduzione dei volumi di gas venduti.
L’utile netto si attesta a 29,9 milioni, contro gli 8,3 del 2011, cifra che dimostra - si legge in una nota - “il superamento definitivo delle difficoltà introdotte negli anni scorsi dalle performance negative della partecipata Sinergie Italiane”. L’assemblea ha anche approvato la proposta di dividendo di 0,11 euro per azione: lo scorso anno non fu distribuita alcuna cedola, mentre per il 2010 si stabilì un dividendo di 0,10 euro.
Negli interventi che si sono succeduti in assemblea, la maggior parte dei soci si è detta soddisfatta per l’insperato recupero del quadro economico rispetto ad appena un anno fa, quando il bilancio era condizionato dall’effetto di Sinergie Italiane la cui gestione, ha sottolineato il presidente di Ascopiave, Fulvio Zugno, è stata “personalistica e avventata”.

TOSCANA ENERGIA GREEN: UTILE IN CRESCITA DEL 53%

Crescono gli utili (796mila euro, +53%), scendono il mol (-11%) e il risultato operativo (-18%): l’assemblea dei soci di Toscana energia green, riunitasi nella sede di Pisa, ha approvato il bilancio d’esercizio 2012. La società, che fa parte del gruppo Toscana Energia, opera nel settore dei servizi energetici, nella produzione di energia da rinnovabili e nell’illuminazione pubblica, conta 27 dipendenti e ha al suo attivo un totale di 859 impianti termici gestiti e 17.121 punti luce.
Gli investimenti tecnici sul territorio sono stati pari a 8.484mila euro.

GOVERNO, ERASMO D’ANGELIS SOTTOSEGRETARIO ALLE INFRASTRUTTURE: “RADDOPPIERO’ GLI IMPEGNI NEL SETTORE”

"Non lascio il settore, anzi raddoppio gli impegni: da sottosegretario continuerò a occuparmi degli investimenti in infrastrutture per acquedotti, fognature e depurazione, che in molte regioni hanno un arretrato di almeno 20 anni rispetto al resto dell'Europa e urgente bisogno di rilancio per garantire qualità in un servizio fondamentale e non inquinare fiumi e ambiente".
Così il nuovo sottosegretario alle Infrastrutture Erasmo D'Angelis, durante l’ultimo cda in Publiacqua nel quale ha rassegnato le proprie dimissioni dopo la nomina nel Governo Letta.
"Sono state già annunciate - ha aggiunto D'Angelis - le prime pesantissime sanzioni europee per infrazione all'obbligo di depurazione degli scarichi civili per circa 350 milioni dal mese di giugno. L'obiettivo è di evitarle, almeno nelle Regioni come la Toscana, con cantieri aperti". Le funzione di D'Angelis in Publiacqua sono state delegate alla vicepresidente Caterina Ammendola, in attesa della nuova nomina del presidente che verrà decisa dai 49 Comuni proprietari dell'azienda e dall'assemblea dei soci. "Lascio la più grande azienda pubblica regionale in ottime mani e soprattutto in buona salute - ha proseguito D'Angelis -. E' un'azienda sana, con tutti i conti in ordine, leader in Italia per gli investimenti: nei tre anni della mia presidenza e con l'ad Alberto Irace abbiamo investito la cifra record di circa 200 milioni di euro, affrontando emergenze continue, con 90.000 interventi l'anno per la Toscana centrale nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo. Abbiamo realizzato opere fondamentali per l'approvvigionamento idrico, inventando il sistema dei fontanelli: oggi sono 58 e vedono un boom di erogazione e risparmi economici e ambientali. Sono il nostro più grande spot per l'acqua pubblica del rubinetto in cui consumi negli ultimi 3 anni sono balzati dal 45% a circa il 60%. La mia più grande soddisfazione, però - conclude - sarà vedere finalmente l'Arno ripulito dalle fogne: accadrà tra circa un anno, a conclusione della più grande opera idrica in corso in Italia. Non è stato semplice per noi far ripartire il cantiere dell'emissario in riva sinistra di Firenze nel 2010 dal costo di 70,1 milioni di euro. Era bloccato da 9 anni e ci siamo assunti enormi responsabilità anche personali, sapendo che si tratta di una infrastruttura che chiuderà un'epoca per Firenze, che vede ancora metà città scaricare reflui nel fiume dal Medioevo".

ARSENICO. DOPO I DATI DELL’ISS, L’ISTRUTTORIA DELL’AEEG. FEDERUTILITY: “PROBLEMA RISOLVIBILE CON PROGETTI INDUSTRIALI”

L'Autorità per l'energia elettrica e il Gas ha annunciato di aver avviato un'istruttoria conoscitiva sull'erogazione del servizio di acquedotto nei Comuni interessati da limitazioni all'uso di acque destinate al consumo umano con contenuti di arsenico e fluoro non conformi ai previsti limiti di legge. L'Autorità ha deciso di avviare l'istruttoria - che si concluderà in 180 giorni - per valutare le ricadute in termini tariffari delle ordinanze di non potabilità sugli utenti coinvolti e verificherà anche il comportamento dei gestori idrici e delle misure sostitutive da essi intraprese.
La vicenda si inserisce nel quadro dell’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che aveva registrato livelli di arsenico presenti trai residenti delle province di Viterbo, Roma e Latina doppi rispetto ai normali valori-soglia. "Il sistema si è attivato, no agli allarmismi: ora ci sono i dati per intervenire in maniera adeguata ed equilibrata". Così il ricercatore dell'Iss Francesco Cubadda, responsabile dello studio. I dati sono la "dimostrazione - afferma Cubadda - che il sistema si è attivato per condurre ricerche mirate per caratterizzare il rischio della popolazione, condizione essenziale per l'adozione di misure di tutela sanitaria adeguate ed equilibrate". In termini di valutazione del rischio comunque, precisa l'esperto, "bisogna sottolineare che 'esposizione' non equivale automaticamente a 'rischio per la salute', poiché vi è ancora incertezza sull'esistenza o meno di effetti dell'arsenico inorganico ai livelli espositivi misurati nelle province del Lazio interessate dallo studio".
Sulla vicenda è intervenuto anche il Ministro della Sanità Balduzzi, lamentando la mancata collaborazione della regione Lazio.
Per Federutility occorre non solo tamponare le emergenze, ma ragionare a lungo termine: “Grazie ai progressi tecnologici ed industriali, oggi siamo in grado di intervenire per eliminare del tutto o in parte l’arsenico. Il problema è che servono scelte, finanziamenti e capacità industriale e gestionale. A volte non sembra che il nostro Paese vada in questa direzione. Perché, poi, il Lazio sia in ritardo sul resto d’Italia, è sicuramente da accertare”. In particolare perche nella stessa regione “c’è la dimostrazione chiara che, laddove ci sono progetti, finanziamenti e volontà, si può realizzare il dearsenificatore, come a Latina nei mesi scorsi. Altrove ci si concentra sui dibattiti o si viene bloccati dalla mancanza di risorse economiche. Le questioni idriche e idrogeologiche - osserva - vengono prese in considerazione solo quando esplode un’emergenza. Che si tratti di alluvioni, siccità o arsenico, si agisce solo dopo l’allarme. Lo Stato, il Governo e gli enti locali scelgano finalmente in che posizione debba essere l’acqua nella loro lunga lista di priorità”.

IMPRONTA IDRICA, L’ACQUA CHE MANGIAMO SECONDO LA FONDAZIONE BARILLA

L’acqua è un bene sempre più raro che utilizziamo in quantità sempre maggiori, ma pochi sanno come viene consumata. Se la quantità pro capite al giorno di acqua ammonta a 137 litri (3,6%), altri 167 litri (4,4%), non visibili, rappresentano la quantità d’acqua necessaria a produrre i beni industriali che utilizziamo, come carta, vestiti, cotone. Ma la vera “miniera d’acqua” è nascosta nel cibo: ognuno di noi ne consuma ogni giorno una quantità pari a 3.496 litri (92%)*, che può variare sensibilmente in base a cosa mangiamo, come lo produciamo e agli sprechi che facciamo.
Questa l’analisi e l’invito implicito del Barilla Center for Food & Nutrition che propone nuove e più responsabili scelte alimentari per ridurre l’impronta idrica: è dimostrato, infatti, che una dieta più ricca di frutta, verdura e prodotti a base di cereali, con limitate quantità di alimenti di origine animale, consente di ridurre anche in modo significativo i consumi di “acqua virtuale”.
“La stragrande maggioranza dell’acqua che utilizziamo - e che spesso sprechiamo - non serve per bere, per farci la doccia o per lavarci i denti,” dichiara Guido Barilla, Presidente del BCFN, nella prefazione del nuovo libro L’acqua che mangiamo. Cos’è l’acqua virtuale e come la consumiamo. “Serve per tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto, e soprattutto per il cibo di cui ci nutriamo. Da ciò discende che le abitudini alimentari possono avere un impatto rilevante sulla disponibilità delle risorse idriche.” Il libro, edito da Edizioni Ambiente, è stato curato da Francesca Greco e Marta Antonelli, quest’ultima tra le finaliste del concorso 2012 BCFN Young Earth Solutions YES! per l’alimentazione sostenibile.
“L’obiettivo del Barilla Center è diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza di questi temi a livello globale”ha dichiarato Luca Ruini, esperto in tematiche di sostenibilità ambientale per il Barilla Center for Food & Nutrition e curatore del capitolo del libro. “Ma anche a livello di company, Barilla è in prima linea per continuare a migliorare la sostenibilità dei propri prodotti riducendo i consumi idrici nei propri pastifici e nelle fornerie, ottenendo, nel periodo tra il 2008 e il 2012, una riduzione 23%”. Già dal febbraio 2011, infatti, Barilla è stata la prima azienda privata del settore alimentare a certificare un sistema per il calcolo dell’impatto ambientale dei prodotti secondo le linee guida fornite dal Sistema internazionale “Dichiarazione ambientale di prodotto” (Environmental product declaration, EPD®).
Maggiori informazioni su Barilla Center for Food & Nutrition .

RIMBORSI, UNIACQUA: “NON RITENIAMO DI DOVER DARE RIMBORSI”

«Non riteniamo di dover dare rimborsi, a meno che l'Autorità non ci obblighi comunque a farlo. A quel punto ci adegueremo». Così Antonio Pezzotta, amministratore delegato di Uniacque, il gestore idrico bergamasco che detta la linea che la società seguirà sui rimborsi eventualmente dovuti ai cittadini per le tariffe luglio-dicembre 2011 (post-referendarie). Il Consiglio di Stato, nel Parere reso all’Aeeg, ha infatti chiarito che per quel periodo dalle tariffe va eliminata la quota riferita alla “remunerazione del capitale investito”, fermo restando il principio del “full cost recovery”.
«Non abbiamo applicato per 17 mesi la tariffa prevista dal Piano d'ambito - precisa Pezzotta, spiegando che «la mancata applicazione della tariffa prevista dal Piano d'ambito per tutto il 2011 e metà del 2012 è di gran lunga superiore a quanto avremmo dovuto ai cittadini per effetto di quel 7% di remunerazione del capitale investito che è stato oggetto del referendum». «Siamo in credito».
Uniacque ritiene di non aver debiti verso le sue 170.000 utenze “storiche” (sono escluse quelle ex Bas che applicavano il sistema tariffario Cipe che non prevedeva il 7%), ma semmai crediti. «I mancati aumenti che avremmo dovuto applicare - spiega Pezzotta - pesano per 1,8 milioni contro l'1,3 che avremmo dovuto dare». Gli utenti quindi per tutto il 2011 hanno pagato in bolletta 0,90 al metro cubo d'acqua contro lo 0,92 previsto dal Piano d'ambito, che individuava tra l'altro scaglioni progressivi di aumenti. Idem per i primi cinque mesi del 2012: si è continuato a far pagare 0,90 quando doveva invece essere applicato lo 0,95, che è scattato solo dal 1° luglio. «Quindi più che darli i soldi, dovremmo chiederli» chiosa l'ad. «Avremmo dovuto restituire 1,3 milioni se avessimo applicato correttamente il Piano d'ambito. Ma sui 45 milioni di metri cubi di acqua vettoriata nel 2011 abbiamo incassato 0,02 euro di meno, cioè 900.000 euro che vanno tolti al 1,3 milioni. Resterebbero 400.000 da rimborsare. Con lo 0,90 siamo andati avanti anche i primi cinque mesi del 2012, invece di applicare lo 0,95 e sono altri 900.000 euro che abbiamo lasciato in tasca ai nostri utenti».
Sarebbero dunque 900.000 euro da incassare a fronte di 400.000 euro da restituire. «Perciò - conclude Pezzotta - in realtà saremmo noi a credito di 500.000 euro con i cittadini». spiega Pezzotta, che conclude: «Comunque, qualsiasi decisione finale è rimandata all'Autorità d'ambito alla quale ci rimettiamo».

“ACQUA IN MENTE”, MANUALE PER CONOSCERE E RISPETTARE LE RISORSE IDRICHE

I lettori a cui si rivolge sono ragazzi delle elementari e delle secondarie, con disegni, schede e giochi didattici. Ma il volume “Acqua in mente” ideato e realizzato da Alfredo De Girolamo - presidente di Confservizi Toscana - con le illustrazioni di Claudia Fachinetti e pubblicato dalle Edizioni ETS di Pisa, si propone di diventare un vero e proprio manuale per le famiglie con un obiettivo: proteggere una risorsa sempre più preziosa dall’inquinamento e dagli sprechi.
“L'obiettivo di questo progetto editoriale - ha detto Alfredo De Girolamo nel corso della presentazione del volume a Firenze - è di mettere a disposizione delle famiglie uno strumento per sensibilizzare i più piccoli, e non solo, sul corretto uso dei cosiddetti beni comuni”. Si parte dall’acqua, il bene e il servizio di cui si è più discusso negli ultimi due anni, “seguiranno altri tre libri sui rifiuti, trasporti e mobilità ed energia”.
L’idea alla base del libro è accompagnare i ragazzi in un viaggio nel mondo dell’oro blu grazie a un personaggio, la goccia Accadueò, che cerca di rispondere a tutte le domande: da dove viene, com’è fatta e a cosa serve l’acqua e poi, ancora, il suo rapporto con l’uomo dalla storia alle leggende, dal presente, passando per acquedotti e impianti di depurazione, al futuro. C’è acqua negli altri pianeti? I piccoli lettori si confrontano dunque in prima persona con le caratteristiche dell’acqua e imparano a rispettarla e a non sprecarla. Un gioco finale, staccabile, con percorso tipo gioco dell’oca, con quiz e riferimenti alle principali tematiche affrontate, completa e arricchisce il volumetto.
La prefazione è di Licia Colò, nota presentatrice televisiva di programmi ambientali, che ha voluto dare il suo contributo esortando i lettori a lottare per questa fanciulla cristallina, fresca e pulita come solo l’acqua sa essere.

ISTAT, CALANO I CONSUMI DI ACQUA POTABILE: 175 LT A TESTA AL GIORNO

Per il decimo anno consecutivo si riducono i consumi domestici di acqua potabile. Nei Comuni capoluogo il consumo di acqua potabile nel 2011 è in media pari a 175,4 litri (64 metri cubi) per abitante al giorno. Lo afferma l'Istat nel rapporto 'Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo', secondo cui "il calo rispetto all'anno precedente", pari al 3,7%, conferma "la costante riduzione dei consumi di acqua dovuta alla maggiore attenzione dei cittadini nell'utilizzo della risorsa idrica".
Nel lungo periodo la contrazione dei consumi è stata di poco inferiore al 15% (era 206,1 litri per abitante al giorno nel 2002). Nei Comuni capoluogo di provincia il consumo di acqua potabile fatturata per uso domestico ammonta a 1,16 miliardi di metri cubi (meno 3,4% rispetto al 2010). Il 15,5% dei capoluoghi consuma tra i 200 e i 240 litri di acqua potabile per abitante al giorno; circa la metà tra i 150 e i 200 litri; il 34,5% tra 100 e i 150. Solo Agrigento ha consumi giornalieri inferiori ai 100 litri pro capite (96,2), a causa anche delle interruzioni nella distribuzione dell’acqua; lo stesso avviene in alcuni capoluoghi sulle isole.
Tra i 18 Comuni con i consumi pro capite più elevati, in testa si piazzano Lodi e Catania, rispettivamente con circa 240 e 230 litri al giorno. Tra i grandi Comuni, i consumi pro-capite giornalieri di acqua potabile superano i 200 litri a Milano, Torino, Roma, Catania e Messina. Negli altri grandi comuni la tendenza è verso la diminuzione, soprattutto a Firenze (-10,7%) e Genova (-6,5%).

DALL’UE 40 MILIONI A RICERCA ED INNOVAZIONE PER L’ACQUA

Soluzioni innovative per la gestione dell’oro blu: a che le trova è destinato un finanziamento europeo di 40 milioni di euro nel 2013. L’obiettivo del bando Ue, che fa parte del settimo programma quadro per la ricerca, è quello di rispondere entro il 2020alle sempre maggiori sfide del settore idrico. Cinque le aree prioritarie: riuso e riciclo dell’acqua; trattamento di acqua e reflui; acqua ed energia; gestione dei rischi connessi ad eventi eccezionali legati all’acqua; servizi degli ecosistemi. “Occorre innovazione - afferma Janez Potocnik, commissario Ue all’Ambiente - per risolvere le sfide in materia di acqua e contribuire a realizzare gli obiettivi del Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee”.
La Commissione Ue ha messo in campo una task force ad hoc per l’innovazione nel settore dell’acqua, il cui obiettivo, secondo Potocnik, “non è quello di limitarsi a garantire una quantità sufficiente di acqua di buona qualità per soddisfare le esigenze della popolazione, dell’economia e dell’ambiente, ma rafforzare il settore idrico europeo sui mercati globali, le cui dimensioni sono destinate a raddoppiare entro il 2030”.
Per i potenziali candidati al bando di ricerca nel settore dell’acqua appuntamento il 15 gennaio a Bruxelles, quando la direzione generale della Commissione Ue che si occupa di ricerca e innovazione spigherà loro il bando.

VERSO IL METODO TARIFFARIO DEFINITIVO, CONVEGNO A FIRENZE

“Effetti contrattuali e finanziari della nuova regolazione idrica: verso il metodo tariffario definitivo”, questo il titolo del convegno organizzato a Firenze il prossimo 14 maggio presso Palazzo Vecchio da Anea, Confservizi Cispel Toscana e Federutility. Il Convegno intende approfondire due aspetti centrali nella nuova regolazione idrica: l’impatto sui contratti di concessione e di finanziamento in essere e le conseguenze sui meccanismi di finanziamento delle imprese per gli investimenti.
Saranno presenti, tra gli altri, Guido Bortoni (presidente dell’Aeeg), Roberto Bazzano (presidente Federutility), Luciano Baggiani (presidente Anea), Alfredo De Girolamo (presidente Confservizi Cispel Toscana). Tra i relatori, Franco Bassanini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Vito Gamberale, ad di F2i, Lars Anwandter, Senior Loan Officier della Bei, Adolfo Spaziani e Claudio Cosentino, rispettivamente direttore generale e responsabile Unità Tariffe e Qualità dei servizi idrici in Federutility. L’apertura dei lavori sarà affidata al sindaco Matteo Renzi e all’assessore regionale all’Ambiente Anna Rita Bramerini.
Il programma completo è disponibile sul sito di Federutility.

MICROCISTINA, PER IL COMMISSARIO POTOCNIK NON SOLO VIOLATE NORME UE

“Ho ricevuto e continuo a ricevere molti appelli e osservazioni da parte di cittadini italiani che sollevano dubbi riguardo allo schema di Decreto interministeriale del governo italiano”. Così il Commissario all’Ambiente Janez Potocnik, relativamente all’introduzione da parte dell'Italia del parametro Microcistina-LR nel Decreto Legislativo n. 31/2011 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.
“In primo luogo - rileva Potocnik- , occorre chiarire che tale Decreto è stato notificato alla Commissione Europea nell'ambito della Direttiva 98/34/CE che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche relative ai servizi della società dell'informazione. In questo contesto, la Commissione può rigettare una norma nazionale solo se è in corso un'attività di armonizzazione a livello dell'UE sulla questione contemplata dalla norma stessa. I servizi competenti della Commissione hanno esaminato il progetto e non hanno rilevato alcuna violazione delle disposizioni della Direttiva 98/34/CE. Per quanto riguarda i contenuti del Decreto interministeriale - continua il Commissario -, esso introduce il parametro "microcistina-LR" e il relativo valore di parametro nell'allegato I, parte B, del Decreto Legislativo n. 31/2001. Ciò è in linea con le disposizioni della direttiva sulle acque destinate al consumo umano (Direttiva 98/83/CE) che prevede che gli Stati membri stabiliscano valori per i parametri non indicati nell'allegato I di tale Direttiva, se ciò è ritenuto necessario per la protezione della salute umana. In conclusione, il Decreto interministeriale non sembra violare alcuna delle disposizioni esistenti di diritto europeo. La Commissione conferma il proprio impegno nel proteggere le risorse idriche europee nell'ambito delle competenze concordate a livello UE”.

ABBANOA DICHIARA GUERRA A CHI NON PAGA L’ACQUA

Abbanoa, la società di servizio idrico integrato della Sardegna, ha dato il via nei giorni scorsi all’operazione “Acqua pulita”, la cui prima fase prevede il censimento delle utenze dei comuni di Oristano e Alghero: il gestore unico controllerà la rete idrica per accertare i prelievi e le immissioni in fognatura. Nell’anno in corso, la verifica riguarderà cento centri abitati.
Le utenze accertate in Sardegna sono 706mila, quelle reali - ha spiegato il direttore generale Murtas - almeno 720mila. Solo nel 2012 sono stati individuati quasi 6mila abusivi, altri 15mila sono da verificare.
La scelta di iniziare da Oristano e Alghero è dovuta all’inadeguatezza dell’anagrafica, acquisita solo parzialmente e che era gestita da una società appaltante. I tecnici che effettueranno i sopralluoghi verificheranno la condizione fisica del sito: se è a norma, se è sigillato, se è dentro o all’esterno dell’abitazione e se ci sono delle manomissioni. “Essendo il contatore l’elemento di garanzia nel rapporto tra noi e il cliente - dice Murtas - abbiamo deciso di sostituirli con apparecchi di ultima generazione: a prova di errore e di abuso. Il principio primo del rapporto contrattuale è che non ci siano errori, omissioni o abusi nella rilevazione”.

TOSCANA: OLTRE 30 MILIONI DI EURO PER RISANARE IL LAGO DI MASSACIUCCOLI

“Le opere per la tutela ed il miglioramento della qualità delle acque del lago di Massaciuccoli proseguono secondo quanto previsto dagli accordi di programma sottoscritti nel 2006 e al momento comportano interventi per 31,8 milioni di euro”. Lo ha detto Anna Rita Bramerini, assessore all’Ambiente della regione Toscana, al capogruppo dell’Udc in consiglio regionale, Giuseppe Del Carlo, che chiedeva notizie in merito alla realizzazione delle opere parlando di 27,8 milioni di euro.
Bramerini ha poi ricordato i principali interventi previsti: prima di tutto la grande derivazione dal Serchio, in grado di garantire il ricambio delle acque lacustri, con un progetto da 18 milioni di euro. Al Consorzio di bonifica sono stati poi assegnati i 2,3 milioni di euro di fondi regionali per interventi di lagunaggio in grado di ridurre le sostanze nutrienti che i canali portano al lago peggiorando la qualità delle acque. Infine, per l’adeguamento dei sistemi fognari e la realizzazione di depuratori sono destinati i 5 milioni stanziati dal ministero dell’Ambiente e i 6,5 che derivano dalla tariffa del servizio idrico integrato.

TRENTINO, IL DEPURATORE DEL SANTO ACCOGLIERÀ I REFLUI DI LAVARONE E FOLGARIA

Tirare l’acqua del water in Trentino e ritrovarsela poi a Thiene, nel vicentino. Ben presto sarà questo il viaggio che le fogne trentine dovranno intraprendere per poter essere trattate. La società pubblica Avs, infatti, realizzerà una nuova rete fognaria per collegare Lavarone, Folgaria e tutta l’alta valle Astico all’impianto di depurazione consortile, localizzato al Santo di Thiene. La notizia è emersa in consiglio comunale parlando del completamento del sistema fognario Zanè-Thiene.
L’importante intervento, come ha spiegato il sindaco di Thiene Gianni Casarotto, andrà a inserirsi in un più ampio progetto di sistemazione fognaria. Il progetto è finanziato dal Trentino Alto Adige che dovrà poi pagare un canone ad Avs per ogni metro cubo di acque nere conferite all’impianto.
“È l’unico modo per queste zone del Trentino di trattare le loro acque nere - ha precisato in aula Casarotto - dato che è più logico e meno costoso che i liquami vengano incanalati lungo una rete fognaria in discesa piuttosto che spompati per farli risalire verso Trento. In ogni caso, Avs, oltre che eseguire il lavoro, avrà dei contributi per ogni litro di acqua sporca che verrà lavorata dal depuratore consortile”.

PARTE LA CAMPAGNA DI COOP NORDEST PER LA QUALITÀ DELL’ACQUA

Un report accurato sulla qualità dell’acqua dell’acquedotto in ogni punto vendita e una particolare attenzione alle politiche di rispetto dell’ambiente e a chilometro zero. La campagna di Coop Nordest “Sull’acqua il massimo della trasparenza”, in collaborazione con il gruppo Iris Acqua, è sbarcata in questi giorni anche a Cormòns, in provincia di Gorizia.
La campagna rientra nel programma nazionale promosso da Coop Italia e da Federutility per sensibilizzare i consumatori su un corretto e consapevole consumo dell’acqua.
Ora i clienti di Coop Nordest potranno conoscere la qualità della loro acqua di rubinetto attraverso cartelli che riportano l’indicazione dei valori di nove principali parametri, secondo gli orientamenti dell’Istituto superiore di sanità.
“Promuovere uno stile di consumo consapevole è uno dei nostri obiettivi - commenta Stefano Minin, responsabile soci e territorio di Coop Nordest. - Dalle etichette ricche di informazioni dei prodotti a marchio Coop, agli incontri di educazioni al consumo consapevole, fino alla campagna per le acque, il nostro è un impegno costante”.

INAUGURATE LE “CASE DELL’ACQUA” DI MILANO

Le “case dell’acqua” arrivano in città. Sono stati inaugurati i primi quattro dei cinque impianti finanziati dal comune di Milano con un contributo regionale, progettati e realizzati da Metropolitana Milanese e situati tutti in parchi o giardini. Il costo complessivo dell’intervento, con allacciamenti e spese tecniche, ammonta a circa 189mila euro.
I cinque erogatori con il marchio del comune e di Milano Blu erogano la stessa acqua che sgorga dai rubinetti delle case, ma con la possibilità di scegliere tra liscia e gassata. Il servizio si attiva mediante la Carta regionale dei servizi della Lombardia. Possono essere prelevati gratuitamente fino a sei litri d’acqua al giorno a persona.
“Abbiamo realizzato gli impianti per promuovere l’acqua pubblica di Milano e per valorizzare l’importanza di questa risorsa come bene comune - ha detto l’assessore alla Mobilità e Ambiente, Pierfrancesco Maran. - Ogni inaugurazione è stata un bel momento di festa per i cittadini, soprattutto per i bambini, ma anche un’importante occasione per conoscere le caratteristiche e l’ottima qualità dell’acqua della nostra città”.
“È un ulteriore servizio che diamo ai cittadini in totale continuità con la nostra missione, continuando a garantire la qualità dell’acqua che dallo scorso dicembre, prima in Italia, ha il marchio Milano Blu”, ha detto Stefano Cetti, direttore generale di Metropolitana Milanese.
Ulteriori informazioni sono consultabili sul sito www.milanoblu.com .

ACQUE SPA: 22 MILIONI DI LITRI EROGATI E RISPARMI PER QUASI 5 MILIONI

Ben 21.684 metri cubi: in pratica quasi 22 milioni di litri equivalenti alla portata media dell’Arno per oltre tre minuti. Questa è la quantità d’acqua “ad alta qualità” che i 28 fontanelli di Acque Spa, il gestore idrico del basso Valdarno, hanno erogato gratuitamente nel 2012.
Il potenziale risparmio economico per le tasche dei cittadini - calcola l’azienda pubblica toscana - se avessero acquistato acqua minerale in bottiglia, dal costo medio di 0,22 euro, è stato di quasi 5 milioni di euro (4,77 per la precisione). Rispetto al 2011 si è registrato un aumento del 60% dell’acqua erogata (che nello scorso anno fu di 13.568 metri cubi), dovuto in prevalenza all’apertura di undici nuovi impianti durante lo scorso anno.
Il progetto “Acqua ad alta qualità” prevede la realizzazione di punti di approvvigionamento gratuito: i fontanelli, appunto. L’acqua erogata è quella normalmente distribuita dall’acquedotto, però trattata attraverso un impianto che riduce i composti del cloro e che, in sostituzione, la sterilizza con raggi ultra violetti. La risorsa è “controllata e garantita dagli oltre ventimila campionamenti e dalle analisi effettuate direttamente dal gestore e dagli organismi di controllo”, si legge in una nota.
In particolare, gli impianti che hanno ottenuto più “successo” sono stati quelli di Empoli-Stadio (2.230 metri cubi), San Giuliano Terme (1.803) e Monsummano Terme (1.771).
Su www.acque.net , nella sezione “Acqua: buona da bere”, si trovano le informazioni relative al progetto e le analisi chimico fisiche dell’acqua erogata in ciascun impianto.

NEL VITERBESE ANCORA 42 COMUNI SU 60 SENZA ACQUA POTABILE

Continua, in provincia di Viterbo, l’emergenza arsenico: su 82 potabilizzatori programmati, ne sono stati realizzati appena tre. Uno nel capoluogo, uno nella frazione di San Martino al Cimino, uno a Vetralla. Presto ne saranno realizzati anche a Nepi, Capranica e Tobia, e un secondo sarà installato a Vetralla. Poi se ne riparlerà in due tranche: entro giugno 2013 e fine 2014.
A due mesi dallo scadere della proroga Ue, la media dei comuni fuori legge è ancora altissima: 42 su 60.
Intanto, dal primo gennaio i sindaci hanno emesso ordinanze di non potabilità e ogni giorno la gente è costretta a mettersi in fila alle fontanelle che distribuiscono acqua potabile, installate da varie amministrazioni. Perché ai sindaci è stato affidato il compito di garantire un minimo di 5-6 litri di acqua potabile a testa al giorno, proprio alla vigilia della scadenza dell’ultima deroga. Per di più, in alcune di queste fontanelle dotate di dearsenificatore i valori dei fluoruri sono rimasti oltre il limite: si è giunti al paradosso di veder comunque distribuita acqua non potabile.

VARATO A VIBO VALENTIA IL NUOVO PIANO PER IL CONTROLLO DELL’ACQUA POTABILE DELL’ALACO

Sono partite nei giorni scorsi le ispezioni sulla potabilità dell’acqua che serve il vibonese proveniente dall’invaso dell’Alaco, previste dal nuovo piano di controllo dell’azienda sanitaria provinciale (Asp) messo a punto dalla task force che da due settimane sta lavorando presso l’Asp, voluta dal prefetto Michele di Bari.
Il piano, approvato nei giorni scorsi in prefettura nel corso di un incontro con i rappresentanti degli enti a vario titolo responsabili nel controllo delle acque, è il punto d’arrivo di un percorso nel quale la prefettura ha seguito la vicenda dell’allarme benzene nell’acqua e la relativa inchiesta giudiziaria condotta dalla procura guidata da Mario Spagnuolo, per la quale sono stati emessi circa cinquanta avvisi di garanzia.

PROCURA: RISCHIO INQUINAMENTO DELLE FALDE DI SCICLI (RAGUSA)

La procura distrettuale della Repubblica presso il tribunale di Catania ha segnalato al sindaco di Scicli (Ragusa) che, a seguito di accertamenti in fase di ulteriore approfondimento, sussiste il concreto pericolo di contaminazione microbiologica diffusa per le risorse idriche del territorio, in contrada Torre Samuele e aree limitrofi.
Il sindaco, Franco Susino, ha emanato un’ordinanza di divieto dell’uso dell’acqua fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di potabilità, con esiti e certificazione rilasciata dagli enti competenti per legge, in quanto la tipologia di contaminazione registrata potrebbe conseguentemente limitare l’impiego delle risorse idriche della falda, sia per usi potabili che per usi irrigui.

LA PROVINCIA DI FIRENZE SMASCHERA I FALSI SONDAGGI SULL’ACQUA

La provincia di Firenze mette in guardia i consumatori dalle telefonate robotizzate, segnalate da alcuni cittadini, nelle quali viene proposto di partecipare a un sondaggio della Provincia sull’uso dell’acqua potabile. Chi acconsente riceve una successiva chiamata da un operatore che chiede ulteriori informazioni, per concludere con la proposta di acquisto di prodotti per la depurazione.
In un comunicato, la provincia mette in guardia i cittadini da questo tipo di telefonate e invita chi le ricevesse e potesse registrarle a darne segnalazione all’ufficio risorse idriche.

AEEG, AVVIO PROCEDIMENTO SU MOROSITA’

La morosità delle utenze del servizio idrico entrano nell’agenda dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. Con la delibera del 21 marzo scorso (117/2013/R/idr), infatti, l’Aeeg ha annunciato l’avvio di un “procedimento per la definizione di meccanismi di riconoscimento, ai gestori del servizio idrico integrato, degli oneri legati alla morosità e di contenimento del rischio credito”. Questo procedimento, a cura del Capo Ufficio Speciale Tariffe e Qualità, dovrà concludersi entro il prossimo luglio.
Per Federutility, il tema della morosità è diventato - specie negli ultimi tempi - di particolare gravità, tanto che sta per avviare un sondaggio tra le Associate relativamente all’impatto economico, uno strumento che potrà fornire un contributo a tutela degli operatori del servizio.

SALERNO, DE LUCA “SINDACO DEL MESE” PER LA FONDAZIONE LONDINESE

Vincenzo De Luca è il “sindaco del mese” per la londinese City Mayors Foundation , nata oltre dieci anni fa per promuovere il buon governo locale di tute le città del mondo. La serie “sindaco del mese” ha come obiettivo quello di promuovere i sindaci che hanno raggiunto risultati degni di essere divulgati internazionalmente e che possono essere di ispirazione ad altri sindaci in ogni parte del mondo.
Tra i sindaci già pubblicati nella serie, quello di New York, Londra, Rio de Janeiro, Jakarta e Bilbao. Ogni due anni, City Mayors Foundation consegna il premio al miglior sindaco del mondo, attraverso una nomination online aperta a tutte le città.

ATO SOPPRESE AL 31 DICEMBRE, FEDERUTILITY: “NORMA DI CHIAREZZA”

Soppresse le Ato (L. 42/2010, cosiddetto decreto Calderoli del 27/03/2011), le Regioni hanno in questi mesi - e in alcuni casi, nelle scorse settimane) provveduto alla loro sostituzione, pena il potere sostitutivo dello Stato. Il quadro che si presenta è piuttosto variegato da regione a regione, anche se domina la trasformazione degli Ato in organi ed enti, perlopiù dalle stessa funzioni, in aree simili ai territori delle province oppure all'interno di una struttura regionale.
In Sicilia, per esempio, l'Assemblea regionale ha approvato in extremis il disegno di legge “Disposizioni in materia di servizio idrico integrato”, teso ad avviare il processo di riattribuzione delle funzioni finora spettanti alle Ato. Il documento approvato prevede il mantenimento dei nove Ambiti territoriali ottimali, corrispondenti alle Province, in cui è suddiviso il territorio regionale e la messa in liquidazione delle rispettive Autorità per un periodo massimo di sei mesi; entro tale termine si provvederà con una nuova legge ad attribuire le loro funzioni ai Comuni, che potranno esercitarle in forma singola o associata, e a disciplinare le relative modalità di successione.
La regione Campania ha invece approvato una delibera con la quale si commissariano le Autorità d’Ambito per sei mesi, «al fine di evitare una discontinuità gestionale ed operativa relativa al Ciclo integrato delle acque». «Con la delibera approvata - ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano - saranno garantite le funzioni ordinarie e si potrà procedere alle procedure di liquidazione. I commissari avranno un incarico temporaneo della durata massima di sei mesi e la loro nomina non comporterà oneri per il bilancio regionale. La nuova legge regionale, in fase avanzata di definizione, riordinerà l’intero sistema di governo del ciclo integrato delle acque. Ma per raggiungere tale risultato è indispensabile che il quadro legislativo nazionale di riferimento venga chiarito», ha concluso l’assessore.
Si tratta “di norme che chiarezza" per il direttore generale di Federutility Adolfo Spaziani. Sugli Ato "il problema, come avevamo preannunciato, è che sono stati adottati modelli diversi a seconda delle regioni, e non tutte le allocazioni vengono effettuate con la stessa efficacia"; anche perché "non sempre l'allocazione coincide con quanto ha in mente il gestore, anche se le modifiche apportano chiarezza nel rapporto tra gestori e Ato". Il compito principale degli Ato è "quello di fare gli investimenti e controllare che questi vengano effettuati; cosa che viene anche chiarita da un emendamento al decreto Sviluppo".

AGROPOLI (SA), AL CONSORZIO ASIS IL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

Il comune di Agropoli (SA) ha trasferito all’Asis di Salerno la gestione del servizio idrico integrato. Dal primo gennaio quindi la rete idrica, le fognature e la depurazione del comune di Agropoli saranno di competenza del Consorzio Asis che si occuperà della gestione e manutenzione e della riscossione dei canoni relativi alle utenze. «La scelta viene operata - si legge nel provvedimento stilato dagli amministratori locali - all’Asis come stabilito nella Conferenza di Servizi del 10 dicembre 2012 e nel Resoconto verbale della medesima».
L'Asis conta oggi 40 Comuni aderenti e 50 Comuni serviti per complessivi 63 milioni di mc. annui di acqua distribuiti.

CONSULTA, ILLEGITTIMA LA LEGGE VENETA: COMPETENZE STATALI E DEI CONSIGLI DI BACINO

La Corte Costituzionale (sentenza 67/2013) ha dichiarato illegittima la legge regionale veneta “Disposizioni in materia di risorse idriche”(L.R. 27 aprile 2012, n. 17) su ricorso del Governo. Le norme cassate, relative all’approvazione e alla modulazione della tariffa del servizio idrico, attribuivano ai Consigli di Bacino (ex Ato) la competenza ad approvare la tariffa idrica e definivano l’articolazione tariffaria per la Regione Veneto, attribuendo al Presidente della Giunta Regionale il potere sostitutivo in caso di inerzia dei Consigli di Bacino.
Per la Consulta “la determinazione della tariffa relativa ai servizi idrici per i vari settori di impiego dell’acqua è ascrivibile alla materia della tutela dell’ambiente e a quella della tutela della concorrenza, ambedue di competenza legislativa esclusiva dello Stato”. Per i giudici, inoltre, la norma regionale, incidendo sulle attribuzioni dei Consigli di Bacino, sottraeva di fatto “parte della competenza ad essi riservata dagli artt. 154 e 161 del d.lgs. n.152 del 2006”.
La Corte Costituzionale ha infine chiarito che l’attuale assetto normativo riserva esclusivamente all’Aeeg “non solo la definizione delle componenti di costo per la determinazione della tariffa, ma anche la redazione del metodo tariffario, riguardo a ciascuna delle quote di corrispettivo ed alla valutazione dei costi di utilizzo” e l’approvazione delle tariffe predisposte dai soggetti competenti.

CALABRIA, IL TAR CONTRO SORICAL PER RIDUZIONE FLUSSI

Il TAR della Calabria ha bocciato il ricorso della Sorical contro l'ordinanza del comune di Cosenza che diffidava la società a ridurre la portata dell'erogazione idrica quale rivalsa sui ritardi nel pagamenti della fornitura da parte del municipio.
Il Tar ha dunque riconosciuto la legittimità della posizione del sindaco Mario Occhiuto, sostenuta dall'avvocato Oreste Morcavallo, che nell'assumere la decisione di diffidare la Sorical ha difeso il diritto dei cittadini ad usufruire di un bene primario. D'altronde, come ha fatto notare lo stesso sindaco, i cosentini sono già penalizzati da continue sospensioni nell'erogazione idrica a causa dei frequenti guasti alle condotte e ad una rete colabrodo che disperde il 70% dell'acqua.
Sorical (53% della regione Calabria e 47% di Veolia, attraverso Acque di Calabria) è in liquidazione dall’estate scorsa, a causa dell’enorme credito vantato nei confronti dei Comuni serviti, pari a 220 milioni, di fatto inesigibile: Reggio Calabria 25 mln; Soakro spa (e quindi Crotone) 17 mln; Cosenza e Catanzaro 11 mln; Scalea 8 mln; Gioia Tauro 7 mln; Lamezia Multiservizi 6 mln; Cirò Marina, Locri e Siderno 5 mln; Bovalino, Rende e Castrovillari, Soverato 4 mln.

PROROGATE AL 30 APRILE LE NUOVE TARIFFE COMUNALI SULL’ACQUA

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha approvato la delibera riguardante il “Differimento dei termini di trasmissione delle proposte tariffarie in materia di metodo tariffario transitorio del servizio idrico per le gestioni comunali in economia” (delibera 158/2013/R/idr). Si tratta, in sostanza, di una proroga analoga a quella di metà marzo, che ha spostato al 30 aprile il termine per la trasmissione delle nuove tariffe relative alle gestioni che applicano il metodo normalizzato o Cipe nei casi in cui la proposta tariffaria fosse di competenza di un ente d’ambito o di altro soggetto diverso dal gestore. La richiesta di estendere la proroga anche alle gestioni comunali in economia ex-Cipe è arrivata dall’Anci, soprattutto per le “difficoltà operative” sulle “procedure di definizione delle nuove tariffe transitorie del servizio idrico integrato”. Così l’Autorithy ha spostato il termine.

L’AUTHORITY: “SULL’ACQUA TRATTIAMO TUTTI ALLO STESSO MODO”

“Il regolatore non si pone il problema di chi fa l’investimento. Noi trattiamo tutti allo stesso modo: saremo sempre favorevoli a liberi cittadini, banche, Cassa depositi e prestiti, fiscalità o chiunque altro voglia finanziare investimenti”. Lo dice Alberto Biancardi dell’Autorità per l’energia in un’intervista a First line press sulle critiche che sono arrivate all’Authority dai movimenti per l’acqua pubblica. Il motivo, la nuova tariffa per il servizio idrico che deve tener conto della disponibilità attuale e futura dell’acqua e della tutela dell’ambiente.
“Il passaggio delle funzioni, utili a formulare il nuovo piano tariffario per i servizi idrici - ricorda Biancardi - è avvenuto poco più di un anno fa. Noi abbiamo assunto questo compito per elaborare un quadro stabile e trasparente, lavorando con gestori e autorità locali. La difficoltà è far si che le regole siano omogenee e chiare anche per i cittadini”. Infatti, “l’obiettivo è anche quello di reperire risorse utili a investimenti in nuove reti e depuratori, perché in Italia ciò si fa poco”.
Rispetto alle critiche che arrivano all’Authority da parte dei promotori del referendum, Biancardi osserva che “con i referendari il contrasto è stato sulla remunerazione del capitale investito. Noi abbiamo proposto una formula che sembra rispettosa del referendum. Ci sono stati contrasti in merito a quanto riconoscere del rischio d’impresa ai singoli gestori. Quello che l’utente deve e non può non pagare è il costo del finanziamento dell’investimento, che abbiamo definito onere finanziario”.
Infine, le nuove tariffe: per ora l’Authority varerà un metodo transitorio, per arrivare entro la fine dell’anno corrente a un quadro definitivo.

TAR DI NAPOLI: “GORI LEGITTIMO GESTORE D’AMBITO IN TUTTI COMUNI”

Il Tribunale di Napoli, con la sentenza n. 1180/2013, ha ulteriormente e definitivamente chiarito i dubbi interpretativi in relazione alla legittimità dei rapporti di utenza della gestione del servizio idrico integrato in tutti i Comuni ricadenti nell’ambito territoriale ottimale “Sarnese Vesuviano”.
Nel merito, il Tribunale ha riconosciuto che tutti i contratti di utenza, stipulati con i precedenti gestori (ovvero i Comuni), sono stati trasferiti, automaticamente, ai sensi di legge, al soggetto gestore GORI, senza necessità di stipula di un nuovo contratto oppure di notifica all’utente dell’avvenuta cessione. Pertanto, risultano infondate e pretestuose le contestazioni mosse negli anni scorsi, in particolare da alcuni utenti del territorio nolano e dell’agro-nocerino-sarnese.
Più specificamente, il Giudice ha stabilito che “il trasferimento della gestione del servizio idrico integrato è dunque attivato per espressa volontà di legge e, in forza della legge, GORI è subentrata al comune di Nola in tutti i rapporti attivi e passivi, ivi compresi quelli con l’utenza”.
Sarebbe, quindi, chiusa la problematica: il rapporto di utenza o la fornitura idrica è legittimamente instaurato con la GORI.
“Questa recentissima pronuncia - sottolinea l’amministratore delegato di GORI Giovanni Paolo Marati - conferma la evidente regolarità della gestione; sono stati quindi risolti i dubbi fatti insorgere negli utenti (in molti casi, anche per interessi non proprio degli utenti) da errate interpretazioni legali del rapporto contrattuale, oggi censurate dalla sentenza del tribunale. L’azienda ha già manifestato la più ampia disponibilità a normalizzare i rapporti con tutti gli utenti ed è ora impegnata a superare questioni ancora aperte su comuni come Nola, laddove è stata offerta un’ulteriore possibilità agli utenti per regolarizzare la loro posizione, e ciò a vantaggio dell’intera collettività”.

VERITAS: “FINTI” CONTROLLI SULLA POTABILITÀ DELL’ACQUA A VENEZIA

È stato segnalato che alcuni cittadini di Venezia hanno ricevuto telefonate che offrono analisi dell’acqua dei rubinetti, quindi all’interno delle abitazioni, da parte di sedicenti tecnici Veritas. In un comunicato, Veritas informa di non aver in corso alcun servizio simile a quello descritto e che i controlli da parte dei suoi operatori si fermano al contatore, quindi all’esterno dell’abitazione, perché la responsabilità degli impianti post-contatore è dei singoli utenti.
Veritas informa inoltre che la sua acqua non ha bisogno di alcuna analisi supplementare, poiché è continuamente controllata (ogni anno il laboratorio aziendale verifica 5.335 campioni e analizza 160mila parametri), anche da Arpav e dalle Usl competenti, cui spetta - attraverso il Servizio igiene alimenti e nutrizione - il giudizio di potabilità.
Infine, l’azienda ricorda che tutti i suoi operatori sono dotati di tesserino di riconoscimento, esibito a richiesta, e che ogni visita o sopralluogo viene preventivamente concordato.

PRATO, AL VIA IL PROGETTO REGIONALE “UN PATTO PER L’ACQUA”

Il comune di Prato sarà, con l’assessorato alla Pubblica istruzione, il capofila del progetto regionale ‘‘Un patto per l’acqua”, sostenuto da un finanziamento di circa 440mila euro e che prevede, nelle scuole di ogni ordine e grado, la realizzazione di moduli educativi e formativi e attività di promozione di buone pratiche sul risparmio idrico, valorizzando e diffondendo esperienze virtuose già in atto. Ne dà notizia un comunicato.
Sarà Legambiente, così come individuato dalla regione Toscana, a curare lo svolgimento del progetto sul territorio. Il progetto zonale pratese, al quale è stato assegnato un budget di circa 31 mila euro, prevede il coinvolgimento di 107 classi nella provincia.

IN PERÙ IL PIÙ GRANDE IMPIANTO PER LA DEPURAZIONE DEL SUDAMERICA

Al via in Perù i lavori per il più grande impianto di trattamento delle acque del Sud America. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la nuova struttura depurerà le acque per quasi la metà dei nove milioni di abitanti della capitale sudamericana. Secondo il presidente peruviano, Ollanta Moisés Humala, l’impianto di Taboada, costruito dalla spagnola Actividades de construccion & servicios, sarà a pieno regime entro luglio.
La struttura aumenterà la capacità di trattamento delle acque reflue a Lima e nel vicino porto di Callao, passando così dal 16% di oggi al 75%. Inoltre, secondo Humala, dopo la rimozione dei rifiuti solidi, il liquido residuo sarà pompato in mare a quattro chilometri di distanza dalla costa.
“Questo impianto fa parte del piano per risolvere il problema dell’acqua e degli scarichi a Lima e Callao - ha spiegato il presidente peruviano. - Gran parte di ciò che mangiamo viene dal mare, quindi abbiamo bisogno di trattare bene la natura”.

L’AUTHORITY: “SULL’ACQUA TRATTIAMO TUTTI ALLO STESSO MODO”

“Il regolatore non si pone il problema di chi fa l’investimento. Noi trattiamo tutti allo stesso modo; noi saremo sempre favorevoli a liberi cittadini, banche, cassa depositi e prestiti, fiscalità o chiunque altro voglia finanziare investimenti, e trattiamo tutti allo stesso modo”. Lo dice Alberto Biancardi dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas in un’intervista a First line press sulle critiche che sono arrivate all’Authority dai movimenti per l’acqua pubblica, in relazione alla nuova tariffa per il servizio idrico che deve tener conto della disponibilità attuale e futura dell’acqua e della tutela dell’ambiente.
“Il passaggio delle funzioni, utili a formulare il nuovo piano tariffario per i servizi idrici - ricorda Biancardi - è avvenuto poco più di un anno fa. Noi abbiamo assunto questo compito per elaborare un quadro stabile e trasparente, lavorando con gestori ed autorità locali. La difficoltà è far si che le regole siano omogenee e chiare anche per i cittadini”. Infatti, “l’obiettivo è anche quello di reperire risorse utili ad investimenti in nuove reti e depuratori, perché in Italia si fa molto poco ciò”.
Rispetto alle critiche che arrivano all’Authority da parte dei promotori del referendum, Biancardi osserva che “con i referendari il contrasto è stato sulla remunerazione del capitale investito. Noi abbiamo proposto una formula che sembra rispettosa del referendum. Ci sono stati contrasti in merito a quanto riconoscere del rischio d’impresa da parte nostra ai singoli gestori. Quello che l’utente deve e non può non pagare è il costo del finanziamento dell’investimento, che abbiamo definito onere finanziario. Questo permette di alimentare gli investimenti e di pagare gli investimenti in essere a chi si sobbarca di questa gestione”.
Infine, conclude parlando delle nuove tariffe, che “quest’anno per varare un metodo transitorio, per arrivare poi entro la fine dell’anno corrente ad un quadro definitivo. Per noi è importante che la tariffa rifletta i costi di servizio. Dovremo dare perciò maggiore disponibilità di risorsa idrica, dovremo tutelare l’ambiente investendo nei depuratori e dovremo fare in modo che di risorsa idrica ce ne sia in abbondanza anche per le prossime generazioni”.

RUBINETTI CHIUSI PER ARSENICO NEL VITERBESE: “IL LAZIO NON HA INVESTITO SUI POTABILIZZATORI”

Tempo scaduto: nel Lazio, e in particolare nel viterbese, molte famiglie dal primo di gennaio non possono più utilizzare l’acqua del rubinetto di casa e delle fontanelle pubbliche perché contiene arsenico e fluoruro in quantità superiori ai limiti di legge. Una situazione che interessa una cinquantina circa di comuni, per una popolazione fra 200 e 260mila persone. L’ultima deroga è scaduta lo scorso 31 dicembre e i lavori di adeguamento, probabilmente, non termineranno prima del 2014.
A segnalarlo è Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente: “I sindaci dei comuni interessati hanno dovuto emettere delle ordinanze di divieto dell’uso dell’acqua. Il Lazio è l’unica regione - spiega l’ambientalista - che non è riuscita a rientrare nei parametri stabiliti per queste sostanze, non facendo investimenti per i potabilizzatori. Ora i cittadini saranno costretti ad andare a prendere l’acqua da autobotti e casette dell’acqua, non potendo usare quella di casa per cucinare o lavarsi i denti. Anche le aziende alimentari ne saranno colpite”.
Il problema dell’arsenico nell’acqua “riguarda in particolare la zona della provincia di Viterbo, visto che nei dieci anni scorsi, da quando cioè il limite fissato dall’Oms è stato abbassato da 50 a 10 milligrammi per litro, altre zone d’Italia, come Toscana, Lombardia e Trentino, hanno fatto interventi di dearsenificazione”, conferma l’ingegner Renato Drusiani, advisor per i servizi idrici di Federutility, precisando che il divieto riguarda “solo l’acqua per usi potabili, pari normalmente al 5-10% di quella che si consuma al giorno”. Escludendo la possibilità di avvelenamento, Drusiani aggiunge che una maggiore presenza di arsenico nell’acqua, come nel caso della Tuscia, è una complicazione tipica nelle zone vulcaniche. “Ci sono diverse tipologie di trattamento per ridurre la quantità di arsenico fra cui la prevalente - spiega Drusiani - è aggiungere sali di ferro mentre in alternativa occorre trovare nuove fonti, magari più lontane, e adeguare gli impianti per la distribuzione dell’acqua nelle abitazioni. Quest’ultima è la soluzione definitiva e richiede circa un paio di anni dalla stesura del progetto, al bando di appalto, all’aggiudicazione e al rilascio di autorizzazioni, salvo eventuali ricorsi che allungano i tempi. Nella Tuscia, comunque, i lavori sono stati già avviati”.
Secca la nota in proposito del ministero della Salute. Il ministro Renato Balduzzi precisa come negli ultimi sei mesi abbia più volte invitato la giunta di Renata Polverini “ad occuparsi della vicenda, in vista della scadenza dei provvedimenti di deroga, con note scritte che non hanno avuto una risposta pienamente rassicurante sulle iniziative intraprese”. Pronta la replica della Regione. “La mancata potabilità delle acque che interessa comuni nelle province di Roma, Viterbo e Latina - precisa una nota - è stata immediatamente all’attenzione della giunta Polverini sin dal proprio insediamento. Il ministro Balduzzi conosce bene gli innumerevoli incontri ed il lavoro enorme fatto da questa giunta, accelerando i tempi e trovando le ingenti risorse finanziarie senza alcuna partecipazione agli investimenti da parte del governo”. “Occorre inoltre puntualizzare - si legge ancora nella nota - come si tratti di una situazione di emergenza venutasi a creare a causa del mancato intervento nei cinque anni precedenti a questa amministrazione in cui la problematica non è stata affrontata, se non attraverso il ricorso a deroghe che hanno di fatto eluso e rinviato, in modo irresponsabile, la soluzione del problema”.

L’ITALIA PERDE TERRENO. IL 10% DEL TERRITORIO È A RISCHIO IDROGEOLOGICO

La terra frana perché sono dimezzati gli agricoltori a prendersene cura nelle aree marginali. Negli ultimi trent’anni, tre milioni di ettari di terreno coltivato, pari alla superficie della Sicilia e della Val d’Aosta sommate, sono stati abbandonati in montagna e collina o cementificati in pianura. È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, in occasione della Conferenza nazionale sul rischio idrogeologico che si è svolta a Roma la scorsa settimana.
Secondo gli esperti, il 9,8% del territorio italiano è rischio idrogeologico. E un’attenta azione di prevenzione “non può che partire dalla difesa dei 12,8 milioni di ettari di terreno coltivato - ha detto Marini - dei quali ben i due terzi si trovano in collina e in montagna”. Sono ben 6.633 i comuni italiani in pericolo, l’82% del totale. Una fragilità che risulta molto elevata in regioni come Calabria, Molise, Basilicata, Umbria, Valle d’Aosta e nella provincia di Trento, dove il 100% dei comuni è classificato a rischio, subito seguite da Marche e Liguria (col 99% dei comuni) e da Lazio e Toscana (col 98%).
In Italia, quindi, oltre 5 milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni.
“L’investimento in prevenzione per la tutela del territorio va inquadrato nell’indispensabile revisione della spesa pubblica, perché abbiamo dimostrato che riparare i danni post emergenza costa cinque volte di più che prevenirli, senza contare il tributo in vite umane e le pesanti conseguenze sociali che frane e alluvioni comportano per le comunità”, commenta Massimo Gargano, presidente dell’Anbi, l’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni. “La salvaguardia idrogeologica interessa sì la gestione dell’ambiente, ma è soprattutto una questione che condiziona l’economia del paese e la qualità della vita dei suoi abitanti”, ha aggiunto.
Serve, insomma, un programma nazionale di difesa del suolo, per la manutenzione e la cura del territorio, “che progetti un’azione urgente, efficace e concreta per la mitigazione del rischio stabilendo strumenti e priorità d’intervento e risorse economiche adeguate per metterlo in campo, senza dimenticare una necessaria attività di informazione e formazione dei cittadini su questi temi. Un piano - ha concluso Marini - che superi i limiti di quelli precedentemente approvati”.
Alla conferenza hanno preso parte Coldiretti, Legambiente, Anci, Consiglio nazionale dei geologi, Consiglio nazionale architetti, Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali, Consiglio nazionale degli ingegneri, Inu, Ance, Anbi, Wwf, Touring club italiano, Slow Food Italia, Cirf, Aipin, Sigea, Aiab, Tavolo nazionale dei contratti di fiume Ag21 Italy, Federparchi, gruppo 183.

MAREMMA, SCONTO DEL 70% SULLE UTENZE DI FIORA PER L’ALLUVIONE

Uno sconto sulla bolletta dell’acqua del 70% per gli utenti di Albinia (GR) e il sud della Maremma, colpiti nell’autunno scorso dall’alluvione. Lo sconto sarà erogato per i consumi del periodo da novembre al prossimo ottobre, pari ad un intero anno di consumi. A fissare i criteri per concedere le agevolazioni è il decreto attuativo che il direttore generale dell’Ait (Autorità idrica Toscana) Alessandro Mazzei ha firmato nei giorni scorsi a Firenze. Quello precedente, datato 5 dicembre 2012, si limitava a prendere atto della dichiarazione da parte del governatore della Toscana Enrico Rossi dello stato di calamità regionale, stabilendo in via generale che sarebbero stati estesi alle vittime del maltempo e dell’alluvione i benefici di cui già godono le cosiddette “utenze deboli”. Adesso sappiamo quanto gli alluvionati maremmani potranno in soldoni risparmiare e cosa dovrà fare l’Acquedotto del Fiora per adeguarsi alle indicazioni dell’Ait.
Lo sconto del 70 per cento (praticato sia sulla quota fissa sia su quella variabile della bolletta) è quello massimo previsto normalmente in favore delle utenze deboli. Sarà il Fiora a richiedere ai Comuni interessati dall'alluvione, si legge nel decreto attuativo emanato dall’Ait, “l’elenco dei soggetti per i quali è stato accertato che l'immobile di residenza, ai sensi del Decreto del presidente della giunta regionale 24/R del 2008 (la norma regionale di riferimento per la concessione di aiuti alle vittime di eventi calamitosi), ha subito danni dovuti alla calamità». Acquisiti i nominativi dei beneficiari, il Fiora praticherà lo sconto a partire dalla prima fatturazione utile per i consumi riferibili allo scorso novembre e fino al prossimo ottobre. Nella bolletta dovrà essere evidenziato per chiarezza l’importo dell'agevolazione con la causale. Lo sconto legato all’emergenza alluvione potrà inoltre essere sommato con altre agevolazioni eventualmente già fruite in precedenza da alcuni degli alluvionati.
«Abbiamo cercato di contenere il più possibile il disagio degli utenti - spiega in una nota Mazzei - dando al Fiora il compito di chiedere ai Comuni gli elenchi dei beneficiari e facendo partire lo sconto già sui consumi di novembre. Questo per contenere l’impatto dei consumi straordinari di acqua necessaria per ripulire tutto dal fango».
Su questo punto è stato proprio l’Acquedotto del Fiora a sollecitare che le agevolazioni tariffarie partissero con il mese dell'alluvione e non dal 1º gennaio di quest’anno come ipotizzato inizialmente. Sarà infine l’Autorità idrica Toscana «a verificare che l’agevolazione sia applicata correttamente attraverso i dati che il gestore Fiora è tenuto a rendicontare entro il mese di febbraio 2014».

TOSCANA, 204 MLN PER DEPURAZIONE E RIUSO NEL DISTRETTO CONCIARIO

Stop all’approvvigionamento idrico dalle falde acquifere per l’intera industria conciaria tra Pisa e Firenze. L’accordo siglato nei giorni scorsi in Regione fissa al dicembre 2016 il termine ultimo entro cui l’intero distretto del Cuoio dovrà approvvigionarsi per intero dalle acque riciclate, provenienti dai tre depuratori del comprensorio, senza più pesare minimamente sulle riserve idriche sotterranee. Per onorare tale traguardo, il programma quadro sottoscritto da tutti i sindaci del distretto conciario stabilisce l’immediata disponibilità delle risorse necessarie all’avvio degli investimenti: 204 milioni di euro complessivi, di cui 46 mln dal Ministero dell’Ambiente, 39 mln dalla Regione, 14 mln dall’Associazione Conciatori, oltre a 105 mln provenienti dagli introiti della tariffa idrica regionale che serviranno all’immediata cantierabilità delle opere già in fase di progettazione esecutiva.
Fra gli interventi indicati come prioritari, con partenza dei lavori fissata di qui al primo semestre 2014, rientra la realizzazione dell’acquedotto industriale, con conseguente adeguamento dei depuratori Aquarno di Santa Croce e Cuoiodepur di San Miniato (54 mln), la realizzazione del collettore per le acque reflue dirottate verso l'impianto di San Miniato (10 mln), la riorganizzazione con invio a depurazione di tutti gli scarichi civili del circondario empolese, della Val d’Elsa, della Valdera e della Valdinievole (68 mln) e la costruzione ex-novo del depuratore civile di Ponte Buggianese (8 mln).
A questa prima tranche di interventi apparterranno poi anche i lavori per il risanamento e la tutela del Padule di Fucecchio: con 5 mln di euro, si prevede la realizzazione di sottobacini indipendenti, capaci di regolarsi in maniera autonoma, a seconda delle differenti condizioni climatiche, la creazione di un bacino di stoccaggio dell’acqua depurata, con funzione di riserva idrica, a servizio dell’agricoltura, la costruzione di nuove arginature e il rinforzo di quelle esistenti.
Soddisfatto il presidente della Regione Enrico Rossi: «Un ringraziamento doveroso va al mio predecessore Claudio Martini e all’allora ministro dell’Ambiente Altero Matteoli, per aver costruito nel 2008 l’intera impalcatura del piano di interventi che arriva oggi a suo pieno compimento: entro quattro anni l’intero comprensorio del Cuoio sarà dotato di un sistema di depurazione delle acque all’avanguardia a livello mondiale, che permetterà alla Toscana di centrare in pieno l’obiettivo Ue, dell’85% delle acque reflue da avviare a depurazione entro la fine del 2016; si tratta del rinnovamento - ha continuato Rossi - di una lunga tradizione, che vede fin dagli anni '70 conciliare sviluppo e ambiente all'interno dell'intero distretto conciario».

ABBANOA CONDANNATA A PAGARE 2 MILIONI DAL TRIBUNALE

Abbanoa è stata condannata dal Tribunale civile di Sassari a pagare al Consorzio industriale provinciale oltre due milioni di euro per servizi di acquedotto erogati e mai saldati dal gestore del servizio idrico integrato. Il giudice Cinzia Caleffi ha, infatti, disposto il versamento nelle casse consortili di 2.041.756 euro per la fornitura e depurazione delle acque reflue urbane del comune di Porto Torres, nel periodo di tempo fra il settembre 2008 e il dicembre 2009.

ALLUVIONE NEL MESSINESE, RINVIO A GIUDIZIO PER 18

18 rinvii a giudizio per omicidio plurimo e strage nell'ambito dell'inchiesta sull'alluvione nel messinese dell’ottobre 2009, con 37 vittime. Il Gup di Messina Salvatore Mastroeni ha disposto il processo - tra gli altri - per l'ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, il sindaco di Scaletta Zanclea Mario Briguglio, l'ex dirigente della Protezione civile regionale Salvatore Cocina, l’ ex commissario straordinario del Comune di Messina Gaspare Sinatra e Alberto Pistorio, Giuseppe Rago e Francesco Grasso, redattori del piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico relativo all'area territoriale tra il bacino del torrente Fiumedinisi e Capo Peloro.
Sono 168 le persone offese, compresi il comitato regionale di Legambiente e il Wwf Italia. Il Gup in aula ha chiesto alla Procura ulteriori indagini perchè emergerebbero poi altre presunte responsabilità.

ASET DI FANO, PER LA VALUTAZIONE DEL PATRIMONIO RICORRE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Aset spa ricorre al presidente della Repubblica contro Aeeg. L'azione legale è stata avviata in via cautelativa dalla stessa società multiservizi di Fano, contestando le decisioni riguardanti le reti e gli impianti utilizzati per erogare servizi pubblici come acqua e gas. Questi beni hanno un valore, stimato a suo tempo in 30 miliardi delle vecchie lire, ma l'autorità nazionale di settore ha ritenuto inattendibili le perizie riguardanti il ciclo idrico integrato. Ne da notizia Il Messaggero.
La questione risale al 1999, quando il comune di Fano passò reti e impianti ad Aset spa, la società multiservizi che si stava costituendo. Il nuovo metodo tariffario adottato da Aeeg ha tra i propri criteri la ricostruzione storica degli investimenti e del patrimonio, numeri che si traducono poi in componenti tariffarie.
Per quanto riguarda il settore del gas, le perizie riguardanti reti e impianti sono state accettate dall’Aeeg, non altrettanto le stime del ciclo idrico integrato. Da qui, il ricorso di Aset spa alla presidenza della Repubblica, essendo nel frattempo trascorso il tempo utile per impugnare la delibera di Aeeg davanti al Tar.
E’ probabile che il ricorso della multiservizi fanese sia girato al Tar della Lombardia.

ACQUEDOTTO PUGLIESE, SI ALLARGA LA GESTIONE REGIONALE DEL SII

Sono state sottoscritte nei giorni scorsi le convenzioni d´intenti tra la Regione Puglia, l´Autorità idrica pugliese, l´Acquedotto pugliese e i comuni di Alberona, Bovino, Cagnano Varano, Carlantino,castelluccio Valmaggiore, Celenza Valfortore, Celle San Vito, Panni e Volturino, finalizzato a garantire il passaggio della gestione del Servizio idrico integrato ad Acquedotto pugliese, in conformità con quanto disposto dalle normative vigenti.
Soddisfazione è stata espressa dall´assessore alle Opere pubbliche Fabiop Amati, che ha ringraziato le strutture regionali, dell´Autorità idrica pugliese e di Acquedotto pugliese perché "finalmente da oggi il servizio idrico integrato di tutti i 258 Comuni della Puglia sarà gestito da Acquedotto pugliese, così come previsto dalla legislazione vigente. “L´operazione che stiamo compiendo oggi è storica e permetterà di mettere assieme tutti i Comuni, anche quelli ancora decentrati rispetto al territorio regionale, come quelli del Subappennino Dauno, in un sistema virtuoso secondo cui una qualsiasi problematica legata al servizio idrico integrato di un paesino, diventa necessariamente anche degli altri Comuni. Unire la gestione significa rendere simili tutti gli utenti e i loro diritti, essendo pagatori ed usufruitori della tariffa. ”Al di là degli interventi che ci accingiamo a realizzare in questi territori, ringrazio i rappresentanti dei Comuni coinvolti per aver saputo cogliere il valore di prospettiva e la ragione che sovrintende il protocollo d´intesa che stiamo sottoscrivendo".
Il Direttore d´Area ha spiegato che "gli interventi complessivi che saranno realizzati grazie alla sottoscrizione dei Protocolli d´Intesa ammontano a 36 milioni di euro, una parte importante della prima delibera Cipe che l´amministrazione ha inteso orientare in questa direzione. Il Direttore generale dell´Autorità idrica Pugliese ha detto che"abbiamo in programma importanti interventi di infrastrutturazione in favore dei territori del Subappennino Dauno, che senza questo protocollo non possono essere messi in atto".
Alla cerimonia di sottoscrizione hanno partecipato, oltre all’Assessore, al Direttore d’area e al Direttore generale dell’Autorità idrica, il dirigente del servizio tutela della acque ed il responsabile dell’Unità Territoriale di Foggia dell’Aqp.

VENETO, 11 COMUNI PASSANO ALL’ATO LAGUNA

La commissione ambiente del Consiglio regionale del veneto ha dato il libera alla richiesta di undici Comuni del Basso Piave di entrare a far parte dell’Ato Laguna di Venezia, lasciando l’Ato Veneto Orientale. La richiesta è stata formulata dai Comuni di San Donà, Ceggia, Eraclea, Fossalta di Piave, Jesolo, Musile, Noventa, Torre di Mosto, Caorle e dai trevigiani Cessalto e Zenson. Il parere della commissione è vincolante per la giunta regionale.
«Si tratta di un primo via libera destinato a dare una forte spinta al lavoro di trasformazione del territorio veneziano in Città metropolitana e che aumenta le sinergie tra Comuni che già facevano parte dell’ambito unitario nella gestione dei rifiuti», commenta soddisfatto il consigliere regionale Bruno Pigozzo (Pd), «la motivazione principale della richiesta è legata all'affinità territoriale con l'area lagunare, in considerazione anche dell’attività turistica costiera che li accomuna con Venezia e Chioggia. Inoltre la tipologia di impianti e le soluzioni gestionali possono trovare maggiori sinergie riducendo i costi».

IL VENETO VARA UN PROGETTO PER LA GESTIONE IDRICA COMUNE

Definire uno strumento che consenta di predisporre dei piani di gestione della risorsa idrica su scala regionale in una logica di politica comune: è l'obiettivo del progetto promosso dalla Presidenza del Consiglio regionale del Veneto, in collaborazione con gli assessorati all'ambiente e all'agricoltura, con le relative commissioni consiliari e quella per le Relazioni internazionali e i Rapporti comunitari.
L'iniziativa - si legge in una nota - è stata presentata nei giorni scorsi a palazzo Ferro-Fini dal presidente Clodovaldo Ruffato, dall'assessore all'ambiente e dai presidenti delle commissioni ai rappresentanti dei Consorzi di Bonifica e degli enti gestori.
Il progetto è eligibile al fine di ottenere finanziamenti nell'ambito del programma “Life” dell'Unione Europea e dovrebbe articolarsi in più azioni. Tra di esse, la verifica dei dati degli impianti già in possesso dei singoli soggetti coinvolti nel progetto stesso, l'implementazione di una rete di monitoraggio del territorio e dei flussi di falda; l’omogeneizzazione e condivisione dei dati in un database/Gis; l'implementazione di un modello matematico dei flussi di falda che consenta di predisporre degli scenari sia di sfruttamento della risorsa idrica, infine l’analisi e condivisione dei risultati che consentano di definire protocolli condivisi di intervento per la gestione e attuare una politica comune di sfruttamento sostenibile della risorsa idrica.

ARSENICO, UE: “RELAZIONE SUGLI INTERVENTI IN ITALIA ENTRO FEBBRAIO”

"Le autorità italiane sono tenute a presentare una relazione entro la fine di febbraio 2013 per illustrare i progressi nei loro interventi di bonifica e il presente livello di conformità". Così il commissario europeo all'Ambiente Janez Potocnik in relazione al contenuto di arsenico oltre i limiti di legge nelle acque destinate al consumo umano in alcune Regioni italiane. Dopo la presentazione della relazione, "la Commissione valuterà le informazioni ricevute e deciderà le azioni appropriate che sono necessarie. Fino ad allora, la Commissione si aspetta che le autorità nazionali e regionali prendano le misure necessarie per garantire che non vi sia alcun rischio potenziale per la salute umana".
In una nota della rappresentanza in Italia della Commissione europea, il commissario ricorda che "tutte le deroghe concesse dalle due decisioni della Commissione sono scadute il 31 dicembre 2012. Ora tutte le zone di approvvigionamento idrico devono rispettare la direttiva sull’acqua potabile" e per questo le autorità italiane devono presentare una relazione entro fine febbraio. "Ad oggi, la Commissione non dispone di informazioni dettagliate sul livello di conformità diverse da quelle di dominio pubblico" conclude Potocnik.

BASILICATA: 13 MILIONI PER L’EFFICIENZA DELLA RETE IDRICA

Il Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto realizzerà, con il piano di sviluppo rurale 2007-2013, investimenti per complessivi 13 milioni di euro per migliorare l’efficienza della rete irrigua. Lo ha reso noto Angelo Carriero, presidente del Consorzio.
Le risorse fanno parte della misura 125 destinata ai consorzi, per complessivi 20 milioni di euro. La regione Basilicata ha finanziato e approvato cinque progetti per il Bradano e Metaponto che riguardano la sostituzione di condotte, per 7,3 milioni di euro, sull’intero comprensorio, la rivisitazione della rete nei territori di Matera e Montescaglioso, per 4,6 milioni, la sostituzione di condotte nella valle del Sauro Stigliano per 430mila euro, di tratti di canalette con tubazioni in agro di Tursi per 570mila e la sostituzione di tubature danneggiate nel territorio di Pisticci San Basilio per altri 200mila euro. “Siamo già al lavoro - ha detto Carriero - per predisporre i bandi. Abbiamo anche chiesto ai funzionari della regione di individuare una misura specifica per la manutenzione straordinaria della rete dei canali, estesa per 1.500 chilometri, per la quale occorrerebbero circa cinque milioni di euro”.

AUDIZIONI IN REGIONE VENETO PER ORIENTARE LA GESTIONE DELL’ACQUA

Nell’anno internazionale dedicato dall’Onu alla cooperazione per l’acqua, la regione Veneto vuole mettere al centro il problema di una corretta gestione dell’acqua, in modo da distinguere tra uso (agricolo) e consumo (civile e industriale), promuovendo un ciclo di audizioni pubbliche per stimolare il dibattito e coinvolgere le categorie portatrici di interessi su questo tema, per ottimizzare l’impiego delle risorse idriche.
A presentare il progetto di ascolto sono stati il presidente del consiglio regionale del Veneto, Clodovaldo Ruffato, e l’assessore regionale all’Ambiente, Maurizio Conte, insieme ai presidenti delle commissioni consiliari Davide Bendinelli (Agricoltura) e Nicola Finco (Ambiente) e al direttore dell’Unione veneta bonifiche Andrea Crestani. Il primo appuntamento sarà in Fiera a Padova venerdì 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua, nell’ambito del Sep Pollution: tecnici, politici, associazioni di categoria, enti di gestione si confronteranno sul tema “Acqua e pianeta. Le problematiche europee nel contesto mondiale”.
All’audizione padovana faranno seguito altre due giornate, il 20 maggio a Belluno (“Acqua e Italia”) e il 24 giugno a Verona (“Acqua e politiche regionali”) dove si tireranno le fila delle suggestioni raccolte negli appuntamenti precedenti per elaborare un pacchetto di idee per le politiche regionali, nazionali e comunitarie.

CONSIGLIO DI STATO CONTRO ACEA ATO 5, IL SERVIZIO IDRICO RIMMARRA’ AL COMUNE DI CASSINO

Il servizio idrico a Cassino (FR) rimarrà in gestione al comune. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza del Tar del Lazio che lo scorso anno aveva accolto il ricorso dell’Acea Ato5 ed aveva imposto al comune la cessione degli impianti idrici in base alla convenzione stipulata nel 1997 con l’amministrazione provinciale ed i comuni della Ciociaria. I giudici si sono dichiarati per l’inammissibilità del ricorso proposto in primo grado da Acea.
Dalla ricostruzione dei giudici, il Comune aveva inviato alla società due note (nel febbraio e nell’ottobre del 2007) nelle quali si dichiarava che l’acquedotto non sarebbe stato ceduto in nessun caso. A tal proposito, i giudici amministrativi spiegano che il gestore avrebbe dovuto procedere al ricorso nei termini di decadenza stabiliti dalla legge, cosa che non è stata fatta. Infatti, il ricorso risulta presentato al Tar successivamente ad una lettera di diffida datata 18 maggio 2011 ed inviata ai nuovi amministratori comunali che, però, non si erano ancora insediati. Inoltre, Acea aveva richiesto al comune, attraverso i propri legali, un risarcimento di 12 milioni di euro adducendo, come motivazione, il mancato guadagno per non aver gestito l’acquedotto dal 1997.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Giuseppe Golini Petrarcone: “La sentenza del Consiglio di Stato è sicuramente una vittoria di tutti i cittadini di Cassino e di chi in passato ha lottato con tutti i mezzi a disposizione e con grande impegno per far sì che l’acquedotto comunale continuasse ad avere una gestione pubblica”. Il sindaco ha annunciato che la questione verrà portata all’attenzione del consiglio comunale per l’approvazione di una delibera da far firmare agli altri sindaci dell’ambito territoriale, con l’intento di giungere alla risoluzione del contratto d’ambito.

TOSCANA, APPROVATA LA TARIFFA DALL’AIT

L'Assemblea idrica Toscana (AiT) ha approvato le tariffe decise dalle conferenze territoriali ed elaborate secondo i criteri indicati dall'Autorità per l'energia e il gas (Aeeg), tariffe che - secondo il direttore dell’Ait Alessandro Mazzei “servono per realizzare gli investimenti". Anna Rita Bramerini, assessore regionale all’ambiente, ha spiegato che «era necessario giungere a una decisione per non bloccare gli investimenti necessari che ammontano a 1,9 miliardi di euro», ribadendo le difficoltà di una ripubblicizzazione delle società idriche perché il costo di 1,2 miliardi di euro non sarebbe sostenibile da parte dei Comuni. «Quando il Consiglio regionale approverà l'osservatorio e il comitato per i servizi pubblici - ha concluso Bramerini -, ci sarà la possibilità di una partecipazione efficace da parte di tutti i soggetti interessati».
Soddisfazione per la decisione dell'AiT è stata espressa da Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana: «Rappresenta un primo passo avanti in una situazione che si stava facendo difficile e rischiosa. La scelta fatta dai Comuni consente ai gestori di realizzare investimenti importanti anche nel 2013, utili per il servizio idrico integrato, ma anche per l'economia toscana e l'occupazione; è assolutamente necessario che il settore idrico trovi stabilità del quadro giuridico e delle competenze, superando un continuo e sterile scontro ideologico e identitario. In questo quadro- ha aggiunto il presidente di Confservizi Cispel Toscana- potrebbe essere utile una revisione della legge regionale istitutiva dell'Ait, per ridefinire in modo razionale le competenze dei comuni alla luce delle nuove competenze dell'Autorità nazionale energia e gas in materia di tariffa idrica».

RAPPORTO LEGAMBIENTE - IL BUSINESS DELL’ACQUA IN QUELLA BOTTIGLIA VALE 2,2 MILIARDI

“C’è un vero e proprio business dentro una bottiglia d’acqua”. Un affaire “da 2,25 miliardi di euro” che riguarda “168 società per 304 diverse marche commerciali”. A dirlo Legambiente e Altreconomia con il rapporto “Acqua in bottiglia”, presentato in occasione della Giornata mondiale dell’acqua che si è celebrata il 22 marzo.
Il dossier, osservano Legambiente e Altreconomia, “svela tutte le pecche di un vizio tutto italiano”, parla di “business miliardari con introiti enormi per le aziende e scarsissimi ritorni per le regioni” e di un “enorme impatto ambientale e alti costi per i consumatori”.
Il principale impatto ambientale deriva dall’uso “di oltre 6 miliardi di bottiglie di plastica prodotte utilizzando 456mila tonnellate di petrolio, che determinano l’immissione in atmosfera di oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2”.

EUROBAROMETRO, ACQUA: ITALIANI PIU' INTERESSATI RISPETTO ALLA MEDIA UE

Il 66% degli italiani ritiene di non essere adeguatamente informato sui problemi che riguardano le acque del proprio Paese, da quelle sottorranee a quelle di laghi e fiumi, mentre solo il 34% dichiara di essere ben informato in materia. Lo rileva un'indagine Eurobarometro dedicata all'atteggiamento degli europei in materia, fotografando anche la situazione italiana nell'ambito del piu' ampio contesto. E il risultato e' che, rispetto alla media europea, gli italiani sembrano essere ben piu' preoccupati per lo stato in cui vertono le acque nazionali.
Il 92% ritiene le inondazioni 'un serio problema' contro il 79% della media europea; il 94% e' seriamente preoccupato per lo spreco idrico contro il 75% Ue e il 91% degli italiani ritiene un serio problema la qualita' dell'acqua contro il 68%. Tra le attivita' che hanno un maggiore impatto negativo sullo stato delle acque (in termini di disponibilita' e di qualita') ci sono, per gli italiani, soprattutto pesticidi e fertilizzanti utilizzati in agricoltura (93%) e il consumo domestico di acqua e lo spreco idrico (87%).
Per quanto riguarda il costo dell'acqua, gli italiani pensano che tutti dovrebbero pagare per il volume di acqua che utilizzano, dividendosi tra chi pensa che questo dovrebbe accadere sempre e in ogni caso (40%) e chi ritiene che questa vada fatto attuando pero' misure utili ad evitare possibili effetti sociali negativi (40%).
Secondo il principio del 'chi inquina paga', il 61% degli italiani ritiene che l'acqua dovrebbe costare di piu' se il suo utilizzo finisce per avere un impatto sull'ambiente. In questo caso la percentuale rispecchia quella europea. A fronte di questa diffusa preoccupazione, la maggioranza degli italiani (il 71%) pensa che l'Unione Europea dovrebbe proporre ulteriori misure di salvaguardia per risolvere il problema idrico, in linea con il 73% degli europei.
Il 62% degli italiani, indica la maggiore informazione sulle conseguenze ambientali dell'utilizzo di acqua come misura utile per affrontare i problemi idrici del Paese.

VICENZA, SI’ ALLA TRASFORMAZIONE DI ACQUE VICENTINE IN AZIENDA SPECIALE

Il Consiglio Comunale di Vicenza ha approvato nei giorni scorsi la delibera che dà mandato alla Giunta di procedere alla trasformazione di Acque Vicentine in una società di diritto pubblico. In precedenza, il comune aveva provveduto alla modifica del proprio Statuto. Ne da notizia il quotidiano VicenzaPiù.
Il progetto di trasformazione dovrà trovare l’accordo degli altri 30 Comuni soci di Acque Vicentine, di cui Vicenza è comunque l’azionista di maggioranza.

CAMPANIA, LA REGIONE AUMENTA LE TARIFFE ALL’INGROSSO. PROBABILI LE RICADUTE SULL’UTENZA

La Regione Campania ha varato lo scorso 29 marzo il decreto dirigenziale del Settore Ciclo integrato delle acque con il quale si ha proceduto a rideterminare le tariffe idriche per le forniture erogate dalla stessa Regione in qualità di grossista. Il costo unitario per metro cubo passerà da 18 a 23 centesimi. Nel provvedimento, firmato dal dirigente dell’Area di coordinamento ‘Ecologia’ Michele Palmieri, si motiva la decisione con un incremento dei costi di esercizio sostenuti dall’ente campano che detiene la gestione degli Acquedotti del Sarno, della Campania occidentale e del Torano - Maretto - Biferno.
Sui probabili impatti locali delle nuove tariffe all’ingrosso, il gestore beneventano Gesesa ha fatto sapere, attraverso una nota stampa - che «non ci sono automatismi tra la nuova tariffa fissata dalla Regione e la nostra tariffazione all’utenza. Bisogna attendere che sia l’Autorità garante a stabilire entro il 30 giugno i costi unitari per tutti i gestori della Campania. E’ evidente comunque che restringendosi il margine tra costo di partenza del bene e prezzo praticato al consumatore, il piano economico potrebbe essere rimodulato».
Di aumenti probabili parla il gestore sannita Alto Calore: «La legge - spiega il direttore Eduardo Di Gennaro - prevede che sia l’Autorità garante a emettere le nuove tariffe transitorie entro il prossimo 30 giugno. In vista di tale prov­vedimento, gli enti gestori hanno l’obbligo di fornire alla stessa Authority tutta la documentazione tecnico-economica. Abbiamo già provveduto a inviare tali informazioni all’Autorità, presentando al contempo una ipotesi di rimodulazione della tariffa praticata all’utente. Abbiamo previsto un incremento nell’ordine del 6 per cento, alla luce di quelli che sono i maggiori costi di esercizio in particolare per quanto riguarda spese energetiche e manutenzione della rete. At­tendiamo adesso il pronunciamento dell’Authority».

BANCA D’ITALIA, I DANNI INDIRETTI DEI RISCHI IDROGEOLOGICI COSTANO 2,7 MILIARDI L’ANNO

Mentre si celebra la Giornata dell’acqua e “l’oro blu” diventa una chiave di volta delle economie, anche la cattiva gestione delle aree a vulnerabilità idrogeologica diventa un fattore che pesa sui conti del paese. Ogni anno sull’economia italiana “i danni diretti legati al rischio idrogeologico pesano in media per oltre 2,7 miliardi di euro”. Cifra che “potrebbe raddoppiare” se si calcolassero anche “i danni indiretti” derivati da frane e alluvioni in territori con scarsa manutenzione dei corsi d’acqua, senza presidi o soggetti ad un eccesso consumo di suolo da parte dell’uomo.
Sono queste le prime valutazioni di uno studio della Banca d’Italia, presentato nei giorni scorsi al brain storm “Calamità idrogeologiche: aspetti economici”, promosso a Roma dall’Accademia dei Lincei, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua. “Il danno economico di calamità idrogeologiche nel nostro Paese è pari a 2,75 miliardi di euro l’anno (valori 2009), di cui 1,6 miliardi di euro l’anno in media per danni al patrimonio immobiliare, 1 miliardo per danni a infrastrutture come strade, scuole, ponti o caserme”, ha spiegato all’Adnkronos il ricercatore della Banca d’Italia Ivan Faiella, del Servizio Studi di struttura economica e finanziaria.
Va poi tenuto presente anche l’incalcolabile perdita di una vita umana, che pure ha suo “valore economico”. “I rimanenti 150 milioni di euro sono infatti - spiega ancora Faiella - il cosiddetto valore statistico della perdita di 50 vite umane, un valore che tiene conto anche, ma non solo, della produttività di una persona”. “La cifra complessiva di 2,75 miliardi è un dato sicuramente sottostimato - avverte Faiella - perché nel nostro studio, ancora in corso, abbiamo considerato per ora solo i danni diretti e non quelli indiretti che colpiscono le famiglie o le imprese in termini di perdita di produttività”.
“In base a questi calcoli - prosegue l’esperto di Bankitalia - si valuta quindi che le risorse destinate alla prevenzione, in media 400 milioni l’anno negli ultimi venti anni, sono insufficienti e comunque inferiori a quanto investito per il ripristino delle aree colpite da queste calamità”. Il centro studi di Bankitalia valuta quindi urgente un’analisi più di dettaglio tra costi e benefici della prevenzione.

A2A RISPONDE A “PRESADIRETTA”: “NIENTE PCB NELL’ACQUA DI BRESCIA”

Per la trasmissione di Rai Tre “Presadiretta” è “l’inquinamento più grave d’Italia, forse d’Europa, perché riguarda un pezzo intero di città, quattro milioni quadrati di territorio nella zona sud di Brescia dove vivono 25mila persone”. Si tratta del Sin, Sito di interesse nazionale, Caffaro, dal nome della fabbrica che “per cinquant’anni ha buttato nelle acque della città 150 tonnellate di pcb, policlorobifenile allo stato puro, una sostanza altamente tossica per il terreno e per l’uomo”, ha denunciato il programma condotto da Riccardo Iacona nella puntata del 31 marzo.
Pronta la risposta di A2a. “Negli ultimi vent’anni - spiega in una nota la multiutility lombarda - non è stata mai riscontrata la presenza di pcb”. “Si precisa - prosegue il comunicato - che l’acqua distribuita dal civico acquedotto cittadino, gestito da A2a ciclo idrico, è pienamente conforme al decreto legislativo 31 del 2 febbraio 2001 che disciplina la potabilità delle acque adibite al consumo umano. Ciò è dimostrato dai risultati delle oltre duemila analisi effettuate ogni anno da A2a, in aggiunta a quelle dell’Asl, nei pozzi, nelle sorgenti e lungo la rete di distribuzione della città di Brescia”.

CIVITA (VT), IL GIUDICE: RISARCIMENTO ALL’UTENTE PER ACQUA NON POTABILE

Si prevedono ulteriori ricorsi da parte di singoli utenti e associazioni di consumatori dopo la sentenza del Giudice di pace di Civita Castellana (VT) Fabio Ruffo che ha stabilito la restituzione delle somme pagate dal ricorrente per l’erogazione di acqua non potabile tra il 2006 e il 2007.
«La domanda va accolta - ha scritto il giudice - perché, come risulta dalle ordinanze comunali, l'acqua non era potabile e quindi il ricorrente usufruiva di un servizio idrico limitato che determina di conseguenza una riduzione dei canoni pagati». Lo stesso giudice ha fatto presente che Talete è chiamata a rimborsare i canoni in quanto aveva in gestione il servizio prima della non potabilità dell'acqua.
«Prendiamo atto della sentenza, e stiamo valutando di fare appello - dice il presidente di Talete Marco Fedele - poiché occorre evidenziare che contrasta con una precedente sentenza del Giudice di Pace di Ronciglione e con un’altra del Tar Lazio. La sentenza di Civita ha solo stabilito un indennizzo forfettario di cinquanta euro per il periodo contestato».

TREVISO, ATS ASSORBE ALTRI 4 COMUNI

Con atto notarile, si è perfezionato nei gironi scorsi il trasferimento del ramo d’azienda relativo al servizio idrico integrato dai Servizi idrici della Castellana (Sic) ad Alto trevigiano servizi (Ats). La gestione di acquedotto, fognature e depurazione dei Comuni di Castello di Godego, Loria, Riese e San Zenone degli Ezzelini (in provincia di Treviso) passa ad Ats.
Dal luglio 2007, anno di nascita di Ats, le evoluzioni del servizio idrico integrato sono state diverse fino ad arrivare a fine 2011 in cui erano stati assorbiti dall’azienda i servizi idrici integrati di tutti i Comuni del sub ambito Destra Piave a esclusione dei quattro del Sic. Ora a distanza di un anno si è completato l’iter di assorbimento e dal 1º gennaio 2013, data dalla quale avrà efficacia la cessione del ramo d’azienda, Ats gestirà direttamente e con un’unica tariffa 54 Comuni fornendo il servizio a quasi mezzo milione di abitanti.
«Si tratta di un’operazione molto importante», commenta il presidente di Ats, Marco Fighera, «conclusa con grande soddisfazione sia da parte di Ats, che da parte del Sic, e dalle 4 amministrazioni comunali di Castello di Godego, Loria, Riese e San Zenone, poiché si è chiusa una fase transitoria che durava da tempo e che la normativa vigente imponeva. Naturalmente anche ora che il numero dei Comuni gestiti da Ats è aumentato continueranno gli sforzi dell’azienda nel raggiungimento dei suoi obiettivi primari: ottenere economie di scala, ridurre i costi di gestione e migliorare il servizio pubblico per i cittadini mantenendo un’unica tariffa e un unico servizio di gestione per tutto il territorio della Destra Piave».

DEPURAZIONE IN SICILIA, CONTO ALLA ROVESCIA PER FONDI UE - CIPE

Conto alla rovescia in Sicilia per completare le procedure di utilizzo dei fondi Ue riprogrammati, finalizzati alla realizzazione di infrastrutture fognarie e depurative. Con la delibera Cipe 60/2012, il Ministero per la Coesione territoriale ha stanziato quasi 1,1 mld di euro per la Regione riprogrammando fondi europei inattivi, nel tentativo di scongiurare le sanzioni europee per il mancato adeguamento di 59 Comuni alla direttiva che impone il trattamento dei reflui urbani.
A fronte di tale finanziamento, la Regione ha siglato di recente con il Ministero l’Accordo di programma quadro “rafforzato” (Apq), che delimita gli interventi finanziabili immediatamente (pari a 66 mln), e pospone gli altri; complessivamente, si tratta di 116 opere. La delibera Cipe e l’Apq impongono un cronoprogramma stringente, con l’impegno giuridicamente vincolante delle risorse.
“Nell'accordo di programma sono stati individuati gli interventi di depurazione - spiega Maurizio Pirilllo, capo di gabinetto dell'assessore all'Energia Nicolò Marino - che devono essere oggetto di adeguamento: nella relazione di accompagnamento ci sono 116 interventi previsti”. La scadenza prossima è quella di giugno. “Entro giugno non bisognerà impiegare le somme - prosegue Pirillo - ma procedere agli atti giuridicamente vincolanti, ovvero avviare le procedure di gara per consentire ai vari Comuni di procedere alle relative gare d'appalto”. Tuttavia pare ancora abbastanza improbabile che gli enti locali siciliani siano pronti a intavolare operazioni particolarmente complesse dal punto di vista progettuale in così poco tempo. “C'è qualche difficoltà - ha concluso Pirillo - perché molti non hanno il livello di progettazione adeguata, ma, in linea di massima, la stragrande maggioranza dovrebbe farcela”.

MOLISE, CLASS ACTION CONTRO I COMUNI PER ACQUA INQUINATA (TRIALOMETANI)

Due comuni molisani dovranno risarcire ottantamila cittadini per l’emergenza idrica del Natale 2010. È stata infatti ammessa dai giudici del Tribunale di Roma la class action avviata per i disagi dovuti all’acqua inquinata da trialometani del Basso Molise a Natale 2010. Il Tribunale di Roma ha ammesso, con ordinanza, la richiesta di risarcimento pubblico collettivo avanzata nel 2011 dall’ Italia dei Valori, da Federconsumatori, Arco Consumatori e Lega Consumatori.
I giudici hanno ritenuto fondata la documentazione presentata dai ricorrenti nei confronti dei comuni di Montenero di Bisaccia e Petacciato. Con l’iniziativa, associazioni e partito hanno chiesto i danni per i problemi subìti da circa 80 mila molisani, residenti in 8 Comuni del litorale e dell’immediato hinterland rimasti senza acqua potabile durante le festività natalizie, a causa della presenza di trialometani nell’invaso del Liscione.
«La causa è stata considerata fondata - ha spiegato l'avvocato Domenico De Angelis dell'Idv che ha promosso la class-action - e i Comuni saranno condannati a risarcire non solo chi già aveva aderito alla class action ma anche chi lo farà nei termini previsti».

MOLISE ACQUA, SI DIMETTE IL COMMISSARIO PICCIANO

Michele Picciano, commissario straordinario di Molise Acque, si è dimesso dall’incarico «a seguito di quanto avvenuto alle scorse elezioni regionali», ritenendo «opportuno, per motivi di correttezza, rassegnare le mie dimissioni da commissario straordinario dell’Azienda speciale regionale Molise Acque». Picciano, già consigliere, assessore e presidente del Consiglio regionale, era stato nominato nel 2012 dall’ex governatore Michele Iorio e il suo incarico sarebbe cessato tra qualche giorno.
Sarà il presidente della Regione Paolo Di Laura Frattura a nominare il successore.

IN TOSCANA PARTE IL PROGRAMMA PILOTA CONTRO I RISCHI DEL SUOLO

Un programma pilota contro il rischio idrogeologico in Toscana. Per metterlo a punto è stato firmato un protocollo di intesa dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini e dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Lo ha reso noto il ministero dell'Ambiente, spiegando che "il protocollo nasce dall'impegno di ministero e Regione per far fronte al ripetersi con sempre maggiore frequenza di eventi climatici estremi che negli ultimi anni hanno causato pesanti perdite di vite umane e ingentissimi danni in tutto il paese e, in particolare in alcune aree della Toscana particolarmente vulnerabili al rischio idrogeologico".
"L'intensità e la frequenza di alluvioni, frane degli ultimi anni, innescate dai cambiamenti climatici - ha sottolineato Clini - impongono al nostro paese non solo seri ed organici interventi di prevenzione, ma anche l'elaborazione di nuovi modelli di assetto del territorio e delle sue infrastrutture che siano tarati sui nuovi modelli climatici e siano in grado di sopportare l'accresciuta violenza degli eventi climatici. In questo senso, l'intesa con la regione Toscana rappresenta il battistrada importante di una metodologia nuova che va estesa a tutte le zone a rischio". Il protocollo - prosegue la nota - nasce anche dalla consapevolezza maturato su questo tema dalla Regione Toscana, che recentemente ha varato una nuova normativa proprio sulla difesa del territorio dal rischio idraulico e sulla tutela dei corsi d'acqua . "La Regione è intervenuta negli anni non solo con risorse nelle situazioni di emergenza, ma anche con misure forti di prevenzione, come la legge 21 che impone il divieto di edificazione nelle zone ad alto rischio idraulico. Una misura unica nel panorama italiano" ha detto Rossi.

IRISACQUA, DALL’AEEG CHIARIMENTI SULLA NUOVA TARIFFA

Alle proteste congiunte di sindaci e Ato per i rincari che avrebbe dovuto applicare il gestore Irisacqua alla nuova tariffa idrica, ha risposto direttamente l’Aeeg, con una nota di Egidio Fedele dell’Oste, responsabile dell’Ufficio speciale tariffe e qualità dei servizi idrici. «Nei giorni scorsi - scrive - è stato lanciato l’allarme su un presunto rischio di forti aumenti dovuto all’applicazione del nuovo metodo tariffario stabilito dall’Autorità per l’energia. Questa preoccupazione merita attenzione e, da parte dell’Autorità, anche la massima disponibilità a rispondere positivamente alle richieste di incontri che verranno formulate. A beneficio dei cittadini, occorre prima di tutto ricordare che la tariffa dell’acqua è di competenza dello Stato, come sancito anche da una recente sentenza della Consulta secondo la quale: “la determinazione della tariffa relativa ai servizi idrici per i vari settori di impiego dell’acqua è ascrivibile alla materia della tutela dell’ambiente e a quella della tutela della concorrenza, ambedue di competenza legislativa esclusiva dello Stato”.
Un compito che per legge è stato affidato all’Aeeg che deve quindi definire le componenti di costo del servizio, predisporre il metodo tariffario e approvare le tariffe proposte dal soggetto competente, nel rispetto dei principi di copertura integrale dei costi e di chi inquina paga. «Per rispettare queste previsioni di legge - precisa dell’Oste -, i costi da coprire con le tariffe sono determinati sulla base delle informazioni e dai dati forniti dai singoli gestori e riscontrati sui suoi libri contabili. Tuttavia, fermo restando l’obbligo di trasmettere tutte le informazioni necessarie, vale un principio più volte dichiarato dall’Autorità stessa: le tariffe definite sulla base del modello dell’Autorità sono tariffe massime. Nessuno vieta che, d’accordo il gestore - e nel caso specifico sembra che non ci siano difficoltà in tal senso - agli utenti del servizio vengano applicate tariffe inferiori. L’importante è che queste tariffe rispettino comunque alcune condizioni a tutela dei consumatori e in adempimento alle norme nazionali ed europee: la loro applicazione non deve avvenire in modo discriminatorio, i costi non coperti dal gettito tariffario non devono essere compensati con operazioni non trasparenti, gli investimenti pianificati o imposti dalle normative nazionali devono essere effettuati nei tempi previsti, senza che ci siano successive rivendicazioni di mancati ricavi da chicchessia».
Sugli aumenti dell’Oste spiega così: «Una ultima osservazione riguarda l’entità dell’aumento: il provvedimento dell’Autorità stabilisce che tale aumento non possa eccedere il 6,5% all’anno; per aumenti superiori scatterebbe un approfondimento per individuarne la causa, stabilirne l’ammissibilità e valutarne la sostenibilità. In conclusione, le informazioni che devono essere inviate all’Autorità dovranno essere coerenti con la metodologia definita dalla stessa Autorità: la tariffa così calcolata non dovrà essere necessariamente applicata ai clienti finali, ma rappresenterà un limite massimo che non potrà essere in nessun caso superato per nessuna tipologia di utente. La Consulta e il gestore potranno concordare tariffe inferiori da applicare senza discriminazione e senza pretese risarcitorie».

TREVIGLIO (BG), PER CROMO ESAVALENTE RICHIESTA RISARCIMENTO ATTRAVERSO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE

Il comune di Treviglio (BG) chiede il risarcimento per il danno ambientale causato dal cromo esavalente emesso da alcune aziende chimiche di Verdellino, affidandosi per la specifica procedura al Ministero dell'Ambiente. Sembra infatti accertato che il cromo esavalente provienga dai siti di lavorazione chimica a nord della città ma che negli anni ha contaminato la falda acquifera anche del territorio trevigliese.
Il vice sindaco e assessore all'Ambiente Juri Imeri ha spiegato le ragioni dell'iniziativa: «Ritenuta la gravità del fenomeno per quanto sin qui accertato e la consistenza dei suoi effetti dannosi che già si sono manifestati e potranno esserlo in futuro - ha sostenuto - è opportuno fare azioni possibili e nei limiti dell'ordinamento vigente appunto abbiamo denunciato il fatto al Ministero che agirà di conseguenza nei tempi e nei modi che la legge glielo consente. Il tutto con la finalità di ottenere l'eventuale risarcimento da parte di quelle ditte che hanno provocato i danni».
Imeri ha evidenziato che l'inquinamento da cromo rilevato riguarda la falda acquifera e non la rete idrica potabile dell'acquedotto cittadino.
Il risarcimento atteso è collegato alle spese «di studi sulla falda acquifera che abbiamo commissionato a ditte specializzate - ha elencato Imeri - ma anche ai campionamenti di acqua fatti, all'impiego del personale comunale, alla partecipazione dei numerosi incontri sulla questione e, cosa non indifferente, alla spesa per l'estensione della rete idrica, sostenuta da Cogeide che poi è una società partecipata del Comune».
L'azione risarcitoria spetta per legge solo al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che può esercitare l'azione civile in sede penale. In pratica il Comune non può agire in proprio.

GARDA UNO, RICORSO CONTRO IL COMUNE DI LIMONE CHE VUOLE GESTIRE AUTONOMAMENTE

Ricorso al Presidente della repubblica da parte del gestore idrico Garda Uno contro il comune di Limone sul Garda. Motivo del contendere, il proposito dell’ente pubblico di tornare a gestire la rete idrica autonomamente. Volontà espressa il 30 ottobre scorso a Garda Uno e all´Aato di Brescia e sfociata infine nell´impugnazione dell´azienda speciale per l´annullamento delle delibere comunali.
«Pensano di essere intelligenti sostenendo che non sono legittime - tuona il sindaco di Limone Franceschino Risatti -, ma si sbagliano di grosso». «Oggi stesso con una delibera di Giunta provvederemo a impugnare il ricorso».
Un braccio di ferro iniziato ancora nell´estate scorsa: a fine luglio il Comune deliberò in Giunta e poi nella seduta consiliare del 24 settembre la volontà di gestire direttamente gli impianti comunali. Tra i motivi, la sproporzione tra i servizi offerti da Garda Uno e le tariffe per i cittadini. Limone ha affidato la gestione degli impianti al Servizio idrico integrato di Garda Uno nel 2006 e la sua quota di partecipazione nella società è dello 0,98%, una delle più basse.. L´intenzione del sindaco era di avviare la gestione comunale a inizio anno. Questo nuovo capitolo della «querelle» con il ricorso al Capo dello Stato rischia di complicare tutto.

PIEMONTE, L’ATO TORINESE DELIBERA LA NUOVA TARIFFA IDRICA

"La nuova tariffa dell’acqua recepisce l’esito del referendum del 2011, che stabiliva l’eliminazione della remunerazione del capitale investito dal prezzo. Questo significa che a un totale di 323 milioni di euro di ricavi di SMAT previsti per il 2013 si devono defalcare 16 milioni di euro”. L’assessore all’Ambiente della Provincia di Torino Roberto Ronco, che ha presieduto la conferenza dell’ATO Acque del Torinese svoltasi nei giorni scorsi presso la Provincia, illustra così le decisioni prese dall’assemblea.
Tra le più importanti, per salvaguardare le famiglie con redditi più bassi, la scelta di portare il parametro ISEE da 9.500 a 12.000 euro, mantenendo le riduzioni di 30 euro all’anno per nuclei familiari da 1 a 3 persone e di 45 euro all’anno per quelli maggiori di 3 persone. “In questo modo - prosegue Ronco - le bollette per le famiglie meno abbienti diminuiscono. L’ATO 3 ha inteso salvaguardare, in questo momento di crisi, i soggetti più deboli economicamente, senza con questo interrompere gli investimenti, soprattutto quelli sui depuratori, la cui efficienza è indispensabile per preservare l’ambiente e per evitare le sanzioni europee”.
La nuova tariffa per il sistema idrico (acquedotto, fognatura e depurazione) passa da 1,4232 €/mc a 1,5373 €/mc.

GELA, IL TAR CONDANNA IL COMUNE PER ORDINANZA CONTRO CALTAQUA

Il Tribunale amministrativo di Palermo ha annullato un'ordinanza del sindaco di Gela Angelo Fasulo perchè emanata in assenza dei presupposti di contingibilità ed urgenza e ha condannato il Comune alla spesa di 1500 euro. La vicenda è relativa alla richiesta di sospensiva dei distacchi nei confronti degli utenti morosi, per i quali il sindaco aveva emanato un’ordinanza e preso accordi con il gestore Caltaqua.
Nell’ottobre scorso infatti, a fronte di forti proteste da parte dei cittadini, Fasulo firmò un'ordinanza con la quale per ragioni «di ordine pubblico e di carattere igienico-sanitario» ordinò sine die a Caltaqua di non sospendere la fornitura idrica nei confronti di utenti morosi. Il Comune, da parte sua, avrebbe verificato il reale stato di disagio economico dei morosi e trovato un accordo per il pagamento con il gestore. Ma il Comune ha ritardato nell’effettuare le verifiche attese, tanto che il gestore ha presentato ricorso al Tar contro il Comune e l' Ato idrico.
Ai giudici amministrativi Caltaqua ha chiesto l' annullamento dell'ordinanza del sindaco. Nè Comune nè Ato si sono costituiti. Il Tar ha dato infine ragione a Caltaqua ritenendo che "risulta abbastanza chiaramente dagli atti di causa che lo scopo che ha mosso l'esercizio disfunzionale dei poteri d'urgenza è preordinato non già a prevenire situazioni igienico-sanitarie o di ordine pubblico - rispetto alle quali nessun richiamo l'ordinanza contiene, ad esempio, ad atti istruttori dell'Azienda sanitaria competente per territorio ovvero delle Forze dell'ordine -, quanto, più semplicemente, quello di impedire al gestore medesimo di azionare i rimedi di legge tesi ad interrompere la somministrazione di acqua nei confronti di utenti non in regola col pagamento della prevista tariffa".

HERA, SENSORI INTELLIGENTI PER LE RETI IDRICHE

Si chiama Lorno e serve per rilevare le perdite della rete idrica. E’ un dispositivo che Hera ha recentemente installato a Riolo Terme (RA) e che tramite un sistema di trasmissione remota di dati ed allarmi garantirà maggiore efficienza e un più alto livello di sicurezza nell’erogazione del servizio. E’ la prima volta che in Italia viene installato e sperimentato questo innovativo strumento.
Si tratta di sensori (idrofoni), integrati all’interno degli idranti interrati in strada, in grado di intercettare in modo continuo il manifestarsi di eventuali perdite attraverso la rilevazione di anomalie nella propagazione delle onde sonore veicolate dalla rete idrica, garantendo così tempestive riparazioni. Il dispositivo è una sorta di stetoscopio che ascolta le vibrazioni provocate dalla fuoriuscita d’acqua in presenza di una fuga: l’acqua, infatti, è un ottimo conduttore di onde sonore.
Considerata la capacità di rilevamento degli idrofoni, ognuno dei quali può arrivare a individuare perdite anche fino a 500 - 600 metri di distanza, con l’installazione da parte di Hera di 13 sensori si coprirà una rete distributiva di svariati chilometri a servizio della cittadina di Riolo Terme.
Un esempio di smart grid applicato al settore idrico, che consente di individuare in tempo reale i guasti e le anomalie, migliorando i tempi di attivazione dei servizi di pronto intervento sul posto.
Il progetto, attivato dall’Unità Ricerca e Sviluppo di Hera e realizzato in collaborazione con l’area territoriale Hera di Imola-Faenza, già attivo, dopo un periodo necessario per la taratura degli strumenti, rappresenta una vera e propria innovazione che mira a garantire sempre più sicurezza e continuità di servizio attraverso strumenti di controllo a distanza in tempo reale.
Se i risultati di questa prima sperimentazione saranno positivi, sarà effettuata un’analisi per valutarne l’uso su più ampia scala.

ABRUZZO, ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI DI WWF E SOCIAL FORUM

Il Wwf Abruzzo e il Forum Acqua dell'Abruzzo Social Forum hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti e alla magistratura ordinaria, alla luce dei dati diffusi dal commissario alla gestione del Servizio Idrico Integrato Pierluigi Caputi. Nelle scorse settimane, Caputi aveva lanciato l’allarme sui debiti che gravano l’Ente regionale risorse idriche (Ersi) e sui gestori del servizio. L’obiettivo dei ricorrenti è di “verificare i danni ed accertate le responsabilità sulla malagestione", auspicando che "a pagare siano i responsabili e non i cittadini".
Evidenziando come da anni "Wwf e Abruzzo Social Forum stiano denunciando il completo fallimento della gestione del servizio idrico in Abruzzo", gli esponenti delle associazioni hanno spiegato di aver inviato alla Corte dei Conti e alle sei procure interessate un esposto contenente, tra l'altro, il comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi dallo stesso Caputi, assieme agli atti ufficiali relativi alla situazione economico-finanziaria e gestionale delle società e degli ex Ato".
Nel sottolineare che "non è più rinviabile il riordino delle società di gestione", Wwf e Abruzzo Social Forum si dicono preoccupate "per l'impatto di questa situazione su reti e depuratori. I tassi di perdita sono incredibili e senza investimenti si pensano soluzioni che seguono la logica dell'emergenza; tutte iniziative che non fanno che aumentare la pressione sull'ambiente, mentre - hanno concluso - i fiumi abruzzesi già oggi non rispettano gli obiettivi di qualità fissati dall'Ue".

DEPURAZIONE IN CALABRIA, FIRMATO L’ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO

Arriva alla firma anche l’Accordo di programma quadro per l’utilizzo dei fondi ue riprogrammati, per la realizzazione in Calabria di opere fognarie e depurative. "A conferma degli impegni assunti con i cittadini calabresi da questa Amministrazione regionale, in termini di programmazione degli interventi di disinquinamento fognario-depurativo, il 5 marzo scorso, a Roma presso il Ministero competente, il Dirigente regionale del Dipartimento Politiche dell'Ambiente Bruno Gualtieri, in qualità di Responsabile per la Regione, ha sottoscritto l'Accordo di Programma Quadro 'rafforzato', con i rappresentanti dei Ministeri interessati". Così l'Assessore regionale all'Ambiente Francesco Pugliano in una nota della regione Calabria.
"Tale sottoscrizione che consente la disponibilità immediata ad utilizzare i 160 milioni di euro di fondi pubblici previsti nel 'Piano per il Sud' per il sistema di depurazione - prosegue Pugliano - rappresenta il raggiungimento di un obiettivo fondamentale. E' giunto il momento per i Comuni beneficiari di dimostrare concretamente ai propri concittadini la volontà di restituire loro un territorio disinquinato che possa, finalmente, far emergere le proprie straordinarie peculiarità ambientali. I Comuni dovranno, pertanto, proseguire celermente l'iter già avviato, di concerto con il Dipartimento regionale, mediante la convocazione delle relative (e normativamente propedeutiche) conferenze di servizio, quindi, procedere con la predisposizione dei bandi di gara per la realizzazione degli interventi e per l'assegnazione del servizio di gestione in project financing, di cui al D.Lgs 163/2006 e ss.mm.ii".
Per ciascuno dei 16 interventi, a partire dalla fase di approvazione del progetto esecutivo ovvero da quello preliminare, offerto in gara dal proponente (e da sottoporre alla Conferenza dei Servizi), il Dipartimento procederà con l'attivazione del contributo del Formez PA, nell'ambito degli obiettivi di servizio del PON 2007-2013, con l'espletamento di tale verifica e 'validazione'". "Un ulteriore contributo - conclude l'assessore Pugliano - interverrà, infine, da parte di Invitalia, in ordine sia alla redazione dei bandi per l'espletamento delle gare sia all'elaborazione delle linee guida (i cui contenuti dovranno essere recepiti già negli stessi bandi) per l'attuazione della intervenuta Legge regionale 27.12.2012 n. 69, che modifica (con l'aggiunta dei commi 3 e 4) la Legge regionale 11.08.2010 (Misure di razionalizzazione e riordino della spesa pubblica regionale) in termini di razionalizzazione del sistema di riscossione degli utenti serviti dagli impianti di depurazione, di assicurare la bancabilità degli interventi e, quindi, maggiore certezza negli introiti".

REGGIO EMILIA, NELLO STATUTO GESTIONE DEL SII PUBBLICA E SENZA SCOPO DI LUCRO

Il comune di Reggio Emilia ha votato nei giorni scorsi a larga maggioranza la delibera che modifica lo Statuto comunale. "Il Comune di Reggio Emilia - è scritto nel testo di modifica votata - riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua potabile come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico. Garantisce che la proprietà e la gestione degli impianti, della rete di acquedotto, distribuzione, fognatura e depurazione siano pubbliche e inalienabili, nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali. Garantisce che la gestione del servizio idrico integrato, riconosciuto come servizio pubblico locale di interesse generale, non persegua scopi di lucro e sia sottratta ai principi della libera concorrenza, mediante un soggetto a proprietà pubblica. Garantisce la gestione partecipativa del bene comune acqua, orientata a criteri di efficienza, risparmio, solidarietà, trasparenza, sostenibilità, con finalità di carattere sociale ed ecologico, salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future".

AUMENTANO LE BOLLETTE DELL’ACQUA, VANDALI DEVASTANO COMUNE IN ABRUZZO

Atto vandalico con dedica e tanto di spiegazioni. Devastato il comune di Popoli, in provincia di Pescara, per protestare contro il considerevole aumento delle bollette per la fornitura dell’acqua. Uffici messi a soqquadro con documenti e fotografie mandate in frantumi. Gli “insoliti” ignoti hanno lasciato un biglietto in cui lanciano pesanti accuse nei confronti degli ex amministratori comunali colpevoli, secondo loro, di aver provocato con il loro comportamento l’aumento delle bollette relative alla fornitura dell’acqua.
Della lista incriminata fanno parte l’ex sindaco Emidio Castricone e il suo vice, oltre a dirigenti che percepirebbero dalla società che gestisce il servizio idrico integrato considerevoli stipendi. “Sono gesti che non ci intimidiscono - afferma l’attuale sindaco Concezio Galli - un’azione che non trovo giusta, perché rivolta contro le istituzioni. Se ci sono responsabilità riguardo alle situazioni lamentate dai cittadini saranno accertate nelle sedi opportune. Anche perché da tempo sono stato io stesso a sollecitare l’intervento della magistratura affinché sia fatta totale chiarezza sugli atti amministrativi relativi alla vicenda Aca”.
Solo tre giorni fa nella stessa provincia di Pescara un guasto all’acquedotto Giardino aveva messo in ginocchio oltre 200mila abitanti che sono rimasti a secco per oltre 24 ore: l’Ato ha successivamente aperto una inchiesta per verificare quanto accaduto.

ACQUEDOTTO PUGLIESE, AL VIA LA NUOVA TARIFFA. MASELLI: “IMPEGNO PER VALORIZZAZARE LA GESTIONE PUBBLICA”

La nuova tariffa idrica in Puglia salirà a 1,7 euro al metro cubo. Lo ha deciso l’Autorità idrica pugliese (Aip), definendo per l'anno in corso un incremento del 5% che però non riguarderà i meno abbienti. In base al Protocollo d'Intesa tra Regione Puglia, Anci, Aqp spa e Aip firmato il 21 giugno 2012, oltre 340 mila famiglie usufruiranno di agevolazioni e pagheranno una tariffa minore dell'attuale.
In un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, Gioacchino Maselli, Amministratore unico di Aqp, ha dichiarato che il suo impegno nel nuovo incarico è stato quello di «valorizzare la gestione pubblica». «In primo luogo - ha precisato Maselli - in questi sei mesi ho provato a far passare un concetto che in realtà è semplice: se ci sono disponibilità di cassa bisogna pagare. E così adesso riusciamo a pagare i fornitori entro 60 giorni. Questo, secondo me, è uno degli aspetti fondamentali della gestione pubblica».
Ce ne sono, poi, altri due. «Il secondo aspetto è la valorizzazione di tutte le questioni ambientali, come il ciclo della depurazione. Abbiamo investito 200 milioni di euro per ammodernamento di tutti gli impianti e adesso stiamo puntando sulle risorse umane: dalle 6 persone attuali che vi lavorano, passeremo a 18, visto che abbiamo appena pubblicato un bando per chimici e biologi».
Il terzo aspetto è il taglio delle spese: «Stiamo lavorando su diversi aspetti e uno di questi, per esempio, è quello del dimezzamento del parco auto: ne abbiamo 300, vorrei arrivare a 150. Man mano che andranno in disuso, o non verranno sostituite o lo saranno con auto promiscue utilizzabili sia per trasporto uomini che per interventi».
La vera rivoluzione sarà, però, quella del bilancio, già con l'approvazione del 2012: «Per la prima volta il conto economico non sarà più misto, da una parte ci saranno i costi operativi dall'altra il fondo di gestione. Ciò comporterà la diminuzione degli utili per tutte le società di gestione, ma si saprà a cosa saranno destinati. Nel nostro caso le tre componenti del fondo saranno ammortamenti per investimenti in corso, bonus acqua, investimenti futuri».

CAPACCIO (SA), 3,5 MLN DI FONDI CIPE PER FOGNATURE E DEPURAZIONE

Completamento ed adeguamento della rete fognaria nel comune di Capaccio (SA), dove è stata indetta la gara per l’affidamento dei lavori. Il progetto mira anche al disinquinamento della fascia costiera con la realizzazione di allacci fognari e il collegamento al depuratore di Varolato, dove già confluiscono i reflui di Agropoli e Giungano. L’opera consentirà anche di eliminare eventuali allacci abusivi lungo la costa.
L’importo complessivo dei lavori è di 3,5 milioni euro. L’appalto non è suddiviso in lotti e dovrà essere portato a compimento dalla ditta che vincerà la gara entro un anno dalla consegna dei lavori, che dovranno essere eseguiti mantenendo in esercizio le strade lungo le quali sarà realizzata la rete delle acque nere. Per le ditte interessate all’appalto il termine ultimo per presentare le offerte al Comune è stato fissato entro le 14 del prossimo 2 maggio. L’offerta dei concorrenti dovrà essere corredata da una cauzione provvisoria di 70.660 euro.
L’intervento sarà realizzato grazie ai fondi Cipe di 10 milioni di euro.

GEAL DI LUCCA, CON IL NUOVO METODO AUMENTI DEL 30%

A Lucca aumentano le tariffe per l’acqua ma riprendono anche gli investimenti del gestore idrico Geal per l’estensione della rete fognaria e dell’acquedotto. Ne da notizia Il Tirreno, secondo cui una famiglia tipo che consuma 150 metri cubi di acqua all’anno nel 2011 ha pagato 178,76 euro in bolletta, nel 2012 ha speso 234,12 euro e nel 2013 salirà a 260,03 euro. L’aumento è dovuto all'applicazione in GEAL dal 2012 del metodo tariffario normalizzato (MTN), in sostituzione del metodo previgente basato sulle deliberazioni del CIPE e cessato ex lege.
Per l’amministratore delegato Paolo Saccani “è vero che la tariffa è aumentata del 30%, ma per una famiglia lucchese l’acqua incide solamente per il 10% dei servizi pubblici e incide per lo 0,91% sulla spesa media mensile delle famiglie. In più, la maggior parte di questo aumento è una sorta di partita di giro che Geal fa nei confronti del Comune, al quale dal 2012 versa la rata annuale del mutuo contratto per effettuare i lavori per le fognature”.

DEPURAZIONE IN CAMPANIA, 214 MLN DAL CIPE

«L’approvazione da parte della Giunta regionale dello schema di Accordo di programma quadro tra Regione e Governo, relativo agli interventi di rilevanza strategica in materia di depurazione delle acque, rappresenta un atto fondamentale per l’avvio degli interventi già programmati d’intesa con il Ministero dell’Ambiente per un valore di 214 milioni di euro». Così l’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano.
«Subito dopo la firma a Roma - aggiunge Romano - potranno partire le gare per le opere previste. Si tratta della realizzazione di collettori fognari e di depuratori indispensabili per il risanamento ambientale. In alcuni casi, proprio la mancanza di tali opere ha dato vita a dure condanne da parte della Ue. Tra gli interventi previsti figurano anche la realizzazione di due depuratori ad Ischia, l’adeguamento del depuratore di Napoli Est, l’impianto di Capaccio-Paestum e il nuovo collettore dei comuni vesuviani. La delibera approvata dalla Giunta pone anche fine alle polemiche strumentali poste in essere da qualche amministratore negli ultimi giorni: come si vede, gli interventi sono esattamente gli stessi inseriti nella delibera Cipe dell’aprile 2012».

PROGETTO ECO-COURTS: L’EUROPA CI FA RISPARMIARE L’ACQUA

Promuovere la diffusione di comportamenti consapevoli che favoriscano un uso razionale dell’acqua anche in Italia: è uno dei principali obiettivi del progetto europeo Life - Eco Courts, che vede capofila il comune di Padova e di cui Legacoop è partner, insieme a Coop, Finabita, regione Toscana ed Emilia Romagna.
Il progetto Eco Courts, “cortili ecologici”, parte dall’idea che i condomini siano luoghi privilegiati da dove avviare iniziative di sensibilizzazione per razionalizzare i consumi di acqua ed energia e ridurre la produzione di rifiuti. E i primi risultati dimostrano la validità dell’assunto: in questi giorni è stata realizzata una “casa dell’acqua” in un condominio della cooperativa edificatrice Ferruccio Degradi di Milano, a via Caldera. La casa dell’acqua offre vantaggi economici per gli abitanti e contribuisce a ridurre l’inquinamento che deriva dalla produzione e commercializzazione della risorsa in bottiglia.
Il punto acqua è stato posizionato in uno spazio comune ed è gestito da un socio che apre il locale dalle 7.30 alle 19.30, dal lunedì al sabato, e la domenica dalle 9 del mattino.

PIOMBINO, IN FUNZIONE I NUOVI IMPIANTI DELL’ASA PER TRATTAMENTO DEL BORO

A Piombino (LI) sono entrati in servizio due nuovi impianti per il trattamento del boro. Dopo la realizzazione dell'impianto per il trattamento dell'arsenico di Suvereto, a gennaio scorso, e di quello di Franciana a Piombino a febbraio, nelle acque potabili della Val di Cornia e dell'Elba, il parametro arsenico è al di sotto dei ristretti limiti indicati dalla Comunità Europea. E adesso, annuncia Asa - il gestore del servizio idrico - entrano in questi giorni in servizio due ulteriori impianti per il trattamento del boro. Spesa complessiva 20,5 milioni di euro.
E' stata così rispettata, anche per questo parametro, la scadenza della deroga concessa dalla Ue per il periodo 2003-2012 che prevedeva un valore limite di 3 ppm , rispetto al valore di 5 ppm presente precedentemente. In questi giorni il valore massimo di boro si sta così stabilizzando su valori inferiore a 1 ppm.
«L'operazione che ha portato a questo risultato non è stata né semplice, né di poco costo» sottolinea Asa. Infatti tutte le attività di progettazione, ottenimento di numerose autorizzazioni, l'esproprio di aree, le gare d'appalto e la realizzazione delle opere, sono state sviluppate in un tempo inferiore a due anni. E' da considerare inoltre che l'impianto per l'arsenico ha dimensioni uniche in Europa (260 l/s) mentre i due impianti del boro sono unici al mondo per l'utilizzo sulle acque di falda della tecnologia a resine selettive specifiche per il boro, e soprattutto unici per le dimensioni (350 l/s a Franciana, e 90 l/s a Coltie). I due nuovi impianti consentono un valore del parametro boro in uscita dal trattamento pari a un ventesimo del valore minimo di legge.
Tutto il sistema è telecontrollato. I parametri di boro nelle varie fasi vengono rilevati in tempo reale. «Si è dovuti intervenire anche sull'acquedotto con condotte che concentrano le acque dei campi pozzi ai trattamenti e che poi le portano alla distribuzione, una volta trattate spiega Asa - complessivamente sono state stese oltre 40 km di condotte. Per consentire il funzionamento della struttura è stato potenziato il sistema di pompaggio di Macchia alta e realizzato un nuovo sollevamento in via degli affitti. E' in corso di realizzazione di un serbatoio da 2.000 mc a Franciana, con doppio impianto di sollevamento che consentirà una gestione affidabile del sistema nei periodi di punta del turismo».

CONSULTA, PARERI ASSEMBLEA SINDACI NON VINCOLA ERSI

L'ente regionale per il servizio idrico integrato (Ersi) è obbligato a chiedere alle assemblee dei sindaci (Assi) i pareri sugli atti e le scelte fondamentali inerenti il servizio idrico integrato, ma essi poi non vincolano le scelte finali dell'ente regionale. Lo afferma la Corte costituzionale nella sentenza n. 50 del 2013 che, accogliendo in parte il ricorso presentato dal Governo, ha modificato la legge regionale 9/2011 nella parte in cui conferisce maggiori poteri all'ente regionale, non vincolandolo alle risultanze dei pareri delle assemblee dei sindaci.
Nella propria legge, la Regione volendo tutelare pienamente le specificità del territorio, aveva previsto non solo come obbligatorio, ma anche come vincolante il parere dei sindaci componenti le Assi. La Corte ha invece riconosciuto una maggiore autonomia all'ente regionale, sostenendo che la volontà delle singole Assi provinciali ha piena esplicitazione anche con il solo parere obbligatorio.
"Si tratta di un giudizio inatteso - afferma l'assessore ai Lavori pubblici Angelo Di Paolo - che dà maggiori poteri all'ente regionale, considerato che qualificando i pareri dei Comuni non solo come obbligatori ma anche come vincolanti si era inteso rispettare le prerogative che la legge nazionale riconosce agli enti locali. Questo fa si che la nuova Ersi venga ulteriormente rafforzata nel proprio ruolo di programmazione e controllo sul servizio idrico sull'intero territorio regionale".
E' il caso di ricordare che la legge 9/2011 ha già avuto nell'estate scorsa, con le legge 34/2012, un'ulteriore modifica che ha reso invece più stringente il controllo sui soggetti gestori del servizio idric o. Anche su questo punto l'intervento normativo regionale è pienamente in linea con quanto ha deciso la Corte costituzionale in materia di controlli sui soggetti gestori.

NAPOLI, PIANO ANTI-DISSESTO: LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE CON I DATI DI ARIN

Il comune di Napoli utilizzerà la banca dati dell’Arin per scovare gli evasori fiscali. Così l’assessore al Bilancio Salvatore Palma che ha illustrato in commissione i dettagli della manovra di rientro dopo l’adesione del Comune al prestito da parte del Tesoro, come previsto dal Dl 174/2012. Il piano anti-dissesto si baserà principalmente sulla vendita degli immobili pubblici (per 780 milioni); dalle tariffe Cosap (4 milioni l’anno) e dalla lotta all’evasione, incrociando appunto i dati del gestore idrico con quelli in possesso di Palazzo San Giacomo.
Sul fronte entrate, anche l’aumento delle tasse di pertinenza comunale. Ma Palma promette che la fascia di esenzione sarà allargata: «Passerà da 10 a 15 mila euro di reddito annuale». L’assessore ha sostenuto di aver trovato al Mef un muro di gomma: «Apprezzavano le nostre proposte, come la costituzione del fondo misto, ma poi rispondevano che non potevano essere accolte perché non previste dal provvedimento».
Risparmi dovrebbero arrivare anche dalla fusione delle partecipate con una riduzione dei costi di circa 100 milioni: all’Anm ci sarà un esodo di 400 dipendenti. Sarà creato, inoltre, un unico centro per gestire bandi e gare d’acquisto. Saranno tagliati i contributi a teatri e associazioni mentre per i nuovi investimenti si farà ricorso al projet financing, vista l’impossibilità di contrarre nuovi mutui. Tagli previsti anche per quanto riguarda il personale attualmente a quota 9.460.

REDAVALLE (PV), IL SII ALLA BRONI STRADELLA PUBBLICA

Entro la fine dell’anno, il servizio idrico integrato dovrà essere assegnato ad un gestore unico per l’intera provincia di Pavia. Il comune di Redavalle (PV) ha deciso di cedere la gestione dell’acquedotto alla società “Broni Stradella Pubblica”, che già si occupa della fognatura e della depurazione delle acque nere. A partire dal prossimo primo luglio, la società sarà responsabile dell’erogazione dell’acqua e dell’emissione delle bollette.

PALERMO, PER IL SINDACO L’ACQUA SARA’ PUBBLICA. E AMAP AZIENDA SPECIALE

L'acqua a Palermo dev'essere pubblica. Lo sostiene il sindaco Leoluca Orlando che ha incontrato nei giorni scorsi con il vice sindaco Cesare Lapiana e il presidente dell'Amap Enzo Costantino, una delegazione del Forum siciliano dei Movimenti per l'Acqua e i Beni Comuni.
Il sindaco ha ribadito l'impegno dell'amministrazione a fare proprio lo spirito del referendum del 2011, con il quale la stragrande maggioranza degli italiani si espresse per la tutela dell'acqua pubblica, sottraendola quindi alle logiche di mercato della privatizzazione dei servizi.
Primo concreto passo in questa direzione, ha confermato il Orlando, sarà la proposta al Consiglio comunale di avviare il processo di trasformazione dell'Amap da Spa (di diritto privato) in una Azienda speciale (di diritto pubblico); allo stesso tempo sarà proposta la modifica dello Statuto comunale, includendo l'acqua fra i beni pubblici essenziali e inalienabili definendo l'acqua come bene comune e diritto umano universale la cui gestione, pubblica e partecipativa, persegue gli interessi generali della comunità di riferimento.

REGI LAGNI, 230 MLN DALLA UE PER IL DISINQUINAMENTO

Stop all’inquinamento dei Regi Lagni e via libera alla valorizzazione dell’area. La Regione Campania ha ottenuto il via libera della Commissione europea per un importo complessivo di 230 milioni di euro. Tale progetto prevede la realizzazione di interventi volti principalmente al disinquinamento dei Regi Lagni e del litorale immediatamente a nord di Napoli per ridurre quanto più possibile a monte la fonte dell’inquinamento allo scopo di risanare il contesto ambientale che presenta, allo stato, una situazione di grave degrado.
Il piano, in tal senso, persegue il miglioramento della balneabilità del Litorale Domitio e di quello a nord di Napoli. Si realizzeranno, allora, interventi sui depuratori che scaricano nei Regi Lagni e sul depuratore di Cuma, tutti attualmente non pienamente funzionanti, riportandone la prestazione a norma nonché si completeranno i principali sistemi fognari nel bacino interessato. Sono in cantiere, in particolare, lavori di adeguamento degli impianti di depurazione regionali di Napoli Nord - Acerra - Cuma - Foce Regi Lagni e Marcianise e la realizzazione ed il completamento di alcuni collettori comprensoriali nell’area di Giugliano (Nord Ovest di Napoli): con la bonifica delle acque collettate dai Regi Lagni e quelle scaricate direttamente a mare dall’impianto di Cuma (che serve la parte occidentale dell’area napoletana), si contribuirà sensibilmente al miglioramento della qualità ambientale del litorale al fine di ripristinarne la balneabilità e la fruizione turistica.
Sono poi previste azioni ad hoc sulla rete di smaltimento delle acque meteoriche e fognarie dell’area a nord di Napoli ricadente tra i Comuni di Giugliano, Mugnano, Villaricca, Qualiano, Melito e Sant’Antimo.

MANOVA, DALLA PROVINCIA OK ALLE NUOVE TARIFFE

Via libera del consiglio provinciale di Mantova al provvedimento che recepisce il parere favorevole espresso un anno fa dalla Conferenza dei Comuni all’aumento del 5% delle tariffe (a partire dal gennaio 2012). La delibera prevede un esplicito riferimento all’aumento, che dovrà però coprire soltanto i costi di gestione degli impianti idrici e a fornire il servizio a chi ne è privo e non costituisce forma di profitto per il gestore.
Hanno votato a favore il Pd, Pdl e centristi, con l’astensione di Sel e il voto contrario di Lega e Idv.

ARSENICO A VITERBO, I COMUNI VERSO IL RICORSO ALLA CORTE UE

L’obiettivo è quello di ottenere un risarcimento presso la Corte ue per inadempimento dello Stato italiano nel mancato adeguamento dei sistemi idrici territoriali. Il problema del viterbese è ancora quello dei parametri di arsenico superiori ai livelli previsti. E’ per questo che i sindaci di Corchiano, Capranica, Ronciglione, Civita Castellana, Castel Sant’Elia, Fabrica di Roma e Caprarola sono sul piede di guerra.
«Ad oggi - scrivono i sette - i Comuni sono soli a fronteggiare l’emergenza. Abbandonati al loro destino, privati delle risorse finanziarie, umane e strumentali». Per di più senza informazioni, visto che il commissariamento per l’emergenza arsenico (in capo alla presidenza della regione Renata Polverini, dimissionaria) è scaduto il 31 dicembre 2012 proprio insieme all’ultima deroga. «Le uniche notizie fornite sono - continuano - quelle dell’Istituto superiore di sanità in merito alle limitazioni d’uso delle acque. Ebbene, dopo quattordici anni di ignavia da parte delle istituzioni superiori, che non sono riuscite a destinare i fondi necessari per l’adeguamento delle reti idriche, l’acqua può essere utilizzata solo per lavare indumenti, stoviglie, ambienti e, in assenza di malattie cutanee, per fare la doccia».
Intanto a Corchiano il sindaco fa da sé. «Per garantire i 5-6 litri giornalieri ai cittadini come prescritto dall’istituto superiore di sanità - dice Bengasi Battisti - abbiamo inaugurato le prima fontana dearsenificata». Non una casetta dell’acqua bensì una classica fontanella che, spingendo un pulsante, eroga gratuitamente otto litri al minuto, senza bisogno di tessere. Il costo? «Poco più di 3 mila euro. Altre due ne apriremo a breve».

TAM, 3 MLN DI INVESTIMENTI IN FOGNATURE NEL MILANESE

L’ambiente ringrazia. Più di sette nuovi chilometri di fognature in arrivo a Magnago e Bienate, in provincia di Mialno. Approvato nei giorni scorsi dal Consiglio di Amministrazione di TAM Spa il progetto preliminare che porterà un importante contributo al risanamento del territorio e alla soluzione di molte criticità ambientali. Una risposta concreta alla procedura di infrazione comunitaria 2034/09, che prevede pesanti sanzioni per i depuratori e le reti fognarie che non saranno a norma entro il 2015. Il progetto è stato curato dall’area tecnica di TAM Spa, l’azienda pubblica del servizio idrico milanese (che ha tra i propri soci anche il Comune di Magnago) che proprio in questi giorni sta completando la fusione per incorporazione nel Gruppo CAP.
“Lo stato attuale del sistema fognario nel Comune di Magnago - spiega il Presidente TAM Giuseppe Viola - rappresenta un elemento di forte criticità. Parte del territorio, residenziale o industriale, non risulta dotato di rete fognaria. La realizzazione degli interventi progettati dai nostri tecnici permetterà di risolvere definitivamente problemi di natura ambientale collegando capoluogo e frazione ai nostri impianti di depurazione”. Il progetto, per cui è previsto un investimento di tre milioni e 300mila euro, prevede complessivamente la posa di circa 7 chilometri e mezzo di rete (di cui 57,53% nel capoluogo e 42,47% nella frazione di Bienate). Un incremento pari a circa il 15 per cento dell’attuale rete fognaria che si estende per quasi 48 chilometri.

IANOMI, COMPLETATA LA RETE FOGNARIA DI LAINATE PER 5 MLN DI INVESTIMENTI

Basta scarichi fognari nel torrente Lura: da metà aprile l’intera rete fognaria di Lainate (MI) viene convogliata al depuratore di Pero. Si è concluso nei giorni scorsi il terzo e ultimo lotto di un intervento che complessivamente ha richiesto tre anni di lavoro e cinque milioni di euro di investimenti, e che si è tradotto in un deciso contributo al risanamento del torrente Lura, rispondendo contemporaneamente alla procedura di infrazione comunitaria 2034/09, che prevede pesanti sanzioni per i depuratori e le reti fognarie che non saranno a norma entro il 2015.
Il progetto è stato curato dall’area tecnica di Ianomi, l’azienda pubblica del servizio idrico milanese (che ha tra i propri soci anche il Comune di Lainate) che proprio in questi giorni sta completando la fusione per incorporazione nel Gruppo CAP.
Per il sindaco Alberto Landonio: “Grazie a questo imponente intervento si pone la parola fine ad un annoso problema di carattere ambientale, forse poco visibile ai cittadini se non nelle emergenze, ma d’estrema importanza per la salute del territorio. Da sempre gli scarichi delle nostre case e delle aziende sono finiti direttamente nelle acque del Lura compromettendone la qualità. Basterebbe pensare a quanto si riversa dai nostri rubinetti, docce e wc… e moltiplicarlo per il numero di abitanti (25mila solo a Lainate) per farsene un’idea! Ora, invece, i reflui civili ed industriali saranno convogliati direttamente al depuratore di Pero e qui sottoposti agli opportuni trattamenti prima di restituire le acque pulite all’ambiente”.
L’intervento curato da IANOMI adegua le reti fognarie non soltanto di Lainate, ma anche di due frazioni di Rho - quelle di Passirana e di Terrazzano - e della frazione Bariana di Garbagnate. “L’intervento a Lainate è un tassello importante che ci porta di fatto alla risoluzione delle infrazioni comunitarie ancora esistenti nel Nord Ovest milanese - spiega Roberto Colombo, presidente di Ianomi -. Un’operazione significativa non soltanto sotto il profilo economico ma anche dal punto di vista tecnico, per la complessità dei lavori richiesti”.
“Abbiamo raccolto da tempo la sfida per intervenire e risolvere i deficit del territorio in tema di fognatura e depurazione - spiega Alessandro Ramazzotti, presidente di CAP Holding -. Oltre all’obiettivo di evitare le sanzioni previste dall’Unione Europea, il nostro primo scopo è risolvere l’urgenza ambientale dei depuratori e delle reti non a norma. Possiamo assolvere a questo compito solo grazie alle dimensioni e alla struttura che oggi ha il Gruppo CAP, per effetto della fusione che stiamo completando tra la nostra azienda CAP Holding e le altre società pubbliche del servizio idrico milanese Ianomi, Tam e Tasm. Una fusione che ci consente di applicare le economie di scala indispensabili per garantire un programma di investimenti così oneroso, facendoci carico anche degli interventi necessari nei Comuni che fino a poco tempo gestivano ancora la fognatura o la depurazione in economia, e non avevano le risorse per rispondere alla procedura di infrazione”.

IN CALABRIA IL FORUM PER L’ACQUA CHIEDE CHE SORICAL TORNI PUBBLICA

Una proposta di legge d'iniziativa popolare sulla ripubblicizzazione del servizio idrico, presentata dal Forum dei movimenti per l'acqua, è stata depositata nei giorni scorsi al Consiglio regionale calabro. Ne dà notizia il Coordinamento calabrese Acqua Pubblica "Bruno Arcuri". "Negli ultimi anni anche in Calabria, come nel resto d'Italia - si legge in una nota del forum - si è diffusa la consapevolezza sociale dei rischi connessi alla mercificazione del bene comune acqua, e dimostrazione ne è la vittoria dei Sì ai referendum del giugno 2011. Ma la politica - riporta ancora la nota - è sorda e non vuole saperne di dare seguito alla manifesta volontà popolare. In Calabria, con la deliberazione n. 545 del 10 dicembre scorso, la Giunta regionale ha presentato una proposta di legge in materia di risorse idriche con la quale, sotto la fuorviante dicitura di ‘società di interesse pubblico’, intende mantenere la Sorical nella sua attuale forma di società di diritto privato ed a scopo di lucro nata da una pseudo - privatizzazione". "Resta inoltre completamente aperto - conclude il Coordinamento - il problema delle tariffe illegittime applicate ai comuni, 'certificata’ di recente nella relazione della Corte dei Conti, che comporta un maggior esborso valutabile in decine di milioni di euro. Non è possibile accettare che i danni creati siano ora supinamente pagati dai calabresi. Questi debiti devono essere pagati da chi li ha contratti, dalla multinazionale francese Veolia, che sta abbandonando la nostra regione alla chetichella, e da chi li ha permessi, avallati e giustificati".

LUCCA, MODIFICA DELLA CONVENZIONE: A GEAL TUTTI GLI ONERI DELLA GESTIONE

Il Consiglio comunale di Lucca ha approvato nei giorni scorsi l'ordine del giorno per la modifica delle convenzioni vigenti tra Palazzo Orsetti e Geal Spa, gestore del servizio idrico integrato in città. La modifica della convenzione - come riportato dal quotidiano Il Tirreno - fa seguito al protocollo d'intesa firmato il 29 dicembre 2011 tra autorità di ambito Toscana nord, Comune e Geal, con il quale si disponeva che le funzioni di programmazione, gestione e controllo del servizio idrico fossero attuate mediante una modifica alla medesima convenzione che prevedeva l'assegnazione all'autorità di ambito di tutte le funzioni assegnategli dalla normativa vigente.
Con questa pratica si sancisce che tutti gli oneri della gestione passeranno a carico di Geal Spa che, attraverso gli introiti della tariffa, potrà realizzare per conto del comune alcuni importanti progetti, tra cui il completamento della rete fognaria.
E’ stato infine approvato un ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza in cui si invita il sindaco Tambellini a prendere contatti con Geal Spa per prevedere dal 2014 l’introduzione di una tariffa per usi pubblici.

CAP HOLDING, VERSO L’ASSEMBLEA CHE PORTERA’ ALLA FUSIONE

Si svolgerà il mese prossimo l’assemblea ordinaria e straordinaria dei Soci di CAP Holding che vedrà la discussione e votazione sul progetto di fusione di Ianomi, Tam e Tasm nella stessa CAP Holding. Il percorso di fusione è stato presentato ai sindaci del territorio in 7 incontri di zona, organizzati da CAP proprio per illustrare il progetto del nuovo Gestore Unitario del Servizio Idrico Integrato nella provincia di Milano. Presenti a tutti gli incontri il presidente di CAP Holding Alessandro Ramazzotti e il direttore generale Michele Falcone.
Ramazzotti ha illustrato il progetto, che ormai è entrato nel vivo, e che porterà a breve alla fusione delle società Ianomi, Tam e Tasm in CAP Holding. Formalmente l’operazione sarà completata entro giugno 2013, ma nel concreto gli Uffici unici fra le quattro società sono già operativi.
La nuova azienda unica sarà “una società a capitale pubblico interamente controllata dai Comuni - ha spiegato nelle diverse occasioni il presidente di CAP - che chiederà alla Provincia l’affidamento del servizio idrico secondo il modello in house providing”. Ramazzotti ha poi illustrato i numeri del Gestore unico: 243 Comuni soci in 4 Province (MI-MB-LO-PV), oltre 2 milioni di abitanti serviti, 800 dipendenti, per un Gruppo industriale che sarà il primo in Italia per capitalizzazione (567 milioni di euro), sesto per fatturato (valore 2011: 182 milioni di euro; dato stimato 2012: 232 milioni) dopo ACEA, Hera, Iren, Acquedotto Pugliese e SMAT. “Un’azienda dunque capace di conciliare il concetto di acqua bene comune con la centralità degli Enti Locali nella gestione del idrico - ha spiegato Ramazzotti -, ma anche di garantire la capacità di rispondere al fabbisogno di investimenti del territorio. Un esempio concreto? La procedura comunitaria 2034/09 in tema di depurazione e reti fognarie, per la quale il Gruppo CAP ha già programmato un Piano di interventi per risolvere le infrazioni entro i termini”.

PUBLIACQUA: “PRIORITA’ PER LA DEPURAZIONE, NON CRESCERANNO LE TARIFFE”

Tariffe idriche in crescita? Per Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua appena rinominato - «il problema è che la tariffa deve coprire tutti i costi del servizio idrico e che lo Stato, le Regioni e i Comuni non prevedono finanziamenti. Non credo, però, che la nuova autorità idrica toscana decida di aumentarla».
Publiacqua - il gestore toscano che eroga il servizio idrico nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo - «è un'azienda in salute, molto complessa e strategica, in servizio permanente con 651 dipendenti, elevate professionalità e veri talenti. Abbiamo squadre pronte a partire in caso di siccità o di nevicate o di nubifragi. Gestiamo una rete acquedottistica lunga 7.200 km che risale per un terzo alla belle epoque, e altri 4.000 km di rete fognaria in parte risalenti alle fognette' napoleoniche. I livelli operativi dell'azienda non possono non essere efficienti. Un terzo dei nostri 1.3 milioni di cittadini serviti, fino a pochi anni fa avevano autobotti sotto casa, razionamenti e fasce giornaliere di consumo. Sono state risolte storiche emergenze ed è l'effetto di oltre 100 opere realizzate dal 2001 ad oggi. Facciamo 87mila interventi di manutenzione, riparazioni e sostituzioni l'anno: 238 al giorno. E siamo l'azienda idrica che investe di più in Italia: fino ad oggi oltre 600 milioni di euro».
Ora, le priorità di Publiacqua sono di «uscire dalla lista nera dell'Unione europea che prevede multe per chi non depura gli scarichi e inquina fiumi e mare. La priorità è concludere il collettore fognario in riva sinistra di Firenze e collegare 140 mila abitanti al depuratore di San Colombano: arriveremo al disinquinamento entro il 2015».

ARSENICO, IL GESTORE ACQUALATINA: IMPIANTI INSTALLATI E FUNZIONANTI

Facendo seguito alla conclusione dei lavori di installazione dei dearsenizzatori da parte di Acqualatina, la società conferma che tutte le sorgenti precedentemente impattate dalla presenza di arsenico, sono attualmente provviste di impianti di dearsenizzazione attivi e funzionanti. Proprio grazie a tali impianti, infatti, a seguito di un primo periodo di collaudo, i valori di arsenico in tutti i Comuni dell’Ato4 sono attualmente inferiori ai 10 microgrammi/litro stabiliti per legge, come dimostrano le analisi interne effettuate dal Gestore e confermano le analisi ufficiali pubblicate dall’Asl.
Anche il valore rilevato dalla Asl nella zona di Borgo Santa Maria (LT) il 03/01, seppur lievemente superiore ai limiti di legge (11 microgrammi/litro)è da ritenersi esclusivamente dovuto alla recentissima installazione del dearsenizzatore di Carano - Giannottola che, come è evidente, necessita di una fase di stabilizzazione e settaggio. Tale valore, è, comunque, rientrato immediatamente, come confermato dalle analisi interne del Gestore. Attualmente, l’ufficio della Asl territorialmente competente sta effettuando nuove analisi, i cui risultati saranno resi noti a breve.
Inoltre, con le ulteriori opere in corso, la cui realizzazione sarà conclusa nei primi mesi di quest’anno, i valori di arsenico andranno ulteriormente e sensibilmente a diminuire.
Servizio Comunicazione Acqualatina S.p.A.

PISA, MOZIONE CONTRO LA DELIBERA DEL NUOVO METODO TARIFFARIO DELL’AEEG

Un ultimo consiglio comunale dedicato al tema dell’acqua, con una mozione votata da una “strana maggioranza” (Rifondazione, Sel e 4 consiglieri del Pd) che chiede al sindaco e alla giunta “il rispetto del referendum dell'acqua in materia di tariffe”. A voto avvenuto, l'assessore al Bilancio Giovanni Viale ha annunciato le proprie dimissioni.
"La mozione approvata in Consiglio Comunale sulla questione delle tariffe dell'acqua - afferma Maurizio Bini, capogruppo di Rifondazione - chiede una cosa molto chiara: che il sindaco e la giunta prendano posizione contro la delibera con cui, lo scorso dicembre, l'Agenzia dell'energia elettrica, del gas e dell'acqua ha di fatto mantenuto in bolletta la quota di remunerazione garantita al 7% del capitale investito, in violazione di quanto milioni di italiani hanno chiesto col referendum del 2011".
La città, come molte altre, andrà al voto amministrativo nel maggio prossimo.

ACQUE SPA, DAI FONTANELLI 22 MLN DI LITRI E RISPARMI PER QUASI 5 MILIONI DI EURO

21.684 metri cubi; praticamente quasi 22 milioni di litri equivalenti alla portata media dell’Arno per oltre 3 minuti. Questa è la quantità d’Acqua ad Alta Qualità che i 28 fontanelli di Acque SpA, il gestore idrico del Basso Valdarno, hanno erogato gratuitamente nel 2012. Il potenziale risparmio economico per le tasche dei cittadini se avessero acquistato acqua minerale in bottiglia dal costo medio di 0,22€ è stato di quasi 5 milioni di euro (4,77 per la precisione).
Rispetto al 2011 si è registrato un aumento del 60% dell’acqua erogata (che nello scorso anno fu 13.568 mc), dovuto prevalentemente all’apertura di ben 11 nuovi impianti durante lo scorso anno. In particolare, gli impianti che hanno ottenuto più “successo” sono stati quelli di Empoli-Stadio (2.230mc), San Giuliano Terme (1.803), Monsummano Terme (1.771), San Romano di Montopoli (1.282) e Certaldo (1.280). L’erogazione media giornaliera di acqua ad alta qualità nel Basso Valdarno è stata di oltre 59 mc e si stima siano 6.600 i cittadini che ogni giorno si sono recati presso i fontanelli.
Il progetto Acqua ad Alta Qualità, voluto fortemente dall’ex Autorità d’Ambito n°2 (ora AIT), dai Comuni del territorio gestito e da Acque SpA, prevede la realizzazione di punti di approvvigionamento gratuito di acqua da bere “immediatamente buona”; i fontanelli, appunto. L’acque erogata è quella normalmente distribuita dall’acquedotto però trattata attraverso un impianto che riduce i composti del cloro e che, in sostituzione, sterilizza l’acqua con raggi ultra violetti assicurando al contempo bontà e sicurezza assoluta. Gli obiettivi di Acqua ad Alta Qualità sono molteplici: avvicinare la popolazione al consumo domestico dell’acqua di rete, concorrere alla riduzione di rifiuti, offrire opportunità di risparmio economico per le famiglie, sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della risorsa idrica e contrastarne dunque anche lo spreco.
Allo stesso modo, anche il consumo dell’acqua di rubinetto, al pari di quella del fontanello, è a tutti gli effetti una buona pratica perché è una risorsa a disposizione di tutti, pubblica, a chilometri zero perché viene dal territorio in cui viviamo. È buona, controllata e garantita dagli oltre 20mila campionamenti e dalle analisi effettuate direttamente dal Gestore e dagli organismi di controllo.
Gli impianti realizzati nel corso del 2012 appartengono alla seconda generazione di fontanelli, interamente progettati, realizzati e posti in opera dalle maestranze del Gruppo Acque, che ha così deciso di puntare sul bagaglio di conoscenze e capacità dei propri addetti. Pur conservando l’aspetto di una piccola casa dell’acqua e senza modificare la tecnologia alla base dei precedenti, i nuovi impianti hanno perfezionato gli aspetti di funzionalità, migliorandone le performance (minor spreco d’acqua, manutenzione più semplice, riduzione dei guasti, telecontrollo etc.) arrivando ad utilizzare, coerentemente, materiali ecologici e di riciclo. Acque SpA è impegnata affinché nei prossimi anni venga realizzato un fontanello in ogni comune del territorio gestito, in modo da arrivare ad una rete sempre più capillare in tutto il Basso Valdarno.

AGRIGENTO, IL SINDACO DIFFIDA ATO E GIRGENTI ACQUE PER RITARDI NELLE OPERE

«Ci sono i soldi, ci sono i progetti e non si possono tollerare ulteriori rinvii e ritardi per aprire i cantieri finanziati». Così il sindaco di Agrigento Marco Zambuto, intervenuto nei giorni scorsi sulle emergenze della rete fognaria in città. Zambuto ha diffidato l’Ato idrico e Girgenti Acque ad aprire immediatamente i cantieri di lavoro per la realizzazione delle opere fognarie. «In caso di ulteriori ritardi - ha aggiunto - chiederemo al presidente della Regione Crocetta di esercitare i suoi poteri d'intervento». «Ci sono i soldi e i progetti - spiega il sindaco - e non si possono tollerare ulteriori rinvii e ritardi per aprire i cantieri, con i 23 milioni di euro che abbiamo ottenuto dal Cipe il 30 aprile 2012 dobbiamo dotare definitivamente la città di tutte le opere fognarie necessarie per eliminare l'inquinamento del mare di San Leone e di tutte le vergognose fogne a cielo aperto».
Il Cipe aveva infatti finanziato opere fognarie e depurative: in particolare, l’adeguamento dell'impianto di depurazione di Fontanelle, il completamento della rete fognante della fascia costiera di Agrigento, il completamento della fognatura della zona nord della città, della fognatura della zona Cannatello-Zingarello e il nuovo depuratore al servizio della fascia costiera di Agrigento e del comune di Favara. Opere, tuttavia, non incluse nell’elenco delle opere cantierabili allegato all’Accordo di Programma Quadro, sottoscritto nel gennaio scorso tra Regione e Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e curato dall’ex Ministro per la Coesione Fabrizio Barca.

PALERMO, MOBILITA’ PER I DIPENDENTI DI APS IN LIQUIDAZIONE

Sono scattate nei giorni scorsi le procedure di mobilità per i 206 dipendenti dell’Aps (Acque Potabili Siciliane), la società che dal giugno 2007 gestisce il servizio idrico integrato nei 52 Comuni della provincia di Palermo (500 mila abitanti circa) ed è attualmente in liquidazione.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha concesso una proroga all’esercizio dell’attività fino al 31 marzo. Se entro quella data, però, l’Autorità d’Ambito non individuerà un nuovo gestore cui trasferire il servizio e con esso il personale, la società rischia di chiudere i battenti. “Chiediamo al Governo regionale - scrivono in una nota Maurizio Terrani della Uilcem, Francesco Lannino della Filctem-Cgil e Giuseppe Capizzi della Femca-Cisl - un incontro urgente per trovare una soluzione risolutiva al fine di tutelare il futuro dei dipendenti e il servizio idrico. È stato già comunicato che il prossimo 4 febbraio è previsto un tavolo di confronto in Prefettura con tutti i rappresentati delle Istituzioni. Se non dovesse cambiare nulla saremo costretti a intraprendere tutte le azioni di protesta possibili”.

L’UMBRIA CANCELLA GLI AMBITI TERRITORIALI INTEGRATI

Il disegno di legge della giunta regionale, dal titolo “Norme di organizzazione territoriale del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti. Soppressione degli ambiti territoriali integrati” è stato approvato oggi dal consiglio regionale con 16 voti favorevoli (Pd, Psi, Idv), nove contrari (Pdl, Fdi, Lega) e tre astensioni (Prc, Udc, Comunista umbro).
L’intero territorio regionale viene individuato come ambito ottimale, assegnando all’Auri le funzioni esercitate fino ad oggi dai quattro ambiti territoriali. L’Autorità avrà un presidente, un consiglio direttivo composto dal presidente e dai sindaci eletti dall’assemblea, una assemblea formata dai sindaci di tutti i Comuni umbri o assessori o consiglieri comunali da essi delegati e un revisore dei conti. In rappresentanza degli interessi degli utenti e ai fini del controllo della qualità è prevista l’istituzione della consulta per il servizio idrico e il servizio di gestione dei rifiuti. All’Auri spetterà, tra l’altro, la redazione del piano d’ambito per il servizio di gestione dei rifiuti urbani. Di competenza della Regione Umbria esercitare funzioni di indirizzo, programmazione, vigilanza e controllo; elaborare piani e programmi di settore, promuovere iniziative per la riduzione dei consumi, per la riduzione dei rifiuti prodotti, per incentivare la filiera del riciclo, per il risparmio idrico e per la costituzione di riserve idriche. Infine, promuovere iniziative volte alla riduzione e all’omogeneizzazione delle tariffe.

VENETO, DALLA REGIONE 2,5 MLN PER LE RETI IDRICHE. A ROVIGO TARIFFE INVARIATE

Assegnati dalla regione Veneto i contributi 2012 per l'ammodernamento delle reti idriche. Complessivamente si tratta di due milioni e 500mila euro che vanno a finanziare interventi su acquedotti e fognature. Nella provincia di Rovigo gli interventi riguardano il gestore Polesine Acque Spa per l'adeguamento del sistema fognario.
Il relativo Ato, peraltro, ha deciso di non intervenire sul fronte dell’aggiornamento tariffario. Sarà dunque il nuovo Consiglio di bacino - che subentra all’Ato - a disporre la delibera, con il presidente uscente Alessio Pacchin nel ruolo provvisorio di commissario straordinario.

CAP HOLDING, 80 CANTIERI PER 55 MLN. ALTRI 8 COMUNI SERVITI

Ottanta cantieri aperti sul territorio, 55 milioni di euro di investimento totale nel settore idrico. È la fotografia dei lavori in corso ad opera del Gruppo CAP nelle province di Milano e di Monza e Brianza. Lavori che spaziano dal ramo di acquedotto ai servizi di fognatura e depurazione. Ottanta cantieri che includono il potenziamento e l’interconnessione delle reti, la realizzazione di nuovi pozzi e impianti di sollevamento, la manutenzione straordinaria di serbatoi o centrali, fino all’ammodernamento di depuratori e all’allacciamento di reti fognarie.
Dati alla mano, gli ottanta cantieri del Gruppo CAP che risultano attivi oggi sul territorio sono la somma di 38 interventi nel servizio di acquedotto, 26 nel ramo fognatura e 16 nella depurazione. I più impegnativi sono 15 interventi che prevedono un investimento superiore al milione di euro.
La panoramica dei lavori in corso è il frutto dell’integrazione degli investimenti nella gestione dell’acqua pianificati e gestiti non solo da CAP Holding ma anche da Ianomi, Tam e Tasm, le altre tre aziende pubbliche del servizio idrico milanese che proprio in queste settimane stanno ultimando il percorso di fusione per incorporazione in CAP. Un percorso che sta portando alla nascita del gestore unico del servizio idrico integrato per la provincia di Milano, con evidenti vantaggi in termini di economie di scala e capacità di realizzare gli investimenti indispensabili per ammodernare le reti e gli impianti del territorio: “Lo confermano i numeri dei lavori in corso in questi mesi - spiega Alessandro Ramazzotti, presidente di CAP Holding -. Il nostro primo obiettivo è ovviamente quello di rispondere al fabbisogno di investimenti, garantendo l’efficienza del servizio idrico, ma tra gli effetti dell’accelerazione che abbiamo impresso ai lavori sul territorio vorrei sottolineare la boccata d’ossigeno per l’economia locale, tanto più in un momento di crisi economica come quello che stiamo ancora vivendo. Ottanta cantieri aperti significano appalti, forniture e, in generale, lavoro per le imprese di costruzione del comparto edile”.
“Leggiamo ogni giorno notizie sul perdurare della crisi nell’edilizia - concorda l’ingegnere Pier Carlo Anglese, neodirettore dell’Area tecnica di CAP Holding, direttore generale di Tam prima dell’avvio del processo di fusione tra le aziende -. I nostri cantieri aperti garantiscono quindi un sostegno al rilancio dell’economia nel settore infrastrutturale idrico, e hanno ricadute importanti sotto il profilo ambientale, per esempio nei settori di fognatura e depurazione, dove il Gruppo CAP sta intervenendo per risolvere un lungo elenco di situazioni critiche in quei comuni che devono rispondere alla procedura di infrazione comunitaria, con l’adeguamento delle reti di fognatura e dei depuratori alle normative europee”.
Intanto, CAP Holding e Amiacque subentrano al gestore Basso Lambro Impianti nei comuni di Bascapè, Landriano, Magherno, Villanterio, Gerenzago, Inverno e Monteleone, Chignolo Po. Cap Holding sta infine per concludere il percorso di fusione con Ianomi, Tam e Tasm che porterà alla realizzazione di “una società a capitale pubblico interamente controllata dai Comuni che chiederà alla Provincia l’affidamento del servizio idrico secondo il modello in house providing”. Così Alessandro Ramazzotti, presidente di Cap, che ha illustrato nei giorni scorsi i numeri del progetto di fusione:: 243 Comuni soci in 4 Province (MI-MB-LO-PV), oltre 2 milioni di abitanti serviti, 800 dipendenti, per un Gruppo industriale che sarà il primo in Italia per capitalizzazione (567 milioni di euro), sesto per fatturato (valore 2011: 182 milioni di euro; dato stimato 2012: 232 milioni) dopo ACEA, Hera, Iren, Acquedotto Pugliese e SMAT.

CAP HOLDING, COLLEGAMENTO FOGNARIO PER IL NUOVO DEPURATORE

Da Redecesio a Novegro, un tunnel sotterraneo per bypassare la ferrovia: misura 470 metri ed è interamente ispezionabile a piedi il nuovo tratto fognario realizzato da CAP Holding a Segrate, per collegare la zona nord e la zona sud del comune. L’obiettivo: convogliare al depuratore di Peschiera Borromeo i reflui che oggi vengono trattati nel depuratore di Segrate, in via di dismissione. L’impianto infatti verrà chiuso a breve, dal momento che le dimensioni ridotte lo rendono inadeguato alle esigenze della cittadina.
Il tunnel è costituito da una tubatura pre-esistente realizzata alcuni anni fa dalle Ferrovie dello Stato, del diametro di tre metri: al suo interno è stata inserita da CAP Holding una seconda tubazione in fibra di vetro, sorretta da putrelle di sostegno, per convogliare le fognature nella zona sud del paese, con l’aggiunta di un camminamento laterale per garantire l’ispezionabilità del cunicolo lungo tutto il percorso.
“Un’opera innovativa, nelle tecnologie ma anche nel metodo di lavoro impiegato”, spiega il presidente di CAP Holding Alessandro Ramazzotti. “È la prima volta che realizziamo un collegamento fognario di questo tipo - concorda l’ingegnere Andrea Pasqualini, progettista e direttore dei lavori per l’azienda pubblica del servizio idrico milanese, che serve anche il Comune di Segrate -: inserire un tubo sospeso all’interno di una tubazione esistente, garantendo la pendenza costante, ha richiesto sei mesi di lavoro e un monitoraggio costante dei lavori in corso”.
L’intervento, che ha comportato un impegno di spesa di circa 600mila euro per CAP Holding, si concluderà entro fine mese: “I lavori si sono svolti in un ambiente chiuso e confinato, e questo ovviamente ha richiesto un’intensificazione importante delle misure di sicurezza, come previsto anche dai nuovi dettami di legge del 2011 per i quali si è reso necessario l’affidamento ad un professionista esterno appositamente qualificato in materia per lo svolgimento del ruolo di Coordinatore alla Sicurezza”, spiega l’ingegnere Giacomo Garbelli, responsabile dell’Ufficio Reti di CAP.

PUBLIACQUA, NESSUNA MORA A CHI SI È AUTORIDOTTO LE BOLLETTE

Publiacqua non mette in mora chi si è autoridotto la bolletta dell’acqua dopo l’esito referendario. L’azienda, entra nel merito della presunta messa in mora di cittadini pistoiesi e, ricordando che gli utenti coinvolti sono 170 su oltre 382.000 serviti, ribadisce di aver provveduto a bloccare ogni procedimento di recupero crediti verso chi nei mesi scorsi si è autoridotto la bolletta.
Per Publiacqua questa decisione è “rispettosa dei risultati della consultazione popolare e della legge, in attesa che i soggetti e le Autorità competenti deliberassero in materia”. La società ricorda, infatti, che sulla restituzione della componente tariffaria del servizio idrico integrato relativa alla remunerazione del capitale investito, dopo l’esito del referendum popolare, il gestore non poteva agire in autonomia.
Inoltre, viene messo in evidenza che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha già recepito l’esito referendario nella determinazione del metodo tariffario transitorio per gli anni 2012-2013, avviando anche un procedimento per definire le modalità e i tempi per la restituzione della quota di remunerazione del capitale pagata dopo il luglio 2011. Per questo, conclude Publiacqua, si farà riferimento alle indicazioni assunte dall’Authority.

BASILICATA: DE FILIPPO 'SCONTO' PER LE FASCE DEBOLI - RECUPERATI 7 MILIONI DI EURO

Il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenendo nel corso dell'assemblea di Acquedotto Lucano (Al), ha annunciato che "nonostante le difficoltà di bilancio, per il 2013 la Regione tornerà a proporre, dopo lo stop dello scorso anno, il bando per concedere sconti sul costo del servizio idrico a quanti hanno bassi livelli di reddito". "Il bando - ha aggiunto attraverso l'ufficio stampa della giunta regionale - , che ha consentito a circa novemila famiglie a basso reddito di dimezzare il costo della bolletta 2011 è la dimostrazione di come già nel 2010, quando è stato pensato, sia stata imboccata la virtuosa strada della riduzione dei costi di gestione non come operazione immagine, ma per offrire positive ricadute ai cittadini. Gli 845mila euro di finanziamento dell'operazione messi in campo dall'Aato Basilicata, infatti, sono stati interamente frutto di economie del sistema di governance idrica lucana".
Nel corso dell'assemblea è stata anche approvata la relazione sulla gestione e gli investimenti di Al. Le iniziative organizzate per il recupero dei crediti hanno portato a un "incasso" di sette milioni di euro. Sono state effettuate, inoltre, 70 sospensioni di fornitura. Nel complesso gli incassi dell'esercizio del 2012 risultano superiori di due milioni di euro rispetto a quelli del 2011.

MODENA, L’ATESIR CHIEDE LA SOSPENSIONE DELLE TARIFFE AEEG IN TUTTA LA REGIONE

Il Consiglio d’ambito dell’Agenzia territoriale per i servizi idrici e i rifiuti di Modena (Atersir) ha deliberato di «richiedere la sospensione dell’applicazione» delle nuove tariffe definite dall’Aeeg e relative ai servizi di acquedotto, fognatura e depurazione per tutto il territorio regionale.
Con una nota, il Consiglio spiega di aver preso atto, «dopo un’ampia discussione con i comitati e le associazioni dei consumatori», delle «molte criticità di applicazione del metodo» e di aver deliberato l’invio all’Autorità di una proposta tariffaria «evitando che le tariffe vengano decise dall’Aeeg sulla base dei soli dati dei gestori».
Oltre allo stop temporaneo all’applicazione delle tariffe, il Consiglio dell’Atersir parla espressamente di altre criticità su «alcuni aspetti tecnici del metodo, con particolare riferimento a quelli più strettamente collegati al recepimento dei risultati referendari».

SCIACCA, CONSEGNATI RETI E IMPIANTI AL GESTORE GIRGENTI ACQUE

Dopo sei anni di contenziosi, anche il comune di Sciacca (AG) ha infine consegnato al gestore Girgenti Acque l’impianto di depurazione e la rete acquedottistica e fognaria. Correva l’anno 2007 quando la società vinse il bando di gara per l’affidamento del servizio idrico integrato nell’Ato agrigentino, subentrando all’Eas. Da allora, il comune di Sciacca ha cercato di resistere all’obbligo di consegna di reti e impianti. Fino al 13 marzo scorso, quando la Regione ha precisato che “il Comune di Sciacca rientra tra quei 23 Comuni che hanno consegnato la rete idrica. Sull'ente saccense sono previsti investimenti per venti milioni di euro, un terzo dei quali a carico del gestore idrico”.

DEPURAZIONE A IMPERIA, LA REGIONE CAMBIA I PROGETTI

La Giunta regionale della Liguria ha approvato, su proposta dell’Assessore all’Ambiente Renata Briano, le nuove linee programmatiche regionali sulla depurazione delle acque nel Ponente savonese. “Questa decisione ha dichiarato il presidente Claudio Burlando - ha l’obiettivo di verificare nuove ipotesi tecniche per valutare quale sia la soluzione più economica e - soprattutto - più veloce per la depurazione del comprensorio Albenganese. Questo per mitigare il rischio di provvedimenti onerosi da parte della Comunità Europea ma anche per mettere in condizioni un intero territorio a grande vocazione turistica di disporre, nel più breve tempo possibile, di questo servizio essenziale”.
Con la delibera approvata, la Giunta ha pertanto individuato un nuovo percorso tecnico-gestionale quale possibile nuova soluzione depurativa integrata per il ponente savonese, ipotesi di fattibilità da verificare con il territorio. In particolare, si tratterebbe di destinare i reflui dei Comuni di Andora, Stellanello e Testico al depuratore di Imperia tramite collettore fognario da realizzare lungo il sedime ferroviario della tratta Andora-San Lorenzo; di verificare il possibile potenziamento dell’impianto di depurazione di Borghetto Santo Spirito per consentire il trattamento adeguato dei reflui provenienti dall’agglomerato di Albenga (Alassio compreso); di riprogrammare i fondi a valere sulle risorse del Programma Attuativo Regionale (PAR) FAS 2007-2013, già destinati alla AATO savonese e imperiese. Il quadro della futura gestione considererà tutti i Comuni coinvolti in modo equo, anche con nuovi patti parasociali tra gli stessi.

ACQUE VICENTINE, DALLA BOLLETTA WEB UNA SCELTA SOLIDALE

Miglioramento della gestione dell’acqua nelle comunità Maya del Guatemala, costruzione di pozzi d’acqua potabile nel villaggio di Lunsar in Sierra Leone, distribuzione dell’acqua potabile alla scuola di Ñu Apu’a in Paraguay: tre progetti che si possono sostenere con un click, aderendo a Bolletta Web sul sito www.acquevicentine.it. Un’azione molto semplice, che non ha costi, riduce l’impatto ambientale e migliora il servizio al cittadino.
L’iscrizione si può fare comodamente da casa, in qualsiasi momento. Per registrarsi è sufficiente avere a portata di mano il codice fiscale e seguire le semplici istruzioni sul sito di Acque Vicentine. Il sistema fornisce in pochi secondi la password per accedere all’area riservata, in cui saranno disponibili le bollette elettroniche.
All’emissione della bolletta, il cliente web riceve un avviso via e-mail e può visualizzare e scaricare le sue bollette in formato pdf.
La de-materializzazione delle bollette consente di utilizzare meno carta (quindi meno alberi), di dover smaltire meno rifiuti e di ridurre le emissioni di anidride carbonica legate alla produzione e al trasporto. Emissioni responsabili dei cambiamenti climatici che ormai tutti abbiamo potuto sperimentare sulla nostra pelle.
Se il 30% delle famiglie del territorio aderirà alla Bolletta Web, si potrà arrivare in un solo anno ad utilizzare 2 tonnellate di carta in meno e ad evitare l’emissione di 17 tonnellate di CO2.
Evitare l’invio delle bollette cartacee comporta anche un risparmio economico per l’azienda, liberando così alcune risorse. Acque Vicentine ha deciso di destinare tale risparmio, stimato in 2 euro l'anno per utente, al finanziamento di progetti di solidarietà internazionale legati alla gestione dell’acqua nei paesi in via di sviluppo.
L'azienda ha richiesto alle associazioni del territorio servito, mediante un apposito bando, di segnalare il proprio interesse per l’iniziativa e descrivere i propri progetti. Il Consiglio di Amministrazione ha selezionato, tra le associazioni che hanno risposto, tre iniziative che potranno beneficiare del finanziamento.

ACQUE VERONESI, OLTRE 1 MLN DI INTERVENTI PER ACQUEDOTTO E FOGNATURA

E’ in fase di ultimazione l’intervento di ampliamento delle reti dell’acquedotto e della fognatura a San Giovanni Lupatoto (VR). Acque Veronesi, la società che gestisce il servizio idrico nel comune lupatotino oltre che in altri 72 Comuni della provincia, ha realizzato infatti una condotta fognaria alla quale saranno collegati gli scarichi di molte abitazioni, per poi farle finire nella rete, lunga complessivamente oltre 1700 metri, che convoglia le acque reflue di origine civile ed industriale nel depuratore comunale.
A questo intervento si aggiunge poi quello relativo all’acquedotto, la zona ne era infatti priva fino ad oggi. L’acqua sarà così finalmente distribuita in modo capillare. L’intervento è stato realizzato con l’obiettivo di potenziare la rete con la realizzazione di nuove tratte a servizio delle zone residenziali esistenti e future, eliminando definitivamente i pozzi privati.
A completamento dell’intervento, Acque Veronesi, inizierà fin da subito un piano di allacciamenti alle nuove reti per poi ultimare i lavori di asfaltatura nel periodo estivo.
Ammontano così a quasi 2 milioni gli euro investiti dalla società dal 2008 (anno di subentro nella gestione del servizio idrico nel comune lupatotino) ad oggi, con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di mantenimento in efficienza e rinnovo degli impianti e delle reti acquedottistiche e fognarie già esistenti, il riammodernamento di un comparto dell’ impianto di depurazione ed il rifacimento di uno sfioratore fognario.
“Investimenti importanti che dimostrano come, nonostante il difficile momento economico, Acque Veronesi dia sempre attenzione e ascolto alle esigenze del territorio e dei suoi amministratori e cittadini”. Così Massimo Mariotti, Presidente della società consortile da circa 1 anno: “nel triennio 2013-2015 proseguirà inoltre il percorso operativo di estensione e riammodernamento del sistema idrico integrato lupatotino grazie ad importanti interventi di ottimizzazione del depuratore per un importo di circa 4 milioni di euro”.

VENETO, PROTOCOLLO REGIONE - ATENEI PER LE RISROSE IDRICHE

La Regione ha deciso di attivare un rapporto di collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università degli Studi di Trento, in particolare per progetti di cooperazione allo sviluppo in materia di gestione e sviluppo di tecnologie appropriate per il trattamento delle acque reflue e dei fanghi e per il trattamento delle acque destinate al consumo umano, e con il Dipartimento Icea di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Padova, per progetti di cooperazione allo sviluppo in materia di tutela delle risorse idriche. A tal fine saranno sottoscritti specifici protocolli d’intesa.
Ne dà notizia l’assessore regionale all’ambiente e al ciclo integrato dell’acqua Maurizio Conte. L’assessore fa rilevare che il Servizio Sistema Idrico Integrato della Direzione regionale Tutela Ambiente ha competenza su acquedotti, fognature e impianti di depurazione, segnatamente per ciò che riguarda la pianificazione di settore, indirizzi applicativi, valutazione di progetti, nuove normative di settore. Nell’ambito dei normali scambi di informazioni, ordinariamente condotti dagli Uffici regionali con Università ed enti pubblici di ricerca, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università degli Studi di Trento e il Dipartimento Icea di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Padova hanno offerto la propria disponibilità a collaborare con la Regione mettendo a disposizione la propria pluriennale esperienza in questi settori e offrendo coinvolgimenti nei progetti di ricerca applicata.
“Considerato l’indubbio vantaggio per l’Amministrazione regionale nel potersi occasionalmente avvalere della collaborazione e del supporto scientifico resi disponibili dalle due università - conclude Conte - abbiamo quindi ritenuto opportuno di procedere alla stipula con ciascun ateneo di un apposito protocollo d’intesa, finalizzato a delineare le rispettive modalità operative e ad individuare i diversi potenziali settori di intervento, anche per quanto riguarda progetti di cooperazione decentrata allo sviluppo e di solidarietà internazionale in materia di gestione delle risorse idriche”.

VICENZA, PIANO DI ACQUE VICENTINE PER SOSTITUIRE I 30 VECCHI DEPURATORI. SOCI TUTTI I COMUNI SERVITI

Cento milioni di euro di investimenti in dieci anni per oltre 30 impianti di depurazione da dismettere. È il piano stilato da Acque vicentine per eliminare i vecchi depuratori, «costosissimi», e concentrare il trattamento degli scarichi fognari dei 31 Comuni vicentini serviti dall'azienda, in sei impianti, «modernizzati e ampliati a dovere». Il progetto non è ancora finanziato. Per ora, l'azienda ha ottenuto il via libera per accendere mutui pari a 10 milioni di euro, con il sostegno di due istituti di credito, che serviranno a dare il via ai primi interventi previsti nel 2013.
«L'operazione più importante del 2013 - dichiara il presidente di Acque vicentine, Angelo Guzzo - riguarda l'adeguamento del depuratore di Barbarano, che prevede la chiusura dei depuratori di Mossano e di altri Comuni limitrofi». Un intervento da 550 mila euro che si affiancherà all'ampliamento del depuratore di Grisignano, alla chiusura di quello di Montegalda e ad altre attività sulla rete fognaria. Il conto totale dei lavori prevede investimenti per circa cento milioni di euro in dieci anni. «Lo scopo - spiega Guzzo - è quello di eliminare impianti vecchi anche di 50 anni, costosissimi sotto il profilo della manutenzione, e concentrare il trattamento dell'acqua fognaria in sei depuratori, che verranno ampliati e dotati di tecnologie migliori».
Resteranno attivi, secondo il piano, i depuratori di Casale a Vicenza, Noventa, Castegnero, Grisignano di Zocco, Barbarano e Sandrigo. Tutti gli altri impianti, cioè oltre 30 nei Comuni di riferimento, saranno dismessi. Fra cui, anche il depuratore di Sant'Agostino, in città: verrà chiuso entro il 2018 al costo di 80 milioni di euro, ovvero gran parte della somma totale prevista dai lavori nei 31 Comuni. «Quel depuratore - osserva Guzzo - è fra gli impianti che saranno dismessi. Una volta chiusi servirà solo al trattamento dell'acqua piovana e alla raccolta dei reflui da spedire al depuratore di Casale, anche grazie a una nuova tubazione da posare sotto ai Colli Berici».
Questo, sarà il futuro delle attività messe in campo dall'azienda, che ha anche annunciato l'ingresso in società dei comuni di Montegalda e Grisignano di Zocco, già clienti di Acque vicentine. Le due amministrazioni, a fronte di un investimento di 9 mila euro (Montegalda) e di quasi 13 mila euro (Grisignano), potranno dire la loro in sede di assemblea dei soci. «È un cerchio che si chiude - ha precisato Guzzo - visto che ora tutti i 31 Comuni serviti dall'azienda sono anche soci». La proprietà di Acque vicentine rimane al capoluogo, che detiene il 63 percento delle azioni. Entro un anno, però, la quota di Vicenza, secondo una convenzione stipulata fra i soci e rinnovata lo scorso anno, dovrà scendere al 39 percento: il Comune incasserà così oltre tre milioni di euro grazie alla cessione di circa 28 mila azioni alle altre amministrazioni.

ARSENICO A VITERBO. L’ATO CONTRO IL CODACONS

Per informare i cittadini Comune e Provincia di Viterbo, in collaborazione con il gestore idrico Talete hanno realizzato una zonizzazione della città, grazie alla quale accedere alle informazioni di dettaglio sulla potabilità dell’acqua. Nel capoluogo, intanto, dovrebbe essere consegnato nelle prossime settimane il terzo potabilizzatore, su un totale di otto, per una spesa complessiva di 4,2 milioni di euro: 720.000 per la prima fase e 3,5 milioni per la seconda.
«Abbiamo predisposto una zonizzazione con l’indicazione delle reti idriche e dei relativi valori - dice il presidente di Talete, Marco Fedele - sarà quindi possibile andare a verificarli in ognuna delle 1480 vie della città. Ci sono anche indicazioni sulle casette dell’acqua e le fontane pubbliche, che presto avranno un cartello per spiegare se l’acqua è potabile o meno». Lo stradario sarà disponibile sul sito della spa, del Comune e nelle farmacie e negli studi dei medici di base.
Per il presidente della Provincia Marcello Meroi «è della Regione la responsabilità del problema arsenico e quindi è la stessa che deve farsi carico della riduzione. Noi siamo dalla parte dei cittadini: considerando il pesante disagio che stanno subendo, hanno ragione a chiedere di pagare di meno».
Intanto, l’Ato idrico ha annunciato che presenterà opposizione al ricorso del Codacons presso il Tar. L’associazione dei consumatori aveva infatti chiesto la riduzione fino al 50% delle tariffe, a causa della mancata potabilità a seguito della scadenza delle proroghe previste dalla norma. “L'Ato si opporrà al ricorso del Codacons, ma lavorerà per ridurre le bollette ai cittadini e obbligare la Regione ad assumersi le proprie responsabilità”. Così il presidente di Provincia e Ato Marcello Meroi. “Il Codacons solleva un problema legittimo ma sbaglia ad addossare le responsabilità - prosegue Meroi -. Non è contro le Amministrazioni comunali che va intrapresa l'azione legale anche perché, nel caso in cui da parte dei giudici venisse riconosciuto il diritto al rimborso del 50% delle bollette pagate, questo comporterebbe il dissesto finanziario per i Comuni. Alla fine sarebbero sempre i cittadini a rimetterci con conseguente aggravio del carico fiscale. L'opposizione avverso il ricorso diventa dunque obbligatoria per i Comuni chiamati in causa, ma ciò non significa che non si possa discutere con le Associazioni dei consumatori e trovare insieme una soluzione condivisa”.

FIRENZE, IL LAGO DI BILANCINO DI NUOVO PIENO

Il lago di Bilancino, in provincia di Firenze, è di nuovo pieno fino all'orlo, avendo raggiunta la soglia di 69,14 milioni di metri cubi d'acqua. Non succedeva dal marzo 2011. Per Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua, «ci sono le premesse per stare tranquilli. L'estate scorsa invece ci siamo salvati mettendo in strada 52 autobotti al giorno. Ma ce la siamo vista brutta fino a novembre: all'arrivo delle piogge, ci erano rimasti solo quaranta giorni di approvvigionamento».
Nell’ottobre scorso, il lago aveva raggiunto il livello minimo storico: otto metri e mezzo sotto soglia, con meno di 32 milioni di metri cubi. Poi, è arrivata una stagione ininterrotta di piogge.
I numeri sono impressionanti: se la scorsa estate Bilancino grondava in Sieve 450 litri al secondo, nei giorni scorsi ne versava ben 17.300.
Secondo D’Angelis, ora le priorità sono altre. «Ora servono un impianto di potabilizzazione a Prato, un invaso a Gello, nel pistoiese, e due piccoli laghi nel Chianti. I soldi ci sono già, non servono aumenti in bolletta: in tre anni ci metteremo al sicuro dalle siccità».

EMILIA ROMAGNA, 10 MLN PER REALIZZARE INVASI PER L’AGRICOLTURA

Dopo la prolungata siccità della scorsa estate, la Regione Emilia-Romagna ha approvato il secondo programma di realizzazione di invasi idrici interaziendali per l'irrigazione e l'allevamento, che stanzia oltre 10 milioni di euro (misura 125, Programma rurale). Si tratta di contributi agli agricoltori che si uniscono in consorzi di almeno 10 imprese per realizzare invasi capaci di raccogliere tra 50.000 e 250.000 metri cubi d'acqua, investendo tra 100.000 euro e un milione. Il contributo, in conto capitale, potrà coprire fino al 70% della spesa. Le domande possono essere presentate, entro il 5 aprile 2013.
"Il cambiamento climatico - commenta l'assessore all'agricoltura Tiberio Rabboni - ci obbliga a fare i conti con estati sempre più calde e siccitose. Per questo è importante garantire alle colture la possibilità di essere irrigate e i 'laghetti' interaziendali che finanziamo hanno appunto lo scopo di favorire l'accumulo di acqua nelle stagioni più piovose, per poterla utilizzare quando invece scarseggia, in alternativa a quella di falda che va preservata il più possibile, anche per evitare i problemi di subsidenza".
Nel 2012 erano stati già finanziati con 4,19 milioni sette invasi per i fabbisogni idrici di oltre 140 imprese. Il nuovo intervento, oltre ad aumentare i fondi, prevede la riduzione da 20 a 10 del numero di imprese necessarie per la costituzione del consorzio di scopo. Sarà riconosciuta priorità ai progetti collinari e montani o, tra l'altro, a quelli che coinvolgono più aziende del minimo necessario.

ACQUE VICENTINE, PREMIO “ACQUA ORO BLU” ALLE SCUOLE DEL TERRITORIO

Si è svolto nei giorni scorsi presso il Centro Idrico di Novoledo il gran finale del concorso Save the Water!, una delle attività proposte da Acque Vicentine nell’ambito progetto Acqua Oro Blu, attività di educazione ambientale sull’acqua che ha coinvolto oltre 2.600 ragazzi per tutto l’anno scolastico 2012-2013.
Dopo aver svolto incontri in classe con formatori esperti e dopo aver visitato le centrali dell’acquedotto e gli impianti di depurazione, i ragazzi hanno rielaborato quanto appreso con grande impegno ed espressività.
Difficile per la giuria scegliere le 10 classi finaliste, che hanno potuto godere del loro premio: una giornata di esperimenti, giochi, laboratori, passeggiate naturalistiche e conclusa da un divertente spettacolo scientifico. Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato Angelo Guzzo, presidente di Acque Vicentine, Flavio Marelli, consigliere di amministrazione di Acque Vicentine e, in rappresentanza dei Comuni soci, gli assessori Giuseppe Federici di Altavilla Vicentina e Michele Cisco di Dueville. I migliori tre lavori, “prodotti” di ottima qualità scientifica e artistica e caratterizzati da un importante lavoro di squadra, realizzati da ragazzi di Noventa Vicentina e Dueville, sono stati premiati inoltre con buoni per l’acquisto di materiale didattico.
«Acque Vicentine dedica una particolare attenzione al mondo della scuola - dichiara il presidente Angelo Guzzo - perché crediamo che tra i compiti della nostra società ci sia anche quello di far crescere la cultura dell’acqua, il rispetto per le risorse ambientali ed il legame con il territorio, soprattutto tra i più giovani. Siamo molto soddisfatti di aver accompagnato alla scoperta delle risorse idriche e della loro gestione oltre 2.600 ragazzi di 40 scuole diverse. In questo anno scolastico nostri operatori hanno svolto più di 300 incontri nelle classi e oltre 1.100 studenti hanno avuto la possibilità di visitare i nostri impianti.»
«Mi complimento con le scuole che hanno partecipato al concorso: sono rimasto colpito dalla qualità dei lavori svolti, dalla creatività con cui i temi sono stati rielaborati, dall’impegno dedicato da ragazzi e insegnanti al tema dell’ambiente.»
Le attività del progetto Acqua Oro Blu sono state realizzate in collaborazione con il Laboratorio Provinciale di Educazione Ambientale, che ha messo a disposizione operatori altamente qualificati e il supporto organizzativo, e con il Gruppo Pleiadi, che ha gestito il concorso e la giornata finale di festa e premiazione.

UDINE, SINDACI CONTRO CARNIACQUE

Bocciata la modifica delle tariffe idriche da parte dei sindaci della Carnia. «Inaccettabile - ha dichiarato Dario De Alti, sindaco di Cercivento (UD), comune che non intende rinunciare alla gestione in proprio del ciclo integrato delle acque - l’aumento propostoci. Una famiglia di tre persone si vedrebbe applicare un aumento annuo pari al 13.4% sulla tariffa del 2012, mentre su quella del 2013 non si hanno ancora dati precisi». De Alti si dice soddisfatto della bocciatura votata dai sindaci alla manovra «che hanno compreso così che la nostra battaglia per la gestione delle acque in proprio senza delegarla a Carniacque non è sbagliata. I costi gestionali che Carniacque deve sopportare non possono essere coperti con le normali entrate, meglio quindi lasciare l’incombenza della gestione a quei Comuni che intendono effettuarlo in proprio».
De Alti attacca poi la Regione Friuli: «Ci stanno rubando le acque, la cui gestione si allontana sempre più dal nostro territorio. Le amministrazioni locali non incidono più sul comparto. Nei tre Comuni ribelli - conclude il sindaco - ossia Cercivento, Ligosullo e Forni Avoltri, che hanno inteso gestire direttamente le acque, i prezzi già più bassi della concorrenza di Carniacque sono calati, mentre ora si vogliono aumentare a doppie cifre percentuali da un anno all’altro».

ABRUZZO, IL COMMISSARIO ALL’ERSI: “25 MLN DI DEBITI, NECESSARIA GESTIONE INDUSTRIALE”

"La situazione ormai è tesa come un elastico che si sta per spezzare. O assistiamo ad un'inversione di tendenza o l'elastico si spezza. L'unico modo è far acquisire ai gestori una capacità di tipo industriale. Se ciò non avviene non c'é altra soluzione". Così il commissario per la gestione del Sistema Idrico Integrato Pierluigi Caputi, sottolineando che "l'Ente regionale per il servizio idrico integrato (Ersi), nasce con 25 milioni di euro di debiti non suoi, a causa della grave situazione che eredita".
Il punto della situazione sulla questione acqua in Abruzzo è stato fatto nei giorni scorsi in una conferenza stampa a Pescara, cui hanno partecipato, oltre a Caputi, i direttori degli Ato abruzzesi.
La situazione è stata più volte definita "gravissima". Le relazione rimesse a fine 2012 dai direttori degli Ato ai fini della costituzione dell'Ersi lasciano pochi dubbi: "gli Ato - rileva il commissario - sono in una situazione di gravissima impossibilità a portare avanti le attività di competenza a causa dei mancati rimborsi e pagamenti da parte dei soggetti gestori. L'eventualità di trovare soluzioni occasionali ad un problema strutturale non è più possibile. La situazione è divenuta oramai insostenibile".
I sei gestori abruzzesi sono: Aca per il Pescarese e parte del Chietino e del Teramano; Sasi per il Chietino; Ruzzo reti per il Teramano Gran Sasso Acqua per l’Aquilano; Saca per l’area Peligna e Cam per la Marsica.
Stando al resoconto della struttura commissariale, le sei società di gestione presentano "situazioni gestionali molto diverse" ma sono accomunate da una serie di "fattori negativi, come si evince dalle criticità rilevate nei bilanci 2011, che risultano essere poco trasparenti ed affidabili, a causa di una situazione debitoria molto significativa, con rilevanti problemi di liquidità, e crediti a bilancio di cui si ha più di un dubbio sulla reale esigibilità". In particolare, i debiti totali sono 300 milioni di euro, i crediti oltre 200 milioni e i ricavi totali oltre 145 milioni di euro. Nei bilanci, inoltre, sono "impropriamente patrimonializzate le reti-beni demaniali per oltre 300 milioni di euro, ma come è evidente sono inutilizzabili come garanzia per terzi".
Caputi ha parlato più volte della necessità, di una "gestione industriale efficiente, ispirata all'equilibrio dei bilanci, con manager che abbiano quelle capacità manageriali che un giro d'affari da 50 milioni di euro richiede". "Solo i Comuni - ha detto il commissario - possono intervenire per salvare le loro aziende, scegliendo un management idoneo e dando allo stesso indirizzi precisi. E' chiaro che non sono loro i decisori. E' dunque una problematica orizzontale di una decisione alta della politica che non può essere risolta solo da una parte".
Caputi ha inoltre sottolineato che è escluso un aumento delle tariffe per recuperare i soldi a spese dei cittadini.

INDAGINE ISPRA, ACQUE ITALIANE CONTAMINATE DA 166 PESTICIDI

Sono oltre 160 i tipi di pesticidi che contaminano più della metà di fiumi e laghi in Italia, rendendo oltre un terzo dell’acqua di superficie non potabile. Lo dice un rapporto nazionale diffuso nei giorni scorsi dall’Ispra, l’Istituto per la protezione dell’ambiente.
“Nel 2010 sono stati rinvenuti residui nel 55,1% dei 1.297 punti di campionamento delle acque superficiali e nel 28,2% dei 2.324 punti di quelle sotterranee, per un totale di 166 tipologie di pesticidi - a fronte dei 118 del biennio 2007-2008 - individuati nella rete di controllo ambientale delle acque italiane”, dice una nota. In alcuni casi, i ricercatori hanno registrato fino a 23 diversi pesticidi nello stesso campione d’acqua.
La contaminazione è più diffusa nella pianura Padana, sia per l’utilizzo agricolo intensivo che per le conformazioni idrologiche dell’area, ma anche perché nel nord Italia si registra il maggior numero di prelievi, spiega l’Istituto. “Inoltre, nel 34,4% dei punti delle acque superficiali e nel 12,3% di quelle sotterranee i livelli misurati risultano superiori ai limiti”.
Ancora, prosegue l’Ispra, nel 13,2% delle acque superficiali e nel 7,9% delle sotterranee si superano anche i limiti di concentrazione della tossicità per organismi acquatici.
Sotto accusa, dunque, finisce l’agricoltura, un ambito in cui vengono utilizzate circa 350 sostanze tossiche differenti per un quantitativo superiore a 140mila tonnellate. Ma anche i biocidi, ovvero i pesticidi per uso non agricolo, impiegati in attività diverse dall’agricoltura.
Eppure l’Italia è dal 2011 il primo paese europeo per esportazione di prodotti bio, per la cui coltivazione non vengono usati pesticidi, e il quarto come produttore (il quinto a livello mondiale).

INAZ RISPARMIA OGNI ANNO 30MILA BOTTIGLIE DI PLASTICA

Quante bottiglie d’acqua consumano i lavoratori di un’azienda di medie dimensioni? Inaz, società che sviluppa e vende soluzioni per l’amministrazione e la gestione del personale con 150 dipendenti nella sua sede di Milano, ha provato a fare i conti: “Si arriva fino a 30mila bottiglie di plastica da mezzo litro consumate in un anno - spiega Linda Gilli, presidente e ad dell’azienda. - Solo per produrle ci vogliono 5,7 barili di petrolio, quasi 8 quintali di greggio, senza considerare i costi e le emissioni per trasportarle e smaltirle. Uno spreco insostenibile, specie in questi tempi di crisi”.
“Gli stessi dipendenti - prosegue Gilli - ci chiedevano soluzioni per far risparmiare loro stessi e l’azienda e per tutelare l’ambiente: ecco perché abbiamo aderito al progetto L’abbiamo imbroccata finanziato dalla fondazione Cariplo”.
L’iniziativa, che promuove il consumo dell’acqua di rete nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro di Milano, è attivata in collaborazione con la fondazione Rete civica di Milano, l’università di Milano-Bicocca, Legambiente Lombardia, Amiacque e Metropolitana Milanese. Inaz è stata una delle prime aziende ad aderire.
La svolta green comincia coinvolgendo i lavoratori. “I nostri dipendenti sono liberi di scegliere se continuare a consumare l’acqua imbottigliata oppure servirsi delle brocche che abbiamo distribuito per rifornirsi dalla rete. L’acqua del rubinetto - sottolinea il presidente - è buona, certificata e sempre disponibile, senza problemi legati alla data di scadenza”.
Dopo una valutazione delle pratiche di gestione delle risorse idriche in azienda, condotta in collaborazione con i partner della campagna, Inaz è stata omaggiata delle brocche per il rifornimento e Metropolitana Milanese ha provveduto alle analisi dei campioni d’acqua.
“Confidiamo che il consumo di acqua imbottigliata calerà drasticamente - conferma Gilli. - Il nostro auspicio è che aderiscano al progetto anche i locali della zona convenzionati con Inaz per i pasti dei dipendenti”.

CGA SICILIA, LEGITTIMA LA REVOCA AD ACOSET PER L’AFFIDAMENTO DEL SII NEL RAGUSANO

E’ legittima la revoca all’Acoset dell’affidamento del servizio idrico per l’Ato ragusano. Così la sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativo (sentenza 405/2013, del 3 aprile scorso) che ha definitivamente rigettato le ragioni della società, accogliendo quindi le difese degli enti locali dell’ATO idrico di Ragusa. Si chiude così la lunga vicenda avviata nel 2007, quando i Comuni ragusani avevano proceduto all’annullamento d’ufficio della procedura di gara per la selezione del socio privato di una costituenda società mista di gestione del Servizio Idrico Integrato, optando per una diversa forma gestionale, consistente nella gestione diretta del servizio mediante un consorzio ad hoc. Contro la delibera la società Acoset aveva presentato ricorso al Tar Catania che lo aveva rigettato, con una sentenza sostanzialmente riconfermata anche in secondo grado.
I giudici amministrativi hanno poi escluso che Acoset possa vantare un risarcimento del danno a titolo di responsabilità precontrattuale della Pubblica amministrazione.

GORIZIA, IRISACQUA: 4 MLN PER ESTENSIONE E AMMODERNAMENTO RETE

Irisacqua continuerà ad investire a Cormòns (GO) per la sostituzione delle condutture in cemento-amianto e per l’estensione della rete fognaria, per complessivi 3.972.241 euro.
Il progetto più consistente - anche in termini economici - riguarda l’estensione della rete di raccolta e allacciamento alla fognatura di nuove utente: 1.121 utenze circa. Per questo intervento è previsto un investimento pari a 1.555.925 euro. A questo progetto si affianca un altro (parallelo e con le stesse modalità) che prevede l’impiego di 1.295.925 euro. Anche in questo caso le nuove utenze sono circa 1.121.
Ma la società goriziana presta attenzione anche allo stato in cui versano le condutture che sono realizzate, in larga misura, ancora in cemento-amianto. Quest’ultimo intervento si prevede di avviarlo nei prossimi anni. Essendo l’invecchiamento «medio-basso» e la funzionalità «accettabile» (così si legge nelle relazioni di Irisacqua ), l’intervento prenderà il via con la necessaria gradualità. Non c’è pertanto quella fretta che potrebbe essere dettata da un intervento definito urgente. In questo caso, la posta è di 445mila 411 euro. Sempre per un intervento similare (ma a più lungo termine) sono a disposizione altri 384mila euro. Infine, 280.980 serviranno al rinnovo dei serbatoi obsoleti. Siccome il loro grado di conservazione viene definito «accettabile», non saranno lavori che inizieranno in tempi brevi.
Irisacqua, detenuta al 100% dai Comuni della provincia di Gorizia, è responsabile della gestione del servizio idrico integrato per un periodo di trenta anni a partire dal primo gennaio 2006. La società ha, inoltre, il compito di realizzare il Piano d’ambito, per un fabbisogno di investimenti pari a 235 milioni.

VELLETRI, PER L’ASL I DATI SULL’ARSENICO SONO NELLA NORMA

A Velletri (RM), i valori dell’arsenico sono tornati nella norma. Lo annuncia l’assessore comunale Sergio Andreozzi, delegato ai Beni comuni e ai rapporti con il gestore del servizio idrico Acea. Andreozzi ha preso visione dei dati resi noti dall’Azienda sanitaria locale, riguardanti le analisi effettuate nel mese di gennaio. In tutti i punti di prelievo la qualità dell'acqua distribuita rientra nei limiti di legge, tra 1 e10 microgrammi di arsenico per litro d’acqua.
«Ciò - dice l’assessore - naturalmente ci rassicura e ci dà modo di controllare il lavoro della società gestore del servizio idrico. Nel frattempo - aggiunge Andreozzi - la stessa società capitolina comunica l'effettiva costituzione della task force per Velletri con immediato impegno per la risoluzione dei problemi di approvvigionamento nel centro storico ed in zona 167. E' stato infatti dato mandato a ditte appaltatrici di controllare la rete in maniera capillare».

A CONCORD (MASSACHUSETTS) BOTTIGLIETTE DI PLASTICA AL BANDO

La bottiglietta d’acqua di plastica da mezzo litro è dal primo gennaio fuorilegge nella città di Concord, Massachusetts, negli Stati Uniti. Il divieto è stato imposto dall’amministrazione locale dopo una campagna ecologista durata diversi anni, anche per sensibilizzare la popolazione all’uso di contenitori per famiglie, piuttosto che per singoli, per diminuire l’impatto dei rifiuti di plastica sull’ambiente e in particolare di quelli di questo formato, che di recente sta conoscendo una notevole diffusione.
La cittadina di Concord ha lanciato questa campagna ricordando sul sito Internet del suo municipio che “ci vogliono 17 milioni di barili di petrolio all’anno per fare tutte le bottiglie di plastica vendute negli Stati Uniti. Quanto basta per fornire carburante a 1,3 milioni di auto l’anno”. La giunta municipale di Concord ricorda inoltre che “solo il 23% dei 50 milioni di bottiglie di plastica vendute ogni anno negli Usa vengono effettivamente riciclate”.
Il divieto assume un particolare valore simbolico anche perché Concord è stata teatro della prima battaglia della guerra d’indipendenza americana. Il bando, a quanto riporta l’“Huffington Post”, ha però provocato reazioni contrastanti. I negozianti locali dal canto loro lo hanno in parte aggirato vendendo bottiglie di formato più grande. Il divieto, però vale solo nella cittadina. “Per poter comprare le bottigliette basta spostarsi di pochi chilometri nelle città vicine e addio al bando” fa notare un cittadino di Concord.

ALTO VICENTINO, AL VIA PROGETTO PER SEPARAZIONE FOGNATURE MISTE

È stato approvato nei scorsi giorni il progetto di separazione delle fognature miste adibite a far defluire le acque durante i periodi di piogge intense che si abbattono sul territorio dell'Alto Vicentino. I lavori prevedono una spesa complessiva di 728mila euro, coperti dalla tariffa del servizio idrico integrato.
La fognatura mista non garantisce, infatti, l'ottimale deflusso delle acque meteoriche quando la loro portata è superiore alla capacità di svuotamento delle elettropompe. In tale situazione si verificano esondazioni sulle strade e nei pressi dei pozzi disperdenti in cui confluisce l'acqua scolmata, con molti disagi per i residenti. Inoltre, la rete fognaria mista apporta un significativo carico idraulico al depuratore di Thiene, presso cui vengono convogliati i reflui. Il progetto di AVS risulta pertanto necessario per evitare disagi ai cittadini e garantire l'efficace funzionamento del depuratore thienese.
L'intervento prosegue i lavori di separazione delle fognature già intrapresi nella zona artigianale di Zanè e porterà un miglioramento idraulico su circa 21 ettari di territorio. L'approvazione da parte dell'AATO del Bacchiglione era vincolante per poter procedere con la realizzazione dell'opera. AVS ha affidato la progettazione e la direzione dei lavori alla società di ingegneria HMR di Padova. L'intervento partirà all'inizio del 2014.

AVELLINO, MONITORAGGIO USO DI DROGHE: ALTO CALORE SERVIZI AVVIA ANALISI SUI REFLUI

L'Alto Calore di Avellino, in collaborazione col Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, ha avviato uno studio volto ad accertare la presenza di droghe da abuso in acque reflue nel territorio servito da Alto Calore Servizi SpA, quale contributo scientifico utile anche ad altre agenzie territoriali impegnate nell’analisi e nella lotta all’uso di stupefacenti. Partendo dalla misura dei residui di sostanze illecite nelle acque reflue, è possibile elaborare una stima delle dosi di droghe usate da una popolazione servita da un impianto di trattamento.
Si tratta - quindi - di un contributo scientifico utile per un monitoraggio del fenomeno che ha ricadute sia in ambito sociale che nel campo ambientale. A tale scopo è stato concordato con il Laboratorio LICA (Idrologia e Chimica degli Alimenti) un progetto di studio che comprende la validazione di nuovi protocolli analitici per la ricerca delle droghe più comuni quali: cocaina, eroina, amfetamine e cannabis (e loro metaboliti) nella matrice acque reflue, il monitoraggio effettuato in punti significativi di tratti di rete fognaria, la valutazione della capacità di rimozione di tali sostanze negli impianti di depurazione gestiti e la loro concentrazione nelle acque superficiali.

CHERSO (CROAZIA), VIA AL DEPURATORE FINANZIATO DA BANCA MONDIALE

Verrà costruito a Cherso, in Croazia, il depuratore per le acque reflue (1 milione e 323 mila euro) che rientra nel Progetto Adriatico supportato dalla Banca mondiale e che finora ha visto numerosi comuni istriani, dalmati e quarnerini ricostruire le reti fognarie o dotarsi di impianti di depurazione. Anche nel caso di Cherso, la Banca mondiale ha concesso un prestito a condizioni agevolate, che coprirà il 50 per cento dell’investimento.
«L’investimento ci permetterà di elevare lo standard di tutela ecologica - ha dichiarato il sindaco chersino Kristijan Jurjako - riuscirà a soddisfare il fabbisogno anche durante l’alta stagione turistica poiché ha una capacità che riguarda 10 mila persone. Il trattamento delle acque sarà meccanico e sarà un impianto capace di essere perfezionato, in grado di permettere un giorno l’uso delle acque di scarico per l’irrigazione”. Il primo cittadino ha precisato che i lavori dovrebbero cominciare a fine febbraio, con il depuratore posizionato nelle vicinanze di Villa Kimen.

L’UNIVERSITÀ DELLA TUSCIA INDIVIDUA NUOVE FALDE POTABILI

L’università della Tuscia ha trovato la soluzione al problema dell’acqua all’arsenico.
Il tema affligge la stragrande maggioranza dei comuni della provincia di Viterbo ed è stato di recente al centro di polemiche, visto che l’ultima proroga dell’Ue è scaduta lo scorso 31 dicembre, obbligando i sindaci a emettere ordinanze di non potabilità, visto che dopo l’abbassamento a 10 microgrammi per litro non rientravano più nei limiti consentiti.
In sostanza, dicono i risultati delle ricerche, acqua priva di arsenico e fluoruri può essere captata nel sottosuolo in alcune aree specifiche. Il risultato è stato raggiunto grazie a prelievi da varie falde acquifere: gli studiosi hanno visto che in alcune parti di terreno l’acqua è potabile.
Ci sono voluti circa tre anni di studi a livello idrogeologico, ma alla fine il professor Silvano Onofri, direttore del dipartimento di Scienze ecologiche e biologiche dell’ateneo viterbese, e il professor Vincenzo Piscopo, dello stesso dipartimento, hanno concluso uno studio i cui risultati per il territorio “sono rivoluzionari”.
Nelle varie ere geografiche, spiega lo studio, si sono formate falde di terreno non inquinate: da qui le acque possono essere captate, a diverse quote, evitando di prelevare quelle con arsenico. Si potrebbe così rinunciare all’uso dei dearsenificatori, per i quali sono stati stanziati decine di milioni di euro dalla Regione Lazio, i cui costi di gestione, una volta a regime, saranno di 4 milioni di euro l’anno, da caricare sulle bollette idriche. I risultati dello studio verranno illustrati nello specifico giovedì all’Università della Tuscia.

PERDITE DELLE RETI IDRICHE: LA TECNOLOGIA SAFE PIPE TESTATA DA MM

Una tecnologia innovativa capace di risanare la rete degli acquedotti senza scavi per limitarne al massimo le perdite d’acqua. Il progetto, durato tre anni e basato su un nuovo materiale e una soluzione di posa a basso impatto, si chiama Safe Pipe ed è stato presentato alla Fondazione Politecnico di Milano in questi giorni. Successivamente è stato mostrato alla stampa il campo prove di Metropolitana Milanese spa, che gestisce il Servizio Idrico Integrato della città di Milano, dove la nuova tecnologia è stata testata.
Gli acquedotti italiani perdono in media tra il 30 e 40% dell'acqua che trasportano, il che equivale a circa 2,6mld di metri cubi di quella immersa in rete, oltre ai mancati ricavi per le società di gestione e ai costi energetici. Così, il nuovo sistema Safe Pipe potrebbe intervenire su questi sprechi e aprire nuovi scenari nel campo del risanamento degli acquedotti italiani arrivati ormai a una vita media di circa 30 anni. Attualmente, per intervenire in caso di risanamento, si prevedono scavi estesi e un impatto dei cantieri sulla vita pubblica, sul traffico e sull’ambiente che comporta parecchi disagi.
Il progetto Safe Pipe ha permesso di colmare questa lacuna grazie a una soluzione che permette l’esecuzione del risanamento della condotta su cui intervenire senza l’ausilio dei tradizionali scavi ma direttamente dall’interno, con costi di risanamento del 40% inferiori rispetto ai tradizionali sistemi di scavo e con una drastica riduzione delle perdite d’acqua e risparmio energetico nelle stazioni di pompaggio
Il progetto è stato portato avanti da un gruppo di ricerca costituito - tra gli altri - dal Politecnico di Milano, Metropolitana Milanese e da alcune aziende come la Beca Engineering. Le attività di ricerca, tutte svolte in Italia, hanno portato alla realizzazione di materiali altamente innovativi come la calza-resina capace di risanare ed aderire a qualsiasi tipo di condotte e a un sistema di indurimento(catalisi) a raggi UV che prevede bassi tempi di intervento, bassi costi di risanamento e alte caratteristiche meccaniche.
“I benefici dell’industrializzazione della tecnologia Safepipe sono di diverso tipo - ha dichiarato l’ing. Carlo Lezzi di Beca Engineering, capofila del progetto- e coinvolgono le PMI che potranno avere un forte impulso di crescita sia a livello industriale sia occupazionale, i gestori di acquedotti, che vedranno diminuire nettamente i costi di gestione e l’ambiente, grazie a una minore incidenza dei consumi energetici e a un impatto molto ridotto dei cantieri per la posa del materiale”.
Per Carlo Carrettini, Direttore di Metropolitana Milanese, dell’Acquedotto di Milano “Pur essendo molto soddisfatti dei nostri risultati - con perdite che si attestano intorno al 10% e quindi altamente sotto la media nazionale - , riteniamo importante investire in nuove tecnologie attraverso le quali possiamo ottenere margini per un ulteriore miglioramento”.

NUOVO SITO, È NATO ACQUADICASA.IT

L’acqua è un bene prezioso e per proteggerlo e valorizzarlo al meglio è necessario conoscerlo a fondo. Da questo presupposto è nata l’esigenza di creare un portale user friendly che possa affermarsi come il punto di riferimento per tutti coloro che desiderino saperne di più sul tema. Acquadicasa.it
si presenta come un moderno condominio, dove è possibile conoscere quattro inquilini pronti a offrire consigli sul mondo dell’acqua del rubinetto.
“Abbiamo pensato di raccogliere tutte le informazioni, gli studi e le news che l’associazione Aqua Italia ha prodotto in questi anni e metterle a disposizione di tutti attraverso un sito internet fresco, moderno e con un’inclinazione fortemente social”, spiega il presidente di Aqua Italia, Giorgio Moro. Ogni contenuto della pagina, infatti, può essere condiviso sia su facebook che su twitter e gli utenti hanno a disposizione un’apposita sezione nominata “Chiedi all’esperto” dove inviare la propria domanda in forma privata.
Un italiano su due beve sempre acqua del rubinetto - Il consumo di acqua del rubinetto nel nostro paese è in crescita: è passato dal 70,4% del 2006 all’80,3% del 2012, come indica la ricerca Cra Nielsen 2012 svolta per Aqua Italia. A promuoverla e a berla “sempre o quasi sempre” è il 49,1% degli intervistati.
Aqua Italia è l’associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie. È federata ad Anima-Confindustria.

MESSINA, GUASTO ALLA CONDOTTA AMAM. IL COMUNE VARA IL PIANO ANTI-DISSESTO

Messina torna a fare i conti con l’emergenza idrica a causa del maltempo che ha danneggiato la condotta del Fiumefreddo: sotto il peso del terrapieno, appesantito dalla pioggia, la condotta si è letteralmente spaccata in più punti. Ne da notizia il quotidiano la Gazzetta del Sud.
Le condizioni dell’intervento di ripristino per gli addetti del gestore Amam sono risultate complicate per la zona impervia, difficile da raggiungere e ormai completamente circondata da fango e detriti. Per Luigi La Rosa, direttore generale dell’Amam che ha seguito le operazioni, “è difficile fare previsioni sui tempi d’intervento e di ritorno alla normalità per quanto riguarda l’erogazione dell’acqua”.
E mentre Amam cerca di ripristinare il servizio idrico, il consiglio comunale di Messina ha approvato il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Il piano predisposto - nelle attese degli estensori - prevede misure correttive che consentiranno di incamerare nell'arco di 10 anni 438.509.000 euro a fronte di impieghi per 392.434.000 euro, determinando così un risultato di bilancio di oltre 46 milioni di euro. Per aumentare le entrate, l'area economico-finanziaria del Comune ha predisposto maggiori introiti grazie all'incremento dell'aliquota Imu (portata ai livelli massimi consentiti) e l'introduzione della Tares. «E questo - fanno sapere da Palazzo Zanca - se si considera la totale copertura dei costi del servizio di igiene ambientale, incrementati di circa il 29% a copertura degli altri servizi garantiti dall'Ente». Per i servizi pubblici a domanda individuale (come mense scolastiche e trasporto studenti) si prevede una maggiore entrata di 35.605.000 euro applicando il tasso di copertura dei servizi nella misura del 36%. Sul costo del personale - che incide mediamente per 5.200.000 euro al mese - è stato previsto un taglio della spesa nel prossimo decennio di 25.585.000 euro. Stretta sugli affitti, con un piano dismissioni degli immobili da elaborare.

ALTO VICENTINO SERVIZI, AL VIA 4 POZZI “AQUOR”

Sono stati realizzati nel territorio di Breganze (VI) 4 pozzi nell'ambito del progetto «Aquor, Abbiamo a cuore l'acqua», con il contributo di Avs (Alto Vicentino Servizi). L'opera, finanziata dall'Unione Europea e coordinata dalla provincia di Vicenza, contribuirà ad evitare il sovrasfruttamento delle risorse idriche sotterranee e l'incremento del tasso di crescita idrogeologica degli acquiferi del territorio. Questo in linea con gli obiettivi perseguiti dal progetto «Aquor» di riequilibrare le falde dell'alta pianura vicentina e garantirne l'uso sostenibile da parte delle generazioni attuali e future.
Avs ha affidato a due ditte esterne l'esecuzione delle opere civili e l'istallazione delle sonde che serviranno al monitoraggio dell'acqua. Iniziato nel settembre 2011 con un programma di lavoro triennale, il progetto «Aquor» costituisce la prima esperienza nazionale, tra le prime europee, di contratto di falda. Si tratta di un percorso di programmazione negoziata tra soggetti pubblici e privati per la tutela quantitativa delle risorse idriche sotterranee. L'iniziativa è finanziata dall'Unione Europea attraverso lo strumento «LIFE - area tematica Politica Ambientale e Governance» ed è coordinata dalla Provincia di Vicenza. Gli altri partner coinvolti sono «Acque Vicentine», «Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta», «Consorzio di Bonifica Brenta», «Centro Idrico Novoledo» e «Veneto Agricoltura».
L'estate scorsa, Avs si era assunta la responsabilità della progettazione, della realizzazione e dell'esercizio di quattro pozzi di infiltrazione per la ricarica delle falde, in un area in cui si trova uno dei corpi idrici più rilevanti del distretto idrografico delle Alpi Orientali. Alto Vicentino Servizi conferma così il suo impegno ad adottare misure di sensibilizzazione sul risparmio idrico, a favorire la riduzione dei consumi e a garantire la tutela quantitativa delle risorse idriche sotterranee, il tutto per la tutela di una risorsa vitale come l'acqua.

ACQUE VICENTINE, NUOVO DEPURATORE DA OLTRE 1 MLN

Nuovo depuratore per Acque Vicentine nel comune di Sandrigo (VI), che sostituirà il precedente impianto non più in grado di trattare i reflui e spesso soggetto a sversamenti nei corsi d’acqua circostanti. E’ costato oltre un milione di euro, finanziato anche grazie al fondo di garanzia messo a punto dall´agenzia Veneto Sviluppo.
«Quello dell´acqua - ha dichiarato il sindaco Giuliano Stivan - è un problema molto concreto, al quale tutti noi concorriamo, perciò siamo grati ad Acqua Vicentine per avere rimesso a posto un impianto da tempo malfunzionante». «In questo momento - ha sostenuto il direttore di Acque Vicentine Angelo Guzzo - l’impianto è all´avanguardia tecnologica della depurazione. Gli abitanti di Sandrigo ora possono giovarsi di un nuovo depuratore che molte altre realtà della provincia, una quarantina, stanno ancora attendendo. Tra queste la priorità di interventi nei prossimi mesi spetta a Nanto e, soprattutto, Casale di Vicenza».

BONIFICHE, TUTELA DELLE ACQUE E DEPURAZIONE: LE COMPETENZA DALLA PROTEZIONE CIVILE ALLA REGIONE

E' la Regione Siciliana, da oggi, a dover assumere le iniziative superare in modo definitivo le criticità in materia di bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati, oltre che in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione. Il passaggio di competenze è scattato con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle disposizioni contenute nell'ordinanza della Protezione Civile emanata per delegare i compiti.
La trasmissione dei poteri risponde all'esigenza di completare le azioni di ripristino e di favorire le misure di prevenzione, sulla base delle raccomandazioni del Ministero dell'Ambiente e del Commissario delegato per l'emergenza, identificando nella Regione siciliana l'amministrazione competente al coordinamento delle attività necessarie al completamento degli interventi e il Dirigente Generale del Dipartimento dell’Acqua e dei Rifiuti dell'Assessorato regionale dell’Energia quale responsabile degli atti per il definitivo subentro della Regione, trasmettendo entro trenta giorni la documentazione necessaria.
Spetta a lui predisporre un Piano contenente gli ulteriori interventi strettamente finalizzati al superamento della situazione di criticità, dotato di un preventivo di spese. Che sarà oggetto di un Accordo di Programma sottoscritto con il Ministero, gli enti territoriali e l'Arpa siciliana.

L’AUSTRALIA PREVEDE LE FALLE NELLE TUBATURE DELL’ACQUA

Gli australiani utilizzano una tecnologia in grado di prevedere le falle nelle tubature idriche. Il sistema è stato messo a punto dal Nicta, un centro di ricerca scientifica, in collaborazione con l’utility Sydney Water. Interessante, secondo gli esperti, sarebbe una possibile applicazione nel nostro paese dove il 30% dell’acqua potabile va dispersa per carenze delle infrastrutture.

BELLUNO, PER BIM 1 MLN DI RISPARMI NEL 2012

Un piccolo passo in avanti per il gestore idrico bellunese Bim Gsp, con l’annuncio del presidente Mario Leonardi sul risparmio ottenuto nei conti del 2012 pari a 1 milione. Economie ottenute grazie alla riduzione dei costi su auto aziendali, blocco delle assunzioni, con la regolamentazione dello straordinario, con il divieto di incarichi professionali esterni e soprattutto con «l'avviamento di una nuova organizzazione aziendale».
Il debito complessivo di Bim ammonta a 83 milioni di euro. E nelle prossime settimane (l'8 aprile), l'Assemblea dei sindaci si riunirà per valutare se il Cda avrà fatto abbastanza nella valorizzazione delle quote di altre società, come Ascotrade o Energie Comuni, per un’eventuale alienazione.

ARPA LIGURIA RICOMINCIA I CONTROLLI SULLA BALNEABILITÀ: NEL 2012 SITUAZIONE “ECCELLENTE”

Arpal ha ricominciato nei giorni scorsi l’attività di controllo delle acque di balneazione, a partire dal ponente genovese. Da ora fino al 30 settembre i 373 tratti in cui è stata suddivisa la costa della Liguria verranno raggiunti almeno una volta al mese da tecnici dell’Agenzia, che annoteranno alcune osservazioni sullo stato del mare in quel punto (temperatura aria e acqua, direzione e intensità del vento, corrente e moto ondoso) e preleveranno un campione di acqua (circa un litro) da inviare al più vicino laboratorio dipartimentale.
Lo ha reso noto la stessa Arpal, precisando che nei 373 tratti monitorati dal 2009 al 2012, la situazione è stata classificata dalla regione Liguria “eccellente” in 333 casi, “buona” in 22 e “sufficiente” in 10.
Arpal precisa che, per ogni campione prelevato, l’esito relativo alla presenza di Enterococchi intestinali o di Escherichia coli, due microorganismi che solitamente vivono nell’intestino dell’uomo e segnalano eventuali inquinamenti di origine fognaria, sarà disponibile dopo due giorni, il tempo tecnico necessario per questa tipologia di analisi. “Basterà il superamento di uno di questi parametri - sottolinea Arpal - per far scattare la comunicazione alla Asl di riferimento e al sindaco, per permettere al primo cittadino di adottare gli opportuni provvedimenti (solitamente l’ordinanza con il divieto di balneazione)”.
“Durante l’estate svolgiamo circa 2.500 campionamenti - precisa Rossella D’Acqui, direttore scientifico Arpal - da Ventimiglia a Sarzana: controlliamo le acque dove è consentita la balneazione, non le foci dei torrenti o le zone permanentemente interdette. Non bisogna confondere questo tipo di controllo, il più aggiornato indicatore di un tratto di costa, con la sua classificazione, che invece ne rappresenta l’andamento storico nel tempo”.

COLIBATTERI IN CAMPIONI, VIETATO USO A SAN CALTALDO (CL)

A San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, è vietato usare l’acqua che scorre nella condotta idrica cittadina. Lo ha comunicato il sindaco Francesco Raimondi, dopo aver ricevuto una nota del dipartimento Igiene dell’Asp di Caltanissetta: nell’acqua sono presenti coliformi totali ed escherichia coli, indice di inquinamento batterico.
I campioni di acqua potabile prelevati nei quattro punti di controllo hanno dato esito positivo all’inquinamento. Al sindaco quindi non è rimasto altro che proibire l’utilizzo dell’acqua per uso alimentare.

FIUME VENETO (PN), BONUS PER MENO ABBIENTI PER CANONE DEPURAZIONE E FOGNATURA

Contributi in arrivo a Fiume Veneto (PN) per i servizi di fognatura e depurazione. Tra gli ultimi atti approvati dalla Giunta comunale, c’erano i termini per inoltrare domanda di contributo riservata ai soli utenti che beneficiano di entrambi i servizi di fognatura e depurazione. A loro è destinato un aiuto economico per contenere i costi relativi all'anno 2011, ovvero il primo anno di avvio del nuovo servizio idrico d'ambito.
Tra i requisiti necessari, possono presentare domanda i cittadini che sono intestatari di un’utenza per il servizio di depurazione e fognatura e con un reddito Isee che deve essere inferiore a trentamila euro. Altra condizione è che gli utenti abbiano regolarmente saldato la fattura entro i termini di scadenza previsti.
La domanda dovrà pervenire, pena esclusione, entro trenta giorni dalla data di scadenza della fattura. Si dovrà allegare una copia dell'Isee in corso di validità, la ricevuta dell'avvenuto pagamento della fattura oltre a copia di un documento di identità.
Il bonus deciso dall’amministrazione comunale segue la constatazione che l'attivazione del servizio integrato di fognatura e depurazione ha comportato una spesa maggiorata per gli utenti. Da qui, come compensazione, si è deciso per un rimborso, a scaglioni, per le famiglie con redditi più bassi.

MILANO, ANCHE IN COMUNE L’ACQUA DEL RUBINETTO

Liscia o gassata, ma del rubinetto. I consiglieri comunali di Milano diranno addio all'acqua minerale, grazie all’iniziativa del gestore idrico Metropolitana milanese, che installerà due distributori presso Palazzo Marino e nella sede dei gruppi consiliari. Nel 2012 per dissetare 48 consiglieri comunali si sono spesi circa 3 mila euro e ora anche questa spesa è caduta sotto la mannaia della spending review.
«È un risparmio oggettivo - commenta il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo - ma non è l'unico motivo per cui siamo soddisfatti. Siamo contenti perché l'acqua pubblica è buonissima».
L'acqua «Milano blu», la meno costosa d'Europa (60 centesimi a m3), arriverà ai consiglieri anche frizzante. Consentirà un risparmio sulle bottiglie e avrà effetti positivi sull'ambiente. E, probabilmente, scatenerà l'invidia dei dipendenti di altre sedi comunali, che pagano l'acqua di tasca propria e che non avranno il beneficio del distributore.
Le piccole case dell'acqua di Palazzo Marino aprono dopo la mail arrivata ai consiglieri due mesi fa, nella quale si comunicava la sospensione della fornitura di minerale. Ora, invece, l'acqua del rubinetto correrà a fiumi e sarà refrigerata.

MAFIA, IL RACKET DELLE CASE POPOLARI È UN AFFARE DA UN MILIONE DI EURO L’ANNO

C’è il sensale che si occupa delle compravendite e il capo padiglione che raccoglie i soldi per i carcerati. Allo Zen il racket delle case popolari è un affare da 840 mila euro all’anno. Questa la stima fatta dagli inquirenti che hanno coordinato le indagine dell’operazione, in seguito alla quale sono stati arrestate 14 persone delle famiglie mafiose del quartiere Zen di Palermo. Secondo i pentiti, ogni famiglia occupante deve versare 5-10 euro al mese (per acqua e luce con allacci abusivi), in ogni padiglione vivono da 200 a 250 famiglie e ci sono 33 padiglioni, per un totale di 70mila euro al mese.
Allo Zen 1 i prezzi salgono: “Sono 130-140 mila euro per quelle assegnate - dice il collaboratore Manuel Pasta - quelle senza nominativo vengono 70mila euro. Lì è come se ci fosse lo Stato rappresentato da Cosa nostra, come se ci fosse l’Istituto delle case popolari, dove la gente si rivolge a qualche soggetto che fa parte della cosca dello Zen e gli dice: a me interessa una casa popolare. Quello, come un vero e proprio ufficio, si interessa di trovare l’alloggio più adeguato, di stabilire il prezzo, decidere a chi assegnarla e a chi no”.

ACQUE VERONESI, OLTRE 5 MLN DI INVESTIMENTI ARSENICO

Acque Veronesi, la società che gestisce il servizio idrico integrato in oltre 70 Comuni della provincia, investirà oltre 5 mln di euro a Legnago allo scopo di risolvere definitivamente l’annoso problema della presenza di arsenico nell’acqua potabile in alcune frazioni. Così come previsto dal Piano operativo triennale 2013-2015, l’intervento consentirà poi una capillare distribuzione dell’acqua in frazioni fino ad oggi non allacciate all’acquedotto.
L’avvio di un primo stralcio dei lavori è previsto già nei prossimi mesi e avrà l’obiettivo di potenziare la rete idrica con la realizzazione di nuove tratte a servizio delle zone residenziali esistenti e future, eliminando definitivamente i pozzi privati, con un conseguente risparmio di natura economica per i cittadini che non dovranno più acquistare acqua minerale e potranno così bere l’acqua del rubinetto, con i valori di arsenico nella norma. Alcuni interventi necessiteranno di un accordo con il gestore limitrofo Polesine acque.
Sempre secondo il piano triennale, Acque Veronesi gestirà un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria, mantenimento in efficienza e rinnovo degli impianti e delle reti acquedottistiche già esistenti ed interventi relativi ad adeguamenti funzionali del depuratore ed alle tubature fognarie della zona a destra dell’Adige, Porto e Casette. Gli investimenti totali previsti ammontano a circa 5,2 milioni di euro.

TRAPANI, DIFFIDA AL COMUNE CHE AVEVA BLOCCATO LE FORNITURE DAL DISSALATORE AGLI ALTRI COMUNI

L'assessore regionale all'Energia, Nicolò Marino, ha "diffidato il Comune di Trapani dall'intraprendere qualsiasi iniziativa atta a bloccare l'intervento tecnico di Siciliacque finalizzato a dare una minimale copertura idrica nelle more dei lavori manutentivi del dissalatore" della città. "L'intervento concordato nel tavolo tecnico regionale - ricorda l'assessore - prevede una bretella 'by-pass' di collegamento fra l'acquedotto di Bresciana e la conduttura del dissalatore Nubia, per l'urgenza dei lavori manutentivi del dissalatore, che avrebbero determinato l'impossibilità per circa 10 giorni, dei Comuni dell'Ericino di ricevere l'acqua. Ciò che appare gravissimo - afferma Marino - è l'ostinazione del Comune di Trapani nel rendere disponibile l'acqua della rete cittadina per un servizio di autobotti che in 10 giorni sarebbe costato circa 30mila euro mentre l'intervento di ripristino del costo di meno di 20mila euro, sarebbe stato e sarà un presidio permanente per alleggerire la crisi idrica dei comuni serviti dal dissalatore".
Per questo motivo, annuncia l'assessore, "la diffida inviata al Comune di Trapani, è stata trasmessa per conoscenza anche alle Procure della Repubblica di Trapani e a quella della Corte dei Conti per le ipotesi di pregiudizio all'erario pubblico". " Questa esperienza - conclude l'assessore Marino - è illuminante per potere definitivamente affermare il principio dell'acqua pubblica come bene equamente fruibile da parte di tutti i cittadini, e non già come bene di qualche ente pubblico".

ARRIVA IL VIA LIBERA PER LA COSTRUZIONE DEL DEPURATORE DI LAVAGNA

Si parte con il nuovo impianto di depurazione comprensoriale di Lavagna (Genova), opera da circa 60 milioni di euro, che servirà diversi comuni dell’area del Tigullio.
Nei giorni scorsi a Genova, nella sede dell’assessorato all’Ambiente della Regione Liguria, è stata firmata l’intesa che, di fatto, avvia la progettazione dell’opera, già in fase preliminare e condivisa dagli otto comuni del territorio interessato.
Il documento, illustrato dall’assessore all’Ambiente, Renata Briano, prevede anche un confronto su tutti gli aspetti ambientali e finanziari dell’infrastruttura, che non rientra fra gli agglomerati a rischio infrazione immediata da parte dell’ Unione Europea per gli impianti di raccolta e depurazione delle acque reflue urbane inadeguati o inesistenti, ma che la regione Liguria considera una priorità.
Il nuovo depuratore comprensoriale del Levante genovese sarà costruito in circa quattro anni, secondo le stime, in un’area adiacente alla diga foranea, oltre la barra del fiume Entella.
Secondo il sindaco di Lavagna, Giuliano Vaccarezza, dovrebbe costare circa 60 milioni di euro. Il protocollo di intesa è stato sottoscritto dalla regione Liguria con il commissario straordinario della provincia di Genova Piero Fossati, i sindaci di Lavagna, Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Cogorno, Ne, Sestri Levante, Moneglia e da Valter Seggi e Simone Passalacqua per Iren Acqua e Gas.

L´ACQUA NELL´AMBIENTE URBANO: CONVEGNO INTERNAZIONALE A BRUXELLES

Si svolgerà a Bruxelles dal 16 al 18 aprile la conferenza strategica dedicata all’acqua nei contesti urbani e si concentrerà sulla creazione di ponti tra la ricerca e le sfide sociali legate all´acqua. Intitolata "L´acqua nell´ambiente urbano: portare la ricerca sul mercato" (Water in the Urban Environment: bringing research to the market), l’evento è organizzato congiuntamente dalla Water Supply and Sanitation Technology Platform (Wsstp) e dalla Cooperazione europea nei settori della scienza e della tecnica (Cost) con il supporto di Acqueau.
L’acqua è una risorsa sempre più preziosa e, con la crescita esponenziale delle popolazioni urbane, riuscire a garantirne la qualità è diventato un serio problema politico. In questo contesto, ricerca e innovazione sono fondamentali. La conferenza mira ad analizzare le basi dell´innovazione nel settore dell´acqua e le sue indicazioni applicabili al mercato.
La conferenza in particolare presenterà i risultati ottenuti mediante le reti finanziate da Cost che si concentrano sui problemi legati all´acqua delle aree urbane. Essa inoltre si baserà sulla conferenza Innovazione nel settore dell´acqua Europa 2012 e contribuirà all´implementazione del partenariato per l´innovazione europea nel settore idrico.
Per ulteriori informazioni , visitare il sito della conferenza .

CONSEGNATE ALLA UE UN MILIONE DI FIRME CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DELL’ACQUA

Obiettivo raggiunto: un milione di persone ha sottoscritto l’iniziativa popolare per chiedere all’Europa di proporre una normativa che sancisca il diritto universale all’acqua potabile e respinga l’idea di privatizzare la gestione dell’”oro blu”. “Desidero congratularmi con gli organizzatori: raccogliere un milione di firme in meno di sei mesi è un vero successo”, ha commentato il vicepresidente della Commissione Ue, Maros Sefcovic, che ha la responsabilità di accogliere le richieste di iniziativa popolare.
Prevista dal trattato di Lisbona, la raccolta di un milione di firme in un certo numero di paesi consente ai cittadini europei di prendere direttamente parte all’elaborazione delle politiche comunitarie, chiedendo all’esecutivo Ue di presentare una proposta legislativa su determinati temi.
“L’acqua è fonte di vita, un diritto universale - ha affermato Monica Frassoni, sostenitrice dell’iniziativa, presidente dei Verdi europei e capolista in Lombardia per il Senato per Sel. - Adesso la Commissione deve fare propria la proposta per assicurare l’accesso all’acqua per tutti e il Parlamento Ue deve sostenerla”. Sebbene sia già stato raggiunto l’obiettivo del milione di firme, gli organizzatori hanno deciso di proseguire la raccolta per arrivare a due milioni entro il prossimo settembre per compensare le firme potenzialmente non valide. Una volta presentata l’iniziativa, la Commissione europea avrà tre mesi per esaminarla e decidere quali provvedimenti adottare.
L’auspicio dei promotori è che si arrivi a una legislazione Ue che imponga ai governi di garantire l’acqua potabile a tutti i cittadini e che escluda la gestione delle risorse idriche da qualsiasi forma di liberalizzazione.

ACQUEDOTTO DEL FIORA, CARAFFE NELLE SCUOLE PER LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

Nelle scuole di Arcidosso (GR) è arrivato il progetto «Acqua in caraffa» a cura dell’Acquedotto del Fiora. Sono state infatti consegnate le caraffe destinate alle scuole primarie, passaggio importante del progetto teso alla valorizzazione dell’acqua del rubinetto.
L'iniziativa, che da alcuni anni il gestore del servizio idrico integrato porta avanti in collaborazione con le amministrazioni comunali, ha come obiettivo la promozione dell'acqua del rubinetto e la riduzione dei rifiuti plastici.
Nell'occasione, l'istituto ha presentato anche il progetto «Il canto dell'acqua», un laboratorio previsto per tutta la durata dell'anno scolastico in cui si parlerà del ciclo dell'acqua, del suo corretto uso e del risparmio idrico.
«Sono molto felice di prendere parte a progetti di questo tipo, perché i bambini sono i cittadini di domani ed è a loro che dobbiamo dedicare molta attenzione nel diffondere una diversa cultura dell'acqua basata sul suo uso corretto e sostenibile». Così Claudio Ceroni, presidente di Acquedotto del Fiora, che prosegue: «Proprio con questo obiettivo, come azienda abbiamo deciso di regalare loro il libro Acqua in mente, un viaggio all'interno dell'affascinante mondo dell'acqua per imparare, divertendosi, tutto ciò che c'è da sapere su una risorsa tanto preziosa e importante nella nostra vita quotidiana».

LUCCA, GAIA RACCONTA L’ACQUA AI BAMBINI

"Se potesse parlare l'acqua che sgorga dai nostri rubinetti racconterebbe un'affascinante storia, che inizia circa 4 miliardi di anni fa e che arriva ai giorni nostri: l'acqua sul nostro pianeta esiste molto prima dell'uomo, senza di essa nessuno di noi potrebbe sopravvivere, basti pensare che il 70% del nostro corpo è composto di acqua. Ma l'acqua non è una risorsa ineusaribile, per questo è fondamentale conoscerla, rispettarla e non sprecarla. In questo piccolo libro che vi regaliamo stamani cerchiamo di spiegarvi molte cose sull'acqua e su come va utilizzata." con queste parole Ermindo Tucci, Presidente di GAIA S.p.A., Gestore del servizio idrico integrato della Toscana nord, ha introdotto la consegna del libro "Acqua in mente" ai ragazzi delle elementari presso l'Istituto U. Guidi di Forte dei Marmi.
Per l'occasione erano presenti il Sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, l'Assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Rachele Nardini, la Dirigente scolastica Silvia Barbara Gori, la Vice Preside Patrizia Vagli, il Comandante dell'Ufficio locale marittimo di Forte dei Marmi, Filippo Balestra, e il vice comandante della stazione dei Carabinieri di Forte dei Marmi, Stefano Carbonetti. Una rappresentanza di bambini e ragazzi intervenuti nell'Auditorium della scuola hanno potuto ricevere direttamente dalle mani delle Autorità una copia del libro.
Ha continuato Tucci: "Dalla preistoria agli immaginati scenari del futuro, "Acqua in mente" si pone l'ambizioso obiettivo di ripercorrere tutti i modi in cui l'uomo ha prelevato, usato e modificato l'acqua, fornendo dei simpatici spunti per fare degli esperimenti, così da permettere ai ragazzi di toccare con mano tutte le qualità di questo prezioso elemento. In più, curiosità, leggende, miti e non da ultimo una scheda sintetica che descrive il lavoro di GAIA S.p.A., l'azienda che si occupa della raccolta e distribuzione dell'acqua in questo territorio. GAIA ha a cuore che i ragazzi e le loro famiglie bevano acqua davvero di buona qualità, per questo abbiamo potenziato il laboratorio interno di analisi: in un mese il laboratorio effettua circa 3.000 campionamenti per più di 50.000 parametri analizzati. Di recente, inoltre, abbiamo inserito sul sito www.gaia-spa.it una sezione dedicata alla Qualità dell'acqua, dove è possibile conoscere, con pochi semplici click, i valori della propria acqua di casa, e confrontare questi dati con i limiti imposti dalla legge. Ma, del resto, migliorare il controllo sulle acque è un atto dovuto per quel 46% di utenti che dichiara di bere abitualmente l'acqua del rubinetto (dati analisi Customer Satisfaction 2012 GAIA -SWG). Nel 2010 questa percentuale era ferma al 36%, in un anno il 10% in più degli utenti ha modificato le sue abitudini, questo dimostra che la nostra acqua è buona e che le campagne informative sull'ambiente sostenute dalle brocche GAIA DA BERE hanno ottenuto un ottimo risultato."
"Infine un ringraziamento speciale alla gocciolina Accadueò, per scrivere queste pagine ammettiamo che ci siamo avvalsi del suo contributo, ci ha trasmesso molte informazioni utili. Nel libro i ragazzi troveranno allegre illustrazioni colorate, pensate per catturare l'attenzione dei più piccoli, e il Gioco dell'acqua, per testare la propria preparazione derivante dalla lettura del libro e sfidare i propri amici..fino all'ultima goccia! "
Il libro è in distribuzione gratuita per le scuole (classi 3°-4° -5° elementare e 1° media) che ne facessero richiesta. Il libro "Acqua in mente" è edito da ETS, da un'idea di Alfredo De Girolamo, testi e illustrazioni di Claudia Fachinetti.

BOND PER L’EFFICIENZA. E CRESCE L’ECO-EDILIZIA

Idea bond per finanziare l’efficienza energetica. È partita dal sottosegretario (ora ex) al ministero dell’Ambiente, Tullio Fanelli, nel corso di un recente incontro al Senato dal titolo “Efficienza energetica e pubblica amministrazione”.
“Il risparmio di energia nel nostro paese potrebbe essere finanziato attraverso l’emissione di particolari bond, obbligazioni senza scadenza, con un rendimento lievemente superiore a quelli del Tesoro - ha detto Fanelli. - Si tratta di una manovra che non genera debito, bensì risparmio energetico e quindi pil, e che ha un forte significato industriale oltre che sociale”. Il progetto sarà sottoposto al benestare di Bruxelles.
Al convegno - organizzato In vista di Smart energy expo, la prima edizione della fiera sull’efficienza energetica che si svolgerà a Verona dal 9 all’11 ottobre prossimi - è intervenuta anche Sara Romano, direttore generale del ministero dello Sviluppo economico. “I fondi attualmente esistenti, tra cui il Kyoto, sono sotto utilizzati dalle nostre imprese e dalla Pa”, ha osservato Romano, ricordando come la finanziabilità “dipenda sempre dalla coerenza e dalla bontà dei progetti stessi, che non possono essere standardizzati o replicati in modo rigido, ma devono partire da un adeguato check energetico”.
Intanto l’identikit abitativo della famiglie italiane diventa più verde. Il 3,2%, una ristretta eccellenza, già possiede tutti i requisiti del vivere green mentre il 24% non ha ancora nessuna eco-caratteristica. A un 12,1% in cammino verso pratiche a basso impatto, fa da contraltare un 60,7% di famiglie dove sono riscontrabili solo sporadiche attenzioni alle prestazioni energetiche e ambientali della casa. È quanto emerge dalla ricerca “Abitare Verde” elaborata da Nomisma e Pentapolis e presentata nella stessa mattinata a Roma. Gli analisti hanno verificato la presenza nelle case italiane di caldaie di ultima generazione, infissi ad alte prestazioni energetiche, isolamento dei muri esterni, elettrodomestici a basso consumo, riduttori del flusso dell’acqua e utilizzo di materiali non nocivi alla salute, oltre ad altre caratteristiche dell’abitare ecologico.

SEN, VIA LIBERA E PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA

Riduzione dei costi energetici, pieno raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi europei in materia ambientale, maggiore sicurezza di approvvigionamento e sviluppo industriale del settore energia. Sono questi i quattro obiettivi del documento di strategia energetica che il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e quello dell’Ambiente, Corrado Clini, approvato con decreto interministeriale e pubblicato nei giorni scorsi in “Gazzetta Ufficiale” (numero 73 del 27 marzo 2013).
La Strategia energetica nazionale (Sen) è il frutto di un ampio processo di consultazione pubblica, avviata a metà ottobre con l’approvazione in Consiglio dei ministri del documento di proposta e proseguita con il confronto fino a dicembre di tutte le istituzioni rilevanti (Parlamento, Autorità per l’energia e Antitrust, Conferenza unificata, Cnel, Commissione europea) e di oltre cento tra associazioni di categoria, parti sociali e sindacali, associazioni ambientaliste e di consumatori, enti di ricerca e centri studi.
Sono stati inoltre ricevuti oltre 800 suggerimenti e contributi da cittadini e singole aziende attraverso la consultazione pubblica che si è svolta on line sul sito web del ministero dello Sviluppo economico.
Rispetto al documento posto in consultazione ad ottobre, sono stati recepiti numerosi contributi. Tra i più rilevanti, vengono menzionati: una maggiore esplicitazione delle strategie di lunghissimo periodo (fino al 2050), in coerenza con la roadmap di decarbonizzazione europea, e delle scelte di fondo per la ricerca e sviluppo; una quantificazione dei costi e benefici economici, in particolare per i settori elettrico e gas; una definizione più precisa delle infrastrutture strategiche del gas, con particolare riferimento al dimensionamento di nuovi impianti di stoccaggio e di rigassificazione; una più precisa descrizione delle misure di accompagnamento alla cosiddetta grid parity delle rinnovabili elettriche (segnatamente del fotovoltaico); una migliore definizione degli strumenti previsti per accelerare i miglioramenti nel campo dell’efficienza energetica.

SEN, APPROVATE LE LINEE GUIDA. CLINI: “VOLANO PER LA CRESCITA”

Con il decreto interministeriale Sviluppo economico-Ambiente sulla Strategia energetica nazionale “lasciamo al Parlamento e al governo un modello di lavoro integrato, che rappresenta l’integrazione della politica ambientale e di sviluppo ed è volano per crescita. Un punto forte che con più tempo a disposizione avremmo esplicitato meglio”. Così il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, alla presentazione alla stampa delle linee principali della Strategia energetica nazionale (Sen) assieme al collega dello Sviluppo economico Corrado Passera e al sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti.
La Sen, ha aggiunto Clini, “mette in chiaro come gli investimenti e le prospettive dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili sono un volano per la crescita, per le politiche energetiche. Le politiche ambientali che hanno rappresentato l’obiettivo di riferimento del pacchetto Ue clima-energia 20-20-20 (al 2020 ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili) sono il volano della strategia di crescita, non un vincolo negativo alla crescita”.
“Auspichiamo che il decreto interministeriale sulla Sen presentato dai Ministri Clini e Passera sia messo in cima all’agenda delle priorità del nuovo governo, che ci auguriamo sia operativo prima possibile. Dalle scelte energetiche dipende, oggi più che mai, il futuro industriale e manifatturiero del Paese”. Lo ha dichiarato Claudio Andrea Gemme, Presidente di Anie Confindustria. “Dopo la consultazione pubblica a cui Anie ha partecipato dando il suo contributo - ha proseguito - questo decreto rappresenta la seconda tappa del percorso verso quella articolata e coordinata politica energetica che tutti noi imprenditori chiediamo a gran voce per ridare vigore alla nostra già sofferente economia”.
Meno ottimista la visione di Legambiente, Greenpeace e Wwf che in una nota congiunta hanno detto che la “Sen rende palese un vero e proprio abominio: quello di togliere il sostegno pubblico (dei consumatori) alle rinnovabili per darlo alla costruzione dei rigassificatori”. E aggiungono “nel documento si vorrebbe porre a carico dei consumatori le spese per il cosiddetto hub europeo del gas, che l’Europa non ha mai detto di volere e certo “non giustificato dalla domanda interna in decrescita”.

EDILIZIA EFFICIENTE: LA CORTE DEI CONTI EUROPEA BOCCIA L’ITALIA

L’Italia ha speso male i denari europei per fare interventi di efficienza energetica sugli edifici pubblici. Questa l’indicazione proveniente dalla relazione con cui la Corte dei conti Ue ha preso in esame le politiche adottate in tre stati membri: Italia, Lituania e Repubblica Ceca.
Questi paesi sono stati scelti perché globalmente hanno fruito della maggior parte dei quasi 5 miliardi di euro erogati da Bruxelles sotto forma di fondi di coesione e del Fondo europeo di sviluppo regionale destinati all’efficienza energetica. L’analisi dei progetti ha messo in chiaro che non si è tenuto conto del rapporto spesa-benefici: insomma, si è sborsato più di quanto si è realizzato in termini di risparmio energetico. Più che altro, rileva la Corte, si sono ristrutturati edifici bisognosi di intervento.
“Gli stati membri hanno fondamentalmente utilizzato questi fondi per rinnovare edifici pubblici, mentre il risparmio energetico era, nel migliore dei casi, una finalità secondaria”, ha affermato il responsabile dei giudici incaricato dell’indagine, Harald Wogerbauer. Il quale ha inoltre chiarito che “nessuno dei progetti da noi controllati è stato oggetto di una valutazione del fabbisogno e neppure di un’analisi delle potenzialità di risparmio energetico in relazione all’investimento”.
La relazione puntualizza come il periodo medio dei rimborsi previsto sia da oltre 50 fino a 150 anni, tempi eccedenti il normale deterioramento delle parti usate.

ORLANDO (AMBIENTE): PASSARE DALLA STRATEGIA AL PIANO ENERGETICO

Una Conferenza energetica nazionale? Il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, ha auspicato “un sistema per il passaggio da una strategia a un piano” sul tema. A margine di un incontro a Trieste con la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, Orlando ha ricordato che l’energia è “tra le priorità del governo, ma la strategia è vaga. Certo, con una conferenza - ha concluso - potremmo avere più elementi per dire dei sì e dei no”.

STOP AGLI SPRECHI DI ENERGIA. ON LINE LE LINEE GUIDA PER LA PA

Un freno agli sprechi energetici delle amministrazioni pubbliche: arrivano le linee guida on line dell’Agenzia del demanio volte a un “contenimento dei consumi di energia e a una ottimizzazione della gestione del patrimonio pubblico”. Con l’iniziativa telematica, realizzata in collaborazione con l’Agenzia nazionale delle nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e con il contributo dei ministeri dello Sviluppo e dell’Economia, si potranno consultare le direttive per una “corretta gestione e utilizzo degli immobili”.
Sempre accedendo al sito dell’Agenzia del demanio sarà anche possibile osservare - attraverso delle “consultazioni pubbliche” - il miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili in uso alle amministrazioni dello stato.
Tutti, inoltre, possono fare la propria parte. Entro il 28 febbraio, infatti, sempre attraverso il web, cittadini, associazioni, esperti, operatori privati e amministrazioni pubbliche potranno inviare i propri suggerimenti e proposte all’Agenzia per integrare le linee guida e creare così la circolare definitiva che le Pa dovranno adottare entro il 2014.

ROBIN TAX, LA CORTE COSTITUZIONALE RINVIA A FINE MARZO LA DECISIONE SULLA LEGITTIMITÀ

L'udienza della Corte Costituzionale sulla legittimità della Robin Tax, già fissata per lo scorso 30 gennaio, è stata rinviata al 27 marzo. È quanto si legge nel calendario dei lavori della Consulta. A decidere, a suo tempo, per il rinvio al supremo organo dell'addizionale Ires per le società petrolifere introdotta dall'articolo 81 del dl n. 112/2008 fu a suo tempo la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia. La vicenda ebbe origine dal silenzio-rifiuto in merito a un'istanza di rimborso della Robin Tax versata da una società per l'anno 2008.
Quest'ultima, pur ritenendo indebita l'imposta in quanto “palesemente viziata da illegittimità costituzionale”, aveva infatti prudenzialmente deciso di procedere al pagamento della somma e poi chiederne il rimborso, onde evitare le conseguenze sanzionatorie dell'omesso versamento. Tuttavia, dopo il “no” del Fisco alla restituzione, la controversia è arrivata ai giudici tributari reggiani, che hanno poi passato la palla a Palazzo della Consulta.
Tra i motivi di potenziale contrasto costituzionale citati nell'ordinanza c'è in primis la carenza del presupposto di necessità ed urgenza del decreto legge (che contrasta con gli articoli 23 e 77 della Costituzione). L'addizionale Ires, infatti, è stata istituita per un tempo illimitato e con carattere di tributo autonomo e ordinario e non, quindi, “per rispondere ad una situazione di fatto improvvisa e straordinaria determinatasi nel mercato degli idrocarburi liquidi e gassosi”.

BOLZANO, AL VIA IL RIESAME DEI DOCUMENTI PER LE CONCESSIONI IDROELETTRICE E APERTURA ALL’AZIONARIATO DI SEL PER I COMUNI

La Giunta provinciale di Bolzano ha esaminato la relazione del professor Giuseppe Caia, incaricato dell'arbitrato sulle concessioni delle centrali idroelettriche, deliberando i prossimi passi da intraprendere: riesame delle documentazioni originali presentate a suo tempo, trattative con tutte le parti per chiudere le vertenze aperte, negoziazione per cedere quote della Provincia in SEL.
La relazione a Caia era stata richiesta da Provincia e Consorzio dei Comuni per trovare una soluzione nella questione dell'energia in Alto Adige. Caia, ordinario di diritto amministrativo all'Università di Bologna, ha ascoltato tutte le parti in causa nella vicenda delle concessioni di centrali idroelettriche. Il suo incarico ha riguardato un arbitrato sulla questione dell'energia per individuare un compromesso accettabile.
La Giunta ha ribadito di distanziarsi nel modo più netto dalla manipolazione dei documenti per l'assegnazione delle concessioni idroelettriche emersa nel corso dell'indagine penale, dichiarando l’intenzione di costituzione di parte civile nel processo. La Giunta ha poi deliberato di incaricare gli uffici provinciali competenti di riesaminare le domande presentate in origine, allo stato precedente le manipolazioni accertate dalla magistratura, per verificare la sussistenza o meno di un esito diverso da quello che fu alla base delle assegnazioni. "Questo riesame - spiega il presidente Luis Durnwalder - sarà quindi oggetto di una ulteriore valutazione di una commissione esterna di esperti, prima di arrivare alla nuova deliberazione della Giunta." Nel caso fossero riscontrate offerte migliori rispetto a quella degli aggiudicatari del primo bando di gara, la Giunta provvederà a revocare le concessioni emesse e a riassegnarle al candidato con l'offerta migliore.
La Giunta ha inoltre ribadito l'intenzione di scendere sotto la quota di maggioranza attualmente detenuta in SEL e di avviare contestualmente con i Comuni la necessaria negoziazione. Viene confermata anche la possibilità di intraprendere la strada dell'azionariato popolare. Inoltre, come ha ricordato il presidente Durnwalder, "l'orientamento politico della Giunta punta a negoziare e raggiungere un accordo con tutte le parti interessate per quelle concessioni su cui è aperto un contenzioso."

CERTIFICATI BIANCHI. COL NUOVO DECRETO RISPARMIEREMO 35MILA TONNELLATE DI PETROLIO

Doppio via libera dal governo alle energie rinnovabili termiche e al nuovo regime sui certificati bianchi. Riguardo ai certificati bianchi (Tee, Titoli di efficienza energetica), con il nuovo decreto vengono promossi gli investimenti per l’efficienza energetica e si stabilisce un nuovo regime che prevede anche grandi progetti industriali e impianti di teleriscaldamento in aree metropolitane, che potranno portare a un risparmio di energia oltre 35mila tonnellate di petrolio.
Il decreto sulle rinnovabili termiche (come il riscaldamento a biomassa, le pompe di calore, il solare termico e il condizionamento a energia solare) segue invece di pochi mesi il Quinto conto energia sul fotovoltaico e sulle altre fonti rinnovabili elettriche.
Il decreto interministeriale sui certificati bianchi, messo a punto di concerto tra il ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo economico, fissa i nuovi target nazionali per il quadriennio 2013-2016 in termini di risparmio energetico per le aziende di distribuzione dell’energia elettrica e del gas con oltre 50mila clienti. Le imprese dovranno conseguire risparmi sui consumi finali dei loro clienti, oppure acquistare i titoli di efficienza energetica da chi ha ottenuto questi risparmi al posto loro. In questo modo la vendita dei certificati bianchi costituisce un incentivo di mercato agli investimenti, senza pesare sui conti pubblici.
I risparmi cumulati dovranno raggiungere i 4,4 megatep nel 2013, i 5,9 nel 2014, i 6,4 nel 2015 e i 7,3 megatep nel 2016 (un megatep è l’energia pari a un milione di tonnellate di petrolio). Qualora l’obiettivo nazionale di un determinato anno venga conseguito con un margine superiore al 5%, il target per l’anno successivo sarà incrementato in proporzione.
Con la firma del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, va alla pubblicazione sulla “Gazzetta Ufficiale” anche il decreto interministeriale “conto termico”. “È un nuovo passo di semplificazione per le rinnovabili e verso l’efficienza energetica, la riduzione dei consumi, il risparmio di risorse e la cosiddetta decarbonizzazione dell’economia”, ha commentato Clini.

EFFICIENZA ENERGETICA, LA UE APRE AI POSSIBILI OBBLIGHI VINCOLANTI

La Commissione Ambiente del Parlamento europeo per la prima volta si è dimostrata possibilista sulla futura introduzione di obblighi vincolanti per i Paesi Ue in materia di efficienza energetica, pur garantendo ai governi nazionali un certo margine di flessibilità. La Commissione ha infatti approvato alcuni emendamenti alla bozza della Direttiva europea sull'efficienza energetica destinati a rafforzare l'Ets (Emissioni trading scheme), il Sistema di scambio delle emissioni. In particolare uno degli emendamenti approvati prevede una riduzione del 2,25% annuo delle emissioni relative agli edifici pubblici, permettendo un tagli di almeno 8 miliardi di permessi di emissioni entro il 2050, secondo le stime del Wwf.
La Commissione si è dunque espressa in maniera possibilista sulla futura introduzione di obblighi vincolanti per i Paesi Ue in materia di efficienza energetica, pur sottolineando la necessità di garantire ai governi nazionali la libertà di sottrarsi a impegni troppo vincolanti su determinati target, (quale ad esempio quello già proposto dalla stessa Commissione, nella Direttiva, sull'efficientamento degli edifici pubblici). Secondo il Parlamento Ue, una gestione più razionale dei consumi energetici rappresenta il sistema più vantaggioso sul piano economico per conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra.
La nuova Direttiva Ue sull’efficienza energetica, da poco pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Ue, prevede, a carico degli Stati membri, misure di risparmio energetico, anche obbligatorie, tra cui interventi di adeguamento degli edifici pubblici, sistemi di risparmio energetico per le utilities, ed audit energetici per tutte le imprese di grandi dimensioni.

RAPPORTO IREX DI ALTHESYS: + 10 MLD DI EURO IN RINNOVABILI, NONOSTANTE LA BUROCRAZIA

Ammontano a 10,1 miliardi di euro gli investimenti nelle rinnovabili italiane nel 2012. Nell’ultimo anno sono state censite 217 operazioni per 7.729 megawatt di potenza installata. Se una parte degli investimenti è per operazioni finanziarie, altri 6,15 miliardi sono per nuovi impianti, con effetti su indotto e occupazione valutati - a trend confermato - tra 45mila e 60mila occupati in più al 2030.
I dati emergono dal RAPPORTO IREX 2013 di Althesys, presentato nei giorni scorsi a Roma nella sede del Gse in occasione del convegno “Nuove energie, nuova strategia. Le scelte economiche, le politiche e gli equilibri energetici”.
Nel suo intervento, Corrado Clini - ora ex Ministro dell’Ambiente - ha sottolineato l’utilità e tempestività del rapporto Irex, “che lascerò sul tavolo del prossimo governo”. I due contributi più importanti delle rinnovabili allo sviluppo del paese sono, secondo il ministro, “la diminuzione del prezzo dell’energia in Italia e l’aumento della competitività internazionale del sistema paese”, ulteriore dimostrazione dell’importanza della green economy per uscire dalla stagnazione.
Irex conferma la corsa delle nostre imprese fuori dai confini nazionali (+55% sul 2011), con un peso crescente in nuovi contesti geografici. Di particolare rilievo i paesi della nuova Europa - primi tra tutti Bulgaria e Romania, quest’ultima con un aumento degli incentivi pari al +123% dal 2011 - e delle nazioni extraeuropee (oltre ai Bric, Usa, Messico e Giappone).
“La mappatura delle operazioni relative ai grandi impianti compiute nel 2012 mostra un’industria delle energie rinnovabili in profondo cambiamento - commenta Alessandro Marangoni, ceo di Althesys e capo del team di ricerca -, condizionata dagli ultimi interventi legislativi e che attraversa una fase di ripensamento strategico e di progressivo consolidamento”. Secondo il report, sul mercato interno accelera l’eolico - anche per realizzare i progetti prima dell’entrata in vigore del nuovo sistema di remunerazione basato sulle aste - e il fotovoltaico, nonostante la crisi del settore a cui si accompagnano razionalizzazione e recupero d’efficienza nella gestione degli impianti, ha ridotto di 1,4 miliardi di euro i costi dell’elettricità nel nostro paese; l’anno scorso il cosiddetto peak shaving era stato di 400 milioni.
Più in generale, per tutto il settore green (eolico, fotovoltaico, hydro, geotermico, biomasse e waste-to-energy) si conferma la discesa dei costi tecnologici, ma non di quelli burocratici. Anche se, nell’analisi dei costi di produzione la tecnologia rappresenta ancora, insieme al capitale, la principale voce di costo (25,8-36%), contemporaneamente al calo di questa specifica componente cresce il peso di quella burocratica, che rappresenta in media il 9,4% per l’eolico e il 3,4% per il fotovoltaico, circa un punto in più dell’anno precedente.

IL GSE APRE LA SEZIONE WEB SUI CERTIFICATI BIANCHI

Il Gse, Gestore dei servizi energetici, ha aperto ufficialmente la sezione web dedicata ai certificati bianchi. Il sistema è a disposizione degli operatori per gestire, valutare e certificare i risparmi correlati a progetti di efficienza energetica e per dare assistenza nella trasmissione delle nuove richieste, nell’ambito del meccanismo dei Tee (titoli efficienza energetica o certificati bianchi).
Il Gse inizia in queste ore la valutazione delle proposte di progetto e le richieste di verifica e certificazione presentate e, al tempo stesso, sta concludendo i procedimenti relativi alle proposte pervenute prima del febbraio 2013 per le quali non è ancora stata terminata l’attività di istruttoria tecnica.
Le proposte e le richieste per il rilascio dei certificati bianchi, spiega una nota, possono essere presentate dai soggetti obbligati, dai distributori non obbligati, dalle società operanti nel settore dei servizi energetici, dalle imprese e dagli enti con obbligo di nomina di un energy manager. Come stabilito dal decreto del 28 dicembre 2012, il rilascio dei certificati bianchi è aperto anche alle new entry: le imprese e gli enti con un sistema di gestione dell’energia in conformità alla norma Iso 50001 o che abbiano nominato volontariamente un energy manager, una figura guardata con particolare interesse dagli organismi di controllo e vigilanza.

ROBIN TAX, ADICONSUM VA IN PROCURA

Adiconsum ha presentato nei giorni scorsi una denuncia-querela contro ignoti alla procura delle Repubblica in merito alla presunta traslazione dell’IRES sulle bollette energetiche dei consumatori. L’Aeeg, nel corso di una relazione al Parlamento, aveva segnalato 199 casi, relativi al 2010 su un totale di 476 analizzati, che presentavano incrementi dei margini "dovuti all'effetto prezzo e tali da costituire una possibile violazione del divieto di traslazione".
L’Associazione ha chiesto alla Procura di “perseguire laddove fosse stato commesso il reato di “truffa aggravata” nonchè di conoscere i nomi delle aziende energetiche coinvolte”.
Adiconsum ha fatto sapere, infine, che si costituirà parte civile nell’instaurando processo penale.

GENERAZIONE DISTRIBUITA, L’AUTORITÀ DEFINISCE I TEMPI DI APPLICAZIONE DELLA NORMA CEI

L'Autorità per l'energia ha approvato alcuni interventi per gli impianti di generazione distribuita allacciati alla rete in media tensione, nell’obiettivo di promuovere ulteriormente la sicurezza del sistema elettrico nazionale. In particolare, con la delibera 562, l'Autorità ha definito le tempistiche per l'applicazione delle disposizioni innovative della “Norma CEI 0-16 - Edizione III” del 20 dicembre scorso e ha stabilito che alcune disposizioni di tale norma entreranno in vigore solo a seguito della piena operatività delle smart grid.
Inoltre, sono state posticipate le certificazioni previste per garantire agli enti preposti il tempo necessario a rilasciarle; nel frattempo, continuerà “l'utilizzo della dichiarazione resa dai costruttori dell'inverter e del sistema di protezione di interfaccia”.
L'Autorità ha poi rimandato a successivi provvedimenti l'attuazione - in situazioni di criticità per il sistema elettrico - del teledistacco degli impianti di produzione di potenza superiore a 100 kW connessi alle reti in media tensione, nonché ulteriori interventi di retrofit (già avviati con la deliberazione 84/2012) nel caso di impianti di produzione di energia elettrica già in esercizio alla data del 31 marzo 2012 connessi in bassa tensione o connessi in media tensione di potenza fino a 50 kW.

SEN, GLI AMBIENTALISTI NON CI STANNO: “COLPO DI MANO DI UN GOVERNO IN SCADENZA"

“Un governo a mandato scaduto” ha approvato una strategia energetica nazionale (Sen) che “tace su carbone e sulle misure concrete su efficienza e rinnovabili”. È questo il commento del deputato del Pd e responsabile della Green economy Ermete Realacci, secondo cui “un documento tanto importante per il futuro del Paese come la Sen approvato proprio nel momento in cui si sta per insediare un nuovo Parlamento”, “non può evidentemente essere considerato vincolante per le nuove Camere”.
Secondo Realacci, “il decreto di implementazione della Sen, firmato dai ministri Passera e Clini, per altro, si pone sostanzialmente come orizzonte il 2020 e, francamente, è difficile ragionare sulle strategie energetiche nazionali volgendo lo sguardo solo ai prossimi 7 anni”.
Oltre ai “vizi di forma”, prosegue Realacci, “anche nella sostanza la Sen nulla dice sull’aumento del carbone, facilita lo sfruttamento delle risorse petrolifere italiane sacrificando l’ambiente e il paesaggio sull’altare del nostro scarsissimo petrolio e definisce strumenti del tutto inadeguati a raggiungere gli obiettivi ambiziosi che, sulla carta, si pone per le fonti rinnovabili. Per la crescita dell’efficienza energetica, il governo continua a produrre solo parole: dice di voler prorogare il credito di imposta del 55% per gli interventi di risparmio energetico in edilizia ma, tuttora, l’eco-bonus è in scadenza a giugno”.
“Sarebbe stato meglio - conclude il deputato del Pd - che, anziché forzare la mano su un decreto che non ha nulla a che fare con gli affari correnti, il governo avesse messo in atto alcune delle misure annunciate nei mesi scorsi, a partire dalla stabilizzazione dell’eco-bonus del 55% e dalle misure che possono permettere, senza gravare sulla bolletta degli italiani, di raggiungere la grid parity nelle rinnovabili elettriche, fotovoltaico in primis”.

SOTTOSEGRETARIO CIRILLO: “LE RINNOVABILI TERMICHE SONO UN BELL’ESEMPIO DEL MADE IN ITALY”

“Le rinnovabili termiche sono un bell’esempio di made in Italy, trovano un forte know-how nelle realtà produttive italiane a differenza delle rinnovabili elettriche, che invece vedono forti competitor internazionali”. Lo ha detto il sottosegretario al ministero dell’Ambiente, Marco Flavio Cirillo, intervenendo a Milano alla Conferenza nazionale per le rinnovabili termiche organizzata da Amici della Terra in collaborazione con Carte (Coordinamento delle associazioni di impresa per le rinnovabili termiche e l’efficienza energetica).
“Come sottosegretario reputo importante spingere sulle rinnovabili termiche quale altra leva verde per contribuire al nostro ambiente, alla riduzione delle emissioni, all’uso delle
energie alternative rinnovabili e al risparmio energetico”, ha rimarcato Cirillo.
Il settore delle termiche, ha aggiunto la presidente degli Amici della Terra, Rosa Filippini, “ha le potenzialità per essere il più importante fra le tutte le rinnovabili e decisivo per gli obiettivi del 20-20-20. Il suo sviluppo costituisce inoltre un’opportunità unica per uscire dalla crisi, viste le ricadute che avrebbe sull’industria manifatturiera italiana. Il nuovo governo - ha proseguito - ha tutti i dati che consentono di selezionare le tecnologie su cui investire, con regole e con incentivi, chiudendo definitivamente la fase dei sussidi, degli sprechi e delle rendite a spese dei cittadini e spesso a favore dei soli mercati esteri”.

ENERGIA, IN MOSTRA AL MAXXI IL PASSATO E IL FUTURO

Energia e architettura in mostra al Maxxi di Roma (fino al 29 settembre) per indagare il rapporto con il paesaggio negli ultimi 60 anni di storia, dal boom petrolifero alle rinnovabili. Sette grandi studi internazionali di architettura, dal cileno Guillermo Acuna all'olandese Rem Koolhaas, provano dunque a lanciare uno sguardo dal passato verso il futuro che ci attende, gli spazi e i dispositivi che ci permetteranno l'accesso all'energia necessaria al movimento, la natura dei carburanti. Il segno delle vecchie stazioni di benzina con le loro pensiline in cemento armato fino all'energia e al carburante del futuro, immaginati sotto forma di elettricità distribuita da colonnine lungo tutto il percorso di una lunga autostrada.
Intitolata 'Energy, architettura e reti del petrolio e del post petrolio', la rassegna organizzata dal museo romano esplora un percorso articolato in tre sezioni. Si parte con Storie/Stories, curata da Margherita Guccione ed Esmeralda Valente, con disegni, plastici, progetti, foto, film e giornali d'epoca per raccontare e ricostruire il passato, dagli anni Quaranta ad oggi, dai singoli distributori di benzina all'invenzione degli edifici a ponte tipica degli autogrill, dalle stazioni di servizio ai villaggi e ai motel.
Il percorso prosegue poi con 'Fotogrammi/Frames', curata da Francesca Fabiani, che indaga il presente attraverso gli occhi di Paolo Pellegrin, Alessandro Cimmino e Paola Di Bello e i loro reportage nei luoghi di produzione e della distribuzione dell'energia. E se il grande fotoreporter Pellegrin si ferma davanti ad una gigantesca raffineria vicino a Ravenna, Paola Di Bello sceglie un taglio sociologico realizzando un video con 60 ritratti di passanti davanti a un distributore di benzina in tre vecchi quartieri periferici milanesi.
Dedicata alle suggestioni del domani, la terza sezione, 'Visioni/Visions', curata da Pippo Ciorra, raccoglie i progetti degli architetti, dall'installazione multimediale di Guillermo Acua che consente al visitatore di "agire virtualmente" sui flussi di energia di Santiago del Cile alla 'clinica' per il rifornimento di energia immaginata da Lifethings (Corea del Sud). Firmata dagli italiani di Modus, l'idea dell'autostrada che fornisce energia lungo tutto il percorso, mentre i sudafricani Noero Architects espongono un lavoro su un villaggio di pescatori vicino Cape Town che auto produce energia in una dimensione domestica e comunitaria. Special guest della sezione OMA/AMO di Koolhaas, presenta Roadmap 2050: un wallpaper lungo sette metri che ridisegna la geografia dell'Europa dal punto di vista energetico.

NELLA CASSAFORTE ITALIANA UN TESORETTO DI 57MILA GIGAWATTORA

Le misure previste dal Piano d’azione per l’efficienza energetica (Paee) hanno consentito all’Italia nel 2011 un risparmio complessivo di 57.595 gigawattora, con un incremento del 17,1% rispetto al 2010. Numeri che ci hanno consentito di arrivare al 46% dell’obiettivo di 126.540 GWh atteso al 2016. Questo quanto emerge dal secondo “Rapporto sull’efficienza energetica” presentato dall’Enea la scorsa settimana al ministero dello Sviluppo economico.
Il rapporto - strumento di monitoraggio e valutazione per le politiche energetiche nazionali - mette in evidenza un miglioramento nel 2010 per il nostro paese di oltre un punto percentuale rispetto al 2009. “Il risparmio energetico che si è conseguito - ha detto il commissario dell’Enea, Giovanni Lelli - corrisponde ai consumi di una città come Roma. I risultati hanno una significativa ricaduta per l’economia italiana e sono parte dei progressi fatti dalla green economy”. Le misure più efficaci sono state i Titoli di efficienza energetica (Tee, o certificati bianchi) e gli standard minimi di prestazione degli edifici che da sole hanno permesso un risparmio di energia totale pari all’80%: 43% dai Tee, che risultano anche i più convenienti dal punto di vista economico per lo stato, e 37% dagli standard minimi.
I miglioramenti, spiegano gli esperti, sono stati possibili grazie alle tecnologie più innovative in particolare per il settore residenziale (40.065 GWh), per il terziario (1.987 GWh), per le industrie (10.143 GWh) e per i trasporti (5.400 GWh).
Un elogio dello strumento dei certificati bianchi è arrivato dal presidente dell’Authority per l’energia elettrica e il gas, Guido Bortoni: “Una delle poche esperienze di successo - li ha definiti - che ci hanno copiato anche all’estero. Hanno funzionato bene e sono costati poco”.
I numeri, dunque, sono positivi. Ma non abbastanza per gli ambientalisti: “In tempi di crisi, il risparmio energetico dovrebbe essere il primo punto nell’agenda dei partiti, e invece i provvedimenti positivi sono minati e a tempo - osserva Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed energia del Wwf Italia. - “Tutti parlano e straparlano di efficienza energetica in Italia, ma i fatti sono ancora decisamente troppo pochi. Anzi, per l’ennesima volta siamo costretti a fare appello al futuro Parlamento perché confermi e renda davvero efficace il 55% di sgravio fiscale per la riqualificazione verde degli edifici”. “Va reso merito all’Enea - prosegue Midulla - di mettere i decisori davanti ai dati concreti: le tabelle nell’executive summary dimostrano in modo lampante che dal 1990 il livello di efficienza energetica in Italia è diminuito in tutti i settori. Questo anche a causa di provvedimenti mai coerenti e molto contraddittori”.
Sulle eco-ristrutturazioni concorda il senatore del Pd, Francesco Ferrante, che parla di una “situazione in bilico: ci sono alcune cose positive, ma manca una politica complessiva e stabile che ci faccia stare tranquilli”.

VIA LIBERA AGLI INCENTIVI PER LA COGENERAZIONE

Via libera agli incentivi per la cogenerazione, ossia per la produzione combinata di energia elettrica e calore. Il Gse, Gestore dei servizi energetici, ha cominciato a emettere i Titoli di efficienza energetica (Tee, o certificati bianchi) secondo le condizioni e le procedure stabilite dal decreto ministeriale del 5 settembre 2011, che prevede per la cogenerazione un regime di sostegno dedicato.
Sarà lo stesso Gestore a riconoscere gli impianti in possesso dei requisiti di legge per beneficiare degli incentivi e a determinare il numero di certificati bianchi. L’ente dovrà svolgere anche l’attività di verifica e controllo sulle unità incentivate e rilasciare la certificazione “doc” sulla garanzia d’origine all’energia elettrica prodotta.
I certificati verdi per gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento verranno invece depositati su un conto proprietà aperto ai titolari di impianti dedicati e qualificati, e saranno rilasciati solo a consuntivo.

BOLLETTE: DA AEEG CERTEZZE AI CONSUMATORI IN CASO DI MOROSITÀ

In arrivo nuove regole per garantire ai consumatori tempi certi e una tempestiva informazione in caso di bollette non pagate alla scadenza. Con la delibera 67/2013/R/com, l’Autorità per l’energia ha infatti introdotto alcune garanzie innovative nella procedura di costituzione in mora e per l’eventuale successiva richiesta di sospensione della fornitura da parte dei venditori al dettaglio di energia elettrica e gas. L’obiettivo è di evitare la sospensione della fornitura per morosità, senza che il cliente abbia ricevuto la comunicazione in tempo utile per effettuare il pagamento.
In particolare, l’Autorità ha stabilito tempistiche certe, documentate e congrue sia per il termine ultimo di pagamento dopo la costituzione in mora, sia per la successiva richiesta di sospensione della fornitura in caso di prolungato inadempimento del cliente finale. Un’altra novità di rilievo è che, prima di richiedere la sospensione della fornitura per morosità nei casi di conguagli o di importi anomali, il venditore dovrà rispondere ai reclami scritti dei clienti.
In caso di mancato rispetto di queste nuove regole sono previsti indennizzi automatici in bolletta a favore del cliente finale: il venditore è tenuto a corrispondere al consumatore 30 euro nel caso in cui la fornitura sia stata sospesa per morosità nonostante il mancato invio della comunicazione di costituzione in mora a mezzo raccomandata; 20 euro nel caso in cui la fornitura sia stata sospesa per morosità e il venditore, pur avendo inviato la raccomandata, non abbia rispettato le tempistiche previste dalla regolazione. In tutti questi casi, comunque, al consumatore non può essere richiesto il pagamento di alcun ulteriore corrispettivo relativo alla sospensione o riattivazione della fornitura.
Il provvedimento dell’Autorità, introdotto dopo una specifica consultazione con le parti interessate, stabilisce che, in caso di bollette non pagate, il venditore non potrà procedere alla richiesta di sospensione della fornitura senza prima aver inviato al cliente finale, per raccomandata, una comunicazione di messa in mora con l’evidenza della data precisa del giorno d’emissione della comunicazione di costituzione in mora. Tale comunicazione, nel caso in cui il venditore non sia in grado di documentare la data di effettivo invio della raccomandata, dovrà essere consegnata al vettore postale entro e non oltre 3 giorni lavorativi dall’emissione; inoltre, dovrà essere garantito, dall’emissione, un tempo minimo di 20 giorni solari per il pagamento da parte del cliente finale.
La comunicazione della costituzione in mora deve indicare con chiarezza il termine ultimo di pagamento e il termine, decorso il quale il venditore potrà richiedere all’impresa di distribuzione di sospendere la fornitura nel caso in cui il pagamento non venisse effettuato. Quest’ultimo termine non può essere inferiore a 3 giorni lavorativi a decorre dall’ultimo giorno utile per il pagamento indicato nella comunicazione di costituzione in mora (vale a dire dopo 20 giorni solari dalla data di emissione della comunicazione stessa). Nel caso in cui il venditore prenda a riferimento la data di effettivo invio della raccomandata contenente la costituzione in mora, il termine minimo di pagamento è, invece, pari a 15 giorni solari dall’invio decorrenti dalla spedizione della raccomandata.

EFFICIENZA ENERGETICA E SVILUPPO SOSTENIBILE. CLINI SCRIVE A GRILLO

Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha proposto - in una lettera - un incontro con Beppe Grillo per discutere delle politiche ambientali. Lo ha riferito lo stesso Clini nel corso di un incontro a Washington.
“Il Movimento 5 stelle sta portando in parlamento un gruppo di persone molto impegnate sulle tematiche green. Ritengo che con Grillo sia necessario parlare di contenuti e non di schieramenti - ha detto il ministro uscente - perché lui non vuole essere usato come al mercato delle vacche”. Clini vorrebbe informare gli eletti sul lavoro fatto e su quello che resta fare: “Il Movimento di Grillo ha da sempre manifestato una grande attenzione per la protezione dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile, e la sensibilità dei nuovi parlamentari può essere il valore aggiunto che serve al Parlamento per completare l’Agenda verde per la crescita green dell’Italia avviata con le misure adottate nell’ultimo anno”.
Allo stesso tempo, torneranno all’attenzione delle camere le parti incompiute del programma verde del governo Monti, dall’eco-fiscalità alla semplificazione delle procedure per le autorizzazioni ambientali, dalle bonifiche dei siti industriali dismessi alla gestione integrata delle risorse idriche, dal piano nazionale per la messa in sicurezza e l’adattamento ai cambiamenti climatici del nostro territorio agli incentivi per la green economy, fino alle misure per completare la trasformazione della struttura energetica nazionale verso un sistema distribuito basato sulla combinazione di fonti rinnovabili ed efficienza. Come ministro uscente, conclude Clini, “sarei lieto di offrire ai gruppi parlamentari del Movimento una informazione completa sul lavoro già fatto e su quello che resta, senza alcuna pretesa di convincervi sulle decisioni che abbiamo preso e sulle prospettive che abbiamo dato al nostro lavoro”.

DE VINCENTI: L’ITALIA SOSTIENE LA DIRETTIVA UE SULLE TRIVELLAZIONI

“L’Italia sostiene attivamente il varo della direttiva in materia di prospezioni e produzione nei giacimenti off-shore, perché rafforza gli strumenti di sicurezza ambientale, implica una chiara definizione dei compiti sia delle autorità sia delle responsabilità delle imprese e quindi va nella direzione che sta a cuore al governo italiano”. Così il sottosegretario allo Sviluppo economico a Bruxelles al termine del Consiglio energia.
“Per l’Italia - ha aggiunto De Vincenti - è importante un utilizzo delle risorse di idrocarburi nel contesto della massima tutela ambientale, della sicurezza e della tutela paesaggistica”.

BAZZANO (FEDERUTILITY) “APPROVARE SEN PER EVITARE L’OLIGOPOLIO”

“Per uscire dalla crisi serve una vera liberalizzazione dell’energia”. Secondo Roberto Bazzano - presidente di Federutility- “negli ultimi dieci anni il mercato libero ha incontrato molte difficoltà per politiche contraddittorie che, per esempio, hanno penalizzato gli impianti turbogas a ciclo combinato. Questi, con 10 miliardi di investimenti nel settore, sono stati una grande novità tecnologica per la produzione di energia. Poi, dopo un brevissimo periodo di vera concorrenza, sono arrivati gli incentivi alle rinnovabili che hanno annullato il mercato, riducendo gli impianti efficienti e innescando un processo di ritorno alla concentrazione e all’oligopolio”.
Intervenendo a Milano nell’appuntamento con l’Osservatorio sulle utility di Agici e Accenture, Bazzano ha poi chiesto al prossimo governo “uno sforzo per ricostruire le condizioni di mercato. Si approvi la Sen, la Strategia energetica nazionale, e si dia una mano per il prezzo del gas. In questo modo - ha detto - si renderebbe possibile un export competitivo della nostra energia in Europa, in sostituzione del nucleare”.
Durante la giornata di studio sono stati assegnati i riconoscimenti come “manager dell’anno”, oltre che a Mauro Moretti, ad delle Ferrovie dello stato, anche a al team Tommaso Tomasi di Vignano, presidente di Hera, “per l’aggregazione con Acegas”, e a Renato Ravanelli, direttore generale di A2A, “per la complessità dell’operazione Edison” conclusa l’anno scorso.

A2A ENERGIA E I CONSUMATORI CONTRO I CONTRATTI NON RICHIESTI

A2a Energia, società di vendita di elettricità e gas del gruppo A2a, e le associazioni dei consumatori hanno siglato il “Protocollo di autoregolazione” per prevenire le pratiche commerciali scorrette e tutelare i clienti. Il documento prevede una serie di regole che integrano quanto previsto dall’Autorità per l’energia nella delibera 153/12, ponendo specifici obblighi a carico della società di vendita per tutelare i consumatori e contrastare il fenomeno delle attivazioni di forniture non richieste.
Il protocollo prevede, tra le altre cose, l’estensione dei termini per il diritto di ripensamento da parte del cliente, l’invio di una lettera di conferma da parte di A2a Energia per comunicare l’attivazione di nuovi contratti di fornitura, formazione specifica e possibili sanzioni per i partner commerciali dell’azienda lombarda. Viene poi costituito un comitato, di cui fanno parte tre membri indicati dalle associazioni dei consumatori e altrettanti nominati da A2a, che avrà il compito di vigilare sul rispetto delle regole.
Innovative le misure da adottare nel caso fossero accertati comportamenti difformi da quanto contenuto nel protocollo: oltre a indennizzi erogati direttamente al cliente finale, è prevista la costituzione di un fondo da destinarsi a iniziative di informazione e prevenzione in materia di pratiche commerciali scorrette.
Pietro Praderi, presidente della Lega Consumatori, esprime “apprezzamento per il lavoro svolto insieme ad A2a Energia”. In particolare, la costituzione di un comitato paritetico, in grado di monitorare direttamente la gestione dell’accordo, “rappresenta uno dei punti più importanti del protocollo”, conclude Praderi.

ECO-ENERGIA: NUOVE MODALITA’ DI FATTURAZIONE PER IMPIANTI SOPRA 1 MW

Il Gse (Gestore dei servizi energetici) segnala che i titolari di impianti con potenza superiore a 1 MW installati in regime di quinto Conto Energia possono accedere alle nuove modalità di fatturazione attivate sul portale per lo stesso programma di incentivi. Sul sito sarà possibile accedere ai valori imponibili necessari a emettere la fattura nei confronti del Gse per l’integrazione di prezzo relativa alla differenza tra tariffa onnicomprensiva e prezzo zonale, secondo il regime individuato dall’Agenzia delle entrate. Gli operatori che volessero emettere fatture esclusivamente con la sola aliquota Iva del 10%, potranno completare il processo di fatturazione direttamente sul portale, mentre chi vuole emettere fatture con aliquota Iva diversa, in attesa di adeguare le funzionalità di fatturazione del portale Quinto Conto, dovranno produrre ed inviare fatture esclusivamente in forma cartacea.

RINNOVABILI. BOOM DELLA PRODUZIONE FOTOVOLTAICA, MA CRESCONO TUTTE LE FER

Corre la produzione elettrica fotovoltaica in Italia, che negli ultimi quattro anni è passata da 193 GWh a 18.800 GWh. Questo il dato principale che emerge dai dati diffusi dal Gse sulle rinnovabili elettriche, ancora in forma provvisoria. In crescita anche la produzione eolica: con 13.900 GWh nel 2012 ha prodotto oltre 4mila GWh più che nel 2011 e circa 3 volte quanto aveva dato nel 2008.
Tra le rinnovabili, anche le bioenergie sono in salita: con 12.250 GWh, circa 1.400 GWh in più del 2011, quasi il doppio della produzione del 2008. Sostanzialmente stabili le altre fonti rinnovabili, la maggiore delle quali continua ad essere l'idroelettrico con una produzione 2012 di 41.940 GWh.
A livello complessivo, le rinnovabili hanno prodotto 92.460 GWh; nel 2008 ne avevano forniti 58.164. Ora contribuiscono per il 27% al consumo elettrico interno lordo (produzione lorda + saldo estero - produzione da pompaggi). Quattro anni fa contribuivano per il 16%.

A2A, DISMISSIONE PICCOLI IMPIANTI IDROELETTRICI? IL COMUNE DI BRESCIA SI CONFRONTA

Si tratta di soli 30 Gwh, prodotti dagli impianti idroelettrici del bresciano, che potrebbero essere dismessi da A2A. Se ne è parlato a Brescia, dove - incalzato dall’opposizione in consiglio comunale - l’assessore Nicola Gallizzoli ha spiegato: «A2A, anche visto il bilancio, ha classificato queste centrali come asset di generazione elettrica non programmabili. Questo cosa vuol dire? Essendo acqua fluente non si riesce a programmare la quantità di chilowattora che vengono erogate in ogni momento, e quindi sono state considerate non strategiche. Il piano industriale di A2A prevede la vendita di asset non strategici, quindi anche queste centrali, ove ne ricorrano le condizioni, al fine di migliorare il saldo complessivo della società. Eventuali proposte di acquisto saranno vagliate da A2A per le determinazioni che il consiglio di gestione assumerà in proposito».
I consigliere pd Aldo Boifava non entra «nella valutazione dell´opportunità economica di vendere un patrimonio di modesta dimensione come questo, se necessario per coprire il debito di bilancio. Ma dico che si tratta di una testimonianza sul territorio dell´azienda partecipata, di un valore dal punto di vista storico ma tutto sommato a quanto ci risulta anche della redditività. È un peccato che venga dismesso, anche per le garanzie ambientali e del rapporto corretto con il paesaggio che la gestione A2A assicurava. C´è bisogno di dismettere asset che danno risultati economici positivi anche se non grandi numeri? C´è il precedente della cessione delle reti elettriche che è stato un errore». Boifava avverte: «Penso che vadano coinvolti i sindaci dei comuni lungo i fiumi su cui insistono gli impianti, poichè lo sfruttamento delle acque è da sempre regolato da concessioni date proprio dalle amministrazioni locali».
Per Gallizioli «l´obiettivo è quello, nel prossimo mandato, di fare in modo che il Comune di Brescia venga sempre più coinvolto nelle scelte strategiche della azienda, però dobbiamo anche ricordare che noi, in passato, abbiamo detto che la nostra priorità era il ramo dell´ambiente, mentre, sulla produzione di energia elettrica saremmo stati anche disponibili a lasciare che fosse Milano, l´altro azionista pubblico, ad interessarsi di questo asset».

PORTO TOLLE - BOTTA E RISPOSTA ZANONATO-REALACCI SULLA RICONVERSIONE DELLA CENTRALE

“Dopo le affermazioni dei giorni scorsi sul nucleare, il ministro Zanonato ha detto che la centrale a carbone di Porto Tolle va realizzata, cosa che non pensa più neanche l’Enel. Mi auguro che Zanonato, che forse adesso sta facendo dichiarazioni più per la cultura che aveva che per quella che bisogna avere oggi per uscire dalla crisi, aggiorni i suoi punti di vista”. Lo dice il neo presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, a Radio Radicale.
“Oltre ad affrontare i tantissimi problemi ambientali aperti - aggiunge Realacci - oggi l’ambiente in senso lato è anche la vera frontiera su cui si ricostruisce una nuova economia. Se vogliamo far ripartire l’occupazione occorre investire in innovazione, ricerca, green economy. Occorre rilanciare l’edilizia puntando sul recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, come il credito d’imposta del 55% che scade il mese prossimo. Mi auguro che il governo si incammini da solo in questa direzione, ma se non lo farà la battaglia verrà fatta in Parlamento”.
Il ministro per lo Sviluppo, l’ex sindaco di Padova Flavio Zanonato, aveva detto che l’impianto di Porto Tolle nel Polesine “è un traguardo da raggiungere”. Tesi condivisa, peraltro, dal governatore del Veneto Luca Zaia. “La pratica sarà sul mio tavolo - ha sottolineato il ministro - e ho già predisposto un incontro con i vertici dell’Enel”.
E i lavoratori della centrale vogliono la riconversione. “La competitività e la sostenibilità ambientale devono andare di pari passo: produrre energia pulita e a prezzi inferiori rispetto agli attuali è un interesse collettivo. Questa è la direzione per la riconversione della centrale di Porto Tolle, per l’economia e l’occupazione”, afferma il comitato dei lavoratori Enel di Porto Tolle, sottolineando la necessità di ridurre il costo dell’energia per favorire la ripresa, in risposta alla tesi di Greenpeace che dice no all’intervento. “Chiediamo un incontro al ministro Zanonato per raccontargli la verità sul progetto e su Greenpeace”, conclude la nota dei lavoratori.

CAPACITY PAYMENT, SI ANIMA IL DIBATTITO: INDUSTRIALI FAVOREVOLI

Si riaccende il dibattito sul capacity payment, ovvero la misura che consente agli operatori di farsi pagare per l’energia prodotta ma anche per la potenza messa a disposizione nei momenti di criticità.
Se la Commissione europea, non sembra favorevole alla remunerazione della capacità, temendo che possa distorcere il mercato a favore delle fonti convenzionali a scapito di efficienza e rinnovabili, l’industria elettrica invece appare piuttosto interessata alla misura. Nel mezzo rimangono invece i regolatori che lo ritengono accettabile, ma con diversi distinguo. La posizione dell’industria europea si può leggere nel documento che Eurelectric ha fatto avere alla Commissione e in cui torna a lanciare l’allarme per i danni che le rinnovabili stanno provocando agli impianti convenzionali più costosi: “i decisori politici - si legge - devono introdurre meccanismi di remunerazione della capacità per consentire la copertura dei picchi di domanda e assicurare un’adeguata capacità di back-up”. Meno propenso all’introduzione del capacity payment è invece il Consiglio dei regolatori energetici, Ceer, che la ammette solo ove permangano “significative distorsioni” e a patto che avvenga in modo armonizzato a livello comunitario tenendo scrupolosamente conto della capacità di interconnessione. Un efficiente scambio di flussi elettrici transfrontalieri è infatti, a giudizio di Ceer, il modo migliore e prioritario per risolvere i problemi di bilanciamento del sistema. Di capacity payment in questo ultimo anno si è parlato spesso. Soprattutto nei due mercati elettrici in cui le rinnovabili sono cresciute più rapidamente - Italia e Germania - sole e vento, producendo a costo marginale zero, per via del merit order effect che fa fermare gli impianti a partire dal più costoso, stanno costringendo i cicli combinati a gas a rimanere sempre più inutilizzati, con perdite economiche significative. Impianti che per ripagare l’investimento fatto dovrebbero lavorare 4-5mila ore l’anno, mentre stanno invece funzionando in media per 2-3mila ore. Vari paesi, tra cui il nostro, ci stanno comunque pensando ma la tempistica e le modalità rimangano incerte, senza contare che le misure potrebbero contrastare con le indicazioni del Terzo pacchetto UE per la rimozione delle barriere tra gli Stati e la maggiore interconnessione energetica. Interconnessione che, come ribadito nel documento presentato da Consiglio dei regolatori alla Commissione, deve restare la via prioritaria per rendere più efficiente il sistema elettrico europeo.

TRENTINO 100 MLN EURO PER LO SVILUPPO A DOLOMITI ENERGIA

Una linea di credito da 100 milioni di euro targata Sace-Bei sarà erogata a Dolomiti Energia per consentire lo sviluppo di reti di distribuzione di energia elettrica e gas metano e potenziare la capacità produttiva di alcuni impianti idroelettrici nella provincia di Trento.
L'operazione conferma l'impegno di Bei e Sace - viene riferito in una nota - a sostegno di progetti infrastrutturali per la crescita e la sostenibilità in Italia e in Europa, permettendo a Dolomiti Energia di rispondere in modo più efficiente ed efficace al fabbisogno energetico locale e di migliorare la qualità del servizio nel proprio territorio di competenza.
Il Gruppo Dolomiti Energia, una delle principali multi-utility d'Italia, è presente in più di 200 comuni trentini, con 1.300 dipendenti e un valore della produzione consolidato nel 2011 che supera il miliardo di euro. Leader in Trentino nei principali business legati ai prodotti energetici con l'85% del mercato elettrico e l'80% di quello gas, è attivo anche nel campo dei servizi idrici integrati, della cogenerazione e teleriscaldamento, delle energie rinnovabili e dei servizi ambientali.

PROROGA DEL QUARTO CONTO ENERGIA NELLA LEGGE DI STABILITÀ

La proroga del quarto conto energia per impianti fotovoltaici su edifici pubblici e su aree delle amministrazioni pubbliche è entrata in vigore a fine anno. È stata approvato infatti l’inserimento del comma 425 nella Legge di Stabilità (Legge 24 dicembre 2012, n. 228) pubblicata sulla GU n. 302 del 29 dicembre 2012. Il provvedimento permetterà di usufruire degli incentivi del IV CE fino al 31 marzo 2013, se l’impianto ha già chiesto e ottenuto l’autorizzazione e fino al 30 giugno 2013, se l’impianto è sottoposto a procedure di valutazione di impatto ambientale. Resta fermo il tetto stabilito dal Quinto Conto Energia, pari a 6,7 miliardi di euro; raggiunta questa cifra gli incentivi si fermeranno dopo 30 giorni.
Il comma recita: “il termine di entrata in esercizio degli impianti di cui all'articolo 1, comma 4, lettera c), del decreto ministeriale 5 luglio 2012, fermo restando quanto previsto al comma 5 del medesimo articolo 1, è prorogato, esclusivamente per gli impianti da realizzare su edifici pubblici e su aree delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, la cui autorizzazione sia stata chiesta e ottenuta, al 31 marzo 2013, ovvero per gli impianti della medesima fattispecie sottoposti alle procedure di valutazione di impatto ambientale di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, al 30 giugno 2013. Per tali ultimi impianti, qualora l'autorizzazione sia rilasciata successivamente al 31 marzo 2013, al fine di consentire l'allaccio alla rete dei medesimi, il termine di entrata in esercizio è prorogato entro e non oltre il 30 ottobre 2013.
È partita ora la corsa per scoprire chi saranno i beneficiari di questa inutile e dannosa deroga bypartisan all’italiana.

GOVERNO, VIA LIBERA AGLI SCONTI DI ACCISA PER LE IMPRESE ENERGIVORE

Parte il nuovo regime di agevolazione per le aziende ad alta intensità energetica. I ministri Corrado Passera e Vittorio Grilli hanno firmato il decreto ministeriale con i nuovi criteri per la definizione di aziende “energivore”, che saranno identificate in base all’incidenza del costo dell’energia sul volume complessivo d’affari, e non solo sull’ammontare assoluto dei costi energetici.
Ora le aziende con un costo totale dell’energia superiore al 3% del fatturato avranno diritto ad agevolazioni sulle accise.
Il decreto firmato dal ministro dello Sviluppo economico e da quello dell’Economia è stato messo a punto in attuazione di quanto previsto dal secondo decreto legge Sviluppo. In linea con quanto indicato dalla normativa europea, queste imprese avranno diritto ad agevolazioni sia sulle accise per l’energia complessivamente utilizzata nel processo produttivo, sia sui cosiddetti oneri di sistema relativi all’energia elettrica acquistata. Si prevede inoltre che alle aziende con un rapporto tra costo della sola energia elettrica e fatturato superiore al 2% vengano applicati oneri di sistema ridotti; le riduzioni saranno applicate in maniera crescente proprio in base a tale rapporto.
Viene infine mantenuta una soglia minima di consumo energetico in valore assoluto, pari a 2,4 GWh l’anno, per l’applicazione delle agevolazioni.
“Con questo decreto - commenta Passera - favoriamo il rafforzamento della competitività di migliaia di aziende medio-piccole, i cui costi energetici incidono in maniera importante sulle attività”. Entro poche settimane sarà definito l’atto di indirizzo all’Autorità per l’energia per la rimodulazione degli oneri in base ai nuovi criteri.

SICILIA, ASSUNZIONI DI GIOVANI PER INCENTIVARE I PIANI ENERGETICI COMUNALI

2.500 assunti, 600 euro al mese per 90 giorni di lavoro. Così la Regione siciliana vuole aiutare i Comuni a redigere i piani energetici nell’ambito del ‘Patto dei sindaci’. Al progetto lavora il nuovo consulente della giunta Crocetta, Antonello Pezzini: ‘I primi giovani saranno presi dalla long list della società Sviluppo Italia Sicilia’. Il bando, chiuso un anno fa, contiene 613 nominativi di giovani laureati e diplomati. “Saranno assunti per tre mesi - aggiunge Pezzini - Faranno un corso di 16 ore, riceveranno 600 euro al mese, e dovranno spiegare ai tecnici dei comuni quali fonti utilizzare per redigere i piani energetici”. Per finanziare il progetto, afferma il superconsulente, ‘la Regione ha messo a disposizione circa 18 milioni di euro, tra fondi europei, concordati col ministro Barca, e risorse del bilancio della Regione”.
Per sostenere il progetto energetico, la Banca europea per gli investimenti ha aperto una linea di credito agevolato per i Comuni che aderiscono al ‘Patto dei sindaci’, a un tasso dello 0,60%. “I comuni - dice Pezzini - potranno restituire le somme grazie ai risparmi energetici”.
Pezzini ha costituito una commissione tecnica che opererà in raccordo con la sua struttura. Ne fanno parte l’architetto Giuliano Dall’O', professore associato di fisica tecnica ambientale presso il dipartimento Best del Politecnico di Milano; Bartolomeo Azzaro, prorettore per lo Sviluppo delle attività formative e di ricerca e Rosario Lanzafame, docente di sistemi per l’energia e l’ambiente. “La commissione - spiega Pezzini - avrà il compito di validare i piani energetici dei comuni”.
Oltre al ‘Patto dei sindaci’, la cabina di regia si occuperà del ‘Patto delle isole’ che permette alle amministrazioni di accedere a finanziamenti e a prestiti agevolati per la realizzazione di iniziative che, attraverso la produzione di energia sostenibile, riducano le emissioni di CO2 in atmosfera.
“Quello che stiamo mettendo in campo è un progetto importante - afferma Pezzini - Crocetta ha capito che per fare crescere la Sicilia bisogna investire sulle energie rinnovabili. siamo di fronte a un vero e proprio ‘piano Marshall”. E stiamo operando in sinergia con Kyoto club”.

ANTITRUST CONTRO TERNA: “SE NON POTENZIA LA RETE ELETTRICA, SI PENALIZZINO I RICAVI”

L'Antitrust pungola Terna sulle reti elettriche: sul suo bollettino, l’Autorità garante della concorrenza ha ipotizzato l’inserimento nella Strategia energetica nazionale di eventuali “misure di penalizzazione dei ricavi” nel caso in cui Terna non riuscisse a completare il piano di potenziamento della rete di trasmissione nazionale nei tempi previsti.
L'Autorità ha infatti rilevato che da molti anni “si osserva con preoccupazione che, per un insieme articolato di motivazioni (alcune direttamente riferibili ai costi della governance multilivello), il completamento del piano di potenziamento della rete di trasmissione nazionale da parte di Terna non viene a compimento”.
Nel ricordare precedenti segnalazioni, l'Autorità sottolinea poi “l'importanza, anche sotto il profilo concorrenziale, del perseguimento delle opere di potenziamento della rete di trasmissione e di risoluzione delle congestioni, anche attraverso un’efficace e rigorosa applicazione della norma che ha previsto un sistema di pianificazione degli investimenti del gestore di rete Terna e di controllo da parte dell'Autorità per l'energia, da attuarsi rispettando comunque il principio di separazione proprietaria tra la trasmissione e la generazione elettrica”.
Pronta la reazione della società delle reti: Terna, dice di se stessa la società, negli ultimi cinque anni ha sviluppato in maniera significativa la rete elettrica, come per altro rilevato dall’Autorità stessa, quando sottolinea che “la politica di incentivazione degli investimenti adottata dall'Autorità ha indotto un rapido e sostanziale incremento degli investimenti annui, in particolare sulla rete di trasmissione nazionale”.
Sulla questione è intervenuta anche Assoelettrica. “È sempre sgradevole entrare in una discussione quando non si è direttamente coinvolti, - ha commentato il presidente Chicco Testa - , ma la polemica che si è sviluppata negli ultimi giorni tra l’Antitrust e Terna richiede un nostro chiarimento: come produttori elettrici non possiamo esimerci dall’osservare che i ritardi accumulati nello sviluppo della rete, ancorché attribuibili a cause diverse dall’azione di Terna, hanno generato e continuano a generare costi crescenti che si riflettono nei prezzi finali dell’energia elettrica. Si potrà discutere su chi deve pagare per questo ritardo - conclude Testa - intanto è però evidente che a pagare finora sono stati i consumatori e le stesse imprese elettriche”.

GSE: COBAT È IDONEO PER LO SMALTIMENTO DEI MODULI FOTOVOLTAICI

Il Gse - Gestore dei servizi energetici - ha attribuito a Cobat, il consorzio nazionale che si occupa della raccolta e del riciclo delle batterie al piombo, l’idoneità alla gestione del servizio di raccolta e riciclo dei moduli fotovoltaici giunti a fine vita. Il riconoscimento, ufficializzato con la comunicazione dell’elenco dei sistemi e consorzi certificati sul sito www.gse.it, permetterà al Cobat di assicurare ai produttori e agli importatori iscritti l’accesso agli incentivi previsti dai decreti interministeriali del 5 maggio 2011 (quarto Conto energia) e del 5 luglio 2012 (quinto Conto energia).
La collaborazione consentirà l’avvio a riciclo di almeno il 65% in peso dei moduli esausti gestiti e il recupero di almeno il 75%, rendicontando tutte le attività come stabilito dal disciplinare tecnico del Gse.

WORLDWATCH INSTITUTE: IDROELETTRICO E GEOTERMIA RALLENTANO

La crescita della potenza installata e i consumi di energia da fonte idroelettrica e geotermica nel 2011 hanno subito un rallentamento, seppure in un contesto di costante crescita nel tempo. È quanto rivela il Worldwatch Institute in una ricerca.
La potenza globale installata di energia idroelettrica ha raggiunto, alla fine del 2011, 970 GW, rappresentando circa due volte e mezzo la capacità complessiva di tutte le altre fonti rinnovabili. Da allora si è registrato un aumento pari all’1,6% rispetto all’anno precedente. Per contro, la potenza geotermica installata ha raggiunto un nuovo massimo di 11,2 GW a fine 2011, ma con una crescita che, per la prima volta dal 2002, è stata sotto l’1%. E mentre la capacità complessiva per entrambe le tecnologie ha continuato a crescere - anche se in maniera meno evidente rispetto al passato - la crescita del loro utilizzo in termini di consumi è rallentata rispetto agli ultimi anni.
“Nonostante il recente rallentamento della crescita - si apprende dal report - il mercato globale per l’energia idroelettrica e geotermica è in aumento perché queste due fonti non sono soggette alla variabilità, come accade per altre rinnovabili, come l’eolico e il solare; quindi, la maggiore affidabilità offerta dall’energia geotermica e dall’idroelettrica le rende utili per fornire energia di base”.
Nel confronto con le altre fonti rinnovabili, le prestazioni degli impianti geotermoelettrici sono confermate come le migliori grazie alla costante disponibilità della fonte primaria che però, al momento, è sfruttata in limitate aree territoriali, caratterizzate da più facili condizioni per lo sviluppo.

BORMIO APPROVA UN PIANO D’AZIONE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE

Nel consiglio di giovedì 28 febbraio, gli amministratori di Bormio (Sondrio) hanno approvato il Piano d’azione per l’energia sostenibile. Nel documento si definiscono le politiche energetiche che il comune intende adottare per ridurre le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020, come previsto dal Patto dei sindaci, al quale il centro valtellinese ha aderito nel settembre 2011.
Nella seduta di fine febbraio, il consiglio comunale ha approvato due documenti. Il primo, relativo al monitoraggio delle emissioni di gas serra legate agli usi energetici sul territorio (Baseline emission inventory - Bei), ha evidenziato i settori su cui è prioritario agire per ridurre l’inquinamento di almeno il 20%: il terziario (44,7% del totale delle emissioni sul territorio comunale nel 2005), il residenziale (37,4%) e il settore dei trasporti (9,1%).
Il secondo documento approvato, il Piano d’azione per l’energia sostenibile, Paes, prospetta invece gli interventi da attuare.

PIANO A BOLOGNA PER PASSARE DALL’AMIANTO AL FOTOVOLTAICO

Parte in questi giorni a Bologna il primo progetto esecutivo del Paes, il Piano di azione per l’energia sostenibile, per rimuovere l’amianto dai tetti della città e, allo stesso tempo, realizzare impianti fotovoltaici e migliorare l’isolamento termico degli edifici.
Il progetto bolognese rientra appieno tra gli obiettivi del Paes, primo fra tutti quello di dare alla città una ‘svolta energetica’ per innescare meccanismi virtuosi, facendo dell’efficienza energetica uno strumento di rilancio dell’economia locale. Gli interventi riguarderanno il patrimonio edilizio privato e potrebbero arrivare, secondo le stime del Paes, all’installazione di 2,2 MWp di fotovoltaico, corrispondenti a circa 18mila metri quadrati di superficie per un totale di 13.500.000 euro di investimenti.
Oltre al beneficio economico derivante dal risparmio energetico e dall’energia autoprodotta, i privati che vorranno approfittare del “pacchetto” potranno contare sul fatto che le aziende aderenti al progetto sono garantite qualitativamente dai partner. Il comune si impegna a mettere in atto azioni di agevolazione e semplificazione amministrativa oltre alla promozione attraverso i propri canali istituzionali ed il sito del Piano.

RICERCA - DALL’IDROGENO ESTRATTO DAL METANOLO ELETTRICITÀ SICURA

Potrebbe addirittura portare a “un’economia del metanolo” lo studio coordinato dall’università di Rostock descritto su Nature. Il gruppo di ricercatori, di cui fanno parte anche gli italiani Elisabetta Alberico e Serafino Gladiali, rispettivamente del Cnr e dell’università di Sassari, ha trovato il modo di produrre idrogeno a partire da questo alcol a basse temperature, aprendo così la strada a celle a combustibile più sicure e facili da maneggiare e trasportare.
La reazione sviluppata dai ricercatori passa per un nuovo catalizzatore al rutenio, che riesce ad abbassare la temperatura a cui avviene la trasformazione del metanolo in idrogeno e CO2 a pressione ambiente da 200 a 65 gradi. Una volta sviluppato, l’idrogeno può essere trasformato in elettricità grazie a una cella a combustibile tradizionale, ma con un coefficiente di conversione molto più elevato del solito: “Questo sistema - spiegano gli autori - potrebbe essere usato per combinare i vantaggi del metanolo come ‘trasportatore’ dell’idrogeno e quelli delle celle a combustibile per l’efficienza nella produzione di energia”.

ENERGIA A BASSO COSTO: NASCE GOLDENERGY E PUNTA A 20MILA CLIENTI

Le Marche sfidano i colossi dell’energia nel mercato libero. Nasce infatti a Senigallia (Ancona) Goldenergy, società che riunisce l’esperienza di tre imprese: Goldengas, gruppo della famiglia Petrolini presente per la vendita di Gpl nell’80% del territorio italiano, Eurogas, società di Loris Cucchi che commercializza Gpl, e Geas, operatore dell’energia elettrica e del metano diretto da Loriano Beciani. Riuniti, i tre operatori vantano circa 80mila utenti finali in tutta Italia, di cui 12mila nelle Marche, per un fatturato complessivo di 160 milioni di euro.
Goldenergy punta ad offrire le tariffe più basse d’Italia per gas ed energia elettrica. Ambizioso il business plan: oltre alle tre assunzioni già effettuate di personale under 40, nell’arco di tre anni si prevedono 30 nuovi ingressi, soprattutto di giovani. Nel primo anno, la nuova società ha l’obiettivo di raggiungere 20mila clienti (50% privati, 40% business e 10% istituzioni) per un fatturato di 20 milioni di euro.

MONSANO (AN): ACCOLTO IL RICORSO DEL COMUNE SULLA CENTRALE A BIOGAS

La quinta sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del comune di Monsano (Ancona) contro l’autorizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da biogas proveniente da biomasse, della potenza di 999 kW in località Selvatorta. Ne dà notizia il sindaco Gianluca Fioretti. Il ricorso era stato presentato contro la regione Marche e la Provincia di Ancona per la riforma dell’ordinanza del Tar delle Marche.
Nel pronunciamento si legge che “a un primo sommario esame della fase cautelare, appare che la vicenda necessiti di un adeguato approfondimento in sede di merito da parte del Tar”.
Per Fioretti, “la partita resta ancora aperta. Il Tar dovrà ora ridiscutere la questione, tenendo conto proprio di questi nuovi fattori (si è ancora in attesa di conoscere la sentenza della Corte Costituzionale in merito alla legge regionale 3/2012)”.

AUTO ELETTRICHE: ACCORDO ENI ENEL SULLE COLONNINE NELLE STAZIONI DI SERVIZIO

Una fermata nelle aree di servizio, ma per fare il pieno di elettricità. Partirà dal Veneto, in tandem con l’Emilia (in collaborazione con Hera), il piano di Eni ed Enel per installare le colonnine di ricarica per le auto elettriche nelle stazioni autostradali.
L’accordo tra i due colossi dell’energia è stato firmato a Roma dai due amministratori delegati, Paolo Scaroni e Fulvio Conti: la lettera d’intenti prevede una collaborazione sulla mobilità elettrica dal punto di vista strategico, tecnologico, logistico e commerciale.
Le colonnine con tecnologia Enel verranno installate nelle stazioni di servizio e in alcuni siti di Eni, come la sede direzionale di San Donato Milanese e quella della divisione Refining & marketing in via Laurentina, a Roma. L’obiettivo è identificare, in un periodo di circa sei mesi, la soluzione migliore per le attività di ricarica dei veicoli green e definirne, entro il 2013, la sperimentazione in alcune aree geografiche selezionate.
Cuore tecnologico della sperimentazione sono i sistemi a ricarica veloce (fast recharge), in corrente continua e in corrente alternata, capaci di garantire in 20-30 minuti un rifornimento di energia; cioè, in compatibili con una normale sosta caffè o un pranzo leggero presso le stazioni di servizio.
Non è tutto. L’accordo prevede, infatti, applicazioni della tecnologia Enel per le smart grid “al fine di massimizzare l’utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili nell’ambito delle eni station dotate di sistemi di produzione green”, informa una nota.

EFFICIENZA ENERGETICA E RINNOVABILI, BANDO UE 2013 CON 65 MLN

Un bando europeo per promuovere efficienza energetica, uso razionale delle risorse energetiche, promozione delle fonti d'energia nuove e rinnovabili. Lo stanziamento del bando - nell'ambito del programma «Energia intelligente - Europa» - ammonta a 65 milioni di euro e si rivolge a tutto il territorio europeo. Gli obiettivi del programma sono anche di incoraggiare la diversificazione energetica, e l'uso di fonti d'energia nuove e rinnovabili nei trasporti. Il termine ultimo per la presentazione delle proposte è l'8 maggio 2013 per tutte le azioni ad eccezione dell'iniziativa integrata «Build up skills» che ha scadenze differenti.
Il prossimo 23 gennaio si svolgerà a Bruxelles l'info-day europeo sul bando, mentre quello italiano si terrà a Roma il 23 febbraio 2013.
La proposta deve essere presentata da un partenariato di almeno tre soggetti, localizzati in almeno tre paesi membri differenti. Il sottoprogramma Save ha lo scopo di finanziare progetti per il miglioramento dell'efficienza energetica e per l'uso razionale dell'energia nei settori industriale ed edilizio, nonché progetti per il sostegno all'elaborazione e all'attuazione di provvedimenti legislativi. Il sottoprogramma «Altener» si propone di sostenere progetti per la promozione di fonti d'energia nuove e rinnovabili per la produzione centralizzata e decentrata di elettricità, di calore e di freddo. Lo fa sostenendo la diversificazione delle fonti d'energia; finanziando progetti per l'integrazione delle fonti d'energia nuove e rinnovabili nel contesto locale e nei sistemi energetici. Promuovendo il sostegno all'elaborazione e all'attuazione di provvedimenti legislativi. Il sottoprogramma «Steer» concede contributi a progetti per il sostegno ad iniziative riguardanti tutti gli aspetti energetici dei trasporti e la diversificazione dei carburanti, la promozione dei carburanti rinnovabili e dell'efficienza energetica nei trasporti, il sostegno all'elaborazione e all'attuazione di provvedimenti legislativi.
I progetti, della durata massima di tre anni, potranno beneficiare di un contributo a fondo perduto fino al 75% della spesa ammissibile.

SOLARE A CONCENTRAZIONE, DALLA UE 5 MLN PER IL PROGETTO MEDITERRANEO

5 milioni di euro da parte della Commissione Europea per progetti sul solare a concentrazione su piccola scala per la realizzazione di impianti di dimensione ridotta su edifici pubblici. L’obiettivo è quello di produrre elettricità, acqua calda, raffrescamento estivo e anche acqua pulita per le comunità locali dell'area mediterranea, della sponda sud ed est del nostro mare. La dotazione economica al Consorzio Arca, incubatore d'impresa e nodo di trasferimento tecnologico dell'Università di Palermo, e ad altri 12 partner istituzionali e scientifici in Italia, Grecia, Francia, Giordania, Egitto e a Cipro, servirà a costruire, sperimentare e far funzionare, anche dal punto di vista dell'impatto sociale ed economico, impianti solari a concentrazione cosiddetti 'poligenerativi', utili per offrire servizi energetici integrati a piccole utenze (edifici pubblici, ma anche condomini, residence e piccole e medie imprese).
Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi a Palermo, nell'ambito del convegno internazionale che ha visto la partecipazione di Enea, Regione Siciliana, ministero dell'Energia della Giordania, Camera di Commercio di Cipro, Università di Atene, Commissione francese per le energie alternative. Il cuore del progetto è l'utilizzo dell'energia solare catturata con i sistemi a concentrazione in possibile integrazione con sistemi di conversione e distribuzione dell'energia raccolta. Oltre alla produzione di energia elettrica, si potranno produrre acqua ad alta temperatura da utilizzare per riscaldamento ma anche condizionamento, essenziale in area mediterranea, e addirittura potabilizzare l'acqua. Altre applicazioni potranno riguardare campi specifici, come la fornitura di energia per la gestione di cucine e mense, o i processi di sterilizzazione da utilizzare, ad esempio, in ospedali o lavanderie. Le quattro unità pilota saranno installate e rese efficienti per rappresentare un modello di riferimento per la realizzazione di impianti di piccole dimensioni, soprattutto su edifici pubblici.
I risultati attesi per il progetto dovranno essere raggiunti entro i 36 mesi di durata della cooperazione internazionale e saranno misurati grazie a indicatori condivisi dai 13 partner.

DETRAZIONI 55% - RISPARMIATI 1.435 GIGAWATTORA DI ENERGIA E 305MILA TONNELLATE DI CO2

Un risparmio di 1.435 gigawattora di energia in un solo anno e una conseguente riduzione di CO2 emessa in atmosfera, pari a 305mila tonnellate. È il bilancio tutto green dell’eco-bonus al 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio contenuto nel rapporto dedicato dell’Enea relativo all’anno 2011.
L’Agenzia ha presentato nei giorni scorsi lo studio al ministero dello Sviluppo economico, fornendo “il quadro complessivo degli interventi realizzati sugli immobili residenziali secondo la normativa vigente”, apprendiamo da una nota.
I numeri: le richieste d’intervento, riferisce l’Enea, sono state 280.700 per investimenti complessivi superiori a 3.300 milioni di euro, mentre il valore complessivo degli importi portati in detrazione è di oltre 1.800 milioni. Il costo medio per intervento è di 11.780 euro con un risparmio medio pari a circa 5 Mwh l’anno.
“Pur con una forte disomogeneità tra le realtà regionali, nell’insieme si nota una riduzione del numero di pratiche inviate all’Enea rispetto a quanto osservato nell’anno precedente 2010 (-30%), che è da considerarsi l’anno con il maggior numero di interventi”, spiegano gli esperti. Ma nel complesso, a conferma della grande diffusione sul territorio e del successo ottenuto da questo sistema di incentivazione dell’efficienza energetica, i dati mostrano che in cinque anni, dal 2007 al 2011, circa il 5,5% del patrimonio edilizio nazionale ha subito un ciclo di riqualificazione energetica (parziale o globale) e che il 5% delle famiglie italiane ha beneficiato della campagna del 55%.

ACCORDO EQUITALIA-MINISTERO, MENO IMPATTO AMBIENTALE

Sviluppare attività a basso impatto ambientale, tenendo sotto controllo le emissioni di gas a effetto serra con l’obiettivo di ridurle. Equitalia - informa una nota - ha firmato un accordo con il ministero dell’Ambiente con cui si impegna a realizzare iniziative finalizzate al miglioramento dell’efficienza energetica, alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alla riduzione di emissioni di CO2 nell’atmosfera. La collaborazione si inserisce nell’ambito del programma che coinvolge oltre settanta aziende nell’analisi e riduzione dell’impronta ambientale, fortemente voluto dal ministro Corrado Clini, in coerenza con le politiche governative del Protocollo di Kyoto e del Pacchetto Clima-energia dell’Unione Europea.
“È interessante notare - ha detto il ministro Corrado Clini - che nel programma per la valutazione dell’impronta ambientale il ministero collabora con soggetti che appartengono a settori molto diversi tra loro e che questa sperimentazione sta portando dei risultati inaspettati, che dimostrano quanto sia possibile migliorare l’impatto ambientale di prodotti e servizi su base volontaria, oltre i limiti imposti dalla legge”. “La tutela dell’ambiente e del clima rappresenta un obiettivo primario per le aziende e la pubblica amministrazione - ha commentato il presidente di Equitalia, Attilio Befera. - Per questo motivo Equitalia ha voluto fortemente partecipare al programma del ministro Clini, con l’obiettivo di valorizzare tutte le attività e le iniziative interne che consentano di ridurre le emissioni nocive”. Equitalia, in cooperazione con il ministero, intende condurre l’analisi e la contabilizzazione delle emissioni di CO2 (carbon footprint) derivanti dalle proprie attività di gestione del servizio di riscossione in alcune delle sue sedi. La società, inoltre, sarà impegnata alla definizione di un sistema di gestione delle emissioni, specifico per il settore della riscossione. Per ciascuna delle attività oggetto di carbon footprint, saranno successivamente individuati gli interventi, economicamente efficienti, volti alla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra e, una volta fatta una stima delle restanti emissioni, sarà possibile decidere per la loro neutralizzazione.

AEEG, 25 PROGETTI SELEZIONATI PER TERNA

L'Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha selezionato 25 progetti strategici per lo sviluppo della rete di trasmissione che consentiranno di ridurre le congestioni, con importanti benefici sui prezzi dell'elettricità.
Per garantirne la realizzazione in tempi certi, l'Autorità ha previsto anche un sistema di monitoraggio dell'avanzamento dei lavori e individuato specifiche date obiettivo e tappe principali che il gestore della rete Terna dovrà rispettare per non incorrere in penalità da ritardi.

SICILIA, L’ANTITRUST CENSURA LA REGIONE PER IL RITARDO NELLA REALIZZAZIONE DELL’ELETTRODOTTO “SORGENTE-RIZZICONI”

L’Antitrust ha inviato una segnalazione al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Giovanni Ardizzone e al presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, relativa al progetto per la realizzazione e l’esercizio dell’elettrodotto a 380 kV in doppia terna denominato “Sorgente-Rizziconi”. Ne dà notizia la stessa l’Authority, presieduta da Giovanni Pitruzzella.
Nella segnalazione, “nel pieno rispetto delle prerogative degli organi regionali” si sottolinea che “ulteriori iniziative assunte dalle istituzioni regionali al fine di ritardare la realizzazione dell’opera rappresentano un ostacolo frapposto alla risoluzione di una problematica concorrenziale (a voler prescindere dai pur importanti temi di sicurezza del sistema elettrico), che attualmente grava sui costi dell’energia pagata dalle imprese e dalle famiglie di tutta la nazione.
In tal caso, apparirebbe particolarmente attuale la proposta formulata di recente dal documento denominato ‘Strategia Energetica Nazionale: per un’energia più competitiva e sostenibile’ in merito ad una riflessione sul mantenimento o meno dell’attuale sistema di definizione del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso, che attraverso il Pun socializza sulla media nazionale i costi delle congestioni derivanti dalle situazioni di carenze delle infrastrutture di rete (come avviene tra la Sicilia ed il Continente)”.
In sostanza, spiega l’Antitrust, qualora l’opera venisse bloccata o ritardata, si suggerisce la revisione del Pun con la quale la Sicilia pagherebbe il suo prezzo che è molto più alto rispetto alla media nazionale: nella segnalazione si ricorda che in Sicilia il prezzo zonale è risultato in media nel 2012 superiore a quello medio nazionale (Prezzo Unico Nazionale, Pun) del 26% se si considerano tutte le ore, e del 42% se si considerano soltanto le ore di picco della domanda.
Il risparmio di costo per l’intero sistema elettrico nazionale che si sarebbe potuto avere, qualora nel corso del 2012 la Sicilia avesse registrato un prezzo zonale pari a quello unico nazionale, è stimabile in circa 480 milioni di euro, ovvero, in termini di risparmio sul Pun pagato da tutti i consumatori elettrici italiani, in circa 1,8 euro al Mwh.

AL VIA FONDO DA 470 MILIONI PER LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI. È RIVOLTO ALLE AZIENDE “VERDI”

Il numero delle imprese che vogliono procedere alla mitigazione, cioè a individuare le misure per la riduzione delle emissioni di carbonio, può crescere. Il 5 gennaio scorso è stato infatti lanciato un nuovo bando, che prevede un fondo rotativo da 470 milioni di euro presso la Cassa depositi e prestiti, grazie al quale è possibile allargare l’accesso al credito a un basso tasso di interesse dello 0,5% per finanziare i processi necessari per gli interventi di riduzione di carbonio. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, nel corso di un convegno dei giorni scorsi.
Cento le imprese che partecipano al progetto in collaborazione con il ministero dell’Ambiente il quale, ha spiegato Clini, “prevede la misurazione dell’impronta di carbonio, ovvero dell’energia che si consuma nella produzione e perciò la quantità di energia contenuta in un prodotto. Insieme a questo stiamo procedendo alla misurazione dell’impronta ambientale, da allargare al consumo di acqua e di suolo. Questo perché le aziende che partecipano al progetto sono convinte che, dando un valore ambientale ai loro prodotti, aumentano la competitività”.
Questo “è un pezzo dell’Agenda verde del governo Monti, ma se ne parla poco in questa campagna elettorale” ha rilevato il ministro, spiegando che queste iniziative”sono fortemente incardinate nell’amministrazione e spero sia l’asse di riferimento per la strategia della crescita”.

ROBIN HOOD TAX, CONFINDUSTRIA ENERGIA CONTRO IL POSSIBILE RIALZO

In merito all’ipotesi di un possibile aumento della Robin Hood Tax da parte del Governo per finanziare la riduzione delle tasse sulla casa, riportata da alcuni organi di stampa, Confindustria Energia esprime la sua più totale contrarietà per una simile possibilità che non farebbe altro che aggravare una situazione già molto critica per l’intero comparto energetico: "Un settore messo a dura prova dal crollo dei consumi, che ha portato alla chiusura di raffinerie, a centrali elettriche che oramai lavorano al 30-40% della capacità e con importanti ricadute anche occupazionali. Una tassa sulla quale, peraltro, si attende il giudizio della Corte Costituzionale che ad un primo esame non ha rigettato il ricorso di alcuni operatori rinviando la decisione, e che presenta evidenti profili di illegittimità come sostenuto da importanti costituzionalisti. Confindustria Energia auspica anzi che con il 1° gennaio 2014 venga confermata la decadenza dell’incremento disposto dalla legge n. 148/2011 che portò l’aliquota dal 6,5% al 10,5% per reperire le risorse necessarie all’allentamento del patto di stabilità".

PIT STOP DI QUINDICI GIORNI PER IL TERMOVALORIZZATORE DI ACERRA

Da venerdì 22 febbraio il termovalorizzatore di Acerra, in provincia di Napoli, è stato fermato per 15 giorni per la manutenzione programmata. L’intervento verrà portato a termine senza pregiudicare la capacità annuale di trattamento di rifiuti dell’impianto, pari a 600mila tonnellate.
Per poter effettuare le operazioni, si legge in una nota di A2a, è necessario il contemporaneo spegnimento delle tre linee di combustione. L’attività, tipica degli impianti termoelettrici, viene effettuata con una cadenza triennale ed è la prima dall’avvio della gestione industriale del termovalorizzatore di Acerra, avvenuta a marzo del 2010.
“Grazie alla corretta programmazione degli interventi di manutenzione, in questi tre anni il termovalorizzatore ha sempre raggiunto il 100% della sua capacità produttiva - si informa - riuscendo a trattare circa 1.750.000 tonnellate di rifiuti e producendo oltre 1.550 GWh di energia elettrica. Contestualmente sono state risparmiate 290mila tonnellate di petrolio equivalente ed evitate emissioni di CO2 per 750mila tonnellate. Ogni anno - prosegue la nota - le tre linee di combustione del termovalorizzatore di Acerra sono soggette a interventi di manutenzione programmata. In particolare, le attività riguardano la verifica dei sistemi di combustione e di recupero dell’energia dai rifiuti e dei sistemi di depurazione dei fumi”.

NUCLEARE, ORDINE 20 DA MILIONI PER I SUPERCONDUTTORI MADE IN ITALY

L’Enea e Asg Superconductors, azienda della famiglia Malacalza, hanno avviato una collaborazione per il progetto di ricerca sulle bobine toroidali superconduttive da utilizzare per il reattore destinato alla fusione nucleare (Iter). La Asg Superconductors, attiva nel settore hi-tech e superconduttività, ha acquisito un ordine internazionale per un importo di 20 milioni di euro nell’ambito del progetto internazionale denominato “Jt60sa”, che viene condotto in Giappone a Naka, vicino a Tokyo.
L’Enea, che è il responsabile del progetto, collaborerà con l’azienda per la progettazione, la realizzazione e l’assemblaggio delle bobine, che saranno prodotte nello stabilimento di Genova Campi.
“Da più di vent’anni l’Enea svolge il ruolo di coordinatore nazionale dei programmi europei sulla fusione nucleare - ricorda il commissario dell’Agenzia, Giovanni Lelli. - In particolare, la costruzione della macchina a fusione Iter offre significative opportunità, che il nostro paese ha dimostrato di sapere cogliere. Infatti, oltre la metà dei primi ordini dell’Unione europea per la costruzione della macchina, per un importo di circa 1,3 miliardi di euro, è andata ad aziende italiane qualificate dal programma nazionale sulla fusione”.
Con il nuovo ordine l’Asg si conferma attiva in un settore hi-tech di frontiera tra ricerca avanzata e produzione industriale. L’azienda italiana, come ha ricordato il presidente Davide Malacalza, è già fornitore tra l’altro dei magneti superconduttori per l’Lhc del Cern di Ginevra.

UE-CINA, È GUERRA DI DAZI NEL FOTOVOLTAICO

Dal primo marzo l’Europa traccerà ogni pannello fotovoltaico proveniente dalla Cina, come azione preliminare all’imposizione di dazi. La Commissione ha informato i paesi membri che la richiesta di registrazione obbligatoria è già stata avanzata e che entro il mese di giugno ci sarà una decisione definitiva sulle tariffe per l’importazione.
In questi mesi la Commissione ha già deciso restrizioni e misure antidumping per alcuni prodotti cinesi, dagli agrumi ai componenti d’acciaio, motivandole come misure amministrative, sollecitate dalle industrie interessate e normalmente assunte per tutelare la concorrenza. Nel caso dei pannelli solari, l’idea del dazio accende polemiche molto aspre, dato che i pannelli cinesi fanno la parte del leone in Europa, soprattutto per i prezzi competitivi. In Italia, per esempio, oltre il 70% delle installazioni è stato realizzato con l’impiego di attrezzature cinesi.
Secondo Afase, l’Alleanza per un’energia solare accessibile, tariffe di importazione come quelle introdotte dagli Usa potrebbero determinare la perdita di più di 200mila posti di lavoro, in particolare in Germania, Italia e Regno Unito. Tuttavia, l’esperienza statunitense smentisce le previsioni infauste. Negli Usa, dove dalla metà dell’anno scorso sono in vigore dazi dal 30% al 250% sui prodotti solari cinesi, nonostante la drastica riduzione delle importazioni il numero degli impianti solari di nuova installazione è addirittura aumentato e i prezzi ai clienti finali sarebbero invariati se non diminuiti.
I produttori europei, d’altro canto, rispondono alle preoccupazioni dell’Afase con i dati relativi alla chiusura di 30 industrie del settore comunitarie, danneggiate dalla concorrenza sleale della Cina. Che intanto rilancia con una iniziativa analoga a quella europea, avviando l’iter per imporre dazi “salati” sull’importazione di silicio in Europa, Stati Uniti e Corea del sud.

ANSALDO ENERGIA ACQUISISCE NUOVI ORDINI PER 390 MILIONI

Ansaldo Energia (Finmeccanica) si è aggiudicata nuovi ordini in Tunisia e in Russia per un valore complessivo pari a circa 390 milioni di euro in consorzio con la canadese Snc-Lavalin. Lo si legge in una nota in cui viene indicato che il valore delle commesse è di 300 milioni di euro con la tunisina Steg e di 90 milioni di euro con la russa Ojsc.

AUTO ELETTRICA: RETE NAZIONALE DI RICARICA IN ESTONIA

L’Estonia è diventata il primo paese al mondo ad adottare una rete di ricarica ultraveloce per veicoli elettrici a livello nazionale. La rete, costituita da 165 stazioni in corrente continua collegate al web, è stata inaugurata ufficialmente la scorsa settimana.
Ne dà notizia Abb, multinazionale delle tecnologie per l’energia e l’automazione, che ha fornito e installato i sistemi.
Le centraline per le auto “con la spina” si trovano nelle aree urbane con più di cinquemila abitanti e sulle strade principali che percorrono il paese, “venendo così a costituire la più alta concentrazione di sistemi di ricarica in corrente continua presente in Europa”, leggiamo nella nota. Sulle autostrade i sistemi sono posizionati a circa sessanta chilometri gli uni dagli altri, rendendo possibile ai veicoli elettrici di viaggiare ovunque nello stato baltico senza esaurire le batterie.
Per incoraggiare il passaggio ai veicoli elettrici, il governo estone offre incentivi fino al 50% sul costo del veicolo elettrico.
“Il fatto che la ricarica sia così facile farà sì che sempre più estoni decidano per il futuro di scegliere veicoli elettrici”, afferma il ministro dell’Ambiente estone, Keit Pentus-Rosimannus. “La nostra intera politica in materia di trasporti dovrebbe essere fondata sul concetto che viaggiare tenendo conto dell’ambiente è la più economica e semplice opzione che ci sia”, aggiunge.
Abb ha acquisito il contratto nel 2011 e ha completato la rete in sei mesi. A differenza dei sistemi convenzionali e residenziali, che hanno bisogno fino a otto ore per ricaricare un veicolo elettrico, al sistema Abb Terra 51 Dc bastano solo 15-30 minuti, assicura l’azienda.

COMMISSIONE UE: I PROGETTI SULL’ENERGIA VERRANNO SCELTI A GIUGNO. ATTESI TAGLI

La Commissione Ue intende selezionare “forse a giugno” o comunque “prima della pausa estiva” dei lavori comunitari i progetti energetici che beneficeranno dei fondi previsti dal bilancio Ue 2014-2020. Lo ha detto il commissario Ue all’energia Guenther Oettinger. Per essere selezionati dalla Commissione e beneficiare quindi dei fondi Ue stanziati dal bilancio, i progetti energetici dovranno “essere progetti di interesse comune e essere rilevanti per più di un paese”. Oettinger ha sottolineato che le iniziative finanziate dovranno essere “accettate dalla regione” coinvolta. Le proposte della Commissione dovranno poi avere l’ok di Consiglio e Parlamento Ue.
I progetti che non riceveranno fondi europei - probabilmente più del previsto, dati i tagli effettuati al bilancio 2014-2020 alla voce energia - dovranno “essere finanziati dai mercati e tramite una regolamentazione intelligente” per favorire gli investimenti privati, ha spiegato Oettinger.
“Il nostro bilancio 2014-2020 - ha assicurato il commissario - è solo uno strumento aggiuntivo per europeizzare la nostra politica energetica”. In ogni caso, ha assicurato, la Commissione sta lavorando in “stretta partnership con la Bei” per “sviluppare strumenti finanziari intelligenti” in modo da moltiplicare il più possibile l’effetto leva per la raccolta dei finanziamenti necessari per la realizzazione delle infrastrutture energetiche.

CAMPANIA, 30 MLN AI COMUNI PER IL SOLARE

«In accordo con l'Anci Campania, la Regione ha elaborato il programma “Energiacomune”, una proposta di intervento per sostenere l'efficienza energetica nei Comuni della Campania». Lo ha annunciato Fulvio Martusciello, consigliere delegato alle attivita' produttive e allo sviluppo economico della Regione Campania.
«In accordo con tale programma - ha aggiunto - è prevista l'emanazione di un apposito avviso pubblico per l'ammissione a finanziamento di interventi finalizzati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile da fonte solare a servizio di edifici di proprietà di amministrazioni locali aventi sede in Campania per una dotazione finanziaria di 30 milioni euro».
«Una scelta, quella della Regione, di supportare i Comuni della Campania e di consentire un concreto risparmio energetico - conclude il consigliere - Va dato atto della capacità di interlocuzione dell'Anci che ha in ogni momento garantito un confronto serio e costruttivo su questo tema».

DUBBI SU 12 CONCESSIONI IDROELETTRICHE IN ALTO ADIGE

Sono una dozzina le concessioni idroelettriche a rischio in Alto Adige dopo la scoperta dello scandalo Sel. È quanto emerso in un incontro tra il superconsulente Giuseppe Caia e la giunta provinciale.
Come ha detto il presidente Luis Durnwalder, l’ente pubblico è ora in attesa delle motivazioni della sentenza Laimer-Rainer prima di decidere il da farsi. L’ipotesi è azzerare l’iter al momento delle presunte manipolazioni, oppure bandire ex-novo le gare.

FISCO: IL COSTO DEI PANNELLI SOLARI PER USO DOMESTICO È DETRAIBILE AL 50%

Il fisco dimezza il costo dei pannelli solari, se l’utilizzo è domestico. Le spese per l’acquisto e la realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica sono detraibili se l’apparecchiatura è al servizio dell’immobile residenziale. E lo sconto, attualmente, è del 50%, anche se i benefici vanno spalmati in 10 anni.
A chiarirlo è l’Agenzia delle entrate, con una risoluzione nella quale spiega che per beneficiare della detrazione l’installazione dell’impianto fotovoltaico deve essere direttamente al servizio dell’abitazione del contribuente, utilizzato, quindi, per fini domestici come per esempio quelli di illuminazione o alimentazione di apparecchi elettrici.
Il documento di prassi precisa che la detrazione è esclusa quando la cessione dell’energia prodotta in eccesso ha fini commerciali. Come, per esempio, nei casi in cui l’impianto non è posto al servizio dell’abitazione oppure ha una potenza superiore ai 20 Kw.
Il contribuente deve conservare la documentazione che attesta l’acquisto e l’installazione dell’impianto fotovoltaico, per usufruire della detrazione. Non è invece necessario documentare l’entità del risparmio energetico relativo. I contribuenti che intendono avvalersi della detrazione di imposta devono comunque conservare le abilitazioni amministrative richieste dalla legislazione edilizia. Nel caso in cui la normativa non preveda alcuna abilitazione amministrativa, il contribuente deve in ogni caso conservare un’apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (la cosiddetta Legge Bassanini quater).
Infine, per le spese di acquisto e di realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013 (dl 83 del 2012), la detrazione d’imposta del 36% è elevata al 50%. Anche il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione sale da 48mila euro a un massimo di 96mila euro per unità immobiliare.

SMART GRID, LA COMMISSIONE UE: “INVESTITI 1,8 MLD NEL 2012”

Sono stati 281 i progetti in Europa in grado di raccogliere investimenti per 1,8 miliardi. È quanto emerge dall’edizione 2012 del report “Smart Grid projects in Europe: lessons learned and current developments” che raccoglie tutte le iniziative relative a reti elettriche intelligenti e smart metering in tutta l’Unione europea, ma anche in Croazia, Svizzera e Norvegia.
Il documento pubblicato dalla Commissione europea si concentra con particolare attenzione sulle attività di ricerca e sviluppo del settore, mentre i risultati scaturiti dai progetti messi in atto e i prossimi sviluppi saranno approfonditi in un ulteriore studio che uscirà sempre quest’anno.
Dai dati emerge che il budget per progetti di smart grid che superano i 20 milioni di euro hanno continuato a crescere senza sosta negli ultimi anni: dal 27% nel 2006 al 61% nel 2012. Regno Unito, Germania, Francia e Italia sono i principali investitori in progetti dimostrativi, mentre la Danimarca è il paese più attivo per ricerca e sviluppo.
Aziende pubbliche e private dell’Unione europea lavorano fianco a fianco nella gran parte degli investimenti e collaborano strettamente in progetti transnazionali di cui ben il 95% ha il sostegno dei fondi comunitari. I fondi Ue insieme a quelli nazionali forniscono il 55% del budget complessivo dei progetti di smart grid censiti dallo studio; il restante 45% viene da capitali privati.
I progetti si incentrano soprattutto su alcune applicazioni, tra cui sistemi di controllo per migliorare l’osservabilità (per esempio, smart meter per raccogliere e conservare, on-demand e in tempo reale, i dati per i consumatori) e la controllabilità (per esempio, controllo della frequenza e del flusso di energia) delle reti; architetture Ict distribuite per il coordinamento di risorse energetiche diverse (per esempio, impianti eolici, fotovoltaici e unità di cogenerazione) e il bilanciamento della domanda e dell’offerta in modo flessibile; infrastrutture per la ricarica e la comunicazione dei veicoli elettrici; utilizzo dello storage come fonte aggiuntiva di flessibilità per le smart grid.
Lo studio evidenzia tuttavia che i progetti incontrano anche alcuni ostacoli: i principali sono la mancanza standard condivisi e la scarsa collaborazione dei consumatori alle sperimentazioni.

CORTE UE, “LE QUOTE GRATUITE DI ETS NON DISCRIMINANO IL CARBONE”

Il meccanismo di assegnazione delle quote gratuite di CO2 sul mercato europeo delle emissioni (Ets) non discrimina le imprese negli Stati membri la cui industria è alimentata soprattutto a carbone. Questa, in sintesi, la sentenza del Tribunale dell’Unione europea, che ha respinto il ricorso presentato dalla Polonia, basato sulla presunta diminuzione della competitività delle aziende che impiegano principalmente il carbone come combustibile. Secondo il Tribunale dell’Ue, la direttiva sull’Ets non viola le normative europee e “concede agli Stati membri un margine di discrezionalità che consentirà loro di adottare misure economiche a favore” dei settori più interessati dal rischio di “fuga dal carbone” a causa dei costi delle emissioni di gas serra.
Nello specifico, secondo il Tribunale dell’Ue, la Commissione europea “non ha violato il principio della parità di trattamento” quando ha deciso di trattare in modo uniforme gli impianti che impiegano combustibili diversi nel momento in cui ha definito i parametri per calcolare il numero delle quote di emissioni di CO2 da assegnare. La normativa Ue prevede anche condizioni di attuazione progressive, per cui gli impianti più inquinanti sono anche quelli che all’inizio possono impiegare un maggior numero di quote gratuite di emissione.
Dal 2013, inoltre, il sistema dell’assegnazione delle quote si basa sulla vendita all’asta, quindi gli impianti possono comunque acquistare le quote di CO2 mancanti per mettersi in regola con la normativa Ue.

CONTO TERMICO, IL GSE PUBBLICA LE REGOLE APPLICATIVE

Il Gestore dei servizi energetici ha pubblicato la versione definitiva delle sue “Regole applicative del Conto Termico”, completando il quadro normativo necessario alla erogazione degli incentivi introdotti dal decreto ministeriale del 28 dicembre 2012.
Il Conto termico disciplina le modalità per accedere al meccanismo d’incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili e degli interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica.
La versione definitiva delle Regole Applicative tiene conto delle osservazioni al testo, aperto alla consultazione pubblica, inviate dalle Associazioni di categoria e da altri soggetti coinvolti dal meccanismo di incentivazione.
Con il conto termico, il Gse eroga un contributo in rate annuali uguali per 2 o 5 anni o in un’unica annualità, se il totale non supera i 600 euro. Oggetto del sostegno economico sono varie tipologie di intervento: sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con altri dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, o di generatori alimentati a biomassa; installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di “solar cooling”; sostituzione di scaldacqua elettrici con quelli a pompa di calore.
Per accedere al sistema di incentivi i soggetti interessati possono utilizzare i format della scheda-tecnica e il fac-simile della richiesta per l’accesso all’incentivo, che insieme costituiscono la scheda-domanda, e i modelli di dichiarazioni di avvio dei lavori e conclusione che il Gse mette a disposizione nell’ambito delle Regole.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA, LINEE GUIDA E SUPPORTO TECNICO DA ANCI

Fornire alle Amministrazioni Comunali tutti gli strumenti necessari ad una gestione energeticamente efficiente della pubblica illuminazione, contribuendo alla riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti e contestualmente ad un risparmio economico per la collettività. Questo in sintesi l’obiettivo di Ancitel Energia&Ambiente nel redigere le “Linee Guida per la predisposizione di Capitolati Tecnici comunali finalizzati a promuovere la fornitura di energia elettrica, l’esercizio e la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti pubblici, le opere di adeguamento normativo e di riqualificazione tecnologica degli impianti stessi”.
Molti i Comuni già coinvolti nell’iniziativa che sperimenteranno sul loro territorio l’applicazione del modello. Tutte le iniziative verranno costantemente monitorate ed i risultati saranno presentati prima dell’estate in una iniziativa pubblica nazionale
La presentazione del Progetto nei giorni scorsi a Roma presso la sede nazionale dell’ANCI è stata anche l’occasione per Ancitel Energia&Ambiente di fare il punto sulle attività svolte in questi anni. La società del Gruppo Anci, partecipata da Ancitel S.p.A infatti realizza dal 2007 attività di ricerca e studio, programmi di informazione, di formazione e di assistenza tecnica sui temi dell’ambiente e dell’energia, per rafforzare le competenze degli operatori e degli Amministratori locali e sviluppare una adeguata cultura manageriale e organizzativa presso i Comuni. Promuovendo l’innovazione e il coordinamento delle politiche ambientali ed energetiche sul territorio sostiene la diffusione di soluzioni innovative e lo scambio di buone prassi tra i Comuni e i diversi territori del Paese, attivando forme di cooperazione tra le Pubbliche Amministrazioni per la realizzazione di iniziative e progetti in campo ambientale.
“Non a caso - sostiene Filippo Bernocchi, Delegato Anci Energia e Rifiuti Ancitel E&A nel suo ruolo istituzionale , promuove iniziative sul territorio nazionale volte al "miglioramento dell'efficienza energetica", degli usi finali dell'energia da conseguirsi mediante l'adozione di cambiamenti tecnologici, comportamentali o economici. In quest'ottica abbiamo identificato nel ambito dell'illuminazione pubblica un settore ad alto potenziale di risparmio energetico, grazie alla presenza sul mercato sia di numerose tecnologie innovative ad alta efficienza energetica sia delle corrispettive competenze tecnico-scientifiche per applicarle. L'illuminazione pubblica costituisce difatti oggi una delle voci maggiori della spesa energetica dei Comuni, le cui disponibilità economiche e competenze tecnico-scientifiche non sono talvolta sufficienti a consentire l'attuazione di politiche energetiche efficienti. Partendo da queste premesse Ancitel E&A ha dunque strutturato e lanciato questo Progetto al fine di promuovere l'efficienza energetica nel settore attraverso il coinvolgimento diretto dei Comuni che saranno in definitiva i beneficiari dell'attività di ricerca, sperimentazione e dei risultati che ne conseguiranno”.

RAPPORTO LEGAMBIENTE, SONO 27 I COMUNI 100% RINNOVABILI

“Sono 27 i comuni 100% rinnovabili. In queste realtà si hanno un mix di impianti diversi, che coprono interamente i fabbisogni elettrici e termici dei cittadini residenti”. A dirlo è il rapporto di Legambiente, “Comuni rinnovabili” 2013, presentato nella sede del Gse: una mappa dell’energia verde in Italia, che assegna il primo premio alla cooperativa E-Werk Prad e al comune di Prato allo Stelvio (Bz) per i risultati raggiunti.
I comuni 100% puliti per l’energia elettrica sono 2400. I comuni del solare sono 7.937 (pari al 97% dei comuni). Spetta a Casaletto di Sopra (Cremona) e a Don (Trento) il record di
impianti per abitante, rispettivamente per il fotovoltaico e per il solare termico. I comuni dell’eolico sono 571. La potenza installata, pari a 8.703 MW è in crescita, con 1.791 MW in più rispetto al 2011. Questi impianti hanno consentito di produrre 13,1 TWh nel 2012, pari al fabbisogno elettrico di oltre 5,2 milioni di famiglie. I comuni del mini-idroelettrico sono 1.053 (potenza installata di 1.179 MW per 4,7 TWh, pari al fabbisogno di energia elettrica di oltre 1,8 milioni di famiglie).
I comuni della geotermia sono 369 (potenza 915 MW elettrici, 160 termici e 1,4 frigoriferi, per 5,5 TWh di energia elettrica che soddisfano il fabbisogno di oltre 2 milioni di famiglie). Quelli delle bioenergie sono 1.494 per una potenza installata complessiva di 2.824 MW elettrici e 1.195 MW termici.
Il segreto di Prato allo Stelvio risiederebbe “nella gestione delle reti e degli impianti, che consente di garantire bollette del 27% in meno per l’elettricità e del 62% in meno per il riscaldamento delle case ai soci della cooperativa rispetto alle media italiana”. Il comune di Piacenza è stato premiato per il progetto di solarizzazione degli edifici pubblici. La Società pubblica energetica Lucana è stata premiata per l’attività di pianificazione energetica.

BRUXELLES LANCIA LA STRATEGIA PER LE INFRASTRUTTURE VERDI

Tetti urbani coperti di verde per mitigare le ondate di calore, o zone umide naturali per fronteggiare le alluvioni: sono alcuni esempi di infrastrutture “verdi” che la Commissione Ue ha deciso di promuovere nei 27 Stati membri, adottando una strategia ad hoc.
“Costruire infrastrutture verdi - afferma il commissario Ue all’Ambiente, Janez Potocnik - spesso è un buon investimento per la natura, per l’economia e per l’occupazione. Dovremmo fornire alla società di soluzioni che funzionino insieme alla natura anziché contro di essa, laddove ha un senso a livello economico e ambientale”.
La nuova strategia Ue cercherà di promuovere infrastrutture verdi nelle varie politiche europee ed entro la fine del 2013 svilupperà le linee guida per la loro integrazione in agricoltura, pesca, clima, trasporti, energia, politiche regionali. Per realizzare questo piano, entro il 2014 la Commissione Ue, insieme alla Banca europea d’investimenti (Bei), metterà a punto anche uno strumento finanziario ad hoc, mentre nel 2015 presenterà uno studio di valutazione di una rete di infrastrutture verdi di portata europea. Si tratta di investimenti vantaggiosi: nel caso del ripristino di una pianura alluvionale del fiume Elba in Germania, lo spostamento delle dighe, il passaggio ad una gestione agricola sostenibile e la creazione di passaggi per i pesci, si sono tradotti in benefici quattro volte superiori ai costi.

MILANO: TRASFORMAZIONE ENERGETICA PER ALTRI SEICENTO EDIFICI COMUNALI

Accelera il piano del comune di Milano per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici. Una delibera approvata la scorsa settimana dalla giunta Pisapia prevede la trasformazione a gas naturale degli impianti più vecchi ancora in funzione in parte dei seicento immobili comunali, con una spesa del 6% più bassa sul servizio energia ogni anno, e l’allacciamento al teleriscaldamento A2a di ulteriori 700mila metri cubi, pari a 29 edifici, grazie ai quali si potranno risparmiare sul canone circa 160mila euro ogni anno (comprensivi di Iva).
“Stiamo continuando a investire sull’ampliamento della rete di teleriscaldamento e sulla trasformazione degli impianti più vecchi, per dare alla città un’aria più pulita e per raggiungere risultati importanti nella lotta all’inquinamento atmosferico”, spiega l’assessore all’Ambiente ed energia Pierfrancesco Maran.
È proprio sul risparmio economico e l’efficientamento energetico che si basa l’affidamento del servizio energia a Rti Cofely. La convenzione, che avrà durata di sette anni e riguarderà circa seicento edifici del comune, include la garanzia di risparmiare un quantitativo di energia che ammonterà a 1.877 tep. L’investimento complessivo del comune in sette anni sarà di circa 222 milioni di euro, con un risparmio di circa il 6% ogni anno rispetto ai precedenti.
La stessa delibera, inoltre, affida ad A2a ulteriori 29 edifici comunali da allacciare al teleriscaldamento. Tra questi figurano palazzo Reale, l’anagrafe di via Larga e piazza Beccaria, centrale operativa della polizia locale e sede dell’assessorato, per oltre 700mila metri cubi complessivi, che vanno ad aggiungersi ai sei stabili pubblici già oggi teleriscaldati. A seguito dell’intervento, sottolinea una nota di palazzo Marino, le emissioni inquinanti degli immobili interessati caleranno in maniera consistente: -93% di SO2 (biossido di zolfo), -78% di pm10, -34% di CO2 (anidride carbonica) e -28% di NOx (ossidi totali di azoto). Inoltre, si arriverà a una riduzione di consumo di combustibile fossile pari a 520 tep l’anno. L’investimento, in sette anni, sarà di circa 23 milioni e 600mila euro.

AEEG, LE NUOVE TARIFFE PER ENERGIA ELETTRICA E GAS

Dal 1° gennaio le bollette dell’energia elettrica scenderanno dell’1,4% mentre per il gas si registrerà un incremento dei prezzi dell’1,7%; secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’energia, per le famiglie e i piccoli consumatori serviti in tutela, la spesa del gas aumenterà di 22 euro mentre per l’energia elettrica il risparmio sarà di 7 euro su base annua.
Sulla diminuzione dell’1,4% dell’energia elettrica hanno inciso la riduzione del 3,6% della componente energia (produzione, dispacciamento e commercializzazione) per effetto dei significativi ribassi del prezzo nel mercato all’ingrosso, a partire dallo scorso mese di ottobre. Tale riduzione è stata in parte controbilanciata da un aumento dello 0,5% per l’aggiornamento delle tariffe di rete e da un incremento dell’1,7% per l’adeguamento degli oneri generali e, in particolare, della componente “A3” a copertura degli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate, come in gran parte già preventivato fin dallo scorso trimestre. Gli adeguamenti tengono anche conto degli effetti, in termini di minori gettito atteso, della prevista attivazione delle agevolazioni a favore delle popolazioni colpite dal terremoto dello scorso mese di maggio in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.
Per il gas, sull’incremento dell’1,7% hanno inciso l’aumento dell’1,4% per l’aggiornamento delle tariffe di distribuzione, misura, trasporto e stoccaggio e l’ incremento dello 0,5% circa per l’aggiornamento degli oneri generali. Tali incrementi sono stati in parte controbilanciati dalla riduzione pari allo 0,2% circa per l’aggiornamento della materia prima, che è diminuita rispetto al quarto trimestre 2012 come riflesso degli andamenti pregressi delle quotazioni dei prodotti petroliferi sui mercati internazionali. Ulteriori diminuzioni potranno essere conseguite con la riforma della componente materia prima gas, rispetto alla quale l’Autorità ha già messo in consultazione i propri orientamenti.
In generale, per entrambi i settori dell’energia elettrica e del gas si evidenziano i benefici derivanti dal calo dei prezzi sui mercati all’ingrosso e dall’avvio del mercato del bilanciamento di merito economico introdotto dall’Autorità. Inoltre, la perdurante debolezza della domanda di energia a causa della crisi economica, induce effetti tendenziali divergenti: da un lato il contenimento o riduzione dei prezzi della “materia prima”, dall’altro aumenta il valore unitario delle componenti a copertura dei costi fissi infrastrutturali. In particolare, nel settore gas che sta risentendo della notevole contrazione dei consumi registrata negli ultimi anni anche in relazione all’andamento climatico, produce anche un incremento delle tariffe di distribuzione su base annua. Infatti, i costi delle infrastrutture sono, per loro natura, sostanzialmente fissi, ossia non dipendenti dalla quantità di gas o elettricità trasportata: in periodi con forte riduzione della domanda, dunque, per garantire la copertura di questi costi fissi, ogni kilowattora o metro cubo di gas consumato deve essere caricato di una quota proporzionalmente superiore. D’altra parte, l’adeguatezza delle infrastrutture resta un obiettivo primario per la sicurezza del sistema e per lo sviluppo della concorrenza.

LEGAMBIENTE: 13 PICCOLI COMUNI UE AL TOP DELL’EFFICIENZA

Sono i piccoli comuni europei i più virtuosi dal punto di vista dell’efficienza ambientale ed energetica. Ne è convinta Legambiente che a Firenze, nella sede della regione Toscana, ha organizzato nei giorni scorsi il convegno internazionale dal titolo “Zero emissions communities” per fare il punto sul progetto europeo Med zeroCO2, che ha coinvolto 13 comunità locali tra Italia, Spagna, Portogallo e Grecia.
In questi 13 piccoli comuni, è stato spiegato, sono stati realizzati interventi di efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili che permetteranno di risparmiare complessivamente 805mila KWh all’anno e di produrre 572mila KWh green, con un risparmio sulle bollette energetiche pari a 163.600 euro annui e 380 tonnellate di CO2 in meno nell’atmosfera. Le amministrazioni interessate sono le italiane Bagnone, Comano e Fivizzano, in provincia di Massa, Paros, Sifnos e Hermopoulis in Grecia, l’Alcudia e Montortal in Spagna, oltre a Alter do Chao, Avis, Gaviao, Marvao e Sousel in Portogallo. Per il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza, “mitigare i cambiamenti climatici non è una sfida impossibile, e i piccoli comuni del progetto Med zeroCO2 ce lo hanno dimostrato, diventando modelli virtuosi nel risparmio energetico, nell’efficienza e nello sviluppo delle fonti rinnovabili. Non sono necessari grandi interventi infrastrutturali - conclude - ma è fondamentale una buona politica di efficienza energetica e sviluppo delle fonti pulite”.

IDROELETTRICO: A2A RINNOVA LA CONVENZIONE CON I COMUNI DELLA PROVINCIA DI SONDRIO

Siglata a Sondrio la rinnovata convenzione tra la provincia, A2a e i comuni dell’alta Valtellina. Il provvedimento, scrive “La provincia di Sondrio”, è relativo all’utilizzo di risorse idroelettriche del territorio per la produzione di energia e vede protagonisti i comuni di Bormio, Grosio, Lovero, Sernio, Sondalo, Tirano, Tovo Sant’Agata, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva, Villa di Tirano, Grosotto, Mazzo di Valtellina e Vervio.
Di fatto, si tratta di un’integrazione di quello già esistente e in vigore dall’aprile del 1999. L’integrazione alla convenzione originaria prevede che per le annualità 2010, 2011 e 2012 A2a versi alle amministrazioni, in aggiunta, una quota di denaro valutata sulla base del costo medio dell’energia elettrica e dell’effettivo consumo. Relativamente a queste tre annualità, per il 2010 è previsto un beneficio complessivo pari a circa 432mila euro, per il 2011 si assesta sui 487mila mentre per l’anno scorso la multiutility si è impegnata a rendere noto alla provincia il “quantum” entro il 31 marzo.
Dal 2013, invece, sarà la Aevv - Azienda energetica Valtellina Valchiavenna nata da una serie di operazioni societarie che hanno interessato Asm Sondrio, Aem Tirano e Valdisotto Servizi - a ritirare l’energia per conto dei comuni e a distribuirla sul libero mercato.

GOOGLE FA UN NUOVO MEGA-INVESTIMENTO PER LE RINNOVABILI

Google, leader dei motori di ricerca mondiale, continua a investire nel campo delle rinnovabili. Il prossimo impianto eolico verrà realizzato a Oldham County, una vasta zona della regione del Texas occidentale detta Panhandle, a circa 60 Km da Amarillo, caratterizzata dalla presenza di forti venti.
Le turbine eoliche dello Spinning Spur Wind Project saranno in grado di generare 161 MW, sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di circa 60.000 famiglie americane per un intero anno; l'investimento previsto sarà di 200 milioni di dollari. L'impianto verrà realizzato da EDF Renewable Energy, azienda specializzata nel campo delle energie rinnovabili, che installerà 70 turbine eoliche Siemens da 2,3 MW. L'energia prodotta verrà venduta a SPS per poi essere distribuita nei territori di Texas e Nuovo Messico. L'investimento porta l'impegno green della società a toccare quota 1,2 miliardi per 11 diversi progetti con una capacità totale di 2 GW, abbastanza per alimentare 500mila abitazioni degli Stati Uniti per un anno. Inoltre, Google rende noto di aver ottenuto i permessi necessari per procedere con la costruzione dell'impianto offshore Atlantic Wind Connection e di essere giunta al 75% nella fase di realizzazione dell'Ivanpah Project, dedicato alla produzione di energia solare, con la posa dell'eliostato numero 100.000.

ACCORDO TRA CARTIERA MANTOVANA E TEA ENERGIA: OK A FORNITURA DA 700MILA EURO

Il gruppo Cartiera Mantovana diventa fornitore di energia elettrica di Tea Energia, la società del gruppo Tea che si occupa dell’acquisto e della vendita di luce e gas. La fornitura, corrispondente al fabbisogno elettrico annuale di quattromila abitazioni, ha un valore di circa 700mila euro.
Nella sua attività di approvvigionamento di energia, la società di Tea ha individuato in Cartiera Mantovana “un’interessante opportunità di collaborazione, sia per l’aspetto territoriale che dimensionale del nuovo fornitore”, si legge in una nota. Grazie all’accordo, pertanto, l’eccedenza di energia elettrica prodotta dagli impianti di cogenerazione da 6 e 3 megawatt a servizio delle cartiere padovane del gruppo - Carmenta e Galliera - viene venduta a Tea Energia per il fabbisogno di una parte della clientela.
Nell’ultimo anno Tea Energia ha cambiato il suo profilo: da società di vendita a realtà che si è strutturata, con competenze specialistiche, per operare direttamente con i produttori di energia al fine di ottimizzare le condizioni di acquisto di gas ed elettricità.
Il gruppo Cartiera Mantovana, nei suoi impianti di Maglio di Goito, Carmignano del Brenta e Galliera, dove lavorano 130 dipendenti, ha prodotto nel 2012 circa 80mila tonnellate di carta da imballaggio per un fatturato di oltre 40 milioni di euro.

L’EUROPA PROPONE DAZI SUI PANNELLI SOLARI DELLA CINA

La Commissione Ue ha formalizzato la proposta per l’introduzione di dazi del 47% sui pannelli solari cinesi, confermando così le indiscrezioni circolate nei giorni passati. A quanto si è appreso la decisione definitiva dovrà essere presa entro il 5 giugno a conclusione della procedura di consultazione con i paesi membri avviata in queste ore.
I dazi provvisori sui pannelli solari e materiali collegati importati dalla Cina andranno da un minimo del 36% a un massimo del 67%, con una media del 47%.
L’importo, secondo quanto si apprende da fonti europee, dipende dal grado di collaborazione che le singole imprese cinesi stanno mostrando nell’inchiesta anti-dumping condotta da Bruxelles e che si concluderà a inizio dicembre.
Saranno circa un centinaio le aziende toccate dal provvedimento.

LE RINNOVABILI HANNO RIDOTTO IL COSTO DELL’ELETTRICITÀ DI 1,4 MILIARDI. IL 18 APRILE A ROMA IL RAPPORTO IREX 2013

Oltre 10 miliardi di euro di investimenti nel 2012. La corsa delle nostre imprese fuori dai confini che non si ferma. Una forte accelerazione dell’eolico sul mercato interno. E il fotovoltaico che, nonostante la crisi del settore, ha ridotto di 1,4 miliardi di euro i costi dell’elettricità in Italia (l’anno scorso il cosiddetto peak shaving era stato di 400 milioni). Sono alcune anticipazioni del Rapporto Irex 2013 sulle energie rinnovabili che sarà presentato giovedì 18 aprile a Roma nella sede del Gse.
Nell’analisi di Althesys un’industria in profondo cambiamento, che attraversa una fase di ripensamento strategico, di consolidamento e concentrazione. E il consueto bilancio annuale costi-benefici di tutto il settore, positivo fino a 49 miliardi di euro al 2030 nonostante i certificati della CO2 valgano sempre meno.
Ne discutono, tra gli altri, Corrado Clini, ministro dell’Ambiente, Laura Puppato, parlamentare del Pd, Stefano Saglia, responsabile energia del Pdl, Nando Pasquali, presidente e ad del Gse, Chicco Testa, presidente di Assoelettrica, Agostino Re Reabaudengo, presidente di Aper, Gianni Armani, dg di Terna, Giovanni Simoni di Assosolare. Insieme a loro i manager delle principali aziende verdi italiane, da Enel Green Power a Falck Renewables, dal gruppo Seci a Erg Renew.

AUTO GREEN: GIÀ ESAURITI GLI INCENTIVI PER METANO E GPL

Sono scattati giovedì 14 marzo i nuovi incentivi statali per l’acquisto di auto ecologiche. Elettriche, ma soprattutto ibride a metano e gpl. La cifra stanziata dal governo, però, pari a 40 milioni di euro per tutto il 2013, e 120 in tre anni, “è irrisoria per risollevare un mercato in crisi”, lamenta tra gli altri Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto.
Nel frattempo sono già andati esauriti in poche ore i bonus destinati alle auto a gas. Rimangono circa 600mila euro per i veicoli elettrici senza l’obbligo di rottamazione.
I fondi per il triennio 2013-2015 sono stati previsti nella legge Sviluppo dello scorso anno per promuovere la mobilità sostenibile, favorendo l’acquisto di eco-veicoli, cioè tutti quelli che rispettano il tetto massimo di 120 grammi per chilometro di emissioni di CO2. Per ogni singolo mezzo il contributo è del 20% sul prezzo di acquisto, fino ad un massimo di cinquemila euro per quelli con emissioni di CO2 inferiori a 50 grammi per chilometro.

PAES, IL COMUNE DI FIORANO (BG) PUNTA ALL’EFFICIENZA E AL RISPARMIO

Piano di azione per l'energia sostenibile anche per il comune di Fiorano al Serio (BG). Il documento punta a raggiungere gli obiettivi che l'Unione Europea si è proposta di centrare entro il 2020 in termini di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, di maggiore efficienza energetica e di maggior utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.
Il Comune di Fiorano si è impegnato a programmare e attuare concretamente misure e azioni sia nel settore pubblico che in quelli residenziale, terziario e della mobilità. Nel settore pubblico si prevede l'installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici pubblici che possono ospitare questi pannelli, con l'obiettivo di un risparmio energetico annuo di 68.544 kilowattora e un abbattimento di emissioni annue pari a 27.417 chili di CO2, la riqualificazione, mediante la sostituzione di apparecchi, dell'illuminazione pubblica (59.638 kilowattora e 23.855 chili di CO2 in meno), la riqualificazione, mediante la sostituzione di lampade con Led, delle lampade votive (3.504 kilowattora e 1.401 chili di anidride carbonica risparmiati), la riqualificazione energetica degli involucri e impianti termici negli edifici pubblici (137.620 kilowattora e 27.800 chili di CO2), l'installazione di erogatori pubblici di acqua potabile, con minore circolazione di plastica.
Nel settore residenziale, tra gli interventi ipotizzati ci sono la riduzione dei consumi idrici mediante la distribuzione alle famiglie di kit di erogatori a basso flusso (con un risparmio energetico annuo previsto in 6.856 kilowattora ed emissioni risparmiate per 4.802 chili di CO2 l'anno), l'installazione volontaria di impianti fotovoltaici e di impianti solari termici.

SALERNO, A CPL CONCORDIA IL SERVIZIO DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA

È stato aggiudicato in via definitiva l'appalto del servizio di gestione dell’illuminazione e per la realizzazione di interventi di ammodernamento degli impianti ricadenti nel comune di Salerno alla Società Cooperativa Cpl Concordia di Modena. Scopo dell'appalto è il miglioramento della qualità del servizio di pubblica illuminazione, favorendo il conseguimento di un risparmio energetico ed economico. Dovrebbe essere realizzato un sistema di telecontrollo informatizzato che permetta ai funzionari preposti dall'amministrazione di monitorare in tempo reale lo stato d’efficienza dell'impianto e di supervisionare le attività del gestore.
È stato anche chiesto l’adeguamento degli impianti alle direttive comunitarie sull'inquinamento luminoso. Per i prossimi 15 anni il servizio sarà a cura della Cpl Concordia. L’azienda ha ottenuto l’appalto con il ribasso del 12,5% sull’importo annuo a base di gara di 812.491,63 euro.

FMI: RIDURRE I SUSSIDI ALL’ENERGIA FAREBBE BENE AI CONTI E AL CLIMA

Ridurre i sussidi pubblici all’energia aiuterebbe i governi a risolvere il problema dei deficit di bilancio e farebbe bene al clima. Lo afferma il Fondo monetario internazionale (Fmi), sottolineando che gli aiuti al settore energetico aggravano i deficit di bilancio, togliendo risorse alla sanità e all’istruzione, e incoraggiano un consumo energetico eccessivo a danno dell’ambiente.
“Il loro obiettivo è proteggere i consumatori, invece accentuano gli squilibri di bilancio e deprimono gli investimenti privati, soprattutto nel settore energetico” mette in evidenza il Fondo, secondo il quale gli aiuti pubblici sono costati a livello globale nel 2011 1.900 miliardi di dollari, di cui il 40% nelle economie avanzate”. “L’eliminazione dei sussidi potrebbe tradursi in un calo del 13% delle emissioni di CO2”.
“I sussidi sono un problema in tutti i paesi del mondo. Sulla base dai dati su 176 paesi stimiamo che i sussidi nel 2011 sono ammontati a 1.900 miliardi di dollari, pari al 2,5% del pil mondiale” afferma il responsabile del dipartimento degli Affari fiscali, Carlo Cottarelli. I paesi che concedono i maggiori sussidi sono gli Stati Uniti con 502 miliardi di dollari, la Cina con 279 miliardi di dollari e la Russia con 116 miliardi di dollari.
“I sussidi sono costosi” e sono una modalità “non efficiente di aiutare i poveri, perché i ricchi consumano più energia dei poveri e quindi ricevono i maggiori benefici dei sussidi”, aggiunge Cottarelli, secondo il quale una riforma dei sussidi avrebbe benefici anche dal punto di vista fiscale ed economico. I sussidi al settore energetico infatti sottraggono risorse alla spesa pubblica che può sostenere la crescita, incluse le infrastrutture, l’istruzione e la sanità. Un’energia non costosa può inoltre tradursi in un consumo eccessivo, in grado di aggravare i problemi ambientali.

TERNA OTTIENE LA CERTIFICAZIONE DI GESTORE CON SEPARAZIONE PROPRIETARIA

Terna ha ottenuto dall’Autorità per l’energia la certificazione di gestore del sistema di trasmissione di energia elettrica in separazione proprietaria, ai sensi della Direttiva 2009/72/CE e del decreto di recepimento (numero 93/11). L’Autorità riconosce la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa affinché la compagnia delle reti possa operare come gestore del sistema di trasmissione elettrica nazionale “separato dal punto di vista proprietario” e che essa è pienamente indipendente dagli interessi della produzione o vendita di energia elettrica o del gas.
Il provvedimento ha comunque prescritto a Terna alcune azioni mirate all’assolvimento di obblighi, fra i quali quello di adeguare il proprio statuto societario alle disposizioni previste dalla direttiva, “ma anche di adeguare, entro il 31 dicembre 2013, le convezioni in essere con i proprietari di porzioni di rete di trasmissione, in conformità a quanto previsto dall’articolo 36, comma 9, del decreto 93/11”.
Altro tema su cui è chiamata a intervenire è quello legato alla situazione di conflitto di interessi di un proprio consigliere di amministrazione, che riveste ruolo analogo in un’impresa di produzione di energia elettrica, e di trasmettere all’Autorità una dichiarazione rilasciata dallo stesso azionista che attesti l’assenza di esercizio di poteri di nomina di membri del consiglio di amministrazione in imprese attive nella produzione o vendita di energia elettrica o gas. La comunicazione va effettuata entro un mese.

OBAMA CHIEDE AIUTO A WALL STREET PER CARTOLARIZZARE LE RINNOVABILI

L’amministrazione Obama e Wall Street stanno cercando di finanziare le rinnovabili tramite la cartolarizzazione, vale a dire la cessione di attività o beni attraverso l’emissione e il collocamento di titoli obbligazionari. Il presidente americano e alcune delle maggiori istituzioni finanziarie stanno infatti mettendo a punto una serie di “pacchetti” di titoli di energia rinnovabile da vendere a fondi pensione e altri investitori, che riceveranno ritorni finanziati dai pagamenti effettuati da quanti usano l’energia prodotta dai pannelli solari o dagli altri impianti cartolarizzati. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che l’amministrazione sta valutando con cautela questo approccio, consapevole del fatto che i titoli legati ai mutui sono stati al centro della crisi del 2008 e nel timore che quelli legati all’energia potrebbero subire una sorte simile.
L’approccio è però considerato una struttura di finanziamento che può essere concretamente seguita per ridurre i costi dell’acquisto di energia rinnovabile. I Dipartimenti della Difesa e dell’Energia stanno valutando l’idea e assumendo misure in questo senso, inclusa la standardizzazione dei termini dei contratti per l’acquisto di energia. Per le forze armate americane la cartolarizzazione, potenzialmente, amplia la capacità di raccogliere fondi e realizzare più progetti rapidamente. I produttori di energia solare ed eolica in genere raccolgono fondi per i loro progetti tramite accordi con banche e assicurazioni, ma vorrebbero poter accedere al mercato dei capitali privati.

GEOTERMIA, AI CAMPI FLEGREI IMPIANTO PILOTA ENTRO L’ANNO

Si ritorna a parlare del potenziale geotermico dei Campi Flegrei (NA). Il consigliere del Comune di Napoli con delega all’Energia Antonio Luongo ha prospettato nei giorni scorsi la costruzione entro fine anno di un impianto pilota in grado di sfruttare l’energia geotermica dell’area flegrea. “Puntiamo - spiega - su un impianto trigenerativo che oltre all’energia proveniente dal calore del sottosuolo integri il solare termodinamico, quello sviluppato da Carlo Rubbia, e una biomassa liquida, come per esempio il riciclo di oli vegetali e le coltivazione di alghe”.
Luongo precisa inoltre che il Comune dovrà “realizzare sul sito un distretto tecnologico di ricerca e produzione. Ci sono tutti gli elementi per realizzare tutto questo, serve solo volontà politica”.
L’annuncio di Luongo avviene nel corso del convegno promosso da Palazzo San Giacomo su “Ambiente, pace, geotermia, sviluppo e lavoro”, al quale hanno partecipato tutti i principali protagonisti del “Campi Flegrei Deep Drilling Project”, la ricerca internazionale guidata dall’Osservatorio Vesuviano sulla caldera di Bagnoli e sul suo eventuale sfruttamento in chiave geotermica. La prima fase del progetto si è conclusa con la perforazione di un pozzo pilota di 500 metri, al quale dovrà seguire nel 2014 una perforazione di 3,5 chilometri. “Da questo primo sondaggio - afferma Giuseppe De Natale, responsabile scientifico del progetto e primo ricercatore all’Osservatorio Vesuviano - abbiamo tratto dati molto importanti, sia dal punto di vista prettamente vulcanologico che da quello geotermico. Colpisce innanzitutto l’elevata permeabilità del sito - osserva - il che significa che non tutti i sollevamenti del suolo sono imputabili alla presenza di magma ma che parte di essi siano invece da imputare agli acquiferi superficiali. “Maggiore è la permeabilità del sito - precisa De Natale - maggiore è la quantità di fluidi che si possono estrarre per utilizzo energetico”.
La temperatura registrata a fondo pozzo è stata di 85 gradi, più che sufficienti per immaginare impianti di teleriscaldamento e teleraffrescamento. Ma, come detto, il progetto proposto da Luongo va oltre. L’impianto pilota annunciato dal delegato di de Magistris all’Energia mira infatti a innalzare il cosiddetto “grado entalpico” portando gli 85 gradi presenti a bassa profondità a una temperatura di 120 gradi grazie all’aggiunta di energia proveniente dal solare termodinamico e dalla biomassa. “Parliamo di un impianto geotermico di superficie a reiniezione, ovvero a circuito chiuso, senza possibilità di scompensare la falda e a impatto zero. “Il giacimento geotermico napoletano è pari a due centrali nucleari - osserva Luongo - e ora fa gola un po’ a tutti. Il progetto pilota nell’area flegrea dimostrerà empiricamente la sostenibilità dell’opera.
“Incredibile che si arrivi a questi risultati solo ora”, dice Adriano Giannola, numero uno della Svimez, intervenuto anch’egli al convegno. “È da anni che come Svimez insistiamo sull’opportunità non solo ambientale ma anche economica rappresentata dal geotermico nelle regioni meridionali e, in particolare, in Campania”. Dopo una ricognizione dei vari tentativi di sfruttamento geotermico in Italia, l’economista sottolinea la grande opportunità di lavoro “ad alto tasso tecnologico” aperto da questo tipo di progetti.

TERNA, INVESTIMENTI A 4 MLD NEL NUOVO PIANO

Il cda di Terna nei giorni scorsi, si è riunito per fare il punto sui bilanci e per definire il nuovo piano investimenti, pari a 4,1 miliardi tra il 2013 e il 2017 sulla rete elettrica. «Abbiamo ancora una volta superato un anno molto difficile - ha detto l'amministratore delegato Flavio Cattaneo, illustrando il piano con il presidente Luigi Roth - con risultati in crescita che premiano l'eccellente lavoro svolto dalla società».
I dati preliminari consolidati del 2012 dicono che i ricavi sono cresciuti di 1,8 miliardi (+10% sul 2011) e gli investimenti hanno toccato il nuovo livello record del gruppo, pari a 1,2 miliardi.
Il cda ha proceduto poi all’approvazione del Piano strategico per il periodo 2013-2017, secondo il quale nei prossimi cinque anni saranno investiti 4,1 miliardi. Con uno sforzo che si concentrerà soprattutto sulla sicurezza e l'ammodernamento della rete elettrica, alle quali sarà destinato l'83% dei fondi del nuovo business plan.
Nel medio-lungo termine, il Piano conferma investimenti per 7,9 miliardi. Cresce poi il peso delle attività non tradizionali per Terna: ingegneria, manutenzione e mantenimento degli impianti, housing di fibra ottica, tutti capitoli che hanno già messo insieme un giro d'affari da 400 milioni, a cui si potrebbero affiancare altri 900 milioni potenziali.
«Continueremo a perseguire efficienza, sicurezza e minor costo del sistema elettrico, a beneficio di tutti», ha concluso Cattaneo.

RINNOVABILI - GSE: L’ITALIA SECONDA AL MONDO NEL FOTOVOLTAICO

L’Italia è al secondo posto nel mondo per capacità fotovoltaica in esercizio, al primo posto la Germania. A fine 2012 sono in esercizio nel nostro paese 478.331 impianti, per una potenza installata di 16.420 MW e 18.862 GWh di energia prodotta nell’anno. Questo quanto emerge dal “Rapporto statistico sul solare fotovoltaico 2012” pubblicato dal Gestore dei servizi energetici (Gse), secondo cui “il meccanismo del Conto energia è stato il motore di questa crescita”.
Nel contesto internazionale il nostro paese, con 148.135 nuove unità installate nel 2012 e una potenza aggiuntiva di 3.646 MW, si conferma al secondo posto per capacità fotovoltaica totale in esercizio (16.420 MW), preceduto solo dalla Germania (32.278 MW).
I 475.851 impianti che usufruiscono del Conto energia hanno contribuito al 96% della produzione fotovoltaica dell’anno e ricevuto un incentivo dal Gse di circa 6 miliardi di euro nel solo 2012.

È VALDESE LA PRIMA CHIESA 'GREEN' D’ITALIA

La chiesa valdese di Milano è il primo luogo di culto italiano a dotarsi di un certificato di sostenibilità ambientale. La Chiesa Evangelica Valdese, nata nel XIII secolo per opera di Pietro Valdo, ha ottenuto il riconoscimento del certificato Gallo Verde, ideato in Germania, in sostanza il riconoscimento ISO 14001 per i luoghi di culto: sono già 400 le chiese tedesche, sia protestanti sia cattoliche, ad aver ottenuto la certificazione di eco sostenibilità. Meno di un centinaio quelle sparse fra Francia, Austria e Bielorussia; nessuna in Italia.
Le azioni della chiesa valdese non si fermano solamente al risparmio energetico, ottenuto puntando su punti luce a basso consumo: si fa anche attenzione a impiegare carta e materiali riciclati ed è stato, inoltre, organizzato un gruppo di acquisto solidale per promuovere la spesa collettiva a chilometro zero. In funzione anche un servizio di car pooling, riservato ai fedeli più anziani e per chi abita lontano; le stoviglie di plastica usa-e-getta per i pasti comunitari sono state sostituite con quelle più ecologiche di ceramica e vetro. "In altri Paesi d'Europa - ha dichiarato il sindaco Giuliano Pisapia - queste pratiche, anche nei luoghi di culto, sono prassi quotidiana. Questa amministrazione ha fatto dell'attenzione ai temi della sostenibilità e dell'ambiente uno dei punti fermi della propria azione Anche questo significa essere una smart city".

DIECI MILIARDI UE PER L’ECO-MOBILITÀ: LE STAZIONI DI RIFORNIMENTO DIVENTANO VERDI

Rivoluzione verde per la mobilità europea. La Ue rafforza con un piano da dieci miliardi di euro il suo impegno per promuovere l’uso dei veicoli elettrici e a gas, e questo anche attraverso l’implementazione delle infrastrutture necessarie a rendere più agevole l’approvvigionamento di energia.
Lo ha fatto sapere il vicepresidente della Commissione, Siim Kallas, che ha annunciato il piano “affinché ogni paese dell’Unione si doti di un numero minimo di stazioni di ricarica di energia verde entro il 2020”. Al via anche standard comuni relativi alla progettazione e all’utilizzo delle infrastrutture di ricarica.
Finora le iniziative assunte in questo ambito avevano riguardato principalmente carburanti e veicoli, senza prendere in considerazione la distribuzione. Gli sforzi fatti per fornire incentivi sono stati pertanto “insufficienti e non coordinati”, osserva Bruxelles.
Il pacchetto “Energia pulita per il trasporto” è composto da una comunicazione sulla strategia europea per i carburanti alternativi, da una direttiva sulle infrastrutture e sulle norme e da un documento di accompagnamento che descrive un piano d’azione per lo sviluppo di gas naturale liquefatto (Gnl) nel trasporto marittimo.
Energia elettrica - In base alla proposta, per ogni stato membro viene stabilito un numero minimo di punti di ricarica che utilizzeranno lo stesso tipo di connettore: l’obiettivo per l’Italia è di avere entro il 2020 una rete di 125mila punti (contro i 1.350 esistenti nel 2011), per alimentare 130mila veicoli elettrici.
Idrogeno - Germania, Italia e Danimarca dispongono già di un numero significativo di stazioni di rifornimento di idrogeno, anche se alcune non sono accessibili al pubblico. Alcuni aspetti, come per esempio il tipo dei tubi per il carburante, necessitano però di armonizzazione. La Commissione propone che le stazioni di servizio esistenti siano collegate tra loro in modo da formare una rete soggetta a norme comuni.
Biocarburanti - Rappresentano già quasi il 5% del mercato, funzionano come carburanti miscelati e non richiedono alcuna infrastruttura particolare. Una delle sfide principali consisterà nell’assicurarne sostenibilità.
Gas naturale liquefatto (Gnl) e compresso (Gnc) - Le infrastrutture per il tipo di rifornimento Gnl sono ancora in fase iniziale: soltanto la Svezia è provvista di alcune strutture per navi e altre sono previste in vari stati membri. La Commissione propone che vengano installate stazioni di rifornimento di Gnl nei 139 porti marittimi e interni della rete centrale transeuropea rispettivamente entro il 2020 e il 2025.
Il Gnc, invece, è utilizzato principalmente per le autovetture. Ad oggi questo combustibile è utilizzato da un milione di veicoli, pari allo 0,5% del parco automobilistico: il settore punta a decuplicare il dato entro il 2020. La proposta della Commissione garantisce che, entro il 2020, siano disponibili in tutta Europa punti di rifornimento accessibili al pubblico, con norme comuni e a una distanza massima di 150 chilometri.
Gpl (gas di petrolio liquefatto) - Non è prevista alcuna azione per il Gpl perché le infrastrutture di base esistono già, spiega Bruxelles.

PIÙ CHE RADDOPPIATE IN UN ANNO LE PICCOLE CENTRALI ELETTRICHE

Sono più che raddoppiati, in un solo anno, gli impianti di piccola e media taglia per la produzione di energia elettrica in Italia, passando da 159.878 a 335.318. La cosiddetta generazione distribuita, ovvero gli impianti di piccola taglia diffusi sul territorio, deriva per l’80 % da fonti rinnovabili e, in particolare, da fotovoltaico e rappresenta ormai circa il 10% dell’intera produzione elettrica nazionale. È quanto emerge dal settimo Monitoraggio della generazione distribuita dell’Autorità per l’energia, dal quale emerge che le regioni al top per produzione da generazione distribuita sono la Lombardia, il Piemonte e l’Emilia Romagna, con oltre un terzo del totale.
In particolare, nel 2011, la produzione lorda degli impianti di generazione distribuita ha raggiunto i 29,2 TWh; rispetto all’anno precedente, la produzione di energia elettrica è cresciuta del 47,4%, principalmente da impianti fotovoltaici (+ 458,3) e, in parte residuale, da impianti termoelettrici (+21,7%) ed eolici (+ 4%), mentre risulta in calo (-8,75) la produzione da fonte idroelettrica.
Degli oltre 335mila impianti censiti, per una potenza efficiente lorda complessiva pari a 17.911 MW (circa il 14,6% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale), la quasi totalità (oltre 332mila) è di piccole e piccolissime dimensioni.
Un ulteriore elemento che emerge dal monitoraggio è la notevole riduzione della potenza media installata per impianto, che registra un calo da 0,42 MW del 2007 fino a 0,05 MW nel 2011; allo stesso modo, la produzione media per impianto è diminuita dai 1,29 GWh per impianto nel 2007 fino a 0,09 GWh per impianto nel 2011.
La Relazione evidenzia che un così rapido sviluppo della generazione connessa sulle reti di distribuzione, per lo più alimentata da fonti rinnovabili non programmabili, richiede una altrettanto rapida evoluzione regolatoria affinché tali impianti possano essere integrati in maniera sostenibile e in sicurezza nel sistema elettrico.
L’Autorità persegue questo obiettivo operando su due fronti: attraverso lo sviluppo delle infrastrutture di rete da un lato e, dall’altro, con modalità innovative di gestione delle reti e degli impianti per garantire il servizio di dispacciamento anche sulle reti di distribuzione: su questa ultima tematica, verranno avviate nuove consultazioni per assicurare il maggior coinvolgimento di tutti gli stakeholder.
Il rapporto, approvato con delibera 129/2013/I/eel, è disponibile sul sito dell’Autorità.

ENERGIA E AMBIENTE, IN ABRUZZO 600 PROGETTI DAL PATTO DEI SINDACI

Abruzzo capofila per aver interpretato al meglio l’iniziativa della Commissione europea che mira a implementare un piano per la riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 20%. Durante il primo incontro dei coordinatori territoriali del Patto dei sindaci in Italia per parlare di una “Multi level governance del Convenant of mayors” relativa all’efficientamento energetico, l’assessore all’Ambiente della regione Abruzzo, Mauro Di Dalmazio, ha detto che “ospitare un evento come questo di carattere nazionale rappresenta un importante riconoscimento per le buone pratiche in tema di efficientamento energetico, sostenibilità e riduzione delle emissioni portate avanti in Abruzzo, che ha portato a far avere un ruolo attivo alle quattro province e a tutti i comuni abruzzesi che si sono dotati di un proprio piano energetico-ambientale”.
L’Abruzzo, ha sottolineato Dalmazio, ha utilizzato “al meglio” i 35 milioni di euro di fondi europei Por-Fesr e realizzato in sei mesi seicento progetti.

MILANO, AL VIA IL PIANO DI EFFICIENZA ENERGETICA PER 38 EDIFICI COMUNALI

Partita a Milano la fase esecutiva del Piano per l’efficientamento delle proprietà comunali. Gli immobili del capoluogo lombardo e della sua provincia diventeranno più sostenibili grazie al “Patto dei sindaci” e all’erogazione di un prestito di 65 milioni di euro dalla Bei, la Banca europea degli investimenti.
La recente delibera di palazzo Marino ha stabilito i 38 edifici comunali, tra scuole, biblioteche, palestre e piscine, che saranno sottoposti a miglioramenti energetici. La priorità nella scelta degli edifici è stata data alle scuole sul territorio comunale (nidi, materne, elementari e medie).
Più in generale, i 38 stabili sono stati selezionati in base a criteri che vanno dall’anno di costruzione a quello dell’installazione degli impianti, dalla presenza di centrali a gasolio ai consumi energetici, dalla possibilità di utilizzare fonti rinnovabili - in particolare l’energia solare - alle necessità di manutenzione, fino alla vicinanza a reti di teleriscaldamento. Ora la convenzione tra provincia e comune prevede che venga predisposta la gara a evidenza pubblica per individuare le esco, le società di servizi energetici che interverranno sugli edifici selezionati.
I progetti di riqualificazione saranno scelti anche in base a riduzione delle emissioni di CO2, compatibilità del design globale degli interventi rispetto alle strutture esistenti, servizi offerti, qualità dei materiali utilizzati e disponibilità di parti di ricambio una volta conclusi i lavori. Per coprire il 75% dei costi di riqualificazione degli edifici pubblici (circa quattrocento in totale) dei comuni della provincia che hanno aderito al “Patto dei sindaci”, la Bei si è impegnata a erogare un prestito di 65 milioni di euro, che verranno concessi direttamente alle esco.
È stata inoltre inaugurata la nuova scuola materna del quartiere Santa Giulia: accoglierà cento bambini e offrirà anche 72 posti nido. “Era un impegno che avevamo preso e che abbiamo rispettato”, commenta l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris.
La struttura, un complesso distribuito su una superficie di circa 1.200 metri quadri, è dotata di un impianto fotovoltaico da 39 moduli che fornirà energia alla scuola per una potenza massima di 7,020 kwp, in parallelo con la normale rete elettrica.

ENERGYMED, CON IL “GREEN” MENO 50% IN BOLLETTA E BUSINESS PER IMPRESE

Le aziende guadagnano e le famiglie risparmiano: sembra un assurdo eppure una ricetta esiste, ed è davvero alla portata di tutti. Basta investire, dicono gli esperti, su tutto ciò che è green tech e green economy. In altri termini, convertirsi alle energie pulite, ovvero creare nuovo business per le imprese e un risparmio per le famiglie, che può arrivare fino al 50% in meno in bolletta. E proprio a questo tema è stata dedicata la sesta edizione di EnergyMed, la mostra convegno sulle fonti rinnovabili e l’efficienza nel Mediterraneo organizzata dall’Agenzia napoletana energie a ambiente (Anea) alla Mostra d’Oltremare di Napoli dall’11 al 13 aprile.
“È miope - dice il direttore di Anea, Michele Macaluso - pensare che investire un 20% in più sull’alta efficienza energetica sia sbagliato. Gli investimenti vengono ripagati nell’arco di 1 o 2 anni ed esistono ancora una serie di incentivi rivolti a chi lavora per l’efficientamento energetico”.
I consigli sono semplici, spiegano da Anea: si comincia con l’installazione di finestre con doppi vetri o vetri selettivi, che da sole fanno risparmiare un buon 10% in bolletta. Poi vanno montati infissi con telai ad alta prestazione come legno, alluminio a taglio termico e pvc, capaci di ridurre le infiltrazioni di aria fredda dall’esterno. Importante è anche l’efficienza dell’impianto di riscaldamento e avere buone guarnizioni per le chiusure esterne. Attraverso questi primi accorgimenti, la domanda di calore si abbatte già dal 20 al 40%. Ci sono poi gli interventi per l’esterno dell’edificio: da una migliore coibentazione al vero e proprio “cappotto”, uno strato di materiale isolante che può portare a un risparmio del 40% in bolletta e la cui spesa può essere ammortizzata in cinque anni grazie all’agevolazione fiscale con detrazione del 55%.
Proprio in tema di sgravi, detrazioni e facilitazioni varie, da Anea spiegano che “verde” conviene grazie a detrazioni Irpef, certificazioni bianche, incentivi per il fotovoltaico, programmi europei per l”energia intelligente”, e ancora incentivi al noleggio o all’acquisto di veicoli a gpl, metano o elettrici.

STUDIO A OXFORD - LA POLITICA ENERGETICA DELLA GERMANIA È POCO GREEN

La politica energetica della Germania “non è poi così verde come sembra e rispecchia il fallimento dell’Ue sul fronte dell’emergenza clima”. Fallimento messo in luce dal recente collasso del prezzo delle quote di CO2 sul mercato europeo delle emissioni, Ets, “che rende ancora più difficile per aziende e governi giustificare investimenti in un’economia a basso contenuto di carbonio”. Questo l’allarme lanciato da un recente studio condotto dall’Oxford institute for energy studies.
Secondo il documento, il tallone d’Achille nel settore energia per i tedeschi è la grande dipendenza del carbone, che non farà che aggravarsi con la decisione della progressiva uscita dal nucleare presa dopo l’incidente di Fukushima. A questo si aggiunge che la Germania non promuove la nuova tecnologia della cattura e stoccaggio della CO2 (Ccs) e che il carbone viene preferito al gas sulla base di una questione di costo, in evidente contraddizione con l’uso di incentivi verdi, molto cari all’energia rinnovabile.
La politica energetica della Germania è giudicata quindi dall’istituto di Oxford come “miope e parrocchiale: mina la posizione della Ue sulle questioni del clima, già indebolita dalle carenze del suo sbandierato sistema dello scambio delle emissioni”, aumentando così la probabilità di “un fallimento globale” nell’affrontare l’emergenza dei cambiamenti climatici.

ALLE MALDIVE UN PROGRAMMA TUTTO ITALIANO PER LE RINNOVABILI

Pannelli solari, lampadine a basso consumo e corsi sulla sostenibilità ambientale: sono le tre azioni in cui si articola il programma "Benefici dall'uso delle rinnovabili" che l'Università di Milano-Bicocca ha avviato presso l'atollo di Faafu, nell'arcipelago delle Maldive. Gli obiettivi principali sono la riduzione della dipendenza da combustibile fossile, la diminuzione del degrado ambientale e una maggiore autosufficienza energetica, soprattutto per le isole più remote. Il progetto, della durata di un anno, ha un costo complessivo di 210 mila euro e vede il concorso di Caritas Italiana, con 150mila euro.
Le isole delle Maldive si innalzano per meno di un metro sulla superficie del mare. Il rischio di sommersione a causa del riscaldamento globale, che provoca un lento ma costante innalzamento delle acque, è molto concreto. Grazie all'installazione di pannelli solari sarà possibile ridurre di circa il 50% il fabbisogno di combustibile fossile e sostituendo le vecchie lampadine con quelle a basso consumo energetico ci sarà un risparmio ulteriore di circa 20 kWh. L'Università di Milano-Bicocca terrà, inoltre, dei seminari volti alla formazione delle persone che a loro volta saranno poi gli "ambasciatori" presso la propria comunità locale per la diffusione delle informazioni alle altre comunità distribuite sulle isole vicine. "Grazie a questo progetto - afferma Abdulla Naseer, sindaco dell'isola di Maghodoo - avremo soprattutto la possibilità di ridurre il consumo di carburante, diminuendone l'impatto sulla nostra economia. Sfruttare l'energia solare significa meno inquinamento e meno dipendenza da energie esterne . Il prossimo step sarà lavorare sull'acqua potabile con la costruzione di un sistema fognario e di depurazione".
L'Università di Milano-Bicocca è già presente alle Maldive con importanti progetti di ricerca. In particolare, sull'isola di Maghodoo nel 2011 l'Ateneo ha aperto, in collaborazione col governo della Repubblica delle Maldive e col sostegno del ministero degli Affari Esteri, un centro di ricerca e formazione sulla sostenibilità ambientale e sulla protezione della scogliera corallina nel quale si svolgono master e corsi rivolti anche agli studenti maldiviani.

ENEL SOLE, ACCORDO GREEN CON I COMUNI MONTANI

Enel Sole e l’Uncem, Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani, hanno firmato a Roma un protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’efficienza energetica. L’accordo prevede una collaborazione diretta tra la società dell’Enel, che opera nel settore dell’illuminazione pubblica, e l’Uncem “per l’individuazione e realizzazione di attività legate al risparmio e all’efficienza nei comuni montani aderenti - annuncia una nota. - In particolare, verranno studiati appositi progetti di rifacimento e valorizzazione dell’illuminazione pubblica capaci di ridurre i consumi di energia e le emissioni di CO2, impianti di smart lighting con ricorso a tecnologie innovative e audit energetici”.
Non solo. La collaborazione riguarderà anche progetti di illuminazione artistica e di design per valorizzare il patrimonio dei comuni montani attraverso sistemi sostenibili dal punto di vista del consumo energetico.
“Il protocollo segna un ulteriore importante passo verso il miglioramento dell’efficienza energetica nei sistemi di illuminazione pubblica dei comuni italiani, e in particolare di quelli montani - afferma Giovanni Maria Pisani, direttore generale di Enel Sole. - Si tratta di un impegno che Enel Sole porta avanti con importanti risultati. Grazie all’installazione di quasi centomila sistemi di illuminazione pubblica a led Archilede in oltre 1.600 comuni italiani abbiamo realizzato un risparmio di energia di circa 24 gigawattora all’anno e un abbattimento delle emissioni di CO2 pari a circa 16.700 tonnellate”. Per il presidente dell’Uncem, Enrico Borghi, la collaborazione “guarda alla montagna e al suo sviluppo in modo nuovo, con l’obiettivo di realizzare comunità sostenibili e sicure, responsabili dal punto di vista energetico e ambientale, inclusive e in grado di utilizzare al meglio la tecnologia per consentire l’accesso a diritti fondamentali”.

CATANIA ACCENDE IMPIANTI FOTOVOLTAICI IN 32 SCUOLE. RISPARMIO DI 25MILA EURO L’ANNO

In 32 scuole di Catania sono già in funzione impianti fotovoltaici realizzati a scopo sperimentale e didattico con un progetto cofinanziato dal comune e dalla regione Sicilia. Svilupperanno complessivamente 68 Kw/h di energia elettrica pulita, con un risparmio di 25 mila euro l’anno.
Il piano per la diffusione delle energie rinnovabili, la cui realizzazione è stata effettuata con asta pubblica, è stato finanziato per circa 424 mila euro dalla regione Sicilia e per il rimanente importo di 464.835,56 euro con un mutuo della cassa depositi e prestiti contratto nel 2005.
Gli impianti favoriscono una riduzione delle emissioni atmosferiche di CO2 e hanno valenza didattica sia per gli alunni che per gli insegnanti.
“Si tratta di un progetto che era rimasto fermo - ha spiegato il sindaco Raffaele Stancanelli - e che abbiamo ritenuto di portare avanti come buon esempio di un’amministrazione che guarda all’oggi ma anche al domani. Le scuole con i loro impianti, seppure di piccola portata, risparmiano in senso economico, migliorano la qualità dell’aria e soprattutto fanno da traino allo sviluppo dell’energia rinnovabile pulita ed ecologica”.

IL GOVERNO FRANCESE TORNA A SCOMMETTERE SUL FOTOVOLTAICO

La Francia punta forte sul rilancio del fotovoltaico. In una conferenza stampa, il ministro dell'Ecologia Delphine Batho ha annunciato le misure di sostegno all'industria solare, promesse da tempo, tra cui una nuova gara di 400 megawatt e il varo di tariffe agevolate dell'elettricità per favorire i pannelli europei.
In particolare, il ministro ha detto di aver presentato alla Commissione per l'Energia un progetto di gara d'appalto per nuovi parchi fotovoltaici per un totale di 400 megawatt, pari a circa un quarto di un reattore nucleare Epr. La metà sarà riservata ai progetti “innovativi” (solare a concentrazione o a inseguimento) e l'altra metà a tetti e pensiline. Sempre nel 2013 - ha promesso la signora Batho - sarà lanciato anche un secondo bando di gara.
L'altra misura principale del piano del governo è quella di abbassare da maggio a ottobre le tariffe a cui EDF acquista energia elettrica da fonte solare proveniente da pannelli rigorosamente "made in Europe".
Queste misure, definite “di emergenza”, erano state promesse dal Comitato esecutivo nel mese di settembre ed erano attese da tempo dall’industria francese, in crisi per la forte concorrenza cinese e per la riduzione degli incentivi avvenuta alla fine del 2010. Secondo le stime dell'Agenzia per l'ambiente e la gestione dell'energia (ADEME), in Francia tra il 2010 e il 2012 i posti di lavoro persi nel settore fotovoltaico sono stati 14.500, quasi la metà degli addetti. I principali sindacati di settore, l'Unione delle Energie Rinnovabili (RES) e Enerplan, presenti all’incontro, si sono detti moderatamente soddisfatti. “Un migliaio di megawatt è più o meno quello che è stato installato nel 2012, ma si deve capire che partiamo da dati molto bassi”, ha detto Jean-Louis Bal, presidente del RES.

RINNOVABILI: 56% DELLA PRODUZIONE NEL SUD. “LEADER” L’EOLICO

“Il 56% di tutta la produzione delle energie rinnovabili è nel Mezzogiorno e l’eolico ha un ruolo assolutamente preponderante, ma anche il fotovoltaico è in gran parte prodotto nel Sud”. Sono i dati illustrati da Massimo Deandreis, direttore Srm, che ha realizzato un rapporto sulle energie rinnovabili insieme con la Svimez.
“Questo comparto - ha detto - è strategico per il Mezzogiorno e dietro questi dati c’è tutta una filiera rappresentata da coloro che producono l’energia e prima ancora i componenti per le fonti rinnovabili con prospettive future di sviluppo per il geotermico che è assolutamente sotto utilizzato”.

TIRRENO POWER DIFENDE L’AMPLIAMENTO DELLA CENTRALE DI VADO LIGURE

Tirreno Power difende il progetto di ampliamento per la centrale Tirreno Power di Vado-Quiliano (Savona) e sottolinea le troppe difficoltà burocratiche dovute a ricorsi e autorizzazioni previste dalla legge. Lo ha detto il ceo di Tirreno Power, Giovanni Gosio, durante un incontro con le amministrazioni comunali di Vado e Quiliano, precisando che “il terzo gruppo, a nove anni dall’inizio della ristrutturazione e sostituzione degli esistenti a carbone, si farà solo se ci saranno le autorizzazioni necessarie per legge e se sarà ancora conveniente dal punto di vista economico”.
“L’Aia - ha aggiunto Gosio - ha prescritto già una serie di interventi tra i quali la copertura del carbonile entro tre anni dalla sua concessione che vanno a mitigare le emissioni”. Poi ha proseguito: “Abbiamo presentato il progetto di ampliamento nel 2007 e oggi, a sei anni di distanza, siamo ancora nella fase di approvazione e siamo anche oberati dai ricorsi presentati contro progetto e Aia. In Germania un progetto analogo presentato nello stesso anno è già a compimento e la nuova centrale in funzione”.
Per il sindaco di Quiliano, Alberto Ferrando, “nel tempo c’è stata da parte dell’azienda un’imposizione di questo progetto più che una volontà effettiva di dialogo”.

IL SORGENTE-RIZZICONI SARÀ INAUGURATO TRA DUE ANNI: FARÀ RISPARMIARE MILIONI DI EURO IN BOLLETTA

L’elettrodotto Sorgente-Rizziconi, che collegherà la Sicilia alla Calabria, “verrà inaugurato ad aprile 2015”. A confermare la tempistica, malgrado gli ostacoli politici incontrati in Sicilia, è stato il direttore commerciale di Terna, Luigi De Francisci, nel corso di un seminario organizzato dalla società elettrica presso il Centro di controllo nazionale.
“Le difficoltà che abbiamo incontrato - ha spiegato De Francisci - sono in corso di risoluzione, perché abbiamo l’abitudine di procedere con la concertazione nei vari territori
nei quali operiamo”. La linea è osteggiata da varie associazioni ambientaliste e il Movimento 5 Stelle è riuscito a far passare all’Assemblea della Regione Sicilia una mozione per la modifica del tracciato.
Nel corso del seminario i tecnici di Terna hanno invece fatto presente quanto siano importanti i collegamenti elettrici con le isole, e quanto contribuiscano alla discesa dei prezzi: il cavo sottomarino Sapei che collega la Sardegna e il Lazio, secondo i
calcoli della società, ha fatto risparmiare circa 70 milioni di euro l’anno di minori costi per imprese e famiglie.
Quanto ai sistemi di accumulo e alle batterie, Terna sta portando avanti la sperimentazione, in linea con le direttive del ministero dello Sviluppo e dell’Autorità per l’energia.

RINNOVABILI MADE IN ITALY ALLA CONQUISTA DI ABU DHABI

Il made in Italy delle energie rinnovabili alla conquista di Abu Dhabi e dei Paesi del Golfo. Una delegazione di imprese italiane ha presentato le ultime novità del settore alla sesta edizione del "World Future Energy", la più importante manifestazione nell'area del Golfo a livello internazionale sulle energie rinnovabili, l'efficienza energetica e le tecnologie pulite per presentare le tecnologie applicate a questo settore energetico. A livello mondiale, l'Italia è il settimo Paese fornitore degli Emirati Arabi Uniti nonché il terzo a livello europeo dopo Germania e Regno Unito, come ricordano in una nota congiunta l'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice), il Gestore dei servizi energetici (Gse) e Confindustria Anie, che hanno organizzato la partecipazione delle aziende al summit. Ci sono significative opportunità per il mercato dell'energia elettrica, in particolare delle fonti rinnovabili: la Dubai Electricity & Water Authority (DEWA) ha recentemente annunciato investimenti per 3,3 miliardi di dollari per la realizzazione di parchi solari che possano generare potenzialmente 1,000 MW di energia entro il 2030. "Anie - ha spiegato il presidente,Claudio Andrea Gemme - sta potenziando le attività di internazionalizzazione con l'obiettivo di aiutare le imprese a trovare nuovi sbocchi di domanda a fronte di un mercato interno sempre più debole In uno scenario internazionale complesso, l'Area del Golfo e, in particolare, gli Emirati Arabi Uniti offrono ancora per i settori Anie importanti potenzialità di crescita".

DAL 2015 A BOLZANO CONTABILITA’ PRECISA DI RISCALDAMENTO E ACQUA CALDA NEI CONDOMINI

Dal 2015 in provincia di Bolzano sarà obbligatorio rilevare il consumo effettivo del fabbisogno energetico per riscaldamento e acqua calda in edifici con più di quattro utenze e concessione edilizia rilasciata prima del 30 giugno 2000: così recita la nuova direttiva della Provincia di Bolzano pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione nei giorni scorsi. Attraverso questa misura diventa possibile aumentare l’efficienza energetica e garantire una più equa ripartizione delle spese. La direttiva viene applicata in tutti gli edifici esistenti in Alto Adige con impianto centralizzato e con più di quattro utenze e che siano stati realizzati con concessione edilizia rilasciata prima del 30 giugno 2000. Ogni utenza dovrà essere dotata degli specifici contatori per misurare il consumo energetico e di acqua calda individuale. “L’installazione degli strumenti di misurazione e di rilevamento anche in questi condomini garantisce una ripartizione delle spese più corretta, calcolata sulla base del consumo individuale di ogni utenza”, sottolinea l’assessore Florian Mussner. Gli edifici posteriori alla data del 30 giugno 2000, invece, devono essere già dotati di sistemi di rilevamento individuale del fabbisogno energetico.

PROTOCOLLO, I COMUNI DEL TRENTINO PROTAGONISTI DELLA GREEN ECONOMY

Un protocollo d’intesa all’insegna della “green economy” è stato siglato al Consorzio dei Comuni Trentini, che hanno di recente ospitato assemblea annuale dell’associazione Pefc Italia, la più grande organizzazione al mondo di certificazione forestale. Due terzi delle foreste certificate nel mondo sono gestite infatti in conformità ai criteri Pefc di Sostenibilità.
Obiettivo dell’accordo, individuare proposte e idee progettuali per rafforzare la sostenibilità del sistema produttivo trentino attraverso l’uso sostenibile di risorse rinnovabili locali, promuovere i legami tra le parti, le imprese e le altre istituzioni per favorire la crescita della cultura della sostenibilità, realizzare eventi culturali, tecnici e promozionali sui temi dello sviluppo responsabile; promuovere i vantaggi delle certificazioni Pefc e Arca, il primo sistema che certifica gli edifici in legno, al quale ha collaborato la facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento e il Cnr Ivalsa. L’accordo è stato siglato da Trentino Sviluppo (l’agenzia provinciale nata per favorire lo sviluppo sostenibile del territorio trentino, sostenendo le logiche di rete e gli imprenditori intenti a fare innovazione) con Arca-Casa Legno, Dttn, società consortile di 300 imprese attive nell’edilizia e nell’energia che rappresenta il Distretto tecnologico trentino e il Pefc Italia.

EDIFICI A “ENERGIA ZERO” ENTRO IL 2020 GRAZIE ALLE POMPE DI CALORE

Una nuova generazione di impianti per la climatizzazione consentirà di contenere la fame di energia degli edifici entro il 2020, come richiesto dall’Europa. Si tratta delle pompe di calore, apparecchi ancora poco diffusi in Italia, che riscaldano d’inverno e rinfrescano d’estate usando fonti rinnovabili e riducendo consumi ed emissioni inquinanti. A fare il punto su questa tecnologia è una monografia presentata dagli esperti di Rse - Ricerca sul sistema energetico - al palazzo Lombardia di Milano alla presenza del neo assessore regionale all’Ambiente, energia e sviluppo sostenibile Claudia Terzi.
“Questi apparecchi prelevano il calore da una sorgente a bassa temperatura, lo rigenerano e lo riversano in un pozzo a temperatura maggiore”, spiega Walter Grattieri, vice direttore del dipartimento Sviluppo sistemi energetici di Rse. In inverno, per esempio, la macchina può prelevare calore a bassa temperatura dall’aria esterna e, con un piccolo input energetico dato dall’elettricità o dal gas, trasformarlo in energia a temperatura più alta che viene immessa nella casa per riscaldare. D’estate avviene il contrario: la pompa preleva il calore dall’interno dell’edificio, lo rigenera a una temperatura più alta, e lo riversa all’esterno.
“Bisogna però saper scegliere la pompa di calore più adatta per massimizzare l’efficienza e risparmiare davvero - avverte Stefano Besseghini, ad di Rse. - Per questo lanciamo una guida, rivolta non solo ai tecnici, che vuole essere un supporto all’uso corretto della tecnologia”.
Una recente direttiva europea ha fissato per il 2020 l’obiettivo “energia quasi zero” per tutti gli edifici ristrutturati o di nuova costruzione. Secondo le stime di Rse, in quell’anno l’Italia consumerà 130 mtep di energia. In uno scenario di sviluppo efficiente, gli edifici richiederanno il 32% di quella quota, di cui il 19% per la climatizzazione. Per riscaldare e raffrescare le nostre case serviranno mille megawatt in più ogni anno da qui al 2030.
L’impegno che il nostro paese ha preso in sede europea prevede l’utilizzo del 13% di energie rinnovabili da pompe di calore, su 22.600 ktep, entro il 2020.
“Conosco l’utilità di questa tecnologia grazie all’attività di sindaco del comune di Dalmine, in provincia di Bergamo”, afferma l’assessore Terzi. “Nel processo di riqualificazione degli immobili comunali in ottica smart abbiamo utilizzato le pompe di calore - conferma. - Mi impegno a sostenere la tecnologia verde anche in questa mia nuova veste”.
Secondo gli esperti di Rse, gli ostacoli da rimuovere per una diffusione più ampia delle pompe di calore rimangono le tariffe elettriche non favorevoli e gli alti costi iniziali d’installazione. “Barriere che abitualmente scendono nel momento in cui la tecnologia diventa d’uso comune”, assicura Grattieri.

OFFICINAE VERDI - DALL’EFFICIENZA ENERGETICA 22 MILIARDI DI RISPARMI L’ANNO

Per il periodo 2010-2020 c’è un potenziale di circa 22,1 miliardi di euro di recupero di efficienza energetica all’anno, di cui 8,2 per le imprese e 12 per il residenziale. Questa la stima di Officinae Verdi, una joint venture UniCredit-Wwf Italia, presentata a Roma nel corso del convegno “I cambiamenti climatici alla sfida della sostenibilità” organizzato dal dipartimento di Scienze politiche della Luiss e dal Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc).
Secondo gli analisti, dei 64,4 miliardi di euro della bolletta energetica del 2012, il 40% è attribuibile alle imprese e il 23% al residenziale. Con interventi ad hoc, per le aziende sarebbe possibile recuperare anche il 50% delle risorse e della competitività e ridurre gli impatti sul clima delle emissioni di CO2. Gli obiettivi legati al taglio dei gas serra, in particolare, “possono essere raggiunti solo implementando le politiche nazionali e regionali favorevoli alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica”, dice Giovanni Tordi, amministratore delegato della joint venture.
Il contributo delle biomasse - Riccardo Valentini, direttore della divisione Impatti del clima del Cmcc, mette in evidenza la necessità di affrontare il riscaldamento globale: “Gli attuali scenari globali di emissione - spiega - ci stanno portando sulla traiettoria di riscaldamento di 4-6 gradi con effetti devastanti sugli ecosistemi e la nostra vita quotidiana. Serve perseguire la via delle rinnovabili, il risparmio energetico e lo sviluppo sostenibile”. Valentini, che è anche capogruppo di “Per il Lazio” alla regione, ricorda che “il presidente Zingaretti e la nuova giunta sono fortemente determinati a percorrere questa strada, a partire dalle nuove tecnologie”. Tra le quali, per esempio, c’è la biomassa che potrebbe ridurre notevolmente i costi energetici per gli utenti: “Stiamo ragionando con la regione su una soluzione che permetterebbe un risparmio dell’80% per la parte termica”, conferma.
Tra le iniziative proposte non manca la contabilità ambientale. “Mi piacerebbe che il Lazio si dotasse di un sistema di valutazione del capitale naturale - conclude il direttore del Cmcc - che è un indicatore di benessere oltre che uno strumento di pianificazione e gestione”.

A2A RECUPERA IL CALORE DELLA CENTRALE DI CASSANO PER TELERISCALDARE MILANO

Al via il nuovo progetto di teleriscaldamento di A2a. Il sistema, che recupera il calore della centrale di Cassano d’Adda, in provincia di Milano, fornirà attraverso la rete calore e acqua calda a 370mila utenze di Milano est.
La novità del progetto A2a, in particolare, è quella di collegare fonti energetiche presenti sul territorio e convogliarle in ambito urbano: si riduce così la distanza tra la provincia e la città meneghina.
“Finalmente una buona notizia, che segna un punto di svolta nella politica industriale ed energetica italiana - commenta Walter Righini, presidente della Fiper, la Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili. Un cambio di mentalità che punta all’efficienza di processo e a orientare gli investimenti in tecnologie a basso rischio di impresa, che producono importanti effetti occupazionali sul territorio”.
Il progetto di A2a di recuperare il calore industriale di un impianto a ciclo combinato rientra nei progetti di risparmio promossi dal nuovo decreto sui titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) e potrà, secondo la Fiper, diventare un modello a cui ispirarsi. Tra l’altro, aggiunge Righini, “l’evoluzione tecnologica permette di ridurre al minimo le perdite di calore nel trasporto dell’acqua: ciò significa che dalla centrale di Cassano al cittadino milanese la temperatura dell’acqua trasportata si riduce circa di soli 2,7-3 gradi centigradi”.
“Auspichiamo - conclude il presidente - che il nuovo governo emani in tempi brevi il decreto attuativo relativo al fondo di garanzia per la realizzazione di reti di teleriscaldamento, in modo tale da stimolare ulteriormente operazioni industriali di questo tipo, che recuperino il calore di processo, e avviare nuove reti alimentate a biomasse legnose locali in 801 comuni non ancora metanizzati”.

EFFICIENZA: ENTRO L’ANNO GLI OBIETTIVI VINCOLANTI AL 2030

La Commissione Ue intende presentare per fine anno la proposta sui nuovi obiettivi vincolanti per clima ed energia al 2030. Efficienza energetica compresa. Dopo il lancio, in queste ore, del “Libro Verde” per aprire le consultazioni pubbliche che saranno poi valutate in autunno, “la nostra ambizione è fare proposte legislative entro fine anno”, ha affermato il commissario europeo all’Energia, Guenther Oettinger.
Gli obiettivi vincolanti riguarderanno la riduzione delle emissioni, le rinnovabili e l’efficienza energetica. Le proposte, ha ipotizzato Oettinger, “dopo il vaglio nel 2014 di Parlamento e Consiglio Ue, potrebbero essere adottate già nel 2015”.
Con il Libro Verde la Commissione vuole aprire il dibattito a tutti i soggetti interessati. “Dobbiamo essere realisti e pragmatici - ha aggiunto il commissario - ma avere comunque obiettivi ambiziosi”. Niente cifre, per ora, ma solo l’invito a tutte le parti coinvolte a collaborare.
“Il Libro Verde è solo un primo passo”, ha sottolineato la commissaria Ue al Clima, Connie Hedegaard, ricordando come i paesi che in questi anni si sono impegnati più di altri nel raggiungimento degli obiettivi di taglio delle emissioni, efficienza energetica e rinnovabili, abbiano avuto “benefici economici nonostante la crisi”.

BOLIVIA, MORALES ESPROPRIA LA SPAGNOLA IBERDOLA

Dopa la nazionalizzazione da parte dell'Argentina, nel marzo scorso, del 51% delle azioni che la petrolifera spagnola Repsol deteneva in Ypf e dell'espropriazione da parte della Bolivia, a maggio, dell'elettrica Tde, controllata dalla statale iberica Ree, il governo di La Paz di Evo Morales ha confiscato le azioni di 4 filiali della madrilena Iberdrola, la principale utility spagnola il cui maggior azionista, con il 14, 5%, è Florentino Pérez, presidente della costruttrice Acs e del Real Madrid.
«Si dispone la nazionalizzazione della totalità dei titoli che possiede la IberBolivia Spa (filiale di Iberdrola) nell'Empresa de electricità di La Paz Spa, della Empresa Luz y Fuerza de Oruro Spa, della Compañia Amninistradora de Empresas de Bolivia Spa e della Empresa de Serviciós Eder Spa» - ha dichiarato Morales. La titolarità delle azioni saranno trasferite e registrate a favore della Empresa nacional de electricidad, che è di proprietà dello stato plurinazionale della Bolivia».
Il presidente ha giustificato la espropriazione per la differenza delle tariffe elettriche applicate da Iberdrola. «Siamo stati obbligati ad intervenire per garantire l'accesso all'energia elettrica e cautelare l'economia con tariffe uniformi», ha spiegato Morales. «Nell'area metropolitana di La Paz un cliente paga 0,63 bolivar per 1 kw/ora, mentre nell'area rurale di Oruro la stessa quantità di energia costa 1,59 bolivar».
La Costituzione boliviana prevede per l’esecutivo la possibilità di disporre dell’istituto dell’espropriazione in tutta la catena di generazione, trasporto e distribuzione di qualsiasi tipo di fonti energetiche. Da Morales anche l’assicurazione che compenserà in 180 giorni la compagnia spagnola, anche se Ree aspetta ancora da 9 mesi i soldi.

RINNOVABILI - A MILANO L’ITALIA GREEN INCONTRA I MERCATI EMERGENTI

Nasce “Internationalization hot spot”, un nuovo spazio ideato per sostenere l’industria green italiana. Il progetto debutta nell’ambito di the Innovation Cloud (Solarexpo) e delle iniziative previste dall’8 al 10 maggio 2013 presso i padiglioni della fiera di Milano-Rho.
Il progetto, spiegano gli organizzatori, si articola in una serie di iniziative organizzate per favorire un confronto diretto tra le imprese italiane e una platea qualificata di rappresentanti del mondo istituzionale, associativo, finanziario e imprenditoriale del solare e delle altre tecnologie green a livello internazionale. In particolare, l’Internationalization hot spot prevede un’area espositiva organizzata con postazioni di rappresentanze diplomatiche e agenzie per il commercio e gli investimenti esteri provenienti dai più attraenti mercati emergenti per le energie rinnovabili - Balcani, Medio oriente, Africa del nord e del sud, America Latina, oltre all’Unione europea. All’area espositiva si aggiungono il servizio di matchmaking che, sulla base di un’agenda pianificata, consentirà agli espositori e ai visitatori di organizzare incontri di business, e i più tradizionali momenti convegnistici e formativi.
La sfida si sposta fuori dall’Europa - “The Innovation Cloud nasce con una forte vocazione internazionale - osserva Luca Zingale, ideatore e direttore scientifico della manifestazione - e il progetto Internationalization hot spot rafforza ulteriormente il ruolo di riferimento della manifestazione fieristica nell’accompagnare il processo di internazionalizzazione delle imprese della green economy, vera sfida competitiva per operare in mercati, come quelli del solare e delle rinnovabili, ormai completamente globalizzati”.
The Innovation Cloud è la nuova piattaforma espositiva che si nutre dell’esperienza di successo di 13 edizioni di Solarexpo, la terza fiera al mondo specializzata nell’energia solare, per abbracciare l’intero spettro dell’innovazione tecnologica a favore di un’economia low-carbon.

AL VIA “SUNSHINE”, RIVOLUZIONE EUROPEA ENERGETICA IN CITTA’

Un avanzato sistema informatico integra informazioni geografiche e previsioni meteo per ridurre i consumi di Pubblica amministrazione e cittadini. Al via “Sunshine”, il progetto Europeo che rivoluziona il risparmio energetico per le città e gli edifici. Il progetto anti-spreco energetico ha tra i suoi protagonisti Sinergis (società di Dedagroup Ict network), Fondazione GraphiTech (centro di ricerca applicata operante nel settore della computer grafica), e Trentino network (gestore delle reti per le telecomunicazioni dell’intero territorio provinciale). Attraverso la creazione di un sistema basato sul monitoraggio dei consumi, dati meteorologici e geografici, il varo del sistema segna un fondamentale passo avanti per l’impegno di Pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini nel risparmio energetico. Obiettivo del progetto anti-spreco è la realizzazione di un sistema open source, accessibile via web e attraverso tutti i principali dispositivi mobile, per fornire informazioni per la gestione dei consumi e modificare il proprio comportamento per ottimizzare l’utilizzo di energia, mantenendo costante il livello di comfort.
Operativo da febbraio 2013 e finanziato dal programma ‘Cip’ della commissione Europea, il progetto avrà una durata di tre anni e riunisce sedici partner tecnologici e dieci enti pilota per la sperimentazione. Il primo anno sarà dedicato a sviluppo e a integrazione dei sistemi tecnici; nel secondo si procederà alla verifica dell’efficienza; nell’ultima fase avverrà la messa a punto e la commercializzazione.

MAFIA: SEQUESTRO RECORD DI 1 MILIARDO E 300 MILIONI AL “RE DEL VENTO” DI EURO

La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito la piu' cospicua confisca di beni mai effettuata, in Sicilia, Calabria, Lazio e Lombardia. Nei mirino degli inquirenti, il 're del vento' Vito Nicastri, leader nel settore della produzione alternativa dell'energia elettrica, segnatamente fotovoltaico ed eolico.
Nicastri, spiega una nota della Direzione Investigativa Antimafia, ''e' stato coinvolto in numerose vicende, anche di natura penale, unitamente a qualificati esponenti mafiosi, relazionandosi con soggetti organici a 'Cosa Nostra'. La sua contiguita', consapevole e costante, agli interessi dell'associazione mafiosa, che ha favorito la trasformazione del Nicastri da semplice elettricista a ''sviluppatore'', figura imprenditoriale tipicamente italiana, connessa allo sfruttamento dell'energia da fonte eolica, facendogli assumere una posizione leader a livello nazionale nello specifico settore, lo fanno ritenere prestanome del noto latitante Matteo Messina Denaro''.

RINNOVABILI, IN ISRAELE UN NUOVO IMPIANTO DA 500 KW

È entrato in funzione il primo impianto realizzato in Israele da 9Reen, sviluppatore solare italo-spagnolo. Il sistema, situato sul tetto di un allevamento di bovini nel Kibbutz Hafetz Haim, nel centro di Israele, realizzato con 2.127 pannelli fotovoltaici, ha una potenza di 500 kW e produrrà annualmente oltre 810 MW/h.
L’impianto sfrutta una delle prime tariffe incentivanti varate dal governo di Israele. L’impianto è stato realizzato da 9Ren, che avrà la manutenzione e gestione dell’impianto per i prossimi dieci anni, per conto della società Sunshine Renewable Energy, controllata da Fk Generators. Il principale contractor a livello locale è Inbar Solar e l’energia prodotta viene venduta alla compagnia energetica israeliana, la Israeli Electricity Company (Iec).
“L’impianto del Kibbutz Hafetz Haim - spiega Stefano Granella, ceo di 9Ren - è il primo passo in un mercato di grande interesse dove possiamo ampliare la nostra attività di realizzazione e gestione di impianti per conto di clienti terzi”.

IN TOSCANA FONDO DI GARANZIA DA 3 MILIONI PER LE RINNOVABILI

Un fondo di garanzia da 3 milioni di euro dedicato alle energie rinnovabili che permetterà di attivare investimenti per circa 30 milioni di euro. È quanto deciso dalla giunta regionale toscana.
“Questo è un intervento importante - ha sottolineato il presidente della regione Enrico Rossi - che conferma con quanto determinazione la Toscana punti sulle rinnovabili, anche alla luce di quanto ci chiede l’Europa che alla nostra regione, per il 2020, ha posto il traguardo di un consumo di energia prodotta da fonti pulite pari al 16,5%. E al momento la Toscana è a quota 9,5%”. Ogni beneficiario potrà contare su un importo massimo di 500mila euro: al fondo potranno accedere, presentando appositi progetti, le piccole e medie imprese, gli enti locali, le aziende sanitarie e ospedaliere, le associazioni che svolgono attività assistenziale, ricreativa, culturale e sportiva e anche i privati cittadini. Prevista anche la possibilità di smaltire l’amianto dai tetti per installarci impianti solari. Il prestito potrà essere rilasciato su finanziamenti di durata non inferiore a 5 anni e non superiore ai 25.

DELRIO CONSEGNA A RIFKIN IL “PRIMO TRICOLORE”

Il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, Graziano Delrio, ha donato il Primo Tricolore, massimo riconoscimento della città, all’economista Jeremy Rifkin, al termine di una lectio magistralis sui “modelli collaborativi” tenuta al centro internazionale Malaguzzi.
Teorico statunitense della “Terza rivoluzione industriale”, Rifkin propone cinque pilastri per una nuova economia: energia rinnovabile; la trasformazione degli edifici in micro-centrali di rinnovabili da usare a km zero; idrogeno e stoccaggio dell’energia in ogni edificio; la rete energetica agisca come internet (milioni di edifici che producono energia locale e rivendono il surplus alla rete); veicoli elettrici a plug-in e batterie e relativa rete.
Rifkin è una delle intelligenze “amiche di Reggio Emilia”, che sta sperimentando il progetto Area Nord del quale sono “advisor”, con l’economista statunitense, anche Howard Gardner, James Heckman (premio Nobel per l’Economia) e Romano Prodi che, amico e conoscitore di Rifkin, ne ha introdotto la lectio magistralis. “Studio economia dal 1961 - ha detto Prodi - non ho mai visto una crisi come quella attuale: occorre uno scatto di fantasia e studiare i modelli innovativi che ci vengono proposti, fra cui i modelli a reti, per vedere cosa mettere in pratica”.

JPMORGAN ANCORA NELLA BUFERA: “SPECULAVA SU CENTRALI ELETTRICHE IN PERDITA”

JPMorgan Chase, la più grande banca americana, è ancora nella bufera. E con lei Jamie Dimon, superbanchiere di Wall Street. L’accusa, questa volta - rivela il “New York Times” - è di aver manipolato alcuni mercati nel settore dell’energia, in California. E negli Usa torna lo spettro dello scandalo della Enron, l’azienda fallita nel 2001 in seguito ad azioni spericolate proprio sul fronte dei derivati finanziari nel settore energetico.
Secondo gli incaricati dell’amministrazione Obama, che hanno avvisato il gruppo sulle indagini in corso nel mese di marzo, JPMorgan Chase avrebbe compiuto una speculazione, spacciando “centrali elettriche in perdita per incredibili fonti di profitto”, ingannando così gli investitori. Inoltre - sempre secondo quanto rivela il quotidiano newyorchese - uno dei top manager del gruppo, Blythe Masters, sarebbe stato accusato di “dichiarazioni false e ingannevoli pronunciate sotto giuramento”, il che negli Stati Uniti costituisce un reato penale.
Inevitabile il parallelo con la vicenda Enron, il primo di una serie di scandali nel campo sui derivati finanziari che portarono alla crisi del 2007-2008, partita in America con i mutui subprime e culminata col fallimento di Lehman Brothers: non solo la vicenda che vede oggi coinvolta JPMorgan riguarda, come allora, il settore energetico, ma le centrali al centro delle indagini sono - oggi come allora - in California. Altra singolare analogia: in entrambe i casi, le operazioni incriminate gestite da una squadra di trader basata a Houston, in Texas.
Dal quartier generale newyorkese della banca regina di Wall Street si respinge ogni accusa: “Difenderemo con forza la società e i suoi dipendenti”, commenta la portavoce Kristin Lemkau. Tuttavia Dimon, numero uno di JPMorgan, finora abile nel superare momenti molto difficili per la sua banca, appare sempre più in difficoltà. Basti pensare che sono almeno otto - ricorda sempre il “New York Times” - le agenzie federali che attualmente indagano sul gruppo che nel 2012 è stato travolto dallo scandalo della cosiddetta “Balena di Londra”, con operazioni finite male, ancora una volta sul fronte dei prodotti derivati, e costate ingenti perdite: oltre 6 miliardi di dollari.

ROMANIA, L’AGENZIA ENERGETICA CHIEDE UNA RIDUZIONE DEGLI INCENTIVI ALLE RINNOVABILI

L'Agenzia romena per la regolamentazione dell'energia ha chiesto al Governo di ridimensionare gli incentivi per le fonti rinnovabili, motivando la richiesta con il timore che un boom del mercato possa portare a rimborsi record per gli investitori, non sostenibili economicamente dalle finanze di Bucarest.
Attualmente i produttori di energia rinnovabile ottengono certificati verdi per ogni megawatt generato e possono rivenderli ai distributori di energia che hanno per legge l'obbligo di acquistarne un certo numero all'anno a un prezzo che oscilla tra i 27 euro/MWh e i 55 euro/MWh.
L'Agenzia per l'energia propone di ridurre il numero di certificati da 2 a 1,5 per megawatt per l'energia eolica, da 6 a 3 per progetti fotovoltaici e da 3 a 2,3 per le piccole centrali idroelettriche a partire da tutti i nuovi progetti realizzati sul territorio nazionale.

MISSIONE IN MONTENEGRO DI ANIE E CONFINDUSTRIA: 5 MILIARDI DEL GOVERNO ITALIANO PER INVESTIMENTI ENERGETICI

Per mettere a frutto i cinque miliardi di investimenti previsti dal governo italiano nel settore energetico in Montenegro, una delegazione dell’Anie, la federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche che operano in Italia, è andata in missione nella regione balcanica, insieme con i rappresentati di Ance e Confindustria.
Nel corso di un workshop a Podgorica che si è svolto nei giorni scorsi, oltre 50 operatori italiani hanno incontrato i ministri montenegrini dell’Economia, dei Trasporti, della Salute e le autorità locali, per esaminare le opportunità offerte dal Montenegro all’industria delle tecnologie, applicate al settore delle infrastrutture, dell’energia, dei trasporti. All’evento ha preso parte, insieme all’ambasciatore italiano in Montenegro, Vincenzo Del Monaco, anche l’ambasciatore del Montenegro in Italia, Vojin Vlahovic.
La presenza imprenditoriale italiana in Montenegro è già consolidata. Con una crescita di poco superiore all’1% rispetto al 2011, nel 2012 le esportazioni italiane verso il Montenegro hanno sfiorato i 110 milioni di euro. Ma il mercato più promettente potrebbe essere rappresentato dalla produzione di energia elettrica, la cui domanda e il cui potenziale di generazione elettrica è sempre crescente, ma che ha bisogno di interventi che favoriscano l’efficienza e il risparmio, come nel caso della centrale termica Pljevlja, e delle centrali idroelettriche Piva e Peruica.
Il governo italiano, che ha espresso la sua disponibilità a investire un totale di cinque miliardi di euro nel settore energetico montenegrino, ha anche firmato un accordo con il paese balcanico per realizzare un progetto del valore di 720 milioni di euro: il collegamento delle reti elettriche dei due stati, attraverso un cavo di trasmissione sottomarina con capacità di 1.000 MW, attuato dalla società italiana Terna e dalla sua consociata montenegrina Prenos. Ma sono avviate anche iniziative congiunte nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, tra i quali quello per il miglioramento dell’illuminazione pubblica in nove municipalità del Montenegro.

NEW YORK 2030. SOLO RINNOVABILI PER LA GRANDE MELA VERDE

Lo Stato di New York entro il 2030 potrebbe produrre energia solo da fonti rinnovabili. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista “Energy Policy” proprio mentre il governatore dello stato, Andrew Cuomo, sta decidendo se autorizzare il fracking, l’estrazione del gas pompando acqua, sabbia e agenti chimici ad alta pressione nel sottosuolo.
I ricercatori della Cornell University hanno calcolato quanti impianti di energie verdi servirebbero per fornire sufficiente elettricità alla popolazione e alle imprese, verificando che l’obiettivo è raggiungibile e risparmierebbe quattromila morti e molti miliardi di dollari di danni dovuti all’inquinamento. Secondo i calcoli, per esempio, servirebbero quattromila turbine on shore e dodicimila off shore, più 387mila megawatt di solare a concentrazione e altri impianti in smart grid. “I costi iniziali sarebbero alti - spiegano i ricercatori - ma verrebbero compensati dalla creazione di posti di lavoro e dalla diminuzione dei consumi”.

RUSSIA-UE: FIRMATA ROAD MAP ENERGIA SINO AL 2050

C’è anche una road map sulla cooperazione energetica sino al 2050 tra i diversi documenti firmati in queste ore a Mosca alla fine dei due giorni di incontri tra la Commissione europea (Barroso con 15 commissari) e il governo russo. A siglarla sono stati i ministri dell’Energia russo, Alexandre Novak, e il commissario europeo per l’Energia, Gunther Oettinger.

PONTEDERA (PI), PRESENTATO SMART USER PER LA TRIGENERAZIONE

È capace di produrre energia elettrica, calore per il riscaldamento e calore per refrigerare. È un impianto innovativo e sperimentale, inaugurato nei giorni scorsi al Museo Piaggio di Pontedera (PI). Si chiama Smart User ed è coordinato e promosso dall’azienda giapponese Yanmar R&D Europe in collaborazione con soggetti privati, quali Enel Ingegneria e Ricerca spa, Pontlab srl, Sdi. automazione industriale spa, e con il supporto scientifico della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Firenze.
Il sistema Smart User è costituito da un impianto di trigenerazione in grado di produrre tre tipi di energia elettrica, termica e frigorifera, integrato con fonti rinnovabili (fotovoltaico ed eolico) e convenzionali. Lo scopo di tale impianto è di poter ridurre il costo dell’energia, di aumentare l’efficienza e al tempo stesso di potersi avvicinare ad una futura diffusione delle Smart Grids.
Con questo sistema, si calcola una riduzione del 10-20% di costo dell’energia e di un 30-40% di emissioni nell’ambiente, come spiega Alexej Gamanets, amministratore delegato della Pontlab di Pontedera, laboratorio di analisi chimica e fisica di alta competenza e professionalità all’interno del quale si è deciso di realizzare il sistema sperimentale, proprio per poter affrontare in modo diretto le esigenze ed i problemi dei clienti potenziali all’interno di un’azienda reale.
L’investimento del progetto ammonta approssimativamente a 270.000 euro suddivisi tra i partecipanti, senza finanziamenti esteri.

OLII USATI, LONDRA COME SIENA RICICLA E PRODUCE ENERGIA ELETTRICA

Il fabbisogno energetico di 40mila case di Londra sarà soddisfatto grazie al riciclo dell’olio esausto dei ristoranti. Dal 2015 il nuovo impianto energetico a Beckton, finanziato da un consorzio guidato da iCON Infrastructure, riciclerà l’olio esausto per fini energetici.
L’iniziativa era già stata avviata in Italia nella provincia di Siena. Il progetto Olly si proponeva infatti di raccogliere gli scarti di olio domestico per trasformarlo in carburante per la produzione di energia elettrica. Il progetto era stato avviato tra Provincia e Comune di Siena, Comune di Sovicille, Sienambiente, Nova.e, Estra e Legambiente. Olly riguarda le zone di San Miniato, Taverne d'Arbia e Siena. Grazie alla raccolta avviata in collaborazione con la Coop Centro Italia, presso lo stabilimento di Prato l’olio raccolto viene trattato fino a diventare combustibile ecologico.
Oltre alla produzione di energia pulita - l’olio contenuto in una scatoletta di tonno permetterebbe ad un PC di restare acceso per 40 minuti - anche la rete idrica e fognaria trarranno i suoi benefici da Olly. Recuperando l’olio esausto, diminuisce infatti il rischio di ostruzione dei tubi di scarico e di inquinamento delle falde acquifere, riducendo così rispettivamente i costi di manutenzione e bonifica.
Furio Fabbri, presidente di EcoEnergia, ha spiegato: "La diffusione di questo sistema può contribuire all'eliminazione dell'impatto ambientale degli oli alimentari, basti pensare che un litro di olio versato nella rete fognaria corrisponde a 1milione di litri di acqua non potabile e costi ingenti di depurazione. Ogni 650 mila abitanti, Olly può eliminare dalla rete fognaria duemila tonnellate di olio alimentare esausto all'anno".

A PISA L’AUTO ELETTRICA SI RICARICA IN MEZZORA

È Pisa la prima città italiana a sperimentare la ricarica veloce per i veicoli elettrici. La sperimentazione del sistema di ricarica a 43 kW di potenza in corrente alternata riguarderà inizialmente le attività Enel nelle diverse sedi dell’azienda presenti nella città toscana - in particolare la zona di Enel distribuzione e il centro ricerche - e sarà in seguito estesa a tutti i cittadini pisani, in punti che verranno definiti insieme con il comune, come riferisce il quotidiano “La Nazione”.
Il sistema debutterà con autovetture di ultima generazione, come la nuova Renault Zoe, berlina compatta 100% elettrica, la prima in grado di ricaricarsi in soli trenta minuti con questa tecnologia. Per ricaricare sarà necessaria una card personalizzata che per mette il riconoscimento del cliente e permette di attivare e interrompere il processo di ricarica.
“Stiamo dimostrando con i fatti di essere una città sensibile alle innovazioni e ai comportamenti virtuosi per l’ambiente - osserva il sindaco Marco Filippeschi. - In due anni e mezzo i pisani hanno percorso, in chilometri a emissioni zero, la stessa distanza che separa la terra dalla luna”.

OSPEDALI VERDI, ACCORDO TRA GEMELLI E MINISTERO DELL’AMBIENTE

Eco-tecnologie per l’edilizia, riduzione del consumo energetico e uso di fonti rinnovabili con produzione di energia fotovoltaica, studio e monitoraggio dei risultati green e ricerca su ambiente e salute. Il Policlinico Gemelli di Roma si avvia a diventare il primo ospedale verde della regione Lazio grazie a un progetto per la sostenibilità e l’efficienza che parte dall’accordo firmato nei giorni scorsi dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, e il prorettore dell’università Cattolica, Stefano Baraldi.
L’intesa, che si inserisce all’interno di un piano straordinario di ammodernamento edilizio, si sviluppa su tre aspetti principali: riorganizzazione sanitaria, messa a norma e, su tutto, innovazione. Gli interventi pianificati su cinque anni - si concluderanno nel 2017 - puntano a rendere il Gemelli un modello di nosocomio ecologico. Tra gli altri, è fissato l’obiettivo di aumentare la prestazione energetica portandola dalla classe F alla classe B, il che si tradurrà in un contenimento dei consumi dagli attuali 64 a 25 chilowattora al metro quadro all’anno.
Non solo. L’Istituto di igiene della Cattolica, con la collaborazione e la supervisione del ministero, ha messo anche a punto per il Gemelli il “Green hospital project”, un progetto di ricerca ambientale e tutela della sicurezza per sviluppare studi e analisi sull’interazione tra ambiente e salute.

RIGASSIFICAORE DI TRIESTE, CLINI: VALUTAZIONE SENZA DATI PREVISIONALI

"La valutazione sul progetto di rigassificazione a Zaule di Gas Natural è stata effettuata senza dati previsionali". Lo ha detto il ministro per l'Ambiente Corrado Clini intervenendo a un incontro tecnico in Prefettura.
Clini ha insistito sulla presenza di due elementi nel progetto di un impianto di questo tipo: contestualizzazione e attualità. "Va valutato il progetto - ha spiegato - e la relazione che ha con il contesto nel quale dovrebbe sorgere, come l'uso dell' acqua del suolo, infrastrutture energetiche, attività dell' area". Ma questo tipo di progetto deve essere anche attuale: "La Commissione Via ha dato valutazione positiva 3 anni fa sul progetto che ha 6/7 anni, cioè fa riferimento a dati di traffico di 7 anni fa. L'integrazione chiesta, la cui valutazione finale - ha aggiunto Clini - spetta al ministero dello Sviluppo Economico, va in questo senso. Pesano i dati: se le previsioni d'uso del porto sono quelle comunicate dall' Autorità Portuale, esso deve collocarsi in questo contesto".
Il ministero dell' Ambiente "sta completando la valutazione ambientale del porto e non c'é il rigassificatore. Nulla a che vedere con una valutazione negativa per la piattaforma di un rigassificatore ".

CONSUMI GAS 2012, INDIETRO TUTTA: ABBIAMO CONSUMATO MENO CHE NEL 2003

Nel 2012 i consumi italiani di gas hanno avuto un nuovo crollo, a causa del calo sia della domanda termoelettrica, penalizzata dalla debolezza dei consumi di elettricità e dalla concorrenza delle rinnovabili, sia di quella industriale. Secondo le elaborazioni della “Staffetta Quotidiana” su dati di Snam Rete Gas, l’Italia ha consumato 74,25 miliardi di metri cubi, ben al di sotto dei 77,68 del 2003. La diminuzione sul 2011 è stata del 4,1% mentre quella sul 2010 è del 10,2%. Tutto ciò nonostante il 2012 sia stato ben più freddo del 2011. Analizzando la domanda per settore di consumo, la flessione più pronunciata si registra nella produzione termoelettrica: 24,68 miliardi di metri cubi, in calo dell’11% sul 2011 e addirittura del 17,2% sul 2010. Segue l’industria, che nei 12 mesi cede il 2% a 13,27 miliardi di metri cubi (-0,4% sul 2010). Chiude invece poco sopra i livelli del 2011 il comparto civile: 33,88 miliardi, in aumento dello 0,8% su anno ma in calo del 7,2% sul 2010. Rispetto ai livelli pre crisi del 2007, i consumi termoelettrici sono diminuiti del 26,5%, quelli industriali del 14,4%.
Passando ai dati mensili, a dicembre i consumi hanno beneficiato dell’effetto meteo, risalendo a 9.157,7 milioni di metri cubi, in aumento del 3,3% sullo stesso mese del 2011 (sul 2010 il calo è invece del 14,1%). A riportare il segno più per la prima volta da agosto sono stati i consumi civili, in aumento del 12,7% a 5.960,8 milioni di metri cubi (-7% invece rispetto al rigido dicembre di due anni fa). Ancora in flessione, invece, sia l’industria che il termoelettrico: le grandi imprese hanno prelevato in tutto 1.085,5 milioni di metri cubi (-2,3% sul 2011 e -6% sul 2010) e le centrali 1.906,6 milioni di metri cubi (rispettivamente -12% e -30,9%).

STOCCAGGI, AL VIA I DECRETI SU ASTE E GNL

Al via le nuove regole per lo stoccaggio gas in Italia, con i due decreti ministeriali firmati da Corrado Passera nei gironi scorsi. Il primo, in attuazione di norme inserite nei decreti legge Liberalizzazione e Crescita, prevede l’assegnazione di oltre 4,2 miliardi di metri cubi di capacità di stoccaggio attraverso aste competitive e aperte a tutti gli operatori (2,5 miliardi per modulazione stagionale e 1,7 miliardi con utilizzo costante della capacità erogativa). Nelle previsioni del governo, ciò dovrebbe consentire l’allocazione ottimale della capacità di stoccaggio, una risorsa del sistema gas importante e scarsa, rendendo quindi più liquido e competitivo il mercato: in questo modo, ad esempio, un grossista o un cliente industriale potranno acquistare partite di gas a prezzi competitivi sui mercati internazionali, immagazzinarle negli stoccaggi e utilizzarle durante l’intero anno. La restante capacità di stoccaggio di modulazione (anch’essa pari a circa 4,2 miliardi di metri cubi) continuerà ad essere assegnata attraverso le attuali regole di allocazione pro-quota agli operatori di vendita ai consumatori.
Il secondo decreto è finalizzato principalmente a facilitare l’approvvigionamento di gas naturale liquefatto (GNL), sempre più importante per la sicurezza e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e per la competitività del mercato. Si prevede che i 500 milioni di metri cubi di capacità, derivanti dalla recente revisione dei volumi destinati allo stoccaggio strategico, siano assegnati alle imprese industriali per l’approvvigionamento di GNL e alle imprese di rigassificazione per garantire la regolarità del servizio.
“In questa fase finale della legislatura - ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Passera - stanno arrivando a compimento diversi provvedimenti a cui abbiamo lavorato nel corso degli scorsi mesi. Con questi due decreti - ha continuato - favoriamo concretamente l’aumento della competitività del mercato nazionale del gas, generando vantaggi per operatori e consumatori. Aggiungiamo inoltre un ulteriore tassello alla liberalizzazione del mercato, così come previsto anche dalla nostra Strategia Energetica Nazionale. Le azioni finora portate avanti hanno contribuito a riallineare il prezzo all’ingrosso del gas con la media europea. Si tratta di un importante risultato, che può portare vantaggi concreti sia per famiglie che imprese” ha concluso Passera.

RIGASSIFICATORE DI ZAULE, CLINI: “LA VALUTAZIONE NON HA DATI PREVISIONALI”. BERSANI: FONDATA L’OPPOSIZIONE

“La valutazione sul progetto del rigassificatore di Gas Natural a Zaule è stata effettuata senza dati previsionali”. Lo ha detto il ministro per l'Ambiente Corrado Clini intervenendo a un incontro tecnico in Prefettura. Clini ha insistito sulla presenza, nella progettazione di un impianto di questo tipo, di due elementi: contestualizzazione e attualità.
“Va valutato il progetto - ha spiegato - e la relazione che ha con il contesto nel quale dovrebbe sorgere, come l'uso dell'acqua del suolo, infrastrutture energetiche, attività dell' area”. Ma questo tipo di progetto deve essere anche attuale: ”La Commissione Via ha dato valutazione positiva tre anni fa sul progetto che ha sei/sette anni, cioè fa riferimento a dati di traffico di sette anni fa. “L'integrazione chiesta, la cui valutazione finale - ha aggiunto Clini - spetta al ministero dello Sviluppo Economico, va in questo senso. Pesano i dati: se le previsioni d'uso del porto sono quelle comunicate dall'Autorità Portuale, esso deve collocarsi in questo contesto”.
"La localizzazione del rigassificatore a Trieste non va bene". Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, nel corso di una conferenza stampa nel capoluogo giuliano, tenuta con Debora Serracchiani. "I motivi di contrarietà mi sembrano fondati - ha aggiunto - e quindi vanno sostenuti".

CDP: INVESTIRE NELLE INFRASTRUTTURE PER FARE DELL’ITALIA L’HUB DEL GAS EUROPEO

Sviluppare nuovi investimenti nel trasporto, nello stoccaggio e nella rigassificazione sia in Italia, sia all’estero (direttamente o in partnership con altri operatori) in modo da promuovere il ruolo del sistema gas italiano in Europa. È quel che serve, secondo l’introduzione dello studio della Cassa depositi e prestiti dal titolo “Il mercato del gas naturale in Italia: lo sviluppo delle infrastrutture nel contesto europeo” che interviene autorevolmente sulla questione appoggiando gli obiettivi rilanciati dal ministro Corrado Passera nella Strategia energetica nazionale che puntano a trasformare il nostro paese in un hub del gas.
Il documento sottolinea che le dinamiche di mercato, come la forte domanda dall’estremo oriente e il nuovo ruolo degli Stati Uniti come produttore (di shale gas) determinano “nuovi assetti nelle diverse regioni, con un impatto significativo sugli equilibri di domanda e offerta e sui meccanismi di formazione del prezzo”.
“In questo contesto globale il trasporto di gas via nave - suggerisce il report - è quello maggiormente in grado di rispondere in tempi rapidi all’emergere di nuove componenti di domanda, grazie alle sue caratteristiche di flessibilità. Il gas naturale liquefatto (gnl) può contribuire, in prospettiva, a superare la regionalizzazione che ancora oggi contraddistingue il mercato internazionale del gas, caratterizzato da diverse zone di formazione del prezzo, con dinamiche di domanda, offerta e fornitura estremamente disomogenee tra loro”.
Solo la presenza di una rete di infrastrutture magliata e interconnessa, infatti, è in grado di garantire la flessibilità del sistema, superando i colli di bottiglia e introducendo un maggior grado di concorrenza nel mercato. Proprio in questa prospettiva “l’Italia può assumere un ruolo fondamentale”. Di qui l’idea che la realizzazione di nuovi terminali di rigassificazione, di gasdotti in grado di connettere l’Italia ai promettenti bacini del Medio oriente e del Caspio, di capacità in contro flusso verso nord e di capacità di stoccaggio addizionale “consentirebbe di assicurare una progressiva diversificazione delle fonti di approvvigionamento in concorrenza tra loro e un aumento dei volumi scambiati alla Borsa del gas”. Questi due fattori - rilevano gli autori dello studio - renderebbero il mercato più liquido, contribuendo a far emergere un segnale di prezzo legato agli equilibri di domanda e offerta, a incrementare la competitività del mercato e a innestare un processo di convergenza con gli altri paesi Ue”.

SAN VINCENZO (LI), IL COMUNE CONTRO ASA PER IL MANCATO CANONE

Oltre 600mila euro. È quanto il Comune di San Vincenzo (LI) sostiene di dover ricevere dall’ Asa, quale concessionario del servizio di gas metano, per non aver provveduto a versare dal 2009 al 2012 573.294,38 euro complessivi di concessione, diventati poi 637mila con gli interessi.
La notizia, pubblicata dal Tirreno, ricostruisce la concessione ventennale che il Comune rilasciò nel 1988 alla municipalizzata Amag dietro la corresponsione di un canone annuo pari al 30% dell’utile lordo a metro cubo determinato come differenza tra il costo standard e il costo della materia prima. Il concessionario, inoltre, sarebbe stato tenuto a corrispondere una quota annuale fissa pari - all’epoca - a 100 milioni di lire per tutta la durata della concessione.
Nel 2004, la livornese Asa subentrò nel servizio, scorporando il ramo vendita (Asa Trade) dal ramo distribuzione, come la normativa imponeva. Asa corrispondeva al Comune, a titolo di saldo del canone di concessione, dal 2004 al 2008, un totale di 898mila euro.
Secondo il Comune, durante il regime di proroga della concessione (dal 2009 al 2012), Asa non avrebbe versato nelle casse comunali il canone previsto. Di qui, la formale messa in mora della società e la richiesta del saldo.

VIA LIBERA DEL CDM ALLA GOLDEN SHARE SULLE RETI ELETTRICHE E DEL GAS

Arriva il Dpr per le infrastrutture, da sottoporre alla tutela della Golden Share. Sono compresi, si legge nel testo sul tavolo del Consiglio dei ministri, la rete di trasporto del gas e le infrastrutture di approvvigionamento, quella di trasmissione dell’elettricità, porti e aeroporti di interesse nazionale, oltre alle linee telefoniche se utili alla sicurezza nazionale.
Lo schema di decreto del Presidente della Repubblica arriva in attuazione del decreto legge del marzo 2012 che rimandava a norme successive per l’individuazione degli asset da includere nella “protezione pubblica”, fra i quali ci sono le reti e gli impianti, inclusi quelli necessari ad assicurare l’approvvigionamento minimo e l’operatività dei servizi pubblici essenziali, i beni e i rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.
Le infrastrutture di approvvigionamento del gas tutelate sono quelle che prevedono l’arrivo del combustibile da “stati non appartenenti all’Unione Europea”.

IL PARLAMENTO UE VELOCIZZA L’ITER PER REALIZZARE RETI E GASDOTTI

Velocizzare la concessione delle autorizzazioni e rendere più trasparenti le procedure per la costruzione di nuove infrastrutture nel settore energetico, con l’obiettivo di mobilitare i 200 miliardi di euro d’investimenti di cui l’Ue avrà bisogno di qui al 2020. È questo il senso di una risoluzione approvata dal Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo.
“Si tratta di una svolta: invece di aspettare fino a 12 anni per avere un permesso, la costruzione d’infrastrutture transfrontaliere come i gasdotti o le reti elettriche potrà essere decisa in circa quattro anni”, ha commentato il commissario per l’Energia, Gunther Oettinger. Il voto degli eurodeputati permetterà di creare “un vero mercato europeo”, con vantaggi concreti “sia per i consumatori sia per le imprese”.
La modernizzazione e l’ampliamento delle infrastrutture energetiche della Ue sono visti dall’aula di Strasburgo come dei tasselli fondamentali per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra e per assicurare la sicurezza Nell’approvvigionamento comunitario, ma anche per rilanciare la crescita e l’occupazione.

RIGASSIFICATORE DI TRIESTE. PER IL MINISTRO ORLANDO SERVE UN TAVOLO CON LA SLOVENIA

“Puntiamo a un tavolo con i paesi confinanti per non affrontare il tema separatamente”. Lo ha affermato a Trieste il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, a proposito dello stop ai progetti di impianti rigassificatori sul golfo giuliano deciso dal precedente governo.
Precisando che “si prosegue sulla linea impostata dal ministro Clini”, Orlando ha ricordato che la sospensione “era un atto doveroso e necessita di un approfondimento, in una logica di far convivere le attività logistiche-portuali di Trieste con l’approvvigionamento energetico. Fatta salva l’autonomia della Commissione Via - ha aggiunto - mi pare difficile trovare un punto di equilibrio”.
Orlando ha quindi annunciato un ritorno a Trieste entro l’inizio dell’estate “per studiare un luogo in cui coinvolgere la regione Friuli Venezia Giulia, i paesi dell’alto Adriatico e quelli che si approvvigionano di energia, in un corridoio in cui non può passare di tutto”. Sull’eventualità che la Slovenia voglia avviare il progetto di un proprio rigassificatore, infine ha auspicato che “a fronte della disponibilità dimostrata dal governo italiano ve ne sia una corrispondente di quello sloveno”.

CLINI SOSPENDE PER SEI MESI LA VIA SUL RIGASSIFICATORE DI TRIESTE

Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha inviato per la controfirma al ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, il decreto con cui viene sospesa per sei mesi l’efficacia della Valutazione di impatto ambientale (Via) sul progetto presentato dalla Gas Natural per l’impianto di rigassificazione di Gnl a Zaule, nel porto di Trieste. Il decreto recepisce il parere espresso dalla Commissione Via del ministero dell’Ambiente a conclusione dell’istruttoria aggiuntiva sul progetto, effettuata sulla base del rapporto dell’Autorità portuale di Trieste del dicembre 2012 sui programmi di sviluppo dello scalo.
Durante l’istruttoria, la Commissione Via ha anche acquisito i pareri contrari al progetto presentati dal Comitato portuale e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. In particolare, il provvedimento prende atto delle mutate situazioni del traffico marittimo a Trieste e delle prospettive di potenziamento delle attività previste dal Piano regolatore portuale. Il rigassificatore, se realizzato con le modalità progettate dalla Gas Natural, non appare compatibile con il traffico portuale attuale e soprattutto con gli sviluppi futuri. “Il nuovo decreto - commenta il ministro Clini - sospende l’efficacia della Via rilasciata nel luglio del 2009 e rinvia alla Gas Natural e all’Autorità portuale la decisione di provvedere entro sei mesi a individuare per l’impianto una localizzazione alternativa compatibile con il Piano regolatore portuale, oppure a modificare il Piano regolatore in modo da renderlo compatibile con il progetto del terminale”.

LA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE PUNTA SU NUOVI RIGASSIFICIATORI

Incentivare la costruzione di rigassificatori per rendere l’Italia meno dipendente dall’estero, per abbassare i prezzi e fare del nostro Paese un vero hub del gas nel Mediterraneo. È una delle proposte contenute nella Strategia energetica nazionale messa a punto dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini che ha tra gli obiettivi quello di portare la capacità di rigassificazione italiana ad almeno 24 miliardi di metri cubi (32 miliardi nel caso non si dovesse realizzare il gasdotto Tap). “Abbiamo deciso di incentivare la realizzazione di nuovi impianti”, ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, spiegando che con il pagamento garantito dell’investimento “sarà quasi impossibile che non ci siano investitori disponibili”.
Ad oggi l’Italia, con gli impianti di Rovigo e Panigaglia, ha 12 miliardi di metri cubi di capacità, cui dovrebbero aggiungersi a breve altri 4 miliardi del terminale Olt in Toscana. Per 8 miliardi di metri cubi di gas in più l’investimento privato necessario ammonta a circa 1 miliardo di euro, ripagabile in tariffa, secondo i calcoli della Sen, con un onere massimo di 100 milioni l’anno. L’aggravio in bolletta sarebbe comunque compensato dalla riduzione dei prezzi del gas che le nuove infrastrutture consentirebbero.
Tra le altre priorità del piano ci sono anche: la promozione dell’efficienza energetica; lo sviluppo di un mercato del gas competitivo che comporterebbe un più rapido abbassamento dei prezzi attraverso il ricorso ai mercati spot piuttosto che ai contratti take or pay di lunga durata: lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili con l’obiettivo di superare i target europei del ‘20-20-20’; la determinazione di un mercato elettrico
pienamente integrato con quello europeo, efficiente e con la graduale integrazione della produzione rinnovabile; ristrutturazione del settore della raffinazione e della rete carburanti; uno stimolo alla produzione nazionale di idrocarburi, con importanti benefici economici e di occupazione; la modernizzazione del sistema di governance del settore, con l’obiettivo di rendere più efficaci e più efficienti i processi decisionali.
Le previsioni parlano di possibili investimenti per 180 miliardi di euro e di benefici nella bolletta nazionale di elettricità e gas di 9 miliardi di euro l’anno. Una cifra
che comprende circa 4-5 miliardi l’anno di costi addizionali rispetto al 2012 (legati a incentivi a rinnovabili/efficienza energetica e a nuove infrastrutture, compresi i rigassificatori) e circa 13,5 miliardi l’anno di risparmi includendo sia una riduzione dei prezzi e degli oneri impropri che oggi pesano sui prezzi (a parità di quotazioni internazionali delle materie prime), sia una riduzione dei volumi (rispetto ad uno scenario di riferimento inerziale).

SAIPEM, SI DIMEZZA L’UTILE NEL PRIMO TRIMESTRE

Si dimezza l’utile di Saipem nel primo trimestre dell’anno. La società di ingegneria petrolifera controllata dall’Eni ha visto i suoi profitti scendere del 52,4% a 110 milioni, a causa della ridotta marginalità sui contratti in esecuzione (l’utile operativo è sceso del 45,8% a 202 milioni).
Niente di inatteso visto che Saipem, lo scorso 29 gennaio, aveva lanciato un drastico profit warning, dimezzando le previsioni sui risultati 2013. Nonostante la conferma di quei target, su cui Saipem “si conferma fiduciosa”, il peggioramento della posizione finanziaria netta (aumentata di 567 milioni nel trimestre a 4,84 miliardi) e la lieve flessione del portafoglio ordini (in calo di 200 milioni a 19,5 miliardi) hanno indotto gli investitori alla cautela. All’aumento dell’indebitamento non sono estranei i ritardi nei pagamenti in Algeria, dove la società sconta gli effetti dell’inchiesta per il presunto pagamento di tangenti in cambio di appalti che a Milano ha spinto la procura a indagare alcuni ex manager e l’ad dell’Eni, Paolo Scaroni, per corruzione internazionale. “Le autorità e le nostre controparti sono sottoposte a pressioni, ad esempio dai media, e si sentono meno a loro agio nell’agevolare certe discussioni’’, ha spiegato l’ad, Umberto Vergine. Lo scenario peggiore potrebbe incagliare “circa 500 milioni” di crediti, mettendo a rischio il lieve miglioramento della posizione finanziaria atteso a fine anno.
Saipem, offrendo aggiornamenti sulla situazione nordafricana, ha parlato di ‘‘una possibile estensione dell’indagine’’ pur senza avere “evidenze dello stato della stessa e dei soggetti coinvolti”. Intanto la Corte suprema di Algeri ha confermato “il blocco dei conti correnti bancari’’ su cui erano depositati circa 80 milioni di euro.

ENI STACCA UN ASSEGNO ALLO STATO DA OLTRE 1 MILIARDO

L'assemblea degli azionisti di Eni ha dato il via libera al bilancio 2012, chiuso con un utile netto di 7,79 miliardi compreso il risultato di Snam, e alla distribuzione del dividendo di 1,08 euro deciso per l'esercizio.
Alla Cassa Depositi e Prestiti, che detiene una quota del 25,76% del capitale, va così una cedola complessiva di 1,011 miliardi, mentre il Ministero dell'Economia incassa, con una
partecipazione del 4,34%, un assegno di 170,1 milioni.
Intanto dall’amministratore delegato Paolo Scaroni giunge notizia della volontà del gruppo di chiudere “entro l'anno” la rinegoziazione dei contratti gas take or pay, oggi “non più competitivi''. “Faremo di tutto per raggiungere un accordo. Nella peggiore delle ipotesi andremo in arbitrato, ma gli arbitrati - ha proseguito - non sono la soluzione più simpatica e spostano il problema più avanti. Vivere nell'incertezza del prezzo è un brutto vivere”.
Il gruppo, ha aggiunto quindi Scaroni, punta anche a rispettare il target del 30 settembre per l'avvio della produzione nel giacimento di Kashagan. Entro quella data, ha detto nel corso dell'assemblea annuale, “mettiamo in marcia l'impianto”.

RUSSIA, LE RISERVE GAS AMMONTANO A 816 MLD DI METRI CUBI

Le riserve russe di petrolio sono salite a 681 milioni di tonnellate, mentre quelle di gas ammontano a 816 miliardi di metri cubi. L'ha riferito nei giorni il ministro delle Risorse naturali Serghei Donskoi, durante un incontro con il presidente Vladimir Putin.
Secondo dati ufficiali, nel 2012 la Russia ha prodotto 518 milioni di tonnellate di petrolio e gas condensato e 655 miliardi di metri cubi di gas.

Entro 45 giorni il supplemento di indagine sulla Via del rigassificatore di Zaule

Il supplemento istruttorio avviato dal ministero dell’Ambiente in relazione al decreto Via relativo al progetto del rigassificatore Gnl localizzato nell’area industriale di Zaule (Trieste) dovrà essere concluso entro 45 giorni.
Lo ha disposto il ministero dell’Ambiente, come riportato in una lettera datata 3 gennaio 2013 e inviata ai ministeri dello Sviluppo economico e dei Beni culturali, alla regione Friuli Venezia Giulia, provincia e comune di Trieste, Autorità portuale di Trieste.
La Commissione, è riportato nella lettera ministeriale, dovrà tra l’altro provvedere “all’analisi di ipotizzabili alternative localizzative, con opportuno approfondimento dello
stato di valutazione già oggetto del decreto Via numero 808/2009 e ad espletare gli incombenti istruttori anche in ordine ad eventuali profili occorrenti in materia di Vas”. Inoltre, la Commissione dovrà considerare “i dati attualmente indicati” dall’Autorità portuale, vale a dire l’incremento dei traffici nel porto, le previsioni di crescita di oltre il 20% dei traffici petroliferi nell’oleodotto Siot, la progettata realizzazione della piattaforma logistica e altro.

BRUXELLES: GALSI CONFORME AGLI OBIETTIVI MA DEVE ESSERE IN REGOLA CON L’AMBIENTE

Il gasdotto Algeria-Sardegna-Italia, Galsi, è “del tutto conforme” agli obiettivi energetici dell'Ue, ma per ricevere i fondi europei è necessario che il progetto dia “conferma della corretta applicazione” della legislazione comunitaria in materia ambientale. È quanto ha sottolineato la Commissione europea durante un dibattito alla commissione petizioni del Parlamento Ue. La discussione si è svolta in seguito alla presentazione di una denuncia da parte del comitato ProSardegnaNoGasdotto, secondo cui si rileva una “forte discrepanza” tra gli obiettivi di politica energetica della Ue e il finanziamento del Galsi. Gli esperti dell'esecutivo comunitario ritengono tuttavia che il gasdotto rispetti le priorità dell'Ue e, per dare il via libera allo stanziamento di risorse per la sua realizzazione, chiedono “la notifica delle misure adottate” per proteggere l'ambiente. Sul progetto rimangono comunque i dubbi del principale azionista la compagnia algerina Sonatrach, la quale avrebbe prorogato a giugno prossimo una decisione definitiva sull’apertura dei cantieri.

D’ASCENZI (FEDERUTILITY): “I PREZZI DELL’ENERGIA SONO REGOLATI”

“Non vedo come sarebbe stato possibile manipolare le tariffe, specie in mercati regolati in modo così stretto”. Così Mauro D’Ascenzi - vicepresidente di Federutility - in un’intervista a “Repubblica” a commento dei dati dell’Autorità dell’energia sugli incrementi dei margini delle imprese energetiche che pagano la Robin tax.
Nella Relazione resa al Parlamento, il presidente di Aeeg Guido Bortoni aveva infatti accennato in un passaggio alla possibilità che “una parte significativa dei soggetti vigilati appartenenti al settore dell’energia elettrica e il gas, a seguito dell’introduzione del divieto di traslazione, ha adottato politiche di prezzo che hanno incrementato il margine di contribuzione dovuto all’effetto prezzo, determinando uno svantaggio per i consumatori finali”. Il riferimento è alla Robin tax istituita dal dl 112/2008 e poi con il dl 138/2011, che innalza la tassazione Ires per le imprese di produzione, trasmissione, dispacciamento, commercializzazione di energia elettrica e gas naturale.
Per D’Ascenzi, la Relazione dell’Aeeg non accusa, piuttosto osserva e segnala possibili anomalie, certamente da verificare. “Su gran parte del mercato, circa il 70% - spiega - le tariffe sono in regime di tutela, cioè stabilite direttamente dall’Autorità. Le nostre aziende non possono modificarle. Anche nel mercato libero - prosegue - i prezzi non sono stabiliti a piacere. Molti contratti sono pluriennali e non prevedono modifiche in corsa. Altri sì, ma la fluttuazione è legata a parametri ben precisi, come il costo delle materie prime. E avviene solo a distanza di qualche mese. E poi, se un operatore alzasse in maniera ingiustificata le tariffe, perderebbe i propri clienti”.
“Nei confronti di nessuna azienda ci sono delle accuse dirette - conclude. - L’Autorità si limita a delle ipotesi, che ora andranno verificate. Ripeto: i prezzi di elettricità e gas sono regolati, perfino più di quello della benzina”.

IL PARLAMENTO UE VELOCIZZA L’ITER PER REALIZZARE RETI E GASDOTTI

Velocizzare la concessione delle autorizzazioni e rendere più trasparenti le procedure per la costruzione di nuove infrastrutture nel settore energetico, con l’obiettivo di mobilitare i 200 miliardi di euro d’investimenti di cui l’Ue avrà bisogno di qui al 2020. È questo il senso di una risoluzione approvata dal Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo.
“Si tratta di una svolta: invece di aspettare fino a 12 anni per avere un permesso, la costruzione d’infrastrutture transfrontaliere come i gasdotti o le reti elettriche potrà essere decisa in circa quattro anni”, ha commentato il commissario per l’Energia, Gunther Oettinger. Il voto degli eurodeputati permetterà di creare “un vero mercato europeo”, con vantaggi concreti “sia per i consumatori sia per le imprese”.
La modernizzazione e l’ampliamento delle infrastrutture energetiche della Ue sono visti dall’aula di Strasburgo come dei tasselli fondamentali per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra e per assicurare la sicurezza nell’approvvigionamento comunitario, ma anche per rilanciare la crescita e l’occupazione.

L’UCRAINA FIRMA CON SHELL PER LO SFRUTTAMENTO DEI GIACIMENTI DI SHALE GAS

La compagnia petrolifera anglo-olandese Royal Dutch Shell e il governo ucraino hanno siglato un accordo dal valore di 10 miliardi di dollari e della durata di 50 anni per lo sfruttamento dei giacimenti dei gas di scisto presenti nel territorio dell'ex repubblica sovietica. Il governo di Kiev punta così a ridurre la propria dipendenza energetica dalla Russia. L'accordo è stato siglato a margine del World Economic Forum di Davos dall'ad della Shell, Peter Voser, e dal ministro dell'Energia ucraino Eduard Stavitski, alla presenza del presidente ucraino Viktor Ianukovich.
Si tratta di un investimento senza precedenti in Europa per il gas di scisto, considerato una fonte di energia controversa perché la sua estrazione può presentare rischi per l'ambiente
L'Ucraina è considerato il terzo paese del continente per riserve di gas di scisto che, secondo la Energy Information Administration degli Stati Uniti, ammonterebbero a 1.200 miliardi di metri cubi.

EDISON: CON LA RINEGOZIAZIONE DEL GAS RISULTATI IN LINEA CON IL 2012

I risultati della compravendita del gas “resteranno negativi”, continuando a pesare sui conti di Edison “fino alla chiusura del prossimo ciclo di revisione del prezzo dei contratti di approvvigionamento a lungo termine”. È quanto si legge in una nota della società, in cui si ricorda che “in futuro l’ebitda tenderà a stabilizzarsi sui livelli del 2012”, anno in cui l’azienda ha registrato un margine operativo lordo di circa 1,1 miliardi.
Nel 2013 e 2014 sono comunque “possibili sensibili fluttuazioni” dell’ebitda in relazione alla “tempistica della chiusura delle price review”, che Edison ha in corso con i suoi fornitori.

EDISON VINCE L’ARBITRATO CON L’ALGERINA SONATRACH PER RIDURRE IL PREZZO DEL GAS

Edison vince l'arbitrato con Sonatrach e ottiene la revisione al ribasso del prezzo del gas oggetto del contratto di fornitura a lungo termine con la compagnia statale algerina. La Corte Arbitrale della Camera di Commercio internazionale, si legge in una nota di Edison, ha ritenuto “valida nella forma e nella sostanza” la richiesta della società. La riduzione del prezzo avrà un impatto di “circa 300 milioni di euro sull'ebitda 2013”.
L'arbitrato con Sonatrach, che rifornisce Edison con due miliardi di metri cubi di gas all'anno, era stato avviato nel 2011 e chiude il primo giro di rinegoziazioni del prezzo dei contratti di fornitura a lungo termine.
Nel 2012 il gruppo di Foro Buonaparte aveva già ottenuto la revisione al ribasso del prezzo del gas del Qatar (6,4 miliardi di metri cubi all'anno da Rasgas) e di quello libico (4 miliardi dall'Eni) mentre nel 2011 ad essere “calmierati” erano stati i contratti per il gas russo (2 miliardi da Promgas, cioè Gazprom) e norvegese (sempre fornito dall'Eni ma nel frattempo arrivato a naturale conclusione).
Edison ha già avviato un secondo round di rinegoziazioni per avvicinare il prezzo a cui acquista la materia prima all'andamento del mercato spot, dove pesano da un lato il calo
della domanda e dall'altro la sovraccapacità produttiva. Il prezzo delle forniture a lungo termine pesa infatti sui conti di Edison, costretta ad acquistare il gas a valori più alti di
quelli a cui può rivenderlo sul mercato. A causa del fardello dei contratti take-or-pay Edison ha chiuso il primo trimestre del 2013 con una perdita di 142 milioni di euro, dopo essere tornata all'utile nel 2012 proprio grazie alle rinegoziazioni. In relazione alla tempistica degli arbitrati Edison ha previsto “fluttuazioni” dell'Ebitda (margine operativo lordo) nel 2013 e 2014 attendendosi una sua stabilizzazione attorno agli 1,1 miliardi di euro solo al termine della price review con i fornitori.

PER IL SOTTOSEGRETARIO DE VINCENTI I RIGASSIFICATORI SONO ESSENZIALI

Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, interpellato sulle proteste contro il rigassificatore a Gioia Tauro, si è detto “fiducioso che le forze politiche saranno in grado di valutare con attenzioni gli interessi generali coinvolti nella realizzazioni delle infrastrutture”.
Nei giorni scorsi, a margine della presentazione della “Offshore mediterranean conference”, De Vincenti ha spiegato che “le infrastrutture energetiche, in particolare i rigassificatori, sono essenziali”. Il sottosegretario ha sottolineato come essi siano infrastrutture fondamentali sia “per garantire la differenziazione delle fonti di approvvigionamento e quindi la sicurezza energetica del Paese”, sia per “la stessa tutela ambientale, con il gas che è chiamato a svolgere una funzione chiave nella transizioni verso le fonti rinnovabili”. Quindi, ha aggiunto, “l’impegno del governo è garantire la massima sicurezza degli impianti, la massima tutela dell’ambiente e il dialogo con le popolazioni interessate. Tutti dobbiamo acquisire - ha evidenziato - la piena consapevolezza di quelli che sono gli interessi generali del paese e anche delle popolazioni coinvolte dalle infrastrutture”.

FIRMATO AD ATENE l’ACCORDO PER IL TAP. PASSERA: L’ITALIA SOSTERRA’ IL PROGETTO

Grecia, Italia e Albania hanno firmato ad Atene l’accordo per la realizzazione del Trans Adriatic Pipeline (Tap), uno dei progetti di gasdotto sviluppati per trasportare il gas naturale Del giacimento azerbaigiano di Shah Deniz in Europa. Il Consorzio di Shah Deniz effettuerà la selezione definitiva del gasdotto che trasporterà il proprio gas in Europa attraverso il Corridoio Sud entro giugno 2013.
“La firma dell’accordo intergovernativo - ha commentato Michael Hoffmann, External Affairs Director di Tap - rinforza ulteriormente il sostegno a Tap da parte dei governi ospitanti, sia da un punto di vista legale che regolatorio. Per Tap, quest’atto rappresenta l’ultimo accordo politico internazionale di alto livello, importante per l’imminente processo di selezione da parte del Consorzio di Shah Deniz”. Gli azionisti del progetto Tap sono la svizzera Axpo (42,5%), la norvegese Statoil (42,5%) e la tedesca E.On Ruhrgas (15%).
E l’Italia, ha detto il ministro Passera intervenuto ad Atene alla firma dell’accordo, “ha tutta la migliore volontà politica di sostenere il progetto”. Passera ha sottolineato il ruolo dell’Italia per questo progetto e ha fatto presente che le strutture per il trasporto del gas verso l’Europa non sono oggi ancora sufficienti, “ma possiamo rafforzarle ulteriormente. Ci auguriamo dal profondo del cuore di poter andare avanti su questa strada”.
“Il progetto Trans Adriatic Pipeline - ha dichiarato il primo ministro greco, Antonis Samaras, nel corso della cerimonia della firma dell’accordo - è di importanza strategica per la Grecia e la renderà un anello energetico forte e un Paese di prima destinazione di energia”.

FONDI UE A GASDOTTO GALSI DOPO NOTIFICHE AMBIENTALI

Il gasdotto Algeria-Sardegna-Italia (Galsi) è "del tutto conforme" agli obiettivi energetici dell'Ue, ma per ricevere i fondi europei è necessario che il progetto dia "conferma della corretta applicazione" della legislazione comunitaria in materia ambientale. E' quanto ha sottolineato la Commissione europea durante un dibattito alla commissione Petizioni del Parlamento Ue.
La discussione si è svolta in seguito alla presentazione di una denuncia da parte del comitato ProSardegnaNoGasdotto, secondo cui si rileva una "forte discrepanza" tra gli obiettivi di politica energetica dell'Ue e il finanziamento del Galsi. Gli esperti dell'esecutivo comunitario ritengono tuttavia che il gasdotto rispetti le priorità dell'Ue e, per dare il via libera allo stanziamento di risorse per la sua realizzazione, chiedono "la notifica delle misure adottate" per proteggere l'ambiente.

Iberdrola cede a Fluxys la sua quota nel gasdotto Medgaz

Iberdrola ha chiuso un'altra delle sue maggiori operazioni di cessione di asset non strategici, la vendita a Fluxys, della sua partecipazione del 20% in Medgaz (il gasdotto che unisce l'Algeria con la Spagna), dalla quale ha incassato 146 milioni.
L'ultimo piano strategico della società, presentato ad ottobre, prevedeva infatti cessioni per almeno 2 miliardi, con disinvestimenti in impianti e paesi non strategici necessari in un momento difficile come questo, caratterizzato da una caduta della domanda e dai maggiori carichi impositivi, nell'obiettivo ultimo di rafforzare la forza finanziaria del gruppo.

PUGLIA, FIRMATA LA CONCESSIONE PER L’APPRODO DEL GASDOTTO IGI POSEIDON DALLA GRECIA

La Igi Poseidon e la Capitaneria di porto di Gallipoli hanno firmato l’atto di concessione demaniale che concede alla società, per quarant’anni, l’area demaniale necessaria alla realizzazione dell’approdo nel comune di Otranto del gasdotto Poseidon tra la Grecia e l’Italia, controllato da Edison e dalla greca Depa.
“L’atto di concessione - si legge in una nota di Edison - conclude positivamente l’iter autorizzativo in territorio italiano, per il quale è stata ottenuta la pronuncia di compatibilità ambientale da parte del ministero dell’Ambiente nel 2010 e il decreto di autorizzazione unica da parte del ministero dello Sviluppo economico, con l’intesa della regione Puglia, nel 2011”. “Il punto di approdo, il percorso terrestre e la localizzazione della cabina di misura nel territorio otrantino - prosegue la nota - sono state definiti in accordo con l’amministrazione comunale, con cui è in essere un’apposita convenzione, utilizzando in larga parte il corridoio e le servitù dell’esistente cavo elettrico di collegamento con la Grecia e così minimizzando gli impatti sul territorio”.
“Igi Poseidon - continua la nota - prosegue quindi le attività di sviluppo propedeutiche all’avvio della fase realizzativa, che prevedono la finalizzazione delle procedure europee già in corso per l’aggiudicazione dei contratti di fornitura e costruzione”.
La Igi Poseidon è una joint venture tra Edison International Holding (100% Edison) e Depa, la società di stato greca operativa nel settore degli idrocarburi. Secondo il progetto, il metanodotto coprirà il tratto marino di 200 chilometri tra la costa pugliese e quella greca per l’importazione annuale di 8 miliardi di metri cubi di gas naturale provenienti dall’area del Mar Caspio attraverso Turchia e Grecia.

MOSCA CHIEDE A KIEV UN RISARCIMENTO DA 5,2 MILIARDI DI EURO PER IL GAS NON IMPORTATO

Continua il braccio di ferro per il gas tra Russia e Ucraina. Mosca ha chiesto a Kiev 5,2 miliardi di euro di risarcimento per non aver importato abbastanza gas russo l'anno scorso, ma la compagnia energetica statale ucraina Naftogaz ha fatto sapere di non avere intenzione di pagare questa somma e di essere pronta a ricorrere all'arbitrato internazionale.
L'Ucraina ritiene “iniquo” il contratto decennale siglato con la Russia nel 2009 per le importazioni di metano, che ha fissato il prezzo pagato al gigante russo del gas Gazprom a più di 400 dollari ogni mille metri cubi.
L'anno scorso, Kiev ha ridotto le importazioni di gas dalla Russia del 26,5%: ha acquistato in totale 32,9 miliardi di metri cubi di gas, per i quali ha pagato a Mosca 13,5 miliardi di dollari. Secondo Gazprom, questa quantità è inferiore a quella minima fissata dal contratto del 2009, 42 miliardi di metri cubi, ma gli ucraini sostengono che, sempre secondo l'accordo, possono ridurre l'import di gas russo fino a 33 miliardi di metri cubi.

SNAM FIRMA CON TOTAL ACCORDO PER ACQUISTARE TIGF

Il consorzio costituito da Snam (45%), dal fondo sovrano di Singapore GIC (35%) e da Edf (20%, attraverso il fondo dedicato alla dismissione degli asset nucleari), ha firmato l’accordo definitivo con il gruppo Total per l’acquisizione di Tigf (Transport et infrastructures Gaz France), società attiva nel trasporto e nello stoccaggio di gas naturale nel Sud Ovest della Francia. È quanto annuncia una nota di Snam nella quale si legge che Tigf rappresenta una piattaforma strategica per l’integrazione dei mercati europei del gas, in grado di contribuire alla loro ulteriore liquidità e di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti in Francia e in Europa.
La chiusura dell’operazione è soggetta all’approvazione delle autorità regolatorie e antitrust. Tigf, con sede a Pau, nei Pirenei, impiega circa 500 persone e opera una rete di gasdotti che si estende per circa 5mila chilometri e due importanti siti di stoccaggio del gas ubicati a Lussagnet e Izaute.
E in una nota il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha espresso “forte apprezzamento” per l’accordo definitivo raggiunto da Snam e dal gruppo Total. L’accordo, sottolinea il ministro, “rafforza ulteriormente gli eccellenti rapporti economici tra Italia e Francia e si inquadra in maniera coerente con gli obiettivi europei e con la Strategia energetica nazionale di piena integrazione delle reti e del mercato continentale. Si conferma in questo modo anche la bontà della scelta che abbiamo effettuato un anno fa con lo scorporo di Snam, diventato oggi un grande player indipendente in grado di sviluppare pienamente il suo ruolo di leader europeo nel trasporto di gas”.

LA CINA CONCEDE UN PRESTITO-MONSTRE A NAFTOGAZ PER SOSTENERE IL CARBONE

La Banca cinese per lo sviluppo ha concesso un prestito da 3,7 miliardi di dollari (circa 2,8 miliardi di euro) alla società energetica statale ucraina Naftogaz. L'obiettivo del finanziamento è implementare il programma nazionale ucraino, che punta a ridurre il consumo di metano sostituendo parzialmente il gas con il carbone come fonte
energetica.
L'Ucraina, che dal punto di vista energetico dipende largamente dalla Russia, ritiene iniquo il contratto per il metano siglato dall'allora premier Julia Timošenko con Mosca nel 2009, lo stesso per il quale la leader dell'opposizione è stata condannata a sette anni di reclusione in un processo che Ue e Usa ritengono di matrice politica.
Quell'accordo ha fissato il prezzo pagato da Kiev a poco più di 400 dollari per mille metri cubi; da tempo il governo ucraino sta tentando di rinegoziarlo, finora senza successo. Con il denaro in arrivo dalla Cina, fa sapere l'agenzia Itar-Tass, Kiev punta a costruire diversi impianti per produrre energia sfruttando delle miscele acqua-carbone e tre impianti per la gassificazione del carbone.

NASCE PER DECRETO L’OCSIT, L’ORGANISMO CENTRALE DI STOCCAGGIO ITALIANO

È entrato in vigore il decreto legislativo n. 249 del 31 dicembre 2012 (pubblicato nella “Gazzetta Ufficiale” numero 22 del 26 gennaio 2013), che ha istituito tra l’altro l’Ocsit, l’Organismo centrale di stoccaggio italiano. Le attività e le funzioni del nuovo organismo sono state affidate ad Acquirente Unico, la società pubblica che dovrà assicurare l’ottimizzazione e la gestione delle scorte.
Entro 180 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, il ministero dello Sviluppo economico emanerà gli indirizzi per l'esercizio delle funzioni dell’Ocsit.
Con questo provvedimento, il governo italiano ha recepito la direttiva 2009/119/Ce che impone agli stati membri dell’Ue l’obbligo di detenere un quantitativo minimo di scorte di petrolio greggio e prodotti petroliferi, al fine di assicurare la disponibilità delle scorte petrolifere e la salvaguardia dell’approvvigionamento del mercato interno in situazioni di emergenza.
Gli obiettivi principali dell’Ocsit sono l’ottimizzazione del sistema nazionale delle scorte, la facilitazione dell’accesso al mercato da parte di tutti gli operatori del settore petrolifero, la promozione della concorrenza in un’ottica di efficienza e trasparenza, il miglioramento del flusso informativo e della gestione operativa attraverso una piattaforma informatica nazionale.

RWE, CESSIONE DELLA RETE GAS CECA PER 1,4 MLD

Il gruppo energetico tedesco Rwe ha ceduto Net4Gas, la rete ceca di distribuzione del gas, ad Allianz Capital Partners e Borealis, controllata del fondo pensione canadese Ontario Municipal Employees Retirement System. Lo riporta il quotidiano Italia Oggi, secondo cui l’importo dell’affare corrisponderebbe a circa 1,4 miliardi di euro.
La cessione rientra in un programma più ampio di cessioni da parte del gruppo tedesco della società, la quale deve ridurre il livello d'indebitamento per fare meglio fronte al calo dei prezzi dell'elettricità stante al debolezza dell'economia europea e anche perché il gruppo deve prepararsi all'uscita definitiva della Germania dal programma nucleare nei prossimi dieci anni, che è costato alla Rwe svalutazioni e perdite per miliardi di euro.

PASSERA, DA APRILE CALO BOLLETTE

Le bollette del gas cominceranno a scendere dal prossimo aggiornamento delle tariffe che scatterà il primo aprile 2013. Lo ha confermato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso della presentazione della Strategia energetica nazionale.
“Tra poche settimane - ha detto il ministro - annunciamo il ribasso del costo del gas”. Grazie ad un nuovo metodo di calcolo adottato dall’Autorità dell’energia, le tariffe dovrebbero diminuire da qui alla fine dell’anno di circa il 6-7%.
I risparmi in bolletta, ha spiegato quindi Passera su Twitter, arriveranno dal prossimo trimestre “anche grazie alla liberalizzazione del mercato del gas”. Determinante è in questo senso il quasi azzeramento dello spread dei prezzi sul mercato all’ingrosso, oggi sostanzialmente allineati in Italia a quelli degli altri paesi europei.

RIVOLUZIONE BOLLETTE: L’AUTORITÀ ANNUNCIA RIDUZIONI GIÀ DA APRILE

Trasferire ai consumatori i benefici che derivano dallo sviluppo di un mercato all’ingrosso del gas concorrenziale in Italia, arrivando ad una riduzione della bolletta per le famiglie del 6-7% già a partire dal prossimo aprile.
Sono questi i capisaldi della riforma delle condizioni economiche del servizio di tutela gas delineata nel nuovo documento di consultazione dell’Autorità per l’energia, che prevede anche l’introduzione di specifici strumenti regolatori per promuovere l’abbondanza di offerta, un assetto concorrenziale stabile e il progressivo svincolamento dei prezzi del gas dai contratti di lungo termine.
Nella prima fase, tra il primo aprile e il 30 settembre 2013, il prezzo della materia prima gas verrà calcolato aumentando dall’attuale 5% al 20% le quotazioni spot degli hub esteri, oggi più vantaggiosi dei contratti di lungo periodo. Quindi, il peso dei prezzi spot esteri, che oggi incide solo per il 5% sul calcolo della materia prima - mentre i cosiddetti take or pay rappresentano il 95% - da aprile aumenterà al 20% (i pesi diventano 80% e 20%).
Nella seconda fase, dal primo ottobre, viene previsto un metodo innovativo di calcolo della materia prima, con un passaggio al 100% a prezzi spot che si formeranno sulla borsa gas, il mercato a termine di prossimo avvio da parte del Gme.
In una terza fase, che partirà non prima del primo ottobre 2014, l’Autorità ha previsto poi la possibilità di introdurre specifici strumenti per tutelare i consumatori da eventuali picchi di prezzo o da improvvise carenze di gas. La decisione di attivare o meno questi strumenti, che sostituiscono la precedente assicurazione contro il caro-gas, verrà presa in futuro solo se ci sarà l’effettiva possibilità che le attuali dinamiche di prezzo si invertano.
L’Autorità ha anche previsto l’introduzione di una specifica componente per promuovere un’efficace rinegoziazione dei contratti di lungo periodo, a beneficio dei consumatori e del sistema; i venditori che usufruiranno di questa componente dovranno “restituire” ai loro clienti i vantaggi di prezzo derivanti dal successo delle rinegoziazioni.
Di fatto, gli incentivi temporanei serviranno per rinegoziare condizioni migliori.
Nell’insieme, gli strumenti di copertura previsti superano anche quelli assicurativi strettamente correlati ai contratti di lungo termine, che erano indicati nei primi orientamenti dell’Autorità, accogliendo così alcune osservazioni emerse nel corso della prima
consultazione.

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA RATIFICATO L’ACCORDO “TRANS ADRIATIC PIPELINE”

Il Consiglio dei ministri ha approvato, salvo intese, un disegno di legge per la ratifica dell’accordo tra la Repubblica di Albania, la Repubblica greca e la Repubblica italiana sul progetto “Trans Adriatic Pipeline”, siglato ad Atene il 13 febbraio 2013. Lo rende noto il comunicato del governo.
La ratifica dell’accordo, si legge nella nota, ‘‘consentirà di dare attuazione all’intesa siglata dai tre paesi il 27 settembre 2012 a New York per la realizzazione del gasdotto Tap, attraverso il rafforzamento delle collaborazioni in essere. L’accordo è per l’Italia un importante strumento per diversificare le fonti energetiche e i fornitori di energia, con positive ricadute dal punto di vista della sicurezza energetica”.

SCARONI FIRMA IN VIETNAM PER RISORSE NON CONVENZIONALI

Il presidente e ceo della compagnia petrolifera di stato vietnamita Vietnam Oil and Gas Group (Petrovietnam), Do Van Hau, e l’ad dell’Eni, Paolo Scaroni, hanno firmato ad Hanoi un accordo per la valutazione congiunta del potenziale di risorse non convenzionali nel paese. Lo studio, informa una nota, “sarà realizzato da un team misto Petrovietnam-Eni e beneficerà del consistente patrimonio di conoscenze specifiche e tecnologie innovative messe a disposizione da Eni”.

IL FONDO KNIGTH VINKE INVITA L’ENI A SCORPORARE SUBITO SAIPEM

Knight Vinke, da sei anni azionista dell’Eni, caldeggia una veloce separazione di Saipem dalla società del Cane a sei zampe. In una lettera di cui riferiscono il “Sole 24 Ore” e il “Corriere della Sera”, il ceo del fondo Usa, Eric Knight, suggerisce a Scaroni un rapido “spin off” da Saipem che è una “bellissima società”, sottolinea Knight, “che però ha perso valore a causa dello scandalo delle presunte tangenti in Algeria”.
A tal proposito il ceo del fondo Usa ricorda che in meno di tre settimane Saipem ha bruciato in Borsa 7 miliardi di capitalizzazione.
Knight rileva che una mossa del genere “consentirebbe di eliminare lo sconto sofferto da chi ha Saipem attraverso Eni, allo Stato di mantenere una quota sostanziosa di Saipem, all’Eni di deconsolidare 4,3 miliardi di debito della controllata e, soprattutto, di riacquistare quella credibilità e quel valore perduti negli ultimi mesi”.

CONTI 2012, CRESCE IN ITALIA GAS NATURAL FENOSA

Gas Natural Fenosa, multinazionale energetica spagnola attiva nei settori del gas e dell’elettricità, ha presentato i risultati dell’esercizio 2012 confermando la crescita delle attività realizzate in Italia. L’insieme delle società Italiane di Gas Natural Fenosa ha realizzato nel 2012 un ebitda (utile al lordo di interessi, imposte e ammortamenti) di 83 milioni di euro in crescita del 18,6%. Il risultato - si legge in una nota - dà ulteriore continuità alle brillanti performance degli ultimi anni, quando le dinamiche si erano già rivelate sostenute. Al miglioramento dell’ebitda ha contribuito principalmente la crescita dei risultati dell’attività regolata di distribuzione e il crescente incremento dei margini della commercializzazione di gas.
Per quanto concerne la controllata del settore distribuzione, essa ha raggiunto in Italia i 449.000 punti di riconsegna (+2%) e aggiunto altri 149 chilometri a una rete distributiva che, a fine 2012, ha così raggiunto uno sviluppo di 6.885 chilometri (+2,2%) in cui sono transitati 3.647 GWh, con un incremento del 1,9% rispetto al 2011.
Gas Natural Vendita Italia ha invece collocato sul mercato italiano un totale di 6.121 GWh, dei quali 2.844 GWh alla clientela residenziale e commerciale e 3.277 GWh agli operatori all’ingrosso. Nel corso del 2012, la società ha inoltre avviato la vendita di elettricità acquisendo circa 8.000 contratti.

SCARONI: SOUTHSTREAM PROCEDE COME DA PROGRAMMA

“Il progetto di South Stream va avanti come da programma”, lo ha dichiarato l’ad di Eni, Paolo Scaroni, a margine di un evento alla suola superiore di Polizia. Di ritorno dalla Russia per un incontro con i vertici di Gazprom, Scaroni ha specificato che il gruppo “procede come prima perché si tratta di un progetto che aumenta la sicurezza degli approvvigionamenti ed è quindi positivo per i consumatori”.
Rispondendo ai giornalisti Scaroni è anche tornato sulle tensioni del cane a sei zampe con il governo turco che, tramite il ministro dell’Energia, Taner Yildiz, ha annunciato lo stop ai progetti comuni a causa della collaborazione della compagnia petrolifera con Cipro. “Non ho avuto un chiarimento con il ministro turco - ha spiegato l’ad - ma i rapporti con la Turchia sono sempre stati buoni e credo lo torneranno”.

GAS, A KIEV POSSIBILE HUB DI STOCCAGGIO EUROPEO

La discussione in atto in parlamento a Kiev sulla privatizzazione delle controllate dalla società energetica statale Naftogaz, in caso di ok potrebbe dare il via alla creazione, nel paese, di un importante hub per lo stoccaggio del gas europeo. È anche con lo sguardo rivolto a questo obiettivo che l’Ue ha organizzato una tavola rotonda di due giorni per mettere in contatto l’Ucraina (dai suoi gasdotti passa più della metà del gas russo diretto in Europa) con le istituzioni finanziarie internazionali, le compagnie energetiche (tra queste anche l’Eni) e tutte le parti che potrebbero avere un ruolo.
È emerso in una conferenza stampa del commissario Ue per l’Energia, Guenther Oettinger, e del ministro ucraino per l’Industria, Eduard Stavytskyi.
Per la realizzazione del progetto è necessaria una modernizzazione del sistema di distribuzione ucraino, con la possibilità di un flusso bidirezionale, che secondo le stime presentate avrebbe un costo di 540 milioni di dollari. Di questi 230 dalla stessa Ucraina, mentre i restanti 310 da investimenti.
Da tempo Kiev punta a un abbassamento del prezzo pagato a Mosca per il gas (430 dollari ogni mille metri cubi), considerato “iniquo”. Tuttavia, nel caso della creazione di un hub, l’Ucraina potrebbe anche acquistare dai paesi Ue il gas a prezzi inferiori.

INCHIESTA SAIPEM: IL NOME DI SCARONI SAREBBE STATO FATTO DALL’EX MANAGER TULLIO ORSI

Sarebbe Tullio Orsi, ex direttore generale di Saipem in Algeria, il teste chiave dell’inchiesta della Procura di Milano sulla presunta corruzione internazionale che vede tra gli otto indagati lo stesso Orsi e l’ad di Eni, Paolo Scaroni. Lo stesso Orsi, anch’egli indagato per corruzione internazionale, avrebbe parlato ai magistrati del presunto incontro in un albergo di Parigi tra Scaroni e l’intermediario algerino Farid Bedjaoui e del rapporto tra un altro ex dirigente di Saipem, Pietro Varone, e quello che il manager avrebbe chiamato “il suo contatto”: l’algerino di nazionalità francese Farid Bedjaoui, il presunto collettore della maxi-tangente da oltre 197 milioni di euro pagata, secondo i magistrati inquirenti, per l’assegnazione degli appalti Saipem nel Paese africano.
Nel decreto di perquisizione dei giorni scorsi i pm indicavano il presunto collaboratore come una “persona coinvolta nella vicenda”. Nel corso del 2007 - ha messo a verbale la fonte - “ho saputo da Varone che si sarebbe incontrato a Parigi con Chekib Khelil (all’epoca ministro algerino dell’Energia, ndr) e il suo contatto”. Poi - ha aggiunto - “ha cominciato a chiamare quest’ultimo ‘il giovane’ e quindi aveva preso l’abitudine di dirmi che incontrava il vecchio e il giovane. Io non sono in grado di dire con precisione di quanti incontri Varone mi abbia parlato”.
Sono stati diversi incontri, non meno di cinque. Da quanto si è saputo, però, sarebbe stato sempre Orsi a “tirare in ballo” Scaroni. L’incontro di Parigi a cui avrebbe partecipato l’ad dell’Eni, secondo i pm, “era finalizzato ad ottenere un’ulteriore commessa (Cafc) per aumentare la redditività del giacimento di Menzel Ledjemet Est”.

SNAM, INVESTIMENTI PER QUASI 7 MILIARDI E NESSUN TIMORE PER GRILLO

Investimenti per 6,2 miliardi in quattro anni in Italia, senza paura per eventuali stop da parte dei grillini, e una politica di dividendi “attrattiva e sostenibile nel medio-lungo termine”, malgrado consumi di gas che non riprenderanno prima del 2017.
Si presenta così il gruppo Snam, in occasione della prima strategia illustrata agli azionisti nella sua nuova veste fuori dall’ombrello dell’Eni. Dall’ottobre scorso Cdp è infatti subentrata con una quota del 30% e il Cane a sei zampe è rimasto con poco più del 20%, ma senza diritto di voto.
Il piano, presentato alla comunità finanziaria dall’ ad Carlo Malacarne, prevede investimenti complessivi per 6,9 miliardi. Di questi, la fetta più grossa e pari a 6,2 miliardi (a cui se ne dovrebbero aggiungere altri 4,6 fino al 2020 per completare i progetti avviati) è destinata all’Italia, per migliorare le infrastrutture e l’interconnessione con le reti europee,
nell’ottica della creazione di un hub previsto anche dalla Strategia energetica nazionale. I consumi di gas, in Italia, continueranno infatti a languire per i prossimi anni: il 2013 si
dovrebbe chiudere con una flessione del 2,5%, con le centrali termoelettriche al palo e la produzione industriale che stenta.
Nel medio-lungo termine, invece, la situazione cambierà, tanto che nel 2020 la stima è di una domanda pari a 83 miliardi, che crescerà a 86 nel 2025: dal 2017, intanto, sarà possibile esportare 8 miliardi di metri cubi grazie agli impianti di reverse flow, vale a dire di scambio con l’estero, cui è destinata una parte importante degli investimenti previsti. Il
gas potrebbe arrivare dalle strutture già esistenti (Algeria e Libia), da futuri gasdotti (ad esempio il Tap) o da un nuovo rigassificatore.
L’Italia deve quindi migliorare la propria infrastruttura, per questo Snam intende incrementare la rete di trasporto di circa 1.000 km e aumentare la potenza installata nelle centrali di compressione di circa 150 MW. Sulla strada del gruppo energetico potrebbe però mettersi il Movimento 5 Stelle, notoriamente critico verso infrastrutture ad alto impatto: ma Malacarne si dice non preoccupato, perché “il 75%” degli investimenti previsti “è autorizzato per la costruzione”. Inoltre per gli importanti gasdotti sulla dorsale Adriatica se ne parlerà nel 2017, quindi “c’è tutto il tempo per discuterne con gli enti locali’’.

SHALE GAS: IN USA BATTE IL NUCLEARE, ORA OBIETTIVO UE

Il settore del gas naturale americano riscuote negli ultimi anni un grande successo, sotto la spinta di tecniche innovative di perforazione e grazie in particolare ai cosiddetti gas di scisto, gli shale gas. Con queste nuove forniture il mercato americano è cresciuto a dismisura, tanto che lo shale gas copre ormai circa il 20% della produzione statunitense di gas e la stampa americana registra che da qualche mese a questa parte le grandi utilities americane stanno iniziando a spegnere i reattori nucleari e a programmare una graduale sostituzione con le molto più economiche centrali a gas. Dal 2010, infatti, la produzione elettrica da nucleare avrebbe perso 3 punti percentuali, pari a 29 miliardi di chilowattora.
Tuttavia, preoccupa l’incremento dell’industria petrolifera da un lato e gli effetti delle perdite di gas dai pozzi nei giacimenti shale, che minaccerebbero l’equilibrio climatico. Il mercato del gas di scisto però, ormai caratterizzato da un surplus di produzione e da prezzi bassi, ha deciso di combattere l’eccesso di offerta negli Stati Uniti dando il via a una penetrazione in Asia e in Europa.
L’Ue sta accogliendo favorevolmente questa opportunità, anche per ridurre la dipendenza dalla Russia: mentre alcune navi gasiere stanno già facendo la spola con l’Europa, la Commissione europea pensa ad azioni e misure di sostegno per quei Paesi che stanno sperimentando o si stanno rivolgendo verso la produzione di gas da scisti come Polonia, Germania, Austria, Svezia, Olanda e Regno Unito.

LA MERKEL APRE AL FRACKING: CRITICHE DALLE ASSOCIAZIONI

Il governo della cancelliera Angela Merkel ha preparato una proposta di legge che permetta, pur con diverse limitazioni, il fracking, tecnica di estrazione di gas dal sottosuolo contestata per i rischi ambientali che comporta. Lo hanno reso noto nei giorni scorsi i ministri dell’Ambiente, Peter Altmeier, e quello dell’Economia, Philipp Roesler. Accogliendo in parte le critiche espresse da alcuni Laender e dalle associazioni ambientaliste, la normativa vieta il fracking nelle zone immediatamente vicine alle falde acquifere. Le autorizzazioni per le trivellazioni saranno inoltre concesse solo dopo una ‘prova di sostenibilità’ su cui deciderà l’autorità federale per l’ambiente. Secondo le stime dell’Ufficio federale dell’Ambiente, con questa tecnica si potrebbero estrarre dal sottosuolo in Germania fino a 1,3 miliardi di metri cubi di gas, una quantità in grado di soddisfare l’intero fabbisogno nazionale per tredici anni. Nella lettera i due ministri parlano invece di 2,3 miliardi di metri cubi potenziali.
Forti le critiche delle opposizioni e delle associazioni ambientaliste, secondo cui la normativa punta sul fracking prima che siano state definite con certezza le conseguenze per l’ambiente di quella tecnica di estrazione.

ENI: SCOPERTA NUOVA RISERVA DI GAS IN MOZAMBICO

Eni ha scoperto una nuova riserva di gas naturale all’interno del complesso di Mamba, in Mozambico. Lo rende noto la società stessa, sottolineando come la scoperta “confermi il potenziale dell’area operata da Eni a 2.115 miliardi di metri cubi di gas in posto (75 Tcf), dei quali almeno 761 (27 Tcf) di pertinenza esclusiva dell’area stessa”.

MALACARNE (SNAM): SHALE GAS BENVENUTO, NON MINACCIA

“Se arriva lo shale gas (il gas ottenuto da argille) è benvenuto. Per un operatore come noi non è una minaccia perché per un operatore infrastrutturale la competizione sui prezzi del gas è positiva”. Così l’ad di Snam, Carlo Malacarne in conferenza stampa al termine dell’assemblea.
Malacarne ha poi evidenziato che “in Europa la produzione a ciclo combinato è ferma. Non funziona serve un evento come questo che possa rimetterli in moto”. Il manager si è poi soffermato sulla quota ancora in mano ad Eni (il 12% più un 8% vincolato a 3 anni con un bond). “Il decreto sullo scorporo pone un’uscita ma una tempistica non c’è ed è a discrezione dell’azionista”, ha detto. Malacarne ha poi rilevato che il titolo Snam, è “penalizzato dall’overhang, sicuramente questo aspetto c’è, ma con quote di questo tipo non tutti gli investitori la vedono come una minaccia”.
Quanto al nuovo cda che si tinge di rosa con quattro componenti su nove, in base alle disposizioni sullo scorporo Eni non è intervenuta nel processo di nomina. Nel consiglio e nel collegio sindacale non sono presenti componenti in precedenza indicati dall’Eni, ad esclusione di Carlo Malacarne - confermato ad - la cui posizione risulta, comunque, fin dal 2007 coerente con la normativa unbunding.

GAS DALLA LIBIA, RITORNO ALLA NORMALITÀ

Il flusso di gas naturale dalla Libia verso l’Italia è progressivamente ripreso e dovrebbe tornare ai livelli normali entro la settimana, dopo essere stato interrotto dai combattimenti tra milizie al complesso energetico di Millitah: lo ha detto alla Reuters il presidente della National oil corporation libica, Nuri Barruein.
“Ci sono stati test e l’export è ripreso gradualmente - ha detto Berruein. - Prima della fine della settimana sarà tornato normale”.
La produzione e l’esportazione di gas verso Gela erano stati interrotti il 2 marzo in seguito a scontri a fuoco fra forze locali libiche nell’area dell’impianto di produzione di gas della Mellitah oil & gas, joint venture paritetica fra Noc ed Eni. L’attività a Mellitah era
ripresa dopo due giorni; ma non così il flusso di gas che arriva in Sicilia lungo i 520 chilometri del gasdotto Greenstream.

EDF E SNAM TRATTANO PER ACQUISTARE DA TOTAL UNA SOCIETÀ DI STOCCAGGIO GAS

Un consorzio formato da Edf (20%), Snam (45%) e Gig (Singapore, 35%) ha avviato con Total una trattativa esclusiva per l’acquisizione di Tigf, la società di Total attiva nel trasporto e nello stoccaggio di gas nel Sud Ovest della Francia.
Lo rende noto un comunicato del consorzio, specificando che nell’offerta l’enterprise value “è valutato 2,4 miliardi di euro”. Tigf, con sede a Pau, impiega oltre 500 persone e gestisce una rete di gasdotti, oltre a due importanti siti di stoccaggio a Lussagnet e Izaute.
Parlando a nome dei componenti del consorzio, il cfo e membro di Edf, Thomas Piquemal, e l’amministratore delegato di Snam, Carlo Malacarne, hanno affermato che “desideriamo incontrare quanto prima a Pau i rappresentanti dei lavoratori di Tigf per presentare il nostro piano, volto a rafforzare e accompagnare la società nella sua crescita”.
Total darà ora inizio alle consultazioni con gli organi di rappresentanza del personale Tigf sull’offerta proposta dal consorzio: le consultazioni saranno completate prima che qualsiasi accordo venga finalizzato dalle parti, specifica la nota del consorzio.

RIGASSIFICATORE GIOIA TAURO. SORGENIA: “LE COSE SERIE SI FANNO PARLANDO CON TUTTI”. PROTESTE DI COMUNE E PARTITI

“Come Sorgenia, da zero, abbiamo fatto quattro impianti a ciclo combinato osteggiati dalla popolazione. Io sono sempre andato a parlare con tutti e alla fine davanti ai fatti, alle cose serie e scientifiche e non alle chiacchiere, le cose che hanno senso vanno avanti, quelle meno serie no”. Lo dice Massimo Orlandi, ad di Sorgenia, a margine della presentazione del rapporto sui comuni rinnovabili di Legambiente, parlando del rigassificatore di Gioia Tauro (Rc) - della Lng Med Gas terminal, partecipata da Sorgenia e Iren - e delle proteste contro la realizzazione.
“Sicuramente - spiega Orlandi - penso che le cose hanno senso vadano avanti, ma soprattutto quelle che rispettano la legge, che ha delle sue regole, i limiti esistono. Il nulla osta di sicurezza esiste, non sono cose che dobbiamo inventare di caso in caso”. In Italia, osserva Orlandi, “ogni tanto abbiamo questo grosso handicap, che secondo me vale più di tanti vincoli, che è una burocrazia troppo soggettiva, un’interpretazione troppo soggettiva. Si deve avere una regola e rispettarla”.
“La priorità a livello europeo e non solo italiano - conclude Orlandi - è rendere il mercato del gas competitivo perché i prezzi del gas stanno cambiando in maniera drastica, quasi sempre in discesa e dobbiamo essere pronti a cogliere questa opportunità”.
Anche il Comitato portuale ha dato il via libera, a maggioranza, al rigassificatore di Gioia Tauro. Contrario, invece, il sindaco di Gioia Renato Bellofiore, che aveva chiesto un rinvio a causa della mancanza della certificazione antimafia e del piano industriale.
Proteste davanti ai cancelli della cinta doganale di movimenti, associazioni e rappresentanti di alcuni partiti, tra cui il Movimento 5 Stelle, Pd e Sel, che chiedevano ai componenti del comitato di votare no alla concessione demaniale.