CONSULTA: ROBIN TAX INCOSTITUZIONALE. FEDERUTILITY: FINE DI UNA DISCRIMINAZIONE

La Robin Tax è incostituzionale: lo ha sancito la Consulta con la sentenza n. 10/2015. La bocciatura non ha effetti retroattivi ma annulla l’imposta aggiuntiva solo per il futuro, lasciando nelle casse dell’erario il gettito pregresso - per evitare di determinare "uno squilibrio del bilancio dello Stato” tale da richiedere una manovra finanziaria aggiuntiva, è scritto nel dispositivo - che è stato stimato mediamente intorno al miliardo di euro l’anno.
La Robin Tax, una maggiorazione dell’aliquota Ires applicata a una serie di operatori del settore energetico, era stata introdotta per decreto nel 2008 dal governo Berlusconi con l'obiettivo di contenere i cosiddetti “profitti di congiuntura” in un contesto di alti prezzi del petrolio che oggi risulta ribaltato. La questione di illegittimità era stata sollevata nel 2011 dalla Commissione tributaria provinciale dell'Emilia-Romagna, secondo la quale la norma viola il principio di capacità contributiva penalizzando tutte le imprese del settore, anche quelle che non si giovano degli aumenti. La Corte costituzionale ha sottolineato che la maggiorazione colpisce “l’intero reddito dell’impresa” e non i soli sovra-profitti, che peraltro si sarebbero determinati nel contesto di una congiuntura economica eccezionale mentre con la Robin Tax si è stabilita un’imposizione strutturale.
“Si spiega da sola la sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità della cosiddetta Robin Tax”. Lo afferma in una nota Giovanni Valotti, presidente di Federutility, la federazione che riunisce i gestori dei settori energetico e idrico. “Non c'è molto da aggiungere”, secondo Valotti, dato che nel provvedimento della Consulta si legge che la tassa determina “un ingiustificato aggravio impositivo a carico delle sole imprese operanti nel settore” e, in un altro passaggio, che genera un'altra “irragionevole discriminazione, in prima istanza tra le imprese assoggettate all'addizionale rispetto alle altre e poi, all'interno di quelle assoggettate, tra produttori e distributori”.
“Erano alcuni anni - continua Giovanni Valotti - che la nostra federazione e tutte le associazioni di settore, lanciavano appelli al legislatore e alle istituzioni. La non retroattività della sentenza - conclude Valotti - non consentirà di recuperare le somme ingiustamente versate, ma almeno dal 2015 possiamo contare in un regime più equo”.

ACQUA, ENERGIA E RIFIUTI: IL 2015 PARTE CON UTILITALIA

Il 2015 sarà l’anno dell’operatività di Utilitalia, la federazione nata dalla fusione tra Federambiente (igiene ambientale) e FederUtility (energia, gas e acqua) votata dalle rispettive Assemblee nelle scorse settimane. Utilitalia rappresenterà l'insieme delle imprese di servizi pubblici locali a rilevanza industriale, costituita da circa 577 associate con 90.000 addetti complessivi e un valore della produzione pari a 40 miliardi di euro.
Primo presidente di Utilitalia sarà Giovanni Valotti, attuale Presidente di Federutility (e di A2A). "L'unione tra queste federazioni risponde ad un disegno molto ambizioso - ha dichiarato Valotti -: rafforzare il ruolo delle imprese di servizi pubblici al servizio dei cittadini, dello sviluppo dell'economia e della tutela dell'ambiente e del territorio".
Per il presidente di Federambiente Filippo Brandolini "attraverso la costituzione della nuova associazione trarranno maggiore forza e slancio le azioni e le proposte che Federambiente ha avanzato in questi anni, con l'obiettivo di favorire nella legalità una gestione industriale dei rifiuti che è la chiave per raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei a tutela dell'ambiente e per favorire lo sviluppo economico del Paese".
I primi mesi dell’anno saranno dedicati ad affinare e tradurre in azioni quanto deliberato con la fusione ed alla formalizzazione dei vari passaggi.
Utilitalia - al pari di quanto hanno fatto storicamente le due federazioni - promuoverà le sinergie industriali, accompagnando le imprese verso lo sviluppo della Green economy e delle smart cities, la realizzazione degli obiettivi UE di sostenibilità ambientale e la crescita degli standard qualitativi dei servizi resi ai cittadini.

PARTECIPATE, CRITERI PER IL RIORDINO NEL DDL PA: PREMIALITA’ PER ENTI LOCALI CON AGGREGAZIONE NEI SPL

Prende lentamente forma il progetto di riordino delle partecipate pubbliche ormai da tempo annunciato dal governo. Si parte dal disegno di legge n. 1577 “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato, che prevede il riordino della disciplina delle partecipazioni azionarie delle pubbliche amministrazioni (art. 14) e di quella dei servizi pubblici locali (art. 15).
In entrambi i casi è prevista una delega al governo che dovrà adottare i relativi decreti legislativi di semplificazione entro un anno dall’entrata in vigore della legge. A circostanziare i criteri che dovranno guidare il governo nell’adozione dei decreti delegati, già in parte dettati dal testo originario, sono arrivati due emendamenti presentati il 15 gennaio dal relatore Giorgio Pagliari (Pd) che chiariscono il quadro d’azione in cui si muoverà l’esecutivo.
L’obiettivo resta, ha ribadito nei giorni scorsi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio in occasione di un incontro organizzato dalla Business School del Sole 24 Ore a Roma, la riduzione delle partecipate “da 8.000 a 1.000”, sulla scorta del lavoro svolto dall’ex commissario per la revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli.
Il testo all’esame della Commissione parte da una distinzione tra i tipi di società “in relazione alle attività svolte e agli interessi pubblici di riferimento”. Per Delrio il provvedimento implicherà “aggregazioni successive, facendo entrare capitali privati e togliendo alla politica i posti nei consigli d’amministrazione”.
Il testo del ddl - così come riformulato dall’emendamento del relatore - prevede il riordino della disciplina relativa alle partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni con il fine di “assicurare la chiarezza della disciplina, la semplificazione normativa e la tutela e promozione della concorrenza”.
Per le società partecipate dagli enti locali, in particolare, la delega al governo indica un “rafforzamento delle misure volte a garantire il raggiungimento di obiettivi di qualità, efficienza, efficacia ed economicità, anche attraverso la riduzione dell'entità e del numero delle partecipazioni e l'incentivazione dei processi di aggregazione”. Si prevede poi l’introduzione di “incentivi e meccanismi di premialità o di riequilibrio economico-finanziario nei rapporti con i gestori per gli enti locali che favoriscono l'aggregazione delle attività e delle gestioni secondo criteri di economicità ed efficienza”.
L’emendamento detta anche la previsione di “una netta distinzione tra le funzioni di regolazione e le funzioni di gestione dei servizi, anche attraverso la modifica della disciplina sulle incompatibilità o inconferibilità di incarichi o cariche” e l’esigenza di chiarire e allocare i poteri di regolazione e controllo tra i diversi livelli di governo e le Autorità indipendenti.
Si prevedono infine una “revisione della disciplina dei regimi di proprietà e gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni, nonché di cessione dei beni in caso di subentro”, “adeguati strumenti di tutela non giurisdizionale per gli utenti dei servizi, nonché di forme di consultazione e partecipazione diretta” e la definizione di sanzioni e interventi sostitutivi in caso di violazione della disciplina in materia di servizi d’interesse economico generale.

TOP UTILITY, VINCE ACQUE SPA. NEL 2013 CRESCONO INVESTIMENTI SETTORE (+6,8%)

È Acque SpA, gestore del servizio idrico integrato del Basso Valdarno, l’azienda che si aggiudica il premio per le migliori performance nel settore delle utility italiane, consegnato a Milano in occasione della presentazione del III rapporto Top Utility Analysis che ha valutato le prime 100 utility pubbliche e private d’Italia. Una realtà che, nel suo complesso, fattura 125 miliardi di euro e che nel 2013 ha coperto oltre il 52% dell’elettricità prodotta in Italia, il 66% dell’acqua potabile erogata e il 36% dei rifiuti, incrementando gli investimenti del 6,8% rispetto all’anno precedente. In finale con Acque anche Aimag, Hera, Marche Multiservizi e Nuove Acque.
Oltre alla graduatoria assoluta, prima per sostenibilità risulta Hera (finalista nella categoria con Acea, Acque, Iren e Marche Multiservizi), primo per comunicazione è il gruppo CAP della Provincia di Milano (confrontatosi con A2A, Acea, Hera ed Acque), prima per tecnologia e innovazione è A2A (con Acqua Novara Vco, Acque del Chiampo, Aimag e Metropolitana Milanese), mentre la migliore per performance operative è la trevigiana Contarina (con Atena, Etra, Lario Reti e Toscana Energia).
Il fatturato sviluppato dalle 100 aziende più grandi rappresenta il 7,7% del Pil italiano 2013. Alle imprese di grandi dimensioni si affiancano piccole e medie aziende locali (il 53% fattura meno di 100 milioni). Nel 2013 le 100 principali utility hanno visto un calo leggero dei ricavi complessivi (125,1 miliardi di euro, -1,3%) e un aumento degli investimenti (5,7 miliardi, +6,8%). L’investimento totale nel comparto energetico è stato di 3,3 miliardi, mentre le multiutility hanno contribuito per il 27,2%. Il settore idrico e i rifiuti hanno investito nel complesso 823 milioni.
Dal punto di vista dei risultati economici, sono sopra la media le aziende del comparto energetico, mentre le aziende di gestione dei rifiuti sono gravate soprattutto dai costi del personale. Le aziende idriche hanno il miglior rapporto tra Ebitda e ricavi (22,4%), seguite dalle multiutility (17,1%) e dalle energetiche (15,1%). Il calo del giro d’affari, dovuto alla crisi dei consumi, ha riguardato soprattutto i principali gruppi energetici e alcune grandi multiutility del Nord. Ricavi stabili o in crescita si registrano, infine, per le aziende medio-piccole dei comparti ambientali (servizio idrico integrato e rifiuti), che realizzano ottimi risultati della gestione operativa e spiccano per l’attenzione alla sostenibilità, ai clienti e al territorio.
“L’analisi fotografa un settore ancora molto eterogeneo in Italia”, spiega Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys e coordinatore del gruppo di ricerca Top Utility. “Il nostro studio, che considera congiuntamente sia i profili economico-finanziari che quelli di sostenibilità, comunicazione, tecnologia e di rapporto con i consumatori, evidenzia come accanto ai grandi gruppi, ormai di dimensioni sovra regionali o nazionali, vi è una molteplicità di realtà piccole e piccolissime, con differenze di business, solidità e risultati molto differenti. Ma la linea di tendenza è chiara: crescono le dimensioni e aumenta l’efficienza, sebbene ci sia ancora strada da fare perché il settore abbia una struttura simile a quella degli altri Paesi europei”.
La ripresa economica passa da acqua, gas, luce e rifiuti. Lo ha evidenziato il presidente di Federutility Giovanni Valotti nel suo intervento alla presentazione del Top Utility Analysis. Il giro d'affari risulta, tuttavia in calo, a causa della crisi dei consumi, che ha riguardato soprattutto i principali gruppi energetici e alcune grandi multiutility del Nord. Per Valotti il comparto dei servizi pubblici rappresenta un fattore di competitività del territorio e un patrimonio strategico per il Paese, composto da imprese di grandi dimensioni affiancate a piccole e medie aziende locali.

INAIL - FEDERUTILITY. LINEE DI INDIRIZZO SU SALUTE E SICUREZZA

Con la determina n. 25 del 26 gennaio 2015, il presidente dell’Inail Massimo De Felice ha approvato il documento “Linee d’indirizzo per l'implementazione dei sistemi di gestione per la salute e la sicurezza nelle aziende di servizi pubblici locali che operano nei settori energia elettrica, gas e acqua. SGSL-GATEF (gas, acqua, teleriscaldamento, elettricità, servizi funerari)”, elaborato da un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti dello stesso istituto e di Federutility nell’ambito dell’accordo quadro sottoscritto dai due soggetti nel gennaio 2012 con il fine di promuovere la prevenzione e la diffusione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro tra le aziende aderenti a Federutility.
Finalità delle Linee di indirizzo è quella di fornire indicazioni operative per strutturare un sistema organico di gestione, inserito nell’operatività aziendale complessiva, utile a garantire miglioramenti progressivi delle prestazioni nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nelle aziende. Il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) definisce le modalità per individuare, all’interno della struttura organizzativa aziendale, le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse per la realizzazione della politica aziendale di prevenzione. L’adozione del sistema, su base volontaria, mira alla riduzione progressiva di incidenti, infortuni e malattie professionali, alla minimizzazione dei rischi per i lavoratori o terzi, al miglioramento della salute e sicurezza sul lavoro, alla riduzione dei costi/benefici degli interventi di prevenzione, al miglioramento dell’immagine aziendale e all’aumento dell’efficienza e delle prestazioni dell’azienda.
Le imprese che applicheranno le Linee d’indirizzo potranno accedere alle agevolazioni connesse con la riduzione del premio assicurativo Inail. Le Linee di Indirizzo potranno essere soggette a futuri ulteriori revisioni ed aggiornamenti, in relazione ad eventuali cambiamenti normativi, tecnologici, organizzativi e contrattuali.

TOP UTILITY AWARDS, APPUNTAMENTO A MILANO IL 4 FEBBRAIO

Si svolgerà il 4 febbraio prossimo a Milano la III edizione del premio Top Utility, iniziativa promossa da Althesys e Alessandro Marangoni affiancato da un panel accreditato e autorevole di accademici, esperti e opinion leader del sistema delle utilities, in partnership - tra gli altri - con la Commissione Ue, i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, di Enea, di Confindustria e di Federambiente e Federutility.
La premiazione segue un’attività di analisi e studio delle performance delle public utility, che valorizza le aziende impegnate nei Servizi di Pubblica Utilità (gas, acqua, elettricità, gestione rifiuti) allo scopo di sottolinearne il ruolo fondamentale per lo sviluppo del sistema Paese, della competitività e del benessere collettivo. I principi che Top Utility individua come eccellenze nel settore utility sono la sostenibilità, l’efficienza, l’economicità, l’etica e la qualità del servizio. In base a queste linee guida, Top Utility mira ad orientare quest’importante industria verso la realizzazione di una nuova economia sociale e attenta all’ambiente.
Il metodo di analisi prevede un sistema di parametri fatto di indicatori quali-quantitativi che danno vita a cinque differenti livelli di premio, per rispecchiare tutta la complessità del sistema public utilities, anche riguardo alle aspettative della pluralità degli stakeholder di riferimento.
La premiazione si svolgerà presso la Camera di Commercio di Milano. Insieme ai risultati della ricerca sulle prime 100 Utility italiane esposti da Marangoni, si susseguiranno gli interventi del Vice Ministro all’Economia Luigi Casero, del Presidente dell’Aeegsi Guido Bortoni, dell’Ad del Fondo Strategico Italiano Maurizio Tamagnini.
Il presidente di Federutility Giovanni Valotti chiuderà gli interventi sugli scenari attesi per le utility italiane, tra servizio al territorio e strategie industriali.

SEFITDIECI, APPUNTAMENTO IL 30 GENNAIO

Sefitdieci edizione 2014 si svolgerà a Roma venerdì 30 gennaio presso la sede di FederUtility a Roma. In questa edizione si è inteso focalizzare l'incontro sul tema della riforma dei servizi funerari, come rappresentata dall'AS1611 - Disciplina delle attività funerarie, recentemente presentata dal Sen. Vaccari e altri in Senato - e valutare l'evoluzione normativa concernente le partecipate dagli Enti Locali, anche in relazione ai contenuti della recente legge di stabilità 2015 (per l'applicazione al settore funerario).
Quest'anno il Forum, che ha natura seminariale, è riservato agli associati a FederUtility SEFIT e a FederAmbiente, se applicano il CCNL funerario, nonché ad un ristretto numero di invitati esterni. La partecipazione al forum è gratuita.
Al Forum parteciperanno - tra gli altri - il senatore Stefano Vaccari, Pietro Barreca (consulente Anci e Upi e vice responsabile Sefit), Antonio Dieni (Direttore Afc Torino) e Daniele Fogli (Responsabile Sefit).
Durante la giornata saranno pure analizzati alcuni riflessi della legge di stabilità 2015 (L. 190/2014) in vigore dall’1/1/2015, all’ art. 1, commi (per quanto d’interesse il servizio cimiteriale) da 611 a 614 e 616, la quale interviene con forza sulle società partecipate dall’ente locale e sulle partecipazioni dirette ed indirette, al fine della eliminazione e delle aggregazioni o delle obbligatorie razionalizzazioni.
E’ previsto da parte del Comune l'invio di un piano operativo di razionalizzazione alla competente Corte dei Conti e relativa pubblicazione sul sito istituzionale dell’ ente locale, entro il 31/3/2015. La giornata si concluderà con le valutazioni e le conclusioni di Gilberto Giuffrida (Presidente Commissione Funeraria Federutility-SEFIT).

SBLOCCA ITALIA E STABILITA' PER I SERVIZI IDRICI, NAPOLI 20 MARZO

Federutility, in collaborazione con l’Università Federico II, organizza per il prossimo 20 marzo a Napoli una conferenza dal titolo “Decreto Sblocca Italia e Legge Stabilità 2015. Le novità in materia di Servizi Idrici”.
All’evento parteciperanno - tra gli altri - Lorenzo Bardelli (Direttore Aeegsi - Direzione Sistemi idrici), Danilo Del Gaizo (Capo Gabinetto della Presidenza della Giunta regione Campania), Rosario Mazzola (Università di Palermo e membro del Comitato esecutivo Invitalia) e Adolfo Spaziani (senior advisor Federutility).

TOP UTILITY 2015: A MILANO, IL 4 FEBBRAIO, I NUMERI E IL PREMIO

L’analisi del settore delle Public Utility, strategico per lo sviluppo del Paese, è al centro dello studio “Top Utility Analysis” che ha preso in esame le 100 aziende ‘Top’ per volume d’affari. Lo studio - che verrà presentato il 4 febbraio alle ore 9 a Palazzo Turati (presso la Camera di Commercio di Milano Via Meravigli 9/b) illustrerà le performance industriali delle imprese acqua, energia, gas e rifiuti, individuando le 5 finaliste e le vincitrici dei premi Top Utility Assoluto, Top Utility Sostenibilità, Top Utility Comunicazione e Top Utility Wärtsila Tecnologia.
All’incontro dal titolo “Le Public Utilities: un patrimonio italiano da valorizzare”, parteciperanno tra gli altri Alberto Meomartini - Vice Presidente, Camera di Commercio di Milano e - nella tavola rotonda moderata da Gianni Trovati - Guido Bortoni, Presidente AEEGSI; Luigi Casero, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze; Gabriella Muscolo, Componente dell’Autorità Garante Concorrenza e Mercato; Maurizio Tamagnini, Amministratore Delegato Fondo Strategico Italiano e Giovanni Valotti, Presidente di Federutility.
Il premio Top Utility ha il Patrocinio di Commissione Europea Rappresentanza per l’Italia, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell'Ambiente della tutela del territorio e del mare, ENEA e si svolge in collaborazione con Federutility, Federambiente, Assoelettrica, Confservizi, FISE Assoambiente, GSE, Federchimica, Confindustria Energia, CEDEC - European Federation of Local Energy Companies, Assocarboni, AIDI - Associazione per l'Illuminazione, Assocarboni, FAST - Federazione delle Associazioni Tecniche e Scientifiche, Fondazione Consumo Sostenibile, Fondazione EnergyLab.
Nell’edizione 2015 si fregia anche della partecipazione di Wärstila e della media partnership di numerose testate specializzate (e-gazette, Gruppo Italia Energia, Orizzontienergia, Quindici, Quotidiano Energia, Staffetta Quotidiana, Watergas).
Per info: Top Utility.

COLLEGATO AMBIENTALE, FEDERUTILITY IN COMMISSIONE: “BENE IL FONDO, ACCELERARE L’APPROVAZIONE”

Apprezzamento per l’istituzione del Fondo di garanzia per le opere idriche, rilancio degli investimenti e rapida attuazione delle recenti novità normative relativamente alla gestione del servizio idrico integrato. Questi, in estrema sintesi, i contenuti dell’Audizione svolta nei giorni scorsi da Federutility presso la Commissione Ambiente del Senato, dove prosegue l’esame del collegato ambientale alla legge di stabilità 2014 (già approvato dalla Camera).
Se è chiara per Federutility “la volontà del legislatore di intervenire nel senso di rafforzare la capacità del settore idrico italiano” è necessario provvedere a quelle misure che nel concreto possono realizzare tali obiettivi. In particolare, a partire dalle condanne emesse dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane. “Un eventuale, ulteriore, procrastinarsi dell’adeguamento agli obblighi imposti rischia di comportare una penalità di mora che può giungere sino a 715.000 euro per ogni giorno di ritardo. La Commissione Europea - ricorda Federutility - richiede solitamente la comminazione di una ulteriore sanzione forfettaria calcolata in base all’andamento dell’inflazione e del PIL, oltre alla sospensione dei finanziamenti europei”.
Se l’Aeegsi stima che “siano state realizzate meno del 56% delle opere necessarie e che gli interventi più urgenti per superare carenze croniche e mettersi in regola con gli adempimenti europei richiedano circa 5 miliardi di euro all’anno”, Federutility sottolinea come attualmente “siano spesi solo 1,5 miliardi. Conditio sine qua non per il necessario rilancio degli investimenti è un’accelerazione del processo di consolidamento industriale del settore”.
Federutility ricorda che “lo sviluppo del settore idrico rappresenta un’opportunità di rilancio dell’intera economia nazionale, grazie alla sua capacità di rappresentare un volano di sviluppo, diffuso in maniera omogenea in tutto il Paese, e capace di generare benefici sia diretti che di sistema”.
“Sincero apprezzamento” per l’istituzione del Fondo di Garanzia “destinato a promuovere gli investimenti per la realizzazione degli interventi nel settore idrico riducendo il rischio delle operazioni ed, in particolare, garantendo il tempestivo pagamento al gestore uscente del valore dell’investimento non ammortizzato alla scadenza naturale e/o anticipata delle concessioni. L’intervento - osserva Federutility - costituisce un primo importantissimo passo verso il rilancio degli investimenti”, per il quale si sollecita una rapida conclusione dell’iter parlamentare “per consentire l’immediata istituzione del Fondo anche al fine di permettere il completamento delle reti di fognatura e depurazione, mettendo così fine alle numerose procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea”.

UTILITY, TAMAGNINI (FSI): DISPONIBILI A SUPPORTARE PIANI DI CRESCITA

Il Fondo strategico italiano (Fsi), controllato dalla Cassa depositi e prestiti, è disponibile a supportare piani industriali di crescita dimensionale delle utility: lo ha detto l’amministratore delegato di Fsi, Maurizio Tamagnini, intervenendo al convegno Top Utility a Milano. Fsi non intende comportarsi da “agenzia a fondo perduto”, ha sottolineato Tamagnini, ed esorta i Comuni azionisti delle utility italiane ad aprire al capitale di rischio del Fondo.
“Per noi la dimensione è un’ossessione”, ha dichiarato il manager, “permette di effettuare investimenti, di avere accesso alla finanza, di creare valore per i Comuni azionisti e di migliorare la qualità dei servizi offerti ai clienti”. Tamagnini ha detto di essere ottimista sul fatto che "le maggiori utility inizino un percorso di crescita dimensionale", avvertendo tuttavia che "sono i Comuni a dover decidere di valorizzare le loro quote aprendosi al capitale di rischio di Fsi, noi non siamo i proprietari delle utility".
Tamagnini ha quindi citato il caso di Hera in cui il Fondo ha investito circa 110 milioni di euro attraverso un aumento di capitale riservato per poi uscirne di fronte all'interesse di altri sottoscrittori. "Se ci saranno progetti dimensionali importanti daremo la nostra disponibilità", ha concluso. Un invito spesso ribadito dal Fondo, che da oltre un anno ha reso nota la propria disponibilità a investire nel settore.

PRIVATIZZAZIONI, CDP: SIAMO ATTENTI ALLE UTILITY

Cassa depositi e prestiti ribadisce il suo interesse a giocare un ruolo nei processi di aggregazione e privatizzazione delle utility italiane: lo ha confermato Giovanni Gorno Tempini, amministratore delegato di Cdp, nel corso di un’audizione in Commissione Attività produttive della Camera su sostegno e internazionalizzazione delle imprese, sulla recente cessione di una parte del pacchetto azionario di Cdp Reti e sulle iniziative del Fondo strategico italiano nel settore turistico. "Nell'ambito delle privatizzazioni, le utilities sono certamente un nostro punto di attenzione”, ha detto l’ad. “Vorremmo giocare un ruolo a supporto del processo di privatizzazione, che va di pari passo con un processo di aggregazione inevitabile - ha aggiunto -, per avere masse critiche necessarie ad avere investimenti e un livello di servizi necessari nei vari settori, dall'energia al trasporto locale".
I progetti di aggregazione tra utility potrebbero avvalersi di 500 milioni di euro messi a disposizione dal Fondo strategico italiano proprio per sostenere operazioni del genere, ma lo stesso Gorno Tempini ha in passato evidenziato che l’interesse è stato finora scarso.

XV WORKSHOP M&A: “L’UTILITY DEL FUTURO”. MILANO 4 MARZO

Strategie per far fronte ai nuovi bisogni dei territori e per battere la crisi. Questo il tema del XV workshop “L’Utility del futuro”, organizzato da Agici - Finanza di Impresa, con la collaborazione - tra gli altri - di Federutility.
Se il 2014 ha visto molti cambiamenti - sia nel settore energetico che in quello idrico e ambientale - altri fattori interverranno nel determinare le scelte strategiche delle utility, dalla definizione delle città metropolitane, alla spinta alle aggregazioni, ai nuovi obiettivi per rinnovabili ed efficienza energetica.
Questi i temi affrontati dai vertici del settore nel Workshop 2015 dell’Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan Europeo delle Utility. Partendo dagli studi a livello nazionale e internazionale realizzati dall’Osservatorio, si discuteranno le non facili strategie per affrontare e superare le sfide.
Il Workshop avrà una sessione mattutina su “Utility e attrattività/competitività dei territori” e una sessione pomeridiana su “Le strategie dei gruppi internazionali contro la crisi”.
Al workshop parteciperanno - tra gli altri - il Vice Ministro dello Sviluppo economico Claudio de Vincenti, il sindaco di Torino Piero Fassino, il presidente di Federutility Giovanni Valotti e gli amministratori delegati di A2a, Acea, Dolomiti Energia, Hera, Iren e Smat.
Per informazioni e iscrizioni: “L’UTILITY DEL FUTURO”.

SERVIZI A RETE TOUR, MILANO 3 - 4 MARZO

Al via il convegno delle utility Servizi a Rete Tour organizzato nella sede di Gruppo Cap con la collaborazione di A2A e Metropolitana Milanese. Durante questa edizione, che vedrà la partecipazione dei migliori specialisti nel mondo del sottosuolo, saranno presentati una serie di casi di eccellenza che hanno caratterizzato le attività dei distributori, degli ATO e degli Enti preposti a governare e normare tutte le attività connesse alla distribuzione.
In questa “piazza di incontro” ospitata abitualmente nelle sedi delle utility (la scorsa edizione si è svolta nella sede di AceGasAPS a Padova), i tecnici esporranno le loro attività, confrontandosi sui temi relativi alle reti tecnologiche che sempre più frequentemente sono motivo di interesse pubblico.
Il convegno avrà un’impronta altamente tecnica proponendosi come occasione di dibattito sulle ultime tecnologie e sperimentazioni messe in campo.
GIS - protezione catodica - ricerca perdite - information technology - telecontrollo e automazione - metering - tecnologie no-dig - sistemi di depurazione e analisi acque - risanamento e videoispezioni, sono state oggetto di interesse da parte di tutti i gestori che negli ultimi anni hanno constatato la necessità di efficientare la gestione dei sottoservizi.
Tra i relatori Davide Chiuch, Pier Carlo Anglese e Michele Tessera di Gruppo CAP; Carlo Carrettini, Stefano Tani, Paolo Capogrosso di Metropolitana Milanese; Enzo Gerosa, Ferdinando Paolitti, Piercostante Fioletti, Sergio Pacacussi di A2A oltre alle altre numerose utility che interverranno: BrianzaAcqua - Acqualatina - Gruppo HERA - Acquedotto Pugliese AQP - AcegasApsAmga - Gruppo Egea - emiliAmbiente - Gran Sasso Acqua
Per maggiori dettagli ed il programma aggiornato: Servizi a Rete Tour.

ISTAT: META’ SPESA AMBIENTALE REGIONI PER SUOLO, ACQUE E REFLUI

Nel 2012 la spesa ambientale delle Regioni italiane è stata di 3,8 miliardi di euro (64,2 euro/abitante), pari allo 0,23% del Pil. Il 65% della spesa ambientale totale, circa 2,5 miliardi di euro, è stato destinato a interventi di "protezione dell'ambiente" da fenomeni di inquinamento (emissioni atmosferiche, inquinamento del suolo) e degrado (perdita di biodiversità, erosione del suolo). Gli altri 1,3 miliardi di euro (35% del totale) sono stati destinati a interventi di "uso e gestione delle risorse naturali" (foreste, risorse energetiche, risorse idriche). Il settore ambientale su cui si è concentrata maggiormente la spesa (20,9%) è quello del “suolo e risanamento acque del sottosuolo e di superficie”, seguito dalle voci “risorse idriche” (16,1%), “biodiversità e paesaggio” (15,2%) e “acque reflue” (14,4%): questi 4 settori insieme coprono i 2/3 della spesa complessiva; al 6° posto invece la spesa per il settore dei rifiuti (8%) e al 7° quella per le materie prime energetiche (5,3%). Sono i dati resi noti dall’Istat nello studio “La spesa ambientale delle amministrazioni regionali”.
Secondo la ricerca, le amministrazioni regionali del Nord-Ovest e del Nord-Est hanno destinato la quota maggiore delle proprie spese ambientali alla tutela della biodiversità e del paesaggio (rispettivamente il 24% e 25% del totale nel 2012). Il 21% della spesa ambientale delle amministrazioni regionali del Centro è destinata ad interventi di protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e delle acque di superficie. Nel Mezzogiorno il 41% del totale della spesa ambientale si ripartisce pressoché in ugual misura tra interventi di protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e delle acque di superficie (21%) e interventi di gestione delle risorse idriche (20%).
Più della metà della spesa ambientale delle amministrazioni regionali è destinata a finanziare interventi di tutela ambientale realizzati da altri operatori (amministrazioni pubbliche, imprese, famiglie e istituzioni sociali private): i trasferimenti rappresentano il 60% del totale nel 2010 e nel 2011 e il 55% nel 2012.

JOBS ACT, SEMINARIO FEDERAMBIENTE - FEDERUTILITY. ROMA, 20 GENNAIO

Si svolgerà il prossimo 20 gennaio a Roma il seminario organizzato da Federambiente e Federutility dal titolo “La seconda parte del Jobs Act: il contratto a tutele crescenti e la nuova indennità di disoccupazione”.
Il seminario, che vedrà la partecipazione di Arturo Maresca e di Angelo Pandolfo - entrambi docenti di Diritto del Lavoro, presso le Facoltà di Giurisprudenza e di Economia de La Sapienza di Roma -, affronterà i temi del contratto di lavoro a tempo determinato a tutele crescenti, la nuova indennità di disoccupazione e la disciplina delle ulteriori prestazioni di sostegno al reddito.
Per iscrizioni e maggiori informazioni: Federutility.

A2A, VALOTTI: NO ANNUNCI DI ACQUISIZIONI IN PIANO INDUSTRIALE

Il piano industriale pluriennale di A2A, che sarà presentato al mercato il prossimo 10 aprile, non annuncerà alcuna acquisizione. Inoltre, con Acsm-Agam, l'utility di Como e Monza di cui A2A detiene il 21% del capitale, e con Linea Group Holding (Pavia, Cremona e Lodi), non ci sono tavoli aperti ma occasioni di confronto. Lo ha detto il presidente di A2A Giovanni Valotti a margine di Top Utility.
"Attualmente non ci sono tavoli aperti, ma abbiamo varie occasioni di confronto. Siamo nella fase di capire se ci sono interessi da parte dei vari soggetti lombardi", ha risposto il manager a chi gli chiedeva se ci fossero trattative aperte per una fusione con Acsm-Agam o Linea Group.
"Resto convinto - ha aggiunto - che sia un disegno industriale importante per la Lombardia e si potrebbero attivare anche incentivi di tipo regionale, non solo a livello nazionale". Valotti ha poi precisato che nel prossimo piano industriale "non ci sarà alcun annuncio di M&A, ma indicheremo che una parte della crescita sarà per linee esterne".

LEGAMBIENTE, PREMIO ALL’INNOVAZIONE IN CAMPO AMBIENTALE

Lancio della nuova edizione del “Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente” rivolto ai soggetti pubblici e alle imprese che coniugano eco-innovazione e innovazione sociale. Promosso dalla Fondazione Legambiente Innovazione e patrocinato da Federutility, il premio vuole offrire un riconoscimento in campo ambientale a quanti coniugano competitività, attrattività e benessere dei territori.
Il bando 2015 si concentrerà sui seguenti ambiti: Suolo, agricoltura e sistemi alimentari; Sistemi e comunità energetiche; Abitare in comunità smart; comunità smart in movimento; Green economy per comunità smart. I premi saranno assegnati ai progetti che maggiormente determineranno una riduzione di emissioni inquinanti e climalteranti, efficienza nelle varie fasi del procedimento, uso di risorse rinnovabili, potenziale impatto di innovazione sul sistema produttivo e della comunità.
Il Premio darà diritto al soggetto vincitore di usare il logo “Innovazione Amica dell’Ambiente” per un anno.
Per maggiori informazioni: Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente .

MEF E ANAC, LINEE GUIDA ANTICORRUZIONE PER SOCIETA’ DEL TESORO

Giro di vite anticorruzione per le società controllate o partecipate dal Tesoro. Secondo quanto emerso dal tavolo tra Roberto Garofoli, Capo di Gabinetto del Mef, e Raffaele Cantone, Presidente Autorità Anticorruzione, nel 2015 saranno rafforzati i meccanismi di prevenzione della corruzione e di garanzia di assoluta trasparenza delle società.
Il Tavolo, si legge in una nota diffusa dal Tesoro, ha elaborato un indirizzo comune per sciogliere i dubbi di interpretazione della disciplina vigente.
Nelle prossime settimane il Ministero indirizzerà alle società nelle quali detiene partecipazioni azionarie una direttiva chiarificatrice, mentre l'Anac provvederà all'adozione di linee guida, o comunque di atti di indirizzo, destinati all'intero comparto delle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni. Al fine di superare ogni possibile dubbio applicativo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, in quanto azionista, si farà promotore di modifiche statutarie che contemplino l'adozione delle misure di contrasto alla corruzione coerenti con le indicazioni che l'Anac introdurrà anche all'interno del prossimo Piano Nazionale Anticorruzione.Tra le pubbliche amministrazioni centrali e locali, il Ministero dell'Economia e delle Finanze è la prima ad avviare un lavoro congiunto con l'Anac. Gli esiti di tale lavoro, specifica ancora via XX Settembre, potrebbero orientare l'applicazione delle norme di settore all'intero sistema delle società in controllo pubblico del nostro Paese.

WORKSHOP: SMART GAS METERING, MILANO 24 FEBBRAIO

A seguito della delibera Aeegsi (631/2013/R/gas) e dopo un anno dall’avvio del programma di sostituzione dei contatori gas, il 2015 rappresenterà il primo anno di effettivo e ampio coinvolgimento del mondo della distribuzione per l’installazione degli smart meter.
Federutility - in collaborazione con Anigas e Assogas - ha organizzato un workshop volto a confrontare le prime esperienze nazionali con quelle degli altri Paesi, dove interventi di installazione di smart meter cominciano a diffondersi.
All’evento parteciperanno le Istituzioni interessate.
Per informazioni e iscrizioni: Federutility

SCIOPERO SERVIZI PUBBLICI, OBBLIGO DI COMUNICAZIONE DATI SU SITO INTERNET

Le amministrazioni o le imprese erogatrici di servizi pubblici sono tenute, in occasione di ogni sciopero, a rendere pubblici tempestivamente, attraverso l’inserimento sul proprio sito internet istituzionale, i dati numerici relativi al personale aderente allo sciopero in termini di percentuale rispetto al personale in servizio: lo afferma la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (Cgsse) nella delibera n. 15/26 “Delibera di interpretazione sull’obbligo di comunicazione dei dati, ai sensi dell’articolo 5 della legge n. 146 del 1990, e successive modificazioni”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 16 febbraio 2015.
Tale comunicazione, secondo la Commissione, accresce la trasparenza e consente “un’informazione immediata sul reale andamento del conflitto collettivo, permettendo all’utenza di effettuare considerazioni sulla portata e sull’impatto delle astensioni in relazione al soggetto proclamante”. La pubblicazione dei dati sul sito internet assorbe ogni ulteriore adempimento di comunicazione già previsto dalla Commissione con delibera del 21 gennaio 1993 (trasmissione alle emittenti televisive e ai principali quotidiani). Resta fermo ogni altro obbligo di comunicazione dei dati stabilito da disposizioni di legge speciali.

HERA, TOMMASI: PER CLIENTI E.ON PRESENTATA OFFERTA VINCOLANTE

“Sui clienti E.On abbiamo fatto un'offerta vincolante e tale rimane; inoltre abbiamo dato una deadline. Per ora tuttavia E.On non si sbilancia”. Lo ha dichiarato Tomaso Tommasi di Vignano, presidente di Hera, a margine della terza edizione di Top Utility, sottolineando che “la procedura non è chiara perché c'è un rimbalzo di responsabilità tra la Germania e gli advisor”. Riguardo invece la possibile discesa dei Comuni dal 51 al 35%, il manager ha chiarito che “è un grande tema del periodo, ma non c'è nulla di definitivo. E' una decisione ancora non presa; sarà in ogni caso un tema di quest'anno e potrà avere un impatto sull'assemblea di aprile perché nel caso occorrerà adeguare lo statuto”.

A2A, MILANO E BRESCIA CHIUDONO IL COLLOCAMENTO DEL 5%

I Comuni di Milano e di Brescia hanno chiuso il collocamento del 5% della controllata A2A, scendendo al 50% più due azioni del capitale (comunque la maggioranza assoluta). L’operazione ha permesso al titolo di volare al rialzo fino al 6,24%. La vendita è avvenuta attraverso le rispettive Tesorerie comunali (Intesa Sanpaolo per il Comune di Milano e Ubi Banca per quello di Brescia) e ha visto così completarsi la riforma della governance avviata più di un anno fa e che prevedeva, oltre al ritorno da sistema duale al monistico, proprio la vendita del 5% del capitale, necessaria soprattutto per fare quadrare il bilancio del Comune di Brescia.
L’attenzione del mercato ora è focalizzata sul piano industriale che verrà presentato dal nuovo management a inizio aprile.

PARTECIPATE, RENZI: “LO SFOLTIMENTO E’ L’OBIETTIVO DEL GOVERNO”

"Quando il ddl Madia sarà approvato dal Senato, a quel punto credo che nelle delega ci sia la possibilità per iniziare il percorso di sfoltimento e dimagrimento delle partecipate". Così il premier Matteo Renzi nella conferenza stampa di fine anno.
Questo della riduzione delle partecipate "è ancora un tema del governo, e proprio perché in tanti di noi" tra quelli che compongono l'esecutivo, "hanno gestito aziende pubbliche, non c'è alcun progetto Cottarelli per la riduzione partecipate, c'è un obiettivo Cottarelli, condiviso con il governo, ma il modo con cui si fanno queste cose deve essere serio. In questi anni il governo centrale non è stato serio con le autorità locali, ha cambiato le norme ogni tre per due", aggiunge il premier.

ANIMA, ALBERTO CAPRARI NUOVO PRESIDENTE

Alberto Caprari è il nuovo presidente di Anima, federazione confindustriale che riunisce le aziende della Meccanica Varia. Imprenditore di terza generazione, spiega una nota, Caprari è vice presidente e direttore esecutivo di Caprari spa, azienda europea leader nella produzione di pompe e soluzioni avanzate per il ciclo integrato dell'acqua, fondata nel 1945 e attiva nel mondo.
Già presidente di Assopompe, nel 2008 è entrato nel consiglio direttivo di Anima, nel 2009 è stato invitato fra i membri della giunta. Nel 2010 è stato designato alla vice presidenza di Anima, con delega allo sviluppo. "Anima rappresenta un settore fondamentale per l'economia e l'immagine dell'Italia nel mondo", ha dichiarato Caprari. "Avverto la responsabilità del compito affidato, che cercherò di svolgere con grande spirito di squadra. Anima confida di dare un contributo significativo alle imprese per il loro sviluppo in Italia ma soprattutto all'estero. Come Federazione metteremo in campo azioni mirate a supportare le imprese della meccanica verso una sempre maggiore internazionalizzazione e specializzazione dedicandoci non solo all'Europa, ormai il nostro mercato domestico, ma verso il mondo intero".

ABBANOA, IN 2015 ULTIMI 20 MLN PER RICAPITALIZZAZIONE

La Regione Sardegna verserà quest’anno l’ultima tranche di 20 milioni di euro per la ricapitalizzazione di Abbanoa, iniziata nel 2011 e costata complessivamente 152 milioni di euro, costo che sale a 188 milioni di euro con i 36 milioni accantonati nel Fondo di garanzia autorizzato dall’Unione europea. Lo ha riferito l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, nel corso di un’audizione in Commissione Bilancio del Consiglio regionale.
L’iniezione di nuove risorse nei bilanci della società che gestisce il servizio idrico della Sardegna, ha spiegato Maninchedda, sarà preceduta dalla verifica della situazione finanziaria, affidata alla Sfirs, e dai pareri dell’Ato e dell’Avvocatura dello Stato.
Abbanoa ha attualmente un debito di circa 250 milioni di euro (100 verso le banche, 150 verso terzi). Le risorse del Fondo di garanzia (36 milioni di euro) serviranno per il consolidamento del debito bancario. “C’è però un’importante novità per il 2015 - ha annunciato Maninchedda - il consolidamento del debito sarà fondato sul Piano economico e finanziario della società. Nelle prossime settimane ci sarà un incontro con le banche per valutare il Pef di Abbanoa, certificato dalla Kpmg”. L’assessore ha sottolineato il netto miglioramento della situazione patrimoniale di Abbanoa dal 2013 a oggi, in termini di efficienza e di cassa. “Se le banche valuteranno positivamente il suo piano economico e finanziario - ha detto Maninchedda - le risorse del fondo di garanzia potranno essere destinate ad altro. Si pensa al ripianamento del debito della società Enas nei confronti dei Consorzi di bonifica (circa 26 milioni di euro)”.

PORTO MANTOVANO (MN), ACQUA E GAS PASSANO AD ASEP E TEA

La gestione del servizio idrico integrato e la distribuzione del gas a Porto Mantovano (MN) passerà dall’Asep a Tea: lo si apprende dalla Gazzetta di Mantova, che riferisce del voto in Consiglio comunale per la cessione dei rami idrico e gas. Il trasferimento dei servizi a Tea, multiservizi a partecipazione pubblica del Mantovano, si è reso necessario in particolare per la non conformità dell’affidamento del servizio idrico integrato all’Asep, partecipata dal Comune e dalla stessa Tea, alla normativa comunitaria in materia di in house providing. Per il futuro dell’Asep si ipotizza una sua trasformazione in società in house che consenta l’affidamento diretto di una serie di servizi.

PAVIA, NUOVO CDA PER ASM

Il sindaco di Pavia Massimo Depaoli ha revocato il consiglio di amministrazione di Asm, azienda controllata dal Comune che gestisce vari servizi pubblici, tra cui ciclo idrico, calore e igiene ambientale, e ne ha nominato successivamente i nuovi vertici. Il consiglio di amministrazione prescelto dal sindaco, che si riduce da 5 a 3 membri, comprende Duccio Bianchi (55 anni, socio fondatore e successivamente direttore e amministratore delegato dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia), Stefano Spagoni (48 anni, una serie di incarichi in aziende e grandi multinazionali) e Silvia Vinci (41 anni, avvocato), nomi che dovranno essere confermati dall’assemblea di Asm.
Il precedente Cda di Asm Pavia, che si era insediato ai tempi della giunta di centrodestra guidata dall'ex sindaco Alessandro Cattaneo, era formato dal presidente Giampaolo Chirichelli e dai consiglieri di amministrazione Alberto Artuso, Graziano Leonardelli e Matteo Mitsiopoulos. "Fin dal momento in cui si è insediata la nostra Giunta - ha commentato il sindaco Depaoli - abbiamo deciso di tenere la massima trasparenza con i cittadini sulla questione Asm".
Un passaggio che acquista maggior rilevanza, se collegato all’arresto dell’ex presidente ASM Lavori. I Carabinieri di Pavia hanno infatti arrestato Luca Maria Filippi Filippi, ex presidente di Asm Lavori, società attiva nel settore edile controllata dalla multiservizi controllata dal Comune Asm Pavia ed ex consigliere della stessa Asm. Filippi Filippi, figlio dell’ex poliziotto e vicesindaco di Pavia Ettore, è accusato di peculato, corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità per fatti avvenuti dal 2011 al 2014. Oltre al suo arresto, sono state eseguite diverse perquisizioni nelle abitazioni di politici ed imprenditori locali dove è stato sequestrato materiale cartaceo e informatico utile alle indagini. L'attività investigativa, cominciata nel luglio del 2014 e coordinata dal sostituto procuratore Paolo Mazza, ha condotto a ritenere che Filippi Filippi abbia speso per scopi privati denaro pubblico per importi superiori ai 50.000 euro: secondo le prime indagini, l'ex presidente dell'Asm Lavori era solito frequentare alberghi e ristoranti di Roma, della riviera ligure e della Puglia pagando con soldi della società non solo le proprie spese ma anche quelle di amici e famigliari che lo accompagnavano. Inoltre, in qualità di presidente di Asm Lavori, Filippi Filippi avrebbe abusato dei suoi poteri concordando con gli imprenditori la corresponsione, a suo favore, di una percentuale del 10% sul totale dell’appalto assegnato. Filippi Filippi avrebbe compiuto illeciti anche nella gestione del personale della società partecipata, aumentando del 300% le assunzioni e "contribuendo a creare un disavanzo di bilancio dell’Asm - scrivono i Carabinieri - pari a circa mezzo milione di euro".

IREN, NUOVE NOMINE PER LE CONTROLLATE

I Consigli di Amministrazione di Iren Ambiente e Iren Emilia hanno provveduto, su indicazione dell’Amministratore Delegato di Iren SpA, Massimiliano Bianco, alla nomina dei nuovi Amministratori Delegati delle società. Roberto Paterlini è stato nominato Amministratore Delegato di Iren Ambiente SpA e Fabio Giuseppini è stato nominato Amministratore Delegato di Iren Emilia SpA. L’Amministratore Delegato di Iren SpA ha inoltre indicato Eugenio Bertolini quale nuovo Direttore Generale di Iren Acqua Gas e Iren Emilia.
“Desidero esprimere a Roberto Paterlini, Fabio Giuseppini ed Eugenio Bertolini, anche a nome del Consiglio di Amministrazione di Iren, l’augurio di un proficuo lavoro. - commenta il Presidente di Iren, Francesco Profumo - La loro professionalità e l’esperienza maturata in tanti anni di lavoro nel Gruppo Iren, rappresentano un solida base tecnica e manageriale per affrontare, in stretto rapporto con il territorio, i progetti di integrazione e di sviluppo industriale che ci attendono e che saranno il fulcro della nostra crescita”.
Le nomine si sono rese necessarie a seguito delle dimissioni di Andrea Viero, Vice Presidente del Gruppo e Amministratore Delegato di Iren Ambiente, TRM S.p.A. ed Iren Emilia.

ANTICORRUZIONE E APPALTI, IL GRUPPO CAP SI AGGIUDICA LE TRE STELLETTE DI LEGALITA’

Un vero e proprio bollino blu di legalità quello assegnato dall’Autorità Garante della concorrenza e del mercato al Gruppo CAP che si vede riconoscere il punteggio massimo delle tre stellette. Un riconoscimento alle imprese “virtuose” dal punto di vista della legge e della trasparenza, voluto dall’Antitrust con la collaborazione dell’Authority Anticorruzione di Cantone. Un’ élite, quella delle aziende con 3 stellette, che conta ad oggi solo 40 imprese in tutta Italia, tra cui il Gruppo CAP, unica nel mercato della gestione del Sistema Idrico Integrato.
Oneroso e stringente l’iter per la concessione del rating. E’ infatti lunga la lista dei requisiti che CAP ha dovuto rispettare per ottenere le tre stellette. Oltre ai requisiti base, i controlli incrociati dell’Autorità si sono concentrati, tra gli altri, su: il rispetto del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria; l’utilizzo dei sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge; l’adozione di processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility; l’introduzione in azienda di modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione.
“Siamo davvero orgogliosi di questo riconoscimento - commenta il Presidente del Gruppo CAP Alessandro Russo - che premia l’impegno di un’azienda pubblica che investe ogni giorno una media di oltre 160.000 euro sul territorio con un capitale di 800 milioni. E’ essenziale per noi che ogni processo, ogni decisione avvenga nella massima trasparenza e nella totale garanzia per tutti i cittadini che sono anche i nostri soci. Questo risultato è anche un forte segnale al mercato: si può, e anzi si deve, essere azienda pubblica e rappresentare, al contempo, il punto di riferimento industriale del settore per know how e rispetto della legge”.
Le tre stellette di legalità rappresentano la seconda tappa di un processo di attenzione alla trasparenza e ai meccanismi anticorruzione, inaugurato nel mese di settembre con la firma del “protocollo di legalità” sottoscritto dal Gruppo CAP e Prefettura di Milano e che prevede un’apposita piattaforma informatica, realizzata a cura di Cap Holding, destinata a raccogliere tutte le informazioni relative ai cantieri e all’intera filiera degli appalti e che consente un’attività di screening preventivo, sulla falsariga di quanto già avviene per le opere Expo, agevolando in maniera rilevante l’attività di accesso ai cantieri da parte delle Forze di Polizia.

BARI,. NOMINATI ORGANI SOCIALI AMGAS SPA E AMGAS SRL

Il Comune di Bari ha nominato i componenti degli organi sociali delle due aziende partecipate del gas, Amgas Spa e Amgas Srl, delle quali sono stati rinnovati i consigli di amministrazione e i collegi sindacali. Per il Amgas SpA, alla presidenza del Cda è confermato Ugo Patroni Griffi, mentre gli altri due componenti sono Giovanna Iacovone e Daniela Caterino; presidente del collegio sindacale è Dora Savino, gli altri membri Francesco Grimaldi, Giuseppe Ruta, Aurora Defalco e Fiorella Buonamico. Amgas Srl avrà per la prima volta un amministratore unico, la dirigente comunale Rosalba Cirillo, in un’ottica di contenimento delle spese e per avere maggior controllo del Comune sulle attività aziendali; per il collegio sindacale sono stati scelti Annalucia Muserra in qualità di presidente, Nicola Lopez, Vincenzo Mecca, Alessia Piscazzi e Filomena Fontanarosa.
"Ho rispettato gli impegni assunti in campagna elettorale e in consiglio comunale: ho detto che non avrei nominato parenti di amministratori o candidati non eletti - ha commentato il sindaco di Bari, Antonio Decaro - e così ho fatto. Sono inoltre soddisfatto sia per il profilo accademico professionale nonché di esperienza delle persone individuate per la guida delle aziende sia per l'elevata presenza di donne nei diversi organi sociali. Non ho rispettato i criteri della parità di genere - ha proseguito il primo cittadino - ma sono andato ben oltre, affidando tre presidenze su quattro (amministratore unico Amgas Srl ed entrambi i collegi sindacali) a professioniste di grande esperienza per le loro competenze e non per una quota di genere”.

ABC NAPOLI, NUOVO CDA CON MONTALTO PRESIDENTE

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha nominato nei giorni scorsi i tre componenti del Consiglio di Amministrazione di Abc Napoli, designando come presidente Maurizio Montalto, confermando consigliere Maurizio Giugni (che da ottobre sostituiva al vertice della società Ugo Mattei, l'ex presidente allontanato dal sindaco) e chiamando Stefania Mele a far parte del nuovo CdA.
Per il sindaco de Magistris «abbiamo scelto i vertici dell’azienda speciale Abc con una trasparente procedura di evidenza pubblica, dimostrando ancora una volta di saper innovare, nei metodi e nei contenuti, le scelte dei rappresentanti delle aziende del Comune di Napoli. Abbiamo individuato persone da sempre impegnate nella lotta per l’acqua pubblica come l’avvocato Montalto e abbiamo dato all’azienda una governance certa e stabile garantendo da un lato la coerenza col nostro percorso, primo ed unico in Italia, di pubblicizzazione della gestione dell’acqua e dell’intero ciclo idrico acqua bene comune e, dall’altro, la tranquillità di tutti i lavoratori superando i gravi limiti della precedente gestione».
Per Montalto, la nomina «non è un riconoscimento alla mia persona, ma ai movimenti dell'acqua ed è la scelta rivoluzionaria di dare seguito al referendum del 2011». «La Regione proprio in queste ore sta creando le condizioni per le privatizzazioni spinte. Ci opporremo». Il riferimento è alla legge regionale che dovrebbe riordinare gli ambiti territoriali commissariati da due anni. In commissione regionale c'è la proposta della giunta Caldoro per un Ato unico. «Si apre la strada alle grandi multinazionali - spiega Montalto - Eppure i Comuni avevano già speso soldi per i piani d'ambito. Così si deve ripartire daccapo. Uno spreco. In più, una norma antidemocratica perché stabilisce che a decidere sarà un gruppo ristretto di sindaci».

BENEVENTO, DAL CONSORZIO CABIB PRIMO SI’ ALL’AGGREGAZIONE CON GESESA

Il processo di aggregazione tra Cabib e Gesesa può dirsi partito. Nei giorni scorsi, infatti, l’Assemblea consortile del Cabib - Consorzio tra Comuni e poi azienda speciale, gestore del servizio idrico nell’area sannita - presieduta da Raffaele Scarinzi, ha deliberato di approvare l’operazione e dare corso alle azioni finalizzate alla concentrazione gestionale del servizio idrico tra il consorzio stesso e la Gesesa, gestore idrico sannita per quasi 100mila abitanti partecipato da Acea.
L’operazione dovrebbe svilupparsi mediante un duplice processo consistente da un lato nel conferimento del ramo di azienda relativo alla gestione del servizio da Cabib a Gesesa - con espressa esclusione delle infrastrutture idriche che rimarranno nel patrimonio consortile - e dall’altra nell’acquisizione, da parte del consorzio, di quote azionarie del capitale sociale di Gesesa spa, per un valore pari a quello del ramo di azienda oggetto di conferimento.
Il progetto di aggregazione preliminarmente approvato dal consorzio, dovrà essere successivamente valutato e approvato dai Consiglio comunali dei singoli Comuni consorziati.

GRUPPO CAP, ONLINE TUTTI I CANTIERI ATTIVI

Chi vuole conoscere nel dettaglio i lavori che il Gruppo CAP sta effettuando in Provincia di Milano, in veste di gestore unico del servizio idrico integrato sul territorio, da oggi ne ha la possibilità: basteranno pochi semplici click sul sito gruppocap.it, da cui si può accedere alla mappa completa dei 133 Comuni della Provincia di Milano che riporta i cantieri attivi e tutte le informazioni sugli stessi Comune per Comune, oltre alla possibilità di vedere i cantieri in modalità street view. Si tratta dell’iniziativa “cantieri trasparenti”, lanciata nei giorni scorsi dal gestore.
Il servizio si basa sulla piattaforma WebGis, un sistema informativo sviluppato dal Gruppo che consente di acquisire, estrarre e gestire le informazioni derivanti da dati georiferiti relativi alle reti e a tutte le strutture legate al servizio idrico integrato.
Ad oggi lo sviluppo del sistema - tra i pochi così avanzati in Italia e l’unico accessibile on line da tecnici, professionisti e cittadini, sottolinea il Gruppo CAP - ha richiesto un investimento di 350.000 euro, cui si aggiungeranno 250.000 euro nel prossimo futuro e si basa sul lavoro di un ufficio composto di oltre 10 persone.
“Chi di noi di fronte a un cantiere nella propria città non si è chiesto di cosa si tratta e soprattutto quando termineranno i lavori e quanto costano alla comunità?”, spiega Alessandro Russo, presidente del Gruppo CAP. “Da oggi queste e molte altre informazioni sono disponibili istantaneamente accedendo al sito web del Gruppo CAP. Chi come noi gestisce un servizio di pubblica utilità - prosegue Russo - deve garantire la massima trasparenza del proprio lavoro e allo stesso tempo contribuire al miglioramento della qualità della vita dei cittadini e degli utenti serviti. I nostri cantieri - conclude il presidente del Gruppo CAP - hanno l’obiettivo di portare nelle case dei cittadini un’acqua sempre più di qualità e sicura".

UMBRA ACQUE, NUOVO CDA

Rinnovato il CdA di Umbra Acque, il gestore del servizio idrico integrato in 38 Comuni della provincia di Perugia. Gianluca Carini assume la presidenza e Paolo Pizzari diventa Amministratore delegato. Tra gli altri consiglieri: Patrizia Bianchi, Andrea Bellucci, Fabrizio Burini, Alessandro Carfì, Emanuela Cartoni, Bruno Ceppitelli e Ranieri Mamalchi.

MONZA, CANDIDATURE PER CDA ACSM-AGAM

Il Comune di Monza cerca un candidato per il consiglio di amministrazione della multiutility Acsm-Agam, che dovrà essere rinnovato il 30 aprile. Il Comune di Monza - socio al 29,1% di Acsm-Agam insieme al Comune di Como (24,8%) e ad A2A (21,9%), con un restante 24,2% flottante - deve infatti designare 4 dei 10 candidati dell’unica lista presentata insieme a Como, che designa altri 4 nomi, e A2A, a cui spettano 2 candidature. Le candidature da sottoporre al Comune di Monza potranno essere presentate entro il 9 marzo.
Attualmente il Cda di Acsm-Agam è composto dal presidente Roberto Colombo, monzese, dal vicepresidente Umberto D’Alessandro, espressione del Comune di Como, dall’amministratore delegato Enrico Grigesi e dai consiglieri Paolo Battocchi, Luca Angelo Allievi, Paolo Lanzara, Marianna Sala, Alessandro Igino Botta Monga, Claudio Cobianchi e Vincenzo Panza. In base a quanto stabilito dai patti parasociali, nel prossimo Cda la presidenza sarà espressa dal Comune di Como e la vicepresidenza da quello di Monza, mentre A2A designerà l’amministratore delegato.

HERA, OFFERTE AGEVOLATE PER ENERGIA ALLE START UP

Un pacchetto ad hoc messo a punto per sostenere i giovani imprenditori nella fase di avvio della loro attività e di confronto con il mercato. Si chiama Hera Start Up ed è l’offerta che la multiutility, in collaborazione con Democenter - fondazione che opera a sostegno delle nuove iniziative imprenditoriali ad alta intensità di conoscenza -, e attraverso le società del Gruppo Hera Comm, Acantho e Herambiente, propone alle start up del territorio modenese. L’offerta comprende fornitura di energia elettrica e gas e una serie di servizi essenziali a condizioni estremamente convenienti.
L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi in una conferenza stampa presso la sede Hera di Modena, a cui hanno partecipato il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, l’Amministratore Delegato del Gruppo Hera Stefano Venier e il Presidente di Democenter Erio Luigi Munari. La decisione di proporre questa opportunità nasce dalla consapevolezza, condivisa con i Comuni soci, che, soprattutto in una fase così complessa per l’economia del Paese, il ruolo di una multiutility non possa limitarsi a quello di fornitore di pubblici servizi, seppur erogati con qualità ed efficienza, ma debba piuttosto caratterizzarsi, ad ampio spettro, come elemento in grado di rendere più competitivo e attrattivo un territorio. In questo senso, la partnership con Democenter rappresenta un’opportunità per promuovere l’offerta tra i giovani imprenditori a supporto dell’imprenditoria giovanile.
La proposta Hera è rivolta alle aziende in fase di start up dell’Emilia- Romagna. L’attività deve essere avviata da meno di 18 mesi e il titolare, o almeno la metà dei soci della start up, deve avere meno di 35 anni al momento della sottoscrizione del contratto. L’offerta Hera Start Up consente di avere energia elettrica e gas a mercato libero, a un costo sensibilmente migliore delle tariffe regolate. Il cliente pagherà il prezzo del mercato all’ingrosso dell’energia (un’opportunità solitamente riservata solo ai grandi operatori) con un piccolo contributo sui consumi, che per il primo anno è gratuito. Pagamento a 60 giorni e bollette on-line Hera Start up prevede il pagamento delle fatture a 60 giorni, anziché i consueti 20, e la domiciliazione bancaria o postale delle fatture stesse. L’offerta comprende la possibilità di aggiungere a luce e gas anche la fornitura di servizi di telecomunicazione, grazie alla società del Gruppo Hera, Acantho.
Infine, grazie a Herambiente, leader nazionale nel trattamento dei rifiuti, le nuove imprese potranno richiedere un preventivo gratuito per la valutazione dei rifiuti prodotti e ricevere un’offerta economica per lo smaltimento definita sulle esigenze specifiche.
“Nella visione del Gruppo Hera, una local utility rappresenta un elemento centrale nello sviluppo di infrastrutture materiali e immateriali che rendano sempre più competitivo e sostenibile il territorio”, spiega Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo Hera. “La proposta presentata oggi va esattamente in questa direzione e credo possa rappresentare un concreto contributo ad aiutare i giovani a intraprendere una nuova via imprenditoriale, di cui il Paese ha forte bisogno, così come il territorio emiliano romagnolo”.

GRUPPO IREN - INTESA SAN PAOLO: PARTNERSHIP E SCONTI ALLA CLIENTELA

Intesa Sanpaolo e Gruppo Iren hanno avviato una nuova partnership per offrire ai clienti delle Banche del Gruppo un’opportunità di risparmio trasparente e immediata sui consumi energetici. L’accordo è stato siglato a Torino, presso la sede del Centro per l’Innovazione di Intesa Sanpaolo, da Valter Pallano, Amministratore delegato di Iren Mercato, e Stefano Barrese, Responsabile Area Sales e Marketing del Gruppo bancario, alla presenza di Francesco Profumo, presidente Iren, Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, e Maurizio Montagnese, responsabile Area di Governo Chief Innovation Officer di Intesa Sanpaolo.
Le spese legate al consumo di luce e gas rappresentano un’uscita consistente e di difficile contenimento nel bilancio delle famiglie, che destinano ben il 35% del budget mensile alle spese legate all’abitazione e all’energia. Per questo motivo la collaborazione prevede uno sconto del 15% per il primo anno e del 10% per gli anni successivi, applicato a tutti i clienti Intesa Sanpaolo che, da oggi al prossimo 28 febbraio, domicilieranno il pagamento delle utenze sul proprio conto corrente. A beneficiare del taglio della bolletta saranno non solo i clienti della Banca che diventeranno nuovi clienti Iren, ma anche coloro che hanno già in corso con il partner dell’iniziativa un contratto di fornitura.
La collaborazione tra Intesa Sanpaolo e il Gruppo Iren nasce dal comune intento di essere sempre più vicini ai propri clienti - in un contesto di crisi economica non ancora superata e di comportamenti d’acquisto orientati alla prudenza - offrendo vantaggi esclusivi e livelli di servizio elevati.
L’incontro di Torino ha avviato un tavolo di collaborazione continuativo, utile per definire le strategie e i prossimi passi della partnership che intende focalizzarsi in particolare nell’offerta ai clienti Intesa Sanpaolo e ai clienti del Gruppo Iren di servizi innovativi per il risparmio e l’efficientamento energetico.
Per Francesco Profumo «la collaborazione avviata rappresenta un percorso virtuoso in grado di proporre ai clienti dei due Gruppi occasioni importanti non solo per ottimizzare i costi di gas ed energia elettrica, ma anche, in un immediato futuro, per ridurre gli sprechi e ottimizzare la gestione energetica delle famiglie e delle imprese. È una partnership che delinea un modello in cui si intrecciano e si rafforzano i vantaggi per i clienti, i vantaggi per l’ambiente e, più in generale, i vantaggi per l’intera comunità».
Per Carlo Messina «la sigla di accordi di collaborazione con partner di primario standing ci consente di gestire in modo più ampio la relazione con la nostra clientela, che, insieme alla focalizzazione sul mercato, è alla base delle evoluzioni più significative del nuovo modello di servizio e organizzativo della Banca dei Territori. Il principio è quello di andare oltre le attività bancarie di finanziamento, investimento e pagamento, facendo confluire nei nuovi motori di crescita anche un’offerta non bancaria dedicata».

ACQUE POTABILI, STIPULATO ATTO DI FUSIONE CON SVILUPPO IDRICO

È stato stipulato nei giorni scorsi l’atto di fusione per incorporazione di Acque Potabili in Sviluppo Idrico, società controllata pariteticamente da Iren Acqua Gas e Smat, il cui progetto di fusione era stato approvato dalle rispettive assemblee nel settembre 2014.
La fusione sarà efficace dal 1° febbraio 2015. A seguito della fusione la società incorporante assumerà la denominazione sociale di Acque Potabili SpA, con sede a Torino. Una volta efficace la fusione, le azioni Acque Potabili saranno revocate dalla quotazione sul mercato azionario.

ACEA 2.0, RIVOLUZIONE DIGITALE CON INVESTIMENTI PER 500 MLN

Parte l’operazione Acea 2.0: sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea i primi due lotti dei nuovi bandi di gara che la multiutility capitolina ha predisposto per digitalizzare le modalità di intervento e gestione delle proprie reti idriche e di distribuzione elettrica. Una rivoluzione digitale che porterà sul territorio 500 milioni di euro di investimenti. Nel corso di questi mesi, su input del presidente Catia Tomasetti e dell’ad Alberto Irace, il gruppo Acea ha avviato un percorso che, entro il 2016, permetterà di gestire attraverso innovative tecnologie mobile e in modo perfettamente integrato tutti i processi di lavoro: dalla realizzazione di infrastrutture ai servizi di manutenzione, dalla gestione delle reti al customer care. Questa rivoluzione sarà possibile grazie al sistema Work Force Management (WFM), una piattaforma informatica digitale - realizzata dalla multinazionale SAP - che consentirà di coordinare e monitorare in tempo reale tutte le attività di Acea e dei suoi fornitori. La gestione delle reti idriche a Roma e Frosinone e la distribuzione di energia elettrica a Roma saranno le prime due aree industriali a essere interessate dal processo di digitalizzazione, a partire dalla selezione dei fornitori, che dovranno obbligatoriamente adottare la nuova metodologia di lavoro digitale. La società ha infatti predisposto una nuova modalità di bandi che consentirà di investire sul territorio circa 500 milioni di euro, attuando una significativa concentrazione dei lotti: da 100 appalti annuali si passerà a 5 macroappalti, attivando così affidamenti strategici e di lungo periodo (da un minimo di 3 a un massimo di 5 anni).
Nell’ambito del servizio idrico integrato, Acea Ato 2, gestore del servizio idrico di Roma e Provincia per 3,8 milioni di abitanti, avvierà due lotti di 110 milioni di euro ciascuno per la realizzazione/manutenzione di nuove infrastrutture idriche e condotte fognarie; Acea Ato 5, gestore del servizio idrico di Frosinone e Provincia, avvierà un bando di 30 milioni di euro nel secondo semestre 2015. Quanto alla distribuzione di energia elettrica, Acea Distribuzione - la società di Acea che gestisce l’intera rete di distribuzione elettrica di Roma - avvierà entro marzo 2015 2 lotti da 120 milioni di euro ciascuno per la manutenzione e l’ammodernamento della rete. I parametri di aggiudicazione delle gare non saranno al massimo ribasso, ma tecnico-economici. L’offerta tecnica sarà valutata anche secondo parametri riguardanti l’ambiente, la sicurezza, la capacità di innovazione tecnologica dell’appaltatore.

A2A, ENTRO APRILE LA DECISIONE SULLA PARTECIPAZIONE IN EPGC

Entro il prossimo mese di aprile A2A conta di trovare una soluzione definitiva in merito alla propria partecipazione in Epgc, la compagnia di stato montenegrina dell’energia elettrica di cui è socia con 43,7%. "Nel corso delle giornate di domenica 20 e lunedì 21 dicembre -spiega la società in una nota - si sono svolti intensi confronti con i rappresentanti del Governo del Montenegro".
"In particolare - prosegue la nota - in occasione dell'incontro con il Primo Ministro, si sono discusse le condizioni fondamentali per un rinnovo dell'accordo da parte di A2A: garanzia di redditività sul capitale investito, autonomia di gestione e certezza del quadro regolatorio, individuazione di un terzo partner per il sostegno di nuovi investimenti e definizione di una opzione di uscita a favore di A2A alla scadenza del primo biennio".
"Su queste basi si opererà per raggiungere nei prossimi mesi una decisione definitiva, che potrebbe essere conseguita entro il prossimo mese di aprile. Nel contempo - conclude la società - come previsto dall'accordo esistente tra le parti, rimangono in vigore tutte le condizioni e gli obblighi in essere sino ad oggi".

PERGINE (TN), STET: 5 MLN DI INVESTIMENTI TRA SERVIZIO IDRICO ED ENERGETICO

Ammontano a circa 5 milioni le previsioni di investimento per l’anno in corso delineate da Stet, di Pergine Valsugana (TN). Gli investimenti dovrebbero riguardare i settori dell’energia elettrica e della rete idrica, compresa la depurazione. Per quanto riguarda il terzo settore, quello relativo alla metanizzazione del territorio, i budget è per il momento esaurito, anche se le richieste non mancano. Occorrerà evidentemente valutare loro consistenza e verificare le disponibilità finanziarie, ma soprattutto considerare le nuove norme del settore.
Tra gli interventi - per una quota di circa 2,8 milioni - quelli alla rete idropotabile (alcune zone infatti sono servite da acquedotti privati, non sempre adeguati ai parametri di legge), alla rete fognaria e alle condotte acquedottistiche.
Per il settore energetico, rientrano altri 800.000 euro che secondo le direttive della presidente Manuela Forti Seraglio saranno utilizzati per la costruzione di nuove cabine MT/BT ed per il rifacimento degli impianti elettromeccanici di 11 cabine elettriche MT/BT.
La Stet spa (il 74,31% delle quote è in mano al Comune di Pergine) opera in 8 Comuni e ha circa 60 dipendenti.

WASTE TO ENERGY, NO DEL CONSIGLIO DI STATO AL TERMOVALORIZZATORE DI SCARLINO (GR)

Il Consiglio di Stato, ribaltando due precedenti sentenze del Tar Toscana, ha annullato i provvedimenti della Provincia di autorizzazione al termovalorizzatore di Scarlino Energia, nel grossetano. Accogliendo i ricorsi originari del comune di Follonica e del Wwf che il Tar aveva considerato improcedibili per una questione formale senza entrare nel merito, il Cds ha rilevato che “lo stato di salute delle popolazioni coinvolte e le condizioni dei corpi idrici presenti nell'area interessata dallo stabilimento in questione non siano state convenientemente disaminate e considerate” da parte della Provincia, “con conseguente sussistenza al riguardo dei dedotti vizi di difetto di istruttoria e di motivazione”.
Secondo i giudici in particolare la Provincia non ha tenuto conto della relazione presentata dal Comune di Follonia sulle emissioni di diossina dell'impianto.
Il principale azionista di Scarlino Energia è STA Società Toscana Ambiente, una holding che fa capo a imprese cooperative toscane ed emiliane (Unieco, La Castelnovese, Cooplat) e alla Banca Monte dei Paschi di Siena.

ACQUEDOTTO PUGLIESE APRE AL PUBBLICO CON LA MOSTRA DI DUILIO CAMBELLOTTI

Il gestore idrico Acquedotto Pugliese apre le porte al pubblico del suo storico Palazzo, monumento unico in Italia e scrigno prezioso delle simbologie dell’acqua, delle sue grazie e delle sue virtù, realizzate dal genio di Duilio Cambellotti. Dal 27 febbraio al 14 giugno 2015 il Palazzo ospita la mostra “Duilio Cambellotti. Le grazie e le virtù dell’acqua”.
L’Acquedotto Pugliese, la Regione Puglia, la Città di Bari, con il contributo della Banca Popolare di Bari e la preziosa collaborazione della Wolfsoniana Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo di Genova e l’Archivio Cambellotti di Roma, dedicano questa mostra a Duilio Cambellotti per celebrare il primo centenario dell’arrivo dell’acqua nelle terre pugliesi (1915-2015), con un grande omaggio alla poliedrica personalità dell’artista che ha saputo dar corpo e figura alla celebrazione dell’acqua nelle terre assetate della Puglia. La mostra è organizzata dalla società Sistema Museo.
Nell’evento espositivo la narrazione del lungo percorso artistico dell’autore, attingendo alle raccolte di materiali esistenti presso il palazzo dell’Acquedotto, musei, fondazioni, collezioni private, si compone di oltre centoventi opere in dipinti, disegni, illustrazioni, celebri sculture in bronzo come la monumentale “Fonte della Palude”, ceramiche, terrecotte, vetrate, mobili e quaranta bozzetti preparatori eseguiti per il Palazzo dell’Acquedotto, in un susseguirsi di argomenti dedicati: la spiga e l’ulivo, le mille e una notte, il mondo della natura, la grazia delle donne, le virtù dell’acqua, gli stili e gli arredi.
Per informazioni: Acquedotto Pugliese .

PISA, ACQUE SPA: PROROGA DELLA CONCESSIONE AL 2028

Potranno ripartire a breve gli investimenti sulla rete idrica nel territorio dei Comuni gestiti da Acque Spa, ovvero quelli del Basso Valdarno. E' questo uno dei risultati dell'assemblea dell'Autorità Idrica Toscana che si è svolta nei giorni scorsi a Firenze. Fra i tanti atti approvati, infatti, la proroga della concessione della gestione del servizio idrico ad Acque Spa fino al 2026. Cinque anni in più, insomma, che permettono l'ammortamento di eventuali investimenti, al momento interrotti proprio per l'avvicinarsi della scadenza della concessione.

ESTRA, NUOVA EDIZIONE DI “ENERGICAMENTE”, PROGETTO EDUCATIVO PER LE SCUOLE DELL’ITALIA CENTRALE

Percorsi didattici in classe, laboratori teatrali e concorsi a premi per alunni e famiglie. Questo e molto altro è “Energicamente. A scuola di energie rinnovabili!”, rivolto a tutte le classi delle scuole medie e alle V classi delle scuole elementari. Nato da iniziative che i singoli soci di Estra attuavano già da anni, con l’aggregazione e la nascita del gruppo Estra, Energicamente si è nel tempo arricchito di materiali e percorsi didattici ed esteso a un territorio che ha raggiunto, oltre all’intera Toscana, anche l’Umbria e l’area adriatica (Marche Abruzzo e Molise).
Un lungo percorso che ha coinvolto già oltre 40mila gli studenti promuovendo il risparmio energetico e le fonti rinnovabili e coniugando gli aspetti educativi con quelli della sostenibilità ambientale, per contribuire a migliorare gli stili di vita, informare i giovani e le loro famiglie. Il progetto, che coinvolge nell’anno scolastico in corso oltre 6.300 alunni, 300 insegnanti e 127 scuole, ha preso il via nelle scorse settimane con la consegna alle classi dei kit didattici, realizzati da Giunti Progetti Educativi, e l’inizio degli incontri in classe tenuti da operatori di Legambiente e proseguirà con due concorsi - uno per le classi e uno per le famiglie.
Dopo aver costruito lo scorso anno la scuola sostenibile perfetta, quest’anno gli studenti saranno chiamati, attraverso un concorso on line, con tanto di premiazione finale, a diventare ambasciatori di messaggi legati alla tutela dell’ambiente. Green Pirates è infatti la novità della IV edizione di Energicamente: un concorso on-line rivolto alle scuole che, iscrivendosi, dovranno inserire dei contenuti (testi, video, foto, disegni) sul tema del risparmio energetico. Il “messaggio” elaborato dalle classi insieme agli insegnanti, dovrà essere inserito e pubblicato all’interno del sito web greenpirates
dedicato al concorso, entro il 15 aprile 2015. Il “messaggio” sarà visibile da chiunque visiti il sito del gioco e potrà essere votato. In più potrà essere condiviso sui social media da amici e familiari, per renderlo ancora più popolare. Il concorso prevede tre vincitori nazionali e tre per ogni area geografica individuata: in totale 18 classi verranno premiate con materiali utili alle classi e alle scuole. Un’opportunità per gli studenti di confrontarsi, coadiuvati dai loro insegnanti, con i temi dell’energia e dell’ambiente, attraverso un’esperienza ludico-didattica di scrittura condivisa, che ha l’obiettivo di contribuire a generare sempre più consapevolezza negli “adulti di domani”, sull’importanza di impegnarsi in prima persona nella tutela dell’ambiente.

MILANO, BRESCIA E VARESE CEDONO QUOTE DI A2A

l comune di Milano e il comune di Brescia hanno venduto le rispettive quote detenute in A2A, come annunciato agli inizi di dicembre scorso. Si tratta di una quota complessiva dello 0,50%, pari allo 0,25% per ciascuno, per un totale di 16 milioni di azioni che dovrebbero garantire per ciascun Comune un guadagno di 6,42 milioni di euro, secondo gli attuali prezzi di Borsa.
A fine dicembre, era stato il comune di Brescia a cedere azioni di A2A, per far quadrare il bilancio e rispettare il patto di stabilità. Qui è stata prevista la cessione per un valore di un milione e mezzo, riservandosi però di arrivare a 4,1 milioni se, ipotesi comunque giudicata remota dalla giunta, la società Aspem Reti non dovesse saldare il suo debito da 2,6 milioni. Per il sindaco Attilio Fontana "la vendita delle quote di A2A è dovuta".

EMILIA, PROTOCOLLO IREN - CONSUMATORI PER CONCILIAZIONE

Iren Mercato, Iren Acqua Gas e le associazioni dei consumatori delle Province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia Adoc, Adiconsum, Confconsumatori, Federconsumatori e Movimento difesa del cittadino hanno siglato un protocollo d’intesa per avviare attività di promozione della conciliazione e di attivazione di procedure di conciliazione paritetica nei settori della vendita di energia elettrica, gas e teleriscaldamento e del ciclo idrico integrato.
Il protocollo, che ha validità dal 1° gennaio 2015, definisce le linee guida della procedura volontaria di conciliazione delle controversie che dovessero sorgere tra le società del gruppo e clienti intestatari di utenze domestiche individuali, di utenze non domestiche o condomini.
La conciliazione paritetica è un procedimento gratuito, alternativo alla causa giudiziaria, per la risoluzione delle controversie civili e commerciali che consente di raggiungere un accordo in maniera riservata e non vincolante. Presupposto per accedere alla conciliazione, attraverso la delega a una delle associazioni firmatarie del protocollo, è aver presentato un reclamo scritto e aver ricevuto dall’azienda una risposta che si ritiene insoddisfacente o non aver ricevuto risposta oltre il termine previsto di 40 giorni.
Ogni caso verrà trattato congiuntamente da due conciliatori esperti, di cui uno indicato dall’associazione dei consumatori in rappresentanza del cliente, l’altro dall’azienda. La procedura di conciliazione paritetica è aperta alle adesioni di altre associazioni dei consumatori attive in Emilia-Romagna.

HERA CERTIFICATA DA TOP EMPLOYERS

Anche quest’anno Hera si conferma azienda certificata Top Employers Italia, conquistando per il sesto anno consecutivo il prestigioso riconoscimento che arriva dal Top Employers Institute, organizzazione che dal 1991 valuta gli standard qualitativi in termini di condizioni di lavoro offerte ai dipendenti. La premiazione si è svolta nei giorni scorsi a Milano, alle Officine del Volo, durante una serata alla quale hanno partecipato tutte le aziende giudicate al “top” per le politiche del personale.
La certificazione Top Employers è un’autorevole ricerca, ogni anno più selettiva, che nel 2015 ha analizzato 963 aziende in 99 paesi del mondo. Il processo di certificazione dura almeno un anno e alle aziende viene richiesta documentazione specifica e dettagliata su retribuzioni, condizioni di lavoro, formazione e sviluppo, opportunità di carriera, cultura aziendale.

“ACEA AMA LE DIFFERENZE”, LE UTILITY CAPITOLINE PER LA DIFFERENZIATA

Un’iniziativa congiunta delle utility capitoline per sensibilizzare e coinvolgere i di dipendenti sui temi della raccolta differenziata. “Acea Ama le differenze” ha visto la partecipazione dei dipendenti di Acea usciti dalla propria sede per dare il proprio contributo e rendere più pulita l’area circostante, regalando due ore del proprio tempo lavorativo e dedicandolo alla sostenibilità dell’ambiente circostante.
Nelle due ore di volontariato, i dipendenti sono stati assistiti dagli operatori Ama e hanno dimostrato, in un tempo circoscritto ma utile, di volere migliorare l'area urbana esterna al luogo di lavoro e di volere essere protagonisti, nel proprio piccolo, di cambiamento.
L’iniziativa prelude alla nuova organizzazione delle sedi Acea, dove saranno disposti contenitori dedicati per tipologia di rifiuto.
Con questa campagna Acea intende confermare il proprio impegno sui temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, prevedendo anche una serie di iniziative come la pubblicazione sulla intranet aziendale di una nuova apposita sezione nella quale si potranno conoscere le regole e le informazioni sul tema della “raccolta differenziata”, sui “corsi di formazione interna” realizzati da Ama e sui diversi contest aziendali.
“Questa di oggi - dice la Presidente di Acea Catia Tomasetti - è la manifestazione di un progetto e di intenti che Acea ed Ama hanno condiviso ed avviato da qualche mese. Risale a novembre scorso la firma del Protocollo d’Intesa tra le due società con l’obiettivo di sensibilizzare e rendere maggiore la partecipazione dei nostri dipendenti rispetto alla ‘raccolta differenziata’. Essere in strada, intervenire nelle aree urbane intorno alla nostra sede, rappresenta l’espressione per diffondere e dare dimostrazione della massima partecipazione di tutti i nostri dipendenti e del personale addetto perché vorrei ricordare che Acea è una comunità di circa 4000 persone, dislocate in più sedi".
“Entrambe le nostre realtà aziendali - sottolinea il Presidente di Ama Daniele Fortini - sono impegnate in azioni volte a preservare e rispettare l’ambiente in cui noi tutti viviamo, Ama è quindi ben contenta di offrire la propria partnership a questa iniziativa e ad altre che sicuramente verranno in futuro. La corretta gestione dei rifiuti urbani, il riciclo e il recupero di materia sono temi ormai ineludibili che devono coinvolgere e responsabilizzare tutti, amministratori, lavoratori e cittadini. Ringrazio sinceramente sia i dipendenti di Acea che hanno voluto dedicare il loro tempo a questa giornata di pulizia, sia il nostro personale per il supporto assicurato nelle attività di tutela del decoro”.
Tra le diverse iniziative ideate e promosse da Acea ed Ama con la campagna si segnala “Disegna la tua isola”: un concorso che ha l’obiettivo di valorizzare all’interno delle sedi lavorative delle due società le aree individuate per i contenitori dedicati alla raccolta differenziata.

SEL-AEW: DA FUSIONE UN CAMPIONE DELLE RINNOVABILI

Una grande opportunità di crescita che sarà sviluppata in un’ottica “green”: così hanno descritto i vertici delle aziende energetiche altoatesine Sel - controllata dalla Provincia di Bolzano - e Aew - dei Comuni di Bolzano e Merano - il progetto di fusione tra le due società, presentato per la prima volta insieme alla stampa. “Sel e Aew puntano a divenire propulsori della trasformazione energetica auspicata per l’Alto Adige, offrendo un contributo fondamentale per l’identificazione dell’Alto Adige quale ‘green region’ e per poter centrare gli ambiziosi obiettivi del piano energetico provinciale”, informano le aziende in una nota. Si punta a fare della nuova società risultante dalla fusione una delle più importanti in ambito nazionale per quanto riguarda le rinnovabili, progetto al quale contribuirà il definitivo rilevamento delle quote minoritarie del 40% che Enel detiene in SE Hydropower (attualmente il 60% è in mano a Sel), che gestisce 10 centrali idroelettriche altoatesine. Sel e Dolomiti Energia hanno inoltre recentemente acquisito le quote di minoranza dell’Enel nella SF Energy, che gestisce la centrale idroelettrica di San Floriano/Egna, portandosi ciascuna al 50%. L’operazione è costata 55 milioni di euro, 27,5 per ciascuna delle due società.
Il nuovo gruppo potrà contare su 1,5 miliardi di ricavi, 260 milioni di Ebitda, oltre 100 milioni di utile netto e 1.000 dipendenti. La nuova società creerà inoltre i presupposti per accelerare i servizi di “green innovation” con lo sviluppo di smart grid, il potenziamento della tecnologia del teleriscaldamento, nuovi prodotti e servizi ad alta efficienza energetica per abitazioni private e aziende, per finire con lo sviluppo di tecnologie smart city tra le quali le iniziative, già avviate da entrambe le società, nel campo delle colonnine di ricarica elettrica.
In base alle previsioni della società di consulenza Mc Kinsey, sfruttando le opportunità di ottimizzazione e razionalizzazione per il 2030 la società comune genererà un Ebitda dai 249 ai 265 milioni di euro, che corrispondono ad una crescita del 20-30%. Nel caso in cui le aziende rimanessero separate, per il 2030 tali valori scenderebbero a 73 milioni per Aew e 101 per Sel.

FUNERARIO, RINNOVATO IL CCNL DOPO 23 MESI

A circa 23 mesi dalla scadenza del precedente contratto, è stato rinnovato il Ccnl dei dipendenti delle imprese pubbliche funerarie. Con lo scioglimento delle riserve da parte sindacale e l’approvazione da parte degli organi federali, diventa pienamente efficace l’ipotesi di accordo 23 novembre 2010, sottoscritta dalla delegazione Federutility con i sindacati FP (CGIL), FIT (CISL) e UILTrasporti (UIL).
Sul piano normativo, l’intesa aggiorna gli istituti del contratto di lavoro a tempo parziale, a termine e di apprendistato professionalizzante alla nuova regolamentazione legislativa (compreso il DL n. 34/2014) e riformula gli articoli contrattuali sugli assetti contrattuali e sul sistema di relazioni industriali secondo i principi introdotti dalla contrattazione di livello confederale (da ultimo Tu Confservizi-CGIL/CISL/UIL 10 febbraio 2014). Viene inoltre ridefinita la durata del periodo di prova per i nuovi assunti e aggiornata la disciplina del trattamento di malattia e infortunio. Le parti, infine, hanno condiviso il comune impegno ad individuare nell’ambito di vigenza del contratto forme di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori del settore.
Sul piano economico l’intesa prevede l’erogazione di due una tantum (a copertura del periodo di mancato rinnovo contrattuale: 250 euro per il 2013 e 295 per il 2014), calcolate sul parametro medio 175; l’incremento complessivo dei minimi contrattuali (pari a 65,00 euro sul parametro medio 175); la destinazione, a partire dal 2015, di una quota salariale alla contrattazione aziendale sul premio di risultato, per un importo annuo pari a 280,00 euro medi, sempre sul parametro 175; un contributo aggiuntivo a carico dell’azienda per ciascun dipendente iscritto al Fondo di Previdenza Complementare, con decorrenza 1 gennaio 2015.
L’intesa siglata si applicherà a partire dal mese corrente ai circa 1.000 addetti delle aziende associate, operanti nei servizi funerari e cimiteriali.
Per maggiori informazioni: Federutility.

AQP, FITCH: IL RATING SALE A BBB

L’agenzia di rating internazionale Fitch ha annunciato di avere rivisto al rialzo il rating corporate sul lungo termine dell’Acquedotto Pugliese da BBB- a BBB, con outlook stabile. Il giudizio positivo - si legge nella nota dell’agenzia - deriva dai minori rischi finanziari associati ad AQP a seguito dell’anticipazione di liquidità concessa dalla Regione Puglia e dei buoni risultati gestionali conseguiti.
La Regione Puglia ha contribuito in maniera determinante all’importante riconoscimento, garantendo ad AQP una anticipazione temporanea di liquidità (prevista dalla legge regionale n.37/2014), per complessivi 200 milioni di Euro. Tale somma, destinata esclusivamente al finanziamento degli investimenti, ha consentito nel contempo di calmierare gli incrementi della tariffa, che diversamente sarebbero stati più che tripli rispetto non solo a quelli attuati nell’anno, ma anche a quelli previsti nel prossimo futuro.
“Questo miglioramento del rating - afferma Nicola Costantino, Amministratore Unico di Acquedotto pugliese SpA - tanto più significativo in quanto conseguito in una congiuntura finanziaria non certo favorevole al nostro paese, premia l’impegno del personale dell’Acquedotto, guidato dal Direttore Generale Nicola Di Donna, e della Regione Puglia con le sue strutture tecniche, a sostegno delle percorso di ottimizzazione gestionale e di efficientamento e potenziamento delle infrastrutture a servizio del territorio, intrapreso dall’azienda negli ultimi anni”.

ACEGAS-APS-AMGA, SUL WEB INFORMAZIONI SU CANTIERI

Un servizio web gratuito per conoscere l’ubicazione e la durata dei cantieri stradali e programmare le possibilità di percorso e di parcheggio: è Infocantieri, attivato da AcegasApsAmga per tutti i territori serviti, che informa i cittadini sui cantieri relativi ai servizi gestiti dall’azienda - distribuzione gas, energia elettrica, servizio idrico, illuminazione pubblica e igiene ambientale - consentendo di evitare code e perdite di tempo negli spostamenti.
Al servizio si accede direttamente dalla home page del sito . Su una mappa interattiva vengono evidenziati tutti i cantieri AcegasApsAmga attivi. Cliccando sulle rispettive icone sono visualizzabili le informazioni più rilevanti di ogni punto: data inizio e fine lavori, il luogo esatto dell’intervento, la rete interessata, il tipo di restrizione alla viabilità che comporta (chiusura della strada, divieto di sosta), ecc. Gli utenti hanno anche la possibilità di registrarsi lasciando il numero di cellulare per essere avvisati con un sms ad ogni aggiornamento relativo al Comune o quartiere di residenza. Dal momento che l’aggiornamento di Infocantieri solitamente precede di almeno 48 ore l’attivazione del cantiere, il cittadino avrà un’informazione anticipata potendo così ridurre i disagi. Il servizio, inoltre, è destinato ad ampliarsi: l’applicativo è infatti già pronto per ospitare in futuro anche gli inserimenti di cantieri di altri soggetti del territorio, sia pubblici che privati, impegnati in lavori sul suolo pubblico.

IREN, AL VIA IL PROGETTO TORINO LED

Prenderà avvio nel mese di marzo il progetto Torino Led promosso dalla città di Torino che prevede, nell’arco di un biennio, l’installazione di oltre 50.000 nuove lampade a led (pari al 55% del totale dei lampioni cittadini). Il progetto sarà sviluppato in partnership con Iren Servizi e Innovazione che, nell’ambito dell’esistente convenzione con la città di Torino, ne curerà la realizzazione, mettendo a disposizione il proprio know how e le proprie competenze tecniche in materia.
Il progetto Torino Led consentirà alla città di ottenere importanti benefici sul fronte economico, dimezzando i consumi di energia elettrica degli impianti interessati dall’intervento. Sarà Iren Servizi e Innovazione a sostenere l’investimento di efficientamento energetico, ricevendo in cambio una quota parte del risparmio economico conseguito durante il periodo di durata del contratto, complessivamente 12 anni. A livello energetico e ambientale, il progetto, una volta completato, consentirà un risparmio valutato in 20.000.000 kWh/anno (con una riduzione dei consumi di energia elettrica di oltre il 50%), consentendo un mancato consumo pari a circa 3600 tep (tonnellate equivalenti petrolio)/anno ed evitando, nel contempo, la produzione di 3,5 tonnellate/anno di CO2.

COGESER, POSITIVO IL BILANCIO 2014 APPROVATO DAI COMUNI SOCI

Il Bilancio di esercizio 2014 del Gruppo Cogeser, approvato dagli otto Comuni soci, si è chiuso con un risultato in positivo, con un utile netto della Capogruppo di 1.300.000 € e un valore complessivo generato di 4.300.000 € a favore dei Comuni soci, redistribuito attraverso dividendi, accantonamenti e canoni di concessione reti gas. A ciò si aggiunge il sostegno del Gruppo a numerose attività culturali, sportive e di natura aggregativa a favore della crescita culturale ed economica delle comunità in cui Cogeser attualmente opera.
Un risultato di rilievo per la “grande energia locale” in una congiuntura di mercato sfavorevole, che ha registrato nel periodo corrispondente una riduzione dei consumi di gas del 10,4 % e una riduzione dei prezzi del gas del 10% (clienti domestici in regime di tutela, primo semestre 2014 vs 2013). La riduzione dei volumi di vendita è stata però decisamente compensata da una progressiva attività di focalizzazione commerciale su nuovi clienti industriali e residenziali al di fuori del territorio storico del Gruppo da un lato, dall’altro attraverso la qualità del servizio offerto agli attuali clienti, che fanno registrare un livello di fedeltà doppio rispetto alla media del mercato.
Le condizioni di solidità finanziaria hanno consentito a Cogeser di lanciare a fine 2014 “SERENA”, un’offerta che racchiude in sé vantaggi sia sotto il profilo economico (tariffe convenienti e bloccate per un anno, un bonus gas da 20 euro per chi è già cliente gas di Cogeser, fatture che rispecchiano i consumi reali) sia sotto quello del servizio.
“Abbiamo voluto - spiega Giuseppe Chiarandà, Amministratore Unico di Cogeser Spa - offrire un più completo servizio energetico ai nostri clienti, ai quali assicuriamo le consolidate caratteristiche di affidabilità, cortesia e trasparenza. Invito, quindi, chi già ci conosce per il gas, a confermarci la sua fiducia anche per la fornitura di energia elettrica; e chi non ci conosce, a calcolare gli effettivi vantaggi della nostra offerta, cogliendo l’opportunità dei consulenti energia o dei nostri Cogeser Point dislocati sul territorio. Tanto più che il mercato elettrico apre valide prospettive affinché il Gruppo possa continuare a essere un sostegno per i Comuni soci, dando respiro ai bilanci comunali in questa difficile congiuntura economica e aiutando le amministrazioni a conservare la qualità dei servizi ai cittadini”.
Il Gruppo Cogeser opera nella distribuzione e vendita di gas e di energia elettrica nell’Est milanese. Si colloca in Italia tra le prime 70 multiutility, su 330, nel campo dei servizi energetici. E’ costituito da 4 società a capitale interamente pubblico, che impiegano 55 dipendenti, con un fatturato di 50 milioni di euro. I soci del Gruppo sono i Comuni di Pioltello, Melzo, Inzago, Vignate, Gorgonzola, Truccazzano, Bellinzago Lombardo, Liscate.

ESTRA, MIGLIORA IL RATING CERVED

Cerved Rating Agency ha assegnato a Estra, multiutility toscana a partecipazione pubblica, il rating A3.1, con probabilità di insolvenza a 12 mesi pari allo 0,59%, migliorando la sua classe di merito dalla precedente B1.1.
“Il rating emesso - spiega la società in una nota - è strutturato sull’analisi di molteplici elementi chiave, tra i quali i tratti storici e distintivi dell’azienda, la crescita ed il consolidamento che ha interessato Estra e il gruppo di aziende di cui è holding, i fondamenti alla base del successo e del costante rafforzamento del marchio, i vantaggi competitivi determinati dalla capacità di innovazione tecnologica, la qualità e l’affidabilità dei suoi servizi”.
“Oggi Estra si conferma un gruppo industriale di primo piano in Toscana - prosegue la nota - e tra i principali player nel mercato nazionale del gas naturale, multiutility leader del Centro Italia nei settori energia, telecomunicazioni, ambiente e servizi. L’azienda può contare oggi su una massa critica tale da competere con le altre multiutility nazionali di grandi dimensioni e, grazie al proprio know-how tecnico-produttivo, è competitiva nel mercato delle gare”.
La crescita del gruppo nei prossimi anni, anticipa Estra, si orienterà verso nuovi business, nell’ampliamento del portafoglio clienti e delle partnership. “Gli obiettivi di sviluppo e di efficiency - afferma la società - sono perseguiti attraverso una maggiore accountability a tutti i livelli aziendali. Le prospettive di sviluppo appaiono adeguatamente sostenute da nuove sinergie di gruppo, dal sostegno della proprietà e da una situazione finanziaria e patrimoniale che ritrova equilibrio dopo gli investimenti effettuati. Estra è un’azienda con fondamentali solidi - conclude la nota -, connotata da una buona capacità di far fronte agli impegni finanziari”.
Nel 2013 Estra ha registrato ricavi per 695,8 milioni di euro e un margine operativo lordo di 59,4 milioni. Il risultato ante imposte del gruppo è ammontato nello stesso anno a 21 milioni di euro.

FOGGIA, AMGAS BLU: NUOVA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE E SERVIZI ONLINE

Amgas Blu - società di vendita detenuta all’80% dal Gruppo Ascopiave e al 20% da Amgas S.p.A. - ha avviato alcuni innovativi servizi web per gli oltre 48mila clienti e una nuova campagna di comunicazione targata Guido Daniele, body painter di fama internazionale che impreziosisce l’operazione di ammodernamento messa in campo dall’azienda.
Con “l’energia dalle nostre mani” Amgas Blu vuole guardare oltre i confini del capoluogo dauno, accorciando l’interazione con i clienti attraverso strumenti informatici innovativi e a portata di clic. L’obiettivo è facilitare il compito dell'utenza, elevandosi ad azienda commerciale moderna, ancor più competitiva, per offerte, prezzi e servizi.
Sara più semplice, per Amgas Blu, gestire i contratti gas ed energia elettrica, nel segno dell’immediatezza e dell’affidabilità, come sottolineato dal neo presidente Antonio Cristiantelli e dal direttore operativo Alfonso De Pellegrino, in occasione della presentazione della campagna ‘Manimali’.
Le “Manimali”, ovvero mani trasformate in animali attraverso la tecnica pittorica del body painting, sono le testimonial scelte da Amgas Blu per il nuovo video istituzionale e per tutta la comunicazione corporate dell’azienda. Rappresentano in modo suggestivo e calzante, il concept espresso dal claim di Amgas Blu, che va ad arricchire di sfumature il significato della parola energia, come sinonimo di vita, natura, ma anche di creatività, arte e manualità. Aspetti che trovano una perfetta sintesi di colori nelle straordinarie creazioni di Guido Daniele. Campagna di comunicazione istituzionale che punta quindi ad esaltare i valori dell’azienda e che le società - da Bergamo a Foggia - adotteranno mantenendo brand e offerte commerciali propri.
Durante il lancio di ‘Energia dalle nostre mani’ sono stati presentati i servizi 2.0: Amgasblu App, lo sportello online, il servizio di bolletta via mail e gli avvisi via SMS ai clienti.

CALTAQUA, AL VIA IL PAGAMENTO ONLINE DELLE BOLLETTE

Caltaqua, gestore del servizio idrico integrato in Provincia di Caltanissetta, dà il via al nuovo sistema di pagamento online della bolletta con carta di credito dal sito aziendale: con poche semplici operazioni, informa l’azienda in una nota, gli utenti potranno pagare le bollette direttamente dal proprio computer, tablet o smartphone, con una modalità già sperimentata e sicura.
Dalla homepage del sito, spiega Caltaqua, basta recarsi nell'area "Come pagare la tua fattura", selezionare la modalità di pagamento online, indicare il numero di contratto (desumibile dalla fattura recapitata), il nome e cognome del titolare del contratto, la causale del pagamento con la specifica del periodo di riferimento, l'importo da pagare e l'indirizzo e-mail dell'intestatario della bolletta.

AQP: ESTESA LA CERTIFICAZIONE 90001 ALLA VERIFICA DEI PROGETTI

Al termine di un complesso iter di verifica a cura dell’Ente di Certificazione Bureau Veritas, l’Acquedotto Pugliese ha ottenuto il rinnovo della certificazione UNI EN ISO 9001:2008. A seguito dell’attività di audit, il campo di applicazione della certificazione è stato esteso anche al processo di verifica dei progetti per lavori di importo inferiore a 20 milioni di euro, secondo quanto previsto dal DPR 207/2010.
Il riconoscimento si inserisce in un percorso di ricerca globale della qualità e della responsabilità ambientale e si affianca alle certificazioni UNI EN ISO 14001:2004 e ISO/IEC 17025, conseguite per specifici impianti e laboratori.
Tali traguardi sono stati raggiunti grazie alle capacità professionali e competenze tecniche interne all’azienda.
Il conseguimento di tali obiettivi è testimonianza dell’impegno di AQP verso il territorio e la qualità del servizio fornito, attraverso il miglioramento continuo dei processi aziendali, anche nel campo della salvaguardia e tutela dell’ambiente.

AIM VICENZA: PER 2014 - 2018 INVESTIMENTI DA 150 MLN E +8% MOL

L’amministratore unico di Aim Vicenza, Paolo Colla, ha presentato alla Giunta comunale il Piano industriale 2014-2018, mentre nei prossimi giorni si perfezionerà la presa d’atto del documento integrale sia da parte della Giunta che del Consiglio comunale. Il Piano, ha ricordato Colla nel corso della conferenza stampa seguita al passaggio in Giunta, affiancato dall'assessore alle risorse economiche Michela Cavalieri, contempla uno sviluppo del gruppo realizzato sia per linee interne (sviluppo dei business attuali) sia per linee esterne (acquisizioni e integrazioni), nonché importanti economie derivanti da razionalizzazioni e riorganizzazioni.
Sono previsti il cosiddetto “deconsolidamento” del ramo “trasporto pubblico”, da realizzare attraverso l’integrazione con FTV, l’unificazione in un unico polo e in un’unica sede delle attività nel settore dell’ambiente, la crescita nel mercato dell’energia e del gas tramite l’acquisizione di nuovi clienti e di rami di vendita. Gli investimenti previsti nel quinquennio sono pari a 150 milioni di euro, la cui fetta più rilevante è destinata alle gare per la distribuzione del gas naturale. Tale programma verrà realizzato senza appesantimento della struttura finanziaria che, anzi, grazie alla ristrutturazione del debito, si rafforzerà ulteriormente con una riduzione della posizione finanziaria netta, sia in valore assoluto che in termini di incidenza sul margine operativo lordo. Con riferimento ai risultati economici, il piano prevede una crescita del valore della produzione del 4% medio nel periodo e dell’8% del margine operativo lordo (da 38 a 52 milioni di euro), con un rilevante aumento dell’incidenza del margine sui ricavi, segno di un aumento dell’efficienza gestionale.

A2A, BOND A 10 ANNI DA 300 MLN E OFFERTA DI RIACQUISTO

A2A ha lanciato sul mercato del debito un bond decennale a tasso fisso con un obiettivo di raccolta di 300 milioni di euro, con cedola all’1,75% e prezzo di re-offer di 99,221%, che nella stessa giornata risulta aver registrato ordini per circa 2,5 miliardi di euro. L'operazione è gestita da Banca Imi, Uni, Bnp e Barclays. Parallelamente, la multiutility ha annunciato un’offerta di riacquisto di un prestito obbligazionario in scadenza nel 2016, con cedola al 4,50%. L'obbligazione, inizialmente da 1 miliardo di euro, è ora in circolazione per l'importo residuale di 761,591 milioni. L'offerta di riacquisto è per un corrispettivo in denaro fino a un ammontare massimo da definire. La società fornisce un prezzo di riacquisto indicativo di 107,570% ("basato sul rendimento di riacquisto dello 0%"). Il buy back terminerà il 24 febbraio, mentre il giorno successivo è prevista la comunicazione dei risultati e il regolamento dell'operazione.

HERA: ENTRO 2018 INVESTIMENTI PER OLTRE 2 MLD, 118 NEL MODENESE

Investimenti per oltre 2 miliardi di euro, di cui 118 milioni destinati al territorio modenese: questi alcuni dei numeri del piano industriale al 2018 di Hera, approvato recentemente dall’azienda e presentato dal presidente Tomaso Tommasi di Vignano e dall'amministratore delegato Stefano Venier al Tavolo del Comune di Modena per la crescita, poi in Commissione consiliare e ai sindaci della Provincia.
Complessivamente il 70% degli investimenti di Hera sarà destinato alle reti. Dei 118 milioni previsti per la Provincia di Modena, 23 fanno parte della pianificazione 2015. Tra questi, un progetto sperimentale da 3,3 milioni di euro per la telelettura dei dati di consumo reale sui contatori gas, acqua, energia elettrica e teleriscaldamento. Già a partire dalle prossime settimane si cominceranno a installare i nuovi contatori, che permetteranno anche l'accesso ai dati reali di consumo via web e un messaggio di allerta in caso di consumi anomali. Per i servizi idrici è in programma nei prossimi anni la costruzione di nuove dorsali di acquedotto in pianura, la realizzazione di una nuova linea fanghi al depuratore di Modena e la costruzione di sistemi di collettamento e trattamento dei reflui in varie aree. Tutto questo in un contesto in cui la tariffa media per il servizio idrico a Modena è la più bassa della Regione (1,47 euro al mc rispetto ai 2,20 di Reggio Emilia).

RAVENNA HOLDING, VERSO RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE DI 20 MLN

Il Consiglio di Amministrazione di Ravenna Holding - gruppo controllato dal Comune di Ravenna e partecipato dai Comuni di Cervia e Faenza che detiene partecipazioni, tra l’altro, in Hera (5,83%) e Romagna Acque (23,19%) - dovrà ridurre il capitale sociale per circa 20 milioni di euro, a seguito di richiesta dei soci che hanno bisogno di introiti straordinari. È quanto riferito in occasione della presentazione del preconsuntivo 2014, che stima in 8.769.463 milioni di euro il risultato d’esercizio e in 1.492.720 il budget.
Il budget 2014, ha spiegato la società, migliora grazie ai dividendi distribuiti dalle società partecipate, con ricavi in aumento dovuto soprattutto alle tariffe del servizio idrico integrato. Il patrimonio netto al 31 dicembre 2014 risulta di 457.685.607 euro, mentre i valori di bilancio delle partecipazioni sono pari a 317.431.236 euro. Il debito bancario a medio e lungo termine passa da 53.378.275 euro del 2013 a 48.551.193 euro nel 2014 per effetto del rimborso delle rate di mutui. L’indice di redditività del capitale proprio (ROE) si attesta al 3,10%.
Il gruppo sottolinea le azioni di razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche nel contesto ravennate e romagnolo che, già prima delle indicazioni della legge di Stabilità, hanno consentito risparmi all’interno del gruppo stimabili in circa 500.000 euro negli ultimi anni. La prospettiva principale per il gruppo, attualmente, è quella della riduzione del capitale sociale, un’operazione rilevante - che passerà anche per la vendita di azioni Hera - che però, assicura la società, “risulta sostenibile alla luce della grande solidità patrimoniale e finanziaria della holding”.

SEAB, INVESTIMENTI PER 13 MLN NEI PROSSIMI 3 ANNI

Seab, società partecipata di Bolzano che si occupa di servizio idrico, distribuzione gas e igiene ambientale, ha programmato di eseguire nei prossimi 3 anni investimenti per un importo complessivo di 13 milioni di euro, di cui 9 destinati all'acquedotto, 3 alla rete fognaria ed il resto alla rete gas. "In questo modo consegniamo alla cittadinanza infrastrutture efficienti e moderne" ha detto, presentando il piano degli investimenti 2015-2017, il presidente di Seab Rupert Rosanelli, che ha sottolineato l'importanza di effettuare costantemente manutenzioni e ampliamenti delle reti e delle strutture,
Tra le principali opere programmate nel settore idrico figurano: il completamento del tratto verso monte dell'acquedotto e della fognatura nella zona San Giorgio-Guncina; il risanamento delle sorgenti Grifo e Ranigolo e della condotta che porta l'acqua fino all'abitato di Cardano; il risanamento del serbatoio Campegno e posa delle tubazioni di collegamento del serbatoio con la rete acquedottistica cittadina; la realizzazione di un nuovo serbatoio dell'acqua potabile da 5.000 mc a San Maurizio del quale, nel 2015, sarà completata la fase di progettazione. Per la rete del gas a bassa pressione è previsto il completamento della protezione catodica che ha lo scopo di proteggere le tubazioni dalla corrosione elettrica e la sostituzione dei contatori del gas con un modello che contiene un dispositivo di telelettura.

FORLI', ALLO STUDIO SOCIETA' PUBBLICA PER RIFIUTI

Il Comune di Forlì ha presentato il piano per una gestione "post-incenerimento" dei rifiuti, che prevede la costituzione di una nuova società pubblica che possa subentrare a Hera nel 2016.
Si parte, ha spiegato l'assessore all'Ambiente Alberto Bellini, con "il perfezionamento del piano industriale, poi la valutazione con gli istituti bancari ed infine la costituzione della società pubblica che acquisisce la concessione. Quest'anno si procederà con l'istruttoria e la concessione del servizio, appunto, per arrivare al subentro ad Hera nel 2016". La nuova società territoriale, ha detto Bellini, permetterà la separazione "tra proprietà del rifiuto (raccolta) e gestione (smaltimento e recupero), con uno stop al monopolio del ciclo integrato dei rifiuti". Del piano fa parte anche un progetto di coesione dell'Unione forlivese dei Comuni e tra gli obiettivi c'è quello di arrivare al 70% di raccolta differenziata con politiche di qualità, creando un risparmio di oltre 70 milioni di euro.

IREN ENERGIA, CONVENZIONE CON PARCO NAZIONALE GRAN PARADISO

L'amministratore delegato di Iren Energia Giuseppe Bergesio e il presidente del Parco nazionale Gran Paradiso Italo Cerise hanno sottoscritto, presso la centrale idroelettrica di Rosone a Locana (TO), una convenzione sull'esercizio delle attività degli impianti Iren presenti nell'area protetta.
La convenzione sostituisce il precedente accordo siglato fra le due parti nel 1994 e cade a quasi 66 anni dal primo accordo fra l'allora Azienda elettrica municipale di Torino e l'Ente Parco. La nuova convenzione prevede il versamento di un contributo annuo da parte di Iren a favore dell'Ente Parco per iniziative e opere finalizzate al miglioramento ambientale, alla promozione didattica, turistica e culturale del versante piemontese del parco ed in particolare della Valle Orco, sede degli impianti Iren. L'azienda, inoltre, concederà all'Ente Parco la fruibilità di alcuni edifici e spazi di sua proprietà per attività istituzionali e legate alla sorveglianza del parco stesso. È prevista, infine, la collaborazione su azioni di monitoraggio ambientale, quali la registrazione e la rielaborazione di dati meteorologici, la misurazione delle portate e dei rilasci degli impianti, gli studi sulla qualità delle acque e sullo stato dell'ittiofauna.

AGSM VERONA, NEL 2014 MOL IN CRESCITA DEL 7%

Cento milioni di margine operativo lordo (+7% sul 2013), fatturato oltre gli 850 milioni, clienti in crescita del 6% e produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in aumento del 23%. Sono i numeri che raccontano il 2014 di Agsm Verona Spa, la multiutility veronese che opera nei comparti energetici e dell’illuminazione pubblica.
La holding si appresta a chiudere l’esercizio 2014 in crescita e con un margine operativo lordo che ha superato i 96 milioni, nonostante la riduzione dei consumi elettrici (-3%) e del gas (-13%).
«Il miglioramento della redditività - commenta il direttore generale Giampietro Cigolini - conferma la solidità del gruppo, che lo colloca al 5° posto per il valore della produzione nella graduatoria dei primi 30 gruppi societari sul territorio veronese, al 6° posto tra le multiutility italiane e al primo posto tra quelle a socio unico in Italia».
Gli investimenti in programma quest’anno riguardano la produzione elettrica (31 milioni di cui 8 per Ca’ del Bue), reti elettriche e gas (14 milioni), settore ambientale (5 milioni), Lighting (3,8 milioni), teleriscaldamento (1 milione), telecomunicazioni (1,6 milioni). Ma soprattutto la creazione della holding comunale con il completamento dell’integrazione con Amia, l'altra municipalizzata veronese per la raccolta rifiuti.
«A fronte di una rilevante contrazione dei consumi - ha detto il presidente Paolo Paternoster - Agsm ha continuato ad investire sulle rinnovabili, ovviando alla sofferenza nella produzione tradizionale termoelettrica. Solo negli impianti idroelettrici sono stati investiti 5,6 milioni nel 2014, e gli obiettivi per il 2015 prevedono ulteriori stanziamenti su fonti rinnovabili come eolico, fotovoltaico e idroelettrico».

DEPURAZIONE IN SICILIA, IL GOVERNO VERSO IL COMMISSARIAMENTO DELLE OPERE

Entro febbraio il governo invierà un commissario per la gestione di poco più di un miliardo euro, fondi Cipe fermi da tre anni e destinati a 93 opere civili di depurazione. E’ il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in una delle sue enews, ad annunciare il nuovo percorso a seguito di una riunione a Palazzo Chigi, perché la Sicilia sarebbe fuori tempo massimo e il governo vuole fare presto e per di più "senza guardare in faccia nessuno". Per il premier il commissariamento è l'unica strada percorribile, per evitare l'ennesima bacchettata da Bruxelles: dal 2016 l'Italia potrebbe ricevere sanzioni dall'Ue per 600 milioni di euro, di cui 180 milioni per la sola Sicilia.
Il plafond destinato alla Sicilia, oggi guidata da Rosario Crocetta, è stato stanziato con una delibera del Cipe del 2012, che ha "destinato 1,6 miliardi di euro per 183 opere urgentissime in reti fognarie e depuratori nel Sud Italia". "Di questi, 1,1 miliardi sono stati assegnati alla Sicilia per 93 opere - dice il capo della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, Erasmo D'Angelis -. Si tratta di fondi fuori da ogni patto di stabilità ma mai spesi, se non per una quota minima di circa 24 milioni".
E mentre Renzi da Roma intravede nel commissariamento l'unica via d'uscita, un sopralluogo del nucleo tecnico-ispettivo dell'Istituto per lo sviluppo delle attività produttive (Irsap), presieduto da Alfonso Cicero, denuncia la presenza di un depuratore nell'agglomerato industriale di Ravanusa-Campobello di Licata (Ag) costato 2,5 milioni di euro, mai entrato in funzione e in stato di abbandono. "Siamo in presenza non di una infrastruttura a servizio delle imprese, ma di un'opera che ha rappresentato un'opportunità per altri affari a danno del tessuto economico produttivo della provincia", ha dichiarato il presidente dell'Irsap Cicero durante il sopralluogo.
"Considero positivo questo commissariamento anche per accelerare la spesa dei fondi gestiti direttamente dai comuni e non dalla Regione, che altrimenti li avrebbe già utilizzati". Così il Presidente della regione Rosario Crocetta. "Si tratta di soldi gestiti dai Comuni, non dalla Regione - sottolinea Crocetta - e loro disposizione. Anche noi siamo intervenuti più volte, commissariando le amministrazioni inadempienti".
Oltre ai ritardi nella realizzazione di infrastrutture finanziate, la Sicilia attende ancora la legge regionale di riordino del servizio idrico integrato, con la quale si costituirebbe la governance istituzionale.

EXPO, LE CASE DELL’ACQUA DI CAP CON IL MONITORAGGIO DI MM

Per l’Expo milanese sarà l’acqua di rete - liscia o gassata - a dissetare gratis i milioni di visitatori attesi, grazie alle 32 Case dell'Acqua disseminate sull'area, controllata 24 ore al giorno da un sistema a batteri luminosi, da cui potranno uscire fino a 230 mila litri al giorno, che vuol dire 40 milioni di litri d'acqua nei sei mesi dell'Esposizione.
È questo l'approdo dell'accordo con cui Expo ha affidato al Gruppo Cap (gestore del servizio idrico della Provincia) e a Mm (gestore in città) la progettazione e realizzazione delle Case dell’Acqua.
Le Case in questione sono concettualmente identiche alle 146 tipo chioschi che Cap ha già installato da tempo in molti Comuni e che complessivamente distribuiscono ogni anno 48 milioni di litri di acqua: corrispondenti a oltre mille tonnellate di bottiglie e 2.200 tonnellate di anidride carbonica in meno. Ogni singola Casa dell'Acqua, in un Comune medio da 15 mila abitanti, vuol dire anche 38 tir, 20 tonnellate di petrolio e 2 quintali di monossido in meno.
«L'idea - spiega il presidente di Cap, Alessandro Russo - è ovviamente quella di promuovere il valore dell'acqua pubblica unito al tema del rispetto ambientale». E infatti oltre al servizio in sé è prevista in Expo una serie di eventi che avranno come base Cascina Triulza per ricordare a grandi e piccoli che l'acqua, come tutto il pianeta, non è un bene infinito.
Fra le 32 Case sparse all'Expo ce ne saranno due più grandi, capaci di dissetare sei persone per volta, e 30 più piccole, da 4 rubinetti l'una.
«L'acqua sarà la stessa che esce dai rubinetti delle case di Milano - sottolinea ancora Russo - con la differenza che questa sarà garantita Iso22000»: se la garanzia di casa nostra si ferma nel punto in cui i tubi entrano nell'edificio, questa dell'Expo sarà cioè l'unica acqua garantita fino al rubinetto. E qui entrano in gioco i tecnici di Mm: saranno loro a garantire 24 ore su 24 la qualità dell'acqua che servirà l'area dell'Expo e quella microbiologica delle Case dell'acqua. Con un nuovo sistema la cui sperimentazione sta per essere conclusa e che potrà rilevare la eventuale tossicità acuta dei campioni prelevati per mezzo di batteri bioluminescenti. Microrganismi che se entrano in contatto con sostanze tossiche muoiono e, in pratica, si spengono. Un braccio automatico preleva i campioni, li unisce ai reagenti in un contenitore, e un luminometro misura il cocktail: finché c'è luce è tutto ok. Una centrale con tre pannelli di monitoraggio invierà i dati in tempo reale a un laboratorio che terrà i valori controllati a ciclo continuo. Presto il sistema controllerà allo stesso modo l'acqua di tutta Milano. E in futuro ai batteri saranno aggiunte, quali ulteriori sentinelle, anche certe alghe speciali che segnaleranno i pesticidi.

AEEGSI, PROCEDIMENTO PER NUOVO METODO TARIFFARIO IDRICO

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha deliberato, nella riunione del 15 gennaio, l’avvio del procedimento per la definizione del Metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio (delibera 6/2015/R/idr). Il procedimento per la definizione del Metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio viene riunito con quello per la promozione dell’efficienza della produzione del servizio idrico integrato, avviato con la delibera 374/2014/R/idr, individuando come termine unico per la conclusione il 31 dicembre 2015.
Intento dell’Autorità nella definizione del prossimo metodo tariffario per il servizio idrico integrato è: garantire la stabilità e coerenza del quadro regolatorio, integrando e sviluppando la regolazione asimmetrica e innovativa già adottata; promuovere misure di semplificazione e razionalizzazione delle gestioni, rivedendo le condizioni di esclusione dall’aggiornamento tariffario; assicurare la sostenibilità finanziaria efficiente delle gestioni, adottando strumenti regolatori finalizzati al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario nei diversi contesti territoriali; rafforzare l'approccio selettivo per obiettivi ed interventi richiesto alle amministrazione competenti; implementare misure idonee alla promozione dell’efficienza nella produzione dei servizi; definire criteri e modalità per lo sviluppo di meccanismi pe favorire l’efficienza idrica e la misurazione dei consumi; accrescere l'efficacia nel ricorso al sistema dei finanziamenti; perseguire una progressiva convergenza fra le diverse aree del paese, in un quadro di forte attenzione per la sostenibilità sociale delle tariffe pagate dagli utenti finali.
Nella medesima riunione l’Autorità ha dato il via ad altri due procedimenti per il riparto della tariffa e delle spese di riscossione tra i vari gestori nel caso in cui il servizio idrico integrato sia gestito separatamente (delibera 7/2015/R/idr) e per la definizione dei criteri di articolazione tariffaria applicata agli utenti dei servizi idrici (delibera 8/2015/R/idr). Per entrambi il termine previsto è il 31 dicembre 2015.

#ITALIASICURA, D’ANGELIS: “APERTI CANTIERI PER 700 MLN. DALLE REGIONI RICHIESTE DI OPERE PER 19 MLD”

Da giugno a dicembre 2014 sono stati aperti 450 cantieri in tutta Italia per la prevenzione del rischio idrogeologico, per un importo di circa 700 milioni. Lo ha detto il capo di #italiasicura, Erasmo D'Angelis, facendo un bilancio dei primi 6 mesi di attività della struttura voluta da palazzo Chigi per combattere il dissesto idrogeologico.
L'apertura dei cantieri, sottolinea D’Angelis, è stata possibile grazie "al lavoro di squadra che sta impegnando, nell'azione di controllo, monitoraggio e sblocco di opere incagliate anche da decenni, tutto lo Stato, a partire dal ministero dell'Ambiente e dai presidenti di Regione nominati Commissari di governo". Il lavoro fatto in questi mesi ha anche consentito di avere a disposizione "un database finalmente chiaro di ciò che serve all'Italia per ridurre i suoi immensi rischi di frane e alluvioni".
D’Angelis ha anche annunciato che le Regioni, con le autorità di bacino e la protezione civile, hanno consegnato un elenco di circa 5.200 opere, per un valore complessivo di 19 miliardi. "Ma i ritardi nelle progettazioni - ha spiegato il capo di #italiasicura - sono notevolissimi, e appena un 15% di progetti sono già esecutivi e cantierabili e riguardano opere urgenti che finanzieremo. Da Genova a Milano, da Firenze a Cagliari". Abbiamo iniziato, ha aggiunto, "la più importante e urgente opera pubblica da decenni, ma non illudiamoci. Non c'è nessuna bacchetta magica. Servono sei o sette anni per ricostruire e rafforzare la tenuta di aree in dissesto, arginare la violenza di nubifragi, imparare a difenderci". Ma, ha concluso, "deve essere molto chiaro a tutti che la prima opera di prevenzione è la fine di ogni abuso, una buona pianificazione urbanistica e una buona manutenzione ordinaria del territorio".

UE, PIATTAFORMA ONLINE PER ESPERTI TRATTAMENTO ACQUE DEL MEDITERRANEO

Gli studiosi e le imprese coinvolte nella tecnologia del trattamento delle acque hanno la possibilità di favorire i partenariati attraverso una nuova piattaforma online sviluppata dal progetto FP4BATIW (“Fostering Partnerships for the Implementation of Best Available Technologies for Water Treatment & Management in the Mediterranean”), finanziato dall’Ue. Si tratta di un punto di scambio per le offerte e richieste di tecnologia, in particolare per la regione del Mediterraneo. Nel progetto sono coinvolti quattro paesi partner del Mediterraneo: Egitto, Giordania, Palestina e Tunisia.
Gli esperti che accedono alla piattaforma possono trovare nuove tecnologie e idee, collegarsi a potenziali partner di R&D e commerciali, scoprendo soluzioni innovative per il trattamento delle acque. La piattaforma è un risultato importante del progetto FP4BATIW che mira a promuovere le tecnologie per il trattamento delle acque nella regione del Mediterraneo riunendo esperti importanti del settore.
Un’idea centrale di FP4BATIW, che dovrebbe concludersi a giugno 2016, è che promuovendo la cooperazione transfrontaliera si contribuirà a ridurre il divario tra i paesi del Mediterraneo sviluppati e quelli in via di sviluppo in materia di trattamento delle acque. Vengono promosse dimostrazioni di impianti pilota per il trattamento delle acque con la partecipazione dei partner del progetto, dedicando particolare attenzione allo sviluppo di modelli aziendali concentrati sullo sviluppo di soluzioni per il risparmio idrico e multiuso.
Il progetto ha recentemente lanciato un concorso per raccogliere idee aziendali innovative incentrate su questioni quali la gestione idrica, il trattamento delle acque e il risparmio idrico. Il concorso ha il duplice obiettivo di rafforzare il profilo di FP4BATIW e di invitare PMI, singoli ricercatori e imprenditori di Egitto, Giordania, Palestina e Tunisia a presentare piani aziendali innovativi. Il concorso, che rimarrà aperto fino al 20 marzo 2015, premierà le prime tre migliori proposte con un invito alla conferenza finale FP4BATIW.

REGGIO EMILIA, “IL DIVORZIO” DA IREN COSTEREBBE 125 MLN AI COMUNI

Per ritornare ad una “gestione pubblica del servizio idrico” ai Comuni reggiani occorrono almeno 125 milioni. Questa la conclusione dello studio di fattibilità della società Agenia, che per conto di Agac infrastrutture ha analizzato gli aspetti economici e gestionali della costituenda società dell'acqua pubblica reggiana, con soci i Comuni del territorio, prevista entro la fine del 2015. Ne dà notizia la Gazzetta di Reggio.
Il documento, presentato nei giorni scorsi in commissione Territorio dall'assessore reggiano Mirko Tutino, ha dunque schiarito i contorni di un'operazione, quella dello scorporo del servizio idrico da Iren, il cui nodo principale resta quello delle risorse a disposizione degli enti locali. In particolare, per rientrare in possesso delle tubature dalla multiutility, che ne detiene la proprietà fino al completamento dell'ammortamento degli investimenti sostenuti finora sulla rete, i Comuni della provincia di Reggio dovranno corrispondere un cosiddetto «terminal value» stimato in 102 milioni. A queste risorse vanno ad aggiungersi quelle necessarie per la manutenzione delle infrastrutture, che si prevedono in 20, 25 milioni annui, per un piano triennale fino al 2017 di 79 milioni. Per la futura società pubblica si prevede inoltre un modello organizzativo in cui dal gestore uscente (Iren) verrebbero allocati 313 dipendenti.
Infine, per quanto riguarda le tariffe, si parla di uno «sviluppo tariffario», dal 2016 in poi inizialmente in linea con i valori attuali, ma previsto in crescita negli anni successivi.
La nuova società pubblica formata dai Comuni avrebbe la gestione del servizio per circa 530.000 abitanti, pari a 180.000 utenze in 44 Comuni, con circa 7.500 chilometri di tubature acquedottistiche e fognarie.

FONDAZIONE BILL E MELISSA GATES: “ACQUA DA BERE DA FECI UMANE”

Acqua prodotta dalle feci umane. A berla è stato Bill Gates in un video pubblicato sul sito della fondazione Bill and Melissa Gates. Nel video l'acqua viene prodotta dalle feci tramite un macchinario chiamato OmniProcessor, creato da Janicki Bioenergy.
''Ho visto una pila di feci farsi strada nel macchinario. E pochi minuti dopo ho assaggiato il risultato: un bicchiere di acqua. La prossima generazione di questo macchinario potrà trattare le feci di 100.000 persone e produrre 86.000 litri di acqua potabile'' afferma Gates, sottolineando che il macchinario non solo riuscirebbe a tenere lontano le feci umane dall'acqua potabile, ma le trasformerebbe in una commodity con un valore di mercato. Al mondo circa 2,5 miliardi di persone non hanno accesso a strutture sanitarie, inclusi bagni, e piu' di un miliardo di persone usano l'aria aperta e gli spazi pubblici come bagni, contaminando le forniture di acqua potabile.

LOMBARDIA, CDM IMPUGNA NORMA SU SERVIZIO IDRICO

Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’impugnativa per la legge regionale della Lombardia n. 29/2014 recante, tra le altre, disposizioni in materia di servizio idrico integrato, in quanto “alcune diposizioni in materia di affidamento del servizio idrico - si legge in un comunicato di Palazzo Chigi - contrastano con il diritto europeo e con la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e tutela della concorrenza, in violazione dell’art. 117, primo comma, e secondo comma, lettere e) ed s), della Costituzione”.
In particolare, specifica il Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio, l’impugnativa è diretta all’art. 1, comma 1, lettera m) della legge che, modificando la legge regionale n. 26/2003, estende la durata massima dell’affidamento del servizio idrico da 20 a 30 anni, termine che si applica anche alle concessioni già in essere, mentre viene lasciato in capo a Province e Comune di Milano il compito di organizzare il servizio idrico integrato a livello di Ato e di stabilire la forma di gestione. Si profila in tal modo, secondo il Consiglio dei ministri, un “contrasto con la normativa statale in materia di tutela dell'ambiente e della concorrenza che prevede il ricorso a gara ad evidenza pubblica o all'affidamento in house providing” e che incarica l’Ente di governo dell’Ambito a deliberare la forma di gestione (art. 149-bis del Codice dell’ambiente).

EXPO 2015, A PERUGIA SI ELABORA PROGETTO UN-WWAP

Il Programma delle Nazioni Unite per la valutazione delle risorse idriche mondiali (UN-Wwap) presenterà ad Expo 2015 un progetto chiamato “Le stanze dell’acqua”, un itinerario video attraverso 5 “stanze” concepite per attirare l’interesse e diffondere conoscenza in merito alle risorse idriche e alla loro gestione in un’ottica di sostenibilità. Dal 21 al 23 gennaio scienziati, creativi, registi e scrittori di tutto il mondo si sono riuniti nella sede del Programma a Villa Colombella, a Perugia, per elaborare le idee portanti del progetto.
Si tratterà in sostanza di 5 cortometraggi che accompagneranno gli spettatori alla scoperta dell'acqua, per familiarizzare con il ciclo idrologico, esplorare il concetto di governance e interrogarsi sulla possibilità che intorno a questa preziosa risorsa sorgano futuri conflitti.
Per tre giorni importanti studi di produzione, tra cui Armando Testa, Steve Cutts e Studio Bozzetto, si sono occupati di trasformare i contenuti elaborati nel meeting in cortometraggi, mentre alcuni scrittori, come Gian Antonio Stella e Marco Paolini, hanno prestato la loro penna per i monologhi. Il progetto non si limiterà alla presentazione all’Expo di Milano ma sarà distribuito a vari paesi in diverse lingue.

PROCESSO BUSSI: PER CONTAMINAZIONE ACQUE NON VI FU DOLO

Nessuna condanna per avvelenamento delle acque in relazione alla vicenda della discarica di Bussi sul Tirino (PE) perché “non c'è stato pericolo per la salute pubblica, in quanto l'acqua emunta al Campo pozzi era sostanzialmente potabile e minimamente contaminata, mentre l'acqua di falda (nel punto di maggior contaminazione) non era neppure ipoteticamente destinabile per scopi alimentari”: questo un passaggio delle motivazioni della sentenza nel processo riguardante la discarica di Bussi che si è concluso il 19 dicembre scorso davanti alla Corte d’Assise di Chieti con l’assoluzione di tutti e 19 gli imputati in relazione all’accusa di avvelenamento delle acque, fatto che per la Corte non sussiste. Il disastro ambientale è stato invece derubricato in colposo e, quindi, dichiarato prescritto. Le motivazioni della sentenza, circa 188 pagine, evidenziano come nelle condotte poste in essere dagli imputati non fosse ravvisabile il dolo diretto, inteso come “coscienza e volontà dell'evento di pericolo proprio del reato di avvelenamento”. Non vi si può infatti leggere “una comune e precostituita volontà criminosa, frutto della volontà di occultare lo stato di contaminazione della falda, potendosi al più ritenere che vi sia stata la volontà di rappresentare un quadro della contaminazione del sito dello stabilimento tale da limitare le doverose attività di messa in sicurezza e bonifica".

RIMINI, 3 COMUNI CHIEDONO STUDIO SU FORME DI AFFIDAMENTO

Uno studio di fattibilità sulle modalità di affidamento del servizio idrico integrato: questa la richiesta avanzata all’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e i rifiuti (Atersir) dai Comuni di Riccione, Coriano e Bellaria Igea Marina. Le tre amministrazioni spiegano in una nota di voler “valutare con attenzione le ripercussioni che potrebbero vincolare il territorio provinciale per i prossimi 30 anni” e chiedono di procedere alla comparazione delle diverse modalità di affidamento al fine di individuare costi e benefici nel breve e medio periodo.
“Il contratto scaduto con Hera nel 2012 - affermano le tre amministrazioni - e la possibilità di gestione diretta da parte dei Comuni, a seguito di esito referendario, determina oggi la necessità di vagliare con attenzione le tre ipotesi in campo sulla futura scelta del gestore. L’esternalizzazione a terzi mediante bando, la costituzione di società mista pubblico-privata e la gestione ‘in house’ (affidamento diretto ad una società pubblica)”.

MONZA, RETI IDRICHE DA ACMS-AGAM A BRIANZAQUE

In attuazione di quanto previsto dal Piano Strategico sulle aggregazioni aziendali approvato dall’Assemblea dei Soci lo scorso 19 dicembre, Brianzacque, ha acquisito dal gruppo Acsm- Agam il ramo di azienda idrico di Monza riguardante l’erogazione del servizio idrico e fognario.
Il passaggio societario ha avuto effetto a partire dal 1 gennaio 2015 scorso, quando Brianzacque è subentrata al gruppo Acsm - Agam nella gestione del servizio idrico del comune di Monza.
Soddisfazione è stata espressa dall’Amministratore Delegato di Brianzacque, Enrico Boerci: “L’acquisizione del ramo idrico del comune capoluogo - ha dichiarato - costituisce un tassello fondamentale nell’ambito del processo aggregativo societario che consente a Brianzacque di consolidarsi quale gestore, interamente pubblico, operante su tutto il territorio di Monza e Brianza”.

EX APS, ASSESSORE REGIONALE: IN ARRIVO RISORSE PER GESTIONE AMAP

Sarà presto resa disponibile la somma di 8 milioni di euro assicurata dalla Regione Siciliana per consentire all’Amap, gestore del servizio idrico del Comune di Palermo, di subentrare per 8 mesi nella gestione del servizio idrico integrato nei 52 Comuni palermitani prima serviti dalla fallita Acque potabili siciliane (Aps): è la rassicurazione fornita dall’assessore regionale all’Energia, Vania Contrafatto, a Filctem Cgil, Femca Cisl, Ugl Chimici e Cisal Federenergia nel corso di un incontro per esaminare i problemi legati all’affidamento provvisorio del servizio ad Amap. La società dovrebbe prendere in carico il servizio idrico nel resto della Provincia a partire dal 1° marzo, anche se vi sono ancora incertezze circa la possibilità di operare 8 mesi con le risorse a disposizione.

SARDEGNA, NASCE NUOVO ENTE DI GOVERNO DELL’AMBITO

Il Consiglio regionale della Sardegna, presieduto dal presidente Gianfranco Ganau, ha approvato - con 41 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astenuti - il disegno di legge che istituisce l’Ente di governo dell’Ambito della Sardegna, che assumerà le funzioni di programmazione e controllo del servizio idrico integrato in precedenza spettanti alla soppressa Autorità d’Ambito.
Il testo prevede un unico Ambito territoriale regionale ma lascia aperta la possibilità di verificare, sotto la supervisione di esperti del settore, l’opportunità di creare più Ambiti per rendere più economica, efficace ed efficiente la gestione del servizio idrico integrato. Rispetto al testo presentato dalla Giunta regionale, gli emendamenti hanno riconosciuto più spazio ai Comuni all'interno del Comitato istituzionale d'Ambito (10 su 11 componenti), il cui stesso presidente sarà scelto fra i sindaci. Del Comitato istituzionale fanno parte il presidente della Regione o un suo delegato, 2 componenti scelti tra i sindaci dei Comuni capoluogo di Provincia, 2 componenti scelti tra i sindaci dei Comuni con popolazione uguale o superiore a 10.000 abitanti, 2 scelti tra i sindaci dei Comuni con popolazione uguale o superiore a 3.000 abitanti e inferiore a 10.000, 4 tra i sindaci dei Comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti. Infine le conferenze territoriali, composte dai sindaci dei Comuni ricadenti nell'Ambito territoriale di riferimento, coincidono con le 8 circoscrizioni elettorali fino all'approvazione della riforma degli enti locali.

VENETO, DAL MATTM 8,7 MLN PER DEPURAZIONE

Il Ministero dell’Ambiente ha trasmesso alla Regione Veneto il decreto che approva il Piano straordinario di tutela e gestione della risorse idrica finalizzato prioritariamente a potenziare la capacità di depurazione dei reflui urbani. Lo rende noto l’assessore regionale alle Politiche ambientali Maurizio Conte sottolineando che il decreto assegna al Veneto 8,7 milioni del fondo istituito a questo scopo. “Per la realizzazione di questo piano straordinario - spiega Conte - la normativa ha istituito un apposito fondo con una dotazione di 10 milioni di euro per l’esercizio 2014, 30 milioni di euro per l’esercizio 2015 e di 50 milioni di euro per l’esercizio 2016, finalizzato prioritariamente a potenziare la capacità di depurazione dei reflui urbani. La Conferenza Unificata, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella seduta del 15 maggio scorso ha espresso parere favorevole in merito al riparto del fondo, che prevede per la Regione del Veneto una dotazione complessiva di 8.776.958 euro, ripartiti in 958.672 euro per l’anno 2014, 2.931.857 euro per l’anno 2015 e 4.886.428 euro per l’anno 2016”.
Il ministero dell’Ambiente ha chiesto a tutte le Regioni di dare priorità nell’individuazione degli interventi a quelli utili a risolvere procedure di contenzioso e pre-contenzioso comunitario avviate nei confronti dell’Italia per la mancata conformità dei sistemi di raccolta e depurazione delle acque reflue urbane alle disposizioni europee. “Abbiamo quindi individuato gli interventi - conclude Conte - cercando di dare risposta a questa richiesta. Inoltre, integreremo le risorse assegnate con ulteriori somme che erano nella disponibilità della Regione per un importo di 2,7 milioni”.
Gli interventi individuati saranno ora oggetto di un accordo di programma con il ministero. I depuratori da realizzare, adeguare o potenziare sono quelli di Thiene (VI), Falcade (BL), Arquà Polesine (RO), Crocetta del Montello (TV), Erbè-Sorgà (VR), Chiarano (TV), Longarone (BL); a questi si aggiungono il sistema fognario dell’Altopiano di Asiago (VI) e delle aree produttive di Fossalta di Portogruaro (VE), la condotta di collegamento all’impianto di Campomolino e reti fognarie di Gaiarine (TV).

GORI E PARTITE PREGRESSE, NUOVA PROROGA SULLA RISCOSSIONE PER TAVOLO TECNICO

n considerazione del protrarsi del confronto tecnico ancora in corso con la Regione Campania ed anche con l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ed il Sistema Idrico (“AEEGSI”), la Gestione Commissariale dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano ha annunciato un’ulteriore proroga di trenta giorni del termine entro il quale concludere i lavori del tavolo tecnico aperto e che, pertanto, si rende opportuno un nuovo differimento della riscossione delle bollette relative alle “partite pregresse ante 2012 (REPP).
Accogliendo la richiesta del Commissario Straordinario dell’Ente d’Ambito, GORI ha dunque sospeso sino al 28 gennaio 2015 l’attività di riscossione delle fatture relative alle “partite pregresse ante 2012 (REPP)”; in questo periodo proseguirà il positivo confronto istituzionale apertosi, al fine di approfondire le segnalazioni e le osservazioni trasmesse da diversi Sindaci dell’ATO 3 Campania.

ABC NAPOLI, BLOCCATTO IL PASSAGGIO DI IMPIANTI E DIPENDENTI

Sarebbe al momento bloccato il trasferimento di 22 impianti e 107 lavoratori dal Comune di Napoli all’azienda speciale per la gestione del servizio idrico, Abc Napoli, che dovrebbero consentire all’azienda la gestione delle centrali di sollevamento della città. A riferirlo è l’edizione napoletana de La Repubblica, che spiega la paralisi con il disaccordo tra Comune e gestore sulle risorse necessarie.
Abc si occupa attualmente del servizio di acquedotto, mentre le fognature per ora sono rimaste al Comune e gran parte della depurazione è di competenza regionale. Per arrivare a coprire tutto il ciclo integrato dell’acqua, l’azienda deve acquisire le risorse necessarie: il Comune ha stabilito il passaggio all’azienda dei 107 dipendenti della stazione di sollevamento di San Giovanni a Teduccio, che invia i reflui fognari al depuratore Napoli Est, stanziando a tal fine 4,9 milioni di euro. La somma non sarebbe sufficiente, occorrerebbero 9 milioni di euro, fondi che il Comune ha difficoltà a stanziare. Il problema si aggraverebbe poi ulteriormente se Abc dovesse assorbire i circa 400 addetti alle fognature, considerando anche che la tariffa applicata dal gestore consente un incasso di gran lunga inferiore ai costi previsti.

EQUITALIA RINUNCIA ALLA RISCOSSIONE DELLE BOLLETTE ACEA

Equitalia non riscuoterà le bollette insolute di Acea Ato 2. L’accordo ipotizzato tra Acea e la società pubblica di riscossione - che lo scorso 5 dicembre aveva vinto la gara d’appalto (bando di gara Prot. Ato2/Clo/B0573) indetta da Acea per recupere il proprio credito dagli utenti morosi - non è stato sottoscritto.
La notizia del passaggio di competenze ad Equitalia aveva creato delle preoccupazioni, al punto che alcune associazioni dei consumatori (Codici e Konsumer) avevano proposto un ricorso al Tar del Lazio.
La comunicazione di Equitalia, alla rinuncia della riscossione bollette, è arrivata nel giorno in cui il TAR ha fissato l’udienza al prossimo 11 marzo.

ACQUE SPA, CERTIFICAZIONE PER GESTIONE ENERGETICA “BEST4PLUS”

L'ente di certificazione RINA nei giorni scorsi ha consegnato ufficialmente ad Acque SpA, gestore del servizio idrico integrato del Basso Valdarno, il certificato Best4 Plus. L'attestato evidenzia il raggiungimento della certificazione in gestione energetica che va ad associarsi ai quattro schemi di norma già raggiunti dal Gruppo Acque ovvero qualità, sicurezza, ambiente e responsabilità sociale, ed enfatizza il valore del sistema integrato rispetto ai diversi fattori gestiti.
Il Best4 Plus è un marchio esclusivo che a oggi è stato attribuito a sole cinque organizzazioni in Italia e per la prima volta ad un'azienda che gestisce un servizio pubblico. Il Best 4 Plus è frutto di un percorso, dell'impegno dell'Azienda e del Gruppo verso tutti i portatori d'interesse, e che ha coinvolto dipendenti, utenti, istituzioni e fornitori, al fine di raccogliere le esigenze dell'ambiente naturale e perseguirne gli obiettivi di salvaguardia. I cinque schemi sono stati integrati negli aspetti comuni, al fine di razionalizzare e ottimizzare i processi e le procedure di gestione.
In particolare, l'ultima certificazione raggiunta in tema di risparmio energetico, secondo la norma UNI CEI EN ISO 50001, ha sviluppato una politica energetica in realtà già presente nel Gruppo Acque, come testimonia la riduzione dei consumi di energia elettrica che sono passati negli ultimi tre anni, dai 91,38 milioni di kWh del 2011, agli 87,08 del 2013, favorendo così l'adozione di ulteriori piani di monitoraggio di efficienza energetica. Il fattore ambiente, già presidiato con la norma UNI EN ISO 14001, è stato ulteriormente approfondito sul piano dei consumi energetici, portando alla luce i tanti interventi realizzati e in corso di realizzazione, volti alla riduzione del loro impatto sull'ambiente stesso.
Questo riconoscimento, che certifica l'impegno di Acque SpA, si affianca al processo di registrazione EMAS di alcuni siti e impianti aziendali (come nel caso del depuratore di Pagnana a Empoli, in corso di validazione), l'accreditamento di tutti i laboratori di analisi con la norma UNI-CEI EN ISO/IEC 17025 (come già raggiunto per quello di Pontedera) e l'ulteriore certificazione "Carbonfootprint" in base alla norma ISO/TS 14067 che mira alla riduzione della produzione di anidride carbonica nel servizio idrico.

BRESCIA, QUASI DEL TUTTO ABBATTUTO IL CROMO VI

A dicembre 2014 il valore di cromo esavalente registrato nel 75% dell’acqua immessa nell’acquedotto di Brescia è risultato inferiore a 2 microgrammi/litro, concentrazione al di sotto del limite di rilevabilità delle metodiche analitiche attualmente utilizzate, mentre il 100% dell’acqua ha un valore inferiore a 3 microgrammi/litro, quantità molto al di sotto dei migliori standard normativi mondiali: è quanto hanno riferito il presidente e l’amministratore delegato di A2A, Giovanni Valotti e Valerio Camerano, il responsabile del Ciclo Idrico di A2A Mario Tomasoni, il sindaco e l’assessore all’Ambiente del Comune di Brescia, Emilio Del Bono e Luigi Fondra, presentando gli ultimi risultati relativi all’abbattimento dl cromo esavalente nell’acqua distribuita a Brescia.
Ad oggi, è stato spiegato, l’installazione del sistema di abbattimento del cromo esavalente ha riguardato 10 pozzi ed entro il 2015 sarà completata sui restanti pozzi. Gli impianti realizzati consentono la trasformazione del cromo esavalente (solubile in acqua) in cromo trivalente (insolubile in acqua), tramite l’addizione di solfato ferroso (FeSO4). Il cromo trivalente viene poi rimosso definitivamente, filtrando l’acqua su un letto di carbone attivo. È stato ricordato che per il cromo totale (comprensivo di cromo trivalente e cromo esavalente) il valore limite attuale, fissato dalle normative di riferimento, è pari a 50 microgrammi/litro, valore confermato anche nell’ultima edizione delle Guidelines for Drinking Water Quality dell’Organizzazione mondiale della sanità.
L'ammontare degli investimenti a carico del Gruppo A2A per conseguire un miglioramento nella qualità dell'acqua distribuita nella città di Brescia è di oltre 4 milioni di euro in 2 anni.

CREMONA: FALDA INQUINATA, EX VERTICI TAMOIL SAPEVANO

A Cremona, per anni, la rete fognaria di Tamoil, alcuni pozzi e serbatoi hanno "gravemente inquinato la falda acquifera, riversando attraverso tubature corrose nelle aree sottostanti la raffineria e le canottieri che si affacciano sul Po, metri cubi di idrocarburi pericolosi per la salute". E per anni, quantomeno dal 2001, i dirigenti della società hanno "ingannevolmente" sottaciuto le cause. Un comportamento che sarebbe stato determinato dalla "indifferenza per il bene protetto" e dal calcolo, dal momento che l’azienda ha ottenuto una "utilità economica" derivata "dallo spalmare su oltre 13 anni lavori che avrebbero dovuto essere svolti con urgenza". Sono questi alcuni passaggi delle 404 pagine nelle quali il gup di Cremona Guido Salvini spiega la sentenza con cui, nel luglio scorso, ha condannato con rito abbreviato a 6 anni di reclusione, per disastro ambientale doloso, Enrico Gilberti, legale rappresentante di Tamoil Raffinazione dal febbraio 2001 all’aprile 2004 e preposto alla gestione della raffineria di Cremona e relativi oleodotti dal 1989 sino alla chiusura dello stabilimento nel 2011, e a 3 anni di reclusione Giuliano Guerrino Billi, amministratore delegato di Tamoil Raffinazione dall’aprile 1999 al febbraio 2001 e amministratore delegato di Tamoil Petroli dal settembre 1999 all’aprile 2004.
Per disastro ambientale colposo, erano stati condannati a 1 anno e 8 mesi di reclusione ciascuno Pierluigi Colombo, direttore generale di Tamoil Raffinazione dal maggio del 2006 a febbraio 2007, e Mohamed Saleh Abulaiha, amministratore delegato di Tamoil Raffinazione nel maggio del 2006 e dal gennaio del 2007 anche direttore generale. Era invece stato assolto Ness Yammine, direttore generale nel 2004. Il gup ha anche disposto la trasmissione degli atti al pm per valutare l'esercizio dell'azione nei confronti della Tamoil come persona giuridica in base alla legge n. 231/2001, che impone alle aziende l'adozione di modelli comportamentali per prevenire gli illeciti. Per Guido Salvini, infatti, "Tamoil ha volutamente depositato nel 2001 dei documenti fumosi, privi di effettivi dettagli e irrispettosi anche delle prescrizioni legislative dettate in ordine alla loro stessa formazione. In definitiva ha reso impossibile ogni intervento degli assolutamente inadeguati soggetti, l'Arpa in particolare, che dovevano controllarne l'operato”.

AMIANTO, TOSCANA: DATI NON PREOCCUPANTI E MONITORATI

"Il Tavolo coordinato dalla Regione e costituito per affrontare la questione dal punto di vista sanitario e scientifico ha programmato le azioni da intraprendere e prime tra queste i campionamenti delle acque. Campionamenti che ad oggi hanno dato risultati tranquillizzanti". Così gli assessori regionali a ambiente e tutela della salute, Anna Rita Bramerini e Luigi Marroni, sulla questione del cemento-amianto e la rete idrica.
"Insieme all'Ispo, l'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica - spiegano - si è fatto poi il punto sulle conoscenze in nostro possesso e sulle norme che riguardano la presenza di fibre d'amianto nelle acque per le quali le "Linee guida per la qualità dell’acqua potabile" emesse dall'Organizzazione mondiale della sanità nel 1994, e poi ribadite nel 2011, affermano che non esiste alcuna prova seria che l'ingestione di amianto sia pericolosa per la salute. A fine gennaio 2015 è previsto un nuovo incontro con l'Istituto Superiore di Sanità per la messa a punto della metodica analitica nazionale, mentre a metà gennaio è prevista la riunione del gruppo di lavoro regionale per la definizione del progetto di monitoraggio analitico e sulla rete delle condotte in cemento-amianto verranno selezionate le reti a maggiore rischio di presenza di fibre di amianto, valutate attraverso la vetustà delle condotte, l'aggressività delle acque e la portata fluente. Ciò non di meno - concludono gli assessori - abbiamo provveduto a scrivere al Ministero dell'Ambiente e a quello della Sanità per chiedere che sia fissato un valore limite di legge anche per l'amianto che ad oggi, in base alla normativa italiana, non rientra nei parametri da analizzare".

PALERMO, PER 8 MESI AMAP GESTORE NEI 52 COMUNI EX APS

L'Amap si farà carico del servizio idrico integrato nei 52 comuni della Provincia, ex Aps. E' il resoconto dell'incontro avvenuto nei giorni scorsi a Palazzo d'Orleans, dove si sono riuniti il presidente della Regione Rosario Crocetta, l'assessore all'Energia Vania Contrafatto, il presidente della commissione Affari Istituzionali Antonello Cracolici, l'Ufficio legale e legislativo della Regione; per il Comune di Palermo erano presenti il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori all'Ambiente Cesare La Piana e al Bilancio Luciano Abbonato; per la Provincia il commissario Manlio Munafò, per Amap il presidente Maria Prestigiacomo.
Nel corso dell'incontro si è convenuto che Amap, con separato ramo d'azienda, potrà gestire dal 31 gennaio questo servizio per un periodo non superiore a 8 mesi. Per tutta la durata dell'incarico dovrà essere verificata la possibilità di affidare definitivamente il servizio idrico integrato pubblico, a un gestore unico, con il coinvolgimento dei Comuni interessati della provincia.
Il Comune ha confermato la disponibilità delle sue partecipate, e in particolare dell'Amap - dopo il fallimento di Aps - a mettere a disposizione competenze, strutture e professionalità in una prospettiva di area larga. "E' evidente - ha dichiarato il sindaco Orlando, commentando positivamente l'odierno incontro - che ciò dovrà realizzarsi, dopo la disastrosa gestione privata degli anni scorsi, nel presupposto della pubblicità della gestione dell'acqua e con il necessario consenso e coinvolgimento dei Comuni interessati e nel pieno e inderogabile rispetto degli equilibri finanziari e gestionali dell'Amap".

VITERBO, ARSENICO: COMPLETATI INTERVENTI. ZINGARETTI "PROMESSA MANTENUTA"

A partire dal primo gennaio, nella provincia di Viterbo viene garantita l’erogazione di acqua depurata da arsenico. Si sono conclusi, infatti, gli interventi necessari a risolvere i problemi che avevano reso non potabili le riserve idriche della zona. Sono state terminate, inoltre, le ultime ispezioni disposte dalla Asl e dall'Arpa agli impianti di potabilizzazione delle acque per verificare l’operatività e l’efficacia del sistema nel suo insieme.
“Si tratta di una promessa mantenuta. - ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti -. La conclusione degli interventi è la prova tangibile che la Regione Lazio è in grado di rispondere alle attese dei cittadini, ora aspettiamo gli esiti delle analisi che effettueranno Asl e Arpa per voltare definitivamente pagina”.

TRENTINO, APPROVATO IL PIANO DI TUTELE DELLE ACQUE

Le acque trentine stanno bene e sono in arrivo misure che potranno renderle ancora migliori, grazie al Piano di tutela delle acque approvato dalla Giunta provinciale di Trento su proposta dell'assessore Mauro Gilmozzi. Il documento, da un lato, descrive la qualità dei fiumi, dei laghi e delle acque sotterranee in Trentino e, dall’altro, contiene le misure necessarie per risanarli o per mantenerne buono lo stato chimico ed ecologico. Ne emerge che il 18% dei corpi idrici fluviali trentini presenta uno stato ecologico elevato, il 70% buono, l'8% sufficiente e il 4% scarso. Rispetto al 2009, si è registrato il miglioramento di 18 corpi idrici fluviali, 16 dei quali sono passati dallo stato sufficiente allo stato buono e 2 dal buono all’elevato. Per quanto riguarda i corpi idrici lacustri, non vi sono problemi relativamente alla balneazione, laddove prevista; per tutti i laghi, poi, lo stato chimico è buono, mentre lo stato ecologico va da sufficiente a buono. Tutti i corpi idrici sotterranei, infine, sono risultati in stato chimico buono, sottratte le aree oggetto di bonifica.
Rispetto al vecchio Piano di tutela delle acque, che prevedeva il raggiungimento degli obiettivi di qualità solo per le aste principali dei corsi d'acqua, il nuovo attribuisce gli obiettivi di qualità ad una serie di corpi idrici tipizzati, che possono essere un tratto di fiume, un lago o un volume distinto di acque sotterranee. La classificazione, pertanto, è attualmente attribuita a 412 tratti di fiume, a 14 laghi e a 10 corpi idrici sotterranei. Il vecchio Piano, inoltre, utilizzava criteri diversi e più limitati per la classificazione, dando rilievo soprattutto ai problemi relativi all'eutrofizzazione, ovvero all'inquinamento da azoto e da fosforo, mentre il nuovo Piano tiene in considerazione una più vasta gamma di agenti inquinanti, nonché la composizione e abbondanza delle comunità biologiche acquatiche.
Il nuovo Piano prevede due principali tipologie di misure per consentire l’ulteriore miglioramento dello stato delle acque trentine: interventi di depurazione, con priorità per i servizi di pubblica fognatura che interessano corpi idrici di qualità inferiore a buono, e interventi per proteggere le acque dall'inquinamento dei fitosanitari. Il Piano contiene inoltre nuove regole per le concessioni idroelettriche.

PESCARA, ACA: DAL CONCORDATO PREVENTIVO AI RISPARMI GIA’ OTTENUTI

Riorganizzazione del personale, nuovo contratto per l’energia elettrica, recupero dei crediti, accordo con l’Ato e 8,5 mln dallo Sblocca Italia. Questi gli ingredienti della nuova stagione di Aca, il gestore idrico del pesarese presieduto da Enzo Di Baldassarre. L’ultimo bilancio è «lacrime e sangue - spiega Di Baldassarre - perché evidenzia una perdita di 8 milioni di euro ma è un’operazione di chiarezza e di credibilità da cui partire per fare pulizia. Le perdite accumulate non andranno a incidere sulle tariffe dell’acqua: non saranno aumentate».
Aca è chiamata al rispetto del concordato preventivo, un piano di salvataggio dell’azienda che insieme è un “caso pilota” perché presentato - e accolto - da un’azienda pubblica. Se il bilancio è in perdita - ragiona il presidente - è anche perché «sono stati fatti alcuni errori contabili, non sono state affrontate le possibili passività e, ad esempio, non sono state accantonate quelle somme per coprire i possibili debiti». In un anno Aca è riuscita ad accantonare 17 milioni di euro «senza far venire meno il servizio e riducendo le spese all’osso. Abbiamo un nuovo contratto per l’energia elettrica che ci permette di risparmiare un milione e 300mila all’anno, abbiamo abbattuto del 20 per cento i costi per gli appalti, ridotto i costi del personale tra cui quello dei dirigenti che da sei sono passati a tre con un risparmio di 600-700 mila euro».
L’Aca, come racconta il presidente, sta «tagliando le spese inutili da quelle più piccole, come il call-center esterno, a quelle più grandi. Una volta - aggiunge - si impiegavano 500mila euro per una condotta che serviva poche case, un prezzo assurdo perché simile a quello per un depuratore». Quei 17 milioni accantonati sono pronti per essere utilizzati per rispettare il concordato preventivo dell’Aca per cui si tornerà in tribunale il 5 febbraio.

ICE: GRANDI OPPORTUNITA' NEL SETTORE IDRICO INDIANO

Le imprese italiane che vogliano investire nel settore idrico in India potranno giovarsi delle opportunità aperte dall’accordo di rappresentanza in Italia della manifestazione fieristica indiana “Everything About Water” siglato dall’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. La manifestazione, dedicata la settore del trattamento delle acque, si svolge con cadenza annuale ed è giunta quest’anno alla 12° edizione, che avrà luogo a New Delhi dal 21 al 23 maggio.
L'Italia è uno dei migliori offerenti al mondo nel comparto e questa intesa dovrebbe facilitare le aziende che vorranno esporre le proprie tecnologie. La manifestazione, spiega l'Ice, è la principale del paese e del subcontinente indiano per il comparto delle tecnologie mirate al trattamento e alla salvaguardia dell'acqua: un'industria che in India sta crescendo del 15-20% l'anno, con un valore stimato del mercato pari a 12 miliardi di dollari. Le potenzialità di mercato del settore sono state largamente accresciute dal nuovo governo Modi: è stato definito, infatti, un progetto per la pulizia del fiume Gange (Cleaning Gange Project), modello che verrà utilizzato per la pulizia anche di altri fiumi del paese nei prossimi 18 anni, con investimenti pari a 6,53 miliardi di euro. Il primo obiettivo di medio termine consiste nel raggiungimento dei target sanitari, tramite il trattamento e la conservazione delle acque, in 118 centri urbani e 1.649 villaggi lungo il Gange.
"La costante crescita della domanda, la crescente attenzione agli standard ambientali e le significative spese di bilancio indirizzate al settore idrico, che dovrebbero vedere una conferma proprio in occasione del prossimo varo della prima finanziaria del Governo Modi a fine febbraio - rileva l'Ice - offrono grandi opportunità per le aziende che desiderano entrare, e successivamente espandersi, nel mercato delle tecnologie per il trattamento e per la conservazione delle acque in India".

ATO VARESE, TAR LOMBARDIA RIBADISCE IL PRINCIPIO DI UNICITA' DELLA GESTIONE

Il Tar per la Lombardia, con la sentenza n.98/2015 depositata il 12 gennaio, ha in parte respinto e in parte dichiarato improcedibile il ricorso presentato da Lura Ambiente, società a partecipazione pubblica che gestisce il servizio idrico in 8 Comuni tra le Province di Varese e di Como, contro la Provincia e l’Ato di Varese per l’annullamento dei provvedimenti con cui è stato deciso di affidare il servizio idrico integrato della Provincia di Varese a un gestore unico in house, disponendo la cessazione delle gestioni in essere al termine del 2012.
La Lura Ambiente, affidataria del servizio idrico nei Comuni di Caronno Pertusella e Saronno (in quest’ultimo svolge solo il servizio di depurazione), intendeva veder riconosciuto il proprio diritto alla prosecuzione delle gestioni sino alla scadenza naturale dell’affidamento (31 dicembre 2020). Il Tar ha però sottolineato che “alcuni motivi di ricorso sono divenuti improcedibili per carenza sopravvenuta di interesse a ricorrere a seguito della modifica normativa voluta dal Decreto-Legge 12 settembre 2014, n. 133 convertito con modificazioni dalla L. 11 novembre 2014, n. 164, che ha introdotto il principio dell’unicità della gestione, ha
disciplinato il modello dell’affidamento in house ed ha dettato nuovi termini per la successione alle gestioni esistenti”.
Per quanto attiene alla previsione della scadenza anticipata al 31 dicembre 2012 delle gestioni esistenti, i giudici hanno sancito l’improcedibilità del ricorso “perché tale termine era previsto come condizionato e non è stato rispettato”. Il Tar chiarisce anche che la nuova normativa “stabilisce che gli affidamenti illegittimi decadono con l’avvio della procedura di affidamento al nuovo gestore unico, mentre negli altri casi stabilisce, in modo molto contorto, nuovi termini e nuove modalità per il subentro. Ciò comporta che, poiché l’ente di governo del servizio idrico della Provincia di Varese non ha ancora avviato la procedura di affidamento, dovrà rinnovare, almeno in parte, la procedura di ricognizione delle gestioni esistenti e definire i nuovi termini di scadenza”.

PORDENONE, LA GESTIONE PASSA A SISTEMA AMBIENTE. 6,5 MLN PER DEPURAZIONE

Dal primo gennaio scorso, Sistema Ambiente ha assunto la gestione del servizio integrato integrato a Sacile e in altri 15 Comuni della provincia di Pordenone (per un totale di circa 110 mila utenti serviti), in precedenza affidato a Siba spa. Il passaggio di gestione ha comportato anche quello del personale in servizio: da Siba spa e Acque potabili spa a Sistema Ambiente. Il nuovo organico comprende 46 unità, rispetto alle 34 precedenti.
Sistema Ambiente sarà chiamata ad affrontare il tema della depurazione in alcuni Comuni (Sacile, Cordenons, e Porcia), sui quali pendono le condanne Ue. Il piano investimenti da realizzare prevede l'ampliamento di alcuni depuratori, per una spesa complessiva di circa 6,5 mln. Tali opere sono finanziate con contributi governativi e dovranno essere appaltate entro il 2016.
L'attuale piano d'ambito, in fase di revisione, prevede 155milioni di investimenti, nei 30 anni di concessione, che dovranno essere garantiti dai ricavi da tariffa. Tali interventi sono così distribuiti: 85milioni di euro per l'adeguamento del sistema fognario e acquedottistico e altri 70milioni di euro per sostituire le condotte obsolete.

SONDRIO, SECAM INVESTE 1,2 MLN IN DEPURAZIONE E ACQUEDOTTO

Sarà Secam - la multiutility pubblica attiva nei servizi idrici, ambientali ed energetici nella provincia di Sondrio - ad intervenire con fondi propri per gli investimenti in depurazione e acquedotto che i Comuni serviti aspettano da tempo. «Sono opere di stretta necessità, la cui realizzazione non poteva più essere ritardata - spiega il presidente della Comunità Montana di Morbegno e segretario provinciale della Lega Nord Christian Borromini -, i Comuni e la stessa Cm, con i continui tagli del Governo, non avrebbero potuto sostenere questi interventi, perciò abbiamo lavorato per reperire queste risorse, che non compaiono sul nostro bilancio 2015 ma di cui beneficerà il territorio. La cifra è importante ma lo sono ancora di più i problemi che andremo a risolvere affinché i nostri cittadini possano contare su servizi moderni ed efficienti».
Si tratta complessivamente di quasi 1,2 milioni di euro. Secam rimborserà le rate del mutuo che verrà contratto dall'ente comprensoriale per un totale di 170 mila euro.

ACQUA, SENTENZA: IL GESTORE DEVE GIUSTIFICARE I CONSUMI

In caso di contestazioni di bollette dell'acqua è il gestore del servizio idrico che ha l'onere di dimostrare il corretto funzionamento del contatore e non l'utente. Lo sancisce il Tribunale di Caltanissetta (giudice Andrea Gilotta) in una sentenza dello scorso 14 gennaio, riportata da Il Sole 24 Ore.
La sentenza riguarda il caso della titolare di un'utenza idrica che non aveva pagato le fatture per l'erogazione relativa agli anni 2008 e 2009, ritenendo che i consumi addebitati fossero eccessivi. La società che gestisce il servizio le aveva sospeso la fornitura e la donna si era rivolta al Tribunale per dimostrare che il consumo registrato era sproporzionato, in quanto dovuto a un malfunzionamento del contatore dell'acqua, e ottenere dal gestore la riparazione del guasto e lo storno delle fatture emesse. La società, a sua volta, ha dedotto la regolarità dei consumi rilevati e ha chiesto il rigetto delle istanze dell'utente.
Spettava al gestore dimostrare la regolarità del funzionamento del contatore, ma il Tribunale ha ritenuto non provate le deduzioni del convenuto: è infatti stato accertato che il contatore presentava effettivamente un margine di errore superiore al limite di tolleranza (2%) e il giudice ha ordinato al gestore di riattivare il servizio e rimodulare le bollette in base ai reali consumi.

NAPOLI, LA GIUNTA BLINDA ABC: PROPOSTA DI DELIBERA PER AFFIDAMENTO TRENTENNALE

La giunta comunale di Napoli ha adottato una delibera di proposta al consiglio, a firma degli assessori alle Infrastrutture, al Bilancio e all'Ambiente, Mario Calabrese, Salvatore Palma e Tommaso Sodano, con la quale si approva la convenzione finalizzata a regolare i diritti e gli obblighi del Comune di Napoli con la sua azienda speciale Abc per la gestione del "servizio idrico integrato". Ne dà notizia il Corriere del Mezzogiorno.
Con questa convenzione l'amministrazione comunale «va verso la definitiva messa in sicurezza dell'azienda Abc blindando così la gestione pubblica della stessa passando dunque ad una concessione formale che garantisce così la distribuzione dell'acqua pubblica e scongiura l'entrata di privati nella gestione dell'acqua. La durata dell'affidamento è stabilita in 30 anni», come si legge in una nota. La parola definitiva spetta ora al Consiglio comunale.

TOSCANA, AL VIA CABINA DI REGIA PER TALLIO A PIETRASANTA (LU)

È stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Provincia di Lucca, Comune di Pietrasanta, Asl, Ars, Autorità idrica toscana, Gaia, Cnr-Istituto di chimica dei composti organo-metallici di Pisa e Università di Pisa-Dipartimento di scienze con cui viene istituita una cabina di regia per contrastare la contaminazione da tallio a Pietrasanta e Valdicastello, in Provincia di Lucca. La cabina di regia, che sarà presieduta dal sindaco di Pietrasanta, ha il compito di coordinare le attività finalizzate al contrasto della contaminazione da tallio della zona di Valdicastello e Pietrasanta centro storico. Opererà attraverso due gruppi di lavoro: uno per la parte ambientale e uno per la parte sanitaria. Il primo è presieduto dall'assessore all'Ambiente del Comune di Pietrasanta, composto dall'Università di Pisa, Arpat, Ait/Gaia. Il secondo, presieduto dal sindaco di Pietrasanta, è composto da rappresentanti della Asl 12, di Ars e Cnr. In entrambi i gruppi di lavoro partecipano rappresentanti dei comitati dei cittadini.
L'accordo elenca tutte le analisi, gli studi e i campionamenti su popolazione e matrici ambientali che dovranno svolgere a breve, medio e lungo termine Asl, Cnr, Agenzia regionale di sanità e Arpat per un ammontare complessivo di circa 300.000 euro. L’Ars elaborerà anche uno studio epidemiologico per descrivere lo stato di salute generale della popolazione di Pietrasanta ed evidenziare eccessi di eventi sanitari dei residenti nelle frazioni a rischio per esposizione a tallio. Sono previsti anche approfondimenti delle conoscenze geologiche, mineralogiche e idrogeologiche (Cnr) e il monitoraggio esteso alla ricerca del tallio nelle acque superficiali e sotterranee nel bacino del Baccatoio (Arpat).
Il gestore idrico Gaia, dopo aver già realizzato gli interventi più urgenti per il ripristino delle condizioni di potabilità delle acque per circa 815.000 euro, si impegna all'attuazione del programma degli interventi del valore complessivo di 1,2 milioni di euro per evitare situazioni di criticità di approvvigionamento idropotabile nei periodi estivi. Gli interventi comprendono la ricerca delle perdite, la realizzazione di nuove condotte degli attuali pozzi alla rete esistente, due nuovi pozzi e adeguamenti impiantistici. Il tutto dovrà essere concluso entro il 30 maggio 2015.

ACEA ATO 5 PAGA 2,4 MLN AI COMUNI

Acea Ato 5, gestore del servizio idrico integrato in Provincia di Frosinone, ha provveduto a trasferire ai Comuni dell’Ato 2,4 milioni di euro a titolo di pagamento della rata di mutuo riferita al secondo semestre 2009 per i beni affidati in concessione al gestore.
Acea Ato 5 è infatti impegnata dalla convenzione di gestione a corrispondere un canone di concessione comprendente il pagamento delle rate dei mutui contratti dai Comuni per la realizzazione delle opere relative al servizio idrico consegnate alla società all’avvio della gestione integrata. Il mancato pagamento di tali rate nel corso del tempo è stato oggetto di contenzioso tra il gestore e l’Ato. Soddisfatto il presidente della Provincia di Frosinone, nonché dell’Autorità d’Ambito, Antonio Pompeo che afferma: “non avveniva dal 2008”.
“Si tratta di un primo segnale incoraggiante - dichiara Pompeo - che ci consentirà di avviare un nuovo rapporto con il gestore del servizio idrico, il quale dopo numerosi solleciti ha accolto positivamente le nostre richieste e mantenuto gli impegni presi”.

LAGO DI GARDA, 1,4 MLN PER LE FOGNATURE DEI COMUNI RIVIERASCHI

Lavori di adeguamento delle reti fognarie lungo il lago di Garda, in otto Comuni che si affacciano sul bacino. Il piano degli interventi, ai quali la Regione Veneto partecipa con 1,4 milioni di euro, è stato presentato a Peschiera (Verona) nel corso di un incontro a cui ha partecipato l'assessore regionale all'Ambiente del Veneto Maurizio Conte.
Il contributo in questione - concesso nel 2008 ai Comuni rivieraschi del lago di Garda - serve per realizzare una serie di stralci di interventi generali di adeguamento delle reti fognarie e acquedottistiche attesi dal 2009.
Lo scorso settembre l'Autorità d'ambito veronese - Consiglio di Bacino Veronese ha trasmesso alla Regione, per conto delle amministrazioni comunali interessate, i provvedimenti con cui si approva il nuovo progetto preliminare 'Protezione e riqualificazione ambientale nell'ambito territoriale del Lago di Garda', dichiarando la disponibilità dello stesso ente a svolgere il ruolo di soggetto gestore del progetto. ''Abbiamo accolto questa proposta - osserva Conte - perché gli interventi programmati sono pienamente in linea con l'interesse dell'amministrazione regionale, in quanto risultano apportare un sostanziale e tangibile miglioramento alle reti idriche e fognarie attualmente esistenti del territorio costiero del Lago di Garda. Il contributo è stato quindi riassegnato al Consiglio di Bacino Veronese che seguirà la realizzazione dei lavori''.

ORISTANO, MOZIONE PER VALUTARE USCITA DA ABBANOA

Il Comune di Oristano istituirà una commissione speciale per valutare la possibilità di uscire dalla gestione unica di Abbanoa. Lo ha deciso il Consiglio comunale approvando all’unanimità una mozione presentata che, oltre all’istituzione della commissione, impegna il sindaco e la Giunta a fare le opportune verifiche sui depositi cauzionali richiesti da Abbanoa ai cittadini e a chiedere al gestore idrico di sospenderne il pagamento. La mozione, inoltre, impegna il sindaco e la Giunta a verificare che le tariffe applicate non discriminino i nuclei familiari numerosi.
Il sindaco Guido Tendas ha riferito che “l'amministratore di Abbanoa terrà presto un'assemblea pubblica a Oristano per affrontare tutti i problemi come quello della conciliazione delle bollette”. L’assessore alla programmazione, Giuseppina Uda, ha ricordato il credito che il Comune vanta nei confronti di Abbanoa e le due cause avviate dall’ente per recuperare dal gestore idrico rispettivamente 4.225.000 e 203.000 euro. “Sull'ipotesi di un ritorno alla gestione comunale - ha detto Uda - dobbiamo considerare che oggi una struttura organizzativa efficiente deve comprendere operai, impiegati, ingegneri, un biologo, figure un tempo assenti e oggi indispensabili. Altro problema sarebbe quello del costo all'ingrosso dell'acqua. Da questi ragionamenti dobbiamo partire - ha concluso l’assessore - per capire se un servizio che anni fa ci appariva efficiente, ma aveva standard diversi, oggi sarebbe sostenibile per il Comune”.

AQP, MICROONDE E DRONI PER LA RICERCA DELLE PERDITE

Un innovativo sistema di ricerca delle perdite di rete e l’utilizzo di droni per la videoispezione del Canale Principale dell’acquedotto: sono le novità sperimentate dall’Acquedotto Pugliese in collaborazione con l’Università del Salento e il Politecnico di Bari, presentate nei giorni scorsi a Bari.
Si tratta del sistema SIMPLe (System for Identifying and Monitoring Pipe Leaks), brevettato dall’azienda MoniTech, spin off dell’Università del Salento, che sfrutta le microonde per localizzare le perdite in reti idriche e fognarie. La sperimentazione su larga scala di SIMPLe è il frutto di una collaborazione, avviata nel 2011, tra l’Università del Salento, il Politecnico di Bari e l’Acquedotto Pugliese. Una prima esperienza pilota è stata realizzata su una nuova rete idrica a Lecce per un’estensione di circa 10 km.
Diversamente dai sistemi tradizionali di ricerca delle perdite, spiega Acquedotto Pugliese, SIMPLe è più efficace, preciso, affidabile, economico, permette di ridurre i tempi di ispezione ed è utilizzabile in qualunque condizione di esercizio della rete (anche con scarsa pressione in rete o in presenza di rumori ambientali, aspetti che, generalmente, limitano il campo di utilizzo di altre tecniche). La tecnologia di rilevazione perdite sfrutta la propagazione di un segnale elettromagnetico, facendolo “viaggiare” attraverso “elementi sensibili” opportunamente predisposti in fase di realizzazione della rete e adattati alla topologia dell’impianto, e la relativa riflessione (cambiamento del segnale) provocata dalla presenza di acqua libera fuoriuscita dalla conduttura in seguito ad un guasto o rottura.
L’Acquedotto Pugliese ha inoltre avviato la sperimentazione di un drone in collaborazione con Grenic e Subsea Fenix, società specializzate del settore, nel Canale principale dell’acquedotto Sele-Calore, lungo 245 km, che consente di trasportare l’acqua captata dalle sorgenti del Sele e del Calore in Puglia e Basilicata. Il Canale, risalente al 1918, ha subito diversi fenomeni di dissesto e conseguenti interventi manutentivi, pertanto necessita di una costante attività di monitoraggio e controllo, sinora svolta dai tecnici dell’azienda con temporanee interruzioni del flusso idrico per consentire le visite ispettive. L’utilizzo del drone ha permesso di ispezionare un tratto di Canale di circa 3 km normalmente non assoggettabile a verifiche per ragioni di continuità operativa, senza alcuna interruzione di flusso.
La sperimentazione, afferma Acquedotto Pugliese, ha mostrato diversi vantaggi, quali l’assenza di interruzione del flusso idrico, l’alta qualità dei dati e della loro standardizzazione, la possibilità di ispezionare tratti del Canale che non sono ispezionati da tempo, quella di effettuare l’ispezioni in qualsiasi momento, nonché la riduzione dei costi di ispezione.

FVG, PRESENTATO PROGETTO TRANSFRONTALIERO HYDROKARST

"Un progetto di grande valore scientifico, che migliora la conoscenza dell'acquifero, permette di sviluppare una gestione più razionale delle risorse idriche, valorizza e tutela il Timavo-Reka, incrementando così il patrimonio di relazioni tra i tecnici con la vicina Slovenia": è la descrizione fornita dall'assessore all'Ambiente del Friuli-Venezia Giulia, Sara Vito, del progetto "Hydrokarst, L'acquifero del Carso quale risorsa idrica strategica transfrontaliera", presentato ieri all'Area Science Park di Padriciano (Trieste). Il progetto, di durata triennale e del costo di 1,05 milioni di euro, è finanziato nell'ambito del Programma per la cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e dai fondi nazionali. Partner del progetto sono l'Università degli Studi di Trieste, la Regione Friuli-Venezia Giulia, AcegasApsAmga, l'Aquedotto Carsico (Sezana) e gli Istituti sloveni di geologia, biologia e ricerca sul Carso.
La collaborazione tra i partner italiani e sloveni ha portato alla realizzazione di una base cartografica unificata e una banca dati georeferenziata di tutto il bacino del Carso Classico in Italia e Slovenia, che ha consentito nella fase successiva di elaborare le carte di vulnerabilità, determinanti per la delimitazione delle aree di salvaguardia. Il monitoraggio della rete acquedottistica di distribuzione e gli interventi per il risparmio idrico hanno permesso di promuovere i progetti di minimizzazione delle perdite, ottimizzando così i tratti poco efficienti delle reti. Nell'ambito del progetto, oltre a creare partenariati stabili tra i soggetti partecipanti, è stata attuata anche una notevole campagna d'informazione e di sensibilizzazione delle tematiche trattate attraverso pubblicazioni, un sito internet, le presentazioni e un convegno.

PRATO, GIDA GESTORE UNICO DELL’ACQUEDOTTO INDUSTRIALE

Dal febbraio 2015 l’acquedotto industriale di Prato, che serve 210 aziende, è interamente gestito da Gida (Gestione impianti depurazione acque): ne dà notizia Il Tirreno, spiegando che l’azienda - partecipata dal Comune di Prato, dall’Unione industriale pratese e da Consiag - ha preso in affitto il ramo d’azienda di Conser (Consorzio servizi del 1° macrolotto industriale di Prato) consistente in 15 km di acquedotto industriale, in precedenza gestiti da Idra, che si aggiungono ai 60 km di proprietà della Consiag già gestiti da Gida.
Con la gestione unica dell’acquedotto industriale, afferma il quotidiano, a Conser saranno applicate le tariffe più contenute di cui già fruiscono le imprese servite da Gida. Un accordo “vantaggioso per tutti”, secondo il presidente di Conser Vincenzo Mellace, fortemente voluto dall’industria pratese e condiviso da tutti i soci coinvolti nell’operazione.

ACQUEDOTTO DEL FIORA, OK AIT A RIMODULAZIONE INVESTIMENTI

L’Autorità idrica toscana (Ait) ha approvato ieri la rimodulazione del programma degli investimenti 2014-2026 di Acquedotto del Fiora, gestore del servizio idrico nelle Province di Grosseto e Siena, spostando circa 20 milioni di interventi dal triennio 2017-2019 al triennio 2020-2022 ma, allo stesso tempo, garantendo gli impegni sulla depurazione richiesti dalle direttive europee e dalle leggi nazionali e regionali. La delibera, spiega Acquedotto del Fiora in una nota, mette il gestore nelle condizioni di sottoscrivere con le banche un finanziamento strutturato a lungo termine (2025) fino a 140 milioni di euro, che permetterà di consolidare la posizione finanziaria netta e di completare il Piano d’Ambito degli investimenti (oltre 550 milioni di euro nei 25 anni di concessione).
“La rimodulazione approvata oggi dall’Ait, l’efficienza operativa raggiunta dal gestore e la scelta di non distribuire gli utili - afferma il presidente di Acquedotto del Fiora, Tiberio Tiberi - mettono Acquedotto del Fiora nelle condizioni di sottoscrivere un prestito strutturato a lungo termine, dopo 7 anni in cui si è dovuta finanziare tramite operazioni ‘ponte di breve periodo’ a causa delle instabilità finanziarie dovute alla crisi globale e alle modifiche del sistema di regolazione successive al referendum del 2011. Tuttavia se un prestito di lungo periodo può consentire all’azienda di garantire gli impegni richiesti dal Piano d’Ambito entro la fine della concessione (2026) - prosegue Tiberi -, lo stato attuale delle infrastrutture del sistema idrico del territorio richiederebbe molti più interventi rispetto a quelli, seppure consistenti, contenuti nel programma degli investimenti a carico della tariffa. Un tema quest’ultimo da affrontare anche con l’Ait e la Regione Toscana nei prossimi mesi”.
Infine, spiega Tiberi, il gestore è in grado di limitare l’indebitamento massimo a 140 milioni di euro - 35 milioni in meno di quanto previsto dal piano precedente - e, di conseguenza, abbattere di una decina di milioni di euro gli oneri finanziari nel prossimo decennio. “Si tratta complessivamente di circa 45 milioni di minori esborsi rispetto a quanto precedentemente pianificato - afferma il presidente della società - che potrebbero essere utilizzati o per mitigare la tariffa oppure per realizzare maggiori investimenti”.

EMILIAMBIENTE, LA SCUOLA DELL’ACQUA PER I COMUNI SERVITI

È suonata la campanella della Scuola dell’Acqua! Il nuovo Laboratorio Didattico Permanente sul tema del ciclo idrico e della risorsa-acqua, offerto gratuitamente da EmiliAmbiente alle scuole primarie e secondarie nei Comuni parmensi serviti dall’utility, ha avuto infatti una sua anteprima con un appuntamento speciale presso la Scuola dell’Infanzia di Fidenza. I piccoli ospiti della scuola, da sempre orientata ad una particolare attenzione verso il tema ambientale, hanno potuto cimentarsi nella “Sfida all’Ultima Goccia”, un gioco con cui imparare divertendosi come si comportano gli oggetti della nostra vita quotidiana a contatto con l’elemento acqua.
A partire da febbraio, la Scuola dell’Acqua entrerà nel vivo con quasi 900 bambini e ragazzi coinvolti in visite guidate, giochi didattici, laboratori e lezioni interattive: «Nella fase di raccolta iscrizioni, che si è chiusa a fine novembre 2014 - afferma Emiliano Occhi, amministratore unico della SpA - abbiamo ricevuto la richiesta di adesione di 14 scuole di diverso ordine e grado, distribuite su 8 diversi Comuni. È l’ottimo inizio di un progetto a cui crediamo molto: per ottenere il giusto feedback e modularlo sulla base delle reali esigenze delle scuole abbiamo già in programma la costituzione di un Tavolo Didattico che possa avvalersi della partecipazione e dell’esperienza delle insegnanti coinvolte nella prima edizione del Laboratorio».

BASILICATA, IN DDL NUOVO ENTE DI GOVERNO SETTORE IDRICO

Sarà l’Ente per il governo e la pianificazione dell’uso delle risorsa idrica della Basilicata (Egrib) a svolgere le funzioni di programmazione e controllo in materia di acqua nel territorio lucano: è quanto prevede un disegno di legge trasmesso al Consiglio regionale dalla Giunta Pittella, che istituisce il nuovo Ente con il fine di “accelerare il processo di riordino ed efficientamento della pianificazione strategica dell’asset acqua”.
Trai compiti dell’Egrib figurano il coordinamento, l’alta vigilanza, la programmazione e l’indirizzo rispetto alle politiche di competenza regionale in materia di acqua, anche con riferimento agli accordi interregionali di settore, nonché funzioni di indirizzo, coordinamento e vigilanza sugli operatori pubblici e privati coinvolti nel sistema idrico regionale.
L’Egrib avrà un amministratore unico nominato dalla Giunta regionale, che durerà in carica 5 anni, e un revisore unico nominato dal Consiglio regionale. Per lo svolgimento delle proprie funzioni l’Ente si avvarrà del personale regionale o degli enti e delle partecipate controllati dalla Regione. La dotazione dell’Ente è stimata in 200.000 euro, destinati principalmente alla copertura dei compensi dell’amministratore e del revisore unico.

ABBANOA, GIUDICE ORDINA RIALLACCIO UTENZE IDRICHE. GESTIONE DIRETTA: NO DEL GESTORE

«Ritenuto che il tempo necessario per la rituale convocazione della controparte pregiudichi irreparabilmente i diritti fondamentali dei ricorrenti e delle loro famiglie si ordina di riattivare immediatamente la somministrazione della fornitura idrica nel complesso immobiliare di Is Campus». Questa la decisione preliminare del giudice cagliaritano Monica Moi, cui si sono appellati i residenti morosi del quartiere Is Campus contro Abbanoa, gestore del servizio idrico integrato. Ne dà notizia l’Unione Sarda.
Il debito accumulato - dal 2008 ad oggi - ammonta a circa 56mila euro. Per Abbanoa «i beneficiari non si sono mai preoccupati di regolarizzare la propria posizione: l'allaccio è rimasto intestato all'impresa costruttrice e le reti idriche e fognarie non sono mai state collaudate e cedute al Comune». La prima udienza si terrà a fine marzo prossimo.
Intanto, per i vertici di Abbanoa - in audizione presso la Commissione regionale Territorio, impegnata ad esaminare la proposta di legge popolare sulla gestione autonoma del servizio idrico - i Comuni non sarebbero in grado di assumere la gestione diretta del servizio e di sostenerne i costi. La proposta era venuta da alcuni sindaci sardi: Domusnovas, Fluminimaggiore, Paulilatino, Nuxis, Olzai, Bonarcado, Burgos, Anela, Bottida, Bultei, Esporlatu, Sinnai, Teulada, Modolo e Santulussurgiu.
Infine, sulla vicenda dei conguagli, il presidente della commissione ha chiesto ad Abbanoa se fosse possibile distribuire sul lungo periodo i 150 euro previsti a famiglia. I vertici dell'azienda hanno subordinato il sì alla dilazione solo se il gestore potrà utilizzare la «cassa conguagli», come avviene per il settore elettrico.

ALACO, PROCURA DI VIBO: FORNIVA ACQUA NON POTABILE

Le acque contenute nell'invaso Alaco, a servizio di diversi Comuni nelle Province di Vibo Valentia e Catanzaro, non sarebbero mai state analizzate per accertarne la potabilità: è quanto emerso dall'inchiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia denominata “Acqua sporca 2”, che ha portato all'emissione di 10 avvisi di garanzia nei confronti di 7 funzionari della Regione Calabria e 3 dirigenti di società. I reati ipotizzati vanno dalla truffa all’avvelenamento colposo di acque, all’abuso d’ufficio, omissione di atti e falso.
Secondo gli inquirenti dall’Alaco sarebbe stata prelevata acqua non idonea al consumo umano, distribuita poi nella rete idrica pubblica. Nel corso delle indagini è emerso che invece di procedere alla classificazione attraverso analisi delle acque del bacino erano state analizzate e classificate le acque di due delle numerose fiumare affluenti del bacino idrico artificiale. Pertanto, la classificazione di “acque potabili previo trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione” dell'invaso, attribuita dalla Regione Calabria, risulterebbe non corrispondente al vero. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati su disposizione del sostituto procuratore di Vibo Valentia, Michele Sirigiovanni, a Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Bologna, Ragusa e Roma dai Carabinieri, che hanno eseguito anche delle perquisizioni negli uffici della Regione Calabria (dipartimenti Ambiente, Obiettivi strategici e Lavori pubblici), presso una società di Vibo Valentia e due di Roma.
Le indagini hanno anche rilevato una presunta distrazione di fondi, originariamente destinati all'implementazione tecnico-organizzativa dell'Arpacal e dirottati verso un'azienda privata. La distrazione dei fondi sarebbe avvenuta attraverso lo svolgimento di una gara d'appalto della Regione Calabria relativa al “Sistema di rilevamento quali/quantitativo dei corpi idrici superficiali” per la quale, secondo l'accusa, è stata illecitamente trovata la copertura finanziaria soltanto dopo la sua aggiudicazione.

AGRIGENTO, RETI CONSORTILI AL GESTORE D’AMBITO

Un passaggio storico quello relativo alle reti idriche in carico al Consorzio Tre Sorgenti di Canicattì (AG). Dopo una delibera consortile votata, sospesa e poi riconfermata e dopo le dimissioni del presidente del consorzio Gaetano Moscato si è giunti al passaggio delle infrastrutture all’Ato agrigentino, che a sua volta le girerà al gestore d’Ambito Girgenti Acque.
L’atto è conseguente alla sentenza del Tribunale Superiore delle Acque, che nel novembre scorso ha dichiarato l’illegittimità dell’attività del Consorzio tre Sorgenti per quanto concerne la gestione degli impianti e delle risorse idriche. Alla sentenza si è aggiunta la pressione del Dipartimento Regionale Acque, che ha intimato al consorzio il passaggio delle reti; in caso contrario, la mancata consegna avrebbe costituito danno erariale.
Tre Sorgenti è un consorzio tra 7 Comuni (Canicattì, Campobello di Licata, Licata, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Grotte e Ravanusa) che svolge attività di captazione e distribuzione. Ha maturato un debito nei confronti di Siciliacqua di 7,5 mln, riconosciuto dal Tribunale, per fatture dal 2009 al 2012, cifra che dovrà essere spalmata tra i Comuni soci in base alla percentuale di partecipazione al consorzio. Vanta tuttavia un credito di circa 6 mln verso Girgenti Acque.

MILANO, PRIMO RISANAMENTO IN ITALIA DI UNA CONDOTTA SENZA SCAVO

Riguarderà la rete di Milano il primo caso in Italia di risanamento di una condotta idrica effettuato senza scavo. L'intervento, che sarà eseguito nei pressi della stazione di pompaggio di San Siro, vedrà l'utilizzo dell’innovativa tecnologia 3M Scotchkote Liner che, attraverso uno speciale carrello inserito all’interno della tubatura, spruzza una vernice in grado di rivestire le pareti della condotta.
"L’impiego di una tecnologia non invasiva - spiega Davide Panciera, responsabile dei progetti acqua ed energia di 3M Italia - non prevede interruzioni del servizio idrico né deviazioni del traffico contestualmente all’intervento". L’intervento - commissionato da Metropolitana Milanese per conto del Comune di Milano alla società Euroscavi, che si è aggiudicata l'appalto tramite gara - oltre a evitare il rischio di dispersioni d’acqua, consente di abbattere i costi di pompaggio e per il ripristino del manto stradale, di risparmiare energia e di preservare il verde cittadino.
"L’emergenza idrica nel nostro territorio è in crescita”, afferma Panciera. “L’Istat ha calcolato che ogni anno il tasso di dispersione di acqua potabile immessa nella rete idrica italiana è mediamente pari al 47%. La tecnologia 3M consentirà di fronteggiare agevolmente gli alti tassi di dispersione idrica - conclude - e i disagi conseguenti alla rottura delle tubature di acqua potabile".

LUCCA, DAL COMUNE OK AI RECUPERI TARIFFARI

Ratificati dal comune di Lucca provvedimenti finali presi dall’Autorità idrica toscana e dall’Aeegsi in merito al conguaglio delle tariffe idriche degli anni 2010 e 2011. La revisione della tariffa idrica di questi due anni era infatti stata sospesa dall’organo competente (il Cipe) in considerazione del riordino del settore in corso e del passaggio delle competenze ad una apposita Autorità nazionale, avvenuto poi nel 2011 a favore dell’Aeegsi. Quest’ultima, alla fine di un percorso assai complesso, nel giugno 2014 ha approvato le regole per la determinazione del recupero e, in applicazione di queste disposizioni, l’Autorità idrica toscana ha quantificato il recupero della tariffa.
In base alla quantificazione del recupero deciso dall’Ait per il Comune di Lucca, il gestore idrico Geal dovrà recuperare complessivamente 490.000 euro e il recupero riguarderà le utenze domestiche e quelle industriali. In particolare le utenze domestiche dovranno corrispondere nel 2015 in media 15 euro in più in bolletta. L’incremento di 15 euro è applicato solo per il 2015 quindi in misura una tantum e non andrà ad incidere in alcun modo sulla base di partenza delle tariffe degli anni successivi. Per rendere più agevole il pagamento è stato inoltre deciso di distribuire il recupero dei circa 15 euro per utenza su 4 bollette.
Le risorse che verranno recuperate attraverso il conguaglio verranno reinvestite dall’azienda sulla rete locale di distribuzione del servizio idrico, di fognatura e depurazione.

ACQUE VERONESI, AL VIA I LAVORI SU POTABILIZZATORE DI LONIGO (VI)

Sono partiti in queste settimane, e termineranno entro la fine di giugno, i lavori per la realizzazione del primo stralcio dell’impianto di potabilizzazione di Madonna di Lonigo (VI), eseguiti da Acque Veronesi. L’intervento nasce dalla necessità di rimuovere le sostanze perfuoralchiliche (pfass), come da linee guida emanate dalla Commissione europea (2010/161/UE), la cui eventuale presenza nelle acque è monitorata dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) in accordo con il ministero dell'Ambiente.
L’indagine sull’impianto di Longo, spiega Acque Veronesi, aveva evidenziato la presenza di pfass nelle falde acquifere di Almisano, sfruttate per l’approvvigionamento idrico del Comune di Lonigo, dei Comuni in sinistra Adige della Provincia di Verona e del Comune di Montagnana (PD), nonché di alcuni Comuni dell’area berica. L'Istituto superiore di sanità, il 10 giugno 2013, aveva rassicurato circa la mancanza di un rischio immediato per la popolazione servita dall’impianto, ma a scopo cautelativo aveva consigliato l'adozione di misure di trattamento delle acque potabili per l'abbattimento delle sostanze in questione. Era stata avviata un’attività di prevenzione e controllo sulla filiera idrica delle acque destinate al consumo umano nei territori interessati e, per ridurre al minimo il potenziale rischio per la popolazione, Acque Veronesi aveva attivato il trattamento di potabilizzazione già esistente presso la centrale di produzione idrica.
Attualmente l’impianto è costituito da due filtri a sabbia e da quattro unità di filtrazione su carbone attivo granulare e disinfezione. Ha però una potenzialità di soli 200 l/s che, a fine intervento, sarà elevata a 500 l/s mediante l’aggiunta di ulteriori 3 filtri a sabbia e 6 filtri a carbone attivo granulare. L’intervento in fase di realizzazione rappresenta il primo stralcio di un progetto complessivo consistente nel potenziamento del sistema di trattamento a carboni attivi e in un serbatoio di accumulo di 4.000 mc, necessario per ottimizzare la gestione dell’intero sistema idrico di distribuzione. “Porteremo a termine l’intervento nei tempi previsti - ha assicurato Massimo Mariotti, presidente di Acque Veronesi - per assicurare maggiore sicurezza a tutte le famiglie servite. L’opera avrà un costo di 1 milione e 400 mila euro e la stessa cifra verrà investita per la realizzazione del secondo stralcio”. Per quanto concerne invece i pozzi privati utilizzati per scopi potabili, Acque Veronesi aveva già dato disponibilità ad effettuare i controlli necessari presso i propri laboratori per la verifica dell’eventuale contaminazione soprattutto nelle Province di Verona, Vicenza e Padova.

INFRAZIONI, ACCORDO ATO - PAVIA ACQUA PER INTERVENTI FOGNARI E DEPURATIVI PER QUASI 3 MLN

L’accordo di programma firmato nei giorni scorsi tra Ato della provincia di Pavia e il gestore in house Pavia Acque ha dato il via a interventi per circa 2milioni e 800mila euro, di cui oltre 2milioni messi dall’Ato e la parte rimanente da Pavia Acque. Si tratta di interventi che riguarderanno i sistemi di depurazione e che verranno effettuati nei comuni di San Martino, Cava Manara e Vidigulfo. Serviranno per regolarizzare situazioni già oggetto di procedura di infrazione comunitaria, in quanto riguardano centri con più di 2mila abitanti.
«La loro realizzazione risulta di prioritaria importanza - sottolinea Giampiero Acciaioli, direttore di Ato -. Serviranno a risolvere forti criticità che riguardano la rete fognaria e gli impianti di depurazione». Impianto di depurazione addirittura inesistente a Vidigulfo che conta 6mila abitanti. Qui infatti verrà effettuato l’intervento più significativo, anche dal punto di vista economico, ricorda il presidente di Ato, Delio Todeschini che parla di «un centro dove finalmente si provvederà al collettamento dei reflui fognari e alla realizzazione di un depuratore». La spesa è di circa 2milioni, un milione e 710mila euro il finanziamento dell’Ufficio d’Ambito.
Ammonta invece a 565mila euro il costo dell’intervento di collettamento delle acque reflue che verrà effettuato a Cava, quasi 198mila euro la somma investita da Ato che invece a San Martino, per il completamento della stazione di sollevamento, ha dirottato risorse per 125.676 euro per lavori che complessivamente costeranno circa 190mila euro. «A Cava - chiarisce il presidente Todeschini - questa operazione consentirà di convogliare le acque reflue ora convogliate a Mezzana Corti nel nuovo impianto di Cava Manara. Importanti anche i lavori che verranno eseguiti a San Martino dove si completerà il sistema di depurazione dell’intero corpo idrico, visto che un terzo della popolazione non era allacciata al depuratore».
A breve, spiega Acciaioli, partiranno le gare d’appalto, mentre entro primavera prenderanno il via i lavori. «I progetti sono stati approvati da Ato e verranno realizzati da Pavia Acque - precisa -. Li abbiamo inseriti nel Piano d’Ambito per evitare le sanzioni». «Va ricordato - conclude Todeschini - che Ato finanzierà questi interventi, senza però intaccare le tariffe a carico dei cittadini. Si tratta infatti di fondi che siamo riusciti ad ottenere da Regione Lombardia e Ministero dell’Ambiente».
Ato ha anche approvato l’intervento (800mila euro) ad Oriolo (Voghera) e al Cavo Lagozzo, località Medassino (Voghera) per 2milioni e 600mila euro.

LEGNAGO (VR), OK ALL'ESTENSIONE DELL'ACQUEDOTTO A TORRETTA

Il Comitato istituzionale del Consiglio di Bacino Veronese, nell’ultimo Cda, ha approvato il progetto preliminare “Estensione della rete idrica dell’acquedotto alla località Torretta - Comune di Legnago”: l’acqua potabile di acquedotto arriverà nella frazione di Torretta di Legnago, centro abitato della Provincia veronese confinante con la Provincia di Rovigo. L’intervento, del costo totale di 315.000 euro, ha l’obiettivo di estendere il servizio acquedotto alla frazione Torretta, permettendo l’allacciamento di circa 175 abitanti alla rete acquedottistica pubblica. Attualmente gli abitanti si servono di pozzi privati che prelevano acqua dalla prima falda, soggetta ad inquinamento da arsenico.
L’intervento è frutto della collaborazione tra i Consigli di Bacino Veronese e Polesine. Il problema da superare era la lunga distanza che separa Torretta dalla rete idrica di Legnago: l’allacciamento con quest’ultima avrebbe comportato la realizzazione di un lungo collegamento, con un elevato costo. L’interessamento diretto dell’amministrazione comunale di Legnago e il supporto economico della Regione Veneto (200.000 euro) hanno consentito di individuare una soluzione tecnicamente ed economicamente più vantaggiosa, con un collegamento più breve alla rete idrica dell’Ato Polesine (Provincia di Rovigo): Polesine Acque fornirà quindi acqua all’ingrosso ad Acque Veronesi. Il progetto prevede la posa di circa 1.600 m di nuova rete acquedotto ad opera di Acque Veronesi. Oltre alla posa su piano stradale, è previsto anche l’attraversamento del fiume Tartaro, confinante con il centro abitato di Torretta.

ANDRIA (BT), INDAGATI PERRONE E EX VERTICI AQP PER GLI SCARICHI DEL DEPURATORE

C’è anche il sindaco di Lecce Paolo Perrone tra le 12 persone indagate dalla Procura di Trani per l’inquinamento del depuratore di Andria. L’iscrizione di Perrone nel registro degli indagati è un atto dovuto e formale in quanto il sindaco del capoluogo salentino è anche presidente dell’Autorità idrica pugliese, il cui direttivo è composto in totale da cinque sindaci, uno per provincia.
L’ipotesi accusatoria è quella di aver omesso di compiere atti di controllo e di sanzione rispetto al gestore dell’impianto di depurazione, che scaricava acque inquinate nei canali di acqua pulita. L’impianto nel 2013 venne sottoposto a sequestro preventivo in quanto dalle analisi effettuate sulle acque si riscontrò la presenza del batterio “escherichia coli”, responsabile della sindrome “emolitica uremica” che in passato colpì molti bambini della zona. Oltre a Perrone risultano indagati nell’inchiesta anche gli ultimi due ex amministratori unici di Aqp, Gioacchino Maselli e Ivo Monteforte. Ma ci sono anche i responsabili dell’Aip: oltre al presidente del cda, Perrone, anche Vito Colucci e Roberta Maria Rana. E poi l’allora presidente di Pura Depurazione (la società incaricata della conduzione dei depuratori, ormai assorbita da Aqp), Mauro Spagnoletta; i funzionari Teresa Trimigliozzi per Aqp e Giovanni Di Scipio di Pura Depurazione; la dirigente del servizio Tutela acque della Regione e coordinatrice dell’ufficio del commissario per l’Emergenza rifiuti, Maria Antonia Iannarelli; i tecnici della commissione di collaudo (Antonio Marra, Luigi Nigro e Francesco Sannicandro).

ETRA, INTERVENTI DA 1 MLN SU FOGNATURA E DEPURAZIONE NEL MANTOVANO

Etra, azienda veneta che gestisce il servizio idrico integrato nel territorio che si estende lungo il bacino del fiume Brenta, ha avviato lavori per oltre 1 milione di euro per diminuire l’impatto ambientale del depuratore di Carmignano di Brenta ed estendere la rete fognaria del Comune di Rubano, in Provincia di Padova.
Il primo intervento, del valore di 850.000 euro, consentirà di migliorare la qualità delle acque depurate, minimizzare i rischi di emissioni maleodoranti e aumentare l'affidabilità globale dell'impianto di depurazione di Carmignano del Brenta. I lavori sono interamente finanziati dal Consiglio di Bacino Brenta nel quadro del Piano d’Ambito. Si tratta del secondo stralcio di un progetto generale, spiega il presidente del Consiglio di gestione di Etra Stefano Svegliado, approvato dalla Regione Veneto per potenziare l’impianto a 30.000 abitanti equivalenti, da realizzarsi in tre fasi. La prima, conclusa nel 2003, ha portato la capacità di trattamento dell’impianto a 20.000 abitanti equivalenti. Questo nuovo intervento, spiega Svegliado, “è finalizzato a migliorare la qualità finale delle acque depurate prima dello scarico nel corpo idrico ricettore e a minimizzare i rischi di emissioni maleodoranti in atmosfera grazie all'introduzione di nuovi filtri”. La conclusione dei lavori è prevista entro aprile.
Quanto alla rete fognaria di Rubano, si prevede un intervento da 211.000 euro per garantire l’allacciamento a 15 utenze residenziali al momento non raggiunte dal servizio. I lavori consistono nella posa di nuove condotte dedicate alla raccolta di acque nere per un totale di 382 m di lunghezza. Nel progetto è prevista una parte del deflusso dei reflui a gravità, mentre per un breve tratto si dovrà sfruttare la pressione generata da un impianto di sollevamento, di nuova realizzazione, che permetterà di convogliare e immettere le acque nella rete di fognatura esistente in via Gioberti. I lavori sono finanziati da Etra e saranno terminati a giugno 2015.

NAPOLI. GORI E BONUS IDRICO, COSENTINO: “CONTRASTO ALLA MOROSITÀ E’ TUTELA PER GLI UTENTI IN REGOLA”

Grazie al Bonus Idrico istituito dall’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, a partire dalla prossima fatturazione utile emessa da GORI, 177 famiglie di Brusciano (NA) riceveranno un rimborso annuale, pari all'importo relativo a 80 litri al giorno su base annua per ciascun componente del nucleo familiare. In questo modo, diverse famiglie azzereranno quasi completamente i corrispettivi annuali per il servizio idrico integrato. I beneficiari hanno presentato domanda all’ufficio Servizi Sociali del Comune di Brusciano che ha poi trasmesso a GORI l’elenco degli aventi diritto in relazione all’anno 2014. Analoga iniziativa è già stata deliberata dall’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano anche per il 2015. Si tratta di un aiuto concreto in arrivo per le tante famiglie in difficoltà economica, che va ad affiancarsi all’altra importante iniziativa messa in campo, relativa ai 30 mila litri d’acqua l’anno a quota variabile gratis per tutte le utenze domestiche residenti.
Considerate le azioni poste in essere a tutela di chi vive reali condizioni di difficoltà economica, GORI è obbligata a proseguire le attività di distacco della fornitura per morosità, come previsto dal Regolamento di utenza del Servizio Idrico Integrato e dalla normativa vigente, anche e soprattutto in rispetto della stragrande maggioranza dei cittadini che con regolarità pagano i corrispettivi del servizio idrico integrato erogatogli.
Per tali motivi, si ritiene ingiustificabile e comunque priva di qualsiasi fondamento morale e legale l’Ordinanza del Comune di Brusciano annunciata dagli organi di stampa (e, allo stato, mai notificata), che intende vietare alla GORI di procedere ad effettuare le sospensioni della fornitura idrica; naturalmente, una volta notificataci, la Società procederà ad impugnare innanzi l’Autorità giudiziaria competente l’Ordinanza in questione.
.

CATANZARO, APPALTATI I LAVORI PER IL NUOVO DEPURATORE

È stato assegnato in via provvisoria a un raggruppamento temporaneo di imprese, unica offerta pervenuta, l’affidamento in project financing dei lavori di realizzazione e gestione del nuovo sistema depurativo con annesse reti fognanti al servizio della città di Catanzaro. Al raggruppamento d’impresa è stata anche aggiudicata la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva dell’opera. A renderlo noto, in un comunicato, è il Comune di Catanzaro che si potrà dotare finalmente, dopo circa 30 anni, di un nuovo depuratore.
La realizzazione dell’opera costerà complessivamente circa 25 milioni di euro e consentirà, tra l’altro, di decongestionare le reti fognarie esistenti e di ridurre il rischio di sversamenti di liquami nel lungomare della città. Il progetto prevede la costruzione del nuovo sistema depurativo con annesse reti fognarie a servizio del territorio urbano della città in località Germaneto, sulla sponda sinistra del fiume Corace, e la dismissione dell’impianto esistente. L’appalto prevede inoltre l’affidamento del servizio di gestione degli impianti e della rete di collettori fognari che sarà realizzata nelle zone sprovviste di rete fognaria.
Per tale progetto il Comune ha ottenuto un finanziamento pubblico nell'ambito dell'accordo di programma quadro "Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche". Parte dell’importo è strato messo a disposizione dal ministero dell'Ambiente e parte del Cipe, per un totale di 14.507.000 euro, la restante parte proviene da finanziamento privato.

DEPURAZIONE AD AUGUSTA (SR): 40 MILIONI FERMI E NESSUN GESTORE

Mentre la Commissione straordinaria che guida il Comune di Augusta (SR) si dichiara incompetente sulla costruzione del nuovo depuratore consortile e delle opere fognarie connesse, ancora nulla si muove sul piano operativo, nonostante i circa 40 mln stanziati dal Cipe. Entro il dicembre scorso era attesa la nomina di un commissario straordinario per completare la progettazione dell’opera, per poi passare all’affidamento e alla realizzazione. Ne dà notizia il Quotidiano di Sicilia.
Per Francesco Puglisi, componente della Commissione straordinaria “il Comune non è stato nelle condizioni di trasmettere agli organi competenti tutti gli atti e i progetti, da porre a base di gara, per realizzare le suddette opere, non essendo il soggetto attuatore, e questo spiega il mancato espletamento dell'iter. La stessa risposta è stata fornita all'Ispra, a cui spetta verificare lo stato dell'arte dell'iter e quindi decidere se nominare un commissario”. “L’Ispra - continua Puglisi - ci ha chiesto una relazione. Noi abbiamo chiarito che il soggetto attuatore è ancora l'Ato, in dismissione, ma che esiste ancora come Ente. Lo scorso dicembre abbiamo per iscritto comunicato che il responsabile unico del procedimento dei 12 progetti è l'ingegnere Figura dell'Ato, ma finora non abbiamo ottenuto risposta. L'alternativa al commissariamento sarebbe quella di nominare il Comune soggetto attuatore. I fondi stanziati dal Cipe per la realizzazione del sistema di depurazione dei reflui si perderanno? è la domanda alla quale nessuno al momento è in grado di dare risposta. Il primo dicembre 2014 dal Governo nazionale è pervenuta al Comune, la notifica dell'assegnazione del termine perentorio di 15 giorni per trasmettere atti e progetti. Termine che non è stato rispettato, perché il Comune non è appunto il soggetto attuatore”.
I 12 progetti riguardanti la costruzione della rete fognaria e l'impianto di depurazione sono stati redatti a cura della Sai8, ora fallita e in liquidazione, cui nessun gestore è ancora subentrato. Dei 12 progetti 11 non sono stati approvati, quindi non esecutivi mentre uno addirittura non è pronto.

FIUME OGLIO, DEPURAZIONE E COLLETTAMENTO TRA BERGAMO E BRESCIA DA 4,5 MLN

Una conferenza di servizi fissata a Palazzolo (BS) per portare a termine il progetto dei nuovi impianti di depurazione dei reflui che attualmente scaricano nel fiume Oglio e riqualificare così l’area, con un investimento di 4,5 milioni di euro, diviso tra la bergamasca Uniacque e la bresciana Aob2.
Il progetto, di cui si parlava da anni, è stato ripreso nel 2013, portando allo stesso tavolo le due società, i Comuni e le rispettive Province.
La conferenza segna l´avvio della fase di realizzazione del progetto concordato: si prevede di costruire un nuovo depuratore a Palazzolo, dove confluiranno le fognature anche del vicino comune di Castelli Calepio, spostando a «valle» dell´Oglio le acque depurate, che potranno essere utilizzate per l´irrigazione. Il progetto prevede una nuova dorsale per le fognature del Comune bergamasco, che saranno convogliate sulla sponda bresciana, eliminando gli scarichi nel fiume.
Per le opere di collettamento, la cui costruzione dovrebbe iniziare in primavera ed essere completata nell´estate 2016, Uniacque spenderà 1,4 milioni di euro. I lavori per la costruzione del nuovo depuratore, che costerà 3 milioni di euro (al 50% tra le due società) inizieranno nell´autunno del 2015 e finiranno nel 2017. Angelo Zinelli, presidente di Aob2, apprezza «la collaborazione con i Comuni di Palazzolo e Castelli Calepio, che hanno lavorato insieme dotare quel tratto dell´Oglio di una depurazione adeguata».

PUGLIA, PAVONCELLI BIS E POTABILIZZATORE DI CUOZZO IN AUDIZIONE REGIONALE

Audizione in Commissione Ambiente della regione Puglia sullo stato dei lavori per la realizzazione della Galleria di valico “Pavoncelli bis” e l’impianto di potabilizzazione “Cuozzo” di Conza della Campania. A dare delle delucidazione in merito alla realizzazione della “Pavoncelli bis” è stato il commissario straordinario Roberto Sabatelli, che ha informato la Commissione che i lavori sono ripresi da pochi giorni e procedono regolarmente, dopo uno stop di quattro mesi a causa delle fuoriuscite di gas e gli allagamenti in galleria. La fine dei lavori è prevista per la fine del 2016, ma è compromessa dalle difficoltà finanziarie derivanti da una carenza di liquidità, poiché le risorse utili ai fini del completamento dell’opera, derivano da quattro fonti diverse di finanziamento.
L’aspetto finanziario è stato trattato dal dirigente dell’Assessorato ai lavori pubblici Antonio Lacatena, il quale ha spiegato che dei 37 milioni di euro che giacciono sul bilancio regionale, a causa delle restrizioni dettate dal Patto di stabilità e secondo quanto disposto dal Ministero dell’economia, solo 22 milioni saranno erogati per la Pavoncelli. A questi si aggiungono altre somme derivanti da alcune delibere Cipe, la cui erogazione però procede con la rendicontazione annuale. Ci sarebbero anche 30 milioni rivenienti dall’ultima delibera Cipe rientrante nel Piano per il Sud, la cui erogazione è bloccata nonostante la Regione abbia chiesto la concessione diretta. Quindi attualmente c’è una disponibilità che serve a far fronte alla prosecuzione dei lavori per altri sei mesi, dopodiché l’opera è destinata a subire l’ennesimo blocco.
Per quanto riguarda l’impianto di potabilizzazione “Cuozzo” di Conza della Campania, è emerso che questo continua a versare in mare mille litri al secondo di acqua potabilizzata, in attesa che l’ASL di Avellino proceda all’avvio delle attività di campionamento per verificarne la potabilità. In merito alla gestione dell’impianto da parte dell’Aqp è stato ascoltato il direttore generale Nicola Di Donna, che ha sottolineato che l’acquedotto pugliese mantiene in piena funzionalità l’impianto sopportando notevoli costi, considerato che è stato messo in funzione a gennaio 2013 e che è ancora in attesa del rilascio degli atti autorizzativi necessari all’utilizzo nella rete potabile della produzione di acqua. A questo proposito, il dirigente del servizio risorse idriche Luca Limongelli ha sollecitato l’Asl campana a provvedere in merito al rilascio dell’atto autorizzativo, fondamentale per lo schema idrico pugliese.

CAP, CHIUSURA DEL DEPURATORE DI VAREDO: SI CHIUDE L’INFRAZIONE A VANTAGGIO DEL SEVESO E DELL’AMBIENTE

Sono circa 150 mila gli abitanti che eviteranno di pagare le sanzioni UE frutto dell’infrazione comunitaria sulla depurazione. Mancano pochi giorni, infatti, alla definitiva dismissione del depuratore di Varedo a cui, ad oggi, confluiscono i reflui dei 9 Comuni, e che non era possibile adeguare alle nuove norme sui limiti allo scarico, sempre più restrittive.
L’opera, un maxi-intervento da 8 milioni di euro progettato e realizzato da Gruppo CAP, consentirà alle acque nere provenienti dagli scarichi civili e industriali dell’are nord del Seveso di confluire nel depuratore di Pero, con un grande vantaggio ambientale per il territorio e i comuni interessati. In questi mesi le squadre del Gruppo CAP sono state al lavoro senza sosta per portare a termine l’intervento con anticipo rispetto alla scadenza che era fissata per fine 2015.
Nei prossimi giorni la fase decisiva, il by-pass, come lo definiscono i tecnici, che consentirà di staccare i tubi dal depuratore di Varedo per collegarli alla conduttura che porta a Pero. Un’operazione che adotta una soluzione tecnologicamente avanzata e che permetterà di effettuare la maggior parte dei lavori senza fermare l’impianto di depurazione. Solo di una giornata, infatti, lo stop, all’operatività della struttura che, il 18 febbraio, infatti, sarà fermata per alcune ore sotto il controllo di una task force formata dai tecnici di Arpa, Gruppo CAP e Provincia di Monza e Brianza, che ha autorizzato l’intera operazione.
I lavori, per i quali ci si è assicurati il minimo impatto ambientale, dureranno poi circa una settimana durante la quale le funzionalità dell’impianto saranno limitate ai trattamenti primari. Al termine dell’intervento e le operazioni di pulizia e messa in sicurezza, si procederà alla demolizione del vecchio impianto di Varedo e alla riqualificazione dell’area.

PESCARA, UDIENZA PRELIMINARE BUSSI BIS

Si è tenuta nei giorni scorsi, al Tribunale di Pescara, l’udienza preliminare relativa al processo “Bussi bis”, stralcio del procedimento principale riguardante l’inquinamento dell’acqua in Val Pescara provocato dalla discarica di Bussi sul Tirino. Il procedimento vede coinvolte 5 persone, principalmente ex vertici dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), gestore del servizio idrico, e dell’Ato: si tratta di Giorgio D'Ambrosio, all'epoca dei fatti presidente dell'Ato, Bruno Catena, all'epoca presidente dell'Aca, Bartolomeo Di Giovanni, direttore generale dell'Aca, Lorenzo Livello, direttore tecnico dell'Aca e Roberto Rongione, responsabile del Servizio Sian della Asl di Pescara.
I legali difensori, nel corso dell'udienza, hanno articolato le contestazioni sulle costituzioni di parte civile. L'avvocato di Giorgio D'Ambrosio ha chiesto la riformulazione del capo di imputazione da distribuzione di acqua avvelenata a distribuzione di acqua adulterata. La prossima udienza è prevista per il 3 marzo, con le controdeduzioni dei pm e delle parti civili.

AEEGSI, OBBLIGO DI CONCILIAZIONE ESTESO A PROSUMER

Estensione del servizio conciliazione on-line anche ai prosumer, i produttori/consumatori di energia elettrica, obbligo di partecipazione per tutti i distributori, i fornitori della maggior tutela nell'elettrico e per il Gse, quest'ultimo solo per le materie regolate. Sono le principali novità introdotte dall'Autorità per l’Energia elettrica, il Gas e i Servizi idrici (Aeegsi) che dal prossimo primo luglio 2015 rafforzeranno l'operatività del servizio conciliazione on-line del Regolatore.
Per facilitare ulteriormente il raggiungimento di un accordo - precisa una nota - vengono inoltre ottimizzate alcune regole procedurali, prevedendo l'allineamento e la riduzione di diverse tempistiche.
La Conciliazione on-line è il servizio introdotto dall'Autorità per affrontare - e risolvere - del tutto gratuitamente, con l'assistenza di un mediatore formato sui temi energetici, eventuali controversie con gli operatori del settore dell’energia elettrica o del gas.

UE, IN VIA DI DEFINIZIONE STRATEGIA PER UNIONE ENERGETICA

Sicurezza, interconnessione, completamento del mercato unico, efficienza energetica e taglio delle emissioni saranno al centro del nuovo quadro strategico per la realizzazione dell’unione energetica europea, la cui presentazione da parte della Commissione Ue è attesa per il 25 febbraio. Il documento sarà accompagnato da una comunicazione sul clima, in vista della conferenza di Parigi, e una circa i progressi fatti in vista dell’obiettivo di interconnessione elettrica del 10%.
Cinque i pilastri portanti della nuova strategia, che sarà definita nelle prossime settimane: la sicurezza delle forniture e la solidarietà europea, con diversificazioni di fonti, rotte e meccanismi di aiuto tra stati membri, reverse flow incluso; il completamento del mercato interno, affrontando la questione dei costi e dei prezzi energetici per consumatori e industria; la realizzazione o il completamento di infrastrutture e interconnessioni, al centro del Piano Juncker; le aree strategiche relative all'efficienza energetica, alla decarbonizzazione e al taglio delle emissioni, oltre al nuovo sistema degli Ets; la ricerca e innovazione nel settore energetico e climatico.

DDL CONCORRENZA, GOVERNO: SUPERAMENTO GRADUALE DELLA TUTELA DAL 2018

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per lo sviluppo Economico Federica Guidi, ha approvato nei giorni scorsi un disegno di legge che dà attuazione al provvedimento annuale sulla concorrenza, con l’obiettivo di stimolare la crescita economica frenata dalla scarsa concorrenza nel settore dei servizi. Opinione del Governo, infatti, è che le liberalizzazioni faranno crescere del 3,3% il Pil in 5 anni, secondo le stime del Fondo monetario internazionale, migliorando la credibilità del Paese ed il suo rating e costituendo un elemento importante nel giudizio della Commissione europea sulle riforme italiane.
In particolare, nei settori energetici, il governo propone di superare le residue regolamentazioni di prezzo, prevedendo: a) per il gas naturale, la graduale eliminazione della “tutela” a decorrere dal 2018 nel mercato domestico (prezzi fissati dall’Aeegsi per i consumatori che non hanno scelto un fornitore sul libero mercato); b) per l’energia elettrica la graduale restrizione dell’attuale perimetro di tutela (pmi e famiglie che non hanno scelto un fornitore sul mercato), sempre a decorrere dal 2018. c) per i carburanti si vieta l’introduzione, in particolare da parte delle Regioni, di norme discriminatori, ad esempio a carico dei nuovi entranti.

EFFICIENZA ENERGETICA, AL VIA LA CABINA DI REGIA

Il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell’Ambiente hanno dato il via alla cabina di regia per l’efficienza energetica per il coordinamento ottimale delle misure e degli interventi di efficienza energetica. Il decreto che stabilisce le modalità di funzionamento della cabina di regia è stato firmato il 9 gennaio scorso.
La cabina di regia si potrà avvalere della collaborazione dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e del Gestore servizi energetici (Gse). Tra i primi obiettivi, coordinare la rapida attuazione del programma per la riqualificazione energetica degli edifici della pubblica amministrazione centrale previsto dal decreto legislativo 102/2014, per il quale il governo ha stanziato 350 milioni di euro per il periodo 2014-2020. Attualmente, è in corso l’istruttoria dei primi 30 progetti presentati dalle amministrazioni centrali in risposta alla call chiusa il 15 ottobre 2014.
''L'efficienza energetica è la priorità di intervento della Strategia energetica nazionale (Sen)'', ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, in un messaggio inviato a un convegno organizzato nei giorni scorsi dall’Associazione Industriale Bresciana e A2A sul tema. Il ministro, che non ha potuto partecipare ai lavori, ha voluto sottolineare che ''l'efficienza energetica ha il pregio di essere lo strumento più economico per l'abbattimento delle emissioni con un ritorno positivo sugli investimenti per il paese, di accrescere la sicurezza energetica, di ridurre il deficit della bilancia commerciale e di stimolare la domanda in un momento in cui sono attive molte imprese italiane''.
Secondo il ministro ''il target nazionale di riduzione dei consumi di energia (15,5 Mtep/anno al 2020) è tra i più ambiziosi nell'Unione europea e per raggiungerlo il nostro paese ha attivato un pacchetto di interventi che nel biennio 2011-2012 ha consentito di ridurre i consumi di circa 2,32 Mtep. Riteniamo di poter conseguire l'obiettivo al 2020 - ha concluso Guidi - anche per effetto del potenziamento e dell'integrazione delle misure esistenti con quelle previste nel decreto di recepimento della direttiva sull'efficienza energetica''.

A2A: ACCORDO CON REPOWER PER LA MOBILITA' ELETTRICA A BRESCIA E MILANO

Ampliare l'utilizzo dei punti di ricarica a chi utilizza i veicoli elettrici a Milano e Brescia. Questo l'obiettivo dell'accordo siglato da A2a e Repower, che permetterà di rendere più agevole l'uso dei veicoli elettrici. Lo comunica in una nota A2a, spiegando che fino a dicembre 2015, anche i clienti Repower potranno utilizzare le colonnine di ricarica di A2a presenti nei due capoluoghi lombardi.
L'intesa punta a sostenere attivamente la mobilità elettrica, rilanciando il settore con nuovi servizi: "Oltre al valore pratico di tale accordo - spiega Marco Malaspina, direttore strategia e sviluppo business di Repower Italia - è significativo anche il messaggio che A2a e Repower mandano, mostrando un atteggiamento collaborativo finalizzato a creare un nuovo modello di servizio, in un mercato dove ci sono ancora pochi punti di riferimento."
Per Paolo Manzoni, responsabile ricerca e innovazione di A2a, si tratta di "un ulteriore passo in avanti nel percorso intrapreso dal gruppo per lo sviluppo della mobilità elettrica". Un nuovo impulso per "rendere effettiva l'interoperabilità delle infrastrutture di ricarica pubbliche e delle schede di ricarica utilizzate dai clienti finali, così da accedere a tutti gli impianti di ricarica con la medesima tessera".
L'infrastruttura pubblica di ricarica per auto elettriche realizzata a Brescia e Milano, sottolinea la nota di A2a, conta su un totale di 50 colonnine per 100 punti di ricarica e permette la ricarica veloce fino a 22 kW in trifase, consentendo alle auto di ultima generazione di ricaricarsi all'80% in circa 50 minuti. In parallelo, proseguono le installazioni di punti di ricarica privati per società di car-sharing e possessori di veicoli elettrici a beneficio della qualità dell'aria delle città.

TARIFFE DISTRIBUZIONE ELETTRICA, CONSULTAZIONE V PERIODO

Con il documento di consultazione 5/2015/R/eel l'Autorità ha indicato i criteri che intende seguire per la definizione delle tariffe e della qualità dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica per il quinto periodo di regolazione che decorre dal 1 gennaio 2016. Per quanto riguarda le tariffe, il documento ipotizza un allungamento da 4 a 6 anni del periodo regolatorio. In tema di riconoscimento dei costi l’ipotesi è di fare riferimento alla spesa totale (costi operativi e sugli investimenti), attraverso l'identificazione di una baseline, la definizione di criteri di ripartizione degli scostamenti tra livelli obiettivo e livelli effettivi della spesa totale e la fissazione della quota della spesa da considerare ai fini dell'aggiornamento del capitale investito riconosciuto. Sugli obiettivi di recupero di produttività l'Autorità intende valutare ulteriori recuperi di produttività rispetto a quelli già conseguiti dalle imprese nel quarto periodo di regolazione. Prevede inoltre che il trasferimento dei benefici ai consumatori non vada oltre il termine del quinto periodo di regolazione. Sulle modalità di determinazione e aggiornamento del WACC si ipotizza l'unificazione di tutti i parametri utilizzati per i servizi regolati dei settori elettrico e gas (procedimento già di fatto avviato con delibera 597/2014/R/com), ad eccezione del parametro ß.
Sul vincolo ai ricavi ammessi è prevista un'evoluzione degli attuali schemi di regolazione tra utenti e operatori, in modo da responsabilizzare maggiormente gli operatori rispetto ai costi del servizio, introducendo possibilità di scelte regolatorie che prevedano soluzioni a più basso rischio con conseguente riduzione della remunerazione, e soluzioni a più alto rischio, le quali possono offrire livelli di remunerazione più elevati. Quanto alle tariffe per l'uso della rete il documento ipotizza di aumentare il peso delle componenti delle tariffe per l'uso delle reti legate alla potenza impegnata, lasciando ai singoli operatori la possibilità di definire opzioni tariffarie differenziate. Sulla regolazione delle connessioni l'Autorità intende valutare la definizione di un'unica disciplina dei punti di connessione, in relazione alle caratteristiche dei punti e l'introduzione di forme di flessibilità sui livelli di potenza richiesti.
In merito all'incentivazione dello sviluppo delle reti di trasmissione, l’ipotesi è introdurre meccanismi che tengano conto degli impatti effettivi sul mercato elettrico, sull'integrazione delle fonti rinnovabili e sulla sicurezza del sistema, in modo da perseguire una maggiore selettività nella remunerazione degli investimenti. Sulla distribuzione l'Autorità intende introdurre logiche di tipo output-based nel riconoscimento degli investimenti. Quanto infine al servizio di misura l'Autorità ritiene che gli investimenti connessi al rinnovo del parco di misuratori installati debbano essere effettuati seguendo logiche di selettività e debbano essere fondati su attente analisi costi-benefici Il termine ultimo per le osservazioni è il 16 febbraio 2015.

UE: NUOVI STRUMENTI BEI PER EFFICIENZA ENERGETICA, CLIMA E BIODIVERSITA'

Incentivare i privati ad investire nei progetti di efficienza energetica, di conservazione della natura e di adattamento ai cambiamenti climatici: questo lo scopo di due nuovi meccanismi di finanziamento lanciati dalla Commissione europea in partnership con la Banca europea per gli investimenti (Bei). Ad annunciarli, a Bruxelles, sono stati il commissario europeo per l’Ambiente Karmenu Vella, il commissario per Clima ed Energia, Miguel Arias Cañete, e il vicepresidente della Bei responsabile per clima ed energia, Jonathan Taylor.
I nuovi strumenti si chiamano Private Finance for Energy Efficiency (PF4EE) e Natural Capital Financing Facility (NCFF). Il primo è pensato per aiutare le istituzioni finanziarie a sostenere il dispiego dei piani nazionali di efficienza energetica. L’iniziativa incoraggerà le banche locali ad aumentare il credito a favore dei progetti di efficienza energetica, sia tramite prestiti a lungo termine e a basso costo che fornendo protezione dal rischio di credito agli intermediari finanziari. A tale scopo la Commissione europea fornirà 80 milioni di euro. Si prevede che l’iniziativa possa attivare finanziamenti per 500 milioni di euro, supportando prioritariamente i progetti laddove vi è un maggior fabbisogno di investimenti in efficienza energetica e una carenza di finanziamenti accessibili. Lo strumento sarà applicabile per non più di un intermediario finanziario in ogni paese, con un limite totale di 10-15 intermediari. Quanto al NCFF, si tratta di un’iniziativa rivolta al finanziamento di progetti legati alle infrastrutture verdi, alla preservazione dei servizi ecosistemici e all’adattamento al cambiamento climatico, che prevedano investimenti relativi a protezione da alluvioni, compensazioni di biodiversità, riciclo dell’acqua piovana, protezione delle foreste, riduzione dell’inquinamento dell’acqua e del suolo ed ecoturismo. La Commissione Ue e la Bei metteranno a disposizione 125 milioni di euro per l’implementazione del meccanismo, che sarà avviato con una fase pilota di 3 o 4 anni e finanzierà dai 9 ai 12 progetti.

GME: AL VIA MARKET COUPLING SU FRONTIERE ITALIANE

Prenderà il via il 24 febbraio il progetto di market coupling sulle frontiere italiane. L'avvio operativo del progetto, nel quale sono coinvolti per l'Italia il Gestore dei mercati energetici (Gme) e Terna, è subordinato all'approvazione definitiva da parte dei regolatori competenti e rappresenta un passo avanti verso un mercato elettrico europeo integrato.
Tre delle cinque frontiere interessate dal progetto, spiega Gme in una nota, saranno collegate al "Multi-Regional Coupling" (MRC) e, quindi, alla maggior parte dei mercati elettrici dell'Ue, dalla Finlandia al Portogallo e alla Slovenia. Dal 24 febbraio in poi, la capacità sulle frontiere italo-austriaca, italo-francese e italo-slovena sarà assegnata in modo implicito attraverso la soluzione “Price Coupling of Regions” (PRC) per i mercati del giorno prima, integrando tali frontiere nell'area MRC. I mercati del giorno prima di tali zone, estesi al market coupling sulle frontiere italiane, copriranno 20 paesi europei con consumi elettrici annuali di circa 2.800 TWh. La quantità media giornaliera oggetto di compensazione in tali paesi sarà di oltre 4 TWh, pari ad un controvalore medio giornaliero di oltre 150 milioni di euro.

AUTORITA’, ROADMAP PER IL SUPERAMENTO DEI PREZZI REGOLATI

Tra gli obiettivi strategici fissati dall’Autorità per l’energia per nella versione definitiva del Quadro Strategico per il 2015-2018 c’è la definizione di una “roadmap per la progressiva revisione del perimetro delle tutele di prezzo per le diverse tipologie di utenza”. L'orizzonte temporale è ampio, l'Aeegsi indica tra il 2015 e il primo semestre 2016, e precisa che la definizione sarà “da condividere con il ministero dello Sviluppo economico”.
Nella audizioni annuali dell'Authority di novembre, molti operatori avevano lamentato che nella stesura iniziale del Piano strategico non fosse ancora indicata alcuna tempistica per il superamento delle tutela di prezzo per elettricità e gas al dettaglio. Il superamento progressivo delle tutele di prezzo potrebbe essere oggetto di una norma ad hoc nel futuro Ddl sulla concorrenza, che il governo dovrebbe varare nei prossimi mesi.

MAGGIOR TUTELA, BORTONI: OCCORRE PERCORSO GRADUALE

Il superamento del regime di maggior tutela “non è un processo che si può fare dalla sera alla mattina”, motivo per cui l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico indica, nel Quadro strategico 2015-2018, una “roadmap” per il suo superamento. Lo ha sottolineato il presidente dell’Autorità, Guido Bortoni, a margine della presentazione del report Top Utility Analysis a Milano.
“Nei prossimi anni - ha detto Bortoni - il servizio potrebbe restringersi per le imprese, rimanendo in vigore solo per le utenze domestiche e le famiglie”. Secondo indiscrezioni, il cosiddetto “ddl Concorrenza” al quale sta lavorando il governo potrebbe prevedere il superamento della maggior tutela entro il 30 giugno 2015 per il gas e un anno dopo per l’energia elettrica. “Credo - ha affermato Bortoni - che il metodo migliore non sia quello di fissare una data, sia essa lontana o vicina, ma di identificare un percorso di uscita per le imprese perché consentirebbe di avere i tempi giusti necessari per poterle informare adeguatamente che una tutela sta venendo meno”. Un passaggio, insomma, ragionato e poco traumatico, nel quale le imprese potranno essere supportate anche con i servizi già a disposizione, come le comparazioni delle offerte e i call center informativi, “per elevare il livello di consapevolezza e affrontare al meglio l’impatto o l’accesso al mercato”.

E.ON, ASSETT TERMOELETTRICI ALLA CECA EPH

E.On lascia la produzione elettrica da fonti tradizionali in Italia. Il colosso energetico tedesco ha infatti venduto tutte le sue centrali a carbone e a gas al gruppo energetico ceco Energetický a Prumyslový Holding (eph). Si tratta di asset di generazione per una capacità complessiva pari a 4.500 megawatt. Tra questi, la centrale a carbone sarda di Fiume Santo da 600 MW e 3.900 megawatt di altre sei centrali a gas situate nella penisola e in Sicilia. Quasi tutti gli impianti erano stati acquistati dalla società nel 2008 nell'ambito dell'acquisizione di Endesa Italia.
Non si conosce il prezzo corrisposto, ma E.On ha spiegato di aver scelto per la vendita delle sue attività di produzione termoelettrica in Italia un soggetto "che si è pienamente impegnato per l'ulteriore sviluppo a lungo termine di questi asset, contribuendo così a garantire la sicurezza della fornitura energetica per il Paese".
Energetický a Prumyslový Holding è una società energetica integrata con sede a Praga, controllata dagli imprenditori Patrik Tkac (37%) e Daniel Kretinsky (37%), quest'ultimo noto per essere anche il presidente della squadra di calcio Sparta Praga.
La società ceca ha recentemente ampliato la sua presenza in Europa con acquisizioni in Germania e in Gran Bretagna e viene indicata tra i potenziali acquirenti della controllata slovacca di Enel Slovenske Elektrarne. L'operazione dovrebbe concludersi nel secondo trimestre di quest'anno, dopo l'approvazione della direzione Antitrust della Commissione Europea.
Le centrali cedute sono, in particolare, oltre a Fiume Santo, quelle a gas di Livorno Ferraris (VC), Tavazzano (LO), Ostiglia (MN), la CEF di Ferrara, la centrale calabrese di Scandale e quella di Trapani.
Vendute le centrali termoelettriche - le più problematiche - ora E.On dovrebbe concentrarsi sulla dismissione degli asset più appetibili, a cominciare dall’idroelettico di Terni e dal pacchetto clienti. Tra i pretendenti Erg, Hera, F2i-Edison.

AIE, IL TURCO FATIH BIROL SARA' IL NUOVO DIRETTORE

Il capo economista dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), Fatih Birol, assumerà la guida dell'organizzazione a partire dal prossimo settembre, succedendo a Maria van del Hoeven, il cui mandato è in scadenza. Lo ha annunciato la stessa Agenzia fondata dall'Ocse.
"Il consiglio di amministrazione dell'Agenzia internazionale dell'energia - si legge in una nota dell’Aie - ha confermato questa settimana la nomina di Fatih Birol come nuovo direttore esecutivo dell'agenzia. Birol succederà a Maria van der Hoeven, il cui mandato di quattro anni terminerà il 31 agosto 2015". Di nazionalità turca, nato nel 1958 ad Ankara, Birol era entrato all'Aie nel 1995, dopo aver lavorato nella segreteria dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) a Vienna. Birol esercita attualmente le funzioni di economista capo della direzione dell'economia mondiale dell'energia.

ENEA, GUIDA SU ECOBONUS ED EFFICIENZA ENERGETICA

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) ha realizzato la “Guida all’efficienza per il 2015” in cui sono raccolte e spiegate le novità sugli ecobonus del 65%, nonché le scadenze e gli obblighi di legge che scattano da quest’anno per famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche in tema di efficienza energetica. La guida è disponibile online all’indirizzo efficienzaenergetica.acs.enea.it, sito curato da Enea in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico che offre informazioni sugli ecobonus e numeri di telefono per richiedere indicazioni sugli incentivi rinnovati dal governo per l’anno in corso.
Le principali innovazioni in tema di efficienza per il 2015 riguardano l’estensione degli incentivi sotto forma di detrazioni del 65% introdotta dalla legge di Stabilità e l’attuazione delle previsioni del d.lgs. 102/2014. Fra queste, in particolare, la predisposizione, in collaborazione con Enea, di un programma di intervento per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione centrale e l’obbligo di diagnosi energetica per le imprese di grandi dimensioni entro fine 2015.
Per quanto riguarda gli ecobonus, da quest’anno valgono anche per l'acquisto e la posa in opera delle schermature solari, ovvero per le spese sostenute nei prossimi 12 mesi fino a un valore massimo di 60.000 euro; saranno detraibili le spese per tende esterne, chiusure oscuranti, dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate, e in generale le schermature. Inoltre, l'ecobonus del 65% è stato ampliato alle spese per l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Le spese devono essere sostenute nei prossimi 12 mesi fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.
La legge di Stabilità rinnova anche le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni e del 65% per gli interventi di efficienza energetica. Confermata la proroga anche per gli interventi di efficientamento energetico che interessano le parti comuni degli edifici condominiali, per i quali è prevista l'agevolazione maggiorata al 65% fino al 31 dicembre 2015. Per gli interventi di riqualificazione energetica restano immutati i tetti massimi di spesa detraibili: 153.846 euro per la riqualificazione energetica; 92.307,69 euro per gli interventi sull'involucro e per l'installazione dei pannelli solari; 46.153,85 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Per tutto il 2015 resterà al 65% anche la detrazione prevista per le spese destinate agli interventi antisismici e di messa in sicurezza statica.

CAGLIARI, ENTRO 2020 PREVISTO -20% CO2

Il Comune di Cagliari si impegna a ridurre del 26%, entro il 2020, le emissioni di anidride carbonica prodotte nel proprio territorio. Il Joint Research Centre, organismo tecnico di valutazione della Commissione europea, ha infatti accettato ufficialmente il Piano energetico della città di Cagliari, approvato dal Consiglio comunale di Cagliari il 22 luglio 2014.
L'attuazione del Piano comporterà per l'amministrazione un impegno finanziario per il periodo 2015-2020 di circa 70 milioni di euro, di cui una parte relativi a interventi già finanziati e a progetti sui quali è ipotizzabile l'intervento di privati, nonché altri candidabili a programmi europei. Tra le prime azioni che verranno realizzate, la creazione e l'avvio dello Sportello energia al servizio della cittadinanza e degli operatori economici del territorio e l'individuazione di soggetti professionali nel campo delle attività basate sul risparmio energetico e sulle fonti energetiche rinnovabili (Esco) con i quali attivare meccanismi di coinvolgimento di capitale privato nel settore dell'efficientamento energetico del patrimonio comunale e in generale nel contesto urbano.
"Ruolo importante - spiega l'assessore alla Pianificazione, Barbara Cadeddu - avranno anche le campagne di sensibilizzazione al risparmio energetico e incentivazione all'uso di energie rinnovabili sviluppate in collaborazione con operatori del settore e nell'ambito dei progetti di disseminazione patrocinati dal progetto regionale Sardegna CO2.0, in particolare nel programma Smart Cities. In questo percorso - conclude Cadeddu - anche i cittadini dovranno fare la loro parte, considerando l'incidenza del settore residenziale e della mobilità nei consumi e nelle emissioni globali".

ENERGIA, CONSULTAZIONE MEDREG SU INTERCONNESSIONI INFRASTRUTTURE

Si chiama ''Interconnection Infrastructures in the Mediterranean: A Challenging Environment for Investments'' il primo documento di consultazione approvato da Medreg, l'associazione delle Autorità per l'energia del Mediterraneo, in cui viene presentata una mappatura dettagliata delle infrastrutture energetiche transfrontaliere, esistenti e programmate, soggette a regolazione e rilevanti per il buon funzionamento e lo sviluppo del mercato energetico nel Mediterraneo.
I dati raccolti, sono frutto di un lavoro di elaborazione di informazioni fornite attraverso un questionario dettagliato dai membri dell'associazione, di cui fanno parte 24 Autorità di 21 paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il report contiene anche un'analisi delle principali forme di finanziamento per nuove infrastrutture energetiche, evidenziando altresì i principali ostacoli considerati prioritari dai regolatori nazionali. Obiettivo della consultazione, rendono noto i promotori, è quello di verificare il quadro delineato e se le priorità e i principali ostacoli agli investimenti individuati all'interno dello studio siano condivisi. Al termine della consultazioni saranno elaborate una serie di proposte volte a migliorare le condizioni per favorire gli investimenti in infrastrutture energetiche nel Mediterraneo.
È possibile partecipare alla consultazione attraverso il sito web fino al 18 marzo, mentre entro la fine di aprile in Egitto è prevista l'organizzazione di un workshop dedicato al processo di consultazione cui saranno invitati i principali protagonisti del settore energetico operanti nella regione. Il rapporto finale dovrebbe essere pubblicato entro giugno 2015.

2015: ANNO INTERNAZIONALE DELLA LUCE, A PARIGI L’INAUGURAZIONE

Da Internet all'arte, passando per l'astronomia e la medicina, la luce è il motore delle tecnologie del futuro, così come è sempre stata un motivo conduttore della conoscenza scientifica: per questo che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2015 Anno internazionale della Luce. L'inaugurazione ufficiale dell'iniziativa è in programma il 19 gennaio a Parigi presso la sede dell'Unesco.
Se l'elettronica è stata la protagonista di uno dei principali sviluppi tecnologici del XX secolo, la scienza che studia il comportamento delle particelle di luce (fotoni) si prepara a prendere il testimone. La fotonica diventa così la scienza del futuro, destinata ad avere ricadute sempre più importanti sulle tecnologie alla base di smartphone, tablet e computer, così come dello sviluppo di tecnologie più efficienti al servizio dell’energia solare, per l'illuminazione sostenibile degli edifici. E ancora apparecchiature per le diagnosi mediche in grado di rilevare immagini sempre più precise e dettagliate.
''La luce è legata all'intero sviluppo della scienza'', osserva il presidente dell'Istituto Nazionale di Ricerca in Metrologia (Inrim), Massimo Inguscio. ''Basti pensare - aggiunge - alla luce delle galassie, che permette di risalire indietro nel tempo nella storia dell'universo, o al fatto che comprendere la natura della luce sia sempre andato di pari passo con la scienza, dalla teoria della relatività alla fisica quantistica''. Ancora la luce, prosegue Inguscio, ''ha portato all'invenzione del laser e dei led, premiati nel 2014 con il Nobel come esempio di tecnologia al servizio dell'umanità''.
Almeno mille i partecipanti che daranno il via alle celebrazioni, nella cerimonia inaugurale di Parigi. A rappresentare l'Italia, mettendo in relazione luce e arte, sarà Alessandro Farini, dell'Istituto di Ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dell'università di Firenze.
''L'illuminazione - ha detto - può modificare la percezione delle opere d'arte''. Numerosissimi gli eventi previsti in Italia, dove l'inaugurazione ufficiale dell'Anno della Luce è in programma il 26 gennaio a Torino, nella cerimonia organizzata da Inrim, Società Italiana di Fisica e Comune di Torino. Decine gli eventi in programma in tutta Italia fino al dicembre 2015.

ENERGIA, AEEGSI: MERCATI DI MASSA DINAMICI, MA LA CONCORRENZA NON E' ANCORA MATURA

Mercati retail dell'energia elettrica e del gas dinamici, con tassi di cambio verso nuovi fornitori in linea o superiori alla media europea: circa il 25% dei clienti elettrici domestici ha scelto il mercato libero, il 22% nel gas. La concorrenza però è ancora poco matura, più sviluppata per l'elettricità e i grandi clienti "energy-intensive", meno per i domestici, con prezzi del mercato libero mediamente superiori a quelli della tutela (+15-20% per l’energia elettrica), e clienti ancora poco consapevoli dei meccanismi delle offerte. Condizioni che suggeriscono l'opportunità di mantenere ancora attivi, per entrambi i settori, gli strumenti e regimi di tutela, pensando piuttosto ad un percorso graduale per il loro superamento. È questo, in sintesi, il quadro che emerge dal Monitoraggio dei mercati retail dell'Autorità per l'energia per gli anni 2012-2013, disponibile sul sito dell’Aeegsi.
Per il settore elettrico l'analisi ha evidenziato condizioni concorrenziali dell’offerta uniformi sul territorio nazionale, ma disomogenee per tipologia di clienti. Se infatti l'attività di vendita ai grandi clienti (in media tensione) presenta un'effettiva concorrenza, con positivi indici di concentrazione (i primi 3 operatori hanno solo il 23% circa dei volumi di vendita nel libero) e di cambio fornitore, emergono invece indicazioni di segno opposto per domestici e piccole imprese. Nel 2013 ancora il 75% dei clienti domestici è in maggior tutela, e quasi il 60% di chi passa al libero sceglie il venditore dello stesso gruppo che aveva in tutela.
Per il settore del gas naturale, la concorrenza ha luogo principalmente su scala geografica regionale o sub-regionale e non nazionale: nel 2012-2013 solo 4 venditori hanno quote di mercato significative in più di 5 regioni e, di questi, solo 2 sono presenti in più di 15 regioni. Gli indici di concentrazione su base regionale segnalano la presenza di vantaggi concorrenziali per i venditori "tradizionali" o incumbent locali, cioè quei venditori che in passato operavano come monopolisti: nel 2013 oltre il 94% dei volumi di gas sono stati consegnati in regioni dove i venditori tradizionali hanno una quota di mercato complessivamente superiore al 75%.

A2A, ENTRO 2016 BRESCIA ILLUMINATA A LED

Entro il 2016 tutti i punti luce di Brescia, circa 43.000, utilizzeranno apparecchi a led grazie ad un piano di sostituzione voluto dal Comune di Brescia e realizzato da A2A. Una scelta innovativa che garantirà uguale efficienza e pari resa luminosa, un risparmio del 39% dei consumi e di 8 milioni di euro in 10 anni sulla “bolletta” del Comune di Brescia. L'ammontare degli investimenti a carico del Gruppo A2A è di 12 milioni di euro, per sostituire tutti i corpi illuminanti della città.
Grazie alla nuova illuminazione il consumo annuo pro capite verrà quasi dimezzato, passando dagli 92 kWh attuali ad una quota di 56 kWh. Nel complesso si passa da oltre 18 milioni di kWh annui - una quantità di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di 8.200 appartamenti - a 11 milioni di kWh, corrispondenti al consumo ipotetico di 5.000 appartamenti.
I nuovi corpi illuminanti, spiega A2A, garantiscono uguale prestazione luminosa rispetto alle tradizionali lampade fino ad oggi utilizzate (100 lumen/watt), ma con un migliore orientamento del fascio luminoso, oltre a un ciclo di vita molto più lungo (anche 5 volte di più rispetto alle tradizionali lampade) che, in termini di qualità del servizio e sicurezza, vuol dire meno luci guaste e spente sulle vie della città. Saranno almeno 2.500 le lampade bruciate in meno ogni anno. E con la nuova tecnologia adottata - il telecontrollo - le informazioni sulle condizioni degli impianti e su eventuali malfunzionamenti arriveranno in tempo reale consentendo di intervenire molto più rapidamente. La riduzione delle spese è garantita anche dal significativo risparmio energetico e dalla riduzione dei costi di manutenzione ordinaria e sostituzione dei led, che si distinguono per la durata, la resistenza alle vibrazioni e alle sfavorevoli condizioni atmosferiche.

ASSORINNOVABILI E ASSOELETTRICA, NO AI SOVRACANONI SULL’IDROELETTRICO

AssoRinnovabili e Assoelettrica guardano con grande preoccupazione alla prossima approvazione al Senato del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2014. La norma contenuta all’art. 45, che innalza di oltre il 30% (da 22,88 a 30,40 €/kW) i sovracanoni dovuti dai piccoli impianti idroelettrici ai Comuni dei Bacini Imbriferi Montani (BIM), avrà infatti pesanti ripercussioni sulla competitività e sulla stabilità del settore.
I canoni demaniali e i sovracanoni (BIM ed Enti Rivieraschi) hanno già visto continui aumenti nell’ultimo decennio, ben oltre le dinamiche inflazionistiche; un ulteriore aumento improvviso del 30% è contro qualsiasi logica di mercato e di previsione di business plan, oltre a non avere alcuna correlazione ne’ con l’andamento dei ricavi dei produttori idroelettrici ne’ con i capitoli di spesa pubblica a cui dovrebbero essere destinati i canoni.
Se la norma verrà approvata - sostengono Assorinnovabili e Assoelettrica -, un piccolo impianto idroelettrico senza incentivi e senza prezzi minimi garantiti (cioè la maggior parte dei soggetti interessati) arriverà a pagare canoni e imposte indirette per valori vicini al 30% del fatturato. I titolari saranno quindi costretti a limitare al minimo le attività di manutenzione e di rinnovo degli impianti stessi, se non addirittura a chiudere, con significativi impatti negativi in termini di occupazione e ricchezza delle comunità locali.
A ciò si aggiunga - proseguono le due associazioni - che nella proposta di modifica della legge di stabilità 2013 presentata nel Collegato Ambientale, si intende eliminare il presupposto giustificativo dell’applicazione del maggior canone, attualmente legato alla prosecuzione degli interventi infrastrutturali da parte dei comuni. In questo modo, i maggiori oneri per gli operatori, appaiono slegati da qualsiasi giustificazione razionale visto che sono dovuti a prescindere dall’effettuazione degli interventi da parte dei comuni montani.

TIRRENO POWER: “AIA CON PRESCRIZIONI INATTUABILI”

La nuova Aia per la centrale elettrica a carbone di Vado Ligure prevede "prescrizioni inattuabili" e "non è in alcun modo ottemperabile dalla società". Così, in una nota, Tirreno Power, la società che gestisce la centrale elettrica è sotto sequestro dal marzo 2014 per violazioni all'Aia."Prendiamo atto con sconcerto e disappunto dell'emissione del decreto del Ministero dell'Ambiente, con il quale si rilascia l'Aia per la centrale. Un provvedimento che ricalca quanto stabilito dalla conferenza dei servizi incluse alcune prescrizioni incongrue ed inattuabili, come più volte affermato dalla Società. Il paradosso della situazione è ben evidenziato dalla contemporanea emissione, sempre il 31 dicembre, anche del decreto del Ministero dello Sviluppo economico che autorizza la costruzione della copertura del carbonile. La nuova Aia non recepisce nemmeno questo provvedimento mantenendo la scadenza al marzo 2015 per un'opera colossale per la cui conclusione il decreto dello Sviluppo economico prevede 30 mesi di tempo, invece dei tre mesi concessi dalla nuova Aia. Così come permane l'obbligo dell'avviamento da subito a gas naturale, che comporta il fermo della centrale per due anni senza nessun concreto beneficio ambientale o i tempi di decorrenza delle prescrizioni che non si riferiscono alla disponibilità degli impianti, attualmente sotto sequestro, ma al rilascio dell'Aia". La società dichiara di conservare comunque "un atteggiamento di fiducia nei confronti degli impegni assunti dal Governo" e di attendere "una pronta correzione delle disposizioni di un'Aia che rende ancora più complessa una situazione già estremamente difficile e che rischia di vanificare la continuità aziendale e l'impegno profuso da Tirreno Power per salvaguardare un asset essenziale per la società, con i suoi rilevanti livelli occupazionali diretti e nell'indotto".
Per la centrale di Vado sono circa 800 i lavoratori coinvolti: 250 diretti e il resto delle società esterne. Al Governo e al Ministro dell'Ambiente l'azienda aveva espresso anche la convinzione che vi fosse "una discriminazione molto forte tra la centrale di Vado Ligure e altre centrali simili italiane.
Per il Ministro Galletti “Tirreno Power non è ferma per le prescrizioni del ministero, ma per un sequestro operato dalla magistratura”.

TERNA E ANIE LANCIANO IL PROGETTO “CANTIERI SICURI”

Eseguire in sicurezza i lavori necessari per garantire la massima efficienza dei circa 63.800 km della rete elettrica nazionale: questo l’oggetto del Protocollo siglato da Terna e Anie, la Federazione che riunisce le principali imprese del settore elettrotecnico ed elettronico.
Il Protocollo - il primo di questo tipo siglato da Anie con un’azienda infrastrutturale - fa seguito a quello siglato nel 2012 sulla sicurezza ambientale dei cantieri, ed è espressione di una cooperazione sinergica che mira a minimizzare i rischi attraverso l’adozione di specifiche procedure nelle attività nei cantieri. L’accordo si articola in 3 documenti tecnici, elaborati congiuntamente da Terna e Anie nel corso di oltre 30 incontri, che fissano le modalità operative dei lavori di costruzione, manutenzione e rimozione delle linee elettriche aeree della rete di trasmissione nazionale.
“Voglio esprimere grande soddisfazione - ha commentato l’Amministratore Delegato di Terna, Matteo Del Fante - anche a nome dei 3.500 lavoratori di Terna, per questo nuovo, importante traguardo che abbiamo raggiunto con la firma di questo Protocollo con Anie. Il messaggio forte che arriva da questo nuovo accordo è che per garantire sul serio la sicurezza dei lavoratori, bisogna lavorare insieme e in sinergia. Anche per questo il Protocollo di oggi è unico nel suo genere: essendo stato elaborato insieme ad Anie, non distingue più, e quindi unifica, i lavoratori di Terna e quelli Anie sul versante della sicurezza. E ci auguriamo, impegnandoci fin d’ora a promuovere anche presso tutti i 2.000 fornitori di Terna, l’adozione di regole e comportamenti rispettosi della salute e della sicurezza dei lavoratori, che il Protocollo siglato oggi possa diventare una best practice anche in altri settori e a livello nazionale”.
“Il lavoro sugli elettrodotti è peculiare: la sicurezza sul lavoro deve essere un elemento fondamentale nella gestione di tutte le aziende, ma è evidente che questo tipo di infrastruttura comporta un rischio esponenziale rispetto ad altri lavori - ha dichiarato il Presidente di ANIE, Claudio Andrea Gemme -. Proprio per questo, la nostra Federazione, d’accordo con Terna, ha sentito l’esigenza di adottare un provvedimento più stringente e più tutelante per tutti coloro che operano nel settore. L’attenzione alla componente sociale della professione e a tutte le risorse che operano nel comparto dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica costituisce d’altronde un elemento fondante della nostra Federazione e della policy interna di tutte le aziende nostre associate, da sempre particolarmente sensibili all’importanza del capitale umano: la vera ricchezza di un’impresa.”
Con questo nuovo Protocollo, Terna si impegna ad adottare delle specifiche linee guida condivise per una corretta gestione delle attività dei propri addetti, mentre Anie si obbliga a promuoverne l’applicazione anche presso le aziende associate. Inoltre, Terna e Anie hanno espresso la comune volontà di presentare i contenuti dei documenti oggi sottoscritti al Ministero del Lavoro per il riconoscimento della buona prassi di sicurezza a livello nazionale.

CRESME: SPRECHI ENERGETICI NELLE SCUOLE ITALIANE, POSSIBILE RIDURRE I CONSUMI DEL 48,8%

Spreco energetico in Italia e in particolare negli edifici scolastici. Secondo i dati contenuti nella ricerca ''Riuso03'' del Cresme, l'Italia spende 45,2 miliardi di euro ogni anno per consumi termici ed elettrici negli edifici residenziali, altri 1,3 miliardi nelle scuole e 644 milioni negli edifici pubblici.
La sfida è quindi quella di sviluppare una strategia dedicata a quei segmenti del patrimonio maggiormente ''energivori'' e capire che le risorse da destinare al risparmio energetico non devono essere considerate come spese, ma come investimenti. Si tratta, in particolare, degli edifici utilizzati per gli uffici pubblici che hanno più di 70 anni (49% del totale) e delle scuole con il vetro singolo fra quelle costruite più di 50 anni fa (35%).
Gli edifici scolastici, nel 2013, ammontano a 52.000 unità che consumano ogni anno oltre 9,6 TeraWattora tra consumi termici ed elettrici, per una spesa annua dei Circoli Didattici di circa 1,3 miliardi di euro. Il segmento più energivoro conta 10.400 edifici per un consumo di oltre 2,6 TWh pari a 351 milioni di euro annui.
Applicando un mix di interventi differenziato per zona climatica a tale patrimonio, è possibile ridurne il consumo del 48,3% facendo scendere la ''bolletta energetica'' a 181 milioni di euro annui per un risparmio di 169 milioni l'anno.
In termini complessivi, significa che intervenendo solo sul 20% degli immobili più energivori è possibile abbattere i consumi dell'intero patrimonio del 13,1%. Secondo il Cresme, un investimento di 3,6 miliardi di euro consentirebbe di abbattere i costi energetici degli edifici sottoposti a interventi di 181 milioni di euro annui (-48,3%). Il risparmio aumenta dalle zone climatiche più calde (-44,8%) a quelle più fredde (-49,8%).
Gli interventi di riqualificazione energetica si ripagherebbero in poco più di 21 anni senza incentivi e in poco più di 7 anni con una incentivazione paragonabile a quella del 65%. Ogni Kwh risparmiato costerebbe 2,7 euro e la Co2 non emessa compenserebbe quasi 100 mila nuove automobili che percorrono 25 mila km annui.

TAGLIA BOLLETTE, MISE: RISPARMI PER 2,7 MLN

Risparmi per quasi 2,7 miliardi sulla bolletta elettrica, di cui circa 1,7 miliardi a beneficio delle Pmi e il rimanente miliardo a favore dei consumatori: è l’effetto, stimato dal ministero dello Sviluppo economico, del “taglia bollette” contenuto nel decreto Competitività (dl n. 91/2014) e degli altri provvedimenti varati dal governo per incidere sulla bolletta elettrica, grazie ai quali imprese e famiglie spenderanno nel corso del 2015 molto meno. Nel dettaglio, per le imprese il minore esborso determinato dal “taglia bollette” ammonterà a 910 milioni di euro mentre per le famiglie sarà pari a 313 milioni. Le ulteriori misure varate impatteranno positivamente per 771 milioni sulle aziende e per 694 milioni sui consumatori.
Le riduzioni della spesa deriveranno, oltre che dal pacchetto a favore delle Pmi, da altre misure sulle componenti regolate della bolletta e da interventi pro-concorrenza sul mercato elettrico. I consumatori beneficiano inoltre del calo dei prezzi dei combustibili impiegati per la produzione elettrica e di una riduzione del costo del dispacciamento. L’Autorità per l’Energia elettrica e il gas stima che i due fenomeni incideranno sulla spesa di una famiglia tipo (3 kW di potenza impegnata e consumi pari a 2.700 kWh/anno) per circa il 3% nel primo trimestre. La riduzione per le Pmi non energivore è stimata, su base annua, attorno all’8-10% in media.
Per le Pmi non energivore la riduzione è stimata, su base annua, intorno all’8-10% in media. Sulla base dei dati aggiornati sul numero di Pmi beneficiarie delle misure e sui relativi consumi di energia elettrica, indicati dall’Autorità, e facendo riferimento ai soli interventi sulle componenti regolate delle tariffe già avviate all’inizio del 2015, le misure messe in campo, comprese quelle con effetto una tantum, equivalgono a un risparmio medio di 740 euro su base annua per le 845.000 imprese in bassa tensione con potenza superiore a 16,5 kW e di circa 10.500 euro su base annua per le 100.000 imprese in media tensione non energivore. Il beneficio non sarà cumulabile, a regime, con le agevolazioni attualmente previste a favore delle imprese ad elevata intensità energetica.

ROMA, IL SERVIZIO DI ILLUMINAZIONE DEGLI UFFICI PASSA A GALA

In attesa dei tempi tecnici della gara, dal primo marzo non sarà più Acea a illuminare i palazzi del Comune di Roma. La giunta Marino ha infatti preferito aggiudicare il servizio alla miglior offerta, ovvero alla società Gala, che ha proposto la cifra di 35 milioni contro i 38 milioni di Acea.
Gala ha anche assicurato che, attraverso la revisione dei 7500 contatori delle utenze comunali, il risparmio sarà superiore ai 3 milioni. "Probabilmente" spiega il consigliere del Pd Athos De Luca "in passato il Comune, non essendo in regola con i pagamenti nei confronti di Acea, prorogava il servizio senza gara. Ma oggi, avendo pagato puntualmente, potrà fare un forte risparmio. E a questo - aggiunge De Luca - bisogna aggiungere i 21 milioni all'anno risparmiati con l'accordo tra il Campidoglio e Acea sulla trasformazione a led di tutta l'illuminazione pubblica della città, che conta 187 mila punti luce da attivare entro il 2016".

SEAS, IL SOFTWARE DI ENEA PER LA DIAGNOSI ENERGETICA DEGLI EDIFICI

Si chiama Seas, Software Energetico per Audit Semplificati, il nuovo software professionale per la diagnosi energetica degli edifici che l'Enea mette a disposizione gratuitamente di tutti gli operatori pubblici e privati del settore. La procedura di calcolo di cui si avvale Seas - si legge nella newsletter dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile - è aggiornata alle più recenti normative e può essere applicata sia all'edilizia residenziale, sia ad uffici, scuole e ospedali.
Oltre a calcolare per ogni edificio i consumi di energia necessari per servizi quali il riscaldamento, la produzione di acqua calda sanitaria e l'illuminazione, il software permette di svolgere anche un'analisi costi-benefici dei possibili interventi di riqualificazione energetica.
"Seas - spiega Gaetano Fasano, dell'Unità Efficienza Energetica dell'Enea - è uno strumento a disposizione di professionisti e operatori per far fronte agli adeguamenti richiesti dal quadro normativo vigente e rispondere con efficacia alla domanda di mercato per l'efficienza energetica che è in continua crescita, in modo particolare nel settore degli edifici della Pubblica Amministrazione". Le caratteristiche di Seas, aggiunge Fasano, sono semplicità d'uso, flessibilità nell'inserimento dei dati per permettere all'utente di simulare qualsiasi tipologia di edificio e di servizi, e interfaccia grafica per consentire un'intuitiva gestione della simulazione.
Seas è scaricabile gratuitamente, compilando un semplice modulo con i propri dati, dal sito dell'Enea, che ne ha curato la realizzazione, insieme all'Università di Pisa, nell'ambito dell'Accordo di Programma tra Ministero dello Sviluppo Economico ed Enea per la Ricerca di Sistema Elettrico Nazionale.

AEEGSI, CONSULTAZIONE SULLA RIFORMA DELLE TARIFFE CLIENTI DOMESTICI

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha pubblicato la consultazione 34/2015/R/eel che illustra le possibili opzioni di regolazione per la riforma delle tariffe di rete e delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema per i clienti domestici di energia elettrica. Gli obiettivi della riforma riguardano l'allineamento delle tariffe di rete ai costi, l'utilizzo razionale delle risorse e la promozione delle iniziative di efficienza energetica e di sviluppo delle fonti rinnovabili. La consultazione è aperta sino al 16 marzo 2015.
I criteri fissati dal decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sull'efficienza energetica (d.lgs. n. 102/2014) - spiega una scheda tecnica dell’Autorità - prevedono, per quanto riguarda le tariffe elettriche dei clienti domestici: il superamento dell'attuale struttura progressiva rispetto ai consumi, che provoca sussidi incrociati e redistribuzioni tra gruppi di clienti; l'adeguamento delle componenti tariffarie al costo dei servizi (applicabile solo alle tariffe di rete, e non agli oneri generali che hanno valore parafiscale); forme di gradualità di impatto per i clienti domestici interessati dalla riforma; l'introduzione di contestuali proposte per l'adeguamento del bonus sociale elettrico. Nel documento di consultazione sono considerate quattro opzioni alternative. Per quanto riguarda le tariffe dei servizi di rete (trasmissione, distribuzione e misura), si considera come "opzione zero" quella attuare la tariffa di riferimento D1 senza modifiche alla sua attuale definizione, mentre le altre tre opzioni individuano una nuova forma della tariffa di rete aderente ai costi. In ogni caso, per la tariffa di rete (che copre un gettito annuo di circa 3 miliardi di euro) non vi sono differenze tra residenti e non residenti. Per quanto riguarda invece le componenti a copertura degli oneri generali (gettito attuale di circa 3,5 miliardi di euro), le diverse opzioni prevedono: copertura degli oneri caricata sulla componente variabile proporzionale ai consumi (“opzione zero”); 50% del carico sulla componente fissa correlata alla potenza impegnata e 50% sulla componente variabile proporzionale ai consumi senza differenziazioni tra residenti e non; 50% potenza e 50% prelievi differenziando tra residenti e non residenti il corrispettivo per potenza impegnata; 75% consumi e 25% su componente fissa, quest’ultima differenziata tra residenti e non. In base alle stime degli impatti delle varie opzioni, l’Autorità predilige la terza opzione.
Il documento prevede un percorso graduale che, partendo dal 1° gennaio 2016, si sviluppi nell'arco di due anni e consenta di introdurre la struttura tariffaria a regime dal 1°gennaio 2018. Il percorso di gradualità dipenderà dalla struttura tariffaria che verrà adottata e sarà oggetto di una seconda consultazione entro la pausa estiva 2015. Nel documento sono anche analizzate le conseguenze attese per i titolari di bonus per disagio economico rispetto alle diverse opzioni presentate e sono illustrate tre ipotesi di possibili interventi correttivi alla disciplina per neutralizzare, in tutto o in parte, gli effetti di maggior impatto della riforma tariffaria, da segnalare al governo e al Parlamento.

CAPACITY MARKET, GERMANIA CONTRARIA

Il Ministro dell'Economia e dell'Energia tedesco Sigmar Gabriel ha suscitato le accese critiche delle maggiori utility del Paese per aver affermato che alla Germania non serve un meccanismo di remunerazione della capacità elettrica. “Non avremo problemi di capacità per i prossimi cinque anni”, ha detto il vice di Gabriel, Rainer Baake, aggiungendo che il capacity market non può essere uno strumento per mantenere in funzione centrali che non guadagnano più. I produttori sono interessati ai capacity payment per poter “conservare capacità in eccesso a spese dei consumatori” ha detto per parte sua Gabriel al quotidiano Handelsblatt. Invece dei mercati della capacità, ha aggiunto il ministro, la Germania ha scelto di puntare sulla forza del mercato: “un mercato elettrico funzionante richiede reali segnali di scarsità. Mandano i necessari segnali per gli investimenti”. Ma i politici, ha proseguito, non dovrebbero introdurre i capacity market sull'onda della “codardia”, producendo aggravi di prezzo. Gabriel considera preferibile un modello basato sulla libera dinamica di mercato con l'aggiunta di un meccanismo di di riserva strategica. I commenti di Gabrie e Baake seguono di pochi giorni quelli, anch'essi scettici sull'utilità del capacity market, resi dalla cancelliera Angela Merkel in persona. Un uno-due che ha messo in allarme il mondo delle utility convenzionali in forte sofferenza negli ultimi anni. Il numero uno di E.On Johannes Teyssen durante una conferenza sull'energia organizzata dallo stesso Handelsblatt ha criticato il ministro rilevando che la “sicurezza delle forniture richiede un mercato equo e un prezzo equo”. “Ci serve un mercato della capacità” ha detto il vice a.d. di RWE Rolf Martin Schmitz, aggiungendo che “i costi reali di un capacity market sono molto bassi”. Il capacity market prevede un meccanismo di mercato per la selezione di capacità produttiva elettrica disposta a restare a disposizione del sistema elettrico in caso di necessità in cambio di un corrispettivo. Con il crollo dei prezzi dei mercati elettrici tradizionali, dovuto negli ultimi anni alla crisi dei consumi e al boom delle rinnovabili, molte utility sostengono da tempo la necessità di un evoluzione del mercato verso meccanismi di remunerazione della capacità in luogo dell'energia prodotta.

TERNI-ENERGIA, CESSIONE DEL 50% DI SOLTER E ENERGIA ALTERNATIVA A L&T CITY REAL ESTATE

TerniEnergia, attiva nei settori dell’energia da fonti rinnovabili, efficienza energetica, waste e energy management, quotata sul segmento Star di Borsa italiana e parte del gruppo Italeaf, ha sottoscritto un accordo con L&T City Real Estate Ltd, società con sede in Londra, per la cessione del 50% delle quote detenute da TerniEnergia nelle società Energia alternativa Srl e Solter Srl, titolari di impianti fotovoltaici di taglia industriale per la potenza complessiva rispettivamente di circa 13,9 MWp e circa 3,8 MWp. Il corrispettivo complessivo della cessione è pari a 7,47 milioni di euro.
L'operazione si inquadra nella nuova strategia intrapresa nel settore energetico dal gruppo TerniEnergia - come spiega un suo comunicato - che intende perseguire l'obiettivo di rafforzare le attività di energy management più innovative e di gestione industriale degli impianti di produzione energetica, attraverso la riduzione del debito e il rafforzamento delle partnership con primari investitori internazionali del settore green e renewables. L'accordo - prosegue il comunicato - permette di ridurre la posizione finanziaria netta del gruppo di circa un terzo, con impatti molto positivi sugli indicatori economici e finanziari di TerniEnergia.

TERNA A PARTECIPAZIONE CINESE (2,01%) E LANCIO OBBLIGAZIONE 1 MLD A 7 ANNI

People's Bank of China (PBOC), la banca centrale cinese, ha rafforzato la presenza in Italia con l'acquisto del 2,01% del capitale di Terna, operatore di reti per la trasmissione di energia, partecipazione che si affianca a quelle già rilevate in altre grandi società italiane.
In base alle comunicazioni sulle partecipazioni rilevanti della Consob, il 9 gennaio PBOC ha comprato il 2,01% di Terna, pacchetto che vale circa 150 milioni di euro agli attuali prezzi di Borsa.
Terna è controllata da Cassa depositi e prestiti (Cdp) attraverso Cdp Reti, holding cui fa capo anche il pacchetto di controllo della rete gas di Snam. L'anno scorso il 35% di Cdp Reti è stato ceduto per un corrispettivo di oltre 2 miliardi di euro al gruppo cinese State Grid Corporation of China, che ha ottenuto il diritto di nominare proprio rappresentante nei consigli di amministrazione delle controllate di Cdp Reti Snam e Terna. Quest’ultima ha cooptato come nuovo amministratore non esecutivo Yunpeng He, in sostituzione del consigliere dimissionario Simona Camerano, su proposta di Cdp Reti.
Terna ha anche lanciato sul mercato un’emissione obbligazionaria in Euro, a tasso fisso, per un totale di 1 miliardo di Euro, nell’ambito del proprio Programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da Euro 6.000.000.000, a cui è stato attribuito un rating “BBB” con outlook stabile da Standard and Poor’s, “(P)Baa1” con outlook stabile da Moody’s e “BBB+” con outlook stabile da Fitch.
I titoli, aventi durata pari a 7 anni e scadenza in data 2 febbraio 2022, pagheranno una cedola pari a 0,875%, saranno emessi a un prezzo pari a 99,42%, con uno spread di 52 punti base rispetto al midswap (i “Titoli”). Per i Titoli sarà presentata richiesta per l’ammissione a quotazione presso la Borsa del Lussemburgo.
L’emissione obbligazionaria, destinata ad investitori qualificati, è stata collocata da un sindacato di banche composto da Banca IMI, BofA, BNP Paribas, JP Morgan, SocGen e Unicredit in qualità di joint lead managers e joint bookrunners.
L’operazione rientra nei programmi di ottimizzazione finanziaria di Terna, a copertura delle esigenze del Piano Industriale del Gruppo.

TERNA E FS, INTESA PER CESSIONE RETI ELETTRICHE

Le Ferrovie dello Stato Italiane, la Rete Ferroviaria Italiana e la Società Elettrica Ferroviaria hanno siglato un accordo non vincolante con Terna per avviare il processo di potenziale cessione alla stessa Terna delle reti elettriche di trasmissione in alta e altissima tensione, attualmente di proprietà del Gruppo FS. L’eventuale cessione riguarderebbe sia le reti già inserite nella rete di trasmissione nazionale di energia elettrica, sia quelle destinate a farne parte, in caso di perfezionamento dell’operazione ai sensi della Legge di Stabilità.
L’accordo definisce le attività che il Gruppo FS e Terna dovranno svolgere per perfezionare l’operazione che si prevede possa concludersi entro quest’estate. Il passaggio della rete elettrica FS a Terna è infatti subordinato, oltre che dal buon esito della negoziazione, alle determinazioni che verranno adottate in materia dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.

ENERGIA, IPOTESI COMMISSARIAMENTO PER SOGIN E GRUPPO GSE

Il governo starebbe ipotizzando il commissariamento di due società pubbliche attive nel campo dell'energia. In particolare, secondo quanto ha appreso l’Ansa in ambienti parlamentari, si tratterebbe di Sogin, responsabile dello smantellamento del nucleare, e del gruppo Gse, che comprende il Gestore dei servizi energetici (Gse) responsabile degli incentivi da rinnovabili, l'Acquirente Unico (Au) responsabile della fornitura di elettricità ai clienti del mercato tutelato e il Gme che gestisce la Borsa elettrica, del gas e dei mercati ambientali. Al decreto starebbe lavorando il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi (Dagl), la struttura di supporto al Presidente del Consiglio per il coordinamento dell'attività normativa del Governo. Secondo quanto riferiscono informalmente fonti vicine al dossier, anche se non ci sono conferme ufficiali, la ragione dietro il commissariamento della Sogin sarebbe legata a divergenze emerse alla guida della società. Sul Gruppo Gse, i cui vertici sono in scadenza di mandato, invece ci sarebbe la volontà di mettere mano al comparto dell'elettricità su cui gravitano notevoli interessi.

TERMOVALORIZZAZIONE TORINO, APPROVATO PROGETTO TELERISCALDAMENTO

L’Associazione d’Ambito Torinese per il Governo dei Rifiuti ATO-R ha approvato il progetto per la realizzazione del sistema infrastrutturale di trasporto del calore, prodotto dal termovalorizzatore Trm, che sarà utilizzato dalle reti di teleriscaldamento dei Comuni di Grugliasco e Beinasco, in Provincia di Torino. L’opera verrà realizzata e gestita dalla società Tlr V, interamente controllata dal gruppo Iren. I lavori di realizzazione inizieranno nel corso del 2015, mentre l’erogazione del calore è prevista nel corso della stagione termica 2016-2017.
Il termovalorizzatore gestito da Trm, società partecipata dal gruppo Iren, opera in assetto cogenerativo, producendo sia energia elettrica, sia calore. L’energia termica, attraverso una dorsale di collegamento costituita da doppia tubazione interrata della lunghezza complessiva di circa 5,4 km, sarà trasportata a due punti di interconnessione, rispettivamente con la rete di teleriscaldamento di Grugliasco e della futura rete di Beinasco. Si prevede che il calore utilizzato per il teleriscaldamento sia inizialmente pari a circa 150 GWh all’anno, al fine di servire l’attuale volumetria nel Comune di Grugliasco, con interconnessione, in futuro, verso i comuni di Collegno e Rivoli. La popolazione che potrà beneficiare del servizio nei due Comuni (Grugliasco e Beinasco) è a oggi quantificabile in circa 50.000 abitanti. L’utilizzo del calore derivato dalla combustione dei rifiuti consentirà di eliminare il consumo di combustibile fossile, oggi utilizzato dalle caldaie condominiali per riscaldare le utenze dell’area, senza aumentare il quantitativo di emissioni rilasciate in atmosfera. Queste ultime, in futuro, potrebbero ulteriormente diminuire grazie alla realizzazione di nuovi allacci.

CAMPANIA, 25.3 MLN PER EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

Il consigliere del presidente della Regione Campania per le Attività produttive e lo Sviluppo economico, Fulvio Martusciello, ha consegnato ai Comuni campani 23 decreti di ammissione a finanziamento nell’ambito degli interventi di accelerazione della spesa dei Fondi strutturali europei per interventi di efficientamento energetico. Il totale dello stanziamento ammonta a 25,3 milioni di euro.
In Provincia di Avellino sono finanziati 4 interventi per complessivi 5,8 milioni di euro, in Provincia di Benevento 3 progetti per 3,1 milioni di euro, 4 interventi in Provincia di Caserta ottengono 4,5 milioni di euro, 5 progetti in Provincia di Napoli sono destinatari di 5,7 milioni di euro e altri 7 interventi in Provincia di Salerno vengono finanziati per 6,1 milioni di euro.
“Oggi stanziamo 25 milioni di euro - ha commentato Martusciello - per progetti che consentiranno ai sindaci dei Comuni campani di avviare quanto prima le gare per realizzare nuove infrastrutture, interventi di risparmio energetico che permetteranno alle scuole e agli edifici comunali di essere più sostenibili ed, infine, di produrre un risparmio concreto in bolletta per le comunità. Abbiamo lavorato in forte sinergia con Anci Campania e con il sistema dei territori - ha aggiunto - per garantire una spesa di qualità dei fondi europei”.

F2I RILEVA IL FOTOVOLTAICO DI E.ON

Passano di mano 7 impianti per complessivi 50 megawatt Il veicolo Hfv raggiunge così i 150 megawatt e diventa il secondo gruppo in Italia F2i conquista le attività nel fotovoltaico del colosso tedesco dell'energia Eon. La firma tra le due parti sarebbe stata messa sull'accordo ieri. Al fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli passeranno dunque i 7 impianti fotovoltaici per complessivi 50 megawatt: attività che confluiranno nel veicolo Hfv Holding Fotovoltaica, che già possiede 100 megawatt nel fotovoltaico. Quindi, complessivamente, la controllata di F2i arriverà a possedere centrali in grado di generare 150 megawatt. Con questa acquisizione Hfv diventerà la seconda realtà italiana del settore. Holding Fotovoltaica è nata nel 2009 dall'alleanza dell'italiano F2i e del portoghese NovEnergia. Nell'arco del triennio 2010- 2013 la società ha completato il piano di investimenti previsto raggiungendo quota 89 megawatt con un portafoglio di 25 siti . Continua così l'espansione di F2i nel settore delle energie rinnovabili. Alla fine dello scorso anno F2i ha partecipato al riassetto nel settore concluso da Edf ed Edison: con la costituzione di un polo delle rinnovabili con circa 600 megawatt di capacità installata. Della nuova società il fondo guidato da Ravanelli possiede il 70 per cento. E poi c'è la controllata Alerion Clean Power, con i relativi 200 megawatt installati, azienda di cui F2i è azionista di maggioranza con il 15,7 per cento. Ora l'obiettivo del fondo infrastrutturale è quello di diventare un punto di aggregazione, anche per altri operatori più piccoli. Si tratta di una strategia a tutto campo che potrebbe continuare visto che proprio F2i è in corsa anche per gli impianti eolici che la stessa tedesca Eon sta cedendo: 10 parchi dislocati in Sardegna, Sicilia, Campania, Basilicata, Toscana e Calabria. Proprio la multinazionale di Düsseldorf sta continuando nel break-up delle sue attività italiane, volto alla cessione di quest'ultime in modo separato. A metà gennaio Eon ha ceduto le sue attività di produzione da fonti convenzionali (a gas e a carbone) al gruppo energetico ceco Energeticky a Prumyslovy Holding (Eph): una vendita che ha riguardato tutti gli impianti termoelettrici della società tedesca in Italia per un capacità produttiva totale di circa 4.500 megawatt. Inoltre all'idroelettrico di Terni, con i suoi 513 megawatt di potenza installata e i suoi 16 impianti in concessione fino al 2029, è interessata la genovese Erg della famiglia Garrone . Insomma, sta proseguendo la strategia di Eon in Italia, che punta a uscire dal Paese tramite uno spezzatino che consenta di massimizzare gli incassi di ogni attività.

RUBBIA: BASTA RINNOVABILI, IL FUTURO E’ NEL “ROMPERE” IL METANO

Creare energia dal metano senza produrre l'inquinante CO2: è questa la scommessa che il premio Nobel Carlo Rubbia sta portando avanti all'interno dei laboratori del Politecnico di Karlsruhe. I progressi di questa innovativa tecnica sono stati presentati dal fisico e senatore a vita in occasione della conferenza 'Energia per oggi e domani' all'Accademia Nazionale dei Lincei.
"Abbiamo sviluppato in Germania una nuova tecnologia per produrre energia da fonti fossili senza emissione di CO2", ha spiegato è Carlo Rubbia, premiato con il Nobel nel 1984 per i suoi studi nella fisica delle particelle e che da alcuni decenni ha spostato le sue attenzioni alla ricerca in campo energetico. "Si tratta di un metodo in grado di 'spaccare' il metano, detto methan cracking, dividendolo in carbonio e idrogeno. Dall'idrogeno a quel punto è possibile produrre energia senza liberare anidride carbonica mentre il carbonio 'scartato' può essere usato per altri scopi".
Il nuovo metodo messo a punto nei laboratori tedeschi potrebbe quindi rappresentare una valida alternativa di produzione di energia pulita ai più costosi metodi da fonti rinnovabili. Secondo il fisico italiano, la scelta dell'Europa di investire tutto sullo sviluppo delle rinnovabili rischia di tagliarla fuori.
"Gli Usa, e molte altre nazioni, stanno spostando i loro sforzi nello sfruttamento del gas naturale, i cui costi di estrazione sono stati abbattuti da nuove tecniche. Questo garantisce una nuova era di 'abbondanza' dove però sarà necessario trovare nuovi metodi per abbattere la CO2".
Una possibile strada potrebbe quindi arrivare dalla possibilità di 'rompere' il metano e il prossimo passo, ha aggiunto Rubbia, sarà quello di passare allo sviluppo applicativo.

MILLEPROROGHE, SLITTANO LE GARE GAS

Con l’approvazione del decreto milleproroghe (con voto di fiducia alla Camera) viene posticipata la pubblicazione dei bandi di gara per il servizio di distribuzione gas. In particolare, il testo prevede la proroga di quattro mesi dall'11 marzo all'11 luglio del termine oltre il quale scatta il potere sostitutivo della Regione, che può bandire la gara in caso di inerzia dei Comuni. Slitta quindi anche l'obbligo di inviare all'Aeegsi la documentazione almeno sessanta giorni prima (da gennaio a maggio).
Inoltre, la “penale” del 20% delle somme spettanti agli enti locali - prevista nel caso in cui le stazioni appaltanti non rispettino le scadenze per la pubblicazione del bando - scatterà in ogni caso solo dopo il termine del 31 dicembre 2015, sia per la prima tranche (scadenza 11 luglio), sia per la seconda (11 giugno).

TAP, IAN BRADSHAW NUOVO AD

Ian Bradshaw sarà il nuovo amministratore delegato di Trans Adriatic Pipeline AG (Tap) dal primo febbraio 2015. Lo annuncia la società in una nota. Prenderà il posto di Kjetil Tungland che tornerà in Norvegia dopo aver guidato la joint venture per oltre quattro anni.Tungland, entrato in Tap nell'aprile 2010, ha guidato il progetto che prevede la realizzazione del gasdotto che collegherà il Mar Caspio alla Puglia. Bradshaw, 34enne, arriva alla guida di Tap dal gruppo British Gas, dove ha lavorato dal 2005 in varie posizioni dirigenziali di alto livello.

CDS: GARE GAS, NO ALL’ALLEANZA ITALGAS-ACEGAS. PRATO CONFERMATA A TOSCANA GAS

Rovesciando due sentenze del Tar Lazio del marzo 2014, il Consiglio di Stato ha confermato la validità delle censure dell'Antitrust sull'alleanza stretta nel 2012 da Italgas e AcegasAps nella distribuzione gas nel Nord Est.
L'operazione doveva portare Italgas e AcegasAps ad assumere il controllo congiunto di Isontina Reti Gas, distributore di Gorizia e gran parte della provincia, conferendo inoltre in essa gli asset di Acegas nella distribuzione gas e le concessioni di Italgas in 42 comuni del Nord Est. Secondo l'Antitrust però ciò avrebbe di fatto eliminato la competizione nelle future gare nei quattro ambiti territoriali nei quali le società coinvolte sono già oggi dominanti (Gorizia, Trieste, Padova 1 e Pordenone). Da qui la decisione nel 2013 di vietare l'operazione. Attualmente Isontina Reti Gas è controllata congiuntamente da AcegasAps - che nel frattempo si è fusa con Hera - e da Eni.
Le società avevano fatto ricorso al Tar che aveva dato loro ragione (la decisione non aveva comunque indotto le aziende a mosse concrete per riportare in vita l'accordo). Ora però il Cds ha capovolto le valutazioni del Tar dando ragione all'Antitrust.
Nello specifico, diversamente dal Tar, il Cds considera le censure del Garante “immuni di vizi logici” laddove evidenziavano “che indizi gravi, precisi e concordanti rendono palese l'esistenza di un intento anticoncorrenziale, preordinato a produrre effetti non occasionali mediante la partecipazione della nuova impresa comune IRG alle previste gare d'ambito”.
“Legittimamente e condivisibilmente - rincara il Cda - l'Autorità ha ritenuto che, attraverso l'operazione esaminata, le società contraenti abbiano avuto lo scopo di ripartirsi il mercato”.
Sempre in tema di gare gas è stata pubblicata nei giorni scorsi una nuova sentenza (per una precedente sentenza sullo stesso caso che conferma l'aggiudicazione a Toscana Energia (jv tra 90 comuni toscani e Italgas), della concessione per la città di Prato, respingendo un ricorso della seconda classificata Estra (Consiag 44%, Intesa s.p.a. e Coingas s.p.a. 28% ciascuna) contro precedenti sentenze del Tar Toscana già ad essa sfavorevoli.
Infine con una sentenza depositata il 22 gennaio il Cds ha confermato l'aggiudicazione a Molteni della gara per il Comune di Verbania (VB) respingendo una ricorso di Enel Rete Gas (F2i) contro una sentenza del Tar Piemonte ad essa già sfavorevole. Diversamente da quanto argomentato dalla ricorrente il Cds ha dichiarato condivisibili le conclusioni di una consulenza che ha confermato la natura non anomala dell'offerta della Molteni s.p.a., ed in particolare che il piano economico-finanziario da quest'ultima previsto in sede di gara era idoneo a generare un utile nonostante il TIR si attestasse su un valore inferiore al WACC definito dall'Autorità.

STOCCAGGIO GAS, DECRETO MISE E DELIBERA SUL 2015-2016

Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato sul proprio sito il decreto sul prossimo anno di stoccaggio, datato 6 febbraio. Il decreto conferma in 500 mln mc la capacità, derivante dalla riduzione del volume di stoccaggio strategico, riservata ai servizi integrati di rigassificazione e stoccaggio per clienti industriali. L'eventuale capacità non allocata si aggiungerà anche quest'anno alla capacità di modulazione da assegnare in via prioritaria alle esigenze di fornitura del mercato civile, quantificata in 6.843 mln mc contro i 6.950 dello scorso anno. A questi però quest'anno si aggiungerà anche la capacità di stoccaggio minerario non richiesta e non assegnata ai produttori upstream di gas, che come segnalato quest'anno si è ridotta. Diversamente dallo scorso anno inoltre il decreto non prevede che nelle prime aste il 50% dello spazio la partecipazione sia riservata alle imprese di vendita che forniscono il mercato civile. In aggiunta alla modulazione ora citata, che verrà offerta in prodotti con profilo di erogazione variabile su base stagionale, pensato per il mercato civile, saranno 1.122 i mln mc offerti con profilo uniforme, modalità pensata invece per gli altri settori (es. termoelettrico e civile) contro i 1.610 dello scorso anno. La differenza è dovuta al fatto che 500 mln mc verranno prima offerti su base pluriennale e, se non assegnati, verranno offerti nelle aste annuali per il prodotto uniforme. Con la delibera 49/2015/R/gas l'Autorità ha approvato le disposizioni per il conferimento delle capacità di stoccaggio per l'anno termico 2015-2016 e le tariffe relative ai servizi di stoccaggio allocati con procedure non di mercato.

GARE GAS, PIATTAFORMA PER COMUNICARE DATI VIR-RAB

E' disponibile sul sito dell'Autorità la piattaforma informatica per l'acquisizione della documentazione necessaria per le verifiche degli scostamenti tra Vir e Rab ai fini della gare per il servizio di distribuzione gas. La stazione appaltante accede alla piattaforma previo accreditamento tramite l'inserimento dei propri dati di accesso.

MISE, NESSUNA EMERGENZA GAS, STOCCAGGI IN LINEA CON FABBISOGNO

Nessuna emergenza gas perché gli stoccaggi sono attualmente in linea con quanto programmato per soddisfare in sicurezza il fabbisogno. E' quanto si legge in una nota del Ministero dello Sviluppo Economico, che sottolinea come il Paese non corra alcun rischio per la domanda di gas, neanche in questi giorni di gran freddo.
La nota del Ministero arriva dopo che Snam Rete Gas, sul proprio sito Web, ha pubblicato una nota secondo la quale "il Ministero dello Sviluppo Economico ha dichiarato lo stato di Allarme (Alert) previsto dal Piano Emergenza in vigore, essendo stato consuntivato per il giorno gas 29/12/2014 un volume giornaliero erogato da stoccaggio superiore al 100% della Capacità di Erogazione giornaliera conferita e disponibile agli Utenti".
In relazione a questo, il Ministero dello Sviluppo "chiarisce dunque che il livello cosiddetto di 'allarme', scattato in base alle regole esistenti, significa esclusivamente che gli importatori di gas dall'estero vengono richiamati ad aumentare il livello delle importazioni - oggi molto basso - proprio per conservare il più a lungo possibile il livello di gas contenuto negli stoccaggi e garantire così la sicurezza del sistema italiano fino alla fine dell'inverno".

ENI, DESCALZI: PUNTARE SU CORRIDOIO NORD-SUD CON L’AFRICA E SULLA PRODUZIONE DOMESTICA

L'Europa, a causa dei limiti alle emissioni che si è data, in futuro avrà sempre più bisogno di gas e per averlo dovrà puntare sull'Africa, con "un corridoio Nord-Sud che è un'alternativa a quello Est-Ovest e con il mare del Nord". E' questo uno dei punti su cui l'Europa dovrebbe organizzare la propria strategia energetica, a giudizio dell'ad dell'Eni Claudio Descalzi.
Intervenendo all'incontro "L'energia del futuro. Nuove fonti e nuovi mercati per Stati Uniti ed Europa", organizzato da Aspen Institute ed Eni, Descalzi ha anche spiegato che l'Europa, per recuperare il gap che si è creato con gli Stati Uniti, dovrebbe "mettere a fattor comune tutte le proprie installazioni" e "connettere tutta la rete di trasporto e gli stoccaggi, basandosi su un quadro regolatorio comune".
Per la produzione, poi, bisognerebbe puntare prima di tutto sul mercato domestico: "Possiamo raddoppiare la produzione nazionale con un investimento tra i 15 e i 18 miliardi e penso che con le nuove regole potremmo farlo". Ma per raggiungere una vera e propria autonomia "bisogna rivolgersi all'Africa e all'area mediterranea, perché si tratta di un continente che ha molta energia e poca domanda". Bisognerebbe dunque puntare su "un corridoio Nord-Sud" che avrebbe "senso da un punto di vista industriale: pensiamo a una connessione che abbiamo avuto modo di proporre, un'alternativa virtuosa con un'energia che non è cara". Secondo Descalzi, infine, "proprio questo è il momento in cui bisogna pensare al domani, è il momento per preparare il nostro futuro".

SNAM, SCIOLTO ILPATTO CON CDP GAS DOPO TRASFERIMENTO QUOTA TAG

Ha cessato di avere valore l'accordo di sospensione (standtill) tra Snam e Cdp Gas e Cdp su operazioni su titoli e strumenti finanziari correlati al Gruppo di San Donato Milanese, legato al contratto quadro per il trasferimento della quota di Tag (Trana Austria Gasleitung) sottoscritto a settembre. Lo si legge in una nota in cui viene spiegato che l'accordo era legato all'esecuzione del contratto stesso, avvenuta lo scorso 19 dicembre.
Snam, inoltre, ha perfezionato l'acquisto della quota (pari al 84,47% del capitale sociale, cui spetta l'89,22% dei diritti economici), detenuta da Cdp Gas in Tag. L'operazione era stata approvata dal Cda a metà settembre.

HERA COMM MARCHE IL 100% DI ALENTO GAS

Il Gruppo Hera consolida la propria presenza in Abruzzo grazie alla gara per l’acquisizione del 100% di Alento Gas, società di vendita partecipata dal Comune di Francavilla (51%), e dai francesi di GdfSuez Energie (49%). Alento Gas, che ha conseguito nel 2013 un Margine Operativo Lordo di quasi 1 milione di euro, conta attualmente un portafoglio clienti di circa 13.000 contratti, in grado di generare circa 10 milioni di mc di gas venduto all'anno, distribuiti sul territorio comunale. Questi clienti si aggiungono agli oltre 2,1 milioni di clienti gas ed energia elettrica del Gruppo Hera.
Hera Comm Marche, società del Gruppo Hera, si è aggiudicata provvisoriamente la gara alla quale hanno partecipato altri operatori nazionali quali Prometeo, Made in Energy e Uno gas. Il prezzo di aggiudicazione, pari a 5,526 milioni di euro, è stato formulato sulla base della situazione economica, nonché della situazione finanziaria e delle riserve di patrimonio netto di Alento Gas.
Hera Comm Marche è la società del Gruppo Hera controllata da Hera Comm al 57,4% e partecipata da Marche Multiservizi (la multiutility della provincia di Pesaro-Urbino) e da Walter Sadori, storico operatore delle Marche. E’ attiva nei territori dell’Abruzzo e delle Marche, con oltre 110.000 clienti di cui circa 9.000 in Abruzzo.
Con l’acquisizione di Alento Gas, che segue quella del dicembre 2013 di Fucino Gas, il Gruppo Hera prosegue il proprio percorso di sviluppo lungo l'asse adriatico, consolidando una presenza che vede già la partnership della multiutility con diverse forze economiche del territorio.
"Per il Gruppo Hera l’acquisizione di Alento Gas rappresenta un punto importante nel proprio percorso di sviluppo, teso ad estendere la propria presenza sul mercato libero di gas ed energia elettrica nelle regioni adriatiche, area di storico insediamento", spiega Cristian Fabbri, Amministratore Delegato di Hera Comm Marche. Grazie al portafoglio clienti acquisito con Alento Gas e alla radicata presenza di agenzie Hera Comm, siamo certi potremo ulteriormente valorizzare l'assistenza post-vendita e la proposizione di servizio, potendo contare anche sull'offerta integrata del Gruppo Hera".

SNAM IN BORSA EUROPEA GAS, MALACARNE: “LIQUIDITA’ E PIU’ TRADING”

L'ingresso di Snam nella Borsa del gas europeo, a partire dal prossimo 26 marzo, porterà a un allineamento dei prezzi applicati in Italia con il resto d'Europa, anche se un differenziale di qualche centesimo ci sarà ancora e quindi l'effetto in bolletta non sarà così immediato. A dirlo è l'Ad della società proprietaria della gran parte dei gasdotti italiani, Carlo Malacarne.
"E' una piattaforma creata con lungimiranza alcuni anni fa quando non c'era ancora una base di scambio e la sua peculiarità si basa sulla quantità di gas che viene scambiato. Il fatto che le borse europee siano entrate in Italia vuol dire che hanno interesse a creare liquidità e c'è maggiore possibilità di fare trading a livello italiano", ha detto il manager commentando quanto avverrà da marzo: il punto di scambio virtuale del gas italiano (psv) gestito da Snam sbarcherà sulla piattaforma europea Pegas consentendo così l'avvio di un mercato comune dell'energia.
"Si tratta di un fatto positivo perché la maggiore competizione allinea i nostri prezzi a quelli europei, anche se resta un differenziale di 2-3 centesimi al metro cubo di gas con il Nord Europa. Maggiore liquidità e maggiore trading significano prezzi più allineati. Quanto alla bolletta ci sarà qualche beneficio, ma non subito. Non siamo più un'isola periferica", ha concluso.

GASDOTTO TAP, TAR SBLOCCA I LAVORI

I lavori per la realizzazione di sondaggi geotecnici lungo il percorso a terra del gasdotto Tap e nell'area del terminale di ricezione possono riprendere. Lo ha stabilito il Tar Lazio che, con l'ordinanza 398/2015 emessa il 28 gennaio, ha annullato la sospensione disposta dal Comune di Melendugno lo scorso settembre.
“Compatibilmente con i tempi necessari alla mobilitazione dei tecnici e della strumentazione - si legge in una nota Tap - i sondaggi riprenderanno nei prossimi giorni”.
Secondo i giudici amministrativi c'è un “prevalente interesse pubblico alla realizzazione dell'infrastruttura che si configura quale opera strategica e di preminente interesse per lo Stato”.
L'udienza di merito si terrà il prossimo 15 giugno.
TAP ha nel frattempo deciso di render pubblico l'elenco delle imprese prequalificate per i singoli contratti per la realizzazione dell'opera nelle procedure avviate fino a questo momento.
Nell'elenco disponibile in allegato si contano diverse aziende Italiane tra cui Saipem, Nuova Ghizzoni e Sicilsaldo per il tratto interrato del gasdotto in Albania e Grecia,APS Engineering C. Roma, Progetti Europa & Global, ABB S.p.A per le stazioni di compressione in Albania e Grecia.

TIRRENO POWER, 47 INDAGATI

Sono 47 le persone indagate dalla Procura di Savona nell’ambito dell’inchiesta sulle attività della centrale termoelettrica di Vado Ligure (SV) di proprietà della Tirreno Power, società che vede tra i suoi azionisti Gdf Suez (50%), Sorgenia (39%), Iren (5,5%) ed Hera (5,5%). Tra questi il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, insieme a dirigenti dell’azienda, funzionari regionali e ministeriali. Tra le ipotesi di reato il concorso in disastro ambientale, legato alle emissioni inquinanti dei due nuclei a carbone posti sotto sequestro nel marzo 2014 per il mancato rispetto dei limiti imposti dall’Aia. Secondo la Procura vi sarebbero state anche violazioni nell’iter amministrativo di concessione dell’esercizio della centrale.
Le carte in mano alla Procura riferiscono di 427 morti “anomale” tra il 2000 e il 2007. Secondo le perizie, inoltre, tra il 2005 e il 2012 sarebbero stati 2.097 i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sarebbero stati 586 i bambini ricoverati per patologie respiratorie. Il governatore Burlando chiede però che sia reso noto un documento dell’Istituto superiore di sanità secondo cui non vi sarebbe correlazione tra le emissioni della centrale e la salute dei cittadini. La Regione è impegnata a far riaprire gli impianti sequestrati chiedendo al governo di rivedere le prescrizioni contenute nella nuova Aia, che secondo l'azienda sono "inapplicabili". In ballo diverse centinaia di posti di lavoro.

CROAZIA, CONCESSIONI PER ESPLORAZIONI OIL & GAS E PROGETTO DI RIGASSIFICAZIONE. NO DEL VENETO

Il governo croato ha deciso di affidare in concessione dieci aree del mare Adriatico per l'esplorazione di possibili campi per l'estrazione di gas e petrolio. Il consorzio tra l'americana Marathon Oil e l'austriaca Omv si è aggiudicato sette delle dieci aree concesse. Due licenze sono andate al consorzio tra la società pubblica croata Ina e l'ungherese Mol, una al consorzio tra l'Eni e l'inglese Medoil gas.
Il governo croato ha anche manifestato l’intenzione di avviare la realizzazione di un impianto di rigassificazione lungo le sue coste (sull'isola di Veglia, Krk in croato), nel nord Adriatico, vicino alla città portuale di Fiume (Rijeka). Questo progetto ha "il pieno appoggio dell'amministrazione americana". Lo ha detto in un'intervista al giornale bosniaco Dnevni Avaz, Robin Dunningan, vice sottosegretario di Stato americano, incaricata delle questione energetiche. "Con il rigassificatore la Croazia potrebbe diventare uno snodo energetico regionale e il terminal su Veglia si trova sulla lista dei progetti prioritari dell'Ue che godono del pieno appoggio degli Stati Uniti", ha spiegato.
Se da una parte dell’adriatico si dà l’ok, sulla sponda italiana si manifestano le contrarietà. La Giunta regionale del Veneto ha adottato nei giorni scorsi un provvedimento con cui confermal'assoluta contrarietà alle trivellazioni in Adriatico. "Posso dire ufficialmente - ha annunciato il presidente, Luca Zaia - che ricorreremo in tutte le sedi, convinti ed auspicando nel contempo che anche il Governo faccia altrettanto a livello nazionale"."La nostra - ha proseguito - sarà un'opposizione dura, perché riteniamo che non vadano fatte simili operazioni in un catino d'acqua com'è l'Adriatico. Abbiamo iniziato questa mattina l'iter promesso, perché si va verso la scadenza dei termini per il ricorso contro lo Sblocca-Italia".

GAZPROM, GAS RUSSO A UE ATTRAVERSO LA TURCHIA

L’Unione europea dovrà ricevere il gas russo attraverso la Turchia, realizzando le infrastrutture necessarie per collegarsi alla nuova rotta: è quanto ha dichiarato Alexei Miller, amministratore delegato del monopolista del gas russo Gazprom, in occasione di un incontro con il vicepresidente della Commissione europea per l’Unione energetica, Maros Sefrovic.
Annullato il progetto di costruzione del gasdotto South Stream, Gazprom punta tutto sulla realizzazione del Turkish Stream. Stimato in 16 miliardi di euro, il progetto South Stream, che vedeva coinvolta anche Eni, doveva collegare la Russia alla Bulgaria attraverso il mar Nero per dirigersi verso l'Europa occidentale via Serbia, Ungheria e Slovenia. Ora “il gasdotto Turkish Stream costituisce il solo itinerario attraverso il quale saranno trasportati i 63 miliardi di metri cubi di gas russo che attualmente transitano attraverso l’Ucraina”, ha chiarito Miller. "I nostri partner europei sono stati informati - ha aggiunto - e adesso il loro compito è di creare le infrastrutture del gas necessarie partendo dalla frontiera greco-turca". Il numero uno di Gazprom ha anche precisato che i tempi sono brevi e “i lavori devono cominciare subito". In caso contrario, ha aggiunto, "i volumi di gas andranno verso altri paesi".
Miller ha anche spiegato che le forniture di gas all’Unione europea attraverso l’Ucraina rischiano di subire nuove ripercussioni già questo inverno, malgrado l’accordo trovato da Mosca e Kiev per risolvere il loro contenzioso. “I rischi che riguardano il transito del gas russo attraverso l’Ucraina questo inverno rimangono, nella misura in cui l’Ucraina, a causa delle difficoltà finanziarie, non ha potuto acquistare i volumi di gas necessario a novembre e dicembre dell’anno scorso - ha dichiarato - e che le riserve di gas negli stoccaggi sotterranei sono fortemente diminuite”.
In risposta alle dichiarazioni di Miller, la Commissione europea ha fatto sapere di aver preso nota dell'annuncio di Gazprom e che "analizzerà i piani in base alla loro sostenibilità economica e fattibilità legale”, nonché le possibili conseguenze, prima di assumere una posizione finale a riguardo. Bruxelles "si aspetta in ogni caso che vengano rispettati gli obblighi derivanti dai contratti in essere", ha chiarito la portavoce per l’Energia della Commissione.

ENI, IPOTESI SCORPORO GAS & POWER CON VENDITA DI QUOTA DI MINORANZA

L’Eni starebbe studiando lo scorporo delle attività Gas & Power con l'obiettivo di alienarne una quota di minoranza, anche attraverso la possibile quotazione a Piazza Affari. Il progetto, secondo quanto risulta a Radiocor, sarebbe stato messo a punto con l'assistenza di Goldman Sachs e potrebbe essere presto oggetto di esame da parte del Cda del colosso energetico. Interpellata in merito all'operazione, Eni ha fatto sapere che non commenta le indiscrezioni di mercato.
Lo scorporo, secondo l’agenzia, si inserirebbe nel contesto del nuovo piano industriale che verrà presentato a Londra il prossimo 13 marzo. Lo sbarco sul listino di Milano della nuova società, con contestale cessione di una significativa quota di minoranza, potrebbe poi avvenire nella prima parte del 2016. Il segmento Gas & Power ha chiuso il 2013 con ricavi per 32,1 miliardi di euro e una perdita di 246 milioni su cui pesano tuttavia svalutazioni per 1,68 miliardi (l'anno precedente aveva infatti registrato un utile adjusted di 473 milioni e nel primo semestre 2014 era a +197 milioni). Comprende tutte le attività di approvvigionamento e vendita di gas naturale e di produzione e vendita di energia elettrica; ciò significa, per il gas, oltre a 2.600 clienti tra grandi imprese, produttori di energia elettrica e grossisti, circa 8 milioni di clienti tra famiglie, professionisti e Pmi e altri 2 milioni di clienti in Europa, oltre ai diritti di trasporto sui principali gasdotti che arrivano nel Vecchio Continente: nel 2013 le vendite di gas di Eni hanno toccato 93 miliardi di mc, di cui 57 miliardi all'estero. La produzione di energia elettrica viene effettuata invece attraverso 7 centrali dislocate in Italia per complessivi 5,2 GW.

GAZPROM: DEFINITA ROTTA DEL GAS PER TURCHIA, IN SERVIZIO A FINE 2016

Il nuovo gasdotto che collegherà la Russia alla Turchia attraverso il Mar Nero si svilupperà per 660 km lungo la rotta prevista per il South Stream, progetto ormai abbandonato che doveva portare il gas russo in Europa passando per la Bulgaria, e attraverserà per altri 250 km un nuovo corridoio in direzione della Turchia europea. È quanto stabilito al termine di un incontro ad Ankara tra il numero uno di Gazprom Alexei Miller e il ministro dell’Energia Turco Taner Yildiz. Il nuovo gasdotto avrà una capacità totale di 63 miliardi di mc l’anno e l’Unione europea dovrà provvedere alla realizzazione delle infrastrutture necessarie per approvvigionarvisi.
Gazprom si occuperà della realizzazione della parte sottomarina del progetto e collaborerà, per le installazioni sul territorio turco, con la Botas. Le due società stanno predisponendo il calendario dei lavori; si ipotizza che il gasdotto possa entrare in servizio a fine 2016.

OLT, CONCLUSO LO SCARICO 100.000 METRI CUBI DI GAS

Si sono concluse nei giorni scorsi le operazioni di scarico di gas naturale liquefatto (gnl) presso l'impianto di rigassificazione Olt di Livorno, per un quantitativo pari a circa 100.000 metri cubi. L'operazione fa seguito alla gara indetta dalla Olt, nell'ambito della procedure per il servizio di Peak Shaving, che lo scorso 19 dicembre si era aggiudicata la società Gunvor International BV Amsterdam. Lo rende noto un comunicato della società Olt offshore Lng Toscana.
Il gas, stoccato presso i serbatoi del Terminale Fsru Toscana, resterà a disposizione fino al 31 marzo 2015. L'offerta di capacità di rigassificazione è comunque garantita (come risulta dalle pubblicazioni sul sito web di Olt) anche in concomitanza con il servizio di Peak Shaving.
La società Olt offshore Lng Toscana ha offerto il servizio di Peak Shaving per il secondo anno consecutivo. Il Peak Shaving è una delle misure di emergenza stabilite con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, nell'ambito del "Piano di Emergenza" per fronteggiare particolari situazioni sfavorevoli per il sistema nazionale del gas, che possono verificarsi nel periodo invernale dell'anno termico 2014-2015, e garantire la sicurezza del sistema gas in Italia.
In caso di emergenza, tale servizio permetterebbe, a partire dal 1° gennaio 2015, di immettere gas in rete - precedentemente scaricato e stoccato nei serbatoi del Terminale - con breve preavviso per far fronte a esigenze di richiesta di punta del sistema gas per un periodo limitato di tempo.
Olt offshore Lng Toscana spa. è una società partecipata da Gruppo Iren (49,07%), Gruppo E.On (48,24%) e Golar Lng (2,69%) che detiene la proprietà e la gestione commerciale del Terminale galleggiante di rigassificazione "Fsru Toscana", ormeggiato a circa 22 chilometri al largo delle coste tra Livorno e Pisa.
L'impianto è connesso alla rete nazionale attraverso un gasdotto di 36,5 km realizzato e gestito da Snam Rete Gas, per 29,5 km circa a mare e per i restanti 7 km a terra. A regime, il terminale ha una capacità di rigassificazione di 3,75 miliardi di metri cubi annui, equivalente a circa il 4% del fabbisogno nazionale.

TURKISH STREAM, DEFINITA LA ROTTA ONSHORE

Mosca e Istanbul hanno identificato la rotta onshore del futuro gasdotto che, dopo la cancellazione del progetto South Stream, porterà il metano russo in Turchia passando sotto il Mar Nero. L'amministratore delegato di Gazprom Alexei Miller e il ministro dell'energia turco Taner Yildiz, informa un comunicato Gazprom, hanno compiuto un volo di ricognizione in elicottero e hanno concordato i punti di riferimento e le soluzioni tecniche della pipeline: l'approdo sarà l'area del villaggio di Kayakoy, nel sud-ovest della Turchia, il punto di consegna del gas ai consumatori turchi sarà a Luleburgaz, nella Turchia europea, e l'area di uscita al confine turco-greco intorno a Ipsala.
La lunghezza del tratto onshore sarà di 180 km. Il volume di metano concordato è di 47 miliardi di mc, anche se il gasdotto avrà una capacità di 63 miliardi di mc all'anno. La possibile data per il completamento della prima linea è dicembre 2016. La Turchia è il secondo maggior cliente di Gazprom, dopo la Germania, con 27,4 miliardi di mc di gas importati nel 2014.

GAS, CROLLATI I CONSUMI, AI MINIMI DAL 1998

Crollo dei consumi di gas italiani, che chiudono il 2014 sotto i livelli del 1998, soprattutto per il rovinoso e prolungato crollo della domanda termoelettrica. È quanto emerge dal servizio mensile su domanda e offerta gas della Staffetta Quotidiana, sulla base delle elaborazioni sui dati di Snam Rete Gas e del ministero dello Sviluppo economico.
Il freddo leggermente più rigido di queste ultime settimane non poteva operare un impossibile miracolo: i consumi di gas naturale italiani nel 2014 sono tornati indietro di ben 16 anni, totalizzando un valore addirittura inferiore a quello del 1998.
Secondo le elaborazioni della Staffetta Quotidiana sui dati di Snam Rete Gas, nell'anno appena concluso in Italia si sono consumati soltanto 61,4 miliardi, oltre 8 miliardi in meno rispetto al 2013, perfino più di un miliardo in meno rispetto al lontanissimo 1998 e ben 19 miliardi in meno, il 23,8%, rispetto a dieci anni fa. Il calo sul 2013 è stato del 11,6%, l'anno scorso ci si era fermati al 6,4%, mentre la flessione sul 2012 è stata del 17,3%. Numeri pesantissimi che confermano un flessione che continua ininterrottamente dal 2008, con la sola eccezione del 2010, anno caratterizzato da temperature ben al di sotto della media e di gran lunga l'anno più freddo dell'ultimo decennio, e che, appunto, non possono essere spiegati con le temperature miti che hanno caratterizzato i mesi invernali del 2014.
Il freddo, infatti, incide sui consumi residenziali e dei servizi, che rappresentano più del 40% della domanda complessiva, e che nell'anno appena trascorso hanno segnato un -14,5%, 28,8 miliardi di mc contro i 33,7 del 2013 e i 33,8 mld del 2012.
A pesare negativamente ancora una volta la domanda di gas per generare energia elettrica caratterizzata da un nuovo annus horribilis, a causa della debolezza dei consumi di elettricità e dagli spazi sempre più significativi guadagnati dalle fonti rinnovabili. La flessione è del 14,6%: 17,6 mld mc, contro i quasi 20,7 del 2013. Rispetto al 2012 il crollo è addirittura del 28,5%. Molto più contenuta invece la flessione della grande industria, che nei 12 mesi del 2014 perde solo lo 0,3% totalizzando 13,1 mld di mc (-1% sul 2012). Mentre i consumi delle automobili alimentate a metano, anche quest'anno in aumento, restano ancora troppo modesti.

GAS, EUROPA CENTRO - SUD-EST: ALMENO TRE FONTI PER STATO

Ogni Stato dell’Europa centrale, orientale e meridionale dovrebbe avere accesso ad almeno tre diverse fonti di gas: è quanto convenuto nel corso della prima riunione del gruppo ad alto livello Central East South Europe Gas Connectivity (CESEC), composto dai ministri e rappresentanti di Austria, Bulgaria, Grecia, Ungheria, Italia, Romania, Slovenia e Slovacchia, oltre che dal vicepresidente della Commissione europea per l’Unione energetica, Maroš Šefcovic, e dal commissario per il Clima e l’Energia Miguel Arias Cañete.
Obiettivo del gruppo ad alto livello è stabilire una roadmap per le infrastrutture regionali prioritarie e assicurarne l’attuazione con lo scopo di sviluppare le infrastrutture carenti e migliorare la sicurezza delle forniture di gas. Il tempestivo sviluppo delle infrastrutture, afferma il gruppo in un comunicato congiunto, è particolarmente importante alla luce della vulnerabilità della regione, dimostrata anche dagli stress test effettuati lo scorso anno. L’azione del gruppo ad alto livello è iniziata con l’adozione dei termini di riferimento che definiscono l’ambito specifico delle sue attività e la sua governance. Tra i temi affrontati, gli aspetti sia interni che esterni relativi all’approvvigionamento di gas della regione, con un particolare focus sulle interconnessioni e sull’utilizzo ottimale delle infrastrutture esistenti. I lavori proseguiranno con specifiche analisi condotte in sottogruppi riguardanti i singoli corridoi infrastrutturali con l’obiettivo di identificare gap e ostacoli che intralciano l’integrazione del mercato. Un puntuale piano d’azione per accelerare la realizzazione dei progetti identificati sarà adottato all’inizio dell’estate e la sua implementazione sarà monitorata dal gruppo CESEC.

LECCO, IN VENDITA RETI E IMPIANTI PER DISTRIBUZIONE GAS

Il Consiglio comunale di Lecco ha deliberato la vendita di reti, impianti e strumentazioni accessorie di proprietà del Comune destinate alla distribuzione del gas naturale, del valore complessivo di 7.979.413,07 euro, nell’ambito della procedura di gara per l’individuazione del nuovo gestore del servizio di distribuzione gas dell’ambito Lecco 1 Nord.
L’alienazione è stata resa possibile alla modifica dell’art. 2 della legge regionale n. 26/2003, operata con la recente legge regionale n. 19/2014, che vietava la cessione delle dotazioni patrimoniali destinate all’esercizio dei servizi pubblici. La vendita delle reti nell’ambito della gara garantisce il rispetto del vincolo di destinazione funzionale delle stesse al servizio. I beni di proprietà del Comune messi in vendita sono collocati, oltre che nel territorio comunale, in alcuni Comuni limitrofi (Civate, Galbiate, Gariate, Malgrate, Mandello del Lario, Olginate, Valgreghentino e Valmadrera).

PRIMO METANO IN SARDEGNA

Un’autobotte di gas naturale liquefatto (GNL) proveniente dalla Spagna è sbarcata a Cagliari un paio di settimane fa e ha portato per la prima volta il metano in Sardegna. Lo riporta la Staffetta Quotidiana precisando che 'iniziativa è di Cpl Concordia, che ha realizzato uno stoccaggio di Gnl per l'impianto cogenerativo dell'azienda agricola 3A di Arborea, in provincia di Oristano. L'impianto è ancora in fase di collaudo e l'entrata in funzione a regime è slittata un po' rispetto alle previsioni. L'amministrazione regionale, che nelle prossime settimane dovrà aggiornare il Piano energetico e decidere come portare il gas nell'isola, se con un tubo dalla Toscana (o ancora dall'Algeria?) o con un rigassificatore.

CIPE, APPROVATI I CRITERI PER METANIZZAIZONE DEL MEZZOGIORNO

Il Cipe ha stabilito i criteri per la concessione dei contributi a favore dei Comuni e dei loro consorzi per il completamento del programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno. La legge n. 147/2013 aveva già stanziato per questa finalità 20 milioni di euro l’anno dal 2014 al 2020, a valere sul Fondo sviluppo e coesione (Fsc) 2014-2020. Secondo quanto stabilito dal Cipe le risorse, fino ad esaurimento, andranno a finanziare tre categorie di priorità (Comuni inseriti in vecchie graduatorie, Comuni inseriti nel programma e non finanziati, altri Comuni finora esclusi dal programma) e il maggior numero di destinatari è localizzato nell’area del Cilento. La misura massima del contributo statale per ogni progetto si manterrà entro il 50%.
L’erogazione dei contributi, ha chiarito il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari commentando la delibera, avverrà solo laddove l’avanzamento dei lavori raggiunga almeno il 25% della spesa ammessa a finanziamento. Saranno interessati in tutto 96 Comuni tra Calabria, Campania e Sicilia.

GAS, UE: FORNITURE DA AZERBAIGIAN POTREBBERO RADDOPPIARE

Le importazioni europee di gas naturale dai giacimenti azeri di Shah Deniz, sul Mar Caspio, potrebbero raddoppiare raggiungendo i 20 miliardi di mc anno: lo ha dichiarato Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo per l'Unione energetica. Attualmente è previsto che il cosiddetto Southern Gas Corridor, costituto da tre gasdotti (South Caspian, Trans Anatolian e Trans Adriatic) per complessivi 3.490 km, trasporti 16 miliardi di mc/anno di cui 6 miliardi destinati alla Turchia, 10 all'Italia e ulteriori quantitativi marginali a Grecia e Bulgaria. "Ma aggiungendo nuova compressione", ha rilevato Sefcovic in occasione di un incontro del Comitato consultivo del Southern Corridor tenutosi a Baku, la portata potrebbe essere portata a oltre 26 miliardi di mc anno. La tabella di marcia del Southern Corridor prevede che le prime forniture in Italia giungano nel 2018.
Le attività per la realizzazione del tratto turco (Trans Anatolian), che sarà lungo 1.800 km e raggiungerà il confine greco, sono già avviate. Il governo di Ankara ha completato all'inizio di quest'anno le operazioni di esproprio ("right of way") per la posa delle condutture e sono già stati selezionati i fornitori delle tubazioni: la cinese Baosteel, il gruppo Mannesmann e due aziende turche. Il Trans Anatolian si collegherà al Tap (Trans Adriatic Pipeline) che proseguirà fino in Italia attraverso l'Albania, dove è previsto l'avvio dei lavori nel giugno di quest'anno
Il problema di diversificare le fonti di approvvigionamento europeo di gas naturale attraverso il Southern Corridor è diventato un tema strategico nell'attuale stato di tensione tra Unione Europea e Russia. Sefcovic ha aggiunto che in questo contesto l'Unione Europea ha interesse a prolungare il Southern Corridor anche attraverso il Caspio, in modo da poter accedere anche alle riserve di gas del Turkmenistan senza dover passare dal territorio russo. Complessivamente, le riserve di gas dei giacimenti azeri del Caspio ammontano a oltre 1.400 miliardi di mc, quelle stimate del Turkmenistan a 7.500 miliardi di mc.

TURKISH STREAM, SEFCOVIC: PROGETTO NON SOSTENIBILE

Il progetto di costruire un gasdotto dalla Russia alla Turchia come alternativa al South Stream, ipotizzato da Gazprom, è problematico e in contraddizione con gli attuali contratti di fornitura fra Gazprom e i gruppi europei dell’energia. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea con delega all’Unione energetica, Maros Sefcovic.
“I contratti indicano chiaramente il luogo di consegna”, ha spiegato Sefcovic, “dubito che il luogo di consegna per la maggior parte di questi sia il confine greco-turco”. Inoltre, secondo Sefcovic, il progetto non sarebbe sostenibile economicamente: un cambio improvviso del percorso del gas evitando l’Ucraina, ha detto, non sarebbe semplicemente praticabile.

TAP, PROCURA DI ROMA INDAGA SULL'ITER AUTORIZZATIVO

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sull’iter che ha portato il ministero dell’Ambiente a decretare la compatibilità ambientale del gasdotto Tap, il progetto per portare il gas azero del Mar Caspio in Italia - con approdo a Melendugno (LE) - attraverso Grecia e Albania. A riferirlo è La Gazzetta del Mezzogiorno, seguita dal Fatto Quotidiano. L’apertura del fascicolo - al momento contro ignoti - segue un esposto presentato dal comitato “No Tap” secondo cui l’iter seguito dal ministero presenterebbe “seri e fondati profili di irregolarità della procedura”.
In particolare, il comitato ha rilevato la possibilità che la società Tap - costituita per la progettazione e la realizzazione del gasdotto da BP (20%), Socar (20%), Statoil (20%), Fluxys (19%), Enagás (16%) e Axpo (5%) - abbia trasmesso fuori tempo massimo della documentazione integrativa al ministero, circostanza da cui deriverebbe che il ministero abbia dichiarato un falso in atto pubblico. Stando a quanto dichiarato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti in risposta a un’interrogazione di Dario Stefano (Sel) e alla documentazione inviata da Tap al Fatto Quotidiano i termini di scadenza per la trasmissione degli atti sarebbero stati rispettati. Ad accertare i fatti sarà l’inchiesta, aperta dal pm Maria Letizia Golfieri.

ASSM ESTENDERA’ LA RETE GAS DI TOLENTINO

Assm, società controllata dal Comune di Tolentino (MC) e partecipata da altri 5 Comuni della Provincia di Macerata che gestisce i servizi di distribuzione di energia elettrica, gas metano e acqua, estenderà la rete di gas metano del Comune di Tolentino. La Giunta comunale ha infatti approvato il progetto preliminare predisposto da Assm per estendere la rete a zone del territorio comunale che ne sono attualmente sprovviste.
I costi di realizzazione delle opere saranno tutti a carico della Assm, che ha previsto gli interventi nel proprio piano degli investimenti 2014-2015. L’amministrazione comunale ha ritenuto fondamentale l’approvazione di questo progetto, che consentirà anche a chi vive nelle zone rurali di poter usufruire del servizio di distribuzione del gas. Una prima tranche di lavori è già stata appaltata e sarà avviata a breve in contrada Bura.